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la Congrflgazionfl

1ingflliehfl di >an paolo


fondata da >ant'11ntonio M. Zaeearia a Milano n ~ 1 1.53.5
La chiesa di san Paolo Converso in Milano nel1788 (da un'incisione di Domenico Aspari)
culla delle AngeUche di san Paolo in Milano (1535)
to/ta con 1a soppressione napoleon;ca nel 1810
"prcvt
cenni ttoaici tull'identitd. ecdesiale delle
gftngeliche di nn gfaolo
fiagini
(tsgg)
e
6ftinateita,
(1879)
Ie Angeliche di san Paolo
Congregazione fondata da sant'Antonio M. Zaccaria nel1535
Sommario
pag.1
2
2
4
5
6
9
11
, 15
" 18
" 21
" 22
" 27
-------------------
perche ANGELlCHE
Carlsma di fondazione
la nostra identita
nello spirito del Concllio Vaticano 11
0
alcune dlrettive
Brevi cenn; storiei
Bolla Pontificla dl approvazlone (15 genn. 1535)
Presenza delle Angeliche nel mondo
It Fondatore: S.Antonio M. Zaccaria
San Carlo Borromeo, particolare patrono
iI Rifondatore: Padre Pio Mauri barnabita
alcune figure eminenti della Congregazione:
la Contessa di Guastalla, Ludovica Torelli
Angelica Paola Antonia Negri
Angelica Paola Sfondrati (Giulla Sfondrati)
Angelica Agata Sfondratl
Angelica Giovanna Borromeo Visconti
il primo seme della Rinasclta:
Angelica Antonletta M. del Sacro Cuore
la Ven.le M. Giovanna M. Bracaval
M. Flavia Monat da Rocha
M. Glovanna Francesca Bramblni
M. Armanda M. Ponsiglione
"35 IstitUh rellgiosi che si isplrano a san Paolo
"36 Barnabiti, Angeliche e Laid di san Paolo
"38 Intervista a M. Elaine M. Anaissi
di Ian paolo
Congregazione fondata da S.Antonio M. Zaccaria a Milano nel1535
patclte -tfE",JlJ&e ________ _
ANGELICHE DI S. PAOLO: questa nome SUOIUl lalvolta
presuntuoso aile orecchie di chi 10 ascoita per la prima valla,
rna per coloro che Janna parle della Congregazione coslituisce
un vero programma di vita.
La giovane novizia, AGNESE BALDIRONI. essendo
penelrata profondamente nella geniale intuizione di S. Anlonio
Maria Zaccaria, propose, durante if Capitolo Comwzitario del 4
attobre 1536. j/ prenome di ANGELICA che esprimesse fa stile
proprio della vila contemplaliva e attiva, assia mis/a.
Come tAngelo e In un tempo medesimo contemplatore
di Dio e cooperatore della salvezza, cosi la vita mis/a non si
stanca di operare con Ie mani e can i piedi, e con Ja mente
sempre contempla Dio). (S.A.MZ : Detti notabili, XXXiI. 13) . .
JI Santo Fondatore, applicando ridea, aggiunse di S.
Paolo, perche Ie sue fig/ie avessero come madello e protettore
questa grande mis/ieo che Iv. l'Apostolo per ecce/lenza.
Ancor oggi. Ie Angeliche premettono 01 nome di Batte-
simo e. fi no a quaJche tempo fa. a queJJo di ReJigione, non rap-
pel/afivo Suoro}>, rna (Angelica, risultando cosi composto if
nome di c iasc una: Angelica Paola Maria, Angelica Antonia
Maria ...
fat:ibma eli. {ollda.ziolle
e o'ti8-in.at:ia della eOIl8-"eaazlolle:-____ _
La Congregazione delieAngeliche di san Paolo, in stretta unione con quella dei Chierici Regolari
di san Paolo (i 8arnabiti) e di un gruppo di laici (i maritati di san Paolo), fa parte di quel progetto di
riforma-rinnovamento spirituale ideato daAntonio M. Zaccaria, nel contesto di un cammino ecclesiale
condiviso con altre persone, onde rilanciare il "fervor cristiano" nella Chiesa del suo tempo.
Intuendo I'importanza che alia causa della riforma avrebbe potuto dare un movimento articolato
nelle varie componenti del po polo di Dio, H Fondatore concretizz6 il suo progetto in forma assai
originale, dando vita ad una famiglia spirituale, caratterizzata da sensibilita paolina, composta da
sacerdoti viventi in comune e sotto una regola (Chierici regolari), da suore operanti attivamente nel-
I'apostolato (Ie Angeliche di S. Paolo), non segregate nella clausura, e da laiei, cooperanti sia sui piano
della formazione e della crescita spirituale, come sui piano dell'attivita apostolica, rispondendo tutti aile
sollecitazioni di riforma nella Chiesa pre-tridentina.
Egli aveva intuito la ricchezza irrinunciabile di una comunita che, con Ie diversita dei carismi,
in piena comunione di vita, avrebbe contribuito alia formazione e alia crescita individuale e comune,
per trame energia moltiplicata nell'annuncio della "vivezza spirituale" e della "spirito vivo dappertutto"
(Lett. V).
I tre gruppi, chiamati poi i tre collegi paolini, ebbero come compito uil rinnovamento del fervor
cristiano" in una societa priva di vital ita spirituale, mortificata daUa tiepidezza e dalla mediocrita.
Nel pensiero del comune Fondatore, essi nascono come nuclei apostolici di volontari,
convenientemente preparati, disponibili a lavorare per la riforma dei costumi.
La Congregazione, delle Angeliche di San Paolo, e giuridicamente un istituto religioso di diritto
pontificio (riconosciuto con Bolla Pontificia il 15.01.1535), composto da professe con voti semplici
perpetui, da juniores e candidate che gia hanno intrapreso il curricolo formativo.
AI prenome di Angeliche, affiorato spontaneamente sulle labbra della pill giovane fra Ie novizie
nel Capitola del 1536, la cui denominazione e stata riconosciuta daUa Chiesa con Bolla Pontificia il 6
agosto 1549, S. Antonio Maria volle aggiungere "di San Paolo", perche ne fosse assorbito 10 spirito,
come egli carismaticamente 10 viveva, trasmettendolo poi a tutti i componenti la triplice famiglia paolina
secondo un cammino spirituale ben determinato.
J.a /lObI'tCl i,aenti:til.i-_____________ _
Si potrebbe affermare che il cammino spirituale delle Angeliche, ben determinato dal Fondatore
sant'Antonio M. Zaccaria, sia contenuto e riassunto a grandi linee nella bellissima Lettera V, come
diretliva da seguire nella vita spirituale personale e comunitaria, compendio di tutti i suoi insegnamenti.
La breve esistenza di sant'Antonio Maria Zaccaria e la sua infaticabile operosita non gli
permisero di stendere, nemmeno in abbozzo, Ie prime Costituzioni, schivo fra I'altro a voler moltiplicare
leggi ed imposizioni, fortemente persuaso che "Ia lettera uccide, ma 10 spirito vivifica".
II contenuto della Lettera, dense di affetlo per Ie sue figlie, fa emergere chiara e distinta la
figura, I'identita vera dell'Angelica come egli I'avrebbe voluta, anzi desiderava ardentemente che fos-
se, quasi a paragonarla aile prime discepole di Paolo santo, delle quali "un giorno avrebbe fatto santa
invidia".
Scritta alia vigilia di Pentecoste del 1537, infervorava Ie prime Angeliche "per amore del
Crocifisso" a cercare soltanto "il puro amore di Cristo, la pura uti/ita del prossimo, i puri obbrobri e
vilipendi di se stesse", corroborando in tal modo i loro spiriti per lanciarle, ormai pronte, alia missione
apostolica nelle terre venete insieme ai confratelli Barnabiti.
Nella lettera, soffusa di spiritualita paolina, Antonio Maria voleva quasi dare aile sue figlie un
ultimo toceo nel lora perfezionamento spirituale, evidenziando fortemente alcune qualita morali che Ie
avrebbe viste gareggiare con Ie discepole di San Paolo.
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Cosi Ie voleva it Fondatore:
amatrici e desiderose di patire per Cristo;
capaci di condurre il prossimo al vivo spirito e vera disprezzato Cristo Crocifisso;
apostale per rimuovere non solo I'ido!alria C .. ), ma per distruggere 18 pestifera e peggior nemica di
Cristo Crocifisso .. la liepidita;
capaci di acquistare tal fermezza e perseveranza negli eserclZl spirituali da provare "un fervor stabile,
sanlo, che sempre sorga di acqua viva e gaghardezza nuova" ;
... e di perdere total mente se stesse, 'non guardando se non al prossimo posponendo ogni propria
utilita" , solo "cercando I'altrui guadagno";
appassionate nella ricerea della scienza della croce, cosl da giungere alia quiete sull'obbrobriosa
croee di se stesse", esortandole a non iemere, perche
.. II dottore della giustizia, della santita, della perfezione, 10 Spirito Paracleto ... non vi laseera
errare, insegnandovi ognl cosa; non vi lascera deficere (venir meno), stando con voi sempre;
non vi lascera aver bisogno, somministrandovl ogni cosa, e maxi me (specialmente) dandovl
un'eterna quiete (sulla obbrobrlosa croce) di vol stesse, ed una vita esemplare (conforme a
quella) dl Cristo, dl modo che potrete dire, come diceva II vostro Padre: <Imitatores nostri
estote, sicut et nos Christi (1 Cor. 4,16; 11,1)".
Questa, a grandi linee, I'identita morale, interiore delle Angeliche che non va disgiunta da queUe
esteriore, vagheggiata anzi tempo da Antonio Maria che, ancora una volta, spronava Ie sue figlie eon
I'imperativo:
"Splegate Ie vostre bandiere, che presto il Crocifisso vi manderil ad annunziare la vlvezza
splrltuale e 10 spirito vivo dappertut1o". (LeN. V).
Cosl preparate nello spirito, Antonio Maria non lemette dl tanciarle verso la novila. di una vita
missionaria nel Veneto, dove attuarono un vasto piano riformatore:
"dlstruggere questa pestifera e maggior nemlca di Cristo Crocifisso, la quale sl grande
regna ai tempi moderni: madonna, dlco, la tepidltA".
AUo scopo di percorrere un forte cammino spirituale ascetico, Anlonio Maria evidenziava i
seguentl punti, come essenza e fondamento di ogni spiritualita:
I'Eucaristia: e la contemptazione dell'Eucaristia, strettamente connessa al mislero del
Crocifisso: "il CrociflSso vivo", come egli soleva chiamare l'Eucaristia.
la Riconciliazione: per estirpare Ie radici del vizi.
"Ia Preghiera, can particolare attenzione all'orazione menta Ie: che cosi raglonlate
familiarmente - come fareste con me - e confabuliate (discorrlate) delle vostre cose col
Crocifisso, e con quello ve ne eonsigliate". (Lett. III).)
un forte impegno aseetlco, eoncrelizzato nella penilenza: "quello ehe vuole diventare
spirltuale ... cominci a tagliare via da se., un dl una cosa ... e I'altro dl un'allra .. ." Lett .XI}.
10 studio della sacra Scrittura: e "can avid ita si dilettino COS! (talmente) dl intenderla e capirla,
che abblano manifesti e aperti i sensi occulti, maxime quelli che Sana atti alia instruzione (edificazione)
dei buoni costumi .. . " (G. VIIi).
la collazione comunitarla che nella nostra tradlzlone e uno dei momenti tondanti della
comunione di vita, fatto di comunicazione nella fede e verifiea del cammtno spirituale apostolico e
ascetico.
"Nessuno ... si sottragga alia Collazione che si tara quotldianamen1e 111 comune almena per 10
spazio di un'ora: nella quale, congregati tutti, conferirete sull'estlrpaztone delle radiel de; vizi, sui modo
di aCQuistare Ie vere e reali - e non Ie fantastiche - Virtu, sul/'aiuto e Prowidenza di Dio e degli Angeli,
sugll inganni diabolic;, sulla perfezione della vita e sui colmo delle virtu ... " (C. IX).
Da quesli punti essenziali emerge il motivo ispiratore ed il vigore spirituale per un cammino
aseetieo improntato;
sulla follia della Croce, paradosso umana, ma sapienza e potenza dl 010 (1 Cor 1,25), capace
di immetterci nel dinamismo della vita nuova;
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sulla vita fraterna in comune, come anima e luogo che permette di crescere in questa
esperienza e forza spirituale per testimoniare il Vangelo e 10 spirito delle Beatitudini;
sullo stile del nastro operare, fatlo di semplicita, di condlvisione spontanea e di apertura agli
altri per "guadagnare lutti a Cristo".
Concludendo
fine speclfleo della Congregazione e ancor oggl "Ia rinnovazlone del fervor cristiano",
mediante un apostolato fondato sulla santita; il Fondatore ci ha Indicato il mezzo nella docilita
all'azlone dello Spirito Santo fino ad avere "una vita esemplare dl Cristo ad imitazlone dei Santi
grandi" (dr. Lett. V).
In sintesi, si potrebbe presentare coslla nostra identiti!.
SPIRITUALIT A'
CRISTOCENTRICA sull 'esempio di sant'Antonio M. Zaccaria. ripercorrendo Ie arme di Paolo nella
duplice dimensione contemplativa e attiva.
CARISMA
Rinnovamento del fervor cristiano.
Annuncio della vivezza spirituale e dello Spirito vivo dappertutto.
MISSIONE
Vlvere ad annunziare con la vita la vivezza spirituale ad un mondo che sta perdendo il sensa di 010,
guardando il CROCIFISSO con gli stessi occhi del Fondatore, vivendo con LUI- vivo nell'Eucaristia-
la carita e I'unita. anlicipazione della perfetta comUnlone che sara in cielo.
SPIRITO 01 FAMIGLIA
Coltivare tra consorelle e i membri degli altri due Collegi (Barnabili e Laid di san Paolo) rapporti di
fraternita e di collaborac:lone, come insegna I'Apostola e come e tradizione della famiglia zaccariana.
RIVISTA DELLA CONGREGAZIONE
II SICUT ANGELI" : rassegna quadrimestrale di vita apostohca delle nastre opere
Lo Spirito Santo, nella parala profetica del Con cilia Ecumenico Vaticano 11", ha chiamala lutte
Ie famiglie religiose e Ie forme di vita consacrata nella Chiesa ad una coraggiosa opera dl discerni-
mento. chiedendo un (itorno aile sorgenti e alia grazia delle origini di ogni forma di carisma nel corpo
spirituale del Signore, abbandonando in spirito di conversione tutto d6 che non e piu conforme a quella
grazia originante e al cammino dal Signore stesso guidato lungo la storia.
Significa pertanto ricereare e rivivere gli elementi essenziah della fisionomia della nostra famiglia
religiosa all'interno della Chiesa e per il mondo contemporaneo.
Alia I uce del Concilio Vaticano II, la nostra Cong regazione n el 1968 lenne 1'8
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Ca pitolo Generale
straordinario, voluto dalla Chiesa per tutte Ie Congregazioni Religiose, alia scopo di attuare I'auspicato
"aggiornamenlo".
Cosi penetrate dalla cosciente responsabilita di un effettivo rinnovamento della spirito, piu
che delle forme, e dalla necessita di precisare i punt; essenziaH e radicali della nostra spiritualita, fu
elaborato I'ampio materiale raccolto da una large e capillare consultazione (atta tra i membri della
Congregazione.
Aperte ai nuovi valori, ma (edell aile linee maestre delle migliori Iradizioni della Congregazione,
si e confermalo in quell' occasione I'impegno di voler "crescere" neUa nostra vocazione contemplativo-
altiva. per essere figlie "non degeneri" della Chiesa e del Fondatore:
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fondere in unita m,rabile la contemplazione e I'azione - COSI come il significato del nostro nome ha
voluto da sempre esprimere.
Uno dei frutti del Capitola straordinario del 1968 e dei Capitoli General, successivi (1976 -
1982) e stata la programmazione del nuovo testa delle Costituzioni , secondo Ie direttive del Concilio
Vaticano II, approvato can Decreta Pontificio 1'8 dlcembre 1982. Esso pone ancora una volta in risallo
il fine specifico della Congregazione: "Ia rinnovazione del fervor cnstiano" secondo il programma del
Fondatore S. Antonio Marla Zaccaria, per annunclare "Ia vivezza spirituale e 10 spirito vivo dappertutto"
(L. V).
La fedelta al carisma iniziale si ispira al modo di procedere del Fondatore per esprimere
adeguatamente neU'oggi la ste5sa esperienza di Cristo in un atteggiamento splriluale illuminato dallo
Spirito Santo, tenendo canto dell'attuale conteslo storico.
La conformita - fedelta al carisma zaccariano - non e un ripetere Ie cose fatte da Antonio Maria,
ma e porre In atto una fedella creatrice basata suUa rileltura e I'aggiomamento spirituale di fronte a Dio,
ai fratelli e al mondo. (V C. 36-37).
La nota carismatica peculiare di un Istituto - trattandosi di una grazia vivente - esige la eostante
verlfiea circa la fedella al progetto onginario di Dio e al suo disegno di salvezza, I"attenzlone alia storia
e aJ segni dei tempi, e la con5apevole appartenenza alia Chiesa locale e universale. Ne segue un
continuo rinnovamento del carisma che richiede di essere vissuto in condizioni anche inedile (efr Vita
fratema in comunita, 45).
__________________________ __
II carisma che 10 Spirito ha suscitato in Antonio Maria e ha conservato nella nostra famiglia
religiosa non e semplicemente un dono ricevuto da qualcuno direttamente per la sua personale santi-
ficazione, ma per il bene della comunita.
Esso non e una realta statica, ma dinamica di vita che porta con se una prospettiva di carita e
impegno umano impresClndibili, perche gli intuiti del nostro Fondatore e la storia poi continuata possa
proseguire nell'oggi.
Accanto al rinnovamento Interiore, il Fondatore propone un madelia strutturale dl aggiornamento.
che non puo non avere un forte liveJlo organizzalivo-progettuale circa I'apostolato. Ovunque si agisca,
la prospettiva e indicare nuove strade personal; e collettive di vita cristiana.
La dimensione profetica non ha soltanto il significato di rinuncia alia spirito del mondo, ne
fuga ascetica verso I'alto, ma anche di disponibilita al cambiamento personale e eomunitario, owero
abbandono di cio che e vecchio per correre verso Ie nuove esigenze che I'apostolato richiede.
La vita comunitaria ha la sua parola fondante -nel cammino spirituale delle persone consecrate,
sia per il lora costante rinnovamento. che per il pieno compimento deUa lora missione neJ mondo" (V C.
45)
(da "Ratio formatinnis" 2003)
5
cfl'C.evL cen.n.i. JtOlClci. _____________ _
(elaboratJ In occasione del 450
0
annJversario di nascita = 1535 - 1985)
Celebrare una ricorrenza storica come i quattro secoli e mezzo di vila coslituisce
indubbiamente, per una Istituzione religiosa, un momenta di grazia, oltre che una tappa di riflessione
per I'approfondimento del carisma originario e di quella "primigenia inspiratio" che il Cancilia
Vaticano II ha voluto privilegiare come base indispensabile per il rilancio del proprio apostolato.
E quelle che hanno vissuto Ie Angeliche di S. Paolo nel 1985 (il ramo femminile dei
Barnabiti), fondale a Milano intorno al 1530 da S Antonio Maria Zaccaria can la collaborazione
della contessa di Guastalla Ludovica Torelli, ed approvale ufficialmente il 15 gennaio 1535 con
bolla di Paolo III.
Come e nolo, Ie due congregazioni religiose, insieme con un gruppo di laici sposali , diedero
origine ad un cenacolo di tervente spiritualita che, prima del Concilio di Trento, promosse e attu6
una profonda riforma religiosa mediante una forte esperienza di preghiera, di esercizi ascetici. di
opere di misericordia, sempre in forme comunitarie e solidali e dirette alia "rinnovazione del fervo.-
re cristiano".
Con stile e spirito paolino. Ie "famiglie" religiose della Zaccaria prepararono il terreno
all'appassionata opera riformatrice di S. Carlo Borromeo, il quais aveva tanta stima e amore per
Ie Angeliche da definirle "pietre preziose della mia mitra pastorale".
Alia scuola del giavane Fondatore, Ie prime religiose conducevano una vila austera e
piena di mortificazioni, in aperto contrasto con la moda pomposa dell'epoca rinascimentale e in
contestazione della "Iiepidita: questa pestifera e maggior nemica di Cristo Crocifisso che 51 grande
regna ai tempI moderni" (Lett. V) ..
Va sottolineato i1 fatto che Ie Angeliche non erana vincolate alia clausura per esplicito
valere della Zaccaria: dovevano Infalti essere presenti ed atlive nella sociela, nei monasteri, negli
ospedati, nel campo delle missioni popolari e nei vari sertori della carita.
"Spiegate Ie vastre bandiere - scrisse in una lettera del 1537 - che presto il Crocifissa vi
manden':! ad annunziare la vivezza spirituale e 10 spirito vivo dappertutto".
Ed effettivamente, questa drappello di anime generose opera in non poche eiM della Lom-
bardia e del Veneto, prodigandosi nella cura dei malali e degU orfani, nel recupero delle "converti-
Ie", distinguendasl per 10 zela conquistatore.
Anima del lora apostolato fu la pieta eucarislica e la frequente comunione, in un lempo
di freddezza e di eresie; I'amore e il cullo al Crocifisso, considerato il vera maestro e fonte di
Ispfrazione, a eui condurre il prossimo; la devozione a S. Paolo, imitato soprattutto neUa sua
conversione e nei suoi patlmenli.
Come suole accadere per Ie opere di Dio, anche I'lstituto delle Angeliche subi prove e
persecuzioni due processi. nel1534 e nel 1537, si conclusero con sentenze di piena assoluzione,
"scoprendosi i sospetti essere falsi e Ie opinioni da non stimare",
Cio nonostanle. nel 1552. a causa della nuova temperie storiea creata dal Concilio di
Trenlo, il visitatore Aposlolico Mons. L. Marini impaneva la clausura, mortificando in certo senso
I'intuizione cansmalica della Zaccaria.
6
Chjes8 di san Paolo Converso in Milano
(tolta aJ/e Angeliche di san Paolo
con 18 soppressione napoleonica 1810)
rAl presente .. .
cosfantemente in attesa
che un successore di san Carlo B.,
I'Arcivescovo di Milano,
pOSS8. esaudire
If loro se pur s!lenzioSD vibrante desideno
di riromarvi a celebrare
Ie lodi del Signore
Cogliendo i 8egm di una supenore volonta. (e Angehche SI sottomisero dOCllmente al
nuovo corso, dedicandosi alreducazione inteltettuale e morale delle fanciulle nobilL con notevole
influsso sulla classe aristocrahca dell'epoca.
Nella vita claustra\e e nel servizio educativo era no guidate dalle {COS1ituzioni redatte dal
Bamabita Carlo Bascape, futuro vescovo di Novara, rit occate in seguito dal card Federico
Borromeo ed approvate nel 1625 dal papa Urba Viii .
Nei primi decenni , la famiglia Sfondrati di Cremona don6 aile Angeliche il fior fiore delle
sue fig lie: Giulia Sfondrati Picenardi grande benefattrice, quattro soreUe del Papa Gregorio XIV, e
altre parenti , che Illustrarono I'lstrtuto con la loro santita e culturs.
Per oltre due secoli. in silenzlo e feconda obbedienza aUa Chiesa, schiere di gio\l ani delle
casate piu nnomate frequen1arono i monasteri dell e Angeliche: in molti casi vi rimasero, prendendo
il valo delle loro educatrici.
Ne11 785, l'lmperatore Giuseppe It fece chiudere il monastero S. Paolo di Monza, preludio
di quella generale soppressione degl i Ordini religiosl che Napeleone decretera nel1810
Anche Ie Angeliche furono travolte dalla bufera antireligiosa, sicche il loro Istituto si estinse
con la marta delrultima suors, avvenuta a Milano ne11846.
Trent'anni dopa, ne11879, uno zelante bamabita ne promosse la ri costituzione a LocH. II
p. Pio Mauri (tale e il nome del Rifondatore) ne ottenne I'approvazione dal VesCCJl/o df Lodl ,
mons. Gelmini, il 21 novembre 1879. Due annl dopa, iI piccolo nueleo delle religiose 5i stabili
presso iI santuario di Santa Maria della Croce a Crema, con la benedizione del \lescovo,
mons. F. Sabbia. Nel 1896, \1 card. A. Ferrari Ie accolse a Milano con sentimenti di viva
ammirazione.
Come si puo notare, la rinascita delle Angeliche awenne in stretta dipendenza dai
successori degli Apostoli inserendosi nella vita della Chiesa locale
7
Ma anche i Pontetici favorirono il lora sviluppo, soprattutlo quando Benedetto XV, nel 1919,
tolse I'obbligo della elausura al Manastero di Arienza, riportando il carisma zaccariano aile sue origin;
Subito dopo, infatti, nel 1922, un gruppo di religiose parti per il Brasile, dove pote fondare
seuole e collegi ed Intraprendere un'atlivita missionaria: opere tuttora fiorentl.
Nel 1926, il Papa Pio XI riuni salta un'uniea Superiora Generale i tre monasteri allora eSJstenti
a Milano, a Fivizzano (Massa Carrara), e ad Arienzo (Caserta).
In tale oeeaSlone, egli disse che intendeva "far rivivere I'antico spirito delle Angeliche" e, contem-
poraneamente, dare un impulso vigoroso alloro riianCIO organizzativo e numerico.
Successivamente. I'lstituto allargo il suo rag9io di azione in Belgio, in Spagna, negli Stali Uniti
d'America e nello Zaire (oggi Rep. Oem del Congo), grazie alia lungimiranza di tre Superiore Generali:
la belga Madre Giovanna Bracaval (+1935), di cui e in corso II proeesso di beatificazione; la brasiliana
Madre Flavia Monat da Rocha (+!962) e I'italiana Madre Giovanna Francesca Brambini (+'971) che
per 24 anni consecutivi, diresse la sua famiglia religlosa con euore materna, intelilgenza e coraggio.
A lei si deve I'attuale casa generalizia a Torre Gaia, sulla via Casilina, con I'annessa scuola "S.
Paolo", inserite nella pastorale diocesana di Roma .
AI dlla delle vieende esteriori, e 10 spirito di Cristo Euearistico e Crocifisso ehe sostiene questo
Istiluto paolino: dopa 450 anni esso testimonia al mondo d'oggi, con la freschezza e la gioia della con-
sacrazione a Oio, che la cftta terrena deve essere "sempre fondata nel Signore e a Lui diretta" (loG.,
46).
Mons. Andrea M. Erba vesco If 0 bamabita
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n..."....,.,....;",.ori ...-;
- " ' ~ - I ~ ' " 'i)
Pianta del Monastero "S.Pao/o Converso"
delle Ange/iche di san Paolo
8
~
di approvazion{Z
d{Zll{Z di $8n paolo
t:5 g{lnnaio 1535
Paolo Vescovo, servo dei servi di Dio, a memoria perpetua dell'awenimento.
II debito del servizio pastorale affidatoci da Dio richiede, anzi ci urge - anche S8 noi in cio siamo
gia pronti di nostro - ad esaudire e ad appoggiare can opportuni favori i deslderi con cui Vergini
prudenti. vestito I'abito religioso, can promessa solenne votano la propna verginila all'unico sposo
Cristo Gesu, per polere con Ie lampade accese and are incontro allo slesso Signore e produrre fiori
dl virtu e rrutti di Sanlila, assieme all'incremento della vita consacrata.
Orbene, una petizione -- a noi presentala poco tempo fa a nome della nostra diletta figlia in Cristo
nobildonna LUDOVtCA TORELLI MARTINENGO, signora temporale della citta di Guastalla non
appartenenle a nessuna Diocesi - conteneva che Ella. spinta dalla devozione singolare che nu-
tre per I'Ordlne dl S. Agostino, ha grandissimo desiderio di far costruire a proprie spese, nella
citta di Milano e in zona condecente e idonea, a gloria dl Dio e ad aumento del dlvin culto e della
religione, un Monastero di Monache, e che intende debita mente dotarlo di una Priora - con carica
annuale 0 biennale - e di Monache del detto Ordine, Ie quail tutte possano ivi servire I'AItissimo
nell'osservanza regolare. Percio ci e stato falto umilmente chiedere, In nome della predetta
Ludovica, di voler benignamente concederle, con la nostra Autorita Apostolica. il permesso di far
costruire nella suaccennata erttil un Monaslero di Monache, con tutte Ie necessarie strutture e con
tutti gli altri favon contenuti nella petizione stessa.
Noi dunque, siccome desideriamo di tutto cuore la propagazione della vita religiosa.
specialrnente in questi nostri tempi, pienamente lodando nel Signore il pia desiderio della
sunnominata Ludovica e dispostissimi aile sue richieste, con I'autorita nostra Apostolica. in
virtu deUa presente Bolla, Ie concedlamo la licenza di far costruire, nella predetta citta e in
zona a cia opportuna e idonea, un Monastero di Monache, can chiesa, campanile, campane,
refettorio, orto, cortili ed altre strutture necessaria; e quando tale Monastero sara costruito e
difeso da opportuno isolamento, in Virtu della presente Bolla e can I'autorita nostra Apostohca
10 engiamo in Monastero di Monache del detto Ordine di S. Agostino, da governarsi in perpetuo
per mezzo di una Priora, che verra eletta annualmente, oppure ogni due anni, dal Capitolo
delle Monache che nella stesso Monastero presteranno servizio alJ'A/tissimo sotto /a rego/are
osservanza e in spirito di umilta. E sottomettiamo in perpetuo questa Monastero all'autorita
immediata del nostro venerabile fratello I'attua\e Arcivescovo di Milano e dei SUOI successori,
demandando a lui personalmente, e non per interposta persona, \a cura e la visila di esso;
ed allo stesso Arcivescovo concediamo la facoita di stabilire, col consenso della medesima
Ludovica, tutte quelle Regole e Costituzioni - non contrarie ai Sacri Canoni - che saranno
ritenute giuste e ragionevoli, per il retto governo e il buon stato di esso Monastero, oppure
di correggerio 0 anche di cambiarle del tutto, se cio sara ritenuto opportuno per Ie mutate
condizioni dei tempi.
Inoltre alia stessa Ludovica - senza che lei debba chiedere nessu n altro permesso a chicchessia
- concediamo piena e libera facolta di prelevare dai loro Monasteri e di introdunre in questo
futuro nuovo Monastero, al fine di stabilirvi la pratica re!igiosa, sei Monache dell'Ordine 0 di
S. Agostino, 0 di San Benedetto, 0 dei Padri Pred icatori, purche siano di stretta osservanza
e si prestino volontariamente a questa missione. Ie quali possano istruire Ie nuove monache
presenti e future neUe pratiche della vita religiosa, can facolta di poter rimanere anche in
perpetuo nello stasso monastero, come se non fossero mai state di alcun altro Ordine e senza
chiedere nessun permesso riguardo a cia.
9
In piu alia Priora pro tempore e aile Monache del futuro Monastero concediamo la facolla dl
eleggersi come Confessore un Sacerdote 0 seeolare, 0 dell'Ordine di S. Agostino, 0 di qualsiasi
altro Ordine, purche sia di specchiata vita e di una ceria eta, il quale, appena verra eletto, sia
ritenuto automallcamente confermato in virtu della nostra autonta Apostolica, con piena facolttl
nan solo di udire Ie Confession; della Priora, delle Monache e degli inservienti d'ambo i sessi del
Monaslero, ma dl assolverli anche dai easi riservati alia Sede Apostolica, di celebrare ad essi
la Messa e gli allri Uffici Divini, di amministrare loro I'Eucaristla e tull; gil altri Sacramenti della
Chiesa. Inoltre concediamo che il detto Confessore possa, quando l'Arcivescovo e fuori sede,
confermare I'elezione della Pnora, ed essere Visitatore del Monas!ero, correggere gli abusi a
norma delle Costltuzloni, assolvere dalle censure, fare liberamente e lecitameme tutto cia che
e inerente alia carica di Visitatore e che l'ArcivescDva stesso farebbe e deciderebbe, se fosse
presen1e, senza essere ostacolato in cia ne da Vicari Episcopali, ne da Qualunque Superiore
Maggiore anche dell'Ordine di S. Agostino, ne cia qualsiasi altra Autorita ecclesiastica.
Inoitre, in forza della nostra potesta Aposto/ica e non ostante qualunque possibile disposiLione
pontificia in contra rio, can la presente Bolla concediamo illibero, pieno e perpetuo godlmento
di tuttI e singoli privilegi, immunita, esenzioni, facolta, indulgenze, permessi e indulll di cui
godono al presente godranno in avvenire gli altri Monasteri dell'Ordine di S. P.gostino.
Nessuno quindi ardisca trasgredire, anche in minima parte, questa nostro documento di
erezione, istituzione, soggezione, concessione e indulto, ne tanto meno porre in dubbio la sua
aulenticita e il suo valore.
Che se qualcuno osera fare cio, sappia che incorrera nell'indignazione delI'Onnipotente Dio e
dei Beati Apostoli Pietro e Paolo.
Roma, presso S. Pietro,
nell'anno del/'Incamazione del Signore 1535 il 15 gennaio,
nol primo anna del nostro Pon tifica to.
Basilio Ferrari, segretario
(traduzione d811atino fatta da Padre Giuseppe Cilgni barnabita).
10
c!''C.tien.za. delle (/In,eLlcAe nel monrio
Parlare di ((presenza delle Angeliche net mondo sembra quasi un paradosso, tanto essa
e piccola, anche se puo cantare un buan numero di opere in Iialia, in Brasile, in Africa._
Del resto. come entita numerica, Ie Angeliche non sana una forza, non 10 sono mai state,
se si eccettua il periodo fiorente della fine del 1500, quando il solo Monaslero di S. Paolo in Milano
poteva contare 'ra Ie sue mura un centinaio di monache.
E una lora caratteristica quella di essere e di formare un'unica famiglia in cui lutte a
quasi 5i conoscono e tulte sono bene aceolte in qualsiasi luoga e momenta. Veramente, In ogni
loro Comunita si respira aria di famlglia, per cui ciascuna si sente a suo agio e puo esplleare
apertamente Ie sue dati. sempre per il bene di tutte e delt'intera Congregaz(one.
L'essere numericamente poche non e per lora motivo di preoccupazione: cosi Ie ha volute
iI Signore e COS! esse esprimono il meglio di SEl, per I'avvento del suo Regno nel mondo.
Se mai, unico motivo di rammarico puo essere quello dt non avere sufficienti forze ed
energie per soddisfare i desideri e Ie esigenze delle Chiese locali che, in verita, son a molte e
pressantL
Oggi che in Italia si sente piu che mai la carenza delle vocazioni femminili, portare avanti un
lavoro formativo-educativo-scolastico pressante nelle attuali comunita italiane e impresa ardua.
Ci sana invece buone prospettive di vocazioni in Brasile, dove il Noviziato e fiorente, in
Congo, In Albania e Kosova, in Indonesia, ultima nostra fondazlone ..
Per Questa, Ie Angeliche sana grate al Signore, perche non solo Ie mantiene in Vita, ma da
lora possibilita di espansione, rispondendo casi all'invito profetico del S. Fondatore: ... presto il
Crocifisso vi mandera a portare la vivezza spirituale ... dappertutto.
Non e il caso dl stendere qui una cronaca minuziosa delle varie case e comunita esistenb,
ma accennare almena ad alcune can una sempHce carreliata, partendo dall'anna di rinascita della
Congregazione, i11879.
Dell 'antico loro patrimonio, del Ire Monasteri sappressi a Milano, Cremona, Monza, non e
rimaslo altro che [a bellissima Chiesa dl S. Paolo Converso, in Corso Italia. a Milano, vera gioiello
d'arte rinascimentale, a cui Ie Angeliche di oggl guardano ancora con nostalgia e con desiderio
vivo che presto - quando il Signore 10 voma - possa essere loro tinalmente restituita.
La prima minima comunita (derla Rinascita) si forma a Ladi ne11879, grazie aile premure
pill che paterne dell'instancabile P. Pia Mauri barnabita che desiderava il risorgere dell'antica
Congregazione delle Angeliche. Presto essa SI trasferi a Crema, presso il Santuario di Santa Ma-
ria della Croce, dove pate accogliere gia numerose giovani aspiranti alia vita religiosa, fra cui la
Serva di Dio, M. GIOVANNA BRACAVAL (belga).
Nel 1896, fondato il nuovo Monastero a Milano, la comunita. di Crema vi si trasfer] e pur
rimanendo di stretta clausura fino ar 1926, si ricostltui anche numericamente tanto da polerfondare
altri due Monasteri: nel 1 B9B a Fivizzano (Massa Carrara), nel 1903 ad Arienzo, in provincia di
Caserta, attuando qui la fusione con \e Rocchettine, antlco ordine di canonichesse in estinzione
cha, grazie al Signore, riuse] perfettamente.
Questi tre Monasteri di vita bpicamente claustrale all'inizio, andarono ben presto aprendosi
aile necessfta della soeieta dell'epoca
L'educazione della gioventu rimase I' attivita caratteristica delle Angeliche, in modo
partico/are quando la Congregazione, ne11926, rilomo alia vita attiva,
Fu opera sopratlutto della Serva di Dio M. Giovanna 6racaval ottenere per Arienza la
(prima dispensa della clausura con decreta della S. Sede il26 aprile 1919.
11
Le Angeliche di Arienzo assunsero la direzione di Istituti per orfane di guerra e si dedicarono
al catechismo nelle parrocchie.
Nel 1920 il monastero di Milano ottenne la dispensa dalla clausura papale, ma rimase con
la clausura diocesana fino a11926, quando il papa Pio XI diede I'incarico al vescovo di Cremona
di fare quanto era necessaria per la fusione dei tre monasteri e per il ritomo delle Angeliche agll
ideal; del Fondatore.
Comunque, prima ancora della fusione delle tre comunlta, arrivarono dal Brasile, per
mteressamento dei Padri Barnabiti, due giovani aspirant; desiderose di farsi Angeliche e che
sarebbero poi ritornate nelle lora terre per aprirvi nuove comunita. Infatti nel 1922, dal
monastero di Arienza partirono alcune Religiose e nel giro di pochi decennl, moltlplicandosi,
Intrapresero attivita di apostolato sorprendente, con varie fondazioni tuttora fiorenti.
Ne11925, dietro richiesta del parroco di S. Giuliano Milanese, delle autorita comunali, Ie
Angeliehe accettarono la cura e I'educazione de/l'infanzia nell'astlo comunale e I'inserimento
nelle opere parrocchiali. curando soprattutto la gioventu che rispose presto can il fiorire di numerose
vocazioni.
Nef 1926 esse furona a Guardamiglio con 10 stesso compito: nella cura ed educazione
dell'infanzia e defl'adolescenza.
Tra il1926 ed 1940, Ie Angeliche formarono alcune comunita nell'ltalia centro-meridionale'
Napoli con la fonda-zione del Collegio-canvito S.Eligio; Trani con I'apertura dl un istituto di
istruzione primaria e seeondaria con annesso collegio-convito. Entrambi malta rinomati per la
serieta nella formazione dene giavani edueande.
ARoma, presso la Basilica di S. Crace, I'assistenza in un campo profughi, a Lecce la cura
dl un orfanotratio .. . e I'elenco potrebbe continuare!
Owiamente, negli anni di passaggio dalla vita di c\ausura alia vita di aposto/ato, non poche
furono Ie difficolta, in particolare modo per la diversita di mentallta, di formazlone, di tradizioni
poriate avant! nei tre monasteri.
In breve tempo, il rinato Istituto estese i suo; campi d'azione con la fondazione di varie
comunita non solo In Ilalia, ma anche in Srasile, chiamate ed aiutate dai confralelli Barnabiti .
Preziosa la {oro attivita educativa e di cultura svolta a Rio de Janeiro, a Teresopolis, a Bela
Horizonte e piu recentemente nel Para, come opera missionaria a Selem e in altre localita del
Brasile.
Madre Flavia Monat da Rocha, (Ia prima Angelica brasiliana) durante il suo generalato,
senti quasi un dovere fare una fondazione in Belgio, nella terra di colei che aveva pregato, sofferto
e operato per il rilancio delle Angellche.
Bisogna riconoseere ene, ovunque, Ie Angeliche si impegnarono con entusiasmo e con
coraggio per I'educazione cristfana della giaventu e per la evangelizzazione dl tutte Ie classi sociali.
Quanti aneddoti piacevoli e simpatici si potrebbero trarre dalle vecchie cronache di comunita!
Sentire queste monache claustrali adeguarsi aile esigenze dei nuovi ambienti e a forme nuove
di vita, pur tenendo a conservare quel sensa di riseNatezza che Ie ha sempre caratterizzate,
richiama alia mente 121 semplicita del fioretti francescani.
Con il 1946 (anno in cui fu elatta Superiora Generale M. Glovanna Francesca Brambini,
(italian a) Ie Angeliehe poterono espandersi anche in campo internazionale.
Nel 1948 avvenne innanzitutto il trasferimento deJla Casa Generalizia da Milano a Torre
Gaia (Roma) e la fusione dei Novlziati preesistenti in un unieo Noviziato.
Dal centro della cattolicita rlstituta ebbe un nuovo e concreto sviluppo: venne intensificata
soprattuUo la preparazione spirituale, apostolica e professionale delle Suore. Si consolido il filone
dell'istruzione ed educazione cristiana della gioventu con la eonduzione piu qualificata della scuo-
la e vennero promosse forme di apostofato piu particolarmente missionarie .
12
Ne11963, partirano Ie prime Angeliche missionarie: lora campo di apostolato fu Mbobero, in diocesi
di Bukavu (Zaire), a franco dei Padri 8arnabiti; alcunI anni dopo si apri a Murhesa una nuova casa,
ora sede del Noviziato africano a cui sagui la fondazione di Kavumu e di Kalehe.
Nella slasso anno, un gruppo di giovani Angeliche partirono per gli Stati Uniti e si stabilirono
a Youngstown (N.Y.), presso il Santuario di Nastra Signora di Fatima, affiancandosi nell'opera dei
Barnabiti, e alcuni anni dopa nel1976 si stabilirono a Easton (Pennsylvania).
Aperte ai nuovi tempi, rna fedeli aile linee maestre delle lora migliori tradiziani, esse
eonfermarono I';mpegno di valer crescere nella lora vocazione contemplativo-attiva, per essere
figlie non degeneri della Chiesa e del Santo Fondatore: fondere cioe in unita la contemplazione
e I'azione, cos; come il significato del lora nome ha voluto da sempre esprimere.
Nel 1965 si stabilirono ancha a Palencia (Spagna), chiamate aneora dai Barnabiti, dando
inizio ad una fiorente ed insperata attivita seolastica, che in breve tempo si rivel6 oppor1una e
provvidenzi ale.
Nel 1970, fu eletta Superiora Generale, Madre Armanda M. Ponsiglione che ha retto
I'Istituto per quasi vent'anni continuando il cammino aperto da chi f'aveva preceduta, nel desiderio
di mantenere Ie prerogative che evidenziavano il vero volto della Congregazione.
Ne11976, insperatamente si apri la strada per una fondazione a Prizren (Jugoslavia), dove
Ie Angeliche ancor oggi prestano servizio nell'uniea Parrocchia cattolica tra venticinque mosehee,
regalando alia Congregazione un buon numero di vocazioni.
Poi fu la volta dell'AIbania, a Scutari, il cui campo dl azione odierno e I'apastolato fra la
gioventu e I'assistenza aile giovani universitarie, ospiti del nostro pensionato ed ancora una
Missione a Milot e Fush-Milot (Tirana) con I'altuale impegno di portare iI Vangelo in tutte Ie famiglie.
Infine - siano rese grazie al Signore - mentre in tutta )a Congregazione fervevano Ie feste
dell'anno glubllare, (1985) una nuova prospettiva di bene e di apostolato si e aperta per essa nelle
lontana Filippine che diverra presto nuovo vivaio di vocazioni
Cosl mentre I'!talia e l'Europa al1endono la ri-evangelizzazione per maturare frutti di
vocazioni, Ie Angeliehe tentano quest'altra strada da cur da tempo si andava pensando.
Che cosa importa, dunque se esse non so no molte?
L'essenziale e che non perdano di (vitalita, ehe, come e stato detto da una persona ehe Ie
conosce nel quotidiano da anni, e una loro caratteristiea: anche nells difficolta non Ie ha viste mai
arrese, inerti, mai senza .. . fantasia.
Scriveva infatti I'allora Madre Generale, M. Armanda M. Ponsiglione in una sua lettera aile
Angellche, a conclusione dell'anno giubilare 1985:
((Nef/a ncorrenza storiea del 450
0
di Fondazione (1535-1985) abbiamo utteriormente
compreso che nascemmo come un drappello di persone lese a rinvigofire /a fede e i cosiumi del/a
societa e della Chiesa stessa del Cinquecento. E quale attivita maggiore rieerch/amo per sentirei
utiti ancora oggi, in cui precisamente J'una e gli altri hanno un bisogno infinito di rinvigorimento?
A sostegno della loro attivita, i nostri predecessorl (i paolini) posero Intelligentemente non
il "fare qualcosa, ma I'essere per .. .
n
, eloe la sanM3 della vita.
E fu un successo dovunque nelle missioni, come sappiamo dalla storia, proprio perehe
essi piantavano il \oro lavoro non su programmi e progetti, ma sull'unico progetto della lora vita,
perderla per ritrovarla in Cristo.
Ecco, dunque, da quali basi dobbiamo r1partire}), per nlanciarei nel nostro ruolo di Angeliche
nella Chiesa, per essere all'altezza della nastra vocazione e delle attese della societa odierna ( ... )
con uno stile, con uno spirito, can un ideale che vuole inearnarsi In questa oostro seeolo, cos;
tempestoso, cos; lontano non solo dai valori cristiani, ma anehe da quelli semplicemenle umani.
. II Santo Fondatore ci direbbe: "vol siete atte, se volete ... ".
(da (tie Angeliche di san Paolo nel 450
0
anna di vita
13
8a.n.t (fIn.toni.o (/I.. Jac.c.aw,.
(il qonJato'te)
J tlJ.c.embce 1601- 6emo1lCl - 6lualiD 1639
Antonio Maria nasce a Cremana nel dicembre 1502. Orfano di padre, a pochi mesl rieeve una
accurata educaziane umana e religlosa dalla giavane madre, Antonietta Pescaroli.
MEDICO-CATECHISTA
Dopo la rinuncia testamentaria aU'eredita in favore della madre, si reca a Pad ova per gli
studi di medicina. Laureatosi, fa rita rna nella sua atta di Cremona, un tempo (iorente e patente,
e ora devastate da guerre, inondazioni, carestia e pestilenza. Qui, 10 Zaccaria, espletando la sua
attivita medica, solidarizza can i piu poven: visita ammalati, carcerati, apre Ie porte della sua casa
agli ind igenti.
Non pago del suo "apostolato" professionale, dedica il suo tempo anche all'educazione
spirituale dei piccoli e dei giovani, ai quail ben presto si aggiungeranno gli adulti. Fonda, nella
Chiesa di S. Vitale, il "Circolo dell'amicizia": centro di incontri di preghiera, di cultura bibliea e di
attivita pastorale, seguendo II madelia dl vita e la doUrina di S. Paolo.
15
Cinque sana i Sermoni sui primi camandamenti, che il giovane "catechista" scrive per
esporre la dottrina cristiana; un sesto ha per argomento /a TIepldezza "pestifera e maggior ne-
mica di Cristo Craeifisso, la quale si grande regna nei tempi moderni" (letV aile Angellche):
eombatterla significa diventare santi.
SACERDOTE
Ordinato Sacerdote nel1528 incrementa la sua opera apostotiea, sostenuto dalla Contessa
Torelli, Signora di Guastalla, di cui era diventato direttore spirituale e amminislratore. Cremona 10
proelama "Padre della Patria'.
Nel 1530, animato dallo spirito universalistico di S. Paolo, segue la Contessa a Milano, il
centro propulsore delle idee politiche, sociali, eeonomiche e religiose dell'ltalia del Nord. rna, nella
slesso tempo, la capitale della corruzione e della vita eristiana ridotta a puro e sterile formalismo:
e II campo in eui esplodera il suo dinamismo apostolieo riformatore.
RIFORMATORE
Entra nel "Cireolo deliBerna Sapienza": ne diviene enlusiasta animatore e "costringe" i due
amici Antonio Morigia e Bartolomeo Ferrari a collaborare alta fondazione dei "Paolini", pereM dalla
lotta difensiva contra la tiepidezza, /a negligenza, l'instabiliti:! si passi alacremente al contrattacco,
percorrendo il cammino della santlta: "Orsu, Fratelli, levatevi ormai, e venite meeo insieme. che
voglio che estirpiamo queste male piante ... " "Su, su, Fratellil Se finora in noi c'e stata aleuna
irrisoluzione, gettiamola via insieme con la negligenza: e corriamo come matti non solo a oio, ma
aneora verso il prossimo" (Lett.11 del4 gennaio 1531 al Ferrara e al Mongia).
FONDATORE
Si mette subito all'opera: presenta al Pontefice Clemente VII una Suppliea per avere
I'approvazione del suo progetto di nforma; la risposta viene il 18 febbraio 1533 a Bologna, dove il
Papa doveva ineontrarsi con Carlo V: nasce cosi iI Primo Collegio dei Paolini. Non
hanno aneora una casa propria, rna gia si mettono in luee per la lora azione di urto riformatore:
si presentano per Ie strade e per Ie piazze can un crocifisso, richiamano alia conversione, alia
preghiera pubblica con I'adorazione del Santissimo, alia pratica frequente della confessione e
della eomunione; praticano la flagellazione, chiedono I'elemosina. 1/ popolo e
SCDSSO: se non mancano coloro, che accolgono il messaggio, molti reagiscono e intentano un
processo contra "La casa di Paolo,
La Zaccaria non si ferma: agli impauriti compagni riuniti in S. Caterina a Porta Ticinese, rivolge
un'appasslonata esortazione, invitandoli ad imitare il Crocifisso sotto il vessillo di Paolo e motivando
Ie cause della perseeuzione come un semplice giaeo di passioni. Tutti si abbracciarono protestando
piena fedelta. E' il 4 ottobre 1534. II
processo e presto archiviato e i "paolini" possono continuare la loro opera di restaurazione
cattolica, ricevendo I'avallo della Chiesa con una Bolla del Papa Paolo III, il 25 luglio1535. Da
questa momento II gruppo prende il nome ufficiale di 'Chierici Regolari di S. Paolo".
11 15 gennaio della stesso anno Paolo III aveva approvato la eostituzione del gruppo
femminile, con il nome di "Angeliehe di S. Paolo": suare senza clausura, in direl1a eollaborazione
con i sacerdoti. Ma 10 Zaccaria vuole colnvolgere nell'opera di riforma i laiGi; perdo costituisee
il gruppo dei "Maritati di S. Paolo", associato ai due rami religiosi consacratl, per Ie missioni al
popalo, la elevazione spirituale deUa famiglia, la santificazione della stato coniugale, la spirilualtta
aseetlca ed eucaristica.
16
APOSTOlO
L'attivita dei paolini e immane; non si arresta nemmeno quando, nel giugno del 1536, viene
riaperto iI processo per eresia, che si conciudera neli'agosto del 1537 con una sentenza assolutoria
in formula piena, emessa dal Presidente del Senato Milanese, Giacomo Filippo Sacchi.
Antonio Maria I ben consapevole della grave responsabilita assunta nel fondare Ire gruppi
riformatori: fa sentire la sua voce a tutti 0 con la presenza diretta a con Ie lettere. Mette mana alia
redazione delle Costituzioni per i Chlerici, Ie quali, per6, profondamente modificate, saranno ap-
provale da Gregorio XIJI e promulgate nel Capitola Generale del 25 gennaio 1579, presiedulo da
S. Carlo Borromeo.
Intanto, nel 1536, per la rislrettezza delle Casette di S. Caterina, i paolini si trasferiscono in
un'ampia casa messa a disposizione dalla Contessa d( Guastalla nelle adiacenze di S. Ambrogio,
dove resteranno sino all 'ottobre del 1545, quando entreranno in possesso della Casa e della
Chiesa dei Santi Paolo e Barnaba, che diverra la Casa Madre dell'Ordine e dalla quale assumeran-
no il nome di Barnabiti.
La missione a Vicenza e i continui viaggl Ira Milano e Guastalla tra il 1537 e 1539
consumano Ie ultime energie di Antonio Maria, che, sentendo una grande "stanchezza del corpo",
sf fa trasportare da Guastalla a Cremona, per esalare 10 spirilo Ira Ie braccla della madre, il 51uglio
1539.
SANTO
Imponenti sono Ie esequie, presiedute da Mons. Luca di Seriate, che 10 aveva ordinato
sacerdole. La salma viene trasportata a Milano e lumulata nella Chiesa di S. Paolo delle Angeliche,
dove rimarra sino al1'8 maggio 1891, quando fu riesumala per essere deposta nella cripta di S.
Barnaba, inaugurata il 9 aprile 1893.
Ininterrotto e stato il cullo, confermato il 3 gennaio 1890 da Leone XIII , che 10 proclamera
santo nella Basilica Vaticana il 27 maggio 1897.
(P Lucio Dentico)(del Col/egio Bianchi di Napoli)
Merito grandissimo della Zaccaria e la valorizzazione del genio e del ruolo della donna, sia
nella vita religiosa come nel matrimonio. Tra Ie suore assume un partieo/are (ilievo I'angelica Paola
Antonia Negri, chiamata la "divine madre e maestra" per la forte carica carismatica di cui era dotata
e per I'eccezionale aseendente che ebbe sui prim; Bamabiti e sullo stesso fonda tore. Accanto a
lei, la contessa di Guastalla Ludovica Torelli, donna di spiccate qua/ifa e talenti. Purtroppo dopo la
morte della Zaccaria scomparvero praticamente i Maritati di San Paolo: una perdita d%rosa del
laicalo catiolico .. (Andrea M. Erba bamabita)
17
8a.n fa'tlo cPo'C'Comeo
of'cona. (t:!fofla/ca.) '538 - dfiltulo '584
rlel1e 04"6e1iclr.e Ji 8a.n. eJ'a.olo
Non si pu6 negare aneor oggi la predilezione che il Santo A rcivescovo ebbe per Ie Ange/iche
recchiuse nel Monastero di san Paolo Converso in Milano che amava chiamare "Ia perla piLi
preziosa della sua mitra" per J'esemplare regolarita del/a vita religiosa, tanto da scegliere Ie foro
regale, i loro usi e costumi de presentare 8/ Coneilio provincia/e di Milano e portarli nelle altre
comunita religiose come madelia da seguire.
Cosl scrlve I'Angelica Paola Antonia Sfondrati nella sua star/a manoscritta:
Per la riforma dei monasteri, S.Carlo 5i degn6 scegliers parecchle delle nostre Madri,
in diverse circostanze, per cinque monasteri, tre in citta e due fuori delia diocesi. Queste scelte
affliggevano vivamente la congregazione e si supplicava che questa calice si aliantanasse per
non berlo. Ma tutto anlmato da un 8rdente desiderio dl fare del bene al prossimo, di riformare i
cos1umi e ricondurre Ie anime smarrile, il santo prelato, imponeva la sua volonta con tanta energia
che bisognava acconsentire a tutto, e rassegnarsi a tutti i pericoli ed a tutte Ie fatiche in mezzo a
cui si trovano presentemente ovunque Ie Madri)).
Negli ultiml anni della sua vita, egli si recava spesso al loro monaslero e faceva lora pie
istruzioni, il piu sovente dopo aver celebrato la santa Messa nella lora chiesa.
Queste istruz\oni 0 Sermonl vennero raceo!!i daUa M. Agata Sfondrati, nipote del Papa
Gregorio XIV, che si conservano tuttora nell'Archivio Angeliche di Roma; furono pubblicati per la
prima volta a Padova nel 1720
A testimonianza della sua particolare benevolenza, alia sua marte, volle lasciare aile
Angeliche un quadro rappresentante il Calvaria, dinanzi al quale egli faceva abitua!mente Ie sue
orazioni.
A S. Carlo Ie Angeliche sono debitrici della redazione definitiva delle loro costituzioni.
Quelle poche regote scritte al principia da S. Antonio Zaccaria, d'aceordo colla contessa Torelli,
regole a cui si erano accontentati d'aggiungere, secondo Ie circostanz6, osservazioni giudicate
utili e anche necessarie, avevano bisogno d'una revisione meglio ordinata e conforms al nuovo
stat a di case
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II santo arciveseovo sollecitato spesso dalle Madri di S. Paolo, incaric6 il suo discepolo
prediletto, il Padre Baseape barnabita, diventato poi Vescovo di Novara, per quest'opera partieolar-
menle delicata e quando fu terminata S. Carlo l'aceompagn6 can una leltera in cui 5i legge questa
magnifica testimonlanza.
La congregazione delle Angeliche di S. Paolo, avendo sempre perseverato in tutto il
fervo re della disci pi i na regola re da I 9 I orno Inc u I ri ceve I' a pprovazi 0 ned a I Sovra n 0 Pontefice
Paolo III, affinche in avvenire si mantenga nel retta sentiero della vita regolare. abbiamo
giudicato opportuno di far redigere e stabilire Ie presenti costituzioni e regale, affinche
queste degne religiose possano aver in un sol volume tutto ci6 che hanna praticato fin
adesso, almena Ie dlsposlzioni pill importantl con qualche altra che nel Signore abbiamo
creduto bene d'aggiungere.
La morte imprevista del Santo Cardinale ntard6 la pubblicazione di que lie regale; esse
ricevettero la loro sanzione definitiva solo nel 1625, e fu iI Cardinale Federico Borromeo nipote e
successore dl S. Carlo che oltenne dal Papa Urbano VIII it Breve d'approvazlone
Nella sostanza ed in gran parte nella forma, queste costituz(oni somigliano molto a queUe
dei Chlerici Regolari di S. Paolo Rendere gloria a Dio, santifiearsi can una immolazione costante
a Sua Divina Maesta, lavorare al bene spirituale del prosslmo can tutti i mezzi in lora potere, tale
e 10 scopo generale.
La comunione quotidian a introdotta subito all'origine fra esse, dal lora priml direttori
spirituali, I'orazione menta(e almeno un'ora ogni giorno, I'esame partieolare e generale, il digluno
ogni venerd\, I'astinenza lutti j mercoledJ, questi sono alcuni dei mezzi efficaci adoperati per
conservare ed aumentare in lora quella punta di spirito e di corpo che l'Apostolo S. Paolo richiede
dalle vergini del Signore e che espnme tanto bene il nome di AngeJiche.
(da Ie AngeJiche di san Paolo ne150" anna della 10m nnascita. Lod! 1879-Milano 1929
Memorie Sforiche 1929).
S E R M 0 N I F A M r L I A R.r
DI S CARLO
BORROMEO
CARDINALE Df SANTA PRASSEDE,
: A!t.CIVESCOVO Dr MILANO,
FAT T J .1 r. M 0 N -! C H E
DETTE ANGELICHE
del/" iolign< M.,...Acto di. S. />'oJo io <j"dh Ci!cl i
r'rl4/1i !uJd.,11I1 '/1.114 -tria' ,hJ
I. RnkuPi/.A Md A.o!''''''
A GAT A .s F 0 N D RAT A.
f
S. Carlo Bo/romeo, mcisione in r. di F M. FranCIa
19
\
I
"Raccolgano (Ie Ange/iche) can filiale affetto
l'ereditiJ che ad esse ha lasciato
illoro gran Padre, e zelantissimo Pastore:
r;suoni nelle lora orecchie quella soavissima
e paterna voce con cui ci spargeva
quei santissimi concetti;
si rinnov; quell'allegrezza che sentivano
quando lora diceva "dilettissime fig/iole";
ricordinsi con quant'affetto ci favoriva di quel/e visite,
quando ne' gran caldi di Giugno, LugUo ed Agosto,
a piedi, di mezzo giorno, alJ'arder del sole,
veniva, come so/eva dire, a conso/arci spiritua/mente:
non /asc;no andar vacue daUa parte /oro
queUe fatiche, quei viaggi, quei
quel desiderio ardentissimo, quel cordialissimo
a ffe tto,
quella incomparabile vigilanza e carita sua,
quale no; piiJ che i'altre pecorelle Monache
goduto. " (1)
ia San Paolo, acidi III. di Agosto MDLXXXV
1, (dalia Lef1ero dell' AngelicD Agata Sfc)!)dra/I, aile zia M Angelica Paola Antonta Standrati,
Ilell'lnlroduzione ai "Sermoni di S. C8rJo" da lei diJigGnlomellle GonseN",i):
'",
20
Ii tfiJIotuLatO'C.e:
cf. l:?Lo rJla.u.'Ci. rfia.'clla.hlta
(1840 - 1916)
Lei pens! a ottenere if permesso dai SUOI Superiori, a/ rosto ci penso io .. . .
Cos; si lasc"iarono, salutandosi, due Sacerdoti al principia del 1879: Sacerdote seeolare I'uno,
Barnabita I'altm: Padre PIO Mauri.
La sguardo di quest'ultimo brillava, animato da una santa fiamma. Era veramente giunta !'ora
voluta da 010, perche Ie Angeliche risorgessero. La Beal ificazione del Fandatore era ormai prossima e
cosl sarebbe stala piena Ie gloria del Padre, perche il ramo rigoglioso, infranlo, avrebbe ripreso nuova
vita.
I permessi furona concessi, la casa fu trovata, Ie anime desiderose di preghiera e di amare gia
attendevano. E cosl, nel novembre 1879. risorgevano Ie Angeliche.
Padre Pia Mauri era felice. Can cure quasi mateme 6gli seguira passD passo Ie sue figlie. Ie
formera sullo stampo deUe prime Angeliche. studiando tutti i lora libri antichi. perche esse siano degne
figlie di Antr;,nio Maria Zaccaria e degne discapole dl S. Paolo.
A 1S anni eg/i era entrato neJla Congregazione dei Bamabitl; e neJla Tempora di Awento del
1862. ottenuta la dispensa di 14 mesi, era stato consacrato Sacerdote.
Da Religioso profuse la sua esuberante attivita e il desiderio di fare e di dare senza misura
in tutti gli uffici e incarichi che ebbe; ma i tesori piu cari della sua intelligenza e del suo gran euore
egli Ii spese per I'opera a cui la Divina Provvidenza I'aveva chiamato: per ben 2S anni eglJ, delle sue
Angeliche. fu consigliere e padre.
Gia .anzlano fu richiamato dai SupaTiori in ComunitB.. Pass6 gli ultimi anni a Cremona, Monza e
Milano, e mori il4 Marzo 1916.
Anima sehietta. lasciava Irasparire dagli arti e dalle parole il suo modo di pensare e gli affetti del
sua cuore. Vera tempra di Sacerdole e di Religioso ama sinceramente la Chiesa, la Congregazione e
Ie anime.
Fu devotissimo della Madonna, in onore della quale scrisse moltissime operette spirituali e
devotissimi mesi di Maggio; e cereD d'infonderne I'amore nelle anime da lui dirette. Un eulto del tutto
speciale eg/i ebbe per la Madonna di Caravaggio.
Sentendo prossima la fine cos] scrisse: NOh, che in quefl'or8 estroma, che in quelJ'istante, che di
una etemita decide. giungano, deh giungano a me Ie dole; visioni del Tuo Santuario. a Maria; giungano
I cari ricordi delle Tue grazie qui ricevute . . . che i Tuoi pletos; sguardi, 0 Madonna di Caravaggio, mi
siano raggildi luee serena tra quells paurose ambre di morte: mi si aprano Ie Tue mateme braccia ... mi
sl dischiuda il cuor Tuo benedetfo . .. e Teco adduci salvo nef Paradiso TUD, vicino a Te, me poveretto
figlio di u ~ l J a che pur fu Tua devota ancella e me sacrO 81 Tuo amore .
21
qElcu.n.e cF'Iu.'Ce em.in.en.tl n.ella. e.olll'Cela.zlolle
Jelle c/llllelicA J.i d'aolo
prima fra tutte pur non avendo mal Jndossato /'abito bianco delle Ange/iche e
la. fOIl{olltia.t'Clce ,/.u.tiovlca. cf O'CelJi
dJ. #u.tUttJJ1a.(1499 - 166J)
La Contessa Ludovica Torelli, signora di Guastalla, era una donna di doti non comuni: appena
quindicenne, per la morte del padre e I'incompetenza materna, aveva dovuto, quale unica erede di
ingenti sostanze, affrontare Ie non lievi difficolta e dell'amministrazione, e del governo del feudi in sua
proprieta.
Spinta dalla madre che 51 preoccupava dl saperla sola in tanta gravi incombenze, verso i dieiotto
anni, si univa in matrimonio col conte L. Stanga di Cremona, che, colpito di Ii a poco de una rlpugnante
melattia, in breve la lasclava vedova. Passava quindi a seconde nozze con il conte M. Martinengo da
Brescia, ma anche questa secondo matrimonio non fu felice. L'uomo venale e violento a cui si era
unita sperando protezione ed aiuto, avido dei beni di lei, minacci6 pil) volle di togliene Ie vita. Egli perc
cad eva per mana dei parenti della prima moglie da lui uccisa,
Ludovica, nel frattempo, aveva perdulo anche la madre ed i tre piccoli, che avrebbero dovuto con
Ie giois della maternita alleviarle Ie disawenture conjugali e si trovava, a soli venticinque anni, colma
dl affanni e pienamente libera di se stessa.
Per sollevare il suo spirito e rifarsi delle pas sate sofferenze, non trovava di meglio che gettarsi
in pieno nel vortice della vita mondana e I'avvenenza della persona come I'acutezza dello spirito e la
distinzione del casato Ie rendevano ben facile I'accesso in quell a societa cinquecentesca, lutta dedita
al cullo della realta esteriore.
Le sue giornate divenivano un Incessante alternarsi di caeca, danze e conviti di ogni genere e 10
sfolgorio di quelle effimere gioie giungeve ad abbagliare lalmente il suo animo da farle ritenere seiupa!i
i pochi minuti settimanalmente sottratti ai sollazzi per adempiere al piu elementare dei doveri religiosi".
I'assislenza alia Santa Messa festive.
Era Ludavica una di quelle anime che nOn ammettevano eompromessi can la propria coscienza: ri-
conosciuto ehe baUeva un false sentiero, determinava senz'altro dl ritirarsene.
Spezzati gl; speechi, scrive un biegrafo, disprezzati i riechi abbigliamenti, lieenziati i numeros;
cortigiani di cui fino allora aveva amala circondarsi, sotto la guida de! celebre domenicano Fra
Battista Carioni da Crema, iniziava una nuova esistenza. Come espressione tangibile del suo intimo
rinnovamento voleva deporre ftnanche il nome di Ludovica, ehe Ie ricordava i suoi iHustri antenati, per
assumere quello del gran convertito di Damaseo.
In breve il vasto castello si popolava di giovani a CUI, can "aiuto di fra Battista, cercava di impartire
una eonveniente istruzione e soprattutto una salda formazione morale.
Riehiamato rra Battista nelle case dell'Ordine,la Torelli invilava, per sostituirlo, il giovane saeerdo-
Ie Antonio M. Zaccaria da Cremona.
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Dopo qualche eSltazione il Santo accettava la pro posta e si trasferiva a Guastalla; ivi pero
comunicava alia Contessa iI suo ardenle desiderio di eIeggere Milano come campo del suo apostolato.
Acquistata una casa presso Sant' Ambrogio. nel 1530 vi si trasferivano e, per poter penetrare
con miglior agio nell'ambiente cittadino, presero a frequentare l 'Oratorio dell'Eterna Sapienza, ove
incontravano alcune anime disposte a condividere Ie loro fatiche apostoliche. Le vi site ai poveri.
I'assistenza agli infermi. I'educazione dei fanciulli, I'islruzione religiosa degli adulti richledevano un
numero sempre maggIore dl anime volenterose ed in breve nacque il bisogno di piu vasli locali per
alloggiare quella benefica compagnie che man mana si era venula formando.
Scel te allora venliquattro casette nei pressi di S. Eufemia, se ne faceva acquista e nell'ottobre
del 1534 vi si stabilivano definitivamente. Nel febbraio successivo sei di queUe giovani ricevevano
dalle mani della Zaccaria I'abilo religioso e prendevano il nome di (cAngeliche. La Torell i conlinuava
a vivere con loro, ma non ne vestiva I'abito; e poiche Ie ripugnava che fe dessero ancora il litolo di
contessa. si faceva semplicemente chiamare lCMadonna.
Riportano i biografi che ella oltre al modestissimo abbigliamento ed al pres tare umil issimi servizi
a chiunque, compiva notevoli atti di umiltil anche in pubbJico, la qual casa suscitava Ie ire del parenti ,
gia indignali perche vedevano sempre piu sfumare la possibilita di ereditare il ricco patrimonio.
Ne11537. insieme can 10 Zaccaria dava inizio a quella nuova forma di attivita che va satta il nome
di Missioni . e che significava una piu 0 meno prolungata dlrrlora in qualche citta per rinnovarne 10
spirito, inculcando la frequenza ai SS. Sacramenti , promovendo pie associazioni tra \ laici. riconducendo
alia regolare osservanza i monasteri, sistemando posizioni moralmenle equivoche.
Vicenza, Verona, Venezia I Ferrara 5i giovarono di questo risveglio di vita religlosa ma, avendo
alcuni malevali fatta sospettare alia Serenissima che Barnabiti e Angeliche fossero spie del Gonzaga,
governatore di Milano ed amicissimo della Torelli. ne) 1522 ne procurarono il bando dalle terre venete.
Costretli ad abbandonare una messe gia assai promettente, essi tornarono a Milano sotto I'incubo
di veders; preclusa ogni ulteriore attlvita.
Solo fo spirito lungimirante delio Zaccaria avrebbe pOluto, come gia allre volte. riaccendere negli
animi piena fiducia neUa Prowidenza di Colui che non lurba mal la 910Ia dei suoi figli se non per
prepararne lora una pili certa e piu grande .
Purtroppo if Padre (1539) non era piu can loro ad animarli nell'ora della prova, e quella unita di
vedule, da lui stabiJita e fln'allora da essi vissuta. veniva fatalmente ad Infrangersi.
Colora che interpretavano il banda come segno di riprovazione celesle per I'inconsueta attivila
svolta dalle Angeliche, ventilavano ridea di 1estringerle alia clausura. Invano la Torelli si opponeva fer-
mamenle, affennando non essere Quello il disegno tracciato da lei e dallo Zaccaria. invano cercava
convincere Ie poche restie a rilirarsi in altri monasteri di clausura esis!enti in Milano: la sua voce non
veniva ascoltata e per non sacrificare alcuns personall vedute, Ie Angellche divennero clauslrali.
La Torelli pera rimaneva fedele aJ suo programma dl azione e col ricavalo della vendila del
feudo fondava un nuovo Collegia per giovanette, tuttora esistente. fa cui direzione affidava ad Istitutrici
laiche, con Ie qual; trascorse i suoi ultim; anm
Nonostante il doloroso dlstacco, la Torelli rimase sempre in ottimi rapporti con Ie Angeliche,
che Ie andavano debilrici non solo del grandioso monastero di S. Paolo, ma piu ancora della lora
organizzazione inlerna e dl alcuni capitoli di regola. che 10 stesso S. Carlo Borromeo t r o v ~ tanto sa-
pienti da proporii , nel Concilio provinciale di Milano, come madello agli altri monasteri.
Ora che Ie Angeliche son a tornate alia forma di vita istitulta nei primordl, abbiano in benedizlone
{I nome di cofei che promosse la lora istituzione e ne vivano 10 zelo e gli esempi
m. Clotilde del Curatolo asp.
BIBLIOGRAFIA
Paolo Morigia, Histona della meravigllosa conversione. vita esemplare e beata fine della lII.ma
Sig. Ludovica Torelli contessa di Guastalla. Milano. Graziadio Ferioli 1603
Carlo GregoriO RosignoJi , Vita e VIrtu della contessa Lodov/ca Torelli, Milano. Giuseppe Marelli
1686
Aida Zagni , La contessa di Guastalia, Reggiolo, Edizioni del Como d'oro 1987
23
ofllae1ic.a cfaoLa rftn.ton.i.a dfeJl.'tJ.
(Castellanza 1508 - Milano .f55)
Altra figura di straordinaria importanza. che nel passaIc fu molto dlscussa e eombattuta, rna
che oggi viene messa nella giusta Iuee, e quella dell'Angelica Negri.
Tra Ie prime religiose che vissero intensamente la robusta spiritualita paolina emerge la
figura di questa donna autoritaria e paleliea, da tutti chiamata divina madre e consultata come
un oracolo)), paragonabile a S. Caterina da Siena per I'enorme faseino esercitato su persone di
ogni ceta sociale.
II suo epistolario e un documento di mirabile affiato mistico e di grande vigore letterario,
da affiancarsi ai capolavori della letteratura caUolica cinquecentesca, merilevole di essere
maggiormente conosciuto e valorizzato.
Nata a Castellanza (Varese) nel 1508, ebbe un fratello Barnabita e due sorelle Angeliche.
Ne!i'Oratorio dell'Eterna Sapienza)) di Milano incontro dapprima {ra Battista da Crema e poi
Antonio M. Zaccaria, che sara per sempre un suo (ervente ammiratore.
Maestra delle Novizie a soli 28 anni, fu Irlvitata in alcune cltta del Veneto, dove svofse
un'attivissima missione di carita.
Molti personaggi. uominl e donne, divennero suoi fig Ii spirituali, circondandola di immensa
stima e venerazione. Dio la doto di doni carismaticl: spirilo di discemimento e di preghiera, parola
ardente e trascinatrice. forza d'animo e capacita di guida.
II 28 apnle 1548 viene deseritta da un testimone abbracciata alia croce, in mezzo
all'assemblea dei Bamabiti e delle Angeliche a Milano, con effusione di lacrime e rapita in eccesso
di mente, dialogando can iI Signore, quasi m estasi.
Dopa I'jngiusta espulslone dal territorio dl Venezia dei Paolini), la Negri venne relegata in
un convento di Clarisse, dove rimase per due anni separata dai suoi e molto malata.
Marl il4 aprile 1555, assistita dalla eonlessa Torelli e da pochi intimi .
P. Andrea M. Erba
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(Cremona 1496 - Milano 1575i1)
(da "La Famiglia Picenardi" di Giovanni Carlo Tiraboschi)
(da pag. 95 a pag. 101)
Giulia sfondrati nacque in Cremona verso I'anno 1496 e
sposo verso I'anno 1515 il Cavaliere Cleto Picenardi di Mantova,
essendo intervenuta poco dopo tale epoea come maritata al
matrimonio di Lodovica Torelli, contessa di Guastalla, che si marit6
in prima nozze col Sig. Conte Lodovico Stanga della cramonese
famigl ia tutl' ora sussi stente. ( ... )
Ebbe dal Sig. Cleto, per quanta si sa, un unico figlio per nome Sigismondo.
Rimase vedova verso I'anno 1530 e poco dopa perdette ancora if suddetto suo figliolo, di cui
non si sa se per testamento 0 ab intestato, fu erede universale.
Lontana Giulia, non dir6 dallusso e dalla femminile vanita, ma persino dagli agi e dai comodi
della vita, a' quali doveva essere awezza fin dalla nascita, e per educazione, il primo usa che fece
della sua eredita fu quelle di allonlanarla da S8, donandone la massima parte al Signor Senatore e
pascia Cardinale Francesco Sfondrati. suo frateI/o, riservandone la minore da disporre altrlmenti, nella
quale fu compreso il Palazzo di Mantova, ehe destino ad usa Ospitale de' Poveri, allorche abbandono
quella citta e si port6 a Milano e qui si pose sotto la spirituale direzione del Ire Fondatori de' Padri
Bamabiti, e particolarmente dell'ottimo Servo di Dio, fin d'allora in gran concetto di santita. Antonio
Maria Zaccaria ( .. . ) per di cui consiglio entra nel Monastero pochi anni prima eretto dalle Angeliche di
san Paolo, nel quale si tratteneva lunghissimo tempo prima di farsi Religiosa.
Mentre quivi menava una vita mortiticata ed esemplare in abito vedovile, e eercava di l'Iascondere
agli occhi del mondo Ie sue cristiane virtu 9 i suoi menti, questi piu che mai ed a suo dispetto alzavana
il grido, ed altrove sl propagava.
Quindi verso I'anno 1541, si port6 a Verona con la Contessa di Guastalla ed alcune Angeliche.
cola chiamate dal Vescovo di quella ciM. Matteo Glberti , per assistenza ai due ospedali. uno detto
della Piehl e I'altro della Misericordia, che col consiglio dei Padri di san Paolo e can I'aiuto delle sue
fervorose compagne, santamente riforma con piena soddisfazione di quel grande e zelante Prelato
( ... ).
Ritoma. dopo eseguita una 51 importanle commissione, a Milano nel suo Monastero di san
Paolo, in cui finalmente vesti I'abito religioso I'anno 1555 e fece la sua Professione, assumendo il
nome di Paola ne11562, avendo prima rinunciato ai beni riservatisl nella donazione ( .. ) al Col/egio di
san Barnaba de' Chierici Regolari Bamabiti , alia di cui fabbrica e deU'annessa chiesa aveva gia prima
coi prestali generosi soccorsi df malta conlribuilo.
Finl di vivere per ultimo ('anna 1575, in eta di 79 anni, piena di meriti e In grande adore di sant"Itf.t ,
aggiungendo cosi un nuovo e glorioso lustro aile due chiarissime famiglie Sfondrati e Picenardi, aile
qua Ii apparteneva.
Uno storieD degno di fede (Merula, /I Santuario di Cremona vol. 1pag. 393), raeconta
che S.Antomo M Zaccaria, C(J/(Jbrando un giomo 18 santa Messa 8 Milano in pres(Jnz8 di questa
venerabile Madre, si aceorse al momento della Comunione che gli maneaV8 un 'Ostia_ Essendo
risulate inutill Ie sue rieerche per ritrovaria, ne rimase turbalo.
Dopo la Messa, if Santo obbligo /a sua figlia spirituale a dirgli cio che era accaduto ed ella,
nella sua solita umilta gli confesso che era stata comunicata per mezzo degfi Angeli.
25
of",elLca ofa
ata
8fon.J'UZtl
1566 - 1631
(vedi Vita della Ven.le Madre Angelica Agata Sfondrafj" descritta dalle quartro nipoti, anch 'esse
Angelicha, che sl conserve nell'Archivio A. G.A. di Roma).
SI aggiunge solo la seguents nota:
AlI'eta di 65 anni mori I'Angelica Agata Sfondrati , anonima autrice delle "Memorie" relative al
Fondatore e ai suoi Istauti; inlensific6 fra Ie Angeliche la comunione quotidiana e raccolse i Sermoni
Familiari tenuli da san Carlo Borromeo. Le venne dedicata la seconda edizione (1514) dei Detti
Notabili, allara altribuiti ad A.M.l. " (da Origini e progressi in A.GA Roma) .
JJon.n.a 9.ppoli.ta JjO'C'Comeo
cfln.aelJ.ca Il.ova.n.n.a,
Milano 27 ottobre 1578 - 2 ottobre 1633
Vedi in Racco/ta dai riJievi che CIASCUNA Madre Angelica ha fatto per iscritto sulle eroiche
virtu ed esempi di questa benedetta e venerabile Madre scritta dall'Angelica Luigia Marianna
Gonzaga
(in Archivio A. G.A Roma)
000000000000000000000000000000000000000000000000000000OOOOOODOOOOOOooooooooooo
Anche nel/8 nostra epoca EJttusle II Signore he chiamato ad una santita non comune alcune
Angel/che Intrepide e gene rose, Ie cui onne sono ancor oggi a tutti ben visibi", quasi 8 conunuare quel
cammino luminoso iniziato al/'alba del/a Congregazione.
00000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000
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q[ p'Clmo ~ e m e Jella. cPJn.aM!i.ta (1879 )
rflaJ'Ce qfl11ellc.a <fil1to11letta rJ1.a'l.la Je.l8ac.'Co fuo'Ce
Antonietta Corbellini + Lodi 30 nov. 1880
Nel glardlno angelica - il primo seme:
Madre Angelica Antonia Maria del Sacra euore
(Antonietta Corbellini + 30 novembre 1880)
"Madre Angelica Antonia Maria del Sacro Cuore!
Nome in memOria imperltura e in molta benedizione presso Ie "nuove" Angeliche di S. Paolo
Converso, delle quail fu essa, per divina dlsposizlQne Rlprishnalnce benemerita e sanla!
Da Cremona, la patria del Santo Fondalore. veniva a Lodi. e veniva con una compagna sua,
entrambe decise a far rlvivere nella Chiesa di Dio 1'0rdine delle AngeHche, che S.AntOntO M. Zaccafla aveva,
contemporaneamente a quello dei Barnabili, istituilo in Milano, ma ehe travolto dal turbine rivoluzionario del
1810, non aveva lasclato di se allra traccia che illibro saero delle CostitU.lioni loro.
E venivano Ie due anime generose e pie consacrando allo scopo santo tullo (di) sa e lutte Ie cose
lora ... venivano precisamente net giorno sacro a S.Raffaele Arcangelo, dopa avergli fatto una novena
fervorosa, perc he Ie guidasse la dove Dio proprio Ie voleval
Poverette! Avevano, qua! timide colombe, vagato per anni e anni or qUI or la, con vola incerto e
spesso contrastato da venti paurosi, infidi. .. ed ora, eccole posarsi a Lodi, quasi in sicuro nido, eccole
accettare da un Barnabita Ie Costltuzioni delte anliche Angeliche; eeeole correre animose a far rivlvere "cio
che era morto"
Era il 21 novembre 1879, festa della Presentazione di Maria SS. al Tempio: una giornata ehe freddo,
neve e venti rendevano piu ehe mai UggiOS8 ... in una casa modesta che, luttavia, in una sala trasformata
in Oratono, compievasi lal sacro Rita che serenava 10 spirito in luci di Paradiso.
Sua Ecceltenzo Mons. Gelminl, vescovo di Ladi benedlceva Quell'Oratofio, la "Betlemme delle nuove
Angeliche"; ne benedieeva Ie primizie del sacri arredi, offerti da pia signora, piu elle tutto, benediceva,
versando lacrime dl consolazione, quelle elle genuflesse imploravano di esser ricevute "novellizieAngeliche".
Erano Quattro: prima di esse e come antesignana e maestro e madre la nostrd Antonia del Sacra
Cuore
Oh
l
chi I'avesse veduta, chi Ie avesse parlato in quell'ora, in quel 910rno,l'avrebbe detta in un'estasi
dl Paradiso. E dawero che se il Paradiso dl quaggiu e, per iSanti, sazieta anzi ebrezza del patirs, la nostra
se 10 ebbe, da quel giomo in poi, in tutto il piu largo senso della parola: "Nuda croce; nuda patire" erano Ie
aspirazioni del suo cuore, Ie espresSioni ehe sempre Ie risuonavano sulle labbra: "No, no - andava spasso
ripetende aile sue figlie -non eerehiamo Ie consolazioni di Die; ei bastl II oio delle consolazioni".
La si vedeva trattenersi ore ed are in orazione nell'umido Corello di quell'improwisato Oratorio. La
yampa d'amore ehe Ie ardeva In cuore, la rendeva insenslbile al rigldofl dl quell 'inverno freddlssimo.
Cosi si era giunti alia Pentecoste del successlvo 1880 e fu in quel dl beatissimo che. dopo circa
settanl'anni, Ie candide lane delle Angeliche tornavano a far belle di S8 Ie Spose dell'eterno Signore.
Me 113 missione di Angelica Antonia M. del Sacro Cuore era compluta! Le Angeliche avevano tipreso
vita nella Chiesa militante; bisognava che la passasse a preparar loro II posta anche nella trlonfale etema
Chiesa dei Santi.
Soprapresa nei primi del novembre dell'anno stesso (1880) da febbn violentissime, pareva ehe
un fuoGO latente andasse consumando quell'esistenza preziosa e {'ultimo del mese, nel di del grande
Apostolo della Croce, quall'anlma - sulla cruda croce e puro patire - assistita da Mons. Veseovo Gelmini e
dal Barnabita ene 010 Ie aveva data Socio alia santa impresa, in un angellco samso, volava 131 gaudio del
sempiterno Amore!
Cosa che ha del meravigllosol Pochisslmi In Lodl sapevano e delle nuove Angehehe e della malattia
e morte della loro sanla Rifondatrice; pure, al t(asporto delia venerata salma. dall'Oratorio al cimitero, fu
un improwiso accorrere di popolo; una ressa intorne at feretro, un richiedere d'alcull segno di ricardo, un
ripelersi da molti : "E' morta una Santa! E' mort a una Santal"
Voglia il cielo che Ia vox populb) sin qui udrta,diventi dawero vox Dei .
P.Pio Mauri Barnabita - Rifondatore delle Angeiiche di san Paolo
27
eta. 0/ en.e'CalJUe d'fa.r1ICe #iova.n.na cP'r.acava/
(Mouscron - Belgio 3 maggio 1861 - Arienzo (eE) 26 gennaio 1935)
Prima Superiora Generate della Congregazione dopo ta Rinascita
Nacque il 3 maggio 1861 in Belgio, nella citta di Mouscron
della diocesi di Bruges, da Giovanni Aloisio Bracaval e Sofia
Dessauvages, i quali la formarono nella prima educazione morale
e religiosa che fu poi completa'la dalle Dame di Maria nel cui
collegio la Venera bile fu per alcuni anni una diJigente alunna
Tornata in famiglia continuo a camminare nelle vie di Dio,
dedicandOSI aile pratiche religiose e coltivando il desiderio di
consacrarsi al Signore.
Avendo rifiutato il matrimonio ed essendo libera da vincoli
familiari, nell'anno 1894 lasdo la sua patria e si rec6 in Italia per
entrare nel Monastero delle Angeliche di S. Paolo di Crema, Ie
quali conducevano una vita di elausura secondo Ie norme del
Concilio di Trenlo.
Fece la professione religiosa nell'anno 1896 e 10 stesso
anno si trasferl can la camunila nella nuova sede di Milano.
L'anno 1901 pranunci6 il vola di vittima al Sacra Cuore di Gesu per la sua famiglia, per
I'incremento del suo monastero e per II suo confessore, Padre Pio Mauri
Fu nominata maestra delle (lovizie e consigliera della Priora.
Insieme ad altre consorelle, I'anno 1903 fu mandata a tondare una nuova casa, dl CUI fu poi
superiora. La stesso ufficio 10 svolse nella casa di Arienzo, situata n e l ~ a c:liocesi di Acerra.
Nel frattempo, la molteplice attivita apostolica svolta dalle suore soprattutto in favore della
gioventu. dffficilmente si accordava con la clausura.
La Venerabile percio, desiderando il bene della sua comunita e delle anime, con il consenso
dei superiori ecclesiastlci e dei Padri Barnabiti, Sf adopero perch! ilsuo monastero si trasformasse
in una congregazione c:ledita ali'apostolato e sciolta dall'obbligo della clausura.
Questo progetto, che rispondeva alia primitiva valonta del Santo Fondatore,. S. Antonio
Maria Zaccaria, fu appravata dal Sommo Pontefice Benedetto XV che I'anno 1919 converti il
monastero della eiNa di Arienzo in istituto di diritto diocesano sotto la giurisdizione del vescovo di
Acerra.
La Venerabile, svotgendo il compito di Superiora Generale, adatto Ie antiche Costituzionl al
nuovo genere di vita delle Suore.
Dopa I'unione delle Angeliche della cit1a di Arienzo can Ie Suore di Milano e con quelle
della localila di Fivizzano, si svolse nell'anno 1926 il Capitolo generale che riaffid6 alia Venerabile
rincarico di Supenora Generale.
Pienamente dedita al suo istitulo, favori Ie vocazioni, aprl nuove case e molte scuole in
vari luoghi d'ltalia e del Brasile, curb con diJigenza e amabilila la formazione spirituale e apostoJica
delle Suore che stimolo all'osservanza regalare con la parola, can gli scritti e soprattutto can
I'esemplo di eminentl virtu .
Diede infatti uno splendido esempio di fedella al Vangelo e quindi alia consacrazione
religiosa, di sollecito amore verso Dio e il prossimo, di fiducia nella divina Provvidenza, di sincera
umiitt!.
28
Unita a Oio, obbedl prontamente alia sua volonta e lavon) per la sua gloria e perl'edificazione
del suo regno. Si adopero per la santificazione delle sue consorelle e per la conversione dei
peccatori e dei non cristiani. Esercito secondo I'uso correme Ie opere di misericordia spirituale e
corporale verso Ie sue consorelle, gli alunnl del suo Istituto e verso i poveri .
Agi sempre con prudenza e giustizia; fu forte e paziente nelle difficolta, padrona di se
e dlstaccata dai beni e dalle case della terra. Non confid6 sulle sue forze. rna sull'aiuto della
grazia, che impetrava can una assidua preghiera, su una fervente devozione a Gesu Crocifisso,
all 'Eucarislia e alia Santissima Vergine, sull'osservanza dei voti religiosi e sui compimento dei
doveri q uotidiani.
Finito il mandato come Superiora Generale ne11932, fu eletta consigliera economa generale
e fu umilmente rispettosa verso la nuova Superiora della Congregazione, che Iratta can riverenza
e affetto.
Concluse plamente e placidamente la vita terrena nella casa di Arienzo il 26 gennaio 1935,
venerata dalla sua Congregazione e dal popolo di Oio.
Perdurando la fama di santila, jJ vescovo di Acerra inizi6 la Causa di beatificazione
a canonizzazione can iI Processo ordinaria celebrato I'anno 1953.
Nel 1959 fu promulgato iI decreta sugli scritti dalla Serva di Dio e I'anno 1980 il decreto
sull 'introduzione della Causa.
Durante gli anni 1984 - 1985 si celebro il processo apostolico presso la curia di Napoli. La
Congregazione delle Cause del Santi approve quest! processi con un decreta in data 24 maggio
1991.
Preparata la Poslzione, Sl dlscusse se la Madre Giovanna Maria di Gesu Eucaristia avesse
o no esercitato Ie virtu in modo eroico. II 25 giugno 1996 si concluse can risultato positivo la
Riunione Privata de; Teologi Consultori.
Infine i Padri Cardinali e i Vescovi , nella Sessione Ordinaria del giorno 17 del successivo
mese di Oicembre, essendo proponente deUa Causa I'Eccellentissimo Signore Mario Rizzi ,
arcivescovo ti10lare di Bagnoregglo, dichiararono che la Serva di Dio aveva esercitato in modo
eroico Ie virtu leologali, Ie virtu cardinali e quelle ad esse annesse.
Infine il 25 marzo del 1997, essendo stata fatta al Sommo Pontefiee Giovanni Paolo II una
accurala relazione su tutte queste cose dal Pro-prefetto Alberto Bovone, Areivescovo lito/are di
Cesarea di Numidia, Sua Santita. raccogliendo i voti della Congregazione delle Cause dei Santi e
considerandoli validi , ordino di redigere II decreta sulle virtu eroiche della Serva di Dio.
Essendo state cia opportunamente eseguito, dopo aver nunlto. in data 8 aprile 1997. il
Pro-prefetto. il Preponente della Causa ed il Segretario della Congregazione, Edoardo Nowak,
Arcivescovo titolare di Luni, e tutti quelli che si doveva convocare secondo I'usanza, in lora
presenza, il Beatissimo Padre dichiaro solennemenle:
lJPer 1/ caso e agJl effettl dl cui 51 tratta, constano in grado ero/co Ie virtu teologal/
Fede, Speranza e Carita verso Dio e verso iI prossimo, come pure queUe cardinali, Prudenza,
Giustizis, Temperanza e Fortezza, e queUe ad esse annesse, della Serva di Dio Giovanna
Maria di Gesu Eucari5tia (al seco/o Flora Bracsval), Rlformatrice e Prima Super/ora Generale
delle Suore Ange/iche di S.Paolo".
II Somma Pantefice ordin6 pure che questa decreta divenisse di pubblico diritto e fosse
Irascritto negli Atti della Congregazione delle Cause dei SantJ.
(da Facebook 2011)
29
r/l. tflaflla. r/lOllai Ja. cJ<gcAa.
r:ftJo t4 78enn.oJ.o 1891 + 1962
Seconda Superiora Generale della Congregaz;one
Nata a Rio de Janeiro. M. Flavia entra nella Comunita di
Arienzo in ltalia, diretta dal suo Padrs Spirituals, il barnabita P. Emilie
Richter.
Ella sarebbe quel piccolo tiore che, coltivato in terra italiana,
rifiori in Brasile, dove venne destlnata prima ancora di emettere i
voti perpetui, unitamente con un gruppo di Ire Italiane, per iniziare la
prima fondazione delle Angeliehe nella nostra Patria. Questo awenne
nell' an no 1922.
Le strade del Signore sana misteriose e meravigliose! Egli
vo!eva che la nostra Congregazione, in Brasile, fosse brasiliana!
Appena it gruppo si stabili, si ammal6 grave mente Madre
Angelica Cecilia, la Superiora ltaliana. La dlagnosi del male fu terribile:
cancro all'intestino! Offrirono all'ammalata il ritorno in patria, ma la
virtuosa Madre preferi essere la prima vittima per II buon esito della recente fondazione.
Marta Madre Cecilia, contra tutti i pronostici umani. superando Ie leggi canoniche. successe
nell'incarico di Superiora Madre Flavia che aveva appena preso i primi voti.
La Divina Prowidenza Ie diede un valida Biuto in Padre Richter, allora Assistente Generale
dei Barnabiti aRoma. Egli rinunci6 al suo incarico per mornare a Rio de Janeiro con il compito
speciale di occuparsi delle Angeliche, presso Madre Flavia e con lei ri-solse tutti i problemi della
Comunita e del Collegio.
Madre Flavia, che univa una lueida da intelilgenza ad una profonda pieta e ad una
scrupolosa osservanza anche delle piu piccole prescrizioni della Regola, aveva grande amore
alia Congregazione e al suo carisma originale, insomma fu vero esempio di Religiosa Angelica.
Occupo i piu elevati incarichi, fra cui quello di Superiora Generale in Italia dal 1933 1947.
Diede grande sviluppo alia Congregazione, promuovendo I'apertura di nuove Case in
Brasile
Spirito illuminato, precorse I tempi, dando aile Suore una preparazione lntellettuale
sufficiente per attendere ai!'apostolato in modo piu proficuo.
Ed oggi, a distanza di anni daUa sua morte, Ie sorelle prestano in Patria la loro opera in un
raggio piu esteso, impegnate in azioni di cara\1ere missionario. ma molte di esse sono occupate
in coUegi e in opere di promozione umana.
So no state aperte due case missionane: una all'interno del Para dove Ie sorelle lavorano
con i Padri Barnabiti e raltra nell'interno di Goias in una Parrocchia senza SacerdotL
S. Antonio Maria Zaccaria ha benedetto questo nuovo campo di apostolato, egli che aveva
esortato Ie sue Angeliehe a (cspiegare lora bandiere dappertutto}}, non laseera che vengano meno
Ie vocazioni in questa nostra Congregazione da Lui tanto amata.
I r. Bertha Rocha Costa
30
d'laJ.'Ce #L
O
va.nn.4 df.. rfltta.mlJln.i.
Lod; 1novembre 1910 - Milano 24 ottobre 1971
Tena Super;ora Generale della Congregazione
Madre Giovanna Francesca Maria, al secola Luigina Brambini, nacque a Lodi (MJlano)
novembre 1910. A. 22 anni entro nella Congregazione delle Suore Angeliche di S. Paolo, fondata
da S. Antonio Maria Zaccaria nel 1535.
Vesti I'abito religioso il 17 luglio 1933, (ece la Professione temporanea I'anno successivo
(26 luglio 1934) e la Professlone Perpetua il14 seltembre 1937. Fu Vicaria e poi Superiora della
Comunita di Trani.
Nel 1946, a soli 36 anni. fu eleUa Madre Generals della Congregazione e continuo in tale
ufficio quasi fino alia morte. Nelf'ultimo anna fu Superiora della Comunita di Milano.
I ventiquattro anni del suo governo dettero veramente nuove e piu vaste dimensioni alia vita
e all'apostolato delle Angeliche.
Nel1948 trasferi la Casa Generalizia ed il Noviziato da Milano aRoma: dalla permanenza
nella capitale del mondo cattalico Irasse modo e vantaggi per intenslflcare la preparazione spirituale
e professionale delle sue Angeliche e per dare impulso apostolico e presenl.a universale alia
Congregazione,
Non volle fare, e non fece, della Casa Generalizia un uffieio direltivo e di rappresentanza.
rna una Comunita attiva, di preghiera e di partecipazione diretta all'apostolato percle) vi
fece nascare accanto un vasto complesso scolastico formato dalla scuola materna. elementare,
media e magistrale.
Si adopero per costruire can sacrlfici enormi la chiesa , bella e luminosa, e, richiamandosi
alia devozione eucaristica del Fondatore, volle che in essa si facesse adorazione quotidiana.
Aboll la distinzione tra Suore corisle e converse , precorrendo di malta quanta
disposto poi dal Cancillo Vaticano II.
Ispirandosi all'ideale missionario di S. Antonio Maria Zaccaria, nel 1963 invi6 Ie prime
Angeliche a Bukavu nell'ex Zaire, 09i Rep.Oem del Congo, e a Youngstown neg Ii Slati Uniti.
Nel 1964 guide il rinnovamento e 10 sviluppo del Colegio S. Paulo, in Rio de Janeiro; nel
1965 trapianto Ie Angeliche in Spagna, a Palencia. dove esse si dedicarono all'insegnamento; oel
1966 apri un centro promozionale in Caseiros (Rio Grande do Sui - Braslle).
Tutto questa. mentre pracedeva il consolidamento e 10 sviluppo delle opere in Italia, tra
cui ebbe un posta particolare la trasformazione della antica Casa di Milano in uno dei piG attivi e
moderni centri scolastlci della eiltE! lombarda.
Appunto in Milano, la sera del 24 ottobre 1971, Madre Giovanna mori, dopa una breve
malattia di cui aveva forse portato in silenzio i sintomi per molto tempo.
Sepolta a Milano. dopa quattro mesi, con I'aiuto dl persone che I'avevano conosciuta e
stlmata. fu trasportata aRoma.
Le sue spoglie riposano ora nella chiesa annessa all'lstitvto S. Paolo, in luogo decoroso e
dlstinto. Chi I'ha conosciuta non pub non avvertire la sua presenza, anche dal si!enzio del sepolcro.
Le Angeliche, in partieolare, la sentono sempre viva perche il ricordo di tanto bene ricevuto
alimenta continua mente I'affetto riconoscente che va oltre il tempo.
31
cf1.ad.'C.e tft'C.ma.n.d.a cf1.a'Ci.a d'olULaliolle
Pomigliano dJArco (Napoli) ...... Roma 29 dicembre 1998
Q.U4'Cta: 8"pe'CJ.ota. 8e.n.e'Cale delLa eOIl8t:eazion.e
EPILOGO 01 UNA VITA VISSUTA NElL'AMORE
"Non v'e amore p;iJ grande che dare la vita per; propr; amici'
Ci sana pagine di vita vissuta che non potranno mai essere pubblicate nella lora completezza:
soltanto qualche breve accenno, qualche semplice memoria .. il resto segretamente nascosto nei
cuore di oio. ( ... ).
Ebbene, a distanza dl dleci anni dalla improvvisa scomparsa di Madre Armanda, non 5i e
ancora assopito iI ricordo di cio che Ella e stala per la sua Congregazione, tanto meno il ricordo
degli ultimi suoi giorni. che. come un enigma, hanna assillato la nostra mente, senza averne
risposta ... ancora oggi ci chiediamo II perche di quella fulminea morte.
Proprio in occasione di questa anniversario. vorrel accennare soltanto all'epilogo della sua
eSistenza, conclusasi in plenezza d'amore, nella donazione PIU completa a oio e ai fratelli, perche
tutte Ie sue figlie si impegnino, oggi piu che mai, ad accogliere la preziosa ereditc'l da lei iasciata
e perche il carisma deWamore porti alia Chiesa e ali'intera umanita tutti i frutti voluti dallo Spirito.
Si, non puo essere state altro che il contagio di un amore Hlimitato, quello appreso alia
scuo!a di Gesu, a stroncare la vita della carissima nostra Madre e che forse non ha mai avuto una
giusta comprensione.
Un eplsodio analogo, di maggior ampiezza e tragicita era avvenuto nel 1995, quando
6 Religiose "Povereile di Bergamo" erana slate strappate aile lora comunita In Africa dal virus
middiale dell'ebola. Pur sapendo di rimanere contaglate, fino all'ultima, hanna valuta stare sulla
breccia per assistere come infermiere Ie sarelle che, una dopa I'altra, andarono incontro alia marte,
forti nella spirito, serene per aver offerto il meglio di sa stess! alloro Signore ..
Quante pagine sonG state scritte, giustamente ... e come la terribile nolizia si diffuse in un
lampo, meravigliando tutti, anche i meno interessati ai problemi religiosi, per I'eroismo di quelle
donne che, dopa aver sacrificato la loro giovinezza (ra I poveri piu poveri dell'Africa, hanna voluto
stare accanto aile sorelle colpile dal terribile male ed essere mortalmente contagials.
Ritornando al nostro racconto che vuol essere solo motivo di gioia anche nel dolore,
percM ella gia gada la beata etemita, anche se poco conosciuto nel dlpanarsi deUa sua vicenda,
possiamo dire che molte sono state Ie obiezioni faUe in proposito suli'ultimo suo viaggio in Africa.
- perche non premunirsi prima di partire?!
- era proprio necessaria quel viaggio?
- non e stata la sua una grande imprudenza?!. ..
32
Pu rtroppo , il nostro parlare e pensare e sempre povera e IImitato, ben lantana dai progetti che
iI Signore ha su ciascuno di noi e mentre mi accingo a stendere alcune semplici considerazioni,
un passo della 2A lettera di S.Paolo ai Romani mi da conferrna del nostro inutile giudicare: "0
profondita della sapienza e della scienza di Dio! Quanta sone imper5crutabiti i suoi giudizi e
inaccessibili Ie sue vie!ft (Rom. 2.33).
Madre Armanda, cos] prudente in ogni circostanza, 51 sara posta certamente alcune
impellenti domande; sappiamo che aveva chiesto consiglio a chi solitamente Ie illuminava sui da
farsi e, di fronte al dilemma "correre in aiuto" 0 "rimandare il via9910" ... non ha esitato a scegliere
la "strada dell'amore", cosciente del rischio che avrebbe corso.
Era appena tornata da una visita aile case in Albania , profondendo a piene mani quei
tesori di bonta e di amore che il Signore Ie aveva dato, quando urgenti telefonate di Madre Elena,
Oelegata delle nostre Missioni in Congo, I'hanno allertata dl una certa situazione piuttosto critica
che doveva essere risolta sui posto. [Nolizie Slcu(e peNenute da fonti sicure!]
II tempo stringeva: che fare?! Chi I'ha conosciuta da vicino sa che I'indole della Madre non
era di quelle piu forti, coraggiose, pronte a superare qual5iasi ostacolo, pertanto 5i puo immaginare
quale sm stata la sua titubanza prima di pronunciarsl per I'ultima decisione. Senza dubbio, can
spirito grande di fede, vide in quel viaggio ia volonta di Dio, quella valonta che Ella ha sempre
cercato di seguire e di far comprendere nel miglior dei modi aile sue figlie.
Cosi , era partita. in piena salute, per I'ultima sua visita aile consorelle di Murhesa, Kalehe
e Kavumu in Congo, dove era attesa come non maL
Sulla sua pennanenza, a quanta dissero Ie comunita delluogo, tutto era sembrato scorrere
normale, nella gioiosa fraternlta di un affettuoso incontro fra Madre e tiglie e nel disbrigo delle varie
operazioni locali.
Anche il ritorno, (13 dicembre 1998) in compagnia di alcuni nostri Padri Barnabiti. non ha
data segni particolari di un certo disagio fisico. Nessuno sa se gia la Madre presentisse qualche
indisposizione: esternamente palesava solo un poco di stanchezza.
Erano ormai i giomi prossimi al Natale, giomi di intenso lavoro epistolare e ... non solo.
Anche a Torre Gaia fervevano nelia Scuola i preparatlvi per la grande festa.
II 21 dicembre, gia i sintomi di una certa influenza (?I) 5i fecero sentire, ma ella non volle
privare gli alunni, Ie famiglie e i docenti del solito affettuoso incontro natalizio. E proprio dalla
scenetta allegorica dei bambini della Scuola dell'lnfanzia, !rasse spunto per stendere in poche
righe I'ultima sua circolare da inviare come augurio natalizio a tutte Ie Consorelle.
Nessuno, nemmeno chi abitualmente Ie stava accanto, pateva conoseere 10 stato d'animo
della Madre in quei giorni : tutto sembrava normale, anzi illavore che Sl era accumulate durante
la sua assenza non Ie dava tregua un attimo, ne voleva. come suo solita, far pesare la sua fatica
sugli altri.
Solo la sera di quel giorna (23 dicembre) cedette aile insistenze delle consorelle, perche
si riposasse un poco e si riguardasse meglio dall'influenza che gia era in aUa. Ma ... era davvero
stato influenzale iI suo?! Come non riconoscere fin da allora i sintomi di quel subdolo male che gia
la minava e che I'avrebbe portata alia fine?!
II giomo 26 dicembre fu necessaria un'urgente degenza all'ospedale Cosciente ormai del
male che la stava aggredendo, prego Ie consorelle che fosse portata al San Cam(llo di To rpignattara
(Roma), senZ8 alcuna preferenza di sorta: voleva rimanere accanto a M. Celina Bronzo che gia
si trovava ricoverata in quell'ospedale. Delicatezze di madre! Non avrebbe cos] procurato doppio
disturbo e si sarebbe sentita pill vicina aile sofferenze della consorella!
Purtroppo la sltuazlone precipito velocemente: fu subito sottoposta a varie anaJisi ed
ecografie ... la risposta del medico quel giorno comunque fu abbastanza rassicurante 'niente di
allarmante!" disse. Ma non sarebbe stato cosH
33
In pochi giomi iI terribile virus della malaria aveva intaccato mortalmente I'ormai fcagile fibra
della Madre, lasciandoci lutte in un profondo sgomento.
Ci slamo allora chieste e ci chiediamo nuovamente: come abbia poluto tanto, nella
dimenticanza piu assai uta di se stessa ... non badando at grave pericolo in cui sarebbe Incorsa?!
La risposta e presto data ... era il suo modo di vivere: laselarsi completamente afferrare da
Cristo, dal suo amore, senza condizionamenti , senza mezzi termini, senza limiti. In una parola ....
lasciarsi contagiare dal suo amore.
Non sarebbe arrivala a tanto se ogni giomo non avesse fatto esperienz8 che la sua era
una vocazione privilegiata, queUa delramore che la spmgeva ad Imitare Cnsto in ogni occasione,
Questa e stala anche la testimonianza piu evidente che ha vol uta dare aile sue figlie:
conformarsi con Cristo in tutto e per tutto, anche nel dolore, anche nella solitudine in cui. per farza
di eventi. venne lasciata nell'ultima sua agonia, lei che era solita accorrere al capezzale di tuttel
Mi vengono alia mente alcune parole del discorso che Giovanni Paolo II ha nvolto aile
Religiose e che ben si addicono in questa circostanza: " Noi non possiamo vivere senza amore. Se
non incontriamo I'amore, se non fo sperimentiamo e non 10 'facciamo nosfro e se non partecipiamo
intimamente all'amore, la nostra vita non he significato. Senza amore n'man/ama incomprensibili a
no; stessi" (aile Religiose 07 10.1997 Washington U .SA).
Orma; il meraviglioso mosaico che la divina bonta aveva in lei composto era completo:
!'invito sponsale ad entrare a far parte del regno celeste non si fece attendere: "Vieni, sposa
fedele, entra nel gaudio del tUD Signore!"
Grazie, ancora una volta ti diciamo, Madre, della lestimonianza eloquente di vita religiosa
che ci hai lasciafo! Abbiamo bisogno di essere contagiate anche noi del ~ v i r u s dell'amore" che ha
coinvalto in pieno la tua esistenz8, per n'sveg/iarci del torpore di una certa monotonia spirituale
e, come fe, rispondere pienamente alia costruzione del progetto di emore che il Signore vuole da
ciascuna di noi".
a.m,a,
L'elenco di Consorelle Angeliche esemplari non termina qui: basterebbe sfogliare i vari necralagi, ricchi
di esempi di virtu e di santit8, che sona ancor oggi di mcitamento aile nuove generazioni 81 belle e aI/a
virtu per non perdere mai di vista la meta ..
34
eke
cfaolo
dal Messaggio di Papa Benedetto XVI per la Giornata Missionaria
Mondiale 2008
"Cari fratelli e sorelle, "due in altum"! Prendiamo il largo nel vasto mare del mondo e,
seguendo I'invito di GeslI , gettiarno senza paura Ie reli, fiduciosi nel suo costante aiuio.
Ci rieorda san Paolo ehe non e un vanta predicare II Vangelo (cfr 1 Cor 9,16), ma un
compilo e una gioia.
Cari fratelli Vescovi , seguendo I'esempio di Paolo ognuno si senta "prigioniero di Cristo per
i gentili" (Ef 3.1). sapendo di potor contare nelle diffieolla e nelle prove sulla forza che ci viene da
Lui ( . .. )
E voi , cari religiosi e religiose. segnati per vocazione da una forte connotazione missionaria,
portale I'annuncio del Vangelo a tutti, specialmente ai lontani, mediante una testimonianza coerente
di Cristo e una radicale sequela de! suo Vangelo:
La multiformita dei carismi
Citta del Vaticano (Agenzia F"des)-
II richiamo a San Paolo nel titolo di un istiluto religioso e un fatto relativamente recente. In
epoea anlica I'Apostolo delle Genti dava infatti il nome a molti monasteri sparsi nel mondo, rna
solo con la centralizzazione degli istituti awiata nel('eta moderna alcuni fondatori. animati de una
personale devozione 0 da un preciso programma aposlolieo, 10 hanna seelto come patrono dei
loro istituti e delle loro opere.
Sant'Antonio Maria Zaccaria (1502-1539), fondatore dei Chierici regolan di San Paolo
(Barnabiti) e delieAngeliche di San Paolo, fonda la prima famiglia religiosa posta sotto la protezione
di San Paolo, animata da un generoso programma di riforma alia vigilia del Concilio di Trenlo.
In occasione dell'Anno Paolino e de) mese missionario, I'Agenzia Fides ripercorre con
questo Dossier la storia delle Famiglie religiose che si ispirano a San Paolo per illoro apostolato,
sottolineando Ie sfide del passato e del presente, 10 stato delle missioni e Ie iniziative legate
all'Anno Paolino.
Ringraziamo per i1 lora contributo i Superiori e Ie Superiore generali, come i Direttori e i responsabili
degli istituti,
35
BARNABITI, ANGELICHE E LAICI 01 SAN PAOLO
La piu antica Famiglia religiosa isplrata a San Paolo venne fondata nel 1530 a Milano da
Sant'Antonio Maria Zaccaria 1539). Annoverato oggi per \a sua opera riformatrice, insieme a
San Gaetano da Thiene e Sant'lgnazio di Loyola, 10 Zaccaria nulriva una forte spiritual ita eucaristica
e una particolare devozione a San Paolo Apostolo, maturata negli anni della sua preparazione al
sacerdozio. Laureato in medicina, si era dedicato in un primo tempo aUa cura degli ammalati piu
poveri e aveva quindi seelto la vita sacerdotale a 26 annl.
Entrato nell'Oratorio dell'Eteroa Sapienza di Milano, aveva condiviso Ie sue idee riformistiche
can alcuni nobili milanesi e quindi data vita ad un primo gruppo chlamato "I Figliuoli di Paolo
Apostoto" . "Statevene dunque certi - scriveva -, che edificherete, sopra il fondamento di Paolo,
non fieno ne legno, ma oro e pietre preziose, e saranno aperti, sopra di voi e dei vostri, I Cisii e i
loro lesori".
Nel 1533 Pa pa Clemente VII a pprov6 il ra mo masch ile che, can la Bolla di Paolo III del
24 luglio 1535, prese II nome di Chierici Regolan di San Paolo Decollato. In un Breve deBo
stesso anna venne riconosciuto anche il ramo femminile, Ie Angeliche d, San Paolo Converso (Ia
denominazlone venne approvala ufficialrnente nel 1549 da Paolo III) co-fondate daUa contessa di
Guastalla Ludovica Torelli (che aveva fornito sostegno economico e parteclpera a tutte Ie attivita
carilative della Congregazione). E da ricordare anche la figura dell'Angelica Paola Antonia Negri,
che svolse un ruolo d, guida, non solo fra Ie consorelle rna anche fra i Barnabiti e i Coniugati di
San Paolo dopa che venne a mancare precocemenle il Fondatore. I Chierici 51 in5ediarono nella
chiesa di San Barnaba a Milano e presero COS! il nome popolare, giunto fino ad oggi, di Bamabiti.
"Corriamo come matti non solo a Dio, rna ancora verso II prossimo"
II programma di Sant'Antonio Maria Zaccaria prevedeva una radicale riforma della Chiesa
lombarda, che era afflitta da problem, molta diffusi all'epoca: Diocesi senza Vescovo, clero privo di
una adeguata formazione teologica, abbassamento della pratica religiosa, Monasteri e Conventi in
decadenza In una lettera del 1531 il Sanlo aveva 5critto ai suoi amici: "Corriamo come matti non
solo a Dio, ma ancora verso il prossimo" .
La Compagnia prevedeva attivita pastorali fra la gente comune e presso i monasteri. Nel
1537 inizi6 la prima missione fuori dal Ducato di Milano, a Venezia, ma qui Barnabiti, Angeliche e
Coniugat; (cosi inizialmente venivano chiamati i laici) non incontrarono il favore delle autorita e
furono denunciati aU'lnquisizlone per eresia. Scagionati dall'accusa, i di San Paolo" subirono
lul1avia una reprimenda del Sant'Uffizio, che Ii invito a conformarsi ai canoni della vita religiosa gia
delineati dal Concilio di Trento. In questa ottica va inquadrato il ridlmensionamento delle Angeliche,
passate nel1552 alia clausura.
AlI'inizio del Seicento, i Barnabitl entrarono gradualmente nel settore educativo - che
rimarra un impegno dlstintivo del lora apostolato - ed affrontarono Ie prime sfide missionarie, in
Cina e Birmania, mantre in Europa nuove fondazioni nacquero in Francia, Austria e Boemia.
II Settecento e ncordato ancora oggi come il secolo d'oro" della Congregazione, che
raggiunse Ie maggiori Corti italiane grazie alia sClenza dimostrata da moltl suoi esponentl e godette
della protezione del Papa Benedetto XIV.
Nel i810 la soppressione degli Ordini religiosi decretata de Napoleone segno un drastico
declino della Famiglia Zaccariana, che sarebbe durato fino alia fine del secolo. I Barnabiti, in un
primo tempo dispersi. riuscirono a ricostituire una comunil3 aRoma nel 1814, mentre a Milano
36
essa fu ripristinata solo nel 1825. Intanto il ramo femminile affrontava un trauma ancora maggiore
can la morte, nel 1846, dell'ultima Angelica, madre Maria Teresa Trotti Bentivoglia. Nel 1879 il
8arnabita padre Pio Mauri riprese in mana gli antichi documenti della Congregazione rimasti in
custodia alia BentivogJio e favorl la rinascita di una piccola comunita di Angeliche a Ladi. Negli
stessi anni il ramo maschile concentrava i suoi sforzi nell'educazlone dei giovani, dando inizio agli
ora tori che sarebbero stati presi a modello dallo stesso Don Bosco.
II 1903 fu I'anna dell'apertura aile missioni con I'arrivo dei primi Barnabiti in Brasile. Per
tutto il secolo awerra I'espansione in tutti i continenti e oggi la Congregazione e presente in
15 paesi : Repubblica Democratica del Congo, Rwanda, Afghanistan, Filippine, India, Albania,
Belgio, Spagna, Polonia, Argentina, Brasile, Canada, Cile. Stati Uniti, Messico (ultima fondazione,
nel 2003). Anche Ie Angeliche seguiranno I'evoluzione missionaria del ramo maschile grazie
soprattutto alia direzione carismatica della Venerabile madre Flora Bracaval (1861-1935), prima
Superiora Generals della ricostituita Congregazione. Sotto il suo impulso Ie Angeliche ottengono
I'abolizione della clausura e il ritorno al carisma originale voluto da Sant'Antonio Maria Zaccaria.
Tutta la Famiglia Zaccariana, nata nel clima lombardo della preriforma tridentina, e oggi
proiettala verso Ie nuove sfide dell'evangelizzazione e dell'inculturazione sui modello di San Paolo.
Illaicato e parte Integrante di questa programma ed e coinvolto in tutte Ie attivita animate dai due
Istitu1i religiosi, mentre il Movimento Giovanile Zaccariano, diretto spiritualmente dalle Angeliche,
favorisce I'avvicinamento dei giovani alia vita cristiana attraverso it carisma paolino.
37
Intervista a Madre Elaine Anaissi asp.
Superiora Generale delle Angeliche di San Paolo
"La nostra Congregazione, fondata nel 1535 a Milano, rappresent6 una grande novita
per I'epoca. Le Angeliche infatti furono il primo istituto femminile non di clausura ma chiamato
ad un apostolato attivo, con un idea Ie essenzialmente e riformatore. Le prime sorelle
erano spesso inviate nei monasteri in decadenza per trasmettere il nuovo spirito, un fervore
cristiano che si era perduto".
Quali difficolta incontro il nuovo Istituto?
"II nostro carisma di educazione alia fede si scontrava con la diffusa ignoranza. Le
Angeliche, assieme ai Barnabiti, organizzavano delle missioni popolari nelle parrocchie per
ricordare anche solo i principi basilari della fede. Nel1552 arrivo la clausura, che iI Concilio di
Trento dieci anni dopo avrebbe reso obbligatoria per tutte Ie Congregazioni femminili . Da quel
momenta e fino alia soppressione napoleonica, nel 1810, Ie Angeliche furono una delle tante
realta contemplative delle Chiesa.
Nel 1846 mori I'ultima Angelica, poi con la nuova fondazione avvenuta nel 1879 ad
opera del barnabita padre Pio Mauri e cominciata una nuova stagione e un crescente impegno
nelle opere sociali".
Un ritorno aile origini?
"In un certo senso sl, visto che Sant'Antonio Maria Zaccaria aveva pensato per noi
anche all'apostolato attivo. L'occasione si presenta durante la I Guerra mondiale nel nostro
Monastero di Arienzo, in Campania, dove Ie suore, su interessamento del Vescovo locale e
con I'autorizzazione della S. Sede, si assumono la direzione di o rfanotrofi per orfane di guerra
e si dedicano al catechismo. Nel 1926 un decreta Pontificio ristabilisce quindi il nostro antico
earisma, dando inoltre una nuova fisionomia all'lstituto ordinando la fusione dei Monaster!
formalmente autonomi e la nascita di un Capitolo Generale della Congregazione. Subito dopo
ha inizio la nostra aUivita mission aria, ancora oggi in
Missionarie dove e con quali programmi?
"Gia nel 1922 ad Arienzo erano arrivate Ie prime aspiranti dal Brasile - Ii i Barnabiti
operavano da alcuni anni. " Brasile oggi forma una Provincia: abbiamo 10 case e 43 religiose
sui totale delle 65 non italiane. Dopa il Brasile sono seguiti altri paesi: il Belgio (1935), il Congo
(1963), la Spagna e gli Stati Uniti (1965), il Kossovo (1976), Ie Filippine (1986), il Cile (1993),
la Polonia (2005), I'lndonesia (2006) e, da un anno, il Rwanda, dove abbiamo in gestione un
orfanotrofio che aceoglie oltre 140 bambini. Nelle missioni ci dediehiamo prevalentemente
all'educazione cristiana e all'istruzione, adattandoci ovviamente ai diversi sistemi seolastiei
vigenti. Ovunque andiamo costruiamo scuole di ogni grado (da quelle materne ai licei) 0 ci
inseriamo nelle strutture gia esistenti grazie ad un eerto numero di suore che insegnano, oltre
a svolgere Ie attivita pastorali nelle parrocchie. Ovviamente anche in Italia, dove abbiamo 12
case e un totale di 79 sucre. siamo presenti nel campo dell'educazione. L'lstituto San Paolo a
Roma e frequentato da 600 studenti"'.
Cosa vi aspettate dall'Anno Paolino?
"Un'ulteriore approfondimento sulla sua figura e Ie sue Lettere. Sara poi uno stimolo in
piu per coltivare I'unita della nostra Famiglia - sacerdoti, religiosi e laiGi di San Paolo.
(del Dossier a cura di A.M.,N.Z.,M.S. - Agenzia Fides 2511012008; Direttore Luca de Mata)
38
Rtnaseita
dell a Cong ragaziong
fngstiehsdi
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-
dlttlano
tA96
,pzevi
cenni tui
pr,imotdi
detla
d,nateita
La CQngregazione delle Angeliche di san Paoto, approvata datla Chiesa con Botta Pontificia it 1S
gennaio 153p, sembrava definitivamente estinta in seguito alla soppressione napoleonica (1810) e con
la morte dell'ultima Angelica nel Monastero Maggiore di Milano nel 1846: Angelica Maria Teresa Trotti
Bentivoglio
lhe,
prima di morire, aveva consegnato al P. Spirito Corti bamabita buona parte
dei preziosi
documenti
&nseruati
nell'archivio del Monastero san Paolo di Milano.
CQitow+
alla vita:
Jhdt
1879
miglia
disegni prowidenziali
il signore non permise
la definitiva scomparsa di una fa-
che tanto bene spirituale aveva profuso nella Chiesa attraverso la vita claustrale
fatta di e diimmolazione dimolte sante religiose, la cuistoria d conosciuta solo da Dio.
di interesse e divenerazione verso il Santo Fondatore, che ebbe il suo culmi-
ne verso la del secolo XIX con la canonizzazione diAntonio M. Zaccaria, il 27 maggio 18gT,
risveglio l',
avevano
Nei
anche per quel ramo della triplice famiglia paolina
che contingenze storiche
Alla corona di gloria
del nuovo Santo sembrava mancasse una preziosa
gemma: la presenza dell'Ordine delle Angeliche da luifondate nellontano 1535.
Comlnovente coincidenza! Da Cremona, patria di S.Antonio M. Zaccaria, vennero negli
ultimigiornidell'autunno 1879\e due anime elette che il buon Dio aveva progettato fossero /e
prime
del rinascente lstituto; furono Antonia Corbellini e Cristina Caravaggio, cremonesi, che si
misero soffq /a guida del Padre Pio Mauri, zelante barnabita e che in seguito sard chiamato "il
Rifondatorei' per la preziosa
e lndefessa opera disosfegno non solo morale, ma anche economi-
co, profuso
tlargamente
a beneficio della nuova istituzione.
Coafliuvate dalbuon Padre, esse si stabilirono, il21 novembre 1879, in una piccolissima
casa a Lodi, bene accolte dalVescovo Mons. Domenico Gelminiche, con leftera at Santo Pa-
dre Leone Xlll (23 oftobre 1879) aveva fatto domanda di apeftura di una casa pia a Lodi per
il
ipristino de[e Angeliche, con l'osseruanza delle antiche loro Costituzioni, con il seguente scopo:
-
attendere alla vita contemplativa con clausura vescovile
-
dQdicarsi all'adorazione perpetua.
il giorno
della Pentecoste del 1880, le rivesti dell'antico abito delle Angeliche di san Pao-
lo. La soffefenza e la prova
visitarono ben presto la nascente comunitd, con la morte diAntonia
Corbellini.
Ma
il Signore suscifd altre giovani, desiderose di perfezione,
che accolsero l'invito ed
entrarono a far parte
della nuova piccola
famiglia.
J)a#"e
aftenta: l88l- 1896
il 27 tugtio 1881 ta piccola Comunitd sl frasferi da Lodia Crema in uno spazioso caseg-
giato presso il Santuario di Santa Maria detla Croce, bene accolte da Mons. Francesco Sabbia,
vescovo di Crema ch<t, il 28 luglio 1881, inauguro il Monastero delle Angeliche, un tempo casa
estiva dei Padri Barnabiti e, nello sfesso giorno, con soddisfazione ditutti i presenti, vi accolse sei
postulanti.
tl21 aprite 18812, un rescritto della Sacra Congregazione deiVescc>vie deiReligiosi, ricon-
fermava alle Angeliche le antiche concessioni.
lnteressante il t;ontenuto di una lettera inviata a Papa Leone Xlll, conseruata in archivio, in
cui Mons. Sabbla de,scrive l'awenuta rinascita delle Angeliche, approdate a Crema ed inserite
nella sua Diocesi:
"Sono dodici religiose animate da ottimo spirito, attendendo con feruore speciale all'acqui-
sto della religiosa peibzione". (...).
Nei quindici anni trascorsi
presso il Santuario Santa Maria della Croce a Crema, anni di
feruore, dientusiasmo e di sacrificisopportaticon
gioia, (come sono descritti nelle Cronache della
casa), le Religiose furono seguite costantemente dalbuon Padre Pio Mauri, alquale i Superiori
dei Barnabiti avevano dato ognifacoltd e concessione
per il miglior awio spirituale diquel pri-
mo nucleo di religiose>.
Narrano le cro'nache: "Ogni mattina, il buon Padre dava loro con infocate
parole quegli
awisi e
quei confofti che credeva necessarl a sostenerle moralmente. Anche materialmente il
Padre si rnferessava delle sue figlie, che voleva abituate alla santa e sentita
poveftd, ma non alla
privazione del necessario.
Solamente in cielo sard dato comprendere con
quale affefto e oon
quanta abnegazione
it buon Padre rnfondesse nell'animo delle sue religiose il vero amor di Dio e del sacrificio, non
lasciando passare n4, una festa, nd alcuna circostanza in cui
potesse rawivare in loro la pietd e
lo spirito religioso".
Crema
-
Santuario di S. Maria della Croce e Convento
Ql nuovo gltonartezo a. gfl,tlano
(ll?9t5...)l
(daltre "Cronachet'"):
Coltrascorrere degti anni, considerando che il monastero di S. Maria della Croce era trop'
po incomodo,
perch| fuori cittit e in ctima molto umid,c e>d anche
pev approfittare di una ereditd
lasciata dalta
pia Confessa Parravicini di Milano, il F>adre Provinci,ale dei barnabiti, P Giosud
Magnaghi, persu,ase P. Pio Mauri a trattare Ia vendita de>l monaster<> col Vescovo di Crema, che
sarebbe diventatct luogo di villeggiatura per il Seminario locale e sucr:ersslvamente
poter concre-
tizzare una nuov(z costruzione a Milano, a Porta Magenta,
presso Piazza d'Armi. ll che fu fatto
con sacrifici incalcolabili dal carissimo nostro Padre e da tutte le Religiose.
(Per non ditungarci in fatti particolari di cronaca, si rimanda chi d interessato alla lettura
deivari documenilidepositati nell'Archivio storico della Ciongregazione A.G.A., mentre si riporta-
no solo alcune da,te significative).
Dalle "Cronache della Casa":
3 agosto 1ttl95: da Crema, petizione delle Angeiliche all'Arciverscovo di Milano in cuiespri-
mono il desiderio di porre ta prima pietra per la costruz:ione della nuova chiesa, nella solenne
circostanza del Congresso Eucaristico.
30 agosto'1895: it Cardinale Andrea Ferrari, Arcivescovo di 'Milano, con solenne cerimo-
nia, volle inaugurizre te indimenticabilifeste det Congresso Eucaristico del 1895 con la posa della
prima pietra per ta costruzione del nuovo convento claustrale tlelle Angeliche i'n Milano e della
chiesar che sard cledicatit alla Sacra Famiglia.
Luglio 1ltl(i: le Angeliche, prima di lasciare il Monastero di Crema, inviano una richiesta al
Sanfo Padre,
perchl'possano essere momentaneamente dispenserfe; dalla clausura
papale per
far visita all'urna del Santo Fondatore in san Barnaba a Milano".
Milano
Santuario della
Sacra Famiglia e prima
casa dop'o la inascita.
10 settembre 1896: le Angeliche lasciano il Monastero di S. Marier della Croce in Crema e
sl sfabrilscono nel nucrvo di Milano.
1'l settembre'1896: lnaugurazione del nuovo Monastero delle llngeliche con
apertura
graduale neltempo di scuola materna, elementare e media e di un convitto
per educan-
de.
26 settembre 1896: presentazione del progetto per Ia costruz:i<>ne della chiesa "Sa-
cra Famiglia".
30 aprile 1897: Milano, dall'Arcivescovado.
ll Cardinale Arcivescovo Andrea C. Ferrari awerte le Angeliche che dovendosi
recare a Roma per la canonizzazione del Fondatore Antonio M. Zaccaria, (27 maggio 1897) ha
rimandato la Visita Perctorale al 3 maggio 1897.
Molto bella la r;onclusione della lettera: "alla corona di gloria del Beato Antonio M. Zacca-
ria, per tanti titoli giit stplendida, un nuovo fiore verrd aggiunto da codestc> Monastero con la esat-
tezza della regolare clisciplina da lui istituita, con Ia fedele osseruanza 'della santa professione,
con la pratica assiduer di ogni virtd".
Rloma, 27 maggio 1t197: solenne canonizzazione del santo Fondatore Antonio M.
Zaccari,a.
7 novembre 1898: (sempre dalla
"Cronache"):
Per consiglio e vtivo desiderio di S.Em.za
il cardinale Andrea Fctrrari, si apri una scuola esterna per fanciulle di famiglie di civili condizioni.
Oggi, sei bambine iniziarono Ia scuola che continuerd regolarmente sotto la direzione di un'An-
gelica coadiuvata da altre religiose che, come la direttrice, sono corredate di patenti di
grado
superiore. L'istruzione> sard impartita secondo i programmi governativi.
30 novembre 1898: C:OTSACRAZIONE DELLA C)HIESA dediciat:a alla Sac>ra Famiglia
di Nazareth.,
Descrizione della festa desunta dalle
"Cronache"
della Casa:
Trascorsero due anni dal nostro trasloco qui a Milano e da quizndo si
pose mano alle
fondamenta della no:;tra nuova Chiesa; due anni di continue alternative fra timori e speranze
e di
grandi disturbi pe>r il nostro Rev. Padre che da solo dovette sosferrere il peso di impoftune
circostanze, con insufficienza dimezzi, sowolando ivari scoraggiamenti, conseguenza didisap-
provazioni da parte d'ei Superiori (per la grandiositit delTempio e la fine;zza del lavoro) nonchd il
veder troncati a mezzio alcuni piani industriosamente conceftati
per il co'mpletamento della gran-
de impresa.
Dopo tutto cio, oggi,
giorno dedicato a S.Andrea Apostolo, si compi per speciale benevo-
lenza di Sua Emineniza il Cardinale Andrea Carlo Ferrari, Arcivescovo di Milano, la Consacrazio-
ne solenne della nostra nuova Chiesa dedicata alla Sacra Famiglia di l{azareth., per volontd di
Sua Sanfifd Leone Xl'll, che fu la prima in Milano ad avere
questa denonninazione. (...).
La vigilia furon'o poftate dalla Cuia Vescovile le sacre Reliquie da riporre l'indomani nell'al-
tare che sard consacrato e fu delicata intenzione quella di scegliere a riguardo nostro Ie reliquie
di S.PaoloAposf., S.lSarnaba Aposf. e di S.Ieodoro dicui ne custodiamo i sacri resti.
Tali reliquie accomodate in un'urna d'argento cifurono fatte bacieve dal nostro Rev.Padre
la sera della vigilia.
Alla mattina circa le ore 7 interuenne Sua Eminenza con numero:so Clero, con il R. Padre
Provinciale e alti Padri Barnabiti, nonch5 buon numero dei loro novizi studenti, che dopo aver
recitato i salmi
penitenziali nella Cappella ove erano esposfe le S. Reliquie, le traspottarono
pro-
cessionalmente nella nuova Chiesa.
Sotto l'Altare principale fu posto il corpo del Santo Martire Teodosio, scopefto nelle Cata-
combe di Sant'Aglnese e donato alle Angeliche dal Cardinale Pico della Mirandola.
Per
parecc:hie
ore non si udirono che salmi ed inni recitati coralmente da tufto il Clero con-
venuto.
Le Religiotse, non potendo altrimenti, si ritirarono nella
picco,la Tribuna ove attraverso un
velo poterono osseware qualche poco delle varie sacre funzioni .
Terminata la ceimonia della Consacrazione, Sua Eminenzet celebrd la santa Messa e
all'ultimo Vangel<>, si degnd volgere parole di lode a tutti coloro ch<> si presero la responsabilitit
dell'impresa e di ringraziamento a quantivi collaborarono.
Ataligentilisentimentirispose con un caloroso
grazie il nostr<> Rev. Padre Pio Mauri, rivol-
to a S.Eminenza che con un trafto di speciale benevolenza, considerando tutte le circostanze, ci
affretto una graziia cosi grande; rivolse poi un vivo ringraziamento a s;uoi Superiori che vollero con
la loro presenza ed il loro aiuto rendere piu decorosa e solenne la cerimonia.
Ma piI
spticcato e sentito fu il ringraziamento che il Padre indirizzo al buon popolo srnce-
ro e schietto, vero cooperatore nella erezione di
questo Tempio, molto piu che non sia stata la
nobiltd e l'aristoc,razia dell'alto ceto. Per questo, pregd Sua Em.za. a supplire alla sua pochezza
nel congratularsi a nome suo del buon cuore e delle ottime disposizioni ditufti i collaboratori, im-
plorando sulle loro famiglie specra/lssime benedizionidal modello delle famiglie cristiane, Gesd,
Maria e Giuseppe.
Sua Em.z:a. concluse
poi con affettuose congratulazioni, animando tutti a corrispondere
sempre meglio al bene che il Signore ha concesso nell'erezione in zona di un Monastero e di una
Chiesa in cuisipossono trovare moltiplicatiimezzidi santificazione e disalute.
lmpaftita et tufti la Benedizione Pastorale, volle soffermarsi ialquanto nel parlatorio ester-
no con le Religiose, animandole con la sua
paterna benignitit ed impartendo anche a loro una
p arti col a re be n ed i zio n e.
Cosi ebbe termine Ia festa odierna. Tuttavia,
quello che
perennerd la memoria di
questo
glorioso giorno sard il Decreto dell' lndulgenza di cento giorni ognti anno e dell'Ufficio con data
fissa /a 2a. Domenica d'Avvento Romano, rilasciatoci dalla Curia Arcivescovile.
(Quesfa data verrd poi modificata con un Decreto del santo Padre Leone Xlll, giunto da
Roma il 21 novernbre 1902, firmato dal card. Ferrata, Prefetto... in cui d stabilito che la festa della
dedicazione della nuova chiesa venga celebrata la penultima domenica di novembre, anzich6la
2^ Domenica di,Awento.
Anche oggi, ilmaesfoso Tempio, stile bramanfesco, su disergno dell'Architetto Senatore
Cesare Nava, altesta quanto zelo e quanto amore vi abbia posto nell'edificarlo e adornarlo il
buon Padre Pio lVauri, divenerata memoria.
Come si e) potuto notare dalle succinte note storiche, la rinizscita delle Angeliche di san
Paolo avvenne /n strefta dipendenza dai successori degli Apostoli, inserendosi nella vita
sociale della Chiesa locale.
,palla
flautuza
a.Ila, V'tta gftaiva( I
g
t
g-
| 920
)
(ln sintesi, alcune notizie e date riguardanti il passaggio dalla clausura alla vita altiva).
Nel 1898, anno in cui awenne Ia consacrazione della chiesa in Milano, si fece la fondazio-
ne di un nuovo monastero a Fivizzano, in Lunigiana e nel 1903 quella diArienzo in provincia
di
Caserta, sempre in stretta clausura, in attesa di un ritorno alla vita attiva delle origini.
ll 26 aprile 1919, le Angeliche diArienzo ottennero la dispensa dalla clausura dando prin-
cipio ad una nuova vita, assumendo la direzione di orfanotrofi di guerra ed attendiendo ad opere
parrocchiali.
ll Santo Padre Benedetto XV, con decreto della Sacra Congregazione dei Religiosi, di-
spenso Ie Angeliche dalla clausura a cui erano state soffornesse e Ie autorizzo ztd occuparsi di
opere educative e di prevenzione, secondo /e necessifd dei tempi, soprattutto dopo l'immane
flagello della prima guerra mondiale.
Nel 1920, anche la Casa di Milano, sostenuta dall'Arcivescovo card. Andrca Ferrari, do-
mando ed ottenne la dispensa dalla clausura per dedicarsi ad opere di apostolato, ma mantenne
la clausura diocesana fino al 1926, quando Papa Pio Xl diede I'incarico alvescolo di Cremona,
Mons. Cazzani, difare quanto era necessario per la fusione dei tre monasteri e pe'r il ritorno delle
Angeliche agli ideali del Fondatore.
Con Decreto 5 luglio 1926 i tre Monasteri di Milano, Arienzo e Fivizzano ,si fondavano e
sorgeva cosi /a Congregazione delle Angeliche di san Paolo, "chiamate a far rivivere" come dice
il Decreto, quelle antiche Angeliche che ebbero S. Antonio M. Zaccaria
quale Fondatore e Padre.
Nel 1926 si tenne il primo Capitolo Generale in Roma, sotto la presiden;za di Mons. La
Puma, Segretario della Congregazione dei Religictsi: fu nominata ad unanimitd di voti la Superio-
ra Generale, nella persona della Superiora diArienzo, Madre Giovanna Bracaval. Si stabili che
la casa di Milano fosse
provvisoriamente
la sede generalizia della Congregazione, in attesa del
suo trasferimento a Roma in un prossimo futuro, t;ome
poi awenne nel 1946.
Cosi /e Angeliche andarono ben presto aprendosial/e necessitit dell'epoc'a, dedicandosi
soprattutto all'educazione ed istruzione dell'infanzia e della gioventi, attivitd caraifteristica anche
al
presente in quasitutte le loro opere, aprendosi contemporaneamente a quelle umanitarie in
lontane terre di missione.
Al presente,
assai
pii numerosi sarebberc> i campi di lavoro delle Angeli<;he se l'attuale
crisi delle vocazioni non Ie cosfnngesse a rinunciare, con rammarico, a tante pressanti e anche
autorevoli richieste.
E'comunque gid molto conforlevole constatare come le Angeliche, softe nell'epoca del pre-
Concilio Tridentino, cosi carico di viva spiritualitit, e messesi rn peietta sintonia con esso,abbiano
visto la loro storia rianimarsi prowidenzialmente neifervidi anni del Concilio Vaticitno ll, attente a
cogliere i momenti pii adatti per gettare a larghe mani il buon seme della Parola oli Dio che, sotto
il sole della Grazia, produrrd l'atteso frutto del rinnovamento della vita cristiana e ,religiosa.
Attualmente le Angeliche di san Paolo svolgono illoro apostolato in ltalia, in l3elgio, Spagna,
Poftogallo, Albania, Kosovo, negliStatiUniti, in Brasile, Congo, nelle Filippine, in lndonesia, Cile e
Polonia.
Esse attendono all'educazione dell'infanzia e della
gioventi nei collegi e nelle scuole e in
pensionati per giovani universitarie, nell'apostolato parrocchiale e nelle missioni; nei periodi estivi
curano ragazzi e adolescenti neivari Oratori e in campi estivi. ln campo sociale, curano
per-
sone anziane in
pensionati
appositie bambini in pafticolari situazionididisagio rrr case famiglia.
Si prodigano ovunque ci sia bisogno di un auore di madre, di una mano fraterna.
Vogliamo chiudere guesfe poche, semplici pagine con una preghiera composta dalla cai;ssima Madre
Armanda in occasione del Centenaio (1979) della nostra Rinascita, ancora oggitanto attuale:
"Signore,
Tu ci hai chiamate
a renderTi oggi
un pubblico grazie
per la vita che ci hai dato
e hai ridato
alla nostra famiglia religiosa.
Tu ci vuoi sante,
ci vuoi apostole,
ci vuoi umilie ardenti;
ci vuoi fedeli
e
generose
continuatrici
di una missione che ci supera
per
altezza di ideale,
per la delicatezza dell'impegno,
per la durezza dei tempi.
Tante volte ci sentiamo.
piccole e deboli;
poi pensiamo che ci sei Tu
con noi, Signore,
ogni giorni, ogni momento.
Per Te, con la Tua grazia,
noi vogliamo accogliere
tutri come fratelli:
ogni persona che incontriamo
sul nostro cammino,
per fare, con essl, una sola famiglia
che viene incontro a Te.
Per questo
ci hai volute
nella Chiesa;
guesfo Ti chiediamo,
per questo Ti ringraziamo,
per questo
Ti lodiamo,
oggi e sempre".
M.A.M.P
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Chiesa
"Sacra
Famiglia"
delle Angeliche
di san Paolo in Milano
pafticolare di un rosone
con testine di angeli
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1ftercnza
delle
aTlngeliehe
d,t tan
1faolo
nell'attuale ncieth milanete
Testimonianza di un laico
"Correte
come matti a Di o e al prossi mo per amor di Di o", questo i l motto che S.Antoni o Mari a
Zaccari a mi se a epi grafe del l a sua Di vi na l mpresa, l a Congregazi one del l e Angel i che di S. Paol o.
E' un detto che muove l e cosci enze da secol i , ormai , e che suona parti col armente urgente al
gi orno d' oggi . Inuti l e di l ungarsi su anal i si che al tri ben
pi i r
autorevol mente
possono
e devono offri re. A un
semplice laico che ha avuto la fortuna di essere educato nella fede cattolica e che cerca, con l'aiuto di Dio,
di perseverare su questa strada tocca i nvece l a testi moni anza. Quel l a del l a sua vi ta e del l e sue opere,
certo, ma anche quella di riconoscere e di far conoscere i segni di Dio nella nostra societd.
Vi vi amo tempi di ffi ci l i , ansi osi e di stratti dove sembra sempre
pi r) l ontano i l ri chi amo comune a
senti rsi comuni td, fratel l anza e fami gl i a di Fi gl i di Di o. Domi na un senso di resa, di sfi duci a (reso pi u acuto
dal l a cri si economi ca) e di grande sol i tudi ne. E' i l Si l enzi o degl i uomi ni che accusano Di o di non farsi
presente e che invece non hanno piir il coraggio di alzare la testa per vederlo, vivo e partecipe delle nostre
vi te.
l n questo cl i ma, tanto pi U prezi ose sono l e oasi i n cui gl i uomi ni e l e donne, i ragazzi e gl i anzi ani
del nostro tempo sono ai utati ad al zare l a testa per i ncontrare Di o. Le Angel i che sono una di queste
opportuni td. Sono donne sempl i ci , chi are e si l enzi ose. Eppure basta entrare i n casa l oro per senti re i l
cal ore che vi ene dal l a sol l eci tudi ne, dal l ' attenzi one, dal l ' amore
per i l prossi mo. "Correre
come matti " non
vuoi di re tanto o sol o dedi carsi a un atti vi smo conti nuo e sfrenato. Troppe i ncomprensi oni e del usi oni si
sono generate nel l a Chi esa su questa strada.
"Correre"
si gni fi ca, a quel che vedo e sento, pregare per i l
mondo, esservi
presenti e entrare in relazione con le sue sofferenze in punta di piedi ma con la forza che
vi ene dal l ' amor di Di o.
Anche per l e Angel i che tutto questo d stata una conqui sta. Persi no nel l a Chi esa. S.Antoni o M.
Zaccaria aveva chiarissima la missione cui si sarebbero dedicate le Angeliche: non stare chiuse in un
chi ostro, ma l avorare tra l a gente per far conoscere Cri sto, i l suo amore e l a sua l egge e educare i gi ovani
a seguire Cristo. Tutto questo fu vero e realizzato fino al Concilio di Trento. Poi la Chiesa decise che, al
pari di al tri , anche I' ordi ne del l e Angel i che dovesse ri nchi udersi i n cl ausura. E l e Angel i che segui rono
l ' ordi ne, per obbedi enza. l mmagi no l o strazi o di chi d chi amato a una vi ta di testi moni anza tra l a gente e
si vede obbl i gata a un' al tra scel ta, senz' al tro di grandi ssi mo val ore, ma contrari a al l a propri a vocazi one.
Mi
pi ace i mmagi nare che tra l e tante preghi ere ri vol te a Di o da
queste sorel l e, vi fu anche quel l a di farl e
ri tornare al l a l oro ori gi nari a mi ssi one. E, natural mente furono esaudi te a conferma del val ore del l a vi si one
orofetica del loro Fondatore.
E cosi l e Angel i che, nel corso del 900, hanno ri comi nci ato a correre nel mondo e nei di versi
continenti in cui sono state chiamate da Dio. Certamente va notato come la vera terra di missione si sia
progressivamente spostata da terre lontane a casa nostra. E' quello che vediamo tutti i giorni, felici di
esserne parteci pi .
Nel grande caos e nel l a perfetta sol i tudi ne di tante vi te, l e Angel i che di vi a Buonarroti sanno essere
bal samo e consol azi one. Sanno esserl o dei poveri che ri cevono ai uto e consol azi one. Sanno esserl o dei
giovani che trovano nella loro scuola quell'ambito fertile per far crescere la loro personalitd e la loro fede
(quanto deve la mia famiglia a queste suore per la carica di umanitd che han saputo trasmettere alle nostre
fi gl i e!). E sanno esserl o per tanti che, magari di nascosto, cercano qui una parol a di conforto, di ai uto, di
speranza.
Conti nuano a correre l e nostre Angel i che. Sempre per amor di Di o. l l l oro segreto d uno sol o: l a
fedeltd alla preghiera. La loro vita d la nostra vita. La loro comunitd il sostegno cui si aggrappano tante
esi stenze. Oggi e domani .
1 1
Marco Pogl i ani
-
Mi l ano
QI ticot{o di un
$acetdote
Appena ordinato sacerdote nel giugno
1974, sono stato inviato nella Parrocchia San Giuliano
Maftire in San Giuliano Milanese, dove rimasidodicianm.
Era un grosso
borgo in espansione per la massiccia immigrazione delle popolazioni
del Sud, che
stravolgeva il volto della comunitd.
C'era una folta comunitd di Suore Angeliche che aveva varie mansioni, fra cui la di,rezione dell'asilo
comunale, la direzione di una Scuola Media legalmente iconosciuta, gestita daigenitori della Parrocchia,
di un Centro Professionale diurno e serale, un fiorente e folto Oratorio femminile, la gestione della Buona
Stampa e la Caritas.
Svolgeva un prezioso lavoro con le famiglie, sopraftufto con le famiglie giovani prov'ate dalla poverta
e da gravi disagi sociali.
La malavita e la droga erano tentazioni in costante agguato e mietevano viftime.
()iovani
e genitori
di bambini in carcere era per noi una normalitd.
Ho un ricordo molto bello di seruizio e collaborazione, che d rimasto nel tempo, tanto che I'intensa
aftivitit di quegli anni pofta ancora al presente i suoifrufti..
Don Franco Colombini
Parroco a Trezzano s/N. 1 marzo 2012
***********
datle etlter,ienze di
"o
fd"cctore
l l o studi ato
quattro
anni nel l e Caso Mi ssi onari e dei PP. Bamabhi , successi vamente ho conti nuato
ed ul ti mato gl i studi superi ori ed uni versi tari i n qual i td di ex-apostol i no, ma certamente sempre a contatto
con l a Congregazi one Regol are dei Chi eri ci di San Paol o.
Durante i pri mi sette anni di i nsegnamento, presso l a Scuol a Medi a
"san Paol ci ' l eg. ri c. di san
Giuliano Milanese, caratlerizzali da giovanile
entusiasrno e da passione pedagogica, ho avuto la fortuna di
avere come fi gure di ri feri mento, si a nel ruol o di datti co-di ri genzi al e che i n quel l o pedagogi co, personal i td
del l e Angel i che di san Paol o di al ti ssi mo profi l o professi onal e, pedagogi co e rel i gi oso.
Sono stati anni durante i
qual i non sol o sembrava natural e a noi docenti tradurre suggeri menti ,
i ndi cazi oni , regol e di vi ta, l e cui ori gi ni trovavano i spi razi one negl i scri tti e nel l a testi moni anza di Sant' Antoni o
Maria Zaccaria., ma ci riusciva altrettanto naturale propone atteggiamenti e stili di vitia zaccariani alle
grovanr generaztonr.
In segui to, anche i nsegnando nel l e scuol e statal i , ho conti nuato a essere affasci nato dal cari sma che
le Angeliche hanno sempre profuso nelle diverse attivitd del loro apostolato, in modo particolare in quello
pedagogi co ri vol to al l e generazi oni pi D gi ovani e a quel l e degl i adol escenti ,
propri o nel l er fase pi i cri ti ca,
durante l a qual e avere del l e fi gure di ri feri mento, di supporto, di accompagnamento e cl i di scerni mento,
costituiva certamente una solida pietra miliare in cui molte generazioni hanno saputo innestare le proprie
radici e su cui hanno fondato e costruito percorsi
e piogeni di vita.
Da tal e mol ti tudi ne di gi ovani , di donne e di uomi ni adul ti i n Di o, d doveroso auspi care I' espressi one
di sentimenti di
profonda gratitudine.
N. Parenza
ex docente al l a "san Paol o" di san Gi ul i ano Mi l .se
P.S.
Ho cercato di esprimere i miei piir sinceri sentimenti di riconoscenza e di gratitudine che ancora nutro in
mani era sempre
pi u
sol i da nei confronti dei fi gl i e del l e fi gl i e di Sant' Antoni o Mari a Zaccari a.
Con grati tudi ne
Nicola Parenza
1 2
difl"ttione
dt un
padze
ali
famglia
nu,tzeros.tt
L' anagramma del l a parol a
"FAMIGLIA"
-
probabi l mente non a caso
-
e' AMA FIGLI' .
I genitori infatti amano i loro figli piu
di ogni cosa. ll primo
distacco, awertito soprattutto
dal i a mamma, awi ene quando i l bi mbo i ni zi a l a scuol a mat erna o
quel l a
del l ' obbl i go. E' un pi ccol o
trauma che procura
dolore agli adulti ed apprensione per i bambini.
Da qui la necessitd di affidare in buone mani la propria
discendenza,
perch6 possa
essere
accolta con dolcezza, rassicurata, confortata, esortata, ma soprattutto cresciuta con quei valori
cristiani cui teniamo tanto in famiglia.
Tutto cio l' abbiamo trovato dalle Suone Angeliche, al punto che tutti i nostri quattro figli
hanno frequentato l' lstituto San Paolo con plena serenitd.
Abbiamo un solo rammarico, che non vi sia
piD la possibilitdr di iscrivere i propri figli alle
scuole superiori nello stesso lstituto.
Gratitudine e riconoscenza sono i sentimenti che proviamo per le Angeliche di san Paolo
di Mi l ano.
Dott. Vittorio Lodolo Doria
cRiflutione
di una e*a.Lunna
ll mio primo giorno di scuola all' lstitub S Paolo d stato, come per tutti, ricco di emozioni e
di t i mor i .
Furono il sorriso di una suora ed una catezza a dissipare ogni mia ansia .
La Madonni na sul l e scal e era come quel l a che abbi amo a casa
-
sol o un po' pi D grande
-
e
a tutt' oggi sorride agli alunni quando
entrano e quando escono.
Ogni mattina, vieniaccolto dalle suore che ti salutano dandoti il buongiorno, prima dell' inizio
delle lezioni. Sembra dawero di essere in famiglia, tanto da non avvertire la lontananza dai
genitori. Anzi, i valori cattolici che vengono trasmessi, fanno proprio sentire a tutti il dolce clima
familiare.
Nelia mia famiglia, io sono stata l' apnpista,
perch6, dopo di me, anche i miei tre fratelli
sono transitati all' lstituto San Paolo.
Mi auguro che moltialtri alunni, come me, Marta, Costantino e Lorenzo, possano avere la
fortuna divivere la bella esperienza che ho vissuto io in questa scuola.
Maria Lodolo Doria
,fo
uo"e delk
Seuola
L' lstituto San Paolo d una scuola che assume su di s6l' impegno evangelico e missionario,
tipico delle Angeliche di san Paolo che lo curano con tanto amore, non in una terra lontana, ma
nel cuore della metropoli milanese, accogliendo soprattutto coloro che sono gli "ultimi"
di una
societd che fa della produzione il bene massimo.
Sono quei ragazzi che oggi non trovano nella scuola un ambiente favorevole
all' apprendimento e alla formazione della
persona e
quindi si arenano sui primi scogli delle
difficoltdr scolastiche o relazionali e pertanto vengono considerati
"improduttivi"
sotto il lato anche
umano oltre quello
didattico.
Spesso, e per le piO svariate ragioni, questi ragazzi approdano all' lstituto San Paolo dopo
un lungo peregrinare in diverse scuole, senza trovare risposte affermative ai propri bisogni.
1 3
L' impegno educativo e
pedagogico
di questa Scuola si fonda sulla speranza cristiana di
riuscire a ricuperare
-
come gid awiene
-
ragazzi che per motivi sopra accennati, vengono esclusi
anche dalla cerchia dei loro amici piir fortunati.
Pertanto lo sforzo, in termini di risorse umane, sitraduce nella seguente realtd:
-
docenti tutor, che sono anche educatori, per
ogni classe di scuola secondaria e per gran
parte
di quella primaria,
-
possibilitd
di istituire in ognuna di esse, sempre se lo si ritiene opportuno, un
progetto
didattico e/o educativo creato sulle reali esigenze del singolo ragazzo,
-
un' 6quipe pedagogica in continua formazione con I' ausilio di esperti,
quali il Consultorio
Interdecanale di Via Restelli, di professionisti
di discipline come il teatro e I' educazione
civica che si ritengono fondamentali per la crescita di ognuno.
Tutto cid che le indicazioni per il curricolo scolastico ci suggeriscono come prospettiva del
futuro, owero un
percorso personalizzato per
ogni classe e
per ogni allevo noi lo applichiamo
ognigiorno nella consapevolezza dell' unicitdr di ogni ngazzo.
E' senza dubbio una goccia nell' oceano, che tuttavia riteniamo indispensabile nella
formazione pedagogica,
culturale e sociale dei ragazzi a noi affidati,
per un inserimento migliore
e ditutti nell' attuale nostra societd.
Manuel a Fi l i ppi e Jessi ca Merl i
responsabili e docenti presso l' lstituto san Paolo di Milano
* * * +* * * * $* ++ * * i + * * + ++ * * * * +*
gfent io nc;to
pez giovani
univet titazie
MILANO
-
Vi a Buonarroti , 49
L' l si tuto
"san
Paol o" di Vi a Buonarroti , Mi l ano, ri costrui to nel 1963/64, ha sempre assunto l a
caratteri sti ca di un ambi ente scol asti co adi bi to al l ' i struzi one e al l ' educazi one dei suoi al unni dal l a Scuol a
per l ' l nfanzi a al l ' l sti tuto Magi stral e (agl i i ni zi ), trasformatosi nel tempo i n Li ceo Li ngui sti co-Umani sti co, ed
i nfi ne chi uso per mancanza di i scri zi oni , dato i l notevol e numero di l sti tuti i n zona.
Questa realta non e tuttavia completa, perch6 accanto alla sua peculiare caratteristica
scolastica, l'lstituto, tenendo presente il fine specifioo della sua Congregazione che d
"l'animazione
spirituale e l'educazione cristiana nella scuola e in altre opere
giovanili", ha voluto rnantenere aperta
l ' anti ca tradi zi one di un col l egi o o di un pensi onato per
studentesse e gi ovani uni versi tari e.
Al presente, agl i ul ti mi pi ani del moderno e l umi noso edi fi ci o, d i n atto i l funzi onamento di un
pensi onato gi ovani l e, Sono studentesse che gi ungono da ogni parte d' l tal i a, tal vol ta anche dal l ' estero, per
seguire corsi di laurea sia all'Universitd Cattolica del Sacro Cuore, sia presso altre Universitii in questa
nostra cittd.
l l numero del l e presenze d del i mi tato dal l e Leggi attual i , nonostante l e ri chi este di i scri zi one si ano
sempre in esubero e spesse volte spiace dawero non concedere l'ospitalitd ad altre giovani cariche di
entusiasmo e desiderose di preparare al meglio il loro awenire, anche sotto il profilo religioso morale.
.ll trattamento d familiare, come lo d anche I'atmosfera che coinvolge un
poco
tutte le giovani
proveni enti dal l e pi i svari ate regi oni i tal i ane, pronte ad al l acci are i n sempl i ci td un di al ogo fatto di cordi al i td
e si mpati a, non sol o fra l oro, ma anche con l e Madri che ogni gi orno i ncontrano nei vari ambi enti .
E' tuttavi a un i mpegno arduo quel l o di essere al fi anco di tante gi ovani vi branti gi oi a di vi vere, di
conoscere, di essere in prima persona le protagoniste del proprio futuro.
In questo compito siamo stimolate fortemente dall'invito-imperativo del nostro Santo Fondatore
Antoni o Mari aZaccari a che ci sol l eci tava: "Non
l asci ate di guadagnare negl i al tri " (Lett. X).
14
Bastano poche parole,
un semplice sorriso, un incontro fortuito con alcune di loro per costruirel
con tutte un ponte diamicizia da cui poi lanciare proposte concrete di irradiazione costante del messaggio
evangelico.
Di ffi col td non mancano, deri vanti da vari e cause, tra cui pri nci pal e d l a carenza i n al cune di una
formazione cristiana che risulta piuttosto
superificiale e che pud essere di ostacolo per la loro crescita
soi ri tual e.
Pertanto, coadivate da persone
ben preparate a livello pedagogico, culturale e religioso, offriamo
al l e gi ovani i ncontri speci fi ci con possi bi l i td
di approfondi mento e di di al ogo, soprattutto i n prossi mi ta
del l e vari e feste l i turgi che del l ' anno e possi amo di re che l a ri sposta d quasi sempre posi ti va e gl obal e,
i ndi ce di gradi mento e di reci proca sti ma e fi ducl i a.
Voglia il Signore benedire i nostri piccoli
sfozi di bene nella cura di questo ristretto campo educativo
giovanile, dove tuttavia
possiamo
ogni giorno gettare semi di speranza e nell'ospitalitd richiesta, offrire
al l e gi ovani tanto amore, comprensi one e l a testi moni anza gi oi osa del l a nostra vi ta consacrata.
m. s. m. (asp)
la voee dt una
gi,ovane
univetE itart,ia
Avete presente come il tempo passi talmente veloce, quasi da non accorgercene, quando si sta
veramente bene i n un l uogo?!
Ebbene, questa d l ' i mpressi one che i o ho avuto e che ho tuttora: d ormai al 4' anno l a mi a
permanenza presso I'istituto delle Angeliche a Milano, cittd scelta
per iniziare e completare i miei studi
uni versi tari i n Economi a e Fi nanza.
Dai primi giorni. e trascorso tanto tempo, ma ricordo come se fosse ieri quando entrai, timida ed
un po' l mpauri ta nel l a mi a camera, al 6A pi ano di questo i mmenso
pal azzo, che al l ' i ni zi o defi ni vo quasi
un
casermone, bi anco, al ti ssi mo, con grandi vetrate.
. La pri ma i mpressi one qui ndi non fu del l e mi gl i ori , ma subi to mi sono ri creduta: l a camera che pur
non aveva un aspefto ultramoderno, I'ho trovata molto accogliente e con ogni conforts.
ll momento della prima sera a cena fu particolare: ricordo ancora di aver trovato MadreAlda pronta
al servizio in un refettorio brulicante di voci vivaci ed allegre delle ragazze che sarebbero divenute mie
coi nqui l i ne, col l eghe di uni versi td ma soprattutto Ami che.
In un pensi onato non si d mai sol i : d forse per questo che con i mi ei geni tori si d deci so di scegl i ere
un convitto piuttosto che un appartamento dove magari la sera ci si ritrova sole, senza nessuno con cui
poter chi acchi erare o condi vi dere qual che pensi ero.
Ecco perch6 penso che ancora oggi la scelta di un pensionato, dove trascorrere gli anni di studio
universitario, sia una scelta azzeccata: ti permette di confrontarti con ragazze provenienti
da tutta ltalia,
i mpari a vi vere i n soci etd e non sei mai sol a; c' d sempre qual cuno capace di ascol tarti , di farti compagni a
e perch6 no, condividere un dolcetto o una pizza. Per me d stata la scelta migliore!
Le Angel i che a Mi l ano, hanno ancora oggi un ruol o fondamental e, ed i o sono entusi asta di essere
una del l e tante presenze i n questo l uogo tranqui l l o e sereno; mi sento come se fossi a casa mi a! Dopo
una lunga giornata passata tra lezioni stressanti, confusione, metrd intasato, d bello rincasare qui, dove
hai la percezione di essere attesa, di trovare subito la tavola apparecchiata ed un piatto caldo, con la
presenza affettuosa di Madre Roberta indaffarata a riporre stoviglie pulite e che ogni sera ti attende con
un sorri so accogl i ente e
premuroso
come una mamma dol ce ed aweduta.
Credo che tra me e le suore che fanno parte della comunitd di questa casa, si sia instaurato un
l egame di ri spetto, di sti ma, e di reci proca comprensi one, anche nel dare una mano al l a cari ssi ma Madre
Silvana,
quando sono richiesta di un piccolo aiuto, soddisfatta di partecipare attivarnente alla vita del
"mio"
pensi onato. Vi ta fatta non sol tanto di presenza fi si ca, ma anche di i ncontri vari di ami ci zi a, di condi vi si one,
di riflession, soprattutto nella preparazione seria alle grandi festivitd dell'anno.
Per queste grandi occasi oni i nfatti , ci ri trovi amo i nsi eme con
padre Massi mi l i ano Taroni , per dare
ampi o spazi o al l o spi ri to, seguendo al cuni temi di attual i td, mol to coi nvol genti , dutante i qual i si respi ra
1 5
un'aria di serenitd, di festa anche e di, complicitd lra le ragazze, che ogni volta,
puntualmente si offrono
per la lettura di brani e di
preghiere.
Che altro dire?! Quella che sto vivendo d un'esperienza
pi0 che
positiva e sono sicura di
portare
per sempre nel mio cuore il ricordo di questi meravigliosi anni trascorsi fra queste suore che, non a caso,
si chi amano
"Angel i che".
Questa d la mia seconda casa, il mio costante punto di riferimento e mi sento in dovere di ringraziare
tutte l e Madri che mi hanno segui ta ed accol ta i n ogni momento: Grazi e!!!!.
Anna Rizzo
*********
destim@nianzd
tingolare d:,i due
genitor,i
"l n
fondo, l a vi ta d una seri e di " i ncontri
":
costrutti vi , i ndi fferenti , sbagl i ati ...ma che sempre l asci ano
tracce profonde in ciascuno di noi.
In questa nostra breve testimonianza desideriamo ringraziare Dio per tutti gli incontri fatti nel trafto
di strada che abbi amo
percorso:: l e nonne, i nnanzi tutto, che hanno affrontato si tuazi oni di ffi ci l i sol o con
l a potenti ssi ma arma del santo Rosari o, sempre fra l e mani ; I' i ncontro con i nostri geni tori che, senza tanti
di scorsi , hanno testi moni ato l ' i mportanza del sacri fi ci o, del l ' onestd e del l avoro.
Abbiamo fondato il nostro matrimonio sulla roccia che d Gesir, la nostra pietra angolare su cui
abbi amo costrui to poi l a nostra fami gl i a.
Un i ncontro stupendo che, possi amo di re, ha dato una svol ta al l a nostra vi ta, d i l seguente:
I' adozi one di due bambi ni , Marti no e Cl audi a. E' stata per noi una scel ta
"natural e", quasi bi ol ogi ca, non
tanto per completare la nostra famiglia, quanto per condividere fino in fondo cid che avevamo ricevuto
gratui tamente dal buon Di o..
Sono due ragazzi ni mol to affettuosi e sensi bi l i , proveni enti dal paese del beato Gi ovanni Paol o l l
e che ri spondono posi ti vamente al l e nostre cure e sol l eci tazi oni .
Per questo, i nsi eme, abbi amo pensato di trovare per l oro un ambi ente educati vo rel i gi oso che l i
potesse seguire ed aiutare nelle varie difficoltd, sopratutto linguistiche.
Abbi amo conosci uto I' i sti tuto S. Paol o del l e Angel i che,
posto nel l a bel l a zona di Mi l ano, nei pressi
del l a vecchi a fi era campi onari a, a cui si amo mol to l egati , perch6 ha segnato i l "mese di apri l e" del l a nostra
i nfanzi a.
Da questa conoscenza logistica e superficiale, siamo
passati ad un rapporto farniliare ed aperto
con le Suore Angeliche
Cosa dire di loro ? Non siamo esperti nell'arte del giudicare, ma in esse ci d sembrato di poter
scorgere da subi to l o sguardo di Gesi nel di pi nto
"
i l tri buto" del Masacci o: sguardo sol l eci to, paterno,
attento, dolce se pur severo.
E' I' atteggi amento abi tual e che abbi amo potul ,o ri l evare i n queste brave educatri ci e si amo fi eri di
aver messo nelle loro mani i nostri due tesori, perch6 sappiano forgiarli nel bene,
Niente di straordinario: esse sono creature semplici, serene, familiari fra loro, perch6 hanno
incontrato il significato della propria esistenza, Cristo', da cui sanno originare la grandezza e la dignit?r
del l a
persona, nonch6I' ami ci zi a con tutti .
Tali aspetti sono, secondo noi, ingredienti indispensabili
per la crescita armonica dei nostri ragazzi
i n questa soci etd ori entata al consumi smo e al l ' appari re.
Grazie, a voi tutte care Suore e a tutto il personale della Scuola, che ogni giorno vi adoperate a far
crescere i nostri ragazzi in un
"terreno
buono e ben coltivato".
Mari o & Mi rel l a Gi nel l i
Geni tori di due al unni del l a Scuol a Medi a
"San Paol o" (1)
() il dipinto accennato nell'articolo sopraiportato d relativo all'episodio evangelico del "tibuto" da pagare a
Cesare trafto dal Vangelo di Mafteo, 17,21-27.
Si trova a Firenze (Cappella Brancacci) nella chiesa di Santa Maia del Carmine.
1 6
la Sacra Famiglia
dipinto: Siffredi- scuola Veneta Lombarda
(1890-1910)
/fl,il,n,no,
24 mortzo 2012
Ia frtlessa del cardinale arctivescovo Angelo Scola con tte Angeliche e la < comunitd >
della Scuola di Wa Buonarroti, nella chiesa della Sizcra Famiglia. (fotogramma).
f'ermiglia bgng soeialg
,rla
rispgttarg
alcuni spunti ptres;i dall'omelia del card. Arcivescovo Angelo Scola
di Lorenzo Roso/l (Awenire, 25 marzo 2012)
La fami gl i a: un <granrdi ssi mo dono>.
Una <importantissima realtd sociale>. Che non va confusa
-
spiega ilcardinaleAngelo Sco-
la
-
con altre forme di convivenzer, ma riconosciuta nella sua identitd, quale luogo che custodisce
<le grandi differenze costitutive dell' umano
-
il rapporto tra il rnaschile e ilfemminile; il rapporto fra
le generaz:ioni>. Concorrendo cosi <al bene della
persona er della societd>.
Lo stesso bene a cui tendono quelle scuole d' ispirazione cristiana promosse da
congregaz:ioni religiose, parroccl"rie o laici che
-
riconosce I' arcivescovo
- (con
grande coral3gio>
cercano di mettere in pratica, nerlla <societd plurale italiana di oggi>, quella <libertd educativa>
nei fatti
"dimezzata"
dall' assenza della <<piena paritd finanziiaria>.
Chiesa della Sacra Famiglia, via Buonarroti. La comunitd delle Angeliche di San Paolo ha
invitato l' arcivescovo Angelo Scola a festeggiare il restauro esterno del luogo di culto sorto alla
fine dell' 800.
La prima
chiesa milanese dedicata alla Sacra Famiglia di Nazareth.
Una bella occasione, in questo
tempo d' awicinarnento al Vll Incontro mondiale delle
famiglie. \/issuta con I' assemble,a che ieri mattina gremiva la chiesa, costituita
principalmente
I
,^{
dalle diverse componenti- allievi, famiglie, docenti, religiose
-
di quella
"comunitd"
che d l' lstituto
scolastico delle Angeliche.
Sono molti i motivi di gratitudine nella festa di ieri, ma <il principale>, afferma Scola
nell' omelia della Messa
-
concelebrata da oadri Barnabiti e del Pime e da sacerdoti diocesani- d
<nella grande attualitdr del carisma di sant' Antonio Maria Zaccaria>>, il fondatore delle Angeliche,
dei Barnabiti e dei <Laici di San Paolo>.
Se c' d una <relazione fondante)), una <paternitd> che <ci mette al sicuro dentro il travaglio
della nostra vita personale e di quest' epoca di grandi aspirazioni, ma anche di grande smarrimento>,
scandisce I' arcivescovo, d <la relazione con Dio, il puro amore di cui parta il santo fondatore>.
Ma <noi uomini post-moderni>, pur cosi attenti alla dimensione relazionale, sembriamo averla
smarrita>>.
Cosi, nella <dimenticanza di Dio>, si arriva a quella <tiepiditd> denunciata dallo Zaccaria.
E <non vediamo
piu
cosa c' entri Dio con i nostri affettifamiliari, cosa c' entri con I' educazione dei
nostri figlioli, col nostro lavoro e i suoi drammi, soprattutto
quello giovanile
-
sottolinea Scola
-;
con
I' edificazione di una societd civile dalla vita buona, con un buon governo> (lo Stato, spiegherdt
poi parlando di libertd educativa e paritd scolastica, non ha il compito di gestire, ma di governare
la societd civile, secondo il principio di sussidiarietd).
La sfida d invece quella di vivere i <rappodi fondamentali>
-
con Dio, con gli altri, con se
stessi
-
radicati <in profonditd in Colui che ci ama dall' origine, che ha un disegno personale e di
piena
libertd su tutti noi>.
Dentro
questa sfida d importante rispettare I' autenticitd delle
parole e la loro corrispondenza
alla realtd, mentre, denuncia I' arcivescovo, <oggi siamo un po' troppo diventati addomesticatori
delle
parole>, tendiamo a <edulcorare tutto> e dal <politicamente corretto> si rischia di arrivare
al <religiosamente corretto>.
Un esempio? <La famiglia, fondata sul matrimonio inteso come rapporto fedele tra un
uomo e una donna, aperto alla vita. ll nome famiglia ha di mira questa realtd. E non d adatto a
indicare altre forme di convivenza>.
a$petianno
ehe tl
d"fre,
po55a passo.t.e
Zui
di Lorenzo Rosoli (Awenire 25 marzo2012)
La st ori a. E i l sogno.
La storia dice che la chiesa delle Angeliche d la prima, a Milano, dedicata alla Santa
Famiglia di Nazareth. Un' intitolazione awenuta <per espresso desiderio dei pontefice Leone Xlll,
nel 1898>, sottolinea la superiora generale delleAngeliche di San Paolo, madre lvana Raitano,
salutando I' arcivescovo, ieri mattina, all' inizio della Messa.
Ed d bello ricordarlo, mentre si awicina a grandi passi il Vll Incontro mondiale delle fa-
miglie che, con Benedetto XVl, porterir in cittd genitori e figli da tutto il mondo.
ll sogno: che bello, sussurra madre Raitano al microfono, se il Papa recandosi a San Sirp
il 2 giugno prossimo per incontrare i SOmila cresimandi ambrosiani,
potesse passare vicino alla
chiesa di via Buonarroti...
Forse d una speranza <quasi impossibile>, riconosce la superiora della Congregazione
fondata da sant' Antonio Maria Zaccaria
(
1 502- 1 539).
Ma perch6 non confidarla? Perch6 non condividerla con l' assemblea che ieri affollava la
chiesa? A volte le speranze si awerano. Contro ogni ragionevole speranza.
Lo insegna
proprio la storia delle Angeliche. Volute dal santo cremonese
-
fondatore anche dei
Barnabiti e dei <Laici di San Paolo>
-
come religiose di vita attiva,
poi "costrette"
alla clausura,
addirittura estinte con la soppressione napoleonica del 1810 e con la morte dell' ultimaAngelica
nel 1846.
Invece: le Angeliche esistono ancora. Grazie a
padre Pio Mauri, barnabita, il <rifondatore>.
Grazie adAntonia Corbellini e a Cristina Caravaggio, cremonesi, che nel 1879 si stabilirono a
Lodi, dove rinasce la congregazione che sisprosterd
poia Crema, all' ombra delsantuario S.Maria
della Croce ed infine fard ritorno a Milano nel 1896, sempre nell' ambito ristretto della clausura.
Dopo la Prima
guerra mondiale la Cfriesa le restituisce all' originario carisma, col ritorno
alla vita attiva.
<Perch6 Angeliche? >>
Per essere come gli angeli, <<in adorazione
per I' azione>, spiega madre Angelica Marina
Alghisi, parlando della comunitd di Milano e della grande <famiglia> globale di cui d parte.
<Qui in via Buonarroti siamo in sedici: dodici italiane e
quattro filippine. L' educazione d al cuore
della nostra missione, il nostro istituto d frequentato da circa trecento allievi, dall' asilo nido fino
alla scuola secondaria di
primo grado. In sede, c' ri anche un
pensionato per giovani universitarie.
Alcune religiose sono anche impegnate in attivitd
pastorali, tra cui nella parrocchia MaterAmabilis
di vi a Previ at i .
Lo stile d quello di una famiglia, in tutto quel che facciamo>.
Una famiglia senza frontiere: <Siamo presenti in Brasile, Cile, U.S.A., oltre che in Europa,
in Africa e in Asia, nelle Filippine e in Indonesia ricca di nuove speranze e di vocazioni>.
I L LUOGO
La
pri ma
chi esa mi l anese dedi i cata al l a Sa,cra Fami gl i a
E' il 30 agosfo 1895 quando il cardinale Andrea Ferrari, arcivescovo di Milano, inaugura <le
indimenticabili feste del Congresso eucaristico>, riportano le cronache deltempo, posando
la prima pietra del nuovo convento delle Angeliche e della chiesa.
L' 11 settembre 1896 si inaugura il monastero; il giorno prima le Angeliche avevano lasciato
Sanfa Maria della Croce, in Crema, per stabilirsi nella nuova sede di Milano.
ll 30 novembre 1898 awiene la consacrazione della chiesa disegnata dall'architetto Cesare
Nava, maestoso tempio in stile bramantesco.
Ma sopraftutto: la prima chiesa dedicata, a Milano, alla Santa Famiglia di Nazareth. Cosi aveva
voluto Leone Xlll, il Papa della Rerum Novarum.
Con il restauro dell'estemo, la chiesa torna alla sua originaria bellezza.
Omslia dsl eardinal
sfngslo
6eola
flreivgseovo
di Mila,no
In occasione della celebrazione eucaristic;a
nella chiesa
"Sacra
Famiglia" delle Angeliche
Milano, 24 marzo 2012
C
aris simi
frate
ffi caris sime sore [[e ne I Signore
Q
e su,
Sono tanti
-
come ci fra ricorfato puntuntmente con paroh assai signifuative [a futalre
Qenerafn
-
i
notivi cfre ci ve[ono conven'ire in questa azione eucaristica.
Sono mot'ivi tutti [i gratitufine, a cominciare [a[ricupero [i questa 6etfa cfriesa cfre porta
(onore
e
hnere
fi essere k prima cftiBsa nifanese feficata a[Ia Sacra
(Famigtin
fi hrazaretft, mn poi ancfre if
corfipito cfre qui quotitrinnamente si svofge in
favore
fei nostri ragazzi cfie sono qui numerosi, si sono
anlfre assunti fa responsafiifitd motto preziosa [i guifare, dttrdr)erso i canti if coro, fa nostra cefefirazinne
euc,gristica" cfre rappresentano ancfre i piit piccofi cfie continuano afequentare qui fa Scuofa.
Qratitu[ine
ancfie per f azione missionnrin cfie ormai questa/ Congregaziane
svo[ge in varie parti
feftmon"[o.
Qratitu[inz
per famicizi4 fa sofi[arictd kfraternitd cfic i 6en raTrpresentata fatte mottefgure
cfr/reafizzano questa nostra assemhfea eucaristira: b suore, i patri SarnaSiti, i patrri [ef etgvlE
,
i socerdoti
[in'pesani in mo[o particofare itparroco [i questa parroccfria, i focenti, i genitori, i cooperatori" oftre agfi
aftlnni stesi e a quanti frnnno contrihuito a sostenere f opera f,eficata e importante f,i rigenerazione [i
qwisto'Tempio.
Serd io fro troval:o
-
ortuinmente D unn mia sensi\ifitd
-
ifmotiao principafe fi questa gratitu[ine
per cefe\rare questa Eiwcarist'in, proprio nefk gron[e attrufitd [e[ carkma fi Sant' Antonio
folaria
Zaccarin, iffonfatore fei pafri 1arnnbiti e
fonfatore
fi questa 1effissima Clongregazione
e gii anche
fonfatore
fi impegno per i faici.
!\fefmomento in cui faMforma
Cattoficaprenfefuionomin,
questo granfe Santo e fuIaestro morto
assai gioaane fra feffe intuizioni cosi profonfe da essere autenticamente catl:oficfre, fa attraversore fa
storin e fa mostrare k foro pertinente attuafitd ancor oggi, ancora in questo nostro tempo fi granfe
mutazione e fi granfe cambiamento.
Sempre
nei temp'i fi granfe camfiiamento, fo Spirito
fra fonato a[[a sua
Cfr.i.esa
carismi persuasivi
[e[[a \effezza [e[[a seqwek di
Qesn,
garantita fai foni gerarcfiici affinterno [effa
Cfriesa,
cosi che seffipre
neffa storia [e[[a
Cfriesa
santa fi
{Dio,
si i fota una sponsafitd, una coniugozictne tra i foni gerarcfrici e i
foni carisnatici cfie fra permesso af popo[0, in questo caso ancfie af nostro popofo mi[anese, ma non so[o,
fi scoprire fa 1effezza dbf senso pieno [e[[a r.tita cfre if
Crbti"anesimo
ci consente.
14i pare cfre k parofa fi
cDio,
oggi, risufti particofarmente capace difarci rioedere, difarci riperuare
if carismo fi questo granfe Santo
lFon[atore.
IIvento [e[[o Sltiito
fia spinto Sant'Antonio M. Zaccaria, in momenti mofto ffficifr per fa vita
[e[[a
Cfiiesa,
a creare k tripficefamigfia fi cui a66iamo parfato.
Scrirle
if lFonfatore:
"Spfugate
fe
postre
\anfipre cfre presto if
Crocifuso
'ui
manferd af annunz'iare
fa ahtezza spirituafe e fo spiito aivo fappertutto" (Lett.
q/^
a[[e
Angeficfre
1537).
A.gti mferuora [b sue
fgtie
d cercare unicamente <i[ puro amore fi
Cristo,
fa pura utifitd [e[
prossimo> e a fiminuire se stessi, fanfo vita af unafamigfin spirituafe caratterizzata faffa sensi|iktd
paofina [e[[a missione
,
feffannuncio,
fatta
neffo stesso tempo fi rigore [ottrinafe, fi arfore missionaio,
af imitazione appunto fe[frTpostofo [e[k genti, soprdttutto nef fiisogno [e[
Ttermanente
cam6i.amento,
fe [[a p erm anen t e cona e rsio ne.
Qusto
ce fo fia" icorfato if \effissimo passaggio [e[[a Lettera ai
Qgmani
su cui magari non
rif[e tti am o a sufi ci en z o.
cDice cPaofo:
<!r[ctn aaete riceputo uno spirito fa scfiinvi per ricafere nef[rn pauro, md aaete riteauto
fo Spirito cfre renfe
ftgfi
afottiai, cfre vi corcente fi rir.,ofgerui a
cDio
cfriamancfofo Qa[re. E fo Spirito,
insicme af nostro spirito, dttestd cfre siamo
fufi
fi aio e se siamo
fgfi,
sinmo ancfre erefi, erefi fi
(Dio,
coere[i fi
Cristo",
Qnnto
noi crktiani, siamo oggi consaper.,ofi fi questo [ono straor[inario?
Qnnto
ifrapporto con
Aio attraaerso
Qen
atimenta if nostro quotifiano?
Qfre
posto fiamo a
(Dio
cfrtz i nostro ?a[re, cfre posto
fiamo a
Qesi
che i nos,trofrateffo e cfre ci renfe in Luifg[i fefcpafrel
lE' singofare tafora fa posizione fi noi uomini postmoferni: par[iamo spesso feffimpor-tanza
[e[[e refazioni, a66inmo [e[[e potenziafitd enormi fa questo punto fi vista, a:ffirittura quasi eccessiae,
percfr| tutte fe refazioni cfre ci tratteniamo attraperso i mezzi airtuafifanno o'uofte sparire fa necessitd
[e[ rapporto firetto, [effaccia afaccia cfie resta finsostituiSik e perd ci fimenticfiiamo [e[[a refazi.one
fonfante,
[e[[a refaziolne con Aio cfre i if puro amore fi cui park if santo Fonfatore, cfre i forigine fi
queffa patemitd cfte ci ossicura, cfie ci mette af sicuro ancfie fentro if travagti.o feffa nostra r.,ita personafe
e di qucst'epoca cfre i di granfe aspirazione, ma i ancfre fi granfe smarrimentc,.
Affora
ascoftiamo ancord una vofta fo parofa fi S.Antonio n4. Zaccarin:
"fistruggete
-
gfi
aggettivi sono
forti,
sono espressione [e[[a cuftura [e[f epoca, ma noi purtro'ppo siamo fiventati fegti
ailomesticatoi [e[[e
Ttarofe,
percfri k parofe sono autenticfre quanlo inficatno con precisione fe cose;
af ogni parok feae c'orrisponfere una cosd2 non fieci cose, mentre if nostro' tempo [e[ <gofiticamente
corretto> cfi.e non eorre'mmo fiventasse anche if tempo [e[ oretigiosa.nxente colretto>, ci porta a sfumare,
a controsfumare
a[ punto
tafe cfte neffa corrisyon[enza [iretta tra fa parok e k cosa non rkufta senry)re
cfriaro.
ercsto
succefe a[ esempin a proposito [i quef gran[issimo [ono e [i quetfa importantissima
reaftd
sociafe cie i kfamigfa,
fonfata
suf motrimonio, intesa come un rapporto
fefefe
tra un uomo e fa fontta
e aperto a[[a vita.
II nome <<fumrgtib> ha fi mira queffa cosa, queffa reattd che ora ho fescritto, cfre non i afatto al
in[irare aftre
forme,
aftre
forme
fi conoipenza, mentre noi riscfrinmo sempre [i rimescokre tutto: non
cfiiamare fe cose con if foro unico nome genera confusione.
Comunque,
a proposito [e[ riscfrio [e[[a fimenticanza fi Aio, ficerta if nostro Santo:
<fistruggete
questa pestifera e maggior nemica [i
Cristo Qrocifuso,
k quafe si granfe regna nei tempi mofenti mafonnn,
fico, [a tiepi[itd>. (tett.
'r/
a[[e
Angeficfie).
qrcstu essere infffirenti uftimamente, questo essere uttimamente estrdnei aDio, questo r.,iaere fe
gi.omate come se
(Dio
non cifosse! $[oi non fo ve[inmo Dio, fo fesiferiamo, siamo certi [i ar',ere questd
garanzia a[[e spa[[e, soprattutto questd garanzia faaanti, questo Qafre cfie ci accogfierd'
fula virtinmo nef[a tiepi[ezza assai spesso e cosi non vefi.amo piit cosa centri Eio con i nosti
ffittl
famifian,
cosa centri Aio con f e[ucazi.one fei nostifgfiofi, cosa centri tDio con if nostro krtoro e cort i
frammi [e[ nostro fauoro, soprattutto queffo gioaanife, cosa centri con f fuficazione fi una societd cit'tife
[a[[a vita 6uona, c:on 1tn 6uon governo!
cPerfinmo
d'i vista i citeifonfamentafi [e[f esistenza ltmana, percfid non fa viviamo radicata in
profonfitd in
Co[ui
cfie ci ama [a[f origine e fra un fisegno personafe fi piena k\ertd su tutti noi.
Qdnfi
questafesta i un'occasione per riruperare if senso [i Aio neffa nostra vita genericamente,
ma neffa nostra giomata, perchi fuomo cfre non vir.te i rapporti efementari e costitutiei, non cresce, non
sta in pace fentro fesistenza; i rapportifonfamentafi sono queffi con Aio, con gfi aftri e con se stessi.
Oo66iamo tutti i
7riornifare
i conti con tutto cid,
E a[[ora, crtrissimi, afi[iamo a. S.Antonio fo|. Zaccarin tutte fe nostre persone che a66inmo qui
raccofto. lE a\Siamo qui ancfie if nostro gran[e San Carfo
cfre, come fro fetto: <sofepa aenire qui ancfre
nei mesi caffi fi tugtio e [i agosto, nef mezzo [e[[a giornata> e sofelta irnme[esimarsi anche qui con fa
pregfiiera e con fa confhtiione [e[a vita cfre qui si svofgeaa.
Attora
raccomdn[i.amoci a questo granfe Santo
lFonfatore e chie[iamo ofSignore, in questo tempo
[i preghiera, [i cat'itd, fi figiuno, fi non fimenticarci [i aio neffa nostra giornata.
Ci
aiuti'in ,questo fo Spirito fi
Qesn
Qisorto,
fimpegno a confessarci 6ene in occasione feffa santa
Qasqua e fa nostra Santissima fi4.afre fularia cfre [a 6uona fulafre e fa 6uonn Sposa accompagnaea
-
dccom{)agna,t)a
-
tif suo Frgfioto a
Qiuseppe
e af {Pa[re, cosi come ogni fonna feve sapere nccompaqrute
faftro, soprattutto i suoifgfiuofi, affo sposo.
Afifiamoci
a[[a'/ergine.santbsima cfie ne apremo tutti
qu.anti grdnfe henefcio.
AgvlEt!".