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La fabula un termine usato soprattutto in letteratura e cinema che designa l'ordine cronologico della storia che
viene narrata.
Fabula e intreccio
La fabula l'insieme degli elementi di una storia considerati nel loro ordine logico e cronologico. l'autore della
fabula che decide come collocare le varie scene nella narrazione. L'autore pu infatti raccontare una storia sia
rispettando la fabula, cio mantenendo l'ordine naturale degli eventi, sia montandoli in modo personale, secondo un
ordine artificiale, per ottenere particolari effetti narrativi come la suspense. Solitamente ci non accade
nelle favole e nelle fiabe per bambini, allo scopo di semplificarne la lettura da parte di un pubblico cos giovane. La
fabula si distingue quindi dall'intreccio, che l'insieme degli eventi della storia nella successione in cui l'autore li ha
voluti disporre.
uando fabula e intreccio non coincidono emergono delle anacronie, le analessi e le prolessi. Le analessi !o
'regressioni', che nel cinema sono denominateflashbac"#, sono racconti di fatti accaduti in precedenza !ricordi,
esperienze passate, memorie, ecc..# rispetto alla vicenda narrata. Le prolessi !che nel cinema sono
denominate flashfor$ard# sono invece le 'anticipazioni' di eventi successivi.
Sequenze[modifica | modifica wikitesto]
La fabula, o pi% in generale, un testo narrativo, pu essere suddiviso in sequenze, ovvero in unit& di testo dotate di
autonomia sintattica e contenutistica. Le sequenze sono di vario tipo'
narrative' sono le parti 'dinamiche' del racconto che determinano lo svolgimento dell'azione, quindi
raccontano fatti e azioni( sono sequenze pi% accentuate nei racconti d'azione e d'avventura(
descrittive' sono pause narrative, parti del racconto 'statiche', che servono a descrivere persone, paesaggi,
animali e oggetti( si trovano largamente nei romanzi fantas), di fantascienza, nei romanzi gialli e nei romanzi
storici(
riflessive' sono le parti del racconto in cui sono riportati i pensieri, i ragionamenti, le considerazioni del
narratore o dei personaggi della storia( sono pause narrative, sequenze 'statiche', che si trovano molto di
frequente nei romanzi storici, gialli e psicologici(
espressive' sono parti del testo in cui sono riportati gli stati d'animo, le emozioni, i sentimenti dei
personaggi( sono sequenze 'statiche', pause narrative importanti nei romanzi psicologici(
dialogate, o dialogiche' sono le parti del racconto in cui il narratore lascia la parola ai personaggi attraverso
il dialogo, riportato con il discorso diretto( sono sequenze 'dinamiche', perch* fanno procedere la vicenda,
frequenti in tutti i generi di testo narrativo.
+sistono anche le 'sequenze miste'' sono quelle in cui sono unite insieme due o pi% delle differenti tipologie.
Schema logico della fabula
La narratologia, richiamandosi agli studi sulle fiabe russe elaborati da ,ladimir -ropp, propone come strumento di
analisi della struttura del testo narrativo unoschema logico !o struttura tipo# che sviluppa cinque fasi.
Situazione iniziale
la parte descrittiva di presentazione dei personaggi, dei luoghi, ecc( in essa spesso presente una situazione di
equilibrio( la vicenda non ancora cominciata. .elle fiabe inizia con /0'era una volta.../ Se non presente la
situazione iniziale e il testo propone subito i personaggi in azione si dice che inizia in medias res, cio /in mezzo ai
fatti/.
Rottura dell'equilibrio (o 'esordio', nella fiaba 'complicazione')
Sequenza narrativa che racconta l'evento che modifica la situazione di equilibrio iniziale e d& il via alla storia.
Evoluzione della vicenda (nella fiaba 'peripezie dell'eroe')
1na o pi% sequenze di diverso tipo narrano fatti che modificano di volta in volta la situazione dei personaggi
principali( tali fatti possono tradursi in un miglioramento o in un aggravamento della situazione del protagonista.
2ll'apice dell'evoluzione della vicenda si arriva alla spannung, che in tedesco significa 'momento di massima
tensione'. 3l termine viene usato in narratologia per indicare una fase della vicenda in cui il protagonista vive un
momento drammatico, che pu condurlo alla vittoria o alla sconfitta( spesso l'azione culmina o precipita 4 ma non
necessariamente 4 in un colpo di scena risolutivo. 5i regola la spannung conclude l'evoluzione della vicenda ed
seguita dallo scioglimento.
Scioglimento (o 'ristabilimento dell'equilibrio')
Si tratta della fine della storia. una sequenza narrativa in cui tutto si risolve in bene oppure in male e si ristabilisce
un equilibrio, uguale o diverso rispetto a quello iniziale. Se manca lo scioglimento il testo narrativo ha un finale
aperto.
Situazione finale (o coda)
il /vissero felici e contenti/ delle fiabe' descrive6racconta il futuro dei personaggi rispetto alla storia narrata nel
racconto. 7uttavia, non di rado nella letteratura horror ma anche in altri tipi di romanzi, non esiste un lieto fine, bens
un finale /neutro/ o addirittura dove il male a prevalere sul bene.
Voci correlate
.arratologia
Sinossi
7rama !narrativa#
,ladimir -ropp

La narrativa una forma di organizzazione del discorso umano che nella comunicazione di proprie conoscenze
scelga di raccontare, invece di rappresentare il mondo in altro modo. 3n questo senso la prima distinzione, posta
da 2ristotele, quella tra narrazione !dove si assume la prima persona o pi% personalit& e conseguenti punti di
vista# e drammaturgia, dove diventano narratori i personaggi stessi, nelle loro parole e azioni, senza alcun
commento esterno. uesta /qualit&/ del discorso, in teoria della letteratura viene indicata con il termine di diegesi,
in quanto complementare e distinto da mimesi
89:
.
7utto ci che comunica avvenimenti e trasformazioni le specifico, almeno secondo un'altra distinzione centrale,
quella tra narrazione e descrizione
8;:
. 2 qualcosa di questo tipo fa riferimento anche la
distinzione platonica tra mythos e logos.
8<:
5avanti a una narrazione, in forma verbale o in altra forma, chi ascolta, guarda o legge un racconto non fa che
ripetere mentalmente il contenuto del racconto stesso, in qualche modo facendone un sommario mentale che mette
in ordine gli eventi narrati come successivi !o contemporanei#, trasferendo il campo semantico all'interno di un
sistema di azioni e funzioni che svolgono i personaggi del racconto !compreso il narratore#.
3 formalisti russi, in particolare =oris 7oma>evs"i?, hanno studiato le connessioni causali4temporali tra gli
avvenimenti, mentre ,ladimir -ropp ha organizzato unoschema di funzioni che interpreta tali avvenimenti in
relazione ai personaggi, centrando lo svolgimento delle vicende narrate sulla trasformazione del personaggio
stesso. -artendo dagli studi di @mile =enveniste si poi fatta la distinzione tra storia !oggetto della narrazione#
e discorso !modo in cui la narrazione presenta gli avvenimenti#
8A:
. La narratologia ha quindi spiegato come queste
due categorie entrano in correlazione, come le azioni possono essere distinte tra post hoc epropter hoc !ovvero
come siano legate da successione pi% o meno coerente ma in fondo sempre casuale o consequenzialit delle
azioni stesse#.
8B:
.
1n testo di narrativa una comunicazione e, in quanto tale, crea aspettative, conferme, tradimenti di attese,
passaggio di informazioni tra un autore e un lettore!incluso un lettore modello, ossia quel che si immagina l'autore
come proprio lettore
8C:
#. L'autore sceglie dunque gli eventi che considera /necessari/ e /sufficienti/ a mettere in
azione la continuit& del discorso narrativo e l'evoluzione del racconto
8D:
, lasciando in sospeso, riprendendo,
rimandando al senso comune, saltando, aggiungendo o levando verosimiglianza, parafrasando o dilungandosi
secondo una strategia che vuol tenere pi% o meno legata !e paradossalmente in certe avanguardie anche
respingere# l'attenzione del lettore.
uindi la narrativa ha gradi diversi di plausibilit&, usa dosi diverse di suspense e di sorpresa, sancisce o esplora tipi
di assertivit& variabilissime, con una gamma tra semplicit& e sofisticazione assai vasta.
Tempi di narrazione
0ome ha mostrato E*rard Eenette, gli eventi narrati sono tra di essi in relazione di ordine !prima, durante,
dopo
8F:
#, durata !dove distingue cinque possibilit&, secondo che la il tempo della /storia/ sia pi% o meno lungo di
quello del /discorso/ che la svolge# e frequenza.
3n termini di /durata/ una narrazione pu essere !7S G tempo della storia( 75 G tempo del discorso#
8H:
'
9. riassunto' 7S I 75
;. ellissi' 7S I 75 G J
<. scena' 7S G 75
A. estensione' 75 I 7S
B. pausa' 75 I 7S G J
3n termini di /frequenza/ gli eventi narrati possono essere'
9. singolativi' 75 rappresenta un singolo evento di 7S !come /ieri mi sono coricato presto/#
;. singolativo4multipli' diversi 75 di un singolo 7S !come /luned mi sono coricato presto, marted mi sono
coricato presto/, /mercoled mi sono coricato presto/ ecc.#
<. ripetitivi' 75 ripete pi% volte 7S !come /ieri mi sono coricato presto/, /ieri mi sono coricato presto/, /ieri mi
sono coricato presto/ ecc.#
A. iterativi' 75 rappresenta pi% 7S !come /tutti i giorni della settimana mi sono coricato presto/#
89J:
.
Spazi di narrazione
La /voce/ del racconto ha a che fare con chi racconta e da dove, cio con il punto di vista del racconto. Eenette fa i
cinque casi di voci seguenti'
intradiegetica !chi racconta all'interno della storia narrata#
eKtradiegetica !chi racconta ne fuori#
eterodiegetica !chi racconta nella storia ma non ne uno dei personaggi, riferisce cose accadute ad altri#
omodiegetica !chi racconta uno dei personaggi, bench* non sia l'autore della storia#
autodiegetica !chi racconta un personaggio e riferisce cose accadute a s*#.
2 queste 0hristian Letz ha aggiunto la voce'
peridiegetica !chi racconta appartiene alla storia ma non personificato n* in un personaggio n* nella voce
d'autore#
+siste poi un calcolo possibile del /modo/ di raccontare, cio da quale prospettiva, da quale distanza si parla, con
coerenza o variazione della focalizzazione del racconto.
2ltri studiosi sulla narrativa comprendono 2lgirdas Mulien Ereimas, 0laude =remond, Noland =arthes, Oa)ne 0.
=ooth ecc.
ualcuno arrivato a dire che l'essere umano non dovrebbe essere chiamato homo sapiens, ma homo narrator !o
forse homo menda, per l'aspetto sviante dell'attivit& di narrazione rispetto alla verit&#, ovvero che la pratica di
raccontarsi e raccontare profondamente radicata nell'organizzazione del pensiero e del linguaggio che lo
esprime
899:
.
Generi di narrazione
.ella letteratura il termine narrativa raggruppa in s* un genere letterario comprendente'
il romanzo
la novella
il racconto in versi
la novella in versi
-er metonimia il termine /narrare/ sta a significare l'insieme delle attivit& dei romanzieri e dei novellieri che scrivono
in una determinata lingua, che appartengono a un determinato ambiente geografico4culturale e che operano in un
determinato periodo.
0apita anche che ci si riferisca genericamente a narrativa per un romanzo o un racconto, se non si riesce a trovargli
una classificazione meglio definita. 7enendo conto che all'interno delle forme narrative possono trovarsi generi spuri
come quelli del fotoromanzo !letteralmente un romanzo per immagini# o
degli screenplay!le sceneggiature teatrali, cinematografiche o televisive, fonte di attenzione del mercato editoriale#.
3n genere si opera una netta distinzione tra narrativa e saggistica.
Il narrare
.el senso comune, /narrare/ significa raccontare quei fatti che hanno come protagonisti uomini, animali, esseri non
animati che espongono la storia di qualcuno o di qualche cosa.
uello del narrare pertanto una funzione che viene svolta da un vasto campo di testi, molto differenti tra di loro,
ma tali da poter essere ricondotti a due principali categorie e cio a quei testi che hanno come oggetto la realt& e a
quelli che vivono esclusivamente dell'invenzione dell'autore.
.ella prima categoria si possono raggruppare tutti quei testi che si occupano di ci che realmente accaduto o che
pu essere verificato attraverso un confronto con altri testi, per coglierne le analogie e le differenze oppure per
trasmettere conoscenze di carattere scientifico e divulgativo, oppure dati personali che riguardano determinati
individui, risvolti psicologici di personaggi pi% o meno famosi o di un particolare ambiente.
3n queste opere la funzione del narrare secondaria rispetto all'informare o esprimere.
Tipologie di testi narrativi
2lcune tipologie di testi narrativi'
0on particolare funzione informativa'
l'articolo di cronaca
il libro di storia
la biografia
il resoconto di viaggi o Reportage
il testo di divulgazione scientifica
0on particolare funzione emotiva'
il poema epico' opera di ;JJ JJJ parole o pi%.
il romanzo' opera di CJ JJJ parole o pi%.
la novella' opera di almeno 9D BJJ parole ma meno di CJ JJJ.
il racconto' Ppera di almeno ; JJJ parole ma meno di D BJJ.
la narrativa lampo o !lash fiction' opera di meno di ; JJJ parole !9 JJJ secondo alcune definizioni#.
il mito
la leggenda
la favola
la fiaba
la parabola
la barzelletta
la memoria
l'autobiografia
il diario
l'epistolario
uesti ultimi testi presentano delle storie, hanno degli autori che li hanno composti e organizzati con un certo
ordine, hanno utilizzato particolari strutture linguistiche, ma non sono del tutto opera di fantasia come quelli che
appartengono alla seconda categoria.
3nfatti in questi ultimi il narrare diventa lo scopo principale e le storie, anche se attinenti a determinate realt& e
verosimili, sono comunque il frutto di finzione, sono cio delle invenzioni.
3l carattere della finzione o della invenzione percepito in modo immediato nel caso della fiaba, della favola o
del racconto fantascientifico, ma si manifesta in modo meno evidente in tutti quei racconti, novelle, romanzi che
nascondono, sotto l'apparente verosimiglianza, la finzione o invenzione.
Romanzo
1n romanzo una estesa fiction narrativa in prosa. Qino al R,333 secolo, il termine era riferito specificatamente a
racconti d'amore e intrighi in opposizione alleromanze, opere di lunghezza epica d'amore ed avventura. 5urante il
R,333 secolo, il romanzo ha adottato le caratteristiche della vecchia romanza ed diventato uno dei maggiori generi
letterari.
per lo pi% definito dalla sua abilit& di diventare oggetto di critiche riguardo al merito artistico, di avere uno
specifico stile letterario e una maggiore profondit& che storie vere dallo stesso contenuto pretendono di avere.
Racconto
1n racconto una narrazione di media durata in prosa. 3 racconti tendono ad essere pi% concisi ed andare
direttamente al punto rispetto ad opere pi% lunghe, come le novelle !nel senso moderno del termine# e i romanzi. 2
causa della loro brevit&, il successo dei racconti sta nella tecnica narrativa dell'utilizzo
dipersonaggi, trame, ambientazioni, linguaggi e introspezione in maniera pi% considerevole rispetto alle forme
narrative pi% lunghe.
3 racconti hanno la nella prosa dell'aneddoto, un brevissimo racconto di una scenetta che va rapidamente al punto,
con paralleli nel racconto orale delle storie tradizionali. 0on la crescita del romanzo realistico, il racconto evoluto
come una miniatura, con alcuni dei primi, perfetti esempi nei racconti di +. 7. 2. Soffmanned +dgar 2llan -oe.
Elementi
Eli autori di fiction usano i seguenti elementi per creare effetti artistici nelle loro storie'
"mbientazione' il luogo e il tempo della storia che crea l'atmosfera e gli stati d'animo
"ntagonista' il personaggio che si trova in opposizione al protagonista
#onflitto' un personaggio o un problema con il quale il protagonista ha a che fare
$ialogo' i dialoghi dei personaggi come opposizione al narratore
%ersonaggio' un partecipante alla storia, usualmente una persona
%rotagonista' il personaggio principale della storia
%unto cruciale (o Spannung)' il culmine della tensione o il dramma della storia
%unto di vista' la prospettiva del narratore( usualmente ci si riferisce alla voce narrante, in prima o in terza
persona.
Risoluzione' la parte della trama nel quale si rivela il risultato del conflitto
Scena' un pezzo della storia che mostra l'azione degli eventi
Sfondo' una distillazione concettuale della storia( cosa la storia riguarda
Sospensione del dubbio' l'accettazione temporanea degli elementi della storia come credibili da parte del
lettore, generalmente necessaria per il divertimento
Sottotrama' una trama che parte di o subordinata ad un'altra trama
Struttura' l'organizzazione degli elementi della storia
&ono' il tono di /voce/ che l'autore utilizza
&rama' una serie di eventi correlati rivelati nella narrazione
Note
'( ^ 0esare Segre, /.arrazione6narrativit&/, in Enciclopedia Einaudi, vol. H, 7orino' +inaudi, 9HFJ, pp. CHJ4DJ9( poi
in id. "vviamento all'analisi del testo letterario, ivi, 9HFB, pp. ;CA4FJ.
)( ^ 2 partire da un articolo di Senr) Mames, questa distinzione viene anche detta /telling/ e /sho$ing/, oppure,
comunque in studi d'ambito anglosassone, anche /to recount/ e /to enact/. 2ll'interno della narrazione si
potrebbe fare un paragone con la differenza grammaticale tra discorso indiretto e discorso diretto.
*( ^ E*rard Eenette, /Qrontiere del racconto/, in !igure ++, 7orino' +inaudi, 9HD;, pp. ;<4A9.
,( ^ 2ltrove detti fabula e intreccio.
-( ^ Segre, cit., p. ;DJ.
.( ^ .aturalmente i termini, soprattutto il secondo, vanno intesi in senso lato, poich* vi sono, per esempio
anche narrazioni cinematografiche o fumettistiche.
/( ^ Se)mour 0hatman, Storia e discorso( 0a struttura narrativa nel romanzo e nel film, -arma' -ratiche, 9HF9, p.
;D e seguenti.
1( ^ cfr. le voci analessi e prolessi.
2( ^ E. Eenette, !igurel pu3 essere un fatto accaduto tempo fa 333, &orino4 Einaudi, '2/. e S( #hatman, cit(, pp( .*5
1'(
'6( ^ 3 casi ;. e <. sono rari e al limite, destinati ad effetti speciali, la maggior parte delle narrazioni si svolgono in
modo singolativo o iterativo, da cui dipende anche la sceltagrammaticale del verbo. cfr. Sarald
Oeinrich, &empus( 0e funzioni dei tempi nel testo, =ologna' 3l mulino, 9HDF.
''( ^ Stephen Ma) Eould, citato in Nemo 0eserani, Storicizzare, in Lario Lavagetto !a cura di#, +l testo letterario(
+struzioni per l'uso, =ari' Laterza, 9HHC, p. DH.
Bibliografia
Senr) Mames, &he %oint of 7ie8, 9FF<.
Se)mour 0hatman, Story and $iscourse, 9HDF.
E*rard Eenette, !igures +++, 9HD;.
E*rard Eenette, 9ouveau discours du r:cit, 9HF<.
Voci correlate
Letteratura
Eenere letterario
.arratologia
Stor)telling !narrativa#
Struttura narrativa

La struttura narrativa , nella narratologia, l'architettura strutturale che soggiace all'ordine e al modo in cui viene
presentata una narrazione a un lettore, un ascoltatore o uno spettatore.
Nella narratologia strutturalista
3 critici e teorici della narrativa che descrivono la struttura narrativa di un testo possono fare riferimento a elementi
strutturali quali l'introduzione, nella quale vengono descritti i personaggi e le circostanze fondamentali di una storia(
un coro, che usa la voce di un astante per descrivere gli eventi o indicare la risposta emotiva appropriata !felicit&,
tristezza, ecc.# rispetto a ci che si appena verificato( o una coda, che cade alla fine di una narrazione e presenta
delle considerazioni concludive. 5escritta per la prima volta nei tempi antichi da filosofi indiani
89:
e
da greci !quali 2ristotele e -latone#, la nozione di struttura narrativa ha goduto di una rinnovata popolarit& come
concetto critico dalla met& alla fine del RR secolo, quando gli esponenti della critica strutturalista come ,ladimir
-roppe i formalisti russi, e di seguito Noland =arthes, Moseph 0ampbell e .orthrop Qr)e hanno sostenuto che tutte
le narrazioni umane hanno certi elementi strutturali profondi in comune. uesta posizione stata criticata dai fautori
del poststrutturalismo come Lichel Qoucault e Macques 5errida, secondo i quali asserire l'esistenza di tali strutture
profonde universali era logicamente impossibile.
I miti di Fre
.orthrop Qr)e, nella sua "natomia della critica, tratta estesamente di quelli che
chiama miti della primavera, estate, autunno e inverno.
3 miti primaverili sono essenzialmente commedie, e cio storie che portano da situazioni negative a un lieto
fine. La dodicesima notte di Sha"espeareappartiene a questo tipo.
3 miti estivi sono similmente fantasie utopiche, come il %aradiso di 5ante.
3 miti autunnali sono tragedie che portano da situazioni ideali al disastro. Si vedano "mleto, ;tello e Re
0ear.
3nfine i miti invernali sono distopie, per esempio 9HFA di Eeorge Pr$ell o 3l mondo nuovo di 2ldous SuKle) o
il racconto lungo di 2)n Nand /2ntifona/.
Strutture narrative lineari e non!lineari
1na narrazione non4lineare una che non procede secondo una linea retta, passo dopo passo( pu esserne
esempio una storia in cui l'autore racconta l'epilogo prima che si sia completato lo svolgimento della trama.
L'opposto di tale narrazione quella lineare, nella quale la diegesi procede regolarmente senza interruzioni e
inversioni dell'ordine cronologico dei fatti narrati. 7enendo conto della distinzione, enunciata dai formalisti russi e
ripresa dalla critica strutturalistica, tra fabula e intreccio, la linearit& o non4linearit& di una trama dipende dalla
maggiore o minore aderenza dell'intreccio alla fabula !rappresentando quest'ultima l'ideale linearit& assoluta#.
Note
9. ^ Scott N. Stroud, 9arrative as "rgument in +ndian %hilosophy4 &he 2stava"ra Eita as <ultivalent
9arrative in %hilosophy and Rhetoric, vol. <D, nT 9, ;JJA, pp. A;UD9.