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GROZIO Il maggior rappresentante del giusnaturalismo fu Ugo Grozio, la cui opera principale Il diritto della guerra e della pace.

. Il punto di partenza di quest'opera l'identificazione di ci che naturale e ci che razionale, fondata sul presupposto che la natura dell'uomo la ragione. Proprio sulla ragione fondato il diritto naturale. Le azioni comandate dalla ragione sono obbligatorie, ma sono comandate o vietate da Dio; le azioni giudicate positivamente dagli uomini e da Dio, diventano lecite e illecite solo in virt delle leggi che gli uomini o Dio stabiliscono. Anche Grozio ammette la teoria contrattualistica per la quale ogni comunit umana fondata su un patto originario, ma non ammette la tesi che la sovranit spetta solo al popolo. Grozio afferma che il patto abbia potuto trasferire la sovranit dal popolo al principe ma egli deve rispettare determinate condizioni che se non rispettate, il patto si risolve e il popolo acquista il diritto di resistere ai voleri del principe. Inoltre esiste per Grozio una religione naturale, fondata anch'essa sulla ragione, che si riduce a quattro principi fondamentali: 1- Dio esiste ed uno. 2- Dio non si identifica con le cose visibili ma superiore ad esse. 3- Dio governa e giudica tutte le cose umane. 4- Dio l'artefice di tutte le cose naturali. A questi principi fondamentali le altre religioni aggiungono altre nozioni che non hanno lo stesso fondamento razionale perci non si pu punire come delitto l'eresia religiosa. HOBBES La condizione presociale e il diritto di natura Hobbes ha voluto basare la sua politica su pochi postulati, e ha concepito questa scienza per analogia alla geometria, ossia come fondata su pochi principi dai quali viene necessariamente dedotta lintera costruzione. La necessit della scienza politica un riflesso della necessit che agisce nelle volont umane Lintera scienza politica, per Hobbes, deriva da due postulati: la bramosia naturale (cupiditas naturalis): per la quale ognuno pretende di godere da solo (egoismo) dei beni comuni; la ragione naturale (ratio naturalis): per la quale ognuno cerca di fuggire dalla morte violenta; Il primo postulato esclude che luomo sia per natura un animale politico: in questo modo Hobbes non nega che gli uomini abbiano bisogno gli uni degli altri, ma nega che gli uomini abbiano per natura un istinto che li porti alla benevolenza e alla concordia. Secondo una vecchia definizione, luomo ha bisogno degli altri uomini per essere felice, secondo Hobbes, invece, gli uomini sono felici solo quando seguono il proprio interesse, quindi, sono egoisti e asociali. In poche parole, Hobbes nega lesistenza di un amore naturale delluomo verso il suo simile. Insomma, ogni associazione spontanea nasce dal bisogno reciproco o dallambizione, ma mai dallamore o dalla benevolenza verso gli altri. Per questo motivo, secondo Hobbes, lorigine delle pi grandi e d urature societ risiede nella ricerca delluomo del proprio interesse e nel timore reciproco, e non nella benevolenza. Le cause di tale timore sono: - luguaglianza naturale tra tutti gli uomini, che Hobbes intende come comune vulnerabilit, poich la natura ha equamente distribuito intelligenza e forza, allora chiunque pu dare la morte a un altro uomo e quindi tutti vivono nella paura. - la volont naturale di godere dei beni messi a disposizione dalla natura: unita allinsufficienza di tali beni per tutti, essa porta gli uomini a danneggiarsi a vicenda.

Proprio questa naturale volont di nuocersi a vicenda, fa s che lo stato di natura sia uno stato di guerra incessante di tutti contro tutti (bellum omnium contra omnes). In questo stato, nulla giusto: non ci sono n legge n potere, per cui impossibile distinguere il giusto dallingiusto. Ognuno ha diritto su tutto, persino sulla vita degli altri (homo homini lupus); questo, comunque, potrebbe essere riconosciuto come un istinto naturale che non pu essere soppresso. Tuttavia, non essendo tale istinto contrario alla ragione, esso pu essere chiamato diritto, in quanto non contrario alla ragione fare di tutto per difendersi, prevalere sugli altri e sopravvivere. La ragione calcolatrice e la legge naturale Questa condizione di guerra universale non pu tuttavia realizzarsi e stabilirsi pienamente, poich in questo caso si arriverebbe allannientamento del genere umano. Se luomo fosse privo di ragione, la condizione di guerra totale sarebbe insuperabile e il principio e la fine della sua storia sarebbero la distruzione della sua specie. Ma la ragione umana la capacit di prevedere e provvedere ai bisogni e alle esigenze delluomo mediante un attento calcolo: la ragione naturale, quindi, che suggerisce alluomo la via duscita da una tale precaria condizione, proibendo a ciascun individuo di fare ci che provoca la distruzione della vita e di omettere ci che serve a conservarla meglio. Questo principio pertanto il fondamento di tutte le leggi naturali. La legge naturale un prodotto della ragione umana, che per Hobbes, unattivit finita, condizionata dal contesto in cui opera, una tecnica calcolatrice capace di prevedere le situazioni future e di fare in vista di esse le scelte pi convenienti. Di conseguenza le norme fondamentali della legge naturale, mirano ad imporre alluomo una disciplina che gli procuri una sicurezza almeno relativa e la possibilit di dedicarsi a quelle attivit che gli rendono la vita agevole. Si tratta di una tecnica di autoconservazione, la cui prima norma : Cercare e conseguire la pace in quanto si ha la speranza di ottenerla; e, quando non si pu ottenerla, cercare e usare tutti gli ausili e i vantaggi della guerra. Tale legge (pax est quaerenda), afferma in poche parole che bisogna sempre cercare la pace e che bisogna usare la guerra solo quando non si pu conseguire la prima. La seconda legge simile al precetto evangelico secondo il quale non devi fare agli altri ci che non vorresti fosse fatto a te. Tale legge implica che gli uomini stringano tra loro patti con i quali rinuncino al loro diritto originario o lo trasferiscano a determinate persone (ius in omnia retinendum); in questo modo, quindi, si pu uscire dallo stato di natura. Ma ovviamente i patti per essere tali devono essere mantenuti; per tale motivo la terza legge naturale, chiamata (pacta servanda sunt), che bisogna stare ai patti, cio osservare la parola data. Lo Stato e lassolutismo Latto fondamentale che porta dallo stato di natura allo stato civile quello corrispondente alla seconda legge naturale, ovvero la stipulazione di un contratto con il quale gli uomini rinunciano al diritto illimitato dello stato e di natura e lo trasferiscano ad altri. Solo se ciascun individuo sottomette la propria volont un unico uomo o a unassemblea nei confronti del quale non oppone resistenza, si ha una stabile difesa della pace e dei patti di reciprocit in cui essa consiste. Realizzato tale trasferimento, si ha lo Stato o societ civile, detto anche persona civile (perch rappresenta la volont di tutti). Colui che rappresenta questa persona il sovrano, o Leviatano, e ha potere assoluto; tutti gli altri sono sudditi.

La teoria di Hobbes dello Stato e del potere sovrano considerata tipica dellassolutismo politico. Ci perch: 1- Hobbes insiste sullirreversibilit e unilateralit del patto fondamentale. Il diritto dello Stato nasce dai patti dei sudditi tra loro e non da un patto tra i sudditi e lo Stato; e per tale motivo, una volta costituito lo Stato, i cittadini non possono dissolverlo. 2- Hobbes ritiene che il potere sovrano indivisibile, ovvero non pu essere distribuito tra poteri diversi che si limitano a vicenda. 3- Hobbes ritiene che il giudizio sul bene e sul male appartenga allo Stato e non ai cittadini; se fosse il contrario lobbedienza allo Stato sarebbe condizionata dalla variet dei criteri individuali e lo Stato si dissolverebbe. 4- Secondo Hobbes competenza dello Stato quella di esigere obbedienza anche per ordini ritenuti peccaminosi o ingiusti (obbedienza assoluta al sovrano). 5- Secondo Hobbes la stessa sovranit nega il tirannicidio. 6- In quanto tale lo Stato contiene in s anche lautorit religiosa e non pu riconoscere unautorit religiosa indipendente: pertanto Stato e Chiesa coincidono. Hobbes nega che il sovrano sia comunque soggetto alle leggi dello Stato. Infatti questo non ha nessun obbligo verso i cittadini. Questa caratteristica dellassolutismo non significa, che le azioni dello Stato non abbiano dei limiti: neppure esso pu comandare di uccidere o ferire e, in generale, non pu negare alluomo qualsiasi cosa necessaria alla vita o obbligarlo a fare qualcosa. Tuttavia il suddito libero solo in ci che il sovrano non ha prescritto con le leggi.