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Igiene

Cosa è l’igiene? Studia la malattia nella sua causa, nella sua incidenza e
tutti i componenti che possono esserne alla base cercando metodi per prevenire.
L'igiene promuove la salute.

Epidemiologia: studia la diffusione di una malattia e le sue cause. Determina la


finalizzazione ad acquisire conoscenze sulla diffusione delle condizioni di
salute/malattia di un popolo e dei fattori positivi (protettivi) o negativi (di rischio)
che le sostengono.

Prevenzione: individua gli strumenti per prevenire.

Sanità pubblica
È la scienza e l’arte del prevenire la malattia, di prolungare la vita, promuovere la
salute e l’efficienza fisica tramite sforzi comunitari organizzati per: igiene
ambientale, controllo infezioni comunitarie, organizzazione dei servizi medici ed
infermieristici pe la diagnosi precoce ed il trattamento preventivo delle malattie,
educazione del singolo sull’igiene personale

Salute
(x esame: cosa una malattia? Il contrario di salute)

Ha un approccio percettivo, funzionale e adattativo. L’approccio percettivo consiste


nel benessere fisico, psichico e sociale e non la sola assenza di malattia.
(definizione OMS). L’approccio funzionale indica un organismo che è in grado di
espletare le proprie funzioni biologiche e sociali. L'approccio adattativo indica
invece un adattamento omeostatico dell’individuo all’ambiente.

Secondo Sigerist , la salute non è la sola assenza di malattia ma è qualcosa di


positivo della vita ed una lieta accettazione della responsabilità che la vita stessa
comporta per l’individuo.

La salute non è il risultato di interventi, fattori, aspetti solo sanitari ma dipende


anche da altro come: istruzione, stile di vita, contesto lavorativo, ambiente di vita,
fattori psichici.

Malattia
Anche la malattia riporta degli approcci come l’oggettivo, soggettivo e evolutivo.
Per l’approccio oggettivo si intende lo spostamento della condizione fisiologica
normale dell’organismo sufficiente a produrre segni e sintomi. Per soggettivo invece
la diminuzione o assenza di benessere, condizione di malessere o sofferenza. Per
evolutivo intendiamo un fenomeno verso un esito che può essere, a seconda dei
casi, la guarigione, la morte e l’adattamento a nuove condizioni di vita.

Sia salute che malattia devono lavorare a stretto contatto poiché entrambe sono
aggettivi che conferiscono qualità alla nostra vita.

Storia naturale malattie (x esame)


Tutte le malattie hanno un’evoluzione naturale caratterizzata da varie tappe in un
determinato tempo. Tutte comunque iniziano e si sviluppano nello stesso modo. È
importante considerare l’interazione tra 3 principali soggetti: agente morbigeno
(che provoca malattia), l’individuo (che subisce), ambiente (in cui si verifica, e
sfavorisce il patogeno). Nel caso di un invito a cena si ha l’ambiente (diffusione di
agenti morbosi) in cui si determina la prima tappa, l’incontro tra agente e individuo,
come un appuntamento. Se l’incontro sarà effettivo e i due andranno “a cena”
allora si prosegue con le tappe altrimenti se io sono stata prevenuta non ho
accettato l’invito e la storia non continua e non corro rischi. Comunque una volta
determinato l’incontro si passa all’interazione in cui i due “si conoscono meglio”,
mentre alla fine, al momento del conto si ha un’evoluzione che ci porta ad essere
non malati, portatori o del tutto malati determinando poi la possibile guarigione o la
morte come opzioni. Quindi tutte le malattie seguono 3 stadi con 3 soggetti.

Rischio
È la probabilità che si verifichi un evento negativo per la salute. Si può misurare,
prevenire (il rischio 0 non esiste). La dimensione del rischio determina la gravità
dell’effetto, distanza nel tempo tra esposizione ed effetto, probabilità
dell’effetto, condizioni dell’esposizione. L'esposizione è il momento o la situazione
nella quale agente ed ospite si trovano contemporaneamente presenti (per
l’incontro). L'effetto è il risultato di tale incontro cioè l’interazione.

Rischio e agente eziologico


L'agente eziologico è un fattore vivente o meno per il quale sia dimostrata
l’esistenza di un’associazione specifica e massima tra esposizione ed effetto. Si
determina un rapporto tra malattia ed agente eziologico, con l’azione di questo si
ha poi la malattia nell’ospite.

Fattore di rischio
È un agente per il quale, pur essedo dimostrata un’associazione tra esposizione ed
effetto non esistono prove sufficienti di un suo ruolo specifico nella malattia. Non
è che se fumo devo per forza avere l’infarto.
Modelli di malattia
Le malattie possono essere croniche o infettive. Sono malattie infettive se: sono
malattie trasmissibili, se la causa è l’agente eziologico biologico, rapporto
biunivoco, specifico, breve tempo di induzione, danno infiammatorio, acuzie clinica
(all’infiammazione Acuta), tende alla guarigione. Sono malattie croniche se invece
sono tutto il contrario delle infettive e cioè: non sono trasmissibili, la causa sono i
fattori di rischio, rapporto aspecifico, lungo tempo di induzione, rarità nella
guarigione.

Tipi di prevenzione (x esame da qui in poi)


Prevenzione: è il cuore dell’igiene. “Prevenire è meglio che curare”. Individuazione
degli strumenti per prevenirla. È l’insieme delle azioni che servono ad evitare che la
persona non perda il suo stato di salute.

Si ha una prevenzione in base al momento dei 3 stadi in cui percepiamo la malattia.


Come la storia della natura è divisa in 3 fasi anche la prevenzione ha i suoi tempi
in cui si parte con un processo patologico si ha la manifestazione e l’esito poi.
Abbiamo una prevenzione:

Primaria: se agisce prima dell’incontro facendo terapie, potenziando i fattori


protettivi e allontanando i fattori di rischio con diminuzione della malattia.

Secondaria: se previene nell’interazione, cioè prima che ci sia una comparsa


evidente. Si cerca di far guarire il paziente tempestivamente prima che il danno sia
irreversibile.

Terziaria: se cerca di arginare le conseguenze di malattie già instaurate. Si cerca


di mantenere uno stato accettabile di compenso metabolico e funzionale. Dovrebbe
funzionare da riabilitazione.

La medicina preventiva: insieme di interventi messi in atto sia da medici che da


infermieri e da tutto il personale sanitario per evitare l’insorgenza di eventi
morbosi o loro complicanze.

In che modo possiamo intervenire?


Possiamo intervenire sull’agente/vettore: cioè nel momento dell’incontro noi andiamo
ad eliminare il patogeno con disinfezione (pulizia), sterilizzazione (rendere la zona
priva di esseri viventi), disinfestazione (eliminare un’infestazione, come i pidocchi) e
poi sanificare. [Prevenzione primaria]

Possiamo intervenire sull’ospite: cioè nel momento dell’interazione con vaccinazioni,


educazione alla salute, chemioantibioticoprofilassi e sieroprofilassi, cioè si danno
anticorpi già pronti ad intervenire perchè io ho già l’agente.
Possiamo intervenire sull’ambiente: cioè durante l’evoluzione e quindi scoprire che
una persona è malata prima che abbia i sintomi, valutando attraverso screening e
diagnosi precoci e proteggendolo con accertamento diagnostico, notifica (indicare al
personale che quel paziente ha quella malattia), isolamento e sorveglianza. Dalle
malattie potrebbero svilupparsi evoluzioni negative, le sequele, e si cerca di
determinare una riabilitazione per osservare le condizioni dell’ospite.

Prevenzione primaria
Usa l’eugenetica (la consulenza di una coppia a rischio su difetti congeniti), il
potenziamento della capacità di difesa dell’organismo (induzione a una condizione di
resistenza all’azione di agenti nocivi tramite vaccinazioni), educazione alla salute
(istruire il paziente alla rimozione di comportamenti dannosi e la diffusione di quelli
protettivi), sulla vita e sul lavoro (allontanamento deli agenti infettivi e fattori
inquinanti dell’ambiente di vita o lavoro attraverso bonifica, controllo impianti
disinfezione e disinfestazione)

Esempi di prevenzione primaria


Malattie infettive Malattie cronico- Incidenti e infortuni
degenerative
Vaccinazioni Educazione alimentare Limiti di velocità
Sterilizzazione Norme anti inquinamento Patente a punti
Controllo acque per uso Lotta alla droga Cinture di sicurezza
umano
Campagne contro il fumo Uso del casco
Educazione stradale
Protezione lavoratori

Prevenzione secondaria
Il principale vantaggio della prevenzione secondaria è la diagnosi precoce che
permette di trovare una terapia che possa incidere positivamente sul processo di
guarigione e ridurre la mortalità da una parte e le conseguenze a lungo termine
dall’altro. Sono suscettibili a questa prevenzione le malattie non infettive con un
lungo periodo di incubazione. La metodologia più usata è lo screening

Prevenzione terziaria
Prova a diminuire gli handicap e invalidità conseguenti di malattie già manifestate.
Il suo bersaglio è l’individuio che sa di essere malato e dispone del ramo della
riabilitazione con l’aiuto multidisciplinare dell’equipe.
Principio di riferimento per gli interventi di
prevenzione
Un intervento di prevenzione deve contribuire a migliorare il livello di salute di un
individuo o di una popolazione (principio di efficacia). Tutti i cittadini hanno diritto
di usufruire di interventi di prevenzione (principio di equità). In un contesto di
risorse limitate, la comunità ha l’obbligo di razionalizzare l’utilizzazione delle
risorse: la priorità dovrebbe essere di interventi preventivi con un profilo costi-
benefici favorevole (principio di economicità)

Prevenzione su prove di efficacia


L’ EBP si pone: raccogliere i dati sull’efficacia degli interventi di prevenzione,
valutare i dati rilevati e sintetizzarli, rendere disponibili le conclusioni delle
suddette valutazioni. Esempi col fumo:

Interventi Evidenze
Aumento prezzo Efficace in associazione a campagne per
informare sui mass media e da solo
Campagne educative tramite televisione Prove insufficienti
Rimborso spese per terapie antifumo Efficace, raccomandato

Esempi di interventi preventivi efficaci: vaccinazioni morbillo, anti-influenzale, pap-


test, promozione di stili di vita regolati da attività motoria e corretta
alimentazione per ridurre le frequenze di patologie cardiovascolari e metaboliche

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