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IL BOLLETTINO COLLANTE DELLA STORIA

La storia siamo noi, nessuno si senta offeso, siamo noi questo prato di aghi sotto il cielo. La storia siamo noi, attenzione, nessuno si senta escluso. [] La storia siamo noi, siamo noi padri e figli. (De Gregori, La storia, 1985). La vita scorre velocissima e tumultuosa: molte esperienze si consumano come la fiamma delle candele pallide e spettrali ma alcune esperienze sfuggono ad ogni oblio, ad ogni dimenticanza, e si ripetono e si rinnovano: uguali e nuove, scintillanti e laceranti. (Borgna E., 20051)

Il Bollettino Trecatese si fa collante della storia proprio perch la storia siamo noi. Ogni uomo e ogni donna che entra nella scena della vita lascia un solco nel campo della storia, solco che, affiancato agli altri, acquisisce maggior valore e significato. Sfogliando le pagine del nostro settimanale parrocchiale si pu arrivare a conoscere la fitta trama di solchi che ha caratterizzato e caratterizza la nostra comunit. Pensiamo solo ai resoconti delle nostre feste patronali, la lettura di quegli articoli permette di rivivere la fede, il calore, la passione e lentusiasmo di quei giorni, scoprendo e conoscendo alcuni aspetti delle antiche tradizioni del nostro borgo. Ancora, il grande servizio svolto negli anni delle guerre nei quali il giornale riceveva e pubblicava le lettere dei soldati trecatesi al fronte, permettendo alle famiglie di accorciare, almeno nel pensiero, le distanze con i loro cari. Le parole di Eugenio Borgna credo possano ben introdurre questa funzione di cantastorie del Bollettino. In questepoca post-moderna che ha visto il maturare di un nuovo concetto di tempo, un tempo che corre veloce, che non lascia spazio alla contemplazione di quanto accade in esso, ci si chiede se ha ancora un senso far memoria di storie vissute. Ed proprio Borgna a dare una risposta a questa domanda. In questa vita che scorre velocissima e tumultuosa qualcosa resta immobile nei ricordi, e ci che rimane sono esperienze uguali e nuove. Questo paradosso ben rappresenta la forza contenuta nelle parole delle cronache di eventi passati: creando e raccontando storie si assegnano significati alla propria vita, ricostruendo scenari passati e intravedendo strade future. Inoltre, come sostiene Enzo Bianchi2, il raccontare ad altri eventi che fanno parte della vita d la possibilit di collocarli in uno spazio pi ampio, un respiro pi largo, meno asfittico. Cos facendo si osserva la vita da unaltra angolatura e si pu comunicare questa visione agli altri. Il lettore, che stato magari protagonista dei fatti narrati, si trova di fronte a una nuova strutturazione dellevento influenzata dallesperienza che ne ha fatto il narrante e dalla situazione nella quale si trova al momento della scrittura. Le pagine scritte hanno in s la cifra del tempo della storia, tempo di ascolto, di risonanze, di costruzione del significato. Gi perch noi viviamo di significato e in noi rimane tutto ci a cui stato attribuito un senso, da noi stessi oppure dagli altri oppure da noi con gli altri.
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Borgna E., (2005), Lattesa e la speranza. Feltrinelli, Milano. (Pag.21) Bianchi E., (2008), Il pane di ieri. Einaudi, Torino. (Pag. 70)

Il giornale in questi cento anni stato tutto questo, un testimone, una voce autorevole della nostra comunit, ha raccontato senza mai stancarsi vicende religiose e sociali seguendo la linea programmatica che Mons. Travaini aveva indicato sul Numero Annuncio del dicembre 1911. Il Bollettino si proponeva di dare comunicazioni relative ai lavori di decorazione che verranno svolti in chiesa, alle funzioni religiose, alla vita degli oratori, alla vita della comunit Trecatese, alla cronachetta estera che riferir i fatti pi importanti della settimana avvenuti fuori dal mondo di Trecate3. Questo giornale, nato nel laboratorio situato nei livelli profondi della mente del suo Fondatore, ha dato libera voce alla capacit di progettare tipica di ogni uomo. Progettare una pulsione delluomo, come listinto di sopravvivenza e la fame e coinvolge ogni pratica nel momento in cui lumanit cerca di migliorare le proprie norme o quando, contraddicendole, trova soluzioni altre4. La scelta di dare vita ad un giornale parrocchiale nata proprio dal desiderio di cambiamento, di miglioramento, di costruzione di un tessuto sociale che potesse tenere unit la comunit trecatese e che questo percorso di costruzione venisse tramandato nel tempo. Questo ambizioso progetto ancora oggi esiste grazie soprattutto ad un vivo laboratorio di creazione e progettazione che risiede nella mente dellarciprete don Gilio Masseroni, che ha fatto del giornale uno strumento fondamentale della sua pastorale mantenendo immutato lo scopo che si poteva leggere nel Numero Annuncio:
Il nostro Bollettino [] ha la missione di riunire, possibilmente una volta la settimana, tutti i figli dei Santi Cassiano e Clemente come in una sola famiglia per comunicarsi le proprie gioie e i propri dolori e ritrovarsi fratelli. Ci che sar di notevole in ogni campo verr diligentemente rilevato dal nostro cronista. Ecco lo scopo cui diretta la nostra nuova piccola fatica.

Filippo Mittino

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Gloria in excelsis Deo et in terra pax ho minibus bonae voluntatis, Bollettino Trecatese, Numero Annuncio, dicembre 1911. Mari E., (2011), 25 modi per piantare un chiodo. Mondadori, Milano (pag.1).