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Introduzione storica (Storia della Psicologia, Legrenzi) La psicologia ha conosciuto largo sviluppo ante litteram, grazie ai contributi di diverse

discipline quali la filosofia, la fisiologia, lanatomia, la biologia e lastronomia. Sebbene nel mondo antico si credesse che la sede della sfera cognitiva - emozionale fosse nel cuore pi che nel cervello (importanza veniva data anche alle viscere), le premesse per uno studio dellanima in termini scientifici sono riscontrabili gi nellAntica Grecia. Qui infatti i contributi sullo studio della mente, per quanto arcaici, arrivarono gi dai presocratici, come Alcmeone, che poneva le facolt psichiche nel cervello e che dissezion cadaveri in nome di uno studio anatomico. Il pi grande contributo arriv da Ippocrate, medico di Cos. La straordinaria importanza dei suoi studi sul sistema nervoso e sul cervello, lo portano a credere che danni traumatici in quel luogo anatomico si rispecchino sul comportamento, che danni cerebrali possano creare deliri ed allucinazioni, deficienze intellettive. Nella sua grande opera, non solo attraverso gli studi della medicina scov rimedi empirici, ma teorizz anche filosoficamente una SCIENZA DELLUOMO. Egli infatti afferma che i costumi, il regime, il modo di vita, let di ognuno; i discorsi, i silenzi, i pensieri, il sonno, linsonnia, i sogni - come e quando - i gesti involontari - strapparsi i capelli, grattarsi, piangere... devono essere conosciuti per poter avere un quadro clinico (e non solo clinico) chiaro della persona. Ma non solo, utile studiare i costumi e le istituzioni sociali stesse! In quanto medico, egli offre in maniera chiara un quadro neurologico che si lega alla caratteriologia; la dottrina caratterologica di Ippocrate riteneva che vi fossero quattro umori corrispondenti ai quattro elementi indicati da Empedocle

Sangue, corrisponde ad aria calda e umida sanguigno; bile nera, corrispondente alla terra, fredda e secca melanconico; bile gialla, corrispondente al fuoco, caldo e secco collerico; il flegma, corrispondente all acqua, freddo e umido flegmatico;

Tale caratterologia si mantenuta sino ad oggi ed stata ripresa da Pavlov, e, recentemente da Eysenck che ha mostrato le equivalenze:

tipo stabile estroverso = sanguigno tipo labile e introverso = melanconico tipo labile ed estroverso = collerico tipo stabile introverso = flemmatico.

A riprendere in ottica programmatica Ippocrate, fu Aristotele, che basandosi sulle affermazioni del medico, afferma la possibilit delluomo di essere studiato come oggetto della natura in quanto facente parte di esso. Oltre ci, lo compara allanimale, gettando le basi non solo per una psicologia generale, ma anche infantile e animale (De Anima, considerato il primo testo contenente teorie psicologiche). Secondo le sue concezioni, lanimale come luomo era dotato di istinti e passioni, ma solo luomo conservava la facolt della ragione. Nelluomo, cuore e ragione conducono con supremazia la vita corporea, ed al cervello spetta la facolt di raffreddamento cardiaco. Altri contributi furono dati da Teofrasto, che comp unanalisi completa delle teorie percettologiche greche e, inoltre, con Erofilo, realizzarono sorprendenti descrizioni anatomiche del sistema nervoso, isolarono i nervi, che Erasistroto pot distinguere in sensoriali e motori e descrissero il cervelletto. Svilupparono inoltre la teoria pneumatica del comportamento (ripresa da Galeno, in contrasto con Aristotele). Questa

teoria sottolineava l esistenza in un pneuma vitale, con sede nel cuore, e un pneuma psichico, con sede nel cervello. Infine furono coloro che per primi offrirono una formulazione del concetto di riflesso (ripreso poi da Galeno). Nel mondo romano, non vi fu un grande interesse rispetto al mondo psicologico, tanto che vennero mantenute le idee greche, talvolta impoverite. Nel mondo medioevale, tutto si ferm. Il pensiero cristiano, altamente censorio, priv alluomo la possibilit di essere oggetto stesso di studio, premessa imprescindibile per la nascita di qualsiasi psicologia. Il mondo, in ottica cristiana, dominato da Dio secondo una struttura gerarchica:

Dio Uomo Natura

Luomo, come visibile, non considerato facente parte della natura. Su questa linea, vengono vietati gli studi anatomici, condannati come eresie, e lanima viene considerata come parte immateriale che trascende Dio, pertanto lunico studio appropriato quello teologico. Nel Rinascimento, luomo acquisisce importanza, ma mantiene una certa ambiguit la sua concezione, che subisce una sorta di divinizzazione. Si afferma una nuova concezione, quella deterministica, e sul piano delle scienze di fondamentale importanza diventa lastronomia, poich gli spostamenti astrali vengono considerati fattori influenzanti della vita umana. Siamo alquanto lontani dalla scienza moderna, ma le muraglie che la filosofia cristiana medioevale aveva elevato cominciavano a sbriciolarsi. Tra il 1500 e il 1600, avviene ad opera di Galileo, Keplero e Bacone, una vera e propria rivoluzione che consente linstaurarsi della scienza moderna. Questa sconvolgimento, che spodesta la concezione medioevale e permette linstaurarsi di una scienza delluomo, non contiene in s anche la nascita della psicologia propriamente detta. Per fare ci, affinch la psicologia nasca, occorrer ancora qualche passaggio, operato grosso modo da Cartesio, dagli empiristi inglesi e dagli associazionisti, senza dimenticare il contributo degli idologues, che diedero modo di passare dalla concezione di uomo-macchina a quella di organismo animale. Cartesio, con la teoria delle idee e il dualismo, crea la visione uomo-macchina. Luomo infatti diviso in res extensa (materia che ha unestensione, ovvero il corpo inteso come macchina e dunque indagabile dalla scienza empirica) e res cogitans (la mente, cosa pensante, parte spirtuale, di cui si pu occupare la religione). Le idee, che scaturiscono dalla mente, sono di diverso tipo. Ci sono le idee che derivano dai sensi, che si formano con lesperienza diretta della mente con la realt, le idee derivanti dalla memoria e dallimmaginazione, legate o ai ricordi, allemotivit o alla ideazione immaginativa astratta. Esistono poi le idee innate, queste derivano dalla res cogitans e sono principi assolutamente basilari. Innate non significa chiare e distinte alla coscienza delluomo, questultimo le deve scoprire in se stesso. Qui lesperienza sensoriale gioca un ruolo fondamentale: losservazione della natura ci consente di scoprire delle propriet

in essa, che in realt possedevamo gi a livello implicito (scoprire delle relazioni matematiche tra gli oggetti che ci circondano). In senso negativo, lesperienza sensoriale pu indurci sempre in errore e mascherare alcune idee innate. Lambiguit del concetto delle idee innate che spesso appaiono come predisposizioni innate a formare idee sulla base dellesperienza. comunque sempre la res cogitans a formare idee, anche quando queste sono innescate dallesperienza sensoriale. E la mente ha in s tutti i principi che le consentono di funzionare, indipendentemente dal corpo. Quello che manca ora lo studio della mente in base ai suoi processi e non per la sua essenza, e la riunificazione mente-corpo, possibile solo costruendo limmagine delluomo come organismo animale. Gli Empiristi, come Locke, Berkeley, e Hume, risolvono il primo problema. Infatti loro, in opposizione a Cartesio, distinguono i prodotti dellanima dallessenza di questa. Senza tale distinzione non sarebbe mai potuta nascere una psicologia scientifica, perch ogni discussione sullanima avrebbe sempre avuto a che fare con il problema della sua essenza, e non sarebbe quindi mai riuscita a liberarsi dalle pastoie della metafisica, e non avrebbe aperto il campo empirico agli studi dei processi dellintelletto. Su queste basi, muovono anche gli associazionisti, che indagano i rapporti tra mente e corpo e le associazioni che, sullonda delle teorie di Hume, si pensava avvenissero nella mente tra diverse idee. Tra essi si annovera Thomas Brown (1820), che introdusse in psicologia il metodo dellintrospezione, e cio dellauto-osservazione sistematica da parte di una persona di quanto avviene nella sua stessa mente. John Stuart Mill, sviluppa la teoria della chimica mentale: la teoria dellassociazione sincrona (ideata dal padre, un oggetto per noi costituito da una somma di sensazioni diverse, come forma, colore, peso, durezza, e cos via) va bene per le idee semplici, ma con quelle complesse non funziona. Le idee semplici, nel costituire le idee complesse, si comportano come gli elementi della chimica in un composto: lidea complessa si comporta come ununit, e per comprenderla non abbiamo bisogno di dividerla nei suoi componenti; anzi, divisa lidea complessa nelle sue idee semplici non ci troviamo pi di fronte allidea originaria. Fu, in seguito, Alexander Bain a dare una base neurofisiologica alle idee, considerando la mente completamente alla merc delle condizioni corporee. Fu precursore del comportamentismo, perch considera il movimento precedente alla sensazione, che precede il pensiero. In questottica, lindividuo opera inizialmente con movimenti casuali; alcuni di questi saranno per premiati dalle loro conseguenze, e precisamente quelli che ottengono risultati positivi; essi tenderanno allora a ripetersi, divenendo delle abitudini. Si tratta quindi di apprendimento per trials-and-errors (tentativi ed errori). Questo il panorama inglese. In Francia, invece, ci spingono verso una concezione organicistica, al fine di eliminare la visione tanto problematica delluomo macchina. La Mettrie che afferma: il cervello ha i suoi muscoli per pensare, come le gambe hanno i loro per camminare. In altre parole, la mente non che una propriet della materia; ci che per distingue la materia vivente da quella non vivente, che la prima organizzata, e tale organizzazione le fornisce un principio motore interno. Sicch lanima la molla principale di tutta la macchina. Essa non ha principi innati che ne determinano lazione; non si governa che per volont del corpo, ma questo a sua volta non si governa che per volont dellanima. Gli ideologi alla fine del XVIII secolo compirono lultimo passo per la costituzione di una scienza delluomo (non ancora la psicologia come oggi intesa), Con gli ideologi, e solo con loro, si poterono finalmente stabilire tutte le condizioni perch la psicologia potesse nascere come scienza. Gli eventi storici impedirono per che fossero essi a raccogliere direttamente i frutti di quanto avevano seminato. Cabanis, massimo esponente, afferma che il pensiero sta al cervello come il succo gastrico allo stomaco, rifiuta qualsiasi riduzionismo meccanicista. Evidenzia come non vi dipendenza del corpo da unanima ontologicamente

distinta, cos non vi neppure semplice riduzione dellanima ai meccanismi biologici. impossibile per lui interpretare gli esseri viventi in puri termini fisici dal momento che fisico e morale sono profondamente interconnessi. Egli afferma la supremazia del sistema nervoso che raggiunge ogni parte del corpo dominandola. Inoltre, il cervello, attraverso gli organi di senso, raccoglie le impressioni dal mondo in cui lindividuo si trova ad agire. Il sistema nervoso viene a sostituire nelle sue funzioni anima o mente dei precedenti filosofi, ed soggetto anchesso a tutte le leggi che regolano ogni altra parte del corpo, essendo del corpo parte integrante. Secondo questo autore il morale funzione del sistema nervoso, in primo luogo del cervello, ed principio regolatore del fisico; ma cervello e sistema nervoso, di cui il morale funzione, fanno a loro volta parte del fisico. In questi termini lunit, anche ontologica, delluomo definitivamente affermata, rifuggendo definitivamente dalle speculazioni astratte, e si inquadra in unattenzione tutta rivolta ai fatti, da studiare con spirito scientifico. Tuttavia, le idee di Cabanis, nonostante la notevole rilevanza ed avaguardia, non ebbero grande seguito. Questo insuccesso fu dovuto principalmente a due fatti: il primo fu che nel 800 la situazione politico sociale critica e contingente non favor la diffusione di idee anche allestero, il secondo, e fondamentale, che in Germania si era sviluppata una filosofia forte e predominante, che manteneva una certa supremazia ed era restia nel ricevere influenze esterne. Fu proprio la Germania la patria della Psicologia scientifica. A Kant si deve il superamento della controversia tra razionalisti ed empiristi, attraverso lintroduzione dei giudizi sintetici a priori, ed il superamento della distinzione wolffiana tra psicologia razionale (la cui possibilit era da Kant negata) ed empirica. Sono inoltre Herbart e Fechner due autori tedeschi che possono essere considerati i pi diretti precursori della psicologia scientifica. Herbart afferma che la psicologia scienza, e scienza autonoma, non subordinata n alla filosofia n alla fisiologia. Afferma che la psicologia scienza metafisica e non sperimentale, perch la scienza sperimentale necessariamente analitica, mentre la mente per sua natura non pu che essere unitaria. La psicologia in quanto scienza metafisica va fondata sulla metafisica, come sullesperienza e sulla matematica, pertanto ritiene sia necessario una fondazione matematica della scienza psicologica. Seguendo il percorso teorico di Herbart loggetto di studio della psicologia passa dal dominio del qualitativo, per entrare in quello del quantitativo; e si pone lesigenza di fondare una teoria della misurazione dei fenomeni psichici. Herbart introduce riflessioni importanti sulle idee che sottolinea come variano per il tempo e lintensit; lanima per unitaria, e se due idee si presentano contemporaneamente, possono o integrarsi in ununit pi complessa, o reciprocamente inibirsi. Linibizione di unidea da parte di unaltra pi intensa non potr per mai essere completa: lidea inibita si indebolir, sino a poter scomparire dalla coscienza ma non per questo cessare di esistere. Herbart su questa linea introduce il concetto di Soglia della coscienza, che lintensit minima che unidea deve possedere perch rimanga a livello di coscienza. Al di sotto della soglia le idee entrano nel livello inconscio. Cos il concetto di inconscio entra per la prima volta nel campo della psicologia, con settantanni circa di anticipo sulla prima formulazione che ne dar Freud (1895): il concetto freudiano di inconscio fu quanto meno ispirato da quello herbartiano. Fechner, fisico virtuoso, aveva dovuto abbandonare la ricerca a causa di una grave infermit agli occhi in et giovanile, e si interess cos di questioni filosofiche. La posizione di Fechner sembra orientata al materialismo radicale, ma viene costantemente smentita dallaffermazone dellesistenza dellanima. Fechner per unire anima e corpo, si avvale della psicofisica. Essa deve permettere di determinare attraverso una precisa relazione matematica la relazione che intercorre tra questi due aspetti di ununica realt. La relazione psicofisica fondamentale o legge di Weber o Weber-Fechner afferma che la sensazione proporzionale al logaritmo dello stimolo; in formula: S =klogR+ C , dove S (Sinneswahrnehmung) la sensazione, R (Reiz) lo stimolo, k e C sono costanti, la prima delle quali, detta costante di Weber, dipende dalla modalit sensoriale. Se ad un soggetto vengono presentati due stimoli di intensit diversa, ma tale per cui la differenza tra i due

stimoli sia appena percepibile (mentre una differenza inferiore non sarebbepercepita), con laumentare del valore di intensit degli stimoli aumenta anche la differenza appena percepibile, mentre rimane costante il rapporto tra i due stimoli. Fechner riteneva per il pensiero umano la relazione psicofisica fondamentale, di importanza almeno pari alla legge della gravitazione universale formulata da Newton. Con Fechner, la possibilit di costruire una psicologia scientifica fa un passo decisivo. Alle origini della psicologia oltre la filosofia per, importanza determinante hanno avuto anche gli apporti di altre discipline scientifiche come la fisiologia, lastronomia, la biologia,levoluzionismo. Lastronomia studiava la velocit di spostamento, misurandola. Bessel (confrontando i propri tempi di osservazione con quelli ottenuti da altri illustri astronomi) rilev differenze abbastanza sistematiche tra le varie persone nella rilevazione dei tempi. Penso dunque ad un equazione personale di ogni osservatore indicante il tipo di errore sistematico compiuto, al fine di depurare le osservazioni da tali errori individuali. Da questo elemento nasce la problematica dei tempi di reazione, cio il tempo necessario affinch una persona risponda alla presentazione di uno stimolo. Donders credeva che ci che impediva alla psicologia di diventare scienza era limpossibilit di dare delle misurazioni oggettive, secondo parametri fisici, dei processi mentali. A suo avviso, per, tale difficolt poteva essere superata se solo si fossero potuti rilevare i tempi di durata dei processi mentali: dimostrare che avviene nella mente un processo che richiede del tempo, significa contemporaneamente dimostrare lesistenza di tale processo (indipendentemente da qualsiasi possibilit di osservazione sul piano fisiologico). Egli escogit un esperimento che faceva uso del metodo sottrattivo dei tempi di reazione, ispiratogli da Helmholtz. Questultimo per rilevare la velocit di conduzione delle fibre nervose somministrava ad un soggetto uno stimolo, ad esempio un lieve shock elettrico, in un punto di un arto, e il soggetto doveva premere un pulsante non appena riceveva tale stimolo. Si misurava quindi tale primo tempo di reazione. Successivamente Helmholtz somministrava un altro stimolo in un punto diverso dello stesso arto, e registrava un secondo tempo di reazione. Se il primo stimolo era applicato alla radice dellarto, e il secondo allestremit, il secondo tempo di reazione risultava pi lungo del primo. La differenza tra i due tempi di reazione era quindi un indice del tempo occorrente allo stimolo per giungere dallestremit dellarto alla sua radice. Secondo Helmholtz, quindi, era sufficiente calcolare il rapporto tra la differenza tra i due punti di applicazione in lunghezza, e la differenza tra i due tempi di reazione, per determinare la velocit dellimpulso nervoso (problema: la velocit di un impulso nervoso dpende anche dal diametro della fibra, e non ha quindi un valore assoluto.) Donders con limpiego del metodo sottrattivo escogit il seguente esperimento. Indicava tre condizioni in cui rilevare i tempi di reazione: a) uno stimolo a cui doveva essere data una risposta; b) pi stimoli, a ognuno dei quali corrispondeva una risposta diversa; c) pi stimoli, ma solo ad uno di essi doveva essere data risposta. Donders pot cos constatare che i tempi a) erano i pi brevi di tutti; seguivano i tempi c), e infine i b). Secondo Donders, la differenza c) a) indicava il tempo occorrente al soggetto per discriminare tra gli stimoli, e scegliere quindi quello a cui occorreva rispondere; e la differenza b) - c) indicava invece il tempo necessario al soggetto per discriminare tra le risposte. Tali tempi di iscriminazione corrispondevano appunto a quei processi puramente psicologici di scelta a cui veniva finalmente fatto corrispondere un indice di misurazione fisico. Il metodo sottrattivo venne impiegato da Wundt, alla nascita della psicologia scientifica, nel suo laboratorio di Lipsia. Wundt sperava, attraverso compiti pi complessi, di poter dimostrare con la sottrazione dei tempi di reazione lesistenza delle fasi in cui riteneva si articolassero i processi mentali. Solo in questo dopoguerra vi sarebbe stata una riscoperta del metodo sottrattivo, che, in una diversa prospettiva, tuttora considerato uno dei pi fecondi metodi di studio dei processi cognitivi.

Un forte contributo venne dalla fisiologia, con la scoperta dellarco riflesso. Stimolando determinati recettori sensoriali, si provocano automaticamente (senza intervento della volont ) delle risposte automatiche. Importante fu anche lo sviluppo dellevoluzionismo. La teoria di Darwin ed il concetto di selezione naturale, fu applicata non solo ai caratteri somatici, ma anche a quelli psichici. Le conseguenze in psicologia sono notevoli: Galton studi le caratteristiche psicologiche individuali la loro trasmissione ereditaria; in America, con il funzionalismo, si studiarono i caratteri psichici in quanto mezzi a disposizione delluomo per adattarsi allambiente. Si approda cos alla consapevolezza che luomo era frutto una duplice evoluzione: quella filogenetica, che ha portato attraverso levoluzione al costituirsi della specie umana; e quella onto-genetca, che porta allevoluzione dellindividuo singolo dalla nascita allet adulta.

CORRENTI PSICOLOGICHE MAGGIORI Wilhelm Wundt Wundt viene considerato il padre fondatore della psicologia. Non fu un innovatore come Freud, ma seppe sintetizzare tutte le concezioni passate ed i risultati empirici precedenti e contemporanei. Dopo aver studiato medicina ad Heidelberg, si stabil a Lipsia, dove lavor fino alla morte. Nel 1873-74 pubblic Fondamenti di psicologia fisiologica, che pu essere considerata la prima opera sistematica della psicologia scientifica moderna. NEL 1879 WUNDT FONDO IL PRIMO LABORATORIO DI PSICOLOGIA SPERIMENTALE NELLA STORIA DELLA PSICOLOGIA. Qui approdarono da tutto il mondo ricercatori, attratti dallidea di una psicologia indipendente e scientifica. Wundt e i suoi studenti affrontarono soprattutto quattro campi di indagine: 1. la psicofisiologia dei sensi, secondo la tradizione helmotziana 2. lattenzione, misurata con la tecnica dei tempi di reazione 3. la psicofisica 4. le associazioni mentali, sulla scia dellassociazionismo della filosofia empirica Le concezioni di Wundt sono per noi oramai improponibili, eppure nel suo operato, troviamo qualcosa di imprescindibile per il patrimonio della psicologia scientifica. In primo luogo, la definizione delloggetto di indagine, ovvero lesperienza umana immediata, che si contrappone con lesperienza mediata (che oggetto delle scienze fisiche). In secondo luogo, lutilizzo del metodo scientifico per questioni puramente psicologiche. Infine, egli enunci un principio che vale tuttora: il principio del parallelismo psicofisico. Secondo tale principio, processi mentali e fisici dellorganismo umano sono paralleli. N i primi causano i secondi, ne viceversa; ma a ciascun mutamento delluno segue un mutamento dellaltro. STRUTTURALISMO I. Titchener: linglese Titchener (1867-1927) apprese la lezione dello sperimentalismo wundtiano e tradusse la sua opera in lingua inglese. Tuttavia, la tradusse solo in parte, tralasciando leclettismo wundtiano in ottica associazionistica. Lopera di Wundt fu per lui solo un punto di partenza per lo sviluppo di un sistema personale (Il postulato della Psicologia Strutturale 1898). Negli States, divenne direttore del laboratorio di psicologia sperimentale dellUniversit di Cronell, lavor nel campo sperimentale per circa trentacinque anni, scrivendo anche un manuale di quattro volumi sulla conduzione di esperimenti in laboratorio (Experimental Psychology). Con la morte di Titchener, mor prevalentemente anche la prospettiva strutturalista. II. La psicologia secondo gli Strutturalisti: per gli strutturalisti la differenza tra fisica e psicologia sta nella dipendenza tra esperienza ed soggetto esperiente: nella fisica non c, nella psicologia s. Mente e coscienza sono le due categorie che si riferiscono allesperienza umana immediata. La mente la somma di tutti i processi mentali che hanno luogo nella vita di un individuo, la coscienza li registra nel momento presete. Lo scopo della psicologia deve essere quello di descrivere i contenuti della coscienza e le sue leggi. E quindi una psicologia descrittiva, che indaga la struttura mentale, cio il complesso risultato della somma di elementi coscienti semplici, mediante la sua scomposizione. III. LA COSCIENZA: percezioni, idee, emozioni Lesperienza cosciente si presenta in tre modi, la psicologia strutturalista indaga le percezioni, sottoforma di immagini e sensazioni, e gli stati affettivi semplici, che fan parte delle emozioni. La sensazione lelemento pi ricorrente. (Sensazione = stimolazione di un organo sensoriale periferico) Le immagini sono esperienze coscienti non attuali, come i

ricordi e le anticipazioni future. Sensazioni ripetute generano unimmagine. Gli stati affettivi sono le emozioni e i sentimenti. Gli elementi coscienti si combinano durante la vita quotidiana. Gli stati di coscienza ha degli attributi, quali qualit, intensit, durata e chiarezza, tranne che gli stati affettivi, che mancano di chiarezza. IV. LINTROSPEZIONE come metodo. La psicologia procede mediante losservazione empirica, unosservazione che rivolta allinterno dellindividuo: si parla pertanto di introspezione. Per praticare lintrospezione lo psicologo deve: Adottare un criterio elementistico (ogni dato cosciente che viene sottoposto allintrospezione viene scomposto nei suoi elementi pi semplici) Non deve incappare nellerrore dello stimolo (non dare valori o significati ai dati della coscienza).

Per praticare lintrospezione, ci vuole un gran addestramento, una pratica che consenta di non commettere errori. FUNZIONALISMO Il movimento funzionalista nasce a Chicago e si configura come espressione della cultura dominante negli States. Il padre fu William James, legato a Dewey e alla teoria evoluzionistica, con caratterizzazioni europee per influenza della scuola di Wundt e della psicologia dellatto di Brentano. E quindi una corrente eterogenea, eclettico e pi tollerante nei confronti delle altre prospettive psicologiche, rispetto allo strutturalismo. Caratteristiche:

I processi mentali sono indagati in quanto FUNZIONI e finiscono per essere concepite come FUNZIONI ADATTIVE. L'organismo umano l'ultimo stadio del processo evolutivo (Darwin): i processi mentali sono quelli che sono perch in qualche modo hanno aiutato l'organismo a sopravvivere, gli sono stati utili nel suo adattarsi all'ambiente circostante. L'interrogativo principale per la psicologia non tanto cosa sono i processi mentali, quanto a cosa servono e come funzionano i processi mentali. L'accento sulle operazioni dell'intero organismo (umano e animale), anzich sui contenuti della mente umana isolata dal corpo. Scompare il dualismo mente-corpo (che in Titchener era dato dal parallelismo psicofisico): per i funzionalisti i processi mentali sono direttamente espressi dal medesimo organismo che esprime i processi biologici {come la respirazione o la circolazione del sangue). La psicologia acquisisce una valenza esplicativa: al contrario dei titcheneriani, che si limitano a descrivere e demandano lo spiegare alle scienze biologiche, gli psicologi funzionalisti descrivono e spiegano rimanendo all'interno della psicologia.

Oggetto della ricerca psicologica: le attivt mentali relative all'acquisizione, all'immagazzinamento, all'organizzazione e alla valutazione delle esperienze, e alla loro successiva utilizzazione nella guida del comportamento. Centrale il concetto di comportamento adattivo, comportamento guidato, orientato verso. Il comportamento adattivo caratterizzato dalla presenza di tre componenti: 1. STIMOLAZIONE MOTIVANTE (interna od esterna allorganismo) 2. SITUAZIONE SENSORIALE 3. RISPOSTA ALTERANTE IN MODO CHE VENGANO SODDISFATTE LE CONDIZIONI MOTIVANTI Esempio: 1. Fame

2. Cibo 3. Mangiare Non tutti sono comportamenti adattivi; i comportamenti non adattivi sono descrivibili in termini oggettivi di stimolo-risposta. Il funzionalismo potrebbe essere definito come antielementistico, poich considera larco riflesso non scindibile in stimolo risposta, ma bens costituente di un anello unitario che si ripete. I processi mentali studiati dal funzionalismo, non sono quelli studiati in precedenza da Titchener, ma sono anche la sensazione e lemozione (nel complesso, non definiti come molteplici stati affettivi), la percezione, la motivazione, il pensiero e lapprendimento. Sarebbe possibile definire lapprendimento come oggetto principale della ricerca funzionalista. Questultimo, funzione adattiva per eccellenza, consiste nellacquisizione, da parte di un animale o umano, di appropriate modalit di risposta a situazioni problematiche presenti nellambiente stesso. Essi attribuiscono meno importanza alla cognizione di apprendimento per tentativi ed errori, sostenendo che in una situazione nuova si proceda comunque in modo selettivo ed analitico. Il funzionalismo caratterizzato da un eclettismo metodologico. In primo luogo, detronizza lintrospezione, valorizza la sperimentazione di laboratorio, ma usa anche il metodo genetico e il metodo osservazionale puro, idonei a cogliere le funzioni mentali nel loro contesto naturale, ma si ricorre anche all'osservazione oggettivistica o comportamentale, quale integrazione all'osservazione soggettivistica, che rimane il loro fondamentale criterio metodologico. In questo contesto si accettano contributi della filosofia, della storia, della letteratura, dell'arte, dell'antropologia comparata (anticipando il contemporaneo interdisciplinarismo). E centrale linteresse per lo studio delle differenze individuali, dello sviluppo infantile, del comportamento animale. FUNZIONALISMO E STRUTTURALISMO A CONFRONTO Strutturalisti e funzionalisti hanno in comune:

appartengono alla medesima grande famiglia soggettivistica sono entrambi interessati alla coscienza: chi dal punto di vista strutturale chi da quello funzionale.

Critiche al funzionalismo da parte degli strutturalisti:


le componenti filosofiche o aprioristiche - contrarie allo sperimentalismo sistematico - riportano la psicologia al periodo prescientifico. critica per gli aspetti pi totalizzanti dell'evoluzionismo spenceriano, e per il vitalismo finalistico o teleologistico applicato alla psicologia. lo studio delle funzioni mentali, deve essere preceduto dallo studio esaustivo dei contenuti mentali (es: non ha senso cercare di capire l'operazione del vedere se prima non si perfettamente conosciuta la struttura anatomica dell'occhio).

Critiche allo strutturalismo da parte dei funzionalisti :

i momenti di coscienza rilevati mediante introspezione sono transitori ed evanescenti, cessano di esistere non appena trascorsi; mentre le funzioni mentali sono persistenti e continuative, e, rimanendo identiche a se stesse, possono essere svolte da strutture di volta in volta diverse.

LA PSICOLOGIA IN RUSSIA Il primo laboratorio di psicologia russo risale al 1886 Bechterev a Kazan. Dalla fine 800 al 1917: la psicologia russa orientata secondo gli indirizzi europei dellepoca: - alcuni psicologi (es Celpanov): univano a unimpostazione sperimentale (Wundt) una concezione spiritualistica della psiche; - altri psicologi (es Secenov): aderivano alla corrente materialistica che riduceva i processi psichici a processi fisiologici. Dal 1917 si evidenzia una frattura nella psicologia russa. Vengono riviste le basi della psicologia alla luce delle teorie marxiste e leniniste, e vi il tentativo di fondare una scienza che servisse alla soluzione dei problemi della nuova societ comunista. Da questo momento in poi, con questi presupposti, la psicologia russa si present come un complesso compatto sul piano teorico e applicativo. 1. RIFLESSOLOGIA RUSSA In senso pi stretto per riflessologia si intende la scuola fondata da Bechterev, e si indica una scuola che sostiene che i processi psichici siano riducibili a riflessi, processi puramente fisiologici ed elementari. Alla corrente riflessologica appartengono Secenov, Pavlov e i pavloviani. Sia nei processi comportamentali elementari che in quelli pi complessi, il meccanismo di base sempre lo stesso: arco riflesso -> stimolo -> centro nervoso -> reazione (feed back) La differenza che per i processi comportamentali elementari, quelli automatici e involontari (ritrarre la zampa da uno stimolo doloroso) si ha il riflesso spinale (il centro nervoso coinvolto il midollo spinale), mentre per i processi comportamentali pi complessi, superiori, si ha il riflesso cerebrale (il centro nervoso coinvolto il cervello, centro nervoso superiore). Se da un lato i processi psichici sono strutturalmente riducibili a riflessi, dallaltro necessario che la psicologia analizzi i contenuti dellattivit psichica. Ogni contenuto psichico (lingua, ricordi, emozioni) deriva dal rapporto individuo-ambiente, ed acquisito secondo il meccanismo dei riflessi durante lo sviluppo ontogenetico (oggetto di ricerca della fisiologia). Pavlov elabora la pi importante concezione sistematica delle basi fisiologiche del comportamento. Studia soprattutto i riflessi condizionati, partendo dallosservazione della secrezione psichica, fenomeno per cui il cane salivava non solo quando il cibo veniva a diretto contatto dei recettori gustativi, ma anche in sua assenza (quando semplicemente si aspettava questo). Questa reazione in assenza dello stimolo relativo denominata riflesso condizionato. Il comportamento linsieme dei processi riflessi che regolano linterazione individuo-ambiente:

in un primo stadio i processi riflessi sono elementari e incondizionati, presentandosi come risposte innate agli stimoli (gli istinti). un secondo stadio, proprio degli animali superiori e delluomo, i processi sono pi complessi e condizionati, presentandosi come risposte acquisite.

Il condizionamento avviene in questo modo: a partire da uno stimolo incondizionato (SI) si ha una risposta incondizionata (RI). Se a SI si associa ripetutamente uno stimolo nuovo precedentemente neutro, lo stimolo condizionato (SC), in seguito la sola presenza di SC genera la risposta SI che diventa risposta condizionata RC).

I riflessi condizionati consentono di reagire in modo pi adattativo allambiente: lanimale oltre alle reazioni riflesse in presenza degli stimoli diretti, pu apprendere a reagire, in modo anticipato, ad altri stimoli che segnalano gli stimoli a cui lanimale dovrebbe reagire successivamente. Lo stimolo condizionato segnala lapplicazione successiva dello stimolo incondizionato; allora la reazione si produce subito dopo lo stimolo condizionato e prima dello stimolo incondizionato. Pavlov descrisse una serie di processi fisiologici alla base della formazione dei riflessi condizionati: i processi di eccitazione e inibizione, irradiazione e concentrazione, ecc. Con questi processi si voleva spiegare cosa accade nella scatola nera interposta tra S e R. Questi processi erano stati dedotti dal comportamento degli animali studiato negli esperimenti sui riflessi condizionati. I processi di acquisizione dei riflessi condizionati sarebbero stati comuni agli animali e alluomo. Pavlov aveva per distinto due sistemi di segnalazione (di variazione dellambiente per la regolazione del comportamento):

il primo comune agli animali e alluomo era quello dei riflessi condizionati appena descritti il secondo, solo per la specie umana, era la capacit di utilizzare come stimoli condizionati gli stimoli verbali (per segnalare le variazioni dellambiente e regolare di conseguenza il comportamento).

2. SCUOLA STORICO-CULTURALE La Rivoluzione ebbe profonda influenza sulla cultura nel nuovo stato socialista. La psicologia cerc una nuova prospettiva teorica e metodologica, e si pose il problema delle proprie applicazioni e finalit nella nuova societ. Esponente principale della scuola storico-culturale Vygotskij (1896-1934). Insieme a Leontjev e Lurija fece parte del gruppo di studio di Kornilov, psicologo dimpostazione materialistica che pose subito il problema teorico dei rapporti tra psicologia e marxismo. Le questioni da affrontare erano sia teoriche (rapporti tra psicologia e marxismo, psicologia e scienze naturali, ecc.) sia pratiche (che ruolo doveva avere la psicologia nella societ comunista, che compiti doveva svolgere lo psicologo nelle scuole, nelle fabbriche, negli ospedali). Lev Vygotskij studi alluniversit di Mosca tra il 13 e il 17, e nel 24 inizi a lavorare per lIstituto di psicologia di Mosca. Le teorie della scuola sono sintetizzati nellopera Studi sulla storia del comportamento del 1930. I principali problemi affrontati sono il rapporto tra il comportamento degli animali e quello delluomo e lo sviluppo delle funzioni psichiche dal bambino alluomo. La prospettiva di Vygotskij evolutiva sia in senso filogenetico che ontogenetico. Vygotskij elabora una teoria che ancora oggi rappresenta un punto di riferimento fondamentale che hanno come punto di indagine lo sviluppo e la relazione tra pensiero e linguaggio Il pensiero e il linguaggio hanno due radici genetiche differenti:

Sia negli animali che nel bambino piccolo vi sono forme pi o meno evolute di attivit intellettiva (soluzione di problemi, adattamento allambiente). Queste attivit possono essere indipendenti dal linguaggio. Il bambino pu usare forme primitive di linguaggio senza implicare processi intellettivi o di pensiero, ma per comunicare stati emotivi, richiamare lattenzione dei genitori, ecc. Intorno ai due anni circa il pensiero e il linguaggio cominciano ad interagire: il linguaggio diventa strumento di comunicazione alle altre persone della propria attivit di pensiero e regolazione del proprio comportamento in base alle strategie e alle regole adottate dal bambino.

Una concezione importante quella dellinteriorizzazione: il linguaggio viene interiorizzato solo verso i sette anni. Il linguaggio espresso a voce alta per comunicare con gli altri (funzione interpsichica), e funge da regolatore per le proprie azioni, quando espresso interiormente (funzione intrapsichica). Ci non possibile prima dellet scolare, e quindi c una fase del linguaggio che viene detta egocentrica, in cui la regolazione interna viene espressa a voce alta. Durante lo stalinismo il lavoro della scuola storico-culturale si interruppe, per riprendersi solo negli anni 50. In questa fase ebbe una valenza anche Lurija, che si interess dei processi emotivi e dinamici. Evidenzia che la stretta relazione tra cervello e ambiente spiega come le lesioni cerebrali producano disturbi differenziati da individuo a individuo a seconda delle loro abitudini, della loro lingua, della loro cultura e altre variabili, (da qui limportanza allo studio di casi individuali di cerebrolesi). LA PSICOLOGIA DELLA GESTALT Con i termini psicologia della Gestalt, psicologia della forma, Gestalttheorie, Gestaltpsicologie, sintetizzati nella locuzione La Gestalt, si intende un campo di concezioni e imposatazioni metodologiche che si sono sviluppate con i lavori di Wertheimer (1880-1943), Kohler (i886-1941) e Koffka (1887-1967). Quello della Gestalt rappresenta un movimento Europeo, con contatti negli Stati Uniti. Pu essere considerata come la risposta alla psicologia di Wundt, infatti i gestaltisti rifiutano le concezioni wundtiane in un ottica di totale antielementismo. Le influenze sono riconducibili al padre filosofico Kant: 1. soluzione alla frattura tra empirismo e razionalismo mediante il concetto di sintesi a priori: latto di conoscere unattivit unitaria e unificante in cui la materia fornita dai sensi viene organizzata secondo forme proprie della mente 2. tale processo la mente non passiva (antiempirismo), n deriva la propria attivit da idee innate o da altri principi che esulano dallesperienza (antirazionalismo). Inoltre, giocano un ruolo importante le idee di Franz Brentano, padre della psicologia dellatto: laspetto specifico dei fenoineni psichici la loro intenzionalit, loggetto della psicologia non il materiale fornito ai nostri sensi, cio le cose che vediamo udiamo o ricordiamo, ma latto di vedere, udire, ricordare. Ne consegue unattenzione allaspetto attivo del percipiente e non al materiale percepito. Da lui riprendono la concezione di antielementismo: poich sottolinea il ruolo assunto dal soggetto non si attribuisce al dato sensoriale semplice quellimportanza che propria di sistemi come quello Wundt. Lanno di nascita potrebbe essere considerato il 1912, anno in cui Wertheimer pubblica il suo lavoro sul movimento apparente o fenomeno phi. Lo psicologo escogit un esperimento, in cui la rapida successione di accensione e spegnimento di molti punti luminosi statici produceva un complessivo effetto di un unico punto luminoso in movimento. Con questo fenomeno, chiamato fenomeno fi, vi la messa in crisi della presupposta perfetta corrispondenza tra stimolazione e sensazione, tra piano materiale - realt fisica e piano percettivo - realt fenomenica. Ci dimostra che il risultato percettivo segue leggi peculiari ed indipendente da quanto si sa a proposito dello stimolo che ha generato quella percezione.

IL COMPORTAMENTISMO Per pi di duemila anni la psicologia stata intesa nel suo senso etimologico disciplina che ha per oggetto lanima. Quando nel 1700 e poi nel 1800 cominci a farsi strada lidea che la psiche potesse essere meglio conosciuta attraverso lanalisi basata sullesperienza, vennero a crearsi le premesse per un mutamento nel metodo dindagine. Ma loggetto della psicologia rimase lo stesso, e cio la psiche. Il comportamentismo rappresenta il capovolgimento pi radicale nellassunzione delloggetto di studio della psicologia, dal momento che non solo ritiene che sia di pertinenza di questultima anche il comportamento osservabile, ma pure giunge talora a rifiutare che essa debba occuparsi della coscienza. L oggetto psiche viene esplicitato nei contenuti psicologici (emozione, abitudine, apprendimento, personalit...) e per essi si propone lo studio attraverso le loro manifestazione osservabile nei termini di comportamenti emotivi, comportamenti abitudinari, comportamenti dapprendimento, comportamenti costitutivi della personalit. Uno dei motivi fondamentali di questa operazione radicale del comportamentismo laspirazione a dare alla psicologia una collocazione fra le scienze biologiche, nella grande famiglia delle cosiddette scienze naturali. Il comportamentismo un movimento nordamericano che tocca lEuropa intorno agli anni 50 come conseguenza di una certa americanizzazione della cultura europea. Nasce ufficialmente nel 1913, quando Watson pubblica un articolo programmatico dal titolo La psicologia cos come la vede il comportamentista, in cui lautore pi che da innovatore si comporta come labile divulgatore di una serie di idee e temi che gi da tempo stavano maturando. J.B. Watson rappresenta il caposcuola storico del comportamentismo, altri esponenti autorevoli di questo filone sono Max Meyer, G. Mead, Piron, Skinner, Spence, Bandura e molti altri. La definizione di comportamento varia in tutti gli studiosi di questa corrente, ma il comportamentisti hanno optato di comune accordo sulloggetto di studio come il corpo-esibente un comportamento per vari motivi; il primo di carattere metodologico: si sceglie di osservare il comportamento e di preferire le leggi comportamentali perch il comportamento appare osservabile in maniera pi scientifica della psiche; di carattere filosofico: il comportamento appare una variabile pi importante per attingere una reale conoscenza delluomo psicologico e il terzo motivo di carattere epistemologico: nega ogni rilevanza (se non addirittura lesistenza) alla coscienza e agli stati interiori, e teme che la sua introduzione confonda la spiegazione scientifica. Nel privilegiare il comportamento, la relazione comportamento-mente pu essere intesa in diversi modi: o un parallelismo psico - comportamentale in cui ogni evento psichico ha un suo corrispettivo comportamentale; o una priorit del comportamento, da cui si originano in un secondo tempo i fenomeni psichici (ad esempio, il pensiero si genera dallazione, il livello motivazionale provocato dalle contingenze esterne di rinforzo, ecc.) Il comportamento pu essere inteso come un aspetto delluomo psicologico. Il comportamento, cos come ogni altro fenomeno psichico, determinato. Esistono cio degli antecedenti, dati i quali, il comportamento in questione non poteva non risultare. Se cos non fosse, in psicologia sarebbe possibile solo la descrizione, non la spiegazione. Le leggi psicologiche sono analoghe alle leggi che governano il mondo fisico: luomo pu perci essere considerato come un meccanismo estremamente perfezionato. Motivo di questa posizione laspirazione ad una fondazione scientifica della psicologia che ne garantisse la capacit di progresso e la costante popolarit di cui godevano le scienze naturali. Nel comportamentismo vengono a confluire due tendenze distinte del pensiero di fine Ottocento: evoluzionismo e fisicalismo. Temi privilegiati dal comportamentismo sono i processi di apprendimento e le leggi attraverso cui lindividuo acquisisce nuove abilit e comportamenti. Forte linfluenza esercitata sul comportamentismo dalla sperimentazione sugli animali, e fra 800 e 900 molti studiosi si erano occupati di psicologia animale. Era plausibile fare ricerca psicologica anche in uesto modo perch levoluzionismo darwiniano aveva chiarito che fra luomo e le altre specie animali non vi era una differenza radicale.

E ci vantaggioso perch diventava possibile:


studiare taluni eventi in organismi meno complessi; controllare pi facilmente variabili; tenere sotto controllo linfluenza dellesperienza passata; libert nelle procedure (sperimentazioni lunghe e stressanti, disponibilit del soggetto allora e nellambiente desiderato, ecc.); manipolabilit dellorganismo (danneggiamento delle funzioni sensoriali, operazioni chirurgiche, ecc.).

Thorndike fu il pi grande sperimentatore sullapprendimento animale, facendo molti esperimenti con apparati di laboratorio. Utilizzando topi e labirinti a T, in cui lanimale doveva apprendere quale tra destra e sinistra fosse la strada giusta, e gabbie in cui il roditore doveva imparare che per uscire e poter trovare del cibo avrebbe dovuto abbassare una maniglia. Egli concluse che lapprendimento si verificava gradualmente, attraverso una serie di "tentativi ed errori", che portava al consolidamento delle reazioni dellorganismo che erano state ricompensate (legge delleffetto). "Unazione accompagnata o seguita da uno stato di soddisfazione tender a ripresentarsi pi spesso, unazione seguita da uno stato di insoddisfazione tender a ripresentarsi meno spesso". Il comportamentismo watsoniano si sviluppa intorno al 1913-1930. Watson affermava che il comportamentismo fosse lunica vera psicologia americana. Watson avanza critiche al metodo introspettivo perch credeva non fosse scientifico, per due motivi: 1) 2) losservatore si identificava con losservato; losservazione introspettiva compiuta da una persona che parla di cose che gli altri non possono vedere direttamente, i dati introspettivi sono cio privati, in contrapposizione ai dati pubblici delle scienze naturali.

Lo studio del comportamento anzich della coscienza permette di utilizzare metodi pi "oggettivi", suscettibili di un immediato controllo nella verifica del consenso intersoggettivo. La teoria elaborata da Watson non si presenta come un sistema organico. Lunit dosservazione psicologica il comportamento nel senso di azione complessa manifestata dallorganismo nella sua interezza ("qualsiasi cosa esso compia come voltarsi verso una luce o in direzione opposta, saltare al presentarsi di un suono, o altre attivit pi altamente organizzate come avere dei bambini, scrivere libri, ecc."). Evidentemente questi comportamenti non si identificano nelle singole reazioni psicologiche che lorganismo manifesta (contrazione di un singolo muscolo, oppure attivit di singoli organi come la respirazione, la digestione, ecc.), che costituiscono il differente oggetto di studio della fisiologia. Nella sperimentazione psicologica che esegue, Watson si interessa precipuamente di variabili dipendenti complesse di quel tipo che sono state menzionate. Il suo "molecolarismo" e "riduzionismo" teorico si specificano tuttavia nellidea che quei comportamenti non sono altro che la "combinazione" di reazioni pi semplici, di molecole costituite dai singoli movimenti fisici che in quanto tali sono per lappunto studiati dalla fisiologia e dalla medicina. I principi cui Watson fa principale riferimento sono:

la frequenza e la recenza: tali principi dicono che tanto pi spesso o tanto pi recentemente unassociazione si verificata, con tanta maggior probabilit si verificher. il condizionamento

Il condizionamento per il comportamentista importante per due motivi:

- individua precise unit-stimolo e precise unit-risposta - offre un principio-chiave per spiegare la genesi delle risposte complesse: i comportamenti complessi esibiti dalluomo sono il risultato di una lunga storia di condizionamenti. La paura, la rabbia, lamore sono le emozioni elementari e si definiscano sulla base degli stimoli ambientali che le provocano. A partire da quelle emozioni si costruiscono le altre. Studiando una delle prime nevrosi sperimentali della storia della psicopatologia, Watson provava ulteriormente che le nevrosi non sono n innate, n oggetti misteriosi, ma potevano essere definite nei termini di risposte emozionali apprese. Watson non riconosce la validit psicologica del concetto di istinto, anzi secondo lui il bambino nasce senza istinto. Pi in generale luomo al momento della nascita non dotato di un bagaglio psicologico personale: senza istinto, intelligenza o altre doti innate e sar soltanto lesperienza successiva a caratterizzare la sua formazione psicologica. Il neonato ha un repertorio di reazioni estremamente limitato e che interessa solo il corpo: riflessi posturali, motorie, ghiandolari e muscolari, ma tali reazioni interessano il corpo e non sono tratti mentali. In questo senso, Watson prende una posizione egualitaristica (gli uomini nascono tutti uguali) e crede si possa influenzare lo sviluppo del soggetto controllando le esperienze cui esso viene esposto. Infatti in questottica, luomo totalmente il prodotto delle sue esperienze. Importanza centrale assume lo studio dellapprendimento, il modo in cui luomo acquisisce - attraverso lesperienza - un repertorio di comportamenti motori, verbali, sociali, ecc. che verranno poi ad essere gli elementi costitutivi della sua personalit complessiva. Gran parte delle teorie dellapprendimento elaborate fra il 1920 e il 1960 riconducibile al comportamentismo. Le pi famose sono quelle di Tolman, Hull e Skinner. Tolman introducendo la nozione di "scopi", di "aspettativa", e accogliendo idee cognitiviste e psicoanalitiche, si discosta dalla maggior parte dei comportamentisti, ma di essi egli ha tuttavia adottato la metodologia e il punto di partenza: il comportamento. Mentre Watson ha una posizione "molecolaristica", che scompone il "comportamento" negli elementi costituiti da "contrazioni muscolari" e che rimanda allo studio alla fisiologia, Tolman ha una posizione "molaristica", ritenendo che il comportamento possiede uno "specifico psicologico" irriducibile (non scomponibile in componenti semplici), cio dotato di propriet emergenti con la precisazione che tale specifico psicologico non di natura psichica, ma di natura comportamentale. (Es: la descrizione psicologica del comportamento di un topo che tira una cordicella per avvicinarsi del cibo, non descrivibile dalle sole componenti motorie (avremmo dato una descrizione fisiologica) ma dai predicati emergenti del comportamento: le "cognizioni" e "intenzionalit" che orientato verso "scopi"). Tolman approfondisce lidea dellintenzionalit del comportamento: lo scopo presente nel comportamento, quando presente almeno una delle seguenti condizioni in rapporto alloggetto-meta, cio allo scopo dellazione: 1) la costanza delloggetto-meta a dispetto delle variazioni nelladattamento agli ostacoli intervenienti 2) la variazione nella direzione finale corrispondente alle posizioni differenti delloggettometacessazione 3) la cessazione dellattivit quando un determinato oggetto-meta tolto. Skinner invece estrapola le sue analisi di carattere generale dallo studio dei ratti e piccioni (nella famosa Skinner-box). Basandosi sugli studi di Pavlov (condizionamento classico: stmolo-risposta) cerca di trovare una spiegazione specifica ai comportamenti pi complessi, ed elabora la teoria del condizionamento operante. In questo caso la risposta precede lazione: il rinforzo quindi qualcosa di posteriore.

FREUD E LA PSICOANALISI Il termine psicoanalisi compare per la prima volta nel 1896 in uno scritto di Sigmund Freud. La psicoanalisi, pu essere intesa: a) come metodo dindagine sulle modalit di svolgimento dei processi psichici, con base teorica nellassunto che la vita psichica sia caratterizzata prevalentemente da processi inconsci; b) come tecnica terapeutica, che assunto il punto a) come base, vuole scoprire i meccanismi di difesa e resistenza che il soggetto, anche in modo patologico, oppone ai propri desideri; c) come impostazione teorica, che si compone tramite osservazioni sul campo psicoterapeutico e sociale. Secondo la psicoanalisi, la psiche soggetta alle leggi dellinconscio, che non pi considerato come cieca forza biologica istintuale, ma come un mondo dotato di senso, che si manifesta secondo una determinata logica che traspare nello stato cosciente. Laspetto inconscio quindi osservabile indirettamente ed interpretabile nei suoi lati manifesti, quali atti mancati, manifestazioni mimiche. Nellanalisi terapeutica, lo psicoanalista deve lasciare che lanalizzato si riappropri delle parti da lui rimosse, nulla pu fare se non assisterlo nella presa di coscienza di quella conoscenza che non sapeva di possedere. Lanalista deve dunque svelare la natura dei processi inconsci, utilizzando il materiale che lo stesso analizzato mette a disposizione, unico depositario della risposta. Nella situazione analitica, il paziente tender a trasferire sullanalista quei sentimenti emotivi, quegli affetti, positivi e negativi, che ha vissuto nella sua infanzia e sono attivi nella vita adulta condizionandone lesito dei rapporti sociali quotidiani. Questo fenomeno, chiamato transfert, una scoperta base di Freud, consente di trovare attraverso la sua analisi ci che stato rimosso dallinteressato. Insieme al transfert, occorrer analizzare i ricordi, le idee che emergono nel soggetto senza apparenti legami logici, i sogni, gli atti mancati. Esiste infatti unindistruttibilit della sfera inconscia, soprattutto se determinati elementi non hanno mai avuto la possibilit di diventare inconsci. Ci che appartiene ala passato, presente patentemente, e pu servirsi di esperienze recenti per formulare le sue richieste. Lanalista deve saper stabilire let del ricordo, e capire se soggetto ad alterazioni temporali inconsce. La psicoanalisi, nel porre il suo accento sulla dialettica tra conscio e inconscio, non solo una tecnica terapeutica ma anche un modello di interpretazione della vita umana. Nellambiente viennese, in cui Freud si trova, la prospettiva pi adottata era quella neurofisiologica. Tuttavia la crisi delle scienze fisiche che dilagava a fine Ottocento e gli scarsi risultati in ambito terapeutico, aprirono la strada alla psicoanalisi. Freud si spost a Parigi per apprendere da Charcot le tecniche dellipnosi e nel 1886 tornato a Vienna, mise in pratica lappreso. Lipnosi, curando il sintomo, non eliminava la causa prima, e il giovane medico se ne accorse presto. Al lavoro a Brucke con Breuer, inizi ad utilizzare un rudimentale metodo di analisi psicoanalitica, detto catartico, in cui il soggetto sofferente in stato ipnotico era invitato a ricordare le esperienze dolorose. Freud si rese conto degli scarsi successi, ma stava maturando tutta quella serie di premesse che lo portarono a teorizzare la psicoanalisi, come la teoria sessuale e la riconducibilit di esperienze rimosse dellinfanzia come origine della patologia adulta. Questo lo distacc in maniera sempre maggiore da Breuer, tra il 1895 e il 1900 Freud matur la sua personalit: o o o il sogno appagamento del desiderio infantile interpretazione psicoanalitica mediata da analisi del sogno e associazioni libere 1899: esce Linterpretazione dei sogni

Seguitamente il distacco con la comunit psichiatrica viennese, Freud accresce i suoi contenuti, introducendo il concetto di complesso edipico, i concetti di pulsioni, di libido, le due topiche Dopo il 1910, la psicoanalisi incomincia ad avere successo, si cre la Societ Psicoanalitica di Vienna e, in seguito, unAssociazione Psicoanalitica Internazionale. Dalla psicoanalisi, pensatori si distaccarono creando una forma di pensiero proprio, come avvenne per CG Jung, e A. Adler.

PIAGET e la scuola di Ginevra Piaget nacque nel 1896 nella Svizzera francese e fin da bambino, spinto dal contrasto tra insegnamenti scientifici e religiosi, lesse autori come Bergson, Kant, Spencer, Comte e scrisse anche un romanzo filosofico che rimase inosservato. Si laure con una tesi sui molluschi e poi si rec a Parigi dove incontr Simon, che, sulla scia di Binet, faceva test per misurare lintelligenza dei bambini. Piaget, non si limitava a rilevare le prestazioni, ma chiedeva anche ai bambini il perch della risposta data. Questo lo affascin molto. Dopo due anni a Parigi, torn a Ginevra dove, direttore dellIstituto Rousseau, dedic ventanni allo studio dei bambini. Il metodo da lui usato era il nuovo colloquio clinico, perch non potendo avvalersi di introspezione, osservazione comportamentista e psicoanalisi (i quali erano inadatti ad un soggetto infantile al quale si voleva misurare lintelligenza); il colloquio clinico era un sistema misto tra colloquio ed osservazione, che consisteva nel fargli domande mirate o ricostruire le credenze del bambino mentre eseguiva un compito. Certe volte, il colloquio si accompagnava alla manipolazione di oggetti da parte dello sperimentatore o del bambino. Questo metodo non poteva per essere usato con bambini molto piccoli, con i quali ci si limitava a registrare comportamenti osservati. Piaget cerc di rispondere alle domande di epistemologia, e chiamo il suo approccio epistemologia genetica. Piaget dimostr innanzitutto l'esistenza di una differenza qualitativa tra le modalit di pensiero del bambino e quelle dell'adulto e, successivamente, che il concetto di capacit cognitiva, strettamente legato alla capacit di adattamento all'ambiente sociale e fisico. Ci che spinge la persona a formare strutture mentali sempre pi complesse e organizzate lungo lo sviluppo cognitivo il fattore d'equilibrio, una propriet intrinseca e costitutiva della vita organica e mentale. Lo sviluppo ha quindi una origine individuale, e fattori esterni come l'ambiente e le interazioni sociali possono favorire o no lo sviluppo, ma non ne sono la causa. Le tappe descritte da Piaget sono cinque: 1. Fase senso-motoria (nascita - 2 anni): il bambino passa dalluso dei soli riflessi innati alla ripetizione di una serie di comportamenti per verificarne gli effetti, prima sul proprio corpo (reazioni circolari primarie) e poi su oggetti diversi (reazioni circolari secondarie). Dallottavo mese parte la fase di sperimentazione attiva sul mondo in cui cerca di mettere a punto schemi di comportamenti diversi per ottenere gli stessi effetti e lapprendimento procede per tentativi ed errori. Dai 18 mesi compare il ragionamento simbolico, ed in grado di anticipare mentalmente le conseguenze delle sue azioni. 2. Fase preconcettuale (2-4 anni): il pensiero fortemente egocentrico (tutti conoscono i suoi pensieri o desideri). Potenzia il linguaggio, ma non in grado di ragionare passando dal generale al particolare e viceversa. 3. Fase del pensiero intuitivo (4-7 anni): con lingresso a scuola aumenta il bagaglio di conoscenze e c lesigenza di non generalizzare le proprie conoscenze. Il pensiero non ancora reversibile: il bambino non riesce a mentalizzare lazione compiuta nel senso opposto. 4. Fase delle operazioni concrete (7-11 anni): aumenta la coordinazione di azioni successive e il pensiero induttivo (dal particolare al generale). Non ancora in grado di fare ragionamenti puramente verbali, i processi cognitivi sono ancora legati alle azioni. 5. Fase delle operazioni formali (11-14 anni): il preadolescente acquisisce il ragionamento ipoteticodeduttivo. in grado di prefigurarsi scenari puramente immaginare e prevedere le conseguenze di vari tipi di azione, grazie a un sapiente equilibrio tra assimilazione e adattamento. Ha sviluppato capacit di giudizio, la relativit dei punti di vista, le operazioni sui simboli e lattivit di misurazione.

Il fascino ed il limite di Piaget, fu lunione tra interpretazione e osservazione. Egli infatti riusciva dallosservazione, attraverso linterpretazione del comportamento, a trovare le strutture sottostanti del

pensiero. In questo modo per rischiava pericolosamente di interpretare risposte alla luce dei suoi presupposti teorici. Inoltre aveva sottovalutato due fattori: Il senso dei compiti che presentava: lintelligenza dei bambini era sottovalutata, gli stessi compiti presentati in forma familiare erano risolvibili; La comunicazione linguistica con il bambino: piccoli cambiamenti nel formulare una domanda, chiarendola, produceva grandi differenze nella soluzione dei compiti.

Un tipico esempio di revisione delle teorie sperimentali interessa legocentrismo, cio l incapacit di osservare il mondo da una posizione diversa da quella occupata letteralmente o metaforicamente dal bambino e in un secondo momento dall'adulto, la capacit di "decentrarsi". Jean Piaget sostiene che i bambini al di sotto dei 6/7 anni hanno scarse capacit di comunicare a causa della loro incapacit a "decentrare" e ci per via del loro egocentrismo. L'esperimento di M. Hughes contraddice l'affermazione di Piaget sull'incapacit dei bambini al di sotto dei 7 anni di "decentrare" (prova delle 3 montagne e del punto di vista della bambola). Piaget aveva dedotto dai suoi test che il mondo dei bambini era largamente composto di "falsi assoluti". Un mondo caratterizzato da un'estrema discontinuit dovuta ai diversi cambiamenti di posizione non tollerabile, e adottano solo e sempre la propria prospettiva. Hughes, sulla base dei propri test, sostiene che il compito delle "montagne" sarebbe per il bambino un compito astratto. Il bambino capace di "decentrare", di prendere in considerazione un altro punto di vista ma perch ci accada necessario che la situazione abbia un senso, sia concreta e preferibilmente riconducibile allambiente familiare: solo cos egli afferra quello che gli si chiede. La psicologia anglosassone fu molto interessata ai lavori di Piaget, e nel corso degli anni 80 e 90 ha costituito un punto fermo per lo studio dello sviluppo cognitivo. IL MOVIMENTO COGNITIVISTA La rivoluzione cognitivista muta il panorama della psicologia sperimentale, che fino agli anni 50 era stato completamente caratterizzato dalle teorie comportamentiste. Il cognitivismo non una scuola, non vi mai stato un manifesto cognitivista (se non si vuoi considerare tale Psicologia cognitiva di Neisser, uscito per quando il movimento si era gi affermato da almeno un decennio). Molti libri o articoli usciti negli anni 50 e 60 si sono rivelati solo a posteriori tappe fondamentali nello sviluppo del movimento, i vari contributi apparivano sparsi e con essi i vari autori non si riconoscevano in un movimento unitario. Il cognitivismo una diretta filiazione del comportamentismo: questo, sia pur per differenziarsi, il punto di riferimento dei cognitivisti. Il cognitivismo e altre teorie che si sono poste alla sua base (cibernetica, teoria della comunicazione, teoria della decisione) entrarono nel mondo della psicologia specificamente attraverso il comportamentismo. Il termine cognitivismo sar utilizzato solo dopo luscita ne 1967 di Psicologia cognitivista di Neisser. In precedenza gli stessi cognitivisti si ritenevano dei comportamentisti di terza generazione: dopo la prima di Watson, e la seconda (il neocomportamentismo) di Tolman, Skinner e Hull, essi pensavano di vivere una nuova fase del comportamentismo chiamata cenocomportamentismo. Il cenocomportamentismo inizia con Hebb, il quale studia le variabili intervenienti (i processi interposti tra stimolo e risposta, svolgentisi allinterno dellindividuo non direttamente osservabili, introdotti dai neocomportamentisti per spiegare tutti quei fenomeni che non potevano essere interpretati direttamente come semplice corrispondenza tra stimolo e risposta). In particolare studia i processi di mediazione, che consentono allindividuo di non rispondere immediatamente allo stimolo, ma che, creando delle strutture interne, fanno s che questo possa comportarsi avendo a disposizione degli stimoli e delle risposte interne. Hebb si distacca dal comportamentismo perch per essi le variabili intervenienti sono solo dei costrutti ipotetici, che non hanno una base realistica ma una funzione puramente logica; invece con Hebb per la prima volta linteresse si rivolge ai processi che si svolgono allinterno dellindividuo, non pi sul piano del puro costrutto ipotetico, ma su quello del modello logico dello svolgimento dei processi mentali. introdotta in psicologia una tipica modalit di concettualizzare i fenomeni (propria del cognitivismo):

creare modelli che di volta in volta possano fare riferimento a unidealizzazione del sistema nervoso o ai circuiti di un elaboratore, in cui non importante identificare realisticamente gli elementi del modello, ma che il modello sia uno schema valido sul piano puramente logico. Il modello viene accettato o respinto se il comportamento in studio pu essere simulato dal modello. Il modello pu basarsi o sul funzionamento del sistema nervoso,o sul funzionamento di un elaboratore programmato: in entrambi i casi il fatto che la simulazione dia dei risultati positivi non porta assolutamente ad accettare unidentificazone realistica degli elementi del modello con quelli sin qui noti del funzionamento del sistema nervoso o di un elaboratore. Linteresse rivolto ai processi mentali, visti questi s con occhio realistico, mentre il substrato fisico del modello pu essere in ogni momento accantonato, e sostituito con qualcosa di diverso man mano che le nostre conoscenze si modificano. La psicologia cognitivista pu, sotto molti aspetti, essere considerata una psicologia mentalistica. Il termine mentalismo ha avuto una storia complessa:

comportamentismo radicale: le categorie mentali, non essendo direttamente osservabili come quelle comportamentali (intese come insieme di reazioni muscolari o ghiandolari), non possono essere oggetto di ricerca scientifica, e chi se ne occupava si poneva automaticamente al di fuori dellambito della scienza. neocomportamentisti: con le variabili intervenienti si introducono concetti tipicamente mentalistici.

La riflessione epistemologica dei comportamentisti stata molto pi approfondita di quella dei cognitivisti che hanno mostrato largamente la tendenza a disinteressarsi dei fondamenti delle loro concezioni. I cognitivisti non hanno mai mosso critiche epistemologiche, dimostrando piuttosto una certa noia e un sostanziale disinteresse per le basi epistemologiche della psicologia, in cui vedono soprattutto la sterilit e langustia di prospettive. Ci pu essere visto come una reazione eccessiva alla delusione proveniente dal rigore epistemologico comportamentista. Gli orientamenti epistemologici dei comportamentisti sono stati principalmente operazionismo, neopositivismo e lempirismo logico. Ed relativamente a questi che vanno fatte delle considerazioni. Per i teorici operazionalisti i concetti non corrispondono ad altro che alle operazioni attraverso cui vengono effettuate determinate misurazioni. Analogamente il comportamentista ha a disposizione delle precise operazioni di misura attraverso le quali pu definire sia la situazione ambientale sia le risposte del soggetto I concetti psicologici non sono altro che loperazione attraverso cui queste due classi di operazioni di misurazione sono poste in corrispondenza. Es: la definizione dellapprendimento in termini di frequenza di determinate risposte in corrispondenza di certe contingenze ambientali risponde perfettamente ai criteri operazionalisti. Segue che: le variabili intervenienti non sono altro che dei costrutti ipotetici che trovano una legittimazione solo quando le correlazioni tra variabili ambientali e variabili comportamentali non riescono a fornire un risultato univoco che possa essere interpretato senza ambiguit facendo ricorso unicamente a tali due classi di eventi osservati. Accade infatti a volte che, tale univocit non possa realizzarsi. La variabile interveniente allora qualcosa che si pu ipotizzare per risolvere lambiguit. Con particolare riferimento alle teorie di Hull, le variabili intervenienti da un certo punto di vista sono realistiche, ma celata allinterno del sistema nervoso; da un altro punto di vista non lo sono affatto, perch nessuna operazione in grado di definirne realmente il concetto. La variabile interveniente pur tuttavia un concetto chiave nel sistema di Hull: indispensabile perch lintero sistema teorico stia in piedi. Tolman sebbene sia il comportamentista pi accurato nel definire in termini esclusivamente operazionali i suoi concetti, appare come il pi cognitivista dei comportamentisti poich:

sviluppa concetti tipicamente mentalistici (mappa cognitiva, sorta di rappresentazione mentale che lorganismo si costruisce dellambiente che lo circonda). Di fatto per: ogni concetto mentalistico viene da Tolman risolto in un sistema di correlazioni tra eventi di stimolazione e risposte dellorganismo. i contenuti mentali vanno comunque esclusi dalla possibilit di indagine, non essendo possibile definirli operazionalmente. ammette luso dellintrospezione. Tuttavia: tale metodo non va utilizzato per studiare i contenuti mentali, ma solo per quelle ricerche in cui pu essere interessante determinare se il soggetto in grado di riferire su quelli che ritiene siano i suoi contenuti mentali (i quali vanno esclusi dalla possibilit di indagine).

Tolman comunque lontano dai cognitivisti perch non riuscito a gettare lindispensabile ponte tra struttura mentale (i cui contenuti sono stati confinati nel limbo del concetto di variabile interveniente) e azione. Con lempirismo logico linteresse rivolto alla scienza considerata come linguaggio, e ai rapporti che intercorrono tra linguaggio teorico e linguaggio osservativo; e alla possibilit di definire, attraverso una serie di trasformazioni sugli enunciati relativi alle osservazioni empiriche (i cosiddetti protocolli), gli enunciati teorici. - Nella versione ristretta dellempirismo (adatta ad un radicale come Watson) si ritiene possibile dare di ogni concetto teorico una definizione contestuale o esplicita in termini di osservabili. - Nella successiva versione, la prima liberalizzazione dellempirismo (adatta a neocomportamentisti come Hull o Tolman) si resa necessaria lintroduzione di altri procedimenti definitori (ad esempio, per riduzione) per i termini disposizionali, quelli cio che designano caratteristiche degli eventi fisici osservabili solo in determinate circostanze (ad esempio lelastcit di un laccio, che si manifesta solo quando lo tiriamo). - Nella seconda liberalizzazione dellempirismo (50): non possibile sperare di definire tutti i termini teorici in funzione di osservabili, maesistono dei termini primitivi nd sistema teorico che vanno introdotti indipendentemente dallosservazione.

in questo momento di crisi che emerge il cognitivismo. Es: la figura-sfondo, alcune parti del campo acquistano valore diverso da quello delle altre parti, e questa situazione reversibile, secondo le intenzioni del soggetto, che di volta in volta pu stabilire quali parti del campo consderare figura, e quali sfondo. quindi evidente che la significanza di concetti come quello di figura-sfondo non data n da predicati immediatamente osservativi, n dalla possibilit di operare una riduzione a predicati osservativi; ci che infatti conta lope-razione che svolge il soggetto, che determina modi del tutto diversi con cui interpreta i dati ambientali. Dalle teorie ai modelli Il disinteresse epistemologico dei cognitivisti si spiega anche con lo spostamento di interesse dalle grandi teorie ai piccoli modelli: - piuttosto che legarsi ai grandi principi generali delle grandi teorizzazioni - informatori del comportamento globale di ogni individuo- ma che spesso sono incapaci di rendere giustizia alla complessit del comportamento, preferibile interessarsi a modelli, anche limitatissimi, che siano per in grado di spiegare perfettamente un singolo comportamento in ogni minimo dettaglio; (lenunciazione di grandi principi generali, erano state fatte dal comportamentismo, la psicologia della Gestalt, e lo strutturalismo).

Il mentalismo dei cognitivisti si manifesta nelluso dei Modelli. Il modello una rappresentazione semplificata della realt, concepita come assolutamente realistica per ci che riguarda le funzioni svolte dalla mente, ma non per forza una riproduzione fedele di ci che vi pu essere nel sistema nervoso dellindividuo. In altri termini, se in un modello rferito a un certo comportamento percettivo viene inserito un elemento destinato a memorizzare per tempi molto brevi le informazioni in arrivo prima del loro riconoscimento, lautore del modello non pretende con ci di affermare che vi sia un organo, o una parte del cervello deputata a tale funzione; pi semplicemente, che tale funzione logicamente necessaria, quale che sia la parte del sistema nervoso che la svolge; e la necessit logica di tale funzione ne costituisce il criterio di esistenza. Il mentalismo dei cognitivisti ha quindi delle caratteristiche molto peculiari, diverse dal mentalismo metafisico contro cui era soprattutto indirizzata la polemica dei comportamentisti. Alcune conseguenze:

tali modelli sono sovente derivati dai modelli cibernetici, in termini di flusso di informazioni che vengono elaborate a vari stadi nd corso del loro passaggio allinterno dellorganismo --> ci consente lutilizzo di un altro criterio: la simulazione mediante calcolatore elettronico. luso dei modelli consente di superare le ambiguit di cui sono affetti gli eventi di fronte ai quali lo psicologo si trova spesso ad operare, perch nel modello ogni elemento definito con precisione. il cognitivismo (che criticava il comportamentismo per la sua incapacit di spiegare il comportamento delluomo al di fuori dellambiente asettico del laboratorio), ha finito spesso per allontanarsi dalla vita reale, spezzettandosi nella costruzione di modelli sempre pi sofisticati, ma sempre pi lontani da ci che luomo e fa nel suo agire quotidiano.

Lo sviluppo storico del cognitivismo Linizio probabile del cognitivismo fatto risalire alla II guerra mondiale. A Cambridge k. J. W. Craick fa ricerchesul comportamento di tracking, che lo portarono per la prima volta a concepire luomo come servomeccanismo. Un compito, questo, in cui vi un bersaglio mobile che si sposta su uno schermo, e al soggetto viene chiesto di tenere allineato un segnale con il bersaglio. Il soggetto umano non appare in grado di operare pi di una correzione ogni mezzo secondo. A partire da questa valutazione, l ipotesi che allinterno dellorganismo esiste un meccanismo decisore che deve impiegare almeno mezzo secondo per elaborare le informazioni in arrivo, e che non era in grado di elaborare un nuovo lotto di informazioni fintantoch non erano state elaborate tutte le precedenti. Si affermava quindi per la prima volta che: a) luomo assimilabile ad un elaboratore di informazioni, un servomeccanismo di tipo cibernetico; b) luomo aveva un tipo di funzionamento discreto; c) il meccanismo decisore era unico, e non potevano essere eseguite pi cose alla volta.

Viene riscoperto il tempo per compiere le azioni come indicatore dei processi mentali sottostanti alle azioni stesse (Donders). Limite al funzionamento dei processi cognitivi delluomo: a) luomo in grado di eseguire ununico compito per ogni atto di decisione b) esiste un limite della quantit di informazioni che si possono elaborare alla volta (Miller), 7 pezzi di

informazione alla volta, pi o meno due, a seconda del compito eseguito (memoria a breve termine, giudizi assoluti, quantit di apprensione = quanti elementi possono essere colti in una volta con un singolo atto percettivo).

NB: pezzi e non singoli elementi (per cui per memorizzare 21 numeri preferibile memorizzare 7 gruppi da 3 numeri).

La memoria Temi prediletti dai cognitivisti cono la memoria a lungo, breve e brevissimo termine, vigilanza, tempi di reazione, lattenzione (selettiva), il linguaggio. La memoria era studiata anche dal comportamentismo per gli stretti legami con lapprendimento, ma per essi non aveva senso distinguere tra diversi tipi di memoria a seconda dei tempi di memorizzazione. Lunit TOTE Linfluenza della cibernetica o la teoria dellinformazione per lo sviluppo del cognitivismo si fa sentire nellopera: Piani e struttura del comportamento diMiller, Galanter e Pribram, libro che una pietra miliare del cognitivismo. In questa opera:

lunit di analisi della psicologia - che nel comportamentismo era il riflesso - diventa lunit TOTE (Test-Operate-Test-Exit) lanalogia fra uomo e calcolatore spinta allestremo.

Il linguaggio Chomsky In Piani e struttura del comportamento si parla di piani per parlare, conriferimento alla psicolinguistica generativo-trasformazionale di Noam Chomsky. La considerazione del linguaggio fino agli anni 50 era saldamente in mano agli strutturalisti (in linguistica): esso trascurava lutente linguistico, e si concentrava maggiormente sullanalisi del messaggio. Allo strutturalismo linguistico fanno riferimento prima di tutto i comportamentisti.

La prospettiva ecologica: modularismo e annessionismo e la scienza cognitiva

Il cognitivismo tra gli anni 80-90 si va diversificando lungo due filoni:


Impostazione ecologica; Scienza cognitiva;

- per entrambi c il rifiuto dei micromodelli e di un ampliamento del respiro teorico; - lindirizzo ecologico ha maggior interesse per luomo e si suoi problemi quotidiani, e rifiuta lanalogia

delluomo con il calcolatore - la scienza cognitiva insiste sullintelligenza artificiale, e sullutilizzo della simulazione, operando di nuovo una saldatura tra il mondo dellintelligenza artificiale e la psicologia dei processi cognitivi

Il punto di partenza: lautocritica.

- Molti ricercatori avvertono il bisogno di un ritorno alle grandi teorie. - Convegno 1972 alla Pennsylvania State University su processi cognitivi e processi simbolici - autocritica molto profonda:

diffuso rifiuto dei micromodelli perplessit nei confronti dellanalogia tra uomo e calcolatore; o meglio, delluomo concepito in puri termini di elaborazione delle informazioni.

Neisser (nel 1976) muove tre fondamentali critiche alla psicologia cognitivista: 1) c stato un progressivo restringimento di campo, con unattenzione focalizzata sempre di pi sullesperimento di laboratorio, e sempre di meno rivolta al mondo esterno, quello della vita quotidiana. 2) le ricerche attuali sono sempre pi sofisticate. ma sono genuinamente produttive? Il ripiegarsi della ricerca su se stessa, e gli esperimenti che vengono effettuati sembrano sempre pi rivolti alla situazione sperimentale stessa, e sempre meno volti a comprendere il funzionamento delluomo 3) il concetto di elaborazione delle informazioni ammette unambiguit di fondo:esso muta del tutto significato nel momento in cui le informazioni vengono definite in modo diverso dai differenti autori.

La prospettiva ecologica Secondo Neisser (influenzato da Gibson) le informazioni che lindividuo elabora vanno viste nellambiente, perch l che sono, ed lambiente che le offre. Nella sua nuova concezione, lindividuo possiede nella sua struttura cognitiva degli schemi che gli consentono di coglierle, e che costituiscono il fondamentale legame tra percezione e pensiero. Si afferma cos una nuova linea allinterno del cognitivismo: la linea ecologica (dati i richiami a Gibson, ispiratore di gran parte della ricerca successiva) Gibson rifiuta quello che il postulato primo del cognitivismo che sottolinea come la mente sia capace di rappresentazione ed elaborazione delle informazioni. Teoria della percezione diretta: le informazioni sono gi presenti nello stimulus array, nella stimolazione come si presenta direttamente al soggetto; il soggetto coglie le informazioni direttamente dalla stimolazionein quanto affordances (to afford = fornire) presentate dallambiente in relazione al valore evolutivo che hanno per lorganismo --> il soggetto non deve ricorrere a sistemi computazionali, flussi informazionali, strutture rappresentazionali.

La scienza cognitiva

In direzione opposta alla tendenza ecologica, si raggruppano studiosi delle pi diverse provenienze, che hanno dato inizio alla cosiddetta scienza cognitiva che domina il quadro contemporaneo. Nasce nel 1977, quando R. Schank, A. Collins e E. Charniak fondano una nuova rivista chiamata scienza cognitiva. Il programma della rivista ha come punti fondamentali i seguenti elementi:

esiste un insieme di problemi comuni, che riguardano intelligenza naturale e artificiale per studiosi provenienti da psicologia cognitiva e sociale, tecnologie delleducazione, intelligenza artificiale, linguistica, logica ed epistemologia, le questioni comuni: rappresentazione delle conoscenze (reti semantiche),comprensione del linguaggio,comprensione delle immagini, risposte alle domande, inferenza, apprendimento, soluzione dei problemi, pianificazione, ragionamento, comunicazione e studio dei rapporti uomomacchina. le aree di indagine: sistemi di credenze, coscienza, evoluzione, emozione, interazione, linguaggio, apprendimento, memoria, percezione, prestazione, abilit, pensiero.

La scienza cognitiva si configura come una vera e propria disciplina autonoma con provenienze e apporti multidisciplinari, e sempre meno come uno sviluppo del cognitivismo interno alla psicologia.

Modularismo e Connessionismo Sono i 2 paradigmi della scienza cognitiva dominanti negli anni 80. Il modularismo (di Fodor) sostiene:

I sistemi di analisi di input hanno unarchitettura cognitiva distinta in moduli, strutture verticali che trasformano computazionalmente gli input in rappresentazioni che offrono alla parte centrale del sistema cognitivo.

I sistemi di analisi dellinput hanno queste caratteristiche: - sono specifici per dominio: strutture altamente specializzateper per specifici tipi di input; - funzionamento obbligato: quando sono in presenza del tipo specifico di inputche sono deputati ad analizzare, non possono fare a meno di entrare in azione. - accesso centrale limitato per le rappresentazioni che computano: i livelli intermedi di analisi dellinput sono relativamente inaccessibili agli stati centrali di coscienza. - notevole velocit di funzionamento. - sono incapsulati informazionalmente: durante il loro funzionamento non possono avere accesso ad informazioni provenienti da altre parti dd sistema cognitivo dellindividuo (es dalle conoscenze generale che possiede lindividuo, memorizzata a lungo termine).

Connessionismo

C una forte presenza dei sostenitori del connessionismo (Rumelhart e MacClelland).paradigma basato su due ordini di considerazioni: tecnologiche e (neuro)psicologiche:

considerazioni tecnologiche:

la struttura dei calcolatori (di terza/quarta generazione) si rivelata sempre pi inadeguata rispetto a compiti molto complessi, per via di a) unarchitettura sequenziale; b) una memoria passiva che non pu essere utilizzata per compiere le operazioni; c) e quindicon una strozzatura tra memoria e processore, che produce un rallentamento globale del sistema, anche se le operazioni possono essere eseguite singolarmente in tempi brevissimi.

considerazioni (neuro)psicologiche:

esiste incongruenza tra lhardware del SNC e quello dei calcolatori: - Il SN opera con elementi relativamente lenti,ma massivamente interconnessi in parallelo lelevata rapidit del SN == elevato grado di parallelismo nellesecuzione di operazioni; - i calcolatori aveva operato (e, nellintelligenza artificiale, avevano cercato di simulare il comportamento) con elementi rapidissimi ma operanti serialmente. Il connessionismo suggerisce una modellistica con funzionamento parallelo massivo (modelli connessionisti a parallelismo massivo). Con ci si ripresa la vecchia concezione interattiva di campo della Gestalt. Anche principi di minimo, o di economia, che regolano il funzionamento del campo, possono essere concepiti anche attraverso linterazione diretta di numerosi eventi mutuamente indipendenti. Le teorie del campo potrebbero trovare un nuovo impulso basandosi su questi modelli. Il modelli processuali si omogeneizzano con i modelli computazionali, potendosi concepire lacomputazione in termini di interazione diretta tra un ampio numero di unit locali nel cervello. Questa concezione della computazione pu essere intesa come una versione formalizzata di due tradizioni di pensiero

tradizionalmente distinte: idee qualitative delle funzioni del cervello di Kohler lapproccio connessionista di Hebb. Il quadro contemporaneo: laffermarsi della scienza cognitiva

La psicologia diventata una scienza unitaria? Psicologia e filosofia Psicoanalisi e cognitivismo La scienza cognitiva

La psicologia diventata una scienza unitaria?

Psicologia e filosofia Se accettiamo la psicologia come la disciplina che ha raccolto via via le risposte che luomo si dato da quando ha cominciato a interrogarsi sul suo comportamento e sulla sua psiche, allora dobbiamo dire che alla fine del secondo millennio lo scenario contemporaneo presenta, anche in Italia, una disciplina autonoma, con facolt specifiche per linsegnamento e con albi per le pratiche professionali. Allinterno della psicologia si sviluppata una sorta di epistemologia naturale, cio risposte di natura scientifica a quelli che sono stati da sempre i quesiti della filosofia della conoscenza: Come percepiamo il mondo? Come lo immaginiamo? Come possiamo pensare mondi diversi dal nostro? Come possiamo comunicare ad altri le nostro visioni del mondo? Quali cose possiamo credere se ne crediamo delle altre? Che cos la verit e la falsit? La psicologia non risponde direttamente a queste domande, ma riuscita a spezzettare tali quesiti in uninfinit di risposte molto analitiche che hanno ritrasformato i quesiti stessi al punto che da tutte le risposte dettagliate non pi possibile ritornare allapparentemente semplice domanda originale. Lintreccio tra psicologia e filosofia, che si sciolto con la nascita della psicologia scientifica, presentava anche altri aspetti di qui non si fatta carico tanto la tradizione sperimentale quanto quella clinica. Alludiamo qui alle problematiche delletica e della filosofia pratica, a domande cio di questo tipo: Per quali

motivi mi sono comportato cos? Devo provare sensodi colpa? Posso desiderare certe cose? Quali sono gli scopi giusti? Qual la via alla felicit personale? La guerra naturale? E cos via. Il primo psicologo che ha cercato di costruire un quadro teorico unitario e degli strumenti di comprensione della psiche umana che permettessero di affrontare queste domande stato Freud. Il suo lavoro ha dato luogo a una tradizione di ricerca sia teorica sia applicata (la psicoterapia). Questa:

si basa pi sullanalisi di casi singoli che non sulle verifiche sperimentali; tende a spiegare i fenomeni in termini storici e non in chiave sistematica; ha coniato un suo linguaggio descrittivo particolare che allude ad entit di cui difficile il controllo.

Questi aspetti di tipo qualitativo hanno fatto si che molte critiche venissero mosse alla psicoanalisi in particolare, dal momento che ogni terapia dev basata su una teoria della mente e/o del comportamento. Malgrado questi legami tra le due tradizioni, che riduttivo chiamare sperimentale e clinica, esse di fatto dialogano poco tra di loro. In realt, come stato spesso osservato, laffermarsi della scienza cognitiva ha riavvicinato i due approcci. Psicoanalisi e cognitivismo La simmetria tra psicoanalisi e cognitivismo basata sulla condivisione di un assioma fondamentale: quanto affiora nel comportamento e nella coscienza il prodotto terminale di una complicata sequela di cambiamenti, riformulazioni e trasformazioni Lesperienza percettiva, il pensiero consapevole e lazione, dipendono da una massiccia elaborazione inconscia, indagabile con metodi psicologici. In questo senso:

la psicoanalisi studia lelaborazione delle determinanti interne, le pulsioni; la psicologia cognitivista studia lelaborazione delle determinanti esterne, le informazioni disponibili nella stimolazione sensoriale.

La scienza cognitiva LE SCIENZE COGNITIVE La scienza cognitiva ha prodotto un cambiamento profondo: con essa si ha una ridistribuzione del sapere psicologico. Gli sviluppi di alcune problematiche classiche (processi cognitivi, neuropsicologia, psicologia del linguaggio) si staccano dalla psicologia, intesa nel senso classico delle grandi scuole, ed entrano a far parte di quellintreccio interdisciplinare che si deciso di chiamare scienza cognitiva.

La scienza cognitiva diversa da tutte le grandi scuole poich non un punto di vista sulluomo, ma una prospettiva teorica che informa di s tutti i classici settori di ricerca della psicologia. Per la prima volta la psicologia non viene condizionata da altri saperi, ma concorre alla creazione d una disciplina nuova in cui le sue problematiche interagiscono e si arricchiscono alla luce degli apporti delle altre discipline.

I principali principi della scienza cognitiva:

Un processo di raccolta ed elaborazione delle informazioni permette a un organismo o a un sistema di produrre risposte appropriate in funzione delle condizioni ambientali. Questo principio riprende lottica evoluzionista tale per cui le funzioni cognitive sono adattive, proprio nel senso darwiniano del termine (di qui lapproccio evoluzionista allo studio delluomo). Le informazioni di cui si parlato al punto precedente devono venire rappresentate cos da essere computabili. Quindi le informazioni concernono un mondo e hanno contenuti e intenzionalit, nel senso che sono dirette a uno scopo. Dobbiamo inoltre distinguere tra le operazioni di computo e il dominio rappresentato. Una volta che abbiamo distinto il dominio della realt su cui operiamo con un algoritmo e le propriet dellalgoritmo, possiamo descrivere formalmente le operazioni di cui si avvale quel dato algoritmo indipendentemente dai contenuti. La scienza cognitiva una scienza di base, nel senso che gli scienziati cognitivi si muovono alla ricerca di meccanismi generali di elaborazione delle informazioni malgrado le differenze culturali e di comportamento tra i vari gruppi umani. I processi di elaborazione delle informazioni possono venire analizzati a diversi livelli, nel senso che i comportamenti visibili presuppongono-una competenza che analizzabile a livelli pi astratti.

Uno dei capisaldi teorici della scienza cognitiva proprio il ricorso a pi livelli di analisi e lattenzione ai modi in cui i vari livelli vengono incorporati in organismi naturali o artificiali. Per alcuni studiosi possibile descrive la scienza cognitiva come composta di cinque discipline: 1)psicologia; 2)linguistica; 3)informatica(computer science); 4)filosofia; 5)neuroscienze.

Ciascuna di queste discipline mantiene la sua identit e si sviluppa autonomamente anche allesterno della scienza cognitiva. Ma per quanto concerne le conoscenze di ciascuna disciplina che vanno a formare la scienza cognitiva abbiamo un intreccio sempre pi stretto che sta dando luogo ad una disciplina accademica nuova. Il movimento cognitivista ha permesso a singoli ambiti tradizionali (es la psicologia dellet evolutiva o la psicologia sociale) di svilupparsi con unenfasi sul rigore metodologico, non pi sulla basedel controllo sperimentale in laboratorio, ma su unaltra tecnica, altrettanto analitica quale la simulazione e la modellistica La simulazione diventata unalternativa alla sperimentazione, per le modalit di controllo delle ipotesi teoriche.