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2.

4 LE IMPOSTE
Le imposte (tributi) è il prelievo coattivo di ricchezza attuato dall’ente pubblico nei confronti di tutti i cittadini che
devono versare a vario titolo (nel momento in cui produciamo reddito, vendiamo, consumiamo) per finanziare i beni
e i servizi pubblici generali indivisibili E soddisfare i bisogni divisibili ovvero quelli che non possono essere frazionati e
non si può sono attribuire un costo. es. difesa e istruzione

L’imposta svolge una duplice funzione:


 Strumento di finanziamento, in quanto costituisce la principale entrata finanziaria per coprire il costo dei
pubblici servizi;
 Strumento di intervento nel campo economico e sociale, in quanto attraverso la sapiente imposizione del
tributo si possono realizzare obiettivi di politica economica e sociale. Pertanto l’imposta costituisce uno dei
più importanti strumenti a disposizione della politica economica.

GLI ELEMENTI D’IMPOSTA


Il rapporto giuridico di imposta che si instaura al verificarsi del presupposto presenta i seguenti elementi essenziali,
anche essi previsti e regolati dal legislatore:
- Soggetto attivo;
- Soggetto passivo;
- Presupposto d’imposta;
- Base imponibile;
- Aliquota.

Soggetto attivo; è quello che impone il tributo in forza del potere di sovranità e che, di conseguenza è creditore
dell’imposta = il lato attivo dell’obbligazione tributaria
Di solito è lo Stato (in tal caso si parla di erario), ma possono essere soggetti attivi anche Regioni le Province e i
Comuni. (creditore)

Soggetto passivo; è la persona fisica, giuridica o l’ente che è obbligato al pagamento dell’imposta, il debitore.
Normalmente si tratta del soggetto che pone in essere il presupposto di imposta, detto anche contribuente. Es. irpef
in taluni casi, il contribuente non coincide con il soggetto passivo.
Es. iva soggetto passivo = imprenditore, contribuente = consumatore
Accade infatti che taluni soggetti si sostituiscano al contribuente nel pagamento dell’imposta per legge (cosiddetti
sostituti di imposta). In questi casi il contribuente viene sostituito dal sostituto nell’obbligo di pagare l’imposta. Il
sostituto d’imposta paga l’imposta ma acquista il diritto di rivalersi nei confronti del sostituito, trattenendo somme
cui egli era debitore a vario titolo (cosiddette ritenute). Il sostituto opera la rivalsa tramite ritenuta alla fonte, ossia
decurtando direttamente la somma che avrebbe dovuto corrispondere al sostituito e da lui anticipata.
Il sostituto di imposta non contravviene al principio costituzionale della capacità contributiva, proprio perché è
previsto che egli trasferisca l’onere fiscale su chi ha realizzato presupposto. Chi sopporta il sacrificio del tributo è il
contribuente e non il sostituto.
Scopo della sostituzione è soprattutto quello di semplificare e favorire il prelievo fiscale da parte dell’erario,
riducendo i fenomeni di evasione. Con questo sistema risulta infatti facilitato il controllo e il prelievo su certe
categorie di percettori di reddito poiché viene ridotto il numero dei soggetti da controllare e diminuiscono le
occasioni di evasione.
Es. Il datore di lavoro e sostituto d'imposta dei propri dipendenti e tratterà la somma versata all'erario su importi
delle retribuzioni dovute ai lavoratori sostituiti.

Sostituto di imposta è il soggetto che per legge è tenuto al pagamento di imposto, in per forza di legge: la legge
tutto o in parte gli riconosce l'obbligo
Occorre distinguere la sostituzione in forza di legge: la legge gli
riconosce espressamente il
- sostituzione a titolo di imposta il contribuente (sostituito) è esonerato da ogni
compito di contribuire
obbligo e formalità riguardo al tributo. Il sostituito d’imposta versa tutti il insieme ad altri il
contributo. Il versamento operato dal sostituto estingue l’obbligazione tributaria versamento dell'imposta
dei sostituiti.
- sostituzione a titolo di acconto il sostituto non è tenuto al versamento
dell’intero importo dell’imposta ma soltanto a versare un acconto di quanto effettivamente il sostituito dovrà
pagare. L'obbligazione tributaria dunque non si estingue Ma continua a gravare Sul soggetto sostituito il quale in
quanto soggetto passivo dell'imposta sarà tenuto agli adempimenti previsti (dichiarazione dei redditi)

Dal sostituto di imposta va distinto il responsabile di imposta (notaio). È tale colui che
“in forza di disposizioni di legge è obbligato al pagamento insieme con altri, per fatti o situazioni esclusivamente
riferibili a questi”.
Dunque, il responsabile di imposta, a differenza dei sostituti di imposta, non sostituisce il contribuente nell’obbligo
di pagare, in tutto o in parte, l’imposta, ma è solidalmente obbligato al pagamento dell’imposta insieme al soggetto
passivo.

Il presupposto d'imposta e la situazione di fatto espressione di capacità contributiva che Al verificarsi del quale sorge
l'obbligo per il soggetto passivo di pagare il tributo E l'instaurarsi del rapporto giuridico tributario.
es. L'Irpef - reddito, IMU - bene immobile.
L’oggetto dell’imposta è l’elemento naturale al quale si riferisce il presupposto di imposta rispetto al quale l’imposta
si applica e si commisura. Può consistere in un bene, un reddito, un servizio e cosi via. La sua entità deve essere
espressa in termini quantitativi, di solito facendo riferimento al suo valore monetario. Si distingue dal presupposto
perché quest’ultimo fa riferimento a una situazione giuridica, a un ano o a un fatto, mentre oggetto è l’entità
economica che costituisce la ricchezza alla quale il presupposto fa riferimento.

la base imponibile L’oggetto dell’imposta espresso in termini quantitativi costituisce su cui l’imposta viene
determinata.
E la manifestazione di ricchezza da tassare (misura del presupposto).

L’aliquota dell’imposta è la percentuale di ricchezza che deve essere applicata alla base imponibile per determinare
l’importo dell’imposta, sulla quale verrà effettuata il prelievo fiscale.
- l’aliquota media calcolata tramite il rapporto tra la somma complessiva da pagare e l’intera base imponibile.
Vera e propria cifra che il soggetto subirà
- l’aliquota marginale che viene applicata sull’ultima dose della base imponibile, per stabilire fino a che punto gli
convenga guadagnare A fronte del tributo che dovrà versare

CLASSIFICAZIONE
In base al diverso modo in cui viene colpita la capacità contributiva del contribuente
 Le imposte dirette sono le imposte che colpiscono la manifestazione diretta e immediata di ricchezza (la
capacità contributiva) che può consistere nel reddito percepito (Irpef) o nel patrimonio posseduto (Imu).
o Imposte sul reddito quando hanno per oggetto interessi, salari, rendite e profitti.
o Imposte sul patrimonio quando colpiscono la ricchezza accumulata dal contribuente sotto forma di capitali,
di beni mobili o immobili.
 Le imposte indirette sono le imposte che hanno come presupposto l’utilizzazione della ricchezza, vale a dire gli
atti o fatti che fanno indirettamente desumere la disponibilità di un reddito o di un patrimonio e sono rilevatori
di capacità contributiva. Colpiscono le manifestazioni mediate: consumo e affari/trasferimenti
o Imposte indirette sul consumo colpiscono il reddito del contribuente nel momento in cui lo utilizza per
acquistare beni o servizi di consumo  iva.
o Imposte sui trasferimenti colpiscono il patrimonio quando questo viene trasferito o impiegato per
realizzare affari  imposta di registro.

In base sul diverso modo di considerare la capacità contributiva del contribuente. La capacità contributiva dipende
sia da elementi economici oggettivi, come la ricchezza nelle sue molteplici forme, sia dalle condizioni soggettive,
personali, familiari del contribuente (malattie, figli a carico ecc.…) che possono incidere sulla sua capacità di pagare il
tributo.
 Le imposte reali sono le imposte che colpiscono la ricchezza del contribuente senza alcun riguardo alle sue
condizioni soggettive.
Es. Irap, imposta regionali sulle attività produttive, Iva
 Le imposte personali sono le imposte che, nel colpire la ricchezza, tengono anche conto delle condizioni
economiche, sociali, personali e famigliari del contribuente. Es. Irpef, spese a carico.
La distinzione tra imposte generali e imposte speciali riguarda il diverso modo di colpire la ricchezza.
 Le imposte generali sono le imposte che colpiscono tutte le analoghe categorie di ricchezza,
indipendentemente dalla loro natura specifica.
Es. Irpef, colpisce tutti i redditi percepiti dal contribuente, indipendentemente dalla loro provenienza.
 Le imposte speciali sono le imposte che colpiscono alcune categorie di ricchezza o le colpiscono tutte in
maniera differenziata.
Es. Imucase Irap attività produttive.

 Le imposte ordinarie sono quelle che hanno carattere permanente, si pagano sempre. Es. Irpef.
 Le imposte straordinarie sono quelle che hanno carattere temporaneo, vengono istituite solo per un lasso di
tempo per far fronte a un’esigenza straordinaria. Italia non c’è Es. calamità naturale

al diverso rapporto che può sussistere tra l’aliquota e la base imponibile dell’imposta.
 L’imposta è fissa quando la loro misura non varia al variare dell’entità economica del presupposto.
Es Imposta di registro.
 L’imposta è proporzionale quando l’aliquota è costante, vale a dire non varia al variare della base imponibile.
Ma l'ammontare del prelievo cambia da soggetto a soggetto in modo proporzionale con le variazioni della
ricchezza imponibile. Es. Iva.
 L’imposta è progressiva quando l’aliquota cresce all’aumentare della base imponibile.
Un effetto economico dell’imposta progressiva particolarmente gravoso per il contribuente si verifica quando
l’imposta progressiva viene applicata in un contesto economico con elevati tassi di inflazione. L’inflazione
comporta un aumento dei prezzi e, di conseguenza, una diminuzione del salario reale. Questo fenomeno si
chiama fiscal drag, letteralmente drenaggio fiscale.
Es. Irpef.
 L’imposta è regressiva quando l’aliquota diminuisce all’aumentare della base imponibile. Non esiste nel nostro
ordinamento.

 Le imposte fondamentali sono quelle alla base del nostro sistema tributario. E da cui si attende un gettito
fiscale elevato. Es. Irpef.
 Le imposte complementari sono quelle che si aggiungono alle fondamentali. (Italia no)

 Le imposte statali sono quelle il cui gettito va a favore dello Stato. Es. Irpef.
 Le imposte locali sono quelle il cui gettito va alle regioni, province, comuni. Es. Imu (comunale), Irap
(regionale).

I PRINCIPI GIURIDICI DI IMPOSTA


Si definiscono principi giuridici di imposta i criteri generali a cui il legislatore deve necessariamente attenersi quando
istituisce e regolamenta le imposte.
1. Principio della capacità contributiva;
2. Principio di generalità;
3. Principio di universalità;
4. Principio di progressività.
5. principio della riserva di legge
6. principio di solidarietà economica.
7. principio di autonomia.

IL PRINCIPIO DELLA CAPACITÀ PRODUTTIVA


Art. 53 Costi: “Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva”. (art 52-
53-54 Cost: doveri dei cittadini). Imposta deve essere commisurata all'effettiva possibilità del soggetto di pagarla.
La capacità produttiva è la disponibilità di ricchezza qualificata in eccedenza rispetto al minimo vitale.
 -disponibilità di ricchezza qualificata: la ricchezza deve essere
- personale, ciascuno risponde della propria capacità contributiva
- attuale divieto di retroattività di leggi amministrative: legge ha effetto per il futuro, no per il passato
- effettiva si fa riferimento alla ricchezza che si dispone veramente
 rispetto al minimo vitale: in eccedenza al minimo vitale.
Art 36 Costituzione enuncia che si ha la capacità contributiva solo se si ha la soglia del minimo vitale.

IL PRINCIPIO DI GENERALITÀ O UNIVERSALITÀ DELL’IMPOSTA


Sempre dall’art. 53 si ricava il principio di generalità o universalità dell’imposta secondo il quale nessuno può essere
escluse a priori, dall’obbligo di pagare le imposte, tutti sono tenute a versare le imposte.
Sono quindi vietati casi di esenzione generale dall’obbligo tributario. La capacità contributiva imposta deve essere
commisurata alla possibilità che il soggetto ha di pagarla.

IL PRINCIPIO DI UNIFORMITÀ o UGUAGLIANZA DELL’IMPOSTA


Il principio di uniformità dell’imposta stabilisce che il carico tributario deve essere ripatito in modo equo tra tutti i
contribuenti (art. 3 Cost: uguaglianza), in base al principio della capacità contributiva.
La capacità contributiva è un parametro ci consente di prelevare da chi è povero poco e ricco tanto.

IL PRINCIPIO DI PROGRESSIVITÀ
Per espressa indicazione dell’art. 53, per garantire il principio di uniformità e rispettare la capacità contributiva dei
contribuenti, Il sistema tributario deve essere improntato a criteri di progressività. In questo modo si è voluto
accogliere il principio, ormai comunemente accertato da tutti i sistemi tributari, secondo cui la capacità contributiva
cresce in misura più che proporzionale rispetto alla base imponibile. Es. Irpef.
Difetti microeconomici:
- spinge il contribuente ad evadere soprattutto quando lo stato applica un’aliquota molto elevata
- Spinge il contribuente a trasferire il carico dell’imposta su altri soggetti (traslazione)
- Spinge il contribuente a produrre di meno  produco di meno, lavoro di meno, pago di meno
- Drenaggio fiscale o fiscal drag: aumento della pressione fiscale a causa dell’inflazione
CURVA DI LAFFER

PRINCIPIO DELLA RISERVA DI LEGGE


Art. 23 Costituzione  principio della riserva di legge: tutto ciò che riguarda i tributi deve essere attuata e stabilita
solo in forza di una legge di Parlamento.

PRINCIPIO DI SOLIDARIETÀ ECONOMICA


Art. 2 Costituzione principio di solidarietà economica. Il fatto che apparteniamo a una collettività Ai obbliga a
versare i tributi e partecipare alle spese dello stato.

PRINCIPIO DI AUTONOMIA
Art. 9-11 Costituzioneprincipio di autonomia. La Repubblica è una divisa in Regioni Province comuni. le funzioni
devono essere decentrate agli enti locali.

PRINCIPI AMMINISTRATIVI
Quando arriva una cartella esattoriale (contestazione con il fisco in atto), si avvia una procedura che comincia con un
accertamento del pagamento per poi continuare con la riscossione, che richiede dei costi.
Adam Smith elaborò 4 principi amministrativi, scopo che l’amministrazione sia in grado di accertare in modo coretto
le imposte versate dai contribuenti e di riscuotere più rapidamente e agevole possibile e con minori costi sia per
amministrazione sia per il contribuente.
1. Principio della giustizia tributaria: enuncia uguaglianza di trattamento tra i cittadini, che devono contribuire al
mantenimento dello stato in base alla propria capacità contributiva. in base al reddito, lo stato preleva in
proporzione;
2. Principio della certezza dei tributi: l’imposta da pagare deve essere certa e non arbitraria (il parlamento deve
stabilire l’imposta);
3. Principio della comodità della riscossione: il modo e i tempi di riscossione devono arrecare il minor disagio
possibile al contribuente;
4. Principio dell’economicità della riscossione: spese di accertamento e riscossione delle imposte devono essere
le più basse possibili.

GLI EFFETTI DELL’IMPOSTA


L’introduzione di una nuova imposta o l’inasprimento di un’imposta già esistente provocano importanti ripercussioni
sul sistema economico nel suo complesso (effetti macroeconomici) ma anche nel comportamento del singolo
contribuente colpito (effetti microeconomici).

EFFETTI MACROECONOMICI
Gli effetti macroeconomici possano riguardare le conseguenze delle variazioni della pressione fiscale sulla domanda
globale, sull’inflazione, sulla stabilità del sistema economico, sullo sviluppo economico, sulla distribuzione della
ricchezza e così via.

EFFETTI MICROECONOMICI riguarda il singolo operatore economico.


Effetto passivo: Comporta un danno una perdita di denaro per lo stato
1. Evasione
2. Erosione
3. Elisioni
4. Elusione
Effetto attivo lo Stato viene soddisfatto però cambia solamente il contribuente, comporta effetti è solamente sul
sistema economico
5. Rimozione
6. Traslazione
7. Ammortamento
8. Diffusione
9. Fiscal drag

L’evasione fiscale è un comportamento illecito, con cui il contribuente, violando la legge si sottrae in tutto o in parte
al pagamento dell’imposta ricorrendo a comportamenti dolosi (commesso con volontà / Colposo: per negligenza
imperizia). Il contribuente fa ricorso a raggiri, inganni per sottrarsi al pagamento dell’imposta.
lo Stato perde una parte di denaro e il carico tributario andrà a gravare quelli che non evadono = squilibrio del
sistema economico.
Es. Frode fiscale, occultando il reddito, contrabbando, ommettendo la dichiarazione

L’erosione fiscale è un comportamento lecito, con cui il tributo non viene pagato per effetto di norme che
riconoscono riduzioni dell’imponibile o dell’imposta per certe categorie di contribuenti, per certi beni o per certe
zone del territorio (lo stato agevola certe categorie).
Es. detrazioni

L’elisione (annullamento) fiscale avviene quando il contribuente aumenta la propria attività per evitare una
riduzione del proprio reddito e poter così pagare l’imposta.

L’elusione fiscale è un comportamento legittimo che si realizza quando


- il contribuente diminuisce la propria attività per limitare la materia imponibile.
- Si mette in condizione di non pagare l’imposta con abili accorgimenti particolari (trasferimento del denaro nei
paradisi fiscali come Montecarlo, fondere società).

La rimozione dell’imposta avviene quando il contribuente non si sottrae al pagamento dell’imposta, ma cerca di
evitarne o attenuare l’onere modificando la propria attività o il proprio comportamento, in modo da non pagare
l’imposta.
può essere di due tipi
- rimozione positiva: Il contribuente aumenta i propri sforzi produttivi Per compensare la riduzione di ricchezza
dovuta al pagamento dell'imposta
- Rimozione negativa quando il contribuente riduce i propri sforzi produttivi e l'attività economica colpita
dall'imposta

La traslazione dell’imposta è il processo economico attraverso il quale il contribuente percosso (o di diritto), colpito
dall’introduzione di una nuova imposta, o dalla variazione di un’imposta esistente, riesce a trasferire l’onere
tributario a un altro soggetto, contribuente inciso (o di fatto), il quale sopporterà effettivamente il peso dell’imposta,
attraverso la variazione del prezzo.
Nella traslazione si distinguono quindi due soggetti:
- Soggetto percosso (o di diritto): è quello individuato dal legislatore soggetto passivo dell’imposta;
- Soggetto inciso (o di fatto): è il soggetto che sopporta il sacrificio economico dell’imposta.

Perché questo effetto economico si verifichi occorrono particolari presupposti:


 In primo luogo, è necessario che sussista un rapporto economico tra soggetto inciso e soggetto percosso;
 In secondo luogo, l’imposta deve avere come oggetto beni e servizi destinati allo scambio, per tale ragione la
traslazione opera prevalentemente con riferimento alle imposte indirette sui consumi e sugli affari;
 In terzo luogo, i prezzi devono essere modificabili, Fenomeno economico perché comporta un aumento dei
prezzi

La distinzione più significativa è riferita alla direzione del processo traslativo, sotto questo aspetto si distinguono due
tipi di traslazione:
- Traslazione in avanti: si verifica quando l’imposta colpisce colui che offre il bene o servizio il quale riesce a
scaricarne il peso sull’acquirente, mediante un aumento del prezzo;
- Traslazione all’indietro: in questo caso la direzione è opposta a quella precedente, il percosso è colui che
domanda e acquista il bene o servizio, il quale scarica il peso dell’imposta sul venditore attraverso una
diminuzione del prezzo.

L’ammortamento o capitalizzazione, riguarda esclusivamente le imposte che hanno a oggetto il reddito o un bene
patrimoniale (cosiddetto bene capitale) in particolare un terreno o un fabbricato.
l'introduzione delle imposte che riguarda il reddito prodotto (canone di locazione) da un bene patrimoniale
determina una riduzione del valore il bene stesso, quindi se volessi venderlo dovrei applicare un prezzo inferiore
rispetto al valore di mercato tenendo conto anche il tasso di interesse corrente. Questa riduzione è pari alla
Capitalizzazione, cioè al valore attuale del bene al tasso di interesse corrente.
Qualora il bene il cui reddito sia stato colpito dall’imposta fosse posto in vendita si verificherebbe un effetto analogo
a quello della traslazione all’indietro. Infatti, il venditore subirebbe la riduzione del prezzo rispetto a quello di
acquisto, mentre il compratore comprerà il bene a un valore già diminuito.
Nella realtà la diminuzione del valore del bene capitale in conseguenza dell’introduzione di imposte sui redditi si
verifica in maniera automatica, secondo le leggi di mercato. Chi dispone di una determinata somma conosce quale
reddito potrebbe ricavarne investendola, riferendosi a quello che è il saggio di interesse corrente sul mercato.

Per diffusione causa un effetto economico. l’introduzione di un’imposta provoca sui vari settori economici e sui vari
mercati fino a interessare l’intero sistema economico.
L’introduzione di un’imposta mette in moto un gigantesco effetto domino, una serie di reazioni a carena i cui esiti
finali possono essere sorprendenti. La reazione prende forza e si alimenta grazie al funzionamento delle dinamiche di
mercato, ai mutamenti della domanda e dell’offerta che agiscono, con segni diversi e differenti intensità, sui mercati
dei beni complementari e succedanei rispetto a quello direttamente colpito dall’imposta.

Fiscal Drag o drenaggio fiscale aumento della pressione fiscale a causa di infezione
CURVA DI LAFFER
Tuttavia, non è affatto scontato che all'aumento della
pressione fiscale corrisponde sempre un aumento del
gettito. questo problema è stato studiato in particolare da
Un economista statunitense chiamato Arthur Laffer.
egli espone la sua teoria utilizzando un grafico dove è
riportato sulle ordinate il gettito fiscale atteso sull’asse
delle ascisse il prelievo fiscale imposte rappresentato dall'
aliquote intendendo con ciò il rapporto tra il reddito
imponibile e il prelievo del reddito stesso.
il gettito quindi è dato dalla pressione fiscale media
moltiplicata per il PIL.
attraverso il grafico illustra ii difetti dell’eccessiva
progressività sul sistema tributario: un eccessiva
progressività di un'imposta non porta un aumento di un
gettito delle casse dello Stato, comporta una diminuzione del debito tributario in quanto le famiglie saranno
incentivati a produrre un reddito minore meno per sfuggire al pagamento dell'imposizione.

quando l'aliquota è uguale a zero, imponibile è inesistente e il gettito è uguale a zero.


a lamentare dell’aliquota, inizialmente chi assiste a una crescita del gettito → la curva va verso l'alto
Nel punto M il gettito è al massimo livello possibile
oltrepassato quel punto menta ancora i tributi, il gettito Paradossalmente diminuisce in quanto ulteriori aumenti
avrebbero l'effetto di disincentivare l'attività economica con la conseguenza di far diminuire la ricchezza e quindi il
gettito → la curva scende.

gettito fiscale o tributario l'entrata che l'imposta procura lo Stato