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L’Effetto Stroop in psicologia sperimentale

Effetto Stroop: durante l'esperimeno di Stroop al soggetto


vengono mostrate delle parole scritte con colori diversi. Il
compito consiste nel pronunciare a voce alta il colore
dell'inchiostro cui è scritta la parola. Il colore è quindi
l'informazione rilevante...
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ID Articolo: 155409 - Pubblicato il: 04 giugno 2018

di Francesca Fiore

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Uno dei fenomeni più noti in psicologia sperimentale è l’effetto Stroop. Prende il
nome da J. Ridley Stroop, che scoprì questo fenomeno nel 1935, e lo fece
conoscere a tutti attraverso l’articolo Studies of interference in serial verbal
reactions nel Journal of Experimental Psychology. Tuttavia, tale compito
sperimentale è stato pubblicato per la prima volta da Jaensch nel 1929 in
Germania, e successivamente è stato ripreso nelle opere di James McKeen Cattell e
Wilhelm Wundt nel ventesimo secolo. L’articolo originale è stato uno dei lavori
più citati nella storia della psicologia sperimentale.

Il test di Stroop
Durante l’esperimeno di Stroop al soggetto vengono mostrate delle parole scritte con colori
diversi. Il compito consiste nel pronunciare a voce alta il colore dell’inchiostro cui è scritta la
parola. Quindi, il colore è l’informazione rilevante per lo svolgimento del compito, mentre il
significato della parola (che non deve essere letto) è l’informazione non rilevante.

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Gli stimoli presentati nell’esperimento di Stroop possono essere di tipo neutro, congruente e
incongruente. Si parla di neutri quando si visualizza solo il testo o solo colore. Mentre, si ha
congruenza quando la parola «rosso» è scritta in rosso, e incongruenza quando la parola «rosso»
è scritta in verde. Si ricordi che la risposta richiesta è il nome del colore, cioè rosso nel primo
caso e verde nel secondo.

Stroop (1935) notò che i partecipanti sottoposti al compito di denominazione presentavano tempi
di risposta più lenti se il colore dell’inchiostro era diverso dal significato della parola scritta,
nonostante fossero istruiti affinché non tenessero conto del significato della parola. L’effetto
Stroop, dunque, consiste nel produrre una risposta avente latenza più lenta nel caso della
condizione incongruente e più veloce nel caso della condizione congruente.

Lo scopo dell’esperimento di Stroop è quello di creare una interferenza cognitiva e semantica:


in questo caso ad esempio, la mente tende a leggere meccanicamente il significato della parola
(ad esempio legge la parola “rosso” e pensa al colore “rosso”, ma l’inchiostro usato è di colore
diverso). Per questo motivo, il test di Stroop rappresenta una consolidata procedura
sperimentale per lo studio dell’attenzione selettiva.

Le teorie che tentano di spiegare l’effetto Stroop


Esistono due teorie in grado di spiegare l’effetto Stroop:

1. Teoria della Velocità di elaborazione: l’interferenza si verifica perché le parole sono lette
più velocemente rispetto all’individuazione del colore con cui sono state scritte.

2. Teoria dell’Attenzione selettiva: l’interferenza si verifica a causa dei nomi dei colori che
richiedono una maggiore attenzione rispetto alla lettura delle parole.

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Il paradigma di Stroop è stato largamente utilizzato per studiare le funzioni cerebrali attraverso
le tecniche di imaging cerebrale. Il test è stato modificato includendo diverse funzioni per
studiare l’effetto del bilinguismo o per indagare l’effetto dell’interferenza cognitiva sulle
emozioni. Inoltre, è stato utilizzato per studiare la velocità di elaborazione di uno stimolo, le
funzioni esecutive, la memoria di lavoro e lo sviluppo cognitivo in diversi settori. La ricerca
sull’età evolutiva che utilizza il Test di Stroop dimostra che il tempo di reazione diminuisce
sistematicamente dalla prima infanzia fino all’inizio dell’età adulta. Questi cambiamenti
suggeriscono che la velocità di elaborazione aumenta con l’età e che il controllo cognitivo
diventa sempre più efficiente. I cambiamenti di questi processi con l’età sono strettamente
associati allo sviluppo nella memoria di lavoro e a vari aspetti del pensiero.

Ci sono diverse varianti del test di Stroop che sono comunemente usate in ambito clinico con
soggetti con lesioni cerebrali, affetti da demenze, da malattie neurodegenerative, da deficit di
attenzione e iperattività o con disturbi mentali, come la schizofrenia, le diverse forme di
dipendenza e la depressione.

L’Elettroencefalogramma e il Neuroimaging funzionale hanno evidenziato durante lo


svolgimento di un test di Stroop l’attivazione nel lobo frontale e più specificamente del cingolo
anteriore e della corteccia prefrontale dorsolaterale, due strutture responsabili del monitoraggio e
della risoluzione dei conflitti. Di conseguenza, i pazienti con lesioni frontali ottengono punteggi
inferiori nel test di Stroop rispetto a quelli con lesioni più posteriori.

Infine, sono stati realizzati dei video game che utilizzano come base il paradigma di Stroop, ad
esempio il Brain Age: Train Your Brain in Minutes a Day software prodotto da Ryuta
Kawashima per il Nintendo DS , e il Nova utilizzato per rilevare i cambiamenti della flessibilità
mentale in relazione all’altitudine per coloro che scalano le montagne.

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Argomento dell'articolo: Psicologia, Psicopedia
Si parla di: Effetto Stroop - Stroop Effect
Scritto da: Francesca Fiore
Sono citati nel testo: Stroop Ridley J., Wundt Wilhelm
Categorie: Psicopedia

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sperimentale per lo studio delle funzioni psicologiche di base

Bibliografia

 Stroop, J. R. (1935).Studies of interference in serial verbal reactions. Journal of


Experimental Psychology 18, 643–662.
 Jaensch, E.R. (1929). Grundformen menschlichen Seins. Berlin: Otto Elsner.
 van Maanen L, van Rijn H, Borst JP (2009). Stroop and picture-word interference are two
sides of the same coin. Psychon Bull Rev, 16, 987–99.
 Kaufmann, L., Ischebeck, A., Weiss, E., (2008). An fMRI study of the numerical Stroop
task in individuals with and without minimal cognitive impairment. Cortex , 44, 1248–55.
 Roberts, K.L., Hall, D.A. (2008). Examining a supramodal network for conflict
processing: a systematic review and novel functional magnetic resonance imaging data
for related visual and auditory stroop tasks. Journal of cognitive neuroscience, 20, 1063–
78.
 Rosselli M, Ardila A, Santisi MN, et al. (September 2002). Stroop effect in Spanish-
English bilinguals. Journal of the International Neuropsychological Society, 8, 819–
Per saperne di più: https://www.stateofmind.it/2018/06/effetto-stroop-psicologia/