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IL PAGANESIMO NORDICO-GERMANICO

1.Cos il Paganesimo

Il termine Paganesimo deriva dalla parola latina pagus, che ha il significato di


villaggio, borgo: tale termine fu introdotto dalle istituzioni ecclesiastiche per
connotare quellinsieme di credenze, miti, tradizioni, usi e costumi che ancora
resistevano, soprattutto allinterno delle campagne e dei villaggi(pagi), nel periodo in
cui il Cristianesimo si stava diffondendo in modo esponenziale in tutta Europa, in
particolare nelle grandi citt.
Per capire cosa si intende quando parliamo di Paganesimo, necessario fare prima
una premessa su cosa non esprime questo termine. Il Paganesimo, infatti, non una
religione, come la intendiamo comunemente, n una dottrina di pensiero: non vi sono,
infatti, dogmi e insegnamenti da seguire, scritti in testi sacri, non universalista,
onnicomprensivo, non ricerca adepti, e, quindi, non spinge coloro che lo abbracciano a
diffonderlo, convertendo altri uomini: insomma, non una religione come lo sono il
Cristianesimo, lIslam o lEbraismo e tutte quelle che hanno le caratteristiche sopra
descritte. Il Paganesimo lo si pu definire una visione del mondo, o meglio delle cose,
un modo di pensare e di intendere gli accadimenti, sia quelli propri, sia quelli degli altri
uomini e degli altri esseri, viventi e non, sia quelli cosmici. Esso valorizza luomo, ma
non ponendolo al centro di tutto, come fanno le religioni monoteiste, o meglio i suoi
apparati di potere temporali, e molte concezioni filosofiche, politiche e culturali in
genere, bens considerandolo per quello che , cio parte di un Tutto, in cui ha un ruolo e
unimportanza, che deve comprendere lui stesso. In un certo modo lo si pu intendere
anche come una filosofia, che d all uomo alcuni strumenti per rapportarsi con ci che
lo circonda, sia sul piano fisico che su quello metafisico. Il Paganesimo anche
religione, nel senso che vi sono entit in cui si pu credere e che offrono chiavi per
spiegare i fenomeni che luomo non comprende tramite i suoi strumenti logici e
razionali; ma va oltre questo, una sensibilit innata nellinteriorit di coloro che,
appunto, lo percepiscono e lo colgono in un modo che , dapprima, quasi puramente
istintivo, e che, poi, via via, si arricchisce anche dei livelli razionali e mentali. Esso
poggia su quelli che sono gli elementi primari della vita: il sangue e la terra; hanno,
dunque, grande importanza la stirpe e le tradizioni, nei vari aspetti che vi sono correlati;
questo gli impedisce di avere un carattere universalista, anche se vi sono filosofie e
visioni del mondo che possono avere con esso punti di contatto, e, dunque, la sua pi
intima essenza rifugge da quei calderoni di pensiero modernisti, come le filosofie New
Age, anche se la sua ripresa in questi contesti dimostra, in un certo modo, che esso, oltre
ad essere aperto ai contributi delle pi svariate filosofie, religioni e correnti di pensiero
in genere, che esso accoglie filtrandoli con la propria sensibilit, idoneo a recare esso
stesso contributi ed apporti per laltro da s; da questo emerge il fatto che si tratta di un

modo di vedere le cose, di una forma mentale che conduce ad un confronto continuo, sia
con s stessi, che con ci che ci attornia, in tutte le sue manifestazioni; un qualcosa che
non ancorato al passato, ma che cosmico, olistico, e che, quindi, ha certamente
validit attuale, perch senza tempo, anche se, come vedremo, accoglie un eternit fatta
di cicli, che sono quelli della vita, della natura e di tutto lessere in generale. Nel mondo
attuale il Paganesimo allapparenza sembra scomparso, dato che vi domina tutto ci che
ben sappiamo e vediamo ogni giorno; ma, se andiamo a vedere, esso, in realt pi
presente che mai, proprio perch ha come basi il sangue e le tradizioni e perch crea un
tipo di mentalit aperta allaltro: il problema che gli uomini non lo sanno e, spesso,
non lo vogliono riconoscere e, daltra parte, le dinamiche moderne creano una forte
spinta in questa direzione: la sua riscoperta fondamentale per ridare allindividuo, a
cui sempre pi riesce difficile rapportarsi con s stesso e con ci che intorno a lui, un
equilibrio e unarmonia spirituale che gli dia la possibilit di capire la realt in cui vive,
e, soprattutto, la propria interiorit, il cui confronto con essa, piena di quelle che,
allapparenza, sembrano contraddizioni e incompatibilt insanabili del proprio essere,
spesso fonte di infelicit, dolore e disperazione. Esso, per il tramite del proprio sangue,
della propria stirpe, dei propri Antenati e delle proprie tradizioni, offre la possibilit ad
alcuni uomini di utilizzare certi strumenti e mezzi, ma le forme e i modi di utilizzo
dipenderanno dal modo di essere e dalla sensibilit del singolo, per il quale vi la
difficolt di filtrarlo in modo libero e autonomo, senza ottusit, senza che vi siano linee
di comportamento e di condotta, convincimenti e ideali da seguire in modo preciso e
specifico.
Noi ci occuperemo, nello specifico del Paganesimo nordico-germanico, cio di quel
Paganesimo che ha come basi il sangue e le tradizioni germaniche e scandinave, il quale,
insieme a quello mediterraneo, rappresenta lintima essenza dellEuropa, in tutte le sue
manifestazioni, politiche, sociali, culturali, e, in generale, del modo di essere dei
popoli di sangue europeo.

2. Il paganesimo nordico-germanico

Il Paganesimo nordico-germanico indicato anche con il termine Odinismo o


Wotanismo, dal nome del Padre degli Dei, Odin nellaccezione scandinava, Wotan in
quella germanica, e anche con il termine Asatr, che vuol dire fedelt agli Asi e, per
estensione fedelt agli Asi e ai Vani, che sono le due principali famiglie divine del
pantheon nordico. I miti e, in generale, il sentire nordico-germanico stato e viene
tramandato oralmente, nelle varie forme che dipendono dal periodo storico, ma ha
assunto nel corso del tempo anche una connotazione letteraria, come possiamo vedere
sia da filoni poetici, come la poesia scaldica islandese, sia da quelli epici, come i poemi
medievali e, in generale, si pu dire che, in misura variabile, stato presente sia nelle
culture popolari sia in quelle ufficiali e alte e che, anzi, spesso essi sono serviti come
trait dunion tra di esse, come accaduto, ad esempio, nel caso del Romanticismo, oltre

ad influenzare fortemente e a permeare tutte le espressioni artistiche, come la musica


(basti pensare alle produzioni medievale e ai compositori dell800), la pittura , la
scultura e larchitettura. Nel periodo attuale il Paganesimo nordico-germanico, dal punto
di vista letterario trova espressione soprattutto nel romanzo, basti pensare al romanzo
storico e al filone letterario fantasy, e trovano grande spazio nella musica, in quella
classica e in quella moderna, in particolare nei generi hard rock ed heavy metal, e
condiziona grandemente tutti gli aspetti riguardanti usi, costumi e folklore europeo,
come emerge in modo particolare dai caratteri dei momenti di festa dei popoli(si pensi a
feste, rituali e celebrazioni come Natale, Carnevale, Befana, Calendimaggio, Giorno dei
Morti, Santa Lucia tanto per citarne alcune alla rinfusa) e dal modo di scandire il tempo(
il riferimento , ad esempio, ai nomi dei giorni della settimana che, nella lingua inglese e
in quella tedesca contengono i nomi degli Dei germanici).
Per ci che riguarda le espressioni visibili e individuabili della sensibilit pagana
nordico-germanica esse, naturalmente, sono maggiori e hanno subito minori modifiche e
cambiamenti nel corso dei secoli nei paesi dove il sangue nordico e germanico rimasto
preponderante, anche se, dal punto di vista religioso, la penetrazione delle fedi
monoteiste di provenienza medio-orientale, tra le quali soprattutto il Cristianesimo,
anche tra quelle genti il sentire pagano ha subito numerose evoluzioni e
forti sconvolgimenti. Con riferimento allItalia si tende a dimenticare spesso
limponente apporto di sangue nordico e germanico che essa ha ricevuto. LItalia ha
sicuramente una base di Paganesimo mediterraneo greco-romano, sulla quale si , poi,
innestata la religione cristiana, che si imposta in un modo che, probabilmente, non ha
eguali in Europa e nel mondo; ma, se andiamo a vedere, il contributo delle genti
nordiche e germaniche, da tutti i punti di vista, enorme e ci emerge nettamente in
numerose espressioni, soprattutto quelle culturali, che trovano la loro originalit nel
crogiolo di tutti gli elementi di sangue presenti nelle genti italiane, cio quelli celtici,
greci, romani, arabi, degli elementi religiosi, cio quelli cristiani e islamici, spesso filtrati
dalla sensibilit pagana nordico-germanica, che frequentemente ha accolto in s o si
fusa con quella pagana mediterranea.
Definire i caratteri del Paganesimo nordico-germanico molto complesso:
cercheremo di analizzarne alcuni aspetti, che forniscano una minima idea dei suoi
caratteri essenziali e che offrano delle iniziali indicazioni per la sua conoscenza.

3.Gli Dei

Gli Dei nordico-germanici hanno la particolarit di mostrare caratteristiche umane in


tutti i loro comportamenti: dimostrano, ad esempio, di essere gelosi, cinici e cattivi ma
anche valorosi, generosi e magnanimi, di amare, di odiare, combattere, affrontare prove,
divertirsi esattamente come ognuno di noi; ogni dio ha difetti e doti, pregi e mancanze,
debolezze e capacit, caratteri che vengono messi in luce dai miti, i quali mostrano,

spesso con metafore e immagini simboliche, numerosi aspetti della vita umana, in
quanto essi interagiscono in modo continuo con gli uomini e con tutti gli esseri in
genere. La pi importante nota distintiva degli Dei che anchessi muoiono, come
accade ad ognuno di noi e a tutti gli esseri che hanno un ciclo vitale, ciclo al quale
anchessi sono sottoposti, cos come tutto il cosmo permeato di cicli, quello appunto
che parte dalla nascita e giunge alla morte, oppure, ad esempio, quello delle stagioni,
quello giorno-notte, per arrivare a quello inizio-fine di tutto.
Essi si dividono in due gruppi, gli Asi e i Vani, inizialmente in contrasto e in guerra tra
loro, poi in pace ed armonia, e ognuno dei due gruppi ha delle caratteristiche che lo
distinguono dallaltro, anche se vi sono alcuni Dei per cui difficile dire a quale dei due
gruppi appartengono, perch hanno caratteristiche delluno e dellaltro. Noi ne
analizzeremo solo alcuni, cercando di delinearne i tratti pi importanti, ma ve ne sono
moltissimi, quasi infiniti , perch ognuno di loro personifica, rappresenta, uno degli
infiniti aspetti dellessere e del Cosmo, aspetti che esprimono tutti significati spirituali e
metafisici, che sono propri di ogni essere facente parte del Tutto.
Odin/Wotan al vertice della gerarchia degli Dei, il capo degli Asi, il Padre degli
Dei, generati in gran parte, se non tutti con la sua opera, e degli uomini, a cui ha dato il
respiro e la vita, il Padre di Tutto, ma anche lui, come gli altri, stato generato e
trover la morte. E una personalit di enorme complessit: rappresentato spesso come
cieco di un occhio, che ha dato in pegno per acquisire la saggezza suprema, ha come
attributi una portentosa lancia, un anello doro che si rinnova ogni notte, e un cavallo ad
otto zampe che lo conduce ovunque alla velocit del pensiero, assume numerose fattezze
perch, quasi sempre, non vuole essere riconosciuto, soprattutto dagli uomini, due lupi
gli fanno la guardia, due corvi, Hugin, il Pensiero e Munin, la Memoria che gli
riferiscono tutto quanto accade nel Cosmo. Odin il dio assoluto, che incarna tutte le
possibilit e le potenzialit dellessere, una cosa e contemporaneamente il suo opposto,
terribile e crudele, ingannatore, astuto, cinico, freddo, ma anche benevolo,
soccorrevole e misericordioso, maestro di vita, il dio dei vivi e dei morti, che urla,
possedendo la forza della parola creatrice, scopritore e utilizzatore delle Rune, dio
dellestasi sciamanica, il dio dei guerrieri e delle battaglie, del viaggio, fisico, psichico
e spirituale, della saggezza, della poesia e della magia, istintivo e razionale insieme,
selvaggio e nobile, prepotente e scontroso, capriccioso, spesso furioso, misterioso e
inafferrabile.
Thor(Donar nellaccezione germanica), figlio di Odin e Jord, la Madre Terra, ha come
attributi un possente martello, guanti magici, e la cintura della Forza. E irruento,
energico, impetuoso ma ha un carattere molto pi limpido e solare di Odin: non ama
sotterfugi e stratagemmi, sempre pronto allazione, pu diventare di una furia e di una
violenza incontrollabile, ma presto si acquieta, il dio dellOrdine stabilito, impegnato
in perenne lotta contro il Caos, la confusione, larbitrio e le energie negative, in nome
della legge e della stabilit; dio del tuono e del lampo, presiede al controllo delle
precipitazioni e di tutti i fenomeni atmosferici, il suo martello, simbolo di fertilit,
consacra i grandi eventi della vita, come nascite, matrimoni, funerali, giuramenti,
sacrifici, voti solenni.

Tyr, figlio di Odin o forse di un gigante, ha delle qualit in cui il migliore di tutti:
coraggio, audacia e generosit. Rappresenta la disciplina e lintegrit, non esita davanti a
nulla, pur di mantenere lordine universale, prode e saggio, rappresentato senza una
mano, il pegno per il mantenimento dellequilibrio del Cosmo.
Njord appartiene, a differenza degli altri tre, ai Vani, il dio della fecondit, del vento,
del mare, delle onde e quindi della navigazione, e del fuoco.
Freyr, figlio di Njord e di una delle sorelle di questultimo, il dio dellabbondanza,
della ricchezza, della pace e della prosperit, della forza fecondante della natura e dei
rapporti sessuali; molto legato al genere umano, virile, dotato di un fallo enorme, ed
il signore dellAmore, sia fisico che spirituale, signore della pioggia che nutre la Terra,
del sole che scalda, della Natura che produce fiori e frutti.
Freya, sorella di Freyr, forse moglie, forse amante di Odin, la dea dellamore, della
bellezza, della lussuria, della fertilit e della magia ammaliatrice: non esita a concedere il
proprio corpo per avere ci che vuole, ma capace di provare sentimenti intensissimi,
nel bene e nel male, e anche lei rappresenta lAmore, in cui si uniscono i due aspetti,
fisico e spirituale.
Balder, anchegli figlio di Odin, il dio della luce, della purezza, il pi amato fra gli
Dei, il pi bello di tutti, coraggioso e saggio, ucciso dal fratello, ma il dio che ha
sconfitto la morte, perch ritorner alla vita nelle dimore di luce alla fine del ciclo del
Tutto e allinizio del nuovo ciclo..
Heimdall il dio bianco, che emana luce accecante, figlio delle Onde, dalludito e
dalla vista acutissimi, sta sospeso tra cielo e terra, crea le classi sociali umane, dio del
sole e della luna, personifica gli alberi e larcobaleno, il dio che non dorme mai e ha la
particolare caratteristica della preveggenza assoluta.
Lultimo degli dei che analizziamo Loki, probabilmente il dio pi interessante e
affascinante della mitologia nordico-germanica. Egli lambivalenza personificata:
indecifrabile, con comportamenti che hanno alla base la pi totale ambiguit, non n
completamente buono, n del tutto malvagio, mezzo dio e mezzo demone, provvisto
di straordinari poteri magici, ed , dunque, capace di generare esseri benefici, ma anche
esseri mostruosi, che portano rovina e distruzione. Egli molto socievole, si
accompagna ed intrattiene relazioni con tutti, ma probabilmente non sa nutrire vera
amicizia: spesso offre consigli fondamentali, sia per gli dei che per gli uomini, compie
scherzi, ha tratti gioviali e buffoneschi, ma le sue parole, spesso, hanno solo lo scopo di
ferire o trarre in inganno e servono per liberarsi da una minaccia o da una costrizione e
sono, dunque, utilizzate con opportunismo. Spesso si traveste da donna e compie atti
sessuali con esseri di tutte le specie: perverso, in tutti i significati, gode spesso nel fare
del male, ruba e ha una stretta relazione col fuoco, quasi sempre distruttore, ma spesso
anche benefico. E imparentato con tutti gli esseri malvagi, il padre di tutte le streghe,
si trasforma spesso in animale, conoscendo quel tipo di magia che conduce ad essere
lussuriosi, perfidi e scellerati; il dio della menzogna, dellinganno, del male, ma

indispensabile nel Cosmo, in quanto lequilibrio del Tutto pu esistere e mantenersi solo
con la presenza degli opposti: se manca il male, non vi pu essere il bene, con tutto ci
che ne consegue.

4. Le Rune

Odin rimase impalato sulla propria lancia, appeso a testa in gi per nove giorni e nove
notti, offrendo s stesso a s stesso, presso Yggdrasil(Irminsul nellaccezione
germanica), lalbero cosmico. Quando le Rune apparvero sotto di lui, egli allung le
mani e le afferr, e la conoscenza runica gli diede potere. Heimdall, dio guardiano del
ponte dellarcobaleno, che collega il mondo degli Dei e quello degli uomini, ha
successivamente trasmesso le Rune agli uomini, anche se solo Odin le pu comprendere
e interiorizzare in tutti i loro significati. Per iniziare il cammino di conoscenza delle
Rune necessario fare riferimento ad alcuni concetti. Il primo quello di Orlog, che si
pu riassumere nella legge di causa-effetto, priva per di aspetti reincarnazionistici.
Ogni persona nasce come una vera e propria tabula rasa ed completamente
responsabile di ci che fa nella propria vita sin dal primo momento e, di conseguenza,
tutte le azioni compiute influiscono sullo stato dellessere, sia in quello della vita, sia in
quello successivo alla morte. A questo si ricollega il Wyrd, che una sorta di gigantesca
ragnatela, che si estende nello spazio e nel tempo e abbraccia tutti gli esseri e tutte le
espressioni dellessere nel Cosmo, ogni filo della quale costituito da una diversa
manifestazione di energia, e tutta insieme essa costituisce il tessuto stesso di cui fatto
luniverso. Wyrd e Orlog sono strettamente correlati: ogni individuo che costruisca un
buon Orlog riempir il proprio essere di energie positive e, dato che egli fa parte, come
tutti gli esseri e tutte le cose, del Wyrd, che il tessuto stesso della vita, il suo mondo
sar sempre pi influenzato dallenergia da lui prodotta e a lui restituita in un circolo
virtuoso, mentre se il proprio essere verr permeato di energie negative, le conseguenze
saranno opposte, tenendo conto naturalmente dellarbitrariet delle definizioni positiva
e negativa con riferimento alle energie. Il legame tra quanto detto e le Rune consiste
nel fatto che ogni filo della ragnatela fatto di energia, e per poter identificare i diversi
tipi di energia, necessario assegnare a ciascuno di essi un simbolo, e questi simboli
sono appunto le Rune. Esse sono segni grafici, che sono state utilizzate dai popoli
nordici e germanici per costituire un sistema di scrittura, ma hanno un significato magico
ed esoterico, e, dunque, oltre ad avere un valore fonetico, rappresentano i flussi di
energia dellessere, che appartengono alla ragnatela del Wyrd. E necessario iniziare un
processo di interiorizzazione delle Rune, per poterle comprendere, e, dunque, avere la
possibilit di osservare le manifestazioni dellenergia esistente da esse rivelate, e, una
volta fatto questo, esse possono venire utilizzate come strumento e canale di determinate
energie. La scrittura runica ha dunque valenze sacrali e i segni grafici che esprimono le
Rune devono, dunque, essere trattati con un prestigio sacro e cultuale; esse sono state
utilizzate nei secoli e devono continuare ad essere utilizzate per invocare e far emergere
energie e poteri di tipo cosmico, e non certo, come accade frequentemente nel mondo di

oggi, in funzione puramente oracolare, con lo scopo di prevedere il futuro, come se si


utilizzassero dei tarocchi. Il termine runa esprime il significato di segreto, mistero,
dunque tradizione segreta iniziatica e confidenziale, ed la manifestazione, in forma
simbolica, del contenuto sacrale del segno grafico, pregno di un arcana potenza, capace
di evocazione e di agire sulle cose, che protetto dal segreto e non pu essere palesato,
ma pu essere solo tramandato come espressione rappresentativa di categorie del sacro.

5. La cosmogonia

Allinizio del ciclo dellesistenza non c nulla , se non linsondabile abisso, che
racchiude forze contrastanti separate tra loro e in stato di inerzia. La creazione il
naturale processo di evoluzione messo in moto dal mescolarsi di tali opposti, e si viene a
creare il macrantropo primordiale e un animale, una mucca, e poi, tramite vari passaggi,
nascono gli Dei, gli uomini, gli animali, e, via via, tutti gli esseri e i componenti del
Cosmo. Luniverso formato da nove mondi, la cui conformazione non perfettamente
definibile, anche se la si pu configurare come una struttura tricentrica, composta di tre
livelli sovrapposti. Al livello superiore collocato Asgard, la dimora degli Asi, insieme
alla dimora degli Elfi della luce, gli esseri pi belli e splendenti di tutti, anche del Sole,
che rappresentano gli spiriti degli Antenati in grado di garantire la continuit della stirpe,
e concedono prosperit e fecondit; vi poi la dimora dei Vani. Al livello mediano vi
il nostro mondo, Midgard, la Terra di mezzo, insieme alla dimora dei giganti, gli esseri
del Caos, che rappresentano la materia contro lo spirito incarnato dagli Dei: essi sono
lirrazionalit, forze della natura che sfuggono al controllo della razionalit, possiedono
saggezza e impersonano la forza primitiva della natura, oltre a rappresentare la giovent,
che senza il freno del raziocinio pu arrivare a distruggere tutto, anche s stessa; sono il
principio della vita e gli artefici della fine di Tutto. Al livello mediano vi sono anche la
dimora degli elfi scuri e quella dei nani, che sono loscurit dei luoghi inaccessibili e
freddi, giunti ai quali per si trova la forza per risalire. Al livello inferiore vi un luogo
di nebbie e gelo, la dimora dei morti, freddo, oscuro, glaciale, sia dal punto di vista fisico
che spirituale, ma dal quale possibile spostarsi, come fanno i morti quando
temporaneamente ritornano tra i vivi, o come far Balder in modo definitivo allinizio
del nuovo ciclo. Lintero creato trova riparo allombra di Yggdrasil, lAlbero Cosmico,
un frassino che allarga le proprie fronde al di sopra del cielo, il cui tronco sorregge il
peso di tutto il Mondo e lo tiene in equilibrio. Le sue tre radici si protendono attraverso
tutti i mondi, e presso ogni radice c una sorgente: la prima, dalla quale hanno origine
tutti i fiumi, fonte di distruzione e morte, perch nutre un orrendo drago e un groviglio
di serpenti che rode la radice, la seconda invece fonte inesauribile di saggezza, perch
chiunque se ne abbeveri diviene ricco di conoscenza, e lo stesso Odin, per averne un
sorso, ha sacrificato un occhio, mentre la terza sorgente sgorga alla radice dellAlbero ad
Asgard, ed la fonte del fato e della vita, poich ad essa presiedono le tre Norne, Urd, il
Passato, Verdandi, il Presente e Skuld, il Futuro, che reggono i destini di tutti gli esseri,
compresi gli Dei, e proteggono la vita del grande Albero, e il luogo sacro agli Dei, che

ogni giorno vi si riuniscono a consiglio. In Yggdrasil, del quale nessuno sa dove abbiano
origine le sue radici, c il bene e c il male, ed esso popolato di molti animali: il
drago e i serpenti lo deteriorano alla radice, vi sono cervi che ne brucano i germogli, in
alto vi un aquila che ha tra gli occhi un falco, poi uno scoiattolo che corre su e gi per
il tronco e fomenta discordia tra il drago e laquila, e, infine, vi un gallo, il quale
annuncer la fine del Mondo.

6. La fine del Mondo

Larmonia del Cosmo ha bisogno del Caos come forza opposta per esistere, e il Caos si
esprime nelle potenze demoniache dei giganti e di tutti quegli esseri, che sono per il
momento bloccati, ma che aspettano solo il momento propizio per liberarsi in tutta la
loro furia e aggredire tutto ci che garantisce lo scorrere armonioso del tempo. La vita
un continuo rinnovarsi e ogni tempo ha una fine che sar contemporaneamente linizio
del nuovo tempo. Quando le due forze opposte, lArmonia e il Caos, sempre presenti ma
costantemente in equilibrio, entreranno in conflitto vi sar lultima battaglia e Tutto
finir, per poter ricominciare con un nuovo ciclo. Dunque, abbiamo catastrofe e rinascita
di tutte le cose, Eterno Ritorno. Nel mondo si scateneranno guerre, i legami che tenevano
sotto controllo le forze del Caos si romperanno, vi sar la battaglia finale tra il Bene e il
Male, Yggdrasil sar scosso e tremer in modo violentissimo, Tutto sar spazzato via,
anche gli Dei periranno: questo sar linizio di un nuovo ciclo, il mondo rinascer, il
Sole e la Luna torneranno a brillare nel cielo, Balder torner dagli Inferi e ricostruir la
stirpe divina e ricorder gli avvenimenti passati con gli Dei sopravvissuti, i figli dei pi
grandi fra essi, sar ricostituita la stirpe degli Uomini, e cos torneranno a prosperare
animali, piante, pietre, cos come le espressioni del Caos, che, insieme a quelle
dellArmonia andranno a formare il nuovo equilibrio del Cosmo, allombra di Yggdrasil.

7. Alberi, pietre e animali

Lalbero una delle pi perfette creature esistenti nel Mondo, con le sue radici sepolte
vive nel ventre di Jord, la Madre Terra, e i rami che si protendono verso il Cielo, quindi
verso gli Dei: il risultato di questo incontro, di questo ponte vivente che lalbero, sono i
frutti. Odin e i suoi due fratelli trovarono due pezzi di albero, fragili, deboli e privi di
qualsiasi destino: essi li raccolsero, e diedero loro il respiro, gli altri i sensi, la forma, il
sangue, la vita e lo spirito, dando cos vita alla stirpe degli Uomini. Gli Dei sono gli
antenati degli alberi, e su di essi o su pezzi di essi vengono incise le Rune; essi sono,
dunque, il tramite tra gli uomini e gli Dei, tra la materia e lo spirito, tra le cose terrene e
quelle cosmiche: essi rappresentano la tensione verso lalto, verso la conoscenza,

verso gli obiettivi massimi che ognuno di noi si prefigge, sono simbolo di perfezione,
perch rappresentano lunione del Tutto col Tutto, e il nostro spirito e la nostra anima,
che furono dentro di loro, torneranno ad essere dentro di loro dopo la morte.
Le rocce e le pietre sono mute, immobili, stabili, salde, a testimonianza di ci che
stato, ci che e ci che sar, e racchiudono dunque tutti i flussi di energia del Cosmo,
in quanto in esse scorre il soffio del Wyrd.
Gli animali sono il tramite diretto tra gli Uomini e gli Dei: i gatti, legati alla magia, e
che, quindi, permettono di entrare in contatto col sovrannaturale, trainano il carro su cui
si muove Freya, Odin cavalca il suo fiero destriero ad otto zampe, gli fanno da guardia
due lupi, e due corvi gli riferiscono le notizie del mondo, anche Freyr, come tutti gli Dei,
cavalca un magnifico destriero, e possiede un cinghiale splendido, che si rigenera
continuamente e rappresenta labbondanza che sempre viene da lui assicurata. Lupi,
cani, mucche, serpenti e molti altri animali popolano i miti, che ci mostrano valenze e
ruoli positivi e negativi di essi: alcuni sono fieri, terribili e malvagi, altri buoni,
amorevoli e coraggiosi, altri ancora dispettosi e bricconi, esattamente come gli uomini e
gli Dei.

8.Il Destino

C un fato a cui nessun essere pu sfuggire, ma ci non vuol dire che esso lo deve
accettare passivamente, ma deve saper diventare lagente, lucido e volontario, del
proprio Destino, e, quindi, partecipando al sacro, pu diventare lartigiano della sorte
che gli assegnata. Per ci che riguarda luomo la sua grandezza consiste nel compiere
il proprio Destino, incarnandolo, prendendolo su di s, combattendo per ci che ricerca e
desidera, senza subire in modo inerte gli accadimenti che gli si verificano intorno, lo
coinvolgono e lo investono: dunque vi un Destino scritto, ma luomo, nei limiti del suo
essere, lo pu accompagnare e indirizzare; ci che succede voluto, direttamente, dal
Destino, e, consapevolmente o inconsciamente da noi stessi, soci e interpreti del Destino.