Sei sulla pagina 1di 54

Mazzarr, rifiuti e discariche-caos:

la Contrafatto non vuole lemergenza


Il neo assessore non gradisce lipotesi gi ventilata da Crocetta di commissariare gli interventi di salvaguardia
ambientale. E ha dalla sua parte il leader dei renziani siciliani, Davide Faraone. Il prefetto di Messina, intanto,
stato delegato ad esercitare i poteri di accesso per vigilare su eventuali infiltrazioni mafiose
di Paolo Patania
20 dicembre 2014

Avranno parlato anche della discarica di Mazzarr SantAndrea? Nel comunicato


ufficiale diramato dalla giunta regionale di Rosario Crocetta, che ieri pomeriggio si
riunita in seduta straordinaria a Barcellona Pozzo di Gotto, la questione rifiuti viene
sfiorata, ma non c alcun accenno preciso alla discarica chiusa che, nel Messinese,
oggetto di aspre polemiche tra alcuni amministratori comunali. Nel comunicato si parla
di un patto di intenti siglato tra la Regione siciliana e il comune di Barcellona Pozzo
di Gotto. Il Patto fa riferimento a vari aspetti: Il rilancio della Zona franca urbana,
lattivit di prevenzione e di risanamento contro il dissesto idrogeologico, il sistema
sanitario, incluso quello socio-assistenziale, il sistema scolastico, quello infrastrutturale
(di riqualificazione delle periferie urbane, anche per il contrasto alla criminalit
organizzata, nonch interventi di recupero del centro storico) e di rilancio delle
attivit produttive nel quadro delle vocazioni naturali del territorio (turismo,
agricoltura, artigianato).
Quindi il breve passaggio sui rifiuti: Questione rilevante che dovr essere
affrontata superando lemergenza, inserendo elementi di nuova programmazione.
Il riferimento al superamento dellemergenza potrebbe essere un passaggio importante.
Il presidente Crocetta, noto, ha chiesto al governo Renzi di essere nominato
commissario per lemergenza rifiuti in Sicilia. Ma il nuovo assessore ai Rifiuti, Vania
Contrafatto che avrebbe gi iniziato a tirare fuori gli artigli avrebbe bloccato il
governatore, spalleggiata, peraltro, dal leader dei renziani siciliani, Davide Faraone.
Il segnale politico importante: la questione dei rifiuti verr gestita dallassessore
Contrafatto e non dal presidente Crocetta e dal suo cerchio magico. E, con molta
probabilit, senza bisogno di ricorrere al commissariamento. Sotto questo profilo, le
due parole pronunciate da Crocetta superando lemergenza potrebbero stare a
significare la vittoria su tutta la linea dellassessore Contrafatto.
Intanto con decreto del ministro dellInterno, sottoscritto gioved, il prefetto di
Messina stato delegato ad esercitare i poteri di accesso nel Comune di Mazzarr
SantAndrea per accertare eventuali tentativi di infiltrazione o di condizionamento di
tipo mafioso allinterno dellapparato politico e amministrativo dellEnte. Il
rappresentante del governo ha immediatamente nominato la Commissione
dindagine, composta dal dirigente dellArea II della Prefettura, Carmelo Musolino, dal
dirigente del Commissariato di Polizia di Barcellona Pozzo di Gotto, Mario Ceraolo, dal
comandante del reparto operativo del Comando provinciale dei carabinieri di Messina,
tenente colonnello Nicola Roberto Lerario, e dal comandante del Gico del nucleo Polizia
tributaria della Guardia di finanza, tenente colonnello Jonathan Pace. Sullesito
dellattivit ispettiva scritto dovr essere fatta una relazione al prefetto entro
tre mesi.
Di fatto, il comune di Mazzarr SantAndrea dove ha sede la megadiscarica chiusa
finito sotto il controllo del governo nazionale. Il resto del comunicato della giunta
regionale affronta altre questioni. In merito alla iniziativa sullaeroporto del Mela si

legge sempre nel comunicato si aprir un tavolo di confronto. Su tutte le questioni


viene costituito un tavolo congiunto tra governo regionale (interassessoriale) e
Comune. Molto soddisfatta per lattenzione ricevuta da parte della Regione, il sindaco
di Barcellona, Maria Teresa Collica. Il presidente Crocetta ha dichiarato di apprezzare
molto lazione di profondo cambiamento che lattuale amministrazione
barcellonese sta attuando.
http://www.loraquotidiano.it/2014/12/20/mazzarra-rifiuti-e-discariche-caos-la-contrafatto-nonvuole-lemergenza_18080/

La discarica di Siculiana nell'occhio del ciclone


Domani Catanzaro davanti al Gip di Agrigento

ANTONELLA SFERRAZZA

CRONACA A comparire davanti al giudice sar il fratello del vice presidente di Confindustria Sicilia,
insieme con l'ex Presidente della Provincia e due funzionari regionali. I Carabinieri parlano di
autorizzazioni illegittime rilasciate con la complicit di funzionari pubblici. Mentre le denunce dell'ex
assessore Marino vengono segnalate alla Commissione Nazionale Antimafia

Riesplode in Sicilia, con un boato che arrivato pure a Roma,


l'affaire della gestione delle discariche private nell'Isola. A fare
detonare la bomba le dichiarazioni che l'ex assessore regionale all'Energia e
ai Rifiuti, Nicol Marino, aveva rilasciato nel corso di una una intervista a
Meridionews e che ha ribadito ieri su altri organi di stampa. Dichiarazioni in
cui, in buona sostanza, Marino, che tornato a fare il magistrato, attacca
a muso duro Confindustria Sicilia e le sue ingerenze sul governatore
Crocetta per garantirsi delle situazioni di vantaggio con il mero biglietto da
visita dell'antimafia, privo di sostanza.
Ritengo - ha detto chiaramente al nostro giornale - che la mia posizione
molto dura contro l'ingerenza, anche nei settori dei rifiuti, di alcuni uomini di
Confindustria che facevano riferimento a Ivan Lo bello, Antonello Montante e

Giuseppe Catanzaro ha determinato una grande conflittualit per la quale


sono stato allontanato.
Come gi aveva fatto da assessore (e per questo, secondo una opinione
diffusa stato 'defenestrato'), ha quindi puntato il dito contro la discarica
di Siculiana, nell'agrigentino, di cui comproprietario il numero due
dell'associazione
degli
industriali
siciliani,
Giuseppe
Catanzaro: Catanzaro, approfittando dell'emergenza, ha gestito per tanti
anni una discarica che prima apparteneva al comune di Siculiana ha detto
Marino a Meridionews. E ieri, ha rincarato la dose: Il problema che
Catanzaro aveva avuto unautorizzazione illegittima.

Nel bel mezzo di queste polemiche e scontri all'arma bianca (querele


incluse), spunta anche una inchiesta giudiziaria sulla discarica di
Siculianache va avanti da anni e che domani finir sul tavolo del Giudice
per le Indagini preliminari di Agrigento. Davanti al quale sono chiamati a
comparire Lorenzo Catanzaro, fratello del numero degli industriali siciliani
e rappresentante legale dell'impianto, l'ex presidente della Provincia
regionale di Agrigento, nonch attuale deputato regionale in quota
Ncd, Vincenzo Fontana, e due funzionari della Regione, Vincenzo
Sansone e Gianfranco Cannova (gi rinviato a giudizio nell'inchiesta
Terra Mia sulla discarica di Mazzar).
Il giudice dovr decidere se archiviare il caso, come gli ha chiesto la
Procura, o se andare avanti, come vorrebbe il Comune di Siculiana che nel
procedimento parte offesa.
L'inchiesta parte nel 2007 quando il Nucleo operativo Ecologico dei
Carabinieri, durante un controllo nella discarica dei Catanzaro,
contesta alcune irregolarit sul suo ampliamento. E ipotizza per i
sopra citati protagonisti di questa storia, il reato di abuso d'ufficio, falsit
materiale ed ideologica in atti pubblici e illecita gestione di una discarica per
rifiuti solidi urbani.
I Catanzaro, in buona sostanza, secondo i Carabinieri, hanno ottenuto le
autorizzazioni
necessarie
a
gestire
ed
ampliare
la
loro
discarica, attraverso falsa documentazione e con la complicit di
funzionari pubblici. Ricordiamo che la storia di questo impianto
controversa sin dall'origine. Parliamo di una discarica che era pubblica, e
che come in un racconto di Pirandello, un bel giorno si risveglia privata (qui
vi abbiamo raccontato la sua storia nel dettaglio).
Come finir questa storia sul piano giudiziario difficile da prevedere.
Quello che certo che il vaso di Pandora del business rifiuti ormai stato
scoperchiato, e come abbiamo detto all'inizio, del suo contenuto si parler
anche a Roma. Sempre ieri, infatti, Erasmo Palazzotto, deputato
palermitano alla Camera, ha inviato una lettera alla Commissione
Nazionale Antimafia,invitandola ad indagare sulle denunce di Marino sul
ruolo di Confindustria e del Senatore Beppe Lumia.
http://meridionews.it/articolo/29408/la-discarica-di-siculiana-nellocchio-del-ciclonedomani-catanzaro-davanti-al-gip-di-agrigento/

AUTORIZZAZIONI PER LA DISCARICA DI SICULIANA, QUATTRO INDAGATI IN


TRIBUNALE
Autorizzazioni per la discarica di Siculiana, quattro indagati in Tribunale
Tutto part da una denuncia dei carabinieri del Noe, i quali
denunciarono i due funzionari dell'Assessorato regionale "Tutela ed
Ambiente", il rappresentante legale della "Catanzaro" e l'allora

presidente della Provincia di Agrigento, ritenendoli responsabili, a


vario titolo, di abuso d'ufficio, falsit materiale ed ideologica

Autorizzazioni per la discarica di Siculiana, quattro indagati in Tribunale


Sono comparsi oggi dinnanzi al Gip del Tribunale di Agrigento, Ottavio Mosti, la "Catanzaro
costruzioni", lex presidente della Provincia Enzo Fontana e i dirigenti regionali Vincenzo
Sansone e Gianfranco Cannova, coinvolti in un presunto abuso d'ufficio nelle
procedure di allargamento della discarica di contrada Materano, a Siculiana.
SI attende la decisione del giudice rispetto alleventuale accoglimento della richiesta di
archiviazione avanzata dal pubblico ministero.
Tutto part nel 2007 da una denuncia dei carabinieri del Noe, i quali
denunciarono i due funzionari dellAssessorato regionale Tutela ed
Ambiente, il rappresentante legale della Catanzaro e lallora presidente
della Provincia di Agrigento, ritenendoli responsabili, a vario titolo, di abuso
dufficio, falsit materiale ed ideologica commessa in atti pubblici,
nonch per illecita gestione di una discarica per rifiuti solidi
urbani.

Autorizzazioni per la discarica di Siculiana, quattro indagati in


Tribunale
Ci sottoponiamo con serenit al giudizio, stato il commento della ditta che
gestisce limpianto.
http://www.agrigentonotizie.it/cronaca/discarica-siculiana-abuso-ufficioudienza-quattro-indagati-agrigento.html
http://tutelaariaregionesicilia.blogspot.it/2014/11/blog-post_13.html

RIFIUTI: RINVIO A GIUDIZIO PER GIANFRANCO CANOVA. MENTRE


A SICULIANA TUTTO A POSTO...

REDAZIONE
23 SETTEMBRE 2014

CRONACA Le nuove frontiere della 'sociologia giudiziaria': i funzionari


regionali, provinciali e comunali si sono espressi sui propri atti relativi alla
discarica gestita dal gruppo catanzaro
LE NUOVE FRONTIERE DELLA 'SOCIOLOGIA GIUDIZIARIA': I FUNZIONARI
REGIONALI, PROVINCIALI E COMUNALI SI SONO ESPRESSI SUI PROPRI
ATTI RELATIVI ALLA DISCARICA GESTITA DAL GRUPPO CATANZARO

da Salvatore Petrotto
ex Sindaco di Racalmuto
riceviamo e volentieri pubblichiamo

La Procura della Repubblica di Palermo ha chiesto il rinvio a


giudizio del funzionario dellassessorato regionale Territorio
e Ambiente, Gianfranco Cannova, e di 4 imprenditori : gli
agrigentini Calogero e Nicol Sodano, proprietari della
discarica Soambiente ad Agrigento, e poi Giuseppe Antonioli,
amministratore delegato della discarica di Mazzarr
SantAndrea, in provincia di Messina, e Domenico Proto,
proprietario della stessa discarica.
I 5 sono imputati di corruzione nellambito dell inchiesta
cosiddetta Terra mia che il 18 luglio scorso ha provocato il
loro arresto. Gianfranco Cannova e i fratelli Calogero e
Nicol Sodano hanno ammesso di avere sborsato soldi in
cambio di favori da parte del funzionario regionale
Gianfranco Cannova.
Adesso attesa la decisione del Giudice per ludienza
preliminare.
A proposito invece dell'altra vicenda analoga che riguarda la
mega discarica di Siculiana, nellAgrigentino, di propriet del
vicepresidente di Confindustria Sicilia, Giuseppe Catanzaro,
e di suo fratello Lorenzo, leggete che cosa scrivono i giornali
agrigentini con servizi a tutta pagina e titoloni a caratteri
cubitali.
E nel frattempo, ancora tra discariche e smaltimento dei
rifiuti, alla discarica a Siculiana, gestita dal gruppo
Catanzaro, la Regione ha concluso la procedura di revisione
dellAia, che l'Autorizzazione integrata ambientale.
La discarica in contrada Matarana rispetta le norme
ambientali e non vi alcuna violazione in materia. Cos ha
sentenziato il Dipartimento regionale Acqua e Rifiuti dopo
approfondite indagini e il consulto con Provincia di
Agrigento, l'Arpa (Agenzia regionale per protezione
dell'ambiente), Azienda sanitaria, assessorato regionale
Territorio e Ambiente, Dipartimento Urbanistica e i Comuni
di Siculiana e Montallegro.
Il documento firmato dal dirigente generale del
dipartimento Acqua e Rifiuti, Marco Lupo e dal dirigente del

servizio Autorizzazioni , Antonio Patella. La Regione dunque


ha archiviato il procedimento intrapreso nel gennaio scorso
e il gruppo Catanzaro commenta: Questa verifica
straordinaria si somma alle centinaia di ispezioni,
monitoraggi e controlli che in via ordinaria gli organi
competenti hanno effettuato nel tempo.
Rimane ancora in piedi l'inchiesta a carico dei fratelli
Catanzaro per i quali Procura della Repubblica di Agrigento
ha chiesto il proscioglimento. La parola passa adesso al Gip.
Resta in piedi anche unindagine ispettiva presentata a Roma
dai senatori del Movimento 5 Stelle, Francesco Campanella,
Louis Alberto Orellana e Fabrizio Bocchino che prende le
mosse da una relazione tecnica del docente universitario
, Aurelio Angelini - uno dei massimi esperti, in Sicilia, in
materia di rifiuti - e che riguarda proprio la discarica dei
Catanzaro e che evidenzia illegittimit.
Ovviamente tali illegittimit sono state ritenute irrilevanti,
sotto il profilo amministrativo e penale, dagli stessi soggetti
che tali presunte illegittimit hanno commesso. Ci riferiamo
ai funzionari regionali ed agli organi di controllo della
provincia di Agrigento, nonch ai Comuni di Siculiana e
Montallegro.
Particolare degno di nota: i due Comuni sono stati entrambi
oggetto di contributi dal gruppo Catanzaro per organizzare
spettacoli e pubbliche manifestazioni: rispettivamente
con 15 mila euro a Siculiana e 10 mila euro a Montallegro.
I funzionari regionali, provinciali e comunali che si sono
espressi sugli stessi atti che hanno firmato, quelli relativi
alla discarica dei Catanzaro, ovviamente hanno detto che
tutto va bene.
Non rimane che attendere che cosa ne pensano di tali,
presunte illegalit i magistrati che indagano su questa storia
e le varie Autorit di controllo interpellate che adesso stanno
cominciando ad esaminare la bont di queste ineccepibili
procedure.
Staremo a vedere.

HTTP://PALERMO.MERIDIONEWS.IT/ARTICOLO/28286/RIFIUTI-RINVIO-AGIUDIZIO-PER-GIANFRANCO-CANOVA-MENTRE-A-SICULIANA-TUTTO-EA-POSTO/
http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.it/2014/09/blogpost_23.html
INTERVISTA A NICOL MARINO IL SISTEMA MI HA FATTO FUORI

SALVO CATALANO

CRONACA Il sequestro dell'impianto di Mazzar da parte della procura di Barcellona. La mancanza di un


provvedimento simile a Catania. I condizionamenti di Crocetta da parte di Confindutria. MeridioNews
intervista l'ex assessore ai Rifiuti, che afferma: Nessuna discarica messa bene, dietro l'angolo c' una
grave emergenza rifiuti

stato il fiore all'occhiello della prima giunta guidata da Rosario Crocetta. Simbolo di legalit, baluardo nella lotta al
malaffare e alla trasparenza in un ruolo strategico: l'assessorato all'Energia e ai Rifiuti. Adesso Nicol Marino, dopo
essere stato sacrificato sull'altare di pi alti equilibri di potere, diventato per i detrattori del governo regionale la
dimostrazione che la rivoluzione invocata dal presidente rimasta sulla carta. Nell'ultima polemica nata dopo il sequestro
della discarica di Mazzar Sant'Andrea e l'autorizzazione per i comuni del Messinese a conferire nell'impianto TiritValanghe d'inverno in provincia di Catania, a evocare il suo nome stato il sindaco di Misterbianco: Crocetta ha
cacciato l'ex assessore Marino che stava portando avanti una seria azione di rinnovamento e trasparenza. Il governatore a
parole dice delle cose, nei fatti sorvola. In verit a farlo fuori, secondo lo stesso ex magistrato, stato un sistema che
va ben al di l di Crocetta e che ha rilevanza nazionale.

Cominciamo dalla fine. La discarica di Mazzar Sant'Andrea stata


sequestrata. I rifiuti dirottati sull'impianto di Tirit-Valanghe. Eppure
per entrambe le strutture la commissione d'inchiesta da lei voluta
aveva riscontrato gravi irregolarit.
La Commissione aveva il compito di effettuare verifiche sulle quattro
discariche private che in Sicilia agiscono sostanzialmente in una situazione
di
monopolio
nei
diversi territori.
L'obiettivo
era
riscontrare
eventuali violazioni sotto il profilo amministrativo in diversi aspetti:
nel rilascio
delle autorizzazioni; nella mancanza
di
un impianto
di biostabilizzazione che un obbligo di legge dal 2003; nei volumi di rifiuti
conferiti; nella congruit delle tariffe applicate per tonnellata, punto
quest'ultimo, che nessuno aveva mai verificato.
Tra le violazioni riscontrate nella discarica del Messinese e quelle in
provincia di Catania c'erano grandi differenze?
La situazione di Mazzar apparsa subito molto grave: c'erano
importanti violazioni di tipo amministrativo e penale. Si era sbancato dove
non si sarebbe potuto, non erano state inviate alla Regione segnalazioni
imminenti e doverose. Sotto il profilo ambientale c'erano violazioni pi
evidenti rispetto all'impianto gestito dalla ditta Oikos a Motta
Sant'Anastasia. Comunque, in entrambi i casi abbiamo avviato la procedura
di revoca delle autorizzazioni e trasmesso i nostri risultati all'autorit
giudiziaria competente, perch secondo noi meritavano una valutazione
d'interesse penale. Dalla nostra segnalazione sono nate le indagini della
procura di Palermo e quella di Barcellona Pozzo di Gotto. Quest'ultima ha
portato al sequestro preventivo di Mazzar. Ma si tratta di profili diversi.
Ci spieghi meglio.
La procura di Palermo ha competenza sul rilascio delle autorizzazioni da
parte della Regione e su questo indaga (l'operazione Terra Mia a luglio ha
portato all'arresto di un funzionario regionale e di quattro imprenditori, tra

cui Domenico Proto, titolare della Oikos e Giuseppe Antonioli,


amministratore della discarica di Mazzar, ndr). L si fermata, non volendo
immischiarsi nella valutazione di eventuali reati ambientali che spettano, per
competenza territoriale, alle procure locali. In sostanza i magistrati
palermitani non hanno proceduto a sequestri preventivi perch sono rimasti
in ambito amministrativo. Cosa diversa ha fatto la procura di Barcellona
Pozzo di Gotto.
Avete trasmesso la vostra relazione anche alla Procura di Catania in
riferimento alla Oikos e alla discarica Tirit-Valanghe d'inverno?
S, perch ritenevamo che meritasse una valutazione di natura penale.
Si aspettava l'avvio di un'indagine anche a Catania che, per quanto
al momento dato sapere, non c' stata?
Diciamo che la procura di Barcellona ha manifestato maggiore sensibilit nel
ripristino della legalit penale e amministrativa nel caso della discarica di
Mazzar. Un intervento cautelare dell'autorit giudiziaria avrebbe aiutato
anche i provvedimenti amministrativi.
A proposito, a che punto l'iter di chiusura della discarica TiritValanghe d'inverno da lei avviato?
La ditta Oikos avrebbe dovuto presentare entro la fine di ottobre un piano di
chiusura che poi va approvato dalla Regione. La scadenza passata quindi
da poco, ma non so se stato presentato.La chiusura delle discariche
molto problematica, costringe a portare fuori i rifiuti. Dopo Mazzar e Tirit,
neanche la Sicula Trasporti messa bene ( l'azienda della famiglia
Leonardi che gestisce l'impianto di Grotte San Giorgio, il pi vicino a
Catania, ndr). Dietro l'angolo c' una grave emergenza.
Secondo lei, il governo regionale poteva fare di pi?
L'amministrazione regionale non ha mai ritenuto di ripristinare la legalit
autonomamente, ha sempre delegato all'autorit giudiziaria, come se non
avesse un ruolo autonomo. Si demendato il tutto, lasciando di
conseguenza l'azione alla minore o maggiore sensibilit delle varie procure.
Di chi sono le responsabilit di queste scelte?
Il primo atto importante da assessore stato, dopo aver capito le
irregolarit commesse, levare all'assessorato all'Ambiente la competenza sul
rilascio dell'Aia (l'Autorizzazione Integrata Ambientale). Perch l stava uno
dei problemi, in quell'assessorato c'era una concentrazione di illiceit.
Qualche giorno fa il nuovo assessore ha affermato che la Regione Sicilia ha
uno sdoppiamento di competenze nel settore dell'autorit ambientale,
perch l'Aia, dopo la mia decisione, spetta all'assessorato all'Energia,
mentre la Via (la valutazione d'impatto ambientale) rimasta all'assessorato
all'Ambiente. Ma stato necessario questo sdoppiamento. Adesso c' un
ottimo assessore, cos come il direttore generale che mi auguro
continueranno a fare pulizia. Quello che non adatto a ricoprire il suo ruolo
il dottor Gaetano Gullo (dirigente generale del dipartimento
Ambiente, ndr).
Perch?
Perch si reso responsabile di numerose e palesi violazioni della normativa
ambientale, peraltro riscontrate dalla procura di Palermo. Pensi che due
giorni prima che scoppiasse l'operazione Terra Mia, in conferenza di
servizi, disse che per l'autorizzazione alle discariche era tutto apposto. Pi
volte segnalai questa situazione a Crocetta.

10

Per tutta risposta, secondo molti, stato fatto fuori. Lei che idea si
fatto del suo allontanamento dal governo?
Ritengo che la mia posizione molto dura contro l'ingerenza, anche nei settori
dei rifiuti, di alcuni uomini di Confindustria che facevano riferimento a Ivan
Lo bello, Antonello Montante e Giuseppe Catanzaro (rispettivamente
vicepresidente nazionale di Confidustria, presidente e vicepresidente di
Confindustria Sicilia, ndr) ha determinato una grande conflittualit per la
quale sono stato allontanato. Stavo ripristinando un concetto di alta
amministrazione.
Ancora ieri il presidente Crocetta ha parlato della realizzazione di
discariche pubbliche. Secondo lei c' una vera volont di affrancarsi
dal sistema che si basa sugli impianti privati?
Insieme a Crocetta abbiamo lanciato le gare d'appalto per la costruzione di
tre discariche pubbliche: a Enna, per coprire l'area del Catanese, a Gela,
vicino quella di Siculiana, e a Messina, per sostituire Mazzar. Il presidente
ha condiviso questo iniziativa. Io non ho trovato impedimenti nel
predisporre i bandi di gara, ma forse stato condizionato da altre situazioni.
Il sistema ci si ritorto contro.
Da chi formato il sistema?
Il problema non Crocetta. Il sistema sopra Crocetta e ha rilevanza
nazionale, in ampi settori di Confindustria attraverso le persone che ho gi
citato. Ad esempio quando Catanzaro (titolare della discarica di
Siculiana, ndr) cerca di non far convertire il decreto legge del governo Monti
sull'emergenza rifiuti, nella parte riguardante l'impiantistica. Per fermarlo
scrive alla commissione Ambiente del Senato e la lettera viene sottoscritta
anche da Legambiente. Eppure Catanzaro, approfittando dell'emergenza, ha
gestito per tanti anni una discarica che prima apparteneva al comune di
Siculiana. Perch Confindustria si oppone alle nuove piattaforme pubbliche?
Si tanto parlato, anche il governatore Crocetta lo ha fatto, di rischio di infiltrazioni mafiose nel mantenere
una situazione di emergenza.

Il rischio di infiltrazioni mafiose nell'emergenza una sciocchezza. Sono


certo che Crocetta vuole le discariche pubbliche, sono altrettanto certo che
nel contemperare i vari interessi che erano rappresentati da questo
governo, quando si giunti al conflitto tra me e Confindustria, il
governatore ha scelto gli industriali. Se stata la scelta giusta alla fine solo
lui lo potr dire.
http://catania.meridionews.it/articolo/29288/emergenza-discaricheintervista-a-nicolo-marino-il-sistema-che-mi-ha-fatto-fuori-e-sopracrocetta/
http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.it/2014/11/blog-post.html
Siculiana, la discarica della discordia tra
polemiche, veleni (in tutti i sensi) e ricorsi
Abbiamo deciso di pubblicare
questa lettera - e due interessanti documenti
(un ricorso straordinario del comune di
montallegro alla presidenza della regione del
2010 che non ha ancora ricevuto risposta e la
relazione tecnica del professore aurelio
ECONOMIA

11

angelini) - perch riteniamo importante aprire un dibattito sulla gestione dei rifiuti in Sicilia.

Abbiamo deciso di pubblicare questa lettera - e due interessanti


documenti (un ricorso straordinario del Comune di Montallegro alla
presidenza della Regione del 2010 che non ha ancora ricevuto risposta e la
relazione tecnica del professore Aurelio Angelini) - perch riteniamo
importante aprire un dibattito sulla gestione dei rifiuti in Sicilia.
Questa lettera e i due documenti sono importanti non soltanto perch
ricostruiscono la storia - molto tormentata - della mega discarica di
Siculiana, ma anche perch noi non possiamo sottacere il fatto che nei
primi anni del 2000 la provincia di Agrigento era la prima, in Sicilia, per
la raccolta differenziata dei rifiuti.
Da allora ad oggi, incredibilmente, la raccolta differenziata dei rifiuti, ad
Agrigento e provincia, invece di migliorare , notevolmente peggiorata.
Contemporaneamente, stata ampliata la discarica di Siculiana, nata
come discarica pubblica e poi privatizzata.
E', questa, una constatazione oggettiva che dovrebbe fare riflettere tutte
le persone per bene interessate al bene pubblico e alla raccolta
differenziata dei rifiuti.
Salvatore Petrotto
ex Sindaco di Racalmuto

Alla Procura della Repubblica di Agrigento


Alla Procura della Repubblica di Palermo
Alla Procura Regionale Siciliana Corte dei Conti
All A.N.AC. ( Autorit Nazionale Anticorruzione)
AllAGCM (Autorit Garante della Concorrenza e del Mercato
Oggetto: Esposto Denuncia relativo alla Discarica di Siculiana-Montallegro di propriet
del vice-presidente di Confindustria Sicilia, Giuseppe Catanzaro e del fratello Lorenzo e
sulla gestione del ciclo dei rifiuti In provincia di Agrigento.
Il progetto di ampliamento della discarica di Catanzaro "fotocopia" di quella dei
Proto, autorizzata nello stesso periodo, con le stesse procedure e dagli stessi funzionari
e referenti politici. La Procura di Palermo che ha fatto l'indagine su Proto conosce la
situazione di Siculiana... .
Lo sostiene e lo ha riferito personalmente al sottoscritto, Aurelio Angelini, docente di
Sociologia dell'Ambiente, Sociologia delle migrazioni, Ecologia dell'universit degli studi
di Palermo. Il Catanzaro in questione il proprietario della mega discarica di Siculiana
che anchessa sottoposta ad indagini, visto che ancora in corso una delicata
inchiesta che ha portato allarresto di due suoi colleghi, Domenico Proto, titolare della
Oikos spa, la ditta proprietaria del mega-impianto di contrada Tirit-Valanghe dinverno,

12

a Motta SantAnastasia, in provincia di Catania ed i fratelli Calogero e Nicol Sodano,


responsabili della Soambiente di Agrigento.
Catanzaro e suo fratello Lorenzo sono proprietari di una delle poche discariche private
superstiti rimaste aperte in Sicilia, quella di Siculiana - Montallegro, dopo il ciclone
giudiziario che si abbattuto sulle altre, quali quella del gi citato Domenico Proto o
degli agrigentini Sodano.
Se, come sostiene Aurelio Angelini, e ci, come detto, ci consta personalmente, la
discarica dei fratelli Catanzaro una sorta di copia-incolla di quella di Motta
SantAnastasia, come mai Domenico Proto stato arrestato e la sua discarica
sequestrata ed i fratelli Catanzaro no?
Anzi, il fratello pi potente, il vicepresidente di Confindustria Sicilia, Giuseppe, qualche
settimana fa, mentre arrestavano il proprietario della megadiscarica di Motta
SantAnastasia, suo amico e collega, Domenico Proto, chiedeva ed otteneva, con
somma urgenza, la convocazione di un incontro istituzionale in Prefettura ad Agrigento
per firmare un protocollo di legalit alla presenza, oltre che dei vertici delle Forze
dellOrdine agrigentine, addirittura anche del presidente del Tribunale di Agrigento, del
tribunale cio che lo sta indagando!
Questa grave situazione, da me segnalata anche al dott. Raffaele Cantone,
responsabile dellAutorit Nazionale Anticorruzione, davvero paradossale.
Un plurindagato cio, ossia il vicepresidente di Confindustria Sicilia, Giuseppe Catanzaro
che chiede ed ottiene dal prefetto di Agrigento, Nicola Diomede, la convocazione in
Prefettura di un incontro pubblico sulla legalit, per firmare un protocollo dintesa
(denominato protocollo Dalla Chiesa), al fine di decidere, assieme al prefetto, quali
sono le aziende che hanno le carte in regola per operare legalmente in provincia di
Agrigento.
Siamo curiosi, a questo punto di verificare cosa hanno avuto da riferire alla Prefettura
di Agrigento, in materia di rifiuti, i vertici di Confindustria Sicilia.
Tanti sono gli interrogativi a cui dovrebbe rispondere la Procura ed il Tribunale di
Agrigento sul conto dei Catanzaro.
Perch proprio ora stata convocata questa urgentissima riunione in Prefettura?
Perch a presiederla c'era il vicepresidente di Confindustria Sicilia, Giuseppe Catanzaro,
come detto, uno dei pochi proprietari di discariche private che ancora pu, indisturbato,
continuare a dare lezioni di legalit!
Come mai stata avvertita la necessit di estendere linvito anche a tutti i magistrati
agrigentini?
E' stato forse deciso che il nostro Catanzaro lunico che si salva o che si vorrebbe
salvare, assieme alla sua mega discarica di Siculiana?
Ecco tutte quante le illegittimit contestate al vicepresidente di Confindustria Sicilia,
Giuseppe Catanzaro ed a suo fratello Lorenzo, proprietari della mega discarica di

13

Siculiana, contro i quali e' stato presentato un ricorso straordinario al presidente della
regione siciliana dal comune di Montallegro.
Il sindaco del comune agrigentino dove ricade una porzione della megadiscarica dei
Catanzaro, si avvalso della consulenza tecnica del docente universitario Aurelio
Angelini, uno dei maggiori esperti di questioni ambientali.
Il ricorso e' stato predisposto dall'avvocato Guido Gianferrara.
In altri termini, dal 2010, la discarica di Siculiana doveva essere chiusa, in quanto non
prevista dal piano regionale dei rifiuti e perch ampliata illegittimamente, a seguita di
unerronea (falsa?) dichiarazione di Catanzaro Giuseppe (vicepresidente di
Confindustrai Sicilia) e di suo fratello Lorenzo.
I due proprietari della mega-discarica di Siculiana, attestavano, nel 2009, invece, che
tale discarica era prevista nel piano regionale dei rifiuti, al fine di ottenere,
illegittimamente, lo ribadiamo, un ulteriore ampliamento, per abbancare, sotterrare
cio,
i
rifiuti
dellintera
Sicilia.
Poi c'e' il capitolo riguardante il versamento della polizza fideiussoria.
In soldoni, il vicepresidente di Confindustria Sicilia, avrebbe dovuto versare, nel 2009,
all'atto dell'ultimo enorme ed illegittimo ampliamento, 30 milioni di euro alla regione. In
realt
ne
ha
versati
soltanto
190
mila.
Il tutto in violazione di quanto previsto dalle vigenti leggi in relazione alla superficie
impegnata, oltre 100 mila metri quadri e per i milioni di metri cubi di rifiuti sotterrati.
Inoltre stata violata anche la norma definita opzione zero, ossia quella relativa alla
previsione della raccolta differenziata che, nel 2012, nell'area interessata, l'Ato ag2, di
cui fa parte anche la citt di Agrigento ed altri 18 comuni, avrebbe dovuto essere di
oltre il 60% ed in realt ancora inchiodata, nel 2014 al 7%.
Inoltre e' stata violata la norma che prevede che le discariche dovevano continuare ad
essere pubbliche e non private e dovevano essere utilizzate soltanto all'interno
dell'ambito territoriale dove ricadono. Messe a disposizione, cio, soltanto, nel nostro
caso dei 19 comuni agrigentini. I Catanzaro invece, grazie all'enorme ed illegittimo
ampliamento della discarica, oltre ad servire i comuni dell'Ato ag2, hanno sotterrato i
rifiuti dell intera Sicilia. Il tutto provocando gravissimi problemi ambientali ed alla
salute della gente che vive nei comuni a ridosso della loro discarica privata; in modo
particolare a Siculiana, Montallegro e Realmonte e via via tutti glia altri. Tali problemi
sono stati causati dall'enorme dimensione della sua, lo ribadiamo, illegittima discarica
privata
e
per
l'esigua
distanza
dai
centri
abitati.
Alla presente allego il corposo ricorso straordinario al Presidente della Regione,
presentato contro il vicepresidente di Confindustria Sicilia, Giuseppe Catanzaro, suo
fratello Lorenzo ed altri, per conto del comune di Montallegro, dall'avvocato Guido
Gianferrara su incarico del sindaco, Giuseppe Manzone , giusta deliberazione G.M. n.
33/2010 che, come detto si e' avvalso della collaborazione tecnica di uno dei maggiori
esperti italiani di problematiche ambientali, il gi citato docente universitario, Aurelio
Angelini.
Allego inoltre la relazione tecnica del prof. Aurelio Angelini che, assieme allavvocato
Gianferrara, mette in chiara evidenza una lunga serie di illegittimit nella realizzazione
e nei successivi ampliamenti della discarica di Siculiana.

14

Si tratta, come si potr evincere, con assoluta evidenza, di una discarica, quella dei
fratelli Catanzaro che, al limite, legalmente ( anche se doveva rimanere, per legge, in
mani pubbliche e non essere una loro esclusiva propriet) avrebbe dovuto soddisfare le
esigenze di un bacino dutenza di meno di 200 mila abitanti, quelli che risiedono cio
nei comuni che fanno parte dellATO rifiuti AG 2, di cui fa parte la citt di Agrigento ed
altri 18 comuni.
Dal 2007 ad oggi, i fratelli Catanzaro, originariamente gestori di una piccola discarica
comunale, attraverso delle tendenziose azioni legali che hanno dato luogo a dei
processi per associazione mafiosa a carico dellex sindaco di Siculiana, dellallora capo
dellufficio tecnico e del comandante dei vigili urbani, tutti quanti poi assolti con
sentenza definitiva, stata strappata al comune ed diventata, illegittimamente, una
propriet privata del vicepresidente di Confindustria Sicilia e di suo fratello.
Impadronitisi di detta piccola discarica, in maniera che definire rocambolesca, a livello
giudiziario, poco, Giuseppe e Lorenzo Catanzaro, altrettanto illegittimamente (come
potrete, tranquillamente appurare leggendo il ricorso presentato da Giuseppe Manzone,
sindaco di Montallegro, comune parzialmente interessato allampliamento, anchesso
illegittimamente autorizzato nel 2009), hanno ampliato cos a dismisura, la loro
discarica, tanto da essere in grado, adesso, di sotterrare i rifiuti di tutta quanta la
Sicilia!
E ci grazie anche ai recenti sequestri operati dalle Autorit Giudiziarie, di altre
discariche private come quella gi citata di Motta SantAnastasia, in provincia di
Catania.
Vogliano gli Organi Giudiziari valutare, a questo punto se, le illegittimit riscontrate nel
ricorso presentato dallavv. Guido Gianferrara, per conto del comune di Montallegro
contro i Catanzaro costituiscono ben pi gravi reati a livello penale e patrimoniale.
Ci riferiamo, oltre che agli eventuali reati ambientali commessi, agli altrettanto
eventuali illeciti arricchimenti, per svariate centinaia di milioni di euro, da parte del
vicepresidente di Confindustria Sicilia, Giuseppe Catanzaro e di suo fratello Lorenzo,
probabile frutto di una lunga serie di atti illeciti, compiuti dai pubblici funzionari contro i
quali stato presentato il gi citato ricorso del presidente della Regione del comune di
Montallegro, allegato alla presente lettera-esposto.
Tale accertamenti riteniamo che siano doverosi, oltre che per onorare il superiore
interesse della Giustizia e della ricerca della Verit, anche per porre fine ad unassai
scandalosa gestione del ciclo dei rifiuti in Sicilia. Alla palese violazione delle leggi
ambientali sono da aggiungere ulteriori violazioni, anchesse da me denunciate a tutte
quante le autorit giudiziarie e contabili.
Mi riferisco alla violazione in Sicilia, di tutte le norme, Regionali, Statali e dellUnione
Europea relative allaffidamento dei pubblici appalti, soprattutto proprio nel settore
della gestione dei rifiuti.
Da almeno 7 anni a questa parte non si contano pi infatti gli affidamenti diretti e le
proroghe, per svariate centinaia di milioni di euro, assicurati, dal 2010 in poi dai
commissari liquidatori degli ATO rifiuti, inviati dalla Regione Siciliana ed adesso anche
dai
sindaci,
attraverso
delle
illegittime
ordinanze.
Come ha evidenziato recentemente lAntitrust, col suo presidente, lavvocato e docente
universitario, il palermitano Giovanni Petruzzella, nel bollettino dello scorso 18 agosto,

15

ha sottolineato delle gravi irregolarit del perverso sistema di raccolta e smaltimento


dei rifiuti che sono state gi vagliate, per danni erariali e patrimoniali, anche dalla Corte
dei Conti, oltre che dalla Commissione Parlamentare Nazionale sul ciclo dei rifiuti.
Ricordiamo che fu proprio la Commissione Parlamentare Bicamerale che indagava sul
ciclo dei rifiuti, presieduta nel 2010 da Gaetano Pecorella che a proposito del caso
Sicilia concluse che, quello siciliano UN CASO UNICO DI DISFUNZIONE BEN
ORGANIZZATA.
Ovviamente la regia dellintera organizzazione opera dei funzionari ed dei governi
regionali che si sono succeduti da qualche decennio a questa parte, ed hanno
consentito, impunemente la commissione delle numerose irregolarit ed illegittimit
riscontrate da tutte quante le Autorit Regionali e Nazionali preposte al controllo di
legalit, ci riferiamo a quella gi citate: Corte dei Conti, Antitrust, AVCP, ossia lAutorit
di Vigilanza sugli Appalti Pubblici, adesso sostituita dallAutorit Anticorruzione,
presieduta dal magistrato Raffaele Canto, da me debitamente informata.
Vogliamo adesso chiosare questo mio esposto citando qualche passaggio del gi citato
BOLLETTINO del 18 agosto scorso dellAntitrust, presieduta dal Petruzzella e cio il N.
33 - 2014 con cui si comunicava il Provvedimento n. 25057 che prevede lavvio di
INDAGINI CONOSCITIVE relative al settore denominato IC49 - MERCATO DELLA
GESTIONE DEI RIFIUTI SOLIDI URBANI.
Ecco ci che sostiene il Petruzzella: Innanzitutto, si osserva lesistenza di un ricorso
significativo allaffidamento diretto anche in assenza dei requisiti in - house e una
durata degli affidamenti nella maggior parte dei casi superiore a quella che sembra
necessaria per recuperare gli investimenti, tali da scoraggiare lo sviluppo della
concorrenza
tra
operatori
e
favorire il consolidamento delle posizioni di mercato dei gestori incumbent. Affinch ci
si verifichi, tuttavia, necessario, innanzitutto, che le procedure di aggiudicazione del
servizio siano improntate ai principi concorrenziali.
Cos il sottoscritto ha colto loccasione per inviare una significativa segnalazione, in data
22/08/2014, anche al Petruzzella, dopo quelle gi inviate alla Procura della Repubblica
di Agrigento, a quella di Palermo, alla Corte dei Conti ed al dott. Raffaele Cantone,
presidente dellAutorit Nazionale Anticorruzione.
Si tratta della segnalazione, acquisita al protocollo dellAntitrust col n. W00045212 in
cui ho evidenziato, come del resto ha avuto modo di sottolineare, a grandi linee, lo
stesso Petruzzella che, in 19 comuni della provincia di Agrigento, compreso il mio, il
servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, oltre a costare il quadruplo della media
nazionale stato affidato dall'Ato rifiuti di Agrigento senza espletare gare d'appalto, dal
2007 ad oggi, per importi che ammontano ad oltre 300 milioni di euro.
Ho inoltre testualmente segnalato quanto segue:
in Sicilia, cos come del resto ha fatto l' Ato Gesa Ag 2 di Agrigento, non si fanno pi
gare d'appalto, nel settore dei rifiuti, da qualche decennio, per favorire,
illegittimamente, con costi esorbitanti che ormai ammontano a qualche miliardo di
euro, sempre le stesse ditte, una delle quali, nellAgrigentino, ed esattamente la SEAP,
di propriet del compare danello del ministro dellinterno, Angelino Alfano.
Nel febbraio del 2011 io avevo denunciato, alla Procura della Repubblica di Agrigento,
esattamente le stesse illegalit evidenziate ufficialmente dalla Corte dei Conti ed ora
16

anche
dall'Autorit
Antitrust
presieduta
proprio
dal
Petruzzella.
Illegalit che hanno prodotto costi e tasse sui rifiuti che risultano, in valore assoluto, i
pi
alti
dItalia,
almeno
il
doppio
della
media
nazionale.
Tanto per fare un esempio, se a Napoli, che fino a qualche anno fa, come abbiamo
avuto modo di dire, era ritenuta la citt dove si pagava la tassa sui rifiuti pi cara
dItalia, si pagavano intorno a 450 euro lanno per unabitazione di 100 metri quadri, a
fronte di una media nazionale di poco pi di 200 euro, in taluni paesi, come il mio,
Racalmuto, il paese che ha dato i natali al celebre scrittore Leonardo Sciascia, nellanno
2013 ci siamo visti recapitare bollette che per un alloggio delle stesse dimensioni di
Napoli,
si
aggirano
attorno
ai
mille
euro!
Pi
del
doppio
cio,
rispetto
a
Napoli,
citt
pi
cara
dItalia.
Con questa ennesima denuncia credo di non avere dimenticato di interpellare nessuna
delle Autorit e degli Organi Istituzionali, compresa la Magistratura, ovviamente, quella
penale e quella contabile, preposti a far rispettare le leggi in materia di servizi pubblici,
quali la perversa gestione siciliana dei rifiuti.
ALLEGO ALLA PRESENTE:
1. RICORSO STRAORDINARIO AL PRESIDENTE DELLA REGIONE SICILIANA
NELLINTERESSE DEL COMUNE DI MONTALLEGRO, IN PERSONA DEL LEGALE
RAPPRESENTANTE PRO-TEMPORE SIG. SINDACO DOTT. GIUSEPPE MANZONE,
RAPPRESENTATO E DIFESO, GIUSTA DELIBERAZIONE G.M. N. 33/2010 DALLAVV.
GUIDO GIANFERRARA.
2. RELAZIONE TECNICA DEL prof. AURELIO ANGELINI relativa alla
AUTORIZZAZIONE INTEGRATA AMBIENTALE IMPIANTO IPPC Vasca di discarica
denominata V 4 Sita in c.da Materano Siculiana (Agrigento) della ditta Catanzaro
Costruzioni s.r.l.
FIDUCIOSO IN UN VOSTRO FATTIVO INTERESSAMENTO, SONO A VOSTRA TOTALE
COMPLETA DIPOSIZIONE PER QUALSIASI ULTERIORE CHIARIMENTO.

Racalmuto , 28/08/2014 Salvatore Petrotto

Ricorso
ILL.MO PRESIDENTE DELLA REGIONE SICILIANA
RICORSO STRAORDINARIO
Nellinteresse del COMUNE DI MONTALLEGRO, in persona del legale rappresentante
pro-tempore sig. Sindaco Dott. Giuseppe Manzone rappresentato e difeso, giusta
deliberazione G.M. n. 33/2010 e procura a margine del presente atto, dallavv. Guido
Gianferrara, presso il cui studio elettivamente domiciliato in Palermo, via Gioacchino
Di Marzo, 14/F
CONTRO

17

- lASSESSORATO TERRITORIO E AMBIENTE DELLA REGIONE SICILIANA, in persona


del Legale Rappresentante pro-tempore - Via Ugo La Malfa, 169 - Palermo
- Provincia Regionale di Agrigento in persona del Legale Rappresentante pro-tempore Via Moro, 1 Agrigento
- ARPA Provinciale di Agrigento Sicilia Dipartimento Regionale in persona del Legale
Rappresentante pro-tempore C.so Calatafimi, 217 Palermo
- ARPA Sicilia Dipartimento Provinciale di Agrigento in persona del Legale
Rappresentante pro-tempore Via Crispi, 46 92100 Agrigento
- Agenzia Regionale per i rifiuti e le acque (ora Dipartimento Regionale per i rifiuti e le
acque) in persona del Legale Rappresentante pro-tempore - Via Catania n 2
Palermo
- ASP Servizio igiene ________ Medicina del Lavoro in persona del Legale
Rappresentante pro-tempore Contrada
- ASL n 1 in persona del Legale Rappresentante pro-tempore v.le delle Vittoria, 321
- Agrigento
- ASL n. 1 di Agrigento (Servizi Igiene Ambienti di Vita Comune di Siciliana
- ASL n. 1 di Agrigento (S.P.R.E.S.A.L.);
- Ufficio Genio Civile di Agrigento in persona del Legale Rappresentante pro-tempore Piazza Vittorio Emanuele, 20 92100 Agrigento
- Agenzia Regionale per i Rifiuti
- Autorit dambito ATO GESA AG. 2 in persona del Legale Rappresentante protempore P.zza Pirandello n1 92100 Agrigento
- Comune di Siculiana in persona del Legale Rappresentante pro-tempore P.zza
Basile, 23 Siculiana C/o Casa Comunale
- Commissione Provinciale per la Tutela Ambientale di Agrigento (C.P.T.A. di AG) in
persona del Legale Rappresentante pro-tempore Via Lauricella, 9 Agrigento;
E NEI CONFRONTI
- della DITTA CATANZARO COSTRUZIONI S.R.L. con sede in Favara (AG), via Miniera
Ciavolotta lotti 92/94, in persona del suo legale rappresentante;
PER LANNULLAMENTO, PREVIA SOSPENSIONE,
del Decreto di Autorizzazione Integrata Ambientale D.R.S. n. 1362 del 23.12.2009
comunicato con nota pervenuta in data 9 marzo 2010 con il quale stata autorizzata
la Ditta Catanzaro Costruzioni s.r.l. ai sensi del D.Lgs 59/05 allAumento della capacit
produttiva dellimpianto gi esistente con lintroduzione e realizzazione della vasca di

18

coltivazione denominata V4 sita in cda Materano- Siculiana (AG), tanto nella parte in
cui ha rilasciato la suddetta A.I.A. tanto per la parte relativa alla V.I.A.;
nonch per quanto occorre possa dei pareri favorevoli rilasciati da tutte le
amministrazioni resistente nel corso delle sedute della Conferenza dei Servizi indette
alluopo dallAssessorato nonch dei pareri favorevoli comunque resi e indicati nel
predetto provvedimento e segnatamente:
nota prot. n. 3831 del 29/10/2009 del Dipartimento ARPA Provinciale di Agrigento;
nota prot. n. 38717 del 30/09/2009 della Provincia Regionale di Agrigento;
nota prot. n. 55 del 29/10/2009 dellASL n. 1 di Agrigento (Servizi Igiene Ambienti di
Vita Comune di Siculiana);
nota prot. n. 34286 del 2/07/2009 dellASL n. 1 di Agrigento (S.P.R.E.S.A.L.);
nota prot. n. 346 dellAssessorato Regionale Territorio e Ambiente Servizio 5 Rifiuti;
nota prot. n. 1625 del 23/10/2009 dellAssessorato Regionale Territorio e Ambiente
Servizio 2;
nota prot. n. 502 del 11/11/2009 dellAssessorato Regionale Territorio e Ambiente
Servizio 3 Tutela dellinquinamento atmosferico;
nota prot. n. 8978 del 4/03/2009 e prot. n. 31807 del 13/08/2009 dellAgenzia
Regionale per i Rifiuti;
nota prot. n. 7090 del 29/09/2009 dellAutorit dAmbito GESA AG2;
nota prot. n. 15090 del 30/09/2009 del Genio Civile di Agrigento;
delibera della Commissione straordinaria del Comune di Siculiana n. 22 del 1/12/2009 e
nota prot. n. 12056 del 1/12/2009 del Comune di Siculiana;
nota prot. n. 493/783 del 30/07/2009 della Commissione Provinciale per la Tutela
Ambientale di Agrigento (C.P.T.A. di AG)
IN FATTO E IN DIRITTO
Il procedimento amministrativo seguito per il rilascio dellA.I.A. oggi impugnata risulta
illegittimo stante la carenza di una adeguata istruttoria in ordine alla richiesta avanzata
dalla controinteressata ditta Catanzaro per la realizzazione di un ampliamento ( recte
modifica sostanziale) della gi esistente discarica sita nel territorio del Comune di
Siculiana con un significativo aumento della capacit produttiva dellimpianto attraverso
lintroduzione e realizzazione di una nuova vasca di coltivazione denominata V4 sita in
cda Materano- Siculiana (AG), capace di implementare la portata della discarica
inizialmente pari a complessivi 1.874.000 mc ripartiti su quattro vasche (VE, V1, V2 e
V3 attualmente operativa) di ulteriori mc 2.937.379.

19

Siffatto imponente e radicale mutamento dellintero impianto, stato per istruito e


valutato alla stregua di un piccolo e poco significativo ampliamento dellimpianto
originario, senza una corretta valutazione dellimpatto ambientale di una discarica di
dimensioni pi che raddoppiate e per di pi non parametrate alle esigenze del cd
Ambito Territoriale servito n adeguata alle finalit normativamente perseguite di
riduzione delle discariche e del quantitativo di rifiuti non riciclabili.
Il comune di Montallegro, odierno ricorrente proprio per la mancanza di un idoneo
vaglio del cd fattore cumulo della modifica rispetto alla struttura preesistente, nonch
in ragione del patente sovradimensionamento della discarica realizzanda rispetto alle
effettive esigenze dellATO di riferimento, esprimeva la propria opposizione in proprio e
nella qualit di comune nel cui territorio destinata a ricadere parte della nuova vasca
di accumulo.
Come si legge negli stessi verbali dei lavori della Conferenza dei servizi alluopo indetta
dallAssessorato Regionale competente, il Comune ricorrente infatti ha espresso parere
negativo per limpatto sul territorio sia in ordine alla salute pubblica interessata dalla
vicinanza di una discarica tanto grande con le relative esalazioni di biogas e ovviamente
dal relativo traffico di automezzi nonch per la valenza turistico-monumentale del
proprio territorio messa a repentaglio dalle nuove dimensioni dellimpianto.
Venendo dunque alla analitica disamina dei vizi che affliggono tutti i provvedimenti
impugnati appare opportuno rassegnarne una trattazione congiunta alla esplicazione
delle ragioni di diritto che supportano le censure di seguito articolate.
Deve per in via preliminare e prioritaria osservarsi quanto segue.
La questione oggetto dellodierno ricorso da inquadrare nella pi ampia e generale
vicenda della tutela dellambiente e della salute delluomo.
Lattuale normativa nellaffrontare lattivit di gestione dei rifiuti impone scelte razionali
delle risorse naturali e conversione dei sistemi produttivi verso tecnologie di minor
impatto per lambiente e di maggior tutela per la salute dei cittadini. Coerentemente
con tale indirizzo la politica legislativa di matrice comunitaria ha indotto il legislatore
nazionale ad articolare la gestione dei rifiuti su diversi livelli di priorit dazione, in cui lo
smaltimento relegato ad una posizione residuale, infatti le fasi finali della filiera del
rifiuto consistono o nel suo recupero (riutilizzo o trasformazione in sostanza utile ai fini
produttivi) ovvero nel suo smaltimento per eliminazione o stoccaggio definitivo.
Lo smaltimento rappresenta per la modalit pi nociva in quanto, comunque attuato,
comporta sempre un danno che non pu mai essere completamente evitato.
Pertanto, a tutti i livelli normativi, lobiettivo la limitazione radicale di tale modalit e
labbandono progressivo delle discariche soppiantate da impianti di riuso,
termovalorizzazione etc.
Gi alla stregua delle superiori considerazioni i provvedimenti in epigrafe citati meritano
allora di essere annullati alla stregua delle seguenti ragioni di
DIRITTO

20

1. VIOLAZIONE E FALSA APPLICAZIONE DELLART. 3 lettera c) DEL DLGS N. 59/2005 VIOLAZIONE E FALSA APPLICAZIONE DELLART. 4 COMMA 4 DLGS N. 59/2005 VIOLAZIONE E FALSA APPLICAZIONE DELLART. 5 DLGS N. 36/2003 VIOLAZIONE E
FALSA APPLICAZIONE DEGLI ARTT. 178, 179 E 200 DEL DLGS N. 152/2006 COME
MODIFICATO E SOSTITUITO DAL DLGS N. 4/2008 VIOLAZIONE E FALSA
APPLICAZIONE DEL PRINCIPIO DI PROSSIMITA E AUTOSUFFICIENZA DEGLI ATO
ECCESSO DI POTERE PER DIFETTO DI ISRUTTORIA TRAVISAMENTO DIFETTO DEI
PRESUPPOSTI E SVIAMENTO DALLA CAUSA TIPICA
Il quadro normativo in epigrafe emarginato indica con chiarezza la finalit di evitare la
produzione di rifiuti e quindi il loro conferimento in discarica, in linea con le previsioni
comunitarie volte alla realizzazione di una gestione integrata dei rifiuti a tutela e difesa
dellambiente e delle risorse disponibili, caratterizzata da una serie di obiettivi per uno
sviluppo sostenibile nel settore dei rifiuti essenzialmente diretto al riciclo e riutilizzo
delle materie al fine di consentire un pi efficace sfruttamento delle materie prime
evitando la dispersione di risorse nellambiente e/o il loro conferimento in discarica.
In questottica il legislatore, ha individuato quale modulo organizzativo della gestione
integrata il cd Ambito territoriale ottimale (ATO) per conseguire le adeguate dimensioni
gestionali del ciclo rifiuti sulla base di parametri fisici, demografici, tecnici, ripartizioni
politico amministrative nonch adeguata valutazione del sistema trasporti etc. (cfr da
ultimo Dlgs n. 152/2006 s.m.i.)
Lobiettivo da conseguire per ogni ATO la riduzione dei rifiuti da collocare in discarica
(art. 5 del Dlgs n. 36/2003).
Per la Regione Siciliana stata emanata lordinanza commissariale n. 1260 del 30
settembre 2004, che prevede ladeguamento del punto n) degli allegati del Piano
regionale, nella parte relativa alle discariche, per renderlo aderente al D.Lgs 36/2003,
nonch il Programma per la riduzione dei rifiuti biodegradabili in discarica.
Ebbene, in patente violazione delle norme sopra calendate e dei principi di derivazione
comunitaria ivi sanciti, il progetto oggi autorizzato con il provvedimento AIA impugnato
risulta sovradimensionato rispetto allATO di riferimento e quindi emesso in violazione
di tutta la normativa che limita e restringe ogni possibile utilizzo di discariche per i
rifiuti.
Infatti nella relazione prodotta dalla ditta Catanzaro A5 Valutazione dellinquinamento
a pag. 3 si legge: Limpianto in argomento [] espressamente contemplato nel
Piano regionale dei rifiuti [] nellottica di assolvere alle funzioni di impianto connesso
e correlato ad una funzione su scala regionale.
Tale affermazione, erronea come si dir nel riferimento al Piano regionale dei rifiuti,
rende evidente (come pure la semplice lettura dei dati a supporto e della capienza di
abbancamento prevista nella nuova vasca) che limpianto dimensionato per un bacino
regionale di oltre 5 milioni di abitanti e non per i 200 mila abitanti dellATO AG 2.
LATO in questione denominato, appunto, AG 2 , infatti, composto da soli 19 Comuni
per circa n. 196.923 abitanti, pertanto una discarica a servizio dellATO AG2 avrebbe un
fabbisogno pari a 50 mila tonnellate per anno: limpianto autorizzato prevede un

21

volume di quasi 3 milioni di metri cubi e cio una capienza utile per lATO considerato
per circa 60 anni di attivit.
Come infatti asseverato nella relazione tecnica a firma del Prof. Aurelio Angelini, lart.
199, 3, lettera a), del D.lgs 152/2006, che stabilisce lobbligo di assicurare la gestione
dei rifiuti urbani non pericolosi all'interno degli Ambiti Territoriali Ottimali.
Lautorizzazione che stata rilasciata dalla Regione siciliana, prevede per la vasca V4
una concessione pari a 2.937.379 mc. LImpianto di smaltimento V4, si trova
nellAmbito Territoriale Ottimale AG2. LAmbito AG2 costituito da 19 comuni per
una popolazione complessiva pari a 196.923 abitanti, in base a quanto descritto dal
Piano di gestione dei rifiuti dellATO Ag.2 del 2003, che indica a pag. 30, una
produzione complessiva di rifiuti pari a 85.129 t/anno, articolata in una produzione di
rifiuti tal quale di 83.993 t/anno, e cio, pari all1.17 Kg/ab/giorno. Poich il rapporto
peso/volume dei rifiuti non differenziati pari a circa 0,55, ci significa che un kg di
rifiuti non compattati occupa circa 1,8 lt. Per i rifiuti compattati il rapporto peso/volume
pari a 0,8, ci significa che un kg di rifiuti compattati occupa circa 1,25 lt. Possiamo
pertanto concludere che il fabbisogno annuo di metri cubi per labbancamento di rifiuti
in discarica, a fronte di una produzione annua di rifiuti tal quale dellATO AG2 di circa
85 mila tonnellata, senza considerare gli obiettivi attuali della raccolta differenziata e
quelli del trattamento/riduzione in discarica, pari a circa 106.000 mc.
Lautorizzazione che avrebbe dovuto prendere in considerazione gli obiettivi attuali della
raccolta differenziata e quelli del trattamento/riduzione, anche con una tale
macroscopica disattenzione, non avrebbe potuto superare i 636.000 mc, in relazione al
limite massimo di 6 anni per lautorizzazione al funzionamento delle discariche
certificate. E del tutto evidente il sovradimensionamento dellimpianto di volumetria
pari a 2.937.379 mc., in relazione al fabbisogno dellATO. Lautorizzazione appare del
tutto illegittima in considerazione che limpianto della vasca denominata V4
contigua ad altre quattro vasche denominate: VE, V1, V2 e V3, utilizzate e/o utilizzabili
per complessivi 1.874.000 mc., e in base a quanto dichiarato dalla Catanzaro
costruzioni nella relazione tecnica, che la vasca V3, dispone di una capacit residua di
560.000 mc., ovvero, una stima di abbancamento pari a 424.000 tonnellate, e cio,
pari al fabbisogno dellATO AG2 per i prossimi 4 anni, per il totale dei rifiuti prodotti tal
quali, e sempre senza calcolare la raccolta differenziata (attuale del 45% e del 65% al
2012) e del trattamento/riduzione dei rifiuti.
Da quanto precede emerge con un nitore che non richiede particolare commento che le
dimensioni previste per la nuova di vasca risultano ben pi che sovradimensionate
dando vita ad un impianto totalmente sproporzionato rispetto al fabbisogno dellATO ed
alle previsioni di legge.
Per di pi tenendo conto della esistenza della vasca V3 ancora in gran parte operativa e
della portata residua della medesima atta a soddisfare labbancamento per circa un
ulteriore quadriennio della attuale produzione di rifiuti dellATO (destinata per a
diminuire in ragione degli obiettivi predetti), appare evidente che lAutorizzazione
avversata stata rilasciata sulla base di un presupposto errato e del palese
travisamento dei fatti.
Tra le premesse del provvedimento si legge infatti che la finalit dellampliamento, si
configura necessario per la vita utile dellintero complesso della discarica ormai
prossima allesaurimento.

22

Al contrario, la discarica nellassetto attuale risponde in maniera pi che adeguata alle


esigenze dellATO e non risulta prossima allesaurimento.
Quanto detto, in ordine alle effettive esigenze dellATO Ag2 trova conferma nel
precedente decreto di autorizzazione allampliamento alla Catanzaro costruzioni del
Prefetto di Agrigento ove si chiarisce la portata dellambito servito dalla discarica in
questione (vedi allegato A9 Copie autorizzazioni precedenti, pag. 12, in cui si legge:
al fine di garantire continuit allerogazione di un servizio pubblico in favore delle
collettivit interessate (circa 200.000 abitanti).
In altri termini, appare evidente che lampliamento assentito lungi dal rispondere alle
esigenze dellATO AG2 stato parametrato sulla scorta di esigenze emergenziali ormai
abbandonate dalla stessa Regione Siciliana gi dal 2006.
E ci trova conferma anche nella sintesi non tecnica allegata alla richiesta di AIA
presentata dalla Catanzaro ove si legge al punto 1.1 che la discarica ha svolto in
passato unazione di mutuo soccorso in occasione di crisi ambientali con funzioni di
impianto connesso e correlato ad una funzione su scala regionale e che il progetto
presentato organico alla funzione che limpianto ha avuto nel tempo rispetto alle
emergenze ambientali, cui in regime di mutuo soccorso, stato adibito nel tempo con
riferimento a plurimi ambiti territoriali ottimali dellisola.
A fronte dellindubbio sovradimensionamento rispetto alle esigenze dellATO Ag 2 e
quindi della patente violazione delle norme e dei principi in epigrafe indicati non stata
indicata alcuna motivazione che in ipotesi potesse giustificare siffatta opzione, donde
un primo profilo di sicura illegittimit.
2. VIOLAZIONE E FALSA APPLICAZIONE DELLART. 14 BIS e 14 TER DELLA LEGGE N.
241/1990 S.M.I. VIOLAZIONE E FALSA APPLICAZIONE DEGLI ARTT. 22 e 208 DEL
DLGS N. 152/2006 COME MODIFICATO DALLART. 1 COMMA 3 DEL DLGS N. 4/2008
DIFETTO DI ISTRUTTORIA SOTTO DIVERSO ED ULTERIORE PROFILO VIOLAZIONE
E FALSA APPLICAZIONE DELLART. 5, COMMA 1 LETTERA I) E COMMA 11, DLGS N.
59/2005 VIOLAZIONE E FALSA APPLICAZIONE DEGLI ARTT. 216 E 217 DEL RD 27
LUGLIO 1934 N. 1265 ECCESSO DI POTRE PER DIFETTO DI ISTRUTTORIA SOTTO
DIVERSO ED ULTERIORE PROFILO TRAVISAMENTO ECCESSO DI POTERE PER
DIFETTO DEI PRESUPPOSTI
Come gi rassegnato nel motivo test dedotto, nonostante la partecipazione di una
congerie di amministrazioni, il provvedimento impugnato risulta affetto da irredimibili
carenze ed omissioni sul piano istruttorio che lo rendono illegittimo e erroneamente
divergente dal paradigma legislativo dellAIA anche sotto il profilo di valutazione VIA.
Infatti, ai sensi e per gli effetti dellart. 5 del Dlgvo n. 59/2005, la richiesta di AIA deve
contenere i) le eventuali principali alternative prese in esame dal gestore, in forma
sommaria.
Lart. 22 del Dlgvo n. 152/2006 rubricato (Studio di impatto ambientale) prevede che
3. Lo studio di impatto ambientale contiene almeno le seguenti informazioni: d) una
descrizione sommaria delle principali alternative prese in esame dal proponente, ivi
compresa la cosiddetta opzione zero, con indicazione delle principali ragioni della
scelta, sotto il profilo dell'impatto ambientale.
23

Lo stesso art. 14 bis della legge n. 241/1990 prevede che nel caso in cui sia richiesta
VIA, la conferenza di servizi si esprime entro trenta giorni dalla conclusione della fase
preliminare di definizione dei contenuti dello studio d'impatto ambientale, secondo
quanto previsto in materia di VIA. Ove tale conclusione non intervenga entro novanta
giorni dalla richiesta di cui al comma 1, la conferenza di servizi si esprime comunque
entro i successivi trenta giorni. Nell'ambito di tale conferenza, l'autorit competente alla
VIA si esprime sulle condizioni per la elaborazione del progetto e dello studio di impatto
ambientale. In tale fase, che costituisce parte integrante della procedura di VIA, la
suddetta autorit esamina le principali alternative, compresa l'alternativa zero.
Alla stregua delle superiori norme evidente che listruttoria, specie ove tendente alla
valutazione di impatto ambientale, non possa prescindere dallesame di tutte le
alternative compresa la cd opzione zero.
Nel caso di specie invece siffatto esame di tutte le alternative non stato compiuto n
sono state valutate le conseguenze della cd alternativa zero ovvero della ipotesi di
mancato ampliamento della discarica gi esistente, indefettibilmente richiesta per la
corretta valutazione dellimpatto ambientale.
Ed alla luce di quanto emerge dalla relazione tecnica versata in atti e gi citata, poich
nel frangente la Vasca V3 gi esistente ed ancora operativa presenta una capienza tale
da soddisfare i bisogni dellATO di riferimento per i prossimi 4 anni almeno, la
valutazione della cd opzione zero sarebbe stata senzaltro imprescindibile dovendosi
dimostrare la indispensabile necessit invece di realizzare un impianto ridondante e
superfluo.
Donde un ulteriore profilo di illegittimit.
Per di pi, lindefettibile e doverosa acquisizione del parere del Comune di Montallegro,
richiesta anche ai sensi e per gli effetti dellart. 5 comma 11 Dlgv. 59/2005, in relazione
agli artt. 216 e 217 del rd 1265/1934, stata sostanzialmente pretermessa dal
momento che le osservazioni mosse dal comune ricorrente, anche in ragione delle
predette normative (sovradimensionamento, effetti ambientali e conseguenze
economiche) sono state liquidate come inopportuni aggravamenti del procedimento,
formulati in modo generico e atecnico.
Al contrario le funzioni rimesse al sindaco in materia di lavorazioni insalubri e nel caso
di gas o altre esalazioni e rifiuti solidi ai sensi del citato regio decreto, siccome
richiamato dal comma 11 dellart. 5 avrebbero imposto la valutazione di speciali cautele
per la incolumit delle persone e del centro abitato tutto ad opera della conferenza dei
servizi che invece non ha ritenuto di valorizzare il dissenso manifestato sul punto, non
rispettando neanche lattivazione di quanto previsto dal ridetto comma 11.
Sul punto peraltro lo stesso art. 208 del dlgs n. 152/2006 s.m.i., nel regolamentare la
conferenza dei servizi per il rilascio delle autorizzazioni per le discariche, impone che la
delibera di adozione deve fornire una adeguata ed analitica motivazione rispetto alle
opinioni dissenzienti espresse nel corso della conferenza.
Pertanto di tutta evidenza la carenza istruttoria e motivazionale del provvedimento
avversato nella parte in cui non ha dato ampia ed esauriente indicazione delle ragioni
che non hanno consentito di valorizzare il dissenso del Comune oggi ricorrente.

24

Nella nota allegata al verbale della conferenza, il Sindaco Di Montallegro, infatti


denunciava che dagli allegati progettuali non si rilevano i comuni conferitori, n le
quantit annuali di conferimento di rifiuto e cos la durata temporale del predetto
impianto riportando anche le preoccupazioni espresse in seno al Consiglio Comunale
relative ai rischi per lambiente la salute pubblica e la qualit della vita in relazione
anche allo sviluppo socioeconomico di un territorio a vocazione turistica, caratterizzato
da ingenti risorse naturalistiche e paesaggistiche.
E di tutta evidenza che si tratta di osservazioni puntuali e qualificanti, in ordine alle
quali avrebbero senzaltro dovuto essere forniti i dati richiesti (quali Comuni conferitori,
le quantit di rifiuti etc) al fine di consentire leffettiva espressione di un parere
informato e consapevole visto limpatto sulla comunit locale del progetto presentato.
Donde un ulteriore profilo di illegittimit
E ancora deve osservarsi che tra i pareri favorevoli asseritamente espressi in merito al
progetto risultano indicate due note e segnatamente nota prot. n. 8978 del 4/03/2009
e prot. n. 31807 del 13/08/2009 dellAgenzia Regionale per i Rifiuti.
Tuttavia dette note lungi dal contenere pareri favorevoli espressi dalla ridetta Agenzia
presentano un contenuto del tutto differente e inidoneo a rappresentare
quellindefettibile apporto partecipativo alla conferenza dei servizi che siffatta Agenzia
per le competenze istituzionali avrebbe dovuto esprimere.
Infatti, come si evince anche dalla documentazione presentata dalla Catanzaro a
supporto della propria richiesta, le note predette non contengono alcuna valutazione
men che mai favorevole del progetto di ampliamento.
Ed invero la prima nota prot. 16102 del 4.3.09, antecedente allo stesso avvio della
procedura (domanda di autorizzazione integrata ambientale della Catanzaro Costruzioni
del 27 marzo 2009, prot. n.341), si limita a comunicare che le vasche costruite
precedentemente erano state valutate congrue al Piano regionale dei rifiuti (cfr anche
pag. 5 e 6 premessa sintesi non tecnica).
Con la seconda nota, lARRA, invece, si limita a sottolineare che il progetto in questione
non un ampliamento della discarica esistente ma una modifica sostanziale(prot.
n.31807 del 13.08.09, indicata erroneamente quale parere favorevole).
Ambedue le note in commento costituiscono parte della corrispondenza intercorsa tra il
gestore e lARRA, e comunque attengono ad una fase propedeutica e prodromica al
procedimento AIA ma in nulla esprimono parere favorevole in ordine alla modifica
sostanziale apportata allimpianto con il progetto di cui si oggi si contesta
lautorizzazione.
Di talch evidente che lARRA non si minimamente pronunciata sul progetto: di
conseguenza lAgenzia Regionale per i rifiuti, istituzione di riferimento autorizzativo non
ha partecipato n alla conferenza dei servizi n al relativo procedimento, con radicale
insanabile illegittimit del provvedimento autorizzativo adottato.
Le ultime notazioni evidenziano vieppi la superficialit delliter intrapreso e seguito per
addivenire allAIA avversata, specie in quanto lAssessorato competente non si

25

neanche avveduto che le note dellARRA erroneamente ritenute quali pareri favorevoli
al nuovo impianto, di fatto, non si esprimono in proposito, non avendo lAgenzia preso
alcuna parte al procedimento in questione.
Donde un ulteriore profilo di illegittimit del provvedimento impugnato.
VIOLAZIONE E FALSA APPLICAZIONE DEGLI ARTT. 4 E 5 DEL DLGVS N. 59/2005
VIOLAZIONE E FALSA APPLICAZIONE DEGLI ARTT. 8, 9, 10 E 14 DEL DLGS n. 36/2003
VIOLAZIONE E FALSA APPLICAZIONE DELLE NORME E DEI PRINCIPI IN MATERIA DI
VIA ECCESSO DI POTERE SOTTO ULTERIORE E DIVERSO PROFILO
Nelle citate note dellARRA si evidenziato un ulteriore elemento di criticit del
progetto presentato che ridonda nella illegittimit dei provvedimenti impugnati sotto il
profilo che segue.
La Valutazione ambientale e autorizzativa del progetto relativo alla vasca 4 stato
infatti trattato come un ampliamento, nonostante si tratti di una modifica sostanziale e
di portata significativa tanto da comportare una implementazione della volumetria di
abbancamento superiore al raddoppio di quella prima esistente.
LARRA nella nota da ultimo citata aveva rappresentato che il progetto apportava una
modifica sostanziale di tal ch avrebbe dovuto senzaltro operarsi una valutazione
unitaria del complesso impiantistico risultante (vasche esistenti e nuova vasca 4) sia
per limpatto ambientale e sia per limpiantistica prevista, specie con riferimento
allimpianto di trattamento dei rifiuti a servizio.
Limpianto di trattamento esistente infatti stato autorizzato con D.R.S. 268 del 2008
per un flusso in entrata ben differente e certamente minore rispetto alle potenzialit
della nuova vasca, specie congiunte a quelle della vasca ancora attiva.
Ci nonostante nelle relazioni tecniche presentate in uno alla richiesta di autorizzazione
si opera solamente un richiamo alle capacit di detto impianto di trattamento in ordine
a quanto previsto dalla disciplina sulla riduzione progressiva dei rifiuti biodegradabili in
discarica, senza indicarlo come adeguato e/o rispondente ad un flusso di rifiuti pi che
raddoppiato rispetto al flusso iniziale in ragione del quale era stato positivamente
valutato.
Al contrario per la costruzione di nuove discariche, o per una modifica sostanziale
(cio quella che ricorre nel caso di specie secondo le stesse indicazioni dellARRA nota
prot. n. 31807/2009) il Decreto Legislativo 18 febbraio 2005, n. 59, Attuazione
integrale della direttiva 96/61/CE relativa alla prevenzione e riduzione integrate
dell'inquinamento, (G.U. 22 aprile 2005, n. 93), allart. 1., lettera, n), stabilisce che
modifica sostanziale: una modifica dell'impianto che, secondo un parere motivato
dell'autorit competente, potrebbe avere effetti negativi e significativi per gli esseri
umani o per l'ambiente. In particolare, per ciascuna attivit per la quale l'allegato I
indica valori di soglia, sostanziale una modifica che dia luogo ad un incremento del
valore di una delle grandezze, oggetto della soglia, pari o superiore al valore della
soglia stessa.

26

Pertanto di tutta evidenza che avrebbero dovuto essere attuate pi penetranti


verifiche in ordine al cd effetto cumulo valutando il complesso risultante dalla modifica
sostanziale unita allimpianto preesistente: ma tale valutazione non risulta agli atti.
Peraltro, ai sensi e per gli effetti dellart. 4 del Dlgvo n. 59/2005, per le discariche dei
rifiuti possono considerarsi inverati i requisiti tecnici solo ove presenti e soddisfatti tutti
i requisiti tecnici di cui al Decreto Legislativo n. 36/2003.
Pertanto, per il peculiare aspetto che ne occupa, ai sensi dellart. 8 lettera c) di tale
ultimo decreto, la richiesta di autorizzazione avrebbe dovuto essere corredata anche
con l'indicazione della capacit totale della discarica, espressa in termini di volume
utile per il conferimento dei rifiuti, tenuto conto dell'assestamento dei rifiuti e della
perdita di massa dovuta alla trasformazione in biogas.
A mente del successivo art. 10 il contenuto dellautorizzazione avrebbe dovuto indicare
c) la capacit totale della discarica, espressa in termini di volume utile per il
conferimento dei rifiuti e ci anche in relazione alla previsione del comma 3 ove
espressamente si prevede che la garanzia finanziaria relativa alla post-chiusura finale
deve coprire la capacit totale della discarica come definita al comma 1, lettera c), la
garanzia finanziaria per l'attivazione e la gestione della discarica prestata per i singoli
lotti autorizzati.
La stessa normativa in materia di discariche dunque impone di operare una valutazione
globale e complessiva della discarica risultante non consentendo di addivenire ad
artificiose segmentazioni dellimpianto tramite suddivisioni in lotti o vasche che tendano
a far perdere di vista il complesso nel suo insieme.
Per di pi fin troppo evidente che la stessa valutazione di impatto ambientale
dovrebbe essere condotta valutando il complesso nella sua unitariet, essendo
facilmente intuibile che le stesse misure di mitigazione, in caso contrario, potrebbero
risultare del tutto inefficaci e inadatte.
Nel caso di specie al contrario la richiesta presentata e tutta listruttoria seguita
risultano caratterizzate da una penalizzante ottica parziale e partita che rappresentando
il progetto come una modifica e comunque tradendo la logica dinsieme finisce con il
travisare il reale e concreto impatto dellintervento.
Peraltro, il fraintendimento della reale portata delle note dellARRA di cui si detto ha
determinato un ulteriore profilo di illegittimit dal momento che la modifica sostanziale
in questione non risulta in alcun modo compatibile con il Piano regionale di gestione dei
rifiuti, non essendo mai stata valutata una simile compatibilit.
Sul punto, come si legge nella relazione tecnica versata in atti, deve infatti ricordarsi
che il Piano vigente ha operato solamente una elencazione delle discariche attive (tra
cui quella di Siciliana) nulla prevedendo in ordine alla realizzazione di nuove discariche
o ampliamenti sostanziali di quelle esistenti. (Cfr. cap. 2.2 relazione tecnica a firma del
Prof Angelini).
Pertanto evidente che nel caso di specie risultano irredimibilmente violate tanto le
disposizioni in materia di discariche quanto quelle in materia di VIA.

27

Invero, la realizzazione del progetto relativo alla discarica in questione e quindi della cd
Vasca 4 comporta necessariamente lesecuzione di opere che stravolgono la discarica
esistente.
Tuttavia, lo studio di compatibilit ambientale presentato dalla societ
controinteressata, pur riguardando solo lampliamento della discarica, avrebbe dovuto
farsi carico del rapporto di reciprocit che intercorre con lesistente e della natura
sostanziale della modifica apportata.
Al contrario, dagli atti impugnati e dai verbali della conferenza di servizi, emerge che
lamministrazione ha preso in considerazione solo le opere e misure da realizzare per
lampliamento senza esaminare quelle relative alla discarica esistente e occorrenti in
relazione allimpianto risultante dalla sommatoria, senza dunque verificare in modo
omogeneo e complessivo la struttura finale e quindi senza aggiornare e vagliare le
misure inizialmente previste per la vecchia discarica, oggetto di un distinto
procedimento amministrativo precedente.
Donde lulteriore profilo di illegittimit degli atti impugnati.
VIOLAZIONE E FALSA APPLICAZIONE DEGLI ARTT. 4 E 5 DEL DLGS N. 59/2005
VIOLAZIONE E FALSA APPLICAZIONE DEGLI ARTT. 8, 9, 10 E 14 DEL DLGS n. 36/2003
Da ultimo deve rilevarsi che a riprova della violazione delle norme in epigrafe indicate,
il piano post operativo allegato si limita a descrive i compiti della gestione ma non
pianifica le attivit, manca, in violazione dellart. 8, comma 1, lett. l) dlgs 36/2003 il
piano di ripristino ambientale del sito a chiusura della discarica, redatto secondo i criteri
stabiliti dallallegato 2, nel quale avrebbero dovuto essere previste le modalit e gli
obiettivi di recupero e sistemazione della discarica in relazione alla destinazione d'uso
prevista dell'area stessa.
Peraltro in violazione dellart. 10 comma 3 Dlgs n. 26/2003 a mente del quale
l'autorizzazione all'esercizio della discarica rilasciata solo dopo l'accettazione da pare
della regione delle garanzie finanziarie di cui all'articolo 14 non risulta intervenuta
siffatta accettazione n risulta presentata alcuna garanzia.
LAIA impugnata si limita a prevedere e richiedere, solamente prima del conferimento,
la presentazione delle polizze relative alla gestione operativa e post operativa.
Per di pi il costo stimato della fideiussione indicato nella relazione A6 Piano
finanziario, 3.1.20 redatto dalla Catanzaro Costruzioni per un importo di 195.391,
23 non risulta calcolato in base ai parametri previsti dallOrdinanza Commissariale N.
2196 del 2 dicembre 2003, (pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana
parte I, n.8 del 20 febbraio 2004.) con conseguente ulteriore illegittimit del
provvedimento impugnato.
Sul punto appena il caso di ricordare che la giurisprudenza ha insegnato che
l'autorizzazione della discarica, quale condizione necessaria della stessa, deve
precedere la verifica delle garanzie di cui all'art. 14 d.lg. n. 36 del 2003, non potendo
costituire una mera prescrizione successiva alla approvazione del progetto. (cfr. T.A.R.
sez. I Liguria, 11-05-2004, n. 745).

28

E ci in quanto le garanzie finanziarie per l'attivazione e la gestione operativa delle


discariche di rifiuti, comprese le procedure di chiusura, sono pare integrante ed
essenziale del piano di adeguamento previsto dall'art. 17 D.Lgs. 13 gennai 2003, n. 36,
in quanto le garanzie stesse hanno la funzione di assicurare che le discariche, ne
periodo di gestione operativa, nella fase di chiusura e durante il periodo di gestione
post operativa, mantengano i requisiti minimi di sicurezza ambientale previsti dalla
legge. ( cfr. T.A.R. PUGLIA Lecce, 05-04-2005, n. 1847).
In definitiva dunque, secondo costante giurisprudenza amministrativa, si tratta di
disposizioni riconducibili ad una unica finalit, cio quella di assicurare, attraverso la
imposizione di speciali oneri economici, una elevata protezione ambientale e la
salvaguardia della salute dell'uomo per tutto il ciclo di vita di una discarica di rifiuti in
considerazione dell'alto rischio di contaminazione dei siti che ospitano i relativi
impianti. (cfr T.A.R. sez. I Puglia Lecce, 07-04-2006, n. 1868).
Pertanto evidente che in nessun caso la misura di siffatti oneri e la cogenza dei
medesimi pu essere disattesa avendo il legislatore sancito in modo inequivoco che la
autorizzazione non possa essere rilasciata senza la previa verifica e accettazione della
prestazione delle garanzie finanziarie richieste e congrue.
Ma anche sotto tale ulteriore profilo il provvedimento impugnato ha violato il dettato
normativo.
Pertanto, in ordine alle suesposte considerazioni,
PIACCIA ALLILL.MO PRESIDENTE
Annullare il provvedimento impugnato con ogni conseguenza di legge
Palermo, Avv. Guido Gianferrara

Relazione
del prof. AURELIO ANGELINI

tecnica

relativa
alla
AUTORIZZAZIONE INTEGRATA AMBIENTALE IMPIANTO IPPC Vasca di discarica
denominata V 4
Sita
in
c.da
Materano
ditta Catanzaro Costruzioni s.r.l.

Siculiana

(Agrigento)

Premessa
La relazione prende in considerazione la documentazione ricevuta dal Comune di
Montallegro (AG), e pi precisamente:
1. Il decreto di notifica di Autorizzazione Integrata Ambientale, emesso dal Servizio 2
V.A.S. V.I.A., prot. 16102 del 3.3.2010, ricevuto dal Comune di Montallegro in data
10.03.2010, prot. 1566.

29

2. Verbali delle conferenze dei servizi che si sono svolte ai sensi dellart. 5, comma 10
del Dlgvo 59/05, tenutesi il: 24/06/09; 30/09/09; 2/12/09; il Nulla Osta rilasciato dai
componenti delle Conferenze di Servizio, con leccezione del parere dellARRA,
protocollo n. 16102 del 4.3.09, citato nel decreto e non allegato agli atti.
3. Il CD fornito dalla Catanzaro Costruzioni al Comune Montallegro, contenente:
C -Relazione tecnica;
1A/10000;
1A/25000;
A2 piano di monitoraggio;
A3 piano di gestione;
A4 sintesi non tecnica;
A5 valutazione integrata dellinquinamento;
A6 piano finanziario;
A7 valutazione dellimpatto acustico;
A8 impianto di depurazione biologica;
A9 copie delle autorizzazioni precedenti;
A10 schede;
A11 relazione geologica;
A12 calcolo investimenti;
A13 elenco prezzi
1. Inquadramento generale
Per fronteggiare linquinamento e lerosione di risorse ambientali, la gestione integrata
dei rifiuti, rappresenta oggi, una delle pi importanti attivit di tutela e di difesa degli
ecosistemi, a partire dal riciclaggio dei rifiuti che rappresenta larchitrave su cui
poggiano le politiche e le pratiche per non contaminare lambiente e per ridurre la
pressione sulle risorse naturali.
LEuropa per promuovere una gestione sostenibile dei rifiuti, si data una politica nota
anche come le 5 - R. Tale approccio, stato introdotto in Italia nel 1997 con il
Decreto legislativo n.22, meglio conosciuto come decreto Ronchi. Le 5R
corrispondono: Raccolta, Riciclo, Riuso, Riduzione, Recupero. Tale modello si articola
attraverso una gestione integrata dei allo scopo di valorizzare le risorse contenute nei
rifiuti. Si supera cos la gestione dei rifiuti basata sullo smaltimento in discarica. LA

30

nuova pratica rappresenta una delle pi importanti attivit nel campo della tutela del
territorio e delle sue risorse.
La gestione integrata dei rifiuti finalizzata, inoltre, ad applicare il concetto di sviluppo
sostenibile nel settore dei rifiuti, in considerazione che quanto pi materia riciclata
e/o riusata, tanto meno risorse dovranno essere sottratte allambiente e dagli
ecosistemi, con leffetto correlato che meno rifiuti verranno dispersi nellambiente e
conferiti al suolo nelle discariche. Non si tratta quindi di unelencazione di principi, ma
di un insieme ben strutturato di obiettivi, facenti parte di una strategia volta ad una
gestione sostenibile dei rifiuti. Pertanto lo smaltimento dei rifiuti, sia per lordinamento
giuridico europeo e sia per quello italiano, diventa marginale. Nel vigente sistema
gestionale luso della discarica destinata a regredire progressivamente con il crescere
della raccolta differenziata, che entro il 2012 dovr raggiungere lobiettivo minimo di
legge del 65% dei rifiuti prodotti.
1.1 Operazione di trattamento dei rifiuti e Ambito Territoriale Ottimale
Le leggi in materia ambientale sui rifiuti si pongono come obiettivo prioritario la
riduzione della quantit e pericolosit, sia dei rifiuti prodotti sia del flusso di rifiuti
avviati allo smaltimento.
LUnione Europea con la direttiva 99/31/CE, relativa alle discariche di rifiuti, ha stabilito
che lutilizzo delle discariche per i rifiuti indifferenziati deve essere assolutamente
evitato e che nelle discariche possono finire solo materiali non riciclabili e a basso
contenuto di carbonio organico, stabilendo cos la centralit del recupero della materia,
il riciclo e il compostaggio per la gestione dei rifiuti.
Il Dlgvo 36/2003, di attuazione della direttiva 99/31/CE, allart. 5 (Obiettivi di riduzione
del conferimento di rifiuti in discarica), stabilisce che entro cinque anni dalla sua data di
entrata in vigore, ogni regione elabora ed approva un apposito programma per la
riduzione dei rifiuti biodegradabili da collocare in discarica ad integrazione del piano
regionale, ed inoltre che i rifiuti urbani biodegradabili devono essere inferiori a 173
kg/anno per abitante. Tale obiettivo deve essere realizzato attraverso il trattamento
dei rifiuti, il riciclaggio, il trattamento aerobico o anaerobico, il recupero di materiali o
energia, secondo il decreto legislativo. Tali operazioni devono avvenire in base allart.
199, 3, lettera a), del Dlgvo 152/2006, in modo da assicurare la gestione dei rifiuti
urbani non pericolosi all'interno degli Ambiti Territoriali Ottimali e nel rispetto del
principio di prossimit e autosufficienza, gi posto dallart. 5, v. 3 del. Dlgvo n. 22/97,
ribadito dallart. 182, c. 3, nonch dallart. 201, del Dlgvo.152/2006, che stabilisce per
la realizzazione o comunque lampliamento di una discarica deve corrispondere alle
esigenze dellAmbito Territoriale Ottimale sul quale collocata.
Il Dlgvo 36/2003, ha apportato inoltre, significative innovazioni in merito ai criteri di
classificazione, costruzione e gestione delle discariche. Prevede che i gestori
effettuino un'ulteriore selezione all'ingresso, accettando solo i rifiuti definiti
"compatibili" con la specifica tipologia di discarica. La legge indica le condizioni per il
rilascio dell' autorizzazione delle discariche; l'iter per la costruzione e l'esercizio dei
nuovi impianti, i requisiti richiesti per lautorizzazione e la presentazione di specifici
"piani" che prevedano tutte le azioni da adottare per la corretta gestione della
discarica; le indicazioni sulla gestione operativa e post-operativa e sulle garanzie
finanziarie necessarie per la gestione stessa.
31

Sul piano della strategia della riduzione dellimpatto dei rifiuti, gli obiettivi previsti dal
Dlgvo n.36/2003, si basano sulla riduzione progressiva dei rifiuti biodegradabili da
conferire in discarica. Si stabilisce che ogni Regione deve provvedere all'integrazione
del Piano regionale di gestione con un apposito programma, finalizzato a raggiungere
a livello di Ambiti Territoriali Ottimali i seguenti obiettivi di riduzione dei rifiuti urbani
biodegradabili (RUB) da collocare in discarica:
entro il 2008 RUB<173 kg/anno per abitante
entro il 2010 RUB<115 kg/anno per abitante
entro il 2018 RUB<81 kg/anno per abitante
Sono ammessi, pertanto, in discarica solo i rifiuti sottoposti ad un preventivo
trattamento e non suscettibile di ulteriore valorizzazione.
1.2 Legge regionale n. 9, 8 aprile 2010,Gestione integrata dei rifiuti e bonifica dei siti
inquinati
Allo solo scopo di comprendere lattuale orientamento del legislatore regionale, nella
consapevolezza che la legge citata stata approvata successivamente allavvio della
procedura AIA, la l.r. n. 9, dell8 aprile 2010,Gestione integrata dei rifiuti e bonifica dei
siti inquinati, sottolinea in diverse parti quanto previsto dal Dlgvo 152/2006. In
particolare, allart.1, (Oggetto e finalit) al comma 1, lettera g), stabilisce che
necessario ridurre la movimentazione dei rifiuti attraverso lottimizzazione dello
smaltimento in impianti prossimi al luogo di produzione. Alla lettera h, richiama la
necessit di favorire la riduzione dello smaltimento in discarica. Al comma 2, dispone
che la Regione assicura lo smaltimento dei rifiuti urbani non pericolosi attraverso
lautosufficienza degli Ambiti Territoriali Ottimali (A.T.O.) di cui allarticolo 200 del Dlgvo
152/2006. Allart 17, si stabilisce che le Le opere per la realizzazione degli impianti
necessari alla gestione integrata dei rifiuti [] possono essere ubicate anche in zone
classificate agricole dai vigenti strumenti urbanistici comunali, purch distino almeno 5
chilometri dal perimetro del centro abitato (la vasca V4 proposta dalla Catanzaro
costruzioni, si trova a meno di 5 km dal centro abitato di Montallegro).
1.3 Raccolta differenziata e programmazione delle discariche
Il Dlgvo n.152/06, in linea con la necessit di incrementare qualsiasi forma di recupero
e riciclaggio e di ridurre drasticamente la quota di rifiuti urbani da smaltire tal quali,
allart. 205, fissa obiettivi puntuali minimi di Raccolta Differenziata dei rifiuti da
raggiungere in ogni Ambito Territoriale Ottimale:
almeno il 35% entro il 31 dicembre 2006
almeno il 45% entro il 31 dicembre 2008
almeno il 65% entro il 31 dicembre 2012
Il rispetto degli obiettivi di legge, obbligano i singoli Ambiti Territoriali Ottimali, a
commisurate il decremento del conferimento dei rifiuti in discarica in relazione agli
obiettivi, oltre che alle operazioni di trattamento stabilite dal Dlgvo 36/2003.

32

1.4 Autorizzazione per la realizzazione delle discariche


Il Dlgvo 36/2003, stabilisce i requisiti tecnici e operativi che devono essere rispettati in
fase di realizzazione e ubicazione delle discariche, al fine di prevenire i rischi
ambientali e per la salute umana connessi.
L'autorizzazione contiene: il piano di gestione della discarica, con procedure di gestione
operative e post-operative; il piano di sorveglianza per la prevenzione dei rischi
ambientali; il piano di ripristino ambientale dopo la chiusura della discarica; il piano
finanziario con un orizzonte temporale minimo di 30 anni. In particolare imposto
l'obbligo per tutti gli operatori, pubblici e privati, di fornire una garanzia finanziaria che
copra i costi di controllo e mantenimento della discarica per almeno 30 anni dopo la
chiusura, per evitare il rischio di abbandono dei siti. Tali garanzie finanziarie sono
parametrate alla capacit, al tipo di discarica e al costo di manutenzione dopo la
chiusura.
1.5 La Valutazione dImpatto Ambientale
La valutazione dellimpatto ambientale di progetti pubblici e privati, si realizza in
considerazione della loro natura, delle loro dimensioni o della loro ubicazione e,
alloccorrenza, tenuto conto della loro interazione con altri progetti. Tale disposizione si
applica anche per gli insediamenti realizzati in pi fasi, in quanto bisogna tener conto
dell'effetto cumulativo delle varie sorgenti inquinanti il cui impatto ambientale deve
essere valutato complessivamente.
La Direttiva 85/337/CEE (modificata dalla successiva Direttiva 97/11/CEE), prevede i
criteri relativi anche agli interventi di modifica dimpianti gi esistenti -che impongono
di tenere conto, ai fini della sottoposizione a screening, della situazione di base in cui il
nuovo intervento dovr inserirsi e, in particolare, del cumulo con altri progetti. La
valutazione a cui lAmministrazione chiamata esprimersi non pu esaurirsi nellesame
della modifica proposta quale fatto a s stante, avulso dal contesto,bens deve essere
valutata nella sua interazione con gli insediamenti preesistenti.
2. PROFILI DI ILLEGITTIMITA
Il decreto di notifica di Autorizzazione Integrata Ambientale e gli atti da esso richiamati,
presentano diversi profili di illegittimit, giuridica, procedurale e regolamentare.
Di seguito indichiamo solo i principali.
2.1 Discrasia tra i volumi autorizzati e fabbisogno dellAmbito Territoriale Ottimale
AG2
Lart. 199, 3, lettera a), del Dlgvo 152/2006, che stabilisce lobbligo di assicurare la
gestione dei rifiuti urbani non pericolosi all'interno degli Ambiti Territoriali Ottimali.
Lautorizzazione che stata rilasciata dalla Regione siciliana, prevede per la vasca di
discarica V4 una concessione pari a 2.937.379 mc.
LImpianto di discarica V4, si trova nellAmbito Territoriale Ottimale AG2. LAmbito
AG2 costituito da 19 comuni per una popolazione complessiva pari a 196.923
abitanti, in base a quanto descritto dal Piano di gestione dei rifiuti dellATO Ag.2 del

33

2003, si indica (pag. 30) una produzione complessiva di rifiuti pari a 85.129
tonn./anno, articolata in una produzione di rifiuti tal quale di 83.993 tonn./anno, e cio,
pari all1.17 Kg/ab/giorno.
Poich il rapporto peso/volume dei rifiuti non differenziati pari a circa 0,55, ci
significa che un kg di rifiuti non compattati occupa circa 1,8 lt. Per i rifiuti compattati il
rapporto peso/volume pari a 0,8, ci significa che un kg di rifiuti compattati occupa
circa 1,25 lt.
Possiamo da questi dati concludere che il fabbisogno di volumi per labbancamento di
rifiuti in discarica per annuo dellATO-AG2, pari a circa 106.000 mc, a fronte di una
produzione annua di rifiuti tal quale dellATO AG2 di circa 85 mila tonnellata. Questo
calcolo illegittimamente esclude il computo gli attuali obiettivi di raccolta
differenziata (45%) e la riduzione in volumi prodotta dallattivit obbligatoria di
trattamento/riduzione dei rifiuti prima del conferimento in discarica.
Lautorizzazione poteva pertanto arrivare forzando le norme vigenti ad un massimo di
636.000 mc, in relazione al limite di 6 anni.
I numeri ci dicono con tutta evidenza che la vasca di discarica V4
sovradimendionata, in quanto il volume di 2.937.379 mc. Non corrisponde per eccesso
di difetto al fabbisogno dellATO-AG2. Ci ancora pi evidente se poi consideriamo il
fatto che la vasca di discarica denominata V4, contigua ad altre quattro vasche (VE,
V1, V2 e V3), utilizzate e/o utilizzabili per complessivi 1.874.000 mc., e in base a
quanto dichiarato dalla Catanzaro costruzioni nella relazione tecnica: la vasca V3,
dispone di una capacit residua di 560.000 mc., ovvero, una stima di abbancamento
pari a 424.000 tonnellate, e cio, pari al fabbisogno dellATO AG2 per i prossimi 4 anni,
calcolando 0 di raccolta differenziata e di trattamento/riduzione dei rifiuti.
La ditta Catanzaro consapevole del sovradimensionamento della proposta relativa alla
vasca di discarica V4, anche in relazione alle volumetrie ancora disponibili
nellimpianto, ha cercato di motivare astrattamente e non giuridicamente la
realizzazione della nuova vasca di discarica.
Nella relazione della Catanzaro costruzioni A5. Valutazione dellinquinamento, a pag.
3, si legge che, la finalit della discarica quella di: assolvere alle funzioni di impianto
connesso e correlato ad una funzione su scala regionale. Ebbene ricordare che questa
funzione non prevista dallordinamento comunitario, statale e regionale, oltre ad
essere sbagliata sia sotto il profilo ambientale e sia sotto il profilo economico e
gestionale.
2.2 Obbligo di previsione nel Piano regionale dei rifiuti
Nella relazione tecnica presentata dalla Catanzaro costruzioni (allegato C), al punto 1.2,
si sostiene che la vasca di discarica V4, prevista nel Piano regionale. Per sostenere
questa tesi, anzich allegare la previsione del piano regionale delle discariche da
realizzare, la societ, cita una nota inviata dallAgenzia Regionale Rifiuti e Acque del 4
marzo 2009, protocollo n. 16102, alla Catanzaro Costruzioni. Questa stessa nota viene
indicata inopinatamente- nel decreto di AIA, come parere positivo dellARRA alla
realizzazione della vasca di discarica V4.

34

Dallanalisi del Piano regionale del rifiuti nellallegato 13.e, (che riportiamo di seguito)
approvato con ordinanza del commissario delegato n. 1166 del 18/12/2002, non risulta
alcuna previsione di nuove discariche nel territorio di Siciliana e ne tantomeno del
comune di Montallegro (AG).
Nellallegato 13.e indicata la discarica di Siculiana (AG) nellelenco delle discariche
attive nella provincia di Agrigento. Il Piano di gestione dellATO-AG2 si limita a
richiamare il piano regionale dei rifiuti, anche in considerazione che allepoca
dellemanazione del Piano regionale dei rifiuti, lautorit che svolgeva il compito
commissariale in materia di discariche, comprese gli ampliamenti e le nuove previsioni
di discariche, era il prefetto della provincia.
Lart. 9, comma 1, lettera e del Dlgvo 36/03, stabilisce che per la realizzazione di
nuove discariche sia necessaria una specifica previsione del Piano regionale, aspetto
questo ben diverso della mera elencazione delle discariche attive in Sicilia nel 2002.
Relativamente alle discariche in Sicilia, nel capitolo 6, pag.51, del Piano di gestione dei
rifiuti, si trova la citazione dellOrdinanza 31/5/1999, n. 2983: la dichiarazione dello
stato demergenza i Prefetti delle Province siciliane assumono le competenze ex art. 13
del D.L.gs n. 22/97. Il successivo comma 2, pone in capo ai Prefetti anche le
competenze relative alla autorizzazione ex art. 27 e 28 delle discariche per rifiuti solidi
urbani: Le approvazioni dei progetti e le autorizzazioni di cui agli articoli 27 e 28 del
Dlgvo del 5 febbraio 1997, n 22, concernenti le discariche sono rilasciate dai Prefetti
delle province, anche in deroga allart.5 della Legge Regionale 29 dicembre 1981,
n.181. Le autorizzazioni per le discariche di rifiuti urbani, compresa lautorizzazione di
aumenti volumetrici di discariche esistenti, sono rilasciate esclusivamente ad impianti a
titolarit gestione pubblica. Lart. 5, comma 3, affida ai Prefetti il compito di
individuare le nuove discariche, chiudere le vecchie ed assicurarne la gestione pubblica:
Per far fronte al fabbisogno di cui allarticolo 2, comma 1, lettera g), i Prefetti delle
province individuano le discariche, ne assicurano la titolarit e la gestione pubblica
anche nei modi previsti dal precedente articolo 3, comma 2 e le adeguano alle
disposizioni contenute nella normativa vigente. Infine, a pag. 55 del Piano regionale si
stabilisce che Le autorizzazioni concernenti la costruzione e la gestione delle discariche
per rifiuti speciali sono rilasciate a soggetti pubblici o privati dai Prefetti, anche in
assenza del piano di cui allarticolo 22 del Decreto legislativo 5 febbraio 1997, n.22,
sulla base di comprovate esigenze ambientali.
Come si deduce da quanto citato, il Piano regionale n. 1166 del 18/12/2002, non
contiene e non poteva contenere alcuna previsione di nuove discariche da realizzare nel
comune di Montallegro e Siciliana, come invece si sostiene nella relazione tecnica
(allegato C), al punto 1.2, in cui si scrive che la vasca di discarica V4 risulta essere
previsto. A conferma di ci viene citata una nota inviata dallAgenzia Regionale Rifiuti
e Acque (ARRA), del 4 marzo 2009, protocollo n. 16102, alla Catanzaro Costruzioni.
2.3 Alternative e Opzione Zero
Condizione necessaria ed indispensabile per poter rilasciare unAutorizzazione Integrata
Ambientale e che la conferenza dei servizi, deve esaminare lopzione zero, in base
allart.14 bis, comma 3, legge 1990, n.241, che prevede la necessaria ponderazione
delle principali alternative ai fini della valutazione di impatto ambientale.

35

La conferenza dei servizi si esprime sulle condizioni per la elaborazione del progetto e
dello studio di impatto ambientale. In tale fase, che costituisce parte integrante della
procedura di VIA, la suddetta autorit, esamina le principali alternative, compresa
lalternativa zero, e, sulla base della documentazione disponibile, verifica lesistenza di
eventuali elementi di incompatibilit, anche con riferimento alla localizzazione prevista
dal progetto.
Dallanalisi degli atti della conferenze di servizio che si sono svolte, non risulta che in
nessun momento sia stata discussa lOpzione Zero, nonostante che, lart. 22 del
Dlgvo n. 152/2006, (Studio di impatto ambientale) stabilisce che Lo studio di impatto
ambientale contiene almeno le seguenti informazioni: d) una descrizione sommaria
delle principali alternative prese in esame dal proponente, ivi compresa la cosiddetta
opzione zero, con indicazione delle principali ragioni della scelta, sotto il profilo
dell'impatto ambientale.
Nel caso dellautorizzazione della vasca di discarica V4, lesame di tutte le alternative
non stato compiuto, n sono state valutate le conseguenze dellalternativa zero, e
cio, cosa avrebbe prodotto lipotesi di diniego alla realizzazione della vasca di discarica
V4. Questa indispensabile procedura autorizzatoria non stata praticata, poich la
vasca di discarica V3, attualmente in esercizio, presenta una capienza tale da
soddisfare i bisogni dellATO di riferimento per i prossimi 4 anni almeno. La valutazione
della opzione zero avrebbe messo in luce linutilit della vasca di discarica V4 in
relaziobe al fabisogno del bacino di riferimento lATO-AG2.
2.4 Impianto di trattamento e VIA
LA.I.A non ha proceduto ad una valutazione della discarica V4, nel complesso delle
discariche esistenti,in particolare, sia per quelle operative e sia quelle avviate alla
gestione post-operativa. Inoltre non stato fatto uno studio di impatto ambientale
sulleffetto cumulo degli inquinanti e per le varie sorgenti di impatto.
La stessa A.I.A. non ha preso in considerazione le necessit impiantistiche per il pretrattamento di una nuova vasca di discarica la V4, con le sue specifiche capacit di
abbancamento e trattamento. Loperativit contestuale delle vasche di discarica V3 e
V4, andavano valutate per la capacit impiantistica nel loro insieme, in relazione alle
operazioni di pre-trattamento dei rifiuti, allimpatto indotto, compreso quello veicolare.
Va da se che questo approccio avrebbe determinato una valutazione specifica dei nuovi
impianti necessari per affrontare laumento del flusso di rifiuti in discarica. Lo stesso
andava fatto per limpianto obbligatorio- di trattamento dei rifiuti, di cui bisogna
valutare la qualit produttiva e le quantit trattate, in relazione agli obiettivi previsti dal
decreto legislativo 36/2003, di riduzione dei rifiuti urbani biodegradabili.
La Catanzaro costruzioni ha presentato la richiesta di autorizzazione definendo
ampliamento una vasca di discarica di quasi tre milioni di metri cubi, a fronte di una
situazione impiantistica precedente autorizzata per complessivi 1.874.000 mc. Si tratta
in sostanza non di un ampliamento, ma di una modifica sostanziale dellimpianto, in
considerazione che in termini di volumi, di area interessata e di emissioni dellimpianto,
la realizzazione della vasca di discarica V4 di gran lunga superiore alla somma delle
vasche di discarica precedentemente realizzate. Il Dlgvo 59/2005, Attuazione integrale
della direttiva 96/61/CE relativa alla prevenzione e riduzione integrate
dell'inquinamento, allart. 1., lettera, n), stabilisce che: modifica sostanziale: una
36

modifica dell'impianto che, secondo un parere motivato dell'autorit competente,


potrebbe avere effetti negativi e significativi per gli esseri umani o per l'ambiente. In
particolare, per ciascuna attivit per la quale l'allegato I indica valori di soglia,
sostanziale una modifica che dia luogo ad un incremento del valore di una delle
grandezze, oggetto della soglia, pari o superiore al valore della soglia stessa.
Trattandosi di una nuova vasca di discarica la V4 grande circa il doppio del complesso
delle vasche precedentemente realizzate, del tutto evidente che si tratta di una
modifica sostanziale e non di un aumento di capacit produttiva.
2.4 COMUNE TITOLARITA IN MATERIA URBANISTICA E DI SALUTE PUBBLICA
Il Comune di Montallegro parte in causa per la variante urbanistica da effettuare sul
proprio territorio, ha espresso sul progetto della vasca di discarica V4, parere
contrario, con la con nota n.7492 del 2/12/2009, ed in particolare ha sostenuto:
a) il sovradimensionamento della discarica;
b) gli effetti ambientali e sanitari;
c) le conseguenze economiche per il territorio;
d) limpatto veicolare.
Quattro aspetti rilevanti nel procedimento di valutazione dellimpatto di un opera e nel
procedimento A.I.A., pertanto pienamente legittime.
Nelle conferenze di servizio e nellatto A.I.a. di autorizzazione rilasciato, nessuna
controdeduzione stata fatta dallautorit che ha emesso il provvedimento, non
rispettando lobbligo di motivare il rigetto del parere contrario come quello del Comune
di Montallegro e di contro dedurre tecnicamente alle obiezioni sollevate al progetto
della vasca di discarica V4.
Nel decreto A.I.A., i rilievi presentati dal comune di Montallegro, non sono stati
dichiarati infondati, attraverso motivazioni tecniche e in base alle performance
contenute del progetto dellopera. Sono state invece liquidate nel provvedimento come:
atecniche.
Questa sibillina quanto atecnica formulazione delle contro deduzioni, manifesta tutta
la fragilit del provvedimento sia in punto di tecnica e sia in punto di diritto. Le
motivazioni al rigetto del parere contrario del comune di Montallegro erano doverose
allistituzione preposta alla tutela del territorio e della salute dei cittadini, sia per
lordinamento degli enti locali e sia per la Costituzione italiana.
2.5 Obbligo della fideiussione
Lautorizzazione all'esercizio della discarica pu essere rilasciata solo dopo
l'accettazione da parte della regione delle garanzie finanziarie (art. 9 Dlgvo 36/2003.
Questa condizione indispensabile per il rilascio dellA.I.A., non indicata nel decreto e
neppure posta quale subordinata a validare l'idoneit del soggetto richiedente non
risulta intervenuta siffatta accettazione n risulta presentata alcuna garanzia.

37

Nella relazione A6 Piano finanziario, la Catanzaro costruzioni si limita a stimare un


costo di fideiussione pari a 195.391,23 . Tale fideiussione non stata calcolata in
base ai parametri previsti dallORDINANZA COMMISSARIALE N. 2196 del 2 dicembre
2003, (pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana parte I, n. 8 del 20
febbraio 2004 (non c traccia nel Piano Finanziario a cui fa riferimento lA.I.A.).
Lordinanza relativa ai Criteri e modalit di presentazione e di utilizzo delle garanzie
finanziarie relative alle attivit di smaltimento e di recupero di rifiuti urbani, rifiuti
pericolosi e non pericolosi. Lordinanza stabilisce i Valori e parametri di riferimento
per la determinazione dell'ammontare delle garanzie finanziarie, e sono per le
discariche di rifiuti non pericolosi:
1) L'ammontare delle garanzie finanziarie da prestarsi per gli obblighi derivanti
dall'attivazione e la gestione operativa della discarica, comprese le operazioni di
chiusura e di sistemazione e recupero dell'area occupata dall'impianto chiuso, deve
prevedere:
- 18,00 al mq. per la superficie effettiva finale di ricopertura;
- 7,00 al mc. corrispondente alla capacit totale di riempimento autorizzata.
2) L'ammontare delle garanzie finanziarie da prestarsi per il periodo di gestione postchiusura per una durata di 30 anni, deve prevedere:
- 18,00 al mq. per la superficie effettiva finale di ricopertura;
- 3,00 al mc. corrispondente alla capacit totale di riempimento autorizzata.
In considerazione che la vasca di discarica V4 ricopre una superficie pari a mq.
102.481, il calcolo il seguente:
1. mq 102.481 x 18 = 1.844.658
mc 2.937.379 x 7 20.561.653
2. mq 102.481 x 18 1.844.658
mc 2.937.379 x 7 8.812.134
Garanzie fideiussorie per 33.063.103
Ebbene ricordare, soprattutto per una discarica di tale rilevanza, che l'autorizzazione
deve precedere la verifica delle garanzie di cui all'art. 14 Dlgvo 36/2003, non potendo
costituire una mera prescrizione successiva alla approvazione del progetto in virt
delladeguata reputazione finanziaria del proponente e che le garanzie sono pare
integrante del piano di adeguamento in quanto le garanzie hanno la funzione di
assicurare che le discariche, nel periodo di gestione operativa, nella fase di chiusura e
durante il periodo di gestione post operativa, mantengano i requisiti minimi di sicurezza
ambientale previsti dalla legge.
http://palermo.meridionews.it/articolo/27895/siculiana-la-discarica-della-discordia-trapolemiche-veleni-in-tutti-i-sensi-e-ricorsi/

38

Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n 4-02656


Atto n. 4-02656
Pubblicato il 9 settembre 2014, nella seduta n. 307
CAMPANELLA , BOCCHINO , ORELLANA - Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del
territorio e del mare e dell'interno. Premesso che, a quanto risulta agli interroganti:
l'Autorit garante della concorrenza e del mercato, con provvedimento n. 25057 del 1
agosto 2014, ha avviato un'indagine conoscitiva sul mercato della gestione dei rifiuti
solidi urbani, ai sensi dell'articolo 12, comma 2, della legge 10 ottobre 1990, n. 287, ed
ai sensi dell'art. 17 del decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile 1998, n. 217,
motivato da una serie di importanti ed allarmanti considerazioni;
nel provvedimento si legge che: Al riguardo, l'analisi preliminare degli assetti
istituzionali e di mercato nel settore sembra suggerire la presenza di diverse criticit
concorrenziali. Innanzitutto, si osserva l'esistenza di un ricorso significativo
all'affidamento diretto anche in assenza dei requisiti in-house e una durata degli
affidamenti nella maggior parte dei casi superiore a quella che sembra necessaria per
recuperare gli investimenti, tali da scoraggiare lo sviluppo della concorrenza tra
operatori e favorire il consolidamento delle posizioni di mercato dei gestori incumbent;
tra societ partecipate in liquidazione, indagini penali, arresti per legami con la mafia e
continue emergenze, in Sicilia il problema dello smaltimento dei rifiuti e della gestione
delle discariche oggi una vera e propria piaga sociale da cui i rappresentanti
istituzionali regionali non riescono ad uscire;
in un articolo di "la Repubblica" nell'edizione di Palermo del 23 luglio 2014 dal titolo : "Il
business dei rifiuti in mano ai privati, ecco i big e i loro sponsor", si evidenzia come La
Sicilia in mano ai padroni dei rifiuti e rischia di ritrovarsi in un'emergenza sanitaria
senza precedenti se chiuderanno soltanto alcuni dei siti amministrati dagli imprenditori
finiti agli arresti. Una situazione paradossale, frutto di scelte politiche e di un monopolio
difeso con le unghie e con i denti dai proprietari dei principali impianti dell'Isola, spesso
con l'aiuto dello sponsor politico giusto. A pagare, i cittadini di una regione che non ha
praticamente livelli di differenziata accettabili, meno del 10 per cento, e si trova oggi
con appena cinque grandi discariche in funzione e autocompattatori che viaggiano da
una parte all'altra dell'Isola;
dallo stesso articolo si apprende che il 18 luglio 2014 veniva tratto in arresto
l'imprenditore Domenico Proto, titolare della discarica "Oikos" di Motta Sant'Anastasia
(Catania), durante l'operazione "Terra mia" condotta dalla Polizia di Palermo nell'ambito
dell'inchiesta sullo smaltimento dei rifiuti;
alla discarica Oikos, gestita dalla famiglia di Domenico Proto che, come scrivono i
pubblici ministeri nell'ordinanza di arresto, ottiene dal Governo Lombardo autorizzazioni

39

ad ampliamenti nelle discariche di Motta Sant'Anastasia per 2,5 milioni di metri cubi,
andava una grossa fetta dei volumi di abbancamento di rifiuti prodotti in Sicilia;
secondo quanto sostenuto dal dottor Aurelio Angelini, consulente nominato dall'ex
assessore regionale Marino, la gestione delle discariche dell'isola ai privati il frutto di
una scelta precisa del Governo Lombardo, che negli stessi anni negava ai Comuni
l'apertura di piccole discariche lasciando il monopolio ai privati;
a Siculiana (Agrigento) presente una tra le pi grandi discariche della Sicilia di
propriet di Giuseppe Catanzaro, numero due di Confindustria Sicilia, l'associazione che
dal 2009 esprime un assessore, sia nel Governo Lombardo con Marco Venturi, sia in
quello Crocetta con Linda Vancheri come assessori per le attivit produttive;
la discarica da diversi anni svolge un'azione di mutuo soccorso in occasione di crisi
ambientali con funzioni di impianto connesso e correlato ad una funzione su scala
regionale ed oggi adibita come discarica di riferimento a plurimi ambiti territoriali
ottimali dell'isola;
considerato che:
con decreto della Regione Siciliana n. 1362 del 23 dicembre 2009 veniva rilasciata
autorizzazione integrata ambientale (AIA) alla ditta Catanzaro costruzioni s.r.l. per la
realizzazione di una vasca di discarica denominata "V4" in contrada Materano di
Siculiana, ricadente nel territorio dell'ambito territoriale ottimale Agrigento 2 (ATO
AG2), con una capacit di abbancamento pari a 2.937.379 metri cubi, in difformit a
quanto stabilito dall'art. 199, comma 3, lettera a), del decreto legislativo 3 aprile 2006,
n. 152, che stabilisce l'obbligo di assicurare la gestione dei rifiuti urbani non pericolosi
all'interno degli ambiti territoriali ottimali;
l'AIA per la vasca V4 veniva rilasciata nonostante il Comune di Montallegro (Agrigento)
avesse espresso parere contrario a causa del sovradimensionamento della discarica e
dei conseguenti effetti ambientali e sanitari, per le conseguenze economiche per il
proprio territorio e per l'impatto veicolare;
inoltre, tale autorizzazione veniva rilasciata sebbene fosse ancora operativa la vasca di
discarica V3, anch'essa gestita nello stesso sito dalla Catanzaro costruzioni, che nella
relazione progettuale dichiarava una capacit residua della vasca di discarica V3 di
560.000 metri cubi, corrispondente grossomodo al fabbisogno dell'ATO AG2, non
tenendo conto dell'ulteriore riduzione che si sarebbe ottenuto con il raggiungimento
degli obiettivi di raccolta differenziata e le relative operazioni di trattamento e
vagliatura;
la stessa autorizzazione era rilasciata senza esaminare l'opzione "zero", in base a
quanto previsto dall'art. 14-bis, comma 3, legge 7 agosto 1990, n. 241, che prevede "la
necessaria ponderazione delle principali alternative ai fini della valutazione di impatto
ambientale", che costituisce parte integrante della procedura di VIA, e che esamina le
principali alternative, compresa l'alternativa "zero", soprattutto in presenza delle
volumetrie disponibili nella vasca di discarica V3;

40

in pi, essa era stata concessa in assenza di uno studio di impatto ambientale
sull'effetto cumulo degli inquinanti provenienti dalle varie sorgenti di impatto, in
considerazione del fatto che la vasca V4 stata realizzata accanto alle discariche VE V1 - V2 - V3 utilizzate e/o utilizzabili per complessivi 1.874.000 metri cubi;
ancora, era stata concessa al di fuori delle previsioni del piano regionale, visto che l'art.
9, comma 1, lettera e), del decreto legislativo 13 gennaio 2003, n. 36 stabilisce la
necessit di una specifica previsione del piano regionale per la realizzazione di nuove
discariche: lo stesso art. 9 stabilisce che l'autorizzazione all'esercizio della discarica pu
essere rilasciata solo dopo l'accettazione da parte della Regione delle garanzie
finanziarie, e tale obbligo non stato indicato nel decreto autorizzativo e neppure
posto quale subordinata per validare l'idoneit del soggetto richiedente, in quanto la
fideiussione deve precedere la verifica delle garanzie di cui all'art. 14 dello stesso
decreto legislativo, non potendo costituire una mera prescrizione successiva
all'approvazione del progetto, in virt dell'adeguata reputazione finanziaria del
proponente e del fatto che le garanzie sono parte integrante del piano di
adeguamento, in quanto le garanzie hanno la funzione di assicurare che le discariche,
nel periodo di gestione operativa, nella fase di chiusura e durante il periodo di gestione
postoperativa, mantengano i requisiti minimi di sicurezza ambientale previsti dalla
legge;
infine, l'autorizzazione veniva rilasciata in assenza della valutazione impiantistica per le
operazioni di pretrattamento, in relazione alle nuove capacit di abbancamento e agli
obiettivi previsti dal decreto legislativo 13 gennaio 2003, n. 36, di riduzione dei rifiuti
urbani biodegradabili,
si chiede di sapere:
se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza di quanto esposto;
se non intendano avviare, per quanto di loro competenza, un'indagine amministrativa
sul funzionamento degli uffici e sulle procedure seguite per il rilascio delle A.I.A. e delle
V.I.A per la realizzazione della discarica V4 di propriet della Catanzaro S.r.l.,
verificando se il sovradimensionamento e le attivit di abbancamento rispettino le
norme ed i criteri di concorrenza tra operatori;
se non ritengano che gli affidamenti diretti alla discarica di Siculiana, da parte di enti
locali in stato di emergenza e al di fuori dell'ATO AG2, siano frutto di una posizione di
vantaggio o privilegio, tale da ostacolare l'affermazione delle discariche concorrenti, o
limitare in qualche modo il servizio di raccolta differenziata ed il funzionamento degli
impianti collegati;
se siano a conoscenza dei dati emersi dall'indagine conoscitiva riguardante il settore
della gestione dei rifiuti solidi urbani avviata dall'Autorit garante della concorrenza e
del mercato e quali azioni nell'ambito delle proprie competenze intendano portare
avanti per porre fine a "monopoli naturali" da parte dei proprietari di discariche
presenti su tutto il territorio nazionale, che di fatto rendono di difficile gestione lo
smaltimento dei rifiuti solidi urbani attraverso il sistema di raccolta differenziata.
http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Sindisp&leg=17&id=00801185&sta
mpa=si&toc=no

41

Nicol Marino: ecco chi veramente il gruppo


Catanzaro di Agrigento!

ECONOMIA Con i fatti - e non con le semplici parole - l'assessore replica all'imprenditore agrigentino
espressione di confindustria sicilia. Citando personaggi e cose che ci riportano agli anni '90 e ai primi anni
di questo secolo. Vicende dove e' presente la mafia. Il governatore crocetta, il senatore lumia, antonello
montante e ivan lo bello non hanno nulla da dire? dov'e' finita la loro antimafia? e il presidente giorgio
squinzi che fa?
3 DICEMBRE 2013

CON I FATTI - E NON CON LE SEMPLICI PAROLE - L'ASSESSORE


REPLICA ALl'IMPRENDITORE AGRIGENTINO ESPRESSIONE DI
CONFINDUSTRIA SICILIA. CITANDO PERSONAGGI E COSE CHE CI
RIPORTANO AGLI ANNI '90 E AI PRIMI ANNI DI QUESTO SECOLO.
VICENDE DOVE E' PRESENTE LA MAFIA. IL GOVERNATORE
CROCETTA, IL SENATORE LUMIA, ANTONELLO MONTANTE E IVAN
LO BELLO NON HANNO NULLA DA DIRE? DOV'E' FINITA LA LORO
ANTIMAFIA? E IL PRESIDENTE GIORGIO SQUINZI CHE FA?
Tempi duri per i "Professionisti dell'Antimafia" di
Confindustria Sicilia. Finalmente i detentori del 'verbo'
antimafioso hanno trovato pane per i loro denti. E che pane
duro!
Infatti l'assessore regionale all'Energia, Nicol Marino - e scusate
il gioco di parole - picchia duro. E se il vice presidente degli
industriali siciliani, Giuseppe Catanzaro, da anni 'Re' incontrastato
delle discariche dell'Isola pensava di aver intimorito l'assessore con
l'annunciata querela, beh, a quanto pare si sbaglia di grosso.
E' noto che Marino, pur facendo parte del Governo regionale di
Rosario Crocetta - notoriamente alleato di ferro della 'Triade' di
Confindustria Sicilia (Antonello Montante, presidente, Ivan Lo
Bello e il gi citato Giuseppe Catanzaro) - non si sottomesso ai
nuovi, veri 'potenti' della Sicilia.
Il fatto che Confindustria Sicilia, grazie allo 'scudo antimafioso'
costruito sapientemente nel corso di questi anni, goda di protezioni
ad altissime sfere, non ha spaventato l'assessore Marino, che ha
rintracciato e denunciato anomalie nella gestione dei rifiuti in
Sicilia. A cominciare dalla follia di una Regione che, in questo
delicatissimo settore, va avanti con le discariche che

42

inquinameno terreni e falde idriche. Con la connivenza di


ambientalisti, o presunti tali.
Marino ha pi volte denunciato il ruolo esercitato nel bussiness delle
discariche siciliane dal gruppo Catanzaro. Che qualche giorno fa,
colpito dalle dichiarazioni dell'assessore, ha annunciato querela.
L'assessore Marino non si scomposto. E ieri ha preso carta e
penna vergando un comunicato al vetriolo.
"Questa Amministrazione - scrive Marino - ben a conoscenza che
nel lontano 1995 la Catanzaro Costruzioni s.r.l. ebbe ad
aggiudicarsi il servizio per la gestione della discarica di Siculiana in
ATI con la FORNI ed Impianti industrialiIng. De Bartolomeis
S.p.a. di Milano (l'unica in possesso dei requisiti per la
partecipazione alla gara), questa ultima coinvolta successivamente
nell'inchiesta TRASH della DDA di Palermo, per vicende connesse
alla turbativa d'asta in gare per discariche, depuratori ed altri
impianti di smaltimento, inchiesta culminata finanche nell'arresto
del suo direttore generale, Massimo Tronci, per il reato di
associazione per delinquere di stampo mafioso, risultato in
rapporti di affari con RIINA Salvatore, BUSCEMI Antonio,
LIPARI Giuseppe, VIRGA Vincenzo, NANIA Filippo, BRUSCA
Giovanni e SIINO Angelo".
"Questa Amministrazione - prosegue l'assessore - ben a
conoscenza della partecipazione della Catanzaro Costruzioni S.r.l.
alla gara dei Termovalorizzatori nella quale, come sottolinea il
T.A.R. Palermo nelle sentenze del 7/30 maggio 2013 nn.
1197/2013, 1199/2013, 1193/2013: ... nel caso concreto, (che)
l'intera procedura stata condizionata ab origine, da un illegittimo
accordo tra le imprese partecipanti per la spartizione territoriale del
servizio e per la formulazione di offerte dai contenuti certamente
pilotati e non frutto di libere valutazioni di carattere
imprenditoriale".
"In un contesto del genere - sottolinea sempre il titolare
dell'assessorato all'Energia - la nota qualsiasi prospettiva di libera
concorrenza , di per s inesistente o fortemente vanificata, con il
risultato che l'amministrazione pubblica non pu accollare sulle sue
spalle, e, giocoforza, su quelle dei contribuenti, la spesa necessaria
per lo svolgimento di un servizio di fondamentale importanza per la
collettivit..... - ... , con tutta evidenza, il frutto non solo di
un sicuro scambio di informazioni, ma addirittura di una
preparazione a tavolino del concreto contenuto delle singole
offerte, limato al punto tale da non lasciare scoperto
43

neanche uno dei 25 ATO presente sul territorio, evitando, al


contempo, l'intersezione delle offerte medesime.....
"Questa Amministrazione - scrive sempre l'assessore - ben a
conoscenza che grazie allo stato di 'emergenza', tanto criticato dal
Sig. Catanzaro nella missiva inviata lo scorso mese di maggio al
Senato della Repubblica in occasione della conversione in legge del
decreto Monti (che sanciva l'Emergenza nella citt di Palermo
sull'intero ciclo dei rifiuti e limitatamente all'impiantistica per il
resto del territorio siciliano), lo stesso Gruppo Catanzaro ebbe
affidato nel 2002, con Ordinanza Prefettizia, quindi in regime di
emergenza, la realizzazione dell'ampliamento e la gestione della
discarica di Siculiana, 'senza sottostare per l'assegnazione dei lavori
ad alcuna procedura di pubblica evidenza', come sottolineato dal
Giudice per le indagini preliminari di Agrigento in occasione della
Sentenza pronunciata nelle forme del giudizio abbreviato, in data
28 settembre 2012. Gestione che veniva ulteriormente autorizzata
in via d'urgenza (con Ordinanza ex art. 191 D.L. 152/2006), dal
Presidente della Provincia di Agrigento, su richiesta della stessa
ditta Catanzaro".
"Aggiungo, sempre in relazione alla ditta Catanzaro - osserva
l'assessore Marino - che questa Amministrazione non tollerer pi
l'applicazione di condizioni contrattuali tali, come quelle segnalate
dall'ATO
di
Agrigento,
da
determinare
l'impossibilit
di
adempimento dei contratti dei Comuni dell'ATO e la conseguente
interruzione di pubblico servizio".
A questo punto arriva un passaggio cruciale: "Infatti - scrive
Marino - in una regione che vive l'emergenza rifiuti, che
abbanca il 90% dei rifiuti in discarica, che subisce per
responsabilit pregresse l'oligopolio, e a volte, per certi
territori, il monopolio dei privati nel settore, verr
considerata, sotto il profilo amministrativo (ferma restando
ogni valutazione di altre Autorit), interruzione di pubblico
servizio la chiusura della discarica a Comuni ritenuti
inadempienti senza avere seguito le modalit indicate nella
circolare n. 1/2013".
"Concludo dicendo che chiuderemo presto con il passato e che non
accadr pi che l'amministrazione della cosa pubblica in Sicilia
determini condizioni di oligopolio o monopolio privato nel 'pubblico
servizio' della gestione delle discariche (anzi, si stanno valutando
gli atti amministrativi che hanno scelleratamente consentito
questa anomalia del sistema). Per il presente non potranno pi

44

essere mantenute in Sicilia discariche non dotate di impiantistica


secondo quanto previsto dalle direttive comunitarie esistenti, pena
la revoca delle autorizzazioni rilasciate".
Le accuse, precise e circostanziate, messe nero su bianco da Marino
entrano nel vivo di una polemica che, da qualche anno, infuria nei
Comuni siciliani, costretti, in molti casi, a sottostare alle pretese dei
privati che operano nel settore dei rifiuti. Privati, ricordiamolo
ancora una volta, che hanno imposto alla Sicilia la gestione dei
rifiuti in discarica.
Nell'Agrigentino, tanto per citare un esempio, provincia piuttosto
anomala in materia di gestione dei rifiuti (che poi, guarda caso,
la provincia di provenienza di Giuseppe Catanzaro), una
discarica pubblica - quella di Siculiana - passata in modo
rocambolesco da gestione pubblica (lo stesso Comune di Siculiana)
a gestione privata (il gruppo Catanzaro).
Sempre ad Agrigento, lo scorso anno, l'ex Sindaco di
Racalmuto, Salvatore Petrotto, denunciava la pesante ingerenza
di gruppi di pressione nella gestione dell'acqua e dei rifiuti. Per tutta
risposta, il Governo nazionale - ministro degli Interni era
allora Anna Maria Cancellieri - scioglieva e commissariava per
mafia il Comune di Racalmuto.
I conti i politica e negli affari tornano sempre. Agrigento la
provincia dell'Attuale ministro degli Interni, Angelino Alfano. Lo
stesso Alfano che, qualche settimana fa, ha difeso a spada tratta la
ministra Cancellieri protagonista di uno scandalo senza eguali:
ovvero la 'telefonata' in favore di Giulia Ligresti che ha consentito
a quest'utima di uscire dalla galera...
Ancor una considerazione. Che riguarda l'attuale presidente della
Regione, Rosario Crocetta, il senatore del Megafono-PD, Giuseppe
Lumia, il presidente di Confindustria Sicilia, Antonello Montante, e
l'ex presidente, Ivan Lo Bello, oggi dirigente nazionale della stessa
organizzazione imprenditoriale.
Come mai Crocetta, Lumia, Montante e Lo Bello, che si ergono
sempre a difesa della legalit, contro la mafia, non prendono
posizione in favore dell'assessore Marino? Non sanno nulla dei
termovalorizzatori? Non conoscono le gesta di Romano Tronci? Non
sono a conoscenza delle denunce, precise, circostanziate e
gravissime dell'assessore Marino?

45

Con chi stanno Crocetta, Lumia, Montante e Lo Bello? E


Giorgio Squinzi, presidente nazionale di Confindustria Sicilia,
non ha nulla da dire su quello che sta succedendo nella
nostra Isola e, in particolare, su quello che combinano i suoi
uomini in Sicilia?
http://palermo.meridionews.it/articolo/22665/nicolo-marino-ecco-chi-e-veramente-il-gruppocatanzaro-di-agrigento/
Legislatura 17 - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 307 del
09/09/2014

CAMPANELLA, BOCCHINO, ORELLANA - Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del


territorio e del mare e dell'interno - Premesso che, a quanto risulta agli interroganti:
l'Autorit garante della concorrenza e del mercato, con provvedimento n. 25057 del 1
agosto 2014, ha avviato un'indagine conoscitiva sul mercato della gestione dei rifiuti
solidi urbani, ai sensi dell'articolo 12, comma 2, della legge 10 ottobre 1990, n. 287, ed
ai sensi dell'art. 17 del decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile 1998, n. 217,
motivato da una serie di importanti ed allarmanti considerazioni;
nel provvedimento si legge che: Al riguardo, l'analisi preliminare degli assetti
istituzionali e di mercato nel settore sembra suggerire la presenza di diverse criticit
concorrenziali. Innanzitutto, si osserva l'esistenza di un ricorso significativo
all'affidamento diretto anche in assenza dei requisiti in-house e una durata degli
affidamenti nella maggior parte dei casi superiore a quella che sembra necessaria per
recuperare gli investimenti, tali da scoraggiare lo sviluppo della concorrenza tra
operatori e favorire il consolidamento delle posizioni di mercato dei gestori incumbent;
tra societ partecipate in liquidazione, indagini penali, arresti per legami con la mafia e
continue emergenze, in Sicilia il problema dello smaltimento dei rifiuti e della gestione
delle discariche oggi una vera e propria piaga sociale da cui i rappresentanti
istituzionali regionali non riescono ad uscire;
in un articolo di "la Repubblica" nell'edizione di Palermo del 23 luglio 2014 dal titolo : "Il
business dei rifiuti in mano ai privati, ecco i big e i loro sponsor", si evidenzia come La
Sicilia in mano ai padroni dei rifiuti e rischia di ritrovarsi in un'emergenza sanitaria
senza precedenti se chiuderanno soltanto alcuni dei siti amministrati dagli imprenditori
finiti agli arresti. Una situazione paradossale, frutto di scelte politiche e di un monopolio
difeso con le unghie e con i denti dai proprietari dei principali impianti dell'Isola, spesso
con l'aiuto dello sponsor politico giusto. A pagare, i cittadini di una regione che non ha
praticamente livelli di differenziata accettabili, meno del 10 per cento, e si trova oggi
con appena cinque grandi discariche in funzione e autocompattatori che viaggiano da
una parte all'altra dell'Isola;
dallo stesso articolo si apprende che il 18 luglio 2014 veniva tratto in arresto
l'imprenditore Domenico Proto, titolare della discarica "Oikos" di Motta Sant'Anastasia
(Catania), durante l'operazione "Terra mia" condotta dalla Polizia di Palermo nell'ambito
dell'inchiesta sullo smaltimento dei rifiuti;
alla discarica Oikos, gestita dalla famiglia di Domenico Proto che, come scrivono i
pubblici ministeri nell'ordinanza di arresto, ottiene dal Governo Lombardo autorizzazioni
ad ampliamenti nelle discariche di Motta Sant'Anastasia per 2,5 milioni di metri cubi,
andava una grossa fetta dei volumi di abbancamento di rifiuti prodotti in Sicilia;

46

secondo quanto sostenuto dal dottor Aurelio Angelini, consulente nominato dall'ex
assessore regionale Marino, la gestione delle discariche dell'isola ai privati il frutto di
una scelta precisa del Governo Lombardo, che negli stessi anni negava ai Comuni
l'apertura di piccole discariche lasciando il monopolio ai privati;
a Siculiana (Agrigento) presente una tra le pi grandi discariche della Sicilia di
propriet di Giuseppe Catanzaro, numero due di Confindustria Sicilia, l'associazione che
dal 2009 esprime un assessore, sia nel Governo Lombardo con Marco Venturi, sia in
quello Crocetta con Linda Vancheri come assessori per le attivit produttive;
la discarica da diversi anni svolge un'azione di mutuo soccorso in occasione di crisi
ambientali con funzioni di impianto connesso e correlato ad una funzione su scala
regionale ed oggi adibita come discarica di riferimento a plurimi ambiti territoriali
ottimali dell'isola;
considerato che:
con decreto della Regione Siciliana n. 1362 del 23 dicembre 2009 veniva rilasciata
autorizzazione integrata ambientale (AIA) alla ditta Catanzaro costruzioni s.r.l. per la
realizzazione di una vasca di discarica denominata "V4" in contrada Materano di
Siculiana, ricadente nel territorio dell'ambito territoriale ottimale Agrigento 2 (ATO
AG2), con una capacit di abbancamento pari a 2.937.379 metri cubi, in difformit a
quanto stabilito dall'art. 199, comma 3, lettera a), del decreto legislativo 3 aprile 2006,
n. 152, che stabilisce l'obbligo di assicurare la gestione dei rifiuti urbani non pericolosi
all'interno degli ambiti territoriali ottimali;
l'AIA per la vasca V4 veniva rilasciata nonostante il Comune di Montallegro (Agrigento)
avesse espresso parere contrario a causa del sovradimensionamento della discarica e
dei conseguenti effetti ambientali e sanitari, per le conseguenze economiche per il
proprio territorio e per l'impatto veicolare;
inoltre, tale autorizzazione veniva rilasciata sebbene fosse ancora operativa la vasca di
discarica V3, anch'essa gestita nello stesso sito dalla Catanzaro costruzioni, che nella
relazione progettuale dichiarava una capacit residua della vasca di discarica V3 di
560.000 metri cubi, corrispondente grossomodo al fabbisogno dell'ATO AG2, non
tenendo conto dell'ulteriore riduzione che si sarebbe ottenuto con il raggiungimento
degli obiettivi di raccolta differenziata e le relative operazioni di trattamento e
vagliatura;
la stessa autorizzazione era rilasciata senza esaminare l'opzione "zero", in base a
quanto previsto dall'art. 14-bis, comma 3, legge 7 agosto 1990, n. 241, che prevede "la
necessaria ponderazione delle principali alternative ai fini della valutazione di impatto
ambientale", che costituisce parte integrante della procedura di VIA, e che esamina le
principali alternative, compresa l'alternativa "zero", soprattutto in presenza delle
volumetrie disponibili nella vasca di discarica V3;
in pi, essa era stata concessa in assenza di uno studio di impatto ambientale
sull'effetto cumulo degli inquinanti provenienti dalle varie sorgenti di impatto, in
considerazione del fatto che la vasca V4 stata realizzata accanto alle discariche VE V1 - V2 - V3 utilizzate e/o utilizzabili per complessivi 1.874.000 metri cubi;
ancora, era stata concessa al di fuori delle previsioni del piano regionale, visto che l'art.
9, comma 1, lettera e), del decreto legislativo 13 gennaio 2003, n. 36 stabilisce la
necessit di una specifica previsione del piano regionale per la realizzazione di nuove
discariche: lo stesso art. 9 stabilisce che l'autorizzazione all'esercizio della discarica pu
essere rilasciata solo dopo l'accettazione da parte della Regione delle garanzie
finanziarie, e tale obbligo non stato indicato nel decreto autorizzativo e neppure
posto quale subordinata per validare l'idoneit del soggetto richiedente, in quanto la
fideiussione deve precedere la verifica delle garanzie di cui all'art. 14 dello stesso

47

decreto legislativo, non potendo costituire una mera prescrizione successiva


all'approvazione del progetto, in virt dell'adeguata reputazione finanziaria del
proponente e del fatto che le garanzie sono parte integrante del piano di
adeguamento, in quanto le garanzie hanno la funzione di assicurare che le discariche,
nel periodo di gestione operativa, nella fase di chiusura e durante il periodo di gestione
postoperativa, mantengano i requisiti minimi di sicurezza ambientale previsti dalla
legge;
infine, l'autorizzazione veniva rilasciata in assenza della valutazione impiantistica per le
operazioni di pretrattamento, in relazione alle nuove capacit di abbancamento e agli
obiettivi previsti dal decreto legislativo 13 gennaio 2003, n. 36, di riduzione dei rifiuti
urbani biodegradabili,
si chiede di sapere:
se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza di quanto esposto;
se non intendano avviare, per quanto di loro competenza, un'indagine amministrativa
sul funzionamento degli uffici e sulle procedure seguite per il rilascio delle A.I.A. e delle
V.I.A per la realizzazione della discarica V4 di propriet della Catanzaro S.r.l.,
verificando se il sovradimensionamento e le attivit di abbancamento rispettino le
norme ed i criteri di concorrenza tra operatori;
se non ritengano che gli affidamenti diretti alla discarica di Siculiana, da parte di enti
locali in stato di emergenza e al di fuori dell'ATO AG2, siano frutto di una posizione di
vantaggio o privilegio, tale da ostacolare l'affermazione delle discariche concorrenti, o
limitare in qualche modo il servizio di raccolta differenziata ed il funzionamento degli
impianti collegati;
se siano a conoscenza dei dati emersi dall'indagine conoscitiva riguardante il settore
della gestione dei rifiuti solidi urbani avviata dall'Autorit garante della concorrenza e
del mercato e le quali azioni nell'ambito delle proprie competenze intendano portare
avanti per porre fine a "monopoli naturali" da parte dei proprietari di discariche
presenti su tutto il territorio nazionale, che di fatto rendono di difficile gestione lo
smaltimento dei rifiuti solidi urbani attraverso il sistema di raccolta differenziata.
(4-02656)
http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Resaula&leg=17&id=00801193&part
=doc_dc-allegatob_ab-sezionetit_icrdrs&parse=no&stampa=si&toc=no

48

49

LO SMALTIMENTO DEI RIFIUTI A MESSINA? BISOGNA DARE UN PO' DI GAS


BEFFARDO DESTINO PER I MAZZARROTI: PROPRIO A LORO TOCCA
RIMBOCCARSI LE MANICHE
(21/01/2009) - Le tracce della battaglia per la gestione della discarica di Mazzarr
Sant'Andrea (Messina) sono state cancellate se oggi la politica dello Stretto fa il tifo per
rimetterci piede, nonostante nessuno abbia verificato lo stato del suolo: a chi di dovere

50

delle istituzioni, avete forse effettuato il carotaggio di Mazzarr? Avete controllato che
nessun veleno - magari proveniente dalla Campania o dalla Calabria - stato nascosto
nel sottosuolo, grazie alle coperture mafiose e paramassoniche? A noi non risulta, ma
siamo sempre pronti a darne notizia, ove tutto fosse a norma. Comunque giusto far
presente che qualcosa si sta muovendo tra le coppole barcellonesi che di fatto
controllano ancora la discarica nonostante l'inchiesta coraggiosa del Ros dei carabinieri.
Ma un segno indelebile, che dopo quasi un anno ancora brucia nell'animo dei boss
della New Barcellona Pozzo di Gotto e nel corpo politicamente pi avvertito della
societ pensante del Longano. Gli incidenti istituzionali causati dal controllo dello
smaltimento della spazzatura non ha placato la sete di potere degli ex assassini
divenuti oggi rispettabili uomini d'affari che trattano cose di competenza politico istituzionale, come se fossero al mercato, o meglio al centro commerciale di
riferimento. Procuratore Guido Lo Forte, Mazzarr Sant'Andrea davvero stata liberata
dalla cappa mafiosa? Perch il sindaco di Messina, Buzzanca non esce una volta per
tutte allo scoperto e spiega alla comunit dove intende depositare la spazzatura
raccolta in citt? E lo stesso dovrebbe chiarirlo il Presidente della Provincia, Ricevuto.
Ma tranne freddi comunicati di circostanza, tutto tace per quieto vivere. Che cosa
dovremo attenderci? Una nuova guerra mafiosa - istituzionale o i boss d'affari vincenti
chiuderanno i conti in maniera amichevole con chi non d'accordo con loro? Questo
l'interrogativo da porsi visto che il dato investigativo emerso inquietante. Non
dimentichiamoci gli interessi della cosca dei mazzarroti nel settore del movimento
terra allinterno dellallora costruenda discarica di Mazzarr SantAndrea nellautunno del
2003. Nellindagine SCIPIONE, era stato riferito in relazione alle seguenti risultanze:
dal 21/08/2001 al 20/11/2002 stata operativa la discarica di Mazzarr SantAndrea,
vecchio sito.
questo sito dal 21/08/2001 al 10/09/2002 stato gestito dallATI CAVAGLIASANGERMANO mentre dal 10/09/2002 al 20/11/2002 stato gestito dalla TIRRENO
AMBIENTE SpA;
dal 20/11/2002 al 31/10/2003 stata operativa la discarica di Tripi la cui gestione
stata della TIRRENO AMBIENTE SpA;
dall01/11/2003 al 10/12/2003 stata operativa la discarica del vecchio sito di Mazzarr
SantAndrea, gestita dalla TIRRENO AMBIENTE SpA;
dal 10.12.2003 ad oggi opera la discarica di Mazzarr SantAndrea nel nuovo sito;
fino al dicembre del 2002 BISOGNANO Carmelo, attraverso la ditta individuale
TRUSCELLO Teresa (dal nome della ex convivente del BISOGNANO) aveva operato
allinterno del primo sito della discarica di Mazzarr SantAndrea. Allepoca il sito in
questione era gestito dallimpresa CAVAGLI - SANGERMANO e il BISOGNANO vi
lavorava nel settore del movimento e trasporto terra con lincarico di coprire i vari strati
di rifiuti col interrati;
alla fine del 2002, la societ TIRRENO AMBIENTE SpA, subentrata gi in precedenza
alla CAVAGLI - SANGERMANO, nella gestione della discarica di Mazzarr SantAndrea,
aveva rilevato anche la gestione di quella di Tripi, in precedenza amministrata dalla
MESSINA AMBIENTE SpA. A Tripi la TIRRENO AMBIENTE SpA aveva trovato limpresa
di trasporto e movimento terra riconducibile a ROTELLA Michele, che si occupava di
coprire i vari strati di rifiuti col interrati;
51

la TIRRENO AMBIENTE SpA era rimasta talmente ben impressionata dalla seriet
professionale del ROTELLA, al punto che al principio del 2003, aveva stipulato con
questultimo un contratto per la realizzazione dei lavori di trasporto ed interramento dei
vari strati di rifiuti, anche nella discarica di Mazzarr SantAndrea;
in tale senso al principio del 2003 la TIRRENO AMBIENTE SpA aveva stipulato ordini di
lavoro con il ROTELLA, il quale di fatto andava a sostituire limpresa TRUSCELLO del
BISOGNANO Carmelo nellindotto costituito nella fornitura di terra;
nello stesso periodo, sempre al principio del 2003, su segnalazione dei vertici
piemontesi della TIRRENO AMBIENTE SpA, questultima societ aveva assunto il
marchigiano MARTI Enzo, quale responsabile della discarica;
nellagosto-settembre 2003 il territorio di Mazzarr SantAndrea e Tripi era stato teatro
di una serie di gravi danneggiamenti che avevano colpito precisamente:
i mezzi dellimprenditore, pregiudicato MUNAFO Aldo Nicola, dati alle fiamme il
16/agosto/2003;
un mezzo della TIRRENO AMBIENTE SpA custodito presso il sito della discarica di Tripi
dato alle fiamme il 22/agosto/2003;
due mezzi dopera di propriet dellimprenditore ROTELLA Michele, rubati e
successivamente ritrovati in provincia di Catania (il 29/agosto/2003);
il fuoristrada Toyota RAV 4 in uso a MARTI Enzo, dato alle fiamme
(01/settembre/2003);
il compattatore Caterpillar, gi della CAVAGLI - SANGERMANO srl, ma affidato alla
TIRRENO AMBIENTE SpA., dato alle fiamme il 03/settembre/2003;
poco tempo dopo il verificarsi di questi danneggiamenti i vertici della TIRRENO
AMBIENTE SpA ebbero modo di constatare che il responsabile di discarica MARTI Enzo,
aveva preso a frequentarsi con il pregiudicato di Mazzarr SantAndrea ROTTINO
Antonino, che gli stessi dirigenti sapevano essere lalter ego del BISOGNANO Carmelo;
tale neonata amicizia era culminata con limpegno assunto dal MARTI a far ricoverare
Stefano ROTTINO, fratello di Antonino, in una clinica marchigiana, per farlo
disintossicare;
nel mese di ottobre 2003 a circa un mese dai danneggiamenti dellestate, e quindi in
coincidenza con la nuova amicizia sorta tra il MARTI ed il ROTTINO, dalle numerose
telefonate intercettate sullutenza del BISOGNANO, si aveva avuto contezza che
questultimo, con limpresa TRUSCELLO, aveva iniziato a lavorare nella discarica di
Mazzarr SantAndrea. Tale circostanza veniva per smentita, in sede di SI dai vertici
della TIRRENO AMBIENTE SpA;
nel 2004, divenuta ormai imbarazzante lamicizia tra il MARTI e ROTTINO Antonino,
nonch asseritamene a causa dellaumento degli impegni di lavoro della TIRRENO
AMBIENTE SpA, i dirigenti societari avevano deciso di affiancare al MARTI, il
52

piemontese Roberto CARENZO, per svolgere, tra gli altri, limpegno di responsabile di
discarica. Erano nati evidentemente dissidi tra i due, culminati con il danneggiamento,
a mezzo incendio, dellauto del CARENZO;
nel 2005, di fronte a tale stato di cose, la TIRRENO AMBIENTE SpA aveva licenziato
MARTI Enzo, il quale era stato definitivamente sostituito da Roberto CARENZO.
A seguito dellaggiudicazione della gara di gestione della vecchia discarica comunale, a
far data dal 21.08.2001 al 9.9.2002, lATI CAVAGLI - SAN GERMANO ha affidato alle
seguenti imprese i lavori di movimento terra:
SOTTILE COSTRUZIONI sas di SOTTILE Nicola, opere di movimento terra da effettuare
allinterno della stessa discarica;
Impresa TRUSCELLO Teresa, fornitura del terreno da prelevare allesterno per la
copertura dei rifiuti.
Con il subentro della TIRRENO AMBIENTE allATI CAVAGLI -SAN GERMANO, avvenuto
il 10.09.2002, limpresa TRUSCELLO Teresa ha continuato a fornire il terreno utilizzato
per la copertura dei rifiuti, sino ai primi mesi del 2004, operando solo ed
esclusivamente nel vecchio sito di Mazzarr SantAndrea.
Sebbene presso la Societ TIRRENO AMBIENTE non venivano acquisiti ordini di servizio
e/o contratti relativi a rapporti di lavoro intrattenuti nellanno 2002 con limpresa
TRUSCELLO Teresa, i vertici della TIRRENO AMBIENTE, lamministratore delegato
INNOCENTI Giuseppino e il Presidente del Consiglio di Amministrazione GIAMBO
Sebastiano, riferivano informalmente che limpresa TRUSCELLO anche nellanno 2002
aveva lavorato nel vecchio sito di Mazzarr SantAndrea a seguito di contratto stipulato
con la Societ SANGERMANO, fornendo, attraverso la medesima societ, copia della
relativa documentazione.
Particolare interesse investigativo destava lunica fattura fornita, la n. 28 del
02.07.2002 emessa dallImpresa Costruzioni e Movimento Terra di TRUSCELLO Teresa
alla Societ SANGERMANO Srl con la quale richiedeva il pagamento della somma di
251.160,16, comprensiva dIVA, relativa alla fornitura di materiale inerte arido (terra).
Per detta richiesta di pagamento avvenivano una serie di comunicazioni tra limpresa
TRUSCELLO e limpresa SANGERMANO. In particolare, limpresa TRUSCELLO Teresa, in
data 04.11.2002 e 10.12.2002 sollecitava attraverso comunicazioni scritte il pagamento
della fattura n. 28 in considerazione che il termine di pagamento era scaduto da oltre
60 giorni. A detta richiesta, in data 27 novembre, replicava la SANGERMANO srl, al
tempo rappresentata dal gi citato INNOCENTI Giuseppino, la quale con comunicazione
avente prot. 02SGE0646GI/SF restituiva allimpresa TRUSCELLO Teresa la fattura in
argomento sostenendo che i quantitativi realmente forniti non corrispondevano a quelli
riportati nel computo generale della fattura stessa, richiedendo pertanto di rimettere
nuova fattura per la somma definitiva di 110.000,00 comprensiva dIVA. Il successivo
18.12.2007 limpresa TRUSCELLO emetteva nuova fattura avente n. 47/02 per limporto
richiesto.
La circostanza test esposta consente di comprendere preliminarmente lelevato indotto
che laffare discarica rappresentava per le piccole imprese locali, nonch i preliminari
53

tentativi, con palese mala fede, posti in essere in questo caso da BISOGNANO Carmelo
di lucrare nellambito di tale indotto.
A questo punto doveroso riferire in ordine a pregresse risultanze investigative
dellindagine OMEGA riferite alla figura dellimprenditore ROTELLA Michele, inteso il
Barone, colui il quale tanta parte aveva ottenuto dalla TIRRENO AMBIENTE SpA nelle
forniture di terreno nellindotto della discarica. Da tali risultanze pregresse, emergevano
elementi che inducevano a ritenere lo stesso ROTELLA inserito nella cordata dimprese
riconducibile al noto DI SALVO Salvatore inteso Sam lamericano. Nellanno 2001,
periodo nel quale venivano condotte queste indagini il DI SALVO e BISOGNANO
Carmelo, entrambi elementi di spicco della famiglia mafiosa barcellonese, erano
alleati tra loro e talvolta, nelle intercettazioni realizzate in quel contesto, il ROTELLA era
stato indicato come un imprenditore connesso al BISOGNANO ed in quanto tale,
servente alle turbative dincanti pubblici poste in essere dallalleato di questo.
Precisamente a pagg. 309-310 dellinformativa denominata ALETHEIA, vol 1
dellindagine OMEGA viene spiegato, tra le altre cose, che alcuni imprenditori
sostengono lattivit dellassociazione, consegnando le loro offerte (in materia di
appalti, ndr) secondo le indicazioni ricevute direttamente dal DI SALVO o attraverso i
suoi emissari. Questi ultimi si identificano in FORMICA Salvatore Arturo di Milazzo,
ROTELLA Michele, MILONE Antonino, tale PAGANO di Milazzo, SINDONI Pancrazio di
San Filippo del Mela, CALIRI Andrea e ARAGONA Andrea.
Salvatore Arturo di Milazzo, ROTELLA Michele, MILONE Antonino, tale PAGANO di
Milazzo, SINDONI Pancrazio di San Filippo del Mela, CALIRI Andrea e ARAGONA
Andrea.
Da tali evidenze risultava chiaro che ROTELLA Michele, inteso il Barone, gi in
contatto con BISOGNANO Carmelo, era in realt connesso al pi potente mentore di
questultimo, Salvatore DI SALVO, e pertanto espressione imprenditoriale della famiglia
barcellonese.
Tuttavia, i riscontri investigativi svolti dal Ros avevano incontrato tutta una serie di
reticenze da parte dei vertici e dei dipendenti della TIRRENO AMBIENTE SpA, finalizzate
a nascondere proprio la presenza di BISOGNANO Carmelo nei lavori allinterno della
discarica di Mazzarr SantAndrea, nei tempi successivi, ai gravi episodi delittuosi che
avevano avuto luogo nellestate del 2003.
In tale quadro per, decisamente interessante, sotto il profilo investigativo, era risultata
la figura di MARTI Enzo, il responsabile di discarica che, a quasi due anni dal
controverso e sofferto licenziamento, ancora sinteressava di quanto accadeva nellarea
di Mazzarr SantAndrea e dove evidentemente manteneva solidi rapporti di amicizia.
Beffardo destino per i mazzarroti. Proprio loro, quelli che non hanno mai amato la
Barcellona paramassonica conquistare nuovi territori nelle telecomunicazioni,
nell'energia, nella finanza, proprio a loro tocca rimboccarsi le maniche, infilare le
braccia nel motore imballato della spazzatura di Mazzarr Sant'Andrea e cercare di farla
ripartire.
http://www.imgpress.it/stampanotizia.asp?idnotizia=39332
A CURA DEL COMITATO CITTADINO ISOLA PULITA ISOLA DELLE FEMMINE
http://tutelaariaregionesicilia.blogspot.it/2014/08/blog-post_56.html

54