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COSIMO MAGAZZINO

Politica fiscale: manovra del bilancio dello Stato e di altri enti pubblici, con finalit essenzialmente di variazione del reddito e delloccupazione. Settore statale: Stato + Organi costituzionali + C.D.P. + ANAS + Gestione del Demanio. Settore pubblico: settore statale + Amministrazioni locali + A.S.L. + Enti di previdenza e di assistenza. Settore pubblico allargato: settore pubblico + Enti collegati alla P.A. Amministrazioni Pubbliche: Amministrazioni centrali + Amministrazioni locali + Enti di previdenza.

Lidentit contabile del bilancio pubblico : T Cg Trc INT Ig Trk = Bs

dove T: entrate correnti, Cg: consumi pubblici, Trc: trasferimenti correnti al netto degli interessi, INT: interessi sul debito pubblico, Ig: investimenti pubblici, Trk: trasferimenti in conto capitale, Bs: saldo del bilancio. Inoltre: G = Cg + Ig Tr = Trc + INT + Trk Entrate pubbliche = Entrate correnti + Entrate in conto capitale Entrate correnti: tributi (imposte dirette, imposte indirette, tasse, contributi sociali totali) + utili degli Enti pubblici economici. Servono a finanziare la spesa pubblica, e possono essere manovrate con finalit anti-ciclica. Entrate in conto capitale: alienazione di beni patrimoniali e aziende pubbliche + rimborso di crediti.

La spesa pubblica per beni e servizi include: a) personale della P.A. + spese per acquisti correnti di beni e servizi. Mira a consentire lattivit corrente di produzione di beni pubblici da parte del settore pubblico b) Spesa per investimenti pubblici: serve ad ampliare la dotazione di capitale di propriet pubblica (edifici, scuole, strade, etc.). I trasferimenti correnti in senso stretto includono: a) trasferimenti alle famiglie: aventi finalit redistributive e di fornitura di beni meritori (assegni a particolari categorie di persone, eccedenze di spese per assicurazione e previdenza sociale) b) trasferimenti alle imprese: consistono di contributi assegnati alle imprese per migliorare il saldo della BP, redistribuzione, aumento della AD c) trasferimenti al RdM: aventi finalit di partecipazione agli organismi internazionali o redistributive (per contribuzioni a organismi internazionali, cooperazione con i PVS). Gli interessi sono una particolare voce dei trasferimenti correnti, con effetti redistributivi anche notevoli.

I trasferimenti in conto capitale: consistono di pagamenti effettuati alle imprese per sostenere gli investimenti privati (finanziamenti a fondo perduto). Il saldo complessivo la somma algebrica del saldo di parte corrente e del saldo in conto capitale. Se scorporiamo gli interessi dalla spesa pubblica totale (Gt) abbiamo la spesa pubblica primaria (Gp): Gt = G + Tr Gp = Cg + Ig + Trc + Trk Se dal saldo corrente si scorpora la spesa per interessi (considerando, dunque, solo la spesa primaria) si ha il saldo corrente primario:

SCP = T - Cg - Trc
Se dal saldo complessivo si scorpora la spesa per interessi si ha il saldo primario: SP = T - Cg - Ig - Trc - Trk
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- spese correnti (riferite al funzionamento dei pubblici servizi) e spese

in conto capitale (riferite ad investimenti a fini produttivistici); - spese fisse (derivanti da leggi organiche o impegni permanenti) e spese variabili (senza fissa scadenza); - spese obbligatorie (indicate nellelenco allegato allo Stato di previsione del Ministero del Tesoro) in quanto semplicemente previste da norme positive, e perci sottratte a qualsiasi potere discrezionale dellEsecutivo; - spese dordine (relative allaccertamento e alla riscossione delle entrate (ad es. l'aggio esattoriale, la cui copertura assicurata automaticamente in quanto si tratta di spese direttamente connesse allandamento delle entrate); - spese ripartite (da eseguirsi frazionatamente in pi esercizi successivi, e riferite ad opere la cui realizzazione frazionata nel tempo); - spese a pagamento differito (limiti di impegno per ledilizia economica e popolare, contributi per ledilizia scolastica e per opere di competenza degli enti locali); - spese impreviste (necessarie e imprevedibili, cui si provvede attraverso il prelievo da un fondo speciale, non essendo iscritte in bilancio proprio perch non prevedibili).

Il saldo misura la differenza tra le uscite e le entrate di un bilancio. Considerate le numerose classificazioni di bilancio, esistono pi definizioni di saldo: - Saldo corrente: differenza tra entrate e spese di parte corrente (risparmio pubblico) - Saldo in conto capitale: differenza tra entrate e spese in c/capitale. La somma dei due saldi d luogo allindebitamento netto. - Saldo netto da finanziare: dato dalla somma dellindebitamento netto e del saldo tra componenti attive e passive delle partecipazioni azionarie, dei conferimenti e delle concessioni di crediti. In termini di cassa, esso corrisponde alla nozione di fabbisogno. Indice di Incidenza Fiscale = Entrate fiscali/PIL Pressione tributaria = (Imposte dirette + Imposte indirette + Imposte in conto capitale)/PIL Pressione fiscale = (Imposte dirette + Imposte indirette + Imposte in conto capitale + Contributi sociali)/PIL
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E NTRATE Impos te dirette Impos te indirette Totale Entrate tributarie Contributi s ociali Altre Entrate correnti

S PE E S Redditi da lavoro dipendente Cons umi intermedi Pens ioni Altre pres tazioni s ociali Altre Spes e correnti al netto di interes s i Spes e correnti al netto di interes s i Interes s i pas s ivi

Totale Entrate correnti

Totale Spese correnti di cui s pes a s anitaria Spes e in c/capitale Totale s pes e al netto di interes s i

Entrate in c/capitale

TOTALE ENTRATE FINALI SALDO PRIMARIO SALDO DI PARTE CORRENTE INDEBITAMENTO NETTO

TOTALE SPESE FINALI

Esistono diverse classificazioni del bilancio, rispetto: - ai soggetti dellattivit finanziaria pubblica - alloggetto, cio alle operazioni rilevate - ai criteri di registrazione - allorizzonte temporale - alle fasi e alla natura delle valutazioni - ai criteri di classificazione delle entrate e delle spese. Bilancio di competenza: si riportano le entrate che si ha diritto di riscuotere e le spese che ci si impegna a effettuare in un esercizio finanziario, indipendentemente dal momento della effettiva riscossione o pagamento. Bilancio di cassa: si riportano le entrate e le spese effettivamente riscosse e/o pagate, indipendentemente dal periodo in cui sono maturate. Il bilancio annuale ha carattere deliberativo e autorizzativo. Il bilancio pluriennale ha carattere conoscitivo e programmatico. Le rilevazioni infra-annuali (es.: il conto trimestrale o mensile) hanno carattere informativo.

a) Il sistema economico capace di realizzare spontaneamente la p.o.

delle risorse produttive. I W, flessibili, possono eliminare gli squilibri della u; b) il sistema di mercato in grado di realizzare limpiego ottimale delle risorse produttive. La concorrenza perfetta fa in modo che i fattori produttivi siano distribuiti fra i vari possibili impieghi in modo da riflettere nel massimo grado le preferenze dei consumatori e da realizzare le condizioni del costo minimo. Ne deriva una generale diffidenza verso lintervento pubblico nelleconomia, tipico della finanza liberale, per non corrompere gli equilibri volontaristici raggiunti dal sistema. Il bilancio pubblico deve avere le caratteristiche di universalit e pubblicit. Centrale lassunto di pareggio annuale di bilancio.

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Pareggio del bilancio Lo Stato preleva imposte nella misura indispensabile a soddisfare i bisogni collettivi primari. Mentre la spesa statale deve rimanere rigorosamente entro i limiti del prelievo fiscale occorrente per pagare i bisogni collettivi fondamentali. Se lo Stato spende di pi di quanto preleva con le imposte dai privati (G>T), la sua domanda di beni non esattamente sostitutiva bens parzialmente aggiuntiva rispetto a quella dei privati. La spesa totale perci aumenter. Ma se vi la p.o. delle risorse produttive, lofferta di beni non pu espandersi. Cos, la conseguenza inevitabile del disavanzo statale sar linflazione (p). In p.o. delle risorse produttive, ogni spesa pubblica ha leffetto di sottrarre una parte di questi fattori agli impieghi privati (pi produttivi), e di destinarli agli impieghi pubblici (meno produttivi). Il disavanzo viene concepito come un fenomeno di finanza straordinaria, giustificato solo per il sopraggiungere di fatti non ricorrenti (guerre, calamit naturali, etc.).

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In merito alla scelta sui modi di copertura del disavanzo pubblico, la finanza ortodossa riteneva il ricorso allemissione di mezzi monetari a carattere eccezionale (poich, in p.o., se MS allora p). La creazione di M influenzerebbe C. Il ricorso alle imposte straordinarie permette di limitare il pregiudizio recato allaccumulazione di capitale, e quindi allo sviluppo di l.p., ma fa aumentare le dimensioni delloperatore pubblico. Un T porterebbe a C, attenuando la pressione della domanda sullofferta di beni. Vale la teoria quantitativa ortodossa. Il ricorso ai prestiti pubblici (emissione di titoli di debito) permette di limitare il pregiudizio recato al soddisfacimento dei bisogni di consumo immediato della collettivit, ma crea una iniquit inter-generazionale. Gli esponenti della finanza ortodossa tra le 3 alternative forme di copertura preferiscono le imposte straordinarie, stante lesigenza di contenere lespansione della AD (non potendo adeguarvisi la AS, almeno nel b.p., a causa della p.o.) ed evitare gli squilibri di natura inflazionistica. Si ha una concezione statica del bilancio pubblico. La finanza classica la finanza della p.o.

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Presupposto: sistematica tendenza delleconomia di mercato ad assestarsi spontaneamente su equilibri di sottoccupazione. In presenza di u derivante da un livello insufficiente della AD, la formazione di disavanzi di bilancio pubblico trova giustificazione nellesigenza di porre in atto misure di sostegno alla AD. Leccesso di spesa statale sulle sue entrate (G>T) implica unespansione della spesa totale del sistema, causando N, Y*. Essendo u un fenomeno normale del funzionamento delleconomia di mercato, anche il disavanzo pubblico deve essere considerato normale. La creazione di mezzi monetari aggiuntivi e il ricorso a prestiti pubblici costituiscono per i keynesiani i sistemi di copertura del disavanzo da preferire. Quando vi siano risorse produttive disoccupate, la spesa pubblica riceve i crismi della sua economicit dal proposito di rimuovere lo stato di disoccupazione delle risorse. La finanza keynesiana pertanto vista come la finanza della recessione.
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Lidea centrale che la P.F. del Governo dovrebbe essere attuata con lo sguardo rivolto ai risultati di tale politica sulleconomia, e non alle concezioni di una qualche teoria economica. Tale concezione costituisce il presupposto per una visione flessibile dei compiti dello Stato. In recessione, con una riduzione del gettito fiscale dovuta a Y, la finanza ortodossa solleciterebbe G, a causa del postulato del pareggio di bilancio. Ma se la recessione dovuta a AD<AS, la riduzione della G ne inasprirebbe la portata. In espansione, si ha AD>AS, profilandosi p. In caso di persistenti deficit di bilancio pubblico, come auspicato dai keynesiani (data la tendenza del sistema economico ad assestarsi su equilibri di sottoccupazione), le pressioni inflazionistiche verrebbero ulteriormente aggravate. La finanza funzionale assume allora i connotati di una finanza compensativa, proponendosi di compensare sia le insufficienze che gli eccessi della AD, mirando al sistematico adeguamento della spesa totale al volume di beni che possibile produrre al livello esistente dei prezzi.
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Limposizione fiscale (T) dovrebbe rispondere alla funzione di procacciare allo Stato i mezzi per i suoi pagamenti. Essa ha come effetto principale quello di sottrarre potere dacquisto ai contribuenti. Di conseguenza, in recessione (con AD<AS), T; mentre, in espansione (con AD>AS e p), T. La spesa pubblica (G) non dovrebbe essere commisurata al gettito fiscale, o spinta al di sopra di esso solo in presenza di eventi straordinari. Leffetto rilevante di G quello di esercitare una domanda aggiuntiva di beni rispetto a quella privata. Pertanto, G raccomandabile in recessione; mentre in espansione preferibile G. Nel corso dei periodi deflazionistici, Dis (poich T e G), cos che G>T compensi AD<AS. Nel corso dei periodi inflazionistici, Dis (poich T e G), cos che G<T compensi AD>AS. Assume centralit il postulato dellequilibrio (tendenziale) di l.p. del bilancio pubblico: gli avanzi formati nei periodi di espansione della AD (fasi espansive) debbono contrapporsi ai disavanzi realizzati nei periodi di recessione della AD (fasi depressive).

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- Progressivit del sistema tributario. - Sussidi di disoccupazione.

In espansione, aumenta la base imponibile e quindi il gettito, a parit di aliquote (T); inoltre u, per cui lelargizione di questi sussidi diminuisce. In recessione, diminuisce la base imponibile e con essa il gettito, a parit di aliquote (T); inoltre u, per cui lelargizione di questi sussidi si accresce. La finanza funzionale tra i 3 metodi di copertura del disavanzo raccomanda un dosaggio del ricorso ai prestiti pubblici (che i e I) e la creazione di mezzi monetari (che i e I).

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Y = C + I + G (in economia chiusa: X=M=0 NX=0) C = c(Y-T) Y = c(Y-T) + I + G Y - cY = I + G - cT

Se I=0, otteniamo lequazione del moltiplicatore del bilancio pubblico:

Per ogni incremento unitario della spesa pubblica (G=1), a parit di entrate tributarie (T=0), si verifica un aumento della AD pari a:

- Ad esempio, se la propensione marginale al consumo (c) dell80%

(=0,8), questo aumento pari a 5.

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Per ogni riduzione unitaria delle imposte (T=-1), a parit di spesa pubblica (G =0), si determina un aumento della AD pari a:

Ad esempio, con una propensione marginale al consumo (c) dell80% (=0,8), questo aumento pari a 4. Il minor effetto dovuto al fatto che la tassazione non entra direttamente nel circuito del reddito. Un aumento della spesa pubblica (G>0) provoca, in primo luogo, unespansione diretta della domanda (pubblica) di beni, di importo pari alla spesa pubblica aggiuntiva (G). Questo il primo stimolo alla AD. A questo stimolo, si aggiungono i noti processi moltiplicativi della spesa privata. Y = c0G + c1G + c2G ++ cnG
Una riduzione delle imposte aumenter anchessa il reddito, ma i suoi effetti per ogni euro saranno sempre minori di quelli di un aumento delle spese. Infatti, un euro di spesa aumenta sempre il reddito di un euro in pi di quanto faccia una riduzione di un euro nelle imposte. P. A. SAMUELSON

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Invece, uneguale riduzione delle imposte (T<0) non comporta, di per s, unespansione diretta della domanda (pubblica) di beni, ma semplicemente un incremento del potere dacquisto disponibile, al netto dei tributi, presso i contribuenti. solo nella misura in cui questi ultimi lo devolvono effettivamente in acquisti aggiuntivi di beni (C) che si ha il primo stimolo alla AD. Questo primo stimolo perci misurato dallimporto dellalleggerimento fiscale e dalla propensione alla spesa di consumo della collettivit (cT). A questa iniziale espansione della domanda, seguiranno quindi i noti effetti moltiplicativi. Y = - cT - c(cT) - c[c(T)] - Pertanto, il primo impulso sulla AD di intensit diversa nei due casi. Esso pari allintero importo della spesa pubblica aggiuntiva (G) nel caso di aumento delle spese pubbliche. Mentre, pari solo ad una parte del taglio fiscale la parte di questo effettivamente spesa dalla collettivit (cT) nel caso di alleggerimento fiscale.
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La conclusione generale che si ricava che eguali effetti sulla domanda globale possono essere ottenuti mediante deficit di importo diverso. Un determinato effetto propulsivo della domanda globale pu essere ottenuto: - o con un disavanzo minore (Dis), ottenuto con aumenti della spesa pubblica (G >0) - o con un disavanzo maggiore (Dis), ottenuto con riduzioni delle imposte (T<0).

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Un aumento della spesa pubblica redistributiva (Tr>0) produce minori effetti rispetto ad un eguale aumento di quella produttiva, perch provoca un incremento iniziale della domanda pari soltanto allentit dei maggiori consumi indotti da quella maggiore spesa (C = cTr). Questo il primo stimolo alla AD. A questo stimolo, si aggiungono i noti processi moltiplicativi della spesa privata. Y = cTr + c(cTr) + c[c(cTr)] +

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Dal punto di vista politico, la riduzione delle imposte (T) promuove un aumento della quota delle risorse produttive destinate ad utilizzazioni che vengono decise dagli operatori privati, giacch coinvolge una dilatazione del potere dacquisto di cui essi dispongono. Laumento della spesa (G) genera un effetto opposto, ossia una maggiore devoluzione dei beni prodotti dal sistema a fini decisi dalloperatore pubblico. Nel primo caso (T<0), tende a restringersi il controllo pubblico dellimpiego delle risorse. Nel secondo caso (G>0), tende ad espandersi il controllo pubblico dellimpiego delle risorse.

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Dal punto di vista tecnico, le due soluzioni non si equivalgono soprattutto sotto il profilo della diversa pressione fiscale e del diverso volume del debito pubblico. Un disavanzo maggiore ottenuto con riduzioni delle imposte (T<0), determina una pi contenuta pressione fiscale ma un pi marcato aumento dello stock di debito pubblico. Nei paesi in cui questa abbia raggiunto valori pi elevati, le autorit di P.E. potrebbero optare per questa soluzione. Un disavanzo minore ottenuto con maggiori spese pubbliche (G>0), determina un pi contenuto aumento del debito pubblico, non intaccando la pressione fiscale. Cos, nelle economie in cui il debito pubblico sia gi pervenuto a dimensioni cospicue, si tender ad accordare la preferenza a tale soluzione.

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Se limposizione in somma fissa (poll tax: una testa una tassa) e influisce soltanto su C, si ha:

da cui si ottiene:

Il moltiplicatore della tassazione in somma fissa : -c/(1-c), ed minore di quello della spesa pubblica, che pari a 1/(1-c). Il decremento di 1 unit di T provoca un incremento di reddito disponibile minore dellincremento di reddito prodotto allaumento di 1 unit di G. Se c=0,7: -c/(1-c)=-2,33. Se c=0,7: 1/(1-c)=3,33. Esempi pratici: community charge (III Governo THATCHER).

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Se limposizione proporzionale, si ha:

dove t (laliquota di imposta) costante, da cui si ottiene:

Il moltiplicatore della tassazione proporzionale : 1/[1-c(1-t)], ed minore di quello della spesa pubblica, che pari a 1/(1-c). Il decremento di 1 unit di T provoca un incremento di reddito disponibile minore dellincremento di reddito prodotto allaumento di 1 unit di G. Se c=0,7 e t=0,3: 1/[1-c(1-t)]1,27. Esempi pratici: flat tax.

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Se limposizione progressiva, t (laliquota media di imposta) non costante, bens funzione crescente del reddito del contribuente: t=f(Y). Pertanto t corrisponde alla pressione fiscale media. Se vi sono mutamenti della spesa autonoma che tendono a far variare solo il numero dei percettori di reddito, rimanendo invariato il reddito pro-capite, t non varier. Al contrario, variazioni della spesa autonoma che si riflettono in variazioni nella stessa direzione del reddito, faranno variare t. Se la spesa autonoma aumenta, t, e viceversa. Fiscal drag: aumento dellimposizione in termini reali che deriva dalla compresenza di un aumento dei prezzi (p) e della progressivit delle aliquote. Se AD, in situazione di p.o., p. Il reddito pro-capite rimane invariato in termini reali (Y/P), poich le aliquote progressive di imposta sono fissate in relazione al reddito monetario (Y), per cui t. Pertanto, il reddito disponibile reale (Y-T)/P.
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Generalmente, le imposte dirette sono progressive (mentre quelle indirette sono proporzionali), per cui il loro aumento pu corrispondere a unincisiva azione perequativa della distribuzione personale del reddito. Erosione fiscale: esenzione totale o parziale di talune tipologie di reddito dallimposta. Elusione fiscale: possibilit di organizzare e gestire i propri affari, nellambito delle norme tributarie esistenti (senza contravvenire a esse), in modo da rendere minimo o annullare il carico fiscale. Evasione fiscale: possibilit di organizzare e gestire i propri affari, contravvenendo alle norme tributarie esistenti. Leffetto di questi fenomeni quello di concentrare gli oneri fiscali sui lavoratori dipendenti, che non possono attuare queste strategie, essendo soggetti al meccanismo della ritenuta alla fonte. Strumenti anti-evasione: controlli amministrativi, coefficienti presuntivi di reddito, revisione del redditometro per le imposte; minimum tax; studi di settore. Equit orizzontale: pari trattamento di persone che si trovano nelle stesse condizioni (si trattano identicamente casi identici). Equit verticale: diverso trattamento di persone che si trovano in condizioni diverse (si trattano diversamente casi diversi).

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G ha effetti espansivi, agendo direttamente su Y, mentre T influisce su Y-T, su C e, attraverso C, su Y. Laumento di 1 unit di G, comporta un aumento immediato di Y; mentre laumento di 1 unit di T, comporta una riduzione immediata di c unit del consumo e, quindi, di Y. Essendo 0<c<1, vi un aumento immediato di Y, seguito da successivi aumenti via moltiplicatore. Il moltiplicatore della spesa, 1/(1-c), maggiore di quello delle imposte, -c/(1-c). Se si ipotizzano una variazione di G, G0, e una variazione di T, T0, la corrispondente variazione di Y, Y pari a:

Ma, se G>0 finanziato interamente dallimposizione, ossia se G=T, si ha: dalla quale deriva:
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In uneconomia chiusa e con aliquota marginale dimposizione nulla, un aumento della spesa pubblica interamente finanziato con un pari aumento dellimposizione fiscale autonoma, determina un aumento del reddito di equilibrio.

Un G pari a 1 unit, finanziato da un pari incremento dellimposizione, T, per cui G=T, porta a un Y di 1 unit. Il teorema del bilancio in pareggio indica la possibilit di conseguire un qualsivoglia obiettivo del livello di G pari a quello di Y. Ovviamente, G e T comportano che la AD sar vieppi composta da una quota crescente di consumo pubblico (Cg), cio la struttura economica sar caratterizzata da una presenza via via pi preponderante delloperatore pubblico. Il teorema di HAAVELMO non valido in situazione di p.o. Una volta raggiunto il reddito di p.o. non sar pi possibile che il reddito di equilibrio aumenti a seguito di AD. Aliquota marginale: pari al rapporto tra la variazione dellammontare dell'imposta e la corrispondente variazione dellammontare della base imponibile.

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Il finanziamento con BM meno costoso rispetto a quello con debito. Quando la creazione di BM eccessiva rispetto a quella in grado di garantire la stabilit del potere dacquisto della M, si pu avere una tassa da inflazione, che avvantaggia i debitori, riducendo il valore reale dei debiti. Un finanziamento di G addizionale, attuato solo con emissione di BM, comporta uno spostamento a destra sia della IS (IS0 IS1) che della LM (LM0 LM1). Come risultato, Y, mentre non pu dirsi a priori cosa accada a i. La P.M. che assicura linvarianza di i definita accomodante, permettendo alla P.F. espansiva di esplicare appieno i suoi effetti, contrastando i. Il coordinamento delle politiche assume rilievo.

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Secondo i monetaristi, il finanziamento monetario di G provocherebbe inflazione (p), mentre il finanziamento di G attraverso lemissione di titoli di debito pubblico sostituirebbe G alla spesa privata per I. Se G>0 viene finanziato con prestiti pubblici, in presenza di una LM orizzontale, a G corrisponderebbe un Y=AB. Se, invece, la LM non orizzontale, Y=AD (<AB); ci perch il moltiplicatore Y/G minore che nel caso precedente, sussistendo un effetto di freno esercitato dalla MS costante, che non impedisce i (effetto di retroazione monetaria). Y (=AD) produce: MDtrans., MD > MS, i, I, freno a Y. La sostituzione di G alla spesa privata per I prende il nome di spiazzamento finanziario (crowding out), connesso con i derivante da una P.M. non accomodante. Dunque, gli I privati vengono spiazzati.

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Data una sequenza di spesa pubblica, e imponendo il vincolo del pareggio intertemporale del bilancio pubblico, leffetto che la spesa pubblica esercita sul reddito di equilibrio e sui consumi esattamente il medesimo, a prescindere dal fatto che essa sia finanziata con imposte, oppure con lemissione di titoli del debito pubblico. Secondo la N.M.C., G causa uno spiazzamento reale completo, poich i privati prevedendo che lo Stato, al fine di rimborsare il debito pubblico, T diminuiranno i consumi attuali (C). Pertanto, i titoli di debito pubblico non costituiscono una forma di ricchezza netta: a un loro aumento nei portafogli dei privati corrisponderebbe la percezione di un pari incremento del valore attuale dei debiti, a causa dellinasprimento fiscale necessario per ripagare il debito. Alla base di questa teoria c lassunto di ultra-razionalit (forward-looking) dei consumatori. Questa conclusione va sotto il nome di Teorema di equivalenza di RICARDO e BARRO, volendo significare che il finanziamento della spesa pubblica (G) attraverso lemissione di titoli di debito pubblico in realt equivale al finanziamento mediante imposte (T). Si parla di spiazzamento reale perch ad essere spiazzati da G sono i consumi privati (C).

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Sul versante opposto a quello di ultrarazionalit, lefficacia di una manovra della spesa pubblica finanziata con emissione di titoli di debito pubblico potrebbe essere accresciuta dal carattere fruttifero del debito, che farebbe aumentare il reddito disponibile (Y-T), concorrendo ad amplificare gli effetti espansivi di G. Questo effetto si annullerebbe non appena si verificasse una politica di rientro dal deficit, perch le maggiori imposte compenserebbero laumento del reddito disponibile indotto dagli interessi percepiti.

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Il debito pubblico costituito dalla somma del disavanzo di bilancio del periodo attuale pi gli interessi che si stanno pagando per i titoli emessi nei periodi precedenti, allo scopo di finanziare i relativi deficit di bilancio. Il rapporto tra B, debito pubblico nominale, e pY (PIL nominale), ossia B/pY, aumenta se: - B - pY - B e pY, cio B aumenta pi velocemente di pY - B e pY, cio B diminuisce pi lentamente di pY.

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B dipende da: - Se vi pareggio primario di bilancio (GpT=0) e, quindi, in presenza di un disavanzo totale di bilancio dovuto alla sola INT e in assenza di finanziamento monetario del disavanzo, B pu crescere solo a causa degli interessi sullo stock di debito accumulato (pari a iB). Pertanto B=f(i): i - p - Y > 0

B - p - Y > 0

Ma i-p=r. Dunque, in assenza di disavanzo primario e di finanziamento monetario, B/pY se r>Y. - Se vi disavanzo primario di bilancio (Gp>T) e, quindi, in presenza di un disavanzo totale di bilancio dovuto sia a INT che a Gp>T finanziato con BM, allora B non sarebbe alimentato dal deficit primario, e resterebbe valida la conclusione precedente. Se, invece, il deficit primario non fosse coperto con mezzi monetari, vi sarebbe unulteriore fonte di B. Infatti, in tal caso, B per rY (cio, anche per r=Y). - Se vi avanzo primario (Gp<T), questo tende a frenare B, fino ad annullarlo se r<Y.

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Ripudio o disconoscimento: il Governo non riconosce lobbligo del proprio Stato a restituire le somme ricevute in prestito, tramite collocazione di titoli del debito pubblico, e/o non riconosce il dover pagare gli interessi su queste somme. Default: il Governo annuncia di non essere in grado di pagare gli interessi maturati sul debito pubblico, e/o di restituire i debiti che vengono a scadenza, e quindi non paga quanto deve nei tempi dovuti. Consolidamento: trasformazione della scadenza del debito pubblico da determinata a infinita. Ristrutturazione: mutamento delle condizioni del prestito, riguardante il tasso dinteresse. Rientro: riduzione del rapporto B/Y.

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Le misure tese a Y (il denominatore del rapporto B/Y) sono di difficile attuazione, perch se il valore di B/Y elevato non si pu ricorrere alle manovre di bilancio espansive, tendenti a stimolare la AD (G, T) poich aggraverebbero il problema del Dis. Lo stimolo a Y pu venire da una riqualificazione di G, che ne aumenti lefficienza, spostando risorse dalla spesa meno produttiva (Tr) a quella pi produttiva (R&S, I). Altri strumenti di sviluppo di Y sono: - politiche di moderazione salariale; - politiche di deprezzamento del cambio; - P.M. espansiva.

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Lavanzo primario facilita B/Y. Laccrescimento del saldo primario pu risultare da: - politiche della spesa, miranti a G - politiche delle entrate, miranti a T - politiche di privatizzazione - riorganizzazione del sistema tributario - ammodernamento della P.A. - contrasto a evasione, elusione ed erosione fiscale.

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Se r allora la spesa per oneri passivi diminuisce (INT), contribuendo a B/Y. Ci pu avvenire attraverso: - una politica di gestione del debito pubblico in grado di ridurre il costo reale di B, agendo sulle condizioni alle quali viene emesso o sul funzionamento dei mercati secondari dei titoli; - strumenti di controllo diretto: vincoli di portafoglio, massimale sugli impieghi, prestito forzoso; - ridurre la mobilit dei capitali, al fine di rendere praticabili politiche volte a mantenere i tassi dinteresse interni pi bassi che allEstero, senza che ci provochi deprezzamenti del cambio; - rafforzare la stabilit del cambio, inducendo negli operatori aspettative conformi.

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a) Stabilit dei prezzi: il tasso dinflazione di un dato Stato membro

non deve superare di oltre l1,5% quello dei 3 Stati membri che avranno conseguito i migliori risultati in materia di stabilit dei prezzi nell'anno che precede lesame della situazione dello Stato membro; b) deficit pubblico: il rapporto tra il disavanzo pubblico annuale e il PIL non deve superare il 3% alla fine dellultimo esercizio finanziario concluso. In caso contrario, tale rapporto deve essere diminuito in modo sostanziale e costante e aver raggiunto un livello prossimo al 3%; c) debito pubblico: il rapporto tra il debito pubblico lordo e il PIL non deve superare il 60% alla fine dellultimo esercizio di bilancio concluso. In caso contrario, tale rapporto deve essersi ridotto in misura sufficiente e deve avvicinarsi al valore di riferimento con ritmo adeguato;

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d) tasso di cambio: Lo Stato membro deve aver partecipato al

meccanismo di cambio del Sistema monetario europeo senza soluzione di continuit nel corso dei due anni precedenti lesame della sua situazione, senza peraltro essere stato soggetto a gravi tensioni. Inoltre, lo Stato membro non deve aver svalutato la moneta nazionale (ovvero il tasso centrale bilaterale della propria valuta in rapporto a quella di un altro Stato membro) di propria iniziativa nel corso del suddetto periodo; e) tassi dinteresse: i tassi di interesse nominali a lungo termine non devono superare di pi del 2% quelli dei tre Stati membri, al massimo, che avranno conseguito i migliori risultati in termini di stabilit dei prezzi.

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Il Patto di stabilit e crescita (PSC) un accordo stipulato dai paesi membri dellUnione Europea, inerente al controllo delle rispettive politiche di bilancio, al fine di mantenere fermi i requisiti di adesione allUnione Economica e Monetaria europea (Eurozona). Detto anche "Trattato di Amsterdam", fu sottoscritto nel 1997 al fine di realizzare il rafforzamento del percorso dintegrazione monetaria intrapreso nel 1992 con la sottoscrizione del "Trattato di Maastricht". In base al PSC, gli Stati membri che, soddisfacendo tutti i cosiddetti parametri di Maastricht, hanno deciso di adottare leuro, devono continuare a rispettare nel tempo quelli relativi al bilancio pubblico, ossia:

un deficit pubblico non superiore al 3% del PIL; un debito pubblico al di sotto del 60% del PIL (o, comunque, un debito pubblico tendente al rientro).

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Il "Trattato sulla stabilit, il coordinamento e la governance dell'Unione economica e monetaria", pi comunemente definito "Fiscal compact", firmato da 25 Stati dellUE, contiene una serie di regole doro che sono comunque vincolanti per i firmatari, fra i quali lItalia. I punti principali contenuti nei 16 articoli del trattato sono i seguenti:
1.

Limpegno ad avere bilanci pubblici in equilibrio, o meglio ancora positivi al netto del ciclo economico. Il deficit strutturale non deve superare lo 0,5% del Pil e, per i Paesi il cui debito inferiore al 60% del Pil, l'1%. Ogni Stato garantisce correzioni automatiche quando non raggiunge gli obiettivi di bilancio concordati, ed obbligato ad agire con scadenze determinate. Le nuove regole devono essere inserite nella legislazione nazionale, preferibilmente in norme di tipo costituzionale. Dopo che alcuni Stati hanno evidenziato che questo avrebbe richiesto un referendum, stato deciso di non rendere obbligatoria questa indicazione: bastano altri tipi di garanzie.

2.

3.

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4.

La Corte europea di giustizia verificher che i Paesi che hanno adottato il trattato lo abbiano trasposto nelle leggi nazionali. In caso contrario, uno Stato pu essere deferito alla Corte dagli altri e incorrere in una sanzione pari allo 0,1% del Pil. Il deficit pubblico dovr essere mantenuto al di sotto del 3% del Pil, come previsto dal "Patto di stabilit e crescita", e in caso contrario scatteranno sanzioni semi-automatiche. Ci saranno almeno due vertici allanno dei 17 leader dei Paesi che adottano leuro, con gli altri Paesi invitati almeno a uno dei due. Il trattato intergovernativo entrer in vigore quando sar stato ratificato da almeno 12 dei Paesi interessati.

5.

6.

7.

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- ACOCELLA N., Politica economica e strategie aziendali, Carocci,

Roma, 2008 (Capitolo 13). - CELLINI R., Politica Economica, McGraw-Hill, Milano, (Capitolo 18). - MARZANO A., Politica macroeconomica, U.T.E.T., Torino, (Capitoli 4 e 5).

2010

2006

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