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I PRESOFISTI O PRESOCRATICI

Il termine presocratici ha pi una valenza concettuale che non cronologica e si riferisce ad un gruppo eterogeneo di pensatori, perlopi anteriori a Socrate che si sono occupati principalmente della natura e della realt. Dato per che i primi ad aver spostato la riflessione filosofica dalluniverso alluomo sono stati i sofisti, coloro che vengono denominati pre-socratici sono di fatto pre-sofisti (pre-socratici =pre-sofisti). Questi ultimi si distinguono in numerose scuole e tendenze: Gli ionici di Mileto: Talete, Anassimandro e Anassimene I Pitagorici : Pitagora e seguaci Gli eraclitei : Eraclito e seguaci Gli eleati : Parmenide e seguaci I fisici posteriori : Empedocle, Anassagora e Democrito.

Operano in un primo tempo nelle colonie greche della Ionia (scuola ionica ed Eraclito) oppure nella Magna Grecia (Pitagorici e eleati), pi tardi, con Anassagora la filosofia entra ad Atene, gli ultimi esponenti sono contemporanei dei sofisti e di Socrate. I problemi dominanti della filosofia pre-socratica sono quello cosmologico e quello ontologico.

LA SCUOLA IONICA DI MILETO


Nel VI secolo a.C. si svilupp nella Ionia (costa meridionale dellAsia Minore), una fiorente civilt che ebbe i suoi centri pi importanti in Mileto, Efeso, etc dove una classe intraprendente di mercanti con flotta mercantile si collegava allEgitto, alla Francia, alla Sicilia e si crearono forme politiche democratiche, allargarsi della mentalit della popolazione abituata allestrema variet di credenze e usanze con lelaborazione di una nuova cultura pi libera e lemergere di una figura intellettuale che ha in se i tratti del filosofo, dello scienziato e del tecnico. Il pensiero dei primi filosofi si incentra sulla realt primaria e gli ionici si convincono che esiste una realt unica ed eterna di cui ci che esiste passeggera manifestazione. Essi denominano tale sostanza arch (principio) intendendo con questo concetto sia la materia primordiale da cui le cose derivano (ilozoismo) sia la forza o legge che spiega la loro nascita e morte (Panteismo).

Talete. Il fondatore della scuola ionica Talete di Mileto, contemporaneo di Solone e di Creso, il suo fiorire
(acm) verso lanno 585 a.C., fu uomo politico che spinse i Greci di Ionia ad unirsi in uno s tato federale, astronomo, matematico con vari teoremi di geometria, fisico che scopr le propriet del magnete. Non ha lasciato scritti filosofici e dobbiamo ad Aristotele la conoscenza della sua dottrina Talete dice che il principio lacqua , questa credenza antichissima, sostiene Aristotele, ma proprio di Talete il principio per cui la Terra sta sopra allacqua, quindi acqua ci che sta sotto e sostiene.

Anassimandro. Concittadino e contemporaneo di Talete nacque intorno al 610 a.C. , fu anche lui uomo
politico e astronomo ed il primo autore di scritti filosofici, per primo chiam la sostanza unica con il nome di principio (arch) e lo ricondusse ad un principio infinito o indeterminato (aprirono) da cui tutto ha origine e in cui tutto si dissolve; questo principio immortale e indistruttibile quindi divino. Si pose anche il problema del processo attraverso il quale le cose derivano dalla sostanza primordiale, la separazione che divide appunto in un continuo movimento, i contrari, caldo e freddo, secco e umido, con il generarsi di infiniti mondi dove per ognuno segnato il tempo della nascita, della durata e della fine. La legge di giustizia che Solone riteneva dominare il mondo umano, che puniva prevaricazione e prepotenza diventa per Anassimandro giustizia cosmica, la nascita la separazione degli esseri dalla sostanza infinita, con rottura dellunit.

Attraverso i secoli possiamo ancora renderci conto della grandezza della personalit filosofica di Anassimandro, in base alla sua teoria, la natura stessa della sostanza primordiale ammette linfinit dei mondi, ed difficile negare anche una ipotetica infinit spaziale degli stessi. Anassimandro considera in modo originale anche la forma della terra che per lui un cilindro che si libra nel mezzo del mondo senza essere sostenuto da nulla; gli uomini non sono gli esseri originali della natura perch non sanno nutrirsi da se, ebbero dunque origine da altri animali: nacquero dentro i pesci e, dopo essere stati nutriti, divenuti capaci di proteggersi da se, furono gettati fuori e presero terra. Teorie primitive per cercare una spiegazione naturalistica del mondo dove Anassimandro si avvicina allipotesi evoluzionistica della scienza moderna.

Anassimene. Anassimene da Mileto, forse discepolo di Anassimandro, fior verso il 546 545 a.C. e mor
verso il 528 525. Come Talete riconobbe come principio una materia determinata, che laria a cui attribu i caratteri del principio di Anassimandro : linfinit e il movimento incessante. Egli vide nellaria anche la forza che anima il mondo, visto come un animale gigantesco che respira, dallaria nascono tutte le cose ed il principio del movimento e di ogni mutamento. Anassimene descrive anche il modo in cui laria determina la trasformazione delle cose con il doppio processo della rarefazione e della condensazione; rarefacendosi laria diventa fuoco e produce il caldo, condensandosi, diventa vento poi nuvola e poi ancora acqua, terra e quindi pietra. Come Anassimandro, Anassimene ammette il divenire ciclico del mondo e quindi il suo dissolversi periodico nel principio originario e il suo rigenerarsi da esso; pi tardi la dottrina di Anassimene sar difesa da Diogene di Apollonia che sosterr che laria tutto pervade e come anima e soffio ( pneuma) crea negli animali

PITAGORA E I PITAGORICI
La figura di Pitagora nella tradizione quella di un profeta mago operatore di miracoli, gli veniva attribuita una sapienza nascosta, che lui riservava ai suoi iniziati, appresa direttamente dal suo dio protettore Apollo ; in realt quello che si sa di lui molto poco, nacque a Samo, probabilmente nel 571 570, venne in Italia nel 532 531 e mor intorno al 490 a.C. a Crotone fond una scuola che fu anche associazione religiosa e politica, la sola dottrina filosofica che gli si pu con certezza attribuire quella della metempsicosi, cio della trasmigrazione delle anime, dopo la morte, in corpi di animali o di altri uomini; il corpo era come una prigione dellanima e la vita corporea una punizione, la filosofia per lui era la via per liberare lanima dal corpo ed esigeva la sapienza e i riti purificatori. Accanto alla scienza la setta dei pitagorici praticava un certo numero di regole ascetiche e la comunione dei beni, Pitagora era quasi depositario di una sentenza divina che vietava di apportare modifiche (Ipse dixit). La cerchia aristocratica dei pitagorici spesso avevano il potere nelle citt, quando si svilupparono movimenti democratici, questi furono massacrati o costretti a fuggire e le loro scuole incendiate.

Matematiche e dottrine del numero. Ai pitagorici si deve linvenzione della matematica come scienza e
anche se la tradizione vuole che abbia preso ispirazione dagli egiziani, furono i pitagorici che cominciarono a trattare la matematica (che deve ad essi il suo nome) come una vera e propria scienza, elaborando concettualmente i suoi termini fondamentali (quantit, punto, linea, superficie, angolo, corpo) e facendo regole astratte per tutte le applicazioni pratiche, stabilirono inoltre il carattere della dimostrazione matematica che divenne poi la norma anche per le altre discipline scientifiche. E difficile stabilire quali furono le dottrine dei pitagorici rispetto alle successive che Euclide, alcuni secoli dopo, ricapitol nei suoi Elementi. La filosofia dei pitagorici un riflesso della loro matematica, in base alla quale il numero la sostanza delle cose, era considerato un insieme di unit e lunit era considerata identica al punto geometrico. Il numero 10, considerato il numero perfetto, era rappresentato ad esempio come un triangolo che aveva il numero 4 per lato e che costituiva la sacra figura della teraktys:

Aritmetica e geometria erano fuse e considerate identiche e un numero era nello stesso tempo una figura geometrica e una figura geometrica un numero. I pitagorici sostenevano che tutto il mondo fatto di numeri e la natura vera del mondo consiste in un ordine geometrico esprimibile in numeri, riconducendo quindi la natura in qualcosa di oggettivo e misurabile, le opposizioni fra le cose si riducono quindi a opposizione fra numeri: il dispari , nella sua essenza, unentit limitata, cio terminata e compiuta, mentre il pari invece unentit illimitata, cio non compiuta e non terminata. Il pitagorismo quindi una filosofia dualistica che spiega la realt sulla base della contrapposizione di principio tra limite e illimitato, tra dispari e pari; dalla parte del dispari stanno quindi sempre il bene e la perfezione mentre il disordine, il male e limperfezione dalla parte del pari e dellillimitato. Si avevano cos dieci opposizioni fondamentali: 1. limite illimitato, 2. Dispari pari, 3. Unit molteplicit, 4. Destra sinistra, 5. Maschio, femmina, 6. Quiete movimento, 7. Retta curva, 8. Luce tenebra, 9. Bene male, 10. Quadrato rettangolo. Questi opposti erano conciliati nel mondo da un principio di armonia e dato che la scienza dellarmonia la musica, i rapporti musicali erano, per i pitagorici la natura dellarmonia universale.

La dottrina fisica. In astrologia i pitagorici sostennero per primi la sfericit della terra e dei corpi celesti in
genere, dato che la sfera la pi perfetta fra le figure solide perch, avendo tutti i punti equidistanti dal centro, limmagine stessa dellarmonia. Ebbero anche altre geniali intuizioni, Filolao fu il primo ad abbandonare lipotesi che la terra fosse il centro fisso del mondo mentre ammise che si muovesse con gli altri corpi celesti intorno ad un fuoco centrale. Un altro membro della scuola, Ecfanto di Siracusa, fu il primo a riconoscere la rotazione della terra intorno al suo asse mentre Aristarco di Samo svilupp una vera e propria ipotesi eliocentrica dato che al posto del fuoco centrale colloc il sole, anticipando in tal modo Copernico.

Le teorie antropologiche. I pitagorici si avvalsero delle idee matematiche anche per linterpretazione
delluomo e del suo mondo, considerarono lanima umana come armonia, in quanto risultante dalla composizione armonica degli elementi che costituiscono il corpo. Essi definirono la giustizia come un numero quadrato che deve remunerare meriti uguali con uguali compensi e colpe uguali con uguali pene. Si ricollega al pitagorismo il medico di Crotone Alcmeone che pose nel cervello lorgano della vita spirituale delluomo, in unepoca dove tutti la collocavano nel cuore. Ai pitagorici si deve in quindi linvenzione scientifica della matematica, che costituisce il pi importante codice di interpretazione della realt, questa tesi passer poi a Platone e da lui alla scienza moderna. Sempre a loro si deve la prefigurazione di due dottrine dellastronomia e della biologia moderna: quella secondo cui la terra si muove intorno al sole (eliocentrismo) e quella secondo cui il cervello lorgano della vita spirituale (encefalocentrismo).

ERACLITO
Visse a Efeso, nella Ionia, tra il VI e il V secolo a.C., di lui si sa pochissimo, sembra fosse di nobili origini e di tendenze aristocratiche infatti la sua filosofia manifesta un tono altezzoso e il suo indirizzo politico avverso al dmos. Eraclito scrisse unopera in prosa costituita da aforismi e sentenze brevi e taglienti che per la loro enigmaticit spiegano lappellativo di oscuro con cui egli stato soprannominato. Alla base del suo pensiero vi la contrapposizione tra la filosofia, da lui identificata come verit, e la comune mentalit degli uomini, da lui ritenuta fonte di errore. Eraclito pensa che la maggior parte degli uomini vive in un sogno illusorio, incapaci di comprendere le autentiche leggi del mondo circostante, dormienti, non filosofi. Ad essi contrappone gli

uomini svegli cio i filosofi che vanno al di la delle apparenze e colgono il nocciolo delle questioni; vero filosofo colui che abbandonando lingannevole mondo delle idee comuni, sa riflettere in solitudine scandagliando la propria anima. Filosofo vero colui che a differenza degli antichi maestri e della loro multi scienza, possiede una visione profonda degli argomenti e si eleva ad una veduta complessiva dellessere ed in grado di individuare una propria condotta di vita indipendente.

La teoria del divenire. Eraclito passato alla tradizione come il filosofo del divenire, in quanto concepisce
il mondo come un flusso perenne in cui tutto scorre (panta ri). La forma dellessere il divenire poich ogni cosa soggetta al tempo e alla trasformazione. Alcuni critici sostengono che la dottrina del tutto scorre, non sarebbe propria di questo filosofo ma solo dei suoi discepoli ma linterpretazione classica quella storicamente accettata. La concezione della realt come fluire si concretizza nella tesi secondo cui il principio di tutte le cose il fuoco, elemento mobile e distruttore per eccellenza in cui tutto ci che esiste proviene dal fuoco e ritorna al fuoco, secondo il duplice processo della via allingi (fuoco acqua terra) e della via allins (terra acqua fuoco).

La dottrina dei contrari. La parte pi originale del pensiero eracliteo la teoria dei contrari, la legge segreta
del mondo risiede proprio nella stretta connessione dei contrari, che, in quanto opposti, lottano tra loro, ma nello stesso tempo non possono stare luno senza laltro (saziet fame, salute malattia, giustizia offesa9. Eraclito talmente convinto della logicit delluniverso da definire la legge dellinterdipende nza e inscindibilit degli opposti con il termine logos, ragione e denomina indifferentemente il principio delluniverso come fuoco come logos, intendendo con il primo il principio fisico che costituisce le cose e con il secondo la legge universale che le governa. Eraclito ritiene che larmonia del mondo non risieda nella conciliazione dei contrari ma nel mantenimento del conflitto; la vita lotta e opposizione e la sua armonia risiede proprio in questo fatto. Questa grandiosa visione cosmologica sfocia nellidentificazione panteistica delluniverso con Dio, inteso come unit di tutti i contrari e come un insieme di fasi alterne di distruzione produzione, che trover pi tardi, soprattutto negli stoici, sviluppi. Eraclito uno dei pensatori pi importanti e complessi della storia del pensiero occidentale, e ancora oggi risulta enigmatico. Egli ha comunque influito storicamente sulle riflessioni successive soprattutto con la sua teoria del divenire cosmico e quella dei contrari, legando il nome di Eraclito alla dialettica, in una delle sue molteplici accezioni dove indica la realt intermini di sviluppo, lotta., opposizione.