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ISPIRAZIONE E VERITÀ DELLA SCRITTURA


Preghiamo
Vieni, o Spirito creatore, visita le nostre menti,
riempi della tua grazia i cuori che hai creato.
Sii luce all'intelletto, fiamma ardente nel cuore
sana le nostre ferite con balsamo del tuo amore
Luce d'eterna sapienza svelaci il grande mistero
di Dio Padre e del Figlio uniti in un solo Amore. Amen

Oggi cercheremo di rispondere alle seguenti domande:


Chi è l'autore della S. Scrittura? Quale nesso c’è tra Antico e Nuovo
Testamento? Come deve essere interpretare la S. Scrittura e da chi?

11. Le verità divinamente rivelate, che sono contenute ed espresse nei libri della
sacra Scrittura, furono scritte per ispirazione dello Spirito… Per la
composizione dei libri sacri, Dio scelse e si servì di uomini nel possesso delle loro
facoltà e capacità , affinché, agendo egli in essi e per loro mezzo , scrivessero come
veri autori, tutte e soltanto quelle cose che egli voleva fossero scritte….
Pertanto «ogni Scrittura divinamente ispirata è anche utile per insegnare, per
convincere, per correggere, per educare alla giustizia, affinché l'uomo di Dio sia
perfetto, addestrato ad ogni opera buona».
Come deve essere interpretata la sacra Scrittura
12. Poiché Dio nella sacra Scrittura ha parlato per mezzo di uomini alla maniera
umana , l'interprete della sacra Scrittura, per capir bene ciò che egli ha voluto
comunicarci, deve ricercare con attenzione che cosa gli agiografi abbiano
veramente voluto dire e a Dio è piaciuto manifestare con le loro parole. ...
Perciò, dovendo la sacra Scrittura esser letta e interpretata alla luce dello stesso
Spirito mediante il quale è stata scritta , per ricavare con esattezza il senso dei sacri
testi, si deve badare con non minore diligenza al contenuto e all'unità di tutta la
Scrittura, tenuto debito conto della viva tradizione di tutta la Chiesa e
dell'analogia della fede. È compito degli esegeti contribuire, seguendo queste
norme, alla più profonda intelligenza ed esposizione del senso della sacra Scrittura,
affinché mediante i loro studi, in qualche modo preparatori, maturi il giudizio della
Chiesa. Quanto, infatti, è stato qui detto sul modo di interpretare la Scrittura, è
sottoposto in ultima istanza al giudizio della Chiesa, la quale adempie il divino
mandato e ministero di conservare e interpretare la parola di Dio .

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Importanza del Vecchio Testamento per i cristiani
15. L'economia del Vecchio Testamento era soprattutto ordinata a preparare, ad
annunziare profeticamente (cfr. Lc 24,44; Gv 5,39; 1 Pt 1,10) e a significare con
diverse figure (cfr. 1 Cor 10,11) l'avvento di Cristo redentore dell'universo e del
regno messianico….. Quindi i cristiani devono ricevere con devozione questi
libri: in essi si esprime un vivo senso di Dio; in essi sono racchiusi sublimi
insegnamenti su Dio, una sapienza salutare per la vita dell'uomo e mirabili tesori
di preghiere; in essi infine è nascosto il mistero della nostra salvezza.
Unità dei due Testamenti
16. Dio dunque, il quale ha ispirato i libri dell'uno e dell'altro Testamento e ne è
l'autore, ha sapientemente disposto che il Nuovo fosse nascosto nel Vecchio e il
Vecchio fosse svelato nel Nuovo Poiché, anche se Cristo ha fondato la Nuova
Alleanza nel sangue suo (cfr. Lc 22,20; 1 Cor 11,25), tuttavia i libri del Vecchio
Testamento, integralmente assunti nella predicazione evangelica , acquistano e
manifestano il loro pieno significato nel Nuovo Testamento (cfr. Mt 5,17; Lc 24,27),
che essi a loro volta illuminano e spiegano.

Eccellenza del Nuovo Testamento


17. La parola di Dio, che è potenza divina per la salvezza di chiunque crede (cfr.
Rm 1,16), si presenta e manifesta la sua forza in modo eminente negli scritti del
Nuovo Testamento. Quando infatti venne la pienezza dei tempi (cfr. Gal 4,4), il
Verbo si fece carne ed abitò tra noi pieno di grazia e di verità (cfr. Gv 1,14). ...
Origine apostolica dei Vangeli
18. A nessuno sfugge che tra tutte le Scritture, anche quelle del Nuovo
Testamento, i Vangeli possiedono una superiorità meritata, in quanto
costituiscono la principale testimonianza relativa alla vita e alla dottrina del
Verbo incarnato, nostro Salvatore. La Chiesa ha sempre e in ogni luogo ritenuto e
ritiene che i quattro Vangeli sono di origine apostolica. Infatti, ciò che gli apostoli per
mandato di Cristo predicarono, in seguito, per ispirazione dello Spirito Santo, fu dagli
stessi e da uomini della loro cerchia tramandato in scritti che sono il fondamento
della fede, cioè l'Evangelo quadriforme secondo Matteo, Marco, Luca e Giovanni
Carattere storico dei Vangeli
19. La santa madre Chiesa ha ritenuto e ritiene con fermezza e con la più grande
costanza che i quattro suindicati Vangeli, di cui afferma senza esitazione la
storicità, trasmettono fedelmente quanto Gesù Figlio di Dio, durante la sua vita
tra gli uomini, effettivamente operò e insegnò per la loro eterna salvezza, fino al
giorno in cui fu assunto in cielo (cfr At 1,1-2). ..

Approfondiamo alcuni aspetti con le parole di Papa Benedetto nella Verbum


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Domini

La Chiesa luogo originario dell’ermeneutica della Bibbia


29… San Bonaventura afferma che senza la fede non c’è chiave di accesso al testo
sacro: «Questa è la conoscenza di Gesù Cristo, da cui hanno origine, come da una
fonte, la sicurezza e l’intelligenza di tutta la sacra Scrittura. Perciò è impossibile che
uno possa addentrarsi a conoscerla, se prima non abbia la fede infusa di Cristo,
che è lucerna, porta e anche fondamento di tutta la Scrittura». E san Tommaso
d’Aquino, menzionando sant’Agostino, insiste con forza: «Anche la lettera del
vangelo uccide se manca l’interiore grazia della fede che sana»....
30. San Girolamo ricorda che non possiamo mai da soli leggere la Scrittura.
Troviamo troppe porte chiuse e scivoliamo facilmente nell’errore. La Bibbia è stata
scritta dal Popolo di Dio e per il Popolo di Dio, sotto l’ispirazione dello Spirito
Santo. Solo in questa comunione col Popolo di Dio possiamo realmente entrare con
il «noi» nel nucleo della verità che Dio stesso ci vuol dire. Il grande studioso, per il
quale «l’ignoranza delle Scritture è ignoranza di Cristo», afferma che l’ecclesialità
dell’interpretazione biblica non è un’esigenza imposta dall’esterno; il Libro è
proprio la voce del Popolo di Dio pellegrinante, e solo nella fede di questo Popolo
siamo, per così dire, nella tonalità giusta per capire la sacra Scrittura. ....
Da qui possiamo cogliere in modo nuovo la nota affermazione di san Gregorio
Magno: «le parole divine crescono insieme con chi le legge». In questo modo
l’ascolto della Parola di Dio introduce ed incrementa la comunione ecclesiale con
quanti camminano nella fede.

Il necessario trascendimento della «lettera»


38… “Il Signore è lo Spirito, e dove c’è lo Spirito del Signore c’è libertà” (2Cor
3,17). Lo Spirito liberatore non è semplicemente la propria idea, la visione personale
di chi interpreta. Lo Spirito è Cristo, e Cristo è il Signore che ci indica la strada».
Sappiamo come anche per sant’Agostino questo passaggio fu nello stesso tempo
drammatico e liberante; egli credette alle Scritture, che gli apparivano in un primo
tempo così differenziate in se stesse ed a volte piene di grossolanità, proprio per
questo trascendimento che egli imparò da sant’Ambrogio mediante l’interpretazione
tipologica, per cui tutto l’Antico Testamento è un cammino verso Gesù Cristo. Per
sant’Agostino il trascendimento dalla lettera ha reso credibile la lettera stessa e gli
ha permesso di trovare finalmente la risposta alle profonde inquietudini del proprio
animo, assetato della verità
Il rapporto tra Antico e Nuovo Testamento
40....Innanzitutto è evidente che il Nuovo Testamento stesso riconosce l’Antico
Testamento come Parola di Dio e pertanto accoglie l’autorità delle sacre Scritture
del popolo ebraico. Le riconosce implicitamente adoperando lo stesso linguaggio e
accennando spesso a brani di queste Scritture. Le riconosce esplicitamente, perché
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ne cita molte parti e se ne serve per argomentare. Un’argomentazione basata sui
testi dell’Antico Testamento costituisce così, nel Nuovo Testamento, un valore
decisivo, superiore a quello di ragionamenti semplicemente umani. Nel quarto
Vangelo Gesù dichiara in proposito che «la Scrittura non può essere annullata»
(Gv 10,35) e san Paolo precisa in particolare che la rivelazione dell’Antico
Testamento continua a valere per noi cristiani (cfr Rm 15,4; 1Cor 10,11). Inoltre
affermiamo che «Gesù di Nazareth è stato un ebreo e la Terra Santa è terra madre
della Chiesa»; la radice del Cristianesimo si trova nell’Antico Testamento e il
Cristianesimo si nutre sempre a questa radice. ...
Inoltre, il Nuovo Testamento stesso si afferma conforme all’Antico e proclama che
nel mistero della vita, morte e risurrezione di Cristo le sacre Scritture del popolo
ebraico hanno trovato il loro perfetto adempimento. Bisogna però osservare che il
concetto di adempimento delle Scritture è complesso, perché comporta una triplice
dimensione: un aspetto fondamentale di continuità con la rivelazione dell’Antico
Testamento, un aspetto di rottura e un aspetto di compimento e superamento....
Asterischi
*L’Ispirazione divina.
Che cosa significa che Dio è autore della Sacra Scrittura? Che i testi sono stati
scritti sotto dettatura da uomini che servivano solo come strumento (come una penna
o un computer) e che non comprendevano quello che scrivevano? Questo tipo di
ispirazione era tipica del paganesimo, dove l’uomo prescelto dal dio era posseduto
dalla divinità che parlava per suo mezzo, mentre lui aveva un ruolo puramente
passivo. Questa ispirazione non tiene conto delle differenze individuali che invece
nella Bibbia sono molto marcate: gli autori hanno personalità diverse, diverse
esperienze di vita e di cultura.
Per questo gli scritti testimoniano anche l’umanità dell’autore ispirato. Infatti Dio
scelse uomini nel possesso delle loro facoltà e capacità, perché scrivessero come veri
autori tutte e soltanto quelle cose che voleva fossero scritte. Quindi due sono gli
autori della Bibbia: l’autore principale è Dio che illumina la mente dell’autore
umano, muove la sua volontà a comporre il testo attingendo al patrimonio della sua
cultura e della sua esperienza, lo assiste durante la scrittura. L’ispirazione è
permanente per quanto riguarda la Scrittura, non l’intermediario umano, nel senso
che l’autore umano è ispirato solo quando parla di ciò che Dio ha stabilito di far
conoscere, mentre è un uomo come gli altri quando parla di altre cose.
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*L’interpretazione
La verità che ci comunica la Bibbia è Dio stesso (Logos=Cristo), cioè la Verità
necessaria alla nostra salvezza. È una verità salvifica , morale ed esistenziale, che
ci richiede un impegno nei suoi confronti e trasforma la nostra vita. In questo senso in
essa non vi è errore.
Tuttavia, questa verità è diversamente proposta ed espressa, a seconda che si tratti di
un testo storico, profetico, poetico. Inoltre gli autori umani sono condizionati dalle
conoscenze scientifiche del loro tempo e dai modi di esprimersi tipici di quelle
società umane (generi letterari) Perciò la Chiesa si sforza di interpretare la Bibbia ,
con l’aiuto dello Spirito Santo, secondo tre regole. Per una lettura nello Spirito:
1. non si può leggere la Bibbia isolando dei brani dal contesto, ma bisogna
sempre ricondurre ogni particolare (che in sé può essere incompleto o
difettoso) all’unità, cioè alla prospettiva globale, che è quella della Salvezza.
2. Non c’è Vangelo senza Chiesa perché è nella Tradizione della Chiesa che si ha
la comprensione del Vangelo.
3. Bisogna rispettare l’analogia della fede, cioè l’armonia e la coerenza di tutto
l’organismo delle verità rivelate.

*Lettura spirituale e lettura ecclesiale.


I Padri conciliari invitano i fedeli a leggere la Sacra Scrittura , anche con l’aiuto di
sussidi adatti: non i solo teologi e i sacerdoti, ma anche i laici sono invitati ad
accostarsi alla Bibbia, attraverso le iniziative atte a tale scopo, ma soprattutto
mettendosi in un atteggiamento di preghiera.
Perché è necessaria una guida nella lettura della Bibbia? Perché leggere la Bibbia
secondo lo Spirito significa leggerla con gli occhi della Chiesa.
1. Agli storici e agli esegeti spetta di chiarire le condizioni storiche e culturali in
cui i fatti narrati si sono verificati (Livello storico critico)
2. I fedeli nella preghiera interrogano la Bibbia come libro di vita, per trovare

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risposte alle domande fondamentali sul senso dell’esistenza. (Livello
esistenziale)
3. Ai Pastori compete la trasmissione autentica della fede : leggere la Bibbia
come il libro della rivelazione di Dio. ( Livello teologico)
In realtà questo cammino deve essere fatto insieme: anche il fedele deve studiare ,
anche il sacerdote deve vivere la Bibbia.

Interroghiamoci
Ecco l’indicazione delle Società Bibliche internazionali: non basta possedere
una Bibbia, bisogna leggerla e studiarla; non basta leggere e studiare la Bibbia,
bisogna crederla; non basta credere la Bibbia, bisogna viverla.
Che ne pensiamo ?
C’è qualche passo della Bibbia che non comprendiamo? Quali passi ,invece,
teniamo sempre presenti perché illuminano e sostengono la nostra vita?

Preghiamo
Ci hai posti a vivere in questo mondo di oggi, Signore,
dove accanto al buon grano del tuo regno cresce anche la zizzania.
Non è facile distinguere ciò che per noi è bene
da ciò che ci può recare danno.
Anche perché, a volte, senza accorgercene,
ci troviamo a condividere la mentalità di questo mondo
che non di rado è in disaccordo con la tua volontà su di noi.
Signore, ti preghiamo:
sia la tua parola ad illuminare il nostro cammino.
Essa rende saggi anche gli sprovveduti.
Se la tua legge sarà nei nostri cuori i nostri passi non vacilleranno.
Liberaci dal conformismo, che ci porta a pensare ed agire "come fanno tutti".
Al suo posto dimori in noi il pensiero di Cristo,
la mentalità del vangelo perché solo ciò che piace a Te è il nostro vero bene.
E donaci il tuo Spirito, o Padre,
affinché siamo capaci di agire con coerenza.