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Dentro la Storia

Appunti sull’Antico Borgo di Trecate

Cari lettori,
dopo parecchi mesi di assenza torno per proporvi una nuova rubrica. Come tutte le
rubriche che si rispettino c’è bisogno di una breve introduzione.
Molti di voi sicuramente avranno letto un articolo apparso tempo fa che aveva la finalità di
descrivere “La Manica Coop”, fiore all’occhiello dell’Associazione Trecatese per la Storia e
la Cultura Locale, luogo da me definito “Circolo Culturale” perché è proprio tra quelle
pareti, estremamente calde d’estate e tremendamente fredde d’inverno, che passa la
storia di Trecate. Storia che traspare dagli oggetti antichi restaurati con pazienza da
sapienti mani, che prende forma da ricordi che, instancabili cantastorie, narrano ogni
mattina per il pubblico che si trova da quelle parti o per il semplice piacere di raccontarsi,
perché ricordatevi che raccontare la propria storia significa sentirsi attraversati da essa.
Devo ammettere che in un certo senso questo posto è diventato una sorta di seconda
casa, ricordo la battuta di una delle persone che frequentano il Circolo Culturale: “Noi qui ti
insegniamo a vivere”. Battuta detta con affetto e simpatia che porta però in sé una grande
verità, in quel luogo ho imparato e sto imparando molte cose: ho fatto qualche tentativo di
restauro, se così lo si vuole chiamare, ho affinato le mie capacità di ascolto, ho dato
nutrimento alla mia creatività e alla mia curiosità.
Queste parole per dire che in una mattina di luglio, immersi nel caldo e nei racconti della
Trecate antica, è nata, insieme all’amico Carlo Zeno Duca, l’idea di questa rubrica. Ci
siamo detti che sarebbe stato importante condividere, con chi per vari motivi non può
recarsi al nostro circolo, le idee e i racconti che abitano il grande capannone. Così ogni
mese, speriamo di mantenere questa promessa per lungo tmpo, troverete sulle colonne di
questo giornale eventi che hanno interessato la nostra comunità. Va ricordato come
qualcosa di simile era già stata introdotta dal caro Felice Iacometti, che attraverso la
rubrica “Cinquant’anni fa. Dal Bollettino Trecatese”, riproponeva fatti di cronaca legati alla
vita di Trecate. Ciò che incontrerete nei prossimi mesi sulle colonne del giornale si
inserisce proprio in questo solco già tracciato con sapienza dalla Memoria Storica della
tradizione Trecatese.
Bene, vi lascio ora alla lettura di questo primo incontro con la nostra storia locale.
Filippo Mittino
Protagonista del racconto di questo mese è un quadro, si, avete capito bene: una tela
sporcata con dei colori. Su questa tela è possibile vedere una crocifissione con la figura di
Maria che prega ai piedi della croce e sul retro la firma di un noto pittore trecatese: Omero
Solare. Vi starete sicuramente chiedendo da dove arriva questo quadro e qual è la sua
storia, arriveremo anche a svelare tutto questo ma procediamo con ordine, dobbiamo
presentare un secondo personaggio: Don Sebastiano Briacca. Nato nel 1888 a Borgo
Ticino, ordinato sacerdote nel 1912, destinato coadiutore prima nella Parrocchia di S.
Andrea e poi a in quella di Cameri. Cappellano militare durante la prima guerra mondiale,
richiesto poi da Mons. Quirico Travaini come coadiutore parrocchiale e nominato parroco
di Trecate nel 1920 (Bollettino Trecatese, anno XXII, n°41, 8 ottobre 1932).
Il nostro caro parroco, giovedì 6 ottobre 1932, dopo aver visitato gli ammalati, giunge alla
casa Perone (situata in via Adua) dove aveva sede l’ufficio postale gestito dalla signora
Tommasina Perone, per dare la benedizione “ad un nuovo Crocefisso dipinto e collocato
sotto la porta, in sostituzione di un altro cancellato dagli anni.” Ecco quindi che entra in
scena il nostro quadro, sappiamo ora qualcosa in più, quella crocifissione era appesa sotto
il portone dell’ufficio postale e ricevette la benedizione da don Sebastiano Briacca. Ma un
altro particolare completa l’evento, mentre il parroco dava la sua benedizione al dipinto
giunsero cinque telegrammi uno dopo l’altro: il primo firmato dall’Arcivescovo di Torino
Mons. Maurillo Fossati, il secondo dal Vicario Capitolare di Mondovì, Can. Adami e il terzo
firmato dalla Giunta Diocesana di Mondovì, e altri da privati. Letto ciò che in essi era
scritto li ritirò nelle sue tasche e proseguì la cerimonia, si intrattenne poi con la famiglia
Perone serbando sempre nel suo animo la notizia portata da quei telegrammi. Fu però il
telefono a tradirlo, un chiamata comunicò alla famiglia che lo stava ospitando che il prete
che era tra loro non era più il parroco di Trecate ma il futuro Vescovo di Mondovì!
Perché la scelta di raccontare questa storia e soprattutto perché dire che il quadro è il
principale protagonista, perché è stato proprio lui a tornare alla luce dopo lunghi anni di
assenza dalle scene. Certo un po’ impolverato, con qualche ragnatela addosso come
capita a tutti quegli oggetti che abitano i sottotetti ma comunque bello e soprattutto con
una storia da raccontare. Noi l’abbiamo ascoltata nel tempo che ha sostato alla Manica
Coop prima di essere portato a restaurare e abbiamo così deciso di rendere partecipi
anche voi di quello che abbiamo potuto sentire dalla viva voce del quadro. Spero vi sia
piaciuto e arrivederci al prossimo mese.

Filippo Mittino e Carlo Zeno Duca