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DISEGNO DI MACCHINE

Introduzione al Disegno Tecnico


Metodi di Rappresentazione

FACOLTA’ DI INGEGNERIA IV
POLITECNICO DI MILANO 1
... in questa lezione

ƒ Metodi di Rappresentazione
– le proiezioni
ƒ Metodo Europeo
ƒ Metodo Americano
ƒ Metodo delle frecce

FACOLTA’ DI INGEGNERIA IV
POLITECNICO DI MILANO 2
... il Disegno Tecnico (1/6)

ƒ rappresentazione di oggetti tecnici


ƒ documento che permette al disegnatore di tradurre
graficamente le sue idee, fornire indicazioni per la
realizzazione del pezzo
ƒ basato su convenzioni normalizzate
..... un disegno tecnico svolge una duplice funzione
– permettere la ricostruzione mentale del modello dell’oggetto
– diffondere informazioni

FACOLTA’ DI INGEGNERIA IV
POLITECNICO DI MILANO 3
... il Disegno Tecnico (2/6)

FACOLTA’ DI INGEGNERIA IV
POLITECNICO DI MILANO 4
... il Disegno Tecnico (3/6)

FACOLTA’ DI INGEGNERIA IV
POLITECNICO DI MILANO 5
... il Disegno tecnico (4/6)

ƒ La funzione di diffusione dell’informazione ha reso


necessaria la definizione di un “linguaggio”
convenzionale, unico e internazionale

FACOLTA’ DI INGEGNERIA IV
POLITECNICO DI MILANO 6
... il Disegno tecnico (5/6)

ƒ Chi ha stabilito grammatica e sintassi di questo


linguaggio?
Enti nazionali e internaz. di normazione ed unificazione
ƒ Normazione
azione che porta a stabilire ed applicare regole, definite
con il consenso degli interessati ed approvate da un
organismo ufficialmente riconosciuto, per ordinare e
razionalizzare un determinato campo di attività, al fine
di raggiungere una situazione economica ottimale, nel
rispetto delle esigenze funzionali e di sicurezza

FACOLTA’ DI INGEGNERIA IV
POLITECNICO DI MILANO 7
... il Disegno Tecnico (6/6)

ƒ Unificazione
forma di normazione che riunisce prescrizioni
dimensionali, procedurali o di altra natura, in modo da
ottenere prodotti equivalenti e intercambiabili, in
numero relativamente ridotto di tipi e varianti
ƒ Enti normatori
– ISO International Standards Organization (mondiale)
– CEN European Committee for Standardization (europeo)
– UNI Ente Nazionale di Unificazione (italiano)
ƒ Norme UNI per il Disegno tecnico

FACOLTA’ DI INGEGNERIA IV
POLITECNICO DI MILANO 8
Tipi di disegni (1/4)

ƒ I disegni possono essere classificati in base


– al livello di strutturazione dell’oggetto rappresentato
– alla collocazione nel ciclo di fabbricazione
ƒ Classificazione in base al livello di strutturazione
– disegni di complessivi
– disegni di gruppo
– disegni di sottogruppo
– disegni di particolare

FACOLTA’ DI INGEGNERIA IV
POLITECNICO DI MILANO 9
Tipi di disegni (2/4)

ƒ Un disegno di complessivo definisce una macchina o un


oggetto completo, composto da gruppi distinti, in modo
da specificarne l’ingombro e la funzione

FACOLTA’ DI INGEGNERIA IV
POLITECNICO DI MILANO 10
Tipi di disegni (3/4)

ƒ Un disegno di gruppo rappresenta un insieme di


particolari aventi una funzione propria autonoma
ƒ Un disegno di sottogruppo rappresenta un insieme di
particolari che non hanno una funzione specifica
ƒ Un disegno di un componente o di un particolare
rappresenta un pezzo non ulteriormente scomponibile

FACOLTA’ DI INGEGNERIA IV
POLITECNICO DI MILANO 11
Tipi di disegni (4/4)

ƒ Classificazione in base alla collocazione nel ciclo di


fabbricazione
– disegno di concepimento o di avanprogetto
• redatti nella fase di conceptual design (schizzi, ...)
– disegno costruttivo
• riporta in modo completo tutte le prescrizioni funzionali
(dimensioni, tolleranze, finiture superficiali, materiali)
– disegno di fabbricazione
• riporta tutte le indicazioni per la fabbricazione, il controllo e il
montaggio del complessivo
– disegno del pezzo costruito
• illustra le caratteristiche dell’oggetto o del pezzo finito

FACOLTA’ DI INGEGNERIA IV
POLITECNICO DI MILANO 12
.... vedremo

ƒ Norme per descrivere


– FORMA
– DIMENSIONI
– TOLLERANZE
– RUGOSITÀ SUPERFICIALE
– MATERIALE
ƒ Elementi di macchine

FACOLTA’ DI INGEGNERIA IV
POLITECNICO DI MILANO 13
Metodi di rappresentazione (1/4)
ƒ .... il problema
Oggetti 3D
del mondo reale

Rappresentazione su
supporto bidimensionale

FACOLTA’ DI INGEGNERIA IV
POLITECNICO DI MILANO 14
Metodi di rappresentazione (2/4)

ƒ Metodo utilizzato: LE PROIEZIONI


– Trasformano punti in un sistema di coordinate 3D in punti in
un sistema di coordinate 3D o 2D
– La proiezione di un oggetto 3D si ottiene tramite dei raggi di
proiezione (proiettori) che partono da un centro di proiezione,
passano attraverso ciascun punto dell’oggetto, e intersecano
un piano di proiezione generando la proiezione

FACOLTA’ DI INGEGNERIA IV
POLITECNICO DI MILANO 15
Metodi di rappresentazione (3/4)

proiezioni

prospettiche parallele

1-Pt 2-Pt 3-Pt oblique ortogonali

cavaliera cabinet assonom. rap. ortografica

isometrica dimetrica trimetrica

FACOLTA’ DI INGEGNERIA IV
POLITECNICO DI MILANO 16
Proiezioni Prospettiche prospettica

1-Pt 2-Pt 3-Pt

ƒ Poco utilizzata nel disegno tecnico perchè troppo laboriosa


rispetto al risultato ottenuto

orizzontale

3-punti

1-punto 2-punti

FACOLTA’ DI INGEGNERIA IV
POLITECNICO DI MILANO 17
Proiezioni Parallele

parallele

oblique ortogonali

Piano di proiezione Piano di proiezione

FACOLTA’ DI INGEGNERIA IV
POLITECNICO DI MILANO 18
... nel Disegno Tecnico

proiezioni

prospettiche parallele

1-Pt 2-Pt 3-Pt oblique ortogonali

cavaliera cabinet assonom. rap. ortografica

isometrica dimetrica trimetrica

FACOLTA’ DI INGEGNERIA IV
POLITECNICO DI MILANO 19
Proiezioni Ortogonali (1/6)

ortogonali

assonometriche rap. ortografica

FACOLTA’ DI INGEGNERIA IV
POLITECNICO DI MILANO 20
ortogonali
Proiezioni Ortogonali (2/6)
assonom. rap. ortografica
di un punto

p.v p.l.
ribaltando
P2
p.v i 3 piani
P3
P2 p.l.
P
P3
Linea di terra

P1
P1
p.o

p.o

FACOLTA’ DI INGEGNERIA IV
POLITECNICO DI MILANO 21
ortogonali
Proiezioni Ortogonali (3/6)
assonom. rap. ortografica
ƒ di una linea

FACOLTA’ DI INGEGNERIA IV
POLITECNICO DI MILANO 22
ortogonali
Proiezioni Ortogonali (4/6)
assonom. rap. ortografica

ƒ di una figura piana

FACOLTA’ DI INGEGNERIA IV
POLITECNICO DI MILANO 23
ortogonali
Proiezioni Ortogonali (5/6)
ƒ di un oggetto solido assonom. rap. ortografica

prisma a base rettangolare prisma a base rettangolare


con asse perpendicolare al con asse inclinato rispetto
piano orizzontale al piano orizzontale

FACOLTA’ DI INGEGNERIA IV
POLITECNICO DI MILANO 24
ortogonali
Proiezioni Ortogonali (6/6)
assonom. rap. ortografica

di un oggetto solido

FACOLTA’ DI INGEGNERIA IV
POLITECNICO DI MILANO 25
Proiezioni ortogonali nel disegno tecnico
Norma UNI 3970

Le viste si possono disporre secondo:


ƒ Metodo Europeo o del Primo Diedro (E)
ƒ Metodo Americano o del Terzo Diedro (A)
ƒ Metodo delle frecce

FACOLTA’ DI INGEGNERIA IV
POLITECNICO DI MILANO 26
Metodo Europeo o del primo diedro – E

ƒ Simbolo:
FACOLTA’ DI INGEGNERIA IV
POLITECNICO DI MILANO 27
Metodo Americano o del terzo diedro – A
ƒ Simbolo :

FACOLTA’ DI INGEGNERIA IV
POLITECNICO DI MILANO 28
Metodo delle Frecce

FACOLTA’ DI INGEGNERIA IV
POLITECNICO DI MILANO 29
Considerazioni (1/2)

ƒ Disposizione delle viste

FACOLTA’ DI INGEGNERIA IV
POLITECNICO DI MILANO 30
Considerazioni (2/2)

ƒ Scelta delle viste


– vista principale
– numero

FACOLTA’ DI INGEGNERIA IV
POLITECNICO DI MILANO 31
... riassumendo

ƒ Metodi di Rappresentazione
– le proiezioni
ƒ Metodo Europeo
ƒ Metodo Americano
ƒ Metodo delle frecce

FACOLTA’ DI INGEGNERIA IV
POLITECNICO DI MILANO 32
Documentazione

ƒ Sito Web da definire


ƒ Manuali UNI M1: “Norme per il Disegno Tecnico”,
Vol I. e Vol. II, U.N.I., Milano
ƒ E. Chirone, S. Tornincasa, “Disegno Tecnico
Industriale”, Vol. 1, 2, Edizioni Il Capitello, Torino,
1997

FACOLTA’ DI INGEGNERIA IV
POLITECNICO DI MILANO 33
la prossima lezione

ƒ Sezioni

FACOLTA’ DI INGEGNERIA IV
POLITECNICO DI MILANO 34
DISEGNO DI MACCHINE

Sezioni e Norme di rappresentazione

IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
POLITECNICO DI MILANO 1
... nella precedente lezione

ƒ Introduzione al Disegno Tecnico


ƒ Metodi di Rappresentazione
– le proiezioni
ƒ Metodo Europeo
ƒ Metodo Americano
ƒ Metodo delle frecce

IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
POLITECNICO DI MILANO 2
... in questa lezione

ƒ Sezioni
– Introduzione al problema
– Definizione
– Indicazioni convenzionali
– come si eseguono
– Classificazione

IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
POLITECNICO DI MILANO 3
Introduzione al problema (1/3)
ƒ Con il metodo delle proiezioni ortogonali l’interno di un pezzo cavo
non può essere visto, ma può essere rappresentato tracciandone i
contorni con linee a tratti

IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
POLITECNICO DI MILANO 4
Introduzione al problema (2/3)
ƒ Problemi di comprensione della forma del pezzo nel caso di cavità
di forma complessa e ricche di dettagli

ƒ ... un esempio semplice

IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
POLITECNICO DI MILANO 5
Introduzione al problema (3/3)

ƒ Soluzione

IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
POLITECNICO DI MILANO 6
Sezioni: definizione
UNI 3971
ƒ “sezione è la rappresentazione, secondo il metodo delle
proiezioni ortogonali, di una delle due parti in cui viene
diviso l’oggetto da un taglio ideale eseguito secondo uno o
più piani o altre superifici”

IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
POLITECNICO DI MILANO 7
... come si eseguono (1/2)

B A

IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
POLITECNICO DI MILANO 8
... come si eseguono (2/2)

traccia
piano di sezione
IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
POLITECNICO DI MILANO 9
Indicazioni convenzionali
ƒ la traccia del piano o della superficie secante deve
essere indicata con una linea mista fine con gli
estremi ingrossati
ƒ in corrispondenza dei tratti ingrossati vengono
poste due frecce che devono essere
perpendicolari alla traccia ed orientate secondo il
verso di proiezione
ƒ a fianco delle frecce devono essere scritte lettere
maiuscole uguali
ƒ Le zone sezionate vengono messe in evidenza
mediante tratteggio (campitura) A- A

ƒ Tratteggio eseguito con linee continue sottili,


parallele, a passo costante, inclinate di 45° rispetto
assi del pezzo o linee di contorno più significative
ƒ la sezione deve essere contrassegnata dalla scritta: A A
– X-X: lettera maiuscola posta agli estremi della traccia
IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
POLITECNICO DI MILANO 10
Sezioni (1/2)
ƒ Con le sezioni, i corpi cavi o le cavità in corpi massicci vengono
descritti in modo semplice, univoco e di immediata comprensione,
con la possibilità di sopprimere anche qualche vista
ƒ Il piano di sezione è un piano ideale col quale si immagina di
tagliare il pezzo che rimane integro e come tale deve essere
rappresentato nelle viste
ƒ La sezione è ottenuta immaginando di asportare la parte di pezzo
compresa tra piano di sezione e osservatore e proiettando sul
piano di proiezione scelto la rimanente parte del pezzo
ƒ Per distinguere una sezione da una vista, è necessario mettere in
evidenza la superficie piana tagliata dal piano di sezione

IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
POLITECNICO DI MILANO 11
Sezioni (2/2)

ƒ Se nel disegno, oltre alla sezione, sono presenti viste, la traccia


del piano di sezione su di esse va indicata con linea mista
contraddistinta da estremità ingrossate e la direzione e il senso
secondo i quali è effettuata la sezione devono essere indicati
mediante frecce, con lettere maiscule identificatrici
ƒ Le sezioni vengono disegnate e disposte secondo le norme alle
quali sono assogettate le viste
ƒ Quando si disegna un pezzo in sezione, gli spigoli nascosti
devono essere rappresentati solo se indispensabili alla
comprensione

IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
POLITECNICO DI MILANO 12
Disposizione delle sezioni (1/2)

A-A

B
B-B

A A A A
B

IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
POLITECNICO DI MILANO 13
Disposizione delle sezioni (2/2)

IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
POLITECNICO DI MILANO 14
Scelta dei piani
Sezione corretta ma inutile Sezione corretta e utile

A A

A A

IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
POLITECNICO DI MILANO 15
... alcune considerazioni (1/3)

DA EVITARE

evitare l’impiego di linee tratteggiate

IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
POLITECNICO DI MILANO 16
... alcune considerazioni (2/3)

ƒ un errore tipico

Errata Corretta

IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
POLITECNICO DI MILANO 17
... alcune considerazioni (3/3)

ƒ un errore tipico

IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
POLITECNICO DI MILANO 18
Un esercizio (1/5)

IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
POLITECNICO DI MILANO 19
Un esercizio (2/5)

IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
POLITECNICO DI MILANO 20
Un esercizio (3/5)

IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
POLITECNICO DI MILANO 21
Un esercizio (4/5)

IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
POLITECNICO DI MILANO 22
Un esercizio (5/5)

IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
POLITECNICO DI MILANO 23
Classificazione

ƒ Secondo l’elemento secante


– un solo piano
– due o più piani paralleli
– piani concorrenti
– con una superficie di forma qualsiasi
ƒ Secondo l’estensione
– semisezioni
– sezioni parziali
ƒ Secondo la posizione
– in loco
– in vicinanza
– sezioni successive

IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
POLITECNICO DI MILANO 24
Secondo un solo piano

IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
POLITECNICO DI MILANO 25
Secondo due o più piani paralleli

B B

A A

IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
POLITECNICO DI MILANO 26
Secondo due piani consecutivi o concorrenti
(1/2)

IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
POLITECNICO DI MILANO 27
Secondo due piani consecutivi o concorrenti
(2/2)

IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
POLITECNICO DI MILANO 28
Secondo una superficie di forma qualsiasi

IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
POLITECNICO DI MILANO 29
Semisezioni

IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
POLITECNICO DI MILANO 30
Sezioni parziali (1/2)

IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
POLITECNICO DI MILANO 31
Sezioni parziali (2/2)

IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
POLITECNICO DI MILANO 32
Sezioni in loco e vicinanza

In vicinanza

In loco
IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
POLITECNICO DI MILANO 33
Sezioni successive

IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
POLITECNICO DI MILANO 34
Sezioni di particolari elementi
ƒ ... devono essere rappresentati in vista esterna anche se il piano di
sezione li attraversa:
– ribattini, chiodi, viti e relative teste
– dadi e rosette
– alberi di trasmissione
– .....
ƒ ... elementi che non devono essere sezionati quando il piano di
sezione li interseca longitudinalmente
– nervature e pareti sottili
– chiavette e linguette
– .....
ƒ ... elementi che non devono essere sezionati quando il piano di
sezione passa per il loro asse longitudinale o è ad esso parallelo
ƒ sfere, rulli e rullini di cuscinetti a rotolamento, etc.
ƒ maniglie (o impugnature) in genere
IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
POLITECNICO DI MILANO 35
... riassumendo

ƒ Sezioni
– Introduzione al problema
– Definizione
– Indicazioni convenzionali
– come si eseguono
– Classificazione

IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
POLITECNICO DI MILANO 36
La prossima lezione

ƒ Le viste ausiliarie

IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
POLITECNICO DI MILANO 37
Documentazione

ƒ Sito Web da definire


ƒ Manuali UNI M1: “Norme per il Disegno Tecnico”,
Vol I. e Vol. II, U.N.I., Milano
ƒ E. Chirone, S. Tornincasa, “Disegno Tecnico
Industriale”, Vol. 1, 2, Edizioni Il Capitello, Torino,
1997

IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
POLITECNICO DI MILANO 38
DISEGNO DI MACCHINE

Quotatura

FACOLTA’ DI INGEGNERIA IV

POLITECNICO DI MILANO 1
... nella precedente lezione

ƒ Sezioni

FACOLTA’ DI INGEGNERIA IV

POLITECNICO DI MILANO 2
... in questa lezione

ƒ Quotatura
– Linee di quotatura e quote
– Disposizione delle linee di quotatura
– Disposizione e leggibilità delle quote
– Classificazione

FACOLTA’ DI INGEGNERIA IV

POLITECNICO DI MILANO 3
Quotatura

ƒ Insieme delle informazioni che definiscono le


dimensioni di un oggetto o di un componente
ƒ La quotatura può essere diversa in funzione della
finalità del disegno
– quotatura funzionale (per il montaggio dei particolari)
– quotatura tecnologica (per la lavorazione dei particolari)
– quotatura di collaudo (per la verifica dei particolari prodotti)

FACOLTA’ DI INGEGNERIA IV

POLITECNICO DI MILANO 4
Linee di quotatura e quote
UNI 3974, UNI 3975
quota
linea di misura
linea di riferimento
50

20
ƒ Linee di quotatura ƒ Quote
– 2 linee di riferimento – indicate in mm o in pollici
– linea di misura con frecce
terminali tracciate con linea
continua fine (B)
FACOLTA’ DI INGEGNERIA IV

POLITECNICO DI MILANO 5
Disposizione linee di quotatura (1/5)

Gli assi di simmetria e le linee del


contorno non devono MAI essere
utlizzati come linee di misura, ma
possono essere utilizzati come
linee di riferimento

X X

X
SI
FACOLTA’ DI INGEGNERIA IV

POLITECNICO DI MILANO 6
Disposizione linee di quotatura (3/5)

ƒ Disposte preferibilmente all’esterno


ƒ nel limite del possibile, non devono
attraversare zone sezionate (vale
anche per le frecce terminali)

Da evitare

FACOLTA’ DI INGEGNERIA IV

POLITECNICO DI MILANO 7
Disposizione linee di quotatura (2/5)

X
X
NO SI

ƒ Evitare intersezioni con linee di contorno e di riferimento


ƒ Distanziare linee in modo uniforme
FACOLTA’ DI INGEGNERIA IV

POLITECNICO DI MILANO 8
Disposizione linee di quotatura (4/5)

FACOLTA’ DI INGEGNERIA IV

POLITECNICO DI MILANO 9
Disposizione linee di quotatura (5/5)

ƒ ... nelle viste e sezioni di pezzi simmetrici

FACOLTA’ DI INGEGNERIA IV

POLITECNICO DI MILANO 10
Disposizione e leggibilità quote (1/4)

FACOLTA’ DI INGEGNERIA IV

POLITECNICO DI MILANO 11
Disposizione e leggibilità quote (2/4)

FACOLTA’ DI INGEGNERIA IV

POLITECNICO DI MILANO 12
Disposizione e leggibilità quote (3/4)

50
50

20
20

NO NO

50

20
FACOLTA’ DI INGEGNERIA IV

POLITECNICO DI MILANO 13
Disposizione e leggibilità quote (4/4)

FACOLTA’ DI INGEGNERIA IV

POLITECNICO DI MILANO 14
Dimensioni lineari (1/2)

FACOLTA’ DI INGEGNERIA IV

POLITECNICO DI MILANO 15
Dimensioni lineari (2/2)

ƒ .... in mancanza di spazio

ƒ .... quote di che vengono modificate senza volere modificare il


disegno

FACOLTA’ DI INGEGNERIA IV

POLITECNICO DI MILANO 16
Quote di angoli, archi e corde

Angoli Archi Corde

FACOLTA’ DI INGEGNERIA IV

POLITECNICO DI MILANO 17
Quotatura cerchi e cilindri (1/2)

FACOLTA’ DI INGEGNERIA IV

POLITECNICO DI MILANO 18
Quotatura cerchi e cilindri (2/2)

ƒ circonferenze disegnate interrotte

8
φ1
6 φ3

FACOLTA’ DI INGEGNERIA IV

POLITECNICO DI MILANO 19
Quotatura di raggi

FACOLTA’ DI INGEGNERIA IV

POLITECNICO DI MILANO 20
Quotatura di sfere

FACOLTA’ DI INGEGNERIA IV

POLITECNICO DI MILANO 21
Smussi e quadri

FACOLTA’ DI INGEGNERIA IV

POLITECNICO DI MILANO 22
Elementi ripetitivi (1/3)
4 x 25 = 100

10 n. 4 fori

15

12 x 15 = 180

FACOLTA’ DI INGEGNERIA IV

POLITECNICO DI MILANO 23
Elementi ripetitivi (2/3)

B
15

A
A

A A

A = 4 15
B B = 2 18

FACOLTA’ DI INGEGNERIA IV

POLITECNICO DI MILANO 24
Elementi ripetitivi (3/3)
15 4 fori

80

FACOLTA’ DI INGEGNERIA IV

POLITECNICO DI MILANO 25
... alcuni errori comuni (1/2)

X X

FACOLTA’ DI INGEGNERIA IV

POLITECNICO DI MILANO 26
... alcuni errori comuni (2/2)

X X X

FACOLTA’ DI INGEGNERIA IV

POLITECNICO DI MILANO 27
Classificazione
ƒ punto di vista geometrico
– quote di grandezza
– quote di posizione
– quote di accoppiamento
ƒ disposizione: sistemi di quotatura
– in serie
– in parallelo
– combinata
– con quote sovrapposte
– in coordinate
ƒ in base allo scopo
– funzionale
– tecnologica
– di collaudo

FACOLTA’ DI INGEGNERIA IV

POLITECNICO DI MILANO 28
Quote di grandezza e posizione

P
G

P
P

ƒ G = quote di grandezza
ƒ P = quote di posizione
FACOLTA’ DI INGEGNERIA IV

POLITECNICO DI MILANO 29
Quote di collegamento

M2
M1

M3
1

FACOLTA’ DI INGEGNERIA IV

POLITECNICO DI MILANO 30
Quotatura in serie
ƒ quando si vuole dare
importanza predominante alla
distanza tra due elementi
contigui e gli errori costruttivi,
e loro accumulo, non hanno
grave influenza

(Aux.)

(Aux.)
(Aux.)

FACOLTA’ DI INGEGNERIA IV

POLITECNICO DI MILANO 31
Quotatura in parallelo

ƒ quando un gruppo di quote nella stessa direzione ha un unico


riferimento
ƒ vantaggio: si evita l’accumulo di errori costruttivi

FACOLTA’ DI INGEGNERIA IV

POLITECNICO DI MILANO 32
Quotatura a quote sovrapposte

0 135 270 360


270

360
135
0

FACOLTA’ DI INGEGNERIA IV

POLITECNICO DI MILANO 33
Quotatura combinata

ƒ quando è necessario ricorrere a più di un elemento di riferimento e


si possono utilizzare la quotatura in serie ed in parallelo
contemporaneamente

a b

(Aux.)

FACOLTA’ DI INGEGNERIA IV

POLITECNICO DI MILANO 34
Quotatura in coordinate

ƒ in coordinate cartesiane 0 x

ƒ in coordinate polari 0

ƒ in coordinate polari con y 1 5


8
rullo di misura
3

2 7

6
1 2 3 4 5 6 7 8
x 16 18 21 51 55 60 98 105
y 14 86 36 57 14 103 86 20
Coordinate cartesiane
φ 16 10,5 8,4 8,4 10,5 13 12 10,5
FACOLTA’ DI INGEGNERIA IV

POLITECNICO DI MILANO 35
Quotatura Funzionale (1/2)

ƒ Quote funzionali
– essenziali alla funzione del pezzo
ƒ Quote non funzionali
– necessarie per definire completamente il pezzo
ƒ Quote ausiliarie
– ottenibili da altre quote

FACOLTA’ DI INGEGNERIA IV

POLITECNICO DI MILANO 36
Quotatura Funzionale (2/2)

(Aux.)
NF F” NF

NF
F

(Aux.)
1

F’
NF
NF
= =
F

F’
2
= = F”

FACOLTA’ DI INGEGNERIA IV

POLITECNICO DI MILANO 37
Quotatura tecnologica

ƒ Premessa
– Processi di Lavorazione
ƒ Esempi
– Quotatura di pezzi eseguiti mediante tornitura
– Quotatura di pezzi lavorati per fresatura
– Quotatura di fori

FACOLTA’ DI INGEGNERIA IV

POLITECNICO DI MILANO 38
Processi di lavorazione

Trattamento
Formatura Deformazione Asportazione Unione termico e sup.

dallo stato laminazione con taglienti a per fusione:


saldatura con deposizione
liquido: geometria definita:
elettrolitica:
fonderia fornitura
cromatura
estrusione fresatura
........ con materiale
dallo stato d’apporto:
solido: brasatura con modifiche
trafilatura incollaggio
metallurgia con taglienti a strutturali:
delle polveri geometria tempra
indefinita: rinvenimento
forgiatura rettificatura cementazione
per
dallo stato sabbiatura polimerizzazione:
ionizzato: stereolitografia
galvanoplastica lavorazione di
lamiere
con metodi non
convenzionali
elettroerosione
elettrochimica

FACOLTA’ DI INGEGNERIA IV

POLITECNICO DI MILANO 39
Lavorazione per asportazione di truciolo

con taglienti a con taglienti a con metodi


geometria definita geometria indefinita non convenzionali

solidi di RETTIFICATURA ELETROEROSIONE


forme varie
rivoluzione

LAPPATURA LASER

TORNITURA FRESATURA
SABBIATURA JET CUTTING

FORATURA PIALLATURA
ULTRASUONI

ALESATURA BROCCIATURA
ELETTROCHIMICA

DENTATURA

FACOLTA’ DI INGEGNERIA IV

POLITECNICO DI MILANO 40
Tornitura – Tornio (1/2)

ƒ Utensile monotagliente
ƒ Moto di taglio assegnato al pezzo
ƒ Moto di alimentazione all’utensile

FACOLTA’ DI INGEGNERIA IV

POLITECNICO DI MILANO 41
Tornitura (2/2)

ƒ Tornio parallelo

FACOLTA’ DI INGEGNERIA IV

POLITECNICO DI MILANO 42
Es.1 Lavorazione al tornio (1/2)
1

Rappresentazione del pezzo

Grezzo 2

Pezzo finito

FACOLTA’ DI INGEGNERIA IV

POLITECNICO DI MILANO 43
Es.1 Stampaggio a caldo (2/2)

Stampo
FACOLTA’ DI INGEGNERIA IV

POLITECNICO DI MILANO 44
Es. 2 Lavorazione al tornio (1/2)

Grezzo Pezzo finito

C D B A E F

FACOLTA’ DI INGEGNERIA IV

POLITECNICO DI MILANO 45
Es. 2 Lavorazione al tornio (2/2)
I Fase LB
LC

Rappresentazione del pezzo

1:10

12
1 2 3 4 LD

II Fase LE
LF

FACOLTA’ DI INGEGNERIA IV
1 2 3
POLITECNICO DI MILANO 46
Es. 3 Lavorazione al tornio (1/2)

Sezione grezzo LA Sezione pezzo


cavo lavorato
Ls
Lg

FACOLTA’ DI INGEGNERIA IV

POLITECNICO DI MILANO 47
Es. 3 Lavorazione al tornio (2/2)

Rappresentazione del pezzo

FACOLTA’ DI INGEGNERIA IV

POLITECNICO DI MILANO 48
Fresatura - Fresatrice
ƒ Utensile politagliente: fresa
ƒ Moto di taglio assegnato all’utensile
– asse di rotazione orizzontale o verticale
ƒ Moto di avanzamento al pezzo fissato ad una tavola
ƒ Operazioni possibile
– spianatura
– spianatura di più facce contemporaneamente
– scalanature e cave ad assi rettilinei e curvi

FACOLTA’ DI INGEGNERIA IV

POLITECNICO DI MILANO 49
Es. 4 Lavorazione di fresatura

b a

FACOLTA’ DI INGEGNERIA IV

POLITECNICO DI MILANO 50
Foratura ed alesatura (1/3)

ƒ Movimento lasciato interamente all’utensile che ruota e


penetra contemporaneamente il materiale

FACOLTA’ DI INGEGNERIA IV

POLITECNICO DI MILANO 51
Foratura ed alesatura (2/3)
ƒ Lavorazioni possibili
– Fori passanti Fori ciechi

– Allargatura Svasatura

– Lamatura Alesatura
FACOLTA’ DI INGEGNERIA IV

POLITECNICO DI MILANO 52
Foratura ed alesatura (3/3)
ƒ Esempi di quotatura ERRATA

FACOLTA’ DI INGEGNERIA IV

POLITECNICO DI MILANO 53
... riassumendo

ƒ Linee di quotatura e quote


ƒ Disposizione delle linee di quotatura
ƒ Disposizione e leggibilità delle quote
ƒ Classificazione

FACOLTA’ DI INGEGNERIA IV

POLITECNICO DI MILANO 54
Documentazione

ƒ Sito Web
ƒ Manuali UNIMI: “Norme per il Disegno Tecnico”, Vol I. e Vol.
II, U.N.I., Milano
ƒ E. Chirone, S. Tornincasa, “Disegno Tecnico Industriale”,
Vol. 1, 2, Edizioni Il Capitello, Torino, 1997

FACOLTA’ DI INGEGNERIA IV

POLITECNICO DI MILANO 55
la prossima lezione

ƒ Tolleranze

FACOLTA’ DI INGEGNERIA IV

POLITECNICO DI MILANO 56
DISEGNO DI MACCHINE

Tolleranze dimensionali, Rugosità e


Tolleranze geometriche

IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
POLITECNICO DI MILANO 1
... in questa lezione

ƒ Tolleranze dimensionali
ƒ Rugosità
ƒ Tolleranze geometriche (cenni)

IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
POLITECNICO DI MILANO 2
Errori di lavorazione

ERRORI DI REALIZZAZIONE DI PEZZI

ERRORI DIMENSIONALI ERRORI GEOMETRICI


Deviazione delle dimensioni reali Deviazione delle superfici reali
da quelle nominali da quelle nominali

TOLLERANZE ERRORI ERRORI


DIMENSIONALI MICROGEOMETRICI MACROGEOMETRICI

TOLLERANZE
RUGOSITA’
GEOMETRICHE

IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
POLITECNICO DI MILANO 3
Errori dimensionali

ƒ Definizione
ƒ Tolleranza e Lavorazione
ƒ Tipi di accoppiamenti
ƒ Sistema ISO di tolleranze ed accoppiamenti
ƒ Indicazione delle quote con tolleranza

IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
POLITECNICO DI MILANO 4
Tolleranza
ƒ Definizione
– differenza tra la dimensione massima e minima (cioè intervallo
entro il quale può oscillare la dimensione effettiva): differenza
algebrica tra scostamento superiore ed inferiore
Tolleranza

Scostamnento sup.

Dimensioni
Scostamnento inf.
Dimensioni

Zona di
tolleranza
Dim. max
Dim. min

Linea dello zero Linea dello zero

IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
POLITECNICO DI MILANO 5
Tolleranza e lavorazione

N. pezzi N. pezzi

Dimensioni
-b -a +a +b
Dimensioni

IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
POLITECNICO DI MILANO 6
Tolleranza e lavorazione

N. pezzi

Dimensioni

IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
POLITECNICO DI MILANO 7
Tipi di collegamenti

ƒ con interferenza
ƒ con gioco
ƒ incerto

INTERFERENZA

GIOCO

IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
POLITECNICO DI MILANO 8
Collegamento con gioco

Ø10,3
Ø10,1
Ø10

Ø9,7
Gmin = Dmin - dmax = 10.1 – 10 = 0.1 mm
Gmax = Dmax - dmin = 10.3 – 9.7 = 0.6 mm

ƒ Gioco MINIMO: differenza tra dimensione minima del foro e


dimensione massima dell’albero
ƒ Gioco MASSIMO: differenza tra dimensione massima del foro e
dimensione minima dell’albero
IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
POLITECNICO DI MILANO 9
Collegamento con interferenza

Ø20,3

Ø19,9
Ø19,7
Ø20
Imin = dmin - Dmax = 20 – 19.9 = 0.1 mm
Imax = dmax - Dmin = 20.3 – 19.7 = 0.6 mm

ƒ Interferenza MINIMA: valore assoluto della differenza tra


dimensione massima del foro e dimensione minima dell’albero
ƒ Interferenza MASSIMA: valore assoluto della differenza tra
dimensione minima del foro e dimensione massima dell’albero
IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
POLITECNICO DI MILANO 10
Collegamento incerto

Interferenza?

Ø20,4
Ø20,3

Ø19,9

Ø20
Gioco?

Gmax = Dmax - dmin = 20.4 – 19.9 = 0.5 mm


Imax = dmax - Dmin = 20.3 – 20 = 0.3 mm
ƒ Gioco MASSIMO: differenza tra dimensione massima del foro e
dimensione minima dell’albero
ƒ Interferenza MASSIMA: valore assoluto della differenza tra
dimensione minima del foro e dimensione massima dell’albero

IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
POLITECNICO DI MILANO 11
Riassumendo

IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
POLITECNICO DI MILANO 12
Sistema ISO di tolleranze ed accoppiamenti

ƒ UNI adotta Sistema ISO di tolleranze ed accoppiamento


ƒ Caratteristiche fondamentali dalle quali dipende la tolleranza
– dimensione nominale
– qualità della lavorazione
– posizione della zona di tolleranza

foro albero

IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
POLITECNICO DI MILANO 13
Gruppi dimensionali

Il valore della tol.


dipende dalle
dimensioni
– limitate tra 1 e 3150
mm
– suddivise in due
campi
• da 1 a 500 mm
• oltre 500 fino a
3150 mm
suddivisi in gruppi:
• principali
• intermedi

IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
POLITECNICO DI MILANO 14
Gradi di tolleranza normalizzate (1/2)

Qualità della
lavorazione
IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
POLITECNICO DI MILANO 15
Gradi di tolleranza normalizzate (2/2)

IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
POLITECNICO DI MILANO 16
Posizione della tolleranza (1/3)

ƒ Designazione mediante una lettera o due


– maiuscola per fori pos H detta foro base
– minuscola per alberi pos h detta albero base
Dimensioni

Scostamento
fondamentale

Linea dello zero

IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
POLITECNICO DI MILANO 17
Posizione della tolleranza (2/3)

Ei

Es

IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
POLITECNICO DI MILANO 18
Posizione della tolleranza (3/3)

ei

es

IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
POLITECNICO DI MILANO 19
Scostamenti fondamentali
Scostamenti da a ad h Scostamenti da k ad zc

ƒ Alberi ei es
ei = es - IT da a ad h es
ei
es = ei + IT da j ad zc
es scostamento ei scostamento
fondamentale negativo fondamentale positivo

ƒ Fori Scostamenti da A ad H Scostamenti da K ad ZC

Regola generale
Es = Ei+IT da A ad H Ei Es
Es
Ei = Es- IT da J ad ZC Ei
Regola speciale
Ei scostamento Es scostamento
Es = -ei+ ∆ ∆ = ITn- IT(n-1) fondamentale positivo fondamentale negativo

IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
POLITECNICO DI MILANO 20
Indicazione delle quote con tolleranza (1/2)

ƒ mediante la simbologia ISO posizione

35 h7
35 h 7
dimensione
nominale qualità

ƒ mediante gli scostamenti limite

30 ±0.1

-0.02
30 -0.05

IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
POLITECNICO DI MILANO 21
Indicazione delle quote con tolleranza (2/2)

ƒ mediante il simbolo della zona di tolleranza ISO e gli scostamenti


limite

40 F7( +0.050
+0.025
)

ƒ mediante le dimensioni finite

30.5
30.2

IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
POLITECNICO DI MILANO 22
Accoppiamenti nel sistema ISO (1/2)

28 H7
28 H7/h6 h6 28 H7( +0.021
0
)
0
28 h6(-0.013 )

IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
POLITECNICO DI MILANO 23
Accoppiamenti nel sistema ISO (2/2)
ƒ Sistema di accoppiamento foro base: 18 H6/g5

IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
POLITECNICO DI MILANO 24
Accoppiamenti nel sistema ISO (2/2)
ƒ Sistema di accoppiamento albero base: 40 G7/h6

IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
POLITECNICO DI MILANO 25
Sistema ISO di tolleranze ed accoppiamenti

IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
POLITECNICO DI MILANO 26
Esempio
ƒ Accoppiamento: 45 H8/g7
– Dimensione nominale: 45 mm

– Tolleranza fondamentale foro IT8 = 39 µm = 0.039 mm


– Scostamento fondamentale foro: Ei = 0
– Scostamento superiore foro: Es = Ei + IT = 0 + 0.039 mm = 0.039 mm
– Dimensione minima foro: 45 + Ei = 45 mm
– Dimensione massima foro: 45 + Es = 45 + 0.039 = 45.039

– Tolleranza fondamentale albero IT7 = 25 µm = 0.025 mm


– Scostamento fondamentale albero: es = – 9 µm = – 0.009 mm
– Scostamento inferiore albero: ei = es – IT = – 9 – (+25) = – 34 µm = – 0.034mm
– Dimensione massima albero: 45 – es = 44.991 mm
– Dimensione minima foro: 45 – ei = 44.966

– Gioco minimo: 45 – 44.991 = 0.009 mm


– Gioco massimo: 45.039 – 44.996 = 0.073 mm

IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
POLITECNICO DI MILANO 27
Accoppiamenti raccomandati

ƒ per alberi
– a11, b11, c11, d8, d9, d10, e7, e8, e9, f6, f7, f8, g5, g6,
h5, h6, h7, h8, h9, h11, js5, js6, js7, k5, k6, k7, m5, m6,
m7, n5, n6, n7, p5, p6, p7, r5, r6, r7, s5, s6, s7, 75, y6, t7,
u7
ƒ per fori
– A11, B11, C11, D9, D10, E8, E9, E10, F6, F7, F8, F9, G6,
G7, H6, H7, H8, H9, H10, H11, JS6, JS7, JS8, K6, K7, K8,
M6, M7, M8, N6, N7, N8, P6, P7, P8, R6, R7, R8, S6, S7,
T6, T7

IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
POLITECNICO DI MILANO 28
Finiture superficiali e rugosità

ƒ Definizioni
ƒ Indicazione
ƒ Criteri per la scelta

IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
POLITECNICO DI MILANO 29
Definizioni
ƒ Rugosità: insieme delle irregolarità
superficiali, che si ripetono con passo
relativamente piccolo, lasciate dal
processo di lavorazione e/o da altri
fattori influenti
ƒ Superficie geometrica o ideale:
superficie teorica rappresentata sul
disegno
ƒ Superficie reale: superficie effettiva
ottenuta con la lavorazione
ƒ Piano di rilievo: piano ortogonale alla
superficie nominale del pezzo
ƒ Profilo ideale: linea risultante
dall’intersezione del piano di rilievo con
la sup. geometrica
ƒ Profilo reale: linea risultante
dall’intersezione del piano di rilievo con
la sup. reale
IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
POLITECNICO DI MILANO 30
Rugosità (1/2)

Fig. 58

y1 + y 2 + y 3 + .... + yn R = Roughness
Ra = a = arithmetical average
n
IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
POLITECNICO DI MILANO 31
Rugosità (2/2)

L
1
Ra = ∫ y dx
L0
Fig. 59

Rugosità di una superficie:


massimo valore di Ra tra
quelli rilevati su zone di
esplorazione diverse

IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
POLITECNICO DI MILANO 32
Indicazione della rugosità (1/14)

IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
POLITECNICO DI MILANO 33
Indicazione della rugosità (2/14)

ƒ Segni grafici e indicazioni complementari sullo stato


delle superfici

ƒ Segno grafico di base

ƒ Superficie lavorata per


asportazione di truciolo

ƒ Superficie da non
lavorare con asportazione
IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
POLITECNICO DI MILANO 34
Indicazione della rugosità (3/14)

ƒ Per indicare delle


caratteristiche specifiche

ƒ Tutte le superfici devono


avere lo stesso stato

IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
POLITECNICO DI MILANO 35
Indicazione della rugosità (4/14)
ƒ Proporzionamento dei simboli grafici

IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
POLITECNICO DI MILANO 36
Indicazione della rugosità (5/15)

ƒ Indicazioni complementari
a valore della rugosità in
micrometri preceduto dal
simbolo Ra
b lavorazione, trattamento
c altezza dell’ondulazione in
micrometri preceduta dalla
lunghezza di base in millimetri
d irregolarità della superficie
e sovrammetallo di lavorazione
f valore di rugosità diverso da
Ra preceduto dal simbolo (es.
Ry)

IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
POLITECNICO DI MILANO 37
Indicazione della rugosità (6/14)

ƒ Indicazione numerica (in µm)

ƒ Per precisare un limite


inferiore e uno superiore

IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
POLITECNICO DI MILANO 38
Indicazione della rugosità (7/14)

ƒ Indicazione di
caratteristiche particolari
dello stato delle superfici
– lavorazione m.u.

– trattamento superficiale
(prima e dopo tratt.)

IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
POLITECNICO DI MILANO 39
Indicazione della rugosità (8/14)
ƒ Irregolarità delle superfici
– direzione dei solchi dovuti
alle lavorazioni

IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
POLITECNICO DI MILANO 40
Indicazione della rugosità (9/14)
– direzione dei solchi dovuti alle lavorazioni

IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
POLITECNICO DI MILANO 41
Indicazione della rugosità (10/14)

ƒ Il segno grafico deve


poter essere letto dal
basso o da destra

ƒ Esempio

IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
POLITECNICO DI MILANO 42
Indicazione della rugosità (11/14)

ƒ Altro esempio

IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
POLITECNICO DI MILANO 43
Indicazione della rugosità (12/14)

IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
POLITECNICO DI MILANO 44
Indicazione della rugosità (13/14)

IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
POLITECNICO DI MILANO 45
Indicazione della rugosità (14/14)

Conversione dei vecchi simboli di rugosità nei valori Ra


IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
POLITECNICO DI MILANO 46
Criteri per la scelta della rugosità (1/3)
RUGOSITA’
APPLICAZIONE
Ra µm

0.025 Piani di appoggio di micrometri, specchi e blocchi di riscontro

0.05 Facce calibri di officina e piani di appoggio comparatori

Facce calibri a corsoio, perni d’articolazione, utensili di precisione,


cuscinetti superfiniti, accoppiamenti stagni ad alta pressionein moto
0.1
alternato, superfici accoppiate di parti in moto alternativo a tenuta di
liquido sotto pressione e superfici levigate di tenuta senza guarnizione

Supporti alberi a gomito e alberi a camme, perno di biella, superficie


camme, diametro cilindri pompe idrauliche, cuscinetti lappati, perni
0.2 turbine, accoppiamenti stagni mobili a mano, guide tavole macchine
utensili, reggispinta alte velocità, perni di alberi di rotori di turbine, di
riduttori, ecc.

IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
POLITECNICO DI MILANO 47
Criteri per la scelta della rugosità (2/3)
RUGOSITA’
APPLICAZIONE
Ra µm
Alberi scanalati, cuscinetti alberi motore, diametro esterno stantuffi,
diametro cilindri, perni grandi macchine elettriche, accoppiamenti alla
pressa, gambo valvola, superfici di tenuta di seggi ed otturatori di valvole,
0.4
saracinesche, ecc., perni di alberi a gomito e portate di linee d’alberi,
cuscinetti di metallo bianco, superfici di parti scorrevoli come pattini e
relative guide
Tamburi, freni, fori brocciati, cuscinetti bronzo, parti di precisione, denti
ingranaggi, cuscinetti rettificati, superfici di tenuta di flange senza
0.8 guarnizione, perni di alberi a gomito e portate di linee d’alberi, cuscinetti di
metallo bianco, superfici di parti scorrevoli come pattini e relative guide,
superfici di tenuta dei seggi valvole motore
Facce particolari di ingranaggi, alberi e fori ingranaggi, teste cilindro, scatole
1.6 ingranaggi di ghisa, faccia pistone, superfici di tenuta di flange con
guarnizioni metalliche

Perni e cuscinetti per trasmissioni a mano, superfici di accoppiamento di


3.2
parti fisse smontabili,(flange di accoppiatoi, imposte di centramento, ecc.)

6.3 Superfici di tenuta di flange con guarnizioni comuni

IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
POLITECNICO DI MILANO 48
Criteri per la scelta della rugosità (3/3)

IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
POLITECNICO DI MILANO 49
Tolleranze geometriche

ƒ Classificazione
ƒ Indicazione
ƒ Elementi di riferimento
ƒ Esempi

IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
POLITECNICO DI MILANO 50
Tolleranze geometriche (1/2)
ƒ UNI 7226 (ISO 1101)

IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
POLITECNICO DI MILANO 51
Tolleranze geometriche (2/2)

ƒ Principio di indipendenza
– ciascuna prescrizione dimensionale o geometrica specificata su
un disegno deve essere rispettata in se stessa in modo
indipendente,salvo, non sia prescritta, sul disegno, una relazione
particolare. Pertanto, in mancanza di indicazioni specifiche, le
tolleranze geometriche si applicano senza tener conto delle
dimensioni dell’elemento, e le sue prescrizioni (dimensionali e
geometriche) devono essere trattate come esigenze tra loro
indipendenti

IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
POLITECNICO DI MILANO 52
Classificazione (1/2)

ƒ Tolleranze di forma
– stabiliscono i limiti di variazione di una superficie o una singolarità dalla
forma ideale
ƒ Tolleranze di orientamento
– stabiliscono i limiti di variazione di una superficie o una singolarità rispetto
ad uno o più elementi assunti come riferimento
ƒ Tolleranze di posizione
– stabiliscono i limiti di variazione di una superficie o una singolarità rispetto
ad uno o più elementi assunti come riferimento rispetto ad una posizione
ideale o ad uno o più elementi assunti come riferimento
ƒ Tolleranze di oscillazione
– stabiliscono i limiti di variazione di una superficie o una singolarità rispetto
ad una forma stabilita nel disegno durante una rotazione della parte
attorno ad un elemento di riferimento

IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
POLITECNICO DI MILANO 53
Classificazione (2/2)

IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
POLITECNICO DI MILANO 54
Indicazione delle tolleranze geometriche (1/2)

IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
POLITECNICO DI MILANO 55
Indicazione delle tolleranze geometriche (2/2)

relativa ad un asse od un piano mediano

IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
POLITECNICO DI MILANO 56
Elementi di riferimento

IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
POLITECNICO DI MILANO 57
Tolleranze di forma: Esempi

ƒ Rettilineità

ƒ Planarità

ƒ Circolarità
ƒ Cilindricità
IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
POLITECNICO DI MILANO 58
Tolleranze di orientamento: Esempi
ƒ Parallelismo
– di un asse rispetto ad un asse
– di un asse rispetto ad un piano
– di una superficie rispetto ad un asse
– di una superficie rispetto ad un piano

ƒ Perpendicolarità
– di una linea o asse rispetto ad una
linea di rif.
– di una linea o asse rispetto ad un piano
– di una superficie rispetto ad una retta
– di una superficie rispetto ad un piano

ƒ Inclinazione
IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
POLITECNICO DI MILANO 59
Tolleranze di posizione: Esempi

ƒ Localizzazione
ƒ Concentricità
ƒ Simmetria

IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
POLITECNICO DI MILANO 60
Tolleranze di oscillazione: Esempi

ƒ Due tipi di controllo:


– totale
– circolare

IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
POLITECNICO DI MILANO 61
Documentazione

ƒ Sito Web: http://www.mecc.polimi.it/~biggioggero/


ƒ Manuali UNI M1: “Norme per il Disegno Tecnico”, Vol I. e
Vol. II, U.N.I., Milano
ƒ E. Chirone, S. Tornincasa, “Disegno Tecnico Industriale”,
Vol. 1, 2, Edizioni Il Capitello, Torino, 1997

IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
POLITECNICO DI MILANO 62
DISEGNO DI MACCHINE

Filettature ed Organi Filettati

FACOLTA’ DI INGEGNERIA INDUSTRIALE

POLITECNICO DI MILANO 1
Concetti generali (1/3)

ƒ Collegamenti smontabili (temporanei): quando le parti


unite si possono separare l’una dall’altra con semplici
operazioni

FACOLTA’ DI INGEGNERIA INDUSTRIALE

POLITECNICO DI MILANO 2
Concetti generali (2/3)

ƒ Collegamenti filettati
– largamente impiegati nelle costruzioni
meccaniche con funzioni di collegamento, di
arresto, di registrazione, di manovra, …
ƒ filettatura
– Risalto di sezione costante (filetto), avvolto ad
elica sulla superficie esterna di un elemento
cilindrico o conico, che prende il nome di vite, o
sulla superficie interna di un elemento analogo,
che prende il nome di madrevite
– è un elemento (caratteristica, feature) funzionale
che permette il collegamento smontabile di parti
diverse

FACOLTA’ DI INGEGNERIA INDUSTRIALE

POLITECNICO DI MILANO 3
Concetti generali (3/3)
ƒ gli elementi filettati assolvono due compiti principalI
– funzione di collegamento
– funzione di trasmissione (viti di manovra)

Vite di
collegamento

Vite di
manovra
FACOLTA’ DI INGEGNERIA INDUSTRIALE

POLITECNICO DI MILANO 4
Elementi di una filettatura (1/7)

ƒ elica: curva descritta da un


punto che si muove di due
moti uniformi e simultanei,
uno circolare e uno rettilineo,
su di una superficie cilindrica
o conica
– se si considera il moto
elicoidale di una figura
piana (triangolo, trapezio,
…) si ha una superficie
elicoidale (il filetto, detto
anche pane o verme)

FACOLTA’ DI INGEGNERIA INDUSTRIALE

POLITECNICO DI MILANO 5
Elementi di una filettatura (2/7)
ƒ Profilo
– Intersezione del filetto con un semipiano avente per origine
l’asse della filettatura
ƒ Forma del profilo

FACOLTA’ DI INGEGNERIA INDUSTRIALE

POLITECNICO DI MILANO 6
Elementi di una filettatura (3/7)
Profilo triangolare

ƒ Triangolo generatore di altezza H


ƒ Angolo del filetto: angolo al vertice del triangolo generatore
ƒ Cresta: congiunge i due fianchi di un filetto
ƒ Fondo: congiunge i fianchi di due filetti consecutivi
ƒ Passo: distanza tra due punti omologhi del profilo
FACOLTA’ DI INGEGNERIA INDUSTRIALE

POLITECNICO DI MILANO 7
Elementi di una filettatura (4/7)

FACOLTA’ DI INGEGNERIA INDUSTRIALE

POLITECNICO DI MILANO 8
Elementi di una filettatura (5/7)

ƒ numero dei principi:


numero dei filetti contigui

FACOLTA’ DI INGEGNERIA INDUSTRIALE

POLITECNICO DI MILANO 9
Elementi di una filettatura (6/7)
ƒ diametro esterno
– diametro misurato sulla cresta del filetto della vite
(d) o sul fondo del filetto della madrevite (D)
ƒ diametro di nocciolo
– diametro misurato sul fondo del filetto della vite
(d3) o sulla cresta del filetto della madrevite (D1)
ƒ linea media
– linea contenuta in un piano assiale tale che le sue
intersezioni con i fianchi del filetto siano
equidistanti
ƒ diametro medio
– diametro misurato sul linea media (d3 e D3 )
ƒ diametro nominale
– diametro esterno d della vite e quello
corrispondente D della madrevite (utilizzato per la
designazione convenzionale della filettatura)
FACOLTA’ DI INGEGNERIA INDUSTRIALE

POLITECNICO DI MILANO 10
Elementi di una filettatura (7/7)

ƒ Filettature destrorsa e sinistrorsa

Freccia indica
direzione di
svitamento
FACOLTA’ DI INGEGNERIA INDUSTRIALE

POLITECNICO DI MILANO 11
Tipi di filettature

ƒ Metriche ISO
ƒ Whitworth
ƒ Gas
ƒ Trapezie
ƒ A denti di sega

FACOLTA’ DI INGEGNERIA INDUSTRIALE

POLITECNICO DI MILANO 12
Filettature Metriche ISO (1/2)
UNI 4535

Angolo di
profilo = 60°

ƒ Si distinguono in:
– passo grosso
– passo fine
FACOLTA’ DI INGEGNERIA INDUSTRIALE

POLITECNICO DI MILANO 13
Filettature Metriche ISO (2/2)

ƒ Designazione
... nel seguente ordine:
– lettera M M16
– diametro nominale in mm
– passo preceduto da segno di moltiplicazione M10 x 0,75
• obbligatorio nel caso di passo fine passo fine 0,75 mm
– se:
• a più principi: <n. principi> fil M18 – 3 fil

• elica sinistra: sin M20 x 1.5 sin

FACOLTA’ DI INGEGNERIA INDUSTRIALE

POLITECNICO DI MILANO 14
Filettature Whitworth (1/2)

Angolo di
P = 25,4/z mm profilo = 55°
z = n. filetti per pollice

FACOLTA’ DI INGEGNERIA INDUSTRIALE

POLITECNICO DI MILANO 15
Filettature Whitworth (2/2)

ƒ Designazione
... nel seguente ordine:
– diametro nominale espresso in pollici o frazioni 3/4 W
di pollici
diametro = 19,050 mm
– lettera (W) n. filetti per pollice: 10
Passo = 2,54 mm
se filettature Withworth non unificate:
– diametro nominale in pollici
– segno x di moltiplicazione
– n. filetti per pollice
– lettera W

FACOLTA’ DI INGEGNERIA INDUSTRIALE

POLITECNICO DI MILANO 16
Filettature Gas
ƒ Derivano dalla filettature Whitworth e con passi più fini
ƒ Classificazione
– per tubazioni non a tenuta stagna sul filetto
• vite e madrevita cilindrica
• ermeticità affidata a guarnizioni
• Designazione: G <diametro nominale> e classe tolleranza A o B
(se si tratta di filettatura esterna) G 1 ¼ e G1 ¼ A
– a tenuta stagna sul filetto
• vite conica
• madrevite conica o cilindrica
• Designazione
– filettature interne cilindriche: Rp <diametro nominale> Rp ½
– filettature interne coniche: Rc <diametro nominale> Rc ½
– filettature esterne coniche: R <diametro nominale> R½

FACOLTA’ DI INGEGNERIA INDUSTRIALE

POLITECNICO DI MILANO 17
Rappresentazione degli elementi filettati (1/3)
Esterna Interna

Diametro nominale linea continua grossa (A) Diametro del nocciolo linea continua grossa (A)
Diametro del nocciolo linea continua fine(B) Diametro nominale linea continua fine (B)
FACOLTA’ DI INGEGNERIA INDUSTRIALE

POLITECNICO DI MILANO 18
Rappresentazione degli elementi filettati (2/3)

FACOLTA’ DI INGEGNERIA INDUSTRIALE

POLITECNICO DI MILANO 19
Rappresentazione degli elementi filettati (3/3)

FACOLTA’ DI INGEGNERIA INDUSTRIALE

POLITECNICO DI MILANO 20
Quotatura delle filettature (1/2)

Diametro nominale
Tratto utile della filettatura

FACOLTA’ DI INGEGNERIA INDUSTRIALE

POLITECNICO DI MILANO 21
Quotatura delle filettature (2/2)

FACOLTA’ DI INGEGNERIA INDUSTRIALE

POLITECNICO DI MILANO 22
Esempi di rappresentazione

FACOLTA’ DI INGEGNERIA INDUSTRIALE

POLITECNICO DI MILANO 23
Errori di rappresentazione

FACOLTA’ DI INGEGNERIA INDUSTRIALE

POLITECNICO DI MILANO 24
Organi di collegamento filettati

ƒ Viti
ƒ Dadi
ƒ Bulloni
ƒ Vite prigioniera
ƒ Inserti filettati

NORME UNI per loro rappresentazione e designazione

FACOLTA’ DI INGEGNERIA INDUSTRIALE

POLITECNICO DI MILANO 25
Organi di collegamento filettati (2/2)

ƒ Vite
– gambo filettato (quasi interamente o
parzialmente)
– testa
ƒ Dado
– esagonale o quadrato con foro filettato
ƒ Bullone
– insieme di vite e dado

FACOLTA’ DI INGEGNERIA INDUSTRIALE

POLITECNICO DI MILANO 26
Collegamento con vite passante e dado

Vite Elementi da
collegare

Dado

FACOLTA’ DI INGEGNERIA INDUSTRIALE

POLITECNICO DI MILANO 27
Collegamento con vite mordente
Vite
Dispositivo
anti-allentamento

Foro
passante 1
piastra 1

Elementi da
collegare

Foro
filettato
piastra 2

FACOLTA’ DI INGEGNERIA INDUSTRIALE

POLITECNICO DI MILANO 28
Vite prigioniera

FACOLTA’ DI INGEGNERIA INDUSTRIALE

POLITECNICO DI MILANO 29
Collegamento con vite prigioniera
Lato gambo
Dado
Rosetta

1 Rappr.
forzamento
Elementi da
collegare

forzata
Radice
2

FACOLTA’ DI INGEGNERIA INDUSTRIALE

POLITECNICO DI MILANO 30
Esempi di errori di rappresentazione

collegamento
collegamento
vite prigioniera
vite mordente

FACOLTA’ DI INGEGNERIA INDUSTRIALE

POLITECNICO DI MILANO 31
Centraggio & Collegamento

In genere sono funzioni svolte da superfici diverse


FACOLTA’ DI INGEGNERIA INDUSTRIALE

POLITECNICO DI MILANO 32
Esercizi
Nelle rappresentazioni seguenti di un collegamento mediante vite mordente in foro
cieco filettato sono presenti alcuni errori. Individuare la rappresentazione corretta

FACOLTA’ DI INGEGNERIA INDUSTRIALE

POLITECNICO DI MILANO 33
Esercizi

Collegamento
con
vite mordente

FACOLTA’ DI INGEGNERIA INDUSTRIALE

POLITECNICO DI MILANO 34
Esercizi

Collegamento
con
bullone

FACOLTA’ DI INGEGNERIA INDUSTRIALE

POLITECNICO DI MILANO 35
Esercizi

Collegamento
con
Vite prigioniera

FACOLTA’ DI INGEGNERIA INDUSTRIALE

POLITECNICO DI MILANO 36
Politecnico di Milano - Facoltà di Ingegneria Industriale

DISEGNO DI MACCHINE
MATERIALI

1
Politecnico di Milano - Facoltà di Ingegneria Industriale

Concetti generali

• dal materiale dipendono:


– le caratteristiche di resistenza e di durata del pezzo
– il procedimento tecnologico di produzione
– l’aspetto con cui si presenta all’utilizzatore
– la possibilità di riciclo o l’eliminazione al termine del ciclo di
vita
– il costo
• lo studio dei materiali, dei criteri di scelta, dei
trattamenti termici, delle lavorazioni non è un obiettivo
di un corso di Disegno di Macchine
• Cenni sui materiali e sulla indicazione nei disegni
2
Politecnico di Milano - Facoltà di Ingegneria Industriale

Concetti generali (2)

• materiali comunemente utilizzati nelle costruzioni


meccaniche:
– metalli ferrosi (acciai, ghise, super leghe a base Fe)
– metalli non ferrosi (Al, Cu, Ni, … e loro leghe)
– polimeri (materie plastiche, termoplastiche e termoindurenti)
– elastomeri (gomme naturali e sintetiche)
– compositi
– ceramici, vetri, carbonio, …
• la scelta dei materiali dipende da numerose esigenze
– disponibilità, peso, possibilità di lavorazione, caratteristiche
elettriche, magnetiche, termiche, resistenza a corrosione, ...

3
Politecnico di Milano - Facoltà di Ingegneria Industriale

Concetti generali (3)

• la scelta dei materiali dipende …


– resistenza meccanica ⇒ capacità di un materiale di non
rompersi sotto l’azione di determinate forze che lo
sottopongono a sollecitazioni
• di trazione, di compressione, di taglio, di flessione e di
torsione
• stabili nel tempo (statiche), variabili istantaneamente (urti)
o ripetutamente nel tempo (sollecitazioni dinamiche, di
fatica), a freddo o a caldo
– resistenza meccanica ⇒ resistenza a trazione

4
Politecnico di Milano - Facoltà di Ingegneria Industriale

Concetti generali (4)

• resistenza a trazione

5
Politecnico di Milano - Facoltà di Ingegneria Industriale

Concetti generali (5)

• parametri meccanici significativi


– sforzo (carico unitario) di rottura R (σr)
– sforzo (carico unitario) di snervamento S (σs)
– modulo di elasticità o di Young E
– allungamento percentuale a rottura A
– resilienza (o resistenza all’urto) K ⇒ lavoro necessario per
spezzare un provino ⇒ indice della fragilità del materiale
– durezza superficiale ⇒ valutata mediante l’impronta lasciata
da un penetratore di forma diversa (durezza Brinell HB,
Rockwell HRC, Vickers HV)

6
Politecnico di Milano - Facoltà di Ingegneria Industriale

Acciai

• leghe metalliche costituite essenzialmente da ferro con


carbonio fino al 2% ed eventuali aggiunte di altri
elementi in percentuali variabili a seconda delle
caratteristiche che si vogliono ottenere
• gli acciai sono i principali materiali da costruzione per
le caratteristiche di
– resistenza
– lavorabilità
• hanno caratteristiche variabili in funzione
– della composizione
– dei trattamenti termici

7
Politecnico di Milano - Facoltà di Ingegneria Industriale

Acciai - Trattamenti termici

• i trattamenti termici modificano la struttura del


materiale

8
Politecnico di Milano - Facoltà di Ingegneria Industriale

Acciai - Trattamenti termici (2)

• i principali trattamenti termici sono


– ricottura (e normalizzazione)
si effettua dopo fusione o fucinatura, prima di lavorazioni
meccaniche, per rendere il materiale omogeneo e
lavorabile; consiste in un riscaldamento a temperatura
elevata con successivo raffreddamento lento, in forno o in
aria
– tempra
riscaldamento a temperature fra gli 800° e i 900° C seguito da
raffreddamento rapido in acqua o olio; conferisce
all’acciaio elevata durezza e resistenza ma anche fragilità

9
Politecnico di Milano - Facoltà di Ingegneria Industriale

Acciai - Trattamenti termici (3)

– rinvenimento
riscaldamento intorno ai 500°-600 °C, dopo il trattamento di
tempra, per eliminare parzialmente gli effetti di questa;
migliora resistenza e tenacità, riducendo durezza e fragilità
– bonifica
trattamento di tempra seguito da rinvenimento
– distensione
riscaldamento a temperatura non superiore a 200 °C, per
eliminare tensioni interne dovute ai trattamenti precedenti
– termochimici di arricchimento superficiale
trattamenti a determinate temperature in ambienti in grado
di cedere elementi allo strato superficiale dei pezzi, in modo
da modificarne le caratteristiche, con i sottostanti invariati 10
Politecnico di Milano - Facoltà di Ingegneria Industriale

Acciai - Trattamenti termici (4)

• trattamenti termochimici di arricchimento superficiale


(non confondere con deposizione superficiale di
materiali, es. cromatura)
– cementazione
arricchimento superficiale di carbonio, seguito da tempra
provoca un indurimento della superficie (e quindi una
maggiore resistenza all’usura)
– carbonitrurazione
arricchimento superficiale di carbonio e azoto
– nitrurazione
arricchimento superficiale di azoto

11
Politecnico di Milano - Facoltà di Ingegneria Industriale

Acciai - Trattamenti termici (5)

– sulfinizzazione
diffusione di zolfo e formazione superficiale di solfuri di
ferro
• ulteriori trattamenti superficiali di indurimento
– tempra superficiale
riscaldamento degli strati superficiali mediante fiamma od
induzione
– deformazioni a freddo (rullatura, pallinatura)
migliorano la resistenza a fatica

12
Politecnico di Milano - Facoltà di Ingegneria Industriale

Acciai - Designazione

• per tipologie che richiedono un trattamento termico è


prevista l’indicazione degli elementi di lega
• quando non sono previsti trattamenti termici è presente
l’indicazione di altri dati quali la resistenza a trazione,
od altre caratteristiche meccaniche
• classificazione secondo UNI EU 27
– acciai designati in base alle caratteristiche meccaniche o di
impiego
– acciai designati in base alla composizione chimica

13
Politecnico di Milano - Facoltà di Ingegneria Industriale

Acciai - Designazione (2)

• acciai designati in base alle caratteristiche meccaniche

Fe valore del carico di ( simbolo el. chimico) ( A B C D)


rottura a trazione crescente
aggiunto per dare
minimo garantito in insensibilità
particolari
N/mm2 frattura fragile
caratteristiche
E + carico di
snervamento
(numero)
G per getti + car. rott.
per spec. qualità

es. Fe 410 - Fe E 355 - Fe G 360 - Fe 440 Pb - Fe 440 D - Fe G 360-1


14
Politecnico di Milano - Facoltà di Ingegneria Industriale

Acciai - Designazione (3)

• acciai designati in base alle caratteristiche di impiego

Fe lettera numero

es. Fe B 2

15
Politecnico di Milano - Facoltà di Ingegneria Industriale

Acciai - Designazione (4)

• acciai designati in base alla composizione chimica

• acciai non legati


– per trattamento termico
– per impieghi particolari
• acciai legati
– debolmente legati (nessun elemento di lega > 5%)
– fortemente legati (almeno un elemento di lega > 5%)

16
Politecnico di Milano - Facoltà di Ingegneria Industriale

Acciai - Designazione (5)

• acciai non legati per trattamento termico


C percentuale di carbonio x 100 (simbolo el. chimico
per caratt. part.)
es. C 40 C 30 Cr

• acciai non legati per usi particolari


C lettera indicante percentuale di (simbolo el. chimico
impiego carbonio x 100 per caratt. part.)
D per vergella
B per bulloneria es. C D 15 - G C 20

G per getti 17
Politecnico di Milano - Facoltà di Ingegneria Industriale

Acciai - Designazione (6)

• acciai debolmente legati (nessun elemento > 5%)


(G ) percentuale di simbolo el. chimici tenori percentuali
carbonio x 100
per getti x4 x10 x100
x1000
Co, Cr, Mn, Ni, Al, Be, Cu, Mo, N, P, S B
Si, W Nb, Pb, Ta, Ti,
V, Zr

x4 x 10 x 100 x 1000

es. 18 Ni Cr 16
18
Politecnico di Milano - Facoltà di Ingegneria Industriale

Acciai - Designazione (7)

• acciai fortemente legati (almeno un elemento > 5%)


X percentuale di simbolo el. chimici tenori percentuali
carbonio x 100

gli elementi sono indicati in ordine decrescente di presenza


i tenori percentuali sono riportati tal quali
la lettera G precede eventualmente la X

es. X 200 Cr 13 - G X 15 Cr 13

19
Politecnico di Milano - Facoltà di Ingegneria Industriale

Acciai - Designazione (8)

• per tutti gli acciai


– la sigla può essere seguita da due lettere che indicano
• un particolare requisito
• una ulteriore specificazione del requisito

R finitura della M opaca


superficie
R rugosa

L liscia

UNI EU 27 N lucida
20
Politecnico di Milano - Facoltà di Ingegneria Industriale

Acciai - Designazione (9)

• per tutti gli acciai


– la sigla deve necessariamente chiudersi con il riferimento alla
norma

es. X 200 Cr 13 KU UNI 2955

la sigla KU indica che l’acciaio in questione è adatto alla


costruzione di utensili

• la designazione degli acciai è in continua


rielaborazione per l’armonizzazione delle
normative internazionali
21
Politecnico di Milano - Facoltà di Ingegneria Industriale

Acciai - Classificazione

• classificazione comune degli acciai non legati


– acciai dolci
C tra 0.1% e 0.2%, R tra 350 e 500 N/mm2, per pezzi poco o
mediamente sollecitati, possibilità di cementazione
– acciai semiduri
C fino a 0.5%, R fino a 800 N/mm2, pezzi mediamente
sollecitati, trattamento di bonifica
– acciai duri
C fino a 0.6%, R fino a 900 N/mm2, pezzi fortemente sollecitati
ma senza urti e flessioni, trattamento di bonifica

22
Politecnico di Milano - Facoltà di Ingegneria Industriale

Acciai - Classificazione (2)

• classificazione comune degli acciai non legati


– acciai extraduri
C oltre 0.7% e 0.2%, R fino a 1200 N/mm2, per utensili e simili,
durissimi ma fragili
• classificazione comune degli acciai legati (o speciali)
– da costruzione
• da bonifica, da cementazione, da nitrurazione, per tempra
superficiale, per molle, per cuscinetti

es. C 25 UNI EN 10083 - C 45 UNI 8787/7874 - 41 Cr 4 - 36 Cr Mn 5


50 Cr V 4 - 42 Cr Mo 4 - 39 Ni Cr Mo 3 acciai da bonifica
C 10 UNI 7846/8550 - C 15 - 12 Ni Cr 3 - 16 Cr Ni 4 acciai da
cementazione 23
Politecnico di Milano - Facoltà di Ingegneria Industriale

Acciai - Classificazione (3)

– per utensili
caratteristica fondamentale è la durezza anche alle alte
temperature conferita da elementi quali Cr, W, Mo; Mn
migliora la temprabilità; V e Co la stabilità strutturale

es. C 100 KU UNI 2955 - X 205 Cr 12 KU - 55 Ni Cr Mo V 7 KU


X 30 W Cr V 5 3 KU

24
Politecnico di Milano - Facoltà di Ingegneria Industriale

Acciai - Classificazione (4)

• classificazione comune degli acciai legati (speciali)


– inossidabili
non subiscono ossidazioni per la presenza in percentuali
elevate di Cr e Ni; C < 0.2%; Mn, Si, Mo, Ti contribuiscono a
resistenza a caldo, durezza, …
• martensitici Ö temprabili, Cr fino a 13%
• ferritici Ö non temprabili, Cr dal 14% al 30%, stampabili,
magnetici
• austenitici Ö Ni dal 6% al 22%, Cr dal 16% al 28%,
resistenti agli urti e alla corrosione, amagnetici
es. X 30 Cr 13 UNI 6900 martensitico
X 8 Cr 17 UNI 6900 ferr. - X 10 Cr Ni 1809 UNI 6900 aust.
25
Politecnico di Milano - Facoltà di Ingegneria Industriale

Acciai - Classificazione (5)

• per applicazioni particolari


– resistenti alle °t elevate, per applicazioni criogeniche, per
valvole, al Pb e/o S per migliorare la lavorabilità, …
• gli acciai per uso generale (indicati in base alla
resistenza) sono commercializzati
– con svariate forme Ö lamiere, barre, tubi, profilati (a L, a T, …)
– per particolari lavorazioni Ö imbutitura, tranciatura, …
• la normativa prevede tabelle non tanto per i materiali
quanto per i semilavorati
• molti produttori indicano i materiali con sigle proprie

26
Politecnico di Milano - Facoltà di Ingegneria Industriale

Ghise

• sono leghe di ferro e carbonio in percentuali tra il 2% e


il 6%
• possono essere presenti altri elementi per conferire
particolari caratteristiche (Si, Mn, …)
• il carbonio è presente non solo combinato ma anche
sotto forma di grafite, come lamelle o noduli
• gli acciai sono deformabili a caldo e a freddo
(laminazione, fucinatura, trafilatura, …)
• la ghise sono lavorate prevalentemente per fusione

27
Politecnico di Milano - Facoltà di Ingegneria Industriale

Ghise (2)
• classificazione (sulla base della ripartizione fra carbonio
allo stato di grafite oppure combinato)
– ghise grigie: 3 ÷ 3,5 % C lamellare, 1,5 % Si
– ghise bianche: C è presente prev. come carburi di ferro
– ghise malleabili - ghise meehanite, aciculari, ...
– ghise sferoidali
• caratteristiche meccaniche
– temperatura di fusione
• 1100 °C per ghisa bianca
• 1200 °C per ghisa grigia (però è più lavorabile)
– elevata colabilità
– durezza
• ghisa grigia: mediocre Ö buona lavorabilità alle m. u.
• ghisa bianca: elevata
28
Politecnico di Milano - Facoltà di Ingegneria Industriale

Ghise (3)

• caratteristiche meccaniche (cont.)


– resistenza
• compressione: elevata
• trazione: ridotta (per incrementarla: elementi in lega,
trattamenti termici)
• limite di fatica: elevato (rispetto a quello di trazione)
• elevata capacità smorzante di vibrazioni
• buona resistenza alla corrosione

29
Politecnico di Milano - Facoltà di Ingegneria Industriale

Ghise (4)

• trattamenti termici
agiscono sul carbonio combinato, non hanno effetto su quello
grafitico
– ricottura a bassa temperatura Ö per eliminare le tensioni
interne che si realizzano durante il raffreddamento per le
differenze di spessore
riscaldamento a 500 ÷ 650 °C, raffreddamento lento
durata 4 ÷ 6 ore
non incide sulla durezza e sulla lavorabilità
– ricottura ad alta temperatura Ö per migliorare la lavorabilità
(anche per malleabilizzazione ghisa bianca)
riscaldamento a 900 ÷ 1000 °C

30
Politecnico di Milano - Facoltà di Ingegneria Industriale

Ghise (5)

– ricottura ad alta temperatura (cont.)


altro tipo di ricottura 850 ÷ 900 °C su ghisa grigia per ottenere
la ghisa sferoidale
– bonifica
trattamento utilizzato per la ghisa sferoidale
– Nitrurazione
segue la bonifica e conferisce elevata durezza superficiale

31
Politecnico di Milano - Facoltà di Ingegneria Industriale

Ghise (6)
Tipo Denom. Rif.UNI R N/mm2 A% HB
grigia 100 ISO 185 100
“ 150 “ 150
“ 200 “ 200
“ 250 “ 250
“ 300 “ 300
“ 350 “ 350
mall. bianca W 35-04 ISO 5922 350 4 230
mall. nera B 35-10 “ 350 10 150
mall.perlitica P 50-05 “ 500 5 220
sferoidale 400-15 ISO 1083 400 15 265
32
Politecnico di Milano - Facoltà di Ingegneria Industriale

Ghise (7)
Tipo Denom. R kg/mm2
grigia G 10 UNI 5007-69 10
“ G 15 UNI 5007-69 15
“ G 20 UNI 5007-69 20
“ G 25 UNI 5007-69 25
“ G 30 UNI 5007-69 30
“ G 35 UNI 5007-69 35

Tipo Denom. HB
grigia per usi aut. Gh 130 UNI 5330-69 130 ÷ 180
“ Gh 190 UNI 5330-69 190 ÷ 240
“ Gh 230 UNI 5330-69 230 ÷ 280 33
Politecnico di Milano - Facoltà di Ingegneria Industriale

Ghise (8)

Tipo Denom. R kg/mm2 HB


kg/mm2
ghisa malleabile GMB 35 UNI 3779-69 34 ÷ 35 125 ÷ 200
bianca
“ GMB 40 UNI 3779-69 38 ÷ 40 125 ÷ 200
“ GMB 45 UNI 3779-69 45 150 ÷ 210
“ GMB 50 UNI 3779-69 50 170 ÷ 230
“ GMB 55 UNI 3779-69 55 190 ÷ 240
“ GMB 65 UNI 3779-69 65 210 ÷ 250
“ GMB 70 UNI 3779-69 70 240 ÷ 285

34
Politecnico di Milano - Facoltà di Ingegneria Industriale

Ghise (9)
Tipo Denom. R kg/mm2 HB
kg/mm2
ghisa malleabile GMN 35 UNI 3779-69 35 110 ÷ 150
nera
“ GMN 37 UNI 3779-69 37 120 ÷ 160
“ GMB 45 UNI 3779-69 45 150 ÷ 210
“ GMN 50 UNI 3779-69 50 170 ÷ 230
“ GMN 55 UNI 3779-69 55 190 ÷ 240
“ GMN 65 UNI 3779-69 65 210 ÷ 250
“ GMN 70 UNI 3779-69 70 240 ÷ 285

la ghisa malleabile ha caratteristiche meccaniche prossime a quelle


degli acciai
35
Politecnico di Milano - Facoltà di Ingegneria Industriale

Ghise (10)
Tipo Denom. R N/mm2 A%

ghisa sferoidale GS 370-17 UNI 4544-74 370 17

“ GS 400-12 UNI 4544-74 400 12


“ GS 500-7 UNI 4544-74 500 7
“ GS 600-2 UNI 4544-74 600 2
“ GS 700-2 UNI 4544-74 700 2
“ GS 800-2 UNI 4544-74 800 2

le ghise meehanite sono ghise in cui la grafite è dispersa in modo


uniforme e molto fine; il getto risente meno delle tensioni interne per
le differenze di spessori
36
Politecnico di Milano - Facoltà di Ingegneria Industriale

Alluminio

• le leghe dell’alluminio sono utilizzate in fonderia e per


lavorazioni plastiche nell’industria meccanica ed
aeronautica per la leggerezza (γ = 3 kg/dm3)
• sono caratterizzate da
– elevata resistenza meccanica (R fino a 70 kg/mm2)
– elevata resistenza alla corrosione (da agenti atmosferici, fumi)
– elevata conduttività termica
– elevata conduttività elettrica
– amagneticità
– lavorabilità
– valore di recupero

37
Politecnico di Milano - Facoltà di Ingegneria Industriale

Alluminio (2)

• designazione

G lega per getti in sabbia e in conchiglia


GD lega per getti colati a pressione
P lega da lavorazione plastica

• elementi di lega
– Si Ö aumenta la colabilità (silumin, silafont)
– Cu Ö aumenta la resistenza meccanica (duralluminio, avional)
– Zn Ö aumenta resistenza e corrodibilità (ergal)
– Mg Ö resistenza alla corrosione (peraluman, anticorodal)

38
Politecnico di Milano - Facoltà di Ingegneria Industriale

Alluminio (3)
designazione UNI trattamento R N/mm2 A% HB nome commer.
P-AlCu4MgMn 9002 bonificato 450 12 112 duralluminio
P-AlMn1,2 9003 estruso 125 35 37 aluman
P-AlMg4,5 9005 estruso 280 22 75 peraluman

P-AlMgSi 9006 ricotto 135 25 30 anticorodal


P-AlZn4,5Mg 9007 bonificato 630 7 170 ergal
G-AlSi 13 4514 170 4 50 silumin
G-AlCu10FeMg 3041 180 0,5 75 alcufont
G-AlZn5MgFe 3602 invecchiato 240 4 90 inafond
G-AlSi10CuMgNi 3050 bonificato 300 0,4 110 termafond

39
Politecnico di Milano - Facoltà di Ingegneria Industriale

Magnesio
• il magnesio e le sue leghe sono usati per la grande
leggerezza (γ = 1,8 kg/dm3)
• sono distinte in
– leghe allo stato di pani
– leghe allo stato di getti

G lega allo stato di pani


Gs lega per getti in sabbia
Gc lega per getti in conchiglia
GD lega per getto colato a pressione

GD – Mg Al 8,5 Zn Mn UNI 6169-68


40
Politecnico di Milano - Facoltà di Ingegneria Industriale

Rame

• Il rame puro è tenero e malleabile, facilmente saldabile,


ed ha elevata conduttività termica ed elettrica.
• difficoltà di fusione
• leghe del rame:

Cu + Sn Bronzi

Cu + Zn Ottoni

41
Politecnico di Milano - Facoltà di Ingegneria Industriale

Rame (2)

• bronzi
– ordinari
Sn dal 2 al 25% (all’aumentare di Sn aumenta la durezza e
diminuisce la malleabilità)
– speciali
con Al (dal 3 al 10%) Ö tenaci e resistenti alla corrosione
fosforosi Ö duri e resistenti all’usura
al Mn Ö elevata resistenza meccanica ed alla corrosione in mare
al Ni Ö inossidabili e fucinabili
al Si Ö elevata conducibilità elettrica

42
Politecnico di Milano - Facoltà di Ingegneria Industriale

Rame (3)

• ottoni
– ordinari (binari)
Zn dal 10 al 35% (all’aumentare di Zn aumenta la durezza e
diminuisce la malleabilità)
– speciali
con Al Ö costruzioni navali
con Pb Ö lavorazioni alle macchine utensili
gli ottoni sono caratterizzati da
– forte resistenza alla corrosione atmosferica
– buona saldabilità
– buona deformabilità a freddo (imbutitura) e a caldo (forgiatura)
– buona lavorabilità alle macchine utensili

43
Politecnico di Milano - Facoltà di Ingegneria Industriale

Rame (4)

Tipo Denom. Rif.UNI R N/mm2 A% HB


bronzo P-CuSn7 2527 450 18 100
ottone P-CuZn40 4891 410 20 110
ottone P-CuZn15 4898 300 15 70
bronzo G-CuSn10 7013 250 12 65
ottone G-CuZn38Pb2 5035 350 20 75
bronzo G-CuSn5Zn5Pb5 7013 210 15 65

44
Politecnico di Milano - Facoltà di Ingegneria Industriale

Materiali antifrizione

• utilizzati per realizzare cuscinetti a strisciamento


(bronzine)
• metalli bianchi antifrizione
– Sn Sb 6,5 Cu 3,5 UNI 4515
– Sn Sb 8 Cu 7 UNI 4515
– Sn Sb 11 Cu 6 UNI 4515
– Sn Sb 11 Cu 9 UNI 4515
– Sn Sb 12 Cu 6 Pb 2 UNI 4515

45
Politecnico di Milano - Facoltà di Ingegneria Industriale

Gomma ed elastomeri

• La gomma è un materiale naturale che si ottiene


vulcanizzando il lattice ottenuto dalla pianta della
gomma
• Gli elastomeri sono invece materiali sintetici ottenuti
mediante polimerizzazione (isoprene, neoprene, buna,
...)
NBR 50, NBR 70 elastomeri a base nitrilica

46
Politecnico di Milano
Dipartimento di Meccanica DISEGNO DI MACCHINE

Collegamenti mozzo - albero

Prof. Edoardo Rovida

Dipartimento di Meccanica

IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
POLITECNICO DI MILANO 1
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Dipartimento di Meccanica DISEGNO DI MACCHINE

Vincolo Radiale e Tangenziale

IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
POLITECNICO DI MILANO 2
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Dipartimento di Meccanica DISEGNO DI MACCHINE

Funzione generale

Mozzo ed albero senza


Mozzo ed albero vincolati
vincolo assiale, né
tangenzialmente
tangenziale

IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
POLITECNICO DI MILANO 3
Politecnico di Milano
Dipartimento di Meccanica DISEGNO DI MACCHINE

Principi

a) Forza
b) Forma del mozzo e dell’albero
c) Forma di elementi interposti
d) Forza e forma del mozzo e dell’albero
e) Forza e forma di elementi interposti

IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
POLITECNICO DI MILANO 4
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Dipartimento di Meccanica DISEGNO DI MACCHINE

Principi di Forza

IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
POLITECNICO DI MILANO 5
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Principi di Forma

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Principi di Forma di Elementi Interposti

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Principi di Forza e di Forma del Mozzo e dell’Albero

IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
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Dipartimento di Meccanica DISEGNO DI MACCHINE

Principi di Forza e di Forma


del Mozzo e dell’Albero

IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
POLITECNICO DI MILANO 9
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Dipartimento di Meccanica DISEGNO DI MACCHINE

Soluzioni Costruttive: Forza diretta radialmente


Interferenza

DM/D 1.80
LM/D 1.00
DB/D 0.92 1.00 1.37 Diametro dell’albero > Diametro del foro
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Soluzioni Costruttive: Forza diretta radialmente


Chiavette: Elementi a cuneo forzati in una cava tra albero e mozzo

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POLITECNICO DI MILANO 11
Politecnico di Milano
Dipartimento di Meccanica DISEGNO DI MACCHINE

Soluzioni Costruttive: Forza diretta radialmente


Chiavette: Elementi a cuneo forzati in una cava tra albero e mozzo

Chiavetta con nasello


Il montaggio delle Chiavette con nasello può
richiedere un collare di protezione
smontabile
IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
POLITECNICO DI MILANO 12
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Dipartimento di Meccanica DISEGNO DI MACCHINE

Soluzioni Costruttive: Forma di albero e Mozzo


Profili scanalati:dentature ricavate su albero e mozzo

IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
POLITECNICO DI MILANO 13
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Dipartimento di Meccanica DISEGNO DI MACCHINE

Soluzioni Costruttive: Forma di albero e Mozzo


Profili scanalati:dentature ricavate su albero e mozzo

Scanalature con profilo ad evolvente

Scanalature a fianchi paralleli

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Politecnico di Milano
Dipartimento di Meccanica DISEGNO DI MACCHINE

Soluzioni Costruttive: Forma di albero e Mozzo


Profili scanalati:dentature ricavate su albero e mozzo
Si riferisce ai fianchi

Disegno semplificato ed
indicazione completa di
uno scanalato a fianchi
rettilinei

IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
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Dipartimento di Meccanica DISEGNO DI MACCHINE

Soluzioni Costruttive: Forma di albero e Mozzo


Profili scanalati:dentature ricavate su albero e mozzo

Esempi di rappresentazione semplificata: fianchi rettilinei

IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
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Dipartimento di Meccanica DISEGNO DI MACCHINE

Soluzioni Costruttive: Forma di albero e Mozzo


Profili scanalati:dentature ricavate su albero e mozzo

Esempi di rappresentazione semplificata: fianchi ad evolvente

IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
POLITECNICO DI MILANO 17
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Dipartimento di Meccanica DISEGNO DI MACCHINE

Soluzioni Costruttive: Forma di elementi interposti


Linguette: elementi parallelepipedi inseriti in una cava ricavata
nell’albero e nel mozzo e lavoranti al taglio

Le linguette hanno tutte


le superfici laterali
parallele.

A. Arrotondata
B. Diritta
C. Mista
IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
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Dipartimento di Meccanica DISEGNO DI MACCHINE

Soluzioni Costruttive: Forma di elementi interposti


Linguette: elementi parallelepipedi inseriti in una cava ricavata
nell’albero e nel mozzo e lavoranti al taglio

La linguetta consente spostamenti


Forze agenti sulla linguetta longitudinali
IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
POLITECNICO DI MILANO 19
Politecnico di Milano
Dipartimento di Meccanica DISEGNO DI MACCHINE

Soluzioni Costruttive: Forma di elementi interposti


Linguette: elementi parallelepipedi inseriti in una cava ricavata
nell’albero e nel mozzo e lavoranti al taglio

I mozzi collegati all’albero con


linguetta devono poter contare
su di un arresto assiale.

Spallamento sull’albero Rondella a vite


IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
POLITECNICO DI MILANO 20
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Soluzioni Costruttive: Forma di elementi interposti


Spina trasversale

Spina cilindrica usata per la trasmissione


del moto rotatorio, sollecitata al taglio.

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Vincolo Assiale

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POLITECNICO DI MILANO 22
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Funzione generale

Esclusione del solo


Mozzo montato grado di libertà di
con gioco su di un asse traslazione relativa
mozzo - asse

possibilità di movimento relativo consentite:


-rotazione
-traslazione assiale
IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
POLITECNICO DI MILANO 23
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Rappresentazioni Schematiche

Vincolo unilatero Vincolo bilatero


mozzo bloccato assialmente mozzo bloccato assialmente
rispetto all’albero solo rispetto all’albero in
verso sinistra entrambe le direzioni

IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
POLITECNICO DI MILANO 24
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Dipartimento di Meccanica DISEGNO DI MACCHINE

Principi
Vincolo di pezzo Vincolo in più pezzi assemblati
• Forzato
Non smontabile Elemento fisicamente continuo • Saldato
• Incollato
• Elemento filettato
(vite, dado)
• Elementi circonferenziali
Smontabile
(anelli elastici, Seeger, Benzing)
• Elementi diametrali
(copiglia, perno)

IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
POLITECNICO DI MILANO 25
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Vincolo di Pezzo

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Vincolo in più pezzi non smontabile

IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
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Vincolo in più pezzi con elemento filettato

IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
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Vincolo in più pezzi: circonferenziali

IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
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Dipartimento di Meccanica DISEGNO DI MACCHINE

Vincolo in più pezzi: diametrali

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Cuscinetti

Dipartimento di Meccanica

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POLITECNICO DI MILANO 1
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Vincolo radiale
Funzione generale: costituire un riferimento fisso per le
parti in moto e consentire loro di muoversi

Funzione fondamentale: solido rigido fisso: TELAIO

Funzione secondaria: contatto parti fisse/parti in moto:


elementi interposti detti CUSCINETTI

•Radenti
Cuscinetti:
•Volventi

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POLITECNICO DI MILANO 2
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Cuscinetti radenti (o lisci)

IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
POLITECNICO DI MILANO 3
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Cuscinetti Volventi
Elementi costituenti
Principio 1 anello esterno, 2 anello interno, 3 corpi volventi, 4 gabbia
interposizione corpi volventi

IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
POLITECNICO DI MILANO 4
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Applicazione dei cuscinetti


Tipi di vincolo:
• radiale: cuscinetto libero assialmente (“floating”)
• radiale-assiale: cuscinetto ancorato assialmente (“locating”)
• assiale
cerniera-carrello
Montaggio: isostatico

in opposizione

IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
POLITECNICO DI MILANO 5
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Dipartimento di Meccanica DISEGNO DI MACCHINE

Esempi

Radiale Radiale-assiale
Assiale

IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
POLITECNICO DI MILANO 6
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Tipi di cuscinetti

Radiali a sfere
IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
POLITECNICO DI MILANO 7
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Tipi di cuscinetti

Obliqui a sfere Orientabili a sfere


IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
POLITECNICO DI MILANO 8
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Tipi di cuscinetti

A rulli cilindrici A rullini

IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
POLITECNICO DI MILANO 9
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Tipi di cuscinetti

Orientabili a rulli (rulli a botte) A rulli conici

IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
POLITECNICO DI MILANO 10
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Tipi di cuscinetti

Assiali a sfere Assiali a rulli conici

IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
POLITECNICO DI MILANO 11
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Bloccaggio radiale cuscinetti


Scelta opportuna degli accoppiamenti:
• anello interno/albero
• anello esterno/foro

Si effettua con tabelle (catalogo) in base a:


• tipo di applicazione
• entità del carico
• direzione del carico (fisso/rotante) rispetto all’anello

IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
POLITECNICO DI MILANO 12
Politecnico di Milano
Dipartimento di Meccanica DISEGNO DI MACCHINE

Bloccaggio assiale cuscinetti


1. geometria interna adatta
2. spallamenti sede/albero

IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
POLITECNICO DI MILANO 13
Politecnico di Milano
Dipartimento di Meccanica DISEGNO DI MACCHINE

Esempi di applicazione (1)

IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
POLITECNICO DI MILANO 14
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Dipartimento di Meccanica DISEGNO DI MACCHINE

Esempi di applicazione (2)

IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
POLITECNICO DI MILANO 15
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Dipartimento di Meccanica DISEGNO DI MACCHINE

Protezioni
Non striscianti

A labbro

Striscianti A labbro: principio funzionamento

V-ring Feltri (grasso)


IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
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Lubrificazione: grasso o olio

Bagno d’olio

Getto d’olio

Bagno d’olio con circolazione Nebbia d’olio


IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
POLITECNICO DI MILANO 17
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IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
POLITECNICO DI MILANO 18
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IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
POLITECNICO DI MILANO 19
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IV FACOLTA’ DI INGEGNERIA
POLITECNICO DI MILANO 20