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13/02/2009

E ARTICOLAZIONI SACRO-ILIACHE

LEZIONE 19/01/09

Dott.ssa Laura Moretti

Base del tronco ANELLO OSTEO-ARTICOLARE CHIUSO

Formazioni ossee:
- due ossa iliache
- sacro

Articolazioni:
- due articolazioni sacro-iliache
- sinfisi pubica

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< larghezza e
ampiezza;
Bacino
maschile > altezza;
< larghezza e
apertura dello
> larghezza e
stretto superiore.
ampiezza;
< altezza;
> larghezza e
Bacino
apertura dello femminile

stretto superiore.

Trasmissione degli sforzi tra il


rachide e gli arti inferiori

L’insieme delle linee di forza


forma un ANELLO COMPLETO
attraverso il quale sono condotte
queste forze

Il SACRO si incastra
verticalmente tra le due ali iliache
e sospeso a queste per mezzo di
legamenti si trova bloccato

Sistema auto-bloccante

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Piano trasversale

Ala iliaca = braccio di leva;


Articolazioni sacro-iliache = punto d’appoggio;
Legamenti sacro-iliaci (L1 e L2) = resistenza;
Sinfisi pubica = potenza

Forza di riavvicinamento (S1-S2)

Dislocazione sinfisi pubica:


allontanamento superfici iliache e articolazioni
sacro-iliache il sacro si sposta in avanti

Interdipendenza elementi dell’anello pelvico

Processi
articolari
superiori

Base
Fori
sacrali

Coccige
ANT

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Processi
articolari
superiori

Cresta
Faccetta sacrale
auricolare mediana

Creste sacrali
laterali
Hiatus
POST

Articolazione terminale che il sacro ha con il coccige ANFIARTROSI

Legamento interosseo

Disco articolare

Modesti movimenti passivi di flesso-estensione

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visione laterale

Superficie sacrale convessa


Legamenti
Superficie coccigea concava periferici

Faccetta auricolare dell’ileo: Corrispondenza delle due superfici articolari


forma di mezza luna a concavità
postero-superiore, ricoperta da
cartilagine, irregolare, a livello
della tuberosità iliaca dà inserzione
a potenti legamenti.

Faccetta auricolare del sacro:


superficie conformata
inversamente all’ileo, sulla sua
linea assiale c’è una depressione
delimitata da due salienze
allungate, il primo tubercolo
sacrale è al centro dell’arco di
circonferenza da essa descritto.

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Faccetta auricolare sacro Variazioni morfologiche

DELMAS: corrispondenza fra tipo di rachide e morfologia del sacro e della sua
faccetta auricolare

Sacro orizzontalizzato,
Curve faccetta auricolare
rachidee molto incurvata e
accentuate concava, articolazione
più mobile

Sacro verticalizzato,
Curve faccetta auricolare
rachidee molto allungata e
appiattite quasi piana,
articolazione con
scarsa mobilità

Affrontamento facce sinfisarie del pube,


hanno forma ovalare e sono coperte da
cartilagine fibrosa e unite fra loro da
cartilagine ialina e tessuto connettivo

Disco interpubico

SINFISI

Ridotta motilità ma efficiente struttura di assorbimento delle sollecitazioni

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NUTAZIONE (teoria di Farabeuf )

sacro ruota attorno asse (x)


promontorio in basso e in avanti (S2)
punta sacrale e coccige in dietro (d2)

Le ali iliache si avvicinano, le tuberosità


ischiatiche si allontanano

Limiti: piccolo/grande legamento sacro-ischiatico;


fasci antero-superiori/inferiori del
legamento sacro-iliaco anteriore

CONTRONUTAZIONE

sacro ruota attorno legamento assile (x)


promontorio in alto e in dietro (S1)
punta sacrale e coccige in basso e in
avanti (d1)

Le ali iliache si allontanano e le


tuberosità ischiatiche si avvicinano

Limiti: legamenti ileo-sacrali sia sul piano superficiale che profondo

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Teoria classica Farabeuf : basculamento del sacro attorno all’asse O, spostamento


angolare, promontorio in basso e avanti attorno ad un arco di circonferenza di
centro O retroauricolare.

Teoria di Bonnaire : basculamento attorno


all’asse O’ passante per il tubercolo di
Bonnaire (alla congiunzione dei due
segmenti dell’auricola sacrale), il centro di
movimento angolare è auricolare.

Teoria di traslazione pura: sacro scivola lungo l’asse della


porzione inferiore dell’auricola

Spostamento di una distanza d che interessa sia


promontorio del sacro che punta del sacro

Teoria di rotazione: sacro ruota attorno ad un asse


preauricolare O´´ situato in basso e avanti rispetto al sacro

Molteplicità delle teorie dovuta alla difficoltà di analisi


dei movimenti

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• Posizione eretta simmetrica


Coxo-femorale
Sistema
articolato
Sacro-iliaca

Il peso del tronco abbassa il promontorio

sacro sollecitato in nutazione

La reazione da terra trasmessa forma con


il peso una coppia di rotazione Veduta laterale

Tendenza al movimento di
ileo ruota in dietro
retroversione del bacino

• Appoggio monopodalico

Reazione da terra (R) arto portante

coxo-femorale corrispondente sollevata

Peso arto in sospensione

coxo-femorale opposta abbassata

Sollecitazione di taglio della sinfisi pubica

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• Posizione distesa con le anche


in estensione

Trazione sui muscoli flessori

Bacino in antiversione e
punta del sacro in avanti

Rotazione della sacro-iliaca


in contronutazione
B

• Posizione distesa con le anche


in flessione

Trazione dei ischio-tibiali

Bacino in retroversione
rispetto al sacro

Rotazione della sacro-iliaca


nel senso della nutazione

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• Antiversione Il cingolo pelvico ruota le ossa del sacro e del bacino in


avanti e in dietro su un piano sagittale attorno ad un
• Retroversione asse trasversale passante per le coxo-femorali

Ritmo lombo-pelvico

Flessione busto con


antiversione delle pelvi

A livello della pelvi trovano inserzione importanti muscoli provenienti dal


torace e dalla colonna vertebrale

Movimenti propri o “primari” , invertendo origine e inserzione attraverso punti


fissi esterni, si ottengono flesso-estensioni, inclinazioni laterali e rotazioni

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• ESAME OBIETTIVO: misure antropometriche ed esame posturale;

• ESAME FUNZIONALE: valutazione della mobilità del rachide (in toto e nei
singoli segmenti costitutivi) e valutazione del suo
comportamento durante i movimenti.

EDUCAZIONE POSTURALE

Esercizi di educazione posturale Presa di coscienza della


propria colonna vertebrale

OBIETTIVI: -presa di coscienza di atteggiamenti scorretti;

-presa di coscienza di zone rigide e/o dolorose;

-aumento della capacità di controllo;

-miglioramento dell’assetto posturale;

-uso appropriato della colonna nei movimenti quotidiani.

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• Presa di coscienza della colonna vertebrale e delle


sue curve fisiologiche

 Arti superiori lungo i fianchi, palmo delle mani a terra, arti inferiori distesi e
rilassati con le punte dei piedi extraruotate. Prendere coscienza delle parti del
corpo che toccano a terra, sentire quelle che appoggiano e quelle che non
appoggiano, partendo dai piedi e arrivando lentamente fino alla testa. Passando
in rassegna la colonna vertebrale si prende coscienza delle curve fisiologiche.

Influenza degli arti inferiori

 Con gi arti inferiori distesi la tensione dei muscoli ileopsoas trascina il bacino
in anteroversione e fa sollevare le vertebre lombari da terra formando la lordosi
lombare. Piegandoli, i muscoli ileopsoas si rilasciano e le vertebre lombari si
appoggiano a terra riducendo la lordosi lombare.

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Influenza degli arti superiori

 Arti inferiori piegati, sollevare gli arti superiori: si prende coscienza


dell’accentuazione della lordosi, soprattutto in coloro che presentano ipercifosi,
rigidità delle spalle o retrazione dei muscoli pettorali.

Influenza del respiro

 Eseguire un respiro profondo: durante l'inspirazione la lordosi lombare si


accentua e durante la fase di espirazione le vertebre lombari vengono spinte
contro la superficie di appoggio.

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• Capacità di muovere gli arti inferiori senza


coinvolgere il bacino
 Imparare a piegare e distendere gli arti inferiori senza coinvolgere il bacino
evita inutili sollecitazioni sul rachide lombare. Le mani, appoggiate sul bacino,
verificano che gli arti inferiori si muovano senza coinvolgerlo. Arti inferiori distesi
e abbandonati con la punta dei piedi che cade all'esterno si piega un arto per
volta lasciando scivolare il tallone e mobilizzando l'anca in extrarotazione; si
completa il movimento fino ad appoggiare la pianta del piede sul pavimento. Per
tornare alla posizione di partenza si procede in modo inverso.

• CONTROLLO DEL BACINO

Obiettivo fondamentale da raggiungere

Base della colonna, la sua posizione si ripercuote su tutta la colonna

Importanza dell’apprendimento del movimento di antero-


retroversione del bacino

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Antero-retroversione in posizione supina


 Metodo Feldenkrais: si immagina di avere un quadrante di orologio dietro il
bacino e che le ore 12 coincidano con l'ultimo disco intervertebrale, tra la 5a
vertebra lombare e l'osso sacro e che le ore 6 si trovino in corrispondenza del
coccige. Arti inferiori piegati e leggermente divaricati (larghezza bacino), si deve
muovere il bacino in modo da premere successivamente sulle ore 12 e sulle ore
6. La pressione sulle ore 12 corrisponde al movimento di retroversione (le
vertebre lombari aderiscono a terra),premere sulle ore 6 corrisponde al
movimento di anteroversione (le vertebre lombari si sollevano da terra).

Antero-retroversione in posizione supina


 Uno strumento efficace per agevolare l'apprendimento di questo movimento
è il "discosit": arti inferiori piegati si solleva il bacino e si pone il disco sotto di
esso in modo che il centro coincida con S2. Il bacino deve pesare sul disco, si
effettua il movimento di antero-retroversione con il minimo sforzo, lo
spostamento dell'aria all'interno del disco agevola il movimento del bacino.

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Antero-retroversione in posizione supina


 Si può utilizzare anche la palla morbida "softgym". L'esercizio di antero-
retroversione del bacino permette di affinare la capacità di controllo, migliorare
la mobilità e ha un effetto antalgico, cioè quando si esegue la retroversione si
dà sollievo alle faccette articolari, in anteroversione si dà sollievo ai dischi.
Questa alternanza di variazioni positive e negative dei carichi è salutare per i
dischi e per il passaggio del liquido sinoviale sopra la cartilagine delle
articolazioni interapofisarie.

Antero-retroversione in posizione supina

 Respirare utilizzando il diaframma lasciare che il bacino liberamente


segua il movimento dell'addome.
Quando l'aria entra e l'addome si gonfia, si sente che il bacino è trascinato
in avanti in anteroversione.
Poi, quando l'aria esce e l'addome si retrae, il bacino esegue
passivamente la retroversione.

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Antero-retroversione in posizione supina

 Passare dalle ore 12 alle ore 6, lentamente, con il minimo sforzo, guidati dal
ritmo del respiro, la testa si muove insieme al bacino: pressione sulle ore 12,
testa spinta all'indietro dalla colonna vertebrale, anteropulsione del mento con
aumento della lordosi cervicale; pressione sulle ore 6, testa tirata verso il basso
dalla colonna vertebrale, retropulsione del mento la lordosi cervicale si riduce.

Antero-retroversione in posizione supina


 Visualizzare sull'orologio immaginario le ore 3 e le ore 9 e trasferire la
pressione lentamente e successivamente su di esse. Quando si preme sulle ore
3, per effetto della spinta del piede destro sul pavimento, si solleva l'anca destra
portando la pressione sulla sinistra. Avviene il movimento opposto quando si
preme sulle ore 9.

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Antero-retroversione in posizione supina

 Con l'aiuto dell'orologio immaginario si può affinare ulteriormente la


capacità di controllo dei movimenti del bacino:
- partendo dalle ore 12 portare la pressione sull'ora 1 e poi ritornare
alle ore 12 e così via, aggiungendo un'ora ogni volta;
- descrivere con movimenti armonici e continui dei cerchi con il
bacino, in senso orario e in senso antiorario, portando la pressione
successivamente su tutte le 12 ore.

Antero-retroversione in posizione quadrupedica


 Arti superiori extraruotati in modo che rimangano tesi senza sforzo, peso del
corpo ben distribuito sui quattro appoggi, mani distanziate tra loro come la
larghezza delle spalle e lontane dalle ginocchia come la lunghezza del tronco,
eseguire movimento di antero-retroversione del bacino, sempre guidato dal
respiro.

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Antero-retroversione in posizione seduta


 Sedersi su uno sgabello, ed eseguire la retroversione forzata del bacino e
osservare come la lordosi lombare si trasforma in cifosi, poi eseguire
l'anteroversione forzata osservando come la lordosi si accentui. Per assumere
la posizione corretta forzare l'anteroversione e poi rilasciarla leggermente: si
mantiene così la giusta lordosi. Prendere coscienza dei suoi contatti con il piano
del sedile: ruotando il bacino indietro il peso si sposta di più sul coccige,
ruotando il bacino in avanti il peso è sulle tuberosità ischiatiche.

Antero-retroversione in posizione seduta


 Anche in questa posizione si può utilizzare il "discosit" per agevolare
l'esecuzione dell' esercizio. Ogni volta che ci si troverà seduti, si farà ricordare
questo esercizio finché il mantenimento della lordosi diventerà automatico.

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Antero-retroversione in stazione eretta


 Si ripete lo stesso movimento in posizione eretta con il dorso appoggiato a
una parete. Prima si prende coscienza dei punti di contatto e delle curve
fisiologiche, poi, avanzando con i piedi di circa 20 cm, si piegano leggermente
gli arti inferiori e, eseguendo la retroversione del bacino, si cerca di aderire con
la zona lombare alla parete.

Antero-retroversione in stazione eretta e grounding


 Piedi paralleli e distanti tra loro: piegare leggermente gli arti inferiori
spostando il peso sugli avampiedi, senza sollevare i talloni; piedi puntati in
avanti, diritti con le dita ben appoggiate, ginocchia centrate sui piedi. Il peso del
corpo deve essere ben distribuito sui due piedi. Addome rilassato e respirare
lentamente utilizzando il diaframma. Bacino libero e rilassato, in lieve
anteroversione: conservare la lordosi lombare fisiologica. Spalle rilassate, in
posizione intermedia, in modo da mantenere la giusta cifosi dorsale. Braccia
abbandonate al loro peso. Testa è sul prolungamento della colonna vertebrale,
mento leggermente retratto e sguardo orizzontale. Per sentire meglio la stabilità
dell'appoggio dei piedi e la funzione ammortizzante degli arti inferiori, piegarli e
distenderli più volte di seguito. Mantenendo gli arti inferiori leggermente piegati
eseguire il movimento di antero-retroversione del bacino. La respirazione
addominale guida il movimento. Durante il movimento il peso del corpo deve
restare ben appoggiato sugli avampiedi, senza sollevare i talloni.

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Antero-retroversione in stazione eretta e grounding

Antero-retroversione in posizione prona

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Progressione degli esercizi

Raggiungimento obiettivi posturali

Uso corretto del rachide nelle


posizioni e nei movimenti quotidiani

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