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LARAZZO DI BAYEUX

La tapisserie
E costituita da nove tele di lino grigio cru sbiancate al sole di 50 cm di altezza che, unite insieme, raggiungono
la lunghezza complessiva di 68,30 cm. Manca la parte finale, di cui si ignorano il contenuto e lestensione.
In realt non n un arazzo n una tappezzeria, ma una tela ricamata. I ricami sono eseguiti sullo sfondo
naturale della tela con fili di lana di diverso spessore colorati con tre pigmenti fondamentali, il pastello (blu), la garanza
(rosso) e la reseda (giallo), mescolati per ottenere altre tinte. Sono stati utilizzati quattro punti diversi, tra i quali un
caratteristico punto disteso, detto punto di Bayeux, e un punto erba per il contorno.
La tela divisa in tre fasce nel senso della lunghezza: quella centrale, la principale, rappresenta lazione
narrativa chiosata da brevi frasi in latino che chiariscono chi sono i protagonisti dellepopea, i luoghi e gli snodi della
vicenda. Il soggetto storico occupa circa 33-34 cm in altezza ed diviso in una sessantina di scene che si susseguono a
fregio continuo. Il fregio delimitato, nella parte superiore e inferiore, da due bande ricamate con gli stessi punti e gli
stessi colori, dallaltezza di 7/8 cm ciascuna, che rappresentano, in piccole dimensioni, alcuni particolari degli eventi
storici narrati, oppure elementi pi esornativi, come animali reali o favolosi e personaggi delle fabulae di Esopo e Fedro.
La tapisserie fu realizzata per essere esposta allinterno della cattedrale di Bayeux, dove era tesa da pilastro a
pilastro allinterno della navata principale. La sua funzione era di presentare ai fedeli, spesso illetterati, le vicende dello
sbarco in Inghilterra da parte Guglielmo il Conquistatore e la sua vittoriosa battaglia contro Aroldo Godwison ad
Hastings, per un lasso di tempo di tre anni, dal 1064 al 1066.
Potrebbe essere stata commissionata dal conte Oddone di Conteville, vescovo di Bayeux, fratellastro e
fedelissimo del duca Guglielmo allepoca di Hastings. plausibile che questo personaggio, presente nelle raffigurazioni
della tapisserie con un ruolo decisamente positivo, ma senza invadenza, abbia voluto questopera per propagandare la
versione normanna della controversia e della lotta per il trono inglese. Larazzo sarebbe stato esposto, la prima volta, in
occasione dellinaugurazione della cattedrale di Bayeux, il 14 luglio 1077.
Secondo la leggenda la tapisserie sarebbe stata ricamata dalla regina Matilde, moglie di Guglielmo, ma quasi
certamente fu eseguita in Inghilterra, forse a Cantorbry (Canterbury) nel Kent, verso il 1070.
Si tratta dellunico documento di questo tipo giunto ai nostri giorni. In et medievale furono ricamate altre opere
simili in Normandia, in altre regioni della Francia e in Europa. Ma questa lunica, nonostante lestrema fragilit del lino,
ad aver superato le prove del tempo.
Dopo aver fatto parte per secoli del tesoro della cattedrale di Bayeux, dove veniva esposta in occasione delle
feste pi importanti, venne rimossa durante la Rivoluzione e incamerata nel patrimonio della nazione francese nel 1794;
rimane al Muse Napoleon fino al 1804, quando viene riportata a Bayeux. Ritorna a Parigi nel 1812 per essere esposta
allHotel de Villa, poi torna a Bayeux nel 1842 nella nuova Galerie Mathilde. Dopo una nuova sosta al Louvre nel 1944
45, rientra definitivamente a Bayeux: la nuova esposizione nel Centre Guillaume le Conqurant del 1983.
Il contesto storico
Le incursioni normanne nel nord della Francia avevano raggiunto il loro apice allepoca di Carlo il Grosso che,
nell866, di fronte ai normanni che assediavano Parigi, prefer pagare un alto tributo piuttosto che giungere alla guerra.
Ma nel 911 che Carlo il Semplice costretto a cedere ai normanni, in seguito a una nuova e pericolosa incursione, i
territori di Caux e le contee di Rouen, vreux e Lisieux.
Nasce in questa zona a nord della Francia prospiciente la Manica un territorio autonomo, il ducato di
Normandia, organizzato attraverso un sistema di relazioni vassallatiche particolarmente restrittive, ma di notevole
efficienza economica e politica: diventa ben presto un soggetto politico importante nel contesto della Francia, ma anche
per i feudatari sassoni in Inghilterra. Alla fine un duca di Normandia, Guglielmo, tent con successo la conquista
dellInghilterra a seguito della crisi dinastica del 1066.
Alla morte del re sassone Edoardo I il Confessore, la corona inglese era contesa tra Aroldo Godwinson, cognato
di Edoardo stesso in quanto fratello della moglie Edith, e il duca Guglielmo il Bastardo di Normandia, cugino di secondo
grado di re Edoardo. La tapisserie racconta nella prima parte varie vicende legate alla figura di Aroldo e alla spedizione
militare di Guglielmo contro i Bretoni, dilungandosi su questi avvenimenti. Solo in seguito viene narrata, secondo la
versione normanna, la contesa tra Aroldo e Guglielmo per la successione al trono dInghilterra.
La vicenda raccontata nella tela infatti un resoconto storico, ma anche una narrazione epica e una parabola
morale: la celebrazione delle gesta di un eroe, la giustificazione di un colpo di mano politico-militare, ma anche la
storia di un tradimento punito.
Delle medesime vicende trattano anche alcune fonti scritte:
due testi minori: il racconto in versi dellabate Baudry de Bourgueil redatto tra 1085 e 1102 e quello in prosa
dellHistoria Novorum scritta prima del 1107 dal monaco Eadmer dellabazia di Canterbury.

i testi storici normanni: le Gesta Normannorum ducum, del monaco Guglielmo di Jumiges scritte verso il 1070,
Gesta Willelmi di Guglielmo di Poitiers, elemosiniere del duca Guglielmo e arcidiacono di Lisieux, scritte tra
1073 e 1077, e lHistoria ecclesiastica di Oderico Vital, monaco dellabazia di Saint-Evroult, datata 1140
le narrazioni anglo-normanne del XII secolo: le Gesta regum Anglorum del monaco Guglielmo di Malmesbury,
datate 1125, l'Historia Anglorum dellarcidiacono Enrico di Huntingdon redatta verso il 1130, e il Roman de Rou,
poema in francese scritto verso il 1170 da Wace, canonico di Bayeux, su commissione del re Enrico II
Plantageneto.

Certamente la tela illustra quella che la versione normanna dei fatti, decisamente favorevole a Guglielmo, che
avrebbe agito nel suo diritto e secondo la volont del suo predecessore. Ma la versione sassone non era la stessa:
approfittando delle simpatie normanne di Edoardo il Confessore, alla sua morte Guglielmo avrebbe compiuto un
colpo di mano ai danni di un sovrano legittimo. Il racconto della tela non molto chiaro su due punti fondamentali: la
natura della missione di Aroldo in Normandia (ammesso che ci sia stata una missione e non si sia trattato di uno
sbarco casuale, come riferiscono alcune fonti scritte) e il tenore delle ultime volont del re Edoardo.
I personaggi
La tapisserie presenta oltre 600 personaggi, tra i quali quelli che appaiono pi volte sono i seguenti:
Edoardo I il Confessore (1005-1066), re di Inghilterra dal 1042 al 1066: figlio del re Ethelredo II e di Emma, figlia
a sua volta del duca Riccardo di Normandia, aveva trovato rifugio nel paese di sua madre durante le incursioni
danesi e aveva sposato Edith, figlia del conte Godwin di Essex. Molto religioso, fu canonizzato nel 1161
Aroldo Godwinson (1022 ca.- 1066), salito al trono dInghilterra nel 1066 col nome di Edoardo II: fratello di Edith
e figlio minore del potente feudatario anglo-danese Godwin di Wessex, reggente durante la malattia di
Edoardo e aspira al trono
Guglielmo (1028-1087), figlio naturale (e per questo detto il Bastardo) del duca di Normandia Roberto il
Magnifico e di una donna di Falaise detta Herlne, sposo di Matilde di Fiandra e incoronato re dInghilterra a
Westminster il 25 dicembre del 1066
Oddone di Conteville (1036-1097 ca.), ambizioso fratellastro di Guglielmo, in quanto anchegli era figlio di
Herlne: vescovo di Bayeux, poi conte di Kent dopo la battaglia di Hastings, fu reggente per conto di Guglielmo
mentre questultimo si tratteneva in Inghilterra, ma la sua avidit spinse suo fratello a imprigionarlo.
Nel racconto, a parte Elfia, una donna sassone che ha la casa incendiata e una dama che piange ai piedi del letto di
morte di re Edoardo, forse la regina Edith, non appaiono personaggi femminili, nemmeno quelli che avranno certamente
avuto un ruolo nella vicenda, come la duchessa Matilde.
Il testo latino
Il latino delle iscrizioni della tapisserie medievale, contraddistinto da un ampio repertorio di termini, costrutti,
fenomeni fonetici tardi: episcopus, vescovo; archiepiscopus, arcivescovo; parabolare per trattare; mirare per
guardare, osservare; portare al posto di ferre; caballus per equus; la presenza di deviazioni ortografiche per esempio
nel dittongo oe- trascritto e- in prelium per proelium; luso di si nelle interrogative indirette; la caduta della desinenza
finale nellaccusativo, ad es. ad palatiu(m) suu(m), ed altri fenomeni ancora.
Le chiose alle scene sono caratterizzate da proposizioni paratattiche di notevole essenzialit e semplicit. Sono
presenti abbreviazioni. In conformit al luogo di esposizione dellarazzo, la lingua scelta il latino, non il volgare.
Il racconto
1. Edward rex.
Il re Edoardo
Larazzo si apre con gli antefatti della contesa per il trono inglese. Nel 1064 il re dInghilterra Edoardo il Confessore
affida al cognato Aroldo Godwinson lincarico di recarsi in Normandia per avvisare Gugliemo che il monarca, in assenza
di un erede diretto, lo ha nominato suo legittimo successore sul trono dInghilterra.
In effetti Edoardo, normanno da parte di madre, era incline a fidarsi dei suoi parenti normanni pi che dei vassalli
sassoni: il potente conte del Wessex Godwin, suo suocero, era ovviamente ostile a questo orientamento (era pi
favorevole ai vassalli danesi, con i quali era in ottimi rapporti) e si era trovato ai ferri corti con il re, ma se non era
sempre riuscito a convincerlo della sua fedelt, aveva garantito una posizione invidiabile ai suoi figli. Edith era regina e
Aroldo si era certamente preparato la strada per il trono durante la malattia di Edoardo.
Anche Guglielmo di Poitiers condivide la versione riportata della tela, Edoardo voleva designare Guglielmo per il fatto
che era suo parente e glielo aveva promesso in precedenza: una questione importante, la tela deve precisare che
Guglielmo era nel suo diritto.
Nella prima scena il re raffigurato seduto in trono nel castello londinese di Westminster. Porta la barba, al contrario dei
suoi interlocutori, che hanno solo i baffi e capelli tagliati a caschetto secondo la moda sassone dellepoca.

2. Ubi Harold dux Anglorum et sui milites equitant ad Bosham.


Dove Aroldo, duca degli Inglesi, e i suoi soldati cavalcano verso Bosham.
Aroldo ubbidisce prontamente al re e si dirige verso la costa meridionale dellInghilterra per attraversare la Manica.
Per quanto riguarda la missione di Aroldo presso Guglielmo, confermata da Guglielmo di Poitiers, viene narrata da
Guglielmo di Malmesbury in modo del tutto diverso, a portare Aroldo in Normandia sarebbe stata una battura di pesca
finita male.
La cavalcata di Aroldo e della sua corte somiglia piuttosto a una caccia, con cani e falco: la caccia era del resto lo sport
preferito dellaristocrazia dellepoca. Lepisodio chiuso da un albero trasformato in un motivo decorativo.
3. Ecclesia.
Una chiesa.
Aroldo si ferma in una chiesa presso Bosham per invocare, insieme al suo scudiero, mare buono e vento propizio. Poi si
ferma nel suo castello di Bosham per ultimo pasto con i suoi. Sulla spiaggia la nave tenuta ferma dai marinai con remi
e pertiche: Aroldo e un suo compagno, con le gambe nude, camminano nellacqua bassa portando in braccio gli animali.
Nel bordo inferiore della tela sono riportate le favole del corvo e della volpe e della scimmia che chiede al leone di
diventare re; non escluso che ci fossero in queste scenette secondarie dei richiami alla vicenda principale.
4. Hic Harold mare navigavit.
Qui Aroldo navig per mare.
Dal presente storico si passa qui al perfetto indicativo; lalternanza dei tempi costante in tutta la tapisserie. Le frasi di
commento, inoltre, sono spesso introdotte da hic, talvolta da ubi (qui, in questa scena, dove).
Cinque navi partecipano alla spedizione, lo stesso Aroldo tiene il timone. Una vedetta sulla nave di Aroldo vede arrivare
alla spiaggia una schiera in armi, mentrre unmarinaio appresta lancora.
5. Et velis vento plenis venit in terra(m) Widonis comitis.
E con le vele tese dal vento, giunse nelle terre del conte Guido.
Nonostante le preghiere, Aroldo approda non nelle terre di Gugliemo, ma alla foce della Somme, nel feudo di Guido di
Ponthieu, un vassallo di Guglielmo: secondo Guglielmo di Poitiers fu una tempesta a forzare lapprodo, si trattava di un
naufragio e comera tradizione Guido se ne voleva avantaggiare. La tela invece non allude a nessuna tempesta.
6. Harold.
Aroldo.
Aroldo, in piedi sulla prora, cerca di spiegare agli armati le ragioni del naufragio. Gettata lancora, gli occupanti delle navi
scendono a gambe nude.
Aroldo veste una corta tunica rossa con pantaloni aderenti e un mantello fermato su una spalla da una fibula.
7. Hic apprehendit Wido Haroldu(m).
Qui Guido cattura Aroldo.
Aroldo sfodera il suo pugnale davanti allatteggiamento minaccioso di Guido, che vuole appropriarsi dei beni naufragati
nelle sue terre, intervento legittimo secondo il codice medioevale e ordina ai suoi soldati di catturare i naufraghi. Aroldo
portato via senza che riesca neppure a mettersi i calzari.
8. Et duxit eum ad Belrem et ibi eum tenuit.
E lo conduce a Beaurain, dove lo tiene di forza.
Aroldo e i suoi vengono portati via sotto scorta e imprigionati nel castello di Beaurain, nel feudo di Guido.
I franchi sono pettinati diversamente dai sassoni, con abbondante frangia sulla fronte e nuca rasata, con volto
completamente glabro. Sia Guido che Aroldo cavalcano con un falco. Un altro particolare significativo sono gli speroni,
che si diffusero in Europa in epoca tardoantica.
9. Ubi Harold et Wido parabolant.
Qui Aroldo e Guido trattano.
Si osservi luso del verbo tardo parabolare, per parlare, qui nel senso tecnico di intavolare trattative. La scena
presenta Guido seduto nel trono nella sala delle udienze che, tenendo levata la spada, discute con Aroldo sullentit del
riscatto che intende chiedere per liberare il nobile. Viene rappresentato anche un servitore che, dietro una colonna, sta
ascoltando tutto, mentre un altro attira su di lui lattenzione di Guido: un fido di Guglielmo che correr ad avvisare il
duca di Normandia della prigionia di Aroldo. Guglielmo aveva infatti inviato delle spie presso il vicino.
10. Ubi nuntii Willelmi ducis venerunt ad Widone(m). Turold.
Dove i messi del duca Gugliemo giunsero presso Guido. Turoldo.
qui menzionato per la prima volta il duca Guglielmo che ha inviato due messi a Guido di Ponthieu.
Il conte Guido riceve i messi in piedi, appoggiato a unascia, con una ricca tunica e un ampio mantello. Compare anche
un certo Turoldo, una specie di nano barbuto che tiene per le briglie dei cavalli.

Nel fregio inferiore appaiono scene di lavoro dei campi.


11. Nuntii Willelmi.
I messi di Guglielmo.
I due messi si dirigono verso Beaurain a cavallo, galoppando con i capelli al vento. Portano scudi decorati con figure di
draghi alati.
12. Hic venit nuntius ad Wil(g)elmum ducem.
Qui, un messo giunge presso il duca Guglielmo.
Un messaggero sassone, come evidente dallabbigliamento e dallacconciatura, si reca da Guglielmo. Forse era uno
del seguito di Aroldo sfuggito alla cattura.
La tenuta di Guglielmo molto pi fastosa di quella di Guido: in particolare indossa delle giarrettiere con vistosi nodi e
tiene in mano la spada. Sullo sfondo della scena, che evidentemente si svolge allaperto, sorge il castello di Rouen.
13. Hic Wido adduxit Haroldum ad Wil(g)elmum Normannorum ducem.
Qui, Guido conduce Aroldo da Guglielmo duca di Normandia.
Nella scena si vede Guido di Ponthieu, evidentemente convinto a liberare i suoi progionieri, che cavalca allincontro con
Guglielmo portando Aroldo. Particolari le scene della fascia inferiore, con un uomo e una donna nudi che si fanno strani
gesti e la cui presenza non ha ancora una spiegazione.
14. Hic dux Wil(g)elm cum Haroldo venit ad palatiu(m) suu(m).
Qui, il duca Guglielmo insieme ad Aroldo giunge nel suo palazzo.
Da una delle porte fortificate di Rouen, una sentinella vede arrivare il gruppo a cavallo. Aroldo viene ospitato nel castello
di Brionne e Guglielmo gli concede unudienza solenne ambientata in un grande edificio, la sua residenza ufficiale. Gli
scrittori normanni sottolineano che Aroldo venne trattato molto amichevolmente e che Gugliemo voleva fargli
dimenticare la disavventura dello sbarco: la tela sembra rappresentare una discussione animata.
15. Ubi unus clericus et Aelfgyva.
Qui, un chierico ed Elfia.
Si tratta di una scena tuttora rimasta senza spiegazione, che viene richiamata rapidamente, come se si alludesse a
qualcosa di noto a tutti. Sotto un portale decorato con due teste di animali, sta in piedi una donna di alta condizione,
coperta da un mantello: un chierico con tonsura tende la mano verso il suo volto.
Il nome della donna decisamente sassone, anche una sorella di Aroldo si chiamava cos, ma non poteva essere
presente a Rouen in quella circostanza. Si pensa possa essere Agata, la figlia maggiore di Guglielmo, che secondo le
fonti scritte venne fidanzata ad Aroldo, ma non lo segu perch era ancora troppo giovane: Elfia potrebbe essere il nome
sassone acquisito dalla ragazza. Forse invece si allude a qualche scandalo, come potrebbe suggerire la grottesca figura
maschile nella fascia inferiore.
16. Hic Willelm dux et exercitus eius venerunt ad Monte(m) Michaelis.
Qui, il duca Guglielmo ed il suo esercito giunsero al Mont Saint Michel.
Dopo le vicende relative al naufragio di Aroldo, la tapisserie ripercorre ora unazione di guerra condotta da Guglielmo in
soccorso di Rivallon di Dol, in guerra con il conte bretone Conan II. Partecipa alla campagna anche Aroldo, come alleato
di Guglielmo. riconoscibile sullo sfondo della raffigurazione Mont Saint Michel in mezzo alle sabbie.
17. Et hic transierunt flumen Cosnonis. Hic Harold dux trahebat eos de arena.
E qui ttraversarono il fiume Couesnon. Qui il duca Aroldo estraeva (i soldati) dalle sabbie mobili.
Inizia la campagna militare contro i Bretoni cui partecipa con valore anche Aroldo che, nella scena, salva con coraggio
due cavalieri normanni che stanno sprofondando nelle sabbie mobili: la narrazione riconosce ad Aroldo capacit e
coraggio ed evidenzia i buoni rapporti che lo legavano a Guglielmo durante il suo soggiorno in Normandia.
18. Et venerunt ad Dol et Cunan fuga vertit (ad) Rednes.
E giunsero a Dol e Conan fu messo in fuga verso Rennes.
I Normanni riescono a mettere in fuga i Bretoni: Conan fugge dalla fortezza di Dol calandosi con una corda e raggiunge
la citt di Rennes (rappresentata in cima a un colle dove pascolano le pecore), ma di l costretto a riparare a nord,
nella citt fortificata di Dinan.
19. Hic milites Willelmi ducis pugnant contra Dinantes.
Qui, i soldati del duca Guglielmo attaccano Dinan.
I Bretoni si rinchiudono a Dinan, ma Guglielmo prende dassalto la citt. Alcuni cavalieri attaccano il ponte levatoio,
mentre due soldati appiccano il fuoco alle palizzate di legno.
20. Et Cunan claves porrexit.
E Conan consegn le chiavi.

Conan viene sconfitto e sporgendosi dalle mura consegna, con la punta della lancia, le chiavi di Dinan. Con la vittoria
termina la spedizione di Guglielmo e di Aroldo in Bretagna.
21. Hic Willelm dedit Haroldo arma.
Qui Guglielmo consegna le armi ad Aroldo.
Guglielmo rende onore ad Aroldo per il coraggio e il valore dimostrati nella campagna contro i Bretoni. Lo nomina quindi
cavaliere normanno: Aroldo viene insignito dellelmo nasale, della cotta di maglia e della spada, tipico abbigliamento
normanno.
22. Hic Willelm venit Bagias.
Qui Guglielmo si rec a Bayeux.
Guglielmo, Aroldo e altri nobili normanni si recano a Bayeux; la citt raffigurata in maniera molto sintetica, come del
resto tutti gli edifici presenti nella tela, con il ponte levatoio, la porta dingresso con protomi di drago e il castello, mentre
le due aquile simboleggiano il capitolo della cattedrale.
23. Ubi Harold sacramentum fecit Willelmo duci.
Dove Aroldo prest giuramento al duca Guglielmo.
una delle scene principali e pi intense della tela, piena di pathos e di solennit. A Bayeux, Aroldo presta giuramento
di fedelt a Guglielmo, che, in trono, si fatto portare due reliquiari; uno contiene le ossa di san Ravin e laltro di san
Rasilfo, due missionari provenienti dalla Britannia che avrebbero subito il martirio in Normandia. Aroldo, a questo punto,
si sarebbe impegnato, prestando solenne giuramento, a riconoscere Guglielmo come legittimo successore di Edoardo
dInghilterra e quindi a prestargli soccorso politico e militare: cos racconta anche Guglielmo di Poitirs.
Guglielmo rappresentato seduto in trono con la spada, Aroldo in piedi tra i due reliquiari: quattro uomini del seguito
assistono alla scena.
24. Hic Harold dux reversus est ad Anglicam terram.
Qui il duca Aroldo fa ritorno in Inghilterra.
Dopo il giuramento, Aroldo parte sulla nave per lInghilterra: sulla sponda opposta la sua nave viene avvistata da un
castello. Sul bordo sono rappresentati due animali favolosi detti martichoras, con testa umana, corpo di leone e coda di
scorpione, che si immaginavano antropofagi.
25. Et venit ad Eadwardu(m) regem.
E si rec dal re Edoardo.
Appena giunti in Inghilterra, Aroldo e il suo scudiero partono al galoppo per recarsi dal re Edoardo, a Winchester o forse
a Londra. Un personaggio armato di unasia da guerra danese lo annuncia al re. Seduto sul trono, il vecchio re accoglie
Aroldo: raffigurato con in mano un bastone, stanco e gi segnato dalla malattia.
26. Hic portatur corpus Eadwardi regis ad ecclesiam S(an)c(t)i Petri ap(osto)li.
Qui, il corpo del re Edoardo portato nella chiesa di san Pietro Apostolo.
La bellissima scena presenta i funerali del monarca, il cui feretro portato da otto nobili nella chiesa di Westminster,
appena ultimata e consacrata a San Pietro. Sopra la chiesa appare la mano del Signore. Vicino al feretro sono raffigurati
dei chierichetti che agitano i turiboli e dei chierici che intonano le orazioni funebri.
27-28. Hic Eadwardus rex in lecto alloquit(ur) fideles. Et hic defunctus est.
Qui il re Edoardo, nel suo letto, parla ai suoi fidi. E qui morto.
Lepisodio rappresentato si colloca cronologicamente prima della scena che lo precede ed bipartito: nella sezione
superiore si vede Edoardo morente che parla ai suoi fidi, mentre ai piedi del letto piange una donna, con ogni probabilit
la moglie. Il re si rivolge unultima volta ad Aroldo, forse per confermandogli la successione. Nella parte inferiore si vede
il re ormai morto, disteso sul letto. il 5 gennaio 1066. Un prete recita le ultime preghiere.
29. Hic dederunt Haroldo corona(m) regis.
Qui hanno dato la corona reale ad Aroldo.
Due personaggi tendono ad Aroldo la corona e lascia: Aroldo sembra dubbioso. Le fonti scritte riferiscono che
lassemblea dei nobili (witenagemot) si riun a Londra per decidere della successione e che attribu la corona ad Aroldo:
nonostante la promessa fatta a Guglielmo, il conte accett la corona. Il fatto non venne giudicato positivamente da tutte
le corti europee.
30-31. Hic residet Harold rex Anglorum. Stigant archiep(iscopu)s.
Qui Aroldo sale al trono come re dInghilterra. Larcivescovo Stigant.
Aroldo diventa cos re dInghilterra: raffigurato seduto in trono, con la corona in capo, lo scettro e il globo. I vassalli,
con la spada levata, gli rendono omaggio. Larcivescovo di Canterbury, Stigant, gli a fianco.
32. Isti mirant stella(m).

Costoro guardano una stella.


dallinterno di un edificio, sei personaggi osservano in cielo una cometa, presagio funesto: si tratta della cometa di
Halley apparsa tra il 24 agosto e il 1 maggio 1066, come riferiscono anche altre fonti.
33. Harold.
Aroldo.
Un armigero va di corsa da Aroldo ad avvisarlo del sinistro presagio: il re ha come un presentimento, appare angosciato
dalla notizia. Nella fasia inferiore si vede tratteggiata una flotta nemica e infatti il nemico di Aroldo arriver da oltre
Manica.
34. Hic navis Anglica venit in terram Willelmi ducis.
Qui una nave inglese approda nel territorio del duca Guglielmo.
Una nave inglese approda in Normandia per recare a Guglielmo la duplice notizia della morte di Edoardo e dellascesa
al trono di Aroldo.
35. Hic Willelm dux iussit naves edificare.
Qui il duca Guglielmo fece edificare delle navi.
Guglielmo allestisce quindi una flotta per attaccare lusurpatore. Nella prima scena il duca, seduto su un lussuoso trono,
si confronta con il suo fratellastro, il vescovo Oddone di Conteville, che evidentemente gli consiglia di partire per
lInghilterra con un esercito e rivendicare con la forza la legittima successione. Oddone, committente della tela, appare
nelle vicende seguenti come il braccio destro del duca di Normandia, rivendicando una parte di primo piano nella
conquista.
Nella seconda scena rappresentata la costruzione della flotta: vengono abbattuti gli alberi, preparate le assi di legno e
rifiniti gli scafi. I normanni usavano navi di tipo vikingo, con la prua e la poppa decorate con sculture zoomorfe che
potevano essere rimosse: quando si sbarcava in una terra sconosciuta si usava toglierle per non spaventare i vaetter, gli
esseri soprannaturali che abitavano il paese.
36. Hic trahunt naves ad mare.
Qui traggono in mare le navi.
In pochi mesi viene costruita la flotta: le navi vengono allineate sulla riva in attesa della marea. La traversata della
Manica non era facile, venti molto violenti possono alzarsi anche improvvisamente.
37. Isti portant arma ad naves et hic trahunt carrum cum vino et armis.
Costoro portano sulle navi armi e qui tirano un carro colmo di vino e di armi.
Nessun particolare tralasciato, sulle navi vengono caricate armi (cotte, spade, elmi normanni), animali e viveri: non
manca il vino, trasportato su un carro rustico.
38. Hic Willelm dux in magno navigio mare transivit et venit ad Pevenseae.
Qui il duca Guglielmo attravers il mare su una grande nave e approd a Pevensey.
La flotta pronta per partire a met dellagosto del 1066: il luogo dellimbarco la foce del Dives. Tuttavia il vento
favorevole si fa aspettare: la partenza avviene alla fine di settembre. Il magnum navigium su cui veleggia Guglielmo, che
si chiamava Mora, fu offerto al duca dalla moglie, la duchessa Matilde e reca sulla cima dellalbero maestro un oggetto
che stato interpretato come la croce benedetta dal papa Alessandro II: Gulielmo stesso al timone. La spedizione di
Guglielmo si connota come una campagna sacra, benedetta dal Signore. Questo elemento intende ulteriormente
sottolineare laffronto di Aroldo che non ha mantenuto la parola data e ha usurpato il trono al legittimo successore.
Secondo gli storici medievali, la spedizione era imponente: Guglielmo di Jumiges parla di 3000 navi e Guglielmo di
Poitiers di 50000 uomini, ma si pensa che potessero essere coinvolti pi di 450 navi e 7 - 8000 uomini con 2000 cavalli.
39. Hic exeunt caballi de navibus.
Qui, i cavalli escono dalle navi.
Lo sbarco avvenne il 28 settembre 1066 alla baia del Pevensey, senza incidenti. I ricami mostrano lo sbarco dei cavalli
dalle navi, mentre i marinai sono indaffarati a reclinare lalbero maestro, costruito secondo la tecnica navale normanna.
40. Et hic milites festinaverunt Hestinga ut cibum raperentur.
E qui i soldati si affrettarono a giungere ad Hastings, per procurarsi cibo.
I cavalieri attraversano la campagna abbandonata dai contadini e fanno razzia di bestiame. Sullo sfondo si vedono
modeste case rurarli.
41. Hic est Wadard.
Qui c Wadard.
Wadard il tenutario delle terre del vescovo Oddone e durante questa campagna militare sovrintendente dei
rifornimenti. raffigurato mentre parla con un uomo che tiene per la briglia un piccolo cavallo.

42. Hic coquitur caro et hic ministraverunt ministri.


Qui viene cucinata la carne e i servitori attesero ai loro compiti.
La scena, molto realistica, ritrae i cuochi che preparano il pasto per lesercito: il pasto a base di carne arrostita.
43. Hic fecerunt prandium et hic episcopus cib(um) et pot(um) benedicit.
Qui prepararono il pranzo e qui il vescovo benedice cibo e bevande.
Nella tavola donore al centro compare Oddone (riconoscibile per la tonsura) che benedice alimenti e bevande. Alla sua
destra sta Guglielmo, in parte coperto da un uomo con la barba, con ogni probabilit Ruggero di Beaumont, detto anche
Ruggero Barbato, che si distinse nella battaglia di Hastings. La scena del banchetto raffigurata con grande realismo e
amore per i dettagli: per esempio, lunica posata ben visibile il coltello, secondo il costume dellepoca non venivano
usate le forchette, mentre abbondano le coppe per il vino. Lunico a non magiare carne ma pesce Oddone, in quanto il
banchetto avviene di venerd, il 29 settembre 1066.
44. Odo eps. Willelm. Rotbert.
Il vescovo Oddone, Guglielmo, Roberto.
Dopo il pranzo Gugliemo tiene consiglio con Oddone e un altro personaggio, forse Roberto di Mortain, un normenno che
si era stabilito in Inghilterra e che era informatore di Guglielmo, e che tiene gi la spada sguainata, come se fosse
pronto a eseguire immediatamente gli ordini del duca.
45. Iste iussit ut foderetur castellum at Hestenga castra.
Questi fa edificare una fortificazione di fronte allaccampamento di Hastings.
Nel consiglio, una delle prime decisione che vengono prese quella di erigere una fortificazione attorno
allaccampamento nei dintorni di Hastings, in caso di attacco nemico. La scena raffigura i soldati che lavorano alla
costruzione del riparo sotto la sorveglianza degli ufficiali.
46. Hic nuntiatum est Willem(o) de Haroldo.
Qui vengono date a Guglielmo notizie di Aroldo.
Un messo giunge da Guglielmo ad annunciargli che Aroldo ha vinto i Norvegesi a Stamford Bridge e che sta ripiegando
verso Hastings, con lintenzione di respingere con la forza i Normanni oltre la Manica. Guglielmo tiene in mano il vessillo
con la croce benedetto da Alessandro II: la guerra contro Aroldo deve avere il carattere di una crociata.
Prima della battaglia, tra Aroldo e Guglielmo ci fu anche uno scambio di lettere.
47. Hic domus incenditur.
Qui viene data alle fiamme una casa.
questo solo un particolare della campagna militare, un episodio che forse era famoso. Una bella casa sassone viene
incendiata da due uomini e da essa fuggono una donna di alta condizione con un bimbo per mano.
48. Hic milites exierunt de Hestinga et venerunt ad prelium contra Haroldum rege(m).
Qui i soldati uscirono da Hastings e andarono a combattere contro il re Aroldo.
Guglielmo esce da Hastings, rappresentata sinteticamente con le sue fortificazioni, e, gi abbigliato con la cotta, si fa
portare uno stallone per limminente battaglia. In un bosco vicino si trova la cavalleria normanna riunita dietro i gonfaloni
e si lancia al galoppo.
49. Hic Willelm dux interrogat Vital si vidisset exercitu(m) Haroldi.
Qui, il duca Guglielmo chiede a Vitale se abbia visto lesercito di Aroldo.
Alla testa dellesercito sta Guglielmo che tiene in mano lo scettro e subito dietro il vescovo Oddone, che regge la mazza:
in quanto prelato, infatti, non poteva far scorrere sangue. Un cavaliere chiamato Vitale viene incontro al duca con lindice
teso verso la collina di Telham: lavanguardia normanna ha cos individuato le truppe di Aroldo.
50. Iste nuntiat Haroldum rege(m) de exercitu Willelmi ducis.
Questi annuncia al re Aroldo lesercito del duca Guglielmo.
Dallaltra parte del bosco una vedetta sassone avvista i cavalieri normanni e corre ad avvisare Aroldo.
51. Hic Willem dux alloquitur suis militibus ut prepararent se viriliter et sapienter ad prelium contra Anglorum exercitu(m).
Qui il duca Guglielmo esorta i suoi soldati a tenersi pronti a combattere con coraggio e disciplina contro lesercito
inglese.
Allalba del 13 ottobre, officiata la messa da parte di Oddone, prima di combattere Guglielmo pronuncia la rituale
esortazione ai soldati. A pochi chilometri anche Aroldo ha riunito le sue truppe, stanche per le battaglie appena
combattute. Intanto la cavalleria normanna parte allattacco, al suono delle trombe da guerra.
52. Hic ceciderunt Lewine et Gyrd fratres Haroldi regis.
Qui caddero Lewine e Gyrd, fratelli del re Aroldo.
Tra le vittime illustri, larazzo registra i due fratelli di Aroldo.

53. Hic ceciderunt simul Angli et Franci in prelio.


Qui, angli e franchi caddero insieme in battaglia.
Ma i sassoni reagiscono prontamente e attaccano con forza i normanni, tanto che lala sinistra normanna cede: molti
cavalieri normanni sono in difficolt e numerosi cavalli si impantanano nelle paludi.
54. Hic Odo eps. baculu(m) tenens confortat pueros.
Qui, il vescovo Oddone, che tiene la mazza, conforta i giovani.
Di nuovo in primo piano la figura di Oddone: nel momento della difficolt, il vescovo solleva alta la mazza e incita i
normanni alla riscossa. Grazie al suo coraggio, la cavalleria e gli uomini in fuga ritrovano coraggio e compattezza e il
combattimento prosegue.
55. Hic est Willel(m) dux. E(usta)tius.
Qui c Guglielmo. Eustazio.
Guglielmo, creduto morto, ricompare nel campo di battaglia: in piedi sulle staffe del suo stallone e con foga e
veemenza si rituffa nella mischia. Accanto a lui c Eustazio di Boulogne, il suo portastendardo. Larrivo di Eustazio con
le insegne ducali lulteriore conferma che il duca vivo.
56. Hic Franci pugnant et ceciderunt qui erant cum Haroldo.
Qui, i Francesi combattono e coloro che erano con Aroldo caddero.
I Normanni alla vista di Guglielmo e di Eustazio riprendono coraggio e rinnovano lattacco contro i Sassoni che sono
costretti a uscire allo scoperto. la fase pi cruenta del combattimento, si vedono arti e teste mozzate, corpi inerti
dappertutto. Guglielmo fa intervenire anche gli arcieri che puntano le frecce in alto, in modo che cadendo oltrepassino lo
scudo dei nemici. Larazzo riproduce con fedelt le fasi del combattimento e lintervento risolutivo degli arcieri normanni.
57. Hic Harold rex interfectus est.
Qui il re Aroldo ucciso.
il momento culminante della battaglia: Aroldo viene colpito allocchio destro da una freccia scoccata da un ignoto
arciere normanno. Nel ricamo si vede Aroldo che tenta disperatamente di cavarsi la freccia dallocchio, poi cade a terra
e viene rappresentato mentre viene ferito da un cavaliere normanno che lo trapassa con una spada.
58. Et fuga verterunt Angli.
E gli Inglesi si diedero alla fuga.
Con la morte del loro re, avviene la rotta dellesercito inglese. Qui si conclude la narrazione. Guglielmo sar incoronato
re dInghilterra la sera del 14 ottobre 1066. Forse la parte finale dellarazzo, andata perduta, rappresentava proprio la
sua incoronazione: gli studiosi pensano che la perdita riguardi solo poche scene, che cominque dovevano essere
particolarmente solenni.