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5/10/17

GIUSNATURALISMO
pg.222 Il giusnaturalismo è dottrina che afferma l'esistenza di un diritto naturale (insieme di
norme ricavabili razionalmente) anteriormente all'esistenza del diritto positivo espresso nelle
legislazioni storiche.
Il Giusnaturalismo teorizza l'idea di un ius naturae (diritto di natura) ma questa idea non fa per la
prima volta nel 1600 la propria comparsa nel pensiero occidentale, in realtà è un idea che appartiene
a pieno titolo alla cultura giuridico politica dell'antichità tanto è vero che essa era presente nel
pensiero stoico; gli stoici teorizzavano l'idea di una legalità che fosse coestesa all'umanità: ovvero
che tutti i luoghi fossero governati da una stessa legge di natura; è presente in Cicerone che ha preso
tanto dallo stoicismo; è presente tanto nei giuristi romani Ulpiano; solo con l'età moderna dà luogo
a una tradizione giuridico-filosofica. Tutti i giusnaturalisti sono accomunati da comuni obiettivi
polemici, dalla metodologia e i problemi e concetti chiave presenti;
Obbiettivi polemici: 1)Come teoria dell'indagine dello stato il giusnaturalismo è in contrasto con il
modello aristotelico perché il modello aristotelico teorizza una genesi dello stato di tipo naturale:
lo stato sorge spontaneamente esattamente come vengono alla luce tutti gli organismo naturali e
l'individuo forma la famiglia perché solo in essa l'individuo raggiunge un primo livello di
autosufficienza;
2)che risposta si dà alla domanda cos'é che dà il diritto di esercitare il potere politico? A questa
domanda il giusnaturalismo si oppone contro coloro i quali ritengono che per esercitare il potere
politico ci vuole una titolarità di tipo divino, cioè un mandato di Dio; il giusnaturalismo,in tal
proposito, dirà che ciò che dà diritto all'esercizio del potere è l'esistenza di un contratto che è
stato stipulato con coloro i quali sono ciò su cui viene esercitato il potere politico;

Ciò a cui si dice sì invece è la metodologia di tipo deduttivo che è mutuata dalla dimostrazione
geometrica del metodo euclideo,mentre respinge il metodo induttivo di origine empirica( ricavare
le leggi naturali dalle leggi comuni a tutti i popoli civili); opera attribuita ad Euclide ha come titolo
Elementa Geometriae, opera che gode di grande fortuna a partire dal 1500 e la cui fortuna è
strettamente associata alla rivoluzione scientifica che avviene nel 1500; questo paradigma
metodologico non solo si afferma in maniera egemone nella fisica ma si impone ad altre discipline
(filosofiche e giuridiche).

I concetti comuni o postulati teorici che caratterizzano il giusnaturalismo sono:


1) extra republica nulla salus: non c'è sicurezza al di fuori dello stato, dove sicurezza è l'integrità
del corpo politico; vi è un'espressione simile che è presente all'interno della teologia cattolica →
extra ecclesia nulla salus; il passaggio tra le due proposizioni è un passaggio di laicizzazione del
concetto di salvezza; la salvezza di tipo soprannaturale diventa la salvezza del corpo politico; questa
laicizzazione è dovuta al fatto che si è nel periodo della riforma e la massima extra ecclesia nulla
salus, invece di assicurare la sicurezza è fonte della guerra civile e per questo si afferma un pensiero
politico di tipo laico secondo cui la vera salvezza è la sicurezza del corpo politico che non deve
essere lacerato da differenze religiose: il sovrano ha legislazione a partire dal corpo politico non a
partire da Dio.
2)lo stato è tale non per natura ma per contratto
3)l'istituzione dello stato comporta il passaggio da uno stato di natura ad uno stato civile: lo stato di
natura è altro dallo stato civile: tra i due c'è discontinuità.
4)la discontinuità comporta l'intervento di un contratto che comporta il consenso delle parti;
l'appartenente ad una comunità intanto è obbligato nella misura in cui fa parte del contatto ed ha
dato il proprio consenso ad esso
5)la legge naturale non basta per dare origine allo stato ma lo ius naturae è il paradigma a cui si
deve ispirare l'opera del corpo legislativo: la comunità politica, una volta che è nata, deve darsi
delle leggi, il cui modello è lo ius naturae (leggi che possono essere dedotte tramite l'utilizzo della
ragione) (le leggi positive sono dette tali perché sono state poste da un'autorità che può emanare le
leggi;)la legge naturale funge da u. di misura: si possono esaminare i valori delle leggi positive
confrontandole con le norme che scaturiscono dallo ius naturae.
((se Aristotele dice: la donna è differente dall'uomo per natura e siccome lo stato è stato naturale
esso incorpora e consolida le differenze naturali VS i giusnaturalisti ritengono che tutti sono uguali
per natura e di conseguenza la comunità politica che nasce dal contratto non può che sancire
l'uguaglianza naturale degli individui.))
Vi sono poi differenze sostanziali tra i giusnaturalisti:
1)lo stato di natura è concepito in maniera differente quanto ai rapporti che intercorrono tra i singoli
uomini; per Hobbes lo stato di natura è grado zero della società ,è una guerra di tutti contro tutti (in
cui tutti hanno diritto a tutti) e generalizza la massima lucreziana homo homini lupus; il problema
della salus qui acquista un significato pregnante; al contrario di Hobbes c'è il pensiero di Rosseau
che sostiene che lo stato di natura ,è sempre grado zero della società ma è oggetto di nostalgia che
non può mai ricevere soddisfazione: perché l'uomo ha perso una condizione felice preesistente; in
mezzo a queste due posizioni vi sono pensatori come Grozio,Locke i quali sostengono che lo stato
di natura tende a peggiorare progressivamente e man mano che peggiora vi è esigenza di passare
allo stato civile, per assicurare la salus dell'individuo;
2)questa seconda differenza stà nel fatto che lo stato civile nel caso di Lock conserva diritti di
libertà,uguaglianza e proprietà presenti in natura; Hobbes dice che lo stato civile non nasce per
conservare tali diritti ma scambiando questi diritti con il diritto alla sicurezza (l'uomo rinuncia per la
propria salvezza a parte o tutto della propria libertà,uguaglianza,proprietà)

6/10/17 Jean Bodin


Bodin è teorico del concetto di sovranità; Bodin teorizza l'incontrastata autorità del potere
civile,fonte e garanzia del bene supremo dell'ordine, la salus che viene assicurata dalla republica;
suggerisce la via d'uscita alla crisi di gestazione . Sta nascendo il patto dell'assolutismo: un potere
statale assolutamente centralizzato che riunisce nelle proprie mani il potere legislativo, quello
esecutivo e quello giudiziario; la risposta alle guerre di religione è che la sicurezza può essere
assicurata da un potere assoluto; per Bodin l'assolutismo non deriva dal desiderio di potere del
singolo ma nasce come risposta al bisogno di sicurezza della società francese di fronte ai conflitti
religiosi;
la sovranità è potere indivisibile, è inalienabile ovvero il titolare della sovranità non può conferirla
ad altri, perpetua,sì periscono i singoli re ma il corpo sovrano e le dinastie non periscono, non
limitata: non c'è nulla che limiti il popolo nell'esercizio del suo potere (né potere superiore,nè
inferiore); il progetto dello stato assolutistico smantella la pluralità di poteri presenti nel medioevo:
in cui c'erano molti poteri ma nessuno dei quali si imponeva sugli altri; per il concetto di sovranità
la sfera politica è indipendente da quella religiosa come la sfera pubblica è autonoma da quella
privata: ciò si conciglia col pensiero giusnaturalistico;

Per Bodin lo stato è l'unione del popolo sotto una signoria sovrana ovvero il governo legittimo che
si esercita con potere sovrano su diverse famiglie e su tutto ciò che hanno in comune tra di loro; lo
stato è governo legittimo → per essere stato non basta governare ma bisogna farlo in maniera
legittima e questo governo si esercita con potere sovrano, il cui oggetto sono famiglie e tutto ciò che
hanno in comune tra di loro; per sovranità Bodin intende quel potere assoluto e perpetuo che è
proprio dello stato; il potere del sovrano è legibus solutus → non c'è alcuna legge che può limitare
le prerogative del potere sovrano; non è cioè limitato da leggi positive; il sovrano può fare e disfare
qualsiasi legge positiva ma deve tener presente tanto la legge naturale quanto quella divina; il potere
sovrano è anche perpetuo,inalienabile ed irrevocabile. Non c'è una comunità che preesiste allo stato:
prima dello stato possono esistere famiglie o entità religiose ma la norma politica trascende vincoli
familiari,religiosi, economici; il carattere prescrittivo delle leggi dello stato non scaturisce dal fatto
che si ha la stessa religione o lingua perché la norma per es. non uccidere vale a prescindere dalla
identità religiosa, comunanza territoriale, quindi la comunanza di consuetudini, leggi,lingua
,religione non fa di un uomo un cittadino, l'essere cittadino significa essere sottoposti ad un potere
sovrano che non si identifica con nessuna delle identità particolari di lingua, religione ,comunanza
territoriale; per fare una comunità politica ci vuole un sovrano che non possiede identità
territoriale,economica,religiosa etc. (i sudditi possono avere lingua,religione diversa ma devono
rispettare le stesse norme). Tutti gli istituti della società civile intanto hanno dei poteri in quanto essi
vengono loro conferiti dal potere sovrano; potere assoluto non vuol dire potere arbitrario: il potere
sovrano è sottoposto alla summa potestas di Dio: deve riconoscere , è vincolato dalle leggi divine e
naturali; vi sono poi altri limiti che il sovrano deve seguire che non sono né leggi naturali, né divine,
ovvero : il dovere di onorare i patti (pacta sunt servanda), le convenzioni, i giuramenti nei confronti
dei sudditi, deve rispettare le leges imperii: quelle che nei nostri sistemi sono le costituzioni; tra le
leges imperii : vi è l'inalienabilità del territorio dello stato ed il sistema di divisione della società in
ordini;
di fronte a queste tendenze di tipo neoutopistico di stampo comunistico che compaiono nel
pensiero politico religiose che teorizzavano ritorno a delle forme di proprietà comune, Bodin
difende i diritti della proprietà privata → polemizza con la repubblica di platone; il potere sovrano
deve ben guardarsi dal governare i beni privati delle famiglie ma ha l'obbligo di provvedere a ciò
che esse hanno in comune: ponti ,strade, sicurezza pubblica; il sovrano intanto può toccare dei beni
nella misura in cui essi sono comuni; questo comporta che il sovrano doveva amministrare al
meglio per il bene delle singole famiglie; il sovrano non può intromettersi all'interno della famiglia
che diventa l'atomo inscindibile del potere sovrano; non è un limite all'azione del sovrano il diritto
consuetudinario, ciò verrà fatto valere con forza da Luigi XIV che di fronte ai parlamenti dirà che i
loro diritti precedenti non hanno valore di fronte alla parola del re → intanto essi possono essere
esercitati nella misura in cui sono tacitamente ammessi dal sovrano;
Per Bodin la migliore forma di governo è la monarchie royale,nella quale il sovrano governa
nell'interesse dei sudditi amministrando al meglio i beni comuni senza utilizzare i beni privati delle
famiglie;
la distinzione della monarchia legittima dalla tirannia e dal dispotismo è l seguente: sia il despota
che il tiranno sono signori dei beni dei sudditi ma il despota, che è stato correttamente
designato,occupa in maniera legittima la carica, il tiranno ha usurpato la carica; la tirannide è per
essenza in legale non tanto per il modo in cui essa è esercitata quanto per la presa illegale del
potere; ci si può opporre al tiranno per Bodin? Se si tratta di un tiranno ex defectu tituli( senza il
titolo di esercitare il potere) la resistenza attiva è doverosa perché esiste il diritto di una sovranità da
restaurare; se si tratta di un tiranno ex defectu exercitii ((un despota)) (una persona che esercita il
potere con violenza avendo occupato legittimamente il potere) la resistenza non è ammissibile
perché chi agisce da tiranno è pur sempre sovrano legittimo;

31/10/17 Grozio
Il pade del giusnaturalismo è l'olandese Grozio; è il padre del diritto internazionale; prima
dell'esplosione della riforma protestante lo stato della chiesa deteneva la prerogativa di fungere da
mediatore nei rapporti internazionale anche perché distingueva di cardinali e funzionari che
avevano grandi capacità, il cattolicesimo era anche un fattore universalistico che legittimava il
potere di legittimazione della chiesa; questa situazione crolla con il 517; i principi protestanti non
accettano più la mediazione ecclesiastica nelle controversie internazionali , si pone il problema di
fondare diritti internazionali su basi indipendenti da legittimazioni di tipo confessionali; in questo
contesto Grozio vuole dare fondamenta al diritto internazionale su basi aconfessionali e sulla base
della propria ragione; non solo,quindi, i rapporti tra gli individui possono essere regolati secondo
ragione ma anche i rapporti tra gli stati possono essere regolati secondo ragione; anche in una
situazione di guerra le norme del diritto non sono sospese; per dare fondamento a questo
programma Grozio formula la propria concezione politica che parte da una concezione
antropologica che sostiene che nel rapporto tra gli stati,così come nel rapporto tra i singoli individui
c'è un appetitus societatis, una inclinazione naturale dell'uomo verso la pace: l'esistere insieme agli
altri in maniera pacifica è bene autonomo presente in ogni uomo; Grozio non nega che esista l'utile
né che gli uomini siano condizionati dal timore della punizione : ma la pace non si identifica né con
l'utile né col timore della punizione: l'appetitus presente in ogni essere umano è una pulsione di tipo
autonomo;
Grozio spiega la nascita della società e dello stato; siccome gli uomini sono mossi da appetitus
societatis danno forma a delle consociazioni di carattere naturale; in un primo tempo (all'inizio della
storia umana) esiste una disponibilità illimitata di risorse( la terra è a disposizione di tutti9; man
mano che la storia umana si sviluppa, man mano che c'è una crescita demografica si passa ad un
regime di scarsità di risorse; quando interviene la scarsità di terra, di beni inizia la proprietà privata:
si passa da un comunismo originario ,che trova la propria giustificazione nel diritto naturale, ad un
regime privatistico; quando si passa ad un regime privatistico cominciano i conflitti sulla proprietà;
per regolare tutto questo gli uomini stipulano un contratto, presente come figura teorica comune a
tutte le forme di giusnaturalismo, che non fa altro che tradurre in leggi positive i concetti
fondamentali del diritto naturale; i principi che sono al centro del diritto naturale e che attraverso il
contratto ci si preoccupa di tutelare riguardano innanzitutto la tutela della proprietà privata e sono:
1)astenersi dalle cose altrui; 2)rendere ad altri ciò che è loro; 3) pacta sunt servanda 4) bisogna
pagare i danni che si procurano alle proprietà altrui 5) bisogna sopportare la pena per i reati
commessi. Queste cinque regole secondo Grozio sono evidenti alla sola ragione che devono essere
incorporate all'interno del contratto che dà vita all'organismo sociale; nell'organismo sociale è
prevista una sanzione attraverso le leggi positive;
Lo stato quindi nasce come entità artificiale e la delega ai governanti può essere revocata; se però
Grozio si pone in un'ottica contrattualistica del punto di vista della nascita dello stato non pensa che
sia possibile il diritto di resistenza e quindi in Grozio permane la stessa ottica che era stata di Bodin.
Tra le opere di diritto internazionale scritte da Grozio ce ne è una molto importante che ha come
titolo: mare apertum e riguarda il diritto marittimo ed in particolare il diritto di navigazione sui
mari; questa opera venne alla luce in un momento in cui gli stati europei rivendicavano il diritto di
estendere la propria sovranità sulle zone di mare prospicienti la propria costa; a questa opera rispose
un inglese con un trattato che aveva come titolo mare clausum che asseriva l'opposto; (l'Inghilterra
andrà incontro a varie guerre con l'Olanda a causa della regolamentazione degli scambi via mare,
l'Inghilterra voleva colpire il primato della flotta mercantile olandese che era la prima del mondo)

Althusius
Althusius è un altro giusnaturalista che sostiene che tutte le entità sociali, dalla famiglia alle
corporazioni,alle associazioni economiche sono su base contrattuale; dall'aggregazione di queste
entità di tipo contrattuale ne scaturiscono entità di tipo superiore sempre su base contrattuale e
sempre completamente revocabili, ((in Aristotele questo dinamismo aveva origine naturale mentre
per Althusius contrattuale)) fino al crearsi dello stato; lo stato era pensato da Althusius come una
federazione di entità → questi contratti che intervengono a livelli via via superiori creano dei
contratti di tipo federativo; Althusius era infatti un pensatore antiassolutistico che non crede in uno
stato centrale forte che accentri su di sé tutti i poteri ma è considerato il padre del federalismo
burocratico nel quale esiste sì uno stato centrale ma in qualsiasi momento i singoli appartenenti
possono recedere dal patto; la matrice della concezione di Althusius è di tipo ugonotto che riflette
l'idea di matrice calvinistica dei poteri che scaturiscono dal basso ed in quanto tali sono revocabili;
durante le guerre civili in Francia gli Ugonotti si erano federati insiemi e le varie città ugonotte
avevano creato delle leghe perfettamente amministrate che mostravano la bontà del modello
federativo che storicamente era distinato a scomparire perché si era formato il potere assolutistico.