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Epidemiologia

Da un punto di vista etimologico, epidemiologia è


una parola di origine greca, che letteralmente
significa «discorso riguardo alla popolazione»

Disciplina che ha come oggetto di studio intere


popolazioni (o loro parti più o meno estese) nelle
Epidemiologia generale quali intende valutare la frequenza, le modalità
comparsa, la propagazione ed il meccanismo
d’azione di tutti i fattori in grado di influenzare le
condizioni di salute e/o di malattia dell’uomo.

Epidemiologia Scopi dell'epidemiologia

1. Studio dei possibili fattori che provocano o


Disciplina che ha la necessità di disporre facilitano l'instaurarsi di una malattia (studio
di sistemi di misura particolari, idonei a delle associazioni);
consentire una adeguata e completa 2. Misurare il rischio per valutare le possibili
elaborazione ed interpretazione di tutte le associazioni tra esposizione e malattia;
informazioni raccolte.
3. Studiare i fattori di confondimento e distorsioni
del metodo statistico.
L‘ associazione e' il grado di dipendenza statistica tra EPIDEMIOLOGIA DESCRITTIVA
2 o piu' eventi variabili; questi sono quindi associati ED EPIDEMIOLOGIA ANALITICA
quando si verificano insieme piu' frequentemente di
quanto ci si possa attendere per effetto del caso (non
e' detto comunque che ci sia una relazione causale).
Definizioni
Infatti l'associazione puo' essere:

 causale o eziologica (il fumo di tabacco provoca il


cancro);
L’ Epidemiologia
L’Epidemiologia
 secondaria o indiretta (la bronchite cronica, causata Analitica studia le
Descrittiva studia
dal fumo, e‘ associata al cancro); cause delle malattie
le distribuzioni e
e utilizza dati raccolti
utilizza come fonti
ad hoc con strumenti
 non causale o spuria o artificiale: e' determinata da di dati le statistiche
appositamente
una circostanza esterna: o un fattore di correnti
sviluppati (studi
confondimento o una distorsione della metodologia osservazionali)
statistica usata.

Misure in epidemiologia Frequenze o valori assoluti


I principali tipi di misura che rispondono alle È il numero che esprime la frequenza di comparsa di
caratteristiche richieste utilizzabili in un fenomeno nel tempo di osservazione
epidemiologia sono:
N(tx)
 Frequenze o valori assoluti
 Tassi o quozienti N = numero di casi osservati
ove:
 Rapporti tx = intervallo di tempo nel quale è
avvenuta l’osservazione
 Misure del rischio
MODALITA’ CON LE QUALI SI
RAPPRESENTA LA FREQUENZA Tassi o quozienti

Rappresentano il metodo di misura di uso più


DESCRIZIONE DEL soddisfa le esigenze
NUMERO DI EVENTI amministrative comune in epidemiologia. Consentono di
esprimono la relazione fra eliminare, nella valutazione di un fenomeno,
 RAPPORTI due quantità indipendenti (3
maschi e 2 femmine 3:2) l’influenza confondente esercitata dalle
il numeratore è compreso variazioni socio-demografiche che possono
 PROPORZIONI nel denominatore (5 maschi
su 15 soggetti) verificarsi all’interno della popolazione o fra

si introduce la variabile più popolazioni in cui il fenomeno si manifesta.


 TASSI tempo (n° di casi di
malattia/in un periodo di
tempo

N(tx) Utilizzazione dei tassi


R= *K
P(tx)
Sono utilizzati in epidemiologia per la
definizione di tutti i fenomeni che interessano
R Tasso la vita dell’uomo ed in particolare per lo
studio delle tre evenienze più importanti ai
N(tx) Numero di casi osservati in un fini sanitari:
intervallo di tempo
Ove:
P(tx Popolazione in cui i casi sono  Nascite
stati osservati nello stesso
) intervallo di tempo  Malattie
K Costante (di solito multiplo di
10)  Morti
Tipi di tassi 1. Tassi grezzi
In epidemiologia possono essere utilizzati 4 diversi tipi quando esprime la misura di
di tassi o quozienti in funzione della tipologia ed Tasso tutti gli eventi verificatisi, in
accuratezza dei risultati che si vogliono conseguire: grezzo un certo periodo di tempo,
nell’intera popolazione
1. Tassi grezzi
Es. evento morte
2. Tassi specifici
N. tot. dei morti
3. Tassi Rgrezzo = Intera popolazione *K
proporzionali

4. Tassi
standardizzati

Tassi grezzi usati in epidemiologia (es.) 2. Tassi specifici

Tasso grezzo N°. tot. nati vivi in 1 anno


Popolazione a metà anno * 1.000 Il tasso specifico non si riferisce alla totalità
di natalità
degli eventi occorsi, ma solo a quelli interessanti
Tasso grezzo N°. tot. ammalati in 1 anno
* 100.000 particolari gruppi di soggetti selezionati o in base
di morbosità Popolazione a metà anno
al sesso (tassi specifici per sesso), all’età (tassi

Tasso grezzo N°. tot. morti in 1 anno specifici per classi di età) o alla diversa tipologia
Popolazione a metà anno * 100.000
di mortalità degli eventi (tassi specifici di mortalità per
N°. giornate lavorative cause).
Tasso grezzo perdute in 1 anno
di morbilità Popolazione a metà anno * 1.000
Tassi specifici usati in epidemiologia (es.)
3. Tassi proporzionali
Tassi di mortalità N°. tot. morti x 1 malattia
* 100.000 Consentono di calcolare la frazione del totale degli
per cause Tot. popolazione a rischio
eventi ascrivibile ad un carattere particolare (es.
Tassi di mortalità N°. morti di una certa età mortalità proporzionale riferita ad una specifica
Pop. tot. a rischio stessa età * 100.000
per classi di età
malattia rapportata ai decessi totali).
N°. morti dalla 28a settimana di
Tasso di mortalità gestazione alla fine della 1a sett. di vita Possono essere molto utili per valutare il peso
* 1.000
perinatale Tot. nati (vivi e morti) relativo di una specifica malattia nell’ambito del tipo
di patologia di sua appartenenza (es. morti per
Tasso di mortalità N°. morti entro il 1o anno di vita

infantile Totale nati vivi


* 1.000 tumore polmonare vs morti per tutti i tipi di tumori).

4. Tassi standardizzati
Tassi proporzionali in epidemiologia
sono influenzati dalle
(es.) caratteristiche peculiari della
Tassi grezzi popolazione cui si riferiscono
(distribuzione per classi di età,
Tassi sesso, classi sociali, razza, ecc…)
proporzionale di N°. soggetti morti x 1 malattia La comparazione dei tassi grezzi di popolazioni
* 100 diverse, potendo essere in essi presenti differenze
mortalità per Totale delle morti
una malattia anche notevoli in relazione, soprattutto, all’età e al
sesso, è impossibile, o comunque non conveniente.
Per ovviare a questi inconvenienti si fa ricorso ai
tassi standardizzati, cioè corretti attraverso una
particolare tecnica detta standardizzazione.
Rapporti I rapporti sono usati per…
a) Comparare l’entità dello stesso fenomeno in due
Consentono di comparare 2 variabili fra loro gruppi diversi (es. comparare mortalità fra sesso
indipendenti. maschile e femminile);

Formula generale: b) Suddividere una popolazione in due gruppi di


Nx soggetti con differenti caratteristiche (es.
rapporto fra soggetti ipertesi e normotesi);
Ny
c) Comparare l’entità di un fenomeno in due
Nx = frequenza della prima variabile
momenti diversi (es. mortalità generale in Italia
Ny = frequenza della seconda variabile nel 1980 e nel 2000).
In tutti e tre i casi, il fattore presente al numeratore
non compare mai al denominatore

Prevalenza ed incidenza
Questi due indici si riferiscono all’evento malattia di cui Incidenza
ne definiscono l’entità e la frequenza di comparsa nella Incidenza : Frequenza di comparsa di nuovi casi
popolazione.
di malattia in una popolazione in un
determinato periodo di tempo
Prevalenza : Il numero totale dei casi di una
specifica malattia presenti in un
determinato momento in una R inc (t1 - t0) = Nn
*K
popolazione P
R prevalenza = N Ove : t1 - t0 = Intervallo di tempo in cui i casi sono stati
*K osservati
(to) P
Ove: t0 = momento in cui i casi sono stati osservati Nn = Numero di casi di malattia compresi
nell’intervallo t1 - t0
N = numero totale dei casi osservati in t0 Pt1 + Pt0
P = Popolazione in t1 - t0 =
P = entità della popolazione in t0 2
K = Costante
K = costante
Relazione fra Prevalenza ed
Relazione fra Prevalenza ed Incidenza Incidenza INCIDENZA
(NUMERO NUOVI CASI
DI MALATTIA)
Prevalenza = Incidenza x Durata malattia

Malattia di breve durata e


BASSA PREVALENZA PREVALENZA
ad alta incidenza
(MALATTIE PRESENTI
NELLA POPOLAZIONE)

Malattia di lunga durata e a


bassa incidenza ALTA PREVALENZA
GUARIGIONE MORTE

Fattori che influenzano la prevalenza Fattori che influenzano la prevalenza

 Maggiore durata della malattia  Durata più breve della malattia


 Prolungamento della vita dei malati  Elevato tasso di letalità della
senza guarigione malattia
 Aumento dei nuovi casi (incidenza)  Diminuzione dei nuovi casi
 Immigrazione di casi (incidenza)
 Emigrazione di persone sane  Immigrazione di persone sane
 Immigrazione di persone suscettibili  Emigrazione di casi

 Miglioramento delle capacità  Emigrazione di persone suscettibili


diagnostiche  Miglioramento del tasso di
guarigione dei casi
Situazione sanitaria di 15 soggetti per il calcolo di
Incidenza, Prevalenza al tempo 0 (t0), Prevalenza al
Prevalenza tempo 1 (t1), Prevalenza periodale

t0 t1
Questi fattori non hanno una relazione
causale con l’evento che si vuole misurare o
con la malattia, e quindi le misure di
prevalenza non sono adatte per studiare una Soggetto in salute

relazione causa-effetto. Soggetto in fase


di malattia
Le misure di prevalenza sono utili per
misurare i bisogni assistenziali e
pianificare i programmi sanitari.

Situazione sanitaria di 15 soggetti per il calcolo di Differenze tra incidenza e


incidenza (I= 5/11), Prevalenza al tempo 0 (Pt0 = 4/15),
Prevalenza al tempo 1 (Pt1 = 3/15), Prevalenza prevalenza
periodale (Pper = 9/15)
t0 t1
INCIDENZA PREVALENZA

• Probabilità di sviluppare • Numero effettivo di chi ha


una malattia. la malattia.
Soggetto in salute • Al numeratore solo i nuovi • Il numeratore contiene
Soggetto in fase casi. sia i nuovi che i vecchi casi.
di malattia • Richiede un follow-up dei • Non richiede il follow-up.
componenti di una • E’ influenzata dalla durata
popolazione. della malattia.
• Non è influenzata dalla • Misura usata per stimare
durata della malattia la diffusione di una
• Misura usata abitualmente malattia cronica
per studiare i rapporti
causa-effetto
Mortalità e letalità

N°. totale morti


Mortalità = * K
Popolazione

Epidemiologia in odontoiatria
N°. morti di una determinata malattia
Letalità = N°. casi di quella malattia

Progetto Italia (2005) Indagine epidemiologica Progetto Italia (2005) Indagine epidemiologica
nazionale sulle condizioni orali dei bambini di 4 nazionale sulle condizioni orali dei bambini di 4
e 12 anni e 12 anni

Campione I bambini italiani di 4 anni


nell’80% dei casi hanno denti e
4 anni: 5650 soggetti gengive sane, a 12 anni la
percentuale di sani si riduce al
12 anni: 5620 soggetti 50%.
Parere scientifico del gruppo di esperti
scientifici sui prodotti dietetici,
l'alimentazione e le allergie
(Richiesta n. EFSA-Q-2008-112)
Adottato il 12 agosto 2008 con procedura scritta

1. Quattro studi osservazionali trasversali evidenziano sia una minore


frequenza di carie nei bambini che consumano latte rispetto a quelli
che non bevono latte, che un consumo di latte significativamente
inferiore nei bambini con sintomi di carie rispetto ai bambini senza
carie.
2. Due studi prospettici di coorte non hanno dimostrato un'associazione
fra la carie e il consumo di latte.
3. Uno studio prospettico di coorte e uno studio osservazionale
trasversale nei bambini evidenziano un effetto protettivo dei
formaggi duri contro la carie e indicano un'associazione dose-
risposta.
4. Il gruppo di esperti scientifici ritiene che le evidenze fornite siano insufficienti
per stabilire una correlazione di causa-effetto fra il consumo di formaggio e
la riduzione dello sviluppo della carie dentale nei bambini.