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LETTERATURA LATINA

In sintesi
Let arcaica
Nei primi cinque secoli della sua storia Roma non produce nulla di
specificatamente letterario, ma solo embrionali forme artistiche anonime e
orali, di cui restano scarsi documenti di difficile interpretazione. Alla met del III
secolo a.C., per influenza della cultura ellenistica dell'Italia meridionale, ha
inizio la letteratura vera e propria con la rappresentazione teatrale di un
dramma di Livio Andronico. Il contemporaneo Nevio introduce il poema epico
con l'argomento storico della prima guerra punica e il commediografo Plauto,
nella sua produzione comica di matrice greca, diffonde gusto e atmosfere
tipicamente romane. Ennio, il primo e pi insigne poeta del periodo arcaico, nei
suoi Annales estende agli avvenimenti a lui contemporanei la materia epica gi
trattata da Nevio, sostituisce il metro esametro al saturnio e scrive Saturae, un
genere che avr larga fortuna nei secoli successivi.
A opera del cosiddetto circolo degli Scipioni si ampliano i rapporti con la cultura
e la filosofia greca e si definisce il concetto di humanitas, intesa come dignit
dell'uomo, amore per la cultura, necessit di rapporti rispettosi della
personalit altrui. Al circolo sono legate personalit quali il commediografo
Terenzio e il poeta Lucilio. A questa ellenizzazione della cultura romana si
oppongono vigorosamente tradizionalisti, come Catone il Censore, in nome del
mos maiorum, delle usanze degli antenati fatte di disciplina intransigente,
parsimonia e dedizione al lavoro. Gli ultimi esponenti della rappresentazione
tragica in et arcaica sono Pacuvio e Accio.

Il periodo delle origini

Primi secoli (secc.VIII-VII a.C.)

Nei primi secoli della sua storia, Roma ha una


produzione anonima e tramandata oralmente, ma nulla
di specificatamente letterario.

Le iscrizioni

I primi documenti pervenuti della lingua latina sono


epigrafi di difficile interpretazione come il Lapis
Niger (secc. VII-VI), il Vaso di Dueno (secc. VII-VI),
la Cista Ficoroni e le iscrizioni sulletombe della
famiglia degli Scipioni (sec. III), interessanti perch
prima testimonianza diretta del verso saturnio.

La prosa: il diritto

Le Leggi delle XII Tavole costituiscono non solo una


grande conquista della plebe, che otteneva la certezza
del diritto, ma hanno anche importanza preletteraria
come primo documento di prosa organizzata.

La prosa: la cronaca

La redazione annuale degli Annales e la loro


riunificazione in 80 libri con il titolo di Annales
Maximi fornisce la storia del popolo romano.

La prosa: l'oratoria

l'unica attivit intellettuale degna di un patrizio,


perch necessaria per fare carriera. Appio Claudio Cieco
(sec. IV a.C.), il primo oratore di cui ci giunta notizia,
convinse il Senato a respingere la pace con Pirro con
una famosa orazione (280) che era ancora letta ai tempi
di Cicerone.

La poesia

Il pi antico verso romano il saturnio e il primo


componimento di cui si ha memoria il carmen. Di
questo genere sono i pi antichi inni religiosi: il Carmen
Saliare e il Carmen Arvale; il primo cantato dai sacerdoti
Salii in primavera e in autunno per lapertura e la
chiusura della guerra; il secondo dai sacerdoti Arvali per
propiziare la fertilit dei campi. Profani sono i carmina
convivalia e triumphalia e le neniae.

Le origini del teatro

Forma primitiva di poesia teatrale sono i versi


fescennini, battute licenziose che i contadini si
scambiavano durante le feste, e la satura,
rappresentazione pi complessa, di origine etrusca, con
canto, recitazione, danza e gesticolazioni mimiche.
Decisamente pi importante per il teatro l'atellana,
farsa di origine osca recitata su un canovaccio da
maschere fisse,
quali Pappus,Maccus, Bucco e Dossennus.

Il teatro

Il teatro

Grande fortuna ha in Roma la fabula, termine generico


che pu essere riferito a qualsiasi tipo di testo teatrale;
la rappresentazione avviene nelle pubbliche feste
religiose, durante i ludi scaenici. Il teatro costituito da
un palcoscenico provvisorio in legno, collocato in una
piazza o in una via.

Attori e autori

Gli attori indossano la maschera e guadagnano bene,

ma sono quasi tutti schiavi o liberti. Anche gli autori non


godono di alta posizione sociale: alla loro corporazione
non aderisce nessun cittadino romano.

I generi

Palliata e cothurnata sono rispettivamente le commedie


e le tragedie di ambientazione
greca; togata e preaesta le commedie e le tragedie di
argomento romano. Molta fortuna hanno anche il mimo
e il pantomimo, di carattere decisamente pi popolare.

Livio Andronico e Gneo Nevio

Livio Andronico

Livio Andronico (sec. III a.C.), padre della letteratura


latina, era di origine greca. Condotto a Roma da Taranto
come schiavo, fu affrancato da un certo Livio Salinatore.
Rimangono frammenti della sua traduzione in latino, in
versi saturni, dell'Odissea di Omero; molto apprezzata
dai romani, fu a lungo libro di testo nelle scuole. Delle
sue palliate e cothurnatae sono pervenuti alcuni titoli e
pochi versi.

Gneo Nevio

Di origine campana, Nevio (ca 275-201 a.C.) fu il primo


a usare lacontaminatio. Rimangono pochi frammenti
delle sue opere drammatiche, ma pare che abbia
introdotto per primo la tragedia praetexta, di ambiente
romano. Cant, nel poema epicoBellum Poenicum, la
prima guerra punica contro Cartagine, alla quale aveva
partecipato.

Plauto
La vita

Plauto (Sarsina, prima del 250-Roma 184 a.C.). Scarsi sono i dati sulla vita del pi famoso commediografo
dell'et arcaica, che era di origine umbra (Sarsina) e sicuramente nato libero.

Le
opere

Sono giunte praticamente complete 20 commedie palliate (Fabulae Varronianae) e frammenti di una
ventunesima:Amphitruo, Asinaria, Aulularia, Bcchides, Captivi, Csina,Cistellaria, Curculio, Epdicus, Mena
echmi, Mercator, Miles
gloriosus, Mostellaria, Persa, Poenulus, Psudolus, Rudens,Stichus, Trinummus, Truculentus e Vidularia.

Fonti e
struttur

Le trame e i personaggi si ispirano a quelli della "commedia nuova" ellenistica, ma il poeta crea un'opera
originale e autonoma dalle fonti, sia nella lingua, sia nel nome dei personaggi, sia nella struttura, sia per le

a delle
comme
die

allusioni al mondo romano. La commedia, infatti, non divisa in atti, non ha cori, d ampio spazio al canto
e alla musica, manca di coerenza e organicit.

Il
mondo
poetico

L'interesse di Plauto non rivolto all'intreccio (spesso anticipato nei prologhi), n vuole lanciare messaggi
morali o caratterizzare psicologicamente i personaggi: il suo scopo solo divertire il pubblico. Il suo un
mondo di farsa popolaresca e di irresistibile comicit, di cinismo e di amoralit, in cui sembrano credibili le
vicende pi grottesche. Il tutto espresso in una lingua versatile e ricca, con l'andamento del parlato.

Ennio e i suoi continuatori

Ennio: la vita

Nato a Rudiae nel 239 a.C., Ennio arriva a Roma nel 204 al
seguito di Catone il Censore e si stabilisce in citt fino alla sua
morte nel 169 a.C. Entra a far parte dell'ambiente degli
Scipioni e nel 189 segue M. Fulvio Nobiliore nella campagna
militare in Etolia. Nel 184 ottiene la cittadinanza romana.

Ennio: gli Annales

l'opera pi famosa, poema epico di 18 libri in esametri, in cui


celebra la storia di Roma dalle origini ai tempi suoi. I 600 versi
rimasti testimoniano una poesia vigorosa e appassionata e uno
stile solenne e magniloquente.

Ennio: le tragedie

Delle tragedie cothurnatae di argomento greco, spesso riprese


dal teatro di Euripide, sono rimasti 22 titoli e pochi frammenti
che mostrano la ricerca di effetti drammatici e patetici. Scrisse
anche due praetextae e alcune palliate.

Ennio: le opere minori

Delle opere minori, si conoscono solo i titoli. Saturae,


epigrammi,Scipio, Sota, Hedyphagetica, Protrepticus, Epicharm
us,Euhemerus, che testimoniano i numerosi interessi del poeta
e la vastit dei suoi studi.

Pacuvio

(Brindisi, 220-Taranto 130 a.C.). Nipote di Ennio, Pacuvio


autore di tragedie cothurnatae. Della sua produzione restano
frammenti per circa 450 versi. Le sue tragedie furono
rappresentate per tutto il periodo repubblicano.

Accio

(Pesaro, 170-Roma, ca 85 a.C.). Lucio Accio il pi famoso


autore di tragedie. Della sua produzione rimangono 45 titoli di
tragediecothurnatae, 2 di praetextae e frammenti per circa

750 versi. Predilige vicende fosche con personaggi sanguigni,


di forte impatto emotivo, facendo sfoggio di invenzione
linguistica. Bench non sia pervenuto altro della produzione
letteraria, gliAnnales, i Didascalica e i Pragmatica testimoniano
la vastit dei suoi interessi.

La prosa e Catone il censore

La prosa

I primi tentativi di prosa letteraria si hanno nel sec. II


a.C. e sono legati all'oratoria e alla storiografia, i cui
scrittori provengono dal ceto dirigente.

L'oratoria

Non rimasto quasi nulla dei maggiori oratori dell'et


arcaica: Scipione l'Africano ed Emiliano Gaio, Gaio Lelio
e i fratelli Tiberio e Caio Gracco. probabile che si
attenessero strettamente ai fatti e curassero meno la
forma dell'esposizione.

La storiografia

La prima storiografia di tipo annalistico. Quinto Fabio


Pittoree Cincio Alimento scrivono in lingua
greca; Valerio Anziate,Cassio Emina, Calpurnio
Pisone e Cornelio Sisenna in lingua latina.

La monografia

All'epoca dei Gracchi incomincia ad affermarsi la


monografia conCelio Antipatro e Sempronio
Asellione. Quest'ultimo fu il primo a usare un vero
metodo storico.

Catone il Censore

Catone il Censore (Tusculum, 234-Roma, 149). Homo


novus di origine contadina percorse tutto il cursus
honorum: tribuno militare, questore, edile, pretore,
console e censore. Fu il massimo rappresentante della
tendenza conservatrice e antiellenica, intransigente
contro quelle che considerava le degenerazioni dei
costumi e della tradizione romani. Il soprannome di
Censore dovuto alla severit con cui esercit quella
carica.

Catone: le opere

Pochi frammenti rimangono dei 7 libri delle Origines, la


prima opera storiografica in latino, che trattava la storia
non solo di Roma, ma di tutte le citt italiche. In uno
stile conciso e scarno, gli avvenimenti sono narrati per
sommi capi, senza citare i nomi dei condottieri. Della
sua attivit politica ci rimangono solo un'ottantina di

titoli di orazioni e 250 frammenti, che testimoniano la


sua abilit ed efficacia nei discorsi. Nulla pervenuto
dei Praecepta ad filium, n delle Epistulae, n
delCarmen de moribus.L'unica opera giunta De agri
cultura(L'agricoltura), una specie di manuale per
l'agricoltura di scarso valore letterario.

Evoluzione della commedia: Stazio e Terenzio


Cecilio Stazio

Cecilio Stazio (230 ca-168 a.C.). Nato forse a Milano, fu condotto


a Roma come schiavo e poi liberato. Fu amico di Ennio.

Cecilio: le commedie

Della sua produzione rimangono circa 300 versi e il titolo di


44palliate, di cui la pi nota Plocium (La collana). Si ispir alle
opere del greco Menandro. Le sue commedie dominarono la
scena tra la morte di Plauto e la prima palliata di Terenzio.

Cecilio: la poetica

Rielabor liberamente i modelli greci. Fu stimato da Orazio e da


Varrone, ma criticato da Cicerone. Le sue opere erano rivolte a
un pubblico colto, e questo lo colloca in una posizione
intermedia tra Plauto e Terenzio.

Terenzio

Scarse le notizie biografiche di Terenzio (190 ca-160 ca a.C.).


Nato a Cartagine, viene condotto a Roma come schiavo e poi
liberato. Fa parte del circolo filoellenico degli Scipioni.

Terenzio: le commedie

La sua produzione pervenuta completa; sono 6


commedie:Adelphoe, Andria, Eunuchus, Hecyra, Heautontimoru
menos,Phormio, i cui soggetti sono tratti dai greci Menandro e
Apollodoro di Caristo.

Terenzio: la poetica

Il teatro di Terenzio meno vivace di quello di Plauto, ma di buon


gusto e di cultura raffinata. L'azione teatrale statica, i
personaggi sono analizzati con verosimiglianza nella loro
umanit. Al centro del suo mondo poetico sta il valore
dihumanitas, elaborato nel circolo degli Scipioni. Il linguaggio
fine e accurato: con Terenzio la commedia diventa una
rappresentazione d'lite.

Il tramonto della commedia e il ritrono dellatellana

La palliata

La ripetitivit delle trame determina il declino della


palliata che inizia la parabola discendente. I pi
importanti tra gli autori minori sono Lucio Lanuvino,
famoso per una polemica con Terenzio
sulla contaminatio e Turpilio, che si ispira al teatro di
Menandro.

La togata

La commedia di ambientazione romana fiorisce nella


seconda met del sec. II, in coincidenza con il tramonto
della palliata. Diventano importanti i personaggi
femminili. Gli autori pi noti di togate sono Titinio, che
alla vivacit linguistica e popolaresca unisce
l'approfondimento dei caratteri femminili; Lucio
Afranio, l'autore di togate di maggior successo presso il
pubblico, dallo stile elegante che si ispira a
Menandro; Tito Quinzio Atta, le cui commedie
dovevano probabilmente ricalcare quelle di Afranio.

L'atellana

Nell'et di Silla (100-80 a.C.) rinasce l'atellana, cui


danno una veste letteraria Pomponio e Novio.
Sparisce l'improvvisazione e gli attori seguono parti
scritte. Il contenuto rimane farsesco e osceno, la
comicit popolaresca e grossolana. Di Pomponio
rimangono 70 titoli di atellane e circa 200 versi, di Novio
44 titoli e circa 100 versi.

Lucilio e le nuove tendenze della poesia

Lucilio: la vita

(Sessa Aurunca, 180 - Napoli, 102 a.C.). Appartiene al


ceto equestre ed entra a far parte del circolo degli
Scipioni. Combatte in Spagna nella guerra di Numanzia.

Lucilio: le Satire

autore di 30 libri di Satire, delle quali rimangono


frammenti per circa 1350 versi. Lucilio, anticonformista,
critica tutti gli aspetti della vita romana sia pubblica sia
privata con un linguaggio ora dotto ora popolano, ricco
di termini tecnici e grecismi.

La nuova poesia

Fra i secc. II e I a.C. si manifestano nuovi modi di


comporre poesia, connessi al diffondersi della cultura
ellenistica. I poeti compongono liriche brevi, come
l'epillio o l'epigramma. La personalit di spicco quella
di Lutazio Catulo, del cui circolo fanno parte Valerio
Edituo, Porcio Licino, Volcacio Sedigito, Levio e Mazio.