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Appunti di Storia Medievale

Tratti dal volume di Giovanni Vitolo "Medioevo i caratteri originali di un'et di transizione"

Contatto: Andrea Lucidi andrea.lcd li!ero.it

"l mondo ellenistico#romano e la di$$usione del cristianesimo. Verso il 470 le invasioni dei popoli delle steppe (unni bianchi) causarono in crollo dell'impero indiano dei Gupta, la cina e il suo impero avevano gia visto un'andata migratoria proveniente dall'asia centrale che ridusse successivamente l'impero ad un dominio mongolo. Nei due millenni prima di cristo anche l'europa centrale era stata coinvolta dal grande flusso migratorio indoeuropeo. romani si trovarono costretti al confronto con le popola!ioni celtiche e germaniche che vennero poi fatte arretrare fino al danubio. l confine (limes) romano rappresentava la distin!ione netta tra due diverse civilt"# germani, che pur avendo superato il nomadismo continuavano a spostarsi da una radura all'altra raccolti in gerarchie sociali molto semplici, e i romani il cui mondo era fondato su citta e su gerarchie sociali assai piu complesse. $ur non essendo dei romani il merito del pilastro delle citta essi avevano comun%ue il merito di aver portato nel loro impero una certa omogeneit" avendo ac%uisito tratti ellenistici dopo la con%uista del regno di egitto, siria e macedonia. &a citt" romana a differen!a di %uella medievale non era separata dal resto del territorio, ma an!i era organi!!ata in diverse !one dove trovavano colloca!ione sia gli edifici pubblici che le !one residen!iali, perfino la campagna era organi!!ata e il governo della citt" si travava nelle mani di un'aristocra!ia'borghese la cui politica non si basava solo sul profitto personale ma anche sulla volont" di rendere sempre pi( prestigiosa la propria citt". )ltre componenti essen!iali dello stile di vita di %uesto ceto aristocratico era l'eserci!io della filantropia e l'avere una buona raccolta di libri greci e latini nella loro biblioteca. l periodo compreso tra il e il secolo vide la fioritura della cultura e dell'arte e anche la crisi della religione politeista provocato dall'avvento delle religione salvatiche'profetice. l cristianesimo diffuso ini!ialmente solo nelle comunit" cristiano'giudaiche sparse per il mondo si dimostr* il piu efficace a diventare la religione maggioritaria dell'impero %uando venne liberato da toni apocalittici e venne scelto dall'imperatore +ostantino come religione di stato. l fatto che fosse strutturato in una gerarchia stabile favor, molto la sua diffusione anche tra il ceto dirigente romano. l merito della diffusione del cristianesimo - sen!'altro da attribuire a $aolo di .arso ma il fatto che predicasse prevalentemente nelle citt" trattandosi appunto i romani di una civilt" urbana fece si che le campagne restassero legate ai loro culti tradi!ionali, i cristiani consapevoli di %uesto fatto coniarono per loro un apposito termine# $agano. &a distan!a con le masse contadine si acui mano a mano che le istitu!ioni ecclesiastiche aderivano alle strutture della societ" romana. /en presto infatti i vescovi finirono per essere nominati tra le elites cittadine dotate di cultura umanistica e di prestigio sociale. &a comunan!a di origine tra amministratori civili e capi delle chiese locali conferir" ben presto a %uesti ultimi autorevole!!a anche sul piano civile. Venne dun%ue creato un connubio tra autorit" politiche e religiose che avr" in futuro risvolti clamorosi. $rima di arrivare a %uesti sviluppi propri dei secoli successivi il cristianesimo dovette affrontare la difficile prova delle presecu!ioni compiute pi( per motivi politici che per motivi religiosi in %uanto i cristiani erano accomunati agli ebrei. &e persecu!ioni si facevano sempre pi( forti mano a mano che la crisi dell'impero romano si acuiva. .ale fu %uella che tra il e il secolo invest, le fondamenta stesse della societ" romana, da %uesta crisi si cerc* di uscire accentuando l'intervento dello stato in ogni settore della vita economica e sociale e il carattere sacrale del potere imperiale, opera!ione %uesta che risulter" inaccettabile ai cristiani. &a crisi si verific* sia per il popolamento troppo elevato delle citt" sia per l'abbandono delle terre improduttive da parte dei contadini. &a situa!ione si mantenne in e%uilibrio fin tanto che fu possibile allo stato rifornire di grano le citt", ma %uando tra il e il secolo le spese necessarie alla difesa aumentarono a causa dei germani, %uesto non fu pi( possibile. &a crescita della spesa pubblica aliment* l'infla!ione dato che il disavan!o di bilancio veniva coperto con l'incremento della conia!ione di moneta, monete che venivano fabbricate in maniera sempre piu leggera a causa della scarsit" di metalli pre!iosi. &'iimpero sembrava sul punto di sfaldarsi durante carestie, pesti, guerre civili per le successioni ecc. 0olo gra!ie ad imperatori dotati di grande genio e di grande energia l'impero si riprese.

$ersonaggio chiave del risanamento dell'impero - certamente l'imperatore 1iocle!ioano che con la riforma economica, con la %uale sociali!!* l'economia, ritard* il crollo dell'impero di almeno due secoli. 1iocle!iano percepiva il cristianesimo come una minaccia per la stabilit" dell'impero perci* a partire dal 202 fu fatto oggetto di una grande persecu!ione. l suo successore, +ostantino pur avendo aderito al culto del 0ol nvictus e pur essendo potenfice massimo del culto pagano con l'editto di milano riconobbe libert" di culto alle chiese cristiane e restitu, le propriet" confiscate alla chiesa. &a chiesa venendo a trovarsi in piena libert" si rese conto di avere ancora un'organi!!a!ione abbastan!a labile ed una dottrina non ancora elaborata in maniera definitiva. l primo problema venne risolto mediante l'adesione del clero ai %uadri amministrativi dell'impero. 3na chiesa locale era governata da un vescovono proveniente dalla famiglia aristrocratica del municipio e di solito il territorio della diocesi conincideva con %uello del municipio stesso, successivamente fu attuato un controllo tra i vescovi della stessa provincia dando un ruolo di preminen!a alle chiese metropolitiche. compiti dei metropoliti erano fondamentalmente i seguenti# +onsacrare i vescovi 4sercitare la giurisdisi!ione di appello $resiedere i sinodi provinciali $er %uanto concerne il problema dottrinario la chiesa si trov* divisa tra i sostenitori di una visione fondamentalistica e i sostenitori di una visione pi( moderata di cristianesimo. 5uesti ultimi uscirono vincitori dallo scontro ideologico trovandosi per* in difficolt" al momento di definire la natura del monoteismo in rapporto al problema dell'incarna!ione di 1io in +risto. &a polemica esplose agli ini!i del V secolo in seguito al diffondersi della dottrine del prete )rio di )lessandria il %uale sosteneva che il figlio di 1io incarnatosi in +risto non aveva lo stesso grado di divinit" del padre ma era a lui subordinato. Non essendo la chiesa ancora dotata di organi decisionali in grado di imporsi al livello universale l'imperatore +ostantino (non ancora batte!!ato) fu indotto a riunera a Nicea %uello che viene considerato il primo concilio ecumenico, il concilio composto da 200 vescovi deliber* a nome di tutta la chiesa, +ostantino era comun%ue interessato a mantenere la pace nell'impero specie nella parte orientale. 1a %uesto momento si pu* leggittimamente parlare di eresie ovvero dottrine che si oppongono a verit" poste come tali dalla chiesa. 3n altro movimento che si rivel* un pericolo per l'ordinamento politico fu il 1onatismo che nato nell'episcopato africano si diffuse nelle campagne e venne utili!!ato come copertura per rivolte di carattere etnico'sociale che nel V secolo esplosero in siria ed egitto in concomitan!a con una grande contesta!ione cristologica per definire i rapporti tra umanit" e divinit" di cristo. &a discussione riguard* anche la figura di 6aria in %uanto non doveva (secondo i nestoriani) essere chiamata madre di 1io ma madre di +risto per evitare ogni possibile confusione tra la persona umana e la persona divina di +risto. &a situa!ione venne risolta nel concilio di +alcedonia nel 478, +risto venne dichiarato vero 1io e vero uomo dotato di due nature distinte ma inseparabili. pi( violenti oppositori a %uesta decisione furono i monofisiti secondo i %uali l'umanit" e la divinita di cristo si fondevano in una sola natura. 6entre si svolgevano %uesti interminabili e sconvolgenti dibattiti teologici si raffor!ava un apparato ecclesiastico dotato di crescente autorevole!!a, il monachesimo. )ll'ini!io sembrava destinato a restare in una situa!ione di marginalit" ma si rivel* in seguito una delle for!a pi( vive in grado di plasmare la societ" medievale. /en presto si ebbero colonie di eremiti, specie dopo la diffusione del cenobitismo in cui l'ascesi era regolata e praticata in maniera piu moderata con l'ado!ione di regole e gerarchie all'interno della comunit". ) %uesto punto indispensabile di parlare di san /enedetto da Norcia il %uale intorno al 740 scrisse una regola per il monastero di montecassimo che anche se pu* essere considerata la prima regola monastica comun%ue molto originale in %uanto /enedetto utili!!* l'eredita del suo vissuto per improntare grande modera!ione e realismo misto a grande e%uilibrio tra vita attiva e vita contemplativa riunito nella classica formula 9ora et labora9.

L'occidente romano#germanico. .acito nel :; d.c. definisce i germani come 9una ra!!a pura sen!a mescolan!e che non assomigliava che a se stessa9 %uesto mito porter" nel tardo settecento alla forma!ione del na!ionalismo tedesco, ma - stato dimostrato che la civilt" germanica si - andata formando lentamente dopo l'espansione indoeuropea in nord europa. l primo contatto con i romani avvenne nel secolo a.c.. l principale punto di contatto in europa fu il reno, su cui romani e germani si fronteggiarono fino al 40< anno in cui ci fu la definitiva avan!ata dei germani verso le regioni del mediterraneo. 5uesto costante confronto port* diversi stimoli per l'evolu!ione della societ" germanica come il progresso per l'agricoltura o la lavora!ione dei metalli. &a societ" teutonica risultava fondata sulla guerra, l'unica gerarchia esistente era %uella dei duces, capi militari riconosciuti per il prestigio guerriero e per meriti magico'sacrali. l popolo germanico sostan!ialmente praticava una democra!ia diretta e l'unico modo per emergere era il valore in guerra e la capacit" di aggregare intorno a se un certo numero di giovani guerrieri. Nel corso dei secoli tra le varie tribu si ebbe un processo di stabili!!a!ione in %uanto gli )dalangi (nobili) si trovarono con maggior ricche!!a e maggiore influen!a nell'assemblea degli an!iani e le trib( tendevano in tempo di guerra ad unirsi sotto un unico capo militare scelto per il suo valore. 5ueste modifiche sociali derivavano sen!a dubbio dal contatto con la civilt" romana. 6entre al di la del danubio le trib( teutoniche si infuen!avano a vicenda si ebbe un progressivo insediamento di elementi barbarici all'interno delle gerarchie militari e politiche delle regioni danubiane, si pensava infatti che il mondo romano e il mondo germanico avessero raggiunto un punto di e%uilibrio. 5uesta precaria armonia venne interrotta dall'espansione degli unni verso ovest che costrinse i vandali a varcare il confine romano e a difendere la tracia in %ualit" di federati. Gli unni persero progressivamente la loro spinta offensiva via via che si allontanavano dalle loro terre di origine. &'effetto dell'invasione unna provoc* un movimento delle popola!ioni germaniche che ridusse l'impero romano alla sola por!ione orientale. ntanto la situa!ione dei visigoti in tracia era difficile a causa dell'ostilit" da parte delle popola!ioni locali, tale situa!ione si fece sempre p( tesa fino a sfociare in guerra aperta che termin* il : agosto 27; con la distru!ione dell'esercito romano e la morte sul campo dell'imperatore Valente nei pressi di )drianopoli. )lla morte di .eodosio nel 2:7 l'impero venne diviso tra =norio e )rcadio, il primo eredit* la parte occidentale con capitale 6ilano mentre il secondo la parte orientale con capitale +ostantinopoli. 4ntrambi gli eredi vennero affiancati da un tutore# 0tillicone per =norio e >ufino per )rcadio. 1ato che 0tillicone era un generale vandalo affidandogli l'incarico di tutore dell'imperatore di occidente si dava il tacito consenso all'ingresso dei germani nel senato, %uesta 9svolta9 provoc* tensioni nell'aristocra!ia sentaroia. ni!i* a crescere l'opposi!ione verso elementi di origine barbarica che come conseguen!a port* nel 400 all'estromissione degli ufficiali di origine barbara. &a situa!ione precipit* nel 40< %uando il confine del reno nella notte di san silvestro venne superato da vandali, alamanni e svevi diretti in gallia. l prestigio di 0tillicone fu irrimediabilmente scosso fino alla sua morte avvenuta in seguito ad un sollevamento di truppe. &a scomparsa del generale vandalo apr, le porte dell' talia ai visigoti che dopo aver attraversato la penisola sottoposero >oma a tre giorni di saccheggio il ?4 agosto 480. l saccheggio di >oma ebbe un effetto pi( psicologico che militare, in %uanto fu il crollo della frontiera del reno a determinare il punto di non ritorno per la ridu!ione del potere dell'impero romano d'occidente che nel giro di una trentina d'anni pot- essere esercitato in un territorio poco pi( grande dell' talia. .utti i popoli barbari vennero in tempi e modi diversi riconosciuti come federati finendo per stabilirsi nell'impero non come soldati ma come popoli veri e propri. +on il ridursi del potere imperiale in talia e l'ascesa al trono d'occidente di Valentiniano sotto la guida della madre Galla $lacida sorella di =norio si riduceva di fatto l'italia ad un protettorato di +ostantinopoli tornando %uindi ad una politica di convergen!a tra romani e barbari. 0i fece interprete di %uesta politica 4!io, un generale romano cresciuto tra gli unni, che utili!!* i germani contro gli unni che minacciavano l'italia, li sconfisse nel 478.

Nel 474 4!io venne ucciso da Valentiniano il %uale cadde l'anno seguente per mano di due seguaci di 4!io. 5uesti assassinii resero i vertici del potere occidentale confusi e privi di guida, gli anni successivi videro il susseguirsi di imperatori privi di potere effettivo di solito al 9servi!io9 di generali romano'barbarici. .ra essi ebbe una certa preminen!a =doacre (47<) che rimand* a +ostantinopoli le insegne imperiali dichiarando di non voler regnare con il titolo di imperatore ma con il titolo di $atri!io nel nome dell'imperatore d'oriente. saccheggi di >oma e di )puleia pur provocando grandi sofferen!e alla popola!ione italia non valsero a destabili!!are l'assetto sociale dell'italia in %uanto il ceto che deteneva l'egemonia era %uello dell'aristocra!ia senatoria. 5uesta aristocra!ia aveva mantenuto nell'ultimo secolo una notevole capacita di ini!iativa politica contribuendo al successo o all'insuccesso dei candidati al trono imperiale. Nel 4;: l'imperatore @enone diede a .eodorico, re degli ostrogoti ma cresciuto a +ostantinopoli, l'incarico di stabilirsi in italia con il suo popolo per frenare l'espansione di =doacre in dalma!ia. &'aristocra!ia e l'episcopato cattolico si volsero subito dalla sua parte poich- rappresentava oltre all'imperatore l'uomo forte del momento e pi( salde garan!ie del rispetto degli e%uilibri sociali esistenti. n effetti .eodorico mostr* subito di voler operare in pieno accordo con l'aristocra!ia e con la chiesa cattolica che prese sotto la sua prote!ione pur essendo un ariano come tutto il suo popolo. +on gli ostrogoti si ha per la prima volta un esempio di coesione tra due realt" statali diverse unite solo dalla figura di .eodorico re della sua gente e al vertice dell'apparato politco'amministrativo romano. .eodorico inten!ionato a tenere separate le due realt" statali sostenne l'arianesimo, considerato un elemento fondamentale del suo popolo e riesum* una vecchia legge romana del 270 che vietava i matrimoni tra romani e barbari. &a rigida separa!ione tra romani e goti port* al superamento della prassi tradi!ionale che prevedeva l'ingresso al senato dei germani che raggiungevano i vertici della gerarchia militare. =ra invece l'aristocra!ia gota entrava a far parte insieme a ministri e consiglieri romani del consiglio del re (concistorium) ma non pi( del senato. Gli ostrogoti ad ecce!ione del ceto dirigente rimasero distinti dai romani anche nell'abita!ione, principalmente vissero sotto forma di presidio militare mantendendo anche una forte coscien!a politica e uno stile di vita ispirato alla loro cultura bellicosa. Non - possibile dire se .eodorico avesse una forte coscien!a na!ionale o la consapevole!!a dell'impossibilit" di reali!!are in tempi brevi una compenetra!ione tra goti e romani. l sogno di .eodorico di essere allo stesso tempo custode della libert" e propagatore del nome romano si infranse sulla resisten!a del mondo romano e del mondo germanico. &a sua politica estera si scontr* ben presto con un pregetto egemonico simile del re dei franchi e si complicarono i rapporti con il mondo romano a causa del ristabilirsi dell'intesa tra papato e impero romano d'oriente in merito all'applica!ione delle decisioni del concilio di +alcedonia. l ristabilirsi di %uesti rapporti port* all'inasrpimento dei rapporti tra cattolici e goti ariani. .eodorico fu portato a vedere complotti ovun%ue. .eodorico morir" nel 7?< dopo che la parabola discendente della poten!a gota in italia era ini!iata. )ll'incirca nello stesso periodo si consumava in africa il dramma dei vandali i cui rapporti con le popola!ioni locali erano sempre stati molto difficili anche a causa delle persecu!ioni perpetrate nei confronti della chiesa cattolica. valdali verranno travolti tra il 722 e il 724 dall'espansionismo di Giustiniano. Aranchi non appartenevano a un gruppo politico unitario bens, erano originariamente divisi in tanti piccoli aggregati formatisi lungo il bacino del basso reno sotto il potere di capi militari. ) partire dal 4;? furono via via inglobati dal dominio di +lodoveo con cui ini!i* la dinastia dei 6erovingi. Nel 4;< dopo aver eliminato l'ultima presen!a romana in gallia si volse con estrema decisione contro le popola!ioni germaniche trovando ostacolo solo nel re degli ostrogoti .eodorico che intervenne in difesa dei visigoti e degli alamanni. Nonostante una politica rigorosa di .eodorico nel 788 alla morte di +lodoveo il regno franco contrallava tutta la gallia ad ecce!ione della proven!a che poi verr" posta sotto il controllo franco del 72<. $er eliminare la diffiden!a nei loro confronti da parte delle popola!ioni cristiane dominate +lodoveo nel 4:; si convert, al cattolicesimo insieme ai principali capi franchi. 1a %uesta conversione risultano accelerati sia la spinta verso la forma!ione di uno stato territoriale sul modello romano sia una graduale fusione tra l'aristocra!ia franca e gallo' romana.

1a %uesta fusione ne deriv* un cambiamento degli stili di vita in %uanto la nuova classe dirigente impar* ad utili!!are i propri patrimoni fondiari non soltanto come forma di controllo nei confronti della popola!ione rurale, ma anche per dare stabilit" alle loro clientele armate. Aondarono chiese e monasteri per dare un fondamento religioso al predominio sociale fondato in passato sul dominio militare. &'espressione del nuovo ceto dirigente si ebbe naturalmente attraverso i vescovi che spesso erano scelti direttamente dal re tra i laici del suo seguito. Nonostante le influen!e degli uomini di chiesa lo stato franco si svilupp* come stato patrimoniale, infatti alla morte di +lodoveo il regno venne diviso in parti uguali tra i suoi %uattro figli come se si trattasse di un bene privato. l sistema di successione basato sulle sparti!ioni territoriali ad ogni genera!ione port* all'esplodere di violente lotte fratricide ed al nascere di odi famigliari, %uesto non imped, per* ai discendenti di +lodoveo di mantenere la corona per dieci genera!ioni. n %uesto periodo il >egno dei Aranchi non raggiunse il peso politico che avrebbe raggiunto nell' V secolo una volta ristabilita una politica unitaria e salda. Nonostante la variet" dei regni presenti sul territorio europeo tutti presentavano per* degli elementi comuni. &'aristocra!ia in tutti gli esempi mantiene una posi!ione di dominio economico e sociale attraverso i loro patrimoni, un secondo elemento comune - l'influen!a che esercitavano i vescovi per conservare una componente ellenistico'romana all'interno della societ". vescovi erano diventati l'unico punto di tramite con la cultura antica e %uindi gli unici in grado di fornire ai re germanici strumenti culturali per costituire un minimo di apparato politico'amministrativo. noltre la durata dei regni era direttamente propor!ionale alla conversione o meno al cristianesimo della classe dirigente del popolo. l raffor!amento del potere monarchico con la fusione dei germani con i popoli locali riduceva l'importan!a dell'assemblea degli uomini liberi che vedeva ridotto via via il proprio potere fino a limitarsi all'acclama!ione del sovrano. 4spressione del raffor!amento dell'autorit" regia e della suggestione che esercitava il modello romano'imperiale fu anche l'attivit" legislativa dei sovrani i %uali si posero il problema della certe!!a del diritto dei loro popoli. 4sempi sono la legge salica di +lodoveo e la legge dei /urgundi . n %ueste attivit" legislative trov* espressione una conce!ione di giusti!ia diversa da %uella romana, la giusti!ia germanica era giunta ad elaborare il concetto di pena pecuniaria, a fissare l'ammontare della pena era il mallus, ovvero l'assemblea degli uomini liberi presieduta dal conte.

L'oriente %omano#&izantino e Slavo. 6entre in occidente si assisteva alla nascita di una nuova civilt" gra!ie alla fusione di vari popoli, in oriente si resisteva a pressioni interne ed esterne eleborando cosi una nuova forma statale ed una nuova civilt" che si poneva in diretta discenden!a con %uella romanaB continueranno infatti a chiamarsi romani e l'impero bi!antino sar" chiamato >om"nia per tutto il medioevo. &e ragioni di %uesta diversit" sono da ricondurre al diverso livello di sviluppo che si riscontrava in oriente che non aveva ancora conosciuto il latifondo e il relativo sviluppo della condi!ione schiavile, ed al declino dei piccoli proprietari fondiari, che avevano formato il nerbo delle legioni romane. noltre le citt" erano pi( popolate e godevano della presen!a di un ceto mercantile padrone dei traffici nel mediterraneo. &'aristocra!ia %uindi non godeva di una schiacciante superiorit" e non rappresentava una classe rigidamente chiusa dato che per entrarvi a farne parte bastava emergere nell'ambito della pubblica amministra!ione o dei mestieri. &'assen!a dell'aristocra!ia inoltre diede pi( libert" di a!ione al governo imperiale che pot- cos, applicare pi( efficacemente le riforme di 1iocle!iano intervenendo in ogni settore della vita economica del paese. &o stato d'oriente inoltre esercitava pieno controllo sulla chiesa, aveva poten!iato la flotta ed aveva formato un esercito molto ben addestrato. l punto di parten!a per la crea!ione dello stato bi!antino fu sicuramente l'88 maggio 220 giorno in cui venne innaugurata da +ostantino la nuova capitale, +ostantinopoli, costruita attraverso la ristruttura!ione della colonia greca di /isan!io. +ostantinopoli divenne concorrente di roma come sede di potere dato che %uest'ultima aveva fortemente perso potere da %uando gli imperatori avevano preferito stabilirsi a ravenna, pi( sicura e collegata via mare con +ostantinopoli. +ostan!o fond* a +ostantinopoli un senato su imita!ione di %uello romano, venne creata l'annona civica per la distribu!ione del grano, venne costruito un ippodromo a imita!ione del circo massimo romano. $er mano degli uomini di chiesa inoltre il potere assunse via via pi( rapidamente dei tratti sacri, che avevano esaltato il ruolo dell'imperatore %uale difensore della dottrina e resposabile della salve!!a del popolo cristiano. &e cerimonie di incorona!ione assunsero sempre pi( tratti sacri con la consegna della corona da parte del patriarca di +ostantinopoli. &'imperatore convocava e presiedeva i concili ecumenici e decideva sull'ele!ione dei vescovi delle varie chiese patriarcali. &'episodio che determin* la cesura tra oriente e occidente fu oltre alla divisione del 2:7 tra )rcadio e =norio, il comportamento diverso che le due entit" statali assunsero nei confronti dei barbari. 6entre l'occidente si orientava verso un pieno inserimento dei Germani nell'esercito e nei vertici di potere politico l'oriente, applicava una politica di netta chiusura in collabora!ione con la chiesa oltre al dirottamento di visigoti e germani resi in%ueti dagli unni, verso occidente. &a libera!ione dalla pressione germanica consent, prima a @enone e poi ad )nastasio di concentrare le proprie for!e nella solu!ione dei due principali problemi interni del paese# &e rivolte degli sauri e i continui contrasti a sfondo religioso. &a solu!ione del primo problema si dimostr* relativamente semplice in %uanto bast* ricorrere alla deporta!ione degli isauri, mentre la solu!ione del secondo problema si rivel* praticamente impossibile. Giustiniano concep, l'ambi!ioso disegno di riportare l'occidente sotto l'autorit" imperiale, recuperando piena solidit" d'intenti con in papa. n %uel periodo in oriente era in voga il movimento cristiano dei monofisiti che in %uegli anni pretendevano la condanna delle dottrine di nestorio, tralasciate dal concilio ecumenico di calcedonia del 478. $erci* Giustiniano eman* nell'inverno del 742 l'editto dei .re +apitoli. n %uesto modo per* si giungeva ad una rottura con il papa e in vescovi dell'occidente in %uanto papa Virgilio era nettamente contrario a %ualsiasi forma di cambiamento rispetto alla dottrina definita ortodossa dal concilio di calcedonia. >ifiut* %uindi di ratificare l'editto. Giustiniano non esit* a farlo arrestare nel 74< facendolo trasferire a +ostantinopoli dove sotto la pressione dell'imperatore il papa accett* il punto di vista imperiale provocando cos, la rivolta dell'episcopato italiano e un relativo scisma che durer" fino al V secolo. &a ricon%uista dell'italia avviata da Giustiniano nel 727 si inseriva in un ampio progetto di ricon%uista dell'occidente e di restaura!ione della societ" precedente le invasioni barbariche. &a guerra in italia fu molto pi( difficile rispetto alla distru!ione del regno vandalo, al termine della guerra in italia Giustiniano nel 744 eman* una prammatica san!ione, su richiesta di papa Virgilio,

con l'obiettivo di restaurare gli antichi rapporti sociali e di dare al territorio un nuovo assetto amministrativo. Giustiniano guard* anche al regno dei visigoti nella penisola iberica, intervenendo con un corpo di spedi!ione bi!antino in favore di una rivolta filocattolica. +on%uist* una vasta fascia costiera meridionale, poten!iando cos, il sistema commerciale bi!antino. l programma di riunifica!ione present* i suoi costi, si dovette infatti ricorrere ad una politica finan!iaria di accentramento. &'accentramento delle fun!ioni governative nasceva anche dalla necessit" di tenere sotto controllo l'aristocra!ia che aveva ini!iato a mostrare la tenden!a ad accrescere i propri latifondi estendendo il suo controllo sulla popola!ione contadina. Venne inoltre riorgani!!ato il patrimonio giuridico romano con il +orpus uris +ivilis. %uarant'anni del regno di Giustiniano per* distrussero il sogno di un impero universale a causa di problemi interni ed esterni alla cosa imperiale, oltre al problema religioso era presente il costante problema riguardante la popola!ione di +ostantinopoli che aveva raggiunto il me!!o milione di abitanti (di cui oltre un ter!o era mantenuto a spese dello stato). &a popola!ione era sempre a rischio rivolta a causa della fame, addirittura nel 7<? si giunse ad una congiura contro l'imperatore. territori con%uistati in italia e spagna vennero perduti pochi anni dopo la morte di Giustiniano, l'impero fu %uindi costretto a ridimensionare le propri ambi!ioni nel mediterraneo e nei balcani concentrandosi sul dominio del nord africa e del medio oriente. &'impero bi!antino si spost* %uindi verso un orientamento greco orientale, gli stessi imperatori abbandonarono i titoli romani per il titolo greco di /asileus. Nel V secolo fecero la loro comparsa in europa gli slavi, che nel giro di un secolo circa occuparono buona parte della penisola balcanica slavi!!ando completamente le popola!ioni precedenti e cancellando ogni forma di residua romanit". Gli slavi erano un popolo formatosi nella !ona compresa tra l'oder e i carpa!i, in origine (V secolo) si presentavano come un popolo unitario destinato poi a dividersi in varie na!ioni slave unite soltanto da una comune lingua ma profondamente separate dal punto di vista di identit" na!ionali. &a loro pressione si fece sempre pi( forte fino a culminare nell'assedio di .essalonica e di +ostantinopoli. 0olo nel V secolo i bi!antini dopo essersi liberati del pericolo arabo tentarono di ristabilire la loro influen!a sui balcani. 3na tappa fondamentale fu la cristiani!!a!ione degli slavi operata sia dalla chiesa orientale che da %uella occidentale, +irillo un missionario bi!antino cre* un alfabeto da cui sono derivati gli attuali aflabeti russo, ucraino e bulgaro. &a sopravviven!a di bisan!io fu poi garantita dalla riorgani!!a!ione delle strutture imperiali operata dall'imperatore 6auri!io (7;?'<0?) ed 4raclio (<80'<48). 6auri!io rese le province occidentali in grado di provvedere da sole alla loro difesa con l'organi!!a!ione di mili!ie e la cessione del comando a governatori militari, annullando la separa!ione tra potere politico e potere militare operata da 1iocle!iano. 6auri!io fu deposto e ucciso nel <0? da truppe ribelli portando cosi l'impero in un periodo tragico, all'interno vi era una grande tensione dovuta alle persecu!ioni nel confronti dei sostenitori del governo precedente mentre dall'esterno l'impero era stato invaso a oriente da truppe persiane che con%uistarono )ntiochia (<82), Gerusalemme (<84) e )lessandria (<8:). 1a Gerusalemme furono asportate reli%uie di inestimabile valore incluso il legno della vera croce. 1opo aver deposto l'usurpatore Aoca, 4raclio ini!i* un'opera di riforma militare ed amministrativa della parte orientale dell'impero ispirandosi alle riforme di 6auri!io in occidente. +i* che restava dell'asia bi!antina fu %uindi diviso in circoscri!ioni sotto il controllo di strateghi, nelle regioni interessate si form* una fitta rete di proprietari fondiari a causa della radicali!!a!ione del soldati nello stesso territorio che avevano il compito di difendere. &e sue riforme diedero presto i frutti, in %uanto con l'appoggio completo delle autorit" ecclesiastiche riusc, a riportare una forte coesione patriottica e religiosa sconfiggendo nel periodo tra il <?< ed il <20 i suoi nemici con un'impavida condotta di guerra che port* alla con%uista della capitale persiana, +tesifonte. Nel <20 4raclio dopo la vittoria sui persiani torn* indietro per liberare +ostantinopoli dall'assedio degli )vari che furono ricacciati nelle steppe. $er raffor!are l'unit" interna in vista degli scontri con gli arabi, 4raclio nel <2; fece elaborare una formula di compromesso per appacificare i rapporti con i monofisiti. &a formula prevedeva si l'esisten!a in cristo di due nature distinte ma le presentava unite da una sola volont" (monotelismo). &a nuova dottrina fu subito fatta propria dall'imperatore e non trov*

nemmeno troppa ostilit" a >oma. pontefici successivi a papa =norio per* condannarono la dottrina fino a giugnere al concilio di +ostantinopoli in cui il monotelismo venne condannato confermando la dottrina del concilio di +alcedonia. 1a %uesto processo a scapito delle originali inten!ioni, l'impero risulter" indebolito ed incapace di resistere all'invasione araba del <2;. Negli ultimi anni del regno di 4raclio si assisteva all'urto poderoso degli arabi che vanificarono le vittorie riportate negli anni precedenti. Gra!ie per* alle riforme di 4raclio l'impero bi!antino non cadde sotto gli arabi resistendo, nonostante il suo territorio fosse ad un ter!o rispetto a %uello posseduto al tempo di Giustiniano. 3na volta passata la bufera l'impero bi!antino fu in grado di riprendere tra il C e il C secolo una politica estera assai dinamica anche attraverso una bi!antini!!a!ione degli slavi e la crea!ione di una cristianit" slavo'ortodossa.

L'"talia tra &izantini e Longo!ardi. Giustiniano nel 727 aveva avviato la ricon%uista dell'italia inviando un esercito al comando del generale /elisario e Nareste. &a prima fase della guerra si concluse nel 740 con la con%uista di ravenna e la cacciata dei goti oltre il po. &a guerra riprese nel 74? con un'offensiva dei goti che si concluse con la loro sconfitta e l'uccisione del loro sovrano .otila nella battaglia di Gualdotadino (77?), dopo %ualche mese venne sopraffatta la resisten!a degli ultimi irriducibili al comando dei %uali vi era il successore di .otila, .eia sconfitto in battaglia alle falde del vesuvio. Gli ultimi nuclei di resisten!a vennero scovati nel 777 sugli appennini. &a ricon%uista bi!antina fu accompagnata dal tentativo di restaurare gli antichi rapporti sociali e di dare al territorio un nuovo assetto sulle basi della prammatica san!ione che Giustinano eman* nel 774 su richiesta di papa Virgilio. Gli atti emanati da .eodorico furono considerati ancora validi mentre furono annullati %uelli del re dei goti .otila. &e chiese cattoliche ottenero buona parte dei territori confiscati. Nareste rest* in italia fino al 7<; anno in cui mor, a >oma dopo essere stato richiamato a +ostantinopoli dal nuovo imperatore Giustino . Nello stesso tempo si mise in moto un capillare apparato fiscale e si arriv* a chiedere le tasse arretrate, si riducevano le spese pubbliche, si decurtavano i salari ai soldati e diminuiva la distribu!ione di viveri ai poveri. .utti %uesti provvedimenti miravano a fornire all'impero i me!!i per la sua politica espansionista ma ebbero l'effetto di far rimpiangere il passato regime e di far crollare il morale delle truppe poste a difesa dell'italia. 5uesto episodio cre* le premesse per il crollo bi!antino in italia a causa dell'invasione longobarda. longobardi erano un popolo germanico originario della scandinavia che dopo aver vagato in europa giunsero in italia attraverso il friuli nel 7<;. longobardi non avevano avuto mai contatti stretti con i romani e il loro trasferimento in italia avvenne sen!a un concordato con l'imperatore e sen!a il principio di ospitalit". &a loro domina!ione nei confonti del popolo latino si pose come vero e proprio governo superiore. longobardi furono l'unico popolo che non si allontan* dagli usi tradi!ionali, erano privi di re, che veniva eletto dai nobili all'interno del consiglio di guerra secondo il principio del primo tra i pari. &'avan!ata in italia non prosegu, in modo unitario ma le direttrici dell'avan!ata si delinearono in base all'ini!iativa dei signoli duchi che erano a capo delle trib(. bi!antini riuscirono a mantenere il controllo della romagna, della pentapolo e di una striscia di terra che attraverso perugia collegava ravenna con roma, conservarono le isole ed il litorale tra civitavecchia ed amalfi. &'incolplete!!a della con%uista segn* l'ini!io della divisione politica dell'italia che durer" fino al C C secolo, %uesta divisione si form* anche a causa della complicit" dei duchi che dal 774 al 7;4 riunciarono a darsi un nuovo re. n %uesto periodo di anarchia militare molti proprietari terrieri furono uccisi e le terre confiscate, la popola!ione romana venne privata della capacit" politica. $er i romani fu impossibile fino alla fine del V secolo potersi inserire all'interno delle gerarchie di potere, successivamente, chi aveva accumulato abbastan!a risorse e possedimenti durante una lunga e lenta ripresa economica fu accettato nella casta a patto che assumesse i costumi dei dominatori. l fun!ionamento dei vescovadi venne sconvolto poiche venivano privati del loro territorio e dei loro domini costrigendo i vescovi a fuggire nei territori bi!antini. longobardi per* presero come punto di riferimento le citt" imperiali garantendo comun%ue una continua!ione con la precedente epoca. &e istitu!ioni burocratiche erano gia fortemente degradate e l'invasione longobarda aggrav* ulteriormente %uesta situa!ione. l percorso che avevano intrapreso gi" gli altri popoli germanici di insediamento nel tessuto sociale e nel modello politico del popolo latino venne seguito dai longobardi molto pi( lentamente e incontrando enormi resisten!e interne. Au scelto come modello d'ispira!ione %uello romano raffor!ando di conseguen!a il ruolo del re nella successiva ricerca dell'appoggio episcopale. Nel 7;4 )utari dopo aver restaurato l'autorit" regia si fece cedere dai duchi la met" delle loro terre per consentire alla monarchia di procurarsi i me!!i necessari al proprio sostentamento. $er gestire i beni della corona furono creati appositi fun!ionari, i Gastaldi, le cui competen!e col tempo furono ampliate per limitare il potere dei duchi. )giluffo, succesore di )utari si pose per primo il problema di un rapporto non conflittuale con la chiesa che era allora governata dal pontefice Gregorio 6agno, colui il %uale assunse l'appellativo di servus servorum dei. Aino a Gregorio 6agno il titolo di vescovo di

roma era stato solo un titolo onorifico sen!a alcun contenuto effettivo, lui concep, il disegno di rendere il papato autonomo anche perche la lontanan!a dal potere imperiale rendeva i vescovi privi di un punto di riferimento, nello stesso tempo Gregorio 6agno si preoccup* di assicurare al cristianesimo occidentale un'impronta unitaria riordinando e diffondendo la liturigia romana con il relativo canto detto appunto gregoriano. $romosse l'opera di evangeli!!a!ione delle popola!ioni pagane e ariane operando instancabilmente per la conversione di visigoti e longobardi. Non assunse mai atteggiamenti di intolleran!a, raccomandando sempre ai missionari di procedere gradualmente nel rispetto delle tradi!ioni locali. >iform* il patrimonio della chiesa riuscendo a difendere roma e la popola!ione. &'erede al trono longobardo, )daloaldo, venne batte!!ato nel <02 %uesto per* non port* ad una conversione di massa a causa dell'attaccamento dei duchi ai costumi tradi!ionali. 0ul trono longobardo si alternavano %uindi re cattolici e re ariani, fino al 78? %uando sal, al trono &iutprando, che complet* la conversione al cristianesimo del suo popolo, superando la divisione etnica tra longobardi e romani. &iutprando pens* che fosse giunto il momento per completare la con%uista dell'italia arrivando fino alle porte di roma, %ui convinto da papa Gregorio tor* indietro restituendo il castello di sutri alla chiesa invece che all'autorit" bi!antina nel 7?;. &'invasione longobarda non port* a modifiche sociali solo nei territori con%uistati, anche i territori sotto controllo bi!antino subirono delle modifiche che allontanavano sempre di pi( dal modello romano. )ll'origine delle trasforma!ioni c'era innan!itutto il problema della difesa, dato che l'impero era impegnato ad oriente e non poteva garantire la presen!a militare in italia. +i* port* all'unifica!ione di cariche civili e militari e constrinse l'aristocra!ia a dedicarsi attivamente all'esercito sulla base delle proprie capacit" economiche e al proprio prestigio sociale. &e difficolt" di comunica!ione con bisan!io portarono nel V secolo, date le fusioni tra il ceto aristrocratico bi!antino e le popola!ioni latine, all'esplosione di sentimenti na!ionali che portarono anche a rivolte contro bisan!io, un fattore che favoriva il sorgere di %uesti sentimenti era il largo potere economico e sociale che le gerarchie ecclesiastiche stavano assumendo. &a chiesa aveva infatti ini!iato a sviluppare un vasto patrimonio terriero che cedeva in affitto perpetuo alle famiglie locali piu in vista per sviluppare rapporti clientelari. 5uesto processo port* roma nell' V secolo sotto la prote!ione dei franchi dopo il subentro del dominio pontifico al dominio bi!antino. duchi bi!antini eserciteranno solo una fun!ione di supplen!a rispetto al papato fino a $ipino il /reve che venne designato da 0tefano patri!io dei romani legittimando finalmente %uesta realt". n sostan!a i fattori che accomunarono >avenna e >oma furono# $revalen!a dell'autorit" militare sui poteri civili +onvergen!a di elementi orientali e locali nel ceto dei proprietari fondiari n%uadramento dei proprietari fondiari in gerarchie

"l mondo ara!o e il mediterraneo. 6entre in occidente i bi!antini e i persiani si fronteggiavano in una guerra che sembrava dover decidere le sorti dell'occidente in arabia prendeva il sopravvento una civilt" che avrebbe reso la propria na!ione la pi( potente del mondo civili!!ato allora conosciuto. 0econdo la tesi di $irenne gli arabi crearono in europa una situa!ione completamente nuova mettendo fine all'unit" del mediterraneo e provocando in occidente una crisi del commercio, la scomparsa delle citt" e la nascita di un'economia interamente agraria. ndubbiamente gli arabi portando il loro durissimo attacco all'impero bi!antino riducendone fortemente il raggio d'a!ione, crearono un vuoto politico nel mediterraneo centro'orientale concedendo cosi una maggiore libert" alla chiesa di roma. &a penisola arabica situata tra asia e africa era, come oggi, sostan!ialmente un tavolato desertico dove solo oman e Demen godevano di precipita!ioni. letti dei fiumi che anticamente scorrevano in arabia erano usati come piste transdesertiche. )nticamente la parte centro settentrionale dell'arabia era abitata da trib( di beduini nomadi che praticavano l'allevamento, il commercio carovaniero e la ra!!iaB erano presenti anche trib( di sedentari. 5ueste trib( erano indipendenti l'una dall'altra. &a parte meridionale dell'isola godette invece di un maggior livello di civilt" a causa del crocevia commerciale che si riscontrava in %uella !ona. &a maggioran!a della popola!ione, composta da beduini era in%uadrata in trib(, la trib( stessa era il %uadro sociale di riferimento. )ll'interno della trib( venivano prese tutte le decisioni di carattere collettivo, alla guida vi era un capo elettivo assistito da un consiglio e da un giudice. l %uadro religioso era caratteri!!ato dalla prevalen!a del politeismo, gli arabi meridionali tendevano verso un culto animistico, mentre %uelli del nord adoravano divinit" varie sottomesse ad una suprema, )llah. n %uesto contesto intorno al V secolo la citta della 6ecca divene un'importante centro commerciale e religioso, in %uesta citt" nac%ue 6aometto tra il 7<: e il 778. Nato da una famiglia benestante e rimasto orfano in tenera et" fu allevato da uno !io e spos* una ricca vedova migliorando cos, la sua posi!ione economica, %uesto gli consent, di dedicarsi alla riflessione religiosa. Nel <80 %uando aveva poco pi( di %uarant'anni gli apparve l'arcangelo gabriele che gli annunci* di essere l'apostolo di )llah. )ll'ini!io 6aometto esit* ma finalmente nel <82 dietro l'incoraggiamento della moglie diede ini!io ad una predica!ione tra l'indifferen!a dei 5uaraishiti. l suo messaggio all'ini!io non mettenva in discussione il politeismo ma puntava al riconoscimento di )llah come unico vero dio ed a far atto di sottomissione alla sua autorit", introduceva inoltre l'idea di giudi!io finale e il dovere di esercitare la solidariet" verso il prossimo e verso i poveri in particolare. l pericolo che l'islam venisse assimilato al politeismo indusse maometto a rompere gli indugi e ad attaccare i culti idolatrici sucitando le ostilit" del ceto dirigente timoroso di perdere i propri proventi ricavati dai pellegrinaggi della Eaaba. 6aometto comun%ue continu* la sua opera di proselitismo definendo il rituale della preghiera che il credente doveva recitare rivolto verso Gerusalemme. Nel <?? la posi!ione di 6aometto divenne insostenibile, infatti dopo aver ricevuto fedelt" incondi!ionata dalla trib( della madre fugg, dalla mecca fino alla citt" della famiglia materna che cambi* il nome in 6edina. 5uesta fuga per i seguaci di 6aometto rappresent* l'ini!io di una nuova era. Nel <?4 6aometto mut* il punto di riferimento per la preghiera da Gerusalemme alla 6ecca, contemporaneamente ne accentu* il carattere esclusivistico dichiarando l'islam unica vera fede, istituendo anche il mese di digiuno (ramadan). l pensiero di 6aometto che veniva precisato nel corso del tempo venne raccolto dopo la sua morte (avvenuta nel <2?), dopo circa vent'anni, nel libro sacro del +orano. &a lingua usata fu %uella pi( comunemente usata dai poeti arabi. principali pilastri della fede scritti nel corano sono i seguenti# 1oppia professione di fede &a preghiera l ramadan $ellegrinaggio alla 6ecca almeno una volta nella vita 4lemosina legale (un decimo del reddito) alcuni sostengono anche l'esisten!a di un sesto pilatro.

&a guerra santa )d integra!ione del corano venne posta la 0unna cio-, la raccolta della tradi!ione comportamentale di 6aometto in determinate occasioni che diventer" la base del diritto mussulmano. l messaggio di 6aometto accoglieva aspetti non marginali della societ" e della cultura araba. &a ra!!ia, la poligamia, la schiavit(, il pellegrinaggio e il culto della pietra nera. ) differen!a di %uanto accadeva nel passato 6aometto riorgani!!* la societ" eliminando il particolarismo e concentrando tutto intorno ad una figura sia politica che religiosa. 5uando 6aometto arriv* a 6edina si fece costruire una casa che divenne luogo di aggrega!ione e di preghiera, %ui 6aometto ini!* ad attirare gran parte delle genti cittadine. Nel frattempo i continui attacchi alle carovane provenienti da la 6ecca da parte dei mussulmani di 6edina costituivano una seria minaccia per l'economia 6eccana. 5uraishiti dopo fortune alterne con le armi si convertirono all'islam e aprirono a 6aometto le porte della citt" (gennaio <20) da allora crebbe di continuo il numero delle trib( beduine che si convertirono all'islam. )lla morte di 6aometto ci fu un contrasto tra i suoi seguaci per designare un sostituto (califfo) che avrebbe dovuto reggere la comunit" secondo lo spirito di 6aometto. &a scelta cadde su )bu /aFu suocero ed uno dei primi seguaci del profeto, alcune trib( beduine non riconoscendo la sua autorit" abbandonarono completamente l'islam. l califfo reag, con for!a ripristinando gia nel <22 il suo dominio su tutta la penisola arabica lanciando addirittura le truppe in dire!ione dell'ira%. &a scomparsa del califfo nel <24 riapr, la %uestione della successione che fu risolta per %ualche decennio gra!ie al sistema elettorale. &a vera rottura si ebbe %uando la sede del califfo venne spostata a Eufa, nel basso ira%, facendo perdere alla 6ecca e 6edina il loro ruolo politico. l califfo )l, si mantenne al potere gra!ie alle armi dei suoi seguaci (sciiti) contrapposti alla maggioran!a dei mussulmani ortodossi, detti sunniti. &e lotte per la successione non frenarono lo slancio espansionistico islamico che in poco pi( di vent'anni spa!!* via l'impero persiano e amput* all'impero bi!antino la siria e l'africa del nord. l governo di un territorio cosi vasto mostr* subito l'inadeguade!!a dell'ordinamento sociale dell'et" preislamica. &'uguaglian!a dei mussulmani stabilita dal corano si dimostr* subito solo teorica, in %uanto la trib( di maometto aveva ac%uistato un ruolo egemone. 1opo la morte di 6aometto ci fu un risveglio dei clan famigliari e il sistema tribale fu esaltato in guerre di con%uista condotte da eserciti reclutati su basi tribali. non arabi convertiti vennero all'ini!io dell' V secolo assunti nell'esercito e pagati con regolare salario, formando comunit" distinte rispetto alle popola!ioni sottomesse, stabilendosi in accampamenti provinciali. $er il governo dei territori con%uistati fu necessario provvedere ad un apparato amministrativo che fu in gran parte ereditato dalla precedente domina!ione bi!antina e persiana. ) capo di ogni provincia fu posto un governatore assistito da un corpo di guardie, da un giudice e da un supervisore finan!iario. l califfato in %uesto contesto raccolse grande potere e si raffor!* come se fosse una monarchia ereditaria. &a stabili!!a!ione del potere coincise con una ripresa del movimento espansionistico ed un rafforn!amento dell'apparto statale. &a capitale venne trasferita a 1amasco, in sira, per esercitare maggiore pressione sull'impero bi!antino rimasto l'avversario principale e per soffocare i tentativi di rivolta che i clan allestivano nelle varie parti del regno. &'espansione verso costantinopoli fall, nel <77 %uando fu distrutta la flotta araba da parte dei bi!antini, la nuova direttrice di espansione fu %uella dell'africa settentrionale, che l'arco di cin%uant'anni fu con%uistata fino alla costa atlantica. Nel 788 gli arabi varcarono gibilterra, con%uistando la spagna in soli cin%ue anni. ntanto i califfi lanciarono una nuova offensiva verso l'asia, raggiungendo, nel 780'784 il bacino dell'indo. +ome in spagna la conversione all'islam fu rapida, in asia per*, si rivel* difficile, la conviven!a tra gli arabi ed i nuovi convertiti a causa di violente rivolte destinate ad essere fatali per la dinastia omaDDade. &a situa!ione precipit* nel 747 a seguito di un'insurre!ione armata promossa dagli abbasidi, che si ritinevano successori di 6aometto. 3na volta preso il potere spostarono il centro dell'impero dalla siria all'ira% fondando la nuova capitale /agdhad. Venne riorgani!!ato il potere sullo stampo delle monarchie assolutiste orientali e venne riconfigurato il ruolo del califfo che andr" a rappresentare dio in terra. califfi %uindi si allontanarono sempre di pi( dalla popola!ione lasciando il potere effettivo nelle mani dei visir. l sistema tribale in uso nell'esercito venne abrogato e l'esercito stesso divenne uno strumento di potere nelle mani dei capi militari. &a lingua araba trov* in bagdhad il suo

centro principale e la cultura araba si svilupp* su campi nuovi %uali la medicina, la filosofia, la fisica, l'astronomia, la matematica e la geografia. ) %uesta fioritura culturale si univa uno slancio economico. l principale settore produttivo era l'agricoltura. 3no stimolo assai forte al mondo agricolo giunse dalle citt" in %uanto in esse si ebbe un notevole incremento demografico. n %uesto contesto si venne a creare una nuova classe dirigente, la borghesia mercantile. &o stato islamico per* mostrava delle debole!!e in %uanto l'aumento della ricche!!a aveva accentuato gli s%uilibri sociali. &o sviluppo delle citt" aveva irrimediabilmente danneggiato le campagne. Non furono per* %uesti s%uilibri a mettere in crisi l'impero abbaside ma piuttosto il sorgere di varie spinte autonomiste per le ambi!ioni dei vari governatori locali. )gli ini!i del C secolo le tensioni si fecero pi( acute, tentativi di secessione si registrarono in ira%, iran e afghanistan. &a spagna nel 77< era diventata un emirato praticamente indipendente da /aghadad. Nel C secolo divenne un califfato talmente evoluto da poter rivaleggiare con baghdad. n %uesto periodo si ebbe anche una spinta espansionistica verso nord e verso il marocco. Grande slancio economico ebbe poi l'egitto e l +airo divenne il maggior centro commerciale dell'epoca. &a sicilia fece parte del mondo arabo per %uasi tre secoli dal ;28, anno della caduta di palermo, e nel ;40 venne completata la con%uista della sicilia occidentale, i mussulmani proseguendo verso oriente con%uistarono messina nell';4?. &'insorgere di contrasti tra arabi e berberi cre* per %ualche decennio una situa!ione di stallo, i bi!antini non seppero per* approfittarsene e cosi alla ripresa delle ostilit" si ebbe la con%uista di siracusa e poi del resto dell'isola, le ultime forte!!e bi!antine cadranno tra il :<? e il :<7. +ostituitosi emirato indipendente conobbe per circa un secolo un periodo di grande splendore e l'agricoltura raggiunse un livello ottimo in ogni parte dell'isola. )nche il commercio raggionse un livello di fioritura assai elevato.

'conomia e societ nell'Alto Medioevo. ) differen!a di %uanto accadeva nel mondo arabo e nel mondo bi!antino lo scenario europeo che si deline* tra il V e l'V secolo fu di involu!ione culturale e sociale. &e popola!ioni abbandonarono le citt" per fonderne di nuove in luoghi giudicati pi( facilmente difendibili, oppure come accadde nelle grandi citt", vennero occupate solo le por!ioni pi( difendibili. &'immagine che viene riportata dalle poche fonti disponibili - di un completo degrado, di abbandono. 0i venne ristrutturando anche la rete viaria che a causa del formarsi di nuovi luoghi di aggrega!ione sociale port* all'abbandono dei villaggi costruiti sulle principali vie di comunica!ione. 3n elemento fondamentale per l'economia altomedievale fu il bosco, che specie al nord dell'europa a causa dell'agricoltura praticata dai germani era molto presente. )ll'interno del bosco si praticava liberamente la caccia in %uanto la grande abbondan!a di animali selvatici costituiva per la massa contadina una grande risorsa alimentare. Nelle foreste inoltre veniva raccolto il legno il cui uso era esteso in una maniera impressionante a causa della scarsit" di pietre. boschi di %uercia era anche un ottimo pascolo per gli animali come i maiali. .ra l'altro il bosco costituiva lo sfondo pi( fre%uente nella narrativa popolare. l calo demografico di %uesto periodo fu sen!'altro da attribuire alle guerre ed alle devasta!ioni che infuriarono in europa. 3na delle cause principali del calo della popola!ione furono i vari episodi epidemici che si ripeterono almeno una ventina di volte tra il V e l'V secolo. n italia la crisi demografica pot- essere sentita in tutta la sua dure!!a a differen!a di altre regioni dell'europa meno densamente popolate. ) causa del basso livello tecnologico e alla perdita di coscien!a agricola dell'et" romana i villaggi si ridussero prevalentemente all'autoconsumo. &o schema agricolo dei villaggi risulta abbastan!a semplice# Vicino al villaggio si trovava la !ona pi( intensamente coltivata, subito dopo un'ampia !ona coltivata a cereali e all'esterno la !ona boschiva. &e famiglie contadine in %uesto periodo conducevano un'esisten!a al limite della sussisten!a in %uanto le terre erano poco produttive e la disponibilit" di concime animale molto scarsa. &a scarist" di concime veniva compensata con tecniche alternative %uali il rovescio, il debbio ecc. l pi( fre%uentemente utili!!ato era il maggese, ovvero il riposo del terreno dopo ogni raccolto che veniva inserito in una rota!ione biennare delle colture. 5uesto riposo for!ato che doveva essere fatto esercitare al terreno costringeva il contadino a non approfittare mai completamente del terreno che coltivava, di cui pressoch- mai ne era proprietario. 5uesta usan!a derivava dall'ultimo periodo della tarda antichit" nel %uale i proprietari terrieri ini!iarono ad insediare i loro schiavi nelle terre dotandoli di una casa. &o schiavo doveva provvedere al suo mantenimento e corrispondere al padrone una parte del raccolto e di beni in natura di solito nel periodo natali!io. 1opo %ualche decennio, con la perdita progressiva dell'autorit" imperiale, i piccoli proprietari terrieri si rivolsero ai grandi signori locali rinunciando alle loro terre e cedendole al signore, riprendendole poi in affitto dietro pagamento di un canone. +onseguen!a di %uesto fenomeno fu l'articola!ione tra terre date in concessione e terre amministrate direttamente dal signore tramite amministratori di fiducia. l colono sotto la prote!ione di un signore di solito oltre al canone pagava un corrispettivo in giornate lavorative da prestare nel terreno sotto diretto controllo del signore. 5uesta economia prese il nome di economia curtense. 1urate l'economia curtense il proprietario assumeva sempre di pi( il ruolo di un signore in %uanto ai contadini era necessaria oltre che una dipenden!a economica anche una dipenden!a 9sociale9B il signore infatti aveva sui suoi dipendenti potere giurisdi!ionale e militare. &'economia altomedievale viene detta economia naturale in %uanto basata principalmente sull'agricoltura e praticamente priva di rapporti commerciali, con una circola!ione monetaria assai ridotta. n europa le monete erano fatte d'argento dato che le monete in oro venivano usate per gli scambi con l'oriente, anche se nonostante l'impoverimento l'europa era sempre in grado di esportare %ualcosa in oriente.

L'impero Carolingio e le origini del $eudalesimo. )lla morte di +lodoveo un progressivo indebolimento attravers* il regno dei Aranchi e l'europa vide cos, il sorgere di %uattro entit" statali in lotta per l'egemonia# &a Neustria, l')ustrasia, l')%uitania e la /orgogna. Nel corso del V secolo la lotta per l'egemonia si restrinse alla sola )ustrasia e Neustria. 1i %uesto contrasto non erano protagonisti i sovrai dei due regni, bens, i signori di pala!!o, detti maggiordomi, di entrambe le parti. 0i imposero alla seconda met" del V secolo i $ipinidi dell')ustrasia, artefici delle fortune della famiglia fu $ipino . 0uo successore fu il figlio, +arlo 6artello il %uale, ristabil, il potere franco in frisia, alemannia e turingia. 0i occup* in seguito dell')%uitania sotto la pressione degli arabi, che sconfisse nel 72? divenendo noto come campione della cristianit". &a morte del re merovingio .eodorico V lasci* il trono vacante permettendo a +arlo 6artello di comportarsi come un sovrano, divise il regno tra i due figli +arlomanno e $ipino il breve i %uali ripristinarono la monarchia merovingia elevando al trono il re fantasma +hilderico . Nel frattempo seguivano con interesse l'attivit" missionaria intrapresa da /onifacio, un monaco aglosassone, in stretto accordo con papa @accaria. Nel 747 +arlomanno abdic* per ritirarsi in un monastero lasciando campo libero al fratello $ipino il %uale, dopo aver rinchiuso +hilderico in un convento si fece acclamare re facendosi poi ungere con olio santo da /onifacio. &'approva!ione del papato rispetto al potere di $ipino gli confer, una connota!ione sacra. Verr" consacrato nuovamente insieme ai due figli +arlomanno e +arlo nel 774 dal pontefice 0tefano . &a famiglia di $ipino il breve si era circondata di clientele sia militari che polithce, riuscendo ad armare anche una vasta schiera di cavalieri per la nuova tattica di combattimento ad urto. &a nuova macchina bellica franca diede il via all'espansionismoB il primo a farne le spese fu il re longobardo. 1opo che roma chiese aiuto a $ipino ini!i* una spedi!ione militare nel 777 alla fine della %uale il nuovo re longobardo 1esiderio, si vide costretto ad attuare una politica meno bellicosa. l nuovo corso della politica longobarda fu sancito dal matrimonio dei figli di $ipino con le figlie di 1esiderio. &a pace dur* per circa %uindici anni durante i %uali scomparvero $ipino e +arlomanno, +arlo rimasto solo ed unico sovrano, ripudi* la moglie e la scacci* insieme alla vedova di suo fratello. 1esiderio mosse allora guerra contro i territori da poco consegnati al papato, il nuovo pontefice chiese l'aiuto franco e +arlo 6agno, una volta sconfitto 1esiderio e poi il figlio, nel 774 cinse la corona di sovrano dei longobardi. Nel 77< nella penisola vennero immessi duchi e vassalli franchi per assicurare al sovrano maggior controllo. Gli anni successivi alla con%uista del regno longobardo furono scossi da guerreB all'ini!io la spedi!ione in spagna, la rivolta dei sassoni, la con%uista della frisia e della baviera e la seconda spedi!ione in spagna. Nel 7:: il pontefice &eone che era stato aggredito ed imprigionato durante una processione, venne liberato da due messi franchi e portato da +arlo 6agno a cui il papa chiese aiuto. Venne riaccompagnato a >oma sotto scorta. +arlo lo segu, giungendo il ?4 novembre ;00. Visto che la nobilt" romana era ostile al papa ed il pontefice era accusato di adulterio e spergiuro venne convocato un concilio, durante il %uale &eone giur* la propria innocen!a e venne riabilitato. +arlo 6agno venne incoronato il ?7 dicembre ;00 imperatore dei romani. n oriente la promo!ione a imperatore di +arlo non fu presa bene, esplose un vero e proprio conflitto che termin* solo %uando, nell' ;8?, l'imperatore bi!antino riconobbe il titolo imperiale di +arlo in cambio della cessione dell'istria e della dalma!ia e la rinuncia a %ualsiasi pretesa franca su vene!ia. +arlo affid* vaste !one dei territori con%uistati a conti e duchi, mentre le !one di frontiera furono affidate ai marchesi i %uali, erano responsabili anche della loro difesa. $er tenere sotto controllo i duchi vennero insediati un gran numero di vassi dominici ovvero fun!ionari fedeli direttamente al re. &'amministra!ione dell'impero faceva capo al pala!!o, nella corte erano tre le figure di riferimento# &'arcicappellano l cancelliere conti palatini &a corte inoltre era mobile, garantendo pertanto un collegamento con le realt" locali. +arlo 6agno cerc* inoltre di dare omogeneit" all'impero emanando i capitolari ovvero leggi formate da brevi

articoli emanate nel corso di assemblee annuali. capitolari riguardavano principalmente diritto pubblico e diritto ecclesiastico. Are%uenti furono gli interventi legislativi in campo economico, sia per migliorare l'apparato fiscale, sia per proteggere le popola!ioni rurali ed i piccoli proprietari fondiari che costituivano ancora la base del popolo e dell'esercito. 0i tent* anche di riportare ordine nel settore monetario, vista la scarsit" d'oro si diede spinta al conio di monete d'argento. &a moneta circolante divenne allora il danaro, %uotato 8? a 8 rispetto al soldo. +arlo si impegn* anche a continuare l'opera di restaura!ione ecclesiastica intrapresa da /onifacio estendendola a tutto l'impero. &a chiesa franca elaborava la conce!ione di un impero operante in unit" d'intenti con l'autorit" papale in %uanto l'imperatore aveva la responsabilit" della scelta dei vescovi. &'imperatore era consapevole che aver buoni vescovi significava stabilit" nel governo in %uanto la popola!ione era saldamente in%uadrata dal potere ecclesiastico. +arlo riform* anche i monasteri che in %uesto periodo erano decaduti a causa dell'affievolirsi della disciplina interna, l'imperatore, per arginare %uesto fenomeno impose a tutti i monasteri la regola benedettina. Au deciso anche di elevare il livello culturale dei monaci attraverso l'istitu!ioni di scuole presso le cattedrali e nei monasteri maggiori. 4spressione e strumento della rinata attivit" scolastica fu il recupero dei testi classici e il loro diffondersi attraverso la scrittura carolingia che mise fine al particolarsimo grafico. l gigantesco sistema politico messo in piedi da +arlo 6agno and* in crisi dopo la sua morte, non arrestando per* lo sviluppo culturale che si era avviato, tanto pi( che l'opera degli uomini di chiesa and* oltre l'ambito culturale e religioso contribuendo a mantenere in vita l'idea di stato come fonte di comando e dell'impero come garante di pace.

La crisi dell'ordinamento Carolingio e lo sviluppo dei rapporti $eudali. $er %uanto riguarda il problema della successione, +arlo decise di attenersi al modello franco, divise %uindi l'impero tra i suoi tre figli (carlo, ludovico, pipino) rimandando ad un secondo momento la decisione per il lascito del titolo imperiale. &a morte prematura di carlo e di pipino lasci* ludovico unico erede del padre. &'eredit" venne raccolta nell';84, anno di morte di +arlo 6agno. &udovico accentu* molto il carattere sacro del potere imperiale proponendo una pi( stretta collabora!ione tra stato e chiesa. 3na delle sue primarie preoccupa!ioni fu la successione, problema che risolse nell';87 con l'emana!ione di una costitu!ione che proclamava l'indivisibilit" dell'impero, che veniva destinato al primogenito &otario. &otario venne subito associato al governo e venne trasferito in italia dove nell';?4 impose la constitutio romana, ovvero impose al papa eletto di giurare fedelt" all'imperatore prima di essere consacrato. &udovico alla lunga non si mostr* in grado di tenere a bada i figli minori che insieme con &otario si ribellarono. $er far fronte alla situa!ione l'imperatore allarg* la sua schiera di vassalli moltiplicando le concessioni di benefici. 5uesto sistema per* impover, il patrimonio del fisco che costituiva la principale fonte di reddito per la monarchia. &a situa!ione precipit* alla morte di &udovico per cui si giunse ad uno scontro frontale tra &otario e i fratelli ribelli che dopo averlo sconfitto, stipularono nell';4? a strasburgo un patto solenne alla presen!a dei loro eserciti promettendosi aiuto reciproco. &otario nell';42 fu costretto ad accettare il trattato di verdun che sanc, la definitiva divisione dell'impero. ) +arlo il calvo la parte occidentale, a &udovico il germanico la parte orientale ed a &otario la parte centrale. )lla morte di &otario, che aveva conservato il titolo di imperatore, successe il figlio &udovico che fu a lungo impegnato in italia nella lotta contro i saraceni. )lla sua morte nell';7< +arlo il calvo consegu, il dominio dell'italia e la corona imperiale. Nell';;4 la fine della discenden!a di +arlo il calvo permise al figlio di &udovico il germanico, +arlo il grosso, di riunire sotto di se tutta l'eredit" di +arlo 6agno. Au ritrovata tuttavia un'unit" molto effimera in %uanto l'imperatore fu costretto ad abdicare. )d oriente )rnolfo di carin!ia, in francia divenne re =ddone e il regno d'italia fu attribuito a /erengario. &a dissolu!ione dell'impero venne avvertita anche all'interno degli ambienti ecclesiastici dato che i vescovi ini!iarono a considerarsi esenti dal dominio comitale, duchi e conti d'altro canto avevano ini!iato a circondarsi di vassalli anche se %uesto era vietato da un editto capitolare. $er %ueste ragioni ini!iarono a formarsi signorie locali. 5uesta nuova realt" europea del C e del C secolo - detta signoria bannale. &a forma!ione dell'impero franco nel cuore dell'europa non mise fine alle continue incursioni da parte dei popoli seminomadi. Nell'area che andava dal baltico al mediteraneo fecero irru!ione i 6agiari che si stan!iarono in pannonia sul finire del C secolo. 5uesta stabili!!a!ione non mut* le loro abitudini predatorie, da %ui infatti ini!iarono varie incursioni nell'europa carolingia, in francia e in italia. 1avanti ai magiari le forma!ioni politiche nate dalla dissolu!ione dell'impero carolingio si rivelarono inadatte ed incapaci di garantire la difesa. ) farne le spese furono soprattutto i monasteri e le citt" prive di difese. ) mettere fine alle loro scorrerie contribuirono sia la riorgani!!a!ione del regno di germania sia l'esaurirsi della loro spinta offensiva dopo la conversione al cristianesimo che venne san!ionata nel 8008 con la concessione della corona al re magiaro 0tefano da parte di papa 0ilvestro . +ontemporaneamente l'europa cristiana era aggredita dai saraceni. Gli arabi dopo aver con%uistato la sicilia esaurirono la loro spinta offensiva ma nonostante %uesto continuarono i loro attacchi all'occidente sotto forma di ra!!ie, obiettivi di %ueste erano le citt" e le aba!ie. 0pesso l'unico modo per fermarli era versare loro sostan!iosi contributi in denaro mentre le ini!iative armate ebbero risultati alterni. )ll'ini!io dell'anno mille per* tutto il mondo cristiano pass* al contrattaco, nondimeno per*, alcuni gruppi di pirati mussulmani rimasero in attivit" ancora per tutto il C secolo. &e regioni dell'europa risparmiate da magiari e saraceni furono investite dai normanni che dalla scandinavia partirono in dire!ioni diverse. &a tattica bellica per %uelli che si diressero in europa era simile a %uella dei saraceni cos,, per tentare di farli diventare sedentari, +arlo il semplice diede al loro capo, >ollone, la normandia come feudo. normanni allora nell'arco di cin%uant'anni assicurarono al territorio un forte in%uadramento politico attraverso rapporto vassallatico'benefici.

sovrani dei regni nati dalla dissolu!ione dell'impero carolingio tentarono di dare un assetto difensivo ai loro territori ma il teatro bellico era cambiato, il nemico, almeno all'ini!io non puntava a con%uiste stabili ma alla mera ra!!ia, per cui colpiva di sorpresa per poi ritirarsi. Au inevitabile perci* coinvolgere nella difesa sempre di pi( le for!e locali autori!!ando la costru!ione di castelli ed altre opere difensive. 6olto spesso i signori locali prendevano l'ini!iativa e fortificavano i loro castelli sen!a l'autori!!a!ione regia. l signore locale che si era imposto per ragioni militari agli uomini protetti dal suo castello si attribuiva anche incarichi di natura giuridica e legale. Non di rado all'interno del castello sorgeva una cappella per l'assisten!a religiosa, il castello si andava %uindi configurando come organismo politico completo. l modo in cui veniva esercitato il potere in %uesto signorie sorte pi( o meno abusivamente viene espresso come allodiali!!a!ione del potere in %uanto era gestitito alla stregua di un bene privato. l castello assunse due realt" diverse ovvero il castello propriamente detto configurato come struttura abitata dal castellano in cui gli abitanti del villaggio circostante vi si rifugiavano solo in caso di pericolo, ed il villaggio fortificato circondato da mura all'interno delle %uali il signore si faceva costruire una residen!a fortificata. noltre si venne ristrutturando nuovamente la rete viaria dato che la popola!ione veniva contrandosi nei centri fortificati. 0i and* riorgani!!ando per lo stesso motivo il territorio amministrato dalla chiesa che venne a coincidere con il territorio del castello. l C secolo fu un secolo di ferro in %uanto ci f( in %uesto periodo un'estrema frantuma!ione del potere dato che le signorie locali si trovarono in conflitto per stabilire chi avrebbe dovuto far valere la propria autorit" sui contadini appartenenti a corti diverse ma che trovavano prote!ione nelle fortifica!ioni di un altro signore. l vassallaggio aveva assunto ruoli completamente diversi in %uanto da ricompensa che aveva un carattere di impegno futuro il feudo aveva ora carattere decisivo. )nche la fedelt" assumeva ora una commisura!ione in base al feudo. Veniva raffor!ata la tenden!a a considerare in feudo un bene ereditario anche attraverso la promulga!ione di leggi appostite. 5uesta tenden!a port* alla forma!ione di una vasta rete poltica in cui ognuno era vassallo di %ualcuno e signore di %ualcun'altro fino al vertice della piramide che era rappresentata dal re. &a dissolu!ione dell'impero caroligio caus* oltre alla crisi del potere politico anche la crisi di %uello ecclesiastico. n non poche diocesi i vescovi dedicarono pi( tempo all'eserci!io dei loro poteri signorili piuttosto che all'attivit" religiosa, inoltre offrivano in feudo propriet" della chiesa in cambio di servigi di natura militare. noltre il potere religioso si trov* in contrasto con la natura laica del patrimonio in %uanto i proprietari delle chiese imponevano il chierico al vescovo che poteva opporsi solo in caso di manifesta indegnit" del candidato. 1iventando praticamente indispensabile il sostegno delle istitu!ioni ecclesiastiche nelle vite di imperatori e sovrani essi cominiciarono ad imporre i loro vescovi alla guida delle rispettive diocesi e di grandi monasteri. )l controllo dei laici non si sottraerono nemmeno i vertici della cristianit" in %uanto con la constitutio romana il papa doveva prestare giuramento di fedelt" all'autorit" imperiale.

L'italia $ra poteri locali e podest universali. Nel C secolo l'italia si configurava in maniera particolare, su di essa trovavano scontro le conce!ioni politiche universali e particolaristiche in %uanto era sede dell'infuen!a di due imperi, %uello franco e %uello bi!antino. l problema principale per %ueste lotte era la presen!a del papato che pur essendo presente nel la!io ed umbira rivendicava la suprema!ia universale ed un proprio ambito politico. l regno d'italia era stato attribuito nell';;7 a /erengario contro cui due anni dopo si lev* Guido che lo sconfisse ottenendo cosi la corona di imperatore che pass* alla morte di Guido al figlio &amberto. $er favorire /erengario intervenne il re di germania )rnolfo il %uale attraverso papa Aormoso fu riconosciuto re dai feudatari italiani e venne incoronato imperatore nel ;:4. )rnolfo verr" colto da una paralisi subito dopo l'incorona!ione lasciando cos, campo libero a &amberto che comun%ue morir" nell' ;:;. /erengario cerc* anche di porre un freno all'invasione ungara ma dopo essere stato sconfito in battaglia la sua posi!ione si indebol, finche non gli si contrappose &udovico di proven!a anch'egli incoronato imperatore. /erengario riusc, a sconfiggere &udovico nel :07 e nel :87 dopo aver cacciato i saraceni ed aver reso sicura roma venne sconfitto dal nuovo erede al trono >odolfo di /orgogna. >odolfo per* tenne il trono solo per due anni dopo infatti lo cedette ad 3go di $roven!a che lo tenne initenrrottamente fino al :4<. &a sua volont" di dare contenuto effettivo al titolo di re d'italia provoc* i malumori della feudalit" italiana che attraverso il re di germania =ttone contrappose ad ugo il marchese di ivrea /erengario. 3go fu sconfitto e nel :70 scomparso &otario, /erengario di ivrea pot- cingere la corona. &'anno dopo ini!iarono le prima difficolt" in %uanto la vedova di &otario (figlio di ugo) )delaide, chiese aiuto al re di germania il %uale spos* )delaide stessa e scese in italia facendo atto di sottomissione alla feudalit" insieme a /erengario di ivrea che conserv* il regno in %ualit" di vassallo. /erengario per* approfitt* della lotanan!a di =ttone per ritrovare indipenden!a ed espandere i propri domini in italia centrale ai danni dei territori della chiesa. l pontefice Giovanni C chiese aiuto ad =ttone che scese in italia nuovamente facendo prigioniero /erengario e cingendo poi egli stesso la corona regia su %uella imperiale. +on la deposi!ione di +arlo il grosso la chiesa vide il proprio ruolo all'interno della cristianit" indebolirsi, essendo anche sul piano interno in balia dell'aristocra!ia romana che divenne arbitra dell'ele!ione papale e si rese protagonista di usurpa!ioni nel territorio della chiesa. 0ul soglio pontificio si succedevano vari pontefici in se%uen!a sempre pi( rapida facendo perdere sempre pi( dignit" al ruolo del pontefice, roma venne scossa da una rivolta contro 3go di proven!a che tent* di farsi incoronare imperatore da Giovanni C . &a rivolta venne promossa dal fratello del pontefice, il %uale govern* su roma fino al :77 %uando sal, al soglio pontificio Giovanni C appena sedicenne che poi incoron* imperatore =ttone di sassonia. +ome per +arlo 6agno la corona imperiale rappresentava per =ttone il coronamento di una lunga attivit" politica condotta a partire dal :2<. =ttone oper* per rendere la sua autorit" effettiva in tutti e cin%ue i suoi ducati in modo da sviluppare in germania una coscien!a na!ionale. =ttenne anche un regolare appoggio dai vescovi che coinvolse appieno nel governo di realt" territoriali. &'opera di riforma attuata in germania dalla chiesa tedesca venne supportata da =ttone il %uale sceglieva personalmente i vescovi. 5uesta manovra rese in germania il fenomeno di decaden!a dei costumi nell'ambito ecclesiastico meno grave rispetto al resto dell'europa. Veniva inoltre incoraggiata la ripresa degli studi presso le grandi abba!ie. +ome apice di %uesta attivit" =ttone ricevette la corona imperiale nel :<?. &'impero ottoniano rispetto all'impero carolingio ha in comunie l'ispira!ione di romanit" ed il ruolo di prote!ione del papato e della cristianit". =ttone si attribu, il diritto di giudicare il candidato eletto prima della consacra!ione a pontefice per poter garantire la corrette!!a dell'ele!ione (privilegium othonis) nel :<? in italia successivamente trascorse sei anni nei %uali si dedic* alla con%uista dei territori meridionali dopo aver fatto incoronare imperatore il figlio =ttone . Nel :<; subi una grave sconfitta a /ari e %uindi decise di abbandonare la via delle armi per intraprendere %uella diplomatica. &'imperatore bi!antino Giovanni @imisce riconobbe ad =ttone il titolo di imperatore e nel :7? acconsenti al matrimonio tra =ttone e la figlia .eofane, che avrebbe dovuto portare in dote le terre meridionali. )lla morte di =ttone il passaggio di poteri al figlio fu tutt'altro che facile

in %uanto sia la nobilt" germanica che la nobilt" italiana era poco incline a vedere bene il re in stabile residen!a in italia. &'aristocra!ia romana assassin* il pontefice /onifacio V . Nel :;0 =ttone prepar* una campagna per le terre meridionali ma venne sconfitto e poi mor, prematuramente lasciando come erede il figlio =ttone . 3scito dalla tutela il suo primo atto di governo fu la nomina a pontefice di Gregorio V e del suo successore 0ilvestro . &'imperatore si proponeva di collaborare a stretto contantto con il pontefice, %uesto entusiasmo si scontr* con lo scontento dei feudatari i %uali insorserso nel ::: capeggiati da )rduino d'ivrea, scoppi* due anni dopo anche un'altra rivolta, %uella dei romani (8008). =ttone mor, nel 800? sen!a lasciare eredi diretti. Gli successe 4nrico che concentr* tutti i suoi sfor!i sulla germania e sulle riforme per impedire il degrado dei costumi nell'ambiente clericale. )rduino intanto si era fatto nominare re d'italia a pavia nel 800?. 4rico nel 8004 scese in italia per ripristinare il potere regio, sconfisse )rduino finch- non lo costrinse al ritiro dopo dieci anni di lotte armate. Nel 8084 4nrico fu incoronato imperatore da papa /enedetto V proveniente dell'aristocra!ia romana. ) lui successe Giovanni C C sempre della stessa famiglia. 5uesto mostra %uanto fosse difficile per gli imperatori di Germania rendere effettivo il loro potere in italia. )ltra pecca dell'italia era la mancata forma!ione di una coscien!a na!ionale, la mancata forma!ione di %uesta coscien!a da ricercare particolarmente nei soggetti politici che si creavano nelle maggiori citt", specie %uelle di residen!a dei vescovi i %uali si erano dovuti sempre interfacciare con l'autorit" cittadina anche nella parte meridionale dell'italia si pot- assistere allo sviluppo di una coscien!a urbana all'interno delle grandi citt".

Splendore e declino di &isanzio. )lla fine del V secolo l'impero bi!antino risultava particolarmente ridimensionato a causa delle continue invasioni da parte di arabi, magiari e bulgari. &'impero ebbe per* la for!a di contrattaccare verso la met" del C secolo recuperando parte dei territori perduti. Gli imperatori si adoperarono per favorire lo stan!iamento dei soldati sul territorio (stratioti) e favorirono anche il formarsi di una 9piccola borghesia9di contadini che vivevano in comunit" di villaggio costituendo cos, un organismo amministrativo per il pagamento delle tasse. &a fisionomia dell'impero intanto si andava modificando in %uanto l'impero era chiuso nelle sue frontiere essendo in seguito costretto ad abbandonare le pretese di dominio universale, ac%uisendo poi caratteri pi( orientali. l latino venne sostituito dal greco ed anche il titolo imperiale venne modificato in basileus. &e citt" della costa comun%ue non abbandonarono il commercio ed il ricorso alle mili!ie locali per la difesa delle stesse anche se l'impero tendeva a concentrare il potere nelle mani dei fun!ionari pubblici. 5uesta orientali!!a!ione dell'impero costitu, la premessa per la comprensione dello scontro che si venne creando contro il movimento iconoclasta. l culto delle immagini era sempre stato malvisto dalle provincie pi( orientali dell'impero, le %uali erano le pi( influen!ate dai culti islamici ed ebraici che condannavano l'idolatria. 5uando sal, al trono &eone il movimento raggiunse la corte. 4gli con un decreto del 7?< proib, il culto delle immagini. l papa Gregorio nel 728 scomunic* l'imperatore e i suoi sostenitori, %uesto decreto ebbe come risultato anche la ridu!ione del potere dei monaci. +on l'avvento al trono di +ostantino V la situa!ione si fece pi( complicata, specie %uando a detenere il potere fu la madre rene, che, sembr* inten!ionata ad abbandonare la precedente politica in %uanto venne nominato patriarca di costantinopoli un iconodulo. .re anni dopo il V concilio di Nicea (7;7) condann* l'iconoclasmo come eresia. &a reggen!a di rene tuttavia provoc* dei malumori in occidente in %uanto non era riconosciuta dal papato e %uesto provoc* il considerare il trono d'oriente come vacante. +arlo 6agno una volta incoronato imperatore era desideroso di intraprendere rela!ioni diplomatiche con l'impero bi!antino ma dovette aspettare fino all';8? per vedere riconosciuto il suo titolo dall'imperatore 6ichele . +on &eone V si ebbe il ritorno al potere della corrente iconoclasta. &a contesa verr" poi risolta da 6ichele nell';42 %uando verr" riabilitata la liceit" del culto delle immagini. ntanto il pericolo arabo si era di molto ridotto, lo stabili!!arsi della situa!ione port* alla rinascita dei grandi poderi fodiari sen!a tutelare gli interessi dei piccoli proprietari. l problema verr" arginato alla fine del C secolo con l'introdu!ione di leggi atte a favorire le piccole propriet". 5ueste norme per* rallentarono soltanto il meccanismo di impoverimento dei cittadini di ceto basso e dei contadini che tendenvano a porsi sotto la prote!ione di un signore. 5uesti episodi per* non possono essere catalogati come una forma di feudalesimo bi!antino in %uanto lo stato risultava sempre presente a differen!a di %uanto avveniva nelle campagne europee. n occidente si svilupp* un grande rapporto tra potere imperiale e patriarcato in %uanto l'imperatore era considerato il diretto rappresentante di 1io in terra. &a compenetra!ione tra i due poteri avvenne sempre all'insegna dell'egemonia imperiale. )l raffor!amento dell'autorit" imperiale contribuirono anche i successi militari della seconda met" del C secolo. l controllo completo sull'area balcanica venne riportato da /asilio nel 8084. &a cristiani!!a!ione delle popola!ioni slave e delle popola!ioni bulgare era sempre avvenuta in contrasto con la chiesa di roma che tentava di ampliare la propria area di influen!a attraverso i missionari. l contrasto esplose %uando la chiesa bulgara tent* di mantenersi del tutto autonoma. l patriarcato era allora occupato da Ao!io che era stato nominato dall'imperatore e non era riconosciuto dal papa. 1opo un violento scambio di missive nell';<7 Ao!io scomunic* il pontefice. &a %uestione venne accantonata dopo la deposi!ione di Ao!io decisa dal concilio di costantinopoli che decise inoltre di sottomettere la chiesa bulgara a %uella di roma. )d abbassare la tensione tra la chiesa di roma e %uella di costantinopoli contribu, la crisi del papato del C secolo. &a situ!ioane precipit* nel 804: %uando il papa &eone C rivendic* il primato della sede romana nella chiesa universale. ) costantinopoli era patriarca 6ichele +erulario, fiero oppositore del primato papale. l

patriarca ordin* nel 8072 la chiusura di tutte le chiese di rito latino. &Gimperatore +ostantino C era interessatoa trovare un compromesso perci* fu inviata da roma una delega!ione che per* fall, la missione di media!ione il 87 luglio del 8074 %uando entrambe le parti scomunicarono i rispettivi vertici. &o scisma non fu sentito in maniera traumatica specialmente perch- la chiesa di roma e %uella bi!antina andavano sempre di pi( diversificandosi gi" da tempo ed in maniera naturale. &Gelemento che pi( pes* fu lGorientamento fortemente monarchico che assunse il papato tra lGC ed il C secolo per cui, i teologi bi!antini sostennero che fosse la chiesa di roma ad allontanarsi dallGortodossia dei primi concili ecumenici. successi dellGimpero avevano portato alla ripresa delle attivit" commerciali e la moneta bi!antina risultava forte nei mercati interna!ionali, le citt" erano anche sede di unGintensa attivit" culturale ed artistica che vide in primo piano gli imperatori stessi. &Gopera culturale raggiunse il suo apice nellGC secolo. 5uando la civilt" bi!antina aveva raggiunto il suo massimo splendore si stagliavano allGori!!onte i segnali di un rapido declino# con la fine della dinastia macedone esplosero vari scontri per il potere tra lGalta burocra!ia e i proprietari fondiari, sul fronte esterno era salito il livello di minaccia che rappresentavano i turchi che dopo aver con%uistato baghdad si volsero allGoccidente ed allGegitto. )lla fine dellG C secolo il pericolo maggiore venne per* dai normanni dellG talia meridionale che cacciarono i bi!antini dallGitalia ed invasero lGalbania puntando alla con%uista di costantinopoli. &Gimperatore )lessio +omneno chiese aiuto a vene!ia per sconfiggere i normanni concedendo ai vene!iani di poter commerciare con tutte le citt" dellGimpero sen!a dover pagare i da!i che gravavano invece sugli operatori locali. vene!iani divennero in breve tempo padroni dellGeconomia bi!antina. &Gimpero nel corso del C secolo si andava configurando come unGappendice di vene!ia in %uanto la pressione fiscale e la svaluta!ione della moneta si fecero sempre pi( gravi.

"ncremento demogra$ico e progressi dell(agricoltura nell(europa dei secoli )"#)""". )llGini!io dellGanno mille la popola!ione europea era di nuovo in aumento, ovun%ue era in atto una messa a frutto maggiore delle terre agricole e le citt" riprendevano il loro ruolo di sedi per gli scambi commerciali, vi era inoltre un aumento della durata media della vita. &Gunico paese che possiede un documento attestante lGaumento della popola!ione risulta lGinghilterra attraverso il domesdaD booF. 3n altro fenomeno di grandi dimensioni che coinvolse lGeuropa fu lGampliamento dello spa!io coltivato. n %uesto periodo si ebbe il sorgere delle cosiddette villenuove, ovvero villaggi di nuova fonda!ione creati per valori!!are !one disabitate. Nel corso del C secolo vennero fondati nuovi ordini monastici che desiderosi di riscoprire lo stile di vita monastico si stabilirono spesso in !one scarsamente popolateB intorno a loro per* si stabilivano molto spesso contadini desiderosi di vivere secondo la saggia guida dei monaci creando cos, intorno ai monasteri dei veri e propri insediamenti. 3na delle opere di bonifica pi( massive - da ricercare nei paesi bassi, i coloni con la costru!ione di dighe e di canali di drenaggio riuscirono a bonificare %uelle terre ed a renderle anche molto produttive dato lGaumento della popola!ione in %uella !ona. n spagna il ripopolamento fu strettamente legato alla ricon%uista dei territori da parte dei cristiani. n europa centrale i vari signori spinti sia dalla crescita demografica sia dal desiderio di ampliare i propri domini ini!iarono a far varcare i confini delle loro signorie dai coloni per espandersi nei territori che furono la culla dei popoli emigrati nei secoli precedenti. &e genti di %ueste terre vennero convertite, furono costruiti monasteri per stradicare ogni forma di paganesimo. &Gorigine della spinta coloniale certamente da ricercare nellGincremento demografico nelle terre gia coltivate, i signori delle terre degli emigranti infatti si trovavano costretti a patteggiare con le popola!ioni locali le %uali riuscirono spesso a strappare ai loro signori diversi diritti. &e modifiche che incal!avano nellGeconomia delle curtis modificarono le curtis stesse dove pi( dove meno, inoltre, a causa della maggiore libert" di cui godevano i contadini si andarono delineando delle differen!e nette. &a crescita demografica fu resa possibile gra!ie alle nuove tecniche agricole come lGuso dellGaratro pesante che rese possibile arare pi( in profondit" i terreni bonificati. +ontribu, alla rinascita agricola anche il calo del pre!!o del ferro causato dal maggior sfruttamento delle miniere. l calo del pre!!o caus* una maggiore costru!ione di attre!!i agricoli. &a ferratura dello !occolo ed il nuovo sistema di bardatura contribuirono ad un pi( largo uso del cavallo in campo agricolo anche se il cavallo restava comun%ue un bene molto costoso. Venne introdotto il sistema di rota!ione triennale che riduceva la superficie improduttiva e rendeva le colture pi( varie fornendo anche il foraggio per il mantenimento del cavallo. l nuovo modello agricolo non si diffuse per* i tutta europa a causa delle diverse !one climatiche. 0i deline* %uindi un europa del nord che utili!!ava la rota!ione triennale e lGeuropa mediterranea che ultili!!ava %uella biennale e lGaratro leggero. &Gagricoltura medievale per* non consegu, mai risultati brillanti a causa della scarsit" di concime animale.

La ripresa del commercio e delle mani$atture. Nonostante la rurali!!a!ione della popola!ione non si era arrivati ad una interru!ione dei traffici poiche allGinterno delle curtes e nei villaggi non era stato possibile produrre tutto ci* che era necessario. &e popola!ioni pi( attive erano %uelle che si trovavano in punti di incontro tra aree economiche diverse, cG- da aggiungere che in %uesto periodo gli ebrei svolsero un ruolo di intermediari avendo un raggio dGa!ione intercontinentale. Gli scambi altomedievali comun%ue riguardarono solamente cose poco ingombranti e principalmente beni di lusso. &a situa!ione ini!i* a cambiare nel C secolo a causa dellGaumento dei mercanti di professione e allGampliarsi del fenomeno delle fiere. n %uesta fase restarono comun%ue distinte due principali aree commerciali# %uella del nord europa e %uella del mediterraneo. NellGarea nordica sono individuabili un settore atlantico ed un altro compreso tra il mar baltico e il mare del nord. Nel corso dei secoli C 'C crebbe il movimento allGinterno delle aree e si attu* anche il collegamento tra lGarea mediterranea e lGarea nordica. 5uesto successo fu determinato anche dalla pace mantenuta nei territori di governanti locali. NellGC secolo si andarono delineando nuove posi!ioni di for!a allGinterno del mondo della mercatura. vene!iani presero lGegemonia dei commerici garantendo anche il collegamento tra alessandria e costantinopoli. l collegamento con lGarea mediterranea venne perfe!ionandosi dalla seconda met" del C secolo con la crea!ione di nuove rotte marittime. &Gincremento della naviga!ione port* il mondo marittimo a progredire nellGarco di due'tre secoli. &a prima innova!ione fu la bussola, seguita dalle carte nautiche e dalla costru!ione di navi sempre pi( grandi e manovrabili. Nonostante i progressi nel campo della naviga!ione i trasporti avvenivano principalmente via terra e dato che per i mercanti era vantaggioso accorciare il percorso si venne creando una fitta rete viaria e nei punti pi( battuti vennero addirittura create delle strutture per il cambio dei cavalli. &e novit" del commercio dellGanno mille sono costituite dal fatto che non pi( gli articoli di lusso venivano importati e commerciati bensi %ualsiasi tipo di merce veniva trasportata. +ontrasti scoppiarono per i da!i sullGesporta!ione del grano e per lGegemonia della produ!ione del sale. Venivano importati ed esportati i materiali necessari al fun!ionamento dellGindustria tessile. 3na merce erano anche gli schiavi, venduti e comprati in tutta europa. .utti i prodotti in circolo avevano aree di produ!ione ben definite per rendere famosa la !ona che produceva una determinata merce. )rtefice dellGintegra!ione tra aree diverse per speciali!!a!ioen e produttivit" fu sen!Galtro il mercante. l mercante fu una figura molto importante in %uesto periodo, non si trattava infatti di un avventuriero nonostante lGattivit" commerciale continuasse a comportare parecchi rischi, anche se gli scambi in denaro erano largamente sostituiti dalle lettere di cambio che riducevamo di molto lGuso della moneta. /en presto vennero ridotti i rischi per la naviga!ione attraverso lGistitu!ione di convogli gestiti dallo stato. 0i vennero a formare anche societ" dette HcommendaI le %uali erano una sorta di societ" per a!ioni medievali che per* venivano costituite in previsione di un solo viaggio. 0uccessivamente si arriv* alle Hsocietas marisI che venivano costituite per un determinato periodo di tempo. 5ueste societ" col tempo ac%uisirono la fun!ione di vere e proprie banche. +on lo sviluppo dei commerci infatti fu necessario riformare il sistema monetario carolingio fatto di monete dGargento, Aederico nel 8?28 fece coniare lGaugustaleB le monete in oro risultarono necessarie per poter essere accettate in ambito interna!ionale dopo la decaden!a delle monete arabe e bi!antine. l commercio a livello locale e interna!ionale era basato oltre che sulle derrate alimentari anche sui prodotti dellGartigianato e dellGindustria tessile entrabi fortemente legati allGambiente urbano. l settore di punta dellGindustria medievale - rappresentato dallGindustria tessile e dallGindustria metallurgica, molto fiorente per la produ!ione di armi e attre!!i. 0uccessivamente si venne formando anche un settore nuovo rappresentato dalle cartiere, necessarie per la produ!ione della carta. Nel contempo si distinsero anche vari artigiani speciali!!ati. n genere lGunit" produttiva di base era rappresentata dalla bottega di solito a gestione famigliare a cui si affiancavano degli apprendisti o dei salariati. n %uesto contesto videro la nascita le corpora!ioni il cui obiettivo, era %uello di tutelare i propri membri e i loro interessi a tutti i livelli.

Lo sviluppo dei centri ur!ani e le origini della !org*esia. &e citt" furono a partire dall' C secolo una componente fondamentale della storia europea, anche se erano presenti in europa gia precedentemente erano ora rilegate ad una fun!ione marginale e di poco conto. &'urbani!!a!ione in europa non era avvenuta in maniera uniforme %uindi nelle aree marginali dell'eJ impero romano le citt" scomparvero del tutto e nelle aree interne persero di importan!a o vennero abbandonate. &a sopravviven!a di molti centri urbani dipese dalla presen!a del vescovo, che faceva mantenere al centro cittadino una certa importan!a. Nell'italia meridionale la situa!ione era assai diversaB le citt", pur risentendo della crisi demografica dei secoli precedenti erano inserite in un contesto commerciale pi( ampio ed erano %uindi popolate dai ceti artigiani e produttivi. 1iversa era invece la situa!ione nell'italia centro'settentrionale dove le citt" come vene!ia, pisa e genova erano proiettate verso il futuro al livello politico e socialeB diventeranno %ueste le poten!e marinare in italia pronte anche a delle rela!ioni commerciali con l'oriente. n %uesto contesto ebbero un ruolo importante i vescovi i %uali sempre pi( spesso assumevano poteri paragonabili a %uelli dei fun!ionari pubblici specialmente a partire dal C secolo. &a fun!ione temporale delle curie vescovili contribu, al ritorno della nobilt" nelle citt", che a sua volta contribu, al ritorno di una componente produttiva e vassalica. Nel corso dei secoli C K C le comunit" cittadine si resero conto del loro potere esautorando del tutto il vescovo. +omun%ue anche in %uesta fase rimase evidente che il ceto dirigente era formato dalla classe mercantile. &a rinascita urbana coinvolse anche la francia meridionale e la germania, in %ueste regioni pi( che altro si assistette alla fonda!ione di nuove citt". modi in cui %uesto avvenne furono fondamentalmente due# = un signore fondava un centro fortificato nei pressi di una !ona di mercato o un gruppo di mercanti creava un proprio insediamento nei pressi di un castello o di un'aba!ia. 5uesti nuovi insediamenti presero il nome di borghi. &e citt" del nord della germania all'ini!io del trecento fondarono una lega mercantile denominata &ega )nseatica. l reticolato urbano si presentava sempre pi( largo mano a mano che ci si spostava verso est. n inghilterra la domina!ione romana non aveva lasciato insendiamenti di tipo urbano per cui si dovette aspettare il C secolo per assistere ad opere di urbani!!a!ione. &e citt" intorno al trecento erano rappresentate da vari casi in cui raggiungevano una popola!ione di 800.000 abitanti, poi venivano le grandi citt" che si aggiravano intorno ad una popola!ione di 70.000 unit"B pi( numerose erano le citt" medie tra 87 e 20mila abitanti. 3na crescita cosi massiccia delle citt" non - imputabile solo all'aumento della popola!ione ma anche alla massiccia ondata migratoria proveniente dalle campagne. .ale ondata era provocata dalle nuove opportunit" che le citt" offrivano. &a popola!ione urbana assunse un nuovo status giuridico in %uanto non era soggetta ai vari signori feudali delle campagne, era anche diverso il tipo di lavoro che i cittadini svolgevano rispetto al lavoro di campagna. 0i veniva delineando una societ" pi( ricca ed articolata nella %uale le persone che si occupavano del lavoro della terra e della preghiera erano la maggior parte della popola!ione ma nella %uale coloro che erano impiegati nel credito e nel commercio venivano ad occupare un ruolo di crescente importan!a. $rese cos, vita la societ" tripartita, che durer" fino alla rivolutione francese. 4ra composta da oratores (ecclesiastici) bellatores (combattenti) laboratores (rustici). &e citt" manifestarono una tenden!a automonistica tra il C e il C secolo, in alcuni casi fu totale mentre in altri l'autonomia fu solo amministrativa e non politica. Nella francia del nord si assistette alla nascita dei comuni per ini!iativa dei cittadini sotto la guida di personaggi eminenti. cittadini prestavano giuramento di pace per mantenere la concordia nella citt" e per limitare gli arbitri dei signori, poi si avviavano trattative con i signori per avere la concessione di una carta di comunee nel caso in cui le trattative non fossero andate a buon fine non si faceva di solito attendere molto una rivolta armata. l signore in alcuni casi concedeva la carta di comune a patto che la citt" mantenesse dei fun!ionari a lui fedeli.

"l rinnovamento della vita religiosa e la ri$orma della c*iesa. ) seguito della crisi delle istitu!ioni politiche e religiose l'ordinamento ecclesiastico si era trovato privo del potere politico e non riusciva a fermare le ingeren!e dei laici all'interno delle nomine pontifice e cardinali!ie, non riusciva inoltre a sopperire al livello culturale dei monaci e chierici che continuavano a sottrarre i beni della chiesa per trasmetterli ai propri vassalli od alle proprie famiglie. Gli aspetti della crisi del C secolo erano collegati tra loro in %uanto i metodi clientelari con i %uali venivano reclutati davano origine alla corru!ione e all'ignoran!a. 4ra molto comune specie nell'italia meridionale che i chierici vivessero in concubinato e che indirettamente trasmettessero ai loro figli illegittimi delle propriet" ecclesiastiche. l fatto che agli uomini di chiesa venisse concessa un'importan!a elevata comportava che le loro manchevole!!e venissero percepite come pi( graviB ma il fatto che la chiesa disponesse di un vario arsenale culturale diede il via ad un massiccio movimento riformatore. primi segni di cambiamento si ebbero nei monasteri, nei %uali era sempre stato attivo un movimento di riflessione teologico che port* gia nel C secolo alla sperimenta!ione di nuove forme di vita monastica. &'esperien!a pi( fruttuosa fu %uella del monastero di +lunD in cui l'abate coordinava un certo numero di monasteri nella !ona ed era soggetto direttamente all'autorit" papale sen!a passare dal vescovo, garantendo %uindi all'abate una certa autonomiaB vennero aboliti i lavori manuali per lasciare pi( spa!io ai monaci per la preghiera e le fun!ioni liturgiche. 3n costume caratteristico della prima et" cristiana torn* in voga nel C secolo e nel mille, l'eremitismo, %uesto fenomeno diede vita alla fonda!ione addirittura di ordini monastici basati sull'eremitismo, come i certosini. )lcuni di %uesti ordini poi si evolveranno negli ordini mendicanti. 3n'altra componente della riforma fu il ripristino delle comunit" canonicali, dimenticate dopo &udovico l $io, nel C'C secolo ci fu un cambio di tenden!a, tra l'altro la promo!ione della vita comune del clero era prova dell'adesione del vescovo al movimento riformatore. 1all'C secolo si pot- parlare di un vero e proprio movimento canonicale. &e comunit" canonicali o canoniche regolari non sono da confondere con le comunit" monastiche in %uanto i monaci non erano chierici. $renderanno abitualmente i voti dal C secolo. l clero simoniaco e concubinario era sempre pi( criticato sia dai laici sia da alcuni predicatori itineranti che predicavano di rifiutare i sacramenti da loro amministrati. 5uesti contestatori furono detti paratini ed andarono incontro alla scomunica. costumi corrotti vennero criticati anche dai movimenti popolari. $er riformare totalmente la chiesa era necessario che il movimento di riforma avese un coordinatore, %uesto ruolo venne preso in un primo tempo dal potere politico, prima di passare nelle mani del papato. mperatori come 4nrico cercarono di ridurre il potere dei vescovi corrotti per poi volgere l'atten!ione nel 804< alla chiesa di roma che a causa del contrasto tra famiglie romane aveva in se ben tre papi, 4nrico li depose tutti e fece eleggere il suo candidato che prese il nome di +lemente . l nuovo papa dichiar* decaduti gli ecclesiastici colpevoli di simonia. Nello stesso tempo tra gli intellettuali riformatori si svilupp* il pensiero che per riformare completamente i costumi della chiesa era necessario interrompere le ingeren!e dei laici negli affari della chiesa. l nuovo papa &eone C riunendo intorno a se i maggiori esponenti del mondo riformatore proclam* pi( volte una condanna per la simonia. 3na battuta d'arresto alla sua attivit" riformatrice fu causata dallo scontro con i normanni. l pontefice nel 8072 mosse contro di loro guidando personalmente l'esercito, venne sconfitto e fu trattenuto come prigioniero per %uasi un anno. 1opo la stipula di un'intesa con i normanni il papato riconobbe le loro con%uiste in cambio di un appoggio politico e militare. l potere pontificio comun%ue si andava via via separando dal potere imperiale e alla morte di 4nrico nel 807< si verificarono diverse defe!ioni dei vescovi che non volevano adeguarsi alle nuove regole. l gruppo riformatore alla morte di 4nrico si trovava con due posi!ioni prevalenti al suo interno# il primo era pi( rigoroso e richiedeva una condanna pi( radicale della simonia compreso l'annullamento di tutti gli atti effettuati dai simoniaci mentre l'altra, sosteneva che una solu!ione cos, rigorosa fosse impossibile da attuare per motivi sia politici sia pratici. &a seconda tesi sosteneva infatti che la chiesa non doveva separarsi dall'impero ma dovevano essere ridefiniti i rispettivi ruoli. ntanto il papato approfittando della minore et" di 4nrico V attu* nuove riforme di carattere amministrativo e organi!!ativo. l pontefice Niccol* nomin* il pi( forte capo normanno

vassallo della chiesa di roma, convoc* poi un concilio in laterano nel %uale modific* il sistema di ele!ione papale, fu rinnovato l'obbligo del celibato per il clero e fu proibito al clero di ricevere chiese dai laici, anche a titolo gratuito. Nei due successivi concili vennero stabiliti dei provvedimenti definitivi nei confronti dei vescovi simoniaci, i vescovi vennero dichiarati decaduti ma le ordina!ioni da loro fatte vennero ritenute valide. n futuro anche %uesti atti saranno annullati. 4nrico V nel 80<< uscito dalla giovine!!a si accorse subito che con le nuove riforme stava venendo escluso dal controllo delle sedi vescovili ma nel primo periodo del suo regno fu impegnato a sedare una rivolta in sassonia. Nel fattempo saliva al trono pontificio Gregorio V grande punta dello schieramento riformatore. Gregorio rivendic* il primato di roma sul governo della santa romana chiesa. Ne scatur, una spaccatura che fini col rimescolare le for!e. 1alla parte dell'imperatore vennero a trovarsi non solo i vescovi contrari alla riforma ma anche gli ecclesiastici contrari alla conce!ione gregoriana del primato papale. ) versare ben!ina sul fuoco contribui il testo papale (dictatus papae) nel %uale il pontefice si impossessava del diritto di estendere la propria giurisdi!ione temporale attribuendosi la facolt" di deporre oltre che i vescovi anche l'imperatore. $rendeva cosi corpo l'idea di una monarchia incentrata sul pontefice al %uale avrebbero dovuto far capo tutti i poteri, spirituali e temporali. 4nrico V era deciso a non accettare una conce!ione del genere per %uesto scatur, un lungo conflitto chiamato lotta per le investiture. 0i mosse per primo il pontefice il %uale attraverso il concilio eman* un decreto nel %uale vieteva ai laici di concedere l'investitura di vescovadi e aba!ie. 4nrico V a sua volta convoc* un'assemblea di nobili ed ecclesiasti a lui fedeli che deposero e scomunicarono il pontefice. l papa a sua volta depose e scomunic* l'imperatore sciogliendo i fedeli dal giuramento di fedelt". &'imperatore che aveva appena domato un'insurre!ione da parte dell'aristocra!ia tedesca si rese subito conto di %uanto fosse pericolosa la situa!ione. nobili rivoltosi gli imposero di sottometersi al giudi!io del papa il %uale si diresse verso +anossa in attesa della scorta promessa dai principi ribelli tedeschi. 5ui venne raggiunto da 4nrico V che attese tre giorni e tre notti chiedendo perdono al pontefice che ottenne nel 8077. &'imperatore pot- cosi riprendere l'ini!iativa ma i nobili tedeschi non desistettero e nello stesso anno convocarono una nuova assemblea dove elessero re >odolfo di 0vevia che per* non riusc, ad imporsi. 4nrico dopo aver sbaragliato gli oppositori si volse contro il papa che nel 80;0 gli rinnov* la scomunica. 4nrico %uindi convoc* due concili# nel primo fece deporre il papa e nel secondo fece eleggere pontefice Giberto di ravenna. 0i diresse poi verso roma dove giunse nel 80;8 mettendo la citt" sotto assedio. >oma cadde nel 80;4 e Giberto venne consacrato papa col nome di +lemente , dopo essere stato consacrato incoron* imperatore 4nrico V. Nel 80;; sal, al soglio pontificio 3rbano che a differen!a di Gregorio V si concentr* sulla costitu!ione di canoniche regolari pi( che di monasteri, andando cosi ad assumere un orientamento episcopalista. 5uesto orientamento diede i suoi frutti, infatti molti vescovi fedeli all'antipapa +lemente lo abbandonarono. Negli anni successivi il papa cerc* di chiamare a raccolta tutte le for!e possibili, 3rbano ac%uisto %uindi l'ini!iativa isolando in maniera sempre pi( grave sia +lemente che 4nrico V. l successore di 3rbano, $as%uale segu, una politica rigorista cercando ad un certo punto, col consenso del nuovo imperatore 4nrico V di far rinunciare la chiesa ai suoi beni terreni, nel 8888 venne raggiunto un accordo in tal senso ma nel giro di pochi giorni a causa delle forti opposi!ioni da ambo le parti un conclio sconfess* il papa che ormai in balia dell'imperatore fu costretto ad incoronarlo e a concedergli la facolt" di consacrare i vescovi. &'anno successivo un nuovo concilio annull* la concessione e nel 888< scomunic* l'imperatore. Venne partorito perci* un concordato nato su una conce!ione che da tempo veniva discussa, ovvero che i vescovi fossero nominati dal papa ma che l'imperatore avesse dovuto investire i vescovi delle varie autorit" politiche. $er cui venne stipulato nel 88?? tra l'imperatore 4nrico V e il pontefice +allisto il concordato di Lorms. l concordato venne ratificato l'anno successivo dal primo concilio ecumenico tenutosi in occidente, il concilio del &aterano, nel %uale venne formali!!ato il primato di roma all'interno della cristianit". Venne anche ribadita l'esclusione dei laici da ogni ingeren!a nei confronti del clero. Nel 882: il concilio riserv* capitoli specifici per l'ele!ione dei vescovi. .utto %uesto port* ad un poten!iamento dell'apparato burocratico dell'amministra!ione vaticana, ini!iarono a fluire rendite sia dai patrimoni fondiari che dalle tasse pagate dagli stati vassalli, oltre

che le rendite ottenute tramite l'obolo di san pietro, ovvero pagate da %uei sovrani che avevano ottenuto la corona dal pontefice. &a lega!ione divenne un'importante strumento di governo nello stato pontificio, i legati ini!ialmente inviati temporaneamente presso un sovrano per un motivo particolare in seguito sostituiti od affiancati con legati permanenti, il cui potere venne sempre pi( ampliato fino a che i legati divennero veri e propri rappresentanti del papa a tutti gli effetti. /en presto la santa sede riusc, a diventare il punto di riferimento per tutta la politica europaea che portarono via via il papato alla ierocra!ia.

%inascita culturale e nuove esperienze religiose. &a crisi della dinastia carolingia che comun%ue aveva contribuito ad una rinascita culturale attuata per elevare la cultura del clero, spost* il centro culturale dalla corte ai monasteriB la germania tent* di continuare la tradi!ione ma nell'C secolo i monasteri si erano aperti all'influen!a francese. n italia meridionale il collegamento col mondo greco e con %uello bi!antino'arabo portava una vivace attivit" culturale. n italia settentrionale nello stesso periodo era in atto una rinascita del diritto romano attraverso lo studio del corpus iuris civilis di Giustiniano. &a francia fu l'unica na!ionae in cui la ripresa culturale riguard* tutti i settori. l fenomeno di rinascita culturale venne accelerandosi nel C secolo, fino all' C secolo infatti solo i grandi monasteri avevano svolto un ruolo culturale di rilievo. ) met" del C secolo erano in piena fioritura i nuovi ordini religiosi che per* contribuirono solo in parte al progresso culturale in %uanto il loro obiettivo era l'ascesi spirituale. 3n ruolo decisamente pi( importante spett* alle cattedrali che erano pienamente inserite nelle citt" allora in piena crescita. &e scuole nelle cattedrali erano gestite dai vescovi che conferivano ai maestri la licen!a per insegnare ma non rilasciavano alcun titolo riconosciuto. Nel C secolo si assist- alla nascita delle universit" che all'ini!io si configurarono come una sorta di corpora!ione di studenti e professori. &e universit" produssero programmi di studio, decisero i compensi da riservare ai professori e le modalita per il sostegno degli esami ed il conseguimento della laurea. &e facolt" erano %uattro# arti, diritto, medicina e teologia. &a facolt" di teologia per* non era presente ovun%ue in %uanto i vari papi cercarono di riservare il monopolio all'ateneo di parigi. &a nascita delle universit" modific* radicalmente le condi!ioni di produ!ione dei libri, fino ad allora infatti erano visti come beni di lusso. l problema venne risolto dalle universit" che attraverso una commissione approvava i testi che venivano forniti agli editori i %uali si impegnavano a venderli a pre!!i accessibili. &a lingua della cultura era sempre stata il latino che per* la popola!ione media non era pi( in grado di comprendere. .ra i secoli C e C si asisst- alla diffusione di opere scritte in lingua volgare nata dall'evolu!ione del latino con le varie parlate locali. Grande prestigio in %uesto periodo lo ac%uistarono i notai che a causa del loro mestiere erano costretti a produrre atti in entrambe le lingue. )ltri protagonisti della vita cittadina erano i mercanti che avevano una mentalit" decisamente ra!ionale. +on l'apertura a tutti delle scuole inoltre vi fu l'aumento delle persone alfabeti!!ate e l'immissione sul mercato di una nuova tipologia di opere dal costo assai basso. Nel C secolo si pot- assistere ad una laici!!a!ione della cultura %uando anche i laici erano diventati fruitori di ospedali e confraternite. 0i trattava di un fenomeno di massa, in %uesto periodo infatti vi fu il proliferare di parecchie eresie. $er controllare %uesta stragrande forma!ione di ordini religiosi la chiesa tent* di imporre loro la completa sottomissione ai vescovi. Grande clamore ebbe l'ordine francescano che predicava uno stile di vita completamente nuovo molto differente rispetto a %uello della chiesa dell'epoca. &a chiesa comun%ue cerc* di porre un freno agli ordini mendicanti in %uanto i francescani si erano diffusi ovun%ue in modo capillare.

%apporti $eudali e processi di ricomposizione politico#territoriale. L'impero e l'italia dei comuni. l ritrovato dinamismo e fioritura culturale port* ben presto ad una crescita demografica per la %uale era necessario una grande opera di dissodamento. $er reali!!arlo era necessario superare il problema del particolarismo politico e del continuo stato di guerra. 3na prima risposta venne dato dalla fonda!ione del movimento della pace di dio per il %uale i vescovi organi!!arono grandi assemblee nelle %uali predicavano la prote!ione delle categorie piu sensibili puntando il dito contro i violatori della pace che di solito erano signori feudali proprietari di castelli. /en presto oltre a proteggere dalla guerra determinate categorie di persone ed i beni della chiesa si arriv* a garantire una maggiore sicure!!a proibendo %ualsiasi attivit" bellica la domenica e durante le feste religiose. &'intervento della chiesa per disciplinare il ceto dei cavalieri ovvero la figura del combattente per l'ideale cristiano al servi!io della chiesa, avvenne in un contesto di divisione sociale tra oratores, bellatores e laboratores che raccoglieva diverse for!ature. $er* effettivamente coloro che combattevano a cavallo si distiguevano nettamente da coloro che erano disarmati (inermes), infatti i cavalieri stavano prendendo coscien!a della propria particolare condi!ione sociale e giuridica. nfatti i suoi membri godevano di vari privilegi# erano esenti dal pagamento delle tasse per le terre possedute, erano sottratti alla giusti!ia dei signori e potevano tramandare ereditariamente la loro condi!ione. )lla coesione di %uesto ceto contribuirono i nuovi modelli di comportamento elaborati dagli ecclesiastici francesi i %uali trasformarono l'investitura in un rituale a carattere religioso. Nel corso del C secolo il codice cavalleresco venne arricchito da giovani cavalieri che predicavano una vita avventurosa e la ricerca di un generoso signore e di una causa da servire. cavalieri per* erano sempre pronti ad affrontare %ualsiasi impresa guerresca, per %uesto si cerc* di indiri!!are la loro violen!a al di fuori della cristianit". vescovi comun%ue ancora una volta sopperirono alla caren!a di elementi politici che non erano in grado di mantenere l'ordine nella societ". Nell'C secolo i rapporti feudo'vassallatici mutarono perdendo la loro connota!ione militare, trasformandosi in strumenti di governo e di coordina!ione politica per il controllo di aree pi( vaste. )ll'origine di %uesta trasforma!ione c'erano oltre al ritrovato dinamismo della societ" anche il riconoscimento dell'ereditariet" del feudo e la nascita del diritto feudale. Au proprio il diritto feudale a creare il sistema feudale all'interno dello stato. l feudo era diventato un bene che una volta posseduto non poteva pi( essere sottratto a meno che il feudatario non fosse stato riconosciuto colpevole di tradimento da un tribunale di suoi pari. l feudo veniva cos, assimilato all'allodio ovvero al bene di piena propriet" tanto pi( che i rapporti con i signori nel corso del tempo si erano allentati. ) causa della riscoperta del diritto romano e del diritto canonico i giuristi arrivarono ad individuare lo stato come fonte del diritto rendendo %uindi illegale ogni forma di potere priva della legittima!ione reale. 1ato che la situa!ione feudale era estremamente frammentata si ricorse all'espediente di donare al sovrano le proprie terre per riceverle nuovamente in feudo legittimando in tal modo il potere del vassallo che parte sua riceveva ben poco danno. )ddirittura in lombardia si trovavano dei feudatari esentati dal servi!io militare, il feudo %uindi via via aveva perso anche il suo originario uso di clientela militare diventando di fatto uno strumento usato da un sovrano per affermare la propria autorit" su nuovi territori e per consolidare il suo potere. Nel C secolo %uindi i giuristi delinearono una mappa che dal vertice distribuiva poteri verso il basso fino ad arrivare ai ceti rurali. l processo fu comun%ue assai lento e differente a seconda dei paesi. n italia le comunit" cittadine non erano formate solo da mercanti e artigiani ma anche dalla piccola e media nobilt" che non di rado possedeva diritti giurisdi!ionali sui villaggi e le terre della campagna circostante. n citt" comun%ue le fun!ioni pubbliche non erano amministrate tutte dal vescovo ma erano ripartite tra diversi organismi politici# conte, vescovo, eventuali cattedrali o monasteri e la comunit" cittadina che era sempre in grado di far sentire la propria voce. 3n %uadro sociale cos, frammentato consent, comun%ue lo sviluppo libero di for!e sociali diverse ma non fu adeguato per disciplinare i contrasti che inevitabilmente sorgevano. )ll'incremento naturale della popola!ione poi si aggiungeva l'immigra!ione dei contadini e degli esponenti della nobilt" che si trasferivano in citt" per incrementare il loro prestigio e la loro ricche!!a. &a lotta per le investiture fu il momento propri!io per lo sviluppo delle autonomie cittadine in %uanto sia il papa che l'imperatore erano alla

ricerca di nuovi consensi da parte delle autorit" locali in favore delle %uali largheggiavano con i privilegi. ) milano per esempio venne istituita nel 80:7 una nuova magistratura detta collegiale che nel 8820 contava ben ventitre membri di cui 8; erano componenti dell'aristocra!ia feudale ed a vario titolo legati al vescovo, %uesto dimostra che gli esponenti dell'aristocra!ia erano comun%ue il nucleo forte della realt" comunale. comuni consolari si svilupparono in diversi modi nelle varie citt" italiane ma comun%ue nel periodo 80;0'88?0. &'ini!iativa era sempre nelle mani del ceto aristocratico tranne in alcuni casi in cui partecip* anche il ceto mercantile. &e famiglie consolari infatti all'ini!io non erano chiuse, comme avverr" nel C e C secolo %uando ci fu una grossa lievita!ione del ceto dei mercanti. Gli organi di governo erano l'assemblea generale dei cittadini e il collegio dei consoli a cui spettava il potere esecutivo. consoli restavano in carica per brevi periodi per evitare il proliferare di regimi personali. &'affermarsi del comune, che era si un'entit" politica nuova non avvenne in maniera rivolu!ionaria in %uanto i notabili gia da tempo svolgevano fun!ioni di governo per conto del vescovo. $er proiettare la propria influen!a verso le campagne, estendendo il controllo, il comune super* la barriera del particolarismo politico tipico dell'alto medioevo, comun%ue, la politica di sottomissione del contado si ebbe su finire del C secolo. Aacendo un passo indietro tornando a parlare di 4nrico V c'- da dire che anche lui non era riuscito ad assicurare alla sua dinastia la successione al trono di Germania. )lla sua morte i principi di germania ignorarono la sua decisione di eleggere sovrano un membro della casa degli Mohenstaufen ed elessero &otario di 0upplinburgo, alla morte di %uesti poi, invece di far salire al trono il genero elessero +orrado . 0i vennero cos, a creare due schieramenti all'interno della nobilt" tedesca, i ghibellini e i guelfi. &a situa!ione di e%uilibrio creatasi tra di loro fin, con l'indebolire ulteriormente il potere imperiale, gia uscito fortemente indebolito dallo scontro con il papato. &a situa!ione ini!i* a sbloccarsi nel 887? %uando i principi elessero sovrano il duca di 0vevia, Aederico, che mostr* subito di voler ridare al potere imperiale energia, indisse per l'anno seguente un'assemblea a +ostan!a alla %uale parteciparono anche i legati del pontefice )nastasio V. n %uesta occasione Aederico mostr* la volont" di far collaborare alla pari il potere politico col potere spirituale ribadendo il suo diritto di ele!ione in materia di vescovi. Nello stesso tempo assicur* di volere garantire la poten!a ed il prestigio della chiesa di roma ricevendo la promessa di venire incoronato dal pontefice in persona imperatore di roma. ) +ostan!a l'imperatore fu sommerso dalle richieste di citt" lombarde a causa della minaccia dell'espansionismo dei milanesi. &'imperatore fu %uindi costretto a volgere subito lo sguardo all'italia dove trov* una situa!ione decisamente diversa da %uella tedesca a causa dello sviluppo delle autonomia comunali che si arrogavano poteri di competen!a del sovrano, anche al di fuori del territorio urbano muovendo guerra anche ad altri sudditi dell'impero. l programma di Aederico era articolato sui seguenti punti# 3tili!!a!ione dei legami feudali sia in germania che in italia per disciplinare e coordinare tutti i poteri signorili saldo governo delle terre direttamente dipendenti dalla corona rinnovato controllo sulla chiesa tedesca recupero degli Nuria regalia (diritti della corona) Nel 8874 Aederico era gi" in lombardia dove indisse un'assemblea alla %uale si presentarono gli ambasciatori di milano sperando di comprare con una grossa somma di denaro i loro diritti regi (la citt" li esercitava da tempo) e la signoria su como e lodi. Aederico rifiut* l'offerta mettendo la citt" al bando privandola di tutti i diritti. Non sentendosi in grado di imporre la propria volont" con la for!a si limit* a distruggere tortona nel 8877 dirigendosi poi verso roma. 5ui prima di cingere la corona imperiale abbatt- il regime comunale che contestava il potere temporale dei papi tornando in germania nello stesso anno. Nel 887; scese nuovamente in italia alla testa di un grande esercito, %uindi convoc* una seconda assemblea alla %uale invit* %uattro famosi giuristi con il compito di indicare con precisione all'imperatore %uali fossero i diritti regi. 0tilarono una lista molto lunga che fu inserita nella costitu!ione sulle regalie, c'- da dire che gran parte dei diritti che erano riservati all'imperatore i comuni li esercitavano gi" da diverso tempo. &'imperatore si occup* anche dei distretti pubblici dove rivendic* la dipenden!a dal potere regio e ne proib, la divisione, per %uanto

riguardava i beni allodiali nei %uali era concesso l'eserci!io delle signorie locali si stabil, che i proprietari potevano continuare a detenerli a patto di ottenere il bene placido dell'imperatore instaurando con lui un rapporto di tipo feudale. Aederico invi* ovun%ue messi imperiali per ris%uotere omaggi dalle citt" e dai signori locali, %uesto movimento per la restaura!ione del potere imperiale port* alla forma!ione di un vasto movimento di opposi!ione di cui facevano parte oltre che numerosi comuni anche il papa )lessandro . &a rea!ione imperiale fu durissima in %uanto il papa fu costretto a fuggire in francia e gli fu contrapposto l'antipapa Vittore V. 6ilano fu assediata e rasa al suolo nel 88<?. Nel 88<4 si assist- alla forma!ione della &ega Veronese e poco dopo a %uella +remonese fino ad arrivare nel 88<7 alla forma!ione della &ega &ombarda alla %uale si colleg* )lessandro , la citt" di )lessandria fu chiamata cos, in suo onore. Aederico /arbarossa concentr* i propri sfor!i per con%uistare )lessandria ma dovendo far fronte ai problemi interni sorti in germania dovette abbandonare l'assedio per* fu raggiunto nel 887<, durante il viaggio di ritorno a &egnano dagli eserciti della &ega che lo sconfissero. +onscio dei progressi militari assai scarsi decise di puntare ad una solu!ione diplomatica giungendo ad un accordo con il papa secondo cui avrebbe abbandonato l'antipapa e restituito alla chiesa di roma i territori e le regalie di cui si era impadronito, )lessandro si impegn* a sua volta a fare da mediatore con i comuni italiani con i %uali per* si giunse solo ad una tregua di sei anni. Nel 88;2 a +ostan!a fu possibile giungere ad un trattato di pace che in sostan!a era un compromesso. 0e da un lato si salvaguardava il principio secondo cui tutti i poteri pubblici derivavano dall'imperatore, dall'altro garantiva ai comuni le regalie di cui godevano da tempo e il diritto di costruire forte!!e ed associarsi in leghe. comuni si impegnarono a versare una tantum un'indennit" pi( un tributo annuo, a corrispondere all'imperatore il fodro e a consentire il ricorso al tribunale imperiale contro le senten!e emanate da giudici cittadini. consoli eletti dal popolo dovevano ricevere ogni cin%ue anni una formale investitura da parte dell'imperatore. &e concessioni fatte a +ostan!a che erano destinate solo ai comuni della &ega &ombarda furono ben presto ac%uisite da tutti i comuni, che vennero cos, inseriti nell'impero come organismi politico'amministrativi pienamente legittimi. comuni ne approfittarono durante la lunga crisi dell'autorit" imperiale a seguito della morte del /arbarossa e del figlio 4nrico V per consolidare le loro istitu!ioni ed avviare una sottomissione del contado (88:7). il vescovo fu estromesso da %ualsiasi potere politico, le citt" furono dotate di edifici pubblici, di solito costruiti lontano dalla cattedrale, e di uno statuto. $er la sottomissione del contado si resero necessari diverso strumenti, i dententori di forte!!e dovettero riconoscersi vassalli del comune e risiedere un periodo dell'anno in citt" mentre con i signori pi( potenti il comune stipulava patti di allean!a sotto forma di ingaggi militari del signore stesso. 3n altro strumento fu la fonda!ione dei borghi franchi ovvero insediamenti fortificati i cui abitanti godevano di particolari facilita!ioni fiscali ed aiuti di vario genere. &a novit" pi( significativa di %uesta nuova fase fu la sostitu!ione del governo consolare con un governo del podest". &a volont" della nobilt" di restare un gruppo chiuso ini!i* a produrre successivamente un contrasto tra la nobilt" stessa ed il popolo. $er rendere superiore a %ueste due categorie il governo della citt" venne appunto designato il podest". 6olto presto tra le due categorie riesplose la violen!a specie dalla parte della nobilt" che aveva ini!iato a riunirsi in clan pronti a prendere le armi alla prima occasione, i clan a loro volta si univano in confedera!ioni dette 90ocietates 6ilitum9 che a volte formavano nei gruppi contrapposti di guelfi e ghibellini. guelfi davano il loro sostegno al partito filopapale, mentre i ghibellini erano sostenitori di un pi( saldo legame col potere imperiale. 1alla parte del popolo la situa!ione non era meno complicata visto che era tenuto insieme unicamente dalla necessit" della lotta contro la nobilt" e bastava che la tensione calasse perche esplodessero subito lotte intestine in %uanto il ceto era molto eterogeneo. +omun%ue tutte %ueste categorie diedero vita ad un'associa!ione chiamata 0ocietas $opuli. &a situa!ione era %uindi una divisione della giurisdi!ione e la forma!ione di diversi centri di potere. l complicarsi della vita politica port* poi al fenomeno del fuoriuscitismo ovvero l'espulsione dalla citt" della parte perdente che non di rado formava un comune legandosi a comuni rivali della citt" d'origine con la cui collabora!ione a volte riuscivano a tornare al potere. Nei comuni dove prese il sopravvento il popolo si form* una sorta di sistema bicamerale in %uanto il popolo non sciolse la societas populi. l potere militare del podest" venne affidato alla figura del

capitano del popolo. governi popolari per* non tutelando le classi inferiori, le spinsero all'allean!a con la nobilt"B ebbero inoltre atteggiamenti punitivi verso la vecchia classe dirigente del cui apporto avevano %uasi sempre bisogno. 4spressione della politica antinobiliare del fine duecento furono le leggi antimagnati!ie nelle %uali si vietava ai grandi esponenti dell'antica aristocra!ia di accedere alle cariche pi( importanti. Nonostante tutto i governi popolari furono %uelli che consentirono la maggiore partecipa!ione e democra!ia nella vita politica del medioevo. &'affrancamento dei servi della gleba che in passato veniva visto come un grande segno di evolu!ione sociale fu solo un'abile manovra fiscale in %uanto i servi essendo considerati proriet" dei loro signori non pagavano alcuna imposta. ) %uesto c'- da aggiungere la crescente pressione fiscale che il comune attuava nei confronti del contado affiancata dallo sfruttamento della classe borghese.

La di$$usione dei rapporti $eudali. L'"ng*ilterra+ il mediterraneo e le crociate. rapporti feudo'vassallatici ebbero la loro massima diffusione nei secoli C 'C gra!ie ai cavalieri normanni che avevano esportato il sistema feudale in luoghi dove non era stato applicato precedentemente. normanni poterono mantenere il territorio in maniera pi( salda rispetto ai franchi in %uanto al sistema feudale avevano aggiunto la tradi!ione militare vichinga e la loro fedelt". &'espansione territoriale normanna comun%ue non si concentr* sull'inghilterra invece che sulla francia. vichinghi gia nel C secolo avevano compiuto delle incursioni in inghilterra sen!a riuscire a stabilira all'interno delle forme di domina!ione. Nei primi decenni dopo l'anno mille +anuto cre* un vasto impero comprendente l'inghilterra che per* si dissolse nel 8027. 0olo con l'ascesa di Lilliam il con%uistatore che sbarc* con un massiccio numero di cavalieri, importando cosi i costumi franchi in inghilterra venne alla luce un regno unitario. nuovi dominatori cercarono di rendere ben accetta alla popola!ione la nuova classe dirigente, infatti lasciarono intatta la divisione del regno in contee affidate ad amministratori capaci detti sceriffi. cavalieri normanni vennero ricompensati con feudi e successivamente sottomessi al sovrano con obblighi ben definiti ai %uali era possibile sottrarsi attraverso il pagamento di un'imposta sostitutiva. Venne istituita la camera dello scacchiere in cui due volte l'anno si riunivano gli sceriffi con %uanto avevano raccolto. Lilliam fece anche redigere il domesdaD booF ovvero il catasto del regno. &a monarchia inglese crebbe verso la fine del C secolo %uando sal, al trono 4nrico , con lui i domini della corona in francia si ampliarono a dismisura. 4nrico oper* una costante pressione sulla monarchia francese. .ent* anche di sottomettere la chiesa al suo controllo emanando nel 88<4'88<< le costitu!ioni di +larendon, ma l'arcivescovo di +anterburD fece naufragare il progetto. 6entre Lilliam portava a termine la con%uista dell'inghilterra un gruppo di cavalieri normanni erano impegnati da %ualche decennio nella con%uista e nel consolidamento dell'italia meridionale. normanni al loro arrivo in italia si misero al servi!io dei signori dei diversi ducati approfittando del particolarismo politico che allora imperversava. 1urante la loro permanen!a in italia vari capi normanni emersero ma %uello che fu l'artefice delle loro pi( grandi fortune fu >oberto il Giuscardo che dopo la sconfitta del pontefice &eone C nel 8072, ottenne perfe!ionando l'intesa tra chiesa e normanni e dopo aver giurato fedelt" al nuovo pontefice, il titolo di 1uca di puglia. Giuscardo forte dell'investitura papale parti alla con%uista della sicilia mussulmana che una volta con%uistata cedette al fratello minore. 1opo aver sottomesso tutto il me!!ogiorno si lanci* alla con%uista di costantinopoli che per* fall, a causa di una rivolta di baroni pugliesi. )lla morte del Giuscardo, >uggero , si impose come padrone della sicilia pur scontrandosi con il papa =norio . Nel 8820 ottenne dall'antipapa )nacleto la corona di re di sicilia. l regno di sicilia venne organi!!ato con un efficente apparato amministrativo, ereditato dalla precedente amministra!ione araba. sovrani normanni erano anche al vertice di una piramide feudale, in %uesta piramide erano inseriti a livelli diversi i dicendenti dei vari con%uistatori normanni. l regno di sicilia fu %uindi l'espressione di stato feudale. normanni dell'italia meridionale furono protagonisti di uno degli eventi pi( significativi del medioevo# le crociate. &'origine di %uesto fenomeno si pu* richiamare al discorso di 3rbano che esortava coloro che erano stati coinvolti nelle lotte fratricide durante la lotta per le investiture ad espiare i loro peccati con un pellegrinaggio in terra santa. Nella seconda met" dell' C secolo l'europa era pervasa oltre che da una grande crescita, anche da sentimenti di ottimismo e di in%uietudine religiosa. 0i moltiplicarono i pellegrinaggi e le mete stesse dei pellegrinaggi non erano pi( %uelle tradi!ionali. Gli arabi del resto avevano sempre garantito ai cristiani libert" religiosa ed autonomie che i mussulmani in europa non sognavano nemmeno. &a componente religiosa era molto importante in %uanto i cavalieri che si diressero verso la terra santa erano spinti da un grande sentimento religioso oltre che dallo spirito di avventura. Nel 80:< a seguito della cosi detta crociata dei poveri, papa 3rbano , per far cessare il fanatismo e le parten!e indiscriminate si appell* alla cristianit" per la con%uista della terra santa. ) %uesto appello rispose il fior fiore della feudalit", specialmente francese. vari contingenti si concentrarono a costantinopoli, dove l'imperatore )lessio +omneno giudicando pericolosa la concentra!ione di tale for!a militare intorno alla citt" forn, loro viveri ed armi in cambio della promessa di restitu!ione delle terre appartenute all'impero

bi!antino ed il riconoscimento di un'eventuale superiore autorit" nata dalla vittoria dei franchi. &'esercito si mosse nel 80:7 tra varie difficolt" anche di natura interna, nonostante tutto nel 80:: si giunse alla con%uista di Gerusalemme cui segu, il massacro della popola!ione ebraica e mussulmana. &a presa di gerusalemme fu una vittoria tattica inaudita dato che le truppe crociate si assottigliarono ad ogni presa di centri importanti anche perche i capi dei contigenti, desiderosi di ritagliarsi un dominio personale si fermavano lasciando agli altri il compito di proseguire. 4ssi erano territorialmente vassalli del regno di gerusalemme, che venne affidato, a Goffredo di /uglione che in segno di umilt" assunse il titolo di )vvocato del 0anto 0epolcro. ) lui successe l'anno seguente il fratello /aldovino che assunse il titolo di >e. 4gli cerc* di consolidare il suo regno con la con%uista della costa e la stretta dei legami con %uei cavalieri che avevano rinunciato a fare ritorno a casa a cui il sovrano aveva affidato de feudi. ) %uesti si aggiungevano %uelli che in via temporanea giungevano in terra santa ed erano invogliati a rimanervi con la promessa di feudi. l sistema feudale non valse per* a interrompere le faide interne alla nuova classe dominante. n tali condi!ioni si rivel* pre!ioso l'aiuto degli ordini monastico'militari i cui membri oltre ai tradi!ionali voti di castit", povert" ed obbedien!a si impegnavano a combattere gli infedeli ed a difendere i pellegrini e gli oppressi. noltre le citt" marinare insediarono delle vere e proprie colonie costiere facendo proliferare il commercio con il regno di gerusalemme. &a situa!ione cambi* agli ini!i del C secolo gra!ie all'emiro di mosul e aleppo il %uale esercit* una forte pressione sui crociati che si dimostravano particolarmente impreparati, nel 8844 infatti cadde edessa, dopo %uesto evento /ernardo di chiaraballe organi!!* una nuova crociata mobilitando i pi( potenti sovrani dell'occidente# l'imperatore tedesco +orrado , il re di francia &uigi V ed il re di sicilia >uggero . 5uesti sovrani per* perseguivano obiettivi diversi causando il completo fallimento dell'ini!iativa. &a riscossa completa la ebbero i mussulmani con 0alah'al'din il %uale rendendosi completamente indipendente da baghdad cre* un proprio sultananto. Nel 88;7 sconfisse i franchi ad Mattin e tre mesi dopo con%uist* Gerusalemme provocando una mobilita!ione grandissima in occidente. 5uesta volta scesero in campo Aederico /arbarossa, >iccardo cuor di leone e Ailippo )ugusto di francia. 5uesti erano i protagonisti della scena politica europea. risultati furono nuovamente assai scarsi, Aederico /arbarossa perse addirittura la vita durante l'attraversamento di un fiume nel 88:0. &a ter!a crociata si concluse nel 88:? con risultati assai scarsi con%uistati solo da >iccardo cuor di leone. Gia da un anno era sul trono imperiale 4nrico V che era sposato con +ostan!a d'altavilla, ultima erede del re di sicilia morto nel 88;:. l figlio illegittimo di >uggero gli contest* il possesso del regno normanno ma ci* non imped, all'imperatore di impadronirsene. ntravedendo i suoi progetti di espansione alcuni stati mussulmani insieme ai regni di cipro e gerusalemme gli omaggiarono tributi, ma i suoi ambi!iosi progetti cessarono con la sua morte avvenuta nel 88:7. Visto che la morte dell'imperatore impediva ai cristiani in terra santa di ricon%uistare una posi!ione di preminen!a il pontefice nnocen!o si fece promotore di una grande crociata che si diede il duplice obiettivo di ricon%uistare gerusalemme e di riportare la chiesa orientale sotto la chiesa di roma. noltre la posi!ione di vene!ia all'interno del regno bi!antino si stava facendo pi( invadente fino a volersi trasformare addirittura in una egemonia di tipo politico oltre che di tipo commericale. &'occasione venne %uando i crociati radunatusi nel 8?0? a vene!ia ottennero dal doge il trasporto gratuito in terra santa a patto che le truppe crociate si fermassero a @ara per aiutare i vene!iani a riprenderne il controllo. +on%uistata !ara i capi crociati furono convinti dal doge a puntare direttamente alla con%uista di costantinopoli tanto pi( che il pretendente al trono, )lessio aveva promesso lauti compensi, partecipa!ione alla crociata e l'unifica!ione delle due chiese. crociati presero costantinopoli nel 8?02 mettendo )lessio sul trono che tuttavia non fu in grado di placare l'ostilit" della popola!ione e l'avversit" nei confronti della chiesa di roma. crociati %uindi assunsero direttamente il controllo saccheggiando costantinopoli nel 8?04, fondando l'impero latino d'oriente spartendosi vari feudi. &'impero latino d'oriente si dimostr* subito una costru!ione politica assai debole in %uanto i sentimenti antioccidentali e antiromani finirono col diventare sempre pi( forti e finirono col far naufragare le speran!e di nnocen!o di riunificare la chiesa.

noltre i genovesi erano desiderosi di ripristinare la situa!ione come era precedentemente alla %uarta crociata e l'occasione avvenne nel 8?<4 %uando genova strinse un patto con 6ichele $aleologo che nello stesso anno sal, al trono dando il via alla dinastia dei paleologi. &e frontiere per* erano sempre pressate dai nemici come turchi e serbi. nnocen!o non si era rassegnato all'idea di unificare la chesa e %uindi poco prima di morire band, la %uinta crociata. &a %uinta crociata part, nel 8?87 guidata dal re d'ungheria, si concluse nel 8??8 dopo una serie di inutili opera!ioni belliche sul delta del nilo. &'ultimo sovrano ad essere un fautore delle crociate fu &uigi C di francia che guid* la sesta e la settima crociata. &a prima ini!i* nel 8?4; e fin, nel 8?74 con la cattura del re e dell'esercito, la seconda fin, nel 8?70 ancora prima di partire a causa della peste che uccise lo stesso sovrano. +on la morte di &uigi C muore anche l'idea di crociata in %uanto la crociata condotta da Aederico pur avendo riportato gerusalemme in mano cristiana l'aveva privata delle proprie difese per un accordo col sultano locale.

La ripresa della lotta tra papato ed impero e le monarc*ie dell'europa occidentale. &a seconda met" del C secolo vide una decisa evolu!ione del papato in senso monarchico. l ruolo politico del papato era stato esaltato anche dalle varie dispute tra comuni e impero nelle %uali, in pi( di una occasione il papato ebbe fun!ioni di mediatore. l potefice nnocen!o si dichair* vicario di +risto e defin, la monarchia come la luna che brilla di luce riflessa dal sole, in %uesto caso il sole era rappresentato dal papato. l primo intervento riguard* il regno di sicilia che la chiesa considerava un suo feudo gi" da molto tempo. l papato ebbe anche sotto la sua tutela Aederico a cui confer, la corona regia nel 8?0;, nello stesso tempo approfittava del trono imperiale vacante per raffor!are le proprie posi!ioni. &a chiesa fu anche arbitra della lotta per la successione al trono imperiale. &a scelta infine cadde su =ttone di /runsOicF che riconobbe i diritti della chiesa e venne incoronato imperatore nel 8?0:. 1ato che =ttone si dimostr* meno docile del previsto e che punt* ad impadronirsi del regno di sicilia, nnocen!o lo scomunic* bollandolo come traditore ed il re di francia Ailippo )ugusto promosse una coali!ione contro di lui. Gli altri stati europei prestarono a nnocen!o l'omaggio feudale. .ra la %uarta e la %uinta crociata il pontefice ne aveva indetta una molto particolare in %uanto riguardava i 9+attivi +ristiani9. &'atten!ione del papa si concentr* particolarmente sui catari eretici presenti nel sud della francia che destavano la preoccupa!ione della chiesa. 4rano anche presenti nella citt" di )lbi che faceva parte della contea di .olosa, che godeva di grande autonomia al punto che la monarchia francese aveva autorit" solo nominale. l fatto che i catari trovassero prote!ione alla corte di .olosa, spinse nnocen!o a mettere in moto un grande meccanismo politico, fornendo ai re francesi la possibilit" di recuperare i propri domini. Nel 8?0; a causa dell'assasinio di una legato papale venne bandita una crociata contro i catari e contro >aimondo di .olosa, considerato loro protettore. &a crociata ebbe subito grande rinoman!a in %uanto i partecipanti erano da una parte speran!osi di guadagnare gli stessi vantaggi spirituali che erano garantiti alle crociate in terra santa in pi(, speravano di fare un grosso bottino in %uanto la regione di tolosa era in pieno sviluppo economico. +i furono saccheggi e massacri per tutta la regione. +on %uesto intervento armato il papato aveva creato un precedente, impadronendosi del diritto di indicare volta per volta %uali fossero i nemici della cristianit" che presto verranno indicati nei nemici politici del papato, aveva anche mutato il significato di crociata, trasformando %uello che era un fenomeno religioso in un'arma politica nelle mani del papato. Nel 8?87 con il V concilio lateranense fu definita una strategia globale per la lotta contro le eresie e furono prese importanti decisioni riguardanti l'organi!!a!ione della vita religiosa. Nel 8?8< nnocen!o mor, lasciando la chiesa all'apice del suo splendore temporale e del suo prestigio. Ailippo )ugusto re di francia, era fortemente impegnato a rilanciare l'immagine della monarchia allora fortemente indebolita dalla perdita cospi%ua di territori in favore di 4nrico d' nghilterra. Ailippo )ugusto foment* varie rivolte di nobili nei territori del sovrano avversario incoraggiando allo stesso tempo contrasti all'interno della famiglia reale nglese. +on la morte di >iccardo cuor di leone e %uella dell'imperatore 4nrico V restarono arbitri della situa!ione politica nnocen!o e Ailippo )ugusto. Nel 8?0? nac%ue un conflitto tra Giovanni sen!a terra, sovrano inglese e Ailippo )ugustoB in %uesto scontro il sovrano francese riac%uist* buona parte dei territori francesi ma dovette fermarsi %uando il re inglese dichiar* il suo regno feudo della chiesa. l conflitto fu rimandato di un anno in %uanto il papa promosse una campagna contro =ttone di /runsOicF della %uale Ailippo )ugusto divenne il perno, cogliendo l'occasione nel 8?84 per sconfiggere l'esercito anglogermanico, triplicando i suoi domini rispetto a %uelli ereditati dal padre. 6or, nel 8??2. la sua opera fu continuata dal figlio, &uigi V il %uale estese ulteriormente i domini della corona francese e mostr* grande piet" religiosa ed abilit" di governo, consolidando la monarchia e facendole guadagnare moltissima fiducia. n nghilterra Giovanni doveva rendere conto all'opinione pubblica ed all'alta nobilt" dei suoi fallimenti, la politica inglese era stata improntata sulla poten!a nel continente che non aveva prodotto alcun risultato. noltre risultava sgradito il fatto che il sovrano avesse dichiarato il regno feudo della chiesa. Nel 8?87 la rivolta fu aperta ed il re fu obbligato ad emanara la magna charta che 4nrico conferm* definitivamente nel 8?87. +on essa il sovrano si impegnava a rispettare i diritti dei nobili, degli ecclesiastici e di tutti i liberi, le concessioni operate

in passato in favore di londra, il diritto dei liberi di farsi giudicare da un tribunale di loro pari. Au vietato inoltre di imporre nuove tasse sen!a l'approva!ione del consiglio comune del regno, inoltre venne istituito un consiglio di ?7 baroni che dovevano assistere il sovrano negli affari di governo. &'emana!ione della magna charta aggrav* la posi!ione di Giovanni sen!a terra che fu scomunicato da nnocen!o V. &a sua morte, avvenuta nel 8??< cambi* improvvisamente il %uadro politico dando coscien!a del nascere di un primo sentimento na!ionale inglese. ntanto Aederico era stato incoronato re di germania il : dicembre 8?8? ed aveva rinunciato ai diritti del concordato di verona. Aederico con un' astuta mossa port* il figlio in germania incoronandolo re dei romani e designandolo de facto come successore al trono imperiale. &'ereditariet" della carica di imperatore era un'usan!a che si era andata consolidando. 5ueste manovre politiche furono possibili gra!ie al pacato appoggio pontifico di =norio , dallo stesso papa ottenne di mantenere l'unione delle due corone e nel 8??0 venne incoronato imperatore. Aederico decise di stabilirsi nel meridione dell'italia dove trov* una situa!ione molto differente da %uando era tornato in germania, a causa della permanen!a del regno di sicilia nelle mani dei comandanti militari. Nello stesso anno convoc* un'assemblea a capua nella %uale si decise di abbattere i castelli costruiti abusivamente e di annullare le pi( avan!ate autonomie locali. Naturalmente incontr* la resisten!a dei baroni ma con una astuta mossa mise i feudatari minori contro %uelli pi( potenti disfacendosi poi anche di loro al momento opportuno. 3n altro problema era rappresentato dai saraceni che in sicilia erano diventati padroni di vaste !one all'interno dell'isola. Aederico con una serie di campagne li sconfisse e li deport* in puglia facendoli vivere secondo le loro tradi!ioni ed usan!e potendo contare cos, sulla loro estrema fedelt". +ontemporaneamente per risollevare l'economia del regno costru, porti, facilit* gli scambi e rese sicura la rete viaria, volendo inoltre poten!iare l'apparato burocratico nel 8??4 fondo a napoli la prima universit" statale del mondo occidentale. $er ripristanere il potere regio anche in italia settentrionale convoc* un'assemblea a cremona nel 8??<. ntanto le citt" lombarde che si erano sviluppate in comuni, temendo l'ini!iativa imperiale ricostituirono l'antica lega lobarda e si appellarono al papa che intanto stava perdendo la pa!ien!a per i continui rinvii della partecipa!ione alla crociata. Aederico non sentendosi forte militarmente annull* l'assemblea e tor* al sud. Nel 8??7 con la morte di =nirio giunse al soglio pontificio Gregorio C che impose subito a Aederico la parten!a per la terrasanta. Aederico resosi conto di non poter pi( rimandare la parten!a convoc* a brindisi crociati e pellegrini, ma nell'estate del 8??7 scoppi* un'epidemia che fece molte vittime. Ne fu colpito anche l'imperatore che dovette tornare indietro per curarsi, ma il papa non credendo alla sua malattia lo scomunic*. .uttavia appena guarito Aederico riprese i preparativi per la crociata e nel giugno del 8??; part, nonostante la scomunica. Visto che parlava perfettamente l'arabo l'imperatore stabil, subito ottime rela!ioni col sultano con il %uale fece un trattato per la restitu!ione di Gerusalemme. Gregorio C irato per i buoni rapporti che Aederico intratteneva con gli infedeli band, una crociata contro di lui. &'imperatore al suo ritorno dovette %uindi fronteggiare l'esercito crociato pi( una rivolta di baroni pugliesi fino al raggiungimento di un compromesso nel 8?20 a +eprano, dove venne stipulata la pace. &'imperatore rinunci* ai diritti sull'ele!ione dei vescovi e riconobbe al clero meridionale l'immunit" e l'esen!ione dal pagamento delle imposte. 1opo aver ingoiato %uesto boccone amaro l'imperatore pot- concentrarsi sul consolidamento del proprio regno e nel 8?28 eman* le costitu!ioni di melfi nelle %uali diede al regno un ordinamento giuridico simile a %uello romano ed a %uello normanno. 1ot* il regno di una grande rete difensiva composta anche di forte!!e che si preoccup* di mantenere sempre in perfetta efficien!a. &a sua politica in germania fu un po diversa in %uanto li si preoccupava pi( che altro a con%uistarsi i favori dei principi. 4man* comun%ue nel 8?27 la costitu!ione di pace imperiale. &'ultimo soggiorno di Aederico in germania fu in occasione della ribellione del figlio la cui eredit" venne trasferita al fratello +orrado. Nel 8?27 ritenne di essere militarmente in grado di affrontare la lega lombarda. Nel 8?2; sconfisse l'esercito della lega ma impose condi!ione di pace eccessivamente dure che sortirono l'effetto contrario, incoraggiando le citt" alla resisten!a. l papa Gregorio C ostile alla politica di Aederico si sarebbe alla lunga, certamente unito alle citt" della lega. l pontefice infatti si adoper* per riunire i poten!iali nemici di Aederico in una coali!ione. ntanto l'imperatore era stato colpito da una nuova scomunica.

Gli ultimi anni di vita di Aederico furono terribili, fu dichiarato decaduto dal soglio imperiale e contro di lui si scagliarono gli eserciti di tutta europa che per un po Aederico fu in grado di contenere. Aederic* mori nel 8?70 facendo scomparire con lui una delle personalit" pi( forti del medioevo. &a dinastia sveva si sussegu, al dominio del regno e dell'impero per un altro decennio ma il papa, ostinato ad eliminare gli svevi dalla scena politica scagli* contro di loro +arlo 1')ngi* che nel 8?<< sconfisse 6anfredi. ) differen!a del declino che la morte di Aederico aveva portato in germania, nel regno di sicilia la sua morte ed il cambio di dinastia port* una nuova opera di consolidamento dello stato. 0i deve ora parlare della >econ%uista spagnola, che non fu come si credeva un'indomita marcia verso sud. l primo focolaio di resisten!a ai mussulmani viene individuato nelle asturie agli ini!i del V secolo. 0i trattava di regioni montagnose in cui i califfi compivano soltanto incursioni militari. 3n maggiore attivismo degli stati cristiani - documentato fra il C ed il C secolo anche se solo raramente si ebbero vere e proprie campagne militari in %uanto il pi( delle volte si trattava di incursioni a scopo di ra!!ia o per proteggere gli uomini impegnati nel ripopolamento dei territori. $er %uesto vennero costruiti castelli e altre opere di fortifica!ione. Ara il C e l'C secolo il movimento assunse maggior vigore a seguito della crisi del califfato di +ordova. Nel 8028 la recon%uista assunse il duplice scopo di con%uista militare e di coloni!!a!ione, assumendo poi nel corso dell' C secolo il carattere %uasi di una crociata. regnanti cristiani non mancavano di fare appello alla crociata %uando si trovavano in difficolt" ma dimostravano di non volere sterminare od obbligare al trasferimento la popola!ione mussulmana, in %uanto era interessati sopratutto ad una sottomissione politica ed all'ottenimento di tributi annuali. Nelle regioni dove erano pi( numerosi infatti, conservavano le loro leggi ed il diritto di professare liberamente la propria religiose anche se per ovvi motivi di sicure!!a nelle grandi citt" furono imposte restri!ioni alla loro permanen!a. 5uesto clima di tolleran!a deluse profondamente i cavvalieri venuti dall'estero. )gli ini!i del C secolo la situa!ione politica in spagna era pi( o meno suddivisa cosi# >egno di &eon, +ontea del $ortogallo, >egno di Navarra, >egno di +astiglia e >egno di )ragona. l movimento espansivo riprese verso la fine del C secolo e nel 8?8? l'avan!ata cristiana risultava incontenibile. Verso la met" del C secolo la recon%uista poteva dirsi completa in %uanto ai mussulmani era rimasti solo i territori di Granada. &ungo il confine le incursioni che avevano caratteri!!ato la parte ini!iale della recon%uista non cessarono mai. Au operato un processo di coloni!!a!ione dei territori con%uistati ad opera principalmente della grande nobilt", che dopo l'incessante guerra contro i mori si poneva l'obiettivo di consolidare i propri territori.

Le origini della %ussia e dell'"mpero Mongolo. .ra l'V ed il C secolo i pirati'mercanti provenienti dalla scandinavia detti variaghi o vichinghi, si mossero lungo le due principali vie commerciali. &e popola!ioni slave chiamarono >us %uesti stranieri. Verso la met" del C secoo i >us ini!iarono ad imporsi sulla popola!ione locale, fondando il principato di Eiev ed aggregando a loro trib( di slavi dell'est. l principato strinse fiorenti accordi commerciali con l'impero bi!antino, %uesti prolifici rapporti uniti al lavoro dei missionari bi!antini portarono il principe Vladimir di Eiev alla conversione al cristianesimo che approfitt* di %uesto avvenimento per unire intorno a se le trib( sotto un dio comune. l successo di %uesto conversione fu grandissimo per i missionari bi!antini. 1alla met" dell'C secolo il pricipato di Eiev entr* in una fase di decaden!a a causa del declino delle vie di comunica!ione che causarono una diminu!ione significativa del commercio, %uesto fu in parte dovuto anche ai continui attacchi protratti dalle trib( stan!iate tra il mar nero ed il mar caspio. 3n altro fattore di debole!!a era rappresentato dalle lotte dinastiche. &'invasione dei mongoli era destinata a travolgere vecchie e nuove forma!ioni politiche. mongoli in origine non erano altro che un gruppo di trib( nomadi che gra!ie all'abilit" politica di Gengis Ehan secondo la tradi!ione, si sarebbero fuse fino a formare una na!ione stretta in un unico sovrano e soggetta ad una sola legge. 5uesto ricorda l'opera di maometto con gli arabi, ma la velocit" con cui i mongoli riuscirono ad aggregarsi fu sorprendente. Gengis Ehan si comport* in maniera molto duttile nei confronti delle popola!ioni assoggettate, %uelle che si sottomisero spontaneamente non subirono danni ma trassero profondi vantaggi economici. 5uelle che opposero resisten!a vennero distruttre o decimate. 1opo che fu passata la furia distruttiva dell'orda si ini!iarono a notare i primi sintomi del superamento dello stile di vita nomade, imponendo ai territori con%uistati una prima forma di rudimentale amministra!ione. Venne persino fondata una capitale nei pressi dell'attuale 3lan /ator. Nello stesso anno si consolid* il ruolo politico e militare delle figure che erano vicine a Gengis Ehan, per %uanto la societ" si fosse via via gerarchi!!ata rest* sempre molto presente una sorta di carattere egualitario. &a morte di Gengis Ehan non fece placare lo slancio espansivo dei mongoli che completarono la con%uista della cina, della corea e della persia arrivando fino a cracovia e breslavia. &'avan!ata in europa cess* nel 8?4? ma continu* verso sud' ovest anche se nel 8?<0 si ritirarono sconfitti dai turchi. &'espansionismo si arrest* a causa delle rivalit" sempre pi( accese tra i discendenti di Gengis Ehan che fomentarono anche tenden!e separatisteB si formarono cos, %uattro imperi# l'impero degli ilFhan, il Fhanato di chagataD, l'impero del gran Fhan e l'orda d'oro. l maggiore degli imperi era %uello del gran Fhan che raggiunse il suo massimo splendore sotto Eublai che tent* anche di assoggettare il giappone. Gra!ie ai costumi ed agli stili di vita cinesi che erano molto pi( raffinati di %uelli mongoli, i costumi mongoli ini!iarono a migliorare. l papa nnocen!o V invi* dei missionari al Gran Ehan dopo aver sentito di una sua possibile conversione al cristianesimo, %ueste missioni non diedero per* alcun frutto poiche i mongoli stavano avvicinandosi sempre di pi( ai cinesi. =ltre ai missionari, i mercanti si misero nuovamente ad attraversare la via della seta. 6arco $olo rest* ben 87 anni alla corte del Gran Ehan guadagnandosi la sua fiducia e la sua amici!ia. &'ultimo impero nato dalla divisione delle con%uiste di Gengis Ehan fu l'orda d'oro, i cui abitanti e governanti si convertirono all'islam intrattenendo stretti rapporti con l'egitto e l'asia minore. 5uesta particolarit" religiosa port* ad un piccolo livello di tensione tra l'orda d'oro e le popola!ioni cristiane che restarono vassalli dei mongoli ma che nel loro territorio godevano di piena autonomia religiosa. l protettorato mongolo non influ, nemmeno sulla politica interna dei principi russi che contiuarono le loro lotte interne per l'egemonia. Nel 82;0 la popola!ione russa si schier* contro i tartari ma il loro successo fu vanificato %uando i tartari furono in grado di riprendere l'offensiva, riuscendo nel 82;? a saccheggiare mosca. =ccorre nominare altre due forma!ioni politiche presenti nel territorio russo# il grande regno polacco &ituano ed il principato di Novogorod.

L''uropa tra crisi e tras$ormazione. )gli ini!i del trecento in tutta europa si pot- assistere al rallentamento della produ!ione di tutti i settori, al rallentamento della fonda!ione di nuovi insediamenti e all'insorgere di fre%uenti carestie di cui fecero le spese gli strati pi( poveri della popola!ione. &e nuove tecniche agricole non erano state sufficienti per portare ad un consistente aumento della popola!ione che dopo essere cresciuta era arrivata al punto di rottura. &e carestie che comun%ue avevano interessato l'europa anche in passato, nel C V secolo avevano assunto una particolare drammaticit" in %uanto erano molto fre%uenti. l fattore climatico fu molto importante in %uanto in %uesto periodo il clima si trasform* diventando pi( freddo e piovoso, che combinato con le fre%uenti crisi di sussisten!a contru, al crescere ed al diffondersi delle epidemie. ) tutto %uesto - da aggiungere la comparsa della peste nera nel 824; i cui effetti furono disastrosi. =vun%ue si abbattesse la peste provocava spaventosi vuoti di popola!ione che non era possibile colmare facilmente poich- la peste si stabil, in europa in forma endemica. +ome se non bastasse tutto %uesto nel corso del trecento si abbatte sull'europa un nuovo flagello# la guerra. l primo esempio della nuova condotta bellica fu usato in italia meridionale nel 8?;? con la guerra del vespro che dur* ben novant'anni. &a guerra fu condotta in una maniera molto accanita e furono utili!!ate molte mili!ie composte da mercenari chiamate anche compagnie di ventura. &e truppe mercenarie erano un prodotto della societ" feudale, ma rappresentavano anche un decisivo superamento degli eserciti feudali poco consistenti e difficili da gestire. 3n modello alternativo a %uello feudale era rappresentato dagli eserciti comunali che diedero ottima prova sul campo nelle lotte contro /arbarossa e Aederico . 5uesto tipo di esercito attravers* una crisi %uando la partecipa!ione democratica all'interno dei comuni venne progressivamente ridotta. &a richiesta di servi!i militari e la disponibilit" di bande armate capeggiate da nobili port* ad una esplosione del fenomeno. 5uesto fatto port* delle conseguen!e per la popola!ione# Gli stati furono costretti ad aumentare le spese militari per accaparrarsi i condottieri milgiori, di conseguen!a venne aumentata la pressione fiscale sulla popola!ione ma nonostante %uesto gli stati nel corso del tre'%uattrocento si trovarono in una condi!ione di perpetua precariet" economica e dell'affanosa continua ricerca del soldo per il pagamento dei soldati. &e mili!ie del resto non facevano molta differen!a tra popoa!ioni amiche e %uelle dei territori nemiche abbandonandosi spesso a saccheggi e ra!!ie di ogni genere. &e compagnie che operavano in italia erano straniere ma presto ad esse si affiancarono compagnie italiane che nel corso del %uattrocento diedero origine a delle vere e proprie imprese economiche. n %uesto periodo ebbero un ruolo importante anche le rivolte che infuriavano in francia, inghilterra ed in altre !one dell'europa sostan!ialmente per lo stesso motivoB la precaria condi!ione di vita delle classi pi( povere e la prepoten!a delle classi nobili. Nell'italia meridionale si diffuse il fenomeno del brigantaggio. 3n particolare che caratteri!!* l'italia, causato dalla massiccia urbani!!a!ione dei secoli precedenti, fu l'in%uietudine dei lavoratori tessili. 5uesta in%uietudine era causata dalla manca!a di tutela sindacale per i lavoratori che invece era contemplata per i loro datori di lavoro che si riunivano in corpora!ioni di arti e mestieri. &a crisi del settore tessile era causata anche dalla costante sovraprodu!ione che si verificava nel corso del trecento, inoltre le rivolte dei salariati non portavano mai ad un cambiamento della loro condi!ione dato che il potere veniva sempre ripreso dai nobili e dai mercanti che nel migliore dei casi concedevano ai rivoltosi solo diritti limitati. +omun%ue la crisi delle pia!!e italiane ed europee coincise con la ripresa ed il miglioramento delle condi!ioni di vita. &o stesso declino demografico non si manifest* ovun%ue con la stessa violen!a, per %uesto alcune citt" si trovarono con un peso politico superiore rispetto al passato. 3n altro problema del tre'%uattrocento - rappresentato dalla scarsit" di monenta circolante che obblig* le autorit" a reagire con provvedimenti volti a impedire l'esporta!ione dell'oro e dell'argento ed a rimettere in circola!ione la moneta imponendo l'uso del contante nelle transi!ioni commerciali e nel pagamento delle lettere di cambio. l problema della scarsit" di metallo pre!ioso in italia ed in europa verr" risolta solo nel 8700 con l'arrivo dell'oro delle americhe.

"l consolidamento delle istituzioni monarc*ic*e in 'uropa. Nel corso del due'trecento si assist- ad un superamento dell'ideologia imperiale ini!iando a riconoscere i pieni poteri ai re all'interno dei rispettivi regni. 5uesta corrente incontrava per* grandi ostacoli %uali l'opposi!ione del papato, che vedeva messo in discussione il suo ruolo di regolatore supremo della vita politica della cristianit" occidentale e dall'inasprirsi dei conflitti che facevano sentire la necessit" di un'autorit" superiore. l problema del ruolo di impero e papato si venne chiarendo agli ini!i del trecento gra!ie ad un rapido susseguirsi di eventi. l primo ebbe come protagonista Ailippo il bello, re di francia ed il papa /onifacio V . l papa aspramente contestato per la sua reticen!a in ambito riformatore, dal 8200 in poi port* a compimento una serie di ini!iative per ripristinare il vuoto centrale del papato. n %uell'anno indisse il giubileo. rapporti tra il pontefice e il re di francia furono all'ini!io molto tesi in %uanto filippo aveva imposto delle tasse al clero sen!a l'autori!!a!ione della santa sede. l tutto venne risolto con un compromesso, autori!!ando Ailippo a imporre tasse al clero in caso di grave necessit"B l'invio di +arlo di valois a Airen!e in veste di paciere doveva servire come coronamento dell'accordo ma a seguito dell'imprigionamento del vescovo di saisset da parte di filippo, il conflitto riesplose. l pontefice revoc* la concessione fatta al sovrano, e di fronte alla sua caparbiet" eman* nel 820? la bolla 9unam sanctam9 con la %uale riaffermava la sottomissione al pontefice di ogni creatura umana e di conseguen!a di ogni autorit" politica. Ailippo il bello da parte sua non aveva nessuno inten!ione di sottomettersi all'autorit" pontificia e per %uesto fece tradurre il pontefice davanti ad un tribunale francese per giudicarlo. l papa venne raggiunto da un manipolo di francesi nel suo pala!!o di )nagni ma la popola!ione insorse e con l'aiuto dei rinfor!i giunti da >oma il papa venne liberato (8202). Nessuna conseguen!a ci fu per Ailippo ma an!i con la morte di /onifacio e il trasferimento della sede papale ad )vignone da parte di +lemente V si trov* a poter esercitare un'influen!a diretta sul papato. l germania dopo la morte di Aederico il particolarismo si era accentuato. 4nrico V divenuto re di germania cerc* di far coincidere di nuovo con %uesto titolo %uello imperiale ma fall, e dovette ritirarsi a vita privata. l suo successore &udovico il bavaro non curandosi della scomunica infertargli da Giovanni CC scese a roma e si fece incoronare mperatore nel 82?; da 0ciarra +olonna, rappresentante del popolo romano. principi tedescshi nel 822; stabilirono che il titolo di imperatore andava attribuito al re di germania incoronato ad )%uisgrana. l nuovo imperatore +arlo V con la bolla d'oro del 827< diede san!ione definitiva della volont" dei principi tedeschi, decidendo inoltre su chi fossero gli elettori del re. +on %uesto atto rinunciava alle pretese di potere universale andandosi a configurare come uno stato decisamente germanico. n inghilterra era in cantiere il consolidamento del potere monarchico e una riorgani!!a!ione dello stato. 1opo la concessione della magna charta da parte di Giovanni sen!aterra, 4nrico cerc* via via di privare il popolo delle concessioni. l risultato fu una rivolta che port* a concessioni maggiori e ad un raffor!amento delle istitu!ioni sancite dalla magna charta. 0i form* %uindi il parlamento articolato nelle camere di &ord e +omuni. &a contemporanea opera di consolidamento statale in corso sia in francia che inghilterra si scontrava con la paradossale condi!ione della monarchia inglese rispetto a %uella francese. l re francese del resto era impossibilitato ad esercitare i propri diritti di signore su un vassallo tanto potente (il re inglese risultava vassallo del re francese). Nac%ue un conflitto tra i due regni destinato a potrarsi dal 8?:4 al 8477. )gli eventi svoltisi dal 8227 al 8472 si suole dare il nome di Guerra dei cent'anni. l conflitto ini!i* per la discussa successione al trono di francia alla morte di +arlo V. 4doardo pretendente al trono sbarc* in fiandra dove era in corso una rivolta nel 8227 e si proclam* re di francia. &a prima fase della guerra vide una netta prevalen!a degli inglesi con cui i francesi giunsero alla pace nel 82<0. 4doardo rinunciava ai suoi diritti sulla corona francese in cambio della cessione di un ter!o dei territori francesi. &e ostilit" ripresero nel 82<: vedendo %uesta volta la vittoria delle truppe francesi. Gli inglesi furono cosi costretti ad abbandonare la maggior parte dei territori ac%uisiti. 1al 82;0 sia la dinastia francese sia %uella inglese vennero scosse da violente tensioni e lotte dinastiche che portarono all'allean!a tra 4nrico V e il duca di borgogna contro il re di francia. l sovrano inglese sbarc* in normandia e vinse nel 8487 le truppe nemiche puntando direttamente su parigi. +arlo V caduto in mano ai nemici fu costretto

ad accettare il trattato di .roDes nel %uale diseredava il figlio trasferendo il diritto di successione ad 4nrico V al %uale dava in moglie la figlia. 3n fatto inatteso segn* la riscossa francese, Giovanna 1')rco si fece affidare da +arlo V un esercito col %uale ini!i* una marcia di libera!ione della francia. Giovanna venne per* catturata, processata per eresia e condannata al rogo nel 8428. 0comparsa Giovanna non si arrest* la riscossa francese anche gra!ie alla defe!ione del nuovo conte di /orgogna. Nel 8472 le opera!ioni sostan!ialmente cessarono, gli inglesi rimanevano padroni solo della pia!!aforte di +aleis. 1urante il lungo conflitto che vide opposte francia ed inghilterra vennero affinate nuove tecniche militari, come l'utili!!o dell'arco lungo e la possibilit" di usare i cavalieri come fanteria pesante. Venne ridimensionata insieme con la cavalleria il ruolo della feudalit" e venne smentita la creden!a sull'inettitudine militare delle masse contadine. 4ntrambe le monarchie inoltre desinarono sempre una maggiore %uantit" di denaro all'ingaggio di fanti, spesso stranieri. n %uesto frangente la fanteria svi!!era svolse un ruolo rivolu!ionario dato che per sopperire all'inferiorit" rispetto alla cavalleria avevano sviluppato una sorta di falange che permetteva di muovere come strumento offensivo anche sen!a la cavalleria. &'avvento del cannone port* poi ad un indebolimento dei ceti baronali che non erano pi( in grado di ribellarsi. &e fortifica!ioni per* non persero di valore che vennero restaurate in fun!ione delle nuove tecniche militari. +ome conseguen!a di tutto %uesto la nobilt" dovette rassegnarsi a militare nell'esercito regio visto che solo i sovrani ormai potevano permettersi il mantenimento di un esercito stabile. n francia gra!ie al sentimento na!ionale che si era formato nel corso della guerra +arlo V potintraprendere riforme amministrative e finan!iarie per consolidare l'attivit" regia. l figlio &uigi C intraprese una politica antifeudale che port* sotto la diretta amministra!ione regia moltissimi terreni. &a situa!ione in inghilterra era molto diversa, l'aristocra!ia era diventata arbitra del potere perci* esplose una guerra civile (guerra delle due rose 8477'84;7) che port* sul trono >iccardo V a cui successe il figlio 4doardo V che fu poi soppresso dallo !io >iccardo la cui monarchia venne stroncata da 4nrico .udor. l nuovo sovrano assecondando il bisogno di pace del popolo intraprese l'opera di restaurare l'autorit" regia. n spagna la situa!ione non era migliore# il movimento della recon%uista aveva portato alla fonda!ione dei regni di $ortogallo, +astiglia ed )ragona tutti sconvolti da terribili crisi. l primo a superarle fu il portogallo il cui svorano raffor!* la monarchia e diede impulso alle attivit" marinare. n castiglia si sentiva ancora il forte peso della nobilt" che venne per* controbilanciato dall'unione delle citt" in fratellan!e. l regno d'aragona presentava ancora un'economia agricola ma era interessato al commercio nel mediterraneo ac%uistando nel %uattrocento il controlo di sicilia e sardegna, fondando cos, un vero e proprio impero economico e marittimo. Aerdinando ed sabella di castiglia puntavano a far nascere un sentimento di stato spagnolo attraverso l'unifica!ione anche attraverso la ricon%uista di Granada che era rimasta l'unica roccaforte mussulmana in europa (84:?). Nello stesso anno +olom/o scopr, l'america e gi" l'anno successivo scoppiarono conflitti per stabilire le aree di influen!a nel nuovo mondo tra spagna e portogallo.

,otere e societ nel mezzogiorno Angioino#Aragonense. +on la battaglia di /enevento del 8?<< la dinastia sveva era stata spa!!ata via a favore della dinastia agioina. +arlo d'angi* si proponeva due obiettivi# >endere effettivo il vincolo feudale che subordinava alla chiesa di roma la monarchia meridionale. $rocurarsi un valido sostegno politico'militare per coordinare le for!e guelfe in italia. +arlo d'angi* mirava a stabilire una egemonia sull'europa che faceva perno sulla sicilia fino ad arrivare alla con%uista di costantinopoli. )ll'indomani della battaglia di /enevento sorsero i primi dissapori con il papa a causa del saccheggio della citt". ) ci* si aggiunsero le lamentele che giungevano a roma per i soprusi dei fun!ionari regi e l'eccessiva pressione fiscale. $er il primo punto il re corse ai ripari ma non fu in grado di attuare concessioni sul lato fiscale. &a rivolta esplose in occasione della discesa in italia di +orradino di 0vevia ma a seguito della sua sconfitta la repressione fu durissima. ) causa della rivolta venne operata una profonda restaura!ione della feudalit" nel regno con un massiccio inserimento di cavalieri francesi. )nche se il sovrano fece di tutto per rendere ben accetta alla popola!ione la nuova classe dirigente il malcontento non venne placato. n %uesto clima non sorprende che i moti rivolu!ionari scoppiati a palermo nel 8?;? raccolsero vasti consensi. >e +arlo che aveva gi" avviato i suoi piani di con%uista verso oriente e la popola!ione aveva notato come a differen!a di %uanto accadeva per il regno d'aragona le con%uiste di +arlo avevano natura prettamente militare. siciliani, usciti vincitori dalla rivolta avevano offerto la corona di sicilia a $ietro . l pontefice per* cosiderando gli aragonesi come usurpatori band, contro di loro una crociata che fu affidata al re di francia Ailippo l'ardito. &a crociata port* all'allargamento del teatro di guerra in cui venne coinvolta la catalogna. l pontefice /onifacio V cre* le condi!ioni per giungere nel 8?:7 al trattato di anagni secondo il %uale il nuovo re d'aragona riconobbe il ritorno in sicilia degli angioini. siciliani si ribellarono nuovamente ma la pressione diplomatica del pontefice port* nel 820? al trattato di caltabellotta in base al %uale Aederico fu riconosciuto re col titolo di re di trinacria e l'intesa che alla sua morte il regno sarebbe tornato agli angioini. )lla morte di Aederico l'isola rest* per* sotto la dinastia aragonese fino al 827? %uando Giovanna d'angi* riconobbe la siuta!ione come definitiva. )l seguito dello scoppio della rivolta del vespro, +arlo d'angi* fu sul punto di perdere il suo regno oltre che aver dovuto rinunciare alle sue mire espansionistiche nel mediterraneo. Nel 8?;4 il figlio del re ingaggi* uno scontro navale al largo di napoli contro una flotta siculo'aragonese dove fu sconfitto e fatto prigioniero. l ritorno del re valse per* a superare il momento critico. &a ripresa della dinastia angioina fu molto rapida ma possibile gra!ie anche al deciso appoggio papale ed anche del sostegno degli uomini d'affari toscani che in cambio ottennero facilita!ioni doganali oltre a feudi e cariche. +omun%ue l'avvento della dinastia angioina coincise con una grande accelera!ione dell'economia meridionale e dell'emergere di napoli come pia!!a economica di prim'ordine. ) %uesto si aggiunse una ritrovata nascita culturale, seguita da un'innova!ione edilistica ed urbanistica. &'epoca d'oro di napoli coincise con il regno di >oberto il saggio. &a con%uista del meridione da parte degli angi* port* ad una stabili!!a!ione della situa!ione politica in tutta la penisola poiche port* allo sviluppo delle autonomie comunali che al nord si erano gi" sviluppate nei secoli precedenti. )ll'interno di %uesto comuni furono fre%uenti le lotte di classe, motivo dei conflitti furono principalmente le riparti!ioni del carico fiscale sulla base della valuta!ione del patrimonio. 0pesso i nobili per rivendicare una superiorit" sul popolo si rifiutavano di pagare le imposte che tra l'altro crescevano via via che il bisogno finan!iario del comune cresceva. 3n altro argomento di discussione era la riparti!ione delle cariche elettive che i nobili cercavano sempre di monopoli!!are. Nonostante le discordan!e il ruolo dei comuni nello stato angioino crebbe sempre di pi(. +on l'avvento al trono di Giovanna nel 8242 si apr, per la casa d'angi* un periodo di crisi in %uanto il re d'ungheria avan!ando pretese sul trono del regno di sicilia invase il regno nel 824; puntando su napoli. Gli ungheresi si ritirarono nel 827? consentendo alla regina di avviare una grande opera di restaura!ione. &a crisi dinastica tuttavia era ben lontana da una solu!ione, Giovanna non aveva eredi diretti e %uesto port* il nipote +arlo ad invadere napoli, +arlo era esaltato come padrone d'italia ma mor, assassinato nel 82;< dopo

aver tentato di cingere la corona d'ungheria. l figlio &adislao si concentr* sui domini italiani allora sconvolti dalla guerra civile. ) lui successe Giovanna che adott* come figlio e successore il re d'aragona )lfonso V. &a sicilia non torn* in mano agli angioini ma rimise sotto un ramo collaterale della dinastia aragonese che si trov* in una posi!ione di debole!!a nei confronti della nobilta siciliana visto il costante impegno militare in cui erano impiegati. &a monarchia risultava essere in completa balia del baronaggio. +on l'avvento di $ietro V il regno venne riunificato dopo uno scontro con dei baroni ribelli e fu dotato di un parlamento, venne cosi instaurato un collegamento tra monarchia e poteri locali. &a sicilia ormai ridotta ad un viceregno nonostante la sua economia fosse in rapida ripresa rimase definitivamente legata agli aragonesi che restarono sul trono. &a sicilia pervenne al )lfonso il magnanimo e tramite il pagamento di una ingente somma di denaro fu con%uistato il regno di napoli. $er il regno di napoli si combatt- nuovamente dal 8427 %uando Giovanna ed il figlio adottivo &uigi morirono. )lfonso fu sconfitto e fatto prigioniero dal conte di milano Ailippo 6aria Visconti con in %uale per* strinse un'allean!a gra!ie alla %uale riprese la con%uista del regno, finch- nel 844? con%uist* napoli. &a ricostitu!ione del regno di sicilia contribu, al nuovo disegno di politica economica di )lfonso che avvi* tra l'altro un'opera di rinnvamento e ra!!ionali!!a!ione delle strutture politiche potendo avere di rimando un rapido controllo delle sue risorse.

C*iusure oligarc*ic*e e consolidamento delle istituzioni in italia centro#settentrionale. &e istitu!ioni comunali si caratteri!!arono per la loro perenne instabilit". &a causa era la dinamica sociale nuova che portava anche all'ascesa di famiglie nuove ed al tentativo da parte di categorie sociali, fino ad allora ai margini della societ", di allargare i propri spa!i 9democratici9. comuni dal canto loro si mostrarono incapaci di dotarsi di saldi ordinamenti sociali. &e instabilit" appaiono in via di superamento nel corso del '200 %uando le istitu!ioni comunali presero una piega in senso signorile. l passaggio da signoria a comune non avvenne bruscamente, i primi esempi di signorie si possono trovare in italia settentrionale, il primo a ferrara, per poi espandersi fino alla signoria dei 6edici a Airen!e. &e vie verso il governo signorile si erano aperte anche dove il popolo aveva raggiunto il potere. >imaneva per* sempre pilotato dall'aristocra!ia e dal popolo grasso. n italia la forma!ione delle signorie coincise con una serie di tentativi espansionistici che contribuirono a semplificiare il %uadro politico italiano attraverso la forma!ione di organismi politici pi( vasti. &'espansionismo del resto era parte integrante della politica signorile poich- i signori giungevano al potere attraverso una rete di contatti anche esterna al comune. n italia centro'settentrionale intorno al tre'%uattrocento si form* la tenden!a ad operare forma!ioni politiche di carattere regionale, significativo fu il caso di Airen!e che nel 84?8 controllava %uasi tutto il territorio dell'attuale toscana e buona parte del litorale. n %uesto clima di crescente espansione territoriale anche lo stato della chiesa mirava a costituirsi dei saldi domini. l punto di parten!a fu l'antico patrimonium petri ovvero i territori di bisan!io che i re franchi avevano donato ai pontefici nel corso del V secolo. 5uesti domini per* non avevano mai costituito una coerente domina!ione politico'territoriale a causa del proliferare di diversi centri di potere e dei diritti che gli imperatori rivendicavano sulle loro terre. &a situa!ione si and* risolvendo %uando all'ini!io del duecento con la crisi imperiale gli imperatori abbandonarono ogni pretesa sulle terre papali. 0i cerc* di trasformare il dominio papale in governo effettivo dividendo il territorio in sette provincie ogniuna amministrata da un rettore che deteneva diversa autonomia. +on il trasferimento del papato ad avignone per* le cose per roma peggiorarono in %uanto fu in balia della signoria locale. 1opo la breve esperien!a a roma di +ola di >ien!o, il potere pontificio venne ripristinato in maniera magistrale dal legato pontificio 4gidio di )lborno! che eman* tra l'altro le cosidette costitu!ioni egidiane che diedero allo stato pontificio una configura!ione destianata a durare fino al 8;8<. modelli di organi!!a!ione politica erano sostan!ialmente tre# 5uello dei visconti, %uello fiorentino e %uello vene!iano. visconti avevano inglobato nel loro dominio un numero elevato di comuni ma omogenei!!are il tutto fu ritenuto impossibile per cui i comuni vennero lasciati in vita come amministra!ioni territoriali dello stato. Nello stesso tempo fecero largo uso delle istitu!ioni feudo'vassallatiche per in%uadrare nello stato le vecchie signorie locali. &o stato visconteo prese le sembian!e di uno stato moderno in %uanto gli interventi del duca negli ambiti di competen!a locale si facevano sempre pi( fre%uenti. ) firen!e la situa!ione era diversa, si diede infatti maggior autonomia alle comunit" rurali per tentare di sganciare il contado dall'influen!a di grandi citt" come pisa, are!!o e pistoia. ceti urbani protestarono perci* firen!e abbandon* %uesta strada rinunciando a dare al suo stato un ordinamento pi( moderno per venire a capo delle resisten!e dei suoi centri urbani. Vene!ia adott* una via di me!!o, l'amministra!ione locale venne lasciata nelle mani dei centri urbani non perdendo per* occasione per ridimensionare il suo potere occupandosi continuamente in %uestioni di competen!a dei consigli municipali. l risultato fu la costru!ione di una stato omogeneo in grado di resistere pi( agilmente ai momenti di difficolt".

Al di l dei con$ini dell'impero. Le altre realt politic*e del continente euro#asiatico. Nel corso del tre'%uattrocento l'impero andava configurandosi sempre pi( come uno stato identico agli altri. l regno di .amerlano segn* la conclusione delle ondate di popoli invasori. &a caduta di costantinopoli concluse l'esperien!a dell'impero bi!antino e apr, le porte dell'europa all'islam. &a massa informe di stati che sembrava l'europa nel corso del medievo assunse via via sempre pi( forma nell'avvicinarsi dell'et" moderna. n scandinavia una volta esauritasi la fase delle scorrerie normanne si erano formati i regni di danimarca, sve!ia e norvegia dove il consolidamento del potere monarchico andava di pari passo con l'evangeli!!a!ione operata dai missionari tedeschi. )nche la societ" si evolveva prendendo come modello %uella dell'europa centrale. +on il proliferare degli scambi commerciali si giunse alla forma!ione di una aristocra!ia mercantile. &a boemia si costitu, al tempo di =ttone come ducato sotto la sovranit" del re di germania. Nel 80;7 i duchi ottennero il titolo di re e %uando il trono pass* ai conti di lussemburgo, praga conobbe un periodo di splendore. 0otto +arlo V si assist- alla forma!ione del sentimento na!ionale ceco. 5uesto sentimento si manifest* sotto forma di insofferen!a nei confronti della presen!a germanica ai vertici della chiesa e nelle attivit" produttive. cavalieri teutonici si trasferirono in europa %uando la fine degli stati crociati era segnata, impegnandosi nell'evangeli!!a!ione e coloni!!a!ione dei territori oltre l'elba. membri dell'ordine teutonico si dividevano in %uattro categorie# cavalieri provenienti dalla nobilt". preti. serventi. confratelli. &a cellula base era il convento, normalmente collocato in un castello. l capitolo provinciale prussiano si configur* subito come uno stato indipendente. &a loro opera coloni!!atrice giunse fino all'estonia. metodi assai brutali nei confronti delle popola!ioni assoggettate rese il loro dominio sempre pi( mal sopportato. &a polonia era nata dall'aggrega!ione di vari stati tra l'oder e la vistola raggiungendo al tempo di /oleslao il prode, anche una discreta estensione territoriale. )lla fine dell'C secolo per* la polonia si divise nuovamente, la restaura!ione regia venne riavviata agli ini!i del trecento con +asimiro il grande. +on la conversione al cattolicesimo della lituania si form* un grande stato politico lituano che infranse tra l'altro la poten!a dei cavalieri teutonici. l principato di mosca era nato come entit" politica e dopo essersi ripreso dalla sconfitta dei tartari cerc* di portare il suo predominio nella !ona dell'alto volga. l modello religioso moscovita era legato a %uello bi!antino, per cui le cariche politiche erano molto vicino a %uelle ecclesiastiche. +on tamerlano l'impero dell'orda d'oro port* a compimento le sue ultime campagne per l'espansione. turchi impossibilitati ad espandersi verso est ripiegarono verso ovest con%uistando gran parte della turchia e arrivando nel 847? a con%uistare costantinopoli, ultima roccaforte caduta sotto maometto . turchi poterono cos, dilagare in grecia e nei balcani. Non essendo capaci di assorbire la cultura dei popoli assoggettati gli stessi mantennero le proprie tradi!ioni e la propria cultura. l potere politico e religioso era concentrato nelle mani del sultano. &'esercito turco si costitu, come macchina bellica di ecce!ionale poten!a.

La c*iesa tra crisi istituzionale e dissenso religioso. Nel 820: a seguito del conflitto tra /onifacio V e Ailippo il bello la sede papale era stata spostata da roma ad avignone. &a nuova sede papale sub, la pesante influen!a della corte francese, tutti i papi del periodo avignonese furono di origine francese, come la maggior parte dei cardinali nominati. &a tran%uillit" di avignone contribu, allo sviluppo dell'organi!!a!ione della curia, il nascere del nuovo apparato burocratico'amministrativo consent, ai pontefici di accentrare in loro il controllo della chiesa , anche la nomina di vescovi e abati maggiori dei monasteri divenne esclusiva competen!a papale. 5uesto nuovo sistema si era reso necessario per sottrarre la chiesa dalle ingeren!e delle comunit" locali. 1'altro canto anche i vescovi restarono scontenti poich- si vedevano privati dei loro benefici derivanti dalla loro condi!ione. 1ato che il papato si occupava anche di materie in ambito giurisdi!ionale, i tribunali curiali ini!iarono a produrre documenti di ogni genere. Vennero regolamentati diversi uffici come la cancelleria o la camera apostolica che si occupava della gestione delle finan!e. .utto %uesto si pose %uindi come coronamento di secoli di sviluppo della monarchia papale che comun%ue nel periodo avignonese sub, una forte accelera!ione. 1ato che la chiesa aveva %uasi abbandonato il suo ruolo di guida spirituale per ac%uistarne uno prettamente temporale, ini!i* ad attirarsi l'inimici!ia di molti illustri personaggi del tempo. &a rea!ione papale fu dura, anche i disobbedienti, non strettamente correlati alla dottrina furono dichiarati eretici, come nel caso dei ghibellini italiani. Gi" nel concilio di lione del 8?74 si era cercato di limitare la fonda!ione di nuovi ordini religiosi, specialmente se si trattava di ordini mendicanti. Venne imposto agli ordini nati dopo il 8?87 di non accettare nuovi membri, imponendo altres, ai restanti membri di trasferirsi presso ordini gi" approvati dalla santa sede. Gli apostolici non accettarono l'imposi!ione e vennero perseguitati come eretici. l nuovo leader degli apostolici, 1olcino, dotato di una profonda prepara!ione biblica elabor* una conce!ione pi( complessa della salve!!a, che prevedeva la distru!ione della chiesa carnale di /onifacio V . $er sfuggire alle persecu!ioni 1olcino e i suoi seguaci si rifugiarono in valsesia dove le sue file si ingrossarono per l'affluire di nuovi seguaci dall'italia centro'settentrionale. &a lotta operata dai dolciniani ha indotto a vederla come la prima lotta di classe anche se i dolciniani non avevano idea di %uesto ma miravano soltanto alla costitu!ione di una chiesa pi( uguale e giusta. Nel 8277 tuttavia un esercito promosso da +lemente V distrusse gli ultimi nuclei di resisten!a dolciniana. n europa un altro uomo era destinato ad attirarsi l'ira del pontefice, Giovanni LDclif che tradusse la bibbia in inglese e critic* la mondani!!a!ione della chiesa predicando un ritorno alla povert" alla %uale si univa anche la critica ad elementi fondamentali della dottrina, come la scomunica o le decime. suoi discepoli detti lollardi diffusero la dottrina anche se il suo pensiero fu condannato come eretico. Nonostante tutto il movimento si esaur, nel corso del %uattrocento. )ltro eretico fu Giovanni Mus che riprese le teorie di LDclif ribadendo la critica al mondanismo e alla piega monarchica. Mus fu condannato al rogo come eretico nel 8487. Nel frattempo erano maturati i tempi per un ritorno della chiesa a roma, la tran%uillit" di avignone per* trattenne i pontefici per ancora %ualche tempo. l ritorno definitivo del papato a roma si ebbe nel 8277 con Gregorio C che si fece precedere da bande armate e da un suo legato. +ontribuirono ad accelerare il ritorno del papato a roma furono anche le incursioni nel territorio proven!ale perpetrate da truppe sbandate che erano impegnate nella guerra dei cent'anni. l papato attravers* un periodo scismatico a partire dal 827: anno in cui venne eletto l'antipapa +lemente V che si pose in antagonismo nei riguardi di 3rbano V . &o scisma non si risolse cos, presto come si era creduto ini!ialmente, il riconoscimento della curia divenne per i regnanti europei un argomento di lotta politica. n %uesto clima il prestigio della dignit" sacerdotale si abbass* ulteriormente, donando nuova linfa alla lotta contro la corru!ione della chiesa. $er sbloccare la situa!ione venne convocato un concilio universale a pisa nel 840: dove vennero deposti entrambi i pontefici, Gregorio C e /enedetto C e dove venne eletto )lessandro V. .uttavia il concilio non fu riconosciuto e ai due pontefici se ne aggiunse un ter!o. )nche se il concilio di pisa non era stato organi!!ato al meglio rimase convi!ione che fosse proprio il concilio lo strumento necessario per risolvere il problema. $romotori di %uesta ini!iativa furono Giovanni CC , successore di )lessandro V e l'imperatore di germania 0igismondo. l concilio venne riunito a costan!a nel 8484,

vi parteciparono numerosi canonisti e principi. Nel 8487 si giunse al decreto Maec 0ancta secondo il %uale il concilio universale derivava il suo potere direttamente da dio avendo autorit" anche sul pontefice. Venne successivamente deposto il pontefice pisano e poi /enedetto C . Gregorio C si dimise spontaneamente. 1opo un conclave di brevissima durata venne eletto 6artino V. Venne anche decretato che il concilio universale dovesse essere convocato ogni dieci anni e 6artino pur mostrando il suo scarso entusiasmo convoc* un concilio a pisa nel 84?2 per affrontare i temi della riforma della chiesa. lavori si chiusero di nuovo con un nulla di fatto. 1opo sette anni dal 8428 fu convocato un secondo concilio a basilea che stabil, di ridimensionare i poteri del papato e di ridare alle diocesi locali la loro autonomia. l papa, contrario a tali riforme blocc* il concilio per trasferirlo in italia ma i conciliarisi pi( radicali non obbedirono e processarono 4ugenio V dichiarandolo decaduto. Venne designato come successore Aelice V. &a successione ebbe per* vita breve e nel 844: venne nuovamente riconosciuta l'autorit" del pontefice romano Niccol* V. &'esperien!a del concilio di basilea aveva insegnato ai principi che la strada migliore per il raffor!amento dei loro poteri era di stabilire dei trattati con il papato per delimitare chiaramente le rispettive sfere di influen!a. n cambio del riconoscimento della superiore autorit" papale si chiedeva la possibilit" di tassare i beni ecclesiastici, il controllo delle cariche pi( importanti e la competen!a dei tribunali civili in materia ecclesiastica. n francia si svilupp* in %uesto periodo una chiesa na!ionale detta gallicana. 0uperata la crisi dei concilio, il papato si concentr* sul recupero del terreno perdutoB an!itutto il pontefice $io stabil, che l'autori" suprema della cristianit" restava il papato e non il concilio, contemporaneamente si sviluppava l'apparato burocratico e cresceva il prestigio del collegio cardinali!io. 3n altro problema era rappresentato dal recupero del governo effettivo sullo stato della chiesa che venne recuperato in maniera efficace facendo uso del nepotismo. &o sviluppo di un efficente sistema fiscale diede inoltre al papato una ingente disposi!ione fina!iaria, dando vita al fenomeno del mecenatismo ed a una opera di restaura!ione edile di >oma. rinnovati impegni di governo dei pontefici avevano come conseguen!a %uella di distoglierli dalla cura delle anime, l'amministra!ione dei culti per* continu* in maniera sorprendente in %uanto anche in assen!a dei vertici ecclesiastici le istitu!ione base come le parrocchie continuavano incredibilmente a fun!ionare. Variegato si prestava anche il mondo dei chierici che risultava comun%ue attiva sulla sacralit" basale. 3n movimento molto attivo sopratutto nelle popola!ioni urbane era rappresentato dall'associa!ismo laico e dal monachesimo. l fenomeno del monachesimo subi un'accelera!ione nel corso del %uattrocento %uando sia gli ordini mendicanti, sia i vecchi rami dell'ordine benedettino diedero attua!ione al tanto atteso rinnovamento che agitava il mondo cristiano. Au allora che prese piede il cos, detto movimento dell'osservan!a, nato per richiamare i monaci e i chierici al rispetto completo delle norme.

Alla ricerca di un di$$icile e-uili!rio. ,olitica e cultura nell'italia del -uattrocento. &a caduta di +ostantinopoli non valse a far adottare misure concrete per scongiurare una ulteriore espansione dei turchi in europa, i regni europei infatti erano alle prese con gravi problemi interni dopo le crisi e le lotte dinastiche del tre'%uattrocento. Gli stati italiani apparivano esausti dopo i ripetuti ed inutili tentativi di imporre la propria egemonia sulla penisola. ) causa di %uesti tentativi 6ilano, Vene!ia e Airen!e consolidarono i loro organismi politici e si delinearono su base regionale. =ccorre tornare a parlare del ducato di 6ilano, dove Ailippo 6aria Visconti era rimasto solo nel 848? alla guida del ducato, aveva avviato il recupero dei territori perduti. Ailippo 6aria Visconti non si limit* al ripristino del suo territorio ma lanci* i suoi condottieri alla con%uista di nuovi domini. 0i formarono %uindi diverse reti di allean!e formate da citt" spaventate per la continua espansione viscontea, citt" come 0iena e Airen!e ed in seguito anche il papa ed il duca di 0avoia strinsero allean!a. 1a %uesto clima ditensione scatur, una guerra che dur* pi( di vent'anni (84?2' 8447), fu ricca di colpi di scena, intrecciandosi anche con le lotte dinastiche degli stati coinvolti. $er tenere sotto controllo i comandanti dei contigenti mercenari i principi ini!iarono a concedere a %uesti personaggi feudi e benefici. 3n primo stop alla guerra ci fu nel 8422 con la pace di Aerrara secondo la %uale vene!ia poteva tenere i territori con%uistati. l conflitto riesplose gia l'anno successivo ed il ducato di 6ilano conserv* l'ini!iativa. l conflitto and* complicandosi a causa del coinvolgimento del meridione dove era gia in corso una lotta tra gli )ngi* e gli )rragona per la successione a Giovanna . ) Airen!e gli insueccessi militari contro il duca di 6ilano avevano screditato il potere oligarchico creando le condi!ioni per l'avvento del potere dei 6edici, nella personadi +osimo 1e 6edici che diede nuovo slancio all'allean!a con Vene!ia in fun!ione antiviscontea. 3n'altra effimera pace venne firmata a +remona nel 8448 ma nuovamente il conflitto si riaccese l'anno successivo, %uesta volta le parti furono sconvolte dalla morte del 1uca di 6ialno avvenuta nel 8447. Ne rivendicarono l'eredit" molto personaggi in vista dell'epoca ma le famiglie nobili milanesi proclamarono nello stesso anno la repubblica )mbrosiana. 1opo pi( di vent'anni di guerra il 1ucato di 6ilano era in preda al marasma pi( completo, Airen!e non aveva ottenuto vantaggi territoriali dalla guerra pur avendo investito ingenti somme, mentre Vene!ia era diventata l'unica poten!a esistente in italia, temuta addirittura dai propri alleati. 5uando Vene!ia dimostr* la volont" di espandere i propri domini nel lodigiano coloro che si sentivano minacciati, ancora una volta si coali!!arono contro l'aggressore. 6ilanesi sconfissero i Vene!iani presso +aravaggio nel 844; e nel 8470 Arancesco 0for!a venne nominato 1uca. Vene!ia non si diede per vinta e riprese l'offensiva contro 6ilano dopo aver stretto un'allean!a con il 1ucato di 0avoia e il red i Napoli, portando avanti la guerra per altri tre anni. l clima fu nuovamente scombussolato dalla caduta di +ostantinopoli e dal successivo appello del papa contro i turchi. Vene!ia mise fine alla guerra per concentrarsi sui suoi domini orientali che sarebbero stati %uelli pi( interessati dall'avan!ata turca. 0i giunse %uindi alla pace di lodi, firmata nel 8474 che sanc, la definitiva ascesa di Arancesco 0for!a come 1uca di 6ilano ed il riconoscimento delle con%uiste venete in lombardia. $er rendere pi( stabile la pace 6ilano, Vene!ia e Airen!e diedero vita alla &ega talica che venne estesa l'anno seguente al papa, al re di Napoli e a /orso 1'4ste. &a &ega aveva lo scopo di impedire %ualsiasi tipo di tentativo espansionistico ai danni degli stati aderenti. &'accordo aveva durata di venticin%ue anni e contemplava anche la forma!ione di un esercito comune la difesa che per* non venne mai reali!!ato. 1elineando un %uadro degli stati italiani dopo la pace di &odi troviani# Vene!ia, concentrata sulla difensiva dei propri nteressi commerciali e dei suoi possedimenti orientali. Vene!ia perse nel 8470 l'isola di 4ubea ma ac%uist* +ipro dall'ultima regina. l rapporto con i turchi risult* sempre estremamente precario all'interno di un accordo che prevedeva per i vene!iani libert" di commercio in cambio del pagamento di tasse doganali non troppo gravose. ) 6ilano Arancesco 0for!a non era pi( pressato dai vene!iani, potendo cosi ini!iare ad impegnarsi affondo per ottenere consensi per la sua dinastia e raffor!are il proprio potere. =perava attivamente al livello diplomatico per creare un asse con Airen!e e Napoli da porre a difesa degli e%uilibri italiani, favor, all'intenro del suo dominio la ripresa dell'attivit" agricola e manifatturiera. +on l'avvento al potere del figlio Galea!!o 6aria ini!iarono le prime difficolt" che culminarono con il

suo assassinio nel 847<. l potere dopo un breve conflitto dinastico venne reclamato da &udovico il 6oro. .ra 6ilano e Vene!ia stava il 6archesato di 6antova retta dai Gon!aga che dopo aver esteso i propri domini verso il lago di garda dovette faticare non poco per mantenersi in e%uilibrio nel diffice clima politico italiano. n una situa!ione simile si trovavano gli 4stensi di Aerrara, 6odena e >eggio, da tempo soggetti alla pressione vene!iana che ottenne vaste con%uiste gra!ie alla pace di /agnolo stipulata nel 84;4 a seguito di un conflitto esploso per contrastare la politica nepotista di 0isto V. 0i trova inoltre nel settentrione il principato di .rento, i 6archesati di di 0alu!!o, 6onferrato e +eva e la +ontea di )sti, tutti retti da dinastie di origine feudale. l 1ucato di 0avoia gravitava nell'orbita della francia almeno fino al 847; %uando ne divenne un effettivo dominio. &a >epubblica di Genova si presentava molto debole dato che aveva evitato di assumere impegni militari seri per concentrarsi sulla sua politica commerciale non rifiutandosi in alcun periodo di essere dominanata da francesi, milanesi o dal pontefice. )ltre citt" ad aver mantenuto ordinamenti comunali furono 0iena, &ucca e /ologna, %uest'ultima per* alla fine cadde come dominio dello stato pontificio. >oma o meglio lo stato pontificio vide riconosciuta la propria sovranit" in buona parte della romagna alla %uale comun%ue fu lasciata molta autonomia a varie realt" comunali. Nella politica italiana della met" del %uattrocento Airen!e gra!ie ai suoi governanti esercit* il suo dominio su un'area paragonabile alla met" del territorio complessivo di Vene!ia. l merito fu della politica estera attuata dai 6edici. &a politica estera medicea venne caratteri!!ata da un costante opportunismo per frenare i vari pericoli espansionistici da Vene!ia, da 6ilano e dal >egno di Napoli. &'ini!io del potere 6ediceo fu caratteri!!ato dal %uasi nullo riconoscimento formale al loro potere che si reggeva in piedi gra!ie alla solidit" economica della famiglia. 6edici putarono %uindi alla 9manomissione9 delle entit" comunali gi" esistenti non avendo la for!a per abolirle totalmente. $roprio per %uesta mancan!a di legittimit" non mancarono famiglie che considerando i giochi ancora aperti non mancavano di organi!!are congiure. &'origine della calda situa!ione fiorentina era da ricercare nella politica nepotistica di 0isto V che pretendeva dai 6edici il denaro per riscattare mola e darla in signoria al nipote. )l rifiuto dei 6edici il pontefice si rivolse alal famiglia dei $a!!i che accettarono di versare la somma richiesta ed organi!!arono una congiura con la collabora!ione di Girolamo >iario che vedeva dei 6edici un ostacolo alla sua epsnasione in romagna. &a congiura fu fissata per il ?< aprile 847;. il risultato fu l'asssassinio di Giuliano 1e 6edici e il ferimento di &oren!o, la rea!ione popolare port* all'uccisione di molti dei $a!!i e dello stesso arcivescovo 0alvati. &a rea!ione papale non si fece attendere, &oren!o 1e 6edici venne scomunicato e Airen!e venne dichiarata interdetta. l papa inoltre dopo aver portato dalla sua parte il >e di Napoli e 0iena sconfisse Airen!e presso poggio imperiale. &oren!o allora si rec* a collo%uio con il >e di napoli col %uale strinse allean!a lasciando %uindi solo il papa, che non pot- far altro che venire a patti, firmando un accordo nel 84;0 che prevedeva il ritorno allo status %uo e l'annullamento dell'interdetto su Airen!e. &'allean!a con 6ilano e Napoli resse assai bene speecie durante la rivolta dei baroni nel meridione, alla %uale aderirono personaggi di altissimo livello. nnocen!o V nonostante la pa!ien!a di >e Aerrante di trovare una solu!ione diplomatica, non esit* a ricorrere alle armi chiedendo anche l'aiuto di Vene!ia. &a diploma!ia di &oren!o il 6agnifico era in piena attivit" per bloccare il dilagare del conflitto giungendo %uindi alla pace nel 84;< nella %uale il >e si impegnava a pagare un contributo regolare alla chiesa in segno di vassallaggio, a perdonare i baroni ribelli e ad accettare l'invio di un legato pontificio che avrebbe dovuto occuparsi dei rapporti con i feudatari. >e Aerrante per* ottenuto l'obiettivo di dividere il fronte avversario pun, tutti i personaggi in vista che parteciparono alla rivolta facendoli arrestare e giusti!iare dopo un sommario processo. +on la morte di &oren!o il 6agnifico nel 84:? si chiuse per l'italia un periodo dove era possibile risolvere rapidamente i vari conflitti. +on l'avvento al potere di &oren!o il 6agnifico l'italia aveva raggiunto il massimo del suo elevamento culturale ini!iato verso la fine del trecento da uomini letterati come +oluccio 0alutatio &eonardo /runi che prendendo esempio da Arancesco $etrarca di diedero grande fervore per recuperare le opere di scrittori classici. l loro scopo era %uello di superare la mentalit" medievale e riaccostarsi alle opere classiche per compredenre il vero significato. $roprio in %uesto periodo, il medioevo venne

considerato come un periodo negativo nel suo complesso poich- conobbe una decaden!a in tutti i campi del sapere. &'ideale della nuova cultura umanistica si proponeva di riprendere il collo%uio con gli autori antichi per farne nuovi modelli di forma!ione di imita!ione. 5uesto periodo vide anche la nascita della filologia ovvero del metodo critico nell'esame dei testi antichi e di ogni fomra di espressione e di pensiero che divenne in seguito una componente essen!iale del pensiero umanistico. &a nuova disciplina filologica permise di dimostrare la falsit" della dona!ione di +ostantino a papa 0ilvestro. 3n episodio che acceler* il recupero della cultura classica fu sen!'altro la con%uista di costantinopoli che provoc* il trasferimento di diversi ecclesiasti e dotti bi!antini. &'umanesimo per* aveva un'ambiguit" di fondo dato che l'esalta!ione della cultura classica implicava anche il'esalta!ione del mondo pagano il che rendeva problematico il rapporto con la cristianit" che i pi( tendevano ad eludere. Vi furono poi casi di filosofi che pubblicarono opere nelle %uali il cristianesimo veniva integrato perfettamente nelal filosofia platonica. &a nuova corrente di pensiero ebbe i suoi punti di form!a in alcuni centri ed in alcuni gruppi di intellettuali# Airen!e, che ne fu la culla e >oma che fu l'unico centro in grado di tenere il passo con Airen!e, per poi superarlo all'ini!io del cin%uecento. )nche la corte angiuina di Napoli divenne un importante centro umanistico. )nche a 6ilano &udovico il modo attu* una buona politica per %uanto concerne il mecenatismo. &e corti europee ed italiane per* non videro solo la grande produ!ione aristico'letteraria ma anche %uella musicale. l %uattrocento vide la nascita del professionismo facendo di conseguen!a diventare richiesti i musicisti di fama. l %uattrocento vede la netta egemonia della musica fiamminga specialmente nel campo della musica sacra. &'epoca d'oro per la musica italiana sar" il cin%uecento che vedr" finalmente l'imporsi di artisti italiani. Nello stesso periodo si andava configurando una nuova figura nelle corti italiane ed europee, l'ambasciatore. 1i ambasciatori ne erano sempre esistiti fin dall'antichit" ma si trattava di inviati occasionali. &'intensit" delle rela!ione che si svilupparono nel corso del %uattrocento port* al prolungamento delle missioni diplomatiche trasformando il semplice inviato in un ambasciatore che dimorava stabilmente nella corte ospitante. 3n ambasciatore doveva scrivere almeno una volta ogni due'tre giorni che affidava poi a corrieri incaricati della consegna. )l servi!io degli ambasciatori vennero create anche le 9poste9 ovvero sta!ioni per il cambio dei cavalli organi!!ate da osti e mercanti per veloci!!are le opera!ioni di consegna della corrisponden!a. +ontemporaneamente veniva operata una centrali!!a!ione degli organi statali specialmente per il settore fiscale e legislativo'giudi!iario. Gli interventi in campo fiscale erano dettati dalla necessit" di far accrescere le entrate statali le cui risorse erano assorbite dal poten!iamento dell'apparato burocratico, altre erano assorbite dal settore militare. =ra infatti si puntava all'arruolamento di eserciti stabili, dipendenti direttamente dal principe. 5uesta opera riformatrice non permise tuttavia ai piccoli stati italiani di poter competere con le maggiori monarchie europee che potevano contare sul sentimento na!ionale e sulla assoluta fedelt" del popolo verso il potere regio. 5uesta grande differen!a apparir" evidente nel 84:4 %uando +arlo V di francia scender" in italia. &e guerre d'italia porteranno come conseguen!a la dispersione in europa di letterati ed artisti che diffonderanno l'arte e la cultura italiana in europa comunicando ad un pubblico pi( ampio un secolo e me!!o di studi e ricerche.