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Lezione n° 31 del 3-02-2016 Anatomia II

TOPOGRAFIA ANATOMICA DEL CUORE


Paragrafo introduttivo: la professoressa non ha fatto comunicazioni rilevanti

Argomenti: completamento della conformazione esterna del cuore, conformazione interna, topografia toraco-cardiaca

1. COMPLETAMENTO DELLA CONFORMAZIONE ESTERNA


La professoressa mette in evidenza alcuni punti riguardanti la topografia del cuore trattata nella lezione
precedente:

 La base del cuore è caratterizzata dalla presenza degli atri e dall’origine ed il punto di arrivo dei grossi
vasi.
 Durante lo sviluppo embrionale, è presente un dotto, ovvero un punto di comunicazione tra l’arco
aortico ed il tronco polmonare che prende il nome di dotto di Botallo; dopo la nascita, questo si
chiude costituendo un cordone di connettivo fibroso che prende il nome di legamento arterioso.
Infatti, durante la vita fetale, non esiste una vera e propria distinzione tra piccola e grande
circolazione, perché la vascolarizzazione placentare è a carico della gestante.
 L’atrio sinistro è più visibile sulla faccia diaframmatica e parzialmente su quella sterno-costale, quello
destro sulla faccia sterno-costale del cuore. Entrambi, però, presentano delle strutture evidenti a
livello della faccia sterno-costale; si tratta di prolungamenti triangolari chiamati auricole, una per
ciascun atrio. Sono strutture distinte dal punto di vista cito-architetturale: la conformazione interna è
muscolare in quanto costituita dai muscoli pettinati che conferiscono alla struttura un aspetto
trabecolare simile a quello delle pareti ventricolari.

FACCIA DIAFRAMMATICA DEL CUORE

Sono visibili superiormente i due atri e le rispettive auricole; all’atrio sinistro vengono associate quattro vene
polmonari, due a destra e due a sinistra e costituiscono la parte terminale della piccola circolazione e, quindi,
l’arrivo del sangue arterioso ossigenato. All’atrio destro arriva la componente venosa che trasporta il sangue
refluo dalla parte superiore e inferiore del corpo tramite le vene cave superiore ed inferiore. Il tronco
polmonare è visibile a livello della base cardiaca posteriormente e si divide in arteria polmonare destra e
sinistra, responsabili della raccolta del sangue refluo che viene, poi, mandato dal ventricolo destro ai polmoni
per l’ossigenazione.

E’ visibile la prosecuzione del solco coronario, che separa gli atri dai ventricoli ed il solco interventricolare
posteriore longitudinalmente; questi delineano il decorso dei vasi coronari.

La crux cordis è una regione che rappresenta il punto di contatto tra il solco coronario e il solco longitudinale
posteriore. Questo punto identifica una componente anatomica specifica, il seno coronario, sede del
drenaggio venoso del cuore stesso.

2. CONFORMAZIONE INTERNA
ISTOLOGIA DEL CUORE

Dall’interno all’esterno, a livello delle cavità, è presente tessuto endoteliale trabecolare chiamato endocardio,
mentre, più esternamente si trova il tessuto muscolare miocardico definito appunto miocardio. In superficie,
l’epicardio, struttura che definisce la massa muscolare, costituisce la componente viscerale del foglietto del
pericardio sieroso. Tra il foglietto viscerale e quello parietale definito come pericardio propriamente detto,
esiste uno spazio pericardico quasi virtuale, fisiologicamente ridotto che può aumentare in caso di
problematiche cardiache come, ad esempio, infiammazione (pericardite). Il pericardio, però, rispetto alle altre

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membrane sierose, presenta nella sua parte più esterna un’altra componente che rientra nella struttura
anatomica pericardica costituita da tessuto connettivale fibroso e prende il nome di pericardio fibroso.

ATRI E VENTRICOLI

Gli atri sono separati dal setto interatriale ed i ventricoli dal setto interventricolare. Durante lo sviluppo
embrionale, i due atri comunicano tra loro e in seguito il foro ovale o foro di Botallo, di cui rimane
un’impronta, viene obliterato da tessuto connettivale. Dopo la nascita, in condizione fisiologiche, non esiste
comunicazione, se non in senso longitudinale, attraverso il passaggio dall’atrio al ventricolo rispettivo grazie
alla presenza di valvole specifiche.

ATRIO DESTRO E VENTRICOLO DESTRO

L’atrio destro è formato da due parti,


una a pareti lisce definita seno delle
vene cave, in quanto presenta lo
sbocco della vene cave superiore ed
inferiore e costituisce in conformazione
esterna la componente atriale
propriamente detta, distinta
dall’auricola.

L’auricola, invece, presenta i muscoli


pettinati, fibre muscolari trabecolari e,
di conseguenza, la componente non è
liscia. A livello degli atri destro e sinistro, il limite tra la parte trabecolata e quella liscia è rappresentato
esternamente dalla cresta terminale, punto di repere importante per uno dei due nodi del sistema di
conduzione, la componente neuronale che inizia e regola il battito cardiaco.

Associate allo sbocco della vena cava inferiore e al drenaggio proprio del cuore (seno coronario) vi sono due
valvole:

 Valvola di Eustachio: serviva da propulsore sanguigno dalla vena cava verso il foro ovale o di Botallo
e, quindi, dall’atrio destro a quello sinistro per la circolazione placentare. Dopo la nascita perde la
propria importanza perché il neonato ha la propria circolazione, diventa fibrosa con tante trabecole
ed in alcune varianti anatomiche può non esserci
 Valvola di Tebesio: regola il flusso venoso del cuore a livello delle vene che drenano nel solco
coronario

I limiti costituiti dalla valvola di Eustachio, la valvola di Tebesio ed il setto interatriale rappresentano un punto
di repere per il sistema di conduzione del cuore, perché individua il nodo atrioventricolare.

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Il ventricolo destro e l’atrio corrispondente
sono separati dalla valvola tricuspide o
atrioventricolare destra, perché è dotata di
tre strutture a forma triangolare. Queste tre
cuspidi sono associate, tramite delle corde
tendinee connettivali derivanti dalle stesse
cuspidi, alla componente muscolare nel
ventricolo. Tali muscoli, chiamati muscoli
papillari, costituiscono sollevamenti o
prolungamenti conici della componente
muscolare presenti anche nel ventricolo
sinistro.

A ciascuna cuspide è associato un muscolo papillare; alla cuspide anteriore, volta verso la faccia sterno-
costale, è associato il muscolo papillare anteriore, costituito a sua volta da due coni muscolari formati da più
protuberanze, a quella posteriore sulla faccia diaframmatica e la cuspide mediale o settale sono associati i
muscoli papillari omonimi. I tre muscoli papillari sono identici e ciascuno può avere più protuberanze coniche.
Oltre a questi muscoli, all’interno del ventricolo vi è una componente muscolare trabecolata o a trabecole
carnee di cui fanno parte anche i muscoli papillari.

Esistono tre tipi di trabecole carnee:

 Primo ordine: muscoli papillari (corde tendinee e valvola)


 Secondo ordine, di cui la più rilevante è la trabecola setto marginale o di Leonardo, presente solo nel
ventricolo destro. Si tratta di trabecole, la maggior parte delle quali non molto visibile, che fanno da
ponte da un lato all’altro del ventricolo, come, ad esempio, dalla parte laterale al setto
interventricolare del ventricolo stesso
 Terzo ordine, simili ai muscoli pettinati, sono associati alla parete ventricolare e sono sollevamenti
basali della muscolatura ventricolare sia di destra che di sinistra

In alto, a livello della comunicazione con il tronco polmonare, si trova una struttura a pareti lisce definita cono
di efflusso. E’ una regione del ventricolo destro che permette il passaggio del sangue venoso verso il tronco
polmonare, perché dal ventricolo destro vi è una spinta mediata da valvole verso il tronco polmonare. Non
presenta ovviamente trabecole.

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ATRIO SINISTRO E VENTRICOLO
SINISTRO

Hanno conformazione simile agli


omologhi di destra, soprattutto
per quanto riguarda la
componente atriale. Il passaggio
tra atrio e ventricolo è regolato
dalla valvola bicuspide, chiamata
in questo modo perché presenta
due cuspidi, motivo per il quale è
anche detta valvola mitrale
(forma della mitra vescovile).
Ciascuna cuspide è associata ad
un muscolo papillare tramite
corde tendinee e, di
conseguenza, i muscoli sono due, anteriore e posteriore. Entrambi sono associati all’apice cardiaco, porzione
inferiore del ventricolo sinistro. A livello dei ventricolo sinistro e destro, il limite tra la componente a pareti
lisce e quella trabecolare è rappresentato dalla cresta sopraventricolare.

Ventricolo ed atrio sinistri hanno uno spessore maggiore rispetto ai ventricolo e atrio destri, perché il
miocardio è più voluminoso. Perciò, il rapporto tra il volume muscolare complessivo del ventricolo destro e
quello sinistro è di 1:3. La differenza in spessore tra gli atri, invece, non è così spiccata, anche se l’atrio sinistro
è più spesso di quello destro.

VALVOLE CARDIACHE

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Vi sono due tipi di valvole: le valvole atrioventricolari di destra e sinistra, ovvero le valvole tricuspide e mitrale
e le valvole semilunari o a nido di rondine dell’aorta e del tronco polmonare.

Le valvole atrioventricolari vengono chiuse quando le cuspidi aderiscono le une alle altre e, quindi, quando
l’atrio si è svuotato del sangue e lo ha condotto nel ventricolo. Le valvole semilunari regolano il flusso del
sangue a livello aortico e a livello del tronco polmonare e possiedono una struttura diversa.

Innanzitutto, prendono il nome dal fatto di essere costituite, ciascuna, da tre semilune che ricordano i nidi di
rondine; quella aortica media il flusso sanguigno arterioso dal ventricolo sinistro all’aorta ascendente per la
grande circolazione, mentre quella polmonare regola l’efflusso del sangue venoso dal ventricolo destro verso il
tronco polmonare per la piccola circolazione.

Esistono tre semilune per ciascuna valvola chiamate, per quanto riguarda la valvola aortica, semilune sinistra,
destra e posteriore, mentre, per la polmonare, sinistra, destra ed anteriore. Le due semilune più laterali della
valvola semilunare aortica, destra e sinistra, presentano nel loro rigonfiamento degli orifizi addossati alla parte
della massa cardiaca che rappresentano il passaggio dei vasi coronari, l’arteria coronaria sinistra a livello della
valvola semiluna destra e l’arteria coronaria destra a livello della valvola semilunare sinistra.
Le tre semilune presentano dei rigonfiamenti nella loro parte centrale, dei noduli che hanno il compito di
riunirsi e, quindi, di chiudere perfettamente la valvola quando le tre semilune sono aperte. Quando ciascuna
semiluna è addossata alla parete cardiaca, la valvola è aperta ed il sangue dal ventricolo sinistro va verso
l’aorta ascendente. Quando la semiluna non è addossata alla parete ma è spinta verso la parte centrale del
vaso, la semiluna è aperta e, di conseguenza, la valvola è chiusa.

I rigonfiamenti delle semilune si uniscono nel momento in cui la valvola è chiusa e si chiamano noduli di
Aranzio per quanto riguarda la valvola aortica e di Morgagni per quella del tronco polmonare.

Le valvole semilunari sono visibili in conformazione esterna come rigonfiamenti chiamati seni aortici di
Valsalva e seni polmonari di Valsalva.

SCHELETRO FIBROSO DEL CUORE

Le valvole semilunari sono supportate


esternamente da tessuto connettivale
fibroso che le circonda
individualmente e che unisce le varie
valvole tra di loro, costituendo lo
scheletro fibroso del cuore. Esso è
costituito da:

 Tendine del cono, che unisce


le valvole semilunari polmonare e
aortica

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 Trigono fibroso sinistro, che unisce la valvola semilunare aortica alla valvola mitrale
 Trigono fibroso destro, tra la base degli atri e all’inizio dei ventricoli, a livello del setto
interventricolare, unisce le componenti atrioventricolari di destra e sinistra alla valvola semilunare
aortica

FUNZIONAMENTO DELLE VALVOLE ATRIOVENTRICOLARI

Se le valvole atrioventricolari sono aperte, il sangue arterioso


passa dall’atrio al ventricolo. Questo vuol dire che i muscoli
papillari si sono contratti e, essendo associati alla corde
tendinee che risultano tese, tirano, nel caso della valvola
mitrale, verso l’apice cardiaco, coinvolgendo anche le cuspidi
e, di conseguenza, la valvola è aperta. Quando il muscolo
papillare è rilassato, rilascia le corde, le cuspidi allentate si
chiudono e la valvola risulta chiusa.

CIRCONFERENZA DELLE VALVOLE CARDIACHE

Maschio Femmina
Tricuspide 12 cm 10.5 cm
Bicuspide 10.2 cm 9 cm
Tronco polmonare 7.2 cm 6.8 cm
Aorta 7 cm 6.5 cm

3. TOPOGRAFIA TORACO-CARDIACA
Si intende la proiezione del cuore sulla parete toracica e l’individuazione delle valvole e sede di auscultazione
delle quattro valvole, all’interno dei limiti della proiezione sul torace o aia cardiaca.

Integrazioni: eventuali integrazioni sono disponibili nell’apposita comunità didattica