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“L’AUTISMO: ESEMPI DI PROFILO

DINAMICO FUNZIONALE, CONTRATTO


FORMATIVO ED EDUCAZIONE
LINGUISTICA”

PROF.SSA GENEROSA MANZO


Università Telematica Pegaso L’autismo: esempi di profilo dinamico funzionale,
contratto formativo ed educazione linguistica

Indice

1 IL PROFILO DINAMICO FUNZIONALE ------------------------------------------------------------------------------- 3


2 UN’ESPERIENZA DI CONTRATTO FORMATIVO CON SOGGETTO AUTISTICO ---------------------- 14
2.1. IL CONTRATTO EDUCATIVO NELLE ATTIVITÀ LUDICHE -----------------------------------------------------------------16
2.2. CONTRATTO FORMATIVO NELLA SITUAZIONE DEI PASTI ---------------------------------------------------------------18
3 UN’ESPERIENZA DI EDUCAZIONE LINGUISTICA -------------------------------------------------------------- 19
3.1. UNO SGUARDO ALLA COMPETENZA LESSICALE -------------------------------------------------------------------------21
BIBLIOGRAFIA --------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- 23

Attenzione! Questo materiale didattico è per uso personale dello studente ed è coperto da copyright. Ne è severamente
vietata la riproduzione o il riutilizzo anche parziale, ai sensi e per gli effetti della legge sul diritto d’autore
(L. 22.04.1941/n. 633)

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1 Il profilo Dinamico Funzionale


Il profilo dinamico funzionale è uno strumento diagnostico di sintesi, destinato a raccogliere

la diagnosi funzionale, quindi a coincidere con essa. Siamo di fronte non ad un documento diverso

da essa, come concepito attualmente dalla normativa che, in Italia, regolala redazione delle diagnosi

di disabilità ad uso scolastico. Il PDF è, dunque, l’atto che reca la diagnosi funzionale ed è redatto

non dagli insegnanti ma dagli specialisti socio-sanitari, attrezzati alla valutazione diagnostica delle

patologie e delle funzioni umane, ciascuno la propria specialità, avendo acquisito informazioni

anche da coloro che, col soggetto , condividono la quotidianità o situazioni particolarmente

significative, come i genitori e gli educatori in genere.

Tutto il lavoro teorico accumulato, è appartenente ad un ambito della pedagogia clinica che

definiamo diagnostica pedagogica e che consta del complesso delle attività di osservazione,

conoscenza e valutazione dell’andamento evolutivo globale di individui.

L’attributo “funzionale” che caratterizza questo strumento e che lo rende particolarmente

utile in riferimento alla disabilità, indica che l’intenzionalità diagnostica è diretta alle funzioni

umane, alle capacità o competenze afferenti ai diversi apparati fisiologici che compongono l’uomo.

Così come per la “diagnosi funzionale”, nel profilo l’attributo di “funzionale” non significa

“che serve per”, bensì riguarda le funzioni. Tale approccio funzionale naturalmente attiene

all’interezza della persona, ovvero a tutte le aree di funzioni, secondo l’orientamento multi assile o

multidimensionale affermandosi oggi in ambito clinico.

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Nel nostro caso si fa riferimento alla struttura della personalità, in quanto entità

plurisistemica fortemente integrata, unitaria e dinamica, il cui accostamento globale definiamo

ecologico. Tale struttura si articola in tre dimensioni e nove aree di funzioni..

Entrando nell’indagine funzionale vera e propria, questo profilo osserva con notevole

impegno la priorità corporea, o dello stato del corpo, inteso come risultanza delle funzioni

organiche. Corpo e motricità sono infatti molto spesso coinvolti nelle disabilità e negli stati di

disagio, ora come fattore eziologico ora come effetto derivato, ora per le profonde e multiformi

relazioni che oggi si riconoscono tra le dimensioni dell’organico e del funzionale nelle patologie.

Con il Profilo Dinamico Funzionale, il gruppo di specialisti consegna ad educatori, terapisti

e genitori la diagnosi funzionale di individui disabili, nella globalità delle aree di funzioni (motorie,

percettive, emotive, affettive, intellettive, linguistiche e operative) con particolare attenzione per

quelle interessate da deficit.

Essendo naturalmente il modello predisposto per la generalità dei casi, ma se ne consiglia

l’adattamento strutturale secondo le situazioni e in riferimento alle scelte dei diagnostici, esso

prende in considerazione l’insieme degli aspetti simulando un caso a totale trasparenza diagnostica,

ove siano possibili rilevazioni in ogni ambito e nelle prospettive sia diacronica che sincronica. Per il

medesimo motivo, tuttavia, il documento difficilmente può essere redatto per intero, essendo spesso

ininfluenti alcuni aspetti, oppure non testabili1.

L’esperienza di patologie e disabilità gravi e complesse ci rende consapevoli che spesso non

tutte le sezioni del PDF possono essere esaurite. Ci sono poi non pochi casi in cui elementi

1
Crispiani P., Lavorare con l’autismo. Dalla diagnosi ai trattamenti, Edizioni Junior, Bergamo 2002.

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diagnostici non sono disponibili per mancanza dello specialista o per imperscrutabilità del caso o

coscienziosa incertezza del diagnostico.

Le osservazioni che precedono sono rilevanti per il buon esito dell’operazione diagnostica e

della relazione con i destinatari dell’atto, poiché lo specialista investito di tale compito, può

manifestare atteggiamenti di riserbo sino al diniego, oppure soffrire l’insistenza, della globalità,

analiticità del documento.

Occorre allora preventivamente socializzare con i professionisti dei quali si richiede la

prestazione, o con lo specialista che ne è il responsabile/conduttore mediante:

 Presentazione clinica del caso da parte dei genitori e degli educatori;

 Consenso e partecipazione della famiglia;

 Accettazione del “LIVELLO POSSIBILE E APPREZZABILE” di diagnosi;

 Precisazione delle aspettative degli educatori.

Rispetto al Profilo Dinamico come categoria generale, largamente in uso come procedura e

documento, diagnostico in sede clinica, il PDF, osserva alcuni tratti caratteristici aggiuntivi.

IL PROFILO DIANAMICO FUNZIONALE:

 È centrato sulle funzioni umane;

 È orientato alla struttura della personalità;

 Riconosce la primazia neurologica/neuro-psichiatrica;

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 Riconosce la priorità corporea.

Il PDF si compone di sette sezioni e di una allegata scheda per l’esame motorio.

La I sezione concerne i dati personali, che sono civili, con attenzione alla struttura familiare

e alla qualità delle relazioni intra-familiari, e corporei, ovviamente da aggiornare sistematicamente

per coglierne l’andamento evolutivo, soprattutto negli aspetti più critici nei soggetti disabili, quindi

le dimensioni del torace, la dentizione e gli eventuali segni morfologici, somatici o neuro-motori

incontrollati.

La II sezione richiede che la diagnosi declaratoria formale, medico-specialistica con il

massimo grado di pertinenza e precisione possibile. La diagnosi è talvolta progressiva,in continuo

movimento, sulla base di esami ripetuti e del trattamento prolungato.

La III sezione assume le lesioni o patologie conclamate, riscontrate strutturalmente e in

connessione con lesioni centrali o periferiche del sistema nervoso.

La IV sezione si riferisce alla storia clinica del caso, con riferimento alla comparsa della

patologia, alle eventuali ospedalizzazioni e a ogni precedente che paia significativo per la diagnosi

stessa e per la progettazione degli interventi.

La V sezione contiene la enunciazione dello stato evolutivo attuale, quindi della dimensione

biologico-corporea a quella psicologica e infine operativa.

Nella VI sezione vengono esposti i significati sintetici della diagnosi.

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In essa vi è l’esplicitazione delle manifestazioni collaterali, gli eventuali coinvolgimenti

psicologici, le potenzialità di apprendimento e di sviluppo del soggetto, ecc.

La VII sezione riprende la prospettiva diacronica e narrativa, per indicare i bisogni di

trattamento e di inserimento sociale che si ritengono necessari e praticabili2.

2
Crispiani P., Pedagogia clinica, Edizioni Junior, Bergamo 2001.

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PROFILO DINAMICO FUNZIONALE

I)Dati personali
Dati civili:
Cognome…………………….nome…………….età…………………
Nato a………………………..il………………………………….
Residente a………………….via…………..
Genitori:
Nome……………………età……..professione………………………….
Nome …………………..età………professione…………………………
Eventuali
notizie…………………………………………………………………………
…………………………………………………………………………………
………………………………………………………………..
Altri conviventi familiari……………………………………………….

Dati corporei:
altezza………………...peso……………..torace……………………..
disabilità eventuali
…………………………………………………...........................................

segni morfologici eventuali


…………………………………………………………………………………
…………………………………………………………………………………
………………………………………………………………….
Altri
(paradismorfismi)……………………………………………………………
……………………………………………………….

II)
Diagnosi………………………………………………………………………
……………………………………………………………………………

III) Lesioni
Primarie:………………………………………………………………………
……………………………………………………………………………
Secondarie
……………………………………………………………………………........
............................................................................................................................

IV) Storia clinica


…………………………………………………………………………………
……………………………………………………………………………….
età prima diagnosi………ospedalizzazioni…………………………………..

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Assistenza familiare…………………………………………………………………
………………………………………………………………………………………..
istituzionalizzazioni precedenti………………………………………………
………………………………………………………………………………………
Terapie precedenti…………………………………………………………………….
………………………………………………………………………………………
Altre………………………………………………………………………………….
Stato di relazione con la famiglia……………………...............................................
………………………………………………………………………………………
……………………………………………………………………………………….

V) Comportamento attuale
Dimensione corporea

A) Fuzioni fisiologiche
Masticazione……….deglutizione……..digestione………………
Sono (irreq. Resistente,
eccessivo)……………………………………………………………………
………………………………………………………………………….
Ritmo sonno-veglia………………………………………………….
Controllo diurno dell’evacuazione…………….sfinterico…………….
Enuresi…………….encopresi………………..Scialorrea (bava)
Stato trofico-muscolare………………………………………………

B) Anamnesi motoria e diagnosi motoria allegate


C) Funzioni percettive (vista, udito, tatto..)

Dimensione psicologica
A) Funzioni emotivo-affettive
Controllo
emozionale……………………………………………………………………
……………………………………………………………………………….
Relazioni affettive (oggettuali, umane)
Decentramento affettivo(interessi,
motivazioni)…………………………………………………………………
……………………………………………………………………………….
Eventuali (stato di sé, meccanismi di difesa dell’io, volontà stato
umorale)………………………………………………………………………
………………………………………………………………………………..

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c)Funzioni intellettuali
attentiva……………..mnestica……………………………………………………..
spazio-temporale……………………………….topologica………………………..
simbolica…………………………………….logica…………………………………
numerica………………………………………………………………………………
d)Funzioni linguistiche

fonazione……………………………..fluidità……………………………………….
comprensione verbale………………………………………………………………………….
Comprensione messaggio verbale…………………………………………………………..
produzione messaggio verbale…………………………………………………………….
Dialogo/conversazione………………………………………………………………………..
Relazioni sintattiche……………………………………………………………………………
Lettura……………………scrittura………………………………………………………….
DISTURBI LINGUISTICI E/O DELLA LETTO-SCRITTURA (dislessia, disgrafia, disfonia,
ecc.)

e) funzioni sociali
relazionali………………………………………………………………………………………
………………………………………………………………………………………………….

VI) Significati sintetici della diagnosi


(con riferimento a manifestazioni collaterali, coinvolgimenti psicologici potenzialità di
sviluppo e apprendimento, stato di vigilanza, comportamenti-problema, ecc.)
………………………………………………………………………………………………

VII) necessità terapeutiche

Farmacologia………………………………………………………………………………….
Fisio-kinesi-terapica……………………………………………………………………………
Motoria…………………………………………………………………………………………
Idroterapica…………musicoterspica…………………………………………………..
Psicomotoria……………………ergoterapica……………….occupazionale………………
Logopedica………………….psicoterapica…………………………………………………
Eventuali protesi…………………………………………………………………………….
Gestione posturale in classe…………………………………………………………………..
Possibilita di integrazione nei settori:
A) Scolastici…………………………………………………………….
B) Di vita………………………………………………………………..

Indicazioni alimentari……………………....................

Eventuali note…………………………………………………………………..
Data………………………..
L’autoritàQuesto
Attenzione! socio-sanitaria
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Diagnosi motoria

Di ………………………………………………..età…………………………………….

A) Funzioni organiche
(Eventuali disfunzioni degli apparati neurologico, cardio-circolatorio. Osteo-
articolare; muscolare, respiratorio, digestivo ecc. )
-------------------------------------------------------------------------------------------------
-------------------------------------------------------------------------------------------------
-------------------------------------------------------------------------------------------------
B) Funzioni motorie
Schemi motori di base (semplici-combinati, globali, statici-dinamici)-----------------------
----------------------------------------------------------------------------------------------------------
----------------------------------------------------------------------------------------------------------
Organizzazione simmetrica e schemi crociati----------------------------------------------------
----------------------------------------------------------------------------------------------------------
Movimenti riflessi------------------------------------------------------------------------------------
----------------------------------------------------------------------------------------------------------
Movimenti incontrollati (mio clonici, atetosici, atassici, ticcosi, tremuli, rigidi)------------
----------------------------------------------------------------------------------------------------------
Stereotipie motorie-----------------------------------------------------------------------------------
----------------------------------------------------------------------------------------------------------
schemi rapidi alternati------------rapidità/agilità---------------------vigoria-------------------
Resistenza --------------------------ipo-ipercinesia-----------------motilità oculare------------
Autonomia in: mangiare-------vestirsi-------bisogni-------lavarsi-----eventuali-------------

C) Funzioni psicomotorie
Equilibrio statico e dinamico------------------------------------------------------------------------
Lateralità: mano-----------occhio----------piede-----------orecchio------------------------------
Coordinazione senso-motorio---------------------------------------------------------------------
Coordinazione dinamica generale----------------------segmentale--------------------------
Respirazione-----------------------------------------rilassamento---------------------------------
Orientamento spaziale------------------------------temporale-----------------------------------
Schema corporeo-----------------------------------------------------------------------------------
Eventuali ----------------------------------------------------------------------------------------------

DATA_________________ Il diagnostico___________________

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Anamnesi motoria

di------------------------------------------età------------------------------------------------

A) Stato motorio alla nascita


Movimenti----------------------------respirazione---------------------
Suzione-------------------------------deglutizione------------------------

B) Primi movimenti
Sollevamento testa--------------schemi crociati------------------------
Stazione seduta-------------------stazione eretta-------------------------

C) Sviluppo della motricità


Gattona mento----------------------scivolamento---------------------
Arrampicamento-------------------schemi crociati----------------------
Primi passi--------------------corsa---------------------------------------
Equilibrio statico--------------------equilibrio dinamico------------------
Salita scale-------------------------------discesa scale----------------------
Rapidità-----------------------vigoria/tono-------------------------------
Eventuali------------------------------------------------------------------------------------
------------------------------------------------------------------------------------------

D) Età comparsa disturbi


Movimenti incontrollati…………………………………
Riflessi disturbati………………………………………..
Disequilibrio…………………………………………….
Ipotonia…………………………………………………..
Ipercinesia ……………………………………………….
Tremori, paure, inciampi, esitazioni………………………

DATA____________________ IL DIAGNOSTICO_____________

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La percezione caotica della realtà, il pensiero in dettagli, disturbi cognitivi, discontinuità ecc.

connotano l’esistere del bambino autistico. Anche in presenza di tali caratteristiche , la vita lo pone

di fronte al ricorrente compito di adattarsi alle nuove circostanze, ciò vuol dire scoprire e

riconoscere, persone, ambienti, attività, modi di comunicare, regole di comportamento e

consuetudini ecc.

Motivi di difficoltà, ormai conosciuti, sono: novità e cambiamenti, impatto con nuovi visi o

nuove espressioni visuali, incertezza dei luoghi, dei tempi e delle intenzioni delle persone, non

comprensione di cosa si deve fare e dello scopo, pluralità degli stimoli, contemporaneità di più

stimoli, confusione e disordine.

Tutto questo diventa particolarmente intenso in sede di scolarizzazione o di inserimento in

contesti educativi, come il nido d’infanzia, centri sportivi, le comunità, le sedi di lavoro.

Il processo cognitivo di adattamento, che in soggetti normali si esercita con agio, nei casi di

disturbo dello sviluppo appare invece un momento critico.

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2 Un’esperienza di Contratto formativo con


soggetto autistico

Si fa riferimento in tal caso ad una esperienza condotta con una alunna di nove anni in

ambiente scolastico, a seguito di una diagnosi funzionale e di osservazioni di ingresso protratte per

alcune settimane sia da docenti che da pedagogisti.

L’alunna in questione presenta una scarsa comunicazione, grave ritardo mentale, stereotipie

manuali e motorie, instabilità motoria, scarsa attenzione , comportamenti di fuga e di evitamento. In

momenti dei crisi per mancata soddisfazione dei suoi desideri, ovvero di ricerca di attenzione,

l’allieva tende a dar luogo a degli specifici comportamenti come: irrigidimento motorio, pianto e

condotte aggressive3.

33
Crispiani P., op.cit., p.4.

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In questo caso il gruppo docente adotta un trattamento educativo secondo l’approccio

TEACCH, che si basa sui seguenti principi:

 Presa a carico globale (approccio ecologico);

 Costanti osservazioni/ valutazioni cliniche;

 Elevata individualità;

 Alternanza di situazioni didattiche spontanee e provocate;

 Adattamento dell’ambiente;

 Sussidi elettronici (computer, software speciale, sussidi computerizzati altri);

 Materiali informali;

 Educazione della comunicazione (comunicazione aumentativa);

 Educazione del linguaggio;

 Educazione corporea e motoria;

 Orologio murario4.

Considerando la condizione personale e le risorse, il progetto educativo tuttavia, assume in

via primaria, in questa fase, due finalità:

 L’area cognitiva;

 L’area comportamentale.

4
Crispiani P., Elementi di pedagogia speciale, CUSL, Macerata 2000.

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Sono pertanto, presenti alcuni necessari requisiti:

 Sufficiente livello mentale;

 Comprensione di regole;

 Comprensione di semplici consegne verbali e gestuali;

 Buona memoria visiva;

 Sufficiente attenzione e continuità nel lavoro.

In relazione al comportamento nel contesto scolastico, allo scopo di mettere a punto un

potenziamento del controllo e della regolazione, si attiva un vero e proprio setting di contratto

formativo posto in atto nelle tre situazioni tipo: attività didattiche, attività ludiche e pasto.

2.1. Il contratto educativo nelle attività ludiche

Il supporto visuale è costituito da due cartelloni appesi alla parete.

Il primo cartellone possiede un’immagine della condotte inadeguate che si intende

sopprimere e contenere.5

Il secondo cartellone è settimanale e presenta otto quadri, dei quali il primo contiene

l’indicazione della data di inizio del contratto e l’ultimo l’immagine del premio previsto al termine

del percorso settimanale.

55
Crispiani P., op.cit., p.4.

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I sei quadri, comprendenti ognuno quattro caselle, vengono colorati dall’alunna ogni giorno

che viene raggiunto l’obiettivo di non effettuare le condotte inappropriate illustrate nel primo

cartellone.

Prima dell’inizio delle attività, ogni giorno, la bambina è monitorata ad osservare i due

cartelloni e a dire quale premio, (rinforzo giornaliero) desidera a fine giornata nel caso di positivo

comportamento, concordando che otterrà il premio solo in assenza di quelle condotte. Via via che

eseguono le attività l’allieva annerisce una casella fino al completamento del quadro del giorno.

Vi sono delle attività specifiche da perseguire nei periodi presi in esame e oggetto del

contratto:

 Grafismi: percorsi grafo motori preceduti da esperienze motorie, senza l’uso di tratteggi.

 Discriminazione di figure geometriche: sia a livello bi che tri-dimensionale;

 Topologia: scoperta e ritrovamento delle nozioni topologiche di aperto-chiuso, dentro-fuori,

vicino-lontano, sopra-sotto, davanti-dietro, dapprima con oggetti poi su schede.

 Ascolto e comprensione di una lettura: dalla lettura di un brano narrativo, l’alunna

ricostruisce la sequenza corretta dei quadri e risponde a domande mediante gesti, cartoncini

o con la paletta vero-falso.

 Scrittura: con procedura interattiva mediante tastiera elettronica, da parole bisillabe a lettere

al loro riutilizzo come iniziali di parole.

 Matematica: riconoscimento, simbolizzazione e scrittura dei numeri. Corrispondenze

qualitative e quantitative, associazione di quantità a segni-simboli-numeri, contare intuitivo

ecc.

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2.2. Contratto formativo nella situazione dei pasti

In questa situazione si utilizzano dei pezzi di scotch colorati che la bambina attacca a una

tavoletta in seguito all’adeguamento ai comportamenti che le vengono richiesti (restare seduta,

mangiare, mangiare carne, versare acqua nel bicchiere).

Al termine del pasto, se i pezzi di nastro adesivo sono visualizzati sulla tavolette, l’alunna

accede al premio giornaliero che si era convenuto.

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3 Un’esperienza di educazione linguistica

Con riferimento all’analisi di vari linguisti, ripresa e adattata da T. Peeters, si realizzano

percorsi di educazione linguistica mirati al potenziamento delle quattro variabili della

comunicazione ritenute più significative: forma, funzioni, contesti, semantica. Ulteriore avvertenza

è di sviluppare percorsi di educazione linguistica svincolati dalle situazioni laboratoriali. O

comunque provocate e programmate, in favore di ambienti naturali e spontanei, sostituendo il

laboratorio a totale controllo, con il setting clinico, nel quale il soggetto in trattamento svolge

attività preferibilmente di gioco, lavoro, conversazione, cura del corpo, organizzazione

dell’ambiente ecc.6

Come da tradizione teorica oramai ben nota post-behaviorista, si tratta di costruire eventi

didattici ed educativi orientati alla natura dell’insegnamento incidentale o spontaneo, per il carico di

varianze semantiche, strutturali e pragmatiche che essi comprendono.

Dunque approcci naturali, orientati alle interazioni quotidiane e al linguaggio naturale, in

presenza delle interazioni umane e oggettuali prevedibili e fortuite, in un ambiente parzialmente

strutturato, che riconosciamo come proprio dell’ Educazione Clinica.


6
Crispiani P., op.cit., p.4.

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In tale condizione trova opportunità una duplice preoccupazione didattica, il costante

supportare e la continua verbalizzazione dell’esperienza del bambino, quindi, seguendo il

monitoraggio dell’adulto nelle tre fasi di:

 Ripetizione di parole o enunciati;

 Completamento di parole o enunciati;

 Produzione di parole o enunciati su invito/stimolo.

Nell’osservanza di tali raccomandazioni, il lavoro consiste nell’affrontare esperienze di

vario livello semantico e strutturale:

 Dare il nome degli oggetti, figure e animali;

 Dare il nome proprio a persone e animali;

 Nominare azioni;

 Nominare emozioni e sentimenti;

 Nominare colori, materiali, forme, parti del corpo;

 Verbalizzare azioni ed eventi7.

Le modalità didattiche sono di natura progressiva, spingendo le prestazioni lungo la

seguente sequenza:

1. Ripetizione della parola associata all’oggetto;

2. Ripetizione della parola associata all’immagine dell’oggetto;

77
Crispiani P., op.cit., p.4.

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3. Ripetizione della parola in assenza dell’oggetto;

4. Scelta della parola tra due o tre alternative;

5. Evocazione della parola in associazione ad altre parole o oggetti.

3.1. Uno sguardo alla Competenza lessicale

1) Comprensione verbale, mediante l’associazione di immagine e parola, dall’immagine alla

parola. Rinforzare il lessico.

2) Specifiche strutture lessicali, che sono invece spontanee nei soggetti normodotati, esempio:

 Pronomi personali;

 Verbi;

 Attributi;

 Avverbi.

3) Combinazioni di nomi e aggettivi

Associare aggettivi a nomi: data l’immagine di un albero, condurre l’allievo ad associargli

l’aggettivo alto, con la predetta modalità progressiva. Associare nomi ad aggettivi: dato l’aggettivo

buono, associargli il nome gelato.

4) Generalizzare il lessico. Gli esercizi precedenti proseguono con l’aggiunta di altri elementi

linguistici, ad. Es. associare, più aggettivi ad un nome, più nomi ad un aggettivo ecc.

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vietata la riproduzione o il riutilizzo anche parziale, ai sensi e per gli effetti della legge sul diritto d’autore
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contratto formativo ed educazione linguistica

5) Contestualizzare il lessico

 Riconoscere e nominare oggetti in contesti diversi;

 Attribuire e nominare aggettivi in oggetti7contesti/persone diversi;

 Riconoscere e nominare verbi (azioni) in immagini (situazioni percepite, fotografie,

illustrazioni);

 Attribuire e nominare verbi in riferimento a persone animali ecc.

6) Conoscenza e utilizzo del SI e del No

La funzione affermativa e negative necessitano spesso di appositi momenti formativi da

condurre con il sussidio di immagini o di oggetti. In caso di assenza di parole, è utile l’impiego di

due palette (rosso e verde) per indicare rispettivamente il SI e il NO.

Il bambino deve rispondere SI o No, o mostrare le rispettive palette alla correttezza delle

seguenti situazioni:

 Oggetto e suo contenitore;

 Raggruppamento per colore;

 Associazione di oggetti;

 Associazione di figure secondo un criterio;

 Valutazione di condotte/ azioni da immagini;

 Frequente utilizzo del SI e del No nelle situazioni di vita e di lavoro.

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Bibliografia

 Crispiani P., Elementi di pedagogia speciale, CUSL, Macerata 2000.

 Crispiani P., Lavorare con l’autismo. Dalla diagnosi ai trattamenti, Edizioni Junior,

Bergamo 2002.

 Crispiani P., Pedagogia clinica, Edizioni Junior, Bergamo 2001.

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