Il Calcestruzzo (CLS) detto conglomerato cementizio è un impasto omogeneo costituito di
legante, aggregati e acqua che per via dell’azione del legante raggiunge valori di
compattezza tipici dei materiali Litoidi. Il calcestruzzo è composto da legante, aggreganti,
acqua e additivi per conferire particolari caratteristiche. La posa in opera e la maturazione
del calcestruzzo avvengono a temperature che possono oscillare, almeno nei nostri climi,
nel periodo invernale tra 10 e -5°C e, nel periodo estivo, tra 25 e 40 °C. A queste
temperature le proprietà del calcestruzzo, sia allo stato fresco che indurito, risultano
sensibilmente modificate rispetto a quelle che il conglomerato possiede alla temperatura di
riferimento di 20°C in quanto varia la cinetica del processo di idratazione del cemento
perché le temperature elevate accelerano le reazioni chimiche di tutti gli aggregati con
l’acqua mentre le basse temperature le rallentano. Pertanto, la temperatura ambientale
riveste un ruolo significativo durante le fasi di lavorazione del conglomerato in clima caldo
e freddo influenzando:
- la scelta degli ingredienti;
- la composizione del calcestruzzo;
- e modalità di lavorazione;
- la tipologia di cassero;
Una prima conseguenza pratica è rappresentata dalla modifica della perdita di lavorabilità
durante il trasporto del calcestruzzo dalla centrale di betonaggio al cantiere. La perdita di
lavorabilità, infatti, aumenta con le alte temperature comportando una rapida perdita di
plasticità e un accorciamento dei tempi di presa, mentre si attenua fortemente durante le
stagioni particolarmente fredde.
Il cemento armato è un materiale usato per la costruzione di strutture di edifici, ponti,
viadotti, gallerie, acquedotti, ecc. composto da calcestruzzo, una miscela di cemento,
acqua, sabbia e ghiaia e barre di acciaio annegate al suo interno ed opportunamente
sagomate, poste ed collegate fra di loro. È un materiale utilizzato sia per la realizzazione
dello scheletro degli edifici, la parte strutturale, o meglio ancora della parte portante, dei
solai o di muri di sostegno dei terrapieni. Come l'acciaio, anche il cemento armato può
essere realizzato in officina per produrre elementi prefabbricati (in genere travi e pilastri,
soprattutto per grandi opere viarie). La produzione in officina permette di avere un miglior
controllo sulla qualità del calcestruzzo, ma, essendo più costosa, viene utilizzata con
regolarità quando le condizioni climatiche del cantiere sono proibitive o quando gli
elementi da produrre richiedono dei controlli importanti. In cantiere, la tecnologia del
calcestruzzo gettato in opera ha il vantaggio di creare meno problemi nei nodi tra gli
elementi, cioè in quei punti in cui si uniscono travi e pilastri. Il cemento armato sfrutta
l'unione di un materiale da costruzione tradizionale e relativamente poco costoso come il
calcestruzzo, dotato di una notevole resistenza alla compressione ma con il difetto di una
scarsa resistenza alla trazione, con un materiale molto più costoso quale l'acciaio dotato di
un'ottima resistenza a trazione. Quest'ultimo è utilizzato in barre e viene annegato nel
calcestruzzo nelle zone della struttura dove è necessario far fronte agli sforzi di trazione.
Le barre hanno diametro variabile commercialmente da 4 mm a 32 mm e possono essere
impiegate sia come "armatura corrente", sia come "staffe", ovvero come barre che
racchiudono e mantengono collegate altre barre a formare una sorta di "gabbie"
opportunamente dimensionate secondo le necessità d'impiego. Le barre, i tondini, si
possono presentare anche sottoforma di reti elettrosaldate a maglia quadrata con passi
variabili da 10 a 20 cm e vengono impiegate per armare solette o muri in elevazione.
L a preparazione dei provini consiste nel sistemare il calcestruzzo in apposite casseforme,
assettandolo con opportuni mezzi, in modo da ottenere la massima densità realizzabile
per l’impasto dato, e curando che i provini di uno stesso impasto risultino omogenei in se
stessi e tra di loro. È necessario, prima di iniziare le operazioni di confezionamento dei
provini, controllare la corrispondenza delle casseforme alle prescrizioni della UNI EN
12390-1:2012 assicurandosi in particolare che esse rientrino nelle tolleranze prescritte,
siano pulite e contengano la giusta quantità di disarmante. Il CLS viene disposto in uno o
due strati, rimettendone durante l’operazione per compensare il suo calo. Per effettuare un
costipamento corretto è preferibile realizzare la massima densità possibile per l’impasto
dato. Ottenuto ciò si procede a lisciare con un fratazzo o cazzuola. Le dimensioni nominali
dei provini misurano 150x150x150. Se tali dimensioni sono maggiore o minori del 2% il
provino è da rettificare o scartare. Per effettuare la prova vengono utilizzati dei provini in
polistirolo che molte volte tendono a deformarsi, infatti per una provino corretto vengono
utilizzati dei provini in resina o pvc, che per estrarre il cubetto viene immerso nell’acqua e
con aria compressa si fa salire fino a rimuoverlo. Per effettuare i provini vi sono due tipi di
controllo:
“Controllo tipo A” : Valido per una quantità di miscela omogenea fino a 1500 m3.
La verifica di accettazione va eseguita al massimo ogni 300 m 3 di impasto, secondo le
seguenti modalità:
n. 3 prelievi (n. 2 cubetti per ciascun prelievo), ognuno su un massimo di 100 m 3 di
miscela omogenea (se nella stessa giornata vengono lavorati 120 m 3 occorre eseguire
n. 2 prelievi per complessivi n. 4 cubetti)
almeno n. 1 prelievo ogni giorno di getto
Per miscele omogenee di quantità inferiori a 100 m 3:
n. 3 prelievi (n. 2 cubetti per ciascun prelievo)
solo in questo caso è possibile derogare dall’obbligo del prelievo giornaliero (è
possibile prelevare n. 6 cubetti da uno stesso getto di calcestruzzo)
“Controllo tipo B”: Valido per quantità di miscela omogenea superiore a 1500 m3.
almeno n. 15 prelievi (n. 2 cubetti per ciascun prelievo), ognuno su un massimo di
100 m3 di miscela omogenea
almeno n. 1 prelievo ogni giorno di getto
Il direttore dei lavori è la figura professionale scelta dal committente, in base alle opere da
eseguire e al titolo professionale richiesto dalle normative vigenti per l'esecuzione di tali
opere con lo scopo di seguire l'andamento regolare del cantiere e far sì che si possano
evitare gravi situazioni in cantiere nei confronti di coloro che vi operano.
I compiti del direttore dei lavori sono molti e sono:
- La denuncia al comune di riferimento dell'apertura del cantiere, se necessaria;
Principalmente ha il ruolo di dirigere una o più persone nell'esecuzione di specifiche
opere volte a realizzare un progetto preventivamente approvato da un committente
ed eventualmente approvato anche dalla Pubblica Amministrazione se soggetto a
norme di legge vigenti;
- La redazione dei SAL.(stato avanzamento lavori)
- La vidimazione di eventuali modifiche tecniche migliorative del progetto;
- La verifica della corretta esecuzione dei lavori;
- La stesura dei verbali di riunione e di eventuali ordini di servizio;
- Il ricevimento, da parte delle imprese e di altri soggetti coinvolti nell'opera, di
attestazioni di materiali e lavorazioni, relazioni e perizie;
- Il rilascio di certificati come quelli di corretta posa in opera, di corretta esecuzione
dei lavori o altri previsti dalla legge.
Il direttore dei lavori delle opere strutturali viene definito, dalla normativa vigente, un
ausiliario del committente e ne assume la rappresentanza in un ambito strettamente
tecnico. Il Direttore dei Lavori ha l’incarico, affidato dal Committente:
- Dell'alta sorveglianza dei lavori, da svolgere con visite nel numero necessario ad
esclusivo giudizio dell'ingegnere emanando le disposizioni e gli ordini per
l’attuazione dell'opera progettata nelle sue varie fasi esecutive e sorvegliandone la
buona riuscita,
- della emanazione, al costruttore, delle disposizioni e degli ordini necessari affinché
l’opera venga realizzata in conformità al progetto strutturale e ne sia assicurata la
buona riuscita.
Il direttore dei lavori dal punto di vista pratico assicura che l’opera venga eseguita
secondo le indicazioni fornite dal progettista. Tale compito è molte volte delicato e
complesso perché, anche a fronte di un progetto dettagliato e completo, si devono
ugualmente risolvere problemi ed imprevisti presenti in cantiere che non possono
essere tutti definiti in fase di progetto.
Per opere di ordinaria importanza vi sono numerosi punti di verifica delle principali fasi di
lavorazione. In particolare si dovranno verificare che le caratteristiche geotecniche del
terreno di posa delle fondazioni corrispondano ai dati di progetto definiti dalle indagini in
sito. Infatti può accadere che durante gli scavi di sbancamento vi siano zone con
caratteristiche geotecniche che possono essere peggiori o migliori da quelle ipotizzate. Nel
caso di fondazioni su pali si verificherà la effettiva portata degli stessi con prove di carico.
La corretta esecuzione dei casseri consente di avere la certezza sulle dimensioni degli
elementi strutturali e nel caso di getti con "faccia a vista" le superfici e le giunzioni dei
casseri devono essere particolarmente curati e di conseguenza eseguiti da personale
qualificato. Il disarmo dei casseri deve avvenire per gradi in modo da evitare eventuali
azioni dinamiche. La decisione sui tempi di disarmo è lasciata al giudizio del direttore dei
lavori il quale deve comunque garantire una maturazione del calcestruzzo in modo tale da
ottenere una resistenza prossima a quella di calcolo.
1. Prima di ogni operazione di getto, si deve verificare che le barre di armatura
abbiano le caratteristiche prescritte dal progettista, che siano posizionate
correttamente e che il copriferro di progetto, in particolare per strutture in ambiente
aggressivo o con prescritta classe di resistenza al fuoco, sia rispettato mediante
l’uso di idonei distanziatori.
2. Durante le fasi di getto delle strutture si deve verificare che il calcestruzzo abbia il
corretto rapporto acqua/cemento ed una adeguata lavorabilità in base alle eventuali
prescrizioni del progettista.
3. Durante l’esecuzione delle strutture, è obbligo del Direttore dei Lavori prelevare
campioni di calcestruzzo e acciaio per armature, soprattutto quelle volte in cui
variazioni di qualità degli aggregati dell’impasto possano fare presumere una
variazione di qualità del calcestruzzo stesso.
4. Il prelievo dei provini per il controllo di accettazione va eseguito alla presenza del
Direttore dei Lavori o di un tecnico di sua fiducia redigendo l’apposito verbale. I
provini dovranno essere contrassegnati, mediante sigle ed etichettature indelebili, in
modo da poter verificare che i provini inviati per le prove ai laboratori ufficiali, siano
quelli da lui effettivamente prelevati in cantiere.
5. La domanda di prove al laboratorio ufficiale dovrà essere sottoscritta dal Direttore
dei Lavori e dovrà contenere precise indicazioni sulla posizione delle strutture
interessate da ciascun prelievo. I controlli "di accettazione" sono assolutamente
obbligatori ed il Collaudatore è tenuto a controllarne la validità; ove ciò non fosse, il
Collaudatore è obbligato a far eseguire delle prove che attestino le caratteristiche
del conglomerato.
6. La fornitura delle barre di acciaio in cantiere deve essere accompagnata da
certificati di origine controllata degli stabilimenti da cui provengono e la provenienza
dei ferri può essere preventivamente controllata dal Direttore dei Lavori attraverso il
marchio posto su tutte le barre di ferro il quale deve corrispondere a quello del
certificato accompagnatorio.
Nel caso in cui il direttore dei lavori ritenga che si debbano effettuare delle varianti al
progetto originale per cause non previste dal progetto o per errate valutazioni a monte
dello stesso, deve avvertire con una relazione tecnica il committente, il progettista
architettonico e strutturale il quale provvederà a fornire le necessarie indicazioni
progettuali per la corretta esecuzione dell'’opera.
Il Direttore dei Lavori, ai sensi dell'’art. 6 della legge n. 1086/1971, a strutture ultimate ed
entro il termine di 60 giorni, depositerà una relazione, in duplice copia sull’adempimento
dei suoi obblighi, contenente:
i certificati delle prove sui materiali impiegati emessi da laboratori ufficiali autorizzati;
una relazione per le opere in conglomerato armato precompresso, ogni indicazione
inerente alla tesatura dei cavi e ai sistemi di messa in coazione;
una relazione sull’esito di eventuali prove di carico, allegando le copie dei relativi verbali
firmate per copia conforme.
MIX DESIGN DEL CALCESTRUZZO
- Il mix-design, letteralmente progetto della miscela, è il procedimento per il
calcolo della composizione del calcestruzzo. La resistenza normalizzata di un cemento
è la resistenza a compressione a 28 giorni
determinata secondo EN 196-1.
Le classi di resistenza normalizzata
considerate sono 3 :
•classe 32,5
•classe 42,5
•classe 52,5
Determinazione del DIAMETRO MASSIMO DELL’ AGGREGATO
D max = minimo ( 1,25c; 0,25 s; d ferri -5mm )
1,25 c (copriferro)
0,25 s (dimensione minima della struttura)
Distanza minima dei ferri – 5 mm
Le classi di esposizione descrivono l'influenza dell'ambiente sul calcestruzzo indurito. Il
calcestruzzo può essere esposto a diversi agenti e ciò si deve tradurre in una
combinazione delle classi di esposizione.