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La figura di San Clemente e la battaglia di Magenta La storia narrata in questo piccolo volume, storia di guerra, si intreccia con quella

religiosa della nostra comunit e, pi precisamente, con quella di uno dei Santi Patroni. Va precisato come la comunit di Trecate veneri due Santi Patroni. Primo fu San Cassiano, patrono di Imola, considerato anche patrono degli Istituti degli Scolopi e dal 1952, per decreto di Pio XII, degli stenografi italiani.1 La nascita del culto a Trecate legata al piccolo tempio dedicato a San Cassiano di cui si hanno testimonianze gi nei primi decenni del IX secolo. Nel 1615 il vescovo Bascap dona alla comunit parrocchiale di Trecate una reliquia del Santo.2 Secondo patrono fu nominato San Clemente; le sue reliquie, pi precisamente le ossa e il sangue, giunsero in paese il 18 dicembre 1758 e furono donate alla comunit da Giorgio Antonio Clerici. 3 Alle tre di notte la popolazione fu svegliata da un suono di campane che annunciava lo straordinario evento. Accorsa a villa Clerici trov una cassetta contenente le reliquie del Santo, trasportate poi in solenne processione nella chiesa Parrocchiale. Giunte in chiesa le reliquie furono collocate sull'altare maggiore, in seguito deposte in un armadio della sacrestia e il 23 dicembre trasportate temporaneamente sotto l'allora altare di S. Giovanni Evangelista, in attesa di una degna collocazione4. Della storia personale di San Clemente non si conosce nulla. Lanalisi dello scheletro ha permesso di ipotizzare che mor sicuramente in giovane et, tra i venticinque ed i trentanni, molto probabilmente durante una delle persecuzioni che contraddistinsero quei secoli. Inoltre lampolla che racchiudeva alcune gocce del suo sangue era in vetro cesellato, e non in vetro liscio o creta: questo fa presumere lappartenenza del martire ad una famiglia patrizia.5
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Lispirazione per questi patronati nasce dalla vita narrata dal poeta cristiano Aurelio Clemente Prudenzio, originario della Spagna, che nei primi anni del V secolo, viaggiando tra Ravenna e Roma, visit un sacello, situato nell'area della necropoli romana al Forum Cornelii, l'attuale Imola, dov'era venerato San Cassiano. Il poeta racconta la storia del martirio di Cassiano, siamo ai tempi di una grande persecuzione, con molta probabilit quella scatenata da Diocleziano e Massimiano, proseguita poi da Galerio e Massimino e durata dal 303 al 313 (Cattabiani, 1993). In quel periodo Cassiano insegnava a una numerosa scolaresca di Forum Cornelii, in modo duro e severo. Quando si scaten la persecuzione, Cassiano si rifiut di fare sacrifici agli dei come imponevano gli editti imperiali. Fu cos che il magistrato decise di condannarlo gettandolo nelle mani dei suoi alunni i quali sfogarono l'odio che avevano segretamente accumulato nei suoi confronti (lintero testo di Prudenzio, tratto dal IX inno del Peristephanon, contenuto in Brevi appunti su la vita e la morte di S.Cassiano Martire di Mons. Carlo Allorio, 1927, 1952 e in San Cassiano Martire, F. Mittino, 2010). Questa storia rimane per molto vicina alla leggenda, non vi sono testimonianze storiche che la confermino. Unaltra leggenda, oggi dimenticata, quella che narrava che Cassiano era stato prima vescovo di Sabiona, la diocesi che nella Rezia precedette quella di Bressanone, e di l fosse giunto al Forum Cornelii dove si ferm dedicandosi all'insegnamento. Questa credenza per priva di qualunque fondamento storico, come il fatto che sarebbe stato vescovo di Forum Cornelii: nessuna delle due citt poteva essere in quel periodo gi diocesi. Questa seconda leggenda giustifica liconografia di San Cassiano che lo raffigura come vescovo (si veda laltorilievo bronzeo del Manfrini nello Scurolo e il pennacchio della cupola della Chiesa Parrocchiale Beata Vergine Assunta). 2 Levolversi del culto del Santo allinterno della storia della comunit di Trecate si pu trovare in San Cassiano Martire, F. Mittino, 2010. 3 Giorgio Antonio Clerici, signore di Trecate, nel 1758, alla morte di Papa Benedetto XIV, venne nominato ambasciatore da Francesco I e dalla moglie Teresa, imperatrice dAustria, affinch li rappresentasse a Roma durante il Conclave. Il 6 luglio 1758 fu eletto al soglio pontificio il Cardinale Rezzonico, con il nome di Clemente XIII. Terminato il conclave i Cardinali fecero dono al marchese dei corpi di due Santi Martiri custoditi nelle catacombe di San Calepodio. A uno fu dato il nome di San Benedetto, in onore del defunto pontefice, e laltro quello di San Clemente al fine di onorare il nuovo Papa. Antonio Clerici decise poi di donare le Sante Reliquie: alla Chiesa di Cuggiono furono donate quelle di San Benedetto e a quella di Trecate quelle di San Clemente. 4 Questo altare scomparso con i lavori di ampliamento della Chiesa Parrocchiale avvenuti nel 1901 (Locatelli, 2001).

Nel 1859, quindi, i due Patroni proteggevano gi il nostro Borgo, e possiamo anche affermare come la figura di San Clemente avesse un posto privilegiato nella mente dei Trecatesi (cfr. Mittino, 2010, pp.11-16). Proprio in quellanno, pi precisamente il 4 giugno, venne combattuta la battaglia di Magenta, uno degli eventi pi significativi della seconda guerra di indipendenza, segnava lapertura delle ostilit tra gli eserciti Francese e Piemontese nei confronti di quello Austroungarico. Il Borgo di Trecate ospit il Primo Reggimento della Guardia Francese, i reparti di supporto e lo stesso Napoleone III presso losservatorio di torre Mandelli, a San Martino, assumendo cos un ruolo centrale nelle fasi preliminari della battaglia. Inoltre Trecate, nel mese di aprile, sub loccupazione Austriaca: il Generale Giulay, su ordine dellImperatore Francesco Giuseppe, aveva invaso parte delle provincie piemontesi con unazione dimostrativa a seguito della mobilitazione dellesercito di Vittorio Emanuele II (Garzoli, 1959). Lintreccio di questa storia di guerra con la figura di San Clemente ci rivelato dai combattenti trecatesi, che si sentirono protetti da San Clemente: a testimonianza di ci c un quadro appeso allinterno dello scurolo di San Clemente, nella Chiesa Parrocchiale B.V. Assunta, contenente le medaglie al valore donate dai reduci delle battaglie dindipendenza 1848-49 (Peretti, 2009). Sarebbe bello poter conoscere i loro nomi, purtroppo questo non possibile ma possiamo credere che sicuramente sono tra quelli citati dal Piazzano (1932): Antonini Carlo Luigi, soldato Barbieri Giov. Battista, soldato Bellazzi Francesco, soldato Berra Giuseppe, soldato Bertone Carlo, soldato Bolla Giuseppe, caporale Bolla Simone, sergente Borgnis Francesco, sergente Brustia Antonio, soldato Busto Pasquale, soldato Caccia Andrea, soldato Calcaterra Pietro, soldato Carnaghi Giovanni, soldato
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Cerina Francesco, soldato Colla Giuseppe, soldato Colla Daniele, caporale Colombo Innocenzo, soldato Dabbene Angelo, soldato Favini Giovanni, soldato Favino Gaudenzio, soldato Fettarappa Agostino, soldato Fregonara Luigi, soldato Frattino Giov. Baldassarre, soldato Gambaro Giuseppe, soldato Geddo Giuseppe, soldato Guaglio Clemente, soldato

Maggiori dettagli sulla figura del Santo e sulle vicende che lo legano alla storia della nostra comunit si possono trovare in 17582008 San Clemente Martire. 250 anniversario dellarrivo delle Reliquie a Trecate, F. Mittino, 2009.

Iacometti Antonio, soldato Lavazzi Giovanni, soldato Legoratti Angelo, soldato Leone Pietro, soldato Leone Giovanni, caporale Limosa Clemente, soldato Lorenzoni Andrea, soldato Lucchini Giovanni, soldato Manfredda Giovanni, soldato Marchese Andrea, soldato Marella Agabio, soldato Maspero Carlo, soldato Mittino Giovanni, soldato Mittino Antonio, soldato Mittino Cassiano, soldato Mittino Domenico, soldato Mittino Ambrogio, soldato Mittino Andrea, soldato Mocchetto Carlo, soldato Moia Giuseppe, soldato Molinari Dott. Achille, tenente Moro Antonio, soldato Negri Gaudenzio, soldato

Parino Martino, soldato Porzio Domenico, appuntato Porzio Antonio, soldato Peretti Domenico, soldato Racca Tommaso, soldato Rebuffi Antonio, appuntato Rosina Giovanni Battista, soldato Rosina Pietro, soldato Ruggerone Clemente, soldato Ruggerone Francesco, soldato Ruggerone Giovanni, soldato Ruggerone Franc. fu Clemente, soldato Ruggerone Giuseppe, soldato Tacchino Giuseppe, soldato Tacchino Carlo, soldato Tacchino Cassiano, soldato Travaglino Carlo, soldato Troncone Giuseppe, soldato Verallo Giovanni Antonio, soldato Zanaria Giuseppe, appuntato Zanotti Antonio, soldato

A questo dato dal forte valore storico se ne associa uno che supera quella sottile linea che divide la realt dalla fantasia e va ad abitare nel mondo delle leggende. Sfogliando i numeri del Bollettino Trecatese degli anni della Seconda Guerra Mondiale si possono trovare, tra le pagine ingiallite, macchie dinchiostro che riportano il lettore ai tempi della battaglia di Magenta: C'era una volta... Cos incominciano tutte le leggende. Invece, quella di S. Clemente incomincia: Cento anni fa, quando c'era la guerra... Di guerre a Trecate cent'anni fa ce ne furono parecchie, ma la leggenda parla di quella che gli austriaci e i francesi combatterono nel 1859.
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Che cosa avvenne, dunque, cent'anni fa, quando c'era la guerra? Una mattina, svegliandosi, i trecatesi videro sulla sponda lombarda del Ticino cavalli e cavalieri in perfetto ordine di battaglia. Immaginatevi lo spavento delle donne e dei fanciulli, che scapparono a nascondersi nelle stalle e sulle cascine, dove, tremando, si raccontavano tante cose paurose. Chi diceva d'aver visto gli archibugi, chi raccontava d'aver sentito tremare la terra per il colpo di una bombarda. Ad ogni nuova notizia linquietudine aumentava e dopo mille esclamazioni i gruppi di persone si raccoglievano negli angoli delle case, intorno all'immagine di S. Clemente, soldato e martire, trecatese di elezione. Una mattina, una vedetta a grande velocit giunse in paese per annunziare affannosamente che la cavalleria, varcato il confine, marciava a spron battuto verso Trecate. Tutti scapparono, senza dimenticare per di portare con s l'immagine di San Clemente. Poco dopo sullo stradone principale gi si vedeva sollevarsi un gran polverone che segnava l'avanzare delle truppe. Giunsero alle prime case del paese. Per le vie non c'era anima viva. Il denso polverone cess. Quelli che da lontano seguivano il movimento capirono che i cavalli avevano arrestata la loro marcia. Che cosa sarebbe mai avvenuto? Il paese sarebbe stato certamente depredato e poi bruciato. Gi correva voce che qualche colonna di fumo si era vista sollevarsi verso il cielo. Passarono lunghi momenti di aspettativa. L'attesa aument l'ansia e la curiosit. Qualche cosa doveva pur essere capitata. Infatti i cavalli, giunti al limitare del Borgo, si erano improvvisamente fermati ed erano rimasti irrigiditi al loro posto. Si fece allora avanti il generale, che portava due lunghi baffi, ed impart ordini con la voce e con la mano. Ma i cavalli con i loro cavalieri non si mossero.
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Era la prima volta che il generale non vedeva eseguiti i suoi ordini. Tutto adirato, tolse dal fodero la sua sciabola e minacci severamente. Allora i cavalli oh, meraviglia! piegarono le ginocchia fino a terra, quasi in atto di adorazione e di preghiera. I soldati trattennero il respiro e fu profondo il silenzio. Il generale guard in giro, poi, puntando la sua sciabola per terra, esclam: Non ho mai visto una cosa simile. Qui c' qualche santo che protegge questo paese. In quel momento una donna attravers la strada, pi coraggiosa di tutti gli altri perch aveva un fratello generale. La donna fu subito fermata e il generale le domand: Qual santo pregate voi in questo paese? E la donna rispose : Noi preghiamo S. Clemente, il quale era un soldato come voi. I cavalli, inginocchiati, chinarono la testa. Il generale allora si tolse dal dito un anello doro e lo fece portare all'urna di S. Clemente. Quindi diede ordine ai suoi soldati di cambiare strada per non calpestare la terra cos visibilmente protetta da un santo soldato. I cavalli si alzarono e le truppe partirono a grande velocit. I trecatesi, ritornati alle loro case, fecero grande festa (Bollettino Trecate, anno XXXIV, n34, 19 Agosto 1944). Questa leggenda racconta la fede del popolo trecatese nei confronti del loro Santo Patrono, quando la battaglia si fa vicina alle campagne e alle case la preghiera si fa pi forte e lintercessione del Martire blocca lingrasso dei soldati nel Borgo. Come sottolineavo precedentemente, nessuno sa quanto di reale c in questa storia per credo sia significativo notare come questo evento storico della battaglia di Magenta sia rimasto cos impresso nel solco della storia del nostro Borgo al punto da essere richiamato negli anni del secondo conflitto mondiale. Altro aspetto che mi preme mettere in luce la valenza positiva che assume levento narrato: la guerra, prototipo di una situazione che ha in s dolore e sofferenza, subisce una variazione, attraverso lintervento del Santo, e diviene immagine di speranza e di salvezza.
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Queste poche righe credo possano costituire un prezioso tassello che si inserisce nel quadro della nostra storia locale legata agli eventi risorgimentali. Inoltre sottolineano lintenso e intimo legame che intercorre tra il sentimento patriottico e il culto religioso del Santo Patrono: due valori che per lungo tempo hanno guidato la storia delluomo. Filippo Mittino
Bibliografia [], (1944), La leggenda di San Clemente, Bollettino Trecatese, anno XXXIV, n34, 19 Agosto 1944. Allorio, C. (1927, 1952), Brevi appunti su la vita e la morte di S.Cassiano Martire. Parrocchia Beata Vergine Assunta, Trecate. Cattabiani, A. (1993), Santi dItalia Vite leggende iconografia feste patronali culto. Rizzoli, Milano. Garzoli, G. (1958), Trecate nel 1859. Comune di Trecate. Locatelli, P.L. (2001), La Chiesa Parrocchiale Beata Vergine Assunta di Trecate. Parrocchia Beata Vergine Assunta Mittino, F. (2009), 1758-2008 San Clemente Martire. 250 anniversario dellarrivo delle Reliquie a Trecate. Parrocchia Beata Vergine Assunta, Consulta Santi Cassiano e Clemente, Trecate. Mittino, F. (2010), San Cassiano Martire. Parrocchia Beata Vergine Assunta, Consulta Santi Cassiano e Clemente, Trecate. Peretti, G. (2009), 4 giugno 1859 Battaglia di Magenta, Bollettino Trecatese, anno XCVII, n, 28 maggio 2009. Piazzano, L. (1932), La storia di Trecate. Stab. Tip. M. Caccini, Trecate.