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PRINCIPI E NORME PER LA LITURGIA AMBROSIANA DELLE ORE

Premessa Carattere della riforma del breviario ambrosiano Capitolo I Im ortan!a della Lit"r#ia delle Ore o Divino Uffi$io nella vita della C%iesa Capitolo II La santifi$a!ione del #iorno ossia le varie ore lit"r#i$%e Capitolo III I diversi elementi della Lit"r#ia delle Ore Capitolo IV Le varie $elebra!ioni nel $orso dell&anno Capitolo V Riti da osservare nella $elebra!ione in $om"ne

Premessa CARATTERE DELLA RI'ORMA DEL BRE(IARIO AMBROSIANO Il Concilio Ecumenico Vaticano Il nella Costituzione Sacrosanctum Concilium sulla sacra Liturgia, emanata il 4 dicembre 1963, ha indicato in forma solenne i principi ispiratori per la riforma dell !fficio "omano, #perch$ i %acerdoti e gli altri membri della Chiesa possano meglio e pi& perfettamente recitare l !fficio di'ino nelle condizioni di 'ita di oggi( 1) Inoltre gi* da pi& anni, per disposizione del %) +adre +aolo VI, , stato promulgato il Libro della Liturgia delle -re secondo il "ito "omano) +er .uesti moti'i, l Em)mo e "e')mo Cardinale /io'anni Colombo, 0rci'esco'o di 1ilano, ha in'itato la %) Congregazione del "ito 0mbrosiano a predisporre una riforma del 2re'iario 0mbrosiano, che si ispiri ai medesimi principi stabiliti dal Concilio Vaticano, senza tutta'ia detrarre alcunch$ al tesoro spirituale della 'enerabile tradizione ambrosiana) Infatti il Concilio dichiara che #la %anta 1adre Chiesa considera con uguale diritto e onore tutti i riti legittimamente conosciuti e 'uole che in a''enire essi siano conser'ati e in ogni modo incrementati(3 inoltre esso auspica che tali riti #o'e sia necessario, 'engano prudentemente e integralmente ri'eduti nello spirito della sana tradizione e 'enga loro dato un nuo'o 'igore come richiedono le circostanze e le necessita del nostro tempo(4) 5ra i principi indicati dal Concilio per l incremento e la riforma della liturgia #alcuni possono e de'ono essere applicati sia al rito romano sia agli altri riti(3) +erci6 si sono proposti .uesti criteri ispiratori7 18 9e'ono essere conser'ati .uegli elementi della tradizione ambrosiana che non contrastano coi documenti del Concilio Vaticano Il e con le necessit* pastorali dei nostro tempo3 anzi de'ono ancor pi& essere resi manifesti .uegli elementi che arrecano nutrimento alla fede e alla piet*, fa'oriscono la catechesi dei sacramenti, illustrano la storia della sal'ezza e accrescono sia l amore della santa Chiesa sia lo zelo apostolico) 48 #I riti splendano per nobile semplicit*3 siano chiari nella loro bre'it* ed e'itino inutili

ripetizioni3 siano adattati alla capacit* di comprensione dei fedeli e non abbiano bisogno, generalmente, di molte spiegazioni(4)

38

#%copo dell !fficio , la santificazione del giorno) perci6 l ordinamento tradizionale

dell !fficio sia ri'eduto in modo che le di'erse -re, per .uanto , possibile, corrispondano al loro 'ero tempo, tenendo presenti per6 anche le condizioni della 'ita contemporanea in cui si tro'ano specialmente coloro che attendono alle opere di apostolato(:) 48 La Liturgia delle -re, proprio perch$ , la preghiera pubblica e comune del popolo di 9io,

de'e inoltre essere riformata in modo tale che siano in'ogliati a celebrarla nell assemblea ecclesiastica e anche da soli, non soltanto i membri degli Istituti di perfezione, ma anche i fedeli 6) :8 I Vespri come preghiera della sera, e le Lodi come preghiera del mattino, secondo la

'enerabile tradizione di tutta la Chiesa ;e a testimonianza di ci6 brilla %) 0mbrogio, celebre autore di Inni per le Lodi e per i Vespri8, sono il duplice cardine dell !fficio 0mbrosiano3 per .uesto moti'o sono le -re principali e come tali do'ranno essere celebrate < 68 =uella parte della preghiera mattutina che precede le Lodi propriamente dette, nella

recitazione in coro conser'i l indole di preghiera notturna3 tutta'ia sia #adattata in modo da poter essere recitata in .ualsiasi ora del giorno, e abbia un minor numero di salmi e letture pi& lunghe(> <8 L -ra di +rima 'iene soppressa) ?el coro e da parte di coloro cui spetta'a a norma di diritto,

sono conser'ate le ore di 5erza, %esta e ?ona) 0gli altri , in'ece permesso scegliere una delle tre, .uella cio, che meglio corrisponde al momento della giornata 9 >8 +erch$ realmente sia possibile celebrare la Liturgia delle -re, aggiornata secondo le norme di

cui sopra, il %alterio sar* distribuito non pi& per decurie e nel periodo di due settimane, #ma per uno spazio di tempo pi& lungo(1@ Conser'ando il criterio proprio del "ito 0mbrosiano di scegliere i salmi e i cantici per il 1attutino delle domeniche, delle solennit*, dei sabati, delle ferie prenatalizie, del 5empo natalizio, della %ettimana santa, nulla impedisce che, per il 1attutino degli altri giorni, i salmi siano scelti come canta la Chiesa romana il medesimo criterio sar* osser'ato nei giorni comuni per le -re minori e per i Vespri, poich$ in .ueste parti l uso ambrosiano gi* si conforma'a al modello 'igente a "oma prima della riforma di +io A) 98 "iguardo alle letture si seguano le seguenti norme)

a8 b8 c8

al 1attutino o !fficio delle letture, si facciano due letture) la prima biblica e la seconda tratta #La lettura della sacra %crittura sia ordinata in modo da rendere pi& facilmente accessibili e in Le letture tratte dalle opere dei +adri, dei 9ottori e %crittori ecclesiastici
13

dalle opere dei +adri o degli %crittori ecclesiastici, oppure dalla agiografia 11) maggior ampiezza i tesori della parola di'ina(14) siano scelte in modo tale che risulti ampiamente il tesoro della tradizione della Chiesa 1ilanese, 'alorizzando anche le opere dei santi +adri che onorano le Chiese 'icine, come .uelle di 2rescia, Verona, Vercelli, 5orino, 0.uileia) d8 1@8 #Le B+assioniB, ossia le 'ite dei %anti, siano riportate alla 'erit* storica(14) +oich$ la %ede 0postolica
1:

ha concesso a tutti di recitare l !fficio nella lingua parlata, tanto

in coro .uanto in comune o da soli, i testi del nostro !fficio 0mbrosiano siano ri'isti in modo tale da essere adatti sia per la recita in lingua latina sia per .uella in lingua italiana) 118 Con il permesso dei "omano +ontefice 16, nel nuo'o !fficio , stata conser'ata la 'ersione

latina ambrosiana dei salmi, perch$ concorda con l antifonale3 inoltre essa non crea alcuna difficolt* dal momento che nella celebrazione pubblica si usa per lo pi& la lingua italiana)

NOTE
1 4

Conc) Vat) II, Cost) sulla sacra Liturgia , Sacrosanctum Concilium, n) ><) Ibid), n) 4) 3 Conc) Vat) II, Cost) sulla sacra Liturgia, Sacrosanctum Concilium, n) 3) 4 Cfr) Ibid), n 34) : Cfr) Ibid), n) >>) 6 Cfr) Ibid), nn) 9>C1@@) < Cfr) Ibid), n) >9a) > Cfr) ibid), n) >9c) 9 Cfr) ibid) n) >9 dCe) 1@ Ibid), n) 91) 11 Cfr) pi& a'anti, n) 66) 14 Conc) Vat) II, Cost) sulla sacra Liturgia, Sacrosanctum Concilium, n) 94a) 13 Cfr) ibid), n) 94b) 14 Ibid) n) 94c) 1: %) Congr) per il Culto 9i'ino, ?otificazione 14 giugno 19<1, n) 4c) 16 %) Congr) per i %acramenti e il Culto 9i'ino, +rot) n) C9 9>9D<6)

Capitolo I

IMPORTAN)A DELLA LITURGIA DELLE ORE O U''ICIO DI(INO NELLA (ITA DELLA C*IESA +, La preghiera pubblica o comune del popolo di 9io , giustamente ritenuta tra i principali

compiti della Chiesa) +er .uesto sin dallEinizio i battezzati #erano assidui nellEascoltare lEinsegnamento degli apostoli e nellEunione fraterna, nella frazione del pane e nelle preghiere( ; At 4,448) +i& 'olte gli 0tti degli 0postoli attestano la preghiera unanime della comunit* cristiana 1) Le testimonianze della Chiesa primiti'a attestano che anche i singoli fedeli, in ore determinate, attende'ano alla preghiera) In seguito, in 'arie regioni, si diffuse la consuetudine di destinare tempi particolari alla preghiera comune, come, per esempio, lEultima ora del giorno, .uando si fa sera e si accende la lucerna, oppure la prima ora, .uando la notte, al sorgere del sole, 'olge al termine) Con lEandare dei tempo si cominci6 a santificare con la preghiera comune anche altre ore, che i +adri 'ede'ano adombrate negli 0tti degli 0postoli) In .uesto libro, infatti, si parla dei discepoli radunati allEora di terza ;4,1 1:8) Il +rincipe degli apostoli #%alF 'erso mezzogiorno sulla terrazza a pregare( ;1@,983 #+ietro e /io'anni sali'ano al tempio per la preghiera 'erso le tre del pomeriggio( ;3,183 #'erso mezzanotte, +aolo e %ila in preghiera canta'ano inni a 9io( ;16,4 :8) -, =ueste preghiere fatte in comune, a poco a poco, furono ordinate in modo da formare un cielo

ben definito di -re7 la liturgia delle -re o !fficio di'ino) Essa, arricchita anche di letture, , principalmente preghiera di lode e di supplica, e precisamente preghiera della Chiesa con Cristo e a Cristo)

I, Pre#%iera di Cristo Cristo prega il Padre ., Venendo per rendere gli uomini partecipi della 'ita di 9io, il Verbo, che procede dal +adre

come splendore della sua gloria, #il %ommo %acerdote della nuo'a ed eterna alleanza, Cristo /es&, prendendo la natura umana, ha introdotto in .uesta terra dEesilio .uellEinno che 'iene eternamente cantato nelle sedi celesti(4)

9a allora, nel cuore di Cristo, la lode di 9io risuona con parole umane di adorazione, propiziazione ed intercessione, 5utte .ueste preghiere, il Capo della nuo'a umanit* e 1ediatore tra 9io e gli uomini, le presenta al +adre a nome e per il bene di tutti) /, Lo stesso Giglio di 9io, #che con il +adre suo , una cosa sola( ;cfr) Gv 1@,3@8, e che entrando

nel mondo disse7 #Ecco, o 9io, io 'engo a fare la tua 'olont*( ;Eb 1@,93 cfr) Sal 39,> 93 Gv 6,3>8, ha 'oluto anche lasciarci testimonianza della sua preghiera) %pessissimo, infatti, i 'angeli ce lo presentano in preghiera) .uando 'iene ri'elata dal +adre la sua missione 3, antecedentemente alla chiamata degli apostoli 4, .uando rende grazie a 9io nella moltiplicazione dei pani :, nella trasfigurazione sul monte 6, .uando risana il sordomuto < e risuscita Lazzaro >, prima di pro'ocare la confessione di +ietro 9, .uando insegna ai discepoli a pregare 1@, .uando i discepoli ritornano dallEa'er compiuto la loro missione 11, .uando benedice i fanciulli prega per +ietro 13) La sua atti'it* .uotidiana era strettamente congiunta con la preghiera, anzi .uasi deri'ata da essa) CosF .uando si ritira'a nel deserto o sul monte a pregare
14 14

alzandosi al mattino presto 1:, o .uando,

dalla sera alla .uarta 'eglia 16, passa'a la nottata intera in orazione a 9io 1<) Egli, come giustamente si pensa, partecip6 anche alle preghiere pubbliche, .uali erano .uelle che si face'ano nelle sinagoghe do'e entr6 nel giorno di sabato #secondo il suo solito( 1>, e nel tempio che chiam6 casa di preghiera 19) ?on tralasci6 .uelle pri'ate, che si recita'ano abitualmente ogni giorno dai pii israeliti) +ronunzia'a anche le tradizionali preghiere di benedizione a 9io, proprie delle riunioni con'i'iali, come , espressamente riferito in relazione con la moltiplicazione dei pani Cena
41 4@

e poi nella sua ultima

, nel 'illaggio di Emmaus

44

, ugualmente .uando con i suoi discepoli recit6 lEinno nel


46

cenacolo 43) Gino al termine della sua 'ita, a''icinandosi gi* la +assione 44, nellEultima Cena 4:, nellEagonia suo esodo pas.uale) Egli, infatti, #neF giorni della sua 'ita terrena offrF preghiere e suppliche con forti grida e lacrime a colui che pote'a liberarlo da morte e fu esaudito per la sua piet*( ; Eb :,<8 e, compiuta lEoblazione di s$ sullEaltare della croce, rese #perfetti per sempre .uelli che 'engono santificati( ; Eb 1@,1483 infine, risuscitato da morte, 'i'e per sempre e prega per noi 4>) 0 .uesto proposito, cosF medita %) 0mbrogio7 #Il %ignore prega, non per implorare per s$, ma per implorare per me3 sebbene infatti il +adre abbia dato tutte le cose in potere dei Giglio, il Giglio tutta'ia, per dare pienezza alla sua e sulla croce 4<, il 1aestro di'ino dimostr6 come la preghiera anima'a il suo ministero messianico e il

condizione di uomo, giudica opportuno supplicare il +adre per noi, perch$ egli , il nostro a''ocato(49)

II, Pre#%iera della C%iesa Il precetto della preghiera 0, /es& ha ordinato anche a noi di fare ci6 che egli stesso fece) #+regate(, disse spesso,
34

#domandate(, #chiedete(3@, #nel mio nome( 313 insegn6 anche la maniera di pregare nellEorazione che si chiama domenicale natura di 9io 3<) 0 loro 'olta gli apostoli, che .ua e l* nelle lettere ci tramandano preghiere, specialmente di lode e di rendimento di grazie, ci raccomandano anchEessi la perse'eranza e lEassiduit* nello %pirito santo 39, ri'olta a 9io 4@, per mezzo di Cristo 41) Ci parlano della sua grande efficacia per la santificazione 44 e non mancano di ricordare la preghiera di lode 43, di ringraziamento 44, di domanda 4: e di intercessione per tutti 46)
3>

e dichiar6 necessaria la preghiera 33, e precisamente .uella umile 34,

'igilante 3:, perse'erante, fiduciosa nella bont* del +adre 36, pura nellEintenzione e rispondente alla

della preghiera

La Chiesa continua la preghiera di Cristo 1, +oich$ lEuomo 'iene interamente da 9io, de'e riconoscere e professare .uesta so'ranit* del

suo Creatore) H .uanto gli uomini di sentimenti religiosi, 'issuti in ogni tempo, hanno effetti'amente fatto con la preghiera) La preghiera diretta a 9io per6 de'e essere connessa con Cristo, %ignore di tutti gli uomini, unico 1ediatore
4<

, e il solo per il .uale abbiamo accesso a 9io

4>

) Cristo, infatti, unisce a s$ tutta

lEumanit* 49, in modo tale da stabilire un rapporto intimo tra la sua preghiera e la preghiera di tutto il genere umano) In Cristo, appunto, ed in lui solo, la religione umana consegue il suo 'alore sal'ifico e il suo fine) 2, 5utta'ia un 'incolo speciale e strettissimo intercorre tra Cristo e .uegli uomini che egli per

mezzo del sacramento della rigenerazione unisce a s$ come membra del suo Corpo, che , la Chiesa)

CosF effetti'amente dal Capo si diffondono allEintero Corpo tutti i beni che sono del Giglio3 cio, la comunicazione dello %pirito, la 'erit*, la 'ita e la partecipazione alla sua filiazione di'ina, che si manifesta'a in ogni sua preghiera .uando dimora'a presso di noi) 0nche il sacerdozio di Cristo , condi'iso da tutto il corpo della Chiesa, cosF che i battezzati mediante la rigenerazione e lEunzione dello %pirito santo 'engono consacrati in edificio spirituale e sacerdozio santo
:@

e sono abilitati a esercitare il culto del ?uo'o 5estamento, culto che non deri'a

dalle nostre forze, ma dal merito e dal dono di Cristo) #?essun dono maggiore 9io potrebbe fare agli uomini che costituire loro capo il suo Verbo, per mezzo dei .uale ha creato tutte le cose, e a lui unirli come membra, cosF che egli fosse Giglio di 9io e Giglio dellEuomo, un solo 9io con il +adre, un solo uomo con gli uomini) CosF, .uando pregando parliamo con 9io, non per .uesto separiamo il Giglio dal +adre, e .uando il Corpo del Giglio prega non separa da s$ il proprio Capo, ma , lui stesso unico sal'atore del suo Corpo, il %ignore nostro /es& Cristo Giglio di 9io, che prega per noi, prega in noi ed , pregato da noi) +rega per noi come nostro sacerdote, prega in noi come nostro capo, , pregato da noi come nostro 9io) "iconosciamo dun.ue in lui le nostre 'oci e le sue 'oci in noi(:1) In .uesto dun.ue sta la dignit* della preghiera cristiana, che essa partecipa dellEamore del Giglio !nigenito per il +adre e di .uellEorazione, che egli durante la sua 'ita terrena ha espresso con le sue parole e che ora, a nome e per la sal'ezza di tutto il genere umano, continua incessantemente in tutta la Chiesa e in tutti i suoi membri)

Lazione dello Spirito santo 3, LEunit* della Chiesa orante , opera dello %pirito santo, che , lo stesso in Cristo :4, in tutta la

Chiesa e nei singoli battezzati) Lo stesso #%pirito 'iene in aiuto alla nostra debolezza( e #intercede con insistenza per noi con gemiti inesprimibili( ; m >,4683 egli stesso, in .uanto %pirito del Giglio, infonde in noi #lo spirito da figli adotti'i, per mezzo del .uale gridiamo) 0bb*, +adreI( ; m >,1:3 cfr) Gal 4,63 !Cor 14,33 E" :,1>3 Gd 4@8) ?on 'i pu6 essere dun.ue nessuna preghiera cristiana senza lEazione dello %pirito santo, che, unificando tutta la Chiesa, per mezzo del Giglio la conduce al +adre)

Carattere comunitario della preghiera

4,

LEesempio e il comando del %ignore e degli apostoli di pregare sempre e assiduamente non si

de'ono considerare come una norma puramente giuridica, ma appartengono alla intima essenza della Chiesa medesima, che , comunit* e de'e .uindi manifestare il suo carattere comunitario anche nella preghiera) +er .uesto negli 0tti degli 0postoli, .uando per la prima 'olta si fa parola della comunit* dei fedeli, .uesta appare riunita in preghiera #con alcune donne e con 1aria, la 1adre di /es&, e con i fratelli di lui( ;At 4,3487 .uesta unanimit* si fonda'a sulla parola di 9io, sulla comunione fraterna, sulla preghiera e sulla Eucaristia :3) %ebbene la preghiera fatta nella propria stanza e a porte chiuse raccomandarsi
:: :4

sia sempre necessaria e da

, e 'enga anchEessa compiuta dai membri della Chiesa per Cristo nello %pirito

santo, tutta'ia allEorazione della comunit* compete una dignit* speciale, perch$ Cristo stesso ha detto7 #9o'e sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro( ;#t 1>,4@8 :6)

III, La Lit"r#ia delle Ore Consacrazione del tempo +5, Cristo ha comandato7 #2isogna pregare sempre senza stancarsi( ; Lc 1>,18) +erci6 la Chiesa,

obbedendo fedelmente a .uesto comando, non cessa mai dEinnalzare preghiere e ci esorta con .ueste parole7 #+er mezzo di lui ;/es&8 offriamo continuamente un sacrificio di lode a 9io( ; Ev 13,1 :8) 0 .uesto precetto la Chiesa ottempera non soltanto celebrando lEEucaristia, ma anche in altri modi, e specialmente con la Liturgia delle -re, la .uale, tra le altre azioni liturgiche, ha come sua caratteristica per antica tradizione cristiana di santificare tutto il corso del giorno e della notte :<) ++, +oich$, dun.ue, la santificazione del giorno e di tutta lEatti'it* umana rientra nelle finalit*

della Liturgia delle -re, il suo ordinamento , stato rinno'ato in modo da far corrispondere, per .uanto era possibile, la celebrazione delle -re al loro 'ero tempo, sempre tenendo conto, per6, delle condizioni della 'ita odierna :>) +erci6 #si a per santificare 'eramente il giorno sia per recitare con frutto spirituale le stesse -re, con'iene che nella recita delle -re si osser'i il tempo, che corrisponde pi& da 'icino al tempo 'ero di ciascuna ora canonica(:9)

apporto tra Liturgia delle $re ed Eucaristia +-, La Liturgia delle -re estende
6@

alle di'erse ore del giorno le prerogati'e del mistero

eucaristico, #centro e culmine di tutta la 'ita delle comunit* cristiane( 617 la lode e il rendimento di grazie, la memoria dei misteri della sal'ezza, le suppliche e la pregustazione della gloria celeste) La celebrazione dellEEucaristia 'iene anche preparata ottimamente mediante la Liturgia delle -re, in .uanto per suo mezzo 'engono suscitate e accresciute le disposizioni necessarie alla fruttuosa celebrazione dellEEucaristia, .uali sono la fede, la speranza, la carit*, la de'ozione e il desiderio dellEabnegazione di s$ 64)

Esercizio dellu""icio sacerdotale di Cristo nella liturgia delle $re +., Cristo compie #lEopera della redenzione umana e della perfetta glorificazione di 9io( 63 nello

%pirito santo per mezzo della sua Chiesa non soltanto .uando si celebra lEEucaristia e si amministrano i sacramenti, ma anche, a preferenza di altri modi, .uando si celebra la Liturgia delle -re 64) In essa egli stesso , presente .uando si raduna lEassemblea, .uando si proclama la parola dF 9io, #.uando la Chiesa prega e loda(6:)

Santi"icazione delluomo +/, ?ella Liturgia delle -re si compie la santificazione dellEuomo
66

e si esercita il culto di'ino in

modo da realizzare in essa .uasi .uello scambio o dialogo fra 9io e gli uomini nel .uale #9io parla al suo popoloJ il popolo a sua 'olta risponde a 9io con il canto e con la preghiera(6<) %enza dubbio i partecipanti possono ottenere dalla Liturgia delle -re una santificazione larghissima per mezzo della parola sal'ifica di 9io che ha grande importanza in essa) 9alla sacra %crittura si scelgono, infatti, le letture) 9a essa 'iene la parola di'ina dei salmi che si cantano da'anti a 9io) 9i afflato e ispirazione biblica sono permeate le altre preci, orazioni e canti 6>) ?on solo dun.ue .uando si legge tutto ci6 che , #stato scritto per nostra istruzione( ; m 1:,48, ma anche .uando la Chiesa prega o canta, si alimenta la fede dei partecipanti, le menti sono solle'ate 'erso 9io per rendergli un osse.uio ragione'ole e rice'ere con pi& abbondanza la sua grazia 69)

Lode o""erta a %io in unione con la Chiesa celeste +0, ?ella Liturgia delle -re la Chiesa, esercitando lEufficio sacerdotale del suo Capo, offre a 9io
<1

#incessantemente(<@, il sacrificio di lode, cio, il frutto di labbra che confessano il suo nome

#=uesta preghiera , 1K 'oce della stessa %posa che parla allo %poso, anzi , la preghiera che Cristo, unito al suo Corpo, ele'a al +adre(<4) #5utti coloro, pertanto, che compiono .uesta preghiera, adempiono da una parte lEobbligo proprio della Chiesa e dallEaltra partecipano al sommo onore della %posa di Cristo perch$, celebrando la lode di 9io, stanno dinanzi al trono di 9io in nome della 1adre della Chiesa(<3) +1, La Chiesa, dando lode a 9io nelle -re, si associa a .uel canne di lode che 'iene eternamente

cantato nelle sedi celesti <43 pregusta nel medesimo tempo, .uella lode celeste descritta da /io'anni nellE0pocalisse, lode che ininterrottamente risuona da'anti al trono di 9io e dellE0gnello) La stretta unione di noi con la Chiesa celeste si realizza .uando #in comune esultanza celebriamo la lode della maest* di'ina, e tutti, di ogni trib& e lingua, di ogni popolo e nazione, riscattati con il sangue di Cristo ;cfr) Ap :,98 e radunati in unEunica Chiesa, con un unico canto di lode glorifichiamo 9io uno e trino(<:) I profeti .uasi pre'idero .uesta liturgia celeste nella 'ittoria del giorno senza notte, della luce senza tenebre7 #Il sole non sar* pi& la tua luce di giorno, n$ ti illuminer* pi& il chiarore della luna) 1a il %ignore sar* per te luce eterna( ; Is 6@,197 cfr) Ap 41,43)4:8) #%ar* un unico giorno) Il %ignore lo conosce) ?on ci sar* n$ giorno n$ notte) Verso sera risplender* la luce( ;&c 14,<8) /i* 'eramente per noi #, arri'ata la fine dei tempi ;cfr) !Cor 1@,118, e la rinno'azione del mondo , stata irre'ocabilmente fissata e in un certo modo , realmente anticipata in .uesto mondo(<6) CosF, per mezzo della fede, noi siamo anche ammaestrati sul significato della nostra 'ita temporale, per attendere insieme con tutte le creature la ri'elazione dei figli di 9io <<) ?ella Liturgia delle -re noi proclamiamo .uesta fede, esprimiamo e alimentiamo .uesta speranza, partecipiamo in .ualche modo al gaudio della lode perenne e del giorno che non conosce tramonto)

Supplica e intercessione +2, 1a, oltre alla lode di 9io, la Chiesa nella Liturgia esprime i 'oti e i desideri di tutti i cristiani,

anzi supplica Cristo, e, per mezzo di lui, il padre per la sal'ezza di tutto il mondo <>) =uesta 'oce

non , soltanto della Chiesa, ma anche di Cristo, poich$ le preghiere 'engono fatte a nome di Cristo, cio, #per /es& CristoJ nostro %ignore(, e cosF la Chiesa continua a fare .uelle preghiere e suppliche che Cristo offrF nei giorni della sua 'ita terrena <9, e che perci6 godono di una efficacia particolare) E cosF, non solo con la carit*, con lEesempio e con le opere di penitenza, ma anche con lEorazione la comunit* ecclesiale esercita la sua funzione materna di portare le anime a Cristo >@) =uesto compito spetta specialmente a coloro che per un mandato speciale sono chiamati a celebrare la Liturgia delle -re7 cio, ai 'esco'i e ai sacerdoti, che in forza del loro ufficio pregano per il loro popolo e per tutto a popolo di 9io >1, e agli altri ministri sacri, come pure ai religiosi >4)

Culmine e "onte dellazione pastorale +3, Coloro che partecipano alla Liturgia delle -re danno incremento al popolo di 9io
>3

in 'irt& di

una misteriosa fecondit* apostolica3 il la'oro apostolico, infatti, , ordinato #a che tutti, di'entati figli di 9io, mediante la fede e il battesimo, si riuniscano in assemblea, lodino 9io nella Chiesa, partecipino al sacrificio e mangino la cena del %ignore(>4) Vi'endo in tal modo i fedeli esprimono e manifestano agli altri #il mistero di Cristo e la genuina natura della Chiesa, che ha la caratteristica di essereJ 'isibile, ma dotata di realt* in'isibili, ardente nellEazione e dedita alla contemplazione, presente nel mondo e tutta'ia pellegrina(>:) 0 loro 'olta, le letture e le preghiere della Liturgia delle -re costituiscono una genuina fonte di 'ita cristiana) 5ale 'ita si nutre alla mensa della sacra %crittura e con le parole dei %anti, ma , rin'igorita dalla preghiera) %olo L %ignore, infatti, senza il .uale non possiamo far nulla >6, da noi pregato, pu6 dare efficacia e s'iluppo alle nostre opere ><, cosF che ogni giorno 'eniamo edificati per di'entare tempio di 9io, per mezzo dello %pirito >>, fino alla misura che con'iene alla piena maturit* di Cristo
>9

e nello stesso tempo irrobustiamo le nostre forze per e'angelizzare il Cristo a coloro che sono

fuori 9@)

La mente concordi con la voce +4, +erch$ .uesta preghiera sia propria di ciascuno di coloro che 'i prendono parte e sia parimenti

fonte di piet* e di molteplice grazia di'ina, e nutrimento dellEorazione personale e dellEazione

apostolica, , necessario che la mente stessa si tro'i in accordo con la 'oce celebrazione degna, attenta a fer'orosa)

91

mediante una

5utti cooperino diligentemente con la grazia di'ina per non rice'erla in'ano) MCercando Cristo, e penetrando sempre pi& intimamente con lEorazione nel suo mistero
94

, lodino 9io e innalzino

suppliche con .uel medesimo animo con il .uale prega'a lo stesso di'ino "edentore 93)

I(, Coloro $%e $elebrano la Lit"r#ia delle Ore a8 -5, Celebrazione in comune La Liturgia delle -re, come tutte le altre azioni liturgiche, non , unEazione pri'ata, ma

appartiene a tutto il Corpo della Chiesa, lo manifesta e influisce in esso 94) La sua celebrazione ecclesiale , posta nella sua pi& piena luce M e per .uesto , sommamente consigliata M .uando la Chiesa 1ilanese la compie con il proprio 0rci'esco'o, circondato dai presbiteri e dai ministri 9:, in essa M come in tutte le altre Chiese particolari C #, 'eramente presente e opera la Chiesa di Cristo, una, santa, cattolica, apostolica(96) =uesta celebrazione, anche .uando, in assenza dellE0rci'esco'o, , fatta dal Capitolo dei canonici della Chiesa 1etropolitana o da altri sacerdozi, si s'olga sempre rispettando la corrispondenza delle -re al loro 'ero tempo e, per .uanto , possibile, con la partecipazione del popolo) La medesima cosa si dica dei Capitoli collegiali) -+, 9o'un.ue legittimamente , in 'igore il "ito 0mbrosiano, la Liturgia delle -re sia da tutti

celebrata secondo lEordine descritto dalla presente Istituzione e secondo il testo promulgato dallE0rci'esco'o di 1ilano e confermato dalla %ede 0postolica) --, Le altre assemblee dei fedeli curino anchEesse, e possibilmente in chiesa, la celebrazione

comunitaria delle -re principali) Gra .ueste assemblee hanno un posto preminente le parrocchie, 'ere cellule della diocesi, organizzate localmente sotto la guida di un pastore che fa le 'eci del Vesco'o) Esse #rappresentano in certo modo la Chiesa 'isibile stabilita su tutta la terra(9<) -., %e dun.ue i fedeli 'engono con'ocati per la Liturgia delle -re e si radunano insieme, unendo i

loro cuori e le loro 'oci, manifestano la Chiesa che celebra il mistero di Cristo 9>)

#E 'i , .uesta armonia .uando nella Chiesa in una fusione unanime delle et* e delle 'irt& pi& di'erse, come di differenti corde musicali, risuona il salmo, si risponde e si dice 0men(99) -/, H compito di coloro che sono insigniti dellEordine sacro o che hanno rice'uto una particolare
1@@

missione canonica

indire e dirigere la preghiera nella comunit*7 #pongano ogni loro impegno

perch$ tutti .uelli che sono affidati alle loro cure siano concordi nella preghiera(1@1) Curino pertanto che i fedeli siano in'itati e siano istruiti con opportuna catechesi a celebrare in comune, specialmente nei giorni di domenica e di festa, le parti principali della Liturgia delle -re
1@4

) Insegnino loro ad attingere da .uesta partecipazione un autentico spirito di preghiera 1@3, e perci6

con una idonea formazione li guidino a comprendere i salmi in senso cristiano, in modo da condurli a poco a poco a gustare e a praticare sempre pi& la preghiera della Chiesa 1@4) -0, Le comunit* dei canonici, dei monaci, delle monache e degli altri religiosi che, in forza della

loro "egola o delle loro Costituzioni celebrano, con il rito comune o con un rito particolare, integralmente o parzialmente, la Liturgia delle -re, rappresentano in modo speciale la Chiesa orante7 esse esprimono, infatti, pi& pienamente il modello della Chiesa che senza interruzione e con 'oce concorde loda 9io, e assol'ono il compito di #collaborare( innanzitutto con la preghiera, #allEedificazione e allEincremento di tutto a Corpo mistico di Cristo e al bene delle Chiese particolari(1@:) =uesto 'a detto soprattutto per coloro che fanno 'ita contemplati'a) -1, I sacri ministri e tutti i chierici, che non sono per altro titolo obbligati alla celebrazione

comune, se con'i'ono o si riuniscono insieme, procurino di celebrare in comune almeno .ualche parte della Liturgia delle -re, specialmente le Lodi al mattino e alla sera i Vespri 1@6) -2, 0nche ai religiosi dei due sessi che non sono obbligati alla celebrazione comune, e ai membri

di .ualsiasi istituto di perfezione si raccomanda 'i'amente di riunirsi fra loro o con il popolo, per celebrare la Liturgia delle -re, tutta o in parte, secondo il rito della %anta Chiesa 1ilanese, della .uale sono figli onorati e carissimi) -3, 0nche i laici riuniti in con'egno, sono in'itati ad assol'ere la missione della Chiesa
1@<

celebrando .ualche parte della Liturgia delle -re, .ualun.ue sia il moti'o per cui si radunano o .uello della preghiera o dellEapostolato o altro) H necessario, infatti, che imparino ad adorare 9io +adre in spirito e 'erit*
1@>

anzitutto nellEazione liturgica, e si ricordino che mediante il culto

pubblico e la preghiera raggiungono tutti gli uomini e possono contribuire non poco alla sal'ezza di tutto il mondo 1@9) H cosa lode'ole, infine, che la famiglia, santuario domestico della Chiesa, oltre alle comuni preghiere celebri anche, secondo lEopportunit*, .ualche parte della Liturgia delle -re, inserendosi cosF pi& intimamente nella Chiesa 11@)

b8

Il mandato di celebrare la Liturgia delle -re

-4,

La Liturgia delle -re , affidata in modo particolare ai ministri sacri) +er .uesto incombe loro

lEobbligo personale di celebrarla, anche se assente il popolo, sia pure con i necessari adattamenti) La Chiesa, infatti, li deputa alla Liturgia delle -re perch$ il compito di tutta la comunit* sia adempiuto in modo sicuro e costante almeno per mezzo loro e la preghiera di Cristo continui incessantemente nella Chiesa 111) Il Vesco'o rappresenta Cristo in forma eminente e 'isibile) H il grande sacerdote del suo gregge) 9a lui deri'a e dipende, in certo modo, la 'ita dei suoi fedeli in Cristo 114) Gra i membri della sua chiesa, il Vesco'o de'e essere il primo nella preghiera) =uando poi egli celebra la Liturgia delle -re, lo fa sempre a nome e beneficio della chiesa, che gli , affidata 113) I sacerdoti, uniti al Vesco'o e a tutto il presbiterio, rappresentano anchEessi in grado speciale la persona di Cristo sacerdote
114

, partecipano al medesimo compito, pregando 9io per tutto il popolo

loro affidato, anzi per tutto il mondo 11:) 5utti costoro compiono il ministero del buon +astore che prega per i suoi perch$ abbiano la 'ita e perci6 siano perfetti nellEunit* 116) ?ella Liturgia delle -re, proposta loro dalla Chiesa, non solo tro'ino la fonte della piet* e il nutrimento dellEorazione personale
11> 11<

, ma anche .uellEabbondanza di contemplazione da cui

attingere alimento e stimolo per lEazione pastorale e missionaria a conforto di tutta la Chiesa di 9io ) I 'esco'i, dun.ue, i sacerdoti e gli altri ministri, che hanno rice'uto dalla Chiesa il mandato

.5,

;cfr) n) 1<8 di celebrare la Liturgia delle -re, recitino ogni giorno tutte le -re, osser'ando, per .uanto , possibile, il loro 'ero tempo) 9iano prima di tutto la do'uta importanza alle -re che sono come il cardine della Liturgia oraria, cio, alle Lodi mattutine e ai Vespri) ?on tralascino mai .ueste -re se non per un moti'o gra'e)

Celebrino anche fedelmente lE!fficio delle letture, che , in gran parte celebrazione liturgica della parola di 9io3 e in tal modo adempiranno ogni giorno il loro compito particolare di accogliere in s$ la parola di 9io, per di'entare discepoli pi& perfetti del %ignore e gustare pi& profondamente le insondabili ricchezze di Cristo 119) +er santificare meglio lEintero giorno, abbiano inoltre a cuore la recita dellE-ra durante la giornata e di Compieta, con la .uale, prima del riposo notturno portano a compimento lE#-pus 9ei( e si raccomandano a 9io) .+, H sommamente con'eniente che i diaconi permanenti recitino ogni giorno almeno .ualche

parte della Liturgia delle -re, da determinarsi dalla Conferenza Episcopale Italiana 14@) .-, a8 I Capitoli cattedrali e collegiali de'ono celebrare in coro .uelle parti della Liturgia delle

-re che sono loro prescritte dal diritto comune o particolare) I singoli membri di .uesti Capitoli, oltre alle -re che tutti i ministri sacri sono tenuti a recitare, de'ono recitare da soli .uelle ore che si celebrano nel loro Capitolo 141) b8 Le comunit* religiose obbligate alla Liturgia delle -re e i loro singoli membri, celebrino le -re a norma del loro diritto particolare, sal'o .uanto , prescritto al n) 3@ per coloro che hanno rice'uto lEordine sacro) .., %i raccomanda a tutte le altre comunit* religiose e ai singoli membri di celebrare, secondo le
144

circostanze in cui si tro'ano, alcune parti della Liturgia delle -re) essa , preghiera della Chiesa e fa di tutti, o'un.ue dispersi, un cuore solo e unEanima sola laici 143) La stessa esortazione , ri'olta anche ai

c8 ./,

%truttura della celebrazione La Liturgia delle -re 0mbrosiana , regolata dalla propria tradizione e dalle proprie leggi)

"iunisce insieme, in forma particolare, elementi che si tro'ano anche in altre celebrazioni) %ia nella celebrazione in comune sia nella recita indi'iduale, rimane la struttura essenziale di .uesta Liturgia7 collo.uio tra 9io e lEuomo) 5utta'ia, la celebrazione in comune manifesta pi& chiaramente la natura ecclesiale della Liturgia delle -re e fa'orisce la partecipazione atti'a di tutti, secondo la condizione di ciascuno) Lo fa mediante le acclamazioni, Il dialogo, la salmodia alternata e altri elementi congeneri) 5iene poi meglio conto delle di'erse forme espressi'e 144)

+erci6, tutte le 'olte che si rende possibile, la celebrazione comune con la fre.uenza e la partecipazione atti'a dei fedeli , da preferirsi alla celebrazione indi'iduale e .uasi pri'ata 14:) H bene inoltre che lE!fficio in coro e in comune, sia cantato, secondo lEopportunit*, sempre rispettando la natura e la funzione delle singole parti) CosF si realizzer* la raccomandazione dellE0postolo7 #La parola di Cristo dimori tra 'oi abbondantemente3 ammaestrate'i e ammonite'i con ogni sapienza cantando a 9io di cuore e con gratitudine salmi, inni e cantici spirituali( ;Col 3,163 cfr) E" :,19C 4@8 146)

NOTE
1 4

Cfr) At 1,143 4,443 14,:)143 cfr) E" :,19 41) Conc) Vat) II, Cost) sulla sacra Liturgia, Sacrosanctum Concilium, n) >3) 3 Lc 3,41 44) 4 Lc 6,14) : #t 14,193 1:,363 #c 6,413 >,<3 Lc 9,163 Gv 6,11) 6 Lc 9,4> 49) < #c <,34) > Gv 11,41 ss) 9 Lc 9,1>) 1@ Lc 11,1) 11 #t 11,4:ss3 Lc 1@,41ss) 14 #t 19,13) 13 Lc 44,34) 14 #c 1 3:3 6,463 Lc :,163 cfr) #t 4,1 par3 #t 14,43) 1: #c 1,3:) 16 #t 14,43 4:3 #c 6,46 4>) 1< Lc 6,14) 1> Lc 4,16) 19 #t 41,13 par) 4@ #t 14,19 par)3 #t 1:,36 par) 41 #t 46,46 par) 44 Lc 44,3@) 43 #t 46,3@ par) 44 Gv 14,4<ss) 4: Gv 1<,1 46) 46 #t 4:,36 44 par) 4< Lc 43,34 463 #t 4< 463 #c 1:,34) 4> Cfr) Eb <,4:) 49 In Lucam, V, 44) 3@ #t :,443 <,<3 46,413 #c 13,3 33 14,3>3 Lc 6,4>3 1@,43 11,93 44,4@ 46) 31 Gv 14,13ss3 1:,163 16,43s),46) 34 #t 6,9 133 Lc 11,4 4) 33 Lc 1>,1) 34 Lc 19,9 14)

3: 36

Lc 41,363 #c 13,33) Lc 11,: 133 1>,1 >3 Gv) 4,43) 3< #t 6,:C>3 43,143Lc 4@,4<3 Gv 4, 43 3> m >,1: 463 !Cor 14,33 Gal 4,63 Gd 4@) 39 'Cor 1,4@3 Col 3,1<) 4@ Eb 13,1:) 41 m 14,143 !Cor <,:3 E" 6,1>3 Col 4,43 !(s :,1<3 !(m :,:3 !Pt 4,<) 44 !(m 4,:3 Gc :,1:s)3 !Gv 3,443 :,14s) 43 E" :,19s)3 Eb 13,1:3 Ap 19,:) 44 Col 3,1<3 )il 4,63 !(s :,1<3 !(m 4,1) 4: m >,463 )il 4,6) 46 m 1:,3@3 !(m 4,1s)3 E" 6,1>3 !(s :,4:3 Ge :,14 16) 4< !(m 4,:3 Eb >,63 9,1:3 14,44) 4> m :,43 E" 4,1>3 3,14) 49 Cfr) Conc) Vat) II, Cost) sulla sacra Liturgia, Sacrosanctum Concilium, n) >3) :@ Cfr) Conc) Vat) II, Cost) dogm) sulla Chiesa, Lumen gentium, n) 1@) :1 %antE0gostino, Enarrat* in psalm) >:, 1) :4 Cfr) Lc 1@,41 .uando /es& #esult6 nello %pirito santo e disse7 NIo ti rendo lode, +adreO, eccJ() :3 Cfr) At 4,44 gr) :4 Cfr) #t 6,6) :: Cfr) Conc) Vat) II, Cost) sulla sacra Liturgia, Sacrosanctum Concilium, n) 14) :6 Cfr) sotto nn) 4@ 4>) :< Cfr) Conc) Vat) II, Cost) sulla sacra Liturgia, Sacrosanctum Concilium, nn) >3 >4) :> Cfr) ibid), n) >>) :9 Ibid), n) 943 cfr) sotto nn) 3<, 49, <>, >:) 6@ Conc ) Vat) II, 9ecr) sul ministero e la 'ita sacerdotale, Presb+terorum ordinis, n) :) 61 Cfr) Conc) Vat) II, 9ecr) sullEufficio pastorale dei Vesco'i nella Chiesa, Christus %ominus, n) 3@) 64 Circa il modo di unire secondo lEopportunit* le -re dellE!fficio con la 1essa, cfr) sotto nn) 94C1@@) 63 Conc) Vat) II, Cost) sulla sacra Liturgia, Sacrosanctum Concilium, n) :) 64 Cfr) ibid), nn) >3 e 9>) 6: Cfr) ibid) n) <) 66 Cfr) ibid), n) 1@) 6< Ibid), n) 33) 6> Cfr) ibid), n) 44) 69 Cfr) ibid), n) 33) <@ !(s :,1<) <1 Cfr) Eb 13,1:) <4 Conc) Vat) II, Cost) sulla sacra Liturgia, Sacrosanctum Concilium, n) >4) <3 Ibid), n) >:) <4 Cfr) ibid), n) >3) <: Conc) Vat) II, Cost) dogm) sulla Chiesa, Lumen gentium, n) :@3 cfr) Cost) sulla sacra Liturgia, Sacrosanctum Concilium, nn) > e 1@4) <6 Conc) Vat) II, Cost) dogm) sulla Chiesa, Lumen gentium, n) 4>) << Cfr) m >,19) <> Cfr) Conc) Vat) II, Cost) sulla sacra Liturgia, Sacrosanctum Concilium, n) >3) <9 Cfr) Eb :, <) >@ Cfr) Conc) Vat) II, 9ecr) sul ministero e la 'ita sacerdotale, Presb+terorum ordinis, n) 6) >1 Conc) Vat) II, Cost) dogm) sulla Chiesa, Lumen gentium, n) 41) >4 Cfr) sotto n) 44) >3 Cfr) Conc) Vat) II, 9ecr) sul rinno'amento della 'ita religiosa, Per"ectae caritatis, n) <) >4 Cfr) Conc) Vat) II, Cost) sulla sacra Liturgia, Sacrosanctum Concilium, n) >6)

>: >6

Ibid, n) 4) Cfr) Gv 1:,:) >< Cfr) Conc) Vat) II, Cost) sulla sacra Liturgia, Sacrosanctum Concilium, n) >6) >> Cfr) E" 4,41C44) >9 Cfr) E" 4,13) 9@ Cfr) Conc) Vat) II, Cost) sulla sacra Liturgia, Sacrosanctum Concilium, n) 4) 91 Cfr) ibid), n) 9@3 %an 2enedetto, "egola monastica, c) 19) 94 Cfr) Conc) Vat) II, 9ecr) sul ministero e la 'ita sacerdotale, Presb+terorum ordinis, n) 143 9ecr) sulla formazione sacerdotale, $ptatam totius, n) >) 93 Cfr) sotto n) 43) 94 Cfr) Conc) Vat) II, Cost) sulla sacra Liturgia, Sacrosanctum Concilium, n) 46) 9: Cfr) ibid) n) 41) 96 Conc) Vat) II, 9ecr) sullEufficio pastorale dei Vesco'i nella Chiesa, Christus %ominus, n) 11) 9< Conc) Vat) II, Cost) sulla sacra Liturgia, Sacrosanctum Concilium, n) 443 Cfr) 9ecr) sullEapostolato dei laici, Apostolicam actuositatem, n) 1@) 9> Cfr) Conc) Vat) II, Cost) sulla sacra Liturgia, Sacrosanctum Concilium, nn) 46 e >4) 99 %antE0mbrogio, In Lucam, VII, 43>) 1@@ Cfr) Conc) Vat) II, 9ecr) sullEatti'it* missionaria della Chiesa, Ad gentes, n) 1<) 1@1 Conc) Vat) II, 9ecr) sullEufficio pastorale dei Vesco'i nella Chiesa, Christus %ominus, n) 1:) 1@4 Cfr) Conc) Vat) II, Cost) sulla sacra Liturgia, Sacrosanctuni Concilium, n) 1@@) 1@3 Cfr) Conc) Vat) II, 9ecr) sul ministero e la 'ita sacerdotale, Presb+terorum ordinis, n) :) 1@4 Cfr) sotto nn) 1@@ 1@93 circa i 'ari uffici da compiere nella Liturgia delle -re, cfr) sotto nn) 149 464) 1@: Conc) Vat) II, 9ecr) sullEufficio pastorale dei Vesco'i nella Chiesa, Christus %ominus, n) 333 cfr) 9ecr) sul rinno'amento della 'ita religiosa, Per"ectae caritatis, nn) 6, <, 1:3 cfr) 9ecr) sullEatti'it* missionaria della Chiesa, Ad gentes, n) 1:) 1@6 Cfr) Conc) Vat) II, Cost) sulla sacra Liturgia, Sacrosanctum Concilium, n) 99) 1@< Cfr) Ibid, n) 1@@) 1@> Cfr) Gv 4,43) 1@9 Cfr) Conc) Vat) II, 9ichiar) sullEeducazione cristiana, Gravissimus educationis, n) 43 9ecr) sullEapostolato dei laici, Apostolicam actuositatem, n) 16) 11@ Cfr) Conc) Vat) II, 9ecr) sullEapostolato dei Laici, Apostolicam actuositatem, n) 11) 111 Cfr) Conc) Vat) II, 9ecr) sul ministero e la 'ita sacerdotale, Presb+terorum ordinis, n) 13) 114 Cfr) Conc) Vat) II, Cost) sulla sacra Liturgia, Sacrosanctum Conilium, n) 413 Cost) dogm) sulla Chiesa, Lumen gentium, n) 41) 113 Cfr) Conc) Vat) II, Cost) dogm) sulla Chiesa, Lumen gentium, n) 463 9ich) sullEufficio pastorale dei Vesco'i nella Chiesa, Christus %ominus, n) 1:) 114 Cfr) Conc) Vat) II, 9ecr) sul ministero e la 'ita sacerdotale, Presb+terorum ordinis, n) 13) 11: Cfr) ibid), n) :) 116 Cfr) Gv 1@,113 1<,4@,43) 11< Cfr) Conc) Vat) II, Cost) sulla sacra Liturgia, Sacrosanctum Concilium, n) 9@) 11> Cfr) Conc) Vat) II, Cost) dogm) sulla Chiesa, Lumen gentium, n) 41) 119 Cfr) Conc) Vat) II, Cost) dogm) sulla di'ina "i'elazione, %ei verbum, n) 4:3 9ecr) sul ministero e la 'ita sacerdotale, Presb+terorum ordinis, n) 13) 14@ +aolo VI, 1otu proprio Sacrum %iaconatus ordinem, 1> giugno 196<, n) 4<) 141 Cfr) %) Congr) dei "iti, Istruzione Inter ,cumenici, 46 settembre 1964, n) <> b) 144 Cfr) At 4,34) 143 Cfr) Conc) Vat) II, Cost) sulla sacra Liturgia, Sacrosanctum Concilium, n) 1@@) 144 Cfr) ibid), nn) 46, 4> 3@) 14: Cfr) ibid), n) 4<) 146 Circa il carattere comunitario della preghiera, cfr) sopra n) 93 circa le celebrazioni in comune, cfr) sopra nn) 4@ 4>3 circa i 'ari uffici da compiere, cfr) sotto nn) 449 464)

Capitolo II LA SANTI'ICA)IONE DEL GIORNO OSSIA LE (ARIE ORE LITURGIC*E I, (es ri e Lodi matt"tine in #enere .0, I Vespri come preghiera della sera, e le Lodi, come preghiera del mattino, sono il duplice

cardine dellE!fficio .uotidiano3 perci6 de'ono essere ritenute le -re principali e come tali de'ono essere celebrate) #=uale uomo dotato di sensibilit* M dice %) 0mbrogio M non arrossirebbe di concludere la sua giornata senza al recita dei salmi, dal momento che anche gli uccelli piccolissimi accompagnano il sorgere del giorno e della notte con un atto di piet* e con un dolce cantoP( 1) .1, %i de'ono .uindi tenere in grandissima considerazione i Vespri e le Lodi mattutine come

preghiera della comunit* cristiana7 la loro celebrazione pubblica o comune sia incoraggiata specialmente presso coloro che fanno 'ita in comune) 0nzi, la loro recita sia raccomandata anche ai singoli fedeli che non possono partecipare alla celebrazione comune)

II, (es ri .2, I Vespri si celebrano .uando #si fa sera e il giorno ormai declina( ; Lc 44,498, #per rendere

grazie di ci6 che nel medesimo giorno ci , stato donato o con rettitudine abbiamo compiuto( 4) Con lEorazione che innalziamo #come incenso da'anti al %ignore(, e nella .uale #lEele'arsi delle nostre mani( di'enta #sacrificio della sera(3 ricordiamo anche la nostra redenzione) E .uesto #si pu6 intendere, con un significato pi& spirituale, dellEautentico sacrificio 'espertino7 sia di .uello che il %ignore e %al'atore affid6, nellEora serale, agli apostoli durante la Cena, .uando inaugur6 i santi misteri della Chiesa, sia di .uello stesso del giorno dopo, .uando con lEele'azione delle sue mani in croce, offrF al +adre per la sal'ezza del mondo intero se stesso, .uale sacrificio della sera, cio, come sacrificio della fine dei secoli(4)

a8 .3,

Lucernario ;"ito della luce8 /rande importanza sia spirituale che pastorale ha il Lucernario, con il .uale iniziano i Vespri)

In .uesta -ra, infatti, per orientare la nostra speranza alla luce che non conosce tramonto, #noi

preghiamo e chiediamo che di nuo'o 'enga sopra di noi la luce, e in'ochiamo la 'enuta di Cristo, che ci porter* la grazia della luce eterna(:) Inoltre con .uesto rito siamo in armonia con le chiese orientali, che cantano #- luce gioiosa della santa gloria dellEeterno +adre celeste, /es& Cristo3 giunti al tramonto del sole, 'edendo il lume della sera, celebriamo il +adre e il Giglio e lo %pirito santo 9ioJ() .4, 0l Lucernario, nella celebrazione pubblica o comun.ue presieduta dal sacerdote o dal

diacono, il celebrante si ri'olge al popolo con il saluto7 Il %ignore sia con 'oi3 e tutti rispondono7 E con il tuo spirito) ?ella celebrazione pri'ata o .uando , assente il sacerdote o il diacono, il Lucernario comincia nel modo seguente7 V Signore, ascolta la nostra preghiera) " E il nostro grido giunga "ino a te) +oi si dice, anche nella recita pri'ata, a modo di responsorio, il Lucernario indicato secondo la .ualit* del giorno o del 5empo o della festi'it* ;cfr) nn) 4:1) 4:48) ?ella celebrazione pubblica , bene che esso sia accompagnato dal rito della luce e dellEincenso, come 'iene descritto al n) 4:6) 0llEinizio della Veglia pas.uale, il Lucernario , celebrato con maggiore solennit*, cosF come descritto nel 1essale)

b8 /5,

Inno e %almodia =uindi si dice subito lEInno adatto) LEInno , disposto in modo da conferire allE-ra o alla festa

il proprio carattere e permettere, specialmente nella celebrazione con il popolo,un inizio pi& facile e festoso 6) ?elle ferie comuni si pu6 sempre scegliere lEInno di %) 0mbrogio %eus, Creator omnium
<

) ?elle domeniche di =uaresima e del 5empo pas.uale, nelle -tta'e di ?atale e di +as.ua, nelle

/+,

ferie prenatalizie, nella %ettimana santa e in alcune solennit* e feste, subito dopo lEInno si dice il "esponsorio un tempo chiamato #in choro() Esso esprime il senso della celebrazione) /-, 9opo lEInno, o, .uando 'i ,, dopo il "esponsorio, nei primi 'espri delle celebrazioni dei %anti,

si d* la notizia della loro 'ita >)

/., a8 b8

%egue la %almodia, la .uale, a meno che a suo luogo non sia stabilito di'ersamente, , cosF nelle domeniche, nelle ferie e nelle memorie la %allenda consta di due salmi o due parti di un nelle solennit* e nelle feste la %almodia consta di un solo salmo a cui si aggiungono i due

strutturata7 salmo pi& lungo, con le loro antifone, secondo le norme indicate nei nn) 144C1463 salmi 133 e 116 con unEunica antifona e con lEunica dossologia finale Gloria la Padre) 5erminata la %almodia si recitala prima -razione che, per le ferie ordinarie, si tro'a nel %alterio, e negli altri giorni nel +roprio) ?ellEufficio dei %anti, se manca .uella propria, si tro'a nel Comune, .uando la celebrazione , solennit* o festa3 nel %alterio .uando , memoria 9) //, +oi tranne che nei 'enerdF di =uaresima e nelle ferie della %ettimana santa, si segue

solennemente, con la propria antifona, il Cantico e'angelico della beata Vergine 1aria #agni"icat ;cfr) n) 1448) =uesto Cantico, con'alidato dalla tradizione secolare e popolare della Chiesa, esprime la lode e il rendimento di grazie per la redenzione lo spirito di beatitudine e'angelica) 9opo il Gloria e prima dellEantifona si ripete sempre il primo 'ersetto del Cantico) LEantifona , proposta secondo lEindole del giorno, del 5empo, o della festi'it*) "ipetuta lEantifona si dice tre 'olte -+rie eleison7 poi la seconda orazione che per le ferie -rdinarie si tro'a nel %alterio e per gli altri giorni nel +roprio3 o, se lE!fficio , di un %anto che non ha orazione propria, si tro'a nel Comune)

c8

Commemorazione del 2attesimo e Lode dei %anti)

/0,

9opo il Cantico e'angelico e lE-razione, si fa, tranne che nella %ettimana santa, la

Commemorazione del 2attesimo) In'ece nella solennit* e nelle feste dei %anti, al posto della Commemorazione del 2attesimo, si celebra la #Lode dei %anti() 0 Commemorazione del .attesimo

?elle 9omeniche, nelle feste e solennit* del %ignore, la Commemorazione del 2attesimo si compie recitando un cantico del ?uo'o 5estamento con la sua antifona e orazione, come si tro'a nel %alterio o nei +roprio ;cfr) n) 1418)

?egli altri giorni, tranne che nelle solennit* e feste dei %anti, la Commemorazione del 2attesimo si compie recitando un "esponsorio con la sua orazione, come indicato nel %alterio ;cfr) n) 1<48) 2 Lode dei Santi

?elle solennit* e nelle feste dei %anti, si celebra la loro Lode, recitando la %allenda che, secondo la nostra tradizione, 'iene ripetuta due 'olte con interposta la dossologia alla 5rinit*) %i conclude con lEorazione) 5utto come indicato nel +roprio o nel Comune) C Processione al .attistero o al /ricordo0 dei Santi*

?ella solenne celebrazione pubblica si raccomanda la +rocessione al Gonte battesimale) 1entre ci si reca al battistero si pu6 cantare un canto adatto3 giunti al battistero si fa la memoria del 2attesimo di cui sopra7 dopo lE-razione si torna allEaltare) 9urante la celebrazione pubblica delle solennit* e feste dei %anti , opportuno fare la processione al luogo do'e cE, un ricordo del %anto di cui si fa memoria) 1entre si fa la processione si canta la %allenda alla .uale nel luogo del ricordo, segue lE-razione) 1entre si ritorna 'engono cantate le Litanie dei %anti)

d8 /1,

Intercessioni e Conclusione) 9opo la Commemorazione del 2attesimo, si dicono le Intercessioni, di cui ai nn) 1>:C194 ;cfr)

n) 4:38) 5erminate le Intercessioni, si dice o si canta da tutti il Padre 1ostro ;cfr) nn) 19:C19<8) /2, =uindi, se presiede un sacerdote o un diacono, .uesti congeda il popolo con il saluto7 Il

Signore sia con voi, e la benedizione, come nella 1essa, seguita dallEin'ito7 Andiamo in pace, " 1el nome di Cristo) 0ltrimenti la celebrazione si conclude con7 Il signore ci benedica e ci custodisca , " Amen, oppure con7 La (rinit2 ci salvi e ci benedica, " Amen) /3, ?ei primi Vespri del ?atale, dellEEpifania e della +entecoste, nella celebrazione corale, dopo

lEInno e il "esponsorio, si leggono .uattro letture con i loro salmelli e le orazioni) H lode'ole fare .uesto anche nella recita fuori dalla celebrazione corale) =uindi si canta la 1essa della Vigilia fino alla Comunione inclusa, dopo la .uale, omessi i salmi e le orazioni, si dice il #agni"icat con la sua

antifona) 9opo il #agni"icat, omessa la Commemorazione battesimale, si dice lE-razione dopo la Comunione e la conclusione come nel 1essale) +arimenti nei 'enerdF di =uaresima, dopo lEInno e prima della %almodia, nella celebrazione corale, si leggono due letture con i loro saltelli e le orazioni) H lode'ole fare .uesto anche fuori dalla celebrazione corale) ?el gio'edF santo, dopo lEInno e il "esponsorio e prima della %almodia, si celebra la messa come , indicato a suo luogo nel 1essale) %e in .ualche luogo, secondo lEopportunit* o in occasione della celebrazione della +arola di 9io, si desidera inserire nei Vespri una o pi& letture tratte dalla sacra %crittura, si procede come nei 'enerdF di =uaresima, secondo .uanto si , stabilito sopra)

III, Lodi matt"tine /4, Le Lodi mattutine sono destinate e ordinate a santificare il tempo mattutino, come appare da

molti dei loro elementi, poich$ la Chiesa ci esorta 'i'amente a incominciare sempre il giorno con la lode) #+oich$ dun.ue la cosF grande grazia della Chiesa e cosF grandi premi di de'ozioni ci in'itano, pre'eniamo il sorgere del sole, corriamo al suo nascere, prima che lui dica7 Ecco, sono .ui) Il %ole di giustizia 'uole essere pre'enuto e per essere pre'enuto, aspettaJ 9i buon mattino affrettati e porta alla Chiesa le primizie di una preghiera de'ota3 e poi, se ti chiamano gli impegni del mondo, andrai sicuro alle tue faccende(1@) 05, =uestEora, che si celebra allo spuntar della nuo'a luce del giorno, ricorda la risurrezione del

%ignore /es&, #Luce 'era che illumina ogni uomo( ;Gv 1,98 e #sole di giustizia( ;#t 4,48 #che sorge dallEalto( ;Lc 1,<>8) +erci6 ben si comprende la raccomandazione di %an Cipriano7 #2isogna pregare al mattino, per celebrare con la preghiera mattutina la risurrezione del %ignore()11 0+, Le Lodi mattutine incominciano con il 'ersetto di introduzione7 $ %io vieni a salvarmi, "

Signore, vieni presto in mio aiuto, Gloria al Padre con il7 Come era nel principio e lEAlleluia ;nel tempo di =uaresima, al posto dellEAlleluia, si dice7 Lode a te, Signore, re di eterna gloria8) 0-, =uindi, eccetto che nella %ettimana santa, si esegue solennemente con la sua antifona il

Cantico e'angelico di Qaccaria .enedictus) =uesto cantico, secondo la tradizione uni'ersale, al

mattino celebra Cristo che 'iene per illuminare #.uelli che stanno nelle tenebre e nellEombra della morte( e procurare #la redenzione del suo popolo() LEantifona 'iene proposta secondo lEindole del giorno, del 5empo e della festa) "ipetuta lEantifona si dice tre 'olte -+rie eleison ;cfr) n 1448) Viene poi recitata, dopo lEin'ito a una pausa di preghiera silenziosa, la prima -razione che, per le ferie ordinarie, si tro'a nel %alterio, per gli altri giorni nel +roprio o nel Comune 14) ?elle domeniche del 5empo +as.uale, di 0''ento, e di ?atale, nelle -tta'e di ?atale e di +as.ua e in alcune solennit* e feste, dopo la prima -razione, si propone lE0ntifona chiamata #ad Crucem(, con la .uale si onora la Croce simbolo glorioso della +as.ua di Cristo e ci si introduce solennemente alla %almodia delle Lodi) 5ale carattere solenne , reso pi& e'idente .uando si celebra anche il rito corrispondente, come 'iene descritto al n) 4:6) 0llEantifona segue unEorazione propria ad essa collegata) 0., %egue la %almodia) 9apprima si recita, con la sua antifona, un cantico desunto dallE0ntico

5estamento3 .uindi i %almi di Lode con la loro antifona 13) 9a ultimo un salmo mattutino chiamato #%almo diretto(, che secondo lEuso 'iene recitato in piedi, da tutti e non a cori alterni) Il Cantico 'eterotestamentario e i %almi laudati'i per le solennit* e le feste si tro'ano nellE-rdinario, per le domeniche, le ferie e le memorie, nel %alterio3 per gli altri giorni nel +roprio o nel Comune) 5erminata la %almodia si dice la seconda -razione che, nelle ferie ordinarie e nelle memorie si tro'a nel salterio, per gli altri giorni si tro'a nel +roprio o nel Comune) 0/, =uindi si dice lEInno adatto) LEInno 'iene scelto secondo le .ualit* dellE!fficio del 5empo o

della festa) ?ei giorni del 5empo ordinario si pu6 sempre scegliere lEInno di %) 0mbrogio Splendor patern3 glori3 14) 00, =uindi si recitano le 0cclamazioni a Cristo %ignore, poich$, come dice %) 0mbrogio, #se

a'rai preceduto .uesto sole prima del suo sorgere, 'edrai Cristo fonte di Luce7 Lui stesso per primo brilla nel profondo del tuo cuore(1:) Le 0cclamazioni sono concluse dal Padre 1ostro, da tutti cantato o recitato 16 ;cfr) nn) 4:4) 4:38) 01, 9a ultimo, se presiede un sacerdote o un diacono, .uesti congeda il popolo con il saluto7 Il

Signore sia con voi, e la benedizione, come nella 1essa, seguita dallEin'ito7 Andiamo in pace, " 1el nome di Cristo)

0ltrimenti la celebrazione si conclude con7 Il signore ci benedica e ci custodisca , " Amen, oppure con7 La (rinit2 ci salvi e ci benedica, " Amen*

I(, L&Uffi$io delle lett"re 02, LE!fficio delle letture ha lo scopo di proporre al popolo di 9io, e specialmente a .uelli che

sono consacrati al %ignore in modo particolare, una meditazione pi& sostanziosa della %acra %crittura e le migliori pagine degli autori spirituali) %ebbene, infatti, la 1essa .uotidiana offra un ciclo di letture della %acra %crittura pi& abbondante, .uel tesoro della ri'elazione e della tradizione contenuto nellE!fficio delle letture sar* di grande profitto per lo spirito) #=uesta infatti , la %crittura di'ina, che ha in s$ significati profondi e lEaltezza degli enigmi profetici3 , un mare nel .uale si sono ri'ersati numerosissimi fiumi( 1<, cio, , sono testi scritti da di'ersi autori di 'ario genere) +erci6 lEesplorare .uesto mare , cosa senza fine piace'olissima3 anzi la %crittura , un paradiso in terra, do'e , possibile tro'are il %ignore7#9io passeggia nel paradiso, mentre sto leggendo la di'ina %crittura(1>) 03, =uanto si legge della %acra %crittura de'e essere accompagnato dalla preghiera, perch$ in tal

modo si stabilisce un 'ero collo.uio fra 9io e lEuomo) Infatti .uando preghiamo parliamo a lui e .uando leggiamo i di'ini oracoli ascoltiamo lui 19) +er .uesto moti'o lE!fficio delle letture consta anche dellEInno, del Cantico di 9aniele o, .uando 'i ,, del "esponsorio, di %almi o Cantici, dellE-razione e di altre formule, in modo da a'ere il carattere di 'era preghiera) 04, LE!fficio delle letture, a norma della Costituzione Sacrosanctum Concilium, #pur

conser'ando nel coro il carattere di preghiera notturna, de'e essere adattato in modo che si possa recitare in .ualsiasi ora del giorno, e a'ere un minor numero di salmi e letture pi& lunghe(4@) 15, Coloro pertanto che in forza del loro diritto particolare de'ono conser'are a .uesto !fficio il

carattere di Lode notturna, come pure coloro che lode'olmente lo desiderano, sia che lo recitino di notte, sia che lo recitino di buon mattino e prima delle Lodi mattutine, scelgano lEinno da .uella serie destinata a .uesto scopo) Inoltre, per alcuni giorni, si do'r* tener presente .uanto , detto per le celebrazioni 'igiliari ai nn) 4!546)

1+,

Germa restando la disposizione precedente, lE!fficio delle letture si pu6 recitare in .ualsiasi

ora del giorno, sempre tutta'ia nel tempo che decorre dai primi Vespri ;o comun.ue da .uelli del giorno precedente8 ai secondi Vespri ;o comun.ue a .uelli del giorno seguente8) 1-, LE!fficio delle letture incomincia con il 'ersetto dEintroduzione7 $ %io vieni a salvarmi, "

Signore, vieni presto in mio aiuto, Gloria al Padre con il7 Come era nel principio e lEAlleluia nel tempo di =uaresima, in'ece dellEAlleluia, si dice7 Lode a te, Signore, re di eterna gloria8) 1., =uindi si dice lEinno) =uesto, se non , proprio, si sceglie o dalla serie notturna, come ,

indicato sopra al n) 6@ o dalla serie diurna, come richiede la corrispondenza del tempo) 1/, 9opo lEInno si dice il Cantico dei tre gio'ani dal libro di 9aniele ; %n 3,:4C:68, che , adatto ad

ele'are i cuori a 9io altissimo, principio della sal'ezza e fonte della 'erit* eterna) ?elle domeniche dei 5empi forti, nelle ferie prenatalizie, nella %ettimana santa, nelle -tta'e di ?atale e di +as.ua e in alcune solennit* e feste, al posto del Cantico si dice il "esponsorio dopo lEInno, per esprimere pi& chiaramente e con maggior efficacia il senso sella celebrazione) 10, %egue la %almodia) =uesta, per le solennit* e le feste, le ferie prenatalizie, i giorni dellE-tta'a

di ?atale e della %ettimana santa, e dellE-tta'a di +as.ua , indicata nel +roprio o nel Comune 41) +er gli altri giorni, la %almodia si prende dal %alterio corrente) ?elle domeniche la %almodia consta di tre cantici con le loro antifone3 nei sabati , composta di un cantico e due salmi ;o parti di salmi, se il salmo da recitare , pi& lungo8, anchEessi con antifone proprie) ?egli altri giorni, la %almodia consta di tre salmi ;o parti8 con le loro proprie antifone) 9opo a'er ripetuta lEantifona, al termine dellEultimo cantico o salmo, si dice tre 'olte -+rie eleison e si aggiunge7 (u sei benedetto, Signore3 " Amen) 11, 5erminata la %almodia, si fanno due Letture7 la prima , biblica, lEaltra , tratta dalle opere dei

+adri o degli scrittori ecclesiastici, oppure , agiografica) ?ella celebrazione pubblica o comune, se presiede un sacerdote o un diacono, prima di ciascuna lettura, il lettore chiede e rice'e la benedizione ;cfr, n, 4::8) 12, ?ormalmente si de'e adottare la Lettura biblica riportata nel +roprio del 5empo, secondo le

norme che 'erranno indicate sotto ;cfr) nn) 143C1:>8) 5utta'ia nelle solennit* e nelle feste la Lettura

biblica si prende dal +roprio o dal Comune) ?elle feste non del %ignore la Lettura biblica , se non , propria, pu6 essere presa dalla feria corrente) 13, La seconda Lettura, normalmente , .uella riportata nel +roprio del 5empo) 5utta'ia nelle

celebrazioni dei santi si usa la lettura agiografica propria) %e manca la lettura agiografica propria, la seconda lettura nelle solennit* e nelle feste , presa dal corrispondente Comune dei %anti, nelle memorie , presa dal +roprio del 5empo ;cfr) nn) 164C16<8) 14, 0lla prima Lettura segue il "esponsorio) ?elle domeniche fuori dellE0''ento e della

=uaresima, nelle solennit* e nelle feste, nelle otta'e di ?atale e di +as.ua, dopo la seconda Lettura si dice lEinno (e %eum) =uando non si dice il (e %eum, si recita lode'olmente la Laus '7stituzion magna ;tranne che nel 5empo .uaresimale8) 25, LE!fficio delle letture, ameno che non sia seguito immediatamente dalle Lodi mattutine, si

conclude con lE-razione propria del giorno ;nelle ore notturne si pu6 sempre concludere con lEorazione E8pelle8 e con lEacclamazione7 .enediciamo il Signore) " endiamo grazie a %io)

(, Celebra!ioni vi#iliari 2+, La Veglia pas.uale 'iene celebrata da tutta la Chiesa nel modo descritto nei rispetti'i libri

liturgici) #La Veglia di .uesta notte ha unEimportanza cosF grande M dice santE0gostino M che da sola potrebbe appropriarsi come nome proprio, il nome comune anche alle altre 'eglie( 44) Infatti #lo s'olgersi di .uesta 'eglia santa tutto abbraccia il mistero della nostra sal'ezza3 nella rapida corsa di unEunica notte, si a''erano preannunzi e fatti profetici di 'ari millenni(43) 2-, %ul modello della Veglia pas.uale, si introdusse nelle di'erse Chiese la consuetudine di

iniziare con una 'eglia altre solennit*3 tra .ueste si distinguono, nella nostra Chiesa 1ilanese7 il ?atale e lEEpifania del %ignore, la +entecoste, gli anni'ersari dei santi +atroni e 5itolari) H un uso che merita di essere conser'ato e promosso secondo le norme riportate sopra ;cfr) ?) 4>8) %e si ritenesse con'eniente dotare di 'eglie altre solennit* o pellegrinaggi, si osser'ino le norme generali proposte per le celebrazioni della parola di 9io)

2.,

I +adri e gli autori spirituali spessissimo hanno esortato i fedeli, specialmente coloro che fanno

'ita contemplati'a, alla preghiera notturna, con la .uale si esprime e si incita allEattesa del %ignore che ritorner*7 #0 mezzanotte si le'6 un grido7 Ecco lo sposo, andategli incontroI( ; #t 4:,683 #Vigilate, dun.ue, poich$ non sapete .uando il padrone di casa ritorner*, se alla sera, o a mezzanotte, o al canto del gallo, o al mattino, perch$ non giunga allEimpro''iso, tro'ando'i addormentati( ;#c 13,3:C368) E santE0mbrogio ci ha ammoniti perch$ #pre'eniamo il sole del mattino(7 ))#+re'ieni M dice M il sole che 'edi, sorgi tu che dormi3 le'ati dai morti affinch$ risplenda per te Cristo) %e tu pre'ieni .uesto sole prima che esso sorga, potrai 'edere Cristo che ti illumina) Egli risplende prima nel segreto del tuo cuore) +er te che dici7 9alla notte 'eglia 'erso di te il mio spirito, far* brillare la luce del mattino nel cuore della notte, se mediterai la parola di 9io) =uando il giorno poi ti a'r* tro'ato nella meditazione della parola di 9io e una cosF grade'ole occupazione di pregare e di cantare i salmi a'r* dilettato la tua mente, dirai di nuo'o al %ignore /es&7 5u ricolmi di gioia le porte del mattino e della sera( 44) %ono dun.ue degni di lode tutti coloro che conser'ano allE!fficio delle letture il suo carattere notturno) 2/, 0llE!fficio delle letture del ?atale del %ignore e dellEEpifania si possono lode'olmente

aggiungere ai salmi del I notturno i tre cantici del II notturno)

(I, Ter!a6 Sesta e Nona o re#%iera d"rante la #iornata 20, %econdo una tradizione antichissima, i cristiani erano soliti pregare per de'ozione pri'ata in

di'ersi momenti nel corso della giornata, anche durante il la'oro, per imitare la Chiesa apostolica) =uesta tradizione si , espressa in modi di'ersi e, con lEandare del tempo, si , concretata in celebrazioni liturgiche) 21, LEuso liturgico, tanto dellE-riente che dellE-ccidente, ha conser'ato 5erza, %esta e ?ona,

specialmente perch$ a .ueste -re si collega'a il ricordo degli e'enti della +assione del %ignore e della prima propagazione del Vangelo) 22, Il Concilio Vaticano II ha stabilito di mantenere per il coro le -re minori di 5erza, %esta e

?ona 4:)

LEuso liturgico di dire tutte e tre .ueste -re sia mantenuto, sal'o il diritto particolare, da coloro che fanno 'ita contemplati'a3 lo si consiglia anche a tutti, specialmente a coloro che partecipano a un ritiro spirituale o a un con'egno pastorale) 23, Guori del coro, sal'o il diritto particolare, si pu6 scegliere una delle tre -re che pi& si adatta al

momento della giornata) %icch$ coloro che non celebrano le tre -re, debbono recitarne almeno una, in modo che sia conser'ata la tradizione di pregare nel corso della giornata nel mezzo del la'oro 46) 24, LEordinamento di 5erza, %esta e ?ona , perci6 strutturato in modo da tener conto sia di coloro

che dicono soltanto unE-ra, cio, la #+reghiera durante la giornata(, sia di coloro che de'ono o desiderano dire tutte e tre le -re) 35, 5erza, %esta e ?ona ;o #+reghiera durante la giornata(8 iniziano con il 'ersetto dEintroduzione

$ %io, vieni a salvarmi, " Signore, vieni presto in mio aiuto, il Gloria al Padre, Come era nel principio e lEAlleluia ;nel tempo di =uaresima, al posto dellE Alleluia, si dice7 Lode a te, Signore, re di eterna gloria8) =uindi si dice lEInno adatto allE-ra) %egue la %almodia, .uindi lEepistolella, o Lettura bre'e accompagnata dal "esponsorio bre'e) LE-ra si conclude con lEorazione e, almeno nella recita in comune, con lEacclamazione7 .enediciamo il Signore) " endiamo grazie a %io) 3+, /li Inni e le -razioni 'ariano secondo le -re, cosF da rispondere, come 'uole anche la

tradizione, al tempo 'ero e cosF santificare in modo pi& confacente le ore del giorno) +ertanto chi dice soltanto unE-ra de'e scegliere .uegli elementi che corrispondono allE-ra stessa) Inoltre le letture bre'i e le orazioni 'ariano secondo lEindole del giorno, del tempo o della festa) 3-, Viene proposta una duplice %almodia7 una ordinaria, lEaltra complementare) Chi dice unE-ra

soltanto usi la salmodia ordinaria) Chi in'ece dice pi& -re, in una prenda la salmodia ordinaria, nelle altre .uella complementare) 3., La %almodia ordinaria consta di tre salmi ;o parti, se si tratta di salmi pi& lunghi8 desunti dal

testo del %alterio) =uasi ogni giorno , proposta a recita di un ottonario del salmo 11>, che ampliamente , stato illustrato da santE0mbrogio 4<) In certi giorni sono prescritti salmi proprie con le loro antifone come da indicazione data a suo luogo) ?elle solennit*, se non si de'ono usare salmi propri si scelgono i salmi della %almodia complementare)

3/,

La %almodia complementare consta di ottonari del salmo 11>, con lEaggiunta dei salmi 1>2,

111, 119, 14@, 141, 144, 143, 144, 14:, 146, 14<)

(II, Com ieta 30, Compieta , lEultima preghiera del giorno, da recitarsi prima del riposo notturno,

e'entualmente anche dopo la mezzanotte) 31, Compieta inizia con il 'ersetto7 Convertici, %io nostra salvezza) " E placa il tuo sdegno verso

di noi3 .uindi si aggiunge7 $ %io, vieni a salvarmi) " Signore, vieni preso in mio aiuto, il Gloria al Padre, Come era nel principio e lEAlleluia ;nel tempo di =uaresima, al posto dellE Alleluia, si dice7 Lode a te6 Si#nore6 re di eterna #loria8) 32, 33, =uindi si dice lEInno adatto) %egue la %almodia come stabilito nellEordinario) %ono stati scelti salmi adatti a ra''i'are

specialmente la fiducia in 9io) 34, 9opo la %almodia si dice Lettura bre'e, seguita dal "esponsorio3 .uindi si dice il cantico

e'angelico 1unc dimittis con la sua antifona) Esso , .uasi il 'ertice di tutta lE-ra) 45, 4+, LE-razione conclusi'a si dice come , indicato nellE-rdinario) =uindi si dice una delle 0ntifone della beata 'ergine 1aria) -ltre le antifone contenute nella

tradizione ambrosiana e latina, se ne possono usare altre appro'ate dalla Conferenza Episcopale Italiana) 4-, 0lla fine della Compieta si pu6 fare lEesame di coscienza che, nella celebrazione comune

'iene compiuto in silenzio o si inserisce in un atto penitenziale espresso con le formule del 1essale 0mbrosiano)

4.,

?ella celebrazione pubblica, con'enientemente si fa il congedo con lEin'ito7 V %ormiamo in

pace) " Vigiliamo in Cristo)

(III, Modo di "nire le Ore dell&Uffi$io $on la messa o fra di loro 7"ando si ritiene o 4/, 4>) 40, Inoltre in casi particolari, se le circostanze lo richiedono, nella celebrazione pubblica o ort"no

%econdo la tradizione ambrosiana si celebra la 1essa durante i primi 'espri del ?atale, della

Epifania, della domenica di +entecoste, e tra i 'espri del /io'edF santo, come , descritto sopra al n)

comune si pu6 fare unEunione pi& stretta tra la 1essa e unE-ra dellE!fficio, secondo le norme che seguono, purch$ la 1essa e lE-ra siano del medesimo !fficio) %i de'e per6 e'itare che ci6 'ada a detrimento dellEazione pastorale, specialmente in domenica) 41, Germo .uanto stabilito al numero precedente, .uando la 1essa 'iene celebrata unita ai Vespri,

dopo il canto dEingresso e dopo il saluto del celebrante al popolo si dice il Lucernario, poi si canta lEInno dei Vespri) =uindi omesso il Gloria in e8celsis, che fosse pre'isto dalle rubriche, il celebrante recita lE-razione della 1essa #allEinizio dellEassemblea liturgica(, seguita dalla Liturgia della +arola) %i compie la Liturgia eucaristica nel modo solito) 9opo la Comunione si recita la %almodia dei Vespri e il 1agnificat con le rispetti'e antifone, omettendo la prima e la seconda orazione dei Vespri) %egue lE-razione dopo la Comunione e i riti di congedo, come nel 1essale) 42, =uando le Lodi mattutine, fermo ancora .uanto stabilito al n) 9:, precedono immediatamente

la 1essa, si procede cosF7 omesso il saluto, si iniziano le Lodi al modo solito e si prosegue fino al %almo diretto incluso7 tutta'ia, al posto della prima -razione, si dice lE-razione #allEinizio dellEassemblea liturgica(, come nel 1essale) -messa poi la seconda -razione e proclamato lEInno, si recitano le 0cclamazioni a Cristo %ignore, dopo le .uali inizia subito la Liturgia della +arola della prima lettura) =uindi la 1essa prosegue fino alla fine nel modo solito)

43,

%e lE-ra di 5erza, di %esta e di ?ona, celebrata pubblicamente in corrispondenza con la 'erit*

del tempo, precede immediatamente la 1essa, lEazione liturgica pu6 ugualmente incominciare o dal 'ersetto dEintroduzione e dallEinno dellE-ra ;specialmente nei giorni feriali8, o dal canto dellEingresso con la sua processione e il saluto del celebrante ;specialmente nei giorni festi'i8, omettendo, nel caso, uno dei due riti iniziali) %egue .uindi la %almodia dellE-ra, come al solito, fino alla Lettura bre'e esclusa) 9opo la %almodia, omesso lEatto penitenziale, si dice, secondo le rubriche, il Gloria in e8celsis e il celebrante recita lE-razione sopra il popolo) =uando in'ece lE-ra di 5erza, di %esta o di segue la 1essa, allora si celebra la 1essa al modo solito fino allE-razione dopo la Comunione esclusa) +oi incomincia subito la %almodia dellE-ra) 5erminata la .uale, omessa la Lettura bre'e con il suo "esponsorio, si dice lE-razione dopo la Comunione, poi si benedice il popolo e lo si congeda) 44, Eccettuato il caso della notte di ?atale, si esclude di norma lEunione della 1essa con lE!fficio

delle letture, perch$ la 1essa stessa ha gi* la sua serie di letture, che si de'e distinguere dallEaltra) %e per6 la cosa si do'esse fare in un caso singolo, allora, subito dopo la seconda lettura dellE!fficio, omesso tutto il resto, sEincomincia la 1essa dallEinno Gloria in e8celsis, se si de'e dire3 se no, dallE-razione #allEinizio dellEassemblea liturgica() +55, %e lE!fficio delle letture 'iene detto immediatamente prima delle Lodi, cfr) n) <@) %e in'ece lE!fficio delle letture 'iene detto immediatamente prima dellE-ra di 5erza, di %esta e di ?ona, allora si pu6 premettere allE!fficio delle letture lEInno intonato a .uellE-ra3 al termine poi dellE!fficio delle letture si omette lE-razione e la conclusione, e nellE-ra che segue si omette il 'ersetto dEintroduzione con il Gloria al Padre)

NOTE
1 4

9e83meron :,14, n) 363 cfr) anche In psalm 36, n) 6:3 In psalm) 11>, serm* >, n) 4>3 serm) 19, nn) 3@) 34 %an 2asilio 1), egul3 "usius tractat3, resp) 3<, 3) 3 Cfr) Sal 14@, 4) 4 Cassiano, %e ::stituzione c;nob), lib) 3, c) 3) : %an Cipriano, %e oratione dominica, 3:) 6 Circa gli inni, cfr) sotto nn) 1<4C1<> < Il beato 0gostino ricorda con ammirazione .uestEinno nelle sue Con"essiones ;9, 14, 348) > Cfr) sotto nn) 446, 431, 434) 9 Circa il modo di salmodiare, cfr sotto nn) 144C146) 1@ %antE0mbrogio, In psalm) 11>, 19, 3@) 34) 11 %e oratione dominica, 3:)

14 13

%ulla pausa di silenzio da premettere alla prima -razione delle Lodi, cfr) sotto n) 199) Circa il modo di salmodiare, cfr) sotto nn) 144C146) 14 H lEinno al .uale con molta probabilit* allude santE0mbrogio nel %ermo contra 0uRentium de basilicis tradendis, n) 34) Circa gli inni, cfr) sotto n) 1<4C1<>) 1: %antE0mbrogio, In psalm) 11>, 19, 3@ 16 Circa la #+reghiera del %ignore(, cfr) sotto nn) 19:C19<) 1< %antE0mbrogio, Ep) 4, 3) 1> Id), Ep) 49,3) Circa la lettura della %crittura, cfr) sotto nn) 143C161) 19 Conc) Vat) II, Cost) dogm) %ulla di'ina "i'elazione, %ei verbum, n) 4:, che cita %antE0mbrogio, %e o""iciis, I, 4@, >>) 4@ Conc) Vat) II, Cost) %ulla sacra Liturgia, Sacrosanctum Concilium, n) >9 c) 41 Circa il modo di salmodiare, cfr sotto nn) 144C146) 44 Sermo Guel"eb+tanus :) 43 Laus cerei ambrosiana* 44 %antE0mbrogio, In psalm) 11>, serm) 19, n) 3@3 cfr) ibid), nn) 44 e 343 In psalm) 36, n) 6:3 %e Elia et eiunio, c) 1:, n) ::) 4: Cfr) Conc) Vat) II, Cost) sulla sacra Liturgia, Sacrosantum Concilium, n) >9 c) 46 Circa la corrispondenza da osser'arsi fra la celebrazione dellEora e il tempo, cfr) sopra n) 11) 4< In psalm) 11>)

Capitolo III

I DI(ERSI ELEMENTI DELLA LITURGIA DELLE ORE I, I Salmi e il loro ra orto

$on la re#%iera $ristiana +5+, ?ella Liturgia delle -re la Chiesa prega in gran parte con .uei bellissimi canti, che i sacri 0utori, sotto l ispirazione dello %pirito %anto, hanno composto nell 0ntico 5estamento) +er la loro stessa origine, infatti, essi hanno una capacit* tale da ele'are la mente degli uomini a 9io, da suscitare in essi pii e santi affetti, da aiutarli mirabilmente a render grazie a 9io nelle circostanze prospere, da recare consolazione e fermezza d animo nelle a''ersit*) 9ice, perci6, il nostro %) 0mbrogio7 #Il salmo , benedizione del popolo, lode di 9io, canto della comunit*, acclamazione di tutti, linguaggio di ogni cosa, 'oce della Chiesa, canora professione di fede, de'ozione piena di autorit*, gioia della libert*, esclamazione di giocondit*, grido di letizia)))( 1) +5-, I salmi, tutta'ia, non offrono che un immagine imperfetta di .uella pienezza dei tempi che appar'e in Cristo %ignore e dalla .uale trae il suo 'igore la preghiera della Chiesa) +ertanto pu6 tal'olta accadere che, pur concordando tutti i cristiani nella somma stima dei salmi, tro'ino tutta'ia .ualche difficolt*, nello stesso tempo in cui cercano di far propri nella preghiera .uei canti 'enerandi) +5., 1a lo %pirito %anto, sotto la cui ispirazione i salmisti hanno cantato, assiste sempre con la sua grazia coloro che eseguono tali inni con fede e buona 'olont*) H tutta'ia necessario che ciascuno, secondo le sue possibilit*, si procuri #una maggiore formazione biblica, specialmente riguardo ai salmi(4) Inoltre si de'e arri'are ad assimilare bene il modo e il metodo migliore per pregarli come si con'iene) +5/, I salmi non sono letture, n$ preghiere scritte in prosa, ma poemi di lode) =uindi anche se tal'olta fossero stati eseguiti come letture, tutta'ia, in ragione del loro genere letterario, giustamente furono detti dagli ebrei #5ehillim(, cio, #cantici di lode( e dai greci #psalmoi( cio, #cantici da eseguire al suono del salterio() In 'erit*, infatti, tutti i salmi hanno un certo carattere musicale, che ne determina la forma di esecuzione pi& consona) +er cui anche se il salmo 'iene recitato senza canto, anzi da uno solo e in silenzio, de'e sempre conser'are il suo carattere musicale7 esso offre certo un testo di preghiera alla mente dei fedeli, tutta'ia tende pi& a muo'ere il cuore di .uanti lo cantano, lo ascoltano e magari lo eseguono con #il salterio e la cetra()

+50, Chi dun.ue 'uole salmeggiare con spirito di intelligenza de'e percorrere i salmi 'ersetto per 'ersetto e rimanere sempre pronto nel suo cuore alla risposta) CosF 'uole lo %pirito, che ha ispirato il salmista e che assister* ogni uomo di sentimenti religiosi aperto ad accogliere la sua grazia) +er .uesto la %almodia, anche se eseguita con tutto .uel rispetto che si de'e alla maest* di 9io, de'e prorompere dalla gioia del cuore e ispirarsi all amore, come si addice a una poesia sacra e a un canto di'ino, e massimamente alla libert* dei figli di 9io) +51, %pesso le espressioni del salmo ci offriranno il modo di pregare pi& facilmente e con maggior fer'ore, sia .uando rendiamo grazie a 9io e lo glorifichiamo in esultanza, sia .uando lo supplichiamo dal profondo delle nostre sofferenze) 5utta'ia C soprattutto se il salmo non si ri'olge direttamente a 9io C pu6 sorgere tal'olta .ualche difficolt*) Il salmista, infatti, nella sua .ualit* di poeta spesso parla al popolo rie'ocando la storia d Israele3 tal'olta interpella altri, e fra .uesti magari anche creature pri'e di ragione) 5alora introduce a parlare anche 9io stesso e gli uomini, e anche, come nel salmo 4, i nemici di 9io) H chiaro .uindi che il salmo non , preghiera dello stesso tipo di una orazione o colletta composta dalla Chiesa) Inoltre il carattere poetico e musicale dei salmi comporta che tal'olta siano piuttosto cantati da'anti a 9io anzich$ s'olgersi in discorso diretto a lui, come a''erte san 2enedetto7 #Consideriamo come ci si de'e comportare alla presenza di 9io e dei suoi angeli, e partecipiamo alla salmodia in modo che il nostro spirito preghi all unisono con la nostra 'oce(3) +52, Chi recita i salmi apre il suo cuore a .uei sentimenti che i salmi ispirano secondo il loro genere letterario7 di lamentazione, di fiducia, di rendimento di grazie) =uesti generi letterari giustamente sono tenuti in grande considerazione dagli esegeti) +53, Chi recita i salmi, aderendo al significato delle parole, presta attenzione all importanza del testo per la 'ita umana dei credenti) %i sa, infatti, che ogni salmo fu composto in circostanze particolari, alle .uali intendono riferirsi i titoli premessi a ciascuno di essi nel salterio ebraico) 1a in 'erit* .ualun.ue sia la sua origine storica, ogni salmo ha un proprio significato, che anche ai nostri tempi non possiamo trascurare) %ebbene .uei carmi siano stati composti molti secoli fa presso popoli orientali, essi esprimono assai bene i dolori e la speranza, la miseria e la fiducia degli uomini di ogni tempo e regione, e cantano specialmente la fede in 9io, la ri'elazione e la redenzione)

+54, Chi recita i salmi nella Liturgia delle -re, li recita non tanto a nome proprio .uanto a nome di tutto il Corpo di Cristo, anzi nella persona di Cristo stesso) %e ciascuno tiene presente .uesta dottrina, s'aniscono le difficolt*, che chi salmeggia potrebbe a''ertire per la differenza del suo stato d animo da .uello espresso nel salmo, come accade .uando chi , triste e nell angoscia incontra un salmo di giubilo, o, al contrario, , felice e si tro'a di fronte a un canto di lamentazione) ?ella preghiera puramente pri'ata si pu6 e'itare .uesta dissonanza, perch$ 'i , modo di scegliere il salmo pi& adatto al proprio stato d animo) ?ell !fficio di'ino, in'ece, si ha un determinato ciclo di salmi 'ale'ole per tutta la comunit* ed eseguito non a titolo personale, ma a nome di tutta la Chiesa, anche .uando si tratta di un orante che celebra .ualche -ra da solo) Chi salmeggia a nome della Chiesa pu6 sempre tro'are un moti'o di gioia o tristezza, perch$ anche in .uesto fatto conser'a il suo significato l espressione dell 0postolo7 #"allegrate'i con .uelli che sono nella gioia, piangete con .uelli che sono nel pianto( ; m 14,1:8 e cosF la fragilit* umana, ferita dall amor proprio, 'iene risanata nella misura di .uella carit* per la .uale la mente concorda con la 'oce che salmeggia 4) ++5, Chi recita i salmi a nome della Chiesa, de'e badare al senso pieno dei salmi, specialmente al senso messianico, per il .uale la Chiesa ha adottato il salterio) 5ale senso messianico , di'entato pienamente chiaro nel ?uo'o 5estamento, anzi fu posto in piena luce dallo stesso Cristo %ignore, .uando disse agli apostoli7 #2isogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella Legge di 1os,, nei profeti e nei salmi( ; Lc 44,448) 9i ci6 , esempio notissimo .uel dialogo, riferito da 1atteo, circa il 1essia, Giglio di 9a'id e suo %ignore :, in cui il salmo 1@9 , riferito al 1essia) %eguendo .uesta 'ia, i santi +adri accolsero e spiegarono tutto il salterio come profezia di Cristo e della Chiesa3 e con lo stesso criterio i salmi sono stati scelti nella sacra Liturgia) %ebbene tal'olta si proponessero alcune interpretazioni al.uanto complicate, tutta'ia generalmente sia i +adri sia la Liturgia con ragione 'ede'ano nei salmi Cristo che si ri'olge al +adre, o il +adre che parla al Giglio3 anzi riconosce'ano la 'oce della Chiesa, degli apostoli e dei martiri) =uesto metodo di interpretazione fiorF anche nel medioe'o, .uando coloro che salmeggia'ano tro'a'ano in molti codici, scritti in .uell epoca, il titolo preposto a ciascun salmo e cosF si apri'a loro il senso cristologico dei salmi) L interpretazione cristologica non si limita soltanto a .uei salmi che sono considerati messianici, ma si estende a molti altri, nei .uali senza dubbio si tratta di semplici adattamenti, con'alidati tutta'ia dalla tradizione della Chiesa)

%oprattutto nella %almodia dei giorni festi'i, i salmi sono stati scelti in base a un certo orientamento cristologico, ad illustrare il .uale per lo pi& 'engono proposte delle antifone tratte dagli stessi salmi)

II, Le Antifone e #li altri elementi $%e ai"tano a re#are $on i salmi +++, 5re elementi nella tradizione latina hanno contribuito molto a far comprendere i salmi e a trasformarli in preghiera cristiana3 i titoli, le -razioni dopo i salmi e soprattutto le 0ntifone) ++-, ?el %alterio della Liturgia delle -re, ad ogni salmo , premesso un titolo sul suo significato e la sua importanza per la 'ita umana del credente) =uesti titoli, nel Libro della Liturgia delle -re, sono proposti unicamente a utilit* di coloro che recitano i salmi) +er alimentare la preghiera alla luce della ri'elazione nuo'a, si aggiunge una sentenza del ?uo'o 5estamento, di %) 0mbrogio o di altri +adri, che in'ita a pregare in senso cristologico) ++., Le -razioni sui cantici e sui salmi hanno lo scopo di aiutare coloro che li recitano a interpretarli in senso soprattutto cristiano) ?ormalmente una di esse , proposta da recitare nell !fficio di feria dopo il salmi delle Lodi e dei Vespri) 0nzi per i singoli salmi si potranno liberamente usare le rispetti'e orazioni, cosF che terminato il salmo e fatta una pausa di silenzio, l -razione raccolga e concluda i sentimenti di coloro che hanno recitato il salmo) ++/, -gni salmo di solito ha la propria 0ntifona, che si dice ugualmente nella recita indi'iduale) Le 0ntifone, infatti, aiutano a illustrare il genere letterario del salmo3 trasformano il salmo in preghiera personale7 mettono meglio in luce una frase degna di attenzione, che altrimenti potrebbe sfuggire3 danno un certo tono particolare a .ualche salmo a seconda delle circostanze3 anzi, purch$ si escludano adattamenti stra'aganti, gio'ano molto all interpretazione tipologica o festi'a3 possono rendere piace'ole e 'aria la recita dei salmi) ++0, Le 0ntifone nel %alterio sono composte in modo da poter essere tradotte nelle lingue moderne anzi da poter essere ripetute dopo ciascuna strofa, secondo .uanto , detto al n) 146) ?ell !fficio del 5empo ordinario celebrato senza canto, al posto di .ueste antifone si possono usare, se si ritiene opportuno, le sentenze preposte ai salmi ;cf n) 1148)

++1, =uando il salmo, per la sua lunghezza, si pu6 di'idere in pi& parti entro una sola e medesima -ra, alle singole parti 'iene assegnata un antifona propria, sia per rendere pi& 'aria la recita dei salmi, specialmente nella celebrazione con il canto sia per comprendere meglio la ricchezza del salmo3 tutta'ia , consentito recitare il salmo intero senza interruzione, usando una delle 0ntifone proposte) ++2, %i hanno 0ntifone proprie per i salmi o i cantici all !fficio delle letture, delle Lodi, e ai Vespri nelle domeniche del 5empo di 0''ento, di ?atale, di =uaresima e di +as.ua, come pure nelle ferie prenatalizie, nelle -tta'e di ?atale e di +as.ua e nella %ettimana santa) ++3, ?elle solennit*, l !fficio delle letture, le Lodi mattutine, 5erza, %esta, ?ona e i Vespri hanno antifone proprie3 altrimenti si prendono dal Comune) ?elle feste si osser'a la stessa norma alle Lodi mattutine e ai 'espri e, se si tratta di feste del %ignore, anche all !fficio delle letture) ++4, =uelle memorie di santi che le a'essero, si celebrano con antifone proprie ;cf n) 43:8) +-5, Le antifone al .enedictus e al #agni"icat nell !fficio del 5empo si prendono dal +roprio del 5empo, se 'i sono, altrimenti dal %alterio corrente3 nelle solennit* e nelle feste si prendono dal +roprio, se 'i sono, altrimenti dal Comune3 nelle memorie, che non hanno antifona propria, si pu6 dire o l antifona del Comune o .uella della feria corrente) +-+, ?el 5empo pas.uale, a tutte le antifone si aggiunge l Alleluia, tranne i casi in cui non si accorda con il senso dell 0ntifona ;cfr) n) 4@98)

III, Il modo di salmodiare +--, %ono possibili s'ariati modi di eseguire i salmi secondo che lo richiedono il genere letterario, la lunghezza, la lingua, l esecuzione indi'iduale o colletti'a, la partecipazione del popolo) La facolt* di scegliere fra molte soluzioni possibili .uella pi& confacente, gio'a non poco a far meglio percepire la fragranza spirituale e artistica dei salmi) =uesti, infatti, non sono stati ordinati .uasi fossero delle semplici .uantit* di preghiera da far seguire le une alle altre, ma secondo il criterio del contenuto e del carattere specifico di ciascuno di essi)

+-., I salmi si cantano o si recitano secondo i di'ersi modi confermati dalla tradizione o dalla esperienza, cio, a 'ersetti o strofe in alternanza tra due cori o parti dell assemblea, oppure in modo responsoriale) Il %almo diretto, ossia l ultimo salmo delle Lodi mattutine, normalmente si dice da entrambi i cori, cio, da tutti, in comune e non in alternanza) +-/, 0ll inizio di ogni salmo si premetta sempre l 0ntifona corrispondente, come 'iene indicato sopra ai nn) 114C141) %i mantenga poi l uso di concluderlo con il Gloria al Padre e il Come era, a meno che pi& salmi 'engano recitati #ad modum unius(, come nella nostra tradizione , prescritto per i %almi laudati'i e per la %almodia 'espertina solenne e festi'a) Il /loria , infatti una conclusione adatta, con'alidata dalla tradizione e tale da conferire alla preghiera dell 0ntico 5estamento un senso laudati'o di carattere cristologico e trinitario) 9opo il salmo, si ripete l 0ntifona) +-0, =uando si usano salmi pi& lunghi, , permesso recitare l intero salmo con una sola antifona) 5utta'ia, nel %alterio se ne indica la di'isione in parti7 .uesta , fatta nel pieno rispetto della reale linea di pensiero del salmo stesso) H bene attenersi a .uesta di'isione in parti con le rispetti'e antifone, aggiungendo il Gloria al Padre al termine di ogni sezione, specialmente nella celebrazione con il popolo) +-1, =uando, inoltre, il genere letterario del salmo lo consente, 'engono indicate delle di'isioni in strofe, in modo che, specialmente se i salmi 'engono cantati in una lingua moderna, si possano eseguire intercalando l 0ntifona dopo ogni strofa3 in tal caso , sufficiente aggiungere il Gloria al Padre alla fine di tutto il salmo)

I(, Criteri di distrib"!ione dei salmi nell8Uffi$io +-2, I salmi sono distribuiti in un ciclo di .uattro settimane) +ochissimi sono .uelli esclusi) 0ltri, poi, considerati come tradizionalmente pi& importanti, sono ripetuti con maggiore fre.uenza) 0lle Lodi mattutine, ai Vespri e a Compieta sono assegnati salmi adatti alla rispetti'a -ra 6)

+-3, +er le Lodi mattutine e per i Vespri, -re particolarmente destinate alla celebrazione con il popolo, sono stati scelti salmi pi& adatti a .uesto scopo) %i conser'a la tradizione di recitare alle Lodi mattutine .uei salmi che o esprimono le lodi di 9io o sono adatti al tempo del mattino) +-4, +er la Compieta si osser'a la norma data al n) >>) +.5, 0lla domenica, anche per la %almodia dell -ra durante la giornata, sono stati scelti .uei salmi che, secondo la tradizione, sono pi& indicati per esprimere il mistero pas.uale) 0l 'enerdF sono stati assegnati alcuni salmi penitenziali o che hanno riferimento alla +assione) +.+, %oltanto nella %ettimana santa si dice una parte del salmo 1@>) In'ece .uesto e altri due salmi, cio, il :< e l >4 'engono esclusi dal %alterio corrente, perch$ in essi pre'ale il carattere imprecatorio) CosF pure alcuni 'ersetti di .ualche salmo sono stati omessi come 'iene indicato all inizio del salmo) L omissione di .uesti testi , do'uta unicamente a una certa .ual difficolt* psicologica) Infatti .uesti stessi salmi imprecatori si tro'ano nella piet* del ?uo'o 5estamento, per esempio nell 0pocalisse al cap) 6, 1@, e in nessun modo intendono indurre a maledire) +.-, I salmi che sono troppo lunghi per essere contenuti in una sola -ra dell !fficio, sono distribuiti in di'ersi giorni, nella stessa -ra, in modo che possano essere recitati integralmente da coloro che non sono soliti dire le altre -re) CosF il salmo 11>, secondo una sua propria di'isione, , distribuito in 'entidue giorni all -ra durante la giornata, perch$ per tradizione era assegnato alle ore diurne) +.., Il salmo 116, che chiama tutti ipopoli alla lode di 9io, nella nostra tradizione, fin dall antichit*, ha funzione di dossologia7 per .uesto 'iene recitato nella %almodia 'espertina delle solennit* e delle feste e, .uotidianamente, alle Lodi mattutine) Inoltre, secondo un antichissima consuetudine, nella %almodia 'espertina delle solennit* e delle feste si recita anche il salmo 133, che esorta caldamente tutti i ser'i del %ignore a protrarre la preghiera 'egliando durante la notte) +./, Il ciclo di .uattro settimane del %alterio , connesso con l anno liturgico in modo tale che 'enga ripreso dalla prima settimana, trascurando e'entualmente le altre7 la prima domenica di 0''ento, la prima settimana del 5empo ordinario e la prima domenica di =uaresima) ?ella seconda domenica di +as.ua lo si riprende dalla seconda settimana) 9opo +entecoste, poich$ nel 5empo

ordinario il %alterio segue la serie delle settimane, si riprende da .uella settimana del %alterio che nel +roprio del 5empo , indicata allEinizio della rispetti'a settimana del 5empo ordinario) +.0, ?elle ferie prenatalizie, nel ?atale e durante la sua -tta'a, nell Epifania del %ignore, nella %ettimana santa, nel giorno di +as.ua e durante la sua -tta'a, a ogni -ra sono assegnati salmi propri scelti tra .uelli proposti dalla tradizione ambrosiana) La loro applicazione , per lo pi& illustrata dall 0ntifona) +.1, I salmi e i cantici sono del +roprio o del Comune7 18 48 38 II III ai Vespri delle solennit* e delle feste3 all !fficio delle letture nelle solennit* e nelle feste del %ignore3 alle Lodi mattutine delle solennit* e delle feste3 0lle -re durante la giornata nelle solennit*, tranne .uelle di cui si , detto al n) 13:, per la In tutti gli altri casi i salmi e i cantici si prendono dal %alterio corrente, a meno che non 'i

%almodia si ricorre a .uella complementare) siano 0ntifone proprie o salmi propri)

(, I $anti$i dell8Anti$o e del N"ovo Testamento +.2, 0ll ufficio delle Letture, dopo l Inno, si dice il Cantico dei tre gio'ani .enedictus es, a meno che al suo posto non sia indicato il "esponsorio ;cfr) n) 648) +.3, 0ll ufficio delle Letture dei giorni di domenica, delle solennit* e delle este, la %almodia consta, come d uso, di tre cantici tratti dall 0nico 5estamento) -ltre la serie gi* accolta dall antica tradizione ambrosiana, per fa'orire la 'ariet*, sono stati aggiunti al %alterio altri cantici presi da di'ersi libri dell 0ntico 5estamento) +.4, 0ll ufficio delle Letture di ciascun sabato si dice il cantico dell Esodo Cantemus %omino, eccettuai il sabato che capita tra le ferie prenatalizie e il %abato santo) +/5, 0lle Lodi prima dei salmi si recita un cantico dell 0ntico 5estamento) ?elle solennit* e nelle feste, secondo la tradizione della nostra Chiesa, il cantico 'eterotestamentario alle Lodi ricorda

sempre, come immagine della redenzione eterna, la con.uista della libert* del popolo ebraico dopo la tenebrosa schia'it* egiziana) ?elle ferie prenatalizie poi si recita il Cantico 0ttende) +/+, 9urante i Vespri delle domeniche e delle feste e solennit* del %ignore, alla Commemorazione del 2attesimo si recitano cantici tratti dal ?uo'o 5estamento) +/-, I cantici e'angelici .enedictus, #agni"cat, 1unc dimittis abbiano il medesimo onore, la medesima solennit* e dignit* di cui si , soliti circondare la proclamazione del Vangelo)

(I, La lett"ra della Sa$ra S$ritt"ra a< Lettura della Sacra Scrittura in genere

+/., La lettura della %acra %crittura, che per antica tradizione si fa pubblicamente nella Liturgia, non soltanto nella celebrazione eucaristica, ma anche nell !fficio di'ino, de' essere tenuta nella massima considerazione da tutti i cristiani, perch$ 'iene proposta dalla Chiesa stessa, non a scelta dei singoli o secondo la disposizione pi& fa'ore'ole del loro animo, ma in ordine al mistero che la %posa di Cristo #s'olge attra'erso il ciclo annuale dall Incarnazione e dalla ?ati'it* fino all 0scensione, al giorno di +entecoste e all attesa della beata speranza e del ritorno del %ignore(<) Inoltre nella celebrazione liturgica la lettura della %acra %crittura , sempre accompagnata dalla preghiera, in modo che la lettura porti maggior frutto e a sua 'olta la preghiera, specialmente dei salmi, 'enga compresa pi& pienamente e fatta con pi& intensa piet* in forza della lettura) +//, ?ella Liturgia delle -re, 'iene proposta sia una forma pi& lunga di lettura della %acra %crittura sia una forma pi& bre'e) +/0, 9elle letture da farsi in certe occasioni durante i Vespri, si , gi* detto sopra al n) 4>)

b<

Ciclo di letture bibliche nell=>""icio delle letture

+/1, ?el ciclo lezionale biblico dell !fficio delle letture si tiene conto sia di .uei tempi sacri nei .uali, per 'enerabile tradizione, si de'ono leggere determinati libri, sia del ciclo lezionale della 1essa) La Liturgia delle -re , coordinata con .uella della 1essa, in modo tale che la lettura della %crittura nell !fficio completi .uella della 1essa, e si abbia cosF un compendio di tutta la storia della sal'ezza) +/2, %e si eccettua la lettura della +assione nell !fficio del VenerdF santo ;della .uale al n) 1:38 e prescindendo dalle celebrazioni della +arola proprie della %ettimana santa, nella Liturgia delle -re non si legge il Vangelo, perch$ lo si legge integralmente ogni anno nella 1essa) +/3, Il #cursus( o ciclo delle letture bibliche per l !fficio delle Letture , #biennale(, come il #cursus( delle letture #per annum( nella 1essa feriale ;cfr) sotto n) 1:68) +/4, Il ciclo biennale delle letture , disposto in modo che ogni anno 'engano assegnati alla Liturgia delle -re .uasi tutti i libri della %acra %crittura, come pure i testi pi& lunghi e pi& difficoltosi, meno idonei ad esser letti nella 1essa) 1entre per6 il ?uo'o 5estamento si legge integralmente ogni anno, parte nella 1essa, parte nella Liturgia delle -re, dai libri dell 0ntico 5estamento sono state scelte solo .uelle parti che hanno maggiore importanza per la comprensione della storia della sal'ezza e per il nutrimento della piet*) La complementarit* fra le letture assegnate alla Liturgia delle -re e .uelle della 1essa esige necessariamente che lo stesso libro ricorra ad anni alterni nella 1essa e nella Liturgia delle -re o almeno, se si legge nello stesso anno, che intercorra un certo spazio di tempo) Ci6 perch$ non 'engano assegnati gli stessi testi agli stessi giorni, n$ 'engano distribuiti gli stessi libri .ua e l* negli stessi tempi, cosa che lascerebbe alla Liturgia delle -re i brani di minore importanza e turberebbe l ordine dei testi) +05, ?el 5empo di 0''ento, dopo alcuni profeti minori, si leggono brani tratti dal libro di Isaia, in lettura semicontinua, e ad anni alternati) Vi si aggiungono il libro di "uth e alcune profezie del libro di 1ichea) +oich$ dal 1< al 44 dicembre si leggono pagine assegnate in modo speciale a .uei giorni, si omettono .uelle letture della .uinta settimana di 0''ento e'entualmente eccedenti) +0+, 9al 49 dicembre al : gennaio si legge, nel primo anno, la lettera ai Colossesi, nella .uale l incarnazione del %ignore , presentata nell ambito di tutta la storia della sal'ezza3 nel secondo anno

si legge il Cantico dei Cantici, nel .uale , simboleggiata l unione di 9io e dell uomo in Cristo7 #allora, infatti, 9io +adre celebr6 le nozze di 9io suo Giglio, .uando nel grembo della Vergine lo congiunse alla natura umana, allorch$ 'olle che lui che era 9io prima dei secoli, di'entasse uomo alla fine dei secoli(>) +0-, 9al < gennaio al sabato dopo l Epifania, si leggono i testi escatologici tratti da Isaia 6@C66 e da 2aruch3 le letture, e'entualmente eccedenti, in .uell anno si omettono) +0., In =uaresima, nel primo anno si leggono brani dal libro del 9euteronomio e dalla Lettera agli Ebrei) ?el secondo anno 'iene offerto un compendio della storia della sal'ezza dai libri dell Esodo, del Le'itico e dei ?umeri) La Lettera agli Ebrei interpreta l antica alleanza alla luce del mistero pas.uale di Cristo) +er il VenerdF santo si conser'a la 'enerabile tradizione di leggere la +assione7 si legge la +assione o secondo 1arco o secondo Luca o secondo /io'anni, in un ciclo triennale, mentre la +assione secondo 1atteo 'iene letta pi& solennemente nei riti di .uesti santi giorni) ?egli altri giorni della %ettimana santa, nel primo anno si leggono il terzo e il .uarto carme del %er'o del %ignore dal libro di Isaia ;incominciando dal 'enerdF della settimana precedente8, e pericopi scelte dal libro delle Lamentazioni3 nel secondo anno si legge il profeta /eremia, come tipo del e figura di Cristo) +0/, ?el 5empo pas.uale, eccettuate le domeniche prima e seconda di +as.ua e le solennit* dell 0scensione e della +entecoste, si leggono, secondo la tradizione, nel primo anno la prima Lettera di +ietro, il libro dell 0pocalisse, e le Lettere di /io'anni3 nel secondo anno gli 0tti degli 0postoli) +00, 9al lunedF dopo la domenica del 2attesimo del %ignore fino alla =uaresima e dal lunedF dopo +entecoste fino all 0''ento, decorre la serie continua delle trenta.uattro settimane del 5empo ordinario) =uesta serie 'iene interrotta dalla prima domenica di =uaresima fino al giorno di +entecoste) Il lunedF dopo la domenica di +entecoste si riprende la lettura del 5empo ordinario da .uella settimana che segue la settimana interrotta per il sopra''enire della =uaresima, omessa la lettura assegnata alla domenica) ?egli anni in cui si hanno solo trentuno settimane del 5empo ordinario, si omette la settimana che cade immediatamente dopo la +entecoste, in modo da leggere sempre le letture delle ultime settimane) I libri dell 0ntico 5estamento sono distribuiti secondo la storia della sal'ezza7 9io ri'ela se stesso lungo il corso della 'ita di .uel popolo, che per successi'e tappe 'iene condotto e

illuminato) +ertanto i profeti si leggono intercalati ai libri storici, con riferimento al tempo nel .uale 'issero e insegnarono) +er .uesto, nel primo anno la serie delle letture dell 0ntico 5estamento propone contemporaneamente libri storici e oracoli dei profeti dal libro di /iosu, fino ai testi connessi con il tempo dell esilio incluso) ?el secondo anno, dopo la lettura della /enesi, da farsi prima della =uaresima, si riprende la storia della sal'ezza da dopo l esilio fino al tempo dei 1accabei) % inseriscono nello stesso anno i profeti pi& recenti, i libri sapienziali e le narrazioni dei libri di Ester, 5obia e /iuditta) Le lettere degli apostoli, che non si leggono nei tempi speciali, 'engono distribuite tenendo conto sia delle letture della 1essa, sia dell ordine cronologico in cui sono state scritte) +01, Il ciclo o #cursus( delle letture bibliche assegnate al primo anno, per la parte principale che in esso , attribuita alla storia della sal'ezza da 1os, all esilio babilonese, si considera fondamentale e 'iene inserito nel Libro della Liturgia 0mbrosiana delle -re) L altro ciclo, contenuto nel %upplemento, de'e essere grandemente raccomandato, perch$ 'enga offerto un pascolo spirituale desunto da tutti i libri della sacra %crittura) +02, 0lle solennit* e alle feste , assegnata una Lettura propria, mancando la .uale si ricorre al Comune dei santi) ?elle feste che non sono del %ignore, se manca la Lettura propria, si pu6 anche scegliere .uella della feria corrente) +03) Le singole pericopi, per .uanto , possibile, conser'ano una certa unit*3 pertanto per non superare una giusta lunghezza, del resto di'ersa secondo i 'ari generi letterari dei libri, tal'olta sono omessi alcuni 'ersetti7 cosa che , sempre indicata a suo luogo) +er6 si pu6 C ed , cosa lode'ole C leggere integralmente il brano su di un testo appro'ato)

c<

Letture brevi o epistolelle

+04, #Cristo e la di'ina %crittura C dice %) 0mbrogio C sono il rimedio di ogni fatica e il rifugio nelle tentazioni(93 perci6 anche all -ra durante la giornata e a Compieta sono state scelte Letture bre'i o #epistolelle(, che 'anno lette e ascoltate come 'era proclamazione della parola di 9io) Esse propongono in modo conciso .ualche sentenza sacra e fa'oriscono l illustrazione di alcune bre'i espressioni, che sfuggirebbero nella lettura continua delle %critture)

+15, %ono state scelte dun.ue .uelle Letture bre'i che esprimono concisamente ma chiaramente una sentenza o una esortazione3 si , anche pro''eduto alla 'ariet*, cosF che, per le -re durante il giorno, in ogni giorno delle .uattro settimane del %alterio 'iene proposto un testo di'erso, %i hanno inoltre Letture bre'i speciali per i tempi di 0''ento, ?atale, =uaresima e +as.ua) Lanno letture bre'i proprie anche le solennit* e le feste) +1+, ?ella scelta delle letture bre'i si sono osser'ati i seguenti criteri7 a< b< secondo la tradizione, sono stati esclusi i Vangeli, i .uali esigono uan proclamazione solenne3 per .uanto possibile, fu tenuto presente il carattere particolare della domenica, del 'enerdF e

anche delle singole -re)

(II, La lett"ra dei Padri e de#li S$rittori e$$lesiasti$i +1-, %econdo la tradizione, nell !fficio delle letture, dopo la lettura biblica, si ha .uella dei +adri o degli %crittori ecclesiastici ;cfr) sotto nn) 44> e 43:8) +1., In .uesta lettura 'engono proposti testi tratti dagli scritti dei santi +adri, dei 9ottori e di altri %crittori ecclesiastici appartenenti sia alla Chiesa -rientale che -ccidentale, in modo per6 da dare la preferenza ai santi +adri che godono di una particolare autorit* nella Chiesa) %i , pro''eduto a dischiudere ampliamente il tesoro della tradizione della Chiesa milanese, utilizzando anche le opere di .uei santi +adri che onorarono le Chiese 'icine) +1/, Lo scopo di tale lettura , principalmente la meditazione della parola di 9io, cosF come , accolta dalla Chiesa nella sua tradizione) La Chiesa, infatti, ha sempre ritenuto necessario spiegare ai fedeli in maniera autentica la parola di 9io, perch$ #la linea della interpretazione profetica e apostolica si s'olgesse secondo la norma del senso ecclesiastico e cattolico(1@) +10, 9al contatto assiduo con i documenti presentati dalla tradizione uni'ersale della Chiesa, i lettori sono condotti a una pi& profonda meditazione della %acra %crittura e a un soa'e e 'i'o amore per essa) /li scritti dei santi +adri, infatti, sono splendide testimonianze di .uella meditazione della parola di 9io, prolungatasi per secoli, con la .uale la %posa del Verbo incarnato, cio, la Chiesa #che ha con

s$ il consiglio e lo spirito del suo %poso e 9io( 11 si sforza di giungere giorno per giorno a una pi& profonda intelligenza delle %acre %critture) +11, La lettura dei +adri inoltre aiuta i cristiani a comprendere meglio il significato dei tempi e delle celebrazioni liturgiche) 0pre loro l accesso alle inestimabili ricchezze spirituali che formano il prezioso patrimonio della Chiesa, e insieme presentano il fondamento della 'ita spirituale ed un ricchissimo nutrimento della piet*) I predicatori poi della parola di 9io hanno cosF tra mano, ogni giorno, eccellenti esempi di sacra predicazione)

(III, La lett"ra a#io#rafi$a +12, Col nome di lettura agiografica si intende sia il testo di .ualche +adre o %crittore ecclesiastico che tratta espressamente del santo celebrato o che a esso si pu6 ragione'olmente applicare, sia un brano degli scritti dello stesso santo, o il racconto della sua 'ita)

I9, I Res onsori +13, La Liturgia 0mbrosiana conosce tre generi di "esponsori7 a< b< c< "esponsori dopo l Inno3 "esponsori dopo la Lettura biblica3 "esponsori battesimali)

+14, +er .uanto riguarda i "esponsori dopo l Inno, cfr) sopra nn) 41 e 64) +25, ?ell !fficio delle letture, alla lettura biblica segue il suo responsorio proprio, il cui testo , stato scelto dal tesoro della tradizione, o composto eR no'o, al fine di portare nuo'a luce per la comprensione della lettura appena letta, o di inserire la lettura nella storia della sal'ezza, o di ricondurre dall 0ntico al ?uo'o 5estamento, o di cambiare la lettura in preghiera e contemplazione, o, infine, di conferire con la sua bellezza poetica una piace'ole 'ariet*)

+2+, CosF pure, ma in modo pi& semplice, il responsorio bre'e alle -re di 5erza, %esta e ?ona e a Compieta , una risposta alla lettura bre'e, come una specie di acclamazione, allo scopo di imprimere pi& profondamente la parola di 9io nell animo di chi ascolta o di chi legge) +2-, Il "esponsorio battesimale, i cui testi sono stati composti eR no'o, ha lo scopo di illustrare il mistero del 2attesimo, la sua grazia e i suoi effetti) +2., I "esponsori pertanto, con le loro parti da ripetersi, mantengono, anche nella recita indi'iduale, il loro 'alore)

9, Gli Inni e #li altri $anti non bibli$i +2/, /li inni, che gi* per antichissima tradizione orientale face'ano parte della sacra Liturgia, furono introdotti nell !fficio nella Chiesa occidentale da %) 0mbrogio, e con il nome di #ambrosiani( di'entarono famosi) Essi, conser'ano anche ora la loro funzione 14) In realt*, per la loro ispirazione lirica, non solo sono destinati specificamente alla lode di 9io, ma costituiscono un elemento popolare7 anzi, di solito caratterizzano immediatamente e pi& che le altre parti dell !fficio, l aspetto particolare delle -re e delle singole celebrazioni muo'endo e stimolando gli animi a una partecipazione de'ota) 0nzi, come sappiamo da %) 0mbrogio, fa'oriscono soprattutto la comprensione dei misteri di 9io e della 'erit* eterna) #Che cosa infatti 'i , di pi& potente della confessione della 5rinit*, che ogni giorno , celebrata a una sola 'oce da tutto il popoloP 0 gara tutti si ingegnano a professar la fede7 hanno appreso a proclamare il +adre, il Giglio e lo %pirito santo con i 'ersi) %ono dun.ue di'entati maestri tutti coloro che a stento pote'ano essere discepoli(13) +20, L Inno, secondo la tradizione, si conclude con la dossologia, che di solito 'iene diretta alla medesima +ersona di'ina, alla .uale , ri'olto l inno stesso) +21, Inoltre, nell !fficio delle letture , stato introdotto un duplice ciclo di Inni, a seconda che si recitano di notte o di giorno)

+22, 0gli Inni di nuo'a composizione si possono applicare le melodie tradizionali sul medesimo ritmo e sullo stesso metro) +23, +er .uanto riguarda la celebrazione in lingua 'i'a, si da facolt* di scegliere sia .uella traduzione che , proposta nel corso del %alterio, sia .uella che , inserita nell 0ppendice della 9iurna Laus) %i possono inoltre usare .uegli Inni che e'entualmente la Conferenza Episcopale Italiana a'r* appro'ato, purch$ si addicano 'eramente al carattere dell -ra, o del tempo o della festa)

9I, Le Ora!ioni +24, 0 Lodi si dicono due -razioni, tre ai Vespri, e alla fine di ciascuna delle altre -ra si dice una -razione conclusi'a) 5utte .ueste -razioni, nella celebrazione pubblica e popolare, a norma della tradizione, spettano al sacerdote o al diacono, .uando sia .uesti a presiedere) +35, 0ll !fficio delle letture, se recitato nelle ore notturne, si pu6 sempre dire l -razione E8pelle3 di'ersamente, si dice l orazione indicata ;cfr) n) <@8) +3+, 0 Compieta, l -razione , sempre presa dall -rdinario) +3-, 0lle Lodi mattutine e ai Vespri del 5empo, le orazioni si prendono dal %alterio, a meno che non siano proprie) ?elle solennit* e nelle feste, le -razioni che non sono proprie, si prendono dal Comune3 nelle memorie dei %anti, la prima -razione delle Lodi e la seconda dei Vespri , del +roprio o del Comune, le altre si prendono dal %alterio) ?ell !fficio delle ferie del 5empo ordinario, la prima -razione delle Lodi , inoltre mattutina ed esprime l offerta a 9io della giornata3 La seconda -razione raccoglie dal %almo diretto i temi per la lode di'ina3 la prima -razione dei Vespri, riassume il senso dei salmi, la seconda -razione , di indole 'espertina, la terza -razione rende grazie a 9io per il dono del 2attesimo e implora la coerenza di tutta la 'ita con il 2attesimo rice'uto) +3., L -razione per l -ra di 5erza, %esta e ?ona, si prende dal +roprio nelle domeniche, nelle ferie del 5empo di 0''ento, natale, =uaresima e +as.ua, nelle solennit* e nelle feste) ?egli altri giorni si

dicono .uelle -razioni che esprimono il carattere della rispetti'a -ra e che sono disposte nel %alterio)

9II, L8a$$lama!ione :;rie eleison6 le Inter$essioni e la Pre#%iera del Si#nore a< L acclamazione STrie eleison

+3/, L 0cclamazione -+rie eleison era molto cara ai cristiani dei primi secoli e 'eni'a ripetuta molto spesso nella Liturgia 0mbrosiana, per supplicare la misericordia di 9io e riconoscere l umana miseria) %i conser'a la triplice acclamazione -+rie eleison7 a8 b8 c8 d8 voi) %i usa l acclamazione -+rie eleison per dodici 'olte nelle 0cclamazioni a Cristo %ignore dopo l Inno delle Lodi) Inoltre si pu6 usare l acclamazione -+rie eleison come risposta che il popolo ripete a ciascuna intenzione enunciata nelle Intercessioni, come pi& a'anti si dir*) all !fficio delle letture, al termine della %almodia e prima del 'ersetto (u sei benedetto, alle Lodi mattutine, dopo la ripetizione dell 0ntifona del cantico .enedictus e prima della ai Vespri, dopo la ripetizione dell 0ntifona del cantico #agni"icat e prima della seconda ai Vespri e alle Lodi celebrate col popolo nei riti di congedo dopo il saluto7 Il signore sia con Signore3 prima -razione3 -razione3

b<

Le Intercessioni ai Vespri

+30, La Liturgia delle -re celebra senza dubbio le lodi di 9io) 5utta'ia la tradizione sia giudaica che cristiana non separa dalla lode di'ina la preghiera di domanda3 anzi non di rado fa in .ualche modo scaturire .uesta da .uella)

L apostolo +aolo raccomanda #che si facciano domande, suppliche, preghiere e ringraziamenti per tutti gli uomini, per i re e per tutti .uelli che stanno al potere, perch$ possiamo trascorrere una 'ita calma e tran.uilla con tutta piet* e dignit*) =uesta , una cosa bella e gradita al cospetto di 9io, nostro %al'atore, il .uale 'uole che tutti gli uomini siano sal'ati e arri'ino alla conoscenza della 'erit*( ;!(m 4,1C48) =uesta raccomandazione non di rado , stata interpretata dai +adri nel senso che si do'essero fare mattina e sera delle preghiere di intercessione 14) +31, Le intercessioni che nella 1essa si chiamano #preghiera dei fedeli(, si fanno anche ai Vespri, in modo tutta'ia di'erso, come si dir* pi& sotto) +32, +er moti'o di 'ariet*, ma soprattutto per meglio esprimere le molteplici necessit* della Chiesa e degli uomini, secondo i di'ersi stati, categorie, persone, condizioni e tempi, si propongono formule di'erse di preci per i singoli giorni del ciclo del salterio del 5empo ordinario, cosF pure per i 5empi speciali dell anno liturgico, e per alcune celebrazioni festi'e) +33, +oich$ la Liturgia delle -re , principalmente preghiera di tutta la Chiesa per tutta la Chiesa, anzi per la sal'ezza di tutto il mondo 1:, , necessario che nelle Intercessioni le intenzioni uni'ersali abbiano senz altro il primo posto7 si preghi cio, per la Chiesa con la sua gerarchia, per le autorit* ci'ili, per coloro che sono afflitti da po'ert*, malattia, dolore, per le necessit* del mondo intero, cio, per la pace e per altre circostanze simili) L ultima intenzione , sempre per i defunti) +34, H sempre lecito aggiungere alcune intenzioni particolari) +45, Le intercessioni dell !fficio sono strutturate in modo che si possono adattare sia alla celebrazione con il popolo, sia alla celebrazione in una piccola comunit*, sia alla recita indi'iduale) +4+, ?ella recita con il popolo o in comune, le preci sono introdotte da un bre'e in'ito da farsi dal sacerdote o dal ministro per suggerire la risposta in'ariabile dell assemblea) +4-, Le intenzioni poi si enunciano ri'olgendosi direttamente a 9io, in modo che possano ser'ire sia per la celebrazione in comune che per la recita indi'iduale) +4., -gni formula di intenzione consta di due parti, la seconda delle .uali pu6 essere usata come risposta 'ariabile)

+4/, %i possono .uindi seguire modi di'ersi) Il diacono ;o, in sua assenza, il sacerdote o il ministro8 dice l una e l altra parte e l assemblea risponde con il ritornello ;che pu6 essere, se lo si ritiene opportuno, il -+rie eleison8 o fa una pausa di silenzio3 oppure il diacono dice solo la prima parte e l assemblea la seconda)

c<

La preghiera del %ignore

+40, %econdo la tradizione antica, la preghiera del %ignore per la sua dignit* tiene il posto di ultima orazione e conclude cosF molto con'enientemente le Lodi 'espertine e mattutine) +41, La preghiera del %ignore, .uindi, si dice solennemente tre 'olte al giorno, cio, alla 1essa, alle Lodi mattutine e ai Vespri) +42, Il +adre nostro si dice da tutti, premettendo, se si crede opportuno, una bre'e monizione)

9III, Il sa$ro silen!io +43, +oich$ nelle azioni liturgiche generalmente si de'e a'ere cura di #osser'are a suo tempo anche il sacro silenzio(16, sia offerta la possibilit* del silenzio anche nella celebrazione della Liturgia delle -re) +44, +er accogliere nei cuori la piena risonanza della 'oce dello %pirito %anto, e per unire pi& strettamente la preghiera personale con la parola di 9io e con la 'oce pubblica della Chiesa, si pu6 dun.ue, secondo l opportunit* e la prudenza, interporre un inter'allo di silenzio o dopo i singoli salmi, appena ripetuta l 0ntifona, secondo un antica usanza3 oppure dopo le Letture, sia bre'i che lunghe, e precisamente prima o dopo il "esponsorio) 0lla prima -razione delle lodi si fa precedere uno spazio di preghiera silenziosa dopo l in'ito Preghiamo, prima di proclamare l -razione a 'oce alta ;cfr) n) :48) %i de'e per6 e'itare di introdurre momenti di silenzio che deformino la struttura dell !fficio, o rechino molestia o fastidio ai partecipanti)

-55, ?ella recita indi'iduale, in'ece, c , pi& ampia possibilit* di fermarsi nella meditazione di .ualche formula che stimoli gli effetti dello spirito, senza che l !fficio perda per .uesto la sua caratteristica di preghiera pubblica)

NOTE
1 4

In psalm) 1, 9) Conc) Vat) II, Cost) sulla sacra Liturgia, Sacrosantum Concilium, n) 9@) 3 "egula, c) 19) 4 Cfr) %an 2enedetto, "egula c)19) : #t 44, 44 ss) 6 Cfr) Conc) Vat) II, Cost) sulla sacra Liturgia, Sacrosantum Concilium, n) 91) < Conc) Vat) II, Cost) sulla sacra Liturgia, Sacrosantum Concilium, n) 1@4 > %an /regorio 1), 9omilia :6 in Evangelia) 9 %ant 0mbrogio, %e interpelaltione %avid, IV, 4, 1>) 1@ %an Vincenzo Lerinense, Commonitorium, 4) 11 %an 2ernardo, Sermo : in Vigilia 1ativitatis, 1) 14 Cfr) Conc) Vat) II, Cost) sulla sacra Liturgia, Sacrosantum Concilium, n) 93) 13 %ant 0mbrogio, Sermo contra Au8enzium, 34) 14 CosF, ad) es), %an /io'anni Crisostomo, In Epist) ad 5im) I, Lomilia 6) 1: Cfr) Conc) Vat) II, Cost) sulla sacra Liturgia, Sacrosantum Concilium, nn) >3 e >9) 16 Cfr) Conc) Vat) II, Cost) sulla sacra Liturgia, Sacrosantum Concilium, n) 3@)

Capitolo IV

LE (ARIE CELEBRA)IONI NEL CORSO DELL&ANNO I, La $elebra!ione dei misteri del Si#nore a< La domenica

-5+, L !fficio della domenica comincia dai primi Vespri e comprende i secondi Vespri) In .uesto !fficio tutte le parti si prendono dal %alterio, eccetto .uelle assegnate come proprie) %i ha una %almodia propria la domenica %esta di 0''ento, la domenica durante l -tta'a del ?atale e la domenica %esta di =uaresima, detta delle +alme o della +assione del %ignore) 0l termine dell !fficio delle letture, fuori del 5empo di 0''ento e di =uaresima, si dice il (e %eum) -5-, H .uanto mai opportuno che, do'e , possibile, si celebrino con il popolo almeno i Vespri, secondo un antichissima consuetudine 1)

b<

Il 5riduo pas.uale

-5., ?el 5riduo pas.uale, l !fficio si celebra come , descritto nel +roprio del 5empo) -5/, La messa del /io'edF santo #in Cena 9omini( 'iene celebrata #inter Vespras(3 coloro che non partecipano alla 1essa 'espertina, de'ono dire i Vespri nel modo descritto nel Libro della Liturgia 0mbrosiana delle -re) -50, 0l 'enerdF #in +assione 9omini( e al %abato santo, prima delle Lodi mattutine si faccia, per .uanto , possibile, la celebrazione in modo pubblico e con il popolo, dell !fficio delle letture) Coloro che non partecipano alla celebrazione pubblica pomeridiana, recitino i Vespri nel modo descritto nel Libro della Liturgia delle -re) -51, La Veglia pas.uale ambrosiana tiene il posto sia dei Vespri, il cui Lucernario , costituito dal +reconio pas.uale, sia dell !fficio delle letture)

-52, +erci6 i Vespri e Compieta del %abato santo 'engono recitati soltanto da coloro che non prendono parte alla Veglia pas.uale) Costoro, al posto dell !fficio delle letture di +as.ua, leggano almeno .uattro letture della Veglia stessa, con i canti e le orazioni, e dicano poi l inno (e %eum e l -razione del giorno) -53, Le Lodi della domenica di "isurrezione si dicono da tutti) Con'iene che i Vespri siano celebrati nel modo pi& solenne, per festeggiare il tramonto di un giorno cosF sacro e per commemorare le apparizioni nelle .uali il %ignore si mostr6 ai suoi discepoli) ?elle chiese parrocchiali durante .uesti Vespri, secondo l opportunit*, 'enga compiuta la processione al Gonte al momento della commemorazione battesimale 4)

c<

Il 5empo pas.uale

-54, La Liturgia delle -re rice'e il carattere pas.uale dall acclamazione Alleluia con la .uale si conclude la maggior parte delle antifone ;cfr) n) 14183 inoltre dagli inni, dalle antifone, dalle preci speciali, e infine dalle letture proprie assegnate alle rispetti'e -re) -+5, ?ei primi Vespri della 9omenica di +entecoste, dopo l inno e il responsorio, si leggono in coro .uattro letture con i propri salmelli e le proprie orazioni) H lode'ole che .uesto si faccia anche fuori dalla celebrazione corale) %i canta poi la 1essa della Vigilia, cominciando dalla seconda lettura e proseguendo fino alla Comunione inclusa) 9opo la Comunione omessi i salmi con la loro antifona e le orazioni, si dice il #agni"icat con la sua antifona, +oi, omessa la Commemorazione battesimale, si dice l -razione dopo la Comunione e si congeda l assemblea) %e non si dice la 1essa della 'igilia, dopo le .uattro letture i 'espri proseguono dalla %almodia)

d<

La =uaresima

-++, 0 partire dai primi Vespri della domenica #in capite =uadragesimU( ;dopo il "esponsorio #in choro(8 e sino alla Veglia pas.uale non si dice l Alleluia)

?ei 'enerdF di ciascuna settimana di =uaresima, ai Vespri, dopo l Inno e prima della %almodia si leggono in coro due letture coi propri salmelli e le proprie orazioni3 , buona cosa che tale lettura si faccia anche fuori della celebrazione corale) %i omette il cantico e'angelico #agni"icat) -+-, In tutta la %ettimana santa si celebra l !fficio come , indicato nel +roprio del 5empo)

e<

Il ?atale del %ignore e il 5empo natalizio

-+., +er i primi Vespri del ?atale ci si attiene a .uanto , stato indicato per i primi Vspri della domenica di +entecoste ;cfr) sopra n) 4@18) -+/, ?ella notte di ?atale, prima della 1essa con'iene che si celebri in forma solenne l !fficio delle letture) Esso, se lo si ritiene opportuno, pu6 essere compiuto in forma pi& bre'e3 tutta'ia se ne raccomanda la celebrazione completa secondo la tradizione ambrosiana, come , indicato a suo luogo) -+0, Le Lodi nel giorno del ?atale si dicono di norma prima della 1essa #in aurora() -+1, Le feste che accompagnano il ?atale del %ignore, la domenica e gli altri giorni dell -tta'a, e la solennit* dell Epifania del %ignore, si celebrano nel modo descritto nel +roprio) +er i primi Vespri del Epifania ci si attiene a .uanto , stato indicato per i primi Vespri della domenica di +entecoste ;cfr) sopra n) 4@18) %econdo l opportunit* , possibile recitare l !fficio delle letture in forma pi& bre'e3 tutta'ia si raccomanda 'i'amente che 'enga integralmente protratto secondo la tradizione ambrosiana, come , indicato a suo luogo)

"<

Il 5empo di 0''ento

-+2, Le ferie di 0''ento, fino al 16 dicembre incluso, si celebrano nello stesso modo delle ferie comuni, usando tutta'ia gli inni, le letture lunghe e bre'i, i responsori e le preci proprie di .uesto tempo)

In'ece le ferie dal 1< al 44 dicembre, chiama prenatalizie ;#de eRceptato(8, hanno l !fficio proprio, come , indicato a suo luogo)

g<

Le altre solennit* e feste del %ignore

-+3, +er ordinare l !fficio nelle altre solennit* e nelle feste del %ignore, si osser'i, con le debite 'arianti, le norme gi* riportate ai nn) 136 e 1:<) 0l termine dell !fficio delle letture si dice il (e %eum)

II, La $elebra!ione dei Santi -+4, Le celebrazioni dei santi sono disposte in modo che non pre'algano sui giorni festi'i e sui 5empi sacri che commemorano i misteri della sal'ezza 3, n$ impediscano spesso il ciclo della %almodia e della lettura della parola di 9io, o causino ripetizioni indebite) %al'o tale criterio, il culto dei santi 'iene promosso nella maniera pi& consona alla sua importanza) %u .uesti principi si basano sia la riforma del Calendario fatta per disposizione del Concilio Vaticano II, sia l insieme delle norme che regolano la celebrazione dei santi nella Liturgia delle -re, descritte nei numeri seguenti) --5, Le celebrazioni dei santi sono o solennit*, o feste, o memorie) --+, Le memorie sono alcune obbligatorie altre facoltati'e) +er stabilire se con'enga o no celebrare una memoria facoltati'a nell !fficio con il popolo o in comune, si tenga conto del bene comune o di una 'era de'ozione dell assemblea stessa e non del solo presidente) ---, %e nel medesimo giorno occorrono di'erse memorie facoltati'e, se ne celebra una sola, omettendo le altre) --., Le solennit*, ed esse soltanto, si trasferiscono, a norma delle rubriche) --/, I rispetti'i Comuni dei santi suppliscono le parti proprie, che e'entualmente mancassero)

18

#odo di ordinare l=>""icio nelle solennit2

--0, Le solennit* hanno i primi Vespri nel giorno precedente e i secondi Vespri nel giorno proprio --1, 5anto nei primi Vespri che nei secondi il lucernario, l inno, il responsorio, le antifone, i salmi, le orazioni, le sallende sono propri3 in mancanza di parti proprie si ricorre al Comune) 0i primi Vespri, dopo l inno e il responsorio si da la notizia del %anto) Inoltre, se c , l altare del %anto, o se ci sono le reli.uie del %anto, si fa la processione all altare del santo, secondo .uanto stabilito al n) 4:) --2, ?elle Lodi mattutine le antifone, le orazioni, il cantico, i salmi e l inno, sono propri3 in mancanza di parti proprie, si ricorre al Comune) --3, ?ell !fficio delle letture, si dicono tre cantici3 tutte le parti sono proprie7 l inno, le antifone e i cantici, le letture e il responsorio dopo la lettura) La prima lettura , biblica, la seconda agiografica) %e si tratta di un santo che ha solo un culto locale e non ha parti speciali neppure nell 0ppendice del Libro della Liturgia delle -re, si prende tutto dal Comune) 0l termine dell !fficio delle letture si dice l inno (e %eum e, .ualora non seguano subito le Lodi mattutine, l -razione propria) --4, 0ll -ra durante la giornata, cio, 5erza, %esta e ?ona, si dice l Inno indicato nell -rdinario3 si usa la salmodia complementare, preferibilmente il salmo 11>, con l antifona propria, La Lettura bre'e, il "esponsorio e l -razione conclusi'a sono propri) -.5) 0 Compieta, tutto , della domenica, rispetti'amente dopo i primi e dopo i secondi Vespri)

48

#odo di ordinare l=>""icio nelle "este

-.+, Le feste al pari delle solennit*, hanno tanto i primi .uanto i secondi Vespri) 0i Vespri e alle Lodi si fa tutto come nelle solennit*) 0ll !fficio delle letture, i cantici, la lettura biblica, se non sono propri si prendono dal comune ;cfr) pi& sopra n) 6<8) %i aggiunge il (e %eum)

-.-, 0ll -ra durante la giornata, cio, 5erza, %esta e ?ona si dice l Inno indicato nell -rdinario3 i salmi con le loro antifone si dicono dalla feria, a meno che nel +roprio non sia indicato altrimenti) La Lettura bre'e, il "esponsorio e l -razione conclusi'a sono propri o dal Comune) -.., Compieta si dice come nei giorni ordinari)

38

#odo di ordinare l=>""icio nelle memorie dei Santi

-./, Le memorie hanno solo i primi Vespri) 5ra la memoria obbligatoria e la memoria facoltati'a, se .uesta effetti'amente si celebra, non c , alcuna differenza nel modo di ordinare l !fficio) 0i primi Vespri, prima della %almodia si da la notizia del %anto) -.0, 0i Vespri, nell !fficio delle letture, alle Lodi mattutine7 a8 i salmi e i cantici con le loro antifone e la Commemorazione del 2attesimo si prendono dalla feria corrente, a meno che non 'i siano antifone proprie e o salmi propri, che nel caso, 'engono indicati nei singoli luoghi3 b8 il Lucernario, l Inno, le 0ntifone al #agni"icat e al .enedicus, le 0cclamazioni e le Intercessioni, se sono propri si de'ono dire del %anto, altrimenti si prendono o dal Comune o dalla feria corrente3 c8 d8 l -razione conclusi'a dell !fficio delle letture, la prima -razione delle Lodi mattutine e la nell !fficio delle letture, la lettura biblica con il suo responsorio , della %crittura ricorrente3 la seconda dei Vespri sono del %anto, le altre della feria corrente3 seconda lettura , agiografica propria3 se non , propria, si prende dai testi dei +adri del giorno corrente) ?on si dice il (e %eum3 si pu6 dire laudabiliter la Laus angelorum magna) -.1, ?ell -ra durante la giornata, cio, 5erza, %esta e ?ona e a Compieta, non si fa nulla del %anto, ma tutto della feria)

48

#odo di ordinare l=>""icio ?uando la celebrazione dei Santi @ solennit2 solo locale

-.2, =uando in un luogo la celebrazione dei %anti , solennit*) %i prende tutto dal Comune, a meno che non 'i siano parti proprie)

III, Calendario da "sare e fa$olt< di s$e#liere 7"al$%e "ffi$io o 7"al$%e s"a arte a< Calendario da usare

-.3, L !fficio in coro e in comune si de'e celebrare secondo il calendario proprio, cio, della diocesi, o della famiglia religiosa, o delle singole Chiese 4) I membri delle famiglie religiose si uniscono con la comunit* della Chiesa locale nel celebrare la 9edicazione della chiesa cattedrale e i +atroni principali della circoscrizione minore e maggiore o'e risiedono celebrazione con il popolo , da preferirsi il calendario del luogo) -gni chierico o religioso, obbligato per .ualsiasi titolo all !fficio di'ino e che partecipa all !fficio celebrato in comune secondo un calendario o un rito di'erso dal suo, soddisfa in .uesto modo al suo obbligo per .uanto riguarda .uella parte dell !fficio) -.4, ?ella celebrazione indi'iduale si pu6 seguire o il calendario del luogo o il calendario proprio, eccetto nelle solennit* e nelle feste proprie 6)
:

) 5utta'ia nella

b<

Gacolt* di scegliere .ualche !fficio

-/5, ?elle ferie che ammettono la celebrazione di una memoria facoltati'a, per giusta causa si pu6 celebrare con il medesimo rito ;cf nn) 434C4368, l !fficio di .ualche santo iscritto in .uel giorno nel 1artirologio o nella sua 0ppendice debitamente appro'ata) -/+, Guori delle solennit*, delle domeniche di 0''ento, di =uaresima e di +as.ua, delle ferie prenatalizie, delle ferie di =uaresima, nella %ettimana santa, dell -tta'a di +as.ua e nel 4 no'embre, per causa pubblica o per de'ozione si pu6 celebrare, in tutto o in parte, un !fficio 'oti'o7 ci6 pu6 a''enire, per esempio, a moti'o di un pellegrinaggio, di una festa locale)

?elle domeniche del 5empo -rdinario, nelle medesime circostanze, si possono celebrare soltanto le !fficiature del %ignore)

c<

Gacolt* di scegliere alcuni formulari

-/-, In alcuni casi particolari, si possono scegliere nell !fficio formulari di'ersi da .uelli occorrenti, purch$ resti integro l ordinamento generale di ciascuna -ra e si osser'ino le regole che seguono) -/., ?ell !fficio delle domeniche, delle solennit*, delle feste del %ignore iscritte nel calendario generale, delle ferie di =uaresima e della %ettimana santa, dei giorni fra l -tta'a di +as.ua e di ?atale e inoltre nelle ferie prenatalizie non si possono mai cambiare .uei formulari che sono propri o appropriati a .uesta celebrazione3 tali sono i lucernari, le antifone, gli inni, le letture, i responsori, le orazioni e, molto spesso, anche i salmi) 0i salmi e ai cantici domenicali della settimana corrente, si possono sostituire, se lo si ritiene opportuno, i salmi domenicali di un altra settimana, anzi, se si tratta di !fficio con il popolo, anche altri, scelti allo scopo di guidare gradualmente il popolo alla comprensione dei salmi) -//, ?ell !fficio delle letture de' essere sempre tenuta in onore la lettura corrente della %acra %crittura) Vale anche per l !fficio il desiderio della Chiesa #che in un determinato numero di anni, si legga al popolo la parte pi& importante delle %acre %critture( <) 5enuti presenti .uesti principi, nei 5empi di 0''ento, ?atale, =uaresima e +as.ua non 'enga omesso il ciclo delle letture della %crittura, che 'iene proposto per l !fficio delle letture) 9urante il 5empo ordinario, in'ece, si possono scegliere in .ualche giorno o per alcuni giorni continui, per giusta causa, le letture fra .uelle che sono assegnate ad altri giorni o anche fra altre letture bibliche, per esempio, .uando si fanno gli esercizi spirituali o con'egni pastorali o preghiere per l unit* della Chiesa, o altre circostanze simili) -/0, %e tal'olta la lettura continua 'iene interrotta per .ualche solennit*, o festa, o per una celebrazione particolare, si potr*, nella medesima settimana e tenendo presente l ordinamento di tutta la settimana, o unire le parti che sono state omesse, con altre, oppure stabilire .uali brani siano da preferire ad altri)

-/1, ?el medesimo !fficio delle letture, alla seconda lettura assegnata ad un determinato giorno, si pu6 sostituire, per un giusto moti'o, un altro brano del medesimo tempo, desunto dal libro della Liturgia delle -re, o dal Lezionario facoltati'o) Inoltre nei giorni feriali del 5empo ordinario e, se si ritiene opportuno, anche nel 5empo di 0''ento, ?atale, =uaresima e +as.ua, si pu6 fare una lettura .uasi continua di un opera di .ualche +adre, che risponda allo spirito biblico e liturgico) -/2, Le letture bre'i, come pure le orazioni, i canti e le preci che sono proposti per le ferie di un tempo particolare, si possono dire in altre ferie del medesimo tempo, tranne i casi indicati sopra al n) 443) -/3, %ebbene a ognuno debba stare a cuore l osser'anza di tutto il ciclo del %alterio distribuito per .uattro settimane >, tutta'ia per moti'i di opportunit* sia spirituale che pastorale, in'ece dei salmi assegnati a un dato giorno, si possono dire i salmi della stessa -ra assegnati a un altro giorno) Vi sono anche alcune circostanze occasionali, nelle .uali , lecito scegliere i salmi adatti e altre parti in forma di !fficio 'oti'o)

NOTE
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Cfr) Conc) Vat) II, Cost) sulla sacra Liturgia, Sacrosantum Concilium, n) 1@@) Circa la commemorazione al battesimo cfr) sopra n) 4:) 3 Cfr) Conc) Vat) II, Cost) sulla sacra Liturgia, Sacrosantum Concilium, n) 111) 4 Cfr) ?orme generali per l -rdinamento dell anno liturgico e del calendario, n 4<) : Cfr) ibid) n) :@ a) 6 Cfr) 5abella dei giorni liturgici, nn) : e 6) < Conc) Vat) II, Cost) sulla sacra Liturgia, Sacrosantum Concilium, n) :1) > Cfr) sopra nn) 1@@C1@9)

Capitolo V RITI DA OSSER(ARE NELLA CELEBRA)IONE IN COMUNE I, (ari "ffi$i da $om iere -/4, ?ella celebrazione della Liturgia delle -re, come in tutte le altre azioni liturgiche, #ciascuno, ministro o fedele, s'olgendo il proprio ufficio, si limiti a compiere tutto e soltanto ci6 che, secondo la natura del rito e le norme liturgiche, , di sua competenza(1) -05, %e presiede l 0rci'esco'o, specialmente nella Chiesa metropolitana, sia circondato dal suo presbiterio e dai ministri con la partecipazione plenaria e atti'a del popolo) =uando, nella stessa Chiesa metropolitana, presiede in forma solenne ai Vespri, indossa la pianeta, come nella 1essa 4) -0+, In ogni celebrazione con il popolo, di norma, presieda il sacerdote o il diacono, e 'i siano anche i ministri) Il sacerdote o il diacono che presiede la celebrazione, sopra il camice o la cotta indossa la stola e secondo l opportunit* anche il pi'iale) -0-, H compito del sacerdote o del diacono che presiede dare inizio, dalla sua sede, all !fficio , nei Vespri con il saluto al popolo, nelle altre -re con il 'ersetto d introduzione3 all !fficio delle letture dire (u sei benedetto, Signore e dare la benedizione ai lettori3 recitare tutte le orazioni3 ai Vespri introdurre le preci con una monizione3 incominciare la preghiera del %ignore3 salutare il popolo, benedirlo e congedarlo) -0., +roclama le 0cclamazioni di Lodi o le Intercessioni di Vespri il diacono, oppure, in sua assenza, il sacerdote o un ministro) -0/, In mancanza del sacerdote o del diacono, colui che presiede l !fficio , soltanto uno tra uguali3 non entra in presbiterio, non saluta, n$ benedice il popolo) -00, Coloro che adempiono l ufficio di lettore proclamano le letture, sia lunghe che bre'i, stando in piedi e nel luogo adatto) +rima delle letture lunghe, se presiede il sacerdote o il diacono, il lettore, inchinato, chiede la benedizione)

-01, 0l "ito della luce, il sacerdote presidente o il diacono accende i candelieri che i ministri gli presentano, mentre si canta il 'ersetto di risposta del lucernario3 poi i ministri dispongono i candelieri 'icino o sopra l altare e accendono gli altri ceri e le lampade della chiesa) =uindi il celebrante, rice'uto il turibolo, incensa l altare 3) L incensazione pu6 essere ripetuta anche al #agni"icat) =uando, nella solenne celebrazione delle Lodi, si canta l 0ntifona #ad crucem(, tre accoliti portano la croce e due candelieri accesi in mezzo al coro, i cantori si dispongono in forma di corona intorno alla croce e al sacerdote, che, guardando la croce, al termine dell antifona recita l oazione) -02, L intonazione delle antifone, dei salmi e degli altri canti 'enga fatta da un cantore o dai cantori) +er .uanto riguarda la %almodia, si osser'ino le norme date sopra, ai nn) 144C146) L antifona #dupleR( nei testi liturgici 'enga recitata o cantata a cori alterni3 precisamente, la prima parte ;fino al V8 dal primo coro, la seconda ;dopo il V8 dall altro) -03, L obbligo del coro riguarda la comunit*, non il luogo della celebrazione, che non , necessariamente la chiesa, soprattutto se si tratta di .uelle -re che si celebrano senza solennit*) -04, 5utti i partecipanti stanno in piedi7 a8 b8 c8 d8 e8 f8 g8 mentre ai Vespri il celebrante saluta il popolo e si compie il "ito della luce3 ai 'ersetti d introduzione di ogni altra -ra3 mentre si recita l antifona #ad crucem(, il %almo diretto e l Inno3 alle -razioni3 alla Commemorazione del 2attesimo o alla Lode dei %anti durante i 'espri3 al Cantico e'angelico3 mentre si dicono le 0cclamazioni a Cristo %ignore e le Intercessioni, la +reghiera del %ignore

e al Congedo) -15, 5utti ascoltano le letture stando seduti, fatta eccezione per il Vangelo) %i ascolta seduti anche la ?otizia del %anto) -1+, 1entre si dicono i responsori, i salmi e gli altri cantici con le loro antifone, l assemblea sta solitamente seduta)

-1-, 0ll inizio delle -re, .uando si dice7 $ %io, vieni a salvarmi, tutti si segnano col segno della croce dalla fronte al petto e dalla spalla sinistra alla destra)

II, Il $anto nell8Uffi$io -1., ?elle rubriche e nelle norme del presente documento, le espressioni #dire(, #recitare( e simili, si possono riferire o al canto o al parlato, secondo i principi .ui sotto indicati) -1/, #La celebrazione in canto dell !fficio di'ino , la forma pi& consona alla natura di .uesta preghiera ed , segno di una maggiore solennit* e di una pi& profonda unione dei cuori nel celebrare la lode di 9io) =uesta forma , 'i'amente raccomandata a coloro che celebrano l !fficio di'ino in coro o in comune(4) -10, =uello che il Concilio Vaticano II afferma riguardo al canto liturgico liturgica, ma principalmente per la Liturgia delle -re) %ebbene infatti tutte e singole le parti siano state rinno'ate in modo che si possano recitare con frutto anche indi'idualmente, tutta'ia molte di esse, e specialmente i salmi, i cantici, gli inni, i responsori, sono di genere lirico e perci6 non esprimono pienamente il loro senso se non con il canto) -11, ?ella celebrazione della Liturgia delle -re il canto, dun.ue, non si de'e considerare come un certo ornamento che si aggiunge alla preghiera .uasi dall esterno, ma piuttosto come .ualcosa che scaturisce dal profondo dell anima che prega e loda 9io, e manifesta in modo pieno e perfetto il carattere comunitario del culto cristiano) %ono .uindi degne di lode le assemblee cristiane di .ualsiasi genere che si sforzano di praticare pi& spesso possibile .uesta forma di preghiera) 0 .uesto scopo si de'ono istruire con la do'uta catechesi e con l esercizio sia i chierici che i religiosi come pure i fedeli, affinch$ siano in grado di cantare con gaudio dello spirito le -re, specialmente nei giorni festi'i) %iccome per6 non , facile celebrare in canto l intero !fficio e d altra parte la lode della Chiesa non , riser'ata, n$ per la sua origine, n$ per la sua natura, ai chierici o ai monaci, ma appartiene a tutta la comunit* cristiana, si de'ono tener presenti simultaneamente di'ersi principi, perch$ la
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'ale per ogni azione

celebrazione in canto della Liturgia delle -re si possa s'olgere bene e splenda per autenticit* e decoro) -12, +rima di tutto con'iene che si ricorra al canto almeno nelle domeniche e nelle feste, ponendo cosF in risalto, nella misura in cui si adotta, i 'ari gradi di solennit*) -13, CosF pure, poich$ non tutte le -re sono della medesima importanza, con'iene che anche mediante il canto si dia maggior rilie'o a .uelle che sono 'eramente i cardini dell !fficio, cio, le Lodi mattutine e i Vespri) -14, Inoltre, anche se la celebrazione tutta in canto , la pi& raccomandabile sempre, purch$ naturalmente si distingua per arte e de'ozione, tutta'ia in 'ari casi si potr* seguire utilmente il criterio della gradualit*, anzitutto, come , o''io, per moti'i pratici, ma poi anche perch$ in .uesta maniera sar* pi& facile corredare le singole componenti di .uelle forme di canto che garantiscano loro il genuino significato nati'o e la funzione specifica) Il principio della solennizzazione progressi'a , .uello che ammette 'ari gradi intermedi tra l !fficio cantato integralmente e la semplice recita di tutte le parti) =uesto criterio offre una grande e grade'ole 'ariet* di soluzioni) ?ell applicarlo si de'e tener conto delle caratteristiche del giorno e dell -ra che si celebra, della natura dei singoli elementi che costituiscono l !fficio, delle proporzioni e del tipo della comunit*, come pure del numero dei cantori disponibili in tali circostanze) +er .uesta maggiore 'ariet* di forme, la lode pubblica della Chiesa, si potr* celebrare in canto pi& fre.uentemente che prima e godr* di un adattabilit* pi& estesa alle di'erse circostanze) 0nzi c , da sperare da''ero che si possano tro'are sempre nuo'e 'ie e nuo'e maniere rispondenti alla nostra epoca, come del resto , sempre a''enuto anche in passato nella 'ita della Chiesa) -25, ?elle azioni liturgiche che si celebrano in canto e in lingua latina, abbiano, a parit* di condizioni, il primo posto le melodie delle Chiesa 0mbrosiana, restaurate seguendo fedelmente gli antichi codici) %e manca la melodia per .ualche antifona proposta nel Libro della Liturgia delle -re, se ne comporr* una nuo'a adatta all antifona, secondo la melodia #tipo() 5utta'ia #la Chiesa non esclude dalle azioni liturgiche nessun genere di musica sacra, purch$ corrisponda allo spirito dell azione liturgica e alla natura delle singole parti e non impedisca una do'erosa atti'a partecipazione del popolo(6)

-2+, +oich$ la Liturgia delle -re si pu6 celebrare in lingua moderna, #si ponga uno speciale impegno nel preparare le melodie da usarsi nel canto dell !fficio di'ino in lingua 'i'a(<) -2-, ?ulla 'ieta, per6, che in una medesima celebrazione si cantino alcune parti in una lingua e altre in un altra >) -2., =uali siano le parti alle .uali dare e'entualmente la precedenza e la preferenza del canto si deduce dalle genuine esigenze della celebrazione liturgica, che 'uole il pieno rispetto del significato e della natura di ciascuna componente e del canto medesimo) Vi sono, infatti, formule che richiedono il canto per loro stessa natura 9) 5ali sono prima di tutto le acclamazioni, le risposte ai saluti del sacerdote e dei ministri e le risposte alle preci litaniche, e inoltre le antifone e i salmi, come pure i 'ersetti intercalari o ritornelli, gli inni e i cantici 1@) -2/, H risaputo che i salmi ;cfr) sopra nn) 1@1C4@18 sono strettamente connessi con la musica3 lo dimostra la tradizione sia giudaica che cristiana) In 'erit* alla piena comprensione di molti salmi contribuisce non poco il fatto che essi 'engano cantati o almeno siano sempre considerati in .uesta luce poetica e musicale) +ertanto, se , possibile, , da preferirsi .uesta forma, almeno nei giorni e nelle -re principali, e secondo il carattere proprio dei salmi) -20, I di'ersi modi di eseguire la salmodia sono descritti sopra, ai nn) 144C146) La loro 'ariet* non de'e essere dettata tanto da circostanze esterne, .uanto piuttosto, dal di'erso genere di .uei salmi che ricorrono nella medesima celebrazione) %econdo .uesto criterio i salmi sapienziali e storici si prestano forse meglio a essere ascoltati, mentre, al contrario, .uelli di lode e di rendimento di grazie comportano per s$ il canto in comune) =uel che conta pi& di tutto , che la celebrazione non si leghi a schemi rigidi e artificiosi, non obbedisca solo a norme puramente formali, ma risponda allo spirito autentico dell azione che si compie) Il primo scopo da raggiungere , infatti .uello di formare gli animi all amore per la preghiera genuina della Chiesa e di rendere gioiosa la celebrazione della lode di 9io ;cfr) Sal 1468) -21, /li inni possono alimentare la preghiera anche di chi recita le -re, se da''ero si distinguono per dottrina e arte3 tutta'ia per s$, anche secondo la mente di %) 0mbrogio, sono destinati al canto) +ertanto si raccomanda che nella celebrazione comunitaria siano eseguiti, per .uanto , possibile, in .uesta forma)

-22, Il lucernario, che 'iene detto a modo di responsorio, di per s$ , destinato al canto, e precisamente al canto del popolo) H auspicabile che esso sia corredato di melodie tali, per cui pi& facilmente possa essere cantato dai fedeli3 per .uesto nelle chiese parrocchiali, secondo l opportunit* pastorale, sar* lecito scegliere, in tutti giorni di domenica e nelle feste, il lucernario Auoniam tu illuminas, e nei giorni feriali %ominus illuminatio mea) -23, 0nche il "esponsorio bre'e dopo la Lettura bre'e di per s$ , destinato al canto del +opolo) Il "esponsorio dopo la prima lettura a 1attutino e i salmelli che nei Vespri seguono le letture di cui sopra al n) 4>, per il loro carattere e la loro funzione richiedono il canto) +erci6 , molto auspicabile che, .ualora debbano essere detti in lingua 'i'a, siano eseguiti in forma melodica) %e 'engono detti in lingua latina, talora sar* bene eseguirli con melodie pi& semplici e pi& facili) 5utta'ia, nella struttura dell !fficio, sono stati composti in modo da mantenere il loro 'alore anche nella recita indi'iduale e pri'ata) -24, Le letture, sia lunghe che bre'i, per s$ non sono destinate al canto) ?ella proclamazione si de'e usare ogni impegno per eseguirle in una forma decorosa, con una pronunzia chiara e distinta e insomma per fare in modo che tutti possano ascoltarle e comprenderle bene) 9i conseguenza l unica forma accettabile per le letture , .uella che facilita l ascolto delle parole e la comprensione del testo) -35, I testi assegnati a chi presiede, come sono le orazioni, non escludono un certo tono cantato,

purch$ o''iamente sia confacente e decoroso) Ci6 sar* possibile specialmente nella lingua latina)

NOTE
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Conc) Vat) II, Cost) sulla sacra Liturgia, Sacrosantum Concilium, n) 4>) Cfr) .eroldus, ed) 1agistretti, p >@) La mente della Costituzione Conciliare , che per tutta l azione liturgica si usino gli stessi paramenti) 3 Cfr) .eroldus cit) pp) 64C6:) I candelieri non 'engano tolti dall altare prima della fine dei 'espri) Inoltre sembra meglio procedere all incensazione dell altare durante il rito della luce e non dopo l inno e il responsorio) 4 %) Congr) 9ei "iti, Istruzione #usicam sacram, : marzo 196<, n) 3<7 00% :9 ;196<8 p) 31@3 cfr) Conc) Vat) II, Cost) sulla sacra Liturgia, Sacrosantum Concilium, n) 99) : Cfr) Conc) Vat) II, Cost) sulla sacra Liturgia, Sacrosantum Concilium, n) 113) 6 %) Congr) 9ei "iti, Istruzione #usicam sacram, : marzo 196<, n) 97 00% :9 ;196<8 p) 3@33 cfr) Conc) Vat) II, Cost) sulla sacra Liturgia, Sacrosantum Concilium, n) 116) < %) Congr) 9ei "iti, Istruzione #usicam sacram, : marzo 196<, n) 413 cfr) nn) :4C617 00% :9 ;196<8 p) 314, 316C31<3 > Ibid) n) :17 00% :9 ;196<8 p) 31:) 9 Cfr) Ibid) n) 67 p) 3@4) 1@ Cfr) Ibid) n) 16K, 3>7 pp) 3@:C311)