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169

TEST E PROBLEMI
DI FINE UNIT:
RISPOSTE
COMMENTATE
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170
FISICA
Risposte commentate a test e problemi
proposti al termine delle Unit
TEMA 6
UNIT 1 TEST
1
La risposta corretta la c.
2
La risposta corretta la a.
3
La risposta corretta la d.
4
Applicando la regola della mano destra e indicando con
il pollice la direzione e il verso del vettore s
@
1
e con lindice la
direzione e il verso del vettore s
@
2
, il medio, disposto perpendi-
colarmente al piano definito dal pollice e dallindice (piano
coincidente con quello x, y della figura del Test) indica la
direzione e il verso del semiasse z negativo. La risposta cor-
retta quindi la b.
5
La risposta corretta la b.
6
Per approdare nel punto opposto a quello di partenza, la
velocit v

risultante dalla somma vettoriale delle velocit v

A

e v

B
deve risultare perpendicolare alle sponde. Come indicato
dalla figura che segue, questa condizione pu essere soddisfat-
ta solo se v
B
> v
A
, mentre nel caso considerato, si ha v
B
< v
A
.
Dunque la risposta corretta la d.
v
B
v
A
v
A
v
7
La risposta corretta la b.
8
La risposta corretta la c.
9
La risposta corretta la b.
10
Le leggi orarie dei due movimenti sono:
x = v
i
t (1/2) a t
2
y = v t
Lequazione della traiettoria risulta quindi la seguente:
x
v
v
y
a y
v
=
i
2
2
2
Ad essa corrisponde un arco di parabola cos caratterizzato:
per y = 0, x = 0 (la traiettoria passa per lorigine del sistema
di riferimento)
per x = 0, y = 0 e y = 2 v
i
/(a v)
La risposta corretta quindi la d.
11
La risposta corretta la d.
12
La gittata x
G
e la quota massima y
max
si determinano con
le relazioni:
2 cos sin
G
0
2
x
v
g
=

sin
2
max
0
2 2
y
v
g
=

Con v
0
= 10 m/s e = 45 si ottiene quindi:
x
G
= 10 m; y
max
= 2,5 m.
La risposta corretta quindi la b.
13
La risposta corretta la a.
14
La risposta corretta la b.
15
Utilizzando la relazione v
x
' = v
x
u nella quale si pone
v
x
' = 2 m/s e v
x
= 3 m/s, si ottiene: u = 5 m/s.
La risposta corretta quindi la a.
16
La risposta corretta la a.
17
La risposta corretta la c.
18
Nella cabina in quiete il peso dellindividuo dato dal
prodotto m g, con g = 9,8 m/s
2
. Quando la cabina scende con
accelerazione di 7,0 m/s
2
, sullindividuo si produce una forza
apparente di intensit m 7 m/s
2
e verso opposto a quello
del peso proprio. Il peso apparente risulta quindi uguale a
m (9,8 m/s
2
7,0 m/s
2
) = m 2,8 m/s
2
; la risposta corretta la a.
19
La risposta corretta la c.
20
La risposta corretta la b.
21
Il fatto che il cubetto salga sul carrello fa capire che deve
agire su di esso una forza apparente e che, quindi, il piano
inclinato sta eseguendo un moto accelerato. La risposta a.
quindi errata.
Per individuare il valore dellaccelerazione del carrello si
tenga presente che il componente F
@
paral.
della forza apparente
F
@
= m a
@
parallelo al piano inclinato deve essere maggiore del
componente P
@
paral.
del peso m g
@
del cubetto parallelo al piano
inclinato. Perci:
m a cos 30 > m g sin 30
Da questa:
a > g tan 30 = 5,66 m/s
2
La risposta corretta quindi la d.
22
La forza apparente F
@
= m a
@
che si sviluppa nella fase
di accelerazione si deve considerare applicata nel centro di
massa di ciascun parallelepipedo. Questa forza sviluppa,
rispetto alla cerniera, un momento di forze il cui modulo vale
rispettivamente:
m a l
2
; m a l
2
/2; m a l
2
; m a l
2
/2
Questo momento di forze tende a ruotare il corrispondente
parallelepipedo in senso antiorario ma questo effetto
contrastato da quello prodotto dal momento della forza
peso di ciascun parallelepipedo, sempre valutato rispetto
alla cerniera. Il modulo di questi quattro momenti vale
rispettivamente:
m g l
1
/2; m g l
1
; m g l
1
; m g 2 l
1
Eguagliando le coppie di termini corrispondenti si pu indi-
viduare lespressione dellaccelerazione limite al di sopra
della quale il parallelepipedo si ribalta.
Si ottiene:
parallelepipedo A: a = g l
1
/(2 l
2
)
parallelepipedo B: a = g 2 l
1
/l
2
parallelepipedo C: a = g l
1
/l
2
parallelepipedo D: a = g 4 l
1
/l
2

La sequenza con la quale i parallelepipedi si ribaltano quin-
di: A, C, B, D. La risposta corretta la b.
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171
Test e Problemi di ne Unit: risposte commentate
UNIT 1 PROBLEMI
3
Si determinino le componenti dei tre vettori secondo gli
assi x e y:
s
1x
= 7,07 m s
2x
= 3,54 m s
3x
= 5,00 m
s
1y
= 7,07 m s
2y
= 3,54 m s
3y
= 8,66 m
Perci: s
x
= 8,53 m; s
y
= 1,95 m;
s s s = + =
x y
m
2 2
8 75 ,
4
Applicando il criterio delle componenti si ottiene:
F
1x
= 10,0 N
F
2x
= 0,0 N
F
3x
= 10,0 N cos 135 = 7,07 N
F
1y
= 0,0 N
F
2y
= 10,0 N
F
3y
= 10,0 N sin 135 = 7,07 N
F
x
= 2,9 N F
y
= 17,1 N
17,3 N
x
2
y
2
F F F = + =
6
Le componenti dei tre vettori secondo gli assi x e y si pos-
sono scrivere nel modo seguente:
10/ 2 v
1x
v
( )
=

10 2/3 /2 v
2x
v
( )
= v
3x
= 0
10/ 2 v
1y
v
( )
=

10 2/3 3 /2 v
2y
v
( )
=

10/ 2 v
3y
v
( )
=
Perci:
R
x
= 2,99 v
10/ 2 v =7,07 v
y
R =

R = 7,68 v
8
Per il prodotto scalare:
u
@
v
@
= u v cos 40 = 5,00 u 10,0 v cos 40 = 38,3 u v
Per il prodotto vettoriale:
|u
@
v
@
| = u v sin 40 = 5,00 u 10,0 v sin 40 = 32,1 u v
Utilizzando la regola della mano destra e indicando il vettore
u
@
con il pollice e il vettore v
@
con lindice, si constata che il
medio, disposto perpendicolarmente al piano definito dal
pollice e dallindice, perpendicolare al piano del foglio ed
entra in esso. Tali saranno quindi la direzione e il verso del
vettore u
@
v
@
12
La traiettoria del nuotatore, di estremi A e B, indicata
nella figura seguente.
v
A
v
v
N
40 m
20 m
R Q
B
C
P
A
Si osservi che nel punto P della traiettoria sono stati rappre-
sentati i vettori v
@
A
(velocit dellacqua), v
@
N
(velocit del nuo-
tatore), v
@
(velocit risultante). Poich la direzione di v
@
deve
coincidere con quella della traiettoria, dalla similitudine dei
triangoli ABC e PQR si ottiene v
N
= 1,0 m/s.
La velocit v del nuotatore rispetto alle sponde vale perci:
v v v = + = m/s
N A
2 2
1 1 ,
Il tempo impiegato a giungere sulla sponda opposta si pu
calcolare riferendosi o alla velocit v
@
A
o alla velocit v
@
N
. In
entrambi i casi si ottiene t = 40 s.
15
Le leggi orarie dei due movimenti sono:
x = (1/2) a
x
t
2
y = (1/2) a
y
t
2

Da queste si ottiene:
y
x
a
a
= = =
y
x
2
2
m/s
2,00m/s
4 00
2 00
,
,
La traiettoria quindi una retta di equazione y = 2,00 x.
Laccelerazione risultante ha la stessa direzione della traiet-
toria e modulo:
a a a = + =
x y
2
m/s
2 2
4 47 ,
Trattandosi di moti uniformemente accelerati con velocit
iniziale nulla, le equazioni che esprimono la velocit nel
tempo sono:
v
x
= a
x
t v
y
= a
y
t
Al tempo t = 10,0 s si ottiene v
x
= 20,0 m/s; v
y
= 40,0 m/s
e quindi:
v v v = + =
x y
m/s
2 2
44 7 ,
Langolo si ottiene con la formula goniometrica (si osservi
la figura seguente):
v
x
v
v
y
y
x

v
y
= v
x
tan dalla quale = tan
1
(v
y
/v
x
) = 63,4
16

Tenendo conto che il viaggio dura 2 h (= 7200 s), la
velocit v
y
dellaereo, secondo la direzione indicata dallasse
y nella figura del testo del Problema, risulta:
v
y
km
s
m/s = =
1152
7200
160
Il valore del modulo della velocit v
@
170 m/s, somma vetto-
riale della velocit v
@
y
e della velocit del vento, che indichia-
mo con v
@
x
in quanto orientato come lasse x della gura del
testo del Problema. Si pu allora scrivere:
v v v = +
y x
2 2
Da questa, eseguendo il calcolo, si ottiene: v
x
= 57,4 m/s.
22
Nel tempo durante il quale il sasso raggiunge la superficie
dellacqua la barca si sposta di un tratto s = v
B
t e viene quindi
a trovarsi a una distanza D dalla riva pari a:
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172
FISICA
D = 20 m + 2,0 m/s t [a]
Consideriamo ora il movimento del sasso. Le equazioni che
lo descrivono, scritte per un sistema di riferimento x, y con
lasse x parallelo a v
@
S
, lasse y orientato verso il basso e lori-
gine in S, sono:
x = v
S
t [b]
y = (1/2) g t
2
[c]
Dalla [c], considerando che la superficie dellacqua, nel siste-
ma di riferimento considerato, ha ordinata y = 80 m:
t y g = = 2 / s 4 0 ,
Dalla [a] si ricava ora D = 28 m, valore che, sostituito ad x
nella [b], fornisce per v
S
il valore di 7,0 m/s.
24
Lequazione della traiettoria di un moto parabolico riferi-
ta ad un sistema di riferimento x, y con origine nel punto di
lancio , nella sua forma pi generale, la seguente:
y
v
v
x
gx
v
=
0y
0x 0x
2
2
2
Nel caso in esame langolo di lancio vale 45 e quindi:
v
0x
= v
0y
= v/ 2
Lequazione della traiettoria assume quindi la forma seguente:
[a] y x
gx
v
=
2
2
Ponendo in questa: x = 10000 m, v = 400 m/s, g = 9,81 m/s
2
,
si ottiene y = h =3,87 10
3
m.
Ponendo allora nella precedente relazione y = 0, si ottengono
le due soluzioni x = 0 e x = v
2
/g.
La seconda rappresenta la gittata e quindi lascissa x
A

dellapice della traiettoria vale:
x
v
g
A
m = =
2
3
2
8 15 10 ,
Il punto di ascissa x = 10000 m si trova quindi a destra
dellapice della traiettoria.
27
La situazione descritta dal Problema riprodotta nella
figura seguente.
y
x
v
30,0
30,0
P
O
Le coordinate di P sono quindi individuate dallintersezione
dellarco di parabola caratterizzata da un angolo di lancio
pari a 60,0 con la semiretta uscente dallorigine del sistema
di riferimento e passante per P.
Lequazione della traiettoria data da:
2
0y
0x
2
0x
2
y
v
v
x
g x
v
=
con v
0x
= v/2 e v
0y
= ( 3 /2) v e quindi:
3
2
2
2
y x
g x
v
=
Lequazione della retta passante per O e per P data da:
y = (tan 30) x = (1/ 3 ) x
Si ottiene perci:
1
3
3
2
2
2
x x
g x
v
=
e da questa: x = 0; x = v
2
/( 3 g)
Sostituendo i valori numerici si ottiene x = 147 m.
Sostituendo poi questo valore nella espressione di y si ottiene
y = 84,9 m.
28

Per la quota massima h si applica il principio di conserva-
zione dellenergia nella forma:
(1/2) m v
1
2
= (1/2) m v
1x
2
+ m g h
Essendo:
v
1x
= v
1
0,866 = 433 m/s, si ottiene:
h = 3,19 10
3
m.
Per le componenti della velocit alla quota di 2000 m, te nen-
do conto che v
x
coincide con v
1x
(= 433 m/s), si ha:
(1/2)m v
1
2
= (1/2) m v
1x
2
+ (1/2) m v
y
2
+ m g 2000 m
Si ottiene: v
y
= 153 m/s.
30
Si assume come livello di riferimento per lenergia poten-
ziale gravitazionale il punto di partenza del corpo e si indica
con h il dislivello fra questo punto e il punto di impatto con
il muro.
Indicando con v
f
la velocit del corpo un istante prima dellim-
patto con il muro, il principio di conservazione dellenergia si
traduce nella forma seguente:
(1/2) m v
2
= (1/2) m v
f
2
+ m g h [a]
Per determinare h occorre perci conoscere la velocit v
f
. Allo
scopo si applicano le due leggi seguenti del moto parabolico:
x = v
x
t v
fy
= v
y
g t
dove v
fy
indica la componente y della velocit nale v

f
.
Da questa si ottiene:
v
fy
= v
y
g x/v
x
e quindi, ponendo:
x = 1,0 10
3
m
v
y
= v sin 30 = 0,5 v = 50 m/s
v
x
= v cos 30 = 0,866 v = 87 m/s
si ottiene: v
fy
= 63 m/s.
La velocit v
f
vale allora:
v v v
f x fy
110 m/s. = + =
2 2
Sostituendo ora nella [a] si ottiene: h = 74 m.
33
Quando lautomezzo accelera, sulla cassa agisce una
forza apparente F

= m a

di verso opposto a quello dellac-


celerazione. Affinch la cassa non scivoli allindietro, questa
forza non pu superare la forza di attrito.
Nel caso limite, si avr perci F = m a = k m g.
Si ottiene a = 6,86 m/s
2
.
34
Nella fase di accelerazione la massa m si trova soggetta
al proprio peso m g

e alla forza apparente m a

(si veda la
169-226_Sc_Risposte_Test+Problemi.indd 172 19/03/12 15:18
173
Test e Problemi di ne Unit: risposte commentate
figura seguente).
a

m a
m g
Il filo assume direzione identica a quella della forza
m g

+ ( m a

) e quindi, essendo:
m a = m g tan si ottiene: = 11,5.
Durante la fase di moto uniforme viene a mancare la com-
ponente m a

e quindi il filo assume lassetto verticale. Nella


fase di decelerazione a

punta verso sinistra e quindi m a


punta verso destra. I valori delle forze m g

, m a

e del loro
risultante rimangono invariati ma questultimo spostato
ora verso destra e quindi il filo si trova spostato di 11,5 sulla
destra della verticale.
35
Se la pallina cade a sinistra della verticale significa che
durante la sua caduta il carrello ha accelerato verso destra e
quindi sulla pallina hanno operato sia la forza peso m g

sia la
forza apparente m a

essendo a

laccelerazione verso destra


del carrello. Il moto apparente della biglia rettilineo e con-
giunge lapice dellasta con il punto di caduta.
Laccelerazione con la quale viene percorsa questa traiettoria
data dalla somma vettoriale g

+ ( a

). Il componente g


responsabile del moto in verticale, che si sviluppa secondo la
legge oraria: 2,0 m = (1/2) g t
2
.
Il componente a

responsabile dello spostamento orizzon-


tale verso sinistra, che si sviluppa secondo la legge oraria:
0,20 m = (1/2) a t
2
I simboli t che compaiono nelle due equazioni indicano il
medesimo intervallo di tempo e quindi si pu porre:
4,0m 0,40m
g a
=

dalla quale: a = 0,98 m/s
2
Dal punto di vista di un osservatore esterno al carrello, la
pallina cade in verticale ma, durante il suo volo, il carrello si
muove accelerando verso destra, in modo che, quando la pal-
lina giunge a terra, il piede dellasta si trova a 20 cm da essa,
sulla sua destra. In questo caso laccelerazione che determina
lo spostamento verso destra dellasta non viene attribuita a
una forza apparente ma il tipo di calcolo che conduce al valo-
re dellaccelerazione a

formalmente identico a quello pre-


cedentemente svolto e conduce allo stesso valore numerico.
UNIT 1 Test e quesiti delle Olimpiadi della sica
1
La somma vettoriale della velocit v

1
relativa allacqua e
della velocit v

2
dellacqua deve dare un risultante v

perpendi-
colare alle sponde (figura seguente).
v
2
v
1
v

C
A
B
Poich v
2
= v/2, il triangolo ABC rettangolo con angoli di
30 e 60; langolo risulta quindi uguale a 30. Il modulo
di v

dato da:
v v v = =
1
2
2
2
8 7 , km/h
La risposta corretta la d.
2
Secondo lasse x, la velocit rimane invariata e pari a
40 m/s. Secondo lasse y, la velocit prima positiva ovvero
ha verso concorde a quello dellasse y e poi negativa (verso
discorde); nel punto di impatto con il terreno ha modulo
30 m/s. Quindi il modulo della velocit con cui la palla tocca
terra vale:
40 m/s 30 m/s 50 m/s
x
2
y
2
2 2
v v v ) ) ( ( = + = + =
La risposta corretta la d.
3
Il moto delloggetto un arco di parabola che, rispetto a
un sistema di riferimento x, y con origine nel punto dal quale
loggetto abbandona laereo e con lasse y orientato verso il
basso, si determina a partire dal sistema di equazioni:
x = v t
y =
1
2
g t
2
Da queste si ottiene:
y
gx
v
=
2
2
2
dal la quale:
x
v y
g
=
2
2
Ponendo v = 160 m/s, y = 80 m, g = 10 m/s
2
si ottiene
x = 640 m.
La risposta corretta la d.
4
Sulla base del grafico si pu stabilire che:
v
ix
= 80 m/s; v
iy
= 90 m/s.
La componente orizzontale della velocit rimane invariata
nel tempo mentre per la componente verticale si ha:
v
y
= v
iy
g t = 90 m/s 10 m/s
2
5 s = 40 m/s
La risposta corretta la d.
5
Il componente verticale della velocit iniziale della palla
B uguale alla velocit iniziale della palla A; pertanto le due
palle raggiungeranno la stessa altezza (le affermazioni a. e b.
sono dunque errate) nello stesso tempo e ricadranno a terra
simultaneamente (c. corretta mentre d. errata).
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174
FISICA
Lenergia cinetica delle due palle nellistante in cui tornano al
suolo identica a quella che esse possedevano alla partenza
e quindi:
E
cA
= (1/2) 0,1 kg (5 m/s)
2
= 1,25 J
E
cB
= (1/2) 0,1 kg (10 m/s)
2
= 10 J
Essendo perci E
cB
= 8 E
cA
, la risposta e. errata.
6
Il grafico indica che la velocit delloggetto, inizialmente
di 25 m/s, va diminuendo per poi cambiare verso. Vanno
quindi escluse le risposte c., d., e., che si riferiscono a feno-
meni in cui la velocit aumenta progressivamente il proprio
valore.
Si consideri ora che se la decelerazione delloggetto g = 10 m/s
2
e il tempo impiegato per raggiungere la velocit zero 2,5 s,
la velocit iniziale delloggetto deve valere:
v = 10 m/s
2
2,5 s = 25 m/s
La risposta corretta quindi la a.
7
Laumento del valore indicato dalla bilancia conse-
guenza del fatto che al peso proprio del corpo si aggiunta
una forza apparente di 20 N equiversa ad esso. Da ci si pu
stabilire che il sistema di riferimento sta accelerando verso
lalto. La risposta corretta quindi la d.
8
La somma vettoriale della velocit v

A
dellaereo e della
velocit v

V
del vento devono dare un vettore v

con direzione
Sud-Nord (vedi figura).


v
Ax
v
v
v
A
v
N
S
E W
N W
S E
N E
W S
Si ottiene allora: v
Ax
= v
Vx
.
Langolo che il vettore v

A
forma con lasse y si calcola con
la relazione:
v
Ax
= v
A
sin
e quindi essendo, in modulo, v
Ax
= 100 km/h/ 2, si ottiene:
=

sin ,
1
100
2 600
6 77
km/h
km/h

9
Lo scontro fra loggetto C che cade dallalto e loggetto S
che viene lanciato dal basso potrebbe avvenire:
A) mentre S sale,
B) mentre S, dopo aver raggiunto lapice della sua traiettoria,
in fase di discesa.
Poich le equazioni del moto dei due oggetti, scritte rispetto
a un sistema di riferimento x, y con origine nel punto di par-
tenza delloggetto che parte da terra, sono:
oggetto che cade:
y
C
= h
1
2
g t
C
2

oggetto che sale:
y
S
= v
i
t
S

1
2
g t
S
2

la condizione limite si ottiene ponendo:
y
C
= y
S
= 0 e t
C
= t
S
= t
Si ottiene allora:
h
1
2
g t
2
= v
i
t
1
2
g t
2

Da questa: h = v
i
t [a]
Daltra parte, per il corpo che cade, deve valere anche la
condizione:
h =
1
2
g t
2
e quindi utilizzando la [a] si ottiene:
v hg
i
/2 =
Affinch lo scontro avvenga quindi necessario che:
v h g
i
/2 >
10
Laltezza della torre uguale allo spazio percorso nel
tempo di caduta della pietra per effetto della componente
verticale della sua velocit.
Questo spazio misurato dallarea del secondo grafico sottesa
al segmento rappresentativo della dipendenza
velocit tempo nellintervallo (0; 1,5 s).
Si ottiene perci:
altezza
m/s m/s s
2
m =
+
=
( ) ,
,
15 30 1 5
33 75
UNIT 2 TEST
1
La risposta corretta la c.
2
La variazione della quantit di moto rispetto allasse x
orientato come nella figura riportata nel testo data da:
0,0500 kg 25,0 m/s 0,0500 kg 30,0 m/s =
= 2,75 kg m/s
La risposta corretta la d.
3
La risposta corretta la b.
4
La forza sviluppata dalla parete sul corpo analoga a
quella che svilupperebbe una molla su cui giunge il corpo.
Nella fase di frenamento del corpo la molla viene compressa
e quindi la forza ha verso opposto a quello della velocit
del corpo. Raggiunta la massima compressione della molla
(raggiunta quindi la forza massima sviluppata dalla molla)
questa si distende imprimendo al corpo una forza che va
diminuendo e che ha ancora il verso della precedente forza
decelerante. Il grafico che meglio rappresenta la variazione
della forza quindi il B.
169-226_Sc_Risposte_Test+Problemi.indd 174 19/03/12 15:18
175
Test e Problemi di ne Unit: risposte commentate
5
La risposta corretta la d.
6
Quando il blocco di plastilina si fissa al carrello, la massa
di questo raddoppia e quindi, applicando il principio di con-
servazione della quantit di moto si ottiene:
m v = 2 m v'
dalla quale v' = v/2
La risposta corretta quindi la c.
7
La risposta corretta la d.
8
In figura sono rappresentate le proiezioni sul piano x, y
delle velocit v
@
A
e v
@
B
dei due spezzoni A e B.
y
x
30 30
B A
C
Considerando che la quantit di moto totale dei tre spezzo-
ni deve essere rappresentata da un vettore identico a quello
che rappresentava la quantit di moto del corpo di massa
3 m e quindi deve essere orientato come lasse z positivo, si
pu stabilire che lo spezzone C si dovr muovere nella dire-
zione e nel verso dellasse y negativo. Le risposte a. e b. sono
quindi errate.
Sempre per il principio di conservazione della quantit di
motto lungo lasse z si deve anche avere:
3 m v = 3 (m v' sin 30)
Da questa si ottiene:
'
sin 30
2 v
v
v = =
La risposta corretta quindi la c.
9
La risposta corretta la a.
10
La forza viene esercitata da A su B e quindi applicata a
B (gli schemi A e D sono errati). La reazione alla forza F
@
una
forza che B esercita su A. La risposta corretta quindi la b.
11
Dal momento che la massa di C
2
minore di quella di C
1

i due corpi, dopo lurto, si muoveranno entrambi nel verso
iniziale di C
1
(b. e c. sono quindi errate). Si consideri ora che,
essendo la velocit di C
2
prima dellurto nulla, si ha:
/2
3/2
/3
1
'
v
v M
M
v
) (
= =
2
3/2
4/3
2
'
v
M v
M
v
)
)
(
( = =
La risposta corretta quindi la a.
12
La risposta corretta la b.
13
La risposta corretta la a.
14
Indicata con v la velocit del corpo B e con 2 v quella del
corpo A, per luguaglianza delle loro energie cinetiche si pu
porre:
(1/2) m
A
4 v
2
= (1/2) m
B
v
2
dalla quale: m
B
= 4 m
A
Si ottiene quindi:
q
A
= m
A
(2 v) = 2 m
A
v
q
B
= m
B
v = 4 m
A
v
dalle quali: q
A
= (1/2) q
B
La risposta corretta quindi la c.
15
Si osservi che il test non dice nulla sulla velocit delle due
sfere e quindi le affermazioni a. e b. sono corrette. Anche la
c. corretta, perch se le velocit v
1
e v
2
delle due sfere sono
tali da avere:
m v
1
= 2 m v
2
si avr anche v
1
= 2 v
2
e quindi lenergia cinetica delle due
sfere sar espressa da:
(1/2) m v
1
2
e (1/2) 2 m (v
1
/2)
2
= (1/2) m v
1
2
/2
e sar quindi diversa.
La risposta errata quindi la d.
16
La risposta corretta la a.
17
Si immagini che il punto durto sia lorigine del sistema di
riferimento x, y il cui asse x sia orientato come la direzione e
il verso della moneta proveniente da sinistra prima dellurto
e il cui asse y punti verso la parte alta del foglio.
Gli schemi A e C non rispettano il principio di conservazione
della quantit di moto rispetto allasse y e sono errati. An-
che lo schema B errato perch la traiettoria della moneta
proveniente da sinistra non pu, dopo lurto, descrivere una
traiettoria curvilinea.
Lo schema possibile quindi il D.
UNIT 2 PROBLEMI
6
Detta m la massa della palla e v la sua velocit, la sua
quantit di moto passa, durante lurto, da mv a mv, quindi
con una variazione pari a 2 mv. Per la legge dellimpulso si
ha allora: F t = 2 mv.
Sostituendo i dati numerici si ottiene: F = 50 N.
9
In base al principio di conservazione della quantit di
moto, la quantit di moto posseduta dallastronauta di massa
60 kg deve avere la stessa intensit di quella dellastronauta
di 90 kg e deve avere verso opposto. Questa considerazione
conduce alla relazione seguente:
60 kg 0,30 m/s = 90 kg v
Da questa relazione si ottiene: v = 0,20 m/s.
Per il calcolo della forza che ha prodotto le quantit di moto
dei due astronauti, si deve applicare la relazione di ugua-
glianza fra impulso e quantit di moto:
F (t
2
t
1
) = m (v
2
v
1
)
Tenendo conto che t
2
t
1
= 0,50 s, riferendosi al primo
astronauta, per il quale v
2
v
1
= 0,30 m/s 0 = 0,30 m/s,
si ottiene:
F =

=
60
0 50
36
kg 0,30m/s
s
N
,
11
Indicata con v
2
la velocit del carrello di massa m
2
dopo la
distensione della molla, per il principio di conservazione della
169-226_Sc_Risposte_Test+Problemi.indd 175 19/03/12 15:18
176
FISICA
quantit di moto si pu scrivere:
(m
1
+ m
2
)v = m
1
v
1
+ m
2
v
2
Da questa si ottiene:
v
m m v m v
m
1
1 2 2 2
1
=
+ ( )
Assegnando ora a v il valore di 3 m/s e a v
2
il valore di 4 m/s
(anche il carrello di massa m
2
si muove infatti da sinistra a
destra) si ottiene:
v
1
= 1 m/s
Il segno positivo di v
1
indica che anchesso, dopo la distensio-
ne della molla, si muove da sinistra a destra.
13
Il sistema isolato e quindi la quantit di moto si con-
serva. Baster quindi uguagliare la sua espressione prima e
dopo la distensione della molla:
2 m 5 m/s = m 8 m/s + m v
da cui si ricava la velocit della parte posteriore,
v = 2 m/s. Si osservi che limpulso uguale alla variazione
della quantit di moto di ciascuna delle due parti. Si avr
quindi: I = F t = m v. Sostituendo i valori numerici si
hanno due impulsi di direzione opposta e ugual modulo
(come previsto dal principio di azione e reazione), pari a
6 kg m/s.
15
Si applica il principio di conservazione della quantit di
moto tenendo conto del verso della velocit del missile e degli
spezzoni rispetto a una linea parallela al moto del missile e
orientata da sinistra a destra.
Si ottiene:
200 kg 300 m/s = 50 kg ( 200 m/s) + 150 kg v
Da questa, risolvendo si ha: v = 467 m/s.
17
Si assuma come direzione di riferimento quella lungo la
quale si muovono i due dischi e come verso di riferimento
quello che va da sinistra a destra e si applichino le relazioni:
2
1
'
1 1 2 2 2
1 2
v
v m m m v
m m
) (
=
+
+
2
2
'
2 2 1 1 1
1 2
v
v m m m v
m m
) (
=
+
+
Ponendo:
m
1
= 3,00 kg; v
1
= 6,00 m/s; m
2
= 1,00 kg; v
2
= 3,00 m/s
si ottiene:
v
1
' = - 3,00 m/s; v
2
' = 10,5 m/s
Poich i segni di v
1
' e v
2
' sono entrambi positivi, i due dischi,
dopo lurto, si muovono da sinistra a destra.
21
Dopo lurto (perfettamente anelastico) la palla di piombo,
contenente al suo interno il proiettile, acquisisce una veloci-
t v determinabile applicando il principio di conservazione
della quantit di moto nella forma:
m v = (m + M) v
Da questa:
=
+
v
m v
m M
Il dislivello h si calcola ora applicando il principio di conser-
vazione dellenergia nella forma:
(m + M) g h = (1/2) (m + M) v
2
Da questa e tenendo conto dellespressione di v si ottiene:
h
v
g
m
m M
v
g
=

=
+

=
2
2
2
2 2
1 80 m ,
24
Indicate con v

A
e v

A
le velocit del disco A prima e dopo
lurto e con v

B
la velocit del disco B dopo lurto, la conserva-
zione dellenergia cinetica (richiesta dal fatto che si tratta di
urto perfettamente elastico) si traduce nella relazione:
(1/2) m v
A
2
= (1/2) m v
A

2
+ (1/2) m v
B

2

Da questa:
v
A
2
= v
A

2
+ v
B

2

La relazione ora scritta per i moduli delle velocit impone che
i vettori v

A
, v

A
, v

B
definiscano un triangolo rettangolo i cui
lati soddisfano il teorema di Pitagora (figura seguente).
v
A
v
A
v
B
30
60
r
Perci, se la velocit v

A
forma un angolo di 30 con la direzio-
ne r, la velocit v

B
former con la stessa direzione un angolo
di 60. Per il calcolo dellintensit della velocit v

B
basta rife-
rirsi alla rappresentazione vettoriale delle velocit riprodotta
nella figura precedente, in base alla quale:
v v
A A
3 m/s = = / , 2 2 6
v
B
= v
A
/2 = 1,5 m/s
Infine: v
A

2
+ v
B

2
= v
A
2
(3/4 + 1/4) = v
A
2

UNIT 2 Test e quesiti delle Olimpiadi della sica
1
Una camminata spedita corrisponde allincirca a una
velocit di 5 km/h 1,4 m/s. Lenergia cinetica corrispon-
dente risulta pari a circa 69 J. La prima affermazione pu
quindi essere considerata corretta.
Una corsa veloce, per una persona giovane normale pu
essere effettuata alla velocit di 6 7 m/s (corrispondenti,
per 100 m, a un tempo variabile da 14,3 s a 16,7 s). La
quantit di moto della persona varia quindi da 420 kg m/s a
490 kg m/s. La seconda affermazione quindi errata.
Assumendo come superficie di appoggio di un piede un
rettangolo di 30 cm 10 cm, la pressione p esercitata vale:
p =

=
70 10
2
1 17 10
2
4
kg m/s
(0,3m 0,10m)
Pa ,
Anche la terza affermazione quindi errata. La risposta cor-
169-226_Sc_Risposte_Test+Problemi.indd 176 19/03/12 15:18
177
Test e Problemi di ne Unit: risposte commentate
retta quindi la d.
2
In base ai dati del Test si ha m
1
m
2
e m
1
v
1
= m
2
v
2
. Ne
consegue v
2
= m
1
v
1
/m
2
v
1
; la d. quindi errata.
Lenergia cinetica dei due corpi data da:
E m v
E m v m
m
m
v
c1
c2
1
2
1
2
1
2
=
= =

1 1
2
2 2
2
2
1
2
1
=

2
1 1
2 1
2
1
2
m v
m
m
Se m
1
< m
2
, si ha E
c2
< E
c1
e quindi la a. corretta mentre
errata la e.
Consideriamo comunque le altre due affermazioni.
Limpulso di una forza uguale alla variazione della quantit
di moto del corpo al quale limpulso stato applicato. Nel
nostro caso, tuttavia, la quantit di moto dei due corpi, coin-
cidente con la variazione della quantit di moto, identica e
quindi sar uguale anche limpulso; la b quindi errata.
Il lavoro di un forza applicata ad un corpo produce una varia-
zione dellenergia cinetica del corpo. Quando i due oggetti che
stiamo considerando possiedono la stessa quantit di moto,
possiedono anche, per quanto visto sopra, energia cinetica
diversa; ne consegue che essi raggiungeranno il loro valore
della quantit di moto con un lavoro diverso, la c. quindi
errata.
3
La forza di gravit agente sulla massa appesa alla molla
determina lallungamento della molla e quindi un suo stato
di tensione interna, ma la reazione alla forza di gravit va
ricercata nella forza di attrazione che la massa appesa alla
molla esercita sulla Terra. La risposta corretta quindi la a.
4
Il lavoro compiuto dal pallone sulla parete deve esse-
re uguale alla variazione della sua energia cinetica. Dal
momento che si suppone la velocit del pallone dopo lurto
uguale a quella prima dellurto, tale variazione nulla e
quindi il lavoro vale 0. La risposta corretta quindi la e.
5
Nelle condizioni descritte, la quantit di moto del sistema
prima dellurto vale 0 mentre la somma delle energie cineti-
che delle due sfere data da 2 ((1/2) m v
2
) = m v
2
.
Laffermazione 1) quindi errata mentre corretta laffer-
mazione 2). Trattandosi di urto elastico, lenergia cinetica del
sistema si conserva e quindi, dopo lurto, vale ancora m v
2
;
laffermazione 3) perci errata.
In definitiva, la risposta corretta la b.
6 Prima che il carrello cominci a muoversi, la quantit di
moto totale del sistema carrello + base vale zero. Per il princi-
pio di conservazione della quantit di moto, questa quantit
mantiene lo stesso valore anche dopo linizio del movimento
del carrello. Assumendo positiva la velocit orientata verso
destra, si pu scrivere:
m
C
v + m
B
v
B
= 0
Da questa:
v
m v
m
mv
m
v
B
C
B
= = =
4 4
Si osservi il segno negativo che indica un movimento verso
sinistra della base. La risposta corretta quindi la e.
7
In base alla relazione fra impulso e quantit di moto:
F t = m v [a]
essendo m = 10
2
kg e v = 400 m/s, si pu determinare F
pur di conoscere il valore di t.
Questo si pu calcolare assumendo che il frenamento del pro-
iettile avvenga secondo un moto uniformemente decelerato.
Le equazioni di tale moto sono:
v = v
i
a t
d = v
i
t (1/2) a t
2

Da queste, ponendo v = 0 (velocit finale del proiettile) si
ottiene:
t
d
v
=
2
i
Sostituendo nella [a] e tenendo presente che v
i
= v, si ottiene
infine:
F
m v
d
= = N
i
2
2
4000
8
Trattandosi di un moto parabolico in assenza di attrito, la
componente orizzontale della velocit non subisce variazioni
e non va considerata. Il componente verticale v
0y
, di intensit
v
0y
= v
0
sin , nellistante del lancio ha direzione verticale e
punta verso lalto, mentre quando il proiettile giunge a terra
ha identica direzione e intensit ma punta verso il basso.
Rispetto alla direzione verticale orientata verso lalto, la
variazione della quantit di moto del proiettile data da:
q = m ( v
0
sin v
0
sin ) = 2 m v
0
sin
9
Il punto di caduta del blocco con il proiettile conficcato
dentro si determina utilizzando le equazioni del moto scritte
di seguito (per il significato dei simboli si veda la figura).
D
h
x
y
v
p v
D = v t
h = (1/2) g t
2
Da queste si ottiene:
D v
h
g
=
2
Per il calcolo di v si applica il principio di conservazione della
quantit di moto allurto, completamente anelastico, fra il
proiettile e il blocco:
m v
P
= (m + M) v
Da questa:
v
m v
m M
=
+
P
( )
169-226_Sc_Risposte_Test+Problemi.indd 177 19/03/12 15:18
178
FISICA
Si ottiene infine:
D
m v
m M
h
g
=
+
P
( )
2
10
Lurto si pu considerare perfettamente anelastico e
quindi, assumendo come direzione e verso di riferimento
quelli della palla di massa m e indicando con v' la velocit del
sistema dopo lurto, si pu scrivere:
m v
1
M v
2
= (m + M) v'
e quindi, sostituendo i valori numerici:
1 kg 14 m/s 20 kg 0,5 m/s = 21 kg v'
Da questa: v' = 0,19 m/s
Il segno positivo di v indica che, dopo lurto, il sistema si
muove da sinistra a destra.
11
Supponiamo che la salita in laterale mantenga la slitta
nello stato di quiete e che questa inizi a muoversi quando
inizia a muoversi su di essa Babbo Natale. Se si indica con
v
S
la velocit della slitta rispetto al suolo e con v
B
la velocit
di Babbo Natale rispetto alla slitta, la sua velocit rispetto al
suolo data da v
B
v
S
, in quanto la slitta si muove in verso
opposto a Babbo Natale.
Il principio di conservazione della quantit di moto si traduce
allora nellequazione seguente:
m
B
(v
B
v
S
) = m
S
v
S
Da questa:
v
m
m m
v v
S
B
S B
B B
=
+
=
2
5
Si consideri ora che lo spostamento s della slitta si produce
nel tempo t impiegato da Babbo Natale a percorrere 2,8 m
sulla slitta a velocit v
B
. Quindi: t = 2,8 m/v
B
.
Dunque lo spostamento s della slitta sar dato da:
s v t v
v
= = =
S B
B
m
m
2
5
2 8
1 12
,
,
UNIT 3 TEST
1
Fra velocit angolare e frequenza f esiste la relazione
= 2 f; lunit di misura di Hz = 1/s solo se si ignora
la grandezza supplementare [rad], ma si deve ricordare che
il suo valore indica un numero di radianti al secondo; la a.
quindi errata.
Anche la b. errata perch = 2 /T. Lintensit della
velocit tangenziale espressa dalla relazione v = 2 R/T e
quindi due punti ugualmente distanti dallasse di rotazione
di un certo corpo possiedono velocit tangenziale di identica
intensit: la c. quindi errata. La velocit angolare di un
corpo in rotazione espressa dalla relazione = 2 /T, nella
quale non c alcun riferimento alla distanza dei punti del
corpo dallasse di rotazione; la d. quindi la risposta corretta.
2
La risposta corretta la c.
3
La risposta corretta la a.
4
La risposta corretta la b.
5
Essendo = v/r, la b. errata. Essendo a
C
= v
2
/r e
F
C
= m a
C
= m v
2
/r, si deduce che a. e d. sono errate mentre la
risposta corretta la c.
6
La risposta corretta la d.
7
La risposta corretta la c.
8
La forza centrifuga si manifesta in un sistema di riferi-
mento rotante ed associata allaccelerazione centripeta del
sistema stesso. Essa non quindi una forza reale (a. errata)
e non pu neppure essere considerata come reazione della
forza centripeta agente sul corpo che ruota trascinato dal
sistema stesso (b. errata). Il suo modulo espresso dalla
relazione F
CF
= m
2
R e quindi c. errata e d. corretta.
9
La risposta corretta la b.
10
Nel punto pi alto della traiettoria, sulloggetto agisco-
no il suo peso m g

e la tensione T

A
verso il basso. Queste
forze unitamente forniscono la forza centripeta di intensit
m v
2
A
/R. Perci:
m v
R
m g T
A
A
2
= +
dalla quale:
T
m v
R
m g
A
A
=
2

Nel punto pi basso della traiettoria il peso m g

e la tensione
T

B
hanno verso opposto e perci:
m v
R
m g T
B
B
2
= +
dalla quale:
T
m v
R
m g
B
B
= +
2
Tenendo ora presente che nella fase di rotazione verso il
basso il corpo aumenta la sua velocit (e quindi v
B
> v
A
) si
ottiene T
B
> T
A
. Tutte le affermazioni sono quindi errate a
eccezione della c.
11
Lo schema A errato perch in esso non viene rappre-
sentata la tensione T

della fune. Lo schema C errato in


quanto la tensione della fune deve puntare verso il centro
della traiettoria e contribuire con il peso del corpo a creare la
forza centripeta necessaria per mantenere il corpo su unor-
bita circolare. Lo schema D errato perch non compare la
forza peso P

. Lo schema corretto il B, nel quale lintensit


della somma di P

e di T

deve essere uguale allintensit di F

CF
.
12
La risposta corretta la b.
13
Le espressioni di F
C
ed E
c
quando il raggio dellorbita vale
R e il periodo con il quale questa percorsa vale T sono:
4
C
2
2
F m
T
R =

1
2
1
2
4
c
2
2
2
2
E m v m
T
R = =

Raddoppiando il raggio e il periodo si ha invece:
4
4
2
1
2
C
'
2
2
C
F m
T
R F =

=
1
2
4
4
4
c
'
2
2
2
c
E m
T
R E =

=
169-226_Sc_Risposte_Test+Problemi.indd 178 19/03/12 15:18
179
Test e Problemi di ne Unit: risposte commentate
La risposta corretta quindi la c.
UNIT 3 PROBLEMI
6
La velocit v

del ciclista uguale, in modulo, alla velocit


periferica della ruota della bicicletta. Pertanto:
dalla relazione v = 2 R f si ottiene f = 3,2 Hz
dalla relazione v = R si ottiene = 20 [rad]/s
dalla relazione a = v
2
/R si ottiene a = 200 m/s
2
10
In quanto punti appartenenti al medesimo corpo rotante,
le loro velocit angolari sono identiche e perci
A
/
B
= 1.
Tenendo poi conto che v
A
=
A
R
A
e v
B
=
B
R
B
e che, in base
alla figura seguente, R R
B A
= / 2 , si ottiene:
v
v
R
R
R
R
A
B
A A
B B
A A
B A
= = = =

/
,
2
2 1 41
B
A
R
B
45
R
A
Infine, per quanto riguarda laccelerazione centripeta, si ottiene:
a
a
v R
v R
v
v
R
R
CA
CB
A A
B B
A
B
B
A
= =

=
=
( )

2
2
2
2
2 1
/
/
// , 2 2 141 = =
13
in base alla rappresentazione vettoriale che compare nel
testo del Problema:
F F m g
C P
/ = = / 3 3
e quindi:
m g m v
R 3
2
=
Da questa si ottiene v =
17 m/s.
15
Le forze agenti sulla
sferetta durante la rota-
zione sono rappresenta-
te nella figura seguente.
Essa mette in evidenza
che la forza centripeta
F

C
che consente alla
sferetta di ruotare il
risultante della somma
vettoriale della forza
peso F

P
della sferetta e
della tensione T

della
fune che la sostiene.
Per le note relazioni fra
i cateti e lipotenusa di un triangolo rettangolo di angoli 30e
60 si pu porre:
F
C
= 0,5

AB e F
P
= 0,866

AB
dalle quali, dividendo membro a membro:
F F F
C P P
= =
0 5
0 866
0 577
,
,
,
Tenendo conto che F
P
= m g e applicando la relazione:
F
C
= m
2
R, si ottiene:
m
2
R = m 4
2
f
2
R = 0,577 m g
Da questa, considerando che R = l/2 = 1,00 m, si ottiene:
f = 0,379 Hz.
Per la forza centripeta si ha poi:
F
C
= 0,577 m g = 1,13 N
17
Affinch lacqua non esca dal secchio, quando questo si
trova nella sua posizione pi elevata, il peso dellacqua non
deve essere superiore al valore della forza centripeta che ne
consente la rotazione. Si pu perci porre:
F
C
= m g = m v
2
/R
da questa: v = 3,83 m/s
18
Allequatore, il peso apparente vale:
m g m
2
R
Perci:
mg mg m R
mg
( )
, %

2
100 0 35
22
Si pu immaginare che nel punto B il sasso stia eseguen-
do un moto circolare di raggio r = 2,00 m caratterizzato da
velocit periferica istantanea v
@
B
. La reazione vincolare R
@
deve
compensare la forza peso del sasso e fornire la necessaria
forza centripeta che consente ad esso di avere la velocit v
B

nel punto B. Quindi:
R = P + F
CB
= m g + m v
B
2
/r [a]
Applicando ora il principio di conservazione dellenergia al
sasso in A e in B (e avendo assunto come livello di riferimen-
to per lenergia potenziale gravitazionale la linea orizzontale
passante per B) si ottiene:
m g r = (1/2) m v
B
2
Ricavando v
B
2
da questa espressione e sostituendo nella [a] si
ottiene allora:
R = m g + 2 m g = 3 m g = 3 0,500 kg 9,81 m/s
2
= 14,7 N
UNIT 3 Test e quesiti delle Olimpiadi della sica
1
Essendo le tre ruote a contatto, la loro velocit periferica
identica in modulo e perci, indicata questa velocit con v,
si pu porre:
v = 2 R
1
f
1
= 2 R
2
f
2
= 2 R
3
f
3

Da questa si ottiene f
3
= f
1
R
1
/R
3
. La risposta corretta la a.
2
I punti P e Q sono caratterizzati da identica velocit ango-
lare ma r
P
= 2 r
Q
e quindi:
2
2
P
Q
P
Q
v
v
r
r
=

=
C
B
30
A
30
30
F
P
F
C
T
169-226_Sc_Risposte_Test+Problemi.indd 179 19/03/12 15:18
180
FISICA
La risposta corretta quindi la b.
3
La massa situata allestremit del filo sta eseguendo un
moto circolare uniforme in un piano orizzontale. La forza
agente sulla massa deve quindi agire in quel piano ed essere
centripeta. La risposta corretta quindi la c.
4
La minima velocit quella in corrispondenza della quale
la tensione del filo nulla ed al contempo soddisfatta la
relazione m g = m v
2
/r
Da questa:

v g r =

La risposta corretta quindi la a.
5
La moneta comincer a scivolare quando la forza cen-
trifuga apparente agente su di essa sar appena pi grande
della forza di attrito radente che si sviluppa fra la moneta e
il disco. Indicati con F
C
e F
A
i moduli delle due forze, si pu
scrivere:
F
C
= m
2
r
F
A
= (1/2) m g
Utilizzando la condizione F
C
= F
A
si ottiene:
/ 2 g r ) ( =
La risposta corretta quindi la a.
6
Un satellite in orbita circolare intorno alla Terra mantie-
ne il suo movimento senza alcun uso dei motori (d. ed e. son
quindi errate). Su di esso agisce solo una forza centripeta che,
come si vedr nellUnit 5, prodotta dallattrazione gravita-
zionale reciproca fra la Terra e il satellite. La riposta corretta
quindi la a., mentre la b. errata. Anche la riposta c.
errata, perch, se fosse corretta, si violerebbe il principio di
inerzia in quanto il satellite, pur essendo soggetto a due forze
di risultante nullo non si muove di moto rettilineo uniforme.
7
Si cominci a considerare che la velocit tangenziale
dellasse di rotazione delle due ruote A e B dato rispettiva-
mente da:
v
R
T
2
=

v
R d
T
'
2 ) (
=
+
Daltra parte, indicando con r il raggio delle due ruote, la ve-
locit angolare e ' delle ruote A e B espressa rispettiva-
mente da:
= v/r ' = v'/r
Ne consegue che:
R
T r
2
=

R d
T r
'
2 ) (
=
+
Quindi:
d
R
'

=
8
150 km/h corrispondono a 41,7 m/s. Laccelerazione
centripeta corrispondente a tale velocit vale quindi:
a = v
2
/r = 4,97 m/s
2
9
La forza centripeta F

C
prodotta, in questo caso, dalla
forza di attrito statico F

A
che si produce tra la gomma della
ruota e lasfalto della strada. Essendo:
F
A
= k m g e F
C
= m v
2
/R
si ottiene: k = v
2
/(g R)
Considerando che 90 km/h = 25 m/s, si ottiene k = 0,53.
10
Nel punto pi alto della traiettoria la forza centripeta F

C

ha intensit pari alla somma dellintensit m g del peso del
corpo e della intensit T della tensione dellasta. Perci:
P + T = m
2
r
Da questa:
T = m
2
r m g = 10,4 N
11
Nella posizione pi bassa delloggetto appeso al filo la ten-
sione T

del filo deve fornire la forza centripeta F

C
necessaria
per il moto circolare delloggetto ed equilibrare il peso P

del
corpo. Dunque: T = F
C
+ P
Ricordando lespressione della forza centripeta, questa rela-
zione diviene:
T m
v
l
m g = +
2

[a]
Per determinare la velocit v delloggetto occorre applicare il
principio di conservazione dellenergia ai due stati del siste-
ma corrispondenti al filo teso orizzontalmente e al filo nella
posizione verticale. Nel primo stato il sistema possiede solo
energia potenziale gravitazionale che, rispetto a un livello di
riferimento coincidente con la linea orizzontale passante per il
punto pi basso delloggetto, data da m g l. Nel secondo stato
il sistema possiede solo energia cinetica (1/2) m v
2
, quindi:
m g l = (1/2) m v
2
dalla quale: v
2
= 2 g l
La relazione [a] diviene quindi:
T m
g l
l
m g m g = + =
2
3
Il valore massimo di m vale quindi 7,0 kg.
UNIT 4 TEST
1
La risposta corretta la b.
2
La relazione errata la b, che somma ad una velocit
angolare, la cui unit di misura [rad]/s, un angolo, otte-
nuto come prodotto di una accelerazione angolare per il
quadrato di un tempo.
3
La risposta corretta la d.
4
La risposta corretta la a.
5
Il modulo del momento di una forza dato dalla relazione
M = r F sin
e quindi, a parit di r e di F, sar maggiore per sin maggio-
re. La risposta corretta la c.
6
La risposta corretta la d.
7
La direzione del momento M
@
quella dellasse z e il suo
verso quello dellasse z, in base alla regola della mano
destra, secondo la quale, in questo caso, il pollice indica il
vettore applicato nellorigine del sistema di riferimento e con
apice nel punto di applicazione di F
@
e lindice indica il vettore
169-226_Sc_Risposte_Test+Problemi.indd 180 19/03/12 15:18
181
Test e Problemi di ne Unit: risposte commentate
F
@
positivo. Il modulo di M
@
vale invece:
M = 0,50 m 10 N sin 60 = 4,3 N m
La risposta corretta quindi la b.
8
La risposta corretta la c.
9
Laccelerazione angolare del carrello correlata alla
accelerazione tangenziale a
T
dalla relazione:
a
T
= R
Daltra parte:
a
F
m
cos 30
T
=
Quindi si ha:
a
R
F
m R
cos 30
T
= =
Essendo cos 30 = sin 60, la risposta corretta la b.
10
La risposta corretta la c.
11
Per la rotazione intorno a un asse baricentrico della sfera:
I
B
= (2/5) m R
2
Per la rotazione intorno a un asse tangente in un punto della
superficie della sfera:
I = I
B
+ m R
2
= (7/5) m R
2
Si ha quindi: I
B
/I = 2/7
La risposta corretta la b.
12
La risposta corretta la c.
13
Per la rotazione intorno a un asse coincidente con la
sbarra:
I
1
= 2 ((2/5) m R
2
) = (4/5) m R
2
Per la rotazione intorno a un asse passante per il punto medio
della sbarra (tenendo conto che il baricentro di ciascuna
sferetta dista dallasse di rotazione 15 R) si ha:
I
2
= 2 (m (15 R)
2
) = 450 m R
2
Quindi I
2
/I
1
= 563
La risposta corretta la d.
14
Laccelerazione di caduta si ottiene risolvendo il sistema
di equazioni seguente (vedi figura):
Mg
TT
T
T
T
2Mg
2 M g T = 2 M a

1
2
4 2
2
T T R l l
a
R
M R
a
R
M a R ( ) = = = =
T M g = M a
Si ottiene: a
g
=
5
.
Perci la risposta corretta la d.
15
Intuitivamente, si pu stabilire che laccelerazione ango-
lare della ruota di destra minore di quella della ruota di sini-
stra perch una identica forza (F

o m g

= F

) deve muovere
non solo la ruota ma anche un corpo di massa m. Per rendere
pi rigoroso il confronto si considerino le equazioni del moto
delle due ruote.
Per la ruota di sinistra:
F R = I
S
= (1/2) M R
2

S

dalla quale
S
= 2 F/(M R) = 2 m g/(M R)
Per la ruota di destra il moto descritto dal sistema di equa-
zioni (si confronti anche la figura seguente):
m g T = m a
a =
D
R
mg
T
R
Sostituendo lespressione di a nella precedente si ha:
T = m g m
D
R [a]
Daltra parte:
T R = I
D
= (1/2) M R
2

D
[b]
Dalle relazioni [a] e [b] si ottiene:
2
2
2
D S
m g
M R m R
m g
M R
=
+
< =
Ne consegue che la risposta corretta la c.
16
La risposta corretta la c.
17
Il momento della quantit di moto di un corpo dato, in
generale, dal prodotto I . Nel caso in esame si ha:
per la sfera I
S
= (2/5) m R
2

per il cilindro I
C
= (1/2) m R
2

per lanello I
A
= m R
2

e quindi: I
A
> I
C
> I
S
Dalla relazione:
I
S

S
= I
C

C
= I
A

A
si ottiene quindi:
S
>
C
>
A
La risposta corretta quindi la a.
18
La risposta corretta la d.
19
La risposta corretta la c.
20
Per il moto della sfera valgono le relazioni:
= t
4 (2 ) = (1/2) t
2
Da queste, eliminando t:
16 = [a]
Daltra parte, = M/I con I = (2/5) m R
2
e quindi: = (5/2) M/(m R
2
)
169-226_Sc_Risposte_Test+Problemi.indd 181 19/03/12 15:18
182
FISICA
Sostituendo in [a] si ottiene allora:
M
m R
40
2
=

La risposta corretta la b.
21
Lenergia cinetica del cilindro e della sfera sono date dalla
relazione (1/2) I
2
. Per il cilindro: I = I
C
= (1/2) M R
2
, per
la sfera: I = I
S
= (2/5) (2 M) (R/2)
2
= (1/5) M R
2
. Il rapporto
dellenergia cinetica del cilindro e della sfera uguale al rap-
porto I
C
/I
S
e quindi vale 5/2; la risposta corretta la c.
22
La risposta corretta la a.
23
Il principio di conservazione dellenergia nel caso in
esame si scrive nel modo seguente:
m g h m v I = +
1
2
1
2
2 2

con I = (1/2) m R
2
e = v/R
Si ottiene allora:
m g h = (3/4) m v
2
dalla quale v g h = (4/3)
La risposta corretta la c.
24
La risposta corretta la d.
25
Applicando il principio di conservazione dellenergia ai
due corpi si ottiene:
m g h = (1/2) m v
2
+ (1/2) I
2
= (1/2) m v
2
+ (1/2) I v
2
/R
2
Il momento di inerzia per il cilindro (1/2) m R
2
e per lanello
m R
2
, quindi la precedente relazione, nei due casi, si scrive
come indicato di seguito.
Cilindro: m g h = (3/4) m v
C
2
da cui v g h 4/3
C
) ( =
Anello: m g h = m v
A
2
da cui v g h
A
=
Da ci consegue che v
C
> v
A
Lenergia cinetica dei due corpi deve valere, in entrambi i
casi, m g h e quindi uguale.
La risposta corretta quindi la d.
UNIT 4 PROBLEMI

3
Nel moto circolare uniformemente accelerato a
t
uguale
a R ed costante mentre a
C
dipende dalla velocit secondo
la relazione a
C
=
2
R. Dopo un giro, la velocit angolare si
calcola mediante le relazioni seguenti:
; 2
1
2
2
t t = =
Eliminando il tempo da queste due equazioni si ottiene:

2
= 4 e quindi: a
C
=
2
R = 4 R
Inne: a
C
/a
t
= 4 .
7
Le forze F
@
1
e F
@
1
' hanno direzione tangenziale alla superfi-
cie laterale del cilindro e quindi il braccio della coppia costi-
tuita da questa due forze vale 2 R. Il modulo M
1
del momento
della coppia vale quindi:
M
1
= F
1
2 R = 10 N 0,40 m = 4,0 N m
Le forze F
@
2
e F
@
2
' hanno un braccio pari a R sin 45 e quindi il
modulo M
2
del momento della coppia di queste due forze vale:
M
2
= F
2
R sin 45 = 15 N 0,20 m 0,707 = 2,1 N m
Poich i due momenti hanno identica direzione (la per pen-
dicolare al piano del foglio) e identico verso (quello entrante
nel piano del foglio) il modulo di M
@
vale:
M = M
1
+ M
2
= 6,1 N m
9
La componente F
T
della forza F
@
tangente alla rotaia
data da:
F
T
= F cos
Essa imprime al carrello una accelerazione angolare data
da:
T T
a
R
F
m R
= =
Dopo 5,00 s dallinizio del moto la velocit angolare del
carrello vale perci:
= t
e, corrispondentemente, la sua velocit tangenziale v
T
vale:
v
T
= R
e lo spazio s percorso vale:
s t
F
m R
t 1/2
2
2 T 2
) ( = =
Sostituendo i valori numerici si ottiene: = 3,46 [rad]/s
2
;
= 17,3 [rad]/s; v
T
= 17,3 m/s; s = 43,3 m
11
Indicata con la densit assoluta del materiale con il
quale fatto il cilindro, il momento di inerzia di questo
dato da:
(1/2) ( R
2
h) R
2
= (1/2) h R
4
Per il cilindro con sezione trasversale a forma di corona
circolare di raggi R/2 e R il momento di inerzia dato da:
(1/2) m ((R/2)
2
+ R
2
) = (5/8) m R
2
essendo m la massa del cilindro.
Esprimendo m in funzione di e dei parametri geometrici si
ottiene:
m = ( R
2
h (R/2)
2
h) = (3/4) h R
2
In definitiva il momento di inerzia del cilindro cavo dato da:
(15/32) h R
4
e il rapporto fra i due momenti di inerzia uguale a 16/15.
13
Per analogia con il moto rettilineo, possibile determi-
nare la velocit angolare utilizzando la relazione corrispon-
dente alla:
F s = (1/2) m v
2

Le corrispondenze sono:
F M s m I v
Si ha perci:
M = (1/2) I
2
da questa:


=
2 M
I
Essendo:
M = F R e I = (1/2) m R
2
= (1/2) ( R
2
h ) R
2
= (1/2) h R
4
si ottiene:
169-226_Sc_Risposte_Test+Problemi.indd 182 19/03/12 15:18
183
Test e Problemi di ne Unit: risposte commentate



=
4
3
F
h R
Langolo quello corrispondente a 10 giri e vale quindi
20 [rad]. Sostituendo i valori numerici si ottiene:
= 5,8 [rad]/s.
16
Il momento della coppia frenante uguale a 2 F R e
determina una decelerazione angolare valutabile con la
relazione = 2 F R/I, dove con I si indicato il momento di
inerzia del disco, pari a (1/2) M R
2
.
In denitiva si ottiene = 4 F/(M R).
Daltra parte valgono le relazioni:
= = =
0
2
0 0
1
2
2 t t t f con
Ponendo = 0 si ottiene:
t
f
F
M R = = =

0
2
4
47 1

, s
e quindi:
= =

2 47 1
1
2
4
47 1 444
2
f
F
M R
( , ) ( , ) s s rad
20
Per il principio di conservazione del momento della quan-
tit di moto si pu scrivere:
I = I' '
essendo I = 2 (m (l/2)
2
) = (1/2) m l
2
I' = 2 (m (l'/2)
2
) = 2 (m (l/4)
2
) = (1/8) m l
2

Quindi, = I/I' = 4 = 0,80 [rad]/s
Conseguentemente:
/2
/2
1
8
C
C
'
2
' 2 '
F
F
m l
m l ( )
( )
=

=

24
La coppia di forze esercita un momento frenante M pari a:
M = 2 r F
Dopo una rotazione del disco di radianti, il lavoro del
momento M risulta: L = N .
Per realizzare il frenamento completo del disco dovr verifi-
carsi allora la condizione seguente:
lavoro di frenamento = variazione dellenergia cinetica del disco
In formula, indicando con
tot
langolo totale di cui deve
ruotare il disco dal momento in cui si applica lazione frenante
delle forze al momento in cui si ferma e con v la sua velocit
angolare iniziale:
1
2
0
1
2
tot
2 2
M l l = =
ovvero, essendo = 2 f:
1
2
4
tot
2 2
M l f =
Da questultima relazione, tenendo presente che
l = (1/2) m R
2
, deriva:
1
2
1
2
4
2
tot
2 2 2
2 2 2
m R f
M
m f
F
R
r
=

=

Passando ai numeri:
1000 kg 9,00
1
s
1, 00 m
2 100 N 0,100 m
4440 rad 707 giri
tot
2
2
2
[ ] [ ] =


=
= 707 [giri]
2 2 3, 00 Hz =18,8
rad
s
f
[ ]
= =
1
2
1
2
1000 kg (1,00m) 500 kg m
2 2 2
l m R = = =
energia cinetica =
1
2
1
2
500 kg m 18, 8
rad
s
8, 84 10 J
2 2
2
4
l
[ ]
= =

=
25
Un problema analogo a quello proposto gi stato
risolto utilizzando le leggi della dinamica del moto rotatorio.
Applicheremo ora il principio di conservazione dellenergia
considerando come stato 1 del sistema quello rappresentato
nella figura riportata nel testo del Problema e come stato 2
quello in cui il corpo di massa M ha eseguito una discesa di
2,00 m.
Assunta la linea orizzontale passante per il baricentro del
corpo nello stato B come livello di riferimento per lener-
gia potenziale gravitazionale, il principio di conservazione
dellenergia si traduce nella relazione seguente:
M g (2,00 m) = (1/2) M v
B
2
+ (1/2) I
2
[a]
ove v
B
indica la velocit lineare del corpo di massa M in B,
correlata alla velocit angolare
B
della puleggia dalla rela-
zione:
v
B
=
B
R
Ricordando che il momento di inerzia della puleggia dato da:
I = (1/2) M
P
R
2
la relazione [a] diviene:
M g (2,00 m) = (1/2) M v
B
2
+ (1/4) M
P
v
B
2

Da questa si ottiene:
v
M g
M M
B
P
m
/2) 1/4)
m/s =
+
=
( , )
( (
,
2 00
1
5 49

B
= v
B
/R = 54,9 [rad]/s
E
c corpo
= (1/2) M v
B
2
= 75,4 J
E
c puleggia
= (1/4) M
P
v
B
2
= 22,6 J
28
Si tratta di determinare la velocit v
@
del baricentro
della pallina allapice della parte semicircolare della pista.
Applicando il principio di conservazione dellenergia si ha:
1
2
1
2
con = ;
2
5
; 2, 00 m 1, 00 m 1, 00 m
2 2
2
m g h m v l
v
R
l m R h
= +
= = =
Si ottiene: 3,74
m
s
v =
Per il calcolo di D si tenga presente che:
D = vt e 1,00 m = (1/2) g t
2
da cui: D = 1,69 m.
29
La velocit con la quale la sbarretta ritorna nella posizio-
ne verticale pu essere trovata applicando il principio di con-
169-226_Sc_Risposte_Test+Problemi.indd 183 19/03/12 15:18
184
FISICA
servazione dellenergia. Assunta come livello di riferimento
per lenergia potenziale gravitazionale la linea orizzontale
passante per il punto dove si impernia lasta e tenendo conto
che il baricentro di questa si abbassa di (1/2) L, si pu scrivere:
0 = m g L/2 + (1/2) l
2
essendo l = (1/3) m L
2
.
Si ottiene allora 3 / g L =
Per il calcolo della velocit della sferetta si applichi il prin-
cipio di conservazione del momento della quantit di moto:
l = l' '
essendo l' = (1/3) m L
2
+ m L
2
= (4/3) m L
2
.
Si ottiene ' 1/4 3 / g L ( ) =
Riapplicando il principio di conservazione dellenergia si ha
ora:
(1/2) l' '
2
= m g h + m g h/2
Ricavato h = L/12, si determina con la relazione:
L h = L cos
Si ottiene = 23,6.
31
Per valutare la distanza che separa cilindro e sfera quan-
do il pi veloce dei due oggetti giunge alla base del piano
di lunghezza l si dovr determinare il tempo t impiegato da
questultimo per effettuare questa operazione e quindi valu-
tare quale spazio l' ha percorso nello stesso tempo loggetto
pi lento. Il tempo t si pu determinare calcolando la velocit
finale dei due oggetti mediante il principio di conservazione
dellenergia e quindi utilizzando le relazioni
l = (1/2) a t
2
v = a t
dalle quali: t = 2 l/v
Tenendo conto delle espressioni dei momenti di inerzia della
sfera e del cilindro e considerando che percorrendo lintero
piano inclinato di lunghezza l i due oggetti compiono un disli-
vello h = l sin 30 = l/2, si pu scrivere quanto segue.
Caso della sfera
1
2
1
2
2
5
7
10
S S S
2
S
2 S
2
2
S S
2
m g h m v m r
v
r
m v = +

=
v g l
10
7
/2
10
7
9, 81 m/s 1, 00 m 3,74 m/s
S
2
= = =
Caso del cilindro
1
2
1
2
1
2
3
4
C C C
2
C
2 C
2
2
C C
2
m g h m v m r
v
r
m v = +

=
v g l
4
3
/2
4
3
9, 81 m/s 1, 00 m 3,62 m/s
C
2
= = =
Dalle relazioni:
v
S
= a
S
t
S
l = (1/2) a
S
t
S
2
si ottiene allora:
t
l
v
2 4, 00 m
3,74 m/s
1, 07 s
S
S
= = =
e procedendo in modo analogo per il cilindro:
t
l
v
2 4, 00 m
3,62 m/s
1,10 s
C
C
= = =
La sfera quindi l'oggetto che arriva prima alla base del piano
e quando ci accade, il cilindro ha percorso lungo il piano un
tratto l' dato da:
l' = (1/2) a
C
t
S
2
a
v
t
3,62 m/s
1,10 s
3, 29 m/s
C
C
C
2
= = =
Si ottiene allora:
l' = (1/2) 3,29 m/s
2
(1,07 s)
2
= 1,88 m
La distanza che separa il cilindro dalla sfera quindi di 12 cm.
32
Considerando che la massa del cilindro vale 4,0 kg, il
componente del suo peso parallelo al piano vale:
4 0 9 8 2 28
2
, , kg m/s / N =
Esso maggiore del peso del corpo A e quindi il cilindro scen-
de lungo il piano rotolando mentre il corpo A sale.
Indicati con h
A
il modulo della variazione di quota del corpo
A e con h
C
il modulo della variazione di quota del cilindro, il
principio di conservazione dellenergia applicato al sistema si
esprime con la relazione seguente:
M
C
g h
C
M
A
g h
A
= (1/2) M
A
v
A
2
+ (1/2) M
C
v
C
2
+ (1/2) I
C

C
2
[a]
Si consideri ora che:
h
A
= 3,0 m
h
C
m/ 2 m = = 3 0 2 1 , ,
v
A
= v
C
= v

C
= v
C
/R = v/R
I
C
= (1/2) M
C
R
2
La relazione [a] diviene quindi:
M
C
g 2,1 m M
A
g 3,0 m = (1/2)M
A
v
2
+ (3/4) M
C
v
2

Da questa si ottiene: v = 3,9 m/s
UNIT 4 Test e quesiti delle Olimpiadi della sica
1
Laccelerazione del punto materiale data dalla somma
vettoriale dellaccelerazione centripeta e dellaccelerazione
tangenziale.
La prima ha modulo
a
v
R
10 m/s
10 m
10 m/s
C
2
2
2
) (
= = =
La seconda ha modulo a
T
= 10 m/s
2
Laccelerazione del punto forma quindi un angolo di 45 con
la tangente alla traiettoria circolare. La risposta corretta
quindi la b.
2
Indicata con la velocit angolare dellanello alla base
del piano, il corrispondente momento della quantit di moto
dellanello dato da:
I = M R
2

Per determinare si pu applicare il principio di conservazione
dellenergia secondo il quale:
M g h = (1/2) M v
2
+ (1/2) I
2
con v = R
Si ha allora.
M g h = (1/2) M
2
R
2
+ (1/2) M R
2

2
= M R
2

2
Da questa si ottiene:
g h R / =
169-226_Sc_Risposte_Test+Problemi.indd 184 19/03/12 15:18
185
Test e Problemi di ne Unit: risposte commentate
e quindi
l M R M R g h
2
= =
La risposta corretta quindi la a.
3
Indicata con m la massa del disco e con R il suo raggio,
con v la velocit traslazionale del disco alla base del piano
e con la corrispondente velocit angolare, il principio di
conservazione dellenergia applicato al sistema nei suoi stati
iniziale e finale consente di scrivere la relazione seguente:
m g h = (1/2) m v
2
+ (1/2) I
2
Essendo I = (1/2) m R
2
e v = R la precedente relazione
diviene:
m g h = (1/2) m v
2
+ (1/2) (1/2) m R
2
v
2
/R
2
= (3/4) m v
2
Si ha quindi: v g h 4/3) ( =

La risposta corretta quindi la b.
4
Lenergia cinetica di traslazione espressa dalla relazione
E
cT
= (1/2) m v
2
essendo v la velocit del baricentro della
sfera.
Lenergia cinetica di rotazione espressa dalla relazione
E
cR
= (1/2) I
2
con I = (2/5) m r
2
e = v/R
Si ha quindi E
cR
= (1/5) m v
2
e perci E
cT
/E
cR
= 5/2.
La risposta corretta la d.
5
Il principio di conservazione dellenergia per un corpo
che, rotolando senza strisciare, sale lungo un piano inclina-
to, si traduce nella relazione seguente:
(1/2) I
2
+ (1/2) m v
2
= m g h
Tenendo conto che = v/R e che, per il disco I = (1/2) m R
2

e per lanello I = m R
2
, si ottiene:
per il disco: (3/4) m v
2
= m g h dalla quale: h = 3 v
2
/(4 g)
per lanello: m v
2
= m g h dalla quale: h = v
2
/g
Il disco raggiunge quindi una quota inferiore a quella rag-
giunta dallanello. La risposta corretta la a.
6
Realizzando i cilindri come indicato si ottengono due
cilindri di uguale massa m e di raggio diverso, calcolabile con
le relazioni:
30 cm = 2 R
1
da cui R
1
= 4,8 cm
20 cm = 2 R
2
da cui R
2
= 3,2 cm
Il principio di conservazione dellenergia applicato al moto
dei due cilindri conduce alle relazioni seguenti:
m g h = (1/2) m v
1
2
+ (1/2) I
1

1
2
m g h = (1/2) m v
2
2
+ (1/2) I
2

2
2
Essendo: I
1
= m R
1
2
, I
2
= m R
2
2
, v
1
=
1
R
1
, v
2
=
2
R
2
, le due
relazioni precedenti divengono:
g h =
1
2
R
1
2

g h =
2
2
R
2
2

Il cilindro pi alto quello dotato di raggio minore R
2
e quindi:

1 2
2
1
50
3 2
33 = = =
R
R
[rad]/s
cm
4,8cm
[rad]/s
,
UNIT 5 TEST
1
La risposta corretta la c.
2
In base alla terza legge di Keplero applicata a un sistema
di pianeti che orbita intorno a una stella, vale la relazione
R
3
= k
S
T
2
[a]
ove k
S
una costante caratteristica della stella.
Per un pianeta di periodo 3 T si ha perci:
R'
3
= k
S
(3 T)
2
[b]
Dividendo membro a membro la [b] per la [a] si ottiene
R'
3
/R
3
= 9 e da questa:
R R R ' 9 2, 08
3
= =
La risposta corretta la b.
3
La risposta corretta la c.
4
La risposta corretta la a.
5
Laccelerazione di gravit sulla superficie di un pianeta di
massa M e raggio R si calcola a partire dalla relazione:
m g G
M m
R
=
2
dalla quale:
g G
M
R
=
2
Esprimendo la massa del pianeta in funzione della sua densi-
t e del suo raggio si ha:
M = (4/3) R
3

In definitiva: g = (4/3) G R
Per i due pianeti A e B possiamo allora scrivere:
g
A
= (4/3) G
A
R
A

g
B
= (4/3) G
B
R
B
Dividendo membro a membro si ottiene g
A
/g
B
= 2. La risposta
corretta la b.
6
La risposta corretta la c.
7
La risposta corretta la b.
8
Inizialmente la forza totale rivolta verso A e poi, dopo
aver attraversato un punto di equilibrio in cui essa nulla,
sar rivolta verso B. Ci esclude i grafici B, D, che descrivono
una forza che non cambia segno. Il grafico C descrive meglio
la variazione della forza rispetto al grafico A, perch non vi
nessuna relazione di proporzionalit diretta fra forza e distan-
za, come si pu verificare scrivendo lespressione della forza
agente sul corpo di massa m posto in un generico punto della
congiungente AB.
9
La risposta corretta la c.
10
Si immagini che loggetto di massa m si trovi a distanza
r < R dal centro della Terra (R = raggio della Terra). In tale
caso la forza con cui esso attratto dipende solo dalla massa
M compresa nella sfera di raggio r, perch si pu dimostrare
che lazione gravitazionale prodotta su di esso dalla massa
compresa nellintercapedine sferica di raggio interno r e di
raggio esterno R risulta pari a zero. Si ha perci:
F G
M m
r
2
=
[a]
Daltra parte, indicata con la densit assoluta media della
Terra, si pu scrivere:
M = (4/3) r
3

e quindi la [a] diviene:
F = (4/3) G m r
169-226_Sc_Risposte_Test+Problemi.indd 185 19/03/12 15:18
186
FISICA
Per r > R vale invece la dipendenza
F G
M m
r
2
=
e quindi, considerando che il verso della forza opposto a
quello dellasse di riferimento, si pu stabilire che la risposta
corretta la c.
11
La risposta corretta la c.
12
Se con L si indica il lato del quadrato, la distanza di un
vertice del quadrato dal centro di questo vale L/2. Tenendo
conto di ci si pu stabilire che:
lenergia potenziale gravitazionale della massa m data da

G M m
L
4
/ 2
la forza che una massa M esercita sulla massa m ha modulo

G M m
L
2
2
il risultante delle forze che le quattro masse M esercitano
sulla massa m vale zero.
Laffermazione a. quindi errata mentre la d. vera. La
prima parte dellaffermazione b. vera ma la sua seconda
parte errata. Anche la c. errata, perch il lavoro necessa-
rio per allontanare la massa m dal sistema e portarla allin-
finito espresso dalla sua energia potenziale gravitazionale
cambiata di segno e non dal valore della forza agente su m.
13
La risposta corretta la a.
14
Lenergia cinetica uguale al modulo della variazione
dellenergia potenziale gravitazionale. Quindi:
3
2
3
c
E G
M m
R
G
M m
R
G M m
R
= + =
La risposta corretta la c.
15
La risposta corretta la a.
16
Lenergia totale del satellite A data da:
E
A
= (1/2) G M m/r
e lenergia totale del satellite B data da:
E
B
= - (1/2) G M m/r'
Se r' > r, |E
B
|>|E
A
| e quindi la a. corretta mentre sono
errate la b. e la c.. Anche la d. errata, perch lenergia
cinetica uguale alla corrispondente energia totale espressa
in valore assoluto; quindi E
cA
> E
cB
.
17
La risposta corretta la a.
18
La risposta corretta la d.
19
Lespressione della velocit di fuga per i due pianeti
data da:
2 2
1
1
1
2
2
2
v
G M
r
v
G M
r
= =

Dalla condizione posta dal Test (v
1
= 2 v
2
) si ottiene quindi:
2
4
2
1
1
2
2
G M
r
G M
r
= dalla quale
4
1 1
2 2
M r
M r
=
La risposta corretta la d.
UNIT 5 PROBLEMI
2
Applicando il principio di conservazione del momento
della quantit di moto si ha:
m
s
r
1
v
1
= m
s
r
2
v
2
[a]
Per la conservazione dellenergia si ha:
1
2
1
2
T s
1
s 1
2 T s
2
s 2
2
G
M m
r
m v G
M m
r
m v + = +
[b]
Ricavando r
2
dalla [a] e sostituendo nella [b] si ha:
1
2
1
2
T s
1
s 1
2 T s 2
2
1 1
s 2
2
G
M m
r
m v G
M m v
v r
m v + = +
dalla quale si ottiene v
2
= 5200 m/s.
A tale velocit corrisponde la distanza:
1,13 10 m
2
1 1
2
7
r
v r
v
= =
6
In base alla legge di gravitazione universale si pu scri-
vere:
F =
( )
( )
=

6,67 10
N m
kg
100 kg
10,0 m
6,67 10
11
2
2
2
2
9
N
Ponendo ora F
A
= 6,67 10
9
N = k 100 kg 9,81 m/s
2
si
ottiene: k = 6,81 10
12
.
10
Il punto di partenza per risolvere questo Problema la
relazione:

g G
M
R
=
T
T
2
la quale fornisce per g il valore di 9,8 m/s
2
. Una formula
analoga si applica anche per determinare laccelerazione di
gravit sulla Luna. Si pu cio scrivere:
g G
M
R
L
L
L
=
2
Tenendo allora conto dei dati forniti dal testo del Problema
si potr scrivere:

g G
M
R
G
M
R
L
L
L
T
T
(1/3,7)
(1/3,
= =
( )
=
2 2
1 81 1 81 ( / ) /
77
m/s
T
T
)
, ,
2 2
2
017 17
G
M
R
g
=
= =
12
La forza peso dellastronauta sulla Terra e sulla Luna,
espressa dalle due relazioni seguenti:

784
2
N
T
T
= G
m M
R

1
2
30N
L
L
= G
m M
R
Dividendo membro a membro si ottiene:

784
130
5 98 10
2
2
24
N
N
kg(1750km
T
L
L
T
= =
M
M
R
R
, ))
km)
2
L
2
M (6380
Da questa relazione si ha: M
L
= 7,46 10
22
kg
14
Sulla superficie terrestre lastronauta avrebbe un peso P
dato da: P = m g = 981 N.
169-226_Sc_Risposte_Test+Problemi.indd 186 19/03/12 15:18
187
Test e Problemi di ne Unit: risposte commentate
Considerando che questo stesso peso pu essere espresso nel
modo seguente:
P G
M m
R
T
T
2
=
sul pianeta la cui massa M uguale a (1/2) M
T
e il cui raggio
R uguale a (1/2) R
T
si avr:
P G
M m
R
G
M m
R
P '
1/2
1/2
2 2 1, 96 10 N
T
T
2
T
T
2
3
) (
)
)
(
(
= = = =
16
La figura seguente mostra che ciascun asteroide sotto-
posto a due forze identiche che formano tra loro un angolo
di 60. Ciascuna forza data da F = G m
2
/d
2
= 2,7 10
6
N e
quindi il loro risultante punta verso il baricentro del triangolo
ABC e ha intensit pari a 2 F cos 30 = 4,7 10
6
N.
60
60 60
B
A C
d
23
Il periodo di rivoluzione deve essere uguale a 24 ore, cio
a 86400 s. Si ottiene perci:
G
m M
d
m
T
d
S T
2
S
2
2
4
=

Da questa relazione si ottiene:
d
G M T
= =
T
2
2
3
7
4
4,23 10 m

Tenendo conto che il raggio della Terra vale 6,38 10


6
m, la
distanza d del satellite dalla supeficie terrestre risulta pari a
3,59 10
7
m.
24
Per il principio di conservazione dellenergia, indicata
con E lenergia necessaria:
1
2

1
2
ed essendo:
s 1
2 T s
1
s 2
2 T s
2
E M v G
M M
R
M v G
M M
R
+ =
,
s 1
2
1
T s
1
2
s 2
2
2
T s
2
2
M v
R
G
M M
R
M v
R
G
M M
R
= =
si ha:
1
2

1,33 10 J
T s
2 1
1 2
10
E GM M
R R
R R
=

=
26
Per il principio di conservazione dellenergia si pu scri-
vere:
2
1
2
1
T
T
T 2
E G
M m
R
G
M m
R
m v = +
[a]
ove con v si indicata la velocit del missile in orbita. Essendo
lorbita circolare, vale anche la relazione:
m v G
M m
R
1
2
1
2
2 T
=
e quindi la [a] diviene:
2
1
2
1
T
T
T 2
E G
M m
R
G
M m
R
m v = +
Da questa si ottiene:
2
2
6,67 10 N m /kg 5, 98 10 kg 5,00 10 kg
2 9, 00 10 m 6,37 10 m
2 6,37 10 m 9, 00 10 m
2, 02 10 J
1 T
T
T
11 2 2 24 3
6 6
6 6
11
E G M m
R R
R R
=

=
=

Per rispondere alla seconda domanda si dovr ora porre:


E G
M m
R
m v E G
M m
R
1
2 2
0
2
T
T
2
2
T
+ = =
dalla quale E
2
= 1,11 10
11
J
UNIT 5 Test e quesiti delle Olimpiadi della sica
1
La formula che esprime laccelerazione di gravit in pros-
simit della superficie di un pianeta di massa M e raggio R :
g G
M
R
=
2
Essendo: M = (4/3) R
3
la precedente relazione diviene
g = G (4/3) R
A parit di densit, un raddoppio del raggio del pianeta com-
porta quindi un raddoppio di g. La risposta corretta la d.
2
La terza legge di Keplero applicata alla Terra e ai suoi
satelliti fornisce la relazione seguente:
R
T
k
3
2
T
= con k
T
= costante terrestre
Si pu allora porre:
R R
80 min 24 60 min
T
3
2
3
2
) ) ( (
=

dalla quale R = 6,87 R


T
La risposta corretta quindi la b.
3
In base alla legge di gravitazione universale:
F G
m m
d
1 2
2
=
Ponendo ora m
1
' = 2 m
1
; m
2
' = 2 m
2
; d' = 2 d, si ottiene:
F G
m m
d
G
m m
d
F '
2 2
2
1
'
2
'
' 2
1 2
2
) (
= = =
La risposta corretta quindi la c.
4
Il periodo di oscillazione di un orologio a pendolo dato
dalla relazione
T
l
g
2 =
dove l un parametro connesso alla struttura geometrica del
pendolo e g laccelerazione di gravit.
Se il raggio R della Terra diminuisce, a parit di massa, in base
alla relazione
g G
M
R
T
2
=
si avrebbe un aumento di g e quindi una corrispondente
diminuzione di T; la a. quindi errata.
169-226_Sc_Risposte_Test+Problemi.indd 187 19/03/12 15:18
188
FISICA
Laumento di g comporterebbe invece un aumento del peso
m g di un corpo e quindi la bilancia a molla indicherebbe tale
aumento; anche la b. quindi errata.
Il periodo di oscillazione di una molla alla cui estremit
inferiore appeso un corpo di massa m dato da:
T
m
k
2 =
ove k indica la costante elastica della molla. Come si pu
notare, T non dipende da g e quindi la c. corretta.
Il periodo di rotazione T della Luna pu essere espresso con
la relazione
G
M m
d
m
T
d
4
T L
TL
2
L
2
2
TL
=

In questa relazione non compare il raggio della Terra e quindi
T non varia al variare di questo parametro; la d. quindi erra-
ta. Errata anche la e., in quanto G una costante universale
che non dipende dai parametri fisici dei corpi attrattori.
5
Unorbita geostazionaria quella percorsa da un corpo
che si mantiene sempre sulla verticale di un identico punto
della superficie terrestre.
Ne consegue che la velocit angolare del corpo ha anchessa
valore .
Considerando ora che, per il satellite che ruota su unorbita
circolare di raggio R, vale la relazione:
S
2
S
2
G
M m
R
m R
si ottiene
R G M/
2 3
=
La risposta corretta quindi la a.
6
Per la terza legge di Keplero applicata al sistema della
Terra e dei suoi satelliti si ha:
R
T
k
3
2
T
=
e quindi
4 h
4
3
2
3
2
R R
T
( )
( )
=
Da questa si ottiene T = 32 h; la risposta corretta la d.
7
Il piano dellorbita del satellite fisso in un sistema di
riferimento rispetto al quale la Terra ruota con un periodo
che assumiamo di 24 ore. Quando il satellite raggiunge la
latitudine di Roma, la Terra ha ruotato di un certo angolo e
il piano dellorbita del satellite non coincide pi con il piano
del meridiano di Roma; daltra parte, quando i due piani tor-
nano a coincidere (dopo mezzo giro della Terra) il satellite si
trover sulla verticale del Polo Sud. La stessa cosa si ripete ad
ogni giro, cio ogni 24 ore; dunque il satellite non passa mai
sulla verticale di Roma.
Pi precisamente, per raggiungere la latitudine di Roma il
satellite impiega un tempo:
t T T =

= =
90 42
360
2
15
3 2 , ore
durante il quale la terra ha ruotato di un angolo:
360 48
t
T
= =
e il satellite si trova sulla verticale del meridiano 36 W.
8
La cometa torner ad avvicinarsi al Sole solo se il sistema
cometa Sole legato ovvero se la somma dellenergia
cinetica della cometa E
c
(valutata rispetto al Sole) e dellener-
gia potenziale gravitazionale E
p
del sistema cometa Sole
minore di zero. In base ai valori forniti:
E
c
= (1/2) m v
2
= (1/2) m (6,5 10
4
m/s)
2
=
= m 2,1 10
9
m
2
/s
2
6,67 10 Nm /kg
2, 0 10 kg
7, 2 10 m
1, 9 10 J m /s
p
11 2 2
30
10
9 2 2
E G
m M
d
m
m
S
= =
=

=
=

La somma delle due quantit positiva e quindi la cometa


non passer pi in prossimit del Sole.
169-226_Sc_Risposte_Test+Problemi.indd 188 19/03/12 15:18
189
Test e Problemi di ne Unit: risposte commentate
TEMA 7
UNIT 1 TEST
1
La risposta corretta la d.
2
In base alla relazione
P
t
= P
0C
(1 + t) con = 1/(273 C)
ponendo P
t
= 2 P
0C
si ottiene:
t = 1/ = 273 C
La temperatura del gas deve quindi raddoppiare e perci la
risposta corretta la c.
9
La risposta corretta la c.
4
Dal momento che si tratta di una trasformazione isobara
la d errata. Dato che le temperature del gas sono espresse in
kelvin si utilizza la legge generale dei gas P V = n R T:
P V
1
= n
1
R T
1

P V
2
= n
2
R T
2

con n
1
= n
2
= 2 mol, perch la massa di gas contenuta nel
cilindro non varia al variare del volume (quindi la afferma-
zione a errata). Dividendo ora membro a membro le due
ultime relazioni si ottiene:
V
V
T
T
T
T
1
2
1
2
1
1
2
1
2
= = =
Da questa si ottiene V
2
= 2 V
1
. La risposta corretta quindi la
b, mentre la c errata.
5
La risposta corretta la a.
6
La risposta corretta la a.
7
Tenendo presente la legge generale dei gas P

V = n R T,
e considerando che V e T restano costanti, la variazione di P
associata alla variazione di n. Poich le moli presenti alla
fine nel recipiente sono raddoppiate, deve essere raddoppiata
anche la pressione. La risposta corretta quindi la c.
8
Nelle condizioni iniziali, nei settori S
1
e S
2
del tubo conte-
nuto un ugual numero n di moli dello stesso gas e tale numero
non varia anche dopo il riscaldamento del gas contenuto nel
settore S
1
e il raffreddamento del gas contenuto nel settore S
2
.
Applicando perci la legge generale dei gas si ottiene:
P
1
V
1
= n R 400 K P
2
V
2
= n R 200 K
Nella nuova situazione di equilibrio P
1
e P
2
saranno diversi
dalla pressione iniziale ma saranno comunque uguali tra
loro. Tenendo conto di questa condizione, dividendo membro
a membro le due precedenti relazioni si ottiene:
V
1
/V
2
= 400 K/(200 K) = 2.
La risposta corretta quindi la c.
9
La risposta corretta la c.
10
La risposta corretta la b.
11
Fra un urto e il successivo sulla medesima parete la par-
ticella deve percorrere 2 m. Il tempo impiegato per questo
percorso pari a 2 m/(1000 m/s) = 2 10
3
s. Ne consegue
che il numero di urti sulla stessa parete effettuati in 1 s pari
a 1 s/(2 10
3
s) = 500. La risposta corretta la c.
12
La risposta corretta la b.
13
La risposta corretta la c.
14
Secondo la legge generale dei gas, un raddoppio della
pressione del gas in una compressione a volume costante
associato a un raddoppio della temperatura del gas. Daltra
parte, la velocit media delle particelle del gas espressa dalla
relazione:
v
k T
m
=
3
Conseguentemente, la nuova velocit delle particelle data da:
= = v
k T
m
v
3 2
2
( )
La risposta corretta quindi la b.
15
Il calore molare a volume costante dellelio (che un gas
monoatomico) e dellossigeno (che un gas biatomico) vale
rispettivamente (3/2) R e (5/2) R. Si avr perci:
(3/2) R t = (5/2) R t
Da questa si ottiene:
t' = (3/5) t
La risposta corretta quindi la a.
16
La risposta corretta la b
UNIT 1 PROBLEMI
5
La legge generale dei gas scritta per i due stati del gas
conduce alle relazioni seguenti:
P
1
V = n R T
1

P
2
V = n R T
2

Da queste si ottiene:
P
P
T
T
1
2
1
2
=
Essendo P
2
= 2 P
1
si avr T
2
= 2 T
1
e quindi:
T
2
= 2 (273 + 17,0 ) K = 580 K
t
f
= (580 273) C = 307 C.
7
In entrambi i casi si utilizzi la relazione P V = n R T dopo
aver scelto una coppia di valori P e V sulle due isoterme.
Per lisoterma 1 si ha:
P = 5,0 10
5
Pa; V = 1,0 10
3
m
3
T = P V/(n R) = 100 K
Per lisoterma 2 si ha:
P = 5,0 10
5
Pa; V = 2,0 10
3
m
3
T = P V/(n R) = 200 K
11
In base alla legge generale dei gas p V = n R T, il valore
medio dei prodotti p V indicati dalla tabella fornisce il valore
del prodotto n R T e quindi, ricavato il valore di T in kelvin,
essendo noto il valore di R (8,31 N m/(mol K)) possibile
determinare il valore di n. Esemplifichiamo il calcolo in un
caso fornendo i risultati per gli altri:
5,00 dm
3
21,0 10
5
Pa = 5,00 10
3
m
3
21,0 10
5
Pa =
= 10,5 10
3
Pa m
3
9,50 10
3
Pa m
3
; 9,90 10
3
Pa m
3
; 9,60 10
3
Pa m
3
;
1,03 10
4
Pa m
3
.
Si ha quindi:
valore medio dei prodotti P V = 9,96 10
3
Pa m
3
;
incertezza assoluta (= semidispersione della serie di misure) =
169-226_Sc_Risposte_Test+Problemi.indd 189 19/03/12 15:18
190
FISICA
0,5 10
3
Pa m
3
risultato = (10,0 0,5) 10
3
Pa m
3
temperatura = 273,15 C + 50,0 C = 323 K
10,0 10
3
Pa m
3
= n R T
n =

=
10 0 10
37
3
,
,
Pa m
(8,31Nm/(mol K))323K
3
33 mol
13
Si esprimano le due temperature in kelvin:
60 C + 273,15 C = 333,15 K 333 K
180 C + 273,15 C = 453,15 K 453 K
Considerando ora la legge generale dei gas e tenendo conto
che il volume resta invariato, si pu scrivere:
3 10
5
Pa V = n R 333 K
P V = n R 453 K
Dividendo membro a membro le due relazioni precedenti si
ottiene: P = 4,08 10
5
Pa.
18
Il numero n di moli di gas contenute nel cilindro dato
dalla relazione n = P V/(R T). Il valore di T 300 K mentre
il valore di V si ottiene moltiplicando la sezione del cilindro
(4,00 dm
2
) per la distanza fra il pistone e la base del cilindro
(4,00 dm). Si ottiene quindi V = 16,0 dm
3
.
Il valore della pressione P dato dalla pressione esterna e
dalla pressione prodotta dal pistone, perci:
P =

100
10 0 9 81
4 00 10
102
2
kPa+
kg N/kg
m
2
, ,
,
kPa
In denitiva si ha:
n =

1 16 0 10
8 31 300
3
02kPa m
Nm/(mol K)
3
,
, KK
mol = 0 655 ,
20
Si tratta di un riscaldamento a pressione costante, per il
quale si deve applicare la relazione:
V
t
= V
0 C
(1 + t)
Il valore di t si determina con la relazione:
100 cal = 0,200 cal/(g C) 10,0 g (t 0 C)
dalla quale: t = 50,0 C
Si ottiene quindi:
V
f
= V
50 C
= 10,0 dm
3
1
50 0
273 15
+

,
,
C
C
= 11,8 dm
3
21
Dalla legge generale dei gas P V = n R T:
P
n
V
RT =
Moltiplicando e dividendo il termine di destra per la massa
molare M
m
del gas si ottiene:
m
m
P
n M
V M
RT =
Il prodotto n M
m
corrisponde alla massa del gas contenuto
nel volume V e quindi il rapporto n M
m
/V indica la densit
del gas. La precedente relazione pu allora essere scritta nel
modo seguente:
m
P
R
M
T =

Indicando con gli indici 1 e 2 le grandezze a 0 C e a 100 C e
tenendo presente che 0 C corrisponde a 273,15 K e 100 C
corrisponde a 373,15 K, si pu scrivere:
1
1
m
1 2
2
m
2
P
R
M
T P
R
M
T =

=

Dividendo membro a membro e ricavando
2
si ottiene il valore
1,83 10
3
g/cm
3
= 1,83 kg/m
3
.
22
Quando i due bulbi sono immersi in acqua e ghiaccio e
in acqua bollente la loro temperatura, espressa con tre cifre
significative, vale rispettivamente 273 K e 373 K.
Considerato che i volumi dei bulbi e il numero di moli di
gas in essi contenute sono uguali, la legge generale dei gas
applicata ai gas dei due bulbi conduce alle relazioni seguenti:
P
D
V = n R 373 K
P
S
V = n R 273 K
dalle quali:
[a]
P
P
D
S
K
273K
=
373

Si consideri ora che la pressione atmosferica corrisponde a
1,01 10
5
Pa ed uguale alla pressione che una colonna di
mercurio alta 760 mm esercita sulla sua base. Pertanto la
pressione esercitata da una colonna di 100 mm di mercurio
sulla sua base vale:
100
760
1 01 10 1 33 10
5 4
mm
mm
Pa Pa = , ,
Lequazione [a] pu quindi essere integrata dalla relazione:
P
D
= P
S
+ 1,33 10
4
Pa
e quindi si pu stabilire che:
P
S
= 3,63 10
4
Pa
Quando il bulbo di destra immerso in acqua alla temperatu-
ra assoluta T, la legge generale si scrive nella forma:
P
D
V = n R T
Daltra parte, la pressione esercitata da una colonna di mer-
curio alta 40,0 mm vale:
40 0
760
1 01 10 5 31 10
5 3
,
, ,
mm
mm
Pa Pa =
Si ha allora:
P
D
= P
S
+ 5,31 10
3
Pa = 4,16 10
4
Pa
e quindi:
P
P
T
D
S
K

=

273
dalla quale:
=

= T 273
4 16 10
3 63 10
313
4
4
K
Pa
Pa
K
,
,
23
Fra un urto e il successivo effettuato sulla stessa parete
una particella deve coprire uno spazio pari al doppio di un
lato del cubo (cio 6,00 dm = 0,600 m). Per coprire questo
spazio alla velocit di 500 m/s, si richiede un tempo pari a:
0 600
500
1 20 10
3
,
,
m
m/s
s =

Il numero di urti che una singola particella produce sulla
medesima parete in 1,00 s sono perci:
1,00 s/(1,20 10
-3
s/urto) = 833 urti
169-226_Sc_Risposte_Test+Problemi.indd 190 19/03/12 15:18
191
Test e Problemi di ne Unit: risposte commentate
Poich le particelle che si muovono nel recipiente sono
1,00 10
23
, il numero N di urti prodotti da tutte le particelle
8,33 10
25
.
Si consideri ora che una singola particella arriva sulla parete
con la velocit di 500 m/s e riparte con la medesima velocit;
in un urto di una particella si produce allora una variazione
della quantit di moto pari a:
1000 m/s 1,00 10
25
kg = 1,00 10
22
kg m/s
Poich gli urti nei quali si realizza questa variazione della
quantit di moto sono 8,33 10
25
, la variazione di quantit
di moto complessiva vale:
1,00 10
22
kg m/s 8,33 10
25
= 8,33 10
3
kg m/s
La forza media trasferita in 1,00 s si calcola applicando la
relazione di uguaglianza fra impulso della forza e variazione
della quantit di moto; perci:
F 1,00 s = 8,33 10
3
kg m/s
dalla quale F = 8,33 10
3
N. La pressione prodotta da questa
forza media sulla parete vale perci:
P = 8,33 10
3
N/(9,00 10
2
m
2
) = 9,26 10
4
Pa
27
Indicando con m la massa di un atomo (20,2 1,67
10
27
kg) e con k la costante di Boltzmann (1,38 10
23
J/K),
si ha:
v
k T
m
v
k T
m
v
v
T
T
v
1
1
2
2
1
2
1
2
1
3 3
0 856
579
= =
= =
=
,
mm
s
m
s
v
2
676 =
UNIT 1 Test e quesiti delle Olimpiadi della sica
1
Nella posizione indicata dalla parte sinistra della figura,
alla pressione atmosferica si aggiunge quella di una colonna
di mercurio alta 15 cm; la pressione dellaria corrisponde
perci a quella di una colonna di mercurio alta (75 + 15) cm.
Nella posizione indicata dalla parte destra della figura, la
pressione dellaria invece quella corrispondente a una
colonna di mercurio alta (75 15) cm. Perci, essendo iden-
tica la temperatura nei due casi:
P
1
V
1
= P
2
V
2
con V
1
= S h
1
e V
2
= S h
2
Perci: P
1
h
1
= P
2
h
2
.
Da questa, h
2
= 36 cm. La risposta corretta perci la d.
2
Nella posizione iniziale sono uguali la temperatura e la
pressione del gas nelle due parti A e B. Quindi, per la legge
generale dei gas, il rapporto fra i volumi di A e B uguale al
rapporto fra le moli di gas in essi contenute. Perci n
A
= 2 n
B
.
Nella posizione nale si ha:
P
A
V
A
= n
A
R 100 K P
B
V
B
= n
B
R 500 K
con P
A
= P
B
Si ha allora:

=
V
V
n R
n R
A
B
A
B
K
K
100
500
e tenendo conto che n
A
= 2n
B
si ottiene:

=
V
V
A
B
2
5
La risposta corretta la c.
3
Nella prima trasformazione, a volume costante, la pres-
sione proporzionale alla temperatura assoluta, quindi
P
2
= 2P
1
.
Nella seconda trasformazione sono costanti volume e tem-
peratura e quindi, per la legge generale dei gas, la pressione
proporzionale al numero di moli (e quindi di molecole). Per
dimezzare la pressione occorrer quindi dimezzare il numero
di molecole; la risposta corretta la c.
4
Il numero di molecole di gas proporzionale al numero di
moli (la costante di proporzionalit il numero di Avogadro).
Si pu quindi rispondere al Test calcolando il rapporto n
2
/n
1

fra i numeri di moli dei due gas. Dalla legge generale dei gas
ricordando che essi hanno lo stesso volume V, si ricava:
n
P V
R T
n
P V
R T
1
1
1
2
2
2
= =

da cui
:

n
n
P T
T P
2
1
2 1
2 1
=
Si ottiene n
2
/n
1
= 2/3 e quindi la risposta corretta la d.
5
In base alla legge generale dei gas P V = n R T, fissati i
valori del volume e della temperatura, il valore della pres-
sione dipende dal numero n di moli di gas contenute in quel
volume. Dal momento che la massa dellidrogeno (H
2
) e
dellossigeno (O
2
) identica, se n
H
2
indica il numero di moli
dellidrogeno e n
O
2
indica il numero di moli dellossigeno, si
avr:
1 g = n
H
2
2 = n
O
2
32
Da questa: n
O
2
= n
H
2
/16
Conseguentemente la pressione esercitata dallossigeno
1/16 di quella esercitata dallidrogeno e vale quindi 1 kPa.
La risposta corretta quindi la a.
6
Per rispondere al quesito si considerino sia la legge gene-
rale dei gas:
P V = n R T [a]
sia la relazione fra la velocit media delle molecole e la tempe-
ratura assoluta del gas:
3 / v k T m = [b]
In base alla [a], se raddoppia il numero di molecole, raddop-
pia il numero di moli n e quindi la pressione P raddoppia. Un
raddoppio della pressione si ottiene anche sia raddoppiando
la massa del gas (cosa che corrisponde a un raddoppio del nu-
mero di moli) sia raddoppiando la temperatura.
Un raddoppio del volume comporta invece un dimezzamento
della pressione e quindi la d. senzaltro errata.
In base alla [b] si pu stabilire poi che un raddoppio della ve-
locit v associato a un incremento della temperatura fino al
valore 4 T; conseguentemente esso comporta un incremento
della pressione fino al valore 4 P. La risposta corretta quin-
di la b.
7
Nella relazione
3 / v k T m = [a]
il simbolo v ha il significato di velocit media; la 1) quindi
169-226_Sc_Risposte_Test+Problemi.indd 191 19/03/12 15:18
192
FISICA
errata. Anche la 2) errata, perch la trasformazione ipo-
tizzata non comporta variazione della temperatura. Lunica
affermazione corretta la 3), in quanto dalla [a] si deduce v
2

proporzionale a T.
La risposta corretta quindi la e.
8
La legge generale dei gas scritta per il gas prima e dopo il
suo utilizzo conduce alle relazioni seguenti:
P
1
V = n
1
R T
1

P
2
V = n
2
R T
2

Il problema richiede la determinazione della quantit di gas
utilizzata, ovvero il valore di n
1
n
2
.
Si ha perci:
n n
V
R
P
T
P
T
1 2
1
1
2
2
=

Considerando che P
2
= 0,7 P
1
, la precedente relazione diviene:
n n
VP
R T T
1 2
1
1 2
1 0 7
=

,
ponendo:
V = 40 10
3
m
3
; P
1
= 6,0 10
6
Pa; R = 8,314 J/(mol K);
T
1
= 291 K; T
2
= 293 K, si ottiene n
1
n
2
= 30,2 mol.
9
Considerando la trasformazione del gas contenuto nella
bolla come isoterma si ha:
P
1
V
1
= P
2
V
2
Ponendo P
1
= 500 10
3
Pa, P
2
= 100 10
3
Pa e V
1
= 10 cm
3

si ottiene V
2
= 50 cm
3
.
10
La temperatura massima T raggiunta nel processo quel-
la dellisoterma tangente al segmento 1 2. Scritta lequazio-
ne della retta passante per i punti 1 e 2 nella forma:
P = mV + q con
m
P
V
= =

1 5 10
1 0 10
5
3
7
,
,
Pa
15 10 m
Pa/m
3
33

e

q = P
1
m V
1
= 2 10
5
Pa ( 1,0 10
7
Pa/m
3
) 5 10
3
m
3
=
= 2,5 10
5
Pa
si deve risolvere il sistema:
P = m V + q
P V = n R T
Da questo si ottiene:
m V
2
+ q V n R T = 0
Il discriminante di questa equazione :
q
2
+ 4 m n R T
che posto uguale a zero fornisce lespressione:
T
q
m n R
=

2
4
11
Quando il bicchiere non capovolto in acqua, contiene
un numero n di moli di aria correlato alla pressione ambiente
P
A
e al volume V del bicchiere dalla relazione:
P
A
V = n R T [a]
Quando il bicchiere capovolto in acqua, n e T rimangono
invariati ma il volume iniziale V dellaria occupa ora un
volume V ad una pressione P data da:
P = P
A
+ 4 N/(10 10
4
m
2
) = 4 10
3
Pa
Si pu perci scrivere:
P V = n R T
Tenendo conto della relazione [a] si ha allora:

=

=

=
V
V
P
P
A
Pa
Pa
4 10
100 10
0 04
3
3
,
UNIT 2 TEST
1
La risposta corretta la c.
2
La risposta corretta la c.
3
l capovolgimento del tubo determina la caduta dellacqua
e dei pallini di piombo. Entrambi i componenti perdono quin-
di energia potenziale gravitazionale che trasformano prima
in energia cinetica e, infine, in energia termica. Lacqua
e i pallini aumentano quindi la propria temperatura e la
aumentano nella stessa misura dal momento che lenergia
interna acquisita dai due componenti viene scambiata conti-
nuamente fra di essi. La risposta corretta quindi la d.
4
La risposta errata la d.
5
Il calore molare a volume costante di un gas biatomico
vale (5/2) R = 20,8 J/(mol K).
Per trasformare questo valore in J/(g C) occorre dividerlo per
la massa molare del gas espressa in g/mol e sostituire al kel-
vin il C. Si ha allora:
20, 8 J/ mol K
20, 8 g/mol
1, 00 J/ g C
)
)
(
( =
La risposta corretta quindi la b.
6
La risposta corretta la b.
7
In una isobara alla pressione P che comporta un aumen-
to di volume da V
A
a V
B
si ha P V
B
> P V
A
e quindi n R T
B
>
> n R T
A
. La temperatura perci aumenta (risposta a. corretta).
Aumenta di conseguenza lenergia interna del gas (b. erra-
ta). Il lavoro compiuto espresso dalla relazione L = P (V
B
V
A
)
ed positivo (c. errata). In base alla relazione Q = L + U si
constata che Q positivo, cio che si deve cedere calore al gas
per provocarne la trasformazione, d. quindi errata.
8
La risposta corretta la d.
9
La risposta corretta la d.
10
Nel riscaldamento a volume costante si ha:
U
A
= C
mV
n t L
A
= 0 Q
A
= U
A

Nel riscaldamento a pressione costante si ha invece:
U
B
= C
mV
n t L
B
= P V Q
B
= L
B
+ U
B

Essendo n uguale in entrambi i casi, si constata che:
Q
B
> Q
A
in quanto C
mP
> C
mV
, U
B
= U
A
, L
B
> L
A
(la a. errata)
L
A
vale zero (la c. errata)
U
A
= U
B
(la c. errata mentre corretta la d.).
11
La risposta corretta la b.
12
Il lavoro nelle due trasformazioni isoterme dato da:
L n R T
1
3
3
40
20
=
dm
dm
ln
L n R T
2
3
3
80
20
=
dm
dm
ln
169-226_Sc_Risposte_Test+Problemi.indd 192 19/03/12 15:18
193
Test e Problemi di ne Unit: risposte commentate
Quindi L
1
/L
2
= 0,5. La risposta corretta la d.
13
In una espansione contro il vuoto non si compie alcun
lavoro (b. vera mentre a. errata). In una espansione con-
tro laria a pressione di 10
5
Pa il lavoro dato da P V e quindi
nel caso b) dato da 10
5
Pa (3 10
3
m
3
2 10
3
m
3
) = 10
2
J.
Dunque c. e d. sono errate.
14
La risposta corretta la c.
15
La risposta corretta la b.
16
Tenendo presente che in un piano P, V le trasformazioni
adiabatiche tagliano le isoterme, le due trasformazioni del
gas possono essere rappresentate come indicato nella figura
seguente.
P
V
adiabatica
isoterma
v
i
v
f
Dal momento che in un piano P, V il lavoro compiuto in una
trasformazione proporzionale allarea sottostante la curva
che la rappresenta, si pu stabilire che il lavoro maggiore si
compie nellisoterma (a. errata mentre c. corretta).
Per quanto riguarda la variazione dellenergia interna, si
consideri che nellisoterma U = 0 mentre nelladiabatica
si realizza una diminuzione di temperatura e, conseguente-
mente, di energia interna. Perci la variazione U di energia
interna per ladiabatica risulta minore di zero e quindi la b.
errata.
Per quanto riguarda la quantit di calore, si consideri che essa
nulla nelladiabatica mentre maggiore di zero nellisoter-
ma (ove pari al lavoro compiuto nella trasformazione). La
d. quindi errata.
17
La risposta corretta la c.
18
Poich gli stati A e C si trovano sulla medesima isoterma,
hanno la medesima temperatura e la medesima energia
interna. Quindi, per qualunque trasformazione che conduce
da A a C si ha U = 0 e Q = L. In base alla figura si pu stabi-
lire che il lavoro compiuto nella trasformazione ABC (rappre-
sentato dal rettangolo ABKH) maggiore di quello compiuto
nella trasformazione AC (rappresentato dal trapezio ACKH) e
quindi il calore ricevuto dal gas nella trasformazione ABC
maggiore di quello ricevuto nella trasformazione AC; laffer-
mazione a. quindi errata.
Anche laffermazione b. errata in quanto essa avviene
con assorbimento di una quantit di calore pari al lavoro
rappresentato dallarea del trapezio ACKH.
Sempre ricorrendo alla corrispondenza tra il lavoro e larea
sottesa dalle curve delle trasformazioni si pu stabilire che
laffermazione c. corretta mentre errata la d.
19
Il lavoro rappresentato dallarea del ciclo che, nel caso
in esame, ha la forma di un triangolo di lati 10
4
Pa e 3 dm
3
.
Quindi la risposta corretta la b.
20
La risposta corretta la c.
UNIT 2 PROBLEMI
3
La variazione dellenergia interna dellunit di massa
dellacqua uguale, in valore assoluto, alla variazione della
sua energia potenziale gravitazionale. Perci:
U = 1,0 kg 9,8 m/s
2
50 m = 490 J
Si applica la relazione U = C m t con C = 4,19 10
3
J/(kg K).
Si ottiene t = 0,12 C.
5
Nellurto, perfettamente anelastico, si ha una perdita di
energia cinetica del sistema che si trasforma in energia interna
del medesimo. Per determinare la velocit finale del sistema si
applica il principio di conservazione della quantit di moto:
m v = 2 m v
Da questa: v = v/2 = 5,0 m/s
La variazione di energia cinetica quindi data da:
(1/2) m v
2
(1/2) (2 m v
2
) = (1/4) m v
2
Utilizzando ora la legge della calorimetria:
(1/4) m v
2
= C 2 m t
con C espresso in J/(kg C) (= 419 J/(kg C))
si ottiene: t = 0,030 C
6

Il lavoro L
A
compiuto in un giro dalla forza di attrito F

A

che impedisce al corpo P di cadere espresso dalla relazione
seguente:
L
A
= F
A
2 R
essendo R il raggio del calorimetro (= 3,00 10
2
m) e F
A
= P.
Per N giri avremo perci: L
A
= N P 2 R.
Numericamente si ottiene: L
A
= 471 J.
Questa energia si trasforma in energia interna dellacqua
contenuta nel calorimetro.
Perci, esprimendo il calore specico dellacqua in J/(kg C)
(= 4190 J/(kg C)), dalla relazione: L = C m t si ottiene:
t = 2,25 C.
7
Capovolgendo il tubo si provoca una caduta dellacqua e
dei pallini di piombo alla quale associata una diminuzione
della loro energia potenziale gravitazionale approssimativa-
mente uguale a:
(0,300 kg + 1,00 kg) 9,81 m/s
2
1,50 m = 19,1 J
Questa energia viene convertita in calore dellacqua e dei
pallini e aumenta quindi la temperatura del sistema di una
quantit t cos calcolabile:
19,1 J/(4,19 J/cal) = (300 g 1,00 cal/(g C) +
+ 1000 g 0,0310 cal/(g C)) t
Si ottiene t = 0,0138 C. Per aumentare di 2,00 C la
temperatura del sistema occorrono perci circa 145 capo-
volgimenti.
9

Lenergia potenziale gravitazionale dei due pesi viene
trasformata in piccola parte in energia cinetica dei due pesi
169-226_Sc_Risposte_Test+Problemi.indd 193 19/03/12 15:18
194
FISICA
stessi e per la restante (e maggiore) parte in energia termica
dellacqua contenuta nel calorimetro.
Il bilancio energetico quindi tradotto dalla formula se guen te:
50 (2 2, 00kg 9, 81 m/s 2, 00m
2
1
2
2, 00 kg (0, 400 m/s) )
4190
J
kg C
1, 00 kg
2
2
t
+
=
=


Si ottiene: t = 0,933 C.
12
Dalla relazione Q = U = C
mV
n T si ottiene:
T =

400 4 19
20 0 3 00
cal J/cal
J/ mol K mo
,
, ( ) , ll
K = 27 9 ,
Si ha quindi T = (293,15 + 27,9) K = 321 K
15
Il lavoro compiuto dal gas dato dal prodotto della pres-
sione per la variazione volumica del gas il cui valore :
2,0 dm
3
1,0 dm = 2,0 dm
3
= 2,0 10
3
m
3
Quindi L = P V = 200 J
18
Per la trasformazione isobara vale la relazione:
Q = n C
mP
t
da questa, ponendo Q = 558 cal = 558 cal 4,19 J/cal =
= 2,34 10
3
J, n = 2, t = 40,0 K, si ottiene:
C
mP
= 29,3 J/(mol K)
Considerando poi che:
C
mP
= C
mV
+ R
si ottiene C
mV
= 21,0 J/(mol K).
20
Il numero n di moli di gas dato dal rapporto:
n = =
10
20
0 50
g
g/mol
mol ,
Quando ricevono una quantit di calore Q pari a 1000 J, esse
subiscono un salto termico cos calcolabile:
Q = C
mP
n T = (C
mV
+ R) n T
Si ottiene T = 96 K
La variazione della energia interna del gas vale allora:
U = C
mV
n T = 600 J
e conseguentemente il lavoro vale:
L = Q U = 400 J
A questo lavoro, eseguito alla pressione costante di 1,0 10
5
Pa,
deve corrispondere una variazione volumica V calcolabile
con la relazione L = P V dalla quale V = 4,0 10
3
m
3
.
26
La temperatura dellisoterma si determina a partire dalla
relazione:
P V = n R T
Riferendosi al punto A, si ottiene:
T
P V
n R
= =

5 00 10 30 0 10
4 00 8 314
5 3 3
, ,
, ,
Pa m
mol J// mol K
K
( )
= 451
Nella trasformazione AB il lavoro compiuto uguale al calore
ricevuto in quanto U = 0; perci L
AB
= 7660 J.
Nella trasformazione BC il lavoro L
BC
dato da:
3,00 10
5
Pa 20,0 10
3
m
3
= 6000 J
Nella trasformazione CA il lavoro nullo in quanto si tratta
di trasformazione senza variazione di volume.
Il lavoro totale L vale quindi 1660 J.
Il calore ricevuto nella trasformazione AB dato dal testo del
Problema e vale 7660 J.
Per la trasformazione CA occorre valutare il salto termico
T
A
T
C
e applicare la relazione Q
CA
= C m (T
A
T
C
).
Il calore specico C dato dal testo del Problema:
C = 0,74 J/(g K)
La massa m vale: 28,0 g/mol 4,00 mol = 112 g.
La temperatura T
C
si ottiene in base alla legge generale dei
gas:
T
P V
n R
C
C C
Pa m
mol
= =

3 00 10 30 0 10
4 00 8 3
5 3 3
, ,
, , 114
271
J/ mol K
K
( )
=
Si ottiene quindi:
Q
CA
= C m (T
A
T
C
) = 1,49 10
4
J
Il calore totale ricevuto dal sistema vale allora:
Q
R
= 7660 J + 14900 J = 2,26 10
4
J
27
La trasformazione AB una isoterma e quindi per essa
U = 0. Conseguentemente, per il primo principio della ter-
modinamica, si ha:
Q = L = n R T ln(V
B
/V
A
)
La temperatura T si ottiene con la legge generale dei gas, ri-
ferendosi allo stato A, di cui sono noti pressione e volume. Si
ottiene:
3, 00 10 Pa 5,00 10 m
1, 00 mol 8,314 J/ mol K
180 K
A
A A
5 3 3
T T
P V
n R ) (
= = =

Quindi:
Q = L = 1,00 mol 8,314 J/(mol K) 180 K
ln(10,00 dm
3
/(5,00 dm
3
)) = 1,04 10
3
J
La trasformazione BC una isocora e quindi per essa L = 0.
Conseguentemente, per il primo principio della termodinami-
ca:
Q = U = C
mV
n (T
C
T
B
)
T
B
noto, in quanto identico a T
A
(180 K) ma T
C
incognito.
Lo si pu per determinare considerando che C un punto
delladiabatica AC, per la quale vale la relazione:
P
A
V
A

= P
C
V
C

Da questa:
C A
A
C
P P
V
V
=


con = 1,66 (gas monoatomico)
Numericamente:
3, 00 10 Pa
5, 00 dm
10, 00 dm
9, 49 10 Pa
C
5
3
3
1,66
4
P =

=
Applicando ora la legge generale dei gas si ottiene:
9, 49 10 Pa 10,00 dm
1, 00 mol 8,314 J/ mol K
114 K
C
C C
4 3
T
P V
n R ) (
= =

=
Tornando ora al calcolo di Q e U per la trasformazione BC
si ottiene allora:
Q = U = 12,5 J/(mol K) 1,00 mol (114 K 180 K) = 825 J
La trasformazione CA una adiabatica e quindi per essa
Q = 0. Conseguentemente, per il primo principio della ter-
modinamica:
L = U = C
mV
n (T
A
T
C
)
169-226_Sc_Risposte_Test+Problemi.indd 194 19/03/12 15:18
195
Test e Problemi di ne Unit: risposte commentate
Si ottiene allora:
U = 12,5 J/(mol K) 1,00 mol (180 K 114 K) = 825 J
L = U = 825 J
Il lavoro totale compiuto nel ciclo ABCA vale quindi:
L
t
= 1,04 10
3
J 825 J = 215 J
e il calore totale fornito durante il ciclo, che corrisponde a
quello fornito nella isoterma, uguale a :
Q
t
= 1,04 10
3
J.
UNIT 2 Test e quesiti delle Olimpiadi della sica
1
Comprimendo una massa di gas si fa lavoro sul gas (laf-
fermazione 2 corretta) e questo comporta un aumento della
sua energia interna, ovvero della sua temperatura, salvo il
caso in cui venisse contemporaneamente dispersa nellam-
biente. Laffermazione 1 quindi corretta. Dal momento
che lenergia cinetica delle molecole dipende solo dalla loro
temperatura laffermazione 3 errata. Ne consegue che la
risposta corretta la b.
2
Nella trasformazione PQ il gas non compie lavoro ma
assorbe una certa quantit di calore Q
PQ
che comporta una
variazione della sua energia interna U
PQ
. Nella trasforma-
zione QR il gas assorbe invece la quantit di calore Q
QR
che
viene utilizzata per aumentare lenergia interna del gas di una
quantit U
QR
e per compiere il lavoro di 3 J.
In definitiva:
8 J = Q
PQ
+ Q
QR
= U
PQ
+ U
QR
+ 3 J
La variazione di energia interna del sistema nel passaggio
dallo stato P allo stato R vale quindi 5 J.
Dal momento che lenergia interna funzione di stato, que-
sta stessa variazione si produce anche quando le trasforma-
zioni sono la PS e la SR. Nella trasformazione complessiva
PSR il gas deve assorbire quindi 6 J di energia termica. La
risposta corretta la b.
3
In una trasformazione a volume costante il lavoro scam-
biato con lesterno nullo e quindi, in base al primo principio
della termodinamica, si ha Q = U 0. La risposta corretta
quindi la c.
4
La trasformazione HF isoterma e quindi negli stati F e H
il gas ha identica energia interna. Il punto G si trova su una
isoterma alla quale corrisponde una maggior temperatura.
Ne consegue che la risposta corretta la b.
5
La trasformazione alla quale sottoposto il gas una
isoterma e, conseguentemente, lenergia interna del gas non
subisce variazioni. La risposta corretta quindi la c.
6
Il processo conduce da uno stato ad un altro caratteriz-
zati dalla medesima temperatura e, quindi, dalla medesima
energia interna. Perci, relativamente al processo in esame,
possiamo porre Q = L.
Nellisocora, L = 0 e quindi il valore del calore complessiva-
mente scambiato nel processo coincide con il lavoro compiu-
to nellisobara. Si ha quindi:
Q = L
isobara
= (P/k) V = n R T [a]
Si consideri ora che, in base alla legge generale dei gas:
P V = n R T, se V costante, una diminuzione della pressione
da P a P/k corrisponde a una diminuzione di temperatura da
T a T/k. Quindi le temperature iniziale e finale dellisobara val-
gono rispettivamente: T/k e T.
Ponendo n = 1, la [a] diviene:
/ 1
1
Q R T T k R T
k
( ) = =

La risposta corretta quindi la c.


7
Il lavoro L compiuto per il frenamento si suppone tra-
sformato completamente in energia termica che produce
laumento di temperatura dei dischi. Essendo:
L = (1/2) m v
2
= 4,05 10
5
J
si pu porre:
4,05 10
5
J = 4 2,8 kg 460 J/(kg K) t
Da questa: t = 78,6 C.
8
La variazione termica indicata comporta una variazione
di energia interna del gas cos calcolabile:
U = C
mV
n T = (3/2) R 2 mol (900 K) = 2,7 10
3
J
Il calore Q fornito al gas risulta quindi maggiore della
variazione della sua energia interna e ci corrisponde al fatto
che nella trasformazione si realizza un lavoro dato da:
L = Q U = 1,7 10
4
J.
9
Relativamente alla trasformazione ABC il lavoro rap-
presentato dallarea del rettangolo di altezza 2 P
0
e base V
0
.
Quindi L
1
= 2P
0
V
0
.
Relativamente alla trasformazione AC il lavoro invece rap-
presentato dallarea del trapezio di basi P
0
e 2 P
0
e di altezza
V
0
. Quindi L
2
= (3/2) P
0
V
0
.
In definitiva: L
1
/L
2
= 4/3.
10
Per il primo principio della termodinamica:
L = Q U
ove Q = 2,0 10
4
J e U = C
mV
n T
Essendo lelio un gas monoatomico, il suo calore specifico a
volume costante vale:
(3/2) R = 12,5 J/(mol K)
e quindi U = 12,5 J/(mol K) 2 mol 900 K = 2,25 10
4
J
Si ottiene allora L = 2500 J (il valore negativo del lavoro
indica che esso stato compiuto sul gas).
11
Per il primo principio della termodinamica:
Q = L + U
ove L = (P
0
+ 2 P
0
) (2 V
0
V
0
)/2 = (3/2) P
0
V
0
e U =
= C
mV
n T con C
mV
= (3/2) R (essendo lelio un gas monoa-
tomico).
Le temperature corrispondenti ai due stati estremi della tra-
sformazione sono date rispettivamente da:
4
1
0 0
2
0 0
T
P V
n R
T
P V
n R
= =
e quindi:
3
0 0
T
P V
n R
=
In definitiva:
U = (9/2) p
0
V
0
Q = (3/2) p
0
V
0
+ (9/2) p
0
V
0
= 6 p
0
V
0
169-226_Sc_Risposte_Test+Problemi.indd 195 19/03/12 15:18
196
FISICA
12
In base al primo principio della termodinamica:
Q = L + U
essendo, in questo caso, U = 0 (la temperatura infatti
costante) si ottiene Q = L = 400 J
Potendo trascurare il lavoro compiuto nellespansione con-
tro la pressione atmosferica si dovr porre:
L = m g h
dalla quale h = 0,5 m.
UNIT 3 TEST
1
Sia la macchina di Newcomen sia la macchina di Watt
erano dotate di un cilindro con pistone nel quale veniva
introdotto il vapore (a. errata) ma in quella di Newcomen il
cilindro veniva poi raffreddato con una pioggia dacqua allo
scopo di condensare il vapore precedentemente introdotto
mentre nella macchina di Watt la condensazione del vapo-
re avveniva in un apposito recipiente, detto condensatore,
mantenuto costantemente a bassa temperatura (b. corretta
mentre c. errata).
In entrambe le macchine lacqua proveniente dalla conden-
sazione del vapore veniva rimandata in caldaia (d. errata).
2
Il fatto che una macchina termica debba cedere parte del
calore ricevuto dalla sorgente a temperatura maggiore a una
sorgente a temperatura inferiore impedisce che il rendimento
della macchina sia uguale a 1 (a. errata).
Secondo il principio di Clausius il calore passa spontanea-
mente da una sorgente a temperatura maggiore a una a
temperatura minore ma da ci non si pu dedurre che una
massa dacqua a temperatura T
1
debba sempre diminuire la
sua temperatura. Essa infatti potrebbe ricevere calore da una
sorgente a temperatura maggiore e quindi aumentare la sua
temperatura (b. errata).
Il principio di Kelvin afferma che non possibile trasformare
completamente il calore in lavoro in un ciclo termico ma
non in una singola trasformazione. Ad esempio, in una
espansione isoterma si ha completa trasformazione di calore
in lavoro ma ci non contraddice il principio di Kelvin perch
una singola trasformazione non sufficiente per realizzare
un ciclo termico ovvero per ricondurre il sistema nel suo stato
iniziale (c. corretta).
Si pu dimostrare che i principi di Kelvin e Clausius sono due
enunciati equivalenti tra loro nel senso che la validit di uno
di essi implica la validit dellaltro. La risposta d. quindi
errata.
3
La risposta corretta la b.
4
Lespressione del rendimento in funzione delle tempe-
rature T
1
e T
2
delle sorgenti di calore a bassa e ad alta tempe-
ratura : = 1 T
1
/T
2
In base ad essa si constata che le affermazioni a. e b. sono
corrette. Anche la d. corretta perch lirreversibilit delle
trasformazioni di un ciclo reale e gli effetti di attrito degli
organi in movimento della macchina riducono sempre il
rendimento calcolato con la relazione precedente. La stessa
relazione indica anche che la b. errata.
5
La risposta corretta la d.
6
La risposta corretta la d.
7
Si osservi che, anche nellipotesi in cui T
1
< T
2
, il fatto di
non conoscere i valori di T
1
e T
2
o, per lo meno, la loro rela-
zione, impedisce il calcolo del rendimento del ciclo di Carnot.
La risposta corretta quindi la a.
8
La risposta corretta la a.
9
Il coefficiente di prestazione CP di un ciclo frigorifero che
opera fra due sorgenti a temperatura T
1
e T
2
> T
1
espressa
da:
1
2 1
CP
T
T T
=

[a]
Per un ciclo di Carnot che opera fra due sorgenti a temperatu-
ra T
1
e T
2
si ha invece:
1
1
2
2 1
2
T
T
T T
T
= =

[b]
Il confronto delle relazioni [a] e [b] consente quindi di stabilire
che la b. errata.
Confrontando poi la [a] con lespressione di 1/:
1
2
2 1
T
T T
=

si pu stabilire che anche la a. errata.


Eseguendo il rapporto fra la [a] e la [b] si ottiene invece:
1 2
2 1
2
T T
T T ) (
la risposta c. quindi corretta.
La d. invece errata, come si pu vedere ponendo, ad esem-
pio, T
2
> 2 T
1
.
10
La risposta corretta la c.
11
La caratteristica essenziale dellentropia quella di essere
una funzione di stato. Quindi la b. corretta mentre la a.
errata. Ricordando poi la definizione di entropia, si com-
prende che il calcolo del valore della variazione di entropia
di un sistema non pu prescindere dalla considerazione
della evoluzione termica del sistema stesso. La c. e la d. sono
quindi errate.
12
Nel processo di solidificazione lacqua libera energia
termica Q nellambiente a una temperatura che, durante il
passaggio di stato, costante. Quindi:


S
Q
T
acqua
< = 0
ove T la temperatura di fusione dellacqua (circa 273 K).
La quantit di calore Q viene acquisita dallambiente, che si
trova a una temperatura T minore di T. Quindi:


S
Q
T
ambiente
> =

0
Essendo per T < T, si ha anche:
Q
T
Q
T
>
169-226_Sc_Risposte_Test+Problemi.indd 196 19/03/12 15:18
197
Test e Problemi di ne Unit: risposte commentate
e quindi lentropia del sistema aumenta. La risposta corretta
quindi la b.
13
La risposta corretta la d.
14
La risposta corretta la d.
UNIT 3 PROBLEMI
1
Il lavoro compiuto nella espansione isoterma uguale,
per il primo principio della termodinamica, al calore fornito
Q
2
. Calcolato il rendimento dalla formula = 1 T
1
/T
2
, il
lavoro totale L compiuto nel ciclo si calcola dalla formula
L = Q
2
. Si ottiene L = 1600 J. Il calore Q
1
dato dalla dif-
ferenza Q
2
L. Si ottiene Q
1
= 2400 J.
6
Per il rendimento si applica la relazione:
= =

=
L
Q
2
8000
4 19
0 48
J
4,0 10 J/cal
3
,
,
Dalla relazione:
= 1
1
2
T
T
si pu ora ottenere T
1
= 310 K.
8
Il coefficiente di prestazione CP definito dalla relazione:
CP
T
T T
Q
L
=

=
1
2 1
1
Utilizzando i valori delle temperature, espresse in kelvin, si
ottiene allora:
CP =

=
278
313 278
7 9
K
K K
,
Per raffreddare 1,0 kg di acqua da 30 C a 5,0 C occorre
assorbire unenergia termica Q
1
pari a:
1,0 kg 4,19 J/(kg C) (30 C 5,0 C) = 1,0 10
5
J
e quindi dalla relazione CP = Q
1
/L si ottiene L = 1,3 10
4
J
9
Per determinare il calore che la seconda macchina estrae
in un ciclo dalla sorgente fredda occorre conoscere il lavoro
L impiegato per farla funzionare. Questo lavoro quello
prodotto dalla prima macchina, lavoro che correlato al suo
rendimento e alla quantit di calore Q
2
fornito in un ciclo
dalla relazione:
L = Q
2
Daltra parte:
1
1
2
T
T
=
e quindi, ponendo T
1
= 300 K e T
2
= 600 K, si ottiene:
= 0,50 L = 0,5 500 J = 250 J
Si consideri ora che il coefficiente di prestazione CP della se-
conda macchina pu essere espresso dalle due relazioni se-
guenti:
1
'
CP
Q
L
=
1
'
2
'
1
'
CP
T
T T
=

ove Q
1
il calore sottratto alla sorgente fredda, T
1
' = 260 K,
T
2
' = 310 K. Si ottiene allora:
250 J
260 K
310 K 260 K
1300 J
1
' 1
'
2
'
1
'
Q L
T
T T
=

=
12
Il calcolo del lavoro si esegue valutando larea trapezoi-
dale definita dalle quattro trasformazioni AB, BC, CD, DA. Si
ottiene:
L =
+
=
(AB DC) AD
2
3000 J
Il calore scambiato dato dalla somma algebrica dei calori
ricevuti e ceduti dal sistema nelle diverse trasformazioni. Per
determinare tali valori occorre conoscere le temperature in
corrispondenza degli stati A, B, C, D e quindi applicare:
per le trasformazioni iosobare AB e DC le equazioni:
Q
AB
= C
mP
n (T
B
T
A
)
Q
CD

= C
mP
n (T
D
T
C
)
con C
mP
= (20 + 8,314) J/(mol K) = 28 J/(mol K)
per la trasformazione BC la relazione:
Q
BC
= U
BC
+ L
BC
= C
mV
n (T
C
T
B
) + (4,0 10
5
Pa +
+ 2,0 10
5
Pa) 1,0 10
2
m
3
/2
tenendo conto che C
mV
= 20 J/(mol K)
per la trasformazione DA la relazione:
Q
DA
= U
DA
= C
mV
n (T
A
T
D
)
Si ottiene: T
A
= 240 K, T
B
= 480 K, T
C
= 360 K, T
D
= 120 K,
Q
AB
= 1,3 10
4
J, Q
CD
= 1,3 10
4
J, Q
BC
= 1,8 10
3
J,
Q
DA
= 4,8 10
3
J, Q
tot
= 3,0 10
3
J.
Per il rendimento si calcola il rapporto:
lavoro realizzato nel ciclo
calore fornito Q Q (
AB
+
DDA
J
J J ) , ,
, =
+
=
3000
1 3 10 4 8 10
0 17
4 3
14
La soluzione del problema richiede il calcolo delle tempe-
rature degli stati A, B, C, D.
Per lo stato A, applicando la legge generale dei gas:
5, 00 10 Pa 10, 0 10 m
1, 00 mol 8,314 J/ mol K
601 K
A
A A
5 3 3
T
P V
n R ) (
= =

Per il calcolo di T
B
basta ora considerare che lisobara AB
comporta il raddoppio del volume; consegue che debba rad-
doppiare anche la temperatura e quindi, esprimendo il risul-
tato con tre cifre significative, si ha T
B
= 1200 K.
Per il calcolo di T
C
si deve applicare la legge delladiabatica
nella forma T V

1
= costante. Si ha allora:
T
B
V
b
1
= T
C
V
c
1
dalla quale:
C A
B
C
1
T T
V
V
=


Poich il gas biatomico:
5/2
5/2
1, 40
mP
mV
C
C
R R
R
)
)
(
(
= =
+
=
e quindi T
C
= 727 K.
Per il calcolo di T
D
non possibile operare come per la trasfor-
mazione BC in quanto non noto il valore di V
D
. Conviene
quindi calcolare P
C
, considerare che P
D
= P
C
, applicare la rela-
169-226_Sc_Risposte_Test+Problemi.indd 197 19/03/12 15:18
198
FISICA
zione P
A
V
A

= P
D
V
d

per determinare V
D
e quindi calcolare T
D

con la legge generale dei gas. Si ottiene:
P
D
= P
C
= 8,63 10
4
Pa; V
D
= 3,51 10
-2
m
3
; T
D
= 364 K
In definitiva: T
min
= 364 K; T
max
= 1200 K
Per il calcolo del rendimento si consideri che
2
L
Q
=
ove Q
2
indica il calore fornito al sistema.
Nel caso in esame, Q
2
il calore fornito nellisobara AB e
quindi:
Q
2
= C
mP
n (T
B
T
A
)
Essendo: C
mP
= (5/2) R + R = 29,1 J/(mol K), si ottiene:
Q
2
= 29,1 J/(mol K) 1,00 mol (1200 K 601 K) = 1,74 10
4
J
Per il lavoro nelle quattro trasformazioni si ha:
L
AB
= P
A
(V
B
V
A
) = 5,00 10
5
Pa (20,0 10
-3
m
3
10,0 10
-3
m
3
) =
= 5,00 10
3
J
L
BC
= U
BC
= C
mV
n (T
C
T
B
) = (5/2) R n (T
C
T
B
) =
= (5/2) 8,314 J/(mol K) 1,00 mol (727 K 1200 K) =
= 9,83 10
3
J
L
CD
= P
C
(V
D
V
C
) = 8,63 10
4
Pa (3,51 10
-2
m
3
7,00 10
-2
m
3
) =
= 3,01 10
3
J
L
DA
= U
DA
= C
mV
n (T
A
T
D
) = (5/2) R n (T
A
T
D
) =
= (5/2) 8,314 J/(mol K) 1,00 mol (601 K 364 K) =
= 4,93 10
3
J
Il lavoro totale L vale quindi 6,89 10
3
J e perci:
6, 89 10 J
1,74 10 J
0,396
2
3
4
L
Q
= =

=
Nel caso di due sole sorgenti di temperatura T
max
e T
min
si ha
invece:
1 1
364 K
1200 K
0,697
min
max
T
T
= = =
18
Supponendo che il fenomeno avvenga a temperatura
costante si pu ammettere che la variazione di entropia del
sistema di cubetti sia data dal rapporto:


S
E
T
=
ove E indica la variazione di energia del sistema, pari alla
diminuzione della sua energia potenziale gravitazionale.
Assumendo come livello di riferimento per questa forma di
energia il piano orizzontale passante per il baricentro del
primo cubetto si pu scrivere:
E = m g (0 + 0,050 m + 0,10 m + 0,15 m + 0,20 m + 0,25 m +
+ 0,30 m + 0,35 m + 0,40 m + 0,45 m) = m g 2,25 m =
50,0 10
3
kg 9,81 m/s
2
2,25 m = 1,10 J
e quindi:


S
E
T
= = =

1 10
3 67 10
3
,
,
J
300K
J/K
20
La diminuzione dellenergia cinetica del sistema E
c
che
si prodotta nellurto data da:
E
c
= (1/2) m
1
v
1
2
+ (1/2) m
2
v
2
2
(1/2) (m
1
+ m
2
) v

2
[a]
essendo:
m
1
v
1
m
2
v
2
= (m
1
+ m
2
) v [b]
Dalla [b] si ottiene v (in modulo) = 2,50 m/s e quindi, dalla
[a] si ottiene E = 37,5 J
Ponendo U = E si pu ora calcolare la variazione di tem-
peratura del sistema con la relazione:
U = 0,700 cal/(g C) 4,19 J/cal 4,00 10
3
g T
Si ottiene T = 3,20 10
3
K
Per il calcolo dellentropia si applica la relazione:


S
U
T
=
dalla quale si ottiene S = 0,125 J/K
UNIT 3 Test e quesiti delle Olimpiadi della sica
1
Dalla relazione:
= 1 T
1
/T
2
essendo T
1
= (273 + 100) K e T
2
= (273 + 200) K si ottiene
= 0,21. La risposta corretta la c.
2
Il rendimento di un ciclo di Carnot pu essere espresso
nei due modi seguenti:
1
1
2
Q
Q
=

1
1
2
T
T
=
Da queste si ottiene:
1
1
2
2
Q
T
Q
T
=
La a. quindi corretta.
Il serbatoio caldo cede calore al sistema e quindi Q < 0. La
variazione di entropia del serbatoio durante lisoterma KL
risulta allora pari a Q/T
2
< 0. La b. corretta.
Tenendo presente che il sistema torna ciclicamente nello
stesso stato termodinamico e che lentropia una funzione di
stato, si pu stabilire che la c. errata.
Sono invece corrette la d. e la e.. Infatti, in un ciclo di Carnot:
L = Q
2
Q
1
e nellespressione del rendimento del ciclo non presente
alcun parametro che si riferisca alla sostanza che esegue il
ciclo.
3
Lenergia meccanica fornita coincide con il lavoro L
compiuto nel ciclo e quindi, considerando che T
1
> T
2
, si deve
porre:
E = Q
1
Q
2
con Q
1
= 8 kJ
Perci: Q
2
= Q
1
/4 = 2 kJ e quindi E = 8 kJ 2 kJ = 6 kJ
La risposta corretta la d.
4
Durante la fase a) il volume del sistema (acqua in pres-
sione che viene riscaldata) rimane pressoch invariato (se
si trascura la piccolissima dilatazione dellacqua stessa). La
trasformazione a) quindi unisocora ed descritta da un
segmento perpendicolare allasse dei volumi. Questo porta ad
escludere la validit dei grafici a. b. c.
Si consideri poi che, in questa isocora, il sistema evolve da
bassa temperatura (e pressione) ad alta temperatura (e pres-
sione). Ci porta ad escludere il grafico e. Il grafico corretto
non pu che essere il d., come confermato dalla forma delle
altre tre trasformazioni.
169-226_Sc_Risposte_Test+Problemi.indd 198 19/03/12 15:18
199
Test e Problemi di ne Unit: risposte commentate
5
Si consideri la relazione:
2 1
2
Q Q
Q
=

essendo Q
2
il calore ceduto al sistema e Q
1
il calore che il siste-
ma cede alla sorgente a temperatura inferiore.
Poich valgono le relazioni:
L = Q
2
Q
1
e Q
1
= 3 L
si ottiene:
Q
2
= L + Q
1
= 4 L
e quindi:
4 3
4
0, 25
L L
L
=

=
La risposta corretta la a.
6
Posto nella relazione del rendimento:
= 1
T
T
f
c
T
f
= costante e sostituito T
c
con T
c
+ T si ottiene:

Tf
f
c
f
c
f
c
f
c
f
=
+

=
+
= 1 1
T
T T
T
T
T
T
T
T T
T

T
T T T
c c
( ) +
Posto ora T
c
= costante e sostituito T
f
con T
f
T si ottiene:

Tc
f
c
f
c
f
c
f
c
=

=

= 1 1
T T
T
T
T
T
T
T T
T
T
TT
c
Da queste si ottiene:

Tf
Tc
f
c
<1 =
+
T
T T
In denitiva, a parit di variazione della temperatura, la
variazione del rendimento quando si tiene costante T
f

minore della variazione del rendimento che si ottiene quando
si tiene costante T
c
.
TEMA 8
UNIT 1 TEST
1
Sostituendo nella relazione y = A sin ( t) lespressione di
t ricavata dalle relazione x = v t si ottiene:
y A
x
v
=

sin

Questa rappresenta una dipendenza funzionale (y, x), di tipo
sinusoidale con y = 0 per x = 0 e che, per i primi valori di x
positivi implica y positivo. La risposta corretta quindi la c.
2
La risposta corretta la a.
3
Lo spostamento di P rispetto a O, valutato lungo il diame-
tro verticale, assume il valore di 0,50 m quando il raggio OM
forma con lasse orizzontale o un angolo
1
= 30 + n 2 =
= /6 + n 2 o un angolo
2
= 150 + n 2 = (5/6) + n 2 ,
con n = 0, 1, 2, ecc.
Poich la velocit angolare di M vale = 2 /T, il raggio
OM forma con lasse orizzontale gli angoli sopra indicati negli
istanti:
/6 2
2 /
/12 0,50 s
1
t
n
T
T n T n T =

=
+

= + = +
5/6 2
2 /
5/12 2,5 s
2
t
n
T
T n T n T
)
)
(
( =

=
+

= + = +
La risposta corretta quindi la c.
4
Si tenga presente che v
0
= s
0
. Si ottiene perci:
= 4 [rad]/s. La risposta corretta la a.
5
La risposta corretta la b.
6
Eseguendo la medesima traiettoria, i due moti armonici
hanno identica ampiezza e quindi s
1
= s
2
.
Dalle relazioni a
1
=
1
2
s
1
; a
2
=
2
2
s
2
si deduce:
1
/
2
= 2.
Daltra parte, dalle relazioni v
1
=
1
s
1
; v
2
=
2
s
2
con s
1
= s
2

si ottiene:
v
v
1
2
1
2
2 = =

La risposta corretta la d.
7
La risposta corretta la d.
8
La risposta corretta la c.
9
Lo sfasamento angolare nel caso in esame espresso dal
prodotto t' = (2 /T) t'
Ponendo perci:
(2 /T) t' = /4
si ottiene t' = T/8
La risposta corretta la b.
10
La risposta corretta la a.
11
In base alla relazione:
v s
k
m
s
1 1 1
1
1
1
= =
v s
k
m
s
2 2 2
2
2
2
= =
169-226_Sc_Risposte_Test+Problemi.indd 199 19/03/12 15:18
200
FISICA
con m
1
= m
2
e v
1
= v
2
si ottiene:
s
s
k
k
1
2
2
1
=
Essendo perci k
2
> k
1
ne consegue s
1
> s
2
. La risposta cor-
retta la b.
12
La risposta corretta la a.
13
Il periodo T di oscillazione di un pendolo di lunghezza l
situato sulla superficie terrestre espresso dalla relazione:
2 T
l
g
=
con g che indica laccelerazione di gravit.
Indicati con M e R la massa e il raggio della Terra, questa
grandezza espressa dalla relazione:
2
g G
M
R
=
Si consideri ora che la massa M' di un pianeta di raggio
R' = 2 R e densit assoluta identica a quella della Terra
data da:
'
4
3
8
' 3
M R M = =
e quindi laccelerazione di gravit g' sulla superficie del pia-
neta P risulta:
'
'
2
' 2
g G
M
R
g = =
Il periodo T' del pendolo sulla superficie di P vale quindi:
' 2
' 2
T
l
g
T
= =
La risposta corretta quindi la d.
14
La risposta corretta la c.
15
La forza agente sul corpo direttamente proporzionale
allallungamento della molla ed ha verso opposto a quello
dellasse di riferimento. Essa quindi espressa dalla relazione
F = k l. Le risposte a. e b. sono quindi errate.
Lenergia potenziale del sistema positiva e vale (1 /2) k l
2
;
conseguentemente, c. errata e d. corretta.
16
La risposta corretta la c.
17
Le espressioni dellenergia elastica delle due molle sono:
E
eA
= (1/2) k
A
x
A
2
, E
eB
= (1/2) k
B
x
B
2
Ponendo E
eA
= E
eB
si ottiene k
A
x
A
2
= k
B
x
B
2
; e tenendo conto
che k
B
= 2 k
A
,si pu stabilire che x
B
/x
A
= 1 2 / . La risposta
corretta quindi la b.
18
La risposta corretta la d.
19
Per il principio di conservazione dellenergia, indicata
con h la quota raggiunta dal corpo sul piano inclinato, valu-
tata rispetto al piano orizzontale dal quale partito, si pu
porre:
(1/2) k s
2
= m g h
Dal momento che il piano inclinato di 30, si ha L = 2 h e
quindi la precedente relazione diviene:
(1/2) k s
2
= (1/2) m g L
dalla quale:
2
L
k s
m g
=
La risposta corretta la b.
20
La risposta corretta la a.
21
Lenergia totale dipende solo da k e da A, per cui rimane
invariata.
Dalle formule del moto armonico si ricava che il periodo T
direttamente proporzionale alla radice quadrata della massa,
per cui T diminuisce.
Da ci si deduce che la risposta corretta la c.
22
Nelle condizioni di figura B la molla di sinistra risulta
allungata di un tratto x e possiede unenergia potenziale
elastica pari a (1/2) k x
2
. La molla di destra risulta invece
compressa di un identico tratto x e quindi anchessa possiede
unenergia potenziale elastica pari a (1/2) k x
2
. Lenergia
potenziale elastica del sistema vale quindi k x
2
e la risposta
corretta la d.
UNIT 1 PROBLEMI
2
In base alla legge oraria del moto armonico scritta nel
caso in cui per t = 0 si ha s = 0:
s = s
0
sin ( t)
si ottiene:
s
s
t
0
10
4 0 0 50
= =

=
sin ( ) sin( , [ ] ,
cm
rad /s s)
111 cm
6
Lo spostamento massimo del corpo dalla posizione di
equilibrio s
0
= 1,00 m.
In corrispondenza di tale spostamento laccelera-
zione data da a
0
=
2
s
0
, da cui si ricava (si ottie-
ne = 3,00 [rad]/s) e quindi, dalla formula v
0
= s
0

si ricava la velocit massima, che risulta
v
0
= 3,00 [rad]/s 1,00 m = 3,00 m/s.
Il periodo T si ottiene dalla formula T = 2 / = 2,09 s.
10
Le leggi orarie dei due moti armonici sono:
s
1
= s
0
sin ( t + /6)
s
2
= s
0
sin ( t + /3)
Si ha quindi:
per t = (1/4) T

s s
T
T
s
1 0 0
2
4 6
2 = +

= sin ( / )

3

s s
T
T
s
2 0 0
2
4 3
= +

= sin ( )

1/2

s s
1 2
3 1 73 / = = ,
per t = (1/2) T

s s
T
T
s
1 0 0
2
2 6
= +

= sin ( )

1/2

s s
T
T
s
2 0 0
2
2 3
2 = +

= sin ( / )

3

s s
1 2
1 3 0 577 / / = = ,
169-226_Sc_Risposte_Test+Problemi.indd 200 19/03/12 15:18
201
Test e Problemi di ne Unit: risposte commentate
12
La relazione che esprime il periodo del moto oscillatorio
quando la molla ha una massa M di valore non trascura-
bile rispetto a quello della massa m del corpo oscillante la
seguente:
T
m M
k
=
+
2
(1/3)
Tenendo conto dei valori numerici riportati nel Problema 11
si ha perci:
T =
+
= 2
0 400 1 3 0 120
40 0
0 659
, ( ) ( , )
,
,
kg / kg
N/m
s
La velocit massima del corpo oscillante vale perci:
v
0
= s
0
= (2 /T ) s
0
= 1,91 m/s
15
Per determinare il periodo di oscillazione della molla con
la massa di 2,00 kg, si applica la relazione:
T
m
k
= = 2 0 513 , s
Quando la massa si trova a 15,0 cm dalla sua posizione ini-
ziale, lallungamento della molla rispetto alla sua lunghezza
propria (molla scarica) dato dallallungamento di 0,150 m
pi lallungamento prodotto dalla massa di 2,00 kg. Questo
secondo allungamento dato da 19,6 N/(300 N/m) =
= 0,0653 m; dunque lallungamento totale
0,150 m + + 0,0653 m = 0,215 m.
La forza di richiamo della molla (verso lalto) vale perci:
300 N/m 0,215 m = 64,5 N.
Questa forza contrastata dalla forza peso del corpo (= 19,6 N)
e perci:
a = =
( , , )
,
,
64 5 19 6
2 00
22 5
2
N N
kg
m/s
Si tenga presente che si pu considerare come posizione ini-
ziale quella di equilibrio (molla + peso); allora lo spostamento
massimo s
0
15,0 cm e quindi:
a s
T
s = =

=
2
0
2
0
2
22 5

,
m
s
2
Per il calcolo della velocit si tenga presente che:
v
0
= s
0
= 2/T s
0
= 1,84 m/s
16
Dai dati iniziali, lallungamento x = 5,00 cm e il peso m g
fissato allestremo della molla, si ricava la costante elastica di
questa: k = m g/x (si ottiene k = 29,4 N/m). Conoscendo ora k
e la massa residua appesa alla molla (m = 50 g) si determina
la frequenza di oscillazione:
f
k
m
= = =
1
2
1
2
29,4N/m
0,0500kg
3,86Hz
La velocit massima pu essere calcolata con la formula
v
0
= 2 f s
0
dove s
0
lampiezza massima di oscillazione.
s
0
, per, non nota: per determinarla va calcolata la posizione
di equilibrio della molla quando a essa ssato solo il peso di
50 grammi. Ci si ottiene applicando la formula x = m g/k; si
ottiene x = 1,67 cm, per cui s
0
= 5,00 cm 1,67 cm = 3,33 cm;
si ottiene inne v
0
= 0,807 m/s.
19
Il periodo di oscillazione del pendolo dato da:
T l g = 2 /
Il periodo di oscillazione della molla dato da:
T m k = 2 /
Perci, eguagliando le due espressioni di T, si ottiene:
k
m g
l
= = 4 9 , N/m
Sulla Luna il periodo della molla non cambia, mentre cambia
quello del pendolo a causa della variazione di g.
21
Dalla relazione
1
2
f
k
m
=

si ottiene:
k = m 4
2
f
2
= 4,00 kg 4
2
(2,00 Hz)
2
= 632 N/m
Per lenergia del sistema si ha allora:
E
tot
= (1/2) k s
0
2
= (1/2) 632 N/m (0,300 m)
2
= 28,4 J
per il calcolo della velocit massima si pu utilizzare la rela-
zione:
v
0
= s
0
= 2 f s
0
= 2 2,00 Hz 0,300 m = 3,77 m/s
oppure, essendo noto E
tot
, applicare la relazione:
E
tot
= (1/2) m v
0
2
dalla quale
2
3,77 m/s
0
tot
v
E
m
= =
23
Lenergia cinetica massima del sistema oscillante
espressa dalla relazione:
E
c max
= (1/2) (m + (1/3) M) v
0
2
Questa deve essere uguale allenergia elastica massima del
sistema, espressa dalla relazione:
E
e max
= (1/2) k s
0
2
Si ottiene perci:
E
c max
= (1/2) (2,00 kg + (1/3) 0,300 kg) (0,700 m/s)
2
=
= 0,515 J
s
E
k
0
2
2
4 54 10 = =

m
c max
,
25
Tenendo presente che lenergia totale E
t
data da (1/2) k s
0
2
,
si ricava k ottenendo:
k=

=
2 4,00 J
(0,200 m)
200 N/m
2
Dalla relazione che collega la frequenza f a k e alla massa m:
f
k
m
=
1
2
si calcola la massa m ottenendo m = 1,27 kg.
Conoscendo lenergia totale, la velocit massima v
0
si ricava
applicando il principio di conservazione dellenergia:
(1/2) mv
0
2
= E
t

Si ottiene v
0
= 2,51 m/s
27
Tenendo presente la relazione:
a =
2
x = 4
2
x/T
2
si ottiene, ignorando il segno meno:
T x a = 2 /

[a]
169-226_Sc_Risposte_Test+Problemi.indd 201 19/03/12 15:18
202
FISICA
Ponendo in questa: x = 0,0050 m e a = 50 m/s
2
, si ottiene:
T = 6,3 10
2
s
Per il calcolo della costante elastica si deve ora utilizzare la
relazione
T m k = 2 /

dalla quale k = 4
2
m/T
2
.
Tenendo ora conto della relazione [a] si ottiene:
k = m a/x = 1,2 10
5
N/m
Per il calcolo dellenergia massima E del sistema si ha poi:
E = (1/2) k x
2
max
= 6,0 J
30
In base alla relazione F = k x si pu scrivere:
F = k
1
x
1
F = k
2
x
2

dalle quali
R
x
x
k
k
1
1
2
2
1
2 = = =
Per lenergia potenziale elastica si ha
E
e1
= (1/2) k
1
x
1
2
E
e2
= (1/2) k
2
x
2
2

e da queste
R
E
E
k x
k x
2
1
2
1 1
2
2 2
2
2 = = =
e
e
33
Considerando che le tre molle sono identiche, come pure
la tensione delle tre funi, queste definiscono un triangolo
equilatero. Poich ciascuna forza F

viene equilibrata dai


componenti F

MP
delle due forze F

M
sviluppate dalle molle
paralleli alla direzione di F

si avr:
F
MP
= F/2
F
F F
M
MP
3
= =
/ 2 3
Lallungamento di ciascuna molla allora dato da
x
F
k
=
/ 3
e lenergia potenziale elastica totale data da
E
e
= 3 (1/2) k x
2
= F
2
/(2 k) = 12,5 J
UNIT 1 Test e quesiti delle Olimpiadi della sica
1
Gli allungamenti L e L della molla sulla Terra e sulla
Luna sono determinabili con le relazioni:
m g
T
= k L
m g
L
= k L
Da queste deriva:

= =
L
L
g
g n
L
T
1
La frequenza di oscillazione della molla per espressa dalla
relazione:
f
k
m
=
1
2
che non dipende dallaccelerazione di gravit; quindi la risposta
corretta la c.
2
Per un moto armonico semplice di pulsazione , ampiez-
za massima s
0
e legge oraria s = s
0
sin ( t) valgono le rela-
zioni:
v = s
0
cos ( t)
a =
2
s
0
sin ( t)
Dunque le affermazioni 1 e 2 sono errate. Il moto armonico
per prodotto da una forza del tipo F = k s e quindi laffer-
mazione 3 corretta. La risposta corretta quindi la e.
3
la variazione dellenergia potenziale gravitazionale del
pendolo uguale a m g h con h = 0,80 m. Per il principio
di conservazione dellenergia si ha:
(1/2) m v
2
= m g h
da cui:
v g h = = 2 4 m/s
La risposta corretta la a.
4
Nel punto pi basso la molla allungata di 2a rispetto
alla sua posizione di equilibrio, e perci la sua energia poten-
ziale elastica vale:
E
e
= (1/2) k (2a)
2
= 2 k a
2
Daltra parte, nella condizione di equilibrio, tra forza elastica
e forza di gravit si ha m g = k a, da cui k = m g/a.
Sostituendo questo valore nellespressione di E
e
si ottiene
E
e
= 2 m g a. La risposta corretta la d.
5
Lenergia di una particella di massa m che si muove con
pulsazione su una traiettoria di ampiezza massima s
0
pu
essere espressa con le relazioni seguenti:
E
e
= (1/2) k s
0
2
= (1/2) m
2
s
0
= (1/2) m (2 /T)
2
s
0
Lenergia dipende quindi da s
0
, da m e da T e quindi la risposta
corretta la a.
6
Il corpo oscilla fra due punti che distano rispettivamente
100 cm e 30 cm dal soffitto. Lampiezza del suo moto oscil-
latorio quindi data da 70 cm/2 = 35 cm. Laffermazione a.
quindi errata.
Lenergia cinetica del corpo massima quando massima la
sua velocit e ci accade quando esso passa per la sua posi-
zione di equilibrio. Nel caso in esame questo accade dopo un
tempo pari a T/4; quindi laffermazione b. errata, mentre
corretta la d.
Nellintervallo di tempo t = 0 e t = T/4 il corpo si avvicina alla
sua posizione di equilibrio e pertanto, in base alla relazione
F = k x, la forza F va diminuendo; laffermazione c. quindi
errata.
In base al grafico si pu stabilire che le oscillazioni del corpo
hanno come centro un punto distante 65 cm dal soffitto.
Questo punto rappresenta la posizione di equilibrio del corpo
quando appeso alla molla. Dal momento che in questa
condizione la molla allungata dal peso del corpo fissato alla
sua estremit, la lunghezza di 65 cm non pu rappresentare
la lunghezza propria della molla. Anche laffermazione e.
quindi errata.
7
Per il principio di conservazione dellenergia, in assenza
di qualunque tipo di attrito, lenergia totale deve rimanere
invariata nel tempo e questo esclude i grafici A, B, C, E. Il gra-
fico D invece corretto in quanto tiene conto della riduzione
dellampiezza delle oscillazioni prodotta dagli effetti di attrito.
8
Assunto come livello di riferimento per lenergia poten-
ziale gravitazionale la base del piano, ove si suppone situato
169-226_Sc_Risposte_Test+Problemi.indd 202 19/03/12 15:18
203
Test e Problemi di ne Unit: risposte commentate
inizialmente loggetto di massa m, per il principio di conser-
vazione dellenergia applicato alle posizioni iniziale e finale
delloggetto si pu scrivere la relazione seguente:
(1/2) m v
0
2
= m g h + (1/2) k x
2
essendo k lallungamento della molla.
In base ai dati forniti dalla figura:
x = a b
e quindi la precedente relazione diviene:
(1/2) m v
0
2
= m g a + (1/2) k (b a)
2
Da questa si ottiene allora:
2
0
2
2
k
m v m g a
b a) (
=

9
Il problema si risolve considerando che, per oscillazioni
di piccola ampiezza, il periodo di oscillazione T di un pendolo
espresso da:
2 T
l
g
=
Si consideri ora che il moto della massa M pu essere immagi-
nato come composto delle quattro fasi seguenti:
1) Passaggio dalla posizione iniziale alla posizione in cui il
filo verticale; in questa fase la lunghezza del pendolo l.
2) Passaggio dalla posizione in cui il filo verticale alla posi-
zione in cui la massa M raggiunge la sua quota massima;
in questa fase M si deve considerare fissata allestremit
di un pendolo di lunghezza (1/3) l.
3) Passaggio inverso a quello descritto in 2).
4) Passaggio inverso a quello descritto in 1).
In conclusione, il tempo t impiegato dal pendolo per compiere
le quattro fasi e tornare nella sua posizione iniziale dato da:
1
2
2
1
2
2
1/3 l
g
l
g
) (
+
Sostituendo i valori numerici ed esprimendo il risultato con
due cifre significative si ottiene
t = 1,4 s.
UNIT 2 TEST
1
La risposta corretta la a.
2
La risposta corretta la c.
3
Nella figura seguente, la linea tratteggiata indica il pro-
filo dellonda in un istante successivo a quello al quale corri-
sponde la figura del testo del quesito. Si deduce perci che la
risposta corretta la d.
O P
Q
R
4
La risposta corretta la b.
5
La lunghezza donda proporzionale alla velocit di
propagazione nel mezzo considerato, per cui si avr
1
/
2
=
= v
1
/v
2
; da questa v
2
= 2 v
1
.
Dalla formula della velocit su una corda, si ricava che la
densit lineare inversamente proporzionale al quadrato
della velocit, per cui si avr
1
/
2
= (v
2
/v
1
)
2
; da ci segue

1
= 2
2
. La risposta corretta la c.
6
La risposta corretta la d.
7
La risposta corretta la d.
8
La risposta corretta la d, in quanto non viene fornita
alcuna indicazione sullo sfasamento delle due onde nel punto
in cui interferiscono.
9
La risposta corretta la c.
10
Le frequenze delle onde sonore A e B valgono rispettiva-
mente:
500 Hz 1,004 = 502 Hz
500 Hz 0,996 = 498 Hz
La frequenza del battimento vale quindi 502 Hz 498 Hz =
= 4 Hz. La risposta corretta la c.
11
La risposta corretta la b.
12
Avendo uguale frequenza, la lunghezza donda delle
onde stazionarie generate su una corda di lunghezza l e
densit lineare determinata dalla diversa velocit di pro-
pagazione delle onde sulla corda. Infatti:

1
= v
1
/f
2
= v
2
/f
Daltra parte:
v
F
1
1
=

v
F
2
2
=

In definitiva:
F
F
v
v
f
f
l
l
1
2
1
2
2
2
1
2 2
2
2 2
2
2
2 3
9 4 = = = =

/
/
( )
La risposta corretta quindi la b.
13
Le condizioni poste dal Test si traducono nelle relazioni

=

S
1
P

= 2

S
2
P

Da questa si ottiene

S
2
P

S
1
P

= 2
Segue da ci che

S
2
P'

= 2
Daltra parte:
2 ( 1/2 ) 2 4 /4 15
1 1
2
2
2 2 2
S P S P S P ( ) = = =
Si ha perci:

S
1
P'

S
2
P'

= 1,87
La risposta corretta la c.
14
La risposta corretta la d.
15
La risposta corretta la d.
16
La risposta corretta la b.
17
Per la corda di violino:
f
V
= v
V
/(2 l)
Per il tubo sonoro:
f
T
= v
T
/(4 l)
Perci: f
V
/f
T
= 2 v
V
/v
T
Dal momento che il Test non fornisce il valore delle velocit
dellonda nella corda e nel tubo non possibile determinare
il valore del rapporto f
V
/f
T
. La risposta corretta quindi la d.
18
La risposta corretta la a.
169-226_Sc_Risposte_Test+Problemi.indd 203 19/03/12 15:18
204
FISICA
UNIT 2 PROBLEMI
2
Un punto della corda, quando questa nella posizione
orizzontale, raggiunge la sua massima elongazione (sposta-
mento massimo) in 1/4 di periodo; quindi:
T = 4 0,20 s = 0,80 s
f = (1/T) = 1,3 Hz
Nellintervallo di tempo di 0,20 s il fronte si sposta in misura
pari a (1/4) e quindi:
= 4 0,20 m = 0,80 m
6
La velocit delle onde in una corda data dalla rela-
zione v T = / dove indica la densit lineare della corda
ovvero il rapporto tra la sua massa e la sua lunghezza. Un
diametro doppio comporta una sezione quadrupla e quindi, a
parit di lunghezza, una massa quadrupla. La prima corda
ha quindi una densit Iineare quadrupla rispetto alla secon-
da. Perci: v
1
/v
2
=
2 1
/ = 0,5
20
Lespressione generale dellonda scritta in funzione di t e
di x la seguente:
s t s
t
T
x
P P
( ) sin
max

j
(
,
\
,
(
,

,
]
]
]
2

ovvero:
s t s
T
t x
P P
( ) sin
max
=

2 2

Confrontando con quanto riportato nel testo del Problema


si ha:
s
Pmax
= 10,0 cm
5 00 2 ,
s

=
T
dalla quale T = 0,400 s
0 0300 2 ,
cm

= dalla quale = 66,7 cm


Per la velocit si ha poi: v = /T = 167 cm/s.
11
Le relazioni che esprimono lampiezza dei due suoni sono:
sin 2
1 max
2 1
s A
t
T
x

j
(
,
\
,
(
,

,
]
]
]
sin 2
2 max
2 2
s A
t
T
x

j
(
,
\
,
(
,

,
]
]
]
Assegnando per comodit allascissa x del punto in cui i
suoni si sovrappongono il valore 0, le due relazioni prece-
denti divengono:
sin 2 sin(2 )
1 max
1
max 1
s A
t
T
A f t =

=
sin 2 sin(2 )
2 max
2
max 2
s A
t
T
A f t =

=
Si ha perci:
s = s
1
+ s
2
= A
max
[sin (2 f
1
t) + sin (2 f
2
t)] =
= 2 A
max
sin [ (f
1
+ f
2
) t] cos [ (f
1
f
2
) t)]
Il suono di frequenza f
2
= 800 Hz raggiunge il suo primo
massimo positivo nellistante t = (1/4) T
2
= 1/(4 f
2
) (si con-
fronti anche la figura seguente) e quindi, sostituendo nella
relazione precedente, si ha:
s A A = =


1
2
1200
3200
Hz
Hz
max
sin cos
( 4400
1 71
Hz
3200Hz
)
,
max

= A
Il secondo massimo positivo del suono, la cui frequenza
f
2
= 800 Hz, viene raggiunto nellistante t = (5/4) T
2
= 5/(4 f
2
)
e quindi si ha:
s A A = =

2
2
1200
3200
Hz 5
Hz
max
sin cos
(

=
Hz
3200Hz
400 5
0 293
)
,
max
A
s
t
f
1
f
2
10
Londa stazionaria corrisponde a un valore n = 5. Ci
consente di determinare la lunghezza donda = 2l/n =
0,40 m, e la velocit di propagazione v = f = 20 m/s. Nota
la velocit v e la densit lineare della corda , il peso P, che
coincide con la tensione F operante sulla corda, si pu rica-
vare dalla formula che fornisce la velocit su una corda tesa:
v F = /
Si ottiene: P = 12 N.
13
Frequenza e lunghezza donda di unonda sono correlate
dallespressione f = v. Nel caso in esame:
v
F
=

ove F indica la tensione della corda.


Si ottiene perci:

f
F
=
dalla quale:

=
F
f
2 2
Nei tre casi la lunghezza donda vale sempre 10 m e quindi,
sostituendo i valori numerici, si ottiene:

1
2
100
10 3 0
0 11 =

=
N
m Hz
kg/m
( , )
,

2
= 0,099 kg/m;
3
= 0,099 kg/m
La media dei tre valori 0,10 kg/m.
16
Poich lo sfasamento delle due sorgenti uguale a un
semiperiodo, le usuali condizioni di interferenza costruttiva e
distruttiva dovranno essere invertite. Si ha perci:
169-226_Sc_Risposte_Test+Problemi.indd 204 19/03/12 15:18
205
Test e Problemi di ne Unit: risposte commentate
x
2
x
1
= k con k = 0, 1, 2, ecc. (interferenza distruttiva)
x
2
x
1
= (2 k + 1) /2 con k = 0, 1, 2, ecc. (interferenza
costruttiva)
Il punto A verica la prima condizione per k = 0, in quanto
x
2
x
1
= 0 e quindi in esso si ha interferenza distruttiva. Per
valutare il tipo di interferenza che si produce nel punto B occor-
re anzitutto valutare la lunghezza donda delle onde emesse da
S
1
e S
2
. Dalla relazione = v/f si ot tie ne = 2 10
2
m.
Si osservi ora che

B, cio x
1
x
2
, uguale a 1 cm
e quindi in B viene soddisfatta la condizione di interferenza
costruttiva per k = 0.
23
Il valore massimo P
0
della pressione rappresentato dal
termine anteposto alla funzione sin e quindi vale 10 Pa. Per
valutare la lunghezza donda individuiamo, nel generico
istante t che, per comodit, porremo uguale a zero, due valori
consecutivi di x nei quali lampiezza P si annulla.
Per t = 0 lequazione diviene:
P
x
=

10 Pa
m
sin

Il valore di P 0 quando:

x
k
m
=

con k = 0, 1, 2, ...
e quindi per x = k m (cio per x
1
= 0, x
2
= 1 m, x
3
= 2 m,
x
4
= 3 m, eccetera).
La differenza fra due qualunque dei valori qui deniti rappre-
senta mezza lunghezza donda dellonda e quindi = 2 m.
Possiamo ora determinare il periodo dellonda valutando
lintervallo di tempo denito da due istanti consecutivi nei
quali, in un certo punto al quale, per comodit, assegneremo
lascissa x = 0, si annulla lampiezza dellonda. Per x = 0
lequazione diviene:
P
t
=

10 340 Pa
s
sin

e quindi P si annulla quando:
340

t
k
s
= con k = 0, 1, 2, ...
ovvero per t = k s/340 (cio per t
1
= 0, t
2
= 1 s/340,
t
3
= 2 s/340, ecc.).
Un intervallo come t
2
t
1
o t
3
t
2
corrisponde a un semipe-
riodo e quindi:
periodo = 2 s/340
Da questa si ottiene: f = 170/s = 170 Hz.
Per valutare la velocit basta ora applicare la relazione:
v = f = 340 m/s.
Per rispondere allultima domanda si sostituiscano nellequa-
zione i valori indicati nel testo del Problema. Si ottiene:
P
j
(
,
\
,
(
,

,
]
]
]
10 5 340 3 0 Pa
m
m
m
s
s sin

25
Se la differenza della frequenza dei due suoni vale 4,00 Hz,
significa che la frequenza apparente con la quale viene per-
cepito il suono emesso dalla sorgente situata sul vagone vale
504 Hz. Applicando perci la relazione:
=

f
v
v v
f
S
0
con v = 335 m/s si ottiene: v
S
= 2,66 m/s.
26
Nel caso prospettato dal problema una sorgente si allon-
tana dalluditore e una sorgente si avvicina. Le loro frequen-
ze f e f sono date quindi dalle relazioni seguenti:
=
+
f
v
v v
f
S
0

=

f
v
v v
f
S
0
Poich f f = 3 Hz, eseguendo i calcoli si ottiene:
v
S
= 1,0 m/s
La frequenza di rotazione f della ruota si calcola ora con la
relazione: v
S
= 2 f R, dalla quale: f = 0,54 Hz.
27
Il battimento associato al fatto che, a causa delleffetto
Doppler, la sorgente che, a un certo istante, a causa della
rotazione della piattaforma si avvicina (si allontana) allin-
dividuo, produce un suono di frequenza apparente maggiore
(minore) di quella del suono prodotto dalla sorgente ferma.
Tenendo presente che, per una sorgente in moto e un uditore
fermo, le frequenze apparenti sono date da:
=

f f
v
v v
0
S

(sorgente in avvicinamento)
=
+
f f
v
v v
0
S

(sorgente in allontanamento)
si pu porre:
f
v
v v
f
v
v v
0 0
4


+
=
S S
Hz
Sostituendo in f
0
e v i valori del testo del Problema, si pu
ricavare v
S
, che risulta pari a 2,27 m/s.
La velocit angolare della piattaforma vale quindi:
= v
S
/R = 4,54 [rad]/s
28
Ricordando che il fronte donda tangente alle onde
elementari prodotte dalla punta dellaereo, si osserva che
il tratto percorso dallaereo dopo un tempo t dallemissione
dellonda e il tratto percorso dallonda stessa sono diretta-
mente proporzionali alle rispettive velocit v
a
e v
s
. Con riferi-
mento alla fi gura, da sin = v
s
/v
a
, si ot tiene = 58,2.

v
S
v
a
UNIT 2 Test e quesiti delle Olimpiadi della sica
1
Gli impulsi che si sovrappongono devono fornire, in
un certo istante, un impulso la cui ampiezza uguale alla
somma delle loro ampiezze. Vengono cos esclusi i casi b. e
169-226_Sc_Risposte_Test+Problemi.indd 205 19/03/12 15:18
206
FISICA
d. che non danno luogo ad alcuna sovrapposizione. Anche i
casi a. e c. vanno esclusi, in quanto darebbero luogo rispet-
tivamente a un impulso di ampiezza troppo grande e troppo
piccola. La risposta corretta quindi la e.
2
Lungo il segmento che unisce le due sorgenti, il primo
massimo laterale a 1 cm dallasse del segmento che rap-
presenta il massimo centrale; ci significa che la differenza di
cammino, e quindi la lunghezza donda , vale 2 cm. Nota la
frequenza, la velocit si ricava dalla formula v = f. Si ottiene
v = 0,20 m/s. La risposta corretta la d.
3
La condizione generale di interferenza distruttiva
espressa dalla relazione:

S
1
P

S
2
P

= (2 k + 1) /2
Nel caso in esame si considera la minima distanza di P da S
1

e quindi si deve porre k = 0; perci:

S
1
P

S
2
P

= /2
In base ai dati del Test si ha perci:

S
1
P

S
2
P

+ /2 = 12,20 m
La risposta corretta la b.
4
La distanza tra due nodi di unonda stazionaria corri-
sponde a mezza lunghezza donda, perci la lunghezza don-
da vale 40 cm e la risposta corretta la d.
5
La frequenza apparente f percepita da un uditore fermo
rispetto al quale la sorgente sonora, che emette un suono di
frequenza f, si avvicina con velocit v
S
data da:
=

f f
v
v v
0
S
Quindi f maggiore di f
0
ed costante. La risposta corretta
la b.
6
Indicato con x lo spostamento di A verso destra, le condi-
zioni di interferenza costruttiva e distruttiva sono:

AC

BC = k

AC x

BC = (2 k + 1) /2
Da queste si ottiene x = /2
Daltra parte:
= = =
v
f
340
400
0 850
m/s
Hz
m ,
Laltoparlante A va quindi spostato verso sinistra di un
tratto pari a 0,425 m. Si osservi per che lo stesso risultato
si otterrebbe spostando laltoparlante A verso destra di un
tratto identico.
7
I minimi si rilevano nei punti P dellasse x che soddisfano
alla condizione:

AP

BP = (2 k + 1) /2 = (2 k + 1) 0,5 m
Tenendo conto che:
AP BP d = +
2
2
si ha:
BP d BP k
2
2
2 1 0 5 + = + ( ) , m
Da questa si ottiene:
BP
d k
k
=
+
+
2 2
2 1 0 5
2 2 1 0 5
[( ) , ]
( ) ,
m
m
Affinch

BP risulti positivo deve essere:


d > (2 k + 1) 0,5 m ovvero 4 m > (2 k + 1) 0,5 m
e ci si ottiene per k = 0, k = 1, k = 2, k = 3.
In corrispondenza di questi valori di k si ottengono per

BP i
seguenti valori: 15,8 m; 4,58 m; 1,95 m; 0,536 m.
8
Affinch la corda appaia immobile la sua frequenza di
oscillazione f deve essere un multiplo di entrambe le frequenze.
Il minimo comune multiplo di 44 e 55 220 e quindi tale sar
il valore della frequenza di vibrazione della corda che, in base
ai dati del Problema, non pu essere maggiore di 261,6 Hz.
9
La risonanza si produce quando laltezza h uguale a 1/4
di lunghezza donda; quindi, per h = 7 cm, si ha = 28 cm.
Daltra parte v = f e quindi si ottiene:
v = 1200 Hz 0,28 m = 336 m/s
10
La frequenza apparente nel caso di un uditore fermo e di
una sorgente in movimento con velocit v
S
si determina con
le relazioni:
(sorgente in avvicinamento) f f
v
v v
1 0
=

S
(sorgente in allontanamento) f f
v
v v
2 0
=
+
S

Da queste si ottiene:
v
v f f
f f
S
=

+
=
( )
,
1 2
1 2
32 8 m/s
UNIT 3 TEST
1
Il passaggio della luce dal mezzo A al mezzo B non ne
modifica la frequenza e quindi c. errata.
Velocit e lunghezza donda variano invece secondo la rela-
zione:
sin
sin
1
2
1
2
v
v
i
r
=

=
Poich r > i, si ha anche:
sin
sin
1;
i
r
< ; v
1
< v
2
;
1
<
2
Quindi a. e d. sono errate mentre corretta la b.
2
La risposta corretta la b.
3
La risposta corretta la d.
4
In una figura di interferenza linterfrangia data da
I
f
= l /d e quindi la distanza fra due massimi consecutivi
risulta direttamente proporzionale alla lunghezza donda. La
risposta corretta la b.
5
La larghezza del massimo centrale di una figura di dif-
frazione prodotta da una fenditura di larghezza a, investita
da una radiazione monocromatica di lunghezza donda ,
su uno schermo distante l dalla fenditura data da: 2 l/a.
Sostituendo i valori numerici si ottiene l = 1 m; la risposta
corretta la c.
6
Per rispondere al Test si tengano presenti contemporane-
amente le due relazioni seguenti:
distanza fra i due minimi di diffrazione a cavallo del mas-
169-226_Sc_Risposte_Test+Problemi.indd 206 19/03/12 15:18
207
Test e Problemi di ne Unit: risposte commentate
simo centrale = 2 l /a;
interfrangia della gura di interferenza = l /d.
Si ha quindi:
2
10
l a
l d

/
/
=
da questa si ottiene: a = 2 d/10 = 0,04 mm.
La risposta corretta quindi la b.
7
La risposta corretta la b.
8
La risposta corretta la d.
9
Caso A: la lamina 1 fa passare tutto il fascio ma la lamina
2, disposta a 90 rispetto alla 1, lo estingue completamente.
Caso B: la lamina 1 fa passare un fascio polarizzato secondo il
suo asse ottico e altrettanto fa la lamina 2; al di l di questa,
perci, si ottiene un fascio di luce polarizzata con il suo piano
di polarizzazione ruotato di 90 rispetto a quello del fascio
incidente (anche se di intensit ridotta).
Casi C e D: la lamina 1, con asse ottico disposto a 90 rispetto
al piano di vibrazione del fascio incidente, estingue comple-
tamente questultimo e quindi, al di l della lamina 2 non si
ha alcuna luce. La risposta corretta la b.
10
La risposta corretta la b.
11
Tenendo presente che la prima e la seconda faccia della
lamina separano un mezzo di indice di rifrazione minore da
un mezzo di indice di rifrazione maggiore, si pu stabilire che
la riflessione che si produce su di esse comporta uno sfasa-
mento di mezza lunghezza donda. I due sfasamenti si com-
pensano e pertanto la condizione di interferenza costruttiva
sar data dalla relazione seguente:
2 n d =
1
Quando la lamina immersa in aria, lo sfasamento si produ-
ce solo sulla prima faccia e perci linterferenza costruttiva si
produce quando
2 d n =
2
/2
Si ottiene perci:

2
= 4 d n = 2
1

La risposta corretta la b.
12
Per il criterio di Rayleigh, i due fari potranno essere visti
separati quando i centri delle loro immagini sono distanti tra
loro in misura pari almeno al loro semidiametro D/2.
Questo parametro correlato al diametro d dei due fari, alla
loro distanza l dallosservatore e alla lunghezza donda della
luce emessa dalla relazione:
2
1, 22
D l
d
=
Da questa si ottiene:
2, 44
l
D d
=

Ponendo
D/2 = 0,20 m; d = 1,0 10
-2
m; = 5,5 10
7
m
si ottiene:
0, 40 m 1,0 10 m
2, 44 5,5 10 m
3, 0 10 m
2
7
3
l =


=

La risposta corretta la c.
13
Lobiettivo di un telescopio produce effetti di diffrazione
per cui due oggetti lontani possono essere visti distinti solo
se la loro distanza da un osservatore che usa il telescopio
inferiore a un certo valore; a. quindi errata.
Il rapporto f
obiettivo
/f
oculare
esprime, in prima approssimazione,
lingrandimento angolare del telescopio, non lingrandimen-
to lineare (b. quindi errata) e pu essere utilizzato sia per
telescopi a obiettivo rifrangente sia per telescopi a obiettivo
riflettente (c. errata).
Laffermazione corretta la d., come si pu dedurre dallos-
servazione della costruzione dellimmagine in un telescopio
con obiettivo e oculare convergenti.
UNIT 3 PROBLEMI
4
La larghezza delle frange di interferenza definita dalla
distanza di due minimi consecutivi e coincide con linterfran-
gia l
f
della figura di interferenza. Poich:
f
l l
d
=

si ottiene:
1, 2 m
6, 0 10 m
2, 0 10 m
3,6 10 m
7
4
3
=

8
Si tenga presente che la formula dellinterfrangia la
se guente:
I
f
= l/d
Per le due radiazioni si pu allora scrivere:
l
f1
=
1
l/d I
f2
=
2
l/d
Si ottiene quindi:
2
=
1
I
f2
/I
f1
= 0,63 m.
9
Le espressioni delle interfrange nei due casi sono le
se guenti:
I
f1
=
1
l/d I
f2
=
2
l/d
La minima distanza in corrispondenza della quale si realizza
la sovrapposizione dei minimi soddisfa alla condizione:
N
1
I
f1
= N
2
I
f2
(N
1
, N
2
sono numeri interi).
Si ottiene perci:
N
N
I
I
1
2
2
1
2
1
500
600
5
6
= = = =
f
f
nm
nm

Quindi: N
1
= 5, N
2
= 6, d = 5 I
f1
=
= 5 600 10
9
m 0,5 m/(10
4
m) = 1,5 10
2
m
11
La relazione che fornisce la distanza D
k
del kappesimo
minimo di diffrazione dal centro dello schermo la seguente:
D
l
a
k
k
=
Perci si potr scrivere:
D
l
a
1 1 1
( ) =

D
l
a
2 2 2
2 ( ) =
Ponendo ora D
1
(
1
) = D
2
(
2
) si ottiene:
2
=
1
/2 = 400 nm.
12
Per rispondere alla prima domanda si applichi la rela-
zione:
L = 2 l/a = 2 500 10
9
m 0,80 m/(10
4
m) =
169-226_Sc_Risposte_Test+Problemi.indd 207 19/03/12 15:18
208
FISICA
= 8,0 10
3
m
Con unonda di lunghezza donda = /2 si ottiene:
L = 4,0 10
3
m.
Con una fenditura di larghezza a = a/2 si ottiene:
L = 16 10
3
m
14
Applicando la formula dellinterfrangia si ottiene
I
f
= 6,0 mm. Per determinare lampiezza a delle fenditure
dobbiamo connettere tale grandezza alla posizione del primo
minimo del profilo di diffrazione (sovrapposto a quello di
interferenza).
Infatti, indicando con D la distanza di tale minimo dal centro
dello schermo, si ha:
D
l
a
= dalla quale si pu dedurre il valore di a.
Per determinare D, si consideri che se la sesta frangia posta a
destra o a sinistra della frangia centrale molto debole, signi-
ca che il minimo di diffrazione si colloca fra la quinta e la sesta
frangia di interferenza, cio a una distanza pari a 5,5 I
f
ovvero
33 mm. Si ottiene perci a = 1,8 10
2
mm.
15
Per rispondere alla domanda si tenga presente la relazione:
E
pass
= E cos
Ponendo E
pass
/E = 0,707 si ottiene:
= cos
1
(0,707) = 45,0.
16
La prima lamina lascia passare completamente la luce
incidente su di essa in quanto il suo asse ottico parallelo al
piano di vibrazione dellonda. Quindi dopo la prima lamina
E
1
= E
0
. Al di l della seconda lamina passa invece unonda
di ampiezza E
2
cos calcolabile: E
2
= E
1
cos 45.
Il piano di vibrazione dellonda forma ora un angolo di 45
rispetto al piano di vibrazione di E
0
e quindi forma un angolo
di 45 rispetto allasse ottico della terza lamina. Perci:
E
3
= E
2
cos 45 = E
0
(cos 45)
2
= 0,50 E
0
19
Tenendo conto dello sfasamento, i massimi sono dati
dalla relazione:
2 2 1
2
s n k = + ( )

In base alla gura seguente e tenendo conto che il cateto mag-
giore del cuneo e la diagonale hanno, allincirca, lo stesso valo-
re, si ha che il primo massimo si colloca a 0,250 cm/2 = 1,25
10
1
cm dal bordo del cuneo (ove si forma il primo minimo).
Perci: s = 1,25 10
1
cm 1, 00 10
4
[rad] = 1,25 10
5
cm
e quindi, ponendo k = 0, si ha: = 4 s n = 7,00 10
5
cm
x
s
20
Tenendo presente che la prima e la seconda superficie
dello strato uniforme della sostanza trasparente che forma
la lamina separano un mezzo con n minore da uno con n
maggiore, la riflessione che si produce su ognuna di esse
comporta uno sfasamento di /2. I due sfasamenti si com-
pensano e quindi la condizione di interferenza distruttiva
2 n s =
vuoto
/2 da cui s = 100 nm.
Se lindice di rifrazione del vetro 1,4, minore dellindice di
rifrazione della lamina, lo sfasamento si produce solo per
riessione sulla prima faccia e perci linterferenza distrutti-
va si ha per 2 n s =
vuoto
da cui
vuoto
= 300 nm.
21
Tenendo conto che R
1
e R
2
sono molto grandi rispetto a
d
1
e d
2
, per lo spessore d della lamina daria a distanza x dal
punto di contatto calotta-vetro si ha:
d d d
x
R
x
R
x R R
R R
= = =

1 2
2
1
2
2
2
2 1
1 2
2 2 2


Daltra parte, tenuto conto dello sfasamento, il terzo anello
luminoso verica la condizione:
2 2 1
2
2 nd k k = + = ( )

con
e perci:

d =
5
4

Dunque:

x
R R
R R
2 1 2
2 1
2 5
4
=


da cui:

x r = = = 6 25 10 2 5 10
6 2 3
, , .

m m
22
Per lingrandimento angolare:
l
f
f
A
ob
oc
= = 40
Per lingrandimento lineare dobbiamo moltiplicare lin gran-
dimento dellobiettivo per lingrandimento delloculare dopo
averne determinato il valore applicando due volte la legge dei
punti coniugati.
Per lobiettivo:

1
1000
1 1
2 0 m m
ob
+ =
q ,
dalla quale esprimendo il risultato con quattro cifre signi-
cative:
q
ob
= 2,004 m
Limmagine fornita dallobiettivo si trova perci a una
di stanz a dalloculare di 0,050 m 0,004 m = 0,046 m.
Limmagine prodotta dalloculare si colloca allora alla distan-
za q
oc
cos calcolabile:

1
0 046
1 1
0 050 , , m m
oc
+ =
q
dalla quale: q
oc
= 0,58 m
Lingrandimento lineare totale vale allora (in valore assoluto):

I
L
m
m
m
m
= =
2 004
1000
0 58
0 046
0 025
, ,
,
,
23
I centri delle immagini devono essere separati da una
distanza non superiore a:
D = 1,22 f /d = 1,22 2,00 m 550 10
9
m/(0,200 m) =
= 6,71 10
6
m
La distanza delle stelle dal telescopio di 10,0 anni luce pari
a circa:
l = (365 24 3600)s 3,00 10
8
m/s 10,0 = 9,46 10
16
m
Tenendo conto della relazione di proporzionalit diretta tra la
169-226_Sc_Risposte_Test+Problemi.indd 208 19/03/12 15:18
209
Test e Problemi di ne Unit: risposte commentate
distanza delle stelle (l) e quella delle immagini (pari alla distan-
za focale f) dalla lente-obiettivo e la corrispondente distanza tra
i centri delle stelle (S) e i centri delle immagini (D) si ha:
S
D
l
f
=
Da questa si ricava il valore della distanza reciproca tra le stelle:
S = 6,71 10
6
m 9,46 10
16
m/(2,00 m) =
= 3,17 10
11
m = 3,17 10
8
km
UNIT 3 Test e quesiti delle Olimpiadi della sica
1
La frequenza una caratteristica invariabile di una
determinata componente cromatica della luce, associata alle
caratteristiche fisiche della sua sorgente. Ci che varia nel
passaggio da un mezzo a un altro invece la velocit della
componente e, in base alla relazione = v/f, la sua lunghezza
donda. La risposta corretta la c.
2
In base alla relazione che esprime la condizione di inter-
ferenza distruttiva:

PX

QX = (2 k + 1) /2 con k = 0, 1, 2,
la posizione della terza frangia scura si determina ponendo
k = 2. Si ottiene perci:

PX

QX = (5/2) = 1,5 10
6
m
La risposta corretta la c.
3
Nel centro dello schermo interferiscono costruttivamen-
te tutte le componenti monocromatiche del fascio e quindi
la frangia centrale sar ancora bianca. Questo invalida le
risposte b. e d.
La posizione dei massimi di interferenza dipende dalla lun-
ghezza donda delle componenti monocromatiche e quindi
lo schermo non apparir illuminato uniformemente (la a.
errata) e neppure potranno formarsi frange bianche ai lati
di quella centrale (la e. errata). La risposta corretta la c.
4
Dalla legge dei punti coniugati e dalla relazione dellin-
grandimento si ottiene:
I
f
p f
R
p R
=

=
2
Quindi il diametro dellimmagine della Luna vale:
3480 3 2
2 386000 3 2
1 4 10
2
km m
km m
m


=

,
,
,
La risposta corretta la a.
5
Lespressione dellinterfrangia per una figura di interfe-
renza prodotta da due fenditure la seguente:
I l
d
f
=

Sostituendo i valori numerici si ottiene:
= =

=

d I
l
mm mm
mm
m
f
0 20 6 3
2 0 10
6 3 10
3
4
, ,
,
, mm nm = 630
6
La figura di diffrazione da una fenditura di larghezza
l investita da luce di lunghezza donda caratterizzata
dallavere un massimo centrale di larghezza pari a:
=
2 L
l

ove L indica la distanza dello schermo dalla fenditura.


Il primo minimo di diffrazione si colloca quindi a una distan-
za /2 dal centro dello schermo, pari a:
/2 cm = = 1 8 ,
L
l

Si ottiene perci:
l
L
= =

=
cm
cm cm
cm

1 8
280 6 328 10
1 8
9 84
5
,
,
,
,


10
3
cm
7
Si osservi la figura. In base a essa si deduce che, senza
tenere conto dello sfasamento di /2 sulla prima superficie,
lo sfasamento in C dei due raggi vale: 2 AD

n BC

.
D
C A
B

r
r
S
Essendo: S = AD

cos r e sin /sin r = n, si ottiene:


AD
S
r
S
n
n
S n
n
= = =
cos
sin
sin
1
2 2
2 2


Daltra parte:
BC AC
S
n
= = sin
sin
sin

2
2
2 2
Perci inne:
sfasamento AD n BC S n = = 2 2
2 2
sin
Tenendo conto della condizione di interferenza costruttiva e
dello sfasamento di /2 sulla prima supercie di riessione
si ottiene:
2
2
2 2
S n sin

=
Perci:
S
n
=

4
2 2
sin
Lo spessore minimo per
= 30 e = 0,5 m 1,014 10
7
m.
Il colore rilevato quando il fascio di luce incide perpendico-
larmente corrisponde alla radiazione di lunghezza donda
ottenuta ponendo = 0 nella formula precedente. Si ottiene
= 5,4 10
7
m.
169-226_Sc_Risposte_Test+Problemi.indd 209 19/03/12 15:18
210
FISICA
Quando le due sfere vengono avvicinate, la forte carica posi-
tiva distribuita sulla sfera B sviluppa un forte effetto induttivo
sulla sfera A che determina lo spostamento verso destra di
una notevole quantit di carica negativa (Figura B).
Figura B
+
+
+
+ +
+
+
+
+
+
+
+
+
+
+
+

+
+
+
+
+
+
+
+
+
+
+
+
+
+
+
+
+
+
+
+
+
+
+
+
+
+
+
+
+
C
+
C

Nel suo complesso, quindi, la sfera A sempre carica positi-


vamente ma il centro C
+
della distribuzione di carica positiva
risulta pi lontano dalla sfera B di quanto non sia il centro C


della distribuzione di carica negativa e leffetto complessivo
pu essere attrattivo. La risposta corretta la b.
9
La riposta corretta la b.
10
Le linee di campo escono sempre dalle cariche positive;
le risposte b. e d. sono quindi errate. La lastra schematizzata
nella figura del Test non ha estensione infinita e quindi il
campo elettrico in prossimit delle sue superfici laterali non
pu essere uniforme. La c. quindi errata mentre la risposta
corretta la a.
11
La risposta corretta la c.
12
Secondo il teorema di Gauss, il flusso uscente dalla super-
ficie dipende dalla carica contenuta nella superficie stessa e
dalla costante dielettrica secondo la relazione (E

)
S
= q/
0
.
Per le due superfici sferiche considerate, sia q che la costante
dielettrica sono uguali e quindi l'affermazione a. corretta
mentre la b. errata. Il modulo E
2
del campo elettrico nei
punti della superficie della sfera di raggio 2 R dato da:
E
Q
R
Q
R
E
= = =
4 2
1
4 4 4
0
2
0
2
1
( )
Dunque le affermazioni c. e d. sono errate.
13
La risposta corretta la c.
14
Per stabilire se lelettrone in grado di giungere sulla
parete di destra occorre confrontare la sua energia cinetica

c
allingresso del campo con il lavoro L di frenamento pro-
dotto dallinterazione campo-carica. Si ottiene:

c
= (1/2) m v
2
= (1/2) 9,1 10
31
kg (2,0 10
7
m/s)
2
=
= 1,8 10
16
J
L = q E s = 1,6 10
19
C 1,0 10
4
N/C 0,15 m =
= 2,4 10
16
J
Lelettrone verr quindi fermato prima di giungere su B e tor-
ner al punto di partenza con la stessa velocit. La risposta
corretta quindi la c.
15
La risposta corretta la b.
16
Si immagini che il
dipolo sia disposto nel
campo elettrico come
indicato in Figura A.
Figura A
E
F
F
+

TEMA 9
UNIT 1 TEST
1
La risposta corretta la d.
2
Laffermazione 1) corretta in quanto:
= = = F
q q
r
q
r
F
( )
( )
9
4 3 4
0
2
2
0
2

Anche laffermazione 2) corretta in quanto:
= = = F
q q
r
q
r
F
( ) ( )
( )
3 3
4 3 4
0
2
2
0
2

Laffermazione 3) invece errata in quanto:
=

= = F
q q
r
q
r
( ) ( )
( )
9 9
4 3
9
4
0
2
2
0
2

99F
La risposta corretta quindi la b.
3
La risposta corretta la b.
4
Considerando la
figura seguente, si pu
stabilire che:
= = F F F 2 3 2 3 ( / ) .
La risposta corretta
la d.
30
60
F
2
F
F
1
F
1
= F
2
= F
q q
5
Allequilibrio, le forze coulombiane che si sviluppano
sulle perline devono essere tutte perpendicolari al filo che le
tiene unite. La forma geometrica assunta dalla collana sar
quindi quella di una circonferenza. La risposta corretta la c.
6
Nel contatto fra due palline conduttrici identiche la cari-
ca si divide in due. Quindi, dopo il contatto fra A e B la carica
vale q su entrambe. Venendo poi a contatto con la sferetta C,
che ha carica 2 q, la carica totale che deve ripartirsi fra A
e C vale q + ( 2 q) = q. In definitiva, su A rimane la carica
q/2. La risposta corretta la b.
7
La formazione di carica negativa sul corpo associata
ad un numero di elettroni in eccesso rispetto al suo stato di
neutralit elettrica. Quindi la massa del corpo, anche se di
pochissimo, aumentata. La risposta corretta quindi la c.
8
Si supponga che lo stato di carica iniziale delle due sfere,
quando sono ancora molto lontane, sia quello schematizzato
nella Figura A.
Figura A
+ +
+
+ + +
+
+
+
+
+
+
+
+
+
+ + +
+
+
+
+
+ +
+
+
+
+
+
+
+
+
A B
169-226_Sc_Risposte_Test+Problemi.indd 210 19/03/12 15:18
211
Test e Problemi di ne Unit: risposte commentate
Sulle sue due cariche si producono due forze (F e F) che lo
fanno ruotare fino ad allinearsi alle linee del campo (Figura
B). In questa posizione, le due forze F e F costituiscono un
sistema a risultante nullo e il dipolo rimane in quiete. La
risposta corretta la d.
Figura B
E
F F
+
17
Leffetto del campo elettrico quello di produrre una forza
verso il basso che si aggiunge alla forza peso della sferetta.
Leffetto del risultante delle due forze equivalente a quello
prodotto da un aumento del peso della sferetta, ovvero da
un aumento dellaccelerazione di gravit del luogo in cui il
pendolo oscilla. In base alla relazione:
= T l g 2 / con g > g
si pu stabilire che il periodo di oscillazione del pendolo dimi-
nuisce. La risposta corretta la c.
18
La risposta corretta la b.
19
La forza gravitazionale (attrattiva) e la forza coulombia-
na (repulsiva) devono eguagliarsi. Dalla relazione:

G
M m
R
Q q
R
2
0
2
1
4
=

si ottiene quindi:
1
4
1
4 10 kg/C
0 0
4
M
Q
q
m G G
=

=

La risposta corretta quindi la a.
20
La risposta corretta la c.
UNIT 1 PROBLEMI
5
Per le due cariche q a distanza r vale la relazione:
4
1
2
0
2
F
q
r
=

Raddoppiando il valore di una delle due cariche e raddop-
piando la loro distanza, lintensit F
2
della forza viene espres-
sa nel modo seguente:
2
4 2
1
2
2
0
2
1
F
q q
r
F
)
)
(
(
=

=
7
La distanza della terza carica da q
S
e q
D
pari rispettiva-
mente a 10 cm e a (40 cm 10 cm) = 30 cm. Se la forza totale
su di essa agente nulla, perch la forza prodotta su di essa
dalle due cariche ha uguale direzione e intensit ed opposta
in verso. Vale quindi la relazione seguente:
q q q q
S D
m m 4 0 10 4 0 30
0
2
0
2
( , ) ( , )
=
Da questa si ottiene q
S
/q
D
= 1/9
9
Lequilibrio della sferetta S si realizza quando il momento
della sua forza peso valutato rispetto a O uguale al momen-
to, sempre valutato rispetto a O, della forza repulsiva coulom-
biana che C sviluppa su S.
C
B
S
A
O
90
30
30
60
P
F
F
Tenendo presente la figura si pu allora scrivere:
P

OA = F

OB
E poich:

OA =

OB, deriva: F = P.
Questa relazione si traduce nella seguente:
con 1/4
0
2
2
0 0
k
q
CS
m g k ( ) = =
Sostituendo i dati del Problema si ottiene: q = 3,13 10
7
C.
11
La forza F

agente sulla carica q


3
data dalla somma vetto-
riale delle forze F

1
e F

2
prodotte su q
3
rispettivamente da q
1
e q
2
.
Tenendo conto che AC CB AB = = / 2, il modulo di queste
forze risulta:
F
q q
AC
F
q q
CB
1
1 3
0
2
4
2
2 3
0
2
4
4 5 10
4
4 5
= =
= =



,
,
N
110
4
N
La direzione e il verso di queste forze sono rappresentati nella
gura seguente.
A B
F
F
1
F
2
90
90
C
q
1 q
2
q
3
Si deduce quindi che il modulo di F

vale:
4,5 10 N 2 6,4 10 N
4 4
=

13
Per la simbologia ci si riferisca alla figura seguente, che
mette in evidenza anche la direzione e il verso del risultante
F

delle tre forze F

1
, F

2
, F

3
.
169-226_Sc_Risposte_Test+Problemi.indd 211 19/03/12 15:18
212
FISICA
1
2
3
F
F
3
F
1 F
2
Ponendo per comodit
1
4
0
0

= k , si ha:

F F
k q
l
1 3
= =
0
2
2
F
k q
l
k q
l
2
0
2
2
0
2
2
2
1
2
=
( )
=
I componenti di F

1
e F

3
lungo la direzione di F

hanno intensit:
k q
l
0
2
2
1
2

e quindi:
F
k q
l
k q
l
k
q
l
= + = +

=
2
2 2
2
1
2
1
4
0
2
2
0
2
2
0
2
2
0

qq
l
2
2
2
1
2
+

14
La forza centripeta F

C
che crea il moto circolare data
dalla somma vettoriale della forza coulombiana (attrattiva) e
dalla forza F

somma del peso e della reazione del filo R

(vede-
re figura). Si ottiene perci:
F
q q
l
P
C
tan = +
1
4 2
30
0
1 2
2
( / )
Tenendo presente che F m
v
l
C
=
2
2 /
con v f
l
= 2
2
,

si ha:
F
C
= m 4
2
f
2

l
2
F
P
R
l
Eguagliando le due espressioni della forza centripeta e sosti-
tuendo i valori noti si ottiene f = 0,89 Hz.
17
Se il campo elettrico generato dalla carica Q ha modulo
E = 6 10
3
N/C a distanza r da essa, il campo avr modulo
E/4 a distanza 2 r dalla carica Q.
Daltra parte si osserva che in quel punto una carica q sotto-
posta alla forza di modulo 3 10
5
N e quindi, dalla relazione
F = q E/4
si ottiene:
4 4 3 10 N
6 10 N/C
2 10 C
5
3
8
q
F
E
= =

18
I campi elettrici E

A
e E

B
generati in C dalle due cariche
hanno identica direzione e verso e la loro intensit vale:
E
A
C
m
=


1 00 10
4 0 200
9
0
2
,
( , )
E
B
C
m
=


1 00 10
4 0 100
10
0
2
,
( , )
Lintensit E
C
del campo elettrico risultante in C data da
E
A
+ E
B
e vale 315 N/C.
22
La figura seguente mette in evidenza le forze agenti sulle
cariche del dipolo e consente di stabilire che il momento
meccanico di modulo M su di esso agente si calcola nel modo
seguente:
M = F b = q E b = 2 10
26
N m
F
E
F
+ q
q
d
Per evitare equivoci, facciamo rilevare espressamente che
la formazione delle cariche positiva e negativa di un dipolo
elettrico associata ad una asimmetria nella distribuzione
spaziale della carica elettrica totale di un sistema (atomo o
molecola) elettricamente neutro. Il valore delle cariche + q
e q del dipolo risulta quindi, in genere, una frazione della
carica elementare elettronica.
26
La densit superficiale di carica della lastra associata
al valore del campo elettrico E

, orientato perpendicolarmen-
te alla superficie stessa, dalla relazione:
E =

2
0
[a]
Questo campo genera sulla sferetta carica una forza F

diretta
orizzontalmente di intensit:
F = q E
Il momento meccanico di questa forza, valutato rispetto al
punto di sospensione del lo, ha intensit:
M
q
= F L cos 30 = q E L cos 30
ed controbilanciato dal momento meccanico M

S
associato
al peso della sferetta la cui intensit espressa dalla relazione:
M
S
= m g L sin 30
Lequilibrio dei due momenti si traduce allora nella relazione
seguente:
m g L sin 30 = q E L cos 30
ovvero, tenendo conto della [a]:
m g L sin 30 = q L cos 30/(2
0
)
Semplicando ed eseguendo i calcoli si ottiene:
= 1,25 10
6
C/m
2
28
Data la disposizione della superficie cilindrica, le linee di
campo entrano ed escono da essa solo attraverso le superfici
circolari perpendicolari allasse x. Si pu allora stabilire che
il flusso del campo uscente da queste superfici , in totale:
(E) = 2 r
2
E = 31,4 N m
2
/C
Applicando il teorema di Gauss si ottiene allora:
Q = (E)
0
= 2,78 10
10
C
169-226_Sc_Risposte_Test+Problemi.indd 212 19/03/12 15:18
213
Test e Problemi di ne Unit: risposte commentate
31
Lintervallo di tempo t richiesto per percorrere i 10 cm
pu essere calcolato mediante la relazione F t = m v ovvero,
tenendo conto che F = q E e che le particelle, allinizio, si sup-
pongono in quiete: q E t = m v.
Il valore della velocit finale si determina applicando la rela-
zione tra il lavoro delle forze del campo q E s e la variazione di
energia cinetica (1/2) m v
2
. Si ottiene quindi:
v
q E s
m
=
2
e sostituendo nella q E t = m v si ha:
t
m
q E
q E s
m
m s
q E
= =
2 2
Numericamente si ottiene:
per lelettrone t = 3,37 10
8
s
per il protone t = 1,45 10
6
s.
34
Tenendo conto dellorientamento della velocit e del
campo indicati nel testo del Problema e supponendo che
allistante 0 lelettrone si trovi nellorigine O del sistema di
riferimento, le equazioni del moto dellelettrone secondo i
due assi sono le seguenti:
x = (1/2) a t
2
(con a = q E/m); y = v
i
t
Lequazione della traiettoria allora data da:
x
q E
m
y
v
=
1
2
2
2
i
Ponendo ora x = 0,020 m e y = 0,080 m e ricordando che,
per lelettrone, q = 1,6 10
19
C e m = 9,1 10
31
kg, si pu
determinare il valore di v
i
. Si ottiene: v
i
= 1,7 10
7
m/s.
36
A partire dalle equazioni che descrivono il moto del protone:
x v t
y
q E
m
t
=
=
1
2
2
si ottiene lequazione della sua traiettoria:
y
q E
m
x
v
=
2
2
2
Ponendo in essa y = 2,00 10
2
m per x = 5,00 10
2
m e ricor-
dando che, per il protone, q = 1,60 10
19
C,
m = 1,67 10
27
kg, si ot tie ne: v = 7,74 10
4
m/s.
Afnch il protone esca dal campo quindi necessario che la
sua velocit iniziale superi tale valore.
38
Tenendo conto del verso, rispetto allasse di riferimento,
dei campi gravitazionali creati dalla Terra e dalla Luna nei
punti 1 e 2 (figura seguente) si ottiene:
H
1
= H
T
H
L1
H
2
= H
T
+ H
L2
H
T
H
T
H
L2
H
L1
x
1 2
Quindi:
H H H H G
M
D R
M
D R
2 1 2 1
2 2
= + =
+
+

L L
L
T,L T
L
T,L T
( ) ( )

Da questa:
H
2
H
1
= 6,67 10
-11
N m
2
/kg
2
7,4 10
22
kg
1
(3, 8 10 m 6, 4 10 m)
1
(3, 8 10 m 6, 4 10 m)
6, 8 10 N/kg
8 6 2 8 6 2
5

+
+

=
=

UNIT 1 Test e quesiti delle Olimpiadi della sica
1
Per densit di carica si intende il rapporto fra la cari-
ca Q contenuta in un certo volume V e il volume stesso.
Considerando che la carica si distribuisce tutta sulla super-
ficie della sfera, la densit di carica sar uguale a zero per
valori di r < R, assumer il valore Q/[(4/3) R
3
] in corri-
spondenza di r = R, mentre per r > R assumer ancora valore
nullo. La risposta corretta quindi la a.
2
Prima del contatto si ha:
F
Q
r
=
2
4
2
0
2

Durante il contatto la carica si ridistribuisce equamente fra le
due sfere. La loro carica diviene perci pari a 1,5 Q. Riportate
le sfere alla distanza r, la forza fra di esse viene allora espressa
dalla formula:
F
Q
r
=
( , ) 1 5
4
2
0
2

e quindi F = (9/8) F. La risposta corretta la d.
3
Lespressione generale dellintensit del campo elettrico
E = F/q e, nel caso particolare di una carica generatrice
puntiforme:
E
q
r
=
4
0
2
r

Tutte e tre le affermazioni sono quindi vere e la risposta cor-
retta la a.
4
La forza agente su una carica dipende sia dal campo E


presente nel punto in cui essa si trova, sia dal modulo e dal
segno della carica. Laffermazione a. quindi errata, perch
le particelle possono avere carica diversa. Un elettrone lan-
ciato perpendicolarmente alle linee del campo sottoposto a
una forza perpendicolare alla sua velocit iniziale e quindi la
traiettoria parabolica; la b. errata. La forza repulsiva fra i
due elettroni non dipende dalla presenza del campo ed pro-
porzionale allinverso del quadrato della loro distanza; la c.
errata. Laccelerazione che caratterizza il moto dellelettrone
data da e E/m
e
, ove con e si indicata la carica dellelettrone
e con m
e
la massa dellelettrone. Laffermazione d. quindi
corretta. La e. invece errata perch la legge oraria del moto
dellelettrone s = (1/2) (e E/m
e
) t
2
e quindi la distanza per-
corsa dipende dal quadrato del tempo trascorso.
169-226_Sc_Risposte_Test+Problemi.indd 213 19/03/12 15:18
214
FISICA
5
Entrambe le particelle vengono deviate dalla interazione
con il nucleo (il disegno C errato) in modo da essere respinte
da esso (il disegno E errato).
La deviazione delle particelle dipende dalla distanza fra la
direzione della loro velocit iniziale e il nucleo. Minore tale
distanza, maggiore la forza che devia la traiettoria. Questo
esclude i disegni D e B; la risposta corretta quindi la a.
6
Se la carica iniziale vale 2 pC, tale deve essere la somma
delle cariche della due parti dopo la loro separazione. La
carica q
2
deve quindi valere 5 pC. La forza fra le due parti
quindi attrattiva e il suo modulo vale:
F =

3 10 5 10
4 8 854 10
12 12
12 2
C C
C / N , ( mm m
N
2 3 2
7
10
1 35 10
) ( )
,

7
Il campo generato dalla distribuzione di carica espresso
dalla relazione:
E =

2
0
Allequilibrio (figura seguente) il momento del peso della sfe-
retta valutato rispetto al punto O di sospensione del filo (m g d)
deve eguagliare il momento della forza elettrostatica F

che
agisce sulla sferetta.
+
+
+
+
+
+
+
+
+
+
+
+
+
+
+
+
+
+
+
+
+
+
+
+
+
+
+
+
+
+
l
d
M
O
E
E
F
Poich:
F q E
q
= =
2
0

il momento della forza F

espresso dalla relazione:


F OM F l d
q l d
= + =

2 2
2 2
0
2

Si ottiene allora la relazione seguente:


m g d
q l d
=

2 2
0
2
Da questa:
q
m g d
l d
=

2
0
2 2

Sostituendo i valori numerici si ottiene q = 9,75 10


-7
C
8
Si supponga che latomo di elio sia schematizzabile come
in figura.
a
a
2a
La carica positiva dellatomo deve essere uguale in modulo a
2e, quindi la densit di carica positiva data da:

=
2
4 3
3
/
e
a ( )

[a]
I due elettroni si troveranno sottoposti ad una forza repulsiva
F

R
reciproca e a una forza attrattiva F

A
prodotta dalla carica
positiva contenuta nella sfera di raggio a. Poich, per la [a],
la carica q contenuta in questa sfera vale:
q = (4/3) a
3
= 2 e (a/a)
3
si ottiene:
F
e
a
e
a
R
=

2
0
2
2
0
2
4 2 16 ( )
2 ( / )
4 2
A
3
0
2
2
0
3
F
e a a e
a
e a
a
=


=


Ponendo F
R
= F
A
si ottiene a = a/2.
9
Nella Figura A sono rappresentate la forza peso P

(= m g

)
della sferetta e la forza F

prodotta dal campo elettrico E

gene-
rato dal filo sulla carica q disposta sulla sferetta.
Essendo F = q E, allequilibrio
si deve avere:
q E l cos = m g l sin
ovvero:
q E cos = m g sin [a]
Il valore del campo elettrico si
determina applicando il teore-
ma di Gauss ad una superficie
cilindrica il cui asse di simme-
tria coincide con il filo (figura
B).

l
F
P
Figura B
E
E
E
E
r
Figura A
169-226_Sc_Risposte_Test+Problemi.indd 214 19/03/12 15:18
215
Test e Problemi di ne Unit: risposte commentate
Indicata con Q la carica distribuita su un tratto L del filo, il
flusso (E

) del campo elettrico uscente dalla superficie cilin-


drica si esprime nei due modi seguenti:
(E

) = Q/
0
(E

) = 2 r L E
Da queste:
E
Q
r L r l
= = =
2 2 2
0 0 0

sin
Sostituendo nella [a] si ha quindi:
q
l
m g



cos
sin
sin
2
0
=
Sostituendo i valori numerici si ottiene
= 9,44 10
7
C/m.
UNIT 2 TEST
1
Lenergia potenziale elettrica data dal prodotto della carica
per il potenziale del punto in cui essa si trova. In questo caso
per non viene fornito il potenziale di almeno una delle due
lastre cariche. I dati forniti sono perci insufficienti per calcolare
lenergia potenziale elettrica di q.
La risposta corretta la d.
2
La risposta corretta la a.
3
Per il principio di conservazione dellenergia, nellistante
in cui le due particelle (p) si trovano in quiete nel punto
pi prossimo al nucleo doro (n) la loro energia cinetica si
trasformata completamente in energia potenziale elettrica
secondo la relazione:

c
p n
=
q q
r 4
0


[a]
ovvero:
( ) 1 2
4
0
/
p p
2
p n
m v
q q
r
=

Considerando la [a] si pu stabilire che se
c
uguale per
entrambe le particelle, anche r deve essere uguale (a. e b.
sono quindi errate mentre c. corretta). La d. errata perch,
anche se uguale v
p
, diversa m
p
e quindi diversa anche r.
4
La risposta corretta la c.
5
La risposta a. errata, perch, essendo le due cariche di
valore diverso, non possono generare un potenziale di identico
modulo a uguale distanza.
Anche la risposta b. errata, in quanto, essendo la carica in
B di modulo maggiore di quella in A, il punto del segmento
AB in cui il potenziale zero si trover sicuramente a sini-
stra del punto medio di AB. La risposta d. errata in quan-
to una linea equipotenziale si chiude sempre su s stessa.
Resta da vedere se vera la c.
Allo scopo si collochi in A lorigine di un sistema di assi carte-
siani con lasse x orientato da A a B e si indichi con d la distan-
za fra i punti A e B (vedi figura).
P
B (d,0) A (0,0)
R = 2/3 d
1/3 d
Se il punto P di coordinate x, y caratterizzato da potenziale
nullo, tenendo conto che, in modulo, q
B
= 2 q
A
, deve valere
la relazione:

1
4
1
4
0 0

2
A A
q
PA
q
PB
=
Ovvero, tenendo conto che:
PA x y = +
2 2

PB d x y = ( ) +
2
2
deve valere la relazione:
1 2
2 2 2
2 x y
d x y
+
=
( ) +
Eseguendo i consueti passaggi si ottiene lequazione se guente:
x
2
+ y
2
+ (2/3) d x (1/3) d
2
= 0
Si tratta dunque di una circonferenza centrata nel punto di
coordinate ( d/3, 0) e di raggio uguale a (2/3) d, rappresen-
tata in gura. La risposta corretta quindi la c.
6
La risposta corretta la d.
7
Lenergia potenziale elettrica delle due cariche data
rispettivamente da q
1
V
1
e q
2
V
2
. Per sapere quale relazione
esiste fra il valore dei due prodotti occorre conoscere sia i
valori di q
1
e q
2
sia i valori di V
1
e V
2
. La risposta corretta
quindi la d.
8
La risposta corretta la a.
9
La risposta corretta la b.
10
Lelettronvolt una unit di energia corrispondente, in
valore assoluto, a 1,6 10
19
J. Non quindi ununit di poten-
ziale (a. errata) e pu essere utilizzata per esprimere il valore
di qualunque tipo di energia (b. errata). Ad una energia di
3,2 eV corrisponde un potenziale V calcolabile con la relazione
V = 3,2 eV/q e quindi, se non si conosce il valore di q, non si
pu determinare V. La c. errata mentre la risposta corretta
la d.
11
La risposta corretta la d.
12
Il potenziale pu essere nullo; si pensi ad esempio al caso
di due cariche positive e di due cariche negative di uguale
valore disposte agli estremi delle due diagonali di un quadra-
to: il campo e il potenziale al centro del quadrato risultano
entrambi nulli. La risposta corretta quindi la a.
13
Si tenga presente che lenergia associata al campo elet-
169-226_Sc_Risposte_Test+Problemi.indd 215 19/03/12 15:18
216
FISICA
trico compreso tra le lastre data da (1/2)
0
E
2
S d. Quando
le lastre vengono portate alla distanza d/2 il campo elettrico
(che dipende solo dalla densit di carica delle lastre) rimane
immutato. Perci lenergia si dimezza; la risposta corretta
quindi la b.
14
In base alla relazione F = q (V
A
V
B
)/AB

, la forza agente
sulla carica identica in valore per tutto lo spostamento della
carica da una piastra allaltra. Lenergia cinetica acquisita
durante questo spostamento si calcola mediante la relazione
L = F AB

. Perci:
energia cinetica

( )
A B
L F AB
q V V
AB
AB = = =

=
( ) 10 C 300 V 3 10 J
A B
10 8
q V V = = =

La risposta corretta la b.
15
La risposta corretta la d.
16
La risposta corretta la a.
17
La risposta corretta la c.
18
La capacit elettrica di una sfera data dalla relazione
seguente:
C = 4
0
R
Daltra parte, la supercie di una sfera di raggio R data da
S = 4 R
2
dalla quale R S = /( ) 4 . Sostituendo questa
espressione di R nella formula della capacit si ottiene:
C S = 4 4
0
/( )

ovvero C
2
= costante S
Il graco che meglio rappresenta questo tipo di dipendenza
quello indicato nella gura D.
19
La risposta corretta la c.
20
La capacit elettrica di una sfera espressa dalla rela-
zione:
C = 4
0
R
ovvero, considerando che, se A la superficie della sfera, vale
la relazione A = 4 r
2
, la capacit elettrica della sfera espres-
sa da:
4
0
2
C A =
[a]
La capacit elettrica di un condensatore piano avente arma-
ture di superficie A distanti d tra loro invece espressa da:
0
C
A
d
=
[b]
Eguagliando le espressioni [a] e [b] si ottiene allora:
/ 4 d A ) ( =
La risposta corretta quindi la b.
21
I due condensatori in parallelo hanno capacit equiva-
lente 2 C. Questa capacit, essendo in serie a un conden-
satore di capacit C, d luogo ad un sistema di capacit
equivalente C data da:
1 1
2
1 3
2
= + =
C C C C
e quindi C = (2/3) C. La risposta corretta la a.
22
La capacit equivalente dei due collegamenti di conden-
satori , rispettivamente:
C
A
= C/3 C
B
= 3 C
A parit di differenza di potenziale applicata, lenergia dei due
sistemi vale:

A
= (1/2) C
A
V
2
= (1/6) C V
2

B
= (1/2) C
B
V
2
= (3/2) C V
2
Quindi
A
/
B
= 1/9
La risposta corretta la c.
UNIT 2 PROBLEMI
2
La distanza minima si ottiene quando la particella
ha una direzione iniziale passante per il centro del nucleo e
quando la sua energia cinetica si trasforma completamente
in energia potenziale elettrica (particella in quiete per un
istante). In tale caso si pu porre:
4
c
N
0
q q
d
=

Essendo
c
= 2 MeV = 2 10
6
eV =
= 2 10
6
1,6 10
19
J = 3,2 10
13
J
si ottiene:
d
q q
= =
=


C C
N
c
4
2 1 6 10 70 1 6 10
0
19 19

, ,
44 8 854 10 3 2 10
1 0 1
12 2 2 13
C / Nm J
=

, ( ) ,
, 00
13
m
7
Il potenziale in P si ottiene sommando algebricamente i
potenziali che la carica q
1
e la carica q
2
creano in P. Questi
potenziali, che indicheremo con V
1
e V
2
rispettivamente, si
calcolano nel modo seguente:
V
q
P
V
q
P
1
0
1
2
0
2
1
4 1
1
4
= =
2
dove

1P e

2P indicano rispettivamente la distanza tra la


carica q
1
e il punto P e la distanza tra la carica q
2
e il punto P.
In base ai criteri della geometria analitica:
1 3 35
2
1
2
1
2
2
2
P x x y y
P x x y
= + =
= +
( ) ( ) ,
( ) (
p p
p p
m
yy
2
2
4 61 ) , = m
e quindi:
1
4 8, 854 10 C / (Nm )
3, 00 10 C
3,35m
5, 00 10 C
4,61m
17, 8V
1 2
12 2 2
9 9
V V V = + =


12
Il lavoro L necessario per portare la carica q da un punto
allaltro del campo espresso dalla variazione
1

2
cambia-
ta di segno dellenergia potenziale della carica q stessa.
Nella sua posizione iniziale, distante r da Q, lenergia poten-
ziale della carica q espressa dalla relazione
1
= q V
Si consideri ora che fra i potenziali V e V' rilevabili nei punti
del campo distanti r e r' da Q vale la relazione:
'
'
V
r
V
r
=
169-226_Sc_Risposte_Test+Problemi.indd 216 19/03/12 15:18
217
Test e Problemi di ne Unit: risposte commentate
Quindi, per lenergia potenziale
2
della carica q in r', si pu
scrivere:
'
' '
2 1
q V q V
r
r
r
r
= = =
Il lavoro vale quindi:
' '
2 1 1
L
r r
r
q V
r r
r
( ) = =

Sostituendo i valori numerici si ottiene:


5, 0 10 C 200 V
0, 40 m 0,60 m
0, 40 m
5, 0 10 J
10 8
L ( ) =

=

14
Lenergia cinetica acquistata dallo ione uguale al
prodotto q (V
A
V
B
) dove q indica la carica dello ione
(= 2 1,6 10
19
C). Si pu allora scrivere:
V
A
V
B
= 80 eV/(3,2 10
19
C)
Tenendo presente che 1 eV = 1,6 10
19
J, la precedente
relazione diviene:
V
A
V
B
= V = 80 1,6 10
19
J/(3,2 10
19
C) = 40 V
16
Per il principio di conservazione dellenergia:
L
Q q
mv = +
1
4 0 10
1
2
0
2
m ,
Si ottiene = 14 J.
18
Il campo elettrico produce sullelettrone una forza costan-
te F

= e E

di verso opposto a quello del suo movimento verso


la lastra di destra. Il lavoro passivo compiuto dalla forza F


deve essere uguale allenergia cinetica iniziale dellelettrone.
Indicando con d la distanza fra le due lastre si pu scrivere:
(1/2) m v
2
= F d = e E d = e V
Quindi:
v
e V
m
= =

2 2 1 6 10 300
9 1 10
1
19
31
C V
kg
,
,
, 003 10
7
m/s
20
In base alla relazione F = q (V
A
V
B
)/

AB, la forza agente


sul protone vale:
F = 1,6 10
19
C (150 V 50 V)/(0,05 m) = 3,20 10
16
N
Lenergia cinetica acquisita dal protone nello spostamento da
una piastra allaltra data da:

c
= F s = 3,20 10
16
N 0,05 m = 1,6 10
17
J
e quindi (in base alla relazione:
c
= (1/2) m v
2
) la velocit
nale v del protone data da:

v = =

2 16 10 167 10 138 10
17 27 5
, ( , ) , J/ kg m/s
La forza peso del protone in prossimit della supercie terrestre
data da: 1,67 10
27
kg 9,81 m/s
2
= 1,64 10
26
N e quindi
R = 1,95 10
10
. Il valore di questo rapporto cos grande giusti-
ca il fatto che nei problemi relativi al moto di una carica elet-
trica quale lelettrone, il protone o qualunque ione si trascuri
leffetto gravitazionale.
23
A partire dal valore dellenergia, utilizzando la relazione:

E
= (1/2)
0
E
2
S d
si calcoli anzitutto il valore di E. Si ottiene:
E = 1,00 10
4
N/C.
Ri cor dando ora che V = E d, si ottiene:
V = 1,00 10
3
V.
La densit superciale di carica risulta poi:
= E
0
= 8,85 10
8
C/m
2
26
Essendo:
V
Q
R
=
4
0

il valore di Q si calcola con la relazione Q = 4
0
R V e quindi:

= = =
=

Q
R
V
R 4
8 854 10 100
2
0
12 2
C Nm V
2
, / ( )
00,20m
C/m =

4 4 10
9 2
,
Dal valore di possiamo calcolare il valore di E nei punti
immediatamente esterni al conduttore con la relazione:
E = =

0
9 2
12 2
4 4 10
8 854 10
5
,
, )
,
C/m
C /(Nm
2
00 10
2
N/C
28
Nel contatto, le due sfere assumono lo stesso potenziale e
si ridistribuiscono la carica (il cui valore totale deve rimanere
invariato) in funzione della loro capacit. Indicando con Q
1
e
Q
1
la carica della sfera 1 prima e dopo il contatto e con Q
2
e Q
2

la carica della sfera 2 prima e dopo il contatto, si pu scrivere:
Q
1
+ Q
2
= Q
1
+ Q
2
[a]
con
Q
1
= C
1
V
1
= 4
0
R
1
V
1
e Q
2
= C
2
V
2
= 4
0
R
2
V
2
Dopo la separazione, le relazioni fra carica, capacit, poten-
ziale sono le seguenti:
Q
1
= C
1
V
1
Q
2
= C
2
V
2

ed essendo V
1
= V
2
, si ha:

= = =
Q
Q
C
C
R
R
R
R
1
2
1
2
0 1
0 2
1
2
4
4


[b]
Risolvendo il sistema delle equazioni [a] e [b] si ottiene:
Q
1
= 9,27 10
8
C; Q
2
= 1,85 10
7
C
V
1
= V
2
= 1,67 10
4
V
29
Per il teorema di Gauss, in un punto interno alla sfera
interna il campo E

nullo; il flusso uscente da una sfera


concentrica a quella interna e di raggio r compreso fra R
1
e
R
2
dato da:
4
4
2
0
1
2
0

r E
carica sulla sfera interna R
= =
Perci:

E
R
r
=

0
1
2
2
Allesterno della sfera di raggio R
2
il campo dato ancora
dalla formula precedente, perch le cariche sulla sfera ester-
na hanno valore totale nullo.
31
Per rispondere alla prima domanda si applichi il teorema
di Gauss alla sfera di raggio r.
Questa sfera contiene la carica Q espressa da:
4
3
3
Q r
q
=
essendo:

q
=
Q
R
4
3
3
169-226_Sc_Risposte_Test+Problemi.indd 217 19/03/12 15:18
218
FISICA
Si ottiene allora:
= = Q r
Q
R
Q
r
R
4
3 4
3
3
3
3
3

Applicando il teorema di Gauss per determinare il modulo E


r

del campo elettrico in corrispondenza dei punti della super-
cie di raggio r, si ottiene:
E r E
Q r R
r
( )
= = 4
2
3 3
0

/
dalla quale:
E
Q
R
r
r
=
4
0
3


[a]
La relazione V
A
V
B
= E
A
(r
A
r
B
) non corretta, perch lungo
il segmento AB il campo elettrico non uniforme, ma aumenta
secondo la relazione [a] nel passare da A a B.
In un punto P esterno alla sfera il potenziale si calcola sup-
ponendo che tutta la carica Q della sfera sia concentrata nel
suo centro.
Si ha perci:
V
Q
r
p
P
=
4
0

36
Tenendo presente che la capacit elettrica di un condut-
tore sferico data da: C = 4
0
R, e che, essendo S = 4 R
2
,
si ha: R S = /( ), 4 la capacit elettrica del conduttore pu
essere scritta nel modo seguente:
C S = 4 4
0
/( ) ovvero C = h S
con h =
0
4
Dunque, nei due casi avremo:
C
1
= h S
C
S/4
= h S = h S /4
C
2
= 4 C
S/4
= 4 h S /4 = 2 h S
Conseguentemente, C
1
/C
2
= 0,5.
40
Per la capacit della Terra: C
T
= 4
0
R
T
e perci si dovr porre:

0 0
4
r T
S
d
R =
Da questa:
d
S
R
= =

r
T
m
4
1 25 10
7
,
Per determinare la massima differenza di potenziale baster
porre V uguale al prodotto della rigidit dielettrica per la
distanza fra le armature. Si ottiene V = 6,25 V.
44
Quando il condensatore di capacit C
1
si trova sottoposto
alla differenza di potenziale V la sua carica data da:
Q
1
= C
1
V [a]
Il collegamento indicato nella figura del testo del problema
comporta una ridistribuzione della carica tale per cui:
Q
1
= Q
1
' + Q
2
' [b]
Daltra parte la differenza di potenziale V' presente ai capi di
C
1
e C
2
deve essere uguale e perci:
1
'
1
2
'
2
Q
C
Q
C
=
[c]
Ponendo a sistema le relazioni [b] e [c] si ottiene:
1
'
1
1
1 2
Q Q
C
C C
=
+
2
'
1
2
1 2
Q Q
C
C C
=
+
e tenendo conto della [a]:
300 V
2 10 F
2 10 F 1 10 F
4 10 C
1
' 1
2
1 2
9
2
9 9
7
Q V
C
C C
( )
=
+
=

+
=

300 V
2 10 F 1 10 F
2 10 F 1 10 F
2 10 C
2
' 1 2
1 2
9 9
9 9
7
Q V
C C
C C
=
+
=

+
=

Per la differenza di potenziale V' si ottiene:


'
4 10 C
2 10 F
200 V
1
'
1
2
'
2
7
9
V
Q
C
Q
C
= =

45
Considerando che il parallelo dei due condensatori 1 e 2
ha una capacit equivalente C' data da:
C' = C
1
+ C
2
si ottiene
C' = 2,00 10
7
F
La capacit equivalente del sistema allora espressa da:
1 1
'
1
eq 3
C C C
=
e vale quindi
'
'
2, 00 10 F 1,00 10 F
2, 00 10 F 1,00 10 F
6,67 10 F
eq
3
3
7 7
7 7
8
C
C C
C C
=
+
=

+
=

Considerando che la carica del condensatore 3 deve essere


uguale alla carica totale dei condensatori 1 e 2 si pu porre:
C' V
1,2
= C
3
V
3
V
1,2
+ V
3
= V
Risolvendo si ottiene:
'
150 V
1,00 10 F
2, 00 10 F 1,00 10 F
50, 0 V
1,2
3
3
7
7 7
V V
C
C C
=
+
=

+
=
=


'
'
150 V
2,00 10 F
2, 00 10 F 1,00 10 F
100 V
3
3
7
7 7
V V
C
C C
=
+
=

+
=
=


Per le cariche elettriche sui condensatori si ottiene:
Q
1
= C
1
V
1,2
= 5,00 10
6
C
Q
2
= C
2
V
1,2
= 5,00 10
6
C
Q
3
= Q
1
+ Q
2
= 1,00 10
5
C
UNIT 2 Test e quesiti delle Olimpiadi della sica
1
In assenza o in presenza di dielettrico il campo elettrico
dato da E = V/d. La risposta corretta quindi la a.
2
La carica dellelettrone deve essere un divisore di tutti
169-226_Sc_Risposte_Test+Problemi.indd 218 19/03/12 15:18
219
Test e Problemi di ne Unit: risposte commentate
i valori sopra riportati; perci a errata e cos pure b e d.
La e rispetta questa condizione, ma nessuno ci autorizza a
ritenere che la carica dellelettrone sia un sottomultiplo di
3,2 10
19
C; perci anchessa errata. c corretta, perch
definisce un massimo, non necessariamente il valore reale.
3
La velocit inclusa nellespressione dellenergia cinetica
(1/2) m v
2
che risulta pari al lavoro elettrico q V. Dunque v
influenzata solo dalla massa e dalla carica dello ione. La
risposta corretta quindi la b.
4
Dal momento che il condensatore isolato, la carica
accumulata inizialmente sulle armature rimane identica (la 1
corretta). Il campo elettrico iniziale E
0
= V/d si riduce per
al valore E
r
= E
0
/
r
e conseguentemente anche la differenza di
potenziale si riduce al valore V/
r
(laffermazione 3 errata).
Lenergia immagazzinata espressa, in assenza e in presenza
di dielettrico, dalle relazioni:

1
= (1/2) Q V

1
= (1/2) Q V/
r
Essa subisce quindi una diminuzione (laffermazione 2 erra-
ta). La risposta corretta la d.
5
La carica disposta sui due condensatori in serie identica
e quindi devono valere le relazioni:
V
Q
C
Q
1
1
3
= =
F

[a]
V
Q
C
Q
2
2
2
= =
F

[b]
Daltra parte, indicata con C la capacit equivalente del
sistema, si pu porre:
1 1
3
1
2
= +
C F F
dalla quale C = (6/5) F e quindi:
30
6 5
V
/ F
=
Q
( )
Ricavando Q da questa relazione (Q = 3,6 10
5
C) e sosti-
tuendo nella [a] e nella [b] si ottiene V
1
= 12 V e V
2
= 18 V.
La risposta corretta la a.
6
Lenergia cinetica acquistata dalla particella deve essere
uguale alla variazione dellenergia potenziale elettrica di cui
dotata nella posizione finale B e iniziale A. Nella posizione
iniziale il potenziale nullo e quindi nulla anche lenergia
potenziale elettrostatica della particella. Quando la particella
urta il disco carico negativamente, la sua energia elettrosta-
tica assume il valore q V con V = 10 V.
Ponendo quindi (1/2) m v
2
= q V si ottiene:
v q V m = = 2 0 2 / m/s ,
7
La carica Q si distribuisce sulle due sferette in misura pari
a Q/2 per ciascuna. Nello stato iniziale in cui la molla non
allungata il sistema, costituito da due cariche praticamente
puntiformi a distanza l
0
, dotato di energia elettrostatica
e

pari a (Q/2)
2
/(4
0
l
0
). La forza repulsiva fra le due sferette
allunga la molla e, in corrispondenza del suo massimo allun-
gamento l, in base al principio di conservazione dellener-
gia, si pu scrivere:
( ) ( )
)
( )
Q
l
Q
l l
/
4
/
4 (
/
0 0
2 2
1 2
2
0
2
0

=
+
+

kk l ( )
2
Da questa si ottiene:
Q
k l l l
l
2
0 0 0
8
1


+
=
( )

Risolvendo si ottiene:
l
l l Q k l
=
+ +
0 0
2 2
0 0
2
2
/( )
8
La capacit C del condensatore vale:
C =
0
S/d = 8,854 10
12
C
2
/(N m
2
) (0,20 m)
2
/(1,0 10
2
m) =
= 3,54 10
11
F
e la carica Q sulle lastre vale:
Q = C V = 3,54 10
7
C
Il numero N di elettroni in eccesso corrispondente a questa
carica dato da:
N =

3 54 10
1 60 10
2 21 10
7
19
,
,
,
C
C/elettrone
112
elettroni
Il numero totale di elettroni presenti in una lastra si ottiene nel
modo seguente:
n moli di Al =

=
=
volume densit
massa molare
(00 20 2 0 10
27 10
2 3 3
3
, ) ( , m m) 2,7 10 kg/m
3

kg/mol
mol = 8 0 ,
n atomi di Al = n moli numero Avogadro =
= 8,0 mol 6,02 10
23
atomi/mol = 4,82 10
24
atomi
n protoni di Al = 4,82 10
24
atomi 13 protoni/atomo =
= 6,27 10
25
protoni
n di elettroni della lastra = 6,27 10
25
elettroni
La percentuale di elettroni trasferiti vale quindi:
2 21 10
100 3
12
,

=
elettroni
6,27 10 elettroni
25
,, % 5 10
12


9
La quantit massima di carica Q che pu stare sul gra-
nello quella che genera in prossimit della sua superficie un
campo elettrico di intensit E minore o uguale a E
0
. Perci si
pu porre:
E
Q
r
0
0
2
4
=
r

Considerando che E
0
= 20 kV/cm = 2 10
6
V/m si ottiene
Q = E
0
4
0

r
r
2
=
2 10
6
V/m 4 8,854 10
12
C
2
/(N m
2
) (1,0 10
4
m)
2
=
2,23 10
12
C
10
Il lavoro da compiere uguale alla variazione dellener-
gia potenziale del sistema. Tenendo conto che la carica Q
sulle armature non cambia estraendo la lastra e che, allini-
zio, essa data da Q = C V, si ottiene:

1
2
2
=
Q
C

2
2
0
2
=
Q
C
con C
0
= C/
r

Si ottiene quindi:
169-226_Sc_Risposte_Test+Problemi.indd 219 19/03/12 15:18
220
FISICA

2 1
2
0
2 2 2 2
2 2 2 2 2
= = =
Q
C
Q
C
Q
C
Q
C
Q
C
r
r

( 11
1
2
4 10
2
5
)
( )
=
=

=

C V
J
r

UNIT 3 TEST
1
La risposta corretta la c.
2
In base alla relazione i = e n S v si ottiene:
v
i
n S e
=
Daltra parte la densit di elettroni n per un metallo dellor-
dine di 10
28
elettroni/m
3
e quindi, ad esempio, per una
corrente di intensit i = 2 A che percorre un conduttore di
sezione S = 2 mm
2
, si ottiene:
v
A
=


2
2 10 10 1 6 10
3 2 28 3 19
( ) , m elettroni/m C/elettrone
m/s
=
=

6 10
4
La risposta corretta quindi la c.
3
La risposta corretta la a.
4
Il potenziale diminuisce da A a B secondo una dipendenza
di proporzionalit diretta. Quindi:
100 V : 2 m = x : 1,5 m
Da questa si ricava x = 75 V. La risposta corretta la b.
5
Si tenga presente che il potenziale nei punti di un condut-
tore che unisce i poli di un generatore diminuisce linearmente
passando dal polo positivo a quello negativo. Se, perci, fra i
punti A e B, che distano tra loro 20 cm, esiste una differenza
di potenziale di + 10 V, tra i punti C e D, che distano tra loro
60 cm, dovr esistere una differenza di potenziale che in
valore assoluto vale 30 V. Considerando poi che il punto C si
trova a sinistra del punto D, in C sar presente il potenziale di
valore maggiore e quindi V
C
V
D
= 30 V. La risposta corretta
quindi la a.
6
La risposta corretta la c.
7
La dipendenza fra V e i di tipo ohmico una dipenden-
za lineare. Quindi la a errata, perch, nel suo complesso,
il grafico non rappresenta una dipendenza lineare. Anche
b errata, in quanto ciascun tratto AB, BC, CD del grafico
rappresenta una dipendenza lineare. In un grafico V, i con
V sullasse verticale, il coefficiente angolare della retta che
rappresenta la dipendenza funzionale fra V e i corrisponde
alla resistenza del conduttore. Si ha quindi R
CD
> R
BC
> R
AB
.
La risposta corretta quindi la d.
8
La risposta corretta la b.
9
La grandezza che mantiene lo stesso valore nel circuito
lintensit di corrente i e quindi, in base alle leggi di Ohm:
V
Fe
= (
Fe
l/S) i
V
Cu
= (
Cu
l/S) i
Da queste si ottiene:

V
V
Fe
Cu
Fe
Cu
=

Tenendo presente che in ciascun tratto di conduttore il


campo elettrico uniforme, si possono scrivere le relazioni
seguenti:
V
Fe
= E
Fe
l V
Cu
= E
Cu
l
In definitiva: E
Fe
/E
Cu
=
Fe
/
Cu
. La risposta corretta la b.
10
La risposta corretta la c.
11
La resistenza del reostato e la resistenza R si sommano e
quindi ne due casi si possono scrivere le relazioni seguenti:
fem = (R + 150 ) 0,4 A
fem = (R + 100 ) 0,5 A
Risolvendo si ottiene R = 100 , fem = 100 V. La risposta
corretta la a.
12
La risposta corretta la c.
13
Il passaggio della corrente in una lampadina determina
una diminuzione del potenziale. Da ci consegue che:
caso A, la differenza di potenziale ai capi di ciascuna lampa-
dina vale 4 V;
caso B, ai capi della lampadina A presente una differenza di
potenziale di 12 V ma ai capi delle lampadine B e C presente
una differenza di potenziale di 6 V;
caso C, ai capi delle lampadine A, B, C presente una diffe-
renza di potenziale di 12 V;
caso D, ai capi della lampadina A presente una differenza di
potenziale di 12 V ma ai capi delle lampadine B e C non pre-
sente alcuna differenza di potenziale. La risposta corretta la c.
14
La risposta corretta la b.
15
In base alla relazione = m/V si pu stabilire che, se
la massa dei due fili identica, sar identico anche il loro
volume. Indicando con S
1
e S
2
la sezione dei due fili, potremo
perci scrivere:
S
1
l
1
= S
2
l
2
[a]
Consideriamo ora le resistenze elettriche dei due li, che scri-
veremo nel modo seguente:
R
1
= l
1
/S
1
R
2
= l
2
/S
2
Da queste si ottiene:

R
R
l S
S l
l S
S l
S
S
2
1
2 1
2 1
1 1
2 1
1
2
2
2 = = =
Tenendo ora conto della relazione [a] si pu porre:

S
S
l
l
l
l
1
2
2
1
1
1
2
2 = = =
e quindi: R
2
/R
1
= 4.
La risposta corretta la a.
16
La risposta corretta la b.
17
La ripsosta corretta la b.
18
Per determinare la carica del condensatore si deve cono-
scere la differenza di potenziale stabilita ai suoi capi. Questa
vale 10 V indipendentemente dalla presenza dei due resistori
in parallelo di resistenza 10 e quindi
Q = C V = 10
5
C. La risposta corretta la b.
19
I due resistori posti ai lati del condensatore costituiscono
169-226_Sc_Risposte_Test+Problemi.indd 220 19/03/12 15:18
221
Test e Problemi di ne Unit: risposte commentate
un parallelo la cui resistenza equivalente vale R/2. Infatti,
tenendo presente che il condensatore ha resistenza infinita,
possiamo scrivere:
1 1 1 1 1 1
0
R R R R R
eq
= + +

= + +
dalla quale: R
eq
= R/2.
Questo parallelo in serie con il terzo resistore di resistenza
R; linsieme possiede quindi una resistenza equivalente di
valore 1,5 R. La risposta corretta quindi la c.
20
La risposta corretta la d.
21
Lespressione della potenza dissipata in una resistenza
P
W
= i
2
R = V
2
/R = V i
Quindi:
P
P
V R
V R
W1
W2
/
/
= =
( ) 3
9
2
2

La risposta corretta la a.
22
La risposta corretta la c.
23
Le relazioni che traducono il bilancio termico per i due
calorimetri sono le seguenti:
i
1
2
R
1
t = C M
1
T
1
i
2
2
R
2
t = C M
2
T
2

Dividendo membro a membro e tenendo conto che:
i
V
R
1
1
=

i
V
R
V
R
i
2
2 1
1
2 2
= = =

R
2
= 2 R
1
M
2
= 2 M
1
si ottiene T
1
/T
2
= 4
La risposta corretta quindi la a.
24
La risposta corretta la a.
25
La potenza dissipata da un resistore di resistenza R sotto-
posto alla differenza di potenziale V P
W
= V
2
/R. Da questa
relazione si pu stabilire che, per una data differenza di poten-
ziale V, sar maggiore la potenza dissipata dal resistore di
resistenza minore. La risposta corretta la a.
26
Lenergia sviluppata dalle due resistenze data rispetti-
vamente da:

1
2
1
1 2
2
2
2
= =
( ) ( ) V
R
t
V
R
t
Tenendo conto dei dati, lespressione di
1
diviene:

1
2
2
2
2
2
2
2
2
4
= =
( )
( / )
( ) V
R
t
V
R
t
Dunque
1
=
2
/4; la risposta corretta quindi la d.
27
Se lintensit di corrente che attraversa il resistore
compreso fra i punti A e B vale i, lintensit di corrente che
attraversa i due resistori compresi fra i punti C e B vale i/2. La
quantit di calore sviluppata in un certo tempo t nel resistore
compreso fra i punti A e B vale perci i
2
R t mentre la quan-
tit di calore sviluppata in un certo tempo t in ciascuno degli
altri due resistori vale (i/2)
2
R t. Essendo:
i R t
i R t
2
2
2
4
( / )
=
La risposta corretta la d.
28
La risposta corretta la c.
29
La risposta corretta la c.
30
Il passaggio di corrente in un semiconduttore ne aumen-
ta la temperatura e quindi, in base ai grafici riportati in
figura 42 del testo, modifica in modo consistente il numero
dei portatori di carica presenti nel materiale; la resistivit di
questo subisce quindi una diminuzione (a. e d. sono errate).
Lintroduzione di un elemento drogante p o n aggiunge,
ai portatori intrinseci, ulteriori portatori di carica; conse-
guentemente la sua resistivit diminuisce (b. errata).
corretta invece la c., in quanto un drogante pentavalente
(come lAs o il P) introduce nel materiale elettroni di condu-
zione ovvero portatori di tipo n.
31
La risposta corretta la b.
32
Per rispondere al test si tenga presente lo schema cir-
cuitale riportato in figura 55 del testo. Esso indica che la
giunzione emettitore-base polarizzata direttamente (a.
corretta) mentre la giunzione emettitore-collettore polariz-
zata inversamente (b. errata).
Questo stato di polarizzazione non legato strettamente alla
sequenza: emettitore tipo n, base tipo p, collettore tipo n del
transistor; anche in un transistor in cui lemettitore di tipo
p, la base di tipo n, il collettore di tipo p, la polarizzazione cor-
retta deve essere quella sopra indicata: diretta per emettitore-
base, inversa per emettitore-collettore (d. errata).
Si consideri infine il grafico di figura 58 del testo; esso indica
che, a parit di differenza di potenziale collettore-emettitore,
una variazione di 0,2 mA della corrente di base provoca una
variazione della corrente di collettore dellordine di 40 mA.
Quindi anche la c. errata.
UNIT 3 PROBLEMI
6
Seguendo la linea verticale punteggiata passante per il
valore di 1 A, si intersecano le due semirette rappresentative
della dipendenza funzionale V, i in due punti ai quali corri-
spondono i valori V
1
= 10 V e V
2
= 30 V rispettivamente.
La resistenza dei due conduttori si determina applicando la
relazione R = V/i.
Per la semiretta 1, assumendo i = 1,0 A e V = 10 V, si ottie-
ne R
1
= 10 .
Per la semiretta 2, assumendo i = 1,0 A e V = 30 V, si ottie-
ne R
2
= 30 .
10
La quantit di carica Q che passa attraverso una qualun-
que sezione di un conduttore nel tempo t correlata allinten-
sit i di corrente nel modo seguente: Q = i t.
Daltra parte, in base alla legge di Ohm per un conduttore:
i = V/R e quindi Q = V t/R.
Essendo poi R = l/S, si ha inne:
169-226_Sc_Risposte_Test+Problemi.indd 221 19/03/12 15:18
222
FISICA
Q
V t S
l
= =

1 8 10
3
, C
Per il numero n di elettroni, baster dividere la carica Q per la
carica dellelettrone (1,60 10
19
C). Si ottiene:
n = 1,1 10
22
.
12
Ciascun tratto di filo offre una resistenza R
1
e R
2
al pas-
saggio della corrente data da:
R
1
=
1
l/S R
2
=
2
l/S
con: S = (d/2)
2
= 3,14 10
6
m
2
.
Lintensit di corrente i che percorre entrambi i li si ottiene
applicando la relazione:
i
V
R R
=
+

1 2
Sostituendo i valori si ha quindi:
R
1
= 5,41 10
2
R
2
= 0,318 i = 13,4 A
La differenza di potenziale ai capi di ciascun tratto di lo vale
perci:
V
1
= i R
1
= 0,725 V V
2
= i R
2
= 4,26 V
14
Il volume della massa di rame rimane costante. Perci:
l
1
S
1
= 4 l
1
S
2
dalla quale: S
2
= S
1
/4.
Le resistenze R
1
e R
2
dei due li valgono allora:
R
1
= l
1
/S
1
R
2
= l
2
/S
2
e quindi:
R R
l
S
S
l
R
l
S
S
l
R
2 1
2
2
1
1
1
1
1
1
1
1
4 4
16 160 = = = =
16
Per rispondere alla richiesta del Problema, si dovr calco-
lare la differenza R
100 C
R
0 C
essendo:
R
100 C
=
100 C
l/S e R
0 C
=
0 C
l/S
Dalle tabelle si ricavano il valore della resistivit a 20 C (per
il rame si ha
20 C
= 1,72 10
8
m) e il valore del coefciente
di temperatura (per il rame si ha = 0,0039/C).
Per determinare i valori di
0 C
e
100 C
si applica due volte la
relazione
t
=
0
(1 + t) ottenendo:

20 C
=
0 C
(1 + 20 C)
dalla quale:

0
20
8
1
1
172 10
C
C
m
1+0,0039 C

=
+
=

( )
,
t


=
=

20 C
m 160 10
8
,

100 C
=
0 C
(1 + 100 C) =
= 1,60 10
8
m (1 + 0,0039C
1
100 C) = 2,22 10
8
m
Avremo perci:
R = R
100 C
R
0 C
= (
100 C

0 C
) l/s =
= (2,22 10
8
m 1,60 10
8
m) 10 m/(0,500 10
6
m
2
)=
= 0,124
18
La dipendenza della resistivit di un conduttore dalla
temperatura stata espressa con la relazione:

t
=
0
(1 + t)
Quando la temperatura viene portata a 100 C la sua resisti-
vit
100
diviene:

100
=
0
(1 + 100 C)
Corrispondentemente, la sua resistenza passa dal valore R
0

al valore
R
100
= R
0
(1 + 100 C)
Considerando che a 0 C si aveva
1
0
i
V
R
=

a 100 C si avr:
1
1 100 C
2
100 0
i
V
R
V
R ( )
=

=

+
e quindi:
1
1 100 C
2 1
i i =
+
Sostituendo i valori numerici si ottiene:
5, 00 A
1
1 5, 00 10 C 100 C
4,76 A
2
4 1
i =
+
=

19
Essendo connessi in parallelo, i tre resistori saranno sotto-
posti alla stessa differenza di potenziale. Perci si pu scrivere:
i
V
R
i
V
R
V
R
V
R
i
i
V
R
V
1
1
2
2 1 1
1
3
3
2
1
2
1
2
=
= = = =
= =



33
1
3
1
3
1 1
1
R
V
R
i = =

Dunque si ha: i
2
= 0,500 A; i
3
= 0,333 A.
Lintensit di corrente i che entra e che esce dal parallelo
data dalla somma delle intensit i
1
, i
2
, i
3
e quindi:
i = 1,00 A + 0,500 A + 0,333 A = 1,83 A.
21
Lintensit di corrente i
1
che attraversa il resistore R
1

coincide con quella erogata dal generatore. Questa si ottiene
valutando prima la resistenza equivalente dei tre resistori.
Per i due in parallelo si ha:

1 1 1 1
10 0
1
5 00
2 3 2 3
R R R
,
, ,
= + = +

Da questa si ottiene: R
2,3
= 3,33 .
Tenendo poi conto che il resistore R
1
in serie al parallelo di
cui si ora determinata la resistenza equivalente, si ha:
R
eq
= 3,33 + 15,0 = 18,3
Quindi: i
1
= 18,3 V/(18,3 ) = 1,00 A.
Per determinare i
2
e i
3
, si pu calcolare prima la differenza di
potenziale V
2,3
presente ai capi dei due resistori R
2
e R
3
:
V
2,3
= 1,00 A 3,33 = 3,33 V
e quindi applicare la legge di Ohm ai due resistori:
i
2
= V
2,3
/R
2
= 3,33 V/(10,0 ) = 0,333 A
i
3
= V
2,3
/R
3
= 3,33 V/(5,00 ) = 0,667 A
22
Dal momento che tutte le resistenze hanno identico
valore, si pu prevedere che i tre rami ACB, ADB, AEB siano
percorsi dalla stessa intensit di corrente. I punti C, D, E si
troveranno quindi allo stesso potenziale e nel ramo CDE non
fluir alcuna corrente. Le resistenze comprese fra i punti CD
e DE non influenzano quindi il regime di corrente del sistema
di resistenze.
Il sistema dunque equivalente a un parallelo di tre resistori,
ciascuno di resistenza 2 R. La corrispondente resistenza equi-
valente quindi data da:
1 1
2
1
2
1
2
eq
R R R R
= + +
dalla quale R
eq
= (2/3) R
169-226_Sc_Risposte_Test+Problemi.indd 222 19/03/12 15:18
223
Test e Problemi di ne Unit: risposte commentate
23
Se il conduttore con il quale
si realizza un anello ha resi-
stenza R, 1/4 di anello ha resi-
stenza (1/4) R, 1/2 di anello ha
resistenza (1/2) R, 3/4 di anel-
lo hanno resistenza (3/4) R.
Il sistema rappresentato nella
figura del testo del problema
pu essere quindi schematiz-
zato come indicato dalla figura
a destra.
I due resistori in parallelo
compresi fra A e C hanno resi-
stenza equivalente R calcola-
bile nel modo seguente:
A
C
R
B
+


3
4
R
R/2 R/2

1
4
1 1
3 4
1
1 4
= +
R R R ( / ) ( / )
Da questa si ottiene: R = (3/16) R.
I due resistori in parallelo compresi fra C e B hanno resistenza
equivalente R calcolabile nel modo seguente:
1 1
1 2
1
1 2
= +
R R R ( / ) ( / )
Da questa si ottiene: R = (1/4) R.
La resistenza equivalente totale vale quindi R + R = (7/16) R.
26
Nel condensatore carico non passa alcuna corrente e la
sua resistenza si pu considerare infinita; la corrente elettrica
fluir quindi solo nei due resistori R
2
e R
3
che, essendo con-
nessi in parallelo, avranno una resistenza equivalente pari a:
1 1 1 1
10
1
10
2
10 R R R
eq 2 3
= + = + =

Da questa: R
eq
= 5,0 .
In serie a questo parallelo disposto il resistore R
1
e quindi la
resistenza totale presente fra i punti A e B vale:
10 + 5,0 = 15 .
Lintensit di corrente che passa in R
1
vale perci:
i
1
= 150 V/(15 ) = 10 A
Questa corrente si ripartisce in parti uguali nei due resistori
R
2
e R
3
e quindi: i
2
= i
3
= 5,0 A. La differenza di potenziale V
ai capi del condensatore si ottiene moltiplicando lintensit di
corrente che attraversa il parallelo di R
2
e R
3
per la resistenza
equivalente del parallelo stesso; perci: V = 10 A 5,0 =
= 50 V. In base alla relazione C = Q/V possiamo ora deter-
minare Q. Si ottiene:
Q = 1,0 10
6
F 50 V = 5,0 10
5
C
28
I tre resistori in serie hanno una resistenza equivalente R
S

di 3 5,00 . La potenza dissipata vale allora:
P
fem
r R
WS
S
V
W =
+
=
+
=
2 2
12 0
2 00 15 0
8 47
( , )
, ,
,

Con la disposizione in parallelo la resistenza equivalente vale
R
P
= 5,00 /3 = 1,67 e la potenza dissipata:
P
fem
r R
WP
P
V
W =
+
=
+
=
2 2
12 0
2 00 1 67
39 2
( , )
, ,
,

I tempi t
1
e t
2
sono quindi dati da:
7200 C 12, 0 V
8,47 W
1
t =


7200 C 12, 0 V
39,3 W
2
t =

e il loro rapporto t
1
/ t
2
risulta pari a:
39,2 W/(8,47 W) = 4,63
31
A partire dalla relazione fem = i (r + R) si determina lin-
tensit di corrente che fluisce nel circuito:
i = =
24
2 0
V
(2,0 +10 )
, A
La potenza erogata dalla resistenza interna ed esterna si
ottiene con la relazione P
W
= i
2
R e quindi:
resistenza interna: P
Wi
=

(2,0 A)
2
2,0 = 8,0 W
resistenza esterna: P
We
= 40 W
34
In base alla legge di Ohm per un circuito possiamo scri-
vere:
fem = i (R + r)
o, in termini energetici:
fem i t = i
2
R t + i
2
r t.
In corrispondenza di t = 60,0 s il prodotto fem i t vale 1320
J e quindi ricavando r dalla relazione precedente si ottiene
r = 2,00 .
38
La potenza elettrica pu essere espressa dalla relazione
(V)
2
/R. Poich nei due casi R non subisce variazioni, pos-
siamo scrivere:
P
W
V V
V
=

=
( ) ( )
( )
, %
210 220
220
100 8 9
2 2
2
43
Se il valore della tensione di soglia di 0,60 V, significa
che il diodo conduce solo negli intervalli di tempo durante i
quali la tensione applicata supera il valore di 0,60 V.
Ponendo allora:
0,60 V = V sin( t) = 1,2 V sin ( t)
si ottiene:
sin ( t) = 0,50
dalla quale:
t = /6
e quindi:
t
T
T
= =

/
/
6
2 12
v (V)
1,2
1,2
0,6
t
1
t
1
t
2
t
2
t
3
t
3
t
Tenendo conto della rappresentazione di gura, il diodo
169-226_Sc_Risposte_Test+Problemi.indd 223 19/03/12 15:18
224
FISICA
conduce quindi negli intervalli di tempo deniti dagli istanti:
t
1
= (1/12) T
t
1
= (1/2) T (1/12) T = (5/12) T
t
2
= T + (1/12) T
t
2
= T + (5/12) T
t
3
= 2 T + (1/12) T
t
3
= 2T + (5/12) T
eccetera.
Durante le fasi di conduzione lintensit di corrente si calcola
riferendosi allo schema circuitale riportato nella gura B del
testo del Problema, nel quale la tensione di soglia V
S
viene
rappresentata (anche se impropriamente) con una forza elet-
tromotrice di valore costante.
Lintensit di corrente quindi diversa da zero negli intervalli
di tempo precedentemente deniti, e il suo valore si calcola
nel modo seguente:
i
v V
R R
t
=

+
=

S
D C
V V 1 2 0 60
100
, sin( ) ,

Il valore di i varia dunque nel tempo passando dal valore 0 a


un valore massimo cos calcolabile:
i
max
, ,
, =

=

1 2 0 60
100
6 0 10
3
V V
A

44
Per V
CE
= 1 V si osserva che per I
B
= 0,20 mA si ha
I
C
50 mA e per I
B
= 0,80 mA si ha I
C
175 mA. Quindi:

1V
175 mA 50 mA
0,80 mA 0,20 mA
210 =


Analogamente si ottengono gli altri due valori.
45
Il guadagno di potenza espresso dal rapporto:

V I
V I
CE C
B B



[a]
Sulla base dei graci riportati nel testo del Problema si osser-
va che, quando V
B
passa da 0,20 V a 0,40 V, la corrente di
collettore I
C
corrispondente a V
CE
= 3,0 V passa da 200 mA a
400 mA. Perci: I
C
= 200 mA.
Daltra parte, per V
CE
= 3,0 V, in corrispondenza di I
C
= 400 mA
si ottiene I
B
= 8,0 mA e in corrispondenza di I
C
= 200 mA si
ottiene I
B
= 4,0 mA.
Perci: I
B
= 4,0 mA.
In denitiva, sostituendo nella [a] i valori ora deniti, si ottie-
ne un guadagno di potenza uguale a 750.
48
Il circuito schematizzato nel testo del problema si deve
trattare come un circuito a tre maglie che schematizziamo
nuovamente nella figura seguente riportando anche le cor-
renti di maglia i
1
', i
2
', i
3
'.
R
3
R
2
i'
1
R
6
R
5
R
4
R
1
A
2 3
1
1
+

5 6
4
B D
C
i'
2
i'
3
Le tre equazioni di maglia sono:
fem = i
1
' R
1
i
2
' R
2
i
3
' R
5
0 = i
1
' R
2
+ i
2
' (R
2
+ R
3
+ R
4
) i
3
' R
4
0 = i
1
' R
5
i
2
' R
4
+ i
3
' (R
4
+ R
5
+ R
6
)
Risolvendo il sistema si ottiene:
i
1
' = 2,84 A
i
2
' = 1,19 A
i
3
' = 1,94 A
Considerando il verso delle correnti di maglia si ottiene:
i
1
= i
1
' = 2,84 A da A a B
i
2
= i
1
' i
2
' = 1,65 A da B a C
i
3
= i
2
' = 1,19 A da B a D
i
4
= i
2
' i
3
' = 0,75 A da C a D
i
5
= i
1
' i
3
' = 0,900 A da C a E
i
6
= i
3
' = 1,94 A da D a E
UNIT 3 Test e quesiti delle Olimpiadi della sica
1
Masse uguali del medesimo metallo possiedono lo stesso
volume e perci si pu porre S l = k con k costante. Essendo
R = l/S, per la relazione precedente:
R
l
k l
l
k
= =
/
2
La dipendenza funzionale R, l quindi parabolica. La risposta
corretta la b.
2
La disposizione dei resistori pu essere schematizzata
come indicato dalla figura A.
Figura A
D C
A
B
2 6
3
1,5
I resistori da 2 e da 6 sono in parallelo e la loro resistenza
equivalente vale:
=

+
= R
2 6
2 6
1 5 ,



Il circuito pu ora essere schematizzato come indicato dalla
figura B.
Figura B
C
A
B
1,5
3
1,5
169-226_Sc_Risposte_Test+Problemi.indd 224 19/03/12 15:18
225
Test e Problemi di ne Unit: risposte commentate
La resistenza equivalente compresa fra C e A vale 3 ed
essendo questa in parallelo ad unaltra resistenza da 3 , la
resistenza equivalente totale vale 1,5 .
Lintensit di corrente erogata dalla batteria vale quindi 4 A.
La risposta corretta la c.
3
Lamperometro in serie al resistore di resistenza R e
quindi la 2 vera. La differenza di potenziale indicata dal
voltmetro evidenzia la differenza di potenziale ai capi del
resistore e dellamperometro. Indicati perci con i la corrente
misurata dallamperometro e con r la resistenza interna
dellamperometro, si ha: V = (r + R) i, quindi la 1 falsa.
Poich r nota, sar possibile dedurre anche R e quindi
anche la 3 falsa. La risposta corretta dunque la b.
4
Ad ogni coppia di punti corrisponde un sistema di resisto-
ri in serie e in parallelo di cui di deve calcolare la resistenza
equivalente. Gli schemi corrispondenti alle coppie di punti
indicate nelle risposte e la loro resistenza equivalente sono
indicati nelle figure seguenti.
R
eq
=

+
=
9 1
9 1
0 9 ,



P
Q
4
3 1
2
R
eq
=

+
=
5 5
5 5
2 5 ,



Q
S
1 2
3 4
R
eq
=

+
=
3 7
3 7
2 1 ,



R
S
1
2
3
4
R
eq
=

+
=
4 6
4 6
2 4 ,



P
S
3
1
4
2
R
eq
=

+
=
7 3
7 3
2 1 ,



La risposta corretta la b.
P
R
4 1
2 3
5
In P fluisce la corrente i e quindi si sviluppa la potenza
termica i
2
R
e
(R
e
= resistenza di P, Q, R). In Q (o in R) fluisce
la corrente i/2 e quindi in esso si sviluppa la potenza termica
(i/2)
2
R
e
. Perci il rapporto fra la potenza sviluppata in P e
quella sviluppata in Q vale 4. La risposta corretta la e.
6
Applicando la relazione:
fem = i (r + R)
nei due casi si ottiene:
fem = i (r + R
1
)
fem = 3 i (r + R
1
/4)
Da queste: r = R
1
/8 = 250
7
Con linterruttore aperto lo schema circuitale quel-
lo rappresentato in figura A. La resistenza equivalente di
ciascuno dei due rami AB vale 50 e quindi la resistenza
equivalente del sistema di 4 resistenze vale 25 . Si ha allora:
i = =
12
25
0 48
V
A

,
Figura A
R
3
R
2
R
4
R
1
A
V
A
B
Lintensit di corrente in ciascun ramo vale 0,24 A e quindi
il voltmetro indica una differenza di potenziale di:
0,24 A 40 = 9,6 V.
Con linterruttore chiuso lo schema circuitale quello rappre-
sentato in figura B.
Figura B
R
3
R
2
R
4
R
1
A
V
A
B
C
La resistenza R equivalente al parallelo di R
3
e R
2
vale:
=
+
=

+
= R
R R
R R
3 2
3 2
10 40
10 40
8 0


,
Identico valore assume la resistenza equivalente R del paral-
lelo di R
4
e R
1
. La resistenza equivalente dellintero sistema
vale quindi 16 . Si ha allora:
i = =
12
16
0 75
V
A

,
e la differenza di potenziale fra i punti A e C vale quindi
0,75 A 8,0 = 6,0 V (coerentemente al fatto che R = R).
8
Lo schema circuitale, nel quale si rappresenta anche la
resistenza interna r del voltmetro, riportato nella figura
seguente.
r
R
R
r
E
A B
169-226_Sc_Risposte_Test+Problemi.indd 225 19/03/12 15:18
226
FISICA
La resistenza equivalente R del parallelo fra r e R espressa
dalla relazione:
=
+
R
r R
r R

[a]
Inoltre si ha:
fem = i (R + R)
dalla quale:
i
fem
R R
=
+
e
V V
fem R
R R
AB
= =

+
6

[b]
In assenza del voltmetro si ha invece:
fem = i (2 R)
dalla quale:
= i
fem
R 2
e
[c]
= = V
fem R
R
fem
AB
2 2
Dalle tre relazioni [b] [c] e [a] si ottiene:

=
+
=
V
V
r R
r
AB
AB
2
2
2
e infine V
AB
= 12 V
9
Quando lamperometro percorso dalla corrente mas-
sima di 10 mA, la differenza di potenziale ai suoi capi vale
10 10
3
A 8 = 0,08 V
Collegando lamperometro in serie a una resistenza R (figura
seguente) la differenza di potenziale V
AB
fra i punti A e B
sar espressa dalla relazione:
V
AB
= i (8 + R)
dalla quale:
R
V
i
=

AB
8
Ponendo V
AB
= 2 V e i = 10 10
3
A si ottiene R = 192 .
R
A
amperometro
B
8
10
La potenza dissipata dalla resistenza pari a:
1 8 2 10 1
4 60
15
3
, ( ) J/ g K g K
s
W

=
Ponendo ora:
15
2
W =
V
R
si ottiene:
R = =
( )
,
24
38 4
2
V
15W

169-226_Sc_Risposte_Test+Problemi.indd 226 19/03/12 15:18
1
TesT e Problemi
di fine UniT:
risPosTe
commenTaTe
2
FISICA
Risposte commentate a test e problemi
proposti al termine delle Unit
TEMA 9
UniT 4 TEST
1
La risposta corretta la c.
2
Nella situazione rappresentata dalla figura A, il campo B
r

nullo nei punti della linea equidistante dai due fili. Nella situa
zione rappresentata dalla figura C, il campo nullo nei punti
della bisettrice dei quadranti 1 e 3, dove i campi magnetici
prodotti dai due fili sono perpendicolari al piano del foglio e di
verso opposto. Nella situazione rappresentata dalla figura D,
le due spire creano un campo nullo nel punto situato sul loro
asse comune ed equidistante dai due loro piani di giacitura.
Lunica situazione in cui il campo B
r
ovunque diverso da zero
quella rappresentata nella figura B. In questo caso, infatti,
i campi generati dai due fili sono concordi nella regione di
piano definita dai due fili (e quindi qui il campo B
r
diverso da
zero) e discordi a sinistra del filo di sinistra e a destra del filo di
destra; ma essendo lintensit di corrente nei due fili identica,
il loro modulo sar diverso in quei punti e il campo risultante
sar diverso da zero. La risposta corretta la d.
3
La risposta corretta la a.
4
La sfera in rotazione pu essere suddivisa idealmente in
una serie di anelli circolari con il centro sullasse di rotazione
della sfera, carichi e rotanti; da un punto di vista magneti
co, a causa del movimento delle cariche, ciascun anello
equivalente a una spira percorsa da corrente. Al centro della
sfera, che si trova sullasse comune a tutte le spire, il campo
B
r
diretto verso lalto per ogni spira, e di conseguenza anche
il campo totale B
r
T
. Lintensit del campo proporzionale alla
corrente che circola nelle spire, e quindi, alla velocit di rota
zione degli anelli carichi, e in ultima analisi, alla velocit di
rotazione della sfera. Laffermazione b. quindi vera.
5
La risposta corretta la b.
6
La rappresentazione vettoriale del campo magnetico gene
rato nel centro del quadrato riportato nella figura seguente,
dalla quale si deduce che la riposta corretta la b.
B
3
B
2
B
4
B
1
B
1
+ B
4
B
2
+ B
3
B
1
+ B
2
+ B
3
+ B
4
1 3
4 2
7
La risposta corretta la a.
8
In base alle propriet della circuitazione del campo
magnetico, questa risulta diversa da zero quando la linea
chiusa lungo la quale la si calcola concatena una o pi cor
renti la cui intensit e verso danno luogo a una sommatoria
diversa da zero. Questa condizione non verificata dai circu
iti D (tutto interno al solenoide), C ( esterno al solenoide), B
(che concatena il solenoide senza tagliarlo); lunico circuito
che concatena correnti di sommatoria nulla il circuito A e
quindi la risposta corretta la a.
9
La risposta corretta la c.
10
Se esistessero monopoli magnetici separabili si potrebbe
avere un insieme di monopoli la cui sommatoria diversa
da zero. Si potrebbe allora applicare il teorema di Gauss a
questo insieme di monopoli e stabilire che il flusso del campo
magnetico uscente da una superficie chiusa che contiene
quel sistema diverso da zero. La risposta corretta la c.
11
La risposta corretta la c.
12
Le forze agenti su un certo numero di elementi della spira
sono rappresentati nella figura seguente e mettono in eviden
za che su elementi della spira disposti in modo simmetrico
rispetto al centro della spira le forze sono uguali in direzione e
modulo e contrarie in verso. La risposta corretta la d.
1
2
3
4
5
6
7
8
F
2
F
3
F
4
F
5
F
6
F
7
F
8
F
1
13
La risposta corretta la b.
14
Quando il telaio parzialmente immerso nel campo
magnetico, come indicato nella figura del testo, sul suo lato
inferiore agisce una forza rivolta verso il basso che si aggiun
ge alla forza peso del telaio. Quando invece il telaio si trova
completamente immerso nel campo magnetico, sul suo lato
inferiore continua ad agire una forza rivolta verso il basso, ma
sul lato superiore agisce una forza rivolta verso lalto di inten
sit uguale alla precedente. Nella nuova situazione, quindi, il
dinamometro segner una forza inferiore a 1 N (cio la sola
forza peso del telaio). La risposta corretta quindi la b.
15
Qualunque sia il verso della corrente nella molla, la
corrente che passa in una spira ha lo stesso verso di quella
che passa nella spira contigua: le spire perci si attraggono
sempre, accorciando la molla. Tuttavia lintensit di questa
forza attrattiva varia nel tempo, proporzionalmente al valore
della intensit di corrente, da un valore massimo, a un valore
nullo (quando anche la corrente nulla). La risposta corretta
perci la c.
16
Il passaggio di corrente nelle due spire produce due effetti.
Il primo linterazione delle correnti con il campo esterno; a
3
Test e Problemi di fne Unit: risposte commentate
questo proposito si consideri che, per la giacitura delle spire,
le forze agenti sui lati opposti di ciascuna spira si neutralizza
no, per cui il risultante delle forze agenti nullo (vedi figura).
Il secondo pu essere determinato valutando lintensit delle
forze agenti fra due fli paralleli percorsi da corrente. Con
riferimento alla fgura seguente (nella quale, per maggior
chiarezza, non sono pi state disegnate la molla e le crocette
che rappresentano il campo) e tenendo presente che la forza
che si sviluppa fra due fli paralleli percorsi da corrente
inversamente proporzionale alla distanza fra i fli, osservia
mo che la forza repulsiva fra i fli 2 e 3 viene compensata
dalla somma delle forze attrattive fra i fli 1 e 3, e fra i fli 2
e 4, che hanno distanza doppia rispetto ai fli 2 e 3. Rimane
quindi leffetto della coppia di fli 1 e 4 corrispondente a una
forza repulsiva che tende ad allungare la molla. La risposta
corretta quindi la d.
1 2 3 4
F
24
F
23
F
14
F
13 F
13
F
23
F
24
F
14
17
La risposta corretta la a.
18
La risposta corretta la d.
19
Dalla relazione q v B = m v
2
/R si ottiene:
R
m
q
v
B
=

Poich per la particella il rapporto m/q doppio di quello


del protone, si ottiene R = 2 R. La risposta corretta la c.
20
La risposta corretta la a.
21
Tenendo presente che le particelle cariche compiono
una circonferenza di raggio R = m v/ (q B), la diminuzione di
velocit comporta una proporzionale diminuzione del raggio
della traiettoria. Questa situazione rispecchiata dalle fgu
re A e D, che per mostrano deviazioni in verso opposto.
Per la regola della mano destra la fgura corretta la D. La
risposta corretta la d.
22
Dallanalisi della figura risulta che la carica 1 ha segno
diverso dalle cariche 2 e 3, che deviano in senso opposto (a.
falsa), ma, poich non si conosce il verso del campo B
r
, non si
pu precisare il segno delle cariche (b. falsa).
Il valore del raggio della traiettoria dipende dal rapporto
massa/carica e dalla velocit della particella. Quindi due
particelle della stessa massa possono avere raggi diversi, per
differenza di carica e/o velocit (c. falsa). Se la particella 1 ha
carica negativa, in base alla regola della mano destra si pu
stabilire che il campo B
r
deve essere uscente. Laffermazione
corretta quindi la d.
UniT 4 PRoblEMi
3
Ponendo:
B
i
d
B
i
d
1
0
1
0
2
2 0 20
=
=
+ ( )

, m
si ottengono due equazioni nelle due incognite i e d risolven
do le quali si ottiene: i = 60 A, d = 0,60 m.
7
Supponendo che i due fili siano orientati come indicato
dalla figura seguente, con il filo 1 davanti al filo 2 rispetto a
chi guarda la figura, il campo B
r
nel punto M quello che si
ottiene sommando vettorialmente i campi B
r
1
e B
r
2
, generati
dai fili 1 e 2.
Essendo B
1
= B
2
, si ottiene: B = B
2
2 = B
1
2 = 2,8 10
5
T.
Si noti che cambiando il verso della corrente nei fli 1 e 2
cambiano la direzione e il verso del vettore B
r
, ma non il suo
modulo.
B
A
B
1
B
2
B
M
1
2
9
Nel punto P (si osservi la figura seguente) i due campi
magnetici hanno direzioni perpendicolari ai segmenti AP e
BP: i loro componenti perpendicolari allasse x si sommano,
mentre i componenti paralleli, di verso opposto, danno con
tributo nullo. Langolo formato dal campo B
r
A
con lasse x,
uguale allangolo PM, e quindi sin = x/ AP

.
B
A
M
P
2d
B
Bx
B
Ay =
B
By
B
Ax

B
B
B
A
Si ha quindi:
B B
i
AP
x
AP
i x
AP
= = = 2 2
2
0 0
2
A
sin


4
FISICA
Daltra parte, dal teorema di Pitagora, AP

2
= x
2
+ d
2
; si ottiene
quindi la formula fnale.
11
Si supponga che le due spire siano disposte come indicato
nella figura seguente e siano percorse dalle correnti i
1
e i
2
con
verso sempre indicato in figura.

z
y
x
1
2
B
2
B
1
M
I campi magnetici B
r
1
e B
r
2
in M sono orientati rispettivamente
secondo il semiasse y positivo e secondo il semiasse z positivo
e i loro moduli valgono:
2
4 10 T m/A 1,0 A
2 5, 0 10 m
1,3 10 T
1
0 1
7
2
5
B
i
R
=

=


=

B
2
= 2 B
1
= 2,6 10
5
T
Il modulo B del loro risultante vale allora:
2, 9 10 T
1
2
2
2 5
B B B = + =

e forma con lasse y un angolo calcolabile con la relazione:
B
2
= B
1
tan
dalla quale = tan
1
(B
2
/B
1
) = 63
12
Il campo B
r
S
generato dalla spira si trova nel piano x z,
orientato come lasse z e ha intensit:
B
i
R
S
T = =

0 2 4
2
1 26 10 ,
Il campo B
r
F
generato dal flo si trova nel piano x y, orientato
in verso opposto allasse y e ha intensit:
B
i
R
F
T = =

0 1 5
2
4 00 10 ,
Il vettore B
r
risultante sta nel piano parallelo a z y e passante
per x = 5,00 10
2
m e ha modulo:
B B B = + =

S F
T
2 2 4
1 32 10 ,
Osservando ora la fgura seguente si pu stabilire che B
r

forma un angolo con lasse y cos calcolabile:
B
S
= B
F
tan = 72,4
= 180 72,4 = 107,6 108
z
y

B
S
B
F
B
14
I campi B
r
1
del solenoide e B
r
2
della spira hanno verso oppo
sto e, in base ai dati del problema, si pu stabilire che
B
2
= 0,20 B
1
Indicati con i
1
e i
2
le intensit di corrente nel solenoide e nella
spira possiamo perci porre:

0 2
0 1
2
0 20
i
R
n i = ,
con R = 1,0 10
2
m e i
1
= 2,0 A
Da questa si ottiene: i
2
= i
spira
= 80 A
16
Le correnti circolano nei due solenoidi in verso opposto
e perci i campi magnetici da esse prodotti allinterno del
solenoide di diametro minore hanno verso opposto. Tenendo
conto della relazione B =
0
n i, in quello spazio il campo
magnetico totale B
r
1
vale quindi:
4 10
7
T m/A 1000 spire/m 2,00 A +
4 10
7
T m/A 500 spire/m 4,00 A = 0
Nello spazio compreso fra il solenoide 1 e il solenoide 2 le linee
di campo generate dal solenoide 1 che dobbiamo prendere in
considerazione sono quelle esterne ad esso e queste, nellipote
si di solenoide indefnito, passano molto lontano dal solenoide
stesso. Il campo magnetico B
r
2
registrabile in quello spazio
quindi solo quello del solenoide 2, di verso che va da destra a
sinistra e di intensit pari a:
4 10
7
T m/A 500 spire/m 4,00 A = 2,51 10
3
T.
Nellipotesi di solenoidi indefniti, immediatamente allesterr
no dei due solenoidi il campo magnetico generato da entram
bi zero e quindi zero il campo magnetico B
r
3
risultante.
20
Si applichi la relazione vettoriale F
r
= i l
r
B
r
.
In base alla regola della mano destra, indicando direzione
e verso della corrente con il pollice e direzione e verso del
campo B
r
con lindice, il medio, disposto perpendicolarmente
al piano definito dal pollice e dallindice, individua una
direzione perpendicolare al piano del foglio e un verso en
trante in esso.
Per il modulo della forza si applichi la relazione:
F = i l B sin
con l = 0,10 m e = 30
Si ottiene: F = 1,0 10
3
N
24
La forza prodotta dal campo magnetico del solenoide sul
filo percorso da corrente si calcola utilizzando la relazione
F = i l B. Il valore di l quello del tratto di conduttore immerso
nel campo magnetico del solenoide e quindi vale 2 4,00 cm.
Il valore dellintensit di corrente i 2,00 A. Lintensit di B
r

si determina con la relazione B =
0
n i, essendo:
n = 500 spire/(50,0 cm) = 1000 spire/m e i = 4,00 A.
Si ottiene allora:
B = 5,03 10
3
T
Lintensit della forza F
r
agente sul tratto di conduttore vale
allora:
F = 2,00 A 8,00 10
2
m 5,03 10
3
T = 8,05 10
4
N.
La direzione di questa forza perpendicolare sia al flo che
allasse del solenoide; il suo verso, tenuto conto che il verso del
campo B
r
va da destra a sinistra nella fgura, punta in alto nel
foglio.
5
Test e Problemi di fne Unit: risposte commentate
28
Linterazione campocorrente deve produrre una forza di
intensit F = i L B almeno uguale alla forza di attrito k m g. Si
ottiene perci: i = k m g/(L B).
30
Il campo magnetico agente su ciascuno dei due fili
dato dalla somma vettoriale del campo B
r
uniforme e del
campo generato dallaltro filo. La forza presente fra i due fili
sar nulla se sulluno o sullaltro di essi operer un campo
ma gnetico nul lo. Possibili versi del le correnti e del cam po
ma gnetico che con sentono il realizzarsi di questa situazione
so no quel li rappresentati nel la figura.
d
i
i 1
2
B
entrante
Tenendo poi presente che il campo generato da un flo sullal
tro dato da
0
i/(2 d), il campo su di essi agente sar nullo
quando:
B
i
d
=

0
2
dalla quale:
d
i
B
=

0
2
31
Il telaio pu assumere la posizione indicata nella figura
quando la somma dei momenti delle forze peso dei tratti BA,
AD, DC equilibrata dal momento della forza F
r
agente verso
lalto nel tratto AD del circuito creata dallinterazione fra la
corrente che fluisce in quel tratto con il campo magnetico.
Essendo:
M
BA
= m
BA
g

AB/2
M
DC
= m
DC
g

DC/2
M
DA
= m
DA
g

AB
M
F
= i

AD B

AB
e poich, tenendo conto che lintero telaio ha lunghezza di
60,0 cm e che la sua massa vale 60,0 g, si pu stabilire che:
m
BA
= 2,00 10
2
kg; m
DC
= 2,00 10
2
kg;
m
DA
= 1,00 10
2
kg
Si ottiene allora:
M
BA
= 1,96 10
2
N m
M
DC
= M
BA
= 1,96 10
2
N m
M
DA
= 1,96 10
2
N m
M
F
= i 4,00 10
3
T m
Dalla condizione di equilibrio:
M
BA
+ M
DC
+ M
DA
= M
F

deriva dunque la relazione:
5,88 10
2
N m = i 4,00 10
3
T m
dalla quale: i = 14,7 A
32
Si supponga che al centro della spira grande il campo sia,
con buona approssimazione, uniforme e che il suo modulo
sia dato da:
B N
i
R
= =

0 5
6 28 10
2
T ,
Su ciascun lato verticale della bobina piccola agisce una forza
data da F = i l B con l = 1,00 10
2
m.
Si ottiene F = 3,14 10
7
N.
Tenendo conto che le forze agenti sui due lati creano una cop
pia il cui braccio (vedi fgura) vale 1,00 10
2
m sin 30,0
si ottiene:
momento della coppia di forze M = 1,57 10
9
N m.
F
F
1

c
m
vista dallalto
34
In base alla relazione:
q v B = m v
2
/R
si ottiene
B
m v
q R
=
Sostituendo i valori numerici si ha:
9,1 10 kg 2,5 10 m/s
1,6 10 C 0,12 m
1, 2 10 T
31 7
19
3
B =


=

Per la frequenza del moto basta utilizzare le relazioni del moto


circolare uniforme in base alle quali:
2
f
v
R
=

Si ottiene: f = 3,3 10
7
Hz
38
La formula del raggio R della traiettoria di una particella
di carica q e massa m dotata di velocit v in un campo magne
tico di intensit B la seguente:
R
mv
q B
= [a]
Per determinare il valore di R quindi necessario conoscere
la velocit v della particella. Allo scopo si applichi la relazione
(1/2) m v
2
= q V dalla quale:
v
q V
m
=
2
Sostituendo nella [a] si ottiene:
R
m V
q B
=
2
2

Assumendo per la massa del protone il valore di


1,67 10
27
kg, si ottiene:
R
p
= 7,22 10
2
m
Per il raggio del deutone si tenga presente che la sua carica
identica a quella del protone mentre la sua massa allincir
ca doppia di quella del protone. Perci:
R R
d p
m = =

2 1 02 10
1
,
40
La circonferenza passante per i punti A e C descritta
6
FISICA
dallequazione:
x
2
+ (y + R)
2
= R
2

Da questa si ottiene:
R
x y
y
=
+

2 2
2
che, per x = 10 cm e y = 2,0 cm, conduce a R = 26 cm.
Applicando ora la relazione R = m v/(q B) si ottiene:
v = 9,1 10
5
m/s.
42
Il problema propone lanalisi di un effetto Hall e quindi
richiede lapplicazione della relazione:
V
i B
q n w
=
dove i indica lintensit di corrente che percorre il condutto
re, B lintensit del campo magnetico, q la carica dellelettro
ne, n il numero di elettroni per unit di volume, w lo spessore
del conduttore.
Si ottiene allora:
0,100 A 0, 800 T
1,60 10 C 8, 00 10 V 1, 00 10 m
6, 25 10 elettroni/m
19 6 3
25 3
n
i B
q V w
=

=


=
=

Per il calcolo della velocit di migrazione si applichi la rela
zione:
v
i
q n S C
= =

0 100
1 60 10 6 25 10 1 00
19 25 3
,
, , ,
A
/m 110
1 00 10
5 2
3

=
=
m
m/s ,
UniT 4 Test e quesiti delle olimpiadi della fsica
1
In base alla relazione B =
0
i/(2 r) si pu stabilire che le
affermazioni 1 e 2 sono corrette. falsa invece la 3 in quanto
il campo magnetico in P perpendicolare al filo. La risposta
corretta quindi la b.
2
Affinch sul terzo filo agisca una forza nulla neces
sario che sia nullo il campo magnetico nei punti ove esso
disposto. Questo esclude i punti A e E, perch in essi il
campo magnetico generato dai fili X e Y concorde. Il terzo
conduttore deve quindi trovarsi in uno dei punti B, C, D.
Considerando che:
B
i
d
x
x
x
2
=

0
B
i
d
y
y
y
2
=

0
dovendo essere B
x
B
y
= 0, si ottiene:
i
d
i
d
x
x
y
y
=
da questa:
d
d
i
i
y
x
y
x
= = 0 5 ,
e quindi d
x
= 2 d
y
. Questa condizione verificata dal punto C.
3
La figura seguente mette in evidenza che, per avere un
campo B
r
orientato da destra a sinistra nel punto O, le cor
renti che fluiscono nei conduttori W e X devono entrare nel
piano del foglio. La risposta corretta la a.
B
x
B
y
B
w
B
z
w x
y z
1
Lespressione del raggio della traiettoria dellelettrone
la seguente:
R
m v
e B
=
[a]
ove con e si indicata la sua carica.
Inoltre, la velocit v degli elettroni correlata alla differenza
di potenziale acceleratrice dalla relazione:
e V = (1/2) m v
2
dalla quale:
v
e V
m
=
2
Sostituendo lespressione di v nella [a] si ottiene:
R
m V
e B
=
2
2
Raddoppiando V e dimezzando B, R diviene 2 2 volte pi
grande. La risposta corretta la a.
UniT 5 TEST
1
La risposta corretta la a.
2
La forza di Lorentz muove gli elettroni della lastrina da
C
1
a C
2
. La corrente convenzionale positiva fluir allora nel
senso C
2
C
1
A (o C
1
A C
2
). La risposta corretta perci la b.
3
La risposta corretta la c.
4
La risposta corretta la c.
5
La situazione schematizzata nella figura seguente.
Durante il suo movimento di scivolamento verso il basso,
nella sbarra viene indotta una corrente convenzionale posi
tiva da sinistra a destra. Linterazione di questa corrente con
il campo magnetico determina una forza F
r
verso lalto che si
oppone al moto della sbarra. Il valore di questa forza aumenta
con la velocit della sbarra fino a quando eguaglia il valore
della sua forza peso. Da questo momento in poi, la sbarra cade
con moto uniforme. Sulla base di questa sintetica descrizione
del fenomeno possiamo stabilire che laffermazione corretta
la b. La c, infatti, sarebbe vera solo nella fase in cui la forza F
r

di origine magnetica eguaglia la forza peso della sbarra.
7
Test e Problemi di fne Unit: risposte commentate
C
sbarra
mobile
entrante
forcella
F
B
6
Linversione della corrente associata al cambio di segno
della variazione del flusso. Essa si produrr ad esempio quan
do un flusso che prima sta aumentando inizia poi a diminu
ire. Quindi la b. corretta mentre non lo la a. La c. non
corretta, perch nellintervallo 2 s 3 s il flusso non varia. La
d. non corretta, perch nellintervallo 7 s 8 s il rapporto
/t identico.
7
La risposta corretta la c.
8
La risposta corretta la c. Infatti quando la corrente in S
1

aumenta in un verso (orario, ad esempio) la corrente indotta in
S
2
avr verso opposto (antiorario) mentre quando la corrente
in S
1
diminuisce, la corrente in S
2
deve avere il suo stesso verso.
Un ragionamento analogo si deve fare per la fem che, quindi,
talvolta sar concorde, talvolta sar discorde alla fem di S
1
.
9
La risposta corretta la c.
10
Quando il polo pi basso del magnete in caduta (suppo
niamo sia il NORD) si avvicina allanello, in questo si induce
una corrente equivalente a un NORD sulla faccia superiore
dellanello e a un SUD sulla faccia inferiore (figura seguente).
Leffetto repulsivo fra il polo reale e il polo indotto rallenta
quindi il movimento del magnete.
Oltrepassato lanello, il polo SUD del magnete induce una cor
rente equivalente a un NORD sulla faccia inferiore dellanello
e a un SUD sulla faccia superiore.
S
S
N
i
indotta
N
v
S
N
i
indotta
v
S
N
Leffetto attrattivo fra il polo SUD reale e il polo NORD indotto
rallenta ancora il movimento del magnete. In conclusione la
risposta corretta la d.
11
La risposta corretta la a.
12
In effetti i due circuiti A e B si trovano allinizio e alla fine
del loro movimento nelle medesime condizioni, ma il pas
saggio dalluna allaltra avviene in modo diverso. Il circuito
B, infatti, taglia le linee del campo magnetico presente nel
traferro del magnete ad anello e quindi sia la regola del flusso
fem
B
t

( )
=

sia la legge di Lorentz, secondo la quale in un conduttore


che taglia con velocit v
r
le linee di campo di B
r
si produce un
campo elettromotore
E
r
= v
r
B
r
[b]
prevedono il passaggio di corrente indotta nel circuito B.
Anche per il circuito A la [a] sembra giustificare la presenza di
corrente indotta in esso ma, se si osserva attentamente il moto
delle sue parti, si constata che esse scivolano sulla superficie
esterna del magnete senza mai tagliarne le linee di campo.
Ne consegue che, secondo la [b], non deve esserci corrente
indotta in A (come si pu verificare sperimentalmente) e che
la [a] una regola che non pu essere applicata in tutti i casi.
La riposta corretta la c.
13
La risposta corretta la a.
14
La risposta corretta la d.
15
Affinch la corrente raggiunga pi rapidamente il suo
valore di regime, la costante di tempo del circuito deve essere
piccola; poich questo parametro uguale a L/R, si dovr
diminuire L e aumentare R. La risposta corretta quindi la c.
16
Il 99% circa dellintensit di corrente di regime del circu
ito viene raggiunto dopo 5 costanti di tempo, cio dopo un
intervallo di tempo espresso da 5 L/R. Il campo magnetico
prodotto da una spira non uniforme e quindi non siamo
in grado di definire con precisione il valore di L. Assumendo
per, in prima approssimazione, che il campo B
r
nei punti
interni alla spira sia uguale a quello che esso genera nel suo
centro si ottiene:
( ) B
i
R
R

0 2
2
Dalla relazione L = (B
r
)/i si ottiene:
L = (1/2)
0
R = 0,5 4 10
7
T m/A 0,20 m =
= 4,0 10
7
H
Infine: L/R = 4 10
8
s.
La risposta corretta quindi la b.
17
La risposta corretta la d.
18
La risposta corretta la d.
19
Leguaglianza delle espressioni dellenergia associata ai
campi elettrico e magnetico conduce alla relazione seguente:

0
2 2
0
2 2
4
E E
E
V
B
V =
Da questa si ottiene:
E
B
2
2
0 0
4
=

E
B
=
2
0 0

La risposta corretta la c.
20
La risposta corretta la b.
21
La risposta corretta la b.
8
FISICA
UniT 5 PRoblEMi
4
Il campo elettromotore che si sviluppa nella sbarretta in
moto a causa della forza di Lorentz dato dal prodotto v B e,
conseguentemente, la differenza di potenziale che si stabilisce
agli estremi della sbarretta vale 0,50 m/s 0,50 T 0,10 m =
= 2,5 10
2
V. Lintensit di corrente i risulta perci di
2,5 10
3
A. Linterazione di questa corrente con il campo
magnetico determina una forza F
r
opposta al moto della sbar
retta di intensit pari a:
i l B = 2,5 10
3
A 0,10 m 0,50 T = 1,3 10
4
N.
6
Applicando la regola del flusso si pu porre:
cos 30
2
fem
B
t
l B
t

( )
=

Sostituendo i valori numerici, per il modulo della forza elet


tromotrice indotta si ottiene:
1, 0 10 m 0,50 T cos 30
0, 20 s
2, 2 10
1
2
2
fem V
( )
=

=

e quindi
2, 2 10 V
1, 0 10
2, 2 A
2
2
i
fem
R
= =


=

Si osservi che, nel caso in cui la spira esca dal campo in modo
che le linee di questo vengano tagliate da uno solo dei suoi
lati, la fem che in essa si induce si calcola facilmente con la
relazione:
fem = l (v B sin 60)
con v = l/t
Perci, ancora:
sin 60 cos 30
2, 2 10 V
2 2
2
fem
l B
t
l B
t
=

=

10
In entrambi i casi dobbiamo applicare la relazione:
fem
B
t
=

( )

Nel caso in cui la spira perpendicolare alle linee di campo del


campo magnetico:
(B
r
) = B A
Nel caso in cui la spira forma un angolo di 30 con la verti
cale:
(B
r
) = B A cos 30
Perci, nel primo caso:
fem = (0,20 m)
2
1,0 10
2
T/(0,10 s) = 4,0 10
3
V
nel secondo caso:
fem = 4,0 10
3
T cos 30 = 3,5 10
3
V
12
Per un solenoide di raggio R si ha:
B
N
l
i =
0
( ) B
N i R
l

=

0
2 2
e quindi
L
B
i
N R
l
= =
( )


0
2 2
Sostituendo i valori numerici si ottiene L = 1,3 10
2
T m
2
/A.
14
Lintensit B del campo magnetico allinterno del sole
noide data da:
B =
0
n i [a]
mentre il coefficiente di autoinduzione del solenoide espresso
dalla relazione:
L =
0
n
2
l R
2
Questultima relazione pu essere scritta nel modo seguente:
L =
0
n
2
V
S
[b]
essendo V
S
il volume interno del solenoide.
Ricavando n dalla [a] e sostituendo nella [b] si ottiene:
L
B V
i
=
2
0
2
S

Da questa:
V
i L
B
S
Tm/A A T
= =



0
2
2
7 2 3
4 10 10 1 0 10 ( ) , mm /A
T
m
2
( , )
,
1 0 10
1 3 10
2 2
3 3

=
=

16
Per rappresentare graficamente la dipendenza funzionale
della intensit di corrente dal tempo si dovrebbe determinare
una tabella di valori applicando la relazione:
i = (fem/R) (1 e
(R/L)t
)
Per un grafico di prima approssimazione pu essere sufficiente
determinare la costante di tempo del circuito e disegnare il
grafico tenendo presente che dopo circa 5 costanti di tempo
lintensit di corrente ha raggiunto il suo massimo o il suo
minimo.
Poich = L/R e
L
N R
l
= =
=




0
2 2
7 6 2
4 10 4 10 2 10 Tm/A ( mm
m
H
)
,
,
2
2
0 20
3 2 10 =

mentre la resistenza totale del circuito vale 16 , si ottiene:
= =

=

L
R
3 2 10
16
2 0 10
2
3
,
,
H
s

e i
max
= fem/R = 1,0 A
Il valore della costante di tempo corrisponde quindi a
(1/12) T. Daltra parte dopo il tempo T/2 = 6 lintensit di
corrente raggiunge il valore calcolabile con la relazione
i = 1,0 A (1 e
6 /
) = 0,998 A
Il grafico approssimativo della intensit di corrente quindi
quello indicato nella figura seguente.
t
i
T T
2
3
2
T
f
0
/R
18
Se ci si riferisce a un identico strato, il rapporto fra lener
gia elettrica %
E
e lenergia magnetica %
B
uguale al rapporto
fra le corrispondenti densit di energia. In base alle relazioni:
9
Test e Problemi di fne Unit: risposte commentate
2
E
0
2
D
E
=

2
2
0
D
B
B
=

si ottiene:
E
B
0 0
2
2
R
D
D
E
B
= =
Sostituendo i valori numerici si ottiene:
8, 854 10 C / N m 4 10 T m/A
300 V/m
0,50 10 T
4, 0 10
12 2 2 7
2
4
2
4
R ( )
( )
( )
=

=
=

19
Laccelerazione a cui soggetto inizialmente il protone
determinata dalla forza q E essendo E il modulo del campo elet
trico indotto. Questo, a sua volta, si ottiene con la relazione:
E r
B
t
r
B
t
2
2
=
( )
=

da cui

E
r B
t
=
2

In defnitiva si ha:
a
q E
m
q r
m
B
t
= =
2

Poich B dipende da t secondo una legge di proporzionalit


diretta, il rapporto B/t coincide con la costante di propor
zionalit k e quindi, ponendo q = 1,6 10
19
C e
m = 1,7 10
27
kg, si ha infne:
a
q r k
m
= =
2
4 7 10
7 2
, m/s
21
Il problema si risolve applicando la relazione:
circuitazione di B i
E
t


= +


0 0

( )
in questo caso i = 0 mentre, essendo:
E
V
d
V k t
d
= =

0
si ha

( ) [( ) )] E
t
V k t R d
t

=

0
/
2
Essendo V
0
, , k, R
2
, d costanti, il termine di destra della pre
cedente relazione diviene:
R k
d
t
t
R k
d
2 2

=
Infine si ha:
2
0 0
2


R B
R k
d
=
e quindi:
B
R k
d
= =
=


0 0
7 12 2
2
4 10 8 854 10 Tm/A C , // Nm m V/s
m
( ) , ,
,
,
2 5
2
0 20 1 0 10
2 1 0 10
1


=
=

11 10
11


T
23
Per il calcolo della forza elettromotrice massima si pu
applicare la relazione [e] di Approfondiamo 1 ponendo in essa
sin ( t) = 1 e sostituendo a l
2
il prodotto l
1
l
2
. Si ottiene:
E
0
= N B l
1
l
2
= N 2 f B l
1
l
2
=
= 20 2 10 Hz 0,10 T 5,0 10
2
m 10,0 10
2
m = 0,63 V
I
0
= E
0
/R = 6,3 10
2
A
P
W
= E
0
I
0
= 4,0 10
2
W
UniT 5 Test e quesiti delle olimpiadi della fsica
1
Lo spostamento della bobina non comporta variazioni del
flusso. La risposta corretta perci la a.
2
Il campo B
r
generato dalla spira centrale punta verso los
servatore e quindi nella spira 1 deve circolare una corrente
indotta di verso orario che genera un campo indotto che si
oppone allaumento del flusso di B
r
concatenato ad essa, men
tre nella spira 2 deve circolare una corrente indotta di verso
antiorario che genera un campo indotto che si oppone alla
diminuzione del flusso di B
r
concatenato ad essa. La risposta
corretta la c.
3
La corrente indotta deve circolare nella spira in modo
da creare un campo B
r
che si oppone prima allaumento
del flusso di B
r
associato al polo Nord del magnete in caduta
e poi alla diminuzione del flusso di B
r
associato al polo Sud
del magnete che si trova ora completamente sotto la spira.
Conseguen temente la corrente indotta dovr circolare prima
in senso antiorario (per chi guarda dallalto la spira) e poi in
senso orario. La risposta corretta quindi la b.
UniT 6 TEST
1
Unonda elettromagnetica non richiede alcun mezzo
materiale per propagarsi (a. e c. sono errate) e la sua carat
teristica invariabile la frequenza, non la lunghezza donda
che, in base alla relazione = v/f dipende dalla velocit di
propagazione dellonda nel mezzo attraversato. La risposta
corretta la d.
2
La risposta corretta la a.
3
Lintensit della diffusione di una radiazione elettroma
gnetica dipende dalla quarta potenza della sua fequenza. La
risposta corretta quindi la c.
4
La risposta corretta la b.
5
Lintensit del campo elettrico della radiazione prodotta
dal dipolo oscillante data dalla relazione:
I E
f
r

2
4 2
2
sin
e il vettore che rappresenta il campo elettrico tangente alla
sfera. Lunica affermazione corretta quindi la d.
6
La risposta corretta la b.
7
La potenza della radiazione solare per unit di superficie
registrabile in prossimit della superficie terrestre dellordi
ne di 10
3
W/m
2
. Vale perci la relazione:
10
FISICA
(1/2)
0
E
2
c = 10
3
J/(1 m
2
1 s)
Da questa: E = 8,7 10
2
N/m
La risposta corretta quindi la b.
8
La risposta corretta la b.
9
Assumendo per lenergia che investe perpendicolarmen
te 1 m
2
di superficie in 1 s il valore di 10
3
J, dalla relazione
q
m
= E/c deriva q
m
= 3,3 10
6
kg m/s. La risposta corretta
quindi la c.
UniT 6 PRoblEMi
2
Le equazioni dei campi elettrico e magnetico sono rispet
tivamente:
E E
t
t
x
=

0
2 sin


B B
t
t
x
=

0
2 sin

con
0V/m
3,0 10 m/s
T
8
B
E
c
0
0 7
15
5 0 10 = =

=

,
Assunto x = 0 per comodit, e posto E = E
0
= 150 V/m, in
corrispondenza del tempo t
1
, si ottiene:
sin (2 t
1
/T) = 1
dalla quale 2 t
1
/T = /2
ovvero:
4
1
4
1
4 1, 0 10 s
2,5 10 s
0
8
9
t
T
f
= = =

=

Lintensit B del campo magnetico al tempo:
t = 2,5 10
9
s + 2,0 10
9
s

= 4,5 10
9
s vale perci
B =

5 0 10 2
4 5 10
1 0 10
1
7
9
8
, sin
,
,
T
s
s
,,5 10
7


T
7
Alla potenza irraggiante I
T
indicata dal testo del Pro ble
ma corrisponde un campo elettrico E
maxT
, la cui intensit si
calcola con la relazione:
I
T
= (1/2)
0
E
maxT
c
dalla quale:

E
I
c
T
maxT
2
J/ m s
C /
= =
=

( )


2
2 1400
8 854 10
0
12 2

, NNm m/s
N/C
2 8
3
3 0 10
1 0 10
( )

=
,
,
Per il calcolo del campo elettrico E
maxS
in prossimit della
superfcie solare occorre tenere conto che lenergia irraggia
ta da tutta la superfcie del Sole nellunit di tempo si distri
buisce uniformemente sulla superfcie sferica avente come
centro il centro del Sole e come raggio la distanza d
TS
fra il
centro della Terra e il centro del Sole.
Perci, indicata con I
S
la potenza raggiante in prossimit
della superfcie solare, si potr scrivere:
I
S
4 R
S
2
= I
T
4 d
TS
2

dalla quale: I
S
= I
T
d
TS
2
/ R
S
2
Daltra parte, per I
S
vale la relazione:
I
S
= (1/2)
0
E
2
maxS
c
e quindi:

2 2
2, 2 10 V/m
maxS
S
0
T TS
2
0 S
2
maxT
TS
S
5
E
I
c
I d
c R
E
d
R
=

= =
8
Si calcoli anzitutto la potenza P del fascio di microonde
applicando la relazione:
P
C m t
tempo
=

dove C = 4180 J/(kg C), m = 1,0 kg, tempo = 300 s, t = 40 C.
Si ottiene: P = 5,6 10
2
W. Tenendo conto che leffcienza del
riscaldamento del 60%, la potenza P necessaria vale:
P = P/0,60 = 9,3 10
2
W
Dobbiamo ora connettere il valore di P con il modulo del
campo elettrico. Ricordando che la potenza della radiazione
elettromagnetica per metro quadrato data dalla relazione
(1/2)
0
E
2
max
c e che la sezione del fascio di microonde di
50 cm
2
= 5,0 10
3
m
2
si pu porre:
(1/2)
0
E
2
max
c 5,0 10
3
m
2
= 9,3 10
2
W
Da questa si ottiene: E = 1,2 10
4
V/m.
9
Lenergia che attraversa in 1,0 s lunit di superficie della
se mi sfera di raggio 1,0 10
4
m vale:
=

U
P s
d
1 0
2
1 0
2
2
,
,

m
Tenendo conto che lenergia elettromagnetica che attraver
sa 1,0 m
2
di superfcie invade, in 1,0 s, un volume pari a
1,0 m
2
(c 1,0 s), la densit di energia in quel punto allora
data da:


U
c 1 0 1 0
2
, , m s
Sostituendo U con la precedente relazione, la densit di ener
gia risulta pari a:
P
d c 2
2

e quindi, tenendo conto che la densit di energia data da


(1/2)
0
E
2
max
, si pu porre:
P
d c
E
2
1
2
2
0
2

=
max
Eseguendo i calcoli si ottiene E
max
= 1,1 10
1
V/m.
Utilizzando poi la relazione E
max
= c B
max
si ottiene infne:
B
max
= 3,7 10
10
T
10
Limpulso prodotto sulla lastrina uguale alla variazione
della quantit di moto del fascio. Considerando che la radia
zione viene assorbita completamente, si deve porre:
I = q
m
Daltra parte:
1 s
7, 0 10 kg m/s
m
11
q
c
P
c
%
= =

=

11
Test e Problemi di fne Unit: risposte commentate
TEMA 10
PERCoRSo 1 TEST
1
Uno dei postulati fondamentali della Relativit ristretta
linvarianza della velocit della luce per qualunque osserva
tore. Dunque la risposta corretta la d.
2
Il tratto di caduta perpendicolare alla direzione di movi
mento degli osservatori e quindi essi non rilevano alcuna
variazione della sua lunghezza (a. errata). Essi considere
ranno per l'intervallo di tempo t come tempo proprio del
fenomeno e valuteranno quindi un intervallo di tempo pari
rispettivamente a:
t
1
=
1
t t
2
=
2
t
Per entrambi il tempo maggiore di t e quindi le risposte b.
e d. sono errate mentre corretta la c.
3
Il lato L', disposto perpendicolarmente alla direzione
di moto, non subisce modifiche mentre si contraggono le
proiezioni lungo la direzione di moto dei due lati obliqui. A
seguito di ci il vertice del triangolo opposto a L' si avvicina
a questo e quindi il triangolo, originariamente equilatero,
diviene isoscele, con area minore di quelle originaria. La
risposta corretta la b.
4
Ricordiamo anzitutto che se lunit della variabile t il
secondo, lunit della variabile x c t = 3 10
8
m/s 1 s =
= 3 10
8
m. La d. quindi errata. Gli eventi C e D sono carat
terizzati da t
C
> t
D
e quindi a. errata. Per gli eventi A e B lin
tervallo spaziale 7 3 10
8
m mentre lintervallo temporale
4 s. Perci, essendo 7 3 10
8
m > 3 10
8
m/s 4 s, la c.
errata. La risposta corretta invece la b.
5
Un passeggero situato sullastronave misura il tempo
proprio t' impiegato per eseguire il percorso e quindi,
indicato con t il tempo misurato da O, si pu scrivere:
'
1 /
2
t
t
v c ( )
=

Dalla quale:
' 1 / 125 anni 1 0, 8 75 anni
2
2
t t v c ( ) = = =
La risposta corretta la d.
6
La legge relativistica di composizione delle velocit la
seguente:
u
u v
u v c
x
x
x
/
=
+
+ 1
2
In questo caso v = c/2 e u
x
= c. Sostituendo si ottiene u
x
= c
e quindi il tempo impiegato 1 s. La risposta corretta la a.
Lo stesso risultato si poteva ottenere considerando che, per
il secondo postulato della Relativit, la velocit della luce
indipendente dal moto della sorgente, per cui t = 1s.
7
Losservatore O' considerer il solido di volume pari a
L
2
(L/) a causa della contrazione della lunghezza del lato
parallelo alla velocit e assegner alla sua massa il valore
m.
La densit varr allora:
( / )
/ 1 /
2
2 2 2
m
L L
v c ( )

= =
La risposta corretta quindi la d.
8
La quantit di moto relativistica della particella si espri
me con la relazione:
1 /
2
m v
v c ( )
Ponendo allora
1 /
2
2
m v
v c
m v
( )
=
si ottiene:
3/ 4 v c =
La risposta corretta la c.
9
Quando la particella possiede la velocit v' si pu stabilire
la seguente uguaglianza:
'
1 '/
2
1 /
2 2
m v
v c
m v
v c ( ) ( )
=

Da questa, con qualche passaggio, si ottiene:


4
3
' 2
2 2
2 2
v
v c
c v
=
+
e considerando che v = 0,6 c si ha infine v' = 0,83 c (es
primendo il risultato con due sole cifre significative).
La risposta corretta la b.
10
Ricordando che E
1
= m c
2
(
1
1) e E
2
= m c
2
(
2
1) si
ottiene:
m c
2
(
2
1) = 2 m c
2
(
1
1)
Da questa si ottiene
2
= 2
1
1
La risposta corretta la b.
11
Si supponga che la quantit di moto di una particella sia
data da:
q = m v
Se la quantit di moto raddoppia si ha:
m v = 2 m v [a]
Da questa:

v
v c
v
v c 1
2
1
2 2
( ) ( ) / /
se v v, 1 1
2 2
( ) ( ) v c v c / /
e quindi v 2 v. La a. errata. Se fosse v = v le radici a deno
minatore sarebbero uguali ma allora si giungerebbe ad avere
v = 2 v, il che contrario allipotesi. Quindi anche la b. errata.
Considerando che E = m c
2
e E = m c
2
e tenendo conto
anche della relazione [a] si ottiene:

=

=

E
E
m v
m v

2
e poich v 2 v anche la c. errata. Laffermazione corretta
la d.
12
Le energie totali %
1
e %
2
delle due particelle sono espressa
da:
%
1
=
1
m c
2
%
2
=
2
2 m c
2
12
FISICA
Da queste si ottiene:
2
1
2
1
2
%
%
=

Daltra parte:
1
1 /
1, 25
1
1
2
v c ( )
=

=
1
1 /
1,67
2
2
2
v c ( )
=

=
Si ha allora:
1
2
0,374
1
2
1
2
%
%
=

=
La risposta corretta la b.
13
Per una particella di massa propria nulla si ottiene:
E
2
c
2
q
2
= 0
dalla quale:
E = c q
Laffermazione corretta quindi la c.
PERCoRSo 1 PRoblEMi
1
La vita media della particella nel caso in cui sia in quiete
coincide con il tempo proprio. Ponendo quindi:
2 10
1
5
2
=
( )

s
vita media
v c /
si ottiene: vita media T
m
= 5,6 10
6
s.
2
Se t il tempo proprio dellevento, i due osservatori delle
astronavi valuteranno due tempi diversi t
1
=
1
t e t
2
=
2
t.
Perci:

t
t
1
2
1
2
2
2
1 1 4
1 1 2
1 12 = =

( )
( )
,
/
/
3
Si risolve lequazione: 0 6 1 1
2
, m m / = ( ) v c
Si ottiene: v = 0,8 c
4
I lati perpendicolari alla direzione di movimento riman
gono inalterati, mentre quelli paralleli alla direzione di movi
mento risultano, per losservatore O, di lunghezza:
1 1 0 8
2
m / m ( ) = v c ,
Larea A del quadrato vale quindi 1m 0,8 m = 0,8 m
2
.
6
Per losservatore O che resta sulla Terra, il tempo si calco
la con la legge oraria del moto uniforme e quindi, ricordando
che lanno luce lo spazio percorso dalla luce in un anno:
tempo
c
= =
10
0 9
11
anni luce
anni
,
Dal punto di vista dellosservatore O, che si considera in
quiete nellastronave, il tempo ora calcolato un tempo dila
tato rispetto al proprio, secondo la relazione:
11
1
2
anni
/
=
( )
tempo proprio
v c
Si ottiene: tempo proprio = 4,8 anni.
7
Per losservatore O, essendo c = 3,00 10
8
m/s, si ottiene
t
O
= 2,00 m/(0,800 3,00 10
8
m/s) = 8,33 10
9
s
Losservatore solidale al protone si ritiene in quiete e quindi
assegner alle coordinate dei due rivelatori, quando transite
ranno accanto a lui, il valore zero. Lintervallo spaziale t
P
che
intercorre fra i due passaggi potr essere calcolato sfruttando
linvariante spaziotemporale che, nel caso in esame, si tra
duce nella relazione:
c
2
(8,33 10
9
s)
2
(2,00 m)
2
= c
2
t
P
2
da questa si ottiene t
P
= 5,00 10
9
s.
La distanza fra i due rivelatori che, per losservatore solidale
al protone, viaggiano alla velocit di 0,800 c, determinata in
uno stesso istante degli orologi di P vale perci:
0,800 c 5,00 10
9
s = 1,20 m
In alternativa, si pu considerare che per losservatore P,
solidale al protone:
la distanza fra i due rivelatori (in moto rispetto a lui) con
tratta e misura 2,00 m/ = 1,20 m;
il tempo che intercorre fra il passaggio dei due rivelatori
dato da 1,20 m/(0,800 c) = 5,00 10
9
s.
8
In base alla relazione t = t, nella quale si pone
t = 5,0 s e t = 3,0 s, si ottiene = 5/3 e quindi, essendo:
= 1 1
2
/ / ( ) v c
si ottiene v = 0,8 c.
Utilizzando ora linvariante spaziotemporale si pu scrivere:
c
2
(3,0 s)
2
= c
2
(5,0 s)
2
x
2
da questa: x = d = 1,2 10
9
m
10
Per losservatore O (in quiete rispetto alla nave spaziale):
t = I/c (con I = lunghezza della nave spaziale) = 10
6
s. Per
determinare il tempo t per losservatore O possiamo ap pli
care le trasformazioni di Lorentz nella forma:
t = (t + v x/c
2
) con x = (x
coda
x
testa
) = 300 m
Si ottiene: t = 3,34 10
7
s.
11
Le coordinate spazio temporali degli eventi A e B per los
servatore O sono le seguenti:
x
A
= 0, t
A
= 0; x
B
= 2 10
10
m; t
B
= 50 s
Applicando le trasformazioni di Lorentz, con il segno positivo
della velocit in quanto losservatore O si muove da B verso
A, ovvero le relazioni:
=
+
( )
x
x v t
v c 1
2
/

=
+
( )
t
t x v c
v c
/
/
2
2
1
si ottiene: x
A
= 0, t
A
= 0; x
B
= 4,27 10
10
m, t
B
= 135 s.
Per vedere i due eventi simultanei, cio per avere t
A
= t
B

occorre imporre luguaglianza:
t x v c
v c
t x v c
v c
A A B B
/
/
/
/
+
( )
=
+
( )
2
2
2
2
1 1
Il segno positivo anteposto a x
A
e x
B
indica che il secondo
osservatore si muove da A verso B.
Risolvendo si ottiene: v = c
2
(t
A
t
B
)/(x
B
x
A
) = 0,750 c.
12
Tenendo conto che losservatore valuta una lunghezza
contratta dellastronave, si ottiene:
13
Test e Problemi di fne Unit: risposte commentate
400 1 0 7
2
m / = ( ) lunghezza propria c c ,
dalla quale: lunghezza propria = L
P
= 560 m.
Per rispondere alla seconda domanda si deve tenere presente
che losservatore O valuta lindicazione degli orologi di O
confrontandola con una ipotetica serie di orologi sincronizza
ti nel proprio sistema di riferimento, ovvero in un medesimo
istante del proprio sistema di riferimento. A partire quindi
dalle due relazioni di Lorentz e indicando con i deponenti C
e T quanto si riferisce alla coda e quanto si riferisce alla testa
dellastronave, si pu scrivere:
=

( )
t
t x v c
v c
C
C C
/
/
2
2
1

=

( )
t
t x v c
v c
T
T T
/
/
2
2
1
e ponendo t
C
= t
T
(= 0, per comodit di calcolo) si ottiene:

= =
+
( )
=

( )
t t t
x v c x v c
v c
x x
T C
T C T C
/ /
/

2 2
2
1
vv c
v c
c
v c
/
/
m /
/
2
2
2
1
400 0 7
1
1 31 10

,
,
( )
=
=

( )
=
6
s
Si noti che il segno negativo sta a indicare che secondo los
servatore O lorologio di O situato in testa allastronave sta
andando pi lentamente di quello situato in coda.
14
La separazione spaziale dei due eventi uguale a:
2,0 10
10
m 5,0 10
9
m = 1,5 10
10
m
Lintervallo temporale uguale a: 70 s 40 s = 30 s.
Quindi, nel caso in esame, I
ST
= c
2
(t
2
t
1
)
2
(x
2
x
1
)
2
risulta
minore di 0 e pertanto i due eventi non sono correlati da un
rapporto causaeffetto.
Per il calcolo della velocit di O
1
si imponga leguaglianza
x
1
= x
2
. Utilizzando ora le trasformazioni di Lorentz questa si
traduce nella seguente:
x
1
v
1
t
1
= x
2
v
1
t
2
con la quale si ritrova il precedente risultato impossibile di
v
1
= 5,0 10
8
m/s.
Per il calcolo della velocit di O
2
si imponga leguaglianza
t
1
= t
2
. Utilizzando le trasformazioni di Lorentz questa si
traduce nella seguente:
t
1
x
1
v
2
/c
2
= t
2
x
2
v
2
/c
2
dalla quale: v
2
= 1,8 10
8
m/s
15
Si applichi la formula di composizione delle velocit:
u
u v
u v c
x
x
x
/
=
+
+ 1
2
ponendo v = 0,800 c e u
x
= 0,900 c. Si ottiene: u
x
= 0,988 c.
16
Utilizzando la formula di composizione delle velocit:
u
u v
u v c
x
x
x
/
=
+
+ 1
con v = 0,85 c e ponendo una prima volta u
x
= 0,90 c e una
seconda volta u
x
= 0,90 c, si ottiene:
v
1
= 0,99 c; v
2
= 0,21 c.
20
Considerando che E
C
= m c
2
( 1), utilizzando il dato
fornito dal testo del Problema si ottiene:
( 1) = 100 ovvero = 99
Da questa, v = 0,99 c
Per la quantit di moto si ha poi:
q = m v = 2,0 10
16
kg m/s
21
Per la quantit di moto:
R
m v
m v
q
f f
i i
= =


=

1 0 6 0 9
1 0 9 0 6
2 8
2
2
, ,
, ,
,
Per lenergia cinetica:
R
m c
m c
e
( )
( )
,
,
=

=


/
/
f
i
2
2
2
2
1
1
1 1 0 9 1
1 1 0 6

11
5 2 = ,
22
La variazione dellenergia cinetica uguale al lavoro
compiuto; perci:
m c
2
( 1) = 1,00 10
12
J
Da questa si ottiene = 13,2.
Quindi si pu porre 1 1
2
/ / ( ) v c = 13,2 dalla quale:
v = 0,997 c.
24
Le relazioni coinvolte nel problema sono:
E
c
= m c
2
( 1) q
m
= m v
Dalla prima si calcola:
= E
c
/(m c
2
) + 1 = 1,67
e quindi, sfruttando il valore di ora trovato, v = 0,801 c
Dalla seconda si ottiene poi: q
m
= 6,70 10
19
kg m/s
25
Nel fenomeno durto si deve conservare la massaenergia
del sistema.
Prima dellurto lenergia totale data dallenergia totale della
particella in quiete (m c
2
) e dallenergia totale della particella in
moto (m c
2
( 1) + m c
2
).
La massaenergia del sistema prima dellurto vale perci:
m c
2
+ m c
2
= m c
2
( + 1) con =

1 1 1 25
2
/ = ( / ) , v c
Dopo lurto si ha una sola particella di massa M dotata di
velocit v la cui massaenergia totale espressa da:
M c
2
+ M c
2
( 1) = M c
2

In definitiva, il principio di conservazione della massaener
gia si traduce nella relazione seguente:
m c
2
( + 1) = M c
2
[a]
Daltra parte, per il principio di conservazione della quantit
di moto, si pu porre:
m v = M v
e quindi, dividendo membro a membro, si ottiene:
=
+
= = v v v c

1
0 566 0 334 , ,
e, conseguentemente: = 1,06
Considerando ancora la relazione [a] si ottiene infine:
M
m
=
+

1
2 12 ,
26
Lenergia liberata si determina applicando la relazione
E = m c
2
ove m indica la differenza fra la massa iniziale e
finale del sistema. Essendo:
m = 2 m
deuterio
m
elio
= 4,2500 10
29
kg
si ottiene:
E = 4,2500 10
29
kg (2,9979 10
8
m/s) = 3,8196 10
12
J
27
Dalla relazione:
E
2
= q
2
c
2
+ m
2
c
4
14
FISICA
ponendo E = 5 m c
2
si ottiene:
q = (1,5 10
9
m/s) m
Ponendo poi:
q = m v = (1,5 10
9
m/s) m
si ottiene v = 2,9 10
8
m/s
28
Alla fine della variazione termica, il blocco metallico ha
subito un incremento di energia termica pari a:
E = 1,0 kg 0,10 cal/(g C) (600 K 300 K)
Poich:
0,10 cal/(g C) = 419 J/(kg K)
si ottiene:
E = 1,3 10
5
J
Tenendo presente la relazione E = m c
2
, lincremento m
della massa inerziale del blocco risulta:
m =

=

1 3 10
1 4 10
5
2
12
,
)
,
J
(3,0 10 m/s
kg
8
Laumento percentuale A% della massa inerziale del blocco
vale quindi:
m
m
100 1 4 10
10
=

, %
29
Per la radiazione elettromagnetica la massa a riposo
nulla e quindi q
rad
= E/c. Perci, per la conservazione della
quantit di moto:
q
m
= q
rad
= E/c = 3,2 10
19
kg m/s
Lenergia cinetica dellatomo si ottiene mediante la relazione:
E
2
atomo
= q
2
m
c
2
+ m
0
2
atomo
c
4

e tenendo conto che E
atomo
= m
0 atomo
c
2
+ E
c
, si ottiene:
E
c
= 2,5 10
12
J.
PERCoRSo 2 (Parte Prima) TEST
1
La risposta corretta la b.
2
La relazione fra il potenziale di arresto V
0
, il potenziale
di estrazione V
b
e la frequenza f della radiazione incidente :
h f = e V
0
+ e V
b
Da questa, riscritta nel modo seguente:
e V
0
= h f e V
b
si pu stabilire che la retta B relativa ad un metallo avente
potenziale di estrazione V
b
minore di quello relativo alla retta
A. La risposta corretta la c.
3
Lenergia massima % degli elettroni emessi in funzione
della frequenza f della radiazione incidente espressa dalla
relazione:
% = h f e V
b
[a]
ove eV
b
indica lenergia di estrazione degli elettroni dal
me tallo. Una variazione della lunghezza donda (ovvero
della frequenza) della radiazione incidente non modifica n il
coefficiente angolare della retta che rappresenta la dipenden
za funzionale tra % e f n la sua disposizione nel grafico. Lo
stesso si pu dire per lintensit della radiazione che, infatti,
non presente nella relazione [a].
Usando un metallo con diverso valore di V
b
, la retta (%, f)
viene traslata o a sinistra o a destra, a seconda del valore di
V
b
. La riposta corretta quindi la b.
4
La risposta corretta la b.
5
Lespressione dellenergia dellelettrone dellatomo di
idrogeno nel suo stato fondamentale la seguente:
%
H
e
=
e m
h n
4
0
2 2 2
8
1

nella quale il termine e


4
deriva dal prodotto del quadrato
della carica dellelettrone per il quadrato della carica del
nucleo. Nel caso dellelio con un solo elettrone la carica del
nucleo , in valore assoluto, pari a 2 e e quindi la precedente
relazione diviene:
%
He
e
=
4
8
1
4
0
2 2 2
e m
h n
Tenendo conto del segno negativo anteposto allespressione
dellenergia si deve quindi concludere che la risposta corretta
la a.
6
Un salto quantico di 10 eV genera una radiazione elettro
magnetica di frequenza f cos calcolabile:
f =

10 1 6 10
6 63 10
2 4 10
19
34
15
eV J/eV
J s
,
,
, Hz
Una frequenza di questo valore corrisponde, nel vuoto, a una
lunghezza donda:
= c/f = 1,3 10
7
m
La radiazione appartiene quindi allintervallo di frequenze
dellultravioletto.
La risposta corretta la b.
7
La risposta corretta la c.
8
Si tenga presente che, in base alla relazione % = h f, la
frequenza della radiazione emessa direttamente proporzio
nale alla differenza tra le energie dei livelli fra i quali avviene
il salto quantico.
Osservando la prima delle due figure si nota che tre salti quan
tici corrispondono a differenze di energia piuttosto elevate e
due a differenze di energia piuttosto basse. Perci nello spettro
delle frequenze dovremo trovarne tre di valore piuttosto gran
de e due di valore piuttosto piccolo. Questo esclude gli spettri
a, b, d. Inoltre la separazione tra il gruppo delle due righe di
frequenza bassa e quello delle tre righe di frequenza alta deve
essere maggiore della separazione tra le righe che costituisco
no ognuno dei due gruppi. Questo vero per lo spettro e. ma
non per lo spettro c.
La risposta corretta quindi la e.
9
La risposta corretta la b.
10
In base alla legge di StefanBoltzmann, si pu scrivere:
16
1
2
1
4
2
4
T
T

=
dalla quale T
1
/T
2
= 2
Per la legge di spostamento di Wien si ha allora:
1
2
1
2
2
1
T
T

= =
11
La risposta corretta la b.
15
Test e Problemi di fne Unit: risposte commentate
PERCoRSo 2 (Parte Prima) PRoblEMi
2
Per il calcolo della frequenza di soglia f
0
si applica la
relazione:
1,60 10 C 2,00 V
6,63 10 J s
4, 83 10 Hz
0
b
19
34
14
f
e V
h
= =

Per il calcolo della frequenza f della radiazione alla quale


corrisponde il potenziale di arresto di 3,00 V si applica la
relazione:
h f = e V
0
+ e V
b
dalla quale
1,60 10 C 3, 00 V 2,00 V
6,63 10 J s
1, 21 10 Hz
0 b
19
34
15
f
e V V
h
( ) ( )
=
+
=
+

=
=

6
Si rappresentano in un grafico (V
0
, f) le coppie di valori
indicati in tabella (figura seguente) e si traccia la miglior
retta che ne rappresenta la dipendenza funzionale.
V
0
(V)
f (10
14
Hz)
0,50
1,00
3 4 5 7 6
A
B
Individuati su di essa due punti A e B come, ad esempio,
quelli indicati in figura, si pu determinare il coefficiente
angolare m della retta:
m =


=

1 15 0
4 3 10
4 3 10
14
15
,
,
,
V
7,0 10 Hz Hz
14
V/Hz
Considerando la relazione:
V
h
e
f V
0

b
[a]
il valore di m corrisponde a h/e e quindi:
h = e m = 1,6 10
19
C 4,3 10
15
V s = 6,9 10
34
J s
Sostituendo ora questo valore nella [a] e utilizzando, ad
esempio, per V
0
e f la coppia di valori corrispondente al punto
A del grafico (V
0
= 0, f = 4,3 10
14
Hz), si ottiene V
b
= 1,8 V.
8
Il numero di fotoni che investe la Terra in 1,0 s si ottiene
dividendo lenergia totale %
tot
che investe la Terra in 1,0 s per
lenergia %
f
di ciascun fotone. Supponendo che la radiazione
investa la Terra perpendicolarmente a una sua sezione prin
cipale, si ha:
%
tot
= 2,0 cal/(cm
2
min) R
2
1,0 s
Eseguendo le equivalenze, assumendo per il raggio R della
Terra il valore di 6,4 10
6
m e ricordando che 1,00 cal =
= 4,19 J, si ottiene:
%
tot
= 1,8 10
17
J
Essendo: %
f
= h f = h c/ = 3,7 10
19
J, si ottiene:
numero fotoni = 4,9 10
35
14
La frequenza massima si ha per n
2
= infinito e consente
quindi di determinare il valore della costante che compare
nella relazione che esprime la legge di Balmer. Si ha infatti:
cost = 8,0 10
14
Hz 4 = 3,2 10
15
Hz.
Il primo termine della serie corrisponde al salto quantico da
n
1
= 2 a n
2
= 3 e quindi la sua frequenza vale:
f
2,3
= 3,2 10
15
Hz (1/4 1/9) = 4,4 10
14
Hz
15
Si applica la relazione:
f c R =

1
1
1
3
2 2
con R = 1,0974 10
7
m
1
Si ottiene: f = 2,93 10
15
Hz.
Nella fase di diseccitazione si possono avere i seguenti salti
quantici: 3 1; 3 2; 2 1.
Nei tre casi si ha: f
3,1
= 2,93 10
15
Hz; f
3,2
= 4,57 10
14
Hz;
f
2,1
= 2,47 10
15
Hz.
16
Lenergia di ionizzazione corrisponde allenergia dello stato
fondamentale dellelettrone (n = 1) espresso dalla relazione:
%
1H
e
0
2
8
=
e m
h n
4
2 2
1

Allora per la serie di Balmer si pu scrivere:


f h
n
1H
=

%
1
2
1
2
2
2
e quindi:
h
c
n
=

%
1H
1
2
1
2
2
2
[a]
dalla quale:
n
h c
2
1
1
4
=

1H
%
Ponendo = 4,0 10
7
m, si ottiene n
2
= 6,77. Poich per i
numeri quantici sono solo interi, si deve considerare il mas
simo intero minore di 6,77, cio 6.
Calcolando la lunghezza donda con la [a] e tenendo conto
che 13,6 eV = 21,8 10
19
J, si ottiene:
=

=
=

h c
/ /
J s m
1H
% ( )
, ,
1 4 1 36
6 63 10 3 00 10
34 8
//s
21,8 10 J / /
m

=

19
7
1 4 1 36
4 11 10
( )
,
Le righe con lunghezza donda maggiore di 4,0 10
7
m sono
quindi quelle corrispondenti a n
2
= 6, 5, 4, 3 e sono quindi 4.
17
La seconda riga della serie di Lymann corrisponde al salto
quantico n
1
= 1, n
2
= 3; la prima riga della serie di Lymann
corrisponde al salto quantico n
1
= 1, n
2
= 2; la prima riga della
serie di Balmer corrisponde al salto quantico n
1
= 2, n
2
= 3.
Si ha allora:
1
1
1
3
1
1
1
2
1
2
1
3
L
2 2
L
2 2
B
2 2
f cR f cR f cR =

16
FISICA
Si osservi ora che:

+ = +

= f f c R f
L B L
1
1
1
2
1
2
1
3
2 2 2 2
19
Lenergia cinetica massima degli elettroni diffusi si ottie
ne in corrispondenza di un urto centrale della radiazione X.
In questa condizione sono verificate le due relazioni seguenti:
= = 2 h/(m
0
c) [a]
Energia cinetica %
c
dellelettrone = h f h f
Essendo f = c/ e f = c/ si pu porre:
%
c
=

h
c
h
c
h c



[b]
Tenendo conto della relazione [a], con qualche passaggio si
ottiene:
%
c
=
+
( )
2
2
2
0
h c
m c h
[c]
Siccome il testo del Problema fornisce lenergia del quanto
di radiazione X (20 keV) e questa coincide con il valore del
prodotto h f, conviene eliminare dalla relazione [c] il parame
tro per far comparire la frequenza f o, meglio, il prodotto
h f. Tenendo quindi conto della relazione c = f, dalla relazio
ne [c] si giunge alla seguente:

%
c
=
+
2
2
2 2
0
2
h f
m c h f
Essendo perci: h f = 20 keV = 20 10
3
1,6 10
19
J =
= 3,2 10
15
J, si ottiene, infne:
%
c
2 2
J
kg m /s
=

( )
+

2 3 2 10
9 1 10 9 0 10
15
2
31 16
,
, , 22 3 2 10
2 3 10
15
16

=
=

,
,
J
J
20
La radiazione di frequenza f = 3,0 10
18
Hz possiede una
lunghezza donda pari a:
= =

c
f
1 0 10
10
, m
Tenendo ora conto della relazione:
= ( )
h
m c
0
1 cos
e utilizzando per h, m
0
, c cinque cifre signifcative, si ottiene:

= +
+

1 0 10
6 6261 10
9 1094 10
10
34
31
,
,
,
m
J s
kgg m/s
m

( ) =
=

2 9979 10
1 45
1 00711 10
8
10
,
cos
,
La frequenza f vale allora 2,9788 10
18
Hz e, quindi:
f = 2,12 10
16
Hz
Per il calcolo della velocit di rinculo dellelettrone si deve
ricorrere al principio di conservazione dellenergia nella
forma:
h f = h f + %
c
(energia cinetica dellelettrone)
Sostituendo opportunamente i valori, si ottiene:
%
c
= 1,41 10
17
J da cui infne:
v m = = 2 5 57 10
6
%
c e
/ m/s ,
22
In base alla legge di Stefan Boltzmann:
= T
4
con = 5,6703 10
8
W/(m
2
K
4
)
tenendo conto che lapertura da cui viene emessa la radia
zione ha una superficie di 4,0 10
4
m
2
, si ottiene:
% = A t = 5,6703 10
8
W/(m
2
K
4
) (2,0 10
3
K)
4
4,0
10
4
m
2
3,6 10
3
s = 1,3 10
6
J
23
Lespressione della densit di energia u(f, T) della ra
diazione :
,
8
1
2
3 /
u f T
f
c
h f
e
h f k T
( ) =

( )
e quindi, indicato con A il valore 1,00 10
17
J/s:
8 1
1
3
3 /
h f
c e
A
h f k T

=
( )
Da questa:
8
1
/
3
3
e
h f
A c
h f k T
=

+
( )
e quindi
ln
8
1
3
3
h f
k T
h f
A c
=

ovvero:
ln
8
1
3
3
T
h f
k
h f
A c
=

Considerando ora che: f = c/, la precedente relazione diviene:


ln
8
1
3
T
h c
k
h
A
=

Sostituendo i valori numerici si ottiene:


6,63 10 J s 3,00 10 m/s
2, 00 10 m 1,38 10 J/K ln
8 6,63 10 J s
1, 00 10 J s/m 2, 00 10 m
1
1,35 10 K
34 8
6 23
4
17 2 6
3
3
T
( )
=



=
=



25
Per loscillatore caratterizzato dal numero quantico n = 4
si ha:
%
4
= 4 h f = 4 6,63 10
34
J s 1,00 10
15
Hz = 2,65 10
18
J
Essendo poi:
%
5
= 5 h f = 5 6,63 10
34
J s 1,00 10
15
Hz = 3,32 10
18
J
si ottiene:
100 25,3 %
%
5 4
4
V
% %
%
=

=
Lenergia totale % della molla oscillante data da:
% = (1/2) k x
0
2
= (1/2) 1,00 10
3
N/m (1,00 10
2
m)
2
=
= 5,00 10
2
J
Considerando che alla variazione unitaria di un numero
quantico corrisponde una variazione di energia della molla
pari a h f, la variazione V
% M
sar data da:
100
h f
%
Daltra parte:
17
Test e Problemi di fne Unit: risposte commentate
1
2
1
2
1, 00 10 N/m
0,100 kg
15, 9 Hz
3
f
k
m
=

=
e quindi:
6,63 10 J s 15,9 Hz
5, 00 10 J
100 2,11 10 %
%M
34
2
29
V =

28
Le righe K sono quelle associate al salto quantico che
conduce lelettrone nel livello energetico pi basso. Per queste
righe vale la relazione:
1
1
1
1
2
2 2
f c R Z
n
( ) =

con n = 2 per le righe K

e n = 3 per le righe K

. Tenendo conto
che per il ferro Z = 26, si ottiene:
f
K
= 1,54 10
18
Hz; f
K
= 1,83 10
18
Hz
30
La relazione che fornisce la frequenza della riga K

per un
elemento di numero atomico Z data da:
1
1
1
1
2
2 2
f c R Z
n
( ) =


Si avr perci:
1
1
20
1
0, 444
1
2
1
2
2
2
2
2
2
f
f
Z
Z Z
( )
( ) ( )
=

=
Risolvendo si ottiene Z
2
= 31 e quindi Z
1
/Z
2
= 0,677.
PERCoRSo 2 (Parte Seconda) TEST
1
La lunghezza donda di de Broglie espressa dalla rela
zione:
=
h
m v
che non stabilisce alcun legame con le dimensioni lineari
della particella. La risposta corretta quindi la e.
2
La risposta corretta la c.
3
La quantit di moto q
m
e lenergia % di una particella sono
legate dalla relazione:
% =
q
m
m
2
2
e quindi la lunghezza donda di de Broglie della particella
data da:
= =
h
q
h
m
m
2 %
[a]
Per una particella da 7,0 MeV:
m = 4 1,67 10
27
kg = 6,68 10
27
kg
% = 7,0 10
6
eV 1,6 10
19
J/eV = 1,1 10
12
J
Si ottiene allora = 5,5 10
20
m
Questo valore notevolmente pi piccolo delle dimensioni
di un nucleo doro (circa 10
14
m) e quindi laffermazione 1
errata mentre la 2 corretta. Per un elettrone da 10 eV, la
lunghezza donda vale 3,9 10
10
m e quindi la 3 errata.
La risposta corretta quindi la b.
4
Langolo in cui si ha il primo massimo dato dalla formu
la di Bragg: 2d sin J =
Quindi sin J proporzionale a e lo pure, approssima
tivamente, anche langolo J, per valori non molto grandi.
La velocit degli elettroni, per la formula di de Broglie,
inversamente proporzionale a . Aumentando di 10 volte
lenergia degli elettroni, la velocit aumenta, per la formula
classica dellenergia cinetica, di 10 volte e di altrettanto
diminuisce la lunghezza donda e quindi langolo J. La
risposta corretta la c.
5
La risposta corretta la b.
6
In base al principio di indeterminazione espresso nella
forma:
% t
h

4
e tenendo conto che % = h f, si ottiene:
f t
1
4
Da questa:
f

1
4 10 4
10
7
7
s/
Hz
( )
La risposta corretta la a.
7
La risposta corretta la d.
PERCoRSo 2 (Parte Seconda) PRoblEMi
1
A partire dalla relazione = h/(m v) si ottiene:
v = h/(m ).
Assumendo per il neutrone la massa di 1,67 10
27
kg si
ottiene v = 3,97 10
6
m/s; per lenergia cinetica si ha quindi:
(1/2) m v
2
= 1,32 10
14
J.
3
Per un fotone vale la relazione % = h f = h c/, dalla quale
= h c/%.
Per le particelle si tenga presente che lenergia % e la cor
rispondente quantit di moto q
m
, nel caso in cui si possano
applicare le formule classiche, data da % = q
m
2
/(2 m), dalla
quale q m
m
= 2 % .
Quindi la relazione di de Broglie pu essere scritta nel modo
seguente:
= =
h
q
h
m
m
2 %
Tenendo conto che 500 eV corrispondono a 8,00 10
17
J,
applicando le relazioni precedentemente indicate si ottiene:

fotone
= 2,49 10
9
m

elettrone
= 5,49 10
11
m

protone
= 1,28 10
12
m
6
Lespressione dellinterfrangia I
f
la seguente: I
f
= L/d.
Per determinare si applichi la relazione di de Broglie:
= =
h
q
h
m
m
2 %
utilizzando ancora la formula classica per lenergia cinetica.
18
FISICA
Tenendo conto che 10 keV = 1,0 10
4
eV = 1,6 10
15
J si
ottiene:
= 1,2 10
11
m e quindi: I
f
= L/d = 4,8 10
2
m.
9
Con riferimento alla figura seguente, gli elettroni che
sono diffusi sul piano reticolare pi interno si ritroveranno
in fase con quelli diffusi dal piano reticolare pi esterno (e
quindi si avr un massimo di riflessione) quando la differenza
di cammino sar un multiplo intero di .
Sempre considerando la fgura, si pu stabilire che la diffe
renza di cammino in C dei fasci di elettroni 1 e 2 dato da
2 A

D B

C. Esprimendo A

D e B

C in funzione di d, sin, cos,


con qualche passaggio si ottiene:
sfasamento in C = 2d sin
Quindi si avr interferenza costruttiva quando:
2d sin = k con k = 0, 1, 2, ecc. (formula di Bragg)
Tenendo presente che dalla formula di de Broglie e da quel la
classica dellenergia cinetica si ricava:
= =
h
m 2
1 23 10
10
%
,

m
si pu calcolare il valore di sin. Per k = 1 (unico valore
accet tabile in questo caso) si ottiene: sin = 0,879, da cui
= 61,5. Poich e sono complementari si ottiene per
langolo di incidenza il valore = 28,5.

1
2
B
A
C
D
d
10
Per applicare il principio di indeterminazione, dobbiamo
considerare che la posizione dellelettrone dipende dalla
distanza r dal nucleo e da un angolo . Lasciando indetermi
nato tale angolo, possiamo considerare lindeterminazione
della distanza dal nucleo, corrispondente al raggio classico
dellorbita. Il problema cos ridotto a quello di un moto
unidimensionale e si pu applicare il principio di indetermi
nazione, assumendo x r.
Si ottiene cos v = 1,1 10
6
m/s.
Applicando il modello classico delle orbite circolari si ricava
la formula:
= v
e
m r
2
0
2
1
4
Da cui si ottiene: v = 2,2 10
6
m/s.
Applicando il concetto di onda stazionaria, si ha 2 r = n
(con n = 1, trattandosi dellatomo non eccitato), con
= h/(mv). Da queste formule si ricava v e si ottiene:
v = 2,2 10
6
m/s.
12
Si applichi il principio di indeterminazione nella forma:
x (m v) h/(4 )
Poich (m v) = m v (essendo m costante) la precedente
relazione si pu scrivere nel modo seguente:

x
h
m v
=


=
=

4
6 63 10
4 1 5 0 30
1 2
34

,
, ,
,
J s
kg m/s


10
34
m
14
Il movimento della palla confinato in un intervallo spa
ziale x = 1,0 m. Perci, in base al principio di Heisenberg:
4
m
q x
h

dal quale:
4
6,63 10 J s
4 1, 0 m
5,3 10 kg m/s
m
34
35
q
h
x


=


=

Questa quantit rappresenta una percentuale molto piccola


della quantit di moto della palla, cos calcolabile:
5,3 10 kg m/s
0, 20 kg 5,0 m/s
100 5,3 10 %
35
33

PERCoRSo 3 TEST
1
La risposta corretta la a.
2
Le due reazioni di decadimento sono:
90
230
88
226
89
226
Z Z Z + +
La risposta corretta la b.
3
La risposta corretta la d.
4
La risposta corretta la d.
5
Laffermazione a. errata, perch il difetto di massa di
un nucleo non dato da (Z + N) m
e
. Anche la b. errata in
quanto il difetto di massa si manifesta anche nella formazio
ne degli atomi o delle molecole. Laffermazione d. errata
in quanto i neutroni mantengono nel nucleo la propria
individualit. Per quanto riguarda laffermazione c. si tenga
presente che:
massa protone = 1,67262171 10
27
kg
massa elettrone = 9,1093826 10
31
kg
massa di un protone e di un elettrone non legati =
= 1,67353265 10
27
kg
massa dellatomo di idrogeno = 1,67353263 10
27
kg
La risposta corretta la c.
6
La risposta corretta la b.
7
Lenergia di legame del nucleo iniziale pari a
200 nucleoni 8 MeV/nucleone = 1,6 10
3
MeV.
Lenergia di legame dei due nuclei prodotti vale:
90 nucleoni 8,5 MeV/nucleone +
+ 110 nucleoni 8 MeV/nucleone = 1645 MeV
Trattandosi di energia di legame, i due valori indicano ener
gie negative e quindi si pu stabilire che nel processo di fissio
ne si liberano 45 MeV. La risposta corretta la c.
8
La risposta corretta la d.
19
Test e Problemi di fne Unit: risposte commentate
9
Per rispondere al test si tenga presente la figura 13 del
testo e si consideri che si ha liberazione di energia quando i
prodotti della reazione nucleare si trovano in corrispondenza
delle parti pi basse della curva. Conseguentemente la rispo
sta corretta la a., mentre sono errate le altre tre.
10
La risposta corretta la a.
11
In base alla relazione N = N t, si ottiene il valore
di ponendo: N = 5 37 10
3
, N = 74 10
10
, t = 1,0 s.
Risulta = 2,5 10
7
s
1
e perci la risposta corretta la b.
12
Il tempo di semitrasformazione si ottiene ponendo
t
1/2
= (ln 2)/ e perci t
A 1/2
= 1,386 anni e t
B 1/2
= 0,347 anni.
Laffermazione a. perci errata. Anche la b. errata, perch
il numero di disintegrazioni dipende anche dalla quantit
iniziale di nuclide instabile. Non c relazione fra la costante
di disintegrazione e la massa atomica e perci la c. errata.
Lo stesso motivo che invalida la b. rende vera la d.
13
La risposta corretta la b.
14
Il positrone lantiparticella dellelettrone ed essendo
quindi un leptone non pu essere composto da quark (c.
errata). I mesoni sono particelle composte da due quark o
da coppie di quark e non da tre quark e quindi b. errata. Il
protone e il neutrone sono composti da tre quark di tipo u o
d, non s. Quindi a. errata e d. corretta, come confermato
dalla tabella E del testo.
PERCoRSo 3 PRoblEMi
2
Tenuto conto che, utilizzando 6 cifre significative, la massa
del protone vale 1,67262 10
27
kg e la massa del neutrone
1,67493 10
27
kg e che 1 u = 1,66054 10
27
kg, si ottiene:
1,66054 10
27
kg/u 129,8755 u (56 1,67262
10
27
kg + 74 1,67493 10
27
kg) = 1,94808 10
27
kg
In base alla relazione % = m c
2
si ha perci:
% = 1,75 10
10
J, corrispondenti a 1,09 10
3
MeV.
Quindi: energia per nucleone =
= 1,09 10
3
MeV/(130 nucleoni) = 8,38 MeV/nucleone.
5
Lenergia che si libera nella reazione vale:
1,7316 10
3
MeV 1,7082 10
3
MeV 28,3 MeV = 4,9 MeV
Questa energia si trasforma in energia cinetica del radon e
della particella rispettando anche il principio di conserva
zione della quantit di moto. Essendo:
4,9 MeV = 4,9 10
6
eV 1,60 10
19
J/eV = 7,84 10
13
J
devono valere le due equazioni seguenti:
(1/2) m
Rn
v
Rn
2
+ (1/2) m

2
= 7,84 10
13
J [a]
m
Rn
v
Rn
= m

v

[b]
Risolvendo il sistema si ottiene:
v
m
m m m


=

+
=
=

2 7 84 10
2 3 69 10
13
2
Rn
Rn
J ,
( )
,
55 13
27 27
7 84 10
6 65 10 6 65 10
kg J
kg ( kg

+


,
, , 33 69 10
1 52 10
25
7
,
,

=
=

kg)
m/s
v
m
m m m
Rn
Rn Rn
J
=

+
=
=

2 7 84 10
2 6 65 10
13

,
( )
,
227 13
25 25
7 84 10
3 69 10 3 69 10
kg J
kg kg

+


,
, ( , 66 65 10
2 74 10
27
5
,
,

=
=

kg)
m/s
7
Si assuma come indeterminazione spaziale x per il
nucleone il diametro del nucleo. Questo si determina a parti
re dal raggio del nucleo, calcolabile con la relazione
R = 1,3 10
15
m 150
3
= 6,9 10
15
m
Si ha quindi:
x = 2 R = 1,4 10
14
m e perci:

q
h
x
m
=
/ ( ) 4
e ponendo, in prima approssimazione, q
m
= 2 q
m
, dalla
relazione:
% = q
m
2
/(2 m) si ottiene:

% = = =
( ) / ( )
,

q
m
h
m x
m
eV
2 2 2
2
3
8
4
8
6 7 10

8
Tenendo conto anche della massa dellelettrone
(9,11 10
31
kg) si ha m = (9,58 10
31
kg 9,11 10
31
kg) =
= 4,70 10
32
kg da cui, ammettendo che la qua si totali
t dellenergia sviluppata nel decadimento sia as sorbita
dallelettrone sotto forma di energia cinetica, si ha:
%
c
= m c
2
= 4,70 10
32
(2,9979 10
8
m/s)
2
=
= 4,22 10
15
J
11
Si cominci a valutare la massa M di
235
U contenuta in
1,00 kg di materiale:
M = 0,03 1,00 kg = 3,00 10
2
kg
Il numero N di nuclidi di
235
U contenuti in questa massa si
ottiene dividendo M per la massa atomica dellisotopo
235
U
(pari a circa 390,314 10
27
kg).
Si ottiene: N = 7,69 10
22
nuclidi.
Lenergia liberata dalla loro fssione completa vale quindi
1,54 10
25
MeV. Trasformando in joule si ottiene 2,46 10
12
J.
Si consideri ora che 300 MW corrispondono a 3,00 10
8
W.
Il tempo di erogazione di tale potenza da parte del reattore
quindi dato da:
2,46 10
12
J/(3,00 10
8
W) = 8,20 10
3
s.
12
Lo schema della reazione il seguente:
n +
240
X
100
Y +
141
Z
Considerando i difetti di massa dei nuclidi possiamo dedurre
che lenergia di legame di
240
X vale 1848 MeV, lenergia di
legame di
100
Y vale 860 MeV, lenergia di legame di
141
Z vale
1156 MeV. Lenergia liberata nella fssione vale allora
% = 168 MeV. Questa energia si manifesta sotto forma di
energia cinetica dei nuclidi Y e Z.
Per determinare la loro velocit applicheremo ora contem
poraneamente i principi di conservazione dellenergia e della
quantit di moto:
% = (1/2) m
y
v
y
2
+ (1/2) m
z
v
z
2
m
y
v
y
= m
z
v
z
Da questo sistema di equazioni si ottiene:
20
FISICA
v
m
m m m
v
m
m m m
y
z
y y z
z
y
z z y
=
+
=
+
2
2
2 2
%
%
Trascurando la differenza tra la massa dei protoni e dei neu
troni e tenendo conto dellenergia di legame si ha:
m
y
= 100 nucleoni 1,67 10
27
kg/nucleone +
(100 nucleoni 8,6 MeV/nucleone 1,6 10
13
J/MeV)/c
2
=
= 1,7 10
25
kg
m
z
= 2,3 10
25
kg
Con questi valori e tenendo conto che
% = 168 MeV = 269 10
13
J
si ottiene: v
y
= 1,4 10
7
m/s, v
z
= 9,8 10
6
m/s.
15
Si ricavi anzitutto il valore di utilizzando la relazione:
= (ln 2)/ = 4,85 10
2
/giorno.
Tenendo ora conto che il tempo di 1,00 s molto piccolo
rispetto al tempo di dimezzamento, si pu ammettere che il
numero di nuclidi instabili N
t1
e N
t2
presenti agli istanti t
1
e t
2

rimanga praticamente costante nel tempo di 1,00 s. Perci,
con buona approssimazione, possiamo porre:
N
t1
= N
t1
1,00 s N
t2
= N
t2
1,00 s
dove con N
t1
e N
t2
abbiamo indicato il numero di nucli
di decaduti negli intervalli di tempo (t
1
, t
1
+ 1,00 s),
(t
2
, t
2
+ 1,00 s) rispettivamente. Ottenia mo allora:

N
N
N
N
t1
t
t
t
1 2
s s
=


1 00 1 00
2
, ,
Tenendo conto che:
N
t2
= N
t1
e
(t
2
t
1
)
si avr allora: N
t2
= N
t1
e
(t
2
t
1
)
.
Da questa ponendo N
t1
= 3000 e N
t2
= 150, si ottiene:
t
2
t
1
= 61,8 giorni.
16
Lattivit di una sorgente radioattiva data da N/t.
Essendo N = Nt si ha:

N
t
N =
Per determinare lattivit occorre quindi conoscere e N.
Con la relazione seguente si calcola :

= = =
ln
, ,

2
4 28 10 1 35 10
4 11
1
anno
1
s
N si calcola determinando il numero di isotopi
226
88
Ra conte
nuti in 1,00 g:
N =


1 00 10
226 0254 1 6605 10
3
27
,
, ,

kg
u
atomo
kg
u
==
= 2 66 10
21
, atomi
Quindi:
2,66 10 1,35 10
1
s
3,59 10
decadimenti
s
21 11
10
N
t

= =
=
17
Il punto di partenza la relazione N = N t dalla
quale dobbiamo determinare N.
Nel caso in esame, per t = 1,00 min si ha N = 200.
Esprimendo in decadimenti/min si ottiene:
= 2,00 10
9
/(365,25 24 60 min) = 3,80 10
15
min
1
Si ottiene allora: N = 5,26 10
16
isotopi.
La massa degli isotopi radioattivi vale quindi:
90 1,67 10
27
kg 5,26 10
16
= 7,91 10
9
kg
Il materiale che contiene questa massa di isotopi ha, a sua
volta, una massa m data da:
m = 7,91 10
9
kg/10
6
= 7,91 10
3
kg = 7,91 g.
18
La costante di disintegrazione molto piccola e quindi,
con ottima approssimazione, possiamo scrivere:
N = N t indicando con N il numero di nuclidi insta
bili al tempo t
1
e con N il numero di nuclidi che decadono
nellintervallo di tempo (t
1
, t
1
+ t).
N dipende da N e perci, indicando con N
0
il numero di
nuclidi instabili contenuti in 10 g di sostanza ancora vivente
e con N
0
il numero di nuclidi decaduti in 1,0 min, si avr:
N
0
= N
0
t [a]
e dopo t
1
anni: N
1
= N
1
t [b]
essendo: N
1
= N
0
e
t
1 [c]
Perci dalla [a] si ottiene: N
0
= N
0
/(t)
e dalla [b]: N
1
= N
1
/(t).
Sostituendo nella [c] si ha: N
1
= N
0
e
t
1 dalla quale,
ponendo N
1
= 60 e N
0
= 150, si ottiene:
t
1
= 7,6 10
3
anni.
PERCoRSo 4 TEST
1
La risposta corretta la c.
2
In base alla definizione di unit astronomica (UA) e di
parsec (pc) si pu stabilire la relazione:
1
1
1 pc UA =
p
essendo p = (1/3600) = 4,85 10
6
[rad]
Quindi:
1UA
1pc
4, 85 10
6
p = =

La risposta corretta la d.
3
La risposta corretta la a.
4
La magnitudine apparente di una stella espressa dalla
relazione:
m = m
0
2,5 log(F/F
0
)
essendo m
0
= 1, F il flusso luminoso emesso dalla stella e F
0
il
flusso luminoso di una stella di prima grandezza.
Quindi la magnitudine apparente non misura direttamente
il flusso luminoso (a. errata) anche se dipende da esso (b.
corretta).
Errata anche la c., perch per una stella di prima grandezza
deve risultare F = F
0
, log (F/F
0
) = 0, m = m
0
= 1.
La d. senzaltro errata, perch il valore della magnitudine
apparente sempre espresso da un numero puro e non pu
avere le unit W/m
2
.
5
Indicata con m
0
la magnitudine apparente di una stella
di prima grandezza (che si assume pari a 1), con F
0
il corri
21
Test e Problemi di fne Unit: risposte commentate
spondente flusso luminoso e con F il flusso luminoso di una
generica stella, la magnitudine apparente m di questa stella
data da:
m = m
0
2,5 log(F/F
0
) [a]
Se, ad esempio, per una stella, F = 10 F
0
, la magnitudine
apparente di quella stella vale m = 1 2,5 = 1,5. La a.
quindi errata.
Applicando la relazione [a] con valori crescenti di F/F
0
, si
nota che m diminuisce e quindi anche la b. errata, mentre
si dimostra vera la c.
Dal sistema di equazioni:
m = m
0
2,5 log(F
1
/F
0
)
2 m = m
0
2,5 log(F
2
/F
0
)
sottraendo membro a membro, con qualche passaggio si
ottiene:
F
F
m 1
2
2 5
10 =
/ ,
e quindi la d. errata.
6
Per le due stelle si possono scrivere le due relazioni:
m
1
= M + 5 log r
1
5
m
2
= M + 5 log r
2
5
dalle quali, sottraendo membro a membro si ottiene:
m
1
m
2
= 5 log (r
1
/r
2
)
Da questa si pu stabilire che:
se r
1
diverso da r
2
, m
1
diversa da m
2
(la a. errata);
se r
1
maggiore di r
2
, 5 log(r
1
/r
2
) maggiore di 0 e quindi
m
1
maggiore di m
2
(la b. corretta mentre sono errate sia
la c. che la d.).
7
La risposta corretta la c.
8
La risposta corretta la b.
9
La risposta corretta la d.
10
Una valutazione, anche se approssimata, dellet dellUni
verso pu essere fatta a partire dal valore della costante di
Hubble (a. errata) e, pi precisamente, dal valore dellinver
so della costante di Hubble (b. errata, mentre c. corretta).
Infatti, indicata con r la distanza delle galassie pi lontane
e con v la loro velocit, il rapporto r/v fornisce, in prima
approssimazione, il tempo impiegato dalla materia che si
prodotta con il bigbang a raggiungere gli estremi confini
dellUniverso, cio let di questo. Ma r/v = 1/H e quindi
linverso della costante di Hubble fornisce indicazioni sullet
dellUniverso. Non si tratta per di indicazioni molto precise,
perch il valore di H non noto con precisione.
11
La risposta corretta la d.
12
Laffermazione a. sembrerebbe la pi plausibile, ma in
realt errata in quanto altri fattori, oltre alla forza gravita
zionale, determinano la velocit di espansione dellUniverso.
In particolare, la presenza dellenergia oscura sembra essere
la causa di una accelerazione dellespansione dellUniverso
(d. corretta mentre sono errate b. e c.).
13
La risposta corretta la d.
14
Losservazione del diagramma HR riportato in figura
B del testo mette in evidenza che le risposte a. e b. sono
senzaltro errate. Si ricordi poi che le stelle della sequenza
principale sono caratterizzate da una fase di grande stabilit
e quindi non possono essere supernove (d. corretta mentre
c. errata).
15
La risposta corretta la a.
16
Le stella nane hanno una massa non superiore a
1,5 mas se solari, ma il loro raggio di circa 6000 km.
Assumendo per la massa il valore di una massa solare (circa
2 10
30
kg) si ottiene:

=
2 10
4 3 6 10
2 10
30
6 3
9 3
kg
/ m
kg/m
( ) ( )
La risposta corretta la c.
PERCoRSo 4 PRoblEMi
1
In base alla figura riportata nel testo del problema, si
possono scrivere le due relazioni seguenti:

TS =

SB tan

SB

TK =

KB tan

SB
Dividendo membro a membro:
TS
TK
SB
SB
=

essendo:
TS
TK
=

1
45 sin
SB
SB
= sin45
si ottiene:
= (sin 45)
2
= /2
4
In base ai dati del Problema si possono scrivere le rela
zioni seguenti
M
1
= M
2
= M r
1
= r r
2
= 2 r
Sostituendo nella relazione che lega la magnitudine appa
rente alla magnitudine assoluta si ha allora:
m
1
= M + 5 log r 5
m
2
= M + 5 log 2 r 5
m
2
m
1
= 5 log(2 r/r)
m
2
m
1
= 1,5
se m
1
= 3 allora m
2
3 = 1,5 e m
2
= 4,5
Quindi m
2
/m
1
= 1,5
5
1,0 10
8
anni luce corrispondono a 9,47 10
23
m ovvero a
9 47 10
3 06 10 30 6
23
7
,
, ,

= =
m
3,09 10 m
pc Mpc
16
Dalla legge di Hubble si ricava:
v =

=
7 10
30 6 2 14 10
4
6
m
s Mpc
Mpc m/s , ,
Considerando che:
f
c
0
8
7
14
560
3 00 10
5 60 10
5 36 10 = =

nm
m/s
m
,
,
, Hz
e applicando la formula delleffetto Doppler acustico si ottiene:
22
FISICA
=
+
=
=

f f
c
c v
0
14
8
8
5 36 10
3 00 10
3 00 10
,
,
,
Hz
m/s
m/s m/s
Hz
+
=
=
2 14 10
5 32 10
6
14
,
,
La lunghezza donda apparente vale perci
= c/f = 564 nm
7
La massa visibile contenuta nellammasso data da:
M
V
= (4/3) R
3

e quindi, eguagliando la forza centripeta da essa prodotta su
una stella di massa m al prodotto di m per la sua accelerazio
ne centripeta si ottiene:
G
M m
R
m
V
R
V R
2
2
=
[a]
Da questa:
V
G M
R
R
V
=
Se la materia visibile fosse lunica presente, la velocit v
2R
della
stella che ruota su unorbita di raggio 2 R sarebbe data da:
G
M m
R
m
v
R
V 2R
2
( ) 2 2
2
=
[b]
dalla quale:
v
G M
R
V V
2R
V
R R
/ = = =
2
2 0 707 ,
Se la densit della materia oscura vale anchessa , la massa
di materia oscura che occupa la sfera di raggio R :
M
OR
= (4/3) R
3
= M
V
mentre quella che occupa la sfera di raggio 2 R vale:
M
O2R
= (4/3) (2 R)
3
= 8 M
V
Utilizzando formule analoghe alla [a] e alla [b] si ottiene allora:
'
(2 )
2 1, 41
R
V
R R
v
G M
R
V V = = =
'
(9 )
2
9/2 2,12
2R
V
R R
v
G M
R
V V = = =
9
Per la domanda a) si applicano le relazioni seguenti:
2
6,67 10 Nm /kg
1, 99 10 kg 1,67 10 kg
2 6, 96 10 m
1,59 10 J
p iniziale
s p
S
11 2 2
30 27
8
16
G
M m
R
% = =
=


=
=

%
p finale
= 3,18 10
16
J
Per la domanda b), dalla relazione %
cinetica
= %
p iniziale
%
p finale
si
ottiene:
%
cinetica
= 1,59 10
16
J
Per la domanda c), dalla relazione %
cinetica
= (3/2) k T si ottiene:
T
k
= =

2
3
2 1 59 10
3 1 38 10
16
23
J
cinetica
% ,
, JJ/K
K = 7 68 10
6
,