Sei sulla pagina 1di 3

Basilica di Massenzio

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.


Vai a: navigazione, ricerca
Coordinate: 4153'30.39?N 1229'18.41?E (Mappa)
Basilica di Massenzio
Basilica di Costantino

Rome, Forum Romanum, Basilica of Maxentius.jpg


I resti della basilica di Massenzio dal Palatino. Restano in piedi i tre ambient
i coperti a volta che costituivano la navata laterale verso il colle Oppio.
Civilt
romana
Utilizzo
basilica civile
Epoca
inizi IV secolo
Localizzazione
Stato
Italia Italia
Comune
Roma
Dimensioni
Superficie
6500 m
Larghezza
65 m
Amministrazione
Ente
SSBAR
Responsabile
Mariarosaria Barbera
Visitabile
si
La basilica di Massenzio o, pi propriamente, di Costantino, l'ultima e la pi grand
e basilica civile del centro monumentale di Roma, posta anticamente sul colle de

lla Velia, che raccordava il Palatino con l'Esquilino. Non fa parte del Foro Rom
ano propriamente detto (pur rientrando oggi nell'area archeologica che lo compre
nde, estesa fino alle pendici della Velia), ma era nelle immediate adiacenze di
esso.

Indice [nascondi]
1 Storia
2 Descrizione
3 Altre immagini
4 Note
5 Bibliografia
6 Collegamenti
7 Altri progetti
Storia[modifica | modifica wikitesto]
Nelle fonti antiche la basilica ricordata come Basilica Nova[1], o Basilica Cons
tantini[2], o Basilica Constantiniana[3].
La basilica fu inizialmente fatta costruire da Massenzio agli inizi del IV secol
o (308-312) e fu terminata e modificata da Costantino I[4] in prossimit del tempi
o della Pace, gi probabilmente in abbandono, e del tempio di Venere e Roma, la cu
i ricostruzione fece parte degli interventi massenziani. La sua funzione era pre
valentemente di ospitare l'attivit giudiziaria di pertinenza del prefetto urbano.
Sia gli scavi, sia la pianta della Forma Urbis Severiana hanno dimostrato come i
n questo punto sorgesse anticamente una grande complesso utilitario dell'epoca d
omizianea, simmetricamente contrapposto a uno analogo che sorgeva sull'altro lat
o della Sacra via summa (ampiamente manomesso durante gli scavi del XIX secolo p
erch scambiato per una costruzione medievale). Una parte di questo edificio pi ant
ico era occupata dagli Horrea piperiana, i magazzini del pepe e delle spezie[5].
Della basilica si
i furono noti con
olo fu nuovamente
a vivace polemica

perse ben presto la corretta denominazione, e i colossali rest


la denominazione di Templum urbis. Solo agli inizi del XIX sec
identificata da Antonio Nibby[6], che sostenne in proposito un
con Carlo Fea.

Le gare di lotta delle Olimpiadi di Roma del 1960 si tennero presso la Basilica
di Massenzio.
Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Ricostruzione della pianta


Lo schema costruttivo del gigantesco edificio (100 x 65 m), di cui resta oggi so
ltanto il lato settentrionale, presentava una navata centrale pi larga e pi alta (
di base 80 x 25 m). Sulla navata centrale si aprivano, invece che le tradizional
i navate minori, separate da quella centrale tramite file di colonne, tre grandi
nicchie per lato, coperti da volta a botte con lacunari ottagonali ancora ben v
isibili nella parte superstite. Gli ambienti erano collegati tra loro da piccole
aperture ad arco.
La navata centrale era coperta da tre enormi volte a crociera in opus caementici
um, alte circa 35 m che poggiavano sui setti murari trasversali che separavano g

li ambienti laterali e sulle colonne di marmo proconnesio alte 14,5 m, ciascuna


addossata alla loro terminazione. Le colonne sono tutte scomparse: l'unica che a
ncora si conservava nel XVII secolo venne fatta collocare da Papa Paolo V in pia
zza di Santa Maria Maggiore nel 1613, dove tuttora si trova. Sorreggevano una tr
abeazione marmorea, di cui restano resti dei blocchi parzialmente inseriti nella
muratura. Le dimensioni e il sistema costruttivo degli spazi interni sono del t
utto compatibili con quelli delle grandi sale delle terme, che venivano di fatto
chiamate pure "basiliche". L'esempio pi illuminante la sala delle terme di Diocl
eziano, trasformata poi nella basilica di Santa Maria degli Angeli.
Sul lato corto occidentale, alla testata della navata centrale si apriva un'absi
de preceduta da due colonne. Nell'abside venne collocata una statua colossale, a
crolito costruito parte in marmo e parte in legname e bronzo dorato, alto 12 m.
La statua raffigurava in origine lo stesso Massenzio e in seguito venne rilavora
ta con i tratti di Costantino I. Alcune parti marmoree superstiti furono scopert
e nel 1487 e sono ora nel cortile del palazzo dei Conservatori sul Campidoglio (
Musei capitolini). La sola testa misura 2,60 m e il piede 2 m.
All'abside occidentale si contrapponeva l'originario ingresso dell'edificio[7],
sul lato corto orientale, preceduto da una scalinata. L'ingresso dava accesso ad
un corridoio trasversale aperto sulla navata centrale mediante cinque aperture
ad arco. L'ingresso sul lato corto opposto all'abside rappresenta una disposizio
ne che divenne poi tipica delle prime basiliche cristiane.
L'impianto originario sub in seguito alcune modifiche, tra cui l'apertura di un s
econdo ingresso sul lato meridionale, lungo la via Sacra, scoperto in scavi otto
centeschi. Questo secondo ingresso era costituito da un portico tetrastilo con f
usti in porfido, al quale si accedeva con una scalinata, costruita per superare
il dislivello tra la via e la Velia.
Il nicchione centrale del lato settentrionale, opposto al nuovo ingresso fu arri
cchito nello stesso momento di una seconda abside sul fondo, forse destinata anc
he ad ovviare a problemi strutturali, coperta da una semi-cupola e con le pareti
arricchite da nicchie destinate ad ospitare statue su due ordini. Le nicchie er
ano inquadrate da edicole costituite da piccole colonne poggianti su mensole spo
rgenti dalla parete. Sul fondo dell'abside era realizzato un podio in muratura d
estinato ad ospitare il tribunal dei giudici. Intervento, solitamente attribuito
al completamento di Costantino, invece probabilmente da considerare pi tardo (pr
obabilmente intorno alla fine del IV secolo), come sembra provare il livello pi e
levato delle fondazioni della nuova abside[8].
L'edificio era dotato anche di numerosi collegamenti verticali: all'interno dell
a muratura all'angolo nord-occidentale era inserita una scala a chiocciola, di c
ui oggi restano cinque gradini; un'altra doveva trovarsi nell'opposto angolo sud
-orientale.