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“Ignorare le Scritture significa ignorare Cristo” (San Girolamo)

1. Cos’è la Bibbia?

La parola italiana “Bibbia” proviene dal greco “biblía”, che significa “libri” e, pertanto, indica una
pluralità di scritti. A partire dal Medioevo il termine venne usato al singolare, e così fu per l’italiano e
altre lingue. La parola “Bibbia” mette in rilievo, più che un insieme di scritti, l’unità del libro,
nonostante la grande diversità dei suoi autori.

La Bibbia, anche al di là del suo contenuto di fede, è un libro prezioso per l’intera umanità,
patrimonio di valori spirituali e culturali. Essa è oggetto di crescente interesse anche sotto il profilo
artistico, per la varietà dei generi letterari, il vigore espressivo delle immagini, l’intreccio avvincente
dei drammi, l’efficacia comunicativa del linguaggio. Anzi, la Bibbia è stata nei secoli la grande
sorgente a cui hanno attinto la cultura e l’arte. Figure, eventi, simboli e temi biblici hanno offerto le
immagini per le creazioni più alte della pittura e della scultura, sono stati trasfigurati nella musica,
hanno dato sostanza alla letteratura, hanno stimolato la riflessione filosofica.

Per i credenti la Bibbia fa conoscere la "comunicazione" fra Dio e gli uomini, un dialogo che percorre
circa venti secoli di storia, e precisamente va dal XIX secolo a. C. (in cui è vissuto Abramo) fino al II
secolo d. C. (con l'apostolo Giovanni). Ieri, oggi e sempre, i cristiani vivono della luce di questo libro
sacro, sacro perché ispirato da Dio. La Bibbia è Parola di Dio perché ispirata da Lui, è espressione in
parole umane della Sua Parola, poiché Egli si trova a dover parlare per mezzo di uomini.

2. Chi è l’autore della Bibbia?

La Bibbia, a differenza del Corano, non è un libro “caduto dal cielo”, non è stata dettata da un angelo,
ma "scritta" da diversi uomini che l'hanno redatta nel corso dei secoli. Quindi, per la fede cristiana
autori del Libro sacro sono insieme Dio e gli uomini che l’hanno scritto. Dio, autore principale, si è
giovato di uomini per comunicare, attraverso le loro parole, il proprio messaggio.
In quanto opera di uomini, i libri della Bibbia vanno letti tenendo conto della varietà dei tempi, dei
luoghi, delle lingue in cui furono composti. Occorre tener conto della cultura e delle situazioni in cui
lo scrittore operava, nonché delle conoscenze, dei modi di pensare e di comunicare propri del suo
tempo. Al tempo stesso però, a motivo della profonda unità dell’insieme, ogni pagina va spiegata e
ricompresa alla luce di tutto il libro sacro, soprattutto alla luce della persona e dell’insegnamento di
Gesù.

3. Antico e Nuovo Testamento

La Bibbia cristiana è divisa in due parti, chiamate Antico Testamento e Nuovo Testamento. La parola
“testamento” è usata con un valore particolare in riferimento ai libri sacri. Infatti la parola ebraica
berît e quella greca diathèke significano “alleanza”, termine che indica in particolare il patto che
unisce Dio al suo popolo.

La Bibbia ebraica è il libro dell’alleanza stretta fra Dio e Israele al monte Sinai. Si compone di libri
scritti da Ebrei in ebraico, con qualche sezione in lingua aramaica e greca. Sono testi molto diversi tra
loro per l’epoca di redazione, per il luogo di composizione e per il genere letterario. La Bibbia ebraica
è come una piccola biblioteca formata da libri che raccolgono tradizioni diverse, la cui prima
elaborazione letteraria può risalire, a volte, fino al X sec. a.C.; gli ultimi scritti vengono datati alla
metà del II sec. a.C. All’origine di molti di essi dobbiamo supporre tradizioni trasmesse oralmente,
spesso per lungo tempo e anche con notevole fedeltà. Questo non impedisce che diversi libri o parti di
libro abbiano potuto sorgere, fin dall’origine, direttamente come testi scritti.

Rapporto tra Antico e Nuovo Testamento

La Chiesa, unificando Antico e Nuovo Testamento in un solo libro, ha conservato le antiche profezie
accanto alla testimonianza del loro compimento. Secondo la fede cristiana, nella morte e risurrezione
di Gesù, Dio ha stretto con l’umanità intera una “alleanza nuova”. Questa alleanza è il cuore del
Nuovo Testamento, dove alla Legge antica subentra il «comandamento nuovo» (Gv 13,34). Ma
l’Antico Testamento è anche il racconto della lunga preparazione di Israele alla venuta del Figlio di
Dio. Ne contiene le profezie e l’attesa. E così, nella persona e nell’opera di Gesù, il grande libro di Dio
trova coesione e unità. Non possiamo comprendere Gesù e il suo messaggio se li isoliamo dall’Antico
Testamento; né possiamo comprendere appieno l’Antico Testamento senza la luce che viene dal
Nuovo.

I libri della Bibbia sono 73. L’AT comprende 46 libri. Il NT ne comprende 27.

Ricostruiamo insieme la Bibbia!

ANTICO TESTAMENTO

Pentateuco
1.
2. 35.
3. 36.
4. 37.
5. 38.
39.
Libri storici 40.
41.
6. 42.
7. 43.
8. 44.
9. 45.
10. 46.
11.
12.
13. NUOVO TESTAMENTO
14.
15. Vangeli e Atti
16.
17. 47.
18. 48.
19. 49.
20. 50.
21. 51.

Libri sapienziali

22.
23. Epistolario paolino
24.
25. 52.
26. 53.
27. 54.
28. 55.
56.
57.
Libri profetici 58.
59.
29. 60.
30. 61.
31. 62.
32. 63.
33. 64.
34.
65. 69.
70.
Lettere cattoliche 71.
72.
66.
67. 73.
68.
4. La Dei Verbum

Il Concilio Vaticano II ci offre un’importante documento sulla “Divina Rivelazione” (18 novembre
1965), chiamato Dei Verbum. La Dei Verbum è una Costituzione Dogmatica, cioè è un fondamento (il
Concilio ha elaborato vari tipi di documenti. Tra questi, i più importanti per la nostra fede sono le 4
“costituzioni dogmatiche”).

La Dei Verbum si compone di 6 capitoli, preceduti da un breve proemio:

1. La Rivelazione
2. La trasmissione della Divina Rivelazione
3. L'ispirazione divina e l'interpretazione della Sacra Scrittura
4. Il Vecchio Testamento
5. Il Nuovo Testamento
6. La Sacra Scrittura nella vita della Chiesa

La Dei Verbum ci ricorda che «la Chiesa ha sempre venerato le Sacre Scritture come ha fatto per il
Corpo stesso di Cristo» (DV 21). La comunità cristiana, dalle origini ad oggi, ha considerato la Sacra
Scrittura, insieme con la Tradizione, regola suprema della fede, luogo di incontro con Dio di
imprevedibile fecondità, sorgente di forza per testimoniare la fede con coerenza.

Inoltre ci ricorda che la Bibbia è un grande dono di Dio, attraverso il quale egli si è abbassato
amorevolmente verso di noi: “Nella sacra Scrittura dunque, restando sempre intatta la verità e la
santità di Dio, si manifesta l'ammirabile condiscendenza della eterna Sapienza. […] Le parole di Dio
infatti, espresse con lingue umane, si son fatte simili al parlare dell'uomo, come già il Verbo
dell'eterno Padre, avendo assunto le debolezze dell'umana natura, si fece simile all'uomo”. (DV 13)

Dalla Costituzione dogmatica Dei Verbum sulla Divina Rivelazione, del Concilio Vaticano II

21. La Chiesa ha sempre venerato le divine Scritture come ha fatto per il Corpo stesso di Cristo, non
mancando mai, soprattutto nella sacra liturgia, di nutrirsi del pane di vita dalla mensa sia della
parola di Dio che del Corpo di Cristo, e di porgerlo ai fedeli.
Insieme con la sacra Tradizione, ha sempre considerato e considera le divine Scritture come la
regola suprema della propria fede; esse infatti, ispirate come sono da Dio e redatte una volta per
sempre, comunicano immutabilmente la parola di Dio stesso e fanno risuonare nelle parole dei
profeti e degli apostoli la voce dello Spirito Santo.
È necessario dunque che la predicazione ecclesiastica, come la stessa religione cristiana, sia nutrita e
regolata dalla sacra Scrittura. Nei libri sacri, infatti, il Padre che è nei cieli viene con molta
amorevolezza incontro ai suoi figli ed entra in conversazione con essi;
nella parola di Dio poi è insita tanta efficacia e potenza, da essere sostegno e vigore della Chiesa, e
per i figli della Chiesa la forza della loro fede, il nutrimento dell'anima, la sorgente pura e perenne
della vita spirituale. Perciò si deve riferire per eccellenza alla sacra Scrittura ciò che è stato detto:
«viva ed efficace è la parola di Dio » (Eb 4,12), « che ha il potere di edificare e dare l'eredità con tutti i
santificati» (At 20,32; cfr. 1 Ts 2,13).

5. Dal Catechismo della Chiesa Cattolica, Compendio

18. Perché la Sacra Scrittura insegna la verità? (105-108; 135-136)

Perché Dio stesso è l'autore della Sacra Scrittura: essa è perciò detta ispirata e insegna senza errore
quelle verità, che sono necessarie alla nostra salvezza. Lo Spirito Santo ha infatti ispirato gli autori
umani, i quali hanno scritto ciò che egli ha voluto insegnarci. La fede cristiana, tuttavia, non è «una
religione del Libro», ma della Parola di Dio, che non è «una parola scritta e muta, ma il Verbo
incarnato e vivente» (san Bernardo di Chiaravalle).

19. Come leggere la Sacra Scrittura? (109-119; 137)


La Sacra Scrittura deve essere letta e interpretata con l'aiuto dello Spirito Santo e sotto la guida del
Magistero della Chiesa, secondo tre criteri: 1) attenzione al contenuto e all'unità di tutta la Scrittura;
2) lettura della Scrittura nella Tradizione viva della Chiesa; 3) rispetto dell'analogia della fede, cioè
della coesione delle verità della fede tra di loro.

20. Che cos'è il cànone delle Scritture? (120; 138)

Il cànone delle Scritture è l'elenco completo degli scritti sacri, che la Tradizione Apostolica ha fatto
discernere alla Chiesa. Tale cànone comprende 46 scritti dell' Antico Testamento e 27 del Nuovo.

21. Quale importanza ha l'Antico Testamento per i cristiani? (121-123)

I cristiani venerano l'Antico Testamento come vera Parola di Dio: tutti i suoi scritti sono divinamente
ispirati e conservano un valore perenne. Essi rendono testimonianza della divina pedagogia
dell'amore salvifico di Dio. Sono stati scritti soprattutto per preparare l'avvento di Cristo Salvatore
dell'universo.

22. Quale importanza ha il Nuovo Testamento per i cristiani? (124-127; 139)

Il Nuovo Testamento, il cui oggetto centrale è Gesù Cristo, ci consegna la verità definitiva della
Rivelazione divina. In esso i quattro Vangeli di Matteo, Marco, Luca e Giovanni, essendo la principale
testimonianza sulla vita e sulla dottrina di Gesù, costituiscono il cuore di tutte le Scritture e occupano
un posto unico nella Chiesa.

23. Quale unità esiste fra Antico e Nuovo Testamento? (128-130; 140)
La Scrittura è una, in quanto unica è la Parola di Dio, unico il progetto salvifico di Dio, unica
l'ispirazione divina di entrambi i Testamenti. L'Antico Testamento prepara il Nuovo e il Nuovo dà
compimento all'Antico: i due si illuminano a vicenda.

24. Quale funzione ha la Sacra Scrittura nella vita della Chiesa? (131-133; 141)

La Sacra Scrittura dona sostegno e vigore alla vita della Chiesa. È, per i suoi figli, saldezza della fede,
cibo e sorgente di vita spirituale. È l'anima della teologia e della predicazione pastorale. Dice il
Salmista: essa è «lampada per i miei passi, luce sul mio cammino» (Sal 119,105). La Chiesa esorta
perciò alla frequente lettura della Sacra Scrittura, perché «l'ignoranza delle Scritture è ignoranza di
Cristo» (san Girolamo).