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TIPOLOGIA B.

SAGGIO BREVE

AMBITO: ARTISTICO LETTERARIO

Consegne: Sviluppa l’argomento scelto o in forma di “saggio breve”, utilizzando i documenti e i dati che lo
corredano. Interpreta e confronta i documenti e i dati forniti e su questa base svolgi, argomentandola, la
tua trattazione, anche con opportuni riferimenti alle tue conoscenze ed esperienze di studio. Da’ al saggio
un titolo coerente con la tua trattazione e ipotizzane una destinazione editoriale (rivista specialistica,
fascicolo scolastico di ricerca e documentazione, rassegna di argomento culturale, altro).Se lo ritieni,
organizza la trattazione suddividendola in paragrafi cui potrai dare eventualmente uno specifico titolo.

ARGOMENTO: ILLUMINISMO, LIBERTA' E TOLLERANZA

DOCUMENTI:

1. Avrei voluto vivere e morire libero, cioè totalmente sottomesso alle leggi, ché né io né alcun altro potesse
scuoterne l'onorevole giogo, quel giogo salutare e dolce, che le teste più fiere portano tanto più docilmente,
in quanto son fatte per non portarne alcun altro. Avrei voluto dunque che nello stato nessuno potesse dirsi al
disopra della legge, (…) perché, quale che possa essere la costituzione di un governo, se vi si trovi un uomo
solo, che non sia sottomesso alla legge, tutti gli altri sono necessariamente alla discrezione di quello.

Jean Jacques Rousseau, Discorso sull'origine e i fondamenti della disuguaglianza fra gli uomini, 1754

2. La tolleranza è una conseguenza necessaria della nostra condizione umana. Siamo tutti figli della fragilità:
fallibili e inclini all'errore. Non resta, dunque, che perdonarci vicendevolmente le nostre follie. È questa la
prima legge naturale, il principio a fondamento di tutti i diritti umani. (...) Il diritto all'intolleranza è assurdo e
barbaro: è il diritto delle tigri; è anzi ben più orrido, perché le tigri non si fanno a pezzi che per mangiare, e
noi ci siamo sterminati per dei paragrafi.
Voltaire,trattato sulla tolleranza, 1763

3.Noi riteniamo che le seguenti verità siano di per se stesse evidenti; che tutti gli uomini
sono stati creati uguali, che essi sono dotati dal loro Creatore di alcuni Diritti inalienabili, che fra questi
sono la Vita, la Libertà e la ricerca delle Felicità; che allo scopo di garantire questi diritti, sono creati fra gli
uomini i Governi, i quali derivano i loro giusti poteri dal consenso dei governati; che ogni qual volta una
qualsiasi forma di Governo, tende a negare tali fini, èDiritto del Popolo modificarlo o distruggerlo, e creare
un nuovo governo, che ponga le sue fondamenta su tali principi e organizzi i suoi poteri nella forma che al
popolo sembri più probabile possa apportare Sicurezza e Felicità.

Dalla dichiarazione di indipendenza degli Stati Uniti d'America, 4 luglio 1776.Art1

4. Gli uomini nascono e rimangono liberi e uguali nei diritti. Le distinzioni


sociali non possono essere fondate che sull’utilità comune. Il fine di ogni associazione politica è la
conservazione dei diritti naturali ed imprescrittibili dell’uomo. Questi diritti sono la libertà, la proprietà, la
sicurezza e la resistenza all’oppressione. Il principio di ogni sovranità risiede essenzialmente nella Nazione.
Nessun corpo o individuo può esercitare un’autorità che non emani direttamente da essa La libertà consiste
nel poter fare tutto ciò che non nuoce ad altri; così, l’esercizio dei diritti naturali di ciascun uomo ha come
limiti solo quelli che assicurano agli altri membri della società il godimento di questi stessi diritti. Questi
limiti possono essere determinati solo dalla legge .La legge ha il diritto di vietare solo le azioni nocive alla
società. Tutto ciò che non è vietato dalla legge non può essere impedito, e nessuno può essere costretto a fare
ciò che essa non ordina.
La legge è l’espressione della volontà generale. Tutti i cittadini hanno diritto di concorrere, p
ersonalmente o mediante i loro rappresentanti, alla sua formazione. Essa deve essere uguale per tutti, sia che
protegga, sia che punisca. Tutti i cittadini essendo eguali ai suoi occhi sono ugualmente ammissibili a tutte le
dignità, posti ed impieghi pubblici secondo le loro capacità, e senza altra distinzione che quella della loro
virtù e dei loro talenti.

Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo e del cittadino, Parigi,1789.

5 . N o n è d u n q u e l a p e n a d i m o r t e u n diritto, mentre ho dimostrato che tale essere non può, ma è


una guerra della nazione con un cittadino, perché giudica necessaria o utile la distruzione del suo essere. Ma
se dimostrerò non essere la morte né utile né necessaria, avrò vinto la causa dell'umanità. La morte di un
cittadino non può credersi necessaria che per due motivi. Il primo, quando anche privo di libertà egli abbia
ancora tali relazioni e tal potenza che interessi la sicurezza della nazione; quando la sua esistenza possa
produrre una rivoluzione pericolosa nella forma di governo stabilita. La morte di qualche cittadino divien
dunque necessaria quando la nazione ricupera o perde la sua libertà, o nel tempo dell'anarchia, quando i
disordini stessi tengon luogo di leggi; ma durante il tranquillo regno delle leggi, in una forma di governo per
la quale i voti della nazione siano riuniti, ben munita al di fuori e al di dentro dalla forza e
dalla opinione, forse piú efficace della forza medesima, dove il comando non è che presso il vero sovrano,
dove le ricchezze comprano piaceri e non autorità, io non veggo necessità alcuna di distruggere un
cittadino, se non quando la di lui morte fosse il vero ed unico freno per distogliere gli altri
dal commettere delitti, secondo motivo per cui può credersi giusta e necessaria la pena di morte.

Cesare Beccaria,Dei delitti e delle pene, 1764

6.
Va per negletta via
Ognor l’util cercando
La calda fantasìa,
Che sol felice è quando
L’utile unir può al vanto
Di lusinghevol canto.
Giuseppe Parini, La salubrità dell'Aria, 1759