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Storia della Filosofia Moderna

G.Mori
Introduzione
La filosofia moderna inizia del 1492 e termina temporalmente intorno al 1815,
possiamo dire che inizi con l'umanesimo e termini con il Congresso di Vienna e
la nascita dell'Idealismo tedesco.
Per unitariet degli argomenti, possiamo parlare di un lasso di tempo che va da
Galileo-Cartesio (1!!) fino a "ant, in ambito filosofico.
i sono ! elementi che hanno caratterizzato l'epoca appena precedente a
artesio e che hanno contribuito al passaggio alla filosofia moderna"
#. $coperta dell'%merica" che porta a un totale ripensamento culturale che
investe tutta l'&uropa, a un ampliamento delle conoscenze geografiche e
all'incontro con popolazioni non cristiane con problrmatiche e morali
diverse che 'disturbano( l'unita )**centesca
+. ,iforma protestante" (#-+*) una rottura importante nell'unit cristiana, non
vi . pi/ un unico modo di interpretare il testo biblico
!. ,ivoluzione scientifica" (fine '-**), con opernico si fonda l'%stronomia
Moderna, il suo sistema soppianta 0uello 1olemaico. 2n nuovo modo di
intendere l'universo 0uindi. 3 protagonisti della riv. scientifica sono anche i
protagonisti della filosofia.
3 primi temi della filosofia sono scientifici, si cercava il fondamento della scienza
con una nuova attenzione al mondo esperenziale. 4asce l'idea di una filosofia
della natura, che deve avere uno studio meno astratto ma pi/ naturale" prima
infatti si studiavano 0uestioni esegetiche e si interpretavano testi sacri,
condizionando tutto con una serie di dogmi che rendeva di fatto impossibile la
ricerca.
3 nuovi scienziati usavano la matematica e con Galileo si inaugura l'utilizzo di una
fisica 0uantitativa nello studio del mondo.
Il Rinascimento
3l pensiero rinascimentale si caratterizza per essere pre e non scientifico. &' un
periodo di grande riscoperta della filosofia antica, in particolare degli epicurei e
dei materialisti.
3l ,inascimento italiano si colloca all'interno del pensiero moderno invece, .
consapevole dell'innovazione.
artesio costituisce un novum, si domanda come sia possibile la conoscenza
umana, cosa sia la mente umana, 0uale sia il fondamento di validit del pensiero
umano. on il cogito risponde alla tematica circa il fondamento della scienza,
ponendo un fondamento indubitabile e spiega anche cosa sia la conoscenza.
Questione mente-corpo
La filosofia moderna si caratterizza per l'uomo che studia se stesso e il suo modo
di conoscere cose e dun0ue anche 0uale sia il rapporto tra la sua mente e il
corpo.
Le famiglie filosofiche che entrano in 0uestione sono"
5ualismo" possiamo identificarlo in Platone. Mente e corpo come due enti
separati che convinvono in un corpo ma sono indipendenti l'uno dall'altra.
Materialismo" nella figura di &picuro e Lucrezio. La mente . una propriet
del corpo, della materia. &siste un solo essere, 0uello fisico, la mente non .
ontologicamente diversa, ma solo alcuni corpi, per organizzazione
materiale, dotate di facolt cognitive.
6unzionalismo" %ristotele. La mente prende dal corpo ma l'essere mentale
ha leggi diverse a regolarle. 4on sono cose diverse, ma sono due realt
dell'uomo. L'anima umana . la forma dell'uomo, il corpo . ci7 che
determina e stabilisce rispetto a un fine. 3n alcune situazioni la mente
umana . indipendentemente dal corpo, 0uasi divina. $embra inclinare per il
dualismo ed . su 0uesto si . basata tutta la filosofia medievale cercando di
creare una filosofia cristiana (si pensi a $.1ommaso che ritiene che l'anima
sia una forma separata rispetto al corpo).
8ccasionalismo" mente e corpo convergono solo in alcuni momenti.
LE REGOLE
L'opera resta incompiuta, viene scritta poich9 iniziava a trattare di geometria e
matermatica, cercando di indicare attraverso simboli tutti i rapporti tra gli enti
matermatici e in generale le cose e voleva estendere a tutta la natura 0uesto
metodo. artesio pensava per7 che le leggi fisiche potessero essere dedotte a
priori dalla mente, ma dopo oltre dieci anni, ammetter che Galileo e il metodo
sperimentale hanno ragione.
Primo tentativo di artesio di dare determinazione filosofica alle nozioni di mente
e corpo. 3n 0uesto periodo non ha ancora indagato circa cosa siano la mente e il
corpo, perci7 li identifica con ci7 che ci permette di rappresentare gli stati
psichici, sono forme cognitive.
#$IM% $&G'(%
3l primo oggetto di studio . la mente stessa, infatti prima di studiare il mondo, il
cosmo o 5io, bisogna studiare le capacit conoscitive.
artesio ritiene che tutte le scienze siano collegate, poich9 . sempre lo stesso
soggetto a pensarle, ovvero la mente.
$i occupa prima del soggetto e poi dell'oggetto.
&siste una sapienza universale, che non ricerca nell'essere ma nel soggetto
pensante. &' universale perch9 potenzialmente pu7 essere applicato a tutti gli
oggetti non perch9 contenga tutta la verit.
3l nostro pensiero . la condizione di possibilit della conoscenza.
La mente . una funzione dell'uomo, non . ancora res cogitans. &' un sentimento di
conoscenza, un luogo su cui fondare la nostra conoscenza.
La mente deve prima fondarsi e poi dedicarsi a scoprire il fondamento delle cose.
)')IC&SIM% $&G'(%
1eoria delle nature semplici.
Nature semplici: forme cognitive, strutture conoscitive, ce ci permettono di
rappresentare stati fisici e mentali e di conoscere alcune caratteristice del
corpo.
!elle nature semplici cerca ci" ce ci d accesso alla verit, ce # evidenza.
3l metodo che utilizza . 0uello di passare dal semplice al complesso, ovvero il
passaggio da nozioni semplici, evidenti (0uali il punto e la linea ad esempio, che
sono grazie, insieme agli assiomi geometrici, concetti innati), per passare a verit
complesse.
3l concetto di nature semplici non . limitato solo alla matematica, $uando $ueste
si intrecciano danno vita alla scienza.
$ono condizione di sussistenza dell'oggetto, ce ne sono diverse e sono figlie del
passaggio dell'oggetto al soggetto, sono funzioni conoscitive ce permettono di
interpretare i fenomeni.
$i chiamano semplici in 0uanto non possono essere divise.
$ono"
Figura
&stensione (. gi presente in noi, la mente umana ha la percezione di una
spazio. Lo spazio, in 0uanto percezione, ha a che fare con l'attivit
cognitiva)
Mo*imento
$i distinguono in"
+ature sem,lici intellettuali" $ono i nostri stati conoscitivi, i vari modi in
cui si esprime la nostra coscienza :anche se di coscienza parler nel ')#;). i
permettono di distinguere i nostri stati mentali.
+ature sem,lici materiali" 1utte le n.s. sono intellettuali, ma si dicono
materiali 0uando concorrono a conoscere i corpi.
Marion parla di '8ntologia grigia di artesio(" grigia poich9 la teoria sull'essere
0ui . nascosta, non si sa ancora cosa siano i corpi e nemmeno le menti. Pare 0uasi
vicino all'3dealismo (esiste solo il pensiero e la materia non ha consistenza
ontologica, la mente ha degli schemi a priori). 3nfatti per artesio la mente non .
una tabula rasa, ha dentro di s9 dei semi di verit ce anno le forme a priori
delle cose, nature, nozioni. Preesitono all'oggetto.
L'ideale di artesio . 0uello di rifondare la scienza partenzo proprio dalle nature
semplici per poi comprendere tutta la vita umana. 3nfatti ritirne che la scienza
necessiti di nuove fondamenta e nel soggetto vede la chiave" comprendendolo si
potr creare un sapere di massima verit.
IL %O!&O
artesio abbandona le ,egulae per7 perch9 comprende che difficilmente le leggi
fisiche possono essere dedotte semplicemente dalle nature semplici nella mente
umana, poich9 la n.s. non riesce a cogliere la causalit (per . il movimento dei
corpi ha una causa teleologica).
$crive cos< 'l mondo (#=!*), che rester anch'essa incompiuta. >uest'opera muove
un passo verso un'ontologia non pi/ grigia, . la prima esposizione della fisica
cartesiana.
artesio cerca di ela(orare delle leggi naturali, valide per tutte la natura.
3l Mondo . rivoluzionario perch9"
. a favore delle teorie copernicane
fa vedere come l'universo si sia formato dal caos originario
espone una teoria rivoluzionaria" 'la teoria del ?ig ?ang(, espone l'idea che
la materia sia un caos primordiale, che si organizza da s9. 5io muove i corpi
e i diversi corpi si dispongo formando il sistema solare
#$IM' %SSI'M%
1utti i corpi dell'universo sono estensione e spazio. 4on c)# mai vuoto.
$uppone che la materia sia infinitamente divisi(ile.
>uesto assioma . necessario per presupporre il movimento nello spazio.
3 corpi con il loro movimento generano vortici e creano aggregazione di materia,
le parti pi/ pesanti vanno al centro e i vari vertici sono le galassie.
&io . colui che muove i corpi, sia secondo moto rettilineo che uniforme.
@uole dimostrare che anche i corpi viventi sono nati dalle semplici leggi di natura,
ma 0ui potrebbe rischiare di negare la reazione, perch9 0uesto sarebbe un
mondo che si fa da s9.
Gli ultimi capitoli del Mondo sono stati pubblicati a parte" -('.omo/ e sono
dedicati alla natura degli animali e a come funziona l)apparato umano.
erca di spiegare come si passa dal corpo inerme al corpo umanoAanimale (prima
de 'L'uomo( lascia incompiuto il passaggio dalla materia inerte alla vita).
La vita . un prodotto delle leggi fisiche.
3l Meccanicismo . in parte appropriato, 0uando . parla di di macchina del corpo,
una materia organizzata in un determinato modo. 3n 0uanto macchina . stata
organizzata da un ingegnere, ma nel tempo.
Manca tuttavia nel testo alcuni passaggi, tra cui 0uello su come si sia arrivati
all'essere umano e all'animale. L'uomo non . fatto di materia, ma il suo corpo .
una parte di estensioneB circa la mente ancora non sa cosa sia.
La materia . fatta da enti matematici, come la natura e la mente. %nche il corpo
. un ente matematico, . una parte di estensione demilitata da una figura.
La forma . ci7 che d la consistenza e il fine. 8gni corpo umano ha una forma e
una materia.
Gli animali sono parte di materia ed estensione, non hanno coscienza, sono solo
maccineB per 0uesto si pu7 supporre che anche il corpo umano si sia formato
come l'universo, ma si sia distinto dall'animale perch9 dotato di mente. 3l
movimento . dato dalla macchina.
'L'2omo( inizia con una sezione intitolata -(a macc0ina del cor,o/"
il corpo per . . solo una macchina, con dei meccanismi che ne permettono il
funzionamento.
Galeno con la sua teoria degli umori, punto di riferimento della medicina, riteneva che il
corpo umano nasce da diverse sostanze, che sono gli umori.
Gli umori sono parti di materia dotati di diversa massa ce agiscono e fanno
determinate funzioni alle parti.
$i crea cos< una circolazione di li0uidi che danno vita alle maccine" ,er Cartesio il
cor,o umano assomiglia ad una macc0ina idraulica1
La circolazione del sangue" fino a prima di CarveD (#=+E) si pensava che il fegato
producesse il sangue che poi passava nell'arterie secondarie e si disperdeva nel corpo.
CarveD e artesio ritengono impossibile che sia cos<" dimostrano attraverso diversi
esperimenti che la circolazione del sangue # un sistema ciuso con due momenti"
centripedo e centrifugo.
CarveD sostiene che il cuore . una pompa idraulica che si contrae e si rilassa, spingengo
il sangue nelle vene (virt* pulsativa).
Per artesio il cuore non . una pompa idraulica per7, il sangue viene riscaldato nel
cuore, che produce un movimento vorticoso che lo sospinge all'interno del corpo.
Il sistema circolatorio # strettamente legato a $uello nervoso, perch9 il cuore, che
scalda, spinge le particelle di materia pi/ piccole verso l'alto, che raggiungono il cervello
attraverso un'arteria pi/ grossa, tali particelle si chiamano spiriti animali.
Gli spiriti animali hanno la funzione di far comunicare le membra, permettendo cos< le
reazioni.
3l moto . rettilineo" dal cuore, il sangue sale al cervello, c'. una sorta di setaccio che
separe le particelle dalle scorie, le particelle filtrate fluiscono nel sistema nervoso.
i sono due tubi sottili che irradiano nel corpo e in cui passano gli spiriti animali, sono i
nervi. 3 nervi mettono in contatto le parti periferiche del corpo con il cervello.
4on c'. bisogno di parlare di anima per spiegare la vita umana, ma . tutto un
meccanismo, un evento materialeF
L'apparato sensoriale: nel cervello c'. un punto 'di unit(, che permette al copro umano
di agire in maniera coordinata, la giandola pineale. &' situata alla base del cervello, vi
scorrono tutti i nervi, . grazie a 0uesto che il corpo si muove coordinatamente e oscilla
in diversi modi" il corpo . investito dagli spiriti animali che attraverso il filtro entrano e
motidificano il corpo, . una sorta di linguaggio del cervello.
2eoria degli animali macc0ina3 per . gli animali non hanno coscienza, non provano
alcun tipo di sensazione non essendo neanche dotati di sensibilit.
$ono maccine, in 0uanto le loro sensazioni sono spiegabili meccanicamente e anche la
coscienza dipende dalla materia. $e si suppone anche solo che gli animali provino
dolore, si enuncia una teoria immaterialistica, infatti loro reagiscono meramente a uno
stimolo materiale. Gli animali non provano dolore dal momento che non possono averne
coscienza. i7 che il senso comune identifica col dolore . un insieme di reazioni
esteriori sollecitate da processi organici sottostanti, perfettamente spiegabili in
termini fisicomeccanici. osa ben diversa . la consapevolezza di ci7 che si sta provando.
Gli animali non sono comparabili alla macchina uomo poich9 non sono dotati di
linguaggio" tutti gli uomini, afferma 5escartes riescono a comunicare mediante segni,
mentre gli animali non ne sono in grado.
+,Questo non attesta soltanto ce le (estie anno meno ragione degli uomini, ma ce esse non ne
annoaffatto. -erc. si vede ce per saper parlare ne (asta pocissima. +.../ n. si deve pensare,
come $ualce antico +Lucrezio/, ce le (estie parlino ance se noi non ne intendiamo il linguaggio:
se $uesto fosse vero, poic. sono provviste di parecci organi ce corrispondono ai nostri,
potre((ero farsi intendere da noi altrettanto (ene $uanto dai loro simili0/
3noltre sono macchine nel senso che le loro funzioni corporee sono spiegabili in termini
materialistici.
&I12OR1O 13L %E4O&O
#=!G. 2n manifesto della filosofia, tratta di fisica, regole del metodo e di morale.
$critto in francese per una migliore diffusione.
#H parte" autobiografica, ripropone degli studi che lui definisce 'sogni( che lo
hanno 'svegliato( e gli hanno permesso di cercare un nuovo metodo scientifico
+H parte" enuncia le regole metodologiche, sono )"
#. bisogna accettare solo le nozioni evidenti
+. bisogna scomporre i problemi complessi in semplici
!. ordinare le dimostrazioni
). fare sempre enumerazioni per giungere a una conclusione
!H parte" le ) regole permettono di comporre la morale provvisoria 5
)H parte" espone la metafisica, . un riassunto, un anticipo delle Meditazioni II
-H parte" riassunto a posteriori del Mondo e dell'2omo. 1eoria cosmogonica e
teoria sugli animali macchina
=H parte" programma culturale, cerca di promuovere la sua filosofia come nuova
per le universit
I @i sono alcune regole, che artesio chiama regole della morale provvisoria, che
possono bastare per vivere una vita moderata e saggia"
#. L'obbedienza alle leggi e ai costumi del paese in cui si viveB
+. 3l perseverare nelle azione che un uomo ritiene indubbiamente valideB
!. ambiare se stessi e non il mondo, tentare di vincere le proprie paure e non la
fortunaB
). 3ndagare il vero, sempre e con metodo.
II 4ella )H parte si ha una prima apparizione del dualismo cartesiano" la differenza tra
mente e corpo. erca di eliminare ogni accenno all'anima, in 0uanto non . 0ualcosa di
riducibile matematicamente.
3l mondo naturale . composto di" movimento e materia. 3l movimento provoca gli eventi
ed . generato da 5io.
artesio non spiega cosa sia la mente all'epoca delle regole, spiega 0uali siano gli stati
psichici, 0uale il du((io ad esempio.
4el 5iscorso sul Metodo inserisce un riassunto della Metafisica, affrontando il dubbio
come ricerca della conoscenza e dell'evidenza (scoperta del ogito &rgo $um).
Per artesio l'anima non ha alcun luogo. La mente . totalmente distinta dal corpo, ci
sono due esseri" deduce la distinzione direttamente dal ogito. 3l corpo . materia ed
estesione, la mente . interamente distinta dal corpo.
LE %E&I467IO!I %E468I1I29E
#=!JA#=)*, pubblicato a Parigi grazie a Marsenne. $eguiranno numerose obbiezioni al
testo e alle teorie cartesiane, ad opera di diverse personalit del tempo" aterus
teologo olandese (3), Mersenne (33), Cobbes (333), %rnauld (3@), Gassendi (@), ancora
Mersenne (@3) e il gesuita P. ?ourdin (@33).
3n 0uest'opera appare per la prima volta la definizione di mente, si dimostra l'esistenza
di 5io, l'immortalit dell'anima.
3l vero scopo . 0uello di dimostrare che una conoscenza certa della materia, deve
passare da 5io. &' un percorso individuale, come lo stesso titolo suggerisce, un'ascesi
filosofica alla ricerca della verit, sono pertanto scritte in prima persona.
%lla verit si giunge gradualmente, attraverso uno sforzo soggettivo.
Le Meditazioni sono =, vanno lette una per giorno, in 0uanto la mente, essendo legata al
corpo, fa uno sforzo (mentale).
11 2utte le conoscen4e ,ossono essere ,oste in du55io
21 Sulla natura della mente umana e sulla sua maggiore accessi5ilit6 ris,etto al
cor,o
71 )imostra4ione dell'esisten4a di )io e del fatto c0e ci 0a dato le facolt6
necessarie ,er conoscere sen4a inganno
41 Sulla li5ert6 umana e su cosa sia il *ero e il falso
51 -)ell'esisten4a delle cose8 della materia e di )io e della sua esisten4a/1
.n'altra dimostra4ione di )io e c0e i cor,i siano solo estensione
1 )imostra4ione delle cose materiali e distin4ione tra %nima e Cor,o
Le prime tre Meditazioni mirano a distruggere il sapere.
,ispetto al 5iscorso si fa un passaggio in avanti riguardo al ogito"
5" $o solamente di essere pensiero
M" $o di essere solamente pensiero
#$IM% M&)I2%9I'+&
:4ella prima meditazione espone perch9 si possa dubitare di tutte le cose" egli dubita di
tutte le sue antiche opinioni, tanto che si applicher per una distruzione generale di
tutto ci7 a cui credeva, rifiutando 0ualsiasi conoscenza rispetto alla 0uale si possa
dubitare, poich9 forse non verrebbe mai a capo se ne volesse provare la falsit, ma
comun0ue decide di non prestare pi/ fede a ci7 che non . interamente certo e
indubitabile.
La prima di cui dubitare . la conoscenza sensibile, infatti tutto ci7 che ora ha ammesso
come sapere pi/ sicuro era stato appreso per mezzo dei sensi.
>ualche volte per7 ha provato che i sensi sono ingannatori, +;3 a volte, perch9 su
alcune cose non ci ingannano, come sul fatto di avere un corpo, di essere in un dato
posto in un determinato momento, vestiti in un certo modo, compiendo determinate
azioni. (>uesta . una replica ad un'obbiezione, a cui segue la prima radicalizzazione del du((io:
Ma . dice" '5ebbo considerare che sono un uomo e per conseguenza ho l'abitudine di
dormire e ri rappresentarmi nei sogni le stesse cose(.
$pesso infatti ci capita di sognare di essere nelle medesime situazioni di 0uando si .
desti, senza che vi sia alcuna differenza, ma si . dormienti nel proprio letto.
. dun0ue dice" '4on vi sono indizi concludenti, n9 segni abbastanza certi per cui sia
possibile distinguere nettamente la veglia dal sonno(
$uppone dun0ue di star sognando e paragona ci7 che noi proviamo nel sogno, al pittore
che per dipingere anche le creature pi/ fantasiose, deve comun0ue attingere dalla
realt, da alcune cose assolutamente indubitabili, che sono" la natura corporea e in
particolare la sua estensione. 3noltre cose come la sua figura, la loro $uantit o
grandezza, il loro numero, il luogo dove sono e il tempo che misura la loro durata.
Le nature semplici naturali ;intellettuali: sono gli elementi di cui # fatta la nostra
coscienza, mentre 0uelle materiali sono estenzione, tempo e durata.
. sostiene che la matematica sia il modello della scienza fondata sulle nature semplici
materiali.
Pertanto forse cadremmo in errore dicendo che la fisica, l'astronomia, la medicina e
tutte le scienze che dipendono dalla loro considerazione, possano essere dubbie e
incerte. ome pure la geometria e la matematica, che trattano di cose generali senza
preoccuparsi della loro esistenza in natura o meno, ci sottopongono a dilemmi la cui
risposta sar sempre la medesima, sia che sia sveglio sia che sia dormiente" +K! fa
sempre - e il 0uadrato ha ) lati.
Gli elementi geometrici della realt6 sono sem,re *eri1
@i . un 5io che che pu7 tutto e da cui siamo stati creati cos< come siamo...ma come
possiamo essere certi che non vi sia n9 un corpo, n9 un luogo, n9 una grandezza ecc e
tuttavia io senta tutte 0ueste coseL Pu7 essere che egli sia un )io ingannatore che mi
inganni anche su cose indubitabili 0uali le realt geometriche e che +K!M-L
Ma se 5io . sovranamente buono, allora ripugnerebbe la sua bont nell'avermi creato in
tal modo che io mi inganni, sia che io lo faccia sempre sia solo 0ualche volta.
$ull'%teismo: . dice che ci sono persone che preferirebbero negare l'esistenza di un dio
piuttosto che credere incerte tutte le altre cose. $i mette dun0ue dalla loro prospettiva,
dicendo che, in 0ualsiasi maniera essi ritengano di essere stati creati e dato che
ingannarsi . una sorta di imperfezione, tanto meno potente sar l'autore che essi
attribuiscono alla loro origine, tanto pi/ alto sar il grado di imperfezione e 0uindi di
inganno nel 0uale si pu7 supporre di essere.
Pertanto . necessario trovare un e0uilibrio tra il dubitare e i pregiudizi dati dalle
vecchie opinioni.
on ci7 . suppone che non vi sia un 5io ingannatore, poich9 5io . fonte sovrana di
verit, ma un genio maligno che si impegni con tutte le sue armi per ingannarciB accetta
di suppore che non vi sia alcun cielo, alcun corpo, alcuna terra, alcuni suoni o figure e
che neanche il proprio corpo vi sia.
$e non riuscir cos< a pervenire alla realt, allora potr almeno arrivare a sospendere il
giudizio.
: Per . ci sono due livelli di inganno"
&,istemologico" i sensi non sono una facolt conoscitiva affidabile. Gli oggetti
sono solo figure matematiche (Galileo) o estensione (artesio). >uesto dubbio non
verr mai superato.
'ntologico" 0uesto dubbio verr superato nella =H Meditazione, 0uando dimostra
l'esistenza dei corpi e afferma che i sensi di permettono il contatto con la realt,
che dun0ue non . meramente metafisica, ma 0ualcosa esiste.
S&C'+)% M&)I2%9I'+&
3l titolo della seconda Meditazione viene dato da Marsenne, che distorce un po' il
pensiero artesiano, volendolo rendere adattabile alla Metafisica tradizionaleB infatti M.
vuole dimostrare l'esistenza di 5io e l'immortalit dell'anima.
. invece cerca di dare una risposta circa l'esistenza o meno di una conoscenza certa e
se esista un criterio che ci permettere di distinguere il vero dal falso.
La sfida . 0uella dello $cetticismo, il criterio . 0uello di rifondare il sapere umano.
La +N Meditazione . di carattere epistemologico, non tratta dell'argomento della mente
umana, alla 0uale . dedicata la =N Meditazione.
3l soggetto . la fonte di conoscenza, l'essere delle cose si rivela nel mio pensiero" scopo
della meditazione . di chiarire il cogito.
-3l primo tentativo . 0uello di cercare una certezza" riprende il concetto di genio
maligno, il 0uale modifica la conoscenza immettendo dei contenuti illusori nella mia
mente.
-#er ,ensare ,er< = necessario esistere. 4el cogito agiscono due concetti" ,ensiero e
esisten4a, che sono coestensione...il ,ensiero = indice di esisten4a, . la prova
inconfutabile dell'esistenza di 0ualcosa.
&ssendo la mente per definizione individuale, se Io ,enso Io esisto.
3nfatti ,er ingannarsi = necessario esistere3 il soggetto ,ensante = tale solo se esiste.
3l cogito dun0ue resiste al test del du55io del genio maligno, il soggetto della
conoscenza infatti . di per s9 indubitabileF
('indu5ita5ilit6 del cogito = il suo criterio.
5a 0uesto punto in poi si ha la svolta, perch9 il cogito diviene un intrascendibile
principio.
3l cogito suppone comun0ue delle verit ed . un principio perch9 le verit sono innate.
Il cogito = una conoscen4a ontologicamente ,iena ed accessi5ile al ,ensiero.
-L)essere sta nel pensiero. 4on . 0ualcosa di dato, . tale perch9 . pensato.
5a 0uesto principio . si muover per ricercare cosa sia la mente e concluder che .
diversa dal corpo.
-3l sentire diviene dun0ue una una funzione cognitiva" prima negava le sensazioni cos<
come l'essere di 0uelle cose con cui la sensibilit ci mette in contatto (i corpi), in
seguito rivendica il sentire come parte della mente.
Il sentire # ci" ce # posto dal cogito, le sensazioni sono soggette a dubbio circa
l'oggetto del sentire, ma il proprio sentire . indubitabile. Il du55io non in*este il lato
soggetti*o della sensa4ione1
&' il soggetto a costruire l'oggetto mediante dei contenuti innati" la mente ha dentro
di s9 delle forme che sono da base per costruire la conoscenza.
-. polemizza contro la dottrina classica per cui i corpi e il mondo offrono la conoscenza
mediante la capacit percettiva umana. Per gli scolastici ad esempio la mente all'inizio .
una tabula rada e i corpi sono pi/ semplici da conoscere.
OIl pezzo di cera" presenta le caratteristiche contingenti (con il fuoco si scioglie) e
caratteristiche necessarie, ovvero che la cera . uno spazio esteso, un corpo.
La mutevolezza della cera . esprimibile in termini di particelle che possono essere
comprese secondo figure geometriche e il divenire delle cose . dato dalla posizione
delle particelle.
ome pu7 l'uomo comprendere 0uestoL Ca una disposizione intellettuale.
L'analisi del pezzo di cera dimostra come l'uomo possa esistere perch9 ha funzioni
cognitive.
-1ra la !N e )N Meditazione . dimostra l'esistenza di 5io e che non . ingannatore, viene
cos< meno il du55io i,er5olico e il cogito si rivela come verit indubitabile. 5a tale
certezza dedurr l'esistenza.
2&$9% M&)I2%9I'+&
ol dubbio iperbolico (la radicalizzazione del dubbio scettico, avviene mediante l'ipotesi
del 5io ingannatore e conduce alla verit dell'esistenza del PogitoP.) . si . privato
delle prove tradizionali che sono a posteriori e causali (ovvero l)esperienza ce si a
dell)effetto immanente per risalire alla causa trascendente).
Le prove di . sono a priori basate su un fatto certo, il ogito. 3n realt ci7 le rende in
parte a posteriori, ma si tratta sempre del soggetto e non di un oggetto.
4?" un punto si contatto con la tradizione, infatti come per $.1ommaso, anche per . le
prove sono causali, ovvero &io # la causa dell)uomo come 1oggetto -ensante.
C1 *uole dimostrare l'esisten4a di )io con la sola consa,e*ole44a c0e ,ossiede8 il
Cogito8 c0e a sua *olta ,ossiede solo la sua coscien4a1
La dimostrazione dell'esistenza di 5io di . parte dalle idee, che sono i contenuti di
pensiero della mente. ,icerca l'idea che l'uomo non posso forgiarsi da s9 e 0uindi si
conclude che 5io ha creato la mente.
Le idee di per s9 partecipano al ogito, l'errore sta nel giudizio " 0uando, sulla base di
un'idea, affermo 0ualcosaB ma posso non sbagliarmi mai su un giudizioL
Le idee possono essere"
%**enire" derivano dall'esterno
Fatti4ie3 l'uomo ne . l'arteficie
Innate3 sono da sempre nell'uomo
. ritiene che sia fuorviante 0uesta distinzione" le idee potrebbero essere tutte da fuori
e tutte da me, soprattutto perch9 aveva negato sia il corpo che il mondo.
La strada vincente per la dimostrazione di 5io . il contenuto rappresentativo delle idee"
non so se esiste 5io, 0uindi posso solo analizzare i contenuti rappresentativi delle mie
idee.
3noltre distingue tra"
2n contenuto formale3 il '0uis( dell'idea stessa, 0ualcosa di esistente, . ci" ce
rende tale. 5a 0uesto punto di vista hanno tutte lo stesso grado di realt perch9
sono sempre io che le penso e io ho sempre lo stesso statuto ontologico.
2n contenuto oggetti*o" il '0uod( dell'idea, il suo contenuto rappresentativo, ci7
che l'idea rappresenta. Canno gradi diversi perch9 diversi sono i gradi di realt
ontologica delle cose che mi posso rappresentare.
Ca lo stesso contenuto formale delle altre idee in 0uanto . comun0ue una modificazione
della mia mente. Ma dal punto di vista oggettivo . infinita, l'uomo si rappresenta l'essere
dotato di infinite percezioni. Il contenuto ra,,resentati*o dell'idea di )io = ,erfetto e
infinito1
. vuole dimostrare che l)idea di &io # innata.
1i pu" pensare l)idea di &io non perc. l)uomo possa concepire l)idea di un essere
infinito da solo, perc. o una mente finita, incapace di dar vita a idee infinite. 4on
posso essere io la causa di 0uest'idea, non pu7 essere neanche fattizia n9 avventizia. Pu7
essere solo innata proprio perch9 io non sono in grado di costruirla. >uindi solo un dio
infinito ,otre55e far s? c0e io sia in grado di conce,ire tale idea3 @uindi )io esiste1
$i pensa" 3o esisto perch9 penso infinito e perci7 esiste 5io che mi ha causato.
&siste in noi @ualcosa di infinitamente ,erfetto3 l'idea di )io8 tale idee ci ,ermettere
di cogliere anc0e la nostra finite44a1
3l ogito va dun0ue letto cos<" c'. un nesso del pensiero ed esiste 0ualcosa da cui 0uesto
pensiero dipende.
)el ,rinci,io di causalit6 non si ,u< du5itare8 = il fondamento sia del Cogito c0e di
)io1
ontinua a dubitare"
sull'esistenza del mondo esterno e la sua corrispondenza che le rappresentazioni
dell'uomo
di tutte le materie semplici materiali.
4on dubita"
degli stati cognitivi della mente. 4?" la mente . trasparente, non vi . nulla di
inconscio, si . sempre coscienti.
del principio di causalit, di una causa abbastanza potente da creare in noi l'idea
+;3 il Cogito = l'argomento causale1 Il Cogito ergo sum8 ergo )eus est
delle nature semplici
>uindi 5io non . ingannatore.
('inganno nasce dall'im,erfe4ione e dal difetto1
1alvolta si hanno delle percezioni evidenti ed oscure, sono inganni conoscitivi, solo
davanti all'evidenza si ha un'adesione spontanea perch9 . percepita perfettamente tale.
Da libro Mori:
Primo argomento, l'esistenza di Dio:
Io esisto, dunque Dio esiste. Questa deduzione era gi presentata nella XII Regola, senza
per fornire ulteriori dettagli, la dimostrazione spetta alla III Meditazione.
Per dimostrare !e Dio esiste si de"e partire dall#unia osa di ui si sia erti, io$ della
proprio esistenza, mentre si pensa.
%artesio !a fatto tabula rasa di tutte le onosenze ritenute dai pi& indubitabili,
preludendosi tutte le dimostrazioni di '. (ommaso, (1.Il motore immobile , 2. la causa
incausata, 3. l'essere necessario, 4. l'essere perfettissimo, 5. l'intelligenza ordinatrice), tutte infatti
parti"ano dal mondo o dalla natura per ele"arsi al %reatore.
Ma nelle Meditazioni il mediante e protagonista nega metodologiamente l#esistenza del
mondo, dunque l#unia strada aperta $ quella del %ogito.
)#inizio della III Med. $ una sorta di riassunto delle prime due, tornando sull#argomento di
un Dio ingannatore die: *+on so neppure se Dio esista,, dunque dimostrare l#esistenza di
Dio signifia dimostrare la "alidit della onosenza umana, in partiolar modo di quella
e"idente, per!$ fino a !e io non sappia !e Dio esiste e !e non mi inganna, io non
posso essere erto di qual!e osa, o""iamente esluso il %ogito.
Partire dal %ogito signifia partire dagli stati mentali !e, essendo tipii della poa !e
pensa, sono indubitabili.
Il termine Idea era gi stato usato nel Mondo, ome *perezione della mente,, ma qui
l#aezione $ pi& limitata, o""ero ID-./atto mentale !e $ immagine, rappresentazione,
di un oggetto qualsi"oglia 0!imera, uomo, ielo, angelo, Dio....1 esludendo i giudizi, le
"olont e gli affetti.
NB: a volte si trova scritto che per procedere alla dimostrazione dell'esistenza di
dio, C. distingue tra idee innate, avventizie e fattizie e poi, avendo trovato tra
quelle innate quella di Dio, da essa conchiude alla sua esistenza. In realt si
tratteree di petizio principii se venisse realmente adottato, infatti il mediante
non sa ancora se esista alcunch! oltre la mente e sa di esistere mentre pensa,
saree dunque impossiile distinguere tra idee esterne, avventizie, idee
fattizie, ovvero prodotte dalla mente, o innate.
"er questo C. sottolinea che a questo stato di cose le idee potreero essere
tutte avventizie, tutte innate o tutte fattizie.
21 De"e dunque partire dall'oggetto delle idee, o""ero da i !e esse rappresentano. -d $
questa la mossa deisi"a della III Med.: %. distingue tra realt oggettia e realt formale
delle idee: la realt oggettia ! il contenuto rappresentatio delle idee, quella formale $ il
tipo di esistenza !e un#idea ome ogni altro essere, possiedono, pertanto sono semplii
modi della mente !e non fanno distinzione tra l#idea di una pietra o l#idea di Dio.
"el primo caso inece un'idea ar una realt oggettia tanto maggiore #uanto minore
nella gerarc$ia degli esseri 0l#idea di olore a"r minor realt oggetti"a !e l#idea di un
ta"olo ad esempio1.
Da questo punto di "ista, l'idea di Dio avr una realt oggettiva massima, in quanto
rappresenta l'essere infinitamente perfetto.
31 )a seonda mossa di %. $ nell#introduzione dell#assioma noto ome luce naturale,
seondo ui nella causa ci deve essere perlomeno tanta realt quanta ve ne sia nel
suo effetto. 'i tratta di un#altra formulazione del prinipio naturale gi presente nel
%ogito: dal nulla non si crea nulla. +4: se gli assiomi non fossero "alidi di per s5, fuori
di dubbio, non sarebbe possibile usire dal dubbio stesso.
)#assioma dal nulla non si crea nulla regge entrambi gli argomenti per l#esistenza di Dio,
!e sono entrambi a posteriori: partono da un effetto e ne cercano la causa.
In questo aso le pro"e artesiane non si distinguono da quelle tomiste, se non !e
l#effetto da ui parte %. non $ un e"ento nel mondo, n5 un oggetto dell#esperienza
sensibile, ma l#effetto di ui si !iede la ausa $ la stessa idea di %io, onsiderata nella sua
realt oggetti"a.
#'idea di Dio ha un contenuto che eccede la capacit finita della mente che la
pensa, ha infatti una realt oggettiva tale da permetterle di rappresentare
l'infinito.
"er C. solo un ente che aia realt formale infinita $ in grado di creare una
rappresentazione adeguata di se stesso, altrimenti si contraddiree l'assioma
che dal nulla non si crea nulla.
%uindi se io sono in grado di pensare a Dio, Dio necessariamente esiste.
Dunque:
2. io esisto mentre penso
3. tra le "arie idee !e posso pensare #$ an!e quella di ente infinitamente perfetto
6. io non posso essere la ausa di quest#idea per quanto riguarda la sua realt
oggetti"a, per il fatto !e essa rappresenta l#infinito, dato !e io sono imperfetto
7. soltanto un ente infinitamente perfetto pu essere la ausa di un#idea !e lo
rappresenta ome tale
8. dunque Dio, l#essere infinitamente perfetto, esiste ed $ la ausa di tale idea di me.
)#idea di Dio $ qualificaile come innata: nata e prodotta in me da quando sono
stato creato.
Per %. la perezione dell#infinito $ originaria e preede quella del finito, ma non nel senso
!e ogni uomo pensi a Dio prima !e alla sua stessa esistenza, poi!5 il %ogito $ il primo
atto onsape"ole del soggetto pensante. Ma il %ogito stesso $ possibile soltando sullo
sfondo di infinit prodotto dall#idea di Dio. %ome farei a dubitare di qualosa, a onosere
la mia finitezza, se non i fosse gi in me un orizzonte infinito sul ui sfondo misurare il
mio essere.
Secondo argomento, la causa dell'esistenza:
'i parte sempre dal %ogito, per rierare direttamente la uasa della mia esistenza.
Dio qui non $ solo ausa dell#idea, ma $ fondamentale causa dell'essere, di ogni essere e
anc$e del suo stesso essere.
&i tratta di mostrare c$e il mio Io ricadrebbe nel nulla se non fosse continuamente
ricreato da una causa in grado di darmi l'esistenza.
(ale ausa non posso essere ertamente io stesso, per!5 di questa presunta faolt non
sono osiente.
Da !i rie"o dunque la mia esistenza9
+on erto dai miei genitori n5 da altre reature, infatti non si tratta di indentifiare la
atena di ause passate, ma quale sia la causa che mi conserva presentemente.
Questa ausa pu essere solo Dio, che pu& creare e mantenere esistente un essere
come l'uomo, cio$ in grado di pensare l'infinito.
Terza parte, l veracit di Dio
Dio non pu& essere ingannatore.
Per raggiungere tale onlusione %. in"oa un#altra massima rionosiuta "era grazie al
lume naturale: ogni inganno o frode dipende da qualche difetto. +e onsegue !e la
perfezione infinita di %io, appena dimostrata, implica direttamente l'impossibilit c$e egli
ci inganni.
>.%$2% M&)I2%9I'+&
:Problema dell'errore e della libert.
:$e 5io . verace perch9 i sensi ci ingannanoL om'. possibile l'erroreL $e l'uomo . creato
da 5io, perch9 . fallibileL
La causa dell'errore . rintracciata nell'uomo" si pu7 dire che 0ui artesio assimila alcuni
contenuti della 1eologia ristiana (argomenti per giustificare il peccato dell'uomo)
ritraducendoli per spiegare la ragione per cui l'uomo erra.
L'errore non = @ualcosa di reale ma un difetto8 cio= una mancan4a di realt6 e non
,u< a*ere )io come causa8 dato c0e )io = causa soltando delle cose reali1
Pertanto l'errore dipende dalla necessaria imperfezione umana, ovvero dalla negativit
che . insita nello stato di creatura" l'intelletto umano non . infinito, . perci7 soggetto a
fallire di tanto in tanto.
$econdo . 5io ha donato all'uomo due facolt distinte"
intelletto" . responsabile del pensiero e spesso ha un determinato contenuto
rappresentativo
*olont6" afferma o nega tale contenuto rappresentativo
@i sono due momenti nella conoscenza"
,erce4ioneAela5ora4ione intellettuale
giudi4io sulla *erit6 o falsit6 del contenuto
Per 1ommaso e per la scolastica, i giudizi teoretici, con cui si asserisce la veridicit di
una proposizione, appartengono all'intelletto, mentre la volont ha una funzione
principalmente morale.
Per . invece la volont . la fonte di tutte le scelte dell'uomo, comprese 0uelle
conoscitive.
(a conoscen4a = un atto eminentemente *olontario8 nella misura in cui coin*olge dei
giudi4i8 o**ero delle afferma4ioni o nega4ioni su @uesto o su @uello1
Per . tutta la scienza . una costruzione volontaria, in cui il soggetto dispone
pienamente delle suo conoscenze ed . in grado di analizzarle e selezionarle.
$enza libert di giudizio, tutto ci7 non sarebbe possibile, ma di che libert di trattaL
La 0uestione del libero arbitrio era gi allora scottante e si divideva in ) principali filoni
di pensiero"
#. Pelagianesimo (la salvezza dipende dalla libera iniziativa dell'uomo, anche
indipendetemente dalla grazia divina)
+. alvinismo e Luteranesimo, 'servo arbitrio( (tutto dipende dalla grazia che 5io
elargisce agli uomini in modo imperscrutabile
!. 1omisto (libert come adesione spontanea al bene e riufiuto degli stimoli
sensibili, l'uomo . tanto pi/ libero tanto pi/ segue i comandamenti divini)
). Gesuiti (libert come scelta)
. non vuole seguire alcuna di 0ueste strade" da una parte insiste sulla capacit di scelta
dell'uomo, giungendo ad affermare che la volont . infinita. 5all'altra parla di 'libert di
indifferenza(, davanti alle percezioni oscure. Mentre davanti all'evidenza e e alla grazia
divina l'uomo non pu7 esercitare indifferenza, anzi, d il suo assenso necessariamente.
Per ci7 che concerne le percezioni evidenti, dun0ue, la volont non sceglie, . costretta
a riconoscere la veridicit. L'evidenza . una sorta di grazia che salva dall'errore.
&' l'evidenza dei contenuti sensibili a traghettare l'uomo verso il vero, anche se la
volont si esercita appieno nelle percezioni oscure.
$i pu7 dun0ue dire che in realt tiene entrambe le definizioni non estreme come le
prime due, 0uindi 0uella tomista e gesuita.
La volont, essendo libera, # responsa(ile dei suoi errori (es" da lontano vedo una torre
che sembra tonda :intelletto; ma io sono libero di affermare che sia anche 0uadrata se
volessi :volont;).
Laddove erri, l'uomo erra volontariamente e dun0ue ne . responsabile.
3noltre la volont # infinita nel suo genere: illimitato potere di dire s< o no di ai
contenut i. >uesta . l'essenza stessa della volont, perch9 anc0e )io *uole dicendo s? o
no BC la *olont6 = da**ero infinito.
5io non . dun0ue responsabile dell'errore umano, perch9 ci ha dato volont infinita, pi/
estesa dell'intelletto.
3l fatto . dun0ue che la volont, infinita per definizione, # associata a un intelletto
finito, che le presenta alle volte percezioni oscure.
5avanti alle percezioni oscure o dubbie . indifferente e 0uindi rischia di dare il suo
assenso a nozioni false.
('errore di,ende esclusi*amente da un uso im,ro,rio delle nostre facolt61
Ma perch9 5io, che avrebbe potuto creare l'uomo imperfetto ma non necessariamente
peccatore, l'ha fattoL $i pensi alla teologia cristiana, i beati in Paradiso sono spiriti finiti,
imperfetti eppure costituzionalmente incapaci di peccare.
artesio si premura di rispondere a una simile obiezione dicendo che 5io .
incomprensibile ed . pretenzioso sondare le sue scelte.
+ciaro # il riferimento al Li(ro -rimo delle 2onfessioni di 1.6gostino: ,2osa sei dun$ue, &io
mio= 2os)altro, di grazia, se non il 1ignore &io= Infatti ci # 1ignore all)infuori del 1ignore, ci
&io, all)infuori del nostro &io= ;1al >?, @A:. +.../ 2e dice mai ci parla di te= Eppure, sventurati
coloro ce tacciono di te, poic. sono muti ciarlieri0/.
>.I+2% M&)I2%9I'+&
:Prima di affermare che i corpi esistono, artesio afferma come si possa avere un'idea
chiara e distinta della loro essenza, tanto che potremmo averla anche se non
esistessero.
3l primo frutto metafisico delle Meditazioni . l'essenza della materia.
. scrive che la materia = sostan4a, senza abbisognare di alcuna 'forma(.
La sua essen4a = c0iara e distinta" . costituita da estensione spaziale.
&cco dun0ue che insieme alla res cogitans comparsa della 33 Med. si aggiunge la res
eBtensa.
Per determinare l'essenza della materia, . procede dall'aspetto conoscitivo della
0uestione, chiedendosi in che modo una mente umana giunga a conoscere le cose
materiali.
L'unica conoscenza distinta che si possa avere di essere . 0uella fornita dalla geometria,
in cui il soggetto # costituito da estensione in lungezza, largezza e profondit,
rispetto alla 0uale la mia mente . capace di dimostrare innumerevoli teoremi.
Ma l'idea di materia, corpo, estenzione, ma da dove derivaL 1ali idea non sono avventizie
(non provengono dalle cose fuori di noi perch9 ci sono figure costruibili nello spazio
geometrico ma inesistenti in natura) ma neanche fattizie (dato che le idee geometriche
sfuggono al nostro controllo e anzi, si impongono alla mente con necessit), dun0ue
innate" la mente possiede gi la capacit di concepire le idee matematice.
$ono vere e costituiscono l'essenza della materia" indipendetemente dal fatto che la
materia esista (es" il teorema di Pitagora esiste a prescindere dalla reale esistenza della
materia).
La piena intelliggibilit della materia in 0uanto tale . una conseguenza immediata
dell'identificazione tra materia e spazio geometrico. L'idea innata della materiaO
estensione . infatti l'ambito della matematica pura, ovvero priva di ogni elemento
sensibile e 0uindi valida indipendetemente dalla sua esistenza reale.
La matematica diventa cos< l'ossatura della fisica.
La verit . corris,onden4a tra i nostri ,ensieri e le idee sull'essen4e matematic0e dei
cor,i c0e corris,ondono ad oggetti (ammesso che esistano).
on l'idea di materiaOestensione . fornisce il fondamento metafisico ed epistemologico
del dogma (asilare della rivoluzione scientifica" la natura = scritta in caratteri
matematici e la mente umana 0a gli strumenti conosciti*i necessari ,er indagarla.
:% 0uesto punto . inserisce un ulteriore argomento per l'esistenza di 5io, 0uesta volta a
priori. $i parte infatti dall'essenza di 5io per dedurne direttamente l'esistenza.
!on si pu" concepire &io se non come dotato di tutte le perfezioni, compresa appunto
l)esistenza.
1ale prova sar ribattezzata da Qant 'prova ontologica(.
S&S2% M&)I2%9I'+&
I3 temi principali della @3 Med. sono"
11 ('esisten4a delle -cose materiali/8 dei cor,i in generale e del mio cor,o in
,articolare
21 -)istin4ione reale/ tra le mente e il cor,o
71 ('unione tra la mente e il cor,o
41 (a fun4ione della sensi5ilit6
51 Gli errori della sensi5ilit6 e la loro com,ati5ilit6 con la 5ont6 di )io
1D$appiamo gi, grazie alla @ Med. che l'esistenza dei corpi . possibil, poich9 della loro
essenza possiamo avere idee chiare e distinte. La difficolt sta nel passaggio tra
possibilit e realt.
L)intelletto # impotente in $uesto caso, perch9 si ferma al cogliere le idee chiare e
distinte e non pu7 metterci in contatto diretto con i corpi fuori di noi e nemmeno con il
nostro corpo.
@engono 0uindi considerate le facolt non intellettuali della mente umana" prima fra
tutte l'immagina4ione.
Per distingere 0uest'ultima dall'intelletto viene fatto un esempio" una figura come il
triangolo o il pentagono pu7 essere facilmente concepita sia con l'immaginazione che
con l'intelletto. %l contrario non riuscir mai ad avere un'immagine chiara di un
chiliogono, mentre le sue propriet saranno sempre determinabili dall'intelleto.
L)immaginazione a dun$ue una dimensione mentale particolare, ma non essenziale:
sarei ugualmente un Io pensante ance se non avessi la facolt di rappresentarmi
immagini delle cose materiali, ma soltanto percepirne i puri rapporti matematici.
i7 fa supporre che l)immaginazione sia legata a $ualcosa di diverso della mente, ovvero
al cervello, un corpo al 0uale la mente sia cos< legata da poter guardare in esso e
dipingervi le immagini delle cose.
Ma 0uesto rende l'esistenza del mio corpo solo probabile.
L'unica strada aperta . allora 0uella che parte dai sensi, i 0uali mi presentano delle
conoscenze sulle $uali non o il minimo potere e che mi si impongono con la massima
vivacit, tanto da farmi pensare che esse provengano da una causa esterna e diversa da
me.
% volte i sensi ingannano, presentandomi cose che sono false o inesistenti" colori, odori,
suoni non hanno niente a che vedere con gli oggetti esterni, che sono solo parti di
estensioni.
8ppure ci ingannano sulle sensazioni (es" chi ha un arto amputato continua a localizzare
il dolore in una parte che non possiede pi/).
%pparentemente ci troviamo in vicolo cieco" . ha sempre disprezzato la sensibilit ma
deve riconoscere che 5io l'ha messa in noi e 0uindi sarebbe ammettere che 5io sarebbe
autore di una facolt fallace.
5un0ue"
#. 3 sensi ci ingannano completamente sulle caratteristiche dei corpi, 0uindi sulla
loro essenza, ma l'errore . in 0uesto caso . correggibile grazie all'idee chiare e
distinte dell'intelletto e grazie alla volont che . sempre libera di sospendere
l'assenso.
+. %l contrario, come potremmo correggere un eventuale errore sull'esistenza dei
corpiL 4on con l'intelletto che al massimo ci fa sapere che i corpi sono
interpretabili come oggetti matematii, a prescindere dal fatto che esistano o no.
!. $e dun0ue i sensi ci ingannassero facendoci credere che i corpi esistono, 0uesto
errore sarebbe incorreggibile e 5io stesso ci avrebbe ingannato irrimediabilmente.
). 5un0ue i corpi esistono.
. si fa forte ancora una volta della veracit divina.
&sistono dun0ue corpi e esiste, in particolare il mio corpo, come lo sento io.
2D 3n che rapporto sta il corpo con la menteL
5imostrazione della 'distinzione reale("
>. he la mente sia solo pensiero . gi stato asserito della 33 Med." la mente # tutto
ci" ce pu" essere sostituito a ,penso0 nell)affermazione ,penso dun$ue esisto0
;du(ito, so, sento, voglio, percepisco, sogno:.
A. 2n volta con0uistato il principio che le idee chiare e distinte sono vere, . pu7
affermare che la mia essenza consiste in ci" solo, ce io sono una cosa pensate.
@. % 0uesto punto, il fatto stesso che si possa avere un'idea chiara e distinta di
0ueste due cose, mente e corpo, indipendenti l'una dall'altro, dimostra che le
cose rappresentate da 0ueste due idee sono realmente distinti e che 5io pu7 far
essere l'una senza l'altra e che per lo stesso principio dichiarato nella
dimostrazione dell'esistenza dei corpi, &io pu" produrre tutto ci" ce # ciaro e
distinto. 6ltrimenti ancora una volta &io ci ingannere((e.
C. La dimostrazione della ,distinzione reale0 si fonda infatti soltanto sulla
concepi(ilit separata di due essenze ce dimostra la separazione delle cose
corrispondenti" la mia mente, cosa pensante (res cogitans) e il mio corpo, cosa
estesa (res eRtensa).
7D 5imostrata la distinzione reale tra mente e corpo e l'esistenza effettiva dei corpi, .
tratta della 0uestione dell'unione tra mente e corpo, infatti, pur essendo due cose
diverse, sono unite nell'uomo, come attesta il fatto che riceviamo sensazioni al contatto
di altri corpi con il nostro.
. ora asserisce che la macchina del corpo . intimamente legata alla mente e che
0uest'unione d origine a un ,composto0 dotato di sensibilit, in cui le parti
contribuiscono organizamente alla conservazione del tutto.
&un$ue l)uomo, per ci" ce a di meramente corporeo, segue le leggi della fisica, come
tutte le latre cose materiali. -er ci" ce a puramente mentale, dispone di idee innate
dell)essenze delle cose.
%a l)uomo a ance una natura ce gli deriva dal fatto di essere un composto di una
cosa estesa divisibile all'infinito e di una cosa pensante indivisibile.
L'unione . l'elemento peculiare della natura umana e 0uesta si spiega attraverso il
riferimento alla ghiandola pineale, sede del 'senso comune(.
('unione tra mente e cor,o = @uasi una fusione. La mente non sta al corpo come il
timoniere alla nave, perch9 0uesto non prova dolore se la nave viene danneggiata,
l'anima invece sente il corpo in correlazione con le modificazioni materiali di esso.
4D . cerca ancora una giustificazione della sensibilit" se la sensibilit . stata messa in
noi da 5io per uno scopo preciso" tutelare la conser*a4ione del com,osto mente-
cor,o, dun0ue essa non pu7 essere fallace.
Ma come spiegare allora i casi in cui non assolve debitamente la sua funzioneL asi in cui
ci fa sentire ad esempio arti che per7 sono stati amputati. L'uomo . ingannato dalla sua
stessa natura. 3n 0uesti casi la sensibilit pare funzionare alla rovescia rispetto al suo
fine naturale.
5D ome conciliare 0uesto con la veracit (e la stessa bont) di 5ioL
. spiega che il ra,,orto tra i mo*imenti cor,orei e le sensa4ioni = un ra,,orto c0e
segue leggi generali8 sta5ilite da )io fin dall'inizio e garantite dalla sua costanza e
immutabilit.
'gni filamento ner*oso suscita meccanicamente nella g0iandola ,ineale un certo
mo*imento8 a cui corris,onde una certa sensa4ione e @uella soltanto8 anc0e nel caso
in cui il filamente *enga reciso in un ,unto1
&' per 0uesto che, anche se un arto viene amputato, la mente continua a sentirlo come
se esistesse.
. fa valere un principio statistico" la marginalit delle anomalie rispetto alle evenienze
in cui il composto umano funziona alla perfezione grazie al saggio disegno di 5io.
Paradossalmente le Meditazioni si concludono dicendo che la natura, cio. 5io, alle volte
ci inganna direttamente.
O(iezioni e risposte
1D Caterus8 teologo 5elga3 teoria delle idee e prove dell'esistenza di 5io.
-ritica che le idee siano un 0ualcosa e addirittura un 0ualcosa che abbia bisogno di una
causa. Le idee sono puro niente per lui, sono solo una denominazione estrinseca, una
semplice etichetta che non dice niente della cosa ma solo del rapporto che ha con noi.
3n 0uanto puro niente godono al massimo dello statuto delle essenze, di 'verit eterne(,
universalmente valide anche se non esistessero le cose corrispondenti.
-&sistenza di 5io" disapprova la #H dimostrazione di . contenuta nella 333 Med., la +H .
0uella che concilia meglio con la $colastica.
Per aterus bisogna solo dimostrare che 5io . causa di me in 0uanto esisto MS 5io esiste
da s9 senza bisogno di alcuna causa. 5a una tale dimostrazione oltretutto non consegue
che 5io sia infinito.
-5isapprova la prova ontologica, citando la $umma 1heologiae di $.1ommaso" la prova
non dimostra l'esistenza di 0ualcosa, ma si limita a porre un'implicazione tra due
concetti restando Tuindi tutta nella dimensione del pensiero.
$is,osta : . ribadisce la sua dottrina della realt oggettiva delle idee (hanno bisogno di
una causa e non . vero che non sono niente).
,ibadisce la sua diffidenza per le dottrine a posteriori (mondo finito, imperfetto come
partenza, non potranno dimostrare un ente infinito).
2D Marsenne E1F 1418 F 142D3 EGH,eras,istesD
-ritica al passaggio tra meccanicismo a materialismoB materialismo a cui apre la strada
con alcune tesi come 0uella degli animaliOmacchina e 0uella della negazione delle
funzioni inferiori dell'anima rilegate interamente al corpo.
-M. si scaglia contro l'idea della materia non pensante (possiamo abitare dei corpi, ma
siamo corpi noi stessi. & se 5io avesse creato una materua pensanteL).
-$i scaglia contro la tesi della creazione della creazione delle verit eterne, ha paura
che si arrivi ad affermare che 5io crei il suo stesso @erbo attraverso un'emazione dai toni
mistici. Per M. le verit eterne stanno nell'intelletto divino e 0uindi non possono dipende
da scelte o azione di 5io.
$i,osta" due autoOcritiche"
#. 5al ogito non vuole derivare la distinzione tra mente e corpo, il ogito ci fasolo
sapere 0ualcosa di noi stessi, ma non chiarisce la distinzione
+. on il termine idea indica ogni percezione, ogni contenuto della mente.
3noltre nelle Meditazioni si parla di realt delle cose, non di 'credenza( delle stesse, se
no non sarebbe scienza.
7) Go55es"
-3o penso 3o sono spirito . come dire 3o passeggio 3o sono una passeggiata.
4on si pu7 passare da una propriet ad una sostanza.
Per C. anche il pensiero deve essere materiale per poter effettuare un'inferenza del
genere. 5ualismo cartesiano vs. Materialismo hobbesiano.
-ritica l'idea di 5io, come si fa anche solo ad esprimerla se nei sensi non abbiamo un
riscontro positivoL Per C. l'idea di 5io . come un cieco che non vede il vero ente ma ne
percepisce il calore, assumendolo dun0ue come ente infinito da cui tutto deriva.
$i pu7 averne solo una conoscenza negativa, dei suoi attributi.
-Cobbes si chiede sullo statuto della mente" . azione o sostanzaL
4D %rnauld3
-Giansenista, filosofo e teologo (agostiniano). $ostenitore di artesio.
-Per lui fede e ragione sono due ambiti distinti.
-5istinzione menteOcorpo" secondo %. non . sufficiente pensare al pensiero come entit
modale, una connotazione 0ualitativa, e non come sostanza
-5io come causaOsui" l'autocausait . da intendersi negativamente. Per %. 5io non pu7
essere da altro ma neanche causa di se stesso, poich9 in 5io &ssenzaM&sistenza
-ircolo vizioso" Per dimostrare l'esistenza di 5io si usano le cose vere e distinte, ma per
dimostrarle a loro volte c'. bisogno dell'esistenza di 5io. &' grazie al fatto che 5io esiste
che le cose chiare e distinte sono vere. Ma allo stesso tempo si . sicuri dell'esistenza di
dio solo se lo si concepisce con chiarezza e distinzione.
$is,oste3
-$ostanzialit del pensiero" la mente . una sostanza completa, per cui ha le
caratteristiche delle sostante, non si mischia con il corpo.
-%lla fine riconosce ancora una causa a 5io.
-3l ogito di per s9 non ha sottoposto a dubbio il principio di causalit.
5D Gassendi3
-ontro lo spiritualismo cartesiano" la mente sostanza a parte indipendente dalla
materia.
-$ulla distinzione mente e corpo" per G. non . detto che noi abbiamo un concetto
completo dei due.
-&stremizzazione cartesiana dell'anima a tal punto che 0ualsiasi argomentazione che
sostenga l'interazione con il corpo . nulla.
-ritica di tutte e tre le dimostrazioni cartesiane dell'esistenza di 5io, ne contesta la
realt oggettiva dell'idea che non . superiore alle altre idee.
@ede l'impossibilit per . che la propria esistenza sia conseguenza di una catena di
cause, ma per G. . pensabile. ritica la prova ontologica poich9 per G. il mancare di
esistenza vuol dire essere un nulla e privi di altre propriet o attributi pensabili. 4on .
possibile.
$is,oste" in chiaro riferimento alla @3 Med.
D ;ourdin3
-3l metodo del dubbio . distruttivo e deprecabile e riduce a nulla il sapere umano.
$is,osta" le cose dubbie non sono false, si finge che lo siano e non ha mai detto di
dubitare sulle cose evidenti.
I -RI!2I-I &ELL6 8ILO1O8I6
,appresentano tutto il pensiero cartesiano in forma manualistica, sono in lavorazione
dal ')#, escono nel ')) in latino.
$ono costituiti da una ,arte metafisica e una ,arte fisica.
Per . tutto il sapere va fondato su conoscenze resistenti ed il du((io, da cui si esce
grazie al ogito.
La Metafisica per . = cercare i ,rinci,i ,rimi della conoscen4a umana1 &' la scien4a
c0e ne studia il fondamento1
La Scien4a . come un albero le cui radici sono la Metafisica. Ga un *alore ,ratico8 non
. contemplativa dell'essenza delle cose.
Le scienze fondamentali sono"
medicina8 meccanica" le macchine servono a migliorare la 0ualit della vita
morale" . la !H scienza applicata
LE -611IO!I &ELL)6!I%6
O4el 5iscorso sul Metodo le passioni erano intese come fenomeni corporei riconducibili
al movimento degli spiriti animali.
Genesi dell'o,era3
-arteggio con &lisabetta di ?oemia, nel #=)- gli ciede di definire le -assioni"
inizialmente considerate come stati della mente provocati ad movimenti corporei in
grado di avere modificazioni sul corpo stesso.
-3nizio carteggio con ristina di $vezia del #=)G" nella 3 lettera dice che esistono )
passioni originarie (gioia, amore, tristezza, odio).
Struttura3
5ivisa in ! parti"
#. %rt1 1-5!3 Passioni in generale viste dal punto di vista psicologico
+. %rt1 51-1493 Passioni primitive e loro ordine
#. %rt1 149-2123 Passioni in particolare
-3nnovazione dell'affrontare le passioni scientificamente, da fisico, dopo una preliminare
ricerca sulle funzione del corpo e della mente.
Il testo a lo scopo di mappare le sensazioni dell)anima in unione al corpo ance a scopo
terapeutico.
-Per artesio non c'. un'anima tripartita platonica (irascibile, concupiscibile e razionale),
# tutta intera.
-Le passioni non sono un evento interno all'anima" dipendo dal corpo, sono il
corrispettivo mentale di eventi neurofisiologici.
I ,arte3
3n ogni evento naturale vi sono azione e passione" accade cos< ance nella mente.
Le passioni sono tutte le percezioni, pensieri attraverso ci la mente conosce $ualcosa e
rispetto al $uale essa gode di passivit.
La passivit pu7 avere come causa" la mente3 ,erce4ioni intelletuali e immaginati*e
Ea4ioniD o il corpo: sentimenti esterni e interni.
(e ,assioni *ere e ,ro,rie si riferiscono all'anima" . solo cos< che possiamo distinguere
dalle altre banali percezioni.
9anno come causa prossima il corpo, ossia un certo movimento degli spiriti anumali ce
genera a sua volta una variazione della giandola pineale.
Le passioni possono essere domate soltanto colpendo il lato corporeo poich9 la volont
non . in grado di afire in modo diretto sulle passioni.
-@i sono ! tipi di percezione" sensa4ioni interne8 esterne e #assioni dell'%nima, si
distinguono per l'oggetto di riferimento oggetto interno Ecor,oD8 oggetti esterni8 stati
mentali.
-. oscilla sempre su due posizioni" una pi/ ottimistica, che ritiene che l'anima pu7
controllare completamente le passioniB e una pi/ realistica" l'autonomia del corpo
rispetto alla mente rende difficie il controllo, perch9 comun0ue la passione . un evento
corporeo.
-L'anima pu7 avere indirettamente potere sulle passioni attraverso allenamento,
educando a distogliere la mente dalle passioni. Pu7 accadere che la nostra mente riesca
a codificare diversamente la reazione passionale.
II ,arte3
-Le passioni sono generate l'un con l'altra. @i sono ,assioni ,rimiti*e e le ,assioni
secondarie si generano dalla compresenza di pi/ passioni primitive.
M&,%@3GL3% %more Gioia 5esiderio
8dio 1ristezza
La Mera*iglia . la porta d'ingresso del mondo passionale, niente potrebbe generare
0ualcosa in noi se non ci colpisse. Presenta l'oggetto alla mente.
La Generosit6 . la giusta stima di s9, una vita di mezzo tra l'orgoglio e l'umilt viziata.
L'umilt6 *i4iata . tendenzialmente perversa perch9 porta a non considerare ci7 che c'.
nell'uomo, ad autopunirsi.
La Generosit6 com,rende c0e @ualcosa = in nostro ,otere e sono i nostri ,ensieri8
non il cor,o1 (a mente 0a una dimensione soltanto sua1
&' una sorta di autostima, consa,e*ole44a dei ,ro,ri limiti ma anc0e delle ,ro,rie
ca,acit61
8ltre che passione . anche una *irtI8 = la c0ia*e di tutte le *irtI1
@i . cos< l'incontro con la sfera morale" il *i4io deriva solitamente dal'ignoranza e sono
coloro che meno di conoscono, i pi/ soggetti a inorgorglirsi e a umiliarsi pi/ di 0uanto
devono.
$imedi contro le ,assioni"
,icodifica attraverso allenamento psicologico
%ttraverso le 'emozioni interne(
La dilazione" resistere non tanto alla passione 0uanto al desiderio che essa
suscita.