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1) Cosa si intende per razionalismo?

2) Che rapporto c' tra razionalismo e rivoluzione scientifica?


3) Cosa si intende per soggetto e oggetto nell'ottica razionalista?
4) Perch Cartesio e Spinoza sono dei filosofi razionalisti?

IL RAZIONALISMO

Il razionalismo una corrente filosofica che sancisce il principio secondo cui


la ragione umana la fonte di ogni forma di conoscenza; i razionalisti
concepiscono la ragione come innata e indipendente dall'esperienza e
credevano,inoltre, che partendo da alcuni principi che potevano essere
individuati intuitivamente,si potesse arrivare,mediante un ragionamento di
tipo deduttivo, a tutto il resto della conoscenza. I filosofi razionalisti non
rifiutano del tutto l'esperienza ma pensano che essa non pu costituire una
conoscenza razionale della realt e pertanto definiscono due livelli di
conoscenza: uno superficiale e ingannevole dato dalle sensazioni (come nel
caso del Dio maligno per cartesio che non fa conoscere tutta la realt) e
l'altro razionale, basato sulla ragione. La filosofia razionalista per quanto
riguarda i concetti di ragione ed esperienza radicalmente contrapposta a
quella empirista: mentre per i razionalisti, come gi detto,la ragione
indipendente dall'esperienza e l'esperienza non pu portare alla conoscenza
della realt, gli empiristi, invece, sostenevano sempre l'importanza e la
centralit della ragione, ma ritengono che essa ha dei limiti ed proprio in
questo modo che entra in gioco l'esperienza. Il limite che la mente umana
non pu comprendere nulla senza esperienza, dunque l'esperienza
fondamentale e necessaria; dicendo che l'esperienza un limite gli empiristi
escludevano anche l'ambito della metafisica. Invece i razionalisti non possono
escludere o mettere da parte la metafisica perch essa costituisce il primo
oggetto della conoscenza: infatti senza definire i principi generali, attraverso
cui essi operano, impossibile procedere e questi principi non possono
essere altro che metafisici.
Il nuovo modello di razionalit che alla base del razionalismo pu essere
considerato come una conseguenza della rivoluzione scientifica che offre una
nuova visione della natura e un nuovo modo per studiarla mettendo in
discussione tutte le certezze precedenti derivanti dalla tradizione aristotelicotolemaica. Sia il razionalismo che il nuovo concetto di scienza nato con la
rivoluzione scientifica, si oppongono ai dogmi precostituiti in quanto entrambi
propongono una totale fiducia nella ragione e nell'esperienza. Con la
rivoluzione scientifica, inoltre, viene introdotta la distinzione tra due metodi:
quello induttivo e quello deduttivo, e proprio quest ultimo alla base del
ragionamento di Cartesio e di tutti gli altri filosofi razionalisti.

Cartesio uno dei primi filosofi che introduce la distinzione tra soggetto e
oggetto; Cartesio sostiene che l'anima fa a meno del corpo perch l'anima se
ne va dopo la morte del corpo, e quindi secondo lui c' una dualit tra corpo
e pensiero: lui concepisce la RES COGITANS, ossia il pensiero, come soggetto,
e la RES EXTENSA,ossia l'estensione, come oggetto. Quindi l'unica realt il
pensiero, da cui derivano le nostre idee; quindi nella coppia soggetto-oggetto
Cartesio si sbilancia in favore del primo termine. Dal dualismo Cartesiano tra
RES COGITANS e RES EXTENSA prende le mosse la speculazione di Spinoza
che ristabilisce l'unit dell'essere che Cartesio aveva abolito e ristabilisce un
sistema immanentistico, secondo cui la sostanza una sola, ossia Dio e
secondo cui Dio Natura. Quindi Dio costituisce il vero oggetto della filosofia
di Spinoza, ma anche il suo soggetto perch quando il filosofo arriva a
contemplare e amare questo Dio, scopre che Dio coincide in realt con
questa contemplazione e questo amore; quindi in Spinoza soggetto e oggetto
come se coincidessero. Un'altra differenza tra i due filosofi risiede nel fatto
che Cartesio considera il pensiero come sostanza, mentre Spinoza considera
il pensiero soltanto come un attributo della sostanza, ossia come una qualit
essenziale o strutturale della sostanza.
L'opera che pu essere considerata come una sorta di manifesto del
razionalismo il "Discorso Sul Metodo" di Cartesio: in quest'opera il suo
obiettivo principale quello di riformare il sapere umano e cercare di fondarlo
esclusivamente sulla ragione. L'idea che esistano delle certezze che possano
ingannarci deriva dalla considerazione che finch non si sapr nulla di certo
riguardo alla nostra origine, si pu anche pensare che siamo stati creati da un
"genio maligno", ossia da una forza malvagia che ci fa apparire evidente e
chiaro tutto ci che invece falso e assurdo. Ipotizzando ci anche le verit
eterne, come ad esempio quelle logico-matematiche, si possono rivelare
dubbie e ingannatrici; in questo modo il dubbio si estende a tutte le cose e
diventa universale, creando quello che Cartesio definisce il "dubbio
iperbolico". Ma come giunge Cartesio a individuare la prima certezza del
pensiero? L'uomo pu ammettere di ingannarsi o di essere ingannato, ma per
ingannarsi o essere ingannato lui deve essere necessariamente qualcosae
non nulla. Quindi la proposizione "io esisto" l'unica vera perch il dubbio
stesso la conferma, e infatti pu dubitare solo chi esiste. Cartesio giunge a
sostenere che il pensiero a giustificare l'esistenza e a fondarla: "cogito ergo
sum" il principio cardine della sua speculazione, infatti "penso, quindi sono"
e l'esistente risulta essere subordinato, legittimato dal pensiero, dal soggetto
che produce il pensiero. Cartesio esalta anche la ragione e dice che tutta la
conoscenza deriva necessariamente da essa e non si preoccupa di vedere
quali sono i limiti della stessa, ma la esalta e la contrappone all' esperienza
sensibile, che secondo lui pu ingannarci e non ci porta a una conoscenza di
tipo obiettivo, ma solamente a una di tipo soggettivo.

Un altro filosofo razionalista molto importante Baruch Spinoza; Spinoza realizz un'opera

altrettanto importante "Etica dimostrata secondo l'ordine geometrico" dove quando parla di
metodo geometrico fa appunto riferimento a quello deduttivo. In questo trattato Spinoza
spiega come la conoscenza debba derivare dai principi e dalledefinizioni generali, per poi
arrivare attraverso una serie di passaggi ai concetti pi particolari. Spinoza considera la
sostanza come ci che non ha bisogno di altro per sussistere, e infatti Spinoza la definisce
come "ci che in s e per s si concepisce" nel senso che essa deve la propria esistenza
esclusivamente a se stessa e non ha bisogno di nient altro per esistere. Egli dimostra che la
sostanza unica, increata, eterna e infinita e di conseguenza non pu essre che Dio, della
Cui esistenza Spinoza convinto di pi di qualsiasi altra cosa. Il fatto che la sostanza coincida
con Dio implica che Egli coincida con l'unica realt assouluta e infinita esistente, ossia la
Natura; infatti Spinoza dice appunto "Deus Sive Natura", ossia, "Dio ovvero la Natura". Questo
Dio-Natura deve essere anche unitario, quindi gli individui materiali, ossia i corpi, e quelli
mentali, ossia le idee, sono solo modi degli unici attributi di Dio che possiamo conoscere, la
materia e il pensiero. Per conoscere mediante l'intelletto l'unit e la razionalit del tutto, dal
punto di vista etico, dobbiamo eliminare tutto ci che ci lega alla nostra individualit, e cos
facendo la conoscenza mediante l'intelletto assume una connotazione positiva, mentre
quella mediante i sensi assume una connotazione negativa perch non ci permette di
conoscere una verit universale, e sar la fonte di scelte sbagliate.