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LA FORZA DELLE ONDE GENERATE DAL VENTO SU PALI VERTICALI

FRANCESCO FEDELE

Dipartimento di Meccanica e Materiali, Università di Reggio Calabria

INTRODUZIONE

Nel lavoro vengono calcolate le sollecitazioni prodotte da onde generate dal vento su pali verticali. Allo scopo, utilizzando la teoria delle onde generate dal vento (Longuet-Higgins 1963, Phillips 1967) si ricavano i processi stocastici forza d’inerzia e forza di drag linearizzata (Hang Tuah et al. 1983). Infine, la teoria di quasi-determinismo delle onde (Boccotti 1983,1984,1997) consente di determinare le sollecitazioni sul palo prodotte da un’onda eccezionalmente alta (molto alta rispetto alla media dello stato di mare in cui si realizza).

1. LA TEORIA DELLE ONDE GENERATE DAL VENTO

La teoria generale delle onde generate dal vento, introdotta da Longuet-Higgins (1963) e da Phillips (1967), prevede la schematizzazione di uno stato di mare, vale a dire di una condizione ondosa sensibilmente stazionaria, come la somma di un numero N infinitamente grande di onde regolari cilindriche con ampiezze infinitesime e frequenze e fasi generalmente diverse tra loro Le espressioni analitiche al primo ordine di Stokes dell’elevazione d’onda η(x,t) e del potenziale di velocità Φ(x, z,t) relative ad onde irregolari bidimensionali risultano rispettivamente

[1.1]

η

(

x t

,

)

=

Φ

(

x z t

,

,

)

N

i = 1

a

i

cos

=

g

N

i = 1

a

i

[

k x

i

1

i

ω

ω

i

t

+

[

cosh k

i

ε

i

]

(

z + d

)]

(

cosh k d

i

)

[

sen k x

i

ω

i

t

+

ε

i

]

con il numero d’onda

k

i

legato alla frequenza angolare ω

i

dalla relazione

[1.2]

(

k tgh k d

i

i

)

=

2

i

ω

g

La componente i-esima, di ampiezza

consegue che anche la η(x,t) e la

Utilizzando la teoria degli stati di mare si dimostra che fissato un punto (x, z , se

(i)

(ii)

a i soddisfa il sistema delle equazioni lineari di Stokes. Ne

) [eq. 1.1] soddisfano lo stesso sistema di equazioni.

)

Φ (x, z, t

N tende ad infinito;

le fasi

ε

i sono distribuite uniformemente sull’angolo giro e sono stocasticamente

indipendenti tra loro;

1

(iii)

(iv)

l’elevazione d’onda η(x,t) e il potenziale di velocità Φ(x, z,t) rappresentano processi stocastici gaussiani. Si definisce poi lo spettro di frequenza E(ω)

le frequenze ω le ampiezze a

i

i

sono tutte diverse tra di loro; sono infinitesime dello stesso ordine

[1.3]

E

(ω)δω

=

i

1

2

a

2

i

per

i

tale

che

ω < ω < ω + δω

i

Uno spettro di frequenza, caratteristico delle pure onde di vento, è lo spettro JONSWAP (Hasselmann et al., 1973):

[1.4]

E

(

ω

)

=

Ag

2

ω

5

exp


5

ω

d

 

4

exp ln

1

(

ω ω

d

)

2

4

ω

γ

exp

2

χ

2

ω

2

d


 

in cui ω

d è la frequenza dominante dello spettro.

I parametri γ , χ risultano

[1.5]

determinano la forma dello spettro. Per spettro JONSWAP tali parametri

.

γ = 0.08, χ = 3.3

1.1 Il campo di moto generato da uno stato di mare

Le componenti di velocità v e ( Marchi e Rubatta 1981) nel caso di onde irregolari bidimensionali risultano rispettivamente

x

v

z

 


N

)

1

ω i

cosh

i

z

+ d

)]

v

v

x

z

(

x z t

,

,

x z t

,

,

)

=

x

∂Φ

=

z

(

∂Φ

[(

k

i

a k

i = 1

N

i

a k

= 1

i

x

e

[

k

= g

i

i

1

ω i

(

cosh

k

i

senh

i

[(

k

z

d

)

+ d

)]

(

cosh

k

i

d

)

cos

i

x

ω ε

i

i

[

k

i

x

ω ε

i

i

t

+

t

+

[1.6]

= g

sen

Analogamente le componenti a

a

z risultano rispettivamente

]

]

[1.7]


 

a

a

x

z

(

, ,

x z t

(

, ,

x z t

)

)

=

=

v

x

t

v

z

t

= g

N

i = 1

a

=− g

N

i = 1

i

a

k

i

i

[

cosh k

i (

z + d

)]

(

cosh k d

i

)

[

sen k x

i

ω

i

t

k

i

[

senh k

i

(

z + d

)]

(

cosh k d

i

)

[

cos k x

i

ω

i

+

ε

i

]

t

+

ε

i

]

2

2. IL PROCESSO FORZA

Si consideri un palo verticale di raggio r su una profondità d, soggetto all’azione di onde irregolari bidimensionali (vedi fig. 1). Le azioni idrodinamiche unitarie si ricavano con la formula di Morison (Chakrabarti 1987 e Sarpkaya and Isaacson 1981) :

[2.1]

r

f (t)

=

r

f

m

(t)

+

r

f (t)

d

e in forma esplicita

( )

t

[2.2]

r

f

C

= ρπ

m

a

2

( )

r

a t

+

C

d

ρ

a

r v t ()
r
v t
()

v(t) r

sono le proiezioni rispettivamente del vettore accelerazione e del vettore velocità nel

piano della sezione del cilindro d’acqua equivalente (si intendono i valori nel centro della predetta sezione). La formula precedente semplifica notevolmente il calcolo delle azioni idrodinamiche perché fa riferimento al moto ideale in campo libero da ostacoli e prescinde dalla conoscenza del reale campo di moto intorno al cilindro solido.

rappresenta la

La formula di Morison è dunque somma di due termini: il primo, f (t)

in cui a rr v

,

r

m

componente inerziale ovvero la forza che agisce sul cilindro d’acqua equivalente moltiplicata

per un coefficiente d’inerzia C ; il secondo, moltiplicativo C è il coefficiente di drag.

rappresenta la componente di drag e il fattore

r

f (t)

d

m

d

direzione di z propagazione x 2a d
direzione di
z
propagazione
x
2a
d
x 2a y
x
2a
y

direzione di

propagazione

Figura 1 Schema di riferimento del palo fisso.

2.1 La componente inerziale

r

f

m

La componente inerziale dell’equazione di Morison risulta

[2.3]

r

f

m

(z,t)

=

f

mx

(z,t)

ˆ

i

C

= ρπ

m

r

2

a

x

(

0 ,

3

z t

,

ˆ

) i

ˆ

i

con

ricava

[2.4]

con

[2.5]

versore dell’asse x. Sostituendo all’accelerazione

f

mx

(

z t

,

)

=

N

i = 1

F

i

[

sen ω

i

t

ε

i

]

F

i

C

= − ρπ

m

r

2

ga k

i

i

[(

cosh k

i

z

+

d

)]

cosh

(k d)

i

a

x la prima espressione della [1.7] si

dove C

Pertanto la forza d’inerzia generata da uno stato di mare è un processo stocastico gaussiano. Lo spettro della forza d’inerzia vale

m è il coefficiente d’inerzia per onde irregolari ed r è il raggio del palo .

1

[2.6]

E

m

(ω)δω =

 

 

F

i

2

 

i

1

2

 

 

a

C

i

(

ω

)

2

Ζ

m

i

(

ω

)

2

e sostituendo la [2.3]

[2.7]

da cui segue

[2.8]

E

E

m

m

(

ω

(

ω

)

δω

=

)

=

E

m

per

i

tale

che

ω < ω < ω + δω

i

ρπ

r gk

2

i

[(

cosh k

i

z

+

d

)

)]

(

cosh k d

i

con

Z

m

(

ω

)

=

C

m

2

per i tale che

ω

< ω < ω + δω

i

ρπ

r gk

2

[(

cosh k z

+

d

)

)]

(

cosh kd

2

Il valore

rappresenta l’ampiezza della forza d’inerzia prodotta da un’onda regolare di zia prodotta da un’onda regolare di

frequenza ω e ampiezza unitaria. Noto l’andamento in frequenza della funzione precedente è possibile individuare le componenti ondose dello stato di mare che sollecitano in misura maggiore la struttura. La funzione di autocovarianza del processo forza d’inerzia vale

[2.9]

Ψ

m

(

T

)

=<

f

mx

( )

t

f

mx

(

t

T

)

+ >=

N

i = 1

1

2

F

i

2

(

cos ω

i

T

)

e, in funzione dello spettro del processo forza:

[2.10]

Ψ

m

(T )

=

0

E

m

(ω) (ω )dω

cos

T

=

0

E(ω)Z

m

(ω)

cos

(ω T )dω .

L’equazione [2.10] in forma esplicita diventa

[2.11]

Ψ

m

(

T

)

=

0

E

(

ω

)

C

m

ρπ

r gk

2

cosh

[(

k

z

+

d

)]

cosh

(

kd

)

2

cos

(

ωT dω

)

.

La varianza

calcolata per T = 0 :

2

σ

m

del processo

f

mx

coincide con il valore della funzione autocovarianza

4

Ψ

m

,

[2.12]

σ

2

m

m

(

T

=

0

2.2 La componente di drag

)

=

r

f

d

0

La forza di drag risulta

[2.13]

ˆ

r

f

d

(

z t

,

)

=

f

dx

(

z t

,

)

ˆ

i

in cui i è il versore dell’asse x e

E

(

ω

)

C

m

ρπ

r gk

2

cosh

[(

k

z

+

d

)]

cosh

(

kd

)

=

C

C

d

ρ r v ( 0 , z t , ) v 0 , z t
ρ
r
v
(
0 ,
z t
,
)
v
0 ,
z t
,
)i
ˆ
x (
d
x
è il coefficiente di drag.

2

dω

Il termine non lineare nelle velocità implica che il processo stocastico

forza di drag non è

gaussiano. Pertanto non è possibile applicare la teoria degli stati di mare. Nell’appendice si dimostra ( Hang Tuah et al. 1983) che dato un processo gaussiano v(t), se

[2.14]

()

Ψ T

v

σ

2

v

<< 1

rispettivamente la funzione di autocovarianza del processo e la sua varianza,

allora il processo

Pertanto il processo forza di drag (non gaussiano) è statisticamente equivalente al processo gaussiano

essendo

Ψ T σ

v

,

v

()

2

v t ()
v t
()

v(t)

è statisticamente equivalente al processo

2 v t () v ( t ) è statisticamente equivalente al processo 8 πσ v

8 πσ

v v(t)

.

[2.15]

f dx

(

z t

,

) =

C

d

ρ r

v ( 0 , z t , ) x
v
(
0 ,
z t
,
)
x

v x

(

0 z t)

,

,

C

d

ρ r

8 π
8
π

σ

v

x

(z)v (

x

0 z t)

,

,

con σ

v

x

deviazione standard del processo velocità, che risulta

[2.16]

σ

2

v

x

( )

z =

0

E

(

ω

)

gk

ω

1

cosh k

(

z

+

)

[

(

)]

d

cosh k d

2

dω

ovvero, in forma esplicita

N

[2.17]

f

dx

G

i

(

z t

,

=

C

) = ∑ G cos ω [ t − ε i i i i =
)
=
∑ G
cos ω
[
t
ε
i
i
i
i
= 1
−1
ρ rg
8 σ
a
k
ω
d
v
i
i
i
π
x

con

[2.18]

]

cosh

[(

k

i

z

+

d

)]

cosh

(k

i

d )

Lo spettro della forza di drag linearizzata vale

[2.19]

E

d

(ω)δω

=

i

1

G

2 i

2

per

i

tale

che

ω < ω < ω + δω

i

5

da cui sostituendo a

G i la [2.18], si ricava

2  cosh k [( z + d )] 1 8  [2.20] ( )
2
cosh k
[(
z + d
)]
1
8
[2.20]
(
)
2
− 1
i
E
ω δω
=
a
C
ρ
rg
σ
k
ω
per i tale che
ω ω ω δω
<
<
+
d
i
d
v
i
i
2
π
x
cosh k d
(
)
i
i
i
e in forma compatta
2
8
cosh k z + d
[(
)]
[2.21]
( ω
)
=
E
(
ω
)
Ζ
(
− 1
ω
)
con
Z
(
ω
)
=
C
ρ
rg
σ ω
k
E d
d
d
d
v
π
x
cosh kd
(
)
La funzione
Z
(ω)
rappresenta l’ampiezza della componente di drag linearizzata prodotta da
d

una singola componente periodica di frequenza ω . La funzione di autocovarianza del processo forza di drag linearizzata vale

[2.22]

Ψ

d

(

T

)

=<

f

dx

( )

t

f

dx

(

t

T

)

+ >=

N

=

1

i

1

2

G

2

i

(

cos ω

i

T

)

e, in funzione dello spettro del processo forza

[2.23]

Ψ

d

(T )

=

0

E

d

(ω) (ω )dω

cos

T

=

La [2.23] in forma esplicita diventa

0

E(ω)Z (ω)

d

cos

(ω T )dω .

2 ∞  8 cosh k z + d [( )]  [2.24] ( )
2
8
cosh k z + d
[(
)]
[2.24]
(
)
(
)
2
− 1
Ψ T = E
ω
(
)
.
C
ρπ
r
g
σ
k
ω
cos
ω ω
T d
d
d
v
π
x
cosh kd
(
)
0
La deviazione standard σ
d del processo f
(t) risulta:
dx
2
8
cosh k z + d
[(
)]
[2.25]
2
(
T =
0 )
=
E
(
2
ω
)
C
ρπ
r
g
σ
k
σ d
d
ω
d
d
v
π
x
cosh kd
(
)
0

2.3 Applicazione

Si consideri un palo avente raggio r=2 m, soggetto all’azione di onde irregolari bidimensionali

aventi direzione di propagazione coincidente con l’asse x

profondità risulti d=125 m. Si assuma uno spettro in frequenza JONSWAP .

Le figure 3 e 4 riportano rispettivamente gli spettri

e le funzioni

. Nella figura 5 sono riportate le

rispettive funzioni di autocovarianza. Dai processi forza di drag [2.17] e forza d’inerzia [2.4] si possono ricavare le deviazioni standard

. La

e periodo dominante T

p

E m

( ω ω ) , E ( ω ω ) d d d
(
ω ω
)
, E
(
ω ω )
d
d
d

= 16

s

Z m

( ω ω , Z ω ω ) ( ) per z d d d
(
ω ω , Z ω ω
)
(
)
per
z
d
d
d

L

d = −0.013

e per

, Z ω ω ) ( ) per z d d d L d = −

z

L

d = −0.157

σ d

e σ

m

in corrispondenza di un’assegnata profondità

d e σ m in corrispondenza di un’assegnata profondità z L d . Ad esempio, per

z

L

d .

Ad esempio, per

di un’assegnata profondità z L d . Ad esempio, per z L d = − 0.013

z

L

d = −0.013

le deviazioni standard dei processi forza valgono

6

σ 1.585

m

= t

/

m

σ 0.679

d

= t

/

m σ σ d m F è d
m
σ
σ
d
m
F
è
d
m = t / m σ 0.679 d = t / m σ σ d m

z

ed il rapporto

attesa di drag

processo stocastico di una grandezza fisica il valore massimo atteso della grandezza è proporzionale alla deviazione standard del processo aleatorio).

Analogamente per

risulta uguale a 0.43 . In altri termini l’ampiezza della forza massima

(in un

il 43%

dell’ampiezza della forza massima attesa d’inerzia

F

m

L

d = −0.157

le deviazioni standard dei processi forza valgono invece

σ 0.423 / = m t m σ 0.088 = m t / d Essendo
σ 0.423 /
= m
t
m
σ 0.088
= m
t
/
d
Essendo σ
σ
d
m
d’inerzia
F
.
m

0.21 , la forza massima attesa di drag

F

d

è il 21% della forza massima attesa

Quindi aumentando la profondità sia la componente di drag che la componente d’inerzia si attenuano ma l’attenuazione della prima è maggiore della seconda. Ciò significa che da una certa profondità in poi la forza di drag diventa trascurabile rispetto a quella d’inerzia. Dal punto di vista fisico, aumentando la profondità ci avviciniamo alle condizioni di moto ideale; la forza sul palo ha pertanto caratteristiche prevalentemente inerziali.

La funzione

vengono attenuate. Accade però

che su basse profondità (

) quasi tutte le componenti ondose vengono esaltate, infatti

. Per tale motivo lo spettro della forza d’inerzia alle basse profondità si allarga rispetto

allo spettro delle onde. Aumentando la profondità solo le componenti ondose in alta frequenza si attenuano e lo spettro della forza d’inerzia si restringe. Ciò è anche evidente analizzando le

Z x = ω ω per d → ∞ (profondità infinita) presenta un massimo per

m

d

ω >> ω

lim

(

presenta un massimo per m d ω >> ω lim ( ) = . Le componenti

)

=

. Le componenti ondose con frequenzapresenta un massimo per m d ω >> ω lim ( ) = z → 0

z
z

0

→∞

ω

lim

ω lim

(T )

funzioni di autocovarianza Ψ : alla profondità

m

( T ) funzioni di autocovarianza Ψ : alla profondità m z L d = −

z

L

d = −0.013

il parametro

Ψ

*

=

0.32

(rapporto tra il primo minimo assoluto della

il suo massimo assoluto) mentre alla

profondità

Un analogo ragionamento può essere fatto per la funzione

lo spettro della forza alle basse profondità si allarga rispetto allo spettro delle onde in superficie, mentre aumentando la profondità le componenti ondose in alta frequenza si attenuano e lo

spettro si restringe (dalla funzione di autocovarianza

mentre per

ω ω . Anche per la forza di drag

Ψ

m

(T )

mentre per ω ω . Anche per la forza di drag Ψ m ( T )

z

L

d

= −0.157

vale

*

Ψ =

0.73 (per spettro JONSWAP medio risulta

0.7 )

Ψ

d

Z d

(

0. 73 (per spettro JONS WAP medio risulta 0.7 ) Ψ d Z d ( (

(T )

, per

d

)

JONS WAP medio risulta 0.7 ) Ψ d Z d ( ( T ) , per

z

L

d = −0.013

*

Ψ =

0.73

) .

Ψ =

* 0.45

per d ) z L d = − 0.013 * Ψ = 0.73 ) . ⇒

z

L

d

= −0.157

*

Ψ =

2.4 La forza totale

Consideriamo adesso il processo forza totale d’inerzia intendendo per ‘forza totale’ la forza d’inerzia risultante agente sul palo. La componente elementare ondosa produce una forza d’inerzia totale che vale

[2.26]

[

F

mx

( )]

t

i

=

0

d

[

f

mx

(

z t

,

)]

i

dz

ed una forza totale di drag

7

[2.27]

[

F

dx

( )]

t

i

=

0

d

[

f

dx

(

z, t

)]

i

dz

In particolare, assumendo i coefficienti

C

m

e

C

d indipendenti da z (v. ad esempio Chakrabarti

1987), le equazioni [2.26] e [2.27] si riducono rispettivamente a:

[2.28]

[2.29]

F

mx

F

dx

N

( t ) 2 =− C ρπ r g ∑ m i = 1 N
(
t
)
2
=−
C
ρπ
r
g
m
i
= 1
N
8
(
t
)
=
C
ρ
rg
d
π
i
= 1

a

i

a

i

tanh

k

i

1

ω i

[

k d

i

]

[

sen ω

i

1

(

cosh k d

i

)

t


 

ε

i

]

0

d

σ

v

x

cosh

[(

k

i

z

+

d

)]

dz

  cos

 

[

ω

i

t

ε

i

]

da cui seguono, rispettivamente, le deviazioni standard ∞ [2.30] 2 2 σ C ρπr g
da cui seguono, rispettivamente, le deviazioni standard
[2.30]
2
2
σ C ρπr g E(ω)
=
tanh [kd ]dω
m
m
0
2
0
8
1
[2.31]
(
)
2
− 2
σ
=
ρ
rg
E
ω ω
k
σ
x cosh k
[(
z
+
d
)]
dz 
C d
d
v
2
π
cosh
(
kd
)
0
d

Il rapporto tra la forza totale massima attesa d’inerzia vale

e la forza totale massima attesa di drag

∞ 2 ∫ E () ω tanh ( kd d ) ω C [2.32] m
2
E
()
ω
tanh
(
kd d
)
ω
C
[2.32]
m
0
F
/
F
=
π
r
m
d
2
C
0
d
8
1
2
− 2
E
()
ω ω
k
[(
)]
σ
cosh k z
+
d
dz 
d
ω
v
2
π
x
cosh
(
kd
)
0
d
Dall’applicazione della formule precedenti (d=125 m , T
i) per r 1 =0.5 m
= 16
s
,
C
m = 2
,
C
= 0.65 ) risulta:
p
d
σ
m = 4.81
t
σ
d
⇒ = 0.46
σ
m
σ
= 2.21
t
d

ii) per r 2 =10 r 1 =5 m

σ

σ

m

d

= 481.4 t

= 22.3 t

σ

d

σ

m

= 0.05

Si noti che nel caso (i) (raggio=r 1 ) la forza massima attesa di drag risulta il 46% della forza massima attesa d’inerzia; nel caso (ii) (raggio=10r 1 ) la forza massima attesa di drag si riduce al

8

5% della forza massima attesa d’inerzia. Pertanto per pali aventi raggi superiori a 5 metri la componente di drag può essere trascurata. E quindi il moto intorno al palo può ritenersi ideale.

in

La figura 6 conferma questo risultato: essa mostra l’andamento del termine

funzione del raggio del palo, fissati d=125m e T

F

m

+ F

m

(

/ F

d

)

p

= 16

s

.

In generale, per verificare se il moto può ritenersi ideale, si può calcolare il numero di Keulegan- Carpenter

KC =

(

v

x

)

max

T

p

2

r

.

dove (

Secondo Sarpkaya e Isaacson il moto è ideale se KC<1. Boccotti (1995, 1996), nel corso di due esperimenti eseguiti direttamente in mare, ha osservato che il moto può ritenersi ideale fino a KC= 5 ÷ 6 . Nel caso in esame, assumendo r=6 m, il campo di moto può ritenersi ideale e il numero di Keulegan-Carpenter risulta uguale a 6. L’analisi svolta non consente di ricavare la storia temporale della forza sul palo. Questo problema può essere superato utilizzando la teoria di Quasi-determinismo. La teoria afferma che se si forma un’onda molto alta in corrispondenza del palo, allora con altissima probabilità su quel palo è transitato un ben definito gruppo di onde del quale si conosce la sua storia temporale.

v

x

)

max

è la velocità massima del campo di moto prodotto dall’onda massima attesa.

3. LA TEORIA DI QUASI-DETERMINISMO

La teoria di quasi-determinismo introdotta da Boccotti, consente di prevedere con grandissima

probabilità, ammesso che in un punto del campo di moto di coordinate (

formi un’onda di altezza H molto grande rispetto alla media, sia l’elevazione d’onda e sia il potenziale di velocità del gruppo di onde in cui si è formata l’onda molto grande. L’elevazione

d’onda in un punto deterministico :

sarà vicinissima al seguente valore

x

0

)

, y nell’istante t si

0

0

(

x

0

+ X , y

0

)

in un istante

t

0

+ T

[3.1]

η

(

x

0

+

X , t

0

+

)

T

=

)(

x

*

)

>

H <

(

η

x

0

,

t

)(

η

x

0

( ( )>−<( )(

+ + >−<

,

X t

)

T

η

x

x

0

,

t

η

x

0

,

t

0

,

t

η

η

x

0

+

X , t

)>

+ T

T

2

<

2

η

0

,

t + T

*

ed il potenziale di velocità alla profondità z sarà vicinissimo al seguente valore deterministico

[3.2]

(

Φ

x 0

+

X t

,

0

+

)

T

=

(

H <

η

x

0

, t

)(

Φ +

x

0

)(

X z t

,

,

+ >−<

η

x

0

,

)

T

(

t

Φ +

x

0

,

X z t

,

T

+ −

, X z t , T + −

)>

*

T

)

>

2

2

<

η

,

*

t + T

( )>−<( )(

x

0

,

t

η

x

0

,

t

η

x

0

dove η , Φ sono rispettivamente i processi stocastici definiti dalle formule [1.1] e del minimo assoluto della funzione di autocovarianza così definita :

[3.3]

Ψ(T ) =<

η

(x

0

, t)

η

(x

0

, t + T ) >

9

T

*

è l’ascissa

La teoria di quasi-determini smo è rigorosa al limite per H σ → ∞ .

La teoria di quasi-determinismo è rigorosa al limite per H σ → ∞ . In realtà Boccotti ha ricavato per via sperimentale che la teoria può essere applicata per H σ > 7 ÷ 8 . Il campo di moto deterministico generato dal gruppo di onde risulta

[3.4]

 ∂Φ v ( x + X , z , t + T ) =
∂Φ
v
(
x
+
X
,
z , t
+
T
)
=
x
0
0
X
∂Φ
(
 v
x
+
X
,
z , t
+
T
)
=
z
0
0
z
 ∂ v a ( x + X , z , t + T )
v
a
(
x
+ X
,
z , t
+
T
)
x
=
x
0
0
T
v
(
)
z
 a
x
+ X
,
z , t
+
T
=
z
0
0
T

La forza deterministica sul palo (componente d’inerzia e di drag), calcolata in una sezione risulta:

[3.5]

f x

( ,

z t

0 +

)

T

=

C

m

ρπ

2

r a

x

(

x

0

,

t

0

+

)

T

+

C

d

ρ

r

v x ( x , t + T ) v 0 0 x
v
x (
x
,
t
+
T
)
v
0
0
x

(x 0

,

t

0

+

T)

.

La forza ed il momento totale valgono rispettivamente

[3.6]

[3.7]

0 [

F

x

(

t 0

+

)

T

=

C

m

ρπ

2

r a

x

d

M (t

0

+

T

)

=

0

d

f

x

(

z t

,

0

(

x

0

,

t

0

+

)

T

+

C

d

ρ

+

T

) (z + d )dz

rv ( x , t + T ) v ( x 0 0 x
rv
(
x
,
t
+
T
)
v
(
x
0
0
x

x

0

,

t

0

+

T ]dz

)

Esplicitando le covarianze spazio-temporali si ottengono le formule [3.8]

v

x

a

x

(

x

(

x

0

0

+

+

X

,

X

,

z

,

t

z , t

0

0

+

+

T

T

)

)

=

=

g

g

H

k

2 p

H

k

2 p

0

()

~

E w w

1

[() (

~

cosh k w k

p

z

+

d

)]

~

k

(){

w

cos

[

(

H X

,

,

w T

)]

cos

[(

H X

 

w T

T

*

)]}

dw

[() ]

~

cosh k w k

p

d

,

,

 
 

0

E(w)[

~

 

)] dw

 

1 cos

(w

ω

p

T

*

()

cosh k

[() (

~

w k

p

z

+

d

)]

~

k

(){

w

sen

(

[

H X

)]

sen

[(

H X

T

*

)]}

d

 

~

,

w , T

,

w , T

1

p

ω

0

~

E w

[() ]

w k

p

d

cosh k

0

E(w)