Sei sulla pagina 1di 55

Elementi di Scienza delle Finanze

di Mariarita Antonella Romeo


In questi appunti schematici si propongono gli elementi fondamentali di scienze
delle Finanze cos come esposti da nel libro "Elementi di Scienza delle
Finanze" di Roberto Artoni nell'edizione del 2005.
In particolare ci si sofferma sulla base imponibile per il calcolo dell'IRPF e sul
calcolo dell'IRES.

Universit: Universit degli Studi di Lecce


Facolt: Economia
Esame: Scienza delle finanze e della regolamentazione
dei mercati
Titolo del libro: Elementi di scienza delle finanze
Autore del libro: Roberto Artoni
Editore: Il Mulino
Anno pubblicazione: 2005

Mariarita Antonella Romeo

Sezione Appunti

1. Il vincolo di bilancio dinamico


bt = (gt - t) + (1 + r/1 + n) * bt-1
b il rapporto debito/PIL
g la spesa primaria
la leva fiscale
r il tasso si interesse nominale
n il tasso di crescita del PIL
- variazione del rapporto debito/PIL delle Amministrazioni Pubbliche
bt bt1
- rapporto indebitamento netto primario/PIL (gt - t) DISAVANZO PRIMARIO
impatto del divario tra onere medio del debito e tasso di crescita del PIL (1 + r/1 + n) * bt-1
La variazione del rapporto si verificata perch, pur avendo un avanzo primario, il rapporto debito/PIL
cresciuto perch, in quegli anni, (1 + r/1 + n) * bt-1 era molto
elevato.
La variazione del rapporto debito/PIL
spiegata da due fattori : il disavanzo primario e (1 + r/1 + n) * bt-1. Dal 1995 al 1999, il rapporto debito/PIL
diminuito perch gli avanzi primari sono stati molto grossi. Si presentata una piccola riduzione di (1 +
r/1 + n) * bt-1 anche se , comunque, rimasta elevata.
Dal 2000, gli avanzi primari hanno teso a diminuire, sino quasi ad annullarsi nel 2006.
Nel 2005, invece, accaduto che, nonostante ci sia stato un piccolo avanzo, il rapporto debito/PIL teso ad
aumentare perch (1 + r/1 + n) * bt-1 era molto grosso.
La PRESSIONE FISCALE il rapporto tra le entrate tributarie ed il PIL al netto delle imposte in conto
capitale.
Il SALDO PRIMARIO la differenza tra le entrate e le spese pubbliche, senza considerare gli interessi da
pagare sul debito.
L ALIQUOTA MEDIA pari al rapporto tra lammontare dellimposta e lammontare della base
imponibile.
L ALIQUOTA MARGINALE misura la variazione del debito dimposta alla variazione unitaria o
infinitesimale del reddito.
Le variabili che comportano un aumento del rapporto debito/PIL sono il disavanzo primario, cio la
differenza tra spese ed entrate al netto degli interessi, e gli
interessi.
Le variabili che comportano una diminuzione del
rapporto debito/PIL sono lavanzo primario
(t > gt).In presenza di un avanzo primario non sempre ci
sar una diminuzione del rapporto debito/PIL perch, appunto, potrei avere un avanzo primario, ma potrei
anche avere un tasso dinteresse pi alto del tasso delleconomia.
Un sistema di tassazione soddisfa la CEN se i fattori fiscali non influiscono sulle scelte di localizzazione
degli investimenti di un investitore domestico.
Un sistema di
tassazione soddisfa la CIN se, allinterno di un paese, i fattori fiscali non influiscono o penalizzano gli
investimenti provenienti da paesi diversi.
Dal punto

Elementi di Scienza delle Finanze

Pagina 1 di 53

Mariarita Antonella Romeo

Sezione Appunti

di vista economico, la CEN desiderabile perch realizza unallocazione efficiente del capitale tra
paesi.
La
CEN possibile realizzarla attraverso il principio della residenza, cio tutti i redditi afferiscono
immediatamente e integralmente al loro titolare e sono oggetto di tassazione nel paese di residenza del
percettore.
La
CIN possibile realizzarla attraverso il principio della fonte, cio i redditi sono tassati nel paese di
produzione del reddito, prescindendo dal luogo di residenza e dalla posizione reddituale complessiva del
percettore.
Non
possibile realizzare congiuntamente CEN e CIN perche il principio della fonte non realizza la CEN e il
principio della residenza non realizza la CIN.

Elementi di Scienza delle Finanze

Pagina 2 di 53

Mariarita Antonella Romeo

Sezione Appunti

2. La doppia marginalizzazione
Lesempio pi conosciuto di esternalit riguardanti le imprese verticalmente separate quello della doppia
marginalizzazione.
Supponiamo che un produttore si rivolga ad un rivenditore per vendere i suoi prodotti ai consumatori finali e
che il primo venda al secondo ad un prezzo unitario costante. Ipotizziamo per semplicit che il rivenditore
non sostenga nessun altro costo, al di fuori del prezzo dingrosso.
Entrambe le imprese desiderano massimizzare i loro profitti e tutte e due scelgono il margine di monopolio
rispetto ai loro costi : limpresa a monte sceglie il prezzo allingrosso w, dato il suo costo c e limpresa a
valle sceglier p dato il suo costo, rappresentato dal prezzo allingrosso w.
Se entrambe le imprese aggiungono un proprio ricarico al costo, il risultato finale sar che i consumatori
pagheranno un prezzo pi alto di quello che sarebbe ottimale dal punto di vista della catena verticale.
Se le due imprese appartenessero allo stesso gruppo, il prezzo finale p sarebbe scelto caricando un unico
mark-up sul costo c.

Motivi per i quali una fusione verticale fra le due imprese, puo essere valutata positivamente
dalle autorit antitrust
I prezzi sono pi bassi con una struttura verticalmente integrata, che non con una separata. Dal momento che
lintegrazione verticale delle due imprese comporta una riduzione del prezzo, il surplus dei consumatori
m i g l i o r a
g r a z i e
a l l a
f u s i o n e
verticale.
I profitti
creati dalla catena verticale sono maggiori con lintegrazione verticale. Ci significa che il produttore pu
sempre pagare al rivenditore almeno il profitto che questultimo realizzerebbe con una struttura separata, al
fine di convincerlo a partecipare alla concentrazione. Entrambe le imprese riescono a trarre guadagno dalla
fusione. Accertato che sia il surplus dei consumatori che quello dei produttori aumentano in seguito
allintegrazione verticale, il benessere sociale totale migliorer.

Esempi di restrizioni verticali


Limpresa a monte pu riuscire a superare il problema dellesternalit derivando dalla doppia
marginalizzazione, utilizzando vari tipi di restrizioni verticali :
Prezzo di rivendita imposto (RPM)
Fissazione delle quantit (QF)
Prezzi non lineari e franchise fee (FF)

Motivi per i quali le restrizioni verticali possono essere valutate positivamente dalle autorit
antitrust

Elementi di Scienza delle Finanze

Pagina 3 di 53

Mariarita Antonella Romeo

Sezione Appunti

Le restrizioni verticali possono portare a dei guadagni di efficienza, ma in alcune situazioni possono avere
effetti anticompetitivi e quindi una regola di proibizione assoluta sarebbe poco desiderabile perch non si
considererebbero gli effetti di efficienza che probabilmente prevalgono in molti casi.
Le restrizioni verticali sono anticompetitive solo se riguardano imprese dotate di un considerevole potere di
mercato, quindi, la portata anticoncorrenziale delle restrizioni verticali si riduce allaumentare del numero
delle imprese rivali. Le imprese con ridotto potere di mercato non necessario monitorarle, ma sarebbe
efficiente esentarle.

Elementi di Scienza delle Finanze

Pagina 4 di 53

Mariarita Antonella Romeo

Sezione Appunti

3. La base imponibile dell'IRPEF


Per comprendere natura, funzioni ed effetti dellImposta Personale sul Reddito delle Persone Fisiche si deve
partire dai criteri di determinazione della base imponibile per giungere alle modalit di pagamento
dellimposta.
La base imponibile dellIRPEF costituita dal reddito complessivo afferente alle persone fisiche,al netto
delle detrazioni e ad esclusione delle entrate per legge non assoggettate a questa imposta.
Il reddito complessivo dato dalla somma dei redditi di ogni categoria determinati sulla base di specifici
criteri.
La differenza fra il reddito complessivo e gli oneri deducibili e le deduzioni definita reddito imponibile.
Limposta lorda risulta dallapplicazione della scala delle aliquote al reddito imponibile.
Limposta netta si ottiene sottraendo dallimposta lorda le detrazioni riconosciute in particolari circostanza
oggettive e soggettive.
La struttura dellIRPEF definibile in termini di presupposto,soggetti passivi e base imponibile.
Presupposto dellIRPEF il possesso di redditi imponibili in denaro o in natura.Limposta si applica sul
reddito complessivo del contribuente,costituito:
- per i residenti da tutti i redditi posseduti al netto delle deduzioni
- per i non residenti da tutti i redditi prodotti nel territorio dello Stato
Il reddito complessivo si determina sommando i singoli redditi classificati nelle seguenti categorie:
1. redditi fondiari
2. redditi di capitale
3. redditi di lavoro dipendente
4. redditi di lavoro autonomo
5. redditi dimpresa(societ di persone prive di personalit giuridica)
6. redditi diversi
Sulle modalit di determinazione del reddito complessivi ai fini IRPEF conviene fare alcune osservazioni:
- nel nostro ordinamento le persone giuridiche e le persone fisiche sono obbligate ad effettuare una ritenuta
sulle somme erogate nella misura stabilita dalla legge
- la ritenuta effettuata sui redditi di capitale dagli enti erogatori in generale a titolo dimposta o
definitiva,nel senso che il reddito corrispondente non entra a far parte della base imponibile dellimposta
personale.
- le ritenute sui redditi da lavoro sono a titolo di acconto del debito,dimposta che alla fine del periodo
graver sul contribuente .Le ritenute a titolo dacconto,di conseguenza,devono essere sommate ai redditi del
contribuente ,rientrando quindi nella base imponibile IRPEF
- quando si percepiscono redditi prodotti allestero ,le imposte ivi pagate a titolo definitivo,possono essere
utilizzate entro certi limiti per lassolvimento del debito IRPEF.Si parla di crediti dimposta che
costituiscono una parte del reddito complessivo del contribuente e quindi come tali sono assoggettati ad
imposta.
LIRPEF si applica al reddito complessivo che risulta dalla somma degli importi percepiti dal
contribuente,di tutte le ritenute subite a titolo di acconto e dei crediti dimposta eventualmente riconosciuti.
Su un piano pi generale, il nostro sistema tributario fonda la tassazione su unimposta personale.

Elementi di Scienza delle Finanze

Pagina 5 di 53

Mariarita Antonella Romeo

Sezione Appunti

In alternativa,il sistema avrebbe potuto essere costituito su un insieme di imposte reali,ognuna delle quali
autonomamente applicata a singole tipologie di reddito.
I sistemi tributari di tutti i paesi avanzati sono caratterizzati dalla presenza di unimposta personale sul
reddito che dovrebbe consentire:
- la realizzazione di criteri di progressivit
- lintroduzione di forme di esenzione per i redditi al di sotto di un certo livello minimo
- la considerazione della posizione familiare del contribuente

Elementi di Scienza delle Finanze

Pagina 6 di 53

Mariarita Antonella Romeo

Sezione Appunti

4. Redditi fondiari: base imponibile IRPEF


I redditi fondiari sono i redditi inerenti ai terreni e ai fabbricati situati nel territorio dello Stato iscritti con
attribuzione di rendita nel catasto dei terreni o nel catasto edilizio urbano.Questi redditi concorrono a
formare il reddito complessivo dei soggetti che possiedono gli immobili a titolo di propriet o di altro diritto
reale,indipendentemente dalla percezione.
I redditi fondiari si distinguono in :
- redditi dominicali:comprendono la remunerazione del proprietario a titolo di rendita fondiaria e gli
interessi sui capitali permanentemente investiti nel terreno
- redditi agrari:corrispondenti al profitto dellimprenditore nellesercizio dellimpresa agricola
- redditi da fabbricati : costituiti dai redditi ritraibili dalle unit immobiliari urbane,in particolare abitazioni
Il catasto dei terreni e il catasto edilizio urbano sono un insieme di registri che contengono una dettagliata
riproduzione di ogni appezzamento di terreno e di ogni fabbricato
Per ogni terreno o fabbricato fissata una tariffa destimo catastale definibile come una stima del reddito
normalmente percepito in virt della propriet dei terreni
Le tariffe destimo sono indicate per unit di misura
Il reddito effettivo corrisponde alle disponibilit di cui si puo godere nel periodo dimposta.Tale
disponibilit calcolata per le imprese sulla base di un principio di competenza e per le persone fisiche
sulla base di un principio di cassa.
Il reddito normale rappresenta quanto si puo ricavare da un cespite, al di fuori di circostanze eccezionali di
carattere oggettivo

Elementi di Scienza delle Finanze

Pagina 7 di 53

Mariarita Antonella Romeo

Sezione Appunti

5. Redditi di capitale: base imponibile IRPEF


Le tipologie pi importanti di redditi di capitale sono le seguenti:
- interessi e altri proventi su muti, depositi e conti correnti
- interessi su obbligazioni e titoli similari
- utili derivanti dalla partecipazione al capitale o al patrimonio di societ ed enti soggetti allimposta sul
reddito delle societ
- proventi derivanti dalla gestione,nellinteresse di una pluralit di soggetti, di masse patrimoniali o
provenienti dai relativi investimenti
- proventi derivanti da riporti e da pronti contro termine o da rapporti analoghi mediante i quali un parte
trasferisce allaltra titoli o valute estere di una data specie per un determinato prezzo e laltra si assume in
contropartita lobbligo di ritrasferire a termine titoli e valute della stessa specie,dietro restituzione del
prezzo,aumentato o diminuito nella misura convenuta
- i redditi compresi nei capitali corrisposti in dipendenza di contratti di assicurazioni sulla vita e di
capitalizzazione e i redditi derivanti dai rendimenti delle prestazioni pensionisticheche complementari
- ogni altro provento derivante da rapporti aventi per oggetto limpiego del capitale,esclusi i proventi
derivanti da rapporti attraverso cui possono essere realizzati utili e perdite in dipendenza da un evento
incerto
Non rientrano fra i redditi di capitale gli interessi e gli utili ottenuti nellesercizio di imprese commerciali o
da societ in nome collettivo e in accomandita semplice
Gli utili dimpresa costituiscono lunica tipologia rilevante di reddito di capitale inserito nella base
imponibile dellimposta personale.Sono previste importanti distinzioni: i dividendi distribuiti in qualsiasi
forma e sotto qualsiasi denominazione da una societ di capitali sono tassati con 3 metodologie differenti
- Quando il percettore di dividendi titolare di una partecipazione qualificata, il 40% del loro valore
inserito nella base imponibile dellIRPEF.Una partecipazione qualificata,quando rappresenta una
percentuale di diritti di voto superiore al 2 o 20% secondo che si tratti di titoli quotati o di altre
partecipazioni
- Quando il percettore di dividendi titolare di una partecipazione non qualificata, al momento della
percezione del dividendo
- Quando il percettore di dividendi titolare di una partecipazione in una societ residente in un paese o in
un territorio a regime fiscale privilegiato,il loro valore interamente inserito nella base imponibile IRPEF

Elementi di Scienza delle Finanze

Pagina 8 di 53

Mariarita Antonella Romeo

Sezione Appunti

6. Redditi di lavoro dipendente: base imponibile IRPEF


Sono redditi di lavoro dipendente quelli che derivano da rapporti aventi per oggetto la prestazione di lavoro
alle dipendenze e sotto la direzione di altri.
Costituiscono redditi di lavoro dipendente anche le pensioni di ogni genere e gli assegni ad esse
equiparati.Sono inoltre assimilati ai redditi da lavoro dipendente i proventi derivanti dalle collaborazioni
coordinate e continuative
Il reddito di lavoro dipendente costituito da tutte le somme e i valori in genere, a qualunque titolo
Percepiti nel periodo dimposta,anche sotto forma di erogazioni liberali
Per la determinazione delle remunerazioni in natura si fa riferimento al valore nominale dei beni
Non concorrono a formare il reddito imponibile:
- i contributi previdenziali versati dal datore di lavoro e dal lavoratore in ottemperanza a disposizioni di
legge
- i contributi di assistenza sanitaria versati dal datore di lavoro e dal lavoratore ad enti o casse aventi finalit
assistenziali in conformit a dispozioni di contratto
- il valore delle azioni offerte alla generalit dei dipendenti per un importo non superiore nel periodo
dimposta a 2065
- la differenza fra il valore delle azioni al momento dellassegnazione e lammontare corrisposto dal
dipendente a condizione che lammontare sia almento pari al valore delle azioni alla data dellofferta

Elementi di Scienza delle Finanze

Pagina 9 di 53

Mariarita Antonella Romeo

Sezione Appunti

7. Redditi di lavoro autonomo e redditi d'impresa: base imponibile


IRPEF
Redditi di lavoro autonomo
Sono redditi di lavoro autonomo quelli che derivano dallesercizio abituale di arti e professioni.In questa
categoria sono inclusi i redditi derivanti dallutilizzazione economica di opere dellingegno e di brevetti
industriali
Per coloro che esercitano arti e professioni, il reddito rilevante ai fini dellapplicazione dellimposta
costituito dalla differenza fra compensi percepiti, al netto dei contributi assistenziali e previdenziali, e spese
sostenute

Redditi dimpresa
Sono redditi di impresa quelli che derivano dallesercizio di imprese commerciali
Il reddito dimpresa determinato apportando allutile o alla perdita risultante dal conto economico le
variazioni in aumento o in diminuzione conseguenti allapplicazione della normativa fiscale
I redditi delle societ semplici, in nome collettivo o in accomandita semplice e in alcuni casi quelli delle
societ a responsabilit limitata sono imputati a ciascun socio,indipendentemente dalla percezione e
proporzionalmente alla sua quota di partecipazione agli utili

Elementi di Scienza delle Finanze

Pagina 10 di 53

Mariarita Antonella Romeo

Sezione Appunti

8. Redditi diversi: base imponibile IRPEF


Sono redditi diversi se non costituiscono redditi di capitale o se non sono conseguiti nellesercizio di
arti,professioni o di imprese commerciali, o in relazione all aqualit di lavoratore dipendente , fra gli altri:
1. le plusvalenze realizzate mediante la lottizzazione di terreni e la successiva vendita di terreni e fabbricati
2. le plusvalenze realizzate mediante cessione di beni immobili acquistati da meno di 5anni
3. le plusvalenze realizzate mediante cessione di partecipazione societarie qualificate
4. le plusvalenze realizzate mediante cessione di partecipazioni diverse dalle precedenti
5. le plusvalenze realizzate mendiante cessioni a termine di strumenti finanziari, valute estere o merci
6. i redditi realizzati mediante rapporti da cui deriva lobbligo di ricevere o effettuare a termine uno o pi
pagamenti collegati a tassi dinteresse,quotazioni,valori di strumenti finanziari o di merci e ad ogni altro
parametro di natura finanziaria
Per le plusvalenze immobiliari limposta applicata alla differenza fra il ricavato della vendita e il prezzo
dacquisto.La plusvalenza cosi determinata entra nella base imponibile IRPEF,sommandosi alle altre
categorie di reddito
Le plusvalenze connesse alle cessione di partecipazioni societarie costituiscono una componente
significativa di reddito diverso inserita nella base imponibile
Le tipologie di imposizione fiscale delle plusvalenze derivanti dalla cessione di partecipazioni sono:
- le plusvalenze connesse a partecipazioni qualificate sono inserite, per il 40% del loro valore, nella base
imponibile IRPEF
- le plusvalenze connesse a partecipazioni non qualificate sono tassate con unimposta sostitutiva con
aliquota del 12,5%
- le plusvalenze connesse alla cessione di partecipazioni in societ residenti in un paese o in un territorio a
regime fiscale privilegiato sono interamente inserite nella base imponibile IRPEF
La terza componente dei redditi diversi costituita dai proventi connessi a contratti a termine o a contratti su
prodotti derivati
Per i contratti a termine i redditi sono costituiti dalla somma algebrica dei differenziali positivi o
negativi,percepiti o sostenuti,in relazione a ciascuno dei contratti stipulati
Per i contratti su derivati i proventi sono costituiti dalla differenza fra i corrispettivi percepiti(o le somme
rimborsate)ed i corrispettivi pagati(o le somme corrisposte)

Elementi di Scienza delle Finanze

Pagina 11 di 53

Mariarita Antonella Romeo

Sezione Appunti

9. Il reddito prodotto come base imponibile IRPEF


Ladozione del reddito prodotto come base imponibile implica che siano assoggettati a tassazione i
corrispettivi della partecipazione a unattivit produttiva.In linea generale tutte le remunerazioni dei fattori
produttivi dovrebbero essere assoggettate a imposta personale, facendo pertanto coincidere, per lidentit
fondamentale di contabilit nazionale, la base imponibile dellimposta sul reddito con il valore della
produzione nazionale.
Lapplicazione del reddito prodotto si inoltre rilevata problematica in tutti i casi in cui esiste la possibilit
di trasformare il reddito corrente, derivante dalla partecipazione allattivit produttiva(tassato), in una
plusvalenza patrimoniale(non tassata).
I sistemi tributari che hanno adottato unimposta personale di tipo reddito prodotto prevedono solitamente
anche lesistenza di unimposta sulle successioni e sulle deduzioni.
Sul piano sistematico non sembra facile giustificare lulteriore tassazione di quella parte della materia
imponibile che ha gi scontato limposta nel momento della formazione del prodotto e della sua
distribuzione, che stata poi risparmiare e che infine oggetto di trasferimento per successione e donazione.
Nella letteratura pi antica si trovano tuttavia vari tentativi di inquadramento dellimposta sulle successioni.
Esiste in primo luogo un problema di tassazione di materia imponibile che in quale modo puo essere
sfuggita alla tassazione: in questo senso lintroduzione di unimposta sui trasferimenti di ricchezza avrebbe
il fine di integrare il funzionamento dellimposta sul reddito intervenendo anche sulla distribuzione della
ricchezza.
In secondo luogo, sempre presente in questo contesto lantica distinzione milliana fra fortune meritate e
fortune immeritate,nelle quali rientrano tipicamente quelle ottenute per successione, che potrebbero
costituire a buon motivo oggetto di tassazione autonoma e aggiuntiva rispetto allimposta personale sul
reddito.
Rimane il fatto che in tutti i sistemi tributari le imposte sulle successioni svolgono o hanno svolto un ruolo
estremamente limitato,sia per le ampie possibilit esistenti di elusione,sia per i criteri molto generosi con cui
viene definita la base imponibile.
In Italia dal 2002 sono state abolite le imposte sulle successioni e sulle donazioni

Elementi di Scienza delle Finanze

Pagina 12 di 53

Mariarita Antonella Romeo

Sezione Appunti

10. Il reddito entrata come base imponibile IRPEF


Ladesione a generiche esigenze equitative e il tentativo di contrastare lo svuotamento delle basi imponibili
hanno portato alladozione di un diverso riferimento per la definizione della base imponibile dellimposta
personale:il reddito entrata.
Il concetto di reddito entrata definisce la base imponibile dellimposta personale in termini di potenzialit o
capacit di spesa del contribuente.Pi precisamente,costituisce reddito fiscalmente rilevante quanto un
individuo pu consumare senza ridurre il livello del patrimonio iniziale.
Innovazione sostanziale rispetto alla nozione di reddito prodotto costituita dallinserimento nella base
imponibile delle plusvalenze patrimoniali. Lallargamento della base imponibile rispetto al concetto di
reddito prodotto se da un lato risolve i problemi dellequit e svuotamento delle basi imponibili,dallaltro ne
apre altri riconducibili alle concrete modalit di inserimento della base imponibile dei guadagni in conto
capitale.
Infatti,i guadagni in conto capitale possono essere considerati in due momenti distinti:nel momento della
maturazione oppure nel momento della realizzazione.
Introduzione nella base imponibile delle plusvalenze maturate su tutte le attivit patrimoniali richiede infatti
un grande sforzo di accertamento. Possono inoltre emergere problemi di liquidit nel pagamento di imposte
su plusvalenze che non hanno assunto forma monetaria.
diventato quindi giocoforza inserire nella base imponibile del reddito entrata le plusvalenze patrimoniali
nel momento in cui sono realizzate,superando in questo modo le difficolt di ordine amministrativo,ma
aprendo altri problemi di non facile soluzione riguardanti:
laumento dellaliquota marginale determinato dallincremento della base imponibile
il trattamento della componente nominale delle plusvalenze.
Lintroduzione nella base imponibile delle plusvalenze nel momento del realizzo provoca molto spesso un
rilevante incremento del reddito tassabile.
Il secondo problema riguarda il fondamento equitative della tassazione delle plusvalenze puramente
nominali.
In queste circostanze le possibili vie aperte al legislatore tributario sono 3 :
1. limitare la tassazione agli incrementi patrimoniali reali,escludendo dalla base imponibile la componente
puramente nominale dellaumento di valore.
2. introdurre aggiustamenti ad hoc nella base imponibile con lo scopo di contenere lonere fiscale.
3. diminuire le aliquote dellimposta personale al fine di creare uniformit di trattamento fra guadagni in
conto capitale e reddito corrente ad livello di tassazione moderato.

Elementi di Scienza delle Finanze

Pagina 13 di 53

Mariarita Antonella Romeo

Sezione Appunti

11. Il reddito consumo come base imponibile IRPEF


Il reddito consumo come base imponibile IRPEF
Il concetto di reddito consumo fa coincidere la base imponibile dellimposta personale con il consumo
annuale del contribuente.
Due sono le differenze fondamentali rispetto al reddito entrata.Il risparmio esentato dallimposta personale
sul reddito.Non esiste inoltre problema di valutazione e di inserimento nella base imponibile dei guadagni in
conto capitale.I guadagni in conto capitale sono infatti tassati quando diventano modalit di finanziamento
delle spese di consumo.
Per lapplicazione concreta di unimposta personale di tipo reddito consumo non necessario ricostruire i
singoli atti di consumo del contribuente,ma pi semplicemente si devono utilizzare i cosiddetti conti
registrati, nei quali sono riportate le variazioni delle consistenze delle tipiche forme dimpiego del risparmio
individuale.Ogni omissione in questi conti costituisce risparmio, mentre ogni prelievo costituisce
consumo.In altri termini la base imponibile di unimposta sul reddito consumo costituita dalla somma
algebrica di tutte le entrate correnti,di tutti i prelievi dai conti registrati e di tutti i depositi presso gli stessi
conti.
Si possono per altro distinguere 2 tipi dimposta sul reddito consumo, distinguibili per il trattamento delle
successioni e delle donazioni.
Nella prima versione il trasferimento della ricchezza da un individuo ad un altro assimilato a un atto di
consumo, in quanto diminuisce le disponibilit patrimoniali della donante: questa imposta definita lifetime
expenditure tax.
Nellipotesi alternativa non rientrano nella base imponibile i trasferimenti di ricchezza,che invece diventano
fiscalmente rilevanti nel momento in cui finanziano lattivit di consumo dellerede o del donatario.
La definizione di consumo deve essere comunque riformulata se si vuole fondare limposizione personale
sul livello dei consumi.Molte spese di consumo corrispondono o a necessit ineludibili o alla formazione e
al mantenimento del capitale umano.E interesse della societ che queste spese siano sostenute in misura
adeguata:assoggettarle a imposizione, equiparandole ai consumi superflui, sembrerebbe non corrispondere a
una visione appropriata del ruolo e delle funzioni di un sistema tributario.Se non si ridefinisse il concetto di
consumo, sarebbero privilegiate tutte le forme di risparmio impiegate in capitali materiali o in attivit
finanziarie.
Unimposta sul consumo avrebbe inoltre un effetto redistributivo potenzialmente molto forte a favore delle
classe risparmiatrici, che in genere coincidono con quelle abbienti;questo effetto sarebbe particolarmente
significativo in tutti i casi in cui le trasmissioni ereditarie o le donazioni non rientrano nella base imponibile
dellimposta personale.
Il primo regime applica il principio del reddito prodotto, tassando quindi sia la parte del reddito risparmiato
sia i frutti del risparmio ed esentando il momento finale del consumo.Lo schema pu essere sintetizzato
dallacronimo TTE:tassazione,tassazione,esenzione.Indicando con S il risparmio e con z il periodo di
accumulazione,otteniamo un capitale finale,dopo il pagamento di tutte le imposte,pari a:
S (1-t)[1+ r(1-t)]z
Nella seconda ipotesi sono esentati sia il risparmio sia i rendimenti;la tassazione del montante rinviata al
termine del processo di accumulazione,quando il capitale disponibile utilizzabile per il consumo:Lo
schema quindi:esenzione,esenzione,tassazione (EET).Otteniamo:
S (1+r) z (1-t)

Elementi di Scienza delle Finanze

Pagina 14 di 53

Mariarita Antonella Romeo

Sezione Appunti

Dal confronto delle ultime due forme risulta che limposizione del risparmio e lesenzione dei rendimenti e
dellutilizzo del montante portano agli stessi risultati dellesenzione del risparmio e della tassazione dei
rendimenti e del montante,nellipotesi di invarianza dei parametri economici fondamentali. Si noti tuttavia
che la seconda ipotesi adotta una nozione di equit export:infatti due individui che al termine del processo di
accumulazione hanno lo stesso montante sono assoggettati alla stessa imposta.Al contrario,nellipotesi di
tassazione del risparmio e di esenzione dei rendimenti ,si esegue di fatto un concetto di equit ex-ante:sono
assoggettati alla stessa imposta gli individui che hanno un uguale livello di risparmio iniziale.
In definitiva:
il reddito prodotto colpisce il risparmio,ma esenta i guadagni in conto capitale,facendo emergere problemi di
equit interindividuale e di elusione dellimposta attraverso lo svuotamento delle basi imponibili.
Il reddito entrata colpisce sia il risparmio sia il guadagno in conto capitale.I problemi pratici,connessi
allinserimento delle plusvalenze nella base imponibile,portano alla costruzione di un imposta in cui le
eccezioni al principio ispiratore di questo concetto di reddito deformano di fatto il quadro complessivo.
Il reddito consumo esenta il risparmio ed elimina per definizione il problema dellinserimento nella base
imponibile delle plusvalenze.Nello stesso tempo questo tipo dimposta risulta difficilmente applicabile per
gli effetti redistributivi che ne conseguono soprattutto quando non sono tassate le trasmissioni ereditarie in
sede di imposizione personale.

Elementi di Scienza delle Finanze

Pagina 15 di 53

Mariarita Antonella Romeo

Sezione Appunti

12. LIRPEF nel sistema italiano


LIRPEF stata tradizionalmente fondata sul concetto di reddito prodotto.
Nel sistema italiano, in coerenza con il concetto di reddito prodotto, sempre stato adottato un generalizzato
principio di tassazione del risparmio,con leccezione dei titoli di Stato.Ilm fatto che le rendite finanziarie
siano sempre state assoggettate ad aliquote ridotte ha limitato il carico su queste tipologie di reddito:
storicamente stata applicata unimposta sul reddito prodotto caratterizzata da
Un trattamento relativamente favorevole sui redditi di capitale.
Negli ultimi anni sono state introdotte numerose modifiche ricollegabili alla nozione di reddito consumo e di
reddito entrata;in termini generali si pu comunque affermare che il nuovo regime di imposizione sembra
aver abbandonato ogni tentativo di inserimento sistematico dei redditi di capitale nella base imponibile
dellimposta personale.
Il concetto di reddito entrata stato elaborata e tendenzialmente applicato negli Stati Uniti,sia pure con i
problemi e le cautele gi ricordati.Lallontanamento pi importante dai canoni del reddito entrata riguarda il
risparmio previdenziale per il quale valgono i principi del reddito consumo.Per questa forma di risparmio
infatti prevista lesenzione sia nel momento dellaccantonamento sia in quello dellaccumulazione.
Negli Stati Uniti il risparmio previdenziale costituisce la forma assolutamente dominante di impiego del
risparmio.
In Germania,alla tassazione nella parte di reddito risparmiata corrisponde tuttavia una sostanziale esenzione
dei rendimenti ottenuti sulle principali forme di impiego del risparmio.
Pi in generale si manifestata in tutti i paesi la difficolt di applicare imposta personale progressiva sul
reddito,qualunque fosse la base imponibile di riferimento.In molti paesi si fatto ricorso ad una
generalizzata riduzione delle aliquote marginali,soprattutto di quelle pi elevate. Nei paesi del Nord Europa
stata invece adottata una linea di riforma che ha portato al superamento dellimposta personale. A partire
dai primi anni 90 in questi paesi i redditi sono assoggettati ad un regime duale.Unimposta proporzionale
uniforme applicata a tutti i redditi di capitale,mentre unimposta progressiva colpisce solo i redditi di
lavoro e assimilati.Laliquota applicata ai redditi di capitale coincide con laliquota riferita allo scaglione
inferiore dellimposta sul reddito da lavoro.Da questo doppio regime dimposizione deriva il termine dual
income tax qui riferito alla tassazione dei redditi individuali.

Elementi di Scienza delle Finanze

Pagina 16 di 53

Mariarita Antonella Romeo

Sezione Appunti

13. Gli oneri deducibili nel calcolo dell'IRPEF


Dal reddito complessivo sono deducibili i seguenti oneri:
Contributi previdenziali e assistenziali obbligatori;
I contributi versati alle forme pensionistiche complementari e i contributi e premi versati alle forme
pensionistiche individuali per un importo non superiore al 12% del reddito e comunque non superiore a
5,165 euro.Per i lavoratori indipendenti la deduzione riconosciuta per un importo non superiore al doppio
della quota del TFR destinata a previdenza complementare.Gli accantonamenti al TFR sono deducibili dal
reddito dimpresa e non rientrano nel reddito imponibile del lavoratore.
I contributi versati ai fondi integrativi del Servizio sanitario nazionale per un importo non superiore ai 1500
nel 2001.
Le erogazioni liberali in denaro fino allimporto di 1000 a favore di istituzioni religiose;
I contributi e le donazioni erogati a favore delle organizzazioni non governative impegnate nellassistenza ai
paesi in via di sviluppo per un importo non superiore al 2% del reddito complessivo dichiarato;
La rendita catastale dellabitazione principale.
La deduzione dalla base imponibile si giustifica in alcuni casi con la meritoriet di alcuni impieghi del
reddito. Per le altre ipotesi si deve osservare che in questi anni si sono manifestate forti spinte allestensioni
delle agevolazioni per i contributi privati nella sfera socio assistenziale considerati sostitutivi di un diretto
coinvolgimento pubblico.

Elementi di Scienza delle Finanze

Pagina 17 di 53

Mariarita Antonella Romeo

Sezione Appunti

14. La deduzione della progressivit nel calcolo dell'IRPEF


Dal 2004 stato introdotto un nuovo meccanismo di deduzioni,il cui obbiettivo assicurare la progressivit
dellimposizione.Le deduzioni sono cos articolate:
Una deduzione base di 3000 a favore di tutti i contribuenti, qualunque sia la tipologia del reddito.
Unulteriore riduzione differenziata per categoria di reddito.Per i lavoratori dipendenti la deduzione
aggiuntiva pari a 4500 ,per i pensionati a 4000 e per i lavoratori autonomi a 1500.
La deduzione aggiuntiva si riduce al crescere de reddito fino ad annullarsi in corrispondenza di un reddito di
33500 per i lavoratori dipendenti.La quota di deduzione fruibile calcolata sulla base della seguente
formula:

dove indichiamo con:


d = la percentuale utilizzabile della deduzione complessiva;
OD = gli oneri deducibili
D = la deduzione complessiva,pari alla somma di quella base e di quella aggiuntiva;
RC = il reddito complessivo del contribuente
Se il rapporto d 1 la deduzione pienamente utilizzabile; se d compreso tra 0 e 1 la deduzione fruibile in
una misura pari al prodotto del valore del rapporto e della deduzione massima;se d 0 la deduzione non
riconosciuta.
Per tutti i redditi superiori a 33500,il reddito imponibile coincide con il reddito complessivo,non essendo
prevista alcuna deduzione.
Per i pensionati,i lavoratori autonomi e i percettori di redditi diversi,il ragionamento del tutto analogo:si
modifica semplicemente il livello di annullamento della tax area.
Il livello differenziato della no tax area ha lo scopo di:
tenere conto in maniera forfetaria delle spese di produzione del reddito (in particolare del reddito da lavoro
dipendente)
trattare in maniera pi mite i redditi da lavoro rispetto agli altri redditi
considerare la presenza di pi estese aree di evasione per il lavoro autonomo.

Elementi di Scienza delle Finanze

Pagina 18 di 53

Mariarita Antonella Romeo

Sezione Appunti

15. La deduzione per carichi di famiglia nel calcolo dell'IRPEF


La legge finanziaria per il 2005 ha trasformato le detrazioni di imposta prevista per carichi di famiglia in
deduzioni dal reddito complessivo.Il meccanismo per calcolare la deduzione per carichi di famiglia simile
a quello della deduzione per la progressivit e d luogo quindi ad una riduzione dellimponibile che
decrescente al crescere del reddito e che si annulla per i redditi elevati.
La deduzione effettivamente calcolata sulla base della seguente formula:

dove:
F = la percentuale utilizzabile della deduzione complessiva;
OD = gli oneri deducibili
D = la deduzione complessiva,pari alla somma di quella base e di quella aggiuntiva;
RC = il reddito complessivo del contribuente
Se il rapporto F 1 la deduzione la deduzione compete per intero; se F compreso tra 0 e 1 la deduzione
fruibile in una misura pari al prodotto del valore del rapporto e della deduzione massima;se F 0 la
deduzione non compete.
Limporto della riduzione per i figli a carico pu essere ripartito tra i coniugi (se entrambi hanno redditi
maggiori di 2840) della convenienza economica,ovvero del maggiore abbattimento del reddito e quindi
dellimposta. Si parla di tax planning. La capacit contributiva legata al contesto familiare del
contribuente.

Elementi di Scienza delle Finanze

Pagina 19 di 53

Mariarita Antonella Romeo

Sezione Appunti

16. Determinazione dellimposta lorda


Limposta lorda determinata applicando al reddito complessivo al netto degli oneri deducibili,della
deduzione per la progressivit e della deduzione per carichi di famiglia.
Le detrazioni possono essere raggruppate in due categorie:
- detrazioni per oneri al 19%
- detrazioni per canoni di locazione
I principali oneri detraibili sono:
- gli interessi passivi in dipendenza da mutui ipotecari contratti per lacquisto dellunit immobiliare
destinata ad abitazione principale per un importo non superiore a 3615
- le spese sanitarie per limporto eccedente i 129 euro
- le spese per frequenza di corsi di istruzione secondaria e universitaria,
- i premi per assicurazioni sulla vita per un importo non superiore a 1291. La detrazione si applica
esclusivamente ai contratti assicurativi puri,che coprono il rischio di morte,dinvalidit superiore ad un certo
livello e di non autosufficienza.
Le erogazioni liberali in denaro a favore delle organizzazioni non lucrative di utilit sociale (ONLUS)
Le erogazioni liberali destinate al settore dello spettacolo.
La finalit di questa di queste detrazioni quella di personalizzare il tributo in relazione a circostanze che
modificano la capacit contributiva. Altra finalit quella di agevolare fiscalmente gli impieghi del reddito
ritenuti meritevoli di tutela ed incentivo.
Per quanto riguarda le detrazioni per canoni di locazione,la detrazione per gli inquilini per labitazione
principale di 496 se RC< 15494 ed di 248 se RC compreso tra 15494 e 30987.

Elementi di Scienza delle Finanze

Pagina 20 di 53

Mariarita Antonella Romeo

Sezione Appunti

17. La scelta dellunit impositiva dell'IRPEF


Nelle due ipotesi estreme lunit impositiva pu essere o lindividuo (che diventa soggetto passivo di
imposta in quanto percettore di un reddito rientrante nella base imponibile dellimposta personale) o la
famiglia (tutti i redditi afferenti a un nucleo familiare sono cumulati,e quindi assoggettati allimposta).
evidente che la scelta dellunit impositiva rilevante in tutti i casi in cui limposta personale
progressiva:quando limposta proporzionale irrilevante ai fini della definizione del carico tributario la
ripartizione di un certo reddito fra i componenti del nucleo familiare.
Nella scelta fra tassazione su base individuale o familiare si sovrappongono diverse esigenze economiche e
diverse opzioni di natura equitativa. Se si ritiene che in una famiglia si verifichi di fatto la comunione,la
capacit contributiva meglio misurata dal reddito del nucleo familiare. La scelta dellindividuo attribuisce
invece al percettore la piena titolarit del reddito.
Se in Italia limposta calcolata su base individuale,in altri paesi sono state introdotte altre modalit di
applicazione dellimposta personale che tengono esplicitamente conto della dimensione familiare.
In Francia il sistema vigente,il quoziente familiare (reddito complessivo familiare/N), suddivide il reddito
fra i componenti della famiglia sulla base di una formula che tiene conto della dimensione complessiva del
nucleo familiare.
Il rapporto fra il reddito complessivo e la dimensione fiscale della famiglia determina il quoziente
familiare.Il debito dimposta per il quoziente familiare moltiplicato per la dimensione fiscale della famiglia.

Elementi di Scienza delle Finanze

Pagina 21 di 53

Mariarita Antonella Romeo

Sezione Appunti

18. La scelta fra imponibile reale o nominale


I sistemi tributari,fondati sul principio nominalistico, non prevedono in linea generale la correzione delle
basi imponibili per gli effetti dellinflazione. Quando limposta proporzionale,lapplicazione delle aliquote
alla base imponibile nominale implica che il valore reale del gettito si mantenga constante nel
tempo.Quando limposta progressiva,lapplicazione della scala delle aliquote a una base che cresce per
effetto dellinflazione implica che lonere tributario aumenti in termini reali. Laumento della aliquota media
dellimposta personale,dovuto al gonfiamento delle basi imponibili nominali, definito fiscal drag. In
Italia il fiscal drag stato molto forte nel periodo che va dal 1975 al 1982.La scala delle aliquote vigente in
quel periodo era infatti caratterizzata da un elevato grado di progressivit. A partire dal 1982,furono adottati
numerosi provvedimenti tendenti ad annullare la crescita automatica dellaliquota media dellimposta
personale. Nel triennio 1989 1991 fu inoltre introdotto un meccanismo di revisione automatica delle
aliquote tendente ad eliminare quasi totalmente il fiscal drag.
La revisione automatica degli scaglioni stata abolita a partire dal 1992;lassenza di compensazione del
fiscal drag ,accompagnata da provvedimenti discrezionali,ha portato allaumento dellaliquota media
dellIRPEF,concorrendo al processo di riequilibrio dei conti pubblici dellultimo millennio.

Elementi di Scienza delle Finanze

Pagina 22 di 53

Mariarita Antonella Romeo

Sezione Appunti

19. Il trattamento dei redditi a formazione pluriennale


Lesempio pi importante di reddito a formazione pluriennale costituito dal TFR.Il datore di lavoro
tenuto ad effettuare ogni anno un accantonamento pari ad una mensilit di retribuzione.Nella somma
liquidata alla fine del TFR il regime impositiva distingue due componenti:
la parte finanziaria tassata con aliquota dell11%.
La parte non finanziaria assoggettata a tassazione separata con un aliquota pari alla media degli ultimi
cinque anni delle aliquote medie IRPEF applicate al percettore del TFR.
La base imponibile corrispondente alla parte non finanziaria data dallimporto del TFR,depurato dalla
rivalutazione,diviso per gli anni di maturazione e moltiplicato per 12.

Elementi di Scienza delle Finanze

Pagina 23 di 53

Mariarita Antonella Romeo

Sezione Appunti

20. Presupposto per l'applicazione dellIRES


Nei sistemi tributari dei paesi sviluppati esiste sempre unimposta specifica che colpisce i redditi afferenti
alle persone giuridiche e,in particolare,quelli prodotti dalle societ di capitale
Presupposto dellIRES il possesso di redditi in denaro o in natura da parte dei seguenti soggetti passivi:
-le societ per azioni e in accomandita per azioni,le societ a responsabilit limitata,le societ cooperative
residenti nel territorio dello Stato
-gli enti pubblici e privati diversi dalle societ,che hanno per oggetto esclusivo o principale lesercizio di
attivit commerciali
-gli enti pubblici e privati che non hanno per oggetto esclusivo o principale lesercizio di attivit
commerciali
-le societ e gli enti di ogni tipo non residenti nel territorio dello Stato limitatamente alla parte di reddito
prodotta nel territorio dello Stato
Il reddito complessivo delle societ e degli enti commerciali considerato reddito dimpresa qualunque sia
la fonte dalla quale proviene
Il reddito dimpresa,derivante dallesercizio di imprese commerciali, determinato applicando allutile o alla
perdita risultante dal conto economico le variazioni conseguenti allapplicazione della normativa fiscale
Il reddito complessivo degli enti non commerciali formato dai redditi fondiari,di capitale,di impresa e
diversi, a esclusione di quelli esenti dallimposta e di quelli soggetti a ritenuta alla fonte a titolo dimposta o
a imposta sostitutiva

Elementi di Scienza delle Finanze

Pagina 24 di 53

Mariarita Antonella Romeo

Sezione Appunti

21. Base imponibile dell'IRES


La base imponibile dellIRES definibile partendo da una rappresentazione semplificata delle voci che
costituiscono il conto economico di unimpresa.
Alla base imponibile si applica laliquota dimposta
Indicando con T e t rispettivamente il gettito dimposta possiamo scrivere:
T = t ( R L M F A + 0,05 D +/- S +/- W)
Dove :
- t rappresenta laliquota dimposta pari al 33%
- R rappresenta i ricavi
- I ricavi sono essenzialmente costituiti dai corrispettivi della cessione di beni e della prestazione di servizi
alla cui produzione o scambio diretta lattivit dellimpresa.Rientrano fra
- i ricavi anche i corrispettivi della cessione di azioni e obbligazioni che non costituiscono immobilizzazioni
finanziarie
- L rappresenta le spese per prestazione di lavoro dipendente,comprensive di tutti gli oneri contributivi
- M rappresenta tutti i costi variabili sostenuti dallimpresa nel corso dellesercizio
- F rappresenta gli oneri finanziari sostenuti dallimpresa
Gli interessi attivi concorrono a formare il reddito per lammontare maturato nellesercizio.Gli interessi
passivi sono in generale deducibili.Esistono tuttavia norme che prevedono la lindeducibilita degli interessi
passivi in casi particolari per evitare fenomeni di arbitraggio fiscale.
In particolare non deducibile la remunerazione dei finanziamenti direttamente o indirettamente erogati o
garantiti da un socio che possegga una partecipazione qualificata che ecceda no di 4 volte la quota di
patrimonio netto contabile di pertinenza del socio medesimo.
Inoltre,una volta esclusi gli interessi non deducibili secondo la norma appena descritta,la quota residua degli
interessi passivi deducibile per la parte corrispondente al rapporto fra lammontare dei ricavi e degli altri
proventi che concorrono a formare il reddito dimpresa e lammontare complessivo di tutti i ricavi e
proventi.
Lassoggettamento,a partire dal 1986,degli interessi dei titoli di Stato a tassazione in sede di IRES, ha reso la
normativa qui richiamata scarsamente rilevante.
- A rappresenta gli ammortamenti
L ammortamento il procedimento con il quale il costo di un bene strumentale per lattivit dimpresa di
durata pluriennale ripartito fra i diversi esercizi di utilizzo.
Il termine di riferimento per la definizione delle quote di ammortamento rappresentato dal costo di

Elementi di Scienza delle Finanze

Pagina 25 di 53

Mariarita Antonella Romeo

Sezione Appunti

acquisto del bene: la somma delle quote di ammortamento,comunque distribuite nel tempo,non pu quindi
eccedere il valore del bene al momento dellacquisto.
Nel sistema tributario italiano possono essere distinti 3 tipi modi ammortamento: ordinario, accelerato e
anticipato
Lammortamento ordinario risulta dallapplicazione di coefficienti stabiliti dal Ministero delle Finanze al
costo dei beni,ridotti alla met per il primo esercizio di utilizzo del bene.
L ammortamento accelerato consentito quando lutilizzazione dei beni stata superiore a quella normale.
La legislazione fiscale prevede infine lammortamento anticipato.In un quadro di normale utilizzo dei
beni,la misura massima dellammortamento ordinario pu essere elevata fino a 2 volte nellesercizio in cui i
beni sono entrati in funzione e nei 2 successivi.
Con gli ammortamenti anticipati,le deduzioni dimposta sono utilizzabili per un numero di esercizi inferiore
a quello normalmente previsto.Questo comporta una riduzione del carico fiscale complessivo, e quindi un
aumento dei profitti espressi in valore attuale
- D rappresenta i dividendi
Gli utili derivanti dalle partecipazioni in societ ed enti soggetti allIRES anche residenti allestero
concorrono a formare il reddito dimpresa per il 5% del loro ammontare.
- S rappresenta la variazione delle scorte.
La variazione delle rimanenze finali rispetto alle consistenze iniziali concorre alla formazione del reddito
dimpresa.
In periodi di instabilit dei prezzi,le imprese hanno lincentivo di adottare il metodo che porta alla minore
base imponibile e al minore onere tributario.In particolare,adotteranno il metodo LIFO in periodi di
aumento dei prezzi e il metodo FIFO in periodi di deflazione.
- W rappresenta le plusvalenze patrimoniali.
Le plusvalenze di beni relativi allimpresa concorrono a formare il reddito dimpresa se sono realizzate
mediante cessione a titolo oneroso.
La plusvalenza costituita dalla differenza fra il corrispettivo e il costo non ammortizzato.Le plusvalenze, se
relative a beni posseduti da pi di 3anni, possono concorrere a formare il reddito in quote costanti
nellesercizio di realizzazione e nei successivi, non oltre il quarto.
Per non gravare eccessivamente sulle plusvalenze realizzate dalle imprese riconosciuta la possibilit di
rivalutare periodicamente alcune poste dellattivo,assoggettandole ad un regime fiscale agevolato.
Le plusvalenze generate dalla cessione a titolo oneroso di partecipazioni societarie rientrano nella base
imponibile a meno che non si verifichino le seguenti condizioni:
le partecipazioni cedute siano state iscritte a bilancio come immobilizzazioni finanziarie detenute per
almeno 18 mesi.
la societ partecipata svolga effettivamente unattivit commerciale e non risieda in territori a regime fiscale
privilegiato
Parallelamente le minusvalenze sono deducibili solo se le partecipazioni corrispondenti non rispettano i
requisiti descritti.

Elementi di Scienza delle Finanze

Pagina 26 di 53

Mariarita Antonella Romeo

Sezione Appunti

22. Base imponibile dellIRES e vero profitto


Nella legislazione fiscale molti aspetti allontanano da una corretta valutazione degli input produttivi, in
taluni casi nel senso di una sopravvalutazione e in altri nel senso di una sottovalutazione.,rendendo quindi la
base imponibile dellimposta sul reddito dimpresa diversa dal vero profitto. Questo allontanamento
dipende essenzialmente da 2 cause:
1. per il trattamento dei redditi societari il legislatore tende a non abbandonare il principio
nominalistico.Questo fatto implica,in periodi di inflazione,la possibilit di distorsioni o scorretta definizione
dei profitti,connessa soprattutto al trattamento degli interessi passivi e alla valutazione delle quote di
ammortamento e delle rimanenze al costo storico:
2. il legislatore utilizza la definizione di reddito imponibile come strumento di politica economica, al fine di
orientare lattivit dimpresa: in particolare,gli investimenti sono incentivati consentendo quote di
ammortamento superiori a quelle che sarebbero economicamente giustificate.

Interessi passivi
Gli interessi passivi sono deducibili nel loro importo nominale.Ci dobbiamo chiedere se in periodo di
inflazione la piena deducibilit degli interessi passivi possa essere causa di scorretta valutazione del reddito
dimpresa.
In periodi di inflazione si sopravvaluta il costo del capitale e si sottovaluta il profitto:
i=r+r +
i = tasso dinteresse nominale
r = tasso dinteresse reale
= mantenimento valore della remunerazione del prestito
= mantenimento valore reale del prestito

Scorte
Quando si adottano metodi che valutano i prezzi delle materie prime impiegate nel processo produttivo a
prezzi per quanto possibile vicino a quelli correnti(LIFO implica una corretta valutazione dei profitti)il
profitto risultante corretto; quando invece sono utilizzati i prezzi storici per la valutazione delle materie
prime i piegate ( FIFO implica una sopravvalutazione dei profitti)il profitto risultante ha una componente del
tutto fittizia legata al fatto che non si tenuto conto degli effetti dellinflazione.

Elementi di Scienza delle Finanze

Pagina 27 di 53

Mariarita Antonella Romeo

Sezione Appunti

23. Indice di Lerner, indice della concentrazione di


HerfindahlHirschman e modello di competizione di Cournot
Lindice di Lerner
LIndice di Lerner definito come il rapporto tra il mark-up dellimpresa(ovvero la differenza tra il prezzo
Pi ed il costo marginale Ci) ed il prezzo : Li = (Pi Ci)/Pi. Lindice aumenta con il mark-up praticato
dallimpresa.

Lindice di concentrazione di HerfindahlHirschman


LIndice di concentrazione di Herfindahl Hirschman afferma che esiste una relazione diretta tra il grado di
concentrazione industriale ed il livello medio di potere di mercato

Ipotesi sottostanti al modello di competizione di Cournot


Nellequilibrio di Cournot, il prezzo di mercato risulta al di sopra del costo marginale e i profitti delle
imprese sono positivi. Le imprese fissano inizialmente il livello di produzione, mentre il prezzo bilancia la
domanda allofferta, quindi, unespansione della produzione non consente di appropriarsi della clientela del
concorrente, ma sommandosi allofferta determina una caduta del prezzo. Questo modello consente di
correlare lequilibrio di mercato al numero di imprese, passando dal monopolio alla concorrenza perfetta
quando il numero di imprese cresce in definitivamente.
Ipotizzate che in unindustria competano n imprese. la curva di domanda di mercato p(q) e il costo
marginale di produzione e costante e pari a ci per limpresa i. ipotizzando competizione alla cournot si
derivi la relazione fra lindice di lerner e lindice di herfindahl hirschman
Li = mi/ dove Li lIndice di Lerner del potere di mercato i, mi la quota di mercato dellimpresa i ed
= (dQ/Q)/(dp/p) lelasticit della domanda di mercato rispetto al prezzo.
Indicando con L = mi * Li un indice del potere di mercato aggregato per lintera industria, otteniamo
L = mi / = HHI/ dove HHI = mi lIndice di Herfindahl Hierschman.
LIndice di Lerner disaggregato dipende dalle quote di mercato dellimpresa, come pure lelasticit della
domanda di mercato e dellelasticit dellofferta dei rivali. Il potere di mercato dellimpresa i limitato nella
misura in cui le imprese rivali riescono a rispondere agli aumenti di prezzo, decisi da i, con un aumento della
loro produzione.

Elementi di Scienza delle Finanze

Pagina 28 di 53

Mariarita Antonella Romeo

Sezione Appunti

24. Il processo decisionale e levoluzione della finanza pubblica in


Italia
Le Pubbliche Amministrazioni comprendono tutte le unit istituzionali che producono beni e servizi non
destinati alla vendita e che attuano una redistribuzione del reddito.Il Settore Pubblico comprende oltre alla
Pubblica Amministrazione,le aziende statali e locali che vendono beni e servizi per il mercato. Con
riferimento alla Pubblica Amministrazione definito indebitamento netto la differenza fra le spese e
lentrate.
Lapprovazione dei bilanci preventivi di Stato,enti territoriali e degli altri enti pubblici costituisce il
momento,giuridicamente rilevante,da cui prende avvio lazione delloperatore pubblico nel campo
economico e sociale,dal lato delle entrate e dal lato delle spese.
Il fatto che il nostro sistema di finanza pubblica sia ancora oggi caratterizzato da un ampio volume di
trasferimenti che affluiscono dallo Stato agli enti decentrati giustifica la limitazione della nostra analisi al
bilancio dello Stato che,nella sua versione previsionale, rappresenta il documento contabile con il quale il
Parlamento autorizza lEsecutivo a erogare le spese e incassare le entrate.

Il bilancio dello Stato


Il bilancio statale pu essere redatto secondo due versioni alternative: bilancio di previsione e bilancio
consuntivo.
Bilancio di previsione: riporta le entrate e le spese che si prevede di realizzare nel periodo di trasferimento.
Bilancio consuntivo: riporta i risultati di una gestione gi conclusa.
Sia il bilancio di previsione,sia quello consuntivo possono poi presentarsi nella versione di competenza o di
cassa.
Bilancio di competenza:vi sono iscritte le entrate che lo Stato ha diritto ad accettare e le spese che si
impegna a effettuare nel corso dellesercizio.
Bilancio di cassa: vi sono registrate le entrate che lo Stato riscuote e le spese che paga.
Per quanto riguarda le spese,gli importi iscritti nel bilancio costituiscono invece dei limiti vincolanti o agli
impegni,se consideriamo il bilancio di competenza,o alle erogazioni,se consideriamo il bilancio di cassa.
Al bilancio di competenza associato listituto dei residui.
Si ha un residuo attivo quando parte delle entrate accertate non viene riscossa nellesercizio di competenza.
Si ha invece residuo passivo quando parte delle spese impegnate non giunta alla fase del pagamento
nellesercizio di competenza.
Tramite la definizione di massa spendibile, possibile individuare la connessione tra bilancio di competenza
e bilancio di cassa:la massa spendibile pari alla somma degli stanziamenti di competenza e dei residui
passivi e costituisce la base per la definizione delle autorizzazioni di cassa.
La massa spendibile pu essere quindi considerata la grandezza che d la misura del limite massimo teorico
che le erogazioni possono raggiungere,se non vi fosse il vincolo ai pagamenti posto dalle previsioni di cassa.

Elementi di Scienza delle Finanze

Pagina 29 di 53

Mariarita Antonella Romeo

Sezione Appunti

Il bilancio di previsione,di competenza e di cassa,pu essere redatto su base annuale o pluriennale.


Esistono due versioni del bilancio pluriennale.Nella versione a legislazione vigente vengono riportati gli
andamenti di entrate e spese sulla base della legislazione in essere,ci senza che siano incorporate nelle
previsioni modifiche delle norme che regolano la dinamica della finanza pubblica. Nella versione
programmatica sono registrate le previsioni sullandamento delle entrate e delle spese,che recepiscono i
progetti di modifica delle norme che regolano gli andamenti degli aggregati di finanza pubblica.

Il bilancio di previsione
Il bilancio annuale di previsione costituito dallo stato di previsione dellentrata,dagli stati di previsione
della spesa distinti per Ministero e dal quadro generale riassuntivo.
Allinterno di ogni stato di previsione le entrate e le spese sono suddivise in unit previsionale di
base,definite come linsieme organico delle risorse finanziarie affidate alla gestione di un unico centro
amministrativo.
Formano oggetto di approvazione parlamentare solo le previsioni relative allesercizio in corso. Solo ai fini
della gestione e della successiva rendicontazione le unit revisionali sono ripartite in capitoli,che
costituiscono lunit elementare del bilancio che prima della riforma del 1997 erano oggetto di specifico
esame e di approvazione da parte del Parlamento.

Il processo di bilancio
Il processo di bilancio regolato dallart 81 della Costituzione e dalla legge 468/1978 e successive
modificazioni.

La Costituzione
Lart. 81,3 comma,afferma:
Con la legge di approvazione del bilancio non si possono stabilire nuovi tributi e nuove spese
Questo comma sancisce la formalit della legge di bilancio:in contrapposizione alle leggi sostanziali,con la
legge di bilancio non possono essere introdotte nuove norme che abbiano effetti sulle entrate e sulle spese,n
possono essere modificate norme preesistenti relative alla stessa materia.Questo implica che,in sede di
approvazione del bilancio, preclusa ogni manovra di aggiustamento dei conti pubblici.
Dalla natura formale della legge di bilancio discende che ogni atto di spesa dello Stato deve avere un duplice
fondamento giuridico.
Altra indicazione fondamentale che si desume dalla disciplina costituzionale quella contenuta nel 4
comma:

Elementi di Scienza delle Finanze

Pagina 30 di 53

Mariarita Antonella Romeo

Sezione Appunti

Ogni altra (diversa da quella di bilancio) che comporti nuove o maggiori spese deve indicare i mezzi per
farvi fronte.
Il 4 comma sancisce lobbligo di copertura per ogni legge che aumenti le spese,sia perch introduce delle
nuove,sia perch accresce quelle gi esistenti:non solo deve essere indicata la spesa, ma devono anche essere
specificate le sue fonti di finanziamento.

La decisone parlamentare
Il processo di approvazione del bilancio di previsione dello Stato e degli altri documenti di finanza pubblica
temporalmente determinato dalla legge.Il governo dve presentare alle Camere:
Entro il 30 giugno il Documento di Programmazione Economica e Finanziaria (DPEF): questo documento
ha lo scopo di delineare la manovra di finanza pubblica per il periodo compreso nel bilancio pluriennale e di
definire il quadro macroeconomico entro il quale si colloca il bilancio annuale;
Entro il 30 settembre il disegno di legge di approvazione del bilancio annuale e del bilancio pluriennale a
legislazione vigente,il disegno di legge finanziaria,la relazione previsionale e programmatica e il bilancio
pluriennale programmatico
Entro il 15 novembre i disegni di legge collegati alla manovra di finanza pubblica.

Il Documento di Programmazione Economica e Finanziaria.


Il Documento di Programmazione Economica e Finanziaria (DPEF) definisce la manovra di finanza
pubblica per il periodo compreso nel bilancio pluriennale.Mediante questo documento sono fissati:
Gli obiettivi di politica economica
Le regole che dovrebbero consentire il raggiungimento di questi obiettivi.
Sono indicati sia obiettivi macroeconomici,sia obiettivi di finanza pubblica,relativi in particolare
allindebitamento e al debito delle Pubbliche Amministrazioni.
Il DPEF un documento di carattere economico che non ha valore giuridico.

Bilancio annuale e pluriennale a legislazione vigente


La funzione di bilancio a legislazione vigente lesplicitazione degli effetti della normativa in vigore sulle
entrate e sulle spese pubbliche:per questa ragione,esso non corregge gli andamenti di finanza pubblica
determinati dalla legislazione vigente,al fine di renderli compatibili con gli obiettivi espressi nel DPEF.

La legge finanziaria e i disegni di legge collegati

Elementi di Scienza delle Finanze

Pagina 31 di 53

Mariarita Antonella Romeo

Sezione Appunti

La legge finanziaria dispone annualmente il quadro di riferimento finanziario per il periodo compreso nel
bilancio pluriennale e provvede,per il medesimo periodo,alla regolazione annuale delle grandezze previste
dalla legislazione vigente,al fine di adeguarne gli effetti finanziari agli obiettivi.
La legge finanziaria contiene esclusivamente norme tese a realizzare effetti finanziari a partire dal primo
anno del bilancio pluriennale.

Le determinanti dellevoluzione del rapporto fra debito e Pil


...

Elementi di Scienza delle Finanze

Pagina 32 di 53

Mariarita Antonella Romeo

Sezione Appunti

25. Classificazione delle spese e delle entrate pubbliche


Loperatore pubblico nella contabilit nazionale
Alla Pubblica Amministrazione fanno capo tutte le unit istituzionali le cui funzioni principali consistono
nel produrre per la collettivit servizi non destinabili alla vendita e nelloperare una redistribuzione del
reddito e della ricchezza del paese.
I servizi della Pubblica A amministrazione non sono destinati alla vendita o non sono distribuiti attraverso i
meccanismi di prezzo per due ordini di motivi. In presenza di servizi connessi con il concetto di sovranit
dello Stato, impossibile applicare un prezzo,perch i servizi collettivi sono caratterizzati dalla non rivalit
del consumo e dalla non escludibilit tecnica o economica del consumo.
I servizi che non sono oggetto di vendita rientrano anche quelli connessi allattivit di investimento in opere
pubbliche dello Stato o delle Amministrazioni Pubbliche.
La funzione redistributiva la seconda funzione essenziale della Pubblica Amministrazione. Essa non si
limita a trasferimenti dai ricchi ai poveri,ma prevede anche interventi a favore degli anziani con
lattribuzione degli oneri alle classi in et lavorativa o spostamenti di risorse dalle aree pi sviluppate a
quelle meno sviluppate.
Dal punto di vista operativo la Pubblica Amministrazione suddivisa in tre sottosettori:
Amministrazioni centrali: comprendono le amministrazioni centrali dello Stato e gli enti economici,di
assistenza e di ricerca,che estendono la loro competenza su tutto il territorio
Amministrazioni locali: comprendono gli Enti pubblici la cui competenza limitata a una sola parte del
territorio
Enti di previdenza: comprendono le unit istituzionali centrali e locali,la cui attivit principale consiste
nellerogare prestazioni sociali finanziate attraverso contributi generalmente a carattere obbligatorio
(INPS,INAIL,INPDAP)
Le Amministrazioni Pubbliche sono solo una parte del Settore Pubblico.Nel Settore Pubblico sono infatti
comprese le ex aziende autonome statali e le aziende municipalizzate e regionalizzate.

Le spese pubbliche
Una prima distinzione contrappone le spese correnti a quelle in conto capitale.
Sono spese correnti le erogazioni riferite allo svolgimento dellattivit statale oltre a quelle destinate a
realizzare la redistribuzione dei redditi.
Sono spese in conto capitale le spese per investimenti sia diretti sia indiretti.
Una seconda classificazione distingue le spese per lacquisto di beni e servizi dalle spese per trasferimento.
Le spese per lacquisto di beni e servizi comportano lacquisto da parte delle Amministrazioni Pubbliche di
beni prodotti e servizi correnti. Implicano lassorbimento di risorse disponibili.
Le spese di trasferimento sono pagamenti unilaterali delle Amministrazioni Pubbliche,ai quali non

Elementi di Scienza delle Finanze

Pagina 33 di 53

Mariarita Antonella Romeo

Sezione Appunti

corrispondono prestazioni di servizi o cessioni di beni.

Il finanziamento della spesa pubblica


I beni e i servizi destinati alla vendita possono essere finanziati da:
Prezzi privati. Loperatore pubblico produce beni privati e li colloca sul mercato alle stesse condizioni a cui
collocherebbe un privato. I beni privati sono beni pienamente rivali nel consumo o privi di ogni elemento di
indivisibilit che invece caratterizza in maggiore o minore misura i beni pubblici.
Prezzi pubblici. Si producono beni privati in cui assente lelemento di indivisibilit, ma il prezzo a cui li si
vende diverso da quello che applicherebbero gli operatori privati.Si avranno prezzi pubblici pi elevati di
quelli che fiserebbero i privati quando lo Stato istituisce a suo favore un monopolio legale.
Prezzi politici. I ricavi non coprono i costi. Nel settore dei trasporti si applicano nel nostro paese prezzi
politici.
Per i beni e servizi non destinabili alla vendita vale la seguente classificazione:
Imposte. I beni collettivi ,per loro natura caratterizzati da non rivalit nel consumo e da impossibilit di
esclusione,sono finanziati attraverso imposte,definibili come prelievi coattivi di denaro senza vincoli di
destinazione.
Contributi sociali. I contributi sociali costituiscono una particolare forma di prelievo,in linea generale riferita
al reddito dei lavoratori dipendenti e autonomi,che ha come destinazione specifica il finanziamento delle
prestazioni sociali.
Tasse. Lo Stato pu produrre servizi in cui coesistono componenti private e pubbliche e attribuire il costo
della parte privata,o divisibile a chi fa domanda attiva di un certo servizio.Le tasse sono appunto la categoria
di entrata rilevante in queste situazioni.
Contributi speciali. Lo Stato pu produrre beni collettivi,da quali deriva per i proprietari privati un
incremento patrimoniale indipendente da ogni loro attivit.

Elementi costitutiva e progressivit delle imposte


Il presupposto dellimposta la particolare situazione di fatto alla quale la legge ricollega lobbligo di
pagare limposta.
La base imponibile la traduzione quantitativa del presupposto.
Laliquota la quota dimposta per ogni unit di base imponibile.Nelle imposte ad valorem la base definita
in termini monetari e laliquota una certa percentuale della base.Nelle imposte specifike la base definita
in termini fisici e laliquota espressa in termini monetari.
E necessario distinguere fra : aliquota dimposta calcolata su una base imponibile comprensiva dellimposta
stessa(aliquota su base lorda) e aliquota dimposta calcolata su una base imponibile al netto
dellimposta(aliquota su base netat).

Elementi di Scienza delle Finanze

Pagina 34 di 53

Mariarita Antonella Romeo

Sezione Appunti

Detto T lammontare dimposta e B la base imponibile lorda(comprensiva dellammontare dimposta


dovuta), possiamo scrivere ke laliquota nel primo caso :
t = T/B
Nel secondo caso si ha :
= T(/B-T)
A parit di getti,uguagliando le 2 espressioni, abbiamo :
tB = (B- T) ; tB = B tB
Semplificando otteniamo :
t = /(1 + )
= t / (1 t)
Nel caso dimposta sul reddito viene generalmente utilizzata la base imponibile al lordo di imposta.LIVA
invece un tipico esempio di applicazione di base imponibile al netto dimposta.
Le imposte dirette colpiscono direttamente la capacit contributiva, prescindendo dal comportamento del
contribuente, e solo in quanto il contribuente titolare di un patrimonio o di un reddito.
Le imposte indirette colpiscono la capacit contributiva indirettamente, attraverso indici tipicamente legati o
a un patibolare comportamento del contribuente o a specifici atti,quali il consumo di certi beni o il
trasferimento di certe attivit.
Nellambito delle imposte dirette si puo effettuare una ulteriore distinzione.
Le imposte personali tengono conto della situazione personale del contribuente e quindi di tutti i redditi a lui
afferenti.
Le imposte reali prescindono dalla situazione personale del contribuente e fanno riferiemento esclusivo
allesistenza di una certa materia imponibile.
Presupposto di unimposta personale il percepimento di un reddito o il possesso di un patrimonio da aprte
di un soggetto.Presupposto di unimposta reale lesistenza di un certo reddito o di un certo
patrimonio,prescindendo dalla posizione personale del percettore.
E inoltre possibile distinguere tra imposte generali e imposte speciali.Si definiscono imposte generali quelle
ke colpiscono o tutti i redditi , o tutta la produzione,o tutti i redditi afferenti ad un fattore.Si definiscono
imposte speciali quelle ke colpiscono o tutti i redditi, o un solo bene, o limpiego di un fattore in uno
specifico settore delleconomia.
Unimposta diretta progressiva quando laliquota media aumenta allaumentare della base
imponibile.Limposta proporzionale quando laliquota media rimane costante allaumentare della base
imponibile.Limposta regressiva quando laliquota media diminuisce allaumentare della base imponibile.
Si indiki infatti con Y il reddito rilevante ai fini dellapplicazione dellimposta e con T il debito dimposta
legato ad una generica relazione funzionale al livello del reddito :
T = t(Y)
Il reddito disponibile :
Yd = Y t(Y)
Laliquota media :
_
t = t(Y)/Y

Elementi di Scienza delle Finanze

Pagina 35 di 53

Mariarita Antonella Romeo

Sezione Appunti

Laliquota marginale, ke misura la variazione del debito dimposta alla variazione unitaria o infinitesimale
del reddito, la seguente :
t (Y) = dt(Y)/d(Y)
Possiamo calcolare la variazione dellaliquota media al variare del reddito :
Unimposta progressiva quando laliquota marginale superiore a quella media.
Limposta progressiva quando lelasaticit dellaliquota media rispetto al reddito maggiore di zero;
abbiamo infatti t (Y) > t(Y).Limposta proporzionale caratterizzata da unelasticit pari a zero.
La progressivit puo essere realizzata secondo tre modalit fondamentali :
per scaglioni, per detrazione, per deduzione.
Nella progressivit per scaglioni sidentificano scaglioni successivi di reddito e sulla parte di reddito propria
dello scaglione si applicano aliquote specifike crescenti al crescere del reddito.Laliquota applicata allo
scaglione pi elevato denominata aliquota marginale.
Nella progressivit per detrazione il debito dimposta si ottiene applicando unaliquota di imposta costante
per tutti i livelli di reddito e detraendo dal debito dimposta,cos determinato,un ammontare uguale per tutti i
contribuenti.
Indicando con f la detrazione del debito dimposta,si ottiene:
T = tY f
Unimposta cos configurata e progressiva in quanto,laliquota marginale,in questo caso pari a t, superiore
allaliquota media. Infatti:
Quando la progressivit realizzata con il metodo della detrazione la diffrenza fra laliquota media e quella
marginale diminuisce al crescere del reddito.
Nella progressivit per deduzione il debito dimposta, indicando con d la riduzione dellimponibile, pari a :
T = t(Y d)
Laliquota media :
Se laliquota marginale cresce la crescere del reddito,detrazioni e deduzioni avranno invece effetti
differenti.Infatti mentre una detrazione produce una riduzione del debito dimposta uguale per tutti i
contribuenti,una deduzione comporta una riduzione del debito dimposta(td)ke cresce al crescere del
reddito(e quindi dellaliquota marginale)dei contribuenti.

La classificazione delle imposte


Nei sistemi economici sviluppati le imposte,insieme ai contributi sociali,costituiscono la principale forma di
finanziamento dellattivit delle Pubbliche Amministrazioni.
I sistemi tributari sono costituiti da numerose imposte,ognuna delle quali si distingue per struttura giuridica
e per effetti economici.
Fra le imposte dirette,le principali sono le seguenti:
limposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) colpisce i redditi percepiti dalle persone fisiche in quanto

Elementi di Scienza delle Finanze

Pagina 36 di 53

Mariarita Antonella Romeo

Sezione Appunti

lavoratori,titolari dimprese personali,proprietari dei terreni e fabbricati e,in alcune ipotesi,percettori di


dividendi erogati dalle societ di capitali.Sul piano quantitativo lIRPEF limposta pi importante del
nostro sistema tributario;
limposta sul reddito delle societ (IRES) assoggetta il reddito delle persone giuridiche,determinato sulla
base delle risultanze di bilancio,ad unimposta specifica che svolge un ruolo complementare allIRPEF;
limposta sostitutiva sui redditi di capitale e sulle plusvalenze colpisce larga parte dei redditi di capitale e dei
capital gians ,nel nostro paese esclusi dalla base imponibile dellIRPEF ed assoggettati ad unimposta
proporzionale.
Le imposte indirette sono suddivise in quattro categorie allinterno delle quali indichiamo le pi rilevanti:
Affari
limposta sul valore aggiunto (IVA) colpisce la differenza fra il valore delle vendite e il valore degli acquisti
effettuati da unimpresa;
limposta regionale sulle attivit produttive (IRAP) si applica sul valore della produzione netta di tutti i
settori produttivi;
limposta di registro si applica al momento della registrazione di alcuni atti,tra i quali i pi rilevanti sono
quelli connessi al trasferimento della propriet immobiliare.
Produzione
un imposta specifica per unit di prodotto (accisa) colpisce la fabbricazione o il consumo di alcuni beni. I
termini di gettito limposta sugli oli minerali;
monopoli il gettito di questa categoria deriva dalla vendita dei tabacchi per i quali si applica in regime di
monopolio prezzi pubblici superiori a quelli che applicherebbe un imprenditore privato;la differenza tra il
prezzo e il costo medio di produzione costituisce una forma di imposizione indiretta;

Lotto e lotterie
Fra le imposte indirette compresa anche limposta comunale sugli immobili,che costituisce lesempio pi
rilevante di imposta commisurata al valore patrimoniale di u bene capitale.

Elementi di Scienza delle Finanze

Pagina 37 di 53

Mariarita Antonella Romeo

Sezione Appunti

26. Nozione di Rate of Return e Price Cap


Rate of Return
Il rate of return (ROR) un metodo di regolamentazione tariffaria completamente cost based in cui i prezzi
sono stabiliti in modo da generare ricavi in grado di coprire i costi operativi stimati dallimpresa e garantire
un ragionevole tasso di profitto. Il ROR si basa sul presupposto che non sufficiente mantenere lintegrit
finanziaria di breve periodo dellazienda, ma bisogna metterla in condizione di attrarre il capitale necessario
per gli investimenti di lungo periodo.
Loggetto della contrattazione fra regolatore e gestore si sposta dal livello delle tariffe alla definizione del
capitale fisico impiegato, del tasso di ammortamento, del saggio di rendimento normale e del livello dei
costi ammessi.
Il metodo consiste nel porre un limite al saggio di rendimento sul capitale investito nellimpresa, limite che
viene espresso in termini contabili come rapporto tra gli utili netti e il patrimonio netto.
In assenza di costi esterni e di imposte, se si considera il rendimento del capitale investito e si ammette che
il prezzo di acquisizione del capitale sia unitario e il salario sia w, si pu fissare ROR al livello per
unimpresa monoprodotto che ottiene i ricavi ( R ), impiegando capitale ( k) e lavoro (l ).
Quando il tasso effettivo supera quello concesso, il regolatore impone una riduzione tariffaria; quando
inferiore il regolatore autorizza un aumento. Le tariffe possono venire riviste ogniqualvolta se ne presenti la
necessit, su richiesta sia del regolatore, sia delloperatore.
Una variante del metodo standard il banded ROR. In questo caso viene specificato un intervallo entro cui i
guadagni dellazienda possono variare. I prezzi sono inizialmente stabiliti per generare profitti che cadono
allinterno del range ed ulteriori revisioni delle tariffe non hanno luogo finch i profitti dellimpresa regolata
sono compresi nellintervallo.

Price Cap
Il price cap il metodo pi diffuso nei paesi industrializzati e prevede in un contesto monoprodotto
lindividuazione di un prezzo massimo( p), inferiore a quello praticato in un monopolio non regolamentato(
p ), ossia p < p
< p . Nel caso di produzione congiunta, non potendo applicare il vincolo a tutti i
prodotti, dati i legami di interdipendenza nei costi, occorre costruire un indice basato su una media
ponderata dei prezzi dove p il prezzo delli-esimo bene, w il corrispondente peso e p il prezzo
massimo consentito dellindice. La legge britannica permette allente regolatore di imporre al gestore
dominante che lindice dei prezzi prescelto aumenti non pi del tasso di crescita dei prezzi al dettaglio RPI
al netto di una determinata percentuale annua ( X ). Il metodo prende il nome di RPI X regulation ed
caratterizzato da alcuni criteri base su cui di basa il rapporto di regolamentazione :
- il regolatore pone un limite ai prezzi che limpresa pu praticare sul mercato
- i vincoli sono applicati ad un indice PI dei prezzi di determinati panieri di beni o servizi offerti
dallimpresa multi prodotto
- gli indici dei prezzi generali RPI sono aggiustati periodicamente tramite un fattore di correzione ( X )
preannunciato e rimangono immutati nellarco dellintero periodo prima della successiva revisione
- nel lungo periodo i panieri, i fattori di correzione e gli indici dei prezzi vengono riconsiderati e , se
necessario, mutati.

Elementi di Scienza delle Finanze

Pagina 38 di 53

Mariarita Antonella Romeo

Sezione Appunti

27. Pregi e difetti del Rate of Return e del Price Cap


Il principale vantaggio del metodo ROR che si assicura unadeguata fornitura di prodotti e servizi nel
settore sottoposto a regolamentazione. La ROR regulation stata per criticata in quanto induce limpresa a
prendere decisioni inefficienti per quanto riguarda sia la scelta degli input, sia la fissazione del prezzo.
La regolamentazione ROR presenta una serie di problemi connessi alla dinamica del rapporto contrattuale e
alla distribuzione delle informazioni tra lautorit e loperatore. Durante il periodo di riferimento, se
unimpresa riduce i costi allo scopo di aumentare i profitti pu incorrere in una riduzione tariffaria che
sposta questi guadagni verso i consumatori. Se il tempo tra le due revisioni troppo breve non ci sono
incentivi per limpresa ad intraprendere attivit di innovazione. Se lintervallo troppo lungo ci sono forti
incentivi allinnovazione, ma i consumatori non beneficiano del miglioramento di efficienza produttiva
dellimpresa.
Il meccanismo ROR non ha buone propriet incentivanti n da un punto di vista statico, in quanto nel breve
periodo il rendimento ottenuto costante senza che limpresa possa beneficiare di eventuali risparmi nei
costi, n da un punto di vista dinamico, in quanto i risparmi ottenuti si traducono in un vantaggio per i
consumatori.
I numerosi aspetti negativi del metodo ROR hanno portato ad un suo progressivo abbandono da parte dei
regolatori di gran parte dei paesi industrializzati. La regolamentazione ROR, quindi, ha senso soprattutto in
quelle situazioni in cui gli investimenti preesistenti nelle infrastrutture di rete sono ridotti e devono essere
incentivati.
La regolamentazione cap, a differenza di quella ROR, permette di conseguire la piena efficienza produttiva,
perch mantiene il rapporto ottimale di impiego dei fattori, ossia quello che minimizza i costi.
Nella semplice versione del price cap, allimpresa regolata concessa ampia libert di stabilire le tariffe per
i singoli servizi che essa fornisce. Il regolatore, quindi, non fissa direttamente le tariffe finali, ma delega
questo compito, entro certi limiti, direttamente allimpresa monopolista.
Gli oneri amministrativi della price cap regulation risultano drasticamente ridotti rispetto alla ROR
regulation, ma questo grande vantaggio rappresenta anche il limite principale. Il price cap prevede un
processo dinamico di aggiustamento della regolamentazione, basato anche sullosservazione delle strategie
di prezzo dellimpresa e dellevoluzione della domanda.
La metodologia incorre negli stessi inconvenienti del ROR : i guadagni di maggiore efficienza produttiva
possono spingere il regolatore ad aggiustare verso il basso il cap al momento della sua revisione, per cui
limpresa regolata scarsamente incentivata ad effettuare nuovi investimenti in tecnologie pi avanzate. La
maggiore differenza tra ROR e price cap soprattutto di enfasi. In ogni caso il regolatore non deve ignorare
il rendimento minimo sugli investimenti : il price cap controlla in maniera indiretta questo rendimento,
mentre con il ROR il controllo immediato, creando per maggiori distorsioni.

Elementi di Scienza delle Finanze

Pagina 39 di 53

Mariarita Antonella Romeo

Sezione Appunti

28. La tassazione delle attivit finanziarie


Le rendite finanziarie sono in generale assoggettate ad imposte sostitutive,che le sottraggono allimposta
progressiva sul reddito delle presone fisiche.Il regime attualmente vigente in Italia,introdotto nel 1998,ha
innovato e razionalizzato il sistema precedente,dato il vincolo costituito dalla libert di movimento
internazionale dei capitali che ha di fatto limitato la discrezionalit dei diversi paesi in materia di tassazione
delle rendite finanziarie.
Rendite finanziarie e imposta sul reddito delle persone fisiche
Nella definizione del regime impositiva delle attivit finanziarie il primo problema riguarda leventuale
inserimento dei rendimenti nella base imponibile dellimposta sul reddito delle persone fisiche e anche le
plusvalenze.
Nel nostro sistema tributario le plusvalenze sono state tradizionalmente escluse dalla base imponibile,la
stessa riforma del 1974 non ha inciso sostanzialmente su questo punto.
I redditi di capitale sono poi stati tradizionalmente assoggettati a imposte sostitutive dellimposizione
personale.
Con il riferimento specifico ai titoli di stato la dottrina italiana ha poi elaborato la teoria della partita di
giro.In base a questa teoria laumento dellaliquota dellimposta provoca un incremento dei rendimenti
lordi di pari misura;il maggior gettito associato a un uguale aumento degli esborsi per interessi passivi a
carico del bilancio pubblico.
Negli ultimi anni la politica tributaria in materia di tassazione delle rendite finanziarie,non solo in Italia,ma
in tutti i paesi del mondo, stata comunque determinata dal processo di liberalizzazione dei movimenti di
capitale.
Si deve infine ricordare che la separazione del reddito personale in due componenti,costituite
rispettivamente dai redditi di capitale e dagli altri redditi,ha trovato piena espressione nelle riforme fiscali
attuate nei paesi del Nord Europa attorno al 1990 (anche s e poi sono state oggetto di significativi
ripensamenti).Queste riforme si fondano sulla cosiddetta dual income tax.
Su tutti i redditi di capitale applicata unimposta proporzionale,con aliquota uguale a quella dellimposta
sulle societ e allaliquota marginale pi bassa dellimposta personale progressiva. Limposta personale
progressiva colpisce dunque i redditi di lavoro e trasferimenti.
Base imponibile
La tassazione delle attivit finanziarie pu essere commisurata,in modo non necessariamente alternativo,a:
Reddito (nelle due forme tipiche di dividendi e interessi)
Plusvalenze (la base imponibile costituita in generale dalla variazione del valore capitale dellattivit
finanziaria nel periodo dellimposta)
Proventi netti realizzati su contratti riguardanti prodotti derivati (sono strumenti derivati le attivit
finanziarie il cui valore determinato da quello di altri titoli scambiati sul mercato);
Patrimonio (la base imponibile costituita dal valore di mercato dellattivit finanziarie)
Gli zero coupon bonds,ovverosia le obbligazioni che,non prevedendo la corresponsione di alcun
interesse,sono rimborsate alla scadenza a un valore superiore a quello di sottoscrizione (la plusvalenza pari

Elementi di Scienza delle Finanze

Pagina 40 di 53

Mariarita Antonella Romeo

Sezione Appunti

alla differenza fra valore finale e valore iniziale un interesse implicito).Per queste obbligazioni il
riferimento al reddito porterebbe allapplicazione di unimposta nulla,non essendoci formalmente materia
imponibile;
Nellindividuazione della base imponibile problemi particolari sono stati comunque posti dagli estesi
fenomeni dinnovazione verificatisi negli ultimi anni. Levoluzione dei mercati finanziari ha infatti portato
allintroduzione di nuovi prodotti di fronte ai quali le legislazioni si sono spesso rivelate inadeguate.

Agevolazioni per particolari dorme di impiego del risparmio


I sistemi di tassazione delle rendite finanziarie possono essere caratterizzati da un maggiore o minore grado
di eterogeneit nellimposizione delle diverse forme di impiego del risparmio. Leterogeneit pu essere il
risultato di un processo di stratificazione scarsamente coerente,come,ad esempio,il sistema vigente nel
nostro paese fino al 1998.
In altri casi leterogeneit pu derivare dalla decisione di privilegiare il risparmio a lungo termine rispetto a
quello a breve,e in particolare di favorire gli impieghi che hanno una finalit previdenziale.

Problemi dellacquisizione delle informazioni e di coordinamento internazionale


La dimensione internazionale dellimpiego del risparmio finanziario richiede che siano risolti formidabili
problemi di acquisizione delle informazioni sui redditi di soggetti residenti operanti allestero.La scarsa
volont politica,tipica di alcuni paesi,di avviare forme di cooperazione internazionale rende di fatto
inapplicabili modalit di tassazione che potrebbero trovare ampia giustificazione in termini di efficienza e di
equit.

La riforma del 1998


Il sistema italiano pre riforma era caratterizzato da uneccessiva eterogeneit dei trattamenti,da una
lacunosa modalit di imposizione delle plusvalenze e da una sostanziale impotenza nei confronti dei
fenomeni di innovazione finanziaria.
La riforma del 1998 ha innovato radicalmente il sistema complessivo di imposizione delle rendite
finanziarie adottando specifiche scelte.

Esclusione delle rendite finanziarie dalla base imponibile dellimposta personale


A partire dal 1998 stata data la soluzione al problema dellestensione dellimposta personale,sottraendo
alla base imponibile di questa larghissima parte delle rendite finanziarie ed introducendo un organico
sistema di regimi sostitutivi.

Introduzione di un sistema generale di tassazione delle rendite finanziarie

Elementi di Scienza delle Finanze

Pagina 41 di 53

Mariarita Antonella Romeo

Sezione Appunti

La formulazione delle definizioni di redditi di capitale e redditi diversi consente di assoggettare a imposta
sostitutiva redditi e interessi,plusvalenze e proventi connessi alle operazioni su prodotti derivati.
I redditi di capitale sono costituiti da:
Interessi su obbligazioni e su depositi e conti correnti bancari;
Utili derivanti dalla partecipazione in societ;
Proventi dalla gestione collettiva del risparmio
Proventi derivanti da riporti e pronti contro termine su titoli e valute
Redditi compresi nei capitali corrisposti in dipendenza di contratti di assicurazione sulla vita e di
capitalizzazione;
Interessi e altri proventi aventi per oggetto limpiego di capitale,esclusi i rapporti attraverso cui possono
essere realizzati differenziali positivi e negativi in dipendenza di un evento incerto
Rendimenti attribuiti ai fondi di previdenza ai quali sono assimilabili i redditi derivanti dalle rivalutazioni
del TFR.
I redditi di capitale comprendono anche la differenza fra le somme rimborsate e le somme prestate quando
non prevista alcuna corresponsione di interessi.
I redditi diversi sono costituiti da plusvalenze e da proventi ottenuti operando su prodotti derivati.
Le plusvalenze possono essere ottenute da:
cessioni di partecipazioni qualificate;
cessioni di partecipazioni non qualificate;
cessioni di titoli pubblici e privati,e di quote di partecipazione in fondi dinvestimento.
La base imponibile delle plusvalenze costituita dalla differenza fra il corrispettivo percepito e il costo
dacquisto,aumentato di ogni onere a esso inerente,esclusi gli interessi passivi.
Le plusvalenze sono tassate,in alcuni casi,alla maturazione e,in altri,alla realizzazione.Il differimento del
pagamento dellimposta che si ha quando le plusvalenze sono tassate alla realizzazione costituisce un
evidente vantaggio per il contribuente.
Gli altri proventi rientrati nei redditi diversi sono essenzialmente connessi alle operazioni su prodotti
derivati.
Le tipologie fondamentali di contratti derivati sono tre: futures, options e swaps.
1. I futures sono contratti derivati,negoziati su mercati regolamentati con linterposizione di una stanza di
compensazione,con i quali le parti si impegnano a scambiare a una data stabilita e a un prezzo prefissato
determinate attivit oppure a versare o riscuotere un importo determinato in base allandamento di un
indicatore di riferimento. Si possono in altri termini scambiare titoli o valute o flussi finanziari. Se il
contratto giunge a termine,i valori mobiliari oggetto di scambio saranno effettivamente consegnati.Se il
contratto chiuso anticipatamente da una delle parti,questa parte realizzer o una plusvalenza o una
minusvalenza.
La legge fiscale annovera i proventi dei futures fra i redditi diversi: sono redditi diversi le plusvalenze e i
proventi realizzati mediante rapporti attraverso cui possono essere conseguiti differenziali positivi o negativi
in dipendenza da un evento incerto.
2. Un opzione attribuisce ad A contro il pagamento di un premio la facolt di acquistare (call) o di vendere
(put) unattivit finanziaria a un prezzo prefissato (prezzo desercizio) o alla scadenza o entro un certo
termine.
La legge fiscale include i proventi delle opzioni nei redditi diversi: sono redditi diversi i redditi realizzati
mediante rapporti da cui deriva il diritto o lobbligo di cedere o acquistare a termine strumenti finanziari.

Elementi di Scienza delle Finanze

Pagina 42 di 53

Mariarita Antonella Romeo

Sezione Appunti

3. Gli swaps sono operazioni consistenti nello scambio di flussi finanziari secondo determinate modalit
contrattuali.Nel caso di uno swap sui tassi dinteresse,le controparti si scambiano flussi di pagamento di
interessi calcolati su un capitale nozionale di riferimento in base a criteri differenziati.Nel caso di uno swap
sulle valute,le controparti si scambiano specifici ammontari di due diverse valute,restituendoli nel tempo
secondo modalit predefinite. Nel caso pi semplice lo swap sui tassi di interesse implica lo scambio di un
interesse fisso contro uno variabile.Gli interessi sono calcolati su un capitale di riferimento che comunque
non costituisce mai oggetto di scambio.Pi precisamente:
il compratore dello swap paga interessi calcolati sulla base di un tasso fisso detto tasso swap;
il venditore paga interessi calcolati sullo stesso capitale in ragione di un tasso variabile;
il regolamento avviene per compensazione:la parte che ha sopportato il tasso di interesse pi elevato versa il
saldo risultante.
In base alla nostra legge fiscale i proventi degli swaps sono compresi fra i redditi diversi: sono redditi
diversi i redditi realizzati mediante rapporti da cui deriva il diritto o lobbligo di ricevere o effettuare uno o
pi pagamenti collegati a tassi di interesse,quotazioni o valori si strumenti finanziari,di valute estere,di merci
e ogni altro parametro di natura finanziaria.

Introduzione di un sistema omogeneo di tassazione delle rendite finanziarie nellambito di regimi di


imposizione alternativi
Il numero delle aliquote stato ridotto a tre: 11, 12.5 e 27%.
Laliquota dell11% si applica ai rendimenti dei fondi pensione e alle rivalutazioni del TFR. Nellambito
dei redditi di capitale laliquota del 12,5% si applica ai titoli pubblici,alle obbligazioni con scadenza non
inferiore ai 18 mesi e ai dividendi azionari,se la partecipazione non qualificata.
Nellambito dei redditi diversi le plusvalenze derivanti dalla cessione di partecipazioni non qualificate e i
proventi sui prodotti derivati sono tassati con la stessa aliquota.
Nellambito dei redditi di capitale laliquota del 27% si applica alle obbligazioni con scadenza inferiore ai
18 mesi,agli interessi sui conti correnti e depositi bancari.
Sugli interessi delle obbligazioni emesse da societ non quotate in Borsa,la ritenuta stabilita al 12,5% a
condizione che,al momento dellemissione,il tasso di rendimento non sia superiore al tasso ufficiale di
sconto aumentato di 2/3.Quando il tasso di rendimento supera i limiti indicati,gli interessi passivi che
eccedono limporto ammesso sono considerati indeducibili ai fini dellapplicazione del reddito dellimpresa.
Gli utili dellimpresa si possono trasformare infatti in interessi passivi (per limpresa) e in interessi attivi
(per i soci):il differenziale fra laliquota dellimposta personale o dellIRES e la ritenuta a titolo di imposta
sui rendimenti delle obbligazioni hanno appunto il fine di limitare la convenienza dei comportamenti elusivi.

I regimi dimposizione
Date le aliquote,sono previsti quattro regimi di imposizione tra cui linvestitore pu scegliere:
risparmio individuale;
risparmio amministrativo;
risparmio individuale gestito;
risparmio collettivo gestito.

Elementi di Scienza delle Finanze

Pagina 43 di 53

Mariarita Antonella Romeo

Sezione Appunti

Risparmio individuale. Le ritenute a titolo di imposta sui redditi di capitale sono applicate da chi eroga
interessi o dividendi su partecipazioni non qualificate.Il contribuente non tenuto a dichiarare questi redditi
in sede di dichiarazione annuale. Lobbligo di dichiarazione esiste per i dividendi da partecipazioni
qualificate che,come sappiamo,entrano nella base imponibile dellIRPEF per il 40% del loro ammontare.
Devono inoltre essere analiticamente dichiarati i redditi diversi cui viene applicata laliquota del 12,5%.
possibile la compensazione solo fra i redditi diversi positivi e quelli negativi.
Il saldo,se negativo, riportabile in avanti per quattro anni.

Risparmio amministrativo
Il contribuente esentato dallobbligo di dichiarazione dei redditi diversi (con eccezione delle plusvalenze
su partecipazioni qualificate),quando i titoli azionari o obbligazionari sono depositati in custodia o in
amministrazione presso intermediari finanziari.Anche i proventi connessi a operazioni su prodotti derivati
possono non essere dichiarati quando la controparte costituita da operatori professionali.
Escludendo le partecipazioni qualificate,il contribuente ha dunque la facolt di optare per lapplicazione
dellimposta sostitutiva su ognuna delle plusvalenze o su ogni provento differenziale positivo quando i titoli
sono in custodia o in amministrazione presso intermediari.Esiste la possibilit di compensazione sono
nellambito dello stesso rapporto di amministrazione,nello stesso periodo dimposta o nei quattro
successivi.La tassazione delle plusvalenze si applica al momento della realizzazione,con lapplicazione
dellequalizzatore.
Risparmio individuale gestito. Nellipotesi di gestioni individuali di portafoglio effettuate da operatori
professionali si applica unimposta sostitutiva sul risultato di gestione con aliquota del 12,5%.Nel risultato
di gestione confluiscono sia i redditi di capitale,sia i redditi diversi con lesclusione dei dividendi delle
plusvalenze su partecipazioni qualificate.
Il risultato di gestione misurato dalla somma algebrica dei seguenti elementi:
+ valore del patrimonio al termine dellanno,al lordo dellimposta sostitutiva
+ prelievi in corso dellanno
- conferimenti
- redditi esenti
- redditi assoggettati al prelievo del 27%
- proventi da fondi di investimento
- valore del patrimonio a inizio danno
Nellipotesi di gestione professionale del risparmio ammessa in un contesto di anonimato la
compensazione fra redditi di capitale e redditi diversi.Questa compensazione non possibile per il risparmio
individuale,in quanto interessi e dividendi sono percepiti al netto dellimposta sostitutiva;eventuali
minusvalenze possono trovare compensazione nel medesimo periodo e nei quattro successivi con
plusvalenze riconducibili alla categoria dei redditi diversi.
Nel caso di risparmio gestito la tassazione delle plusvalenze avviene al momento della maturazione.Se per
ipotesi tutti i redditi sono assoggettati a ritenuta a titolo di imposta,il risultato di gestione non altro che la
plusvalenza (o minusvalenza) maturata nel corso dellesercizio .
La tassazione delle plusvalenze al momento della maturazione comporta un onere tributario superiore a
quello che si ottiene tassando la plusvalenza alla realizzazione.Il maggiore onere tributario riconducibile al
diverso momento del pagamento dellimposta.

Elementi di Scienza delle Finanze

Pagina 44 di 53

Mariarita Antonella Romeo

Sezione Appunti

Risparmio collettivo gestito.Nel caso di risparmio collettivo gestito da parte degli organismi di investimento
collettivo,la societ di gestione preleva un ammontare pari al 12,5% del risultato di gestione. Il risultato
negativo di un periodo pu essere portato in diminuzione del risultato dei successivi periodi illimitatamente
o utilizzato in diminuzione del risultato di gestione di altri fondi da essa gestiti.
I proventi derivanti dalla partecipazione ai fondi concorrono a fornire il reddito imponibile solo per quelle
assunte nellesercizio di imprese commerciali.In questo caso tuttavia riconosciuto un credito dimposta del
15%
Risparmio individuale
Risparmio amministrativo
Risparmio individuale o risparmio collettivo gestito
Plusvalenze
Imposta sostitutiva 12,5%
Dichiarazione analitica
Tassazione alla realizzazione
Imposta sostitutiva 12,5%

Tassazione alla realizzazione


Imposta sostitutiva 12,5% su risultato di gestione
Interessi
Imposta sostitutiva
(aliquote 12,5-27%)
Imposta sostitutiva
(aliquote 12,5-27%)
Valore finale del patrimonio
+ prelievi
- conferimenti
- redditi esenti
- redditi assoggettati al
prelievo del 27%
- proventi fondi comuni
- valore del patrimonio a inizio danno
Imposta sostitutiva 12,5%
Imposta sostitutiva 12,5%

Vantaggi per il contribuente


Anonimato
Compensazione allinterno del rapporto di amministrazione
Anonimato
Compensazione tra redditi diversi e redditi di capitale

Elementi di Scienza delle Finanze

Pagina 45 di 53

Mariarita Antonella Romeo

Sezione Appunti

Regime agevolato per il risparmio previdenziale


Il sistema vigente nel nostro paese prevede un regime agevolato per gli impieghi che hanno una finalit
previdenziale,che tendono cio a garantire un reddito o un capitale da utilizzare nella vecchiaia.La finalit
previdenziale qui esaminata in genere integrativa delle prestazioni erogate dal sistema pensionistico
pubblico.
In questo quadro rientrano diversi strumenti:
fondi pensione chiusi;
fondi pensione aperti;
contratti di assicurazione della vita;
trattamento di fine rapporto.
I fondi pensione chiusi. Costituiscono forme pensionistiche complementari istituite a seguito di contratti
collettivi per i lavoratori dipendenti sia privati sia pubblici.Fondi chiusi possono essere costituiti anche per i
lavoratori autonomi e i liberi professionisti,a seguito di accordi promossi dai loro sindacati.
Le prestazioni complementari possono essere erogate solo al raggiungimento dellet pensionabile del
regime obbligatorio. Lerogazione della prestazione pu avvenire sotto forma di rendita periodica o sotto
forma di rendita periodica o sotto forma di capitale;in questo secondo caso il capitale corrisposto non pu
eccedere il 50% dellimporto maturato.
I fondi pensione aperti. Costituiscono forme pensionistiche a carattere individuale.Possono essere istituiti da
intermediari finanziari e da imprese di assicurazione e sono aperti alladesione di tutti coloro che non hanno
la possibilit di aderire ad un fondo chiuso. Lerogazione delle prestazioni subordinata agli stessi vincoli
previsti per i fondi chiusi per quanto riguarda let del beneficiario e le modalit di erogazione.
I contratti di assicurazione sulla vita. Sono considerati forme pensionistiche a carattere individuale, a
condizione che le prestazioni di vecchiaia siano erogate al raggiungimento del limite di et previsto per il
regime pensionistico pubblico e che non pi del 50% dellimporto maturato sia corrisposto in forma
capitale.
Il TFR. infine assimilato alle forme pensionistiche complementari,data la sua funzione essenziale di
garantire un capitale a chi ha cessato lattivit lavorativa.
Per gli impieghi a carattere previdenziale sono stati adottati un regime di differimento dellimposta
personale per i contributi versati e un sistema di tassazione annuale,ad aliquota ridotta,dei rendimenti
ottenuti nella fase di accumulazione. Il meccanismo impositivo caratterizzato dai seguenti elementi:
i fondi pensione chiusi o aperti,i contratti di assicurazione sulla vita o il TFR sono assoggettati ad imposta
sostitutiva nella misura dell11% sul risultato netto maturato in ciascun periodo dimposta.Il risultato netto si
determina sottraendo il valore del patrimonio allinizio dellanno dal valore del patrimonio stesso al termine
di ciascun anno solare,al lordo dellimposta sostitutiva (aumentato delle erogazioni effettuate per il
pagamento delle prestazioni previdenziali e diminuito dei contributi versati,e dei proventi derivanti da quote
di fondi comuni soggetti ad imposta sostitutiva);
le prestazioni sono assoggettate ad un regime differente a seconda che siano corrisposte sotto forma di
rendita o capitale.
Nellipotesi di corresponsione sotto forma di rendita,solo la parte della prestazione che non gi stata
tassata assimilata ai redditi di lavoro dipendente.Nella prestazione pensionistica possiamo infatti
distinguere una prima componente che deriva dai contributi versati annualmente e una seconda componente

Elementi di Scienza delle Finanze

Pagina 46 di 53

Mariarita Antonella Romeo

Sezione Appunti

che invece il risultato dellimpiego dei contributi previdenziali.


Nellipotesi di corresponsione sotto forma di capitale previsto invece un regime di tassazione separata.Alla
parte di capitale corrispondente ai contributi versati annualmente si applica limposta di base allaliquota
media di tassazione personale dei cinque anni precedenti a quello in cui maturato il diritto alla percezione
della prestazione in forma di capitale.
Lo stesso regime tributario si applica al TFR,necessariamente percepito in forma di capitale.

Previdenza complementare e individuale


Contratti assicurativi puri
Contratti finanziari
TFR
Accumulazione
I contributi sono deducibili dal reddito complessivo per un importo corrispondente al 12% del reddito
complessivo e per un massimo di 5.164,57.
Per i lavoratori dipendenti la deduzione (entro i limiti suddetti)non pu superare il doppio degli
accantonamenti a TFR destinati a previdenza complementare e individuale.
Rendimenti dei contributi accumulati sono tassati con unimposta sostitutiva ad aliquota dell11%
I premi versati sono detraibili al 19% per un massimo di 1.291,14 euro.
Non c alcuna agevolazione relativamente ai versamenti effettuati
Gli accantonamenti non costituiscono reddito imponibile.
Le rivalutazioni sugli accantonamenti sono tassate con unimposta sostitutiva con aliquota dell11%
Prestazione
Rendita
La parte della rendita relativa ai rendimenti maturati nella fase di accumulazione (parte finanziaria)non
soggetta ad imposta personale.
La parte relativa ai contributi (parte non finanziaria) rientra totalmente nella base imponibile IRPEF.
Il rendimento finanziario annualmente maturato sul montante che residua del pagamento delle rendite
soggetto ad unimposta sostitutiva con aliquota del 12,5%
Esente
Rientra nella base imponibile dell IRPEF.

La parte finanziaria esente.


La parte non finanziaria soggetta a tassazione separata (in via definitiva,applicando una aliquota unica
calcolata come media sugli ultimi 5 anni delle aliquote medie IRPEF).
Esente
La parte finanziaria (differenza tra montante e premi versati) soggetta ad imposta sostitutiva del 12,5%
La parte non finanziaria soggetta a tassazione separata (in via definitiva,applicando unaliquota unica
calcolata come media sugli ultimi 5 anni delle aliquote IRPEF)

Interamente soggetto a tassazione separata (in via definitiva,applicando una aliquota unica calcolata come
medIa sugli ultimi 5 anni delle aliquote IRPEF).

Elementi di Scienza delle Finanze

Pagina 47 di 53

Mariarita Antonella Romeo

Sezione Appunti

Affinch il contratto rientri nella definizione di risparmio previdenziale,il capitale ricorso non pu eccedere
il 50% dellimporto maturato

I diversi tipi di contratti di assicurazione


I contratti di assicurazione sulla vita rientrano nelle forme pensionistiche individuali e godono del
trattamento tributario agevolato quando rispettano le condizioni prima richiamate riguardanti let del
beneficiario e le modalit di erogazione delle prestazioni.
Esistono tuttavia altri contratti di assicurazione culla vita che,perseguendo finalit diverse da quelle
previdenziali,sono assoggettate ad un diverso trattamento tributario.
Per i contratti assicurativi puri (che coprono il rischio di morte,dinvalidit superiore ad un certo livello e di
non autosufficienza) prevista la detrazione dallimposta lorda al 19% degli oneri sostenuti entro un limite
massimo di 1291.Le eventuali prestazioni,comunque erogate,sono esenti.Lesenzione si giustifica con il
fatto che le prestazioni non costituiscono reddito ma risarciscono un danno effettivamente manifestatosi.
Per i contratti finanziari finalizzati alla formazione di un capitale o alla costituzione di una rendita da
corrispondersi ad una certa scadenza non prevista alcuna forma di deduzione dallimponibile o di
detrazione dallimposta lorda.Al momento dellerogazione,la rendita rientra nella base imponibile
dellIRPEF.Il capitale invece assoggettato a tassazione sostitutiva fra il montante conseguito e i premi
versati.
Deve essere sottolineato il differente trattamento tributario dei contratti finanziari rispetto alle forme
pensionistiche individuali.In questa seconda ipotesi consentita la deduzione dallimponibile dei
contributi,che vengono poi tassati al momento dellerogazione della prestazione.Nel caso di contratti
finanziari lindeducibilit dei contributi (o il fatto che i contributi siano parte di un reddito gi tassato)spiega
perch la tassazione sia limitata agli interessi accumulatisi nel corso del tempo.

Tutela della competitivit dei nostri mercati finanziari rispetto agli altri paesi
Il sistema di imposizione delle rendite finanziarie persegue anche lobiettivo di tutelare la competitivit dei
nostri intermediari finanziari,soprattutto nella loro capacit di attrarre i fondi di risparmiatori italiani ed
esteri,individuali e collettivi.
In questo senso ladozione per la generalit dei proventi e dei redditi di unaliquota estremamente contenuta
ha il fine di porre il nostro sistema finanziario su un piede di parit con le altre piazze finanziarie,evitando
che gli operatori italiani collochino allestero le loro disponibilit finanziarie.
Per gli operatori finanziari stranieri invece prevista una serie di norme che,al contrario,dovrebbe
incentivarli ad investire sui nostri mercati.
Non si applica infatti la ritenuta sui depositi bancari e sui titoli obbligazionari percepiti dai soggetti residenti
in Stati con i quali sono in vigore convenzioni per evitare la doppia imposizione sul reddito che consentano
allamministrazione di acquisire le informazioni necessarie,sempre che tali soggetti non risiedano negli Stati
o territori a regime fiscale privilegiato individuati dal Ministero delle Finanze,i cosiddetti paradisi fiscali.
Limposta sostitutiva non si applica sulle plusvalenze nel caso di risparmio individuale.
La ritenuta sui dividendi di pertinenza di operatori stranieri fissata al 27%,ma la ritenuta rimborsabile
fino a 4/9 se si dimostra che sono state pagate le imposte sugli stessi utili nello Stato di residenza dei

Elementi di Scienza delle Finanze

Pagina 48 di 53

Mariarita Antonella Romeo

Sezione Appunti

percettori.
previsto un rimborso del 15% sui proventi derivanti da fondi di investimento collettivo a favore di soggetti
non residenti a titolo di restituzione delle imposte pagate nel nostro paese.

Problemi di tassazione internazionale dei redditi


In un quadro di mobilit internazionale dei flussi di risparmio e di investimento i sistemi di tassazione del
reddito delle persone fisiche e giuridiche possono essere ricondotti a due tipologie fondamentali:
residenza
fonte
In base al principio di residenza tutti i redditi afferiscono immediatamente e integralmente al loro titolare e
sono oggetto di tassazione nel paese di residenza del percettore.
In base al principio di fonte (o principio di territorialit) i redditi sono tassati nel paese di produzione del
reddito,prescindendo dal luogo di residenza e dalla posizione reddituale complessiva del percettore.
I sistemi di tassazione possono essere valutati nei loro effetti economici sulla base di due criteri:
Capital export neutality (CEN). Un sistema di imposizione verifica la condizione di neutralit nei
confronti dellesportazione di capitali quando un soggetto economico ottiene un rendimento dopo le imposte
che non dipende dalla localizzazione degli investimenti.In altri termini,i fattori fiscali non influiscono sulle
scelte di localizzazione.
Capital import neutrality (CIN). Un sistema di imposizione verifica la condizione di neutralit nei
confronti dellimportazione di capitali quando allinterno di ogni paese si ottiene lo stesso rendimento dopo
le imposte,qualunque sia la nazionalit dellinvestitore.
Linvestitore,o il risparmiatore, libero di scegliere il luogo di localizzazione dei propri risparmi sulla base
di un puro calcolo di convenienza economica.
Lo studio dellimposizione indiretta,personale e societaria,in un ambito internazionale affronta i seguenti
problemi:
problemi di efficienza: devono essere limitate le distorsioni provocate dai sistemi fiscali nazionali sia al
momento della produzione,sia in quello del consumo.
problemi di ripartizione del gettito fra i diversi paesi: devono essere individuati criteri che consentano una
ragionevole ripartizione del prelievo fiscale;
problemi di equit: anche in un contesto internazionale deve essere salvaguardato il rispetto di principi di
equit che caratterizzano il sistema tributario nazionale;
problemi di applicabilit delle normative nazionali: in un quadro di libert di movimento dei capitali le
autorit dei diversi paesi devono circoscrivere le possibilit di evasione e di elusione da parte di chi in
grado di sfruttare le differenze fra i sistemi fiscali nazionali.

Efficienza ed allocazione delle risorse


In assenza di Stati nazionali,si imposte e di spese pubbliche lallocazione delle risorse ottimale quando il
rendimento delle risorse umane uguagliato in tutti gli impieghi.
Esempio. Sia data una dotazione di capitale di 5 unit di pertinenza dellindividuo A impiegabile
alternativamente nei due paesi h e f con rendimenti decrescenti.Nel paese h (residenza) i rendimenti

Elementi di Scienza delle Finanze

Pagina 49 di 53

Mariarita Antonella Romeo

Sezione Appunti

decrescono secondo questo profilo: 40,30,20,10,5. Nel paese f (estero) i rendimenti decrescenti
sono:60,50,30,20,10.
La massimizzazione del rendimento si ottiene impiegando 2 unit di capitale K in h e 3 in f (cui corrisponde
un rendimento marginale uguale nei due paesi di 30 e un rendimento complessivo di 210)
In equilibrio,distinguendo il rendimento finanziario r (linteresse unitario) dalla produttivit marginale netta
del bene capitale (il tasso di profitto) deve essere:
rh = fh (Kh) = rf = ff (Kf)
Considerando solo i termini in r della relazione di equilibrio,un residente del paese h massimizza il
rendimento del suo capitale quando uguagliato il rendimento dopo le imposte dei suoi investimenti.
Quando applicato il principio di residenza,possiamo scrivere:
In equilibrio il nostro investitore eguaglia i rendimenti dopo le imposte,ma il fatto che tutti i redditi siano
assoggettati dalla stessa aliquota fa si che alluguaglianza dei rendimenti dopo le imposte sia associata anche
luguaglianza dei rendimenti prima delle imposte.Il principio di residenza non modifica lallocazione dei
capitali che continuano a essere distribuiti in modo efficiente fra i diversi paesi (rh = rf)
Luguaglianza dei rendimenti netti,e quindi la massimizzazione del rendimento globale lordo e netto di
imposta,si ottengono con la stessa distribuzione dei capitali fra i due paesi.
Il principio di residenza realizza quindi la capital export neutralit:laliquota del paese di residenza
applicata su tutti i redditi,qualunque siano le aliquote vigenti negli altri paesi.
Se si adotta il principio di territorialit la condizione di equilibrio la seguente:
Rh (1 th) = rf (1 - tf)
Anche in questo caso la massimizzazione del rendimento complessivo dopo le imposte richiede
luguaglianza dei rendimenti dopo le imposte.Il fatto che i diversi impieghi siano assoggettati ad aliquote
dimposta autonomamente decise dalle singole autorit nazionali,implica che i rendimenti lordi di imposta
siano diversi.Solo quando le aliquote sono uguali si ottiene con il principio di territorialit un efficiente uso
delle risorse.
Il principio di territorialit realizza quindi la capital import neutralit. I rendimenti sono tassati
esclusivamente in ragione della loro localizzazione geografica,prescindendo ad ogni riferimento al luogo di
residenza dellinvestitore.

Ripartizione del gettito


Il secondo nucleo problematico di qualsiasi regime di tassazione internazionale riguarda la ripartizione del
gettito fra i diversi paesi.
Il principio di residenza nella forma pure favorisce il paese esportatore di capitali che ottiene la totalit del
gettito;quello territoriale premia il paese importatore.
Nella tabella si ipotizza il caso di un credito totale,che realizza pienamente la capital export
neutralit,garantendo lassenza di discriminazione fra investimenti interni ed esteri dei residenti. Tuttavia
evidente che con un credito di imposta concesso in misura non integrale esiste la possibilit che il principio
di residenza venga a essere applicato in modo inappropriato,portando di fatto a una sovraimposizione sui
redditi di capitale prodotti allestero.Lautonomia tributaria dei singoli Stati richiede forme di cooperazione
e di coordinamento sopranazionale al fine di evitare,da un lato,una sovrapposizione del principio di
residenza con quello territoriale e,dallaltro,di individuare una forma accettabile di ripartizione del gettito
fiscale anche in assenza di unautorit sopranazionale.

Elementi di Scienza delle Finanze

Pagina 50 di 53

Mariarita Antonella Romeo

Sezione Appunti

Equit e autonomia nazionale


A favore del principio di residenza opera unaltra considerazione.Il principio di residenza compatibile con
la personalit dellimposizione,e,quindi,con i canoni equitativi nazionali.
Dalla condizione di equilibrio emerge infatti che in linea astratta,ogni autorit nazionale pu liberamente
scegliere le aliquote:sono infatti colpiti esclusivamente i residenti di quel paese,che peraltro continuano ad
allocare i loro capitali in modo efficiente.Inoltre possibile inserire nella base imponibile dellimposta
personale sul reddito i proventi ottenuti sugli investimenti esteri.
Il principio di territorialit al contrario, incompatibile con la personalit dellimposizione per tutti i redditi
prodotti allestero.
I canoni equitativi sono compatibili con il principio di residenza,anche se poi le autorit nazionali possono
decidere fino a che punto estendere linserimento nella base imponibile dellimposta personale dei redditi
prodotti allestero,e,pi in generale,dei reddit di capitale.

Lapplicazione del principio di residenza


Data la preferenza per il principio di residenza, opportuno interrogarsi sulle condizioni che ne consentono
lapplicazione,per ci che riguarda leffettiva imponibilit dei redditi di capitale e lacquisizione delle
necessarie informazioni.In particolare si deve ricordare che il principio di residenza richiede lattribuzione
immediata e integrale di tutti i redditi del titolare. Con riferimento alle imprese multinazionali,la pratica del
tax defferal,associata alleterogeneit dei sistemi fiscali nazionali,impedisce unapplicazione compiuta del
principio di residenza:non tutti i redditi sono infatti inseriti nella base imponibile nel periodo di produzione
del reddito.Il tax defferal (o il differimento del pagamento dellimposta) deriva dal fatto che i profitti delle
imprese che operano in pi Stati sono assoggettati a imposta nel paese di residenza dellimpresa solo
quando,dopo essere stati rimpatriati,entrano nella disponibilit della casa madre. Nel periodo intercorrente
fra la formazione e il trasferimento alla casa madre i profitti possono essere collocati in paesi caratterizzati
da un basso livello di imposizione,consentendo un significativo risparmio fiscale.
In sede di applicazione concreta del principio di residenza devono essere risolti essenziali problemi di
acquisizione delle informazioni rilevanti da parte delle autorit fiscali nazionali.
Supponiamo che esistano tre paesi:i primi due,da noi gi individuati come home e foreign,facciano parte di
un unione economica e siano caratterizzati da strutture normative relativamente omogenee.Il terzo paese
(che possiamo indicare con p)sia invece al di fuori dellunione e soprattutto abbia un sistema di ripartizione
dei redditi di capitale molto permissivo:per semplicit ipotizziamo una completa detassazione di questi
redditi.
Lintroduzione delle imposte secondo il principio di residenza porta alla conservazione delluguaglianza dei
rendimenti lordi,anche se poi ogni paese tasser i redditi dei residenti sulla base di unaliquota
autonomamente scelta.In conformit a questo principio,i redditi del paese p sono esentati non solo quando
prodotti allinterno,ma anche quando sono prodotti allestero.In altri termini,ogni paese dovrebbe usare il
principio di residenza per la tassazione del reddito che ottengono allinterno qualunque sia laliquota del
paese dorigine. evidente il vantaggio riconosciuto ai residenti del paese p che non pagano alcuna imposta.

Elementi di Scienza delle Finanze

Pagina 51 di 53

Mariarita Antonella Romeo

Sezione Appunti

Se assumiamo che i redditi conseguiti in quel paese non siano conoscibili e quindi assoggettabili a
imposizione,le condizioni di equilibrio fra i rendimenti delle diverse forme di investimento si modificano
sensibilmente.Consideriamo in particolare un residente del paese h che ottiene allinterno un rendimento
lordo e netto pari a r.Se poi i rendimenti prima delle imposte tendono ad eguagliarsi a livello mondiale,la
convenienza relativa allinvestimento nei paesi fiscalmente privilegiati sarebbe altrettanto forte.
In questo contesto si manifesta dunque un evidente incentivo a trasferire allestero le risorse produttive e
finanziarie,o a farle figurare come estere.Sia avvia infatti un processo di competizione fiscale che rende
perlomeno problematico il mantenimento di aliquote positive sui redditi di capitale. Tutti i redditi di
capitale,data linsufficiente informazione delle autorit fiscali dei paesi h ed f,tenderanno ad assumere la
nazionalit del paese p.
Data limpossibilit per i due paesi h ed f di mantenere aliquote positive,emerge una particolare applicazione
del principio di residenza,caratterizzato da aliquote nulle su tutti i redditi di capitale.

Lapplicabilit del principio territoriale


Quando esiste una tassazione positiva sui redditi prodotti nei due paesi h ed f e imposizione nulla del paese
p,si uguaglierebbero i rendimenti netti di imposta su attivit finanziarie omogenee.
Indicando con il primo pedice il paese di residenza e con il secondo il paese di produzione,si ha equilibrio
quando:
rhh (1 th) = rhf (1 tf) = rhp
I rendimenti lordi di imposta,o I costi di emissione degli strumenti finanziari trattati su scala
internazionale,sarebbero pi elevati nei due paesi h ed f in ragione dellaliquota dellimposta
nazionale.Esisterebbero in altri termini evidenti incentivi,in un contesto di grande mobilit delle risorse
finanziarie,alla riloacalizzazione dei mercati e degli intermediari nel paese a pi bassa pressione fiscale.
Nbei mercati finanziari internazionali infatti determinante,direttamente e indirettamente,lattivit dei fondi
pensione.Nei paesi anglosassoni questi intermediari non sono assoggettati ad alcuna imposta nella fase di
accumulazione quando investono nei mercati nazionali.Nellipotesi di investimento sui mercati
internazionali la non imponibilit di questi intermediari richiede sia loro riconosciuto un credito dimposta
pari alla ritenuta alla fonte subita o che la loro attivit sui mercati esteri non sia assoggettata ad alcuna forma
di imposizione.Quando le autorit fiscali del pese di residenza non concedono un credito pieno per le
imposte pagate allestero o gli investimenti dei non residenti non sono esentati dallimposta,un sistema di
ritenute alla fonte porta allallontanamento degli operatori esenti dalle piazze finanziarie in cui queste
ritenute sono applicate e non sono detraibili.Lesigenza di tutelare le piazze finanziarie nazionali porta di
fatto a riconoscere un regime di favore per gli operatori che si risolve in una sostanziale detassazione dei
proventi derivanti dagli investimenti sui mercati internazionali.Linnovazione finanziaria ha portato
allintroduzione di numerosi strumenti caratterizzati da rendimenti marginali molto contenuti,ma scambiati
per volumi imponenti.Questi strumenti sono assai sensibili ai differenti regimi fiscali.
Si inoltre sviluppata una serie si prodotti finanziari caratterizzati da rendimenti marginali molto
contenuti,ma scambiati per volumi imponenti.Questi prodotti sono molto sensibili a differenziali di
normative e di aliquote fiscali,introducendo un ulteriore fattore di competizione fiscale e di erosione dei
livelli di imposizione.
Concorrenza fiscale in senso stretto,presenza di intermediari finanziari esenti e innovazione finanziaria sono
state le cause essenziali che hanno impedito la diffusione dei sistemi tributari fondati su unapplicazione

Elementi di Scienza delle Finanze

Pagina 52 di 53

Mariarita Antonella Romeo

Sezione Appunti

compiuta del principio territoriale.


La crescente integrazione dei mercati dei capitali ha aumentato la rilevanza dei processi sin qui descritti.In
particolare,i paesi europei hanno reagito alle difficolt riscontrate nella tassazione dei mercati dei capitali
seguendo due strategie alternative.
La prima consiste nella riduzione delle aliquote sui redditi di capitale.Si manifestata in altri termini una
competizione fiscale fra i paesi che ha determinato una caduta del gettito proveniente da questi redditi con la
conseguente necessit di aumentare il prelievo sui fattori meno mobili,in primo luogo il lavoro.
La competizione fiscale apre discorsi complessi sulla possibilit di sostenere i livelli di spesa pubblica
storicamente raggiunti.Ulteriori incrementi dellimposizione fiscale sui redditi da lavoro potrebbero risultare
politicamente inaccettabili oltre che comportare perdite di competitivit dellindustria nazionale e
scoraggiare la domanda di lavoro con riflessi negativi sulloccupazione. Diventa quindi necessario
intervenire sulla spesa e,in particolare,sulle componenti quantitativamente pi rilevanti che rientrano nel
cosiddetto welfare state.
La seconda strategia seguita da paesi europei stata quella del coordinamento.I Paesi membri dellUnione
Europea negli ultimi anni hanno approvato una serie di proposte per il controllo della competizione fiscale
dannosa fra gli stessi paesi membri.
Con riferimento alle imposte sulle societ,la Commissione Europea ha predisposto il cosiddetto codice di
condotta.Il codice fissa i criteri con cui identificare forme di imposizione che possano risultare dannose per
gli altri paesi dellUE.Un gruppo di lavoro compreso di rappresentanti di diversi paesi predispone dei
rapporti periodici in cui vengono identificati i regimi di tassazione dannosi.
Per quanto riguarda limposizione sulle rendite finanziarie,a partire dal 2004 dovrebbe operare un regime in
cui gli Stati membri,con eccezione di Austria e Lussemburgo,si impegnano ad attivare procedure per lo
scambio di informazioni con gli altri Stati in modo da consentire la tassazione degli interessi percepiti
allinterno dellUE,ma al di fuori del paese di residenza.

Uninterpretazione della riforma della tassazione delle rendite finanziarie


I vincoli posti alle scelte nazionali dallevoluzione dei mercati finanziari spiegano i principi ispiratori del
sistema di tassazione delle rendite finanziare introdotto in Italia a partire dal 1998.
Con riferimento ai soggetti residenti lintroduzione di unaliquota molto contenuta su larga parte dei
proventi delle attivit finanziarie (12,5%) una risposta necessitata dal processo di riduzione
dellimposizione verificatosi negli ultimi anni in tutti i paesi sviluppati.La libert di movimento dei
capitali,in un contesto in cui la capacit di controllo delle autorit tributarie scarsa,avrebbe infatti indotto i
residenti a localizzare,pi che in passato,le loro attivit nelle piazze finanziare che adottano modalit di
tassazione particolarmente favorevoli.Si deve peraltro osservare che nel medesimo tempo
lomogeneizzazione dei trattamenti fiscali e lestensione della tassazione a plusvalenze e prodotti derivati
dovrebbero ridurre la portata delle pratiche elusive.
Con riferimento ai non residenti stato introdotto un regime di detassazione quasi totale.In particolare,il
rimborso del 15% previsto per i proventi dei fondi comuni ha lo scopo di rendere attraenti i nostri mercati
finanziari anche per gli investitori istituzionali che sono nei paesi di origine esenti da ogni ritenuta.
Con la riforma del 1998 stata infine sancita la separazione del reddito complessivo in due
componenti:redditi di capitale e altri redditi.

Elementi di Scienza delle Finanze

Pagina 53 di 53

Indice
1. Il vincolo di bilancio dinamico

2. La doppia marginalizzazione

3. La base imponibile dell'IRPEF

4. Redditi fondiari: base imponibile IRPEF

5. Redditi di capitale: base imponibile IRPEF

6. Redditi di lavoro dipendente: base imponibile IRPEF

7. Redditi di lavoro autonomo e redditi d'impresa: base imponibile IRPEF

10

8. Redditi diversi: base imponibile IRPEF

11

9. Il reddito prodotto come base imponibile IRPEF

12

10. Il reddito entrata come base imponibile IRPEF

13

11. Il reddito consumo come base imponibile IRPEF

14

12. LIRPEF nel sistema italiano

16

13. Gli oneri deducibili nel calcolo dell'IRPEF

17

14. La deduzione della progressivit nel calcolo dell'IRPEF

18

15. La deduzione per carichi di famiglia nel calcolo dell'IRPEF

19

16. Determinazione dellimposta lorda

20

17. La scelta dellunit impositiva dell'IRPEF

21

18. La scelta fra imponibile reale o nominale

22

19. Il trattamento dei redditi a formazione pluriennale

23

20. Presupposto per l'applicazione dellIRES

24

21. Base imponibile dell'IRES

25

22. Base imponibile dellIRES e vero profitto

27

23. Indice di Lerner, indice della concentrazione di HerfindahlHirschman e modello di

28

24. Il processo decisionale e levoluzione della finanza pubblica in Italia

29

25. Classificazione delle spese e delle entrate pubbliche

33

26. Nozione di Rate of Return e Price Cap

38

27. Pregi e difetti del Rate of Return e del Price Cap

39

28. La tassazione delle attivit finanziarie

40