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Una spiegazione delle cause dell'evoluzione e la formulazione di una teoria su solide basi

scientifiche fu merito dei naturalisti inglesi Charles Darwin e Alfred Russel Wallace .
Essi elaborarono idee analoghe, che furono esposte nel 1858 in due saggi passati quasi
inosservati. Nel 1859 Darwin pubblicò le sue conclusioni nell'opera L'origine delle
specie, che, ebbe subito grande risonanza, date tutte le idee che andavano in contrasto
con quelle della chiesa.

Darwin e Wallace basavano il loro pensiero su numerose osservazioni, che evidenziavano


in particolare:

 la grande varietà di specie presenti in una stessa regione;

 il perfetto adattamento di queste specie al diverso tipo di habitat e di alimentazione.


 

 L'evoluzione per selezione naturale

La spiegazione dell'evoluzione di Darwin-Wallace, nota come teoria dell'evoluzione per


selezione naturale, può essere così riassunta:

 fra gli individui di una stessa specie vi è grande variabilità genetica (che si
manifesta in piccole differenze nei caratteri, quali corporatura, altezza,
pigmentazione della pelle, colore degli occhi ecc.);

 le variazioni individuali devono essere ereditabili, perché i figli sono simili ai genitori;

 tutti gli organismi tendono a moltiplicarsi, ma l'ambiente non permette una crescita
indiscriminata, per cui le dimensioni di una popolazione sono frenate dalla mortalità
(selezione naturale);

 sopravvivono e si riproducono più facilmente gli individui che hanno raggiunto un


migliore adattamento all'ambiente in cui vivono, e che quindi sono favoriti nella lotta
per l'esistenza;

 con questi meccanismi, le specie nel tempo si evolvono, dando origine a nuove
specie.
Darwin conosceva le tecniche della selezione artificiale, il mezzo attuato da secoli da
allevatori e coltivatori per migliorare le razze economicamente utili, e ipotizzò che un
meccanismo simile potesse verosimilmente agire anche in natura. Non conosceva invece
le leggi dell'ereditarietà seppe quindi spiegare in particolare come si origina la variabilità di
caratteri sulla quale avrebbe dovuto agire la selezione naturale.

La teoria dell'evoluzione ha comunque il merito di aver sottolineato che i nuovi caratteri si


originano indipendentemente dall'ambiente (cioè non è l'ambiente a creare nuovi caratteri,
come sosteneva Lamarck), ma, una volta comparsi, sono selezionati dall'ambiente.
L'evoluzione è quindi diretta dalla selezione naturale, ma procede in modo casuale.

La teoria dell'evoluzione ebbe grande impatto sul pensiero dell'800 e, in particolare, sulla
biologia, di cui rimane ancora oggi una delle teorie unificatrici, perché permette di spiegare
e di organizzare in modo logico tutte le conoscenze delle diverse discipline.

Però nel corso della storia ci furono comunque altri pilastri nella creazione della teoria
dell’evoluzione come Lamarck, Cuvier e Linneo.

Il primo evoluzionista dichiarato fu il naturalista francese Lamarck. Egli affermava che la


natura è soggetta a leggi proprie e autonome che determinano un cambiamento delle
specie nel tempo. Tale cambiamento porta ad un graduale perfezionamento degli
organismi generandone via via di più complessi. Tale sua tesi veniva chiamata l’eredità dei
caratteri acquisiti.

Georges Cuvier fu il fondatore della paleontologia dei vertebrati, lo studio scientifico delle
loro testimonianze fossili. Esperto in anatomia e zoologia, Cuvier applicava le sue
conoscenze ai fossili. I fossili sono resti o tracce di organismi vissuti in epoche passate.
Cuvier scoprì che le specie vissute in passato erano diverse da quelle attuali e che molte
di esse si erano estinte. Si spiegò questi dati con la teoria delle catastrofi. Secondo il
catastrofismo, molti fenomeni geologici e biologici, in particolare le estinzioni, sarebbero la
conseguenza di eventi catastrofici accaduti nel passato.

Linneo invece sosteneva che ogni specie esiste fin dal momento della nascita ed è fissa e
immutabile. Diceva che le forme viventi furono create per progetto divino e disposte in un
ordine che si adattava a essere classificato.Ma le sue idee creazioniste, che trovarono in
breve tempo larga diffusione, determinarono una resistenza della comunità scientifica alle
ipotesi evoluzioniste.
La sua teoria venne chiamata “ TEORIA DELLA FISSITÀ DELLA SPECIE (O
CREAZIONISMO)”.

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