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IL DORIFORO DI POLICLETO

Considerata la più completa copia


del Doriforo in bronzo di Policleto del
440 a.C., rappresenta un giovane
portatore di lancia nudo, stante sulla
gamba destra, in atto di avanzare la
gamba sinistra leggermente arretrata,
con un leggero movimento obliquo
dell'anca, controbilanciato, in
direzione opposta, dal movimento
delle spalle. Il braccio destro è dritto
lungo il fianco, il sinistro flesso a
reggere una lancia andata perduta,
mentre la testa, con i capelli resi a
ciocche ondulate, è appena volta verso
destra. Accanto alla gamba destra vi è
infine un sostegno a forma di tronco.
In questa celebre copia pompeiana, è
possibile notare l'utilizzo dello
schema chiastico (riproducente cioè la
figura della lettera greca X, chi),
voluto da Policleto, e consistente
sull'opposizione reciproca delle singole
parti del corpo: al braccio sinistro
piegato corrisponde la gamba destra
tesa, al braccio destro teso, la gamba
sinistra flessa. È probabile che
il Doriforo rappresentasse un eroe
omerico, in particolare, Achille:
l'asta era stata l'arma per eccellenza,
in battaglia e nelle gare, degli eroi
omerici, ed è verosimile ritenere che
l'eroe fosse immortalato proprio in un
contesto agonistico. Il luogo di
collocazione a Pompei fa poi ritenere
che servisse a ricordare ai giovani
aristocratici la loro appartenenza al
mondo classico ed agli ideali della
cultura greca: nel mondo greco,
infatti, l'eroe era onorato nei Ginnasi,
ed è probabile che anche a Pompei ci
fossero riti di carattere eroico connessi
alla statua. La base in tufo della
statua, infine, posta di fronte
l'ingresso principale della palestra
sannitica, appartiene
cronologicamente alla
prima fase dell'edificio, precedente la
risistemazione augustea dell'area del
Foro triangolare: ciò ha fatto
recentemente pensare ad una
datazione dell'opera più alta di quella
comunemente accettata, tra la fine
del II e l'inizio del I sec. a.C.

Il capolavoro della scultura greca che fece scuola

Il Doriforo di Policleto da Argo uno dei massimi capolavori della scultura classica della
Grecia antica, imitato e ammirato da tutti gli artisti del passato e del presente per le
sue innovazioni, il grande equilibrio e le sue perfette proporzioni.
Questa opera scultorea che fu realizzata dal maestro Policleto da Argo venne
considerata sin da subito qualcosa di unico per l'arte, un modello da imitare con tutte le
sue novità e i suoi pregi e oggi viene anche considerato uno dei massimi simboli di quel
periodo artistico che noi conosciamo come l'Arte classica degli antichi Greci.
In origine la scultura del Doriforo, ossia un nome che ha il significato di portatore di
lancia venne realizzato usando del materiale bronzeo intorno all'anno 450 a.C. Il suo
autore, Policleto da Argo (Argo era la località di nascita dell'artista) fu uno dei più
grandi artisti attivi in quel periodo. Attraverso dei particolari e rigorosi studi che
comprendevano geometria e matematica, uniti anche a una sua personale e nuova
intuizione per la scultura Policleto realizza questa sua bellissima statua definendo
attraverso di essa anche delle nuove regole che vennero chiamate “canoni” e che
servirono a realizzare una figura umana scolpita che era molto più vicina alla
perfezione. Ecco che la scultura greca raggiungerà dei livelli talmente alti che nel
futuro poche volte sono stati avvicinati o addirittura superati. Il Doriforo è un simbolo
che racchiude e interpreta tutte queste nuove idee e i canoni di Policleto tralasciando o
cancellando magari altre informazioni che di solito vengono prese. Infatti la critica
d’arte antica non era interessata a collocare la statua nel suo contesto storico o a
sapere chi la commissionò bensì a riconoscere soprattutto i valori che questa esprimeva.
Oggi purtroppo del Doriforo originale in bronzo realizzato da Policleto non vi è più
traccia ma esistono alcune copie realizzate in marmo risalenti all’età romana che ci
restituiscono tutta la bellezza e l’aspetto che poteva avere l’originale. Qui sopra
vediamo l'immagine del Doriforo in marmo che si trova presso la città di Napoli al Museo
archeologico Nazionale, alta circa 212 centimetri e risalente alla fine del II secolo a.C.
Gli esperti di arte definiscono questa come una delle copie più belle in assoluto.
Come si vede la statua rappresenta un uomo giovane nudo dal corpo reso in modo
perfetto e atletico. La statua teneva nella mano sinistra una lunga lancia che era
poggiata sulla spalla sinistra e uno scudo mentre nell’altra mano teneva forse un’altra
piccola arma. Questi oggetti e le armi purtroppo non sono arrivati sino a noi. La figura
umana rappresentata da Policleto è colta nel preciso momento in cui sta per portare in
modo naturale la gamba sinistra in avanti, spostando tutto il peso del corpo sulla gamba
destra. In questo modo grazie a questa forza espressiva noi riusciamo a intuire la
potenzialità del movimento che andrà a fare (movimento sospeso). Vediamo anche che
la testa che ha dei capelli in piccole ciocche è inclinata verso destra e ci mostra un
volto idealizzato dai lineamenti molto regolari che trasmette una grande serenità. Il
corpo dell’uomo esprime grande equilibrio. Questo si vede anche nella possente
muscolatura attraverso dei rilassamenti e delle tensioni molto naturali. La grande
invenzione artistica portata da Policleto nel Doriforo è l’aver intuito e risolto in modo
perfetto il bilanciamento e come risponde nel movimento il nostro corpo umano. Questa
nuova scoperta che verrà chiamata chiasmo Policleteo (incrocio degli elementi),
cambierà la visione e la tecnica nella scultura per scolpire ed esprimere il movimento e
i corpi. Infatti prima una scultura di un corpo umano veniva realizzata in posizione
frontale, ferma e con le braccia distese lungo i fianchi. Policleto ai suoi modelli fa
alzare un braccio, sposta leggermente una gamba indietro e vede come il peso e
l’equilibrio del corpo rispondono a tutto ciò, intuendo che a ogni tensione o movimento
di un elemento o di un arto del corpo doveva ripercuotersi anche da un’altra parte dello
stesso (vedi il particolare). La ponderazione del Doriforo è il risultato di una costruzione
molto attenta e articolata che si fonda sul chiasmo, appunto sull’incrocio di elementi e
sulle opposizioni delle parti del corpo generando così un equilibrio perfetto di
baricentro e pesi.

Queste informazioni provengono da:


http://cir.campania.beniculturali.it/museoarcheologiconazionale/itinerari-
tematici/galleria-di-immagini/RA71
http://artesemplice.blogspot.it/2014/04/il-doriforo-di-policleto-il-capolavoro.html