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MESSALE ROMANO

RIFORMATO A NORMA DEl DECRETI


DEL CONCILIO ECUMENICO VATICANO Il
E PROMULGATO DA PAPA PAOLO VI

CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA


ILLUSTRAZIONI
DALLE MINIATURE DEL CODICE VATICANO L ATINO 5729
BIB LIOTECA APOSTOLICA V ATICANA

l a edizione 1973
'l! edizione 1983
Ristampa 2015
CO Fondazione di Religione Santi Francesco d'Assisi
e Caterina da Siena - 1989
ISBN 88-209-1445-X
CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA

PROT. N. 745/83

Questa seconda edizione italiana del «Messale Romano» è stata approva-


ta secondo le delibere dell'Episcopato e ha ricevuto la conferma da parte
della sacra Congregazione per i Sacramenti e il Culto divino con decreto
prot. n. CD 1045/83 del 29 giugno 1983.

Preparata secondo gli orientamenti dati in questi ultimi anni dai compe-
tenti organismi della Santa Sede e sulla base dell'esperienza maturata nelle
nostre Chiese particolari nei vent'anni dalla promulgazione della «'Sacrosanc-
tum Concilium » ad oggi, essa contiene le variazioni e gli arricchimenti della
seconda edizione tipica latina del 1975 ed altri testi eucologici facoltativi di
nuova composizione, maggiormente rispondenti al linguaggio e alle situazioni
pastorali delle nostre comunità.

L'uso del Messale Romano in italiano è obbligatorio dal 10 giugno 1973,


domenica di Pentecoste (C.E.I., Messale Romano, prima edizione, dichiara-
zione del Cardinale Presidente, prot. n. 1231/72 del 19 marzo 1973, pag. V).

La presente edizione deve essere considerata «tipica» per la lingua italian~,


ufficiale per l'uso liturgico.

Questo Messale si potrà adoperare appena pubblicato.

Roma, 15 agosto 1983, solennità dell'Assunzione della beata Vergine Maria.

+ ANASTASIO A. CARD. BALLESTRERO


Aa.CIVESCOVO DI T OIUNO
PRESIDENTE DELLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA
SACRA CONGREGATIO
PRO SACRAMENTI$ ET CULTU DIVINO

PROT. CD 1045/83

ITALIAE

Instante Eminentissimo Domino Anastasio Alberto card. Ballestrero, Ar-


chiepiscopo Taurinensi, Praeside Conferentiae Episcopalis ltaliae, litteris die
22 iunii 1983 datis, vigore facultatum huic sacrae Congregationi a Summo
Pontifi.ce IOANNE PAULO II tributarum, interpretationem italicam Missa-
lis Romani, prout in adiecto prostat exemplari, libenter probamus seu con-
firmamus.

In textu imprimendo mentio fiat de confirmatione ab Apostolica Sede


concessa. Eiusdem insuper textus impressi duo exemplaria ad hanc sacram
Congregationem transmittantur.

Contrariis quibuslibet minime obstantibus.

Ex aedibus sacrae Congregationis pro Sacramentis et Cultu divino, die 29 iunii 1983, in sollemni-
tate $$. Petri et Pauli, apostolorum.

+ VÉRGILIUS NoÈ IosEPHus CARD. CASORIA


ARChlEP. TIT. VONCARIENSIS PRAEFECTUS
A SECRFTIS
CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA

PRESENTAZIONE

I. Motivazioni e caratteristiche della seconda edizione italiana del Messale

l. La seconda edizione del Messale Romano in lingua italiana, che esce a dieci anni
dalla prima edizione del 1973, risponde ad una diffusa richiesta pastorale; ed è moti-
vata anche dalla seconda edizione tipica latina del 1975 che contiene variazioni e ar-
ricchimenti rispetto al testo del 1970.

2. Si è così offerta l'occasione opportuna per mettere a disposizione dei pastori d'a-
nime un libro liturgico sempre più idoneo a promuovere la partecipazione attiva e
consapevole del popolo di Dio al mistero eucaristico 1 •
Gli organismi della Santa Sede hanno dato autorevoli orientamenti per attuare an-
che in questo campo uh autentico progresso nella continuità della tradizione vivente 2 •
La Conferenza Episcopale Italiana, come altri Episcopati, ha operato nell'ambito dei
compiti affidati alle Conferenze nazionali 3 e nella prospettiva delineatasi collegialmen-
te nei documenti pastorali degli ultimi anni: «Evangelizzazione e Sacramenti, Evange-
lizzazione e promozione umana, Evangelizzazione e ministeri; Comunione e comunità;
Eucaristia, comunione e comunità» 4 •

3. Sulla bàse dell'esperienza maturata in questi anni nelle varie Chiese particolari,
l'edizione 1983
- offre nuovi testi più rispondenti al linguaggio e alla cultura delle nostre comunità;
- stabilisce un collegamento fra le collette e la parola di Dio distribuita nel ciclo
triennale del Lezionario domenicale; j

- mette in luce il rapporto fra i vari riti sacramentali e l'Eucaristia mediante formu-
lari nuovi, soprattutto prefazi 5 ;
- inserisce le preghiere eucaristiche della riconciliazione insieme ad altri testi predi-
sposti in occasione del Sinodo Svizzero e successivamente adottati dalle Chiese in
Italia 6 ;
- consente una più larga scelta di collette per le ferie del Tempo Ordinario, per il
Comune della beata Vergine Mar~a, e per le preghiere dei fedeli nelle quattro sta-
gioni;
VIII CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA

- integra le antifone di Comunione attingendo al Vangelo del giorno, in conformi-


tà all'antica tradizione romana, che evidenzia il nesso vitale tra la Parola procla-
mata e la sua interiorizzazione piena mediante il banchetto eucaristico 7 ;
- risponde con indicazioni apposite a richieste pastorali assai vive nella sensibilità
contemporanea e nella consuetudine del nostro popolo particolarmente in occasio-
ne di celebrazioni stagionali, rogazioni, giornate particolari;
- premette alle singole feste e memorie una breve notizia storico-liturgica per una
migliore puntualizzazione omiletica e didascalica delle singole celebrazioni;
- provvede alla proposizione di nuove melodie per alcune parti della celebrazione li-
turgica cantate dal sacerdote o dai ministri con la risposta del popolo, o dal sacer-
dote e dal popolo insieme 8 •

4. Per un doveroso rispetto al venerando patrimonio della tradizione latina, le col-


lette delle solennità maggiori restano con l'unico formulario universalmente in uso,
mentre le nuove collette «ad libitum » per il ciclo domenicale A B C sono collocate
in Appendice.
I nuovi testi non sostituiscono quelli dell'edizione tipica, ma sono proposti ad una
scelta pastoralmente motivata per arricchire i temi della preghiera comunitaria.
Nessuna modifica è stata introdotta nelle risposte e nelle acclamazioni del popolo per
l'Ordinario della Messa.

II. Per una migliore utilizzazione pastorale del Messale

5. «Non è possibile che si formi una comunità cristiana, se non avendo come radi-
ce e cardine la celebrazione della sacra Eucaristia, dalla quale deve quindi prendere le
mosse qualsiasi educazione tendente a formare lo spirito di comunità» 9 •
È questo il principio fondamentale della «nuova pedagogia», indicata come frutto e
mèta della Costituzione liturgica da Paolo VI '0 e recentemente ribadita da Giovanni
Paolo Il 11 •
Secondo il metodo esemplare dei Padri della Chiesa l'esperienza del mistero passa at-
traverso il rito: per questo è necessario che «i fedeli non assistano come estranei o
muti spettatori a questo mistero di fede, ma comprendendolo bene per mezzo dei ri-
ti e delle preghiere, partecipino all'azione sacra consapevolmente, piamente e attiva-
mente» 12 •

6. Un'attenta considerazione sulla vita delle nostre comunità. ecclesiali dimostra che,
pur con gli evidenti progressi realizzati nel ventennio dalla « Sacrosanctum Concilium »
ad oggi, è tuttora necessario comprendere e valorizzare sempre meglio la grande po-
tenzialità formativa della riforma liturgica. È perciò indispensabile che i libri liturgi-
ci diventino per eccellenza la «biblioteca» del pastore d'anime:
- punto di riferimento per l'elevazione qualitativa di ogni celebrazione;
- fonte per la crescita nella fede e nella comunione ecclesiale;
- sussidio di tutta l'opera di evangelizzazione;
- guida per la catechesi attraverso le parole e i segni della Chiesa.
PRESENTAZIONE IX

7. Lo Spirito del Signore guidi tutte le comunità cristiane a questa più approfondita
conoscenza, particolarmente del Messale e del Lezionario, per la continua edificazione
della Chiesa e per la sua azione missionaria.
Lo studio e la meditazione dei testi liturgici aiuterà ad acquisire uno stile di celebra-
zione, semplice e decoroso, che non si esaurisce in una meccanica esecuzione del ceri-
moniale, ma penetra l'anima profonda del rito e ne apre i tesori a tutto il popolo di
Dio 13 •

8. A questo scopo si formulano alcune indicazioni operative perché le Commissio-


ni liturgiche diocesane e regionali, sotto la guida dei loro vescovi, possano promuove-
re il migliore uso di questo strumento liturgico-pastorale 14 :
a) è opportuno predisporre occasioni periodiche per sacerdoti in cura d'anime e lo-
ro cooperatori, religiosi, religiose e laici, al fine di conoscere il Messale Romano nelle
sue premesse e nei suoi formulari nel contesto dell'anno liturgico.
b) Non manchi una lettura guidata di questo libro nella preparazione immediata agli
ordini sacri e ai vari ministeri, perché i candidati si inseriscano sapientemente nell'u-
nica comune celebrazione 15 , evitando ogni forma di individualismo nello svolgimen-
to di azioni sacre che appartengono per sé a tutta la Chiesa 16 •
c) Le facoltà teologiche, i seminari, gli studentati, i noviziati, le scuole di teologia,
pongano in atto una forma di educazione permanente per realizzare la felice armo-
nia tra competenza pastorale e fedeltà alle norme celebrative, cosicché la liturgia eu-
caristica diventi effettivamente il culmine della loro vita 17 e il centro propulsore del
loro servizio alle comunità 18 •

DI. Stile di celebrazione e arte del presiedere

9. La celebrazione eucaristica non sarà pastoralmente efficace, se il sacerdote non


avrà acquisito l'arte del presiedere, e cioè di guidare e animare l'assemblea del popo-
lo di Dio 19 • Egli per primo, in spirito di disciplina e di fedeltà alle direttive della
Chiesa, dovrà conoscere a fondo lo strumento pastorale che gli è affidato per trame
- insieme agli altri ministri e animatori della celebrazione liturgica - tutte le possi-
bilità di scelta e di adattamento che le stesse norme del Messale prevedono e suggeri-
scono20.

10. I carismi e i ministeri trovano nell'Eucaristia la loro fonte ispiratrice e il campo


di esercizio. Nella celebrazione non tutti devono fare tutto, ma tutti hanno un loro
compito specifico: ognuno deve compiere quello che gli compete.21 •
La partecipazione attiva esige una pluralità di interventi che vanno dal ministrante, al
lettore, al salmista, al coro, all'animatore musicale dell'assemblea ... In questa coralità
armonizzata di servizi, la liturgia offre un'immagine della Chiesa che, in tutte le sue
esperienze, si costruisce con l'apporto di tutti 22 •

11. Il Messale, posto precipuamente nelle mani del sacerdote celebrante e dei ministri
che lo coadiuvano, ispirerà e alimenterà la preghiera personale e comunitaria del po-
polo di Dio, e quindi anche i pii esercizi e le varie forme di pietà popolari 23 •
X CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA

12 Sarà opportuno creare e diffondere per l' uso personale e familiare edizioni mino-
ri (messalini), purché sempre consoni alla dignità della preghiera liturgica.
La ricchezza dei nuovi formulari, messa a disposizione di tutti, aiuterà i singoli fedeli
e le famiglie cristiane a fare della Messa il eentro della loro esistenza, a trasformare
in preghiera anche le situazioni quotidiane e ad evangelizzare il linguaggio e la vita.

In questa prospettiva che si è andata delineando, la ·lettura continua dei testi del-
la comune preghiera diventerà sempre più una guida della spiritualità dei presbiteri e
dei diaconi in unione al vescovo e ne orienterà la missione. Cosi la familiarità con i
libri liturgici nutrirà l'anima del pastore posto in mezzo al popolo di Dio in virtù del-
l'ordine sacro, e lo aiuterà giorno per giorno a plasmare una comunità ecclesiale che
si edifica nella celebrazione dei santi misteri e testimonia nella carità la speranza che
splende sul volto di Cristo Signore.

Roma, 15 agosto 1983.

1 Cfr Concilio Vaticano Il , Costituzione sulla sacra Liturgia , Sa- tz Concilio Vaticano li, Costituzione sulla sacra Liturgia, Sa-
crosonctum Concilium , n. 14.: A.A.S. 56 (1964) pag. 104. crosonctum Concilium, n. 48: A.A.S. (S6) (1964), pag. 113.
l S. Congregazione per il Culto divino, Lettera circolare A d Confe-
Cfr C.E.I., Documento pastorale, EuCXJrlstia, Comunìane e Co-
rentìarum Eplscopallum Praesldes de Precibus eucharlsticls, 1973: muniti!, Roma 22 maggio 1983, n. 35.
A.A.S. 6S (1973) pagg. 340-347. u Cfr C.E.I., Ordina:r.ione del vescovo, dei presbiteri e del dìaconi,
Introdu:zione, IV, 2, Roma 1979, paa. 16.
3 «Principi e norme per l'uso del Messale Romano>>, n. 6, pag. XX.
14 Cfr Concilio Vaticano li, Costituzione sulla sacra Liturgia, Sa-
• Cfr Conferenza Episcopale Italiana (C.E.I.), Documenti pastorali: crosanctum Concilium, n. 45: A.A.S. 56 (1964), pag. 112.
Evangelizzazione e Sacramenti, Roma 12 luglio 1973; Evangeli:z-
:za:zione e sacramenti della Penitenza e deii'Unvone degli infermi, ~' Concilio Vaticano Il, Costitu.zione sulla sacra Liturgia, Sacrosonc-
Roma 2 luglio 1974; Evangeli:r.:za:zione e sacramento del Matrimo- tum Cor~cilium, n. 28: A.A.S. 56 (1964), pag. 107.
nio, Roma 20 giugno 1975: Evangeliua:r.ione e promozione uma- 1• 'cfr Sacra Congregazione dei Riti, Ter:za Istruzione per la retta
na, in preparazione a.l relativo Convegno, Roma 17 aprile 1975; attuazione della Costituzione sulla sacra Liturgia, A.A.S. 62
Evangelizza:r.ione e milllsteri, Roma 15 agosto 1977; Comunione e (1970), paa. 695.
comunitil, Roma l ottobre 1981; EuCXJrlstia, comunione e comuni- 17 Cfr Concilio Vaticano Il, Cost.ituzione sulla sacra Liturgia, Sa-
. tìi, Roma 23 mauio 1983. crosanctum Condlium, n. IO: A.A.S. S6 (1964), pag. 102.
' Concilio Vaticano Il , Costituzione sulla sacra Liturgia, Sacrosanc- " Cfr Concilio Vaticano li, Costituzione dommatica sulla Oriesa.
tum Concilium, n. S9 e 61; A.A.S. 56 (1964) pagg. 116-117; Lumen Genrium, n. 34: A.A.S. S7 (1965), pag. 39.
cfr Concilio Vaticano Il, Decreto sul ministero e la vita dei pre- 19 crr C.E.I., Ordilla:zione d~ vescovo, dei presbiteri e dei diaconi,
sbiteri, Presbyterorum Ordinls, n. S: A.A.S. S8 (1966) pag. 997.
Introduzione, IV, 2, Roma 1979, paa. 16.
' Cfr S. Congregazione per i Sacramenti e il Culto divino, Noti- lO «Principi e norme per l'uso dd Messale Romano», nn. 313 e Il,
tìae, 16 (1980) pag. 6.
7 Cfr LeVonario, Introduzione, ed. 1983, n. IO.
pagg. XLV1 e XXI.
11 Concilio Vaticano Il, Costitu.zione suUa sacra Liturgia, Sacrosonc-
• «Principi e nonne per l'usodel Messale Romano», n. 19, pag. XXII. tum Cont:illum, n. 28: A.A.S. S6 (1964), pag. 107;
9 Concilio Vaticano Il , Decreto sul ministero e la vita dei presbite- <<Principi e nonne per l'uso del Messale Romano», nn. 73 e 313,
ri, Presbyterorum Ordillls, n. 6: A.A.S. S8 (1966), pag. 1000. pagg. XXVlll e XLVI.
IO Cfr Paolo VI, Allocuzione a Montecassino, 24 ottobre 1964: 21 C.E.l., Documento pastorale, Eucaristia, comunione e comunitil,
A.A.S. 56 (1964) pag. 988. Roma 20 maggio 1983, n . 31.
" Cfr Giovanni Paolo Il, Lettera Dominicae Cenae, 24 febbraio 23 Cfr Concilio Vaticano Il, Costituzione sulla sacra Liturgia, Sa-
1980, nn. 12-13; A.A.S. 12 (1980) pagg. 142-148. crosanctum Conc/1/um, n. 13: A.A.S. 56 (1964), pag. 103.
SACRA CONGREGAZIONE PER IL CULTO DIVINO

PROT. N. 166/70

DECRETO

Stabilito il Rito per la celebrazione dell'Eucaristia e dopo l'approvazione del testo del
Messale Romano con la Costituzione Apostolica «Missale Romanum», promulgata dal
Sommo Pontefice PAOLO VI il 3 aprile 1969, questa sacra Congregazione per il Culto
divino, per mandato dello stesso Sommo Pontefice, promulga e dichi.ara tipica questa
nuova edizione del Messale Romano preparata a norma dei decreti del Concilio Vaticano Il.

Per quanto riguarda l'uso del nuovo Messale Romano, si permette che l'edizione latina
si possa usare appena pubblicata, facendo quegli adattamenti che riguardano il giorno del-
le celebrazioni dei santi, finché non sia definitivamente in uso il Calendario restaurato. È
lasciato alla cura delle Conferenze Episcopali preparare le edizioni in lingua volgare e
stabilire il giorno nel quale queste stesse edizioni, debitamente confermate dalla Sede
Apostolica, cominciano ad andare in vigore.

Nonostante qualsiasi cosa in contrario.

Dalla sede della sacra Congregazione per il Culto divino, il 26 marzo 1970, giovedì nella Cena del Signore.

A. BuGNINI BENNO CARD. GuT


SEGRETARIO PREFETTO
SACRA CONGREGAZIONE PER IL CULTO DIVINO

PROT. N. 1970/74

DECRETO
SECONDA EDIZIONE TIPICA

Dovendosi di nuovo stampare il Messale Romano, si sono introdotte variazioni e ag-


giunte, perché questa nuova edizione risponda ai documenti pubblicati dopo la prima
edizione del 1970.
Nei «Principi e Norme per l'uso del Messale», la cui numerazione non cambia, si ha
la descrizione dell'ufficio dell'accolito e del lettore, inserita al posto dei numeri che ri-
guardavano il suddiacono (nn. 142-152).
Un altro cambiamento di un certo valore si ha in quella parte del Messale che con-
tiene le Messe Rituali e per le diverse circostanze. Alcuni formulari sono stati completati
con l'indicazione delle antifone d'ingresso e alla comunione. Sono stati aggiunti inoltre i
testi della Messa rituale per la dedicazione della chiesa e dell'altare, nonché della Messa
per la riconciliazione e, fra le Messe votive, i testi mancanti delle Messe della beata Ver-
gine Maria Madre della Chiesa e del Santissimo Nome di Maria.
Sono state inserite anche altre variazioni di minore importanza nei titoli e nelle ru-
briche, che meglio rispondano alle parole e alle diciture che si trovano nei nuovi libri li-
turgici.
Il Sommo Pontefice PAOLO VI ha approvato con la sua autorità questa seconda edi-
zione del Messale Romano e la sacra Congregazione per il C ulto divino ora la pubblica
e la dichiara tipica.
Sarà cura delle Conferenze Episcopali introdurre nelle edizioni in lingua volgare che
si dovranno preparare le variazioni contenute in questa seconda edizione del Messale Ro-
mano.
Nonostante qualsiasi ·cosa in contrario.

Dalla sede della sacra Congregazione per il Culto divino, il 27 marzo dell'Anno Santo 1975, giovedì nella
Cena del Signore.

+ A. BuGNINI GIAcOMO RoBERTO CARD. KNox


ARCJ1 ZIANA
SEGRETARIO
PRINCIPI E NORME
PER LUSO
DEL MESSALE
COSTITUZIONE APOSTOLICA
CON LA QUALE SI PROMULGA
IL MESSALE ROMANO RIFORMATO A NORMA DEL
CONCILIO ECUMENICO VATICANO II

PAOLO VESCOVO
SERVO DEI SERVI DI DIO
A PERPETUA MEMORIA

IL MESSALE ROMANO, promulgato nel 1570 dal gano aperti più largamente i tesori della Bibbia» 6 ; e
Nostro Predecessore san Pio V per ordine del concilio infine che: «Venga redatto un nuovo rito della conce-
di Trento•, è per comune consenso uno dei numerosi e lebrazione da inserirsi nel Pontificate e nel Messale
ammirevoli frutti che quel santo Concilio diffuse in Romano»'.
tutta la Chiesa. Per quattro secoli infatti, non solo ha Non bisogna tuttavia pensare che tale revisione del
fornito ai sacerdoti di rito latino la norma per la cele- Messale Romano sia stata improvvisata: le hanno, sen-
brazione del Sacrificio eucaristico, ma venne anche ·za dubbio, aperta la via i progressi che la scienza litur-
diffuso in quasi tutto il mondo dai predicatori del gica ha compiuto negli ultimi quattro secoli.
Vangelo. Inoltre, innumerevoli santi hanno abbondan-
temente nutrito la loro pietà verso Dio attingendo da Se infatti, dopo il Concilio di Trento, molto ha contri-
quel Messale le letture della Sacra Scrittura o le pre- buito alla revisione del Messale Romano lo studio de-
ghiere, la cui disposizione generale risaliva in gran gli «antichi manoscritti della Biblioteca Vaticana e di
parte a Gregorio Magno. altri, raccolti da ogni parte», come dice la Costituzio-
ne Apostolica Quo primum del Nostro Predecessore
Ma da quando si è sviluppato e diffuso nel popolo cri- san Pio V, da allora sono state scoperte e pubblicate le
stiano il movimento liturgico che, secondo l'espressio- più antiche fonti liturgiche, e nello stesso tempo sono
ne del Nostro Predecessore Pio XII, di venerata me- state meglio conosciute le formule liturgiche della
moria, deve essere considerato come un segno della Chiesa Orientale; e così molti hanno insistito perché
provvidenziale disposizione di Dio per gli uomini del tali ricchezze dottrinali e insieme spirituali non rima-
nostro tempo, un passaggio salutare dello Spirito San- nessero nell'oscurità delle biblioteche, ma venissero in-
to nella sua Chiesa Z, si è sentita l'esigenza che le for- vece messe in luce per rischiarare e nutrire la mente e
mule del Messale Romano fossero rivedute e arricchi- l'animo dei cristiani.
te. Primo passo di tale riforma è stata l'opera del No-
stro Predecessore Pio XII, con la riforma della Veglia· Presentiamo ora, a g~andi linee, la nuova composizio-
Pasquale e dell' Orda della Settimana Santa3 , che co- ne del Messale Romano. Anzitutto, nella Institutio Ge-
stituì il primo passo dell'adattamento del Messale Ro- neralis, che serve come introduzione al libro, sono
mano alla mentalità contemporanea. esposte le nuove norme per la celebrazioné del Sacrifi-
cio eucaristico, sia per ciò che riguarda i riti e le fun-
Il recente Concilio Ecumenico Vaticano Il, promul- zioni di ciascuno dei partecipanti, sia per ciò che con-
gando la costituzione Sacrosanctum Concilium, ha po- cerne la suppellettile e i luoghi sacri.
sto le basi della riforma generale del Messale Romano,
stabilendo che: «L'ordinamento dei testi e dei riti deve L'innovazione maggiore riguarda la Preghiera eucari-
essere condotto in modo che le sante realtà, da essi si- stica. Mentre nel rito romano, la prima parte di tale
gnificate, siano espresse più chiaramente» •; che: preghiera, il prefazio, ha assunto lungo i secoli formu-
«L'ordinamento rituale della Messa sia riveduto in lari diversi, l'altra parte invece, chiamata Canon Ac-
modo che apparisca più chiaramente la natura specifi-. tionis, ha assunto, tra il rv e il v secolo, una forma in-
ca delle singole parti e la loro mutua connessione, e variabile, al contrario delle liturgie orientali, che am-
sia resa più facile la pia e attiva partecipazione dei fe- mettevano una certa varietà nelle loro anafore.
deli»s; e inoltre: «Perché la mensa della parola di Dio In tale opera, oltre ad avere arricchita la Preghiera eu-
sia preparata ai fedeli con maggiore abbondanza, ven- caristica di un gran numero di prefazi, presi dall'anti-
XVI OOSTITUZIONE APO~'TOLICA DI PAPA PAOLO VI

ca tradizione della Chiesa romana, o composti ex considerevolmente modificate: il Temporale, il Santo-


novo, al fme di mettere in luce i diversi aspetti del mi- cale, il Comune dei santi, le Messe rituali e le Messe
stero della salvezza e di offrire più ricchi motivi di votive. Un'attenzione particolare è stata dedicata alle
azione di grazie, abbiamo deciso di aggiungere alla orazioni, che non solo sono state aumentate di nume-
medesima Preghiera tre nuovi canoni. Tuttavia, per ro, perché le nuove orazioni rispondessero meglio alle
motivi di ordine pastorale, e al fine di facilitare la nuove necessità dei tempi, ma anche quelle più antiche
concelebrazione, abbiamo stabilito che le parole del Si- sono state riportate alla fedeltà degli antichi testi. Per
gnore siano uguali in ciascun formulario del Canone. ciascuna feria dei tempi liturgici principali, Avvento,
Stabiliamo pertanto che in ciascuna delle Preghiere eu- Natale, Quaresima e Pasqua, si è provveduto a
caristiche, esse siano cos\ espresse: sul pane: Accipite un•orazione propria.
et manducate ex hoc omnes: Hoc est enim Corpus U testo del Graduale romano, almeno per quanto ri-
meum, quod pro vobis tradetur; e sul calice: A ccipite guarda il canto, non è stato cambiato. Ma, per una
et bibite ex eo omnes: Hic est enim ca/ix Sanguinis mei migliore comprensione, è stato restaurato il salmo re-
novi et aeterni testamenti, qui pro vobis et pro multis sponsoriale, a cui spesso si riferiscono sant' Agostino e
effundetur in remissionem peccatorum. Hoc facile in san Leone Magno, e sono state adattate le antifone
meam commemoralionem. d'ingresso e di comunione per le Messe lette.
L'espressione Mysterium fldei, tolta dal contesto delle Infine, vogliamo qui riassumere efficacemente quanto
parole del Signore, e detta dal sacerdote, serve come abbiamo finora esposto sul nuovo Messale Romano. U
da introduzione all'acclamazione dei fedeli. Nostro Predecessore san Pio V, promulgando l'edizio-
Per ciò che riguarda l'Ordinario della Messa, i riti, ne ufficiale del Messale Romano, lo presentò al popo-
pur conservandone fedelmente la sostanza, sono stati lo cristiano come fattore di unità liturgica e segno del-
semplificati' . Si sono pure tralasciati «quegli elementi la purezza del culto della Chiesa. Allo stesso modo noi
che con il passare dei secoli furono duplicati o meno abbiamo accolto nel nuovo Messale legittime varietà e
utilmente aggiunti»', soprattutto nei riti dell'offerta adattamenti, secondo le norme del Concilio Vaticano
del pane e del vino e in quelli della frazione del pane e II u; tuttavia confidiamo che questo Messale sarà ac-
della comunione. colto dai fedeli come mezzo per testimoniare e affer-
mare l'unità di tutti, e che per mezzo di esso, in tanta
Si sono pure « ristabiliti, secondo la tradizione dei Pa- varietà di lingue, salirà al Padre celeste, per mezzo del
dri. alcuni elementi che con il tempo erano andati per- nostro Sommo Sacerdote Gesù Cristo, nello Spirito
duti» 10 ; per esempio l'omelia 11 , la preghiera universale Santo, più fragrante di ogni incenso, una sola e identi-
o preghiera dei fedeli 11 , l'atto penitenziale, cioè l'atto ca preghiera.
di riconciliazione con Dio e con i fratelli, all'inizio
della Messa, che giustamente è stato rivalutato. Le prescrizioni di questa Costituzione andranno in vi-
gore il 30 novembre del corrente anno, prima domeni-
Secondo la prescrizione del Concilio Vaticano II, che ca di Avvento.
stabiliva: « In un determinato numero di anni, si legga-
no al popolo le parti più importanti della Sacra Scrit- Quanto abbiamo qui stabilito e ordinato vogliamo che
tura» 13 , tutto il complesso delle letture delle domeni- rimanga valido ed efficace, ora e in futuro, nonostante
che è suddiviso in un ciclo di tre anni. Inoltre in tutti i quanto vi possa essere di contrario nelle Costituzioni e
giorni festivi, le letture dell'Epistola e del Vangelo so- negli Ordinamenti Apostolici dei Nostri Predecessori e
no precedute da un'altra lettura tratta dall'Antico Te- in altre disposizioni, anche degne di particolare men-
stamento oppure, nel Tempo pasquale, dagli Atti degli zione e deroga.
Apostoli. In tal modo è messo più chiaramente in luce Dato a Roma, presso san Pietro, il 3 aprile 1969, gio-
lo sviluppo del mistero della salvezza, a partire dallo .ved l nella Cena del Signore, sesto anno del Nostro
stesso testo della rivelazione. Pontificato.
Tale larghissima abbondanza di letture bibliche, che PAOLO PP. VI
propone ai fedeli nei giorni festivi la parte più impor-
tante della Sacra Scrittura, viene completata da altre
parti dei Libri Santi letti nei giorni feriali. Tutto ciò è
ordinato in modo da far aumentare sempre più nei fe- 1 Cfr Costituzione Apostolica Quo primum, 14lualio 1570.
deli «quella fame ... d'ascoltare la parola del Signo- 1 Cfr Pio XII, Allocution~ al partecipanti al primo Con1resso illt~rna­
re» t • che, sotto la guida dello Spirito Santo, spinga il doMie di ptlSiorale iiiU!Jica di Assisi. 22 seltembre 1956: A..A.S . 48
popolo della Nuova Alleanza alla perfetta unità della (19S6)p. 712.
l Cfr sacna Coo&rcpzaone dei Riti. Decreto Domi11k« Resurrtctionis,
Chiesa. 9 fcbbra.o 19SI: A.A.S. 4) (1951) pp. 128 u .; Decreto Maxima Re-
tkmptlollis nostr« mysterio, 16 novembre 19SS: A.A.S. 47 (1955) pp.
Con queste disposizioni nutriamo viva speranza che 838u.
sacerdoti e fedeli prepareranno più santamente il loro • Concilio Vaticano II , C oadtw:iooe sulla sacra Uturcia. SoaosoiiCtum
animo alla Cena del Signore, e nello stesso tempo, me- Cottd/Jum,n. 21 : A.A.S. S6(1964) p . 106.
ditando più profondamente le Sacre Scritture, si nutri- ' lbidvrt, n. SO.
ranno ogni giorno di più delle parole del Signore. Se- ' Ibidem, n. SI.
condo quanto è detto dal Concilio Vaticano Il, le Sa- 1 lbidvrt, n. 57.
cre Scritture saranno cosl per tutti una sorgente peren- • Cfr Ibidem, n. SO.
ne di vita spirituale, un mezzo di prim'ordine per tra- t Ibidem, n. SO.
smettere la dottrina cristiana e infine l'essenza stessa t o lbldtm, n. SO.

di tutta la teologia. 11 Cfr lbidvrt, n. S2.


11 Cfr ibidem, n. 53.
In questo rinnovamento del Messale Romano oltre ai u Ibidem, o. SI .
tre cambiamenti, di cui si è parlato sopra, e cioè la 1• Amos8, 11.
Preghiera eucaristica, l'Ordo Missae e l'Ordo lectio- u Cfr Conc:ilio Vaticano Il, Costìtuzione sulla sacra Liturgia. Sacro-
num Missae anche altre parti sono state rivedute e sanctum Concilium, nn. 38-40; A .A.S. 56 (1964) p. l IO.
PRINCIPI E NORME PER L'USO
DEL MESSALE ROMANO

PROEMIO

1. Appressandosi a celebrare con i suoi discepoli il cio della Croce e la sua rinnovazione sacramentale. nel-
banchetto pasquale, nel quale istituì il Sacrificio del la Messa, che Cristo Signore ha istituito nell'ultima ce-
suo Corpo e del suo Sangue, Cristo Signore ordinò di na e ha ordinato agli Apostoli di celebrare in memoria
preparare una sala grande e addobbata (Le 22, 12). di lui; e per conseguenza, la Messa è insieme sacrificio
Quest'ordine la Chiesa l'ha sempre considerato rivolto di lode, d'azione di grazie, di propiziazione e di espia-
a se stessa quando dettava le norme per preparare gli zione.
animi, disporre i luoghi, fissare i riti e scegliere i testi
per la celebrazione dell'Eucaristia. J. Anche il mistero mirabile della presenza reale del
Signore sotto le specie eucaristiche è affermato dal
Anche le presenti norme, stabilite in base alle decisioni Concilio Vaticano li 6 e dagli altri documenti del magi-
del Concilio Ecumenico Vaticano II, come anche il
nuovo Messale, che la Chiesa di rito romano userà stero della Chiesa 7 , nel medesimo senso e con la me-
d'ora innanzi per celebrare la Messa, sono una prova desima dottrina con cui il Concilio di Trento l'aveva
proposto alla nostra fede'. Nella celebrazione della
di questa sollecitudine della Chiesa, della sua fede e Messa, questo mistero è posto in luce non soltanto
del suo amore immutato verso il grande mistero euca- dalle parole stesse della consacrazione, che rendono il
ristico, e testimoniano la sua continua e ininterrotta Cristo presente per mezzo della transustanziazione, ma
tradizione, nonostante vi siano state introdotte alcune
novità. · anche dal senso e dall'espressione esterna di sommo ri-
spetto e di adorazione di cui è fatto oggetto nel corso
della liturgia eucaristica. Per lo stesso motivo, al Gio-
vedì Santo, nella Cena del Signore, e nella solennità
TESTIMONIANZA del Corpo e del Sangue del Signore, il popolo cristiano
DI UNA FEDE IMMUTATA è chiamato a onorare in modo particolare, con l'ado-
razione, questo ammirabile sacramento.
2. La natura sacrificate della Messa, solennemente
affermata dal Concilio di Trento, in armonia con tutta 4. Quanto alla natura del sacerdozio ministeriale,
la tradizione della Chiesa 1 , è stata riaffermata dal che è proprio del presbitero, in quanto egli offre il sa-
Concilio Vaticano Il, che ha pronunziato, a proposito crificio nella persona di Cristo e presiede l'assemblea
della Messa, queste significative parole: «Il nostro Sal- del popolo santo, essa è posta in luce, nell'espressione
vatore nell'ultima cena ... istituì il sacrificio eucaristico stessa del rito, dal posto eminente del sacerdote e dalla
del suo Corpo e del suo Sangue, al fine di perpetuare sua funzione. I compiti di questa funzione sono indi-
nei secoli, fino al suo ritorno, il Sacrificio della Croce, cati e ribaditi con molta chiarezza nel prefazio della
e di affidare così alla sua diletta sposa, la Chiesa, il Messa crismale del Giovedì Santo, giorno in cui si
memoriale della sua morte e risurrezione» 2 • commemora l'istituzione del sacerdozio. Il testo sotto-
linea la potestà sacerdotale conferita per mezzo del-
Questo insegnamento del Concilio lo si ritrova costan-· l'imposizione delle mani, e descrive questa medesima
temente nelle formule della Messa. Dice il Sacramenta- potestà enumerandone tutti gli uffici: è la continuazio-
rio Leoniano: «Ogni volta che celebriamo il memoria- ne della potestà sacerdotale di Cristo, Pontefice som-
le di questo sacrificio, si compie l'opera della nostra mo della Nuova Alleanza.
redenzione» 3 ; ebbene, la dottrina espressa con preci-
sione in questa frase è sviluppata con chiarezza e con 5. Questa natura del sacerdozio ministeriale mette a
cura nelle Preghiere eucaristiche: in queste Preghiere,
sua volta nella giusta luce un'altra realtà di grande im-
quando il sacerdote fa l'anamnesi, rivolgendosi a Dio portanza: il sacerdozio reg~Jle dei fedeli, il cui sacrifi-
in nome di tutto il popolo, gli rende grazie e gli offre cio spirituale raggiunge la sua perfezione attraverso il
il sacrificio vivo, santo, cioè l'oblazione della Chiesa e
la vittima per la cui immolazione Dio ha voluto essere ministero dei presbiteri, in unione con il sacrificio di
placato•, e prega perché il Corpo e il Sangue di <::risto Cristo, unico Mediatore'. La celebrazione dell'Eucari-
stia è infatti azione di tutta la Chiesa; in essa ciascuno
siano un sacrificio accetto al Padre per la salvezza del compie soltanto, ma integralmente, quello che gli com-
mondo intero'.
pete, tenuto conto del posto che egli occupa nel popo-
Così, nel nuovo Messale, la regola della preghiera del- lo di Dio. È il motivo per cui si presta ora una mag-
la Chiesa corrisponde alla sua costante regola di fede; giore attenzione a certi aspetti della celebrazione che,
questa ci dice che, fatta eccezione per il modo di offri- nel corso dei secoli, erano stati talvolta alquanto tra-
re, e che è differente, vi è piena identità tra il Sacrifi- scurati. Questo popolo è il popolo di Dio, acquistato
XVIII ,RINCIPI E NORME PER L'USO DEL MESSALE ROMANO

dal Sangue di Cristo, riunito dal Signore, nutrito con approfondisca fin dalle origini tutto il passato della
la sua Parola; popolo la cui vocazione ~ di far salire Chiesa e si faccia un'accurata indagine sui modi mol-
verso Dio le preghiere di tutta la famiglia umana; po- teplici con cui l'unica fede si è manifestata in forme di
polo che, in Cristo, rende grazie per il mistero della cultura umana e profana cosi diverse tra loro, quali
salvezza, offrendo il suo Sacrificio; popolo infine che erano quelle in uso nelle regioni abitate da Semiti,
per mezzo della comunione al Corpo e al Sangue di Greci e Latini. Questo approfondimento più vasto ci
Cristo, rafforza la sua unità. Questo popolo ~ già san- permette di constatare come lo Spirito Santo accordi
to per la sua origine; ma in forza della sua partecipa- al popolo di Dio un'ammirevole fedeltà nel conservare
zione consapevole, attiva e fruuuosa al mistero eucari- immutato il deposito della fede, per grande che sia la
stico, progredisce continuamente in santità 10• varietà delle preghiere e dei riti.

PROVA DI UNA ADATTAMENTO


TRADIZIONE ININTERROTTA ALLE NUOVE CONDIZIONI
t Nell'enunciare le norme per la revisione del rito l Il nuovo Messale mentre attesta la /ex orandi del-
della Messa, il Vaticano II ha ordinato, tra l'altro, che la Chiesa romana e salvaguarda il deposito della fede
certi riti venissero «riportati all'antica tradizione dei trasmesso dai recenti concili, segna a sua volta una
santi Padri » 11 : sono le stesse parole usate da san Pio tappa di grande importanza nella tradizione liturgica.
V nella lettera apostolica Quo primum con la quale nel
1570 promulgava il Messale di Trento. Anche da que- Qua ndo i Padri del Concilio Vaticano Il ripresero Le
sto incontro verbale ~ facile rilevare come i due Mes- formulazioni dogmatiche del Concilio di Trento, le lo-
sali romani, benché separati da quattro secoli, conser- ro parole risuonarono in un'epoca ben diversa nella vi-
vino una medesima e identica tradizione. Se poi si ten- ta del mondo; è per questo che nel campo pastorale
gono presenti gli elementi profondi di questa tradizio- essi hanno potuto dare dei suggerimenti e dei consigli,
ne, non ~ difficile rendersi conto come il secondo Mes- che sarebbero stati impensabili quattro secoli prima.
sale completi egregiamente il primo.
11 Il Concilio di Trento aveva già riconosciuto il
In tempi davvero difficili, nei quali la fede catto- grande valore catechetico contenuto nella celebrazione
lica era stata messa in pericolo circa la natura sacrifi- della Messa, ma non poteva trarne tutte le conseguen-
cate della Messa, il sacerdozio ministeriale, la presenza ze pratiche. In realtà si chiedeva da molti che venisse
reale e permanente di Cristo sotto le specie eucaristi- concesso l'uso della lingua volgare nella celebrazione
che, a san Pio V premeva anzitutto salvaguardare una del sacrificio eucaristico. Ma dinanzi a tale richiesta, il
tradizione relativamente recente ingiustamente attacca- Concilio, considerate le circostanze di allora, riteneva
ta, introducendo il meno possibile di cambiamenti nel suo dovere riaffermare la dottrina tradizionale della
sacro rito. E in verità, il Messale del 1570 si differen- Chiesa, secondo la quale il sacrificio eucaristico è an-
zia ben poco dal primo Messale stampato nel 1474; e zitutto azione di Cristo stesso: per conseguenza, la sua
questo, a sua volta, riprende fedelmente il Messale del efficacia non dipende affatto dal modo di partecipa-
tempo di lnnocenzo Ili . Inoltre i manoscritti della Bi- zione dei fedeli. Ecco perché si espresse con queste pa-
blioteca Vaticana, anche se avevano permesso di adot- role decise e misurate insieme: «Benché la Messa con-
tare in certi casi delle lezioni migliori, non consentiro- tenga un ricco insegnamento per il popolo dei fedeli, i
no in quella diligente ricerca di «antichi autori fedede- Padri non hanno ritenuto opportuno, che venga cele-
gni », di andare al di là di q uanto s'era fatto con i brata indistintamente in lingua volgare» 11 • E condan-
commentari liturgici del Medioevo. nò chi osasse affermare che « non si deve ammettere il
rito della Chiesa romana, in forza del q uale una parte
Attualmente, al contrario, questo «ordinamento del canone e le parole della consacrazione vengono
dei santi Padri» tenuto presente dai revisori responsa- dette a bassa voce; o che la Messa si debba celebrare
bili del Messale di san Pio V, si ~ arricchito di innu- in Ungua volgare» u. Nondimeno, se da un lato proibì
merevoli studi di eruditi. Dopo la prima edizione del l'uso della lingua parlata nella Messa, dall'altro ordi-
Sacramentano Gregoriano nel 157 1, gli antichi sacra- nò ai pastori di supplirvi con un'opportuna catechesi:
mentati romani e ambrosiani sono stati oggetto di nu- «Perché il gregge di Cristo non soffra la fame ... il
merose edizioni critiche; lo stesso si dica degli antichi santo Concilio ordina ai pastori e a tutti quelli che
libri liturgici spagnoli e gallicani, che han fano risco- han.no cura d'anime di soffermarsi frequentemente,
prire un buon numero di preghiere fino allora ignorate, nel corso della celebrazione della Messa, o personal-
ma di non poca importanza sotto l'aspetto spirituale. mente o per mezzo di altri, su questo o quel testo della
Messa, e di spiegare, tra l'altro, il mistero di questo
Data poi la scoperta di un buon numero di documenti santissimo Sacrificio, specialmente nelle domeniche e
liturgici, sono pure, attualmente, meglio conosciute le nei giorni festivi>> ••.
tradi.zioni dei primi secoli, anteriori alla formazione
dei riti d'Oriente e d'Occidente. Inoltre, il progresso Convocato perché la Chiesa adattasse ai nostri
degli studi patristici ha permesso di appurare la teolo- tempi i compiti della sua missione apostolica, il Conci-
gia del mistero eucaristico attraverso l'insegnamento di lio Vaticano Il ba, come quello di Trento, esaminato
Padri eminenti nell'antichità cristiana, come sant'Ire- profondamente la natura didattica e pastorale della Li-
neo, sant'Ambrogio, san Cirillo di Gerusalemme, san turgia"· E poich~ non v'~ ormai nessun cattolico che
Giovanni Crisostomo. neghi la legittimità e l'efficacia del rito compiuto in
lingua latina, il Concilio ba ammesso senza difficoltà
La «tradizione dei santi Padri» esige dunque che che «l'uso della lingua parlata può riuscire spesso di
non solo si conservi la tradizione trasmessa dai nostri grande utilità per il popolo>>, e l' ha quindi permessa".
predecessori immediati, ma che si tenga presente e si L'entusiasmo con cui questa decisione ~ stata dapper-
PROEMIO XIX

tutto accolta, ha portato, sotto la guida dei vescovi e Così pure, in vista di una presa di coscienza della si-
della stessa sede apostolica, alla concessione che tutte tuazione nuova del mondo contemporaneo, è sembrato
le celebrazioni liturgiche con partecipazione di popolo che non si recasse offesa alcuna al venerabile tesoro
si possano fare in lingua viva, per rendere più facile della Tradizione modificando alcune espressioni dei te-
l'intelligenza piena del mistero celebrato. sti antichi, allo scopo di meglio armonizzare la lingua
con quella della teologia attuale e perché esprimessero
13. Tuttavia, poiché l'uso della lingua parlata nella in verità la presente situazione della disciplina della
sacra liturgia è soltanto uno strumento, anche se mol- Chiesa.
to importante, per esprimere più chiaramente la cate- Per questo motivo sono· stati cambiati alcuni modi di
chesi del mistero contenuto nella celebrazione, il Con- esprimersi, che risentivano di una certa mentalità sul-
cilio Vaticano II ha insistito perché si mettessero in l'apprezzamento e sull'uso dei beni terrestri, ed altri
pratica certe prescrizioni del Concilio di Trento che ancora che mettevano in rilievo una forma di peniten-
non erano state dappertutto osservate, come il dovere za esteriore propria della Chiesa di altri tempi.
di fare l'omelia nelle domeniche e nei giorni festivi 17 ;
e la possibilità di intercalare ai riti determinate esorta- Le norme liturgiche del Concilio di Trento sono state,
zioni 11 • dunque, su molti punti, completate e integrate dalle
norme del Concilio Vaticano II; il Concilio ha così
Soprattutto però il Concilio Vaticano Il, nel consiglia- condotto a termine gli sforzi fatti per accostare i fedeli
re «quella partecipazione perfetta alla Messa per la alla liturgia, sforzi condotti per quattro secoli e con
quale i fedeli dopo la comunione del sacerdote ricevo- più intensità in un'epoca recente, grazie soprattutto al-
no il Corpo del Signore dal medesimo sacrificio» ' 9 , ha lo zelo liturgico promosso da san Pio X e dai suoi suc-
portato al compimento di un altro voto dei Padri Tri- cessori.
dentini, che, cioè, per partecipare più pienamente al-
l'Eucaristia «nelle singole Messe i presenti si comuni-
cassero non solo con l'intimo fervore dell'anima, ma
anche con la recezione sacramentale dell'Eucaristia» 20 •

14. Indotto dal medesimo spirito e dallo stesso zelo t SessioneXXII,l7 seuembre 1562.
pastorale, il Concilio Vaticano Il ha potuto riesamina- 2 Concilio Vaticano Il, Costituzione sulla sacra Liturgia, Sacrosanctum
re le decisioni di Trento a proposito della comunione Concilium, n. 47; cfr Concilio Vaticano Il, Costituzione dogmatica
sotto le due specie. Poiché attualmente nessuno mette sulla Chiesa, Lumen gentium, nn. 3, 28; Decreto sul ministero e la vi-
ta sacerdotale, Presbyterorum Ordinis, nn. 2, 4, 5.
in dubbio i principi dottrinali sul pieno valore della 3 Cfr Sacramentario Veronese, ed. Mohlberg, n. 93.
comunione sotto la sola specie del pane, il Concilio ha • Cfr Preghiera eucaristica III.
permesso in alcuni casi la comunione sotto le due spe- s Cfr Preghiera eucaristica IV.
cie, con la quale, grazie a una presentazione più chiara 6 Concilio Vaticano II, Costituzione sulla sacra Liturgia, Sacrosanctum
del segno sacramentale, si ha modo di penetrare più Concilium, nn. 7, 47; Decreto sul ministero e la vita sacerdotale, Pre-
profondamente il mistero al quale i fedeli partecipa- sbyterorum Ordinis, nn. S, 18. ·
no2'. 7 Cfr Pio XII, LeUera Enciclica Humani generis, A.A.S. (1950) pp.
570-571. Paolo VI, Lettera Enciclica Mysterium fidei, A.A.S. 51
(1965) pp. 762-769; Solenne professione di fede, A.A.S. 60 (1968) pp.
15. In questo modo, mentre la Chiesa rimane fedele 442-443; Sacra Congregazione dei Riti, Istruzione Eucharisticum my-
al suo compito di maestra di verità conservando «ciò sterium, 25 maggio 1967, n. 3f-9: A.A.S. 59 (1967) pp. 543-547.
che è vecchio» cioè il deposito della tradizione, assolve • Cfr Sessione XIII, Il ouobre l ss l.
pure il suo compito di esaminare e adottare con pru- 9 Cfr Concilio Vaticano II, Decreto sul ministero e la vita sacerdotale,
denza «ciò che è nuovo» (cfr Mt 13, 52). Presbyterorum Ordinis, n. 2.
•o Cfr Concilio Vaticano II, Costituzione sulla sacra Liturgia, Sacro-
Una parte del nuovo Messale adegua più visibilmente sonctum Conci/ium, n. Il.
le preghiere della Chiesa ai bisogni del nostro tempo; •• Cfr ibidem, n. SO.
tali sono· specialmente le Messe rituali e quelle per va- Il Concilio Tridentino, Sessione XXII, Dottrina sul santissimo sacrifi-
cio della Messa, cap. 8.
rie necessità, -nelle quali si fondono felicemente tradi-
13 Ibidem, cap. 9.
zione e novità. Pertanto, mentre sono rimaste intatte
14 Ibidem, cap. 8.
molte espressioni attinte alla più antica tradizione del- u Cfr Concilio Vaticano II, Costituzione sulla sacra Liturgia, Sacro-
la Chiesa e rese familiari dallo stesso Messale Romano sanctum Conci/ìum, n. 33.
nelle sue varie edizioni, molte altre sono state adattate t6 Ibidem, n. 36.
alle esigenze e alle condizioni attuali. Altre infine, co- · 17 Ibidem, n. S2.
me le orazioni per la Chiesa, per i laici, per la santifi- 11 Ibidem, n. 35, 2.
cazione del lavoro umano, per l'unione di tutti i popo- t9 Ibidem, n. 55.
li, e per certe necessità proprie del nostro tempo, sono 20 Sessione XXII, Dottrina sul santissimo sacrificio della Messa, cap. 6.
state interamente composte ex novo, traendo i pensieri 21 Cfr Concilio Vaticano II, Costituzione sulla sacra Lìturgia, Sacro-
e spesso anche i termini dai recenti documenti conciliari. sanctum Concilium, n. SS.
XX ,RINCIPI E '0 .ME PER L'USO DEL MESSALE ROMANO

CAPITOLO I

IMPORTANZA E DIGNITÀ DELLA CELEBRAZIONE EUCARISTICA

La celebrazione della Messa, in quanto azione di e nel disporre quelle forme e .quegli elementi che la Chie-
Cristo e del popolo di Dio gerarchicamente ordinato, co- sa propone, e che, considerate le circostanze di persone e
stituisce il centro di tutta la vita cristiana per la Chiesa di luoghi, possono favorire più intensamente la parteci-
universale, per quella locale, e per i singoli fedeli'. Nella pazione attiva e piena e rispondere più adeguatamente al
Messa infatti si ha il culmine sia dell'azione con cui Dio bene dei fedeli.
santifica il mondo in Cristo, sia del culto che gli uomini
rendono al Padre, adorandolo per mcuo di Cristo Figlio 6 Pertanto questa « Istruzione » si propone di esporre
di Dio 1 • In essa inoltre la Chiesa commemora, nel corso i principi generali per l'ordinamento della celebrazione
dell'anno, i misteri della redenzione, in modo da renderli dell'Eucaristia, e presentare le norme per regolare le sin-
in certo modo presenti). Tutte le altre azioni sacre e gole forme di celebrazione 11 • Le Conferenze Episcopali,
ogni attività della vita cristiana sono in stretta relazione secondo la Costituzione sulla Sacra Liturgia, possono
con la Messa, da essa derivano c ad essa sono ordinate•. prescrivere, per il loro territorio, delle norme che tenga-
no conto delle tradizioni e della cultura propria dei loro
' È perciò di somma importanza che la celebrazione popoli, delle regioni e delle diverse comunità 11 •
della Messa, o Cena del Signore, sia ordinata in modo
che i ministri e i fedeli, partecipandovi ciascuno secondo
il proprio ordine e grado, traggano abbondanza di quei
frutti', per il conseguimento dei quali Cristo Signore ha
istituito il sacrificio eucaristico del suo Corpo e del suo t C fr Concilio Vaticano Il, C061ìluzione sulla sacra U1urgia, S«ro-
SIIttctum Condllum. n . 41; Costiluzione doamatic:a sulla Chiesa, Lu-
Sangue e Io ha affidato, come memoriale della sua pas- m~n gmtium, n . Il ; Dcc:relo sul minìs~CTO e la vita sac:erdolak, Prr-
sione e risurrezione, alla Chiesa, sua dilettissima sposa 6 • s/Jytuorum ordillis, nn. 2, 5, 6; Dcc:reto sull' uffiCio pastorale dei ve-
ICOvi, Clvistus Domlnlll, n. 30; Dcc:relo sull'Ecumenismo, Unitatis
Si potrà ottenere davvero questo risultato, se, tenu- rwlilltqmtìo, n . 15; sacra Conarepzione dei Riti, lslruzione Eudul-
rvtkllmMyst~lum. 25 maaaio 1967, nn. 3 ~. 6 : A.A. S. 59(1967) pp.
to conto della natura e delle altre caratteristiche di ogni s-42, s-44-545.
assemblea, tutta la celebrazione verrà ordinata in modo l Cfr Coocilio Vaticano Il, CO$tituzione sulla sacra Lilurgia, Sacro-
tale da portare i fedeli a una partecipazione consapevole, SIIttctum Condllum, n. IO.
attiva e piena, esterna ed interna, ardente di fede, spe- l Cfr ibidl!m, n. 102.

ranza e carità; partecipazione vivamente desiderata dalla • Cfr Concilio Vaticano Il , Decreto sul minisCCTo e la vila sacerdolale,
Prubyttrorum ordinis, n. 5; Costiluzione sulla sacra Ulur&ia, Sacro-
Chiesa e richiesta dalla natura stessa della celebrazione, sanctum Concilium, n. IO.
e alla quale il popolo cristiano ha diritto e dovere in for- s Cfr Concilio Vatic:ano Il , Costiluzione sulla sacra Utur&ia, Sacro-
za del Battesimo1 • oSDttctum Cottcilium, nn. 14, 19, 26, 28, 30.
' C fr ibidvn, n. 47.
4. Non sempre si può avere la presenza e l'attiva par- 1 C fr Ibidem, n. 14.
tecipazione dei fedeli, che manifestano più chiaramente • C fr lbid~m. n. 41.
la natura ecclesiale della azione liturgica •; sempre però ' Cfr Concilio Vaticano Il, Occ:relo sul mìnìslero c la vita saoerdolale,
la celebrazione eucaristica ha l'efficacia e la dignità che Prrsbyterorum ordlnis, n. 13.
10 Cfr Concìlìo Valicano Il, Cottllu.zlone sulla sacra Liturgia, Sacro-
le sono proprie, in quanto è azione di Cristo c della Chie- sanclum Concilium, n. 59.
sa', e il sacerdote vi agisce sempre per la salvezza del po- •• Cfr per le Messe nei &ruPPi particolari: sacra Congrqazione per il
polo. Cullo divino, lstruziooe A etio ptlStorafis 1S maQio 1969: A .A .S. 61
(1969) pp. 806-811 ; per le messe con i fanciulli: Dire11orìo ddle Messe
con i fanciulli, l novembre 1973 ; A.A .S. 65 (1974) pp. 30-46; sul mo-
S Poiché inoltre la celebrazione dell'Eucaristia, co- do di unire le Ore ddi'Umc:io con la Messa; /ttStitutio g~n~alis sulla
me tutta la Liturgia, si compie per mcuo di segni sensi- Lilur&iaddleOre,ed. tip. 1971, nn. 93·98.
bili, mediante i quali la fede si alimenta, s'irrobustisce e u Concilio Vllkano Il, C06tiluzione sulla sacra Lilurgia. SaCTOSGnctum
si esprime••, si deve avere la massima cura nello scegliere Coltdlium, nn. 37-40.
PRINCIPI E NORME PER L'USO DEL MESSALE ROMANO XXI

CAPITOLO II

STRUTTURA, ELEMENTI E PARTI DELLA MESSA

l. STRUTTURA GENERALE di conclusione previste nel rito medesimo. Di loro na-


DELLA MESSA tlira queste monizioni non esigono di essere pronunzia-
te alla lettera, nella formulazione presentata nel Mes-
7. Nella Messa o Cena del Signore, il popolo di Dio è sale; per cui potrà essere opportuno l'adattarle in
chiamato a riunirsi insieme sotto la presidenza del sacer- qualche modo, almeno in alcuni casi, alle vere condi-
dote, che agisce nella persona di Cristo, per celebrare zioni della comunità 10 • Cosi pure spetta al sacerdote
il memoriale del Signore, cioè il sacrificio eucaristico u. che presiede annunziare la parola di Dio e impartire la
Per questa riunione locale· della santa Chiesa vale per- benedizione finale. Egli può inoltre intervenire con
ciò in modo eminente la promessa di Cristo: «Là dove brevissime parole, all'inizio della celebrazione, per in-
sono due o tre radunati nel mio nome, io sono in mez- trodurre i fedeli alla Messa del giorno; alla Liturgia
zo a loro» (Mt 18, 20). della Parola, prima delle letture; alla Preghiera eucari-
stica, prima di iniziare il prefazio; prima del congedo,
Infatti nella celebrazione della Messa, nella quale si per concludere l'intera azione sacra.
perpetua il sacrificio della Croce", Cristo è realmente
presente nell'assemblea dei fedeli riunita in suo nome, 12. La natura delle parti «presidenziali» esige che esse
nella persona del ministro, nella sua parola e in modo siano proferite a voce alta e chiara e che siano ascol-
sostanziale e permanente sotto le specie eucaristiche". tate da tutti con attenzione 1 '. Perciò mentre il sacerdote
le dice, non si devono sovrapporre altre orazioni o can-
l. La Messa è costituita da due parti, la «Liturgia ti, e l'organo e altri strumenti musicali devono tacere.
della Parola» e la «Liturgia eucaristica»; esse son cosi
strettamente congiunte tra di loro da formare un unico 13 Il sacerdote formula preghiere non soltanto come
atto di culto ' 6 • Nella Messa, infatti, viene imbandita presidente a nome di tutta la comunità, ma talvolta
tanto la mensa della Parola di Dio quanto la mensa anche a titolo personale, per poter compiere il proprio
del Corpo di Cristo, e i fedeli ne ricevono istruzione e ministero con maggior attenzione e pietà. Tali preghie-
ristoro 17 • Ci sono inoltre alcuni riti che iniziano e altri re si dicono sottovoce.
che concludono la celebrazione.
Altre formule
che ricorrono aeUa celebrazione
II. l DIVERSI ELEMENTI DELLA MESSA
14. Poiché la celebrazione della Messa, per sua natu-
Lettura deUa parola eU Dio ra, ha carattere «comunitario» 11 , grande rilievo assu-
' e sua spleJazione mono i dialoghi tra il celebrante e l'assemblea dei fe-
9. Quando nella Chiesa si legge la sacra Scrittura, deli, e le acclamazioni 11 • Infatti questi elementi non
Dio stesso parla al suo popolo e Cristo, presente nella sono soltanto segni esteriori della celebrazione comuni-
sua parola, annunzia il Vangelo. taria, ma favoriscono ed effettuano la comunione tra
il sacerdote e il popolo.
Per questo, le letture della parola di Dio, che costitui-
scono un elemento importantissimo della Liturgia, si 15. Le acclamazioni e' te risposte dei fedeli al saluto
devono ascoltare da tutti con venerazione. E benché la del sacerdote e alle orazioni, costituiscono quel grado
parola di Dio nelle letture della sacra Scrittura sia ri- di partecipazione attiva che i fedeli riuniti devono por-
volta a tutti gli uomini di ogni epoca e sia da essi in- re in atto in ogni forma di Messa per esprimere e rav-
telligibile, tuttavia la sua efficacia viene accresciuta da vivare l'azione di tutta la comunità 24 •
un'esposizione viva e attuale, cioè dall'omelia, che è
considerata parte dell'azione liturgica 11 • 16. Altre parti, assai utili per manifestare e favorire
la partecipazione attiva dei fedeli, spettano all'intera
Le orazionl assemblea: sono soprattutto l'atto penitenziale, la pro-
e le altre parti che spettano al sacerdote fessione di fede, la preghiera universale (detta anche
10. Tra le parti proprie del sacerdote, occupa il pri-. preghiera dei fedeli) e la preghiera del Signore (cioè il
mo posto la Preghiera eucaristica, culmine di tutta la Padre nostro).
celebrazione. Seguono poi le orazioni, cioè: l'orazione
di inizio (o colletta), l'orazione suJJe offerte e l'orazio- 17. lnf'me, tra le altre formule:
ne dopo la comunione. Queste preghiere dette dal sa- a) alcune costituiscono un rito o un atto a sé stante,
cerdote nella sua qualità di presidente dell'assemblea come l'inno Gloria, il salmo responsoriale, l'Allelwa e
nella persona di Cristo, sono rivolte a Dio a nome del- il versetto prima del Vangelo (canto al Vangelo), il
l'intero popolo santo e di tutti i presenti". Perciò giu- (Santo-Sanctus), l'acclamazione dell'anamnesi e il can-
stamente si chiamano «orazioni presidenziali». to dopo la comunione;
b) altre, invece, accompagnano qualche rito, come i
11. Spetta ugualmente al sacerdote, per il suo ufficio canti d 'ingresso, di offertorio, quelli che accompagna-
di presidente dell'assemblea radunata, formulare alcu- no la «frazione» o atto di spezzare il pane (Agnello di
ne monizioni e proporre le formule di introduzione e Dio - Agnus De' ) e la comunione.
XXII PRINCIPI E NORME PER L'USO DEL MESSALE ROMANO

J[ Spetta però alle Conferenze Episcopali adattare i gesti e


Nei testi che devono esser pronunziati a voce alta gli atteggiamenti del corpo, descritti nel Rito della Mes-
e chiara dal sacerdote, dai ministri, o da tutti, la voce sa romana, alla cultura dei vari popoli,. Nondimeno
deve corrispondere al genere del testo secondo che si si faccia in modo che tali adattamenti corrispondano al
tratti di una lettura, di un'orazione, di una monizione, senso e al carattere di ciascuna parte della celebrazione.
di un'acclamazione, di un canto; deve anche corri-
spondere alla forma di celebrazione e alla solennità Fra i gesti sono comprese anche le azioni e gli at-
della riunione liturgica. Inoltre si tenga conto delle ca- teggiamenti del sacerdote nel recarsi all'altare, quelle
ratteristiche delle diverse lingue e della cultura specifi- per la presentazione dei doni e per la comunione dei
ca di ogni popolo. fedeli. Conviene che queste azioni siano fatte in modo
decoroso, mentre si eseguono canti appropriati, secon-
Nelle rubriche e nelle norme che seguono, ·le parole do le norme stabilite per i singoli movimenti.
« dire)) oppure «proclamare)) devono essere intese in
riferimento sia al canto che alla recita, tenuto conto
dei principi sopra esposti. ••
Si deve anche osservare, a suo tempo, il sacro si-
~ lna.:a d l
lenzio, come parte della celebrazione,.. La sua natura
dipende dal momento in cui ha luogo nelle singole <»-
I fedeli che si radunano nell'attesa della venuta lebrazioni. Cosi, durante l'atto penitenziale e dopo
del loro Signore, sono esortati dall'Apostolo a cantare l'invito alla preghiera, il silenzio aiuta il raccoglimen-
insieme salmi, inni e cantici spirituali (cfr Col 3, 16). to; dopo la lettura o l'omelia, è un richiamo a medita-
Infatti il canto è segno della gioia del cuore (cfr Atti re brevemente ciò che si è ascoltato; dopo la comunio-
2, 46). Perciò dice molto bene sant'Agostino: «Il can- ne, favorisce la preghiera interiore di lode e di ringra-
tare è proprio di chi ama» 11 , e già dall'antichità si ziamento.
formò il detto: «Chi canta bene, prega due volte».
Nelle celebrazioni si dia quindi grande importanza al
canto, tenuto conto della diversit.à culturale delle po- W . LE SINGOLE PARTI DELLA MESSA
polazioni e della capacità di ciascun gruppo anche se A) l l di 1'11rWU-
non ~ sempre necessario cantare tutti i testi che per lo-
ro natura sono destinati al canto. Nella scelta delle l-' Le parti che precedono la Liturgia della Parola,
parti destinate al canto, si dia la preferenza a quelle di cioè l'introito, il saluto, l'atto penitenziale, il ·1,
maggior importanza, e soprattutto a quelle che devono , il • e l'orazione (o colletta), hanno un
essere cantate dal sacerdote o dai ministri con la rispo- carattere di inizio, di introduzione e di preparazione.
sta del popolo, o dal sacerdote e dal popolo insieme 26 • Scopo di questi riti è che i fedeli, riuniti insieme, for-
Poiché sono sempre più frequenti le riunioni di fedeli mino una comunità, e si dispongano ad ascoltare con
di diverse nazionalità, è opportuno che sappiano can- fede la parola di Dio ed a celebrare degnamente l'Eu-
tare insieme, in lingua latina, e nelle melodie più faci- caristia.
li, almeno le parti dell'Ordinario della Messa, special-
mente il simbolo della fede e la preghiera del Signore L
( )21.
Quando il popolo è riunito, mentre il sacerdote
fa il suo ingresso con i ministri, si inizia il canto d'in-
G 1t1 tt !}.ame11tl l l c gresso. La funzione propria di questo canto ~ quella di
20 L'atteggiamento comune del corpo, che tutti i dare inizio alla celebrazione, favorire l'unione dei fe-
partecipanti al rito sono invitati a prendere, è il segno deli riuniti, introdurre il loro spirito nel mistero del
della comunità e dell'unità dell'assemblea: esso espri- tempo liturgico o della festività, e accompagnare la
me e favorisce l'intenzione e i sentimenti dell'animo processione del sacerdote e dei ministri.
dei partecipanti 11 •
l- Il canto viene eseguito alternativamente dalla
Per ottenere l'uniformità nei gesti e negli atteg- schola e dal popolo, o dal cantore e dal popolo, oppu-
giamenti, i fedeli seguano le indicazioni che vengono re tutto quanto dal popolo o dalla sola schola. Si può
date dal diacono, o dal sacerdote, o da un altro mini- utilizzare sia l'antifona con il suo canto, quale si trova
stro, durante la celebrazione. nel Graduale romanum o nel Graduale simplex, oppu-
Inoltre, in tutte le Messe, salvo indicazioni in contra- re un altro canto adatto all'azione sacra, al carattere
rio, i fedeli stiano in piedi dall'inizio del canto di in- del giorno o del tempo, e il cui testo sia stato approva-
gresso, o mentre il sacerdote si reca all'altare, fino alla to dalla Conferenza Episcopale.
conclusione dell'orazione di inizio (o colletta), durante Se all'introito non ha luogo il canto, l'antifona propo-
il canto dell'Alleluia prima del Vangelo; durante la sta dal Messale Romano viene letta o dai fedeli, o da
proclamazione del Vangelo; durante la professione di alcuni di essi, o dal lettore, o anche dallo stesso sacer-
fede e la preghiera universale (o preghiera dei fedeli); dote dopo il saluto.
dall'orazione sulle offerte fino al termine della Messa,
fatta eccezione di quanto è detto in seguito. Stanno in- rolo
vece seduti durante la proclamazione delle letture pri- Giunti in presbiterio, il sacerdote e i ministri sa-
ma del Vangelo e durante il salmo responsoriale; all'o- lutano l'altare. In segno di venerazione, il sacerdote e
melia e durante la preparazione dei doni all'offertorio; il d iacono lo baciano e il sacerdote lo può incensare
se lo si ritiene opportuno, durante il sacro silenzio do- secondo l'opportunità.
po la comunione. S'inginocchiano poi alla consacra-
zione, a meno che lo impediscano o la rjstrettezza del Terminato il canto d'ingresso, il sacerdote e tutta
luogo, o il gran numero dei presenti, o altri motivi ra- l'assemblea si segnano col segno di croce. Poi il sacer-
gionevoli. dote con il saluto annunzia alla comunità riunita la
STRUITURA, ELEMENTI E PARTI DELLA MESSA XXIII

presenza del Signore. Il saluto sacerdotale e la risposta Invece l'orazione sulle offerte e l'orazione dopo la Co-
del popolo manifestano il mistero della Chiesa radu- munione hanno la conclusione breve, e cioè:
nata. - se è rivolta al Padre: Per Cristo nostro Signore ;
- se è rivolta al Padre, ma verso la fine dell'orazione
Ateo penitenziale medesima si fa menzione del Figlio: Egli vive e regna
19. Salutato il popolo, il sacerdote, o un altro mini- nei secoli dei secoli;
stro che ne sia capace, può fare una brevissima intro- - se è rivolta al Figlio: Tu che vivi e regni nei secoli
duzione alla Messa del giorno. Quindi il sacerdote in- dei secoli
vita all'atto penitenziale, che viene compiuto da tutta
la comunità mediante la confessione generale, e si con-
clude con l'assoluzione del sacerdote. B) Liturgia della Parola
33. Le letture scelte dalla Sacra Scrittura con i canti
Kyrie, eleison che le accompagnano, costituiscono la parte principale
30. Dopo l'atto penitenziale ha inizio il Kyrie elei- della Liturgia della Parola; l'omelia, la professione di
son, a meno che non sia già stato detto durante l'atto fede e la preghiera universale o preghiera dei fedeli
penitenziale. Essendo un canto col quale i fedeli accla- sviluppano e concludono tale parte. Infatti nelle lettu-
mano il Signore e implorano la sua misericordia, di re, che vengono poi spiegate nella omelia, Dio parla al
solito viene eseguito da tutti, in alternanza tra il popo- suo popolo 31 , gli manifesta il mistero deUa redenzione
lo e la schola o un cantore. e della salvezza e offre un nutrimento spirituale; Cri-
sto stesso è presente per mezzo della sua parola, tra i
Ogni acclamazione di solito si dice due volte; ma non fedeli 32 • Il popolo fa propria questa paròla divina con
si esclude che, in considerazione dell'indole delle diver- i canti e vi aderisce con la professione di fede; cosi nu-
se lingue o della composizione musicale o di circostan- trito, prega nell'orazione universale per le necessità di
ze particolari, sia ripetuto un maggior numero di vol-
tutta la Chiesa e per la salvezza del mondo intero.
te, o intercalato da un breve «tropo». Se il Kyrie elei-
son non viene eantato, si recita. le letture bibliche
Gloria in ex«!lsis 34. Con le letture si offre ai fedeli la mensa della pa-
rola di Dio e si aprono loro i tesori della Bibbia 33 •
31. Il Gloria è un inno antichissimo e venerabile con Poiché secondo la tradizione l'ufficio di proclamare le
il quale la Chiesa, radunata nello Spirito Santo, glori- letture non spetta al presidente ma ad uno dei ministri,
fica e supplica Dio Padre e l'Agnello. Viene cantato conviene che, d'ordinario, il diacono, o, in sua assen-
da tutta l'assemblea, o dal popolo alternativamente za, un altro sacerdote legga il Vangelo; ·un lettore inve-
con la schola oppure dalla schola. Se non lo si canta, ce legga le altre letture. Mancando però il diacono o
viene recitato da tutti, insieme o alternativamente. un altro sacerdote, leggerà il Vangelo lo stesso sacer-
Lo si canta o si recita nelle domeniche fuori del Tem- dote celebrante 3•.
po di Avvento e Quaresima; e inoltre nelle solennità e
feste, e in particolari celebrazioni più solenni. 35. Alla lettura del Vangelo si deve il massimo ri-
spetto; lo insegna la liturgia stessa, perché la distingue
Orazione conclusiva del riti dl Introduzione (o coUetta) dalle altre letture con particolari onori: sia da parte
del ministro incaricato di proclamarla che si prepara
32. Poi il sacerdote invita il popolo a pregare; e tutti con la benedizione o con la preghiera; sia da parte dei
insieme con il sacerdote stanno per qualche momento
in silenzio, per prendere coscienza di essere alla pre- fedeli, i quali con le acclamazioni riconoscono e pro-
fessano che Cristo è presente e parla a loro, e ascolta-
senza di Dio e per poter formulare nel proprio cuore no la lettura stando in piedi; sia per mezzo dei segni di
la preghiera personale. Quindi il sacerdote dice l'ora- venerazione che si rendono allibro dei Vangeli.
zione, chiamata comunemente «colletta». Per mezzo
di essa viene espresso il carattere della celebrazione e l canti tra le letture
corr le parole del sacerdote si rivolge la preghiera a
Dio Padre, per mezzo di Cristo, nello Spirito Santo. 36. Alla prima lettura segue il salmo responsoriale, o
graduale, che è parte integrante della Liturgia della
Il popolo, unendosi alla preghiera ed esprimendo il Parola. Il salmo, d'ordinario, è preso dal Lezionario,
suo assenso, fa sua l'orazione con l'acclamazione perché ogni testo salmodico è direttamente connesso
Amen. con la relativa lettura: pertanto la scelta del salmo di-
Nella Messa si dice una sola colletta; la stessa cosa va- pende dalle letture. Nondimeno, perché il popolo più
le anche per l'orazione sulle offerte e dopo la comu- facilmente possa ripetere il ritornello, sono stati scelti
nione. alcuni testi comuni di ritornelli e di salmi per diversi
tempi dell'anno e per le diverse categorie di santi; que-
La colletta termina con la conclusione lunga, e cioè: sti testi si possono utilizzare al posto .di quelli corri-
- se è rivolta al Padre: Per il nostro Sisnore Gesù spondenti alle letture ogni volta che il salmo viene can-
Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, tato.
nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei se- Il salmista o cantore del salmo, canta o recita i versetti
coli; del salmo all'ambone o in altro luogo adatto; l'assem-
- se è rivolta al Padre, ma verso la fine dell'orazione blea sta seduta e ascolta, e partecipa di solito con il ri-
medesima si fa menzione del Figlio: Egli è Dio (opp. tornello, a meno che il salmo non sia cantato o recita-
che è Dio) e vive e regna con te, nell'unità dello Spiri- to per intero senza ritornello. Se si canta, oltre al sal-
to Santo. oer tutti i secoli dei secoli ; mo designato sul Lezionario, si può utilizzare o il gra-
- se è rivolta al Figlio: Tu che sei Dio e vivi e regni duale del Graduale romanum, oppure un salmo re-
con Dio Padre, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti sponsoriale o alleluiatico del Graduale simplex, così
i secoli dei secoli . come sono indicati in tali libri.
XXIV 'RINCIPI E NORME PER L'USO DEL MESSALE ROMANO

3 Alla seconda lettura segue l' o un altro no in necessità, per tutti gli uomini e per la salvezza di
canto, a seconda del tempo liturgico. tutto il mondo".
o) L' si canta in qualsiasi Tempo, tranne che
in Quaresima. Può essere iniziato o da tutti, o dalla 46. La successione delle intenzioni sia ordinariamente
scholo, o da un cantore e, se è il caso, lo si ripete. questa:
l versetti si scelgono dal Lez.ionario oppure dal Gra- a) per le necessità della Chiesa;
duale. b) per i governanti e per la salvezza di tutto il mondo;
b) L'altro canto è costituito da un versetto prima del c) per quelli che si trovano in difficoltà;
Vangelo, oppure da un altro salmo o tratto, come si
d) per la comunità locale.
trovano nel Lezionario o nel Graduale.
Tuttavia in qualche celebrazione particolare, per esem-
38. Quando vi è una sola lettura prima del Vangelo: pio nella Confermazione, nel Matrimonio, nelle Ese-
o) nel Tempo in cui si canta l' A..eluia, si può utilizza- quie, la successione delle intenzioni può venire adatta-
re o il salmo alleluiatico, oppure il salmo e l'Alleluia ta maggiormente alla circostanza particolare.
con il suo versetto, o solo il salmo o solo l'Alleluia;
b) nel tempo in cui l'Alleluia non si canta, si può ese- 47. Spetta al sacerdote celebrante guidare la preghie-
guire o il salmo, o il versetto prima del Vangelo (cioè ra, invitare , con una breve monizione, i fedeli a prega-
il canto al Vangelo). re, e concludere la preghiera con un'orazione. Sarà be-
ne che le intenzioni siano p roposte da un diacono o da
39. Il salmo dopo la lettura, se non viene cantato, u n cantore, o da qualche altra persona )t. Tutta l'as-
deve essere letto ad alta voce; invece l' All~ui e il ver- semblea esprime la sua preghiera o con un'in'vocazione
setto prima del Vangelo, se non si cantano, si possono comune, dopo che sono state presentate le intenzioni,
tralasciare. oppure pregando in silenzio.

.... La sequenza è facoltativa, eccetto nei giorni di


Pasqua e di Pentecoste. C) u
• Nell'ultima Cena Cristo istitul il sacrificio e con-
L o.elia vito pasquale per mezzo del quale è reso di continuo
~ • L'omelia fa parte della liturgia ed è molto racco- presente nella Chiesa il sacrificio della Croce, allorché
mandata,: è infatti necessaria per alimentare la vita il sacerdote che rappresenta Cristo Signore, compie ciò
cristiana. Deve essere la spiegazione o di qualche che il Signore stesso fece e affidò ai discepoli perché lo
aspetto delle letture della Sacra Scrittura, o di un altro facessero in memoria di lui ...
testo dell'Ordinario o del Proprio della Messa del Cristo infatti prese il pane e il calice, rese grazie, spez-
giorno, tenuto conto sia del mistero che viene celebra- zò il pane e li diede ai suoi discepoli, dicendo:
to, sia delle particolari necessità di chi ascolta". (( Prendete, mangiate, bevete; questo è il mio Corpo;
questo è il calice del mio Sangue. Fate questo in me-
_.., Nelle domeniche e nelle feste di precetto si deve moria di me». Perciò la Chiesa ha disposto tutta la ce-
tenere l'omelia in tutte le Messe con partecipazione di
popolo; non si può omettere senza una ragione grave. lebrazione. della Liturgia eucaristica in vari momenti,
Negli altri giorni è raccomandata specialmente nelle che corrispondono a queste parole e gesti di Cristo.
ferie di Avvento, di Quaresima e del tempo pasquale; Infatti:
cosi pure nelle altre feste e circostanze nelle quali è più l ) Nella preparazione dei doni, vengono portati all'al-
numeroso il concorso del popolo alla chiesa 17 • tare pane e vino con acqua, cioè gli stessi elementi che
C risto prese tra le sue mani.
L'omelia di solito sia tenuta personalmente dal sacer-
dote celebrante. 2) Nella Preghiera eucaristica si rendono grazie a Dio
per tutta l'opera della salvezza, e le offerte diventano
il Corpo e il Sangue di Cristo.
La P•
3) Mediante la frazione di un unico pane si manifesta
IJ Simbolo, o professione di fede, nella celebra- l'unità dei fedeli, e per mezzo della comunione i fedeli
zione della Messa, ha lo scopo di suscitare nell'assem- si cibano del Corpo e del Sangue del Signore, allo stes-
blea, dopo l'ascolto della parola di Dio nelle letture e so modo con il quale gli Apostoli li banno ricevuti dal-
nell'omelia, una risposta di assenso, e di richiamare le mani di Cristo stesso.
alla mente la regola della fede, prima di incominciare
la celebrazione dell' Eucaristia. La P~'
4 Il Simbolo deve esser recitato dal sacerdote insie- 49. All'inizio della Liturgia eucaristica si portano al-
me con il popolo nelle domeniche e nelle solennità; si l'altare i doni, che diventeranno il Corpo e il Sangue
può dire anche in particolari celebrazioni più solenni. di Cristo.
Se viene cantato, si canti normalmente da tutti o a co- Prima di tutto si prepara l'altare, o mensa del Signo-
ri alterni. re, che è il centro di tutta la Liturgia eucaristica ••, po-
nendovi sopra il corporale, il purificatoio, il messale e
il calice, se non viene preparato alla credenza.
4' Nella preghiera universale, o preghiera dei fedeli, Poi si portano le offerte: i fedeli - cosa lodevole -
il popolo, esercitando la sua funzione sacerdotale, pre- presentano il pane e il vino; il sacerdote, o il diacono,
ga per tutti gli uomini. È conveniente che nelle Messe in luogo opportuno e adatto, li riceve e li depone sul-
con partecipazione di popolo vi sia normalmente que- t•altare, recitando le formule prescritte. Quantunque i
sta preghiera, nella quale si elevino suppliche per la fedeli non portino più, come un tempo, il loro proprio
santa Chiesa, per i governanti, per coloro che si trova- pane e vino destinati alla liturgia, tuttavia il rito di
STRUTTURA, ELEMENTI E PARTI DELLA MESSA XXV

presentare questi doni conserva il suo valore e il suo e) L 'anamnesi: La Chiesa, adempiendo il comando ri-
significato spirituale. cevuto da Cristo Signore per mezzo degli Apostoli, ce-
Si possono anche fare offerte in denaro, o presentare lebra la memoria di Cristo, ricordando soprattutto la
altri doni per i poveri o per la Chiesa, portati dai fe- sua beata passione, la gloriosa risurrezione e l'ascen-
deli o raccolti in chiesa. Essi vengono ..deposti in luogo sione al cielo.
adatto, fuori della mensa eucaristica. f) L 'offerta: nel corso di questa stessa memoria la
Chiesa, in modo particolare quella radunata in quel
SO. Il canto all'offertorio accompagna la processione momento e in quel luogo, offre al Padre nello Spirito
con la quale si portano i doni; esso si protrae almeno Santo la vittima immacolata. La Chiesa desidera che i
fino a quando i doni sono stati deposti sull'altare. Le fedeli non solo offrano la vittima immacolata, ma an-
norme che regolano questo canto sono le stesse che che imparino ad offrire se stessi e cosi portino ogni
per il canto d'ingresso (n. 26). L'antifona di offerto- giorno più a compimento, per mezzo di Cristo Media-
rio, se non si canta, viene tralasciata. tore, la loro unione con Dio e con i fratelli, perché fi-
nalmente Dio sia tutto in tutti 42 •
5 • Si può fare l'incensazione dei doni posti sull'alta- g) Le intercessioni: in esse si esprime che l'Eucaristia
re stesso, per significare che l'offerta della Chiesa e la viene celebrata in comunione con tutta la Chiesa, sia
sua preghiera si innalzano come incenso al cospetto di celeste che terrestre, e che l'offerta è fatta per essa
Dio. Dopo l'incensazione dei doni e dell'altare, anche e per tutti i suoi membri, vivi e defunti, i quali sono
il sacerdote e il popolo possono ricevere l'incensazione stati chiamati a partecipare alla redenzione e alla sal-
dal diacono o da un altro ministro. vezza acquistata per mezzo del Corpo e del Sangue di
Cristo.
52 Quindi il sacerdote si lava le mani; con questo ri- h) La dossologia finale che esprime la glorificazione di
to si esprime il desiderio di purificazione interiore. Dio: essa viene ratificata e conclusa con l'acclamazio-
ne del popolo.
53 Deposte le offerte sull'altare e compiuti i riti che
accompagnano questo gesto, il sacerdote invita i fedeli La Preghiera eucaristica esige che tutti l'ascoltino con
a unirsi a lui nella preghiera e pronunzia l'orazione rispetto e in silenzio, e vi partecipino con le acclama-
sulle offerte: si conclude cosl la preparazione dei doni zioni previste nel rito.
e si prelude alla Preghiera eucaristica.
n • uaJo
La Prc 1:1 ·n eoc t. ca Poiché la celebrazione eucaristica è un convito
54. A questo punto ha inizio il momento centrale e pasquale, conviene che, secondo il comando del Signo-
culminante dell'intera celebrazione, vale a dire la Pre- re, i fedeli ben disposti ricevano il suo Corpo e il suo
ghiera eucaristica, cioè la preghiera di azione di grazie Sangue come cibo spirituale 0 •
e di santificazione. D sacerdote invita il popolo a in- A questo mirano la frazione del pane e gli altri riti
nalzare il cuore verso il Signore nella preg.hiera e nel- preparatori che dispongono iinmediatamente i fedeli
l'azione di grazie, e lo associa a sé nella solenne pre- alla comunione.
ghiera, che egli, a nome di tutta la comunità, rivolge a) La preghiera del Signore (o Pa<te Nost;o): in essa
al Padre per mezzo di Gesù Cristo. Il significato di si chiede il pane quotidiano, nel quale i cristiani scor-
questa preghiera è che tutta l'assemblea si unisca insie- gono anche un riferimento al pane eucaristico, e si im-
me con Cristo nel magnificare le grandi opere di Dio e plora la purificazione dei peccati, così che realmente
nell'offrire il sacrificio. «i santi doni vengano dati ai santi». Il sacerdote rivol-
ge l'invito alla preghiera, che tutti· i fedeli dicono in-
55. Gli elementi principali di cui consta la Preghiera sieme con lui; ma soltanto il sacerdote vi aggiunge
eucaristica, s! possono distinguere coine segue: l'embolismo, che il popolo conclude con la dossolOgia.
a) L 'azione di grazie (che si esprime specialmente nel L'embolismo, sviluppando l'ultima domanda della
prefazio): il sacerdote, a nome di tutto il popolo san- preghiera del Signore, chiede per tutta la comunità dei
to, glorifica Dio Padre e gli rende grazie per tutta fedeli la liberazione dal potere del male.
l'opera della salvezza o per qualche suo aspetto parti- L'invito (o monizione), la preghiera del Signore, l'em-
colare, a seconda della diversità del giorno, della festa bolismo e la dossologia, con la quale il popolo conclu-
o del Tempo. de l'embolismo, si cantano o si dicono ad alta voce.
b) L 'acclamazione: tutta l'assemblea, unendosi alle . b) Segue il rito della pace, con il quale i fedeli implo-
creature celesti, canta o recita il Santo (S· nctus). Questa rano la pace e l'unità per la Chiesa e per l'intera fami-
acclamazione, che fa parte della Preghiera eucaristica, glia umana, ed esprimono fra di loro l'amore vicende-
è pronunziata da tutto il popolo col sacerdote. vole, prima di partecipare all'unico pane.
c) L'epiclesi: la Chiesa implora con speciali invocazio-
Le Conferenze Episcopali stabiliranno il modo di com-
ni la potenza divina, perché i doni offerti dagli uomini piere questo gesto di pace secondo l'indole e le usanze
vengano consacrati, cioè diventino il Corpo e il San- delle popolazioni.
gue di Cristo, e perché la vittima immacolata, che si
riceve nella comunione, giovi per la salvezza di coloro c) Il gesto della frazione del pane, compiuto da Cristo
che vi parteciperanno. nell'ultima Cena, sin dal tempo apostolico ha dato il
d) Il racconto dell'istituzione e la consacrazione: me- nome a tutta l'azione eucaristica. Questo rito non ha
diante le parole e i gesti di Cristo, si compie il sacrifi- soltanto una ragione pratica, ma significa che noi, pur
cio che Cristo stesso istitul nell'ultima Cena, quando essendo molti, diventiamo un solo corpo nella comu-
offri il suo Corpo e il suo Sangue sotto le specie del nione a un solo pane di vita, che è Cristo (l Cor lO, 17).
pane e del vino, lo diede a mangiare e a bere agli Apo- d) L'immixtio: il celebrante mette nel calice una picco-
stoli e lasciò loro il mandato di perpetuare questo mi- la porzione dell'ostia.
stero. e) Agnello di Dio (Agnus Dei): mentre si compie la
XXVI PRINCIPI E NORME PER L'USO DEL MESSALE ROMANO

frazione del pane e l'immixtio, si canta dalla schola o Come canto di comunione si può utilizzare o l' antifo-
dal cantore l'invocazione (Asnus Dei), na del Graduale romanum, con o senza salmo, o l'an-
alla quale risponde il popolo; oppure la si dice ad alta tifona col salmo del Graduale simplex, oppure un al-
voce. Si può ripetere questa invocazione quante volte è tro canto adatto, approvato dalla Conferenza Episco-
necessario per accompagnare la frazione del pane. pale. Può essere cantato o dalla. sola schola, o dalla
L' ultima invocazione termina con le parole G-Ina a no1 schola o dal cantore insieme col popolo.
la pao. (d01 s -rt). Se invece non si canta, l'antifona di comunione propo-
f) La preparazjone personale del sacerdote: il cele- sta dal Messale viene recitata o dai fedeli, o da alcuni
brante si prepara con una preghiera silenziosa a riceve- di essi, o dal lettore, se no dallo stesso sacerdote dopo
re con frutto il Corpo e il Sangue di Cristo. Lo stesso che questi si è comunicato, prima di distribuire la co-
fanno i fedeli pregando in silenzio. munione ai fedeli. ·
g) Quindi il celebrante mostra ai fedeli il pane eucari- J) Ultimata la distrìbuzione della comuruone il sacer-
stico che sarà ricevuto nella comunione e li invita al dote e i fedeli, secondo l'opportunità, pregano per un
banchetto di Cristo; poi insieme con essi esprime senti- po' di tempo in silenzio. Si può anche far cantare da
menti di umiltà, servendosi delle parole del Vangelo. tutta l'assemblea un inno, un salmo o un altro canto
h) Si desidera vivamente che i fedeli ricevano il Corpo di Lode.
del Signore con ostie consacrate nella stessa Messa, e k) Nell'orazione dopo la comunione, il sacerdote chie-
nei casi previsti, facciano la comunione al calice, per- de i frutti del mistero celebrato. Il popolo fa sua l'ora-
ché anche per mezzo dei segni, la comunione appaia zione con l'acclamazione n.
meglio come partecipazione al sacrificio in atto ...
1) Mentre il sacerdote e i fedeli si comunicano, si ese-
gue il canto . di comunione; esso ha lo scopo di espri- D) cv
mere mediante l'accordo delle voci l'unione spirituale
l riti di conclusione comprendono:
di coloro che si comunicano, dimostrare la gioia del
cuore e rendere più fraterna la processione di coloro a) n saluto e la benedizione del sacerdote, che in alcu-
che si accostano a ricevere il Corpo di Cristo. D canto ni giorni e in èerte circostanze si può arricchire e svi-
comincia mentre il sacerdote si comunica, e si protrae luppare con !'«orazione sul popolo» o con un'altra
per un certo tempo, durante la comunione dei fedeli. formula più solenne.
Se però è previsto che dopo la comunione si eseguisca b) n congedo propriamente detto, con il quale si scio-
un inno, il canto di comunione s'interrompa al mo- glie l'assemblea, perché ognuno ritorni alle sue occu-
mento opportuno. pazioni lodando e benedicendo il Signore.

u Cfr Coocilio Valicano Il , Decreto sul ministtto e la vita sacerdotale, Istruzione Musicam uaam, 5 rnarz.o 1967. n. 47; A.A.S. 59 (1967)
Presbytuonlm ordlnls. n.$; Costiruzione suUa sacra Liturgia, S4cro- p. 314.
SIIIICI11m Condlium, o. 33. 11 Cfr Concilio Vaticano Il, Costituzione sulla sacra Liturgia, Sac:ro-
•• Cfr Concilio Trideotino, Sessione XXII, cap. l; Paolo VI, Solenne sonctum Conc/1/um, n. 30.
professione di fede, 30 aiuano 1968, n. 24; A.A.S. 60 (1968) p. 442. l9 Cfr ibidem, n. 39.
u Cfr Concilio Vaticano Il , Costituzione sulla sacra Lituraia, Sacro- Jo Cfr Concilio Vaticano Il , Costituzione sulla sacra Liturgia, Sacro-
sanctum Conc/1/um, n . 7; Paolo VI, Enciclica Mysteriumfidd, 3 set- sonctum Condlium, n . 30; Sacra Conareaazione dei Riti, Istruzione
tembre 1965; A.A.S. $7 (1965) p. 764; sacra Conaregazione dei Riti, Musicam socram, 5 marz.o 1967, n . 17; A.A.S. 59 (1967) p. 30$.
lstruziooeEucharlstlcum mysttrlum, 25 mauio 1967, n. 9; A.A.S. 59 l i Cfr Concilio Vaticano Il , Costituzione sulla sacra LìturJia, Sacro-
(1967) p . 547. sonc:tum Condllum, n. 33.
" Cfr Concilio Vaticano Il, Costituzione sulla sacra Liturgia, S4cro- u Cfr Ibidem, n. 7.
sanc:tllnl Concilium, n . $6; Sacra Congreaazione dei Riti, Istruzione n Cfr Ibidem, n. SI.
Eucharistic:um Mysttrlum, 2$ mqaio 1967, n. IO; A.A.S. 59 (1967)
p. $47. H Cfr sacra Congregazione del Riti, Istruzione fnter Otcumenlcl, 26 set-
tembre 1964, n. SO; A.A.S. 56(1964) p . 889.
11 Cfr Concilio Valicano Il , Costituzione sulla sacra LiturJia, Sacro-
unctum Condllum, nn. 48 , $1; Costituzione doamatica sulla divina u Cfr Concilio Vaticano Il , Costituzione sulla sacra UturJia, S4ao-
rivelaziooe,!HI Vtrbum, n. 21; Decreto sul ministero e la vita sacer- sonc:tum Condlium, n. 52.
dotale, Prtsbyttrorum ordlnis, n . 4. u Cfr sacra Con&repziooe dei Ritl, Istruzione lnttr Otcumtnicl, 26 set·
" Cfr Coocilio Valicano Il , Costituzione sulla sacra Liturgia, Saao- tembre 1964, D. 54; A.A.S. 56(1964) p. 890.
unctum ConcUium, nn . 7, 33, 52. n Cfr ibldtm, o . 53.
" Cfr ibidem, a. 33. n Cfr Coocilio Vaticano Il , Cosdtuziooe sulla sacra Liturgia, Sacro-
lO Cfr sacra Congrqazione per il Culto divino, Lettera circolare sulle mnctum Condlium, n . $3 .
Prqhltte euc:aristicbe, 27 aprile 1973, n . 14; A.A.S. 65 (1973) p. 346. u Cfr Sacra Congrqazione dei Riti, lllruzione lnter Otcumtnicl, 26
11 Cfr sacra Coogrepzione dei Riti, Istruzione Musictlm socram, S mat·
settembre 1964, n . 56; A.A.S. 56(1964) p . 890.
z.o 1967, o. 14; A.A.S. $9 (1967) p . 304. •o Cfr Concilio Vaticano U, Costituzione sulla sacra UtufiÌI, Socro-
sonctum CoiiCI/ium, D. 47; Sacra Congrqaziooe dei Riti, lstruziooe
u Cfr Concilio Vaticano Il, Costituzione sulla sacra Lituraia, Sacro-
EucharlstlaJm Mysttrlum, 2S rnap 1967, n. 3 a, b; A.A.S. $9
sanctum Condlium, nn. 26, 27: Sacra Congreaazione dei Riti, Istru- (1967) pp. $4()..$4] .
zione Eucharisticum Mysttrlum, 25 maggio 1967, n. 3d; A.A.S. 59
(1967) p . 542. "CfrsacraCoogrepziooedei Riti,lstruziooelnttrO«umtnici, 26set-
tembre 1964, n . 91; A..A.S. $6 (1964) p. 898; Istruzione Eucharlstl·
u Cfr Coocilio Vaticano Il, Costituzione sulla sacra Liturgia, Saao- cwmMysterlum, 2Smauio 1967, n . 24; A.A.S. S9(1967)p. S$4.
sanctum CoiiCI/hlm, o. 30.
H Cfr Concilio Valicano Il, Costituzione sulla sacra Lituraia, S4cro-
1• Cfr sacra Congrqazione dei Riti, lsùuzione Musictlm SDCTam, $ mar-
sanctum Concilium, n. 48; Decreto sul ministero c la vita saettdotale,
z.o 1967, n . 16a; A..A.S. 59(1967) p . 305. Prtsbyterorum ordinis, n. S; sacra Conareaazione dei Riti, Istruzione
u Sermo336,l;PL38,1472. Eucharlstlcum Mysterium, 25 magalo 1967, n . 12; A.A.S. 59 (1967)
16 Cfr sacra Congreaazione dei Riti, lstruzioncMusicam sacram, 5 mar- pp. 548·549.
z.o 1967, no.7, 16; A.A .S. 59 (1967) pp. 302, 305; cfr Mlssa/e Roma- •s Cfr sacra Conarcgazione dei Riti, Istruzione Euc:haristlc:um Myste-
num, Ordo cantus Miuae, cdltio typica 1972, Praeootanda. rfum, 2$ maa&IO 1967, no. 12, 33 a; A.A.S. $9 (1967) pp. 549, 559.
17 Cfr Concilio Vaticano Il, Coltituzione sulla sacra Lituraia, Saao- •• Cfr ibldtm, no. 31, 32; A.A.S. $9 (1967) pp. 558-559; suUa facohl di
sanctum Concilium, n. 54; sacra Conareaazionc dei Riti, Istruzione comunicarsi due volte nello stesso aiomo: cfr Codice di Diritto Cano-
fnttr Ot!c:umenicl, 26 settembre 1964, n. 59; A.A.S. (1964) p. 891; nko,can. 917.
PRINCIPI E NORME PER L'USO DEL MESSALE ROMANO XXVII

CAPITOLO III

UFFICI E MINISTERI NELLA MESSA

SI. Nell'assemblea, che si riunisce per la Messa, cia- macolata non soltanto per le mani del sacerdote ma an-
scuno ha il diritto e il dovere di recare la sua partecipa- che insieme con lui, e imparare a offrire se stessi 50 • Pro-
zione in diversa misura a seconda della diversità di ordi- curino quindi di manifestare tutto ciò con un profondo
ne e di compiti 45 • Pertanto tutti, sia i ministri che i fede- senso religioso e con la carità verso i fratelli che parteci-
li, compiendo il proprio ufficio, facciano tutto e soltan- pano alla stessa celebrazione.
to ciò che è di loro competenza 46 : così che la stessa di- Evitino perciò ogni forma di individualismo e di divisio-
sposizione della celebrazione manifesti la Chiesa costi- ne, tenendo presente che hanno un unico Padre nei cieli,
tuita nei suoi diversi ordini e ministeri. e che perciò tutti sono tra loro fratelli.
Formino invece un solo corpo, sia nell'ascoltare la paro-
I. UFFICI E MINISU.:RI la di Dio, sia nel prendere parte alle preghiere e al canto,
DELL'ORDINE SACRO sia specialmente nella comune offerta del sacrificio e
nella comune partecipazione alla mensa del Signore.
59. Ogni legittima celebrazione dell'Eucaristia è diret- Questa unità appare molto bene dai gesti e dagli atteg-
ta dal vescovo, o personalmente, o per mezzo dei presbi- giamenti del corpo, che i fedeli compiono tutti insieme.
teri suoi collaboratori.,. Quando il vescovo è presente a I fedeli non rifiutino di servire con gioia l'assemblea del
una Messa con partecipazione di popolo, è bene che pre- popolo di Dio, ogni volta che sono pregati di prestare
sieda lui stesso l'assemblea, e che associ a sé i presbiteri qualche servizio particolare nella celebrazione.
nella celebrazione, per quanto è possibile concelebrando
con loro. 63. Tra i fedeli esercita un proprio ufficio liturgico la
seho/a cantorum o «coro», il cui compito è quello di ese-
Questo si fa non tanto per accrescere la solennità esterio- guire a dovere le parti che le son proprie, secondo i vari
re del rito, ma per esprimere con maggior chiarezza il generi di canto, e promuovere la partecipazione attiva
mistero della Chiesa, sacramento di unità ••. dei fedeli nel canto 51. Quello che si dice della schola can-
Se il vescovo non celebra l'Eucaristia, ma ne affida il torum vale anche, con gli opportuni adattamenti, per gli
compito a un presbitero, è bene che sia lui a presiedere la altri musicisti, specialmente per l'organista.
Liturgia della Parola e a impartire la benedizione.alla fi- .
ne della Messa. 64. È opportuno che vi sia un cantore o maestro di co-
ro per dirigere e sostenere il canto del popolo. Anzi,
60. · Anche il sacerdote che nella comunità dei fedell è mancando la scho/a, è compito del cantore guidare i di-
insignito del potere derivatogli dall'Ordine sacro di of- versi canti, facendo partecipare il popolo per la parte che
frire il sacrificio nella persona di Cristo 49 , presiede l' as- gli spetta 52 •
semblea riunita, ne dirige la preghiera, annuncia ad essa
il messaggio della salvezza, si associa il popolo nell'of-
ferta del sacrificio a Dio Padre per Cristo nello Spirito III. UFFICI PARTICOLARI
Santo, distribuisce ai fratelli il pane della vita eterna e
partecipa con essi al banchetto. Pertanto, quando cele- 65. L'accolito è istituito per curare il servizio all'altare
bra l'Eucaristia, deve servire Dio e il popolo con dignità e aiutare il sacerdote e il diacono. A lui spetta special-
e umiltà, e nel modo di comportarsi e di pronunziare le mente preparare l'altare e i vasi sacri, e, come ministro
parole divine, deve far sentire ai fedeli la presenza viva straordinario, distribuire l'Eucaristia ai fedeli.
di Cristo.
66. Il lettore è istituito per proclamare le letture della
61. Tra i ministri ha il primo posto il diacono, il cui or- · sacra Scrittura, eccettQ il Vangelo; può anche proporre
dine già dagli inizi della Chiesa fu tenuto in grande ono- le intenzioni della preghiera universale e, in mancanza
re. Nella Messa il diacono ha come ufficio proprio: l'an- del salmista, recitare il salmo interlezionale.
nunciare il Vangelo e talvolta predicare la parola di Dio, Il lettore nella celebrazione eucaristica ha un suo ufficio
proporre ai fedeli le intenzioni della preghiera universa- proprio, che deve esercitare lui stesso, anche se sono pre-
le, servire il sacerdote, distribuire ai fedeli l'Eucaristia, senti ministri di ordine superiore.
specialmente sotto la specie del vino, ed eventualmente Perché i fedeli maturino nel loro cuore, ascoltanda.le let-
indicare all'assemblea i gesti e gli atteggiamenti da assu- ture divine, un soave e vivo amore della sacra Scrittu-
mere. ra 53 , è necessario che i lettori incaricati di tale ufficio,
anche se non ne hanno ricevuta l'istituzione, siano vera-
mente idonei e preparati con impegno.
II. UFFICIO E COMPITO
DEL POPOLO DI DIO 67. È compito del salmista proclamare il salmo, o il
canto biblico, tra le letture. Per adempiere conveniente-
61. Nella celebrazione della Messa i fedeli formano la mente il suo ufficio, è necessario che il salmista possegga
gente santa, il popolo che Dio si è acquistato e il sacerdo- l'arte del salmodiare e abbia una buona pronuncia e una
zio regale, per rendere grazie a Dio, offrire la vittima im- buona dizione.
XXVIII PRINCIPI E NORME PER L'USO DEL MESSALE ROMANO

"' Quanto agli altri ministri, alcuni svolgono determi- tra loro le varie parti di uno stesso ministero e ciascuno
nate funzioni in presbiterio, altri fuori del presbiterio. svolga la sua. Per esempio, un diacono può essere incari-
Fra i primi si annoverano coloro ai quali è stato affidato cato delle parti in canto, e un altro del servizio all'altare;
il compito di distribuire, in qualità di ministri straordi- se vi sono più letture, converrà distribuirle tra più letto-
nari, la santa Comuniones•, come pure coloro che porta- ri, e così via.
no il messale, la croce, i ceri, il pane, il vino, l'acqua e il
turibolo. Se nella Messa con partecipazione di popolo vi è un
solo ministro, egli può compiere diversi uffici.
Fra gli altri ci sono:
o) n commentatore, che rivolge ai fedeli spiegazioni ed 73. La preparazione pratica di ogni celebrazione litur-
esortazioni per introdurli nella celebrazione e meglio di- gica si faccia di comune intesa fra tutti coloro che sono
sporli a comprenderla eseguirla. Oli interventi del com- interessati rispettivamente alla parte rituale; pastorale e
mentatore siano preparati con cura, siano chiari e sobri. musicale, sotto la direzione del rettore della chiesa, e
Nel compiere il suo ufficio, il commentatore sta in un sentito anche il parere dei fedeli per quelle cose che li ri-
luogo adatto davanti ai fedeli, ma non sale all'ambone. guardano direttamente.
b) Coloro che, in alcune regioni, accolgono i fedeli alla
porta della chiesa e li dispongono ai propri posti, e ordi-
nano i movimenti processionali dei fedeli.
c) Coloro che raccolgono le offerte in chiesa.
•s Cfr Concilio Vaticano Il, Costituzione sulla sacra Uturgia, Sacro-
È bene che, soprattutto nelle grandi chiese e nelle sanctum Concilium, nn. 14, 26.
comunità importanti, vi sia qualcuno incaricato di pre- •6 Cfr Ibidem, n. 28.
disporre con cura le celebrazioni, e di preparare i mini- • 1 Cfr Coocilio Vaticano Il, Costituzione docmatica sulla Chiesa, Lu-
men tentium, nn. 26, 28; Costituzione sulla sacra Uturgia, Sacro-
stri a compierle con decoro, ordine e devozione. SDnctum Condlium, n . 42.
" Cfr Coocilio Vaticano Il, Costituzione sulla sacra Uturaia, Socro-
Tutti i ministeri inferiori a quelli propri del diaco- SDnctum Concilium, n. 26.
no, possono essere esercitati da uomini laici, anche se •t Cfr Cooòlio Vaticano Il, Decreto sul ministero e la vita sacerdotale,
non ne hanno ricevuta l'istituzione. Prtsbyttrorum Ordlnlr, n. 2; Costituzione dogmatica sulla Oiicsa,
Lumen gentium, n. 28.
Oli uffici che si compiono fuori del presbiterio, possono so Cfr Cooòlio Vaticano Il, Costituzione suDa sacra UturJia, Socro-
essere affidati anche alle donne, secondo il prudente giu- sanctum Condlium, n. 48; sacra Conçepzione dei Riti, Istruzione
dizio del rettore della chiesa. Eucharùticwn Mysttrium, 25 mi&Po 1967, n. 12; A.A.S. S9 (1967)
pp. 548-549.
Tuttavia la Conferenza Episcopale può permettere che s1 Cfr sacra Conarepzionedci Riti,lstruzione MI4ÌCQm socram, s mar·
anche una donna ben preparata proclami le letture che w 1967, n . 19; A.A.S. S9(1967) p. 306.
precedono il vangelo e proponga le intenzioni della pre- n Cfr lbklem, n . 21 ; A.A .S. S9(1961) pp. 3()6.307.
ghiera universale; spetta poi a1la stessa Conferenza pre- SJ Cfr Concilio Vaticano Il, Costituzione suUa sacra Lltursia, Socro-
SQflctum Concilium, n. 24.
cisare il luogo adatto dal quale le donne possono annun-
H Cfr sacra Conarepzione per la dl$ciptina dei Sacramenti, Istruzione
ciare la parola di Dio nell'assemblea liturgica 55 • lmmtnsae caritalis, 29sennaio 1973, n . l; A.A.S. 6S (1973) pp. 26S.
266.
71. Se sono presenti più persone che possono esercitare " Cfr sacra Conaresazione per il Culto divino, Istruzione LltuTJicae in-
lo stesso ministero, nulla impedisce che si distribuiscano sfoW!IItio~~t.t, S settembre 1970, n . 7; A.A.S. 62(1970) pp. 700-701.
PRINCIPI E NORME PER L'USO DEL MESSALE ROMANO XXIX

CAPITOLO IV

DIVERSE FORME DI CELEBRAZIONE DELLA MESSA

74. Nella Chiesa locale si deve dare il primo posto -lo 110. Si preparino pure:
richiede il suo significato - alla Messa cui presiede il ve- a) accanto alla sede del sacerdote: il messale e, se neces-
scovo circondato dal suo presbiterio e dai ministri 56 con sario, il libro deicanti;
la partecipazione piena e attiva del popolo santo di Dio. Si b) sull'ambone: il lezionario;
ha qui infatti una speciale manifestazione della Chiesa. c) sopra la credenza: il calice, il corporale, il purifica-
75. Grande importanza si deve dare anche alla Messa toio e, secondo l'opportunità, la palla; la patena e le pis-
celebrata con una comunità, specialmente parrocchiale; sidi, se occorrono, con il pane per la comunione del sa-
essa, infatti, soprattutto nella celebrazione comunitaria cerdote, dei ministri e del popolo; le ampòlle con il vino
della domenica, manifesta la Chiesa universale in un e l'acqua, a meno che tutte queste cose non vengano pre-
momento e in un luogo determinato". sentate dai fedeli all'offertorio; il piattello per la comu-
nione dei fedeli; inoltre il necessario per lavarsi le mani.
76. Tra le Messe celebrate da determinate comunità, Il calice sia ricoperto da un velo, che può essere sempre
particolare importanza ha la Messa conventuale, che è di colore bianco.
parte dell'Ufficio quotidiano, come pure la Messa della
«comunità». E sebbene queste Messe non comportino 81. In sacrestia, si preparino, secondo le varie forme di
nessuna forma particolare di celebrazione, tuttavia è celebrazione, le vesti sacre del sacerdote e dei ministri:
quanto mai conveniente che siano celebrate con il canto, a) per il sacerdote: camice, stola e casula;
e soprattutto con la piena partecipazione di tutti i mem- b) per il diacono: camice, stola e dalmatica; in caso però
bri della comunità, sia di religiosi che di canonici. In di necessità o di minor solennità la dalmatica si può
queste Messe perciò ognuno eserciti la sua funzione se- omettere;
condo l'Ordine o il ministero ricevuto. Anzi, conviene c) per gli altri ministri: camice o altre vesti legittima-
che tutti i sacerdoti non tenuti a celebrare individual- mente approvate.
mente per l'utilità pastorale dei fedeli, per quanto è pos- Tutti coloro che indossano il camice usino il cingolo e
sibile concelebrino in queste Messe. Inoltre tutti i sacer- l'amitto, a meno che non si provveda diversamente.
doti membri della comunità, tenuti a celebrare indivi-
dualmente per il bene pastorale dei fedeli, possono, nello
stesso giorno, concelebrare anche la Messa conventuale A) FORMA TIPICA
o di comunità 58 •
Riti di introduzione
81. Quando il popolo si è riunito, il sacerdote e i mini-
I. MESSA CON IL POPOLO stri, rivestiti delle vesti sacre, si avviano all'altare, in
quest'ordine: · ·
77. Per «Messa con il popolo» si intende quella cele- a) il ministro con il turibolo fumigante, se si usa l'in-
brata con la partecipazione dei fedeli. Conviene, per censo;
quanto è possibile, che la celebrazione si svolga con il b) i ministri che, secondo l'opportunità, portano i can-
canto e con un congruo numero di ministri, soprattutto delieri con i ceri accesi; in mezzo a loro, eventualmente,
nelle domeniche e feste di precetto 59 ; si può fare però an- un altro ministro con la croce;
che senza canto e con un solo ministro. c) gli accoliti e gli altri ministri;
d) il lettore, che può portare il libro dei Vangeli;
78. È bene che un accolito, un lettore e un cantore assi- e) il sacerdote celebrante.
stano, di solito, il sacerdote celebrante; è questa la for-
ma «tipica», come verrà chiamata negli articoli seguen- · Se si usa l'incenso, p~ma di incamminarsi il sacerdote
ti. Però il rito qui descritto prevede la possibilità di usare pone l'incenso nel turibolo.
un numero anche maggiore di ministri.
83. Durante la processione all'altare, si esegue il canto
A qualsiasi forma di celebrazione può prendere parte un d'ingresso (cfr nn. 25-26).
diacono, che svolge l'ufficio a lui proprio.
84. Arrivati all'altare, il sacerdote e i ministri fanno la
Cose da preparare debita riverenza: inchino profondo oppure, se vi è il ta-
79. L'altare sia ricoperto da almeno una tovaglia. Sul- bernacolo con il Santissimo Sacramento, genuflessione.
l'altare, o vicino ad esso, si pongano almeno due, anche La croce portata in processione viene collocata presso
quattro, o sei candelieri con i ceri accesi; se celebra il ve- l'altare, o in altro luogo adatto; i candelieri portati dai
scovo della diocesi, i candelieri saranno sette. Inoltre, ministri si depongono accanto all'altare o sopra la cre-
sull'altare, o vicino ad esso, si collochi la croce. I cande- denza; il libro dei Vangeli viene posto sull'altare.
lieri e la croce si possono portare nella processione di in-
gresso. Sopra l'altare si può collocare il libro dei Vange- 85. Il sacerdote sale all'altare e lo bacia in segno di ve-
li, distinto dal libro delle altre letture, a meno che non nerazione. Poi, secondo l'opportunità, lo incensa tutto
venga portato nella processione di ingresso. intorno.
XXX )RINOPI E 1E PER L'USO DEL MESSALE ROMANO

Fatto questo, il sacerdote si reca alla sede. Termi- Il Simbolo (C ·euo) viene detto dal sacerdote insie-
nato il canto d'ingresso, tutti in piedi, sacerdote e fedeli, me con il popolo (cfr n. 44). Nel dire le parole ,.;-
fanno il segno della croce. Il sacerdote dice: lei nome ra dello 5-muto 'tL o .. e 1 ( t.s
J -·glio e d· Ilo Spirito Santo (In nomine S ~ .. et ), tutti si inchi-
t ttht et Spiritus S1n ri); il popolo risponde: nano; nelle feste dell'Annunciazione (2S marzo) e del
m , , Poi, rivolto al popolo, e allargando le braccia, il Natale del Si111ore (2S dicembre) tutti genuflettono.
sacerdote lo saluta con una delle formule proposte. Egli
stesso, o un altro ministro idoneo può fare una breve in- Poi si dice la preghiera universale o preghiera dei fe-
troduzione alla Messa del giorno. deli; il sacerdote la dirige dalia sede o dall'ambone; il po-
polo vi partecipa nella parte che gli spetta (cfr nn. 45-47).
Dopo l' atto penitenziale, si dicono il • iOl.
e il , secondo le rubriche (nn. 30-31). Il può
essere iniziato o dallo stesso celebrante, o dai cantori, o L
anche da tutti insieme. Dopo la preghiera dei fedeli, ha inizio il canto di
offertorio (cfr n. SO), mentre i ministri collocano sull'al-
Quindi il sacerdote invita il popolo alla preghiera, di- tare il corporale, il purificatoio, ll calice e il messale.
cendo a mani giunte: l reghl.'lmo (Oremu.>). E tutti
insieme con il sacerdote pregano, per breve tempo, in l) Sarà bene che la partecipazione dei fedeli si mani-
silenzio. Poi il sacerdote, con le braccia allargate, festi con l'offerta sia del pane e del vino per la celebra-
dice la colletta; al termine di questa, il popolo acclama: zione dell'Eucaristia, sia di altri doni, per le necessità
della Chiesa e dei poveri.
Le offerte dei fedeli sono opportunamente ricevute dal
L sacerdote aiutato dai ministri e deposte in luogo adatto;
invece il pane e il vino per l' Eucaristia si portano all'al-
Terminata l'orazione, il lettore si reca all'ambone e
tare.
proclama la prima lettura; tutti l'ascoltano seduti, e alla
fine rispondono con l'acclamazione. All'altare il sacerdote riceve dal ministro la patena
con il pane, e tenendola con entrambe le mani un po'
Dopo la lettura, il salmista o il cantore, o lo stesso sollevata sull'altare, recita la formula prescritta; quindi
lettore, canta o legge il salmo; il popolo vi prende parte depone la patena con il pane sopra il corporale.
con il ritornello (cfr n. 36).
Poi, stando a lato dell'altare, riceve dal ministro
J1 Poi, se c'è una seconda lettura prima del Vangelo, l'ampollina, e versa il vino e un po' d'acqua nel calice,
il lettore la proclama all'ambone, come si è detto sopra; dicendo sottovoce la formula prescritta. Ritornato al
tutti siedono e stanno in ascolto, e alla fine rispondono cen tro dell'altare, prend.e il calice e tenendolo un po' sol-
con l'acclamazione. levato con entrambe le mani, dice la formula prescritta;
quindi depone il calice sul corporale e, se occorre, lo co-
Segue l' o un altro canto, secondo il tempo pre con la palla.
liturgico (cfr nn. 37-39).
lnfme, inchinandosi, dice sottovoce: I.Jt rtili e penti-
Mentre si canta l' 11 o un altro canto, se si usa l (l f riiU humtl '\t.~).
l'incenso, il sacerdote lo mette nel turibolo. Quindi, a
mani giunte, e inchinato davanti all'altare, dice sottovo- 1M Secondo l'opportunità, il sacerdote incensa quindi
ce il t• il• 10 cuo ·e (Mund cor meun). le offerte e l'altare; a sua volta il ministro incensa il cele-
brante e il popolo.
44 Poi se il libro dei Vangeli è sull'altare, lo prende e,
preceduto dai ministri, che possono portare l'incenso e i Dopo la preghiera lJ ~~ (l
ceri, si reca all'ambone. ) oppure dopo l'incensazione, il sacerdote, stando
a lato dell'altare, si lava le mani con l'acqua versatagli
All'ambone il sacerdote apre il libro e dice: dal ministro, dicendo sottovoce la formula prescritta.
{D< ), e quindi
) ... ., (l " Ritornato al centro dell'altare, rivolto al popolo,
• .), tracciando con il pollice il segno di croce sul libro e lo invita, anche con il gesto delle mani (allargandole eri-
sulla propria persona, in fronte, sulla bocca e sul petto. congiungendole) a pregare, dicendo: J 11"

Poi, se si usa il turibolo, incensa il libro. Dopo l'accla- (O atl rr ltl .). Dopo la risposta del popolo, dice con le
mazione del popolo, il sacerdote legge ad alta voce il braccia allargate, l'orazione sopra le offerte; al termine
Vangelo. Terminata la lettura, bacia il libro, dicendo il popolo acclama:
sottovoce: .a parola del V1ngelo e-1 l 1recr·
(Pt • l ·h dic a d ·Il ). Al Van- Quindi il sacerdote inizia la Preghiera eucaristica.
gelo segue l'acclamazione del popolo secondo l'uso della Allargando le braccia dice: o r
m
regione. ), prosegue dicendo:
~ ), e intanto innalza le mani; poi, con le
Quando manca il lettore, il sacerdote stesso procla- braccia aperte, soggiunge: ·e
ma tutte le letture e, se necessario, anche i canti interle- (C. ig- ). Dopo
zionali, stando all'ambone. Quivi, se lo si usa, pone l' in- che il popolo ha risposto: (Di-
censo nel turi bolo e dice, inchinandosi il ._ - ~ t), il sacerdote continua il prefazio; e,
( :IJe\.""l). al termine di esso, a mani giunte, canta o dice ad alta vo-
ce insieme con i ministri e il popolo:
97. L'omelia si tiene alla sede o all'ambone. t«J (S.m. u, )(cfr n. SS b).
DIVERSE FORME DI CELEBRAZIONE DELLA MESSA XXXI

109. Il sacerdote prosegue la Preghiera eucaristica, se- eterna (Sanguis Christi custodiat me in vitam aeternam),
condo le rubriche indicate in ogni formulario della Pre- e con riverenza beve il Sangue di Cristo.
ghiera stessa. Se il sacerdote celebrante è un vescovo, do-
po le parole con il tuo servo il nostro Papa N. (cum fa- 117. Prende poi la p atena o la pisside e si porta verso i
mulo tuo Papa nostro N.) soggiunge: con me, indegno comunicandi. Se la comunione si fa sotto la sola specie
tuo servo (et me indigno servo tuo). L'Ordinario del luo- del pane, eleva alquanto l'ostia e la presenta a ciaàcuno
go si deve nominare con questa formula: Con il tuo ser- di essi dicendo: Il Corpo di Cristo (Corpus Christi).
vo il nostro Papa N. e il nostro vescovo (o vicario, prela- Questi risponde: Amen, e tenendo il piattello sotto il
to, prefetto, abate) (cum famulo tuo Papa nostro N. et mento, riceve il Sacramento.
Episcopo nostro vel vicario, prelato, praefecto, abbate).
Si possono nominare nella Preghiera eucaristica anche i 118. Per la comunione sotto le due specie, si segue il rito
vescovi coadiutori e ausiliari. Quando si dovessero fare descritto più oltre (cfr nn. 240-252).
più nomi, si dice con formula generale: e con il nostro
vescovo N. e i vescovi suoi collaboratori (cum Episcopo 119. Mentre il sacerdote si comunica, si inizia il canto di
nostro N. ef Episcopis cooperatoribus eius) 60 • In ogni comunione (cfr n. 561).
Preghiera eucaristica tali formule si devono adattare, se-
condo le esigenze grammaticali. UO. Terminata la distribuzione della comunione, il sa-
Poco prima della consacrazione, il ministro avverte, se cerdote ritorna all'altare e raccoglie i frammenti, se ce
ne fossero; poi, stando a lato dell'altare o .alla credenza,
ne è il caso, i fedeli con un segno di campanello. Così pu- purifica la patena o la pisside sopra il calie«;, purifica poi
re suona il campanello alla presentazione al popolo del-
l'ostia consacrata e del calice secondo le consuetudini lo- il calice dicendo sottovoce: Il sacramento ricevuto
(Quod ore sumpsimus), e lo asterge con il purificatoio.
cali. Se i vasi sacri sono stati astersi all'altare, il ministro li
110. Dopo la dossologia, che conclude la Preghiera eu-
porta alla credenza.
caristica, il sacerdote, a mani giunte, dice la monizione I vasi sacri da purificare, soprattutto se fossero molti, si
che precede l'orazione del Signore e recita poi il Padre possono anche lasciare, opportunamente ricoperti, sul-
nostro (Pater noster) a braccia allargate, insieme con il l'altare o alla credenza, sopra il corporale; la purifica-
popolo. zione si compie dopo la Messa, una volta congedato il
popolo.
111. Al termine del Padre nostro (Pater noster ), il sacer-
dote, sempre con le braccia aperte, dice da solo l'emboli- 121. Compiute le purificazioni, il sacerdote può ritorna-
smo Liberaci, o Signore (Libera nos), dopo il quale il po- re alla sede. Si può osservare, per un tempo conveniente,
polo acclama: Tuo è il regno (Quia tuum e3t regnum). un «sacro silenzio» oppure eseguire un canto di lode o
un salmo (cfr n. 56)).
112. Quindi il sacerdote, ad alta voce, dice la preghiera:
Signore Gesù Cristo (Domine Jesu Christe), poi, con il 112. Poi, alla sede o all'altare; il sacerdote, rivolto al
gesto delle mani (allargandole e ricongiungendole), an- popolo, dice: Preghiamo (Oremus), e, a braccia allarga-
nuncia la pace, dicendo: La pace del Signore sia sempre te, dice l'orazione dopo la comunione, alla quale può
con voi (Pax Domini sit semper vobiscum). Il popolo ri- premettere una breve pausa di silenzio, a meno che sia
sponde: E con il tuo spirito (Et cum spiritu tuo). Poi, se- già stato osservato subito dopo la comunione. Al termi-
condo l'opportunità, il sacerdote soggiunge: Scambiate- ne dell'orazione il popolo acclama: Amen.
vi un segno di pace (Offerte vobis pacem) e tutti, secon-
do le consuetudini. del luogo, si scambiano vicendevol-
mente un segno di pace e di amore fraterno. Il celebrante Riti di conclusione
può dare il segno di pace ai ministri. 123. Detta l'orazione dopo la comunione, si possono
dare, se occorre, brevi comunicazioni (o avvisi) al po-
113. Il sacerdote prende l'ostia, la spezza sopra la pate- polo.
na e ne mette una particella nel calice, dicendo sottovo-
ce: Il Corpo ... uniti in questo calice (Haec commixtio). 124. Poi il sacerdote, con il suo consueto gesto delle ma-
Intanto la schola e il popolo cantano o dicono: Agnello ni, saluta il popolo, dicendo: Il Signore sia con voi (Do-
di Dio (Agnus Dei) (cfr n. 56 e). minus vobiscum); a cui si risponde: E con il tuo spirito
(Et cum spiritu tuo). E subito il sacerdote soggiunge: Vi
114. Quindi il sacerdote dice sottovoce la preghiera: Si- benedica Dio onnipotente (Benedicat vos omnipotens
gnore Gesù Cristo, Figlio del Dio vivo (Domine Jesu Deus), e tracciando con la mano destra il segno della
Christe, Fili Dei vivi), oppure La comunione con il tuo croce verso i fedeli, prosegue: Padre e Figlio e Spirito
corpo (Perceptio Corporis et Sanguinis). Santo (Pater et Filius et Spiritus Sanctus). Il popolo ri-
sponde: Amen .
115. Terminata la preghiera, genuflette, prende l'ostia
In giorni e circostanze particolari, a questa formula di
e, tenendola alquanto sollevata sopra la patena, rivolto benedizione si premette, secondo le rubriche, un'altra
al popolo dice: Beati gli invitati. .. Ecco l'Agnello di Dio formula, più solenne, oppure la «Orazione sul popolo».
(Beati ... Ecce Agnus Dei), e, insieme con il popolo, pro-
segue: O Signore, non sono degno (Domine non sum di- Subito dopo la benedizione, il sacerdote, a mani giunte,
gnus), una sola volta. aggiunge: La Messa è finita: andate in pace Ote Missa
est); e tutti rispondono: Rendiamo grazie a Dio (Deo
116. Poi, rivolto all'altare, il sacerdote dice sottovoce: gratias).
Il Corpo di Cristo mi custodisca per la vita eterna (Cor-
pus Christi custodiat me in vitam aeternam), e con rive- 125. Infine il sacerdote bacia l'altare in segno di venera-
renza si ciba del Corpo di Cristo. Quindi prende il calice, zione. Poi, fatta con i ministri la debita riverenza, si ri-
dicendo: Il Sangue di Cristo mi custodisca per la vita tira.
XXXII PRINCIPI E NORME PER L'USO DEL MESSALE ROMANO

1 Se alla Messa seguisse un'altra azione liturgica, si zione delle offerte e dell'altare, poi lui stesso, o un altro
tralasciano i riti di conclusione, cioè il saluto, la benedi- ministro, incensa il sacerdote e il popolo.
zione e il congedo.
Durante la Preghiera eucaristica, il diacono sta ac-
canto al sacerdote, ma un po' indietro, per attendere,
MINISTERI DEL DIACONO quando occorre, al calice e al messale.
117 Se vi~ un diacono nell'esercizio del suo ministero, Alla dossologia finale della Preghiera eucaristica,
si osservano le norme indicate nel paragrafo precedente, stando accanto al sacerdote, tiene sollevato il calice,
eccetto quanto segue. mentre il sacerdote eleva la palena con l'ostia, finch~ il
In genere il diacòno: popolo non abbia acclamato l'
a) sta accanto al sacerdote e lo aiuta;
Dopo che il sacerdote ha detto la preghiera per la
b) all'altare, svolge il suo servizio al calice e allibro;
pace e rivolto l'augurio: La p tç del S gnor .t ore
c) se non ~ presente nessun altro ministro, egli stesso con voi (Pax Domini ;it ~emprr v · • ·um), al quale il
compie secondo le necessità gli uffici degli altri ministri. popolo risponde: F c n l tuo (Et c itu
t J< •), il diacono, secondo l'opportunità, invita a darsi
Riti di inC.·ollu~ione scambievolmente la pace, dicendo: camb atevi 1.,se-
Ul. 11 diacono, rivestito delle vesti sacre, e portando il .... (O ·c.u ob ~t 1). Riceve dal sacerdote
libro dei Vangeli, precede il sacerdote nella processione la pace, e la può dare agli altri ministri più vicini.
verso l'altare, altrimenti sta al suo fianco.
1 "' Dopo che il sacerdote si ~ comunicato, il diacono
Fatta insieme con il sacerdote la debita riverenza riceve la comunione sotto le due specie, quindi aiuta il
all'altare, il diacono vi sale con lui. Depone sulla mensa sacerdote a distribuire la comunione al popolo. Se la co-
il libro dei Vangeli e insieme con il sacerdote bacia l'alta- munione viene data sotto le due specie, porge il calice ai
re in segno di venerazione. Quindi, se si usa l'incenso, singoli, e beve al calice per ultimo.
assiste il sacerdote nell'infusione dell'incenso nel turibo-
lo e nella incensazione dell'altare. Compiuta la distribuzione della comunione, il dia-
cono con il sacerdote ritorna all'altare, raccoglie i fram-
Incensato l'altare, insieme con il sacerdote si reca menti, se ve ne fossero, quindi porta alla credenza il cali-
alla sede; qui rimane accanto al sacerdote, prestandogli ce e gli altri vasi sacri, che purifica e riordina, come di
servizio secondo le necessità. norma, mentre il sacerdote ritorna alla sede.
I vasi sacri da purificare si possono anche lasciare op-
l t portunamente ricoperti alla credenza, sopra il corporale;
Mentre si canta l' o un altro canto, se si usa la purificazione si compie dopo la Messa, una volta con-
il turibolo aiuta il sacerdote nell'infusione dell'incenso, gedato il popolo.
quindi, inchinandosi dinanzi al sacerdote, chiede la be-
nedizione dicendo a bassa voce: • , o pa ( x l
be, do..,, , t- ~
formula :
e). Il sacerdote lo benedice con la
o ·e ( I nunus .>1 m co• 13,. Detta l'orazione dopo la comunione, il diacono dà
o). Il diacono risponde: Amen. Poi, se il libro dei brevemente al popolo le eventuali comunicazioni (o av-
Vangeli si trova sull'altare, lo prende e va all'ambone: lo visi), a meno che il sacerdote preferisca darli personal-
precedono, se vi sono, i ministri con i candelieri, e con mente.
l'incenso, secondo l'opportunità. Qui saluta il popolo,
incensa il libro e proclama il Vangelo. Terminata la let- 1.0. Dopo la benedizione del sacerdote, il diacono con-
tura, bacia il libro in segno di venerazione, dicendo sot- geda il popolo dicendo: L1 MH" è fini t · ttn te in PII'
tovoce: ( 1 ·liça C. eta.), e
(lte, Mi ~a e .t).
ritorna presso il sacerdote. Se invece non si tiene l 'om~
lia n~ si dice il Credo, può rimanere all'ambone per la l.C Quindi, insieme con il sacerdote, bacia l'altare in
preghiera dei fedeli, mentre i ministri ritornano al loro segno di venerazione e, fatta la debita riverenza, ritorna
posto. con lui allo stesso modo come era venuto.

Alla preghiera dei fedeli, dopo l'introduzione del


sacerdote, il diacono propone le varie intenzioni, stando C COMPITI DELL'ACCOLITO
alt 'ambone o in altro luogo adatto.
42 Gli uffici che l'accolito può svolgere sono di vario
genere, e molti di essi si possono presentare insieme.
Conviene distribuire i vari compiti tra più accoliti; se pe-
All'offertorio, mentre il sacerdote rimane seduto rò è presente un solo accolito, svolga lui stesso gli uffici
alla sede, il diacono prepara l'altare con l'aiuto degli al- più importanti, e gli altri vengano distribuiti tra i vari
tri ministri; spetta a lui la cura dei vasi sacri. Sta acCSUlto ministri.
al sacerdote e lo aiuta nel ricevere i doni drl popolo. Pre-
senta al sacerdote la patena con il pane da consacrare;
versa il vino e un po' d'acqua ol'll calice dicendo sottovo- R' :a
ce: L' qua IJ 1i1 d • " ( A e), e lo presenta Nel rito d'ingresso, l'accolito può portare la croce,
poi al sacerdote. Però la preparazione del calice, cioè affiancato da due ministranti con i ceri accesi. Giunto
l'infusione del vino e dell'acqua, la può fare alla creden- all'altare, depone la croce presso l'altare stesso e va al
za. Se si usa l'incenso, assiste il sacerdote nell'incensa- SU() posto in presbiterio.
DIVERSE FORME DI CELEBRAZIONE DELLA MESSA XXXIII

144. Durante la celebrazione, è compito dell'accolito b) nelle Messe celebrate in occasione di Concili, di radu-
accostarsi, all'occorrenza, al sacerdote o al diacono per ni di vescovi e di Sinodi;
presentar loro il libro o per aiutarli in tutto ciò che è ne- c) nella Messa per la benedizione di un Abate;
cessario. Conviene pertanto che, per quanto possibile, d) nella Messa conventuale e nella Messa principale nel-
occupi un posto dal quale possa svolgere comodamente le chiese e negli oratori;
il suo compito, sia alla sede che all'altare.
e) nelle Messe in occasione di incontri di sacerdoti, sia-
no essi secolari o religiosi 62 •
Liturgia eucaristica
145. In assenza del diacono, terminata la preghiera uni- 154. Quando vi è un numero considerevole di sacerdoti,
versale, mentre il sacerdote rimane alla sede, l'accolito il Superiore competente può concedere che la concele-
dispone sull'altare il corporale, il purificatoio, il calice e brazione abbia luogo più volte anche nello stesso giorno,
il messale. Quindi aiuta, se necessario, il sacerdote nel ri- ma in tempi successivi, o in luoghi sacri diversi 63 •
cevere i doni del popolo e, secondo l'opportunità, porta
all'altare il pane e il vino e li presenta al sacerdote. Se 155. Spetta al vescovo, a norma del diritto, regolare la
si usa l'incenso, presenta lui stesso il turibolo al sacerdo- disciplina della concelebrazione nella sua diocesi, anche
te, e lo assiste poi nell'incensazione delle offerte e del- nelle chiese e negli oratori dei religiosi esenti 64 •
l'altare.
156. Nessuno, mai, venga ammesso a concelebrare a
146. Può, come ministro straordinario, aiutare il sacer- Messa già iniziata 65 •
dote nella distribuzione della comunione al popolo 6 '. Se
si fa la comunione sotto le due specie, l'accolito presenta 157. Particolare.importanza si deve dare a quella conce-
il calice ai comunicandi, o tiene lui stesso il calice, se la lebrazione, in cui i sacerdoti di una diocesi concelebrano
comunione si dà per intirizione. con il proprio vescovo, specialmente nella Messa crisma-
le del Giovedì della Settimana Santa, e in occasione del
147. Terminata la distribuzione della comunione, aiuta Sinodo o della visita pastorale. Per lo stesso motivo si
il sacerdote o il diacono a purificare e riordinare i vasi raccomanda la concelebrazione tutte le volte che i sacer-
sacri. In assenza del diacono, l'accolito porta i vasi sacri doti si radunano insieme con il proprio vescovo, sia in
alla credenza e lì stesso li purifica e li riordina. occasione di esercizi spirituali, sia per qualche altro con-
vegno. In tali circostanze viene manifestato in modo più
evidente quel segno dell'unità del sacerdozio, come pu-
D) COMPITI DEL LETTORE re della Chiesa stessa, che è proprio di ogni concelebra-
Riti iniziali zione66.
141. Nel rito d'ingresso, il lettore può, in assenza del 158. Per motivi particolari, suggeriti o dal significato
diacono, portare il libro dei Vangeli: in tal caso, procede del rito o dalla solennità della .festa, è concesso di cele-
davanti al sacerdote; se no, sfila con gli altri ininistri. brare o concelebrare più volte nello stesso giorno nei se-
guenti casi:
149. Giunto all'altare e fatta con il sacerdote la debita
riverenza, sale all'altare, depone su di esso il libro dei a) al Giovedì della Settimana Santa, chi ha celebrato o
Vangeli e va ad occupare il suo posto in presbiterio con concelebrato la Messa crismale, può celebrare o concele-
gli altri ministri. brare anche la Messa vespertina nella Cena del Signore;
b) a Pasqua, chi ha celebrato o concelebrato la prima
Messa nella notte può celebrare o concelebrare la secon-
Liturgia della parola da Messa di Pasqua;
150. Proclama all'ambone le letture che precedono il c) nel Natale del Signore tutti i sacerdoti possono cele-
Vangelo. In mancanza del salmista, può anche procla- brare o concelebrare le tre Messe, purché lo facciano nel-
mare il salmo responsoriale dopo la prima lettura. le ore corrispondenti;
151. In assenza del diacono, dopo l'introduzione del sa- d) chi durante il Sinodo o la visita pastorale concelebra
cerdote, il lettore può suggerire le intenzioni della pre- con il vescovo o con un suo delegato, o concelebra in
ghiera universale. occasione di incontri sacerdotali, può di nuovo celebra-
re la Messa per l'utilità dei fedeli 6 ' . La stessa possibilità
152. Se all'ingresso o alla comunione non si fa un can-· è data, con gli opportuni adattamenti, anche per le riu-
to, e se le antifone indicate sul messale non vengono reci- nioni dei religiosi con·il proprio Ordinario o con un suo
tate dai fedeli, le dice il lettore al tempo dovuto. delegato.

159. La Messa concelebrata, in qualunque forma si


svolga, si deve ordinare secondo il rito della Messa cele-
II. MESSE CONCELEBRATE brata individualmente, tenute presenti le norme e le va-
Premesse rianti qui sotto indicate.
153. La concelebrazione, nella quale si manifesta assai 160. Se alla Messa concelebrata non prendono parte né
bene l'unità del sacerdozio, del sacrificio e del popolo di il diacono né gli altri ministri, i compiti loro propri ven-
Dio, è prescritta dal rito stesso nell'ordinazione del ve- gono assolti da alcuni concelebranti.
scovo e dei presbiteri, e nella Messa crismale.
È raccomandata inoltre, a meno che l'utilità dei fedeli
non richieda o suggerisca diversamente, nelle occasioni Riti di introduzione
seguenti: 161. I sacerdoti concelebranti, in sacrestia o in altro
l - a) il Giovedì della Settimana Santa nella Messa ve- luogo adatto, indossano le vesti sacre che indossano abi-
spertina nella Cena del Signore; tualmente nella celebrazione individuale. Tuttavia per
XXXIV )RINCIPI E NORME PER L'USO DEL MESSALE ROMANO

un ragionevole motivo, come ad esempio un numero no- _7.C. Tutti i sacerdoti concelebranti recitano insieme tut-
tevole di concelebranti e la mancanza di paramenti, i te le formule dal ( ..1 ) fi-
concelebranti, fatta sempre eccezione per il celebrante no al • ,uv ,), con queste modalità:
principale, possono fare a meno della pianeta o casula, e a) ......_ •• llll ot ): con le mani ste-
usare soltanto la stola sopra il carruce. se verso le offerte;
b) _._ ' ( •i ... e) e D .po la
161. Preparata a dovere ogni cosa, si fa, come di con- (S1--. ~c io): a mani giunte;
sueto, la processione attraverso la chiesa fmo all'altare. c) le parole del Signore, con la mano destra stesa verso il
I sacerdoti concelebranti precedono il celebrante princi- pane e il calice, se ciò sembra opportuno; alla presenta-
pale. zione al popolo dell'ostia consacrata e del calice i sacer-
doti concelebranti sollevano lo sguardo verso di essi, e
163. Giunti all'altare, i sacerdoti concelebranti e il sa- poi si inchinano profondamente;
cerdote celebrante principale, fanno la debita riverenza, d) n q~.oest c 1 i io (Unde el m :mores) e Vol1•1 sulla
baciano l'altare in segno di venerazione, quindi si recano ostra offen:t (Supra qu11c): con le braccia allargate;
al posto loro assegnato. Il sacerdote celebrante principa- e) Ti supplichi mo, Dio onni etc e (Suoplices): stando
le, secondo l'opportunità, incensa l'altare; si reca poi al- inchinati e a mani giunte fino alle parole: perch 1ttt
la sede. no che pa. (t\. • 10 ( ;t hac al. i3 ar-
ione); poi, cretti, i sacerdoti concelebranti fanno
Llturata d Ila Pa ·c.Ia il segno di croce alle parole: .,da a pienezza dt oani
Durante la Liturgia della Parola, i sacerdoti conce- e ben ~. 1< 11 dj l ctelo (omni bc:nedictione cadesu
lebranti stanno alloro posto, e nel sedere e nell'alzarsi si .... a 1a replearnur).
uni formano al sacerdote celebrante principale.
~1 Il C...CII C ~- ,.r-
L'omelia~ tenuta normalmente dal sacerdote cele- (l v ~>. si possono affi-
brante principale o da uno dci sacerdoti concelebranti. dare all'uno o all'altro dei sacerdoti concelebranti, che
recita queste parti da solo, con le braccia allargate e ad
alta voce.
L
I riti di offcrtorio vengono compiuti dal sacerdote Alle parole rh .. ~
celebrante principale; gli altri sacerdoti concelebranti re- ( ....j\o... ~>. tutti i sacerdoti concele-
stano alloro posto. branti si battono il petto.

Al termine dei riti di offcrtorio, i sacerdoti concele- Ili n sacerdote celebrante principale, da solo, dice:
branti si avvicinano all'altare disponendosi attorno ad Pc " r 1c.re tu D' ( ·uem
esso, in modo però da non intralciare lo svolgimento dei on ma).
riti, e permettere ai fedeli di vedere bene l'azione sacra, e
al diacono di avvicinarsi facilmente all'altare per svolge- l ?l In questa Preghiera eucaristica, i testi dal S u , -
re il suo ministero. c ( '11) al Ti SUJ 'l amo (Sup
plices) incluso, come pure la dossologia finale si possono
eseguire in canto.
Mo4o l ' la r 'l
ll prefazio vien detto dal solo sacerdote celebrante B) Prq..,Jen eucarlllt a
principale; il 'lnto (~'ln,tus) viene cantato o recitato da
tutti insieme con il popolo e la schola. 179. Il sacerdote celebrante principale, da solo, con le
braccia allargate dice il ,, · <Jnto (Vere
169. Terminato il St. to (Silnc us), i sacerdoti concele- o>&•C' s).
branti proseguono la recita della Preghiera eucaristica,
nel modo indicato più sotto. Soltanto il sacerdote cele- 110. Tutti i sacerdoti concelebranti recitano insieme tut-
brante principale compie i gesti, salvo indicazioni in te le formule da S~tn. f 111 doni (U & dona)
contrario. fino a p l ,.._ 10 (f u~~ 'S), come se-
gue:
Nella preghiera eucaristica, le parti da recitarsi in a) _ ( d .): con le mani
comune devono essere pronunziate dai sacerdoti conce- stese verso le offerte;
lebranti a voce sommessa, in modo che si distingua chia- b) E (0 1i) e D ~
ramente la voce del sacerdote celebrante principale. In .x> a cj ( '>): a mani giunte;
tal modo la Preghiera~ più facilmente intesa dal popolo. c) le parole del Signore, con la mano destra stesa verso il
pane e il calice, se ciò sembra opportuno; alla presenta-
A) zione al popolo dell'ostia consacrata e del calice i sacer-
• l LI sacerdote celebrante principale da solo, con le doti concelebranti sollevano lo sguardo verso di essi, e
braccia allargate, dice il r....
t;. ). poi si inchinano profondamente;
d) '-' (l o )e . :-e,;-
li ricordo dei vivi Mor..l~t: c;o:•-• Cl' enmtn 3no .mu•• •... ("'t uy.,. ~>= con le braccia allar-
D ) e il t l !t h (Commu gate.
), si possono affidare all'uno o all'altro dci sa-
cerdoti concelebranti, che recita queste parti da solo, Le intercessioni per i vivi:
nr..l"t; D, ( a;or-
con le braccia allargate e ad alta voce. C ..J' e per i defunti:
: ) r ,, 1 d .1 n trl frate)-
' ( ... e ~ • t 1 r. H um ' lro um), si possono affi-
173 Di nuovo il sacerdote celebrante principale, da so- dare all'uno o all'altro dci sacerdoti concelebranti, che
lo, con le braccia allargate, dice l' ~ t a c '1 benevo- recita queste parti da solo, con le braccia allargate e ad
( l t L ). alta voce.
DIVERSE FORME DI CELEBRAZIONE DELLA MESSA XXXV

lll. I testi: Egli, offrendo~• alla sua passione (Qui curn modo (S :nili modo), .n q 1emorìale (Unde et
pass1oni). Allo stesso modo (Simili modo). Celebrando nos), come pure la dossologia finale di questa Preghiera
il memoriale (Memor~ ìgitur), come pure la dossologia eucaristica, si possono eseguire in canto.
finale di questa Preghiera eucaristica si possono eseguire
incanto. Douologla finale
191. La dossologia finale della Preghiera eucaristica
C) Pregbien e•carut. l viene recitata dal solo celebrante principale, oppure da
183. Il sacerdote celebrante principale, da solo, con le tutti i concelebranti insieme con lui.
braccia allargate, dice il Padre veramente san.o ( er
sanctus).
Riti di comanioae
184. Tutti i sacerdoti concelebranti recitano insieme tut- 192. Quindi il sacerdote celebrante principale dice, a
te le formule Ora ti preghiamo umilmente (Supplicelt er mani giunte, la monizione prima della preghiera del Si-
go te, Domme), fino a Guarda con amore (Respice, gnore poi, con le braccia allargate, recita il Padre nostro
quaesumus), come segue: (Pater noster) insieme con gli altri sacerdoti concele-
a) Ora ti pre m •mente (Supplices ergo te, Do- branti e con il popolo.
mine): con le mani stese verso le offerte;
b) Nella notte m u trudito (lpse enim in qua nocte 193. Il sacerdote celebrante principale, da solo, con le
tradebatur) e DoDO a ce1a (SimJi modo): a mani giunte; braccia allargate, prosegue: Liberaci, o Signore, da r
1 mali (Libera, nos). Al termine, tutti i sacerdoti concele-
c) le parole del Signore, con la mano destra stesa verso H
pane e il calice, se ciò sembra opportuno; alla presenta- branti insieme con il popolo acclamano: Tuo è il re1
zione al popolo dell'ostia consacrata e del calice i sacer- (Quia tuum ent r~; t.n).
doti concelebranti sollevano lo sguardo verso di essi e
poi si inchinano profondamente; 194. Dopo l'invito del diacono o di uno dei sacerdoti
concelebranti: ...... b1 evi un segno di pace (Offerti'
d) Celebrando il memoriale (Memores igitur) e Guarda vobis paet-""'1), tutti si scambiano tra loro la pace. Co-
con amore (Re~1)ice, quaesumus): con le braccia allar- loro che sono più vicini al sacerdote celebrante princi-
gate. pale ricevono da lui la pace prima del diacono.
IIS Le intercessioni: Egli faccia di no1 ( lp:;e nos) e Per 195. Mentre si canta o si dice l' AgneUo dJ :>i ( u ..
qu~ r e la oostra ricono 1iazion<" ( ~ 11.ec hostia Dei), alcuni dei sacerdoti concelebranti possono aiuta-
nost c.~e c il. t orus) si possono affidare all'uno o al- re il sacerdote celebrante principale nello spezzare le
l'altro dei sacerdoti concelebranti, che recita queste parti ostie per la comunione dei sacerdoti concelebranti e
da solo, con le braccia allargate e ad alta voce. del popolo.
186. l testi: Nella notte (lpse erum), Dv '>O ta e-ta allo 196. Compiuta la immixtio, soltanto il sacerdote cele-
stesso modo (Simili modo), Celebrando ti menoriale brante principale recita sottovoce la preghiera: Signore
(Memores igitur), come pure la dossologia finale di que- Gesu C.. - 111'o del Dio vivo (D->'Tl. e Jesu Chri-
sta Preghier~ eucaristica, si possono eseguire in canto. ste, Fili l.A:a v•vi) oppure La comuniune ~.;o,1 1l tuo Cor-
po e il •uo ~e (Perceptio Corporl· et Sanguinis).
D) "· ewcaristlca IV
117 Il sacerdote celebrante principale, da solo, con le 197. Terminata l'orazione prima della comunione, il
braccia allargate, dice Noi ti lodia.no, Padre santo sacerdote celebrante principale genuflette e si scosta un
(Con t >111ar b1, Pater sancte), fino a e compiere ogni poco dall'altare. l sacerdoti concelebranti uno dopo
san ir CAZlone (omnem sancWJC' ti '"' ·ompleret). l'altro si accostano all'altare, genuflettono, prendono
con devozione il Corpo di Cristo e, tenendo la mano
111. Tutti i sacerdoti concelebranti recitano insieme tut- sinistra sotto la destra, ritornano al loro posto. l sa-
te le formule da: Ora ti preglulll'l• , ire (Quaesumus cerdoti concelebranti possono anche rimanere al loro
igitur, Domine), fino a Guarda con are or ('R~"'1ice. Do- posto e prendere il Corpo di Cristo dalla patena pre-
mine), come segue: sentata ai singoli. dal sacerdote celebrante principale o
a) O a ti preghiamo, Padre (Qu11 -sum 1s igitur, Domi- da uno o più sacerdoti concelebranti; possono anche
ne): con le mani stese verso le offerte; passarsi l'un l'altro la.patena.
b) .gli renuta l'ora (lpse erum, cum bora venisset), Al-
198. Poi il sacerdote celebrante principale prende
'"'lodo (Simili modo): a mani giunte; l'ostia e, tenendola un po' sollevata sopra la patena,
c) le parole del Signore, con la mano destra stesa verso il riVOltO al popolo dice: Beati gli riV L Ì .illa cena del
pane e il calice, se ciò sembra opportuno; alla presenta- Signore. Ecco l'Agnello di I> o ( l?- u &.:e Agnus
zione al popolo dell'ostia consacrata e del calice, i sacer- D• i) e prosegue insieme con i sacerdoti concelebranti e
doti concelebranti sollevano lo sguardo verso di essi, e il popolo, dicendo: O Signore, non .ono degno (DoiiU-
poi si inchinano profondamente; ,. n n swn dignus).
d) In questo memonal (U d .a) e Guarda cou
'lmore (Respice, Domine): con le braccia allargate. Quindi il sacerdote celebrante principale, rivolto
verso l'altare, dice sottovoce: Il Corpo di Cristo n••
189. Le intercessioni: Ora, Padre, ricordati (Nun~.; ergo. •.ca per la vita e.. • (C pu Christi custodiat
"'<>mine) si possono affidare a uno dei sacerdoti concele- m 1tam aeternaun), e devotamente si comunica al
branti, che recita queste parti da solo, con le braccia al- Corpo di Cristo. Allo stesso modo si comunicano i sa-
largate e ad alta voce. cerdoti concelebranti. Dopo di loro il diacono riceve
dal sacerdote celebrante principale il Corpo del Si-
190. l testi: _p_~, vc:uuul l'~ ra (lpse enim), Allo stesso gnore.
. "·
XXXVI PRINCIPI E NORME PER L'USO DEL MESSALE ROMANO

La comunione al Sangue di Cristo si può fare o munica sotto le due specie, come quando celebra la
bevendo direttamente dal calice, o con la cannuccia o Messa da solo, attenendosi tuttavia al rito scelto nei
il cucchiaino, o anche per intinzione. singoli casi per la comunione al calice: rito al quale
devono conformarsi tutti gli altri sacerdoti concele-
l. _ Se si fa la comunione direttamente al calice, si branti.
può fare in uno di questi modi: Dopo che il sacerdote celebrante principale si ~ comu-
a) il sacerdote celebrante principale prende il calice, nicato, il calice viene deposto verso il lato destro del-
dicendo sottovoce: vdisca l'altare, sopra un altro corporale. I sacerdoti concele-
. ~ ~m~ branti, uno dopo l'altro, si portano al centro dell'alta-
..::1 .. e beve al calice, che consegna poi al
) re, genuflettono e si comunicano al Corpo del Signore;
diacono o a un sacerdote concelebrante; quindi distri- successivamente, al lato destro dell'altare, si comuni-
buisce la comunione ai fedeli, oppure ritorna alla sede. cano al Sangue del Signore, secondo il rito adottato
I sacerdoti concelebranti, ' uno dopo l'altro, oppure a per la comunione al calice, come ~detto sopra. La co-
due a due, se vi sono due calici, si accostano all'altare, munione del diacono e la purificazione del calice si
bevono al calice e ritornano al loro posto. Il diacono o svolgono secondo le modalità sopra indicate.
un sacerdote concelebrante deterge il calice con il puri-
ficatoio dopo la comunione di ognuno dei sacerdoti ?f' Se la comunione dei sacerdoti concelebranti si fa
concelebranti. per intinzione, il sacerdote celebrante principale si co-
b) Il sacerdote celebrante principale, stando in mezzo munica al Corpo e al Sangue del Signore nel modo
all'altare, fa la comunione al Sangue del Signore nel consueto, facendo però attenzione a lasciare nel calice
modo consueto. I sacerdoti concelebranti possono ri- una quantità sufficiente per la comunione dei sacerdoti
manere al loro posto, e far la comunione al Sangue concelebranti. Poi il diacono, oppure uno dei sacerdoti
del Signore bevendo al calice che viene loro presentato concelebranti, dispone opportunamente il calice, o in
dal diacono o da uno dei sacerdoti concelebranti; op- mezzo all'altare o sul lato destro (sopra un altro cor-
pure anche passandosi il calice l'un l'altro. Il labbro porale) insieme con la patena che contiene le ostie. I
del calice viene sempre asterso o da chi lo presenta ai sacerdoti concelebranti, uno dopo l'altro, si accostano
singoli, o da colui che beve. Dopo essersi comunicato, all'altare, genuflettono, prendono l'ostia, la intingono
ognuno ritorna al suo posto. nel calice e, tenendo la patena sotto il mento, si comu-
nicano; ritornano poi al loro posto, come all'inizio
Se la comunione viene fatta con la cannuccia, si della Messa.
svolge in questo modo:
Il diacono riceve la comunione per intinzione da un
Il sacerdote celebrante principale prende la cannuccia, sacerdote concelebrante e risponde quando que-
dicendo: ~ sti dice: (.01 ~ di (C... r ..
(S... "'l " .... g ).
), beve il Sangue del Signore e immediatamente
purifica la cannuccia sorseggiando un po' d'acqua da Quindi il diacono, all'altare, beve quanto è rimasto nel
un recipiente a suo tempo collocato sull'altare, e depo- calice, poi lo porta alla credenza dove egli stesso o
ne la cannuccia su un'apposita patena. Quindi il dia- l'accolito compie la puriflcaZione, asterge il calice e lo
cono, o uno dei sacerdoti concelebranti, colloca op- riordina come di consueto.
portunamente il calice o in mezzo all'altare oppure al
lato destro del medesimo, sopra un altro corporale. Riti di conclusiol'e
Vicino al calice si pone anche un recipiente con Pac- 107. Il sacerdote celebrante principale compie i riti di
qua per la purificazione delle cannucce, e una patena conclusione nel modo consueto, mentre i sacerdoti
sopra la quale vengono deposte le cannucce. concelebranti rimanaono al loro posto.
l sacerdoti concelebranti, uno dopo l'altro, si accosta-
no all'altare, prendono la cannuccia e bevono il San- 101 Prima di allontanarsi, i sacerdoti concelebranti
gue del Signore, quindi purificano la cannuccia sorseg- fanno all'altare la debita riverenza. Il sacerdote cele-
giando un po' d'acqua e depongono la cannuccia so- brante principale bacia l'altare in segno di venerazione.
pra l'apposita patena.

l J Se la comunione al calice viene fatta con un cuc- m. MF.SSA SENZA IL POPOLO


chiaino, si svolge come la comunione con la cannuc-
cia; si faccia però attenzione a deporre, dopo la comu-
nione, il cucchiaino io un apposito recipiente con ac- 1J9. Si tratta della Messa celebrata dal sacerdote, con
qua che, fmita la comunione, l'accol:ito ·porta a una la sola presenza di un ministro, che gli risponde.
credenza, per lavarvi e asciugarvi tutti i cucchiaini.
.10. Questa Messa segue in aenerale il Rito della Mes-
sa con il popolo; il ministro pronunzia eventualmente
~ 4. Per ultimo viene il diacono. Dopo essersi comu-
nicato al Sangue del Signore, beve il Sangue rimasto; le parti che spettano al popolo.
porta poi il calice alla credenza, dove lui stesso o l'ac-
colito compie la purificazione, asterge il calice e lo Non si celebri la Messa senza la partecipazione di
riordina come di consueto. almeno qualche fedele o di un ministro, se non per un
motivo giusto e ragionevole; in questo caso, si trala-
sciano tutti i saluti e si omette la benedwone al termi-
l~ La comunione dei sacerdoti concelebranti può ne della Messa.
anche essere ordinata in modo che la comunione al
Corpo e, subito dopo, al Sangue del Signore, venga n Prima della Messa si prepara il calice sopra la
fatta dai singoli all'altare. credenza vicino all'altare, oppure sull'altare; il messale
In questo caso, il sacerdote celebrante principale si co- invece viene collocato al lato sinistro dell'altare.
DIVERSE FORME DI CELEBRAZIONE DELLA MESSA XXXVII

Riti di ~'Tltrodu:.done 726. Quindi, mentre dice l' ,..~;.le o di DIO (ABnus DeO
113. Il sacerdote, dopo la debita riverenza all'altare, insieme con il ministro, il sacerdote spezza l'ostia so-
fa il segno di croce dicendo: Nel nome dC' 1r ( .~ pra la patena. Terminato l' Agnello di Dio (Agnus
nomine Patris); rivolgendosi al ministro, lo saluta con De0, compie l'immixtio dicendo sottovoce: Il Corpo...
una delle formule proposte e, sempre ai piedi dell'alta- uniti in que~to calce ( Hilec commixtio).
re, compie l'atto penitenziale.
217. Dopo l'immixtio, il sacerdote dice la preghiera
114. Sale poi all'altare e lo bacia in segno di venera- Signore Gesù Cristo, Figlio del Dio vivo (DomJO u
zione; quindi si porta al messale, al lato sinistro del- Christe, Fili Dei vivO, oppure La comunione co1 t 10
l'altare, dove rimane sino al termine della preghiera Corpo (Perceptio Corooris ~ Sllnguinis); quindi genu-
universale (o preghiera dei fedeli). flette, prende l'ostia e, se il ministro fa la comunione,
si volta verso di lui: tenendo l'ostia un po' sollevata
115. Legge l'antifona d'ingresso e dice il Kyrie. e il sopra la patena dice: tA.CO l'Agnello dì Dio
Gloria secondo le rubriche. (Beat". . Ecce Agn D O e recita con lui, una sola
volta: O Signore, no1 ~o o degno (Domine. non sum
116. Poi, a mani giunte, dice Preghiamo (Oremus) e, è.Jgnus). Rivolto poi verso l'altare, si comunica al Cor-
dopo una conveniente pausa, recita, con le braccia al- po di Cristo.
largate, la colletta, al termine della quale il ministro Se invece il ministro non si comunica·, il sacerdote
risponde: Amen. prende l'ostia e, stando rivolto all'altare, dice, una
volta sola, sottovoce: O Signore, non sono degno ( O.
Liturgia deDa ?ar• mine, non sum dignus), e si comunica al Corpo del Si-
217 Dopo la colletta, il ministro oppure il sacerdote gnore. La comunione al Sangue di Cristo si fa nel mo-
medesimo legge la prima lettura e il salmo e, quando do descritto nel Rito della Messa con il popolo.
si deve dire, la seconda lettura e il versetto alleluiatico,
o un altro canto. l28. Prima di dare la comunione al ministro, il sacer-
dote legge l'antifona alla comunione.
111. Quindi, rimanendo nello stesso posto, il sacerdo·
te, inchinandosi, recita il Purifica il mio cuore ( Mu' da .9 La purificazione del calice si fa a lato dell'altare.
cor meum) e legge il Vangelo. Alla fine bacia il libro Poi il calice può essere portato dal ministro sulla cre-
in segno di venerazione, dicendo sottovoce: La paro... denza o anche lasciato sull'altare, come all'inizio.
del Vangelo ( Per evan1.1el :a d ta), e il ministro ri-
sponde con l'acclamazione. 1'4) Dopo aver purificato il calice, il sacerdote può
fare una pausa di silenzio; poi dice l'orazione dopo la
l 9. Il sacerdote recita poi, secondo le rubriche, il comunione.
Simbolo (Credo) insieme con il ministro.

Segue la preghiera universale, che si può dire an- RIU di co dusione


che in questa Messa. Il sacerdote formula le intenzio- 131 I riti di conclusione si svolgono come nella Messa
ni, e il ministro risponde. con il popolo; si tralascia però il congedo: ' Messa è
m ' · "' late m pace (Ite, m.s e e).•
Lltur&la eucaristica
lll. Il ministro depone sull'altare il corporale, il puri-.
ficatoio e il calice, a meno che non vi siano già stati IV. ALCUNE NORME
posti all'inizio della Messa. DI CARATIERE GENERALE
PER TUITE LE FORME DI MESSA
221 Si depongono pane e vino sull'altare, dopo aver
fatto l'infusione dell'acqua, nel modo indicato nella
Venerazione dell'altare e del libro dd Va.1 eli
Messa con il popolo, recitando le formule indicate nel 231. Secondo l'uso tramandato nella Liturgia, la vene-
Rito della Messa. Quindi il sacerdote si lava le mani, razione all'altare e al libro dei Vangeli si esprime con
stando a lato dell'altare, mentre il ministro versa l'ac- il bacio. Qualora però questo gesto simbolico non cor-
qua. rispondesse pienamente alle tradizioni e alla cultura di
una determinata regione, spetta alla Conferenza Epi-
llJ. Il sacerdote dice l'orazione sulle offerte e la Pre- scopale determinare un gesto che sostituisca il bacio,
ghiera eucaristica attenendosi ai riti descritti nella informandone la Sede Apostolica.
Messa con il popolo.
Genufle e chino
114. La preghiera del Signore Padre o 1 ( e uo-
ster) con il suo embolismo si recita come nella Messa 133. Durante la Messa si fanno tre genuflessioni: do-
con il popolo. po la presentazione al popolo dell'ostia, dopo la pre-
sentazione del cahce e prima della comunione. Ma se
125 Dopo l'acclamazione al termine dell'embolismo, nel presbiterio ci fosse il tabernacolo con il SS. Sacra-
il sacerdote dice la preghiera: Signore Ge~ù Cnsto, che mento, si genuflette anche prima e dopo la Messa, e
ha1 de• ( Iesu Christe, qui dixisti); quindi tutte le volte che si passa davanti al tabernacolo.
soggiunge: .. .,....... Ciel Signore sia .5empre con voi
(Pax Dom1 . :. >emper vobiscum), e il ministro ri- 134. Vi sono due specie di inchino: del capo e del cor-
sponde: E con il tuo spirito (Et cum spiritu tuo). Se lo po:
ritiene opportuno, il sacerdote offre la pace al mini- a) L'inchino del capo si fa quando vengono nominate
stro. insieme le tre divine Persone; al nome di Gesù, della
XXXVIII PRINCIPI E NORME PER L'USO DEL MESSALE ROMANO

beata Vergine Maria e del santo in onore del quale si nel Sangue del Signore, ed è più intuitivo il rapporto
celebra la Messa. tra il banchetto eucaristico e il convito escatologico nel
b) L'inchino di tutto il corpo, o inchino profondo, si regno del Padre 61 •
fa: all'altare, se non vi è il tabernacolo con il SS. Sa-
cramento; mentre si dicono le preghiere I pastori d'anime si facciano un dovere di ricor-
~ ) e ( dare, nel modo più adatto, ai fedeli che partecipano al
); nel Simbolo (C ) alle parole: r rito o che vi assistono, la dottrina cattolica riguardo
(E ); nel Ca- alla forma della comunione, secondo il Concilio di
none romano, alle parole: _..,.,... -.Ull Trento. In particolare ricordino ai fedeli quanto inse-
(S ). gna la fede cattolica: che, cioè, anche sotto una sola
specie si riceve il Cristo tutto intero e il Sacramento in
li diacono compie lo stesso inchino mentre chiede la tutta la sua verità; di conseguenza, per quanto riguar-
benedizione prima di proclamare il Vangelo. Inoltre il da i frutti della comunione, coloro che ricevono una
sacerdote, alla consacrazione, si inchina leggermente sola specie, non rimangono privi di nessuna grazia ne-
mentre proferisce le parole del Signore. cessaria alla salvezza".
Inoltre insegnino che nell'amministra.zione dei Sacra-
L'In~ lione menti, salva la loro sostanza, la Chiesa ha il potere di
1J5 L'uso dell'incenso in qualsiasi forma di Messa è determinare o cambiare ciò che essa ritiene più conve-
facoltativo. Si può usare l'incenso: niente per la venerazione dovuta ai Sacramenti stessi e
a) durante la processione d'ingresso; per l'utilità di coloro che li ricevono, secondo la diver-
b) all'inizio de.lla Messa, per incensare l'altare; sità delle circostanze, dei tempi e dei luoghi 70 •
c) alla processione e alla proclamazione del Vangelo; NeUo stesso tempo però esortino i fedeli perché parte-
d) all'offertorio, per incensare le offerte, l'altare, il cipino più intensamente al sacro rito, nella forma in
sacerdote e il popolo; cui è posto in maggior evidenza il segno del banchetto.
e) alla presentazione al popolo dell'ostia e del calice
dopo la consacrazione. Secondo il giudizio dell'Ordinario, e previa una
conveniente catechesi, si concede la comunione al cali-
1 Il sacerdote mette l'incenso nel turibolo e lo be- ce nei casi seguenti''.
nedice tracciando un segno di croce, senza nulla dire. l) ai neofiti adulti, nella Messa che segue il loro Bat-
tesimo; ai cresimati adulti, nella Messa della loro Con-
L'incensazione dell'altare si svolge in questo modo: fermazione; ai battezzati che vengono accolti nella co-
a) Se l'altare è separato dalla parete, il sacerdote lo munione della Chiesa;
incensa girandogli intorno. 2) agli sposi, nella Messa del loro Matrimonio;
b) Se l'altare è addossato alla parete, il sacerdote lo
3) ai diaconi, nella Messa della loro Ordinazione;
incensa passando prima la pane destra dell'altare, poi
la sinistra. 4) alla badessa, nella Messa della sua benedizione; alle
La croce, se è sopra l'altare o accanto ad esso, viene vergini, nella Messa della loro consacrazione; ai pro-
incensata prima dell'altare; se invece si trova dietro . fessi (di ambo i sessi) e ai loro genitori, parenti e con-
l'altare, viene incensata quando il sacerdote le passa fratelli nella Messa in cui emettono per la prima volta
davanti. i voti religiosi, o li rinnovano, o fanno la professione
perpetua;
l.a u~n·t r.lone 5) a coloro che ricevono un ministero, nella Messa
della loro istituzione; ai coadiutori missionari laici,
137 Ogni volta che qualche frammento di ostia rima- nella Messa in cui sono ufficialmente mandati, e a
ne attaccato alle dita, soprattutto dopo la frazione o quanti altri ricevono durante la Messa una missione da
dopo la comunione dei fedeli , il sacerdote asterge le parte della Chiesa;
dita sulla palena, oppure, se necessario, lava le dita
stesse. Cosl pure raccoglie eventuali frammenti fuori 6) a un infermo, e a tutti coloro che lo assistono, nel-
della patena. l'amministrazione del Viatico, quando si celebra la
Messa nell'abitazione del malato;
l vasi sacri vengono purificati dal sacerdote, dal 7) al diacono e ai ministri che esercitano il loro ufficio
diacono o dall'accolito possibilmente alla credenza, nella Messa;
dopo la comunione, oppure dopo la Messa. La purifi- 8) nella Messa concelebrata: ·
cazione del calice si fa con acqua e vino, oppure sol- a) a tutti coloro che nella concelebrazione stessa svol-
tanto con acqua, che poi quello che purifica beve. La gono un vero ufficio liturgico, e a tutti gli alunni dei
patena si asterge normalmente con H purificatoio. seminari che vi prendono parte;
b) nelle loro chiese, anche a tutti i membri degli Istitu-
13 Se un'ostia o una particola scivolasse via, si rac- ti che professano i consigli evangelici; ai membri delle
colga con rispetto; se poi si versasse qualche goccia del altre Società, che si consacrano a Dio con i voti reli-
Sangue del Signore, si lavi il luogo con acqua, e l'ac- giosi, o una oblazione o una promessa; inoltre a tutti
qua si versi nel sacrario. coloro che vivono giorno e notte nella casa dei membri
di quegli Istituti e di quelle Società;
L8 Cl 9) ai sacerdoti che prendono parte a grandi celebrazio-
La santa comunione esprime con maggior pienez- ni e non possono celebrare o concelebrare;
za la sua forma di segno, se vien fatta sotto le due IO) a tutti coloro che prendono parte agli esercizi spi-
specie. Risulta infatti più evidente il segno del ban- rituali, nella Messa che, durante qu~ti esercizi, viene
chetto eucaristico, e si esprime più chiaramente la vo- celebrata per loro, e alla quale essi partecipano attiva-
lontà divina di ratificare la nuova ed eterna alleanza mente; a tutti coloro che prendono parte a una riunio-
DIVERSE FORME DI CELEBRAZIONE DELLA MESSA XXXIX

ne pastorale nella Messa celebrata in forma comunita- munione agli altri fedeli che eventualmente la ricevono
ria; sotto una sola specie; e poi torna all'altare, dove egli
Il) alle persone di cui ai nn. 2 e 4, nella Messa del lo- stesso, o il ministro, beve il resto del vino consacrato e
ro giubileo; · fa le purificazioni come di consueto.
12) al padrino, alla madrina, ai genitori e al coniuge
nonché ai èatechisti laici del battezzato adulto, nella 145. Se non è presente il diacono, né un altro sacerdo-
Messa della sua iniziazione cristiana; te, né un accolito:
13) ai genitori, ai familiari, ai benefattori insignì, che a) Il sacerdote si comunica al Corpo e al Sangue del
partecipano alla Messa di un sacerdote novello; Signore come al solito, facendo in modo che nel calice
rimanga una quantità sufficiente per coloro che riceve-
14) ai membri delle comunità, nella Messa conventua- ranno la comunione; asterge poi l'esterno del calice
le o di «comunità», a norma del n. 76. con il purificatoio.
Inoltre le Conferenze Episcopali possono stabilire mo- b) Quindi il sacerdote si porta dove può dare più co-
dalità, motivazioni e condizioni in base alle quali gli modamente la comunione e distribuisce nel modo con-
Ordinari possano concedere la comunione sotto le due sueto il Corpo del Signore a ognuno dei fedeli che si
specie anche in altri casi di grande importanza, per la comunicano sotto le due specie; questi si avvicinano e,
vita spirituale di una comunità o di un gruppo di fedeli. facendo la debita riverenza, vanno davanti al sacerdo-
Entro questi limiti, gli Ordinari possono indicare i casi te, dal quale ricevono il Corpo del Signore, poi si spo-
particolari. a condizione però che la concessione non stano alquanto.
sia indiscriminata, che le celebrazioni siano ben preci- c) Dopo che i singoli comunicandi hanno ricevuto il
sate e le esorbitanze diffidate; si dovranno inoltre evi- Corpo del Signore, il sacerdote depone la pisside sopra
tare le occasioni di un gran numero di comunicandi. l l'altare e prende il calice con il purificatoio. Quelli che
gruppi poi che fruiscono di questa facoltà siano ben devono comunicarsi al calice, a uno a uno si portano
determinati, disciplinati e omogenei. di nuovo davanti al sacerdote, il quale dice: S; ,ue
di Cristo (Sanguis Chruti.); il comunicando risponde:
243. Per distribuire la comunione sotto le due specie, Amen, e, per comodità, egli stesso con le sue mani ac-
si devono preparare: costa alle labbra il calice, che gli viene presentato dal
a) se la comunione al calice si fa con la cannuccia, sacerdote; beve e restituisce al sacerdote, che asterge
cannucce d'argento per il sacerdote e per i singoli co- con il purificatoio il labbro esterno del calice.
municandi, inoltre un recipiente con acqua per purifi- d) terminata la comunione al calice, il sacerdote depo-
care le cannucce e una patena per deporvele; ne il calice sull'altare e, se vi fossero altri fedeli da co-
b) un cucchiaino, se col cucchiaino viene somministra- municare sotto una sola specie, dà loro la comunione
to il Sangue del Signore; nella forma consueta; ritorna poi all'altare, beve il re-
c) se la comunione sotto le due specie viene distribuita sto del vino consacrato e fa le purificazioni come di
per intinzione, ostie né troppo sottili né troppo picco- consueto.
le, ma un poco più consistenti del solito perché si pos-
sano convenientemente distribuire, dopo averle intinte 2. Rito deUa comunione sotto le due specie
parzialmente nel Sangue del Signore. per latinzione
246. Se è presente il diacono o un altro sacerdote o un
t. RJto della comunione sotto le dae specie accolito:
beve do direttamente dal cali~ a) Il sacerdote celebrante gli consegna il calice e il pu-
144. Se vi è presente il diacono o un altro sacerdote o rificatoio, egli invece prende la patena o la pisside con
un accolito: le ostie; quindi il sacerdote con il ministro del calice si
a) il sacerdote celebrante si comunica al Corpo e al porta al luogo dove più comodamente può distribuire
Sangue del Signore come al solito, facendo in modo la comunione.
che nel calice rimanga una quantità sufficiente per co- b) l comunicandi si avvicinano a uno a uno, fanno la
loro che riceveranno la comunione; asterge poi l'ester- debita riverenza, e si portano davanti al sacerdote;
no del calice con il purificatoio. questi intinge parte dell'ostia nel calice e presentandola
b) Il sacerdote consegna al ministro il calice e il puri- a ciascuno dice: Il Co o l -.r1.~ dì Cnsto (Corpus
ficatoio; prende poi la patena o la pisside con le ostie; et San11uis Chris, i). Il comunicando, tenendo la patena
quindi il sacerdote e il ministro del calice si portano. sotto il mento, risponde: An 1en, e riceve dal sacerdote
dove possono più comodamente dare la comunione ai l'Eucaristia; ritorna poi al suo posto.
fedeli. c) Si distribuisce poi la comunione a coloro che rice-
c) l comunicandi si avvicinano a uno a uno, fanno la vono l'Eucaristia sotto una sola specie, si consuma il
debita riverenza, e si portano davanti al sacerdote, il resto del vino consacrato e si fanno le purificazioni nel
quale presenta a ciascuno l'ostia, dicendo: H Corpo di modo detto sopra.
C i• o (C u ): il comunicando risponde:
A-n , e riceve dal sacerdote il Corpo del Signore. 7 Se non è presente il diacono, né un altro sacerdo-
d) Quindi il comunicando si porta davanti al ministro, te, né un accolito:
il quale, a sua volta, dice: :1&..l.gue di c.-;s.o (&... l. a) Il sacerdote, dopo che si è comunicato al Sangue
Chris i); il comunicando risponde rUnen, e, per como- del Signore, prende il calice tra il pollice e l'indice del-
dità, egli stesso con le sue mani accosta alle labbra il la mano sinistra, e, tenendo la patena o la pisside con
calice, che gli viene presentato dal ministro; beve e re- le ostie tra l'indice e il medio della stessa mano, si
stituisce al ministro, che asterge con il purificatoio il porta dove più comodamente può distribuire la comu-
labbro esterno del calice. nione.
e) Terminata la comunione al calice, il ministro depo- b) I comunicandi si avvicinano a uno a uno, fanno la
ne il calice sull'altare. Il sacerdote distribuisce la co- debita riverenza, e si portano davanti al sacerdote;
XL RINCIPI E NORME PER L'USO DEL MESSALE ROMANO
1

questi intinge parte dell'ostia nel calice e, presentando- ogni comunicando che gli si accosta reggendo il piat-
la a ciascuno, dice: ,,. di Cn...o tello sotto il mento, distribuisce con il cucchiaino il
(Co1 ). Il comunicando, tenendo Sangue del Signore, dicendo: o (San-
la patena sotto il mento, risponde: , e riceve dal C:.. .. ), e badando a non toccare con il cucchiai-
sacerdote l'Eucaristia; ritorna poi al suo posto. no le labbra o la lingua dei comunicandi.
c) Si può anche collocare in un luogo adatto un picco-
lo tavolo con tovaglia e corporale, su cui il celebrante Se non c'è il diacono, n~ un altro sacerdote, n~
depone il calice o la pisside per rendere più facile la un accolito, il sacerdote celebrante stesso, dopo che i
distribuzione della comunione. comunicandi sotto le due specie hanno ricevuto il Cor-
d) Si distribuisce poi la comunione a coloro che rice- po del Signore, distribuisce loro anche il Sangue.
vono l'Eucaristia sotto una sola specie, si consuma il
resto del vino consacrato e si fanno le purificazioni nel
modo detto sopra.
3. Rito deUa ~oau..tlone sotto le due specie
CCIII la tan c " Cfr Concilio Vaticano Il, Costituzione sulla sacra Liturgia, Sacro·
1<41 Anche il sacerdote si serve detta cannuccia per stnletum Conc:ilium, n. 41 .
comunicarsi al Sangue del Signore. n Cfr ibidem, n. 42; sacra Conarcaazione dci Riti, Istruzione Euchari-
sticum Mysterlum, n. 26: A .A.S. S9 (1967) p. S"; Concilio V.aticano
Se ~ presente il diacono o un altro sacerdote o un U, Costituzione doamatìca sulla Chiesa, Lumen gentium, n. 28; De-
creto sul mìnistero e la vita aacerdotale, Pres/Jyterorum ordinls, n. S.
accolito: n C fr sacra Con&resaziooe dci Riti, Istruzione Eucharisticum Myst~
a) Per la comunione al Corpo e al Sangue del Signore ri11m, 2S magio 1967, n. 47: A .A.S. 59 (1967) p . S6$ ; sacra Coqge..
ci si attiene a quanto è stato detto sopra al n. 244, pzione pu il Cuho divino, Dichiarazione sulla con«lebrazione, 7
comma b) e c). aaosto 1972: A.A.S. 64(1972)pp. S61-S63 .
" Cfr sacra Conarqazione dci Rjli, Istruzione Eucharisticum Mysl~
b) Successivamente il comunicando si porta davanti al rium, 2S mauio 1967, n. 26: A .A.S. 59 (1967) p . SSS; Istruzione Mu-
ministro del calice, il quale dice: 1 Cns'o sk•m .s«ram, S mano 1967, nn. 16, 27: A.A.S. S9 (1967) pp. 305-
~ ); il comunicando risponde: -1en , e 308.
con la cannuccia che il ministro gli presenta, beve dal to C fr sacra Con&reaazione pu il Culto divìno, Decreto 9 ottobre l 972:
calice il Sangue del Signore. Quindi, facendo attenzio- A.A.S. 64(1972) pp. 692-694.
ne a non }asciarne cadere qualche goccia, con la mede- " C fr Paolo VI, Lettera Apostolica Ministeria quMdtlm, IS a&osto
1972, n. VI:A.A.S. 64(1972)p. S32.
sima cannuccia sorseggia un po' d'acqua dal recipiente n Cfr Coocilio Vaticano Il, Costitunooe sulà sacra Lituraia, ~
che un ministro tiene in mano: poi depone la cannuc- SIQndllm ConciJium, n. S7; Coclicc dj Diritto canonico, can. 902.
cia in un altro recipiente, che gli vie~ presentato dallo n Cfr sacra CoD&rcpzioot da Riu, Istruzione EucltarlstiCIIm Myst~
stesso ministro. rium, 2Smaagio 1967, n. 47: A.A.S. S9(1967)p. S66.
,. Cfr Ritusservaltdusln concrlebratione Missoe, n. 3.
Se non è presente il diacono, n~ un altro sacerdo- " Cfr lbid~m. n. 8.
te, né un accolito, il sacerdote celebrante medesimo " C fr sacra Congregazione del Riti, Decreto generale Ecclesllle sempw,
presenta il calice a ciascuno dei comunicandi, secondo 7 marzo 196S: A .A .S. S1 (196S) pp. 410-412; Istruzione Eucharisti-
il rito descritto sopra per la comunione al calice (n. cum Mysterium, 2S maulo 1967,n.47: A.A.S. S9(1967)p. S6S.
245), e un ministro accanto a lui tiene il recipiente con 61 Cfr Ritus servandus in concrlebratlone Missoe, n . 9.

l'acqua per purificare la cannuccia. " Cfr •aera Conarqazione dei Riti, Istruzione Eucltaristk11m Myst~
n"um, 2Smaggio 1967, n. 32: A.A .S. S9(1967) p . SS8.
4. Rito dda cvmuwu auuu oc: d11e specie " Cfr Concilio Tridentino Sessione XXI, Decreto sulla Comunione eu·
carisùca,c. 1-3: Denz. 929·932(1725-1729).
D 10 Cfr Ibidem, c. 2; Derrz. 931 (1728).
~ Se ~ presente il diacono o un altro sacerdote o un 1' Cfr sacra Congreaazionc per il Culto divino, Istruzione Sacramentali
accolito, questi tiene nella mano sinistra il calice, e a Comunio ne, 29 giuano 1970: A .A .S. 62(1970) pp. 664-667.
PRINCIPI E NORME PER L'USO DEL MESSALI:: ROMANO XLI

CAPITOLO v
DISPOSIZIONE E ARREDAMENTO DELLE CHIESE
PER LA CELEBRAZIONE DELLA EUCARISTIA

I. PRINCIPI GENERALI presiede all'orazione, annuncia la parola di Dio e serve


ali' altare.
253. Per la celebrazione dell'Eucaristia, il popolo di Dio
si riunisce di solito nella chiesa oppure, in mancanza di Queste disposizioni servono a esprimere la struttura ge-
questa, in un altro luogo decoroso che sia degno di un rarchica e la diversità dei compiti (o ministeri), ma devo-
cosi grande mistero. Quindi le chiese o gli altri luoghi, si no anche assicurare una più profonda e organica unità,
prestino alla celebrazione delle azioni sacre e all'attiva attraverso la quale si manifesti chiaramente l'unità di
partecipazione dei fedeli. Inoltre i luoghi sacri e le cose tutto il popolo santo. La natura poi e la bellezza del luo-
che servono al culto siano davvero degne, belle, segni e go e di tutta la suppellettile devono favorire la pietà e
simboli delle realtà celesti 72 • manifestare la santità dei misteri che vengono celebrati.

2S4. Pertanto la Chiesa non cessa di fare appello al no-


bile servizio delle arti, e ammette le forme artistiche di ID. IL PRESBITERIO
tutti i popoli e di tutti i paesi 73 • Anzi, come si sforza di
conservare le opere d'arte e i tesori che i secoli passati 158. Il presbiterio si deve opportunamente distinguere
hanno trasmesso,. e, per quanto è possibile, cerca di dalla navata della chiesa per mezzo di una elevazione, o
adattarli alle nuove esigenze, cerca pure di promuovere mediante strutture e ornamenti particolari. Sia inoltre di
nuove forme corrispondenti ali 'indole di ogni epoca 11 • tale ampiezza da consentire un comodo svolgimento dei
sacri riti' 9 • -
Perciò nella formazione degli artisti come pure nella
scelta delle opere da ammettere nella chiesa, si ricerchi-
no gli autentici valori dell'arte, che alimentino la fede e
la devozione e corrispondano alla verità del loro signifi- IV. L'ALTARE
cato e al fine cui sono destinate 76 •
259. L'altare, sul quale si rende presente nei segni sacra-
255. Tutte le chiese siano solennemente dedicate o alme- mentali il sacrificio della croce, è anche la mensa del Si-
no benedette. Le chiese cattedrali e parrocchiali siano gnore, alla quale il popolo di Dio è chiamato a parteci-
sempre dedicate. l fedeli, poi, tengano nel dovuto onore pare quando è convocato per la Messa; l'altare è il cen-
la chiesa cattedrale della loro diocesi e la propria chiesa tro dell'azione di grazie che si compie con l'Eucaristia 10 •
parrocchiale; e considerino l'.una e l'altra segno di quella
Chiesa spirituale alla cui edificazione e sviluppo sono :60. La celebrazione dell'Eucaristia in un luogo sacro si
chiamati dalla loro professione cristiana. deve compiere sopra un altare fisso o mobile; fuori del
luogo sacro, invece, specie se vi si fa ad modum actus, si
256. Tutti coloro che sono interessati alla costruzione, può compiere anche sopra un tavolo adatto, purché vi
al restauro e al riordinamento delle chiese, consultino la siano sempre una tovaglia e il corporale.
Commissione diocesana di Liturgia e Arte sacra. L'Or-
dinario del luogo, poi, si serva del consiglio e dell'aiuto 161. L'altare si dice «fisso» se è costruito in modo da
della stessa Commissione quando si tratta di dare norme aderire al pavimento e non poter qUindi venir rimosso; si
in questa materia o di approvare progetti di nuove chie- dice invece «mobile» se lo si può trasportare.
se, o di definire questioni di una certa importanza 77 •
162. Nella chiesa vi sia di norma l'altare fisso e dedica-
to. Sia costruito staccato dalla parete, per potervi facil-
mente girare intorno e celebrare rivolti verso il popolo.
D. DISPOSIZIONE DELLA CHIESA Sia poi collocato in modo da costituire realmente il cen-
PER L'ASSEMBLEA EUCARISTICA tro verso il quale spontaneamente converga l'attenzione
di tutta l'assemblea 11 •
ZS1. Il popolo di Dio, che si raduna per la Messa, ha
una struttura organica e gerarchica, che si esprime nei 163. Secondo un uso e un simbolismo tradizionali nella
vari compiti (o ministeri) e nel diverso comportamento Chiesa, la mensa dell'altare fisso sia di pietra, e più pre-
secondo le singole parti della celebrazione. Pertanto è cisamente di pietra naturale. Tuttavia, a giudizio della
necessario che la disposizione generale del luogo sacro Conferenza Episcopale, si può adoperare anche un'altra
sia tale d~ presentare in certo modo l'immagine dell' as- materia degna, solida e ben lavorata.
semblea riunita, consentire l'ordinata e organica parteci-
pazione di tutti e favorire il regolare svolgimento dei Gli stipiti però e la base per sostenere la mensa possono
compiti di ciascuno. essere di qualsiasi materiale, purché conveniente e so-
l fedeli e la schola avranno un posto che renda più facile lido.
la loro partecipazione attiva 78 • 264. L'altare mobile può essere costruito con qualsiasi
Il sacerdote invece e i suoi ministri prenderanno posto materiale di un certo pregio e solido, confacente all'uso
nel presbiterio, ossia in quella parte della chiesa che ma- liturgico, secondo lo stile e gli usi locali delle diverse re-
nifesta il loro ministero, e in cui ognuno rispettivamente gioni.
XLII ,RINC IPI E NORME PER L' USO DEL MESSALE ROMANO

. Gli altari, sia fwi che mobili, si dedicano secondo Non conviene però che all'ambone salga il commentato-
il rito descritto nei libri liturgici; tuttavia gli altari mobili re, il cantore o l'animatore del coro.
possono essere soltanto benedetti. Non vi è alcun obbli-
go di inseri.r e la pietra consacrata nell'altare mobile o nel
tavolo sul quale si compie la celebrazione fuori del luogo Vlll. I POSTI DEI FEDELI
sacro (cfr n. 260).
l .J. Si curi in modo particolare la collocazione dei posti
Si mantenga l'uso di collocare sotto l'altare da de- dei fedeli, perché possano debitamente partecipare con
dicare le reliquie dei santi, anche se non martiri. Però si
curi di verificare l'autenticità di tali reliquie.
f!
lo sguardo e con lo spirito, alle sacre celebrazioni. be-
ne mettere a loro disposizione banchi e sedie. Si deve pe-
rò riprovare l'uso di riservare dei posti a persone
• Gli altri altari siano pochi e, nelle nuove chiese, private".
siano collocati in cappelle, separate in qualche modo
dalla navata della chiesa n. Le sedie o i banchi si dispongano in modo che i fedeli
possano assumere comodamente i diversi atteggiamenti
del corpo richiesti dalle diverse parti della celebrazione,
V. LA SUPPELLETTILE DELL'ALTARE e recarsi senza difficoltà a ricevere la santa comunione.
Si abbia cura che i fedeli possano non soltanto v·edere,
161. Per rispetto verso la celebrazione del memoriale ma anche, con i mezzi tecnici moderni, ascoltare eomo-
del Signore e verso il convito nel quale vengono presen- damente sia il sacerdote sia ali altri ministri.
tati il Corpo ed il Sangue di Cristo, si distenda sopra l'al-
tare almeno una tovaglia, che sia adatta alla struttura
dell'altare per la forma, la misura e l'ornamento.
IX. IL POSTO DELLA «SCUOLA»
l candelieri, richiesti per le singole azioni liturgi- E DELL'ORGANO
che, in segno di venerazione e di celebrazione gioiosa, O DI ALTRI STRUMENTI MUSICALI
siano collocati o sopra l'altare, oppure accanto ad esso-,
tenuta presente la struttura sia dell'altare che del presbi- 17 La Schola CJZnto!llm, tenuto conto della disposizio-
terio, in modo da formare un tutto armonico; e non im- ne di ogni chiesa, sia collocata in modo da mettere chia-
pediscano ai fedeli di vedere comodamente ciò che si ramente in risalto la sua natura: cbe essa cioè fa parte
compie o viene collocato sull'altare. dell'assemblea dei fedeli e svolge un suo particolare uffi-
cio; ne sia agevolato il compimento del suo ministero li-
l ro. Inoltre vi sia sopra l'altare, o accanto ad esso, una turgico e sia facilitata a ciascuno dei suoi membri la par-
croce, ben visibile allo sguardo dell'assemblea riunita. tecipazione piena alla Messa, cioè la partecipazione sa-
cramentale 16 •

VI. LA SEDE PER IL CELEBRANTE 17S L'organo e gli altri strumenti legittimamente am-
E PER I MINISTRI, messi siano collocati in luogo adatto, in modo da poter
OSSIA IL LUOGO DELLA PRESIDENZA essere di appoggio sia alla scho/a sia al popolo che canta
e, se vengono suonati da soli, possano essere facilmente
l7t. La sede del sacerdote celebrante deve mostrare il ascoltati da tutti.
compito che egli ha di presiedere l'assemblea e di guida-
re la preghiera. Perciò la collocazione più adatta è quella
rivolta al popolo, al fondo del presbiterio, a meno che X. IL POSTO PER LA CUSTODIA
non vi si oppongano la struttura dell'edificio e altri ele- DELLA SANTISSIMA EUCARISTIA
menti, ad esempio la troppa distanza che rendesse diffi-
cile la comunicazione tra il sacerdote e l'assemblea. Si 176. Si raccomanda vivamente che il luogo in cui si
eviti ogni forma di trono. Le sedi per i ministri, invece, conserva la Santissima Eucaristia sia situato in una
siano collocate in presbiterio nel posto più adatto perché cappella adatta alla preghiera privata e alla adorazione
essi possano compiere con facilità il proprio ufficio". dei fedeli 11 • Se poi questo non si può attuare, l'Eucari-
stia sia collocata io un altare, o anche fuori dell'alta-
re, in un luogo della chiesa molto visibile e debitamen-
VU. L'AMBONE, OSSIA IL LUOGO te ornato, tenuta presente la struttura di ciascuna chie-
DAL QUALE VIENE ANNUNCIATA sa e le legittime consuetudini di ogni luogo 11 •
LA PAROLA DI DIO
....,7 Si custodisca la Santissima Eucaristia in un unico
171. L'importanza della parola di Dio esige che vi sia tabernacolo, inamovibile e solido, non trasparente, e
nella chiesa un luogo adatto dal quale essa venga annun- chiuso in modo da evitare il più possibile il pericolo di
ciata, e verso il quale, durante la Liturgia della Parola, una profanazione. Pertanto in ogni chiesa normalmen-
spontaneamente si rivolga l'attenzione dei fedeli ... te vi sia un solo tabernacolo".
Conviene che tale luogo generalmente sia un ambone fis-
so e non un semplice leggio mobile. L'ambone, secondo Xl. LE IMMAGINI ESPOSTE
la struttura di ogni chiesa, deve essere disposto in modo
tale che i ministri possano essere comodamente visti e ALLA VENERAZIONE DEl FEDELI
ascoltati dai fedeli.
171. Secondo un'antichissima tradizione della Chiesa,
Dall'ambone si proclamano le letture, il salmo responso- nei luoghi sacri legittimamente si esponganG' alla vene-
riale e il preconio pasquale; ivi inoltre si può tenere razione dei fedeli le immagini del Signore, della beata
l'omelia e la preghiera universale o preghiera dei fedeli. Vergine e dei santi.
DISPOSIZIONE E ARREDAMENTO DELLE CHIESE XLIII

Si abbia cura tuttavia che il loro numero non sia ec- ,. Cfr sacra Congregazìone dei Riti, Istruzìone Eucharfst/cum Myste-
rium, 25 maggio 1967, n. 24: A.A.S. 59 (1 967) p. 554 .
cessivo, e che la loro disposizione non distolga l'atten-
H Cfr Concilio Vaticano Il, Costituzìone sulla sacra Lìturgia, Sacro-
zione dei fedeli dalla celebrazione". Di un medesimo sanctum Condlium, nn. 123, 129; sacra Conareaazione dei Riti,
santo poi non si abbia che una sola immagine. In ge- lstruzìone lnter Oecumenicl, 26 settembre 1964, n. 13 c: A.A.S. 56
nerale, nell'ornamento e nella disposizione della chie- (1964) p. 880.
sa, per quanto riguarda le immagini si cerchi di favori- 76 Cfr Concilio Vaticano II, Costituzìone sulla sacra Lituraia, Sacro-
re la pietà della comunità. sanctumCondlium,n. 123.
11 Cfr ibidem, n. 126.
71 Cfr sacra Congregazione dei Riti, Istruzione lnter Oecumenlcl, 26 set-
tembre 1964, nn. 97-98: A.A.S. 56 (1964) p. 899.
XD. LA DISPOSIZIONE GENERALE 79 Cfr ibidem, n. 91: A.A.S. 56(1964) p. 898.
DEL LUOGO SACRO so Cfr sacra Congregazione dei Riti, lstruzìone Eucharist/cum Mysle-
rlum, 25 maggio 1967, n. 24: A.A.S. 59(1967) p. S54.
179. L'arredamento della chiesa abbia di mira una no- '' Cfr sacra Congregazione dei Riti , Istruzìone lnter Oecumenlcl, 26 set-
bile semplicità, piuttosto che il fasto. Nella scelta degli tembre 1964, n. 91: A.A.S. 56(1964) p. 898.
elementi per l'arredamento, si curi la verità delle cose s2 Cfr ibidem, n. 93: A.A.S. 56(1964) p. 898.
e si tenda all'educazione dei fedeli e alla dignità di tut- n Cfr Ibidem, n. 92: A.A.S. S6(1964)p. 898.
to il luogo sacro. •• Cfr ibidem, n. 96: A.A.S. 56(1964) p. 899.
" Cfr Concilio Vaticano Il, Costituzione sulla sacra Uturgia, Sacro-
180. Una conveniente disposizione della chiesa e dei sanctum Concilium, n. 32; sacra Congregazione dei Riti, Istruzione
lnterOecumenici, 26 settembre 1964, n . 98: A.A.s; 56 (1964) p. 899.
suoi accessori, che rispondano opportunamente alle
16 Cfr sacra Congregazìone dei Riti, Istruzione Musica m sacram, 5 mag-
esigenze del nostro tempo, richiede che non si curino gio 1%7, n . 23: A.A.S. 59 (1967) p. 307.
solo le cose più direttamente pertinenti alla celebrazio- 17 Cfr sacra Congregazione dei Riti, Istruzione Eucharfsticum Myste-
ne delle azioni sacre, ma che si preveda anche ciò i:he rium, 25 maggio l 967, n. 53: A .A.S. 59 (1967) p. 568, Rituale Roma-
contribuisce alla comodità dei fedeli, e che abitual- num, De sacra Communione et de eu/tu mysterll eucharfstlcl extra
mente si trova nei luoghi di riunione. Mfssam, ed. typ. 1973, n. 9.
u Cfr ibidem, n. S4: A.A.S. 67 (1959) p. 568; lstruzìone lnter Oecume-
nlcl, 26settembre 1964, n. 95: A.A.S. 56 (1964)p. 898.
19 Cfr sacra Congregazione dei Riti, lstruzìone Eucharisricum Myste-
rillm, 25 maggio 1967, n. S2: A.A.S. 59(1967) p. 568; hiTUzionc lnttr
12 Cfr Concilio Vaticano Il, Costituzione sulla sacra Liturgia, Sacro- Oeeumenici, 26 settembre 1964, n. 95: A.A.S. 56 (1964) p. 898; sacra
sanclum Concilium, nn. l 22-l 24; Decreto sul ministero e la vita sacer- Conaregazìone dei Sacramenti, lstruzìone Nullo umquam tempore,
dotale, Presbyterorum ordinis, n. 5; sacra Congregazìone dei Riti , 28 maggio 1938, n. 4: A.A.S. 30 (1938) pp. 199-200, Rituale Roma-
Jstruzìone Inter Oecumenici, 26 settembre 1964, n. 90: A.A.S. 56 num, De sacra Communione et de eu/tu mysterii eucharfstici extra
(1964) p. 897; JstruzìoneEucharisticum Mysterium, 25 maggio 1967, Mlssam, ed. typ. 1973, nn. 1(}.11; Codice di Diritto canonico, can.
n. 24: A.A.S. 59 (1967) p. 554. 938.
73 Cfr Concilio Vaticano Il, Costituzione sulla sacra Uturgia , Sacro- 90 Cfr Concilio Vaticano 11, Costituzione sulla sacra Liturgia, Sacro-
sanctum Concìlium, n. 123. sanctum Concilium, n. 125.
XLIV >RINCIPI c NORME PER L'USO DEL MESSALE ROMANO

CAPITOW VI

COSE NECESSARIE PER LA CELEBRAZIONE DELLA MFSSA

I. IL PANE E IL VINO adoperare anche quelle che, secondo la mentalità del


PER CELEBRARE L'EUCARISTIA nostro tempo, sono ritenute nobili, durevoli e che si
adattano bene all'uso sacro. In questo settore, il giudi-
Fedele all'esempio di Cristo, la Chiesa ha sempre zio spetta alla Conferenza Episcopale delJe singole re·
usato pane e vino con acqua per celebrare la Cena del gioni.
Signore.
282. Il pane per la celebrazione dell'Eucaristia deve III. I VASI SACRI
essere di solo frumento, confezionato di recente, e az-
zimo, secondo l'antica tradizione della Chiesa latina. Tra le cose richieste per la celebrazione della Mes-
sa, sono degni di particolare rispetto i vasi sacri; tra que-
?. La natura di segno esige che la materia della ce- sti, specialmente il calice e la patena, nei quali vengono
lebrazione eucaristica si presenti veramente come cibo. offerti, consacrati e consumati il pane e il vino.
Conviene quindi che il pane eucaristico, sebbene azzi-
mo e confezionato nella forma tradizionale, sia fatto JO I vasi sacri siano di materia solida e nobile, se-
in modo che il sacerdote nella Messa celebrata con il condo la comune valutazione di ogni regione. La cosa
popolo possa spezzare davvero l'ostia in più parti e di- ~ rimessa al giudizio della Conferenza Episcopale.
stribuirle almeno ad alcuni dei fedeli. Le ostie piccole Tuttavia si preferiscano materie che non si rompano
non sono comunque affatto escluse, quando il numero né si deteriorino facilmente.
dei comunicandi, o altre ragioni pastorali lo esigano.
Il gesto della frazione del pane, con cui l'Eucaristia 1 I calici e gli altri vasi destinati a contenere il San-
veniva semplicemente designata nel tempo apostolico, gue del Signore, abbiano la coppa fatta di una materia
manifesterà sempre più la forza e l'importanza del se· che non assorba i liquidi. La base del calice può essere
gno dell'unità di tutti in un unico pane, e del segno fatta con materie diverse, solide e decorose.
della carità per il faue che unico pane ~ distribuito tra
i fratelli. :) l vasi sacri che servono a contenere le ostie, co-
me la patena, la pisside, la teca, l'ostensorio e altri
2 Il vino per la celebrazione eucaristica deve essere analoghi, si possono fabbricare anche con altre mate-
tratto dal frutto della vite (cfr Le 22, 18), naturale e rie, tra quelle più apprezzate nelle varie regioni, come
genuino, ci~ non misto a sostanze estranee. ad esempio l'avorio o alcuni legni particolarmente du-
ri, sempre che siano adatti all'uso sacro.
l&~ Con la massima cura si conservino in perfetto
stato il pane e il vino destinati ali 'Eucaristia; cioè si 293. Per la consacrazione delle ostie, si può conve-
badi che il vino non diventi aceto, e che il pane non si nientemente usare un'unica palena grande, sopra la
guasti o sia troppo duro, cosl che solo con difficoltà si quale si pone il pane sia per il sacerdote, sia per i mi-
possa spezzare. nistri e i fedeli.

216. Se dopo la consacrazione, o al momento della 294. l vasi sacri di metallo siano abitualmente dorati
comunione, il sacerdote si accorge di aver usato ac- all'interno, se il metallo ~ ossidabile; se invece sono di
qua, anziché vino, mena l'acqua in un recipiente, versi metallo inossidabile, e più nobile che l'oro, la doratu-
nel calice vino con acqua e lo consacri, ripetendo la ra non ~necessaria.
parte del racconto evangelico che riguarda la consacra-
zione del calice, senza dover nuovamente consacrare il 295 Per quanto riguarda la forma dei vasi sacri, è
pane. compito dell'artista confezionarli nel modo più conve-
niente secondo &li usi delle singole regioni, purché sia-
no adatti all'uso liturgico cui sono destinati.
II. LE SUPPELLETIILI SACRE IN GENERE
.96 Per la benedizione dei vasi sacri, si osservino i ri-
2&7. Come per la costruzione di chiese, anche per ogni ti prescritti nei libri liturgici.
tipo di suppellettile sacra la Chiesa ammette il genere e
lo stile artistico di ogni regione, e accetta quegli adat-
tamenti che corrispondono alle culture e alle tradizioni IV. LE VESTI SACRE
dei singoli popoli, purché ogni cosa sia adatta all'uso s. . '7 Nella Chiesa, Corpo mistico di Cristo, non tutte
per il quale ~ destinata 91 • le membra svolgono la stessa mansione. Questa diver-
Anche in questo settore si curi quella nobile semplicità sità di ministeri nel compimento del culto sacro, si
che si accompagna tanto bene con l'arte autentica. manifesta all'esterno con la diversità delle vesti sacre,
che perciò devono essere segno dell'ufficio proprio di
l. ·· Nello scegliere la materia per la suppellettile sa- ogni ministro. Conviene però che tali vesti contribui-
cra, oltre a quella tradizionalmente in uso, si possono scano anche al decoro dell'azione sacra.
COSE NECESSARIE PER LA CELEBRAZIONE DELLA MESSA XLV

298. La veste sacra comune a tutti i ministri di qual- feste e nelle «memorie» del Signore, escluse quelle
siasi grado è il camice, stretto ai fianchi dal cingolo, a della Passione; nelle feste e nelle «memorie» della
meno che non sia fatto in modo da aderire al corpo beata Vergine, degli angeli, dei santi non martiri, nella
anche senza cingolo. Se il camice non copre pienamen- festa di tutti i santi {1° novembre), di san Giovanni
te, intorno al collo, l'abito comune, prima di indossar- Battista (24 giugno), di san Giovanni evangelista (27
lo si deve mettere l'amitto. dicembre), della Cattedra di san Pietro (22 febbraio) e
Il camice può essere sostituito dalla cotta; non però della Conversione di san Paolo (25 gennaio).
quando si indossano la casula o la dalmatica, n~ quando b) Il colore rosso si usa nella domenica di Passione (o
si usa la stola al posto della casula o della dalmatica. delle Palme) e nel Venerdl Santo, nella domenica di
Pentecoste, nelle celebrazioni della Passione del Signo-
299. Veste propria del sacerdote celebrante, nella Mes- re, nella festa natalizia degli Apostoli e degli evangeli-
sa e nelle altre azioni sacre direttamente collegate con sti e nelle celebrazioni dei santi martiri.
essa. è la casula o pianeta, se non viene indicato diver- c) Il colore verde si usa negli Uffici e nelle Messe del
samente; la casula s'indossa sopra il camice e la stola. Tempo Ordinario.
d) Il colore viola si usa nel tempo di Avvento e di Qua-
IO Veste propria del diacono è la dalmatica, da in- resima. Si può usare negli Uffici e nelle Messe per i de-
dossarsi sopra il camice e la stola. funti.
e) Il colore nero si può usare nelle Messe per'i defunti.
'1,01 I ministri di grado inferiore al diacono possono
indossare il camice o un'altra veste legittimamente ap- f) Il colore rosaceo, si può usare nelle domeniche
provata nella loro regione. Oaudete (III di Avvento) e Laetare (IV di Quaresima).
Le Conferenze Episcopali possono però stabilire e pro-
302. La stola indossata dal sacerdote gira attorno al porre alla Sede Apostolica adattamenti conformi alle
collo e scende davanti, diritta. La stola indossata dal necessità e alla cultura dei singoli popoli.
diacono poggia sulla spalla sinistra e, passando tra-
sversalmente davanti al petto, si raccoglie sul fianco Nei giorni più solenni si possono usare vesti sacre
destro. · più preziose, anche se non sono del colore del giorno.
303. Il piviale viene indossato dal sacerdote nelle pro- O. Le Messe rituali si dicono con il colore ad esse
cessioni e nelle altre azioni sacre, secondo le rubriche proprio, oppure con colore bianco o festivo. Le Messe
proprie dei singoli riti. per varie necessità con il colore proprio del giorno o
del Tempo, oppure con colore viola se hanno carattere
304. Riguardo alla forma delle vesti sacre, le Confe- penitenziale (ad es. le Messe «In tempo di guerra o di
renze Episcopali possono stabilire e proporre alla Sede disordini; in tempo di fame; per la remissione dei pec-
Apostolica adattamenti richiesti dalle necessità e dagli cati»). Le Messe votive si dicono con il colore adatto
usi delle singole regioni". alla Messa che si celebra o anche con il colore proprio
del giorno o del Tempo .
., Per la confezione delle vesti sacre, oltre alle stof-
fe tradizionali, si possono usare altre fibre naturali
proprie delle singole regioni, come pure fibre artificia- V. ALTRA SUPPELLETTILE DESTINATA
li, rispondenti alla dignità dell'azione sacra e della per- ALL'USO DELLA CIDESA
sona.
In questa materia è giudice la Conferenza Episco- 311 Oltre ai vasi sacri e alle vesti liturgiche, per cui
pale,. viene prescritta una determinata materia, anche l'altra
suppellettile, destinata direttamente all'uso liturgico, o
306. La bellezza e la nobiltà delle vesti si devono cer- in qualunque altro modo ammessa nella chiesa, deve
care e porre in risalto più nella forma e nella materia essere degna e rispondere al fme a cui ogni cosa è de-
usate, che nella ricchezza dell'ornato. Gli ornamenti stinata.
possono presentare figurazioni, o immagini, o simboli,
che indichino l'uso sacro delle vesti, con esclusione di 312. Si curi in modo particolare che anche nelle cose
ciò che non vi si addice. di minore importanza le esigenze dell'arte siano oppor-
tunamente rispettate, e che una nobile semplicità sia
307. La differenza dei colori nelle vesti sacre ha lo sempre congiunta con la debita pulizia.
scopo di esprimere, anche con mezzi esterni, la carat-
teristica particolare dei misteri della fede che vengono
celebrati, e il senso della vita cristiana in cammino
lungo il corso dell'anno liturgico. " Cfr Concilio Vaticano Il , Costituzione sulla sacra Uturgia, Socro-
sonctum Concìlium, n . 128: sacra Congregazione dei Riti, Istruzione
308. Riguardo al colore delle sacre vesti, si mantenga Eucharistlcum Myst~r/um, 25 maggio 1967, n. 24: A.A.S. 59 (1967)
p.854.
l'uso tradizionale, e cioè: n Cfr Concilio Vaticano Il , Costituzione suUa sacra Uturgia, Socro-
a) Il colore bianco si usa negli Uffici e nelle Messe del sonctum Conc/1/um, n. 128.
Tempo pasquale e del Tempo natalizio. Inoltre: nelle tJ Cfr /bldtm.
XLVI •'RINCIPI E NORME PER L'USO DEL MESSALE ROMANO

CAPITOLO Vll

LA SCELTA DELLE PARTI DELLA MESSA

L'efficacia pastorale della celebrazione aumenta se Se celebra con partecipazione di popolo, il sacerdote si
il testo delle letture, delle orazioni e dei canti corrispon- preoccupi anzitutto del bene spirituale dei fedeli, evitan-
dono il meglio possibile alle necessità, alla preparazione do di imporre i propri gusti. Soprattutto cerchi di non
spirituale e alle capacità dei partecipanti. Questo si ottie- omettere troppo spesso e senza motivo sufficiente le let-
ne usando convenientemente di una molteplice facoltà di ture assegnate per i singoli giorni dal Lezionario feriale:
scelta che sarà descritta più avanti. la Chiesa desidera infatti che venga offerta ai fedeli una
mensa sempre più abbondante della parola di Dio 94 •
Nel preparare la Messa, il sacerdote, tenga presente più
il bene spirituale comune dell'assemblea che il proprio Per lo stesso motivo, non ricorra troppo spesso alle Mes-
gusto. Si ricordi anche che la scelta di queste parti si deve se dei defunti: tutte le Messe sono offerte per i vivi e per i
fare insieme con i ministri e con le altre persone che svol- defunti, e dei defuntì si fa memoria in ogni Preghiera eu-
gono qualche ufficio nella celebrazione, senza escludere caristica.
i fedeli in ciò che li riguarda direttamente. Là dove le memorie facoltative della beata Vergine, o di
Dal momento che ~ offerta un'ampia possibilità di sce- un santo, sono care alla pietà dei fedeli, sia celebrata al-
gliere le diverse parti della Messa, è necessario che prima meno una Messa in loro onore per soddisfare alla legitti-
della celebrazione il diacono, i.l lettore, il salmista, il ma devozione dei fedeli. Quando poi c'~ possibilità di
cantore, il commentatore, la schola, ognuno per la sua scelta tra una memoria iscritta nel calendario generale e
parte, sappiano bene quali testi spettano a ciascuno, in una memoria del calendario diocesano o religioso, si dia
modo che nulla si lasci all'improvvisazione. L'armonica la precedenza, a parità di importanza e secondo la tradi-
disposizione ed esecuzione dei riti contribuisce moltissi- zione, alla memoria del calendario particolare.
mo a disporre lo spirito dei fedeli per la partecipazione
all'Eucaristia.
D. LA SCELTA DELLE PARTI
DELLA MESSA
I. LA SCELTA DELLA MESSA
317 Nello scegliere i testi delle diverse. parti della Mes-
Nelle solennità il sacerdote ~ tenuto a seguire il ca- sa, sia del tempo che dei santi si osservino le norme se-
lendario della chiesa in cui celebra. guenti:
lJ. Nelle domeniche, nelle ferie di Avvento, di Natale, Lr. l
di Quaresima e di Pasqua, nelle feste e nelle memorie ob-
bligatorie: 3 l Alla domenica e nelle feste vi sono tre letture: il
Profeta, l'Apostolo e il Vangelo; la loro proclamazione
a) se la Messa si celebra con il popolo, il sacerdote segua
educa il popolo cristiano al senso della continuità nell'o-
il calendario della chiesa in cui celebra; pera di salvezza, secondo la mirabile pedagogia divina.
b) se la Messa si celebra senza il popolo, il sacerdote
può scegliere tra il calendario del luogo e il calendario Si raccomanda quindi molto che le letture siano tre. Tut-
proprio. tavia, per ragioni di ordine pastorale e in seguito a decre-
to della Conferenza Episcopale, può essere consentita in
316. Nelle memorie facoltative: qualche luogo l'uso di due sole letture. Quando poi c·~
da scegliere tra le due prime letture, si tengano presenti
a) Nelle ferie di Avvento dal17 al24 dicembre, tra l'ot- le norme proposte dal Lezionario e l'intento di condurre
tava di Natale, e nelle ferie di Quaresima, fatta eccezio- i fedeli a una più profonda conoscenza delle Scritture; il
ne per il mercoledl delle Ceneri e per le ferie della Setti- criterio di scelta non sia mai solo quello del testo più bre-
mana Santa, il sacerdote dice la Messa del giorno liturgi- ve o più facile.
co occorrente; però dalla memoria eventualmente segna-
ta in quel giorno sul calendario generale può prendere la Nel Lezionario feriale sono proposte delle letture
colletta, purcM non occorra il mercoledì delle Ceneri o per ogni giorno della settimana, lungo tutto il corso del-
una feria della Settimana Santa. l'anno: pertanto proprio queste letture si dovranno abi-
b) Nelle ferie di Avvento, prima del17 dicembre, nelle tualmente usare nei giorni a cui sono assegnate, a meno
ferie del Tempo natalizio dal 2 gennaio e in quelle del che non ricorra una solennità o una festa.
Tempo pasquale, il sacerdote può scegliere o la Messa
della feria, o la Messa del santo o di uno dei santi di cui Quando la lettura continua venisse interrotta durante la
si fa la memoria, o la Messa di un santo ricordato quel settimana da una festa o da qualche celebrazione specia-
giorno nel Martirologio. le, il sacerdote, tenendo presente l'ordine delle letture di
tutta la settimana, può aggiungere alle altre letture quel-
c) Nelle ferie del Tempo Ordinario, il sacerdote può sce-
la omessa o decidere quale testo preferire.
gliere o la Messa della feria o la Messa di una eventuale
memoria facoltativa, o la Messa di qualche santo ricor- Nelle Messe per gruppi particolari, il sacerdote potrà
dato in quel giorno nel Martirologio, o una Messa «per scegliere le letture più adatte a quella particolare celebra-
varie necessità)) o una Messa votiva. zione, purch~ tratte dai testi del Lezionario approvato.
LA SCELTA DELLE PARTI DELLA MESSA XLVII

Una scelta speciale di testi della sacra Scrittura è d) La Preghiera eucaristica IV ha un prefazio invariabi-
fatta per le Messe nelle quali è inserita la celebrazione di le e offre un compendio più completo della storia della
Sacramenti o di Sacramentali, o che vengono celebrate salvezza. Si può usare quando la Messa manca di un pre-
in speciali circostanze. fazio proprio.
Questi Lezionari sono stati composti in modo che i fede- In questa Preghiera, in ragione della sua struttura, non
li, attraverso l'ascolto di una lettura più adatta, com- si può inserire una particolare formula per un defunto.
prendano meglio il mistero a cui prendono parte e au- e) Una Preghiera eucaristica che abbia un prefazio pro-
mentino il loro amore per la parola di Dio. prio si può usare, con il suo prefazio anche quando le ru-
Quindi i testi da leggersi nell'assemblea liturgica si devo- briche indicano un prefazio del Tempo.
no scegliere in base a un'opportuna considerazione pa-
storale, e tenuta presente la libertà di scelta prevista per In ogni Messa, salvo indicazioni in contrario, si di-
questi casi. cono le orazioni proprie di quella Messa.
Tuttavia nelle Messe delle memorie si dice la colletta
Le orazioni propria o quella del Comune; le orazioni sulle offerte e
321. Il grande numero di prefazi, di cui è arricchito il dopo la comunione, se non sono proprie, si possono sce-
Messale romano, mira a presentare sotto angolazioni di- gliere dal Comune o dalle ferie del tempo corrente.
verse il tema dell'azione di grazie proprio della Preghie- Nelle ferie del Tempo Ordinario, oltre all'orazione della
ra eucaristica e a porre maggiormente in luce i vari domenica precedente, si possono dire le orazioni di
aspetti del mistero della salvezza. un'altra domenica del Tempo Ordinario, oppure un'ora-
zione scelta tra i formulari per varie necessità che si tro-
321. La scelta tra le Preghiere eucaristiçhe è regolata vano nel messale. Di queste Messe si può comunque sce-
dalle norme seguenti: gliere anche la sola colletta.
a) la Preghiera eucaristica l, o Canone romano, si può
sempre usare; il suo uso tuttavia è più indicato nei giorni In tal modo viene proposto un maggior numero di testi,
ai quali è assegnato un Con r •uni. '\n ,.. (In comunione) che non solo permettono di rinnovare di continuo i temi
proprio, o nelle Messe con l' l11nc ,n. (Accetta con be- della preghiera dell'assemblea liturgica, ma anche di
nevolenza) proprio, oltre che nelle feste degli Ap<>stoli e adattare la stessa preghiera alle necessità dei fedeli, della
dei santi di cui si fa menzione nella Preghiera stessa; cosi Chiesa e del mondo. Nei tempi più importanti dell'anno,
pure nelle domeniche a meno che, per ragioni pastorali, questo adattamento già avviene mediante l'orazione
non si preferisca un'altra Preghiera eucaristica. propria del tempo che si trova per ogni giorno nel mes-
b) La Preghiera eucaristica Il, per le sue particolari ca- sale.
ratteristiche, è più indicata per i giorni feriali o in circo-
stanze particolari. Quantunque abbia un prefazio pro- l canti
prio, può essere collegata con altri prefazi, specialmente 324. Nello scegliere i canti fra le letture, e i canti di in-
con quelli che presentano in sintesi il mistero della sal- gresso, di offertorio e di comunione, si osservino le nor-
vezza, come ad esempio i prefazi delle domeniche del me stabilite nel capitolo che ne tratta.
Tempo Ordinario e i prefazi comuni.
Facoltà par-'icola i
Quando si celebra la Messa per un defunto, si può inseri-
re la formula particolare proposta a suo luogo, cioè pri- 325. Oltre alle possibilità di cui si è parlato nei numeri
ma del Ricordati deì nostn fratelli (Memento etiarn). precedenti per la scelta dei testi più adatti, le Conferenze
Episcopali hanno la facoltà di indicare, per particolari
c) La Pre$hiera eucaristica III si può dire con qualsiasi circostanze, alcuni adattamenti per le letture, a condizio-
prefazio. E preferì bile usar la nelle domeniche e nei gior- ne che i testi vengano scelti da un Lezionario debitamen-
ni festivi. te approvato.
In questa preghiera si può usare la formula particolare
per un defunto, inserendola a suo luogo, cioè dopo le
parole R. :on~~:iungi a te, Padre misericordioso, tutti i
tuot r ovunque uaspersì (Ornnes filios tuos ubique di- Ili Cfr Concilio Vatiçano Il, Costituzione sulla sacra Uturgia, Sacro-
spe ). sanctum Concilium, n. 51.
XLVIII PRINCIPI E NORME PER L' USO DEL MESSALE ROMANO

CAPITOLO VIII

MESSE E ORAZIONI PER DIVERSE CffiCOSTANZE


E MESSE PER I DEFUNTI

I. MESSE E ORAZIONI Nelle ferie del Tempo Ordinario nelle quali oc-
PER DIVERSE CIRCOSTANZE corrono memorie facoltative o si fa l'ufficio della fe-
ria, si può celebrare qualunque Messa o utilizzare qua-
326. Poiché la liturgia dei sacramenti e dei sacramenta- lunque orazione «per diverse circostanze», fatta ecce- .
li offre ai fedeli ben disposti la possibilità di santificare rione per le Messe rituali. ·
quasi tutti gli avvenimenti della vita per mezzo della gra-
zia che Ouisce dal mistero pasquale u, e poiché l'Eucari-
stia è il sacramento per eccellenza, il messale presenta II. MESSE DEI DEFUNTI
formulari di Messe e di orazioni che si possono usare
nelle diverse circostanze della vita cristiana, per le neces- La Chiesa offre il sacrificio eucaristico della Pa-
sità di tutto il mondo o della Chiesa universale e locale. squa di Cristo per i defunti, in modo che, per la co-
Essendovi una maggiore facoltà di scegliere le munione esistente fra tutte le membra di Cristo, gli
letture e le orazioni, è bene che delle Messe <<per di- uni ricevano un aiuto spirituale, e gli altri il conforto
verse circostanze » si faccia un uso moderato, cioè della speranza.
quando lo esige l'opportunità pastorale. Tra le Messe per i defunti, ha il primo posto la
In tutte le Messe «per diverse circostanze», salvo Messa esequiale, che si può celebrare tutti i giorni, eccet-
espresse indicazioni in contrario, si possono usare le to le solennità di precetto, il Gioved\ Santo, il Triduo
letture feriali con i loro canti responsoriali, se si accor- pasquale e le domeniche di Avvento, Quaresima e Pasqua.
dano con la celebrazione. 33 La Messa dei defunti alla notizia della morte di
Le Messe« per diverse circostanze» sono di tre tipi: una persona, o nel giorno della sepoltura definitiva, o
nel primo anniversario, si può celebrare anche fra l'ot-
a) Messe rituali, collegate con la celebrazione di alcuni tava di Natale, nei giorni nei quali occorre una memo-
Sacramenti o Sacramentali.
ria obbligatoria o una feria, che non sia il mercoledì
b) Messe per varie necessità, che vengono dette in alcune delle Ceneri o una feria della Settimana Santa. Le al-
occasioni, sia saltuariamente, sia in tempi determinati. tre Messe per i defunti, o Messe «quotidiane», si posso-
c) Messe votive o di devozione, che vengono scelte li- no celebrare nelle ferie del Tempo Ordinario, nelle qua-
beramente secondo la devozione dei fedeli per comme- li occorrono memorie facoltative o si fa l' ufficio della
morare i misteri del Signore, o per onorare la beata feria, purché siano veramente applicate per i defunti.
Vergine Maria o qualche santo o tutti i santi.
331 Nella Messa esequiale si tenga normalmente una
'0 Le Messe rituali sono proibite nelle domeniche di breve omelia, escludendo però la forma dell'elogio fu-
Avvento, Quaresima e Pasqua, nelle solennità, nei nebre. Si raccomanda l'omelia anche nelle altre Messe
giorni fra l'ottava di Pasqua, nella Commemorazione per i defunti con partecipazione di popolo.
di tutti i fedeli defunti, nel mercoledì delle Ceneri e
nelle ferie della Settimana Santa; si devono inoltre os- 33' Si invitino i fedeli, specialmente i familiari del
servare le norme indicate nei libri rituali o nei formu- defunto, a partecipare con la santa comunione al sa-
lari delle Messe stesse. crificio eucaristico offerto per il defunto stesso.
3. Tra le Messe per varie necessità la competente auto- 340. Se la Messa esequiale è inserita nel rito delle ese-
rità può scegliere Messe per eventuali suppliche pubbliche, quie, detta l'orazione dopo la comunione, si tralascia-
stabilite dalla Conferenza Episcopale nel corso dell'anno. no i riti di conclusione e si compie l'ultima raccoman-
dazione o commiato. Questo rito si fa soltanto quando
' Nel caso di una necessità particolarmente grave o il cadavere è presente.
di una utilità pastorale si può celebrare una Messa
adatta, per ordine o con il consenso dell'Ordinario del • Nell'ordinare e scegliere le parti variabili della
luogo, in qualsiasi giorno, eccetto le solennità ele domeni- Messa per i defunti (come le orazioni, le letture, la
che di Avvento, Quaresima e Pasqua, i giorni fra l'ottava preghiera dei fedeli), specialmente nella Messa esequiale,
di Pasqua, la Commemorazione di tutti i fedeli defunti, si tengano presenti, come è giusto, gli aspetti pastorali
il mercoledì delle Ceneri e le ferie della Settimana Santa. che interessano il defunto, la sua famiglia e i presenti.
3. Nei giorni in cui occorre una memoria obbligato- Inoltre i pastori d'anime abbiano un riguardo speciale
ria o una feria di Avvento fino al 16 dicembre, del per coloro che in occasione del funerale sono presenti
Tempo natalizio a cominciare dal 2 gennaio, e del alla celebrazione liturgica o ascoltano la lettura del
Tempo pasquale dopo l'ottava di Pasqua, sono per sé Vangelo, siano essi acattolici o cattolici che non parte-
proibite le Messe per varie necessità e quelle votive. Se cipano mai o quasi mai all'Eucaristia, o che sembrano
però lo richiede un'autentica necessità o un'utilità pa- aver perduto la fede; i sacerdoti sono per tutti i mini-
storale, nella Messa con partecipazione di popolo si stri del Vangelo di Cristo.
può usare il formulario corrispondente a questa neces-
sità o utilità, a giudizio del rettore della chiesa o dello 9S Cfr Concilio Vaticano Il, Costituzione sulla sacra liturgia, Sacro-
stesso sacerdote celebrante. sanctum Conci/ìum, n. 61.
CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA

PRECISAZIONI -

La Conferenza Episcopale Italiana (C.E.I.) ritiene op- lo detto «degli Apostoli», proclamando con diverse
portuno precisare alcune indicazioni che la normativa formule la stessa unica fede. Sarà il criterio dell'utilità
liturgica affida alle Conferenze Episcopali nazionali e pastorale a suggerire l'uso di questo secondo simbolo,
richiamare l'attenzione su alcuni punti della celebra- che pure è patrimonio del popolo di Dio e appartiene
zione eucaristica '. alla veneranda tradizione della Chiesa.
Esso richiama la professione di fede fatta nella cele-
l. Gesti e al&~v.llluenti durante la celebraziollf' brazione del Battesimo e si inserisce opportunamente
eucaristica ( r n .,
nel Tempo di Quaresima e di Pasqua, nél contesto ca-
La C.E.l. fa proprio quanto indicato in « Principi e tecurnenale e mistagogico dell'iniziazione cristiana.
norme per l'uso del Messale Romano» e cioè:
Per una più facile memorizzazione nella lettera e nel
In piedi dal canto d'ingresso fino alla colletta compresa. contenuto, è opportuno che il simbolo apostolico sia
Seduti durante la prima e seconda lettura e il salmo usato per un periodo piuttosto prolungato.
responsoriale.
In piedi dall'acclamazione al Vangelo alla fine del 3. ?reghi ... c r nn. 45-47)
Vangelo. La preghiera universale o preghiera dei fedeli è di nor-
Seduti durante l'omelia e il breve silenzio che segue. ma nelle Messe domenicali e festive. Dato tuttavia il
In piedi dall'inizio del Credo, recitato o cantato, fino suo rilievo pastorale, anche perché offre l'occasione di
alla conclusione della preghiera universale o dei fedeli. collegare la liturgia della Parola con la situazione con-
creta, è evidente l'opportunità di farla quotidianamen-
Seduti durante tutto il rito della presentazione dei doni. te nelle Messe con la partecipazione del popolo.
Ci si alza per l'incensazione dell'assemblea.
Perché la preghiera universale sia veramente rispon-
In piedi dall'orazione sulle offerte fmo all'epiclesi pri- dente al suo spirito e alla sua struttura, si richiama
ma della consacrazione (gesto dell'imposizione delle l'esigenza di disporne precedentemente l'esatta formu-
mani) esclusa. lazione e di rispettare la successione e la sobrietà delle
In ginocchio, se possibile, dall'inizio dell'epiclesi pre- intenzioni, tenendo presenti il momento liturgico, le
consacratoria (gesto dell'imposizione delle mani) fino emergenze ecclesiali e sociali, e il suffragio per le ani-
ali' elevazione del calice inclusa. me dei pastori e dei fratelli defunti.
In piedi da Mistero della fede fino alla comunione in-
clusa, fatta la quale si potrà stare in ginocchio o se- 4. Presenna.. o e del doni (cfrnD. 48,3 c. 293)
duti fmo all'orazione dopo la comunione. Per sottolineare la partecipazione all'« unico pane e
Durante il canto o la recita del Padre nostro, si posso- all'unico calice» si abbia cura di preparare, per quan-
no tenere le braccia allargate; questo gesto, purché op- to possibile, un'unica patena e un unico calice.
portunamente spiegato, si svolga con dignità in clima
fraterno di preghiera. S. Dossolo&la flaale d ella Pre&hiera eucarlsUca
(cfr nn. SSh e 135)
In piedi dall'orazione dopo la comunione sino alla
La dossologia conclusiva dell'anafora, Per Cristo, con
fine.
Cn. o e m Cristo è proclamata dai soli sacerdoti cele-
N.B. Durante l'ascolto della Passione del Signore (Do- branti. Il sacerdote che presiede e il diacono ministran-
menica delle palme e Venerdì Santo) si può rimanere te tengano sollevati la patena e il calice fino all'Amen
seduti per una parte della lettura. compreso con il quale il popolo ratifica la grande pre-
Anche qualora il canto del Gloria a Dio comportasse ghiera sacerdotale. ·
uno sviluppo musicale di una certa ampiezza, in casi
particolari, ci si potrà sedere dopo l'intonazione. 6. Sqno dl pace (cfr n. 56b)
Il segno di pace che i partecipanti alla celebrazione si
2. Caati di ingresso, di offe 1orlo e di comuDione scambiano con i fedeli che sono al loro fianco, nello
cfr nn. 26, 50 e 56) spirito di riconciliazione e di fraternità cristiana neces-
In luogo dei canti inseriti nei libri liturgici si possono sario per accostarsi alla comunione eucaristica, dopo
usare altri canti adatti all'azione sacra, al momento e che a tutti l'ha espresso con il gesto e con la parola il
al carattere del giorno o del tempo, purché siano ap- sacerdote celebrante, si può dare in vari modi secondo
provati dalla Conferenza Episcopale nazionale o regio- le consuetudini e la qualità dei partecipanti.
nale o dall'Ordinario del luogo. Scambiandosi il segno di pace si può dire: la pace sia
Si esortano i musicisti e i cantori a valersi dei testi an- :onte
tifonali del giorno con qualche eventuale adattamento.
7. Frazione del pane
Professloae di fede (cfr n. 43) (cfr nn. 56c e 283)
Quando è prescritta la professione di fede, si potrà al- Perché il segno della partecipazione «all'unico pane
ternare il simbolo niceno-costantinopolitano con quel- spezzato>> abbia chiara evidenza è bene compiere il ge-
L : ONFERENZA EPISCOPALE. ITALIANA

sto della «frazione del pane» in modo veramente ta in italiano canti dell'ordinario ed eventualmente del
espressivo e visibile a tutti. proprio in lingua latina.
Conviene quindi che il pane azzimo, confezionato nella Gli Ordinari del luogo, tenuto presente innanzi tutto· il
forma tradizionale, sia fatto in modo che il sacerdote bene del popolo di Dio, possono stabilire che in alcune
possa davvero spezzare l'ostia in più parti da distribui- chiese frequentate da fedeli di diverse nazionalità si
re almeno ad alcuni fedeli. possa usare o la lingua propria dei presenti, se appar-
Al momento della «frazione», si dispongano, se ne- tenenti al medesimo gruppo linguistico, o la lingua la-
tina avendo cura di proclamare le letture bibliche e
cessario, le specie consacrate in varie patene e in vari
formulare la preghiera dei fedeli nelle varie lingue dei
calici per una più agevole distribuzione, nel rispetto
delle norme liturgiche e dell'opportunità pastorale. partecipanti.
In altri casi previsti in base ad una vera motivazione
8. Uffici partl·olarl (cfr n. 71 e ••Codice w u1nho Ca- vagliata dall' Ordinario del luogo, si deve comunque
nonico ) can 230 §2) usare l'edizione tipica del «Missale Romanum».
I lettori - uomini e donne - che in mancanza di mi- Ogni chiesa abbia a diSposizione la forma abbreviata
nistri istituiti proclamano dall'ambone le letture o pro- del Messale latino, « Missale parvum)).
pongono le intenzioni della preghiera universale o dei
fedeli, siano ben preparati ed edifichino l'assemblea 13. l caoti e &Il tC m
con la proprietà dell'atteggiamento e dell'abito. Nella scelta e nell'uso di altri canti si tenga presente
che essi devono essere degni della loro adozione nella
9 . P os:..ib l. l .. a. · 1 • 4uc: wulte liturgia, sia per la sicurezza di fede nel contenuto te-
lkUo ate: stuale, sia per il valore musicale ed anche per la loro
\edJ 1ce Di i ' tCO» , can. 917) opportuna collocazione nei vari momenti celebrativi
La piena partecipazione alla Messa si attua e si mani- secondo i tempi liturgici.
festa con la comunione sacramentale. Non si introduca in modo permanente alcun testo nelle
Chi pertan to, pur essendosi &ià accostato alla mensa celebrazioni liturgiche senza previa approvazione della
eucaristica, parteciperà nello stesso giorno ad un'altra competente autorità.
Messa, potrà, anche nel corso di essa, ricevere nuova- Ogni diocesi abbia cura di segnalare un elenco di canti
mente, cioè una seconda volta la Comunione. da eseguire nelle celebrazioni diocesane tene.ndo pre-
senti le indicazioni regionali e nazionali per la forma-
10. La Co okd cfr n 2 zione di un repertorio comune.
Oltre ai casi e alle persone di cui al n. 242 di « Principi Anche per l'esecuzione dei canti si curi con attenzione
e norme» , e salvo il giudizio del vescovo di permettere l' uso dell'impianto di diffusione.
la COmunione sotto le due specie, la COnferenza Epi-
scopale Italiana ha stabilito di allargare la concessione Per quanto riguarda il sostegno strumentale si usi pre-
della Comunione sotto le due specie ai casi e alle per- feribilmente l'organo a canne o con il consenso del-
sone qui sotto indicate: l'Ordinario, sentita la Commissione di liturgia e musi-
a) a tutti i membri degli istituti religiosi e secolari, ca, anche altri strumenti che siano adatti all'uso sacro
maschili e femminili e a tutti i membri delle case di o vi si possano adattare.
educazione o formazione sacerdotale o religiosa, quan- La musica registrata, sia strumentale che vocale, non
do partecipano alla Messa della comunità (cfr « Prin- può essere usata durante la celebrazione liturgica, ma
cipi e norme per l'uso del Messale Romano» n. 76); solo fuori di essa per la preparazione dell'assemblea.
b) a tutti i partecipanti alla Messa comunitaria in oc- Si tenga presente, come norma, che il canto liturgico ~
casione di un incontro di preghiera o di un convegno espressione della viva voce di quel determinato popolo
pastorale; di Dio che è raccolto in preghiera.
c) a tutti i partecipanti a Messe che già comportano,
per alcuni dei presenti, la comunione sotto le due spe- 14. I.'•ll•rt (cfr n. 262)
cie, a norma del n. 242 di « Principi e norme per l'uso L'altare fisso della celebrazione sia unico e rivolto al
del Messale Romano)); popolo.
d) in occasione di celebrazioni particolarmente espres- Nel caso di difficili soluzioni artistiche per l'adatta-
sive del senso della comunità cristiana raccolta intorno mento di particolari chiese e presbitèri, si studi, sem-
all'altare. pre d ' intesa con le competenti COmmissioni diocesane,
l' opportunità di un altare «mobile» appositamente
11. o oeua comunione sotto le dae specie progettato e defmitivo.
7
Se l'altare retrostante non può essere rimosso o adat-
Nella comunione l'Eucaristia è sempre consegnata dal tato, non si copra la sua mensa con la tovaglia.
ministro e non presa direttamente dai fedeli. Se la co-
munione viene fatta per intinzione, il sacerdote cele- Si faccia attenzione a non ridurre l'altare a un suppor-
brante può far sorreggere il calice (o la pisside), da un to di oggetti che nulla hanno a che fare con la liturgia
accolito o da un ministro straordinario della Comu- eucaristica. Anche i candelieri e i fiori siano sobri per
nione o da un fedele debitamente preparato. numero e dimensione. Il microfono per la dimensione
e la coUocazione non sia tanto ingombrante da sminui-
11. U o d' Ila llnaua r '' c t ·bra; l -..earist.a re il valore delle suppellettili sacre e dei segni liturgici.
Nelle Messe celebrate con il popolo si usa la lingua 15. La ·r l c~ ~bAnl t l nlnhltrl (cfr n . 271)
italiana.
La sede del celebrante e dei ministri sia in diretta co-
Si potranno inserire nel repertorio della Messa celebra- municazione con l'assemblea.
PRECISAZIONI LI

16. L'a bo (cfr n. 272) proclamazione di tutte e tre le letture, per una maggio-
L'ambone o luogo della Parola, sia conveniente per re organicità e ricchezza della liturgia della Parola che
dignità e funzionalità; non sia ridotto a un semplice secondo la tradizione comprende il profeta, l'apostolo
leggio, né diventi supporto per altri libri all'infuori e l'eV'angelista.
deli'Evangeliario e del Lezionario.
20. StazJoni quaresimali
17. Materia per la costnzioH deU'altare (cfr n . 263), In Quaresima secondo l'antica tradizione romana delle
per la preparado~te ddJe sa.ppeDeUW (cfr n. 268), stazioni quaresimali, si raccomandano nelle Chiese lo-
dtl vasi sacri (cfr n . 294) cali le riunioni di preghiera specialmente intorno al ve-
e delle vestJ sacre (cfr n. 30S) scovo, almeno in alcuni centri e nei modi più indicati.
Si possono usare materiali diversi da quelli usati tradi- Oltre che in domenica queste assemblee - con cele-
zionalmente, purché convenienti per la qualità e fun- brazione dell'Eucaristia o del sacramento della Peni-
zionalità all'uso liturgico. tenza o con liturgie della parola o con altre forme, che
In particolare, per quanto attiene la coppa del calice è richiamino anche il carattere pellegrinante della Chiesa
da escludere l'impiego di metalli facilmente ossidabili locale - possono essere celebrate, evidenziando mag-
(ad es. alpacca, rame, ottone, ecc.), anche se dorati, giormente il carattere penitenziale del cammino verso
da cui, oltre l'alterazione delle sacre specie, possono la Pasqua, nei giorni più adatti della settimana (in par-
derivare effetti nocivi. ticolare il venerdì o il mercoledì) o presso il sepolcro
di un martire o nelle chiese o santuari più importanti.
Nell'impiego dei vari materiali si tengano presenti le
indicazioni date in « Principi e norme per l'uso del 21. Velazioae delle croci e ddJe lmaapu
Messale Romano », perché rispecchino quella dignitosa (cfr ~~ Missale Romanum », p. 21 S)
e austera bellezza che si deve sempre ricercare nelle
opere dell'artigianato a servizio del culto. Circa la possibilità di conservare l'uso di velare le cro-
ci e le immagini a cominciare dalla V domenica di·
18. Celore ddlt vati sacre (cfr n . 308) Quaresima, ci si attenga ai criteri di ordine pastorale a
giudizio dell'Ordinario del luogo.
Si seguano le indicazioni date in « Principi e norme per
l'uso del Messale Romano )).

19. Namero dele Iettare ~~elle lllloaaealclw


e lldle soleultà (cfr n 318)
• l numeri a fianco dci titoli si riferiscono a « Principi e norme per l'uso
La C.E.I. dispone nelle domeniche e nelle solennità la del Messale Romano».
LETTERA APOSTOLICA
MOTU PROPRIO
CON CUI SI APPROVANO
LE NORME GENERALI DELL'ANNO LITURGICO
E IL NUOVO CALENDARIO ROMANO

PAOLO PP. VI

La celebrazione del mistero pasquale, secondo l'insegna- Questi Sommi Pontefici, seguendo costantemente l'inse-
mento del Concilio Vaticano Il, costituisce il momento gnamento dei santi Padri e la dottrina della Chiesa cat-
privilegiato del culto cristiano nel suo sviluppo quotidia- tolica, ritenevano giustamente che nello svolgimento del-
no, settimanale ed annuale. Perciò, nella restaurazione l'anno liturgico non vengono solamente ricordate le
dell'anno liturgico, per la quale il Concilio ha formulato azioni con cui Gesù Cristo, morendo, ci ha portato la
le norme' , è necessario che il mistero pasquale di Cristo salvezza; e neppure si tratta di una semplice memoria del
sia posto in una luce più viva, sia nell'ordinamento del passato dal cui ricordo tutti i fedeli ricevono istruzione e
cosiddetto Proprio del Tempo e dei Santi, sia per quanto nutrimento. Essi insegnavano invece che la celebrazione
riguarda la revisione del Calendario romano. dell'anno liturgico «possiede una speciale forza ed effi-
cacia sacramentale per nutrire la vita cristiana»•. È ciò
che anche Noi riteniamo e professiamo.
Nel corso dei secoli la moltiplicazione delle feste, delle Giustamente, perciò, quando celebriamo <<il mistero del-
vigilie e delle ottave, e anche la complicazione progressi- la nascita di Cristo»s e la sua manifestazione nel mon-
va delle diverse parti dell'anno liturgico, hanno spesso do, gli chiediamo di <<essere interiormente rinnovati a
portato i fedeli a devozioni particolari, cosl da dare l'im- immagine di lui che esteriormente riconosciamo simile a
pressione di scostarsi alquanto dai misteri fondamentali noi »'. E quando celebriamo la Pasqua di Cristo, noi do-
della redenzione divina. mandiamo a Dio, per tutti coloro che sono rinati con
Cristo, che« esprimano nella vita il sacramento che han-
A tutti sono note le disposizioni prese in questo campo no ricevuto nella fede » 7 • Infatti - secondo le parole
dai Nostri Predecessori san Pio X e Giovanni XXlll, di stesse del Concilio Ecumenico Vaticano II - la Chiesa,
venerata memoria, per restituire alla domenica la sua di- « ricordando in tal modo i misteri della redenzione, apre
gnità originaria, cosl che sia considerata da tutti come
ai fedeli le ricchezze delle azioni salvifiche e dei meriti
«la festa primordiale» 1 , e insieme per restaurare la cele- del suo Signore, in modo tale da renderli come presenti a
brazione liturgica della Quaresima. E soprattutto il No- tutti i tempi, perché i fedeli possano venirne a contatto
stro Predecessore Pio Xli, di venerata memoria, ha de- ed essere ripieni della grazia della salvezza»'.
cretato) di far rivivere, nella Chiesa occidentale, nel cor-
so della notte pasquale, la solenne Veglia, nella quale il Perciò attraverso la revisione dell'anno liturgico e le
popolo di Dio, celebrando i sacramenti della iniziazione norme che ne conseguono, i fedeli comunicano, nella fe-
cristiana, rinnova la sua alleanza spirituale con il Cristo de, nella speranza e nella carità, con <<tutto il mistero di
Signore risuscitato. Cristo distribuito nel corso dell'anno»'.
NORME PER L'ANNO LITURGICO E IL CALEI'DARIO L III

II Avendo considerato diligentemente tutto questo davanti


A questo mistero di Cristo non si oppongono le feste del- al Signore, oon la Nostra Autorità Apostolica Noi ap-
la beata Vergine Maria, la quale è «congiunta con l'ope- proviamo il nuovo Calendario romano generale, compo-
ra della salvezza del Figlio suo» 10 , e le memorie dei san- sto dal «Consiglio» per l'attuazione della Costituzione
ti, tra cui bisogna segnalare il «natale» dei «nostri si- liturgica, e le norme generali riguardanti l'ordinamento
gnori i martiri e i vincitori»", feste che brillano di uno dell'anno liturgico.
splendore particolare. «Le feste dei santi infatti procla- Stabiliamo che essi entrino in vigore ill 0 gennaio 1970,
mano le meraviglie di Cristo nei suoi servi e propongono secondo i decreti che saranno pubblicati congiuntamente
ai fedeli opportuni esempi da imitare» u. In verità, la dalla Sacra Congregazione dei Riti e dal «Consiglio» e
Chiesa cattolica ba sempre ritenuto che il mistero pa- che saranno valevoli fino all'edizione del Messale e del
squale di Cristo viene proclamato e rinnovato nelle feste Breviario restaurati.
dei santi u.
Tutto ciò che è stabilito in questa nostra Lettera data
Non si può tuttavia negare che nel corso dei secoli le fe- «motu proprio», vogliamo che sia valido in modo per-
ste dei santi siano aumentate in numero sproporzionato. manente, nonostante quanto vi possa essere di contrario
Il santo Concilio ha perciò giustamente decretato: nelle Costituzioni e negli Ordinamenti Apostolici dei
«Perché le feste dei santi non abbiano a prevalere sulle Nostri Predecessori, e in altre disposizioni, anche degne
feste che commemorano i misteri della salvezza, molte di di particolare menzione e di deroga.
esse siano lasciate alla celebrazione di ciascuna Chiesa
particolare o nazione o famiglia religiosa; siano invece Dato a Roma, presso san Pietro, ill4 febbraio 1969, an-
estese a tutta la Chiesa soltanto quelle che celebrano san- no sesto del Nostro Pontificato.
ti di importanza veramente universale» 1• .
PAOW PP.VI
Allo scopo di attuare questa decisione del Concilio Ecu-
menico, sono stati tolti dal Calendario universale i nomi
di alcuni santi e si dà facoltà e libertà di recuperare con-
venientemente nelle rispeUive regioni la memoria e il cul-
to di santi particolari. l Cfr Concilio Vaticano Il, Costituzione sulla sacra Uturgja, Sacro-
sanclum Concilium, nn. 102-11 1; A.A.S. S6 (1964) pp. 125-128.
E così, tolti dal Calendario romano i nomi di alcuni san- 2 Ibidem, D. 106.
ti non universalmente noti, sono stati inseriti i nomi di l Cfr sacra Congregazione dei Riti, Decreto DominÌCile Resurrectionis,
alcuni martiri vissuti in regioni dove l'annuncio del Van- 9 febbraio 1951 : A.A.S. 43 (1951) pp. 128-129.
gelo è giunto più tardi. In questo modo figurano, con • Sacra Congregazione dei Riti, Decreto generale Maxima RMemptlo-
uguale dignità, nello stesso catalogo, come rappresen- nis nostraemysteria, 16novernbre 19SS: A.A.S. 47 (1955) p. 839.
tanti di tutte le genti, sia quelli che hanno versato il san- ' Leone Magno, Sermo XXVII in Nativi/ate Domini, 7, l : PL 54, 216.
gue per Cristo, sia quelli che furono insignì per grandi ' Cfr Missafe RolfUJnum, CoUeua della festa del Battesimo del Signore.
virtù. 1 Cfr ibidem, Colletta dellunedl fra l'Ottava dJ PaSQua.
• Concilio Vaticano Il, Costituzione sulla sacra Liturgia, Sacrosanctum
Perciò, riteniamo che il nuovo Calendario generale, re- Concilium, n. 102.
datto per il rito latino, risponda meglio alla pietà e al cli- 9 Cfr ibidem.
ma del nostro tempo, e rifletta maggiormente l'universa- 10 Ibidem, n. 103.
lità della Chiesa; poiché adesso propone i nomi dei santi 11 Cfr Breviarlum SyrÌilcum (sec. V), ed. B. Mariani, Roma 1956, p. 27.
più importanti, che presentano a tutto il popolo di Dio 12 Cfr Concilio Vaticano Il, Costituzione sulla sacra Liturgia, Sacro-
esempi meravigliosi di santità, conseguita in svariatissi- sanctum Concilium, n. 111.
mi modi. È superfluo dire quanto tutto questo contribui- Il Cfr ibidem, n. 104.
sca al bene spirituale di tutto il popolo cristiano. 1• Cfr ibidem, n. Ili.
NORME GENERALI PER L'ORDINAMENTO
DELL'ANNO LITURGICO E DEL CALENDARIO

CAPITOLO I

L'ANNO LITURGICO

l. La santa Chiesa celebra, con sacro ricordo, in gior- La domenica, per sé, esclude l'assegnazione perpe-
ni determinati, nel corso dell'anno,l'opera di salvezza di tua di qualsiasi altra celebrazione. Tuttavia:
Cristo. Ogni settimana, nel giorno a cui ba dato il nome a) nella domenica fra l'ottava del Natale del Signore si
di domenica, fa la memoria della Risurrezione del Si- celebra la festa della santa Famiglia;
gnore, che ogni anno, insieme alla sua beata Passione, b) nella domenica dopo il 6 gennaio, si celebra il Batte-
celebra a Pasqua, la più grande delle solennità. Nel cor· simo del Signore;
so dell'anno, poi, distribuisce tutto il mistero di Cristo e
commemora il giorno natalizio dei santi. c) nella domenica dopo Pentecoste si celebra la festa
deiEa SS.ma Trinità;
La Chiesa, infine, nei vari tempi dell'anno, secondo una d) nell'ultima domenica del Tempo Ordinario si celebra
tradizionale disciplina, completa la formazione dei fede- la solennità di Cristo Re dell'universo.
li per mezzo di pie pratiche spirituali e corporali, per
mezzo dell'istruzione, della preghiera, delle opere di pe-
7. Nei luoghi dove le solennità dell'Epifania, dell'A-
nitenza e di misericordia •. scensione e del Corpus Domini non sono di precetto, sa-
ranno trasportate alla domenica come a giorno proprio,
l. I principi che qui vengono esposti si possono e si in questo modo:
debbono applicare sia al Rito romano che a tutti gli altri
riti; le norme pratiche, invece, riguardano solo il Rito a) l'Epifania, alla domenica tra il2 e 1'8 gennaio;
romano, a meno che si tratti di cose che per la loro stessa b) l'Ascensione, alla domenica VII di Pasqua;
natura si riferiscono anche ad altri riti 2 • c) la solennità del Corpus Domini, alla domenica dopo
la SS.ma Trinità.
TITOLO I
DI. Le solennlti, le feste e le ""Jemorie
l GIORNI LITURGICI 8. La Chiesa nel corso dell'anno, celebrando il miste-
ro di Cristo, venera anche con amore particolare la bea-
I. tlomo liturgico ta Maria, Madre di Dio, e propone alla pietà dei fedeli la
3. Ogni giorno viene santificato dal popolo di Dio memoria dei martiri e degli altri santi •.
con celebrazioni liturgiche, specialmente con il Sacrifi-
cio eucaristico e l'Ufficio divino. Il giorno liturgico de- 9. I santi che hanno un rilievo universale si celebrano
corre da una mezzanotte all'altra. La celebrazione, però, obbligatoriamente in tutta la Chiesa; gli altri, o sono
della domenica e delle solennità inizia dai Vespri del elencati nel calendario per essere celebrati facoltativa-
giorno precedente. mente, o sono lasciati alla venerazione di ciascuna Chie-
sa particolare, o nazione, o famiglia religiosa s.
II. La dom•~ica
4. La Chiesa, seguendo la tradizione apostolica che IO. Le celebrazioni, secondo l'importanza che viene lo-
trae origine dal giorno stesso della risurrezione del Si- ro attribuita, sono denominate e si distinguono fra di lo-
gnore, celebra, nel primo giorno della settimana, che ro cosi: solennità, feste, memorie.
viene chiamato giorno del Signore o domenica, il miste-
ro pasquale. Pertanto la domenica si deve considerare 11. Le solennità rientrano fra i giorni principali, la cui
come la festa primordiale ' . celebrazione inizia con i primi Vespri, il giorno prece-
dente. Alcune solennità hanno anche la Messa propria
S. Per la sua particolare importanza la domenica cede della vigilia, da usarsi alla sera del giorno precedente,
la sua celebrazione solamente alle solennità e alle feste qualora si celebrasse la Messa nelle ore serali.
del Signore; ma le domeniche di Avvento, di Quaresima
e di Pasqua hanno sempre la precedenza anche sulle fe- La celebrazione della Pasqua e del Natale, che so-
ste del Signore e su tutte le solennità. Le solennità, che no le massime solennità, si protrae per otto giorni. Le
coincidono con queste domeniche, si anticipano al sabato. due ottave sono ordinate da leggi proprie.
NORME PER L'ANNO LITURGICO E IL CALENDARIO LV

Le feste si celebrano nell'ambito del giorno natura- 21. La Veglia pasquale, durante la notte in cui Cristo è
le; quindi non hanno i primi Vespri, a meno che si tratti risorto, è considerata come la «madre di tutte le Ve-
di feste del Signore che capitano nelle domeniche del glie» 11 • ln essa la Chiesa attende, vegliando, la risurre-
Tempo Ordinario o del Tempo di Natale e ne sostituisco- zione di Cristo e la celebra nei sacramenti. Quindi tutta
no l'Ufficio. la celebrazione di questa sacra Veglia si deve svolgere di
notte, cosicché o cominci dopo l'inizio della notte o ter-
14. Le memorie sono obbligatorie o facoltative; la loro mini prima dell'alba della domenica.
celebrazione si compone con la celebrazione della feria
secondo le disposizioni descritte nei « Principi e norme Il l • enpo di Pasqua
per l'uso del Messale Romano e della Liturgia delle
ore». I cinquanta giorni che si succedono dalla domenica
di Risurrezione alla domenica di Pentecoste si celebrano
Le memorie obbligatorie che coincidono con le ferie del- nell'esultanza e nella gioia come un solo giorno di festa,
la Quaresima, si possono celebrare solamente come me- anzi come ~~ la grande domenica» 11 •
morie facoltative. Sono i giorni nei quali, in modo del tutto speciale, si can-
Se il calendario riporta nello stesso giorno più memorie ta l'Alleluia.
facoltative, se ne può celebrare una sola, omettendo le
altre. 23 Le domeniche di questo tempo vengono considera-
te come domeniche di Pasqua e, dopo la domenica di Ri-
15. Nei sabati del Tempo Ordinario, si può fare la me- surrezione, si chiamano domeniche II, III, IV, V, VI,
moria facoltativa della beata Vergine Maria, purché non VII di Pasqua. Questo sacro tempo dei cinquanta giorni
coincida con una memoria obbligatoria. si conclude con la domenica di Pentecoste.

24. I primi otto giorni del tempo pasquale costituisco-


IV Le ferie no l'ottava di Pasqua e si celebrano come solennità del
16. I giorni della settimana che seguono la domenica, Signore.
si chiamano ferie. La loro celebrazione differisce a se-
conda dell'importanza propria di ciascuna. 15. L'Ascensione del Signore si celebra il quarantesi-
a) n mercoledl delle Ceneri e le ferie della Settimana mo giorno dopo la Pasqua, eccetto nei luoghi in cui non
Santa, dal lunedì al giovedì, hanno la precedenza su tut- è di precetto, dove viene trasferita alla VII domenica di
te le altre celebrazioni. Pasqua (cfr n. 7).
b) Le ferie dell'Avvento, dal 17 al 24 dicembre incluso,
e tutte le ferie della Quaresima hanno la precedenza sulle 26. I giorni dopo l'Ascensione fino al sabato prima di
memorie obbligatorie. Pentecoste, preparano la venuta dello Spirito Santo.
c) Le rimanenti ferie cedono alle solennità e feste e si
compongono con le memorie. m. .l empo di Qu re ima
27. Il Tempo di Quaresima ha lo scopo di preparare la
Pasqua: la liturgia quaresimale guida alla celebrazione
del mistero pasquale sia i catecumeni, attraverso i diversi
TITOLO Il gradi dell'iniziazione cristiana, sia i fedeli, per mezzo del
ricordo del Battesimo e della Penitenza u .
IL CICLO DELL'ANNO LITURGICO
28. Il Tempo di Quaresima decorre dal mercoledì delle
17. La Chiesa celebra tutto il mistero di Cristo durante Ceneri fino alla Messa nella Cena del Signore esclusa.
il corso dell'anno, dall'Incarnazione alla Pentecoste e al-
l'attesa del ritorno del Signore'. Dall'inizio della Quaresima fino alla Veglia pasquale
non si canta l'Alleluia.
l. • d O flll. QU J 29. Il mercoledì, da cui ha inizio la Quaresima e che
n Triduo della Passione e della Risurrezione del Si- ovunque è giorno di digiuno, si impongono le ceneri 14 •
7
gnore risplende al vertice dell'anno liturgico , poiché
l'opera della redenzione umana e della perfetta glorifica- 30. Le domeniche di questo tempo vengono chiamate
zione di Dio è stata compiuta da Cristo specialmente per domenica l , Il, III, IV, V di Quaresima. La sesta dome-
mezzo del mistero pasquale, col quale, morendo, ha di- nica, in cui ha inizio la Settimana Santa, si chiama
strutto la nostra morte, e risorgendo, ci ha ridonato la «Domenica delle palme e della Passione del Signore».
vita. La preminenza di "cui gode la domenica nella setti-
mana, la gode la Pasqua nell'anno liturgico•. 31. La Settimal)a Santa ha per scopo la venerazione
della Passione di Cristo dal suo ingresso messianico in
19 Il Triduo pasquale della Passione e della Risurre- Gerusalemme.
zione del Signore ha inizio dalla Messa nella Cena del Si- Il Giovedì della Settimana Santa, al mattino, il vescovo,
gnore, ha il suo fulcro nella Veglia pasquale, e termina concelebrando la Messa col suo presbiterio, benedice gli
con i Vespri della domenica di Risurrezione. oli santi e fa il sacro crisma.
20 Il Venerdì della Passione del Signore' e, secondo l
l'opportunità, anche il Sabato Santo fino alla Veglia pa-
squale ' 0 , si celebra il digiuno pasquale. Dopo l'annuale rievocazione del mistero pasquale,
la Chiesa non ha nulla di più sacro della celebrazione del
Nel pomeriggio del Venerdì Santo si celebra la Passione Natale del Signore e delle sue prime manifestazioni: ciò
del Signore. che essa compie con il Tempo di Natale.
LVI NORME PER L'ANNO l JTIJRGICO E IL CALENDARIO

33 Il Tempo di Natale inizia con i primi Vespri del Na- dell'anno,le quali sono destinate non a celebrare un par-
tale del Signore e termina la domenica dopo l'Epifania, ticolare aspetto del mistero di Cristo, ma nelle quali tale
cioè la domenica che cade dopo i16 gennaio. mistero viene piuttosto venerato nella sua globalità, spe-
cialmente nelle domeniche. Questo periodo si chiama
..-4. La Messa della vigilia di Natale si usa alla sera del Tempo Ordinario.
24 dicembre sia prima che dopo i primi Vespri.
· H Tempo Ordinario comincia il lunedì che segue la
Nel giorno di Natale, secondo l'antica tradizione roma-
na, si possono celebrare tre Messe: nella notte, all'alba, domenica dopo il 6 gennaio e si protrae fino al martedl
prima della Quaresima; riprende poi con il lunedl dopo
nella giornata. La Pentecoste per terminare prima dei primi Vespri della
J domenica di Avvento.
J~. L'ottava del Natale è cosi ordinata:
a) nella domenica fra l'ottava si celebra la festa della Allo stesso modo vengono utilizzati i formulari per le
santa Famiglia; mancando tale domenica, la festa si ce- domeniche e le ferie, che si trovano nel breviario e nel
lebra il 30 dicembre; Messale.
b) il 26 dicembre, è la festa di santo Stefano protomar-
tire; V . Le Roaa Jolli e le «Quattro Tempora»
c) il 27 dicembre, si celebra la festa di san Giovanni 45. Con le Rogazioni e le Quattro Tempora, la Chiesa
evangelista; suole pregare il Signore per le necessità degli uomini, so-
d) il 28 dicembre, si celebra la festa dei santi Innocenti; prattutto per i frutti della terra e per il lavoro dell'uomo,
e) i giorni 29, 30, 31 sono giorni fra l'ottava; e ringraziarlo pubblicamente.
f) il l o di gennaio, ottava del Natale, si celebra la solen~
nità di Maria Madre di Dio, nella quale si commemora AffincM le Rogazioni e le Quattro Tempora possa-
anche l'imposizione del SS.mo Nome di Gesù. no venire adattate alle diverse situazioni locali e alle ne-
cessità dei fedeli, saranno d'ora in poi regolate dalle
La domenica tra il 2 e il S gennaio è la domenica Il Conferenze Episcopali, sia quanto al tempo che al modo
dopo il Natale. di celebrarle.
L'autorità competente perciò, tenendo presente la situa-
L'Epifania del Signore si celebra il 6 gennaio; nei zione locale, stabilirà le norme relative alla durata di tali
luoghi in cui non è di precetto viene assegnata alla dome- celebrazioni, che potranno protrarsi per uno o più gior-
nica che cade fra il2 e 1'8 gennaio (cfr n. 7). ni, e riguardo alla loro eventuale ripetizione durante
l'anno.
Nella domenica dopo il 6 gennaio si celebra la festa
del Battesimo del Signore. 47 La Messa per i singoli giorni di queste celebrazioni,
si scelga tra quelle per varie necessità, che sono più adat-
V Il le o dl Avv , te allo scopo delle celebrazioni.
J9 Il Tempo di Avvento ha una doppia caratteristica:
è tempo di preparazione alla solennità del Natale, in cui
sì ricorda la prima venuta del Figlio di Dio fra gli uomi-
ni, e contemporaneamente è il tempo in cui, attraverso
tale ricordo, lo spirito viene guidato all'attesa della se- l Cfr Con<:ilio Valicano Il, Costituzione sulla sacra Uturgia, Sacro-
sanctum Cont:ilium, nn. 102-IOS: A.A.S. S6 (1964) pp. 12.5-126.
conda venuta del Cristo alla fìne dei tempi.
l Cfr lbidtm, n. 3.
J Cfr lbidtm, n. 106.
..O. Il Tempo di Avvento comincia dai primi Vespri
della domenica che capita il 30 novembre o è la più vici- • Cfr Ibidem, nn. 103-104.
na a questa data, e termina prima dei primi Vespri di s Cfr ibidem, n. Il i.
Natale. ' Cfr Ibidem, n. 102.
7 Cfr lbidtm, n. S.
l Cfr Ibidem, n . 106.
Le domeniche di questo tempo si chiamano: dome-
nica l, U,lll, IV di Avvento. ' Cfr Paolo VI, Costituzione Apostolica Paenltemlni, 11 febbraio
1966,11 § 3: A.A.S . S8 (1966) p . 184.
10 Cfr Concilio Vatkano Il, Costituzione sulla sacra Utursia, Sacro-
4 Le ferie dall7 al24 dicembre sono ordinate ad una saJtctum Colldlium, n. IlO: A.A.S. 56(1964) p . 127.
più diretta preparazione al Natale del Signore. Il Sant'A&ostino,Snmo219: PL38,1088.
u Sant' Atanasio, Eplst.fnt. l : PO 26, 1366.
Il Cfr Concilio Vaticano Il, Costituzione sulla sacra Uturp, Sacro-

'
o( Oltre i tempi che hanno proprie caratteristiche, ci
sono trentatr~ o trentaquattro settimane durante il corso
sanctum Concllium, n. 109: A.A.S. S6 (1964) p . 127.
14 CCr Paolo VI, Costituzione Apostollca Pamitmunl, 17 febbraio
1966, Il§ 3: A.A.S . .S8 (1966) p . 184.
NORME PER L'ANNO LITURGICO E IL CALENDARIO LVII

CAPITOLO II

IL CALENDARIO

TITOLO I Lo stesso principio può essere applicato, per analogia,


anche ai Calendari religiosi, nel caso di più province esi-
IL CALENDARIO E LE CELEBRAZIONI . stenti in uno stesso territorio.
DA ISCRIVERSI IN ESSO
52. Il Calendario particolare si compone inserendo nel
48. L'ordinamento generale della celebrazione delJ'an- Calendario generale le solennità, le feste e le memorie
no liturgico è regolato dal Calendario, che è generale o proprie, cioè:
particolare, secondo che riguarda tutto il rito romano o a) Nel Calendario diocesano, oltre alle celebrazioni dei
qualche Chiesa locale o famiglia religiosa. Patroni, e della dedicazione deJla chiesa cattedrale, i
santi e i beati che hanno un particolare rapporto con la
49. Nel Calendario generale è segnato tutto il ciclo del- diocesi, ad esempio per esservi nati, per avervi abitato a
le celebrazioni, sia quello relativo al mistero della salvez- lungo, per esservi morti.
za nel Proprio del Tempo, sia quello relativo alle feste b) Nel Calendario religioso, oltre aJla celebrazione del
dei santi, di rilievo universale, e quindi da celebrarsi ob- Titolo, del Fondatore e del Patrono, i santi e i beati, che
bligatoriamente, sia degli altri che manifestano l'univer- furono membri della famiglia religiosa, o ebbero parti-
sale e continua santità del popolo di Dio. colare relazione con essa.
c) Nel Calendario delle singole chiese, oltre alle celebra-
I Calendari particolari contengono le celebrazioni pro- zioni della diocesi o della famiglia religiosa, le celebra-
prie, inserite organicamente nel ciclo generale. È giusto, zioni di quella chiesa, elencate nella tabella dei giorni li-
infatti, che le singole Chiese o le famiglie religiose vene- turgici, e dei santi il cui corpo si conserva nella chiesa
rino con particolare onore quei santi che, per qualche ra- stessa. I membri delle famiglie religiose si uniscono alla
gione particolare, sono loro propri. comunità della Chiesa locale nel celebrare la dedicazione
I Calendari particolari, composti dall'autorità compe- della chiesa cattedrale e del Patrono principale del luogo
tente, devono essere approvati dalla Sede Apostolica. o del territorio in cui risiedono.

50. Nella composizione dei Calendari particolari si de- 53. Quando qualche diocesi o qualche famiglia religio-
vono tener presenti i seguenti principi: sa ha un numero rilevante di santi e di beati, bisogna evi-
tare che il Calendario della diocesi o dell'Istituto sia ap-
a) Il Proprio del Tempo, cioè il ciclo dei tempi, delle so- pesantito più del necessario. Quindi:
lennità e delle feste, attraverso cui si svolge e si celebra il
mistero della Redenzione neJI'anno liturgico, deve essere a) prima di tutto si può avere una celebrazione comune
conservato integro e deve godere della dovuta preminen- di tutti i santi e beati della diocesi o della famiglia reli-
za suJle celebrazioni particolari. giosa, o di qualche loro categoria;
b) si iscrivano nel Calendario, con celebrazione singola,
b) Le celebrazioni proprie devono essere in organico ac- solo quei santi o quei beati che hanno una particolare
cordo con le celebrazioni universali, tenendo presente importanza per tutta la diocesi o per tutta la famiglia re-
l'ordine e la precedenza indicate per ciascuna nella tabel- ligiosa;
la dei giorni liturgici. Per non riempire eccessivamente i·
calendari particolari, i singoli santi avranno una sola ce- c) gli altri santi o bea:ti si celebrino solo in quei luoghi
lebrazione nell'anno liturgico. Se particolari ragioni pa- con i quali hanno un rapporto stretto, o dove si conserva
storali lo richiedessero, si potrà avere una seconda cele- il loro corpo.
brazione in forma di memoria facoltativa per la trasla- 54. Le celebrazioni proprie siano iscritte nel Calenda-
zione o il ritrovamento dei santi Patroni o fondatori di rio come memorie obbligatorie o facoltative, a meno
Chiese o di famiglie religiose. che, per qualcuna, non sia stabilito diversamente nell'e-
c) Le celebrazioni votive non siano un duplicato di altre lenco dei giorni liturgici, o ci siano particolari ragioni
celebrazioni già contenute nel ciclo del mistero della sal- storiche o pas.torali. Tuttavia nulla impedisce che alcune
vezza, né il loro numero sia moltiplicato senza ragione. celebrazioni si svolgano in determinati luoghi, in modo
più solenne che non in tutta la diocesi o nella famiglia re-
51. Per quanto sia opportuno che ogni diocesi abbia il ligiosa.
suo Calendario e il suo Proprio degli Uffici e deJle Mes-
se, nulla vieta che vi siano Calendari e Propri, comuni a ss. Le celebrazioni iscritte nel Calendario proprio de- ·
un'intera provincia o regione, o anche a una nazione o a vono essere osservate da tutti coloro che sono tenuti a
un territorio più vasto, preparati in collaborazione tra quel Calendario; e non possono essere mutate di grado o
tutti coloro cui tali Calendari e Propri sono destinati. canceJlate senza l'approvazione deJla Sede Apostolica.
LVIII NORME PER L'ANNO LITURGICO E IL CALENDARIO

TITOLO Il ni che ricorrono in settimana e che sono particolarmente


care alla pietà dei fedeli, purché nell'elenco delle prece-
IL GIORNO PROPRIO denze, abbiano la precedenza sulla domenica stessa. Di
DELLE CELEBRAZIONI queste celebrazioni si possono dire tutte le Messe a cui
partecipa il popolo.
~ stata costante abitudine della Chiesa, celebrare i
santi nel loro giorno natalizio: la stessa cosa si osserverà La precedenza tra i giorni liturgici, in quanto alla
opportunamente anche per le celebrazioni da iscriversi loro celebrazione, è regolata unicamente dalla seguente
nel Calendario particolare. tabella.

Tuttavia, bencM le celebrazioni proprie abbiano specia-


le importanza per le Chiese locali o famiglie religiose, è
molto opportuno che nella celebrazione delle solennità,
feste o memorie obbligatorie, elencate nel Calendario TABELLA DEI GIORNI LITURGICI
generale, si mantenga il più possibile l'unità. Pertanto, uposta ond) l'ordl e di prec•d DT.a
nel fissare il giorno delle celebrazioni proprie nel Calen-
dario particolare, si osserverà quanto segue:
a) Le celebrazioni che sono elencate anche nel Calenda-
rio generale, siano iscritte nel Calendario particolare al-
lo stesso giorno, mutando, se è necessario, il grado della l . Triduo pasquale della Passione e della Risurrezione
celebrazione. del Signore.
Lo stesso si faccia nell'iscrivere le celebrazioni proprie di 2. Natale del Signore, Epifania, Ascensione, Pente-
qualche chiesa, per quel che riguarda il Calendario dio- coste.
cesano o religioso. Domeniche di Avvento, Quaresima e Pasqua.
b) Le celebrazioni dei santi, che non si trovano nel Ca- Mercoledl delle Ceneri.
lendario generale, siano fissate al loro giorno natalizio. Ferie della Settimana Santa, dal lunedl al giovedl.
Qualora si ignorasse il giorno natalizio, la celebrazione Giorni dell'ottava di Pasqua.
sia assegnata a un giorno che abbia qualche relazione 3. Solennità del Signore, della beata Vergine Maria,
con il santo, per esempio al giorno dell'ordinazione, del dei santi, elencate nel Calendario generale.
ritrovamento delle reliquie, della traslazione; altrimenti Commemorazione dei fedeli defunti.
in un giorno che, nel Calendario particolare, sia libero
4 . Solennità proprie, cioè:
da altre celebrazioni.
a) Solennità del Patrono principale del luogo o del-
c) Se il giorno natalizio o proprio è impedito da un'altra la città.
celebrazione obbligatoria, anche di grado inferiore, ri- b) Solennità della dedicazione e dell'anniversario
portata dal Calendario generale o particolare, venga as- della dedicazione della propria chiesa.
segnata al giorno più vicino non impedito. c) Solennità del Titolo della propria chiesa.
d) Se però si tratta di celebrazioni che per motivi pasto- d) Solennità o del Titolo
rali non si possono trasferire in altro giorno, si trasferi- o del Fondatore
sca la celebrazione impediente. o del Patrono principale dell'Ordine o della
e) Le altre celebrazioni, ossia le celebrazioni votive, sia- Congregazione.
no poste nel giorno più adatto sotto l'aspetto pastorale.
f) Affinché il ciclo dell'anno liturgico risplenda nella
sua piena luce e d'altra parte non siano impedite le cele- Il
brazioni dei santi, i giorni in cui abitualmente cade la
Quaresima e l'ottava di Pasqua, come pure i giorni dal S. Feste del Signore, elencate nel Calendario generale.
17 a 31 dicembre, siano lasciati liberi da celebrazioni 6. Domeniche del Tempo di Natale e domeniche del
particolari, a meno che si tratti di memorie non obbliga- Tempo Ordinario.
torie o di feste elencate nella tabella dei giorni liturgici, 7. Feste della beata Vergine Maria e dei santi del Ca-
al n. 8, lettere a, b, c, d, o di solennità che non possono lendario generale.
venire trasferite ad altro tempo.
8. Feste proprie, cioè:
La solennità di san Giuseppe (19 marzo) può essere tra- a) Festa del Patrono principale della diocesi;
sferita ad altro giorno fuori della Quaresima con decreto b) Festa dell'anniversario della dedicazione della
della Conferenza Episcopale, a meno che sia festa di pre- chiesa cattedrale;
cetto. c) Festa del Patrono principale della regione o del-
la provincia, della nazione, di un territorio più
57. Se alcuni santi o beati sono iscritti insieme nel Ca- ampio;
lendario, saranno celebrati sempre insieme, anche se d) Festa del Titolo, del Fondatore, del Patrono
qualcuno di essi è più particolarmente proprio. Questo, principale di un Ordine o di una Congregazione
nel caso che abbiano un medesimo grado di celebrazio- e della provincia religiosa, salvo quanto stabili-
ne. Ma se uno o più di questi santi o beati devono essere to al n. 4;
celebrati con un grado superiore, si faccia l'Ufficio solo e) Altre feste proprie di qualche chiesa;
di questi, tralasciando gli altri, a meno che convenga as- f) Altre feste elencate nel Calendario di ogni dioce-
segnarli ad altro giorno, come memoria obbligatoria. si, Ordine o Congregazione.
9. Ferie d'Avvento dall7 al24 dicembre;
58 Per il bene pastorale dei fedeli, è lecito riprendere Giorni dell'ottava di Natale;
nelle domeniche del Tempo Ordinario quelle celebrazio- Ferie di Quaresima.
NORME PER L'ANNO I ITURGICO E Il CAI.F.NDARIO LIX

III Ferie del tempo pasquale dal lunedì dopo l'ottava


di Pasqua al sabato prima della domenica di Pente-
10. Memorie obbligatorie del Calendario generale. coste.
11 . Memorie obbligatorie proprie, cioè: Ferie del Tempo Ordinario.
a) Memorie del Patrono secondario del luogo, del-
la diocesi, della regione, o della provincia, della 60. Se nello stesso giorno cadono più celebrazioni, si
nazione, di un territorio più ampio; dell'Ordine, fa quella che, nell'elenco dei giorni liturgici, occupa il
della Congregazione e provincia religiosa; posto superiore.
b) Altre memorie obbligatorie elencate nel Calen-
Tuttavia. una solennità impedita da un giorno liturgico
dario di ogni diocesi, Ordine o Congregazione. che ha la precedenza su di essa, si trasferisce al primo
12. Memorie facoltative che tuttavia si possono fare giorno libero da una delle ricorrenze elencate nella tabel-
anche nei giorni elencati al n . 9, secondo quanto è la delle precedenze ai numeri 1-8, tenuto presente quanto
descritto in « Principi e norme» per l'uso del Mes- è prescritto nel n. S delle «Norme». Le altre celebrazioni
sale Romano e della Liturgia delle ore. per quell'anno si omettono.
Allo stesso modo si possono celebrare come memo-
rie facoltative le memorie obbligatorie, che acci- 61. Se nello stesso giorno venissero a coincidere i Ve-
dentalmente capitano nelle ferie di Quaresima. spri dell'Ufficio corrente e i primi Vespri del giorno se-
13 . Ferie d'Avvento fino al16 dicembre. guente, prevalgono i Vespri della celebrazione che nella
Ferie del Tempo di Natale dal 2 gennaio al sabato tabella delle precedenze è posta per prima; in caso di pa-
dopo l'Epifania. rità, prevalgono i Vespri del giorno corrente.
CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA

PRECISAZIONI

CELEBRAZIONI VARIE naie o nazionale in momenti particolari dell'anno litur-


gico:
Celebnuluuc: cku Epiflllll•, uc:u ~mauoc: a) nella settimana di preghiera per l'unione dei cristiani
• c ,,•• secondo le indicazioni già suggerite sul piano nazionale e
Nelle Chiese in Italia la solennità dell'Epifania si celebra le iniziative delle singole diocesi;
la domenica dopo il l o gennaio, l'Ascensione la domeni- b) in uno o più giorni p rima dell'Ascensione o in altro
ca VII di Pasqua e la solennità del Corpo e del Sangue giorno adatto per invocare il Signore, perché ci liberi da
del Signore la domenica dopo la Santissima Trinità. ogni pericolo e calamità e la sua benedizione ottenga che
il lavoro dell'uomo e la terra diano il frutto sperato;
NidJrHZIUii u t o'esù c) in occasione delle esposizioni solenni annuali dell'Eu-
d ltaL.. caristia con suppliche e veglie di preghiera, specialmente
Nel Calendario liturgico per l'Italia sono celebrate con il per le vocazioni ai vari carismi e ministeri ecclesiali se-
grado di « festa » le memorie liturgiche dei patroni d' Ita- condo l'esortazione del Signore (cfr M t 9,38);
lia: santa Caterina da Siena (29 aprile) e san Francesco d) in occasione della giornata nat.ionale del ringrazia-
d'Assisi (4 ottobre); dei patroni d'Europa: i santi Cirillo mento al termine dei lavori stagionali dell'agricoltura e
e Metodio (14 febbraio) e san Benedetto (l l luglio). alla ripresa, dopo il periodo delle ferie estive, dei vari ci-
cli lavorativi con preghiere di benedizione al Signore e di
invocazione per il nuovo anno di lavoro che sottolineino
la giustizia sociale, l'uso comune dei beni della terra e la
LE «ROGAZIONI » dignità del lavoro umano•;
E LE « QUATTRO TEMPORA » e) in occasione dei pellegrinaggi ai santuari che per la lo-
ro storia sono particolarmente legati alle vicende tristi e
In attuazione delle indicazioni date ai nn. 45-47, la liet~ della Chiesa locale e costituiscono un richiamo per-
C.E.I. richiama alcuni principi di orientamento dottri- manente alla devozione e alla fervida preghiera del po-
nale e pastorale. polo.
In tutte queste circostanze nella celebrazione della
taw ;a d1 1"ll\lt Messa si può usare un formulario adatto scelto tra
a) La preghiera di «rogazione» è una supplica di in- quelli indicati nelle Messe per varie necessità o votive
tercessione specialmente per intenzioni di interesse lo- secondo quanto stabilito in «Principi e norme per
cale o particolare; essa va collocata nella struttura ge- l'uso del Messale Romano»' .
nerale della preghiera, dialogo tra Dio e il suo popolo,
di cui la litania è una espressione pastoralmente effica- Lt <<Quattro Tenpon ))
ce e largamente diffusa. La tradizione delle« Quattro Tempora )), originariamen-
b) La benedizione discendente che richiama la benedi- te legata alla santificazione del tempo nelle quattro sta-
zione originaria di Dio creatore sugli uomini e sulle cose, gioni, può essere opportunamente ravvivata con mo-
suscita ed esige la benedizione ascendente quale risposta menti di preghiera e di riflessione che pongano in rilievo
dell'uomo al dono di Dio (Gn 24,26-27; 27 ,27-28; Gv il mistero di Cristo nel tempo. In tali occasioni si potrà
11,41; Ef 1,31 ecc.). ad esempio usare qualche formulario particolare di pre-
c) Il lavoro umano ha un valore individuale, sociale e ghiera universale o dei fedeli o anche, nel Tempo Ordi-
anche soprannaturale come collaborazione all'opera nario, valersi dei formulari delle Messe per varie necessi-
creatrice di Dio (Gn 1,28), autorealizzazione della perso- tà nei giorni del cambio della stagione•.
na umana 1 , servizio al bene comune 1 ; attuazione del L'inizio delle quattro stagioni si ricorda il mercoledl, il
progetto della redenzione'. In tutta questa ricchezza di venerdl e il sabato dopo la III domenica di Avvento (In-
significati viene assunto da Cristo uomo-Dio per essere verno), dopo la l domenica di Quaresima (Primavera),
consegnato al Padre, perché Dio sia tutto in tutti (cfr l dopo la domenica di Pentecoste (Estate), dopo la III do-
Cor 15,28). menica di settembre (Autunno).

Il. Orientam~11tl pastorali


GIORNATE NAZIONALI O DIOCESANE
La prassi delle « rogazioni », espresse sia nella forma li- Nel contesto di queste direttive rientrano anche le cosid-
tanica che accompagna anche le processioni da un luogo dette «giornate nazionali o diocesane per intenzioni par-
all'altro, sia nella forma di supplica nelle liturgie eucari- ticolari)), celebrate in domenica e già diffuse nella prassi
stiche per varie necessità o in altre celebrazioni (veglie di per le quali si richiamano gli orientamenti che seguono:
preghiera, celebrazioni della parola ecc.), può essere op-
portunamente rivalorizzata secondo le direttive dell'Or- l. La riunione del popolo di Dio nel giorno domeni-
dinario diocesano o della Conferenza Episcopale regio- cale comprende già l'invito a pregare per tutte le inten-
PRECISAZIONI LXI

zioni della comunità, e anche, secondo la prassi apostoli- gico tra le Messe indicate «Per varie necessità» con le
ca (2 Cor 8-9) l'impegno a offrire il proprio contributo modalità stabilite nel Messale Romano'.
per le necessità dei fratelli. La stessa prassi penitenziale e) nelle sedi proprie si promuovano anche iniziative con-
del venerdì ha Io scopo di andare incontro agli altri con crete per illustrare il messaggio e gli obiettivi (conferen-
sacrificio personale 1 • ze, incontri, cartelli, mostre, distribuzione di stampa,
ecc.);
Alla luce di questi principi si raccomanda: f) ~ opportuno che nella domenica precedente se ne dia
a) Nelle «giornate» indette per una determinata dome- avviso al popolo prima del congedo della Messa, invi-
nica, si celebri, come di regola, la Messa propria del tando a partecipare a eventuali celebrazioni (Veglie di
giorno del Signore con le sue letture e con l'omeUa relati- preghiera, celebrazioni della Parola di Dio, ecc.) nel cor-
va alle letture stesse; so della settimana.
b) si ricordi quella particolare intenzione nella didasca-
lia introduttiva alla Messa e nella preghiera dei fedeli,
indicando anche gli scopi e le motivazioni della «gior-
nata)), in modo che i fedeli percepiscano la profonda
unità fra la partecipazione all'Eucaristia e la carità fra- • crr Concilio Vaticano Il , Costituzione pastorale sulla Chiesa nel
terna fattivamente dimostrata nelle preghiere e nelle of- mondo contemporaneo, Oaudium ti spts, n. 3S.
ferte. l crr lbidtm, n. 34.
c) si attui in modo opportuno la raccolta delle offerte in ) crr lbidtm, n. 67 .
modo da situarle nel contesto della presentazione dei do- • crr Pio Xli, Oiscor10 natalizio, 24 dicembre 1942: A.A.S. 3S (1943)
ni con la collaborazione di vari fedeli sensibilizzati a pp. 9ss.
questo ministero lit urgico'. ' Cfr sopra nn. 331 -334.
' Cfr 10pra Prilfdpl t normt ptr l'uso dtl M~lt Romano, nn . 326-
d) fuori delle solennità, delle domeniche di Avvento, di 334.
Quaresima, di Pasqua, del Mercoledì delle Ceneri; della 1 Crr Paolo VI, Costituzione apostolica, Patnittmini, 17 (ebbraio
Settimana Santa e della Commemorazione dei fedeli de- 1966,111: A.A.S. S8(1966)pp. 182-184.
funti, in occasione della convocazione dei fedeli per cele- l Crr sopra Principi t norml! pl!r l'uso dtl MtsSOit Romano, o. 68 c.
brazioni panicolari si potrà scegliere il formulario litur- ' crr ibidem, n. 332.
LXII CALENDARIO ROMANO

GENNAIO •
Solennit~ 1 Ottava di Natale
MARIA SS. MADRE DI DIO 45
Memor-U 2 Ss. BASIUO MAGNO E GREGORIO NAZIANZENO,
VESCOVI E DOTTORI DELLA CHIESA 461
3
4
5
Solennit. 6 EPIFANIA DEL SIGNORE 2 53
7 S. Raimondo de Peiiafort, sacerdote 462
8
9
10
11
12
13 S. Ilario, vescovo e dottore della Chiesa 462
14
15
16
Memor: 17 S. ANTONIO, ABATE 463
18
19
20 S. Fabiano, papa e martire 464
S. Sebastiano, martire 464
Memor 21 S. AGNESE, VERGINE E MARTIRE 465
22 S. Vincenzo, diacono e martire 466
23
Memortt 24 S. FRANCESCO DI SALES, VESCOVO E DOTTORE
DELLA C HIESA 466
Fes 25 CONVERSIONE DI S. PAOLO, APOSTOLO 468
Memor 26 Ss. TIMOTEO E Trro, VESCOVI 469
27 S. Angela Merici, vergine 470
Memor 28 S. ToMMASO D'AQUINO, SACERDOTE E DOTTORE
DELLA CHIESA 470
29
30
Mcmor 31 S. GIOVANNI B osco, SACERDOTE 471

Domenica dopo l'Epifania:


Festa BATTESIMO DEL SIGNORE 3 60
l Ouando non è indicato il grado della celebrazione, è memoria facoltauvo~
l ;rado ddlr celebraz1om segnate con la stelletta è propno per le Chiese 1n h aha.
le regioni m CUI non è d precetto SI celebra la domenÌl.t dopo Il 1° ~:enn.110.
1anao J•Eptfania si celebra la domeniça 7 o 8 ge1 naiu, qu~ta fe~t.l )i fo~ il luncdl ~cguente 8 o 9.
CALE!'•mARIO ROMANO LXIII

FEBBRAIO
l
Festa 2 PRESENTAZIONE DEL SIGNORE 472
3 S. Biagio, vescovo e martire 477
S. Ansgario (Oscar),. vescovo 477
4
Memoria 5 S. AGATA, VERGINE E MARTIRE 478
Memoria 6 Ss. PAOLO MIKI E COMPAGNI, MARTIRI 478
7
8 S. Girolamo Emiliani 479
9
Memoria 10 S. ScoLASTICA, VERGINE 479
11 B. Maria Vergine di Lourdes 480
12
13
*Fest.-. 14 SS. CIRILLO, MONACO E METODI O,
VESCOVO, PATRONI D'EUROPA 480
15
16
17 Ss. Sette Fondatori dell'Ordine dei Servi
della B.V.M. 482
18
19
20
21 S. Pier Damiani, vescovo e dottore della Chiesa 482
Festa 22 CATTEDRA DI S. PIETRO, APOSTOLO 483
Memorut 23 S. P oLICARPO, VESCOVO E MARTIRE 484
24
25
26
27
28
LXIV :ALENDARIO ROMANO

MARZO
l
2
3
4 S. Casimiro 485
5
6
Memorù 7 Ss. PERPETUA E FEUCITA, MARTIRI 485
8 S. Giovanni di Dio, religioso 486
9 S. Francesca Romana, religiosa 486
10
11
12
13
14
15
16
17 S. Patrizio, vescovo 487
18 S. C irillo di Gerusalemme, vescovo e dottore
della Chiesa 487
Solenni 19 S. GIUSEPPE, SPOSO DELLA B.V.M. 488
20
21
22
23 S. Turibio de Mogrovejo, vescovo 489
24
Solennita 25 ANNUNCIAZIONE DEL SIGNORE 490
26
27
28
29
30
31
CALENDARIO ROMANO LXV

APRILE
1
2 S. Francesco da Paola, eremiita 492
3
4 S. Isidoro, vescovo e dottore della Chiesa 492
5 S. Vincenzo Ferrer, sacerdote 493
6
Memoria 7 S. GIOVANNI BATTISTA DE LA SALLE, SACERDOTE 493
8
9
10
Memona 11 S. STANISLAO, VESCOVO E MARTIRE 494
12
13 S. Martino I, papa e martire 494
14
15
16
17
18
19
20
21 S. Anselmo, vescovo e dottore della Chiesa 495
22
23 S. Adalberto, vescovo e martire 495
S. Giorgio, martire 496
24 S. Fedele da Sigmaringen, sacerdote e martire 496
Fest".l 25 S. MARCO, EVANGELISTA 497
26
27
28 S. Luigi Maria da Montfort, sacerdote 498
S. Pietro Chanel, sacerdote e martire 498
*Festa 29 S. CATERINA DA SIENA, VERGINE E
DOTTORE DELLA CHIESA, PATRONA
D'ITALIA 499
30 S. Pio V, papa 500
LXVI C'Al ENDARIO ROMANO

MAGGIO
l S. Giuseppe Lavoratore 501
Memorn 2 S. ATANASIO, VESCOVO E DOTTORE D~ CHIESA 502
Fes~ 3 Ss. FILIPPO E GIACOMO, APOSTOLI 504
4
5
6
7
8
9
lO
11
12 Ss. Nereo e Achilleo, martiri 505
S. Pancrazio, martire 506
13
Fes 14 S. MATTIA, APOSTOLO 506
15
16
17
18 S. Giovanni I, papa e martire 507
19
20 S. Bernardino da Siena, sacerdote 508
21
22
23
24
25 S. Beda Venerabile, sacerdote e dot tore
della Chiesa 508
S. G regorio VII, papa 509
S. Maria Maddalena de' Pazzi, vergine 509
Memor 26 s.
FILIPPO NERI, SACERDOTE 510
27 S. Agostino di Canterbury, vescovo 511
28
29
30
Fes 31 VISITAZIONE DELLA B. VERGINE MARIA 512

m r t~..'t
c. po Pentecoste:
SoltmmtlT SS. TRINITÀ 285

I r .c:coste.
Soletmztà SS. C ORPO E SANGUE DI CRISTO 287
CALENDARIO ROMANO LXVTI

GIUGNO
Memoria l s. GIUSTINO, MARTIRE 515
2 Ss. Marcellino e Pietro, martiri 516
Memoria 3 Ss. CARLO LWANGA E COMPAGNI, MARTIRI 517
4
Memoria 5 S. BONIFACIO, VESCOVO E MARTIRE 518
6 S. N orberto, vescovo 519
7
8
9 S. Efrem, diacono e dottore della Chiesa 519
lO
Memorza 11 S. BARNABA, APOSTOLO 520
12
Memorza 13 S. ANTONIO DI PADOVA, SACERDOTE E DOTTORE
DELLA CHIESA 521
14
15
16
17
18
19 S. Romualdo, abate 522
20
Memorza 21 S. LUIGI GONZAGA, RELIGIOSO 522
22 S. Paolino da N ola, vescovo 523
Ss. Giovanni Fisher vescovo e Tommaso More,
martiri 524
23
SolennH 24 NATIVITÀ DI S. GIOVANNI BATIISTA 525
25
26
27 S. Cirillo d'Alessandria, vescovo e dottore
della Chiesa 528
Memoria 28 S. lRENEO, VESCOVO E MARTIRE 528
Solenmta 29 Ss. PIETRO E PAOLO, APOSTOLI 530
30 Ss. Primi martiri della Chiesa Romana 533

Vene ·u :ht- a :I dome.. Po'ltecoste:


Solennità SACRATISSIMO CUORE DI GESÙ 288

Sabato dopo la solennita del ') Cuore ai Ge,ù.


Memoria Cuore Immacolato della B. Vergine Maria 513
LXVIII CALENDARIO ROMANO

LUGLIO
1
2
Fcst. 3 S. TOMMASO, APOSTOLO 534
4 S. Elisabetta di Portogallo 535
5 S. Antonio Maria Zaccaria, sacerdote 536
6 S. Maria Goretti, vergine e martire 536
7
8
9
10
* Fe~ta 11 S. BENEDETTO, ABATE
PATRONO D'EUROPA 537
12
13 S. Enrico 538
14 S. Camillo de Lellis, sacerdote 539
Memo~ 15 S. BONAVENTURA, VEScovo E DOlTORE
DELLA CHIESA 539
16 B. Vergine Maria del Monte Carmelo 540
17
18
19
20
21 S. Lorenzo da Brindisi, sacerdote e dottore
~bO~ ~
Memona 22 S. MARIA MADDALENA 541
23 S. Brigida, religiosa 542
24
Festa 25 S. GIACOMO, APOSTOLO 542
Memoria 26 Ss. GIOACCHINO E ANNA, GENITORI DELLA s.v.M. 544
27
28
MemorUl 29 S. MARTA 545
30 S. Pietro Crisologo, vescovo e dottore della Chiesa 546
Memon 31 S. IGNAZIO DI LOYOLA, SACERDOTE 546
CALENDARIO ROMANO LXIX

AGOSTO
Memoria l S. ALFONSO MARIA DE' LIGUORl, VESCOVO
E DOTIORE DELLA CHIESA 548
2 S. Eusebio di Vercelli, vescovo 549
S. Pier Giuliano Eymard, sacerdote 549
3
Memoria 4 s. GIOVANNI MARIA VIANNEY, SACERDOTE 550
5 Dedicazione della Basilica di S. Maria Maggiore 550
Festa 6 TRASFIGURAZIONE DEL SIGNORE 551
7 Ss. Sisto II, papa, e compagni, martiri 553
S. Gaetano, sacerdote 554
Memoria 8 S. DoMENICO, SACERDOTE 554
9 519
Festa 10 S. LORENZO, DIACONO E MARTIRE 556
Memoria 11 S. CHIARA, VERGINE 557
12
13 Ss. Ponziano papa e Ippolito sacerdote, martiri 558
MemonA 14 S. MASSIMILIANO MARIA KOLBE, SACERDOTE E MARTIRE 558
Solennit.,. 15 ASSUNZIONE
DELLA BEATA VERGINE MARIA 560
16 S. Stefano di Ungheria 564
17
18
19 S. Giovanni Eudes, sacerdote 564
Memoria 20 S. BERNARDO, ABATE E DOTIORE DELLA CHIESA 565
Memorza 21 S. Pro X, PAPA 566
Memoria 22 BEATA MARIA VERGINE REGINA 567
23 S. Rosa da Lima, vergine 568
Fcstt:t 24 S. BARTOLOMEO, APOSTOLO 569
25 S. Ludovico 570
S. Giuseppe Casalanzio, sacerdote 571
26
Memol 27 S. MONICA 571
Memo1 28 S. AGOSTINO, VESCOVO E DOTIORE DELLA CHIESA 572
Mem01 29 MAR11Rl0 DI s. GIOVANNI BATIISI'A 573
30
31
LXX CALENDARIO ROMANO

SETTEMBRE
1
2
M emori 3 S. GREGORIO MAGNO, PAPA E DOTIORE
DELLA CHIESA 576
4
5
6
7
Festa 8 NATIVITÀ DELLA BEATA VERGINE MARIA 577
9 S. Pietro Claver, sacerdote 578
10
11
12
Memori 13 S. G IOVANNI CRISOSTOMO, VESCOVO E DOTIORE
DELLA CHIESA 578
Fest 14 ESALTAZIONE DELLA SANTA CROCE 580
Mcmori 15 B EATA MARIA VERGINE ADDOLORATA 582
Memori 16 Ss. CoRNELIO PAPA E CIPRIANO VESCovo, MARTIRI 583
17 S. Roberto Bellarmino, vescovo e dottore
della Chiesa 585
18
19 S. Gennaro, vescovo e martire 585
20 Ss. Andrea Kim Taegon, sacerdote e Paolo
Chong Hasang e compagni, martiri 585/2
Feru 21 S. MATTEO, APOSTOLO ED EVANGELISTA 586
22
23
24
25
26 Ss. Cosma e Damiano, martiri 587
Memo~ 27 S. VINCENZO DE' P AOLI, SACERDOTE 588
28 S. Venceslao, martire 590
Ss. Lorenzo Ruiz e compagni, martiri 590
FeSi 29 Ss. MICHELE, GABRIELE E RAFFAELE,
ARCANGELI 590/ 1
Memo~ 30 S. GIROLAMO, SACERDOTE E OOTIORE
DELLA CHIESA 591
CALENDARIO ROMANO LXXI

OTTOBRE
Memoria 1 s. TERESA DI GESù BAMBINO, VERGINE 593
Memona 2 Ss. ANGEU CusTODI 594
3
*Festa 4 S. FRANCESCO D'ASSISI
PATRONO D'ITALIA 595
5
6 S. Bruno, monaco 596
Memoria 7 BEATA MARIA VERGINE DEL RosARIO 597
8
9 Ss. Dionigi vescovo e compagni, martiri 598
S. Giovanni Leonardi, sacerdote 598
10
11
12
13
14 S. Callisto I, papa e martire 599
Memor~ 15 S. TERESA DI GESÙ, VERGINE E DOTIORE
DELLA CHIESA 599
16 S. Edvige, religiosa 601
S. Margherita Maria Alacoque, vergine 601
Memoria 17 S. IGNAZIO DI ANTIOCHIA, VESCOVO E MARTIRE 602
Festa 18 S. LUCA, EVANGELISTA 603
19 Ss. Giovanni de Brébeuf e lsacco Jogues,
sacerdoti, e compagni, martiri 604
S. Paolo della Croce, sacerdote 605
20
21
22
23 S. Giovanni da Capestrano, sacerdote 606
24 S. Antonio Maria Claret, vescovo 607
25
26
27
Festa 28 Ss. SIMONE E GIUDA, APOSTOLI 607
29
30
31
LXXII ~ALENDARIO ROMANO

NOVEMBRE
Sol..nni~ 1 TUTI1 I SANTI 609
2 COMMEMORAZIONE DI TUITI I
FEDEU DEFUNTI 611
3 S. Martino de Porres, religioso 614
Memoru 4 S. CARLO BoRROMEO, vEscovo 615
5
6
7
8
Festa 9 DEDICAZIONE
DELLA BASILICA LATERANENSE 616
M~mm · 10 S. LEONE MAGNO, PAPA E DOTIORE
DELLA CHIESA 616
Memoritt 11 S. MARTINO DI TouRS, vEScovo 618
Memori.. 12 S. GtoSAFAT, VEScovo E MARTIRE 619
13
14
15 S. Alberto Magno, vescovo e dottore della Chiesa 620
16 S. Margherita di Scozia 621
S. Geltrude, vergine 621
Mcmori.. 17 S. EusABETIA DI UNGHERIA, REUGIOSA 622
18 Dedicazione delle Basiliche dei Ss. Pietro e Paolo,
apostoli 622
19
20
Memona 21 PRESENTAZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA 623
Memoria 22 S. CECILIA, VERGINE E MARTIRE 624
23 S. Clemente I, papa e martire 624
S. Colombano, abate 625
A emo ·• 24 Ss. Andrea Dung-Lac, sacerdote,
e compagni, martiri 625/2
25
26
27
28
29
Fe 30 S. ANDREA, APOSTOLO 625/4

Solennità
NOSTRO SIGNORE GESÙ CRISTO
RE DELL'UNIVERSO 280
CALENDARIO ROMANO LXXIII

DICEMBRE
1
2
Memoria 3 S. FRANCESCO SAVERIO, SACERDOTE 627
4 S. Giovanni Damasceno, sacerdote e dottore
della Chiesa 628
5
6 S. Nicola, vescovo 629
Memuria 7 S. .AMBROGIO, VESCOVO E DOTIORE DELLA CHIESA 629
Solennità 8 IMMACOLATA CONCEZIONE
DELLA BEATA VERGINE MARIA 631
9
10
11 S. Damaso I, papa 633
12 S. Giovanna Francesca de Chantal, religiosa· 634
Memoria 13 S. LUCIA, VERGINE E MARTIRE 634
Memoria 14 S. GIOVANNI DELLA CROCE, SACERDOTE
E DOTIORE DELLA CHIESA 635
15
16
17
18
19
20
21 S. Pietro Canisio, sacerdote e dottore della Chiesa 636
22
23 S. Giovanni da Kçty, sacerdote 636
24
Solennità 25 NATALE DEL SIGNORE 37
Festa 26 S. STEFANO, PRIMO MARTIRE 637
Festa 27 S. GIOVANNI, APOSTOLO ED EVANGELISTA 638
Festa 28 Ss. INNOCENTI, MARTIRI 640
29 S. Tommaso Becket, vescovo e martire 641
30
31 S. Silvestro l, papa 642

Domenica fra l'Ottava di Natale, o qualora non


ncorresse, l 30 d cembre:
Festa SANTA FAMIGLIA DI GESÙ, MARIA
E GIUSEPPE 41
LXXIV :ALENDARIO ROMANO

TABELLA ANNUALE
DELLE PRINCIPALI CELEBRAZIONI
DELL'ANNO LITURGICO

.!!e
Anno
.21~
.~..,-
·2 g
~..!e
Giorno
delle Pasqua Ascensione•
l Pentecoste
l Corpo e
Sangue
U o=
E.,
o ..
J ·- ..
U= Ceneri del Signore•
...,~ u-o
1983 c 16 febbraio 3 aprile 1 (12) 15 maggio 22 maggio (2) 5 giugno

1984 A n 7 marzo 22 aprile l (31 mag.) 3 giu. 10 giugno (21) 24 giugno


1985 B I 20 febbraio 7 aprile (16) 19 maggio 26 maggio (6) 9 giugno
1986 c n 12 febbraio 30 marzo (8) 11 maggio 18 maggio (29 mag.) l giu.
1987 A 4 marzo 19 aprile {28) 31 maggio 7 giugno {18) 21 giugno

1988 B n 17 febbraio 3 aprile {12) 15 maggio 22 maggio {2) 5 giugno


1989 c I 8 febbraio 26 marzo (4} 7 maggio 14 maggio (25) 28 maggio
n

~
1990 28 febbraio 15 aprile (24) 27 maggio 3 giugno (14) 17 giugno
1991 I 13 febbraio 31 marzo {9} 12 maggio 19 maggio (30. mag.) 2 giu.

1992 n 4 marzo 19 aprile (28) 31 maggio 7 giugno (18) 21 giugno l


1993 A I 24 febbraio 11 aprile (20) 23 maggio 30 maggio (10) 13 giugno
1994 B n 16 febbraio 3 aprile (12) 15 maggio 22 maggio (2) 5 giugno
1995 c I 1 marzo 16 aprile (25) 28 maggio 4 giugno (15) 18 giugno

1996 A n 21 febbraio 7 aprile (16) 19 maggio 26 maggio (6) 9 giugno


1997 B I 12 febbraio 30 marzo (8) 11 maggio 18 maggio (29 mag.) l giu.
1998 c n 25 febbraio 12 aprile (21) 24 maggio 31 maggio (11) 14 giugno
1999

2000
A

B
ln I 17

8
febbraio

marzo
4 aprile

23 aprile
(13) 16 maggio

(1) 4 giugno
23

11
maggio

giugno
(3} 6 giugno

(22) 25 giu~
2001 c I 28 febbraio 15 aprile (24) 27 maggio 31 maggio (14) 17 giugno
2002 A n 13 febbraio 31 marzo (9) 12 maggio 19 maggio (30 mag.) 2 giu.
2003 B I 5 marzo 20 aprile (29 mag.) l giu. 8 giugno (19) 22 giugno

2004 c II 25 febbraio 11 aprile (20) 23 maggio 30 maggio (10) 13 giugno


2005 A 9 febbraio 27 marzo (5) 8 maggio 15 maggio (26) 29 maggio
2006 B II l marzo 16 aprile {25) 28 maggio 4 giugno (15) 18 giugno
2007 c 21 febbraio 8 aprile (17) 20 maggio 27 maggio (7) 10 giugno

2008 A Il 6 febbraio 23 marzo (l) 4 maggio l t maggio (22) 25 maggio


2009 B I 25 febbraio 12 aprile (21) 24 maggio 31 maggio (11) J4 giugno
2010 c II 17 febbraio 4 aprile (13) 16 maggio 23 maggio (3) 6 giugno
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della cekbralKlne nelle Ch1ese 10 lta 1a.
J rum•n b r .:, • .. "=>, u 1
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CALENDARIO ROMANO LXXV

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SETTIMANE DEL TEMPO ORDINARIO
I domenica
Anno ~-a~ ~~ Prima della Quaresima Dopo il Tempo di PasQua di
-~ u -
V E .,
~~
o==
"~ ..
·-v" fino al giorno settimana dal giorno
dalla
>ettimana
Avvento

~
1983 c I 15 febbraio 6 23 maggio 8 27 novembre
f--
1984 A II 6 marzo 9 11 giugno 10 2 dicembre
1985 B I 19 febbraio 6 27 maggio 8 1 dicembre
1986 c II 11 febbraio 5 19 maggio 7 30 novembre
1987 A I 3 marzo 8 8 giugno lO · 29 novembre
- II
1988 B 16 febbraio 6 23 maggio 8 27 novembre
1989 c I 7 febbraio 5 15 maggio 6 3 dicembre
1990 A II 27 febbraio 8 4 giugno 9 2 dicembre
1991 B I 12 febbraio 5 20 maggio T 1 dicembre

1992 c II 3 ma170 8 8 giugno 10 29 novembre


1993 A I 23 febbraio 7 31 maggio 9 28 novembre
1994 B n 15 febbraio 6 23 maggio 8 27 novembre
1995 c I 28 febbraio 8 5 giugno 9 3 dicembre

1996 A II 20 febbraio 7 27 maggio 8 l dicembre


1997 B I 11 febbraio 5 19 maggio 7 30 novembre
1998 c II 24 febbraio 7 1 giugno 9 29 novembre
1999 A I 16 febbraio 6 24 maggio 8 28 novembre
- 1- - -- -
2000 B II 7 marzo 9 12 giugno lO 3 dicembre
2001 c I 27 febbraio 7 1 giugno 9 2 dicembre
2002 A II 12 febbraio 5 20 maggio 7 1 dicembre
2003 B I 4 marzo 8 9 giugno 10 30 novembre

2004 c II 24 febbraio 7- 31 maggio 9 28 novembre


2005 A I 8 febbraio 5 16 maggio 7 27 novemb~e
2006 B n 28 febbraio 8 5 giugno 9 3 dicembr~
2007 c I 20 febbraio 7 28 maggio 8 2 dicembre
· -r- -
2008 A II 5 febbraio 4 12 maggio 6 30 novembre
2009 B I 24 febbraio 7 l giugno 9 29 novembre
2010 c n 16 febbraio 6 24 maggio 8 28 novembre

l
TEMPO
DI AVVENlO
SPIEGAZIONE DEI SEGNI USATI NEL MESSALE:

1. Le lettere A B A e. gli asterischi ~' messi al termine delle frasi nel Prefazio, indicano i
moduli e i relativi incisi melodici, come indicato a pag. 1062.
2. La stelletta * indica che il testo è proprio della edizione italiana.
3. A B C alle antifone di Comunione con riferimento al Vangelo indica il ciclo trienna-
le del lezionario festivo.
4. Il segno ~ indica che il testo prosegue, o che nella pagina seguente si trovano altri
testi a scelta.
I DOMENICA DI AVVENTO

ANTIFONA D'INGRESSO A te, Signore, elèvo l'anima mia,


Dio mio, in te confido: che io non sia confuso.
Non trionfino su di me i miei nemici.
Chiunque spera in te non resti deluso. Sal 24, I-3
Non si dice il Gloria.

COLLEITA
O Dio, nostro Padre,
suscita in noi la volontà
di andare incontro con le buone opere al tuo Cristo che viene,
perché egli ci chiami accanto a sé nella gloria
a possedere il regno dei cieli.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
Si dice il Credo

SULLE OFFERTE
Accogli, Signore, il pane e il vino,
dono della tua benevolenza,
e fa' che l'umile espressione della nostra fede
sia per noi pegno di salvezza eterna.
Per Cristo nostro Signore.
Prefazio dell'Avvento I oppure lA, pagg. 312-313.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE *B


Il Signore elargirà il suo bene e la «State attenti, vegliate, perché
nostra terra produrrà il suo frutto. non sapete il momento e l'ora»,
Sal 84, 13 dice il Signore. Cfr Mc 13,33

*A *C
«Vegliate, perché non sapete in «Vegliate e pregate in ogni mo-
quale giorno verrà il Signore». mento, per esser degni di compa-
Ml 24,42 rire davanti al Figlio dell'uomo».
Cfr Le 21, 36

DOPO LA COMUNIONE
La partecipazione a questo sacramento,
che a noi pellegrini sulla terra
rivela il senso cristiano della vita,
ci sostenga, Signore, nel nostro cammino
e ci guidi ai beni eterni.
Per Cristo nostro Signore.
6 I SETTIMANA DI AVVENTO

Lunedì

ANTIFONA D'INGRESSO Ascoltate, o popoli, la voce del Signore;


proclamate la sua parola sino ai confini della terra:
il nostro Salvatore verrà,
non abbiate timore. Cfr Gcr 31, tO; Is 35,4

COLLETTA
Il tuo aiuto, o Padre,
ci renda perseveranti nel bene
in attesa del Cristo tuo Figlio;
quando egli verrà e busserà alla porta
ci trovi vigilanti nella preghiera,
operosi nella carità fraterna
ed esultanti nella lode.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
* Orazioni alternative SULLE OFFERTE e DOPO LA COMUNIONE, pag. 929.

SULLE OFFERTE
Accogli, Signore~ il pane e il vino,
dono della tua benevolenza,
e fa' che l'umile espressione della nostra fede
sia per noi pegno di salvezza eterna.
Per Cristo nostro Signore.
Prefazio dell'Avvento I oppure lA, pagg. 312-313.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE Vieni, Signore, a visitarci con la tua pace:


la tua presenza ci riempirà di gioia.
Cfr Sal 105, 4-5; ls 38, 3
* Oppure:
Molti verranno dall'oriente e dall'occidente
e siederanno a mensa nel regno dei cieli. Mt 8, 11

DOPO LA COMUNIONE
La partecipazione a questo sacramento,
che a noi pellegrini .sulla terra
rivela il senso cristiano della vita,
ci sostenga, Signore, nel nostro cammino
e ci guidi ai beni eterni.
Per Cristo nostro Signore.
l SETTIMANA DI AVVENTO 7

Martedì

ANTIFONA D'INGRESSO Il Signore verrà,


e tutti i santi con lui:
in quel giorno splenderà una grande luce. Cfr Zc 14, 5.7

COLLETTA
Accogli, o Padre, le preghiere della tua Chiesa
e soccorrici nelle fatiche e nelle prove della vita;
la venuta del Cristo tuo Figlio
ci liberi dal male antico che è in noi
e ci conforti con la sua presenza.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
* Orazioni alternative Sl.JLLE OfFERTE e DOPO LA COMUNIONE, pag. 930.
SULLE OFFERTE
Ti siano gradite, Signore,
le nostre umili offerte e preghiere;
all'estrema povertà dei nostri meriti
supplisca l'aiuto della tua misericordia.
Per Cristo nostro Signore.
Prefazio dell'Avvento I oppure lA, pagg. 312-313.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE Il Signore, giusto giudice,


darà la corona di giustizia
a coloro che attendono con amore
la sua venuta. Cfr 2 T m 4, 8

* Oppure:
«Io ti rendo lode, o Padre,
che hai nascosto i misteri del regno ai sapienti
e li hai rivelati ai piccoli». · Cfr Le. 10. 21

DOPO LA COMUNIONE
O Dio, che in questo sacramento
ci hai nutriti con il pane della vita,
insegnaci a valutare con sapienza i beni della terra,
nella continua ricerca dei beni del cielo.
Per Cristo nostro Signore.
8 I SEITIMANA DI AVVENTO

Mercoledì

ANTIFONA D'INGRESSO Il Signore viene,


non tarderà:
svelerà i segreti delle tenebre,
si farà conoscere a tutti i popoli. Cfr Ab 2, 3; 1 Cor 4, 5

COLLETTA
Dio grande e misericordioso,
prepara con la tua potenza il nostro cuore
a incontrare il Cristo che viene,
perché ci trovi degni di partecipare al banchetto della vita
e ci serva egli stesso nel suo avvento glorioso.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
* Orazioni alternative SULLE OFFERTE e DOPO LA COMUNIONE, pag. 930.
SULLE OFFERTE
Sempre si rinnovi, Signore,
l'offerta di questo sacrificio,
che attua il santo mistero da te istituito,
e con la sua divina potenza
renda efficace in noi l'opera della salvezza.
Per Cristo nostro Signore.
Prefazio deli' Avvento I oppure lA, pagg. 312-313.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE Il Signore nostro Dio verrà con potenza


e riempirà di luce i suoi fedeli. Is 40, 10; Cfr 34, 5

* Oppure:
« Sentocompassione di questa folla:
non voglio rimandarli digiuni,
perché non svengano lungo la strada». Mt 15,32

DOPO LA COMUNIONE
O Dio, nostro Padre,
la forza di questo sacramento
ci liberi dal peccato
e ci prepari alle feste del N atale.
Per Cristo nostro Signore.
I SETTIMANA DI AVVENTO 9

Giovedì

ANTIFONA D'INGRESSO Tu sei vicino, o Signore;


tutte le tue vie sono verità.
Fin da principio ho conosciuto
dalla tua testimonianza
che tu sei in eterno. Cfr Sal 118, 151-152

COLLETTA
Ridesta la tua potenza, Signore,
e con grande forza soccorri i tuoi fedeli;
la tua grazia vinca le resistenze del peccato
e affretti il momento della salvezza.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
* Orazioni alternative SULLE OFFERTE e DOPO LA COMUNIONE, pag. 931.

SULLE OFFERTE
Accogli, Signore, il pane e il vino,
dono della tua benevolenza,
e fa' che l'umile espressione della nostra fede
sia per noi pegno di salvezza eterna.
Per Cristo nostro Signore.
Prefazio dell'Avvento I oppure lA, pagg- 312-313-

ANTIFONA ALL\ COMUNIONE Viviamo in questo mondo


con giustizia e pietà,
nell'attesa che si compia la beata speranza
e venga nella gloria il nostro Dio. Tt 2, 12-13

* .Oppure:
«Non chiunque mi dice:
Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli,
ma chi fa la volontà del Padre mio». Mt 7, 21

DOPO LA COMUNIONE
La partecipazione a questo sacramento,
che a noi pellegrini sulla terra
rivela il senso cristiano della vita,
ci sostenga, Signore, nel nostro cammino
e ci guidi ai beni eterni.
Per Cristo nostro Signore.
10 l SETIIMANA DI AVVENTO

Venerdì

ANTIFONA D'INGRESSO Il Signore verrà con splendore


a visitare il suo popolo nella pace,
per fargli dono della sua vita eterna.
COLLETTA
Ridesta la tua potenza e vieni, Signore:
nei pericoli che ci minacciano
a causa dei nostri peccati
la tua protezione ci liberi,
il tuo soccorso ci salvi.
Tu sei Dio e vivi e regni con Dio Padre,
nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
* 01a.<.1vn1 a..... r...... n. S...,L.. .E OFFERTE e DOPO LA COMUNIONE, pa.,. 931.
SULLE OPF ·RT....
Ti siano gradite, Signore,
le nostre umili offerte e preghiere;
all'estrema povertà dei nostri meriti
supplisca l'aiuto della tua misericordia.
Per Cristo nostro Signore.
Prefaz10 dell'Avvento I oppure lA, pagg. 312-313.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE Aspettiamo il nostro Salvatore Gesù Cristo:


egli trasfigurerà il nostro corpo mortale
a immagine del suo corpo glorioso. l 3, 20-21

*Oppure:
Gesù disse:
«Sia fatto a voi secondo la vostra fede ».
E si aprirono i loro occhi. 't 9, 29-30

DOP,....... IA .............. •JTNJ()NE

O Dio, che in questo sacramento


ci hai nutriti con il pane della vita,
insegnaci a valutare con sapienza i beni della terra,
nella continua ricerca dei beni del cielo.
Per Cristo nostro Signore.
I SETTIMANA DI AVVENTO 11

Sabato

ANTIFONA D'INGRESSO Vieni, e fa' risplendere il tuo volto su di noi,


o Signore, che siedi nei cieli,
e saremo salvi. Sal 79, 4.2

COLLETTA
O Dio, che hai mandato in questo mondo
il tuo unico Figlio
a liberare l'uomo dalla schiavitù del peccato,
concedi a noi, che attendiamo con fede il dono del tuo amore,
di raggiungere il premio della vera libertà.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
* O razioni alternative SULLE OFFERTE e DOPO LA COMUNIONE, pag. 932.
SULLE OFFERTE
Sempre si rinnovi, Signore,
l'offerta di questo sacrificio,
che attua il sahto mistero da te istituito,
e con la sua divina potenza
renda efficace in noi l'opera della salvezza.
Per Cristo nostro Signore.
Prefazio dell'Avvento I oppure lA, pagg. 312-313.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE Ecco, io verrò presto,


dice il Signore,
e porterò con me la ricompensa,
per rendere a ciascuno
secondo le sue opere. Ap 22, 12

* Oppure:
« Ilregno dei cieli è vicino.
Gratuitamente avete ricevuto,
gratuitamente date>>. Mt 10, 7.8

DOPO LA COMUNIONE
O Dio, nostro Padre,
la forza di questo sacramento
ci liberi dal peccato
e ci prepari alle feste del ;Natale.
Per Cristo nostro Signore.
II DOMENICA DI AVVENTO

ANTIFONA D'INGRESSO Popolo di Sion,


il Signore verrà a salvare i popoli
e farà sentire la sua voce potente
per la gioia del vostro cuore. Cfr Is 30, 19.30

N o n si dice il Gloria.

COLLETTA
Dio grande e misericordioso,
fa' che il nostro impegno nel mondo
non ci ostacoli nel cammino verso il tuo Figlio,
ma la sapienza che viene dal cielo
ci guidi ·alla comunione con il Cristo, nostro Salvatore.
Egli è Dio, e vive e regna con te,
nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
Si dice il Credo.

SULLE OFFERTE
Ti siano gradite, Signore,
le nostre umili offerte e preghiere;
all'estrema povertà dei nostri meriti
supplisca l'aiuto della tua misericordia.
Per Cristo nostro Signore.
Prefazio dell'Avvento I oppure lA, pagg. 312-313.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE *ABC


Gerusalemme, sorgi e sta' in alto: Voce che grida nel deserto:
e contempla la gioia Preparate la via del Signore,
che a te viene dal tuo Dio. raddrizzate i suoi sentieri!
Bar 5, 5; 4, 36 Cfr Ml 3, 3; Mc l, 3; Le 3, 4

DùPO LA COMUNIONE
O Dio, che in questo sacramento
ci hai nutriti con il pane della vita,
insegnaci a valutare con sapienza i beni della terra,
nella continua ricerca dei beni del cielo.
Per Cristo nostro Signore.
II SETTIMANA DI AVVENTO 13

Lunedì

ANTIFONA D'INGRESSO Ascoltate, o popoli, la voce del Signore;


proclamate la sua parola sino ai confini della terra:
verrà il nostro Salvatore,
non abbiate timore. Cfr Ger 31, 10; Is 35,4

COLLETTA
Salga a te, o Padre, la preghiera del tuo popolo,
perché nell'attesa fervida e operosa
si prepari a celebrare con vera fede
il grande mistero
dell'incarnazione del tuo unico Figlio.
Egli è Dio, e vive e regna con te,
nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
* O razioni alternative SULLE OFFERTE e DOPO LA COMUNIONE, pag. 932.

SULLE OFFERTE
Accogli, Signore, il pane e il vino,
dono della tua benevolenza,
e fa' che l'umile espressione della nostra fede
sia per noi pegno di salvezza eterna.
Per Cristo nostro Signore.
Prefazio dell'Avvento I oppure lA, pagg. 312-313.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE Vieni, Signore, a visitarci con la tua pace:


la tua presenza ci riempirà di gioia.
Cfr Sal 105, 4-5; Is 38, 3
*Oppure:
Tutti pieni di stupore lodavano Dio dicendo:
Oggi abbiamo visto i prodigi del Signore.
Cfr Le 5, 26

DOPO LA COMUNIONE
La partecipazione a questo sacramento,
che a noi pellegrini sulla terra
rivela il senso cristiano della vita,
ci sostenga, Signore, nel nostro cammino
e ci guidi ai beni eterni.
Per Cristo nostro Signore.
14 II SETTIMANA DI AVVENTO

Martedì

ANTIFONA D'INGRESSO Il Signore verrà,


e tutti i santi con lui:
in quel giorno splenderà una grande luce. Cfr Zc 14, 5.7

COLLETTA
O Dio, che hai fatto giungere ai confini della terra
il lieto annunzio del Salvatore,
fa' che tutti gli uomini accolgano con sincera esultanza
la gloria del suo Natale.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
* Orazioni alternative SULLI:. OfFERTE e DOPO LA COMUNIONE, pag. 933.
SULLE OFFERTE
Ti siano gradite, Signore,
le nostre umili offerte e preghiere;
all'estrema povertà dei nostri meriti
supplisca l'aiuto della tua misericordia.
Per Cristo nostro Signore.
Prefazio dell'Avvento l oppure lA, pagg. 312-313.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE Il Signore, giusto giudice,


darà la corona di giustizia
a coloro che attendono con amore
la sua venuta. Cfr 2 T m 4, s
* Oppure:
«Il Padre vostro che è nei cieli
non vuole che perda uno solo di questi piccoli».
Mt 18, 14

DOPO LA COMUNIONE
O Dio, che in questo sacramento
ci hai nutriti con il pane della vita,
insegnaci a valutare con sapienza i beni della terra,
nella continuà ricerca dei beni del cielo.
Per Cristo nostro Signore.
II SEITIMANA DI AVVENTO 15

Mercoledì

ANTIFONA D'INGRESSO Il Signore viene,


non tarderà:
svelerà i segreti delle tenebre,
si farà conoscere a tutti i popoli. Cfr Ab 2, 3; I Cor 4, S

COLLETTA
Dio onnipotente,
che ci chiami a preparare la via al Cristo Signore,
fa' che per la debolezza della nostra fede
non ci stanchiamo di attendere
la consolante presenza del medico celeste.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
* Orazwni alternative SULLE OFFERTE e DOPO LA COMUNIONE, pag. 933.
SULLE OFFERTE
Sempre si rinnovi, Signore,
l'offerta di questo sacrificio,
che attua il santo mistero da te istituito,
e con la sua divina potenza
renda efficace in noi l'opera della salvezza.
Per Cristo nostro Signore.
P re fazio dell'Avvento I oppure lA, pagg. 312-313 .·

ANTIFONA ALLA COMUNIONE Il Signore nostro Dio verrà con potenza


e riempirà di luce i suoi fedeli. Is 40,10; 34, s
* Oppure:
«Venite a me,
voi tutti che siete affaticati e oppressi:
io vi ristorerò», dice il Signore. M t 11,28

DOPO LA COMUNIONE
O Dio, nostro Padre,
la forza di questo sacramento
ci liberi dal peccato
e ci prepari alle feste del Natale.
Per Cristo nostro Signore.
16 Il SETTIMANA DI AVVENTO

Giovedì

ANTIFONA D'INGRESSO Tu sei vicino, o Signore;


tutte le tue vie sono verità.
Fin da principio ho conosciuto
dalla tua testimonianza
che tu sei in eterno. Cfr Sal 118, 151-152

COLLEITA
Risveglia, o Dio, la fede del tuo popolo
perché prepari le vie del tuo unico Figlio,
e per il mistero della sua venuta
possa servirti con la santità della vita.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
O,aL..,un• duewcum; S'J:i..LE OFFERTE e DOPO LA COMUNIONE, p< 934
SULL[ OfFFPTF
Accogli, Signore, il pane e il vino,
dono della tua benevolenza,
e fa' che l'umile espressione della nostra fede
sia per noi pegno di salvezza eterna.
Per Cristo nostro Signore.
Prefazio dell'Avvento I oppure !A, pagg. 312-313.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE Viviamo in questo mondo


con giustizia e pietà,
nell'attesa che si comria la beata speranza
e venga nella gloria i nostro Dio. -:- 2 12·13

* Oppure:
«Il regno dei cieli soffre violenza e i violenti
se ne impadroniscono», dice il Signore. . .2

DODO- · -- --nml"\l>Jl:
La partecipazione a questo sacramento,
che a noi pellegrini sulla terra
rivela il senso cristiano della vita,
ci sostenga, Signore, nel nostro cammino
e ci guidi ai beni eterni.
Per Cristo nostro Signore.
II SETTIMANA DI AVVENTO 17

Venerdì

ANTIFONA D'INGRESSO Il Signore verrà con splendore


a visitare il suo popolo nella pace,
per fargli dono della sua vita eterna.

COLLETTA
Rafforza, o Padre, la nostra vigilanza
nell'attesà del tuo Figlio,
perché, illuminati dalla sua parola di salvezza,
andiamo incontro a lui con le lampade accese.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
* Orazioni alternative SULLE OFFERTE e DOPO LA COMUNIONE, pag. 934.
SULLE OFFERTE
Ti siano gradite, Signore,
le nostre umili offerte e preghiere;
all'estrema povertà dei nostri meriti
supplisca l'aiuto della tua misericordia.
Per Cristo nostro Signore.
Prefazio dell'Avvento I oppure lA, pagg. 312-313.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE Aspettiamo il nostro Salvatore Gesù Cristo:


egli trasfigurerà il nostro corpo mortale
a immagine del suo corpo glorioso. Fil 3, 20-21

* Oppure:.
«Il Figlio dell'uomo,
è amico dei pubblicani e dei peccatori.
Alla sapienza è stata resa giustizia
dalle sue opere». Mt 11,19

DOPO LA COMUNIONE
O Dio, che in questo sacramento
ci hai nutriti con il pane della vita,
insegnaci a valutare con sapienza i beni della terra,
nella continua ricerca dei beni del cielo.
Per Cristo nostro Signore.
18 Il SETTIMANA DI AVVENTO

Sabato

ANTIFONA D'INGRESSO Vieni, e fa' risplendere il tuo volto su di noi,


o Signore, che siedi nei cieli,
e saremo salvi. Cfr Sal 79, 4.2

COLLETTA
Sorga in noi, Dio onnipotente,
lo splendore della tua gloria, Cristo tuo unico Figlio;
la sua venuta vinca le tenebre del male
e ci riveli al mondo
come figli della luce.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
* ~.naziom am:rnattvc: JuL..L...c OFFERTE e DOPO LA COMUNIONE, p~ 935
s- •• T~ l"\~~~VT~

Sempre si rinnovi, Signore,


l'offerta di questo sacrificio,
che attua il santo mistero da te istituito,
e con la sua divina potenza
renda efficace in noi l'opera della salvezza.
Per Cristo nostro Signore.
Prefazto Jdl'Avve,1to l oppure lA, pagg. 312-313.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE Ecco io verrò presto,


dice il Signore,
e porterò con me la ricompensa,
per rendere a ciascuno
secondo le sue opere. Ap 22. 12

* Oppu.t.•
«Elia è già venuto e non l'hanno riconosciuto.
Così anche il Figlio dell'uomo ». - '
D--- - A rl"\ ·- ··f"\li..TJ:,

O Dio, nostro Padre,


la forza di questo sacramento
ci liberi dal peccato
e ci prepari alle feste del N atale.
Per Cristo nostro Signore.
III DOMENICA DI AVVENTO
In questa domenica «Gaudete», si può usare il colore rosaceo.

ANTIFONA D'INGRESSO Rallegratevi sempre nel Signore:


ve lo ripeto, rallegratevi,
il Signore è vicino. Fil 4, 4.5

Non si dice il Gloria.

COLLETTA
Guarda, o Padre, il tuo popolo,
che attende con fede il Natale del Signore,
e fa' che giunga a celebrare con rinnovata esultanza
il grande mistero della salvezza.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
Si dice il Credo.

SULLE OFFERTE
Sempre si rinnovi, Signore,
l'offerta di questo sacrificio,
che attua il santo mistero da te istituito,
e con la sua divina potenza
renda efficace in noi l'opera della salvezza.
Per Cristo nostro Signore.
Prefazio dell'Avvento I o lA, pagg. 312-313, oppure II o IlA, pagg. 314-315.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE *B


Dite agli sfiduciati: «Coraggio, « In mezzo a voi sta uno che non
non abbiate timore: ecco, il no- conoscete, al quale io non sono
stro Dio viene a salvarci». Is 35,4 degno di sciogliere i calzari».
Cfr Cv 1, 26-27
*A *C
«Andate e riferite ciò che avete «Egli ha in mano il ventilàbro
udito e veduto: ai poveri è annun- per ripulire la sua aia e per racco-
ziata la buona nove1la». Cfr Mt t t, 4. gliere il buon frumento nel suo
granato». Le 3, 17

DOPO LA COMUNIONE
O Dio, nostro Padre,
la forza di questo sacramento
ci liberi dal peccato
e ci prepari alle feste ormai vicine.
Per Cristo nostro Signore.
20 III SETTIMANA DI AVVENTO

Lunedì
Dal 17 dicembre la Messa del giorno è a p::.0 . 25 ss

ANTIFONA D'INGRESSO Ascoltate, o popoli, la voce del Signore;


proclamate la sua parola sino ai confini della terra:
il nostro Salvatore verrà,
non abbiate timore. Cfr Ger 31, 10; Is 35, 4

COLLETTA
Ascolta, o Padre, la nostra preghiera,
e con la luce del tuo Figlio che viene a visitarci
rischiara le tenebre del nostro cuore.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
* VIèlLIUIII otncwèluvc vv.a...........c OFFERTE e DOPO LA COMUNIONE, p<- 935
SULJ E ~ -r-.RTJ;'
Accogli, Signore, il pane e il vino,
dono della tua benevolenza,
e fa' che l'umile espressione della nostra fede
sia per noi pegno di salvezza eterna.
Per Cristo nostro Signore.
Prefazio dell'Avvento I oppure lA, pagg. 312-313.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE Vieni, Signore, a visitarci con la tua pace:


la tua presenza ci riempirà di ,gioia.
· ( ·~l 10?, 4-5; Is 38, 3
* Oppure
«Perché non gli avete creduto?
Il battesimo di Giovanni
non veniva dagli uomini, ma dal cielo •.
~.t 21,25
DO'PO T A r"AUT Tl\.TTA~E'

La partecipazione a questo sacramento,


che a noi pellegrini sulla terra
rivela il senso cristiano della vita,
ci sostenga, Signore, nel nostro cammino
e ci guidi ai beni eterni.
Per Cristo nostro Signore.
III SETTIMANA DI AVVENTO 21

Martedì
Dal 17 dicembre la Messa del giorno è a pag. 25 ss.

ANTIFONA D'INGRESSO Il Signore verrà,


e tutti i santi con lui:
in quel giorno splenderà una grande luce. Cfr Zc 14, 5.7

COLLETTA
O Padre, che per mezzo del tuo unico Figlio,
hai fatto di noi una nuova creatura,
guarda all'opera del tuo amore misericordioso,
e con la venuta del Redentore
salvaci dalle conseguenze del peccato.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
* Orazioni alternative SULLE OFFERTE e DOPO LA COMUNIONE, pag. 936.
SULLE OFFERTE
Ti siano gradite, Signore,
le nostre umili offerte e preghiere;
all'estrema povertà dei nostri meriti
supplisca l'aiuto della tua misericordia.
Per Cristo nostro Signore.
Prefazio dell'Avvento I oppure lA, pagg. 312-313.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE Il Signore, giusto giudice,


darà la corona di giustizia
a coloro che attendono con amore
la sua venuta. Cfr 2 T m 4, 8

* Oppure:
È venuto Giovanni Battista
e i peccatori gli hanno creduto. Cfr Mt 21,32

DOPO LA COMUNIONE
O Dio, che in questo sacramento
ci hai nutriti con il pane della vita,
insegnaci a valutare con sapienza i beni della terra,
nella continua ricerca dei beni del cielo.
Per Cristo nostro Signore.
22 III SETTIMANA DI AVVENTO

Mercoledì
Dal 17 dicembre la Messa del giorno è a pa~; 25 ss

ANTIFONA D'INGRESSO Il Signore viene,


non tarderà:
svelerà i segreti delle tenebre,
si farà conoscere a tutti i popoli. Cfr Ab 2, 3; l Cor 4, 5

COLLETTA
Concedi, Dio onnipotente,
che la festa ormai vicina del nostro Redentore
ci sostenga nelle fatiche di ogni giorno
e ci dia il possesso dei beni eterni.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
* Ora:t.Jum aJL~:;au<~uve .JUJ...Lr. OFFERTE e DOPO LA COMUNIONE, p< 936
SULLr OfF'"';' 11 Tf
Sempre si rinnovi, Signore,
l'offerta di questo sacrificio,
che attua il santo mistero da te istituito,
e con la sua divina potenza
renda efficace in noi l'opera della salvezza.
Per Cristo nostro Signore.
PretaZIO dell'Avvento r oppure lA, pagg. 312-313

ANTIFONA ALLA COMUNIONE .11 Signore nostro Dio verrà con potenza
e riempirà di luce i suoi fedeli. fr H, 5

* Oppu e·
«Andate e riferite ciò che avete visto e udito:
ai poveri è annunziata la buona novella».
7,22
oo_ . . . T A rr. ·u-1 r. TE
O Dio, nostro Padre,
la forza di questo sacramento
ci liberi dal peccato
e ci prepari alle feste ormai vicine.
Per Cristo nostro Signore.
111 SETTIMANA DI AVVENTO 23

Giovedì
Dal 17 dicembre la Messa del giorno è a pag. 25 ss.

ANTIFONA D'INGRESSO Tu sei vicino, o Signore;


tutte le tue vie sono verità.
Fin da principio ho conosciuto
dalla tua testimonianza
che tu sei in eterno. Cfr Sal 118, 151-152

COLLETTA
La coscienza della nostra colpa ci rattrista, o Padre,
e ci fa sentire indegni di servire a te;
donaci la tua gioia e salvaci
con la venuta del Redentore.
Egli è Dio, e vive e regna con te,
nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
* Orazioni alternative SULLE OFFERTE e DOPO LA COMUNIONE, pag. 937.
SULLE OFFERTE
Accogli, Signore, il pane e il vino,
dono della tua benevolenza,
e fa' che l'umile espressione della nostra fede
sia per noi pegno di salvezza eterna.
Per Cristo nostro Signore.
Prefazio dell'Avvento I oppure lA, pagg. 312-313.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE Viviamo in questo mondo


con giustizia e pietà,
nell'attesa che si compia la beata speranza
e venga nella gloria il nostro Dio. Tt 2. 12-13

* Oppure:.
«Nessuno è come Giovanni;
ma il più piccolo nel regno di Dio
è più grande di lui», Le 7, 28

DOPO LA COMUNIONE
La partecipazione a questo sacramento,
che a noi pellegrini sulla terra
rivela il senso cristiano della vita,
ci sostenga, Signore, nel nostro cammino
e ci guidi ai beni eterni.
Per Cristo nostro Signore.
24 II SETTIMANA DI AVVENTO

Venerdì
Dal 17 dicembre la Messa del giorno è a pag. 25 ss.

ANTIFONA D'INGRESSO Il Signore verrà con splendore


a visitare il suo popolo nella pace,
per fargli dono della sua vita eterna.

COLLETIA
Ci preceda e ci accompagni sempre
la tua grazia, Dio onnipotente;
la venuta del tuo unico Figlio,
ché attendiamo con intenso desiderio,
ci ottenga la salvezza
per la vita presente e per la futura.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
O•aziol,l ..lternadvt SULLE OFFERTE e DOPO LA COMUNIONE, P~b· 937.

SULLE OFFERTE
Ti siano gradite, Signore,
le nostre umili offerte e preghiere;
all'estrema povertà dei nostri meriti
supplisca l'aiuto della tua misericordia.
Per Cristo nostro Signore.
Prefaz10 dell'Avvento I oppure lA, pagg. 312-313.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE Aspettiamo il nostro Salvatore Gesù Cristo:


egli trasfigurerà il nostro corpo mortale
a immagine del suo corpo glorioso. ~=i 3, 20.21

* Oppure
«Le opere da me compiute
testimoniano che il Padre mi ha mandato».
Cfr Gv 5 36

Doro LA "'O ·u~noNE

O Dio, che in questo sacramento


ci hai nutriti con il pane ·della vita,
insegnaci a valutare con sapienza i beni. della terra,
nella continua ricerca dei beni del cielo.
Per Cristo nostro Signore.
FERIE DI AVVENTO 25

17 dicembre

ANTIFONA D'INGRESSO Si allietino i cieli ed esulti la terra:


viene il nostro Dio, e avrà pietà dei poveri. Cfr Is 49, u

COLLETIA
Dio creatore e redentore,
che hai rinnovato il mondo nel tuo Verbo,
fatto uomo nel grembo di una Madre sempre vergine,
concedi che il tuo unico Figlio,
primogenito di una moltitudine di fratelli,
ci unisca a sé in comunione di vita.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

SULLE OFFERTE
Santifica, o Dio, i doni della tua Chiesa,
e nella partecipazione a questo grande mistero
nutrici con il pane· della vita eterna.
Per Cristo nostro Signore.
Prefazio dell'Avvento II oppure IlA, pagg. 314-315.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE Ecco, viene l'atteso da tutti i popoli,


la casa del Signore sarà piena di gloria.
Cfr Ag 2, 8
* Oppure:
Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di Maria,
dalla quale è nato Gesù, chiamato il Cristo.
Mt l, 16

DOPO LA COMUNIONE
Dio onnipotente,
che ci hai fatto tuoi commensali,
esaudisci i nostri desideri
e fa' che ardenti del tuo Spirito
splendiamo come lampade davanti al Cristo che viene.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli.
26 -;-ERIE DI AVVENTO

18 dicembre

ANTIFONA D'INGRESSO Verrà il Cristo, nostro Re,


l'Agnello preannunziato da Giovanni.

COLLETfA
Oppressi a lungo sotto il giogo del peccato,
aspettiamo, o Padre, la nostra redenzione;
la nuova nascita del tuo unico Figlio
ci liberi dalla schiavitù antica.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

SULLE OFFERTE
Ci renda a te graditi, o Padre,
il sacrificio che celebriamo,
perché possiamo aver parte all'eterna vita del tuo Figlio,
che con la sua morte ci ha resi immortali.
Per Cristo nostro Signore.
Prerazto aeu twvemo u '"'t't'..1re IlA, pag,0 . 314-315

ANTIFONA ALLA COMUNIONr. Gli sarà dato il nome di Emmanuele,


che significa Dio con noi. Mt t, 23

Disponi, o Padre, i nostri cuori


a ricevere nel tempio vivo della Chiesa la tua misericordia,
perché possiamo prepararci con devota esultanza
alla festa ormai vicina del nostro Salvatore.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli.
FERIE DI AVVENTO 27

19 dicembre

ANTIFONA D'INGRESSO L'atteso dei popoli verrà senza tardare;


non ci sarà più timore sulla nostra terra:
egli è il nostro Salvatore. Cfr Eb 10,37

COLLETTA
O Dio, che hai rivelato al mondo
con il parto della Vergine lo splendore della tua gloria,
concedi al tuo popolo di venerare con fede viva
e di celebrare con sincero amore
il grande mistero dell'incarnazione.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
SULLE OFFERTE
Guarda benigno, o Padre, questi doni,
che la nostra povertà depone sul tuo altare,
e consacrali con la potenza del tuo Spirito~
· Per Cristo nostro Signore.
Prefazio dell'Avvento II oppure IlA, pagg. 314-315.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE Verrà a visitarci dall'alto


un sole che sorge, Cristo Signore,
per dirigere i nostri passi
sulla via del_la pace. Le l, 78-79

* Oppure:
Egli ricondurrà i cuori dei padri verso i figli
e preparerà al Signore un popolo ben disposto.
Le l, 17

DOPO LA COMUNIONE
Ti ringraziamo, Dio onnipotente, per i doni che ci hai dato;
suscita in noi il desiderio dei beni promessi,
perché con spirito rinnovato
possiamo celebrare la nascita del nostro Salvatore.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli.
IV DOMENICA DI AVVENTO

ANTIFONA D'INGRESSO Stillate dall'alto, o cieli, la vostra rugiada


e dalle nubi scenda a noi il Giusto;
si apra la terra e germogli il Salvatore. Is 45, s

N on si dice il Gloria.

COLLETTA
Infondi nel nostro spirito la tua grazia, o Padre,
tu, che nell'annunzio dell'angelo
ci hai rivelato l'incarnazione del tuo Figlio,
per la sua passione e la sua croce
guidaci alla gloria della risurrezione.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna c9n te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
s. a1ce Credo

SUL' E OJ:<.....E r
Accogli, o Dio, i doni che presentiamo all'altare,
e consacrali con la potenza del tuo Spirito,
che santificò il grembo della Vergine Maria.
Per Cristo nostro Signore.
Prefazio dell'Avvento II oppure IlA, pagg. 314-315.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE *B


Ecco, la Vergine concepirà e da- «Eccomi, sono la serva del Signo-
rà alla luce un Figlio: sarà chia- re, avvenga di me secondo la tua
mato Emmanuele, Dio con noi. parola». Cfr Le t, 38
Is 7, 14
A c
«Giuseppe, non temere: Maria par- Beata sei tu, Vergine Maria, per-
torirà un figlio e tu l~ chiamerai ché hai creduto al compimento
Gesù. Egli salverà il suo popolo». delle parole del Signore. Cfr _.,. 1, 45
Mt l, lO.

DOPO ' A rnMT Tl\Jlf\'MJ;'

O Dio, che ci hai dato il pegno della vita eterna,


ascolta la nostra preghiera:
quanto più si avvicina il gran giorno della nostra salvezza,
tanto più cresca il .n ostro fervore,
per celebrare degnamente il Natale del tuo Figlio.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli.
FERIE DI AVVENTO 29

20 dicembre

ANTIFONA D'INGRESSO Dalla radice di lesse


spunterà un germoglio,
tutta la terra sarà piena
della gloria dd Signore,
e ogni uomo vedrà la salvezza di Dio.
Cfr ls Il, l; ~0, 5; Le 3, 6

COLLETTA
Tu hai voluto, o Padre, che all'annunzio dell'angelo
là Vergine immacolata concepisse il tuo Verbo eterno,
e avvofta dalla luce dello Spirito Santo
divenisse tempio della nuova alleanza:
fa' che aderiamo umilmente al tuo volere,
come la Vergine si affidò alla tua parola.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
SULLE OFFERTE
Guarda, Signore, quest'unico mirabile sacrificio,
e concedi che nella partecipazione al santo mistero
riceviamo i beni che la fede ci fa sperare.·
Per Cristo nostro Signore.
Prefazio dell'Avvento II oppure IlA, pagg.. 314-315.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE L'angelo disse a Maria:


«Ecco, concepirai e darai alla luce un figlio
e gli porrai nome GesÙ». Le t, 31

DOPO LA COMUNIONE
Proteggi questa tua famiglia, Signore,
che hai nutrito con il pane del cielo,
e con la forza di questo sacramento
raccoglila nella verità e nella pace.
Per Cristo nostro Signore.
30 ~ERIE DI AVVENTO

21 dicembre

ANTIFONA D'INGRESSO Ecco viene il Signore onnipotente:


sarà chiamato Emmanuele,
Dio con noi. Cfr ls 7, 14; 8, 10

COLLETTA
Ascolta, o Padre, le preghiere del tuo popolo
in attesa del tuo Figlio
che viene nell'umiltà della condizione umana:
la nostra gioia si compia alla fine dei tempi
quando egli verrà nella gloria.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
SULLE OFFERTE ·
Accetta con bontà, Signore, le offerte della tua Chiesa;
tu che le hai poste nelle nostre mani,
con la tua potenza trasformate per noi
in sacramento di salvezza.
Per Cristo nostro Signore.
Pn..f..~.v ............ .vtmv ( •• u.e aA, pagg. 314-315

ANTIFONA ALLA COMUNIONE Beata sei tu, Vergine Maria,


perché hai creduto
al compimento delle parole del Signore.
·Le 1, 45
001>() T A ("'"' ... ~T()NF

Per la comunione a questo sacramento,


proteggi sempre il tuo popolo, Signore,
perché, nella piena obbedienza a te nostro Padre,
raggiunga la salvezza dell'anima e del corpo.
Per Cristo nostro Signore.
FERIE DI AVVENTO 31

22 dicembre

ANTIFONA D'INGRESSO Sollevate, o porte, i vostri frontàli,


alzatevi, porte antiche:
deve entrare il Re della gloria. Sal 23,7

COLLEITA
O Dio, che nella venuta del tuo Figlio
hai risollevato l'uomo dal dominio del peccato e della morte,
concedi a noi, che professiamo la fede nella sua incarnazione,
di partecipare alla sua vita immortale.
Egli è Dio e vive e regna con te,
nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

SULLE OFFERTE
Fiduciosi nella tua misericordia, o Padre,
veniamo con doni al tuo santo altare;
questo sacramento che ci unisce al tuo Figlio
sia per noi principio di vita nuova.
Per Cristo nostro Signore.
Prefazio dell'Avvento II oppure IlA, pagg. 314-315.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE L'anima mia magnifica il Signore,


perché cose grandi
ha fatto in me l'Onnipotente. Le 1, 46.49

DOPO LA COMUNIONE
Ci rafforzi il tuo sacramento, Signore,
perché possiamo incontrare sulla via della giustizia
il Salvatore che viene,
e ottenere il dono della felicità senza fine.
Per Cristo nostro Signore.
32 .;"f;RIE DI AVVENTO

23 dicembre

ANTIFONA D'INGRESS( Nascerà per noi un bambino,


sarà chiamato Dio potente,
e saranno in lui benedette
tutte le nazioni del mondo. Cfr Is 9, 6, s~t 71, 17

COLLETTA
Dio onnipotente ed eterno,
è ormai davanti a noi il Natale del tuo Figlio:
ci soccorra nella nostra indegnità
il Verbo che si è fatto uomo nel seno della Vergine Maria
e si è degnato di abitare fra noi.
Egli è Dio, e vive e regna con te,
nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
su·.~ o~~~RTJ;

O Signore, questo sacrificio,


espressione perfetta della fede,
operi la nostra riconciliazione con te,
perché rinnovati nello spirito
possiamo celebrare l'inizio della redenzione.
Per Cristo nostro Signore.
Prcfazio dell'Avvento li oppure IlA, pagg. 314-315.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE «Ecco, sto alla porta e busso•, dice il Signore.
«Se uno ascolta la mia voce e mi apre,
io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me».
Ap 3, 20
Oppure:
Si aprì la bocca di Zaccaria
e parlava benedicendo Dio
e tutto il popolo diceva:
Veramente la mano del Signore è con lui.
64.66

001'>0 l A ré\1\,n TMTf"\""'ll:

Da questo sacramento di vita eterna


venga a noi il dono della tua pace, o Padre,
perché siamo pronti a correre con le lampade accese
incontro al tuo Figlio che viene.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli.
FERIE DI AVVENTO 33

24 dicembre
Messa del mattino

ANTIFONA D'INGRESSO Ecco è giunta la pienezza dei tempi:


Dio ha mandato il suo Figlio nel mondo. Cfr Gal 4, 4

COLLEITA
Affréttati, non tardare, Signore Gesù:
la tua venuta dia conforto e speranza
a coloro che confidano nel tuo amore misericordioso.
Tu sei Dio, e vivi e regni con Dio Padre,
nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei sec~li.
SULLE OFFERTE
Accetta, o Dio, i doni per il sacrificio
e trasformati nel corpo e sangue del tuo Figlio,
perché noi tuoi f~deli, liberi da ogni colpa,
possiamo accogliere con cuore puro
la gloria del Cristo che viene.
Egli viye e regna nei secoli dei secoli.
Prefazio dell'Avvento II oppure IlA, pagg: 314-315.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE Benedetto il Signore, Dio di Israele,


perché ha visitato e redento il suo popolo.
Le 1,68

DOPO LA COMUNIONE
Rinnovàti dal tuo sacramento, o Padre,
anticipiamo nella fede l'adorabile natività del tuo Figlio:
ci riempia di gioia il mistero della sua venuta
e ci renda partecipi della vita immortale.
Per Cristo nostro Signore.
TEMPO
DI NATALE
* 1. È opportuno che alla Messa della notte si faccia precedere la celebrazione dell'Ufficio
delle letture, ordinando la liturgia nel modo seguente.
Il sacerdote e i ministri, rivestiti dei parament_i per la Messa, si recano processionalmente
all'altare. Nel frattempo si fa il canto di ingresso (Cmto di ingresso o invitatorio o inno).
Il sacerdote bacia l'altare, eventualmente lo incensa, e quindi si reca alla sede.
Dopo il saluto e una breve introduzione, si prosegue con la salmodia e le letture dell'Ufficio.
Dopo la seconda lettura con il suo responsorio, si canta il «Gloria a Dio» e la Messa
prosegue come al solito (cfr «Principi e norme per la liturgia delle ore •, n. 98).

2. "\Jel &iorno di Natale, tutti i sacerdoti possono celebrare o concelebrare tre Messe,
non pero di seguito, ma distanziate secondo l'orario corrispondente ai tre formulari: nel-
la notte, di primo mattino, durante il giorno.
* Secondo la tradizione costante delle Chiese in Italia la Messa della notte di Natale si
celebri a mezzanotte a meno che ragioni pastorali, valutate dall'Ordinario del luogo, non
consiglino di anticiparne l'ora.
25 dicembre

NATALE
DEL SIGNORE
SoLENNITÀ

Messa vespertina nella vigilia


Questa Messa si dice la sera del 24 dicembre, o prima o dopo i I Vespri di Natale.

ANTIFONA D'INGRESSO Oggi sapete che il Signore viene a salvarci:


domani vedrete la sua gloria. Cfr Es 16, 6-7
Si dice il Gloria

COLLETTA
O Padre, che ogni anno
ci fai vivere nella gioia questa vigilia del Natale,
concedi che possiamo guardare senza timore,
quando verra come giudice, il Cristo tuo Figlio
che accogliamo in festa come Redentore.
Egli è Dio e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
Si dice il Credo. Alle parole: E per opera dello Spirito Santo ... si è fatto uomo, si genuflette.

SULLE OFFERTE
Concedi al tuo popolo, Signore,
di celebrare con rinnovato fervore questo sacrificio,
nella vigilia del grande giorno
che ha dato inizio alla nostra redenzione.
Per Cristo nostro Signore.
Prefazio di Natale, pagg. 316-318
Nel Canone Romano, si dice il Communicantes proprio.
* Nelle Preghiere eucaristiche II e III si fa il ricordo proprio.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE *Oppure:


Domani si rivelerà la gloria del ~Giuseppe non temere: Maria
Signore, e ogni uomo vedrà la partorirà un Figlio e tu lo chia-
salvezza del nostro Dio. Cfr Is 40, s merai Gesù. Egli salverà il suo
popolo». Mt 1, 20.21

DOPO LA COMUNIONE
Concedi ai tuoi fedeli, o Padre, di attingere nuova forza
da quest'annuale celebrazione della nascita del tuo unico Figlio,
che si fa nostro cibo e bevanda nel sacramento di salvezza.
Per Cristo nostro Signore.
38 NATALE DEL SIGNORE

Messa della notte

ANTIFOl'TA D'TNGRFSSO Opou ·c·


Il Signore mi ha detto: «Tu sei Rallegriamoci tutti nel Signore,
mio Figlio, io oggi ti ho generato,.. . perché è nato nel mondo il Salva-
Sal 2, 7 tore. Oggi la vera pace è scesa a
noi dal cielo.
Si dice il Gloria.

COLLETTA
O Dio, che hai illuminato questa santissima notte
con lo splendore di Cristo, vera luce del mondo,
concedi a noi, che sulla terra lo contempliamo nei suoi misteri,
di partecipare alla sua gloria nel cielo.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
s; d...... C redo m ; t" ..n.~. ·E per opera dello Spirito Santo ... si è fatto uomo 1 genuflette.

SUL'.F orror.rn:-
Accetta, o Padre, la nostra offerta
in questa notte di luce,
e per questo misterioso scambio di doni
trasformaci nel Cristo tuo Figlio,
che ha innalzato l'uomo accanto a te nella gloria.
Per Cristo nostro Signore.
Prefaz..o di Natale, pagg. 316-318.
N el Canone Romano, si dice il Communicantes proprio.
* Nelle Preghiere eucaristiche Il e 1II si fa il ricordo proprio.

ANTIFON. • LT A c:o •Ul'IJONE l ...

Il Verbo si è fatto carne e noi ab- Oggi è nato nella città di Davi-
biamo visto la sua gloria. G • •4 de un salvatore, che è il Cristo
Signore. ~c .,

O Dio, che ci hai convocati a celebrarè nella gioia


la nascita del Redentore,
fa' che testimoniamo nella vita l'annunzio della salvezza,
per giungere alla gloria del cielo.
Per Cristo nostro Signore.
NATALE DEL SIGNORE 39

Messa dell'aurora

ANTIFONA D'INGRESSO Oggi su di noi splenderà la luce,


perché è nato per noi il Signore;
Dio onnipotente sarà il suo nome,.
Principe della pace, Padre dell'eternità:
il suo regno non avrà fine. Cfr Is 9, 2.6; Le t, 33
Si dice il Gloria.

COLLEITA
Signore, Dio onnipotente,
che ci avvolgi della nuova luce del tuo Verbo fatto uomo,
fa' che risplenda nelle nostre opere
il mistero della fede che rifulge nel nostro spirito.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
Si dice il Credo. Alle parole: E per opera dello Spirito Santo ... si è fatto uomo, si genuflette.

SULLE OFFERTE
Le nostre offerte, o Padre,
siano degne del mistero che oggi celebriamo;
tu che nel Natale ci hai rivelato il Cristo uomo e Dio,
fa' che nel pane e vino da te consacrati
partecipiamo alla sua vita immortale.
Per Cristo nostro Signore.
Prefazio di Natale, pagg. 316-318.
Nel Canone Romano, si dice il Communicantes proprio.
* Nelle Preghiere eucaristiche II e III si fa il ricordo proprio.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE * Oppure:


Esulta, figlia di Sion, innalza la I pastori se ne tornarono, glorifi-
tua lode, figlia di Gerusalemme:· cando e lodando Dio per tutto
ecco, a te viene il tuo Re, il San- quello che avevano udito e visto.
to, il Salvatore del mondo. Le 2,20
Cfr Zc 9, 9

DOPO LA COMUNIONE
O Dio, che ci hai radunato a celebrare in devota letizia
la nascita del tuo Figlio,
concedi alla tua Chiesa
di conoscere con la fede le profondità del tuo mistero,
e di viverlo ·con amore intenso e generoso.
Per Cristo nostro Signore.
40 -{ATALE DEL SIGNORE

Messa del giorno

ANTIFONA D'INGRESSO È nato per noi un bambino,


un figlio ci è stato donato:
egli avrà sulle spalle il dominio,
consigliere ammirabile sarà il suo nome. Cfr Is 9, 5

Si dice il Gloria

COLLETTA
O Dio, che in modo mirabile
ci hai creati a tua immagine,
e in modo più mirabile ci hai rinnovati e redenti,
fa' che possiamo condividere la vita divina del tuo Figlio,
che oggi ha voluto assumere la nostra natura umana.
Egli è Dio, e vive e regna con te,
nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
S dice 1 Credo. A,le p... ·o,e E per opera dello Spirito Santo ... si è fatto uomo SI genuflette.

SULLE OFFERTE
Ti sia gradito, Signore,
questo sacrificio, espressione perfetta della nostra fede,
e ottenga a tutti gli uomini
il dono natalizio della pace.
Per Cristo nostro Signore.
Prefazio ai Ncitclle, pabo 316-318
Nel Canone Romano, 1 di ·e ·1 Communicantes proprio.
* Nelle Preghiere eucaristiche .l e m si fa il ric? do proprio.

ANTIFO:z'ITA A· T A ,...'"' ·u noNE


Tutti i popoli hanno veduto la Il Verbo si è fatto carne e noi ab-
salvezza del nostro Dio. <i1l - biamo visto la sua gloria. ."
DO'DO ' A rn .. '""'l.,... T'[;'

Padre santo e misericordioso,


il Salvatore del mondo, che oggi è nato
e ci ha rigenerati come tuoi figli,
ci comunichi il dono della sua vita immortale.
Per Cristo nostro ·Signore.
Domenica fra l'ottava di Natale
SANTA FAMIGLIA DI GESÙ
MARIA E GIUSEPPE
FESTA
ANTIFONA D'INGRESSO I pastori si avviarono in fretta
e trovarono Maria e Giuseppe,
Si dice il Gloria. e il Bambino deposto nella mangiatoia. Le 2, 16

COLLEITA
O Dio, nostro Padre,
che nella santa Famiglia ci hai dato un vero .modello di vita,
fa' che nelle nostre famiglie fioriscano le stesse virtù e lo stesso amore,
perché, riuniti insieme nella tua casa,
possiamo godere la gioia ·senza fine.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
Si dice il Credo, se la festa è celebrata di domenica.

SULLE OFFERTE
Accogli, Signore, questo sacrificio di salvezza,
e per intercessione della Vergine Madre e di san Giuseppe,
fa' che le nostre famiglie vivano nella tua amicizia e nella tua pace.
Per Cristo nostro Signore.
Prefazio di Natale, pagg. 316-318.
Nel Canone Romano, si dice il Communicantes di Natale.
* Nelle Preghiere eucaristiche II e III si fa il ricordo proprio di Natale.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE *B


Il nostro Dio è apparso sulla . ter- Il padre e la madre di Gesù si
ra, e ha dimorato in mezzo a noi. stupivano delle cose che si diceva-
Bar 3, 38 no di lui. Simeone li benedisse e
*A parlò a Maria sua Madre. Le 2, 33-34
Giuseppe ritornò in Galilea e an- *C
dò ad abitare a Nazaret, perché si «Figlio, perché ci hai fatto così?
adempisse la profezia: sarà chia- Ecco, tuo padre .e io, angosciati, ti
mato Nazareno. Cfr M t 2, 22-23
cercavamo». Gesù rispose: «Non
sapevate che io debbo occuparmi
delle cose del Padre mio?».
Le 2, 48-49
DOPO LA COMUNIONE
Padre misericordioso, che ci hai nutriti alla tua mensa,
donaci di seguire gli esempi della santa Famiglia,
perché dopo le prove di questa vita
siamo associati alla sua gloria in cielo.
Per Cristo nostro Signore.
42 OTfAVA DI NATALE

29 dicembre
Quinto g~v~.no fra l'ottava di Natale

ANTIFONA D'INGRESSO Dio ha tanto amato il mondo


da donare il suo unico Figlio,
perché chiunque crede in lui non perisca,
ma abbia la ·vita eterna. Gv 3, 16
Si dice il Gloria.

COLLETIA
Dio invisibile ed eterno,
che nella venuta del Cristo vera luce
hai rischiarato le nostre tenebre,
guarda con bontà questa tua famiglia,
perché possa celebrare con lode unanime
la nascita gloriosa del tuo unico Figlio.
E~li è Dio, e vive ~ regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
SULLE OF~~IlT~

Accogli, Signore, i nostri doni


in questo misterioso incontro
tra la nostra povertà e la tua grandezza: ·
noi ti offriamo le cose che ci hai dato,
e tu donaci in cambio te stesso.
Per Cristo nostro Signore.
Prefazio di Natale, pagg. 316-318
Nel Canone Romano, si dice il Communicantes di Natale.
* N elle Preghiere eucaristiche ll e lli si fa il ricordo proprio di Natale.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE Nella bontà misericordiosa del nostro Dio


ci ha visitato dall'alto un sole che sorge,
Cristo Signore. Cfr ·~c t, 78

*Oppure·
Il Messia del Signore
è segno di contraddizione, perché in lui
sono svelati i pensieri di molti cuori.
~fr Le 2, 3+35

DOPO LA COMU"'liONE
Dio onnipotente e misericordioso,
fa' che la forza inesauribile di questi santi misteri
ci sostenga in ogni momento della nostra vita.
Per Cristo nostro Signore.
OTIAVA DI NATALE 43

30 dicembre
Sesto giorno fra l'ottava di N atale

Se non ricorre la domenica fra l'ottava di Natale, si celebra in questo giorno la festa del-
la santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe, pag. 41.

ANTIFONA D'INGRESSO Nel quieto silenzio che avvolgeva ogni cosa,


mentre la notte giungeva a metà del suo corso,
il tuo Verbo onnipotente, o Signore,
è sceso dal cielo, dal trono regale. Cfr Sap 18, 14-15

Si dice il Gloria.

COLLETTA
Dio grande e misericordioso,
la nuova nascita del tuo unico Figlio nella nostra carne mortale
ci liberi dalla schiavitù antica,
che ci tiene sotto il giogo del peccato.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
SULLE OFFERTE
Accogli, Signore, l'offerta del tuo popolo
e donaci in questo sacramento di salvezza
il possesso dei beni eterni,
nei quali crediamo e speriamo con amore di figli.
Per Cristo nostro Signore.
Prefazio di Natale, pagg. 316-318.
N el Canone Romano, si dice il Communicantes di N atale.
* Nelle Preghiere eucaristiche II e IIl si fa il ricordo proprio di Natale.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE Dalla sua pienezza


noi tutti abbiamo ricevuto e grazia su grazia.
Gv l, 16
*Oppure:
La profetessa Anna si mise a lodare Dio
e parlava del bambino
a quanti aspettavano la redenzione. Le 2, 38

DOPO LA COMUNIONE
O Dio, che edifichi la tua Chiesa per mezzo dei sacramenti,
suscita in noi nuove energie di vita,
perché il dono ricevuto ci prepari a riceverlo ancora.
Per Cristo nostro Signore.
44 OTTAVA DI NATALE

31 dicembre
Settimo g1ornu fra l ottava di Natale

ANTIFONA D'INGRESSO È nato per noi un bambino,


un figlio ci è stato donato:
egli avrà sulle spalle il dominio,
consigliere ammirabile sarà il suo nome. Cfr Is 9, 5

Si dice il Gloria.

COLLETTA
Dio onnipotente ed eterno,
che nella nascita del tuo Figlio
hai stabilito l'inizio e la pienezza della vera fede,
accogli anche noi come membra del Cristo,
che compendia in sé la salvezza del mondo.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
SUL-= O~fl:'p,Tr

O Dio, sorgente della vera pietà e della pace,


salga a te nella celebrazione di questi misteri
la giusta adorazione per la tua grandezza,
e si rafforzi la fedeltà e la concordia dei tuoi figli.
Per Cristo nostro Signore.
Prefazio di Natale, pagg. 316-318.
Nel Canone Romano, si dice l Communicantes di Natale.
* Nelle Preghiere eucaristiche II e III si fa il ncordo proprio di Natale.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE Dio ha mandato nel mondo il suo unico Figlio,
perché noi abbiamo la vita per mezzo di lui.
. G
Oppu.·e.
Dalla sua pienezza
noi tutti abbiamo ricevuto e grazia su grazia.
(' 6
DODQ • • ,..'"\MI TMTI"\ME

Sostieni, Signore, con la tua provvidenza


questo popolo nel presente e nel futuro,
perché con le semplici gioie che disponi sul suo cammino
aspiri con serena fiducia alla gioia che non ha fine.
Per Cristo nostro Signore.
l gennaio
Nell'ottava di Natale

MARIA SS.
MADRE DI DIO
SOLENNITÀ

ANTIFONA D'INGRESSO Oppure:


Salve, Madre santa: Oggi su di noi splenderà la luce,
tu hai dato alla luce il Re perché è nato per noi il Signore;
che governa il cielo e la terra Dio onnipotente sarà il suo nome,
per i secoli in eterno. Sedulio Principe della pace, Padre dell'eternità:
il suo regno non avrà fine. Cfr Is 9, 2.6; Le 1, 33
Si dice il Gloria.

COLLETTA
O ·Dio, che nella verginità feconda di Maria
hai donato agli uomini i beni della salvezza eterna,
fa' che sperimentiamo la sua intercessione,
poiché per mezzo di lei abbiamo ricevuto l'autore della vita,
Cristo tuo Figlio.
Egli è Dio, e vive e regna con te,
. nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.
Si dice il Credo.

SULLE OFFERTE
O Dio, che nella tua provvidenza dài inizio e compimento
a tutto il bene che è nel mondo,
fa' che in questa celebrazione della divina Maternità di Maria
gustiamo le primizie del tuo amore misericordioso
per goderne felicemente i frutti.
Per Cristo nostro Signore.
Prefazio della beata Vergine Maria I, nella Maternità, pag. 354.
Nel Canone Romano, si dice il Communicantes di Natale.
* Nelle Preghiere eucaristiche II e III si fa il ricordo proprio di Natale.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE *Oppure:


Gesù Cristo è sempre lo stesso Maria serbava tutte queste cose
ieri, oggi e nei secoli eterni. meditandole nel suo cuore.
Eb 13, 8 Le 2, 19

DOPO LA COMUNIONE
Con la forza del sacramento che abbiamo ricevuto
guidaci, Signore, alla vita eterna,
perché possiamo gustare la gioia senza fine con la sempre Vergine Maria,
che veneriamo madre del Cristo e di tutta la Chiesa.
Per Cristo nostro Signore.
II DOMENICA DOPO NATALE
Dove l'Ep1tama si celebra 11 6 genna1o.

ANTIFONA D'INGRESSO Nel quieto silenzio che aVv-olgeva ogni cosa,


mentre la notte giungeva a metà del suo corso,
il tuo Verbo onnipotente, o Signore,
è sceso dal cielo, dal trono regale. Cfr Sap 18, 14-15

Si dice d Gloria

co:..:..E...-rA
Dio onnipotente ed eterno, luce dei credenti,
riempi della tua gloria il mondo intero,
e rivélati a tutti i popoli
nello splendore della tua verità.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
Si d.ce 1! Credo

SULLE OFFERTE
Santifica, o Padre, questi doni
con la grazia del Natale del tuo unico Figlio,
che a tutti i credenti indica la via della verità
e promette la vita eterna.
Per Cristo nostro Signore.
a>rtldL.I V u• • "dLdlt:, Pdc 316-318

ANTIFONA ALLA COMUNIONE A tutti quelli che lo hanno accolto


il Verbo incarnato
ha dato il potere di diventare figli di Dio.
1, ll

:::Y''">O T A t"'t"\M' T Tl~liJP

Questo sacramento agisca in noi, Signore Dio nostro,


ci purifichi dal male
e compia le nostre aspirazioni di giustizia e di pace.
Per Cristo nostro Signore.
FERIE DEL TEMPO DI NATALE 47

2 gennaio

ANTIFONA D'INGRESSO Un giorno ·s anto risplende per noi:


venite, nazioni, e adorate il Signore,
perché una grande luce è discesa sulla terra.

COLLETTA
Rafforza la fede del tuo popolo, o Padre,
perché creda e proclami il Cristo tuo unico Figlio,
vero Dio, eterno con te nella gloria,
e vero uomo nato dalla Vergine Madre;
in questa fede confermaci nelle prove della vita presente
e guidaci alla gioia senza fine.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
* Orazioni alternative SULLE OFFERTE e DOPO LA COMUNIONE, pag. 938.
SULLE OFFERTE
Accogli, Signore, i nostri doni
in questo misterioso incontro
tra la nostra povertà e la tua grandezza:
noi ti offriamo le cose che ci hai dato,
e tu donaci in cambio te stesso.
Per Cristo nostro Signore.
Prefazio di Natale, pagg. 316-318.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE Noi abbiamo visto la sua gloria,


gloria che il Verbo ha dal Padre
come Figlio Unigenito,
pieno di grazia e di verità. Gv l, 14

* Oppure:
«In mezzo a voi
sta uno che non conoscete,
al quale io non sono degno
di sciogliere i calzari,.. Cfr Gv l, 26-27

DOPO LA COMUNIONE
Dio onnipotente e misericordioso,
fa' che la forza inesauribile di questi santi misteri
ci sostenga in ogni momento della nostra vita.
Per Cristo nostro Signore.
48 FERIE DEL TEMPO DI NATALE

3 gennaio

ANTIFONA D'INGRESSO Benedetto colui che viene nel nome del Signore:
il Signore nostro Dio è luce per noi. Sal tt7,26-27

COLLETIA
O Dio, tu hai voluto che l'umanità del Salvatore,
nella sua mirabile nascita dalla Vergine Maria,
non fosse sottoposta alla comune eredità dei nostri padri;
fa' che liberati dal contagio dell'antico male
possiamo anche noi far parte della nuova creazione,
iniziata da Cristo tuo Figlio.
Egli è Dio, e vive e regna con te,
nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
* Oraztom alte,nauve vULLE OFFERTE e DOPO LA COMUNIONE, pé1.,. 938

SULLE OFFERTE
Accogli, Signore, l'offerta del tuo popolo,
e donaci in questo sacramento di salvezza
il possesso dei beni eterni,
nei quali crediamo e speriamo con amore di figli.
Per Cristo nostro Signore.
Prefazio di Natale, pagg. 316-318.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE Dio ci ha amati con infinito amore;


per questo ha mandato il suo Figlio
in una carne simile a quella di noi peccatori.
t:f 2 4· Rm 8 3
* Oppure.
«Ecco l'Agnello di Dio,
che toglie il peccato del mondo!». Gv t, 29

DO'?O T A c• - r ·1o"'ffi
O Dio, che edifichi la tua Chiesa per mezzo dei sacramenti,
suscita in noi nuove energie di vita,
perché il dono ricevuto
ci prepari a riceverlo ancora.
Per Cristo nostro Signore.
FERIE DEL TEMPO DI NATALE 49

4 gennaio

ANTIFONA D'INGRESSO Il popolo che camminava nelle tenebre


vide una grande luce:
su coloro che abitavano una terra tenebrosa
sfolgorò il sole della vita. Is 9, 1

COLLETTA
. Dio onnipotente, il Salvatore che tu hai mandato,
luce nuova all'orizzonte del mondo,
sorga ancora e risplenda su tutta la nostra vita.
Egli è Dio, e vive e regna con te,
nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
* Orazioni alternative SULLE OFFERTE e DOPO LA COMUNIONE, pag. 939.
SULLE OFFERTE
O Dio, sorgente della vera pietà e della pace,
salga a te nella celebrazione di questi misteri
la giusta adorazione per la tua grandezza,
e si rafforzi la fedeltà e la concordia dei tuoi figli.
Per Cristo nostro Signore.
Prefazio di Natale, pagg. 316-318.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE La vita che era presso il Padre


si è manifestata a noi,
e noi l'abbiamo veduta. 1 Gv 1, 2

*Oppure: . .
Andrea disse a suo fratello Simone:
«Abbiamo trovato il Messia, il Cristo».
E lo condusse da Gesù. Gv 1, 41-42

DOPO LA COMUNIONE
Sostieni, Signore, con la tua provvidenza
questo popolo nel presente e nel futuro,
perché con le semplici gioie che disponi sul suo cammino
aspiri con serena fiducia
alla gioia che non ha fine.
Per Cristo nostro Signore.
50 FERIE DEL TEMPO DI NATALE

5 gennaio

ANTIFONA D'INGRESSO In principio prima del tempo


il Verbo era Dio;
ed egli si degnò di nascere
Salvatore del mondo. Cfr Gv 1, 1

COLLETTA
O Dio, che nella nascita del tuo unico Figlio
hai dato mirabile principio alla nostra redenzione,
raff<,>rza la fede del tuo popolo,
perché sotto la guida del Cristo
giun~a alla mèta della gloria eterna.
Egli e Dio, e vive e regna con te,
nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
o,~L..JVUI ~m;JJJ~LIYIO JUJ..,L.L OFFERTE e DOPO LA COMUNIONE, pa 939

SU~L~ ~-~~J1T-..

Accogli, Signore, i nostri doni


in questo misterioso incontro
tra la nostra povertà e la tua grandezza:
noi ti offriamo le cose che ci hai dato,
e tu donaci in cambio te stesso.
Per Cristo nostro Signore.
Prcfaz10 d1 Natale, pagg. 316-318.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE Dio ha tanto amato il mondo,


da donare il suo unico Figlio,
perché chiunque crede in lui non perisca,
ma abbia la vita eterna. '-' J, 16

"""' Opp,.r ·
«Gesù maestro,
tu sei il Figlio di Dio,
tu sei il re d'Israele», Gv 1,49

D~ "'\ T A ro "U""!Tl"\N~

Dio onnipotente e misericordioso,


fa' che la forza inesauribile di questi santi misteri
ci sostenga in ogni momento della nostra vita.
Per Cristo nostro Signore.
FERIE DEL TEMPO DI NATALE 51

6 gennaio
Dove l'Epifania si celebra in domenica

ANTIFONA D'INGRESSO Una luce nelle tenebre è sorta per i giusti:


il Signore buono, santo e ricco di misericordia. Sal 111, 4

COLLETTA
Illumina, o Padre, questa tua famiglia
con lo splendore della tua gloria
e infiamma sempre più i nostri cuori,
perché riconosciamo il Salvatore
ed entriamo in vera comunione con lui.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
* Orazioni alternative SULLE OFFERTE e DOPO LA COMUNIONE, pag. 940.
SULLE OFFERTE
Accogli, Signore, l'offerta del tuo popolo,
e donaci in questo sacramento di salvezza
il possesso dei beni eterni,
nei quali crediamo e speriamo con amore di figli.
Per Cristo nostro Signore.
Prefazio di Natale, pagg. 316-318.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE In questo


si è manifestato l'amore di Dio per noi:
il Padre ha mandato nel mondo
il suo unico Figlio,
perché noi.abbiamo la vita per mezzo di lui.
Gv ~. 9
* Oppure:
((Tu sei il mio Figlio prediletto,
in te mi sono compiaciuto~. Mc 1, 11

DOPO LA COMUNIONE
O Dio, che edifichi la tua Chiesa per mezzo dei sacramenti,
suscita in noi nuove energie di vita,
perché il dono ricevuto
ci prepari a riceverlo ancora.
Per Cristo nostro Signore.
52 FERIE DEL TEMPO DI NATALE

7 gennaio
Do ~mama st celebra in domenica

ANTIFONA D'INGRESSO Dio ha mandato il suo Figlio


nato da donna,
perché noi ricevessimo
la dignità di figli adottivi. Gal 4, 4-5

COLLETTA
Dio onnipotente ed eterno,
che nella venuta del tuo Figlio
hai irradiato sul mondo una luce nuova,
ascolta la nostra preghiera:
il tuo Verbo eterno,
che nascendo dalla Vergine nella nostra carne mortale
si è fatto nostro fratello,
ci renda partecipi della gloria del suo regno.
Egli è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
Orauvru èlltdr,,ltfvç SvLLL OFFERTE e DOPO LA COMUNIONE, pab 940

SULLE OFFERTE
O Dio, sorgente della vera pietà e della pace,
salga a te nella celebrazione di questi misteri
la giusta adorazione per la tua grandezza,
e si rafforzi la fedeltà e la concordia dei tuoi figli.
Per Cristo nostro Signore.
Prefaz10 d1 Natale, pab~- 316-318

ANTIFONA ALLA COMUNIONE Dalla sua pienezza


noi tutti· abbiamo ricevuto e grazia su grazia.
• •6
Opp r
Gesù manifestò la sua gloria in Cana di Galilea,
e i suoi discepoli credettero in lui.
DOP1 - . ......'"'~U1'.nnME

Sostieni, Signore, con la tua provvidenza


questo popolo nel presente e nel futuro,
perché con le semplici gioie che disponi sul suo cammino
aspiri con serena fiducia alla gioia che non ha fine.
Per Cristo nostro Signore.
EPIFANIA
DEL
SIGNORE
SoLENNITÀ

ANTIFONA D'INGRESSO È venuto il Signore nostro re:


nelle sue mani è il regno, la potenza e la gloria.
Cfr MI 3, l ; l Cr 19, 12
Si dice il Gloria.

COLLETTA
O Dio, che in questo giorno, con la guida della stella,
hai rivelato alle genti il tuo unico Figlio,
conduci benigno anche noi,
che già ti abbiamo conosciuto per la fede,
a contemplare la grandezza della tua gloria.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
* Dopo la proclamazione del Vangelo, il diacono o il sacerdote o un altro ministro ido-
neo può dare l'annunzio del giorno della Pasqua (vedi Appendice, pag. 1047).
Si dice il Credo.

SULLE OFFERTE
Guarda, o Padre, i doni della tua Chiesa,
che ti offre non oro, incenso e mirra,
ma colui che in questi santi doni
è significato, immolato e ricevuto: Gesù Cristo nostro Signore.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli.
Prefazio dell'Epifania, pag. 319.
Nel Canone Romano, si dice il Communicantes proprio.
* Nelle Preghiere eucaristiche II e III si fa il ricordo proprio.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE Noi abbiamo visto la sua stella in oriente


e siamo venuti con doni per adorare il Signore.
Cfr Mt 2, 2

DOPO LA COMUNIONE
La tua luce, o Dio, ci accompagni sempre e in ogni luogo,
perché contempliamo con purezza di fede
e gustiamo ,(;On fervente amore il mistero di cui ci hai fatti partecipi.
Per Cristo nostro Signore.
Dove è di precetto, l'Epifania si celebra il 6 gennaio, altrimenti, come a giorno pro-
prio, la domenica tra il 2 e 1'8 gennaio.
54 FERIE OEL TEMPO DI NATALE

7 gennaio (o lunedì)

ANTIFONA o•JNGRESSO Un giorno santo risplende rer noi:


venite, nazioni, e adorate i Signore,
perché una grande luce è discesa sulla terra.
COLLETIA
Lo splendore della tua gloria
illumini, Signore, i nostri cuori,
perché attraverso le tenebre di questo mondo
possiamo giungere alla luce della tua dimora.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
* '-''<Udv•u ...."wauv\,; ..1u.a....a....r:. OfFERTE e DOPO LA COMUNIONE, p~ 941.
SULLJ: .,..,........... VTJ:
Accogli, Signore, i nostri doni
in questo misterioso incontro
tra la nostra povertà e la tua grandezza:
noi ti offriamo le cose che ci hai dato,
e tu donaci in cambio te stesso.
Per Cristo nostro Signore.
Prefaz10 ddl'Ep1fania, pag. 319, o di Natale, pagg. 316-318.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE Noi abbiamo visto la sua gloria,


gloria che il Verbo ha dal Padre
come Figlio Unigenito,
pieno di grazia e di verità. Gv l, 14
*Oppure
Il popolo immerso nelle tenebre
ha visto una grande luce. Mt 4,16

D,....:_>{") w ""'{")MT Tl\JT,.... .E


Dio onnipotente e misericordioso
fa' che la forza inesauribile di questi santi misteri
ci sostenga in ogni momento della nostra vita.
Per Cristo nostro Signore.
* Questi formulari s1 usano dopo l'Epifania fino al sabato precedente la festa del
Battesimo del Signore. Dove l•Epifania si celebra in domenica, il 7 gennaio corri-
sponde al lunedì, ecc.
FERIE DEL TEMPO DI NATALE 55

8 gennaio (o martedì)

ANTIFONA D'INGRESSO Benedetto colui che viene nel nome del Signore:
il Signore nostro Dio è luce per noi. Sal 117,26-27

COLLETTA
O Padre, il cui unico Figlio
si è manifestato nella nostra carne mortale,
concedi a noi,
che lo abbiamo conosciuto come vero uomo,
di essere interiormente rinnovati a sua immagine.
Egli è Dio, e vive e regna con te,
nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
vraL!Olu auc1uctuVt SU.1...LE OFFERTE e DOPO LA COMUNIONE, pab. 941.

cnu..F OFF-P~

Accogli, Signore, l'offerta del tuo popolo,


e donaci in questo sacramento di salvezza
il possesso dei beni eterni,
nei quali crediamo e speriamo con amore di figli.
Per Cristo nostro Signore.
Prefazto de,l'Eptfama, pag. 319, o di Natale, pagr. 316-318

ANTIFONA ALLA COMUNIONE Dio ci ha amati con infinito amore;


per questo ha mandato il suo Figlio
in una carne simile a quella di noi peccatori.
. • 2 l'.ffi .... 3
. _ or' ·-
Gesù spezzò i cinque pani
e li distribuì a tutti finché ne vollero.
,....r Mc 6, 41
~~~~ • A rr -- --o TE
O Dio, che edifichi la tua Chiesa per mezzo dei sacramenti,
suscita in noi nuove energie di vita,
perché il dono ricevuto
ci prepari a riceverlo ancora.
Per Cristo nostro Signore.
56 FERIE DEL TEMPO DI NATALE

9 gennaio (o mercoledì)

ANTIFONA D'INGRESSO Il popolo che camminava nelle tenebre


vide una grande luce:
su coloro che abitavano una terra tenebrosa
sfolgorò il sole della vita. ls 9, t

COLLETTA
O Dio, luce del mondo,
concedi a tutte le genti il bene di una pace sicura
e fa' risplendere nei nostri cuori ·
quella luce radiosa
che illuminò la mente dei nostri padri.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello SpiJ:"ito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
'-JI<iLIVIU dHI;lJJdllv~; ..J VJ....J....L OFFERTE e DOPO LA COMUNIONE, pé 942

SUJ w~ OFFE'RTiP
O Dio, sorgente della vera·pietà e della pace,
salga a te nella celebrazione di questi misteri
la giusta adorazione per la tua grandezza,
e si rafforzi la fedeltà e la concordia dei tuoi figli.
Per Cristo nostro Signore.
Prefazio dell'Epifania, pag. 319, o di Natale, pagg. 316-318 .

ANTIFONA ALLA COMUNIONE La vita che era presso il Padre


si è manifestata a noi,
e noi l'abbiamo veduta. l Gv l , 2

* Oppu.:e
«Coraggio sono io, non temete! ».
Gesù salì con loro sulla barca
e il vento cessò. Mc 6, 5().51

0QDA w • ~'"\MT TliJTf"\"'IJJ:'

Sostieni, Signore, con la tua provvidenza,


questo popolo nel presente e nel futuro,
perché con le semplici gioie che disponi sul suo cammino
aspiri con serena fiducia alla gioia che non ha fine.
Per Cristo nostro Signore.
FERIE DEL TEMPO DI NATALE 57

lO gennaio (o giovedì)

ANTIFONA D'INGRESSO In principio prima del tempo


il Verbo era Dio;
ed egli si degnò di nascere
Salvatore del mondo. Cfr Gv 1, 1

COLLETTA
O Dio, che in Cristo tuo Figlio
hai rivelato a tutti i popoli la sapienza eterna,
fa' risplendere su di noi
la· gloria del nostro Redento re,
perché giungiamo alla luce che non ha tramonto.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
* O razioni alternative SULLE OFFERTE e DOPO LA COMUNIONE, pag. 942.
SULLE OFFERTE
Accogli, Signore, i nostri doni
in questo misterioso incontro
tra la nostra povertà e la tua grandezza:
noi ti offriamo le cose che ci hai dato,
e tu donaci .in cambio te stesso.
Per Cristo nostro Signore.
Prefazio dell'Epifania, pag. 319, o di Natale, pagg. 316-318.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE Dio ha tanto amato il mondo,


da donare il suo unico Figlio,
perché chiunque crede in lui non perisca,
mà abbia la vita eterna. Gv 3, 16

* Oppure:
«Lo Spirito del Signore è sopra di me:
mi ha mandato per annunziare ai poveri
il lieto messaggio». Le 4, 18

DOPO LA COMUNIONE
Dio onnipotente e misericordioso,
fa' che la forza inesauribile di questi santi misteri
ci sostenga in ogni momento della nostra vita.
Per Cristo nostro Signore.
58 "ERIE DEL TEMPO DI NATALE

11 gennaio (o venerdì)

ANTIFONA D'INGRESSO Una luce nelle tenebre è sorta per i giusti:


il Signore buono, santo e ricco di misericordia. s 1l 111, 4

COLLETTA
Dio onnipotente, manifesta anche a noi
il mistero della nascita del Salvatore
rivelato ai magi dalla luce della stella,
e cresca sempre più nel nostro spirito.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
.naZÌOlu dH\:IlJaLaVt: JV.&...LL OFFERTE e DOPO LA COMUNIONE, p2 943

Accogli, Signore, l'offerta del tuo popolo,


e donaci in questo sacramento di salvezza
il possesso dei beni eterni,
nei quali crediamo e speriamo con amore di figli.
Per Cristo nostro Signore.
Prefazio dell Epifama, pag. 319, o di Natale, pagg. 316-318

ANTIFONA ALLA COMUNIONE In qùesto si è manifestato


l'amore di Dio per noi:
il Padre ha mandato nel mondo
il suo unico Figlio,
perché noi abbiamo la vita per mezzo di lui.
4, 9
· Oppure·
~Signore, se vuoi, puoi sanarmi ».
~ Lo voglio, sii risanato! ». Le 5, 12·13

O Dio, che edifichi la tua Chiesa per mezzo dei sacramenti,


suscita in noi nuove energie di vita,
perché il dorio ricevuto
ci prepari a riceverlo ancora.
Per Cristo nostro Signore.
FERIE DEL TEMPO DI NATALE 59

12 gennaio (o sabato)

ANTIFONA D'INGRESSO Dio ha mandato il suo Figlio


nato da donna,
perché noi ricevessimo
la dignità di figli adottivi. Gal 4, 4-5

COLLETIA
Dio onnipotente ed eterno,
che nel Natale del Redentore
hai fatto di noi una nuova creatura,
trasformaci nel Cristo tuo Figlio,
che ha congiunto per sempre a sé la nostra umanità.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
* Orazioni alternative SULLE OFFERTE e DOPO LA COMUNIONE, pag. 943.
SULLE OFFERTE
O Dio, sorgente della vera pietà e della pace,
salga a te nella celebrazione di questi misteri
la giusta adorazione per la tua grandezza,
e si rafforzi la fedeltà e la concordia dei tuoi figli.
Per Cristo nostro Signore.
Prefazio dell'Epifania, pag. 319, o di Natale, pagg. 316-318.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE Dalla sua pienezza


noi tutti abbiamo ricevuto e grazia su grazia.
Gv l, 16
* Oppure:
Esulta di gioia alla voce dello sposo.
Dice il Battista:
«Egli deve crescere e io diminuire», Gv 3, 30

DOPO LA COMUNIONE
Sostieni, Signore, con la tua provvidenza
questo popolo nel presente e nel futuro,
perché con le semplici gioie che disponi sul suo cammino
aspiri con serena fiducia alla gioia che non ha fine.
Per Cristo nostro Signore.
Domenica dopo l'Epifania *

BATTESIMO DEL SIGNORE


FESTA

ANTIFONA D'INGRESSO Dopo il battesimo di Gesù si aprirono i cieli,


e come colomba
lo Spirito di Dio si fermò su di lui,
e la voce del Padre disse:
«Questo è il Figlio mio prediletto,
nel quale mi sono compiaciuto». Cfr Mt 3,16-17

Si dice il Gloria

COLLETIA
Padre onnipotente ed eterno,
che dopo il battesimo nel fiume Giordano
proclamasti il Cristo tuo diletto Figlio,
mentre discendeva su di lui lo Spirito Santo,
concedi ai tuoi figli, rinati dall'acqua e dallo Spirito,
di vivere sempre nel tuo amore.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
Oppure:
O Padre, il tuo unico Figlio .
si è manifestato nella nostra carne mortale,
concedi a noi,
che lo abbiamo conosciuto come vero uomo,
di essere interiormente rinnovati a sua immagine.
Egli è Dio e vive e regna con te,
nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
Si dice il Credo.

* Quando l'Epifania si celebra la domenica 7 o 8 gennaio, h'i festa del Battesimo del
Signore si celebra il lunedì immediatamente seguente. Non si dice il «Credo».
BATIESIMO DEL SIGNORE 61

SULLE OFFERTE
Ricevi, o Padre, i doni che la Chiesa ti offre,
celebrando la ·manifestazione del Cristo tuo diletto Figlio,
e trasformati per noi nel sacrifièio perfetto,
che ha lavato il mondo da ogni colpa.
Per Cristo nostro Signore.

PREFAZIO
Consacrazione e missione di Gesù

y. Il Signore sia con voi.


ijl. E con il tuo Spirito.
y. In alto i nostri cuori.
ijl. Sono rivolti al Signore.
y. Rendiamo grazie al Signore, nostro Dio.
ijl. È cosa buona e giusta.
A È veramente cosa buona e giusta,
nostro dovere e fonte di salvezza, *
rendere grazie sempre e in ogni luogo *
a te, Signore, Padre santo, *
Dio onnipotente ed eterno. **
B Nel Battesimo di Cristo al Giordano
tu hai operato segni prodigiosi
per manifestare il mistero del nuovo lavàcro: *
dal cielo hai fatto udire la tua voce, *
perché il mondo credesse che il tuo Verbo era in mezzo a noi; **
con lo Spirito che si posava su di lui come colomba *
hai consacrato il tuo Servo
con unzione sacerdotale, profetica e regale, *
perché gli uomini riconoscessero in lui il Messia,
inviato a portare ai poveri il lieto annunzio. **
A E noi, *
uniti alle potenze dei cieli, *
con voce incessante *
proclamiamo la tua lode: **
S anto, Santo, Santo il Signore, Dio dell'universo.
I cieli e la terra sono pieni della tua gloria.
Osanna nell'alto dei cieli.
Benedetto colui che viene nel nome del Signope.
Osanna nell'alto dei cieli.
62 BAITESIMO DEL SIGNORE

ANTIFONA ALLA COMUNIONE *B


Questa è la testimonianza di Gio- · Giovanni disse: «Io vi ho battez-
vanni: «Io l'ho visto, e ho attestato zato con acqua, ma egli vi battez-
che egli è il Figlio di Dio». zerà con lo Spirito Santo». Mc l, s
Gv l, 32.34
*A *C
Giovanni disse: « Io ho bisogno Giovanni disse: «Io vi battezzo
d'essere battezzato da te e tu vie- con acqua; ma viene uno che è
ni da. me? ». « Lascia fare per ora» più forte di me: egli vi battezzerà
gli rispose Gesù, « poiche convie- in Spirito Santo e fuoco». Le 3, 16
ne che così adempiamo ogni giu-
stizia». Mt 3, 14-15

DOPO LA COMUNION E
Dio misericordioso, che ci hai nutriti alla tua mensa,
concedi a noi tuoi fedeli
di ascoltare come discepoli il tuo Cristo, .
per chiamarci ed essere realmente tuoi figli.
Per Cristo nostro Signore.

Dal lunedì dopo questa domenica fino al martedì prima dell'inizio di Quaresima de-
corre il Tempo Ordinario. Nelle Messe sia della domenica come della feria si usano i
testi a pag. 247 e seguenti.
TEMPO DI
QUARESIMA
.È buona tradizione che nella Chiesa locale si facciano, soprattutto in Quaresima, riu-
nioni di preghiera nella forma delle «stazioni,. romane. Si raccomanda di conservare
e incrementare questa tradizione, almeno nelle principali città, e nel modo più indi-
cato per i singoli luoghi. Questa assemblea di fedeli, specialmente se presiede il Pa-
store della diocesi, può radunarsi nelle domeniche e nei giorni più adatti della setti-
mana o presso il sepolcro di un santo, o nelle chiese o nei santuari più importanti
della città, oppure anche in qualche località che in diocesi costituisce mèta di fre-
quenti pellegrinaggi.
MERCOLEDÌ DELLE CENERI

Nella Messa del giorno si benedicono e si impongono le ceneri, ricavate dai rami di uli-
vo (o di altri alberi), benedetti nella domenica delle Palme dell'anno precedente.

RITI DI INTRODUZIONE E LITURGIA DELLA PAROLA

ANTIFONA D'INGRESSO Tu ami tutte le tue creature, Signore,


e nulla disprezzi di ciò che hai creato;
tu dimentichi i peccati di quanti si convertono
e li perdoni,
perché tu sei il Signore nostro Dio. Cfr Sap 11, 23-26

Si omette l'atto penitenziale, perché è sostituito dal rito di imposizione delle ceneri.

COLLEITA
O Dio, nostro Padre,
concedi al popolo cristiano
di iniziare· con questo digiuno un cammino di vera conversione,
per affrontare vittoriosamente con le armi della penitenza
il combattimento contro lo spirito del male.
Per il nostro Signore Gesù .Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

BENEDIZIONE DELLE CENERI

Terminata l'omelia, il sacerdote, in piedi e a mani giunte, invita alla preghiera:


Raccogliamoci, fratelli carissimi, in umile preghiera,
davanti a Dio nostro Padre,
perché faccia scendere su di noi la sua benedizione
e accolga l'atto penitenziale· che stiamo per compiere.
Tutti pregano per qualche momento in stlenzio.
Quindi il sacerdote dice una delle orazioni seguenti:
66 MERCOLEl>l DELLE CENERI

ORAZ!0NJ:
O Dio, che hai pietà di chi si pente
e doni la tua pace a chi si converte,
accogli con paterna bontà
la pr'èghiera del tuo popolo
e benedici + questi tuoi figli,
che riceveranno l'austero simbolo delle ceneri,
perché, attraverso l'itinerario spirituale della Quaresima,
giungano completame-n te rinnovati
a celebrare la Pasqua del tuo Figlio,
il Cristo nostro Signore.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli.
~· Amen.

Oppure·
O Dio, che non vuoi la morte
ma la conversione dei peccatori,
ascolta benigno la nostra preghiera:
benedici ..~.., queste ceneri,
che stiamo per imporre sul nostro capo,
riconoscendo che il nostro corpo
tornerà in polvere;
l'esercizio della penitenza quaresimale
ci ottenga il perdono dei peccati
e una vita rinnovata a immagine del Signore risorto.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli.
~· Amen.

E senza nulla dire, asperge le ceneri con l'acqua benedetta.

IMPOSIZIONE DELLE CENERI

! f,....J..,]j ~i nre~entano ::~.1 sacerdr·~ ~c egli impone a ciascuno le ceneri, dicendo:


Convertitevi, e credete al Vangelo. Mc l, 15

Oppurr
Ricòrdati che sei polvere,
e in polvere tornerai. Cfr Gn 3,19
MERCOLEDÌ DELLE CENERI 67

Frattanto si esegue un canto adatto, per esempio:

ANTIFONA Cfr Gt 2, 13

Rinnoviamo la nostra vita


in spirito di umiltà e di penitenza;
facciamo digiuno e supplichiamo con lacrime il Signore,
perché è pieno di misericordia il nostro Dio,
disposto a perdonare tutti i nostri peccati.

ALTRA ANT(FONA Gt 2, t7; Est (Volg) u, 17

Fra il vestibolo e l'altare del tempio


piangeranno i sacerdoti ministri del Signore,
e diranno: «Perdona, Signore, perdona il tuo popolo,
e fa' che i tuoi fedeli sempre ti cantino lodi».

ALTRA ANTIFONA sal so, 3

Cancella, Signore, il mio peccato.


Questa antifona si può alternare con i versetti del Salmo 50, Pietà di me, o Dio.

RESPONSO RIO Cfr Bar 3, 2

Rinnoviamoci, e ripariamo al male


che nella nostra ignoranza abbiamo fatto,
perché non ci sorprenda la morte
e non ci manchi il tempo di convertirci.
* Ascoltaci, Signore,
pietà di noi,
contro di te abbiamo peccato.
Sal 78, 9 O Dio della nostra salvezza, vieni in nostro aiuto
e per la gloria del tuo nome salvaci, o Signore. ·
* Ascoltaci, Signore,
pietà di noi,
contro di te abbiamo peccato.

Terminata l'imposizione delle ceneri, il sacerdote si lava le mani.


Il rito si conclude con la preghiera universale.
Non si dice il Credo.
68 MERCOLEDÌ DELLE CENERI

LITURGIA EUCARISTICA

SULLE OFFERTE
Accogli, Signore, questo sacrificio,
col quale iniziamo solennemente la Quaresima,
· e fa' che mediante le opere di carità e penitenza
vinciamo i nostri vizi
e liberi dal peccato
possiamo celebrare la Pasqua del tuo Figlio.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli.
Prefazio di Quaresima III o IV, pagg. 322-323.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE Chi medita giorno e notte


sulla legge del Signore,
al tempo opportuno porterà il suo frutto.
Sal 1, 2-3
* Oppure:
«Prega il Padre tuo nel segreto
ed· egli ti ricompenserà». Mt 6, 6

DOPO LA COMUNIONE
Questo sacramento che abbiamo ricevuto, o Padre,
ci sostenga nel cammino quaresimale,
santifichi il nostro digiuno
e lo renda efficace per la guarigione del nostro spirito.
Per Cristo nostro Signore.

La benedizione e l'imposizione delle cenen s1 può compiere anche senza la Messa. In


questo caso, è opportuno premettere al rito una liturgia della Parola come nella Messa,
con il canto d'ingresso, l'orazione (o colletta), e le letture con i canti corrispondenti; se-
gue l'omelia, quindi la benedizione e l'imposizione delle ceneri. Il rito termina con la
preghiera universale o dei fedeli.
GIOVEDI DOPO LE CENERI 69

Giovedì dopo le Ceneri

ANTIFONA D'INGRESSO Quando invoco il Signore, egli ascolta la mia voce


e mi salva da colorò che mi avversano.
Mfida al Signore la tua sorte,
ed egli sarà il tuo sostegno. Cfr Sal 54, 17-20.23

COLLETTA
Ispira le nostre azioni, Signore,
e accompagnale con il tuo aiuto,
perché ogni nostra attività
abbia sempre da te il suo inizio
e in te il suo compimento.
Per ·a nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
SULLE OFFERTE
Accogli con bontà, o Dio,
le offerte che presentiamo al tuo altare,
perché ci ottengano il perdono
e rendano onore al tuo nome.
Per Cristo nostro Signore.
Prefazio di Quaresima, pagg. 320-324.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE Crea in me, o Dio, un cuore puro,


e rinnova in me uno spirito saldo. Sal so, 12
* Oppure:
«Se qualcuno vuoi venire dietro a me,
rinneghi se stesso,
pre~da la sua croce ogni giorno
e mt segua». Le 9, 23

DOPO LA COMUNIONE
Il pane di vita eterna che ci hai donato, Signore,
santifichi il tuo popolo
e sia principio inesauribile
di perdono e di salvezza.
Per Cristo nostro Signore.
70 VENERO) DOPO LE CENERI

Venerdì dopo le Cener~

ANTIFONA D'INGRESSO Il Signore mi ha ascoltato,


ha avuto pietà di me:
il Signore è il mio aiuto. Sal 29,11

COLLETTA
Accompagna con la tua benevolenza, Padre misericordioso,
i primi passi del nostro cammino penitenziale,
perché all'osservanza esteriore
corrisponda un profondo rinnovamento dello spirito.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità. dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
SULLE OFFERTE
Il sacrificio che ti offriamo, Signore,
in questo tempo di penitenza,
renda a te graditi i nostri cuori,
e ci dia
. la forza
\ .
per ptu generose rtnunce.
Per Cristo nostro Signore.
Prefazio di Quaresima, pagg. 320-324.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE Mostrami, o Signore, le tue vie,


insegnami i tuoi sentieri. Sal 24,4

* Oppurè:
.eGli invitati a nozze
non possono essere in lutto
mentre lo sposo è con loro • · Mt 9, 15

DOPO LA C0'1UNT01\TE
La partecipazione a questo sacramento, Dio onnipotente,
ci liberi da ogni colpa
e ci ottenga dalla tua misericordia
la conversione del nostro spirito.
Per Cristo nostro Signore.
SABATO DOPO LE CENERI 71

Sabato dopo le Ceneri

ANTIFONA D'INGRESSO Ascohaci, Signore,


perché generosa è la tua misericordia;
nella tua grande clemenza
volgiti a noi, Signore. Sal 68, 17

COLLEITA
Guarda con paterna bontà, Dio onnipotente,
la debolezza dei tuoi figli,
e a nostra protezione e difesa
stendi il tuo braccio invincibile.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
SULLE O FFERTE
Questo sacrificio di espiazione e di lode
ci purifichi e ci rinnovi, Signore,
perché tutti i nostri pensieri e le nostre azioni
siano conformi alla tua volontà.
Per Cristo nostro Signore.
Prefazio di Quaresima, pagg. 320-324.

ANTIFONA ALLA CO MUNIONE «lo voglio misericordia e non sacrificio»,


dice il Signore;
« non sono venuto a chiamare i giusti
ma i peccatori». Mt 9, u
* Oppure:
«Non sono venuto a chiamare i giusti,
ma i peccatori alla conversione». Le s, 32

DOPO LA COMUNIONE
Signore, che ci hai nutriti alla tua mensa,
fa' che questo sacramento,
fonte di vita per la tua Chiesa,
sia per noi pegno sicuro di salvezza.
Per Cristo nostro Signore.
I DOMENICA DI QUARESIMA

ANTIFONA D'INGRESSO Egli mi invocherà e io lo esaudirò;


gli darò salvezza e gloria,
lo sazierò con una lunga vita. s~1 9o, 1s-16

Non si dice l Gloria

COTLETrA
O Dio, nostro Padre,
con la celebrazione di questa Quaresima,
segno sacramentale della nostra conversione,
concedi a noi tuoi fedeli
di crescere nella conoscenza del mistero di Cristo
e di testimoniarlo con una degna condotta di vita.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
Si dice il Credo.

SULLE OFFERTE
Si rinnovi, Signore, la nostra vita
e col tuo aiuto si ispiri sempre più al sacrificio,
che santifica l'inizio della Quaresima,
tempo favorevole per la nostra salvezza!
Per Cristo nostro Signore.
":>"1f- --~..-..

Gesù vittorioso sulla tentazione del maligno


li Il Signore sia con voi.
~ E con il tuo spirito.
~ In alto i nostri cuori.
~ Sono rivolti al Signore.
)'. Rendiamo grazie al Signore, nostro Dio.
~· È cosa buona e giusta.
I DOMENICA DI QUARESIMA 73

A E' veramente cosa buona e giusta,


nostro dovere e fonte di salvezza, *
rendere grazie sempre e in ogni luogo *
a te, Signore, Padre Santo,
Dio onnipotente ed eterno, *
per Cristo nostro Signore. **
B Egli consacrò l'istituzione del tempo penitenziale
con il digiuno di quaranta giorni, *
e vincendo le insidie dell'antico tentatore
ci insegnò a dominare le seduzioni del peccato, *
perché celebrando con spirito rinnovato
il mistero pasquale
possiamo giungere alla Pasqua eterna. **
A E noi, *
uniti agli angeli e ai santi, *
cantiamo senza fine *
l'inno della tua lode: **
Santo, Santo, Santo il Signore Dio dell'universo.
I cieli e la terra sono pieni della tua gloria.
Osanna nell'alto dei cieli.
Benedetto colui che viene nel nome del Signore.
Osanna nell'alto dei cieli.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE


A *C
«Non di solo pane vive l'uomo, «Solo al Signore Dio tuo ti pro-
ma di ogni parola che esce dalla strerai, lui solo adorerai >t, Le 4, s
bocca di Dio >t, Mt 4, 4
Oppure:
*B Il Signore ti coprirà con la sua
«Il regno di Dio è vicino; conver- protezione, sotto le sue ali trove-
titevi e credete al vangelo>t. Mc t,ts rai rifugio. Sal 90, 4

DOPO LA COMUNIONE
Il pane del cielo che ci hai dato, o Padre,
alimenti in noi la fede,
accresca la speranza,
rafforzi la carità,
e ci in~egni ad aver fame di Cristo,
pane vtvo e vero,
e a nutrirei di ogni parola
che esce dalla tua bocca.
Per Cristo nostro Signore.
74 I SETTIMANA DI QUARESIMA

Lunedì

ANTIFONA D'INGRESSO Come gli occhi dei servi


sono attenti ai cenni del padrone,
così i nostri occhi
sono rivolti al Signore, nostro Dio,
finché abbia pietà di noi.
Pietà di noi, Signore, pietà di noi. Sal 122,2-3

COLLETTA
Convertici a te, o Padre, nostra salvezza,
e formaci alla scuola della tua sapienza,
perché l'impegno quaresimale
lasci una traccia profonda nella nostra vita.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
SULLE OFFERTE
Accogli, Signore, queste offerte,
segno della nostra devozione;
perdonaci nella tua misericordia
e trasforma tutta la nostra vita.
Per Cristo nostro Signore.
Prefazio di Quaresima, pagg. 320-324.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE «<n verità vi dico:


ciò che avete fatto a uno solo
di questi miei fratelli più piccoli
l'avete fatto a me», dice il Signore.
«Venite, benedetti del Padre mio,
prendete possesso del regno
preparato per voi
fin dall'inizio del mondo». Mt 25,40.34

DOPO LA COMUNIONE
La partecipazione a questo sacramento, Signore,
ci sostenga nel corpo e nello spirito,
perché, completamente rinnovati,
possiamo gloriarci della pienezza del tuo dono.
Per Cristo nostro Signore.
I SETTIMANA DI QUARESIMA 75

Martedì

ANTIFONA D'INGRESSO Signore, tu sei nostro rifugio


di generazione in generazione;
tu sei da sempre, Signore, e per sempre. Sal 89, 1-2

COLLETIA
Volgi il tuo sguardo, Padre misericordioso,
a questa tua famiglia,
e fa' che superando ogni forma di egoismo
risplenda ai tuoi occhi per il desiderio di te.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
SULLE OFFERTE
Accetta, Dio creatore,
i doni che abbiamo ricevuto
dalla tua paterna generosità,
e trasforma il pane e il vino
che ci hai dato per la nostra vita quotidiana
in sacramento di salvezza eterna.
Per Cristo nostro Signore.
Prefazio di Quaresima, pagg_ 320-324.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE Quando t'invoco, esaudiscimi, o Dio,


tu che sei la mia giustizia
e dalle angosce mi hai liberato;
pietà di me, Signore,
ascolta la mia preghiera. Sal 4, 2

* Oppure:
«Padre, sia fatta la tua volontà». \<lt 6, IO

DOPO LA COMUNIONE
Per questa comunione ai tuoi misteri
insegnaci, Signore,
a moderare le passioni e i desideri terreni
e a cercare la tua giustizia e il tuo regno.
Per Cristo nostro Signore.
76 I SEITIMANA DI QUARESIMA

Mercoledì

ANTIFONA D'INGRESSO Ricorda, Signore, il tuo amore e la tua bontà,


le tue misericordie che sono da sempre.
Non trionfino su di noi i nostri nemici;
libera il tuo popolo, Signore,
da tutte le sue angosce. Sal 24, 6.3.22

COLLETTA
Guarda, o Padre,
il popolo a te consacrato,
e fa' che mortificando il corpo con l'astinenza
si rinnovi nello spirito
con il frutto delle buone opere.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
su· L o-F-PT-
Ti offriamo, Signore, questi doni che ci hai dato
per consacrarli al tuo nome;
trasformati in sacrificio di lode
e renditi a noi come pegno di salvezza eterna.
Per Cristo nostro Signore.
Prefazio d1 Quaresima, pagg 320-324.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE Si rallegrino, Signore,


quelli che in te confidano,
esultino in eterno perché tu sei con loro.
.J 5, 12
Oppt..·è.
Ecco, ben più di Salomone e di Giona c'è qui:
Gesù, il Signore. 2Q

}01>~ ' A rru..n TJIJTI"'"\1\..n:


O Dio, che sempre nutri
come pastore il popolo cristiano
con la tua parola e i tuoi sacramenti,
per questi doni della tua bontà,
guidaci alla vita eterna.
Per Cristo nostro Signore.
l SETTIMANA DI QUARESIMA 77

Giovedì

ANTIFONA D'INGRESSO Ascolta le mie parole, Signore,


intendi il mio lamento.
Sii attento al mio grido di aiuto,
mio Re e mio Dio. Sal 5, 2-3

COLLETTA
Ispiraci, o Padre, pensieri e propositi santi,
e donaci il coraggio di attuarli,
e poiché non possiamo esistere senza di te,
fa' che viviamo secondo la tua volontà.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna co·n te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli. ·

SULLE OFFERTE
Accogli nella tua bontà, o Dio,
le preghiere e le offerte che ti presentiamo
e converti a te i nostri cuori.
Per Cristo nostro Signore.
Prefazio di Quaresima, pagg. 320-324.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE «Chiunque chiede, riceve~,


dice il Signore,
« chi cerca trova,
.e a chi bussa sarà aperto». Mt 7, 8

DOPO LA COMUNIONE
Signore nostro Dio,
questi santi misteri, che hai dato alla tua Chiesa
come forza e vigore nel cammino della salvezza,
ci siano di aiuto in ogni momento della nostra vita.
Per Cristo nostro Signore.
78 I S~"'TTIMANA DI QUARESIMA

Venerdì

ANTIFONA D'INGRESSO Salvami, o Signore, da tutte le mie angosce.


Vedi la mia miseria e la mia pena,
e perdona tutti i miei peccati. Sal 24, 17-18

COLLETTA
Concedi, Signore, alla tua Chiesa
di prepararsi interiormente alla celebrazione della Pasqua,
perché il comune impegno nella mortificazione corporale
porti a tutti noi un vero rinnovamento dello spirito.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
SULL-- -~rTr

Accogli, o Dio, questo sacrificio,


che nella tua grande misericordia
hai istituito perché abbiamo pace con te
e otteniamo il dono della salvezza eterna.
Per Cristo nostro Signore.
Prefazto dt Quaresima, pagf,. 320-324.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE «Com'è vero che io vivo », dice il Signore,


«non voglio la morte del peccatore,
ma che si converta e viva ». Ez 33, 11

*Oppure·
«Se tuo fratello ha qualcosa contro di te,
va' prima a riconciliarti ». . 23-24
DQ"">f"\ T A n Tl'JT""'- rr

Questi santi sacramenti che abbiamo ricevuto


ci rinnovino profondamente, Signore,
perché liberi dalla corruzione del peccato
entriamo in comunione
col tuo mistero di salvezza.
Per Cristo nostro Signore.
l SETIIMANA DI QUARESIMA 79

Sabato

ANTIFONA D'INGRESSO La legge del Signore è perfetta


e rinfranca il cuore;
la testimonianza del Signore è verace
e rende saggi i semplici. Sal 18, 8

(")J L - l A

O Dio, Padre di eterna misericordia,


fa' che si convertano a te i nostri cuori,
perché nella ricerca dell'unico bene necessario
e nelle opere di carità fraterna
siamo sempre consacrati alla tua lode.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

su- TJE oF- ~RTE


Signore Dio nostro,
l'offerta di questi santi misteri
ci renda degni di ricevere
il dono della tua salvezza.
Per Cri.sto nost~o Signore.
Pretazw 01 Quares1ma, p..g 320-324

ANTIFONA ALLA COMUNIONE «Siate perfetti», dice il Signore,


«come è perfetto il vostro Padre
che è nei cieli».

N on manchi mai la tua benevolenza, Signore,


a coloro che nutri con questi santi misteri,
e poiché ci hai accolti
alla scuola della tua sapienza,
continua ad assisterci con il tuo paterno aiuto.
Per Cristo nostro Signore.
II DOMENICA DI QUARESIMA

ANTIFONA D'INGRESSO Di te dice il mio cuore: ~ cercate il suo volto ».


Il tuo volto io cerco, o Signore.
Non nascondermi il tuo volto. Sal 26,8-9

Opp~re·
Ricorda, Signore, il tuo amore e la tua bontà,
le tue misericordie che sono da sempre.
Non trionfino su di noi i nostri nemici;
libera il tuo popolo, Signore,
da tutte le sue angosce. Sal 24, 6.3.22

Non si dice il Gloria.

COLLETTA
O Padre, che ci chiami
ad ascoltare il tuo amato Figlio,
nutri la nostra fede con la tua parola
e purifica gli occhi del nostro spirito,
perché possiamo godere la visione della tua gloria.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
;,1 atee Credo

Questa offerta, Signore misericordioso,


ci ottenga il perdono dei nostri peccati
e ci santifichi nel corpo e nello spirito,
perché possiamo celebrare degnamente le feste pasquali.
Per Cristo nostro Signore.
Il DOMENICA DI QUARESIMA 81

PREFAZIO
La trasfigurazione annunzio della beata passione
y. Il Signore sia con voi.
ijt. E con il tuo spirito.
y. In alto i nostri cuori.
ijt. Sono rivolti al Signore.
y. Rendiamo grazie al Signore, nostro Dio.
ijt. È cosa buona e giusta.
...
A E veramente cosa buona e giusta, .
nostro dovere e fonte di salvezza, *
rendere grazie sempre e in ogni luogo *
a te, Signore, Padre santo,
Dio onnipotente ed eterno, *
per Cristo nostro Signore. **
B Egli, dopo aver dato ai discepoli
l'annunzio della sua morte,
sul santo monte manifestò la sua gloria *
e chiamando a testimoni la legge e i profeti *
indicò agli apostoli che solo attraverso la passione
possiamo giungere al trionfo della risurrezione. **
A E noi, *
uniti agli angeli del cielo, *
acclamiamo senza fine la tua santità, *
cantando l'inno di lode: **
S anto, Santo, Santo il Signore Dio dell'universo.
I cieli e la terra sono pieni della tua gloria.
Osanna nell'alto dei cieli.
Benedetto colui che viene nel nome del Signore.
Osanna nell'alto dei cieli.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE «Questo è. il mio Figlio prediletto;


nel quale mi sono compiaciuto.
Ascoltatelo». Mt 17, 5; Mc 9, 7; Le 9, 35

DOPO LA COMUNIONE
Per la partecipazione ai tuoi gloriosi misteri
ti rendiamo fervide grazie, Signore,
perché a noi ancora pellegrini sulla terra
fai pregustare i beni del cielo.
Per Cristo nostro Signore.
82 II SETTIMANA DI QUARESIMA

Lunedì

ANTIFONA D'INGRESSO Salvami, o Signore, e abbi misericordia.


Il mio piede è sul retto sentiero;
nelle assemblee benedirò il Signore. Sal 25, 11-12

COLLEITA
O Dio, che hai ordinato la penitenza del corpo
come medicina dell'anima,
fa' che ci asteniamo da ogni peccato
per avere la forza di osservare
i comandamenti del tuo amore.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

SULLE OFFERTE
Accogli con bontà, Signore, le nostre preghiere;
tu che ci dài il privilegio di servirti nei santi misteri
liberaci dalle seduzioni del peccato.
Per Cristo nostro Signore.
Prefazio di Quaresima, pagg. 320-324.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE «Siate misericordiosi,


come è misericordioso il Padre vostro,.,
dice il Signore. Le 6, 36

DOPO LA COMUNIONE
Ci purifichi da ogni colpa, Signore,
questa comunione al tuo sacramento
e ci renda partecipi della gioia eterna.
Per Cristo nostro Signore.
II SETIIMANA DI QUARESIMA 83

Martedì

ANTIFONA D'INGRESSO Illumina i miei occhi, Signore,


perché non mi addormenti nella morte;
perché il mio nemico non dica:
~Ho prevalso su di lui». Sal 12, 4-S

COLLEITA
Custodisci, o Padre, la tua Chiesa
con la tua continua benevolenza,
e poiché, a causa della debolezza umana,
non può sostenersi senza di te,
il tuo aiuto la liberi sempre da ogni pericolo
e la guidi alla salvezza eterna.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
SULLE OFFERTE
Il sacrificio che ti offriamo, Signore,
compia in noi la tua opera di santificazione,
ci guarisca dai nostri egoismi,
e ci renda partecipi dei beni eterni.
Per Cristo nostro Signore.
Prefazio di Quaresima, pagg. 320-324.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE Annunzierò tutte le tue meraviglie.


In te gioisco ed esulto,
canto inni al tuo nome, o Altissimo. Sal 9, 2·3

* Oppure:
~Chi si innalza sarà abbassato
e chi si abbassa sarà innalzato». Mt 23, 12

DOPO LA COMUNIONE
O Dio, nostro Padre,
la partecipazione alla tua mensa
ci faccia progredire nell'impegno di vita cristiana,
e ci ottenga il continuo aiuto
della tùa misericordia.
Per Cristo nostro Signore.
84 Il SETIIMANA DI QUARESIMA

Mercoledì

ANTIFONA D'INGRESSO Non abbandonarmi, Signore mio Dio,


da me non stare lontano;
vieni presto in mio aiuto,
Signore, mia salvezza. Sal 37,22-23

COLLETTA
Sostieni sempre, o Padre, la tua famiglia
nell'impegno delle buone opere;
confortala con il tuo aiuto
nel cammino di questa vita
e guidala al possesso dei beni eterni.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
SULLE OFFERTE
Volgi con bontà lo sguardo, Signore,
alle offerte che ti presentiamo,
e per questo santo scambio di doni
liberaci dal dominio del peccato.
Per Cristo nostro Signore.
Prefazio di Quaresima, pagg. 320-324.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE «Il Figlio dell'uomo è venuto


non per ess~re servito,
ma per servtre
e dare la sua vita
in riscatto per tutti gli uomini». Mt 20,28

DOPO LA COMUNIONE
Questo sacramento, Signore Dio nostro,
che ci hai donato come pegno di immortalità,
sia per noi sorgente inesauribile di salvezza.
Per Cristo nostro Signore.
Il SETTIMANA DI QUARESIMA 85

Giovedì

ANTIFONA D'INGRESSO Scrutami, o Dio, e conosci il mio cuore;


vedi se percorro una via di menzogna,
e guidami sulla via della vita. Sal 138, 23-24

COLLETIA
O Dio, che ami l'innocenza,
e la ridoni a chi l'ha perduta,
volgi verso di te i nostri cuori
e donaci il fervore del tuo Spirito,
perché possiamo esser saldi nella fede
e operosi nella carità.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
SULLE OFFERTE
Per questo sacrificio, o Signore,
santifica il nostro impegno di conversione
e fa' che alla pratica esteriore della Quaresima
corrisponda una vera trasformazione dello spirito.
Per Cristo nostro Signore.
Prefazio di Quaresima, pagg. 320-324.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE Beati i perfetti nella loro condotta,


che camminano nella legge del Signore. Sal 118, 1

* Oppure:
«Se non ascoltano Mosè e i Profeti,
neanche se uno risuscitasse dai morti
sarebbero persuasi». Le 16,31

DOPO LA COMUNIONE
Questo sacramento continui ad agire in noi, Signore,
e la sua efficacia
cresca di giorno in giorno
per la nostra attiva collaborazione.
Per Cristo nostro Signore.
86 Il SETTIMANA DI QUARESIMA

Venerdì

ANTIFONA D'INGRESSO In te mi rifugio, Signore,


che io non resti confuso in eterno;
mi salverai dalla rete che mi hanno teso i nemici,
perché tu sei la mia difesa. Sal 30, 2.5

COLLETTA
Dio onnipotente e misericordioso,
concedi ai tuoi fedeli
di essere intimamente purificati
dall'impegno penitenziale della Quaresima,
per giungere con spirito nuovo
alle prossime feste di Pasqua.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
SUT L~: OFr-::: TE
La tua misericordia, o Dio,
ci prepari a celebrare i santi misteri
e a viverli con la fede e con le opere.
Per Cristo nostro Signore.
Prefaz10 di Quaresima, pagg. 320-324.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE Dio ci ha amati


e ha mandato il suo Figlio,
vittima di espiazione per i nostri peccati.
• Gv 4, IO
* Oppure·
La pietra scartata dai costruttori
è divenuta testata d'angolo. Mt 21,42

DQDf"'\ ' A rA .n TNTf"'\NJ:'

Il pegno dell'eterna salvezza,


che abbiamo ricevuto in questi sacramenti,
ci aiuti, Signore,
a progredire nel cammino verso di te,
per giungere al possesso dei beni eterni.
Per Cristo nostro Signore.
Il SETTIMANA DI QUARESIMA 87

Sabato

ANTIFONA D'INGRESSO Paziente e misericordioso è il Signore,


lento all'ira e ricco di grazia.
Buono è il Signore per tutti,
e la sua misericordia
si estende a tutte le sue creature. Sal 144, 8-9

COLLETTA
O Dio, che per mezzo dei sacramenti
ci rendi partecipi del tuo mistero di gloria,
guidaci attraverso le esperienze della vita,
perché possiamo giungere alla splendida luce
in cui è la tua dimora.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
SULLE OFFERTE
Da questo sacrificio che ti offriamo, Signore,
venga per noi una forza di redenzione,
che ci salvi dai cedimenti umani
e ci prepari a ricevere i doni della salvezza.
Per Cristo nostro Signore.
Prefazio di Quaresima, pagg. 320-324.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE «Rallégrati, figlio mio,


perché tuo fratello era morto
ed è tornato in vita,
era perduto ed è stato ritrovato». Lc15,32

DOPO LA COMUNIONE
La comunione al pane di vita eterna,· o Dio,
agisca profondamente nel nostro spirito,
e ci renda partecipi
della forza di così grande sacramento.
Per Cristo nostro Signore.
III DOMENICA DI QUARESIMA

Se in questa domenica si celebrano gli scrutini preparatori al Battesimo degli adulti, si


possono usare le orazioni rituali e il ricordo proprio nella Preghiera eucaristica, pagg.
709-711.

ANTIFONA D'INGRESSO
I miei occhi Oppure:
sono sempre rivolti al Signore, «Quando manifesterò in voi la mia santità,
perché libera dal laccio i miei piedL vi raccoglierò da tutta la terra;
Volgiti a me vi aspergerò con acqua pura
e abbi misericordia, Signore, e sarete purificati da tutte le vostre sozzure
perché sono povero e solo. e io vi darò uno spirito nuovo >>, dice il Signore.
Sal 24, 15-16 Fz 36, 7.). 7.6
Non si dice il Gloria.

COLLETTA
Dio misericordioso, fonte di ogni bene,
tu ci hai proposto a rimedio del peccato
il digiuno, la preghiera e le opere di carità fraterna;
guarda a noi che riconosciamo la nostra miseria
e, poiché ci opprime il peso delle nostre colpe,
ci sollevi la tua misericordia.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
Si dice il Credo.
SULLE OFFERTE
Per questo sacrificio di riconciliazione
perdona, o Padre, i nostri debiti
e donaci la forza di perdonare ai nostri fratelli.
Per Cristo nostro Signore.

Quando è stato letto il Vangelo della Samaritana, si dice il seguente

PREFAZIO
La Samaritana e l'acqua viva
y. Il Sign.o re sia con voi.
~· E con il tuo Spirito.
y. In alto i nostri cuori.
~- Sono rivolti al Signore.
y. Rendiamo grazie al Signore, nostro Dio.
~· È cosa buona e giusta.
III DOMENICA DI QUARESIMA 89

A È veramente cosa buona e giusta,


nostro dovere e fonte di salvezza, *
rendere grazie sempre e in ogni luogo *
a te, Signore, Padre santo,
Dio onnipotente ed eterno, *
per Cristo nostro Signore. ·~*
B Egli chiese alla Samaritana l'acqua da bere,
per farle il grande dono della fede, *
e di questa fede ebbe sete così ardente *
da accendere in lei la fiamma del tuo amore. **
A E noi *
ti lodiamo e ti rendiamo grazie *
e, uniti agli angeli, *
celebriamo la tua gloria: **
S anto, Santo, Santo il Signore Dio dell'universo.
I cieli e la terra sono pieni della tua gloria.
Osanna nell'alto dei cieli.
Benedetto colui che viene nel nome del Signore.
Osanna nell'alto dei cieli.

Se invece è stato letto un altro brano di Vangelo, si dice un PREFAZIO DI QUARESIMA,


pagg. 320-321.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE


A
«Chi beve dell'acqua che io gli «Se non vi convertirete, perirete»,
darò~, dice il Signore, «avrà in sé dice il Signore. Le 13, 5
una sorgente che zampilla fino al-
Oppure:
la vita eterna». Gv ~. 13-H
Il passero trova la casa, la rondine
*B il nido dove porre i suoi piccoli,
Molti, vedendo i segni che Gesù presso i tuoi altari, Signore de-
faceva, credettero in lui. · Gv 2, 23 gli eserciti, mio re e mio Dio.
Beato chi abita la tua casa: sem-
pre canta le tue lodi. Sal 83, 4-5

DOPO LA COMUNIONE
O Dio, che ci nutri in questa vita
con il pane del cielo, pegno della tua gloria,
fa' che manifestiamo nelle nostre opere
la realtà presente nel sacramento che celebriamo.
Per Cristo nostro Signore.
90 Il SETTIMANA DI QUARESIMA

Messa «ad libitum »


* Se 11eua uvun:;uu... ..,.ecedente non si sono fatte le letture dell'anno A, è opportuno
leggerle nel corso della settimana. In questo caso si dice la Messa del giorno con il prefa-
zio della Samaritana e con l'antifona alla Comunione della domenica anno A.

Lunedì
ANTIFONA D'INGRESSO L'anima mia sospira e languisce,
desidera gli atri del Signore.
Il mio cuore e la mia carne
esultano nel Dio vivente. Sal 83, 3

COLLETTA
Con la tua continua misericordia, o Padre,
purifica e rafforza la tua Chiesa,
e poiché non può sostenersi senza di te
non privarla mai della tua guida.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
SULLE OFFERTE
Accetta, o Dio, l'offerta che ti presentiamo,
segno della nostra devozione,
e trasformata per noi in sacramento di salvezza.
Per Cristo nostro Signore.
Prefazio di Qua.esima, pagg. 320-324.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE Popoli tu~i, lodate il Signore,


perché grande è il suo amore per noi. Sal 116, 1.2
Oppure:
Nessuno fu risanato
fra i molti lebbrosi in Israele,
ma solo Naaman, il Siro. Le 4, 27

DOPO LA rn"'1Ul\l 10 -E
Questa partecipazione al tuo sacramento
ci purifichi, Signore,
e ci raccolga insieme nella tua unità.
Per Cristo nostro Signore.
111 SETIIMANA DI QUARESIMA 91

Martedì

ANTIFONA D'INGRESSO Io t'invoco, mio Dio: dammi risposta;


rivolgi a me l'orecchio e ascolta la mia preghiera.
Custodiscimi, o Signore,
come la pupilla degli occhi,
proteggimi all'ombra delle tue ali. Sal 16,6 8

COL-ETIA
Non ci abbandoni mai la tua grazia, o Padre,
ci renda fedeli al tuo santo servizio
e ci ottenga sempre il tuo aiuto.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
su- -- Ot::prp TE
L'offerta di questo sacrificio, Signore,
ci salvi dai nostri peccati
e ci ottenga il dono del tuo amore misericordioso.
Per Cristo nostro Signore.
Prefazio di Quaresima, pagg. 320-324.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE Signore, chi abiterà nella tua tenda?


Chi dimorerà sul tuo santo -monte?
Chi cammina in santità
e agisce secondo giustizia. Sal 14, 1-2

Opp 1 !

«Ti ho condonato tutto il debito


perché mi hai pregato.
Ma anche tu devi aver pietà del tuo fratello»,
dice il Signore. v , .6, 32-... J

La partecipazione a questo sacramento,


rinnovi, o Dio, la nostra vita;
ci ottenga la libertà dal peccato
e il conforto della tua protezione.
Per Cristo nostro Signore.
92 III SETTIMANA DI QUARESIMA

Mercoledì

ANTIFONA D'INGRESSO Guida i miei passi secondo la tua parola,


nessuna malizia prevalga su di me. Sal 118, 133

COLLETTA
Signore Dio nostro,
fa' che i tuoi fedeli,
formati nell'impegno delle buone opere
e nell'ascolto della tua parola,
ti servano con generosa dedizione
liberi da ogni egoismo,
e nella comune preghiera a te, nostro Padre,
si riconoscano fratelli.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
SULLE OFFERTE
Accetta, o Dio,
le nostre umili offerte e preghiere,
e difendi da ogni pericolo .
i tuoi fedeli che celebrano i santi misteri.
Per Cristo nostro Signore.
Prefazio di Quaresima, pagg. 320-324.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE Tu mi indichi il sentiero della vita, Signore,


gioia piena nella tua presenza. Sal 15, 11

* Oppure:
Chi osserva e insegna agli uomini
i precetti del Signore,
sarà grande nel regno dei cieli. Cfr Mt 5, 19

DOPO LA COMUNIONE
Il pane di cui ci siamo nutriti alla tua mensa
ci santifichi, Signore,
e riscattandoci da ogni colpa,
ci renda degni delle tue promesse.
Per Cristo nostro Signore.
111 SETIIMANA DI QUARESIMA 93

Giovedì

ANTIFONA D'INGRESSO «Io sono la salvezza del popolo»,


dice il Signore.
«In qualunque prova mi invocheranno, li esaudirò,
e sarò il loro Signore per sempre».

COU ETTA
Dio grande e misericordioso,
quanto più si avvicina la festa della nostra redenzione,
tanto più cresca in noi il fervore
per celebrare santamente la Pasqua del tuo Figlio.
Egli è Dio e vive e regna con te,
nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
" ·- l~ ~ ~~~ '1"1:'

Purifica, Signore, il tuo popolo dal contagio del male,


perché sia a te gradita la nostra offerta;
non permettere che siamo attratti da falsi ideali
e guidaci al premio da te promesso.
Per Cristo nostro Signore.
Prcfaz10 d1 Quaresima, pagg. 320-324.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE Hai dato, Signore, i tuoi precetti


perché siano osservati fedelmente.
Siano diritte le mie vie
nell'osservanza dei tuoi comandamenti. S:~l 118, 4·5
·oppt..
«Chi non è con me, è contro di me;
e chi non raccoglie con me, disperde»;
dice il Signore. Le 11, 23

~~ ~ -· ~ ,--L~"' or:,
O Dio, che ci hai nutriti in questo sacramento,
fa' che la forza della tua salvezza
operante nel mistero
trasformi tutta la nostra vita.
Per Cristo nostro Signore.
94 III SETTIMANA DI QUARESIMA

Venerdì

ANTIFONA D'INGRESSO Non c'è nessuno come te in cielo, Signore,


perché tu sei grande e compi meraviglie:
tu solo sei Dio. Sal 85, 8.10

COLLETTA
Padre santo e misericordioso,
infondi la tua grazia nei nostri cuori,
perché possiamo salvarci dagli sbandamenti umani
e restare fedeli alla tua parola di vita eterna.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

SULLE OFFERTE
Guarda con benevolenza, Signore,
questi doni che ti presentiamo,
perché siano a te graditi
e diventino per noi sorgente di salvezza.
Per Cristo nostro Signore.
Prefaz10 di Quarestma, pagg. 320-324.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE Più di tutti i doni offerti,


questo è grande:
amare Dio con tutto il cuore
e il prossimo come se stessi. Cfr Mc 12,33

OOPC LA COMU nANE


La forza del tuo Spirito
ci pervada corpo e anima, o Dio,
perché possiamo ottenere pienamente la redenzione
alla quale abbiamo partecipato in questi santi misteri.
Per Cristo nostro Signore.
lli SETTIMANA DI QUARESIMA 95

Sabato

ANTIFONA D•INGRESSO Anima mia, benedici il Signore,


non dimenticare tanti suoi benefici:
egli perdona tutte le tue colpe. Sal 102, 2-3

COLLETTA
O Dio, nostro Padre,
che nella celebrazione della Quaresima
ci fai pregustare la gioia della Pasqua,
donaci di approfondire e vivere
i misteri della redenzio1;1e
per godere la pienezza dei suoi frutti.
Per il nostro Signor~ Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

SULLE OFFERTE
O Dio, che ci doni la grazia
di accostarci con animo purificato ai misteri pasquali,
fa' che celebrando i giorni della loro istituzione
ti rendiamo l'omaggio di una lode a te gradita.
Per Cristo nostro Signore.
Prefazio di Quaresima, pagg. 320-324.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE Il pubblicano, stando a distanza,


. si batteva il petto e diceva:
«O Dio, abbi pietà di me peccatore,., Le 18, 13

DOPO LA COMUNIONE
Signore, il pane del cielo
che ci doni con tanta larghezza,
susciti in noi sincera devozione
e coerenza di vita.
Per Cristo ·n ostro Signore.
IV DOMENICA DI QUARESIMA

Se in questa domenica si celebrano gli scrutini preparatori al Battesimo degli adulti, si


possono usare le orazioni rituali e il ricordo proprio nella Preghiera eucaristica, pagg.
709-711
... n que~La domenica « Lactare » si può usare il colore rosacco.

ANTIFONA D'INGRESS( Rallégrati, Gerusalemme,


e voi tutti che l'amate, riunitevi.
Esultate e gioite, voi che eravate nella tristezza:
saziatevi dell'abbondanza
della vostra consolazione. Cfr Is 66, 10-11
Non si dice l Gloria.

COLLETIA
O Padre, che per mezzo del tuo Figlio
operi mirabilmente la nostra redenzione,
concedi al popolo cristiano
di affrettarsi con fede viva e generoso impegno
verso la Pasqua ormai vicina.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
S. -..ICC Credo

C'T T1' 1' r..~FERTE

Ti offriamo con gioia, Signore,


questi doni per il sacrificio:
aiutaci a celebrarlo con fede sincera
e a offrirlo degnamente per la salvezza del mondo.
Per Cristo nostro Signore.
IV DOMENICA DI QUARESIMA 97

Quando è stato letto il V angelo del cieco nato, si dice il seguente

PREFAZIO
Il cieco nato e Cristo luce del mondo

"W. Il Signore sia con voi.


~· E con il tuo spirito.
"W. In alto i nostri cuori.
~· Sono rivolti al Signore.
-w. Rendiamo grazie al Signore nostro Dio.
~· È cosa buona e giusta.

'
A E veramente cosa buona e giusta,
nostro dovere e fonte di salvezza, ·~
rendere grazie sempre e in ogni luogo *
a te, Signore, Padre santo,
Dio onnipotente ed eterno, ·~
per Cristo nostro Signore. *'~
B Nel mistero della sua incarnazione *
egli si è fatto guida dell'uomo
che camminava nelle tenebre, ·~
per condurlo alla grande luce della fede. **
Con il sacramento della rinascita *
ha liberato gli schiavi dell'antico peccato *
per elevarli alla dignità di figli. *'~
A Per questo mistero *
il cielo e la terra intonano un canto nuovo, *
e noi, uniti agli angeli, *
proclamiamo con voce incessante la tua lode: **
Santo, Santo, Santo il Signore Dio dell'universo.
I cieli e la terra sono pieni della tua gloria.
Osanna nell'alto dei cieli.
Benedetto colui che viene nel nome del Signore.
Osanna nell'alto dei cieli.

Se invece è stato letto un altro brano di Vangelo, si dice un PREFAZIO DI QUARESIMA,


pagg 320-321.
98 IV DOMENICA DI QUARESIMA

ANTIFONA ALLA COMUNIONE


A
c
«Il Signore ha spalmato un po' di « Rallégrati, figlio mio, perché tuo
fango sui miei occhi: sono andato, fratello era morto ed è tornato in
mi sono lavato, ho acquistato la vita, era perduto ed è stato ritro-
vista, ho creduto in Dio». vato ». . L' s 32
Cfr Gv 9, 1!
*B Oppure
«La luce è venuta nel mondo. Chi Gerusalemme è costruita come cit-
opera la verità viene alla luce». tà salda e compatta. Là salgono
Gv 3, 19.21 insieme le tribù, le tribù del Si-
gnore, secondo l~ legge di Israele,
per lodare il nome del Signore.
Sal121,3-4

DOPO LA COMUNIONE
O Dio, che illumini ogni uomo
che viene in questo mopdo,
fa' risplendere su di noi la luce del tuo volto,
perche i nostri pensieri
siano sempre conformi alla tua sapienza
e possiamo amarti con cuore sincero.
Per Cristo nostro Signore.

Messa «ad libitum »


* Se ne.la domemca precedente non si sono fatte le letture dell'anno A, è opportuno
leggerle nel corso della settimana. In questo caso si dice la Messa del giorno con il prefa-
zio del cieco nato e con l'antifona alla Comunione della domenica anno A.
IV SETIIMANA DI QUARESIMA 99

Lunedì

ANTIFONA D'INGRESSO Io confido nel Signore.


Esulterò e mi rallegrerò per la tua misericordia,
perché hai guardato con bontà alla mia miseria.
Sal 30,7-8

COLLETTA
O Dio, che rinnovi il mondo con i tuoi sacramenti,
fa' che la comunità dei tuoi figli
si edifichi con questi segni misteriosi della tua presenza
e non resti priva del tuo aiuto per la vita di ogni giorno.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
SULLE OFFERTE
Venga a noi, Signore,
dall'offerta di questo sacrificio
una forza di vita nuova,
perché liberati da ogni compromesso col male
possiamo crescere nello spirito del Vangelo.
Per Cristo nostro Signore.
Prefazio di Quaresima, pagg. 320-324.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE «Porrò il mio spirito dentro di voi,


perché camminiate secondo i miei precetti
e osserviate fedelmente le mie leggi»,
dice il Signore. Ez 36, 27

* Oppure:
«Va', tuo figlio vive».
Quell'uomo credette alla parola di Gesù
e si mise in cammino. Gv 4, so

DOPO LA COMUNIONE
O Dio, nostro Padre,
questo tuo sacramento
rinnovi e santifichi la nostra vita
e ci renda degni di possedere l'eredità eterna.
Per Cristo nostro Signore.
l 00 IV SETTIMANA DI QUARESIMA

Martedì

ANTIFONA D,INGRESSO «Voi che avete sete, venite alle acque»,


dice il Signore;
« anche voi, che non avete denaro,
venite, e dissetatevi con gioia~~. Cfr Is 55, t

COLLETTA
Dio fedele e misericordioso,
in questo tempo di penitenza e di preghiera
disponi i tuoi figli
a vivere degnamente il mistero pasquale
e a recare ai fratelli il lieto annunzio della tua salvezza.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
SULLE OFFERTE
Accetta, Signore, i doni che ci hai dato
a sostegno della nostra vita mortale
e trasformali per noi
in sorgente di immortalità.
Per Cristo nostro Signore.
Prefazio di Quaresima, pagg. 320-324.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE Il Signore è il mio pastore,


non manco di nulla;
in pascoli di erbe fresche mi fa riposare,
ad acque tranquille mi conduce. Sal 22, t -2

* Oppure:
«Signore, non ho nessuno che mi aiuti».
E Gesù: «Alzati, prendi il tuo lettuccio
e cammina». Cfr Gv 5, 7.8

DOPO LA COMUNIONE
Purifica, o Dio, il nostro spirito
e rinnovalo con questo sacramento di salvezza,
perché anche il nostro corpo mortale
riceva un germe di risurrezione e di vita nuova.
Per Cristo nostro Signore.
IV SETTIMANA DI QUARESIMA 101

Mercoledì

ANTIFONA D'INGRESSO Signore, innalzo a te la mia preghiera;


nel tempo opportuno mi rivolgo a te, o Dio.
Rispondimi nel tuo grande amore,
nella tua fedeltà al patto di salvezza. Sal 68, 14

COLLETTA
O Padre, che dài la ricompensa ai giusti
e non rifiuti il perdono ai peccatori pentiti,
ascolta la nostra supplica:
l'umile confessio11e delle nostre colpe
ci ottenga la tua misericordia.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
~u- '.F op~-tt-rr

Signore Dio nostro,


la potenza di questo sacrificio
elimini in noi le conseguenze del peccato,
e ci faccia crescere come nuove creature.
Per Cristo nostro ·s ignore.
Prcfazio <11 Quaresima, pagg. 320-324.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE Dio ha mandato il Figlio nel mondo


non per giudicare il mondo,
ma perché il mondo si salvi
per mezzo di lui. G,· J, 11

OpJ-1\u'(.
Chi ascolta la parola di Gesù
e crede al Padre,
passa dalla morte alla vita. Cfr Gv s. 24

DOPO t ~()~.n"'l':r0~J:"

Abbiamo ricevuto i tuoi doni, Signore:


non permettere che diventi motivo di condanna
il sacramento istituito per la nostra salvezza.
Per Cristo nostro Signore.
102 IV SETTIMANA DI QUARESIMA

Giovedì

ANTIFONA D'INGRESSO Gioisca il cuore di chi cerca il Signore.


Cercate il Signore e la sua potenza,
cercate sempre il suo volto. <ial 104, 3-4

COLLETTA
O Padre, che ci hai dato la grazia
di purificarci con la penitenza
e di santificarci con le opere di carità fraterna,
fa' che camminiamo fedelmente
nella via dei tuoi precetti,
per giungere rinnovati alle feste pasquali.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
SUI .. l= OFfl=»'l'~

Dio onnipotente e misericordioso,


l'offerta di questo sacrificio
guarisca la nostra debolezza
dalle ferite del peccato
e ci renda forti nel bene.
Per Cristo nostro Signore.
Prefazio di Quaresima, pagg. 320-324.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE «Porrò la mia legge nel loro animo,


la scriverò nel loro cuore:
sarò il loro Dio ed essi il mio popolo»,
dice il Signore. Ger 31,33

* Oppure.
«Le Scritture mi rendono testimonianza.
Venite a me per avere la vita eterna»,
dice il Signore. r Cv s. 39.40

DOP{) l A 1"'1"'\).,fJ T TY ,... ~

Il sacramento che abbiamo ricevuto, Signore,


ci liberi da ogni colpa,
perché sollevati dall'umiliazione del peccato
possiamo gloriarci della pienezza del tuo dono.
Per Cristo nostro Signore.
IV SETTIMANA DI QUARESIMA 103

Venerdì

ANTIFONA D'INGRESSO Salvami, o Dio, per il tuo nome,


e nella tua potenza rendimi giustizia.
Ascolta, o Dio, la mia preghiera,
porgi l'orecchio alle parole della mia bocca. Sal 53,3-4

COLLETTA
Padre santo, che nei tuoi sacramenti
hai posto il rimedio alla nostra debolezza,
fa' che accogliamo con gioia i frutti della redenzione
e li manifestiamo nel rinnovamento della vita.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
SULLE OFFERTE
La potenza di questo sacrificio
ci liberi, Signore, dal peccato
e ci faccia giungere più puri alle feste pasquali,
principio della nostra salvezza.
Per Cristo nostro Signore.
Prefazio di Quaresima, pagg. 320-324.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE In Cristo abbiamo la redenzione


mediante il suo sangue,
la remissione dei peccati
secondo la ricchezza della sua grazia. Ef 1, 7

* Oppure:
«Non sono venuto da me,
ma il Padre mi ha mandato», dice il Signore.
Gv 7, 28.29

DOPO LA COMUNIONE
O Padre, questo sacramento
che segna per noi il passaggio
dall'antica alla nuova alleanza,
ci spogli dell'uomo vecchio
e ci rivesta del Cristo nella giustizia e nella santità.
Per Cristo nostro Signore.
104 IV SETTIMANA DI QUARESIMA

Sabato

ANTIFONA D'INGRESSO Flutti di morte mi hanno circondato,


mi hanno stretto dolori d'inferno;
nella mia angoscia ho invocato il Signore,
dal suo tempio ha ascoltato la mia voce. Sal 17, S-7

COLLETTA
Signore onnipotente e misericordioso,
attira verso di te i nostri cuori,
poiché senza di te
non possiamo piacere a te, sommo bene.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
SULLE OFFERTE
Accogli, o Dio,
quest'offerta di riconciliazione,
e con la forza del tuo amore
piega a te, anche se ribelli, le nostre volontà.
Per Cristo nostro Signore.
Prefazio d1 Quaresima, pagg. 320-324.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE Siamo stati riscattati


a prezzo del sangue prezioso di Cristo,
Agnello senza difetti e senza macchia. 1 Pt 1, 19

* Oppure:
All'udire· le parole di Gesù dicevano:
«Questi è il Cristo». Gv 7, 40

DOPO LA COMUNIONE
Padre misericordioso,
il tuo Spirito operante in questo sacramento
ci liberi dal male
e ci renda degni della tua benevolenza.
Per Cristo nostro Signore.

Circa l'uso di velare le croci e le immagini vedi pag. LI.


V DOMENICA DI QUARESIMA

Se in questa domenica si celebrano gli scrutini ·preparatori al Battesimo degli adulti, si


possono usare le orazioni rituali e il ricordo proprio nella Preghiera eucaristica, pagg.
709-711 .

ANTIFONA D'INGRESSO Fammi giustizia, o Dio, e difendi la mia causa


contro gente senza pietà;
salvami dall'uomo ingiusto e malvagio,
perché tu sei il mio Dio e la mia difesa. Sal 42, 1-2
Non si dice il Gloria.

COLLETTA
Vieni in nostro aiuto, Padre misericordioso,
perché possiamo vivere e agire sempre in quella carità,
che spinse il tuo Figlio a dare la vita per noi.
Egli è Dio e vive e regna con te,
nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
Si d1ce il C redo .

SULLE OFFERTE
Esaudisci, Signore, le nostre preghiere:
tu che ci hai illuminati con gli insegnamenti della fede,
trasformaci con la potenza di questo sacrificio.
Per Cristo nostro Signore.

Quando è stato letto il Vangelo di Lazzaro, si dice il seguente

PREFAZIO
La risurrezione di Lazzaro segno della Pasqua
y. Il Signore sia con voi.
~· E con il tuo spirito.
Y. In alto in nostri cuori.
~· Sono .rivolti al Signore.
y. Rendiamo grazie al Signore, nostro Dio.
~· È cosa buona e giusta.
106 V DOMENICA DI QUARESIMA

A È veramente cosa buona e giusta,


nostro dovere e fonte di salvezza, *
rendere grazie sempre e in ogni luogo ~
a te, Signore, Padre santo,
Dio onnipotente ed eterno, . .
per Cristo nostro Signore. **
B Vero uomo come noi, egli pianse l'amico Lazzaro;
Dio e Signore della vita, lo richiamò dal sepolcro;
oggi estende a tutta l'umanità la sua misericordia,
e con i suoi sacramenti ci fa passare dalla morte alla vita. ·~*
A Per mezzo di lui ti adorano le schiere degli angeli e dei santi
e contemplano la gloria del tuo volto. *
Al loro canto concedi, Signore, *
che si uniscano le nostre voci *
nell'inno di lode: H

S anto, Santo, Santo il Signore Dio dell'universo.


I cieli e la terra sono pieni della tua gloria.
Osanna nell'alto dei. cieli.
Benedetto colui che viene nel nome del Signore.
Osanna nell'alto dei cieli.

Se invece e 1 o letto un altro brano del Vangelo, si dice un PREFAZIO DI QUARESIMA,


pagg 320-321.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE


A
«Chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno,., dice il Signore.
Gv 11, 26
c
«Se il chicco di grano caduto in «Donna, nessuno ti ha condanna-
terra non muore, rimane solo; se ta?». «Nessuno, Signore,..
invece muore, produce molto «N eppure io ti condanno: d'ora
frutto ,.. Gv 12 24-7.S in poi non peccare piÙ ». c s te-:1
0~""'0 .. ~1. Jll l 1{')1\JJ;'

Dio onnipotente, concedi a noi tuoi fedeli


di essere sempre inseriti come membra vive nel Cristo,
poiché abbiamo comunicato al suo corpo e al suo sangue.
Per Cristo nostro Signore.

Messa «ad libitum »


* St tel1 -:le memca precd~nte non si sono fatte le letture dell'anno A, è opportuno
lcggerle nel corso della settimana. In questo caso si dice la Messa del giorno con il prefa-
zio di Lazzaro e con l'antifona alla Comunione della domenica anno A.
V SETTIMANA DI QUARESIMA 107

Lunedì

ANTIFONA D'INGRESSO Abbi pietà di me, Signore, perché mi calpestano;


tutto il giorno mi opprimono i miei nemici. Sal 55, 2

COLLETTA
O Padre, che con il dono del tuo amore
ci riempi di ogni benedizione,
trasformaci in creature nuove,
per esser preparati alla Pasqua gloriosa del tuo regno.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
SULLE OFFERTE
Signore, concedi ai tuoi fedeli,
riuniti per celebrare i santi mis~eri,
di offrirti come frutto della penitenza
una coscienza pura e uno spirito rinnovato.
Per Cristo nostro Signore.
Prefazio della Passione del Signore I, pag. 325.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE Quando è stato letto il Vangelo dell'adultera:


~Donna, nessuno ti ha condannata?».
~Nessuno, Signore».
«Neppure io ti condanno:
d'ora in poi non peccare più». Gv 8, 10-11

Quando invece è stato letto un altro Vangelo:


~Io sono la luce del mondo», dice il Signore;
«chi segue me, non cammina nelle tenebre,
ma avrà la luce della vita». Gv 8, 12

DOPO LA COMUNIONE
Padre di infinita misericordia,
la forza redentrice dei tuoi sacramenti
ci liberi da ogni male,
e ci avvii all'incontro con te come discepoli del Cristo.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli.
108 V SETTIMANA DI QUARESIMA

Martedì

ANTIFONA D'INGRESSO Sta' in attesa del Signore,


prendi forza e coraggio;
tieni saldo il tuo cuore
e spera nel Signore. Sal 26, 14

COLLETTA
Il tuo aiuto, Dio onnipotente,
ci renda perseveranti nel tuo servizio,
perché anche nel nostro tempo
la tua Chiesa si accresca di nuovi membri
e si rinnovi sempre nello spirito.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
SULLE OFFERTE
Accogli, Signore, questa vittima di riconciliazione,
perdona le nostre colpe,
e guida i nostri cuori vacillanti
sulla via del bene.
Per Cristo nostro Signore.
Prefazio della Passione del Signore I, pag. 325.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE «Quando sarò eievato da terra,


attirerò tutti a me», dice il Signore. Gv 12,32

* Oppure:
«Quando avrete innalzato il Figlio dell'uomo
allora saprete che Io sono». Gv s. 28

DOPO LA COMUNIONE
Dio grande e misericordioso,
l'assidua partecipazione ai tuoi misteri
ci avvicini sempre più a te, che sei l'unico e vero bene.
Per Cristo nostro Signore.
V SETTIMANA Dl QUARESIMA l 09

Mercoledì

ANTIFONA n•INGRESSO Tu mi liberi, Signore, dall'ira dei miei nemici.


Tu mi innalzi sopra i miei avversari,
e mi salvi dall'uomo violento. Sal 17,48-49

COLLETTA
Risplenda la tua luce, Dio misericordioso,
sui tuoi figli purificàti dalla penitenza;
tu che ci hai ispirato la volontà di servirti,
porta a compimento l'opera da te iniziata.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
SULLE OFFERTE
Accogli, Signore, questo sacrificio
. che ci concedi di offrire alla tua santità,
· e rendilo per noi sorgente di salvezza.
Per Cristo nostro Signore.
Prefazio della Passione del Signore I, pag. 325.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE Dio ci ha fatti passare nel regno


del suo Figlio prediletto;
in lui abbiamo h redenzione
per mezzo del suo sangue,
la remissione dei peccati. Col l, 1314

* Oppure:
«Sarete davvero miei discepoli
se rimanete fedeli alla mia parola». Gv 8,31

DOPO LA COMUNIONE
O Dio, fonte della vita,
fa' che la partecipazione al tuo sacramento
sia per noi medicina di salvezza;
ci guarisca dalle ferite del male e ci confermi nella tua amicizia.
Per Cristo nostro Signore.
110 V SETIIMANA DI QUARESIMA

Giovedì

ANTIFONA D'INGRESSO Cristo è mediatore della nuova alleanza


perché, mediante la sua morte,
coloro che sono stati chiamati
ricevano l'eredità eterna
che è stata loro promessa. Eb 9, 15

COLLETIA
Assisti e proteggi sempre, Padre buono
questa tua famiglia che ha posto in te ogni speranza,
perché liberata dalla corruzione del peccato
resti fedele all'impegno del Battesimo,
e ottenga in premio l'eredità promessa.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
SUY T"C 0FFF 0 -r....
Guarda con bontà, o Dio,
il sacrificio che ti presentiamo,
perché giovi alla nostra conversione
e porti la salvezza al mondo intero.
Per Cristo nostro Signore.
Prefazw de,la Pass10nc del Signore I, pag. 325.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE Dio non ha risparmiato il proprio Figlio,


ma lo ha.dato per tutti noi:
con lui ci ha fatto dono di ogni cosa. Rm 8, 32

* Oppu:e.
«Abramo esultò nella speranza
di vedere il mio giorno;
lo vide e se ne rallegrò ,.. Gv 8, S6

Dono ' A coFu -Io"Nt:.


Padre misericordioso,
il pane eucaristico, che ci fa tuoi commensali in questo mondo,
ci ottenga la perfetta comunione con te nella vita eterna.
Per Cristo nostro Signore.
V SETTIMANA DI QUARESIMA 111

Venerdì

ANTIFONA D'INGRESSO Abbi pietà di me, Signore,


perché sono in angustia;
strappami dalla mano dei miei nemici
e salvami dai miei persecutori:
Signore, che io non resti confuso. Sal 30, 10.16.18

COLLEITA
Perdona, Signore, i nostri peccati,
e nella tua misericordia
spezza le catene che ci tengono prigionieri
a causa delle nostre colpe,
e guidaci alla libertà che Cristo ci ha conquistata.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
SULLE OFFERTE
Il tuo aiuto, Dio misericordioso,
ci renda degni di accostarci al santo altare,
perché l'assidua partecipazione al divino sacrificio
ci ottenga la salvezza.
Per Cristo nostro Signore.
Prefazio della Passione del Signore I, pag. 325.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE Gesù portò nel suo corpo i nostri peccati
sul legno della croce,
perché, morti ai peccati,
vivessimo per la giustizia;
le sue piaghe ci hanno risanati. t Pt 2, 24

* Oppure:
« IlPadre è in me
e io nel Padre», dice il Signore. Gv to, •s

DOPO LA COMUNIONE
Non ci abbandoni, Signore,
la forza di questo sacramento che ci unisce a te,
e allontani sempre da noi ogni male.
Per Cristo nostro Signore.
112 V SETTIMANA DI QUARESIMA

Sabato

ANTIFONA D'INGRESSO Signore, non stare lontano,


affrettati, mia forza, ad aiutarmi,
perché io sono un verme e non un uomo,
un obbrobrio per tutti, lo scherno della gente. Sal 21, 20.7

COLLETTA
O Dio, che operi sempre per la nostra salvezza
e in questi giorni ci allieti con un dono speciale della tua grazia,
guarda con bontà alla tua famiglia,
custodisci nel tuo amore chi attende il Battesimo
e assisti chi è già rinato alla vita nuova.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
SULLE OFFERTE
Dio onnipotente ed eterno,
che nel sacramento del Battesimo
fai rinascere coloro che confessano il tuo nome,
accogli i doni e le preghiere di questa tua famiglia,
distruggi le nostre colpe
ed esaudisci le speranze di chi crede in te.
Per Cristo nostro Signore. ·
Prefazio della Passione del Signore I, pag. 325.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE Cristo è stato consegnato alla morte


per riunire insieme i figli di Dio
che erano dispersi. Cfr Gv 11, 52

DOPO LA COMUNIONE
O Padre, che ci hai nutriti
con il corpo e sangue del tuo Figlio,
per questo sacramento di salvezza
fa' che entriamo in comunione con la tua vita divina.
Per Cristo nostro Signore.
SETTIMANA
SANTA
DOMENICA
DELLE PALME
E DELLA
PASSIONE
DEL SIGNORE

1. In questo giorno la Chiesa commemora il Cristo Signore, che entra in Gerusalemme


per portare a compimento il suo mistero pasquale. Perciò in tutte le Messe si fa la me-
moria di questo ingresso del Signore: con la processione (I) o con l'ingresso solenne (II)
prima della Messa principale, oppure con l'ingresso semplice (III) prima delle altre Messe.
L'ingresso solenne, ma senza processione, si può ripetere prima di altre Messe con gran-
de concorso di fedeli.

Commemorazione
dell'ingresso del Signore in Gerusalemme
Prima forma: Processione

2. All'ora stabilita, i fedeli si radunano in una chiesa succursale o in altro luogo adatto,
fuori della chiesa verso la quale si dovrà dirigere la processione. I fedeli portano in mano
i rami di ulivo o di palma.
3. Il sacerdote e il diacono, indossate le sacre vesti di colore rosso richieste per la cele-
brazione della Messa, si recano al luogo dove si è radunato il popolo.
Il sacerdote, invece della casula, può indossare il piviale, che deporrà dopo la processione.
4. Frattanto si canta l'antifona seguente o un altro canto adatto.
ANTIFONA Osanna al Figlio di Davide.
Benedetto colui che viene nel nome del. Signore:
è il Re d'Israele.
Osanna nell'alto dei cieli. Mt 21, 9

5. Il sacerdote saluta il popolo con queste parole o altre simili tolte preferibilmente dal-
la sacra Scrittura come indicato alle pagg. 293-294.

La grazia del Signore nostro Gesù Cristo,


l'amore di Dio Padre
e la comunione dello Spirito Santo
sia con tutti voi.
~· E con il tuo spirito.
DOMENICA DELLE PALME E DELLA PASSIONE DEL SIGNORE 115

6. Quindi rivolge al popolo una breve esortazione, per illustrare il significato del rito e
per invitarlo a una partecipazione attiva e consapevole. Lo può fare con queste parole o
con altre simili:

Fratelli carissimi,
questa assemblea liturgica è preludio alla Pasqua del Signore, alla quale
ci stiamo preparando con la penitenza e con le opere di carità fin dal-
l'inizio della Quaresima.
Gesù entra in Gerusalemme per dare compimento al mistero della sua
morte e risurrezione.
Accompagniamo con fede e devozione il nostro Salvatore nel suo ingres-
so nella città santa, e chiediamo la grazia di seguirlo fino alla croce, per
essere partecipi della sua risurrezione.

7. Dopo questa esortazione, il sacerdote dice a mani giunte una delle orazioni seguenti:

Preghiamo.
Dio onni~otente ed eterno,
benedici +
questi rami [di ulivo],
e concedi a noi tuoi fedeli,
che accompagniamo esultanti il Cristo,
nostro Re e Signore,
di giungere con lui alla Gerusalemme del cielo.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli.
~· Amen.
Oppure:

Preghiamo.
Accresci, o Dio, la fede di chi spera in te,
e concedi a noi tuoi fedeli,
che rechiamo questi rami
in onore di Cristo trionfante,
di rimanere uniti a lui,
per portare frutti di opere buone.
Per Cristo nostro Signore.
~. Amen.

E senza nulla dire, asperge i rami con l'acqua benedetta.

8. Segue la proclamazione del Vangelo dell'ingresso del Signore. La proclamazione, se-


condo il testo di uno dei quattro Vangeli, come indicato nel Lezionario, è fatta dal dia-
cono o, in sua assenza, dal sacerdote, nel modo consueto.
116 DOMENICA DELLE PALME E DELLA PASSIONE DEL SIGNORE

9. Dopo il Vangelo si può fare, secondo le circostanze, una breve omelia.

Per dare l'avvio alla processione, il celebrante, o un altro ministro, può fare un'esortazio-
ne con queste parole o con altre simili.

Imitiamo, fratelli carissimi, le folle di Gerusalemme,


che a~clam~v.ano Gesù, Re e Signore,
e avvtamoct tn pace.

10. Ha quindi inizio la processione verso la chiesa, nella quale si celebra la Messa. Se si
usa l'incenso, precede il turiferario con il turibolo fumigante; segue il crocifero con la
croce ornata a festa; ai suoi lati, due ministranti con le candele accese; poi il sacerdote
con i ministri e, dietro a loro, i fedeli con in mano i rami benedetti.

Durante la processione, il coro e il popolo eseguono i canti seguenti o altri adatti alla ce-
lebrazione:

ANTIFONA Le folle degli Ebrei, portando rami d'ulivo,


andavano incontro al Signore
e acclamavano a gran voce:
Osanna Qell'alto dei cieli.

Questa antifona si può, eventualmente, alternare con le strofe del Salmo 23.

SALMO 23
Del Signore è la terra e quanto contiene, ·~
l'universo e i suoi abitanti.
È lui che l'ha fondata sui mari ·~
e sui fiumi l'ha stabilita.
Chi salirà il monte del Signore? *
Chi starà nel suo luogo santo?
Chi ha mani innocenti e cuore puro, ·~
chi non pronunzia menzogna,
chi non giura a danno del suo prossimo.
Egli otterrà benedizione dal Signore, *
giustizia da Dio sua salvezza.
Ecco la generazione che lo cerca, *
che cerca il tuo volto, Dio di Giacobbe.
Sollevate, porte, i vostri frontali,
alzatevi, porte antiche, ·~
ed entri il re della gloria.
DOMENICA DELLE PALME E DELLA PASSIONE DEL SIGNORE 117

Chi è questo re della gloria? '~


Il Signore forte e potente,
il Signore potente in battaglia.
Sollevate, porte, i vostri frontali,
alzatevi, porte antiche, *
ed entri il re della gloria.
Chi è questo re della gloria? *
Il Signore degli eserciti è il re della gloria.

ANTIFONA Le folle degli Ebrei lungo la strada stendevano i mantelli,


e acclamavano a gran voce:
Osanna al Figlio di Davide.
Benedetto colui che viene nel nome del Signore.

Questa antifona si può, eventualmente, alternare con le strofe del Salmo 46.

SALMO 46

Applaudite, popoli tutti, '~


acclamate Dio con voci di gioia;
perché terribile è il Signore, l'Altissimo, *
re grande su tutta la terra.
Egli ci ha assoggettati i popoli, *
ha messo le nazioni sotto i nostri piedi.
La nostra eredità ha scelto per noi, *
vanto di Giacobbe suo prediletto.
Ascende Dio tra le acclamazioni, '~
il Signore al suono di tromba.
Cantate inni a Dio, cantate inni; *
cantate inni al nostro re, cantate inni;
perché Dio è re di tutta la terra, *
cantate inni con arte.
Dio regna sui popoli, *
Dio siede sul suo trono santo.
I capi dei popoli si sono raccolti *
con il popolo del Dio di Abramo,
perché di Dio sono i potenti della terra: *
egli è l'Altissimo.
118 DOMENICA DELLE PALME E DELLA PASSIONE DEL SIGNORE

HYMNUS AD CHRISTUM REGEM

c
Gloria, laus et honor tibi sit, rex Christe redémptor,
Cui puerile decus prompsit Hosanna pium.
Tum.
Gloria, laus et honor tibi sit, rex Christe redémptor,
Cui puerile decus prompsit Hosanna pium.
Coro:
Israel es tu rex, Davidis et fnclita proles,
Nomine qui in Domini, rex benedfcte, venis.
Tutu:
Gloria, laus et honor tibi sit, rex Christe redémptor,
Cui puerile decus prompsit Hosanna pium.
Coro:
Coetus in excélsis te laudat caélicus omnis,
Et mortalis homo, et cuncta creata simul.
Tutti·
Gloria, laus et honor tibi sit, rex Christe redémptor,
Cui puerHe decus prompsit Hosanna pium.
Coro·
Plebs Hebraéa tibi cum palmis obvia venit;
Cum prece, voto, hymnis, adsumus ecce tibi.
Tutti:
Gloria, laus et honor tibi sit, rex Christe redémptor,
Cui puerile decus prompsit Hosanna pium.
Coro·
Hi tibi passuro solvébant munia laudis;
Nos tibi regnanti pangimus ecce melos.
Tut.
Gloria, laus et honor tibi sit, rex Christe redémptor,
Cui puerile decus prompsit Hosanna pium.
c
Hi placuére tibi, placeat devotio nostra:
Rex hone, Rex clemens, cui bona cuncta placent.
Tutti
Gloria, laus et honor tibi sit, rex Christe redémptor,
Cui puerile decus prompsit Hosanna pium.
DOMENICA DELLE PALME E DELLA PASSIONE DEL SIGNORE 119

INNO A CRISTO RE

Gloria a te, lode in eterno, Cristo re, salvatore,


come i fanciulli un tempo dissero in coro: Osanna.

':ut i
Gloria a te, lode in eterno, Cristo re, salvatore,
come i fanciulli un tempo dissero in coro: Osanna.

Coro:
Tu sei il re d'Israele, di Davide l'ìnclita prole,
che, in nome del Signore, re benedetto vieni.

Tut i.
Gloria a te, lode in eterno, Cristo re, salvatore,
come i fanciulli un tempo dissero in coro: Osanna.

Tutti gli angeli in coro ti lodan nell'alto dei cieli,


lodan te sulla terra uomini e cose insieme.

u
Gloria a te, lode in eterno, Cristo re, salvatore,
come i fanciulli un tempo dissero in coro: Osanna.

Coro.
Tutto il popolo ebreo recava a te incontro le palme,
or con preghiere e voti, canti eleviamo a te.

Tutti:
Gloria a te, lode in eterno, Cristo re, salvatore,
come i fanciulli un tempo dissero in coro: Osanna.
C or·
A te che andavi a morte levavano il canto di lode,
ora te nostro re, tutti cantiamo in coro.

Gloria a te, lode in eterno, Cristo re, salvatore,


come i fanciulli un tempo dissero in coro: Osanna.

o
Ti furono accetti, tu accetta le nostre preghiere,
re buono, re clemente, cui ogni bene piace.
fu ti:
Gloria a te, lode in eterno, Cristo re, salvatore,
come i fanciulli un tempo dissero in coro: Osanna.
120 DOMENICA DELLE PALME E DELlA PASSIONE DEL SIGNORE

11. . .1entre la processione entra in chiesa, si canta il seguente responsono, o un altro


~an che si riferisca all'ingresso del Signore:

RESPONSO RIO

,S:. Mentre il Cristo entrava nella città santa,


la folla degli Ebrei, preannunziando la risurrezione
del Signore della vita,
agitava rami di palma e acclamava:
Osanna nell'alto dei cieli.
Y. Quando fu annunziato
che Gesù veniva a Gerusalemme,
il popolo uscl per andargli incontro;
agitava rami di palma e acclamava:
Osanna nell'alto dei cieli.

12. Il sacerdote, giunto all'altare, fa la debita riverenza, lo bacia ed eventualmente lo in-


<..e "·
Si reca p01 alla sede (depone il pivtale e indossa la casula); tralasciando i riu di introdu-
zione, conclude la processiOne con l'orazione (o colletta) della Messa. La Messa prose-
gue poi con la Liturgia della Parola.

Seconda forma: Ingresso solenne

13. Se non è possibile fare la processione fuori della chiesa, l'entrata del Signore si cele-
bra all'interno della chiesa, con un ingresso solenne prima della Messa princtpale.

14. T fedeli, con in mano i rami di ulivo o di palma, c;i radunano o davanti alla porta
1e chiesa o all'interno della chiesa stessa. Il sacerdote, i ministri e una rappresentanza
di fedeli si recano nel luogo più adatto della chiesa, fuo_ri del presbiterio, dove almeno la
maggior parte dei presenti possano vedere lo svolgimento del rito.

15. Mentre il sacerdote si avvia, si canta l'amifor Osanna un altro canto adatto.
di si benedicono i rami e si proc ., "11 Van gel > del Signore in Gerusa-
lemme, nel modo indicato sopra, ai n S-8.
Dopo il Vangelo, il c;acerdote con i It,;.. ;"... e un piccolo gruppo di fedeli, attr
nalmeme in presbiterio; intanto si canta il re-;ponsor Men-
tre il Cristo entrava 11 un altro canto adatto.

16. Giunto 3ll'altare, il sacerdote fa la debita riverenza, lo bacia e poi si reca alla sede.
~rJh.;ciando i riti di introduzione, dice l'orazione (colletta) della Messa. La Messa prose-
gue poi con la Liturgia della Parola.
DOMENICA DELLE PALME E DELLA PASSIONE DEL SIGNORE 121

Terza forma: Ingresso semplice

17. In tutte le Messe di questa domenica - eccettuata la Messa principale (cfr sopra
n. l) - l'ingresso del Signore in Gerusalemme si commemora in forma semplice, a meno
che non si preferisca, per le Messe più frequentate, la forma solenne (cfr nn. 13-16).

18. Mentre il sacerdote si reca all'altare, si esegue l'antifona d'ingresso con il salmo
(n. 19), o un altro canto sul medesimo tema. Giunto all'altare, il sacerdote fa la debita ri-
verenza, lo bacia, si reca alla sede e rivolge il saluto al popolo; la Messa continua poi nel
modo consueto.
Nelle Messe in cui non è possibile eseguire il canto d'ingresso, il sacerdote, giunto all'al-
tare, fa la debita riverenza, lo bacia, quindi rivolge al popolo il saluto e legge l'antifona
d'ingresso. La Messa prosegue nel modo solito.
Allo stesso modo si comporta il sacerdote nella Messa senza il popolo.

19. ANTIFONA D'INGRESSO Sei giorni prima


della solenne celebrazione della Pasqua,
quando il Signore entro in Gerusalemme,
gli andarono incontro i fanciulli:
portavano in mano rami di palma,
e acclamavano a gran voce:

* Osanna nell'alto dei cieli:


Gloria a te che vieni,
pieno di bontà e di. misericordia.

Sal 23, 9 10
Sollevate, porte, i vostri frontali,
alzatevi, porte antiche,
ed entri il re della gloria.
Chi è questo re della gloria?
Il Signore degli eserciti è il re della gloria.

* Osanna nell'alto dei cieli:


Gloria a te che vieni,
pieno di bontà e di misericordia.

20. Dove non è possibile compiere né la processione né l'ingresso solenne, conviene


che la sera del sabato o nella stessa domenica, ad ora opportuna, si faccia una celebrazio-
ne della Parola, che abbia per tema l'ingresso messianico e la Passione del Signore.
122 DOMENICA DELLE PALME E DELLA PASSIONE DEL SIGNORE

Messa

21. Dopo la processione o l'ingresso solenne, il sacerdote inizia la ' Messa con l'orazio-
ne (o colletta).

22. COLLETTA
Dio onnipotente ed eterno,
che hai dato come modello agli uomini
il Cristo tuo Figlio, nostro Salvatore,
fatto uomo e umiliato fino alla morte di croce,
fa' che abbiamo sempre presente
il grande insegnamento della sua passione,
per partecipare alla gloria della risurrezione.
Egli è Dio e vive e regna con te,
nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

23. Alla lettura della Passione del Signore non si premette né il saluto, né il segno di
croce sul libro, né l'incenso; non si usano le candele.
ll diacono o, in sua assenza, il sacerdote, legge la narrazione della Passione del Signore;
la possono leggere anche dei lettori, riservando, se è possibile, al sacerdote la parte del
Cristo.
Soltanto i diaconi, prima della lettura della Passione, chiedono la benedizione al celebran-
te, come di consueto prima del Vangelo.

24. Dopo la lettura della Passione del Signore, si tiene secondo l'opportunità una bre-
ve omelia.
Si dice il Credo.

25. SULLE OFFERTE


Dio onnipotente, la passione del tuo unico Figlio
affretti il giorno del tuo perdono;
non lo meritiamo per le nostre opere,
ma l'ottenga dalla tua misericordia
questo unico mirabile sacrificio.
Per Cristo nostro Signore.
DOMENICA DELLE PALME E DELLA PASSIONE DEL SIGNORE 123

26. PREFAZIO
La passione redentrice del Signore
y. Il Signore sia con voi.
~· E con il tuo spirito.
y. In alto i nostri cuori.
~· S.o no rivolti al Signore.
y. Rendiamo grazie al Signore, nostro Dio.
~· È cosa buona e giusta.
A È veramente cosa buona e giusta,
nostro dovere e fonte di salvezza, *
rendere grazie sempre e in ogni luogo *
a te, Signore, Padre santo,
Dio onnipotente ed eterno, *
per Cristo nostro Signore. **
B Egli, che era senza peccato, *
accettò la passione per noi peccatori *
e, consegnandosi a un'ingiusta condanna,
portò il peso dei nostri peccati. **
Con la sua morte lavò le nostre colpe *
e con la sua risurrezione *
ci acquistò la salvezza. **
A E noi, *
con tutti gli angeli del cielo, •
innalziamo a te il nostro canto, *
e proclamiamo insieme la tua lode: **
S anto, Santo, Santo il Signore Dio dell'universo.
I cieli e la terra sono pieni della tua gloria.
Osanna nell'alto dei cieli.
Benedetto colui che viene nel nome del Signore.
Osanna nell'alto dei cieli.
27. ANTIFONA ALLA COMUNIONE «Padre, se questo calice non può passare
senza che io lo beva,
sia fatta la tua volontà».
Mt 26, •2; cfr Mc H, 36; cfr Le 22,42
28. DOPO LA COMUNIONE
O Padre, che ci hai nutriti con i tuoi santi doni,
e con la morte del tuo Figlio
ci fai sperare nei beni in cui crediamo,
fa' che per la sua risurrezione
possiamo giungere alla mèta della nostra speranza.
Per Cristo nostro Signore.
124 SETTIMANA SANTA

Lunedì
della Settimana santa

ANTIFONA D'INGRESSO Giudica, Signore, chi mi accusa,


combatti chi mi assalta:
tieni saldo lo scudo e l'armatura,
sorgi, vieni in mio soccorso,
Signore, forza della mia salvezza. Sal 34, 1-2; Sal 139, 8

COLLETTA
Guarda, Dio onnipotente,
l'umanità sfinita per la sua debolezza mortale,
e fa' che riprenda vita
per la passione del tuo unico Figlio.
Egli è Dio e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
SULLE OFFERTE
Accogli, o Padre, il sacrificio che ti offriamo
e fa' che l'albero della croce,
che ha annullato la nostra condanna,
produca per noi frutti di vita eterna.
Per Cristo nostro Signore.
Prefazio della Passione del Signore II, pag. 326.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE Non nascondere da me il tuo volto;


nel giorno della mia angoscia
tendi verso di me il tuo orecchio;
quando finvoco, affrettati a rispondermi.
Sall01,3
*Oppure:
Maria, presa una libbra di olio profumato,
cosparse i piedi di Gesù
e li asciugò con i suoi capelli. Gv 12, 3

DOPO LA COMUNIONE
Visita, Signore, il tuo popolo,
consacrato da questi santi misteri,
proteggilo con il tuo amore premuroso,
perché custodisca con il tuo aiuto
i doni che ha ricevuto dalla tua misericordia.
Per Cristo nostro Signore.
SETTIMANA SANTA 125

Martedì
della Settimana santa

ANTIFONA D'INGRESSO Non consegnarmi in potere dei miei nemici;


contro di me sono insorti falsi testimoni,
gente che spira violenza. Sal 26, 12

COLLETTA
Concedi a questa tua famiglia, o Padre,
di celebrare con fede
i misteri della passione del tuo Figlio,
per gustare la dolcezza del tuo perdono.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
SULLE OFFERTE
Accetta con bontà, Signore,
l'offerta dei tuoi fedeli:
tu che ci rendi partecipi di questi santi doni,
fa' che giungiamo a possederli pienamente nel tuo regno.
Per Cristo nostro Signore.
Prefazio della Passione del Signore II, pag. 326.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE Dio non ha risparmiato il proprio Figlio,


ma lo ha dato per tutti noi. Rm 8, 32

* Oppure:
«Ora il Figlio dell'uomo è stato glorificato,
e anche Dio è stato glorificato in lui». Gv n, 31

DOPO LA COMUNIONE
Padre misericordioso,
questo pane eucaristico,
che ci fa tuoi commensali in questo mondo,
ci ottenga la perfetta comunione con te nella vita eterna.
Per Cristo nostro Signore.
126 SETTIMANA SANTA

Mercoledì
della Settimana santa

ANTIFONA D'INGRESSO Nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi


in cielo, in terra e sottoterra,
perché Gesù si è fatto obbediente
fino alla morte, alla morte di croce:
per questo Gesù Cristo è il Signore,
a gloria di Dio Padre. Fil 2. 10.8.11

COLLETIA
Padre misericordioso,
tu hai voluto che il Cristo tuo Figlio
subisse per noi il supplizio della croce
per liberarci dal potere del nemico;
donaci di giungere alla gloria della risurrezione.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
SULLE O~FFRT"'

Accetta questa offerta, Signore,


e fa' che testimoniamo nella nostra vita
la passione del tuo Figlio,
che celebriamo nei santi misteri.
Per Cristo nostro Signore.
Prefazio della Passione del Signore II, pag. 326.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE «Il Figlio dell'uomo è venuto


non per essere servito, ma per servire
e dare la sua vita
in riscatt<? per tutti gli uomini,.. M t 20. 28

Opp rP·
«Il mio tempo è vicino;
farò la Pasqua da te con i miei discepoli» .
• 1.6,18

Dona ai tuoi fedeli, Dio onnipotente,


la certezza di essere rigenerati alla vita eterna
nella gloriosa morte del tuo Figlio,
che la Chiesa .annunzia in questo grande mistero.
Per Cristo nostro Signore.
SETIIMANA SANTA 127

Giovedì
della Settimana santa

Messa del Crisma


La benedizione dell'olio degli infermi, dell'olio dei catecumeni e del crisma vie n fatta
normalmente dal vescovo il giovedì della Settimana santa nella Messa propria che si cele-
bra al mattino.
Se notevoli difficoltà si frapponessero alla riunione del clero e del popolo con il loro ve-
scovo, la benedizione si può anticipare ad altro giorno, ma sempre in prossimità della
Pasqua e con il formulario della Messa propria.
Questa messa, che il vescovo concelebra con il suo presbiterio e nella quale si benedico-
no gli Oli sacri, deve essere la manifestazione della comunione dei presbiteri con il loro
vescovo. Conviene quindi che tutti i presbiteri, per quanto è possibile, vi partecipino e,
se non possono concelebrare, vi ricevano la comunione sotto le due specie.
Per significare l'unità del presbiterio di tutta la diocesi, i presbiteri che concelebrano con
il vescovo rappresentino le diverse zone della diocesi.
Nell'omelia il vescovo esorti i suoi presbiteri a rimanere fedeli al loro ministero e li invi-
ti a rinnovare pubblicamente le promesse sacerdotali.

RITI DI INTRODUZIONE E LITURGIA DELLA PAROLA

ANTIFONA D'INGRESSO Gesù Cristo ha fatto di noi un regno


e ci ha costituiti sacerdoti per il suo Dio e Padre;
a lui gloria e potenza nei secoli dei secoli.
Amen. Ap 1,6
Si dice il Gloria.

COLLETIA
O Padre, che hai consacrato il tuo unico Figlio
con l'unzione dello Spirito Santo
e lo hai costituito Messia e Signore,
concedi a noi, partecipi della sua consacrazione,
di essere testimoni nel mondo
della sua opera di salvezza.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
128 GIOVEDÌ DELLA SETTIMANA SANTA

RINNOVAZIONE DELLE PROMESSE SACERDOTALI

Dopo l'omelia, il vescovo si rivolge ai presbiteri con queste parole o con altre simili:
Vescovo:
Carissimi presbiteri,
la santa Chiesa celebra la memoria annuale del giorno
in cui Cristo Signore comunicò agli Apostoli e a· noi il suo sacerdozio.
Volete rinnovare le promesse,
che al momento dell'ordinazione
avete fatto davanti al vostro vescovo e al popolo santo di Dio?
Presbiteri:
Sl, lo voglio.
Vescovo:
Volete unirvi intimamente al Signore Gesù,
modello del nostro sacerdozio,
rinunziando a voi stessi
e confermando i sacri impegni
che, spinti dall'amore di Cristo,
avete assunto liberamente verso la sua Chiesa?
Presbiteri:
Sl, lo voglio.
Vescovo:
Volete essere fedeli dispensatori dei misteri di Dio
per mezzo della santa Eucaristia e delle altre azioni liturgiche,
e adempiere il ministero della parola di salvezza ·
sull'esempio del Cristo, capo e pastore,
!asciandovi guidare non da interessi umani,
ma dall'amore per i vostri fratelli?
Presbiteri:
Sl, lo voglio.
Quindi, rivolgendosi al popolo, il vescovo continua:
Vescovo:
E ora, figli carissimi, pregate per i vostri sacerdoti:
che il Signore effonda su di loro l'abbondanza dei suoi doni,
perché siano fedeli ministri di Cristo, sommo sacerdote,
e vi conducano a lui, unica fonte di salvezza.
Diacono:
Per tutti i nostri sacerdoti, preghiamo.
Popolo:
Ascoltaci, Signore.
MESSA DEL CRISMA 129

Vescovo:
E pregate anche per me,
perché sia fedele al servizio apostolico,
affidato alla mia umile persona,
e tra voi diventi ogni giorno di più immagine viva e autentica
del Cristo sacerdote, buon pastore,
maestro e servo di tutti.
Diacono:
Per il nostro vescovo N. , preghiamo.
Popolo:
Ascoltaci, Signore.
Vescovo:
Il Signore ci custodisca nel suo amore
e conduca t'utti noi, pastori e gregge,
alla vita eterna.
Tutti.
Amen.

Non si dice il Credo e si omette la preghiera universale.

LITURGIA EUCARISTICA

SULLE OFFERTE
La potenza pasquale di questo sacrificio
elimini, Signore, in noi le conseguenze del peccato
e ci faccia crescere come nuove creature.
Per Cristo nostro Signore.

PREFAZIO
Il sacerdozio di Cristo e il ministero dei sacerdoti
y. Il Signore sia con voi.
~- E con il tuo spirito.
y. In alto i nostri cuori.
~· Sono rivolti al Signore.
y. Rendiamo grazie al Signore, nostro Dio.
~· È cosa buona e giusta.
130 GIOVEDl DELLA SETTIMANA SANTA

A E veramente cosa buona e giusta,


nostro dovere e fonte di salvezza, *
rendere grazie sempre e in ogni luogo
a te, Signore, Padre santo, ~
Dio onnipotente ed eterno. • ~
E Con l'unzione dello Spirito Santo
hai costituito il Cristo tuo Figlio
Pontefice della nuova ed eterna alleanza,
e hai voluto che il suo unico sacerdozio
fosse perpetuato nella Chiesa. **
Egli comunica il sacerdozio regale
a tutto il popolo dei redenti, *
e con affetto di predilezione
sceglie alcuni tra i fratelli ..
che mediante l'imposizione delle mani
fa partecipi del suo ministero di salvezza.
Tu vuoi che nel suo nome
rinnovino il sacrificio redentore, . .
preparino ai tuoi figli la mensa pasquale,
e, servi premurosi del tuo popolo,
lo nutrano con la tua parola
e lo santifichino con i sacramenti. +*
Tu proponi loro come modello il Cristo,
perché, donando la .vita per te e per i fratelli,
si sforzino di conformarsi all'immagine del tuo Figlio,
e rendano testimonianza
di fedeltà e di amore generoso. *"'
A Per questo dono del· tuo amore, o Padre, '*
insieme con tutti gli angeli e i santi, *
cantiamo con esultanza *
l'inno della tua lode: ,....
anto, Santo, Santo il Signore Dio d~ll'universo.
I cieli e la terra sono pieni della tua gloria.
Osanna nell'alto dei cieli.
Benedetto colui che viene nel nome del Signore.
Osanna nell'alto dei cieli.
MESSA DEL CRISMA 131

ANTIFONA ALLA COMUNIONE Canterò in eterno le grazie del Signore;


di generazione in generazione
annunzierò la sua fedeltà. Sal 88, 2

* Oppure:
«Lo Spirito del Signore è sopra di me:
mi ha mandato per annunziare ai poveri
il lieto messaggio». Le 4, 18

DOPO LA COMUNIONE
Concedi, Dio onnipotente,
che, rinnovati dai santi misteri,
diffondiamo nel mondo
il buon profumo del Cristo.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

* Accoglienza degli oli santi


È opportuno che gli oli benedetti dal vescovo nella Messa Crismale siano presentati e ac-
colti dalla comunità parrocchiale.
Alla Messa nella Cena del Signore, o in un altro giorno se la benedizione degli oli non
si fa il giovedì santo, il presbitero o i ministri portano le ampolle degli oli benedetti du-
rante la processione d'ingresso.
Giunti all'altare le depongono sulla mensa e vengono eventualmente incensate insieme al-
l'altare stesso. Quindi il presbitero dopo il saluto, prima di introdurre la liturgia del
giorno, dice alcune brevi parole sull'avvenuta benedizione degli oli c sul suo significato e
poi depone le ampolle nel luogo adatto loro riservato.
La Messa prosegue come al solito.
TRIDUO
PASQUALE
E TEMPO DI
PASQUA
GIOVEDÌ SANTO

CENA
DEL SIGNORE

Secondo un'antichissima tradizione della Chiesa in questo gwrno sono vietate tutte le
Messe senza il popolo.
Sul far della sera, nell'ora più opportuna, si celebra la Messa ((In Cena Domini», con la
partecipazione piena di tutta la comunità locale; i sacerdoti e i ministri, vi svolgono il
proprio ufficio.
I sacerdoti, che hanno già celebrato nella Messa crismale o per utilità dei fedeli, posso-
no di nuovo concelebrare nella Messa vespertina.
Dove motivi pastorali lo richiedano, l'Ordinario del luogo potrà concedere la celebrazio-
ne di un'altra Messa nelle chiese e negli oratori pubblici o semipubblici nelle ore vesper-
tine e, nel caso di vera necessità, anche al mattino, ma solamente in favore di quei fede-
li che in nessun modo possono partecipare alla Messa vespertina. Non si possono fare
queste celebrazioni a vantaggio di privati o a scapito della Messa vespertina principale.
La santa comunione ai fedeli si può dare soltanto durante la Messa; ai malati invece si
potrà portarla in qualunque ora del giorno.

RITI DI INTRODUZIONE E LITURGIA DELLA PAROLA

1. Il tabernacolo deve essere vuoto. Per -la comunione del clero e dei fedeli, si consacri
in questa Messa pane in quantità sufficiente per oggi e per il giorno seguente.

2. ANTIFONA D'INGRESSO Di null'altro mai ci glorieremo


se non della croce di Gesù Cristo, nostro Signore:
egli è la nostra salvezza, vita e risurrezione;
per mezzo di lui siamo stati salvati e liberati.
Cfr Gal 6, 14

3. Si dice il Gloria. Durante il canto dell'inno, si suonano le campane. Terminato il


canto, non si suoneranno più fino alla Veglia pasquale, a meno che la Conferenza Epi-
scopale o l'Ordinario del luogo non stabiliscano diversamente secondo l'opportunità.
136 GIOVEDÌSANTO

4. COLLETTA
O Dio, che ci hai riuniti per celebrare la santa Cena
nella quale il tuo unico Figlio,
prima di consegnarsi alla morte,
affidò alla Chiesa il nuovo ed eterno sacrificio,
convito nuziale del suo amore,
fa' che dalla partecipazione a così grande mistero
attingiamo pienezza di carità e di vita.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

5. Nell'omelia si spieghino ai fedeli i principali misteri che si commemorano in questa


Messa, e cioè l'istituzione della Ss.ma Eucaristia e del sacerdozio ministeriale, come pu-
re il comandamento del Signore sull'amore fraterno.

LAVANDA DEI PIEDI

6. Dove motivi pastorali lo consigliano, dopo l'omelia ha luogo la lavanda dei piedi. I
prescelti per il rito - uomini o ragazzi - vengono accompagnati dai ministri agli scan-
ni preparati per loro in un luogo adatto.
Il sacerdote (deposta, se è necessario, la casula) si porta davanti a ciascuno di essi e con
l'aiuto dei ministri, versa dell'acqua sui piedi e li asciuga.

7. Durante il rito, si cantano alcune antifone, scelte tra quelle proposte, o altri canti
adatti alla circostanza.

ANTIFONA PRIMA Cfr Gv 13, o.ts


Il Signore si alzò da tavola
versò dell'acqua in un catino,
e cominciò a lavare i piedi ai discepoli:
ad essi volle lasciare questo esempio.

ANTIFONA SECONDA Gv 13, 6.7.8

«Signore, tu lavi i piedi a me?».


Gesù gli rispose dicendo:
«Se non ti laverò, non avrai parte con me ».
CENA DEL SIGNORE 137

Venne dunque a Simon Pietro,


e disse a lui Pietro:
Signore, tu lavi ...
«Quello che io faccio, ora non lo comprendi,
ma lo comprenderai un giorno».
Signore, tu lavi...

ANTifONA TFRZA Cfr Gv 13, 14

« Se vi ho lavato i piedi,
io, Signore e Maestro,
quanto più voi avete il dovere
di lavarvi i piedi l'un l'altro».

A NTTFONA Ql TA. 'R.TA Gv 13,35

«Da questo tutti sapranno


che siete miei discepoli,
se vi amerete gli uni gli altri».
Gesù disse ai suoi discepoli:
Da questo tutti sapranno...

A NT{ft)NA QUINTA Gv 13, )4

«Vi do un comandamento nuovo:


che vi amiate gli uni gli altri
come io ho amato voi », dice il Signore.

ANTfJ:;QNA SESTA CCr 1 Cor 13, 13

Fede, speranza e carità,


tutte e tre rimangano tra voi:
ma più grande di tutte è la carità.
Fede, speranza e carità,
tutte e tre le abbiamo qui al presente:
ma più grande di tutte è la carità.
Fede...

8. ~ubito dopo la lavanda dei piedi - quando questa ha luogo - oppure dopo l'omelia,
ce la preghtera universale.

In questa Messa si omette Il C redo.


138 GIOVEDI SANTO

LITURGIA EUCARISTICA

9. All'inizio della Liturgia eucaristica, si può disporre la processione dei fedeli che por-
tano doni per i poveri.

Mentre si svolge la processione, si esegue il canto seguente o un altro canto adatto.

Ant. Ubi caritas est vera, Deus ibi est.


y. Congregavit nos in unum Christi amor.
y. Exsultémus et in ipso iucundémur.
y. Timeamus et amémus Deum vivum.
y. Et ex corde diligamus nos sincéro.
Ant. Ubi caritas est vera, Deus ibi est.
y. Simul ergo cum in unum congregamur:
y. Ne nos mente dividamur, caveamus.
y. Céssent iurgia maHgna, céssent lites.
y. Et in médio nostri sit Christus Deus.
Ant. Ubi caritas est vera, Deus ibi est.
y. Simul quoque eum beatis videamus,
y. Glorianter vultum tuum, Christe Deus:
y. Gaudium, quod est imménsum atque probum,
y. Saecula per infinita saecul6rum.
Amen.

Ant. Dov'è carità e amore, lì c'è Dio.


Ci ha riuniti tutti insieme Cristo, amore.
Rallegriamoci, esultiamo nel Signore!
Temiamo
. e. amiamo . il Dio vivente,
.
e am1amoc1 tra no1 con cuore smcero.

Ant. Dov'è carità e amore, Il c'è Dio.


Noi formiamo, qui riuniti, un solo corpo:
evitiamo di dividerci tra noi,
via le lotte maligne, via le liti
e regni ìn mezzo a noi Cristo Dio.

Ant. Dov'è carità e amore, lì c'è Dio.


Fa' che un giorno contempliamo il tuo volto
nella gloria dei beati, Cristo Dio.
E sarà gioia immensa, gioia vera:
durerà per tutti i secoli senza fine.
Amen.
CENA DEL SIGNORE 139

10. SULLE OFFERTE


Concedi a noi tuoi fedeli, Signore,
di partecipare degnamente ai santi misteri,
perché ogni volta che celebriamo
questo memoriale del sacrificio del Signore,
si compie l'opera della nostra redenzione.
Per Cristo nostro Signore.

11. PREFAZIO DELLA SANTISSIMA EUCARISTIA I


L 'Eucaristia memoriale del sacrificio di Cristo
y. Il Signore sia con voi.
ijl. E con il tuo spirito.
y. In alto i nostri cuori.
ijl. Sono rivolti al Signore.
y. Rendiamo grazie al Signore, nostro Dio.
ijl. È cosa buona e giusta.

A È veramente cosa buona e giusta


nostro dovere e fonte di salvezza, *
rendere grazie sempre e in ogni luogo *
a te, Signore, Padre santo,
Dio onnipotente e misericordioso, *
per Cristo nostro Signore. **
B Sacerdote vero-ed eterno,
egli istituì il rito del sacrificio perenne; *
a te per primo si offrì vittima di salvezza, *
e comandò a noi di perpetuare l'offerta in sua memoria. **
n suo corpo per noi immolato
è nostro cibo e ci dà forza, *
il suo sangue per noi versato *
è la bevanda che ci redime da ogni colpa. **
A Per questo mistero del tuo amore, *
uniti agli angeli e ai santi, *
cantiamo con gioia * l'inno della tua lode: **
S anto, Santo, Santo il Signore Dio dell'universo.
I cieli e la terra sono pieni della tua gloria.
Osanna nell'alto dei cieli.
Benedetto colui che viene nel nome del Signore.
Osanna nell'alto dei cieli.
Nel Canone Romano si dicono il Communicantes, l'Hanc igitur e- il Qui pridie propri.
* Nelle Preghiere eucaristiche II e III si fa il ricordo proprio.
140 GIOVEDÌSANTO

CANONE ROMANO

Il sacerdote, con le braccia allargate, dice:

Padre clementissimo,
noi ti supplichiamo e ti chiediamo
per Gesù Cristo, tuo Figlio e nostro Signore,
congiunge le mani e dice:
di accettare questi doni,
traccia un unico segno di croce sul pane e sul calice, dicendo:
di benedire +
queste offerte,
questo santo e immacolato sacrificio.
.t: allargando 'e braccia, continua:
Noi te l'offriamo
anzitutto per la tua Chiesa santa e cattolica,
perché tu le dia pace e la protegga,
la raccolga nell'unità
e la governi su tutta la terra,
con il tuo servo il nostro Papa l'i.,
il nostro Vescovo N. [con me indegno tuo servo]
e con tutti quelli che custodiscono la fede cattolica,
trasmessa dagli Apostoli.

Ricòrdati, Signore, dei tuoi fedeli [N. e N.]


CongiUnge le mam c prega brevcmemc per quelli. che vuole
.
ricordare.

Poi, con le braccia allargate, continua:


Ricòrdati di tutti i presenti,
dei quali conosci la fede e la devozione:
per loro ti offriamo
e anch'essi ti offrono questo sacrificio di lode,
e innalzano la preghiera a te,
Dio eterno, vivo e vero,
per ottenere a sé e ai loro cari
redenzione, sicurezza di vita e salute.
CENA DEL SIGNORE 141

In comunione con tutta la Chiesa,


mentre celebriamo il giorno santissimo
nel quale Gesù Cristo nostro Signore
fu consegnato alla morte per noi,
ricordiamo e veneriamo
anzitutto la gloriosa e sempre vergine Maria,
Madre del nostro Dio e Signore Gesù Cristo,
san Giuseppe, suo sposo,
i santi apostoli e martiri:
Pietro e Paolo, Andrea,
[Giacomo, Giovanni,
lommaso, Giacomo, Filippo,
Bartolomeo, Matteo, Simone e Taddeo,
Lino, Cleto, Clemente, Sisto,
Cornelio e Cipriano, Lorenzo, Crisogono,
Giovanni e Paolo, Cosma e Damiano]
e tutti i santi;
per i loro meriti e le loro preghiere
donaci sempre aiuto e protezione.

Con le braccia allargate, prosegue:


Accetta con benevolenza, o Signore,
l'offerta che ti presentiamo
noi tuoi ministri e tutta la tua famiglia,
nel giorno in cui Gesù Cristo nostro Signore
affidò ai suoi discepoli
il mistero del suo Corpo e del suo Sangue,
perché lo celebrassero in sua memoria.
Disponi nella tua pace i nostri giorni,
salvaci dalla dannazione eterna,
e accogliei nel gregge degli eletti.
Congiunge le mani.

Tenendo le mani stese sulle offerte dice:


Santifica, o Dio, questa offerta
con la potenza della tua benedizione,
e degnati di accettarla a nostro favore,
in sacrificio spirituale e perfetto,
perché diventi per noi
il corpo e il sangue del tuo amatissimo Figlio,
il Signore nostro Gesù Cristo.
Congiunge le mani.
142 GIOVEDÌ SANTO

N elle formule seguenti le parole del Signore si pronunziano con voce chiara e distinta,
come è richiesto dalla loro natura.
In questo giorno, vigilia della sua passione,
sofferta per la salvezza nostra e del mondo intero,
prende il pane, e tenendolo alquanto sollevato sull'altare, prosegue:
egli prese il pane
nelle sue mani sante e venerabili,
alza gli occhi,
e alzando gli occhi al cielo
a te Dio Padre suo onnipotente,
rese grazie con la preghiera di benedizione,
spezzò il pane, lo diede ai suoi discepoli, e disse:
inchinandosi leggermente

Prendete, e mangiatene tutti:


questo è il mio Corpo
offerto in sacrificio per voi.
Presenta al popolo l'ostia consacrata, la depone sulla patena e genuflette in adorazione.

Poi riprende:
Dopo la cena, allo stesso modo,
prende il calice, e tenendolo alquanto sollevato sull'altare, prosegue:
prese questo glorioso calice
nelle sue mani sante e venerabili,
ti rese grazie con la preghiera di benedizione,
lo diede ai suoi discepoli, e disse:
inchinandosi leggermente

Prendete, e bevetene tutti:


questo è il calice del mio Sangue
per la nuova ed eterna alleanza,
versato per vot• e per tuttt•
in remissione dei peccatt
Fate questo in memoria di me.
Presenta al popolo il calice, lo depone sul corporale e genuflette in adorazione.
CENA DEL SIGNORE 143

Poi dice:
Mistero della fede.
Il popolo acclama dicendo:
Ogni volta che mangiamo di questo pane
e beviamo a questo calice
annunziamo la tua morte, Signore,
nell'attesa della tua venuta.
Il Canone prosegue a pag. 390.

12. ANTIFONA ALLA COMUNIONE «Questo è il mio corpo, che è per voi;
questo calice è la nuova alleanza
nel mio sangue))' dice il Signore.
«Fate questo ogni volta che ne prendete,
in memoria di me)). 1 Cor 11, 24.25

* Oppure:
Il Signore Gesù,
sapendo che era giunta la sua ora,
dopo aver amato i suoi che erano nel mondo,
li amò sino alla fine. Gv 13, t

13. Terminata la distribuzione della comunione, si lascia sull'altare la pisside con le par-
ticole I?er la comunione del giorno seguente; la Messa si conclude con l'orazione dopo la
comumone.

14. DOPO LA COMUNIONE


Padre onnipotente,
che nella vita terrena ci nutri alla Cena del tuo Figlio,
accogliei come tuoi commensali .
al banchetto glorioso del cielo.
Per Cristo nostro Signore.

REPOSIZIONE DEL SANTISSIMO SACRAMENTO

15. Dopo l'orazione, il sacerdote, in piedi, dinanzi all'altare, pone l'incenso nel turibo-
lo, si inginocchia e incensa per tre volte il Santissimo Sacramento; quindi, indossato il
velo omerale, prende la pisside e la ricopre con il velo.

16. Si forma la processione che, attraverso la chiesa, accompagna il Santissimo Sacra-


mento al luogo della reposizionc, preparato in una cappella convenientemente ornata.
Apre la processione il crocifero; si portano le candele accese e l'incenso. Intanto si can- .._
ta l'inno Pange lingua (eccetto le due ultime strofe) o un altro canto eucaristico. r
144 GIOVEDÌSANTO

17. Giunta la processione al luogo della repos1z1one, il sacerdote depone la pisside;


quindi pone l'incenso nel turibolo e, in 5inocchio, incensa il Santissimo Sacramento,
mentre si canta il Tantum ergo sacramentum; chiude poi il tabernacolo o la custodia del-
la reposizione.

18. Dopo alcuni istanti di adorazione in silenzio, il sacerdote e i m1mstn s1 alzano, ge-
nuflettono e ritornano in sacrestia.

19. Segue la spogliazione dell'altare; se è possibile, s1 nmuovono le croc1 dalla chiesa;


quelle che rimangono in chiesa, è bene velarle.

20. Coloro che hanno partecipato alla Messa vespertina, non sono tenuti alla celebrazio-
ne dei Vespri.

21. Si esortino i fedeli, tenute presenti le circostanze e le diverse situazioni locali, a de-
dicare un po' di tempo nella notte all'adorazione davanti al Santissimo Sacramento nel
tabernacolo. Se l'adorazione si protrae oltre la mezzanotte, si faccia senza alcuna solennità.
VENERDÌ SANTO
PASSIONE
DEL SIGNORE

1. In questo giorno e nel giorno seguente, la Chiesa, per antichissima tradizione, non
celebra l'Eucaristia.

2. L'altare è interamente spoglio: senza croce, senza candelieri e senza tovaglie.

3. Nelle ore pomeridiane di questo giorno, e precisamente verso le tre - a meno che,
per motivi pastorali, non si ritenga opportuno spostare l'orario a più tardi - ha luogo la
celebrazione della Passione del Signore.

Celebrazione
della Passione del Signore
4. La celebrazione si svolge in tre momenti: Liturgia della Parola, Adorazione della
Croce, Comunione eucaristica.
In questo giorno la santa comunione ai fedeli viene distribuita soltanto durante la cele-
brazione della Passione del Signore; ai malati, che non possono prendere parte a questa
celebrazione, si può portare la comunione in qualunque ora del giorno.
Il sacerdote e il diacono indossano le vesti di color rosso, come per la Messa.
Si recano poi all'alrare e, fatta la debita riverenza, si prostrano a terra o, secondo l'oppor-
tunità, s'inginocchiano. Tutti, in silenzio, pr·egano per breve tempo.

S. Quindi il sacerdote con i sacri ministri si reca alla sede.


Rivolto al popolo, dice, a mani giunte, una delle orazioni seguenti:

ORAZIONE
Non si dice Preghiamo .
Ricòrdati, Padre, della tua misericordia;
santifica e proteggi sempre questa tua famiglia,
per la quale Cristo, tuo Figlio,
inaugurò nel suo sangue il mistero pasquale.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli.
ijl. Amen.
146 VENERDÌSANTO

Oppure;
O Dio, che nella passione del Cristo nostro Signore
ci hai liberati dalla morte, eredità dell'antico peccato
trasmessa a tutto il genere umano,
rinnovaci a somiglianza del tuo Figlio;
e come abbiamo portato in noi, per la nostra nascita,
l'immagine dell'uomo terreno,
così per l'azione del tuo Spirito,
fa' che portiamo l'immagine dell'uomo celeste.
Per Cristo nostro Signore.
ijt. Amen.

Parte prima
LITURGIA DELLA PAROLA

6. Tutti seggono. Si proclama la prima lettura dal libro del profeta Isaia (52, 13 - 53, 12)
con il suo salmo.

7. Segue la seconda lettura dalla lettera agli Ebrei (4, 14-16; 5, 7-9) e il canto al Vangelo.

8. Come terza lettura, si legge la narrazione della Passione del Signore secondo Giovanni
(18, 1 - 19, 42). La proclamazione si svolge nel modo indicato per la domenica precedente.

9. Dopo la lettura della Passione del Signore si tiene, secondo l'opportunità, una bre-
ve omelia al termine della quale il sacerdote può invitare i fedeli alla preghiera.

PREGHIERA UNIVERSALE
10. La Liturgia della Parola si conclude con la· preghiera universale in questo modo: il
diacono, stando all'ambone, pronunzia l'esortazione con la quale viene indicata l'inten-
zione della preghiera.
Quindi tutti pregano per qualche momento in silenzio; poi il sacerdote, stando alla sede,
o secondo l'opportunità, all'altare, allargando le braccia, dice l'orazione.

11. *Per tutto il tempo della preghiera universale, i fedeli possono rimanere in ginoc-
chio o in piedi. Se si ritiene opportuno stare in ginocchio il diacono dice: Mettiam<?ci in
ginocchio.

12. In caso di grave necessità pubblica, l'Ordinario del luogo può permettere o stabili-
re che si aggiunga una speciale intenzione.
VENERDÌ SANTO 147

13. Nel Messale vengono proposte dieci orazioni con annesse monizioni; al sacerdote è
_ esso scegliere quelle orazioni che sono più adatte alla situazione concreta della co-
munità locale, in modo però che sta nspettata la serie delle imenztom pr . ~ e per la
preghiera umversale (cfr «Principi e norme per l'uc;o del Messale Romano», 46
I segu •, + e * indicano gli incisi melodici per favonre ti canto (' ·J .•• ppendi-
ce, pa 1088

I. n~r fa sant- ~hies~

Preghiamo, fratelli carissimi, per la santa Chiesa di Dio: •


il Signore le conceda unità e pace,
la protegga su tutta la terra,
e doni a noi, in una vita serena e tranquilla,
di render gloria a Dio Padre onnipotente. ••
) n 1 l "'}r·ardote d.:e:
Dio onnipotente ed eterno, +
che hai rivelato in Cristo la tua gloria a tutte le genti,
custodisci l'opera della tua misericordia,
perché la tua Chiesa, diffusa su tutta la terra,
persèveri con saldezza di fede nella confessione del tuo nome. *
Per Cristo nostro Signore.
Amen.

II. Per :1 P~p11

Preghiamo il Signore per il nostro santo padre il papa N.: •


il Signore Dio nostro,
che lo ha scelto nell'ordine episcopale,
gli conceda vita e salute
e lo conservi alla sua santa Chiesa,
come guida e pastore del popolo santo di Dio.
• ~1. ~ ~ ~ote d;~..c . .

Dio onnipotente ed eterno, +


sapienza che regge l'universo,
ascolta la tua famiglia in preghiera,
e custodisci con la tua bontà
il papa che tu hai scelto per noi, +
perché il popolo cristiano,
da te affidato alla sua guida pastorale,
progredisca sempre nella fede.
Per Cristo nostro Signore.
* Amen.
148 VENERDÌSANTO

III. Per tutti gli ordini sacri e per tutti i fedeli

Preghiamo per il nostro vescovo N., •


per tutti i vescovi,
i presbiteri e i diaconi,
per tutti coloro che svolgono un ministero nella Chiesa
e per tutto il popolo di Dio. ••
Preghiera in silenzio; poi il sacerdote dice:

Dio onnipotente ed eterno +


che con il tuo Spirito guidi e santifichi
tutto il corpo della Chiesa, '~
accogli le preghiere che ti rivolgiamo, + +
perché secondo il dono della tua grazia
tutti i membri della comunità
nel loro ordine e grado
ti possano fedelmente servire. '~*
Per Cristo nostro Signore.
:ij!. Amen.

IV. Per i catecumeni

Preghiamo per i [nòstri] catecumeni: •


il Signore Dio nostro
illumini i loro cuori
e apra loro la porta della sua misericordia,
perché mediante l'acqua del Battesimo
ricevano il perdono di tutti i peccati
e siano incorporati in Cristo Gesù,
nostro Signore. ••
Preghiera in silenzio; poi il sacerdote dice:

Dio onnipotente ed eterno, +


che rendi la tua Chiesa sempre feconda di nuovi figli, *
aumenta nei [nostri] catecumeni
l'intelligenza della fede, + +
perché, nati a vita nuova nel fonte battesimale,
siano accolti fra i tuoi figli di adozione. **
Per Cristo nostro Signore.
:ij!. Amen.
VENERDÌ SANTO 149

V. Per l'unità dei cristiani

Preghiamo per tutti i fratelli che credono in Cristo: •


il Signore Dio nostro conceda loro
di vivere la verità che professano
e li raduni e li custodisca
nell'unica sua Chiesa. ••
Preghiera in silenzio; poi il sacerdote dice:

Dio onnipotente ed eterno, +


che riunisci i dispersi
e li custodisci nell'unità, *
guarda benigno al gregge del tuo Figlio, + +
perché coloro che sono stati consacrati da un solo Battesimo
formino una sola famiglia
nel vincolo dell'amore e della vera fede. '~*
Per Cristo nostro Signore.
ijz. Amen.

VI. Per gli Ebrei

Preghiamo per gli Ebrei: •


il Signore Dio nostro,
che li scelse primi fra tutti gli uomini
ad accogliere la sua parola,
li aiuti a progredire sempre
nell'amore del suo nome
e nella fedeltà alla sua alleanza. •• .
Preghiera in silenzio; poi il sacerdote dice:

Dio onnipotente ed eterno, +


che hai fatto le tue promesse
ad Abramo e alla sua discendenza, *
ascolta la preghiera della tua Chiesa, + +
perché il popolo primogenito della tua alleanza
possa giungere alla pienezza della redenzione. >Hl-
Per Cristo nostro Signore.
ijz. Amen.
150 /ENERDI SANTO

VII. Per i non cristiani

Preghiamo per coloro .che non credono in Cristo,


perché illuminati dallo Spirito Santo,
possano entrare anch'essi
nella via della salvezza. •
Preghiera in silenzio; poi il sacerdote dice:

Dio onnipotente ed eterno, +


fa' che gli uomini che non conoscono il Cristo
possano conoscere la verità
camminando alla tua presenza in sincerità di cuore, ""
e a noi tuoi fedeli
concedi di entrare profondamente nel tuo mistero di salvezza
e di viverlo con una carità sempre più grande tra noi,
per dare al mondo
una testimonianza credibile del tuo amore. *
Per Cristo nostro Signore.
P Amen.

VIII. Per coloro che non credono in Dio

Preghiamo per coloro che non credono in Dio, •


perché, vivendo con bontà
e rettitudine di cuore,
giungano alla conoscenza del Dio vero. • •
l 1 re{!htera m silenzio= on1 •l sacerdote dice:

Dio onnipotente ed eterno,


tu hai messo nel cuore degli uomini
una così profonda nostalgia di te,
che solo quando ti trovano hanno pace:
fa' che, al di là di ogni ostacolo,
tutti riconoscano i segni della tua bontà + T
e, stimolati dalla testimonianza della nostra vita,
abbiano la gioia di credere in te,
unico vero Dio e padre di tutti gli uomini.
Per Cristo nostro Signore.
ijl. Amen.
VENFRDÌSANTO 151

IX. r>~- : govern~nt1

Preghiamo per coloro che sono chiamati


a governare la comunità civile, •
perché il Signore Dio nostro
illumini la loro mente e il loro cuore
a cercare il bene comune
nella vera libertà e nella vera pace. ••
Pres ~~en m d~:r: ·Ù•, p( i 1 s-acerdote oice.
Dio onnipotente ed eterno, +
nelle tue mani sono le speranze degli uomini
e i diritti di ogni popolo: *
assisti con la tua sapienza coloro che ci governano, · +
perché, con il tuo aiuto,
promuovano su tutta la terra
una pace duratura,
il progresso sociale e la libertà religiosa. ~ ..
Per Cristo nostro Signore.
l Amen.

X. 'l~- i tri1..-L'It1

Preghiamo, fratelli carissimi,


Dio Padre onnipotente,
perché liberi il mondo da ogni disordine: •
allontani le malattie, scacci la fame,
renda libertà ai prigionieri, giustizia agli oppressi,
conceda sicurezza a chi viaggia,
il ritorno ai lontani da casa,
la salute agli ammalati,
ai morenti la salvezza eterna. ••
1rer· ote dice:
Dio onnipotente ed eterno,
conforto degli afflitti,
sostegno dei tribolati,
ascolta il grido dell'umanità sofferente, +
perché tutti si rallegrino
di avere ricevuto nelle loro necessità
il soccorso della tua misericordia. *
Per Cristo nostro Signore.
l . Amen.
Il d1acono, se necessario, dice Alzatevi.
152 VENERD}SANTO

Parte seconda
ADORAZIONE DELLA SANTA CROCE

14. Terminata la preghiera universale, ha luogo la solenne adorazione della Croce.


Per il rito della « ostcnsione• della Croce, vengono proposte due forme: si scelga la più
adatta alle esigenze pastorali.

OSTENSIONE DELLA SANTA CROCE

Prima forma:
15. S1 porta all'altare la Croce velata; l'accompagnano due mm1strant1 con le candele
accese.
Il sacerdote, in piedi davanti all'altare, riceve la Croce: scopre alqu; n u p<Ut superiore
e eJe, aìdo la Croce, invita i presenti all'adorazione con le paro Ecco il legno della
croce ~ ( .o dal diacono, oppure, se è il caso, dalla S< t. . l~ponucr
no: Venite, adoriamo.
Termmaw .. l:amu, Lulti s'inginocchiano e fanno una breve oraziOne m silenzio, men-
tre il sacerdote, in piedi, tiene elevata la Croce.
Il sacerdote scopre po 1 brac:c1o destro della Croce; elevando la Croce per la seconda
volta, ripete l'invito Ecco il legno della croce e tutto si fa nel modo indicato sopra.
Infine scopre interamente la Croce; elevandola, per la terza volta rivolge l'invito Ecco il
legno della cr oce; e tutto si svolge come la prima volta.

16. Il sacerdote, accompagnato da due ministranti con le candele accese, porta la Crcr
ce sul limitare del presbiterio o in altro luogo adatto; quivi la depone al suolo, oppure
l'affida ai ministranti, che la tengono diritta. A destra e a sinistra della Croce si pongono
i candelieri con le candele accese.
Si svolge quindi l'ADORAZIONE DELLA SANTA CROCE nel modo indicato al n, 18.

Seconda forma:
17. 11 saceraote, o il diacono, con i ministranti - oppure un altro ministro idoneo - si
;eca 1lla porta della chiesa.
Quivi riceve la Croce non velata: i ministranti portano i candelieri accesi. Si forma la
processione che, attraverso la chiesa, giunge nel presbiterio.
Chi porta la Croce fa una sosta presso la porta, in mezzo alla chiesa e davanti all'ingres-
so del pn:.s.l)lt' 10 O.,n1 ··o· 'l innalza la Croce, inv1 1ndo 1 ~ n tdorazione con le
paro e Ecco il legno della croce e tutti rispondono: Venite, adoriamo. )opo ogni rispcr
sta, tu tt s n5. no1 eh :1no e !anno una breve adorazione m s1 er zio C'h t porta la Croce
rimane in piedi, tenendola alquanto elevata.
Infine si depon • la Croce con i candelieri all'ingresso del presbiterio, nel modo indicato
sopra al n. 16.
VENERDÌ SANTO 153

Nel fare l'estensione della Croce, il sacerdote canta (cfr Appendice, pag. 1089 o pag. 1125)
o dice:
Ecco il legno della Croce,
al quale fu appeso il Cristo,
Salvatore del mondo.
~· Venite, adoriamo.

ADORAZIONE DELLA SANTA CROCE

18. Il sacerdote, il clero e i fedeli si recano processionalmente all'adorazione della Cro-


ce, facendo davanti ad essa genuflessione semplice o un altro segno di venerazione (ad
esempio baciando la Croce), secondo l'uso del luogo.
Mentre si svolge l'adorazione, si cantano l'antifona Adoriamo la tua Croce, i Lamenti
del Signore e l'Inno o si eseguono altri canti adatti; restano seduti coloro che hanno
compiuto l'adorazione.

19. Per l'adorazione si presenta un'unica Croce.


Se per il gran numero dei fedeli non tutti possono accostarsi personalmente alla Croce, il
sacerdote, dopo che una buona parte dei fedeli ha compiuto l'adorazione, prende la Croce
e, stando in mezzo, davanti all'altare, con brevi parole invita l'assemblea all'adorazione.
La tiene quindi elevata in alto per alcuni istanti, mentre i fedeli, in silenzio, compiono
l'adorazione.

20. Terminata l'adorazione, la Croce viene portata all'altare, al suo posto. I candelieri
con le candele accese si pongono attorno all'altare o sopra di esso o presso la Croce.

CANTI PER L'ADORAZIONE DELLA SANTA CROCE

Con i numeri 1 o 2 alternati vengono indicate le parti che spettano al primo o al secon-
do coro; con 1 e 2 abbinati invece le parti che si devono cantare insieme dai due cori.

ANTIFONA
l e 2 Ant. Adoriamo la tua Croce, Signore,
lodiamo e glorifichiamo la tua santa risurrezione.
Dal legno della Croce è venuta la gioia in tutto il mondo.
l Sal 66, 2
Dio abbia pietà di noi e ci benedica;
su di noi faccia splendere il suo volto e abbia misericordia.
l e 2 Ant. Adoriamo la tua Croce, Signore,
lodiamo e glorifichiamo la tua santa risurrezione.
Dal legno della Croce è venuta la gioia' in tutto il mondo.
154 VENERDÌSANTO

LAMENTI DEL SIGNORE I

l e 2 Popolo mio che male ti ho fatto?


In che ti ho provocato? Dammi risposta.
l Io ti ho guidato fuori dall'Egitto,
e tu hai preparato la Croce al tuo Salvatore.
2 Popolo mio che male ti ho fatto?
In che ti ho provocato? Dammi risposta.
1 Hagios o The6s.
2 Sanctus Deus.
1 Hagios ischyr6s.
2 Sanctus fortis.
1 Hagios athanatos, eléison himas.
2 Sanctus immortalis, miserére nobis.

1 e 2 Perché ti ho guidato quarant'anni nel deserto,


ti ho sfamato con manna,
ti ho introdotto in paese fecondo,
tu hai preparato la Croce al tuo Salvatore.
Hagios o The6s. Etc.
l e 2 Che altro avrei dovuto fare e non ti ho fatto?
Io ti ho piantato, mia scelta e florida vigna,
ma tu mi sei divenuta aspra e amara:
poiché mi hai spento la sete con aceto,
e hai piantato una lancia nel petto del tuo Salvatore.
Hagios o The6s. Etc.

LAMENTI DEL SIGNORE II

l lo per te ho flagellato l'Egitto e i primogeniti suoi,


e tu mi hai consegnato per esser flagellato.
2 Popolo mio, che male ti ho fatto?
In che ti ho provocato? Dammi risposta.
l Io ti ho guidato fuori dall'Egitto
e ho sommerso il faraone nel Mar Rosso,
e tu mi hai consegnato ai capi dei sacerdoti.
2 Popolo mio, che male ti ho fatto?
In che ti ho provocato? Dammi risposta.
l Io ho aperto davanti a te il mare,
e tu mi hai aperto con la lancia il costato.
2 Popolo mio, che male ti ho fatto?
In che ti ho provocato? Dammi risposta.
VENERDÌSANTO 155

l Io ti ho fatto strada con la nube,


e tu mi hai condotto al pretorio di Pilato.
2 Popolo mio, che male ti ho fatto?
In che ti ho provocato? Dammi risposta.
l Io ti ho nutrito con manna nel deserto,
e tu mi hai colpito con schiaffi e flagelli.
2 Popolo mio, che male ti ho fatto?
In che ti ho provocato? Dammi risposta.
l lo ti ho dissetato dalla rupe con acqua di salvezza,
e tu mi hai dissetato con fiele e aceto.
2 Popolo mio, che male ti ho fatto?
In che ti ho provocato? Dammi risposta.
1 Io per te ho colpito i re dei Cananei,
e tu hai colpito il mio capo con la canna.
2 Popolo mio, che male ti ho fatto?
In che ti ho provocato? Dammi risposta.
l Io ti ho posto in mano uno scettro regale,
e tu hai posto sul mio capo una corona di spine.
2 Popolo mio, che male ti ho fatto?
In che ti ho provocato? Dammi risposta.
l Io ti ho esaltato con grande potenza,
e tu mi hai sospeso al patibolo della croce.
2 Popolo mio, che male ti ho fatto?
In che ti ho provocato? Dammi risposta.

HYMNUS INNO
l e 2 Antifona l e 2 Antifona
Crux fidélis, inter omnes O Croce di nostra salvezza,
arbor una nobilis, albero tanto glorioso,
nulla talem silva profert~ un altro non v'è nella selva,
flore, fronde, gérmine. di rami e di fronde a te uguale.
Dulce lignum dulce clavo Per noi dolce legno, che porti
dulce pondus sustinens. appeso il Signore del mondo.
l Inno 1 Inno
Pange, lingua, gloriosi Esalti ogni lingua nel canto
proélium certaminis, lo scontro e la grande vittoria,
et super crucis tropaeo e sopra il trofeo della Croce
dic triumphum nobilem, proclami il suo grande trionfo,
qualiter Rédemptor orbis poiché il Redentore del mondo
immolatus vkerit. fu ucciso e fu poi vincitore.
2 Crux fidélis, inter omnes 2 O Croce di nostra salvezza,
arbor una nobilis, albero tanto glorioso,
nulla talem silva profert, un altro non v'è nella selva,
flore, fronde, gérmine. di rami e di fronde a te uguale.
156 VENERDÌSANTO

l De paréntis protoplasti l D'Adamo comprese l'inganno


fraude factor condolens, e n'ebbe il Signore pietà,
quando pomi noxialis quando egli del frutto proibito
morte morsu corruit, gustò e la morte lo colse.
ipse lignum tunc notavit, Un albero scelse, rimedio
damna ligni ut solveret. al male dell'albero antico.
2 Dulce lignum dulce clavo 2 Per noi dolce legno, che porti
dulce pondus sustinens. appeso il Signore del mondo.

l Hoc opus nostrae salutis 1 La nostra salvezza doveva


ordo depoposcerat, venire nel corso dei tempi,
multiformis perditoris doveva divina sapienza
ars ut artem falleret, domare l'antico nemico,
et medélam ferret inde, e trarci a salvezza là dove
hostis unde laeserat. a noi era giunto l'inganno.
2 Crux fidélis, inter omnes 2 O Croce di nostra salvezza,
arbor una nobilis, albero tanto glorioso,
nulla talem silva profert, un altro non v'è nella selva,
flore, fronde, gérmine. di rami e di fronde a te uguale.

l Quando venit ergo sacri l E quando il momento fu giunto


plenitudo téinpotis, del tempo fissato da Dio,
missus est ab arce Patris ci venne qual dono del Padre
Natus, orbis conditor, . il Figlio, Creatore del mondo;
atque ventre virginali agli uomini venne, incarnato
carne factus prodiit. nel grembo di Vergine Madre.
2 Dulce lignum dulce clavo 2 Per noi dolce legno, che porti
dulce pondus sustinens. appeso il Signore del mondo.

l Vagit infans inter arta 1 Vagisce il Bambino, adagiato


conditus praesaepia, in umile, misera stalla;
membra pannis involuta le piccole membra ravvolge
Virgo Mater alligat, e copre la Vergine Madre,
et manus pedésque et crura ne cinge le mani ed i piedi,
stricta cingit fascia. legati con candida fascia.
2 Crux fidélis, inter omnes 2. O Croce di nostra salvezza,
arbor una nobilis, albero tanto glorioso,
nulla talem silva profert, un altro non v'è nella selva,
flore, fronde, gérmine. di rami e di fronde a te uguale.

Lustra sex qui iam perégit 1 Compiuti trent'anni e conclusa


tempus implens corporis, la vita mortale, il Signore
se volénte, natus ad hoc, offriva se stesso alla morte
passioni déditus, per noi, Redentore del mondo;
agnus in crucis levatur in croce è innalzato l'Agnello,
immolandus stipite.· e viene immolato per noi.
2 Dulce lignum dulce clavo 2 Per noi dolce legno, che porti
dulce pondus sustinens. appeso il Signore del mondo.
VENERDl SANTO 157

l En acétum, fel, arundo, l Or ecco l'aceto ed il fiele,


sputa, clavi, Iancea; gli sputi, la lancia ed i chiodi;
mite corpus perforatur, trafitto l'amabile corpo,
sanguis unde profluit; da cui rosso sangue fluisce,
terra, pontus, astra, mundus torrente che lava la terra,
quo lavantur flumine. il mare, il cielo ed il mondo.
2 Crux fidélis, inter omnes 2 O Croce di nostra salvezza,
arbor una nobilis, albero tanto glorioso,
nulla talem silva profert, un altro non v'è nella selva,
flore, fronde, gérmine. di rami e di fronde a te uguale.

l Flecte ramos, arbor alta, 1 Or piega i tuoi rami frondosi,


tensa laxa vfscera, distendi le rigide fibre,
et rigor lentéscat ille, s'allenti quel rigido legno
quem dedit nativitas, che porti con te per natura;
ut supérni membra Regis accogli su un morbido tronco
mite tendas stipite. le membra del Cristo Signore.
2 Dulce lignum dulce clavo 2 Per noi dolce legno, che porti
dulce pondus sustinens. appeso il Signore del mondo.

l Sola digna tu fufsti 1 Tu fosti l'albero degno


ferre saecli prétium di reggere il nos~ro risca~to,
atque portum praeparare un porto prepan per no1,
nauta mundo naufrago, come arca salvezza del mondo,
quem sacer cruor perunxit del mondo cosparso dal sangue
fusus Agni corpore. versato dal Corpo del Cristo.
2 Crux fidélis, inter omnes 2 O Croce di nostra salvezza,
arbor una nobilis, albero tanto glorioso,
nulla talem silva profert, un altro non v'è nella selva,
flore, fronde, gérmine. di rami e di fronde a te uguale.

La seguente conclusione
non si deve mai omettere:
1 e 2 Aequa Patri Filioque; 1 e 2 Al Padre sia gloria ed al Figlio,
fnclito Paraclìto, e gloria allo Spirito Santo;
sempitérna sit beatae eterna sia gloria per sempre
Trinitati gloria; all'Unico e Trino Signore;
cuius alma nos redémit il suo amore il mondo ha redento,
atque servat gratia. Amen. e sempre il suo amore lo salva. Amen.
158 VENERDÌ SANTO

Parte terza
SANTA COMUNIONE

21. Si stende sull'altare una tovaglia e vi si pongono sopra il corporale e il libro.


Il diacono o, in sua assenza, lo stesso sacerdote, riporta il Santissimo Sacramento dal luo-
go della reposizione all'altare, per il percorso più breve: tutti rimangono in piedi in si-
lenzio. Due ministranti con le candele accese accompagnano il Santissimo Sacramento, e
pongono poi i candelieri presso o sopra l'altare.

22. Appena il diacono ha deposto il Santissimo Sacramento sull'altare e ha scoperto la


pisside, il sacerdote si avvicina e, fatta la genuflessione, sale all'altare.

Ad alta voce, con le mani giunte, dice:

Obbedienti alla parola del Salvatore


e formati al suo divino insegnamento,
osiamo dire:
Il sacerdote, con le braccia allargate, dice insieme al popolo:
Padre nostro, che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno,
sia fatta la tua volontà,
come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti
come noi li rimettiamo ai nostri debitori,
e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male.
Il sacerdote, con le braccia allargate, da solo continua:
Liberaci, o Signore, da tutti i mali,
concedi la pace ai nostri giorni,
e con l'aiuto della tua misericordia
vivremo sempre liberi dal peccato
e sicuri da ogni turbamento,
nell'attesa che si compia la beata speranza
e venga il nostro salvatore Gesù Cristo.
Congiunge le mani.

Il popolo conclude la preghiera con l'acclamazione:


Tuo è il regno,
tua la potenza e la gloria nei secoli.
VENERDÌ SANTO 159

23. Oui .J• :l sacerè

La comunione con il tuo Corpo e il tuo Sangue,


Signore Gesù Cristo,
non diventi per me giudizio di condanna,
ma per tua misericordia
sia rimedio e difesa dell'anima e del corpo.

24. Genuflette, prende una particola e, tenendola alquanto sollevata sopra la pisside, ri·
o to :1l por 1lo, :l ice 1d al·a voce:
Beati gli invitati alla Cena del Signore.
Ecco l'Agnello di Dio,
che toglie i peccati del mondo.
r ns emt 'n pc p• lo d1ce una volta sola:
O Signore, non sono degno
di partecipare alla tua mensa:
ma di' soltanto una parola
e io sarò salvato.
n1 vunu cu1 cm <li t=, uevotameme si comunica con il Corpo del Signore.

25. Distribuisce · pot la comunione ai fedelt, durame la quale si può eseguire un canto
o.

26. ferminata :a distribuzione della comunione, un ministro idoneo porta la pìsside al


uogo prerarato fuori dell'ambito della chiesa, oppure, se le circostanze lo richiedono, la
ripone ne tabernacolo.

27. Dopo un breve stlenzio, il sacerdote dice la seguente orazione:

DOPO 1 A COMUNIONE
Preghiamo.
Dio onnipotente ed eterno,
che hai rinnovato il mondo
con la gl~riosa. morte e risurrezione del tuo Cristo,
conserva 1n no1
l'opera della tua misericordia,
perché la partecipazione a questo grande mistero
ci consacri per sempre al tuo servizio.
Per Cristo nostro Signore.
• . Amen.
160 VENERDÌ SANTO

28. Per il congedo dell'assemblea, il sacerdote, rivolto al popolo e stendendo le mam


sopra di esso, dice questa orazione:

ORAZIONE SUL POPOLO


Scenda, o Padre, la tua benedizione
su questo popolo,
che ha commemorato la morte del tuo Figlio
nella speranza di risorgere con lui;
venga il perdono e la consolazione,
si accresca la fede,
si rafforzi la certezza nella redenzione eterna.
~· Amen.
E l'assemblea si scioglie in silenzio . .A tempo opportuno si spoglia l'altare.

29. Coloro che hanno partecipato alla solenne azione liturgica pomeridiana non sono
tenuti alla celebrazione dei Vespri.

SABATO SANTO
Il Sabato santo, la Chiesa sosta presso il sepolcro del Signore, meditando la sua pas-
sione e mort~, astenendosi dal celebrare il sacrificio della Messa (la mensa resta senza
tovaglia e ornamenti) fino alla solenne Veglia o attesa notturna della risurrezione.
L'attesa allora lascia il posto alla gioia pasquale, che nella sua pienezza si protrae per
cinquanta giorni.

In questo giorno si può dare la santa comunione soltanto sotto forma di Viatico.
DOMENICA DI PASQUA
RISURREZIONE DEL SIGNORE
Veglia pasquale nella notte santa

l. Per antichissima tradizione questa è «la notte di veglia in onore del Signore» (Es
12, 42). I fedeli, portando in mano - secondo l'ammonizione del Vangelo (Le 12, 35 ss.)
- la lampada accesa, assomigliano a coloro che attendono il Signore al suo ritorno, in
modo che, quando egli verrà, li trovi ancora vigilanti e li faccia sedere alla sua mensa.

2. La Veglia si svolge in questo modo: dopo un breve «lucernario» (prima parte della
Veglia), la santa Chiesa medita le «meraviglie>> che il Signore ha compiuto per il suo po-
polo fin dall'inizio e confida nella sua parola e nella sua promessa (seconda parte o Li-
turgia della :Parola), fino al momento in cui, avvicinandosi il giorno della risurrezione,
con i suoi membri rigenerati nel Battesimo (terza parte), viene invitata alla mensa, che il
Signore ha preparato al suo popolo per mezzo della sua morte e risurrezione (parte quarta).

3. L'intera celebrazione della Veglia pasquale si svolge di notte; essa quindi deve o co-
minciare dopo l'inizio della notte, o terminare prima dell'alba della domenica.

4. La Messa della notte, anche se celebrata prima della mezzanotte, è la Messa pasqua-
le della domenica di Risurrezione.

S. Chi celebra o concelebra la Messa della notte può celebrare o concelebrare la secon-
da Messa di Pasqua.

6. Il sacerdote e il diacono indossano le vesti di colore bianco, come per la Messa. Si


preparino candele per tutti coloro che partecipano alla Veglia.
162 VEGLIA PASQUALE

Parte prima
SOLENNE INIZIO DELLA VEGLIA O «LUCERNARIO»

BENEDIZIONE DEL FUOCO

7. Si spengono le luci della chiesa.


In luogo adatto, fuori della chiesa, si prepara un fuoco che divampi. Quando il popolo si
è radunato, viene il sacerdote con i ministri, uno dei quali porta il cero pasquale.
Dove invece non si può accendere il fuoco fuori della chiesa, il rito si svolge nel modo
indicato al n. 10.
Il sacerdote saluta il popolo con queste parole o con altre simili tolte preferibilmente dal-
la sacra Scrittura come indicato alle pagg 293-294.
La grazia del Signore nostro Gesù Cristo,
l'amore di Dio Padre, e la comunione dello Spirito Santo
sia con tutti voi.
~. E con il tuo spirito.

8. Quindi tiene una breve esortazione sulla Veglia pasquale con queste parole o con al-
tre simili:
Fratelli,
in questa santissima notte, nella quale Gesù Cristo nostro Signore passò
dalla morte alla vita, la Chiesa, diffusa su tutta la terra, chiama i suoi
figli a vegliare in preghiera.
Rivivremo la Pasqua del Signore nell'ascolto della Parola e nella parteci-
pazione ai Sacramenti; Cristo risorto confermerà in noi la speranza di
partecipare alla sua vittoria sulla morte e di vivere con lui in Dio Padre.

9. Benedizione del fuoco:


Preghiamo.
O Padre, che per mezzo del tuo Figlio
ci hai comunicato la fiamma viva della tua gloria,
benedici +questo fuoco nuovo,
fa' che le feste pasquali accendano in noi il desiderio del cielo,
e ci guidino, rinnovàti nello spirito,
alla festa dello splendore eterno.
Per Cristo nostro Signore.
~· Amen.
Al nuovo fuoco si accende il cero pasquale.
VEGl.IA PASQUALE 163

10. Allorché per eventuali difficoltà non è possibile far divampare il fuoco fuori della
t, si adatta il rito alla situazione.

Quando il popolo si è radunato, come le altre volte, in chiesa, il sacerdote con i mini-
stri, uno dei quali porta il cero pasquale, si reca alla porta della chiesa. I fedeli, per quan-
to è possibile, stanno rivolti verso il sacerdote.
Il saluto e 1'4 > ione si compiono nel modo indicato sopra ai nr 7-8, •oi si benedi-
ce il >e >, n 9 d eventualmente si prepara e si accende il cero ·(
1 e indicato nei
nn. 11-13

PREPARAZIONE DEL CERO

11. ;e per motivi pastorali, si ritiene opportuno mettere in risalto con alcuni simboli la
à e il significato del cero pasquale, si può fare in questo modo: compiuta la benedi-
zione del fuoco, un accolito, o uno dei ministri, porta il cero pasquale davanti al cele-
br sacerdote, con une incide nel cero una croce: sopra di essa traccia la let-
ter A fa) e sotto la letter Q omega); entro i bracci della croce traccia quattro cifre
p( '\re l'anno corrente, ·ttolineando i gesti con queste parole:

1. Il Cristo ieri e oggi


incidL l ast 1 vut al •; A
2. Principio e fine
inc1de l ' 1 or · .on <l.·; 1 9
3 Alfa
11 l. >f l'::.~t~ verticale la lettt.a A
4 e Omega.
11 vPrrir::.J, • lette.~ Q

5 A lui appartengono il tempo


n ncide la prima cifra dell'anno corrente;
6 e i secoli.
n..... rfplb cr0ce incide la seconda c1fra dell'anno corrente;
7 A lui la gloria e il potere
n 1 1 )l ., n 1 n r ti " v·p ;"'cirfp la terza cifra dell'anno corrente;
8. per tutti i secoli in eterno. Amen.
nel 1
0
>c dè. _re 1 ft ic.n d."lla _roce in ·idL la quarta cifra dell'anno corrente.
164 VEGLIA PASQUALE

12. _>oi il sacerdote può infiggere nel cero, in forma di croce, cinque grani d'incenso,
...ent ·e dice:

~ Per mezzo delle sue sante piaghe 1


2. gloriose
3. ci protegga 4 2 5
4. e ci custodisca
s. il Cristo Signore. Amen. 3

13. Al fuoco nuovo il sacerdote accende il cero pasquale, dicendo:

La luce del Cristo che risorge glorioso


disperda le tenebre del cuore e dello spirito.

Quanto è descritto sopra ai nn 11-12 può essere fatto tutto o soltanto m parte, secon-
do le diverse situazioni pastorali.

PROCESSIONE

14. Il diacono o, in sua assenza, il sacerdote prende il cero pasquale e, tenendolo eleva-
to, da solo canta (cfr Appendice, pag. 1090 o pag. 1126):

Lumen Christi. Oppure: Cristo, luce del mondo.


Tutti rispondono:
Deo gratias. Oppure: Rendiamo g.r azie a Dio.

15. Tutti si avviano verso la chiesa: li precede il diacono (o 1l sacerdote) con il cero ac-
e o Se si usa l'incenso, il turiferario con il turibolo fumigante incede davanti al diacono.
Sulla soglia della chiesa, il diacono si ferma, e, alzando il cero, canta per la seconda volta:

Lumen Christi. Oppure: Cristo, luce del mondo.


Tu·ti ·i pon _jo'lo:
Deo gratias. Oppure: Rendiamo grazie a Dio.

e accendono alla fiamma del cero pasquale la loro candela, quindi avanzano.
VEGLIA PASQUALE 165

16. Giunto davanti all'altare, il diacono, rivolto verso il popolo, alzando il cero, canta
per la terza volta:

Lumen Christi. Oppure: Cristo, luce del mondo.


Tutti rispondono:
Deo gratias. Oppure: Rendiamo grazie a Dio.

e si accendono le luci nella chiesa, non però le candele dell'altare (vedi n. 31).

ANNUNZIO PASQUALE

17. Il sacerdote, giunto all'altare, si reca alla sede. Il diacono pone il cero pasquale sul
candelabro, preparato nel mezzo del presbiterio o presso l'ambone; dopo l'infusione del-
l'incenso, se lo si usa, il diacono chiede e riceve la benedizione come nella Messa prima
del Vangelo. Il sacerdote dice sottovoce:

Il Signore sia nel tuo cuore e sulle tue labbra,


perché tu possa proclamare degnamente
il suo annunzio pasquale:
nel nome del Padre e del Figlio + e dello Spirito Santo.
~· Amen.

Si omette la benedizione, se il precomo o annunzio pasquale v1ene proclamato da chi


non è diacono.

18~ Il diacono o, in sua assenza, lo stesso sacerdote, dopo aver eventualmente incensa-
to il libro e il cero, proclama il preconio pasquale dall'ambone o dal pulpito: tutti i pre-
senti stanno in piedi e tengono in mano la candela accesa.

In caso di necessità, anche un cantore non diacono può proclamare il preconio pasquale;
in questo caso, egli tralascia l'ultimo periodo dell'introduzione, come pure il saluto che
nel testo sono posti entro parentesi [ ].

19. Il preconio viene proposto in due forme: una lunga e una breve.
Per la forma breve si tralasciano le parti indicate tra due triangoli ( [>•• • <l).
Per la melodia del Preconio vedi l'Appendice, in italiano, pag. 1091 , in latino, pag. 1126.
166 VEGLIA PASQUALE

E sulti il coro degli angeli,


esulti l'assemblea celeste:
un inno di gloria saluti il trionfo del Signore risorto.
Gioisca la terra inondata da così grande splendore:
la luce del Re eterno
ha vinto le tenebre del mondo.
Gioisca la madre Chiesa,
splendente della gloria del suo Signore,
e questo tempio tutto risuoni
per le acclamazioni del popolo in festa.
t> [E voi, fratelli carissimi,
qui radunati nella solare chiarezza
di questa nuova luce,
invocate con me
la misericordia di Dio onnipotente.
Egli che mi ha chiamato, senza alcun merito,
nel numero dei suoi ministri,
irradi il suo mirabile fulgore,
perché sia piena e perfetta
la lode di questo cero.] <1

IY. Il Signore sia con voi.


~· E con il tuo spirito.]
r. In alto i nostri cuori.
~· Sono rivolti al Signore.
y. Rendiamo grazie al Signore, nostro Dio.
~· È cosa buona e giusta.
..
E veramente cosa buona e giusta
esprimere con il canto l'esultanza dello spirito;
e inneggiare al Dio invisibile, Padre onnipotente,
e al suo unico Figlio, Gesù Cristo nostro Signore.
Egli ha pagato per noi all'eterno Padre
il debito di Adamo,
e con il sangue sparso per la nostra salvezza
· ha cancellato la condanna della colpa antica.
Questa è la vera Pasqua,
in cui è ucciso il vero Agnello,
che con il suo sangue consacra le case dei fedeli.
VEGLIA PASQUALE 167

Questa è la notte
in cui hai liberato i figli di Israele, nostri padri,
dalla schiavitù dell'Egitto,
e li hai fatti passare illesi attraverso il Mar Rosso.
Questa è la notte
in cui hai vinto le tenebre del peccato
con lo splendore della colonna di fuoco.
Questa è la notte
che salva su tutta la terra i credenti nel Cristo
dall'oscurità del peccato e dalla corruzione del mondo,
li consacra all'amore del Padre
e li unisce nella comunione dei santi.
Questa è la notte
in cui Cristo, spezzando i vincoli della morte
risorge vincitore dal sepolcro.
Nessun vantaggio per noi essere nati,
se lui non ci avesse redenti. <l
O immensità del tuo amore per noi!
O inestimabile segno di bontà:
per riscattare lo schiavo, hai sacrificato il tuo Figlio!
Davvero era necessario il peccato di Adamo,
che è stato distrutto con la morte del Cristo.
Felice col~a,
che merito di avere un così grande redentore!
O notte beata,
tu sola hai meritato di conoscere il tempo e l'ora
in cui Cristo è risorto dagli inferi.
Di questa notte è stato scritto:
la notte splenderà come il giorno,
e sarà fonte di luce per la mia delizia. 1

Il santo mistero di questa notte sconfigge il male,


lava le colpe,
restituisce l'innocenza ai peccatori,
la gioia agli afflitti.
Dissipa l'odio,
piega la durezza dei potenti,
promuove la concordia e la pace. <l
168 VEGLIA PASQUALE

O notte veramente gloriosa,


che ricongiunge la terra al cielo
e l'uomo al suo creatore!
In questa notte di grazia
accogli, Padre santo, il sacrificio di lode,
che la Chiesa ti offre per mano dei suoi ministri,
nella solenne liturgia del cero,
frutto del lavoro delle api,
simbolo della nuova luce.
t> Riconosciamo nella colonna dell'Esodo
gli antichi presagi di questo lume pasquale
che un fuoco ardente ha acceso in onore di Dio.
Pur diviso in tante fiammelle
non estingue il suo vivo splendore,
ma si accresce nel consumarsi della cera
che l'ape madre ha prodotto
per alimentare questa preziosa lampada. <l
Ti preghiamo dunque, Signore,
che questo cero, offerto in onore del tuo nome
per illuminare l'oscurità di questa notte,
risplenda di luce che mai si spegne.
Salga a te come profumo soave,
si confonda con le stelle del cielo.
Lo trovi acceso la stella del mattino,
quella stella che non conosce tramonto:
Cristo, tuo Figlio, che risuscitato dai morti
fa risplendere sugli uomini la sua luce serena
e vive e regna nei secoli dei secoli.
~· Amen.
VEGLIA PASQUALE 169

Parte seconda
LITURGIA DELLA PAROLA

20. In questa Veglia, «madre di tutte le Veglie)) (Agostino, Sermo 219), vengono propo-
ste nove letture, cioè sette dall'Antico e due (Epistola e Vangelo) dal Nuovo Testamento.

21. Se circostanze pastorali lo richiedono, il numero delle letture dell'Antico Testamen-


to può essere ridotto; si abbia tuttavia sempre presente che la lettura della parola di Dio
è parte fondamentale della Veglia pasquale.
Si leggono almeno tre lett:ure dell'Antico Testamento; in casi eccezionali, almeno due.
Non si ometta mai la lettura del cap. 14 dell'Esodo.

22. Spente le candele, tutti seggono. Prima di iniziare la lettura della parola di Dio, il
sacerdote si rivolge all'assemblea con queste parole o con altre simili:

Fratelli carissimi,
dopo il solenne inizio della Veglia, ascoltiamo ora in devoto raccoglimen-
to la parola di Dio.
Meditiamo come nell'antica alleanza Dio salvò il suo popolo e nella pie-
nezza dei tempi, ha inviato il suo Figlio per la nostra redenzione.
Preghiamo perché Dio nostro Padre conduca a compimento quest'ope-
ra di salvezza incominciata con la Pasqua.

23. Ha quindi inizio.. la lettura.


Il lettore si rec_a all'ambone e proclama la prima lettura. Quindi il salmista o cantore ese-
gue il salmo; l'assemblea risponde con il ritornello. Poi tutti si alzano: il sacerdote invi-
ta alla preghiera dicendo P reghiamo e tutti pregano per qualche momento in silenzio; il
sacerdote conclude con l'orazione.
Il salmo responsoriale può essere sostituito con una pausa di sacro silenzio; in questo ca-
so si tralascia la pausa di silenzio dopo Pregh iamo.
170 fEGLIA PASQUALE

ORAZIONI DOPO LE SINGOLE LETIURE

24. PRIMA LETfURA: la creazione (Gn l, l - 2, 2; oppure l, 1.26-31a).

Preghiamo.
Dio onnipotente ed eterno, .
ammirabile in tutte le opere del tuo amore,
illumina i figli da te redenti
perché comprendano che, se fu grande all'inizio
la creazione del mondo,
ben più grande, nella pienezza dei tempi,
fu l'opera della nostra redenzione,
nel sacrificio pasquale di Cristo Signore.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli.
1. Amen.
Opnure dopo la lettura breve sulla creazione dell'uomo:

Preghiamo.
O Dio, che in modo mirabile
ci hai creati a tua immagine
e in modo più mirabile ci hai rinnovati e redenti,
fa' che resistiamo con la forza dello spirito
alle seduzioni del peccato,
per giungere alla gioia eterna.
Per Cristo nostro Signore.
ijt. Amen.

25. ;ECONDA LEITURA: il sacrificio di Abramo


2. 1-18; oppure 1 2.9a.10-13.15-18).

Preghiamo.
O Dio, Padre dei credenti,
che estendendo a tutti gli uomini il dono dell'adozione filiale,
moltiplichi in tutta la terra i tuoi figli,
e nel sacramento pasquale del Battesimo
adempi la promessa fatta ad Abramo
di renderlo padre di tutte le nazioni,
concedi al tuo popolo di rispondere degnamente
alla grazia della tua chiamata.
Per Cristo nostro Signore.
R,. Amen.
VEGLIA PASQUALE 171

26. TERZA LETTURA: il passaggio del Mar Rosso (Es 14, 15 - 15, 1).

Preghiamo.
O Dio, anche ai nostri tempi
vediamo risplendere i tuoi antichi prodigi:
ciò che facesti con la tua mano potente
per liberare un solo popolo dall'oppressione del faraone,
ora lo compi attraverso l'acqua del Battesimo
per la salvezza di tutti i popoli;
concedi che l'umanità intera .
sia accolta tra i figli di Abramo
e partecipi alla dignità del popolo eletto.
Per Cristo nostro Signore.
~· Amen.
Oppure:
Preghiamo.
O Dio, tu hai rivelato nella luce della nuova alleanza
il significato degli antichi prodigi:
il Mar Rosso è l'immagine del fonte battesimale
e il popolo liberato dalla schiavitù è un simbolo del popolo cristiano.
Concedi che tutti gli uomini, mediante la fede,
siano fatti partecipi del privilegio del popolo eletto,
e rigenerati dal dono del tuo Spirito.
Per Cristo nostro Signore.
~· Amen.

27. QUARTA LETTURA: la nuova Gerusalemme (Is 54, 5-14).

Preghiamo.
O Dio, Padre di tutti gli uomini, .
moltiplica a gloria del tuo nome
la discendenza promessa alla fede dei patriarchi,
e aumenta il numero dei tuoi figli,
perché la Chiesa veda pienamente adempiuto
il disegno universale di salvezza,
nel quale i nostri padri avevano fermamente sperato.
Per Cristo nostro Signore.
~· Amen.

Questa orazione può essere sostituita da un'altra, scelta fra quelle non dette dopo le let-
ture seguenti.
172 VEGLIA PASQUALE

28. QUINTA LETTURA: la salvezza offerta gratuitamente a tutti gli uomini


(Is 55, 1-11).

Preghiamo.
Dio onnipotente ed eterno,
unica speranza del mondo,
tu hai preannunziato con il messaggio dei profeti
i misteri che oggi si compiono;
ravviva la nostra sete di salvezza,
perché soltanto per l'azione del tuo Spirito
possiamo progredire nelle vie della tua giustizia.
Per Cristo nostro Signore.
ijl. Amen.

29. SESTA LETTURA: la fonte della sapienza (Bar 3, 9-15.31 - 4, 4).

Preghiamo.
O Dio, che accresci sempre la tua Chiesa
chiamando nuovi figli da tutte le genti,
custodisci nella tua protezione
coloro che fai rinascere dall'acqua del Battesimo.
Per Cristo nostro Signore.
ijl. Amen.

30. SETTIMA LETTURA: un cuore nuovo e uno spirito nuovo (Ez 36, 16-28).

Preghiamo.
O Dio, potenza immutabile e luce che non tramonta,
volgi lo sguardo alla tua Chiesa,
ammirabile sacramento di ·salvezza,
e compi l'opera predisposta nella tua misericordia:
tutto il mondo veda e riconosca
che ciò che è distrutto si ricostruisce,
ciò che è invecchiato si rinnova
e tutto ritorna alla sua integrità,
per mezzo del Cristo,
che è principio di tutte le cose.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli.
ijl. Amen.
VEGLIA PASQUALE 173

Oppure:
Preghiamo.
O Dio, che nelle pagine dell'AntiCo e Nuovo Testamento
ci hai preparati a celebrare il mistero pasquale,
fa' che comprendiamo l'opera del tuo amore per gli uomini,
perché i doni che oggi riceviamo
confermino in noi la speranza dei beni futuri.
Per Cristo nostro Signore.
ijl. Amen.

31. Dopo l'ultima lettura dell'Antico Testamento con il responsorio e l'orazione corri-
spondente, si accendono le candele dell'altare.
Il sacerdote intona l'inno Gloria a Dio, che viene cantato da tutti.
Si suonano le campane, secondo gli usi locali.

32. Finito l'inno, il sacerdote dice la COLLETTA nel modo consueto.

Preghiamo.
O Dio, che illumini questa santissima notte
con la gloria della risurrezione del Signore,
ravviva nella tua famiglia lo spirito di adozione,
perché tutti i tuoi figli,
rinnovàti nel corpo e nell'anima,
siano sempre fedeli al tuo servizio.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
ijl. Amen.

33. Il lettore legge l'EPISTOLA.

34. Terminata l'epistola, tutti si alzano: il sacerdote intona solennemente l'Alleluia, che
tutti ripetono. Il salmista o cantore esegue il salmo: il popolo risponde con l'Alleluia. Se
è necessario, il salmista stesso in luogo del sacerdote, intona l'Alleluia (Vedi l'Appendi-
ce a pag. 1098 o pag. 1132.

Alleluia, alleluia, alleluia.

35. Per la proclamazione del VANGELO non si portano i candelieri, ma soltanto l'in-
censo, se lo si usa.

36. Subito dopo il Vangelo si tiene l'OMELIA; segue poi la liturgia battesimale.
174 VEGLIA PASQUALE

Parte terza
LITURGIA BATTESIMALE

37. Il sacerdote con i ministri si reca al fonte battesimale, se questo è in vista dei fedeli;
altrimenti si pone nel presbiterio un bacile con l'acqua.
Se vi sono dei catecumeni adulti, vengono chiamati per nome e presentati poi dai loro
p_adr!ni; i bambini vengono portati dai genitori e dai padrini alla presenza della comunità
numta.

38. Il sacerdote rivolge un'esortazione ai presenti con queste parole o con altre simili:

Se ci sono dei battezzandi:

Carissimi,
accompagniamo con la nostra unanime preghiera questi candidati al Bat-
tesimo [la gioiosa speranza dei nostri fratelli], perché Dio Padre onnipo-
tente nella sua grande bontà li guidi al fonte della rigenerazione.
Se si benedice il fonte, ma non ci sono battezzandi:
Fratelli carissimi,
invochiamo la benedizione di Dio Padre onnipotente su questo fonte
battesimale, perché tutti quelli che nel Battesimo saranno rigenerati in
Cristo, siano accolti nella famiglia di Dio.

39. Due cantori intonano le litanie: tutti stanno in piedi (perché siamo nel Tempo pa-
squale) e rispondono.
Se invece la processione al battistero fosse piuttosto lunga, le litanie si cantano durante il
tragitto: in tal caso, l'appello dei battezzandi si fa prima della processione.
Apre la processione il diacono con il cero pasquale, seguono i catecumeni con • padrini,
poi il sacerdote con i ministri. In questo caso l'esortazione precedente (n. 38) si faccia
prima della benedizione dell'acqua.

40. Se non vi sono dei battezzandi e se non si deve benedire il fonte, omesse le litanie,
s1fa subito la benedizione dell'acqua lustrale (n. 45). ·
VEGLIA PASQUALE 175

LITANIE DEI SANTI

41. Si cantano quindi le litanie (cfr Appendice, pa 1098 pag 1132 .1elle quali si
_ •no aggiungere nomi d1 alcuni santi come ad es. Ila C t ...rticolare, del
titolare della chiesa, dei patroni del luogo e dei battezzandi.

Signore, pietà Signore, pietà


O pt.re Op u
Kyrie, eléison Kyrie, eléison
Cristo, pietà Cristo, pietà
Oppure Oppure:
Christe, eléison Christe, eléison
Signore, pietà Signore, pietà
) DLr co u
Kyrie, eléison Kyrie, eléison

Santa Maria, Madre di Dio prega per n01


San Michele prega per n01
.
Santi angeli di ·Dio pregate per noi
San Giovanni Battista prega per no~
San Giuseppe prega per no1
Santi Pietro e Paolo pregate per noi
Sant'Andrea prega per no1
San Giovanni prega per no1
Santi Apostoli ed evangelisti pregate per noi
Santa Maria Maddalena prega per no1
.
Santi discepoli del Signore pregate per noi
Santo Stefano prega per no~
.
Sant'Ignazio d' Antiòchia prega per no~
San Lorenzo prega per no1
Sante Perpètua e Felìcita pregate per ~oi
Sant'Agnese prega per n01
Santi martiri di Cristo pregate per noi
San Gregorio prega per no~
Sant'Agostino prega per no1
Sant'Atanasio prega per noi
San Basilio prega per no~
San Martino prega per 001
Santi Cirillo e Metodio pregate per ~oi
San Benedetto prega per n01
176 VEGl.IA PASQUALE

San Francesco prega per no~


.
San Domenico prega per no~
San Francesco Saverio prega per no~
San Giovanni Maria [Vianney] prega per no~
Santa Caterina da Siena prega per no~
Santa Teresa di Gesù prega per not
Santi e sante di Dio pregate per noi

N ella tua misericordia salvaci, Signore


Da ogni male salvaci, Signore
Da ogni peccato salvaci, Signore
Dalla morte eterna salvaci, Signore
Per la tua incarnazione salvaci, Signore
Per la tua morte e risurrezione salvaci, Signore
Per il dono dello Spirito Santo salvaci, Signore

Noi peccatori, ti preghiamo ascoltaci, Signore


Se c1 sO.!O e ba e d·
Dona la grazia della vita nuova nel Battesimo
a questi tuoi eletti ascoltaci, Signore
Se non c1 sono det :1 ·zz1ndi:
Benedici e santifica con la grazia
del tuo Spirito
questo fonte battesimale
da cui nascono i tuoi figli ascoltaci, Signore

Gesù, Figlio del Dio vivente, Gesù, Figlio del


ascolta la nostra supplica Dio vivente,
ascolta la nostra
supplica.

Se i sono ...lftj b~ttft~~ft"'-1: il '""-:erdote, a mani giunte, dice l'orazione seguente:


Dio onnipotente ed eterno,
manifesta la tua presenza nei sacramenti del tuo amore,
manda lo spirito di adozione
a suscitare un popolo nuovo dal fonte battesimale,
perché l'azione del nostro umile ministero
sia resa efficace dalla tua potenza.
Per Cristo nostro Signore.
ijt. Amen.
VFGLIA PASQUALE 177

BENEDIZIONE DELL'ACQUA
42. ~ benedice l'acqua battesimale; a mani giunte canta (vedi anche Appendi-
a 1100 dice la seguente orazione:

P O Dio,
per mezzo dei segni sacramentali,
tu operi con invisibile potenza
le meraviglie della salvezza; *
e in molti modi, attraverso. i tempi, *
hai preparato l'acqua, tua creatura,
ad essere segno del Battesimo. **
B Fin dalle origini il tuo Spirito si librava sulle acque,
perché contenessero in germe la forza di santificare; *
e anche nel diluvio hai prefigurato il Battesimo,
perché, oggi come allora,
l'acqua segnasse la fine del peccato
e l'inizio della vita nuova. H
Tu hai liberato dalla schiavitù i figli di Abramo,
facendoli passare illesi attraverso il Mar Rosso,
perché fossero immagine
del futuro popolo dei battezzati.
Infine, nella pienezza dei tempi,
il tuo Figlio, battezzato da Giovanni
nell'acqua del Giordano,
fu consacrato dallo Spirito Santo; *
innalzato sulla croce,
egli versò dal suo fianco sangue e acqua, '~
e dopo la sua risurrezione comandò ai discepoli:
«Andate, annunziate il Vangelo a tutti i popoli,
e battezzateli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo». """'
P Ora, Padre,
guarda con amore la tua Chiesa
e fa' scaturire per lei
la sorgente del Battesimo. •-*
I Infondi in quest'acqua, per opera dello Spirito SantQ,
la grazia del tuo unico Figlio, *
perché con il sacramento del Battesimo
l'uomo, fatto a tua immagine,
sia lavato dalla macchia del peccato, *
e dall'acqua e dallo Spirito Santo
rinasca come nuova creatura. **
178 VEGLIA PASQUALE

Immergendo, secondo l'opportunità, il cero pasquale, una o tre volte, nell'acqua, continua:

A Discenda, *
Padre, in quest'acqua, *
per opera del tuo Figlio, ·~
la potenza dello Spirito Santo. **
tenendo il cero neli' acqua, prosegue:
B Tutti coloro che in essa riceveranno il Battesimo, '~
sepolti insieme con Cristo nella morte *
con lui risorgano alla vita immortale. **
Per Cristo nostro Signore.
~· Amen.

43. Toglie il cero dall'acqua, mentre l'assemblea fa questa acclamazione o un'altra simile:
Sorgenti delle acque, benedite il Signore:
lodatelo ed esaltatelo nei secoli.

44. * I battezzandi, dopo la triplice rinunzia, fanno la professione d: fede con l'assenso
della comunità, Questa è la nostra fede (vedi anche Appendice, pag. 1102); poi vengono
battezzati. Durante la rinunzia e la professione di fede i fedeli tengono in mano la can-
dela accesa.
I catecumeni adulti dopo il Battesimo vengono confermati dal vescovo, se è presente, o
dal sacerdote celebrante.
Quindi, omessa la rinnovazione delle promesse battesimali, dopo una breve monizione, il
sacerdote dice la formula Dio onnipotente, come è in fine al n. 46; asperge poi i fedeli
come indicato ai nn. 47-49.

BENEDIZIONE DELL'ACQUA LUSTRALE


45. Se non ci sono battezzandi, né si deve benedire il fonte battesimale, il sacerdote in-
vita il popolo alla preghiera dicendo:
Fratelli carissimi,
preghiamo umilmente il Signore Dio nostro, perché benedica quest'ac-
qua con la quale saremo aspersi in ricordo del· nostro Battesimo.
Il Signore ci rinnovi interiormente, perché siamo sempre fedeli allo Spi-
rito che ci è stato dato in dono.
Tutti pregano per qualche momento in s1lenzio. Quindi il sacerdote a mani giunte prose-
gue cantando (vedi anche Appendice, pag. 1103) o dicendo:

A Signore Dio nostro, *


sii presente in mezzo al tuo popolo, *
che veglia in preghiera in questa santissima notte, *
rievocando l'opera ammirabile della nostra creazione
e l'opera ancor più ammirabile della nostra salvezza. * . .
VEGLIA PASQUALE 179

B Degnati di benedire quest'acqua, *


che hai creato perché dia fertilità alla terra, "'
freschezza e sollievo ai nostri corpi. **
Di questo dono della creazione
hai fatto un segno della tua bontà: *
attraverso l'acqua del Mar Rosso
hai liberato il tuo popolo dalla schiavitù;
nel deserto hai fatto scaturire una sorgente
per saziare la sua sete; *
con l'immagine dell'acqua viva
i profeti hanno preannunziato la nuova alleanza
che tu intendevi offrire agli uomini. **
Infine nell'acqua del Giordano,
santificata dal Cristo, *
hai inaugurato il sacramento della rinascita, *
che segna l'inizio dell'umanità nuova
libera dalla corruzione del peccato. *'~
Ravviva in noi, Signore,
nel segno di quest'acqua benedetta,
il ricordo del nostro Battesimo, *
perché possiamo unirei all'assemblea gioiosa di tutti i fratelli, *
battezzati nella Pasqua di Cristo nostro Signore. u
Egli vive e regna nei secoli dei secoli.
~· Amen.

RINNOVAZIONE DELLE PROMESSE BATTESIMALI

46. Terminato il rito del Battesimo (e della Confermazione) oppure, se questo non ha
avuto luogo, dopo la benedizione dell'acqua, tutti, stando in piedi e con in mano la can-
dela accesa, rinnovano le promesse del Bat~esimo. .

Il sacerdote si rivolge ai fedeli con queste parole o con altre simili:

Fratelli carissimi,
per mezzo del Battesimo siamo divenuti partecipi del mistero pasquale
del Cristo, siamo stati sepolti insieme con lui nella morte, per risorgere
con lui a vita nuova.
Ora, al termine del cammino penitenziale della Quaresima, rinnoviamo
le promesse del nostro Battesimo, con le quali un giorno abbiamo rinun-
ziato a satana e alle sue opere e ci siamo impegnati a servire fedelmen- ~
te Dio nella santa Chiesa cattolica. r
180 VEGLIA PASQUALE

Sacerdote:
Rinunziate a satana?
Tutti:
Rinunzio.

Sacerdote:
E a tutte le sue opere?
Tutti:
Rinunzio.

Sacerdote:
E a tutte le sue seduzioni?
Tutti:
Rinunzio.

Oppure:

Sacerdote:
Rinunziate al peccato,
per vivere nella libertà dei figli di Dio?
Tutti:
Rinunzio.

Sacerdote:
Rinunziate alle seduzioni del male,
pe_r non }asciarvi dominare dal peccato?
Tutti:
Rinunzio.

Sacerdote:
Rinunziate a satana,
origine e causa di ogni peccato?
Tutti:
Rinunzio.
VEGLIA PASQUALE 181

Poi il sacerdote prosegue:

Sacerdote:
Credete in Dio,
Padre onnipotente,
creatore del cielo e della terra?
Tutti:
Credo.

Sacerdote:
Credete in Gesù Cristo,
suo unico Figlio, nostro Signore,
che nacque da Maria Vergine,
morì e fu sepolto,
è risuscitato dai morti
e siede alla destra del Padre?
Tutti:
Credo.

Sacerdote:
Credete nello Spirito Santo,
la santa Chiesa cattolica,
la comunione dei santi,
la remissione dei peccati,
la risurrezione della carne e la vita eterna?
Tutti:
Credo.

Il sacerdote conclude:

Dio onnipotente,
Padre del nostro Signore Gesù Cristo,
che ci ha liberati dal peccato
e ci ha fatto rinascere dall'acqua e dallo Spirito Santo,
ci custodisca con la sua grazia
in Cristo Gesù nostro Signore, per la vita eterna.
Tutti:
Amen.
182 VEGLIA PASQUALE

47. Il sacerdote asperge l'assemblea con l'acqua benedetta, mentre tutti cantano questa
antifona o un altro canto di carattere battesimale:

Ecco l'acqua,
che sgorga dal tempio santo di Dio, alleluia;
e a quanti giungerà quest'acqua
porterà salvezza
ed essi canteranno: alleluia, alleluia.

48. Nel frattempo i neofiti vengono accompagnati al loro posto tra i fedeli
Se la benedizione dell'acqua bettesimale è stata compiuta nel presbiterio, i mimstri porta-
no al battistero il bacile con l'acqua.
Se non c'è stata la benedizione del fonte, l'acqua benedetta si ripone in luogo adatto.

49. Fatta l'aspersione, il sacerdote ritorna alla sede e guida la preghiera universale, alla
quale per la prima volta prendono parte i neofiti.
N o n si dice il Credo
VEGLIA PASQUALE 183

Parte quarta
LITURGIA EUCARISTICA

50. Il sacerdote si reca all'altare e dà inizio alla Liturgia eucaristica nel modo consueto.

51. Conviene che il pane e il vino vengano portati dai neofiti.

52. SULLE OFFERTE


Accogli, Signore,
le preghiere e le offerte del tuo popolo,
perché questo santo mistero,
gioioso inizio della celebrazione pasquale,
ci ottenga la forza per giungere alla vita eterna.
Per Cristo nostro Signore.
ijl. Amen.

53. PREFAZIO (In canto vedi Appendice, pag. 1104).


Cristo Agnello pasquale
y. Il Signore sia con voi.
:ijl. E con il tuo spirito.
y. In alto i nostri cuori.
:ijl. Sono rivolti al Signore.
y. Rendiamo grazie al Signore, nostro Dio.
:ijl. È cosa buona e giusta.
...
A E veramente cosa buona e giusta,
nostro dovere e fonte di salvezza, ""
proclamare sempre la tua gloria o Signore, *
e soprattutto esaltarti in questa. notte . ""
nella quale Cristo, nostra Pasqua, si è immolato. *
B È lui il vero Agnello
che ha tolto i peccati del mondo, *
è lui che morendo ha distrutto la morte ,.
e risorgendo ha ridato a noi la vita. ""*
A Per questo mistero,
nella pienezza della gioia pasquale,
l'umanità esulta su tutta la terra, >(-

e con l'assemblea degli angeli e dei santi *


canta l'inno della tua gloria: **
184 VEGLIA PASQUALE

S anto, Santo, Santo il Signore Dio dell'universo.


I cieli e la terra sono pieni della tua gloria.
Osanna nell'alto dei cieli.
Benedetto colui che viene nel nome del Signore.
Osanna nell'alto dei cieli.

Nel Canone Romano, si dicono il Communicantes e l' Hanc igitur propri.


* Nelle Preghiere eucaristiche II e III si fa il ricordo proprio della Pasqua e dei neo-
battezzati (vedi anche il ricordo proprio per le Messe rituali).

54. ANTIFONA ALLA COMUNIONE Cristo, nostra Pasqua,


è stato immolato:
celebriamo dunque la festa
con purezza e verità. Alleluia. l Cor 5, 7-8

* Oppure:
Gesù, il crocifisso è risorto,
come aveva detto. Alleluia.
Mt 28, 5.6; cfr Mc 16, 6; cfr Le 24, 6

55. DOPO LA COMUNIONE


Infondi in noi, o Padre,
lo Spirito della tua carità,
perché nutriti con i sacramenti pasquali
viviamo concordi nel vincolo del tuo amore.
Per Cristo nostro Signore.
ijt. Amen.

56. Nel congedare l'assemblea, il diacono, o lo stesso celebrante, canta (cfr Appendice,
pag. 1105 o pag. 1134) o dice:

La Messa è finita: andate in pace. Alleluia, alleluia.


* Oppure:
Andate e portate a tutti la gioia del Signore risorto. Alleluia, alleluia.
ijl. Rendiamo grazie a Dio. Alleluia, alleluia.
DOMENICA DI PASQUA
RISURREZIONE DEL SIGNORE
Messa del giorno

ANTIFONA D'INGRESSO Sono risorto, e sono sempre con te;


tu hai posto su di me la tua mano,
è stupenda per. me la tua saggezza. Alleluia.
Cfr Sal 138, 18.5-6

Oppure:
Il Signore è davvero risorto. Alleluia.
A lui gloria e potenza nei secoli eterni. Le 24, 34; cfr Ap 1, 6

Si dice il Gloria.

COLLETIA
O Padre, che in questo giorno,
per mezzo del tuo unico Figlio,
hai vinto la morte e ci hai aperto il passaggio alla vita eterna,
concedi a noi, che celebriamo la Pasqua di risurrezione,
di essere rinnovati nel tuo Spirito,
per rinascere nella luce del Signore risorto.
Egli è Dio e vive e regna con te,
nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
Si dice il Credo.
186 DOMENICA DI PASQUA

SULLE OFFERTE
Esultanti per la gioia pasquale
ti offriamo, Signore, questo sacrificio,
nel quale mirabilmente nasce e si edifica sempre la tua Chiesa.
Per Cristo nostro Signore.

PREFAZIO
Cristo Agnello pasquale
r. Il Signore sia con voi.
~· E con il tuo spirito.
r. In alto i nostri cuori.
~· Sono rivolti al Signore.
r. Rendiamo grazie al Signore, nostro Dio.
~· È cosa buona e giusta.
..
A E veramente cosa buona e giusta,
nostro dovere e fonte di salvezza, *
proclamare sempre la tua gloria o Signore, *
e soprattutto esaltarti in questo giorno *
nel quale Cristo, nostra Pasqua, si è immolato. "'*
B È lui il vero Agnello
che ha tolto i peccati del mondo, *
è lui che morendo ha distrutto la morte *
e risorgendo ha ridato a noi la vita. **
A Per questo mistero, *
nella pienezza della gioia pasquale,
l'umanità esulta su tutta la terra, *
e con l'assemblea degli angeli e dei santi *
canta l'inno della tua gloria: **
S anto, Santo, Santo il Signore Dio dell'universo.
I cieli e la terra sono pieni della tua gloria..
Osanna nell'alto dei cieli.
Benedetto colui che viene nel nome del Signore.
Osanna nell'alto dei cieli.

Nel Canone Romano, si dicono il Communicantes e l'H anc igitur propri.


* Nelle Preghiere eucaristiche II e III si fa il ricordo proprio della Pasqua e dei neo-
battezzati (vedi anche il ricordo proprio per le Messe rituali).
DOMENICA DI PASQUA 187

ANTIFONA ALLA COMUNIONE Cristo, nostra Pasqua, è stato immolato:


celebriamo dunque la festa
con purezza e verità. Alleluia. 1 Cor s. 7-8
* Oppure:
N el giorno dopo il sabato, Maria di Magdala
si recò al sepolcro di buon mattino
e vide che la pietra era stata ribaltata. Alleluia.
Gv 20 l
* Oppure:
Gesù, il crocifisso è risorto,
come aveva detto. Alleluia.
Mt 28, 5.6; cfr Mc 16, 6; Le 24, 6

* Oppure alla sera se si legge il vangelo dei di-


scepoli di Emmaus:
Resta con noi, Signore, perché si fa sera
e il giorno già volge al declino. Alleluia. ".c 24, 29

DOPO LA COMUNIONE
Proteggi sempre la tua Chiesa, Dio onnipotente,
con l'inesauribile forza del tuo amore,
perché, rinnovata dai sacramenti pasquali,
giunga alla gloria della risurrezione.
Per Cristo nostro Signore.

Nel congedare l'assemblea, per tutta l'ottava si dice·


La Messa è finita: andate in pace. Alleluia, alleluia.
* Oppure:
Andate e portate a tutti la gioia del Signore risorto. Alleluia, alleluia.
ijl. Rendiamo grazie a Dio. Alleluia, alleluia.
188 OTTAVA DI PASQUA

Lunedì
fra l'ottava di Pasqua

ANTIFONA D'INGRESSO Oppure·


Il Signore vi ha introdotto in una Il Signore è risorto, come aveva
terra dove scorre latte e miele; la predetto; rallegriamoci tutti ed
legge del Signore sia sempre sulla esultiamo, perché egli regna in
vostra bocca. Alleluia. Es 13, 5.9 eterno. Alleluia.
Si dice il Gloria

COLLETIA
O Padre, che fai crescere la tua Chiesa,
donandole sempre nuovi figli,
concedi ai tuoi fedeli di esprimere nella vita
il sacramento che hanno ricevuto nella fede.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
SULLE O~PE:PTi

Accogli con bontà, Signore, i doni del tuo popolo;


tu, che lo hai chiamato alla fede e rigenerato nel Battesimo,
guidalo alla felicità eterna.
Per Cristo nostro Signore.
Prefazio pasquale I, in questo giorno, pag. 327.
Nel Canone Romano, si dicono il Communicantes e l' Hanc igitur propri.
* Nelle Preghiere eucaristiche II e III si fa il ricordo proprio della Pasqua e dei neo-
battezzati.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE Cristo risorto più non muore,


la morte non ha più potere su di lui. Alleluia.
R n 6, 9
* Oppure·
Le donne, avvicinatesi a Gesù risorto,
gli strinsero i piedi e lo adorarono. Alleluia.
.. Mt 2 , 9
DOPO 'A rrn.Al -~ ~

Diffondi nei nostri cuori, Signore,


la grazia dei sacramenti pasquali,
e poiché ci hai guidati nella via della salvezza,
fa' che rispondiamo pienamente al tuo dono..
Per Cristo nostro Signore.
Congedo come nel g10rno di Pasqua.
OTIAVA DI PASQUA 189

Martedì
fra l'ottava di Pasqua

ANTIFONA D'INGRESSO Il Signore li ha dissetati con l'acqua della sapienza;


li fortificherà e li proteggerà sempre,
darà "loro una gloria eterna. Alleluia. Cfr Sir 15, 3-4

Si dice il Gloria.

COLLETTA
O Dio, che nei sacramenti pasquali
hai dato al tuo popolo la salvezza,
effondi su di noi l'abbondanza dei tuoi doni,
perché raggiungiamo il bene della perfetta libertà
e abbiamo in cielo quella gioia
che ora pregustiamo sulla terra.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
SULLE OFFERTE
Accogli, Padre misericordioso, l'offerta di questa tua famiglia,
perché con la tua protezione
custodisca i doni pasquali e giunga alla felicità eterna.
Per Cristo nostro Signore.
Prefazio pasquale l, in questo giorno, pag. 327.
N el Canone Romano, si dicono il Communicantes e l'Hanc igitur propri.
* Nelle Preghiere eucaristiche II e III si fa il ricordo proprio della Pasqua e dei neo-
battezzati.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE Se siete risorti con Cristo,


cercate le cose del cielo,
dove Cristo siede alla destra di Dio;
gustate le. cose del cielo. Alleluia. Col 3, 1-2

* Oppure:
Maria di Magdala annunzia ai discepoli:
«Ho visto il Signore». Alleluia. Gv 20, 18

DOPO LA COMUNIONE
Ascolta, Signore, le nostre preghiere
e guida questa tua famiglia, purificata col dono del Battesimo,
alla luce meravigliosa del tuo regno.
Per Cristo nostro Signore.
Congedo come nel giorno di Pasqua.
190 OTTAVA DI PASQUA

Mercoledì
fra l'ottava di Pasqua

ANTIFONA D'INGRESSO «Venite, benedetti del Padre mio,


prendete possesso del regno
preparato per voi
fin dall'origine del mondo». Alleluia. M t 25,34

Si dice il Gloria.

COLLETTA
O Dio, che nella liturgia pasquale
ci dài la gioia di rivivere ogni anno
la risurrezione del Signore,
fa' che l'esultanza di questi giorni
raggiunga la sua pienezza nella Pasqua del cielo.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
SULLE OFFERTE
Accogli, Signore,
il sacrificio
. della
. nostra redenzione
e opera tn nm
la salvezza del corpo e dello spirito.
Per Cristo nostro Signore.
Prefazio pasquale l, in quésto giorno, pag. 327.
Nel Canone Romano, si dicono il Communicantes e l' Hanc igitur propri.
* Nelle Preghiere eucaristiche II e III si fa il ricordo proprio della Pasqua e dei neo-
battezzati.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE I discepoli riconobbero Gesù, il Signore,


nello spezzare il pane. Alleluia. Cfr Le 24, 35

DOPO LA COMUNIONE
O Dio, nostro Padre, questa partecipazione
al mistero pasquale del tuo Figlio
ci liberi dai fermenti dell'antico peccato
e ci trasformi in nuove creature.
Per Cristo nostro Signore.
Congedo come nel giorno di Pasqua.
OITAVA DI PASQUA 191

Giovedì
fra l'ottava di Pasqua

ANTIFONA D'INGRESSO Si leva un coro di lodi, o Signore, alla tua vittoria,


perché la sapienza ha aperto la bocca dei muti
e ha sciolto la lingua dei bambini. Alleluia. Sap 10, 20-21
Si dice il Gloria.
COLLETIA
. O Padre, che da ogni parte della terra
hai riunito i popoli per lodare il tuo nome,
concedi che tutti i tuoi figli,
nati a nuova vita nelle acque del Battesimo
e animati dall'unica fede,
esprimano nelle opere l'unico amore.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
SULLE OFFERTE
Accogli con benevolenza, Signore,
i doni che ti offre la tua Chiesa,
riconoscente per coloro che sono nati a vita nuova
e fiduciosa nel tuo perenne aiuto.
Per Cristo nostro Signore.
Prefazio pasquale I, in questo giorno, pag. 327.
Nel Canone Romano, si dicono il Communicantes e l'Hanc igitur propri.
* Nelle Preghiere eucaristiche II e III si fa il ricordo proprio della Pasqua e dei neo-
battezzati.
ANTIFONA ALLA COMUNIONE Voi siete un popolo redento;
annunziate le grandi opere del Signore,
che vi ha chiamato dalle tenebre
alla sua ammirabile luce. Alleluia. 1 Pt 2, 9

* Oppure:
Il Cristo doveva patire
e risuscitare dai morti il terzo giorno. Alleluia.
Le 24, 46
DOPO LA COMUNIONE
Esaudisci, Signore, le nostre preghiere;
la comunione ai beni della redenzione
ci dia l'aiuto per la vita presente e ci ottenga la felicità eterna.
Per Cristo nostro Signore.
Congedo come nel giorno di Pasqua.
192 OTTAVA DI PASQUA

Venerdì
fra l'ottava di Pasqua

ANTIFONA D'INGRESSO Il Signore ha liberato il suo popolo


e gli ha dato speranza;
i suoi nemici li ha sommersi nel mare. Alleluia. Sal 77,53

Si dice il Gloria.

COLLETTA
Dio onnipotente ed eterno,
che nella Pasqua del tuo Figlio
hai offerto agli uomini
il patto della riconciliazione e della pace,
donaci di testimoniare nella vita
il mistero che celebriamo nella fede.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
SULLE OFFERTE
Compi in noi, Signore misericordioso,
il mistero che è significato in questo scambio dei doni pasquali,
perché dalle gioie e dai travagli della terra
possiamo elevarci al desiderio di te.
Per Cristo nostro Signore.
Prefazio pasquale I, in questo giorno, pag. 327.
Nel Canone Romano, si dicono il Communicantes e l'Hanc igitur propri.
* Nelle Preghiere eucaristiche II e III si fa il ricordo proprio della Pasqua e dei neo-
battezzati.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE Disse Gesù ai suoi discepoli:


«Venite, mangiate ».
E prese il pane e lo diede loro. Alleluia.
Gv 21, 12.13
DOPO LA COMUNIONE
Proteggi, Signore, con paterna bontà,
il tuo popolo che hai salvato con il sacrificio della croce,
e rendilo partecipe della gloria del Cristo risorto.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli.
Congedo come nel giorno di Pasqua.
OTIAVA DI PASQUA 193

Sabato
fra l'ottava di Pasqua

ANTIFONA D'INGRESSO Il Signore ha liberato il suo popolo,


e gli ha dato esultanza,
ha colmato di gioia i suoi eletti. Alleluia. Sal 104,43

Si dice il Gloria.

COLLETTA
O Padre, che nella tua immensa bontà
estendi a tutti i popoli il dono della fede,
guarda i tuoi figli di elezione,
perché coloro che sono rinati nel Battesimo
ricevano la veste candida della vita immortale.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
SULLE OFFERTE
O Dio, che in questi santi misteri
compi l'opera della nostra redenzione,
fa' che questa celebrazione pasquale
sia per noi fonte di perenne letizia.
Per Cristo nostro Signore.
Prefazio pasquale I, in questo giorno, pag. 327.
Nel Canone Romano, si dicono il Communicantes e l' Hanc igitur propri.
* Nelle Preghiere eucaristiche II e III si fa il ricordo proprio della Pasqua e dei neo-
battezzati.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE Voi tutti che siete stati battezzati in Cristo,
di Cristo vi siete rivestiti. Alleluia. Gal 3, 27

* .Oppure:
«Andate in tutto il mondo,
predicate il Vangelo a ogni creatura».
Alleluia. Mc 16, 15

DOPO LA COMuNIONE
Guarda con bontà, o Signore, il tuo popolo,
che hai rinnovato con i sacramenti pasquali,
e guidalo alla gloria incorruttibile della risurrezione.
Per Cristo nostro Signore.
Congedo come nel giorno di Pasqua.
II DOMENICA DI PASQUA

ANTIFONA D'INGRESSO Oppure:


Come bambini appena nati, bra- Entrate nella gioia e nella gloria,
mate il puro latte spirituale, che e rendete grazie a Dio, che vi ha
vi faccia crescere verso la salvezza. chiamato al regno dei cieli.
Alleluia. 1 Pt 2 2 Alleluia. 4 Esd 2, 36-37 (Volg.)

Si dice il Gloria.

COLLETTA
Dio di eterna misericordia,
che nella ricorrenza pasquale ravvivi la fede del tuo popolo,
accresci in noi la grazia che ci hai dato,
perché tutti comprendiamo l'inestimabile ricchezza
del Battesimo che ci ha purificati,
dello Spirito che ci ha rigenerati,
del Sangue che ci ha redenti.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
Si d.ce il Credo.

SULLE OFFERTE
Accogli con bontà, Signore,
l'offerta del tuo popolo [e dei nuovi battezzati]:
tu che ci hai chiamati alla fede e· rigenerati nel Battesimo,
guidaci alla felicità eterna.
Per Cristo nostro Signore.
Prefazio pasquale I, in questo giorno, pag. 327.
Nel Canone Romano, si dicono il Communicantes e l'Hanc igitur propri.
* Nelle Preghiere eucaristiche II e III si fa il ricordo proprio della Pasqua e dei neo-
battezzati.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE «Accosta la tua mano,


tocca le cicatrici dei chiodi
e non essere incredulo, ma credente». Alleluia.
Cfr Gv 20,2

DOPO LA COMUNIONE
Dio onnipotente,
la forza del sacramento pasquale che abbiamo ricevuto
continui a operare nella nostra vita.
Per Cristo nostro Signore.
Congedo come nel gwrno di Pasqua.
Il SETTIMANA DJ PASQUA 195

Lunedì

ANTIFONA D'INGRESSO Cristo risorto più non muore,


la morte non ha più potere su di lui. Alleluia. Rm 6, 9

COLJ.FTIA
Dio onnipotente ed eterno,
che ci dài il privilegio di chiamarti Padre,
fa' crescere in noi lo spirito di figli adottivi,
perché possiamo entrare
nell'eredità che ci hai promesso.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
* uraz10m atternanve ::>ULLt. ùt'FERTE e DOPO LA COMUNIONE, p<" 944.

Accogli, Signore,
i doni della tua Chiesa in festa,
e poiché le hai dato il motivo di tanta gioia,
donale anche il frutto di una perenne letizia.
Per Cristo nostro Signore.
Prefazto pasquale, pag<; 327-331.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE Gesù si fermò in mezzo ai suoi discepoli


e disse loro:
~Pace a voi ». Alleluia. Gv 20. 19

o
~Se uno non nasce da acqua e da Spirito,
non può entrare nel regno di Dio». Alleluia.
G 5

Guarda con bontà, o Signore, il tuo popolo,


che hai rinnovato con i sacramenti pasquali,
e guidalo alla gloria incorruttibile della risurrezione.
Per Cristo nostro Signore..
196 Il SETTIMANA DI PASQUA

Martedì

ANTIFONA D'INGRESSO Rallegriamoci ed esultiamo,


diamo gloria a Dio,
perché il Signore ha preso possesso del suo regno,
il nostro Dio, l'Onnipotente. Alleluia. Ap t9, 7.6

COLLETIA
Concedi al tuo popolo, Dio misericordioso,
di proclamare la potenza del Signore risorto,
perché in lui, sacramento universale di salvezza,
manifesti al mondo la pienezza della vita nuova.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
* O razioni alternative SULLE OFFERTE e DOPO LA COMUNIONE, pag. 944.

SULLE OFFERTE
O Dio, che in questi santi misteri
compi l'opera della nostra redenzione,
fa' che questa celebrazione pasquale
sia per noi fonte di perenne letizia.
Per Cristo nostro Signore.
Prefazio pasquale, pagg. 327-331.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE Il Cristo doveva patire


e risuscitare dai morti
e così entrare nella sua gloria. Alleluia.
Cfr Le 24, 46.26
*Oppure:
«Nessuno è mai salito al cielo,
se non il Figlio dell'uomo
che è disceso dal cielo». Alleluia. Gv 3, 13

DOPO LA COMUNIONE
Esaudisci, Signore, le nostre preghiere:
la partecipazione al mistero della redenzione
ci dia l'aiuto per la vita presente
e ci ottenga la felicità eterna.
Per Cristo nostro Signore.
Il SETIIMANA DI PASQUA 197

Mercoledì

ANTIFONA D'INGRESSO Ti loderò, Signore, fra tutti i popoli,


ai miei fratelli annunzierò il tuo nome. Alleluia.
Sal 17, 50; 21, 23

COLLETTA
O Padre, che nella Pasqua del tuo Figlio
hai ristabilito l'uomo nella dignità perduta
e gli hai dato la speranza della risurrezione,
fa' che accogliamo e viviamo nell'amore
il mistero celebrato ogni anno nella fede.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
_,, .. L.Julu ..........u.n; JULLE OFFERTE e DOPO LA COMUNIONE, p• .,. 945.

O Dio, che in questo misterioso scambio di doni


ci fai partecipare alla comunione con te,
unico e sommo bene,
concedi che la luce della tua verità
sia testimoniata dalla nostra vita.
Per Cristo nostro Signore.
Prefazio pasquale, pagg. 327-331.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE Dice il Signore:


«Io vi ho scelto dal mondo
e vi ho costituiti
perché andiate e portiate frutto,
e il vostro frutto rimanga ». Alleluia.
Gv 15, 16.19
. Oppt. ·t.

«La luce è venuta nel mondo.


Chi opera la verità viene alla luce ». Alleluia.
G 3. 9. 1 1

Assisti il tuo popolo, Dio onnipotente,


e poiché Io hai colmato della grazia di questi santi misteri,
donagli di passare dalla nativa fragilità umana
alla vita nuova nel Cristo risorto.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli.
198 Il SETTIMANA DI PASQUA

Giovedì

ANTIFONA D'INGRESSO Quando avanzavi, o Dio, davanti al tuo popolo,


e ad essi aprivi la via e abitavi con loro,
la terra tremò e stillarono i cieli. Alleluia.
Cfr Sal 67, 8-9.20

COLLETIA
Donaci, Padre misericordioso,
di rendere presente in ogni momento della vita
la fecondità della Pasqua,
che si attua nei tuoi misteri.
Per il nostro Signore G_esù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
* O razioni alternative SULLE OFFERTE e DOPO LA COMUNIONE, pag. 945.
SULLE OFFERTE
Accogli, Signore,
l'offerta del nostro sacrificio,
perché, rinnovati nello spirito,
possiamo rispondere sempre meglio
all'opera della tua redenzione.
Per Cristo nostro Signore.
Prefazio pasquale, pagg. 327-331.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE «Ecco, io sono con voi tutti i giorni


sino alla fine del mondo». Alleluia. Mt 28,20

* Oppure:
Colui che Dio ha mandato,
annunzia le parole di Dio
e dà lo 'Spirito senza misura. Alleluia. Gv 3, 34

DOPO LA COMUNIONE
O Dio grande e misericordioso,
che nel Signore risorto
riporti l'umanità alla speranza eterna,
accresci in noi l'efficacia del mistero pasquale
con la forza di questo sacramento di salvezza.
Per Cristo nostro Signore.
II SETTIMANA DI PASQUA 199

Venerdì

ANTIFONA D'INGRESSO Ci hai redenti, o Signore, con il tuo sangue


da ogni tribù, lingua, popolo e nazione,
e hai fatto di noi un regno di sacerdoti
per il nostro Dio. Alleluia. Ap 5, 9-10

COLLETTA
Padre misericordioso,
che hai voluto che il tuo Figlio
subisse per noi il supplizio della croce
per liberarci dal potere del nemico,
donaci di giungere alla gloria della risurrezione.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
* O razioni alternative SULLE OFFERTE e DOPO LA COMUNIONE, pag. 946.
SULLE OFFERTE
Accogli con bontà, Signore, l'offerta di questa tua famiglia,
perché con la tua protezione
custodisca i doni pasquali e giunga alla felicità eterna.
Per Cristo nostro Signore.
Prefazio pasquale, pagg. 327-33 1.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE Cristo nostro Signore


è stato messo a morte per i nostri peccati
ed è risuscitato per la nostra giustificazione.
Alleluia. Rm 4, 25

* Oppure:
Gesù prese i pani
e, rese grazie, li distribuì a tutti,
finché ne vollero. Alleluia. Gv 6, 11

DOPO LA COMUNIONE
Proteggi, Signore, con paterna bontà,
il tuo popolo che hai salvato con il sacrificio della croce,
e rendilo partecipe della gloria del Cristo risorto.
Egli vive e regna nei sècoli dei secoli.
200 Il SETTIMANA DI PASQUA

Sabato

ANTIFONA D'INGRESSO Voi siete un popolo redento;


annunziate le grandi opere del Signore,
che vi ha chiamato dalle tenebre
alla sua ammirabile luce. Alleluia. l Pt 2, 9

COLLETTA
O Padre, che ci hai donato il Salvatore e lo Spirito Santo,
guarda con benevolenza i tuoi figli di adozione,
perché a tutti i credenti in Cristo
sia data la vera libertà e l'eredità eterna.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
* Orazioni alternative SULLE OFFERTE e DOPO LA COMUNIONE, pag. 946.
SULLE OFFERTE
Santifica, o Dio, i doni che ti presentiamo
e trasforma in offerta perenne tutta la nostra vita
in unione alla vittima spirituale,
il tuo servo Gesù,
unico sacrificio a te gradito.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli.
Prefazio pasquale, pagg. 327-331.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE «Quelli che mi hai dato, Padre,


voglio che siano con me, dove sono io,
perché contemplino
la gloria che mi hai dato». Alleluia. Gv 17,24

* Oppure:
I discepoli presero Gesù sulla barca
e rapidamente la barca toccò la riva. Alleluia.
Gv 6, 21

DOPO LA COMUNIONE
O Dio, che ci hai nutriti con questo sacramento,
ascolta la nostra umile preghiera:
il memoriale della Pasqua,
che Cristo tuo Figlio ci ha comandato di celebrare,
ci edifichi sempre nel vincolo della tua carità.
Per Cristo nostro Signore.
III DOMENICA DI PASQUA

ANTIFONA D'INGRESSO Acclamate al Signore da tutta la terra,


cantate un inno al suo nome,
rendetegli gloria, elevate la lode. Alleluia. Sal 65, 1-2

Si dice il Gloria.

COLLETTA
Esulti sempre il tuo popolo, o Padre,
per la rinnovata giovinezza dello spirito,
e come oggi si allieta per il dono della dignità filiale,
così pregusti nella speranza
il giorno glorioso della risurrezione.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
Si dice il Credo.
SULLE OFFERTE
Accogli, Signore, i doni della tua Chiesa in festa,
e poiché le hai dato il motivo di tanta gioia,
donale anche il frutto di una perenne letizia.
Per Cristo nostro Signore.
Prefazio pasquale, pagg. 327-331.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE


A
I discepoli riconobbero Gesù, il Signore, nello spezzare il pane. Alleluia.
Cfr Le 24,35
B c
« Il Cristo doveva patire e risusci- Disse Gesù ai suoi discepoli: «Ve-
tare dai morti il terzo giorno; nite a mangiare ». E prese il pane
sarà predicata nel suo nome la e lo diede loro. Alleluia. Gv 21. 12.13
conversione e il perdono dei pec-
cati a tutte le genti». Alleluia.
Le 24,46-47

DOPO LA COMUNIONE
Guarda con bontà, Signore, il tuo popolo,
che hai rinnovato con i sacramenti pasquali,
e guidalo alla gloria incorruttibile della risurrezione.
Per Cristo nostro Signore.
202 III SETTIMANA DI PASQUA

Lunedì

ANTIFONA D'INGRESSO È risorto il buon Pastore,


che ha dato la vita per le sue pecorelle,
e per il suo gregge
è andato incontro alla morte. Alleluia.
COLLEITA
O Dio, che manifesti agli erranti la luce della tua verità,
perché possano tornare sulla retta via,
concedi a tutti coloro che si professano cristiani
di respingere ciò che è contrario a questo nome
e di seguire ciò che gli è conforme.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
* Orazioni alternative SULLE OFFERTE e DOPO LA COMUNIONE, pag. 947.

SULLE OFFERTE
Accogli, Signore,
l'offerta del nostro sacrificio,
perché, rinnovati nello spirito,
possiamo rispondere sempre meglio
all'opera della tua redenzione.
Per Cristo nostro Signore.
Prefazio pasquale, pagg. 327-331.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE «Vi lascio la pace, vi dò la mia pace,


non come la dà il mondo, io la dò a voi,.,
dice il Signore. Alleluia. Gv 14,27

* Oppure:
«Questa è l'opera di Dio:
credere in colui che egli ha mandato». Alleluia.
Cv 6, 29

DOPO LA COMUNIONE
O Dio grande e misericordioso,
che nel Signore risorto
riporti l'umanità alla speranza eterna,
accresci in noi l'efficacia del mistero pasquale
con la forza di questo sacramento di salvezza.
Per Cristo nostro Signore.
Ill SETTIMANA DI PASQUA 203

Martedì

ANTIFONA D'INGRESSO Date lode al nostro Dio,


voi che lo temete, piccoli e grandi,
perché è venuta la salvezza e la potenza
e la sovranità del suo Cristo. Alleluia. Ap 19, 5; 12, 10

COLLETTA
O Dio, che apri la porta del tuo regno
agli uomini rinati dall'acqua e dallo Spirito Santo,
accresci in noi la grazia del Battesimo,
perché liberi da ogni colpa
possiamo ereditare i beni da te promessi.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
_,.dL.JurJI .u'"'"''... ve "'LLLE OFFERTE e DOPO LA COMUNIONE, pa"' 947.
~"''Y ,..., 1 ..... ----"g TI:
Accogli, Signore,
i doni della tua Chiesa in festa,
e poiché le hai dato il motivo di tanta gioia,
donale anche il frutto di una perenne letizia.
Per Cristo nostro Signore.
Prt.aL..IO paS<fUale, pagF, 327-331

ANTIFONA ALLA COMUNIONE Se siamo morti con Cristo,


crediamo che con Cristo anche vivremo.
Alleluia. tm 6, 8

o "
«Io sono il pane della vita;
chi viene a me non avrà più fame
e chi crede in me non avrà più sete».
Alleluia. Gv 6, 35

Guarda con bontà, o Signore, il tuo popolo,


che hai rinnovato con i sacramenti pasquali,
e guidalo alla gloria incorruttibile della risurrezione.
Per Cristo nostro Signore.
204 III SETIIMANA DI PASQUA

Mercoledì

ANTIFONA D'INGRESSO Della tua lode sia piena la mia bocca,


perché io possa cantare;
esulteranno, a te cantando, le mie labbra. Alleluia.
Sal 70, 8.23

COLLEITA
Assisti, o Dio nostro Padre,
questa tua famiglia raccolta in preghiera:
tu che ci hai dato la grazia della fede,
donaci di aver parte all'eredità eterna
per la risurrezione del Cristo tuo Figlio e nostro Signore.
Egli è Dio, e vive e regna con te,
nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
* Orazioni alternative SULLE OFFERTE e DOPO LA COMUNIONE, pag. 948.
SULLE OFFERTE
O Dio, che in questi santi misteri
compi l'opera della nostra redenzione,
fa' che questa celebrazione pasquale
sia per noi fonte di perenne letizia.
Per Cristo nostro Signore.
Prefazio pasquale, pagg. 327-331.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE Il Signore è risorto


e ha fatto splendere su di noi la sua luce;
egli ci ha ·redenti' col suo sangue. Alleluia.
* Oppure:
«Chiunque vede il Figlio e crede in lui
ha la vita eterna». Alleluia. Gv 6, 40

DOPO LA COMUNIONE
Esaudisci, Signore, le nostre preghiere:
la partecipazione al mistero della redenzione
ci dia l'aiuto per la vita presente
e ci ottenga la felicità eterna.
Per Cristo nostro Signore.
IIl SETTIMANA DI PASQUA 205

Giovedì

ANTIFONA D'INGRESSO Cantiamo al Signore: è grande la sua gloria.


Mia forza e mio canto è il Signore,
egli è stato la mia salvezza. Alleluia. Es 15, 1-2

COLLETTA
O Dio, che in questi giorni pasquali
ci hai rivelato la grandezza del tuo amore,
fa' che accogliamo pienamente il tuo dono,
perché, liberi da ogni errore,
aderiamo sempre più alla tua parola di verità.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
* O razioni alternative SULLE OFFERTE e DOPO LA COMUNIONE, pag. 948.
SULLE OFFERTE
O Dio, che in questo misterioso scambio di doni
ci fai partecipare alla comunione con te,
unico e sommo bene,
concedi che la luce della tua verità
sia testimoniata dalla nostra vita.
Per Cristo nostro Signore.
Prefazio pasquale, pagg. 327-331.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE Per tutti Cristo è morto,


perché quelli che vivono,
non per se stessi vivano, ma per lui,
che per essi è morto ed è risorto. Alleluia.
2 Cor 5, 15
* Oppure:
«Io sono il pane della vita.
Chi mangia di questo pane
vivrà in eterno». Alleluia. Gv 6, 48.51

DOPO LA COMUNIONE
Assisti il tuo popolo, Dio onnipotente,
e poiché lo hai colmato della grazia di questi santi misteri,
donagli di passare dalla nativa fragilità umana
alla vita nuova nel Cristo risorto.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli.
206 III SETTIMANA DI PASQUA

Venerdì

ANTIFONA D'INGRESSO L'Agnello immolato


è degno di ricevere potenza e ricchezza
e sapienza e forza e onore. Alleluia. Ap 5, 12

COLLFTIA
Dio onnipotente,
che ci hai dato la grazia di conoscere
il lieto annunzio della risurrezione,
fa' che rinasciamo a vita nuova
per la forza del tuo Spirito di amore.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
* Orazioni alternative SULLE OFFERTE e DOPO LA COMUNIONE, pag. 949
SULLE OFFERTF
Santifica, o Dio, i doni che ti presentiamo
e trasforma in offerta perenne tutta. la nostra vita
in unione alla vittima spirituale,
il tuo servo Gesù,
unico sacrificio a te gradito.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli.
Prefazw pasquale, pagg. 327-331.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE Il Cristo crocifisso è risorto dai morti


e ci ha redenti. Alleluia.
* Oppure:
«Questo è il pane disceso dal cielo.
Chi mangia questo pane,
vivrà in eterno». Alleluia. Gv 6, 58

DOPO LA COMUNIONE
O Dio, che ci hai nutriti con questo sacramento,
ascolta la nostra umile preghiera:
il memoriale della Pasqua,
che Cristo tuo Figlio ci ha comandato di celebrare,
ci edifichi sempre nel vincolo della tua carità.
Per Cristo nostro Signore.
Ili SETTIMANA DI PASQU1 207

Sabato

ANTIFONA D'INGRESSO Siete stati con Cristo sepolti nel Battesimo,


e con lui siete risorti
per la fede nella potenza di Dio,
che lo ha risuscitato dai morti. Alleluia. Col 2,12

COl_F__/
O Dio, che nell'acqua del Battesimo
hai rigenerato coloro che credono in te,
custodisci in noi la vita nuova,
perché possiamo vincere ogni assalto del male
e conservare fedelmente il dono del tuo amore.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
'-"!dL.IVIU «m;JIIcHIVt; ...>V..L...L.l:. vrFERTE e DOPO LA COMUNIONE, P' p 949

SVU r CFff"tTE
Accogli, Padre misericordioso, l'offerta di questa tua famiglia,
perché con la tua protezione
custodisca i doni pasquali e giunga alla felicità eterna.
Per Cristo nostro Signore.
1 lt;Jcu..av p<tSCfU<ut:, p<~g 327-331

ANTIFONA ALLA COMUNION (:;' «Padre, prego per loro,


perché siano in noi una cosa sola,
e il mondo creda che tu mi hai mandato »,
dice il Signore. Alleluia. r .. ~0.21

,., .
«Signore, da chi andremo?
Tu hai parole di vita eterna». Alleluia. Gv 6, 68

Proteggi, Signore, con paterna bontà


il tuo popolo che hai salvato con il sacrificio della croce,
e rendilo partecipe della gloria del Cristo risorto.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli.
IV DOMENICA DI PASQUA

ANTIFONA D'INGRESSO Della bontà del Signore è piena la terra;


la sua parola ha creato i cieli. Alleluia. Sal 32,5-6

Si dice il Gloria.

COLLETTA
Dio onnipotente e misericordioso,
guidaci al possesso della gioia eterna,
perché l'umile gregge dei tuoi fedeli
giunga con sicurezza accanto a te,
dove lo ha preceduto il Cristo, suo pastore.
Egli è Dio, e vive e regna con te,
nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
Si dice il Credo.

SULLE OFFERTE
O Dio, che in questi santi misteri
compi l'opera della nostra redenzione,
fa' che questa celebrazione pasquale
sia per noi fonte di perenne letizia.
Per Cristo nostro Signore.
Prefazio pasquale, pagg. 327-331.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE *ABC


È risorto il buon Pastore, che ha «Io sono il buon pastore e offro
dato la vita per le sue pecorelle, e la vita per le pecore», dice il Si-
per il suo gregge è andato incon- gnore. Alleluia. Gv 10, 14.15
tro alla morte. Alleluia.

DOPO LA COMUNIONE
Custodisci benigno, o Dio nostro Padre,
il gregge che hai redento
con il sangue prezioso del tuo Figlio,
e guidalo ai pascoli eterni del cielo.
Per Cristo nostro Signore.
IV SETIIMANA DI PASQUA 209

Lunedì

ANTIFONA D'INGRESSO Cristo risorto più non muore,


la morte non ha più potere su di lui. Alleluia. Rm 6, 9

COLLETTA
O Dio, che nell'umiliazione del tuo Figlio
hai risollevato il mondo dalla sua caduta,
donaci la santa gioia pasquale,
perché, liberi dall'oppressione della colpa,
partecipiamo alla felicità eterna.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
* Orazioni alternative SULLE OFFERTE e DOPO LA COMUNIONE, pag. 950.

SULLE OFFERTE
Accogli, Signore,
i doni della tua Chiesa in festa,
e poiché le hai dato il motivo di tanta gioia,
donale anche il frutto di una perenne letizia.
Per Cristo nostro Signore.
Prefazio pasquale, pagg. 327-331.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE Gesù si fermò in mezzo ai suoi discepoli


e disse loro:
«Pace a voi». Alleluia. Gv 20,19

* Oppure:
«lo sono il buon pastore,
conosco le mie pecore,
e le mie pecore conoscono me». Alleluia.
Gv 10,14

DOPO LA COMUNIONE
Guarda con bontà, o Signore, il tuo popolo,
che hai rinnovato con i sacramenti pasquali,
e guidalo alla gloria incorruttibile della risurrezione.
Per Cristo nostro Signore.
210 IV SETTIMANA DI PASQUA

Martedì

ANTIFONA D'INGRESSO Rallegriamoci ed esultiamo,


diamo gloria a Dio,
perché il Signore ha preso possesso del suo regno,
il nostro Dio, l'Onnipotente. Alleluia. Ap 19, 7.6

COLLETTA
Dio Padre onnipotente,
che ci dai la grazia di celebrare
il ~istero della risurrezione del tuo Figlio,
concedi a noi di testimoniare con la vita
la gioia di essere salvati.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
* Orazioni alternative SULLE OFFERTE e DOPO LA COMUNIONE, pag. 950.
SULLE OFFERTE
O Dio, che in questi santi misteri
compi l'opera della nostra redenzione,
fa' che questa celebrazione pasquale
sia per noi fonte di perenne letizia.
Per Cristo nostro Signore.
Prefazio pasquale, pagg. 327-331.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE Il Cristo doveva patire


e risuscitare dai morti
e così entrare nella sua gloria. Alleluia.
· Cfr Le 24, 46.26
* Oppure:
«Le mie pecore ascoltano la mia voce
e io le conosco ed esse mi seguono». Alleluia.
Gv 10,27

DOPO LA COMUNIONE
Esaudisci, Signore, le nostre preghiere:
la partecipazione al mistero della redenzione
ci dia l'aiuto per la vita presente
e ci ottenga la felicità eterna.
Per Cristo nostro Signore.
IV SETTIMANA DI PASQUJ 211

Mercoledì

ANTIFONA D'INGRESSO Ti loderò, Signore, fra tutti i popoli,


ai miei fratelli annunzierò il tuo nome. Alleluia.
7 " ; 21, 2}

co-- ,..TIA
O Dio, vita dei tuoi fedeli,
gloria degli umili, beatitudine dei giusti,
ascolta la preghiera del tuo popolo,
e sazia con l'abbondanza dei tuoi doni
la sete .di coloro che sperano nelle tue promesse.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
v1csLavau csn~;auduVt; SuL.L.L OFFERTE e DOPO LA COMUNIONE, p< 951

O Dio, che in questo misterioso scambio di doni


ci fai partecipare alla comunione con te,
unico e sommo bene,
concedi che la luce della tua verità
sia testimoniata dalla nostra vita.
Per Cristo nostro Signore.
Prefazao pasquale, pagg. 327-331.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE Dice il Signore:


«Io vi ho scelto dal mondo
e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto,
e il vostro frutto rimanga ». Alleluia.
f Gv 15, 16.19
)pp 1-p·
«Il Padre mi ha mandato,
egli mi ha ordinato che cosa devo dire
e annunziare ». Alleluia. Gv 12.49

T'j0 ,.... - · -.l"\MT TI\Jlf" 'E


Assisti il tuo popolo, Dio onnipotente,
e poiché lo hai colmato della grazia di questi santi misteri,
donagli di passare dalla nativa fragilità umana
alla vita nuova nel Cristo risorto.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli.
212 IV SETTIMANA DI PASQUA

Giovedì

ANTIFONA D'INGRESS( Quando avanzavi, o Dio, davanti al tuo popolo,


e ad essi aprivi la via e abitavi con loro,
la terra tremò e stillarono i cieli. Alleluia.
fr Sal 67, 8-9.20

COLLETTA
O Dio, che hai redento l'uomo
e lo hai innalzato oltre l'antico splendore,
guarda all'opera della tua misericordia,
e nei tuoi figli, nati a vita nuova nel Battesimo,
custodisci sempre i doni della tua grazia.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
* VldLJUIJI <lH\.IIJCHIY~ vU'-.L.L OPFERTE e DOPO LA COMUNIONE, p< 951
surr~ ~--- ~

Accogli, Signore,
l'offerta del nostro sacrificio,
perché, rinnovati nello spirito,
possiamo rispondere sempre meglio
all'opera della tua redenzione.
Per Cristo nostro Signore.
PrefaLio pasquale, pagr:. 327-331

ANTIFONA ALLA COMUNIONE «Ecco, io sono con voi tutti i giorni


sino alla fine del mondo,.. Alleluia. Mt 28,20

o p
«Chi accoglie colui che io manderò,
accoglie me;
chi accoglie me,
accoglie colui che mi ha mandato». Alleluia.
lO

O Dio grande e misericordioso,


che nel Signore risorto
riporti l'umanità alla speranza eterna,
accresci in noi l'efficacia del mistero pasquale,
con la forza di questo sacramento di salvezza.
Per Cristo nostro Signore.
IV SETTIMANA DI PASQUA 213

Venerdì

ANTIFONA D'INGRESSO Ci hai redenti, o Signore, con il tuo sangue


da ogni tribù, lingua, popolo e nazione,
e hai fatto di noi un regno di sacerdoti
per il nostro Dio. Alleluia. Ap 5, 9-10

COLJEITA
O Padre,
principio della vera libertà e fonte di salvezza,
ascolta la voce del tuo popolo
e fa' che i redenti dal sangue del tuo Figlio
vivano sempre in comunione con te
e godano la felicità senza fine.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
vrcl"'u>ru aht:,llal&ve S0;..;..:c OFFERTE e DOPO LA COMUNIONE, pa"'. 952

SUI l~ OF-~PTE

Accogli, Padre misericordioso, l'offerta di questa tua famiglia,


perché con la tua protezione
custodisca i doni pasquali e giunga alla felicità eterna.
Per Cristo nostro Signore.
Pl'e&aL&O pa~qua,e, pat;f 327-331

ANTIFONA ALLA COMUNIONF Cristo nostro Signore


è stato messo a morte per i nostri peccati
ed è risuscitato per la nostra giustificazione.
Alleluia. .. 25

«<o sono la via, la verità e la vita»,


dice il Signore. Alleluia. Gv 14,6

Proteggi, Signore, con paterna bontà


il tuo popolo che hai salvato con il sacrificio della croce,
e rendilo partecipe della gloria del Cristo risorto.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli.
214 IV SETTIMANA DI PASQUA

Sabato

ANTIFONA D'INGRESSO Voi siete un popolo redento;


annunziate le grandi opere del Signore,
che vi ha chiamato dalle tenebre
alla sua ammirabile luce. Alleluia. l Pt 2, 9

COLLEITA
Dio onnipotente ed eterno,
rendi sempre operante in noi il mistero della Pasqua,
perché, nati a nuova vita nel Battesimo,
con la tua protezione possiamo portare molto frutto
e giungere alla pienezza della gioia eterna.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
O,.u.,o.. , ..n", ......, ..... ..,...,LL:= O;:'FERTE e DOPO LA COMUNIONE, pa 952.

suy . . F o-.:=............. T....


Santifica, o Dio, i doni che ti presentiamo
e trasforma in offerta perenne tutta la nostra vita
in unione alla vittima spirituale,
il tuo servo Gesù,
unico sacrificio a te gradito.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli.
Prefazio pasquale, pag~. 327-331.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE «Quelli che mi hai dato, Padre,


voglio che siano con me, dove sono io,
perché contemplino
la gloria che mi hai dato ». Alleluia. Gv 17,24
Oppt..·e:
«lo sono nel Padre e il Padre è in me»,
dice il Signore. Alleluia. v 14, 11

O Dio, che ci hai nutriti con questo sacramento,


ascolta la nostra umile preghiera:
il memoriale della Pasqua,
che Cristo tuo Figlio ci ha comandato di celebrare,
ci edifichi sempre nel vincolo della tua carità.
Per Cristo nostro Signore.
V DOMENICA DI PASQUA

ANTIFONA D'INGRESSO Cantate al Signore un canto nuovo,


perché ha compiuto prodigi;
a tutti i popoli ha rivelato la salvezza. Alleluia.
Sal 97, 1-2
Si dice il Gloria.

COLLETTA
O Padre, che ci hai donato il Salvatore e lo Spirito Santo,
guarda con benevolenza i tuoi figli di adozione,
perché a tutti i credenti in Cristo
sia data la vera libertà e l'eredità eterna.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
Si dice il Credo.

SULLE OFFERTE
O Dio, che in questo scambio di doni
ci fai partecipare alla comunione con te,
unico e sommo bene,
concedi che la luce della tua verità
sia testimoniata dalla nostra vita.
Per Cristo nostro Signore.
Prefazio pasquale, pagg. 327-331.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE


*A
«lo sono la via, la verità e la vita», dice il Signore. Alleluia. Gv 14,6

B *C
«lo sono la vera vite e voi i tral- «Amatevi gli uni gli altri, come
ci», dice il Signore; «chi rimane io ho amato voi», dice il Signore.
in me e io in lui, porta molto Alleluia. Gv 13, 34
frutto». Alleluia. Gv 15, 1.5

DOPO LA COMUNIONE
Assisti, Signore, il tuo popolo,
che hai colmato della grazia di questi santi misteri,
e fa' che passiamo dalla decadenza del peccato
alla pienezza della vita nuova.
Per Cristo nostro Signore.
216 V SETTIMANA DI PASQUA

Lunedì
ANTIFONA D'INGRESSO È risorto il buon Pastore,
che ha dato la vita per le sue pecorelle,
e per il suo gregge
è andato incontro alla morte. Alleluia.
COLLETTA
O Padre, che unisci in un solo volere
le menti dei fedeli,
concedi al tuo popolo di amare ciò che comandi
e desiderare ciò che prometti,
perché fra le vicende del mondo
là siano fissi i nostri cuori
dove è la vera gioia.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
* Orazioni alternative SULLE OFFERTE e DOPO LA COMUNIONE, pag. 953.
SULLE OFFERTE
Accogli, Signore, l'offerta del nostro sacrificio,
perché rinnovati nello spirito,
possiamo rispondere sempre meglio
all'opera della tua redenzione.
Per Cristo nostro Signore.
Prefazio pasquale, pagg. 327-331.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE «Vi lascio la pace, vi dò la mia pace,


non come la dà il mondo, io la dò a voi»,
dice il Signore. Alleluia. Gv H , 27

* Oppure.
«Se uno mi ama·, osserverà la mia parola,
e il Padre mio lo amerà, e noi verremo a lui
e prenderemo dimora presso di lui». Alleluia.
Gv 14,23
DOPO LA COMUNIONE
O Dio grande e misericordioso,
che nel Signore risorto
riporti l'umanità alla speranza eterna,
accresci in noi l'efficacia del mistero pasquale,
con la forza di questo sacramento di salvezza.
Per Cristo nostro Signore.
V SETTIMANA DI PASQUA 217

Martedì

ANTIFONA D'INGRESSO Date lode al nostro Dio,


voi che lo temete, piccoli e grandi,
perché è venuta la salvezza e la potenza
e la sovranità del suo Cristo. Alleluia. A p 19, 5; 12, lO

COLLEITA
O Padre, che nella risurrezione del tuo Figlio
ci hai aperto il passaggio alla vita eterna,
rafforza in noi la fede e la speranza,
perché non dubitiamo mai di raggiungere quei beni
che tu ci hai rivelato e promesso.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
* Orazioni alternative SULLE OFFERTE e DOPO LA COMUNIONE, pag. 953 .
SULLE OFFERTE
Accogli, Signore,
i doni della tua Chiesa in festa,
e poiché le hai dato motivo di tanta gioia,
donale anche il frutto di una perenne letizia.
Per Cristo nostro Signore.
Prefazio pasquale, pagg. 327-331.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE Se siamo morti con Cristo,


crediamo che con Cristo anche vivremo.
Alleluia. Rm 6, 8

* Oppure:
«Bisogna che il mondo sappia
che io amo il Padre
e faccio quello che il Padre mi ha comandato».
Alleluia. G v 4, 31

DOPO LA COMUNIONE
Guarda con bontà, o Signore, il tuo popolo,
che hai rinnovato con i sacramenti pasquali
e guidalo alla gloria incorruttibile della risurrezione.
Per Cristo nostro Signore.
218 V SETIIMANA DI PASQUA

Mercoledì

ANTIFONA D'INGRESSO Della tua lode sia piena la mia bocca,


perché io possa cantare;
esulteranno, a te cantando, le mie labbra. Alleluia.
Sal 70, 8.23

COLLETTA
O Dio, che salvi i peccatori e li rinnovi nella tua amicizia,
volgi verso di te i nostri cuori:
tu che ci hai liberato dalle tenebre
con il dono della fede,
non permettere che ci separiamo da te, luce di verità.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
* Orazioni alternative SULLE OFFERTE e DOPO LA COMUNIONE, pag. 954.
SULLE OFFERTE
O Dio, che in questi santi misteri
compi l'opera della nostra redenzione,
fa' che questa celebrazione pasquale
sia per noi fonte di perenne letizia.
Per Cristo nostro Signore.
Prefazio pasquale, pagg. 327-331.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE Il Signore è risorto


e ha fatto splendere su di noi la sua luce;
ci ha redenti col suo sangue. Alleluia.
*Oppure:
«In questo è glorificato il Padre mio:
che diventiate miei discepoli
e portiate molto frutto», Alleluia. Gv 15, 8

DOPO LA COMUNIONE
Esaudisci, Signore, le nostre preghiere:
la partecipazione al mistero della redenzione
ci dia l'aiuto per la vita presente
e ci ottenga la felicità eterna.
Per Cristo nostro Signore.
V SETIIMANA DI PASQUA 219

Giovedì
ANTIFONA D'INGRESSO Cantiamo al Signore: è grande la sua gloria.
Mia forza e mio canto è il Signore,
egli è stato la mia salvezza. Alleluia. Es 15, 1-2

'"'O- -TIA
O Dio, che per la tua grazia
da peccatori ci fai giusti
e da infelici ci rendi beati,
custodisci in noi il tuo dono,
perché, giustificati mediante la fede,
perseveriamo nel tuo servizio.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
'-'raL.Juw •mc•uauve .:JULLE GFFERTE e DOPO LA COMUNIONE, pa~ 954.

O Dio, che in questo misterioso scambio di doni


ci fai partecipare alla comunione con te,
unico e sommo bene,
concedi che la luce della tua verità
sia testimoniata dalla nostra vita.
Per Cristo nostro Signore.
PrdaL.lO pasquale, pagg. 327-331.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE Per tutti Cristo è morto,


perché quelli che vivono,
non per se stessi vivano, ma per lui,
che per essi è morto ed è risorto. Alleluia.
1 ') 5, 15

«Come il Padre ha amato me,


così anch'io ho amato voi.
Rimanete nel mio amore ». Alleluia. Gv 15,9

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Assisti il tuo popolo, Dio onnipotente,


e poiché lo hai colmato della grazia di questi santi misteri,
concedigli di passare dalla nativa fragilità umana
alla vita nuova nel Cristo risorto.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli.
220 V SETTIMANA DI PASQUA

Venerdì

ANTIFONA D'INGRESSO L'Agnello immolato


è degno di ricevere potenza e ricchezza
e sapienza e forza e onore. Alleluia. Ap 5, 12

COLLETIA
Donaci, o Padre, di uniformare la nostra vita
al mistero pasquale che celebriamo nella gioia,
perché la potenza del Signore risorto
ci protegga e ci salvi.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
* Orazioni alternative SULLE OFFERTE e DOPO LA COMUNIONE, pag. 955.
SULLE OFFERTE
Santifica, o Dio, i doni che ti presentiamo
e trasforma in offerta perenne tutta la nostra vita
in unione alla vittima spirituale,
il tuo servo Gesù,
unico sacrificio a te gradito.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli.
Prefazio pasquale, pagg. 327-331.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE Il Cristo crocifisso è risorto dai morti


e ci ha redenti. Alleluia.
* Oppure: .
((Voi siete ntiei amici,
se farete ciò che io vi comando»,
dice il Signore. Alleluia. Gv 15, 14

DOPO LA COMUNIONE
O Dio, che ci hai nutriti con questo sacramento,
ascolta la nostra umile preghiera:
il memoriale della Pasqua,
che Cristo tuo Figlio ci ha comandato di celebrare,
ci edifichi sempre nella tua carità.
Per Cristo nostro Signore.
V SETTIMANA DI PASQUA 221

Sabato

ANTIFONA D'INGRESSO Siete stati con Cristo sepolti nel Battesimo,


e con lui siete risorti
per la fede nella potenza di Dio,
che lo ha risuscitato dai morti. Alleluia. Col 2,12

COLLETIA
Dio onnipotente ed eterno,
che nel Battesimo ci hai comunicato la tua stessa vita,
fa' che i tuoi figli,
rinati alla speranza dell'immortalità,
giungano con il tuo aiuto
alla pienezza della gloria.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
* O razioni alternative SULLE OFFERTE e DOPO LA COMUNIONE, pag. 955 .
SULLE OFFERTE
Accogli, Padre misericordioso, l'offerta di questa tua famiglia,
perché con la tua protezione
custodisca i doni pasquali e giunga alla felicità eterna.
Per Cristo nostro Signore.
Prefazio pasquale, pagg. 327-331.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE «Padre, prego per loro,


perché siano in noi una cosa sola,
e il mondo creda che tu mi hai mandato»,
di~e il Signore. Alleluia. Gv 17, 20-21

*Oppure:
«Se hanno osservato la mia parola,
osserveranno anche la vostra»,
dice il Signore. Alleluia. Gv 15, 20

DOPO LA COMUNIONE
Proteggi, Signore, con paterna bontà
il tuo popolo che hai salvato con il sacrificio della croce,
e rendilo partecipe della gloria del Cristo risorto.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli.
VI DOMENICA DI PASQUA

ANTIFONA D'INGRESSO Con voce di giubilo date il grande annunzio,


fatelo giungere ai confini del mondo:
il Signore ha liberato il suo popolo. Alleluia. Cfr Is 48, 20

Si dice il Gloria.

COLLETIA
Dio onnipotente,
fa' che viviamo con rinnovato impegno
questi giorni di letizia in onore del Cristo risorto,
per testimoniare nelle opere
il memoriale della Pasqua che celebriamo nella fede.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
Si dice il Credo.

SULLE OFFERTE
Accogli Signore, l'offerta del nostro sacrificio,
perché, rinnovati nello spirito,
possiamo rispondere sempre meglio all'opera della tua redenzione.
Per Cristo nostro Signore.
Prefazio pasquale, pagg. 327-331.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE


A
((Se mi amate, osservate i miei comandamenti», dice il Signore. ((Io
pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Consolatore, che rimanga ·
con voi in eterno». Alleluia. Gv 14, 15-16

*B *C
«Chi rimane in me e io in lui, «Se uno mi ama, osserverà la mia
porta molto frutto, perché sen- parola e il Padre mio lo amerà e
za di me non potete far nulla». noi verremo a lui e prenderemo
Alleluia. Gv 15, 5 dimora presso di h,ti». Alleluia.
Cv 14,23

DOPO LA COMUNIONE
Dio grande e misericordioso,
che nel Signore risorto
riporti l'umanità alla speranza eterna,
accresci in noi l'efficacia del mistero pasquale
con la forza di questo sacramento di salvezza.
Per Cristo nostro Signore.
VI SETIIMANA DI PASQUA 223

Lunedì

ANTIFONA D'INGRESSO Cristo risorto più non muore,


la morte non ha più potere su di lui. Alleluia. Rm 6, 9

COf.LETIA
Donaci, Padre misericordioso,
di rendere presente in ogni momento della vita
la fecondità della Pasqua,
che si attua nei tuoi misteri.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
• vraz10m alternauve ~ULLE OFFERTE e DOPO LA COMUNIONE, p<" 956

SUJ •:::: o~FEP.TF.

Accogli, Signore,
i doni della tua Chiesa in festa,
e poiché le hai dato il motivo di tanta gioia,
donale anche il frutto di una perenne letizia.
Per Cristo nostro Signore.
Prefazto pasquale, pagg 327-331.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE Gesù si fermò in mezzo ai suoi discepoli


e disse loro:
«Pace a voi ». Alleluia. Gv 20, 19

«Lo Spirito di verità che procede dal Padre,


mi renderà testimonianza». Alleluia. ·. ~ 26

........T ~ - ~0~"'· ·l'Il· o ~

Guarda con bontà o Signore, il tuo popolo,


che hai rinnovato con i sacramenti pasquali,
e guidalo alla gloria incorruttibile della risurrezione.
Per Cristo nostro Signore.
224 v'l SETTIMANA DI PASQUA

Martedì

ANTIFONA D'INGRESSO Rallegriamoci ed esultiamo,


diamo gloria a Dio,
perché il Signore ha preso possesso del suo regno,
il nostro Dio, l'Onnipotente. Alleluia. Ap 19, 7.6

COLLETIA
Esulti sempre il tuo popolo, o Padre,
per la .rinnovata giovinezza dello spirito,
e come oggi si allieta per il dono della dignità filiale,
così pregusti nella speranza
il giorno glorioso della risurrezione.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
'-'rd~v~ ............... u ... ..,..., ......... '""'.rFERTE e DOPO LA COMUNIONE, p~ 956

O Dio, che in questi santi misteri


compi l'opera della nostra redenzione,
fa' che questa celebrazione pasquale
sia per noi fonte di perenne letizia.
Per Cristo nostro Signore.
Prefazio pasquale, pagg. 327-331.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE Il Cristo doveva patire


e risuscitare dai morti
e così entrare nella sua gloria. Alleluia.
24,4626
* Oppu é·
«Lo Spirito Consolatore convincerà il mondo
quanto al peccato, alla giustizia e al giudizio».
Alleluia.
DO::."O .. ,...,..., n TNTONP

Esaudisci, Signore, le nostre preghiere:


la partecipazione al mistero della redenzione
ci dia l'aiuto per la vita presente
e ci ottenga la felicità eterna.
Per Cristo nostro Signore.
VI SETTIMANA DI PASQUA 225

Mercoledì

ANTIFONA D'INGRESSO Ti loderò, Signore, fra tutti i popoli,


ai miei fratelli annunzierò il tuo nome. Alleluia.
Sal 17, 50; 21, 23

COLLETIA
O Dio, che ci chiami a celebrare nella fede
la risurrezione del tuo Figlio,
fa' che possiamo rallegrarci con lui insieme ai tuoi santi
nel giorno della sua venuta.
Egli è Dio, e vive e regna con te,
nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
* Orazioni alternative SULLE OFFERTE e DOPO LA COMUNIONE, pag. 957.
SULLE OFFERTE
O Dio, che in questo misterioso scambio di doni
ci fai . partecipare alla comunione con te,
unico e sommo bene,
concedi che la luce della tua verità
sia testimoniata dalla nostra vita.
Per Cristo nostro Signore.
Prefazio pasquale, pagg. 327-331.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE Dice il Signore:


«Io vi ho scelto dal mondo
e vi ho costituiti
perché andiate e portiate frutto,
e il vostro frutto rimanga». Alleluia.
Cfr Gv 15, 16.19
* Oppure:
«Quando verrà lo Spirito di verità,
vi guiderà alla verità tutta intera». Alleluia.
Gv 16,13

DOPO LA COMUNIONE
Assisti il tuo popolo, Dio onnipotente,
e poiché lo hai colmato della grazia di questi santi misteri,
donagli di passare dalla nativa fragilità umana
alla vita nuova nel Cristo risorto.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli.
226 Il SETTIMANA DI PASQUA

Giovedì
Dove:: 1 .n:;cem•onc:: :;i celebra in domenica.

ANTIFONA D'INGRESSC Quando avanzavi, o Dio, davanti al tuo popolo,


e ad essi aprivi la via e abitavi con loro,
la terra tremò e stillarono i cieli. Alleluia.
C r Sal 67, 8-9.20

COLLETIA
O Dio, nostro Padre,
che ci hai reso partecipi dei doni della salvezza,
fa' che professiamo con la fede
e testimoniamo con le opere
la gioia della risurrezione.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
.......~•..,•• , ....", ...... v" ··"-'L.._.._ -.JJ. FERTE e DOPO LA COMUNIONE, pa 957.

Accogli, Signore,
l'offerta del nostro sacrificio,
perché rinnovati nello spirito,
possiamo rispondere sempre meglio
all'opera della tua redenzione.
Per Cristo nostro Signore.
Prefaz10 pasqt.alt, pagr 327-331

ANTIFONA ALLA COMUNIONE «Ecco, io sono con voi tutti i giorni


sino alla fine del mondo». Alleluia. M t 28,20

Opp, r ·
«Voi sarete afflitti e il mondo si rallegrerà,
ma la vostra afflizione si cambierà in gioia».
Alleluia. 20

DOr'O .. A rnur P' l'T,... .....


O Dio grande e misericordioso,
che nel Signore risorto
riporti l'umanità alla speranza eterna,
accresci in noi l'efficacia del mistero pasquale,
con la forza di questo sacramento di salvezza.
Per Cristo nostro Signore.
VI SETTIMANA DI PASQW 227

Venerdì

ANTIFONA D'INGRESSO Ci hai redenti, o Signore, con il tuo sangue


da ogni tribù e lingua e popolo e nazione,
e hai fatto di noi un regno di sacerdoti
per il nostro Dio. Alleluia. Ap 5, 9-10

COlLfTIA
Si compia in ogni luogo, Signore,
con la predicazione del Vangelo,
la salvezza acquistata dal sacrificio del Cristo,
e la moltitudine dei tuoi figli adottivi
ottenga da lui, parola di verità,
la vita nuova promessa a tutti gli uomini.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

n(\VP ~~ r,.,J..,.,..,; ..>. ~ ..lJ' A.scensi'"""le è ('f''ebrM_.. ;J e:iovedì, si dice la colletta seguente:

O Dio, che nella risurrezione del tuo Figlio


ci hai aperto il passaggio alla vita eterna,
innalza il nostro spirito
verso il Salvatore che siede alla tua destra,
perché, quando tornerà nella gloria,
noi tutti, rinati nel Battesimo
riceviamo la veste candida della vita immortale.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

* Orazio n i alternative SULLE OFFERTE e DOPO LA COMUNIONE, pa 958.

Accogli, Padre misericordioso, l'offerta di questa tua famiglia,


perché con la tua protezione
custodisca i doni pasquali e giunga alla felicità eterna.
Per Cristo nostro Signore.
l"ret ...t.~c. yaS4ùaJ<., P"~ 327-331.
Dove l< 'i( k 1r t c !Il A Le s·cne è celebrata il giovedì, prefazio pasquale o dell'Ascensio-
ne, pagl. 327-333.
* Opp m. Do J l'Ascensione, pag. 334.
228 VI SETTIMANA DI PASQUA

ANTIFONA ALLA COMUNIONE Cristo nostro Signore


è stato messo a morte per i nostri peccati
ed è risu.scitato per la nostra giustificazione.
Alleluia. Rm 4, 25

* Oppure:
«Non vi lascerò orfani», dice il Signore;
«verrò di nuovo a voi
e si allieterà il vostro cuore». Alleluia.
Gv 14, 18; 16, 22

DOPO LA COMUNIONE
Proteggi, Signore, con paterna bontà,
il tuo popolo che hai salvato con il sacrificio della croce,
e rendilo partecipe della gloria del Cristo risorto.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

Sabato
ANTIFONA D'INGRESSO Voi siete un popolo redento;
annunziate le grandi opere del Signore,
che vi ha chiamato dalle tenebre
alla sua ammirabile luce. Alleluia. l Pt 2, 9

COLLEITA
O Dio, nostro Padre, disponi sempre al bene i nostri cuori,
perché, nel continuo desiderio di elevarci a te,
possiamo vivere pienamente il mistero pasquale.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

Dove la solennità dell'Ascensione è celebrata il giovedì, si dice la colletta seguente:


O Padre, il tuo unico Figlio,
prima di salire al cielo,
promise ai suoi apostoli lo Spirito Santo:
tu che hai dato loro la multiforme ricchezza
della sapienza eterna,
concedi anche a noi di ricevere i doni del tuo Spirito.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
VI SETTIMANA Dl PASQUA 229

* Orazioni alternative SULLE OFFERTE e DOPO LA COMUNIONE, pag. 958.

SULLE OFFERTE
Santifica, o Dio, i doni che ti presentiamo
e trasforma in offerta perenne tutta la nostra vita
in unione alla vittima spirituale,
il tuo servo Gesù,
unico sacrificio a te gradito.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli.
Prefazio pasquale, pagg. 327-331.
Dove la solennità dell'Ascensione è celebrata il giovedì, prcfazio pasquale o dell' Ascensio-
ne, pagg. 327-333.
* Oppure: Dopo l'Ascensione, pag. 334.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE «Quelli che mi hai dato, Padre,


voglio che siano con me, dove sono io,
perché contemplino
la gloria che mi hai dato». Alleluia. Gv 17, 24
*Oppure:
«Il Padre vi ama, poiché voi mi avete amato
e avete creduto che io sono venuto da Dio».
Alleluia. Gv 16, 27

DOPO LA COMUNIONE
O Dio, che ci hai nutriti con questo sacramento,
ascolta ·la nostra umile preghiera:
il memoriale della Pasqua,
che Cristo tuo Figlio ci ha comandato di celebrare,
ci edifichi sempre nel vincolo della tua carità.
Per Cristo nostro Signore.
ASCENSIONE
DEL
SIGNORE

ANTIFONA D'INGRESSO ~Uomini di Galilea,


perché fissate nel cielo lo sguardo?
Come l'avete visto salire al cielo,
così il Signore ritornerà ,.. Alleluia. At l, 11

Si dice Gloria
co· .. ~-rA

Esulti di santa gioia la tua Chiesa, o Padre,


per il mistero che celebra in questa liturgia di lode,
poiché nel tuo Figlio asceso al cielo
la nostra umanità è innalzata accanto a te,
e noi, membra del suo corpo, viviamo nella speranza
di raggiungere Cristo, nostro capo, nella gloria.
Egli è Dio, e vive e regna con te,
nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
S, d1ce ·1 Credo.

SU!..LE " f........ PlT


Accogli, Signore, il sacrificio che ti offriamo
nella mirabile ascensione del tuo Figlio,
e per questo santo scambio di ·doni
fa' che il nostro spirito si innalzi alla gioia del cielo.
Per Cristo nostro Signore.
.l H.ac>Lo>V u-.al • L->'-'-Uo>lUI332-333
Nel Canone Romano, si clic~
Communicantes opno.
* Nelle Preghiere eucaristich(. II "II si fa il ricordo proprio.

Dove è di precetto, l'Ascensione si celebra il giovedì della VI settimana di Pasqua,


altrimenti, come a giorno proprio, la VII domenica di Pasqua.
ASCENSIONE DEl SIGNORE 231

ANTIFONA ALLA COMUNIONE n


«Ecco, io sono con voi tutti i giorni
sino alla fine del mondo ,.. Alleluia. Mr 28,20

*.o
«Andate in tutto il mondo,
predicate il Vangelo a ogni creatura ». Alleluia.
• lC .6, .5
*C
«Nel nome del Signore Gesù
predicate a tutte le genti
la conversione e il perdono dei peccati».
Alleluia. Cf I , 24, 47

DOr>O LA COMU"'lJONE
Dio onnipotente e misericordioso,
che alla tua Chiesa pellegrina sulla terra
fai gustare i divini misteri,
suscita in noi il desiderio della patria eterna,
dove hai innalzato l'uomo ac€anto a te nella gloria.
Per Cristo nostro Signore.
Il cero pasquale rimane tmo alla solennità di Pentecoste.
VII DOMENICA DI PASQUA
Dove J AscensiOne si celebra il giovedì della VI settimana <11 J~asqua.

ANTIFONA D'INGRESSO Ascolta, Signore, la mia voce: a te io grido.


Di te dice il mio cuore: «Cercate il suo volto ».
Il tuo volto io cerco, o Signore.
Non nascondermi il tuo volto. Alleluia. Sal 26,7-9
Si dice J Gloria.

COLLETTA
Ascolta, o Padre, la preghiera dei tuoi figli,
che professano la fede nel Cristo Salvatore,
asceso alla tua destra nella gloria,
e fa' che, secondo la promessa,
sentiamo la sua presenza in mezzo a noi, sino alla fine dei tempi.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
S d1Lt: _ Credo
SULLE ~~~~n'TI:

Accogli, Signore, le nostre offerte e preghiere,


e fa' che questo santo sacrificio,
espressione perfetta della nostra fede,
ci apra il passaggio alla gloria del cielo.
Per Cristo nostro Signore.
Pre1azio pasquale o ddl Ascensione, pagg. 327-333
* Oppure: Dopo l'Ascensione, pag. 334.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE


A
«Questa è la vita eterna: conoscere te, unico vero Dio, e colui che hai
mandato, Gesù Cristo», Alleluia. ~ .7 3

«Padre santo, custodisci nel tuo «Ti prego, Padre, che siano una
nome coloro che mi hai dato, per- cosa sola, come una cosa sola sia-
ché siano una cosa sola come mo noi ». Alleluia. "· ..2
noi ». Alleluia. G

DO:?'"' y • ,...,..,. •J T n r -.::

Ascoltaci, Dio nostro Salvatore,


e per questa partecipazione ai tuoi santi misteri
donaci la serena fiducia
che tutto il corpo della Chiesa
si unirà a Cristo suo capo nella gloria.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli.
VII SETTIMANA DI PASQUA 233

Lunedì

ANTIFONA D'INGRESSO «Riceverete la forza dello Spirito Santo,


che scenderà su di voi,
e mi sarete testimoni
sino agli estremi confini della terra». Alleluia. Ar 1, s

COLLETTA
Venga su di noi, o Padre,
la potenza dello Spirito Santo,
perché aderiamo pienamente alla tua volontà,
per testimoniarla con amore di figli.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
* Orazioni alternative SULLE OFFERTE e DOPO LA COMUNIONE, pag. 959.
SULLE OFFERTE
Signore, questo sacrificio senza macchia
ci liberi dal peccato,
e infonda nel nostro cuore il vigore della tua grazia.
Per Cristo nostro Signore.
Prefazio pasquale o dell'Ascensione, pagg. 327-333.
* Oppure: Dopo l'Ascensione, pag. 334.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE «Non vi lascerò orfani», dice il Signore;


«verrò di nuovo a voi,
e si allieterà il vostro cuore». Alleluia.
Gv 14, 18; 16,22
* Oppure:
«Voi avrete tribolazioni nel mondo,
ma abbiate fiducia;
io ho vinto il mondo». Alleluia. Gv 16,33

DOPO LA COMUNIONE
Assisti il tuo popolo, Dio onnipotente,
e poiché lo hai colmato della grazia di questi santi misteri,
donagli di passare dalla nativa fragilità umana
alla vita nuova nel Cristo risorto.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli.
234 VII SElTIMANA DI PASQUA

Martedì
ANTIFONA D'INGRESSO «lo sono il primo e l'ultimo, il vivente;
ero morto, ma ora sono vivo
per tutti i secoli». Alleluia. Ap l, 17-18

COLLETTA
Padre onnipotente e misericordioso,
fa' che lo Spirito Santo
venga ad abitare in noi
e ci trasformi in tempio della sua gloria.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
* O razioni alternative SULLE OFFERTE e DOPO LA COMUNIONE, pag. 959.

SULLE OFFERTE
Accogli, Signore, le nostre offerte e preghiere,
e fa' che questo santo sacrificio,
espressione perfetta della nostra fede,
ci apra il passaggio alla gloria del cielo.
Per Cristo nostro Signore.
Prefazio pasquale o dell'Ascensione, pagg. 327-333.
* Oppure: Dopo I'Ascensione, pag. 334.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE «Lo Spirito Santo,


che il Padre manderà in mio nome,
v'insegnerà ogni cosa
e vi ricorderà tutto ciò che vi ho detto».
Alleluia. Gv 14, 26

*Oppure:
«Questa è la vita eterna:
conoscere te, unico vero Dio,
e colui che hai mandato Gesù Cristo».
Alleluia. Gv 17, 3

DOPO LA COMUNIONE
O Dio, che ci hai nutriti con questo sacramento,
ascolta la nostra umile preghiera:
il memoriale della Pasqua,
che Cristo tuo Figlio ci ha comandato di celebrare,
ci edifichi sempre nel vincolo della tua carità.
Per Cristo nostro Signore.
VII SETTIMANA DI PASQUA 235

Mercoledì
ANTIFONA D'INGRESSO Popoli tutti, battete le mani,
acclamate Dio con voci di gioia. Alleluia. Sal 46,2

COLLETTA
Padre misericordioso,
fa' che la tua Chiesa,
riunita dallo Spirito Santo,
ti serva con piena dedizione
e formi in te un cuore solo e un'anima sola.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
* Orazioni alternative SULLE OFFERTE e DOPO LA COMUNIONE, pag. 960.
SULLE OFFERTE
Accogli, Signore, il sacrificio
che tu stesso ci hai comandato di offrirti
e, mentre esercitiamo il nostro ufficio sacerdotale,
compi in noi la tua opera di salvezza.
Per Cristo nostro Signore.
Prefazio pasquale o dell'Ascensione, pagg. 327-333.
* Oppure: Dopo l'Ascensione, pag. 334.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE «Quando verrà il Paràclito,


che io vi manderò,
lo Spirito di verità che procede dal Padre,
egli mi renderà testimonianza,
e anche voi mi darete testimonianza». Alleluia.
Gv 15 26-27
* Oppure:
«Io consacro me stesso
per coloro che mi hai dato, Padre,
perché siano anch'essi consacrati nella verità».
Alleluia. Gv 17, 19

DOPO LA COMUNIONE
La partecipazione a questo santo mistero
ci dia grazia su grazia, Signore,
e con la sua forza rinnovatrice
ci renda sempre più degni
di così grande dono.
Per Cristo nostro Signore.
236 VII SETTIMA DI ,ASQUA

Giovedì
ANTIFONA D'INGRESS< Accostiamoci con fiducia al trono della grazia,
per ricevere misericordia e ottenere l'aiuto,
che ci sostenga al momento opportuno. Alleluia.
l- ) 4, 16

COLLET....A
Venga, o Padre, il tuo Spirito
e ci trasformi interiormente con i suoi doni;
crei in noi un cuore nuovo,
perché possiamo piacere a te
e cooperare al tuo disegno di salvezza.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
_.IJaL.IUill cmcruaLJVC JUJ...J...C vFFERTE e DOPO LA COMUNIONE, P< 961

Santifica, o Dio, i doni che ti presentiamo


e trasforma in offerta perenne tutta la nostra vita
in unione alla vittima spirituale,
il tuo servo Gesù,
unico sacrificio a te gradito.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli.
Prefazto pasquak o deh'As<.:e:nswne, pagg. 327-333
* Oppure: Dopo l'Ascemione, pab. 334.

ANTIFONA ALLA COMUNIONI:. «Vi dico la verità:


è bene per voi che me ne vada;
se io non vado, non verrà a voi il Paràclito».
Alleluia. '•
Op o
«Padre, l'amore con il quale mi hai amato
sia in essi e io in loro».
Alleluia. Gv 17,26

}r"">- - • ~~ ·-1\.TTr\NJ;

Ci illumini, Signore, la tua parola


e ci sostenga la comunione al sacrificio che abbiamo celebrato,
perché guidati dal tuo Santo Spirito
perseveriamo nell'unità e nella pace.
Per Cristo nostro Signore.
VII SE1TIMANA DI PASQUA 237

Venerdì

ANTIFONA D'INGRESSC Cristo ci ha amati,


e ci ha liberati dai nostri peccati con il suo sangue,
e ha fatto di noi un regno di sacerdoti
per il suo Dio e Padre. Alleluia. Ap 1, S-6

COLJ.FTTA
O Dio, nostro Padre,
che ci hai aperto il passaggio alla vita eterna
con la glorificazione del tuo Figlio
e con l'effusione dello Spirito Santo,
fa' che, partecipi di così grandi doni,
progrediamo nella fede
e ci impegniamo sempre più nel tuo servizio.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i ·secoli dei secoli.

Guarda con bontà, Signore,


le offerte che ti presentiamo,
e perché ti siano pienamente gradite
manda il tuo Spirito
a purificare i nostri cuori.
Per Cristo nostro Signore.
Prcfazto pasqudlc o dcJ'Asc.:ensione, pagg. 327-333.
* Oppure: Dopo l'Ascensione, pag. 334.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE «Quando verrà lo Spirito di verità,


vi guiderà alla verità tutta intera».
Alleluia. Gv 16, 13

0?.
« Simone di Giovanni, mi ami? ».
«Signore, tu sai che ti amo ».
« Seguimi» dice il Signore. Alleluia. Gv 21, 17.19

.......................... 1 A r . . . . . •• ·--- ·-

O Dio, che ci santifichi e ci nutri


con i tuoi santi misteri,
concedi che i doni di questa tua mensa
ci ottengano la vita senza fine.
Per Cristo nostro Signore.
238 l'II SElTIMANA DI PASQUA

Sabato
Messa del mattino

ANTIFONA D'INGRESSO I discepoli erano assidui e concordi nella preghiera,


con le donne e con Maria, Madre di Gesù,
e con i fratelli di lui. Alleluia. At t, H

COLLEITA
Dio onnipotente ed eterno,
che ci dài la gioia di portare a compimento i giorni della Pasqua,
fa' che tutta la nostra vita
sia una testimonianza del Signore risorto.
Egli è Dio, e vive e regna con te,
nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
SULLI: o-~ERT~

Venga, Signore, il tuo Santo Spirito


e disponga i nostri cuori
a celebrare degnamente i santi misteri,
perché egli è la remissione di tutti i peccati.
Per Cristo nostro Signore.
Prefazw pasquale o dell'Asc:ens10ne, pagg. 327-333.
* Oppure: Dopo l'Ascensione, pag. 334.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE «Lo Spirito Santo mi glorificherà,


perché riceverà del mio e ve lo annunzierà~,
dice il Signore. Alleluia. 4

Oppurt
«Se voglio che egli rimanga finché io venga,
che importa a te? ~ dice il Signore.
«Tu seguimi~. Alleluia.. Gv 21,22

DO~O J A. r - -u yy'"' ·:.

Signore, che hai guidato il tuo popolo


dall'antica alla nuova alleanza,
concedi che, liberati dalla corruzione del peccato,
ci rinnoviamo pienamente nel tuo Spirito.
Per Cristo nostro Signore.
DOMENICA
DI PENTECOSTE

Messa vespertina
nella vigilia

Questa Messa si dice la sera del sabato, prima o dopo i I Vespri della solennità.
* Per una celebrazione vigiliare prolungata vedi Appendice, pag. 979.

ANTIFONA D'INGRESSO L'amore di Dio è stato effuso nei nostri cuori


per mezzo dello Spirito,
che ha stabilito in noi la sua dimora. Alleluia.
Rm 5, 5; 8, 11

Si dice il Gloria.

COLLETIA
Dio onnipotente ed eterno,
che hai racchiuso la celebrazione della Pasqua
nel tempo sacro dei cinquanta giorni,
rinnova il prodigio della Pentecoste:
fa' che i popoli dispersi si raccolgano insieme
e le diverse lingue si uniscano
a proclamare la gloria del tuo nome.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
Oppure:
Rifulga su di noi, Padre onnipotente,
Cristo, luce da luce, splendore della tua gloria,
e il dono del tuo Santo Spirito
confermi nell'amore i tuoi fedeli,
rigenerati a vita nuova.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
Si d1ce il Credo.
240 DOMENICA DI PENTECOSTE

SULLE OFFERTE
Scenda, o Padre, il tuo Santo Spirito
sui doni che ti offriamo
e susciti nella tua Chiesa la carità ardente,
che rivela a tutti gli uomini il mistero della salvezza.
Per Cristo nostro Signore.
Prefazio di Pentecoste, come alla Messa del giorno.
Nel Canone Romano, si dice il Communicantes proprio.
* Nelle Preghiere eucaristiche II e III si fa il ricordo proprio.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE L'ultimo giorno della festa,


Gesù si levò in piedi ed esclamò a gran voce:
«Chi ha sete, venga a me e beva». Alleluia.
Gv 7,37

DOPO LA COMUNIONE
Ci santifichi, o Padre, la partecipazione a questo sacrificio,
e accenda in noi il fuoco dello Spirito Santo,
che hai effuso sugli Apostoli
nel giorno della Pentecoste.
Per Cristo nostro Signore.
DOMENICA DI PENTECOSTE 241

Messa del giorno

ANTIFONA D'INGRESSO Lo Spirito del Signore ha riempito l'universo,


egli che tutto unisce,
conosce ogni linguaggio. Alleluia. Sap 1, 7

Oppure:
L'amore di Dio è stato effuso nei nostri cuori
per mezzo dello Spirito,
che ha stabilito in noi la sua dimora. Alleluia.
Rm 5, 5; 8, 11
Si dice il Gloria.

COLLETTA
O Padre, che nel mistero della Pentecoste
santifichi la tua Chiesa
in ogni popolo e nazione,
diffondi sino ai confini della terra
i doni dello Spirito Santo,
e continua oggi, nella comunità dei credenti,
i prodigi che hai operato
agli inizi della predicazione del Vangelo.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
Si dice il Credo.

SULLE OFFERTE
Manda, o Padre, lo Spirito Santo promesso dal tuo Figlio,
perché riveli pienamente ai nostri cuori
il mistero di questo sacrificio,
e ci apra alla conoscenza di tutta la verità.
Per Cristo nostro Signore.
PREFAZIO
La Pentecoste epifania della Chiesa
y. Il Signore sia con voi.
~· E con il tuo Spirito.
y. In alto i nostri cuori.
ijl. Sono rivolti al Signore.
y. Rendiamo grazie al Signore, nostro Dio.
ijl. È cosa buona e giusta.
242 DOMENICA DI PENTECOSTE

....
A E veramentecosa buona e giusta,
nostro dovere e fonte di salvezza, *
rendere grazie sempre e in ogni luogo *
a te, Signore, Padre santo, ""
Dio onnipotente ed eterno. **
B Oggi hai portato a compimento il mistero pasquale
e su coloro che hai reso figli di adozione in Cristo tuo Figlio
hai effuso lo Spirito Santo, *
che agli albori della Chiesa nascente
ha rivelato a tutti i popoli il mistero nascosto nei secoli, '~
e ha riunito i linguaggi della famiglia umana
nella professione dell'unica fede. **
A Per questo mistero, *
nella pienezza della gioia pasquale,
l'umanità esulta su tutta la terra, ·~
e con l'assemblea degli angeli e dei santi *
canta l'inno della tua gloria: **
Santo, Santo, Santo il Signore, Dio dell'universo.
I cieli e la terra sono pieni della tua gloria.
Osanna nell'alto dei cieli.
Benedetto colui che viene nel nome del Signore.
Osanna nell'alto dei cieli.
Nel Canone Romano, si dice il Communicantes proprio.
* Nelle Preghiere eucaristiche II e III SI fa il ricordo proprio.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE Tutti furono ripieni di Spirito Santo


e proclamavano le grandi opere di Dio.
Alleluia. At 2, 4.11

*A
«Come il Padre ha mandato me,
anch'io mando voi. ·
Ricevete lo Spirito Santo». Alleluia. G v 20,21.22

*B
«Lo Spirito di verità
vi guiderà alla verità tutta intera», Alleluia.
Gv 16, 13
*C
«Io pregherò il Padre
ed egli vi darà un altro Consolatore,
perché rimanga con voi per sempre». Alleluia.
Gv 14, 16
DOMENICA DI PENTECOSTE 243

DOPO LA COMUNIONE
O Dio, che hai dato alla tua Chiesa
la comunione ai beni del cielo,
custodisci in noi il tuo dono,
perché in questo cibo spirituale che ci nutre per la vita eterna,
sia sempre operante in noi la potenza del tuo Spirito.
Per Cristo nostro Signore.

Nel congedare l'assemblea, si dice:

y. La Messa è finita: andate in pace. Alleluia, alleluia.


* Oppure:
Andate e portate a tutti la gioia del Signore risorto. Alleluia, alleluia.

ijl. Rendiamo grazie a Dio, alleluia, alleluia.

Con la solennit~ di Pentecoste termina il Tempo di Pasqua. È bene portare il cero


pasquale nel battistero e ll conservarlo con il debito onore. Alla fiamma del cero si
accendono, nella celebrazione del Battesimo, le candele dei neo-battezzati.
Nei luoghi dove, per consuetudine, i fedeli partecipano numerosi alla Messa del lu-
nedì e del martedì di Pentecoste, si riprende la Messa della domenica di Pentecoste o
si dice una «Messa votiva• dello Spirito Santo, pagg. 844-848.
TEMPO
ORDINARIO
n Tempo «Ordinario• comprende 34 o 33 settimane. Comincia il lunedì dopo la dome-
nica che segue il 6 gennaio, e si protrae fino all'inizio della Quaresima; riprende poi il
lunedì dopo la domenica di Pentecoste e termina il sabato che precede la prima domeni-
ca di Avvento.
n Messale presenta quindi 34 Messe per le domeniche e ferie di questo Tempo. Il loro
uso è regolato dalle norme seguenti:
a) nelle domeniche si prende normalmente la Messa che corrisponde al numero ordina-
le di quella data domenica, a meno che non ricorra una solennità o una festa che tiene il
luogo della domenica;
b) nelle ferie si puÒ dire una qualsiasi delle 34 Messe domenicali; nella scelta, si tenga
presente l' *
e dei fedeli ( vedi anche collette per le ferie del Tempo Ordi-
nario, p~ 1017-1025
n modo di l.UC u wmpLitO delle domeniche e delle settimane del Tempo Ordinario è il
seguente:
1. Pnma della Quaresima
La domenica in cui si celebra la festa del Battesimo del Signore tiene il luogo della prima
domenica del Tempo Ordinario; la sua settimana è però la prima del Tempo Ordinario.
Seguono, nel loro ordine progressivo, le altre domeniche e settimane, fino all'inizio del-
la Quaresima.
2. Dopo Pentecoste
a) Se le settimane del Tempo Ordinario sono 34, se ne riprende la serie dalla settimana
che segue immediatamente, nell'ordine, l'ultima interrotta al sopraggiungere della Quare-
sima. Notare però che le Messe della domenica di Pentecoste e della solennità della
SS.ma Trinità tengono il luogo delle rispettive Messe domenicali.
b) Se le settimane del Tempo Ordinario suno 33, si tralascia la prima seuimana da cui si
do"rebbe ,.:p--,d,.. .... dopo la Pentecoste.
Il Gloria 1 Credo dicono soltanto nelle domeniche.
Neue duun;un. u~; .. ~ tefazio è quello delle domeniche del Tempo Ordinario; quello co-
mune nelle ferie.
* Nelle domeniche nel Canone Romano si dice Communicantes ·oprio e nelle pre-
ghiere eucaristiche II e III si fa il ricordo proprio.
L'antifona alla comunione è presentata in duplice stesura; la prima è tratta dal salterio, la
seconda per lo più dal Vangelo. Si può scegliere l'una o l'altra, secondo l'opportunità,
d~ndo però la preferenza a quella tratta dal Vangelo, quando sia riferita al Vangelo del
gwrno.
* La domenica è opportuno dare la preferenza all'antifona con riferimento al Vangelo
dell'anno A o B o C.
TEMPO ORDINARIO 247

I SETTIMANA
La prima domenica del Tempo Ordinario è sostituita
dalla festa del Battesimo del Signore, pag. 60.

ANTIFONA D'INGRESSO Vidi il Signore su di un trono altissimo:


lo adorava una schiera di angeli
e cantavano insieme:
«Ecco colui che regna per sempre~.

COLLETIA
Ispìra nella tua paterna bontà, o Signore,
i pensieri e i propositi del tuo popolo in preghiera,
perché veda ciò che deve fare
e abbia la forza di compiere ciò che ha veduto.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

SULLE OFFERTE
Accogli, Signore, l'offerta che ti presentiamo,
esaudisci la nostra fiduciosa preghiera
e santifica tutta la nostra vita.
Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE Oppure:


Presso di te, Signore, è la sor- «Io sono venuto perché abbia-
gente della vita, nella tua luce no la vita, e l'abbiano in abbon-
noi vedremo la luce. Sal 35, 10 danza ~, dice il Signore. Gv 10, 10

DOPO LA COMUNIONE
Dio onnipotente, che ci hai nutriti alla tua mensa,
donaci di esprimere in un fedele servizio
la forza rinnovatrice di questi santi misteri.
Per Cristo nostro Signore.
248 TEMPO ORDINARIO

II DOMENICA

ANTIFONA D'INGRESSO Tutta la terra ti adori, o Dio, e inneggi a te:


inneggi al tuo nome, o Altissimo. Sal 65,4

COLLEITA
Dio onnipotente ed eterno,
che governi il cielo e la terra,
ascolta con bontà le preghiere del tuo popolo
e dona ai nostri giorni la tua pace.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

SULLE OFFERTE
Concedi a noi tuoi fedeli, Signore,
di partecipare degnamente ai santi misteri
perché, ogni volta che celebriamo
questo memoriale del sacrificio del tuo Figlio,
si compie l'opera della nostra redenzione.
Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA Dinanzi a me hai preparato una mensa e il mio calice trabocca.


ALLA Sal 22, 5
COMUNIONE Oppure: *B
Abbiamo conosciuto l'amore che Giovanni Battista vide Gesù e
Dio ha per noi e vi abbiamo cre- disse: «Ecco l'Agnello di Dio!».
duto. 1 Gv·4, 16 E. i discepoli seguirono Gesù.
Gv l, 36-37
*A *C
«Ecco l'Agnello di Dio, che to- Gesù manifestò la sua gloria in
glie il peccato del mondo! » Cana di Galilea e i suoi discepoli
Gv 1, 29 credettero in lui. Gv 2, 11

DOPO LA COMUNIONE
Infondi in noi, o Padre, lo Spirito del tuo amore,
perché nutriti con l'unico pane di vita
formiamo un cuor solo e un'anima sola.
Per Cristo nostro Signore.
TEMPO ORDINARIO 249

III DOMENICA

ANTIFONA D'INGRESSO Cantate al Signore un canto nuovo,


cantate al Signore da tutta la terra;
splendore e maestà dinanzi a lui,
potenza e bellezza nel suo santuario. Sal 95, 1.6

COLLETTA
Dio onnipotente ed eterno,
guida i nostri atti secondo la tua volontà,
perché nel nome del tuo diletto Figlio
portiamo frutti generosi di opere buone.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
SULLE OFFERTE
Accogli i nostri doni, Padre misericordioso,
e consacrali con la potenza del tuo Spirito,
perché diventino per noi sacramento di salvezza.
Per Cristo nostro Signore.
ANTIFONA Guardate al Signore e sarete raggianti, e il vostro volto non sarà
ALLA confuso. Sal33, 6
COMUNIONE
Oppure: *B
«<o sono la luce del mondo», di- «Il regno di Dio è vtcmo; con-
ce il Signore; «chi segue me, vertitevi e credete al Vangelo».
non cammina nelle tenebre, ma Mc l, 15
avrà la luce della vita». Gv 8, 12 •c
«Lo Spirito del Signore è sopra
*A di me: mi ha mandato per an-
Il popolo immerso nelle tene- nunziare ai poveri il lieto mes-
bre ha visto una grande luce. saggio». Le 4 18
Mt 4, 16

DOPO LA COMUNIONE
O Dio, che in questi santi misteri
ci hai nutriti col corpo e sangue del tuo Figlio,
fa• che ci rallegriamo sempre del tuo dono,
sorgente inesauribile di vita nuova.
Per Cristo nostro Signore.
250 TEMPO ORDINARIO

IV DOMENICA

ANTIFONA D'INGRESSO Salvaci, Signore Dio nostro,


e raccoglici da tutti i popoli, ·
perché proclamiamo il tuo santo nome
e ci gloriamo della tua lode. Sal 105, 47

COLLETTA
Dio grande e misericordioso,
concedi a noi tuoi fedeli
di adorarti con tutta l'anima
e di amare i nostri fratelli nella carità del Cristo.
. Egli è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

SULLE OFFERTE
Accogli con bontà, o Signore, questi doni
che noi, tuo popolo santo, deponiamo sull'altare,
e trasformati in sacramento di salvezza.
Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA Fa' risplendere sul tuo servo la *B


ALLA luce del tuo volto, e salvami per «Io so chi tu sei, Gesù Nazare-
COMUNIONE la tua misericordia. Che io non no: il santo di Dio». Cfr Mc l, 24
resti confuso, Signore, perché ti
ho invocato. Sal 30, 17-18 *C

*A «Oggi si è adempiuta la Scrittu-


ra. che voi avete udita con i vo-
Beati i poven m spirito, peréhé stri orecchi». Le 4, 21
di essi è il regno dei cieli. Beati i
miti, perché erediteranno la terra.
Mt 5, 3.5

DOPO LA COMUNIONE
O Dio, che ci hai nutriti alla tua mensa,
fa' che per la forza di questo sacramento,
sorgente inesauribile di salvezza,
la vera fede si estenda sino ai confini della terra.
Per Cristo nostro Signore.
TEMPO ORDINARIO 251

V DOMENICA
ANTIFONA D'INGRESSO Venite, adoriamo il Signore,
prostràti davanti a lui che ci ha fatti;
egli è il Signore nostro Dio. Sal 94, 6-7

COLLETIA
Custodisci sempre con paterna bontà
la tua famiglia, Signore,
e poiché unico fondamento della nostra speranza
è la grazia che viene da te,
aiutaci sempre con la tua protezione.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio; che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
SULLE OFFERTE
Il pane e il vino che hai creato, Signore,
a sostegno della nostra debolezza,
diventino per noi sacramento di vita eterna.
Per Cristo nostro Signore.
ANTIFONA Rendiamo grazie al Signore per la sua misericordia, per i suoi pro-
ALLA digi verso i figli degli uomini; egli sazia il desiderio dell'assetato e
COMUNIONE ricolma di beni l'affamato. Sal t06, 3·9

Oppure: *B
Beati coloro che piangono, per- Gli portavano i malati e Gesù li
ché saranno consolati. Beati colo- guariva. Cfr 'Mc t, 34
ro. che hanno fame e sete di giu-
stizia, perché saranno saziati. *C
Mt S, 5-6 «Maestro, tutta la notte abbia-
*A mo faticato invano, ma sulla tua
«Risplenda la vostra luce davan- parola getterò la rete». Le 3, s
ti agli uomini, perché vedano le
vostre opere buone e rendano
gloria al Padre vostro che è nei
cieli». Mt 5, 16

DOPO LA COMUNIONE
O Dio, che ci hai resi partecipi
di un solo pane e di un solo calice,
fa' che uniti al Cristo in un solo corpo
portiamo con gioia frutti di vita eterna
per la salvezza del mondo.
Per Cristo nostro Signore.
252 TEMPO ORDINARIO

VI DOMENICA

ANTIFONA D,INGRESSO Sii per me difesa, o Dio,


rocca e fortezza che mi salva,
perché tu sei mio baluardo e mio rifugio;
guidami per amore del tuo nome. Sal 30, 3-4

COLLETTA
O Dio, che hai promesso di essere presente
in coloro che ti amano
e con cuore retto e sincero custodiscono la tua parola,
rendici degni di diventare tua stabile dimora.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
SULLE OFFERTE
Questa nostra offerta, Signore,
ci purifichi e ci rinnovi,
e ottenga a chi è fedele alla tua volontà
la ricompensa eterna.
Per Cristo nostro Signore.
ANTIFONA Hanno mangiato e si sono saziati e Dio li ha soddisfatti nel loro de-
ALLA siderio, la loro brama non è stata delusa. Sal 77, 29-30
COMUNIONE
Oppure: *B
Dio ha tanto amato il mondo da «Signore, se vuoi puot guarir-
donare il suo unico Figlio, per- mi!». Gesù disse: «Lo voglio,
ché chiunque crede in lui non guariSCI». Mc l, 40.41
perisca, ma abbia la vita eterna.
Gv 3,16 * ·C
*A «Beati voi, poveri, perché vostro
Chi osserva e i_nsegna agli uomi- è il regno di Dio», dice il Signore.
ni i precetti del Signore, sarà Le 6, 20
grande nel regno dei cieli.
Cfr Mt 5, 19

DOPO LA COMUNIONE
Signore, che ci hai nutriti al convito eucaristico,
fa' che ricerchiamo sempre quei beni
che ci danno la vera vita.
Per Cristo nostro Signore.
TEMPO ORDINARIO 253

VII DOMENICA

ANTIFONA D'INGRESSO Confido, Signore, nella tua misericordia.


Gioisca il mio cuore nella tua salvezza,
canti al Signore che mi ha beneficato. Sal 12, 6

COLLETTA
Il tuo aiuto, Padre misericordioso,
ci renda sempre attenti alla voce dello Spirito,
perché possiamo conoscere ciò che è conforme alla tua volontà
e attuarlo nelle parole e nelle opere.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

SULLE OFFERTE
Accogli, Signore, quest'offerta
espressione della nostra fede;
fa' che dia gloria al tuo nome
e giovi alla salvezza del mondo.
Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA Annunzierò tutte le tue meraviglie. In te g1o1sco ed esulto, canto


ALLA inni al tuo nome, o Altissimo. Sal 9, 2-3
COMUNIONE
Oppure: *B
Signore, io credo che tu sei il Tutti lodavano Dio per le mera-
Cristo, il Figlio del Dio vivente, viglie operate da Gesù.
venuto in questo mondo. Gv 11,27 Cfr Mc 2. 12
*C
*A «Siate misericordiosi, come è mi-
« Se amate quelli che v1 amano, sericordioso il Padre vostro))' di-
quale merito ne avete?», dice il ce il Signore. Le 6, 36
Signore. Mt s, 46

DOPO LA COMUNIONE
Il pane che ci hai donato, o Dio,
in questo sacramento di salvezza,
sia per tutti noi
pegno sicuro di vita eterna.
Per Cristo nostro Signore.
254 TEMPO ORDINARIO

VIII DOMENICA

ANTIFONA D'INGRESSO Il Signore è mio sostegno,


mi ha liberato e mi ha portato al largo,
è stato lui la mia salvezza, perché mi vuoi bene.
Sal 17, 19-20

COLLEITA
Concedi, Signore,
che il corso degli eventi nel mondo
si svolga secondo la tua volontà
nella giustizia e nella pace,
e la tua Chiesa si dedichi con serena fiducia al tuo servizio.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
SULLE OFFERTE
O Dio, da te provengono questi doni
e tu li accetti in segno del nostro servizio sacerdotale:
fa' che l'offerta che ascrivi a nostro merito
ci ottenga il premio della gioia eterna.
Per Cristo nostro Signore.
ANTIFONA Voglio cantare a Dio per il bene che mi ha fatto, voglio lodare il
ALLA nome del Signore Altissimo. Sal 12, 6
COMUNIONE
Oppure: *B
«Ecco, io sono con voi tutti i «Nessuno versa vmo nuovo m
giorni, sino alla fine del mondo», otri vecchi, ma vino nuovo m
dice il Signore. Mt 28, 20 otri nuovi», dice il Signore.
Mc 2, 22
*A *C
«Cercate prima il regno di Dio e «Togli prima la trave dal tuo oc-
la sua giustizia e tutto il resto vi chio e allora potrai togliere la
sarà dato in aggiunta». Mt 6, 33 pagliuzza dall'occhio del tuo fra-
tello». Le 6, 42

DOPO LA COMUNIONE
Padre misericordioso,
il pane eucaristico che ci fa tuoi commensali in questo mondo,
ci ottenga la perfetta comunione con te nella vita eterna.
Per Cristo nostro Signore.
TEMPO ORDINARIO 255

IX DOMENICA
ANTIFONA D'INGRESSO Volgiti a me, Signore, e abbi misericordia,
perché sono triste e angosciato;
vedi la mia miseria e la mia pena
e perdona tutti i miei peccati. Sal 24, 16.18

COLLETIA
O Dio, che nella tua provvidenza
tutto disponi secondo il tuo disegno di salvezza,
allontana da noi ogni male
e dona ciò che giova al nostro vero bene.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
SULLE OFFERTE
Fiduciosi nella tua misericordia, Signore,
ci accostiamo con doni al tuo santo altare,
perché il mistero che ci unisce al tuo Figlio
sia per noi principio di vita nuova.
Per Cristo nostro Signore.
ANTIFONA Innalzo a te il mio grido e tu mi rispondi, o Dio; tendi a me il tuo
ALLA orecchio, ascolta le mie parole. Sal 16, 6
COMUNIONE
Oppure; *B
Dice il Signore: «In verità vi di- All'uomo dalla mano inaridita,
co: tutto quello che domandate Gesù disse: <~Stendi la mano!».
nella preghiera, abbiate fede di Ed egli guarì. Cfr Mc 3, 5
averlo ottenuto e vi sarà accor-
dato». Mc 11, 23.24 *C
«Signore, non sono degno che
*A tu venga nella mia casa, ma di'
«Non chiunque mi dice: Signo- soltanto una parola e il mio ser-
re, Signore, entrerà .nel regno vo sarà guarito». Le 7 6-7
dei cieli, ma chi fa la volontà del
Padre mio». Mt 7, 21

DOPO LA COMUNIONE
O Padre, che ci hai nutriti
con il corpo e il sangue del tuo Figlio,
guidaci con il tuo Spirito,
perché non solo con le parole, ma con le opere e la vita
possiamo renderti testimonianza
e così entrare nel regno dei cieli.
Per Cristo nostro Signore.
256 TEMPO ORDINARIO

X DOMENICA

ANTIFONA D'INGRESSO Il Signore è mia luce e mia salvezza,


di chi avrò paura?
Il Signore è difesa della mia vita,
di chi avrò timore?
Proprio coloro che mi fanno del male
inciampano e cadono. Sal 26, 1-2

COLLETTA
O Dio, sorgente di ogni bene,
ispiraci .propositi giusti e santi
e donaci il tuo aiuto,
perché possiamo attuarli nella nostra vita. .
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
SULLE OFFERTE
Quest'offerta del nostro servizio sacerdotale
sia bene accetta al tuo nome, Signore,
e accresca il nostro amore per te.
Per Cristo nostro Signore.
ANTIFONA Il Signore è mia roccia e mia fortezza: è lui, il mio Dio, che mi li-
ALLA bera e mi aiuta. Sal t7, 3
COMUNIONE
Oppure: *B
Dio è amore; chi sta nell'amore «Chi fa la volontà di Dio, costui
dimora in Dio, e Dio in lui. è mio fratello, sorella e madre»,
l Gv 4, 16 dice il Signore. Mc 3, 35
*A
«Andate e imparate che cosa si- *C
gnifichi: Misericordia voglio e «Io dico a te, alzati! », disse il Si-
non sacrificio,., dice il Signore. gnore. Il morto si levò ed egli lo
Mt 9, 13 diede alla madre. Le 7, 14-15

DOPO LA COMUNIONE
Signore, la forza risanatrice del tuo Spirito,
operante in questo sacramento,
ci guarisca dal male che ci sepàra da te
e ci guidi sulla via del bene.
Per Cristo nostro Signore.
TEMPO ORDINARIO 257

XI DOMENICA
ANTIFONA D'INGRESSO Ascolta, Signore, la mia .voce: a te io grido.
Sei' tu il mio aiuto,
non respingermi, non abbandonarmi,
Dio della mia salvezza. Sal 26, 7.9

COLLETTA
O Dio, fort~zza di chi spera in te,
ascolta benigno le nostre invocazioni,
e poiché nella nostra debolezza nulla possiamo senza il tuo aiuto,
soccorrici con la tua grazia,
perché fedeli ai tuoi comandamenti
possiamo piacerti nelle intenzioni e nelle opere.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
SULLE OFFERTE
O Dio, che nel pane e nel vino
doni all'uomo il cibo che lo alimenta
e il sacramento che lo rinnova,
fa' che non ci venga mai a mancare
questo sostegno del corpo e dello spirito.
Per Cristo nostro Signore.
ANTIFONA Una cosa ho chiesto al Signore, questa sola 10 cerco: abitare nella
ALLA casa del Signore tutti i giorni della mia vita. Sal 26, 4
COMUNIONE
Oppure: *B
Dice il Signore: «Padre santo, Il regno di Dio è come il granel-
custodisci nel tuo nome coloro lino di senapa che si fa albero e
che mi hai dato, perché siano offre riparo agli uccelli del cielo.
una cosa sola, come noi». Cfr Mc 4, 31-32
Gv ll, 11 *C
*A «Le sono perdonati i suoi mol-
«Predicate il regno, guarite gli ti peccati, poiché ha molto ama-
infermi, cacciate i demoni. Gra- to», disse il Signore della don-
tuitamente avete ric~to, gra- na peccatrice. Le 7, 47
tuitamente date». Cfr Mt 10,7-8

DOPO LA COMUNIONE
Signore, la partecipazione a questo sacramento,
segno della nostra unione con te,
edifichi la tua Chiesa nell'unità e nella pace.
Per Cristo nostro Signore.
258 TEMPO ORDINARIO

XII DOMENICA
ANTIFONA D'INGRESSO Il Signore è la forza del suo popolo
e rifugio di salvezza per il suo Cristo.
Salva il tuo popolo, Signore,
benedici la tua eredità,
e sii la sua guida per sempre. Sal 27, 8-9

COLLETIA
Dona al tuo popolo, o Padre,
di vivere sempre nella venerazione e nell'amore per il tuo santo nome,
poiché tu non privi mai della tua guida
coloro che hai stabilito sulla roccia del tuo amore.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
SULLE OFFERTE
Accogli, Signore, la nostra offerta:
questo sacrificio di espiazione e di lode
ci purifichi e ci rinnovi,
perché tutta la nostra vita
sia bene accetta alla tua volontà.
Per Cristo nostro Signore.
ANTIFONA Gli occhi di tutti, Signore, si volgono a te fiduciosi, e tu provvedi
ALLA loro il cibo a suo tempo. Sal •••. 15
COMUNIONE
Oppure: B *
Dice il Signore: «Io sono il Gesù sgridò il vento e il mare:
buon pastore, e dò la mia vita «Taci, calmati! ». E ci fu gran-
per le mie pecore». Gv 10, 11.15 de bonaccia. Mc •. 39

*A *C
«Perfino i capelli del vostro capo «Chi vorrà salvare la propria vi-
sono contati; non abbiate timo- ta, la perderà; chi perderà la
re: voi valete di più di molti propria vita per me, la salverà».
passeri!», dice il Signore. Le 9, 2-4
Mt 10, 30-31

DOPO LA COMUNIONE
O Dio, che ci hai rinnovati
con il corpo e sangue del tuo Figlio,
fa' che la partecipazione ai santi misteri
ci ottenga la pienezza della redenzione.
Per Cristo nostro Signore.
TEMPO ORDINARIO 259

XIII DOMENICA

ANTIFONA D'INGRESSO Popoli tutti, battete le mani,


acclamate a Dio con voci di gioia. Sal 46,2

COLLETTA
O Dio, che ci hai reso figli della luce
con il tuo Spirito di adozione,
fa' che non ricadiamo nelle tenebre dell'errore,
ma restiamo sempre luminosi
nello splendore della verità.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
SULLE OFFERTE
O Dio, che per mezzo dei segni sacramentali
compi l'opera della redenzione,
fa' che il nostro servizio sacerdotale
sia degno del sacrificio che celebriamo.
Per Cristo nostro Signore.
ANTIFONA Anima mia, benedici il Signore: tutto il mio essere benedica il suo
ALLA santo nome. Sal 102, 1
COMUNIONE
Oppure: *B
«Padre, prego per loro, perché «Io ti dico, alzati!», disse il Si-
siano in noi una cosa sola, e il gnore. E subito la fanciulla si al-
. a cammmare.
mondo creda che tu mi hai man- zo' e Sl. m1se .
dato», dice il Signore. Gv 17,20-21 Mc 5,41-42
*C
*A Gesù mosse decisamente verso
«Chi avrà perduto la sua vita Gerusalemme incontro alla sua
per causa mia, la troverà», dice Passione. Cfr Le 9, 51
il Signore. Mt to, 39

DOPO LA COMUNIONE
La divina Eucaristia, eh~ abbiamo offerto e ricevuto, Signore,
sia per noi principio di vita nuova,
perché, uniti a te nell'amore,
portiamo frutti che rimangano per sempre.
Per Cristo nostro Signore.
260 rEMPO ORDINARIO

XIV DOMENICA

ANTIFONA D'INGRESSO Ricordiamo, o Dio, la tua misericordia


in mezzo al tuo tempio.
Come il tuo nome, o Dio, così la tua lode
si estende ai confini della terra;
di giustizia è piena la tua destra. Sal 47, 10-11

COLLETTA
O Dio, che nell'umiliazione_del tuo Figlio
hai risollevato l'umanità dalla sua caduta,
donaci una rinnovata gioia pasquale,
perché, liberi dall'oppressione della colpa,
partecipiamo alla felicità eterna.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
SULV"' OT"'FFPP:
Ci purifichi, Signore,
quest'offerta che consacriamo al tuo nome,
e ci conduca di giorno in giorno
a esprimere in noi la vita nuova del Cristo tuo Figlio.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

ANTIFONA ALI A COMUNIONE *B


Gustate e vedete quanto è buono Gesù insegnava nella sinagoga e
il Signore; beato l'uomo che in molti rimanevano stupiti della
lui si rifugia. Sa. 33 sua sapienza. c .c

«Venite a me, voi tutti che sie- Il Signore designò altri settanta-
te affaticati e oppressi: io vt ri- due discepoli e li inviò a predi-
storerÒ», dice il Signore. . . care il regno. .<. v, •

DO"">() J A C0 AlJ'" ........ JF


Dio onnipotente ed eterno,
che ci hai nutriti con i doni della tua carità senza limiti,
fa' che godiamo i benefici della salvezza
e viviamo sempre in rendimento di grazie.
Per Cristo nostro Signore.
TEMPO ORDINARIO 261

XV DOMENICA

ANTIFONA D'INGRESSO Nella giustizia contemplerò il tuo volto,


al mio risveglio mi sazierò della tua presenza. Sal 16, 15

COLLETTA
O Dio, che mostri agli erranti la luce della tua verità,
perché possano tornare sulla retta via,
concedi a tutti coloro che si professano cristiani
di respingere ciò che è contrario a questo nome
e di seguire ciò che gli è conforme.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
SULLE OFFERTE
Guarda, Signore,
i doni della tua Chiesa in preghiera,
e trasformali in cibo spirituale
per· la santificazione di tutti i credenti.
Per Cristo nostro Signore.
ANTIFONA Il passero trova la casa, la rondine il nido dove porre i suoi piccoli,
ALLA presso i tuoi altari, Signore degli eserciti, mio re e mio Dio. Beato
COMUNIONE chi abita la tua casa: sempre canta le tue lodi. Sal 83,4-5

Oppure: *B
Dice il Signore: «Chi mangia la I Dodici, inviati da Gesù, predi-
mia carne e beve il mio sangue, cavano la conversione, scacciava-
rimane in me e io in lui». no i demoni e guarivano gli in-
Gv 6, 56 fermi. Cfr Mc 6, 12-13
*A
«Il seme seminato nella terra *C
buona è colui che ascolta la pa- Il buon samaritano ebbe com-
rola e la comprende». Mc 13, 23 passiOne: «Va' e anche tu fa' lo
steSSO». Cfr Le 10,37

DOPO LA COMUNIONE
Signore, che ci hai nutriti alla tua mensa,
fa' che per la comunione a questi santi misteri
si affermi sempre più nella nostra vita
l'opera della redenzione.
Per Cristo nostro Signore.
262 rEMPO ORDINARIO

XVI DOMENICA
ANTIFONA D'INGRESSO Ecco, Dio viene in mio aiuto,
il Signore sostiene l'anima mia.
A te con gioia offrirò sacrifici
e loderò il tuo nome, Signore, perché sei buono.
Sa 53, 6.8
co::.FIA
Sii propizio a noi tuoi fedeli, Signore,
e donaci i tesori della tua grazia,
perché, ardenti di speranza, fede e carità,
restiamo sempre fedeli ai tuoi comandamenti.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
SUL-- o-cFrr-
0 Dio, che nell'unico e perfetto sacrificio del Cristo
hai dato valore e compimento
alle tante vittime della legge antica,
accogli e santifica questa nostra offerta
come un giorno benedicesti i doni di Abele,
e ciò che ognuno di noi presenta in tuo onore
giovi alla salvezza di tutti.
Per Cristo nostro Signore.
ANTIFONA Ha lasciato un ricordo dei suoi prodigi: buono è il Signore e miseri-
ALLA cordioso, egli dà il cibo a coloro che lo temono. S1l .10, 4-5
COMUNIONE
Oppure: *B
«Ecco, sto alla porta e busso~, Gesù si commosse, perché era-
dice il Signore. «Se uno ascolta no come pecore senza pastore.
la mia voce e mi apre, io verrò ~ c 6, 34

da lui, cenerò con lui ed egli con 1 c


me~. Ap J «Una sola cosa è necessaria; Ma-
ria si è scelta la parte migliore~.
L 'l

Il buon seme sono i figli del re-


gno, che alla fine splenderanno
come il sole. C. r _ , ..

Assisti, Signore, il tuo popolo,


che hai colmato della grazia di questi santi misteri,
e fa' che passiamo dalla decadenza del peccato
alla pienezza della vita nuova.
Per Cristo nostro Signore.
TEMPO ORDINARIO 263

XVII DOMENICA
ANTIFONA D'INGRESSO Dio sta nella sua santa dimora;
ai derelitti fa abitare una casa,
e dà forza e vigore al suo popolo. Sal 67,6-7.36

COLLETIA
O Dio, nostra forza e nostra speranza,
senza di te nulla esiste di valido e di santo;
effondi su di noi la tua misericordia
perché, da te sorretti e guidati,
usiamo saggiamente dei beni terreni
nella continua ricerca dei beni eterni.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

SULLE OFFERTE
Accetta, Signore, queste offerte
che la tua generosità ha messo nelle nostre mani,
perché il tuo Spirito, operante nei santi misteri,
santifichi la nostra vita presente
e ci guidi alla felicità senza fine.
Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA Anima mia, benedici il Signore: non dimenticare tanti suoi benefici.
ALLA Sal 102, 2
COMUNIONE Oppure: *B
Beati i misericordiosi: essi trove- Gesù spezzò i cinque pani e li
ranno misericordia. Beati i puri distribuì a tutti finché ne vollero.
di cuore: essi vedranno Dio. Cfr Mc 6, 41
Mt 5, 7-8
*A *C
«Alla fine del mondo . verranno «Chi chiede ottiene, chi cerca
gli angeli e separeranno i catti- trova, a chi bussa sarà aperto»,
vi dai buoni», dice il Signore. dice il Signore. Le 11, 10
Mt 13,49

DOPO LA COMUNIONE
O Dio, nostro Padre, che ci hai dato la grazia
di partecipare al mistero eucaristico,
memoriale perpetuo della passione del tuo Figlio,
fa' che questo dono del suo ineffabile amore
giovi sempre per la nostra salvezza.
Per Cristo nostro Signore.
264 """EMPO ORDINARIO

XVIII DOMENICA

ANTIFONA D'INGRESSO O Dio, vieni a salvarmi.


Signore, vieni presto in mio aiuto.
Sei tu il mio soccorso, la mia salvezza:
Signore, non tardare. Sal 69, 2.6

COLLETTA
Mostraci la tua continua benevolenza, o Padre,
e assisti il tuo popolo,
che ti riconosce suo pastore e guida;
rinnova l'opera della tua creazione
e custodisci ciò che hai rinnovato.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
SU' y ~ OPf"'TI
Santifica, o Dio, i doni che ti presentiamo
e trasf~rma in offerta perenne tutta la nostra vita
in unione alla vittima spirituale,
il tuo servo Gesù,
unico sacrificio a te gradito.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli.
ANTIFONA Ci hai mandato, Signore,- un pa- B
ALLA ne dal cielo, un pane che porta Dice il Signore: «Io sono il pane
COMUNION~
in sé ogni dolcezza e soddisfa della vita; chi viene a me non
ogni desiderio. Sat . '• 20 avrà più fame, e chi crede in me
non avrà più sete». 35
l)

Gesù prese i cinque pani e i due C


pesci, li diede ai suoi discepoli e «Fatevi un tesoro inesauribile
questi li distribuirono alla folla. nei cieli,., dice il Signore. l. 33
Cr .

DOPO T A Cf'\JYUNTI"\NE

Accompagna con la tua continua protezione, Signore,


il popolo che hai nutrito con il pane del ci~lo,
e rendilo degno dell'eredità eterna.
Per Cristo nostro Signore.
TEMPO ORDINARIO 265

XIX DOMENICA

ANTIFONA D'INGRESSO Sii fedele, Signore, alla tua alleanza,


non dimenticare mai la vita dei tuoi poveri.
Sorgi, Signore, difendi la tua causa,
non dimenticare le suppliche di coloro che t'invocano.
Sal 73, 20.19.22.23

COU.FTIA
Dio onnipotente ed eterno,
che ci dài il privilegio di chiamarti Padre,
fa' crescere in noi lo spirito di figli adottivi,
perché possiamo entrare
nell'eredità che ci hai promesso.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
SU~" l F OFFFRTF
Accogli con bontà, Signore, questi doni
che tu stesso hai posto nelle mani della tua Chiesa,
e con la tua potenza trasformati per noi
in sacramento di salvezza.
Per Cristo nostro Signore.
ANTIFONA Gerusalemme, loda il Signore, B
ALLA egli ti sazia con fiore di frumento. Dice il Signore: «Il pane che io
COMUNIONJ A sa, !47 2 4 daro' e' 1a rrua
· carne per la vtta
·
del mondo ». Gv 51
I discepoli sulla barca si prostra-
rono davanti a Gesù ed esclama-
rono: «Tu sei veramente il Fi- «Siate sempre pronti: simili a co-
glio di Dio! ». ~· loro che aspettano il padrone
quando torna dalle nozze ».
, JS-36

f\0°0 1 A C,....MlJN1 01\TE


La partecipazione a questi sacramenti
salvi il tuo popolo, Signore,
e lo confermi nella luce della tua verità.
Per Cristo nostro Signore.
266 TEMPO ORDINARIO

XX DOMENICA

ANTIFONA D•INGRESSO O Dio, nostra difesa,


contempla il volto del tuo Cristo.
Per me un giorno nel tuo tempio,
è più che mille altrove. Sal 83, 1<)-11

COLLETIA
O Dio, che hai preparato beni invisibili
per coloro che ti amano,
infondi in noi la dolcezza del tuo amore,
perché, amandoti in ogni cosa e sopra ogni cosa,
otteniamo i beni da te promessi,
che superano ogni desiderio.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
SULLE OFFERTE
Accogli i nostri doni, Signore,
in questo misterioso incontro
tra la nostra povertà e la tua grandezza:
noi ti offriamo le cose che ci hai dato,
e tu donaci in cambio te stesso.
Per Cristo nostro Signore.
ANTIFONA ALLA COMUNIONE B
Presso il Signore è la misericor- Dice il Signore: «<o sono il pane
dia, e grande presso di lui la re- vivo disceso dal cielo: se uno
denzione. Sal 119.7 mangia di questo pane, vivrà in
eterno». Gv 6, 51-52
*A
«Donna, grande è la tua fede( Ti · ·c
sia fatto come desideri» disse «Sono venuto a portare il fuoco
Gesù. Mt ts, 28 sulla terra, e come vorrei che
fosse già acceso», dice il Signore.
Le 12,49

DOPO LA COMUNIONE
O Dio, che in questo sacramento
ci hai fatti partecipi della vita del Cristo,
trasformaci a immagine del tuo Figlio,
perché diventiamo coeredi della sua gloria nel cielo.
Per Cristo nostro Signore.
TEMPO ORDINARIO 267

XXI DOMENICA

ANTIFONA D'INGRESSO Tendi l'orecchio, Signore, rispondimi:


mio Dio, salva il tuo servo che confida in te:
abbi pietà di me, Signore;
tutto il giorno a te io levo il mio grido. Sal 85, 1-3

COLLEITA
O Dio, che unisci in un solo volere le menti dei fedeli,
concedi al tuo popolo di amare ciò che comandi
e desiderare ciò che prometti,
perché fra le vicende del mondo
là siano fissi i nostri cuori
dove è la vera gioia.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
SU:'~ ('"\J;J;J:"nTE
O Padre, che ti sei acquistato una moltitudine di figli
con l'unico e perfetto sacrificio del Cristo,
concedi sempre alla tua Chiesa
il dono dell'unità e della pace.
Per Cristo nostro Signore.
ANTIFONA Con il frutto delle tue opere sazi la terra, o Signore, e trai dai cam-
ALLA pi il pane e il vino che allietano il cuore dell'uomo. Cfr Sal 103,13-15
COMUNIONE
Oppure: *B
Dice il Signore: «Chi mangia la Signore, da chi andremo? Tu hai
mia carne e beve il mio sangue, parole di vita eterna. Gv 6, 68
ha la vita eterna, e io lo risusci-
terò nell'ultimo giorno ». t>
c
«Alcuni tra gli ultimi saranno i
A primi, e i primi saranno ultimi ».
«Voi, chi dite che io sia? » «Tu :...... J 30
sei il Cristo, il Figlio del Dio vi-
vente».
f"\l"\Dl"\ T A rl\M~Q "'E
Porta a compimento, Signore,
l'opera redentrice della tua misericordia
e perché possiamo conformarci in tutto alla tua volontà,
rendici forti e generosi nel tuo amore.
Per Cristo nostro Signore.
268 TEMPO ORDINARIO

XXII DOMENICA

ANTIFONA D'INGRESSO Abbi pietà di me, Signore,


perché ti invoco tutto il giorno:
tu sei buono e pronto al perdono,
sei pieno di misericordia con chi ti invoca. Sal 85, 3.5

COLLETTA
O Dio, nostro Padre,
.unica fonte di ogni dono perfetto,
suscita in noi l'amore per te
e ravviva la nostra fede,
perché si sviluppi in noi il germe del bene
e con il tuo aiuto maturi fino alla sua pienezza.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
SULLE OFFERTE
Santifica, Signore, l'offerta che ti presentiamo,
e compi in noi con la potenza del tuo Spirito
la redenzione che si attua nel mistero.
Per Cristo nostro Signore.
ANTIFONA Quant'è grande la tua bontà, Signore! La riservi per quelli che ti te-
ALLA mono. Sal 30, 20
COMUNIONE
Oppure: *B
Beati gli operatori di pace: sa- «Il male che esce dal cuore, con-
ranno chiamati figli di Dio. Bea- tamina l'uomo», dice il Signore.
ti i perseguitati per causa della Cfr Mc 7,20
giustizia: di essi è il regno dei *c
cieli. Mt 5, 9-10 «Chiunque si esalta sarà umilia-
to e chi si umilia sarà esaltato».
*A Le. 14, 11
«Il Figlio dell'uomo verrà nella
gloria del Padre suo con i suoi
angeli e renderà a ciascuno se-
condo le sue azioni». Mt 16, 27

DOPO LA COMUNIONE
O Signore, che ci hai nutriti alla tua mensa,
fa' che questo sacramento ci rafforzi nel tuo amore
e ci spinga a servirti nei nostri fratelli.
Per Cristo nostro Signore.
TEMPO ORDINARIO 269

XXIII DOMENICA

ANTIFONA D'INGRESSO Tu sei giusto, Signore,


e sono retti i tuoi giudizi:
agisci con il tuo servo secondo il tuo amore.
Sal 118, 137.124

COLLETTA
O Padre, che ci hai donato il Salvatore e lo Spirito Santo,
guarda con benevolenza i tuoi figli di adozione,
perché a tutti i credenti in Cristo
sia data la vera libertà e l'eredità eterna.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
SULLE OFFERTE
O Dio, sorgente della vera pietà e della pace,
salga a te nella celebrazione di questo mistero
la giusta adorazione per la tua grandezza
e si rafforzi la fedeltà e la concordia dei tuoi figli.
Per Cristo nostro Signore.
ANTIFONA Come il cervo anela ai corsi d'acqua, così l'anima mia anela a te, o
ALLA Dio: l'anima mia ha sete di Dio, del Dio vivente. Sal4t, 2-3
COMUNIONE
Oppure: *B
«lo sono la luce del mondo», di- Ha fatto bene ogni cosa: fa udi-
ce il Signore, «chi segue me non re i sordi e fa parlare i muti.
cammina nelle tenebre, ma avrà Mc 7, 37
la luce della vita)), Gv 8, 12 *C
«Chi non porta la propria cro-
*A ce e non vie.ne dietro di me, non
« Se tuo fratello commette una può essere mio discepolo».
colpa, va' e ammoniscilo fra te e lr 14,27
lui solo; se ti ascolta avrai gua-
dagnato tuo fratello», M t 18, ts

DOPO LA COMUNIONE
O Padre, che nutri e rinnovi i tuoi fedeli
alla mensa della parola e del pane di vita,
per questi doni del tuo Figlio
aiutaci a progredire costantemente nella fede,
per divenire partecipi della sua vita immortale.
Per Cristo nostro Signore.
270 TEMPO ORDINARIO

XXIV DOMENICA

ANTIFONA D'INGRESSO Da', o Signore, la pace a coloro che sperano in te;


i tuoi profeti siano trovati degni di fede;
ascolta la preghiera dei tuoi fedeli
e del tuo popolo, Israele. Cfr Sir 36, 15-16

COLLETTA
O Dio, che hai creato e governi l'universo,
fa' che sperimentiamo la potenza della tua misericordia,
per dedicarci con tutte le forze al tuo servizio.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
SULLE OFFERTE
Accogli con bontà, Signore,
i doni e le preghiere del tuo popolo,
e ciò che ognuno offre in tuo onore
giovi alla salvezza di tutti.
Per Cristo nostro Signore.
ANTIFONA Quanto è preziosa la tua misericordia, o Dio! Gli uomini si rifugia-
ALLA no all'ombra delle tue ali. Sal 35, s
COMUNIONE
Oppure: *B
Il calice della benedizione che «Voi chi dite che io sia?». «Tu
noi benediciamo è comunione sei il Cristo», disse Pietro a
con il sangue di Cristo; e il pane Gesù. Cfr Mc 8, 29
che spezziamo è comunione con
il corpo di Cristo. Cfr 1 Cor 10, 16 *C
«Facciamo festa, perché mio fi-
*A glio era morto ed è tornato in
«Il Padre mio non perdonerà a vita, era perduto ed è stato ri-
voi, se non perdonerete di cuo- trovato». Le 15,24
re al vostro fratello». Cfr Mt 18,35

DOPO LA COMUNIONE
La potenza di questo sacramento, o Padre,
ci pervada corpo e anima,
perché non prevalga in noi il nostro sentimento,
ma l'azione del tuo Santo Spirito.
Per Cristo nostro Signore.
TEMPO ORDINARIO 271

XXV DOMENICA

ANTIFONA D'INGRESSO «lo sono la salvezza del popolo»,


dice il Signore,
«in 'lualunque prova mi invocheranno, li esaudirò,
e saro il loro Signore per· sempre».

COLLETIA
O Dio, che nell'amore verso di te e verso il prossimo
hai posto il fondamento di tutta la legge,
fa' che osservando i tuoi comandamenti
meritiamo di entrare nella vita eterna.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

SULLE OFFERTE
Accogli, o Padre, l'offerta del tuo popolo
e donaci in questo sacramento di salvezza
i beni nei quali crediamo e speriamo con amore di figli.
Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA Hai dato, Signore, i tuoi precetti, perché siano osservati fedelmente.
ALLA Siano diritte le mie vie nell'osservanza dei tuoi comandamenti.
COMUNIONE Sal 118, 4-5
Oppure: *B
«Io sono il buon pastore, cono- « Se uno vuole essere il primo,
sco le mie pecore, e le mie peco- sia l'ultimo e il servo di tutti»,
re conoscono me», dice il Signore. dice il Signore. Mc 9, 35
. Gv 10,.14
*A *C
«Gli ultimi saranno i primi, e i «Non potete servire a Dio e a
primi gli ultimi», dice il Signore. mammona», dice il Signore.
Mt 20, 16 Le 16, 13

DOPO LA COMUNIONE
Guida e sostieni, Signore, con i.l tuo continuo aiuto
il popolo che hai nutrito con i tuoi sacramenti,
perché la redenzione operata da questi misteri
trasformi tutta la nostra vita.
Per Cristo nostro Signore.
272 TEMPO ORDINARIO

XXVI DOMENICA
ANTIFONA D'INGRESSO Signore, tutto ciò che hai fatto ricadere su di noi
l'hai fatto con retto giudizio;
abbiamo peccato contro di te,
non abbiamo dato ascolto ai tuoi precetti;
ma ora glorifica il tuo nome e opera con noi
secondo la grandezza della tua misericordia.
Dn 3, 31.29.30.43.42

COLLETIA
O Dio, che riveli la tua onnipotenza
soprattutto con la misericordia e il perdono,
continua a effondere su di noi la tua grazia,
perché, camminando verso i beni da te promessi,
diventiamo partecipi della felicità eterna.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
SULLE OFFERTE
Accogli, Padre misericordioso, i nostri doni,
e da quest'offerta della tua Chiesa
fa' scaturire per noi la sorgente di ogni benedizione.
Per Cristo nostro Signore.
ANTIFONA Ricorda, Signore, la promessa fatta al tuo servo: in essa mi hai da-
ALLA to speranza, nella mia miseria essa mi conforta. Sal 118, 49-so
COMUNIONE
Oppure: B*
Da questo abbiamo conosciuto «È meglio per te entrare nel re-
l'amore di Dio: egli ha dato la gno di Dio con un occhio solo,
sua vita per noi, e anche noi che essere gettato con due oc-
dobbiamo dar la vita per i fratelli. chi nella Geenna». Mc 9, 47
*A tGv3,16 1( C

«È venuto Giovanni Battista e i « Il povero fu portato dagli ange-


peccatori gli hanno creduto». li nel seno di Abramo, il ricco
Cfr Mt 21, 32 nell'inferno tra i tormenti».
Le 16, 22-23

DOPO LA COMUNIONE
Questo sacramento di vita eterna
ci rinnovi, o Padre, nell'anima e nel corpo,
perché, comunicando a questo memoriale della passione del tuo Figlio,
diventiamo eredi con lui nella gloria.
Per Cristo nostro Signore.
TEMPO ORDINARIO 273

XXVII DOMENICA
ANTIFONA D'INGRESSO Tutte le cose sono in tuo potere, Signore,
e nessuno può resistere al tuo volere.
Tu hai fatto tutte le cose, il cielo e la terra
e tutte le meraviglie che vi sono racchiuse;
tu sei il Signore di tutto l'universo. Est 13,9 10-11

COLLETTA
O Dio, fonte di ogni bene,
che esaudisci le preghiere del tuo popolo
al di là di ogni desiderio e di ogni merito,
effondi su di noi la tua misericordia:
perdona ciò che la coscienza teme
e aggiungi ciò che la preghiera non osa sperare.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

SULLE OFFERTE
Accogli, Signore, il sacrificio
che tu stesso ci hai comandato d' offrirti
e, mentre esercitiamo il nostro ufficio sacerdotale,
compi in noi la tua opera di salvezza.
Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA Il Signore è buono con chi spera in lui, con l'anima che lo cerca.
ALLA Lam 3, 25
COMUNIONE Oppure: *B
Uno solo è il pane, e noi, pur «Chi non accoglie il regno di
essendo molti, siamo un corpo Dio come un bambino non vi
solo, perché partecipiamo tutti entrerà», dice il Signore. Mc 10, 15
dell'unico pane e dell'unico calice.
Cfr l Cor 10, 17 *C
*A Dissero gli· apostoli a Gesù: «Si-
La pietra scartata dai costrutto- gnore, aumenta la nostra fede!»,
ri è divenuta testata d'angolo. Le 17, 5
Mt 21,42

DOPO LA COMUNIONE
La comunione a questo sacramento
sazi la nostra fame e sete di te, o Padre,
e ci trasformi nel Cristo tuo Figlio.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli.
274 TEMPO ORDINARIO

XXVIII DOMENICA

ANTIFONA D'INGRESSO Se consideri le nostre colpe, Signore,


chi potrà resistere?
Ma presso di te è il perdono,
o Dio di Israele. Sal 129, 3-4

COLLEITA
Ci preceda e ci accompagni sempre la tua grazia, Signore,
perché, sorretti dal tuo paterno aiuto,
non ci stanchiamo mai di operare il bene.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
SULLE OFFERTE
Accogli, Signore, le nostre offerte e preghiere,
e fa' che questo santo sacrificio,
espressione perfetta della nostra fede,
ci apra il passaggio alla gloria del cielo.
Per Cristo nostro Signore.
ANTIFONA I ricchi impoveriscono e hanno fame, ma chi cerca il Signore non
ALLA manca di nulla. Sal 33, 11
COMUNIONE
Oppure: *B
Quando il Signore si manifeste- «Se vuoi essere perfetto, va',
rà, saremo simili a lui, perché lo vendi quello che hai, dallo ai po-
vedremo così come egli è. veri; poi vieni e seguimi».
l Gv 3, 2 Cfr Mc 10,21
*A *C
« Il regno dei cieli è simile a· un «Non sono dieci quelli guariti?
re che fece un banchetto di noz- E gli altri nove dove sono? Alza-
ze per suo figlio». Mt 22,2 ti e va', la tua fede ti ha salvato».
Le 17, 17.19

DOPO LA COMUNIONE
Padre santo e misericordioso,
che ci hai nutriti con il corpo e sangue del tuo Figlio,
per questa partecipazione al suo sacrificio
donaci di comunicare alla sua stessa vita.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli.
TEMPO ORDINARIO 275

XXIX DOMENICA

ANTIFONA D'INGRESSO Io t'invoco, mio Dio: dammi risposta,


rivolgi a me l'orecchio e ascolta la mia preghiera.
Custodiscimi, o Signore, come la pupilla degli occhi,
proteggimi all'ombra delle tue ali. Sal t6, 6 8

COLLETTA
Dio onnipotente ed eterno,
crea in noi un cuore generoso e fedele,
perché possiamo sempre servirti con lealtà e purezza di spirito.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

SULLE OFFERTE
Donaci, o Padre,
di accostarci degnamente al tuo altare,
perché il mistero che ci unisce al tuo Figlio
sia per noi principio di vita nuova.
Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA Gli occhi del Signore sono su B


ALLA quanti lo temono, su quanti spe- Il Figlio dell'uomo è venuto per
COMUNIONE rano nella sua grazia, per salvare dare la sua vita in riscatto per
la loro vita dalla morte, per farli tutti gli uomini. Mc 10, 45
sopravvivere in tempo di fame.
Sal _,2, 18-19 *C
*A «Dio renderà giustizia ai suoi
«Rendete a Cesare quello che è eletti», dice il Signore. '.c 18, 1
di Cesare, e a Dio quello che è
di Dio». f !t 22, ... 1

DOPO LA COMUNIONE
O Signore, questa celebrazione eucaristica,
che ci ha fatto pregustare le realtà del cielo,
ci ottenga i tuoi benefici nella vita presente
e ci confermi nella speranza dei beni futuri.
Per Cristo nostro Signore.
276 TEMPO ORDINARIO

XXX DOMENICA

ANTIFONA D'INGRESSO Gioisca il cuore di chi cerca il Signore.


Cercate il Signore e la sua potenza,
cercate sempre il suo volto. Sal 104, 3-4

COLLETTA
Dio onnipotente ed eterno,
accresci in noi la fede, la speranza e la carità
e, perché possiamo ottenere ciò che prometti,
fa' che amiamo ciò che comandi.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

SULLE OFFERTE
Guarda, Signore, i doni che ti presentiamo:
quest'offerta, espressione del nostro servizio sacerdotale,
salga fino a te e renda gloria al tuo nome.
Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA Esulteremo per la tua salvezza e gioiremo nel nome del Signore, no-
ALLA stro Dio. Salt9, 6
COMUNIONE
Oppure: *B
Cristo ci ha amati: per noi ha «Signore, fa' che io veda!». «Va'
sacrificato se stesso, offrendosi a la tua fede ti ha salvato».
Dio in sacrificio di soave profu- Mc 10,51-52
mo. Ef s, 2 *C
Il pubblicano diceva: «O Dio,
*A abbi pietà di me peccatore». E
«Amerai il Signore Dio tuo con tornò a casa sua giustificato.
tutto il cuore, con tutta la tua Le 18 13-14
anima e con tutta la tua mente».
M t 22,37

DOPO LA COMUNIONE
Signore, questo sacramento della nostra fede
compia in noi ciò che esprime
e ci ottenga il possesso delle realtà eterne,
che ora celebriamo nel mistero.
Per Cristo nostro Signore.
TEMPO ORDINARIO 277

XXXI DOMENICA

ANTIFONA D'INGRESSO Non abbandonarmi, Signore mio Dio,


da me non stare lontano;
vieni presto in mio aiuto,
Signore, mia salvezza. Sal 37, 22-23

COLLETTA
Dio onnipotente e misericordioso,
tu solo puoi dare ai tuoi fedeli
il dono di servirti in modo lodevole e degno;
fa' che camminiamo senza ostacoli
verso i beni da te promessi.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
SULLE OFFERTE
Questo sacrificio che la Chiesa ti offre, Signore,
salga a te come offerta pura e santa,
e ottenga a noi la pienezza della tua misericordia.
Per Cristo nostro Signore.
ANTIFONA Tu mi indichi il sentiero della vita, Signore, gioia piena nella tua
ALLA presenza. Sal 15, 11
COMUNIONE
Oppure: B *
Dice il Signore: «Come il Pa- «Il Signore Dio nostro è l'unico:
dre che ha la vita ha mandato lo amerai con tutto il cuore».
me e io vivo per il Padre, così Mc 12, 29-30
anche colui che mangia di me *C
vivrà per me». Gv 6; 57 «Scendi Zaccheo: perché oggi de-
vo fermarmi a casa tua». T.c 19,5
*A
«Uno solo è il Padre vostro, uno
solo è il vostro maestro, il Cristo».
Mt 23,9.10

DOPO LA COMUNIONE
Continua in noi, o Dio, la tua opera di salvezza,
perché i sacramenti che ci nutrono in questa vita
ci preparino a ricevere i beni promessi.
Per Cristo nostro Signore.
278 I EMPO ORDINARIO

XXXII DOMENICA

ANTIFONA D'INGRESSO La mia preghiera giunga fino a te;


tendi, o Signore, l'orecchio alla mia preghiera. Sal 87, 3

COLLETTA
Dio grande e misericordioso,
allontana ogni ostacolo nel nostro cammino verso di te,
perché, nella serenità del corpo e dello spirito,
possiamo dedicarci liberamente al tuo servizio.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

Volgi il tuo sguardo, o Padre,


alle offerte della tua Chiesa,
e fa' che partecipiamo con fede
alla passione gloriosa del tuo Figlio,
che ora celebriamo nel mistero.
Per Cristo nostro Signore.
ANTIFONA Il Signore è mio pastore, non manco di nulla; in pascoli di erbe fre-
ALLA sche mi fa riposare, ad acque tranquille mi conduce. l 22, .-2
COMUNION ·
0') •U •

l discepoli riconobbero Gesù, il «La vedova ha offerto più di


Signore, nello spezzare il pane. tutti gli altri, poiché ha dato
tutto quello che aveva ».
«Vegliate, perché non sapete né
il giorno né l'ora in cui verrà il «Dio non è il Dio dei morti, ma
Signore». L ..... _ dei vivi, perché tutti vivono in
lui ».

Ti ringraziamo dei tuoi doni, o Padre;


la forza dello Spirito Santo,
che ci hai comunicato in questi sacramenti,
rimanga in noi e trasformi tutta la nostra vita.
Per Cristo nostro Signore.
TEMPO ORDINARIO 279

XXXIII DOMENICA

ANTIFONA D'INGRESSO Dice il Signore:


«lo ho progetti di pace e non di sventura;
voi mi invocherete e io vi esaudirò,
e vi farò tornare da tutti i luoghi dove vi ho dispersi».
Ger 29, 11.12.14

COLLETTA
Il tuo aiuto, Signore,
ci renda sempre lieti nel tuo servizio,
perché solo nella dedizione a te, fonte di ogni bene,
possiamo avere felicità piena e duratura.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
SULLE OFFERTE
Quest'offerta che ti presentiamo, Dio onnipotente,
ci ottenga la grazia di servirti fedelmente
e ci prepari il frutto di un'eternità beata.
Per Cristo nostro Signore.
ANTIFONA Il mio bene è stare vicino a Dio, nel Signore Dio nporre la mta
ALLA speranza. Sal 72, 28
COMUNIONE
Oppure: B *
Dice il Signore: «In verità vi di- «Il Figlio dell'uomo manderà i
co: tutto quello che domandate suoi angeli e riunirà gli eletti
nella preghiera, abbiate fede di dall'estremità della terra».
averlo ottenuto e vi sarà accor- Mc 13, 27
dato». Ml 11, nz· C *
«Nemmeno un capello del vo-
*A stro cap.o perirà. Con la perseve-
«Servo, buono e fedele, sei sta- ranza salverete le vostre anime».
to fedele nel poco, ti darò auto- .c 21 1!1-19
rità su molto; prendi parte alla
gioia del tuo Signore». M 25, 2

DOPO LA COMUr TIONE


O Padre, che ci hai nutriti con questo sacramento,
ascolta la nostra umile preghiera:
il memoriale, che Cristo tuo Figlio ci ha comandato di celebrare,
ci edifichi sempre nel vincolo del tuo amore.
Per Cristo nostro Signore.
XXXIV domenica

NOSTRO SIGNORE
GESÙ CRISTO
RE DELL'UNIVERSO
SoLENNITÀ

ANTIFONA D'INGRESSO L'Agnello immolato


è degno di ricevere potenza e ricchezza
e sapienza e forza e onore:
a lui gloria e potenza nei secoli, in eterno. Ap s. 12; 1, 6
COLLETIA
Dio onnipotente ed eterno,
che hai voluto rinnovare tutte le cose
in Cristo tuo Figlio, Re dell'universo,
fa' che ogni creatura, libera dalla schiavitù del peccato,
ti serva e ti lodi senza fine.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
SULLE OFFERTE
Accetta, o Padre,
questo sacrificio di riconciliazione,
e per i meriti del Cristo tuo Figlio
concedi a tutti i popoli il dono dell'unità e della pace.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli.
PREFAZIO
Cristo sacerdote e re dell'universo
-r. Il Signore sia con voi.
ijl. E con il tuo spirito.
-r. In alto i nostri cuori.
~· Sono rivolti al Signore.
y. Rendiamo grazie al Signore, nostro Dio.
ijt. È cosa buona e giusta.
...
A E veramente cosa buona e giusta,
nostro dovere e fonte di salvezza, ·~
rendere grazie sempre e in ogni luogo ·~
a te, Signore, Padre santo, ·~
Dio onnipotente ed eterno. *'~
TEMPO ORDINARIO 281

I Tu con olio di esultanza


hai consacrato Sacerdote eterno
e Re dell'universo il tuo unico Figlio,
Gesù Cristo nostro Signore.
Egli, sacrificando se stesso
immacolata vittima di pace sull'altare della Croce,
operò il mistero dell'umana redenzione;
assoggettate al suo potere tutte le creature,
offrì alla tua maestà infinita ·
il regno eterno e universale: '~
regno di verità e di vita,
regno di santità e di grazia,
regno di giustizia, di amore e di pace. <*
P. E noi,
uniti agli Angeli e agli Arcangeli,
ai Troni e alle Dominazioni
e alla moltitudine dei Cori celesti, *
cantiamo con voce incessante ~
l'inno della tua gloria:
anto, Santo, Santo il Signore Dio dell'universo.
I cieli e la terra sono pieni della tua gloria.
Osanna nell'alto dei cieli.
Benedetto còlui che viene nel nome del Signore.
Osanna nell'alto dei cieli.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE *B


Re in eterno siede il Signore: be- «lo sono re e sono venuto nel
nedirà il suo popolo nella pace. mondo per rendere testimonian-
s 1211 ]l za alla verità». Gv 18, 37
* j
(
«<l Figlio dell'uomo verrà nella
sua gloria per giudicare tutte le « Gesù, ricordati di me quando
genti». entrerai nel tuo regno». «Oggi
sarai con me in paradiso».
~< 2:;, 42-43

nrmf"'\ 1 .A r.o~.n '1\T~ONE

O Dio, nostro Padre, che ci hai nutriti


con il pane della vita immortale,
fa' che obbediamo con gioia
a Cristo, Re dell'universo,
per vivere senza fine con lui
nel suo regno glorioso.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli.
282 TEMPO ORDINARIO

XXXIV SETTIMANA

ANTIFONA D'INGRESSO Il Signore parla di pace


al suo popolo, e ai suoi fedeli
e a quanti ritornano a lui con tutto il cuore. Sal 84,9

COLLETTA
Ridesta, Signore, la volontà dei tuoi fedeli
perché, collaborando con impegno alla tua opera di salvezza,
ottengano in misura sempre più abbondante
i doni della tua misericordia.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

SULLE OFFERTE
Accogli, Signore, questi santi doni
che ci hai comandato di offrire in tuo onore,
perché, obbedienti alla tua parola,
diventiamo anche noi un'offerta a te gradita.
Per Cristo nostro Signore.
ANTIFONA ALLA COMUNIONF Oppure:
Popoli tutti, lodate il Signore, <<Ecco, io sono con voi tutti i
perché grande è il suo amore per giorni sino alla fine del mondo»,
noi. ~al 6. 1.2 dice il Signore. vlt 2~ 20

DOPO LA COMUNIONE
O Dio, che in questi santi misteri
ci hai dato la gioia
di unirei alla tua stessa vita,
non permettere che ci separiamo mai da te,
fonte di ogni bene.
Per Cristo nostro Signore.
SOLENNITA
DEL SIGNORE
NEL TEMPO ORDINARIO _
Domenica
dopo Pentecoste

SANTISSIMA
TRINITÀ
SOLENNITÀ

ANTIFONA D'INGRESSO Sia benedetto Dio Padre,


e l'unigenito Figlio di' Dio,
e lo Spirito Santo:
perché grande è il suo amore per noi.
COLLETTA
O Dio Padre, che hai mandato nel mondo
il tuo Figlio, Parola di verità,
e lo Spirito santificatore
per rivelare agli uomini il mistero della tua vita,
fa' che nella professiòne della vera fede
riconosciamo la gloria della Trinità
e adoriamo l'unico Dio in tre persone.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
SULLE OFFERTE
Invochiamo il tuo nome, Signore,
su questi doni che ti presentiamo:
consacrali con la tua potenza
e trasforma tutti noi in sacrificio perenne a te gradito.
Per Cristo nostro Signore.
PREFAZIO
Il mistero di Dio uno e trino.
-r. Il Signore sia con voi.
~- E con il tuo spirito.
y. In alto i nostri cuori.
~- Sono rivolti al Signore.
y. Rendiamo grazie al Signore, nostro Dio.
ijl È cosa buona e giusta.
286 TEMPO ORDINARIO

A È veramente cosa buona e giusta,


nostro dovere e fonte di salvezza,
rendere grazie sempre e in ogni luogo *
a te, Signore, Padre santo, ~
Dio onnipotente ed eterno. +
B Con il tuo unico Figlio e con lo Spirito Santo
sei un solo Dio, un solo Signore, *
non nell'unità di una sola persona, ·~
ma nella Trinità di una sola sostanza. ·~*
Quanto hai rivelato della tua gloria,
noi lo crediamo, '
e con la stessa fede, senza differenze, ·~
lo affermiamo del tuo Figlio e dello Spirito Santo. +
E nel proclamare te Dio vero ed eterno,
noi adoriamo la Trinità delle Persone, •
l'unità della natura,
l'uguaglianza nella maestà divina. **
A Gli Angeli e gli Arcangeli,
i Cherubini e i Serafini, ,.
non cessano di esaltarti ~
uniti nella stessa lode:
S anto, Santo, Santo il Signore Dio dell'universo.
I cieli e la terra sono pieni della tua gloria.
Osanna nell'alto dei cieli.
Benedetto colui che viene nel nome del Signore.
Osanna nell'alto dei cieli.
ANTIFONA Voi siete figli di Dio: egli ha +B
ALLA mandato nei vostri cuori lo Spi-
COMUNIONl· rito del Figlio suo, che grida «Andate e ammaestrate tutte le
nazioni battezzandole nel nome
«Abbà, Padre». Gal ,
del Padre e del Figlio e dello
Spirito Santo». .,
Dio ha tanto amato il mondo da
donare il suo unico Figlio, per- «Lo Spirito di verità vi guiderà
ché chiunque crede in lui non alla verità tutta intera». •
perisca, ma abbia la vita eterna.
(' '

Do-~ r · c J 1Ul\JIO Tf
Signore Dio nostro, la comunione al tuo sacramento,
e la professione della nostra fede in te, unico Dio in tre persone,
ci sia pegno di salvezza dell'anima e del corpo.
Per Cristo nostro Signore.
SS. CORPO E
SANGUE
DI CRISTO
SoLENNITÀ

ANTIFONA D'INGRESSO Il Signore ha nutrito il suo popolo


con fior di frumento,
lo ha saziato di miele della roccia. Sal 80, 17
COLLETTA
Signore Gesù Cristo, che nel mirabile sacramento dell'Eucaristia
ci hai lasciato il memoriale della tua Pasqua,
fa' che adoriamo con viva fede
il santo mistero del tuo Corpo e del tuo Sangue,
per sentire sempre in noi i benefici della redenzione.
Tu sei Dio, e vivi e regni con Dio Padre,
nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.
SULLE OFFERTE
Concedi benigno alla tua Chiesa, o Padre,
i doni dell'unità e della pace,
misticamente significati nelle offerte che ti presentiamo.
Per Cristo nostro Signore.
Prefazio dell'Eucaristia I o II, pagg. 347-348.
ANTIFONA A
ACLOLAMUNIONE Dice il Signore: «Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue, ri-
mane in me e io in lui». Alleluia. Gv 6, 56

*B *c
«Prendete, questo è il mio cor- Gesù prese i cinque pani e i due
po. Questo è il mio sangue, il pesci e li diede ai discepoli, per-
sangue dell'alleanza», dice il · Si- ché li distribuissero alla folla.
gnore. Alleluia. Mc 14, 22.24 Alleluia. Le 9, 16

DOPO LA COMUNIONE
Donaci, Signore, ·
di godere pienamente della tua vita divina nel convito eterno,
che ci hai fatto pregustare
in questo sacramento del tuo Corpo e del tuo Sangue.
Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.
Dove è di precetto, la solennità del SS. Corpo e Sangue di Cristo si celebra il giove-
dì dopo la SS. Trinità, altrimenti, come a giorno proprio, la II domenica dopo Pente-
coste.
Venerdì dopo la II domenica