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BIOCHIMICA II

CATABOLISMO DEGLI ACIDI GRASSI

Le tappe di ossidazione degli acidi grassi a CO2 e H2O possono essere riassunte in:
(1) Ossidazione degli acidi grassi a catena lunga con formazione di frammenti due atomi di carbonio,
cioè acetil-CoA (β ossidazione);
(2) Ossidazione dell’acetil-CoA a CO2 per mezzo di ciclo dell’acido citrico
(3) Trasferimento degli elettroni dai trasportatori di elettroni ridotti alla catena respiratoria
mitocondriale;

DIGESTIONE, MOBILIZZAZIONE E TRASPORTO DEGLI ACIDI GRASSI


Le cellule possono ottenere il combustibile metabolico sotto forma di acidi grassi da tre fonti:
1. I grassi della dieta
2. I lipidi depositati nelle cellule sotto forma di gocce insolubili e
3. Lipidi sintetizzati in un organo ed esportati in un altro.
In media, il 40% i anche più dell’energia richiesta giornalmente dall’uomo nei paesi industrializzati è fornita
dai triacilgliceroli della dieta. E questi forniscono più della metà dell’energia consumata da alcuni organi, in
particolare il fegato, il cuore e il muscolo scheletrico a riposo.
**E sono praticamente la sola fonte di energia degli animali in letargo e degli uccelli durante le migrazioni.

I GRASSI DELLA DIETA VENGONO ASSORBITI NELL’INTESTINO TENUE


Prima che possano essere assorbiti
attraverso la parete intestinale, i
triacilgliceroli ingeriti devono essere
convertiti da particelle di grasso
macroscopiche insolubili in micelle
microscopiche finemente disperse.
La solubilizzazione viene effettuata
dai sali biliari come l’acido
taurocolico, che sono sintetizzati
nel fegato a partire dal colesterolo,
conservati nella colecisti e rilasciati
nell’intestino tenue dopo un pasto
ricco di grassi. (tappa 1)
Le micelle aumentano
enormemente la frazione di lipidi
suscettibile all’azione di lipasi
solubili in acqua, le quali
convertono i triacilgliceroli in monoacilgliceroli (monogliceridi), diacilgliceroli (digliceridi), acidi grassi liberi
e glicerolo. (tappa 2)
I prodotti dell’azione delle lipasi diffondono nelle cellule epiteliali dell’intestino (tappa 3)
Vengono riconvertiti in triacilgliceroli e inseriti in aggregati lipoproteici detti chilomicroni, aggregati sferici
in cui i lipidi idrofobici sono immersi nel nucleo interno delle particelle, mentre le catene laterali idrofiliche
delle proteine e le teste polari dei lipidi sono sulla superficie (tappa 4)
La parte proteica dei chilomicroni (una lipoproteina) è riconosciuta da recettori sulla superficie delle cellule.
Questi vengono trasferiti dalla mucosa intestinale al sistema linfatico, entrano nel sangue e sono poi
trasportati al muscolo e al tessuto adiposo. (tappa 5)
Nei capillari di questi tessuti l’enzima extracellulare lipoproteina lipasi idrolizza i triacilgliceroli ad acidi
grassi e glicerolo. (tappa 6)
composti che entrano nelle cellule del tessuto bersaglio (tappa 7)
Nel muscolo gli acidi grassi sono ossidati per ricavare energia; nel tessuto adiposo sono riesterificati a
triacilgliceroli per essere conservati. (tappa 8)
GLI ORMONI MOBILIZZANO LE RISERVE DI TRIACILGLICEROLI
I grassi eutri vengono depositati negli adipociti sotto forma di goccioline lipidiche, con nucleo costituito da
esteri degli steroli e da triacilgliceroli circondati da uno strato di fosfolipidi. La superficie di queste gocce è
rivestita da perilipine, una famiglia di proteine che limita l’accesso alle gocce lipidiche, evitando che possa
avvenire l’intempestiva mobilizzazione dei lipidi.
Gli ormoni adrenalina e glucagone, secreti nel sangue, attivano l’adenilil ciclasi della membrana plasmatica
degli adipociti, che produce il secondo messaggero intracellulare AMP ciclico (cAMP). La proteina chinasi
cAMP-dipendente (PKA) determina l’apertura della gocciolina lipidica, rendendola così accessibile all’azione
di tre lipasi che agiscono sui trigliceridi e monoacilgliceroli, rilasciando acidi grassi e glicerolo.
Gli acidi grassi diffondono fuori dall’adipocita nel sangue dove si legano all’albumina del siero
(sieroalbumina) che può legare fino a 10 molecole di acido grasso per monomero proteico mediante
interazioni non covalente.
Vengono trasportati ai tessuti dove sono trasferiti da trasportatori posti nella membrana plasmatica nel
citosol della cellula e usati come combustibile metabolico.
Il glicerolo liberato dalle lipasi viene fosforilato dalla glicerato chinasi e ossidato a diidrossiacetone fosfato,
che può entrare nella via glicolitica o in quella gluconeogenica.

GLI ACIDI GRASSI ONO ATTIVATI NEI MITOCONDRI

OSSIDAZIONE DEGLI ACIDI GRASSI


LA β OSSIDAZIONE DEGLI ACIDI GRASSI SATURI AVVIENE IN QUATTRO REAZIONI

I CORPI CHETONICI
L’acetil-CoA formato nel fegato durante l’ossidazione degli acidi grassi
può entrare nel ciclo dell’acido citrico oppure può essere trasformato
in “corpi chetonici”, cioè acetone, acetoacetato e D-β-
idrossibutirrato, che saranno esportati ad altri tessuti.
L’acetone viene eliminato con la respirazione.
L’acetoacetato e il D-β-idrossibutirrato sono trasportati dal sangue ai
tessuti extraepatici, dove sono ossidati nel ciclo dell’acido citrico per
soddisfare la richiesta energetica di tessuti come il muscolo
scheletrico, il cuore e la corteccia renale.
In condizione di digiuno prolungato, anche il cervello può adattarsi a
usare questi composti.

I CORPI CHETONICI FORMATI NEL FEGATO SONO ESPORTATI IN ALTRI


ORGANI FONTE DI ENERGIA
La prima tappa nella formazione dell’acetoacetato nel fegato è la
condensazione enzimatica di due molecole di acetil-CoA catalizzata
dalla tiolasi;
L’acetoacetil-CoA condensa poi con un’altra molecola di acetil-CoA
formando β-idrossi-β-metilglutatil-CoA, che scinde in acetoacetato
libero e acetil-CoA.
L’acetoacetato così prodotto viene ridotto reversibilmente dalla D-β-
idrossibutirrato deidrogenasi un enzima mitocondriale a D-β-
idrossibutirrato.
Nei tessuti extraepatici, il D-β-idrossibutirrato viene ossidato ad
acetoacetato dalla D-β-idrossibutirrato deidrogenasi. L’acetoacetato è attivato mediante la formazione di
un tioestere con il coenzima A, una reazione catalizzata dalla β-chetoacil-CoA trasferasi, chiamata anche
tiolasi, in cui il coenzima A viene donato dal succinil-CoA, un intermedio del ciclo dell’acido citrico.
L’acetoacetil-CoA è poi scisso dalla tiolasi in due molecole di acetil-CoA che entrano nel ciclo dell’acido
citrico.
IL FEGATO PRODUCE CORPI CHETONICI PER GLI ALTRI TESSUTI MA NON LI UTILIZZA PERCHE’ NON HA
L’ENZIMA TIOFORASI
IL DIABETE E IL DIGIUNO PROLUNGATO PROVOCANO UNA SOVRAPRODUZIONE DI CORPI CHETONICI