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Breve storia del gioco del Calcio

(Antonio Rovida)

Alcuni popoli antichi, Maya, Atzechi, Cinesi, Egizi, Greci, Romani ed altri ancora, praticarono giochi
con la palla colpita con le mani o con i piedi.
Lantichit ci ha lasciato tante documentazioni sui giochi che si praticavano con luso della palla.
Giochi con la palla erano conosciuti nellantico Egitto, sono state trovate palle di papiro, di tela, di
cuoio ripiene di paglia e di crine. In alcune pitture tombali di Beni Hassan, sono raffigurate
fanciulle impegnate in giochi di abilit con la palla.
Anche fra i popoli del centro america, Olmechi, Maya, Atzechi, Inca e Taino fin dal XV secolo a.C.
era molto diffuso il gioco con la palla. Gli Olmechi (ca. 1400-400 a.C.) il cui nome significa popolo
di gomma furono probabilmente i primi
praticanti. A testimoniarlo sono i
ritrovamenti di pitture murali che
raffigurano campi di gioco e il
ritrovamento di resti di antichi palloni di
gomma.
Sono stati ritrovati campi di gioco di
varie grandezze in tutta lAmerica
centrale, il pi grande quello di
Chichen Iza che supera i 170 m. di
lunghezza e circa 50 di larghezza
fiancheggiato da due muri laterali -
verticali e ornati da una fascia a forma di
serpente - alti quasi 8 metri, con anelli
posti come bersagli fissati ad unaltezza
di 7 metri e mezzo.

Quando i conquistadores spagnoli sbarcarono nel nuovo mondo conobbero tali giochi e
testimoniarono di atleti Atzechi che con grandissima abilit si esibivano in giochi con sfere fatte
con un materiale sconosciuto in Europa, la gomma. Il materiale era ottenuto mescolando la linfa di
alcuni alberi di lattice (Castilla elastica), al succo dellIpomea alba.

Pelota (Pitz)
Il Maya giocavano alla Pelota, gioco carico di significati religiosi. Nellopera epica del Popol Vuh si
narra che i signori degli inferi sfidarono al pallone due fratelli gemelli, che persero e vennero
sacrificati. Dopo la
morte, scesero agli
inferi, dove
rinnovarono la sfida
sconfiggendo e
uccidendo i signori
degli inferi. A questo
punto i due gemelli si
trasformarono nel sole
e nella luna, mentre il
loro padre sepolto
nellarena da gioco
divenne il mais, fonte di sostentamento e di fertilit.
Nel gioco della pelota di Chichen Itza si fronteggiavano due squadre formate da sette elementi
ciascuna e le loro immagini sono immortalate sui rilievi che corrono lungo la base dei muri: si
notano giocatori protetti da larghe cinture e da paracolpi sulle braccia e sulle ginocchia, molte
scene mostrano il sacrificio dei perdenti per decapitazione. Sui lati nord e sud il Campo era
delimitato da ampie piattaforme con due templi dedicati al Sole e alla Luna, anchessi coperti
interamente da bassorilievi.

Tlachtli
diffuso presso gli Atzechi, molto simile alla Pelota
dei Maya. Il conquistadores spagnolo Hernn Corts
nei suoi diari racconta che il Tlachtli era uno gioco
molto bello a vedersi, per la sua spettacolarit e
la sua originalit tattica. Due squadre di 10
giocatori (ma il numero poteva variare a seconda
delle usanze dei vari popoli) si fronteggiavano su
un campo di gioco di circa 45x18, si passavano la
palla senza mai farla cadere a terra usando
soltanto cosce, spalle, il bacino e la testa. Se poi
una squadra faceva passare il pallone all'interno
di
uno
stretto cerchio di pietra posto a met del campo in
una posizione sopraelevata, allora quella squadra era
dichiarata vincitrice. Corts ci informa che non era,
tuttavia, la squadra a vincere ma solo il fortunato
giocatore che aveva fatto passare il pallone nel
cerchio e che egli poteva esigere dal pubblico o dalla
squadra sconfitta ogni genere di denaro, gioielli e
cibo, i giocatori della squadra sconfitta venivano
sacrificati al dio del gioco Xoloti, per placarne la
collera. Ultimamente si sta riscoprendo la possibilit che fosse il capitano della squadra vincente a
essere sacrificato, in quanto la morte non era ritenuta una minaccia ma un dono, che permetteva
l'avvicinarsi a Dio.

Batu
praticato dal popolo caraibico Taino, prima
popolazione a popolare le isole dei Caraibi.
Si giocava su un campo di circa 40 X 80 m.
delimitato da pietre piantate verticalmente nel
terreno.
La palla poteva essere colpita con diverse parti
del corpo ma non con le mani.
I Taino avevano molti modi per divertirsi, il
ballo, la musica ed anche un gioco con la palla
che chiamavano batu e giocavano in uno
spazio chiamato batey. Questo gioco attir
l'attenzione dei primi spagnoli in quanto la
palla essendo fatta di gomma e resine
rimbalzava, fenomeno sconosciuto in Europa.
Si giocava tra due squadre composte anche fino a 30 giocatori, sia uomini che donne, che
dovevano evitare di far cadere la palla, era permesso toccare la palla con spalle, gomiti, gambe,
piedi, qualsiasi parte del corpo escluse le mani.
Tsu Chu
Nel 2500 a.C. in Cina, limperatore Huang-Ti
faceva praticare ai suoi soldati un gioco
denominato Tsu Chu che tradotto
letteralmente significa palla spinta con il
piede. Il pallone era una vescica piena daria e
sughero che doveva essere spinta con le mani
ed i piedi dentro una porta costituita da due
canne alte tre-quattro metri fra le quali
pendeva una rete di corde di seta a larghe
maglie.

Kemari
Nel 1000 a.C. circa in Giappone aveva
largo seguito il Kemari che veniva
giocato su un campo rettangolare ai cui
angoli erano posti quattro diversi tipi di
albero; un pino, un ciliegio, un
mandorlo e un salice. Era un gioco
molto gentile, il rispetto per lavversario
era posto in risalto tanto che a volte il
gioco veniva interrotto per scambi di
scuse ma anche di complimenti.

Ckura
Nel 400-500 a. C. il popolo dei Berberi (Africa
settentrionale) giocava con finalit religiose, il Ckura,
che consisteva nel lanciare la palla il pi lontano
possibile.

Epyschiros
Gli antichi Greci usavano esercitarsi con la palla in un gioco denominato
Epyschiros virile e molto violento, tant vero che era la passione degli
Spartani, noti cultori della prestanza fisica.

I Greci, oltre lepiskiros crearono altri giochi con la palla, la


sferomachia, lurania, la feninda, e laporraxis tali giochi accomunati
da una forte valenza sociale e di passatempo richiamavano molti
appassionati negli sferisteri (sphaeristeria)
e nelle piazze (agor) delle citt greche.
Sferomachia e Urania.
Omero (circa met del sec. VIII a.C.) massimo poeta epico greco, dell'Iliade e dell'Odissea, il cui
vero nome sarebbe stato Melesigene, nel libro VI (141-145) dellOdissea, quando Ulisse arriva
allisola dei Feaci, racconta di Nausicaa figlia del re Antinoo che, consigliata dalla dea Atena, gioca
a palla (sferomachia) sulla spiaggia con le proprie ancelle. D'un tratto il naufrago Ulisse esce da un
cespuglio; mentre le ancelle fuggono impaurite, Nausicaa accoglie con eleganza e cortesia lo
sconosciuto che invoca la sua misericordia.

...
Ma, spento della mensa ogni deso,
una palla godean trattar per gioco,
deposti prima dalla testa i veli;
ed il canto intonava alle compagne
Nausica bella dalle bianche braccia.
...

Poi ancora, nel libro VIII (496-512) descrive con particolari un altro gioco con la palla (lurania)
molto gradito al re Alcinoo:
...
Ma di Laodamante e d'Alio soli,
ch gareggiar con loro altri non osa,
ad Alcinoo mirar la danza piacque.
Nelle man tosto la leggiadra palla
si recaro, che ad essi avea l'industre
Polibo fatta, e colorata in rosso.
L'un la palla gittava in vr le fosche
nubi, curvato indietro; e l'altro, un salto
spiccando, riceveala, ed al compagno
la rispingea senza fatica o sforzo,
pria che di nuovo il suol col pi toccasse.
Gittata in alto la vermiglia palla,
la nutrice di molti amica terra
co' dotti piedi cominciaro a battere,
a far volte e rivolte alterne e rapide,
mentre lor s'applauda dagli altri giovani
nel circo, e acute al ciel grida s'alzavano.
...

Feninda
Nella feninda (gettar lungi) si utilizzava una piccola palla, il gioco consisteva nel fingere di mandare
la palla da una parte mentre invece la si mandava dallaltra cercando dingannare lavversario.
Antifane, commediografo greco del IV secolo a.c.. in una sua opera descrive cos la feninda:

Prese la palla ridendo e la scagli ad uno dei suoi


compagni. Riusc ad evitare uno dei suoi avversari e ne
mand a gambe all'aria un altro. Rialz in piedi uno dei
suoi amici, mentre da tutte le parti echeggiavano
altissime grida E' fuori gioco!, E' Troppo lunga!, E'
troppo bassa!, E' troppo alta!, E' troppo corta!
Passala indietro nella mischia!

Aporraxis
Il gioco era praticato soprattutto dai fanciulli e consisteva nel far
rimbalzare la palla al suolo, toccandola con la mano ad ogni rimbalzo il
maggior numero di volte possibile. Risultava vincitore chi riusciva a far
fare pi salti alla palla. Il perdente era lasino e doveva sottoporsi ad
una penitenza, mentre chi vinceva era il re. Il gioco ricordato nel
dialogo dedicato alla matematica Teeteto di Platone; appassionati
giocatori furono Sofocle, Dionisio ed Alessandro Magno.

Harpastum
I Romani giocavano allHarpastum, una
derivazione del gioco greco anchesso molto
virile ed utilizzato come esercitazione per i
militari, ammettendo ogni violenza in campo. Ai
legionari Romani si riconosce il merito di aver
diffuso il gioco con la palla nel continente
europeo.
LHarpastum era un gioco pulverulentum,
dopo qualche
minuto, atleti
e pubblico
erano avvolti
dal polverone.

A Roma venivano praticati altri giochi con la palla:

Trigon
Il poeta romano Marco Valerio Marziale (Bilbilis, Spagna Terragonese 40 -104 d.c.) descrive che
nelle terme e in altri luoghi di svago si giocava al trigon e si usavano due
diversi tipi di palloni:

- la pila paganica, era una palla di


cuoio ripiena di piume. Affresci
scoperti in una tomba mostrano dei
giovani disposti ai vertici di un
triangolo che colpiscono una pila
cercandola di mantenerla il pi
possibile in volo.
- la follis, era una palla di cuoio ma con camera daria
costituita da una vescica. Alcuni mosaici illustrano giovani
ragazze in bikini che si lanciano una palla leggera.

l gioco dellHarpastum, continu ad essere


popolare per circa 700-800 anni e praticato
principalmente dai legionari che, combattendo
in tutta Europa, ne permisero la sua diffusione
in ogni parte dellimpero.

Soule
Nella Gallia (attuale Francia) questo gioco fu
accettato con molto favore, fu denominato
Soule o anche Choule. Nelle foreste celtiche
intere popolazioni praticavano il culto del sole
giocando partite-battaglie con lo scopo di far
passare una palla nel territorio avversario. Ogni
violenza era permessa, i piedi venivano utilizzati
per spingere la palla ma anche per colpire gli
avversari.

LHarpastum portato da Romani,


fu molto praticato anche in
Britannia lodierna Inghilterra.

Largee-football
La prima descrizione di una partita di
calcio inglese di William FitzStephen e
risale al 1170. Egli ricorda che, durante
una sua visita Londra, not che dopo
cena molti giovani andavano nei prati a
praticare un gioco con palla
denominato Large-football. Gli adulti assistevano a tale gioco ed alcuni nobili arrivavano a
cavallo per vedere le gare. Un secolo pi tardi il gioco aveva cambiato nome in Hurling over
country e si giocava soprattutto durante il periodo di carnevale, ma per la sua estrema violenza il
gioco venne dapprima regolato e poi addirittura proibito.

Hurling over country - Harling at goal


Il gioco, molto violento, era chiamato Hurling
over country gioco in aperta campagna col
tempo si modific e cambi nome Harling at
goal giocato su campo pi ristretto e con un
minor numero di giocatori

Nobili ed anche sovrani non disdegnavano praticarlo, ma il football cos giocato rest un gioco
plebeo; nella tragedia Re Lear di W. Shakespeare, un personaggio insulta un altro dicendo You
base football player, spregevole giocatore di calcio. Ma lestrema violenza degli incontri indusse
il re Edoardo II nel 1314 ad emanare severe leggi repressive.

In Italia la pila paganica, il gioco pi popolare presso i romani,


continu ad essere praticato anche durante il medioevo, a Firenze tale
gioco prese il nome di Calcio fiorentino

Calcio fiorentino
Il calcio fiorentino si giocava in spazi delimitati con un numero di
giocatori precisato e si colpiva una palla a vento cio, non ripiena di
sostanze solide.

I giocatori erano 27 per squadra: 15 innanzi o corridori (attaccanti), 5 sconciatori (centrocampisti),


4 datori innanzi (terzini), 3 datori indietro (difensori), gli incontri erano diretti dai sei arbitri posti
su una tribunetta. Si giocava in Piazza Santa Croce o Santa Maria Novella e la partita che iniziava a
sera, terminava a mezzanotte con uno sparo.
Vinceva la squadra che aveva segnato pi caccie, cio che riusciva a buttare la palla entro una
porta larga un metro, costituita da una tenda o anche da vere porte in muratura.
A Firenze il calcio assume unimportanza
storicamente documentata, infatti nel 1555
Antonio Scaino nel suo Trattato del giuoco della
palla scrive:

Ciascun giocatore partecipa senza alcuna armatura ed ha facolt di


colpire la palla con la parte, o con le parti, del corpo che pi gli
conviene e sia al volo sia al primo balzo sia al secondo ed anche
successivamente. E mentre essa rasoterra la pu colpire con i piedi
con due o pi tocchi, pu afferrarla, tenerla in mano e portarla (il che
cosa gloriosa) addirittura nella parte nemica.

Siamo per ancora molto lontani dal Football.

Nei secoli XVII e XVIII si assiste ad una generale decadenza delle pratiche
sportive, tuttavia il gioco della palla in varie forme fu continuamente praticato
in molte parti dItalia. particolarmente noto lepisodio che coinvolse il celebre
pittore Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio il quale si macchi di un
omicidio in seguito ad una discussione sorta durante una
sfida di pallone.
Anche Antonio Canova, ricorda nei suoi Quaderni di
viaggio una sfida di pallone.

Il gioco dest lattenzione anche di Giacomo Leopardi che


dedica un suo canto A un vincitore del gioco
del pallone,

anche Edmondo De Amicis nella sua opera Gli azzurri e i rossi si occupa del
gioco con la palla,

come pure Wolfang Goethe e Gioacchino Belli.


LHarling at goal messo al bando in Inghilterra del re Edoardo II nel 1314, si diffuse nei territori
vicini, soprattutto in Scozia ed in Francia ma dopo qualche tempo ritorn ad essere praticato in
Inghilterra con la denominazione di Dribbling game.

Dribbling game
Nel 1681, in Inghilterra, la servit del duca
dAlbemarle gioc un giorno una partita contro la
servit del re Carlo II, dopo un accordo verbale,
ma preciso, sulle regole da seguire. Le due
squadre vestirono i colori delle rispettive livree.
Vinse la squadra dellAlbemarle, cui il re fece
pervenire un premio partita.

Il football entr nelle scuole Inglesi con la


denominazione di dribbling game(gioco delle
finte). Ogni partita nei colleges Inglesi e Scozzesi ebbe le sue regole, le varie contese venivano
risolte dai capitani, dopo brevi consultazioni. Le squadre erano composte da 11 giocatori (ogni
camerata dei collages era composta da dieci studenti e da un precettore), le partite si disputavano
su campi erbosi di circa 70 m, con lobiettivo di far passare la palla tra due pali, posti alla distanza
di 1 m. Il gioco del calcio seppur ancora in forma rudimentale ha trovato le sue origini.

Dipinto ad olio inglese della met del 1800

Le partite duravano sessanta minuti e furono anche designati arbitri per vigilare sullosservanza
delle regole concordate di volta in volta prima dellinizio della gara. Vigeva pure la norma del
fuorigioco, consistente nel divieto per lattaccante di giocare la palla se, fra se e la porta
avversaria, non si frapponevano avversari, nel 1867
fu fissato il numero dei giocatori a 3, la modifica
segn una vera rivoluzione. La marcia verso una
regolamentazione comune e simile allattuale stata
per molto lenta.

Le porte non avevano ancora la traversa e non erano


custodite da un portiere. Tutti i giocatori avevano un
solo compito: buttare la palla oltre i pali avversari. Non cerano ruoli e si potevano utilizzare
indifferentemente mani e piedi (tutti potevano parare). Nel 1842 a Rugby e nei seguenti anni a
Cambridge, dopo numerose riunioni si cerc pi volte di unificare le regole di questo gioco che
riscontrava i favori dei giovani inglesi e scozzesi. Quando, nel 1855 furono pubblicizzati i risultati di
tali riunioni, ci si accorse che era stato creato un nuovo gioco. Le nuove norme sancirono una
profonda e insanabile divisione tra i sostenitori del gioco con i soli piedi (Calcio) e del gioco con
mani e piedi (Rugby), tale separazione fu definitivamente sancita
quando uno studente William Webb Ellis, a Rugby durante una partita
corse verso la porta avversaria portando la palla in mano.

Nel 1857 nasce la prima societ di calcio del mondo Sheffield Club

La data storica cui si fa risalire la nascita del gioco del


calcio moderno il 26 Ottobre 1863, in una taverna
Freemasons Tavern di
Great Queen Street nel
rione di Holborn a
Londra si ritrovano i
responsabili di 11 club
che, dopo una burrascosa
riunione, riescono a
stendere definitivamente
un regolamento comune.

Il 26 ottobre 1863 viene costituita, sempre in Inghilterra, la prima federazione nazionale, la


Football Association.

Da quel momento, seppure ancora tra grandi difficolt ed alcuni cambiamenti, il gioco and
espandendosi in tutto il mondo.

In Italia, il gioco apparve alla fine dell800, diffuso da Inglesi residenti a Genova. La prima societ, il
Genoa cricket and football club, nacque nel 1893 e
nello stesso 1893. Nel 1898 a Torino viene fondata la
Federazione Italiana del Football e nello stesso anno fu
disputato, in una sola giornata, a Torino il primo
campionato italiano. Parteciparono 4 squadre, Genoa,
Internazionale Torino, Football club Torino, Ginnastica
Torino, la squadra vincente fu il Genoa (foto a dx).
La federazione assunse la sigla FIGC (Federazione Italiana Gioco Calcio) solamente a partire dal
1909.
LItalia e lInghilterra non figurano nellelenco delle nazioni che nel 1904 diedero vita alla FIFA
(Fderation International Football Association).

Le organizzazioni che si occupano del gioco del Calcio

IFAB (Manchester 1882)


International Football Association Bord
(Inghilterra, Scozia, Galles, Irlanda del nord)

FIFA (Parigi 1904)


Federation Internationale de Football Association

UEFA (Basilea 1954)


Union European Football Association

F.I.F (Torino 1898)


Federazione Italia Football

F.I.G.C. (dal 1909)


Federazione Italiano Giuoco Calcio