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“TECNOLOGIE, DISABILITÀ E

DIDATTICA”

PROF.SSA GENEROSA MANZO


Università Telematica Pegaso Tecnologie, disabilità e didattica

Indice

1 DISABILITÀ VISIVA: ALCUNE TECNOLOGIE --------------------------------------------------------------------- 3


2 LE TECNOLOGIE DI SUPPORTO ALLA DIDATTICA ------------------------------------------------------------- 9
3 DISABILITÀ MOTORIE E TECNOLOGIE ---------------------------------------------------------------------------- 13
BIBLIOGRAFIA --------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- 19

Attenzione! Questo materiale didattico è per uso personale dello studente ed è coperto da copyright. Ne è severamente
vietata la riproduzione o il riutilizzo anche parziale, ai sensi e per gli effetti della legge sul diritto d’autore
(L. 22.04.1941/n. 633)

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1 Disabilità visiva: alcune tecnologie

La disabilità visiva consiste nella perdita delle normali capacità visive individuali, come

conseguenza della presenza di uno o più danni visivi.

Il danno visivo che provoca le disabilità, rappresenta l’insieme dei cambiamenti e delle

riduzioni funzionali del sistema visivo provocati da una qualunque causa, generalmente, ma non

esclusivamente di natura patologica.

I soggetti non vedenti o ipovedenti1 manifestano difficoltà anche nell’imitare molti gesti non

verbali, come le espressioni facciali e i gesti espressivi; allo stesso modo accade che risultino non

sviluppate le abilità come ricevere o inviare segnali per iniziare, rispondere in modo appropriato o

terminare un discorso2.

La complessità della disabilità visiva e le diverse forme con cui essa si presenta rende

particolarmente difficile conoscere le modalità di percezione:

 della dimensione degli oggetti;

 del colore;

 della luminosità;

 del contrasto;

1
Ipovedente è la persona che ha subito un danno visivo tale da comportare una serie di cambiamenti funzionali quali
riduzione del campo visivo, dell’acuità visiva, della sensibilità al contrasto ed alla visione dei colori.
2
Bonfiglioli, C., Pinelli, M.,. Disabilità visiva. Teoria e pratica nell’educazione per alunni non vedenti e ipovedenti.
Trento, Erickson, 2010.

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 della predisposizione degli spazi (luci e materiali);

Vengono incontro alle disabilità visive numerose tecnologie e fra esse, alcune applicazioni e

strumenti presenti nel personal computer.

In certe disabilità visive l’uso del personal computer può essere favorito dall’impiego di

determinati sistemi operativi e periferiche.

Il desktop ovvero la combinazione di colori, font, dimensioni che caratterizza gli elementi

più comuni degli oggetti di Windows, in caso di disabilità visiva, dovrebbe presentare le seguenti

caratteristiche:

 Ordine ed essenzialità: le icone inutili e le immagine di sfondo sono da evitare. Sono

preferibili sfondi con colori uniformi per la riduzione del contrasto e la visibilità delle icone.

 “Caratteri molto grandi” attraverso l’uso di funzioni personalizzate disponibili nei

computer con sistema operativo Windows (Opzione accesso facilitato in Pannello di

Controllo, oppure, Centro di Accesso Facilitato in Windows Vista).

 Schermi a bassa risoluzione (l’alta risoluzione riduce le dimensioni di tutti gli oggetti. Più

bassa è la definizione, maggiori sono le dimensioni degli oggetti che appaiono sul video).

I software ingrandenti sono invece i programmi informatici che consentono un

ingrandimento delle parti dello schermo e dispongono di comandi di gestione che aiutano l'utente a

mantenere il controllo sull'intera schermata, anche sulla parte che, per effetto dell'ingrandimento,

non può essere contenuta nel video, essi sono stati realizzati specificamente per soggetti ipovedenti.

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La valutazione dell’efficienza del software è legata alla:

- qualità dell'ingrandimento che non deve limitarsi all'ingrandimento punto per punto, con un

effetto a mosaico molto evidenziato;

- completezza degli strumenti di navigazione che consentono di passare velocemente

dall'ingrandimento del particolare alla visione d'insieme della schermata e viceversa,

scegliendo facilmente il punto da consultare;

- integrazione con strumenti che facilitano la lettura continua di testi molto lunghi, con vari tipi

di scorrimento (verticale e orizzontale), con successione continua della lettura senza salti a fine

riga, possibilità di isolare una riga alla volta;

- integrazione con sintonizzatori vocali e tasti di scelta rapida.

Esistono strumenti per l’ingrandimento:

a) l’ingrandimento punto per punto: effetto a “scaletta” molto marcato sulle curve;

b) l’ingrandimento smoothing: smussamento e difficoltà nei piccoli caratteri;

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c) l’ingrandimento vettoriale: l’aumento delle dimensioni dei caratteri non diminuisce la qualità.

Lo zoom statico rappresenta un sistema che va usato solo quando è veramente

indispensabile. In questi casi si suggerisce di usare, quando esistono, i comandi da tastiera anziché il

mouse: se i pulsanti di comando si trovano nella parte nascosta dello schermo il mouse non può

raggiungerli mentre i comandi da tastiera sono sempre attivi.

Lo zoom dinamico si ha, invece, nelle pagine di Internet o nei più comuni programmi di

scrittura.

Anche le periferiche devono rispondere a specifiche caratteristiche in caso di disabilità

visive:

Monitor: con una grandezza di almeno 17” o 19”, piatti e a cristalli liquidi (LCD)

Tastiere con tasti di riferimento: marcatori tattili (feltrini adesivi) o marcatori visivi

(etichette di colore vivace)

Tastiere con pulsanti ingranditi: indicate in presenza di disabilità motorie e visive

Intellymouse: mouse con una rotellina per lo scorrimento che agisce direttamente sui

caratteri del sistema operativo per fornire una variazione nell’ingrandimento dello zoom.

Anche una schermata con un puntatore del mouse di grandi dimensioni e di colore rosso può

essere utile in questo caso.

I videoingranditori sono, invece, degli apparecchi con una telecamera ed un monitor.

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Un piccolo sistema TV a circuito chiuso riprende un qualsiasi documento e lo riporta

ingrandito sullo schermo.

Essi consentono:

- la regolazione del contrasto e della luminosità

- la lettura di lunghi testi

- le funzioni di scorrimento automatico del testo

Videoingranditore

I videoingranditori portatili sono invece i videoingranditori nemo, leggeri e compatti che si

usano con estrema facilità, e i videoingranditori fusion, che rappresentano un sistema due in uno.

Dispongono di una telecamera mouse separabile dall’unità, utile per la lettura dei libri rilegati spessi

o etichette.

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Videoingranditore portatile

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2 Le tecnologie di supporto alla didattica

Le tecnologie per la didattica sono rappresentate da tutti quegli strumenti hardware o

software e da tutte quelle tecnologie, che possono essere utilizzate per facilitare l’apprendimento

degli studenti e l’insegnamento da parte dei professori, anche se possono essere state inizialmente

inventate con altri fini.

Ogni processo di apprendimento, si serve di qualche tecnologia, di qualche strumento

didattico: la semplice penna, la scrittura, il libro, la stampa, la lavagna, o anche le tavolette di cera,

ecc., sono infatti degli strumenti didattici.

Quando parliamo di tecnologie per la didattica, quindi, non dovremmo pensare solo, per

esempio, al videoregistratore o al computer; in ogni modo ci sono vari modi per descrivere e

classificare gli strumenti didattici3.

L’idoneità e l’utilità dell’uso di questi mezzi per fini educativi è ormai superato. Uno dei

principali problemi odierni è costituito proprio dalla necessità di offrire una diffusione generalizzata

di questi nuovi mezzi, ormai riconosciuti come strumenti educativi indispensabili, il cui accesso

costituisce un aspetto cruciale delle opportunità offerte dal sistema educativo.

Le nuove tecnologie attuano strategie d’insegnamento basate molto di più sull’approccio

costruttivistico, dove i soggetti sono chiamati ad essere gli attori principali del processo di

apprendimento, in cui è fondamentale una costruzione personale e attiva del proprio sapere a partire

dai propri bisogni e dalle proprie motivazioni, in cui non si ascolta passivamente la lezione

3
Trisciuzzi, L., Manuale di didattica per l’handicap. Bari, La Terza, 2001.

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tradizionale, ma si collabora attivamente e continuamente con i compagni dove il contesto nel quale

si studia è fondamentale e in cui la valutazione non è qualcosa di separato dal loro fare quotidiano.

Lo spazio della classica lezione frontale, di conseguenza, si restringe notevolmente ed

aumenta quello dei lavori di gruppo, dei percorsi individualizzati, delle ricerche personali e di

gruppo.

Un modello d’insegnamento collaborativo e costruttivo sarebbe ovviamente possibile anche

utilizzando gli strumenti didattici tradizionali, ma le nuove tecnologie lo rendono più agevole e più

naturale e i soggetti sono più motivati e portati a prendere loro l’iniziativa.

Attraverso le nuove tecnologie è facile creare degli ambienti virtuali, delle simulazioni, che

aiutino il soggetto a sviluppare il pensiero critico, perché è messo nella condizione di poter

verificare le proprie conoscenze agendo in contesti concreti e di formulare delle ipotesi che possono

essere messe alla prova.

Ecco alcune tecnologie di supporto alla didattica:

Lo Screen Reader o “lettore di schermo” costituisce un software utilissimo per: l’analisi in

sequenza delle finestre e delle icone presenti sul video ed il controllo delle informazioni attraverso

l’utilizzazione di specifiche periferiche tattili (Display Braille) o sonore (altoparlanti per l’ascolto

di descrizioni relative ad icone, in voce sintetizzata).

Il Display Braille o riga braille, barra braille o braille labile è un dispositivo che, connesso

al computer e al programma informatico Screen Reader, consente all’utente la lettura tattile di un

testo che compare sul video grazie allo scorrimento dei polpastrelli su una barra con 8 forellini.

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Esso consente un accesso all’informazione, chiara e precisa dal punto di vista della

percezione spaziale, la verifica di ortografia, punteggiatura, formato della scrittura, collocazione

spaziale dei caratteri e delle parole e azioni di manipolazione e trasformazione sui testi (modifica,

correzione, aggiunta di caratteri o singole parole).

Con la barra braille ciascun carattere sulla barra è rappresentato da una celletta con 8

forellini (4 righe e 2 colonne) dai quali sporge un minuscolo cilindretto che può essere di volta in

volta alzato o abbassato a seconda del carattere e che diventa al tatto un punto in rilievo.

In genere i Display Braille dispongono di barre con 40 celle, i modelli superiori possono

averne 80 circa 20 i portatili.

Barra Braille

Lo Speech synthesizer o sintetizzatore di voce è un dispositivo esterno che collegato ad un

lettore di schermo facilita la trasmissione dei contenuti di un testo attraverso altoparlanti o cuffie.

La sintesi del testo consente all’utente: un controllo istantaneo della tastiera, la lettura e la

verifica in tempo reale dei contenuti digitati e l’ascolto della voce sebbene metallica.

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La DattiloBraille elettronica, consente una minore pressione nella digitazione e si

caratterizza per la presenza di funzioni aggiuntive (stampa in piccole quantità, collegamento ad un

pc o ad un display in nero).

DattiloBraille elettronica

Le stampanti Braille, imprimono in rilievo dei punti su cartoncini leggeri. stampano file di

testo con 30 caratteri per riga e 30 righe per pagina, stampano disegni grazie a dei programmi

specifici la cui definizione risulta molto più elevata con Plotter Braille.

La carta chimica a microcapsule è ideale per la stampa di disegni in bianco e in nero che

vengono impressi su di essa subito dopo il passaggio in specifici apparecchi termici. Questi

consentono l’assorbimento di una maggiore quantità di colore nella parte nera che a sua volta

determina la composizione di piccole bolle interne che forniscono all’immagine un effetto velluto,

rispetto alla parte bianca che rimane liscia.

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3 Disabilità motorie e tecnologie

La presenza di un disturbo del movimento muta a seconda dell’ambiente sociale in cui si

dimostra. Come accade per altre forme di disabilità, anche a quella motoria spesso (quindi, non

sempre e necessariamente), si accompagnano altre forme disturbi, sintomatologie, e

compromissioni in altre aree di sviluppo, come in quello socio-relazionale e cognitiva4.

Lo sviluppo cognitivo e quello motorio non sono necessariamente interdipendenti e non è

esatto pensare:

“…che il movimento stesso sia conditio sine qua non per una corretta e adeguata

maturità cognitiva. Ciò non significa naturalmente che motricità ed esperienze senso-motorie, in

genere, non abbiano valore accrescitivo nella strutturazione dell’architettura mentale, e quindi,

del prodotto cognitivo….Significa solo che non è lecito pensare che chi difetti nella motricità non

possa raggiungere ugualmente i vertici della maturità cognitiva…”5.

Sebbene disfunzionalità motorie e posturali siano comunemente osservabili nelle sindromi

che implicano un’eziologia psichica, i disturbi considerati come vere e proprie disabilità motorie

sono per lo più quelli ad eziologia organica, legata a lesioni a carico del Sistema Nervoso Centrale.6

Le Paralisi Cerebrali Infantili (PCI), in questa prospettiva rappresentano uno dei quadri più

frequentemente osservati, e possono essere considerate come entità nosografiche esemplificative

4
Rosati, L., Per una didattica speciale di qualità. Dalla conoscenza del deficit all’intervento inclusivo. Perugia,
Morlacchi editore, p.115, 2008.
5
Ivi., p.117
6
Lo Sapio, G.,. Manuale sulla disabilità. Dai bisogni educativi speciali ai programmi di integrazione scolastica.
Roma:,Armando editore, 2012.

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delle disabilità motorie7. Le PCI possono essere pertanto definiti disturbi persistenti ma non

immutabili della postura e della funzionalità motoria.

Lo sviluppo dell’informatica e della microelettronica ha reso possibile l’utilizzo di

apparecchiature capaci di facilitare lo svolgimento di funzioni complesse, semplificando

l’effettuazione dell’atto motorio, che spaziano da semplici tastiere modificate a sofisticati congegni

con comando mioelettrico8.

Proprio grazie alla disponibilità delle:

“…nuove soluzioni tecnologiche, da una cultura riabilitativa, di taglio prevalentemente

ortopedico-sanitario si è passati oggi ad una maggiore attenzione alle potenzialità e ai bisogni di

autonomia – della persona con disabilità motoria- nella comunicazione e nell’interazione con

l’ambiente, all’interno di processi di apprendimento, di vita quotidiana, di lavoro e –di inclusione

sociale…”9

Il luogo privilegiato per l’utilizzo di ausili tecnologici è la scuola.

I diversi deficit motori possono determinare delle difficoltà nell’uso didattico di:

– personal computer: monitor in posizione verticale richiedono un continuo movimento del

capo e degli occhi dal video alle periferiche;

7
Ibidem
8
Pirani, B., M., Oltre la pelle. Il confine tra corpi e tecnologie negli spazi delle nuove mobilità. Milano: Franco
Angeli,2012.
9
Cairo, M.T.. Pedagogia e didattica speciale per educatori e insegnanti nella scuola, Milano. Vita e Pensiero,
p.256,2007.

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– tastiera: Tastiere all'altezza dei gomiti possono risultare scomode e poco maneggevoli per

quanti usano una sola mano o poche dita;

– mouse: dove l’uso richiede un controllo fine della manualità e una postura che non

pregiudichi la capacità di resistenza nello svolgimento del lavoro e nei tempi di esecuzione.

Schermi e pc - Magic touch (touch-screen): è facile da usare e installare, si adatta ad ogni

tipo di monitor, permette di controllare il mouse e gestire i programmi attraverso il semplice tocco

di un dito sullo schermo, ha una modalità di puntamento intuitiva e diretta, può essere attivato con il

dito oppure con la penna, dispone di una tavoletta grafica per disegnare con precisione.

Caschetto Puntatore SMARTNAV (TRACK IR): è un dispositivo ottico senza fili che

risponde ai movimenti di un piccolo bersaglio rotondo, da posizionare sulla fronte o sugli occhiali

dell'utilizzatore, converte il movimento della testa nel movimento del cursore del mouse sul

computer, sostituisce il mouse o la tastiera per coloro che sono impossibilitati ad utilizzare le mani e

le funzioni del click vengono attivate tramite il software in dotazione.

Sensore piccolo Specs: si usa per le difficoltà nei movimenti. Ha un funzionamento a

pressione, dimensioni molto ridotte, si usa per utenti con un movimento di ampiezza limitata ed un

diametro cm. 3, spessore cm. 2, forza di scatto gr. 40.

Sensore Grande Big Red: si usa per le difficoltà nel controllo dell’avambraccio. E’ un

sensore a pressione di grandi dimensioni, si attiva premendo una parte qualsiasi della superficie

superiore. È disponibile nei colori rosso, blu, giallo e verde.

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Sensore Buddy Button: è semplice, versatile, di medie dimensioni. È adatto per chi ha

necessità di un sensore economico, è dotato di fori per il fissaggio tramite viti ed è disponibile in

vari colori.

Tablet Pc: è un comunicatore a display, dinamico, innovativo e versatile. È utilizzabile in

quattro modi differenti: tocco con le dita, uso solo con la penna in dotazione, uso con sensori

esterni, uso con mouse e tastiera, trackball o joystick esterni.

HWSEN33 Muscolar Switch: percepisce lievi movimenti muscolari che trasforma in un

segnale di output. È un sensore in grado di modificare in un comando la lieve contrazione di un

muscolo.

HelpiBox 2: E’ un dispositivo che permette di azionare con i sensori i tasti [invio] e [barra

spaziatrice]. Permette un controllo, attraverso i sensori di tutti i software che utilizzano questi due

tasti per gestire i comandi di input. L’ interfaccia USB viene automaticamente riconosciuto dal pc.

Tastiera BigKeys Plus QWERTY Colore: E’ una tastiera espansa e semplificata. I tasti

hanno dimensioni di 2,5 centimetri per lato. Facilita la pressione individuale nel caso di problemi

nel controllo motorio fine. Il numero di caratteri che richiedono la pressione contemporanea di due

tasti è ridotto al minimo. Non necessita di software particolari. È disponibile lo scudo per facilitare

la selezione dei tasti ed evitare le digitazioni multiple involontarie.

Tastiera standard con scudo: È composta da una tastiera standard Windows a 105 tasti

dotata di uno scudo in metallo. La copritastiera è rimovibile con facilità e consente di appoggiare

tutta la mano sulla tastiera prima di selezionare i tasti infilando le dita nei fori desiderati. Limita le

digitazioni involontarie di più tasti. È indicata per utenti con difficoltà nel controllo motorio della

mano.

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Altri dispositivi digitali sembrano essere utili come:

Semi-open system: è un sistema che contiene tutti i componenti del PC classico ma senza

l’integrazione in un’unica unità hardware.

Completed cloded system: è un sistema che integra diverse unità: scanner, tastiera,

computer.

Open System: è un sistema costituito da un normale pc consente un collegamento a molte

unità esterne: un monitor, uno scanner, una barra braille. È formato di casse acustiche, Pc con

display braille, scanner braille e barra braille.

Braille e-book: è un dispositivo portatile, piccolo e maneggevole che consente la lettura di

un testo in Braille. Attraverso l’invio di segnali elettromagnetici l’utente ha la possibilità di poter

leggere anche fino a 500 pagine di un testo.

Top braille: ha le dimensioni di un mouse ed è formato da tre componenti: una telecamera

di grande potenza, un microprocessore e una matrice braille a un solo carattere. Lo si impugna

tenendo l’indice sulla matrice braille, lo si fa scorrere da sinistra a destra (funziona anche al

contrario). La telecamera rileva lo scritto, il microprocessore lo elabora e manda carattere per

carattere alla matrice braille e alla sintesi vocale.

EasyLink 12: dispositivo portatile wireless con tastiera composta da 6 tasti braille e da 3

tasti funzione per la digitazione in braille. Il display braille integrato a 12 celle lo rende il più

piccolo e il più leggero dispositivo braille disponibile sul mercato.

EasyLink 12 +PAD: collegando il dispositivo via Bluetooth al PDA o al PC, EasyLink12

assolve a varie funzioni: lettura e scrittura braille wireless, gestione appuntamenti, memorizzazione

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dei contatti, calcolatrice a quattro funzioni, personalizzazione suoni, compatibilità con screen

reader.

Touch sight: un dispositivo che registra 3 secondi di audio insieme all’immagine che viene

poi riproposta su un display braille 3D. I contenuti salvati con Touch Sight possono essere scaricati

su PC o condivisi wireless con altre Touch Sight

Polaroid Camera: fotocamera simile alle classiche e vecchie Polaroid. Consente lo scatto e

la stampa delle foto rappresentate da un disegno in braille.

Sensore Tattile – Tactil Sensor: Display tattile - foglio di polimero di circa 210 micron di

spessore può trasmettere informazioni a chi lo indossa quando gli elettrodi determinano una

tensione percepibile come una “lieve, sensazione” su tutto il film che determina l’estensione e la

compressione. Flessibile, adattabile ad ogni parte del corpo, economico. Il sensore oltre alla

posizione dei punti di contatto con l‘oggetto afferrato, fornisce un’immagine della distribuzione

della forza sulla superficie stessa. L’immagine tattile consente inoltre di stimare la forma

dell’oggetto afferrato.

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Bibliografia

 Bonfiglioli, C., Pinelli, M.,. Disabilità visiva. Teoria e pratica nell’educazione per alunni

non vedenti e ipovedenti. Trento,Erickson, 2010

 Cairo, M.T.. Pedagogia e didattica speciale per educatori e insegnanti nella scuola, Milano.

Vita e Pensiero,2007

 Lo Sapio, G.,. Manuale sulla disabilità. Dai bisogni educativi speciali ai programmi di

integrazione scolastica. Roma:,Armando editore, 2012

 Pirani, B., M., Oltre la pelle. Il confine tra corpi e tecnologie negli spazi delle nuove

mobilità. Milano: Franco Angeli,2012

 Rosati, L., Per una didattica speciale di qualità. Dalla conoscenza del deficit all’intervento

inclusivo. Perugia, Morlacchi editore, 2008

 Trisciuzzi, L., Manuale di didattica per l’handicap. Bari, La Terza, 2001

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