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Diritto Costituzionale Riassunto Del Bin Pitruzzella.

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Diritto Costituzionale Riassunto Del Bin
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INDICE
Introduzione pag. 3
Capitolo I Lo stato: nozioni introduttive pag. 4Capitolo II Forme di stato pag. 14Capitolo III
La Costituzione pag. 32Capitolo IV Forme di Governo pag. 38Capitolo V Lorganizzazione
costituzionale in Italia pag. 52Capitolo VI Regioni e Governo locale pag. 86Capitolo VII
Lamministrazione della giustizia pag. 94Capitolo VIII Fonti: nozioni generali pag.
99Capitolo IX Le fonti dellordinamento italiano: stato pag. 110Capitolo X Le fonti delle
autonomie pag. 128Capitolo XI Fonti comunitarie pag. 135Capitolo XII Giustizia
costituzionale pag. 144Capitolo XIII Diritti e libert pag. 155Errata corrige della VII edizione
pag. 169Domande e risposte tratte dal sito www.diritto-manuali.com pag. 170Testo della
Costituzione pag. 205
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INTRODUZIONE





Il termine diritto viene impiegato, nel linguaggio tecnico dei giuristi, in almeno due
significatidiversi:
a)in senso soggettivo, indica una pretesa (esempio: un mio diritto!);
b) in senso oggettivo , diritto indica un insieme di norme giuridiche, ossia un
ordinamento giuridico
.Definire il diritto (in senso oggettivo) come un insieme di norme giuridiche non
risolve affatto ilproblema, ma lo sposta sulla definizione di
norma giuridica
.Ogni comportamento umano giudicato secondo regole. Oggi, il giurista non
esiterebbe a dirci checi che chiamiamo diritto linsieme delle regole poste dallo
Stato, e fornite della sua sanzione, la
coercizione
. Il diritto posto dalle altre istituzioni sociali (famiglia, associazioni, partiti) non ci
apparefatto di
norme giuridiche
. Esse sembrano piuttosto norme sociali, che saranno s anchesse sanzionate,ma con
sanzioni sociali (esempio: lespulsione dal gruppo).In sintesi da un lato sta il diritto
vero
, quello dello Stato (o derivato dallo Stato), fatto di
vere
norme giuridiche, il cui rispetto garantito dal ricorso alla
forza pubblica
; dallaltro stanno ifenomeni paragiuridici, regolati da norme sociali
1
.Altra distinzione tra
diritto pubblico
, che tratta dei rapporti tra lautorit pubblica ed i privati e
diritto privato
, che tratta dei rapporti tra soggetti privati, che stanno in posizione di parit.
1

Ad esempio se uno non cede il passo ad una signora al massimo far la figura del cafone e
verrignorato dalla societ, ma non verr sbattuto in galera!



Il termine diritto viene impiegato, nel linguaggio tecnico dei giuristi, in almeno due
significatidiversi:a)

in senso soggettivo
, indica una
pretesa
(esempio: un mio diritto!);b)

in senso oggettivo
, diritto indica un insieme di norme giuridiche, ossia un
ordinamento giuridico
.Definire il diritto (in senso oggettivo) come un insieme di norme giuridiche non risolve affatto
ilproblema, ma lo sposta sulla definizione di
norma giuridica
.Ogni comportamento umano giudicato secondo regole. Oggi, il giurista non esiterebbe a dirci
checi che chiamiamo diritto linsieme delle regole poste dallo Stato, e fornite della sua sanzione,
la
coercizione
. Il diritto posto dalle altre istituzioni sociali (famiglia, associazioni, partiti) non ci apparefatto di
norme giuridiche
. Esse sembrano piuttosto norme sociali, che saranno s anchesse sanzionate,ma con sanzioni
sociali (esempio: lespulsione dal gruppo).In sintesi da un lato sta il diritto
vero
, quello dello Stato (o derivato dallo Stato), fatto di
vere
norme giuridiche, il cui rispetto garantito dal ricorso alla
forza pubblica
; dallaltro stanno ifenomeni paragiuridici, regolati da norme sociali
1
.Altra distinzione tra
diritto pubblico
, che tratta dei rapporti tra lautorit pubblica ed i privati e
diritto privato
, che tratta dei rapporti tra soggetti privati, che stanno in posizione di parit.
1

Ad esempio se uno non cede il passo ad una signora al massimo far la figura del cafone e verrignorato dalla societ, ma
non verr sbattuto in galera!


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4
CAPITOLO ILO STATO: NOZIONI INTRODUTTIVE
1. IL POTERE POLITICO
Il
potere politico
quella specie di potere sociale che si basa sulla possibilit di ricorrere, in ultimaistanza, alla forza
legittima per imporre la propria volont.Il
potere sociale
la capacit di influenzare il comportamento di altri individui. Ci che assumerilievo
il mezzo
attraverso cui si esercita questazione di influenza sul comportamento altrui. Inbase al mezzo
usato, si distinguono tre tipi diversi di potere sociale:
1)
il potere economico
, 2)
il potereideologico
, 3)
il potere politico
.
1) Il
potere economico
quello che si avvale del possesso di certi beni necessari, in una situazionedi scarsit, per indurre
coloro che non li posseggono a seguire una determinata condotta.2) il
potere ideologico
quello che si avvale del possesso di certe forme di sapere, di conoscenza, didottrine filosofiche o
religiose, per esercitare unazione di influenza sui membri di un gruppoinducendoli a compiere o
allastenersi dal compiere certe azioni.3) il
potere politico
, invece, quello che per imporre la propria volont, ha la possibilit di ricorrerealluso della forza.
Lo Stato incarna la figura tipica di potere politico, per fare rispettare le sue leggipu ricorrere ai
suoi apparati repressivi.
1.1 LA LEGITTIMAZIONE
Per qualificare il potere politico, per, il riferimento alluso della forza necessario, ma
nonsufficiente. Il potere politico quindi, non si basa solamente sulla forza, ma anche un
principio di giustificazione
dello stesso.Il sociologo tedesco Max Weber, in rapporto alle diverse ragioni che inducono
allobbedienza, haindividuato 3 differenti
tipi di potere legittimo
:1.

il
potere tradizionale
si basa sulla credenza nel carattere sacro delle tradizioni;2.

il
potere carismatico
basato sulla dedizione straordinaria al valore esemplare o alla forzaeroica o al carattere sacro di una
persona e degli ordinamenti che questa ha creato;3.

il
potere legale-razionale
si basa sulla credenza nel diritto di comando di coloro cheottengono la titolarit del potere sulla
base di procedure legali ed esercitano il poteremedesimo con losservanza dei limiti stabiliti dal
diritto.Il potere legale-razionale emerge a seguito delle grandi
rivoluzioni liberali
del 18 secolo (Guerra


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5dIndipendenza delle colonie americane nei confronti dellInghilterra negli anni 1774 e 1781 e
laRivoluzione Francese del 1789). Esso trova la sua consacrazione in 2 fondamentali
documenticostituzionali: la Costituzione americana (1787) e la Dichiarazione dei diritti delluomo e
del cittadinoin Francia nel 1789.In quel periodo storico si afferma il principio secondo cui
il potere politico non agisce libero da vincoli giuridici, ma esso stesso sottoposto al diritto per
garantire la libert dei cittadini contro i pericoli dellabuso da parte di chi detiene il potere.
Con la democratizzazione delle strutture dello Stato e lavvento dellera della sovranit popolare,
si affermato il principio secondo cui il
potere politico devessere legittimato dal libero consenso popolare,espresso tramite le elezioni
attraverso i tanti strumenti (partiti, sindacati, referendum) con cui il popolo puesercitare la sua
sovranit.
Infine, in tempi pi recenti, a partire dal dopoguerra, si assistito alla costruzione diorganizzazioni
soprannazionali (pi importante fra le quali lUE) cui vengono demandate certefunzioni che prima
appartenevano agli Stati, soprattutto per ci che riguarda leconomia; ma anche altrasferimento di
importanti compiti dallo Stato a livelli territoriali inferiori, come le Regioni e iComuni.
2. LO STATOStato
il nome dato ad una particolare forma storica di organizzazione del potere politico, cheesercita
il monopolio della forza legittima
in un determinato
territorio
e si avvale di
un apparatoamministrativo
.Lo Stato moderno nasce e si afferma in Europa tra il XV e il XVII secolo e si differenzia
dalleprecedenti forme organizzazione del potere politico, per due caratteristiche:a)

una concentrazione del potere di comando legittimo nellambito di un determinatoterritorio in capo
ad un unica istanza;b)

la presenza di unorganizzazione amministrativa in cui opera una burocrazia professionale.La spinta
alla concentrazione del potere politico nello Stato nata come reazione al
sistemafeudale
, costituito dal rapporto
vassallo/signore
. Il signore concedeva al vassallo un feudo, instaurandocon lui un rapporto di obblighi e diritti
reciproci di carattere
personale e privato
, su vari livelli, sino aduna specie di sopra signore che si fregiava di un titolo dorigine romana,
come
rex, princeps, dux
.La
dispersione del potere di comando
(poich uno stesso individuo poteva essere contemporaneamentevassallo di pi signori),
una societ composta da comunit minori
(familiari, economiche, religiose,politiche)
con una molteplicit di sistemi giuridici
, ed il grande
scisma religioso
che sconvolse la cristianit


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6dal 1378 al 1417 furono i principali propellenti delle guerre civili religiose. La nascita e
laffermazionedello Stato moderno, con la concentrazione della forza legittima, rispondevano al
bisogno diassicurare un ordine sociale dopo secoli di insicurezza.
2.1 SOVRANIT
Lo Stato moderno
un apparato centralizzato che ha il monopolio della forza legittima in undeterminato territorio
. Il concetto giuridico che servito ad inquadrare questa caratteristica delloStato quello di
sovranit
, che ha due aspetti: uno interno ed uno esterno.Quello interno consiste nel
supremo potere di comando
in un determinato territorio, che tantointenso da non riconoscere nessun altro potere al di sopra di
s.Quello esterno consiste nell
indipendenza
dello Stato rispetto a qualsiasi altro Stato. I due aspettisono strettamente intrecciati: lo Stato non
potrebbe vantare il monopolio della forza legittima e quindiil supremo potere di comando su un
dato territorio se non fosse indipendente da altri Stati.Dopo laffermazione dello Stato moderno, si
posta la questione di
chi esercitasse effettivamente il potere sovrano
. Tra la fine dell800 ed i primi decenni del Novecento, si configura
lo Stato come persona giuridica
, cio come vero e proprio soggetto di diritto, titolare della sovranit. Da un lato, tutto ciserviva a
dare una legittimazione di carattere oggettivo allo Stato, dallaltro poteva risolvere ilconflitto tra
due diversi principi politici: quello monarchico quello popolare. Infatti, secondolinterpretazione
dello statuto Albertino, sovrano non era n il re n il popolo, bens lo Stato
medesimopersonificato.La
sovranit della nazione
stata una delle invenzioni pi importanti del costituzionalismofrancese dopo la rivoluzione del
1789.Infatti, lordine politico che precedeva la Rivoluzione Francese era quello dello Stato
assoluto(lAncien Rgime), fondato sull
identificazione

tra lo Stato e la persona del Re
(cfr. Luigi XIV diceva:
LoStato sono io
). facile capire come la
sovranit nazionale
, in primo luogo era diretta contro la sovranitdel re; in secondo luogo, metteva fine allantica
divisione del Paese in ordini ed in ceti sociali, tantche al loro posto subentravano i singoli
cittadini eguali
unificati politicamente nellentit collettivachiamata Nazione.Entrambe le teorie richiamate hanno
tentato di contrastare laffermazione di un altro principio,quello della
sovranit popolare
. La sua formulazione pi nota si deve a Rousseau, il quale facevacoincidere la sovranit con la
volont generale
, quella del popolo sovrano, quella dellinsieme deicittadini considerati come un ente collettivo.Il
costituzionalismo del Novecento, ha visto laffermazione di nuove tendenze che hanno messo in


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7crisi le tradizionali teorie sulla sovranit. Da una parte, la vigente Costituzione italiana afferma che
lasovranit appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione (art.1,2)
; dallaltraparte, per, la sovranit del popolo ha perduto quel carattere di assolutezza che aveva nel
secoloprecedente a causa di
3 circostanze
.1.

La prima
che la sovranit popolare non si esercita direttamente, ma viene inserita in un
sistema rappresentativo
.2.

La seconda
circostanza la diffusione di costituzioni rigide che hanno unefficaciasuperiore alla legge e
possono essere modificate solo attraverso procedure molto complesse.Inoltre la preminenza della
Costituzione viene garantita dallopera di una CorteCostituzionale. Di conseguenza, i titolari della
sovranit, nellesercizio dei loro poteri,incontrano limiti giuridici difficilmente superabili.3.

Laltra tendenza,
la terza
, costituita dallaffermazione di
organizzazioni internazionali
.Il processo stato avviato con il trattato istitutivo delle
Organizzazioni

delle Nazioni Unite(ONU)
approvato a San Francisco il 26 giugno 1945, che ha come finalit principale il mantenimentodella
pace e della sicurezza internazionale, e poi con la
Dichiarazione universale dei dirittidelluomo
approvata il 10 dicembre 1948 dallAssemblea Generale delle Nazioni Unite.La limitazione della
sovranit statale diventa invece molto pi evidente ed intensa con la creazionein Europa di
Organizzazioni sopranazionali
come la
Comunit Economica Europea
(CEE istituita nel1957), la
Comunit europea del carbone e dellacciaio
(CECA istituita nel 1951) e la
Comunit

europeadellenergia atomica
(CEEA istituita nel 1957), tutte e tre riunite, a partire dal
Trattato di Maastricht
(1992), nella
Comunit Europea
(CE). Questultima costituisce il cd. primo pilastro dell
Unione

Europea
(UE), che ha altri due pilastri, e cio quello della politica estera e della sicurezza comune equello
della giustizia e degli affari interni.Gli Stati membri hanno trasferito a tali organizzazioni poteri
rilevanti, attribuendo loro sia lacompetenza a produrre, in determinati ambiti, norme giuridiche,
nonch il potere di adottaredecisioni prima riservate agli Stati. In questo modo poteri che
tradizionalmente definivano il nucleodella sovranit sono stati trasferiti a organizzazioni
sopranazionali.In particolare, la storia della Comunit Europea inizia nel 1951, con la stipulazione
del
Trattato diParigi
che istituisce la
CECA
. Con i
Trattati di Roma
del 1957 (entrati in vigore 1 gennaio 1958) vengonoistituite la
CEE
e l
EURATOM
(Comunit europea per lenergia atomica).Nel 1965, con il
Trattato di Bruxelles
, gli organi esecutivi (il Consiglio e la Commissione) delle treComunit vengono fusi. Nel 1976
viene decisa lelezione diretta a suffragio universale del
Parlamentoeuropeo
. Nel 1987 entra in vigore l
Atto

unico europeo.
Nel 1992 viene firmato il
Trattato di Maastricht
,

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8entrato in vigore alla fine del 1993: la competenza della Comunit si estende nel campo della
politicaeconomica e della moneta e viene istituita l
Unione

Europea
, che comunque non sostituisce laComunit europea. Infatti gli organi restano sempre quelli della
CE. Il Trattato di Maastricht statoulteriormente modificato dal recente
Trattato di Amsterdam
(1997). Anche geograficamente la CE si nel frattempo allargata. Al nucleo originale di 6 Paesi
(Italia, Francia, Germania, Belgio, Olanda,Lussemburgo), si sono aggiunti il Regno Unito, Irlanda e
Danimarca (1972), Spagna e Portogallo(1985), Austria, Finlandia e Svezia (1994). Per affrontare le
questioni aperte dal futuro allargamentodellUnione, stato firmato il 26 febbraio 2001, il
Trattato di Nizza
, che modifica i Trattati dellUnioneEuropea, che in particolare affronta i temi della composizione e
del funzionamento delle istituzionicomunitarie. In vista della Conferenza intergovernativa del 2004
stata istituita una
ConvenzioneEuropea
con il compito di esaminare le questioni che il futuro sviluppo istituzionale comporta e dielaborare
quella che nel dibattito pubblico ha preso il nome di
Costituzione Europea
.
2.2 TERRITORIO
La sovranit esercitata dallo Stato in un determinato
territorio
, in un determinato ambitospaziale, in modo indipendente da qualsiasi altro Stato.La precisa
delimitazione del territorio
pertanto condizione essenziale per garantire allo Statolesercizio della sovranit e per assicurare
lindipendenza reciproca degli stati.Il diritto internazionale ha elaborato un corpo di regole secondo
cui il territorio costituito: dallaterraferma, dalle acque interne comprese entro i confini, dal mare
territoriale, dalla piattaformacontinentale, dallo spazio atmosferico sovrastante e dalle navi (e aerei)
battenti bandiera dello Statoquando si trovano spazi non soggetti alla sovranit di alcuno Stato;
dalle sedi delle rappresentanzediplomatiche allestero.
Terraferma
: una porzione di territorio delimitata da confini, che possono essere naturali (peresempio fiumi e
montagne) o artificiali. Di regola i confini sono delimitati da trattati internazionali.
Mare territoriale
: quella fascia di mare costiero interamente sottoposta alla sovranit dello Stato.Secondo un
criterio tradizionale esso si estendeva fino al punto massimo in cui lo Stato potevamaterialmente
esercitare la sua forza. Poich la gittata massima dei cannoni era di 3 miglia, questalunghezza fu per
lungo tempo lambito di estensione del mare territoriale. Ovviamente con losviluppo della moderna
tecnologia bellica, il suddetto criterio stato superato. Oggi, quasi tutti gliStati fissano in 12 miglia
marine il limite del mare territoriale.
Piattaforma continentale
: costituita dal cosiddetto zoccolo continentale, e cio da quella parte delfondo marino di
profondit costante che, pi o meno esteso, circonda le terre emerse prima che la
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