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RIFIUTI: ATO 2 FALLITO, EMERGENZA NEL PALERMITANO

DIPENDENTI A RISCHIO, 1 MILIARDO DI DEBITI VERSO LE


DISCARICHE
GIULIO AMBROSETTI 13 GENNAIO 2015

CRONACA La gestione commissariale dell'Ato Belice Palermo 2


scadr il 15 gennaio. Dal giorno dopo chi raccoglier la
spazzatura nei 17 Comuni interessati? Anche di questo si
parlato ieri in due riunioni convocate alla Regione. Nel
frattempo la discarica di Bellolampo accoglie i rifiuti di decine
di Comuni anche dell'Agrigentino
Tanto per cambiare, in buona parte dei paesi della provincia di
Palermo esplosalemergenza rifiuti. Il 23 dicembre scorso
fallito lAto rifiuti alto Belce Palermo 2, societ dambito che
vede insieme i Comuni di Monreale, San Cipirello, San Giuseppe
Jato, Camporeale, Bisacquino, Chiusa Sclafani, Giuliana, fino
a Contessa Entellina. Sono 17 Comuni per un totale di circa
120mila abitanti. Fino al 15 gennaio lAto andr avanti con il
commissario regionale, Maurizio Norrito (tutti gli Ato rifiuti
della Sicilia sono commissariati), e con la curatela
fallimentare. E dopo?
Il tema stato affrontato ieri nel corso di due riunioni
convocate a Palermo. La prima - di mattina - presso la sede
dellassessorato ai Rifiuti. La seconda, nel pomeriggio, presso
la Prefettura del capoluogo dellIsola. Va detto che questo
scenario di crisi stato ereditato dal nuovo assessore
regionale ai Rifiuti, Vania Contraffatto, che sta provando ad
affrontare una situazione difficilissima. Perch non facile
capire come affrontare il problema rifiuti in questi 17 Comuni
dal 16 gennaio in poi.
Non pu essere esclusa una soluzione legislativa, ovvero una
legge da parte del Parlamento siciliano. Ma, ovviamente, non si
tratterebbe di una soluzione a brevissimo periodo. Intanto c
da affrontare lemergenza, perch con il fallimento dellAto
Palermo 2 non si capisce chi dovr raccogliere limmondizia in
questi 17 paesi. E non si capisce che fine faranno i 277
dipendenti di questo Ato.

La situazione grave anche nei Comuni del Palermitano


dellAto Palermo 1(Carini, Capaci, Villagrazia di Carini,
Terrasini, Cinisi, Isola delle Femmine, fino a Partinico). Da
queste parti, in realt, lemergenza dura ormai da qualche
anno: nel senso che limmondizia rimane non raccolta per
settimane e settimane. Lo spettacolo fa una certa impressione,
perch nelle strade che collegano questi centri, spesso, le
montagne di rifiuti si susseguono per chilometri.
LAto Palermo 1 non fallito, ma la gestione sempre stata
sofferta. A Carini, dove in media vengono prodotte 100
tonnellate di spazzatura al giorno - si legge in un lancio
dellAnsa - c' una distesa di spazzatura lunga due chilometri.
Per arginare l'emergenza il Comune ha deciso di impegnare
20mila euro per potenziare le operazioni di raccolta. Sulla
vicenda intervenuto il sindaco di Carini che, sempre allAnsa,
ha detto: Stentiamo a raccogliere la spazzatura che si
accumulata durante le festivit. Oggi per strada ci sono 700
quintali di rifiuti non raccolti. Ho disposto un intervento
straordinario perch i mezzi dell'Ato Palermo non bastano.
Entro venerd la situazione dovrebbe rientrare.
Il problema rifiuti, in Sicilia, ha mille sfaccettature. C la crisi
degli Ato. Quello dellalto Belce Ambiente Palermo 2, come gi
accennato, fallito. Ma ce ne sono altri che non sono messi
meglio. Al 31 dicembre 2012 lindebitamento di tutti gli Ato
rifiuti della Sicilia verso il sistema delle discariche (e quindi
verso le discariche pubbliche e private) ammontava a circa un
miliardo e 400 milioni di euro. Oggi non si sa se
lindebitamento diminuito o cresciuto.
Si sa, invece, che, negli ultimi due anni, la Regione ha
anticipato ai Comuni una parte dei fondi per pagare il sistema
delle discariche. Ma adesso lassessorato regionale ai Rifiuti
avrebbe fornito i dati allassessorato allEconomia perchiedere
ai Comuni la restituzione delle somme anticipate. Un bel
problema per gli stessi Comuni coinvolti, che saranno costretti
ad aumentare le tariffe. Insomma, a pagare per la disastrosa
gestione dei rifiuti della Sicilia - imperniata ancora oggi sulle
discariche - saranno i cittadini.
Un altro problema riguarda le stesse discariche. Alcune sono
state chiuse dalla magistratura in seguito a indagini (Motta
SantAnastasia e Mazzarr SantAndrea). Durante le vacanze di
Natale un contestatissimo provvedimento amministrativo del
dirigente
generale
del
dipartimento
regionale
dei
2

Rifiuti,Domenico Armenio, invitava i cittadini di un bel gruppo


di Comuni della provincia di Palermo e Agrigento a tenersi in
casa limmondizia per mancanza di discariche.
Scelta, questa, che stata contestata dal presidente dellAnci
Sicilia, Leoluca Orlando, che anche sindaco di Palermo, che
ha parlato di una Regione che favorirebbe i privati. In effetti,
lo stesso Orlando qualche giorno prima, ha messo a
disposizione dei Comuni del Palermitano la discarica di
Bellolampo, che pubblica. Cos la Regione ha fatto
precipitosamente marcia indietro, ritirando il provvedimento
amministrativo che avrebbe obbligato i cittadini di tanti
Comuni del Palermitano e dellAgrigentino a teneri i rifiuti in
casa.
Il vero problema di tutta questa incredibile storia che in
Sicilia la raccolta differenziata dei rifiuti, oggi, sotto il 5-6
per cento. Era cresciuta dal 2001 al 2008, soprattutto in
provincia di Agrigento. Poi arrivato il governo LombardoPd. E sono tornate le discariche, in buona parte private.
http://meridionews.it/articolo/30831/rifiuti-ato-2-fallitoemergenza-nel-palermitano-dipendenti-a-rischio-1-miliardodi-debiti-verso-le-discariche/
http://isoladellefemminerifiutiamoirifiuti.blogspot.it/2015/01/rifiuti-ato-2-fallito-emergenzanel.html

Operazione Terra mia, Motta parte civile


Per tutelare interessi e immagine del Comune
CARMEN VALISANO

CRONACA Tra pochi giorni, il 15 gennaio, partir il processo che mette sotto accusa
un dipendente regionale dell'assessorato Territorio e ambiente e i dirigenti di tre
discariche in tutta la Sicilia. Tra queste anche quella di propriet della Oikos spa, nel
territorio mottese. La giunta guidata dal primo cittadino Carr nominer con
provvedimento urgente un legale per tutelare la cittadina
Motta Sant'Anastasia si costituir parte civile nel procedimento scaturito
dall'operazione Terra mia. L'inchiesta della procura della Repubblica di Palermo, resa
nota lo scorso luglio, ha messo in luce un sistema di presunte corruzioni nella gestione
delle discariche private in tutta la Sicilia. Nell'indagine coinvolta la Oikos spa,
azienda proprietaria della contestata discarica nel territorio mottese, da qui la decisione
presa dalla giunta guidata dal primo cittadino Anastasio Carr che mira a tutelare gli
interessi e l'immagine del Comune di Motta Sant'Anastasia. Come si legge
nella delibera firmata lo scorso 2 gennaio, dal lavoro della procura emergono, tra l'altro,
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inquietanti scenari in merito alle attivit di gestione dei rifiuti nella discarica sita in
territorio comunale e di cui titolare la suddetta societ.
Secondo gli inquirenti palermitani, fulcro del meccanismo sarebbe stato Gianfranco
Cannova (dipendente dell'assessorato regionale Territorio e ambiente) che avrebbe
rilasciato autorizzazioni alle attivit di diversi impianti senza i relativi
controlli, accettando denaro, regali e viaggi, agevolando gli iter per gli
impianti amici. Un eventuale quadro di corruzione preoccupante nel quale
sarebbero coinvolti il proprietario della Oikos spa Domenico Proto, gli
imprenditori Giuseppe Antonioli (amministratore della discarica di Mazzarr
Sant'Andrea, in provincia di Messina) e i fratelli Calogero(ex senatore della Casa delle
libert) e Nicol Sodano, responsabili della Soambiente di Agrigento.
Tutti gli indagati sono stati rinviati a giudizio e gioved 15 gennaio compariranno
davanti ai giudici del tribunale di Palermo. Cos, quasi sei mesi dopo l'apertura del
fascicolo e gli arresti domiciliari per Proto, i rappresentanti del Comune mottese
propongono di costituirsi parte civile nel procedimento penale scaturito
dall'operazione, e - con provvedimento esecutivo, data l'urgenza - dare mandato al
sindaco di provvedere con propria determina a nominare il professionista di fiducia.
Una mozione uguale, condivisa da tutta l'opposizione, era stata gi approvata dal
consiglio comunale a ridosso dello scandalo. Anche il sindaco del vicino Comune
di Misterbianco, Nino Di Guardo, negli infuocati giorni successivi, aveva annunciato
la stessa misura.
http://catania.meridionews.it/articolo/30679/operazione-terra-mia-mottaparte-civile-per-tutelare-interessi-e-immagine-del-comune/
RIFIUTI E CORRUZIONE, ARRESTATO MIMMO PROTO IN MANETTE 4 IMPRENDITORI E UN FUNZIONARIO

CARMEN VALISANO 18 LUGLIO 2014

CRONACA L'operazione, denominata Terra mia, ha portato all'individuazione di un


complesso sistema di procedure ambientali non seguite e controlli evitati grazie al
presunto pagamento di tangenti. Coinvolti quattro titolari di discariche, tra i quali il
proprietario dell'impianto di contrada Tirit, a Motta Sant'Anastasia. Il dipendente
regionale rilasciava le autorizzazioni Aia e gestiva lufficio come suo feudo. Con gli
imprenditori amici era prodigo di consigli anche per fregare lamministrazione
pubblica.
Un funzionario della Regione e quattro imprenditori legati alla
gestione dei rifiuti sono stati arrestati stamattina dagli uomini della
squadra mobile di Palermo. Tra loro spicca il nome di Domenico
Proto, titolare della Oikos spa, la ditta proprietaria del megaimpianto di contrada Tirit-Valanghe d'inverno. Secondo le
accuse, Gianfranco Cannova (dipendente dell'assessorato regionale
Territorio e ambiente) avrebbe avuto un ruolo nella gestione delle
procedure
pi
importanti,
quelle
legate al rilascio
delle
autorizzazioni all'attivit delle discariche. In cambio di regali e
viaggi, avrebbe agevolato gli iter d evitato agli impianti amici controlli
e monitoraggi ai quali avrebbero dovuto invece sottostare. Un
quadro di corruzione definito dagli inquirenti molto grave nel
quale sono coinvolti, oltre a Proto, gli imprenditori Giuseppe
Antonioli (amministratore della discarica di Mazzarr Sant'Andrea, in
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provincia di Messina) e i fratelli Calogero (ex senatore della Casa


delle libert) e Nicol Sodano, responsabili della Soambiente di
Agrigento.
L'operazione, denominata Terra mia, ha avuto inizio nel 2011 ed
durata oltre due anni. I titolati delle indagini hanno messo in rilievo
come
questo
settore
amministrativo

caratterizzato
da
una stratificazione normativa e da uncomplesso e macchinoso
apparato burocratico. Elementi che hanno facilitato l'azione
contestata al presunto funzionario infedele. La corruzione e i
corrotti sono un rifiuto speciale e pericolosi - dichiara il
procuratore aggiungo di Palermo Dino Petralia - L'imprenditore del
Catanese (Domenico Proto, ndr) aveva bisogno di ampliare la
discarica a tre milioni di metri cubi. Aveva bisogno dell'Autorizzazione
integrata ambientale. Sembra che l'azione per ottenerla in modo
illegale sia la regola. A lui fa eco il collega Leonardo Agueci: Il
funzionario regionale rilasciava le autorizzazioni Aia e gestiva
l'ufficio come suo feudo. Con gli imprenditori amici era prodigo di
consigli anche per fregare l'amministrazione pubblica. Nessuna
remora di controlli. Poteva svolgere una attivit illecita con la
massima disinvoltura.
Sia il sito di contrada Tirit-Valanghe d'inverno che l'impianto
messinese di Mazzarr Sant'Andrea sono sotto inchiesta da
parte della dirigenza regionale all'Ambiente per presunte
violazioni compiute nella gestione dei rispettivi impianti. Un'inchiesta
avviata qualche mese fa dall'ex assessore regionale Nicol Marino.
Soambiente gestisce i siti agrigentini di Siculiana econtrada
Monserrato e a Noto (in provincia di Siracusa) quello di contrada
Stallaini.
A poche ore dall'arresto di Proto, intanto, Confindustria Catania ha
sospeso la ditta Oikos, interrompendo il suo rapporto con
l'associazione. Il provvedimento stato adottato d'urgenza, in
ottemperanza del codice etico di Confindustria, spiegano.
http://catania.meridionews.it/articolo/11522/rifiuti-e-corruzione-arrestato-mimmo-proto-in-manette-4-imprenditori-e-unfunzionario/

TIRIT, TRA CAMBI DI POLTRONE E CONFIDUSTRIA UNA SVOLTA


SULLA DISCARICA DEI VELENI?
CARMEN VALISANO 9 APRILE 2014

CRONACA Il pool di esperti inviato dall'ex assessore Nicol Marino a verificare le


condizioni degli impianti regionali ha sollevato pesanti dubbi sul sito di propriet della
Oikos. Irregolarit riscontrate sia nella struttura attiva da circa un anno che in quella
ormai dichiarata esaurita. Ma i passi successivi alla relazione sono messi in dubbio
dall'avvicendamento con Salvatore Calleri, considerato vicino agli ambienti
dell'associazione di imprenditori che in Sicilia ha come vicepresidente Giuseppe Catanzaro.
Proprietario della discarica pi grande dell'isola
Un cambio di poltrone alla Regione, gli interessi di Confindustria su un settore
strategico, un Comune alle prese con la campagna elettorale. E una discarica
da 2,5 milioni di metri cubi a ridosso di due centri abitati che non smette di
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turbare i sonni di cittadini e politici. Siamo finalmente a una svolta nella


questione dell'impianto della Oikos spa? La struttura di gestione dei rifiuti
sorge nel Catanese, tra Motta Sant'Anastasia e Misterbianco. notizia di
ieri che Nicol Marino, assessore regionale all'Ecologia, sar sostituito alla
guida dell'ente da Salvatore Calleri: renziano, presidente della fondazione
dedicata ad Antonino Caponnetto (era uno dei suoi collaboratori)
e considerato vicino agli ambienti di Confindustria. L'associazione - per
bocca di uno dei suoi rappresentanti pi influenti, Giuseppe Catanzaro - negli
ultimi mesi ha avuto uno scontro durissimo con Marino. Terreno di battaglia,
proprio i rifiuti. Il gruppo Catanzaro, infatti, gestisce la discarica di Siculiana,
in provincia di Agrigento, e l'ex assessore ha lanciato pesanti accuse sui
presunti intrecci con Cosa nostra scatenando una reazione fatta di querele
e richieste di risarcimento milionarie.
Le irregolarit individuate dalla Regione nel sito catanese riguardano la tutela
dell'ambiente e della salute e danno ragione ai cittadini che da tempo
lamentano una serie di violazioni dal punto di vista ambientale. Paure che
emergono sotto forma di un incessante e venefico odore che avvolge i due
Comuni e che sembrano avere finalmente un riscontro ufficiale. Tutto comincia
con la revisione, da parte dell'assessorato guidato ancora da Marino, delle
autorizzazioni concesse agli operatori proprietari degli impianti nella
regione. La Oikos gestore di un sito oramai chiuso (in contrada Tirit) e di
uno entrato in funzione l'anno scorso nella contigua contrada Valanghe
d'inverno per il quale stato proposto l'avvio del procedimento di diniego
dell'istanza di rinnovo. Nella comunicazione inviata anche all'azienda della
famiglia Proto, il dirigente regionale ricorda che il 17 gennaio 2014
stata costituita una commissione ispettiva per la verifica degli atti relativi
alle discariche private in esercizio per rifiuti non pericolosi site nel territorio
siciliano. Pool che ha inviato, tre mesi dopo, una relazione conclusiva. Il
documento mette in rilievo alcuni punti: l'assenza delle prescrizioni del
sindaco, la mancata applicazione del principio di unica Aia (Autorizzazione
integrata ambientale, ndr) per uno o pi impianti localizzati sullo stesso sito e
gestiti dal medesimo gestore. E poi le difformit. Quella nel rispetto del
programma di riduzione dei rifiuti biodegradabili, la presenza di rifiuti non
ammessi (come liquidi e pneumatici), la mancanza di piani di gestione
operativa e post operativa, sorveglianza e controllo e ripristino ambientale. E
ancora violazioni volumetriche, il mancato rispetto delle migliori tecnologie
disponibili, la mancanza di coerenza con il piano regionale di gestione dei
rifiuti. Inoltre, il decreto Aia rilasciato non possiede le caratteristiche di
conformit legislativa pi volte richiamata n conseguenzialmente permette
l'effettuazione di controlli efficaci sulle attivit di gestione rifiuti autorizzate.
Secondo le accuse della Regione, le attivit di gestione dei rifiuti sono
state svolte in difformit ad alcune condizioni imposte nel decreto e
nel propedeutico giudizio di compatibilit ambientale (Via), nonch in
difformit al decreto legislativo 36/03 e decreto legislativo 59/05, che
normano
rispettivamente
la gestione
delle
discariche e
la riduzione
dell'inquinamento.
L'altra bomba ecologica rappresentata dall'impianto ormai saturo e chiuso di
contrada Tirit. Secondo la relazione, la discarica rimasta in attivit in una
situazione di "non conformit legislativa" per tutto il periodo esaminato
dal 1999 al 2006. La Prefettura di Catania ha di fatto utilizzato una discarica
che non era in possesso dei requisti di legge (tecnici e autorizzativi) per lo
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smaltimento dei rifiuti urbani. Anche qui la commissione segnala diverse


violazioni, compresa la mancata inclusione dei valori limite per le emissioni
fissati per le sostanze inquinanti. Assente anche il giudizio di compatibilit
ambientale. E, come sottolineano i dirigenti dell'assessorato, l'impianto
sarebbe rimasto operativo anche in data successiva alla scadenza
dell'autorizzazione in assenza di valida autorizzazione, e lo tutt'oggi in fase di
gestione post operativa delle vasche esaurite. Anche per queste ragioni la
Oikos chiamata a effettuare l'analisi di suolo e acque sotterranee per
escludere l'esistenza di fenomeni di degrado ambientale e di potenziale
contaminazione delle matrici acque, suolo e aria. All'azienda viene chiesto un
piano di indagini che analizzi arealmente e tridimensionalmente
l'estensione delle aree della discarica di contrada Tirit oggetto di
abbancamento rifiuti a far data dal primo utilizzo storico (1983). Il piano
dovr essere redatto sotto la vigilanza dell'Arpa e della Provincia e a
curare il coordinamento saranno il dipartimento regionale e la Prefettura
catanese.
Per domani convocata una conferenza dei servizi presieduta da Marco
Lupo, dirigente generale del dipartimento dell'Acqua e dei rifiuti, area di
competenza dell'ormai ex assessore Marino. un momento importante,
perch la Regione riconosce le ragioni dei comitati, spiega Massimo La
Piana, coordinatore di uno dei due movimenti cittadini che nei Comuni
interessati da tempo portano avanti la battaglia contro la discarica, quello di
Misterbianco. L'appuntamento di domani, nel quale la Oikos avr la possibilit
di difendersi, importante anche per l'altro paese, Motta, alle prese con la
campagna elettorale che porter al voto tra circa un mese. Il sindaco uscente e
candidato, Angelo Giuffrida, a lungo stato criticato per non aver affiancato i
cittadini
nelle
numerose
proteste
e
adesso,
finalmente,
prende
posizione. Domani dovrebbe dare parere negativo, anticipa La Piana.
Una previsione confermata anche sul sito internet del primo cittadino. I due
sindaci hanno anche manifestato pubblicamente il proprio sostegno a Nicol
Marino, esortando il governatore Rosario Crocetta a mantenere il magistrato al
comando del settore. Eppure l'ex assessore non ha sempre goduto delle
simpatie dei comitati, cos come il sindaco mottese. Personalmente, il cambio
di direzione pu starmi anche bene pur di raggiungere il risultato, osserva
pragmaticamente Massimo La Piana. Quello di domani un punto
fondamentale: se non dovessero rinnovare l'autorizzazione alla Oikos, si
bloccherebbe la discarica. Ovviamente l'azienda potr ricorrere al Tribunale
amministrativo regionale, ma intanto sarebbe un riconoscimento per la
nostra battaglia, spiega il coordinatore del movimento.
Il nodo successivo da sciogliere quello relativo alla figura del nuovo
assessore. La nomina di Salvatore Calleri, in questo momento, complica la
questione, riconosce con una certa preoccupazione La Piana. Bisogna vedere
quanto ci metter a rivedere il caso, se bloccher l'iter o - come sperano i
cittadini - agir in continuit amministrativa. I timori degli abitanti
risiedono tutti nel legame tra il leader toscano del Megafono e Confindustria.
Associazione legata a doppio filo con il nome del gruppo Catanzaro, dato che
Giuseppe Catanzaro ne il vicepresidente, oltre a guidare quella che oggi la
discarica pi grande della Sicilia. Laicamente cercheremo un contatto e
chiederemo urgentemente un incontro, promette La Piana.

http://catania.meridionews.it/articolo/10656/tiriti-tra-cambi-dipoltrone-e-confidustria-una-svolta-sulla-discarica-dei-veleni/

Carmelo Catania - 11/07/2014

E giunta la parola fine per la discarica di Mazzarr


SantAndrea?
Marco Lupo, dirigente generale del Dipartimento Enegia e rifiuti della
Regione, ha avviato il procedimento di diniego allistanza di rinnovo
delle Autorizzazioni integrate ambientali concesse a Tirrenoambiente
nel 2009, e scadute lo scorso 21 maggio senza che lattivit di
smaltimento venisse interrotta, con le quali si consentiva alla societ
partecipata del comune di Mazzarr SantAndrea di ampliare, per la
terza volta nellarco di un decennio, la discarica di contrada Zupp e
realizzare un impianto di selezione e biostabilizzazione e al cui interno
opera, dal 2008, anche un impianto di produzione di energia elettrica
dalla combustione del biogas da discarica, impianto, ricordiamo,
sequestrato per ben due volte dalla procura di Barcellona e sanato
solo lo scorso anno da un provvedimento regionale.
Ricordiamo anche che i due provvedimenti per i quali oggi la Regione
nega il rinnovo erano stati annullati da due sentenze del Tar di
Catania per evidenti violazioni nelliter autorizzativo. Era stato
cancellato dalle carte geografiche un intero paese che, complice la
miopia delle istituzioni, da troppo tempo costretto a subire
linquinamento derivante da una discarica che non sarebbe mai dovuta
nascere.
Oggi, nonostante il ribaltamento di quelle due sentenze da parte del
Cga, che non aveva riconosciuto la legittimazione ad agire dei
ricorrenti cittadini di Furnari, a seguito dellistruttoria svolta dalla
Commissione ispettiva nominata dallex assessore Marino sono state
accertate criticit tecniche nei provvedimenti autorizzatorie e
molteplici violazioni della normativa di riferimento .
Gli ispettori della regione hanno evidenziato come la discarica stata
gestita in fase operativa in assenza delle garanzie finanziarie
obbligatorie e lo tuttoggi in assenza di autorizzazione allesercizio a
far data dalla scadenza del decreto AIA. Inoltre viene contestata alla
Tirrenoambiente la mancata inclusione dei valori limite per le
emissioni fissate per le sostanze inquinanti, la mancata indicazione
degli opportuni requisiti di controllo delle emissioni, nonch lobbligo
di comunicare alle autorit competenti ed ai comuni interessati i dati
relativi ai controlli delle emissioni.
E infine, la mancanza dei pareri degli enti preposti secondo il regime
vincolistico, poich larea ricade nel Piano stralcio di bacino per
lassetto idrogeologico del torrente Mazzarr.
Una discarica, sottolinea la Commissione ispettiva realizzata in
difformit al decreto legislativo 36/2003, nella zona di rispetto dove
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insistono i pozzi ad uso idropotabile (lo andiamo ripetendo, inascoltati,


dal 1999) di approvvigionamento del comune di Furnari e le cui
modalit di impermeabilizzazione non sono conformi a quanto
previsto dal decreto 36/2003,
Un quadro, quello rilevato dal Dipartimento, che avendo forti
ripercussioni di carattere ambientale nellambito della effettiva
protezione messe in atto ed esistente nelle matrici, suolo, sottosuolo
ed acque, in aggiunta allavvio delle procedure di infrazione per non
aver ottemperato agli obblighi previsti da alcuni articoli delle direttive
75/442/CEE, 91/689/CEE e 1999/31/CE concernenti i rifiuti, quelli
pericolosi e la gestione delle discariche, dovrebbe portare alla
definitiva chiusura del sito.
Tirrenoambiente ha a disposizione solo dieci giorni di tempo per
produrre le proprie contro-deduzioni. Poi la Regione esaminer la
documentazione prodotta e nella conferenza di servizi del 2 settembre
presso gli uffici del Dipartimento Acque e Rifiuti.
http://www.isiciliani.it/e-giunta-la-parola-fine-per-la-discarica-dimazzarra-santandrea/#.VKxvAdKG_wh
REGIONE, CROCETTA NOMINA I NUOVI ASSESSORI I CATANESI
FIUMEFREDDO E TORRISI IN GIUNTA
REDAZIONE 8 APRILE 2014
POLITICA Il presidente della Regione Sicilia ha reso noti i nomi dei
nuovi assessori regionali ieri sera in tarda serata. Un squadra che
cambia per met, con sei nuove nomine. Entrano nel gioverno
regionale anche tre catanesi: sono Salvatore Calleri, presidente della
Fondazione Antonio Caponnetto; Antonio Fiumefreddo, noto penalista
e politico etneo; e Nico Torrisi, imprenditore e gi presidente della
Sac, la societ di gestione dell'aeroporto di Fontanarossa
E' arrivato ieri in tarda serata l'annuncio della nuova squadra di
governo del presidente della Regione Sicilia Rosario Crocetta. Un
rimpasto deciso dopo lunghe settimane di confronti, anche aspri,
all'interno dei partiti di maggioranza, e che vede cambiare sei
assessori su dodici. Rinconfermate Lucia Borsellino (Salute), Nelli
Scilabra (Formazione), Mariarita Sgarlata (Beni culturali), Patrizia
Valenti (Funzione pubblica e personale), Michela Stancheris(Servici
sociali e Famiglia) e Linda Vancheri (Attivit produttive). I nuovi
assessori la maggior parte ancora in attesa di delega sono:
Roberto Agnello, avvocato palermitano, esperto di bilancio, ha
lavorato presso il Ministero della Salute, in quota Pd.
Giuseppe Bruno, avvocato palermitano, anche lui in quota Pd.

Salvatore Calleri, nato a Catania e residente a Firenze da molti


anni, presidente nazionale della Fondazione Caponnetto. Uomo di
fiducia del governatore, avr la delega all'Energia.
Antonio
Fiumefreddo, noto penalista etneo, gi legale
di Raffaele Lombardoe notissimo alle cronache politiche
catanesi: candidato a sindaco di Catania nel 2001, stato
successivamente assessore alla Cultura nella giunta di
Umberto Scapagnini, suo avversario nella tornata elettorale.
Nel 2008 l'allora presidente della regione Raffaele Lombardo lo
nomina commissario straordinario del teatro Massimo Bellini,
ruolo per il quale stato molto contestato. Nel 2010 fonda il
giornale Sudpress, attraverso il quale si consuma un violento
scontro proprio con Lombardo. Oggi anche professore della
Link University di Roma. In quota Drs (Democratici riformisti per
la Sicilia).
Paolo Ezechia Reale, avvocato di Siracusa, in quota Articolo 4.
Nico Torrisi, dottore commercialista, imprenditore del settore
turistico di Catania come amministratore dell'hotel Baia Verde.
Per poco tempo, nel 2012 stato presidente della Sac, la
societ che gestisce l'aeroporto catanese di Fontanarossa. in
quota Udc.
Dallo staff del governatore Crocetta, informano che non c' ancora
una data stabilita per quanto riguarda l'assegnazione delle deleghe
specifiche dei nuovi assessori, che potrebbe avvenire entro il fine
settimana.
http://catania.meridionews.it/articolo/10650/regione-crocetta-nomina-i-nuoviassessori-i-catanesi-fiumefreddo-e-torrisi-in-giunta/

MAZZARR, DISCARICA INQUINANTE: DUE BUROCRATI REGIONALI


INDAGATI PER FALSO IDEOLOGICO
Nel
mirino
della
procura
di
Barcellona
Pozzo
di
Gotto Gianfranco Cannova, gi in cella per l'indagine su rifiuti e
tangenti,
e Vincenzo
Sansone.
Nel
2009
rilasciarono
un'autorizzazione alla societ TirrenoAmbiente che gestiva il
sito. Sotto inchiesta anche Armando Cappadonia, funzionario
dell'Arpa
di MANUELA MODICA

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Cinque avvisi di garanzia per reato ambientale e falso ideologico. Si estende


l'inchiesta della procura di Barcellona Pozzo di Gotto sulla discarica di Mazzarr
Sant'Andrea. Altre cinque persone risultano adesso indagate: tra loro, due
funzionari dell'assessorato regionale al Territorio e un funzionario dell'Arpa,
agenzia regionale per l'ambiente, per i quali viene ipotizzato il reato di falso
ideologico commesso da pubblico ufficiale.
Si tratta di Gianfranco Cannova, gi detenuto al Pagliarelli di Palermo perch
accusato di aver incassato tangenti per favorire alcuni imprenditori nel settore
delle discariche, e Vincenzo Sansone, dirigente generale del dipartimento
regionale tecnico. A entrambi viene contestata un'autorizzazione rilasciata alla
societ che gestisce la discarica, la TirrenoAmbiente Spa, nel febbraio del 2009.
Armando Cappadonia, funzionario dell'Arpa, invece indagato per
un'autorizzazione rilasciata nel 2006.
Dopo la richiesta di sequestro, firmata lo scorso 3 novembre e nella quale
risultavano indagati gli ex amministratori di TirrenoAmbiente Antonio Crisafulli,
Giuseppe Antonioli (gi con divieto di dimora in Sicilia a seguito di un'indagine
per corruzione di un dirigente regionale) e Pino Innocenti, il prossimo 16
dicembre la procura avvier una verifica, non ripetibile in dibattimento, per
accertare la presenza di eventuale inquinamento nel sito della discarica.
Le indagini si estendono anche a Sebastiano Giamb, ex sindaco di Mazzarr
Sant'Andrea, gi presidente del Cda di TirrenoAmbiente, oggi agli arresti
domiciliari dopo la condanna in primo grado nell'ambito dell'operazione Vivavio
della Dda di Messina, per concorso esterno in associazione mafiosa, e Francesco
Cannone, anche lui ex presidente del Cda della stessa societ. Per loro la
procura ipotizza il reato ambientale.
Si attende adesso la verifica disposta dalla procura per il prossimo 16 dicembre:
a eseguirla sar l'ingegnere Francesco Melidoro, lo stesso che nel rapporto del
17 settembre aveva rilevato: "Le acque sotterranee della discarica presentano
notevoli indici di inquinamento, sulle pareti della discarica esistono situazioni di

criticit correlate con fuoriuscita di percolato tali da generare locali profonde

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incisioni... e le condizioni precarie di equilibrio del corpo della discarica...


potrebbero portare fenomeni gravitativi o franosi di rilevante pericolo per
l'ambiente e per l'incolumit delle persone, i quali potrebbero manifestarsi in
un breve medio periodo di tempo, in occasione soprattutto di intense
precipitazioni atmosferiche".
http://palermo.repubblica.it/cronaca/2014/12/09/news/mazzarr_discarica_i
nquinante_due_burocrati_regionali_indagati_per_falso_ideologico102508090/

La
discarica
di
Siculiana
nell'occhio
Domani Catanzaro davanti al Gip di Agrigento

del

ciclone

ANTONELLA SFERRAZZA

CRONACA A comparire davanti al giudice sar il fratello del vice presidente di


Confindustria Sicilia, insieme con l'ex Presidente della Provincia e due
funzionari regionali. I Carabinieri parlano di autorizzazioni illegittime rilasciate
con la complicit di funzionari pubblici. Mentre le denunce dell'ex assessore
Marino vengono segnalate alla Commissione Nazionale Antimafia
Riesplode in Sicilia, con un boato che arrivato pure a Roma, l'affaire della
gestione delle discariche private nell'Isola. A fare detonare la bomba le dichiarazioni
che l'ex assessore regionale all'Energia e ai Rifiuti, Nicol Marino, aveva rilasciato nel corso
di una una intervista a Meridionews e che ha ribadito ieri su altri organi di stampa.
Dichiarazioni in cui, in buona sostanza, Marino, che tornato a fare il magistrato, attacca
a muso duro Confindustria Sicilia e le sue ingerenze sul governatore
Crocetta per garantirsi delle situazioni di vantaggio con il mero biglietto da visita
dell'antimafia, privo di sostanza.
Ritengo - ha detto chiaramente al nostro giornale - che la mia posizione molto dura
contro l'ingerenza, anche nei settori dei rifiuti, di alcuni uomini di Confindustria che
facevano riferimento a Ivan Lo bello, Antonello Montante e Giuseppe Catanzaro ha
determinato una grande conflittualit per la quale sono stato allontanato.
Come gi aveva fatto da assessore (e per questo, secondo una opinione diffusa stato
'defenestrato'), ha quindi puntato il dito contro la discarica di Siculiana,
nell'agrigentino, di cui comproprietario il numero due dell'associazione degli
industriali siciliani, Giuseppe Catanzaro: Catanzaro, approfittando dell'emergenza,
ha gestito per tanti anni una discarica che prima apparteneva al comune di Siculiana ha
detto Marino a Meridionews. E ieri, ha rincarato la dose: Il problema che Catanzaro
aveva avuto unautorizzazione illegittima.

12

Nel bel mezzo di queste polemiche e scontri all'arma bianca (querele incluse),
spunta anche una inchiesta giudiziaria sulla discarica di Siculianache va avanti da
13

anni e che domani finir sul tavolo del Giudice per le Indagini preliminari di Agrigento.
Davanti al quale sono chiamati a comparire Lorenzo Catanzaro, fratello del numero
degli industriali siciliani e rappresentante legale dell'impianto, l'ex presidente della
Provincia regionale di Agrigento, nonch attuale deputato regionale in quota
Ncd, Vincenzo Fontana, e due funzionari della Regione, Vincenzo Sansone e
Gianfranco Cannova (gi rinviato a giudizio nell'inchiesta Terra Mia sulla discarica di
Mazzar).
Il giudice dovr decidere se archiviare il caso, come gli ha chiesto la Procura, o se andare
avanti, come vorrebbe il Comune di Siculiana che nel procedimento parte offesa.
L'inchiesta parte nel 2007 quando il Nucleo operativo Ecologico dei Carabinieri,
durante un controllo nella discarica dei Catanzaro, contesta alcune irregolarit
sul suo ampliamento. E ipotizza per i sopra citati protagonisti di questa storia, il reato di
abuso d'ufficio, falsit materiale ed ideologica in atti pubblici e illecita gestione di
una discarica per rifiuti solidi urbani.
I Catanzaro, in buona sostanza, secondo i Carabinieri, hanno ottenuto le autorizzazioni
necessarie a gestire ed ampliare la loro discarica, attraverso falsa documentazione e
con la complicit di funzionari pubblici. Ricordiamo che la storia di questo impianto
controversa sin dall'origine. Parliamo di una discarica che era pubblica, e che come in un
racconto di Pirandello, un bel giorno si risveglia privata (qui vi abbiamo raccontato la sua
storia nel dettaglio).
Come finir questa storia sul piano giudiziario difficile da prevedere.
Quello che certo che il vaso di Pandora del business rifiuti ormai stato scoperchiato,
e come abbiamo detto all'inizio, del suo contenuto si parler anche a Roma. Sempre ieri,
infatti, Erasmo Palazzotto, deputato palermitano alla Camera, ha inviato una
lettera alla Commissione Nazionale Antimafia,invitandola ad indagare sulle denunce
di Marino sul ruolo di Confindustria e del Senatore Beppe Lumia.
http://meridionews.it/articolo/29408/la-discarica-di-siculiana-nellocchio-del-ciclone-domani-catanzaro-davanti-al-gip-di-agrigento/

AUTORIZZAZIONI PER LA DISCARICA DI SICULIANA, QUATTRO INDAGATI IN


TRIBUNALE
Tutto part da una denuncia dei carabinieri del Noe, i quali denunciarono i due funzionari
dell'Assessorato regionale "Tutela ed Ambiente", il rappresentante legale della "Catanzaro" e
l'allora presidente della Provincia di Agrigento, ritenendoli responsabili, a vario titolo, di abuso
d'ufficio, falsit materiale ed ideologica
Sono comparsi oggi dinnanzi al Gip del Tribunale di Agrigento, Ottavio Mosti, la
"Catanzaro costruzioni", lex presidente della Provincia Enzo Fontana e i
dirigenti regionali Vincenzo Sansone e Gianfranco Cannova, coinvolti in
un presunto abuso d'ufficio nelle procedure di allargamento della discarica
di contrada Materano, a Siculiana. SI attende la decisione del giudice
rispetto alleventuale accoglimento della richiesta di archiviazione avanzata dal
pubblico ministero.
Tutto part nel 2007 da una denuncia dei carabinieri del Noe, i quali
denunciarono i due funzionari dellAssessorato regionale Tutela ed
Ambiente, il rappresentante legale della Catanzaro e lallora
presidente della Provincia di Agrigento, ritenendoli responsabili, a
vario titolo, di abuso dufficio, falsit materiale ed ideologica
commessa in atti pubblici, nonch per illecita gestione di una
discarica per rifiuti solidi urbani.

14

Autorizzazioni per la discarica di Siculiana, quattro indagati in


Tribunale
Ci sottoponiamo con serenit al giudizio, stato il commento della
ditta che gestisce limpianto.
http://www.agrigentonotizie.it/cronaca/discarica-siculiana-abuso-ufficio-udienza-quattro-indagatiagrigento.html

CANNOVA SANSONE SETTEMBRE 2008 DRS 996 30 SETT E DRS 1457 16 DIC 2008 CISMA AMBIENTE CONTRADA
BAGALLI MELILLI

CANNOVA SANSONE SETTEMBRE 2008 DRS 996 30 SETT E DRS 1457 16 DIC 2008 CISMA AMBIENTE CONTRADA BAGALLI
MELI... by Pino Ciampolillo

CANNOVA SANSONE ZUCCARELLO TIRRENO AMBIENTE OIKOS


SICULIANA RELAZIONE COMMISSIONE DISCARICA OIKOS 2014

CANNOVA SANSONE ZUCCARELLO TIRRENO AMBIENTE OIKOS SICULIANA


- relazione_commissione_discarica_oikos-2014.pd... by Pino Ciampolillo

MAZZARR: ALTRI CINQUE INDAGATI PER LA DISCARICA


SOTTO SEQUESTRO
Si allarga linchiesta della procura di Barcellona. Ora linchiesta
coinvolge altre cinque persone: tra questi, due funzionari
dellassessorato regionale al Territorio e un funzionario dellArpa. Le
ipotesi: reato ambientale e falso ideologico
di Redazione
Cinque avvisi di garanzia per reato ambientale e falso ideologico.
Linchiesta della procura di Barcellona Pozzo di Gotto sulla discarica di
Mazzarr SantAndre si allarga e coinvolge altre cinque persone: due
funzionari dellassessorato regionale al Territorio e un funzionario
dellArpa, agenzia regionale per lambiente, per i quali viene ipotizzato
il reato di falso ideologico commesso da pubblico ufficiale. I nuovi
indagati sono Gianfranco Cannova, gi detenuto nel carcere di
Pagliarelli di Palermo perch accusato di aver incassato tangenti per
favorire alcuni imprenditori nel settore delle discariche, e Vincenzo
Sansone, dirigente generale del dipartimento regionale tecnico. Sono
accusati entrambi di aver rilasciato nel febbraio del 2009
unautorizzazione
alla
societ
che
gestisce
la
discarica,
la TirrenoAmbiente
Spa. Il
terzo
indagato
Armando
Cappadonia, funzionario dellArpa, per unautorizzazione rilasciata
nel 2006. Gli ultimi due coinvolti nellindagine sono Sebastiano
Giamb, ex sindaco di Mazzarr SantAndrea, gi presidente del Cda
15

di TirrenoAmbiente, oggi agli arresti domiciliari dopo la condanna in


primo grado nellambito delloperazione Vivavio della Dda di Messina,
per concorso esterno in associazione mafiosa, e Francesco
Cannone, anche lui ex presidente del Cda della stessa societ. Per
loro la procura ipotizza il reato ambientale.
I cinque si aggiungono ai primi tre nomi iscritti nel registro degli
indagati subito dopo la richiesta di sequestro della discarica, firmata lo
scorso 3 novembre: gli ex amministratori diTirrenoAmbiente
Antonio Crisafulli, Giuseppe Antonioli (gi con divieto di dimora in
Sicilia a seguito di unindagine per corruzione di un dirigente
regionale) e Pino Innocenti.
Si attende adesso la verifica dei livelli di inquinamento disposta
dalla procura di Barcellona per il prossimo 16 dicembre: lesperto
incaricato per i rilievi lingegnere Francesco Melidoro, lo stesso
che nel rapporto del 17 settembre aveva rilevato: Le acque
sotterranee della discarica presentano notevoli indici di inquinamento,
sulle pareti della discarica esistono situazioni di criticit correlate con
fuoriuscita di percolato tali da generare locali profonde incisioni e le
condizioni precarie di equilibrio del corpo della discarica potrebbero
portare fenomeni gravitativi o franosi di rilevante pericolo per
lambiente e per lincolumit delle persone, i quali potrebbero
manifestarsi in un breve medio periodo di tempo, in occasione
soprattutto di intense precipitazioni atmosferiche.
http://www.loraquotidiano.it/2014/12/10/mazzarra-altri-cinqueindagati-per-la-discarica-sotto-sequestro_16383/
MAZZAR SANTANDREA, SEQUESTRATA LA DISCARICA PER RIFIUTI
GESTITA DALLA TIRRENO AMBIENTE S.P.A.
E avvenuto alle 11,30 di questa mattina a Mazzarr SantAndrea. I
Carabinieri della Compagnia di Barcellona P. G. al Nucleo
Operativo Ecologico di Catania hanno dato esecuzione al
decreto di sequestro emesso dal G.I.P. del Tribunale di
Barcellona P. G., su richiesta della locale Procura della
Repubblica, della discarica per rifiuti non pericolosi gestita
dalla Tirrenoambiente S.P.A. situata in contrada Zuppa.
Il provvedimento stato adottato nellambito delle indagini avviate
dalla Procura della Repubblica diBarcellona P. G. a seguito della
relazione elaborata dalla Commissione ispettiva per la verifica degli
atti relativi alle discariche private in esercizio per rifiuti non pericolosi
site nel territorio siciliano istituita con D.A. n. 54 del 17/01/2014. Lo
sviluppo delle indagini delegate ai Carabinieri, con lausilio di tecnici
del settore, hanno permesso di accertare la realizzazione di lavori di
sbancamento propedeutici ad un ulteriore ampliamento della discarica
in totale assenza di autorizzazioni edilizie.
16

E stato anche accertato che labbancamento di rifiuti in discarica


violava le prescrizioni contenute e richiamate nei provvedimenti
autorizzativi, condotta che integra il reato previsto dallart. 256 c. 3-4
del decreto legislativo n. 152 del 2006. Nello specifico, sono stati
conferiti in discarica oltre 1 milione di mc. di rifiuti ulteriori
rispetto ai rifiuti abbancabili. La illegittima coltivazione
avvenuta in sopraelevazione, comportando concreto rischio di
fenomeni franosi con rilevante pericolo per lambiente e per la
incolumit delle persone. Sulle pareti della discarica sono state
rilevate situazioni di criticit, con fuoriuscita di percolato. E
stato anche accertato che le acque sotterranee della discarica
presentano notevoli indici di inquinamento. Per i reati ravvisati
rispetto ai fatti di cui sopra, sono stati notificati ai tre indagati, C.
A. di anni 53, A. G. di anni 53 e I. G. di anni 61, altrettanti
avvisi di garanzia.
La discarica di Mazzarr SantAndrea (ME) da diverso tempo al
centro delle cronache anche a seguito della condanna ad 8 anni di
reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa dellex
Presidente del Consiglio di Amministrazione, Sebastiano Giamb, per
fatti attinenti la carica ricoperta.
Di recente la discarica stata oggetto dei lavori della Commissione
Parlamentare Antimafia nellultima visita effettuata a Messina e
Barcellona P. G
http://www.24live.it/87045-mazzara-santandrea-sequestrata-ladiscarica-per-rifiuti-gestita-dalla-tirreno-ambiente-s-p-a
Carmelo Catania - settembre 2014

Una svolta sulla discarica dei veleni?


La commissione istituita dallex assessore Marino per verificare le
condizioni degli impianti privati ha sollevato pesanti dubbi sul sito di
propriet della Tirrenoambiente. Diverse le irregolarit riscontrate.
Quella della discarica di contrada Zupp, una delle tre pi grandi
discariche private siciliane, una storia lunga pi di dieci anni e pi
volte al centro di inchieste tra commistioni politico-affaristico-mafiose.
Unenorme collina dargilla e spazzatura posta a cavallo tra i comuni di
Mazzarr SantAndrea e Furnari, in cui ogni giorno arrivano oltre 700
tonnellate di rifiuti prodotti da Messina e altre provincie.
Raccolte, triturate, trasportate e interrate dagli operai della
Tirrenoambiente Spa, lazienda guidata da Giuseppe Antonioli che
incamera circa 70.000 euro al giorno (in media ogni tonnellata viene
pagata 100 euro), una miniera doro per i gestori.
17

Nonostante la Regione abbia approvato da tempo un deliberato che


impone una distanza minima di 5 chilometri tra le discariche e i centri
abitati, linvaso sorge ad appena 400 metri dal centro abitato di
Furnari, abitato da oltre 3 mila persone, appestando laria con miasmi
e un fetore insopportabile, tanto da non poter aprire le finestre
nemmeno destate.
Potrebbe finalmente prospettarsi una svolta nella questione
dellimpianto della Tirrenoambiente.
La commissione ispettiva
Tutto comincia con la revisione, da parte dellassessorato regionale
allEnergia, guidato ancora da Nicol Marino, delle autorizzazioni
concesse agli operatori proprietari degli impianti privati nella regione.
Per limpianto di contrada Zupp, entrato in funzione nel 2003, stato
proposto lavvio del procedimento di diniego dellistanza di rinnovo.
Nella comunicazione inviata anche allazienda partecipata dal comune
di Mazzarr SantAndrea, il dirigente regionale Marco Lupo ricorda che
il 17 gennaio 2014 stata costituita una commissione ispettiva per
la verifica degli atti relativi alle discariche private in esercizio per rifiuti
non pericolosi site nel territorio siciliano.
Commissione che ha sollevato pesanti dubbi sul sito di
Mazzarr.
Le irregolarit individuate dal pool investigativo, raccolte in una
relazione conclusiva di 170 pagine depositata lo scorso giugno, nel
sito messinese riguardano la tutela dellambiente e della salute e
danno ragione ai cittadini di Furnari che da tempo lamentano una
serie di violazioni dal punto di vista ambientale.
Paure che sembrano avere finalmente un riscontro ufficiale.
Carenze e violazioni
Il documento mette in rilievo alcuni punti: lassenza delle prescrizioni
del sindaco, la mancata applicazione del principio di unica Aia
(Autorizzazione integrata ambientale) per uno o pi impianti
localizzati sullo stesso sito e gestiti dal medesimo gestore. E poi le
difformit. Quella nel rispetto del programma di riduzione dei rifiuti
biodegradabili, la presenza di rifiuti non ammessi (come liquidi e
pneumatici), la mancanza dellobbligo di trattamento dei rifiuti, dei
piani di gestione operativa e post operativa, sorveglianza e controllo e
ripristino ambientale. E ancora violazioni volumetriche, la mancanza di
coerenza con il piano regionale di gestione dei rifiuti.
Inoltre, il decreto Aia rilasciato non possiede le caratteristiche di
conformit legislativa pi volte richiamata n conseguenzialmente
permette leffettuazione di controlli efficaci sulle attivit di gestione
rifiuti autorizzate. Secondo le accuse della Regione, le attivit di
gestione dei rifiuti sono state svolte in difformit ad alcune condizioni
18

imposte nel decreto Aia, nonch in difformit al decreto legislativo


36/03 e decreto legislativo 59/05, che normano rispettivamente la
gestione delle discariche e la riduzione dellinquinamento.
E ancora la legittimit dellatto palesemente inficiata dallassenza
agli atti del preventivo giudizio di compatibilit ambientale positivo
(Via), non sono conformi limpermeabilizzazione, e manca lindicazione
della capacit totale dellimpianto. Non solo, il progetto della barriera
di confinamento realizzata al di sotto del corpo rifiuti non stato
trasmesso: ci non rende possibile attestare se la base
dellampliamento non si attesti su aree gi coltivate.
Gli ispettori inoltre fanno notare come alcune aree intermedie fra la
nuova e la vecchia discarica storica siano oggetto di coltivazione ed
abbancamento. Le immagini tratte da Google Earth sembrerebbero
confermare lavvenuto sbancamento in tempi non definiti.
Infine, non risulta che il piano finanziario sia stato mai trasmesso ed
approvato, cos come le garanzie finanziarie. Alla commissione,
inoltre, non chiaro se la polizza assicurativa sia scaduta a maggio
del 2012 e soprattutto se sia stata adeguata dopo lampliamento.
Decisione rinviata a settembre
Tirrenoambiente, che ha annunciato la chiusura del sito per il
prossimo 31 agosto per esaurimento della capienza, avrebbe stilato
un documento con le contro deduzioni.
Il prossimo 2 settembre a Palermo stata convocata una conferenza
dei servizi alla quale stato invitato anche il comune di Furnari, che
ottiene finalmente il riconoscimento delle proprie ragioni.
Un appuntamento che potrebbe essere fondamentale: se le criticit
riscontrate non dovessero essere risolte, la Regione esprimer parere
negativo al rinnovo delle autorizzazioni.
Ma i passi successivi sono messi in dubbio dallavvicendamento di
Marino con Salvatore Calleri, considerato vicino agli ambienti di
Confindustria.
Il modello Marino prevedeva di togliere il monopolio delle discariche
ai privati e fare i controlli sui prezzi di conferimento in discarica.
Ed proprio sui rifiuti che nei mesi scorsi lex assessore si scontrato
con Giuseppe Catanzaro, che di Confindustria vicepresidente,
lanciando pesanti accuse sui presunti intrecci con Cosa nostra
scatenando una reazione fatta di querele e richieste di risarcimento
milionarie.
I timori degli abitanti di Furnari risiedono tutti in questo legame tra il
leader toscano del Megafono e Confindustria. Associazione legata a
doppio filo con il nome del gruppo Catanzaro.
Come agir la Regione, alla luce di quanto evidenziato dalla
commissione ispettiva?
19

Calleri bloccher liter o come sperano i cittadini agir in


continuit amministrativa?
Mazzette alla Regione
Negli stessi giorni in cui allassessorato si avviava liter del
procedimento di diniego delle autorizzazioni, la procura di Palermo
portava a termine loperazione Terra Mia, ordinando larresto proprio
dellamministratore delegato di Tirrenoambiente, Giuseppe Antonioli,
insieme ad altri tre imprenditori della munnizza (Domenico Proto
della Oikos di Misterbianco, Calogero e Nicol Sodano, titolari della
discarica Soambiente di Agrigento e del funzionario dellassessorato
regionale al Territorio e ambiente, Gianfranco Cannova, figura chiave
di un sistema di corruzione messo in atto per raggirare il sistema di
autorizzazioni allo smaltimento dei rifiuti.
Gravi i danni ambientali
Secondo gli investigatori il quadro di corruzione emerso molto
grave, in quanto ha messo a repentaglio la salute pubblica e alla
preservazione del territorio da gravi danni ambientali.
Nel corso delle indagini, polizia e Noe dei carabinieri, hanno constatato
che questo settore amministrativo caratterizzato da una
stratificazione normativa e da un complesso e macchinoso apparato
burocratico che ha consentito al funzionario infedele, pur non
rivestendo un ruolo apicale, di giostrare nella gestione delle
procedure connesse al rilascio dei provvedimenti, agevolando gli
imprenditori e preservandoli dallordinaria attivit di controllo e
monitoraggio della pubblica amministrazione consentendo loro in
questo modo di superare indenni tutti i controlli.
Cannova, secondo laccusa, gestiva il suo ufficio come un feudo,
ricevendo regalie e ingenti somme di denaro dai diversi imprenditori
che attendevano dal suo ufficio le autorizzazioni amministrative per
lesercizio delle discariche e che si vedevano garantire una corsia
preferenziale per le loro pratiche. Il funzionario, inoltre, avvertiva in
anticipo le imprese dei controlli o le informava del risultato di riunioni
in assessorato.
QuellAudi sospetta
Nei confronti del dipendente regionale lex assessore regionale al
Territorio Mariella Lo Bello aveva presentato lo scorso marzo un
esposto. Il funzionario: aveva predisposto un atto che bloccava
lautorizzazione a una discarica di Gela. A quel punto lassessore Lo
Bello, insospettita dallo strano comportamento, avvia una serie di
verifiche e salta fuori la storia di una conferenza dei servizi convocata
nel settembre 2008 e presieduta dallo stesso Cannova che aveva
20

rilasciato lAutorizzazione integrata ambientale per lampliamento della


discarica di Mazzarr SantAndrea, omettendo la vicinanza al centro
abitato di Furnari.
Nellottobre del 2008 il funzionario acquista unAudi A6 in Lombardia,
in una concessionaria che faceva riferimento allamministratore
delegato della societ alla quale era stata rilasciata lautorizzazione.
Abbiamo cos trasferito il funzionario e presentato una denuncia
sospettando un giro di tangenti per oliare alcune pratiche piuttosto
che altre, il tutto in un assessorato noto per le sue lentezze e le
improvvise accelerazioni, commentava la Lo Bello.
Inoltre, il decreto Aia rilasciato non possiede le caratteristiche di
conformit legislativa pi volte richiamata n conseguenzialmente
permette leffettuazione di controlli efficaci sulle attivit di gestione
rifiuti autorizzate. Secondo le accuse della Regione, le attivit di
gestione dei rifiuti sono state svolte in difformit ad alcune condizioni
imposte nel decreto Aia, nonch in difformit al decreto legislativo
36/03 e decreto legislativo 59/05, che normano rispettivamente la
gestione delle discariche e la riduzione dellinquinamento.
E ancora la legittimit dellatto palesemente inficiata dallassenza
agli atti del preventivo giudizio di compatibilit ambientale positivo
(Via), non sono conformi limpermeabilizzazione, e manca lindicazione
della capacit totale dellimpianto. Non solo, il progetto della barriera
di confinamento realizzata al di sotto del corpo rifiuti non stato
trasmesso: ci non rende possibile attestare se la base
dellampliamento non si attesti su aree gi coltivate.
Gli ispettori inoltre fanno notare come alcune aree intermedie fra la
nuova e la vecchia discarica storica siano oggetto di coltivazione ed
abbancamento. Le immagini tratte da Google Earth sembrerebbero
confermare lavvenuto sbancamento in tempi non definiti.
Infine, non risulta che il piano finanziario sia stato mai trasmesso ed
approvato, cos come le garanzie finanziarie. Alla commissione,
inoltre, non chiaro se la polizza assicurativa sia scaduta a maggio
del 2012 e soprattutto se sia stata adeguata dopo lampliamento.
Decisione rinviata a settembre
Tirrenoambiente, che ha annunciato la chiusura del sito per il
prossimo 31 agosto per esaurimento della capienza, avrebbe stilato
un documento con le contro deduzioni.
Il prossimo 2 settembre a Palermo stata convocata una conferenza
dei servizi alla quale stato invitato anche il comune di Furnari, che
ottiene finalmente il riconoscimento delle proprie ragioni.
Un appuntamento che potrebbe essere fondamentale: se le criticit
riscontrate non dovessero essere risolte, la Regione esprimer parere
negativo al rinnovo delle autorizzazioni.

21

Ma i passi successivi sono messi in dubbio dallavvicendamento di


Marino con Salvatore Calleri, considerato vicino agli ambienti di
Confindustria.
Il modello Marino prevedeva di togliere il monopolio delle discariche
ai privati e fare i controlli sui prezzi di conferimento in discarica.
Ed proprio sui rifiuti che nei mesi scorsi lex assessore si scontrato
con Giuseppe Catanzaro, che di Confindustria vicepresidente,
lanciando pesanti accuse sui presunti intrecci con Cosa nostra
scatenando una reazione fatta di querele e richieste di risarcimento
milionarie.
I timori degli abitanti di Furnari risiedono tutti in questo legame tra il
leader toscano del Megafono e Confindustria. Associazione legata a
doppio filo con il nome del gruppo Catanzaro.
Come agir la Regione, alla luce di quanto evidenziato dalla
commissione ispettiva?
Calleri bloccher liter o come sperano i cittadini agir in continuit
amministrativa?
Mazzette alla Regione
Negli stessi giorni in cui allassessorato si avviava liter del
procedimento di diniego delle autorizzazioni, la procura di Palermo
portava a termine loperazione Terra Mia, ordinando larresto proprio
dellamministratore delegato di Tirrenoambiente, Giuseppe Antonioli,
insieme ad altri tre imprenditori della munnizza (Domenico Proto
della Oikos di Misterbianco, Calogero e Nicol Sodano, titolari della
discarica Soambiente di Agrigento e del funzionario dellassessorato
regionale al Territorio e ambiente, Gianfranco Cannova, figura chiave
di un sistema di corruzione messo in atto per raggirare il sistema di
autorizzazioni allo smaltimento dei rifiuti.
Gravi i danni ambientali
Secondo gli investigatori il quadro di corruzione emerso molto
grave, in quanto ha messo a repentaglio la salute pubblica e alla
preservazione del territorio da gravi danni ambientali.
Nel corso delle indagini, polizia e Noe dei carabinieri, hanno constatato
che questo settore amministrativo caratterizzato da una
stratificazione normativa e da un complesso e macchinoso apparato
burocratico che ha consentito al funzionario infedele, pur non
rivestendo un ruolo apicale, di giostrare nella gestione delle
procedure connesse al rilascio dei provvedimenti, agevolando gli
imprenditori e preservandoli dallordinaria attivit di controllo e
monitoraggio della pubblica amministrazione consentendo loro in
questo modo di superare indenni tutti i controlli.
Cannova, secondo laccusa, gestiva il suo ufficio come un feudo,
ricevendo regalie e ingenti somme di denaro dai diversi imprenditori
che attendevano dal suo ufficio le autorizzazioni amministrative per
lesercizio delle discariche e che si vedevano garantire una corsia
preferenziale per le loro pratiche. Il funzionario, inoltre, avvertiva in
22

anticipo le imprese dei controlli o le informava del risultato di riunioni


in assessorato.
QuellAudi sospetta
Nei confronti del dipendente regionale lex assessore regionale al
Territorio Mariella Lo Bello aveva presentato lo scorso marzo un
esposto. Il funzionario: aveva predisposto un atto che bloccava
lautorizzazione a una discarica di Gela. A quel punto lassessore Lo
Bello, insospettita dallo strano comportamento, avvia una serie di
verifiche e salta fuori la storia di una conferenza dei servizi convocata
nel settembre 2008 e presieduta dallo stesso Cannova che aveva
rilasciato lAutorizzazione integrata ambientale per lampliamento della
discarica di Mazzarr SantAndrea, omettendo la vicinanza al centro
abitato di Furnari.
Nellottobre del 2008 il funzionario acquista unAudi A6 in
Lombardia, in una concessionaria che faceva riferimento
allamministratore delegato della societ alla quale era stata rilasciata
lautorizzazione. Abbiamo cos trasferito il funzionario e presentato
una denuncia sospettando un giro di tangenti per oliare alcune
pratiche piuttosto che altre, il tutto in un assessorato noto per le sue
lentezze e le improvvise accelerazioni, commentava la Lo Bello.
http://www.isiciliani.it/una-svolta-sulla-discarica-deiveleni/#.VIhpstKG_wg
CANNOVA ORDINANZA DI CUSTODIA CAUTELARE CANNOVA
ARCHITETTO GIANFRANCO 7485 11 10308 11 ORDINANZA-CANNOVAPROTO-F.LLI-SODANO

CANNOVA ORDINANZA DI CUSTODIA CAUTELARE CANNOVA


ARCHITETTO GIANFRANCO 7485 11 10308 11 ORDINANZA-CANNOVAPR... by Pino Ciampolillo
REGIONE, BANCOMAT DELLA CORRUZIONE: IN UN ANNO CENTO
MILIONI DI TANGENTI

Dalla pubblicit all'energia: ecco perch nell'Isola dilaga il malaffare


di ANTONIO FRASCHILLA

23

TANGENTI e malaffare per oltre 100 milioni di euro in poco pi di un


anno nell'isola del tesoro. Nel mirino la Regione, che si sta rivelando
sempre di pi il cuore di un sistema che garantisce truffe da capogiro
tra mazzette e scarsi controlli. Seguono a ruota Comuni e altri enti
locali: complessivamente, negli ultimi sedici mesi soltanto la Guardia
di finanza ha segnalato frodi per 520 milioni e danni erariali per 826
milioni. Rifiuti, energia, formazione, sanit, finanziamenti Ue sono i
settori pi aggrediti perch bancomat perfetti per affari milionari.
"Una nuova tangentopoli, il regno della manciugghia", ha detto il
governatore Rosario Crocetta. Un malaffare che continua per a
espandersi, in particolare proprio nei corridoi dell'amministrazione
regionale, con funzionari coinvolti in indagini e vicende poco chiare
tutti rimasti spesso al loro posto nonostante annunci mediatici di
rotazioni e trasferimenti, e con politici, pi che chiacchierati, che
siedono in maggioranza.

Una cosa comunque certa: i numeri forniti dal comando regionale della Guardia di
finanza guidato dal generale Ignazio Gibilaro sono impressionanti e lanciano l'allarme
sulla corruzione in Sicilia, che vede la Regione cuore pulsante di questo mondo nero.
Basta leggere le cronache delle indagini principali in corso delle Procure dell'isola sui
fondi del Ciapi utilizzati per pagare i politici, le tangenti versate da imprenditori a
deputati regionali per oliare le pratiche in materia di energia, le mazzette garantite dai re
dei rifiuti per avere le autorizzazioni ambientali, gli enti di formazione in mano agli
onorevoli e, nel mezzo, funzionari e dipendenti pubblici corrotti, nella peggiore della
ipotesi, distratti nella migliore. Mentre la politica sembra confusa e annuncia riforme su
riforme senza andare al dunque: lo scenario migliore per chi vuole continuare a fare
affari illeciti all'ombra di Palazzo d'Orleans e dei Comuni dell'Isola. Cio dei siciliani.

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http://palermo.repubblica.it/cronaca/2014/07/27/news/regione_banc
omat_della_corruzione_in_un_anno_cento_milioni_di_tangenti92497279/
Affari, tangenti e lobby il sistema rifiuti nell'Isola costa un miliardo
l'anno
ANTONIO FRASCHILLA

ECCO il risultato di anni di mala gestio in un comparto chiave per la


salute dei cittadini e il rispetto dell'ambiente: un sistema di
smaltimento poco compatibile e un costo che pari a 200 euro a
siciliano, neonati compresi, contro i 190 del Lazio e i 111 euro della
Lombardia. Il tutto mentre non ci sono abbastanza impianti per la
differenziata, che non a caso vede l'Isola ultima nel Paese con meno
del 10 per cento, con conseguente rischio di condanne dell'Unione
europea.
Al di l delle indagini giudiziarie, che stanno alzando il velo su
tangenti,
legami
pericolosi
con
la
politica
e
pressioni
sull'amministrazione, e hanno portato agli arresti di due
amministratori di discariche, dell'Oikos e della Tirreno ambiente, il
sistema dei rifiuti in Sicilia dopo quasi quindici anni di cattiva gestione
adesso quasi al collasso e non pi economicamente sostenibile. Al
momento i rifiuti siciliani per il 90 per cento finiscono in quattro
discariche: oltre a quelle citate, vanno nei siti della Sicula Trasporti e
della Catanzaro. La Sicilia attraversata da compattatori stracolmi di
rifiuti. A esempio, da Termini Imerese i mezzi partono alla volta di
Mazzar Sant'Andrea (dove per conferire la tariffa di 90 euro a
tonnellata) oppure a Motta San'Anastasia (102 euro a tonnellata),
compiendo pi di 300 chilometri tra andata e ritorno. A Bagheria da
qualche giorno gli autocompattatori carichi di rifiuti vanno a scaricare
a Siculiana nel sito gestito dalla ditta Catanzaro Costruzioni. Il
servizio reso a Siculiana ha un costo di 78 euro per tonnellata di
rifiuto contro il costo sostenuto per andare a scaricare a Catania di
140 euro per tonnellata, ha detto il sindaco grillino Patrizio Cinque.

25

In media comun- que il costo per conferire i rifiuti nelle quattro


discariche siciliane private costa 100 euro a tonnellata.
Considerando i rifiuti prodotti ogni hanno dai siciliani, pari a 2,5
milioni di tonnellate, e che di questi ben il 90 per cento finisce sotto
terra, il costo complessivo di 250 milioni di euro all'anno. A questa
cifra occorre aggiungere la spesa per i 13 mila addetti al servizio, in
gran parte assunti negli anni d'oro degli Ato che, chiaramente, hanno
accumulato un miliardo di euro di debiti. Nell'Isola c' un operatore
ogni 398 abitanti, contro l'uno ogni mille di Treviso e una media
nazionale di un addetto per 680 abitanti.
Dal 2003 scattata una corsa folle ad assumere personale, spesso a
ridosso di tornate elettorali, e i nodi sono venuti al pettine negli ultimi
anni. Oggi questi stipendi costano circa 520 milioni di euro all'anno.
Ma le spese del sistema rifiuti siciliano non finisco qui. A queste cifre
occorre aggiungere anche il 30 per cento di spese che va per oneri di
gestione, manutenzione e acquisti di attrezzature: altri 200 milioni di
euro all'anno. Il totale fa 970 milioni di euro all'anno, circa un
miliardo. A fronte di questa mole di costi, i tributi riscossi dagli enti
locali per lo smaltimento dei rifiuti Tarsu o Tia, ammontano a 650
milioni di euro. Quindi ogni anno il sistema accumula debiti per oltre
300 milioni di euro: oggi tra Ato e Comuni, il debito nei confronti delle
imprese pubbliche e private che lavorano nel comparto salito cos a
1,5 miliardi di euro, nonostante i 600 milioni di euro di fondi regionali
bruciati negli ultimi anni attraverso il cosiddetto fondo di rotazione
istituito proprio per aiutare i Comuni.
Insomma, costi elevati e una macchina mangiasoldi perfetta. Ecco il
sistema della spazzatura in Sicilia, mentre la magistratura indaga sulle
tangenti e il ruolo della politica. Nel frattempo il piano rifiuti rimane in
gran parte incompiuto: i Comuni non hanno i soldi per avviare la
differenziata e dopo la fine dell'emergenza, con annesso
commissariamento affidato alla Regione, dovrebbero essere le nuove
Srr ad investire negli impianti. S, ma con quali fondi? Fino a quando i
rifiuti andranno a finire solo nelle discariche? Il governo Crocetta ha
dichiarato guerra ai privati coinvolti nelle indagini e minaccia di
requisire le discariche. Ma quali sono i programmi del governo per
cambiare questo sistema?
Dopo gli ultimi arresti il governo Crocetta ha dichiarato guerra ai
privati Ogni dodici mesi si accumulano debiti per trecento milioni di
euro
GLI OPERATORI
In Sicilia c' un operatore ogni 398 abitanti Da sinistra, una discarica
e Palazzo d'Orleans
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2014/07/26/affari-tangenti-elobby-il-sistema-rifiuti-nellisola-costa-un-miliardo-lannoPalermo05.html?ref=search

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APPALTI E INCHIESTE, IL RITARDO DELLA POLITICA


Salvo Toscano
Con le indagini su discariche e fotovoltaico, gli inquirenti arrivano prima della
politica, malgrado i tanti campanelli d'allarme suonati in questi anni. Serve un
intervento deciso sulla burocrazia. Ma anche le imprese hanno qualcosa su cui
riflettere, a partire dalla "convenienza" della legalit

PALERMO L'ultimo annuncio in ordine di tempo risale a oggi,


quando il presidente Rosario Crocetta ha detto che sar creata una
banca dati on line, il cui accesso sar riservato alle forze dell'ordine e
alla magistratura, con tutte le informazioni relative agli appalti
pubblici della Regione". Ma la settimana horribilis per la Regione, con
due inchieste che hanno fatto tremare il Palazzo, quella
sulle discariche e quella sul fotovoltaico, promette strascichi. Le
indagini hanno svelato presunti incroci pericolosi tra burocrazia e
affari, storie di tangenti e promiscuit tutte, sia chiaro, ancora da
dimostrare in sede giudiziaria che gettano pi di un'ombra sulla
burocrazia regionale. Storie che affondano le proprie radici in quella
matassa ingarbugliata di norme e codicilli, in quel labirinto nel quale
non perdersi, per cittadini e imprese, pratica non semplice, in quel
pantano in cui le poche certezze fanno il gioco di disonesti e avidi a
scapito del diritto.
Colpisce, nelle cronache di questi giorni, la corsa dei politici per piazzarsi primi nel
gioco del l'avevo detto io. Tanti si sono iscritti, eppure resta il fatto che fino
all'intervento della magistratura, lo status quo, per esempio sulla vicenda delle
discariche, era rimasto quasi intatto. La Procura arrivata a conclusioni che la politica
non ha saputo trarre: ha fatto prima delle istituzioni politiche, ha sintetizzato in
un'intervista a Livesicilia il deputato del Pd Anthony Barbagallo.
Eppure, i campanelli d'allarme erano suonati abbondanti, dentro e fuori dal
Palazzo. Sul fronte delle energie alternative, ad esempio, una relazione
dell'assessorato all'Energia aveva sollevato gi forti perplessit sulle procedure per
l'autorizzazione per la realizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili,
dipingendo un quadro a dir poco caotico degli uffici. Quanto alla vicenda rifiuti,
basta sfogliare le collezioni dei giornali. Solo pochi mesi fa, a marzo, era stata la Fit
Cisl a chiedere maggiore trasparenza nel settore, invitando la commissione
Antimafia a rendere pubblico subito l'esito dei controlli antimafia sulle imprese
che gestiscono le discariche in Sicilia, a partire da quelle pubbliche guidate da
politici che pertanto devono dare per primi l'esempio. Prima ancora c'erano state
le esternazioni con tanto di polemiche interne alla giunta degli assessori Nicol
Marino e Mariella Lo Bello. Gi a dicembre del 2010, sul Sole 24 Ore la
Confindustria siciliana denunciava come nell'Isola si rilasciassero autorizzazioni in
materia di protezione ambientale senza accertarsi che le aziende richiedenti
avessero le carte in regola per averle. Passava un anno, e nel settembre del 2011 lo
27

stesso vicepresidente degli industriali Giuseppe Catanzaro, imprenditore del


settore, tornava alla carica, parlando al Giornale di Sicilia di resistenze di pezzi
malati di burocrazia e della politica che impediscono il cambiamento,
denunciando ritardi nell'informatizzare le procedure e a lasciare traccia di ci che
si fatto. Nella stessa intervista Catanzaro lamentava: Si spendono i fondi europei
per comperare un sistema informatico di gestione delle pratiche, il Sivvi, di cui ad
oggi non c alcuna applicazione, aggiungeva l'imprenditore.
Il Sivvi un sistema informativo di valutazione di impatto
ambientalerealizzato da Sicilia e-Servizi e Sicilia e-innovazione con i
fondi europei, presentato in pompa magna nel giugno 2009 con una
conferenza stampa a cui presero parte tra gli altri l'allora assessore
Pippo Sorbello e la dirigente Rossana Interlandi. Doveva assicurare
trasparenza nelle procedure. Lo si cominciato usare solo nel 2011,
ma in assessorato non pare sia troppo apprezzato, malgrado spiega
il dirigente generale del dipartimento Ambiente Gaetano Gullo
all'epoca vi furono spesi 900 mila euro. La digitalizzazione, spiega lo
stesso Gullo, comunque c', sia attraverso Sivvi, sia per mezzo di un
software
realizzato
da
risorse
interne
che
permette
consultando quest'indirizzo di seguire l'iter delle pratiche su pagine
excel.
Software o non software, il quadro emerso dalle ultime
inchieste richiede alla politica una tempestivit e una decisione
nell'intervenire che fin qui non si vista a sufficienza. E questo al di l
dei proclami e dei data base da mettere a servizio degli investigatori.
Servono piuttosto misure che davvero semplifichino gli iter burocratici
garantendo trasparenza e criteri oggettivi e certi, interventi volti a
evitare che si creino regni troppo lunghi negli uffici pubblici per
mezzo di rotazioni mirate (che non degenerino nel caos), ogni sforzo
possibile volto a evitare occasioni di contatti diretti tra uffici e ditte, e
in ultimo sanzioni severe per i dipendenti infedeli, premiando invece i
meritevoli e preservando questi ultimi da generalizzazioni. Insomma,
occorre che la politica ristabilisca il suo primato sulla burocrazia, che
da tempo ormai s' ridotto invece alla sola attivit di spartizione delle
poltrone
pi
pesanti
secondo
criteri
di
appartenenza.
Ma d'altra parte, anche per le imprese (e non solo per la
politica) le inchieste di questa settimana offrono senz'altro
spunti di riflessione. Un passaggio interessante dell'ordinanza la
conversazione tra due imprenditori coinvolti nell'indagine, Calogero e
Giovanni Sodano. Parlando di presunte richieste di denaro da
Gianfranco Cannova, il funzionario al centro dell'inchiesta, i due
commentavano: Ora il dottore (Cannova, ndr) ci racconta le solite
minchiate... che vuole soldi... non dobbiamo dare pi niente noi... non
ci credo che Catanzaro molla una lira per... per... per avere queste
28

discariche... neanche una lira.... S.... E il primo che si permette a


dirgli dammi mille lire quello lo denuncia... noi troppo esagerati siamo
stati.... Un passaggio che fa riferimento al gi citato vicepresidente
degli industriali siciliani e che sembra dar forza alla scuola di pensiero,
forse ancora minoritaria, della "legalit conveniente", per la quale proprio come accade nei confronti degli estorsori di Cosa nostra - la
denuncia alle autorit la migliore e pi efficace difesa per tenere alla
larga eventuali corrotti e concussori.
http://livesicilia.it/2014/07/25/appalti-e-inchieste-il-ritardo-della-politica_520950/

Appalti e inchieste, il ritardo della politica - Live Sicilia

Rifiuti ed energia, tangentopoli di Sicilia


di Rosario Battiato

Gli ultimi due capitoli: l'operazione Terra Mia e le presunti


tangenti per la costruzione del parco fotovoltaico di Monreale.
Nei due settori gli interessi di criminalit organizzata, malaffare
e corruzione. Un sistema denunciato da anni e mai colpito

PALERMO In Sicilia, i rifiuti e l'energia sono due panieri ricchi di


risorse e braccati da interessi milionari non sempre trasparenti.
Nessuno stupore, pertanto, se proprio in questi settori si sono annidati
gli scandali della nuova tangentopoli siciliana. La storia dell'Isola
ricca di esempi, ma i fatti pi recenti hanno riguardato l'inchiesta
Terra Mia e l'affare del parco fotovoltaico di Monreale.
Come tanti altri avevano fatto prima di lui, anche l'assessore
regionale all'Energia, Salvatore Calleri, ha tuonato contro la
corruzione nella Pubblica amministrazione e ha ribadito l'impegno dei
suoi uffici nel solco tracciato dal suo predecessore, Nicol Marino, che
in maniera incisiva aveva agito per rimodulare il potere delle
discariche private nella direzione della legalit e della trasparenza e
per normare un settore strategico per l'energia verde come l'eolico.
Prima di lui anche Giosu Marino e Pier Carmelo Russo, entrambi
assessori all'Energia durante il governo Lombardo, avevano espresso
diverse e, in alcuni casi, ben documentate perplessit. Lo stesso
governatore aveva sottolineato nel febbraio del 2010 in audizione alla
Commissione parlamentare sui rifiuti, e poi in aprile all'Ars, che c'era
29

un forte appetito della mafia intorno alla gestione dei rifiuti. E le


operazioni che si sono susseguite in questi anni hanno confermato un
lato oscuro sin troppo conosciuto: dall'affare dei termovalorizzatori
alle discariche abusive nelle miniere abbandonate di Sicilia,
dall'operazione "Trash" di Bronte del 2008 fino alla Nuova Ionia del
2013.
Solo qualche esempio pescato nel mare del malaffare che ruota
attorno ai rifiuti e che nei giorni scorsi ha portato alla luce l'ennesimo
scandalo che arriverebbe fino alla Regione con l'operazione Terra Mia,
un certosino lavoro di intercettazioni che fa risalire alcune delle
registrazioni pi importanti al 2012.
Salvatore Calleri, che viene proprio da una roccaforte di legalit come
la Fondazione Caponnetto, non ha voluto essere da meno dei suoi
predecessori e nei giorni scorsi ha rilanciato. Per quanto riguarda la
discariche il mio assessorato - ha spiegato - ho disposto la chiusura
della Oikos Spa di Motta Sant'Anastasia. Entro pochi mesi abbiamo le
gare d'appalto per le discariche pubbliche. Abbiamo, inoltre, revocato
l'autorizzazione alla ditta So Ambiente srl di Agrigento, dove avevamo
avuto un'informazione prefettizia negativa. Per quanto riguarda
Tirreno Ambiente, che si trova vicino Barcellona, siamo intervenuti.
Altri interventi hanno riguardato la discarica di Sant'Agata di Militello
per situazioni di cui sono venuto a conoscenza che potrebbero avere
rilievi penali e dei quali sarebbe stato interessato il procuratore
Leonardo Agueci.
Azioni lodevoli, ma c' evidentemente un problema di funzionamento
della macchina burocratica. Lo ha ammesso implicitamente lo stesso
Rosario Crocetta rispondendo risposto ai cronisti che chiedevano le
motivazioni del rientro al posto originario in circa un mese e mezzo
del funzionario dell'assessorato al Territorio, Gianfranco Cannova, da
venerd ai domiciliari in quanto coinvolto nell'inchiesta, che era stato
trasferito ad altro ufficio cos come disposto dal governo regionale lo
scorso anno con il provvedimento di rotazione dei dirigenti. Netta la
riposta: Avevo dato disposizione che i dirigenti trasferiti non
dovevano tornare nei settori dai quali erano stati provenivano.
Perch chi doveva eseguire questo ordine non l'ha fatto?
Capitolo energia. Anche qui la Sicilia non si mai fatta mancare
nulla: dall'operazione Broken wings che ha messo nel mirino il re
dell'eolico Nicastri ritenuto vicino al superlatitante Matteo Messina
30

Denaro al primo scandalo fotovoltaico, il processo in corso, che ha


coinvolto i deputati Vitrano e Bonomo. Il fotovoltaico si concesso un
bis nei giorni scorsi dopo che la Guardia di Finanza di Napoli,
nell'ambito di un'indagine sulla maxi evasione fiscale di due
imprenditori toscani, aveva intercettato un giro di mazzette che
riguardava la realizzazione del parco fotovoltaico di Monreale.
Coinvolti l'ex assessore, oggi deputato coi democratici riformisti, Pippo
Gianni, e il dirigente Martino Russo, indagati per corruzione, e
Francesco Marcen, dirigente regionale indagata per abuso d'ufficio.
Per i funzionari previsto un provvedimento di sospensione.
http://www.qds.it/16839-rifiuti-ed-energia-tangentopoli-di-sicilia.htm

Cannova Ordinanza Di Custodia Cautelare Cannova Architetto Gianfranco 7485 11 10308 11 Ordinanza-cannova-pr... by Pino Ciampolillo

Cannova Architetto Gianfranco Intercettazioni Ambientali Paduano Valeriaordinanza Custodia Cautelare Cannov... by Pino Ciampolillo

ASSESSORI CONTRO DURO SCONTRO TRA M marino-e-lo-bello-14-marzo-2014


ASSESSORI CONTRO DURO SCONTRO TRA MARINO E LO... di isolapulita

CUFFARO ALLA COMMISSIONE PARLAMENTARE RIFIUTI SPROPOSITA

CUFFARO ALLA COMMISSIONE PARLAMENTARE


RIFIUTI... di isolapulita Cuffaro Genchi Pellerito e i 4 Termovalorizzatori
Cuffaro Genchi Pellerito e i 4 Termovalorizzatori di isolapulita Comm.Parlamentare
RIfiuti Cuffaro Genchi

LUGLIO 2007 Comm.Parlamentare RIfiuti Cuffaro Genchi Luglio... di isolapulita


Cannova conversando telefonicamente con sua moglie Valeria
Paduano le confidava che aveva la disponibilit di unautovettura
Della ditta, una locuzione riferita alla ditta del Proto esternata in
modo cos confidenziale da ingenerare qualche confusione persino
nella stessa moglie dellindagato bench fosse anche lei a conoscenza
della familiarit dei rapporti del marito con limprenditore catanese:
V: E poi a Rimini come ci vai?
31

G: C' una macchina che mi aspetta.


V: Di chi? G: Della Ditta.
V: Quale Ditta?
G: Di tua sorella... minchia.. !
V: Quale Ditta ? G: Sei scema?
V: Che Ditta non lo so.
G: Quella di Mimmo.!.
Cannova di sfruttare la sua compromettente amicizia con il Proto
anche per sistemare, almeno in un prossimo futuro, il figlio Paolo:
G: Infatti probabile, probabile che poi Paolo lo mettiamo a lavorare
l.
V: Si tu sei convinto, lo devi mettere a lavorare l...vediamo le cose
come vanno... ancora non si sa niente... la crisi tu gi pensi a Paolo
dove lo devi mettere a lavorare.
G: Sarebbe una buona oppurtunit..
V: Per ora fagli prende sto diploma...che ancora all'inizio, ho paura
che..
G: Poi a casa, anche quando va a Catania, a due ore di strada..
GRAND HOTEL RIMINI allegata in atti, che attesta che la societ
OIKOS s.p.a. ha sborsato per il soggiorno del Cannova la somma
complessiva di euro 717,00 carta credito Master Card n. 5529 7500
7810 4933 intestata a Domenico Proto.
P: Senti, ma Mimmo almeno qualcosa te la esce per questa cosa che
hai fatto?....Quanto? ..Te li ha dati? ..DIECI? Meno male che c
lui!!perche con questoQuanto ti costano questi, omissis.,
ricevendo dal marito la seguente emblematica riposta di assenso:
G: Se ne fotte lui dei soldi..
Hotel Baja Verde, di cui sopra si detto:
P: Io mi spavento.. io ti ho sempre detto stai attento con Mimmo
perch io sono sicura che lui ha troppe attivit, troppe cose, io..eee..
quando una prende soldi facili, prima o poi le paghi
G: Ma che vuoi dire?
P: A me dispiace per lui ma prescindere perch con noi si sempre
comportato bene.
G: Che vuoi dire non ho capito..
P: Che mi spaventa larresto..
G: Spaventati!
P: Che hai i cazzi pure tu, cominciano a fare.. ci sono intercettazioni
che andiamo al Baia Verde, andiamo qua.. andiamo l.. anche ste
cose, io proprio oggi pensavo mi sarebbe piaciuto andare a Taormina,
ora anche ora, a Capo Taormina, per ci dobbiamo un po limitare, tu
sei troppo leggero nelle tue cose.
32

G: Limitati, ci vado solo


P: Dove?
G: A Capo Taormina.
La preoccupazione della moglie del Cannova di giustificare il loro
tenore di vita va anche posto in relazione al fatto che
dallaccertamento bancario esperito sui conti correnti del Cannova e di
Paduano Valeria tra laltro risulta che nel
conto Unicredit, n. 300508486,
intestato alla Paduano,
il saldo finale a giugno 2012 ammontava ad euro 200.732,10,
mentre negli anni precedenti risultavano i seguenti saldi:
anno 2011 euro 459.335,25;
anno 2010 euro 35.918,18;
anno 2009 euro 8.301,80;
anno 2008 euro 56.960,04;
anno 2007 euro 11.637,98
Lo scellerato patto criminale viene, come da trascrizioni telefoniche
che seguono, consumato, nella specie, con la rivelazione di segreti
dufficio da parte del CANNOVA al PROTO e, di converso, con la
dazione, da parte dellimprenditore, di denaro contante, regalie di
vario tipo al funzionario infedele per le sue indebite prestazioni
finalizzate ad agevolarlo negli atti amministrativi che riguardano la
sua societ. Si specifica che gli atti oggetto del mercimonio sono di
competenza dellufficio regionale del CANNOVA, il quale sperava nella
futura assunzione del figlio adottivo Paolo nelle societ del PROTO al
compimento della maggiore et, come poi lo stesso CANNOVA riveler
a sua moglie Paduano Valeria.
In particolare, CANNOVA, una volta venuto a conoscenza
dellintenzione di revocare lA.I.A. alla societ del PROTO,
immediatamente rivelava la notizia al diretto interessato affinch
questi potesse correre ai ripari, muovendo eventualmente proprie
conoscenze e amicizie, tra cui quella con lallora Governatore della
Regione, Raffaele Lombardo (in quel periodo Commissario
Straordinario allemergenza rifiuti per la Sicilia), il quale lo ricever
privatamente, come poi racconter il PROTO stesso in un
intercettazione pi avanti riportata.
Ovviamente PROTO, come stato documentalmente accertato
(vedi infra) ha pagato gran parte delle spese di viaggio sostenute a
Rimini da CANNOVA, a mezzo di carta di credito a lui stesso intestata
(Mastercard nr.5529 75007810 4933 con scadenza del 05.2013).

33

Nella specie, Domenico PROTO si fatto carico delle spese sostenute


da CANNOVA durante la permanenza a Rimini (dal 09/11/2011
all11/11/2011), ed particolare:
lautonoleggio di unautovettura marca Passat 2000 TDI SW, targata
EH 746 YG, costata nel periodo di riferimento al Proto 229,45, di cui
149,46 a mezzo voucher pagato dal PROTO e 79,99 dal CANNOVA
con carta di credito, autovettura direttamente data in consegna al
CANNOVA, il quale nella bolla di consegna figura quale dipendente
della Oikos Spa
i costi alberghieri sostenuti, pagati da PROTO con la carta di credito
sopra riportata, spendendo stavolta complessivamente per il solo
CANNOVA 717, dichiarazione a firma del direttore dellAlbergo
Grand Hotel di Rimini);
le spese del biglietto aereo del CANNOVA da Palermo a Bologna A/R
compagnia Alitalia, del costo complessivo di 486,46, pagato con
carta di credito di PROTO
In una conversazione Cannova ha avvisato PROTO della prossima
emissione del decreto di annullamento dellAIA per la sua societ;
CANNOVA, poi, violando qualsiasi dovere di segretezza dufficio, si
preoccupava di inviare allimprenditore catanese il documento a
mezzo fax, cosa che poi di fatto non avveniva poich, in
conversazione telefonica successiva, CANNOVA diceva a PROTO che il
documento lo avrebbe portato con s e glielo avrebbe fatto leggere in
occasione del viaggio a Rimini.
P: PROTO Domenico
S: SUDANO Domenico
S: Pronto?
P: Senatore!
S: Pronto? Ehi, Mimmuzzo!
P: Come stai, senatore, come stai?
S: Come stai tu? Mi fanno battagliare... mi fanno battagliare, Mimmo,
per va' bene v..!
P: Come, come, come ti fanno...
S: Come stai tu?
P: Chi costui, che lo uccido! chi costui, che lo uccido!
S: Eh eh eh.. no, abbiamo predisposto gi la risposta e marted la
firma Berlusconi, quindi, da marted in poi, nel giro di dieci giorni, otto
giorni, dovremmo chiudere sta partita, dai, se Dio vuole...
P: Ah ah ah ah....! Avanti, dai! Ci facciamo il SANTO NATALE, eh eh
eh..
S: Avanti, va' bene, ve bene. Tutto bene tu?
34

P: Tutto bene, si si, tutto bene, volevo sentire la tua voce e la volevo
sentire bella, carica, come la sto sentendo ora!
S: Si si si,.. (incompr.).. io sono lottatore, Mimmo, dai!
P: Nel giusto! Noi, nel giusto sempre!
S: Nel giusto! Sempre nel giusto...
P: Nel giusto!
S: Sempre nel giusto Sempre nel giusto. Va' bene Mimmuzzo
(incompr.)
P: Un bacio grosso,un bacio grosso, allora, ok?
S: Grazie, ci vediamo, ciao gioia, ciao, un bacio ciao.
C:CANNOVA GIANFRANCO (CHIAMANTE)
P:PROTO DOMENICO (CHIAMATO)
P: Gianfranco?
C: Ehil! Mimmuzzo!
P: Allora, ti hanno mandato il messaggino?
C: No!
P: Non ti apparso...
C: No!
P: Ti ho messo partenza da Catania, vedi... perch se no dovevi...
C: incomprensibile
P: Ho messo partenza da Catania se no dovevi partire all'una, mi
sembra, alle dodici e trenta...
C: Si... eh... asp un minuto Mimmo per... io posso partire
mercoled!
P: Ah!
C: Perch tu mi avevi detto che partivamo mercoled e invece ora
Veronica mi ha detto che partite merco... marted!
P: Noi si mercoled...
C: incomprensibile
P: ... noi, vabb e ti par... parti un altro giorno allora, scusa.
C: E questo infatti volevo post...
P: Fai una cosa, parla con Veronica, eh.... dagli... dagli l'input
qual' la disponibilit e ti faccio cambiare tutte cose.
C: Oh! Un'altra cosa e... a questo punto rientriamo gioved tutti
assieme oppure noi ci tratteniamo fino a venerd? Tu come sei messo?
P: No, io venerd mattina c'ho, alla Sicilia a Catania, appuntamento
con.... giornale, dobbiamo fare delle dichiarazioni.
C: Ho capito!
P: Se no incomprensibile ...
C: Mimmo?
P: Si, ti sento!
C: Senti, vedi che arrivato l'altro documento che
praticamente parla di nuovo di e.... annullamento del decreto
AIA nei confronti di OIKOS... ora faccio i fax e glieli faccio
arrivare a Veronica, quindi questa cosa continua, quella del
35

direttore, pensavo fosse finita e invece continua. Hai capito?...


Pronto?... Pronto?...
(VOL. II aff. 131 ss)
C: CANNOVA Gianfranco (CHIAMANTE)
P: PROTO Domenico (CHIAMATO)
P: Gianfranco?
C: Ehi, Mimmo, ti stavo dicendo, ti devo trasmett...
P: In ufficio, dico? Sei in ufficio?
C: No, per ora no, sono... ora devo rientr... ora rientro, comunque,
perch devo andare a fare questi fax.eve arrivare..
P: Mmh... Da parte di chi arriva questo documento?
C: Da parte del direttore, che, praticamente, gli ha scritto
l'ufficio di gabinetto dell'assessore, perch ha avuto la
richiesta da parte della Prefettura. Ufficio di presidenza,
segreteria tecnica, da parte del presidente..ehm... della.. della
regione.
P: Ma il direttore che scrive?
C: Si!
P: Cio, ZUCCARELLO Scrive?
C: No! ZUCCARELLO non direttore, non cominciamo!
P: Allora chi , scusa?
C: Scrive ARNONE! Perch vuole risposta la MONTEROSSO,
Patrizia MONTEROSSO6, ch' il capo di gabinetto di
LOMBARDO.
P: Ho capito! Va' beh, questo... questo...
C: Te lo faccio arrivare tramite fax.. ehm... stasera vattelo a prendere
in ufficio.
P: Va' bene.
C: Va' bene?
P: Va' bene Gianfranco.
Quindi, di seguito la telefonata e lsms che il segretario particolare di
Domenico PROTO, Giuseppe Arcidiacono, fa a CANNOVA per
confermargli gli orari di partenza per Rimini. In questa conversazione
telefonica il Cannova chiedeva che gli venisse messa a disposizione
unautovettura.
A: Giuseppe ARCIDIACONO (CHIAMANTE)
C: Gianfranco CANNOVA (CHIAMATO)
C: Giuseppe!
A: Si, architetto, buongiorno!
C: Buongiorno.
A: Ha ricevuto il messaggio? Io ho chiuso perche le stavo scrivendo il
messaggio, in pratica.
C: No, Gius, non arrivato ancora.
A: Comunque, gliel'ho inviato ora. In pratica confermata
quella partenza che mi diceva lei, nove-undici, va' bene?
36

C: Eh! Nove-undici... L'orario?


A: Parte il nove e rientra l'undici, l'orario quello che diceva lei.
Va' bene?
C: Ah, va' bene. Va' bene, ok.
A: Ok? c' messo numero di prenotazione e tutto....
C: La macchina, Giuseppe? Per la macchina?
A: Per la macchina poi... poi si senta col presidente
C: Eh e quando, lui...
A: O la vuole prenotata? Non lo so, per me come dice lei.
C: Lui che ha detto?
A: Non lo so, io a lui non... Ora, ora ... ora ne parlo col presidente e
glielo faccio sapere, va' bene?
C: Eh, me lo faccia sapere, perch se no sono a piedi, poi...
A: Va' bene, ok, va' bene...
C: E' l il presidente?
A: No, il presidente non c'. Dovrebbe venire, non lo so...
C: E deve venire, perche probabilmente deve prendere a cosa...a
Veronica
A: Va' bene?
C: Ok, aspetto a lei, allora, Giuseppe
A: Ok, grazie. Arrivederci.
C: Arrivederci
A seguire una conversazione tra CANNOVA e sua moglie Paduano
Valeria, in cui il primo confida nella possibilit che un giorno il figlio
Paolo possa lavorare per il Proto:
(VOL. II aff. 141 ss)
Progressivo n: 6064 Data : 09/11/2011 Ora : 16:05:38 Durata :
0:02:52
G: CANNOVA Gianfranco (CHIAMANTE)
V: PADUANO Valeria (CHIAMATA)
V: Pronto.
G: Vale..
V: Ma sei partito, dove sei?
G: In piscina... non devo collocare tutti e due prima..
V: Ma parti alle cinque?Sei in ritardo.
G: No alle cinque in aereoporto.
V: E a che ora parti?
G: Alle sette meno dieci.
V: Come?
G: Sette meno dieci.
V: Sette meno dieci?
G: Si.
V: Cio arrivi l alle dieci... il tempo che arrivi..Arrivi a Bologna?..
Palermo, Bologna?
G: Si si.
37

V: E poi a Rimini come ci vai?


G: C' una macchina che mi aspetta.
V: Di chi?
G: Della Ditta.
V: Quale Ditta?
G: Di tua sorella... minchia.. !!!!!!!!!!
V: Quale Ditta ?
G: Sei scema?
V: Che Ditta non lo so.
G: Quella di Mimmo.! [Domenico PROTO]
V: Che ti aspetta, perch lui si portato la ditta appresso, cio la
macchina appresso..
G: Si c'ha delle macchine affittate l..
V: E dopodich andate l, e poi c' la cena e tu stasera.. allora tu mi
vuoi fare credere che tu non andrai in questi locali? Insieme a
mimmo?
G: Nooo, stasera (inc.)
V: Vabb quelli chiudono alle sei di mattina..
G: Facciamo pure la cena, infatti facciamo pure la cena..
V: E tu mi vuoi fare credere che sei l e tu e Mimmo da solo tu non
andrai mai in questi locali?
G: Si da solo, siamo docidi persone.. da solo.c' suo figlio, sua figlia..
V: Suo figlio, sua figlia? E come mai?
G: Perch se li porta, per queste cose di lavoro, se li porta.
V: Se li porta.
G: Per queste cose fuori.. che gli dice che gli servono per imparare il
mestiere.
V: Ho capito. Vabb ci devo credere. no io non ci credo. Io glielo
chieder..
G: Chiama a Mimmo e glielo chiedi.
V: Gianfranco prima di partire, ora ci sentiamo. Io devo andare ora
dal notaio. Va bene.
G: Infatti probabile, probabile che poi Paolo lo mettiamo a lavorare
l.
V: Si tu sei convinto, lo devi mettere a lavorare l...vediamo le cose
come vanno... ancora non si sa niente... la crisi tu gi pensi a Paolo
dove lo devi mettere a lavorare.
G: Sarebbe una buona oppurtunit..
V: Per ora fagli prende sto diploma...che ancora all'inizio, ho paura
che..
G: Poi a casa, anche quando va a Catania, a due ore di strada..
V: E lo so.. per...
G: Va l a dormire, e poi..
V: Io ho, ho obiettivi molto migliori per lui se se ne andasse in
Svizzera sarebbe la cosa..
G: Andare in Svizzera..
38

V: Si.
G: A fare il cameriere..
V: Vabb, fammi posteggiare..sto andando dal notaio..ora tra un p ci
sentiamo..
G: Ciao.
La
conversazione
telefonica
che
segue
iniziava
con
unesclamazione dialettale di CANNOVA: Agghiurno?!, cui
seguiva la conferma dellinterlocutore, quindi CANNOVA
raccomandava PROTO per un prossimo incontro con il Direttore
Generale dellAssessorato, Giovanni Arnone, in quanto dal
tenore della telefonata sembrerebbe che lArnone non aveva
gradito la visita fatta presso gli uffici dellAssessorato da
PROTO [dobbiamo muoverci diversamente con ..con il
direttore]. CANNOVA consigliava di farsi preannunciare la sua
visita presso gli uffici dellARTA da una telefonata
preventiva, poi i due alludevano ad alcuni viaggi gi fatti e da
farsi a Roma dal PROTO, e quindi al probabile intervento di un
non meglio identificato politico.
C: Cannova Gianfranco= Chiamato
P: Proto Domenico = Chiamante
C: Mimmo "agghiurn" finalmente?
P: "agghiurn agghiurn"!
C: "agghiurn" meno male!
Dalle ore 07:55:46 alle ore alle ore 08:01:12 omississ
C: Ah senti a proposito. La prossima volta, e.....
P: ..si..!
C: ..dobbiamo muoverci diversamente con ..con il direttore.
Perch ieri che eravamo assieme, mi fece una battuta. Mi fa, si
mette accanto a me e mi fa dice: "Ma quello di ieri che mi ha
salutato chi era? Io non lo conosco!" .
P: Cosa...cosa cosa?..Non ho capito!
C: Ieri....
P: ..si!...
C: ...ero assieme ad Emanuele,....
P: ..si!...
C: ...si mette accanto a me e mi fa: "Cannova ma quello di ieri
che mi ha salutato chi era? Che io non lo conosco a quello! Eh
no Il presidente dell'Oikos, si ricorda che aveva il problema...
si, si lo so ma io a questo non lo conosco e mi ha baciato pure!
quindi la prossima volta, siccome tutte questi..questi
personaggi sono tutti spaventati, una telefonata preventiva.
P: Ah! Certo, ho capito, ho capito|!
C: Hai capito?
39

P: (incompr.)
C: per evitare che continua a fare il cretino.
P: Ah! Ha detto che non mi conosce.
C: Si!..."ma chi ? Io a questo non lo conosco! Mi ha salutato
pure." .. lo so (incompr.)! ma io non lo conosco, dissi, gli stavo
dicendo, ma come? Ci sei andato a mangiare insieme e non lo
conosci?
P: Tu digli......digli ..ricordargli di ..Roma!
C: No, Mimmo!...una telefonata preventiva...
P: se le scorda le cose?
C: Si, se li scorda le cose. Una telefonata preventiva cosi la
prossima volta....
P: ....la
settimana
prossima
mi
faccio
prendere
l'appuntamento.
C: No! Ma infatti, il fatto di scendere una volta a settimana,
vedi che non sbagliato.
P: Eh, no, lo s, lo s. Poi mi faccio ...(incompr.)...da me.
C: Poi ho parlato nuovamente per la questione che aveva
sollevato lui ed in pratica...
P: ...si...
C: ...........il risultato dovrebbe essere che lui si piglia la tariffa
e l'a.i.a. rimane qu.
P: Ah!
C: Capito?
P: Ho capito, dai!
C: E' questa cosa dovrebbe essere un provvedimento che poi
va in giunta di governo..
P: ...ho capito.
C: Va be Mimmuzzu!
P: ottimo, ottimo, ottimo...
CANNOVA ben sapeva che la carica ricoperta dal suo Dirigente
Generale, Giovanni Arnone, fosse espressione della volont politica
dellallora Governatore della Regione Lombardo a cui PROTO, come si
vedr nel seguito, faceva riferimento per tentare di risolvere le sue
traversie amministrative: ci spiega perch entrambi si auguravano
che il provvedimento di loro interesse andasse poi in giunta di
governo.
Sibillina, e di dubbia interpretazione rimane la frase che il CANNOVA
pronunciava [il risultato dovrebbe essere che lui si piglia la
tariffa e l'a.i.a. rimane qua]: cosa intenda dire CANNOVA quando
asserisce Lui si piglia la tariffa non dato saperlo; non emerso,
infatti, dalle indagini nulla a carico del Direttore Generale
dellAssessorato al Territorio. Laffermazione, comunque, risulta
40

sintomatica del modo di pensare e di intendere lesercizio della propria


funzione da parte di CANNOVA.
Di seguito, altra conversazione telefonica tra CANNOVA e PROTO che
ribadisce il loro continuo rapporto basato esclusivamente sugli
interessi economici dellimprenditore catanese, che CANNOVA, in
spregio a qualsiasi senso di correttezza e probit che dovrebbe essere
proprio di un pubblico funzionario, cerca sempre di favorire.
In particolare, CANNOVA si preoccupava di dare le opportune
istruzioni a PROTO per la trattazione delle pratiche amministrative
gestite presso lAssessorato ove lavorava e nelle quali era
personalmente coinvolto. Infatti, PROTO faceva riferimento al fatto
che era CANNOVA a convocare le persone, alludendo con chiarezza
alla convocazione della Conferenza dei servizi che rientrava tra le
mansioni di CANNOVA quale funzionario istruttore:
P: PROTO Domenico
C: CANNOVA Gianfranco
P: Gianfranco!
C: Ehil, Mimmuzzo!!
P: Senti, rimandiamo, oggi, beddu!
C: Non ho capito, dimmi.
P: Rimandiamo oggi. Rimandiamo oggi il pranzo.
C: Va' bene, ok.
P: Spostiamolo a domani.
C: Va' bene, come vuoi.
P: Io domani ti porto un po' di documenti, e analizziamo a
fondo quella documentazione.
C: L'hai letto il messaggio che ti ho mandato, poi, ieri?
P: Si, si, si, l'ho letto e stamattina l'ho discusso, gli ho detto di
preparare la pratica, cos come dico io e di non mandarla, n di
l e n di l, poi sei tu che chiami....
C: Ma infatti, infatti. Minchia, uh... appena facciamo una cosa
del genere, nell'arco di cinque minuti lo saprebbe tutta
Catania!
P: Certo. Sei tu che chiami RACITI, chiami Tizio, chiami Caio e
li convochi!
C: E infatti! Va' bene....
P: Ok?
C: Ok Mimmuzzo!
Ora, da tale conversazione deve necessariamente essere messo in
evidenza quel facciamo pronunciato da CANNOVA, che manifesta
come il medesimo perseguisse pienamente gli stessi interessi di
PROTO, ed ancora la menzione ad una convocazione e
41

a Raciti non lasciano dubbi sul fatto che largomento attenga


allattivit amministrativa afferente le prerogative del funzionario
infedele.
Si ricorda che CANNOVA (cfr. sit di Zuccarello, vedi VOL. III aff. 6)
colui che rappresenta lAmministrazione Regionale nelle conferenze
dei servizi, per lappunto convocate, e che il Raciti si identifica in
Salvatore Raciti dirigente dellAssessorato Provinciale allAmbiente di
Catania.
Dalla telefonata che segue, non pu non rilevarsi la spregiudicatezza
di CANNOVA nellordinare al segretario di PROTO, Giuseppe
Arcidiacono, di prenotargli lalbergo Baia Verde, categoria 5 stelle, di
Aci Castello, ove poi soggiorner con la moglie: le spese alberghiere
saranno poi ovviamente sostenute da PROTO.
(VOL. II aff. 188 ss)
Progressivo n: 9407 Data : 28/12/2011 Ora : 19:32:09 Durata :
0:01:51
C: CANNOVA GIANFRANCO
A: ARCIDIACONO GIUSEPPE
A: Pronto?
C: Giuseppe, buonasera, Cannova.
A: Buonasera architetto, come va?
C: Bene, grazie Giuseppe tutto a posto l?
A: Si, si tutto a posto.
C: Gius notizie del principale ne ha?
A: Principale... oggi pomeriggio l'ho visto.
C: Non le ha detto niente?
A: No.
C: Non le ha detto niente. Senta Giuseppe, una cortesia mi deve
prenotare... domani, dal tre al sette con partenza l'otto.
A: Si.
C: va bene? Glielo dica...
A: D'accordo.
C: Che ne abbiamo parlato.
A: Ah?
C: Glielo dica che ne avevo parlato con lui.
A: Quindi tre...
C: Dal tre, tra notte al sette notte con partenza l'otto.
A: Ho capito, ma dove?
C: Al Baia Verde.
A: Va bene.
C: Mi da la conferma poi, Giuseppe?
A: Certo, ora le do la conferma, certo.
C: Va bene, grazie e... Giuseppe per una matrimoniale e una doppia.
42

A: Una matrimoniale?
C: ... e una doppia.
A: Va bene, ok.
C: Ci sentiamo dopo Giuseppe, grazie.
A: Niente, buonasera.
C: Arrivederci.
Il pagamento delle spese alberghiere a carico di CANNOVA deve
seguire una contabilit separata e nascosta, in quanto il funzionario
pubblico non pu apparire nei bilanci della societ. Come si vedr dal
contenuto della telefonata di seguito, erroneamente il suddetto
pagamento stava per essere contabilizzate a carico della societ
OIKOS, ma unimpiegata accorta della societ, Grazia Marletta7,
avvedutasi per tempo dellerrore, immediatamente chiamava PROTO
per riparare al problema:
G: CANNOVA Gianfranco (CHIAMANTE)
V: PADUANO Valeria (CHIAMATA)
V: Pronto.
G: Vale..
V: Ma sei partito, dove sei?
G: In piscina... non devo collocare tutti e due prima..
V: Ma parti alle cinque?Sei in ritardo.
G: No alle cinque in aereoporto.
V: E a che ora parti?
G: Alle sette meno dieci.
V: Come?
G: Sette meno dieci.
V: Sette meno dieci?
G: Si.
V: Cio arrivi l alle dieci... il tempo che arrivi..Arrivi a Bologna?..
Palermo, Bologna?
G: Si si.
V: E poi a Rimini come ci vai?
G: C' una macchina che mi aspetta.
V: Di chi?
G: Della Ditta.
V: Quale Ditta?
G: Di tua sorella... minchia.. !!!!!!!!!!
V: Quale Ditta ?
G: Sei scema?
V: Che Ditta non lo so.
G: Quella di Mimmo.! [Domenico PROTO]
V: Che ti aspetta, perch lui si portato la ditta appresso, cio la
macchina appresso..
G: Si c'ha delle macchine affittate l..
43

V: E dopodich andate l, e poi c' la cena e tu stasera.. allora tu mi


vuoi fare credere che tu non andrai in questi locali? Insieme a
mimmo?
G: Nooo, stasera (inc.)
V: Vabb quelli chiudono alle sei di mattina..
G: Facciamo pure la cena, infatti facciamo pure la cena..
V: E tu mi vuoi fare credere che sei l e tu e Mimmo da solo tu non
andrai mai in questi locali?
G: Si da solo, siamo docidi persone.. da solo.c' suo figlio, sua figlia..
V: Suo figlio, sua figlia? E come mai?
G: Perch se li porta, per queste cose di lavoro, se li porta.
V: Se li porta.
G: Per queste cose fuori.. che gli dice che gli servono per imparare il
mestiere.
V: Ho capito. Vabb ci devo credere. no io non ci credo. Io glielo
chieder..
G: Chiama a Mimmo e glielo chiedi.
V: Gianfranco prima di partire, ora ci sentiamo. Io devo andare ora
dal notaio. Va bene.
G: Infatti probabile, probabile che poi Paolo lo mettiamo a
lavorare l.
V: Si tu sei convinto, lo devi mettere a lavorare l...vediamo le cose
come vanno... ancora non si sa niente... la crisi tu gi pensi a Paolo
dove lo devi mettere a lavorare.
G: Sarebbe una buona oppurtunit..
V: Per ora fagli prende sto diploma...che ancora all'inizio, ho paura
che..
G: Poi a casa, anche quando va a Catania, a due ore di strada..
V: E lo so.. per...
G: Va l a dormire, e poi..
V: Io ho, ho obiettivi molto migliori per lui se se ne andasse in
Svizzera sarebbe la cosa..
G: Andare in Svizzera..
V: Si.
G: A fare il cameriere..
V: Vabb, fammi posteggiare..sto andando dal notaio..ora tra un p ci
sentiamo..
G: Ciao.
Formidabile riscontro di quanto sopra detto rappresentato dall
attestazione delle spese fatte dal Cannova Gianfranco redatta dal
Direttore della struttura alberghiera Grand Hotel di Rimini:

44

Evidenti motivi di segretezza delle indagini hanno impedito di


effettuare pi mirati accertamenti, che dovranno comunque disporsi,
quale lindividuazione del televisore e degli accessori, compendio della
corruzione.
La conferma dellintervento del PROTO nellacquisto dellimpianto si
ricava, senza nessuna ombra di dubbio, da un passo del colloquio in
auto avvenuto qualche giorno dopo tra CANNOVA e la moglie Paduano
Valeria, la quale, evidentemente a conoscenza della corruttela del
marito, esclama:
CANNOVA GIANFRANCO successivamente indicato con la lettera G
PADUANO VALERIA successivamente indicato con la lettera P
omissis dall inizio a ore 20:21:11
P: Senti, ma Mimmo almeno qualcosa te la esce per questa
cosa che hai fatto?....Quanto? ..Te li ha dati? ..DIECI? Meno
male che c lui!!perche con questoQuanto ti costano
questi, omissis.
G: Se ne fotte lui dei soldi.
omissis da ore 20:21:35 sino alla fine
La cosa che ha fatto il marito stata lacquisto del televisore, e
PROTO ha dato (qualcosa te la esce per questa cosa che hai
fatto?) 10.000 (Quanto? ..Te li ha dati? ..DIECI?), a pieno
riscontro di quanto, nel corso dellambientale con CANNOVA prima
riportata, lo stesso PROTO diceva Eravamo rimasti a chisti
ciamma a fare avire autri 10000 euro in pi tu gli devi pagare
la tua tv: quindi il televisore lo ha pagato CANNOVA, limpianto
stereo PROTO.
Si segnala la preoccupazione della Paduano per il costo del loro tenore
di vita, infatti i due stavano proprio parlando dei costi da dover
affrontare e la donna ringraziava il fatto di poter sempre contare
sullamico catanese Meno male che c lui.
Lindagine ha permesso, inoltre, di dimostrare come la corruzione del
pubblico ufficiale abbia concretamente giovato al privato,
permettendogli di assicurare alla sua societ un ingente introito di
denaro.
In particolare, la Squadra Mobile aveva modo di sentire, la prima e
lultima settimana di aprile 2012, alcune conversazioni tra PROTO o la
sua collaboratrice Puglisi Veronica (responsabile del piano
sorveglianza e controllo della discarica della OIKOS10) e CANNOVA
particolarmente interessanti, relative ad un guasto dellimpianto.

45

Nella prima settimana si rilevava la necessit di contattare CANNOVA


in quanto lARPA, intervenuta sul posto per un controllo di routine,
aveva constatato il fermo impianto e chiedeva che la societ facesse
una comunicazione formale agli organi di controllo, ovvero la Regione
lufficio del CANNOVA -, lARPA e la Provincia di Catania; nellultima
settimana si verificava nuovamente il guasto e al solito CANNOVA
interveniva per risolvere i problemi burocratici.
Poich le sole intercettazioni non erano in grado di far comprendere
pienamente i fatti e necessitando, di conseguenza, specifiche
cognizioni tecnico-normative sulla materia ambientale, si ottenuta la
disponibilit dei Carabinieri del N.O.E., che, a seguito dellanalisi
puntuale delle intercettazioni e della documentazione acquisita
direttamente dalla OIKOS Spa (riguardante sia le autorizzazioni agli
impianti che il flusso dei rifiuti ricevuti/prodotti e/o smaltiti/recuperati
dalla societ), ha relazionato sullintera vicenda, come di seguito viene
rappresentato.
Lattivit di gestione dei rifiuti da parte della societ OIKOS consiste
nella ricezione, per lo smaltimento definitivo, di ingenti quantitativi
di rifiuti urbani indifferenziati, aventi codice CER12 200301, con
una media giornaliera di 700 tonnellate, prodotti dai Comuni della
Sicilia orientale ed ivi conferiti dagli A.T.O. (Ambito Territoriale
Ottimale)13 e/o da societ incaricate.
Gli stessi rifiuti, prima del loro smaltimento definitivo in discarica,
devono essere sottoposti ad unoperazione di selezione/trattamento,
conformemente al D.lgs. n36/200314.
La societ OIKOS Spa11, con sede in Motta S.Anastasia (CT), gestisce
gli impianti, complementari tra loro:
- di pretrattamento/selezione, denominato (IPPC)
- di discarica per rifiuti non pericolosi
entrambi siti in contrada Tirit del Comune di Motta S.Anastasia.
Unulteriore esigua quantit di altre tipologie di rifiuti (rifiuti proventi
dalla pulizia delle strade) viene invece conferita, sempre dagli A.T.O.
e/o societ incaricate, per essere smaltita direttamente nella stessa
discarica, senza alcun obbligo di preventivo trattamento.
Per lo smaltimento di tutti i rifiuti ricevuti, la societ OIKOS applica,
nei confronti dei conferitori (A.T.O. e societ di privati) e a seconda
della destinazione dei rifiuti (verso limpianto di trattamento o
direttamente in discarica), due distinte tariffe: quella relativa al
46

trattamento preventivo, pari a 72,57 a tonnellata, e quella


relativa allo smaltimento definitivo in discarica, pari a 9,25 a
tonnellata.
Nel corso del primo sopralluogo del 24 maggio 2012 (VOL. III aff.
592 ss) veniva accertata, in una porzione darea della discarica, la
presenza di rifiuti la cui tipologia non era consentito conferire ai sensi
dellart. 7 d.lgs. 36/03, o meglio:
- alcuni rifiuti che necessitavano in forza della loro tipologia, di essere
sottoposti a pretrattamento, che non avevano, invece, sostenuto;
- altri rifiuti (per esempio traversine in cemento armato, materiale in
legno, plastica e ferro, vedi foto da 21 a 25, VOL. III aff. 600-601)
non potevano invece proprio essere smaltiti in quella discarica, perch
per tale tipologia necessario uno specifico pretrattamento con un
impianto particolare, di cui la societ OIKOS non dispone, per il
successivo conferimento in discarica per i rifiuti inerti.
Le deduzioni fondate erano: 1) che non tutti i rifiuti transitassero
dallimpianto di trattamento preliminare; 2) che non si attuassero
idonee misure di sorveglianza e verifica dei flussi di rifiuti in ingresso;
3) che consapevolmente si smaltissero in discarica tipologie di rifiuti
non consentite.
Veniva acquisita quindi la documentazione ambientale ed in
particolare i registri di carico e scarico e le bindelle di pesa.
Nella stessa giornata CANNOVA conversava allinterno della propria
autovettura con la moglie, Paduano Valeria, riferendole che la Polizia
in mattina era stata nel suo ufficio, acquisendo documenti inerenti la
societ del Proto. La Paduano si mostrava molto preoccupata di un
probabile arresto del PROTO e consigliava il marito di limitare i loro
soggiorni presso lHotel Baja Verde, temendo che possibili
intercettazioni potevano svelare che tali soggiorni fossero sempre
interamente spesati dal PROTO (come poi effettivamente gi stato
accertato); la Paduano rimproverava, infatti, il CANNOVA di essere sin
troppo leggero, raccomandandogli maggiore cautela:
(VOL. II aff. 25 ss)
numero progressivo n2674, nel brogliaccio di ascolto delle relative
operazioni tecniche, registrata alle ore 16.00 del 29/05/2012, durata
60 minuti.
CANNOVA GIANFRANCO successivamente indicato con la lettera G
PADUANO VALERIA successivamente indicato con la lettera P
omissis dall inizio a ore 16.55.59
47

P: Io mi spavento.. io ti ho sempre detto stai attento con


Mimmo (ndr Proto Domenico) perch io sono sicura che lui ha troppe
attivit, troppe cose, io..eee.. quando una prende soldi facili,
prima o poi le paghi
G: Ma che vuoi dire?
P: A me dispiace per lui ma prescindere perch con noi si
sempre comportato bene.
G: Che vuoi dire non ho capito..
P: Che mi spaventa larresto..
G: Spaventati!
P: Che hai i cazzi pure tu, cominciano a fare.. ci sono
intercettazioni che andiamo al Baia Verde, andiamo qua..
andiamo l.. anche ste cose, io proprio oggi pensavo mi
sarebbe piaciuto andare a Taormina, ora anche ora, a Capo
Taormina, per ci dobbiamo un po limitare, tu sei troppo
leggero nelle tue cose.
G: Limitati, ci vado solo!
P: Dove?
G: A Capo Taormina.
omissis da ore 16:56:50 sino alla fine
CANNOVA, nella conversazione immediatamente successiva, spiegava
alla moglie lescamotage utilizzato dal PROTO per i pagamenti delle
spese da loro sostenuti presso i vari Hotel.
Secondo lui, per mascherare siffatti pagamenti presso le strutture
alberghiere, PROTO userebbe la carta di credito di una sua
impiegata, Grazia Marletta, ma si sbaglia, come gi accertato prima: i
pagamenti alle strutture ricettive o per i viaggi del CANNOVA sono
sempre stati eseguiti tramite bonifico bancario dalla Oikos S.p.a. o
direttamente con carta di credito del PROTO:
CANNOVA GIANFRANCO successivamente indicato con la lettera G
PADUANO VALERIA successivamente indicato con la lettera P
omissis dall inizio a ore 23.02.23
P: Ma il mio problema coi costumi sai qual , che ne ho due milioni
per andare quando a mare.
G: Vuoi andare da Giglio?
P: Si. Li uso solo quando vado Baia Verde, quando vado a
Taormina, questanno ce lo facciamo almeno un fine settimana
a Taormina, allAtlantis al coso, chi vuole venire viene. Non me
ne fotte niente. A spese di Mimmo [!!!!!!!!!!!!!!!!]. Con te parlo.

48

G: Vale anche se le cose diventano sempre pi difficili, perch


dice che ora ti controllano pure..
P: .. Cosa?
G: Le vacanze. Dove le fai.
P: Va b un, ma noi ce li abbiamo le nostre entrate siamo
sempre l, che fa non le abbiamo io ho tutto dichiarato, tu
magari ma tu hai a me, hai la villa che gi dichiarata,
abbiamo la nostra professione..
G: Valeria intanto ti controllano e poi ti giustifichi..
P: Ma infatti io, se vuoi risparmiare qualcosa, ma tu infatti, Mimmo
che se paga non deve dire, figurare perche senn
tinchiummano! [!!!!!!!!!!!!!!!!]
G: Mimmo non paga mai.. con carte Oikos o cose varie..
P: .. e con le sue personali non peggio? [!!!!!!!!!!!!!!!!]
G: Gliela d , gliela d a quella come si chiama..
P: Con quella sua personale non peggio?
G: No ma quale personale.. gliela d a quella, la sua impiegata
quella..
P: Si ma la sua impiegata..
G: Come si chiama Nancy..
P: .. Non lo so chi ..
G: Quella di l.. lhai vista..
P: Si ma, cio gli d la carta di credito dellimpiegata?
G: Gli fa pagare con la sua carta di credito e poi Mimmo gli restituisce
i soldi.
P: Si ma non ha senso, un impiegata come se lo permette di
pagare una vacanza do 6000 euro per una settimana? Perch
tanto noi consumiamo.. [!!!!!!!!!!!!!!!! Seimila euro a settimana]
G: Lo pu fare.
P: Un impiegata lo pu fare? Perch quanto guadagna?
G: Lo pu fare nel senso che la Ditta che le offre il premio del
soggiorno.
P: Mi sembra una stronzata. E se questa un giorno se la canta come
quella di Bossi? Lui non deve dare..lui non deve dare..
G: Questa.. ma stai scherzando..
P: Ma chi quella incinta, che era incinta.. ?
G: No quella grossa Nancy, Grace, Grace.. ecco!
P: Ma io questa non lho mai conosciuta?
G: Si lhai conosciuta..
P: Va b ma anche quando, tu, scusami, tu non puoi far
figurare che gli hai fatto lavori.. che tu.. cio per forza deve
essere come..
G: La Finanza comincia a controllare pure le vacanze dove si fanno, un
cinque stelle..
P: E le scuole. E le scuole..
omissis da ore 23:04:54 sino alla fine
49

A proseguire, nella medesima conversazione, innocentemente la


Paduano affermava che il marito era completamente stipendiato dal
PROTO e aveva paura che il loro alto tenore di vita, a seguito di un
possibile arresto del PROTO, potesse subirne gravi conseguenze.
Singolare che la donna non si pone alcun problema relativamente
alla condotta del marito e alle possibili conseguenze penali.

Anche CANNOVA ammetteva alla moglie di essere assolutamente


dipendente, dal punto di vista economico, dal PROTO; poi, per
tranquillizzarla, sosteneva che qualora fosse venuto a mancare
lapporto economico fornito dal PROTO, avrebbero alienato unit
immobiliari della moglie.
Si intuisce che i due hanno un forte bisogno di denaro poich stanno
progettando lacquisto di una casa il cui valore economico supera il
milione di euro.
CANNOVA GIANFRANCO successivamente indicato con la lettera G
PADUANO VALERIA successivamente indicato con la lettera P
omissis dall inizio a ore 17.08.54
P: Chi che ti ha chiamato, Gianfranco?
G: Lingegnere Zuccarello..
P: E che ti ha detto?
G: Che c la Procura ancora l..
P: E ti ha detto di andarci?
G: Si. Dice ma le avevo detto di venire dopo avere preso i ragazzi da
scuola..
P: Ma questo ancora non se ne andato?
G: Ma veramente no..
P: Ma che sei ai suoi ordini? Ma questo ancora non se n
andato?
G: E il responsabile sono io.. anzi..
P: Io vorrei capire una cosa, allora noi dove stiamo andando adesso?
G: In Agenzia..
P: Si dov? Dov?
G: Via Autonomia Siciliana..
P: Qui.. a due passi..bene allora io dico questo, a maggiore ragione
che c pure questa cosa di Mimmo, come facciamo fronte ad
una spesa del genere?
G: Qual il nesso fra Mimmo e questa..
P: Che Mimmo ti dava soldi!! E con questo ti aiutava a pagare..
50

G: E perch non me li d pi?


P: Gianfranco se Mimmo cha un indagine, una cosa, lo
arrestano..
G: Ma che arrestano!!! Ma che dici!!
P: Ma tu sei sicuro che Mimmo pulito?
G: Per Favore.
P: Ma tu sei sicuro che Mimmo pulito?
G: Sar sicuramente uno strascico di quello che successo
certo che pulito perch cho le indagini.. le cose antimafia a
casa, le le in ufficio le informazioni antimafia.
P: Va b quanti ce ne sono che channo le informazioni
antimafia e tutto insieme leggi nel giornale che lhanno
arrestato?
G: Noi abbiamo informazioni atipiche se ci sono procedimenti
in corso noi lo sapp.. siamo i primi a saperlo.
P: Io ti dico sempre Gianfranco, di essere prudente, un campo
brutto, non solo bisogna..
G: E po ti sto dicendo che sto lavorando per essere
indipendente da Mimmo.
P: Si ma stai lavorando perch tu sei dipendente da Mimmo,
scusa?
G: Per ora si!
P: Perch?
G: Per se Mimmo si ferma, minchia,
P: Attento
G: Tutti i fondi vengono messi in crisi.
P: Si ma comunque Mimmo o non Mimmo il discorso uno,
stai lavorando o non stai lavorando non sono cose che arrivano
da un momento allaltro.
G: Ma anche anche quando, ammesso e non concesso noi, ti ho
detto, abbiamo i rimedi di come fare.
P: E quali sono?
G: Via Ausonia e Mondello.
P: No. Cio che ci andiamo a vendere quattro case?
G: Possiamo valutare tutto.
P: incomp dopo che io ho faticato per avere quello che ho
non solo mi devo vendere via Cadorna e e via casa. Via
Monti Iblei, mi vendo pure Mondello.
G: Ma prendiamo
P: Ma stiamo scherzando?
G: Ma se siamo in crisi ti tieni tutte cose e rimaniamo in crisi?
P: Cera scritto LI VORSI?
G: Vendiamo Mondello
P: Lhai letto LI VORSI?
G: Si.
P: Ma Mondello ti sembra cos facile vendere ora?
51

G: Lanno scorso
P: Perch una vuole vendere piglia e vende?
G: Questa tipologia di casa si.
P: Va bene.
G: Lanno scorso hanno avuto una perdita di 4 milioni di euro LI
VORSI.
P: Lo so.
G: Hanno deciso, ci mangiamo i soldi che abbiamo.
Linteresse poi per lacquisto di una casa emerge anche dalla
trascrizione della conversazione ambientale, tra CANNOVA e la moglie,
che segue, ove la Paduano chiedeva al CANNOVA se avesse altri
50.000 euro da dare in nero al costruttore: denaro che la moglie
suggeriva, in caso di verifica fiscale, di far emergere dallaffitto della
villa di Mondello, in quel momento locata al giocatore di calcio del
Palermo, Barreto Edgar:
(VOL. II aff. 23 ss)
numero progressivo n2611, nel brogliaccio di ascolto delle relative
operazioni tecniche, registrata alle ore 01.00 del 27/05/2012, durata
60 minuti.
CANNOVA GIANFRANCO successivamente indicato con la lettera G
PADUANO VALERIA successivamente indicato con la lettera P
omissis dall inizio a ore 01.40.54
P: Tu devi farti un conto corrente, dove metti i soldi del.. un conto
corrente una cosa a parte, dove metti i soldi della villa un domani ti
troveraidi Barreto, un domani ti troverai un gruzzolo e tocchi gli
altri, le altre cose, non puoi mettere fondo sempre a questi 3 mila
euro.. perch tu ci devi pagare il mutuo e laltra met te li metti da
parte, mi senti quello quando parlo? Eh che ho detto?
G: Che parte del mutuo poi rivediamo la questione
P: Perch ancora non partito il mutuo della villa?
G: Abbiamo fatto mutuo per la villa?
P: A maggior ragione mettendoteli da parte
G: Per fare il mutuo devi fare latto..
P: Ma gi in un anno non hai 50.000 euro in pi da dargli a
questo? Eh.. ce li hai? Te li sei messi da parte?
G: Certo, li sto mettendo
P: sicuro? E quando glieli dai?
G: A questo chi?
P: A questo del costruttore.. a questo che gli devi pagare la
casa.. che gli hai dati soldi in nero.. non glieli puoi dare altri
50? Che sono quelli di Barreto che ti ha dato in un anno, una
anno ormai..
G: No Vale
P: Ma perch.
G: Perch la casa dobbiamo dichiararla per forza 300.. perch
al di sotto, non diventa pi credibile.
52

P: Quindi in nero non gli puoi dare pi niente?


G: Non diventa pi credibile.
I suddetti elementi di prova forniscono, per lattendibilit delle dichiarazioni,
definitivo riscontro alla piena integrazione del reato contestato e prova
dellallarmante danno sociale provocato dal patto scellerato tra CANNOVA e
PROTO
In occasione dellinvito fatto alling. Zuccarello Natale dalla Polizia per il giorno
01 giugno 2012, al fine di essere sentito a sit, questi, prontamente chiamava
CANNOVA per chiedere informazioni.
Emerge che lo Zuccarello, sovraordinato rispetto al CANNOVA, non ha
assolutamente alcuna idea sulla situazione della discarica di C/a Tirit
dellOIKOS, e che CANNOVA ha buon gioco nel confondergli le idee.
G: Cannova Gianfranco
V: Paduano Valeria
Omississ dalle ore 20:34:20 alle ore 20:35:35
Poi:
V: Con Paolo ora parliamo....
G: Salutalo a Mimmo ora se ne va...
V: Come?
G: Salutalo..salutalo...
V: C Mimmo? a casa?
G: Si!
V: Ah! Tu eri a casa con Mimmo?
G: Si!
V: Eh...perch non ci mangiamo una cosa fuori?
G: Perch c' un altro appuntamento e quindi non sa a che ora si
sbriga.
V: Lui, ha un altro appuntamento. Ho capito. Senti una cosa. Digli che aspetta
che sto arrivando......Ehi! lo voglio salutare. Mi senti Gianfranco?
G: Si!...mi stava dicendo che potrebbe pure rimanere...
V: Potrebbe pure rimanere?
G: Uhm!
V: Se lui rimane possiamo andarci a prendere un boccone. ma una cosa cos
niente di informale.
G: No anche perch non pu fare tardi.
V: A loro gli prendiamo due cose al Mc Donald e noi ci andiamo a
mangiare una cosa fuori
G: Va bene!
V: Ma anche un'insalata.....ah?
G: Va bene!....va bene ora mi organizzo in questo modo. dai!
Omississ dalle ore 20:36:41 alle ore 20:38:24

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