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LA MONTAGNA

Veneto

IL MONUMENTO t TRIESTE

ARABBA

LA CATTEDRALE
DI SAN GIUSTO

Nel cuore dei passi dolomitici, dove


si scia tra il Sella e la Marmolada

IL MUSEO t PARMA

ARTE
CONTEMPORANEA
IN ABBAZIA
IL BORGO t ABRUZZO

CALASCIO, NEL PARCO


DEL GRAN SASSO

IL PAESAGGIO t BERGAMO

VALLE SERIANA

il weekend
CAPUA

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Scoprire il centro storico


medievale, accanto
ai resti della citt romana

ISSN 0394 7203

Poste Italiane Spa - Sped. In A.P. - D.L. 353/2003 art. 1, comma 1, LO/MI - Austria 9,90 - Belgio 8,20 - Francia 8,90 - Germania 9,00 - Gran Bretagna Igs 7,90 - Lussemburgo 8,20 - Portogallo (Cont.) 6,90 - Svizzera chf 14,00 - Canton Ticino chf 12,50 - Principato di Monaco 8,90 - Spagna 8,00

EURO 4,00*/*5"-*"

EDITORIALE GIORGIO MONDADORI

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.&/4*-&/6.&30GENNAIO 2017

Veneto

IL MONUMENTO t TRIESTE

ARABBA

LA CATTEDRALE
DI SAN GIUSTO

Nel cuore dei passi dolomitici, dove


si scia tra il Sella e la Marmolada

di Emanuela Rosa-Clot, Direttore di BellItalia

Editoriale

IL MUSEO t PARMA

ARTE
CONTEMPORANEA
IN ABBAZIA
IL BORGO t ABRUZZO

CALASCIO, NEL PARCO


DEL GRAN SASSO

IL PAESAGGIO t BERGAMO

VALLE SERIANA

il weekend

CAPUA

Scoprire il centro storico


medievale, accanto
ai resti della citt romana

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EDITORIALE GIORGIO MONDADORI

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Poste Italiane Spa - Sped. In A.P. - D.L. 353/2003 art. 1, comma 1, LO/MI - Austria 9,90 - Belgio 8,20 - Francia 8,90 - Germania 9,00 - Gran Bretagna Igs 7,90 - Lussemburgo 8,20 - Portogallo (Cont.) 6,90 - Svizzera chf 14,00 - Canton Ticino chf 12,50 - Principato di Monaco 8,90 - Spagna 8,00

EURO 4,00*/*5"-*"

LA MONTAGNA

In copertina: la chiesa di Soraruaz,


sopra Pezzei, a pochi
minuti da Arabba (Belluno).
Foto di: Olimpio Fantuz/Sime

UN ANNO CON LARTE

12 Capolavori
raccontati da
Vittorio Sgarbi
Ci sono musei in Italia
in cui una sola opera
basterebbe a giustificare
il viaggio per andare
a visitarli. A partire
dal Cenacolo Vinciano,
un museo nato intorno
allUltima
Ultima Cena di
Leonardo. Vittorio
Sgarbi, critico darte
e scrittore, ci guida da
anni sulle pagine di
BellItalia alla scoperta
di questi capolavori.
Abbiamo cos deciso
di fare un regalo di
Buon Anno ai nostri
lettori, riproponendo
12 sue letture che
invitano alla scoperta
di capolavori e musei,
anche meno noti,
in tutta la Penisola.
Uno al mese, per vivere
il 2017 allinsegna
della grande arte.

GLI SPECIALI DI

Scelti e raccontati da Vittorio Sgarbi


Milano

Leonardo da Vinci

Poste Italiane Spa - Sped. In A.P. - D.L. 353/2003 art. 1, comma 1, LO/MI - Milano - NUMERO 131 GENNAIO 2017 - ALLEGATO AL N. 369 DI BELLITALIA

Ultima Cena

LA GRANDE
ARTE VISTA
DA VICINO

Siena

Duccio di
Buoninsegna

Maest

Messina

Caravaggio

Adorazione
dei Pastori
Bolzano

Michael Pacher

San Floriano
Perugia

Piero della Francesca

Polittico
di SantAntonio
Barletta

Giuseppe De Nittis

Le corse
a Longchamp
Roma

Guercino

Seppellimento
di Santa Petronilla
Bologna
Giotto

Polittico
di Bologna
Torino

Hans Memling

Passione
di Cristo

Cagliari
Retablo dei
Beneficiati
Venezia

Giambattista Tiepolo

La corte esterna dellabbazia di Valserena, a Parma

ra i tanti stranieri, uomini di cultura e protagonisti del proprio tempo


che hanno amato lItalia, Stendhal stato sicuramente uno dei pi
celebri. Le passioni che animano il suo romanzo La certosa di Parma
sembrano ancora vibrare fra le mura dellabbazia di Valserena, poco fuori
citt, che si dice abbia ispirato lo scrittore francese. Certo che limponente
complesso monumentale, costruito nel Trecento dai monaci cistercensi,
oggi vive anche di altre emozioni, grazie alle opere darte del Novecento che
sono esposte nelle sale, nellex chiesa abbaziale e nella corte, recuperate
dopo anni di oblio. In passato il monumento stato anche una fabbrica
di conserve di pomodoro, un ricovero di mietitrebbia e perfino unaia dove
razzolavano le galline. Listituzione nei suoi spazi della sede museale dello
Csac, Centro Studi e Archivio della Comunicazione dellUniversit di Parma,
lha restituito al pubblico da un paio danni. la meta ideale per una
giornata di nebbia, da finire in gloria seduti a una tavola deccellenza.
Borghi dItalia. Quello di Calascio, nel Parco Nazionale del Gran Sasso,
una scoperta che toglie il fiato, con la rocca del Mille che lo sovrasta
e la piccola chiesa di Santa Maria della Piet, quasi unapparizione sullo
sfondo lunare dellAppennino abruzzese.
Ozi di Capua, in pieno inverno. Nella Campania abbracciata dal fiume
Volturno, per un weekend lontano dal freddo, alla scoperta della cittadina
di Capua dal cuore medievale, in dialogo con lantica Capua romana,
dove secondo la leggenda Annibale ripos (e poi perse la guerra). Da non
perdere il Museo Campano, con la straordinaria collezione di Madri.

Allegoria delle
nozze Rezzonico
Savorgnan
Napoli

Gaspare Traversi

La rissa

EDITORIALE GIORGIO MONDADORI

BellItalia 3

74
Gennaio 2017

VALLE SERIANA

ARABBA
TRIESTE
PARMA

CALASCIO

CAPUA

ARABBA (Belluno)

48

36
45

PICCOLA ROCCAFORTE DELLO SCI

48
57

UNA VOCAZIONE PER LARTE

60
72

UN SIMBOLO DI FEDE SUL COLLE

74
80

AVVENTURE SULLE OROBIE

82
89

MILLE ANNI DI SOLITUDINE

Dove Come Quando


PARMA Csac-Centro Studi e Archivio della Comunicazione

Dove Come Quando


TRIESTE Cattedrale di San Giusto

Dove Come Quando


VALLE SERIANA (Bergamo)

Dove Come Quando


CALASCIO (LAquila)

Dove Come Quando


CAPUA (Caserta)

92
100

60

DUE CITT, UN TUFFO NELLA STORIA


Dove Come Quando

il weekend CAPUA

92

DIRETTORE RESPONSABILE
Emanuela Rosa-Clot
emanuelarosaclot@cairoeditore.it

110
Gennaio 2017
10 Lettere
12 Notizie
16 Dicono di noi

21

18

Il patrimonio salvato

I VINI SICILIANI PER SELINUNTE


Appuntamenti

21 darte
con Vittorio Sgarbi
24 DE CHIRICO A

26

108

In viaggio con Antonio Paolucci

I VERDI DINTORNI DI ROMA

Sentieri dItalia di Albano Marcarini

SULLA COLLINA DI LUNI


Cibo&Paesaggio

a cura di Slow Food

ANTICHE MELE DELLETNA


I piaceri

110 Camera con vista


114 Occasioni

Buona Italia di Auretta Monesi


116 LALPE CIMBRA IN TRENTINO
123 La ricetta
124

116

6 BellItalia

Cantine dItalia di Giuseppe De Biasi

CASTELLO GINORI DI QUERCETO

126 LItalia da leggere

PHOTO EDITOR
Milena Mentasti milenamentasti@cairoeditore.it
Susanna Scafuri susannascafuri@cairoeditore.it
ART DIRECTOR
Luciano Bobba lucianobobba@cairoeditore.it
Corrado Giavara corradogiavara@cairoeditore.it
Simona Restelli simonarestelli@cairoeditore.it
IMPAGINAZIONE
Franca Bombaci francabombaci@cairoeditore.it
Francesca Cappellato
francescacappellato@cairoeditore.it
Isabella di Lernia isabelladilernia@cairoeditore.it
Claudia Pavesi Caposervizio
claudiapavesi@cairoeditore.it
SEGRETERIA E RICERCA ICONOGRAFICA
Mara Carniti maracarniti@cairoeditore.it
Paola Paterlini paolapaterlini@cairoeditore.it
PROGETTO GRAFICO E CONSULENZA CREATIVA
Silvia Garofoli www.silviagarofoli.com
HANNO COLLABORATO A QUESTO NUMERO

VENEZIA

30 con i festival
32 allaria aperta
34 con il gusto
103

RESPONSABILE UFFICIO CENTRALE


Elisabetta Planca Caporedattore
elisabettaplanca@cairoeditore.it
UFFICIO CENTRALE
Rossella Giarratana Caporedattore
rossellagiarratana@cairoeditore.it
Pietro Cozzi pietrocozzi@cairoeditore.it
Giovanni Mariotti giovannimariotti@cairoeditore.it
Raffaella Piovan raffaellapiovan@cairoeditore.it
Barbara Roveda barbararoveda@cairoeditore.it
REDAZIONE
Filippo Cerrina Feroni Inviato
filippocerrina@cairoeditore.it
Lara Leovino laraleovino@cairoeditore.it
Elena Magni elenamagni@cairoeditore.it
Carlo Migliavacca carlomigliavacca@cairoeditore.it
Sandra Minute sandraminute@cairoeditore.it

Fabio Bottonelli, Luisella Colombo, Giuseppe


De Biasi, Sandra Fiore, Silvia Frau, Rosalba
Graglia, Albano Marcarini, Auretta Monesi,
Antonio Paolucci, Ettore Pettinaroli, Manuela
Piancastelli, Vittorio Sgarbi, Angelo Surrusca
EDITORIALE GIORGIO MONDADORI
divisione di

PRESIDENTE
Urbano Cairo
DIRETTORE GENERALE
Giuseppe Ferrauto
CONSIGLIERI
Andrea Biavardi, Alberto Braggio,
Giuseppe Cairo, Ugo Carenini, Giuliano Cesari,
Giuseppe Ferrauto, Uberto Fornara,
Marco Pompignoli, Mauro Sala
CAIRO EDITORE S.P.A.
DIREZIONE, REDAZIONE, AMMINISTRAZIONE:
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20092 Cinisello Balsamo (Milano).

132 I borghi disegnati


Accertamento diffusione: Certificato n. 2756
del 14.12.1994 Periodico associato alla FIEG
(Feder. Ital. Editori Giornali)

I collaboratori di questo numero


CONCESSIONARIA ESCLUSIVA
PER LA PUBBLICIT

Centro Direzionale Tucidide


Via Tucidide 56 - 20134 Milano
Tel. 02 748131
Fax 02 76118212

FILIALI

Fabio Bottonelli
___
Bolognese, giornalista
professionista, scrive
ormai da 25 anni di
montagna dolomitica,
entrata nel suo
cuore fin dallepoca
delle settimane
bianche scolastiche.
Collabora con
BellItalia, BellEuropa
e In Viaggio, autore
di libri e guide e
ha appena fondato
il suo blog www.
bestroutes.it. In
questo numero ci
parla di Arabba (p.36).

Luca Laureati
___
Udinese, 57 anni,
fotografa soprattutto
opere darte
e architetture, in
collaborazione con
importanti istituzioni
pubbliche e private.
Si occupa anche
di ricerche sul
paesaggio e talvolta
torna al reportage,
che lo aveva portato
a viaggiare a lungo
negli Stati Uniti.
Sue le immagini
della chiesa triestina
di San Giusto (p.60).

Silvia Frau
___
Nata sul lago di
Garda ma milanese
dadozione, giornalista
professionista,
ha collaborato con
le principali case
editrici e con
la redazione web
del Corriere della
Sera. Si occupa di
enogastronomia
e di viaggi. In questo
numero ci guida
nel Csac-Centro
Studi e Archivio
della Comunicazione
di Parma (p.48).

Alfio Giannotti
___
Specializzato in
reportage di viaggio
e pubblicit, si occupa
professionalmente
di fotografia dal 1996,
lavorando con
agenzie fotografiche
e numerose riviste.
Grazie allesperienza
maturata negli anni,
oggi tiene anche
corsi di formazione
e workshop.
Sue le immagini
del servizio
weekend, dedicato
a Capua (p.92).

La ski area di Arabba

LE IMMAGINI DI QUESTO NUMERO

Lettere: Massimo Ripani, Riccardo Sala/IPA (p.10). Notizie: Musei Vaticani (pgg.14-15), Massimiliano Nicol (p.15). Dicono
di noi: ANSA/Carabinieri (p.16). Il patrimonio salvato: Franck Manogil (p.18). Appuntamento con Vittorio Sgarbi: Archivio
Scala, Firenze/DeAgostini Picture Library (p.24), per gentile concessione Collezione Peggy Guggenheim, Venezia (p.25).
In viaggio con Antonio Paolucci: Foto Governatorato dello S.C.V. - Direzione dei Musei (pgg.26-28). Appuntamenti con
i Festival: Fabrizio de Blasio (p.30). Appuntamenti allAria Aperta: Andrea Carloni (p.32). Appuntamenti del Gusto: Fabio
Toschi, Fabrizio Donati (p.34). Scheda Trieste: Corrado Giavara (p.72), Michele Bella/Cuboimages, Franco Cogoli, Corrado
Giavara (p.73). Scheda Valle Seriana: BlueRed/Cuboimages (p.80). Piaceri: Franco Cogoli (p.107). Cibo & Paesaggio:
Francesco Sottile/Archivio Slow Food (p.108), Giuseppe Famoso/Cuboimages, Francesco Sottile/Archivio Slow Food (p.109).
Occasioni: Pietro Celesia, Pino Veclani, Andrea Getuli (p.114). Prossimamente: Massimo Ripani, Albert Ceolan, Olimpio Fantuz/
Sime (p.128). Cartine: Quaterd, Davide Bassoli
Testi e fotografie non richiesti non vengono restituiti
BellItalia. Alla scoperta del pi bel paese del mondo. Copyright 2017. Cairo Editore S.p.A. Tutti i diritti riservati. Testi,
fotografie e disegni contenuti in questo numero non possono essere riprodotti, neppure parzialmente, senza lautorizzazione
dellEditore. Pubblicazione mensile registrata presso il tribunale di Milano il 5/4/1986, n. 169. Una copia euro 4, arretrati euro 8.

8 BellItalia

VALLE DAOSTA/PIEMONTE/LIGURIA:
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SETTIMANALI
DiPi TV, Diva e Donna, Settimanale
DiPi, Settimanale DiPi e DiPi
Stellare, TV MIA, settimanale NUOVO
e NUOVO TV, F, settimanale GIALLO,
Enigmistica PI
QUINDICINALI
Settimanale DiPi e DiPi TV Cucina,
NUOVO e NUOVO TV Cucina
MENSILI
Airone, Antiquariato, Arte, BellEuropa,
BellItalia, For Men Magazine,
Gardenia, In Viaggio, Natural Style

Lettere Risponde la redazione

scrivete a
bellitalia@cairoeditore.it
oppure: BellItalia,
C.so Magenta 55, 20123 Milano

CARIMATE (Como)

I CINQUECENTO
ANNI DEL
SANTUARIO
Vorrei mettervi a conoscenza di un piccolo gioiellino sito nel mio paese, Carimate in provincia
di Como. Si tratta del santuario della Madonna
dellAlbero.
Sorse nel 1517 in seguito ad una apparizione
della Vergine (avvenuta
verosimilmente alcuni
anni prima). I dipinti che
oggi vediamo abbellire le
pareti e le volte della chiesa sono stati realizzati entro il 1606, e vale la pena
ammirarli. La chiesa ha
subto vari restauri ma la
bellezza originaria non
stata compromessa.
Nel 2017 corre il cinquecentenario dalla nascita;
per loccasione stato
creato un calendario di
eventi, che troveranno
conclusione il 5 giugno
2017, con una Santa Messa. Mi farebbe piacere,
tramite la vostra bellissima rivista, far conoscere
il santuario e il mio paese
a tutti i lettori (nella foto:
linterno del santuario, con
laffresco della Madonna
dellAlbero che ricorda la
miracolosa apparizione).

BINASCO (Milano)

Piccoli lettori crescono (e studiano)


Siamo i bambini dellistituto Maria Bambina di Binasco,
una piccola scuola primaria, situata tra Milano e Pavia. La
rivista BellItalia stata subito da tutti accolta con molto
interesse perch ci presenta il volto pi bello del nostro
Paese. Che meravigliosi sogni di viaggi riusciamo a fare
con le immagini che ci mostrate... aspettando di poterli
realizzare da grandi. I nostri insegnanti ci danno lopportunit di utilizzare il mensile per approfondire vari argomenti, infatti ci accompagna durante le ore di geografia,
scienze, religione e arte. Per questo spesso consultiamo le
pagine per arricchire gli argomenti che trattiamo in classe,
specialmente nelle ore di immagine, dove riproduciamo e
realizziamo lavori artistici con lutilizzo di diverse tecniche
pittoriche. Ciao e grazie dai vostri lettori in erba...

Emma Dellacecca,
Carimate (Como)

I bambini della scuola Maria Bambina,


Binasco (Milano).

CI PIACE
t Convinto di vivere nel pi bel
Paese del mondo e deciso a provare
a conoscerlo pezzo per pezzo,
mi sono avvicinato a BellItalia
e non lho pi lasciata dal 1996.
Mi sono creato un indice delle
varie annate della rivista e
a ogni viaggio estraggo i numeri
delle localit che intendo visitare,
che mi fanno da guida.
Luigi Sciarrone, Torino
10 BellItalia

ERRATA CORRIGE

Nella rubrica
Occasioni
di BellItalia 368
di dicembre, alla
pagina 131, la notizia
relativa a Vipiteno
corredata da
una fotografia che
ritrae Ortisei. Ci
scusiamo dellerrore
con i lettori.

PISA

I VARIOPINTI
OMINI
DI KEITH HARING
Ho visitato di recente il
grande murale di Keith
Haring a Pisa, Tuttomondo (sopra: lopera, del
1989). Mi piacerebbe che
la vostra strepitosa rivista
vi dedicasse un bel servizio per farlo conoscere di
pi. Complimenti vivissimi per la vostra rivista che
acquisto puntualmente
ogni mese in edicola.
davvero unica!
Stefano Longo,
indirizzo email

Notizie

A cura di Sandra Minute Fotografia Andrea Pistolesi

PISTOIA LE INIZIATIVE DELLA CAPITALE ITALIANA DELLA CULTURA 2017

UN ANNO AD ARTE

Arte, musica, teatro, festival, animazione degli spazi urbani,


iniziative per i bambini e riscoperta del verde e del paesaggio:
ricchissimo il programma di iniziative messe in campo da Pistoia
(foto: il duomo) per onorare il suo ruolo di Capitale Italiana della
Cultura 2017. Rigenerazione urbana il cuore del progetto, che
punta a valorizzare il patrimonio monumentale, con il recupero
dellex Ospedale del Ceppo e di varie chiese. Tra le tante mostre,
quelle dedicate allo scultore Marino Marini, al pittore Giovanni
Frangi, allarchitetto Giovanni Michelucci. INFO: www.pistoia17.it

BellItalia 13

Notizie

POMPEI (Napoli) RIAPERTURE E SCAVI INEDITI

Svelati i nuovi gioielli


della citt perduta

Sopra, dallalto: la domus di


Lucrezio Frontone e una via
di Pompei. In basso: una
lastra del fregio di Pelagio
Palagi. Foto grande: Braccio
Nuovo dei Musei Vaticani.
Pagina seguente, al centro:
graffito digitale a Firenze; a
destra, dallalto: il funambolo
Andrea Loreni in piazza
della Loggia a Brescia;
la statua di Giulio Ricordi.

Un postribolo, due domus e uno scavo del


tutto inedito: sono i nuovi tesori aperti al
pubblico nellambito del Grande Progetto
Pompei. Sono tornati accessibili il piccolo
lupanare, con un corredo di affreschi erotici,
la sontuosa casa di Obellio Firmo (notevole
la cassaforte in bronzo e ferro) e la casa di
Marco Lucrezio Frontone, con lo splendido
affresco Uccisione di Neottolemo. Inoltre
sono stati riportati alla luce una domus e un
edificio adibito in epoche diverse a pistrinum
(panificio) e poi a fullonica (lavanderia).
INFO: tutti i giorni 9-17, 11 ; www.pompeiisites.org

RACCONIGI (Cuneo) RESTAURATO IL FREGIO NEOCLASSICO DI PELAGIO PALAGI

Nelle sale del castello un corteo di 47 metri


Un corteo di 150 figure umane, cavalli e carri che trasportano un bottino di
guerra: 34 lastre di gesso che formano un nastro di ben 47 metri. il
monumentale fregio neoclassico Il trionfo del console Paolo Emilio sul re
Perseo, per la prima volta visibile al pubblico dopo il restauro nel castello
di Racconigi. Fu ideato da Pelagio Palagi per Carlo Alberto di Savoia
e realizzato intorno al 1840 da Giuseppe Gaggini. Ritrovato di recente in
un deposito, il fregio
stato restaurato
(con il contributo della
Fondazione Crt) nelle
cucine settecentesche,
dove visitabile
su prenotazione.
INFO: il castello aperto
9-19, chiuso luned,
5 . Per visitare il fregio:
0172/845.62; www.
ilcastellodiracconigi.it
14 BellItalia

CITT DEL VATICANO NEI MUSEI VATICANI

LA GALLERIA
DELLE
ANTICHIT

Una sfilata di divinit pagane e di uomini


e donne celebri del mondo antico in una
cornice spettacolare. Il Braccio Nuovo dei
Musei Vaticani ha riaperto al pubblico dal 22
dicembre al termine di un lungo e complesso
restauro che ha riguardato sia le strutture
della magnifica galleria, raffinato esempio di
architettura neoclassica, sia le circa 140 sculture allineate lungo le pareti. Il Braccio Nuovo fu realizzato tra 1816 e 1822 per volere di
papa Pio VII Chiaramonti per ospitare la ricca raccolta pontificia di sculture classiche. A
realizzarla furono Antonio Canova, artefice
del ritorno delle opere trafugate sotto Napoleone, e larchitetto Raffaele Stern. La galleria
lunga 68 metri, con 28 grandi nicchie che
ospitano altrettante statue, intervallate da
busti maschili e femminili di personaggi celebri dellantichit. Fulcro dellesposizione
la statua del Nilo sdraiato e circondato da
puttini, ritrovata nel 500 sotto la chiesa romana di Santa Maria sopra Minerva.
INFO: da luned a sabato, orario 9-18, 16 ; aperto lultima
domenica del mese, 9-14, ingresso gratuito; www.
museivaticani.va

BRESCIA ILLUMINAZIONE ARTISTICA DEL CENTRO

Sul filo della luce


Nuovo splendore, in senso letterale, per
i tesori della Leonessa. Grazie al progetto
Brescia vestita di luce, 36 tra palazzi,
piazze e chiese sono valorizzati da una
nuova illuminazione artistica a led, che
esalta la bellezza dei singoli monumenti
e del centro storico nel suo complesso.
La conclusione del progetto stata
inaugurata da The Led Walk, spettacolare
camminata sul filo del funambolo
Andrea Loreni, che ha passeggiato
per 180 metri dal campanile del Broletto
(a 40 metri da terra) a piazza della Loggia.
INFO: www.comune.brescia.it

I NUMERI CHE CONTANO

15.484

scritte digitali in 8 mesi, e solo


9 graffiti sui muri, per il campanile
di Giotto. il bilancio del progetto
Autography contro il vandalismo
lanciato dallOpera del Duomo di
Firenze. I visitatori possono lasciare
i loro graffiti in tre postazioni
digitali allinterno del campanile,
certi di ritrovarli sullapposito sito
autography.operaduomo.firenze.it.
E da febbraio Autography sbarca
nella cupola del Brunelleschi.

MILANO LA STATUA DELLEDITORE MUSICALE COLLOCATA IN LARGO GHIRINGHELLI

Giulio Ricordi celebrato davanti alla Scala


Milano rende omaggio alleditore di Giuseppe Verdi e Giacomo Puccini.
La statua di Giulio Ricordi stata collocata accanto al Teatro alla Scala,
al centro di largo Ghiringhelli, riqualificato e restituito ai milanesi come
salotto urbano. La statua in marmo bianco, restaurata, stata donata
al Comune da Casa Ricordi; fu realizzata dallo scultore Luigi Secchi per
il decennale della scomparsa delleditore (1922). INFO: www.comune.milano.it
BellItalia 15

Dicono di noi

LItalia raccontata dagli stranieri su giornali, riviste e siti internet

LIMPERATRICE
FA RITORNO
A VILLA ADRIANA
Rubata a Tivoli nel 2012, lantica testa
in marmo di Giulia Domna stata ritrovata
in Olanda e restituita al nostro Paese
Il quotidiano olandese De Telegraaf ricostruisce la vicenda che ha visto protagonista una preziosa testa in
marmo del II secolo dopo Cristo raffigurante Giulia
Domna, moglie dellimperatore Settimio Severo (nella
foto). Lopera, che appartiene al patrimonio dellarea
archeologica di Villa Adriana a Tivoli, era stata rubata
nel 2012 in occasione della mostra Antinoo. Il fascino
della bellezza tenuta al Museo del Canopo della Villa. Di recente ricomparsa ad Amsterdam, dove un
uomo e una donna hanno cercato di venderla. Insospettiti dallimportanza del reperto e dallestraneit
dei due al mercato dellarte antica, gli esperti della nota
casa daste cui i venditori si erano rivolti per la mediazione hanno avvertito la Polizia olandese e il Comando Tutela Patrimonio Culturale dei Carabinieri. La
coppia di cittadini olandesi stata arrestata e il ritratto
marmoreo riconsegnato dalla Polizia di Amsterdam
direttamente ai Carabinieri, senza la necessit di una
rogatoria internazionale. stato messo a disposizione
dellautorit giudiziaria italiana e presto dovrebbe tornare nellAntiquarium di Villa Adriana.
Venerd 2 dicembre 2016
La Polizia consegna una statua ai Carabinieri
www.telegraaf.nl

NATIONAL PUBLIC RADIO

Luned
12 dicembre 2016
A lungo vista come vittima,
la pittrice italiana del
XVII secolo emerge come
unicona femminista
www.npr.org

16 BellItalia

THE NEW YORK TIMES

Il riscatto della
donna Artemisia

La birra dei monaci


per aiutare Norcia

Il sito della radio statunitense


dedica unampia presentazione
alla mostra Artemisia
Gentileschi e il suo tempo, fino
al 7 maggio al Museo di Roma
di Palazzo Braschi. Lesposizione
vista come un decisivo
passaggio verso il recupero del
valore artistico e umano della
pittrice seicentesca, in passato
oscurati dallepisodio dello
stupro subto dal collega
Agostino Tassi (nella foto,
un particolare di Susanna
e i vecchioni, del 1610).

Il terremoto che il 30 ottobre


scorso ha distrutto la basilica
di San Benedetto a Norcia
ha danneggiato anche il vicino
monastero benedettino.
Il quotidiano americano
tornato nel centro umbro per
raccontare la storia dei monaci
che lo abitavano (molti dei quali
statunitensi, nella foto); in
particolare della loro produzione
di birra, unattivit che vogliono
riprendere al pi presto per
sostenere la ricostruzione
della basilica e della citt.

Gioved
1 dicembre 2016
Un monastero italiano
cerca la salvezza nella
birra dopo il devastante
terremoto
www.nytimes.com

Il patrimonio salvato Privati e fondazioni al servizio dei beni culturali


a cura di Carlo Migliavacca

IL VINO DI SICILIA PER AIUTARE


LANTICA SELINUNTE
Cantine Settesoli, importante realt economica della regione, promuove un progetto di raccolta fondi
a favore dellarea archeologica. Uniniziativa aperta a tutti attraverso donazioni dirette e acquisto di vini

li antichi templi di Selinunte respirano il vento del Mediterraneo da


due millenni e mezzo. Le colonne sopravvissute al tempo e alla storia sovrastano
da unaltura la costa occidentale della
Sicilia, segnalando anche da lontano la
posizione di quella che stata una delle
pi importanti citt della Sicilia greca:
fondata nel VII secolo avanti Cristo e
divenuta grande nel V, prima di subire
la distruzione da parte dei Cartaginesi di
Annibale nel 409 avanti Cristo. Allepoca
doveva contare pi di ventimila abitanti
se le cronache ricordano che la conquista
punica fece sedicimila morti, cinquemila
schiavi e un gran numero di fuggitivi. Da
allora non conobbe pi gloria, almeno
fino al riscatto vissuto in et moderna
grazie allimportanza dei suoi resti architettonici e alla bellezza degli apparati
decorativi rinvenuti tra le rovine. Oggi,
18 BellItalia

con i suoi 310 ettari di estensione, il sito


archeologico pi vasto dEuropa, anche
se solo una piccola parte visitabile.
IL SOCCORSO DEL TERRITORIO
A UN BENE COMUNE
In questi casi, purtroppo, grandezza
spesso sinonimo di fragilit: larea ha
bisogno di manutenzione continua per
proporre in sicurezza i suoi splendori al
pubblico. per contribuire alle necessit
di manutenzione e restauro del sito, in
stretta relazione con quelle di tutela e
valorizzazione, che Cantine Settesoli, la
pi grande realt vitivinicola siciliana,
ha promosso il progetto di responsabilit
sociale Settesoli sostiene Selinunte. La
cooperativa con sede a Menfi, a venti chilometri dal sito archeologico, ha dato vita
alliniziativa insieme alla direzione del
Parco Archeologico di Selinunte e Cave di

Cusa e in collaborazione con lAssessorato Regionale Beni Culturali e Identit Siciliana. Un primo intervento economico
diretto di ventimila euro stato stanziato
per sostenere il progetto di illuminazione
della cinta muraria dellAcropoli, mentre
un programma di raccolta fondi di ampio respiro, attualmente in corso, finalizzato al reperimento di 500 mila
euro per il restauro e il miglioramento
delle condizioni di fruizione (percorsi
di visita, illuminazione) del Tempio C
dellAcropoli. Questa seconda parte del
progetto segue due percorsi paralleli: per
ogni bottiglia di vino Settesoli acquistata
nei supermercati italiani vengono devoluti dieci centesimi a favore del Parco,
mentre per favorire le donazioni dirette
stato predisposto un Iban dedicato che
permette di usufruire del credito dimposta previsto dallArt Bonus.

... e da salvare

Venezia

Venetian Heritage
d speranza
a Giorgio Vasari

Pagina precedente: i resti del Tempio C, il pi vasto e antico dellAcropoli di Selinunte.


La raccolta fondi promossa da Settesoli finalizzata al miglioramento della sua fruibilit
da parte dei visitatori. Sopra: un tratto del muraglione dellAcropoli. Grazie alliniziativa
di Settesoli questarea del sito sar dotata di un nuovo sistema di illuminazione.

Sul sito www.settesolisostieneselinunte.


it possibile seguire levoluzione del
progetto e prendere visione della cifra
raccolta attraverso la vendita delle bottiglie: da settembre, sono state pi di
500 mila, di conseguenza oltre 50 mila
euro sono gi stati raccolti per il Parco.

CARTA DIDENTIT

Come partecipare
Iban dedicato alle donazioni:
IT31W0894681830000022504092,
intestato a Parco Archeologico di
Selinunte e Cave di Cusa; la causale
per usufruire del credito dimposta
Art Bonus-Selinunte.

Cantine Settesoli per Selinunte

Il marchio Settesoli
riunisce duemila soci
viticoltori siciliani che
lavorano oltre seimila
ettari di vigneto. Fondata
nel 1958 a Menfi
(Agrigento) e attiva sulla
costa sud-occidentale,
la cooperativa oggi
la pi grande realt
vitivinicola dellisola,
con una produzione
di circa 25 milioni
di bottiglie allanno.
Propone una linea di

vini di largo consumo


di qualit a prezzi
accessibili, reperibile nei
migliori supermercati
in Italia e allestero: il
70% del fatturato deriva
dalle vendite in 30 Paesi
del mondo. Il progetto
Settesoli sostiene
Selinunte ha preso il
via nel febbraio del 2016
con un intervento di
sponsorizzazione diretta
da parte della societ,
mentre la campagna di

fundraising partita nel


settembre successivo.
Cantine Settesoli,
Menfi, Strada Statale
115, 0925/771.11, www.
cantinesettesoli.it

Nel 1542, Giorgio Vasari


era a Venezia, dove ricevette
la commissione per un
soffitto di legniame
a dipingere a oljo con nove
quadri grandi raffiguranti
cinque allegorie di Virt
e quattro putti. Lopera
era destinata a una sala del
palazzo di Giovanni Corner
sul Canal Grande, e l
rimase fino allinizio
dell800, quando il soffitto
fu smembrato e disperso
nel mercato antiquariale.
Dei nove comparti che
lo componevano, quattro
(Pazienza, Giustizia e due
putti) sono stati acquistati
dallo Stato nel 1987
e destinati alle Gallerie
dellAccademia di
Venezia, dove ne sono
poi giunti altri due. Uno
di questi, lallegoria
della Fede, stato acquisito
nel 2013 da una collezione
privata grazie allintervento
della Fondazione Venetian
Heritage, che ora ha lanciato
una campagna di raccolta
fondi per lacquisto della
Speranza (foto sopra),
posta in vendita dagli attuali
proprietari alla cifra di 600
mila sterline. Un importante
contributo economico verr,
come nella precedente
occasione, dal Ministero dei
Beni e delle Attivit Culturali.

per contribuire
INFO Fondazione Venetian
Heritage, 041/277.07.80,
www.venetianheritage.org
BellItalia 19

A cura di Lara Leovino

Appuntamenti darte

BERGAMO

LOTTO ALLA CARRARA E IN CITT


Una mostra in pinacoteca con prestiti internazionali e due inediti. E un itinerario in citt
fra le testimonianze del pittore veneto conservate nelle chiese del centro storico
Straordinario e solitario maestro del Rinascimento, Lorenzo Lotto (1480-1557)
non ebbe fortuna in vita e nemmeno dopo la morte. La sua pittura per essere rivalutata deve attendere il XX secolo con
la grande monografica del 1953 a Venezia. Oggi lAccademia Carrara approfondisce un aspetto importante della sua
carriera: gli anni trascorsi a Bergamo,

dal 1513 al 1523, fra i pi ispirati e decisivi. Nel percorso due opere inedite di
Lotto, importanti prestiti internazionali, come lAutoritratto dal ThyssenBornemisza di Madrid, e i capolavori
della Carrara, come lintenso Martirio di
Santo Stefano (nella foto, un particolare),
dipinto dallartista nel 1513. Lincontro
con il Lotto prosegue attraverso un tour

in citt, fra quattro chiese e il Museo


Bernareggi, alla scoperta delle tante testimonianze artistiche del genio a lungo
incompreso: si parte dalla basilica di
Santa Maria Maggiore.
LORENZO LOTTO Attraverso Bergamo. Sede:
Accademia Carrara. Date: 3 dicembre-26
febbraio. Orari: 9,30-17,30, chiuso marted.
Ingresso: 12 . Info: 035/23.43.96; www.ll8.it

MILANO

BELLOTTO E CANALETTO
GIGANTI DEL VEDUTISMO
Il vedutismo veneziano
protagonista a Milano grazie a 100
straordinarie opere tra dipinti,
disegni e incisioni di due dei
massimi esponenti di questo
genere: Antonio Canal, detto il
Canaletto (1697-1768) e suo nipote
Bernardo Bellotto (1722-1780).
Il percorso, che ha unimpostazione
tematica e non cronologica, invita
il visitatore a un interessante
confronto fra le opere e
le tecniche di lavoro dei due
artisti, considerati i precursori
della fotografia. Sopra: Pirna dal
villaggio dei pescatori, 1753-1754,
di Bernardo Bellotto. BELLOTTO

BIUMO SUPERIORE (Varese)

I TABLEAUX VIVANTS
DI WILSON A VILLA PANZA
Il poliedrico regista e artista
Robert Wilson rende omaggio alla
memoria del grande collezionista
Giuseppe Panza di Biumo.
Lo fa con 56 video ritratti, tra cui
il nucleo che ha per protagonista
Lady Gaga, mai esposto
in Italia. Un allestimento sitespecific si ammira anche nel
parco della monumentale villa.
In questi lavori emerge una
contaminazione tra il mondo
classico e contemporaneo: un
confronto, quello fra passato e
presente, amato anche dal conte
Panza. A sinistra: Lady Gaga, the
death of Marat, 2013, di Robert
Wilson. ROBERT WILSON for Villa

E CANALETTO. Lo stupore e la luce.


Alle Gallerie dItalia-Piazza Scala
fino al 5 marzo. Info: 800.16.76.19.

Panza. Tales. A Villa Panza fino al 15


ottobre 2017. Info: 0332/28.39.60.

BOLOGNA

LA CITT IN FESTA: TORNA ARTE FIERA


Edizione numero 41 per la pi longeva kermesse
darte moderna e contemporanea dItalia. Titolo
di questanno Arte Natura, chiaro omaggio
al ruolo della natura, primo e fondamentale
archetipo di forme e colori. Le gallerie presenti
sono 133, con una sezione ad hoc dedicata alla
fotografia. Eventi darte interessano lintero centro
storico della citt. A sinistra: Ulivo, 2016, di
Elizabeth Aro. ARTE FIERA. Dal 27 al 30 gennaio
a BolognaFiere. Info: 051/28.21.11, www.artefiera.it

Appuntamentidarte
VENEZIA

LA BOTTEGA CADORIN: IL DESTINO DELLARTE


Lepopea di una famiglia, i Cadorin, appassionata darte dal
500: pittori, scultori, intagliatori, fotografi, architetti ma anche
collezionisti. Nella casa-museo di Mariano Fortuny, frequentata
anche dai Cadorin, si ammira la raccolta di Ida Barbarigo.
Duecento lavori (statue, dipinti, ceramiche, foto, disegni) che
raccontano unaffascinante storia di famiglia. A destra: Ida, 1982,
di Zoran Music. CADORIN. Una dinastia di artisti veneziani. A Palazzo
Fortuny fino al 27 marzo. Info: www.fortuny.visitmuve.it

PALERMO

CARAVAGGIO
CONTEMPORANEO
Omar Galliani e Lorenzo
Puglisi ripercorrono il viaggio
di Caravaggio nei luoghi
simbolici da lui toccati a
Palermo e a Napoli, 4 anni
prima di morire. Lo fanno con
opere realizzate ad hoc, ispirate
allo stile del Merisi. La mostra
ad aprile andr a Napoli.
A sinistra: Paesaggio dei miei
veleni, 2014, di Omar Galliani.

BOLOGNA

MESSICO SOTTO LE TORRI


La Gelman una delle pi grandi
raccolte darte messicana del XX
secolo, in cui primeggiano Frida
Kahlo e Diego Rivera. Dipinti,
foto, abiti, gioielli si ammirano
a Palazzo Albergati. Sopra: Paesaggio
con cactus, 1931, di Diego Rivera.

OMAR GALLIANI- LORENZO


PUGLISI. Caravaggio, la verit
nel buio. A Palazzo Belmonte
Riso Fino al 2 febbraio.
Info: www.palazzoriso.it

LA COLLEZIONE GELMAN. Arte messicana


del XX secolo. A Palazzo Albergati
fino al 26 marzo. Info: 051/030.10.15.

FIRENZE

DAL PONTE: LORO DEL RINASCIMENTO


Un restauro importante quello della Incoronazione
della Vergine, splendida tempera su tavola di
Giovanni di Marco di Giovanni, detto Giovanni dal
Ponte (1385-1437). Si ammira, fra gli altri capolavori,
nella prima monografica dedicata allartista che fu
un protagonista dellUmanesimo tardo-gotico
fiorentino. In mostra 50 opere di raffinata grazia
e bellezza. A sinistra: Allegoria delle sette arti liberali,
1430, di Giovanni dal Ponte. GIOVANNI DAL PONTE
(1385-1437). Alla Galleria dellAccademia fino al 12
marzo. Info: www.accademia.org
BellItalia 23

Appuntamento con Vittorio Sgarbi


Un Museo un Capolavoro

VENEZIA

Peggy Guggenheim Collection

LO SGUARDO DI DE CHIRICO
SULLENIGMA DEL MONDO
dedicata a Guillaume Apollinaire La nostalgia del poeta, opera del 1914 in cui oscuri
rapporti tra oggetti solitari introducono a una visione metafisica dellesistenza

Sono convinto di avere mostrato un


nuovo cammino in arte: cos scrive
Giorgio de Chirico in una lettera del
febbraio 1914 a Guillaume Apollinaire, il poeta davanguardia al centro
del milieu che a Parigi, sotto i colpi del
Cubismo, stava rivoluzionando larte, il
pi intelligente, come lo considerava
lartista. Nato e rimasto in Grecia fino
alladolescenza, formatosi poi a Monaco
di Baviera, ammirando la pittura simbolista di Bcklin e Klinger come i testi di
Schopenhauer e dellamatissimo Nietzsche, dal 1911 De Chirico nella Ville
Lumire insieme al fratello, il poliedrico Alberto Savinio. Malgrado gi allora
avesse uneccezionale considerazione
di s, la sua affermazione non era esagerata: anche lui, come i cubisti, proponeva unarte prettamente intellettuale,
ma senza ricorrere allo stravolgimento
del dato reale, di cui, anzi, rispetta le
apparenze pi convenzionali.
Nelle sue opere la realt piuttosto
scavalcata, secondo una dimensione
altra, metafisica, in cui le cose si associano senza una logica precisa, seguendo limpulso creativo dellinconscio, da
poco individuato scientificamente per
opera di Freud, come non era successo
neanche nel Simbolismo pi irrazionale. Ne derivano immagini dal forte
effetto straniante, che fanno leva, per
via dellincertezza del significato, su un
inedito senso della liricit visuale: il fascino dellenigma irrisolvibile (la musica nascosta che non si sente, la chiama
De Chirico) ci obbliga a una condizione
psicologica di stallo. Il poeta e il filosofo,
dediti entrambi alla meditazione in cui
si riconosce luomo superiore (De Chirico riteneva Nietzsche il poeta pi profondo), sono gli archetipi intellettuali
a cui il pittore metafisico guarda, trasponendo in unarte libera e profonda
la loro stessa missione di testimoniare
lincomprensibile astrusit del tutto.
24 BellItalia

Ad Apollinaire De Chirico dedica nel


1914 due quadri dallaspetto simile;
uno pi diretto, un ritratto metaforico,
laltro, La nostalgia del poeta, in veste
pi allusiva e in un formato accentuatamente verticale, a rimarcare lo stacco rispetto allorizzontalit prevalente delle
prime opere metafisiche (1910-13), pi
italiane, meditabonde e datmosfera,
in cui lesposizione dellenigma si basa
sullevocazione di luoghi prospetticamente ben definiti. In La nostalgia del
poeta lo spazio sovrastato dallassociazione degli oggetti. unepifania
del nulla cosmico, dialogo muto che
anticipa, in qualche modo, il tema
dellincomunicabilit universale, azzerando la fisicit delluomo e con essa qualunque visione che lo ponga al
centro delluniverso, per lasciarci soli
a subire il mistero del mondo racchiuso nella solitudine dei segni, come la
chiama De Chirico. una sensazione
spiazzante, ma non disperante, quella
che ci fa sentire irrimediabilmente in
scacco, come se fosse un naufragio gen-

tile, facendoci avvertire tutta la beffarda


sfuggevolezza di ci che la presunzione
del pensiero positivista aveva preteso
di controllare: bisogna tacere quando
si penetra la profondit di un quadro,
sostiene sempre De Chirico, non esiste
altro che quello che i miei occhi vedono
aperti e ancora di pi chiusi.
Enorme linfluenza della Metafisica,
caposaldo della prima avanguardia
internazionale, nellaffermazione del
gusto contemporaneo, non solo nellarte, ma anche nella letteratura (la poesia ermetica di Ungaretti e Montale),
malgrado lo stesso De Chirico. Il quale,
quando viene indicato dal Surrealismo
come suo padre ideale, ha gi cambiato
indirizzo, facendosi tacciare di passatismo classicheggiante. Larte della polemica, da quel momento, conter in lui
quanto quella dipinta.
Peggy Guggenheim Collection, Venezia,
Palazzo Venier dei Leoni, Dorsoduro 701,
041/240.54.11. aperta tutti i giorni, tranne
marted, dalle 10 alle 18; ingresso 15 .

Pagina seguente: La nostalgia del poeta (1914), alla Peggy Guggenheim Collection di Venezia.

Sul volto del poeta


il presagio del futuro
Nel 1914, De Chirico dipinge anche
il Ritratto di Guillaume Apollinaire
(nella foto, Parigi, Centre
Pompidou), che il poeta inserisce
nel frontespizio della raccolta
Et moi aussi je suis peintre.
La silhouette di Apollinaire appare
sullo sfondo, e un cerchio segna
parte del volto. Proprio in quel
punto Apollinaire, partito volontario
per la Prima guerra mondiale,
sar ferito nel 1916, dando
allopera unaura di premonizione.

Simbolo arcano
Su quello che sembra
un obelisco poggia
uno stampo da cucina
a forma di pesce, lanimale
simbolo delle comunit
paleocristiane, rivolto, per,
verso un ideogramma
arcano. Il pesce potrebbe
fare anche riferimento
al mito di Orfeo (poeta
il cui canto faceva uscire
i pesci dallacqua) e ad
Apollinaire, considerato
come novello Orfeo.

altezza 90 cm

Figura misteriosa
Simulacro della presenza
umana, il manichino
per sarti un plausibile
riferimento al poema
Le musicien de Saint-Merry
di Apollinaire, in cui il
musicista privo di occhi,
naso e orecchi. Il motivo
qui alla sua prima
apparizione; diventer
tipico della pittura
Metafisica, in particolare
del successivo periodo
ferrarese, il pi criptico,
quando De Chirico opera
al fianco di Carr e De Pisis.

Oltre la realt
Il busto ha fattezze
classiche, ma ha grandi
occhiali scuri che coprono
gli occhi: potrebbe essere
un riferimento alla cecit
(Omero lo era), o al loro
carattere di simboli
di visione mentale, forse
anche di preveggenza.

BellItalia 25

In viaggiocon Antonio Paolucci


Roma - Citt del Vaticano

MUSEI VATICANI

Galleria delle Carte Geografiche

LAZIO: UN MARE VERDE INTORNO


ALLA CAPITALE DEL MONDO
Alla scoperta dei paesaggi ancora selvaggi attraversati per secoli da pellegrini e viandanti diretti
a Roma. Montagne, foreste e paludi che affascinarono i pittori paesisti del Seicento
Il Lazio una regione speciale perch
al suo centro c Roma e Roma la citt
del papa. Roma per sacram Beati Petri
sedem caput orbis effecta (Roma diventata capitale del mondo perch la
sede di Pietro) dichiara infatti liscrizione latina di Leone I nella Galleria
delle Carte Geografiche. Mentre in alto, negli affreschi della volta, nella scena con il Domine quo vadis? (San Pietro
che, fuggitivo da Roma, incontra Cristo
e decide di tornare in citt per esservi
l crocifisso) c listituzione stessa del
pontificato romano. Infatti il Principe

degli Apostoli, il Vicario, il primo papa,


con la sua scelta romana, d inizio alla
sequela dei pontefici.
LA CITT ETERNA TRA VASTI
PANORAMI NATURALI
Il cartografo Ignazio Danti ha svolto il
suo compito con professionale, scrupolosa accuratezza. bene evidenziata
lorografia della regione: i Colli Albani
a sud-est, le montagne della Sabina, del
Viterbese, del Reatino a nord. A destra,
ai confini dellAbruzzo, c il Fucino,
il grande lago che verr prosciugato

nellOttocento dai Torlonia e a Sud,


in vista del mare, le foreste e le paludi
dellallora non bonificato comprensorio
pontino. Roma circondata, come da
un sudario, da un vasto verde deserto.
limpressione che provarono i pellegrini
e i viaggiatori che da ogni parte dEuropa arrivavano nella Citt Eterna.
Mentre le altre grandi citt italiane,
Milano e Napoli, ma anche Bologna e
Firenze, anche Perugia e Padova, sono
precedute e circondate da una fitta rete
di centri minori, di borghi, di villaggi
(la Galleria d sempre minuziosa testimonianza della straordinaria urbanizzazione del territorio dellItalia storica), prima di Roma, i viaggiatori che
scendevano da nord percorrendo le
grandi vie consolari (la Flaminia, la
Cassia, la Salaria) non incontravano
praticamente nulla. Solo le selvagge
montagne della Sabina dominata dal
Soratte, caro alla memoria di Orazio,
e le vaste distese dellAgro. Erano i
paesaggi amati dai paesisti del Seicento, da Francesco Albani, da Annibale
Carracci e da Gaspard Dughet. Era il
romantico deserto, carico di storia,
attraversato dal mito, che affascinava
Goethe e Chateaubriand.
MONUMENTI TESTIMONI
DI UN GRANDE PASSATO
Nella carta del Lazio lattenzione maggiore dedicata a Roma, qui presentata
nella sua pianta globale. un dettaglio
daffresco cos amato dai turisti che, per
proteggerlo da una altrimenti inevitabile usura, stato necessario coprirlo
con un vetro. Ecco la Citt Eterna alla
fine del Cinquecento, popolata allepoca da circa centomila abitanti. chiusa

26 BellItalia

Sopra: la veduta di Roma inserita nellaffresco con la carta del Lazio. Pagina precedente: il celebre
episodio del Domine quo vadis? dipinto nella volta soprastante la carta.
BellItalia 27

In viaggiocon Antonio Paolucci

Sopra: il territorio laziale raffigurato dal cartografo Ignazio Danti nel 1581 nella Galleria delle Carte Geografiche. In basso a sinistra,
il riquadro con la veduta di Roma. Sotto: particolare della minuziosa restituzione del territorio della Sabina al confine con lUmbria.

nel cerchio delle mura Aureliane che


contengono al loro interno vasti spazi
verdi di orti, vigne, parchi, giardini. Il
Vaticano una citt a parte, separata
dal centro urbano dai ponti sul Tevere.
Si riconoscono la basilica di San Pietro
e Castel SantAngelo; tutto intorno si
estendono i vasti prati che, fra Ottocento e Novecento, daranno nome al
quartiere che qui ha preso forma.
Se si fissa lo sguardo sul centro storico,
si riconoscono a uno a uno i monumenti celebri, le mirabilia urbis che
suscitavano lammirazione del mondo.
C il Colosseo, ci sono le colonne Antonina e Traiana, c il Pantheon, c San
Giovanni in Laterano sullo sfondo. C
anche, alla porta San Paolo, incasto28 BellItalia

nata nel giro delle mura Aureliane, la


Piramide Cestia. Viene in mente Montaigne che, a Roma nellinverno del
1581 (la Galleria delle Carte Geografiche era appena finita e ancora umida
di intonaco), scriveva essere Roma una
grande pianta sotto il cielo popolata di
rovine, minima testimonianza di una
gloria e di una grandezza che possono
solo essere evocate e rimpiante.
Musei Vaticani, Citt del Vaticano, viale

Vaticano, 06/69.88.46.76, 06/69.88.31.45,


mv.vatican.va. Aperti da luned a sabato,
ingresso 9-16, chiusura 18; biglietto 16 .
Domenica chiuso eccetto lultima del mese,
ingresso 9-12, chiusura 14; gratuito.

Appuntamenticon i festival di Sandra Minute

TREVISO DAL 28 GENNAIO

MUSICA NELLA CITT DIPINTA


Treviso, urbs picta, ospita la 4 rassegna
Musica Antica in Casa Cozzi con concerti,
conferenze, corsi e un laboratorio di canto
e musica medievale. Mimesis, dal segno
al suono il tema di questa edizione, che
vuole raccontare una urbs sonora ideale,
in rapporto alla citt dipinta medievale
e rinascimentale. Il concerto inaugurale
del liutista svedese Jakob Lindberg (foto).

BOLOGNA DAL 15 GENNAIO

UN MERCATO IN MUSICA
Concerti di classica, lezioni e corsi nella struttura di
periferia rinata sotto la gestione di unorchestra giovanile
Uno spazio di periferia rinato grazie alla musica classica. Mercato Sonato,
lex mercato rionale del quartiere San Donato trasformato in centro polifunzionale sotto la gestione dellOrchestra Senzaspine (foto), ensemble di 200
musicisti under 35 guidati da Tommaso Ussardi e Matteo Parmeggiani; il
primo spazio pubblico in Italia autogestito da unorchestra giovanile. La classica il perno di una stagione ricchissima e aperta a tutti i generi: oltre ai
concerti, ci sono corsi di tango e milonga, serate dedicate allo swing, corsi del
coro di voci bianche, laboratori di musica e arte per bambini e molto altro. Tra
gli eventi di gennaio, il 15 il concerto-aperitivo dellOrchestra dArchi Senzaspine: brani di Suk e Grieg seguiti da brunch vegetariano. E tutti i luned sera,
prove aperte a ingresso libero degli ensemble nati allinterno dellorchestra.

INFO www.almamusica433.it, www.fbsr.it


MILANO DALL8 GENNAIO AL 21 MAGGIO

PROVE APERTE ALLA SCALA


La grande musica a favore dei giovani
della periferia. Al via l8 edizione di Prove
Aperte della Filarmonica della Scala:
le prove di quattro concerti, come quello
del pianista Maurizio Pollini diretto da
Riccardo Chailly, sono aperte al pubblico a
pagamento e il ricavato viene interamente
devoluto a progetti a sostegno dello studio
per i ragazzi delle periferie milanesi.
INFO biglietti 5-35 , filarmonica.it/proveaperte

INFO Mercato Sonato, via Giuseppe Tartini 3, www.mercatosonato.com, www.senzaspine.com


VARIE CITT DAL 6 GENNAIO AL 4 FEBBRAIO

IN TOURNE IN ITALIA IL PIANISTA DI YARMOUK


Le immagini di lui al pianoforte, nella periferia bombardata di Damasco (foto)
hanno commosso il mondo. L suonava ogni giorno, circondato da bambini, in
un gesto di speranza contro la guerra, finch lIsis lo ha costretto allesilio, come
migliaia di suoi connazionali. Aeham Ahmad, il pianista di Yarmouk (il campo
profughi dov nato),
che oggi vive in
Germania, arriva in Italia
con la sua Musica per
la speranza: sar il 6
gennaio a Locorotondo,
poi a Roma (7), Mestre
(22), Taranto (27),
Firenze (2 febbraio)
e Aosta (il 4).
INFO 011/553.36.24,
www.musicalista.it
30 BellItalia

PALERMO DAL 21 AL 29 GENNAIO

MACBETH VA AL MASSIMO
Linterpretazione affidata a Luca Salsi
(foto), che ha gi cantato nei panni del
sanguinario re di Scozia con la direzione
di Riccardo Muti. La messa in scena
della talentuosa regista palermitana
Emma Dante. Da questo incontro nasce il
Macbeth di Giuseppe Verdi, che inaugura
la stagione 2017 del Teatro Massimo.
INFO www.teatromassimo.it

Appuntamentiallaria aperta di Pietro Cozzi


TARVISIO (Udine) DAL 22 AL 31 GENNAIO

EMOZIONI
MONDIALI

Dalla discesa libera alla combinata,


sulle nevi della pista Di Prampero
si sfidano i pi forti sciatori paralimpici

La partenza della pista Di Prampero dal santuario del monte Lussari.

Tecnica, coraggio e tanta velocit, al punto


che i discesisti pi rapidi toccano i 110 chilometri orari, con prestazioni vicinissime a quelle
di un atleta normodotato. Non mancher proprio nulla ai Campionati Mondiali di Sci Paralimpico di Tarvisio per affascinare il pubblico e
gli appassionati. Lappuntamento sulla pista Di
Prampero, una delle pi belle delle Alpi Orientali, con partenza dalla pittoresca cima del monte
Lussari (1.789 metri). Cinque le gare in programma, maschili e femminili, dove si confrontano
oltre 140 partecipanti da 35 nazioni diverse:
si comincia con la discesa libera per proseguire
poi con supergigante, gigante, slalom e supercombinata. Gli atleti gareggiano in tre diverse
categorie: standing (sciatori in piedi), sitting
(seduti) e blind (non vedenti e ipovedenti). Per
la cerimonia di inaugurazione sono attesi numerosi ospiti e il presidente del Comitato Paralimpico Internazionale Sir Philip Craven. A tutte le
gare si pu assistere gratuitamente.
INFO www.paralympic.org/tarvisio-2017

In alto, da sinistra:
uno sciatore
paralimpico in
azione; la pista
nera La VolatA
al passo San
Pellegrino. Qui
sopra: mongolfiere
nel cielo della
val Pusteria.
32 BellItalia

PRATOVECCHIO STIA (Ar) 29 GENNAIO

VILMINORE DI SCALVE (Bergamo)

SULLE TRACCE DEL LUPO

IN MOSTRA I TRONCHI FOSSILI

Unavventura affascinante, fra i boschi


del Parco Nazionale delle Foreste
Casentinesi: le guide di Equinatura
propongono la ciaspolata A casa
di fra lupo, sulle tracce del predatore
pi importante dellarea protetta. La zona
quella del passo della Calla, valico
sullo spartiacque tra le valli del Bidente
e dellArno. INFO www.equinatura.it

Nella sede della comunit montana,


in val di Scalve, un nuovo spazio espositivo
racconta la straordinaria vicenda dei
tronchi fossili ritrovati in zona. A palazzo
Pretorio si scopre cos una delle
ricchezze geologiche del Parco delle
Orobie Bergamasche: la grande foresta
travolta e conservata dalla glaciazione.

PASSO SAN PELLEGRINO (Trento)

DOBBIACO (Bolzano) DAL 7 AL 15 GENNAIO

UNA NUOVA PISTA NERA

VIAGGIO IN MONGOLFIERA

Una serie di muri con pendenze medie


che sfiorano il 50 per cento, per pi
di 600 metri di dislivello complessivo:
la nuova pista La VolatA aggiunge alla
ski area tra Falcade (Belluno) e il passo
San Pellegrino un tracciato riservato agli
sciatori esperti. Si parte dalla cima del
col Margherita (2.514 metri), salendo in
funivia. INFO www.passosanpellegrino.it

In val Pusteria, le colorate mongolfiere


radiotelecomandate solcano i cieli del
Dolomiti Balloonfestival, con lunghi
spettacoli pomeridiani. Ma si pu anche
provare in prima persona lemozione
del volo, galleggiando sulle grandi
ceste per circa unora, ai comandi
di un pilota; costo 290 a persona.

INFO www.parcorobie.it

INFO www.balloonfestival.it

Appuntamentidel gusto A cura di Pietro Cozzi Testi di Silvia Frau


EAST LOMBARDY (Bergamo-Brescia-Cremona-Mantova)

CUORE GOLOSO
DEUROPA
Grazie a prodotti e ristoranti deccellenza,
la Lombardia Orientale Regione
Europea della Gastronomia per il 2017

Romano Tamani alla presentazione di EAsT Lombardy, al monastero di Astino.

Dallalto: i Cerea,
proprietari di Da
Vittorio, ristorante
tre stelle nel
territorio di EAsT
Lombardy; la cena
in stazione de
iCestini; radicchio
rosso; degustazioni
al Birraio dellAnno.
34 BellItalia

Gioca sul termine inglese eat (mangiare) e


east (orientale) EAsT Lombardy, il grande
progetto che coinvolge le province lombarde di
Bergamo, Brescia, Cremona e Mantova, premiato
di recente con la nomina di questa zona a Regione Europea della Gastronomia 2017. Un riconoscimento prestigioso, alla cui base c uninedita
collaborazione tra territori accomunati da una
straordinaria offerta di eccellenze: basti pensare
ai 16 prodotti tutelati dalla Dop, alle 9 Igp, alle
8 strade del vino e ai numerosi Presidi Slow Food.
O ancora ai 22 ristoranti stellati Michelin, tra
cui due tre stelle. Unofferta capace di saziare
anche il pi esigente turista gourmand, che si
rinnover durante tutto lanno grazie ai grandi
eventi tematici in programma, come le decine
di feste e sagre, il Food Film Fest (a Bergamo, in
giugno) il Festival Franciacorta (a settembre) e
Gourmarte (a novembre). E anche gli appuntamenti di altro tema, come la storica 1000 Miglia
(a maggio) faranno da vetrina privilegiata per
EAsT Lombardy. INFO www.eastlombardy.it

FIRENZE DAL 20 AL 22 GENNAIO

MILANO

BUONA, FRESCA E ARTIGIANALE

LECCORNIE PER PENDOLARI

La birra artigianale ormai uneccellenza


italiana e il fiore allocchiello di molti
territori. Lappuntamento per i cultori
al Teatro Obihall con Birraio dellAnno,
dove sono ospiti una ventina di piccole
aziende nazionali. Da provare, e premiare,
100 tipi di birra alla spina; ingresso:
10 , con bicchiere e 3 gettoni per le
degustazioni. INFO www.birraiodellanno.it

Dedicato a chi si muove ogni giorno


per lavoro, iCestini un servizio che
permette di prenotare on line la propria
cena e poi ritirarla prima di salire
sul treno. Dopo una giornata di fatiche
si gustano i piatti della tradizione italiana,
scelti in un ricco menu. Le colorate
confezioni vengono recapitate alle stazioni
Cadorna e Garibaldi. INFO www.icestini.it

DOSSON DI CASIER (Tv) DAL 27/1 AL 5/2

ALTA BADIA (Bolzano) DAL 22 AL 25 GENNAIO

IL DELICATO FIORE DINVERNO

CUCINA CREATIVA E SOSTENIBILE

Arrivato alla trentunesima edizione,


il Festival del Radicchio Rosso di Treviso
a Dosson tutto dedicato al pi famoso
fiore dinverno. I visitatori imparano
a conoscerlo con le degustazioni negli
stand e i menu dedicati nei ristoranti. In
programma anche incontri con specialit
gastronomiche di altre regioni italiane.

Quattro giorni per parlare di cucina etica


e sostenibile, con 30 chef provenienti da
5 continenti e 16 nazioni: il programma
di Cares, manifestazione nata
da unidea di Norbert Niederkofler
e Paolo Ferretti. I talk show e le tavole
rotonde si occupano di cambiamenti
climatici, stagionalit dei prodotti
e riutilizzo degli scarti. INFO www.care-s.it

INFO www.radicchiorossodosson.it

ARABBA (Belluno)

Soffice distesa
innevata nei dintorni
del rifugio Burz,
al centro di una
delle zone sciistiche
di Arabba; sullo
sfondo, i profili
del monte Cavallo
e del Sasso delle Dieci.

LA PICCOLA ROCCAFORTE

DELLO SCI

In posizione strategica tra il Sella e la Marmolada, laccogliente


localit dellAgordino allincrocio delle pi famose piste dolomitiche,
dalle nere di Porta Vescovo alle facili traversate sulla neve
TESTI Fabio Bottonelli

FOTOGRAFIE Olimpio Fantuz/Sime

Qui sopra: la funivia che sale a Porta Vescovo (2.478 metri), lungo il versante dove sono state tracciate diverse piste nere, tra le pi difficili
delle Dolomiti. Pagina seguente, dallalto: la chiesa in localit Pezzei; scorcio di Arabba, sotto la tondeggiante cima del Sas Ciapel.

omani nevica: lo ha detto


Arabba. Per i fan delle Dolomiti dinverno, arrivare fin qui
vuol dire soprattutto due cose:
affrontare le piste pi impegnative del Sellaronda (e questo noto a
tutti gli appassionati) e informarsi con il
bollettino meteo pi affidabile (e questa
pi una curiosit). Nella localit sciistica, distesa a 1.602 metri di quota nella
stretta conca di Livinallongo, sotto i passi
Campolongo e Pordoi, ha infatti sede il
Centro Sperimentale Valanghe e Difesa
Idrogeologica, che fa capo allArpav del
Veneto. E al di l delle sigle burocratiche, quello che sentenzia Arabba sul
meteo nelle montagne del nord-est
legge per tutti gli sciatori: non ci sono applicazioni o siti web che reggano il
confronto. Non un caso che il Centro

38 BellItalia

si trovi qui, dove lambiente un po pi


rude e severo, le precipitazioni sono abbondanti e pareti e pendii vergini formano un vero laboratorio a cielo aperto per
gli studi meteonivologici sulle Dolomiti.
Il nome stesso di Arabba in ladino Rba, da royba, cio frana, o da rebia, che
indica la valanga ma anche il torrente
che straripa; altre fonti invece si rifanno
al latino herba e arvum, quindi campo
erboso. Qui nevica spesso, e la neve rimane a lungo, come una volta. E si viene
soprattutto per sciare.
DOVE UN TEMPO REGNAVANO
I PRINCIPI-VESCOVI
Non facile situare geograficamente
Arabba: siamo nellalta valle del Cordevole, quindi nellAgordino, ma culturalmente dobbiamo parlare di Livinallon-

go, una valle ben definita, stretta fra il


gruppo del Sella e la catena del Padon,
con una forte identit ladina; in lingua
locale, la valle di Fodom. Allingresso,
venendo da Caprile o dal Falzarego, il
simbolo il castello di Andraz, ardita
fortificazione di remota origine, eretta
su un masso erratico nellundicesimo
secolo e poi per molto tempo dipendente dai principi-vescovi di Bressanone.
Oggi ospita un museo etnografico (di
solito aperto nella bella stagione), con
approfondimenti sulla storia del castello, dei restauri e dei legami con lantica
attivit estrattiva nelle vicine miniere
del Fursil. Anche paesaggisticamente e
geologicamente Livinallongo unentit
a se stante: sotto la neve si evidenzia il
contrasto fra i rilievi vulcanici del Padon e le vicinissime dolomie.

BellItalia 39

40 BellItalia

Lincanto delle pareti e dei torrioni del Sella, disegnati dalle ultime luci del giorno. Arabba uno degli snodi
pi importanti del Sellaronda, il giro sciistico del massiccio che tocca quattro passi dolomitici.
BellItalia 41

LA SKI AREA

Di passo in passo, tra il Pordoi, il Campolongo e il Padon

3
1
5

4
2

Arabba (1.602 metri) uno


dei fulcri del Sellaronda
(il giro dei 4 passi dolomitici
sci ai piedi) e del lungo
ski tour della Grande
Guerra, che sconfina fra Alta
Badia, Cortina e Civetta.
In tutto conta circa 60 km
di piste, comprese quelle
della Marmolada, con la
quale formaununica zona
del Dolomiti Superski. Gli
impianti sciistici (nella cartina)
abbracciano pi fronti: in
direzione del passo Pordoi
e del Belvedere di Canazei;
verso il sistema Cherz-

42 BellItalia

Campolongo, attraverso
gli impianti del Burz e del
Bec de Roces; verso Porta
Vescovo. In questultimo
settore ci sono le piste pi
tecniche delle Dolomiti: delle
vere supernere come
la Fodoma (1) e la Sourasas
(2), picchiate di 900 m di
dislivello con una lunghezza
continua di oltre 4 km. Fra
le novit della stagione,
la cabinovia Portados (3),
che salendo a un punto
intermedio del versante
di Porta Vescovo facilita
il Sellaronda agli sciatori

meno esperti, che cos evitano


il difficoltoso tratto alto.
Con facili discese e lunghi
impianti, in una gelida conca
innevata, si scollina poi al
passo Padon, per buttarsi
con una pista-belvedere
(4) sulla Marmolada, verso
Fedaia-Malga Ciapela. Sullo
storico versante Burz ci
sono campi scuola e un
lungo tracciato facile (5).
Una bella discesa anche
il rientro di 7 km dal Pordoi
(6). Skipass giornaliero
Arabba-Marmolada 45-49 ;
Dolomiti Superski 51-57 .

Pagina precedente, in basso: un breve tratto di pista facile, a Porta Vescovo, dove incombe il Sas de Mesd. Qui sopra: panorama
da Porta Vescovo verso il monte Cavallo, il Sasso delle Dieci e il Sasso delle Nove, nel gruppo delle Conturines.

La gran variet di terreni ed esposizioni e la conformazione dei versanti


hanno fatto la fortuna di Arabba come
stazione sciistica. Il paesino ai piedi del
passo Pordoi unorgogliosa roccaforte
del grande sci sulle Dolomiti, e le sue piste, nelle preferenze degli appassionati,
sono sempre al top. Chi impegnato nel
Sellaronda (il giro dei 4 passi dolomitici) sicuramente tentato di prolungare la sua permanenza ad Arabba,
punto chiave fra i passi Pordoi e Campolongo, per ripetere almeno una volta
qualche mitica pista della zona di Porta
Vescovo, come la Fodoma o la Ornella.
E non a caso, fra i quattro poli del Dolomiti Superski Arabba quello prediletto
dai pi sportivi, che amano concentrarsi
sullessenzialit dello sci. Per certe caratteristiche tecniche dislivelli, pen-

denze, disegno delle piste questarea


quella che, nelle Dolomiti, ricorda di
pi i contesti sciistici delle Alpi Occidentali. Lambiente molto piacevole ma
non cos platealmente scenografico come nelle valli dolomitiche pi famose;
lo stesso gruppo del Sella, che incombe
con il Piz Bo, da questo versante si
esibisce pi come una bianca piramide
che come un bastione verticale.
NEI VILLAGGI, LE CASE
RUSTICHE IN STILE LADINO
Il paese di Arabba non ridondante di
alberghi e ristoranti rinomati come la
vicina Alta Badia, e si presenta come
unarmoniosa successione di edifici
turistici, mai pretenziosi n troppo
invadenti, ma curati e funzionali alla
vacanza. La maggior parte sono sci

ai piedi, o a distanza di passeggiata


dagli impianti, lungo la storica strada
delle Dolomiti e attorno alla chiesa
seicentesca dedicata ai Santi Pietro e
Paolo. Sul ripido versante al sole verso
il passo Campolongo, i prati del Cherz
e il Col di Lana un simbolo della valle, legato alle ben note vicende della
Grande Guerra si incontrano sparuti
fienili. Autentiche e pittoresche, ma
quasi disabitate dinverno, nelle frazioncine arroccate si possono ancora
trovare alcune architetture tipiche che
invece ad Arabba rimangono solo qua
e l, quasi a fare da mute testimoni al
passato e inglobate nelle costruzioni
turistiche pi recenti. La casa rustica
qui ha tratti comuni a quelle delle valli
di Fiemme, Fassa, Gardena e dellAlto
Agordino. Stalla e abitazione sono
BellItalia 43

Discesa sulla pista Belvedere, nel settore della ski area che porta verso il passo Pordoi, con il Sas Bec alle spalle.
Da Arabba gli sciatori possono raggiungere facilmente la val di Fassa e, attraverso il passo Campolongo, la val Badia.

in muratura e c comunicazione diretta stalla-fienile, con questultimo sporgente. Questa tipologia classificata ufficialmente in diversi testi specialistici
come casa del Livinallongo, modello
secondo il quale sono state ricostruite
molte case nel dopoguerra. La colpa
della mancanza di edifici antichi non
per imputabile al turismo quanto alle distruzioni dellultima guerra.
Unaltra curiosit che gi nel 1939
Arabba fu il primo centro del Bellunese con un piano regolatore, opera
dellalpinista-ingegnere italo-armeno
Ohanns Gurekian (1902-1984). E a
proposito di assetto del paese, una novit degli ultimi tempi lArabba Fly,
limpianto di collegamento che dal
2015 sorvola i due versanti del paese e
oltrepassa la strada statale del Pordoi.
44 BellItalia

Grazie alla nuova seggiovia a sei posti,


gli sciatori che transitano ad Arabba
verso il Sellaronda si risparmiano di
arrancare con gli sci in spalla per portarsi dagli impianti Porta Vescovo alla
risalita verso il Bec de Roces. In questo
modo Arabba si avvicina ancor di pi al
concetto del paese-resort, una stazione
sciistica totale come ben poche altre
tra le montagne dolomitiche.
UNO SGUARDO AL SELLA
E UNO ALLA REGINA
Se fra i grandi protagonisti del paesaggio c il gruppo del Sella, che quasi si
tocca con mano sui panettoni innevati
del Burz dove nacquero i primi impianti di Arabba quasi 60 anni fa non
si pu dimenticare la Regina, la Marmolada. In basso, dal paese, non si vede,

ma dal punto pi elevato delle piste di


Porta Vescovo si erge proprio di fronte,
dispiegando da vicino lo spettacolo pi
completo del suo dorso settentrionale,
maestoso, senza alcun ostacolo alla
vista. E anche se dinverno si pu solo
lavorare dimmaginazione, questo versante del Padon nasconde suggestioni
storiche importanti. Qui, affacciato
sulla Marmolada, passa il Viel del
Pan, lantico sentiero di strategica
importanza commerciale usato un
tempo per gli scambi fra le genti ladine,
a dimostrazione di ununit popolare
che nemmeno queste impervie montagne riuscirono a impedire.
alla pagina seguente

dove

come

quando
ARABBA
(Belluno)

Tutta la neve
da scoprire

Pieve di Livinallongo

Escursioni con le ciaspole, lo sci alpinismo sul monte Sief e lemozione di un giro in motoslitta: da soli
o accompagnati, tanti itinerari nella valle e nei dintorni di Fabio Bottonelli Fotografie Olimpio Fantuz/Sime
da individuare. Per
gite guidate di maggior
impegno, ma anche
per esperienze pi
avventurose (dallo sci
alpinismo al freeride)
la guida alpina locale di
riferimento lalpinista
Francesco Tremolada
(339/105.56.53; info@
proguide.it). Una
salita sci alpinistica di
iniziazione, e anche
molto appagante,
quella al monte
Sief (2.462 metri).
Arabba (Belluno), localit del comune di Livinallongo,
Anche questa
si raggiunge in auto con lautostrada A22 del
Brennero, uscita val Pusteria. Giunti a San Lorenzo si percorribile con
devia sulla strada della val Badia per Corvara, il passo le racchette da neve,
grazie alla salita
Campolongo e Arabba. In alternativa, autostrada
costante senza strappi.
A27, uscita Belluno; da qui si segue la statale 203
Si parte dalla frazione
per Agordo, Alleghe, Caprile; poi statale 48 delle
Castello, vicino
Dolomiti in direzione Pordoi. In treno: la stazione
al famoso castello di
pi vicina Belluno (a 73 km). In aereo: aeroporti
Andraz. Da ricordare
di Venezia Marco Polo o Treviso Canova, poi servizio
navetta Arabba Transfer (costo 46 a/r), da prenotare che il 24 marzo Arabba
la localit di partenza
su www.arabba.it In camper: Camper Arabba,
della Sella Ronda
via Piagn 6, 347/834.69.74; www.camperarabba.it
Ski Marathon, famosa
gara sci alpinistica in
Tra le distese del Cherz e Plan Bo notturna. Una proposta
estivi che evocano
Lo sci da discesa
completamente
sicuramente lattivit creature leggendarie,
diversa quella del
come le salvns (fateprincipale, ma non
Circuito Motoslitte
streghe selvagge dei
mancano le proposte
Troi (0436/791.04,
boschi), lungo il Terioi 336/79.64.07), in
alternative. Per chi
(sentiero) Salvns
ama camminare con
localit Plan Bo,
o il Terioi Gana. Sono
le racchette da neve
adiacente al rifugio
tracciati battuti con
(noleggiabili in tutti
omonimo, a fianco
il gatto delle nevi
i negozi di articoli
della pista Le Pale.
e quindi si prestano
sportivi) ci sono gli
Unico nel giro del
anche alle camminate
stupendi e soleggiati
Sellaronda, offre un
pendii del Cherz, sopra senza racchette.
circuito di 2 chilometri
Unaltra passeggiata
il passo Campolongo,
per adulti e un anello
anche vicino alle piste. facile sale dal passo
di 100 metri per
Pordoi allOssario
Un percorso ufficiale
bambini (con apposita
Germanico: un
pi accessibile ricalca
motoslitta autorizzata);
percorso semplice
gli itinerari tematici
prezzo 50-54 .

UN GIRO IN PAESE

Storie e sapori dellantica


civilt ladina
Per una panoramica sulla storia e la cultura
del territorio imperdibile un giro al Museo
Ladino Fodom (Pieve di Livinallongo, via
Pieve 78): aperto da luglio a settembre
ma visitabile anche dinverno, su richiesta
(0436/791.30), per gruppi di almeno
5 persone. Altre brevi tappe si possono
fare al Sacrario Militare di Pian di Salesei,
che ospita i loculi di 685 caduti della
Prima guerra mondiale, e naturalmente al
castello di Andraz, nella localit omonima,
che dinverno visibile solo dallesterno.
Uno dei simboli della zona lottimo
latte: due chilometri a valle di Arabba,
in direzione Pieve di Livinallongo, c
la Latteria di Livinallongo, una cooperativa
casearia fondata nel 1932 e oggi formata
da tanti piccoli allevatori. Qui si trovano
diversi tipi di formaggi il Fodom,
il Renaz, il Contrin e il formaggio Cherz
prodotti esclusivamente con il latte
munto in valle: si acquistano al Bar Bianco,
annesso al caseificio (localit Renaz 58,
0436/792.37). Tra le altre specialit,
ricotte fresche e affumicate, il burro,
lo schiz, tipico del Bellunese, e le
caciotte. Ancora formaggi, ma anche
grappe selezionate e salumi affumicati,
sugli scaffali del Market Marilena (via
Mesd 45, 0436/791.80), in pieno centro.
Per sgranocchiare il pane tipico di segale,
in particolare la puccia, si sosta al vicino
Panificio Costa (via Mesd 40, 0436/791.90).

Latteria di Livinallongo

BellItalia 45

dove

come

quando
ARABBA
(Belluno)
LE BAITE SULLE PISTE

Savoia

Uno slalom del gusto


a Porta Vescovo

Sporthotel Arabba

Gli alberghi
Hotel Evaldo
(Arabba, via Mesd 3,
0436/791.09). Lalbergo
pi raffinato di Arabba
offre una zona wellness
di alto livello: piscina con
acqua controcorrente,
idromassaggio, bagno
turco, doccia aromatica,
sauna finlandese, percorso
Kneipp e Thermarium.
Mezza pensione da 115
a persona al giorno, con
merenda pomeridiana.
Sporthotel Arabba

(Arabba, via
Mesd 76, 0436/793.21).
Accogliente e curato,
si presenta con gradevoli
spazi comuni come
la sala soggiorno con
il camino, decorata
in stile alpino. Ottima
la posizione, ai piedi delle
piste del Burz. Mezza
pensione da 110
a persona al giorno.

Hotel Al Forte S
(Arabba, via Pezzei 66,
0436/793.29).
Ledificio che ospita
lalbergo era una
fortezza costruita
a difesa dellimpero
austroungarico nel
1897 e poi ridotta
a rudere gi nella Prima
guerra mondiale.
Non manca un piccolo
ma piacevole centro
benessere. Mezza
pensione da 78
a persona al giorno.
Hotel Genziana
(Arabba, via Colesel
16, 0436/791.24). Le
due stelle non devono
ingannare: camere
confortevoli e luminose,
alcune con terrazza,
e una particolare
attenzione alla cucina
caratterizzano questo
piccolo hotel. Mezza
pensione da 52
a persona al giorno.
Grifone

46 BellItalia

I ristoranti
Grifone (Arabba,
passo Campolongo,
0436/78.00.34).
In pausa durante
lo sci, o per cena, vale
sempre la pena salire
al Campolongo per
fermarsi al Grifone
(anche hotel). Offre
cucina tipica mai banale
(anche menu vegetariani)
e una cantina da 300
etichette. Conto 35 .
Mikys Grill (Arabba,
via Mesd 75, 0436/
791.19). Il profumo
della carne grigliata
unattrazione in questo
ristorante di successo
(meglio prenotare). Va per
la maggiore il Mikys Grill,
cio il misto di carni alla
brace cotte sulla griglia a
vista (salsicce, costolette,
wurstel, verdure,
patate). Conto 30 .
Savoia (Arabba, passo
Pordoi, 0462/60.17.17).
Ristorante-albergo
di lunga tradizione:
gli impianti sono molto
vicini, ma si pu pranzare
senza laffollamento dei
rifugi sulle piste. Cucina
tipica con influenze
trentine. Conto 25 .
Peter (Arabba, via
Mesd 58, 0436/791.26).
Utile per spuntini
a tarda ora, offre un
menu variegato con piatti
ladini, speck e strudel
di qualit. Conto 20 .

Nella zona sciistica di Porta Vescovo, che


fa capo al progetto Porta Vescovo Dolomiti
Resort, con la gestione unica della famiglia
Gorza, per gli sciatori gourmand c una
una proposta gastronomica originale che
si articola in diverse ma complementari baite
sulle piste. La prima il Rifugio Luigi Gorza
(0436/792.44; www.dolomitiportavescovo.
it), un capiente self-restaurant a 2.478
metri di quota, allarrivo della funivia Porta
Vescovo. Pizze, pane e focacce fatti in
casa sono proposti allo snack bar del primo
piano. Una curiosit il panino senza,
ideato dal resident chef Ivan Matarese,
farcito con salumi da animali allevati senza
antibiotici, prodotti dal fratello della titolare
Manuela Gorza. Allinterno del complesso
si trova anche il ristorante gourmet Viel
dal Pan (0436/794.72), che offre solo dieci
tavoli dove si servono menu a sorpresa e
alla carta. In prima linea le antiche ricette
di casa Gorza e i piatti tipici della cucina
veneta, curati sempre da Matarrese: zuppe
di verdure alle erbe aromatiche, bocconcini
di capriolo profumato al cacao, seppioline
con piselli e polentine di mais selezionati;
menu del giorno fortunato (5 portate):
80 . Poi c il Bistrot, terrazza affacciata
sul ghiacciaio della Marmolada e dotata
di invitanti lettini prendisole e gradoni che
creano un ambiente lounge. Qui il menu
pi snello, con alcuni piatti di carne e
pesce e piatti unici come la misticanza Viel
dal Pan di spinacini in foglia, con burrata
di bufala e pomodorini confit, guacamole
e speck. In localit Pescoi, a pochi passi dalla
stazione intermedia della telecabina, ultima
sosta alla Cesa da Fuoch (0436/794.96),
che significa cucina in ladino, dove
i piatti si preparano a vista. La specialit
sono pizza, primi di pasta e grigliate.
Viel dal Pan

info
Arabba Fodom Turismo, localit ArabbaLivinallongo del Col di Lana, via Mesd
66a-b, 0436/791.30; www.arabba.it

PARMA Csac-Centro Studi e Archivio della Comunicazione

UNA VOCAZIONE
PER LARTE
Secondo la tradizione labbazia di Valserena ledificio
religioso che ispir La Certosa di Parma di Stendhal.
Oggi un polo museale che mette in mostra 600 pezzi
fra opere darte, architettura, fotografia e design
TESTI Silvia Frau

FOTOGRAFIE Paolo Righi/Meridiana Immagini

Uno scorcio della corte


esterna del complesso
abbaziale di Valserena
(XIII secolo, ampliato
nel XVII e XVIII). Dal
2015 il monumento
sede museale del
Csac. La corte esterna
ospita sculture di
grandi dimensioni:
in primo piano lopera
in ferro verniciato
di Giuseppe Spagnulo.

BellItalia 49

PARMA Csac

elle mattine invernali sembra emergere dalla nebbia.


Un velo che si alza piano,
scoprendo la sagoma dellabbazia cistercense di San Martino dei Bocci, meglio conosciuta con il
nome di Valserena o, seguendo la tradizione, la Certosa di Parma, la protagonista del romanzo (1839) di Stendhal.
Da qui la citt, che pure si trova alle sue
spalle, pare lontana, e tutto intorno
campagna. Eppure c un felice andirivieni, specialmente nei fine settimana,
quando il luogo diventa meta di un pubblico giovane e informato.
OPERE E ALLESTIMENTI
FRA NAVATE E PRESBITERIO
Il complesso attrae per la sua bellezza
ma anche perch, da un paio di anni,
diventato un polo culturale, con una
formula inedita. Lo ha fatto trasformando in museo una parte dei materiali del Csac, il Centro Studi e Archivio
della Comunicazione dellUniversit
di Parma. Il centro di ricerca, fondato
da Arturo Carlo Quintavalle, dal 1968
raccoglie le opere e gli archivi di artisti, fotografi, architetti e designer
donati negli anni allateneo, molti in
occasione di mostre organizzate dal
fondatore del Centro e dallIstituto
di Storia dellArte. Ben 12 milioni di
pezzi. Un numero che lascia a bocca
aperta, soprattutto per la qualit dei
lavori: disegni, bozzetti e fotografie,
spesso richiesti in prestito da importanti istituzioni straniere (il MoMA di
New York, il Centre Pompidou di Parigi, il Tokyo Design Center) ma anche
a disposizione di studenti e studiosi. E
ora anche del pubblico, con un allestimento che consta di 600 pezzi.
Si deciso, infatti, per dare la possibilit a tutti di godere di questo patrimonio, di esporre a rotazione le opere e di
presentare di volta in volta degli exempla, per rappresentare le sezioni della
collezione: arte, fotografia, media, progetto e moda, ma anche per raccontare
il modus operandi del Centro. In un
50 BellItalia

Foto grande: le navate affrescate della chiesa abbaziale che accolgono alcuni importanti lavori del Csac. In primo piano a destra si riconosce
lopera in legno di pino sagomato di Mario Ceroli; a sinistra la tela orizzontale di Hidetoshi Nagasawa. Sotto, a sinistra: veduta della
corte esterna del complesso che ospita sculture monumentali. Sotto, a destra: in primo piano lopera rotante di Virginio Ferrari.

BellItalia 51

52 BellItalia

Sopra: i lavori di Concetto Pozzati nella cappella dedicata a Pittura, Materia, Tchne. Sotto: dettaglio delle opere di Enzo Mari e Arnaldo Pomodoro
nella navata centrale. A sinistra: scorcio della sala ipogea con una scultura di Arturo Carmassi. Nelle altre foto a sinistra, dallalto: le decorazioni
del 500 della seconda cappella del transetto incorniciano unopera di Luciano Fabro; la cappella dedicata al tema Comunicare con le immagini.

BellItalia 53

PARMA Csac

dialogo vivo tra Universit e la cultura visuale e progettuale italiana del


Novecento, il cui fine , come spiega la
presidente Francesca Zanella, introdurre al patrimonio del Csac, alle potenzialit e al lavoro che qui si svolge, e
al significato stesso dellarchivio.
ATTREZZI AGRICOLI E GALLINE
DOVE PREGAVANO I MONACI
Quando si arriva, per, prima di tutto
colpisce il luogo, un contenitore frutto
di varie stratificazioni, allinterno del
quale limpianto originale del Trecento
non facilmente leggibile. Fu Gerardo
Bianco, prelato della Curia romana,
originario di queste terre, che chiese a
Bonifacio VIII il permesso di edificare
il monastero e affidarlo ai cistercensi.
Di quel primo complesso rimangono la chiesa e i tre piani degli edifici
che chiudevano il chiostro a ovest,
mentre ci sono solo le tracce, visibili
sul fianco sud delledificio religioso, del
chiostro originale. E sono tracciabili i
vari interventi susseguitisi nel corso dei
secoli, come quelli cinquecenteschi,
nelle architetture e negli affreschi del
presbiterio, e quelli pi importanti di fine Seicento, quando venne ridisegnata
la facciata, chiusa la corte e aggiunto un
nuovo corpo di fabbrica. Napoleone,
poi, nel 1810 tolse la funzione originaria di monastero. Divenne prima bene
del demanio, poi privato, nel 1862. Torn pubblico solo nel 1979, dopo aver
ospitato una fabbrica per le conserve
di pomodoro, esser stato un ricovero
per mietitrebbia e perfino unaia immensa dove razzolavano le galline.
DALLE SCULTURE DELLA CORTE
ALLA SALA DELLE COLONNE
Oggi il frutto di una ristrutturazione importante, che mette in risalto il
percorso museale, in un gioco continuo tra la storia del monumento e il
contemporaneo. Si inizia nella corte
esterna, dove sono ospitate le sculture di grandi dimensioni, dal Radiale
(1966) di Gi Pomodoro alle sugge54 BellItalia

Sopra: un altro scorcio della chiesa; in primo piano una delle tele orizzontali di Hidetoshi Nagasawa; sullo sfondo il colorato pannello
di Enrico Baj. Sotto: la sala ipogea con una scultura di Camilian Demetrescu tratta da ciclo Memoria del mare. Nelle foto a sinistra, dallalto:
la cappella dedicata al Progetto degli oggetti con due opere di Enzo Mari; la sala delle Colonne che ospita i classificatori dellArchivio.

BellItalia 55

PARMA Csac

stive statue sonore del Gruppo Scultoreo (2000-2008) di Pinuccio Sciola, a


Sacro e Profano (1972) di Pietro Cascella.
Lingresso conduce da un lato alla sala
Ipogea, anchessa dedicata alla scultura
e al cui fondo, sotto le antiche volte, incanta la serenit del Volto fasciato di Igor
Mitoraj (1980-85).
Al piano superiore la sala delle Colonne
ospita i classificatori, il cui contenuto
periodicamente aggiornato. una parte minima quella aperta al pubblico
(allinterno del Centro ve ne sono corridoi e corridoi pieni, riservati agli studiosi) ma permette di entrare nellarchivio e fare una lettura non canonica,
spiega Vanja Strukelj del Consiglio del
Csac. Una sfida, per avere un tempo
di lettura che non quello frettoloso
di una mostra. Aprendo i cassetti si ha
un contatto ravvicinato con il segno, la
tecnica, la materia. Nellarchivio vi
sono opere dal Novecento al Realismo, dallAstrattismo alla Pop Art,
con i disegni di Mario Sironi e Arnaldo
Pomodoro, gli scritti di Gillo Dorfles, i
libri illeggibili di Emilio Isgr. In questo
momento sono esposti molti disegni e
collage (dagli anni Cinquanta al 2000)
realizzati da Concetto Pozzati.
CAPPELLE DEDICATE AD ARTE,
ARCHITETTURA, FOTO, DESIGN
Una galleria lignea porta allo spazio scenografico della chiesa abbaziale. Il percorso espositivo organizzato nelle cappelle lungo la navata. Per questo nuovo
allestimento, seguito al primo del 2015,
sono state cambiate sette delle 16 sezioni, alcune con laiuto degli artisti
stessi, nomi che sono parte della storia del Csac, come il gi citato Pozzati, o
come Giulio Paolini, esponente dellarte
povera. Di Lucio Fontana (1899-1968)
sono custodite oltre 300 opere, alcune
visibili nella cappella dedicata a Il progetto dellarte, dove accanto alla sua
scultura in gesso e oro Il Fiocinatore vi
sono una serie di studi, ritratti e figure caricaturali. Seguono la cappella dedicata
allarchitettura, con materiali di Ignazio
56 BellItalia

Lopera di Luigi Ghirri situata allingresso della chiesa. costituita da 365 foto
del cielo, una al giorno per un anno, composte in un grande pannello.

Gardella, Luigi Vietti e Roberto Menghi,


la sezione Progetto degli oggetti che ha
per protagonista Enzo Mari, e la moda
con i bozzetti delle sorelle Fontana. Ci si
sofferma volentieri, rivedendo atmosfere, personaggi e luoghi, anche nella cappella Foto-Grafia, una delle sezioni
pi importanti dellarchivio, con 300
fondi e 9 milioni di immagini, che ora
incentrata sulle figure del dopoguerra,
tra neorealismo, formalismo e fotogiornalismo. Colpisce, nellabside, il progetto sugli anni Sessanta e Settanta, con il
grande collage di Enrico Baj.
Ed questa la bellezza del progetto Csac:
un archivio, un museo e un centro di

ricerca e didattica, ma anche uno spazio


fruibile a tutti i livelli. Ci si pu fermare allesterno, entrare e giocare con gli
schedari, spostarsi tra bozzetti, manifesti, satira politica e fumetto. Senza
mai stancarsi. E poi tornare nella corte
e stare per ore a chiacchierare ai tavoli
della locanda o sfogliare la nuova guida
(edita da All Around Art). Perch un
attimo e arriva la sera, e dietro alla sagoma dellabbazia di Valserena sale la
luna, che perfettamente piena.
alla pagina seguente

dove

come

quando
PARMA

Tutto il gusto
della pianura

Monastero benedettino di San Giovanni

Un giro nel centro storico per ammirare i capolavori del Romanico padano. E una gita fuori porta,
fra i paesaggi della Bassa, alla scoperta dei sapori della tradizione di Silvia Frau Fotografie Paolo Righi
Diocesano (piazza
(
Duomo; orario: 9-12,30
e 15-18,30; ingresso: 5
, biglietto cumulativo
con il battistero 7 ).
Ci si sposta di poche
decine di metri per
visitare il monastero
benedettino di San
Giovanni (piazzale
San Giovanni 1, 0521/
23.53.11), che risale
al X secolo ma ha una
facciata barocca. Il
complesso comprende
la chiesa (orario: feriali
Per raggiungere in auto il Csac-Centro Studi e Archivio
8,30-11,45 e 15-17,30,
della Comunicazione si segue lA1, uscita Parma, e da
festivi solo 15-17,30),
qui si prende in direzione Colorno: subito sincontra
con impianto romanico
lindicazione per Csac-Abbazia di Valserena, che
e pianta a croce latina,
si trova a 2 km dal casello. In treno: stazione di
impreziosita da opere
Parma (linea Milano-Bologna). Dalla stazione parte
del Correggio e di un
lautobus 7 che ferma a 500 metri dal Csac: passa
giovane Parmigianino,
ogni ora, 1,20 . Area camper: largo 24 Agosto 1942,
il monastero (orario:
Parma, 389/021.77.35. In aereo: aeroporto di Parma
9-11,45 e 15-17, chiuso
a 10 km. Per la visita: Csac-Centro Studi e Archivio
gioved e domenica) e
della Comunicazione, strada Viazza di Paradigna 1,
la Storica Spezieria di
0521/60.77.91; www.csacparma.it Aperto marted(
venerd 10-15, sabato e domenica 10-20; ingresso 10 . San Giovanni (Borgo
Pipa 1, 0521/50.85.32;
aperta marted-sabato
Da piazza Duomo alla Pilotta
8,30-14; ingresso 2 ).
dagli Apostoli
La cattedrale e il suo
Questultima un
battistero sono le prime un capolavoro
gioiello risalente al 1201
cinquecentesco del
tappe di un tour
con arredi lignei del XVI
Correggio. Il vicino
nel centro di Parma. Il
e XVII secolo, vasi di
(
duomo ((piazza Duomo, battistero (piazza
ceramica e documenti
Duomo; orario: 9-12,30
0521/20.86.99; orario:
di farmacopea.
e 15-18,30; ingresso: 6
9-12.30 e 15-19)
Da non perdere una
) ha origine romanica
uno dei pi importanti
visita alla Pilotta
ma con influenze
edifici del Romanico
(piazza della Pilotta 9,
gotiche (1196-1216);
padano, eretto alla
0521/23.33.09), edificio
fu progettato da
fine dellXI secolo sui
di fine 500 che ospita
resti di una precedente Benedetto Antelami,
la Galleria Nazionale, la
e ha una struttura
chiesa del IX secolo.
Biblioteca Palatina e il
ottagonale, in marmo
Ha tre navate; nella
Teatro Farnese. Orario:
rosa di Verona. Contiguo marted-sabato 8,30-19,
cupola laffresco con
al battistero merita la
LAssunzione della
domenica 8,30-14;
visita anche il Museo
Vergine circondata
biglietto unico 10 .

LA REGGIA E LA ROCCA

Due gioielli a pochi


chilometri dalla citt
A poca distanza dal Csac sorgono due
splendidi monumenti aperti anche in
inverno. Prima tappa la Reggia di Colorno
(piazza Garibaldi 26, 0521/31.25.45), la cui
bellezza rimanda, in particolare, agli anni
successivi alla caduta di Napoleone, in cui
il ducato di Parma, Piacenza e Guastalla
fu dato a Maria Luigia dAustria, moglie
del deposto imperatore. La duchessa,
venerata tuttoggi dai parmigiani,
in trentanni impresse il suo gusto raffinato
nel palazzo e nel giardino storico.
Il percorso prevede la visita del piano
nobile, dellappartamento Nuovo del duca
Ferdinando di Borbone e della Cappella
Ducale di San Liborio. Orari: a gennaio e
febbraio aperto sabato, domenica e festivi,
visite guidate alle ore 10, 11, 15, 16
e 17; biglietto 6,50 . Il giardino aperto
dalle 7 al tramonto, ingresso gratuito. Si
prosegue poi verso Fontanellato. Il paese si
sviluppa attorno alla Rocca Sanvitale (piazza
Matteotti 1, 0521/82.90.55), eretta nel
XII secolo e attorniata da un suggestivo
fossato. Allinterno conserva pregevoli
affreschi manieristi del Parmigianino. Orari:
novembre-marzo 9,30-11,30 e 15-17, festivi
9,30-12 e 14,30-17; visita 4-8 a seconda
del percorso. A Fontanellato ogni terza
domenica del mese si tiene il mercato
dellantiquariato (orario: 7,30-18,30),
un appuntamento da non perdere.

Reggia di Colorno

BellItalia 57

dove

come

quando
PARMA

SOSTE GOLOSE

Parmigiano, coppa,
spalla cotta e culatello

Locanda Abbazia di Valserena

Gli alberghi
Palazzo Dalla Rosa
Prati (strada al Duomo
7, 0521/38.64.29). Fa
parte dellAssociazione
Dimore Storiche Italiane
questo edificio del 700
in pieno centro che offre
un panorama unico su
piazza Duomo. Dispone
di 15 fra camere e suite,
tutte arredate con
gusto. Doppia con
colazione da 75 a 200 .
Hotel Savoy
(via XX Settembre 3,
0521/185.63.34).
Situato in centro,
ha interni di design,
camere confortevoli
e una luminosa sala
colazioni. Doppia
con colazione da 79 .
Hotel Torino
(Borgo Angelo Mazza 7,
0521/28.10.46). Ricavato
da un antico convento, si
trova vicino al Teatro Regio

e a 200 metri da duomo


e battistero. Doppia
con colazione da 76 .

Locanda Abbazia
di Valserena (strada

Viazza di Paradigna 1,
0521/60.40.72). la
foresteria del Csac:
10 camere, incluse due
suite, ospitate nellala
settecentesca del
complesso. Nel bistrot,
pranzi, aperitivi con
taglieri, cena con pasta
fatta in casa e secondi di
carne. Dolci fatti in casa.
Doppia con colazione da
70 . Conto da 20 .

Hotel Trattoria
La Cascina (Cannetolo

di Fontanellato,
strada provinciale 63,
0521/82.22.35). In una
cascina di fine 800,
16 camere e un nuovo
ristorante con piatti della
tradizione. Doppia
con colazione da 65 .
Conto sui 25-30 .
Palazzo Dalla Rosa Prati

58 BellItalia

Ristorante Cocchi

I ristoranti
Ristorante Cocchi
(via Gramsci 16,
0521/98.19.90). Uno
degli indirizzi pi amati
dai parmigiani: in carta
i classici primi, dagli
anolini di carne ai tortelli
alle erbette o di zucca,
seguiti dal carrello dei
bolliti. Conto 40 .
Oenopolium (via
Nazario Sauro 11,
0521/57.12.88). Cucina
dellAppennino toscoemiliano. Si inizia con
gli antipasti: sgabei di
farine bio e lievito madre,
farinata di ceci, torta
derbe e torta di patate
e pesto; si prosegue con
i testaroli e il baccal
al forno. Conto 25 .

Enoteca Fontana

(via Farini 24,


0521/28.60.37). Ci si va
per pranzo, per un panino
al banco o una Malvasia
prima di cena. Sempre
affollato, frequentato
da studenti, professori
e dagli avvocati del vicino
tribunale. Conto 5-20 .
Pepn (Borgo
SantAmbrogio 2, 0521/
28.26.50). Il posto
spartano, con 10 sgabelli.
Si ordina una fetta di
carciofa, torta di carciofi,
ricotta, uova e parmigiano
o il panino di tacchino,
insalata, pomodori,
maionese e peperoncino
fresco. Conto 4-6,50 .

Non torna da Parma senza un ghiotto


bottino. Rimanendo a nord della via Emilia,
non lontano dal Csac in direzione di Torrile,
lazienda Valserena (Gainago di Torrile,
via Repubblica 21, 0521/81.91.14) produce
Parmigiano Reggiano stagionato fino oltre
i 36 mesi dal latte delle mucche brune
di razza Valserena. Si rimane in zona per
raggiungere il ristorante Romani (Vicomeno,
via dei Ronchi 2, 0521/31.41.17), segnalato
dalla Guida Michelin come Bib gourmand
ovvero locale con un ottimo rapporto
qualit-prezzo (menu di 3 portate da 26 ).
Oltre al ristorante c una piccola bottega
dove comprare prodotti del territorio, tra cui
la coppa del salumificio Ducale di Colorno. Un
altro salume tipico della zona la spalla cotta,
prodotto di punta dellazienda agricola Antica
Ardenga (Diolo di Soragna, localit Chiavica
61, 0524/59.82.89), con punto vendita.
Vi sono poi le carni fresche dellAzienda
Agricola An.fo.ra di Fontanellato, che ha un
famoso negozio in centro a Parma, in via
Bixio 41 (349/786.85.23). Fontanellato
anche lavamposto del grande chef Massimo
Spigaroli, che qui ha una bottega e il Bistrot
del Labirinto (Labirinto della Masone, strada
Masone 121/3a, 0521/185.53.72; menu da
30 ). Il regno della sua cucina gourmet si
trova a Polesine Parmense, allAntica Corte
Pallavicina (strada del Palazzo Due Torri 3,
0524/93.65.39; da 70 , doppia da 140 ),
albergo e ristorante con una stella Michelin.
Da non perdere la visita alla cantina dove
lo chef stagiona il culatello di Zibello Dop,
un prodotto reso unico dalla cura delluomo,
dal freddo dellinverno e dalle nebbie padane.

Antica Corte Pallavicina

info
Ufficio Informazione e Accoglienza Turistica
di Parma, piazza Garibaldi 1, 0521/21.88.89;
www.turismo.comune.parma.it

TRIESTE Cattedrale di San Giusto

UN SIMBOLO DI FEDE

SUL COLLE

La basilica trecentesca domina dallalto la citt e il golfo. Fu eretta


in un luogo caro alla spiritualit cittadina unendo due preesistenti
edifici sacri, per dare spazio e prestigio alla fede dei triestini
TESTI Rosalba Graglia

60 BellItalia

FOTOGRAFIE Luca Laureati

Il rosone gotico
a doppia raggiera
di colonnine che
ingentilisce la
facciata in pietra
della cattedrale.
In primo piano,
un fregio di et
romana inserito
nel campanile
trecentesco.

BellItalia 61

molto pi di un luogo di devozione: la cattedrale di San Giusto per


Trieste un simbolo. E come tale
se ne sta su in alto, vicino al castello, sul colle che naturalmente intitolato al santo. Qui gi i Romani
avevano costruito un tempio dedicato a
Giove, Giunone e Minerva, la triade capitolina, ma con il primo cristianesimo
che compare il vero protagonista, Giusto.
Nomen omen, Giusto un cristiano devoto,
generoso, onesto, che nel 303, lanno della grande persecuzione di Diocleziano, si
dichiara fedele allimperatore, ma rifiuta
di sacrificare agli dei e viene condannato
a morte: gettato in mare legato a pesi che
lo trascinano a fondo. Miracolosamente
per il suo corpo riappare sulla spiaggia e
l sepolto (forse nella basilica paleocristiana di via Madonna del Mare, allepoca
litoranea): solo nel X secolo verr traslato
sul colle, da allora a lui intitolato.

Eleganti figure immerse


in preziosi fondi dorati
brillano nei mosaici
delle due absidi laterali

62 BellItalia

DUE CHIESE PER DARE VITA


A UNA GRANDE CATTEDRALE
La cattedrale la fusione di due chiese:
Santa Maria Assunta e San Giusto. L idea
di una chiesa nuova e unica, creata riusando lesistente, del vescovo Rodolfo
Pedrazzani da Robecco, nel Cremonese,
che agli inizi del 300 decide forse per
risparmiare, o per mantenere la sacralit
di entrambi i luoghi di abbattere la navata destra dellAssunta e quella sinistra
di San Giusto e unirle con una nuova navata centrale. Risultato: una cattedrale
a cinque navate. Anche il campanile
un rifacimento: come recita liscrizione sopra larco del portale, inizia
a essere edificato il 17 febbraio 1337
sopra la torre romanica di Santa Maria e
ingloba pure i propilei del tempio romano: risalendolo si vede ancora parte dei
muri pi antichi e nella sala superiore
si letteralmente dentro a un doppio
campanile, quello della vecchia torre e
quello trecentesco. Pure le campane, le
famose campane di San Giusto del brano
musicale inno dellirredentismo triestino, hanno avuto svariate traversie. Pi
volte danneggiate dai fulmini, rubate dai
Veneziani nel 1508, oggi sono cinque: la
pi piccola del 1437, poi c il Campanon del 1829 (due metri di diametro),
realizzato con i cannoni abbandona-

In questa foto: la prima


navata di sinistra, in
origine navata maggiore
della chiesa di Santa
Maria Assunta. Labside
sullo sfondo decorata
da un mosaico del XII
secolo raffigurante
la Madonna in trono
col Bambino tra gli
arcangeli Michele
e Gabriele. Pagina
precedente: la statua
romanico-bizantina di
San Giusto (X-XI secolo)
posta sul campanile,
cui stata adattata
una testa romana.

ti da Napoleone.La statua di San Giusto sta


proprio sopra lingresso della torre, nella mano destra ha la palma del martirio.
Anche questa una statua di recupero:
forse risale al X-XI secolo, ma la testa,
sproporzionata rispetto al corpo, pi
antica, e probabilmente sostitu quella
originale danneggiata.
Inevitabilmente asimmetrica, la facciata esibisce il gran rosone gotico
trecentesco che il vescovo Rodolfo commission agli scalpellini fatti arrivare da
Soncino, vicino alla sua Cremona, scandito da ventiquattro colonnine di pietra
bianca del Carso e marmo di Carrara; al
centro, una piccola ruota di sei coppie di
archi intrecciati. Poco pi in basso, ad
accogliere fedeli e visitatori sono i busti
ottocenteschi di tre vescovi di Trieste: Rinaldo Scarlicchio, Andrea Rapicio, e il pi
famoso Enea Silvio Piccolomini, il futuro
papa Pio II, lumanista creatore della citt
ideale di Pienza che fu vescovo qui dal
1447 al 1450 e diede una mano alla citt
nei perenni conflitti con Venezia. Anche
il portale un curioso esempio di riuso:
gli stipiti sono stati ricavati da una stele
64 BellItalia

funeraria di epoca romana, quella della


famiglia Barbia, mercanti di Aquileia, e
le figurine appaiono come in un filmino
di pietra, rivedute e corrette in versione
martiri locali per: lultima in basso a
destra ritrae la liberta Tullia, opportunamente trasformata in un San Sergio, con
tanto di aureola e alabarda.
Linterno della cattedrale una foresta
di colonne dai capitelli un po romanici e un po bizantini, lapidi sepolcrali e
resti di mosaici sul pavimento e uninfilata di cappelle. Anche qui si impone
il sovrapporsi di epoche e stili: affreschi
medievali e dipinti del 700 e 800, statue romaniche e del 900. Le due absidi
laterali, quelle delle chiese antiche,
sono decorate da mosaici di scuola
veneto-bizantina. In quella di sinistra,
la Madonna tra gli arcangeli Gabriele e
Michele sovrasta gli apostoli nel giardino mistico (XII secolo). A destra Cristo
benedicente fluttua su uno sfondo dorato con i martiri Giusto e Servolo (XIII
secolo); in basso, nelle piccole arcate,
affreschi che raccontano il martirio di
San Giusto e allaltare un sarcofago

La facciata a capanna
della cattedrale, sobrio
prospetto trecentesco
arricchito dal grande
rosone e da pochi altri
interventi decorativi.
Per il portale centrale
sono stati utilizzati
gli elementi di un
monumento funerario
romano. Il torrione del
campanile, completato
nel 1343, riveste una
preesistente torre
campanaria romanica.
Sulla sua sommit, fino
al 1421 svett il melon,
acroterio ovale a dodici
spicchi che ora si trova
nel Museo del Castello.

TRIESTE Cattedrale di San Giusto

SECOLI DI SPIRITUALIT
TRA ARCHI E COLONNE
Le due chiese romaniche da cui nata la cattedrale sorgevano su unarea gi
occupata da una basilica paleocristiana e, prima, da un edificio sacro romano
Illustrazioni di Francesco Corni

6
4

5
2

3
1

Oggi

Antichi resti

Soffitto

Sondaggi eseguiti
sul sagrato hanno
evidenziato i resti del
propileo di et romana
che sorgeva nellarea.
Una delle sue antiche
colonne visibile
nellangolo tra la
facciata e il campanile.

La navata centrale ha
una copertura in legno
dipinto trecentesca,
ripristinata a inizio 900.

Facciata
Edi
Edificata
nel 300,
si caratterizza per il
grande rosone gotico.

Portale
stato realizzato
riutilizzando una stele
funeraria romana,
appartenuta alla
famiglia dei Barbi.

Campanile

10

Il catino decorato
da un mosaico del
1932, opera di Guido
Cadorin. Il soggetto,
Madonna col Bambino
tra i Santi Giusto e
Sergio, riprende quello
di un affresco del 400
distrutto nell800.

Navata sinistra
Era la navata
centrale della chiesa
dellAssunta. I mosaici
nellabside risalgono
al XII secolo.

Eretto tra il 1337 e il


1343 attorno a una torre
campanaria romanica,
a sua volta sorta sui
resti dellantico propileo
(visibili allinterno
della struttura).

Navata destra

San Giusto

Santa Maria Assunta

La statua del Patrono


(X-XI secolo, con testa
di et romana) guarda
al sagrato da una
edicola del campanile.

Era il maggiore dei due


edifici sacri romanici da
cui nata la cattedrale.
A tre navate, sorse alla
met dellXI secolo sui
resti di una pi ampia
basilica paleocristiana
(V secolo), a sua volta
eretta sul sito
del propileo romano.

Cinque navate
Il volume della cattedrale
deriva dalla fusione di
due preesistenti chiese
romaniche, dedicate
allAssunta e a San
Giusto. La navata destra
della prima e quella
sinistra della seconda
furono demolite per
fare spazio alla nuova
navata maggiore.

11

12

XI-XIII secolo

Abside maggiore

Si tratta della navata


maggiore della chiesa
di San Giusto. La
decorazione a mosaico
del catino absidale
del XIII secolo.

San Giusto
La chiesa romanica
(XI secolo) derivava
dallampliamento di
un precedente sacello
a pianta centrale
risalente al IX secolo.

TRIESTE Cattedrale di San Giusto

NEL CUORE DELLA CITT ROMANA

II secolo dopo Cristo

Sul colle di San Giusto sorgevano il Foro e la basilica civile dellantica Tergeste, colonia
romana che raggiunse il massimo splendore tra il I e il II secolo dopo Cristo

Oggi

Propileo

Basilica civile

Il decumano massimo
della citt romana
che saliva dal porto
terminava presso il
propileo monumentale
di un recinto sacro.
La sua scalinata
era al centro di due
avancorpi con colonne
corinzie. larea su cui
nel V secolo sorta la
basilica paleocristiana.

Nel grande edificio


(88 metri per 24)
si amministrava la
giustizia, si trattavano
affari e si tenevano
pubbliche riunioni.
Aveva tre navate divise
da colonne ioniche,
due absidi sui lati corti
e un doppio loggiato
al livello superiore. Tre
ingressi monumentali
la mettevano in
collegamento con il
porticato del Foro che
guardava al mare.

Area sacra
Era forse dedicata
alla Triade Capitolina
(Giove, Giunone e
Minerva) e al culto
imperiale. Unipotesi
suggerisce lesistenza
di un tempio.

Foro
La vasta platea
circondata da portici
era stata realizzata in
cima al colle grazie a
opere di sbancamento
e di sostruzione.
Lastricata di marmo,
misurava 70 metri per
30. Era il fulcro della
vita politica, giuridica,
religiosa e commerciale
della citt antica.

Cattedrale
Con il robusto
campanile occupa
larea dellantico
recinto sacro.

Area archeologica
Tracce della platea
forense e della basilica
sono oggi visibili
accanto alla cattedrale,
ai piedi degli spalti del
castello di San Giusto.
Alcune colonne della
basilica sono state
ricostruite utilizzando
antichi frammenti
rinvenuti nellarea.

Sopra: il mosaico dellinizio del XIII secolo nel catino dellabside laterale destra, corrispondente a quella maggiore della preesistente
chiesa di San Giusto. Cristo benedicente raffigurato tra i santi Giusto e Servolo. Gli affreschi duecenteschi sottostanti descrivono
le Storie di San Giusto. Sotto: dettaglio dei resti della pavimentazione musiva della basilica paleocristiana che sorgeva sul colle.

che racchiude le reliquie del santo.


Labside della navata centrale invece
stata rifatta, rivestita di marmo cipollino
di un verde anche troppo impattante e
decorata da un mosaico degli anni Trenta firmato Guido Cadorin.

Al cospetto del patrono


San Giusto e dellalabarda
miracolosa di San Sergio,
simbolo della citt

LEMBLEMA DI TRIESTE
NELLA CAPPELLA DEL TESORO
Ma il pezzo forte il Tesoro della cattedrale, custodito in una cappella. Qui
conservato lemblema di Trieste,
lAlabarda di San Sergio, il patrono
secondario (secondo la terminologia
ecclesiastica ufficiale) della citt. Sergio sarebbe stato un tribuno militare
romano di stanza a Tergeste, la Trieste
antica. Convertitosi al cristianesimo, fu
mandato in Oriente agli inizi del IV secolo, nel periodo delle persecuzioni di
Diocleziano; subodor la sua fine e promise ai compagni rimasti a Tergeste un
signum celeste. Venne torturato e decapitato in Siria perch si era rifiutato di
sacrificare agli dei, e la tradizione vuole
che nel giorno del suo martirio sarebbe
piovuta dal cielo, nel Foro sul colle di San
Giusto, unalabarda. Sulloggetto conservato qui naturalmente le ipotesi si
sprecano. di epoca romana o medievale? Recenti analisi termografiche
e ai raggi X propendono per un metallo
prodotto proprio attorno al 300 dopo
Cristo. Forse quellarma venne forgiata in Oriente e arriv qui come bottino
della Prima Crociata, ma non mancano
ipotesi assai pi fantasiose. Quel che
certo che si tratta di una reliquia
misteriosa, etichettata come alabarda
anche se piuttosto una lancia da parata, e finita dritta dritta nello stemma
della citt. .Laltro simbolo cittadino, il
melone, un elemento decorativo di
pietra modellato con dodici costolature
simili a spicchi, e per questo identificato con il frutto. Coronato da una copia
fedele dellalabarda di San Sergio, nel
Medioevo se ne stava sul campanile della cattedrale, ma lo tir gi un fulmine
nel 1421: ora al castello di San Giusto
ed per tutti il melon di Trieste.
a pagina 72

70 BellItalia

Sopra, da sinistra: San Giusto regge il modellino della citt, uno degli affreschi trecenteschi staccati dallabside destra e conservati nella
cappella (o battistero) di San Giovanni; la cappella con gli affreschi dedicati alle Storie di San Giusto e un fonte battesimale del IX
secolo. Sotto: la navata centrale. Pagina precedente: lAlabarda di San Sergio, simbolo della citt, custodita nel Tesoro della cattedrale.

dove

come

quando
TRIESTE

Il fascino antico
della citt giuliana

Teatro Romano

Alla scoperta della romana Tergeste e delle testimonianze medievali. E poi gli eventi culturali, gli indirizzi
per gustare i piatti della tradizione e un tour con degustazioni fra i caff storici di Rosalba Graglia
antica, sul colle ci sono
il Lapidario Tergestino,
nel bastione Lalio del
castello, ingresso 5 ,
e lOrto Lapidario
(piazza della Cattedrale
1, 040/31.05.00),
ingresso 5 , dove si
scopre fra epigrafi e
sculture romane il
cenotafio di Johann
Joachim Winckelmann,
il celebre archeologo
tedesco assassinato a
Trieste nel 1768. Aperti
A Trieste si arriva in auto con lautostrada A4 Torino-Trieste. marted-sabato 9-13,
domenica 10-17. Il
In treno: la stazione di Trieste Centrale sulla linea
Venezia-Trieste. In aereo: laeroporto Ronchi dei Legionari castello di San Giusto
(piazza della Cattedrale
a 33 km dal centro. collegato alla citt dal bus 51
(040/42.50.20). In camper: area attrezzata Mamca Park, 3, 040/30.93.62) il
localit Servola, via del Pane Bianco 16, 335/803.25.80. trait dunion ideale
fra la citt romana e
Per la visita: il colle di San Giusto si raggiunge a piedi
salendo lungo via della Cattedrale, in bus dalla stazione quella medievale: gran
parte degli edifici di
centrale (linea 24) o in auto (parcheggio a pagamento
Tergeste che sorgevano
sulla piazza della cattedrale). La cattedrale aperta
qui vennero demoliti
nei giorni feriali 7,30-12,30 e 15,30-19, domenica 8-13
per costruire un primo
e 15,30-20; ingresso libero. Info: 040/322.45.76.
castelletto nel 200, e
La panoramica torre campanaria aperta tutti i giorni:
aprile-settembre 9-17,30, marzo e ottobre 9-12 e 14,30- poi nel 400 il castello
voluto da Federico
17. Nei mesi invernali contattare Sergio Schiberna,
III dAsburgo. Si
editore di guide e libri su Trieste, 393/954.31.31.
visitano i panoramici
camminamenti di
Passeggiate nella storia
ronda e la casa del
persone e allepoca era
La scoperta del passato
Capitano, del 1470, oggi
a due passi dal mare.
romano e medievale
museo e armeria, cui si
sempre aperto, ingresso aggiunsero da inizio 500
della citt inizia
libero. Alle spalle, sulla
dallarco di Riccardo
al 1636 i tre bastioni:
parallela via di Donota,
(via del Trionfo).
Veneto, Lalio e Fiorito.
si visita lAntiquarium
Eretto nel 33 a.C., era
Il castello aperto da
(040/436.32), sepolcreto marted a domenica 10forse una porta della
del IV secolo d.C. Apre il 17; ingresso alle mura 1
citt, o lingresso a
gioved: 10-12; ingresso
un santuario. Sulla
, al museo 6 . Accanto
libero. Siamo ai piedi del alla cattedrale ci sono le
vicina via del Teatro,
colle di San Giusto, su
il teatro Romano,
due chiesette medievali
cui sorgeva il Foro della di San Giovanni (accesso
coevo dellarco e poi
citt romana. Per un
ampliato sotto Traiano,
dalla cattedrale) e San
riassunto della Trieste Michele al Carnale.
poteva ospitare seimila
72 BellItalia

IN CARTELLONE

Le mostre e la grande
stagione lirica del Verdi
Negli spazi appena inaugurati dellAim-Alinari
Image Museum nel castello di San Giusto
(piazza della Cattedrale 3, 040/30.51.33),
fino al 5 febbraio si visita Fermo immagine.
Fotografie di Enzo Sellerio, una mostra
dedicata allItalia degli anni 50-60. Marteddomenica 10-17; ingresso con visita al
castello 6 . Fotografia protagonista anche
al Civico Museo Sartorio (largo Papa Giovanni
XXIII, 040/30.14.79) grazie alla rassegna Bel
vedere: percorsi nella fotografia di paesaggio,
con immagini di Trieste provenienti dagli
archivi fotografici regionali. Fino al 26
febbraio, marted-gioved 10-13, venerdsabato 14-17, domenica 10-17; ingresso
6 . Fino al 5 marzo, al Castello di Miramare
(viale Miramare, 040/277.04.70) allestita
Francesco Giuseppe a Miramare. Immagini
e parole, con dipinti che rievocano i rapporti
degli Asburgo con Trieste. Tutti i giorni
9-19; ingresso 8 . Importante la stagione
lirica al Teatro Verdi (Riva Tre Novembre 1,
040/672.21.11) che per il 2017 propone tre
nuovi allestimenti fra cui il Flauto Magico di
Mozart, dal 13 al 22 gennaio. Biglietti da 20 .

Mostra al Castello di Miramare

I CAFF STORICI

Nasce nel 700 il rito


della tazzina in citt
Urban Hotel Design

Gli alberghi
Victoria Hotel Letterario
(via Alfredo
Oriani 2, 040/36.24.15).
Alle spalle del castello
di San Giusto, un
hotel di charme in un
edificio storico dove ha
abitato anche Joyce:
44 camere (e una suite
James Joyce), spazio
benessere, biblioteca
di autori triestini e su
Trieste. Doppia con
colazione da 109 .
Residenza Le 6 A (via
Santa Caterina 7, 040/
672.67.15). In pieno
centro, sei camere curate,
ognuna con un colore
diverso e il nome di una
donna dei romanzi di
Svevo (Annetta, Amalia,
Angiolina, Ada, Alberta
e Augusta). Doppia con
colazione da 75 .

Urban Hotel Design

(via Androna
Chiusa 4, 040/30.20.65).
In un complesso di
palazzetti del 700
costruiti su rovine
romane, a pochi passi

da piazza Unit, un
piacevole hotel di design
contemporaneo.
Doppia con colazione
da 74 , sconti per
soggiorni di pi notti.

Hotel James Joyce

(via dei Cavazzeni


7, 040/30.32.65). Sorge
in una viuzza pedonale
del centro storico, in
un edificio del 1770.
Camere semplici,
piacevoli, soffitti a
cassettoni e atmosfera
dantan. Doppia con
colazione da 69 .

I ristoranti
Antica Trattoria
Suban (via Comici 2d,
040/543.68).
Fuori dal centro, una
trattoria classica nata
nel 1865, amata da
personaggi famosi
e gente tranquilla.
Cucina di tradizione con
influenze istriane, ricca
carta dei vini. Aperta la
sera, sabato e domenica
anche a pranzo.
Conto intorno a 30 .

Caff Tommaseo

Caff San Marco

Osteria da Marino
(via del Ponte 5,
040/36.65.96).
Aperto dal 1925 come
caffetteria, poi diventato
ristorante e luogo
di ritrovo. Cucina di
tradizione e grandiosa
carta dei vini, anche
al bicchiere. Dalle 17
(per un aperitivo con
stuzzichini) fino a tarda
notte, cucina compresa.
Conto 25-30 .

Osteria de Scarpon

(via della Ginnastica


20, 040/36.76.74). Un
ristorante dallatmosfera
anni 70 autentica,
popolare e animata, con
cucina tipica soprattutto
di pesce e ottimo
rapporto qualit-prezzo.
Aperto a pranzo e a
cena. Conto 20-25 .

Buffet da Siora Rosa

(piazza Hortis 3, 040/


30.14.60). Un buffet
aperto dal 1921 e sempre
affollato: prosciutto
cotto al forno, porcina,
cotechini e salsicce
che arrivano dalle
caldaie fumanti con i
crauti, alla senape e al
cren (rafano), oltre alla
classica minestra jota,
agli gnocchi di pane, al
gulash. Conto 20-25 .
Buffet da Pepi (via
Cassa di Risparmio 3,
040/36.68.58).
aperto dal 1897 il pi
antico dei buffet triestini,
i locali popolari nati per
offrire un pasto caldo a
met mattina ai lavoratori
del porto. Pentoloni
di carni di maiale
bollite, crauti, la zuppa
jota, panini robusti.
Un ricco misto caldaia
costa intorno ai 15 .

Quella fra Trieste e il caff una storia


iniziata fin dal 700, quando al porto
franco arrivano chicchi da tutto il mondo e
nascono le prime botteghe del caff. In citt
litinerario fra i caff storici unesperienza.
Tra i pi noti, il Caff degli Specchi (piazza
Unit 7, 040/66.19.73), aperto nel 1839
nellelegante palazzo Stratti e considerato
il salotto di Trieste, e sul lato opposto della
piazza lHarrys Grill del Grand Hotel Duchi
dAosta (piazza Unit 21, 040/760.00.11),
dalle raffinate atmosfere, attivo dal 1873.
Litinerario prosegue con lAntico Caff
Torinese (corso Italia 2, 040/260.01.53),
aperto nel 1915, il Caff Pasticceria Pirona
(largo Barriera Vecchia 12, 040/63.60.46), in
attivit dal 1900, la Pasticceria La Bomboniera
(via XXX Ottobre 3, 040/63.27.52), inaugurata
nel 1850 dalla famiglia ungherese Eppinger,
che conserva arredi e vetri liberty. In via
Battisti 18 ha sede il Caff San Marco
(040/064.17.24), anno di nascita 1914,
frequentato da Svevo e da Claudio Magris,
oggi con una nuova gestione che al caff ha
aggiunto libreria e ristorante. Amato dagli
scrittori era anche il Caff Stella Polare (via
Dante 14, 040/76.54.20). Il Caff Tommaseo
(piazza Tommaseo 4, 040/36.26.66),
fondato nel 1825, ha proposto per primo
a Trieste il gelato. Al Trieste Infopoint
in vendita a 3 il pass Trieste Loves Coffee:
6 ticket per degustazioni in 8 caff storici.

Caff degli Specchi

info
Trieste Infopoint, via dellOrologio 1,
angolo piazza Unit, 040/347.83.12;
www.turismofvg.it
BellItalia 73

VALLE SERIANA (Bergamo)

AVVENTURE SULLE

OROBIE

Con le racchette da neve si parte alla scoperta dei due versanti


dellalta valle, verso la cima di Timogno e il passo Branchino, circondati
dal panorama silenzioso e immacolato della montagna bergamasca
TESTI Ettore Pettinaroli

74 BellItalia

FOTOGRAFIE Luca Merisio

Scorcio delle baite


di Vodala, coperte
da un copioso manto
di neve, e del monte
Corr (1.823 metri),
lungo la camminata
invernale che sale
alla cima di Timogno
(2.099 metri).

BellItalia 75

DUE ITINERARI NON DIFFICILI DI MEDIA MONTAGNA

Ciaspole, bastoncini, occhiali da sole e un po di allenamento


Le due escursioni con le racchette
da neve illustrate in queste pagine
(nella cartina) sono entrambe di
diffi
dif
ficolt medio-facile. Per la cima
di Timogno la partenza a Spiazzi di
Gromo (1.146 metri), nella zona degli
impianti di risalita, per un dislivello
complessivo di circa 950 metri e

in salita e 2 ore e mezza in discesa,


per circa 850 metri di dislivello.
Entrambe le uscite richiedono
una buona attrezzatura da media
montagna,, con indumenti
montagna
caldi anche in caso di giornate
soleggiate, ciaspole, bastoncini
da trekking e occhiali da sole.

Alto
Adige

Svizzera

Trentino
LOMBARDIA

Veneto

Monte delle Galline


2.131

Gromo

Boario

Spiazzi
1.146

EmiliaRomagna

Baite di Neel
1.613
Passo Branchino
1.821

Valcanale
987

me

Lago Branchino
1.784

Serio

Rifugio Alpe Corte


1.410

Zanetti

Albergo
Vittoria

Cima di Timogno
2.099

Rifugio Vodala
1.650
N

Fiu

Piemonte

un tempo di percorrenza di 3 ore in


salita e 2 ore in discesa. Se si parte
per dal rifugio Vodala (1.650 metri),
raggiungibile anche in seggiovia,
per arrivare in vetta sono suf
suffi
ficienti
1 ora e 15 minuti. Al passo Branchino
si sale invece da Valcanale di Ardesio
(987 metri): una camminata di 4 ore

Clusone - Bergamo

E
0

500

1km

a quasi 800 anni il castello


Ginami sorveglia la valle del
Serio dal suo inespugnabile
sperone di roccia. Anzi, da
un grumo, come si diceva
da queste parti, e fu cos che il villaggio
che sorse intorno alla rocca prese il nome di Gromo. Al quel tempo il passaggio lungo lasta del Serio per scendere
fino a Bergamo e alla Pianura Padana
era obbligato: non esistevano altre strade e i sentieri erano talmente scomodi
da risultare impraticabili per tutta la
brutta stagione. Sci e ciaspole non erano ancora entrati nelluso comune di
chi andava sui monti dinverno. E chi
arranca con le racchette da neve verso la
cima di Timogno, dimenticando la fatica
grazie al grandioso panorama su tutte le
Alpi Orobie, non pu immaginare che,
nel Medioevo, senza il consenso dei castellani e con la via principale sbarrata
si poteva solo tornare indietro.

PER LA CIMA DI TIMOGNO


CI SI AIUTA CON LA SEGGIOVIA
Conquistare la vetta, a 2.099 metri di
quota, oggi unimpresa quasi alla portata di tutti: lascesa tecnicamente
agevole, il percorso intuitivo e neppure
troppo lungo. Una classica insomma,

per di pi senza pericoli di valanghe.


I meno allenati possono addirittura approfittare della seggiovia che da Spiazzi di Gromo sale fino allalpe Vodala
(1.650 metri). Da quass litinerario si
presenta davanti agli occhi, senza possibilit di fraintendimenti. Dopo aver
raggiunto la Sella di Vaccarizza si attacca la vera salita, che si sviluppa sul versante sud-ovest del Timogno, sempre
in campo aperto. La vetta a portata
di sguardo, e per raggiungerla basta seguire per poco pi di unora le tracce di
chi ci ha preceduto, sostando di tanto
in tanto per prendere fiato. La scusa
del panorama qui sempre credibile,
quando nel tratto centrale le pendenze diventano pi sensibili: lo scenario
dominato dalla sontuosa parete

A sinistra: in alta val Canale, trasversale della valle Seriana, si individua anche linconfondibile
profilo del Monte Rosa. In alto: la tabella dei sentieri, estivi e invernali, che si sviluppano
alla testata della valle. Qui sotto: camminata nel bosco verso il rifugio Vodala e il Timogno.

BellItalia 77

nord della Presolana e dal pizzo Arera,


ma si toccano anche il sereno specchio
dacqua del lago dIseo e le colline franciacortine. I pi atletici partono invece
dal parcheggio degli Spiazzi e risalgono
tra gli abeti, camminando spesso accanto alla pista 14, fino allalpe Vodala. La
condivisione del pendio con gli sciatori
qui permessa senza alcun problema.
A chi vuole comunque evitare la convivenza con i discesisti, gli abitanti del
luogo suggeriscono unulteriore via di
salita che parte dalle case di Piazzola, una silenziosa frazione di Ardesio.
Anche in questo caso non c la possibilit di perdersi: il percorso piuttosto
frequentato e ben battuto. Nel dubbio
soccorrono il camminatore i segnavia

In questa foto: il pizzo


della Presolana (2.521
metri), tra la valle
Seriana e la valle di
Scalve, visto dalla cima
di Timogno. Nella pagina
precedente, in alto:
litinerario verso la
cima; la partenza
da Spiazzi, la frazione
sciistica di Gromo.
Nella pagina precedente,
in basso: sci alpinisti
in azione in val Canale.

del sentiero Cai 312, che si congiunge


allitinerario classico allaltezza dellalpe Vodala. La magia del Timogno si
pu comodamente vivere anche dopo
il tramonto. Tre sere alla settimana (di
marted, gioved e venerd) i gestori
della ski area ritardano fino a mezzanotte la battitura delle piste e consentono
il passaggio agli escursionisti che, una
volta conquistata la cima, possono anche ristorarsi al rifugio Vodala aperto,
per loccasione, fino a tardi.
DA VALCANALE AL BRANCHINO
A CACCIA DI VEDUTE
Ancora pi agevole, tanto da essere considerata perfetta anche per le famiglie,
laltra classica escursione che porta al

lago Branchino, sul versante opposto


della valle Seriana, quello occidentale. Dalla localit Valcanale, frazione di
Ardesio, basta infatti seguire la strada
innevata, contrassegnata dai segnavia
con il numero 220, che si dirige al rifugio Alpe Corte. Le pendenze contenute
e il fondo uniforme consentono di procedere senza affanni e pericoli di sorta
fino alla radura a 1.410 metri di quota,
dove sorge il rifugio (chiuso dinverno).
Qui si fermano in molti, perch il luogo
davvero rilassante, ma vale la pena di
proseguire. Poco oltre il rifugio si volta
a sinistra e si segue il sentiero 218 che
guadagna quota con qualche tratto appena pi ripido tra gli alberi, passando
accanto alle baite di Neel Bassa (1.565

m) e Neel di Mezzo (1.613 m). Un ultimo


sforzo consente di raggiungere la conca
incantata del lago Branchino (1.784 m),
ai piedi di una serie di pareti di calcare bianco tra cui spiccano la Corna
Piana e la sagoma possente del pizzo
Arera. Difficile allontanarsi da questo
fantastico anfiteatro naturale se non per
spingersi fino al passo Branchino, spettacolare pulpito panoramico situato una
ventina di minuti di marcia sopra il lago,
al confine con la valle Brembana. Il luogo perfetto dove sognare nuove, emozionanti, avventure orobiche.
alla pagina seguente
BellItalia 79

dove

come

quando
VALLE SERIANA
(Bergamo)

Nella terra di
filatori e spadai

Clusone, Oratorio dei Disciplini

I piccoli musei di Gromo e Ardesio ricordano la storica produzione delle armi bianche e gli altri mestieri
tradizionali della valle. Da scoprire insieme agli affreschi di Clusone di Ettore Pettinaroli Fotografie Luca Merisio
di ricami del 700 e
acquasantiere di varie
epoche. Si trova
ad Ardesio il MetaMuseo Etnografico
Alta Val Seriana
(piazza Monte
Grappa, 0436/330.35):
allinterno, interessanti
ricostruzioni dei
mestieri tradizionali,
dalla filatura al
lavoro di carbonai
e minatori; aperto
sabato e domenica
16-18; ingresso 2 .
La valle Seriana e Gromo (Bergamo), localit di riferimento
Una passeggiata a
per le due ciaspolate presentate nel servizio, si
Clusone permette di
raggiungono con lautostrada A4 Milano-Venezia fino
ammirare lOrologio
a Bergamo; da qui provinciale 35 fino a Ponte Nossa
Planetario Fanzago,
e provinciale 49 fino a Gromo. In treno: stazione
che dal 1583 scandisce
di Bergamo, poi bus della Sab (035/28.90.00) con
cambio a Clusone. In aereo: laeroporto pi vicino Orio le ore dalla torre del
Municipio. Si resta in
al Serio (a 47 km). In camper: area di sosta gratuita nel
tema visitando il Museo
piazzale degli impianti di risalita di Spiazzi di Gromo.
Arte Tempo (via
Maffei 3, 0346/259.15),
che espone meccanismi
Nobili dimore, castelli e oratori
Naturalistico (piazza
A Gromo, palazzo
di orologi da torre
Dante 7, 0346/413.45)
Milesi (XVI secolo)
di ogni epoca; aperto
ospita il piccolo Museo con due diorami
venerd 15,30-18,30,
che illustrano la
delle Armi Bianche
sabato e domenica
fauna locale di alta
e delle Pergamene
10-12 e 15,30-18.30;
e bassa quota; aperto
(piazza Dante 8, 0346/
ingresso gratuito. Poco
sabato e domenica
413.45). La raccolta
distante lOratorio
15,30-17,30; ingresso
rievoca la tradizione
dei Disciplini di San
gratuito. Interessante
produttiva delle armi
Bernardino (via Brasi
la parrocchiale di San 11, 339/175.55.54),
bianche, documentata
Giacomo, costruita
da pezzi databili
adiacente alla basilica
nel XII secolo ma
dal XV al XVII secolo:
di Santa Maria Assunta,
modificata in epoca
alabarde, spade da
colpisce per la Danza
barocca. Affacciato
fante, spade a tazza
Macabra, affrescata
e coltelli con i punzoni sulla piazza principale nel 1485 sulla facciata.
di Gromo, il castello
delle famiglie di
Linterno ospita 42
Ginami aperto
spadai gromesi; aperto
scene della Vita di Ges
solo in occasione delle
sabato e domenica
(1470), di un pittore
visite organizzate
15,30-17,30; ingresso
locale; aperto sabatodalla Pro Loco: vi si
gratuito. Da vedere
domenica 10-12 e 15ammirano raccolte
anche lEcomuseo
18; ingresso gratuito.
80 BellItalia

DUE SKI AREA PANORAMICHE

Discese con vista


per esperti e principianti
La ski area di Spiazzi di Gromo (0346/
470.79; www.spiazzidigromo.it) offre
18 chilometri di piste che si sviluppano
tra i 1.146 metri del paese e i 1.718 metri
del colle Vaccarizza: un comprensorio
tascabile ma interessante per variet
di tracciati e grandiosit dei panorami.
Particolarmente affascinanti sono le viste
che si godono nella parte alta. Cuore della
ski area lalpe Vodala, da dove si dirama
la maggior parte delle discese. Tra queste,
la pi divertente la rossa Croce Blum, con
limpegnativa variante Testa. I pi bravi
si cimentano lungo la Orsini, omologata
per gare internazionali. Per i principianti,
poco distante dai parcheggi la seggiovia
Campo Scuola serve due piste facili;
skipass giornaliero: 20-30 . Una possibile
alternativa il vicino comprensorio di LizzolaValbondione (www.nuovalizzola.it), con
sette piste di cui due nere e una illuminata
ogni sabato sera, per un totale di 20 km
di discese; skipass giornaliero: 17-28 .
Spiazzi di Gromo

MONTAGNA GOLOSA

Formaggi dalpeggio
e dolcezze assortite
Rifugio Vodala

Gli alberghi
Hotel Spiazzi
(Gromo, localit
Spiazzi, piazzale Avert
1, 0346/470.00). Albergo
di consolidata tradizione,
accanto alla stazione di
partenza della seggiovia
che sale al rifugio Vodala.
Dispone di 60 camere,
di cui molte con quattro
letti, bar panoramico,
grande solarium e
campo di pattinaggio
privato. Doppia con
colazione da 80 .

Locanda del Cacciatore

(Gromo, via
Roma 9, 0346/411.12).
Semplice edificio a due
passi dalla piazzetta
di Gromo, offre
camere spaziose e ben
attrezzate. Apprezzato
il ristorante, specializzato
nei piatti tradizionali delle
montagne bergamasche,
con una particolare
attenzione alle ricette
di selvaggina. Doppia
con colazione da 80 .

Vittoria Hotel
(Gromo, localit
Spiazzi, via Spiazzi
136, 0346/471.80).
Legno e pietra a vista
caratterizzano la facciata
di questo hotel, situato
vicino agli impianti
e alla pineta di Spiazzi.
Dispone di 30 camere,
area fitness, spazi
per bambini, ristorante
con specialit tipiche
e pizzeria. Doppia con
colazione da 70 .

Albergo Antica
Locanda (Clusone,
piazza Pier Antonio
Uccelli 1, 0346/214.13).
In un edificio del
Seicento, lAntica
Locanda vanta una
tradizione di ospitalit
che risale alla fine del
XVIII secolo. Il legno
lelemento principale
delle 10 camere,
tra cui una suite
con balcone privato
e soggiorno; anche
ristorante. Doppia
con colazione da 70 .

I ristoranti
Posta al Castello
(Gromo, piazza
Dante 2, 0346/410.02).
Situato nel duecentesco
castello Ginami, propone
atmosfere di charme
e piatti locali presentati
e cucinati con cura.
Nellampia sala coperta
da una volta a crociera
si gustano squisiti ravioli
ai funghi o al formaggio
dalpeggio, stracotto
o brasato con polenta
taragna e stinco di vitello
al forno. Ampia scelta
di torte e dolci fatti
in casa. Conto da 30 .
Da Giorgio (Ardesio,
via Marconi 18, 0436/
330.73). Specialit del
territorio ma anche piatti
di pesce di buona qualit
e pizze nel centro
del borgo di Ardesio.
La sala ampia ed
elegante, le porzioni
sono generose e
la carta dei vini di buon
livello; diversi menu
a prezzo fisso; conto
alla carta da 24 .

I sapori autentici della montagna sono


i protagonisti sulle tavole della valle. Si
parte dai formaggi: una vasta scelta si trova
nello spaccio del Caseificio Paleni (Gromo,
via Papa Giovanni XXIII 2, 0346/418.12).
Da assaggiare lo strach de Grom, la torta
contadina (una toma a pasta semicotta)
e lo sfizioso triangolo, un formaggio da
degustazione al gusto di peperoncino, erba
cipollina, cipolla, pepe nero o rosmarino.
Rinomati anche gli insaccati, in particolare
il prosciutto crudo Ca del Botto, prodotto
con suini bergamaschi di oltre un anno
di et. Si acquista alla Macelleria Bonicelli
(Gromo, piazza Marconi 7, 0346/410.62).
Pi difficili da trovare al dettaglio (ma si
gustano in quasi tutti i ristoranti) gli gnocchi
in colla, fatti con farina bianca, pane e
latte, pi burro e formaggio fuso. Il dolce
caratteristico della zona la maiasa,
una torta a base di farina gialla, cipolle,
fichi secchi e mele, condita con olio
e cotta nel forno. Secondo la tradizione
si mangia la sera del Venerd Santo ma
sempre possibile prenotarla nelle
pasticcerie come Ol Pastisser (Gromo,
piazza Sandro Pertini 11, 0346/410.70).
Le migliori marmellate biologiche (alle
fragole, ai frutti di bosco, al sambuco,
alle ciliegie, alle mele cotogne...) sono
quelle dallAgriturismo Ca di Racc (Valgoglio,
localit Selvadagnone, 380/799.53.69).
Il biscotto Clusone, coperto di cioccolato
fondente, una sfiziosa via di mezzo
tra la meringa e lamaretto. La sua culla
la Pasticceria Adriano Trussardi (Clusone,
piazza della Rocca 2, 0346/238.35).

Rifugio Vodala

Da Giorgio

(Gromo, localit Alpe


Vodala, 0346/470.79).
Si trova in una conca
soleggiata a 1.650 metri
di quota, nei dintorni della
stazione darrivo della
seggiovia Vodala.
Il pranzo nel ristorante
self service consente
una buona scelta
di specialit locali,
soprattutto carne
e polenta. Aperto
anche la sera (il marted,
gioved e venerd),
con possibilit di
salita in gattobus.
Conto da 15 .

La maiasa

info
Ufficio Turistico di Gromo-Infopoint
Promoserio, piazza Dante Alighieri 5,
0346/413.45; www.gromo.eu
BellItalia 81

La chiesa di Santa
Maria della Piet
(XVI-XVII secolo),
a pianta ottagonale,
si erge solitaria
a poca distanza
da Calascio. Sullo
sfondo, il Corno
Grande, la cima
pi alta (2.912
metri) della catena
del Gran Sasso.

82 BellItalia

CALASCIO (LAquila)

MILLE ANNI
DI SOLITUDINE
Il borgo alle porte del Gran Sasso conserva
le tracce di un ricco passato legato alle rotte
della transumanza. E incanta con la sua rocca,
romantico rudere isolato in cima a un monte
TESTI Sandra Fiore

FOTOGRAFIE Luciano DAngelo

BellItalia 83

CALASCIO (LAquila)

elle stradine acciottolate che


si inerpicano tra le case di pietra c un silenzio irreale. La
presenza degli abitanti si percepisce solo dallodore di legna arsa, che rivela unintimit domestica. Calascio, borgo di origine medievale
abbarbicato a 1.210 metri di altitudine in
provincia dellAquila, lapprodo di un
viaggio alla scoperta di una realt autentica, che ancora rapisce lanima. Incastonato nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, ai margini di
Campo Imperatore, Calascio ha poco
pi di cento abitanti, conseguenza dello
spopolamento che ha colpito molti centri
montani. Ma leleganza dei palazzi e la
ricchezza di opere darte nelle chiese testimoniano un passato florido, dovuto al
commercio della lana, che fu il cardine
delleconomia del territorio fino all800.
Oggi numerosi piccoli imprenditori,
fautori della crescita sostenibile, hanno
recuperato le pietre antiche per offrire
ricettivit ai turisti, molti dei quali stranieri, che arrivano qui nei fine settima-

na e nella bella stagione per soggiornare


negli alberghi diffusi.
La strada che porta alla scoperta di Calascio sale di quota tra tornanti: le coltivazioni tradizionali lasciano il posto a
macchie boschive e poi ad aree sempre
pi desolate e aride, destinate al pascolo. Il vento soffia forte e il freddo invernale diventa pungente.
IL PERIODO DORO
DELLA MENA DELLE PECORE
Siamo nel regno della transumanza: lo
spostamento delle greggi e degli uomini
sul tratturo magno congiungeva storicamente LAquila al Tavoliere delle Puglie. La pastorizia ebbe il suo periodo
doro a partire dal XV secolo con listituzione, sotto la dominazione aragonese,
della Dogana della mena delle pecore,
che regolava questa attivit.
Nello scenario nudo ed essenziale dei pascoli, il borgo di Calascio viene annunciato in lontananza dalla rocca, posta su una
spettacolare sommit, e dal profilo ottagonale di Santa Maria della Piet,

Sopra: il castello di Rocca Calascio, in splendida posizione panoramica. Fondato intorno al Mille come torre di avvistamento, nel 400
fu munito di una cerchia di mura e di quattro torrioni circolari. Sotto, da sinistra: San Francesco d il cordone monastico a Luigi di Francia
(XVII secolo), tela di Giulio Cesare Bedeschini nella chiesa del convento di Santa Maria delle Grazie; uno scorcio delle viuzze nel centro
di Calascio. Pagina seguente, in basso: il borgo di Calascio, con il convento francescano sulla destra e Rocca Calascio in alto sul monte.

84 BellItalia

Da un millennio il bianco custode di pietra presidia la rupe

BellItalia 85

Sopra: Lerede (1906), grande tela di Teofilo Patini esposta nel Municipio di Calascio. Sotto: sopra i tetti spunta il campanile
della chiesa di SantAntonio Abate, edificata nel 1645. Custodisce alcuni ricchi altari, come quello dedicato alle Anime del Suffragio.

86 BellItalia

Sopra: ancora un suggestivo scorcio della Rocca, aggrappata alle rupi. Sotto: Crocifissione (XVII secolo) nella chiesa di Santa Maria
delle Grazie, copia della tela dipinta nel 1599 dal pittore fiammingo Aert Mytens per la basilica di San Bernardino a LAquila.

BellItalia 87

CALASCIO (LAquila)

cappella sorta per volere dei pastori


su un vicino pianoro. Il colpo docchio
di grande suggestione: potere feudale e
devozione popolare uno di fronte allaltro. Il paese appare allimprovviso: un
grappolo di case su una terrazza naturale.
In et longobarda appartenne al ducato
di Spoleto, poi alla baronia di Carapelle,
divent possedimento dei Piccolomini
nel 400 e dei Medici nel 500: in questo
periodo venne incrementato il commercio della lana con Firenze. Il tessuto urbano di Calascio rimasto inalterato
da allora, nel suo intrico di scalinate
e viuzze su cui si affacciano case-torri e
abitazioni basse con botteghe al piano
terra. Sugli slarghi si scorgono palazzi
gentilizi con architravi scolpite, come
Casa Fulgenzi e palazzo dei Taranta,
oggi sede del Comune, dove si ammira
la tela Lerede (1906) di Teofilo Patini.
Inconfondibile la dimora della famiglia Frasca, con il portone sormontato
da una testa di ariete.
NELLE CHIESE, ALTAR
LT I
LTAR
BAROCCHI E PREZIOSI DIPINTI
Il benessere economico del passato si riflette negli arredi della parrocchiale cinquecentesca di San Nicola di Bari, che
domina labitato con il suo campanile cuspidato; pregevole il portale in legno finemente intagliato. Allinterno si trova
unaltra opera di Patini, llAnnunciazione.
Questi borghi montani, seppur piccoli,
risentirono del clima culturale della vicina LAquila, da cui arrivavano maestranze specializzate. A Giulio Cesare Bedeschini, attivo nel capoluogo tra 500 e
600, si deve il dipinto raffigurante San
Francesco d il cordone monastico a Luigi
di Francia, conservato nella chiesa del
convento francescano di Santa Maria delle Grazie, allingresso del borgo. Linterno
un tripudio di altari lignei e decori barocchi: colpisce limpianto scenografico
dellaltare maggiore, con lEterno che si
sporge sulle nuvole. Il legno era facilmente reperibile grazie allabbondanza dei
boschi e veniva lavorato dalle botteghe
locali. Nel coro si ammira una grande
Crocifissione di inizio 700, copia di quella
dipinta da Aert Mytens per la basilica di
San Bernardino a LAquila. Nelle vicinanze, la chiesa di San Leonardo (1263),
affrescata con le storie del santo.
88 BellItalia

Linterno della chiesa di Santa Maria delle Grazie, ricca di arredi lignei scolpiti.
Tra questi, spicca lapparato decorativo seicentesco dellaltare maggiore.

Lasciato il paese, si sale in cima al monte


soprastante per scoprire un altro gioiello:
Rocca Calascio, il borgo fortificato che
sorge a 1.460 metri di altitudine. Ad attirare lattenzione dei visitatori il castello, tra i pi alti dItalia, appoggiato
come un artiglio su uno sperone roccioso. Solitario, domina un orizzonte che
spazia a 360 gradi. Lo sguardo abbraccia
il Corno Grande (2.912 metri), la cima pi
alta della catena del Gran Sasso, le creste
della Maiella, del Sirente-Velino, la valle
del Tirino e laltopiano di Navelli.
UNO SCENARIO MEDIEVALE
CHE HA STREGAT
A O IL CINEMA
AT
La rocca, fondata nel Medioevo e ampliata nel XV secolo, controllava il tratturo in
sinergia con gli altri castelli, fino alla costa
adriatica, attraverso lutilizzo di torce o
specchi. Dopo il terremoto del 1703, fu via

via abbandonata dalla popolazione, che si


trasfer nella sottostante Calascio. Tale
il fascino del luogo che stato scelto come
set di molti film di ambientazione medievale, come Ladyhawke (1985), con Rutger
Hauer e Michelle Pfeiffer, e Il viaggio della sposa (1997) di Sergio Rubini.
Raggiungere Rocca Calascio, percorrendo un viottolo tra ruderi e rocce,
unesperienza che riporta indietro nel
tempo. Latmosfera diventa magica
quando la luce del tramonto accende i
colori. Se il castello esprime potenza, il
vicino oratorio di Santa Maria della Piet, che si staglia nitido contro la vetta del
Corno Grande, induce a un raccoglimento in sintonia con la natura.
alla pagina seguente

dove

come

quando
CALASCIO
(LAquila)

Linverno
in Appennino

Sci di fondo a Campo Imperatore

Alla scoperta di chiese, castelli e bellezze naturali. Sport sulla neve tra il Gran Sasso e Campo Imperatore.
E in tavola le zuppe di legumi e i robusti sapori dAbruzzo di Sandra Fiore Fotografie Luciano DAngelo

Calascio, a circa 33 km dal capoluogo LAquila, si raggiunge


in auto con la A24 Roma-Teramo, uscita LAquila Est,
poi statale 17 e provinciale 7. Rocca Calascio dista
3 km dal paese. In treno: linea Roma-LAquila, poi
pullman regionali che partono dal terminal bus di
Collemaggio (www.arpaonline.it). In camper: Camping
Gran Sasso, a Santo Stefano di Sessanio, localit
Collicello; 334/900.22.30, www.campinggransasso.it

Dal borgo alle grotte carsiche


Lesplorazione di
Calascio pu iniziare
dalla cinquecentesca
parrocchiale di San
Nicola di Bari (piazza
della Vittoria). Il portale
ligneo intagliato
con le storie dellAntico
Testamento e della vita
di San Nicola; linterno
conserva arredi del
700. aperta solo la
domenica per la messa,
dalle 11 alle 12,30.
Allinizio del paese c il
convento francescano
di Santa Maria delle
Grazie (via di Mezzo
la Terra, per le visite
contattare il Comune:
0862/93.01.32), con un
bel chiostro. La chiesa

ha sculture lignee e una


Madonna con Bambino
in terracotta del 500.
La chiesa di San
Leonardo (via Vincenzo
De Bartholomaeis, per
la visita: 0862/93.01.32),
la pi antica del paese
(1263) e ora adibita
a ospitare eventi. La
chiesa di SantAntonio
Abate si trova sul
belvedere Patrignani
(via SantAntonio
Abate intra Muros,
333/245.25.77). Dal
paese si sale alla Rocca.
Il castello formato
da un mastio centrale,
una cerchia muraria
in pietra e quattro
torri dangolo a base

circolare, erette a
partire dal 1480. Si
accedeva alla rocca da
unapertura a cinque
metri da terra, collegata
a una rampa in legno
che poteva essere tolta.
Ospita unesposizione
delle locandine dei
film ambientati qui
e nella piana di Campo
Imperatore. Il mastio
chiuso dinverno,
ma il camminamento
esterno percorribile
(info Associazione Nuova
Acropoli, LAquila,
333/990.69.89; www.
nuovaacropoli.it).
La vicina Santa Maria
della Piet fu eretta
nel 1596 sul luogo dove,
secondo la leggenda,
la popolazione locale
sconfisse una banda
di briganti (per la
visita: Don Giuseppe,
333/245.25.77; Paolo
Baldi, Rifugio della
Rocca, 340/469.69.28).
Da non perdere le
grotte di Stiffe, nella
vicina San Demetrio
ne Vestini (localit
Stiffe, via San Demetrio
2, 0862/861.42 e 327/
972.89.14), complesso
di spettacolari cavit
carsiche attraversate
da un fiume. Il percorso
dura circa unora e si
snoda tra un canyon
iniziale e varie sale,
fino allultima cascata
che con un salto di oltre
25 metri si getta in un
laghetto. Orario 10-13
e 15-18; ingresso 10 .

SPORT

Discesa, fondo e snowboard:


a tutto sci sullaltopiano
Il Gran Sasso e laltopiano di Campo
Imperatore (0862/60.61.43 e 0862/40.00.07;
www.ilgransasso.it) sono tra le stazioni
sciistiche pi frequentate dellAppennino
centrale. Una funivia, tra le pi lunghe
dEuropa, collega Fonte Cerreto-Assergi
al versante occidentale dellaltopiano.
Gli impianti di risalita, tra la valle detta delle
Fontari e il monte Scindarella, coprono
un totale di 15 km di piste per lo sci alpino,
ma per chi preferisce lo snowboard la
stazione dotata anche di uno snowpark.
Skipass giornaliero: 17-26 . Per gli
appassionati di sci nordico, nei dintorni
si estendono circa 50 km di piste da fondo.
Di particolare suggestione lanello dei
Tre Laghetti (laghi di Racollo, Bassaneta
e Barisciano), raggiungibile da Fonte
Cerreto o Santo Stefano di Sessanio:
16 km di percorso allestremit di Campo
Imperatore, con belle vedute sul Corno
Grande (info: Daniele Petricola, maestro
federale di sci di fondo, 338/926.61.13);
fascinose anche le piste di Castel del Monte
(0862/93.81.37), tra il piano di Cretarola
e Fonte Pietrattina. Per corsi e uscite di sci
alpinismo il riferimento Mountain Evolution
(Assergi, statale 17 bis 18, 328/082.85.39;
www.mountainevolution.com).

Rocca Calascio

BellItalia 89

dove

come

quando
CALASCIO
(LAquila)
ACQUISTI

Lenticchie, cicerchie
e formaggio di grotta

Rifugio della Rocca

Gli alberghi
Hotel Sextantio (Santo
Stefano di Sessanio,
via Principe Umberto,
0862/89.91.12 e 0862/
89.95.65). Albergo diffuso
ricavato nel borgo di Santo
Stefano di Sessanio, ha
conservato gli ambienti
rustici, arredati con
elementi semplici
e di recupero. Doppia
con colazione da 175 .

Rifugio della Rocca

(Rocca Calascio,
338/805.94.30 e 340/
469.69.28). Nella Rocca,
sotto la torre di guardia,
da ventanni esiste questo
albergo diffuso con
ristorante e bar, che Paolo
e Susanna Baldi hanno
creato recuperando gli
antichi ruderi. Oltre alle 8
camere, tra doppie, triple
e quadruple, il rifugio
dotato di una camerata
da 16 posti per gruppi.

Ottimo il ristorante,
che offre un tipico menu
di montagna: fusilli
ricotta e zafferano, zuppa
di lenticchie, pecora
alla cottora e, tra i dolci,
torta di farro e mandorle.
Conto 25-30 , doppia
con colazione da 90 .

La Locanda sul Lago

(Santo Stefano di
Sessanio, via del Lago,
0862/196.64.40 e
392/002.62.67). Albergo
ricavato da un fienile
ai bordi del lago, nella
quiete della campagna,
con arredi in stile. Nel
ristorante si apprezzano
pietanze della tradizione
rivisitate. Doppia con
colazione da 70 .

B&B Da Nataliya

(Calascio, via XI Febbraio


7, 0862/93.03.46 e 333/
781.31.50). Appartamento
per due persone ricavato
in una casa in pietra.
Arredato con essenziale

Hotel Sextantio

90 BellItalia

LElisir del Poeta

semplicit, comprende
camera e cucina. Doppia
con colazione da 60 .

I ristoranti
Il Sentiero delle Volpi
(Calascio, via
Castelvecchio 1,
333/288.45.73).
Ambiente familiare e
cucina casereccia: gnocchi
al tartufo e pasta fresca ai
funghi porcini. Conto 26 .
Dal Gattone (Castel del
Monte, via Campo della
Fiera 9, 0862/93.84.46).
Trattoria a conduzione
familiare con menu tipico:
ottimi antipasti a base di
salumi e formaggi e primi
piatti, come strozzapreti
con ceci e melanzane
e ravioli di ricotta; per
dessert crostate fatte
in casa. Aperto solo
a pranzo. Conto 25 .

Ristorante Da Clara

(Calascio, via Playa,


0862/93.03.65).
Accogliente senza
pretese, ha menu tipico
con ravioli di ricotta,
arrosticini e arrosto
misto. Conto 22 .
LElisir del Poeta (Santo
Stefano di Sessanio, via
Battisti, 389/195.55.86).
Pavimenti in cotto,
volte a botte, caminetto,
tovaglie ricamate
in questo locale di
montagna. Piatti a base
di legumi e cereali, tutto
biologico. Conto 20 .

La presenza del Parco Nazionale del Gran


Sasso e Monti della Laga ha tutelato le
colture tradizionali che si avvantaggiano
di un territorio incontaminato. Legumi e
cereali sono una ricchezza di questangolo
dAbruzzo: lenticchie di Santo Stefano di
Sessanio, ceci, cicerchie, farro e orzo, che
vanno ad arricchire le zuppe, gradite
soprattutto quando il clima diventa rigido.
Per acquisti: Azienda Agricola Rosa Ciarrocca
(Santo Stefano di Sessanio, via Benedetta
5, 366/681.67.86) o Azienda Agraria Matergia
(Barisciano, via Provinciale 145, 0862/
893.35, www.agrariamatergia.altervista.
org), dove si trova anche lo zafferano.
Il formaggio assolutamente da provare
in questa zona votata allindustria
lattiero-casearia. Alla Taberna Imperiale
(Rocca Calascio, 389/193.99.45) si possono
acquistare formaggi stagionati in grotta.
Alla Cooperativa Campo Imperatore (Calascio,
strada Provinciale 1, 0862/93.03.45) si
trovano il Canestrato di Castel del Monte,
presidio Slow Food, e il Marcetto, formaggio
cremoso e piccante. Una prelibatezza
anche la ricotta, il cui sapore risente delle
essenze del Gran Sasso. La produzione di
miele eccezionale: per acquisti lindirizzo
giusto Miele dei Monti dAbruzzo di Andrea
Ciccone (Capestrano, via Scarafano,
0862/95.44.09). Infine, si pu fare tappa da
Nonna Peppina (Santo Stefano di Sessanio,
via Sotto gli Archi) per acquistare il fiadone,
dolce tipico ripieno di ricotta o formaggio,
poi le ciambelline e i biscotti allo zafferano
del laboratorio artigianale di Renato Spina.

Taberna Imperiale

info
Comune di Calascio, via Padre Mario 1,
0862/93.01.32. Parco Nazionale
del Gran Sasso e Monti della Laga,
Assergi, via del Convento 1,
0862/605.21; www.gransassolagapark.it

il weekend CAPUA

DUE CITT,
UN TUFFO
NELLA STORIA
Unansa del Volturno racchiude la piazzaforte
longobarda che nel IX secolo sorse accanto
allantica Capua romana. Oggi la cittadina
a pochi chilometri da Caserta uno scrigno
di tesori da scoprire, dalle ieratiche Madri
del Museo Campano agli affreschi bizantini
della basilica di SantAngelo in Formis
Testi Manuela Piancastelli
Fotografie Alfio Giannotti

92 BellItalia

In questa foto: la cupola


di Domenico Fontana
(1543-1607) corona la
chiesa dellAnnunziata
e svetta sul centro di
Capua. Sulla sinistra si
intravedono le merlature
del Castello delle Pietre,
fondato dai Normanni
nellXI secolo. Nella
pagina precedente,
dallalto: un affresco nella
basilica di SantAngelo
in Formis; le Matres
al Museo Campano.

BellItalia 93

94 BellItalia

il weekend CAPUA

nansa del fiume Volturno abbraccia Capua e i suoi abitanti proprio


come le Matres, nel Museo Campano, stringono i loro figlioletti. La singolare analogia lega una delle pi
antiche citt campane allaffascinante collezione di ex voto di origine osca, unica al mondo (ritrovata nel 1845 nel Fondo Patturelli a
Santa Maria Capua Vetere), dedicata alla Mater Matuta, ossia la divinit del mattino, che
presiedeva al nuovo giorno e quindi alla vita e
alla fecondit. Centinaia le donne che lhanno
implorata, tra il VI e il II secolo avanti Cristo,
per una maternit desiderata, o lhanno venerata per una grazia, dando in dono uneffigie
di donna con uno o pi neonati in seno.
UNO STRAORDINARIO PATRIMONIO
DI CHIESE DA VISITARE SU RICHIESTA
Capua una citt chiusa: da un lato il fiume,
dallaltro i fossati. Si blind dopo che la citt
antica, lattuale Santa Maria Capua Vetere,
venne distrutta nel IX secolo dai Saraceni, costringendo gli scampati a rifugiarsi nel vicino
porto fluviale di Casilinum, che divenne la Capua odierna. Nel IV secolo avanti Cristo Capua era stata la pi importante citt dItalia, superiore per grandezza alla stessa
Roma (al punto da avere un proprio Senato e
battere moneta), ma che a Roma si assoggett
spontaneamente per ottenere protezione dai
Sanniti, salvo poi ribellarsi pi volte nel corso
della storia. Perci durante la Seconda guerra
punica (216-211 avanti Cristo) appoggi i Cartaginesi ospitando dolcemente Annibale e il
suo esercito nei famosi Ozi di Capua.
Tutta questa storia riguarderebbe solo il passato se le strade, i palazzi, le chiese di Capua
non fossero disseminate di lapidi, usate come
pietra da costruzione, e di statue e busti, provenienti dallimponente anfiteatro (da poco
restaurato e che merita una visita), utilizzati
per abbellire case e palazzi; se i basolati

Il passato romano incastonato nei muri


Sopra: il quadriportico (atrio porticato) del duomo di
Capua fu eretto nellXI secolo, sul modello dellabbazia
di Montecassino, ma laspetto attuale ottocentesco.
Un tempo nelle gallerie erano collocate le tombe dei
notabili capuani. Lo domina il robusto campanile,
eretto nel IX-XI secolo su fondazioni romane. A sinistra:
uno scorcio del centro storico. Pagina precedente, in alto:
porta Napoli, della fine del XVI secolo, era il varco
nelle mura rinascimentali per chi proveniva da sud;
in basso: sculture, lapidi e resti romani anche importanti
si ritrovano reimpiegati in numerosi edifici cittadini.
BellItalia 95

il weekend CAPUA
non fossero di epoca romana; se lattuale
ponte sul Volturno con i resti delle torri di
Federico II di Svevia non fosse stato pi
volte sovrapposto a quello romano, di cui
conserva le tracce. Insomma se Capua non
fosse un museo a cielo aperto dove le stratificazioni della storia, il legame con let antica
e il successivo periodo longobardo e normanno non facessero parte della quotidiana bellezza della citt.
Sono le tante chiese e palazzi medievali a raccontare la grande storia longobarda. A cominciare dalle cosiddette chiese a corte
San Salvatore a Corte, San Michele a Corte e San Giovanni a Corte , che formavano
una vera e propria insula con la facciata rivolta al palazzo dei principi longobardi (distrutto dai Normanni). Sono tre piccoli, preziosi gioielli darchitettura altomedievali oggi
visibili grazie ai volontari del Touring Club
Italiano e allAssociazione Capua Sacra, che
gestisce lapertura di tutte le chiese visitabili a
Capua (in un chilometro quadrato ce ne sono
ben 54) che fanno capo a un unico battagliero
parroco, don Gianni Branco. Unapertura
che viene fatta su richiesta dei visitatori grazie a un gruppo di volontari disponibili tutta
la settimana. Tenere tutto aperto sarebbe impossibile, non abbiamo mezzi n persone.
Meglio lavorare on demand. Don Gianni ci
parla di questa iniziativa mentre ci accompagna nella visita al duomo, preceduto dallo
splendido quadriportico del Paradiso, dellXI
secolo. Il quadriportico, spiega, rappresenta una separazione fra lo spazio sacro e quello
profano, un filtro ma anche una connessione
vitale con la vita sociale e di relazione della
citt. Fino al 1500, nel quadriportico si svolgevano le assemblee comunali, si facevano accordi politici, cerano momenti sinodali. Il
duomo conserva anche uno splendido supporto per il cero pasquale di epoca longobarda, in marmo e tarsie, la cripta con una

Davanti alle pietre dellarena di Spartaco


Sopra: linterno della chiesa dellAnnunziata. Lunica
navata coperta da un prezioso soffitto ligneo della
fine del XVI secolo, con tele di scuola napoletana;
dietro laltare, una pala di Francesco De Mura (16961782). A destra: il sarcofago romano nella cripta del
Duomo. Pagina seguente: su piazza Medaglie dOro, con
la fontana inaugurata nel 2008, affaccia il fianco destro
della chiesa dellAnnunziata. I possenti blocchi del
basamento provengono dallAnfiteatro Campano della
vicina Santa Maria Capua Vetere, celebre per essere
stato teatro della rivolta di Spartaco (73-71 avanti Cristo).
96 BellItalia

BellItalia 97

98 BellItalia

il weekend CAPUA
statua settecentesca del Cristo morto di Matteo Bottiglieri e una meravigliosa Madonna
del Cardellino del XV secolo.
RICORDI DI CAPUANI ILLUSTRI
E I TESORI DI SANTANGELO IN FORMIS
I capuani ancora oggi si sentono parte della
Storia con la s maiuscola. Sar perch qui
stato scritto il primo documento in italiano volgare, il famoso Placito capuano, atto
notarile del 960 conservato nellabbazia di
Montecassino, allepoca sottomessa a quella
capuana. O perch qui sono nati Pier delle Vigne (e c ancora il suo bel palazzo), tra i pi
grandi maestri dellars dictandi e intimo amico di Federico II, citato da Dante del XIII Canto dellInferno (Io son colui che tenni ambo
le chiavi / del cor di Federigo), ed Ettore Fieramosca vincitore nel 1503 della disfida di
Barletta, il cui meraviglioso palazzo oggi sede dellAsl. Forse anche perch qui vennero
alla luce il compositore Giuseppe Martucci e
il fondatore della Croce Rossa Italiana Ferdinando Palasciano. Forse per troppa ricchezza che una citt con monumenti mozzafiato
come il castello delle Pietre, residenza dei
principi normanni e oggi sede della Polstrada
(andrebbe restaurato), non punta in maniera
decisa sul turismo come volano economico.
Miglior sorte toccata allimperdibile abbazia benedettina, visitatissimo complesso
nella frazione di SantAngelo in Formis o,
in corso Gran Priorato di Malta, allex convento delle Dame Monache (giovani donne di famiglie ricche costrette a prendere i voti per
non disperdere il patrimonio), oggi sede universitaria della facolt di Economia e Commercio, che conserva splendide testimonianze
longobarde. una fucina di giovani che sciamano rumorosi e gioiosi nei bar della zona,
dando un senso profondo a una citt che senza questi occhi sul futuro probabilmente rischierebbe di perdere il suo passato.

Il coro di Diana ora canta lodi a Dio


Sopra: il mosaico della scuola o del coro sacro, del IV
secolo dopo Cristo, uno dei pezzi pi preziosi del Museo
Campano. Raffigurante un coro di vergini, fu realizzato
per un tempio di Diana ma riusato nella pavimentazione
della basilica di SantAngelo in Formis, riciclando cos
loriginale scena pagana in soggetto cristiano. In alto:
lesterno della piccola chiesa longobarda di SantAngelo
in Audoaldis, del IX secolo. A sinistra: il ponte romano
sul Volturno. detto cos anche se una ricostruzione
(loriginale venne distrutto nel 1943). Pagina precedente:
lo spoglio interno della chiesa dei Santi Rufo e Carponio.
BellItalia 99

il weekend CAPUA

Testi Manuela Piancastelli - Fotografie Alfio Giannotti

Dove pernottare
Hotel Capys (via Santa Maria la Fossa
22, 0823/96.12.99). Poco fuori citt, ha 53
camere, 8 suite e comodo parcheggio.
Accetta animali. Doppia con colazione da 90 .
Masseria Gisole (via Giardini 31,
0823/96.11.08). In una tenuta di 60 ettari,
con un parco fluviale allinterno della propriet,
lagriturismo produce anche frutta e ortaggi e
li trasforma in ottime conserve. Offre 3 doppie
e 3 appartamenti. Doppia con colazione da 80 .
Palazzo Lanza (corso Gran Priorato di Malta
25, 339/849.99.75). In un edificio del 400,
in pieno centro, due camere raffinate
e accoglienti con arredi depoca. Doppia
con colazione (da fare nel bar adiacente) 70 .
B&B Masseria della Casa (SantAngelo in
Formis, via Mario e Silla 5, 0823/96.03.58 e
338/849.82.78). A poca distanza dalla basilica,
un b&b con giardino. Le camere sono ben
arredate, piccola cucina comune a disposizione
degli ospiti. Doppia con colazione da 50 .

Per la cena
Papl Osteria dei Nobiluomini (piazza De
Renzis 6, 333/369.17.35). Ristorante storico di
Capua dove gustare salumi artigianali, pancotto
con i fagioli, baccal e le famose capuanelle
ossia i carciofi capuani. Conto sui 30 .
La Locanda del Pozzo (via Andreozzi 14,
331/148.52.26). Giuseppe, in sala, vi racconta
la sua cucina: da provare il baccal fritto e in
casseruola o con le anguille. Conto sui 25-30 .
Il Borghetto (SantAngelo in Formis, via Baia
191, 0823/49.36.73). Pizze gourmet e cucina
tradizionale ma alleggerita. Possibilit di
acquisto di prodotti tipici. Conto 20-35 .
A Luna Rossa (Bellona, via Vinciguerra 106,
0823/96.68.58). Ambiente caldo, cucina di alto
livello, vini eccellenti. In questa stagione
pancotto con broccoli, velo di provolone del
monaco e fagioli piattelli, mafaldelle con rag di
coniglio, bufalo cotto a bassa temperatura con
cioccolato e sale di Trapani. Conto sui 35 .

Palazzo Lanza

Masseria Gisole

venerd
COME ARRIVARE
In auto: autostrada A1,
uscita Capua o Santa
Maria Capua Vetere, poi
seguire le indicazioni
per Capua centro.
In treno: da Napoli circa
50 minuti con i treni
regionali (89.20.21;
www.trenitalia.com).
In bus: dalla stazione di
Napoli o dallaeroporto
linea Atc (0823/96.90.57;
www.atcbus.it).
In camper: parcheggio
comunale a Porta
Napoli e in via Pomerio.
100 BellItalia

Mater Parade

Paletta dOro

sabato,
indirizzi

SABATO MATTINA

Una preziosa collezione


Si comincia con al visita al Museo Campano,
che conserva importanti reperti archeologici e la
preziosa collezione di statuette in tufo di origine
osca, databili fra il VI e il II secolo a.C., scoperte
a fine 800, che riproducono una donna con uno
o pi bambini tra le braccia. Solo una scultura era
diversa e fortemente ieratica: in una mano
reggeva una melagrana e nellaltra una colomba,
simboli di fecondit e pace. Era la Mater Matuta,
antica divinit italica dellaurora e della nascita, e
le madri rappresentavano offerte propiziatorie
o di ringraziamento per la maternit. Il museo, tra
i pi ricchi della Campania, ospitato a palazzo
Antignano, con portale durazzesco-catalano. Di
fronte, la piccola, deliziosa Fontana del Nettuno
(XVI-XVII secolo). Sono invece veri gioielli di
architettura medievale le tre chiese a corte di
San Salvatore, San Michele e San Giovanni.
SABATO POMERIGGIO

Piccole e grandi chiese


Partiamo dalla chiesa di San Marcello, con
un portale di spoglio dalla tomba di Audoalt (VII
secolo). Poco distante c la chiesa dei Santi
Rufo e Carponio, di fondazione longobarda, con
affreschi dellXI secolo. Poi la volta del Duomo,
col quadriportico del Paradiso e la cripta. Sosta al
Gran Caff con affaccio sul Palazzo Comunale,
ornato da volti in marmo dallAnfiteatro.
Adiacente il Comune, la chiesa di SantEligio
con larco del XV secolo e la loggia ad archi
binati. Va vista la chiesa dellAnnunziata, con
lo splendido matroneo ligneo. Se sono le 18,
fermatevi da Il Fornaio, il panificio dei fratelli
Iodice, che a quellora sforna il pane caldo.

da non perdere
1. Il Museo Campano
2. Chiesa dei Santi Rufo e Carponio
3. LArco di SantEligio

La Locanda del Pozzo

Shopping: il gusto della qualit


Per rivivere lemozione delle Matres anche
una volta tornati a casa, sosta al Laboratorio
Mater Parade, latelier dello scultore Roberto
Branco, per acquistare una Madre
reinterpretata con gusto moderno. Poco pi
avanti, si fanno acquisti speciali alla Gioielleria
Tersigni, con bellissime collezioni di argenti
artigianali napoletani o, per chi vola alto,
gioielli preziosi di gran valore. Chi in cerca
di tipicit potr trovarla soprattutto in alcuni
prodotti alimentari. A cominciare dalla
mozzarella di bufala campana Dop che una
delle grandi ricchezze del territorio. Dal
latte di bufala nascono anche la treccia di
mozzarella, la ricotta e il burro. Tutti prodotti
che si possono acquistare direttamente
nei caseifici, come Il Casaro del Re o presso
le Fattorie Garofalo, che contano cinque
allevamenti di bovine (per gruppi possibile
la visita su prenotazione). Se volete
familiarizzare con i vini del territorio, vale
una sosta lEnoteca Il Tralcio, che offre
una ricca panoramica delle pi importanti
produzioni campane da vitigni autoctoni:
Aglianico, Falanghina, Pallagrello bianco,
Pallagrello nero, Casavecchia e Asprinio.
Infine sosta golosa alla gelateria artigianale
Paletta dOro, che offre anche il gelato al bab.

Museo Campano

Museo Campano,
via Roma 68,
0823/96.14.02.
Orario: da marted a
domenica dalle 9 alle
13, marted e gioved
anche dalle 15 alle
18. Ingresso 6 .
Chiese di San Salvatore
a Corte, San Michele a
Corte e San Giovanni a
Corte: aperte a cura
del Tci Capua
(347/373.70.37) il
sabato mattina e la
prima domenica
del mese, ore 10-13.
Chiese di San
Marcello, Santi Rufo
e Carponio, SantEligio,
dellAnnunziata:
lAssociazione Capua
Sacra (339/775.68.13
e 338/999.32.20)
apre su richiesta
queste e le altre
chiese capuane.
Duomo, piazza Duomo
1, 0823/96.10.81.
Aperto dalle 8 alle12
e dalle 16,30 alle 20.
Gran Caff, piazza
dei Giudici 1,
0823/96.16.23.
Il Fornaio, corso
Gran Priorato di
Malta, 347/987.93.00.
Laboratorio Mater
Parade, corso
Gran Priorato
di Malta 88,
0823/96.16.22;
www.materparade.it
Gioielleria Tersigni,
via Duomo,
0823/62.29.26.
Il Casaro del Re,
via Santa Maria
Capua Vetere,
0823/62.00.19.
Aperto 8,30-20,30,
domenica 8,30-14.
Fattorie Garofalo,
via Santa Maria
Capua Vetere 121,
0823/62.26.81 e
62.00.44. Aperto
dalle 8,30 alle 20,30,
domenica 8-14.
Enoteca Il Tralcio,
corso Gran
Priorato di Malta 33,
0823/62.28.10;
luned chiuso.
Gelateria Paletta
dOro, corso Gran
Priorato di Malta
120, 0823/62.19.54.
BellItalia 101

il weekend CAPUA
DOMENICA MATTINA

Labbazia e i suoi affreschi


Piccola sosta per la prima colazione al Zahir
Caf, allinterno de Il Chiostro, oggi spazio
pubblico verde e un tempo chiostro delle suore
del convento dellAnnunziata, che accedevano
alla chiesa tramite il sontuoso corridoio
che sormonta corso Appio. Poi da Capua ci si
sposta a SantAngelo in Formis, a 5 km, per
visitare labbazia benedettina con i bellissimi
affreschi dellXI secolo con scene dellAntico
Testamento nelle navate laterali e dei Vangeli
in quella centrale. La basilica preceduta
da un poderoso campanile a bifore e si apre
su una piazza con vista sulla pianura campana,
le cupole di Capua e la valle del Volturno.
DOMENICA POMERIGGIO

Lanfiteatro di Spartaco

Anfiteatro di Santa Maria Capua Vetere


Abbazia di SantAngelo in Formis

Prima di partire alla scoperta di Santa Maria


Capua Vetere, una sosta per ammirare
il Teatro Ricciardi di Capua, un tempo Teatro
Comunale Campano: sorto nel XVI secolo,
uno tra i pi antichi dItalia. Dopo molti
rimaneggiamenti, a fine 700 furono rifinite
le facciate con la stupenda loggia architravata;
lultimo restauro fu nel 1929. Merita da solo
il viaggio lAnfiteatro Campano a Santa Maria
Capua Vetere, particolarmente importante per la
cultura classica e per limmaginario collettivo.
infatti il luogo da cui il gladiatore Spartaco guid,
nel 73 avanti Cristo, la rivolta di schiavi che per
due anni tenne Roma sotto scacco. Sorto tra II
e I secolo a.C. su una precedente arena, lungo
165 metri sullasse maggiore, ospitava fino
a 40 mila spettatori ed era sede della prima
e pi rinomata scuola di gladiatori. Da visitare
anche lannesso Museo dei Gladiatori.
IN ALTERNATIVA

Il capolavoro di Vanvitelli

domenica, indirizzi
Zahir Caf, corso Appio 68,
allinterno del Chiostro
dellAnnunziata.
Basilica di SantAngelo in Formis,
SantAngelo in Formis,
via Baia 120, 0823/96.08.17.
Aperta 9,30-12,30 e 15-18,
visite guidate su prenotazione
(Associazione Culturale Amici
della Basilica, 0823/96.08.17).
Teatro Ricciardi, largo Porta
Napoli, 0823/96.38.74;
www.teatroricciardi.it
Anfiteatro Campano e Museo
dei Gladiatori, Santa Maria
Capua Vetere, piazza Adriano,
102 BellItalia

0823/79.88.64 e 0823/84.42.06.
Aperto marted-domenica 9-16.
Ingresso 2,50 .
Reggia di Caserta, viale Douhet 2,
0823/44.80.84 e 0823/27.73.80;
www.reggiadicaserta.
beniculturali.it Aperta 8,30-19,
chiusa marted. Ingresso parco
e appartamenti 12 . Visite
guidate: 338/797.65.31.

info

Pro Loco di Capua, piazza


dei Giudici 6, 0823/96.27.29,
prolocodicapua@gmail.com

A pochi chilometri da Capua c la spettacolare


Reggia di Caserta, Patrimonio Unesco,
costruita nel 1774 da Luigi Vanvitelli.
la pi grande residenza reale al mondo
e i suoi meravigliosi giardini competono con
Versailles. Si accede allappartamento reale,
che stato set di numerosi film (tra cui il primo
e secondo episodio della serie Guerre Stellari
Stellari),
tramite limponente vestibolo e lo scalone
donore. Bellissimi il Teatro di Corte e la
Cappella Palatina, affascinanti le stanze del
re e della regina, ricche di opere di Hackert
e Fischetti. Nel palazzo anche ospitata
la collezione di arte contemporanea Terrae
Motus. Il parco reale si estende per tre
chilometri su 120 ettari. Il vialone centrale
solcato da una serie di fontane (superba quella
di Eolo) che conducono alla suggestiva cascata
e al gruppo scultoreo di Diana e Atteone. Una
curiosit: lacqua proviene da oltre 40 km di
distanza grazie a un complesso sistema idrico.

Quaderni di viaggio su itinerari a piedi o in bici nel paesaggio

Sentieri dItalia
di Albano Marcarini

AVVENTURA DA ARCHEOLOGI
SULLA COLLINA DI LUNI
Nella Tuscia
T
Viterbese, la boscosa valle del Mignone
cela testimonanze di antichi villaggi preistorici e tombe etrusche

u sembrare strano che, a meno


di unora da Roma, ci siano ancora
luoghi selvaggi e solitari, raggiungibili
solo in fuoristrada o con un lungo cammino a piedi, senza incontrare paesi, case, persone. Una situazione ancor pi
strana se si pensa che in antico, prima
della grande crisi sociale e demografica del Medioevo, questi stessi luoghi
furono capillarmente presidiati, con
popolazioni insediate in borghi e citt
e campagne ricche e produttive. Sono
le terre dellAlto Lazio, dove Etruschi
e Romani si confrontarono e spesso si
combatterono fino alla definitiva scon-

fitta dei primi, soggiogati dalle ambizioni espansionistiche dellUrbe.


Le citt scomparvero, abbandonate dai
loro abitanti, sgretolate dal tempo e dai
predoni. Di esse rimasero le necropoli,
protette dal mistero e dalla paura. Oggi
sono il segno imperituro di quelle civilt.
Fra Blera e Monte Romano, il sito di
Luni sul Mignone affascina per la grandiosit del paesaggio, la solitudine, la
sorprendente avventura che attende i
suoi rari visitatori. Va detto che Luni
non si raggiunge e non si esplora con facilit. I reperti archeologici, bench tutti
accessibili, sono celati nella macchia,

talvolta in situazioni apparentemente


impenetrabili se non si condotti da
una guida del luogo. quindi necessario farsi accompagnare (vedere box
Dove, come, quando): da soli si rischia di
rimanere delusi o, peggio, di perdersi.
GROTTE E CAVERNE NEL TUFO
DELLET DEL BRONZO
DELLET
Il punto davvio dellescursione la
diruta stazione di Monte Romano, collocata lungo la ferrovia dismessa Civitavecchia-Capranica. Sulla sfortunata
vita di questa linea, aperta nel 1928 e
chiusa nel 1961 a causa dello scarso traf
trafBellItalia 103

Sentieri dItalia

fico, basti dire che la stazione dista quasi


10 chilometri dallabitato di Monte Romano ed raggiungibile solo seguendo
contorte piste tracciate nella macchia.
La collina di Luni si eleva di fronte
alledificio, verso meridione. Ci si avvia
pertanto a piedi in direzione del vicino
viadotto reticolare sul Mignone, da cui
si gode una splendida veduta panoramica sul fiume e sulla sua vallata, del
tutto disabitata, frequentata solo da
mandrie di bovini allo stato brado.
Dalla testata del viadotto si stacca un
esile sentiero che rimonta, con qualche
stretto e ripido passaggio, la collina e
raggiunge il pianoro sul quale era lantica Luni. I primi coloni vi si stabilirono
fin dallet del Bronzo (XV-XI secolo
avanti Cristo), prima pastori e poi agricoltori. A essi fecero seguito i minatori, che gli Etruschi condussero qui per
scavare i minerali dei Monti della Tolfa. I Romani, che conquistarono Luni
nel III secolo avanti Cristo, la fecero
ben presto decadere, preferendo agli
insediamenti accentrati la pratica del
latifondo. Luni fu rioccupata nellAlto
Medioevo vi sono tracce di un castel104 BellItalia

lo e di una chiesa quindi scomparve


del tutto, forse a causa di una pestilenza. Il sito fu esplorato a partire dagli
anni Sessanta del secolo scorso e si rivel fecondo di ritrovamenti, fra cui
alcuni frammenti di ceramica micenea
che dimostrano lesistenza di rapporti
fra i suoi abitanti e il mondo greco. Sul
pianoro ci sono secolari tracce di frequentazioni umane, molte di esse quasi invisibili a un occhio non esperto.
La pi evidente un vano rettangolare
scavato nel tufo, da interpretare come
labitazione del capo del villaggio, in
un periodo compreso fra la fine dellXI
e linizio del X secolo avanti Cristo. Vicino a esso si apre una grotta, utilizzata
in seguito come luogo di culto, riconoscibile dalla colonnetta in tufo che separa i due accessi.
A PIEDI TRA IL FIUME
E LA VECCHIA FERROVIA
Procedendo fra i cespugli e le radure
del pianoro si giunge a ridosso di un
profondo vallo trasversale, di chiara
origine artificiale. Proteggeva e faceva
da spalla allabitato primitivo, costitui-

to da tre capanne a pianta rettangolare


di cui resta solo limpiantito in argilla e
la parte bassa della muratura in pietra,
poich lelevato era certamente di materiale deperibile (in legno o in paglia).
Si tratta di un rinvenimento che gli archeologi ritennero eccezionale per rarit e per tipologia costruttiva poich
altre abitazioni note nella stessa epoca,
in altri siti, erano semplici e rudimentali ricoveri in grotta.
In seguito gli Etruschi utilizzarono il
vallo come parte della cinta difensiva
della loro citt. Da essa infatti si esce
poco oltre, tramite una rampa, che segnava la porta orientale. Si scende di

dove

come

quando

A sinistra: il viadotto sul Mignone,


nella prima parte dellitinerario;
il fiume nasce sui Monti Sabatini
e sfocia nel Tirreno. A destra:
ledificio dellex-stazione di Monte
Romano, nella Tuscia Viterbese.

pochi metri per superare la sella che


divide il pianoro dal prospiciente monmon
te Fornicchio, di cui si raggiunge facilfacil
mente il culmine. il luogo adatto per
una sosta e per unesplorazione aggiunaggiun
tiva: i fori che si scorgono nel terreno
servivano per le palificazioni di altre
capanne preistoriche,, mentre sui coco
stoni del rilievo si aprono altre grotte
a camera. Tornati alla sella si discende
lopposto versante fino a raggiungere,
dentro una fitta boscaglia, la sponda
del torrente Vesca. Il sentiero lo passa a
guado per due volte (si raccomanda di
calzare un paio di scarponi da trekking
impermeabili), per poi trasformarsi in
una pista carrabile. Lasciata a destra
la diramazione per la fontana Canalicchio, il percorso rimonta la pendice
e scavalca nuovamente la collina per
immettersi sul vecchio tracciato ferroviario, di cui resta la sola massicciata.
Piegando a sinistra si fa ritorno alla exstazione di Monte Romano.
La passeggiata per non si conclude
poich con una breve diramazione,
seguendo il solco del Fosso Canino, si
possono raggiungere le falde setten-

ITINERARIO a piedi nella valle del


Mignone, nel comune di Blera (Vt).
Partenza e arrivo: ex-stazione
di Monte Romano. Da Roma
si segue la Cassia fino a Cura
di Vetralla e poi, verso sinistra,
la provinciale 41 fino a Blera.
Monte Romano si raggiunge da
Blera con la provinciale 42; dopo
5 km si lascia lasfalto e si piega
a sinistra per una sterrata che
si immette, verso destra,
sulla massicciata dellex-ferrovia
Civitavecchia-Capranica;
proseguire per 7 km fino
al piazzale dellex-stazione.
TTempo di percorrenza: 3 ore.
Lunghezza: 8 km.
Dislivello: 180 metri.
Condizioni del percorso: sentiero
o pista forestale, impraticabili
in caso di piogge recenti.
Si raccomanda di farsi
accompagnare da una guida.
Periodo indicato: dallautunno
allinizio della primavera.
Con chi: lAssociazione Antico
Presente organizza visite guidate
ed escursioni, soprattutto
archeologiche e naturalistiche,
su questo e su altri itinerari
di Blera e della provincia di
Viterbo, per singoli e gruppi.
Info: 339/571.81.35; www.
anticopresente.it. o pagina
Facebook Antico Presente.

Alberghi e ristoranti
Agriturismo Poggio al Sasso

trionali del monte Fortino. Circa cento


metri prima che questo corso dacqua
confluisca nel Mignone lo si passa a
guado, e si risale poi per pochi minuti
la pendice boscosa fino a scorgere, nel
bel mezzo di una necropoli completamente sepolta, la sola bella evidenza
della tomba delle Cariatidi, con lelaborato motivo della finta porta a rilievo
sulla facciata. Il vero accesso sottostante e allinterno il manufatto rivela
altri motivi architettonici intagliati nel
tufo, oltre a una strana cornice aggettante con due teste a rilievo le cariatidi da cui il sito prende il nome che
reggono il soffitto.

(Blera, localit Crocevive,


0761/64.52.10). Dimora
di campagna fra gli uliveti, con
ristorante e piscina. Doppia con
colazione da 60 ; menu da 30 .
Ristorante La Torretta
T
(Blera,
piazza Giovanni XXIII 9, 0761/
47.91.89). Cucina locale a base
di selvaggina, abbondanza di
primi e tre camere per eventuale
pernottamento. Menu da 20 .

Le buone cose
Cooperativa Agricola Colli
Etruschi (via degli Ulivi, Blera,
0761/47.04.69). Frutto del
lavoro di 380 soci, lolio di Blera
fra i primi venti al mondo
per le sue qualit organolettiche.
BellItalia 105

I PIACERI

di gennaio

Camera con vista | Alberghi | Benessere | Agriturismo | Buona Italia | Cantine e altro

Sapori degli altipiani


trentini tra Folgaria
e Lavarone
pagina 116

LOCCASIONE
DEL MESE

UNA NOTTE
AL RESORT
CON LE NOTE
DI GINO PAOLI
Il Renaissance Tuscany
Il Ciocco un elegante
4 stelle superior con spa
nella campagna toscana
di Barga (Lucca). Da tre
anni ospita lUnplugged
Festival dAutore con
concerti di grandi artisti
fra cui Ron, Tiromancino
e Gino Paoli che si
esibiscono nellauditorium
del resort. Il 28 gennaio
sar la volta di Gino Paoli,
accompagnato da Danilo
Rea. Una notte con
colazione e due ingressi
al concerto a 170
a coppia. INFO: 0583/76.91
segue a pag. 114

NORD SARDEGNA

Per i Primissimi, vacanze da sogno a prezzi scontati


Delphina Hotels & Resorts, gruppo alberghiero leader per le vacanze
nel nord della Sardegna, propone lofferta Primissimi, che consente
di godere della bellezza delle sue strutture a prezzi scontati. La promozione
prevede, per chi prenota entro il 31 gennaio, lo sconto del 15 per cento
sul soggiorno in tutti gli hotel del gruppo, sia 4 che 5 stelle. In pi, per chi
raggiunge la Sardegna in nave o in aereo previsto il transfer a tariffe
scontate da e per porti e aeroporti. INFO: www.delphina.it

BellItalia 107

CIBO & PAESAGGIO

ZAFFERANA ETNEA (Catania)

I FRUTTI DEL VULCANO

Piccole, succose e intensamente profumate, le antiche mele dellEtna sono coltivate


da una cooperativa di agricoltori sulle pendici della muntagna, tra 800 e 1.500 metri di altitudine
A cura di SLOW FOOD Testi Angelo Surrusca Fotografie Archivio Slow Food

muntagna: cos che la gente del


posto chiama lEtna, a sottolinearne limportanza e lunicit. il vulcano
attivo pi alto dEuropa, dal 2013 Patrimonio Unesco; il Parco Regionale che lo
circonda, istituito nel 1987, stata la prima area naturale protetta siciliana.
Un territorio di grande bellezza naturalistica, che accontenta escursionisti e
sportivi in ogni stagione, ma anche una
zona la cui fertilit strettamente legata
alla matrice vulcanica dei terreni, molto

108 BellItalia

permeabili e ricchi di potassio. Unarea


cos non pu che vantare un notevole
campionario di biodiversit, che per
talvolta viene messo a rischio dalla globalizzazione, come in questo caso. Un
tempo nei terreni agricoli alle pendici
dellEtna venivano coltivate mele, pere e ciliegie, in consociazione tra loro e
con altre piante tipiche delle aree montuose mediterranee. Si cominciava con
la raccolta delle ciliegie, si proseguiva
con le pere, infine con le mele. Queste

hanno rappresentato fino agli anni 70 del


secolo scorso la pi forte e radicata biodiversit dellEtna, con una ventina di variet, pi o meno diffuse, dai nomi caratteristici: Auruduci, Barriatu, Bunnanza, Cardillo, Cirino, Cola, Donneddu, Gelato,
Gelato Cola, Lappio, Lappione, Malideci,
Medonna, Rotolo, Ruggia, Rumaneddu,
San Giovanni, Turco, Zuccareddu... Frutti di piccole dimensioni, non pi di 120130 grammi, dalla polpa bianca, succosa,
dolce e intensamente profumata.

In alto: una coltivazione


di antiche mele
dellEtna a Zafferana
Etnea. A sinistra:
i rami di un melo
della variet Cola
carichi di frutti.
Pagina seguente, in alto
a sinistra: una veduta
dellEtna (3.329 metri)
dal sentiero che sale
da Zafferana Etnea
verso la localit detta
Schiena dellAsino.

COLA, GELATO
A
ATO
E CIRINO
SONO LE PI APPREZZAT
EZZA E
EZZAT
Oggi solo pochi contadini continuano a
preservare le antiche variet di mele
dellEtna, coltivandole nel rispetto del
territorio. Le produzioni, poche centinaia di quintali lanno, sono quasi interamente vendute nei mercati locali.
Le variet pi apprezzate sono da sempre quattro. La Cola, bianca e lentigginosa, dal sapore leggermente acidulo, la
pi conosciuta: il suo nome sembrerebbe
legato ai primi impianti che si trovavano
nelle vicinanze del convento di San Nicola a Nicolosi. La Gelato dolcissima e
dal colore paglierino, mentre la Gelato
Cola riassume in s le caratteristiche del-

dove

come

quando
ZAFFERANA ETNEA
(Catania)

Unesplosione
di sapori

Mele della variet Gelato

Tutto il gusto della cucina siciliana, tra caponata e arancini,


tonno e alici, suino nero dei Nebrodi e stracotto dasino

le prime due, quasi a simularne una mescolanza genetica. Merita una menzione
anche la Cirino, di cui per attualmente
si trovano pochissime piante: di piccole
dimensioni, ha buccia verde chiaro e venature rossastre diffuse.
Negli ultimi quarantanni, le antiche variet sono state progressivamente sostituite dalle solite variet internazionali
quali Golden e Red Delicious, molto pi
produttive e apprezzate dal mercato. A
ci si aggiunta anche, pi in generale,
la crisi del comparto melicolo.
UN PATRIMONIO TUTELATO
DA POCHI COLTIVATORI
Slow Food, grazie al sostegno del Parco
Naturale dellEtna, ha istituito un Presidio che punta a recuperare questo
panorama varietale storico, ma anche a
restituire dignit ai piccoli agricoltori,
che ancora oggi sono motivati e consapevoli dellimportanza di salvaguardare il patrimonio vegetale storico della
montagna. Attualmente al Presidio
aderiscono una trentina di coltivatori, riuniti nella Cooperativa Zaufanah di Zafferana Etnea.
Le mele vengono coltivate nei terreni del
Parco compresi tra 800 e 1.500 metri di
quota; i frutti si raccolgono, partendo
dagli impianti alle quote inferiori, da fine
settembre a met novembre. Con la conservazione a bassa temperatura si possono consumare fino in primavera. Le antiche mele dellEtna si gustano prevalentemente fresche, ma sono molto adatte
anche per la trasformazione in confetture, mousse, succhi e sidro.

Zafferana Etnea, a circa 27 km dal capoluogo Catania,


si raggiunge in auto con lA18 Messina-Catania, uscita
Giarre e poi provinciali 4I e 148, oppure uscita Acireale
e provinciali 165 e 8II-IV. In camper: Camping Al Yag,
a Pozzillo di Acireale, via Altarellazzo 34, 095/76.41.53.

Gli alberghi
Airone Wellness Hotel
(Zafferana Etnea,
via Cassone 67, 095/
708.18.19). Lalbergo
dispone di 62 camere,
dalle standard alle junior
suite, 11 delle quali
in una dpendance
da cui si gode una bella
vista panoramica. Area
benessere con piscina
scoperta, sauna, bagno
turco, kneipp, jacuzzi;
trattamenti estetici
su richiesta. Doppia
con colazione da 105 .
Ghebel Resort
(Milo, via Crisafulli 22,
095/708.70.25).
Larchitettura dellalbergo
si ispira ai casali siciliani
dell800. Dispone di due
suite e dodici camere

dotate di tutti i comfort.


Il ristorante propone
piatti a base di materie
prime locali. Nellannessa
beauty room Bacco
si effettuano trattamenti
di vinoterapia; escursioni
nel Parco dellEtna
e visite guidate nelle
cantine della zona. Doppia
con colazione da 70 .

di pescato locale. Al
pesce azzurro, da luned
a mercoled, dedicato
un menu degustazione.
Da provare la pasta
con le masculine (alici),
le linguine con crostacei,
il fritto misto, il tonno
alalunga con cipolletta.
Conto 32-35 .
4 Archi (Milo, via Crispi
9, 095/95.55.66).
Una trattoria dalla calda
atmosfera e dagli arredi
rustici. Lina Castorina
dirige il lavoro in cucina,
realizzando piatti
tradizionali e nuove
ricette ideate con il patron
Saro Grasso: caponata,
arancino con cavolo trunzu
di Acireale, maccheroni
al sugo di suino nero dei
Nebrodi, stinco di maiale
al forno con patate, trippa,
stracotto dasino. Il pane
fatto in casa; da provare
le pizze con ingredienti
a km zero. Curata
la carta dei vini, con
occhio di riguardo allarea
etnea. Conto 30-34 .

I ristoranti
La Vecchia Posta
(Mascali, via Spiaggia
307d, 095/97.12.40).
Percorrendo il lungomare
si arriva alla trattoria
gestita dalla famiglia
Savia, che prepara
ricette classiche della
cucina siciliana di mare
utilizzando, per quanto
possibile, variet

info
Presidio Slow Food
Referente dei produttori
Alfio Salvatore Leonardi,
329/631.34.07,
info@zaufanah.com
Sopra, il simbolo
che garantisce, sulla
confezione, i prodotti
dei Presidi Slow Food.
BellItalia 109

OSPITALIT
Testi di Lara Leovino e Luisella Colombo

Sopra: la Giants Room dedicata a David Bowie; tutte le camere hanno balconi con vista. A destra:
lesterno del mountain resort e la sua terrazza con belvedere. In basso, da sinistra: scorcio
del ristorante; il corridoio per accedere alle camere; un angolo della piccola spa con sauna.

COURMAYEUR (Aosta) SUPER G

Un lodge daltitudine
sotto il Monte Bianco
Un rifugio di lusso a 1.700 metri con ristorante gourmet. Si arriva
solo in funivia e si dorme fra piste innevate e cieli stellati

Courmayeur un posto cos mancava. Un elegante resort di montagna affacciato


sulle piste pi belle di Plan Checrouit con larco alpino del Monte Bianco a far
da corona. Il Super G unesperienza da vivere con lo sguardo godendo dalle tre terrazze i magnifici panorami dalta quota e da gustare col palato grazie alla brigata di
cucina selezionata dallo chef stellato Andrea Ribaldone. In tavola si servono piatti di
montagna rivisitati con mano elegante: su tutti la fonduta di fontina dalpeggio con
uovo poch (in camicia) e tartufo. Per pranzi veloci fra una discesa e laltra il resort
propone taglieri di salumi e formaggi, panini gourmet e bagels. E poi, nel pomeriggio,
per chi ama laprs-ski danzante, c musica in una delle terrazze con chiosco allaperto
che serve cocktail, birre artigianali e patatine fritte al momento. Gli ambienti interni
hanno arredi contemporanei, chic ed essenziali, scaldati dalle sfumature del legno che
caratterizza tavoli e boiserie. Il lodge ospita 8 camere di cui due suite e sei Giants
Room dedicate a nomi illustri come Nelson Mandela e David Bowie. Personaggi
che hanno scalato la loro vetta e hanno fatto la differenza, come amano sottolineare
Andrea Baccuini e Giacomo Sonzini, i due giovani imprenditori che nel 2013 hanno
rilevato una struttura alberghiera preesistente trasformandola nel primo mountain
lodge sulle piste di Courmayeur. Qui si cerca di esaudire i desideri di tutti: c unarea
dedicata ai bambini, un piccolo centro benessere, una palestra con personal trainer su
richiesta e un tapis roulant che guarda la valle del Monte Bianco.
110 BellItalia

info

Super G, localit Plan Checrouit 9, Courmayeur


(Aosta), 0165/84.26.60; www.lovesuperg.com
Camere: 8 di cui 2 suite e 6 Giants Room.
Prezzi: 250 a notte con colazione.
Servizi: ristorante (conto sui 70 ), bar, palestra,
sauna, parcheggio privato alla partenza della funivia.
Apertura: dal 6 dicembre a met aprile.
BellItalia 111

A destra: scorcio
di una delle camere
del Mirabell, hotel
5 stelle in val
Pusteria. Si tratta
della Turmsuite
con bow window.
Nelle foto sotto,
da sinistra: veduta
dellesterno
dellhotel, che da
pochi mesi ha una
spa totalmente
riprogettata; la
vasca di coppia
nella Spa Suite del
centro benessere.

VALDAORA (Bolzano) MIRABELL DOLOMITEN WELLNESS RESIDENZ

ituato in val Pusteria, in ottima posizione per sciare a Plan de Corones


cos come per visitare i centri storici di
Brunico e Bressanone. Il Mirabell offre
tutto il calore del legno e architetture che
prediligono le linee curve. Il cuore la
lobby bar, con il camino e un inedito
bancone rotante, cui fanno da corolla
tre salette intime. Il ristorante si compone
di unarea circolare con spar che garantisce privacy e tre salette con tipiche stube, dove la colazione a buffet e la cena
con menu alla carta. Le stufe in maiolica
e i cuscini rubino, verde salvia e indaco
regalano unatmosfera accogliente che si
ritrova nelle camere, tutte in legno. Durante lestate 2016 stato completamente
riprogettato il centro benessere, caratte-

112 BellItalia

rizzato dalla piscina coperta che sconfina


nel giardino e da un ricco complesso di
saune di cui una allesterno. Punto di forza della spa lAyurveda: oggi il Mirabell
leader in questo settore, la cui filosofia,
ispirata allantica medicina indiana, viene applicata in tutti i trattamenti, eseguiti
dopo unattenta visita iridologica.

info

Mirabell Dolomiten Wellness Residenz,


via Hans Von Perthaler 11, Valdaora
(Bolzano), 0474/49.61.91; www.mirabell.it
Camere e suite: 55. Prezzi: doppia in
pensione da 272 a 540 a coppia.
Servizi: bar, spa Aurora, piscina interna ed
esterna riscaldate, 10 cabine trattamenti,
2 sale relax, parcheggio.
Apertura: chiuso ad aprile e a maggio.

CERVINIA (Aosta) HOTEL HERMITAGE RESTAURANT & BEAUTY

Cervinia lHotel Hermitage unistituzione, e non solo perch lunico


5 stelle della localit. A fare la differenza
la dedizione della famiglia Neyroz, albergatori da 5 generazioni che rinnovano la
loro vocazione con sfide sempre deccellenza. Progetti premiati da riconoscimenti internazionali e dallapprezzamento
degli ospiti, che in questi caldi ambienti,
rivestiti di legno, vivono unesperienza
davvero unica. LHermitage uno chalet in legno e pietra fra i larici, a pochi
passi dal centro, che offre unatmosfera
familiare ed esclusiva al contempo. A tavola i piatti della tradizione rivisitati dallo
chef Roberto Pession si gustano guardando il Cervino o a lume di candela nella suggestiva cantinetta scavata nella roccia. La
spa una meraviglia a cominciare dalla

piscina, alimentata con acqua pura di sorgente alpina, e incorniciata da grandi vetrate affacciate sul paesaggio innevato. La
novit di questanno il Thermarium che
include bagni di vapore in marmo bianco e luci led, sauna finlandese in rovere
alpino, doccia diluvio e a cascata, doccia
emozionale e fontana di ghiaccio. Oltre a
una zona relax totalmente rinnovata.

info

Hotel Hermitage Restaurant & Beauty,


via Piolet 1, Cervinia (Aosta),
0166/94.89.98; www.hotelhermitage.com
Camere: 29 e 9 suite.
Prezzi: da 155 per persona la mezza
pensione; da 190 la doppia con
colazione. Servizi: spa, piscina, parcheggio,
palestra, ristorante, bar lounge. Apertura:
da dicembre ad aprile, luglio e agosto.

Sopra: la zona notte


di una delle suite del
5 stelle Hermitage,
esclusivo resort di
Cervinia vincitore nel
2016 ai World Luxury
Hotel Awards nella
categoria Luxury Ski
Resort. A sinistra:
scorcio della piscina.
Nelle foto in basso,
da sinistra: lesterno
dellAnsitz Ranuihof,
maso medievale ed ex
residenza di caccia
in val di Funes; scorcio
di una delle camere
e degli affreschi
seicenteschi che
decorano gli interni.
VAL DI FUNES (Bolzano) MASO ANSITZ RANUIHOF

n grande maso del XII secolo circondato da un prato innevato con


le cime delle Odle allorizzonte. Accanto la preziosa chiesetta barocca di San
Giovanni con il tipico campanile a bulbo.
Lantica residenza di caccia Ansitz Ranuihof sorge in un paesaggio fiabesco,
come da fiaba sono le sue romantiche
camere: alcove in legno decorate da
affreschi del Seicento. Lambiente
intimo: solo cinque stanze in stile locale
con alcuni arredi depoca. La colazione
un trionfo di sapori: viene servita nella
sala della stube e propone solo cibi prodotti nella malga Geisler, di propriet del
maso o di provenienza locale. Fra questi
latte, uova, miele, succhi, pane, t, marmellate, yogurt, macedonia fresca, ricot-

ta con erbe di montagna, speck, manzo


affumicato fatto in casa e salamino. Fra
le esperienze da non perdere c la discesa in slittino con sosta in baita nella
malga Geisler, a quasi 2.000 metri. E poi
i 26 chilometri di piste di fondo della val
di Funes e il tour con le ciaspole lungo il
sentiero Adolf Munkel.

info

Maso Ansitz Ranuihof, San Giovanni 2,


val di Funes (Bolzano),
0472/84.05.06, 339/604.46.85;
www.ranuihof.com
Camere: 5.
Prezzi: doppia con colazione 100
con permanenza minima di 3 giorni.
Apertura: chiuso da dopo Pasqua
fino a met maggio.
BellItalia 113

OCCASIONI
Testi di Pietro Cozzi e Lara Leovino

PROPOSTE DI QUALIT

TORINO VISITA ALLA REGGIA E RELAX ALLE TERME

BENESSERE A CORTE

QC Terme Torino, oasi del benessere nel cuore


della citt della Mole, e la Reggia di Venaria a
Venaria Reale propongono unofferta turistica che
coniuga cultura e wellness alla day spa. Il pacchetto
Benessere a corte(sopra, la locandina) prevede
lunione di due esperienze: lingresso e la visita
della Reggia, dei suoi giardini e delle mostre
allestite e laccesso ai percorsi termali di QC.
Il prezzo dellofferta, valida tutti i giorni dellanno,
di 60 . INFO: www.qcterme.com; www.lavenaria.it
ROVERETO (Trento) BOCCIONI AL MART
PILA E CHAMPORCHER (Aosta) IN MONTAGNA A PREZZI VANTAGGIOSI

Valle dAosta low cost


Vicine alle grandi citt della pianura, le due stazioni
sciistiche propongono invitanti vacanze sulla neve
Per chi viene da Milano o Torino, le localit sciistiche valdostane sono
lapprodo pi comodo per trascorrere belle giornate sulla neve. Pila
(foto sopra), raggiungibile in cabinovia da Aosta, accoglie gli sciatori
con un pacchetto a partire da 520 a persona, valido dal 15 al 22
gennaio: comprende 7 notti, 6 giorni di skipass, noleggio attrezzatura
e 4 ore di lezione privata. Pi piccola, ma circondata dai paesaggi del
Parco del Monte Avic, la ski area di Champorcher offre invece, fino al
10 febbraio, un soggiorno di 4 notti in mezza pensione, in hotel 3 stelle,
e 4 giorni di skipass a 345 a persona. INFO: www.pila.it; monterosa-ski.com
PASSO DEL TONALE (Brescia-Trento) 6 GIORNI DI SCI E 42 PISTE PER TUTTI

DISCESE IN FAMIGLIA SOTTO LADAMELLO

Vasta, soleggiata, capace di soddisfare i gusti di tutti gli sciatori, la ski area
del Tonale (sotto) e dellAdamello perfetta per una settimana bianca
in famiglia. Dal 4 all11
febbraio, numerosi hotel
propongono Family Fun,
unofferta speciale di 7 notti
pi 6 giorni di skipass: si
parte da 547 a persona,
in mezza pensione,
in hotel 3 stelle. INFO: www.
pontedilegnotonale.com
114 BellItalia

WEEKEND DARTE FRA I MONTI

Fino al 19 febbraio il Mart ospita la mostra Umberto


Boccioni. Genio e memoria. Visitrovereto propone
una notte in b&b in citt a partire da 66
a persona. Nel prezzo sono compresi una cena in
un ristorante tipico, lingresso alla mostra e la visita
con degustazione al Museo della Torrefazione Caff
Bontadi. INFO: www.visitrovereto.it; www.mart.trento.it
VENEZIA DUE NOTTI A QUATTRO STELLE

La magia del Teatro La Fenice


LOrologio Venezia (foto) un elegante 4 stelle
superior a Rialto. Durante la stagione lirica del
Teatro La Fenice (fino a ottobre 2017), lhotel
propone ai suoi clienti in anteprima i biglietti
degli spettacoli. Lofferta Opera Package di 2
notti con colazione e 2 biglietti in platea parte
da 588 a coppia. INFO: 041/272.58.00.

PIACERI

Trentino: sullAlpe Cimbra


il gusto della semplicit
A cura di Auretta Monesi

Foto

di Franco Cogoli

FOLGARIA Lo speck
dellAntica Macelleria
e Salumeria Cappelletti,
i dolci assortiti del John
Caff, i liquori della
Grappoteca Enoteca
El Prosak, lo strudel
della Pasticceria Dalsass,
il Ristorante alla Segheria,
il Maso Engher Caseificio,
il Ristorante Cogola
e il Panificio Canalia
| LAVARONE Il Museo
del Miele e lAzienda
Apistica Amelio Marigo,
il formaggio del Caseificio
degli Altipiani e del Vezzena,
le patate della Fattoria
Lenzi e lospitalit
dellHotel Caminetto
| LUSERNA Le ricette
dellAgritur Galeno

116 BellItalia

li altipiani di Folgaria, Lavarone


e Luserna sono terre felici, sia
nel verde intenso dellestate che
nel biancore invernale e sciistico.
La loro storia curiosa e affascinante:
intorno al 1200 il principe vescovo Friedrich
von Wangen chiam dalla Baviera la gente
cimbra, tosta e laboriosa, per disboscare
e coltivare queste lande. Lidea fu buona, e cos
qui come in altre zone di montagna si insedi
questa popolazione del Nord, portando
lingua, usi e costumi che ancora sopravvivono
nei cognomi, nella parlata, nei toponimi e
nel gusto. SullAlpe Cimbra (come la chiamiamo
oggi) in quei tempi duri e lontani il cibo
era semplice, e tale rimasto, con poche
innovazioni: gnocchi, canederli, verze, patate,
polenta, maiale, latticini e un sapiente
uso delle erbe. Oggi primeggia il superbo
formaggio Vezzena, presidio Slow Food. Poi
speck, luganeghe, ottimi dolci, selvaggina. Piatti
montanari, cucinati con semplicit gustosa.

In questa foto: invitante


tagliere di salumi
misti della Macelleria
Cappelletti. Pagina
precedente, dallalto:
veduta di Lavarone
dal forte Belvedere,
edificato tra il 1908
e il 1912; una delle
decine di etichette
della Grappoteca
Enoteca El Prosak.

FOLGARIA

Gli aromi e i profumi


dello speck artigianale

AllAntica Macelleria e Salumeria


Cappelletti siamo ormai alla terza
generazione di macellai: dopo il nonno
Andrea sono arrivati il figlio Nicola
e lintraprendente nipote Davide, autore
di un prosciutto cotto degno di un bis.
I Cappelletti lavorano suini trentini doc,
selezionati per diventare, sotto le loro
cure, tranci di speck aromatizzato e
affumicato, senza esagerare nel sentore
di fumo. Spiega Nicola: Lo speck va
tagliato sottile e si lascia un po in bocca
per scaldarlo, prima di masticarlo: cos
si sprigionano subito gli aromi e la bont
della carne genuina fa la differenza.
C speck e speck, quello industriale
e quello artigianale, fatto nei masi: quello
dei Cappelletti un prodotto di nicchia
dalta qualit, come il lardo detto

del passo Coe, dal luogo di


provenienza delle erbe spontanee
che lo aromatizzano. Poi tanti tipi
di wurstel, salami, cotechini, luganega
fresca e stagionata, cacciatorini,
stinchi, salumi di cacciagione e carne
salada. Nel banco della macelleria,
le carni sono tutte locali e possono
essere messe sotto vuoto; lo speck
al trancio costa 17,40 al chilo.

Un pomeriggio dolcissimo
nella lounge montanara

Bellissimo e moderno locale dal look


neo-alpino, ma con un tocco scandinavo,
il John Caff, di propriet della signora
Annapia Bennati, ha una bella veranda
in cristallo, con un camino-braciere
al centro. Qui regna il verbo del
pasticciere padovano Luigi Biasetto,
star del mondo dolce. Lelenco delle
sue creazioni lungo: venti tipi di maxi

macaron coloratissimi e farciti,


con creme tanto insolite quanto buone,
le brioche del buongiorno, gli strudel
come li facevano le nonne di Folgaria,
la Sacher, i bicchierini a sorpresa,
le praline, la cioccolateria e la tortacapolavoro detta setteveli.
Anche langolo salato non scherza
affatto. La carta dei t oltrepassa
i confini dellesotico, elencando infusi
di arbusti sudafricani; poi tante grappe,
vin brul, birre e grog. Un posto dove
passare alla grande un intero pomeriggio.

Grappe, vini e liquori


da mettere nello zaino

Prosak in dialetto locale, lo zaino:


Prosak,
lo zaino di una volta, in pesante tela
grigio-verde con tasche e cinghie
in cuoio, quello che si portava appresso
la gente di montagna quando andava
per pascoli, malghe e boschi, con
BellItalia 117

Alpe Cimbra

1. La torta setteveli, apprezzatissimo dolce originale


del John Caff. 2. Il caratteristico camino-braciere nella
veranda del locale. 3. Una rappresentazione in costume
al forte Belvedere, caposaldo dellesercito austroungarico durante la Prima guerra mondiale. 4. Nicola
Cappelletti verifica il grado di stagionatura del suo speck.
5. Un cesto di pani da farine assortite al Panificio Canalia.

3
118 BellItalia

4
5

dentro generi di conforto alimentare


e una imprescindibile borraccetta di
grappa. con questo spirito che Erwin
Valle gestisce la Grappoteca Enoteca
El Prosak, una boutique ad alta
gradazione alcolica arredata in legno
elegante, con scaffali ricolmi di
bottiglie di grappa, liquori di montagna
e vino di alta qualit e selezione.
Quasi tutte le scelte sono di ambito
trentino, dalle distillerie e cantine
famosissime ad altre pi di nicchia.
Ma qui troviamo anche una pasta
molto particolare: al pino mugo, allaglio
ursino, alla segale e ai porcini. Poi
marmellate, creme di funghi, tisane,
miele, caramelle e tante altre golosit.

Mele e sfoglia sottilissima


per lo strudel a regola darte

Pasticcieri da sempre o quasi,


i Dalsass preparano dolci spettacolari
curando moltissimo la qualit
degli ingredienti, tutti rigorosamente
locali. Lo strudel, avvolto in una
pasta sfoglia sottilissima, non finisce
mai di piacere, grazie al ripieno alle
mele ben amalgamato e al tocco
di spezie ben dosato. Tante le paste,
di dimensioni ragguardevoli, che
tentano i golosi insieme ai venti tipi

di brioche, con ripieni insoliti.


Di successo il panettone classico
della casa o quello ai marron glac.
Il giglio il loro pasticcino-sorpresa,
con crema di nocciola in un cestino
impalpabile, ma funziona bene anche
la treccia Mochena, ripiena di crema
e mirtilli. E lelenco non pu terminare
senza aver citato lottima cioccolata.
Lo strudel costa 17 al chilo.

La miglior polenta
tra le antiche mura in pietra

Il ristorante un riuscito adattamento


di una segheria in pietra viva,
ripensata e trasformata nel caldo locale
tipico che vediamo oggi. Mauro
Fiorentini, patron di Alla Segheria,
lavora con la moglie Antonietta
e, di tanto in tanto, con una delle loro
tre figlie, alla preparazione di una carta
di stagione che non si discosta mai
troppo dalla tradizione di montagna.
Ma nel menu inserisce anche un ottimo
baccal, il fegato alla veneta e la spalla
di vitello. Non mancano mai il coniglio
in umido, i bigoli al conzr o rag
bianco, le lasagne alla zucca e luganega
e il brasato di capl del prete con
polenta. Servizio impeccabile e ottima
serata garantita; conto da 30 .
BellItalia 119

Alpe Cimbra

2
1. Marisa Corradi con i formaggi prodotti al Caseificio
degli Altipiani e del Vezzena. 2. La Pasticceria Dalsass
a Folgaria, vicino alla vecchia fontana; tra le sue specialit,
uno strudel di grande raffinatezza. 3. Diverse tipologie
di arnie rustiche esposte al Museo del Miele di Lavarone.
4. Amelio Marigo mostra alcuni barattoli di miele di
sua produzione. 5. Scorcio di Luserna dallAgritur Galeno.
1

3
120 BellItalia

Dal latte dalpeggio,


un capolavoro caseario

Il Maso Vallorsara, a oltre 1.500 metri


di altezza, lalpeggio dove le cinquanta
mucche di Armando Schir fanno
da sempre vacanze felici. Da l proviene
il latte con cui si produce lottimo
Vezzena, il top caseario degli altipiani.
E laltro formaggio di punta si chiama
Engher, come lazienda, per sottolineare
la filosofia del chilometro zero. Schir
fa anche tosella, la mozzarella non
a pasta filata del Trentino, ottima sulle
pizze e alla piastra; poi ricotta, caciotte
aromatizzate e yogurt in vasetto bianco
o alla frutta. Il Vezzena di due mesi costa
9,20 al chilo; di sei mesi, 10,20 .

Il Ristorante Cogola: sotto


una tettoia accogliente

In dialetto locale, Cogola significa


riparo, tettoia. Ed una tettoia
molto accogliente quella che ospita
il ristorante dalla sala circolare, dentro
uno chalet un po isolato. Dalla cucina
arrivano carne salada trentina cruda
o alla piastra, con i classici fagioli, gli
strigoli (pasta corta appena arricciata,
fatta a mano), con erbe aromatiche
e ricotta affumicata, la zuppa dorzo,
il risotto al Teroldego, i bocconcini

di cervo con polenta, il filetto di maialino


e il semifreddo damaretto e miele
con salsa di fragole; conto da 32 .

Il piccolo paradiso
di pani e farine

In montagna le variet di pane


sono davvero tantissime e in costante
crescita, sia perch si reimpastano
miscele di farine tradizionali, sia
perch si inventano nuovi mix. Il piccolo
Panificio Canalia sforna, nei diversi
formati, pani al kamut, alla zucca, alla
segale, al papavero e ai semi di lino.
Sono pani ricchi, molto nutrienti,
ricchi di fibra naturale e, soprattutto,
molto buoni. Da gustare insieme
a focacce farcite e non, pizze e grissini.
LAVARONE

Tutti i segreti del miele


da imparare e da gustare

Allestito da Amelio Marigo, il Museo


del Miele espone attrezzi e materiali
rari, provenienti da tutto il mondo,
sul mestiere dellapicultore. In vendita
c la produzione dei suoi 350 alveari,
parte dei quali fanno nomadismo
in zone dalta quota circostanti
o addirittura in Maremma per leucalipto.
Difficile scegliere tra miele millefoglie, di

castagno, acacia, tiglio, tarassaco,


erba medica e melata di abete.
Lambiente degli altipiani perfetto per
il lavoro delle api: nessun inquinamento,
prati intatti e poca presenza umana.

Il meglio del Vezzena


in cinque versioni

Marisa Corradi a coordinare e gestire


il Caseificio degli Altipiani, e con
esso il destino finale del latte di ben
dieci allevatori. Da questo latte arriva
il Vezzena, formaggio simbolo dellAlpe
Cimbra. Ne esistono cinque versioni, che
differiscono per il periodo di stagionatura:
fresco, mezzano (8-12 mesi), vecchio (1218 mesi), stravecchio (oltre 18 mesi)
e di malga (presidio Slow Food, almeno un
anno); costo da 9,90 a 18,90 al chilo.
Nello shop troviamo anche una ventina di
altri tipi di cacio dalpe, pi burro e yogurt.

La fattoria di Diego Lenzi,


lingegnere-allevatore

Fa tutto lui, o quasi: coltiva le patate


Primizia e Cicero, alleva i bovini,
produce i formaggi. Diego Lenzi
della Fattoria Lenzi, ingegnere che
ha preferito il podere di famiglia alla
carriera, non si annoia davvero mai.
Le sue patate vanno a ruba e le mucche
BellItalia 121

Indirizzi

1
1. La chiesetta di San Valentino, a Folgaria (XVI secolo). 2. Il pittoresco ingresso
della Grappoteca Enoteca El Prosak. 3. Linterno di San Valentino: gli affreschi
dellabside sono del 1568. In basso: cartina con le localit citate in queste pagine.

(pezzate rosse) danno il latte per


i formaggi (Vezzena, caciotte, tosella),
oppure diventano tagli di carne scelta.
Il segreto? Il bestiame vive in semilibert
e si alimenta come natura vuole.

LHotel Caminetto,
una lunga storia di famiglia

I Bertoldi non si risparmiano per


mandare avanti al meglio il loro Hotel
Caminetto, vicino agli impianti di
risalita: la conduzione familiare attenta
e cordiale un segreto semplice ma
sempre vincente. Gli ospiti scelgono
fra 18 stanze, alle quali tra poco si
aggiungeranno quelle di un altro albergo,
vicino di casa. Gli arredi in stile, senza
esagerare con il legno, e la cucina sono
gli assi nella manica del patron Flavio
Bertoldi; settimane bianche da 378 .
122 BellItalia

LUSERNA

Carni assortite e piatti


vegetariani dal villaggio cimbro

Luserna il villaggio degli altipiani


che pi rappresenta leredit della civilt
cimbra: qui si insegna e si parla lantica
lingua di origine germanica e i toponimi
risalgono chiaramente a quella radice.
LAgritur Galeno delle sorelle Stefania
e Chiara Nicolussi una bella casa
dagli interni foderati in legno, caldi
e accoglienti. La cucina senza fronzoli
ma corretta, e le carni che arrivano
in tavola sono prodotte in loco.
Si sceglie fra tagliatelle ai funghi,
goulash, cotechini con verze, coniglio
in tegame alle erbe, polenta con intingoli
daccompagnamento, frittate dolci
e piatti vegetariani. A disposizione anche
camere piacevoli; conto sui 25 .

FOLGARIA
Antica Macelleria
e Salumeria Cappelletti,
via Emilio Colpi 1, 0464/72.11.09;
www.cappelletti1898.it
John Caff,
via Emilio Colpi 52, 0464/72.11.21;
www.johncaffe.it
Grappoteca Enoteca El Prosak,
via Emilio Colpi 59, 0464/72.11.37
Pasticceria Dalsass,
via Emilio Colpi 61, 0464/72.03.06
Ristorante Alla Segheria,
via Fabio Filzi 45, 0464/72.13.22;
www.ristoranteallasegheria.it
Maso Engher Caseificio,
localit Costa di Folgaria, 0464/72.31.65
Ristorante Cogola,
localit Serrada, via Pasubio 135,
0464/72.71.56; www.ristorantecogola.it
Panificio Canalia,
localit Serrada, via Schirni 13,
0464/72.71.52
LAVARONE
Museo del MieleAzienda Apistica Amelio Marigo,
localit Tobia, 0464/78.33.15;
www.museodelmiele.com
Caseificio degli Altipiani e del Vezzena,
localit Cappella, via Marconi 5,
0464/78.31.06;
www.caseificiovezzena.it
Fattoria Lenzi,
via Villanova 10, 349/503.59.85
Hotel Caminetto,
localit Bertoldi, 0464/78.32.14;
www.hotelcaminetto.eu
LUSERNA
Agritur Galeno,
via Cima Nora 34, 0464/78.97.23;
www.agriturgaleno.it

Alpe Cimbra

La ricetta

Tonco de pontesl
di Luserna
Un corposo piatto unico basato sulla locale luganega,
da accompagnare con tanta polenta fumante
In Trentino il tonco de pontesl uno spezzatino di varie carni, ma in terra
cimbra se ne utilizza un solo tipo, la luganega di maiale, a testimonianza
della rarit del pi prezioso manzo sulle tavole della zona. Calorico
e nutriente, si basa sul salume macinato con parti grasse e magre. Tonco
sta per sugo o rag, mentre pontesl significa davanzale, e il motivo
non del tutto chiaro. Piatto povero ma saporito qui nella versione
presentata dallAgritur Galeno andrebbe accompagnato da polenta
fumante per raccogliere il sughetto, gi un po addensato per limpiego
della farina. una portata unica, da famiglia riunita attorno al desco per
pescare, come si faceva un tempo, i bocconi direttamente dalla pentola.

Stefania Nicolussi dellAgritur Galeno mostra il tonco


de pontesl di Luserna pronto per essere servito.

Procedimento
Ingredienti
Per 6 persone:
t600 g o poco pi
di luganega fresca
a macinatura media
t150 g di burro
t3 cucchiai
di farina bianca
t1 bicchiere
dacqua calda
t1 bicchiere
di latte
t1 porro affettato
t1 pizzico
di noce moscata
t2 foglie di alloro
t1 spruzzata
di pepe nero
appena macinato

Vino consigliato:
un buon Teroldego

Stendere la luganega
in lunghezza su un
tagliere e spezzettarla
di netto in tocchetti
di circa due centimetri
di spessore, lasciandole
il suo budello.

In una casseruola,
meglio se antiaderente,
sciogliere il burro
a fuoco dolce.

Una volta che il burro


si sia sciolto, senza farlo
imbiondire, spargere
la farina, un cucchiaio per
volta; in contemporanea,
mescolare per evitare
che si formino grumi,
senza alzare il fuoco
del fornello. Aggiungere
quindi il porro affettato.

Quando la farina
ben dorata, aggiungere
i pezzetti di luganega,
per poi mescolare
in modo che si rosolino
dolcemente e il salume
rilasci la sua parte grassa.

Lentamente aggiungere
lacqua calda e il latte,
mescolando sempre;
poi lalloro, il pepe
e la noce moscata.
Cuocere a fuoco dolce
per trenta minuti.

Ora si impiatta il tonco


de pontesl di luganega
con il suo sughetto,
accompagnando con
fagioli stufati, polenta
o crauti cotti con
pezzettini di speck.

BellItalia 123

CANTINE DITALIA
Testi di Giuseppe De Biasi

PONTEGINORI (Pisa) CASTELLO GINORI DI QUERCETO

Val di Cecina:
al castello il vino
dei marchesi
La cantina della famiglia Ginori Lisci in un borgo medievale
con unantica rocca, al centro di una tenuta da 2.000 ettari
Una nobile famiglia e il suo
castello, con annessa cantina,
in Toscana. Sembra quasi
una storia scontata, ma
nel caso del Castello Ginori
di Querceto gli elementi per
farne una vicenda originale
ci sono tutti. Innanzitutto
parliamo di un intero
borgo fortificato risalente
allanno Mille, stretto fra
la val di Cecina e Volterra
e immerso in una vastissima
area boschiva, con la costa
tirrenica l allorizzonte.
Di propriet dei Lisci dal
1543, il borgo
con lultima
discendente
della casata,
Francesca,
convolata a

info

Castello Ginori di Querceto


Ponteginori (Pisa),
localit Querceto,
0588/374.72;
www.castelloginori
diquerceto.it
Come arrivare: autostrada
A12, uscita Rosignano
Marittimo; da qui si segue
lAurelia fino a Cecina
e poi si gira per Volterra
fino a Ponteginori.
Visite e degustazioni:
su prenotazione (Fabiola
0588/374.72 o 345/
323.40.42). La visita
guidata e degustazione
dei cinque vini e dellolio
della tenuta costa 15 .
Fino a marzo lenoteca
aperta soltanto
nei weekend, mentre
da aprile ad ottobre tutti
i giorni tranne il marted.
124 BellItalia

nozze col marchese Lorenzo


Ginori nel 1786, passato
ai signori della porcellana,
i Ginori, che lo hanno eletto
a loro agreste ritiro. una
tenuta di oltre 2.000 ettari
caratterizzata da bosco
ceduo, con 700 ettari
di seminativo, 20 di uliveti
e 17 vitati con barbatelle di
Cabernet Sauvignon, Merlot,
Syrah, Viognier, Sangiovese
e Vermentino. Impiantati nel
1999 dal marchese Lionardo,
e da lui accuditi insieme
al nipote Luigi, danno vita
a cinque vini iscritti alla
Doc Montescudaio, fra cui
il muscoloso Macchion
del Lupo, un Cabernet
Sauvignon in purezza.
Il portabandiera il Castello
Ginori, un Merlot di
gran classe, dal bouquet
complesso e armonioso
che affina nella barricaia
realizzata, con gli interventi

di riammodernamento della
cantina, nellex teatro del
borgo, con il palcoscenico
ora adibito a elegante spazio
eventi. Il tour di visita
si conclude nelloriginale
Dispensa del Castello,
sala degustazione ricavata
dallantico frantoio,
abbellito dallultracentenaria
macina in pietra e da
suggestive foto depoca.
Il borgo comunica una
sensazione di pace in ogni
angolo, dalla bella pieve
romanica al belvedere
con vista sulla costa degli
Etruschi. Alla Locanda del
Sole, nuova scommessa
dello chef stellato Luciano
Zazzeri, si gustano i giusti
abbinamenti dei vini,
e magari ci si ferma a dormire
in uno dei dieci appartamenti
che i marchesi Ginori
Lisci hanno ristrutturato
per accogliere gli ospiti.

Nelle foto, dallalto: veduta del borgo fortificato di Querceto; la barricaia


ricavata nellantico teatro con volte a crociera. Nel tondo: il marchese
Lionardo Ginori Lisci. Sopra: le vigne immerse nella campagna pisana.

IL VINO

CAMPORDIGNO
MERLOT
MONTESCUDAIO
DOC 2014

Fratello minore
rispetto al cru Castello
Ginori, il Campordigno
prodotto sempre
a base di uve Merlot,
che nei terreni ghiaiosi
a medio impasto della
tenuta danno ottimi
risultati. Al colore
si presenta con un bel
rosso porpora acceso,
mentre allolfattivo
dominano il lampone
e il ribes con accenni
speziati. In bocca
vellutato, di bella
freschezza e sapidit.
Affinamento in legno
e acciaio per un anno,
poi altri 12 mesi in
bottiglia prima di essere
messo in vendita in
15 mila bottiglie
allottimo
rapporto
qualit-prezzo
di 9 . Vino
da tutto pasto,
si abbina bene
a primi piatti
al sugo
o ai salumi
della tradizione
toscana.

LItalia da leggere A cura di Carlo Migliavacca

La Scuola Grande
di San Marco a Venezia,
a cura di Mario Po, Franco
Cosimo Panini 2016, 260
pagine, oltre 300 illustrazioni,
59 . Formato: 30x30 cm
FOTOGRAFIA

ARTE E STORIA

FEDE E BELLEZZA
IN NOME DI SAN MARCO
Erano libere associazioni di cittadini
le Scuole veneziane, confraternite laiche
nate nel Medioevo che garantivano
ai membri unortodossa vita spirituale
e sostegno materiale in occasione di
periodi di difficolt e malattia, fino alla
morte. Questo volume, dal ricco apparato
dimmagini, racconta il caso esemplare
della Scuola Grande di San Marco, una
di quelle nate in seguito alla diffusione
del movimento dei flagellanti, o battuti,
i penitenti che dal XIII secolo praticavano
lautoflagellazione per le vie delle citt
italiane. Lintitolazione al santo patrono
testimonia lassoluta importanza del
sodalizio, che poco prima della met del
400 fece erigere accanto alla basilica dei
santi Giovanni e Paolo una nuova, grande
sede, divenuta uno dei pi alti esempi
del Rinascimento veneziano alla fine del

secolo, dopo la ricostruzione seguita a un


incendio. Testi e fotografie conducono alla
scoperta della storia del sodalizio e dei
tesori darte e architettura realizzati per la
sua prestigiosa casa, aperta alle visite da
qualche anno. Per i confratelli lavorarono
grandi architetti e artisti del calibro
di Gentile e Giovanni Bellini, Palma il
Vecchio, Jacopo e Domenico Tintoretto.
La soppressione di et napoleonica
port alla dispersione di molte importanti
opere (oggi alle Gallerie dellAccademia
di Venezia e alla Pinacoteca di Brera di
Milano), documentate nel volume accanto
allancora ingente patrimonio culturale
della Scuola (foto sotto: il portego delle
Colonne; sopra: la sala dellAlbergo, con
la riproduzione del Martirio di San Marco
di Giovanni Bellini e Vittore Belliniano,
oggi alle Gallerie dellAccademia).

FRAMMENTI DI MEMORIA
Luomo soprattutto, ma non prima di tutto.
Sembra questa la cifra delle immagini
che nel volume raccontano mezzo
secolo di lavoro di un noto fotografo italiano,
il bergamasco Pepi Merisio. Luomo
osservato con occhio gentile nel suo
mondo, protagonista insieme a paesaggi,
edifici, citt e oggetti di una dimensione
neo-umanistica sorretta da una visione
serena del tempo e dello spazio. Gli scatti,
che vanno dal 1952 al 2015, descrivono
unItalia in gran parte scomparsa, fatta di
persone e lavori umili, di semplici interni,
di gesti e luoghi antichi, a partire da quelli
dellamata terra natale di Merisio. Un mondo
in bianco e nero ancora vivido, osservato
con il presentimento della perdita e con la
lucida certezza della sua irripetibilit. Un altro
grande della fotografia italiana, Ferdinando
Scianna, ha scritto in un testo riproposto nel
libro: Sono belle le sue fotografie. Limpide,
ordinate. Cercano forme belle per cose viste
e sentite come belle. Una bellezza nostalgica
si direbbe, come se quasi inconsciamente il
fotografo avesse avuto nel farle il sentimento
di fragilit del mondo che ha amato (sopra:
Pallavolo in seminario, Bergamo 1966).

Terra Amata.
Fotografie
1952-2015,
di Pepi Merisio,
a cura di Giovanni
Gazzaneo, Contrasto
2016, 272 pagine,
210 fotografie in
bianco e nero, 29 .
Formato: 24,7x28 cm

126 BellItalia

CATALOGHI DARTE
Lingresso
nel labirinto
di Arnaldo
Pomodoro, testi
di Aurora Donzelli,
Gino Fienga, Federico
Giani, con-fine
edizioni 2016,
96 pagine, 12 .
Formato: 16,5x24 cm

ARTE CONTEMPORANEA

VIAGGIO DENTRO LOPERA

DAPHN DU BARRY
Il bronzo e la Bellezza

DAPHN DU BARRY
Il bronzo e la Bellezza

Nel 2016 Arnaldo Pomodoro ha compiuto


90 anni, e la sua citt dadozione, Milano,
dedica al grande scultore una mostra
in pi sedi (la principale Palazzo Reale)
aperta fino al 5 febbraio. Questo volume,
realizzato in collaborazione con la Fondazione
Pomodoro, presenta con belle immagini
P
e un corredo di testi tra analisi antropologica
e riflessione poetica linstallazione Ingresso
nel labirint
labirinto, allestita dal 2011 negli spazi
ipogei dellex stabilimento Riva-Calzoni,
una delle tappe dellitinerario cittadino tra
le opere dellartista. Le pagine introducono
allemozionante percorso offerto dal labirinto,
unimmersione dentro i segni antichi
e arcani che da sempre ispirano la creativit
di P
Pomodoro, capaci di rompere la percezione
consueta dello spazio e del tempo.
101 cose
da fare in Veneto
almeno una
volta nella vita,
di Chiara Giacobelli,
Newton Compton
Editori 2016, 288
pagine, 14,90 .
Formato: 12x22,5 cm

ITINERARI

VENETO DA NON PERDERE


Dopo aver condotto i suoi lettori alla
scoperta delle Marche, Chiara Giacobelli
ha esplorato la caleidoscopica bellezza
del Veneto e selezionato cento (e una)
proposte di visita alla regione. Come
nel volume precedente (sempre edito da
Newton Compton), lo ha fatto lasciandosi
tentare dalle innumerevoli curiosit
che riservano borghi e citt, paesaggi
e tradizioni, restituite nelle pagine con
una vivace vena narrativa che allontana il
volume dalla categoria delle guide turistiche.
Sono 101 suggerimenti non scontati che
vanno dal Parco delle Cascate presso
Verona al castello di Soave, dal canyon
della Montagna Spaccata vicino a Recoaro
al Museo della Giostra di Bergantino.

landese di nascita, francese dadozione ma profondamente


innamorata dellItalia, Daphn Du Barry una delle migliori e
pi interessanti interpreti contemporanee della scultura figurativa.
Il volume, che presenta oltre 100 opere con vari dettagli e immagini della carriera dellartista, esalta la perfezione assoluta delle sue
creazioni, siano essi corpi, ritratti, atleti, animali, statue equestri e
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I borghi disegnati di Matteo Pericoli


a cura di Sandra Minute

scrivete a
lapostadibellitalia@cairoeditore.it
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Un viaggio tra i borghi pi belli dItalia che metter alla prova la vostra conoscenza
del Bel Paese. Riconoscete la localit interpretata dalla matita di Matteo Pericoli?
Chi invier la risposta esatta potr proporre il soggetto per uno dei prossimi numeri

Qualche indizio qua e l...

Luogo scosceso, terra spugnosa


oppure cavolo: sono tre, e molto
diverse, le possibili origini del nome
di questo pittoresco borgo dallimpianto
medievale. E tre sono pure i pinnacoli

che ne caratterizzano il profilo, coronati


da una rocca, una torre e un santuario.
Molto caratteristica la strada sopraelevata
e coperta, lungo la quale un tempo
transitavano gli asinelli carichi di gesso.

Il borgo di dicembre era: Sermoneta (Latina)

I primi lettori
che hanno indovinato:

Il castello Caetani, che lo domina,


fu confiscato da papa Alessandro VI
e abitato dalla figlia, Lucrezia Borgia,
che nella sua breve vita ha girato come
una trottola da Napoli a Ferrara, come
sottolinea il lettore Giovanni Carboni
di Milano. Sermoneta stata suggerita
da Riccardo Truzzi, Porto Mantovano.

Fausto Cappelletti, Peschiera Borromeo


(Mi), Annarita Fantozzi, Lucca, Gian Paolo
Benatti, Bollate (Mi), Concetta DAgata,
Roccagorga (Lt), Sandro Ausiello, Torino.
Abbonati: Alessandro Tironi, Nichelino
(To), Lidia Colombo, Busto Arsizio (Va),
Giovanni Rizzo, Mira (Ve). Dallestero:
Josef Goritschnig, Klagenfurt (Austria).

132 BellItalia