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Lezioni Cirella - Filologia ed Esegesi Questo corso Antico testamento I www.sullatuaparola.

.it/ Noi non dovremmo parlare di Antico, ma di Primo e secondo testamento. Che cos il carme? E una forma di composizione poetica. Esso veniva usato in origine presso i Romani per indicare una poesia dal tono solenne e dal carattere rituale e propiziatorio come il Carmen Saliare e il Carmen Arvale Canone, dal greco kanon, significa regola, con riferimento a regola di fede. Quindi i libri canonici sono quelli conformi alla dottrina della fede. Soltanto i libri canonici, vale a dire qelli contenuti nel canone biblico, sono accolti dai credenti quali libri ispirati: essi sono in tutto 66 libri, di cui 39 appartengono alle Scritture Ebraiche e 27 alle Scritture Greche. I cattolici accolgono sette libri in pi (in tutto 73 libri) riguardanti il cosiddetto Antico Testamento e detti da loro deuterocanonici, vale a dire facenti parte del secondo canone, quello alessandrino. I protestanti li chiamano "apocrifi". Da parte cattolica si sono accolti solo i sette deuterocanonici: (Libri di Tobia/Siracide/Documento di damasco/La Regola della Comunit/La regola della Guerra/I Giubilei/Le Odi di Salomone/ Che cos lispirazione? In alcune religioni (ebraismo, Cristianesimo, islam) l'ispirazione considerata alla base dei libri sacri, ritenuti rivelati da Dio. Nel cristianesimo l'ispirazione considerata come una forma di cooperazione tra agiografo e Dio, mentre nell'islam si insiste sul concetto di ispirazione verbale, ovvero dettatura di Dio al suo profeta. La dottrina della ispirazione della Scrittura, non affermata negli scritti dell'Antico Testamento, ma nemmeno vi negata. E' cio implicita. la dinamica dellispirazione e come essa opera. Egli distingue tre momenti: Raccolta di materiali che comporranno lopera; in questa fase non necessariamente opera lispirazione. Lintuizione ci che anima e fa lievitare i materiali; ci avviene sotto limpulso dello Spirito.

- Lesecuzione dellopera, infine, d corpo, sotto forma storico-culturale, allintuizione. questo un momento creativo che si compie sotto lazione dello Spirito. Ci volle, tuttavia, lintervento del Vaticano II con la Dei Verbum per definire, una volta per tutte, che la verit della Bibbia non di ordine storico o scientifico bens essa in ordine alla Salvezza delluomo Dunque la Bibbia parola di Dio che passa attraverso parole umane. La Bibbia stata scritta da vari autori. La Bibbia va letta anche come parola di Dio, atto di fede. Va interpretata a partire dagli autori che sono vari autori. Vediamo la distinzione tra storia e storiografia. La storia - propriamente detta- un insieme di fatti accaduti (res gestae) ; la storiografia, che un insieme di forme di interpretazione di quei fatti. Per loro La storiografia in senso letterale la descrizione (in greco graphia, da graph, "descrizione") della storia e comprende tutte le forme di interpretazione, dalla trattazione e trasmissione di fatti e accadimenti della vita degli individui e delle societ del passato storico all'interpretazione che ne danno gli storici. La Parola di Dio non una storia, ma la storia della salvezza. La storia dellincontro tra Dio e luomo. Il Pentateuco e le tappe fondamentali della storia di Israele. I libri del Pentateuco, definiti anche libri di Mos, poich secondo gli antichi da lui scritti, hanno, escluso la Genesi, il profeta come protagonista: La questione sulla loro formazione tuttora aperta. In passato ci si era posti il problema dell'autore che la tradizione faceva risalire a Mos. ma il materiale, di cui composto il Pentateuco, di epoca recente (VI-V sec. a.C.) e, pertanto, non attribuibile a Mos, la cui figura, invece, risale al XIII sec. a.C. In un momento 1

successivo, nel XVIII sec. d.C., a seguito di un'analisi letteraria e critica pi attenta, si incominci a rilevare nel Pentateuco un doppio uso del nome di Dio oltre che doppioni di racconti, differenze di stile e di vocabolario. Questo port a formulare l'ipotesi di due documenti (J e E) inizialmente distinti e poi redatti assieme. Una seconda ipotesi fu quella dei "frammenti" che riteneva di aver a che fare con brani diversi redatti, poi, assieme con aggiunte ed integrazioni (ipotesi dei complementi). L'ipotesi dei documenti fu ripresa da Wellhausen il quale rilev quattro tradizioni: - Javista ed Eloista, di epoca monarchica (1030 - 970 a.C.) - Deuteronomista (D), di epoca pre-esilica (720 - 600 a.C.) - Sacerdotale (P), di epoca postesilica (538 - 450 a.C.) Oggi, si ritiene comunemente da tutti che l'attuale Pentateuco sia un'opera postesilica risalente in epoca persiana (VIV sec. a.C.). Ci, tuttavia, non esclude l'esistenza di tradizioni orali e scritte precedenti. - il Libro dell'Esodo, dal greco uscita, narra l'oppressione del popolo israelita, la successiva persecuzione dei nascituri voluta dal faraone, il concepimento e la salvezza del neonato Mos, allevato dalla figlia del sovrano e divenuto profeta a seguito della chiamata divina. Descrive lo scontro col faraone, le piaghe d'Egitto e l'esodo attraverso il mar Rosso, concludendosi con la Legge sul monte Sinai e le varie norme di vita comunitaria; -il Levitico non narra episodi della vita di Mos ma questi comunque protagonista del libro, a lui Dio affida le norme riguardanti i rituali, i sacrifici e le varie cerimonie. -il Libro dei Numeri riprende il filo della storia interrotto dal Levitico, descrivendo il cammino di Israele nel deserto che lo separava dalla terra promessa, a partire dal monte Sinai fino alle soglie di Canaan, dopo un soggiorno di quarant'anni a Kades. -il Deuteronomio presenta tre discorsi di Mos, il quale, prima di morire, ricorda al popolo gli avvenimenti passati e riprende con accenti nuovi la legge gi definita nell'Esodo. Il libro si conclude con il racconto della successione di Giosu e della morte del profeta sul monte Nebo. - i Salmi, ricordano al popolo d'Israele i prodigi accaduti al tempo di Mos.

La struttura dellantico testamento Struttura dell'Antico Testamento E basata su alcuni punti nodali: -Il momento della creazione delluniverso e, allinterno di esso, della sua espressione pi importante e significativa: luomo (uomo-donna). -Il rapporto che si instaura tra Creatore e creature. Dio, uomo, natura. Poi la rottura dellarmonia originaria dovuta alluomo e al suo voler essere "come Dio" (il peccato), che introduce la disarmonia e quindi la morte nel mondo.

-La promessa di redenzione e di salvezza da parte da Dio e la elezione - mediante un patto bilaterale - di uno specifico popolo (Israele), cui demandato il compito di riconciliare a Lui lintera umanit. La storia di Israele viene cos interpretata nellottica della realizzazione della promessa da parte di Dio, che per quanto lo riguarda si mantiene fedele al patto, nonostante le reiterate infedelt di tale popolo. Tutti gli eventi di questa storia sono interpretati come frutto dellintervento divino. -La liberazione degli Israeliti dalla schiavit dEgitto e la lunga migrazione attraverso il deserto , alla ricerca della "terra promessa": un esodo che, attraverso il superamento di infinite difficolt, cementa la coesione di Israele e fa di esso un vero popolo. -Il governo di un re (Davide, che costituisce larchetipo di una futura regalit messianica), come termine conclusivo della promessa di una patria. -La successiva dispersione - a causa dellincessante infedelt - del popolo di Israele, tratto schiavo a Babilonia; quindi il ritorno dallesilio e la faticosa ricostruzione di un focolare nazionale. -Lattesa di un Messia, che regner stabilmente sul trono di Davide.

La creazione La creazione delluniverso. Dio, che ha creato lessere umano per avere un essere superiore col quale colloquiare ed instaurare un durevole rapporto di fiducia e di amore, ha messo la natura sotto la signoria totale e incontrastata delluomo, con lincarico di amministrarla in sua vece: alluomo dunque affidata una responsabilit, e in ci consiste la sua dignit. La Bibbia trasmette chiaro: lorigine delluniverso non accidentale, ma dovuta allopera di Dio. Luomo si differenzia da ogni altra creatura sotto due punti di vista: perch egli soltanto stato creato a immagine di Dio e perch a lui stato demandato il dominio sulla natura. Luomo simile a Dio per gloria, dignit e potere. Lessere umano possiede una consistenza materiale: un "corpo animato" e non una "anima incarnata". La successiva disuguaglianza sar frutto del peccato. Nel terzo capitolo latmosfera cambia: ci ritroviamo immersi in una situazione a noi familiare, nel mondo qual ora. Lautore parte da una situazione tragica - la sua e la nostra - nella quale sono ormai presenti il male, lingiustizia, il dolore, la morte, e ne cerca una spiegazione, risalendo alle cause e alle origini di tutto ci. La ribellione e il rifiuto nei confronti di Dio non sono specifici di un singolo uomo, ma di tutto il genere umano: non dimentichiamo che Adam non un nome proprio, ma un termine collettivo, che significa appunto "umanit". Il prezzo di questo peccato dorgoglio langoscia per lassenza di Dio, la caduta nel dolore dellisolamento, nella solitudine e nella morte. Patriarchi La Bibbia riporta le vicende dei maggiori Patriarchi (il cui capostipite Abramo), pastori semi-nomadi. I Patriarchi sono considerati quali "Padri" di Israele, non tanto per ragioni politiche o razziali, quanto perch sono stati i primi credenti, i primi cio che hanno risposto in maniera positiva alla chiamata di Dio.

Profeti anteriori / profeti posteriori I Libri storici (Giosu, Giudici, Samuele e Re), datati posteriormente ai libri profetici veri e propri, sono detti anche libri dei "Profeti Anteriori" e, come tali, definiti e giustapposti ai libri dei "Profeti Posteriori" del canone ebraico. Tali libri sono stati cos definiti ("Profeti anteriori") per la loro attinenza, in qualche modo, con il fenomeno del profetismo. Viene dalla tradizionale divisione tripartita della Bibbia ebraica: Legge, Profeti, Scritti.

Le parole ebraiche sono rispettivamente Torah, Nebim, Ketubm. Da ci l'acronimio che viene usato spesso per indicare la Bibbia ebraica: TaNaK (normalmente scritto Tanakh o Tenach) (nell'ebraico: )''. Torah = insegnamento Nebim= i profeti Ketubm = gli scritti Altro nome per la Bibbia ebraica Miqra ( ) , dal verbo qara (" )proclamare, leggere ad alta voce", e poi "leggere (in generale)". Cf. il nome al-Quranu per il libro sacro dell'Islam. GLI SCRITTI (Ketuvim) Il canone ebraico, dopo la Torah e i Nevim, inserisce i Ketuvim o "Altri Scritti". Sotto questa denominazione sono raccolti una lunga serie di Libri disomogenei tra loro per contenuto, per periodo di composizione e di stile. Essi si possono raggruppare per aree: - Libri sapienziali: Proverbi, Giobbe, Qoelet, Siracide, Sapienza; - Libri dei Salmi, tradizionalmente attribuiti a Davide, ma storicamente si distendono su di un arco di quasi dieci secoli ed esprimono l'anima profondamente religiosa e pia del popolo ebreo che in questi canti poetici racconta la propria esperienza di Dio nelle varie situazioni di vita. Storiografia del postesilio: Esdra, Neemia e Maccabei; Letteratura edificante: Rut, Giona, Tobia, Ester, Giuditta; Letteratura apocalittica: Daniele.

Origine della divisione tripartita

Gi delineata verso la fine del second secolo a.Cr., come risulta dal Prologo alla versione greca del Siracide (cf. le righe 1-2, 8-10, 24-25). E anche forse nel testo leggermente pi antico (ma molto discusso) 4QMMT (4Q Halakhic Letter / 4Q394-399) trovato a Qumran ("il libro di Mos, i libri dei profeti, e Davide..."). Questi due testi, per, non si riferiscono ancora alla collezione completa che la tradizione posteriore riconoscer come canonica.

1.1.3

Sulle tre parti

Torah: Dal terzo sec. a.Cr. il testo fondamentale per le comunit ebraiche in Palestina e altrove. Base dell'istruzione nelle tradizioni della fede e guida per il culto e per la vita pratica.

Nebim: Almeno dall'ottavo secolo d.Cr. d'uso la suddivisione in "profeti anteriori" (nebim rionm) e "profeti posteriori" (nebim aharonm). Il termine "profeti anteriori" si riferisce in primo luogo ai quattro libri di Giosu, Giudici, Samuele (1-2), Re (1-2). Perch questi libri sono stati detti "profetici"? Secondo l'antica tradizione ebraica, attestata nel Talmud (b Baba Bathra 14b), 4

perch tali libri sono stati scritti da profeti (Giosu, Samuele, Geremia). Altre ragioni interne: (1) molti personaggi profetici appaiono nei racconti di questi libri, e (2) uno dei principi teologici che orienta la lettura dei libri quello dello schema "annunzio profetico compimento nella storia" (e.g. 2 Sam 7,13 [annunzio] 1 Re 8,20 [compimento]; 1 Re 13,2 [annunzio] 2 Re 23,15-16 [compimento], ecc.) Questi libri sono stati spesso visti in tempi moderni come "libri storici" o come facenti parte della "storiografia deuteronomistica" (Dtr). Il termine "profeti posteriori" si riferisce nella tradizione ebraica a quattro libri: Isaia, Geremia, Ezechiele, e i Dodici Profeti (compreso come unico libro). Sembra che tale raggruppamento e ordine era gi corrente nel secondo secolo a.Cr, come risulta da Sir 48,22-25 (Isaia), 49,6-7 (Geremia), 49,8-9 (Ezechiele), e 49,10 (i Dodici Profeti). Una certa flessibilit nell'ordine di questi libri, per, durava per secoli nella letteratura ebraica e negli stessi manoscritti biblici, dove si trova parecchie volte l'ordine "Ger, Ezech, Is, XII".

Ketubm (gli Scritti): questi libri, non elencati in dettaglio, sono chiamati "gli altri libri dei nostri antenati" nel Prologo del Siracide (riga 10). Secondo tutti gli indizi (Sir, 4QMMT, ecc.) questa parte del futuro canone ebraico non era ancora pienamente determinato nel secondo secolo a.Cr. 1.2 Differenze fra la bibbia ebraica e quella greca riguardo ai profeti

Ci limitiamo ai libri profetici qui. Da notare che la grande maggioranza delle nostre traduzioni moderne segue la Bibbia greca e la Volgata nei due punti che seguono, nonostante il fatto che traducono il testo dall'ebraico! 1.2.1 La posizione di alcuni libri

La Bibbia greca (seguita dalla Volgata) mette i libri di Lamentazioni e Baruc fra Geremia e Ezechiele, e inserisce il libro di Daniele fra Ezechiele e i Dodici. Nella Bibbia ebraica, invece, Lam e Dan si trovano nella Terza Parte (Gli Scritti) e Baruc non c' affatto (essendo un libro conservato solo in lingua greca). Baruc dunque non si trova normalmente nelle Bibbie delle Chiese uscite dalla Riforma del 16 secolo; viene detto dai Cattolici un libro "deutero-canonico" e da molti Protestanti un libro "apocrifo". Solo una minoranza di versioni moderne segue la disposizione della Bibbia ebraica in questo punto (e.g. la TOB).

1.2.2

L'ordine dei grandi blocchi

Di fronte all'ordine tradizionale ebraico descritto sopra (Torah, Profeti, Scritti), la Bibbia greca (seguita dalla Volgata e dalla maggioranza delle traduzioni moderne) presenta un altro ordine. Dopo il Pentateuco viene un blocco di Libri Storici che comprende non solo i libri di Gios, Giud, Sam, e Re (come nell'ebraico) ma anche Cronache, Esdra e Neemia, Ester, Tobit, e Giuditta. Poi vengono i libri poetici e sapienziali (Salmi, Giobbe, ecc.), seguiti dai libri profetici (XII, Is, Ger, Ezech [ma anche altri ordini interni qui]). Infine i due libri (deutero-canonici) dei Maccabei costituiscono una specie di appendice immediatamente prima dei libri del NT.

Una questione discussa: c' forse un significato ermeneutico in queste differenze di ordine? Pi precisamente, ci si chiede se c' un significato teologico-ermeneutico nel fatto che i libri profeti si trovano dopo la Torah nell'ordine comune della Bibbia ebraica mentre si trovano alla fine dell'AT e (quasi) immediatamente prima del NT nella Bibbia greca? Alcuni studiosi hanno proposto la tesi seguente. (1) L'ordine della Bibbia ebraica vuole dare una chiave di lettura specifica dei profeti, cio, presentandoli come interpreti della Torah. Indizi: Deut 34,10, e poi Gios 1,7-8 e Mal 3,22 5

(=4,4 in alcune traduzioni). (2) Mentre l'ordine della Bibbia greca (ordine di origine cristiano?), che separa i profeti dalla Torah e li posiziona accanto al NT, suggerisce cos per i profeti una lettura orientata al futuro (cristiano). 2. Profeti pre-classici / profeti classici Questo binomio terminologico si riferisce piuttosto ai personaggi profetici, e non tanto ai libri (come era invece il caso nella terminologia precedente). I "profeti classici" sono quelli, i cui oracoli si trovano nei libri dei "Profeti posteriori"; il pi antico Amos, che ha svolto il suo ministero profetico poco prima del 750 a.Cr. I "profeti pre-classici" dunque sono quelli prima di Amos (per es. Natan, Elia, Eliseo), che sono presentati soprattutto nei libri di Samuele e Re. La distinzione temporale, non qualitativa. Alcuni studiosi parlano di "profeti scrittori" ("Schriftpropheten"), come sinonimo dei "profeti classici"; meglio evitare questa terminologia, perch potrebbe indurre a pensare che questi profeti hanno letteralmente scritto i libri che portano il loro nome, il che altamente improbabile (come vedremo pi avanti). 3. Profeti maggiori / profeti minori Vengono chiamati "profeti maggiori" Isaia, Geremia (con Lam e Bar), Ezechiele, e Daniele, mentre i "profeti minori" sono i Dodici. Tale terminologia, a quanto pare, ha avuto origine nell'ambiente della Chiesa latina. Forse la prima ricorrenza si trova in Agostino, De civitate Dei 18,29. Anche qui la distinzione non qualitativa, ma riguarda la lunghezza dei libri (per es. il "profeta minore" Osea non certamente "minore" dal punto di vista teologico). I Libri poetici o sapienziali Rappresentano una sezione di grande importanza, anche filosofica e letteraria, dellAntico Testamento.I Salmi sono una raccolta di 150 inni e costituiscono lespressione della fede e della preghiera collettiva di un popolo, dal quale venivano soprattutto usati per il culto; anche la Chiesa cristiana li ha adottati principalmente per questo fine.Si tratta di opere letterarie di altissimo valore poetico.Nei Salmi troviamo espressi i pi diversi stati danimo dei credenti: angoscia, solitudine, umiliazione, pentimento, ma anche e soprattutto gioia, speranza, consolazione. Verso Dio essi esprimono fiducia, richiesta di aiuto (quasi sempre spirituale), riconoscenza e lode.Giobbe la storia di un credente colpito da una serie di sventure, il quale riflette sui grandi misteri della vita, in particolare sul problema del dolore.Qoelet un termine ebraico (Ecclesiaste in greco) che significa "predicatore". Il libro riflette sul valore e il significato dellesistenza ed esprime lidea della vanit della vita e il non senso dellaffannarsi dellessere umano, al di fuori dei piani di Dio.Il libro sembra introdurre concezioni dissonanti rispetto alla visione ottimistica della storia proposta dalla Bibbia. La straordinaria ricchezza di questa, del resto, sta proprio nella sua capacit di offrire, pi che unidea monolitica, una gamma infinita di sfumature, che ripropongono tutti i passaggi del dialogo delluomo con Dio e con se stesso, la sua ansia di esplorare i multiformi aspetti della realt. Il Cantico dei cantici Si presta allo stesso ragionamento. Si tratta di uno stupendo poema erotico, nel quale non si parla di Dio, ma della relazione amorosa, splendidamente umana, tra i due protagonisti, un uomo e una donna.Queste pagine, come poche altre opere letterarie al mondo, restituiscono al sesso la sua pi genuina realt, totalmente demitizzata e "laica". Linterpretazione tradizionale, sia ebraica che cristiana, ha sempre mostrato un notevole imbarazzo di fronte al testo, condizionata in questo dal radicarsi di una societ dalle caratteristiche decisamente sessuofobiche. Essa ha cercato di leggerlo in chiave allegorica, come riferimento allamore tra Dio e il suo popolo (rispettivamente Israele o la Chiesa). Anche a voler accreditare una interpretazione simbolica, resta aperta la questione su come mai lautore, per esprimere lamore tra Dio e la Chiesa, ricorra a termini di cos appassionata e accesa sensualit. Il progredire della critica biblica ha restituito al libro uninterpretazione aderente al testo, presentando il sesso, in unottica religiosa, come gioioso 6

dono di Dio, che ha creato lessere umano a propria immagine ("maschio e femmina li cre", dice la Genesi), in armonioso e totale completamento, non solo spirituale, ma anche fisico. Le fonti Nella Bibbia, prodotto eterogeneo e complesso, non mancano versioni differenti di un medesimo fatto, come le due narrazioni della Creazione, ai capitoli 1 e 2 della Genesi. Nella stesura di questo libro gli studiosi ritengono di identificare la mano di due differenti autori: uno, presumibilmente del X secolo a.C., chiamato "Jahvista" (sigla "J"), dal fatto che per indicare la divinit usa sempre il nome proprio Jahv; un altro, di poco posteriore, chiamato "Elohista" (sigla "E"), che usa il termine pi generico di Elohim per indicare Dio. Una terza fonte posteriore, probabilmente del VI secolo a.C., chiamata Sacerdotale (sigla "P", dal tedesco Priest, sacerdote) perch particolarmente attenta alla liturgia e alla sistematizzazione. Ad essa si fa risalire il primo racconto della Creazione. La Torah La torah la parte centrale. L nasce il popolo di israele>: prima non esisteva. Torah (ebraico: ), a volte scritto Thorah, una parola ebraica che significa insegnamento (tradotta spesso, in modo riduttivo, come "legge"). Con questo termine si indicano i primi 5 libri del Tanakh, conosciuti anche col nome greco di Pentateuco (dal greco pente significa cinque, teuchos significa libro), forse in riferimento al rotolo di pergamena in cui sono scritti. Sono noti anche come Chumash (o umash), che deriva da amesh, dalla locuzione amishah umshei Torah, "cinque libri della legge". Con il medesimo termine l'ebraismo indica anche tutto l'insegnamento e tutta la Legge ebraica scritti ed orali. Pi precisamente si utilizza la dicitura Torah shebiktav (Torah scritta) per indicare i 5 libri del Pentateuco, o l'insieme dei 24 Libri del Tanakh, e la dicitura Torah shebehalpeh per indicare tutto l'insieme di Testi sacri ebraici della Torah orale, messa per iscritto successivamente, inclusi i testi rabbinici di ogni epoca. Lo studio della Torah uno dei principali precetti dell'ebraismo: ne le massime dei padri, i Pirqei Avot, nel Talmud, della Torah scritto: Girala e rigirala ch tutto in essa Secondo l'esegesi ebraica la Torah venne rivelata a Mos e donata al popolo d'Israele sul monte Sinai, nell'anno 2448 del calendario ebraico dalla Creazione.S econdo la tradizione per ogni parola del Tanakh ed ogni aspetto della Torah, anche successivo, furono dati a Mos da Dio sul monte Sinai, il dettato include sia le citazioni che ogni parola contenuta nel Pentateuco, anche frasi del tipo Dio parl a Mos...: anche la frase E Dio disse a Mos tanto importante quanto lo quello che Dio ha detto a Mos. uando Dio volle donare la Torah al popolo ebraico ai piedi del monte Sinai Egli afferm che, nel caso in cui non l'avesse accettata, il monte, messo sopra di loro, sarebbe stato la loro tomba; inoltre, se gli Ebrei non l'avessero accolta, Dio avrebbe riportato il Mondo al caos. I giorni in cui venne donata la Torah furono persino pi importanti dei giorni della Creazione infatti da questo episodio nel mondo iniziarono ad esservi anche stabilit e sicurezza. Quando venne donata fu diffuso nel mondo un senso di eternit ed anche gli uccelli non emisero versi, i buoi non muggirono e tutti gli animali stettero in silenzio; un Midrash racconta che il monte Sinai fior miracolosamente. Migliaia di angeli si presentarono convenendo che la Torah dovesse essere assegnata al popolo d'Israele.Furono presenti tutte le anime di tutti gli appartenenti al popolo ebraico di ogni epoca e fu il matrimonio tra Dio ed Israel infatti la Torah ritenuta l'eterno contratto di matrimonio. Oggi sappiamo che non stato solo Mos lautore del Pentateuco. Il Pentateuco si formato con frammenti messi insieme (questa unipotesi). Unaltra ipotesi detta dei complementi dice che ad esso sia stata fatto solo qualche aggiunta. Perch i libri formano una unit? Perch sono cinque libri diversi. Che cos la Bibbia di Gerusalemme? La Bibbia di Gerusalemme (Bible de Jrusalem) una versione della Bibbia pubblicata a fascicoli tra il 1948 e 1953 e pubblicata integralmente e con revisione nel 1973. Fu riveduta nel 1998 ed opera dalla cole Biblique de Jrusalem. utile soprattutto per le sue introduzioni, per le note a fondo pagina, e per la ricchezza di rimandi a margine. stata tradotta, con il testo biblico o solo nella parte di commento e introduzione, in molte altre lingue. Il criterio di traduzione stato il confronto con i testi originali in ebraico-aramaico e greco. Laddove le antiche versioni discordano, vengono segnalate in nota le lezioni alternative. L'edizione italiana (EDB 1974) traduce tutto il materiale, a eccezione del testo biblico, per il quale adotta la Bibbia CEI, cio la traduzione ufficiale 7

della Conferenza Episcopale Italiana del 1971, usata nel culto italiano.La nuova edizione italiana, con il testo nella nuova traduzione CEI, uscita il 1 febbraio 2009[1] C un confronto tra la Bibbia ebraica e la Bibbia cristiana? La Bibbia ebraica consiste del Vecchio Testamento Cristiano, dalla Genesi a Malachia. Il canone cristiano include il Nuovo Testamento, dal Vangelo di Matteo all'Apocalisse. La ragione di questo che la cristianit un derivato (qualcuno direbbe un 'progresso') del giudaismo, e include la vita di Ges Cristo e i suoi effetti. Gli ebrei non credono al messaggio di Cristo, e quindi non lo includono nella loro Bibbia. Nella bibbia cristiana abbiamo preso i profeti e li abbiamo spostati dopo. Malachia parla di un uomo che deve arrivare: Giovanni il Battista. Come si scriveva nellantichit? La prima fase la tradizione orale. La Bibbia stata tramandata da Padre in Figlio. C stata tutta una tradizione. Cerano delle leggi. Chi ha scritto il Pentateuco ha seguito delle regole: 1. Criterio della precedenza (ci che pi antico ha pi valore) 2. Criterio della conservazione (non si elimina niente) 3. Legge della continuit (la tradizione conserva quello che per me importante. E stato scritto quello che importante per la fede. 4. Legge della attualit (io conservo quello che per me importante oggi) 5. Legge del risparmio (In Israele non cerano poi tutti questi papiri. Si scriveva ovunque) Modo di studiare la Bibbia 1. Prega chiedendo allo Spirito Santo di darti intendimento. scritto in Giovanni 16:13: "Quando per sar enuto lui, lo Spirito della verit, egli vi guider in tutta la verit, perch non parler di suo, ma dir tutto quello che avr udito, e vi annuncer le cose a venire". In Giovanni 16, Ges sta parlando dello Spirito Santo e sta dicendo che quando Egli fosse venuto (lo Spirito Santo venne a Pentecoste [Atti 2]), li avrebbe guidati in tutta la verit. Cos come lo Spirito Santo guid gli apostoli nella scrittura del Nuovo Testamento, cos Egli guida anche noi nella comprensione della Scrittura. Ricorda: la Bibbia il libro di Dio, e noi abbiamo bisogno di chiederne a Lui il significato. Se sei cristiano/a, lautore della Scrittura, lo Spirito Santo, dimora dentro di te e vuole che tu comprenda che cosa Egli ha scritto. 2. Non estrapolare una Scrittura dai versetti circostanti, supponendo che il significato di quel singolo versetto non dipenda dagli altri. Dovresti leggere sempre i versetti e i capitoli circostanti, conoscendo lo scopo del libro. Bench tutta la Scrittura provenga da Dio (2 Timoteo 3:16; 2 Pietro 1:21), Egli si servito di uomini per metterla per iscritto. Questi uomini avevano in mente dei temi, uno scopo per cui scrivevano, un argomento o degli argomenti specifici da affrontare. Studia il quadro generale del libro della Bibbia che stai studiando per scoprire chi ha scritto il libro, per chi stato scritto, quando stato scritto e perch stato scritto. Leggi, poi, i capitoli prima del versetto o dei versetti che stai studiando per farti unidea dellargomento che aveva esattamente in mente lautore umano. Inoltre, stai attento/a a lasciare che il testo parli per se stesso. Talvolta le persone attribuiscono i propri significati alle parole per dare linterpretazione che desiderano. 3. 3. Non tentare di essere totalmente indipendente nel tuo studio della Bibbia. arrogante pensare che non puoi imparare niente dal lavoro di altri che hanno studiato la Scrittura per tutta la vita. Alcune persone, in errore, si accostano alla Bibbia con lidea di dipendere esclusivamente dallo Spirito Santo e di scoprire tutte le verit nascoste della Scrittura. Cristo, nel dare lo Spirito Santo, ha donate delle persone dotate e dei doni spirituali al Corpo di Cristo. Uno di questi doni spirituali quello dellinsegnamento (Efesini 4:11-12; 1 Corinzi 12:28). Questi insegnanti sono donati dal Signore per aiutarci a comprendere correttamente la Scrittura e a ubbidirle. sempre saggio studiare la Bibbia con altri credenti, assistendoci a vicenda per comprendere e applicare la verit della Parola di Dio. 8

Vediamo degli esempi pratici: quando il popolo era in esilio a Babilonia avevano letto libri sulla creazione antica e si erano fatti dei miti della creazione. Fra questi miti della creazione ci sono molti paralleli. Del diluvio non si parla solo nella Bibbia, ma in tanti altri miti. Non possiamo capire la Bibbia solo facendo il confronto con questi altri miti. I proverbi, ad esempio, sono presentati in tutte le culture. Il popolo di israele non ha capito subito che Dio li aveva creati. Il popolo di Israele era in un contesto politeistico dove vi erano tante divinit. Monolatria: Israele aveva scelto di adorare un solo Dio. Quando Israele incontra Dio? Nellesodo. LEsodo e lesilio sono due momenti diversi: lesodo la schiavit del Faraone. Nellesilio, la schiavit era il peccato. San Gregorio Magno (V-VI secolo) Questa Bibbia una lettera per te E la nostra storia. Noi vogliamo leggere la bibbia solo con occhi storici, noi dobbiamo ascoltarla con occhi di fede. Anche a me Dio chiede di sacrificare Isacco. Dio ci chiede di seguire delle leggi. La Tradizione Sacerdotale Di facile identificazione, va dal racconto della creazione del mondo in sette giorni (Gn. 1,1) alla morte di Mos (Dt. 34,7-9). Essa, sulla base di una lunga tradizione orale, fu probabilmente messa per iscritto dai Sacerdoti di Gerusalemme durante l'esilio babilonese (597-538) sia per tener vivo il culto e la tradizione dei Padri, sia in vista di una restaurazione del culto nel Tempio ricostruito (520 - 515 a.C.). La Tradizione Deuteronomica Facilmente individuabile perch contenuta, quasi esclusivamente, nel Deuteronomio. Tale Tradizione, rinunciando ad una storia delle origini, si incentra prevalentemente sull'insegnamento della Legge.Il suo stile, data la sua natura pedagogica, prevalentemente esortativo, con appelli all'obbedienza, avvertimenti, minacce e promesse. Il genere letterario , dunque, quello della predicazione. La Tradizione Jahvista Questa Tradizione originaria di Giuda e si sviluppata sotto forma di vari racconti e messa per iscritto, probabilmente, sotto il Regno di Salomone (973 - 933 a.C.). Essa costituisce le parti pi antiche del Pentateuco ed cos denominata per il modo di chiamare Dio (Jhwh). Il suo stile molto colorito e vivace, concreto, pittoresco e immaginifico, molto vicino allo stile dei cantastorie e in cui Dio (Jhwh) assume aspetti antropomorfici. Tale Tradizione, sviluppatasi in Giuda in ambienti vicini alla dinastia davidica, sembra avere lo scopo di ricordare a Davide e alla sua dinastia di essere l'erede della promessa divina fatta ad Abramo. La Tradizione Elohista Questa Tradizione,a differenza di quelle delle altre, si trova sotto forma di frammenti o di spezzoni di racconti, frammistati all'interno della Tradizione Jahvista. Essa cos definita per come viene denominato Dio (Elohim) ed caratterizzata dal rapporto uomo-Dio; un rapporto molto distaccato in cui Dio non familiarizza mai con l'uomo, ma gli si rivolge per interposta persona (angelo o uomo) e ci proprio per evitare di coinvolgere Dio in attivit umane. Un Dio che, talvolta, assume aspetti temibili e incute un sacro timore che si esprime sotto forma di obbedienza. Proprio questo aspetto del "timore" caratteristico dei cicli che si muovono attorno ad Elia/Eliseo (IX sec. a.C.), profeti del Regno del Nord, per cui si ritiene che tale Tradizione dovrebbe essersi sviluppata nel Regno del Nord e che dopo la distruzione di tale Regno (722 a.C.) confluita al Sud dove venne sostanzialmente assorbita nella Tradizione Jahvista, dando cos origine alla Tradizione Jeovista (JE) intorno al VI sec. a.C., dal 722 in poi. In conclusione, possiamo dire che le varie Tradizioni in realt si muovono su di un unico terreno: - unicit di origine - unicit del Dio - unicit del culto