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Nota alla ristampa maggio 2012

Siamo lieti del successo avuto con il libro “Strutture di calcestruzzo”, che a quattro anni
dalla pubblicazione mantiene ancora la propria attualità.
Ringraziamo tutte e tutti coloro che ci hanno inviato apprezzamenti e commenti.
La presente ristampa riprende i contenuti originali, con la sola correzione degli errori
ortografici, di riferimento e di formule.

Tali correzioni possono essere scaricate separatamente sul sito www.supsi.ch/dacd.

Nuovamente vogliamo ringraziare particolarmente per il prezioso contributo Manuel


Lüscher, responsabile del corso di laurea Bachelor in Ingegneria civile.

Cristina Zanini Barzaghi, Stefano Mina, maggio 2012


A. Concetti di base, esecuzione 2. Tecnologia dei materiali
Tabella con additivi, codici e effetti principali (tratta da Bollettino del cemento)

Additivo Abbreviazione Codice a colori Effetti principali


Fluidificante F Giallo Riduzione del fabbisogno d’acqua e/o
miglioramento della lavorabilità
Superfluidificante SF Giallo Riduzione del fabbisogno d’acqua e/o
miglioramento della lavorabilità
Per la produzione di calcestruzzo a
consistenza fluida (calcestruzzo fluido)
Aerante AE Blu Introduzione di minuscoli pori d’aria
omogeneamente distribuiti allo scopo di
aumentare la resistenza al gelo con
presenza di sali di disgelo
Impermeabilizzante I Marrone Riduzione dell’assorbimento capillare
d’acqua
Stabilizzatore S Viola Aumento della coesione del calcestruzzo
fresco
Accelerante AC Verde Accelerazione della presa e/o indurimento
del calcestruzzo
Ritardante R Rosso Rallentamento della presa del calcestruzzo
Antigelo AG Bianco Incremento della presa e dell’indurimento
del calcestruzzo in particolare modo a
temperature basse

Gli aggiuntivi sono materiali che vengono addizionati per migliorare determinate
caratteristiche o per ottenere caratteristiche particolari (cfr. BC 4/95). Essi devono essere
considerati nel calcolo volumetrico della ricetta, al contrario degli additivi.

Alcuni aggiuntivi utilizzati:


• calce idraulica
• loppa
• ceneri volanti
• microsilice
• pigmenti minerali
• materiali espansivi
• fibre

2-5
A. Concetti di base, esecuzione 2. Tecnologia dei materiali

c) Deformabilità

Modulo d’elasticità Ec

Le deformazioni elastiche del calcestruzzo vengono determinate principalmente dalle


proprietà degli aggregati e dal loro quantitativo in rapporto al volume del calcestruzzo.
A seconda degli aggregati impiegati e della ricetta del calcestruzzo le caratteristiche di
deformabilità possono variare sensibilmente.
Il valore medio del modulo di elasticità Ecm del calcestruzzo normale può essere stimato
con l’equazione seguente:
1/ 3
E cm = k E fcm 2
[N/mm ]

Il valore di dimensionamento del modulo di elasticità del calcestruzzo è pari a:

E cm
E cd =
γ cE

Secondo art. 4.2.1.14, di regola vale γ cE = 1 e quindi E cd = E cm


Il coefficiente kE dipende dagli aggregati. Esso si situa tra 10'000 e 12'000 per le ghiaie
alluvionali, tra 8'000 e 10'000 per il calcare frantumato e tra 6'000 e 8'000 per le rocce
micacee. Secondo la ricetta impiegata, si possono constatare deviazioni significative
rispetto a questi valori; a seconda dei casi, Ecm è da determinare per mezzo di prove.

In Ticino sono usuali valori di Ec di ca. 25'000 – 30'000 N/mm2

Coefficiente di Poisson

Il valore per il coefficiente di Poisson υ è indicato alla cifra 3.1.2.3.5 della SIA 262:
Quando l’effetto della deformazione trasversale del calcestruzzo non può essere
trascurato, in prima approssimazione e per le deformazioni in ambito elastico si può
impiegare un coefficiente di Poisson pari a νc = 0,20.

Modulo d’elasticità laterale Gc

Per modulo d’elasticità laterale Gc si possono considerare i valori seguenti:

Gc = 13’000 – 15'000 N/mm2

2-14
A. Concetti di base, esecuzione 2. Tecnologia dei materiali

d) Ritiro

L’evaporazione dell’acqua d’impasto in eccesso provoca la contrazione del calcestruzzo


dopo la presa, questa contrazione è detta ritiro. Il ritiro viene misurato con la diminuzione
di volume durante un certo spazio di tempo di un elemento non soggetto ai carichi esterni.
Se, come accade sovente nella pratica, questo raccorciamento è impedito dai vincoli di
appoggio, nella struttura si originano forze di trazione che portano alla formazione di
fessure (sollecitazioni di coazione).

I valori descritti nei grafici della figura 3, sono influenzati dai seguenti parametri:
• Tipo di cemento (macinatura, calore di presa)
• Dosaggio del cemento (con molto cemento Portland abbiamo un grande ritiro)
• Consistenza del calcestruzzo fresco (contenuto d’acqua del calcestruzzo)
• Granulometria degli aggregati (troppi elementi fini esercitano un influsso negativo)
• Temperatura e umidità al momento della messa in opera
• Addensamento e vibrazione
• Misure della sezione (rapporto perimetro/area della sezione trasversale)
• Età del calcestruzzo
• Trattamento dopo il getto e condizioni ambientali durante la maturazione

Il ritiro specifico del calcestruzzo normale confezionato con cemento con presa normale o
con presa rapida può essere stimato con l’equazione seguente:

ε cs ( t ) = ε cs ,∞ β(t − t s )
I valori di εcs, e β(t-ts) sono indicati nella figura 3 della norma SIA 262, dove ts indica l’età

del calcestruzzo all’inizio dell’essiccamento, risp. all’inizio del ritiro.


Figura 3, SIA 262: coefficienti per il calcolo del ritiro specifico

Per i coefficienti β(t-ts) su una durata (t-ts) di 100 anni, si considerano i seguenti valori:
• 1,00 per h0 = 100 mm
• 0,75 per h0 = 300 mm
• 0,70 per h0 = 600 mm
Per delle valutazioni preliminari si può considerare il seguente valore medio di ritiro
specifico: εs = 0.3‰

2-15
A. Concetti di base, esecuzione 2. Tecnologia dei materiali

2.3 Acciaio d’armatura


Agli acciai per il calcestruzzo armato si richiede in funzione delle esigenze del loro
impiego:

• Resistenza meccanica
• Capacità di deformazione
• Fragilità minima
• Aderenza al calcestruzzo

2.3.1 Caratteristiche meccaniche

caratteristiche comuni ai diversi tipi d’acciaio impiegati

Massa volumica γ = 78.5 kN/m3 (7850 kg/m3)


Coefficiente di dilatazione termica α T = 10 x 10-6 K-1
Modulo d’elasticità Es = 205'000 N/mm2

2.3.2 Acciaio d’armatura

L’acciaio d’armatura è caratterizzato dalle seguenti proprietà:


• Limite di snervamento (fsk)
• Resistenza alla trazione (ftk)
• Duttilità (εuk e (ft /fs)k)
• Attitudine alla piegatura
• Superficie relativa delle nervature (fR)
• Diametro e deviazioni rispetto alle dimensioni nominali
• Resistenza alla fatica (Δσs,fat)
• Saldabilità

Vengono introdotte le classi di duttilità A, B e C.


Il comportamento a rottura dell’acciaio di armatura è determinante per studiare le sezioni
di cemento armato.

L’acciaio d’armatura più impiegato è denominato B500B.

2-22
A. Concetti di base, esecuzione 4. Aspetti esecutivi e dettagli costruttivi

4.8 Indicazioni per l’allestimento dei capitolati

Generalmente i capitolati relativi alle opere in calcestruzzo armato vengono allestiti


dall’ingegnere progettista e poi integrati nel capitolato per l’impresario costruttore.
L’allestimento dei capitolati verrà trattato in modo esteso nei corsi dell’area “gestione”.

A titolo riassuntivo, vengono qui indicate le informazioni principali relative ai moduli


d’offerta per le opere in calcestruzzo.

Il fascicolo CPN 241 Opere in calcestruzzo eseguite sul posto descrive per opere in c.a.
sia per il lavori di edilizia sia per i lavori di genio civile (ponti).
Le posizioni normalizzate di questi fascicoli si basano sulle prescrizioni di computo
contenute nella norma SIA Swissconditions SIA 118/262 “Costruzioni in calcestruzzo –
Prestazioni e prescrizioni di misurazione”.

Le posizioni nei capitolati relativi alle opere in c.a. sono suddivise in tre gruppi principali:

• Calcestruzzo
• Casseri
• Armatura*

È importante che siano scelte correttamente le posizioni principali con grandi quantitativi di
questi gruppi, e che i quantitativi previsti siano calcolati in modo abbastanza preciso
(calcolo con riserva 5%).
L’importo dei lavori previsti solo dalle posizioni principali generalmente arriva al 70% - 80%
del totale.
Le posizioni supplementari con piccoli quantitativi hanno un ruolo meno determinante.
Esse però non vanno dimenticate completamente per non incorrere sul cantiere a continue
richieste di supplementi da parte dell’imprenditore.

*quantitativi d’armatura indicativi:

fondazioni 60 - 80 kg/m3
pareti 80 - 100 kg/m3
solette e colonne 100 - 120 kg/m3

Il quantitativo d’armatura di strutture che non rientrano nella normalità, viene spesso
dedotto sulla base del predimensionamento di una parte tipica della costruzione.
Nel caso di strutture importanti, come ponti o solette su grandi luci, colonne con alto
contenuto d’armatura o solette di ripartizione, i quantitativi possono essere maggiori di
quanto indicato.

4-26
B. Sicurezza strutturale 6. Compressione e trazione pura

6.2 Resistenza di dimensionamento per trazione centrata

Se si sollecita un elemento in calcestruzzo armato a trazione, a partire dal momento in cui


viene superato il valore di dimensionamento della resistenza alla trazione fctd (forza di
fessurazione Nr), gli sforzi vengono ripresi unicamente dall’armatura.
Pertanto la superficie di calcestruzzo non viene considerata nel calcolo della resistenza:

Valore di dimensionamento della resistenza a trazione:

NRd = As . fsd

per il dimensionamento dell’armatura si considera quindi:

Nd
As ,necc ≥
fsd

Il fatto di non poter tenere conto della superficie in calcestruzzo è molto sfavorevole.
Di regola elementi in calcestruzzo sollecitati prevalentemente a trazione vengono eseguiti
unicamente con l’ausilio della precompressione (cfr. cap. 26).

Il raggiungimento della resistenza alla trazione avviene dopo la formazione di fessure


nell’elemento sollecitato a trazione. Il comportamento del tirante a partire dalla forza di
fessurazione del calcestruzzo Nr fino al raggiungimento della resistenza massima alla
trazione viene analizzato con il modello del tirante (Zuggurtmodell) illustrato più
dettagliatamente nel capitolo 15.

6-2
B. Sicurezza strutturale 7. Flessione pura

fctd valore di dimensionamento della resistenza a trazione del calcestruzzo secondo


art. 4.4.1.3 SIA 262.
fcd valore di dimensionamento della resistenza a compressione del calcestruzzo
secondo art. 2.3.2.3 SIA 262.
σc tensione di compressione nel calcestruzzo al suo lembo superiore compresso.
σct tensione di trazione nel calcestruzzo al suo lembo inferiore teso.
As superficie dell’acciaio di armatura.
σs tensione di trazione nell’acciaio di armatura.
fsd valore di dimensionamento del limite di snervamento dell’acciaio secondo
art. 2.3.2.5 SIA 262.
x distanza dell’asse neutro dal lembo superiore della sezione
(altezza della zona compressa).
d altezza statica,
distanza fra il baricentro delle armature e il lembo superiore compresso.
h altezza totale della sezione.
b larghezza della sezione.
cnom copriferro secondo art. 5.2.2 SIA 262.

Andamento qualitativo della deformazione δ in funzione della forza F nelle sezioni in


calcestruzzo armato:

EIII Rottura
FR EII

Fy
Inizio snervamento nell’acciaio d’armatura

Formazione fessure sul lembo teso

Fr

EII rigidezza sezione non fessurata


EIII rigidezza sezione fessurata

7-3
B. Sicurezza strutturale 7. Flessione pura

7.3 Sezione attiva e rigidezza

Solo la parte non fessurata della sezione è in grado di sopportare e trasmettere le forze
interne di trazione e compressione ed è per questo detta parte della sezione
staticamente attiva. I suoi valori sezionali (superficie, momento statico, momento di
inerzia, ecc.) sono in genere inferiori o al massimo uguali a quelli della sezione completa
non fessurata.
Parte del calcestruzzo impiegato per la confezione della struttura non ha quindi più una
funzione statica e viene a gravare come un peso morto sulla struttura. Esso è però
indispensabile per collegare l’acciaio teso con la zona compressa e proteggere l’acciaio di
armatura dalla corrosione.

Solo nello stadio I la distribuzione delle tensioni all’interno della sezione è lineare, la
sezione staticamente attiva corrisponde all’intera sezione in c.a.
Per gli stadi II, III e R la sezione staticamente attiva è inferiore a quella geometrica ed è
costituita solo dalle componenti non fessurate del calcestruzzo.
La posizione dell’asse neutro varia a dipendenza dell’intensità del carico e deve essere
calcolata di conseguenza di volta in volta.
In una sezione di calcestruzzo armato, a differenza di quanto avviene per l’acciaio, non
esiste quindi un rapporto di proporzionalità fra sollecitazione e tensioni interne poichè il
momento d’inerzia I e il momento resistente W varia a seconda della sollecitazione:

Confronto fra rigidezza della sezione non fessurata e fessurata:

II rigidezza della sezione non fessurata


III rigidezza della sezione fessurata

b ⋅ x13 b ⋅ ( h − x1 )3
II = + + ( d − x1 )2 ⋅ n ⋅ As
3 3

b ⋅ x 23
III = + 0 + ( d − x 2 )2 ⋅ n ⋅ As
3

x2
x1

d-x1 h-x1

b b

Stadio I Stadio II

7-6
B. Sicurezza strutturale 7. Flessione pura

7.4.3 Diagramma tensioni-deformazioni dell’acciaio d’armatura

diagramma elasto - plastico secondo norma SIA 262:

ks fsd
fsd

2
Es=205
E kN/mm 2
s = 200 kN/mm
"

εsd= 2.12‰ "


ud

Acciaio d’armatura B500A B500B B450C


2
fsd [N/mm ] 435 435 ≥ 390
ks [-] 1,05 1,08 ≥ 1,15
εud [-] 0,020 0,045 0,065

7-9
B. Sicurezza strutturale 7. Flessione pura

Ipotesi di deformazione (rottura duttile):


εc2d = 3‰ fcd
x 0.85x Fc 0.425x
d z = d-0.425x
d-x
Ft
εs fsd

Calcolo del momento resistente:

Considerando le condizioni di equilibrio si ottiene:

− Fc = 0,85 ⋅ x ⋅ b ⋅ fcd = Ft = As ⋅ fsd

As ⋅ fsd 763 ⋅ 435


x= = = 118 mm
0,85 ⋅ b ⋅ fcd 0.85 ⋅ 200 ⋅ 16.5

Controllo ipotesi di rottura:

εs ε
= c 2d
d−x x
d−x 310 - 118
ε s = ε c 2d ⋅ = 3‰ ⋅ = 4.9‰
x 118

ε sd = 2.12‰ ≤ ε s = 4.9‰ ≤ εud = 45‰ à rottura duttile

Di seguito può essere calcolato il valore del momento resistente a flessione:

M Rd = Fc ⋅ z = Ft ⋅ z

M Rd = As ⋅ fsd ⋅ ( d − 0,425 ⋅ x ) = 763 ⋅ 435 ⋅ ( 310 − 0.425 ⋅ 118 ) = 86.2 kNm

7-14
B. Sicurezza strutturale 7. Flessione pura

A. Rottura dell’acciaio al sopraggiungere della prima fessura (rottura fragile)

Con un basso contenuto di armatura è possibile che l’acciaio non riesca a sopportare da
solo la trazione che al momento della fessurazione viene trasmessa dal calcestruzzo
all’armatura.
In queste sezioni l’acciaio di armatura si snerva prima ancora che il calcestruzzo
compresso raggiunga la sua tensione fcd e prima quindi che la deformazione specifica del
calcestruzzo raggiunga il valore εc2d.
La rottura è fragile e improvvisa; non vi sono quindi segni premonitori.
Questa situazione deve essere assolutamente evitata introducendo un quantitativo di
armatura superiore a quello minimo.

Il caso limite lo si raggiunge quando ρ = ρ min

Esempio per sezione rettangolare:

h2
Momento di fessurazione: M r = σ ⋅ W = fctd ⋅ b ⋅
6
Momento che snerva l’armatura: M Rd = fsd ⋅ As ⋅ z

Condizione che porta al collasso delle armature all’apparire della prima fessura:
M r = M Rd

Ipotizzando d = 0,9 h e z = 0,9 d otteniamo z = 0,81 . h. Da questo deriva:

h2
fctd ⋅ b ⋅ = fsd ⋅ As ⋅ z
6
fctb ⋅ b ⋅ h 2 = 4,86 ⋅ fsd ⋅ As ⋅ h

As As
Introducendo la formula ρmin = =
b ⋅ d b ⋅ 0,9 ⋅ h
otteniamo l’armatura minima che al momento dell’apertura della prima fessura sarà
sollecitata dalla tensione fsd:

fctd
ρ min =
4,4 ⋅ fsd

Il valore di dimensionamento della resistenza del calcestruzzo a trazione è dato da:

1
kt = ≤ 1,0 t in [m]
1 + 0,5t

La dimensione determinante è quella minore dell’elemento teso. Per le solette e le sezioni


rettangolari sottoposte a sollecitazioni di flessione, si ammette t = h/3.

7-16
B. Sicurezza strutturale 7. Flessione pura

Nel senso stretto del suo significato il momento resistente plastico Mpl può essere
raggiunto solo se ρ crit < ρ < ρ lim, vale a dire quando il comportamento della sezione è
simile a quello dell’acciaio (rottura duttile).
In senso più generale si parla di Mpl anche per ρ min < ρ < ρ crit considerando le sezioni con
piccole percentuali di acciaio dove eccezionalmente il collasso sopravviene per la rottura
delle barre tese.

Calcolo di ρ crit

Il valore di ρ crit può essere calcolato con l’ipotesi:


εs,max = εud = 20‰ per B500A
εs,max = εud = 45‰ per B500B
εs,max = εud = 65‰ per B450C

Ad esempio per l’acciaio B500B vale:

d ⋅ 3 0 00 As ⋅ fsd
x > xcrit = =
3 00 + 45 00 0,85 ⋅ b ⋅ fcd
0 0

As fcd f
con ρ crit = quindi ρ crit = 0,0625 ⋅ ⋅ 0,85 = 0,053 ⋅ cd
b ⋅d fsd fsd

Calcolo di ρ lim

Il valore del contenuto massimo di armatura ρ lim, può essere approssimativamente


calcolato con la condizione seguente indicata all’art. 4.1.4.2.6 SIA 262 (già descritto
sopra):

As ⋅ fsd
x < xmax = 0,5 ⋅ d =
0,85 ⋅ b ⋅ fcd

As fcd f
con ρ lim = quindi ρ lim = 0,5 ⋅ 0,85 ⋅ = 0,425 ⋅ cd
b ⋅d fsd fsd

Il valore di ρ lim e di ρ crit viene dato nella tabella seguente in funzione della resistenza a
compressione del calcestruzzo e ammettendo acciaio di armatura B500B.

Qualità del C 16/20 C 20/25 C 25/30 C 30/37


calcestruzzo
fcd (N/mm2) 10,5 13,5 16,5 20,0
ρ lim 1,03% 1,32% 1,61% 1,95%
ρ crit 0,13% 0,16% 0,20% 0,24%

7-19
B. Sicurezza strutturale 7. Flessione pura

Calcolo del momento alla rottura

Per il dimensionamento della resistenza plastica si distinguono due situazioni distinte a


dipendenza della posizione dell’asse neutro:
a) asse neutro nello spessore della soletta
b) asse neutro in corrispondenza dell’anima della trave

a) asse neutro nello spessore della soletta


Il calcolo della resistenza sezionale può essere ammesso in modo identico rispetto a
quello di una sezione rettangolare piena essendo le zone di geometria differenti da
considerare come staticamente inattive.

bef fcd
f
εc2d

fsd
εsd=2.12‰< εs< εud
bw

b) asse neutro in corrispondenza dell’anima della trave


Si devono fare ulteriori considerazioni per includere nel calcolo in modo corretto la
variazione della geometria della zona compressa.

beff fcd
εc2d
hs εc σc

fsd

bw εsd = 2.12‰ < εs< εud

7-24
B. Sicurezza strutturale 7. Flessione pura

In questo secondo caso, il calcolo di Mpl viene di regola svolto con un metodo iterativo.
Il calcolo può essere svolto con la ripartizione semplificata rettangolare delle tensioni di
compressione del calcestruzzo.

Passo 1:

1. ipotesi 0.85x = hs
compressione Fc,ala = hs beff fcd
trazione Ft = As fsd

se Fc,ala > Ft asse neutro nella soletta,


calcolo come sezione rettangolare con larghezza beff e altezza h

se Fc,ala < Ft asse neutro nell’anima della trave


iterazione necessaria

Passo 2:

ΔFc
Si calcola ΔFc (compressione nell’anima) con ΔFc = Ft - Fc,ala, e si deduce Δx =
b ⋅ fcd
hs + Δx
Si trova quindi un secondo valore per x =
0.85

Fc,ala su ala
beff

hs
Δx

ΔFc su
anima

bw

7-25
B. Sicurezza strutturale 7. Flessione pura

È possibile procedere iterativamente confrontando Fc con Ft per diversi valori di x, che


viene fatto variare fino a quando Fc = Ft.
La scelta di x viene facilitata con l’impiego del seguente grafico.

FC1 FC2 FC, Ft

Ft = AS . fsd

sd

7-26
B. Sicurezza strutturale 8. Taglio

8.4 Dimensionamento al taglio secondo la norma SIA 262

In generale, per la ripresa degli sforzi di taglio, nelle strutture vengono disposte delle staffe
che possono essere ortogonali o inclinate rispetto all’asse dell’elemento.
L’introduzione di staffe inclinate o di ferri d’armatura piegati rende più difficile il montaggio
anche se permette una migliore ripresa degli sforzi di trazione in quanto essi agiscono in
direzione delle forze che generano le fessure.
Nelle presenti dispense ci limiteremo a studiare più dettagliatamente il caso delle staffe
ortogonali all’asse (verticali), poiché oggigiorno l’impiego di staffe inclinate è divenuto
inusuale.

Ad eccezione delle solette (vd. parte D e art. 4.3.3.2 norma SIA 262), non è permesso
tralasciare queste armature.

8.4.1 Verifica della sicurezza strutturale

La verifica della sicurezza strutturale deve garantire la seguente condizione:

SIA 260, SIA 262 Vd ≤ VRd

La verifica della resistenza al taglio deve essere eseguita conformemente all’articolo


4.3.3.4.1 SIA 262 ad una distanza a = z . cot α misurata dal bordo dell’appoggio o dal
carico. In generale si può ammettere z = 0,9 d come braccio di leva z delle forze interne
(4.3.3.4.2 SIA 262).

Vd = Rd − qd ⋅ z ⋅ cot α

qd

Fc
α
Md
d z
bw kcfcd Fcw Vd
asw fsd
Ft
Rd z⋅cotα

La forza di taglio viene ripresa interamente dall’anima (articolo 4.3.3.3.1 SIA 262).

8-5
B. Sicurezza strutturale 8. Taglio

Se l’anima è sollecitata con un valore di τd maggiore al valore di dimensionamento della


tensione limite tangenziale τcd (SIA 262 tab. 8), essa viene ammessa come fessurata. La
forza di taglio corrispondente alla sollecitazione τcd viene definita come taglio di
fessurazione Vr.

Se Vd ≥ Vr, la forza di taglio viene ripresa interamente dal modello a traliccio.

Il taglio di fessurazione Vr è il limite inferiore della resistenza al taglio:

Limite inferiore della resistenza al taglio = taglio di fessurazione


VRdmin ≅ Vr ≅ (τ cd ⋅ bw ⋅ d)

Al di sopra del limite inferiore di fessurazione Vr, per determinare VRd si impiega l’analogia
del traliccio, come proposta nella norma SIA 262 (campo di tensioni con inclinazione
variabile delle bielle compresse).

TRAVE IN CALCESTRUZZO ARMATO TRALICCIO


“campi di tensione” “risultanti dei campi di tensione”

1. Calcestruzzo compresso al margine 1. Corrente compresso


superiore
2. Armatura inferiore in trazione 2. Corrente teso
3. Calcestruzzo dell’anima con 3. Diagonali compresse
compressione inclinata
4. Staffe verticali 4. Montanti tesi

Il modello reale che si forma allo stato limite ultimo è caratterizzato dalla presenza di un
elevato numero di aste diagonali contigue e tiranti posti a distanza ravvicinata.
Nella pratica l’intensità delle forze di trazione e di compressione viene stabilita mediante
un modello a traliccio semplificato e staticamente determinato, ipotizzando che ogni asta
rappresenta un gruppo di aste contigue. Le forze ottenute vengono poi divise per il numero
delle aste interessate dalla loro azione.

8-6
B. Sicurezza strutturale 8. Taglio

8.4.2 Modello a traliccio secondo norma SIA 262

Secondo le disposizioni della norma SIA 262 al cap. 4.3.3.3, il modello a traliccio di una
trave a sezione costante con armature longitudinali e staffe verticali è caratterizzato da:

• due correnti paralleli, rispettivamente in trazione e in compressione, disposti ad una


distanza z, per il calcolo possiamo ammettere semplificando un valore costante

z = 0,9 d

• montanti tesi ortogonali all’asse baricentrico (staffe)

• diagonali con inclinazione variabile, l’inclinazione α delle bielle compresse di


calcestruzzo può essere scelta liberamente fra α = 25 e 45 gradi, secondo l’articolo
4.3.3.3.2 della norma SIA 262.
Per la scelta dell’angolo di inclinazione delle diagonali compresse α si deve tenere
presente che:
- piccoli valori di α comportano staffe di sezione ridotta e un sensibile aumento
dell’armatura longitudinale rispetto a quella imposta dal momento flettente
- con un valore elevato di α occorrono staffe più robuste e minori armature
longitudinali
- la maggior resistenza delle diagonali compresse si ottiene con α = 45°
- il contenimento della fessurazione entro limiti accettabili richiede una scelta di α
fra 35° e 45°
- la presenza di compressione nelle sezioni permette di applicare valori di α più
bassi (precompressione)
- nel caso di travi con forza di trazione assiale, si consiglia di scegliere per
l’inclinazione delle bielle compresse α = 45°.

Figura 17, SIA 262: campo di tensioni per il dimensionamento dell’anima delle travi

8-9
B. Sicurezza strutturale 8. Taglio

Le forze interne al traliccio si deducono esaminando un elemento della trave fessurata:

Fcw

z⋅cosα

Nell’elemento il gruppo delle aste diagonali è sollecitato da un campo continuo di


compressione con ripartizione uniforme delle tensioni σc per tutta l’altezza della sezione.
La risultante di queste tensioni, applicate sulle corrispondenti superfici di calcestruzzo,
corrisponde alla forza di compressione FCw applicata a metà dell’altezza dell’elemento.

Questa forza, all’interno del traliccio, deve essere equilibrata da due forze di trazione,
ortogonali fra loro, Fw nella direzione delle staffe e Ft (V) in quella dei correnti.
La grandezza di queste due forze è la seguente

Ft (V ) = V ⋅ cot α
Fw (V ) = V
V
Fcw =
sen α
L’elemento preso in considerazione per il calcolo viene tagliato da un numero di staffe n
dipendente dal braccio di leva z e dall’interasse s delle staffe medesime

z ⋅ cot α
n=
s

8-10
B. Sicurezza strutturale 8. Taglio

8.4.4 Resistenza ultima data dall’armatura longitudinale (collasso tipo B)

La forza longitudinale Ft (V) = Vcotα viene ripresa in parti uguali nei due correnti.
Le forze risultanti sono quindi:

Ft (V ) M V ⋅ cot α
corrente compresso Fc = Fc ( M ) − = −
2 z 2

Ft (V ) M V ⋅ cot α
corrente teso Ft = Ft ( M ) + = +
2 z 2

Ft
Nel corrente teso si deve quindi predisporre l’armatura As =
fsd

In aggiunta all’armatura necessaria per il momento flettente, si dovrà quindi considerare


un supplemento per riprendere gli sforzi supplementari derivanti dal modello a traliccio per
il taglio. z ⋅ cot α
2

curva che considera la


ripresa degli sforzi del
Ft (V ) traliccio di taglio
2

M V ⋅ cot α
+
z 2

Effetto dell’azione tagliante sull’armatura longitudinale

Non è invece necessario adottare particolari provvedimenti per il corrente compresso, se


la forza di compressione Fc (M) è maggiore di Ft (V)/2.

8-13
B. Sicurezza strutturale 8. Taglio

Esempio di calcolo della resistenza a taglio di una sezione rettangolare

Calcestruzzo C25/30 fcd = 16.5 N/mm2 τcd = 1.0 N/mm2

Acciaio d’armatura B500B fsd = 435 N/mm2

Sezione: trave rettangolare

Altezza statica d = 550 mm

Staffe d’armatura: ø10 h=600 mm


Sezione doppia Asw = 157 mm2
Interasse s = 100 mm

bw=200 mm

L’inclinazione delle bielle compresse è ammessa con α = 45°

Calcolo della resistenza dovuta all’armatura di taglio verticale


Asw
VRd ,s = ⋅ z ⋅ fsd ⋅ cot α Ipotesi braccio di leva delle forze interne:
s
z = 0,9 · d = 0,9·550 = 495 mm

157
VRd ,s = ⋅ 495 ⋅ 435 ⋅ 1 = 338 kN
100

Calcolo della resistenza delle bielle compresse (trave con armatura di taglio verticale)

VRd ,c = bw ⋅ z ⋅ kc ⋅ fcd ⋅ sin α ⋅ cos α kc = 0.6

VRd,c = 200 ! 495! 0.6 !16.5! sin 45° ! cos 45° = 490 kN

Armatura longitudinale da ancorare all’appoggio

cot α + b z Ftd
Forza da ancorare Ftd = Rd ⋅ da cui segue As =
2 fsd

Dove Rd è la reazione d’appoggio e b è la larghezza d’appoggio.

8-17
B. Sicurezza strutturale 8. Taglio

L’armatura viene ripartita in parti


uguali nei lembi inferiore e
superiore. Il contenuto minimo
d’armatura deve essere di 0.2%.
Analogamente a quanto visto per
le staffe verticali, la percentuale
d’armatura si riferisce alla
superficie del calcestruzzo in
senso trasversale: Ac = hs . s

hs altezza soletta
s interasse dell’armatura
trasversale nella soletta

Normalmente le bielle in calcestruzzo dei correnti e delle diagonali compresse sono


sufficienti per riprendere gli sforzi.
In ogni caso le tensioni massime di compressione per il calcestruzzo non devono essere
superate.

Secondo l’art. 4.3.4.1.3 della norma SIA 262, se nella trave simultaneamente a V agiscono
dei momenti trasversali nella soletta, gli sforzi di trazione nelle armature trasversali
superiori e inferiori dovute al collegamento fra l’anima e l’ala della trave vanno sovrapposti
a quelli calcolati per il momento flettente, analogamente a quanto visto per l’armatura
longitudinale nella trave.

Asf

Msoletta

8-21
B. Sicurezza strutturale 9. Flessione composta e deviata

9.2 Resistenza alla flessione composta M + N

Il calcolo della resistenza ultima alla flessione composta viene eseguito con le seguenti
ipotesi di calcolo, simili a quelle del caso della flessione semplice:

• Nella sezione agisce flessione monoassiale (My oppure Mz).


• E’ applicabile la legge di Navier - Bernoulli (le sezioni deformate restano piane).
• Per calcestruzzo e acciaio valgono i diagrammi tensione - deformazione indicati nella
norma SIA 262, articolo 4.2.1.5.
• La resistenza a trazione del calcestruzzo è considerata nulla.
• Per semplificare il calcolo analitico si considerano il momento Ms e N applicati nel
baricentro dell’armatura:

M = N ⋅ e = MS + N ⋅ a
b

εc2d fcd
Fc=0,85.x.b.fcd
0,425.x
d
x
d S M
z = d-0,425.x
N
MS a
AS
N εs σsmax=fsd Ft=As.fsd

Le condizioni per il collasso sono analoghe a quelle descritte per la flessione semplice:
• Cedimento del calcestruzzo al momento in cui la deformazione del lembo compresso
raggiunge il valore di εc2d = 3,0‰ con tensione corrispondente fcd.
• Deformazione specifica dell’acciaio in corrispondenza delle fessure εs,max < εcu.
• Tensione massima nell’acciaio σmax = fsd.

9-2
B. Sicurezza strutturale 9. Flessione composta e deviata

Esempio di un diagramma di interazione per una sezione rettangolare con armatura su


entrambi i lati:

colonna quadrata 300 x 300 mm C25/30


armatura simmetrica As = As’ = 1375 mm2 (2 ∅26 + 1 ∅20) d’ = 45 mm

NRd M Rd
nRd = mRd =
b ⋅ h ⋅ fcd b ⋅ h 2 ⋅ fcd

RIASSUNTO NRd [kN] MRd [kNm] nRd mRd


Stato a) - 2'681 0.0 - 1.805 0.000
Stato b) - 1'615 109.0 - 1.088 0.245
Stato c) - 611 178.0 - 0.411 0.400
Stato d) 598 62.0 0.403 0.139
Stato e) 1'196 0.0 0.805 0.000

Diagramma MRd – NRd

Diagramma di interazione MRd / NRd

200.0
178.0
150.0

109.0
100.0
MRd [kNm]

62.0
50.0

0.0 0.0 0.0


-3'000 -2'500 -2'000 -1'500 -1'000 -500 0 500 1'000 1'500
-50.0

-100.0
NRd [kN]

confronto con tabelle SIA 262

vd. tabelle con ϕ = 0, ω = 0.80

9-7
B. Sicurezza strutturale 9. Flessione composta e deviata
I piani di deformazione caratteristici indicati a pg. 9 - 5 vengono modificati e considerati per
il calcolo come segue:

Piani di deformazione caratteristici (stati limite) con effetti della viscosità:

a'. rottura per compressione centrica ε = εc = 2.12 ‰/(1 + ϕ)

x=h
εsd = 2.12 ‰

b'. rottura dovuta a compressione con ε = εc /(1+ϕ) con εc ≤ 3‰


piccola eccentricità
εs’ = εsd = 2.12 ‰
x=d

εs = 0

c'. rottura del calcestruzzo allo snervamento


dell’acciaio in zona tesa ε = εc /(1 + ϕ) con εc ≤ 3‰
ε’s = εsd = 2.12 ‰
x = 0.5 h
(εc2d = 3‰ è circa corrispondente
a ε’sd = 2.12‰) εs = εsd = 2.12 ‰

cfr. SIA 262 art. 4.3.7.9 “curvatura massima”

d'. rottura dovuta a trazione con piccola


ε = εc /(1 + ϕ) con εc ≤ 3‰
eccentricità
ε’sd = 0
x = d’
εs = εsd = 2.12 ‰

e'. trazione centrica εs ≥ εsd = 2.12 ‰

9-11
B. Sicurezza strutturale 10. Torsione

Inoltre l’art. 4.3.2 riprende la formula di Bredt dedotta in precedenza:


4.3.5.2 Se gli sforzi interni, le dimensioni della sezione e l’armatura non variano in modo improvviso nel senso
longitudinale, il flusso di taglio dovuto alla torsione può essere ammesso come uniforme lungo l’intero
perimetro della sezione efficace. Il momento di torsione può quindi essere scomposto in forze di taglio
equivalenti agenti nelle pareti della sezione fittizia:

Td
Vd ,i = zi
2Ak

Il calcolo viene eseguito considerando uno spessore fittizio tk per l’anello esterno,
dipendente dalla geometria della sezione:

Sezioni piene:

Nel caso di sezioni piene, si ammette uno spessore efficace delle pareti pari a:
d
tk ≤ k
8
con:
dk diametro del cerchio che può essere inscritto nella sezione collaborante Aef della
sezione piena

Quale valore minimo può essere considerato: tk,min = 2c + ∅

esempi:

dk2
dk

dk

dk2

dk 2
dk 8 dk
8 8
dk
8

Misura di tef

10-6
B. Sicurezza strutturale 12. Campi di tensione

12.5 Esempio di calcolo

Trave semplice

Nell’immagine dall’alto al basso: campi di tensione, andamento delle forze nell’armatura,


risultanti dei campi di tensione e piano di Cremona.

Le forze diffuse (“spalmate”) dei campi vengono calcolate con l’ausilio dei tralicci formati
dalle risultanti.
In genere il ventaglio all’appoggio viene considerato con un’unica biella compressa.
Questo modello permette di spiegare l’indicazione della norma SIA 262 in merito alla
verifica al taglio, da eseguire ad una distanza di z cotgα.

12-7
C. Efficienza funzionale 14. Calcolo delle tensioni elastiche

Schema delle tensioni

εc σ c = Ec ⋅ ε c

σs ε
εs = Es ⋅ s
n n
Azione
Deformazioni Tensioni Forze interne
interna

Flessione in fase elastica

σc = tensione di compressione massima nel lembo compresso


εc = accorciamento specifico nel calcestruzzo al suo lembo superiore compresso
As = superficie dell’acciaio di armatura in trazione
σs = tensione di trazione nell’acciaio di armatura in corrispondenza del baricentro delle
armature
x = distanza dell’asse neutro dal lembo superiore della sezione
d = altezza statica
= distanza fra il baricentro delle armature e il lembo superiore compresso
h = altezza totale della sezione
b = larghezza della sezione
c = copriferro
Ft = forza interna di trazione nell’acciaio di armatura
Fc = forza interna di compressione nel calcestruzzo
z = braccio di leva degli sforzi interni nella sezione
ρ = percentuale geometrica di armatura = As /b.d
ξ = parametro di calcolo x/d
ζ = parametro di calcolo z/d
n = coefficiente di omogeneizzazione n = Es /Ec

14-5
C. Efficienza funzionale 16. Fessurazione e armatura minima

Esempio: parete spessore 25 cm, sottoposta a ritiro

Sezione Materiale
2
Calcestruzzo C25/30 fcd = 16,5 N/mm
2
fctm = 2,6 N/mm
2
Armatura B500B fsd = 435 N/mm

Azione
Il valore finale del ritiro specifico per la classe di calcestruzzo utilizzata, considerata
un’umidità relativa dell’aria del RH = 60% e uno spessore fittizio h0 = t = 250 mm, è di:
ε cs = ε cs ,∞ ⋅ β ⋅ (t − t s ) ≈ 0,5 ⋅ 0,8 = 0,4‰

Se le deformazioni sono impedite, il calcestruzzo si fessura perché:


fctm 2. 6
ε c (fctm ) = = = 0,1‰ ≤ ε cs = 0,4‰
Ec 26000

a) Per evitare una rottura fragile quando è raggiunto fctd (curva A fig. 31 SIA 262):
1 1
fctd = k t fctm = ⋅ fctm = ⋅ 2,6 = 2.31 N / mm 2
1 + 0,5 ⋅ t 1 + 0,5 ⋅ 0,25
fctd 2,31
è necessaria un'armatura minima di ρmin = = = 0,53 % rispettivamente
σs ,adm 435
1000.250.2.31
As ,min = = 1' 328 mm 2 p. es. ∅12/150 As = 1’516 mm2/m
435

b) Per limitare l’apertura delle fessure (deformazioni impedite) quando è raggiunto


fctd

Condizione: Ac ⋅ fctd = σs ,adm ⋅ As ,min per es. :


Esigenze normali (curva A,
SIA 262) σs ,adm = fsd = 435 N / mm2 ∅12/150
1000.250.2.31
As ,min = = 1' 328 mm 2 ρ = 0,53%
435
Esigenze accresciute s = 150mm
(curva B, SIA 262) σs ,adm = fsd = 400 N / mm2 ∅12/150
1000.250.2.31
As ,min = = 1' 443 mm 2 ρ = 0,58%
400
Esigenze elevate (curva C, s = 150mm
SIA 262) σs ,adm = fsd = 220 N / mm2 ∅16/150
1000.250.2.31
As ,min = = 2' 625 mm 2 ρ = 1.05%
220

16-10
C. Efficienza funzionale 16. Fessurazione e armatura minima

c) Per limitare l’apertura delle fessure in caso di carichi frequenti secondo la norma
SIA 260:

σ d = σ{Gk , Pk , ψ11Qk 1 , ψ 2i Qki , X d , ad }

Per esigenze accresciute ed elevate vale:


σ sd ≤ σ s ,adm = fsd − 80

Questa verifica è significativa prevalentemente nel caso in cui per la sicurezza


strutturale si è considerata la plasticizzazione della sezione (cfr. cap. 11), infatti in
genere con il calcolo delle sollecitazioni secondo la teoria elastica si ottiene:

fsd
Md ≅ Md ,ser ⋅ γ Q ⇒ σ sd ≅ = 290N / mm 2 ≤ σs ,adm = fsd − 80 = 355N / mm 2
1.5

16.5.3 Confronto tra esigenze normali, accresciute e elevate

A titolo esemplificativo mettiamo a confronto alcuni parametri prendendo in considerazione


una parete interrata di 20 ml di lunghezza e 3 ml di altezza considerando uno spessore di
base di 25 cm in calcestruzzo C25/30. La parete ha deformazioni impedite e l’obiettivo è
quello di limitare l’apertura delle fessure.

Nella tabella viene considerato solo il calcestruzzo e l’acciaio di armatura longitudinale


della struttura sollecitata in trazione pura. L’armatura verticale viene stimata con una
percentuale geometrica dello 0,15% sui due lati e dipende evidentemente dal tipo di
sollecitazione presente. L’interasse del ferro verticale è considerato con un interasse di
200 mm. I sormonti sono quantificati con un aumento del 10% sul totale.

Spess. MC COSTO INTER- ∅ long ∅ vert KG COSTO COSTO


ESIGENZE (mm) CLS CLS FERRO (mm) (mm) ACC* ACCIAIO CLS +
(270.-/mc) (mm) (2.20/kg) ACC
(Sfr.)
200 12/14 10 1’099 2’417 6’467
Esigenze normali 250 15 4’050
(150) (12) (10) (1’188) (2’614) (6’664)
Esigenze (200) (14/16) (10) (1'327) (2'918) (6'968)
250 15 4’050
accresciute 150 12 10 1’188 2’614 6’664
Esigenze elevate (200) (20/22) (10) (2'205) (4'852) (8'902)
250 15 4’050
per impermeabilità 150 16 10 1’796 3’951 8’001
*Il peso al ml dell’acciaio di armatura è ricavabile dalle tabelle ferri.

Nel caso di esigenze elevate risulta un aumento dei costi pari a ca. il 25%, rispetto alle
esigenze normali.

16-12
C. Efficienza funzionale 16. Fessurazione e armatura minima

16.6 Limitazione delle tensioni elastiche


In caso di esigenze accresciute o elevate, in aggiunta alla posa di armature minime si
deve anche considerare la condizione di limitazione delle tensioni nell’acciaio per i casi di
carico quasi permanenti per i casi di carico frequenti, descritte nella tabella 16 della norma
SIA 262.
I dettagli di calcolo sono descritti nel capitolo 14.

Laddove la struttura è dimensionata con il metodo plastico – plastico (cfr. cap. 3 e 11), con
questa limitazione si intende escludere la formazione di cerniere plastiche e deformazioni
di carattere permanente nello stato di esercizio.

Le curve indicate nella norma SIA 262 alla figura 31 sono calcolate secondo la teoria del
tirante (Zuggurtmodell/Tension chord model) sviluppata negli anni ’90 dai ricercatori del
Politecnico di Zurigo. La derivazione delle formule è deducibile secondo le pubblicazioni
[3.6] e [16.2].

Il calcolo dell’apertura delle fessure w e dell’interasse fra le fessure srm è complesso e


contiene numerose variabili.
Il confronto delle tensioni con la tensione ammissibile σs,amm permette nella pratica una
verifica più semplice della limitazione della fessurazione.

La curva A corrisponde a un’apertura massima delle fessure di 0.7 mm ca.


La curva B corrisponde a un’apertura massima delle fessure di 0.5 mm ca.
La curva C corrisponde a un’apertura massima delle fessure di 0.2 mm ca.

16-14
D. Elementi strutturali in c.a. 19. Travi e telai

19.4 Dimensionamento e dettagli dell’armatura longitudinale


L’armatura longitudinale nelle travi viene dimensionata in funzione della flessione M,
tenendo conto dell’interazione con le sollecitazioni di taglio V (cfr. cap. 8.4.4).

19.4.1 Linea dei momenti limite M+mass e M-min

Dai diversi casi di carico agenti sulla trave, è possibile stabilire l’andamento dei momenti
limite positivi M+mass e negativi M-min.

Questa curva è direttamente proporzionale con l’andamento dello sforzo di trazione Z che
M
deve essere ripreso dall’armatura longitudinale. Vale Ft ( M ) = : questa linea viene
z
definita come “linea di trazione limite”.

Esempio con possibili combinazioni di carico

Linee limite per le sollecitazioni di flessione M e di taglio V

19-7
D. Elementi strutturali in c.a. 20. Solette: concetti generali

La risoluzione dell’equazione differenziale delle piastre non è semplice, solo i casi con
geometria e carichi semplici sono risolvibili analiticamente in modo rapido.
La soluzione di questa equazione differenziale è stata tabellata in più forme per molti casi
di carico.
Un caso classico è rappresentato dalla piastra rettangolare con gli angoli ancorati e
sollecitata con carico ripartito q, appoggio semplice sui 4 lati e ν = 0.

q ⋅ l x2 q ⋅ l x4 E ⋅I
m= w= D=
k D⋅k (1 − ν 2 ) Rigidezza della soletta

Tabella per fattori k

ly
lx mxm mym mxy w

1.0 27.2 27.2 21.6 246


1.2 19.1 29.1 18.4 177
1.4 15.0 33.0 16.8 141
1.6 12.7 38.9 15.9 120
1.8 11.3 46.7 15.4 107
2.0 10.4 57.5 15.1 99

Se gli angoli non sono ancorati, risultano dei momenti torcenti minori, ma momenti flettenti
maggiori in campata.

20-10
D. Elementi strutturali in c.a. 21. Solette tese in 1 o 2 direzioni

21.2.2 Verifica della resistenza al momento flettente nella direzione portante


secondaria

Per effetto del comportamento quale piastra, nella direzione y si deve prevedere
un’armatura di ripartizione con la funzione di:

• Collegamento fra le armature in direzione principale.


• Ripartizione trasversale in presenza di carichi irregolari e non uniformi: raramente nella
realtà i carichi ipotizzati nei modelli statici corrispondono con quelli effettivamente
posizionati in fase di utilizzazione.
• Assorbimento delle trazioni indotte dalle variazioni di temperatura, dal ritiro, dai
cedimenti, ecc.
• Ripresa del momento trasversale, in genere:

my = ν c mx ≈ 0,2 mx

con νc = numero di Poisson = 0,20 (SIA 262 art. 3.1.2.3.5)

L’armatura di ripartizione deve essere posata sopra quella principale (per poter sfruttare il
braccio di leva maggiore per l’armatura principale) ed essere dimensionata in funzione di
my .

La sua percentuale geometrica minima deve rispettare le disposizioni date per la


fessurazione (curva A SIA 262 art. 4.4.2.3.10), in qualsiasi caso deve essere almeno dello
0,15%.

21-3
D. Elementi strutturali in c.a. 22. Solette su appoggi puntuali

22.5.6 Verifica dell’armatura per la flessione in corrispondenza del pilastro

Per attivare la resistenza al punzonamento, è necessario che la resistenza alla flessione


mRd delle fasce d’appoggio (nella direzione x e y) rispetti le seguenti condizioni:

4m0d ≥ mRd ≥ 0,5 m0d

Le resistenze massime alla flessione considerate nella formula di calcolo di ry sono limitate
a 4 m0d.
Nelle fasce d’appoggio, i momenti di confronto sono definiti secondo l’art. 4.3.6.4.3 della
norma SIA 262:

Colonne interne:
• Armatura superiore m0d = Vd/8

Colonne di bordo:
• Armatura superiore parallela al bordo m0d = Vd/4
• Armatura superiore e inferiore perpendicolare al bordo m0d = Vd/8

Colonne d’angolo:
• Armatura superiore e inferiore nei 2 sensi m0d = Vd/2

Nel caso di campate o di resistenze alla flessione diverse nella direzione x e y, si deve
impiegare il valore maggiore tra i due valori ry.
Quando le campate adiacenti sono diverse si deve considerare la campata più lunga.
Le resistenze alla flessione sono da determinare calcolando i valori medi delle fasce
d’appoggio, secondo le indicazioni della figura 24. L’ancoraggio dell’armatura considerata
per questo calcolo deve essere completamente assicurato nella zona situata oltre la
larghezza 3d misurata a partire dalla superficie d’appoggio.

Figura 24: fasce d’appoggio per il calcolo delle resistenze alla flessione

22-17
D. Elementi strutturali in c.a. 22. Solette su appoggi puntuali

Osservazione al calcolo di VRd

Per un calcolo più corretto del raggio plastico, si dovrebbe inserire nella formula per il
calcolo di m0d il valore di VRd al posto di Vd e si dovrebbe quindi procedere con un calcolo
iterativo (cfr. SIA D0182 pg. 63 formula 5.7), ad esempio per le colonne interne vale:

3
τ cd ⋅ d ⋅ u ⎛ V ⎞ 2
VRd = con ry = 0.15 ⋅ L ⋅ ⎜⎜ Rd ⎟⎟
0.45 + 0.9 ⋅ r y ⎝ 8 ⋅ mRd ⎠

La norma SIA 262 quale semplificazione prevede il calcolo senza iterazioni con m0d a
favore di sicurezza.

Alcune ditte produttrici di elementi per il punzonamento che offrono dei programmi di
calcolo per la verifica del punzonamento, considerano il metodo iterativo per il calcolo di kr.
I risultati della resistenza senza staffe VRd sono pertanto maggiori rispetto al valore
ottenuto con la formula contenuta nella norma SIA 262.

Sicurezza al cedimento

Oltre all’armatura superiore, per evitare il cedimento della soletta per punzonamento, e
quindi un crollo a catena, si deve disporre un’armatura sulla faccia compressa della
soletta. Questa armatura deve coprire la superficie d’appoggio ed essere dimensionata nel
modo seguente:

Vd
As ≥ 1,5
fsd

Questa armatura può essere integrata nell’armatura inferiore disposta all’interno della
sezione critica o essere complementare. Lungo i bordi della soletta, essa deve essere
ancorata.

Si tratta di una situazione eccezionale ed è da considerare come una situazione di


dimensionamento accidentale.
L’armatura calcolata corrisponde alle barre che attraversano il perimetro critico, ad
esempio nella figura sottostante le barre da computare sono 4 x 3 pz.

22-18
D. Elementi strutturali in c.a. 22. Solette su appoggi puntuali

22.5.9 Particolarità per solette precompresse

Nelle solette piane è sempre più ricorrente l’impiego della precompressione (cfr. cap.
26.12), in particolare in corrispondenza delle fasce d’appoggio.

Ciò agisce favorevolmente sulla resistenza al punzonamento, analogamente a quanto


avviene per il taglio. Il calcolo viene adattato con le seguenti indicazioni:

• In caso di solette precompresse, si sostituisce il momento di confronto m0d con il valore


m0d - mPd, dove mPd indica il momento medio dovuto alla precompressione nelle fasce
d’appoggio (art. 4.3.6.3.6 SIA 262).
• La forza di deviazione verticale dei cavi ΔVRd .p = P∞ ⋅ senβ p all’interno del perimetro
critico può essere dedotta dalla forza di punzonamento Vd

22-21
D. Elementi strutturali in c.a. 23. Colonne e archi

23.2.2 Comportamento strutturale degli elementi compressi

Per il calcolo della maggior parte degli elementi strutturali in c.a. (travi, solette, ecc.),
l’approssimazione di calcolo secondo la teoria di primo ordine (= teoria che considera
l’equilibrio delle forze sul sistema non deformato) è accettabile in quanto le deformazioni
non modificano sostanzialmente il braccio di leva delle forze interne.
Nel caso delle colonne compresse invece le deformazioni possono influenzare il
comportamento strutturale in modo importante.

Il principio di comportamento delle colonne in calcestruzzo armato caricate centricamente


è analogo a quello delle colonne in acciaio: il cedimento avviene di regola per instabilità
della struttura (sbandamento), con un carico ultimo inferiore a quello corrispondente al
raggiungimento della resistenza sezionale (cfr. cap. 6).
Il cedimento per instabilità si manifesta senza che vi siano segni premonitori particolari: si
tratta di una rottura di tipo fragile.
La capacità portante delle colonne dipende oltre che dalle dimensioni della sezione e dalla
resistenza a compressione del calcestruzzo, anche dal sistema statico e dalle
deformazioni.

Come per l’acciaio, nel caso teorico di un’asta compressa perfettamente elastica caricata
in modo centrico, il limite superiore della resistenza è rappresentato dal carico critico di
Eulero

π2 ⋅ EI
Fcr =
L2cr

Fcr: sforzo assiale critico di sbandamento secondo Eulero


E: modulo d’elasticità calcolato secondo art. 4.2.1.14/16 con γcE = 1.2
I: momento d’inerzia della sezione
Lcr: lunghezza critica, o lunghezza di sbandamento

Questo carico critico è solo ideale, nella realtà infatti il carico di collasso per instabilità è di
parecchio inferiore a causa dei seguenti motivi:
• Il calcestruzzo armato ha un comportamento elasto - plastico.
• La percentuale d’armatura e il grado di fessurazione influenzano la rigidezza I.
• Con lo sforzo centrico N agisce contemporaneamente anche un certo sforzo di
flessione M, dovuto alle deformazioni menzionate al cap. 23.2.1.

Il fenomeno d’instabilità avviene in modo analogo sia per colonne incastrate, sia per
colonne libere.
La resistenza allo sbandamento viene verificata con la lunghezza di sbandamento Lcr
corrispondente al modello statico della colonna.

23-8
D. Elementi strutturali in c.a. 23. Colonne e archi

Fase III:

È possibile procedere ad un ulteriore grado di affinamento, procedendo al calcolo esatto di


c in funzione delle sollecitazioni.
Il calcolo avviene mediante integrazione della curvatura lungo l’asse dell’elemento
compresso, se si ipotizza un comportamento lineare, la ripartizione della curvatura è affine
al diagramma dei momenti

 cr
lcr2
e2d = ∫ χ d ⋅ M dx = χ d
0
c
Si procede mediante la sovrapposizione delle diverse azioni e si determina un valore
medio di c

n Eulero
∑ Mid
Nd ⎛ N ⎞ π2 ⋅ EI
c =π ⋅ + i =1 2
⋅ ⎜⎜1 − d ⎟⎟ Nd ,cr =
Nd ,cr n Mid L2cr
∑ ⎝ Nd ,cr ⎠
i =1 ci
E: modulo d’elasticità secondo
art. 4.2.1.14/16 con γcE = 1.2
Colonne bi-articolate Colonne incastrate alla bese Colonne incastrate alla bese
Colonne bi-articolate
e libere in testa e libere in testa
Nd Nd Nd
eo Nd
eo
Effetti di 2° ordine

Effetti di 2° ordine
importanti

importanti

eo eo
c i = π2 c i = π2
l

l
l

M MM M
Nd Nd
effetti di 2° ordine trascurabile

effetti di 2° ordine trascurabile


Momenti in testa delle pile +

Md Md
Momenti in testa delle pile +

Md Md
l

l
l

M
ci = 8 MM
ci = 8
M
Md Md
Sforzi orizzontali H + effetti

Sforzi orizzontali H + effetti


di 2° ordine trascurabile

di 2° ordine trascurabile

Hd Hd

Hd Hd
l

l
l

ci = 12 ci = 12
M MM M

qd qqdd
2° ordine trascurabile

qd
2° ordine trascurabile
Vento + effetti di

Vento + effetti di
l

l
l

ci = 9.6 ci = 16
M MM M

23-20
D. Elementi strutturali in c.a. 24. Fondazioni

La norma SIA 267 fornisce anche la seguente indicazione semplificata, che dà risultati
dalla parte sicura: si ammette che a fondazione non possa sollevarsi e che la risultante
resti nel nocciolo della sezione:

8.5.4.7 Senza verifiche particolari e con l‘obiettivo di limitare il ribaltamento, l‘eccentricità della
forza risultante sulla fondazione allo stato limite di servizio non deve sorpassare i limiti
del nocciolo (limitazione del ribaltamento).

0 σ ed ≤ 0.5 egr

Esempio di calcolo del ribaltamento: fondazione di un palo per l’illuminazione di


uno stadio

carico verticale N = 200 kN


vento H = 20 kN
altezza pilone h = 15 m
M = 300 kNm
V = 20 kN

Geometria del plinto quadrato:

blocco superiore 2.00 x 2.00 x 0.80 m


fondazione inferiore altezza 0.40 m, larghezza bnecc da definire

Per il calcolo del ribaltamento viene trascurato il peso del riempimento di terreno sopra il
plinto.

24-12
E. Precompressione, approfondimenti 26. Precompressione

Sforzi sul calcestruzzo:

Sforzi interni:

Psenαo ≈ Pαo

Ulteriori casi di precompressione:

• Precompressione con traiettoria a parabola con eccentricità finale

8 ⎛ e + eB ⎞ ⎛ e + eB ⎞
sforzi radiali ⋅ e − A
u = −P ⋅
2 ⎜ m ⎟ con f = ⎜ em − A ⎟
l ⎝ 2 ⎠ ⎝ 2 ⎠
⎛ e + eB ⎞ ⎛ e + eB ⎞
momento a centro campata M ( l / 2 ) = −P ⋅ ⎜ em − A ⎟ − P ⋅ ⎜ A ⎟ = −P ⋅ em
⎝ 2 ⎠ ⎝ 2 ⎠

Le eccentricità terminali del cavo non hanno influsso sul valore del momento dovuto alla
precompressione.

26-12
E. Precompressione, approfondimenti 26. Precompressione

26.8.2 Verifica al taglio con azione della precompressione

La precompressione esercita una duplice azione nei riguardi del comportamento


dell’elemento strutturale al taglio.

Esse sono:
• La forza normale P (N)
• La forza di taglio VP

La forza normale riduce l’inclinazione delle bielle compresse del modello a traliccio per la
ripresa del taglio. In rapporto al calcestruzzo armato la sezione delle staffe diminuisce e
aumenta la compressione nelle bielle.
La forza di taglio VP, dovuta all’inclinazione del cavo, nella maggior parte dei casi aumenta
la resistenza VR, in questo caso VP va calcolato in funzione di P , in caso contrario si

considera P0 (art. 4.3.3.4.7).

Secondo la norma SIA 262 art. 4.3.3.3.2 abbiamo i seguenti limiti per l’inclinazione delle
bielle compresse:

25° ≤ α ≤ 45°

In caso di forza assiale di compressione importante si possono scegliere valori di α bassi.

Le bielle compresse hanno la seguente resistenza (art. 4.3.3.4.5 + 6):

VRd ,c = k c ⋅ fcd ⋅ bw ⋅ z ⋅ sen α ⋅ cos α + ΔVRd .p

con ΔVRd .p = P∞ ⋅ senβ p


βp inclinazione del cavo
z braccio di leva delle forze interne z ≅ 0.9d
bw larghezza minima dell’anima, ridotta secondo l’art. 4.3.3.3.5 SIA 262
bw ,nom = bw − 0.5 ⋅ ∑ ØH

kc 0.6 per staffe ortogonali all’asse dell’elemento strutturale


s interasse delle staffe

Le staffe verticali vengono dimensionate nel modo seguente:


(Vd − P∞ ⋅ sen β p ) ⋅ tgα ⋅ s
Asw ≥ con sezione minima Asw, min = 0.2% bw⋅s
fsd ⋅ z

L’armatura longitudinale per il taglio (sicurezza all’appoggio) viene dimensionata con la


seguente formula:
(Vd − P∞ ⋅ sen β p ) ⋅ 0.5 ⋅ ctgα
Asl ≥
fsd

Se l’acciaio di precompressione corre lungo il lembo teso, può essere considerato


compartecipe all’assorbimento della forza longitudinale dovuta al taglio.
In caso contrario occorre disporre dell’armatura passiva.

26-29
E. Precompressione, approfondimenti 29. Fatica

Il seguente schema illustra i fattori che influenzano la resistenza alla fatica dell’acciaio
d’armatura:
La resistenza alla fatica aumenta se: diminuisce se:
Il diametro delle barre é piccolo (≤ 20mm) é grande (> 20mm)
La piegatura (raggio) é grande é piccolo (eccezione: staffe)
I collegamenti delle barre sono mediante sovrapposizione mediante saldatura,
realizzati
mediante bulloni (collegamento
meccanico)

Il procedimento di verifica per passi è illustrato a pg. 29 - 3.

Per le verifiche, le tensioni nell’acciaio d’armatura vengono stabilite allo stato fessurato.
(senza coefficiente di correzione dei carichi di servizio λ secondo la norma SIA 263)

Secondo l’art. 4.3.8.1.7, nel caso di travi e di solette con armatura di taglio, si calcolano le
differenze di tensione nell’armatura longitudinale e trasversale secondo i principi del taglio
(fig. 17) e si determina l’angolo di inclinazione αfat del campo compresso con:
tan " fat = tan " ! 1

29-5
E. Precompressione, approfondimenti 29. Fatica

29.3 Verifiche per il calcestruzzo

La fatica nel calcestruzzo in caso di compressione uniassiale è poco approfondita per il


caso di cicli di carico superiori di 5 106 .
Dai primi studi eseguiti risulta che la resistenza alla fatica dipende da σmax e σmin e poco
dai cicli di carico N, e che la rottura per fatica si manifesta se σmax > 0.5 fc.

La struttura dell’equazione di verifica è:

Sfat ,d max
= 0.5 ⋅ Rd + 0.45 ⋅ Sfat ,d min

Si è scelto un metodo semplice di verifica, poiché il


calcolo delle tensioni nel calcestruzzo è comunque
sempre non molto preciso.
La fatica nel calcestruzzo è raramente determinante
rispetto alla verifica della sicurezza strutturale e
dell‘efficienza funzionale
La norma SIA 262 prevede le seguenti verifiche (art. 4.3.8.3).

a) Zone compresse delle sezioni sollecitate a flessione e dei campi compressi delle
travi e solette con armatura di taglio:

per la compressione nel calcestruzzo si deve rispettare il valore:

σcd max
≤ 0,5kc fcd + 0,45 σcd min
≤ 0,9kc fcd

Le tensioni di compressione nel calcestruzzo σcd,min e σcd,max sono calcolate per le azioni di
fatica definite nella norma SIA 261. Nel caso in cui si trovasse per σcd,min un valore > 0
(trazione), si introduce σcd,min = 0 nell’equazione .

b) Solette senza armatura di taglio:

per il taglio, si devono rispettare le condizioni seguenti:


v d ,min
≥ 0: v d max ≤ 0,5v Rd + 0,45 v d min ≤ 0,9v Rd
v d ,max

v d ,min
< 0: vd ≤ 0,5v Rd − v d
v d ,max max min

29-7