Sant agostino
vita
Sant’Agostino,vissuto tra 4 e 5 secolo fu un retore e dottore della chiesa romana cattolica.
produsse molte opere ma il suo capolavoro é “Le Confessioni”
Agostino é il rappresentante della trasformazione culturale che attraversò l impero romano tra 4 e 5
secolo quando il cristianesimo passò da religione perseguitata a religione ufficiale dell impero.
Agostino nacque a Tagaste nel 354 da una famiglia comune non particolarmente ricca, di importanza
rilevante fu la madre Monica, donna Cristiana. Maggior parte della vita di.
Agostino passò in africa dove studió prima li e poi a Cartagine in particolare i classici latini,
soprattutto Cicerone
Nella prima fase della sua vita agostino si avvicinò al manicheismo, una setta religiosa che univa il
cristianesimo con le dottrine orientali basatasi sulla lotta continua tra due principi: il positivo o bene e
il negativo o male, ed esisteva inoltre un opposizione anche tra materiale e spirituale.
Agostino passò 5 anni lontano dall’Africa infatti nel 383 arrivò a Roma e divenne insegnante di
retorica a Milano, durante questo periodo cominciò a staccarsi dal manicheismo per avvicinarsi a
posizioni filosofiche scettiche. Ma fu nel 384 ascoltando il vescovo Ambrogio che sant’Agostino si
convertì al cristianesimo.
Dopo la conversione Agostino lasciò gli insegnamenti e si trasferì in brianza, dove nacquero i suoi
primi dialoghi come quello Contro gli Accademici, L’ordine o i soliloqui.
dopo il suo battesimo di tornare in Africa dove cominciò una vita di tipo monastico e nel 391 fu
ordinato sacerdote e in questi anni Agostino fu vescovo ad Ippona e in questo periodo scrisse le
confessioni la trinità e la città di Dio
mori nel 430
Filosofia di Agostino
legame tra fede e ragione
Gli scritti di Agostino contengono una fusione originale di filosofia platonica e cristianesimo, per
Agostino infatti i due rami del suo studio non erano affatto opposti, bensì pensava che uno
completasse l’altro.
La filosofia per Agostino è la ricerca della felicità e per lui non può che ricadere su Dio, ponendo
dunque un legame tra religione e filosofia secondo cui la fede ci indica la via per ottenere le
risposte ultime, mentre l’indagine razionale cioè la filosofia ci aiuta a chiarirne i contenuti
Agostino convinto del rapporto tra fede e ragione si confronta spesso con gli scettici ai quali si era
avvicinato prima della conversione e che ora critica poiché gli scettici vogliono trovare il vero
seguendo la somiglianza col vero, ma secondo Agostino ciò è impossibile se non si conosce il vero.
Per Agostino poi è possibile anche sbagliare e afferma che l’errore ammette l’esistenza dell’individuo
“se sbaglio,sono” poichè chi non esiste non può essere neanche ingannato.
Conoscenza e illuminazione
Nel pensiero Agostiniano ritroviamo una forte influenza del pensiero Platonico, ma anche una
forte differenza di forme che assumono le tesi antiche nella versione Agostiniana Per Agostino
infatti la sensazione è un’attività dell’anima e non esclusiva degli organi di senso poiché
attraverso la sensazione l’anime apprende il mondo dei corpi; Agostino sottolinea anche
l’importanza del linguaggio poiché le parole rimandano alle cose e per parlare di qualcosa
bisogna conoscerlo.
Ma allora come vengono concepite le verità che non derivano dalla sensazione?
Agostino per rispondere a questa domanda ricorre alla dottrina dell’illuminazione, secondo cui Dio
svolge un ruolo attivo nella conoscenza Umana e illumina le menti affinchè colgano verità altrimenti
non apprendibili attraverso i sensi. Dio dunque garantisce tutte le verità e l’illuminazione può essere
vista come la reminiscenza Cristiana
Volontà e Male
L’anima per i filosofi antichi era principio di vita, mentre Agostino stabilisce una gerarchia tra: cose
che esistono, cose che esistono e sono vive, cose che esistono sono vive e capaci di ragionare
Dunque è la ragione a distinguere l’uomo dalle altre creature, rendendola l’unica capace di giungere
alla verità
Per i filosofi antichi la ragione inoltre è l’elemento più importante per spiegare l’azione umana e per
Socrate l’uomo non poteva sbagliare volontariamente ma solo per ignoranza. Agostino invece
nell’opera il libero arbitrio, sottolinea una facoltà diversa dall’intelletto ovvero la volontà, che ci
rende moralmente responsabili delle nostre azioni e liberi di scegliere.
Ma se Dio conosce ogni cosa, dunque anche il futuro come può essere una scelta libera? Agostino si
difende dicendo che Dio conosce in anticipo anche la nostra volontà
Il male per Agostino combacia con l’assenza del bene, dunque una privazione
Mentre si ha il male morale invece quando la volontà è attratta dai beni inferiori, ovvero materiali
trattandoli come veri beni.
Le confessioni
Le confessioni di Sant’Agostino sono divise in due parti, la prima nella quale Agostino narra della
vicenda dell'anima che trova Dio all'interno di sé attraverso la conversione, e la seconda parte in cui
Agostino si sofferma su temi generali, in particolare sulla memoria e sul tempo, le più famose poichè
fornisce analisi innovative sulla mente umana e la percezione del tempo sia per le concezione di Dio
presente nell’anima dell’uomo più dell’uomo stesso
La memoria per Agostino è una meravigliosa capacità dell’anima, attraverso la memoria l’anima può
rendere presente ogni cosa passata e acquisire consapevolezza di se. La memoria è la misura del
nostro stesso pensiero che è legato al tempo e si differenzia da Dio poiché eterno.
Si differenzia la memoria affettiva che egli definisce peso dell’animo
Il tempo invece secondo Agostino esiste solo nell’animo sotto forma di passato, presente e futuro
ovvero cio che non è più; cio che è ma che va subito nel passato, ciò che non è ancora. si presentano
rispettivamente come ricordo, attenzione e attesa.
Anselmo d’Aosta
Anselmo nasce ad Aosta nel 1033, fece parte del monastero dei benedettini e nell’arco della sua vità
intraprese le cariche di priore, abate e arcivescovo di Canterbury dove mor’ nel 1109.
l’interesse delle sue opere era teologico e linguistico grammaticale, poichè pensava che alla base della
ricerca della verità ci fosse il buon uso della parola e dei discorsi.
Egli impiegò la sua opera letteraria all’elaborazione di prove razionali dell'esistenza di Dio.
Le sue opere maggiori su questo tema sono il Monologion e il Proslogion
è importante dire però che Anselmo era fortemente credente, dunque la sua ricerca non era certo un
motivo per credere, bensì afferma che egli “crede per comprendere” e non viceversa
Nel Monologion , Anselmo vuole dimostrare che sia possibile indagare la natura divina solo grazie
alla ragione, senza entrare in discordia con la bibbia, e lo fa elaborando 4 prove che dimostrano
l’esistenza di un ente sommo indipendente.
Nel proslogion Anselmo afferma: Dio è ciò di cui non si può pensare niente di maggiore. e nel corso
dell’opera di confronta con un insipiente, ovvero colui che rifiuta di credere nell’esistenza di Dio e il
suo obiettivo è quello di costringerlo ad ammetterne l’esistenza.
Innanzitutto dando la sua definizione di Dio, questa sarà presente nell’intelletto dell’insipiente, ed
egli dovrà concordare su questo ma rifiuterà che questa esista anche nella realtà.
A questo punto Anselmo ha già ottenuto ciò che voleva poichè ammettendo che nel proprio intelletto
esista ciò di cui non si può pensare niente di maggiore l’insipiente dovrà ammettere anche esiste nella
realtà, questo perchè se Dio è ciò di cui non si può pensare niente di maggiore solo sul piano del
pensiero, diventerebbe ciò di cui invece si può pensare il maggiore. L’insipiente dunque senza volerlo
cade in contraddizione finchè non comprende il significato della definizione e l’esistenza di Dio.
Gaunilone di Marmoutier fa una critica ad Anselmo, distinguendo pensare e intendere poichè io
posso pensare qualsiasi cosa ma non posso dedurre dal fatto che io la penso che questa esista. Per
essere sicuro che questa esista io devo prima intenderlo, ovvero averlo conosciuto attraverso
l’esperienza umana, dalla quale Dio si sottrae rendendo impossibile conoscerlo.
Tommaso vuole stabilire un legame armonioso tra ragione e fede, ovvero ciò che conosciamo
tramite il nostro intelletto e ciò che conosciamo tramite la bibbia.
Anche l’intelletto è creato da Dio e in quanto tale contiene le verità e i principi primi ispirati da Dio,
dunque insieme ragione e Dio sono le fonti della verità a cui l ‘uomo deve pervenire. Qualora ragione
e fede entrassero in contrasto, ciò avverrà perchè il procedimento razionale non è corretto. Per
Tommaso non tutto è dimostrabile con la filosofia,tocca quindi distinguere ciò che è dimostrabile
razionalmente da ciò che non lo è.
L’essere umano può dimostrare le verità che la fede proclama (preamboli di fede)e che la filosofia
condivide, ma ci sono verità che l’intelletto umano da solo non può raggiungere e sono gli (articoli di
fede) principi che non possono essere dimostrati, come l’origine del mondo.
Filosofia e teologia
Secondo Tommaso le scienze sono ordinate in una gerarchia dove al vertice si trovano quelle più
generali e universali, per l’appunto al vertice troviamo le teologia: la scienza volta alla conoscenza di
Dio, che è superiore ad ogni altro oggetto, dunque così anche la teologia è superiore alle altre scienze.
La teologia si avvale di principi che sono gli articoli di fede ovvero affermazioni che non sono
dimostrabili razionalmente ma che ogni Cristiano deve credere
La metafisica
Nella scala gerarchica delle scienze per Tommaso subito dopo la teologia si trova la metafisica.
Tommaso descrive l’ente in un senso logico e un senso reale:
in senso logico l’ente è l’oggetto di una proposizione affermativa
in senso reale l’ente è ciò che è classificabile nelle 10 categorie aristoteliche, ciò che è sostanza o
accidente
ogni ente possiede un essenza. L’essenza è ciò che fa si che quell’ente sia ciò che è e nient’altro,
dunque l’essenza corrisponde alla natura dell’ente. Potremmo definirlo anche come la definizione
dell’ente o la risposta a che cos’è quel determinato ente.
L’essenza cambia d'oggetto in oggetto poichè composta da forma e materia nel caso delle sostanze
composte oppure da forma pure nel caso delle sostanze semplici come gli angeli
l’ente però si differenzia dall’essenza poichè comprende l’essere che ricevono da Dio dunque
l’ente è dato dall’unione di essenza ed essere conferito da Dio.
Dunque se Dio donando l’essere concepisce tutti gli enti, come viene concepito Dio?
Dio è immateriale e non è neppure dovuto all’unione di essere ed essenza poichè queste in lui
coincidono, piuttosto l’essere di Dio è assoluto, Dio non ha l’essere, Dio è l’essere, mentre la sua
essenza non è classificabile.
Questa Tesi di Tommaso deriva dal passo della bibbia in cui Dio si presenta a Mosè “io sono colui
che é” dunque l ‘essere, che tommaso ha interpretato in questo modo
Dio infine è analogo a tutte le creature ma non identico poichè l’essere divino è assoluto mentre
l’essere delle cose create deriva da Dio
Creazione ed eternità del mondo
Per tommaso il mondo è l’effetto prodotto integralmente da una causa, mentre la sacre scritture
dicono che il mondo ha cominciato ad essere per libera volontà di Dio.
le 5 vie
dimostrare l’esistenza di Dio è necessario per Tommaso e secondo lui deve essere fatto a posteriori,
cioè partire dagli effetti sensibili dell’uomo:
1 Via Cosmologica: che parte dall’assunto di aristotele secondo cui tutto ciò che si muove è mosso da
altro, ci deve però essere un motore primo immobile che muove tutte le altre cose, e questo è Dio
2 Via Causale: secondo cui ci deve necessariamente essere una causa efficiente primaria altrimenti
bisognerebbe procedere all’infinito, senza però trovarla, dunque questa causa primaria incausata è
Dio
3 Via legata al rapporto tra possibile e necessario: le cose possibili sono contingenti alle cose
necessarie poiché esistono proprio perchè esistono le cose necessarie, deve però esistere un ente
necessario di per sé, un ente che è sempre, e non può che essere Dio
4 via legata ai gradi di perfezione: le cose hanno dentro di sé il meno e il più del vero e del bene,
ogni cosa ha dunque un grado di perfezione più o meno alto dettato dalla verità e dalla bontà, ma
necessariamente deve esserci un grado di perfezione massimo che ha massima verità e massima
bontà, e questo è Dip
5 Via legata alla finalità delle cose: le cose naturali non sono intelligenti ma hanno una finalità,
uno scopo, ma questa finalità secondo Tommaso deve essere governata da qualcosa di
intelligente che muove le cose del mondo verso il loro fine:Dio (intelligenza ordinatrice)
Tommaso però è consapevole che le cinque vie provano solo l’esistenza di una forza governatrice,un
primo motore o un ente necessario, ma la filosofia non può spingersi oltre, dunque da questo
momento per collegare queste figure al Dio cristiano c’è bisogno della rivelazione
Uomo e conoscenza
L’uomo è una sostanza composta , la cui essenza è l’unione di anima e corpo l’anima è la
perfezione prima di un corpo che è capace di vivere, l’anima è una forma
sostanziale, l’anima è creata per il corpo e il corpo è creato per l’anima, sono dunque un’ unione
sostanziale
l’intelletto invece è una facoltà immateriale dell’anima
la conoscenza è data dell'atto intellettivo che è l’ultima di una serie di operazioni che partono dai
sensi che danni vita ad una specie intelligibile cioè un concetto dovuto ad operazioni percettive e
intellettive
L’essere umano è stato creato proprio per conoscere dunque il suo scopo è l’esercizio della
conoscenza intellettiva, che si può dire vera quando è conforme alla realtà
Etica e Politica
Tommaso crede che il fine ultimo della vita umana sia il raggiungimento della felicità, che coincide
con la contemplazione di Dio. se l’intelletto conosce il vero allora la volontà conosce il bene ovvero il
fine ultimo. La volontà è orientata verso il bene sommo che non è possibile ottenere durante la vita
quotidiana poiché il bene che ci troviamo davanti è un bene parziale che ci mette la posizione di fare
una scelta. la scelta e l’atto proprio del libero arbitrio
Per raggiungere la felicità e la beatitudine c’è bisogno delle virtù. Le virtù si distinguono in virtù
teologali e virtù naturali.
Le virtù teologali sono: la fede, la speranza, e la carità. Esse ci indirizzano e sono necessarie per la
beatitudine
le virtù naturali si acquisiscono nella vita pratica e includono sia le virtù intellettuali che sono:
scienza, sapienza, prudenza e arte, le virtù morali sono invece la giustizia, la prudenza, la fortezza e la
temperanza
Tommaso crede che una buona vita tra l’essere umano nei confronti dei suoi simili necessiti delle
leggi, che divide in tre categorie:
La legge eterna, che coincide con l’intelletto divino La
legge naturale, che dipende dalla legge eterna La legge
umana, che dipende dalla legge naturale
Per Tommaso la forma di governo migliore è mista, retta da uno solo, ma affiancato da un consiglio
di saggi, includendo tutti i cittadini attraverso le elezioni