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1.- Concerto in monastero, Monte Mario ritrova Franz Liszt
Venerdì 16 dicembre il Monastero della Madonna del Rosario, in via Cadlolo, aprirà al pubblico per
ospitare un evento musicale dedicato interamente a Liszt che in questo luogo cercava la pace.
Curatrice del progetto Ryoko Tajika Drei, pianista giapponese già nota alla critica per i suoi
numerosi concerti.
n occasione del bicentenario della nascita di Franz Liszt, venerdì 16 dicembre alle ore 19,30, il
Monastero della Madonna del Rosario di Monte Mario, in via Cadlolo 51, a Roma, aprirà al
pubblico per ospitare il charity concert «Omaggio a Franz Liszt», per la prima volta un concerto
dedicato interamente al maestro ungherese.
Con questo evento, primo di una serie già in programmazione per l'anno 2012, organizzato proprio
qui, dove Liszt visse durante il suo soggiorno romano tra il 1863 ed il 1868, ci si propone di offrire
un aiuto economico per la ristrutturazione della foresteria annessa al Monastero delle Suore
Domenicane. «L'universo di Franz Liszt, con la sua esistenza costellata da fondamentali missioni,
diventa un esempio da seguire, soprattutto nella società di oggi», spiega la curatrice del progetto
Ryoko Tajika Drei, pianista giapponese già nota alla critica musicale per i numerosi concerti spesso
a fine benefico e per gli importanti riconoscimenti e successi ottenuti. «Ho voluto mettere a
confronto le due anime di List: quella scatenata da tzigano e quella mistica da francescano»,
sottolinea Ryoko Tajika Drei. Listz, infatti, cercava la pace proprio in questo piccolo monastero
sulla collina romana, rimasto affascinato da quella solitudine dove poteva udire soltanto il suono
delle campane e degli uccelli. Ad affiancare Ryoko Tajika Drei nelle sue esecuzioni, il pianista Biagio
Andriulli, enthusiastic supporter del progetto, e il soprano Giusy Loglisci.
Per info e prenotazioni: omaggioafranzlistz@[Link]
Redazione - Mar, 13/12/2011 - 19:20
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2.- A Roma
Dopo quasi vent'anni trascorsi a Weimar, Franz Liszt si trasferisce a Roma con l'intenzione di
celebrare in quella città le sue nozze con Carolyne zu Sayn-Wittgenstein. Ma il giorno prima della
cerimonia Carolyne nega il suo consenso, incalzata dalla famiglia contraria a quel matrimonio.
Questa aspettativa disattesa avrà forti ripercussioni sulla loro relazione e porterà infine alla sua
conclusione.
In seguito Liszt si dedica intensamente a composizioni religiose e a opere di musica sacra. Papa Pio
IX gli conferisce gli ordini minori e la carica di abate, coronando infine la sua aspirazione giovanile
ad appartenere agli ordini ecclesiastici. Negli anni della sua vecchiaia finalmente viene riconosciuto
il valore della sua opera di compositore, in particolare delle sue opere per orchestra e nella sua
musica sacra. Nel 1886, gravemente ammalato, si mette in viaggio per assistere al Festival di
Bayreuth, diretto dalla figlia Cosima. Il 31 luglio, pochi giorni dopo il suo arrivo, Franz Liszt muore e
viene sepolto nel cimitero civico di Bayreuth.
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cosmopolita-visionario/biografia-del-compositore
3.- Alessandra Bernocco 9 febbraio 2012
Liszt a passeggio per Roma
«Tutto il mondo è contro di me: i cattolici perché trovano profana la mia musica di chiesa, i
protestanti perché la mia musica è cattolica, i massoni perché la considerano clericale. Per i
conservatori sono un rivoluzionario, per gli avveniristi un falso giacobino. Quanto agli italiani,
malgrado Sgambati, se sono garibaldini mi detestano come un bigotto, se sono dalla parte del
Vaticano mi accusano di trasportare il tempio di Venere in chiesa. Per Bayreuth io non sono un
compositore, ma un agente pubblicitario. I tedeschi detestano la mia musica perché la
considerano francese, i francesi perché la considerano tedesca, per gli austriaci faccio musica
tzigana, per gli ungheresi, musica straniera».
Nato nell’odierna Raiding, al confine dell’impero austroungarico, migrato a Vienna e a Parigi per
studiare, viaggiò in tutta Europa, sempre accompagnato dalla consapevolezza dell’apolide. Anche
a Roma, dove il compositore che ha cambiato la storia della musica trascorse due intensi decenni.
Parliamo di Franz Liszt, che elesse la città eterna a testimone di grande parte della sua produzione.
Qui visse dal 1861, appartato e assorto in una Roma appena proclamata capitale d’Italia, tra via del
Babuino, via Sistina, Villa d’Este e i conventi di Santa Francesca Romana al Foro e della Madonna
del Rosario a Monte Mario, dove si ritirò a seguito di una crisi mistica che lo porterà a ricevere gli
ordini minori diventando abate, nel 1865. E a questa nuova dimensione dell’esistenza, più defilata
e introspettiva, in cui cerca conforto dopo la morte di due dei suoi tre figli, si accompagna l’idea di
una riforma della musica sacra e il «passaggio dalla dimensione di divo virtuoso incantatore di folle
a uomo schivo e riservato, pellegrino alla ricerca di sé».
Così nella presentazione del dvd realizzato da Gaia Vazzoler e prodotto da Sallustiana Multimedia,
presentato nei giorni scorsi nella Sala della Protomoteca in Campidoglio. Liszt e Roma, la storia del
legame tra Liszt e la città eterna: un itinerario musicale che ripercorre le sue passeggiate, i palazzi
e le dimore in cui abitò, per raccontare la storia di un percorso artistico e umano, dai «giovanili
fuochi d’artificio» alla composizione di «brani di profonda e meditata introspezione», dove la città
di Roma è sempre presente, «testimone attenta e affascinante protagonista».
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4.- Corriere della Sera > Cultura > Avventure di Franz amatore e abate
Elzeviro
Avventure di Franz amatore e abate
Il grande Liszt a Roma e le donne
Roma: passionale, romantica, spregiudicata negli amori celebri che ha ospitato. Celebri e tutti da
scoprire. Ogni strada, ogni suo luogo una passione memorabile, come via del Babuino e Franz Liszt
(di cui rileggo in questi giorni la corrispondenza con Wagner, pubblicata in tedesco e inglese per la
Nabu Press).
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In via del Babuino, nel cuore dell'Ottocento, abitò Carolina, sposata col principe di Wittgenstein.
Perse la testa per Liszt che, fino al 1849, fu il concertista più ammirato, più discusso, più retribuito
d'Europa, con successi paragonabili a quelli ottenuti, nel decennio precedente, da Paganini. Uomo
d'amori chiacchierati con donne molto in vista, Liszt aveva scritto la prima pagina di quello che
definì «il mio album irresistibile», rubando la moglie al conte d'Agoult, dalla quale ebbe tre figli
(Cosima sposò Wagner).
A Roma, il pianista visse il suo rapporto passionale più lungo e tormentato, appunto con Carolina.
L'albergo Alibert, nei pressi del Babuino, fu teatro d'incontri memorabili. Fu annunciato
l'annullamento del matrimonio della principessa di Wittgenstein, ma il pontefice impedì che la
pratica avesse corso. «Stavo per sposare Carolina - annotò Liszt -; il Papa mi ha salvato, basta con
le donne, voglio provare con Dio». Il pianista brillante e mondano, che si trasformava con
disinvoltura nel compositore paludato e meditativo di musica religiosa, si rifugiò nella cittadella del
Vaticano, dove il 25 aprile 1865 prese gli ordini monacali. Facendosi stampare biglietti da visita
intestati all'Abbé Liszt, en Vatican. La principessa Carolina si trincerò in casa e trascorse il resto dei
suoi giorni con le finestre sbarrate, al lume di candela, scrivendo ossessivamente, sul retro dei
bigliettini: «Ti aspetto. Ti aspetto».
Morì nel 1887, pochi mesi dopo la scomparsa di Liszt. Scrisse sull'ultimo biglietto: «Mi è dolce
morire perché finalmente raggiungerò Franz».
Quanto a Raffaello, come attesta il Vasari, fu «persona molto amorosa e affezionata alle donne, e
di continuo presto ai servigi loro: la qual cosa fu cagione che, continuando i delitti carnali, egli fu
dagli amici, più che non conveniva, rispettato e compiaciuto». Forse è esatta l'insinuazione storica
che, nella celebre Galatea della Farnesina, Raffaello abbia raffigurato la cortigiana Imperia,
divenuta l'amante di Agostino Chigi, che fece costruire la villa cinquecentesca: banchiere e
mercante di origine senese, Chigi, con traffici di ogni genere, aveva acquistato un'immensa
ricchezza e una fama diffusa fino in Oriente, dov'era noto come «il grande mercante della
Cristianità». Colta come molte cortigiane del suo tempo, Imperia aveva sostituito «per superbia»
questo nome al suo battesimo: Lucrezia. Per dipingerla in Galatea, Raffaello avrebbe cercato di
riunire le attrattive delle tante donne che gli si concedevano, in un solo volto, un solo corpo.
Non è tutto. Nel grande pergolato che costituisce la volta nella galleria della Psiche alla Farnesina,
intorno alla favola di Amore e Psiche, emergono numerosi particolari: frutta, piccoli animali, fiori.
Uno di questi entusiasmò il Vasari, che si dilungò nella descrizione del giocoso simbolo. Una
melanzana dalla forma molto allungata che penetra in un fico molto maturo e spaccato a metà.
Soddisfatto il mercante costruttore, soddisfatta con tutta probabilità Imperia, rallegrati gli altri.
Ancora. Piazza di Pietra e Stendhal. Nel 1836, palazzo Cini ricevette diverse visite di Stendhal,
allora console di Civitavecchia. Lo scrittore si era innamorato della ventenne Giulia Prosperi Bussi,
moglie di Don Filippo: «Amo pazzamente vostra moglie». Cini rispose: «Logico, è una donna
meravigliosa». Lo scrittore si affrettò a spegnere il suo entusiasmo: «Tuttavia, non oserei mai,
mai...». Cini lo squadrò con un sorrisetto: «Osate pure, se avete fiducia in voi. Volete venire a cena
da noi, stasera?». Stendhal non capì se si trattava di uno sfottò o di un cinico invito a una possibile
trasgressione. La chiacchiera conferma: comunque, osò.
Alberto Bevilacqua
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28 gennaio 2012 (modifica il 31 gennaio 2012)
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5.- Estancia en Roma[editar]
Franz Liszt en 1870.
La década de 1860 fue un periodo de grandes catástrofes en la vida privada del compositor. El 13
de diciembre de 1859, falleció su hijo Daniel y el 11 de septiembre de 1862, su hija Blandina
también murió. En cartas posteriores a sus amigos, anunciaba que se retiraría a una vida solitaria.
La encontró en el monasterio de la virgen del Rosario, a las afueras de Roma, donde estableció su
residencia en un pequeño y espartano apartamento el 20 de junio de 1863, uniéndose a la Orden
Franciscana el 23 de junio de 1857.43 Burger, Ernst (1986). Franz Liszt, Eine Lebenschronik in
Bildern und Dokumenten. Múnich
El 25 de abril de 1865 recibió la tonsura de manos del cardenal Hohenlohe, por lo que en
ocasiones fue llamado Abbé Liszt. Recibió las cuatro órdenes menores el 31 de julio del mismo
año: ostiario, lector, exorcista y acólito. El 14 de agosto de 1879 se hizo honorario del canónigo de
Albano.44 El título de «abbé», el equivalente en francés de «padre», recuerda a un título de
cortesía del siglo XVIII, con el que se denominaba con frecuencia a los hombres que habían
recibido las órdenes menores; Liszt nunca fue ordenado [Link] 9
En algunas ocasiones, Liszt formó parte de la vida musical de Roma. El 26 de marzo de 1863, en un
concierto en el Palazzo Altieri, dirigió un programa de música sacra, donde se interpretaron el
«Seligkeiten» de su Christus-Oratorio y su Cantico del Sol di Francesco d'Assisi, así como el Die
Schöpfung de Joseph Haydn y obras de Johann Sebastian Bach, Ludwig van Beethoven, Jornelli,
Felix Mendelssohn y Giovanni Pierluigi da Palestrina. El 4 de enero de 1866, Liszt dirigió el «Stabat
mater» de su Christus-Oratorio y el 26 de febrero su Sinfonía Dante. Hubo varias ocasiones más de
índole similar, pero en comparación con la duración de su estancia en Roma, fueron excepciones.
Triple vida[editar]
En las décadas de 1860 y 1870, Liszt pasó la mayor parte de su tiempo componiendo obras corales
e impartiendo clases gratuitas a un grupo muy selecto de músicos, entre los que se encontraban
Moriz Rosenthal, Sophie Menter, Eugen d'Albert o Emil von Sauer. A pesar del extendido rumor,
Isaac Albéniz nunca fue alumno de Liszt; ni siquiera llegaron a conocerse.45
Liszt fue invitado de nuevo a Weimar en 1869, para dar clases magistrales de piano. Dos años más
tarde, se le pidió que hiciera lo mismo en Budapest en la Academia de Música. Desde entonces y
hasta el final de su vida, hizo viajes regulares entre Roma, Weimar y Budapest, continuando lo que
él llamó su «trifurquée vie» o triple vida. Se estima que Liszt viajó al menos 6.500 kilómetros por
año durante este periodo de su vida —una cantidad excepcional, dada su avanzada edad y los
rigores de la carretera y el ferrocarril en la década de 1870—.46
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Durante su intensa vida de viajes, realizó sus últimos conciertos y se dedicó a la composición de
sus últimas obras, que ya en esta época se caracterizaban por un estilo atonal muy alejado de sus
primeras composiciones clásicas. Destacan como obras representativas de este periodo Nuages
gris o la Bagatela sin tonalidad.
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