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Sistema tributario Italiano

Sottotitolo
L’ATTIVITA’ DELLO STATO
lo Stato svolge un ruolo fondamentale nell'attività economica, in quanto offre le
infrastrutture necessarie al soddisfacimento del bisogni collettivi. Questì ultimi
comprendono:
▪ sia quei bisogni che, per loro natura, solo lo Stato può soddisfare (la giustizia, la
difesa, l'ordine pubblico, ecc.)
▪ sia quelli che derivano dal perseguimento del benessere della collettività e che pos-
sono essere soddisfatti sia dallo Stato sia da soggetti privati; si pensi, ad esempio,
all'istruzione, alla sanità, alle vie di comunicazione, ecc. (nel nostro Stato vi sono
scuole pubbliche e scuole private, ospedali pubblici e cliniche private, ecc.)

I bisogni che lo Stato soddisfa con la sua attività sono definiti bisogni
pubblici, e i mezzi attraverso i quali si soddisfano sono definiti
servizi pubblici.
SERVIZI PUBBLICI

I servizi pubblici si suddividono in:


• generali
• speciali.

I servizi generali sono offerti indistintamente a tutti i membri della collettività; sono definiti
indivisibili in quanto non è possibile individuare quale sia il vantaggio che il singolo soggetto
può trarre dal servizio (ad esempio, l'ordine pubblico garantito dagli uomini della Pubblica
Sicurezza durante una manifestazione, la difesa garantita dalle forze militari, ecc.).

I servizi speciali sono offerti alla collettività, ma è il singolo individuo che sceglie di utilizzarli;
sono definiti divisibili in quanto è possibile individuare lo specifico vantaggio che il soggetto
utilizzatore ne può trarre (ad esempio, una visita medica ospedaliera, la frequenza di una
scuola statale, ecc.).
ATTIVITA’ DELLO STATO

L’attività dello Stato può essere assimilata a quella delle imprese:


acquista i fattori della produzione per produrre e offrire ai cittadini i servizi pubblici
necessari al soddisfacimento dei bisogni della collettività.

L'elemento di distinzione tra l'attività svolta dai due soggetti è l'obiettivo:

• Le imprese - producono per il profitto,


• Lo Stato opera per soddisfare direttamente i bisogni pubblici.

Per lo Stato, l'acquisto di fattori produttivi origina le spese pubbliche, quali gli
stipendi pubblici, l'arredamento degli uffici, la cancelleria, ecc.
Le spese pubbliche richiedono la disponibilità di risorse finanziarie che lo Stato re-
perisce attraverso le entrate pubbliche.
LE ENTRATE PUBBLICHE
Le entrate pubbliche si suddividono in:

• tributarie: comprendono i tributi che analizzeremo nelle slide successive;


• extra-tributarie: comprendono i prestiti ottenuti dalle famiglie e dalle imprese, il
ricavato della vendita di beni immobili e quello derivante da altre operazioni.

Lo Stato svolge la propria attività attraverso più soggetti:

• i ministeri e gli enti locali (Regioni, Province e Comuni): si pensi ad esempio alle attività
relative all'istruzione, alla sanità, alla giustizia;
• gli enti pubblici, quali l'INPS (Istituto Nazionale Previdenza Sociale), l'INAIL (Istituto
Nazionale Assicurazione per gli Infortuni sul Lavoro);
• le imprese pubbliche, quali la RAI, l'Alitalia, ecc. A partire dagli anni Novanta, questa
categoria si è notevolmente ridotta in seguito al processo di privatizzazione con cui lo Stato
ha ceduto parzialmente o in modo totale alcune imprese (l’ENI, il Credito Italiano, la
Telecom, ecc.), con l'obiettivo di reperire i mezzi finanziari necessari a coprire il notevole
deficit pubblico e anche di migliorarne le gestione.
II SISTEMA TRIBUTARIO ITALIANO
II sistema tributario è l'insieme delle norme che disciplinano l'attività con la quale lo
Stato impone i tributi ai cittadini e procede al relativo prelievo.

II sistema tributario italiano si ispira ai seguenti principi fondamentali:

• la capacità contributiva: il cittadino concorre alle spese pubbliche in funzione


della ricchezza posseduta. Ad esempio, un soggetto che possiede un reddito di €
40.000 dovrà pagare tributi in misura maggiore rispetto al cittadino che ha un
reddito di € 20.000;
• la progressività: all'aumentare del reddito, il prelievo di ricchezza esercitato
dallo Stato aumenta in modo più che proporzionale. Poniamo, ad esempio, che vi
siano due cittadini: il sig. Bianchi con un reddito di € 40.000 il sig. Rossi con un
reddito di € 80.000 (pari esattamente al doppio del reddito di Bianchi); in base al
suddetto principio, il prelievo sulla ricchezza del sig. Rossi è più del doppio di
quello esercitato sul reddito del sig. Bianchi.
I TRIBUTI
I TRIBUTI

I tributi sono prelievi di ricchezza che lo Stato impone ai cittadini per finanziare la
predisposizione di servizi pubblici.

II sistema tributario italiano prevede i seguenti tributi:

- imposta;
- tassa;
- contributo.
IMPOSTA TASSA E CONTRIBUTO
L’ imposta è un prelievo coattivo di ricchezza effettuato per offrire alla collettività i
servizi di cui ha bisogno.
Le imposte finanziano i servizi pubblici generali, per i quali non è possibile stabilire una
corrispondenza diretta tra il tributo pagato e il servizio reso dallo Stato. Ciò vuol dire che il
contribuente paga l'imposta senza avere da parte dello Stato una controprestazione
immediata e specifica, ma per consentire a quest'ultimo di predisporre i servizi pubblici
generali.
La tassa è il tributo pagato dal singolo cittadino a fronte di un servizio speciale a
lui reso dallo Stato.
In questo caso, quindi, al contrario dell'imposta, esiste una controprestazione specifica e
l'obbligo del pagamento sorge solo se il soggetto richiede il servizio. Ne costituiscono
esempio le tasse scolastiche che, infatti, vengono pagate soltanto dai cittadini che
frequentano scuole statali.
II contributo è un prelievo coattivo di ricchezza imposto al soggetto che usufruisce
in modo particolare di un servizio generale e indivisibile.
Ne sono esempi i contributi per la realizzazione di un'opera pubblica, obbligatori solo per i
soggetti che riceveranno particolari benefici dall'opera stessa.
LE IMPOSTE
Le imposte si suddividono in:
• dirette;
• indirette.

Le imposte dirette colpiscono il reddito o il patrimonio del soggetto,


quali indici immediati e diretti della sua capacità contributiva; sono
l'IRPEF, l'IRES e I'IRAP.

Le imposte indirette colpiscono gli atti di produzione, di scambio e di


consumo dei beni e dei servizi attraverso i quali il cittadino manifesta
indirettamente la propria capacità contributiva, utilizzando e/o
trasferendo il reddito e il patrimonio. Ne costituiscono esempi, l'IVA,
l'imposta di registro, ecc.
TERMINOLOGIA RELATIVA ALLE IMPOSTE
Soggetto passivo (contribuente)
È una persona fisica, giuridica o un ente, obbligato a pagare l'imposta e/o a svolgere una
serie dl ademplimenti previsti dalla legge.
Base imponibile
È la grandezza, espressa In termini monetari, sulla quale viene calcolata I'Imposta. Ad
esempio, se ìl reddito ammonta a € 50.000, l'Imposta sì calcola su tale Importo (che
costituisce, appunto, la base imponibile).
Aliquota d'imposta
È una percentuale che, applicata alla base imponibile, permette di calcolare l'imposta. Se, ad
esempio, l'aliquota è del 33% e la base imponibile è di € 10.000, l'imposta corrisponde a €
3.300.
Periodo d'ìmposta
È il periodo di tempo che si assume come riferimento per determinare (obbligazione tributaria.
Generalmente coincide con l'anno solare, dal I ° gennaio al 31 dicembre.
Sostituto d'imposta
È colui che, all'atto del pagamento di un compenso, ha l'obbligo di operare una ritenuta che
successivamente deve versare allo Stato per conto del soggetto percipiente.
IRPEF
Imposta sul reddito delle persone fisiche
Anno 2016
L'IRPEF è un'imposta progressiva per scaglioni che
colpisce il reddito complessivo conseguito nell'anno solare Scaglioni di reddito annuo Aliquote %

dal soggetto passivo (persona fisica).


Fino a € 15.000 23%

Principali caratteristiche dell'IRPEF. Oltre € 15.000 e fino a € 28.000 27%

È progressiva per scaglioni: il reddito conseguito è Oltre € 28.000 e fino a € 55.000 38%

suddiviso in fasce che vanno da minimi a massimi Oltre € 55.000 e fino a € 75.000 41%
determinati (scaglioni di reddito); l'aliquota applicabile a
uno scaglione di reddito è maggiore di quella che colpisce Oltre € 75.000 43%
lo scaglione inferiore e minore di quella dello scaglione
superiore.

http://www.pmi.it/impresa/contabilita-e-fisco/articolo/52519/irpef-scaglioni-e-aliquote.html
http://www.pmi.it/
IRPEF
Imposta sul reddito delle persone fisiche
SCAGLIONE MENSILE ALIQUOTA

Fino a 1250,00 euro 23%

Da 1250,01 a 2333,33 euro 27%

Da 2333,34 a 4583,33 euro 38%

Da 4583,34 a 6250 euro 41%

Oltre 43%
IRPEF - Principali caratteristiche
Principali caratteristiche dell'IRPEF.

È progressiva per scaglioni: il reddito conseguito è suddiviso in fasce che vanno da minimi a
massimi determinati (scaglioni di reddito); l'aliquota applicabile a uno scaglione di reddito è
maggiore di quella che colpisce lo scaglione inferiore e minore di quella dello scaglione superiore.

Colpisce la totalità dei redditi del soggetto passivo: la base imponibile, quindi, è costituita dalla
somma dei redditi conseguiti dal contribuente nell'anno solare.
Tali redditi possono essere di varia natura:
- fondiari, derivanti dal possesso di terreni e fabbricati;
- di capitale, derivanti dagli investimenti di capitali monetari;
- di lavoro dipendente, derivanti dalle prestazioni di lavoro subordinato;
- di lavoro autonomo, derivanti dalle prestazioni di lavoro autonomo;
- d'impresa, derivanti dall'esercizio di attività d'impresa;
- diversi, cioè non rientranti nelle precedenti categorie.

È personale, nel senso che lo Stato nel calcolo dell'IRPEF tiene conto delle condizioni soggettive
del contribuente (situazione familiare, lavorativa, ecc.).
COME SI CALCOLA L’IRPEF

Reddito soggetto ad IRPEF


- Spese deducibili
Reddito imponibile
Calcolo dell’irpef a scaglioni
- Detrazioni di imposta
Imposta netta da versare
COME SI CALCOLA L’IRPEF – Spese deducibili

La deduzione comporta una diminuzione del reddito imponibile al quale


applicare le aliquote crescenti dell’Irpef. Per determinate spese (donazioni ad
organizzazioni non governative, contributi di previdenza complementare, assegni
periodici al coniuge in conseguenza di separazione o divorzio) il Fisco riconosce
una deduzione dal reddito complessivo per esentare temporaneamente o
permanentemente tale spesa ovvero per spostare la tassazione dal soggetto che
eroga una somma al contribuente che la percepisce. Con la deduzione si ottiene un
risparmio fiscale pari all’aliquota marginale Irpef per l’importo dedotto dal
contribuente. A parità di onere dedotto, più alta sarà l’aliquota Irpef applicabile al
contribuente maggiore sarà il risparmio fiscale in termini assoluti.
COME SI CALCOLA L’IRPEF – Detrazioni
Le detrazioni vengono sottratte dall’imposta dovuta. La detrazione comporta,
una diminuzione dell’Irpef lorda. Per determinate spese (spese sanitarie, per
ristrutturazioni edilizie) il Fisco riconosce una detrazione pari ad una determinata
percentuale (19, 36 o 55 per cento) dell’onere sostenuto. Con la detrazione si ottiene
un risparmio fiscale pari alla percentuale detraibile della spesa effettuata.

Detrazioni per familiari a carico (sono considerati soggetti fiscalmente a carico, se il loro reddito
complessivo annuo non supera €. 2.840,51)
http://www.guidafisco.it/730-detrazioni-familiari-a-carico-1001

Detrazioni per famiglie numerose (soggetti con più di quattro figli a carico)

Detrazioni per lavoro dipendente o altre tipologie specifiche di lavoro

Detrazioni per particolari spese sostenute


http://www.dirittierisposte.it/Guide/Tasse/Agevolazioni-fiscali/detrazioni_id1109800_art.aspx
http://www.pmi.it/tag/detrazioni-fiscali
DEDUCIBILITA’ E DETRAIBILITA’
La deducibilità
La deduzione comporta una diminuzione del reddito imponibile sul quale si devono
applicare le aliquote crescenti IRPEF. Alcune spese (per esempio i contributi di
previdenza complementare, gli assegni periodici al coniuge o all’ex coniuge a seguito
di separazione o divorzio, le donazioni a organizzazioni non governative ecc.) possono
essere dedotte dal reddito complessivo (che è la somma di tutti i redditi del soggetto
IRPEF, il cosiddetto soggetto d’imposta).
Con le deduzioni si ottiene un reddito imponibile ridotto rispetto al reddito
complessivo.

La detraibilità
La detrazione comporta un abbattimento dell’IRPEF lorda pari a una determinata
percentuale dell’onere detraibile. La detraibilità consiste essenzialmente nella
sottrazione dei costi detraibili dopo aver calcolato il reddito imponibile e
l’imposta da versare. I costi detraibili possono essere sottratti direttamente
dall’imposta. Generalmente è possibile portare in detrazione soltanto una percentuale
degli spese detraibili (per esempio il 19, il 36 o il 55%). Esempi di spese detraibili sono
quelle sanitarie o quelle relative alle ristrutturazioni edilizie.
COME SI PAGA L’IRPEF
Il sistema tributario italiano prevede che il contribuente assolva
gli adempimenti relativi all'IRPEF con il meccanismo
dell'autotassazione. Egli, quindi, deve presentare annualmente
la dichiarazione dei redditi, nella quale evidenzia i redditi
conseguiti nell'anno solare precedente (ad esempio, nel 2017 i
contribuenti devono presentare la dichiarazione dei redditi
percepiti nel 2016) e determina l'IRPEF dovuta.
La presentazione avviene attraverso specifici moduli a seconda
della tipologia di redditi conseguiti. UNICO oppure 730
COME SI PAGA L’IRPEF
II nostro sistema tributario prevede il pagamento dell'IRPEF attraverso:
• il meccanismo della ritenuta d'acconto;
• il versamento degli acconti e dell'eventuale saldo.

La ritenuta d'acconto viene applicata nel momento in cui il reddito da assoggettare


ad imposta si produce ed è prelevata da un soggetto (sostituto d'imposta) che diviene
obbligato in prima persona al versamento. Un esempio si ha per i redditi da lavoro
dipendente: il lavoratore percepisce la retribuzione al netto della ritenuta d'acconto, in
quanto il datore di lavoro, sostituto d'imposta, la calcola e la trattiene per poi versarla
all'amministrazione finanziaria.

II versamento si articola in:


• acconto
• saldo.
ACCONTO E SALDO IRPEF
L'acconto deve essere complessivamente pari al 98% dell'IRPEF relativa
all'anno precedente.
Se l'importo dovuto è inferiore a € 257,52, esso deve essere versato in un'u-
nica soluzione entro il 30 novembre.
Se è superiore, il versamento può essere frazionato in due rate:

• la prima rata, entro i1 20 giugno, è pari al 40% dell'acconto complessivo;


• la seconda rata, entro il 30 novembre, è pari al restante 60%.

Il saldo deve essere versato entro il 20 giugno dell'anno successivo.


LE ADDIZIONALI REGIONALI E COMUNALI

Oltre al prelievo fiscale destinato ad alimentare le finanze statali vi sono:

Addizionale regionale irpef: determinata applicando l’aliquota fissa stabilita


dalla Regione in cui il dipendente ha la residenza. Tale aliquota (compresa tra
lo 0,90% e l’1,40%) viene applicata sul reddito imponibile ai fini irpef di cui
sopra.
http://www1.finanze.gov.it/finanze2/dipartimentopolitichefiscali/fiscalitalocale/addregirpef/sceltaregione.htm

Addizionale comunale irpef determinata applicando una aliquota che è in


parte fissa e uguale in tutto il territorio nazionale e in parte fissata ogni anno
dal comune in cui il dipendente ha la residenza. Tale aliquota viene applicata
sul reddito imponibile ai fini irpef di cui sopra.
http://www1.finanze.gov.it/finanze2/dipartimentopolitichefiscali/fiscalitalocale/addirpef_newDF/sceltaregione.htm

http://www.finanze.it/opencms/it/fiscalita-regionale-e-locale/addizionale-regionale-allirpef/
L'IMPOSTA SOSTITUTIVA

Alcune categorie di reddito non confluiscono nel reddito complessivo ai fini


IRPEF, in quanto l'imposta viene applicata e trattenuta dal soggetto che eroga
iI reddito direttamente e a titolo definitivo (ciò vuol dire che il prelievo libera
colui che percepisce il reddito dal pagamento di ulteriori imposte su di esso).
Un esempio significativo è rappresentato dagli interessi bancari, sui quali si
applica un'imposta sostitutiva (definita anche ritenuta fiscale) con aliquota del
26%. Pertanto, il risparmiatore riceve dalla banca gli interessi maturati al netto
della ritenuta fiscale del 26% e non deve includerli nella dichiarazione dei
redditi.
La banca, sostituto d'imposta, provvede poi a versare l'imposta trattenuta
all'amministrazione finanziaria.
L’IRES (imposta sul reddito delle società)

L’IRES grava sul reddito delle società di capitali e di altri enti dotati di
personalità giuridica.

È un'imposta proporzionale con aliquota del 24% ( prima27,5%).

Anche per l'IRES si applicano i principi dell'autotassazione e del versamento


dell'acconto e del saldo, come abbiamo visto per l'RPEF: il contribuente
inoltre, è tenuto alla presentazione della dichiarazione dei redditi (Modello
Unico).
IRES
Colpisce quattro categorie di soggetti:
▪ a) le società di capitali;
▪ b) gli enti commerciali;
▪ c) gli enti non commerciali;
▪ d) le società e gli enti non residenti.
Sono escluse solo le persone fisiche e le società di persone.
L’imposta è calcolata applicando l’aliquota del 27,5% al reddito
complessivo netto.
L’IRES (imposta sul reddito delle società)

▪ Il reddito è determinato sulla base del bilancio: il


punto di partenza è il risultato del conto economico
al quale si apportano le “variazioni”, in aumento e in
diminuzione, derivanti dall’applicazione delle norme
fiscali
L'IRAP (imposta regionale sulle attività produttive)
▪ Presupposto è lo svolgimento di un’attività (economica o no),
autonomamente organizzata, per la produzione di beni e servizi;
▪ sono presupposti dell’Irap lo svolgimento, con autonoma organizzazione,
di un’attività imprenditoriale, di un’attività artistica o professionale, o di
un’attività amministrativa.
▪ È un'imposta proporzionale con aliquota ordinaria del 4,25%; il suo gettito
è destinato alle Regioni che ne distribuiscono una parte alle Province e ai
Comuni.
▪ http://www.pmi.it/tag/irap
L'IRAP - Base imponibile

▪ E’ costituita dal valore aggiunto netto, pari alla differenza tra il valore della
produzione e una serie di costi di produzione

▪ Non sono deducibili né i costi del personale né gli interessi passivi.


L'IVA (imposta sul valore aggiunto)

L'IVA è la principale imposta indiretta del sistema tributario italiano.

Si applica sul corrispettivo dei beni e dei servizi nel momento in cui vengono
scambiati; è un'imposta proporzionale ad aliquote differenziate.

Attualmente sono tre le aliquote IVA, che variano in base al tipo di bene:

• 04% si applica in genere sui beni di prima necessità: pane, latte, frutta, ecc.
• 10% si applica su alcuni alimenti (carne, pesce, ecc.) e servizi quali l'energia
elettrica, ì trasporti, ecc.;
• 22% si applica sul resto dei beni e dei servizi e costituisce l'aliquota ordinaria.
L'ANAGRAFE TRIBUTARIA
Si tratta di un servizio istituito dal Ministero dell'Economia e delle
Finanze per combattere l'evasione fiscale.

Ogni contribuente è iscritto all'anagrafe tributaria attraverso l'attribuzione di un codice


fiscale, costituito da una serie di numeri e/o di lettere, composta da 16 elementi. Tale
codice consente al fisco di identificare il contribuente ogni qualvolta compia delle
operazioni con riflessi fiscali (ad esempio, acquisti, vendite, ecc.).

Le imprese, gli artisti e i liberi professionisti, soggetti a IVA, sono iscritti all'anagrafe
tributaria anche attraverso la partita IVA; è un numero composto da 11 cifre
assegnato dall'amministrazione finanziaria.

http://www.agenziaentrate.gov.it/wps/content/Nsilib/Nsi/Home/CosaDeviFare/Richiedere/Codice+fiscale+e+tessera+sanitaria/Richiesta+TS_CF
/SchedaI/Informazioni+codificazione+pf/
IL REDDITOMETRO
Il Redditometro è lo strumento di cui il governo si è dotato per combattere
l’evasione fiscale. La finalità principale è quella di permettere agli organi di
controllo di effettuare controlli incrociati tra il reddito e le spese effettuate, al
fine di scoprire eventuali discrepanze tra l’effettivo tenore di vita ed il reddito
dichiarato. Gli accertamenti esecutivi, previsti nel solo caso in cui lo
scostamento superi il 20%, prevedono per l'anno corrente circa 35mila
operazioni di controllo. Il nuovo Redditometro, vera e propria stretta contro
l’evasione fiscale, nel corso del 2013-2014 è stato comunque modificato Le
voci di spesa inizialmente previste per i controlli: abitazioni, automobili, attività
ricreative, istruzione, assicurazioni, investimenti e spese importanti di vario
genere, oggetti d’arte, donazioni, gioielli e preziosi.
Sono interessati al redditometro le ditte individuali e le persone fisiche,
ordini professionali, artigiani, dipendenti e pensionati. Sono escluse dai
controlli effettuati attraverso il redditometro le imprese, che non subiranno
controlli diretti.
Dettagli, approfondimenti ed aggiornamenti sul redditometro su PMI.it.
STUDI DI SETTORE
Gli studi di settore, elaborati mediante analisi economiche e tecniche statistico-
matematiche, consentono di stimare i ricavi o i compensi che possono essere
attribuiti al contribuente.
Individuano, a tal fine, le relazioni esistenti tra le variabili strutturali e contabili delle
imprese e dei lavoratori autonomi con riferimento al settore economico di
appartenenza, ai processi produttivi utilizzati, all’organizzazione, ai prodotti e servizi
oggetto dell’attività, alla localizzazione geografica e agli altri elementi significativi (ad
esempio area di vendita, andamento della domanda, livello dei prezzi, concorrenza,
ecc.).
Gli studi di settore sono utilizzati dal contribuente per verificare, in fase dichiarativa, il
posizionamento rispetto alla congruità (il contribuente è congruo se i ricavi o i
compensi dichiarati sono uguali o superiori a quelli stimati dallo studio, tenuto conto
delle risultanze derivanti dall’applicazione degli indicatori di normalità economica) e
alla coerenza (la coerenza misura il comportamento del contribuente rispetto ai valori
di indicatori economici predeterminati, per ciascuna attività, dallo studio di settore), e
dall’Amministrazione finanziaria quale ausilio all’attività di controllo.
IUC Imposta unica comunale
La IUC, introdotta dalla legge di stabilità 2014, è una imposta destinata al comune
e articolata in tre distinti tributi, con differenti presupposti impositivi:

• la TARI,

• la TASI,
• l’IMU.
Si tratta pertanto di una imposta dalle molteplici caratteristiche, avente, da un lato, natura
patrimoniale, analogamente all’IMU, in quanto imposta dovuta da chi possieda un immobile non
adibito a prima casa e non di lusso, dall’altro di tassa sui servizi, come la le precedenti tasse sui
rifiuti (TARSU, TIA, TARES).
La dichiarazione IUC
La dichiarazione IUC deve essere presentata dal soggetto passivo, cioè da chi deve pagare il tributo, entro il 30
giugno dell’anno successivo (il 30 giugno 2015 per chi possegga o detenga un immobile nel 2014). Essa ha effetto
anche per gli anni successivi, pertanto non deve essere periodicamente presentata, se non
subentrano modificazioni.
TARI (tassa rifiuti), in precedenza Tarsu, Tia, Tares

La TARI è la tassa dovuta da chiunque possieda o detenga locali ed


aree suscettibili di produrre rifiuti, con presupposti e caratteristiche
di prelievo analoghe a quelle già previste per la TARSU, la TIA e la
TARES (continuano infatti ad essere escluse le aree scoperte che
siano accessorie o pertinenziali, ad esempio, le cantine, i locali di
sgombero, le scale di accesso, ecc.) e le parti comuni condominiali
non occupate in via esclusiva.
TASI (tassa servizi indivisibili)

La TASI è la tassa che va a coprire il costo per i servizi indivisibili forniti dai Comuni,
quali illuminazione, sicurezza stradale, gestione degli impianti e delle reti pubbliche ecc.
La tassa è pertanto dovuta da chiunque possegga o detenga, a qualsiasi titolo (ad es.
l’inquilino che paga dal 10 al 30% del tributo), fabbricati ed aree edificabili, ad eccezione
dei terreni agricoli e del fabbricato in cui si risiede.
A decorrere dal 2016 infatti TASI non è più dovuta sui fabbricati adibiti ad
abitazione principale, se non considerati di lusso (categorie A/1, A/8 , A/9).
La base di calcolo della tassa è quella già utilizzata per determinare l’importo dell’IMU,
cioè la rendita catastale dell’immobile, rivalutata del 5% e moltiplicata per i coefficienti
previsti per la predetta imposta immobiliare.
L’aliquota della TASI (a regime, pari all’ 1 per mille), è fissata fra l’ 1 per mille e il 2,5 per
mille.
Anche la TASI si versa mediante modello F24 o con apposito bollettino di conto
corrente postale.
IMU Imposta Municipale Unica

L’IMU continua ad essere dovuta su tutti i fabbricati non destinati ad


abitazione principale e considerati di lusso cioè classificati alle categorie
A/1, A/8 , A/9 ( appartamenti di lusso, castelli, ville, ecc.).

L’importo dovuto è tuttavia ricompreso nella nuova imposta denominata


IUC, la cui aliquota, comprensiva anche della TASI, non potrà essere
complessivamente superiore all’11,4 per mille.