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IGIENE

CAP 1
DEFINIZIONI E CONTENUTI DELL’IGIENE
Igiene: dal greco Igea, figura mitologica ellenica, figlia di Ascelpio, prima personificazione della
salute sia fisica che spirituale, poi venerata come la dea alla quale gli antichi si rivolgevano per
chiedere protezione dalle malattie.
L’igiene come disciplina è correlata alla tutela e alla promozione della salute, a differenza delle
discipline cliniche è considerata come la parte della medicina che pone attenzione al soggetto,
quindi al suo mantenimento della salute e prevenzione. L’igiene ha come obiettivo la sicurezza
sanitaria delle popolazioni
SALUTE COME BENESSERE
L’OMS ha definito cosi la salute nel proprio statuto: “un completo stato di benessere fisico, psichico
e sociale e non solamente assenza di malattia o di infermità”
La salute quindi è definita come: “un diritto di tutti i cittadini, indipendentemente da età, sesso,
razza, convinzioni religiose o politiche, livello sociale ed economico”
L’art 32 della Costituzione dice: “la repubblica tutela la salute come fondamentale diritto
dell’individuo e interesse della collettività e garantisce cure gratuite agli indigenti”. “Nessuno può
essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge”. “la legge
non può in nessun caso violare i limiti imposti da rispetto della persona umana”.
CONTINUUM SALUTE MALATTIA
Bisogna considerare la continuità esistente nel passaggio tra salute e malattia, da qui si pongono
le basi per la definizione di gruppi a rischio, aprendo nuove opportunità per interventi di
prevenzione mirati e precoci.
RUOLO PREVENTIVO DELLE ATTIVITA MOTORIE
La Prevenzione è l’obiettivo fondamentale dell’igiene e viene classificata in:

• Prevenzione primaria: eziologica ambientale

• Prevenzione secondaria: pategenetico clinica

• Prevenzione terziaria: riabilitativo sociale

Il ruolo preventivo dell’attività motoria nei confronti delle diverse patologie multifattoriali è
consolidato. Come nella prospettiva epidemiologica, il significato del movimento in termini di salute
non è solo connesso all’azione di contrasto alla sedentarietà, ma ha valenza di fattore protettivo
nei confronti di alcune patologie cronico degenerative. L’attività motoria svolta in maniera regolare
migliora equilibrio, postura, forza, flessibilità e ha anche benefici sulla salute mentale. L’attività
motoria preventiva ed adattata rappresentano un contesto avanzato per inserire il movimento
all’interno di più vaste azioni mirate alla prevenzione.

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CAP 2
OBIETTIVI METODI E STRUMENTI DELL’IGIENE
Obiettivi: sono rappresentati dalla prevenzione delle malattie e dalla tutela della salute delle
popolazioni, mantenimento e consolidamento della condizione di benessere, promozione della
salute
Strumenti: rappresentati dalla scienza di base, demografia, statistica, igiene ambientale, economia
sanitaria e igiene dello sport
Metodo: costituito dall’epidemiologia
EPIDEMIOLOGIA
Studia lo stato di salute e di malattia della popolazione ed i relativi fattori di rischio che agiscono
come determinanti nel continuum salute malattia secondo il modello multifattoriale.
Viene utilizzato per:

• Osservare e valutare l’andamento delle malattie e lo stato di salute nella popolazione

• Individuare le cause di malattia (eziologia)

• Individuare interventi che migliorano le condizioni di vita e verificarne l’efficacia

• Valutare gli interventi di prevenzione, promozione della salute

L’obiettivo principale dell’epidemiologia è la prevenzione.


Epidemiologia osservazionale: descrive la situazione del continuum salute malattia nello spazio e
nel tempo e si avvale di alcuni strumenti DEMOGRAFIA e STATISTICA SANITARIA
DEMOGRAFIA
È l’analisi delle caratteristiche delle popolazioni, questa disciplina è strettamente collegata
all’epidemiologia, ha competenze trasversali in campo biomedico, umanistico e scientifico. La
demografia studia le popolazioni riferendosi alla loro componente statica e dinamica usando degli
indicatori. La fonte dei dati è rappresentata dall’anagrafe e dal registro delle patologie.
Da questi studi è emerso che le popolazioni sono molto eterogenee e si riconducono a 2 tipi di
paesi:
1. Industrializzati: vita media elevata, alta percentuale di soggetti in età avanzata, bassa
natalità, bassa mortalità infantile e giovanile, malattie croniche
2. Paesi arretrati: alta fecondità, maggiore mortalità infantile e giovanile, vita media breve,
popolazione anziana ridotta, malattie infettive
Piramide dell’età: strumento che delinea la struttura della popolazione
Per i paesi industrializzati il grafico somiglia ad una botte
Per i paesi arretrati il grafico somiglia ad una piramide
Si deducono 2 indici:
Indice di vecchiaia: (popolazione >65 anni / popolazione <14 anni) x100
Rapporto di mascolinità: (N° maschi/N° femmine) x100

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TAVOLE DI MORTALITA’
Da esse si ricavano importanti dati sanitari dal numero di morti corrispondenti alle diverse età
messe su un grafico(curva di lexis), si vede l’andamento della mortalità in funzione dell’età. Nela
realtà le curve assumono forme diverse in base ai paesi:
o Paesi poveri: elevata mortalità nelle varie fasce d’età vita media <50 anni

o Paesi in forte sviluppo: ridotta mortalità infantile e giovanile, vita media >60 anni

o Paesi con maggior sviluppo: mortalità ridotta sensibilmente vita media > 80 anni

PRINCIPALI MISURE DI EPIDEMIOLOGIA


TASSI
Sono il rapporto tra il numero di casi N e la popolazione P, moltiplicati per una costante K multipla
di 10
Tasso = N/P x K
Tipi di tasso:

 Tasso grezzo: fornisce la misura del numero totale di eventi per un determinato fenomeno
avvenuto in un determinato periodo e in una determinata popolazione

 Tasso specifico: si riferiscono ad un determinato evento verificatosi in un determinato


gruppo o fascia di persone

 Tasso standardizzato: sono tassi corretti da variabili e markers


TASSO DI MORTALITA’
Indica il numero totale delle morti per tutte le cause in una determinata popolazione riferito ad un
determinato periodo, non tiene conto delle variabili, quindi poco usato
TASSO DI MORBOSITA’
Misurano la frequenza e l’entità delle malattie nella popolazione, le sue misure fondamentali sono
PREVALENZA e INCIDENZA
Prevalenza: è il numero totale dei casi di una malattia in una popolazione

 Prevalenza puntuale: (N° di malati in quel momento / popolazione in quel momento) x K

 Prevalenza periodale: (N° malati nel periodo/ popolazione in quel periodo) x K


Incidenza: è il numero di nuovi casi di malattia che insorgono in un determinato periodo di tempo in
una popolazione

 Incidenza: (N° malati nuovi nel periodo/ popolazione nel periodo) x K


Letalità: indica la rilevanza e la gravità di una malattia, perché fornisce il numero di morti nel
gruppo di persone malate, indica la probabilità che quella patologia conduca a morte

 Letalità: (N° morti per una malattia/ N° malati di quella malattia) x 100
PREVALENZA= INCIDENZA x DURATA MALATTIA

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In alcuni casi la prevalenza può essere sovrapponibile all’incidenza. Per esempio con malattie
acute che guariscono spontaneamente o curate con successo, oppure malattie con alto tasso di
letalità

METODI DELL’EPIDEMIOLOGIA
Si distinguono in:

 Studi osservazionali: il ricercatore si limita ad osservare i fenomeni in studio senza


intervenire direttamente a controllare o modificare le condizioni. Si dividono in:

 Studi descrittivi

 Studi analitici costruttivi

 Studi sperimentali: le indagini sperimentali hanno come scopo quello di verificare e validare
l’associazione causa-effetto tra fattore di rischio e patologia, il ricercatore introduce elimina
o modifica il fattore in studio
EPIDEMIOLOGIA DESCRITTIVA
Studia la distribuzione del fenomeno salute/malattia nella popolazione, descrittiva perché osserva
e descrive una situazione senza interferire. Tiene conto di:

• Persone: valuta cosa hanno in comune le persone affette

• Tempi: quanto dura la malattia

• Luoghi: distribuzione dei casi in relazione all’area geografica

STUDI FONDAMENTALI DELL’EPIDEMIOLOGIA DESCRITTIVA

• Studi “case reports”: danno una descrizione dettagliata di segni e sintomi relativi ad un
caso tipico o ad un gruppo di casi con caratteristiche inusuali. Possono essere utilizzati per
formulare ipotesi ma non possono dimostrarle

• Studi “case series”: danno una descrizione dettagliata di segni e sintomi relativi ad un
maggior numero di casi clinici con caratteristiche inusuali, che potrebbero far pensare ad
una nuova forma di patologia. Questi studi precisano i case reports, generano ipotesi ma
non le valutano

• Studi “trasversali” o “cross sectional”: valutano in una popolazione in un determinato


istante, l’esposizione della popolazione ad un possibile fattore di rischio e la presenza della
malattia. Con questi studi si ottengono informazioni sulla prevalenza di una malattia nella
popolazione e sulla diffusione di fattori di rischio nella popolazione.
o Vantaggi: esecuzione semplice, economicità, rapidità, forniscono dati utili per la
pianificazione delle attività dei servizi sanitari
o Svantaggi: non forniscono indicazioni sull’incidenza, non adatti per malattie rare,
possono indicare un’associazione tra fattore di rischio e malattie senza stabilirne la
causalità

• Studi “ecologici”: valutano l’associazione tra esposizione ed effetto analizzando la


corrispondenza dei due fenomeni in diverse aree geografiche o intervalli di tempo. Sono
studi di rapida esecuzione, validi per generare ipotesi, permettono una iniziale valutazione
dell’associazione esposizione-effetto.
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o Svantaggi: difficoltà di controllo sulle variabili di confondimento e la relazione
esposizione-effetto non è valutata in ogni singolo individuo
EPIDEMIOLOGIA COSTRUTTIVA O ANALITICA
Si occupa di identificare i fattori che determinano l’insorgenza di malattie e di ricostruire i diversi
momenti della storia naturale del processo patologico, studia le correlazioni tra esposizione ed
effetto. Fa riferimento a 2 modelli:

• Modella prospettico: in cui si osservano nel tempo gli effetti dell’azione di una determinata
variabile sulla posizione

• Modello retrospettivo: in cui si considera una situazione di salute-malattia e si cerca di


individuare a ritroso le variabili che hanno contribuito maggiormente a produrre la malattia
STUDI FONDAMENTALI DELL’EPIDEMIOLOGIA COSTRUTTIVA

 Studi “caso controllo”: indagano il ruolo che uno o più potenziali fattori di rischio possono
aver avuto nell’insorgenza di una malattia. Vengono scelti 2 gruppi di soggetti:
o Il gruppo dei casi: in cui la malattia è gia manifesta

o Il gruppo dei controlli: con le caratteristiche del primo ma non affetti dalla malattia.

L’obiettivo è quello di stabilire se i malati in passato sono stati esposti diversamente rispetto
a quelli sani, ad 1 o più fattori di rischio.

• Vantaggi: breve durata, costo contenuto, possibilità di indagare su malattie rare

• Svantaggi: errori metodologici dati oggettivi carenti

Questo studio può fornire indicazioni sulla presenza di un’associazione significativa tra un
fattore di rischio e una malattia ma non le causalità
ODDIS RATIO: è il rapporto tra le probabilità di essere malati rispetto alle probabilità di non
esserlo. Se il rapporto è intorno ad 1 il rischio di malattia è uguale tra gli esposti e i non
esposti. Se >1 il rischio è maggiore negli esposti, se <1 il rischio è minore negli esposti

 Studi di “coorte” o “prospettici”: prendono in considerazione un insieme di soggetti con


caratteristiche comuni che vengono osservati e monitorati per un certo periodo di tempo. In
questi studi si evidenziano 2 gruppi di soggetti sani coorti diversi solo per l’esposizione al
fattore di rischio, vengono tenute sotto osservazione e si verifica l’insorgenza della malattia.
Da qui si ottiene il RISCHIO RELATIVO: INCIDENZA DEGLI ESPOSTI/INCIDENZA DEI
NON ESPOSTI. Se è circa 1 l’esposizione non influenza la malattia, se >1 gli esposti
hanno rischio maggiore.
o Vantaggi: forniscono dati di incidenza della malattia, dati sulla mortalità

o Svantaggi: costi elevati, lunga durata, difficoltà organizzative, non applicabile a tutte
le malattie
EPIDEMIOLOGIA SPERIMENTALE
Il suo scopo è quello di verificare e validare l’associazione causa-effetto tra fattore di rischio e
patologia. Qui il ricercatore interviene direttamente modificando, eliminando o introducendo il
fattore in studio. Si divide in:

 Studi sperimentali preventivi: si dividono in:

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o Comunitari: cioè interventi sulla comunità per valutare l’efficacia di campagne
sanitarie
o Sul campo: interventi mirati su gruppi di soggetti ancora sani ma a rischio

EPIDEMIOLOGIA MOLECOLARE
Sono tecniche di laboratorio che studiano la variabilità genetica delle popolazioni e dell’interazione
geni-ambiente. Contribuisce ad individuare con metodi rapidi e sensibili l’agente eziologico
ricostruendo la catena di trasmissione dell’infezione e la modalità di diffusione nella popolazione.

PREVENZIONE
Si intende ogni attività volta per evitare l’azione degli agenti eziologici o dei fattori di rischio sulla
popolazione con conseguente perdita di salute. Tipi di prevenzione:

 Prevenzione primaria o eziologica ambientale

 Prevenzione secondaria o patogenetico-clinica

 Prevenzione terziaria o riabilitativo sociale


PREVENZIONE EZIOLOGICA AMBIENTALE
Si rivolge alla popolazione sana e mira ad impedire l’insorgenza di nuovi casi di malattia agendo
sulle cause ed i fattori di rischio presenti nell’ambiente. Questo intervento produce una diminuzione
del tasso di incidenza. In questo ambito rientrano i vaccini, bonifiche ambientali, disinfestazioni.
Per le attività motorie sono compresi interventi finalizzati al miglioramento degli stili di vita e al
contrasto della sedentarietà.
PREVENZIONE PATOGENETICO CLINICA
Ha come obiettivo l’individuazione dei soggetti a rischio di sviluppare una malattia e la possibilità di
impedirne la manifestazione. Per prima cosa si ha una diagnosi precoce che può portare ad una
guarigione definitiva. Un intervento di prevenzione è lo screening, per le attività motorie alcuni
esempi comprendono programmi di attività fisica adattata a soggetti diabetici, ipertesi, obesi.
PREVENZIONE RIABILITATIVO SOCIALE
È quello che interviene più tardivamente nel continuum salute malattia. È rivolta alla popolazione
già malata, ha l’obiettivo di impedire o ridurre l’individualità causata dalla malattia. Per gli aspetti
motori ci sono interventi di rieducazione e mantenimento motorio nel post infortunio, quindi
interventi complementari a fisioterapia e fisiatria.
L’EDUCAZIONE ALLA SALUTE E LA COMUNICAZIONE SANITARIA
Propone di elevare il grado di salute aumentando le conoscenze e influenzando gli stili di vita delle
popolazioni. Uno degli obiettivi dell’educazione alla salute è quello di sostituire comportamenti
nocivi per la salute con altri favorevoli ad essa. Scienze motorie riveste un ruolo cardine in questo
contesto, diffonde, veicola stili di vita corretti con l’integrazione di competenze multidisciplinari
MOMENTI PRINCIPALI DELL’EDUCAZIONE ALAL SALUTE

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1. Sollevare interesse sui problemi della salute: cercare discoprire i desideri esistenti nella
popolazione e aiutare a soddisfarli
2. Infondere persuasione della loro importanza: la persuasione ha bisogno di 3 fattori:
informazione, motivazione e rimozione delle resistenze, azione
3. Avviare azioni per tentare di risolverli
Gli insegnati di educazione fisica possono contribuire a portare gli allievi ad una più diretta
conoscenza e consapevolezza del proprio organismo.

FASI PER UNA CAMPAGNA DI EDUCAZIONE ALLA SALUTE


1) Fase conoscitiva: prevede l’analisi dei bisogni e delle priorità basate sull’osservazione del
contesto sociale in cui operare
2) Fase di programmazione degli interventi: valuta le modalità più adeguate per raggiungere
gli obiettivi stabiliti e come portare avanti l’attività educativa. Ha alcuni obiettivi:
a. Obiettivi generali socio affettivi:

• Rispetto del proprio corpo e di quello degli altri

• Collaborazione nel senso di responsabilità

• Consapevolezza del proprio comportamento

b. Obiettivi generali cognitivo- operativi:

• Conoscenza del contesto sociale

• Strumenti per la prevenzione

• Strutture del servizio sanitario

• Capacità organizzative

Vengono fissati i metodi per raggiungere quanto proposto e poi si esegue una verifica
3) Fase operativa: realizzazione concreta delle soluzioni proposte ed accettate, quindi la
scelta di modificare i propri atteggiamenti e quelli dell’ambiente sociale
4) Fase valutativa: verifica del consenso raccolto dall’intervento con successiva analisi dei
risultati

CAP 3
RISCHIO GENETICO
Il rischio genetico comprende:

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• Malattie genetiche cromosomiche e monogeniche

• Malattie su base poligenica multifattoriale

Quelle genetiche hanno maggior prevalenza nei primi anni di vita e nell’infanzia
RISCHIO AMBIENTALE
L’ambiente è il contesto in cui l’individuo entra in contatto con elementi e fattori che possono
influire su di esso. Tipi di ambiente:

 Ambiente naturale: aria, acqua, suolo, clima

 Ambiente prodotto: costruito, culturale, sociale

 Ambiente individuale: aspetti genetici e costituzionali di ogni soggetto


Inquinamento: è una modificazione della composizione dell’ambiente naturale che induce effetti
nocivi sulla popolazione. Tipi di inquinamento:

 Fisici: rumore, radiazioni

 Chimici: elementi tossici

 Biologici: microrganismi e loro prodotti


Inquinamento atmosferico: determinato da sostanze derivanti da eventi naturali o da attività umane
Inquinamento idrico: deriva da immissione diretta o indiretta di sostanze di scarico
Inquinamento del suolo: presenza di rifiuti solidi o liquidi prodotti dalle attività umane
AMBIENTI CONFINATI (INDOOR)
Sono luoghi chiusi ad uso abitativo, palestre, uffici. L’inquinamento indoor consiste nella presenza
di inquinanti chimici fisici o biologici nell’ambiente indoor che non sono presenti nell’aria esterna.
Contaminanti chimici: fornelli, fumo, monossido di carbonio, idrocarburi, composti organici
Contaminanti biologici: spore, batteri, virus, funghi, pollini
Contaminanti fisici: illuminazione, rumore, radon, campi elettromagnetici
VIZIATURA DELL’ARIA
La sola respirazione determina consumo di ossigeno e l’emissione di anidride carbonica in
concentrazione elevata rispetto a quelle normalmente presenti. Quindi negli ambienti confinati è
necessario un adeguato ricambio d’aria per evitare la viziatura e conseguenti cefalee e svenimenti.
Per far si che l’anidride carbonica in un ambiente non sia maggiore dell’1‰ si calcolo il cubo d’aria.
Cubo d’aria= K/ (m-q)
K= CO2 eliminata con la respirazione
M= concentrazione critica di CO2
Q= CO2 contenuta nell’aria esterna
Da qua si ottiene N= Pe x C/Ca
N= numero di ricambi d’aria all’ora
Pe= minimo di persone previste
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C= cubo d’aria individuale
Ca= cubatura dell’ambiente
Fattori di rischio possono concentrarsi in zone con scarso ricambio d’aria, come allergeni, virus
dell’influenza, meningite
MICROCLIMA
È l’insieme dei fattori fisici che determinano le condizioni climatiche all’interno degli ambienti
confinati. Quindi riassume le condizioni climatiche negli ambienti confinanti o indoor. I fattori che
determinano le condizioni climatiche sono la temperatura e l’umidità. Le condizioni ottimali di
temperatura sono da 19 a 22° d’inverno, 24/26° in estate.
BILANCIO TERMICO
L’uomo è omeotermo cioè mantiene la propria temperatura corporea costante indipendentemente
dalle variazioni ambientali. Processi termici del corpo:

• Termogenesi: calore prodotto con i processi metabolici interni

• Termodispersione: eliminazione del calore verso l’esterno

• Convezione: scambi termici con l’aria

• Irraggiamento: scambio di calore coi corpi circostanti

• Evaporazione: scambio di calore con sudore o traspirazione

Il bilancio termico è una condizione di equilibrio realizzata quando la quantità di calore prodotta dal
corpo umano e quella assorbita dall’ambiente sono uguali
B=M+C+R-E
B bilancio termico
M energia metabolica sempre positiva
C quantità di calore scambiata con l’esterno per convezione
R quantità di calore scambiata per irraggiamento
E evaporazione sempre negativo
B=0 il corpo è in condizione di omeotermia
B>0 l’ambiente favorisce un aumento della temperatura corporea
B<0 l’ambiente favorisce una diminuzione della temperatura corporea
RISCHIO CHIMICO
La pericolosità di un agente chimico è definita in base alle caratteristiche chimiche, chimico fisiche,
tossicologiche. L’esposizione a sostanze chimiche pericolose avviene per:
o Inalazione

o Ingestione

o Contatto

Elementi chimici dannosi

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• Tabacco

• Alcol

• Droghe

• Insetticidi

• Erbicidi

• Detergenti

• Solventi

Evitare la lunga esposizione alle sostanze indicate


RISCHIO BIOLOGICO
Comprende situazioni che coinvolgono esseri viventi nella patogenesi della malattia. Possono
essere:

 Microrganismi

 Metazoi
Il rischio biologico comprende:

 Veicoli contaminanti

 Vettori

 Tossine o allergeni

 Biotecnologie

ELEMENTI DI MICROBIOLOGIA MEDICA E AMBIENTALE


La microbiologia è la scienza che studia i microrganismi i quali vengono classificati in:

• Batteri

• Virus

• Lieviti

• Funghi o miceti

• Protozoi

I PRINCIPALI RAPPORTI TRA MICRORGANISMI E L’UOMO


L’uomo è circondato da microrganismi sin dal momento della nascita continuerà ad interagirci per
sempre. Non tutti i microrganismi sono nocivi all’uomo ma alcuni sono anche utili.
Quindi l’uomo è in simbiosi con i microrganismi e ci sono 3 tipi di simbiosi:
1. Mutualismo: quando il rapporto determina vantaggi reciproci, flora intestinale
2. Commensalismo: quando i germi vivono e si moltiplicano nell’organismo senza provocare
danni, microflore cutanee e mucose
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3. Parassitismo: quando il germe trae vantaggio dall’ospite arrecandogli un danno più o meno
grave, quando il microrganismo porta alle malattie si dice patogeno, altri invece patogeni
opportunisti cioè causano malattie solo in casi particolari
BATTERI
Sono organismi unicellulari procarioti e sono di varie forme:

 Sferica o ovale, cocchi

 Cilindrica, bastoncelli

 Cilindrica ricurva, vibrioni

 Cilindrica a spirale, spirilli

 Cilindrica molto allungata, filamenti


Il genoma batterico è costituito da un solo cromosoma circolare e la divisione batterica avviene con
la scissione binaria, cosi facendo i batteri si riproducono molto facilmente e velocemente
TIPI DI BATTERI

 Anaerobi: crescono in assenza di ossigeno


Aerobi: crescono in presenza di ossigeno
OSSIGENO

 Aerobi-anaerobi facoltativi: crescono in entrambe le condizioni

 Microaerofili: richiedono ridotte quantità di ossigeno


Psicrofili: temperatura <10°
TEMPERATUR
 Mesofili: temperatura <40°

 Termofili: temperatura >40°


Acidofile: crescono in ambiente acido
PH
 Basofile: crescono in ambiente basico

VIRUS
Sono costituiti da acido nucleico DNA o RNA a singolo o doppio filamento racchiuso da un
involucro proteico detto capside alcuni hanno anche un altro rivestimento pericapside. Sono dotati
di vita autonoma ma devono riprodursi in altri organismi viventi e vengono chiamati parassiti
intracellulari obbligati.
TROPISMO: un virus infetta soltanto un tipo di cellula, dovuto ai recettori presenti su alcuni tipi di
cellula dell’ospite
VIREMIA: concentrazione di virus nel torrente circolatorio
L’infezione da parte di virus oncogeni può avere come conseguenza lo sviluppo di un tumore. I
tumori associati ai virus sono:

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o Papillomi

o Carcinomi genitali

MICETI
Si dividono in:

• Lieviti

• Muffe

• Funghi eduli

I lieviti sono unicellulari e ci sono specie innocue e patogene. Le muffe sono filamentose
presentano un corpo detto tallo formato da filamenti detti ife e aggregandosi formano una struttura
detta micelio.
TIP IDI MICOSI

 Superficiali: epidermide, dermatofitosi, candida

 Sottocutanee: infezioni primarie con formazioni di cisti e granulomi, l’ingresso avviene per
microtraumi o tagli

 Profonde: si evidenziano in organi interni causate da miceti patogeni opportunisti


Molte specie fungine si riscontrano in strutture per l’attività sportiva, dove si moltiplicano. Altre
specie di funghi sono pericolose per l’uomo perché producono sostanze cancerogene negli
alimenti.
PARASSITI PROTOZOARI E I METAZOI
I parassiti vivono a spese dell’ospite in cui possono causare patologie gravissime
Classificazione:

 Endoparassiti: vivono all’interno di tessuti, cellule

 Ectoparassiti: vengono a contatto solo con le superfici esterne dell’ospite


Parassitismo:

• Facoltativo: con contatto occasionale

• Obbligato: con contatto indispensabile per il parassita

Tipi di parassiti:
o Protozoi

o Metazoi

PROTOZOI
Organismi unicellulari di varia forma, eucarioti cioè con un nucleo con citoplasma differenziato in
endoplasma cioè interno ed ectoplasma cioè posto a contatto con l’esterno. Si nutrono di sostanze
già formate e la loro riproduzione può essere sessuato o asessuato. Popolano acque, terreni umidi
CLASSI DI PROTOZOI
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 Amebe

 Ciliati

 Flagellati

 Coccidi

 Microsporidi
INFEZIONI PROTOZOARIE

• Toxoplasmosi

• Malaria

• Trichomonas

• Entanoebra

• Giardia

• Cryptosporidium

METAZOI
Sono organismi pluricellulari, sono conosciuti come vermi o elminti, possono essere patogeni.
Tipi di metazoi:
o Cestodi

o Trematodi

o Nematodi

Gli artropodi sono dei metazoi che provocano malattia nell’uomo direttamente o indirettamente
Malattie dei metazoi:

 Teniasi

 Ascaridiosi

 Ossiurasi

 Scabbia

 Pediculosi

 Zecche

 Pulci
BASI DELLA RISPOSTA IMMUNE E DELLE DIFESE NATURALI
L’uomo ha sviluppato dei meccanismi di difesa contro l’invasione e l’infezione da parte di
microrganismi, questo fenomeno è fondamentale per la sopravvivenza ma assicura anche la
naturale sterilità in quei distretti in cui è richiesta la presenza di una microflora funzionale ed
equilibrata per l’organismo

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RESISTENZA ALLE INFEZIONI
L’organismo ha meccanismi di resistenza alle infezioni di due tipi:
1. Specifico: con produzione di anticorpi e reazioni cellulomediate
2. Aspecifico: secrezioni mucose, sostanze batteriostatiche
La prima barriera di difesa è costituita da cute e mucose, la cute ha delle ghiandole sebacee che
secernendo acido lattico e sebo abbassano il ph creando un ambiente protetto dall’azione
battericida. Le mucose sono epiteli non cheratinizzati, sono delle barriere parziali rivestite da
secrezioni mucose che intrappolano i microrganismi e li smaltiscono all’esterno con l’ausilio di
ciglia vibratili
LA RISPOSTA IMMUNITARIA
Si è evolute e perfezionata per riconoscere strutture esterne all’organismo tra cui i microrganismi
patogeni. I meccanismi immunitari operano in maniera coordinata e formano il sistema
immunitario.
Caratteristiche del sistema immunitario:

 Dinamicità: capacità di adattare la risposta e produrre continuamente cellule e anticorpi

 Specialità: capacità di riconoscere elementi estranei e distinguerli da quelli propri


dall’organismo

 Memoria immunitaria: capacità di ricordare precedenti contatti con un microrganismi


Antigeni: corpi estranei che generano una risposta immunitaria
Tipi di risposta immunitaria:

 Innata

 Acquisita
IMMUNITA INNATA
È un meccanismo di difesa presente dalla nascita che si attiva indipendentemente dal patogeno.
Produce:

• Infiammazione: concentra globuli bianchi e componenti umorali del sito di infezione


provocando tumor, rubor, calor, dolor

• Febbre: è indotta da alcune citochine, è una risposta frequente nelle malattie infettive

La reazione immunitaria coinvolge diversi tipi cellulari e pathways biologici:


o Macrofagi, processi di fagocitosi

o Linfociti: T,B,NK, processi di attivazione linfocitaria

o Leucociti polimorfonucleati

o Sistema del complemento

IMMUNITÀ ACQUISITA
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È l’immunità di tipo specifico cioè rivolta ad uno specifico microrganismo. Questa immunità si può
ottenere attraverso o attraverso vaccino oppure attraverso una infezione, è mediata dai linfociti, i
linfociti B producono anticorpi, i linfociti T si occupano dell’immunità cellulare. I linfociti B una volta
stimolati si differenziano in immunoglobuline che producono anticorpi.

CLASSI DI IMMUNOGLOBULINE

 G: quelle più presenti nell’organismo, si trovano prevalentemente nel siero, neutralizzando


agenti patogeni e tossine, aumentano la fagocitosi, possono attraversare la placenta e
proteggere il feto

 A: si trovano in secrezioni e nel sangue

 M: si trovano nel sangue e sono i primi a comparire dopo il primo incontro con l’antigene

 E: responsabili delle reazioni allergiche, si elevano in presenza di alcune parassitosi

 D: poco presenti nel plasma ma molto presenti sulla membrana dei linfociti B circolanti
Classi di linfociti:

 T- citotossici: uccidono cellule infettate da virus e cellule tumorali

 T- helper: regolano e stimolano la risposta immune di altre cellule

 T- suppressor: sopprimono la risposta immunitaria quando non è più necessaria


I linfociti B e T collaborano con il riconoscimento e la messa in atto della risposta immunitaria,
entrambi hanno una memoria immunologica
RISCHIO FISICO
Rischi di natura fisica per l’uomo:

 Radiazioni ionizzate IR

 Radiazioni non ionizzate NIR

 Raggi ultravioletti UV

 Rumore
RADIAZIONI IONIZZANTI
Penetrano la materia e provocano ionizzazione
Tipi di particelle:

• Alfa

• Beta

• Neutroni

• Raggi x

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• Raggi y

Tipi di radiazioni IR:

 Naturali: rocce, materiali naturali, raggi cosmici, radon

 Artificiali: attività industriali, sanitarie, medicina nucleare radiologia


Possono provocare la produzione di radicali liberi
RADIAZIONI NON IONIZZANTI
Non hanno energia necessaria a ionizzare la materia, ma possono indurre la formazione di campi
elettromagnetici, comprendono:

 Radiazioni UV

 Il visibile

 Microonde

 Radiofrequenza

 Frequenze bassissime
Fonti di radiazioni INR:

• Naturali: la terra è immersa in un campo elettromagnetico e riceve radiazioni

• Artificiali: apparecchi elettronici, apparecchiature diagnostiche

RAGGI ULTRAVIOLETTI UV
Sono radiazioni elettromagnetiche a lunghezza d ‘onda inferiore a quella della luce visibile e
maggiore di quella dei raggi x
Tipi di raggi UV:

 UV-A

 UV-B

 UV-C
La luce solare favorisce la produzione di vitamina D attiva che accresce le ossa, ha anche un
effetto disinfettante perché distrugge alcuni microrganismi nocivi. I raggi uv hanno effetti nocivi
sulla cute, mucose, occhi provocando invecchiamento cutaneo e cheratiti, forti esposizioni
possono portare allo sviluppo di tumori della pelle. In risposta alla luce del sole la cute produce
melanina che limita la penetrazione degli uv negli strati profondi
RUMORE
Il suono viene definito come energia meccanica generata da un corpo vibrante che si propaga
sotto forma di onde sinusoidali in un mezzo elastico e viene percepita dall’orecchio umano.
Ogni suono ha 2 variabili:

 Intensità: quantità di energia che giunge al destinatario espresso in decibel

 Frequenza: numero di oscillazioni che le molecole di aria compiono per unità di tempo,
espresso in hertz

16
Gli effetti nocivi riguardano l’apparato uditivo, cardiovascolare, endocrino, gastrointestinale
RISCHI TRASVERSALI COMPORTAMENTALI E PSICOSOCIALI
Condizioni sociali ed economiche influiscono sullo stato di salute, i maggiori esposti sono:

 Disoccupati

 Minoranze etniche

 Immigrati

 Disabili

 Rifugiati

 Senzatetto
Le condizioni sociali e psicosociali molto disagiate hanno la probabilità di sviluppare problemi
mentali, cardiovascolari e morte prematura. Un altro fattore importante che influisce negativamente
sulla salute è il consumo di droghe, alcol, tabacco, caffè, farmaci.
Consumatore occasionale: può interrompere l’abitudine senza conseguenze
Farmacodipendente: è uno stato di intossicazione senza perdita di contatto con la realtà
Tossicodipendenza: bisogno infrenabile di continuare ad assumere sostanze con distacco
completo dagli altri e dalla vita reale
Tolleranza: necessità di aumentare la dose di droga per avere lo stesso effetto
Dipendenza: bisogno fisico e psichico della sostanza, al mancanza fa insorgere sindromi di
astinenza
ALCOL
L’abuso può essere tossico, indurre dipendenza e tolleranza. I fattori che contribuiscono al
fenomeno dell’alcolismo sono di natura psicologica , socioculturale, e familiare, la tossicità acuta
dell’alcol può condurre a comportamenti molesti, apatia e sonnolenza fino alla morte in casi
estremi, la tossicità cronica comporta danni somatici e psicosociali. Il metabolismo delle sostanze
alcoliche avviene nel fegato, l’uso eccessivo di alcol durante l’adolescenza può influire
negativamente sullo sviluppo cerebrale causando perdita di memoria e compromettendo altre
abilità.
TABAGISMO
È l’assunzione abitudinaria e prolungata di eccessive quantità di tabacco seguita da alterazioni
organiche e funzionali di diversa entità, il fumo di tabacco può indurre assuefazione e dipendenza
come le altre droghe. È la principale causa di morte prevenibile, l’aspettativa di vita dei fumatori è
ridotta di 15 anni rispetto ai non fumatori. L’assorbimento delle sostanze tossiche e cancerogene
contenute nel fumo come nicotina, benzopirene, catrame, fenoli varia in funzione del tipo di
assunzione. I principale effetti nocivi si verificano a carico dell’apparato respiratorio tipo tracheite ,
bronchite cronica, asma, enfisema. Il fumo costituisce il primo fattore per il carcinoma polmonare,
ma può influire anche sull’insorgenza di quello della vescica, rene, cavo orale, esofago.
L’assunzione del fumo in gravidanza può comportare aborto. Il fumo passivo può avere
conseguenze come bronchite, polmonite, asma.
DROGHE
Classificazione:
17
 Stupefacenti: derivati dall’oppio, stimolanti, anfetamine, cocaina

 Psicofarmaci: benzodiazepine, barbiturici

 Inebrianti: colle, solventi

 Allucinogeni: derivati dalla cannabis


Ne fa uso chi è psicolabile e chi ha bisogno di uniformarsi al gruppo. Gli adolescenti sono i più
sensibili alle difficoltà sociali, ne fanno uso anche i professionisti illudendosi che la prestazione sia
migliore. La droga induce dipendenza che può essere psicologica o fisica, per il soggetto c’è la
necessità di ripetere l’assunzione in modo compulsivo. Le forme di dipendenza classiche, ossia le
tossicodipendenze tradizionali comprendono una complessa e fondamentale componente di tipo
prettamente sociale, che ha portato a definire tali situazioni come una vera e propria malattia della
società nella società contro la società.
LE MALATTIE INFETTIVE
È definita ogni condizione morbosa che riconosca come causa necessaria della sua insorgenza
l’azione di un agente eziologico vivente.
Caratteristiche delle malattie infettive:

• Trasmissibili

• Dovuti a fattori di rischio specifico

• Proliferazione di agenti viventi estranei all’organismo

• Breve tempo di induzione

• Remissione spontanea

TRIANGOLO EPIDEMIOLOGICO
1. AMBIENTE
2. AGENTE EZIOLOGICO
3. OSPITE
1—l’ambiente è la sede del contagio, però regola la persistenza, la moltiplicazione degli agenti
eziologici e la loro diffusione. È la sede delle riserve e delle sorgenti
2—l’agente eziologico è la causa necessaria ma non sufficiente di malattia infettiva
Classificazione:

• Virus

• Batteri

• Miceti

• Protozoi

• Prioni

Caratteristiche:
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• Infettività: capacità di un microrganismo di moltiplicarsi nell’ospite

• Patogeneticità: capacità di una specie microbica di causare un danno alle strutture e


funzioni dell’ospite

• Virulenza: indica il livello di Patogeneticità, varia tra le varie specie

• Contagiosità

• Tossigenicità: capacità di produrre sostanze dannose per l’organismo, le tossine si dividono


in:
o Esotossine: proteine che derivano dal metabolismo batterico, tetano, difterite,
botulismo
o Endotossine: parti della struttura del corpo batterico, febbre, danni muscolari,
coagulazione, shock

• Tropismo: fenomeno per cui un microrganismo patogeno una volta dentro l’organismo si
localizza in una specifica sede
3—l’ospite è l’uomo o l’animale, può essere infettato dall’agente eziologico, ma ha sviluppato dei
sistemi di difesa come barriere fisiche, chimiche, anatomiche
STORIA NATURALE DELLE MALATTIE INFETTIVE
Il microrganismo è presente nelle riserve, affinchè si sviluppi una malattia deve verificarsi una
successione di eventi, misurabili in termini di probabilità, per misurare e valutare questo processo
si utilizzano gli indici di progressione. Condizioni che si devono verificare:

 Esposizione: in cui ospite e agente eziologico siano nello stesso ambiente

 Contagio: contatto tra ospite e agente eziologico

 Colonizzazione: il microrganismo inizia a moltiplicarsi

 Infezione: il microrganismo si replica nei tessuti

 Malattia: quando il microrganismo prevale sulle difese dell’ospite


La malattia una volta decorsa non lascia residui, ma a volte ci sono complicanze fino alla morte

VIE DI PENETRAZIONE DEGLI AGENTI INFETTIVI

 Cute: rappresenta una barriera molto efficiente contro gli agenti infettivi

 Mucose: sono molto più facili da attraversare:

 Vie respiratorie: le mucose delle vie respiratorie sono la porta di ingresso per
molti microrganismi, faringite, broncopolmonite

 Vie digerenti: le mucose delle vie digerenti sono l’ingresso per molti
microrganismi, coliti

 Vie genitourinarie: uretriti, cistiti, nefriti


19
 Congiuntiva: battei virus formazione di congiuntiviti
VIE DI ELIMINAZIONE DEGLI AGENTI INFETTIVI

• Cute: elimina microbi responsabili di dermatiti e di alcune malattie esantematiche

• Vie aeree: eliminano microrganismi che infettano l’apparato respiratorio come riniti, faringiti
polmoniti

• Vie digerenti: eliminano microrganismi che causano infezioni intestinali salmonella, vibrioni

• Vie genitali: si diffondono agenti responsabili di malattie sessualmente trasmissibili AIDS


epatite
TRASMISSIONE DELLE MALATTIE INFETTIVE
È la fase che intercorre tra l’eliminazione dell’agente eziologico dall’ambiente e l’incontro con
l’ospite successivo. Tipi di trasmissione:
o Diretta: per cui l’agente eziologico passa direttamente da una riserva ad un ospite

o Indiretta: per cui il passaggio dell’agente ad un ospite è mediato da veicoli e vettori, quindi
acqua, suolo, oggetti, insetti, animali
o Via parenterale: per cui l’agente si trasmette attraverso il sangue

o Via perinatale: per cui l’agente viene trasmesso dalla madre al figlio in gestazione

o Via verticale: per cui l’agente attraverso la placenta infetta il feto

CLASSIFICAZIONE DELLE MALATTIE INFETTIVE PER MODALITA DI TRASMISSIONE

 Vie aeree: influenza, rosolia, scarlattina, varicella, meningite, difterite

 Oro-fecale: febbre tifoide, epatite A, gastroenteriti, colera, poliomielite

 Vettoriale: malaria, febbre gialla, leishmaniosi

 Parenterale: AIDS, epatite B,C

 Veneree: sifilide, gonorrea, condilomatosi


Zoonosi: malattia trasmissibile che colpiscono l’animale e che possono essere trasmesse all’uomo.
Non tutte le malattie infettive sono contagiose, soltanto quelle in cui l’agente eziologico emerge in
superficie naturalmente e trasmesso poi con un contatto diretto o indiretto
MALATTIE TRASMESSE PER VIA AEREA
Sono affezioni acute causate prevalentemente da virus e batteri che colpiscono le alte e basse vie
respiratorie. Sono malattie ad alta contagiosità e si trasmettono direttamente dal soggetto infetto al
soggetto sano. La vaccinazione se disponibile rappresenta uno dei mezzi preventivi più efficaci.

INFLUENZA
Causate da un virus ad RNA della famiglia Orthomyxovirus di cui ci sono 3 tipi:
20
1) Tipo A: responsabile delle epidemie e può infettare anche gli animali
2) Tipo B: colpisce solo l’uomo maggior incidenza nei bambini
3) Tipo C: meno rilevante e prevale nell’infanzia
Il virus si trasmette per via aerea e per contatto diretto, entra nel tratto respiratorio dove aderisce
alle cellule dell’epitelio respiratorio che infetta provocando congestione e infiammazione. Poi entra
nel sangue provocando febbre, dolori muscolari, muco, stanchezza. L’incubazione è la più breve
tra le malattie infettive 2/3 giorni per la forma acuta. Si presenta in forma sporadica, epidemica o
pandemica.
Tipi di vaccini:

 Virus interi

 Vaccino split

 Vaccino a sub unità

 Vaccino di ultima generazione


Il vaccino contiene 3 ceppi virali, 2 ceppi del virus A e un ceppo di virus B. La vaccinazione è
efficace in relazione all’età del soggetto
ALTRE INFEZIONI RESPIRATORIE ACUTE VIRALI

 Virus parainfluenzali: colpiscono a qualsiasi età, faringite simile al raffreddore, possono


interessare anche le vie aeree inferiori con febbre tosse, raucedine, trasmissione per via
aerea con secrezioni respiratorie

 Rhinovirus: causano il raffreddore comune, oppure i soggetti predisposti possono anche


avere bronchiti croniche, asma, trasmissione anche per aerosol

 Coronavirus: causano raffreddore comune lieve e di breve durata, può aggravarsi in


bronchite, asma, trasmissione con secrezioni o oggetti contaminati con secrezioni

 Adenovirus: raffreddore comune e faringiti nei bambini possono causare forme enteriche o
congiuntive, trasmissione per via aerea
DIFTERITE
Malattia tossinfettiva acuta e contagiosa può dare quadri clinici molto gravi, è causata da un
battere che infetta solo l’uomo, nel naso, faringe, laringe produce una tossina molto pericolosa. La
forma faringea può causare paralisi respiratorie, la forma laringea può condurre a difficoltà
respiratorie. La trasmissione può avvenire per contatto diretto e attraverso oggetti. La malattia ora
è ridotta e scomparsa in Italia.
MORBILLO
Malattia virale acuta esantematica e molto contagiosa causata dal Morbillovirus, colpisce
soprattutto i bambini, il virus penetra per via aerea e si moltiplica nelle mucose delle vie aeree,
causa malessere, tosse, congiuntivite, febbre alta e si trasmette con le secrezioni nasofaringee o
dalle goccioline di Flugge. Le complicanze sono rappresentate da otite, polmonite e encefalite
acuta. In alcuni soggetti si può verificare la Panencefalite sclerosante che porta a morte. Il vaccino
è consigliato nell’infanzia.

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ROSOLIA
Malattia virale acuta esantematica causata da Togavirus, la trasmissione avviene per via aerea o
per contatto con le secrezioni nasofaringee. Esiste la rosolia post natale che provoca febbre, mal
di gola, rinite, se una donna in gravidanza contrae la malattia il virus causa danni al feto
provocando malformazioni cardiache, cecità, microencefalia. Il vaccino è più efficace come misura
preventiva.
PAROTITE
Malattia virale acuta contagiosa causata da Rubeolavirus che si trasmette per via aerea, tropismo
per le ghiandole salivari ed il sistema nervoso, provoca febbre e infiammazione delle ghiandole
parotidi e salivari con ingrossamento, può avere complicanze come meningite, pancreatite,
encefalite. Il vaccino evita le complicanze
VARICELLA
Malattia esantematica virale altamente contagiosa causata dall’herpes zoster virus HZV ci sono 2
varietà chimiche:
1. Varicella: infezione primaria altamente contagiosa prevale nei bambini si manifesta con
esantema vescicoloso a diversi stadi di maturazione
2. Herpes zoster: in cui il virus viene riattivato nell’organismo si manifesta con eruzioni
vescicolari estese a regioni corrispondenti al dermatomero di innervazione
SCARLATTINA
Malattia batterica causata da ceppi di streptococchi, l’infezione parte dal soggetto che ospita i
batteri a livello della mucosa nasale e della gola. Dopo 2/3 giorni compare l’esantema su collo,
torace, schiena, le complicanze possono essere sinusiti, otiti, glomerulonefriti, e febbre reumatica.
Si può presentare in 3 forme:
1. Epidemica
2. Endemica
3. Sporadica
La trasmissione avviene per contatto diretto e la contagiosità inizia il giorno prima della presenza
dell’esantema
MENINGITE
Infiammazione acuta delle meningi, membrana che avvolge il cervello e il midollo spinale, causata
da batteri, virus, funghi, protozoi. 2 forme di meningite:
1) Forma virale: la più comune e meno grave detta anche meningite asettica, complicanze
sono enterovirus e HZV
2) Forma batterica: ce ne sono 3 specie neisseria meningitidis, streptococcus pneumoniae,
haemophilus influenzae
In base al decorso si dividono in:

• Acute: l’evoluzione si sviluppa in un numero di giorni variabili

• Subacute: decorso lento

22
• Fulminanti: in poche ore evolvono in shock

• Ricorrenti: episodi che si ripetono a distanza nel tempo

• Decapitate: decorso modificato da un trattamento antibiotico

MENINGITE MENINGOCOCCICA
La più temuta, causata da Neisseria meningitidis, diffusa in tutto il mondo, bassa incidenza in Italia,
contagio per via diretta, trasmissione per via aerea favorita dall’affollamento. È di due tipi:
1) Endemica
2) Epidemica
Sintomi: febbre elevata, brividi, vomito, tremore, paralisi dei nervi cranici
La mortalità è del 5/10%. Ci sono 2 tipi di vaccini:
1) Anti- meningococcico C coniugato
2) Anti- meningococcico quadrivalente polisaccaridico
Altri tipi di meningiti batteriche:
o Streptococcus pneumoniae

o Haemophilus influenzae B

MALATTIE A TRASMISSIONE ENTERICA


Sono definite tali per il percorso seguito dal microrganismo patogeno che entra nell’organismo per
via orale e si stabilisce a livello intestinale e viene eliminato con le feci nell’ambiente, quindi
comprende malattie batteriche virali protozoari. La trasmissione indiretta coinvolge molti veicoli e
vettori. Diversi fattori possono influenzare la diffusione delle malattie enteriche tra cui le condizioni
ambientali e abitudini alimentari sbagliate.
FEBBRE TIFOIDE
Malattia infettiva acuta contagiosa causata da salmonella typhi. Entra nel cavo orale e arriva
all’intestino dove si moltiplica per poi diffondersi per via ematica e linfatica per poi ritornare
all’intestino dove avviene una seconda moltiplicazione. Dopodiché si formano ulcere e lesioni
vascolari. Il quadro clinico è di 4 settimane:
1. 1° settenario: invasione del circolo ematico febbre malessere
2. 2°/3° settenario: i batteri colonizzano i vari organi, febbre alta bradicardia delirio
3. 4° settenario: periodo di risoluzione poca febbre cicatrizzazione delle ulcere
La gravità del quadro clinico è ridotto dalla tempestività dell’intervento e dall’utilizzo di farmaci
adeguati. Il vaccino è consigliato a tutti i soggetti che si recano in zone a rischio di contagio
COLERA
Malattia acuta, contagiosa causata da Vibrio Colerae caratterizzata da diarrea profusa.
Trasmissione per via orale poi intestino dove produce le enterotossine che alterano l’equilibrio idro-
salino, con perdita di liquidi, vomito, diarrea profusa, può portare a shock con collasso cardio
circolatorio. La vaccinazione è disponibile anche se non molto efficace

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POLIOMELITE
Malattia infettiva causata da un poliovirus, può avere un grado diverso di diffusione:
o Faringe- intestino: infezione asintomatica

o Linfonodi: poliomelite abortiva con malessere febbre ,nausea, vomito

o Torrente circolatorio: poliomielite non paralitica, rigidità nucale

o Sistema nervoso centrale: poliomielite paralitica lesioni alle cellule nervose

Oggi è una malattia rara in Europa dal 2002 non si registrano più casi. Sono disponibili 2 vaccini:

 Sabin: da usare in zone endemiche

 Salk: da usare nei paesi polio-free


GASTROENTERITE ACUTA
La diarrea di origine infettiva è una patologia molto frequente, i sintomi sono diarrea, vomito, dolori
addominali, febbre, disidratazione, disequilibrio elettrolitico.
GASTROENTERITI VIRALI
I virus enterici sono responsabili di oltre la metà di tutte le infezioni diarroiche sintomi tipici come
diarrea, vomito, febbre lieve il tutto con decorso breve
GASTROENTERITI BATTERICHE
Detta anche salmonella, una volta entrata nell’organismo per via orale si annida nella mucosa
intestinale dove si moltiplica e dà origine all’infiammazione.
Sintomi: febbre, diarrea, vomito
Shighellosi: avviene per contatto con oggetti contaminati
Escherichia coli: invadono l’intestino provocando enteriti di vario grado producendo tossine
CRIPTOSPORIDIOSI
Provocata da un protozoo contagioso ed è causa di diarrea infettiva. Sopravvive sulla superficie
delle cellule intestinali dell’ospite
GIARDIASI
Causata da Giardia Iamelia un protozoo può colonizzare l’intestino e il duodeno, trasmissione per
via orofecale attraverso le cisti che possono rimanere vitali in acque fredde o tiepide
MALATTIE INFETTIVE A TRASMISSIONE EMATICA E/O SESSUALE
Infezioni che si trasmettono prevalentemente da uomo a uomo per contatto diretto con sangue e
liquidi biologici

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EPATITE VIRALE B
È un virus a DNA, consiste in un’infiammazione delle cellule epatiche, tipi di trasmissione:

 Parenterale: con scambio di sangue infetto

 Sessuale

 Verticale: passaggio da madre a figlio


I soggetti a rischio sono tossicodipendenti, omosessuali. Poi altri fattori di rischio sono i tatuaggi,
piercing
Sintomi: colore giallastro della pelle, della saliva e delle membrane causate da un innalzamento
della bilirubina diminuendo cosi la funzionalità epatica. Può devolvere in diversi modi:

 Decorso acuto con completo recupero

 Epatite fulminante ad elevata mortalità

 Infezione cronica con danno epatico

 Portatore inattivo
Una grave complicanza può essere il cancro al fegato. È disponibile un vaccino che viene indicato
ai soggetti a rischio di contagio
EPATITE VIRALE C
Virus HCV ad RNA, la trasmissione avviene per via parenterale. I sintomi sono: nausea, vomito,
febbre dolori addominali. Non è ancora disponibile un vaccino perché ha un alta variabilità
genomica virale
AIDS
HIV è un retrovirus che infettale cellule che hanno il recettore CD4 e instaura un’infezione che non
verrà eliminata perché l’HIV ha un’elevata abilità di mutare nel tempo, induce immunodeficienza.
La progressione della malattia è variabile da soggetto a soggetto e dipende da diversi fattori:

• Proprietà del virus

• Proprietà dell’ospite

• Presenza di altre infezioni concomitanti

Decorso della malattia in 4 stadi:


1. Infezione latente con linfoadenopatia, dolori muscolari, infiammazione della faringe
2. Soggetto sieropositivo asintomatico con durata anche di molti anni
3. Linfoadenopatia generalizzata e persistente
4. Pre-AIDS con forte dimagrimento, febbre e diarrea persistente, astenia, sudorazione
notturna. L’AIDS vero e proprio è un grave deficit immunitario, infezioni opportunistiche,
sviluppo di tumori
25
La trasmissione può avvenire in diversi modi:

• Contatto sangue- Sangue

• Verticale e perinatale madre feto

Il primo caso in Italia nel 1982 con progressivo aumento di casi per poi diminuire. Il test dell’HIV
identifica la presenza di anticorpi specifici, il periodo in cui il soggetto è ancora sieronegativo ma
infetto detto periodo finestra in cui il soggetto è già portatore ed è possibile la trasmissione del
virus.

FERITE ED INFEZIONI NELLO SPORT


TETANO
Malattia batterica, tossinfettiva, acuta non contagiosa causata da Clostridium tetani, che è un
microrganismo presente nell’intestino di erbivori e altri animali. La malattia è dovuta alla tossina
tetanica prodotta durante l’infezione e con tropismo per il sistema nervoso, perché va a bloccare le
sinapsi inibitorie dei neuroni delle corna anteriori del midollo spinale o dei nuclei motori del tronco
encefalico, dando origine ad impulsi ai neuroni motori, che determinano una contrazione continua
delle fibre muscolari con ipertonia muscolare. Più degenerare fino alla paralisi dei muscoli ad
esempio respiratori portando a morte
Tipi di tetano:

 Traumatico

 Chirurgico

 Puerperale
In Italia è a carattere sporadico cioè pochi casi l’anno e come immunoprofilassi c’è sia il vaccino
che il siero
PROFILASSI ANTITETANICA

 Se non sono trascorsi 5 anni dall’ultima dose di vaccino non è necessario un ulteriore
trattamento

 Se sono trascorsi 5 anni allora necessita di un vaccino

 Se i soggetti sono incompletamente vaccinati si raccomanda la somministrazione di


immunoglobuline e di una dose di vaccino

 Se i soggetti hanno completato le dosi da più di 10 anni si somministrano immunoglobuline


e una dose di vaccino

 Se soggetti non vaccinati allora somministrazione di immunoglobuline e vaccino


PROFILASSI MALATTIE INFETTIVE
PREVENZIONE MIRATA SULL’AMBIENTE
NOTIFICA
Comunicazione obbligatoria alle autorità sanitarie. 5 classi di notifica:

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1. Malattie per le quali occorre la segnalazione entro le prime 12 ore dal sospetto (botulismo
colera febbre gialla)
2. Malattie rilevanti ad alta frequenza passibili di interventi di controllo la segnalazione del
medico deve avvenire antro le 48 ore dall’osservazione (epatite morbillo varicella)
3. Malattie per le quali sono richieste documentazioni e notifiche differenziate (AIDS TBC
malaria)
4. Malattie per la quale alla segnalazione del medico segue la segnalazione dell’USL e
devono essere segnalate dal medico entro 24 ore
5. Malattie non comprese nelle precedenti (zoonosi)
ISOLAMENTO
Atto ad impedire il contatto diretto tra fonti di infezione e le persone sane. Tipi di isolamento:

• Domiciliare: a casa del malato

• Fiduciario: affidato alla famiglia

• Assistenziale: con infermiere

• Con piantonamento: sorvegliato dalla forza pubblica

• Ospedaliero

• Generale: ogni genere di malati

• Specializzato: malati contagiosi

• Inverso: isolamento protettivo dell’immunodepresso

DISINFEZIONE DISINFESTAZIONE E STERILIZZAZIONE


DISNFEZIONE
Intervento finalizzato a distruggere o ridurre la carica di microrganismi patogeni. Tipi di
disinfezione:

 Continua: usata durante il decorso della malattia trattando secrezioni ed escrezioni del
paziente e oggetti contaminati

 Terminale: rivolta all’ambiente dove soggiornava il soggetto malato

 Periodica: in ambienti come scuole, caserme, ambienti sovraffollati

 Occasionale: in determinati ambienti a seguito di un evento infettivo


DISINFESTAZIONE
Procedimenti che eliminano metazoi, vettori, animali dannosi.
STERILIZZAZIONE
Intervento che distrugge qualsiasi forma di vita presente in un ambiente, può essere eseguita con:

 Mezzi fisici: calore secco, raggi ultravioletti

 Mezzi chimici: ossido di etilene

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Asepsi: impedire l’entrata di germi in ambienti sterili
Antisepsi: misure che impediscono lo sviluppo dei geni patogeni su cute, mucose, e ferite
PREVENZIONE MIRATA SULLA PERSONA
ACCERTAMENTO DIAGNOSTICO
Procedura che dimostra la presenza di un infezione nell’organismo e identifica l’agente eziologico.
Può essere:

• Diretto: ricerca e identifica l’agente eziologico

• Indiretto: ricerca degli effetti conseguenti all’azione dell’agente eziologico

FASI DELL’ACCERTAMENTO DIAGNOSTICO


1. Raccolta del campione
2. Conservazione con modalità opportune
3. Interpretazione dei risultati
4. Controllo qualità
PROFILASSI IMMUNITARIA
Hanno lo scopo di conferire uno stato di immunità cioè una resistenza all’infezione. Si attua in
soggetti sani che sono esposti al pericolo di contrarre alcune infezioni. Questa profilassi può
essere di due tipi:
1. Immunitaria passiva: mediante somministrazione diretta di anticorpi o immunoglobuline
2. Immunitaria attiva: somministrazione di un vaccino per stimolare la risposta immunitaria
dell’organismo

VACCINOPROFILASSI
È intervento mirato a proteggere l’individuo e la comunità da malattie infettive con la
somministrazione di un vaccino. È di tipo attivo perché l’organismo è stimolato a produrre specifici
anticorpi.
VACCINI
Sono dei preparati biologici contenenti antigeni che inducono la risposta immunitaria senza
provocare la malattia. Quindi è uno strumento di prevenzione primaria efficace contro le malattie
infettive. Tipi di vaccini:

 Vaccini costituiti da agenti infettivi interi


o Microrganismi viventi attenuati: i germi rimangono vivi perdendo il loro potere
patogeno e conservando quello antigenico (morbillo rosolia)
o Microrganismi inattivati: mantengono un elevato potere antigenico ma necessitano
di più somministrazioni per conferire la massima immunità

 Vaccini costituiti da componenti del microrganismo


o Componenti naturali:

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 Anatossine: cioè tossine batteriche inattive con potere antigenico

 Componenti antigenici purificati: ottenuti dalla cellula o dalla capsula


batterica
o Componenti di sintesi:

 Proteine ottenute sinteticamente, ottenute con la tecnologia del DNA


ricombinante e quindi contengono solo la parte antigenica

 Altri tipi di vaccini:


o Vaccini coniugati: coniugati a proteine di supporto che ne aumentano il grado di
immunogenicità
o Adiuvati virosomiali: vaccini di ultima generazione in cui gli antigeni vengono resi più
immunogeni
o Vaccini a DNA: inoculazione diretta dell’ospite del gene

o Vaccini anti-idiotipo: un particolare anticorpo funziona da antigene

o Vaccini combinati: combinazioni di due o tre vaccini con singola inoculazione

Vie di inoculazione:

 Intradermica

 Percutanea

 Orale

 Intranasale

 Intramuscolare

 Sottocutanea
VACCINAZIONI
Possono essere eseguite nei primi mesi di vita, altre dopo il primo anno di età. I vaccini hanno lo
scopo di proteggere il singolo individuo e di creare una copertura vaccinale nella popolazione per
bloccare l’agente infettivo.

VACCINAZIONI OBBLIGATORIE
Dopo il 3 mese di vita:

 Tetano

 Poliomielite

 Difterite

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 Epatite B
Altri vaccini:

• Antimeningococcica

• Antitubercolare

• Antitifica

• Antitetanica

• Morbillo

• Rosolia

SIEROPROFILASSI
Si attua con la somministrazione di immunoglobuline umane o con sieri ricavati da animali, è
passiva perché il corpo non produce anticorpi ma li riceve dall’esterno, quindi proferisce una
protezione immediata, ma non duratura. I sieri iperimmuni contengono un tasso molto elevato di
anticorpi nei confronti di un determinato patogeno e sono creati da donatori che hanno superato da
poco un’infezione da quel microrganismo.
CHEMIOPROFILASSI
Prevenzione con sostanze chimiche come antibiotici chemioterapici, vengono somministrati solo a
persone che hanno un alto rischio di infezione, il suo scopo è quello di bloccare sul nascere lo
sviluppo del processo infettivo.
MALATTIE CRONICODEGENERATIVE
Comprende patologie con un decorso prolungato nel tempo con degenerazione dei tessuti.
Principali malattie:

• Malattie cardiovascolari, ipertensione, infarto

• Malattie dismetaboliche, diabete, obesità

• Neoplasie, leucemie

• Disturbi respiratori cronici, asma

• Malattie mentali, depressione, schizofrenie

Fattori di rischio:

 Tabacco

 Alcol

 Dieta

 Sedentarietà

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MALATTIE CARDIOVASCOLARI
Comprendono un gruppo di patologie:

 Cardiopatia ischemica

 Ipertensione arteriosa

 Malattie circolatorie dell’encefalo


Gli esiti delle malattie sono rappresentati da infarto del miocardio, insufficienza cardiaca
congestizia, morte improvvisa, ictus
CARDIOPATIA ISCHEMICA
Malattia cardiaca con un ridotto apporto di sangue al cuore con conseguente apporto di ossigeno
ridotto. Quindi c’è un’ostruzione e restringimento del lume delle arterie coronarie, esse sono
soggette ad un processo di irrigidimento e di deposito di lipidi sulle pareti, cioè un processo
aterosclerotico.
Infarto: necrosi del tessuto dovuta ad ipossia per l’ostruzione di un vaso
IPERTENSIONE
Per cui la pressione arteriosa sistolica è superiore ai 140 mm/Hg oppure quella diastolica è
superiore a 90 mm/Hg. La pressione ottimale per gli adulti è 120/80. A volte è asintomatica mentre
per altre porta a mal di testa, malessere, vertigini.
MALATTIE DISMETABOLICHE
SOPRAPPESO OBESITA
Sono definiti come un anormale o eccessivo accumulo di tessuto adiposo con un conseguente
rischio per la salute.
BMI= Kg/m2 INDICE DI MASSA CORPOREA

 Normopeso: 18,5/24,9

 Soprappeso: 25/29,9

 Obesità di 1° grado: 30/34,9

 Obesità di 2° grado: 35/39,9

 Obesità di 3° grado: >40


L’accumulo di tessuto adiposo a livello viscerale è associato a rischi cardiovascolari, endocrino
metabolici, osteoarticolari, neoplasie. L’obesità è considerata come una pandemia.
DIABETE
È una patologia molto diffusa, presenta zucchero nelle urine, che arriva dal rene per un alta
concentrazione nel sangue. Questa malattia cronica è causata da una ridotta secrezione di
insulina da parte del pancreas, che ha il compito di facilitare l’ingresso del glucosio all’interno delle
cellule e la sua conseguente trasformazione in energia. Ci sono 2 tipi di diabete:
1. DM1: insulinodipendente, per cui il pancreas non produce insulina
2. DM2: non insulinodipendente per cui il pancreas produce insulina ma il corpo non sa come
utilizzarla

31
NEOPLASIE
Cancro o tumore raggruppa un’ampia varietà di malattie. I tumori maligni hanno alcune
caratteristiche comuni:

• Neoplasia: crescita nuova e progressiva con distruzione dei tessuti circostanti

• Anaplasia: polimorfismo delle cellule e dei tessuti neoformati

• Eterotropia: riproduzione di cellule cancerogene in vari organi

Tipi di cancro frequenti negli uomini

 Polmone

 Stomaco

 Colon

 Fegato

 Esofago

 Prostata
Tipi di cancro frequenti nelle donne

• Mammella

• Polmone

• Stomaco

• Colon rettale

• Cervice uterina

Iniziatori: sono agenti capaci di causare alterazioni nel DNA e quindi danno il via al processo
neoplasico
La malattia non viene ereditata ma viene ereditata la predisposizione.
Fattori di rischio fisici:
o Radiazioni ionizzate

o Raggi ultravioletti

Fattori di rischio chimici:


o Steroidi

o Cadmio

o Cloronafazzina

o Benzene

32
Fattori di rischio biologici:
o Genotipi del papilloma virus HPV

Fattori di rischio comportamentali:


o Tabagismo

o Alcol

o Dieta

La prevenzione sta nel modificare il proprio stile di vita e partire dall’alimentazione per non
incorrere in tumori o cancro

DISTURBI RESPIRATORI CRONICI

 Asma

 Broncopneumopatia
ASMA
Malattia polmonare legata ad una ostruzione delle vie respiratorie, infiammazione delle vie
respiratorie e un iperattività delle vie respiratorie. Cause scatenanti:

• Infezioni

• Allergeni

• Irritanti

• Cambio repentino nel tempo

• Esercizio fisico

BRONCOPNEUMOPATIA
Disordine cronico che limita il flusso aereo. È una patologia prevenibile e curabile con ripercussioni
extrapolmonari che contribuiscono alla gravità del quadro clinico del paziente. Ne fanno parte:

 Bronchite cronica: tosse cronica per 3 mesi consecutivi

 Enfisema: dilatazione e distruzione degli spazi aerei distali


Fattori di rischio:

 Fumo

 Inquinamento

 Infezioni respiratorie
CAP 5
I SERVIZI SANITARI SUL TERRITORIO
CENNI STORICI

33
All’inizio l’assistenza sanitaria prevedeva un rapporto individuale tra medico e paziente. Dopo la
rivoluzione industriale si avvertì la necessità di tutelare il lavoratore che in caso di malattia
provocava danni economici sia per l’impresa che per se stesso, così nacquero le società di mutuo
soccorso per il quale il lavoratore ammalato destinava una parte del proprio stipendio ad un fondo
comune dal quale sia attingeva quando un componente del gruppo di lavoro era malato. Poi
nacquero i sistemi assicurativi basati sulla stipula di un contratto di assicurazione con lo scopo di
garantire il pagamento degli oneri derivanti da qualche possibile infortunio sul lavoro. A questo
punto però solo la classe dei lavoratori era privilegiata mentre i disoccupati non trovavano
assistenza, così si ritenne che lo stato doveva farsi carico dell’assistenza ai suoi cittadini così
nacque nel 1948 il primo servizio sanitario nazionale in Gran Bretagna. Quindi si rivoluzionò il
concetto di salute elevandolo a diritto universale. I principi basilari su cui venne fondato questo
sistema erano:

 Universalità

 Finanziamento

 Gratuità nel momento di erogazione delle prestazioni

SISTEMA SANITARIO ITALIANO


Nel 1978 istituito il servizio sanitario nazionale con alcune caratteristiche:

• È un sistema pubblico con carattere universalistico e solidaristico, cioè garantisce


assistenza sanitaria a tutti i cittadini senza distinzione di genere

• Assicura un accesso ai servizi nel rispetto dei principi della dignità della persona, dei
bisogni di salute, di equità, qualità e appropriatezza delle cure ed economicità nell’impiego
delle risorse
Il sistema sanitario nazionale si articola su 2 principali livelli di responsabilità e di governo:
1. Livello centrale, per cui lo stato detiene la responsabilità di assicurare a tutti i cittadini il
diritto alla salute con un sistema di garanzie attraverso il LEA livelli essenziali di assistenza.
2. Livello regionale, per cui ogni singola regione deve adempiere agli obiettivi del governo e
alla spesa per raggiungere gli obiettivi di salute del paese.
Le regioni hanno la competenza esclusiva nella regolamentazione ed organizzazione dei servizi di
attività destinate alla tutela della salute, quindi ASL aziende sanitarie locali e AO aziende
ospedaliere. Enti che compongono il servizio sanitario nazionale:
o Ministero della salute organo centrale

o Consiglio superiore di sanità


Istituto superiore di sanità
LIVELLO
o Istituto superiore per la prevenzione e sicurezza del lavoro

o Agenzia per i servizi sanitari regionali

o Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico

34
o Istituti zooprofilattici sperimentali

o Agenzia italiana del farmaco


Regioni e provincie autonome aziende sanitarie locali
LIVELLO
o Aziende ospedaliere

AZIENDE SANITARIE
Nel 1978 si introdussero le USL unità sanitarie locali, definite così: insieme delle strutture sanitarie
ed amministrative che provvedevano all’offerta di servizi di prevenzione, diagnosi, cura e
riabilitazione per la popolazione nel territorio assolvendo i compiti del servizio sanitario nazionale.
Le USL di ventano ASL aziende sanitarie locali che hanno personalità giuridica pubblica,
autonomia organizzativa, amministrativa, patrimoniale, contabile, gestionale, tecnica, provvedono
ad organizzare l’assistenza sanitaria nel proprio territorio di competenza attraverso strutture
pubbliche o private. A capo di ogni ASL c’è un direttore generale. Strutture e servizi che erogano le
ASL in base ai LEA:

 Assistenza ospedaliera: per assistenza di pronto soccorso e degenze ordinarie, day


hospital, day surgery

 Assistenza distrettuale: ambulatoriale e domiciliare con la medicina di base, ambulatori


polispecialistici, guardia medica e servizi di emergenza, assistenza domiciliare

 Assistenza collettiva in ambiente di vita e di lavoro: prevenzione sanità pubblica sicurezza


del lavoro
AZIENDA OSPEDALIERA
Sono ospedali di rilievo regionali costituite in aziende, hanno il compito di assicurare prestazioni
sanitarie ai cittadini con modalità e regimi appropriati con utilizzo efficace di risorse.

IL DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE
È lo strumento operativo con la quale si garantisce la salute collettiva. Svolge funzioni di
programmazione coordinamento e verifica delle attività svolte nei diversi settori d’intervento, di
predisposizione di specifici programmi di formazione, sviluppo di un valido sistema informativo.
Compiti:

• Garantire la tutela della salute della collettività attraverso azioni preventive degli stati
morbosi

• Attuare interventi di promozione della salute

• Favorire lo sviluppo di stili di vita e di comportamento che consentano un miglioramento


della qualità della vita

• Gestire i rischi che coinvolgono la salute, sicurezza alimentare e ambientale

• Verificare l’efficacia e l’efficienza degli interventi portati a termine

• Operare scelte strategiche di prevenzione che si ispirino ai principi di una medicina basata
su prove di efficacia
DISTRETTO SANITARIO

35
Ogni ASL si articola in distretti sanitari di base su tutto il territorio, è il luogo d’incontro tra servizi
sanitari e interventi sociali per la realizzazione di un’assistenza. Ogni cittadino italiano ha diritto a:

 Un medico di base

 Servizi di assistenza collettiva

 Fornitura di ausili, presidi sanitari, farmaci

 Assistenza di pronto soccorso e ricovero urgente in caso di malore acuto

 Ricovero ospedaliero per patologie acute

 Assistenza domiciliare
Il distretto sanitario nasce dall’esigenza di porre al centro le necessità dei cittadini ed il
coinvolgimento degli operatori. Ha un proprio budget quindi autonomia tecnico gestionale ed
economico finanziaria. In ogni distretto si deve garantire:

 Assistenza specialistica ambulatoriale

 Attività o servizi per la prevenzione e la cura delle tossicodipendenze

 Attività o servizi consultori per la tutela della salute dell’infanzia, della donna e della famiglia

 Attività o servizi rivolti a disabili ed anziani

 Attività e servizi di assistenza domiciliare integrata

 Attività o servizi per patologie da HIV e patologie in fase terminale


CAP 6
MOVIMENTO E SALUTE PER FASCE D’ETA
DALLA PROCREAZIONE ALLA NASCITA
Nella prima fase di vita di un essere umano i fattori di rischio genetico giocano un ruolo
fondamentale per la salute

PATOLOGIE GENETICHE
Classificazione:

• Cromosomiche

o Autosomiche: sindrome di down

o Gonosomiche: sindrome di turner

• Monogeniche o mendeliane:

36
o Autosomiche dominanti: corea di Huntington

o Autosomiche recessive: fibrosi cistica

o X linked: emofilia

• Poligeniche: neoplasie

La gran parte delle malattie genetiche classiche si manifesta subito dopo la nascita, ma anche
nell’età adulta si verificano rare patologie
PREVENZIONE DELLE MALATTIE GENETICHE E SCREENING NEONATALE
Solo per alcune patologie sono disponibili screening neonatali purchè abbia alcuni requisiti:
o Efficacia

o Accettabilità

o Economicità

o Caratteristiche della malattia

o Disponibilità di strumenti validi

Alcuni screening neonatali di massa sono per la fenilchetonuria e l’ipotiroidismo congenito, per
eseguire questi screening di massa c’è bisogno di strutture adeguate e di un sistema di
sorveglianza epidemiologica che verifichi l’efficacia e la efficienza dell’intervento
Servizi sanitari:

 Consulenza genetica

 Consultori familiari

 Cure domiciliari
Servizi mirati all’infanzia:

 Consultorio pediatrico

 Neuropsichiatria infantile
Servizi di valenza socio-assistenziali:

 Strutture d’accoglienza

 Accompagnamento

 Trasporti

PROMOZIONE DELLA SALUTE IN GRAVIDANZA

37
FATTORI DI RISCHIO IN GRAVIDANZA

• Tabagismo: i prodotti del tabacco che la madre assorbe passano nei vasi del cordone
ombelicale e della placenta direttamente al feto, quindi meno sostanze nutritive al feto e
una riduzione di ossigeno nella circolazione sanguigna. Principale problema
dell’esposizione del feto al fumo è il fetal tabacco sindrome cioè il ritardo di crescita
simmetrico

• Alcolismo: è una delle principali cause di deficit cognitivo può causare:

o Nascite pretermine

o Basso peso neonatale

o Aborto spontaneo

o Sindrome feto alcolica

• Sostanze stupefacenti: determinano situazioni pericolose per il nascituro può avvenire:

o Ritardo di crescita fetale

o Deficit neuro comportamentali

o Malformazioni

• Farmaci: sono responsabili del 2/3% delle malformazioni congenite, possono avere azioni
tossiche, teratogene e indirete come la vaso costrizione della placenta

• Radiazioni ionizzanti: modificano la struttura della materia con la quale interagiscono

• Radiazioni non ionizzanti e campi elettromagnetici: non modificano la struttura della materia

FATTORI DI RISCHIO BIOLOGICO E IL COMPLESSO TORCH


Torch sono le iniziali delle malattie che in gravidanza superano la placenta ed infettano il feto:

 Toxoplasma gondi

 Others

 Rubivirus

 Citomegalovirus

 Herpes virus
TOXOPLASMOSI
Malattia a trasmissione orofecale, febbre, malessere, linfoadenopatia, se contratta dalla madre può
portare a aborto o nascita di un feto morto
ROSOLIA
Malattia a trasmissione aerea, febbricola, cefalea, lievi mucositi, linfoadenopatia esantema, se
congenita provoca problemi all’apparato cardiovascolare, oculare, uditivo
CITOMEGALOVIRUS
Risiede nelle feci, urine, sangue, a seconda della condizioni del soggetto va da infezioni
asintomatiche a letali polmoniti
38
HERPES GENITALIS
La trasmissione transplacentare è rara, ma il feto ha il 5% di possibilità di contrarre la malattia che
interesserà milza, fegato, polmoni, surreni.
Per la prevenzione c’è l’esame sierologico da effettuare per verificare la presenza o la capacità di
difesa per il gruppo TORCH, se la donna non ha anticorpi allora verrà sottoposta a vaccini che per
la loro durata è sconsigliata la gravidanza
IGIENE E ATTIVITA MOTORIA IN GRAVIDANZA
Una gestante protegge lo stato di salute del nascituro abolendo fumo, alcol e droghe
ATTIVITA MOTORIA
La donna gravida sana ma non molto attiva potrebbe fare fino a 150 minuti di attività a settimana,
mentre quelle che già svolgono attività vigorose oppure molto attive quotidianamente possono
continuare con l’attività a seconda del parere del medico. L’attività durante la gravidanza migliora
la respirazione e le funzioni cardiovascolari
VIAGGI
Sconsigliati dopo il 7 mese, evitare viaggi lunghi e evitare di guidare
ABBIGLIAMENTO
Abiti pratici, traspiranti, comodi, scarpe comode
ALIMENTAZIONE
Dieta bilanciata senza eccedere con insaccati, carne cruda
PATOLOGIE IN GRAVIDANZA
Alcune patologie come il diabete, ipertensione, devono essere trattate con riguardo per evitare
rischi al nascituro
I PRIMI ANNI DI VITA
Le malattie infettive hanno un ruolo prevalente. In Italia le vaccinazioni sono ancora obbligatorie
per tutti i nuovi nati contro:

 Difterite

 Poliomielite

 Tetano

 Epatite B

 Antimorbillo

 Antiparotite

 Rosolia
ASPETTI SOCIOCULTURALI
MORTALITA EVITABILE NELL’INFANZIA
Il rischio di incidente è associato alla durata del tempo trascorso all’interno delle mura domestiche.
Principali cause di incidenti domestici:
39
 Ingestione di oggetti

 Cadute

 Ustioni

 Avvelenamenti

 Soffocamenti

LO SVILUPPO PSICOFISICO
È il risultato dell’associazione tra un ‘adeguata alimentazione e un ambiente sociale favorevole allo
sviluppo intellettivo. Senza stimoli adeguati non c’è sviluppo della capacità né di adattamento e
variazone del comportamento.
L’ETA SCOLARE
Rischi infettivi:

• Malattie esantematiche

• Infezioni apparato respiratorio

• Infezioni gastrointestinali

• Infezioni sistema nervoso

• Infezioni vie urinarie

• Malattie parassitarie

• Infezioni sistemiche

Rischi non infettivi:

• Rachitismo: dovuto a carenza di vitamina D, appare per mancanza di esposizione al sole,


abitazioni affollate

• Alterazioni posturali e paramorfismi: scoliosi, cifosi, lordosi

• Disturbi della visione: miopia, ipermetropia, astigmatismo, strabismo

• Disturbi dell’udito: malattie dell’orecchio medio o interno

• Carie dentarie: azione di batteri prevenibile con un adeguata igiene orale

• Disturbi della parola: dislalie, balbuzie

• Disturbi neuro psichici

• Fatica dello scolaro:

o Fisiologica: disattenzione

o Patologica: insonnia, irritabilità, anemia, anoressia

40
ELEMENTI DI MEDICINA SCOLASTICA
È il settore della medicina sportiva che si occupa della difesa dagli agenti infettivi e sullo sviluppo
psicofisico dei bambini nella scuola.
PREVENZIONE DELLE MALATTIE INFETTIVE
PROFILASSI MIRATA SULL’AMBIENTE E SULLA PERSONA
È l’insieme di tutte le misure finalizzate ad evitare l’insorgenza e la diffusione delle malattie
infettive. Ambiente:
o Notifica

o Isolamento

o Disinfezione

o Disinfestazione

o Sterilizzazione

Persona:
o Accertamento diagnostico

o Bonifica dei portatori

o Immunoprofilassi

o Chemio antibiotico profilassi

MALATTIE MULTIFATTORIALI NELL’ETA SCOLARE


Causate dalla suscettibilità genetica oppure da esposizione intensa a fattori di rischio ambientale
ALLERGIE
Asma derivante da una complessa interazione tra predisposizione genetica e ambiente
DIABETE
È il più comune disturbo metabolico nel mondo considerato un emergenza globale dall’OMS. È
una malattia multifattoriale ad andamento cronico degenerativo con elevati livelli di glucosio nel
sangue. Ce ne sono 4 tipi. Nei bambini prevale il diabete di tipo 1 con carenza di insulina, come
sintomi hanno una minzione frequente e abbondante, continua necessità di bere, aumento
dell’appetito. Non ci sono indicazioni precise per la prevenzione del diabete 1.
TUMORI
Ogni anno in Italia muoiono 2200 tra adolescenti, giovani, adulti. Però negli ultimi decenni si è
assistito ad una riduzione di mortalità del 30%.
OBESITA INFANTILE GIOVANILE

41
C’è stata una transizione nutrizionale nell’infanzia per cui non si consumano più alimenti
tradizionali ma se ne consumano altri con un alto apporto calorico superiore al dispendio
energetico. Questo ha portato ad un aumento e diffusione del sovrappeso. I bambini in sovrappeso
hanno problemi cardiovascolari e posturali, ciò è dovuto anche ad un ambiente familiare
sedentario e con una dieta non regolata
L’ADOLESCENZA
FATTORI DI RISCHIO SOCIO CULTURALE
Sono la disoccupazione e il disagio giovanile. È un età in cui le attese del singolo sono influenzate
dai processi di socializzazione e dalle aspettative degli altri nei suoi confronti. Si può avere
l’abbandono scolastico, tossicodipendenza, bullismo, criminalità, suicidi.
DISTURBI DELL’ALIMENTAZIONE
Dovuti al disagio psicologico, anoressia, bulimia, rappresentano comorbidità con altre forme di
disagio relazionale soprattutto nelle donne
NEL LAVORO NELLO SPORT NELLA SOCIETA
La costituzione italiana è un inestimabile strumento di promozione della salute dei lavoratori

 1898: assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro

 1904: Regio Decreto contenente il testo unico di legge per gli infortuni degli operai sul
lavoro

 1906: corpo degli ispettori del lavoro

ARTICOLO 38
“I lavoratori hanno diritto che siano preveduti ed assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze di
vita, in caso di infortunio, malattia, invalidità e vecchiaia disoccupazione involontaria. Anche gli
inabili e i minorati hanno diritto all’educazione e all’avviamento professionale.”
ARTICOLO 32
“La repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività
e garantisce cure gratuite agli indigenti”
PERCORSO NORMATIVO
Anni 50:

• DPR 547/1955: norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro

• DPR 303/1956: norme per l’igiene del lavoro

Anni 90:

• D. Lgs. 277/1991: attuazione di direttive in materia di protezione dei lavoratori contro i rischi
derivanti da esposizione ad agenti chimici, fisici e biologici durante il lavoro.

• T U D. Lgs. N°81 del 9 aprile 2008 conosciuto come testo unico

TESTO UNICO

42
Costituito da 13 titoli, 306 articoli, 51 allegati. Il TU comprende tutte le norme già presenti, ma non
è stato concepito come tomo di raccolta dei provvedimenti, ma ha lo scopo di razionalizzare il
quadro normativo assicurando la piena adesione alle disposizioni e l’applicazione delle norme su
tutto il territorio garantendo l’equilibrio delle competenze fra stato e regioni
STILI DI VITA
I comportamenti svolgono un ruolo fondamentale nella patogenesi delle principali cause di
morbosità e mortalità per malattia. Cause principali:

 Tabagismo

 Alcolismo

 Dieta

 Sedentarietà
VIAGGI E RISCHI PER LA SALUTE
Prima della partenza:

 Documentarsi sui rischi di malattia e norme di prevenzione

 Accertarsi sul tipo di viaggio da intraprendere

 Verificare lo stato vaccinale

 Usufruire dell’assistenza sanitaria anche in altri paesi


Dopo il ritorno non trascurare lievi sintomi
LE VACCINAZIONI IN AMBITO AZIENDALE
Il base al lavoro che uno svolge ci sono determinati vaccini alla quale deve essere sottoposto.

TERZA E QUARTA ETA


CONSIDERAZIONI GENERALI
Per avere un livello accettabile di qualità della vita dell’anziano ci devono essere state azioni di
prevenzione che abbiano coperto tutte le fasi della vita
LA SOGLIA DELLA VECCHIAIA
Anziani sono quei soggetti >65 anni secondo il criterio della produttività. Secondo il criterio
biologico gli anziani sono quelli >75anni, per il criterio dinamico sono quelli per cui il numero medio
di anni da vivere sia uguale a 10.
ANZIANI IN ITALIA E NEL MONDO
Nel 2000 persone con età >60 anni erano >600 milioni
Nel 2025 persone con età >60 anni erano >1,2 miliardi
Nel 2050 persone con età >60 anni erano > 2 miliardi
Questo significa che le malattie cronico degenerative aumentano
COMORBIDITA NELL’ANZIANO

43
 Apparato cardio vascolare
o Ipertensione arteriosa

o Cardiopatia ischemica

o Insufficienza venosa cronica degli arti inferiori

 Apparato osteoarticolare
o Osteoporosi

o Fratture

o Osteoartrosi

 Apparato respiratorio
o Broncopneumopatia cronica ostruttiva

o Enfisema

 Apparato digerente:
o Gastrite

o Ulcera

o Stipsi

 Patologie neurologiche
o Alzheimer

o Parkinson

LA PREVENZIONE
La prevenzione primaria cerca di rimuovere i fattori di rischio delle patologie croniche-
degenerative, infezioni alle vie respiratorie, vie urinarie, traumi, incidenti domestici. La prevenzione
secondaria controlla la nutrizione e l’assunzione di farmaci, accessibilità ai servizi sanitari e
assistenziali sul territorio. La prevenzione terziaria riguarda il supporto psicologico e il
reinserimento sociale, ma anche programmi mirati di rieducazione motoria.

SERVIZI PER GLI ANZIANI


Ci sono 2 tipi di assistenza:
1. Residenziale
a. Divisione di geriatria
b. Residenze sanitarie assistenziali
c. Servizi non sanitari
2. Territoriale
a. Day hospital
44
b. Centri diurni
c. Centri sociali
MORBOSITA/MORTALITA EVITABILE PER FASCE D’ETA
MORTALITA EVITABILE
È il numero di morti causato da fattori noti e socialmente prevedibili
Infanzia:

• Incidenti domestici

Adolescenza:

• Incidenti stradali

• Suicidi

Adulti:

• Infortuni sul lavoro

Età senile:

• Incidenti domestici

• Suicidi

ETA GIOVANILE E MORTALITA/MORBOSITA EVITABILI


o Suicidi

o Incidenti stradali

o Tossicodipendenza

Con le principali malattie infettive debellate rimangono gli incidenti a mietere vittime e le cause
sono:
o Alcol

o Malori

o Sostanza stupefacenti

o Sonno

CAP 7
LA PROMOZION DELLA SALUTE
ATTIVITA MOTORIA E SALUTE: LE BASI EPIDEMIOLOGICHE

45
L’attività motoria svolta in modo appropriato e continuativo comporta benefici al controllo motorio e
all’incremento dell’equilibrio e della forza, coordinazione, flessibilità, resistenza. È fondamentale la
pratica nei bambini e nei giovani, costituisce e mantiene la struttura ossea, muscolare, e articolare,
riduce l’accumulo dei grassi, nell’età adulta e anziana gli effetti dell’attività motoria prevengono
patologie cardiovascolari, patologie neoplastiche.
MALATTIE CARDIOVASCOLARI
Stili di vita attivi prevengono il rischio di morte per malattie cardiovascolari, fino al 50% di riduzione.
Un aumento dell’efficienza fisica riduce il rischio di morte prematura. Attenua o inverte il processo
della malattia nei pazienti con malattia cardiovascolare.
OBESITA E SOVRAPPESO
L’attività fisica è un elemento chiave ed innovativo nel trattamento di individui obesi e nella
prevenzione del riaccumulo del peso corporeo in coloro che lo hanno perso
DIABETE DI TIPO 2
L’attività fisica regolare contribuisce a ritardare lo sviluppo del diabete di tipo 2, questo perché si
utilizza glucosio e si riduce l’insulino resistenza. Per i soggetti affetti è consigliato praticare attività
aerobica moderata finché non sussistano complicanze.
NEOPLASIE
L’attività motoria riduce l’incidenza di specifici tipi di cancro in particolare colon e seno
OSTEOPOROSI
L’esercizio di resistenza ha effetti maggiori sulla densità minerale ossea
BRONCOPNEUMOPATIE CRONICHE OSTRUTTIVE
Consigliata l’attività motoria ad intensità moderata con esercizi di respirazione
IGIENE DEGLI ALIMENTI E DELLA NUTRIZIONE
Igiene degli alimenti: è l’insieme di precauzioni e di misure sanitarie da intraprendere durante la
produzione, manipolazione e distribuzione degli alimenti che assicuri un prodotto soddisfacente,
innocuo e salutare.
La qualità dell’alimento è data da:

 Qualità nutrizionale: contenuto di principi nutritivi per soddisfare il fabbisogno di sostanze


energetiche

 Qualità organolettiche: odore, sapore

 Qualità microbiologica: presenza/assenza di microrganismi non pericolosi per l’uomo

 Assenza di sostanze chimiche indesiderabili: evitare la presenza di sostanze pericolose


derivanti dalla contaminazione ambientale

LA CONTAMINAZIONE DEGLI ALIMENTI


MALATTIE DA AGENTI BIOLOGICI
Sono la prima causa di malattie dovute all’ingestione di alimenti. Tipi di malattie:

• Infezioni: ingestione di un microrganismo vivo che si moltiplica nell’ospite


46
• Intossicazioni: ingestione di tossine preformate che si sono moltiplicate nell’alimento

Tipi di tossine:

• Endotossine: derivano dai componenti della parete batterica liberate nell’alimento


provocano diarrea, febbre

• Esotossine: prodotte dal metabolismo batterico attaccano l’intestino o altri organi come il
sistema nervoso
INFEZIONI ALIMENTARI
EPATITE A
Infezione virale causata dal virus HAV, entra per via alimentare raggiunge l’intestino e poi il fegato
con il sangue, dove si moltiplica negli epatociti causando un danno degenerativo necrotico.
Sintomi:

 Nausea

 Cefalea

 Anoressia

 Febbre

 Vomito

 Ittero
SALMONELLOSI
Forma grave di gastroenterite dovuta a batteri del genere Salmonella. Giunge nell’organismo
tramite ingestione di carne, uova. Sintomi:

 Diarrea

 Vomito

 Febbre elevata
SALMONELLA TYPHI E PARATYPHI
Altri tipi di salmonella che si riproducono solo nell’uomo e inducono malattia. Altre specie sono la
Campylobacter, yersinia, enterococchi.
LE TOSSINFEZIONI ALIMENTARI
TOSSINFEZIONI DA CLOSTRIDIUM PERFRIGENS
Il batterio cresce bene in assenza o scarsità di ossigeno le tossine producono sia nell’alimento che
a livello gastrointestinale. Sintomi:

 Diarrea

 Dolori addominali

 Enterite cronica data da un tipo di tossina diversa

TOSSINFEZIONE DA VIBRIO PARAEMOLITICO


47
Il batterio si trova nelle acque marine dove contamina pesci e molluschi e poi arriva all’uomo.
Sintomi:

 Diarrea profusa

 Dolori addominali

 Nausea
TOSSINFEZIONE DA ESCHERICHIA COLI ENTEROTOSSICI
Produce 2 tossine, che portano ad asintomaticità oppure a febbre diarroica emorragica, si trova
nella carne cruda
LE INTOSSICAZIONI ALIMENTARI
BOTULISMO
Intossicazione causata dall’ingestione di una tossina prodotta dal clostridium botulinum, può
contaminare carne, pesce, frutta, verdura. Sintomi:

 Vomito

 Nausea

 Dolori intestinali
INTOSSICAZIONE STAFILOCOCCICA
Causata da enterotossine presenti nell’ alimento da Staphylococcus Aureus, si trova in uova,
pesce, latte. Sintomi:

 Mal di testa

 Diarrea

 Crampi addominali

 Nausea

 Vomito
MICOTOSSINE ALIMENTARI
Tossine prodotte dai funghi filamentosi, si trovano in arachidi, mais, nocciole. Sintomi:

 Emorragie intestinali

 Carcinoma epatico e renale


MICRORGANISMI NON PATOGENI MA ALTERANTI

 Batteri lattici

 Bacilli

 Clostridi

 Lieviti

 Muffe

48
Mezzi di conservazione degli alimenti:

 Fisici: freddo, caldo, radiazioni

 Chimici: sostanze naturali, artificiali

 Chimico fisici: affumicamento

MALATTIE DA AGENTI CHIMICI


ADDITIVI INTENZIONALI
Sostanze chimiche aggiunte volontariamente per conservare gli alimenti o esaltarne alcune
caratteristiche
ADDITIVI INVOLONTARI
Sostanze chimiche usate per altri scopi, giungono involontariamente negli alimenti e arrivano
all’uomo, come pesticidi, anabolizzanti, farmaci, contaminanti come il piombo, cadmio e mercurio
ELEMENTI DI IGIENE DELLA NUTRIZIONE
Gli alimenti forniscono l’energia necessaria per svolgere tutte le attività del nostro organismo e le
molecole per formare i tessuti. I nutrienti sono proteine, grassi, carboidrati. Ogni individuo ha un
suo fabbisogno energetico per svolgere le sue funzioni vitali. Quindi si distinguono:

• Metabolismo basale: energia richiesta dall’organismo a riposo per mantenere le attività


vitali degli organi

• Fabbisogno per l’attività fisica: variabile a seconda dell’intensità a frequenza dell’attività


motoria
La dieta adeguata per l’organismo deve soddisfare non solo il fabbisogno quantitativo ma anche
quello qualitativo, quindi bisogna prevedere una dieta normocalorica, cioè una dieta con apporto
calorico necessario per l’attività fisica, anche una dieta equilibrata con alimenti che possono
essere sostituiti da altri con lo stesso apporto energetico.

• Bilancio energetico: è il rapporto tra l’energia introdotta con gli alimenti e quella utilizzata
dell’organismo
Se il bilancio non è adeguato si va incontro a malnutrizione
MALNUTRIZIONE DA CARENZA DI PRINCIPI ALIMENTARI
È quella che prevale nei paesi arretrati, può portare a gravi malattie croniche. Principali deficienze
da principi alimentari:
o Deficienze proteica: crescita lenta del bambino, problemi muscolari e denutrizione

o Deficienza energetica: gravi carenze glucidiche, acidosi, perdita di sodio, disidratazione

o Deficienza minerale: calcio, con osteoporosi e rachitismo, iodio, tumore alla tiroide, fluoro,
carie dentale
o Carenza vitaminica: vitamine:

• A: disturbi dell’accrescimento del bambino

• D: rachitismo, osteoporosi
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• E: rischio di cancro

• C: scorbuto

• B1: beri-beri

ECCESSO DI CALORIE SOPRAPPESO E OBESITA


Si si introducono dosi eccessive di calorie si va incontro ad un accumulo di grassi nel tessuto
adiposo con aumento di peso.
IL CANCRO ASSOCIATO ALLA MALNUTRIZIONE
L’obesità e l’eccesso di grassi possono essere causa di cancro come quello alla mammella
MALATTIE SESSUALMENTE TRASMESSE (MST) E CENNI DI SALUTE SESSUALE
Sono quelle trasmesse da persona a persona per contatto sessuale. Tipi di MST:

 Batteriche:
o Uretriti, epididimiti, proctiti

o Sifilide

o Vaginosi batterica

o Cancroide

o Linfogranuloma venereo

 Virali:
o AIDS

o Herpes genitale

o Cancro della cervice uterina

o Epatite acuta e cronica

 Protozoarie:
o Vaginite

 Fungine:
o Vulvovaginite

o Balanite

 Parassitarie
o Pediculosi

o Scabbia

Sono state avviate strategie per la prevenzione e il controllo che esorta i paesi al controllo della
trasmissione di MST con l’utilizzo di alcuni interventi:

• Prevenzione di comportamenti sessuali sicuri

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• Accesso ai preservativi con prezzi accessibili

• Servizi specifici

• Istruzione e consulenza

ELEMENTI DI IDROLOGIA, TERMALISMO, CLIMATOTERAPIA


IDROLOGIA
Studio del ciclo idrologico delle acque sia naturali che artificiali. Sezioni di idrologia:

 Chimica

 Medica

 Biologica e naturalistica

 Geologica e geofisica

 Tecnica e industriale
Branche dell’idrologia medica

 Clinica e terapeutica

 Farmacologica

 Igienica
Crenoterapia: impiego delle acque minerali a scopo terapeutico

TERMALISMO
Presidi sanitari ad alta efficacia per prevenzione, terapia, riabilitazione di certe patologie. Tipi di
trattamenti:

 Fangoterapia: applicazione di impacchi misti fango acqua

 Balneoterapia:

 Antroterapia

 Terapia inalatoria
Classificazione acque da bagno

 Fredde o atermali < 20°

 Ipotermali 20°/30 °

 Termali: 30°/40°

 Ipertermali: >40°
CLIMATOTERAPIA
Elementi climatici: rivestono maggiore interesse terapeutico
Dimatoterapia: trattamenti terapeutici con il clima e i benefici sull’organismo e su alcuni stati
morbosi
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CAP 8
ELEMENTI DI IGIENE DELLO SPORT
RISCHI PER LA SALUTE NELLO SPORT E NELLE ATTIVITA MOTORIE
L’igiene del lavoro studia le cause di malattia e le condizioni di rischio correlate ad esse. Il rischio è
la frequenza attesa da eventi indesiderabili dati dall’esposizione ad un determinato fattore. Il
pericolo è la capacità di un fattore di provocare effetti dannosi. Tipi di rischi:

• Natura infortunistica: strutture, macchine, impianti, costanze

• Natura igienico-ambientale: agenti biologici, chimici e fisici

• Trasversale: organizzazione del lavoro, condizioni di lavoro

INFORTUNI NELLO SPORT


Sono eventi dannosi ed imprevisti che possono verificarsi durante l’attività la loro frequenza è
minore rispetto a quello degli incidenti domestici. Obblighi dei datori di lavoro:
o Redigere il documento di valutazione dei rischi per l’ambito lavorativo con attuazione di
tutte le misure di prevenzione
o Fornire di idonei DPI gli atleti

o Registro degli infortuni

o Aggiornare la cartella sanitaria dell’atleta coinvolto

o Denunciare l’infortunio all’INAIL

PREVENZIONE DEGLI INFORTUNI IN AMBITO SPROTIVO


Riguarda:

 La preparazione atletica come fondamentale momento nella prevenzione degli infortuni

 L’equipaggiamento ed i DPI forniti dalla società

 Le regole di gioco sempre da rispettare

 L’idoneità e la sicurezza degli impianti sportivi

 Un adeguato percorso diagnostico- terapeutico- riabilitativo


TUTELA DELLA SALUTE NELLO SPORT
La tutela dell’attività sportiva agonistica è regolamentata dal decreto del ministero della sanità che
sancisce: “L’atleta deve sottoporsi previamente e periodicamente a visita medica sportiva da parte
di un medico di struttura pubblica, che rilascia un certificato di idoneità sportiva solo per quel
determinato sport.”
SPORT E RISCHI PER LA SALUTE
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L’attività sportiva deve essere adattata alle caratteristiche di ciascun individuo. Leggi a tutela
dell’atleta:

• Legge 26.10.1971 n° 1099: tutela sanitaria delle attività sportive

• DM 5.7.1975: disciplina dell’accesso alle singole attività sportive

• Norme per la tutela dell’attività sportiva agonistica e non agonistica

• Linee guida per un’organizzazione omogenea della certificazione di idoneità sportiva


agonistica
Il medico sportivo durante la visita si deve attenere a criteri per la tutela della salute e dell’integrità
fisica e psichica del soggetto, non può consigliare o somministrare doping, che consiste
nell’assunzione o somministrazione illegale di farmaci o altre sostanze finalizzate a migliorare le
prestazioni fisiche dell’atleta. I prodotti dopanti comprendono:

 Farmaci utilizzati per scopi diversi da quelli autorizzati: analgesici

 Sostanze vietate per doping: ormoni, stimolanti, anabolizzanti

 Integratori di macro e micronutrienti: Sali amminoacidi


Gli ormoni possono far sviluppare malattie cardiovascolari, tumori, osteoporosi. Gli steroidi
risultano tossici per diversi apparati, sorgono disturbi psichiatrici. Gli integratori possono
danneggiare fegato, reni e cuore
SICUREZZA E QUALITA NEGLI IMPIANTI SPORTIVI
L’impianto sportivo deve soddisfare requisiti propri delle strutture pubbliche e delle direttiva del
CONI
PALESTRE ED IMPIANTI AD USO NATATORIO
PALESTRE
Sono strutture atte allo svolgimento di molteplici attività sportive. Parti della palestra:

 Spazio di attività sportiva: in cui si consente la pratica di una o più attività sportive

 Spazi e servizi di supporto: spazi funzionali all’attività sportiva o alla presenza di pubblico

 Spazi e servizi accessori: non funzionali ma accessibili al pubblico


UBICAZIONE
Lontane da centri industriali e da strade con intenso traffico, sopra il suolo, devono essere
garantite ventilazione e illuminazione naturale
DIMENSIONI

 Palestre di tipo A1: 200m2 più servizi, per un totale di 330 m2

 Palestre di tipo A2: altezza minima 7,2 m 400 m2 totale di 630 m2

 Palestre di tipo B1: altezza minima 7,2 m 600 m2 totale 830 m2 + 150 m2 per pubblico
ILLUMINAZIONE
Quella naturale è ottimale, ma anche quella artificiale, non deve provocare abbagli e deve essere
omogenea per tutto il campo
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PARAMETRI MICROCLIMATICI
Riguardano temperatura, umidità, velocità dell’aria, ci deve essere sempre un ricambio d’aria
continuo
PAVIMENTAZIONE
Antisdrucciolevole, elastica, resistente all’usura facile pulizia, buon isolamento, linoleum, legno,
gomma, sughero.
PARETI
Lisce, resistenti all’usura, lavabili fino a 2 metri
SERVIZI DI SUPPORTO
Spogliatoi divisi per sesso e proporzionali al numero di utenti
PISCINE
Complesso arredato per la balneazione con la presenza di uno o più bacini artificiali. I requisiti
minimi di questi impianti sono stabiliti nell’accordo tra il ministro della salute, le regioni e le
provincie autonome di Trento e Bolzano relativo agli aspetti igienico- sanitari per la costruzione e la
manutenzione e la vigilanza delle piscine a uso natatorio.
CLASSIFICAZIONE DELLE PISCINE
IN BASE ALLA DESTINAZIONE

• Piscine pubbliche o private:

o Pubbliche: comunali

o Private

o Ad uso collettivo: di un camping

o Impianti finalizzati al gioco acquatico

• Piscine esclusivamente di un condominio

• Ad usi specifici in strutture di cura, termali

IN BASE ALLE CARATTERISTICHE STRUTTURALI ED AMBIENTALI


o Scoperte e coperte

o Tipo misto

o Convertibile

IN BASE ALL’UTILIZZO

 Per nuotatori ed addestramento al nuoto

 Tuffi e attività subacquee

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 Ricreative per gioco e balneazione

 Per bambini

 Polifunzionali

 Ricreative attrezzate

 Per usi riabilitativi

 Per usi curativi e termali


FIGURE PROFESSIONALI

• Responsabile della piscina

• Assistente bagnanti

• Addetto agli impianti tecnologici

Schema di organizzazione funzionale di una piscina:

 Zona delle attività natatorie e della balneazione

 Zona di servizi di supporto e di prebalneazione

 Zona impianti tecnici

 Zona impianti ausiliari

 Zona per il pubblico


CONTROLLI

 Interni: eseguiti dal gestore che tiene conto di:


o Analisi dei potenziali pericoli igienico sanitari per la piscina

o Individuazione dei punti o delle fasi pericolose

o Individuazione punti critici

o Definizione del sistema di monitoraggio

o Individuazione delle azioni correttive

o Verifica del piano e riesame periodico

 Esterni: competono al dipartimento di prevenzione dell’ASL


CLASSIFICAZIONE DELLE ACQUE

 Acque di approvvigionamento: alimentazione delle vasche e destinati agli usi igienico-


sanitari

 Acqua di immissione in vasca: acqua di ricircolo e di reintegro trattate per assicurare i


requisiti e l’acqua in vasca
La temperatura dell’aria non deve essere inferiore a quella della vasca e l’umidità non deve
superare il 70%. La visibilità deve esser garantito dall’illuminazione artificiale e un impianto di
illuminazione d’emergenza. Il rumore non deve superare i 50 DB.

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RISCHIO BIOLOGICO

• Virus: epatite A

• Batteri: salmonella

• Miceti: candidosi

• Protozoi: giardia

Ma anche trattamenti di disinfezione dell’acqua con prodotti chimici.

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