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Test di Rorschach: descrizione tavole

E’ un test proiettivo formato da 10 tavole rappresentanti figure ambigue, 5 nere, 2

bicromatiche, 3 policromatiche.

Viene chiesto al soggetto cosa secondo lui potrebbero rappresentare; il soggetto nella

riorganizzazione di figure percettive cerca di dare un senso alle figure ambigue, è questo senso

che si cerca di decodificare.

Il dare senso alle figure ambigue mette in atto tutte le funzioni psichiche: cognitive, affettive,

sociali ecc. ecc.


I TAVOLA: è rappresentata da una figura chiaroscurale, compatta con 4 dettagli bianchi

all’interno; suscita risposte normative o volgari, cioè risposte che rientrano nel 70% dei casi

statistici, principalmente sono risposte a contenuto animale come : pipistrello, farfalla.

A livello di vissuto può suscitare delle inibizioni, 3 le principali: inibizione legata all’autorità

o choc d’avvio; è un’inibizione legata all’ansia di prestazione, l’altra è definita choc al nero

ed è un’inibizione legata al fatto che la macchia è nera, l’ultima inibizione è legata ai buchi

bianchi al centro e detta choc al bianco; in quest’ultimo caso vengono messi in evidenza i

soggetti che hanno problemi legati all’oppositività ideologica, il soggetto cioè da una risposta

opposta rispetto all’invio che gli viene fatto.


II TAVOLA: è la prima tavola bicromatica, a livello gestaltico questa tavola suscita risposte

frequenti a contenuto umano; spesso l’interpretazione è infatti di due figure umane; nelle parti

nere è anche frequente vedere 2 animali; la macchia rossa invece crea risposte semivolgari,

cioè quelle che rientrano nel 17% dei casi. A livello emozionale è una tavola molto potente che

tira fuori l’aggressività; attiva infatti più il contenuto che la gestalt, della tavola sono molto

potenti i rossi che attivano contenuti con caratteristiche cariche.


III TAVOLA: è la seconda bicromatica e la più dissociata, chiamata anche tavola del

movimento dal momento che attiva movimenti interni altissimi, attiva inoltre il processo

d’identificazione. Nel 47% dei casi, le figure nere vengono associate a figure umane mentre le

tre figure rosse , che sono scissse dal resto, sono associate a figure animali o oggetti vestiari.

IV TAVOLA: è la seconda tavola nera, è compatta e in genere l’interpretazione è globale. Le

risposte molto frequenti sono a contenuto umanoide a proiezione maschile. A livello di vissuto

si è molto legati al nero, al buio, all’oppressione; questi aspetti primari del buio sono molto

legati agli aspetti infantili, è proprio questo contenuto atavico che la definisce anche “Tavola

del padre” o “dell’autorità”; un’inibizione frequente è lo choc al nero.


V TAVOLA: è la tavola detta “della realtà”, è una delle macchie più strutturate del test, le

risposte gestaltiche come “farfalla o pipistrello” sono molto frequenti, pari quasi al 70%.

L’inibizione più frequente è lo choc alla realtà.

VI TAVOLA: definita la tavola sessuale, il soggetto può avere manifestazioni fastidiose nei

confronti di questa tavola, spesso si può avere un rifiuto d’interpretazione che viene codificato

come un blocco nella sfera ideativi; le risposte più frequenti sono “pelli di animali”.
VII TAVOLA: definita la tavola materna è la prima macchia aperta, le interpretazioni più

frequenti sono figure umane femminili. A livello di atmosfera se il soggetto ha un’inibizione, è

nei confronti della parte bianca centrale: choc al vuoto.

VIII TAVOLA: è una tavola policromatica definita del sociale, il colore non è associato a

vissuti atavici ma a vissuti secondari; qui la presenza di colore alleggerisce i vissuti;K le

risposte più frequenti sono due animali.


IX TAVOLA: definita tavola dell’inconscio è l’unica a non presentare risposte volgari ed è di

difficile interpretazione gestaltica; più la macchia è ambigua e più si fa riferimento a strutture

psichiche profonde per interpretarla.

X TAVOLA: è una tavola dissociata definita anche tavola della famiglia in quanto legata alla

difficoltà dei processi d’integrazione, le uniche risposte frequenti come”ragni o granchi” sono

legate alle macchie blu. L’inibizione che si può avere in questa tavola è relativa alla scissione:

Spaltung.

Somministrazione del test

La somministrazione del Rorschach è di tipo FRONTALE, l’interpretazione è di tipo formale-


contenutistica e clinico-dinamica e valuta sia la strutturazione cognitiva che emotiva.
Formula d’apertura:” ora ti mostrerò delle immagini e vorrei che tu mi dicessi a che cosa

somigliano, cosa dovrebbero essere, tieni conto che non è un quiz, non ci sono risposte giuste

o sbagliate, ognuno vede ciò che crede; scriverò ciò che dirai altrimenti non mi posso ricordare

le tue parole, non ti preoccupare dell’orologio non è una prova a tempo; ora ti mostrerò la I

tavola quando avrai finito potrai restituirmela.”

Le tavole devono essere tenute in un cassetto per non farle vedere, c’è bisogno di un orologio

con il quale va preso il tempo.

Vanno registrati due tipo di tempo:


Tempo di latenza: il tempo che intercorre dalla somministrazione della tavola alla prima

interpretazione o risposta.

Tempo totale: il tempo che intercorre dalla somministrazione della tavola all’ultima

interpretazione.

Il tempo va preso in secondi, va segnato anche il tempo d’inizio di tutta la somministrazione

del test e il tempo di fine.

La somministrazione si divide in 4 fasi: Vangelo, Prove supplementari: Pinacoteca, Tavole

preferite, Tavola preferita, Tavola sgradita, Seriazione; Inchiesta, Prova dei limiti.

VANGELO: bisogna segnare anche come il soggetto tratta le tavole, esistono dei codici di

scrittura: una freccia verso il basso ( ) se il soggetto legge la tavola capovolta, una freccia

verso destra ( ) se mette la tavola in maniera laterale, tavola lateralizzata, Una freccia verso

l’alto ( ) se rimette la tavola in modo giusto.

Per le prime tre tavole, se il soggetto ha dato 0 o 1 interpretazione per tavola, è necessario far

tenere le osservazione della tavola almeno per 60 ss dicendo: “ Non vedi altro? Basta cosi’?

Non avere fretta abbiamo tutto il tempo a disposizione!”

Si procede fino alla IX tavola e al termine della IX mettiamo il tempo ( l’ora).

Esempio:

Paolo Rossi

Ore: 16:45 Test di Rorschach giorno:

25/1/03

I: “ penso che sia una farfalla(5’), però potrebbe anche essere una maschera (10’)……..”

II:

III:

IV:

V:

VI:

VII

VIII:
IX:

X:

ora:

17:12

PROVE SUPPLEMENTARI

PINACOTECA: “ ora ti rimostrerò le tavole e vorrei che tu ad ognuna dessi un titolo come se
ognuna di queste tavole fosse un quadro, tu sai che ogni quadro ha un titolo!”
Esempio:

I: “ Farfalla nella notte”

II:

III:

e cosi’ via al termine si scrive l’orario.

TAVOLE PREFERITE: “ Ora te le mostro tutte insieme, e vorrei che tu mi dicessi le tue

preferite, quelle che ti piacciono di più, indicamele col dito cosi’ io le posso scrivere!”.

Le tavole vanno posizionate sul tavolo nella seguente modalità:

IV

VIII V I

IX VI II

X VII III

Esempio: “la IX, la III”

Tav. preferite: IX, III

TAVOLA PREFERITA: “ Adesso vorrei sapere da te quella che ti piace di più!”

Esempio: “ La 9”

“Perché?”, “Perché ha dei bei colori!”

Tav. preferita: IX “perché ha bei colori!”


TAVOLA SGRADITA: “ Qual è secondo te la più brutta?”

Esempio: “la 5”

“Perché”, “E’ troppo scura!”

Tav. sgradita: V “ E’ troppo scura!”

SERIAZIONE: “ Adesso fammi la classifica dalla migliore alla peggiore!”

Esempio: Seriazione: I, V, IX,…….

Ora: 17:20

INCHIESTA: A questo punto si ritirano le tavole e si dice:” Bene il test è finito, ora ti farò

alcune domande per capire meglio cosa mi hai detto prima perché posso non aver capito tutto

completamente, può essermi sfuggito qualcosa.”

L’inchiesta serve per capire dove il soggetto ha visto qualcosa, cosa ha visto, cosa gli ha dato

l’idea rispetto a quella interpretazione; l’inchiesta serve per capire e descrivere ciò che il

soggetto ha visto.

Si pongono quindi le seguenti domande, si rilegge il vangelo al soggetto e si chiede: “Dove lo

vedi?”, “Me la descrivi?”, “Cos’è che ti ha fatto pensare alla farfalla?”, “Cos’è che ti ha dato

l’idea?”.

Si fanno queste domande per decodificare la LOCALIZZAZIONE (dettaglio, globale), la

DESCRIZIONE (per avere la gestalt), la DETERMINANTE II (cosa le ha dato l’idea? Serve cioè

per la differenziazione dei determinanti.

All’inchiesta si possono chiedere chiarificazioni anche sulla Pinacoteca se le risposte a questa

dovessero risultare incongrue con il vangelo.

Esempio:

I Domanda: “Dove lo vedi?”

Risposta:” in tutta la figura nella parte laterale vedo due uomini, in quella centrale una donna”
Domanda: “Di quest’immagine cos’è che ti ha dato l’idea di questi due uomini che trascinano

una donna?

Risposta:” ………….”

PROVA DEI LIMITI: Si effettua quando non vengono viste in nessuna tavola figure umane o

risposte a contenuto sessuale (organi genitali maschili e femminili).

Se in tutto il protocollo, dal vangelo all’inchiesta, il soggetto non ha mai visto figure umane, si

farà una domanda specifica con la tavola N° III:

“In questa tavola alcuni ci vedono delle figure umane ora che te lo sto suggerendo potresti

vederle anche tu?”

Esempio:

Prova dei limiti

III: “ si, certo…”

Domanda: “Dove le vedi?”

Se il soggetto in tutto il protocollo non ha visto mai organi genitali si farà una domanda

specifica con la tavola N° VI, “ In questa tavola alcune persone vedono organi genitali maschili

o femminili, ora che te lo suggerisco potresti vederli anche tu?”

VI:” si….”

D: “Dove le vedi?”.
Tempi nel test di Rorschach

Nel test vanno considerate tre categorie di tempo, il Tempo di latenza, Tempo di pausa, Tempo

totale.

Il tempo di latenza è legato alla velocità dei processi di pensiero, rappresenta quindi
l’introiezione dell’immagine e dovrebbe essere compreso tra i 20’/30’; cioè un soggetto
normale dovrebbe avere un tempo di latenza compreso tra i 20’ e 30’.
Ogni differenza nel tempo di latenza quindi rispecchia una diversa velocità nei processi di

pensiero:

Tempo accelerato: tra 1’ e 10’


Tempo veloce: tra 10’ e 20’

Range medio: tra 20’ e 30’

Tempo riflessivo. Tra 30’ e 40’

Tempo rallentato: > 40’

Il tempo di pausa è quel tempo, che trascorre tra un’interpretazione e l’altra, lo spazio minimo
è quello di 5’.
Il tempo totale rappresenta infine l’espressione della gestalt, dal tempo totale si capisce se il

tempo di pausa è lungo o meno.

Siglatura

Ogni risposta data al test di Rorschach deve essere decodificata ma non le verbalizzazioni che

proprio per tale motivo prendono il nome di Manifestazioni particolari.

Nella decodificazione di ogni risposta si dividono diverse parti:

Determinante Determinante Contenut Contenut Choc e


Localizzazione Frequenze
O Modo di primaria secondaria i primari i manifestazioni

percezione secondari particolari


Dove il soggetto Cos’è che ha Sono cioè Tutto ciò che

localizza la determinato le risposte succede al di là


risposta che ha primariamente statistiche della risposta

dato nella la percezione codificabile, che

macchia non rientra nella

siglatura.

Sono i

meccanismi di

difesa
E’ sempre E’ sempre Non sempre Sempre Non Non Non sempre

presente presente presente presenti sempre sempre presenti

presenti presenti
Modi di

localizzazione

semplici:

G,

D,Dd,Dim,Ddim
Modi di

localizzazione

misti

Localizzazione: E’ il primo elemento di codifica e da l’opportunità di siglare la parte in cui il

soggetto ha visto la risposta che ha dato; può cioè essere in tutta la figura, in un dettaglio

grande, in un dettaglio piccolo, nello sfondo cioè nel dettaglio bianco o in un piccolo dettaglio

bianco della figura.

I modi di localizzazione sono sia semplici che misti, i MODI SEMPLICI sono:
 G = tutta la figura

 D = grande dettaglio

 Dd = piccolo dettaglio, caratterizzano la pedanteria percettiva


 Dim = dettaglio bianco intramaculare

 Ddim = piccolo dettaglio bianco intramaculare

 Di = dettaglio inibitorio, è legato alla risposta volgare; laddove viene interpretata

una risposta volgare o semivolgare, alcuni soggetti interpretano solo una parte della

risposta volgare; ad esempio nella TAVOLA I invece di dare la risposta “pipistrello” il

soggetto inibisce la risposta volgare dicendo “ali”.

G: Esistono diversi tipi di G, G SINCRETICA, indica un livello evolutivo basso; nel dare questo

tipo di risposte non si ha differenziazione formale.

G SINTETICA è organizzata, indica un processo evolutivo differenziato; nel dare questo tipo di

risposta si ha una differenziazione delle parti.

G COMBINATA quando c’e’ differenza delle parti che sono in relazione dinamica tra loro; indica

un livello evolutivo superiore. Con questo tipo di risposta si può però rischiare di cadere in due

processi: CONFABULAZIONE e CONTAMINAZIONE, la risposta per essere libera da questo

rischio deve sempre attenersi all’esame di realtà.

La confabulazione si ha se il soggetto oltre alla risposta confabula sull’engramma, la

contaminazione invece avviene quando le forme perdono l’aderenza all’esame di realtà,

attraverso l’integrazione di parti che in natura non possono essere integrate.

Infine si ha anche la G di RISPECCHIO, ovvero quando la macchia viene lateralizzata e la

risposta rappresentata solo dalla parte della macchia riflessa.

G TECNICA, allorché un soggetto non toglie in vangelo delle parti di macchia; la tav.III è

l’unica eccezione nel Rorschach, quando cioè un sogg, propone figure umane in movimento

anche se non sono comprese le parti colorate, la risposta è sempre globale; la siglatura è

quindi di G tecnica anche se in vangelo il soggetto togliesse le macchie rosse.

D: E’ l’elemento grande nella figura, la percezione cioè è legata ad una parte della macchia;

può essere destro o sinistro, superiore, centrale, inferiore. Rappresenta la maggioranza delle

risposte, meno le tavole sono integrate e più promuovono risposte di dettaglio.

La D da l’opportunità di differenziare gli aspetti, è quindi l’aspetto concreto delle cose rispetto

alla G che invece rappresenta l’aspetto sintetico.


Nel test il rapporto tra D e G deve essere di 1:2, le D quindi devono essere sempre il doppio

delle G.

Dd: E’ l’aspetto analitico utile per approfondire un accesso ai contenuti, dovrebbero essere

presenti nel test max 2 su un numero di risposte uguale a 30.

Dim: il soggetto percepisce l’informazione nella macchia bianca.

Ddim: il soggetto ha una percezione all’interno di una piccola parte bianca.

LOCALIZZAZIONI MISTE

Le localizzazioni miste rappresentano l’associazione di più localizzazioni semplici all’interno di


un’unica interpretazione, il soggetto cioè utilizza più localizzazioni per comporre l’engramma.
Ogni risposta ha valore 1.

g: ( 0,25 D / 0,75 G) è rara, ormai in disuso, utilizzata esclusivamente per la tav. III; si

riferisce a interpretazioni che riguardano una grande parte della macchia ma non globalmente;

non vengono considerate grandi dettagli perché le parti escluse risultano ininfluenti per le

interpretazioni.

E’ anche detta g amputata.

DG: (0,50 D + 0,50 G) indica un’interpretazione in cui il soggetto partendo da un dettaglio ben

visto integra e ingloba arbitrariamente l’intera immagine.

E’ in realtà una risposta tecnica confabulata; Es: tav. VI “un serpente che sta uscendo da un

terreno fangoso!”.

DdG: (0,50Dd + 0,50G) indica un’interpretazione in cui il soggetto partendo da un piccolo

dettaglio ben visto integra e ingloba arbitrariamente l’intera immagine. Es. tav IV: “due

persone in cima ad una torre in mezzo ad un paesaggio nebbioso”. Spesso le risposte in

inchiesta si soffermano sul piccolo dettaglio, non fanno cioè riferimento a ciò che vedono; sono

anche queste risposte confabulate.

Gim: ( G + 0,5 Dim), è un’eccezione perchè come risposta vale solo 1,5; indicano un

engramma in cui il soggetto associa un dettaglio intramaculare alla risposta globale fornendo

quindi un’unica interpretazione. Es. tav. I: “ una maschera africana con gli occhi e la bocca”.

E’ utile chiedere in inchiesta da dove si è partiti per dare la risposta.

Gddim: (G +0,5 Ddim) interpretazioni in cui il soggetto interpreta una globale utilizzando

anche un piccolo dettaglio intramaculare. Es. tav. I: “muso di un lupo con gli occhi cattivi”.
imG: (0,5 Dim + 0,5 G) interpretazioni composte da un dettaglio intramaculare e da una G,

dove cioè il soggetto tende a partire da un’immagine intramaculare. Es. tav I “ degli occhi

bianchi nella notte”.

DdimG: (0,5 Ddim + 0,5G) si riferisce a interpretazioni in cui il soggetto partendo da un

piccolo dettaglio intramaculare ingloba l’intera immagine. Es. tav IX: “ mi sembrano due tenori

che si esibiscono in una splendida scenografia”

Ddim: (0,5 D + 0,5 Dim)

DimD: (0,5 Dim + 0,5 D)

Si riferiscono

A interpretazioni in cui il soggetto utilizza per lo stesso engramma sia dettagli semplici, sia
dettagli intramaculari; si siglerà Ddim allorché l’interpretazione nasce da un dettaglio semplice,
si siglerà DimD allorché l’interpretazione nasce da un dettaglio intramaculare.
Es Ddim, tav. IX: due maghi che fanno un sortilegio davanti a una palla di vetro
Es. DimD, tav II : “ un’astronave in partenza con tutto il fuoco dietro”.

Dddim: (0,5DS + 0,5 Ddim)


DdimD: (0,5 Ddim + 0,5 D)

Si riferiscono
A interpretazioni in cui il soggetto associa e unisce dettagli e piccoli dettagli intramaculare; nel
caso partisse da dettagli si siglerà Dddim, nel caso partisse da un piccolo dettaglio
intramaculare si siglerà DdimD.
Es. Dddim, tav IX: “ muso di un grosso animale di profilo che guardano”;
Es. DdimD, tav. III: un aereo in volo nella notte mentre atterra sulla pista“.

DdDim: ( 0,5 Dd + 0,5 Dim)


DimDd: (0,5 Dim + 0,5 Dd)
Si riferiscono
A interpretazioni in cui il soggetto utilizza sia piccoli dettagli sia dettagli intramaculari; se
l’interpretazione parte da un piccolo dettagli si siglerà DdDim; se invece parte da un dettaglio
intramaculare si siglerà DimDd.
Es. DdDim, tav. VII: un sottomarino pronto a entrare nella baia.
Es. DimDd, tav.II: un ufo, in questo caso si può capire solo attraverso l’inchiesta chiedendo
dove lo vede.

DdDdim: (0,5 Dd + 0,5 Ddim)


DdimDd: (0,5 Ddim + 0,5 Dd)
Si riferiscono
A interpretazioni in cui il soggetto utilizza sia piccoli dettagli sia piccoli dettagli intramaculari.
Nel caso in cui partisse da un piccolo dettaglio si siglerà DdDdim, mentre se l’engramma nasce
da un piccolo dettaglio intramaculare dovremo siglare DdimDd.
E’ consigliabile, per capire cosa il sogg. Ha visto, prima chiedere da dove è partito.
Es. DdDdim, tav. II: mi sembra un cono gelato.

Dgim: (0,5 D + 0,5 G + 0,5 Dim)


DdGim: (0,5 Dd + 0,5G + 0,5 Dim)
DGDdim: ( 0,5D + 0,5G + 0,5Ddim)
DdGDdim:( 0,5 Dd + 0,5 G + 0,5 Ddim)
Si riferiscono

A interpretazioni in cui il soggetto utilizza straordinariamente tre tipi di localizzazioni semplici.


Nel I caso l’engramma nasce da un dettaglio ben visto e ingloba l’immagine intera compresi
dettagli intramaculari; Es. DGim, tav. IX : due maghi che fanno un sortilegio in mezzo a fumi
colorati davanti a una palla di vetro.
Nel II caso l’engramma nasce da un piccolo dettaglio ben visto e ingloba l’intera immagine
compresi i dettagli intramaculari; Es. DdGim, tav. IX : una donna mentre precipita nelle
viscere della terra davanti a un lago come se il lago fosse l’ultima parte terrestre.
Nel III caso il soggetto parte da un dettaglio fino ad arrivare ad una risposta globale in cui
sono presenti anche piccoli dettagli intramaculari; Es. DGDdim, tav. I : una donna in mezzo a
veli trasparenti con un diadema sull’ombelico.
In questo caso il diadema ( spazi grigi) può essere o Ddim o Dd; se però in tutto il test il
soggetto ha visto Dim solo in questo caso gli spazi grigi vengono siglati come Dim; altrimenti
quando si è in dubbio si deve siglare Ddim o Dd.
L’unica eccezione è la tav. IX dove anche se non c’è propriamente il bianco si sigla sempre
Dim.
Nel IV caso (DdGDdim), si riferisce a interpretazioni in cui il soggetto partendo da un piccolo
dettaglio ben visto ingloba arbitrariamente l’intera immagine compresi anche i piccoli dettagli
intramaculari.
Es. DdGDdim, tav. IV due persone che guardano dall’alto un paesaggio ghiacciato.
Queste ultime quattro interpretazioni sono dette Risposte Confabulate.
Determinanti Primarie Semplici
Le determinanti primarie semplici si riferiscono al “cos’è” che ha determinato l’interpretazione
del soggetto, ovvero quali componenti hanno caratterizzato l’engramma e perché.
Le determinanti primarie sono sempre presenti in una siglatura cosi’ come le localizzazioni e i
contenuti primari. La determinante primaria andrà valutata in base alla qualità formale, che
può essere positiva (+), negativa (-), o vaga e imprecisa (+_).
Le risposte volgari o semivolgari avranno quindi una qualità formale sempre ed elusivamente
positiva (+).
Ogni interpretazione è una R ed ogni R può essere: R+, R-, R+_.

Risposte determinate dalla forma


Si riferiscono a interpretazioni in cui non sono presenti componenti cinestesiche primarie,
cromestesiche primarie e chiaroscurali primarie.
Vengono chiamate risposte determinate dalla forma quel tipo di interpretazioni in cui incide
esclusivamente la qualità formale.
Queste sono: F, F+, F-, F+_; devono essere siglate in seconda colonna.
F+: esistono di due tipi, STATISTICHE e ESTETICHE; le prime superano il 5% dei casi, ad es.
in tav. I “uccello”. Ad ogni F+ corrisponde una R+; ciò significa che la R deve sempre andare di
paripasso alla determinante primaria.
Le F+ estetiche sono quelle che non raggiungono il 5% dei casi ma che riconosciamo come
valide.
Es. tav. III: due volti umani.
F-: si riferiscono a interpretazioni la cui qualità formale è negativa, si riconoscono difficilmente
nella tavola; alcuni autori tipo Bohm ne distinguono di due tipi: INESATTE e INDETERMINATE.
Le prime es. tav. I: “mi sembra una formica”; quindi sono quelle risposte che non
corrispondono alla realtà.
Le seconde es. tav. I: “qualcosa del corpo umano”, si riferiscono cioè a quelle risposte vaghe,
quando anche lo stesso soggetto non riesce a distinguerla, definirla, la percepisce vagamente e
non ne determina la forma.
F+_: si riferisce a interpretazioni di forma vaga e indefinita o anche imprecisa; se ne
distinguono di tre tipi:
I TIPO, risposte vaghe per definizione, come risposte geografiche o di minerali; es. “un’isola,
un lago, un sasso (perché possono avere qualunque forma).
II TIPO, si riferisce a interpretazioni in cui coesistono nello stesso engramma aspetti
formalmente positivi e aspetti formalmente negativi; es. tav. VI: “ un serpente che esce dalla
terra”.
III TIPO: in cui è il soggetto stesso che critica il livello formale dell’interpretazione; vale anche
per le F+ statistiche e volgari.
Es. tav. I: “ questa è una farfalla anche se non dovrebbe essere cosi, il soggetto cioè non ci
crede molto, la vede vagamente, non la vede bene.

Cinestesie primarie
Si riferiscono a tutte quelle interpretazioni che riguardano figure umane, umanoidi o animali
antropomorfi in atteggiamento antropomorfico in movimento.
Per movimento s’intende qualunque attività vitale, come anche pensare, sognare, dormire. Si
siglano le risposte di movimento quando le figure umane vengono viste dal bacini in su; non
viene siglato il movimento allorché l’interpretazione viene data in piccoli dettagli o piccoli
dettagli intramaculari. Per ogni movimento se possibile, dovrà essere indicato l’indirizzo
dell’energia e la connotazione sessuale.
Non rientrano nella definizione sessuale interpretazioni di bambini, gnomi e similari e di animali
antropomorfi in atteggiamento antropomorfizzato; inoltre non rientrano nella definizione
sessuale le interpretazioni di angeli. Vanno considerate come movimento, implicitamente, le
risposte come ballerini, ginnasti, atleti, calciatori ecc. E’ considerato anche movimento, quando
di una risposta umana intera viene percepita in movimento solo una parte. Es. tav. IV: “un
gigante che muove le braccia”.
Siglatura: quando c’è movimento, la sigla M va ad assorbire la F, la forma cioè è dentro la M.
Vari tipi di siglatura ogni sigla ha una diversa direzione di energia:
M ESTENSIVA (M ): quando effettua un movimento attivo; es. tav. III: due ballerine, tav. VII
due bambine che si fanno le boccacce, tav. IV un uomo minaccioso che avanza.
M FLESSIVA ( M ): interpretazioni in cui vi è una connotazione passiva; es. tav. I donna
trascinata.
M DOPPIO SENSO ( M ): quando convivono nello stesso engramma sia elementi attivi
che passivi; es. tav. I: due uomini che trascinano una donna”.
M BLOCCATA (M ): situazione di movimento la cui direzione di energia è bloccata; es. tav.
III: due persone che fanno il tiro alla fune.
M ROTATORIA (M ): interpretazioni di movimento in cui l’energia è circolare, non presenta
uno sbocco attivo ma non è neanche passiva; sono interpretazioni riferite a girare intorno a un
perno. Es. tav. III: due bambini che giocano a girotondo intorno ad una base.
M INTERROGATIVA (M ?): quando il soggetto non sa definire neanche in inchiesta l’origine del
movimento; es. tav. III: due persone che fanno qualcosa.

Per quanto riguarda gli animali antropomorfi, si da la M quando fanno un movimento che in
realtà non potrebbero fare in natura, ( fanno cioè azioni umane).

Simbologie sessuali
M FEMMINILE:
M MASCHILE:
M MASCHILE E FEMMINILE:
M ERMAFRODITA:
M INTERROGATIVO: quando il soggetto non sa distinguere il sesso; es. tav. III: due bambini
che stanno su una giostra.

Cromestesie: risposte colore


Si riferiscono alle interpretazioni in cui il soggetto utilizza i colori per realizzare la risposta, tutti
i colori ad esclusione del bianco, nero e grigio.
Le risposte colore si riferiscono alle 5 tavole colorate; affinché il colore venga siglato è
necessario che lo stesso sia attinente alla realtà, quindi non potrà essere siglata come colore la
risposta in cui il colore sia differente dal colore reale.
Es: tav. VIII: mi sembrano degli orsi rosa oppure tav. III: i due rossi mi sembrano un bel prato
rosso.
Esistono 3 tipi di risposta colore:
FC: forma colore è in genere una R+ in rari casi una R+_ ; si riferisce a siglatura in cui il
soggetto utilizza il colore per l’interpretazione ma anche la forma, di solito la forma è valida e
positiva.
Es: tav. III: mi sembra una farfalla ed è colorata come lo sono di solito le farfalle; SIG: D FC
R+
Es. tav III: mi sembra un papillon rosso; SIG: D FC R+
Le FC in casi eccezionali possono essere R+_, quando cioè il soggetto da netta precedenza alla
forma e il colore entra in secondo piano, in quel caso se la forma non è positiva si può
propendere per la FC invece della CF;
Es. tav. X: mi sembra una regione geografica (dettaglio basso laterale), SIG: D FC R +_-
CF: colore forma è generalmente una R+_ in rari casi una R-; si riferisce a interpretazioni
caratterizzate dal colore la cui forma può risultare imprecisa e in parte indefinita.
Es. Tav. X: mi sembrano dei fuochi d’artificio, SIG: G CF R +-, anche le CF in casi eccezionali
possono essere R-, cioè quando la risposta è caratterizzata sia dalla forma che dal colorecon
netta prevalenza del colore, ma che valutiamo insufficienti le qualità formali ( non in grado di
raggiungere almeno il 50% di R+).
Es. tav. II: mi sembra una persona con i calzini rossi, dove? In tutta la figura, idea?
Assomiglia ad una persona e poi ho visto le calze rosse; SIG: G CF R -
C: colore puro è una R-, sono interpretazioni in cui è presente esclusivamente il colore, in
quanto la forma o non è percepita dal soggetto o è totalmente negativa; sono interpretazioni
astratte percepite nell’intera figura.
Es. tav. III: questo mi sembra del sangue, (dettaglio laterale); SIG: D C R-

Manifestazioni particolari legate ai colori


Colore Forzato: si riferisce a risposte in cui il soggetto giustifica il colore utilizzato
razionalmente, anche quando lo stesso colore non risulta aderente all’esame di realtà.
Es: tav.VIII: questi mi sembrano degli orsi di zucchero; SIG: D FC R+ e in V colonna “colore
forzato”.
Colore Arbitrario: si riferisce a risposte in cui il soggetto utilizza arbitrariamente il colore che
non risulta quindi aderente alla realtà, non giustificando quindi la scelta del colore.
Es. tav.VIII: orsi rosa, SIG: D F+ “ colore arbitrario”
Negazione Colore: si riferisce a risposte in cui il soggetto pur utilizzando il colore lo nega;
Es. tav. III: macchie di sangue (dettagli laterali), idea? La forma somigliano proprio a delle
macchie; SIG: D CF “negazione colore”.
Proiezione colore tavole nere(PCTN): si riferiscono all’utilizzazione di colori nelle tavole
nere o nelle parti grige o bianche delle tavole colorate.
Es. tav. VI: Mi sembra un bel prato verde; SIG: G F- “PCTN”.
Drammatizzazione Colore: si riferisce a risposte astratte caratterizzate da colori e dal fatto
che il soggetto sia particolarmente colpito emotivamente dalla cromestesia enfatizzandola e
drammatizzandola.
Es. tav. IX: felicità, gioia, disperazione; SIG: G C “drammatizzazione colore”.

Cromestesie: colore acromatico bianco


Sono risposte in cui il soggetto utilizza il colore bianco, attinente alla realtà, per realizzare
l’interpretazione.
FC’ b: è una R+ sono di solito risposte in cui vi è una prevalenza di forma e dove di solito la
forma è buona.
Es. tav.I: due fantasmi con un classico lenzuolo bianco; SIG: Dim FC’b
C’bF: sono R+_ e si riferiscono a interpretazioni in cui emerge la prevalenza del colore bianco
sulla formiche risulta essere non precisa e tendenzialmente vaga.
Es. tav. I: mi sembrano dei fiocchi di neve (dettagli intramaculari); SIG:Dim C’bF
C’b: si riferisce a interpretazioni in cui il soggetto utilizza esclusivamente il colore bianco per
organizzare la risposta.
Es. tav. I: neve (dettaglio intramaculare); SIG: Dim C’b R-
Es. tav II: luce accecante (dett. Intr.), SIG: Dim C’b R-

Colore Improprio
Si riferisce a interpretazioni in cui il soggetto utilizza impropriamente il colore che non
necessariamente dovrà essere attinente alla realtà; il colore viene utilizzato dal soggetto per
percepire le parti d’immagine della tavola e utilizzarle ai fini della risposta.
F/C: è una R+_ , risulta esserci una forma vaga e non totalmente appropriata ma che in parte
può essere percepita; si riferiscono a risposte quasi esclusivamente anatomiche e geografiche
e riguardano principalmente le tavole VIII, IX, X.
Es. Tav. IX: mi sembra l’interno del corpo umano, Dove? in tutta l’immagine, Idea? Come nei
libri di anatomia i colori rappresentano organi diversi; SIG: G F/C
C/F: sono R- e si riferiscono a interpretazioni in cui il soggetto utilizza il colore impropriamente
per differenziare le parti della tavola e realizzare la risposta; sono di cattiva forma e il colore
può non essere attinente alla realtà.
Es. tav. X: mi sembra una cartina geografica con tante nazioni diverse, quasi un
mappamondo; SIG: G C/F R-.

Chiaroscuri Diffusi o Tridimensionali


I chiaroscuri si riferiscono alle tonalità di colore diverso della macchia, vengono utilizzati dal
soggetto per arrivare all’interpretazione.
Chiaroscuro Diffuso: si riferisce a interpretazioni percepite solitamente nell’intera immagine
o in grandi dettagli, e riguardano risposte in cui il soggetto “ci si può perdere dentro”.
Queste risposte sono tipo: SMOG, NEBBIA, FUMI, NUVOLE, FITTA BOSCAGLIA, GAS…
Esistono 3 tipi di chiaroscuro diffuso:
Fclob: è una R+, sono interpretazioni in cui il soggetto utilizza il chiaroscuro diffuso per dare
la risposta e in cui si percepisce una forma abbastanza aderente alla realtà, sono rare e si
riferiscono quasi sempre a fumo, nebbia, ecc.
Es. tav. VIII: mi sembrano delle nuvole che hanno come forme di volti, Dove? In tutta
l’immagine; SIG: G Fclob R+
ClobF: sono R+_ e sono interpretazioni di chiaroscuro diffuso in cui la forma risulta vaga e il
soggetto non definisce adeguatamente le immagini e le forme.
Es. tav. IV: mi sembrano delle spire di fumo,Dove? In tutta l’immagine come se salisse;
SIG: G ClobF R+-
Clob: sono R- , interpretazioni di chiaroscuro diffuso in cui non è presente alcuna forma ed è
assolutamente preminente l’aspetto chiaroscurale.
Es tav. IV: fumo, Dove? in tutta l’immagine; SIG: G Clob R-
Chiaroscuro Tridimensionale o Prospettico: sono interpretazioni caratterizzate dalla
prospettiva, deve infatti essere presente una parte interpretata in primo piano della figura e
una parte in lontananza. Sono solitamente risposte in cui il soggetto utilizza più parti, più
dettagli per arrivare al tridimensionale.
Sono di due tipi:
F(C) +:nel caso in cui l’interpretazione sia di buona forma, cioè con qualità formale positiva, in
cui il soggetto organizza una risposta con più elementi arrivando ad una definizione chiara.
Es. tav. II: mi sembra p.zza San Pietro con in fondo la basilica, SIG: DimD F( C) +
Es. tav. IV: mi sembra la scena di un film con due befane in primo piano e un castello in
lontananza, SIG: D F( C) +
F( C)-: si riferiscono a interpretazioni di chiaroscuro prospettico tridimensionale di cattiva
forma in cui il soggetto percepisce un’immagine in lontananza vaga e indefinita non riuscendo
lui stesso a spiegarla bene.
Es. tav. VI: mi sembra una profonda fessura fra due edifici, SIG: D F( C)-

Determinanti Primarie Miste


Fusione di Movimento + Colore: Es. tav. III: due donne che stanno cucinando una bistecca
al sangue, SIG MC
Fusione di Movimento + Colore Bianco: Es. tav. I, due fantasmi che volano, SIG Dim M C’b
Es. tav. III, due camerieri che servono a tavola con una parannanza bianca, Sig Gim MC’b
Fusione Movimento + Chiaroscuro Diffuso o Globale ( Mclob): Es. tav. IV, un uomo che
cammina nella nebbia, SIG G Mclob
Es. tav. VII, due geni che escon dalla tavola di Al ladino, SIG G Mclob
Fusione Movimento + Chiaroscuro Tridimensionale Prospettico M ( C ): Es. tav. IV, due
streghe che vanno verso un castello, SIG G M ( C )+
ClobC: quando la forma è positiva la forma tiene, Es. Tav. IX, fiamme colorate che escono da
una pentola, SIG ClobC
Cclob: quando la forma è negativa la forma non tiene, Es tav. IX, fumi colorati, SIG Cclob
ClobC’b: fusione di chiaroscuro globale diffuso + bianco e quindi la F è positiva +
C’bClob: è il bianco a prevalere sul chiaroscuro, è quindi tendenzialmente una F-
Clob ( C ): chiaroscuro diffuso o globale + chiaroscuro prospettico, se prevale di più il
chiaroscuro diffuso, Es tav. IV, nuvole che avvolgono un castello in lontananza
( C ) Clob: in questo caso è il chiaroscuro prospettico a prevalere sul diffuso, Es. tav. IV,
castello avvolto da fumo nero
MclobC: fusione di tra determinanti semplici, movimento + chiaroscuro diffuso + colore, Es
tav. VIII, cavaliere mascherato che cammina in mezzo ad una fitta foresta amazzonica, SIG
imG M ClobC. Quando si ha una risposta con integrazione di tre o più determinanti primarie, la
risposta è detta complessuale.
MclobC’b: associazione tra movimento + chiaroscuro diffuso + bianco, Es tav. I, fantasmi che
volano nella nebbia.

Determinanti Secondarie
Prima di tutto va ricordato che il secondario segue sempre il primario a livello formale; nelle
determinanti secondarie abbiamo la caratteristica delle sinestesie quindi vi rientrano tutti i
movimenti che non fanno parte dell’essere umano intero. Queste sono:
MA: Movimento Animale
mp: Movimento di Parte; sia di parte animale sia di parte umana
pm: è un’eccezione e riguarda il Dd, cioè quando un soggetto vede in una Dd un movimento
primario quest’ultimo viene considerato pm
Ef: è legata alla sinestesia degli occhi e della bocca
mr: Movimento Represso, è un’altra eccezione, quando un soggetto in vangelo, vede un
movimento in un essere umano che poi sempre nel vangelo, rende arte figurativa, quel
movimento primario si sposta al secondario e diventa mr; è un processo legato a togliere
vitalità a relazioni vitali, è legato all’ANSIA DI CONTATTO. (tipico degli adolescenti)
mi: Movimento Inanimato, tutti quei movimenti legati a contenuti di oggetto oppure a
contenuti di spettacoli naturali (es: cratere che erutta lava), è anche legato a contenuti
botanici allorché presentano un movimento (es: fiore che sboccia).
Tutte le cinestesie secondarie vengono seguite da una freccia perché seguono una direzione.
Per assegnare ad una figura un movimento primario bisogna avere già sviluppata
l’organizzazione intera dell’oggetto; in EPOCA INFANTILE non si ha ancora l’integrazione delle
parti che portano all’organizzazione intera dell’oggetto, tipiche dell’età infantile sono le
RELAZIONI PERCETTIVE, sono quindi parziali dal momento che non esiste ancora un’integrità
delle parti; per questo motivo in età infantile l’attività cinestesica è più legata a mp, Ef, mi.
In FASE ADOLESCENZIALE si ha invece la prevalenza del riconoscimento dell’altro come
oggetto intero ancora non differenziato a livello d’identità; quindi sono dominanti la MA, pm,
mr.
Una volta elaborati tutti questi processi si arriva al movimento primario.
La cinestesia nel Rorschach è un elemento importante in quanto è l’elemento proiettivo in
assoluto.
Nei processi di pensiero 3 sono le funzioni che devono essere in equilibrio: la percezione che
rappresenta l’elemento formale, l’elaborazione/introiezione che rappresenta quello dinamico e
la risposta che è quello espressivo.
Ogni volta che il soggetto nel proporre l’interpretazione fa riferimento alla trauma chiaroscurale
della macchia abbiamo una siglatura di chiaroscuro che può essere:
DETTAGLIATO: allorché dettagli chiaroscurali vengono utilizzate per l’interpretazione, es:tav.
VI: nella parte centrale un’autostrada; SIG: DF+
Ch. Dett.
Cioè ogni volta che il soggetto utilizza l’interno della macchia chiaroscurale, si sigla F(c) +, F(c)
-; non ha l’accezione +-
TATTILE: utilizzato e siglato ogni volta che il soggetto alla risposta prodotta da l’accezione di
vissuto, caldo, morbido, tiepido; es: pelle d’animale,piume, pelliccia. E’ legato al bisogno di
tenerezza, sensibilità. Si sigla:
Fc: quando la forma è positiva, es. tav. VI: pelliccia d’animale, sig: GF+/Fc
cF: quando la forma è +- es tav. IX: pezzo di velluto colorato Sig: DF+-/cF
c: quando la forma è – es. tav. IX: velluto, es. tav. IV: qui ho l’impressione di viscido, dove?
Ovunque; Sig GF-/c
COLORE NERO: è pervasivo, mentre negli aspetti colorati il soggetto è legato alla percezione
del reale, nel colore nero si ha di più l’idea di vissuto interno sia percettivo che emozionale. Il
nero è legato alla morte ed è molto significativo perché è legato ad aspetti depressivi; anche il
grigio è siglabile come il nero.
Es. tav.I: pipistrello, idea? Perché è nero; Sig: GF+/FC’n
FC’n: quando la forma è +
C’nF: quando la forma è +-
C’n: quando la forma è –

Contenuti Primari
I contenuti primari possono diventare secondari quando nella stessa risposta se ne trovano più
di uno; al contrario i contenuti secondari non possono mai diventare primari e nella stessa
risposta possono essercene più di uno.
Es. tav. IX: mi sembra un bicchiere coperto da foglie; SIG ImG F+- obj/bot
I contenuti primari sono:
H: risposte che riguardano figure umane come persone ma anche gnomi, streghe, folletti,
bambini, figure religiose. S’intendono figure dal bacino in su o anche intere prive della testa.
Hd:risposte che riguardana parti del corpo umano visibili senza operare tagli o sezioni come
braccia, mani, dita, gambe…
Hs: risposte che riguardano simulacri di figure umane come mummie, manichini, ombre
umane
Hds: risposte che riguardano simulacri di parti del corpo umano come dentiere parrucche
A: risposte di animali viste nell’animale intero, es. tav. VIII: due leoni, tav. I: un pipistrello
Ad: risposte di parti di animale visibili senza operare tagli o sezioni, code, zampe, teste…
As:risposte che riguardano simulacro di animale intero, cane imbalsamato, ombra di pipistrello
Ads:risposte che riguardano simulaci di parti di animale, testa di alce imbalsamata
Sex: interpretazioni di organi genitali umani maschili o femminili
Sexs: si riferisce a oggetti simulacri di organi sessuali, sexy shop
Anat:risposte anatomiche riferite a parti interne del corpo umano o animale visibili
esclusivamente operando sezioni
Schel: risposte che riguardano parti ossee, scheletriche del corpo umano o animale
Rad: radiografie lastre
Sang: risposte legate al sangue
Patol: risposte a contenuto patologico e cioè di tessuti malati o feriti
Abstr: risposte astratte come sensazioni, stagioni, sono spesso legate alle risposte di colore
puro, C
Arald: risposte di tipo araldico come corone, troni, stemmi
Arc: risposte di tipo architettonico come ponti, palazzi
Biol: di tipo biologico, come microbi, cellule, neuroni
Bot: risposte di natura botanica, fiori, piante, rami…
Cibo: tutto ciò che è commestibile
Ele: elementi come aria, acqua, terra…
Escr: escrementi, sporcizia, vomito( tutto ciò che è disgustoso)
Espl: esplosioni
Fig: composizioni come quadri, sculture, foto
Foc: fuoco e fiamme
Geog: risposte a contenuto geografico come cartineg., montagne, isole…
Ghiaccio: neve e ghiaccio
Mac: macchie
Masch: maschere
Min: minerali, scoglio
Nat:interpretazioni di eventi naturali come terremoto, arcobaleno, eruzione vulcanica
Nub: nuvole ma anche per tutto ciò che è legato al Clob (nebbia, fumo, smog)
Obj: risposte di oggetti (es. tav. IX: strumento musicale)
Paes:risposte di tipo paesaggistico come panorami
Poz: pozzanghera o acqua sporca
Scena:int. Sceniche in cui interagiscono più elementi, es. tav. VIII: un felino che si arrampica
su una vegetazione che si rispecchia in un laghetto al tramonto, sig: G FC Ma A/Scena V
Sign:figure geometriche , lettere e note musicali

Contenuti Secondari
Arma: pistole, spade, cannoni, solitamente preceduto da objiect
Ermef: ermafroditi, esseri umani sia con caratteristiche maschili che femminili, preceduto dal
contenuto primario H
Fab:risposte di tipo fiabesco, favolistica precedute da H
Fant: risposte di tipo fantascientifico, precedute da vari contenuti primari tipo H, Ogjiect…
Gioc: giocattoli, preceduto da Obj, es. tav. II: mi sembra una trottola
Mit:risposte di tipo mitologico, precedute da H o A
Mos: mostri, preceduto da H o A
Relig:di tipo religioso, preceduto da H o Obj
Vest: vestiario, preceduto da Obj, riguardano risposte di persone molto coperte, con vestiti
che coprono; es.: uomo con ampio vestito H/Masch.

Choch e Manifestazioni Particolari


Tutto ciò che non è codificabile attraverso sigle, sono le verbalizzazioni e sono ciò che è più in
contatto con il sistema inconscio, non sono cioè filtrate dall’aspetto cognitivo.
Lo choch è la prima manifestazione particolare in assoluto, quando c’è uno choch è perché il
soggetto rifiuta la tavola non arrivando all’interpretazione; il soggetto cioè non è in grado di
produrre interpretazioni. Lo choch a livello puro significa che il soggetto ha subito una grossa
interferenza emozionale che ha inibito la produzione ideativa nei processi interpretativi.
Altro choch è quando il soggetto da una prima interpretazione alla tavola, gestalticamente
negativa; come F-, C, Clob, M-, Tridimensionale -.
Quindi questo significa che l’emotività è stata pregnante nei processi interpretativi.
Indicatori di choch
 Raddoppiare o dimezzare il valore del tempo di latenza medio: ad esempio se abbiamo

un tempo di latenza medio pari a 10, se questo valore è uguale a 20 o a 5, questo

stesso valore sarà indice di choch

 Localizzare la prima risposta con figura/sfondo: cioè quando si ha Dim, ImG, Gim

 Contenuti particolarmente aggressivi: ad esempio sangue, fuoco, esplosione

 La determinante primaria deve essere uguale a F+-

 Gestalt negativa: è sempre choch, se la gestalt è +- per essere choch devono essere

presenti i precedenti indicatori.

Tipi di choch
Tav. I: choch al nero, al buco; è tipico della tavola I
Tav. II: choch al rosso, al buco
Tav. III: choch al rosso , cinestesico: allaorchè il soggetto pur presentando movimento
primario in altre tavole, non presenta movimento primario in questa tavola
Tav. IV: choch al nero
Tav. V: choch di realtà è unico
Tav. VI: choch sex
Tav. VII: choch al vuoto
Tav VIII: choch al colore
Tav. IX: choch al colore o al vuoto
Tav. X: choch colore o di dispersione
 In tavola I è choch d’avvio solo se in tavola IV il soggetto non ha choch al nero.

Lo choch più potente e atavico è lo choch al nero, è legato all’angoscia senza oggetto.

Manifestazioni Particolari
Vengono riportate in V colonna, le manifestazioni particolari GRAVI hanno 3 livelli
perché attivano meccanismi di difesa quali: negazione, scissione, identificazione
proiettiva.
Perdita della coscienza dell’atto interpretativo: è la manifestazione particolare
legata all’identificazione proiettiva; il I LIVELLO è legato alla F+, il SECONDO LIVELLO
alla F+-, il III LIVELLO è legato alla F-. Il soggetto cioè non si rende conto che sta di
fronte ad una macchia e s’identifica con l’oggetto interpretato e ci entra in relazione
proiettiva è indice di fragilità dei confini dell’io.
Es. tav. IV: questo è proprio un mostro, I livello
Es. tav. IV: questa è una caverna dove io potrei entrarci dentro, II livello
Es. tav. IV: del fango dove potrei immergermi, III livello
Contaminazione: è l’integrazione di più contenuti che in realtà non si possono
integrare, il sogg. Contamina la risposta integrando contenuti diversi non presenti nella
realtà, integrazione distorta, da un punto di vista patologico si ha dissociazione dei
vissuti dell’io.
Es. tav. I: qui vedo una faccia di animale alata, I livello
Es. tav.I: Faccia d’animale con i codini, II livello
Es. tav. I:fango con le trecce, IIIlivello; sig. G F- Poz Contaminata in III livello
Confabulazione: fabulare sopra l’oggetto percepito, non fermarsi solo sulla percezione
visiva ma andare oltre e confabulare cose a livello percettivo della macchia; per il I
livello è legata ad aspetti di creatività, per il II livello c’è uno scarso controllo sui
processi d’immaginazione e di realtà, per il III livello, il più grave, è completamente
assente il controllo cognitivo; il sogg. Tende a chiudersi in un mondo fantastico non
confrontabile con il mondo reale.
Es. tav.III: persone sedute in un bar che chiacchierano tra loro di ciò che dovranno fare
domani, I livello
Es. tav. VII: il suono di una sirena che avverte che una persona sta male, II livello
Es. Tav. X: sangue che scorre con la madre che piange perché il secondo marito le ha
ucciso il figlio, III livello; SIG: DC Mi sang/scena conf. III livello.
Spaltung: scissione,allorché il soggetto utilizza la percezione causata dal bianco per
avere l’idea di spaccatura, frattura, rottura di un oggetto interpretato oppure anche
senza oggetto interpretato.
Es. tav. VII: due bambine appoggiate su una pietra che si sta spaccando, I livello; SIG:
G M ? H/ min Spaktung I livello
Es. tav VII: un continente che si sta spaccando in due, II livello; SIG: Gim F+- Geog
spaltung II livello
Es. tav. VII: della luce che squarcia il buio, III livello; SIG: ImG C’ Clob/ C’n Luce/Buio
Spaltung di III livello.
Acefalia: quando un soggetto interpreta una persona o un animale riferendolo senza
testa; es.:Tav.I: una donna con le mani alzate senza testa”, SIG: DM H Acefalia.
L’acefalia è legata alla perdita del controllo cognitivo e potrebbe essere indicativo di
tratti istericoformi, suggestionabilità e scarso controllo dei meccanismi di difesa.
Asimmetria: quando il soggetto interpreta diversamente le immagini simmetriche; es.
Tav. VIII: asinistra vedo un leone e a destra una pantera; SIG. DF+AV Asimmetria.
E’ legata ai tratti narcisistici; cioè il non riconoscimento della proiezione percettiva
simmetrica e quindi il non riconoscimento dell’alter.
Attrazione all’asse centrale: il sogg. Nel dare l’interpretazione pone l’attenzione
all’asse centrale della macchia; es. Tav. VI: vedo al centro un’autostrada; SIG. DF+-
Arc Attrazione all’asse centrale. Evidenzia i tratti d’insicurezza, il sogg. Per poter
produrre deve rivolgere l’attenzione su un baricentro.
Autocritica o Critica Soggettiva: il sogg. Critica se stesso nell’interpretazione;
definizioni di autodegrinazione sia dal punto di vista cognitivo (“non sono capace”), sia
dal punto di vista emotivo (“ho paura di queste cose”). Indica un’immagine di sé non
adeguata.
Autoriferimento: il sogg. Riferisce a se stesso la risposta; es. Tav. VI:” questo è un
tappeto di pelle d’animale proprio come quello che ho a casa”; SIG. DGF obj/pelle V
Autoriferimento. E’ correlato ad aspetti egocentrici.
Colore Arbitrario: proiettare le emozioni non molto coerenti da un punto di vista di
esame di realtà emotivo.
Colore Forzato: sottolinea la scarsa spontaneità emozionale con un controllo cognitivo
sulle emozioni.
Critica Oggettiva: è una critica rivolta alla macchia ed è formale, è un sogg.che nella
proiezione è portato a dare responsabilità agli altri; è una protezione dell’ipovalutazione
di sé.
Descrizione: il sogg. Descrive senza interpretare, di tre tipi formale, del colore,
cinetica. Rappresenta un meccanismo di difesa alla proiezione.
Devitalizzazione: il sogg. Toglie vita solo ad animali o persone; es Tav.I:” è una
farfalla spiaccicata sul muro”, è un processo di morte che si attiva solo su contenuti
animali o umani.
Deterioramento: il sogg. Rovina, deteriora l’immagine; es.Tav.I:” farfalla con ali
rovinate”; legato vissuti depressivi, tratti di depressione.
Doppio: è un indice narcisistico, solo quando il sogg. Utilizza il doppio nel senso di
figura sdoppiata es: gemelli.
Drammatizzazione: il sogg. Attribuisce ai colori ruoli teatrali e vissuti propri e
personali; tipico degli isterici; è un’esasperazione cioè una dilatazione
dell’oggettivizzazione nella comunicazione.
Frammentazione: il sogg. Interpreta qualcosa che si sta spaccando.
Illusione di Somiglianza: il sogg. Si illude che la tavola sia simile alle precedenti;
quando è legata alla tavola è indice di scarsa motivazione, è cioè legato alla critica
oggettiva. Quando è invece legato al tema della tavola è indice di invischiamento del
pensiero, cioè stereotipia.
Impressioni: le interpretazioni sono provocate da sensazioni create dalla macchia; il
sogg. Cioè sta esteriorizzando delle impressioni, dei vissuti.
Mancanza di Simmetria: il sogg. Interpreta solo una parte della simmetria; es. Tav.
VIII:”qui vedo un leone”; è legato ai processi narcisistici, si ha cioè una negazione
dell’alter che appunto non viene visto.
Risposta persa o Negazione: il sogg. Da l’interpretazione nel vangelo ma la nega
nell’inchiesta. Sottintende un processo di rimozione imponente.
Risposta in forma negativa:il sogg. In vangelo da una risposta in forma negativa; es.
Tav. I:”non è una farfalla”.
Negazione colore: il sogg. Nega il contributo del colore nella risposta; indice di
negazione delle emozioni.
Perseverazione: quando il sogg. Interpreta almeno tre volte lo stesso contenuto; se la
risposta è volgare ne servono quattro, ma le vere perseverazioni non sono legate a
contenuti volgari. Si ha nei casi di ritardo mentale, epilessia, ed è indice di
invischiamento del pensiero legato ai processi di tipo depressivo.
Proiezione di colore in tavole nere: entrano in gioco le emozioni, è legato alla fuga
dalla depressione; es. Tav. V:” questa potrebbe essere una farfalla colorata”.
Rifiuto: il sogg. Non produce nessuna interpretazione in vangelo, è la massima
inibizione dell’attività produttiva di pensiero.
Richiamo di simmetria: quando il sogg. Verbalizza in vangelo la simmetria o non
della macchia; è correlato ad aspetti d’insicurezza ma anche a puntuale precisione
pedante.
Rinforzo della coscienza dell’atto interpretativo: Il sogg. Si mette a distanza
dall’interpretazione, si sta difendendo dalla proiezione.
Rispecchio: quando il sogg. lateralizza utilizzando l’asse centrale, attiva l’asimmatria
attraverso il rispecchio; è un aspetto narcisistico con un riconoscimento dell’alter
attraverso il sé.
Risposta in forma negativa: quando il sogg. Propone una risposta in forma negativa.
Risposta in forma impersonale: il sogg. Riferisce in terza persona una risposta,
indice di non esposizione.
Risposta in forma interrogativa: il sogg. Interpreta l’immagine in forma
interrogativa, è indice di richiesta di sostegno e aiuto da parte dell’esaminatore, è indice
d’insicurezza e dipendenza.
Risposta “oppure”: il sogg. Utilizza la stessa localizzazione utilizzando la congiunzione
o, oppure; è indice d’insicurezza e pedanteria di tipo ossessivo.
Sproporzione: es. Tav. III:” due persone che stanno entrando in una 500”,
ipervalutazione della componente macrografica dell’oggetto sproporzionato.
Spitting: il sogg. Proietta vissuti contraddittori sullo stesso oggetto; es. Tav. I:” una
bella maschera che rappresenta la morte; tipico dei processi ambivalenti, tipico dei
nevrotici.
Stereotipia: quando si presenta lo stesso contenuto dopo la terza perseverazione, cioè
dopo la terza tematica riprodotta; tipico del ritardo mentale o della depressione.
Trasparenza: il sogg. Interpreta parti interne delle tavole vedendole in trasparenza; è
grave quando non è congrua all’esame di realtà, indice cioè di marcato allentamento dei
confini interni esterni dell’io.